Notiziario "C", n. 5, 1964

Contenuto

Notiziario "C", n. 5, 1964
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
- Piccola enciclopedia del marittimo, p. 2
- Cinquant'anni fa la prima nave attraversò il Canale di Panama, p. 2
- "Luisa C.": una lunga carriera all'insegna della puntualità e della sicurezza, p. 3
- Giornale di bordo, p. 4
Data testuale
1964 settembre - ottobre
Estremi cronologici
settembre 1964 – ottobre 1964
Consistenza
pp. 4
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Famiglia Costa
Identificativo
PER.000364/22
Collocazione
Emeroteca
contenuto
Linea ‘’C,; - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova

Anno IV - Numero 5 - Settembre-Ottobre 1964 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV

L'ANNA C. in controluce.





mr arri cisinssssrirziriass0ssasQi0s1ivi;varissQsi1t10 00011

PICCOLA ENGIGLOPEDIA DEL MARITTIMO I

MITI VV}





Dal ponte sul Bosforo

a quello di New York

Cinquantun anni fa, esatta-
mente il 17 giugno 1913, termi-
nava la costruzione del Ponte
Nuovo che congiunge le due
sponde del Corno d’Oro, ossia
dell’insenatura lunga circa do-
dici chilometri che divide la
parte più antica della città dai
quartieri di Galata e di Pera. Il
Ponte Nuovo, costruito sempre
di notte per non intralciare il
traffico dei natanti lungo il Cor-
no d’Oro, è interamente in fer-
ro e misura 1 km. di lunghezza.

Sempre in Turchia si trova il
ponte più antico del mondo: è
quello che attraversa il fiume
Meles a Smirne, oggi Izmir. Es-
so ha una sola arcata fatta con
lastre di pietra e risale a circa
2800 anni fa.

Il più lungo ponte del mondo
(ma formato dalla sequenza di
cinque ponti successivi) è quel-
lo della Baia di San Francisco:
la sua lunghezza totale è di
6.504 metri.

Il più lungo ponte sospeso del
* mondo era, fino a poco tempo
fa, il Mackinac, fra Mackinac
City e S. Ignace, nel Michigan,
misurando, fra sponda e spon-
da, 2.625 metri. Il primato è sta-
to superato dal ponte costruito
nella Baia di New York, la cui
arcata sospesa (cioè tra i due
piloni di sostegno) è lunga ol.
tre due chilometri. Ogni cavo di

acciaio è composto di 61 trecce
e ogni treccia di 248 fili di ac-
ciaio per una lunghezza com-
plessiva di 145.000 chilometri,
pesanti 38 tonnellate. L’intero
costo dell’opera si è aggirato
sui 325 milioni di dollari (oltre
duecento miliardi di lire). Il gi-
gantesco ponte porta il nome
del navigatore fiorentino Gio-
vanni Da Verrazzano, il primo
che il 17 aprile 1524, a bordo
della « Delfina », approdò sulla
costa newyorchese.

Il decano

dei canali italiani

Il primo giugno 1863, a Chi-
vasso, presso Torino, presente
il Principe Umberto (che sareb-
be poi salito sul trono il 9 gen-
naio 1878) venne posta la prima
pietra del Canale Cavour, una
delle maggiori opere pubbliche
del giovane Regno d’Italia.

Il Canale Cavour, derivato dal
Po, è lungo solo ottanta chilo-
metri ed alimenta, con il con-
corso di derivazioni secondarie,
la più importante rete italiana
di canali irrigui, che distribui-
scono complessivamente ben
180 metri cubi d’acqua al secon-
do, con uno sviluppo di canali
di oltre 1500 chilometri.

iii AAAZLA AA AAA AZZ AZAZAZARARA:

47 Mari Adriatici di pioggia
Accurati calcoli eseguiti di recente, permettono di
stabilire che sulla superficie del globo terrestre (510 mi-
lioni di chilometri quadrati) cade ogni anno, sotto forma
di pioggia e di neve, una quantità di acqua pari a circa
468.000 miliardi di metri cubi. Per esemplificare che cosa
questa cifra significhi, si è pensato di ridurre idealmente
ad una forma geometrica regolare il Mare Adriatico, para-
gonandolo così -—- con una certa approssimazione — a
una vasca profonda cento metri, i cui lati abbiano 1000
chilometri di lunghezza e 100 di larghezza. Essa pertanto
possiede una capacità di diecimila miliardi di metri cubi.
Si può dunque affermare che ogni anno cade sul glo-
bo terracqueo una quantità di acqua corrispondente a 47
Mari Adriatici. Dalla superficie degli oceani, sotto l’azione
del calore solare, evapora un quantitativo d’acqua mag-
giore di quello che poi ricade sotto forma di pioggia; ma
tale differenza è compensata dal fatto che sulle terre
emerse si registra il fenomeno inverso, dato che la eva-
porazione avviene su una superficie relativamente pic-
cola, costituita di corsi d’acqua, di paludi e di laghi.

Per finire diremo che l’acqua utilizzata direttamente
dall'uomo per i propri bisogni alimentari e igienici (dieci-
mila litri l’anno, pro-capite, in media) non rappresenta
che una frazione minima, e cioè meno di un decimillesi-
mo del totale che cade sul nostro pianeta sotto forma di
precipitazione atmosferica.

È



MIT ITIIILL LL









Da 100 milioni d’anni l'Australia
va a zonzo per l'Oceano Pacifico

Tre scienziati australiani —
E. Irwing, W. A. Robertson, P.
M. Scott — hanno stabilito, a
conclusione di lunghe ricerche,
che l’Australia ha «migrato »
per 3400 miglia (quasi 5500 chi-

Cinquant’anni fa la prima nave

attraversò il Canale di Panama

«Senza pompa e senza cerimonia inaugurale »,
come riferiscono le cronache del tempo, il 9 gen
naio 1914, all'insaputa di tutti, eccettuati natural-
mente i costruttori dell’opera e un oscuro capita-
no di lungo corso, avvertito all’ultimo momento,
una nave passò per la prima volta dall’Atlantico
al Pacifico attraverso gli 81 chilometri del Canale
di Panama. La storica impresa ebbe a protagonista
il piroscafo francese « Alerandre Lawalley », una
«carretta » piuttosto male în arnese (1200 tonnel-
late di stazza), una sola elica e un solo fumaiolo
(varata nel lontano 1884). La traversata durò nove
giorni e si svolse fra mille difficoltà. IL Canale fu
poi aperto al transito normale mell’agosto del
1914, ma l'inaugurazione ufficiale ebbe luogo sol-
tanto dopo la prima guerra mondiale, quando già
erano noti i primi rilievi statistici inerenti il traf-
fico, che portano la data del 1916.

L'idea di una via d’acqua che collegasse i due
Oceani, risale a un periodo molto anteriore; già
se ne parlava al tempo di Carlo V e di Federico II.
Però dovevano passare vari secoli prima che, nel
1838, il Governo colombiano scegliesse, tra i molti
progetti presentati, quello dell’ing. Garella di Luc-
ca ed affidasse l'impresa dei lavori di costruzione
a una compagnia francese; agli studi preliminari
partecipò anche l’ing. Agostino Codazzi (Lugo di
Romagna 1793 - Pueblito, Venezuela, 1859) la cui
vita avventurosissima di esploratore, combattente,
geografo e topografo meriterebbe davvero un ca-
pitolo a parte.

L'esecuzione dei lavori iniziò nel febbraio 1881,

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due

sotto la direzione di Ferdinando de Lesseps che già
aveva portato a termine quella colossale opera di
ingegneria idraulica che è il Canale di Suez; pur-
troppo gli audaci costruttori dovettero arrendersi
di fronte alle difficoltà tecniche e al clima mi-
cidiale.

Nel 1889, dopo otto anni di logoranti fatiche,
i lavori furono interrotti e l'impresa francese si
vide costretta a dichiarare fallimento. Una società
costituita nel 1894 non ebbe miglior fortuna, ma
frattanto gli Stati Uniti (che dalla nuova opera
avrebbero tratto i maggiori vantaggi poiché le
loro navi, per spostarsi dai porti dell’Atlantico a
quelli del Pacifico — cioè « from coast to coast »
— non sarebbero più state obbligate a compiere
la circumnavigazione del Sud America), avevano
iniziato trattative con la Colombia per l’acquisto
del diritto di proseguire i lavori: trattative che
vennero interrotte dai moti insurrezionali del 1903
e furono riprese con la nuova Repubblica pana-
mense, non appena essa riuscì a conquistarsi l’in-
dipendenza. Per un compenso di dieci milioni di
dollari (e în più un affitto annuo di 250.000 dol-
lari, portato a un milione e 930.000 nel 1955) il
Governo di Washington si assicurò l’uso perpetuo
della striscia di territorio (dieci miglia circa di
larghezza) attraverso la quale sarebbe passato il
Canale.

Gli Stati Uniti — che erano destinati a eserci-
tare in seguito una sempre più pesante influenza
nella vita politica ed economica del Paese — ripre-
sero i lavori nel 1904 e li condussero a termine in
meno di dieci anni.

lometri), rispetto ai Nord Ame-
rica, nel corso degli ultimi cen-
to milioni di anni. A quel tem-
po, sostengono i tre studiosi,
l'Australia si trovava esattamen-
te al Polo Sud magnetico: e da
allora ha continuato ad andare
alla deriva nell'Oceano Pacifico,
in direzione Nord, alla velocità
media di circa cinque centime-
tri l’anno. E’ stato possibile ar-
rivare a queste conclusioni at-
traverso lo studio del magneti.
smo di diversi tipi di rocce del
continente australiano, risalen-
ti a diversi periodi geologici.

Gli studi dei tre scienziati au-
straliani, che hanno formato og-
getto di cinque articoli pubbli-
cati sul «Giornale di ricerche
geofisiche », si ricollegano alla
famosa teoria della deriva dei
continenti formulata mezzo se-
colo fa dal geologo tedesco Al-
fred Wegener. Molto dibattuta
e non da tutti accettata, la teo-
ria sembra aver trovato recen-
temente importanti conferme
appunto nelle ricerche sul ma-
gnetismo terrestre, simili a
quelle effettuate dai tre scien-
ziati australiani.

Secondo la teoria di Wege-
ner, i continenti quali oggi li
conosciamo, costituivano in ori-
gine, quando la Terra fece la
sua comparsa nell’Universo, una
massa praticamente unica. Nel
corso di un lunghissimo proces-
so, questa massa si spezzò in di-
verse parti — i vari continenti
— che andando alla deriva su-
gli oceani raggiunsero le posi.
zioni che oggi conosciamo.

I continenti, inizialmente di.
slocati, sono poi andati progres-
sivamente staccandosi. L’Austra-
lia ha percorso il cammino che
si è detto in cento milioni di
anni.







Sedicesima puntata



|

della storia della Linea ‘“C,, S88



carriera all’inseg

sperare



La storia della LINEA C.
giunge, con questo numero, al
sedicesimo capitolo: quello de-
dicato alla « Luisa C.», nave ge-
mella della « Giovanna C. », del-
la quale abbiamo parlato in una
delle ultime puntate.

La «Luisa C.», nel quadro
della nostra storia, può essere
catalogata in quel periodo del-
l'immediato dopoguerra, con-
traddistinto da un grande sfor-
zo di ripresa, pur nelle infinite
difficoltà seguenti il conflitto.

Iscritta al Compartimento
marittimo di Genova il tre set-
tembre 1947, col numero 2595,
sì chiamava in origine « R. Lu-
ckemback» e aveva poi assun-
to la denominazione di «Ea-
stern Marchant ». Piroscafo a
propulsione meccanica, venne
costruito nel 1919 nei Cantieri
mavali « Asamo S. B. Co. Ltd.»
di Tsurumi (Giappone); aveva
le seguenti caratteristiche: lun-
ghezza metri 141,39; larghezza
metri 17,74; altezza metri 9,09;

| stazza lorda tonnellate 6546;
stazza netta tonnellate 4052; lo
apparato a motore era a vapo-
re, a triplice espansione (tre ci-
lindri ognuna), costruito a O-
saka dalla «Kubota Iron
Works »; HP nominali 5590 indi-
cati alle prove 4200; due eliche.

La «Luisa C.» venne adibita

-

al trasporto in genere e in que-
sta sua funzione effettuò nume-
rosi viaggi nel Nord e nel Sud
America; una attività preziosa,
în quel periodo, assolta sempre
col pieno rispetto degli impe-
gni. La « Luisa C.», così la ri-
cordano, era una mave forte,
robusta, di massima sicurezza;
naturalmente, al momento di
entrare a far parte della « LI-
NEA C.», aveva subito alcune
modifiche e trasformazioni per
essere adeguata alle mutate ne-
cessità dei trasporti marittimi.

Gli anni passano anche per le
navi; e così, quattro anni dopo,
precisamente il 4 aprile 1951, la
bandiera della nostra Compa-
gnia venne sostituita sulla na-
ve da quella dei nuovi proprie-
tari: « Globo de Navegacion » di
Panama. Un ultimo viaggio at-
traverso l'Atlantico per inizia-
re ancora un nuovo lavoro: co-
me del resto è nel destino delle
navi di tutto il mondo, prima
di terminare — quando proprio
gli acciacchi si fanno sentire —
in uno dei tanti cantieri di de-
molizione.

Si alternarono al comando
della nave Mirto Martinoli (dal
20 settembre 1947 all’8 giugno
1948), Giuseppe Favaloro (dal
9 giugno 1948 al 10 novembre
1949) e Marino Calvien (dall’11
novembre 1949 al 4 aprile 1951).

LUISA E una lunga

na della puntualità e della sicurezza



ea amicizia

_ , Niente di più utile, onesto e soave che una vera ami-
cizia: essa non può basarsi che sulla stima della virtù,
e non può che tendere al bene.

* * *

Torna a conforto di questa vita l’avere persona cui
domandare consigli e confidare i propri segreti: la vera
amicizia rende più grate le cose prospere e tempera le
avverse.

* * *

Si cerca a lungo un amico, di rado si trova, difficil-
mente si conserva: ma l’amicizia che si scioglie non fu
mai vera amicizia.

* * *

Non può essere vero amico di alcuno chi prima non
è amico della verità; per la qual cosa pochi sono gli
amici che tali restino fino alla fine.

* * *

Pochi sono gli amici della persona, molti quelli della
fortuna. Le ricchezze fanno crescere il numero degli
amici; dal povero se ne vanno anche quelli che aveva. Ma
non erano veri amici.

* * *

Non tutti quelli che ci adulano sono amici, né tutti
quelli che ci rimproverano sono nemici. Meglio essere
amati con severità che ingannati con dolcezza.

* * *

Nel male non vi può essere amicizia: chi è nemico di

Dio non può essere amico dell’uomo.
* »* *

Chi ha trovato un amico, ha trovato un tesoro. Ma

quanto facile ingannarsi sulla vera amicizia.

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre







SU

L'«Bugenio C.»
scenderà in mare
a fine novembre

A fine novembre scenderà in ma-
re, dai Cantieri Riuniti dell'Adriati-
co di Monfalcone la turbonave « Eu-
genio C.», la più grande unità co-
struita in Italia dall'Armamento li-
bero. La nave — come già abbiamo
pubblicato — avrà una stazza lorda
di 29.000 tonnellate, sarà lunga
217,39 metri e larga 29,30. Dotata di
ogni conforto, verrà affiancata —
ad allestimento terminato — alla
« Federico C. », sulle rotte del Sud
America.

Tripode ardente
giunto dall'Argentina
con la “Provence,

Il 31 ottobre è giunto a Geno-
va con la « Provence » un tripo-
de con fiaccola perenne offerto
dagli ex-combattenti italo-ar-
gentini all’Altare della Patria in
Roma.

Una folta rappresentanza dei
suddetti combattenti ha accom-
pagnato nel viaggio da Buenos
Aires a Genova il tripode che
è stato ricevuto dalle massime
autorità militari e civili e da
una larga rappresentanza di ex-
combattenti genovesi.

Il tripode, dopo aver ricevu-
to gli onori di rito, montato
su un autocarro militare, è sta-
to trasportato — con scorta
d’onore — nella caserma « Vit-
torio Veneto » sede del 157° Rgt.
Ftr. « Liguria » dove ha pernot-
tato.

Quindi si è formata una co-
lonna militare che ha accom-
pagnato il tripode fino a Roma
dove nel corso di una cerimo-
nia è stato posto sull’Altare
della Patria.



La “Franca C.,,
nei Garaibi

Il giorno diciotto ottobre è
partita da Genova per Port E-
verglade la « Franca C.»: ha a-
vuto così inizio la lunga crocie-
ra nei Caraibi che terminerà la
prossima primavera.

Libri scolastici

La Libreria della S.E.I., in
via Petrarca, a Genova, ha con:
cesso uno sconto del dieci per
cento ai dipendenti della Ditta
Giacomo Costa, sui libri scola-
stici. Gli interessati possono
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per il ritiro dell’autorizzazione.





GIORNALE DI BORDO. |

“Notturno brasiliano, per la FEDERICO C.

Li

+ n



« Notturno a Rio de Janeiro »: questo potrebbe essere il titolo della foto che mostra appunto la «Federico C.»
sfarzosamente illuminata. E’ stata scattata dal III ufficiale, Cap. Angelo Dellepiane.

Matrimoni

@ Antonio Simonetti, maritti-
mo, con la signorina Antonietta
Rivano. Carloforte, chiesa di S.
Carlo Borromeo, 24 ottobre 1964.

@ Domenico Palumbo, maritti-
mo, con la signorina Antonina
Barrese. Gioia Tauro Marina,
chiesa di Maria Santissima di
Portosalvo, 24 ottobre 1964.

@® Mauro Melzi, macchinista,
con la signorina Cristina Vigo.
Genova-Sestri, chiesa parrocchia-
le della Natività di Nostro Si-
FOOT Gesù Cristo, 25 ottobre

@ Salvatore Sciacca, cameriere,
con la signorina Maria Susino.
Pozzallo, chiesa della Madonna
del Rosario, 10 ottobre 1964.

@® Emilio Accornero, ufficiale
macchinista, con la signorina
Olga Polazzini. Genova-Sestri,
chiesa di San Nicola, 17 ottobre
1964.

@® Gioacchino Romano, maritti-
mo, con la signorina Paolina
Gentile. Trapani, Basilica di Ma-
ria Santissima, 5 ottobre 1964.

® Giuseppina Virzi, cameriera,
col signor Gennaro Torino. Ge-
nova, 9 agosto 1964.

Aîì giovani sposi, « Notiziario
C.» porge i più vivi rallegramen-
ti, uniti agli auguri di una vita
prospera e felice.

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina quattro

Nascite

® Luca Augusto Franco Vitale,
figlio del dott. Primo, dell’Uffi
cio Traffico Passeggeri e di An-
na Maria Perugin. Genova, 9 ot-
tobre 1964.

@® Massimo Malarby, figlio del
III macchinista Manlio. Genova,
24 luglio 1964.

@® Anna Mangraviti, figlia del
barista Pippo. Imperia Porto
Maurizio, 18 agosto 1964.

©® Pier Giorgio Agresta, figlio
dell’operaio frigorista Antonio.
Genova, 21 agosto 1964.

© Cristina Mascolo, figlia del
II ufficiale dell’« Anna C.», Al
do. Genova, 5 ottobre 1964.



Una vispa pupetta, alla quale
è stato imposto il nome di Ro.
berta, è giunta il 4 agosto, a far
felice la casa dell'ing. Piero Co-
sta e della sua gentile sposa, si-
gnora Giuliana Casnedi. Ai geni-
tori le nostre più vive felicitazio-
ni; a Roberta tanti auguri.







« Notiziario C.» si complimen-
ta con i genitori e dice aîì picco-
li: « Benvenuti! ».

Nozze d’argento

Vincenzo Carratello, maritti-
mo, e la signora Margherita Co-
lombo hanno festeggiato il 13
settembre i venticinque anni di
matrimonio. Congratulazioni e
auguri per le prossime « Nozze
d’oro »...



NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno IV - N. 5 - Sett.-Ott. 1964
Spedizione in abb. post., Gruppo IV_

Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/61



Genova,
Tel! 58.18.51 - Casella postale 492

FLAVIO MAGNARIN

Direttore responsabile
Via D'Annunzio 2 (piano XX)



Stampa: BI-ESSE - Genova




extracted text
Linea ‘’C,; - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova

Anno IV - Numero 5 - Settembre-Ottobre 1964 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV

L'ANNA C. in controluce.





mr arri cisinssssrirziriass0ssasQi0s1ivi;varissQsi1t10 00011

PICCOLA ENGIGLOPEDIA DEL MARITTIMO I

MITI VV}





Dal ponte sul Bosforo

a quello di New York

Cinquantun anni fa, esatta-
mente il 17 giugno 1913, termi-
nava la costruzione del Ponte
Nuovo che congiunge le due
sponde del Corno d’Oro, ossia
dell’insenatura lunga circa do-
dici chilometri che divide la
parte più antica della città dai
quartieri di Galata e di Pera. Il
Ponte Nuovo, costruito sempre
di notte per non intralciare il
traffico dei natanti lungo il Cor-
no d’Oro, è interamente in fer-
ro e misura 1 km. di lunghezza.

Sempre in Turchia si trova il
ponte più antico del mondo: è
quello che attraversa il fiume
Meles a Smirne, oggi Izmir. Es-
so ha una sola arcata fatta con
lastre di pietra e risale a circa
2800 anni fa.

Il più lungo ponte del mondo
(ma formato dalla sequenza di
cinque ponti successivi) è quel-
lo della Baia di San Francisco:
la sua lunghezza totale è di
6.504 metri.

Il più lungo ponte sospeso del
* mondo era, fino a poco tempo
fa, il Mackinac, fra Mackinac
City e S. Ignace, nel Michigan,
misurando, fra sponda e spon-
da, 2.625 metri. Il primato è sta-
to superato dal ponte costruito
nella Baia di New York, la cui
arcata sospesa (cioè tra i due
piloni di sostegno) è lunga ol.
tre due chilometri. Ogni cavo di

acciaio è composto di 61 trecce
e ogni treccia di 248 fili di ac-
ciaio per una lunghezza com-
plessiva di 145.000 chilometri,
pesanti 38 tonnellate. L’intero
costo dell’opera si è aggirato
sui 325 milioni di dollari (oltre
duecento miliardi di lire). Il gi-
gantesco ponte porta il nome
del navigatore fiorentino Gio-
vanni Da Verrazzano, il primo
che il 17 aprile 1524, a bordo
della « Delfina », approdò sulla
costa newyorchese.

Il decano

dei canali italiani

Il primo giugno 1863, a Chi-
vasso, presso Torino, presente
il Principe Umberto (che sareb-
be poi salito sul trono il 9 gen-
naio 1878) venne posta la prima
pietra del Canale Cavour, una
delle maggiori opere pubbliche
del giovane Regno d’Italia.

Il Canale Cavour, derivato dal
Po, è lungo solo ottanta chilo-
metri ed alimenta, con il con-
corso di derivazioni secondarie,
la più importante rete italiana
di canali irrigui, che distribui-
scono complessivamente ben
180 metri cubi d’acqua al secon-
do, con uno sviluppo di canali
di oltre 1500 chilometri.

iii AAAZLA AA AAA AZZ AZAZAZARARA:

47 Mari Adriatici di pioggia
Accurati calcoli eseguiti di recente, permettono di
stabilire che sulla superficie del globo terrestre (510 mi-
lioni di chilometri quadrati) cade ogni anno, sotto forma
di pioggia e di neve, una quantità di acqua pari a circa
468.000 miliardi di metri cubi. Per esemplificare che cosa
questa cifra significhi, si è pensato di ridurre idealmente
ad una forma geometrica regolare il Mare Adriatico, para-
gonandolo così -—- con una certa approssimazione — a
una vasca profonda cento metri, i cui lati abbiano 1000
chilometri di lunghezza e 100 di larghezza. Essa pertanto
possiede una capacità di diecimila miliardi di metri cubi.
Si può dunque affermare che ogni anno cade sul glo-
bo terracqueo una quantità di acqua corrispondente a 47
Mari Adriatici. Dalla superficie degli oceani, sotto l’azione
del calore solare, evapora un quantitativo d’acqua mag-
giore di quello che poi ricade sotto forma di pioggia; ma
tale differenza è compensata dal fatto che sulle terre
emerse si registra il fenomeno inverso, dato che la eva-
porazione avviene su una superficie relativamente pic-
cola, costituita di corsi d’acqua, di paludi e di laghi.

Per finire diremo che l’acqua utilizzata direttamente
dall'uomo per i propri bisogni alimentari e igienici (dieci-
mila litri l’anno, pro-capite, in media) non rappresenta
che una frazione minima, e cioè meno di un decimillesi-
mo del totale che cade sul nostro pianeta sotto forma di
precipitazione atmosferica.

È



MIT ITIIILL LL









Da 100 milioni d’anni l'Australia
va a zonzo per l'Oceano Pacifico

Tre scienziati australiani —
E. Irwing, W. A. Robertson, P.
M. Scott — hanno stabilito, a
conclusione di lunghe ricerche,
che l’Australia ha «migrato »
per 3400 miglia (quasi 5500 chi-

Cinquant’anni fa la prima nave

attraversò il Canale di Panama

«Senza pompa e senza cerimonia inaugurale »,
come riferiscono le cronache del tempo, il 9 gen
naio 1914, all'insaputa di tutti, eccettuati natural-
mente i costruttori dell’opera e un oscuro capita-
no di lungo corso, avvertito all’ultimo momento,
una nave passò per la prima volta dall’Atlantico
al Pacifico attraverso gli 81 chilometri del Canale
di Panama. La storica impresa ebbe a protagonista
il piroscafo francese « Alerandre Lawalley », una
«carretta » piuttosto male în arnese (1200 tonnel-
late di stazza), una sola elica e un solo fumaiolo
(varata nel lontano 1884). La traversata durò nove
giorni e si svolse fra mille difficoltà. IL Canale fu
poi aperto al transito normale mell’agosto del
1914, ma l'inaugurazione ufficiale ebbe luogo sol-
tanto dopo la prima guerra mondiale, quando già
erano noti i primi rilievi statistici inerenti il traf-
fico, che portano la data del 1916.

L'idea di una via d’acqua che collegasse i due
Oceani, risale a un periodo molto anteriore; già
se ne parlava al tempo di Carlo V e di Federico II.
Però dovevano passare vari secoli prima che, nel
1838, il Governo colombiano scegliesse, tra i molti
progetti presentati, quello dell’ing. Garella di Luc-
ca ed affidasse l'impresa dei lavori di costruzione
a una compagnia francese; agli studi preliminari
partecipò anche l’ing. Agostino Codazzi (Lugo di
Romagna 1793 - Pueblito, Venezuela, 1859) la cui
vita avventurosissima di esploratore, combattente,
geografo e topografo meriterebbe davvero un ca-
pitolo a parte.

L'esecuzione dei lavori iniziò nel febbraio 1881,

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due

sotto la direzione di Ferdinando de Lesseps che già
aveva portato a termine quella colossale opera di
ingegneria idraulica che è il Canale di Suez; pur-
troppo gli audaci costruttori dovettero arrendersi
di fronte alle difficoltà tecniche e al clima mi-
cidiale.

Nel 1889, dopo otto anni di logoranti fatiche,
i lavori furono interrotti e l'impresa francese si
vide costretta a dichiarare fallimento. Una società
costituita nel 1894 non ebbe miglior fortuna, ma
frattanto gli Stati Uniti (che dalla nuova opera
avrebbero tratto i maggiori vantaggi poiché le
loro navi, per spostarsi dai porti dell’Atlantico a
quelli del Pacifico — cioè « from coast to coast »
— non sarebbero più state obbligate a compiere
la circumnavigazione del Sud America), avevano
iniziato trattative con la Colombia per l’acquisto
del diritto di proseguire i lavori: trattative che
vennero interrotte dai moti insurrezionali del 1903
e furono riprese con la nuova Repubblica pana-
mense, non appena essa riuscì a conquistarsi l’in-
dipendenza. Per un compenso di dieci milioni di
dollari (e în più un affitto annuo di 250.000 dol-
lari, portato a un milione e 930.000 nel 1955) il
Governo di Washington si assicurò l’uso perpetuo
della striscia di territorio (dieci miglia circa di
larghezza) attraverso la quale sarebbe passato il
Canale.

Gli Stati Uniti — che erano destinati a eserci-
tare in seguito una sempre più pesante influenza
nella vita politica ed economica del Paese — ripre-
sero i lavori nel 1904 e li condussero a termine in
meno di dieci anni.

lometri), rispetto ai Nord Ame-
rica, nel corso degli ultimi cen-
to milioni di anni. A quel tem-
po, sostengono i tre studiosi,
l'Australia si trovava esattamen-
te al Polo Sud magnetico: e da
allora ha continuato ad andare
alla deriva nell'Oceano Pacifico,
in direzione Nord, alla velocità
media di circa cinque centime-
tri l’anno. E’ stato possibile ar-
rivare a queste conclusioni at-
traverso lo studio del magneti.
smo di diversi tipi di rocce del
continente australiano, risalen-
ti a diversi periodi geologici.

Gli studi dei tre scienziati au-
straliani, che hanno formato og-
getto di cinque articoli pubbli-
cati sul «Giornale di ricerche
geofisiche », si ricollegano alla
famosa teoria della deriva dei
continenti formulata mezzo se-
colo fa dal geologo tedesco Al-
fred Wegener. Molto dibattuta
e non da tutti accettata, la teo-
ria sembra aver trovato recen-
temente importanti conferme
appunto nelle ricerche sul ma-
gnetismo terrestre, simili a
quelle effettuate dai tre scien-
ziati australiani.

Secondo la teoria di Wege-
ner, i continenti quali oggi li
conosciamo, costituivano in ori-
gine, quando la Terra fece la
sua comparsa nell’Universo, una
massa praticamente unica. Nel
corso di un lunghissimo proces-
so, questa massa si spezzò in di-
verse parti — i vari continenti
— che andando alla deriva su-
gli oceani raggiunsero le posi.
zioni che oggi conosciamo.

I continenti, inizialmente di.
slocati, sono poi andati progres-
sivamente staccandosi. L’Austra-
lia ha percorso il cammino che
si è detto in cento milioni di
anni.







Sedicesima puntata



|

della storia della Linea ‘“C,, S88



carriera all’inseg

sperare



La storia della LINEA C.
giunge, con questo numero, al
sedicesimo capitolo: quello de-
dicato alla « Luisa C.», nave ge-
mella della « Giovanna C. », del-
la quale abbiamo parlato in una
delle ultime puntate.

La «Luisa C.», nel quadro
della nostra storia, può essere
catalogata in quel periodo del-
l'immediato dopoguerra, con-
traddistinto da un grande sfor-
zo di ripresa, pur nelle infinite
difficoltà seguenti il conflitto.

Iscritta al Compartimento
marittimo di Genova il tre set-
tembre 1947, col numero 2595,
sì chiamava in origine « R. Lu-
ckemback» e aveva poi assun-
to la denominazione di «Ea-
stern Marchant ». Piroscafo a
propulsione meccanica, venne
costruito nel 1919 nei Cantieri
mavali « Asamo S. B. Co. Ltd.»
di Tsurumi (Giappone); aveva
le seguenti caratteristiche: lun-
ghezza metri 141,39; larghezza
metri 17,74; altezza metri 9,09;

| stazza lorda tonnellate 6546;
stazza netta tonnellate 4052; lo
apparato a motore era a vapo-
re, a triplice espansione (tre ci-
lindri ognuna), costruito a O-
saka dalla «Kubota Iron
Works »; HP nominali 5590 indi-
cati alle prove 4200; due eliche.

La «Luisa C.» venne adibita

-

al trasporto in genere e in que-
sta sua funzione effettuò nume-
rosi viaggi nel Nord e nel Sud
America; una attività preziosa,
în quel periodo, assolta sempre
col pieno rispetto degli impe-
gni. La « Luisa C.», così la ri-
cordano, era una mave forte,
robusta, di massima sicurezza;
naturalmente, al momento di
entrare a far parte della « LI-
NEA C.», aveva subito alcune
modifiche e trasformazioni per
essere adeguata alle mutate ne-
cessità dei trasporti marittimi.

Gli anni passano anche per le
navi; e così, quattro anni dopo,
precisamente il 4 aprile 1951, la
bandiera della nostra Compa-
gnia venne sostituita sulla na-
ve da quella dei nuovi proprie-
tari: « Globo de Navegacion » di
Panama. Un ultimo viaggio at-
traverso l'Atlantico per inizia-
re ancora un nuovo lavoro: co-
me del resto è nel destino delle
navi di tutto il mondo, prima
di terminare — quando proprio
gli acciacchi si fanno sentire —
in uno dei tanti cantieri di de-
molizione.

Si alternarono al comando
della nave Mirto Martinoli (dal
20 settembre 1947 all’8 giugno
1948), Giuseppe Favaloro (dal
9 giugno 1948 al 10 novembre
1949) e Marino Calvien (dall’11
novembre 1949 al 4 aprile 1951).

LUISA E una lunga

na della puntualità e della sicurezza



ea amicizia

_ , Niente di più utile, onesto e soave che una vera ami-
cizia: essa non può basarsi che sulla stima della virtù,
e non può che tendere al bene.

* * *

Torna a conforto di questa vita l’avere persona cui
domandare consigli e confidare i propri segreti: la vera
amicizia rende più grate le cose prospere e tempera le
avverse.

* * *

Si cerca a lungo un amico, di rado si trova, difficil-
mente si conserva: ma l’amicizia che si scioglie non fu
mai vera amicizia.

* * *

Non può essere vero amico di alcuno chi prima non
è amico della verità; per la qual cosa pochi sono gli
amici che tali restino fino alla fine.

* * *

Pochi sono gli amici della persona, molti quelli della
fortuna. Le ricchezze fanno crescere il numero degli
amici; dal povero se ne vanno anche quelli che aveva. Ma
non erano veri amici.

* * *

Non tutti quelli che ci adulano sono amici, né tutti
quelli che ci rimproverano sono nemici. Meglio essere
amati con severità che ingannati con dolcezza.

* * *

Nel male non vi può essere amicizia: chi è nemico di

Dio non può essere amico dell’uomo.
* »* *

Chi ha trovato un amico, ha trovato un tesoro. Ma

quanto facile ingannarsi sulla vera amicizia.

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre







SU

L'«Bugenio C.»
scenderà in mare
a fine novembre

A fine novembre scenderà in ma-
re, dai Cantieri Riuniti dell'Adriati-
co di Monfalcone la turbonave « Eu-
genio C.», la più grande unità co-
struita in Italia dall'Armamento li-
bero. La nave — come già abbiamo
pubblicato — avrà una stazza lorda
di 29.000 tonnellate, sarà lunga
217,39 metri e larga 29,30. Dotata di
ogni conforto, verrà affiancata —
ad allestimento terminato — alla
« Federico C. », sulle rotte del Sud
America.

Tripode ardente
giunto dall'Argentina
con la “Provence,

Il 31 ottobre è giunto a Geno-
va con la « Provence » un tripo-
de con fiaccola perenne offerto
dagli ex-combattenti italo-ar-
gentini all’Altare della Patria in
Roma.

Una folta rappresentanza dei
suddetti combattenti ha accom-
pagnato nel viaggio da Buenos
Aires a Genova il tripode che
è stato ricevuto dalle massime
autorità militari e civili e da
una larga rappresentanza di ex-
combattenti genovesi.

Il tripode, dopo aver ricevu-
to gli onori di rito, montato
su un autocarro militare, è sta-
to trasportato — con scorta
d’onore — nella caserma « Vit-
torio Veneto » sede del 157° Rgt.
Ftr. « Liguria » dove ha pernot-
tato.

Quindi si è formata una co-
lonna militare che ha accom-
pagnato il tripode fino a Roma
dove nel corso di una cerimo-
nia è stato posto sull’Altare
della Patria.



La “Franca C.,,
nei Garaibi

Il giorno diciotto ottobre è
partita da Genova per Port E-
verglade la « Franca C.»: ha a-
vuto così inizio la lunga crocie-
ra nei Caraibi che terminerà la
prossima primavera.

Libri scolastici

La Libreria della S.E.I., in
via Petrarca, a Genova, ha con:
cesso uno sconto del dieci per
cento ai dipendenti della Ditta
Giacomo Costa, sui libri scola-
stici. Gli interessati possono
passare all’Ufficio Pubblicità
per il ritiro dell’autorizzazione.





GIORNALE DI BORDO. |

“Notturno brasiliano, per la FEDERICO C.

Li

+ n



« Notturno a Rio de Janeiro »: questo potrebbe essere il titolo della foto che mostra appunto la «Federico C.»
sfarzosamente illuminata. E’ stata scattata dal III ufficiale, Cap. Angelo Dellepiane.

Matrimoni

@ Antonio Simonetti, maritti-
mo, con la signorina Antonietta
Rivano. Carloforte, chiesa di S.
Carlo Borromeo, 24 ottobre 1964.

@ Domenico Palumbo, maritti-
mo, con la signorina Antonina
Barrese. Gioia Tauro Marina,
chiesa di Maria Santissima di
Portosalvo, 24 ottobre 1964.

@® Mauro Melzi, macchinista,
con la signorina Cristina Vigo.
Genova-Sestri, chiesa parrocchia-
le della Natività di Nostro Si-
FOOT Gesù Cristo, 25 ottobre

@ Salvatore Sciacca, cameriere,
con la signorina Maria Susino.
Pozzallo, chiesa della Madonna
del Rosario, 10 ottobre 1964.

@® Emilio Accornero, ufficiale
macchinista, con la signorina
Olga Polazzini. Genova-Sestri,
chiesa di San Nicola, 17 ottobre
1964.

@® Gioacchino Romano, maritti-
mo, con la signorina Paolina
Gentile. Trapani, Basilica di Ma-
ria Santissima, 5 ottobre 1964.

® Giuseppina Virzi, cameriera,
col signor Gennaro Torino. Ge-
nova, 9 agosto 1964.

Aîì giovani sposi, « Notiziario
C.» porge i più vivi rallegramen-
ti, uniti agli auguri di una vita
prospera e felice.

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina quattro

Nascite

® Luca Augusto Franco Vitale,
figlio del dott. Primo, dell’Uffi
cio Traffico Passeggeri e di An-
na Maria Perugin. Genova, 9 ot-
tobre 1964.

@® Massimo Malarby, figlio del
III macchinista Manlio. Genova,
24 luglio 1964.

@® Anna Mangraviti, figlia del
barista Pippo. Imperia Porto
Maurizio, 18 agosto 1964.

©® Pier Giorgio Agresta, figlio
dell’operaio frigorista Antonio.
Genova, 21 agosto 1964.

© Cristina Mascolo, figlia del
II ufficiale dell’« Anna C.», Al
do. Genova, 5 ottobre 1964.



Una vispa pupetta, alla quale
è stato imposto il nome di Ro.
berta, è giunta il 4 agosto, a far
felice la casa dell'ing. Piero Co-
sta e della sua gentile sposa, si-
gnora Giuliana Casnedi. Ai geni-
tori le nostre più vive felicitazio-
ni; a Roberta tanti auguri.







« Notiziario C.» si complimen-
ta con i genitori e dice aîì picco-
li: « Benvenuti! ».

Nozze d’argento

Vincenzo Carratello, maritti-
mo, e la signora Margherita Co-
lombo hanno festeggiato il 13
settembre i venticinque anni di
matrimonio. Congratulazioni e
auguri per le prossime « Nozze
d’oro »...



NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno IV - N. 5 - Sett.-Ott. 1964
Spedizione in abb. post., Gruppo IV_

Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/61



Genova,
Tel! 58.18.51 - Casella postale 492

FLAVIO MAGNARIN

Direttore responsabile
Via D'Annunzio 2 (piano XX)



Stampa: BI-ESSE - Genova




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