Notiziario "C", n. 4, 1963
Contenuto
- Titolo
- Notiziario "C", n. 4, 1963
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
- Discorso ai giovani, p. 1
- Un racconto vero "Pasticceria Cuore", p. 2
- Enrico C.: impostato e varato in soli venti giorni, p. 3
- Giornale di bordo, p. 4 - Data testuale
- 1963 luglio - agosto
- Estremi cronologici
- luglio 1963 – agosto 1963
- Consistenza
- pp. 4
- Stato di conservazione
- Buono
- Soggetto produttore
-
Famiglia Costa
- Identificativo
- PER.000364/15
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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-
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- Collocazione
- Emeroteca
- Temi correlati
- Comunicazione d'impresa
- Navi passeggeri
- Navigazione crocieristica
- Vita di bordo
- Welfare aziendale
- contenuto
-
Anno III . Numero 4 - Luglio - Agosto
Niscorso
gi giovani
Due parole ai giovani, a co-
loro che si affacciano alla vi-
ta attiva ed entrano a far par-
te della società.
«Il problema dei giovani
— è stato scritto — è un
problema di avvenire. Nove
giovani su dieci si affaccia-
no alla vita del lavoro sen-
za un piano definito, senza
un purché minimo program-
ma, privi di un necessario
senso di orientamento. Po-
chi, inoltre, hanno una valu-
tazione preventiva delle pro-
prie forze: alcuni si avviano
con vaghe speranze per stra-
de che poi dovranno abban-
donare, altri rinunciano a
priori alla possibilità di fu-
ture conquiste, spaventati
dalle difficoltà. Che un gio-
vane voglia seguire le tradi-
zioni della propria famiglia
e la via già tracciata dal pa-
dre, o che voglia avviarsi per
una strada del tutto diversa,
poco importa: l'importante è
che abbia idee chiare fin dal
principio e coscienza di sé...».
Certo, i giovani debbono
affacciarsi alla vita del la-
voro con modestia, rifles-
sione e con uno scopo. Ma
queste tre condizioni non so-
no sufficienti; oggi, più che
mai, occorre la specializza-
zione.
Queste brevi parole ai gio-
vani, in definitiva. sono, di-
rette anche ai genitori; 0g-
gi — siamo alla vigilia della
rianertura delle scuole —
molti di voi sono chiamati
a decidere il destino dei fi-
gli. Quale via prendere? Tut-
te le vie sono buone, è neces-
sario soltanto che ai figli
(Continua in 2.a pagina)
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G. D'Annunzio, 2 Genova
1963
Periodico bimestrale
isti brr Linee imita dt SA
Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV
Ore 9: lezione di nuoto
I lettori
Era il tempo in cui i segni
della recente guerra lasciava-
no allibiti tutti coloro che, per
un motivo o per un altro, riu-
scivano a vedere il nostro
Paese.
Verso la metà dell’aprile
1945, le rondini come sempre
erano tornate festanti a svo-
lazzare sulle rovine e ad e-
spandere in tutti i sensi, con
i loro cigolìi, note di allegria
e festività.
La strada era ancora rovi-
nata dalla potenza dei cingo-
li dei carri armati: gli alberi
di pesco erano per metà sra-
dicati, ma con molti fiori. I
fiori erano infiniti, anche nel-
le fosse aperte dalle bombe:
suoni di campane, e stormi di
usignoli, allodole e pettiros-
si, mancava solo sincerità con
noi stessi, ma vi era il pen-
siero a coloro che il domani
(la Pasqua) non sarebbero sta-
ti a festeggiarla con noi. Ri-
maneva così nei nostri cuori,
propensi a fare di quel gior-
no un trampolino di lancio
per dimenticare le bruttezze,
una nota piena di tristez-
za. Mi trovavo appunto alla
vigilia della Pasqua di quel-
l’anno a Ruta, frazione di Ca-
mogli.
Questo quartiere molto bel-
lo tra mare e montagne dove
si gode aria pura, e dove il
paesaggio è stupendo, rimase
molto colpito dal conflitto: in-
fatti la guerra aveva lasciato
solo fame e miseria.
Ai piedi di una scalinata tut-
ta buche stava seduto un bel-
lissimo bambino: capelli cor-
ti e neri, occhi tristi ed abiti
laceri con qualche pezza. Le
scampe non le aveva mai por-
tate, lo si poteva notare dai
suoi piedi ormai. adatti alle
pietre, e collaudati su ogni
- qualità di strade!
Il ragazzo colpiva tutti e lo.
si ammirava per la sua preci-
sione nel compiere il suo la-
voro con celerità e serietà
nella pasticceria Gamberi.
Aveva perduto ogni paren-
te, con la guerra, e viveva in
casa di gente che certo voleva
che si guadagnasse il pane
quotidiano. Avevo allora il
grado di tenente e facevo spo-
la con la mia jeep da Rapallo
a Genova per cercare di met-
tere in efficienza l’Aurelia vè-
ramente in precarie condizio-
ni. Ebbi così un giorno l’oc-
casione di conoscere Nino e
di non dimenticarlo mai più.
Le sue mani stringevano te-
neramente una rondine ferita
e spaurita, il suo sguardo di
ragazzo intelligente e sveglio
mi colpì. Non ci volle molto
per capire che soffriva, che
anch’egli era come quell’uc-
cello ferito, con una ferita
aperta e senza la possibilità
di rimarginarsi.
La gente usciva dalla pastic-
ceria con uova di Pasqua e
dolci: i bambini erano felici
ed avevano tra le braccia i lo-
ro pacchi multicolori.
Nino mi guardò un po’ con
indifferenza e diffidenza e,
previa mia richiesta di voler
conversare, rispose: « Lei è a-
mericano o inglese: io non
parlo con persone che mi han-
no portato via la. mamma ».
Ero sì un soldato ma anche
Il 22 giugno, allo stadio « Morteo » di Fegli si è svolto un combattivo incon-
tro fra le squadre calcistiche dell'equipaggio della turbonave « Maria Costa »
e gli ammogliati della LINEA C. Questi ultimi — che avevano in prece-
denza battuto gli scapoli per 2 a 0 — sono stati... sfidati dall’equipaggio
della « Maria Costa. L'incontro — che si è svolto alla presenza di un pub.
blico non numeroso... ma tecnico — ha visto gli ammogliati ancora vitto-
riosi per tre a zero (due reti di Giovanni Costa e una di Parodi su rigore.
A quando un’altra sfida? Nella foto: le due squadre prima della partita.
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due
UN RACCONTO VERO
sstatorano PASTICCERIA CUORE,
un uomo, e quelle parole mi
lasciarono perplesso. Senza
badare a cosa facessi decisi
di entrare nella pasticceria ed
offrii a Nino tramite il padro-
ne un uovo di Pasqua. Non
dissi nulla al ragazzo quando
uscii, ma gli sorrisi... Rimase
con impressionante impassibi-
lità. Tornai alla base molto
melanconico e mi promisi di
far sorridere prima o dopo
il ragazzo. Tornai a Ruta mol.
te altre volte e trovai sempre
il ragazzo più seccato di ve-
dermi, il che mi rendeva tre-
mendamente triste.
Voleva bene agli animali,
era molto di cuore, tanto che
diede il suo uovo un po' a tut-
ti, ma era convinto che io
proprio, io solo fossi stato la
causa della sua infelicità, io
solo fossi stato colui che ave-
va strappato a lui il più gran-
de affetto.
-rima di partire definitiva-
mente per Filadelfia, mia cit-
tà natale, anvai ancora da Ni-
no, gli parlai molto, lo con-
vinsi a farmi dare il suo indi-
rizzo e a farmi promettere
che mi avrebbe scritto. Riu-
scii anche a fargli capire che
gli volevo bene, che intende-
vo essere suo amico e che
avrei voluto portarlo volentie-
ri con me per sempre.
Ricordo molto bene che mi
scrisse molte volte, e man
mano che cresceva continuava
a scusarsi per i suoi brutti
modi mei miei riguardi. Mi
chiamava papà ed io ero fie-
ro di quel nome... Sei anni do-
po ebbi una grande delusio
ne. Nino si era allontanato da.
me, non aveva più bisogno di
me. Passarono ancora tre an-
ni finché decisi di raggiunge-
re l’Italia. Volevo rivedere i.
posti dove avevo combattuto,
ma sopratutto per sapere di
Nino...
Giunsi a Ruta una sera che
non ini piace ricordare: era
di aprile (1956). Trovai tutto
cambiato, tutto nuovo, la scali-
nata era di marmo e la pastic-
ceria aveva un altro nome:
« Pasticceria Cuore». Tutto
questo era scritto sotto una
bellissima rondine che ora si
accendeva ora si spegneva co-
me se volesse spiccare il volo.
Chiesi di Nino al proprieta-
rio... Nino non era più su
questa terra. Iddio lo chiamò
vicino alla mamma sua. Una
croce di legno indicava la sua
sepoltura con poche semplici
parole: «Il popolo di Ruta
ti ricorderà sempre... con le
tue rondini ».
Con le lacrime agli occhi la-
sciai il cimitero dirigendomi
verso Portofino... Mia moglie
per distogliermi dal pensiero
continuò' a dirmi: « Quando
nascerà il prossimo bambino
gli parleremo molto di quel
buon ragazzo, gli raccontere-
mo la sua storia e lo eduche-
remo buono e da cuore aperto
come lui che ora è tra gli an-
geli ». Cercai di sorriderle e
farla contenta: mentre le ron-
dini ricamavano il cielo ‘a
merletti, Pasqua si avvicina-
va... », Sì, il nostro bambino
lo faremo buono e lo chia-
meremo Nino.
Una lieve brezza mi acca-
rezzava il viso...
La « Pasticceria Cuore » esi-
ste ancora per ricordare il ra-
gazzo, Nel cimitero è rimasta
una croce, sulla tomba non
mancano fiori; la sua figura,
la sua ‘bontà sono indelebili
nel cuore di quanti lo hanno
conosciuto.
(Da « Pala a prua », gior-
nalino di bordo della
FRANCA C.).
° . LI .
Discorso ai giovani
(Segue dalla 1.a pagina)
vengano insegnati alcuni ele-
mentari criteri: quello della
onestà, della serietà profes-
sionale, della preparazione,
della comprensione, del ri-
spetto verso il prossimo, del-
la lealtà, del senso della re-
sponsabilità.
Nessun preconcetto esiste
oggi nella società nei con-
fronti dei giovani. I giovani
hanno davanti strade aper-
te soltanto che sappiano
percorrerle con una effetti-
va preparazione e con quei
requisiti morali che sono al-
la base di un vivere in comu-
ne. .Chi lavora è pronto a ri-
cevere l’elogio, ma deve es-
sere disposto anche, respon-
sabilmente,. ad affrontare
eventuali avvenimenti nega-
tivi. I giovani, che sono per
natura generosi, comprendo-
no benissimo tutto questo.
Affacciandosi alla vita del
lavoro, è bene facciano un
breve esame di ciò che la so-
cietà richiede e può dare lo-
ro. « Un giovane dotato di
giuste ambizioni — è stato
ancora scritto — di sano or-
goglio e di notevole amor
proprio, ha molte probabili-
tà di riuscire nella vita. Se
impallidisce per un rimpro-
vero o arroscisce per un elo-
gio, saprà anche che le mor-
tificazioni e gli stimoli do-
vranno sempre costituire per
lui preziose lezioni per mi-
gliorare se stesso e non rica-
dere negli errori ».
Per eventuali informazioni e con-
sigli. i nostri marittimi possono
rivolgersi al « Servizio sociale gen-
te del mare », Ufficio Stazione Ma-
rittima - Genova. Gli uffici sono
aperti tutti i giorni, dalle 8,30 alle
12 e dalle 14,30 alle 19, tranne it
sabato pomeriggio, tel. 68.75.35.
Dodicesima puntata delta
storia delta Linea “C”
> ENRICO C.:
impostato e varato in soli venti giorni
resenta se cente e penna DUI
L’« Enrico C.» in una superba inquadratura sullo sfondo di Piazza San Marco a Venezia.
La breve storia della LINEA «C»
— giunta con questo numero alla
sua dodicesima puntata — è or-
mai diario; si è lasciata alle spalle
un periodo avventuroso, a volte
pionieristico, spesso difficile. Oggi
cominciamo a raccontare fatti dei
giorni nostri. Fatti recenti che —
come vedremo più avanti — han-
no il sapore della novità assoluta.
Stiamo parlando dell'’ENRICO
C., la nave americana di tipo « Li-
berty» che fa parte della nostra
Compagnia da oltre 17 anni.
La nave venne impostata nei Can-
tieri navali Permanents Metals. di
Richmond (California) il 19 novem-
bre 1943, In quel momento, gli Sta-
ti Uniti erano impegnati a sforna-
re le « Liberty» a ritmo impres-
sionante, per stato di necessità;
larghissimo uso veniva quindi fat-
to del materiale pre-fabbricato. E
anche nel caso delle nostra nave
tutto fu concluso a tesnpo record:
il varo avvenne tre settimane do-
po, esattamente l’otto dicembre. Il
« nome: « Frank H. Evers ». Le carat-
teristiche principali: lunghezza me-
tri 134,57; larghezza metri 17,38; al-
tezza 10,62; stazza lorda tonnellate
7159; stazza netta tonnellate 4340,72.
Apparato motore: costruito a Sun-
nyvale (California), a triplice e-
spansione, tre cilindri, HP nomina-
li 483, indicati alle prove 2500.
Consegnato alla Marina Militare
degli Stati Uniti il 16 dicembre 1943
la nave fu — a guerra ultimata —
comprata dalla nostra Compagnia
Il comandante della « Federico C.», cap. Marco Simicich, saluta in pieno
oceano, l’« Enrico C.», al cui comando è il fratello Mario.
e assunse il nome di ENRICO C.;
la data di acquisto è del tredici
febbraio 1947,
Al capitano di lungo corso Eu-
genio Cattarini toccò l'onore del
primo comando; prese infatti in
consegna la nave nel porto di Nor-
folk e la condusse in Italia.
Da quel giorno numerosi capi-
tani si sono succeduti al coman-
do della nave nei suoi continui
viaggi da un Continente all’altro;
li elenchiamo in ordine di tempo:
Eugenio Cattarini, Marino Chalvien,
Eugenio Cattarini, Ambrogio A-
rienti, Federico Pieroni, Simeone
Lucchetta, Federico Pieroni, Simeo-
ne Lucchetta, Mario Schiappacas-
se, Marino Chalvien, Eugenio Cat-
tarini, Leonardo Acquarone, Mari-
no Chalvien, Leonardo Acquarone,
Francesco Poggi, Mario Schiappa-
casse, Mario Simicich (attuale co-
mandante).
L’attività dell’ENRICO C,. si può
ben dire non abbia avuto soluzio-
ne di continuità. Quante migliaia
di tonnellate di merce ha finora
trasportato? Il «giornale di bor-
do» dice che la nave nei periodi
fra il 4 febbraio 1947 e il 19 feb-
braio del 1960 e dal 25 giugno 1960
al 10 settembre del 1960 ha tra-
sportato merce varia fra l'Italia e
gli Stati Uniti, merce varia e car-
bone dagli Stati Uniti all'Italia e
minerale fra l’Italia, la Monrovia
e gli Stati Uniti. Nei periodi
19-2-1960 e 25-46-1960 e 19-9-1960 -
19-11-1960 ha trasportato merce va-
ria e granaglia fra l'Italia e il Sud
America. Dal 19 novembre 1960 al
9 febbraio 1961 ha trasportato in-
vece ferraccio da Boston a La Spe-
zia. Dal febbraio del 1961 trasporta
merce varia dall'Italia al Sud Ame-
rica e mercanzia generale e grana-
glie dal Sud America alla Spagna e
all’Italia.
Una eccezionale avventura
E adesso ecco la... sorpresissima.
Dal comandante della ENRICO C.
ci è giunta sotto il titolo « Arma-
tori per 19 ore e 30 minuti», la
notizia che pubblichiamo integral-
mente:
« Il giorno 8 maggio 1963 alle ore
06,30 si avvista un piroscafo in fiam-
me, si accosta e si dirige sul posto.
Verso le 07.30 si arriva in prossimi.
tà della nave, in lat. 17°05’ sud
long. 38°19' ovest, che risulta es-
sere il relitto della M/n norvegese
Randy Brovig di tonn. 3.130 abban-
donata la sera prima dall’equipag-
gio in seguito ad incendio. Tutto
il personale è stato tratto in salvo
dalla M/n liberiana Efploia.
« Viste le buone condizioni di gal-
leggiabilità e l'incendio limitato al-
la sola stiva n. 2 si decide di ten-
tarne il ricupero chiedendo la au-
torizzazione ai Sigg. Armatori che
ce la concedono. immediatamente.
« Alle ore 10.30 si mette a mare
la motolancia con il seguente equi-
paggio: 1° Uff.le C.L.C. Angelo Ful-
le; I° macch. C.D.M. Corrado Fio-
re, allievi Claudio Moretto e Ne-
rio Justich, nostromo Pietro Mes-
sina, 4 marinai ed un giovanotto.
Si abborda il relitto.
« Alle 11.00 sale a bordo il 1° Uf-
ficiale che inalbera la bandiera na-
zionale italiana facendo poi un
esame sommario della situazione.
(Continua in 4.a pagina)
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre
» GIORNALE DI BORDO ..|
ENRICO C.: l'equipaggio
armatore per 19 ore e mezza
(Segue dalla 3.a pagina)
Notando che solo il cassero cen-
trale era distrutto nella parte in
legno ,il fuoco limitato alla sola
stiva n. 2 con fuoriuscita di fumo
senza fiamme, mentre le rimanen-
ti parti della nave e la galleggia-
bilità erano normali, fa salire a
bordo il nostromo ed i marinai per
allungare un cavo e tentarne il ri-
morchio.
« Alle 12 si prende il cavo e si
inizia a lento moto il rimorchio che
purtroppo si interrompe per rot-
tura del cavo alle 12,25.
«Si segue a cappeggiare nei pres-
si del relitto iniziando i prepara-
tivi per allungare il nostro cavo
di rimorchio.
«Intanto a bordo dal Comandan-
te al mozzo ci si sente tutti cara-
tisti e quindi proprietari di fuori-
serie spyder o ville al mare con pi-
scine a raggi infrarossi degne delle
dive di Hollywood.
« Alle 15 pronti per ritentare, si
si rimette a mare la motolancia: nel
contempo si è costretti a desiste-
re causa l'estendersi dell'incendio
a tutta la parte prodiera della na-
ve. Con la motolancia nelle vici-
nanze del relitto si temporeggia.
Alle 16,30 si è sorvolati da bassis-
sima quota da due aerei militari;
uno brasiliano e l’altro statuniten-
se. Verso le ore 17,30 e 18,30 si è
avvicinati rispettivamente dalla
M/n tedesca Cap Roca e dalla pe-
troliera brasiliana « Petrobas Sul»
le quali ci chiedono se possono col-
laborare al ricupero ed il perché
della bandiera nazionale italiana.
Alla nostra risposta negativa circa
la collaborazione ed a conoscenza
del nostro personale in prossimità
della nave proseguono sulla loro
rotta.
« Sopraggiunta la notte e visto
l'estendersi del fuoco che non ac-
cenna a diminuire e dal colore e
entità del fumo e delle fiamme si
suppone che l'incendio si sia este-
so a qualche deposito di combusti-
bile, pertanto si fa rientrare la
motolancia e si rimane nei pressi
in attesa degli eventi.
« Verso la mezzanotte si perdo-
no oramai le speranze notando lo
accentuato abbassamento della
prua. Alle ore 02,30 del 9 maggio
purtroppo il relitto si apprua di
colpo e nel giro di pochi secondi
scompare verticalmente.
«Sulla superficie del mare non
rimane altro che la luce fioca di
due zattere di salvataggio.
« Siamo rimasti colpiti nel nostro
intimo vedendo sparire tra i flut-
ti lo scafo della «Brovig» perché per
noi marinai lo spettacolo di una
nave che affonda è come il crol-
lo del nostro focolare, e ci ren-
diamo. conto quanto deve essere
stato triste per l'equipaggio tito-
lare il momento del distacco.
«Una parola di plauso vada al
nostromo Messina, con la Società
Costa dal 1935, che ha voluto sem-
pre essere presente nella motolan-
cia e nonostante l'età ha dimostra-
to di avere uno spirito ed un senso
del dovere superiori al normale ».
La «Randy Brovig » poche ore prima di affondare. L'episodio è accaduto
fra San Salvador e Caravello (Banco Julphur).
In linea la PAOLA COSTA
Una nuova unità è entrata a far parte della LINEA «C.»: si
tratta della motonave danese « Peter Maersk », recentemente acqui-
stata e ribattezzata col nome di « Paola Costa ».
Costruita nei Cantieri Eriksbergs M/V/-A/B Gothenburg nel
1949, la nave ha una stazza lorda di 6.566 tonnellate, dislocamento
tonnellate 9.940; lunga metri 135,80, larga metri 18,60, alta metri 9,46.
L'apparato motore è della Burmeister & Wain (9 cilindri, diametro
740, potenza HP 7.380, velocità 16 nodi. La nave, adibita al servizia
sulla rotta del Nord America, è partita per il viaggio inaugurale da
® Napoli il 18 Agosto scorso.
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina quattro
La gita sociale
a Castelletto d’Orhba
Il 24 giugno, come è ormai tra-
dizione, si è svolta con larga par-
tecipazione e col solito entusiasmo
la gita sociale che ha avuto per
meta Castelletto d'Orba (Alessan-
dria).
I partecipanti (appartenenti alla
Ditta Giacomo Costa fu Andrea e
alla Ditta Pietro Molinello) si so-
no trovati di buon mattino presso
lo Stabilimento Costa a Sampier-
darena, dove era fissato il raduno
di partenza. Molti avevano preso
posto su due pullman che erano
partiti da piazza Dante.
L'allegra colonna motorizzata
(composta di pullman e macchine
private) è giunta a Castelletto
d'Orba attraverso l’autostrada fino
a Serravalle Scrivia e quindi No-
vi Ligure. A Castelletto, i titolari
delle due Società e i partecipanti
hanno assistito alla celebrazione
della Santa Messa nella Chiesa par-
rocchiale; quindi, fino all'ora del
pranzo, sono rimasti liberi e ne
hanno approfittato per ammirare
le bellezze della zona.
Allegria, appetito e brindisi al-
l'ottimo pranzo sociale presso il
Ristorante De Negri. Poi, nel po-
meriggio, inizio delle varie gare:
grandi e piccini hanno dato vita
a combattute gare a bocce, a tiri
alla fune e ad umoristiche corse
nel sacco. Molti e ricchi i premi a
disposizione dei concorrenti, oltre
naturalmente ad una lotteria alla
quale hanno concorso tutti.
Una giornata di sana allegria che
è volata via davvero troppo in fret-
ta, «E' già l'ora del ritorno? » si
sono chiesti infatti molti gitanti
quando verso le 19 la colonna mo-
torizzata si è accinta a lasciare Ca-
stelletto. Purtroppo l'orologio non
aveva né alzato il gomito, né cor-
so nel sacco: e così all'ora fissata
ha richiamato tutti alla realtà.
Ancora allegria lungo il viaggio
di ritorno e una comune promes-
sa: quella di essere ancora più nu-
merosi l’anno prossimo.
Programma di costruzione
di alloggi per lavoratori
Con l’entrata in vigore della leg-
ge per la liquidazione del patrimo-
nio edilizio della Gestione INA-
CASA (Legge 14-2-1963 N. 60) è sta-
to istituito un programma edilizio
decennale per la costruzione di al-
loggi per lavoratori. Attualmente
tale legge è in corso di regolamen-
tazione.
I piani che verranno predispo-
sti, sempre secondo la citata nuova
legge, prevedono la costruzione di
alloggi destinati a cooperative i
cui soci siano disposti a concorrere
alla costruzione stessa con l’appor-
to del costo dell’area, ovvero con
un versamento la cui entità verrà
stabilita dalla Gestione Case per
Lavoratori al momento del bando
e che non potrà essere in ogni ca-
so inferiore al 15% del costo tota-
le dell'alloggio.
E’ inteso che possono usufruire
della citata legge soltanto coloro
che versano i contributi INA-CASA
e che hanno i requisiti previsti per
la concessione degli alloggi a tipo
popolare ed economico.
Pertanto, la Cooperativa Edilizia
AUXILIUM-UCID - SECONDA -
con sede in Genova, Via Assarot-
ti 7, in collaborazione con altre
cooperative, sta predisponendo un
piano per attuare alcune importan-
ti iniziative edilizie.
Per raggiungere tale scopo e per
favorire i soci, il Comune di Ge-
nova ha concesso una vasta area
lottizzata nella zona S. Tecla - Via
Sapeto . a prezzo non speculativo.
E’ molto importante ed urgente
che la cooperativa AUXILIUM -
UCID predisponga — fin d'ora —
il suo corpo sociale per trovarsi
pronta alla pubblicazione dei re-
lativi bandi. Di conseguenza, tutti
coloro che desiderano fare doman-
da o avere maggiori informazioni
possono rivolgersi alla citata Coo-
perativa AUXILIUM-UCID.
NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno III - N. 4 - Luglio-Agosto 1963
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/61
Genova, Via D'’ i i
_ Spedizione in abb. post., Gruppo IV opa al miao 2 (piano 200)
FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492
Stampa: BI-ESSE - Genova
- extracted text
-
Anno III . Numero 4 - Luglio - Agosto
Niscorso
gi giovani
Due parole ai giovani, a co-
loro che si affacciano alla vi-
ta attiva ed entrano a far par-
te della società.
«Il problema dei giovani
— è stato scritto — è un
problema di avvenire. Nove
giovani su dieci si affaccia-
no alla vita del lavoro sen-
za un piano definito, senza
un purché minimo program-
ma, privi di un necessario
senso di orientamento. Po-
chi, inoltre, hanno una valu-
tazione preventiva delle pro-
prie forze: alcuni si avviano
con vaghe speranze per stra-
de che poi dovranno abban-
donare, altri rinunciano a
priori alla possibilità di fu-
ture conquiste, spaventati
dalle difficoltà. Che un gio-
vane voglia seguire le tradi-
zioni della propria famiglia
e la via già tracciata dal pa-
dre, o che voglia avviarsi per
una strada del tutto diversa,
poco importa: l'importante è
che abbia idee chiare fin dal
principio e coscienza di sé...».
Certo, i giovani debbono
affacciarsi alla vita del la-
voro con modestia, rifles-
sione e con uno scopo. Ma
queste tre condizioni non so-
no sufficienti; oggi, più che
mai, occorre la specializza-
zione.
Queste brevi parole ai gio-
vani, in definitiva. sono, di-
rette anche ai genitori; 0g-
gi — siamo alla vigilia della
rianertura delle scuole —
molti di voi sono chiamati
a decidere il destino dei fi-
gli. Quale via prendere? Tut-
te le vie sono buone, è neces-
sario soltanto che ai figli
(Continua in 2.a pagina)
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G. D'Annunzio, 2 Genova
1963
Periodico bimestrale
isti brr Linee imita dt SA
Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV
Ore 9: lezione di nuoto
I lettori
Era il tempo in cui i segni
della recente guerra lasciava-
no allibiti tutti coloro che, per
un motivo o per un altro, riu-
scivano a vedere il nostro
Paese.
Verso la metà dell’aprile
1945, le rondini come sempre
erano tornate festanti a svo-
lazzare sulle rovine e ad e-
spandere in tutti i sensi, con
i loro cigolìi, note di allegria
e festività.
La strada era ancora rovi-
nata dalla potenza dei cingo-
li dei carri armati: gli alberi
di pesco erano per metà sra-
dicati, ma con molti fiori. I
fiori erano infiniti, anche nel-
le fosse aperte dalle bombe:
suoni di campane, e stormi di
usignoli, allodole e pettiros-
si, mancava solo sincerità con
noi stessi, ma vi era il pen-
siero a coloro che il domani
(la Pasqua) non sarebbero sta-
ti a festeggiarla con noi. Ri-
maneva così nei nostri cuori,
propensi a fare di quel gior-
no un trampolino di lancio
per dimenticare le bruttezze,
una nota piena di tristez-
za. Mi trovavo appunto alla
vigilia della Pasqua di quel-
l’anno a Ruta, frazione di Ca-
mogli.
Questo quartiere molto bel-
lo tra mare e montagne dove
si gode aria pura, e dove il
paesaggio è stupendo, rimase
molto colpito dal conflitto: in-
fatti la guerra aveva lasciato
solo fame e miseria.
Ai piedi di una scalinata tut-
ta buche stava seduto un bel-
lissimo bambino: capelli cor-
ti e neri, occhi tristi ed abiti
laceri con qualche pezza. Le
scampe non le aveva mai por-
tate, lo si poteva notare dai
suoi piedi ormai. adatti alle
pietre, e collaudati su ogni
- qualità di strade!
Il ragazzo colpiva tutti e lo.
si ammirava per la sua preci-
sione nel compiere il suo la-
voro con celerità e serietà
nella pasticceria Gamberi.
Aveva perduto ogni paren-
te, con la guerra, e viveva in
casa di gente che certo voleva
che si guadagnasse il pane
quotidiano. Avevo allora il
grado di tenente e facevo spo-
la con la mia jeep da Rapallo
a Genova per cercare di met-
tere in efficienza l’Aurelia vè-
ramente in precarie condizio-
ni. Ebbi così un giorno l’oc-
casione di conoscere Nino e
di non dimenticarlo mai più.
Le sue mani stringevano te-
neramente una rondine ferita
e spaurita, il suo sguardo di
ragazzo intelligente e sveglio
mi colpì. Non ci volle molto
per capire che soffriva, che
anch’egli era come quell’uc-
cello ferito, con una ferita
aperta e senza la possibilità
di rimarginarsi.
La gente usciva dalla pastic-
ceria con uova di Pasqua e
dolci: i bambini erano felici
ed avevano tra le braccia i lo-
ro pacchi multicolori.
Nino mi guardò un po’ con
indifferenza e diffidenza e,
previa mia richiesta di voler
conversare, rispose: « Lei è a-
mericano o inglese: io non
parlo con persone che mi han-
no portato via la. mamma ».
Ero sì un soldato ma anche
Il 22 giugno, allo stadio « Morteo » di Fegli si è svolto un combattivo incon-
tro fra le squadre calcistiche dell'equipaggio della turbonave « Maria Costa »
e gli ammogliati della LINEA C. Questi ultimi — che avevano in prece-
denza battuto gli scapoli per 2 a 0 — sono stati... sfidati dall’equipaggio
della « Maria Costa. L'incontro — che si è svolto alla presenza di un pub.
blico non numeroso... ma tecnico — ha visto gli ammogliati ancora vitto-
riosi per tre a zero (due reti di Giovanni Costa e una di Parodi su rigore.
A quando un’altra sfida? Nella foto: le due squadre prima della partita.
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due
UN RACCONTO VERO
sstatorano PASTICCERIA CUORE,
un uomo, e quelle parole mi
lasciarono perplesso. Senza
badare a cosa facessi decisi
di entrare nella pasticceria ed
offrii a Nino tramite il padro-
ne un uovo di Pasqua. Non
dissi nulla al ragazzo quando
uscii, ma gli sorrisi... Rimase
con impressionante impassibi-
lità. Tornai alla base molto
melanconico e mi promisi di
far sorridere prima o dopo
il ragazzo. Tornai a Ruta mol.
te altre volte e trovai sempre
il ragazzo più seccato di ve-
dermi, il che mi rendeva tre-
mendamente triste.
Voleva bene agli animali,
era molto di cuore, tanto che
diede il suo uovo un po' a tut-
ti, ma era convinto che io
proprio, io solo fossi stato la
causa della sua infelicità, io
solo fossi stato colui che ave-
va strappato a lui il più gran-
de affetto.
-rima di partire definitiva-
mente per Filadelfia, mia cit-
tà natale, anvai ancora da Ni-
no, gli parlai molto, lo con-
vinsi a farmi dare il suo indi-
rizzo e a farmi promettere
che mi avrebbe scritto. Riu-
scii anche a fargli capire che
gli volevo bene, che intende-
vo essere suo amico e che
avrei voluto portarlo volentie-
ri con me per sempre.
Ricordo molto bene che mi
scrisse molte volte, e man
mano che cresceva continuava
a scusarsi per i suoi brutti
modi mei miei riguardi. Mi
chiamava papà ed io ero fie-
ro di quel nome... Sei anni do-
po ebbi una grande delusio
ne. Nino si era allontanato da.
me, non aveva più bisogno di
me. Passarono ancora tre an-
ni finché decisi di raggiunge-
re l’Italia. Volevo rivedere i.
posti dove avevo combattuto,
ma sopratutto per sapere di
Nino...
Giunsi a Ruta una sera che
non ini piace ricordare: era
di aprile (1956). Trovai tutto
cambiato, tutto nuovo, la scali-
nata era di marmo e la pastic-
ceria aveva un altro nome:
« Pasticceria Cuore». Tutto
questo era scritto sotto una
bellissima rondine che ora si
accendeva ora si spegneva co-
me se volesse spiccare il volo.
Chiesi di Nino al proprieta-
rio... Nino non era più su
questa terra. Iddio lo chiamò
vicino alla mamma sua. Una
croce di legno indicava la sua
sepoltura con poche semplici
parole: «Il popolo di Ruta
ti ricorderà sempre... con le
tue rondini ».
Con le lacrime agli occhi la-
sciai il cimitero dirigendomi
verso Portofino... Mia moglie
per distogliermi dal pensiero
continuò' a dirmi: « Quando
nascerà il prossimo bambino
gli parleremo molto di quel
buon ragazzo, gli raccontere-
mo la sua storia e lo eduche-
remo buono e da cuore aperto
come lui che ora è tra gli an-
geli ». Cercai di sorriderle e
farla contenta: mentre le ron-
dini ricamavano il cielo ‘a
merletti, Pasqua si avvicina-
va... », Sì, il nostro bambino
lo faremo buono e lo chia-
meremo Nino.
Una lieve brezza mi acca-
rezzava il viso...
La « Pasticceria Cuore » esi-
ste ancora per ricordare il ra-
gazzo, Nel cimitero è rimasta
una croce, sulla tomba non
mancano fiori; la sua figura,
la sua ‘bontà sono indelebili
nel cuore di quanti lo hanno
conosciuto.
(Da « Pala a prua », gior-
nalino di bordo della
FRANCA C.).
° . LI .
Discorso ai giovani
(Segue dalla 1.a pagina)
vengano insegnati alcuni ele-
mentari criteri: quello della
onestà, della serietà profes-
sionale, della preparazione,
della comprensione, del ri-
spetto verso il prossimo, del-
la lealtà, del senso della re-
sponsabilità.
Nessun preconcetto esiste
oggi nella società nei con-
fronti dei giovani. I giovani
hanno davanti strade aper-
te soltanto che sappiano
percorrerle con una effetti-
va preparazione e con quei
requisiti morali che sono al-
la base di un vivere in comu-
ne. .Chi lavora è pronto a ri-
cevere l’elogio, ma deve es-
sere disposto anche, respon-
sabilmente,. ad affrontare
eventuali avvenimenti nega-
tivi. I giovani, che sono per
natura generosi, comprendo-
no benissimo tutto questo.
Affacciandosi alla vita del
lavoro, è bene facciano un
breve esame di ciò che la so-
cietà richiede e può dare lo-
ro. « Un giovane dotato di
giuste ambizioni — è stato
ancora scritto — di sano or-
goglio e di notevole amor
proprio, ha molte probabili-
tà di riuscire nella vita. Se
impallidisce per un rimpro-
vero o arroscisce per un elo-
gio, saprà anche che le mor-
tificazioni e gli stimoli do-
vranno sempre costituire per
lui preziose lezioni per mi-
gliorare se stesso e non rica-
dere negli errori ».
Per eventuali informazioni e con-
sigli. i nostri marittimi possono
rivolgersi al « Servizio sociale gen-
te del mare », Ufficio Stazione Ma-
rittima - Genova. Gli uffici sono
aperti tutti i giorni, dalle 8,30 alle
12 e dalle 14,30 alle 19, tranne it
sabato pomeriggio, tel. 68.75.35.
Dodicesima puntata delta
storia delta Linea “C”
> ENRICO C.:
impostato e varato in soli venti giorni
resenta se cente e penna DUI
L’« Enrico C.» in una superba inquadratura sullo sfondo di Piazza San Marco a Venezia.
La breve storia della LINEA «C»
— giunta con questo numero alla
sua dodicesima puntata — è or-
mai diario; si è lasciata alle spalle
un periodo avventuroso, a volte
pionieristico, spesso difficile. Oggi
cominciamo a raccontare fatti dei
giorni nostri. Fatti recenti che —
come vedremo più avanti — han-
no il sapore della novità assoluta.
Stiamo parlando dell'’ENRICO
C., la nave americana di tipo « Li-
berty» che fa parte della nostra
Compagnia da oltre 17 anni.
La nave venne impostata nei Can-
tieri navali Permanents Metals. di
Richmond (California) il 19 novem-
bre 1943, In quel momento, gli Sta-
ti Uniti erano impegnati a sforna-
re le « Liberty» a ritmo impres-
sionante, per stato di necessità;
larghissimo uso veniva quindi fat-
to del materiale pre-fabbricato. E
anche nel caso delle nostra nave
tutto fu concluso a tesnpo record:
il varo avvenne tre settimane do-
po, esattamente l’otto dicembre. Il
« nome: « Frank H. Evers ». Le carat-
teristiche principali: lunghezza me-
tri 134,57; larghezza metri 17,38; al-
tezza 10,62; stazza lorda tonnellate
7159; stazza netta tonnellate 4340,72.
Apparato motore: costruito a Sun-
nyvale (California), a triplice e-
spansione, tre cilindri, HP nomina-
li 483, indicati alle prove 2500.
Consegnato alla Marina Militare
degli Stati Uniti il 16 dicembre 1943
la nave fu — a guerra ultimata —
comprata dalla nostra Compagnia
Il comandante della « Federico C.», cap. Marco Simicich, saluta in pieno
oceano, l’« Enrico C.», al cui comando è il fratello Mario.
e assunse il nome di ENRICO C.;
la data di acquisto è del tredici
febbraio 1947,
Al capitano di lungo corso Eu-
genio Cattarini toccò l'onore del
primo comando; prese infatti in
consegna la nave nel porto di Nor-
folk e la condusse in Italia.
Da quel giorno numerosi capi-
tani si sono succeduti al coman-
do della nave nei suoi continui
viaggi da un Continente all’altro;
li elenchiamo in ordine di tempo:
Eugenio Cattarini, Marino Chalvien,
Eugenio Cattarini, Ambrogio A-
rienti, Federico Pieroni, Simeone
Lucchetta, Federico Pieroni, Simeo-
ne Lucchetta, Mario Schiappacas-
se, Marino Chalvien, Eugenio Cat-
tarini, Leonardo Acquarone, Mari-
no Chalvien, Leonardo Acquarone,
Francesco Poggi, Mario Schiappa-
casse, Mario Simicich (attuale co-
mandante).
L’attività dell’ENRICO C,. si può
ben dire non abbia avuto soluzio-
ne di continuità. Quante migliaia
di tonnellate di merce ha finora
trasportato? Il «giornale di bor-
do» dice che la nave nei periodi
fra il 4 febbraio 1947 e il 19 feb-
braio del 1960 e dal 25 giugno 1960
al 10 settembre del 1960 ha tra-
sportato merce varia fra l'Italia e
gli Stati Uniti, merce varia e car-
bone dagli Stati Uniti all'Italia e
minerale fra l’Italia, la Monrovia
e gli Stati Uniti. Nei periodi
19-2-1960 e 25-46-1960 e 19-9-1960 -
19-11-1960 ha trasportato merce va-
ria e granaglia fra l'Italia e il Sud
America. Dal 19 novembre 1960 al
9 febbraio 1961 ha trasportato in-
vece ferraccio da Boston a La Spe-
zia. Dal febbraio del 1961 trasporta
merce varia dall'Italia al Sud Ame-
rica e mercanzia generale e grana-
glie dal Sud America alla Spagna e
all’Italia.
Una eccezionale avventura
E adesso ecco la... sorpresissima.
Dal comandante della ENRICO C.
ci è giunta sotto il titolo « Arma-
tori per 19 ore e 30 minuti», la
notizia che pubblichiamo integral-
mente:
« Il giorno 8 maggio 1963 alle ore
06,30 si avvista un piroscafo in fiam-
me, si accosta e si dirige sul posto.
Verso le 07.30 si arriva in prossimi.
tà della nave, in lat. 17°05’ sud
long. 38°19' ovest, che risulta es-
sere il relitto della M/n norvegese
Randy Brovig di tonn. 3.130 abban-
donata la sera prima dall’equipag-
gio in seguito ad incendio. Tutto
il personale è stato tratto in salvo
dalla M/n liberiana Efploia.
« Viste le buone condizioni di gal-
leggiabilità e l'incendio limitato al-
la sola stiva n. 2 si decide di ten-
tarne il ricupero chiedendo la au-
torizzazione ai Sigg. Armatori che
ce la concedono. immediatamente.
« Alle ore 10.30 si mette a mare
la motolancia con il seguente equi-
paggio: 1° Uff.le C.L.C. Angelo Ful-
le; I° macch. C.D.M. Corrado Fio-
re, allievi Claudio Moretto e Ne-
rio Justich, nostromo Pietro Mes-
sina, 4 marinai ed un giovanotto.
Si abborda il relitto.
« Alle 11.00 sale a bordo il 1° Uf-
ficiale che inalbera la bandiera na-
zionale italiana facendo poi un
esame sommario della situazione.
(Continua in 4.a pagina)
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre
» GIORNALE DI BORDO ..|
ENRICO C.: l'equipaggio
armatore per 19 ore e mezza
(Segue dalla 3.a pagina)
Notando che solo il cassero cen-
trale era distrutto nella parte in
legno ,il fuoco limitato alla sola
stiva n. 2 con fuoriuscita di fumo
senza fiamme, mentre le rimanen-
ti parti della nave e la galleggia-
bilità erano normali, fa salire a
bordo il nostromo ed i marinai per
allungare un cavo e tentarne il ri-
morchio.
« Alle 12 si prende il cavo e si
inizia a lento moto il rimorchio che
purtroppo si interrompe per rot-
tura del cavo alle 12,25.
«Si segue a cappeggiare nei pres-
si del relitto iniziando i prepara-
tivi per allungare il nostro cavo
di rimorchio.
«Intanto a bordo dal Comandan-
te al mozzo ci si sente tutti cara-
tisti e quindi proprietari di fuori-
serie spyder o ville al mare con pi-
scine a raggi infrarossi degne delle
dive di Hollywood.
« Alle 15 pronti per ritentare, si
si rimette a mare la motolancia: nel
contempo si è costretti a desiste-
re causa l'estendersi dell'incendio
a tutta la parte prodiera della na-
ve. Con la motolancia nelle vici-
nanze del relitto si temporeggia.
Alle 16,30 si è sorvolati da bassis-
sima quota da due aerei militari;
uno brasiliano e l’altro statuniten-
se. Verso le ore 17,30 e 18,30 si è
avvicinati rispettivamente dalla
M/n tedesca Cap Roca e dalla pe-
troliera brasiliana « Petrobas Sul»
le quali ci chiedono se possono col-
laborare al ricupero ed il perché
della bandiera nazionale italiana.
Alla nostra risposta negativa circa
la collaborazione ed a conoscenza
del nostro personale in prossimità
della nave proseguono sulla loro
rotta.
« Sopraggiunta la notte e visto
l'estendersi del fuoco che non ac-
cenna a diminuire e dal colore e
entità del fumo e delle fiamme si
suppone che l'incendio si sia este-
so a qualche deposito di combusti-
bile, pertanto si fa rientrare la
motolancia e si rimane nei pressi
in attesa degli eventi.
« Verso la mezzanotte si perdo-
no oramai le speranze notando lo
accentuato abbassamento della
prua. Alle ore 02,30 del 9 maggio
purtroppo il relitto si apprua di
colpo e nel giro di pochi secondi
scompare verticalmente.
«Sulla superficie del mare non
rimane altro che la luce fioca di
due zattere di salvataggio.
« Siamo rimasti colpiti nel nostro
intimo vedendo sparire tra i flut-
ti lo scafo della «Brovig» perché per
noi marinai lo spettacolo di una
nave che affonda è come il crol-
lo del nostro focolare, e ci ren-
diamo. conto quanto deve essere
stato triste per l'equipaggio tito-
lare il momento del distacco.
«Una parola di plauso vada al
nostromo Messina, con la Società
Costa dal 1935, che ha voluto sem-
pre essere presente nella motolan-
cia e nonostante l'età ha dimostra-
to di avere uno spirito ed un senso
del dovere superiori al normale ».
La «Randy Brovig » poche ore prima di affondare. L'episodio è accaduto
fra San Salvador e Caravello (Banco Julphur).
In linea la PAOLA COSTA
Una nuova unità è entrata a far parte della LINEA «C.»: si
tratta della motonave danese « Peter Maersk », recentemente acqui-
stata e ribattezzata col nome di « Paola Costa ».
Costruita nei Cantieri Eriksbergs M/V/-A/B Gothenburg nel
1949, la nave ha una stazza lorda di 6.566 tonnellate, dislocamento
tonnellate 9.940; lunga metri 135,80, larga metri 18,60, alta metri 9,46.
L'apparato motore è della Burmeister & Wain (9 cilindri, diametro
740, potenza HP 7.380, velocità 16 nodi. La nave, adibita al servizia
sulla rotta del Nord America, è partita per il viaggio inaugurale da
® Napoli il 18 Agosto scorso.
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina quattro
La gita sociale
a Castelletto d’Orhba
Il 24 giugno, come è ormai tra-
dizione, si è svolta con larga par-
tecipazione e col solito entusiasmo
la gita sociale che ha avuto per
meta Castelletto d'Orba (Alessan-
dria).
I partecipanti (appartenenti alla
Ditta Giacomo Costa fu Andrea e
alla Ditta Pietro Molinello) si so-
no trovati di buon mattino presso
lo Stabilimento Costa a Sampier-
darena, dove era fissato il raduno
di partenza. Molti avevano preso
posto su due pullman che erano
partiti da piazza Dante.
L'allegra colonna motorizzata
(composta di pullman e macchine
private) è giunta a Castelletto
d'Orba attraverso l’autostrada fino
a Serravalle Scrivia e quindi No-
vi Ligure. A Castelletto, i titolari
delle due Società e i partecipanti
hanno assistito alla celebrazione
della Santa Messa nella Chiesa par-
rocchiale; quindi, fino all'ora del
pranzo, sono rimasti liberi e ne
hanno approfittato per ammirare
le bellezze della zona.
Allegria, appetito e brindisi al-
l'ottimo pranzo sociale presso il
Ristorante De Negri. Poi, nel po-
meriggio, inizio delle varie gare:
grandi e piccini hanno dato vita
a combattute gare a bocce, a tiri
alla fune e ad umoristiche corse
nel sacco. Molti e ricchi i premi a
disposizione dei concorrenti, oltre
naturalmente ad una lotteria alla
quale hanno concorso tutti.
Una giornata di sana allegria che
è volata via davvero troppo in fret-
ta, «E' già l'ora del ritorno? » si
sono chiesti infatti molti gitanti
quando verso le 19 la colonna mo-
torizzata si è accinta a lasciare Ca-
stelletto. Purtroppo l'orologio non
aveva né alzato il gomito, né cor-
so nel sacco: e così all'ora fissata
ha richiamato tutti alla realtà.
Ancora allegria lungo il viaggio
di ritorno e una comune promes-
sa: quella di essere ancora più nu-
merosi l’anno prossimo.
Programma di costruzione
di alloggi per lavoratori
Con l’entrata in vigore della leg-
ge per la liquidazione del patrimo-
nio edilizio della Gestione INA-
CASA (Legge 14-2-1963 N. 60) è sta-
to istituito un programma edilizio
decennale per la costruzione di al-
loggi per lavoratori. Attualmente
tale legge è in corso di regolamen-
tazione.
I piani che verranno predispo-
sti, sempre secondo la citata nuova
legge, prevedono la costruzione di
alloggi destinati a cooperative i
cui soci siano disposti a concorrere
alla costruzione stessa con l’appor-
to del costo dell’area, ovvero con
un versamento la cui entità verrà
stabilita dalla Gestione Case per
Lavoratori al momento del bando
e che non potrà essere in ogni ca-
so inferiore al 15% del costo tota-
le dell'alloggio.
E’ inteso che possono usufruire
della citata legge soltanto coloro
che versano i contributi INA-CASA
e che hanno i requisiti previsti per
la concessione degli alloggi a tipo
popolare ed economico.
Pertanto, la Cooperativa Edilizia
AUXILIUM-UCID - SECONDA -
con sede in Genova, Via Assarot-
ti 7, in collaborazione con altre
cooperative, sta predisponendo un
piano per attuare alcune importan-
ti iniziative edilizie.
Per raggiungere tale scopo e per
favorire i soci, il Comune di Ge-
nova ha concesso una vasta area
lottizzata nella zona S. Tecla - Via
Sapeto . a prezzo non speculativo.
E’ molto importante ed urgente
che la cooperativa AUXILIUM -
UCID predisponga — fin d'ora —
il suo corpo sociale per trovarsi
pronta alla pubblicazione dei re-
lativi bandi. Di conseguenza, tutti
coloro che desiderano fare doman-
da o avere maggiori informazioni
possono rivolgersi alla citata Coo-
perativa AUXILIUM-UCID.
NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno III - N. 4 - Luglio-Agosto 1963
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/61
Genova, Via D'’ i i
_ Spedizione in abb. post., Gruppo IV opa al miao 2 (piano 200)
FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492
Stampa: BI-ESSE - Genova
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