Notiziario "C", n. 4, 1961
Contenuto
- Titolo
- Notiziario "C", n. 4, 1961
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
- La nostra storia, p. 1
- "Ravenna": la prima nave, p. 2
- Casa, dolce casa, p. 3
- Giornale di bordo, p. 4 - Data testuale
- 1961 luglio - agosto
- Estremi cronologici
- luglio 1961 – agosto 1961
- Consistenza
- pp. 4
- Stato di conservazione
- Buono
- Soggetto produttore
-
Famiglia Costa
- Identificativo
- PER.000364/04
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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- Collocazione
- Emeroteca
- Temi correlati
- Comunicazione d'impresa
- Navi passeggeri
- Navigazione crocieristica
- Vita di bordo
- Welfare aziendale
- contenuto
-
NOTIZIARIO
Linea ‘‘C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova
Anno I - Numero 4 - Luglio-Agosto 1961
La nostra
storia
Il sette agosto del 1924 — cioè 37 anni
fa — veniva immatricolato col numero
1246. a Genova, per acquisto dall’estero,
il piroscafo « Ravenna »... Ecco, il primo
capitolo della nostra storia comincia pro-
prio da quell’afoso giorno e prende via
via sviluppo per giungere — trasformato,
ampliato, pieno di prestigio — fino ad
oggi.
Il « Ravenna » costituisce veramente
l'atto di nascita della « Linea C ».
Come abbiamo annunciato nell’ulti-
mo numero del « Notiziario C », è nostro
desiderio dare inizio a una piccola sto-
ria illustrata delle navi della nostra Com-
pagnia, dalle origini alla fine della se-
conda guerra mondiale.
Perché siamo stati spinti a questa ini-
ziativa? Con quali scopi l'abbiamo tra-
dotta in realtà?
Non certo per fornire una fredda elen-
cazione di nomi di navi e di uomini; non
vogliamo assolutamente presentare una
cronistoria arida, ristretta fra date di ca-
lendario e cifre tecniche. Ecco, noi pen-
siamo di offrire ai nostri lettori un pa-
norama completo che, pur tenendo con-
to dei dati tecnici, non trascuri, anzi
porti in primo piano, i personaggi; gli
uomini, cioè, che con la nostra Compa-
gnia hanno collaborato a lungo e con
dedizione, oltre che con assoluta com-
petenza.
Sarà una rassegna .senza pretese,
condotta alla buona, tra amici, quasi
vorremmo dire in famiglia. Sarà, insom-
ma, la ’’nostra storia”. Ciascuno di noi
— dal comandante all’umile mozzo —
partecipa alla vita della Compagnia in
(Segue in seconda pagina)
r—————_—_———_——————————————_————=—=<—
Il fotografo della « Bianca C» ha colto
questo tipico pappagallo dei Caraibi nel-
l'atto di voler suonare la campana di
bordo. Una scenetta veramente insolita, de-
gna senz'altro della nostra prima pagina.
>
Periodico bimestrale
Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV
diavenna»: la prima nave
La nostra
storia
(Continua dalla prima pagina)
modo vivo e umano. Non po-
trebbe essere altrimenti. Ora,
in questa rassegna, ciascuno
di noi si ritroverà certamen-
te negli episodi e nei piccoli
fatti di tanti anni di feconda
attività.
* * *
La «Linea C» — forse
tanti non lo sapranno — nac-
que in funzione dell'olio. Il
«Ravenna» venne infatti com-
prato per il trasporto di fusti
d'olio nel Mediterraneo, al
servizio della Ditta Giacomo
Costa fu Andrea, cioè dei
proprietari.
Dopo il « Ravenna » venne-
ro altre navi, più grandi, più
belle, più imponenti; saran-
no navi che non trasporte-
ranno più soltanto fusti di
olio nel Mediterraneo, ma si
spingeranno — nel quadro
di una sempre più viva atti-
vità economica — su tutti i
mari del mondo. Aumente-
ranno i traffici, sorgerà la
flotta della « Linea C ».
E ancora. L'attività non
potrà più essere limitata al
trasporto di merci e verran-
no i moderni e lussuosi tran-
satlantici per passeggeri che
collegheranno rapidamente
un Continente all’altro. Ver-
ranno le navi eleganti adibi-
te a crociera, preferite da
una clientela raffinata e in-
ternazionale.
Numero per numero, pas-
seremo in rassegna tutte le
nostre navi; e con esse pas-
seremo in rassegna anche gli
uomini che le hanno guidate
con perizia e con passione, a
perenne testimonianza che la
nave è una cosa viva. Sarà il
modo migliore per ricordarci
del passato e del presente e
per guardare al domani.
Una piccola storia, quasi
una sintesi filmata che dedi-
chiamo a tutti i nostri colla-
boratori: ai vivi, ai morti che
sono presenti nel nostro ri-
cordo, ai giovani destinati a
continuare quella parabola
ascendente cominciata nel-
l'agosto del 1924, quando un
piroscafo di nome « Raven-
na » venne iscritto nel regi-
stro del compartimento ma-
rittimo di Genova col nume-
ro 1246.....
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due
Il piroscafo «Ravenna», pri-
ma nave della « Linea C », fu
costruito nel 1888 in Inghil-
terra, a Leith, dalla ditta Ra-
mage & Ferguson; era lungo
metri 78,20, largo metri 10,06,
alto metri 5,59, una immer-
sione di metri 4,77. La sua
carta d'identità si completa-
va con una velocità di otto
nodi, con due ponti, con una
portata lorda di 1.650 tonnel-
late: la stazza lorda era di
tonn. 1.14843, quella netta
di tonn. 964,52.
Il « Ravenna » era dotato
di una macchina a vapore a
triplice espansione a tre cilin-
dri (457x762x1219); una cal-
daia a dieci chilogrammi per
centimetro quadrato; aveva
anche una caldaia ausiliare a
quattro chilogrammi per cen-
timetro quadrato.
Nel 1924 venne comprato
dalla Ditta Giacomo Costa fu
Andrea e immatricolato a Ge-
nova, come risulta dai regi-
stri, il sette agosto dello stes-
so anno. L'acquisto del « Ra-
venna » aveva uno scopo ben
preciso: quello di adibirlo al
trasporto, per conto proprio,
di olio in fusti nel Mediter-
raneo.
Per la verità il problema
base (e quello che aveva con-
sigliato l'acquisto della na-
ve) era quello del trasporto
dell’olio dalla Turchia, soprat-
tutto per il carico nelle rade
di Qulluq e Aivaliq che non
erano servite dalle linee re-
golari. C’' erano inoltre diffi-
coltà per il ritorno in Tur-
chia dei bidoni vuoti: così la
Ditta Giacomo Costa decise
di servirsi di una nave pro-
pria. Diremo per curiosità che
allora i noli dell'olio dalla
Turchia erano di 120 lire per
tonnellata e 150 a pieno e
vuoto.
Il « Ravenna », dal 1924 ha
sempre seguito, si può dire, il
mercato dell'olio, trasferen-
dosi di volta in volta nei cen-
tri dove il raccolto era stato
maggiore e migliore. Dalla
Turchia passò spesso alla Tu-
nisia e alla Spagna, sempre
impegnato a rispettare gli ar-
rivi e le partenze. Trasporta-
va 1.100 tonn. di olio in fu-
sti e manteneva una velocità
elevata (raggiungeva anche i
dieci nodi, invece degli otto
dichiarati) considerando il
suo lunghissimo scafo.
Poi, nel 1933, il piroscafo
cambiò di nuovo proprietario :
venne infatti ceduto alla Dit-
ta Ignazio Messina di Geno-
va. Il « Ravenna » doveva an- -
cora battere i mari per dieci
anni e forse sarebbe ancora
andato oltre senza lo scoppio
della seconda guerra mondia-
le. Il 29 settembre del 1942,
mentre si trovava a Traverso
Locri (Calabria) rimase sini-
strato per fatto bellico. Ven-
ne rimesso in condizioni di
navigare ma, purtroppo, an-
cora per poco: quasi un an-
no dopo, sempre per un even-
to bellico, affondò nel porto
di Genova. Era l'otto settem-
bre del 1943.
IL COMANDANTE [GIOVANNI SARDI
Non si può ricordare il « Raven-
na» senza citarne ‘il primo co-
mandante: Giovanni Sardi al qua-
le venne affidata la nave, subito
dopo l’acquisto. Giovanni Sardi
— grande tempra di uomo di ma-
re — era nato a Marciana Marina
(Isola d'Elba) il 23 gennaio 1886.
La Ditta Giacomo Costa fu An-
drea ebbe modo di conoscerlo e
di apprezzarlo poiché era coman-
dante del piroscafo « Giovanni
Battista » che trasportava solita-
mente olio per conto della Ditta.
Così, quando si decise l’acquisto
del « Ravenna », si pensò a lui co-
me comandante. Il servizio di ca-
pitano d'armamento fu invece af-
fidato al cap. Domenico Acquaro-
ne — padre dei capitani Egidio e
Leonardo — che prima svolgeva
identico compito presso l’armato-
re Bensa.
«Ravenna » e Sardi costituiro-
no veramente un binomio di piena
garanzia, conosciuto e stimato in
tutto il Mediterraneo. Giovanni
Sardi morì il 29 agosto 1945 a Ci-
vitavecchia mentre era al coman-
do di un’altra nostra nave, il
« Langano », lasciando in chi lo
conobbe un ricordo e un esempio
indimenticabili.
Una casa, un ap-
partamento — pro-
prio: ecco il so-
gno di tutti. Quan:
te volte vi siete
fermati a osserva-
re nuovi moderni
e ariosi edifici
con una sorta di
invidia e di desi-
derio?
La casa è un po’ la culla della
famiglia e spesso dalla casa dipen-
de anche la buona armonia di chi
vi abita. Un appartamento proprio
rafforza indubbiamente lo spirito
di unità e di rispetto del nucleo fa-
miliare, è alla base dell’educazio-
ne dei figli (quanti ragazzi finiti
male per non aver avuto la calda
accoglienza di un focolare dome-
stico!) abituandoli al senso del-
la proprietà e al rispetto delle
cose proprie.
Ma ci sono altri elementi da
considerare, prima fra tutti il
senso di sicurezza nel futuro. Si
dice che un appartamento pro-
prio e una pensione sono la ga-
ranzia di una vecchiaia tranquil-
la e serena: una verità lampante
sempre di attualità.
L’aspirazione che tutti hanno
di diventare proprietari di un
appartamento, è indubbiamente
un sintomo positivo, degno di
elogio. Ma non sempre, purtrop-
| po, i desideri vanno d'accordo
col.. portafogli do-
mestico. Bisogna
arrivare al tra-
guardo con tappe,
poco per volta, a
costo di sacrifici
e di risparmi. E
quando finalmente
si sarà giunti... in
porto, maggiore
sarà la soddisfa-
zione e legittimo sarà l’orgoglio
per ciò che si è potuto fare. La ca-
sa, insomma, è un po’ una con-
quista.
Oggi lo sviluppo edilizio ha as-
sunto proporzioni vastissime: i
centri urbani si sono spinti fino
alla periferia; dove una volta sor-
gevano campi brulli, oggi si alli-
| neano file di imponenti edifici.
E' chiaro che, per comprare un
appartamento, non è necessario a-
| vere a disposizione tutti i soldi in
contanti. Bisognerà tuttavia sta-
re bene attenti, fare i propri conti,
misurare i passi secondo la gam-
ba e non ipotecarsi, con eccessivi
pagamenti di interessi, tutta una
vita.
In linea di massima occorre
possedere almeno il 30-40 per cen-
to del valore dell’'appartamento:
è assolutamente da sconsigliare
l'acquisto di un appartamento
quando la disponibilità finanzia-
ria è minore, poiché si dovrebbe
0i fare fronte a un gravissimo
ere per gli interessi e per gli
iortamenti. Esistono varie fa-
ilitazioni, ma occorrerà esami-
narle bene; a mezzo mutuo, per
esempio, è possibile ottenere il
30-40 per cento (presso la Coope-
rativa Auxilium-UCID di Genova
si arriva anche al 60 per cento).
Ma nell’acquisto di una casa
bisogna tenere presenti altri fat-
tori. Per esempio accertare la
serietà e la solidità economica
della ditta costruttrice (affinché i
vani siano realizzati con tutte le
regole e sia per evitare il perico-
lo di perdere i propri risparmi in
un fallimento). Una casa costrui-
ta bene, eviterà spese di manuten-
zione, seccature e altri inconve-
nienti.
Dove scegliere una casa? Anche
qui è necessario fare le cose con
calma: pensare al-
la rapidità e alla
facilità dei mezzi
di comunicazione,
ai negozi, alla
Chiesa, alla scuo-
la, a tutto l’am-
biente. Soprattut-
to quest’ ultimo
ha una importan-
za di primo piano
per i figli. Occorrerà, in proposi-
to, fare molta attenzione alle pro-
babili future compagnie.
Tutti piccoli accorgimenti, d’ac-
cordo, ma per questo non meno
utili. La casa in proprietà è un
argomento troppo importante per-
ché non debba essere trattato a
fondo: è un postulato della socio-
logia cristiana, già dai tempi in
cui questo concetto non era anco-
ra penetrato nell’individuo uma-
no. Oggi il concetto si sta diffon-
dendo ed è bene, in quanto si trat-
ta di una aspirazione a qualcosa
di migliore, a un progresso che
deve essere accolto con unanime
soddisfazione.
7]
di.
Casa, dolce casa
Due righe di commento e anco-
ra una raccomandazione per i no-
stri lettori. Acquistare una casa è
un atto importante: non è come
comprare un paio di scarpe o un
vestito. La casa resta per tutta la
vita. Perciò è un passo da cont-
piere dopo attenta ponderazione,
dopo aver chiesto ampie informa-
zioni sulla ditta costruttrice. E'
pericoloso, nel caso non sia possi-
bile pagare l'appartamento prima
della consegna, il differire la sti-
pulazione del contratto, poiché in
caso di fallimento il proprietario
verrebbe coinvolto nel dissesto €
ne sopporterebbe le non lievi con-
seguenze. E' perciò consigliabile
ricorrere a un mutuo invece di
accettare le offerte di dilazione di
pagamento da parte dell'impresa.
Esistono altre forme per entra-
re in possesso di un appartamen-
to, come l'INA-Casa, l'Istituto Au-
tonomo Case Popolari, le Coopera-
tive, ecc. Attualmente, poi, è allo
studio del Governo un nuovo pro-
getto per l’INA-Casa: quando sa-
rà approvato, non mancheremo di
darne comunicazione ai lettori.
Comunque, se sull'argomento
necessitate di delucidazioni e di
consigli, potete rivolgervi al Ser-
vizio Sociale della Gente di Mare
o agli stessi Uffici della «Li-
nea C ».
Concludiamo affermando che
abbiamo constatato con piacere,
in questi ultimi anni, come molti
nostri dipendenti, magari a costo
di sacrifici, siano riusciti a com-
prarsi un appartamento, apparta-
mento che in molti casi ha subi-
to un aumento di valore di circa
il 15-20 per cento. La nostra A-
zienda ha sempre favorito questo
desiderio dei propri dipendenti ©
nei limiti del possibile continuerà
a farlo.
Colloquio a base di sguardi, a bordo della « Andrea C » in na-
vigazione, fra il 1° uff. M. Simicich e tre piccioni... viaggiatori
Gita sociale
a Caldirola
Per l'undicesimo anno, or-
ganizzata dal Gruppo Sporti-
vo «C» Giacomo Costa fu
Andrea e dal Gruppo Sporti-
vo Molinello, si è svolta il 29
giugno la tradizionale gita so-
ciale che quest'anno ha avu-
to come meta Caldirola (Ales-
sandria). La partecipazione è
stata, come al solito, nume-
rosa: sei torpedoni, quindi-
ci macchine private, per un
totale di 308 persone.
Per la Ditta Costa erano
presenti i titolari dott. Gia-
como, ing. Mario e signor
Giovanni con le loro fami-
glie; per la Ditta Molinello,
il signor Pietro Molinello con
figlio e familiari.
Di primo mattino, i gitanti
si sono radunati presso lo
stabilimento Costa di Sam-
pierdarena (via di Francia);
quindi, alle 7,30, partenza
dalla « camionale ». Prima
fermata a Tortona, per assi-
stere alla S. Messa nel San-
tuario di Nostra Signora del-
la Guardia. Al termine, par-
tenza per Caldirola dove si è
giunti alle 11. I gitanti hanno
goduto di una breve libertà
e alcuni sono saliti in seg-
giovia ai monti Giarolo e
Panà.
Il programma distribuito a
tutti. faceva invito a... non
perdersi. Raccomandazione
superflua, perché alle 13, al-
l’Albergo « La Gioia » c'erano
tutti per la colazione che si è
svolta in un clima di viva
cordialità e di allegria. Il
menu era ottimo (e lo ricor-
diamo per gli assenti...) : an-
tipasto, tagliatelle al sugo,
costoletta alla milanese con
contorno, frutta di stagione,
vino...
Nel pomeriggio si sono
svolte diverse gare, do-
tate di ricchissimi premi. Nu-
merose le partite a bocce e
assai interessante la gara al
la fune; allegria e risa a non
finire per le corse nei sacchi
ed emozione, infine, per la
caccia al tesoro. In zone de-
limitate con bandiere erano
stati nascosti quaranta barat-
tolini di smalto: sui coper-
chi di cinque di essi erano
stati stampigliati dei nume-
ri corrispondenti a bellissimi
premi.
La serie dei giochi si è con-
clusa con un incontro bocci-
stico fra i titolari delle Ditte
Costa e Molinello.
Lasciata Caldirola alle 18 e
30, i gitanti sono rientrati a
Genova alle 21.
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre
} VIZI EROE ALe SANE TRE Ir ZFETE x c£ IITTSZINA SIAE a 3 <3DES ==
GIORNALE DI BORDO
TSE IRIS : Sh EINE n TAI Meo
MATRIMONI
mummia
LARGO
AI FOTOGRAFI
DILETTANTI
nuuun
@ Il terzo macchinista Maido
Mannucci con la signorina Maria
Grazia Agretti, 20 luglio 1961,
Milano.
@ Il cameriere Ubaldo Bergitto
con la signorina Albina Betram-
mi, 9 luglio 1961.
Il nostro concorso fotogra-
fico — del quale abbiamo da-
to annuncio nel precedente
numero del « Notiziario (€ »
— è stato accolto con viva
@ Il barista Giorgio Sabbi con la
signorina Nuccia Cattaneo, 1° lu-
soddisfazione: e anche con glio 1961.
un certo entusiasmo, alme-
no stando alle prime adesio- Segr ==="
ni. Infatti molti concorrenti
BERIO FIS
si sono già fatti avanti, in-
viandoci materiale di tutto
Immaturamente, a seguito di in-
tervento chirurgico, è deceduto a
Monfalcone il 27 luglio il capitano
di macchina Pietro Loda, secondo
riguardo.
Non succede tutti i giorni di dover caricare a bordo due
colli di 127 tonnellate ciascuno. Il fatto si è verificato sulla tur-
Aspettiamo adesso gli al-
tri. E' evidente che più nu-
>rOsì SOI i partecipanti, ù x 4 iI n Ho
EOS OOO Loy E guri bonave « Pia Costa » nel viaggio iniziato il 21 marzo scorso a ufficiale a bordo della « Maria
più difficile si farà il compi- \ Ca: Apa Mirco E
to della giuria per la scelta New York. pene £ 2
ni essendo nato a Monfalcone
‘i vincitori. : — ‘ui eccezi nuò beniss ossere dimo- - i
dei vincito I coili la cui eccez onalità può benissimo essere dimo il "tre ‘gina
Ma questo è un argomen- strata dalla fotografia inviataci dal Comandante e che ben vo- Compagnia dal 1958, si era subito
to che non deve preoccupare Lg Se bi 3 z ° o È ager 21543 se
5 RE E ona lentieri pubblichiamo — sono stati trasportati a Genova per imposto per le sue qualità, per la
i nostri lettori: ad essi chie-
si cl sua perizia e per il senso di at-
diamo ancora di inviarci le
"0 ella Società Ilva. I due colli, lunghi ciascuno m. 9,45, i
conto della Societ ’ 6 taccamento al lavoro: in breve
foto più belle e di restare... sono stati stivati a pagliolo nella stiva numero cinque, posati era diventato uno dei giovani più
ssi ala su doppia taccata in legno dello spessore di 35 centimetri e-riz- quotati-e-la-morte, purtroppo, lo,
muunuumainzineaiaianiiauuitiinuiemniitiemT_@ mie
ha colto quando aveva davanti a ‘
sé tutto un luminoso cammino.
ZQUZZZZZZZZZIZIIZIZIBZIZZZZZZZIOZIZONRN AAA ZZZZAZAZAZAZAZZAZAZA AAA ae
n
zati, a regola d'arte, con numerosi cavi di acciaio e catene.
umnnunantzuiuieianazaiennaana
La « Linea C », nel darne il lut-
arr tuoso annuncio, si associa al do-
lore dei genitori, della moglie
VELOCISSIMA
e del figlio e porge a tutti le più
vive e sincere condoglianze.
la «Maria Costa »
Dobbiamo registrare una ve- ù reg a
Per tragico infortunio sul lavo-
ro è deceduto il sette luglio a Ge-
nova il cameriere della « Federi-
locissima traversata della « Ma-
ria Costa ». Partita da Napoli
MIAIALVIVIVIVIV AMA AA}
alle ore 22 del quattro luglio $ co C» Antonio Catalano, nato a
1961, è giunta a New York al-3 Catanzaro trentotto anni fa e re-
le 5: del 14 Ingiio (Un aggio i sidente nel capoluogo ligure. La
$ sua morte — così improvvisa —
è
a tempo record, compiuto alla è
RANA
$ ha lasciato vivo rimpianto nei
media di 19 miglia orarie. $ compagni di bordo e in tutti gli
Complimenti al comandante eò amici.
a tutto l’equipaggio. $ Alla famiglia giungano le espres-
$ sioni del cristiano cordoglio da
dann parte del « Notiziario C ».
Ma la « Pia Costa », evidentemente, è abituata all’insolito,
come documenta questa seconda foto. Questa volta non si tratta
di due colli, ma di mastodontici Bull-dozer del rispettabile peso
di quaranta tonnellate ciascuno. Anche in questo caso il carico
e lo scarico sono avvenuti con particolari accorgimenti, ma per-
ORE È ta HR TA È DE da NOTIZIARIO «C» FLAVIO MAGNARIN
fettamente. A dimostrare le sproporzionate misure del mezzo Pisiodio asirde Diosizno ‘._— Direttore responsabile
pre: e Ù : ud a saga ss x Anno I - N. 4 - Luglio-Agosto 1961 Genova, Via D'Annunzio 2 (piano XX
è sufficiente un raffronto fra gli uomini che gli stanno attorno Spedizione in abb. post., Gruppo IV Tel. 58.18.51 - Casella postale a
e l'altezza delle ruote. Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961 Stampa: BI-ESSE Genova
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro
- extracted text
-
NOTIZIARIO
Linea ‘‘C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova
Anno I - Numero 4 - Luglio-Agosto 1961
La nostra
storia
Il sette agosto del 1924 — cioè 37 anni
fa — veniva immatricolato col numero
1246. a Genova, per acquisto dall’estero,
il piroscafo « Ravenna »... Ecco, il primo
capitolo della nostra storia comincia pro-
prio da quell’afoso giorno e prende via
via sviluppo per giungere — trasformato,
ampliato, pieno di prestigio — fino ad
oggi.
Il « Ravenna » costituisce veramente
l'atto di nascita della « Linea C ».
Come abbiamo annunciato nell’ulti-
mo numero del « Notiziario C », è nostro
desiderio dare inizio a una piccola sto-
ria illustrata delle navi della nostra Com-
pagnia, dalle origini alla fine della se-
conda guerra mondiale.
Perché siamo stati spinti a questa ini-
ziativa? Con quali scopi l'abbiamo tra-
dotta in realtà?
Non certo per fornire una fredda elen-
cazione di nomi di navi e di uomini; non
vogliamo assolutamente presentare una
cronistoria arida, ristretta fra date di ca-
lendario e cifre tecniche. Ecco, noi pen-
siamo di offrire ai nostri lettori un pa-
norama completo che, pur tenendo con-
to dei dati tecnici, non trascuri, anzi
porti in primo piano, i personaggi; gli
uomini, cioè, che con la nostra Compa-
gnia hanno collaborato a lungo e con
dedizione, oltre che con assoluta com-
petenza.
Sarà una rassegna .senza pretese,
condotta alla buona, tra amici, quasi
vorremmo dire in famiglia. Sarà, insom-
ma, la ’’nostra storia”. Ciascuno di noi
— dal comandante all’umile mozzo —
partecipa alla vita della Compagnia in
(Segue in seconda pagina)
r—————_—_———_——————————————_————=—=<—
Il fotografo della « Bianca C» ha colto
questo tipico pappagallo dei Caraibi nel-
l'atto di voler suonare la campana di
bordo. Una scenetta veramente insolita, de-
gna senz'altro della nostra prima pagina.
>
Periodico bimestrale
Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV
diavenna»: la prima nave
La nostra
storia
(Continua dalla prima pagina)
modo vivo e umano. Non po-
trebbe essere altrimenti. Ora,
in questa rassegna, ciascuno
di noi si ritroverà certamen-
te negli episodi e nei piccoli
fatti di tanti anni di feconda
attività.
* * *
La «Linea C» — forse
tanti non lo sapranno — nac-
que in funzione dell'olio. Il
«Ravenna» venne infatti com-
prato per il trasporto di fusti
d'olio nel Mediterraneo, al
servizio della Ditta Giacomo
Costa fu Andrea, cioè dei
proprietari.
Dopo il « Ravenna » venne-
ro altre navi, più grandi, più
belle, più imponenti; saran-
no navi che non trasporte-
ranno più soltanto fusti di
olio nel Mediterraneo, ma si
spingeranno — nel quadro
di una sempre più viva atti-
vità economica — su tutti i
mari del mondo. Aumente-
ranno i traffici, sorgerà la
flotta della « Linea C ».
E ancora. L'attività non
potrà più essere limitata al
trasporto di merci e verran-
no i moderni e lussuosi tran-
satlantici per passeggeri che
collegheranno rapidamente
un Continente all’altro. Ver-
ranno le navi eleganti adibi-
te a crociera, preferite da
una clientela raffinata e in-
ternazionale.
Numero per numero, pas-
seremo in rassegna tutte le
nostre navi; e con esse pas-
seremo in rassegna anche gli
uomini che le hanno guidate
con perizia e con passione, a
perenne testimonianza che la
nave è una cosa viva. Sarà il
modo migliore per ricordarci
del passato e del presente e
per guardare al domani.
Una piccola storia, quasi
una sintesi filmata che dedi-
chiamo a tutti i nostri colla-
boratori: ai vivi, ai morti che
sono presenti nel nostro ri-
cordo, ai giovani destinati a
continuare quella parabola
ascendente cominciata nel-
l'agosto del 1924, quando un
piroscafo di nome « Raven-
na » venne iscritto nel regi-
stro del compartimento ma-
rittimo di Genova col nume-
ro 1246.....
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due
Il piroscafo «Ravenna», pri-
ma nave della « Linea C », fu
costruito nel 1888 in Inghil-
terra, a Leith, dalla ditta Ra-
mage & Ferguson; era lungo
metri 78,20, largo metri 10,06,
alto metri 5,59, una immer-
sione di metri 4,77. La sua
carta d'identità si completa-
va con una velocità di otto
nodi, con due ponti, con una
portata lorda di 1.650 tonnel-
late: la stazza lorda era di
tonn. 1.14843, quella netta
di tonn. 964,52.
Il « Ravenna » era dotato
di una macchina a vapore a
triplice espansione a tre cilin-
dri (457x762x1219); una cal-
daia a dieci chilogrammi per
centimetro quadrato; aveva
anche una caldaia ausiliare a
quattro chilogrammi per cen-
timetro quadrato.
Nel 1924 venne comprato
dalla Ditta Giacomo Costa fu
Andrea e immatricolato a Ge-
nova, come risulta dai regi-
stri, il sette agosto dello stes-
so anno. L'acquisto del « Ra-
venna » aveva uno scopo ben
preciso: quello di adibirlo al
trasporto, per conto proprio,
di olio in fusti nel Mediter-
raneo.
Per la verità il problema
base (e quello che aveva con-
sigliato l'acquisto della na-
ve) era quello del trasporto
dell’olio dalla Turchia, soprat-
tutto per il carico nelle rade
di Qulluq e Aivaliq che non
erano servite dalle linee re-
golari. C’' erano inoltre diffi-
coltà per il ritorno in Tur-
chia dei bidoni vuoti: così la
Ditta Giacomo Costa decise
di servirsi di una nave pro-
pria. Diremo per curiosità che
allora i noli dell'olio dalla
Turchia erano di 120 lire per
tonnellata e 150 a pieno e
vuoto.
Il « Ravenna », dal 1924 ha
sempre seguito, si può dire, il
mercato dell'olio, trasferen-
dosi di volta in volta nei cen-
tri dove il raccolto era stato
maggiore e migliore. Dalla
Turchia passò spesso alla Tu-
nisia e alla Spagna, sempre
impegnato a rispettare gli ar-
rivi e le partenze. Trasporta-
va 1.100 tonn. di olio in fu-
sti e manteneva una velocità
elevata (raggiungeva anche i
dieci nodi, invece degli otto
dichiarati) considerando il
suo lunghissimo scafo.
Poi, nel 1933, il piroscafo
cambiò di nuovo proprietario :
venne infatti ceduto alla Dit-
ta Ignazio Messina di Geno-
va. Il « Ravenna » doveva an- -
cora battere i mari per dieci
anni e forse sarebbe ancora
andato oltre senza lo scoppio
della seconda guerra mondia-
le. Il 29 settembre del 1942,
mentre si trovava a Traverso
Locri (Calabria) rimase sini-
strato per fatto bellico. Ven-
ne rimesso in condizioni di
navigare ma, purtroppo, an-
cora per poco: quasi un an-
no dopo, sempre per un even-
to bellico, affondò nel porto
di Genova. Era l'otto settem-
bre del 1943.
IL COMANDANTE [GIOVANNI SARDI
Non si può ricordare il « Raven-
na» senza citarne ‘il primo co-
mandante: Giovanni Sardi al qua-
le venne affidata la nave, subito
dopo l’acquisto. Giovanni Sardi
— grande tempra di uomo di ma-
re — era nato a Marciana Marina
(Isola d'Elba) il 23 gennaio 1886.
La Ditta Giacomo Costa fu An-
drea ebbe modo di conoscerlo e
di apprezzarlo poiché era coman-
dante del piroscafo « Giovanni
Battista » che trasportava solita-
mente olio per conto della Ditta.
Così, quando si decise l’acquisto
del « Ravenna », si pensò a lui co-
me comandante. Il servizio di ca-
pitano d'armamento fu invece af-
fidato al cap. Domenico Acquaro-
ne — padre dei capitani Egidio e
Leonardo — che prima svolgeva
identico compito presso l’armato-
re Bensa.
«Ravenna » e Sardi costituiro-
no veramente un binomio di piena
garanzia, conosciuto e stimato in
tutto il Mediterraneo. Giovanni
Sardi morì il 29 agosto 1945 a Ci-
vitavecchia mentre era al coman-
do di un’altra nostra nave, il
« Langano », lasciando in chi lo
conobbe un ricordo e un esempio
indimenticabili.
Una casa, un ap-
partamento — pro-
prio: ecco il so-
gno di tutti. Quan:
te volte vi siete
fermati a osserva-
re nuovi moderni
e ariosi edifici
con una sorta di
invidia e di desi-
derio?
La casa è un po’ la culla della
famiglia e spesso dalla casa dipen-
de anche la buona armonia di chi
vi abita. Un appartamento proprio
rafforza indubbiamente lo spirito
di unità e di rispetto del nucleo fa-
miliare, è alla base dell’educazio-
ne dei figli (quanti ragazzi finiti
male per non aver avuto la calda
accoglienza di un focolare dome-
stico!) abituandoli al senso del-
la proprietà e al rispetto delle
cose proprie.
Ma ci sono altri elementi da
considerare, prima fra tutti il
senso di sicurezza nel futuro. Si
dice che un appartamento pro-
prio e una pensione sono la ga-
ranzia di una vecchiaia tranquil-
la e serena: una verità lampante
sempre di attualità.
L’aspirazione che tutti hanno
di diventare proprietari di un
appartamento, è indubbiamente
un sintomo positivo, degno di
elogio. Ma non sempre, purtrop-
| po, i desideri vanno d'accordo
col.. portafogli do-
mestico. Bisogna
arrivare al tra-
guardo con tappe,
poco per volta, a
costo di sacrifici
e di risparmi. E
quando finalmente
si sarà giunti... in
porto, maggiore
sarà la soddisfa-
zione e legittimo sarà l’orgoglio
per ciò che si è potuto fare. La ca-
sa, insomma, è un po’ una con-
quista.
Oggi lo sviluppo edilizio ha as-
sunto proporzioni vastissime: i
centri urbani si sono spinti fino
alla periferia; dove una volta sor-
gevano campi brulli, oggi si alli-
| neano file di imponenti edifici.
E' chiaro che, per comprare un
appartamento, non è necessario a-
| vere a disposizione tutti i soldi in
contanti. Bisognerà tuttavia sta-
re bene attenti, fare i propri conti,
misurare i passi secondo la gam-
ba e non ipotecarsi, con eccessivi
pagamenti di interessi, tutta una
vita.
In linea di massima occorre
possedere almeno il 30-40 per cen-
to del valore dell’'appartamento:
è assolutamente da sconsigliare
l'acquisto di un appartamento
quando la disponibilità finanzia-
ria è minore, poiché si dovrebbe
0i fare fronte a un gravissimo
ere per gli interessi e per gli
iortamenti. Esistono varie fa-
ilitazioni, ma occorrerà esami-
narle bene; a mezzo mutuo, per
esempio, è possibile ottenere il
30-40 per cento (presso la Coope-
rativa Auxilium-UCID di Genova
si arriva anche al 60 per cento).
Ma nell’acquisto di una casa
bisogna tenere presenti altri fat-
tori. Per esempio accertare la
serietà e la solidità economica
della ditta costruttrice (affinché i
vani siano realizzati con tutte le
regole e sia per evitare il perico-
lo di perdere i propri risparmi in
un fallimento). Una casa costrui-
ta bene, eviterà spese di manuten-
zione, seccature e altri inconve-
nienti.
Dove scegliere una casa? Anche
qui è necessario fare le cose con
calma: pensare al-
la rapidità e alla
facilità dei mezzi
di comunicazione,
ai negozi, alla
Chiesa, alla scuo-
la, a tutto l’am-
biente. Soprattut-
to quest’ ultimo
ha una importan-
za di primo piano
per i figli. Occorrerà, in proposi-
to, fare molta attenzione alle pro-
babili future compagnie.
Tutti piccoli accorgimenti, d’ac-
cordo, ma per questo non meno
utili. La casa in proprietà è un
argomento troppo importante per-
ché non debba essere trattato a
fondo: è un postulato della socio-
logia cristiana, già dai tempi in
cui questo concetto non era anco-
ra penetrato nell’individuo uma-
no. Oggi il concetto si sta diffon-
dendo ed è bene, in quanto si trat-
ta di una aspirazione a qualcosa
di migliore, a un progresso che
deve essere accolto con unanime
soddisfazione.
7]
di.
Casa, dolce casa
Due righe di commento e anco-
ra una raccomandazione per i no-
stri lettori. Acquistare una casa è
un atto importante: non è come
comprare un paio di scarpe o un
vestito. La casa resta per tutta la
vita. Perciò è un passo da cont-
piere dopo attenta ponderazione,
dopo aver chiesto ampie informa-
zioni sulla ditta costruttrice. E'
pericoloso, nel caso non sia possi-
bile pagare l'appartamento prima
della consegna, il differire la sti-
pulazione del contratto, poiché in
caso di fallimento il proprietario
verrebbe coinvolto nel dissesto €
ne sopporterebbe le non lievi con-
seguenze. E' perciò consigliabile
ricorrere a un mutuo invece di
accettare le offerte di dilazione di
pagamento da parte dell'impresa.
Esistono altre forme per entra-
re in possesso di un appartamen-
to, come l'INA-Casa, l'Istituto Au-
tonomo Case Popolari, le Coopera-
tive, ecc. Attualmente, poi, è allo
studio del Governo un nuovo pro-
getto per l’INA-Casa: quando sa-
rà approvato, non mancheremo di
darne comunicazione ai lettori.
Comunque, se sull'argomento
necessitate di delucidazioni e di
consigli, potete rivolgervi al Ser-
vizio Sociale della Gente di Mare
o agli stessi Uffici della «Li-
nea C ».
Concludiamo affermando che
abbiamo constatato con piacere,
in questi ultimi anni, come molti
nostri dipendenti, magari a costo
di sacrifici, siano riusciti a com-
prarsi un appartamento, apparta-
mento che in molti casi ha subi-
to un aumento di valore di circa
il 15-20 per cento. La nostra A-
zienda ha sempre favorito questo
desiderio dei propri dipendenti ©
nei limiti del possibile continuerà
a farlo.
Colloquio a base di sguardi, a bordo della « Andrea C » in na-
vigazione, fra il 1° uff. M. Simicich e tre piccioni... viaggiatori
Gita sociale
a Caldirola
Per l'undicesimo anno, or-
ganizzata dal Gruppo Sporti-
vo «C» Giacomo Costa fu
Andrea e dal Gruppo Sporti-
vo Molinello, si è svolta il 29
giugno la tradizionale gita so-
ciale che quest'anno ha avu-
to come meta Caldirola (Ales-
sandria). La partecipazione è
stata, come al solito, nume-
rosa: sei torpedoni, quindi-
ci macchine private, per un
totale di 308 persone.
Per la Ditta Costa erano
presenti i titolari dott. Gia-
como, ing. Mario e signor
Giovanni con le loro fami-
glie; per la Ditta Molinello,
il signor Pietro Molinello con
figlio e familiari.
Di primo mattino, i gitanti
si sono radunati presso lo
stabilimento Costa di Sam-
pierdarena (via di Francia);
quindi, alle 7,30, partenza
dalla « camionale ». Prima
fermata a Tortona, per assi-
stere alla S. Messa nel San-
tuario di Nostra Signora del-
la Guardia. Al termine, par-
tenza per Caldirola dove si è
giunti alle 11. I gitanti hanno
goduto di una breve libertà
e alcuni sono saliti in seg-
giovia ai monti Giarolo e
Panà.
Il programma distribuito a
tutti. faceva invito a... non
perdersi. Raccomandazione
superflua, perché alle 13, al-
l’Albergo « La Gioia » c'erano
tutti per la colazione che si è
svolta in un clima di viva
cordialità e di allegria. Il
menu era ottimo (e lo ricor-
diamo per gli assenti...) : an-
tipasto, tagliatelle al sugo,
costoletta alla milanese con
contorno, frutta di stagione,
vino...
Nel pomeriggio si sono
svolte diverse gare, do-
tate di ricchissimi premi. Nu-
merose le partite a bocce e
assai interessante la gara al
la fune; allegria e risa a non
finire per le corse nei sacchi
ed emozione, infine, per la
caccia al tesoro. In zone de-
limitate con bandiere erano
stati nascosti quaranta barat-
tolini di smalto: sui coper-
chi di cinque di essi erano
stati stampigliati dei nume-
ri corrispondenti a bellissimi
premi.
La serie dei giochi si è con-
clusa con un incontro bocci-
stico fra i titolari delle Ditte
Costa e Molinello.
Lasciata Caldirola alle 18 e
30, i gitanti sono rientrati a
Genova alle 21.
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre
} VIZI EROE ALe SANE TRE Ir ZFETE x c£ IITTSZINA SIAE a 3 <3DES ==
GIORNALE DI BORDO
TSE IRIS : Sh EINE n TAI Meo
MATRIMONI
mummia
LARGO
AI FOTOGRAFI
DILETTANTI
nuuun
@ Il terzo macchinista Maido
Mannucci con la signorina Maria
Grazia Agretti, 20 luglio 1961,
Milano.
@ Il cameriere Ubaldo Bergitto
con la signorina Albina Betram-
mi, 9 luglio 1961.
Il nostro concorso fotogra-
fico — del quale abbiamo da-
to annuncio nel precedente
numero del « Notiziario (€ »
— è stato accolto con viva
@ Il barista Giorgio Sabbi con la
signorina Nuccia Cattaneo, 1° lu-
soddisfazione: e anche con glio 1961.
un certo entusiasmo, alme-
no stando alle prime adesio- Segr ==="
ni. Infatti molti concorrenti
BERIO FIS
si sono già fatti avanti, in-
viandoci materiale di tutto
Immaturamente, a seguito di in-
tervento chirurgico, è deceduto a
Monfalcone il 27 luglio il capitano
di macchina Pietro Loda, secondo
riguardo.
Non succede tutti i giorni di dover caricare a bordo due
colli di 127 tonnellate ciascuno. Il fatto si è verificato sulla tur-
Aspettiamo adesso gli al-
tri. E' evidente che più nu-
>rOsì SOI i partecipanti, ù x 4 iI n Ho
EOS OOO Loy E guri bonave « Pia Costa » nel viaggio iniziato il 21 marzo scorso a ufficiale a bordo della « Maria
più difficile si farà il compi- \ Ca: Apa Mirco E
to della giuria per la scelta New York. pene £ 2
ni essendo nato a Monfalcone
‘i vincitori. : — ‘ui eccezi nuò beniss ossere dimo- - i
dei vincito I coili la cui eccez onalità può benissimo essere dimo il "tre ‘gina
Ma questo è un argomen- strata dalla fotografia inviataci dal Comandante e che ben vo- Compagnia dal 1958, si era subito
to che non deve preoccupare Lg Se bi 3 z ° o È ager 21543 se
5 RE E ona lentieri pubblichiamo — sono stati trasportati a Genova per imposto per le sue qualità, per la
i nostri lettori: ad essi chie-
si cl sua perizia e per il senso di at-
diamo ancora di inviarci le
"0 ella Società Ilva. I due colli, lunghi ciascuno m. 9,45, i
conto della Societ ’ 6 taccamento al lavoro: in breve
foto più belle e di restare... sono stati stivati a pagliolo nella stiva numero cinque, posati era diventato uno dei giovani più
ssi ala su doppia taccata in legno dello spessore di 35 centimetri e-riz- quotati-e-la-morte, purtroppo, lo,
muunuumainzineaiaianiiauuitiinuiemniitiemT_@ mie
ha colto quando aveva davanti a ‘
sé tutto un luminoso cammino.
ZQUZZZZZZZZZIZIIZIZIBZIZZZZZZZIOZIZONRN AAA ZZZZAZAZAZAZAZZAZAZA AAA ae
n
zati, a regola d'arte, con numerosi cavi di acciaio e catene.
umnnunantzuiuieianazaiennaana
La « Linea C », nel darne il lut-
arr tuoso annuncio, si associa al do-
lore dei genitori, della moglie
VELOCISSIMA
e del figlio e porge a tutti le più
vive e sincere condoglianze.
la «Maria Costa »
Dobbiamo registrare una ve- ù reg a
Per tragico infortunio sul lavo-
ro è deceduto il sette luglio a Ge-
nova il cameriere della « Federi-
locissima traversata della « Ma-
ria Costa ». Partita da Napoli
MIAIALVIVIVIVIV AMA AA}
alle ore 22 del quattro luglio $ co C» Antonio Catalano, nato a
1961, è giunta a New York al-3 Catanzaro trentotto anni fa e re-
le 5: del 14 Ingiio (Un aggio i sidente nel capoluogo ligure. La
$ sua morte — così improvvisa —
è
a tempo record, compiuto alla è
RANA
$ ha lasciato vivo rimpianto nei
media di 19 miglia orarie. $ compagni di bordo e in tutti gli
Complimenti al comandante eò amici.
a tutto l’equipaggio. $ Alla famiglia giungano le espres-
$ sioni del cristiano cordoglio da
dann parte del « Notiziario C ».
Ma la « Pia Costa », evidentemente, è abituata all’insolito,
come documenta questa seconda foto. Questa volta non si tratta
di due colli, ma di mastodontici Bull-dozer del rispettabile peso
di quaranta tonnellate ciascuno. Anche in questo caso il carico
e lo scarico sono avvenuti con particolari accorgimenti, ma per-
ORE È ta HR TA È DE da NOTIZIARIO «C» FLAVIO MAGNARIN
fettamente. A dimostrare le sproporzionate misure del mezzo Pisiodio asirde Diosizno ‘._— Direttore responsabile
pre: e Ù : ud a saga ss x Anno I - N. 4 - Luglio-Agosto 1961 Genova, Via D'Annunzio 2 (piano XX
è sufficiente un raffronto fra gli uomini che gli stanno attorno Spedizione in abb. post., Gruppo IV Tel. 58.18.51 - Casella postale a
e l'altezza delle ruote. Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961 Stampa: BI-ESSE Genova
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro
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