"Carte Ramorino - Gestro"

Contenuto

"Carte Ramorino - Gestro"
Tipologia
Fascicolo
Descrizione
Fascicolo composto da:
* un carteggio intitolato _carte relative a mio prozio professor Giovanni Ramorino, datemi in dono dal professor Raffaele Cestro suo cognato e direttore del museo civico regio di storia Naturale_. Lettere inviate da Giovanni Ramorino a Raffaele Gestro in diversi momenti (1865-1870) 9 cc.
* Un biglietto di Maria Zoraide Gestro, vedova Ramorino, per Emma Ramorino in merito alla mancata partecipazione di Zoraide al compleanno del marito di Emma, Francesco Gerolamo Ansaldo (1907 ottobre 6). 1 c.
* È presente una copia a stampa dell’estratto di Giovanni Ramorino “Sopra tre piccoli Chironectes trovati nel golfo di Genova. Nota di Giovanni Ramorino” archivio per la zoologia, 31 Dicembre 1861.
Data testuale
1865 - 1905
Consistenza
cc. 10
Stato di conservazione
Ottimo
Identificativo
GBA.000006 (arc.)
Data di creazione
1865
Data d'invio
1905
numero
b. 1
contenuto
SOPRA
TRE PICCOLI CHIRONECTES

TROVATI NEL. GOLFO DI GENOVA

NOTA

DI GIOVANNI RAMORINO

(Estratto dall'Arch. per la Zool, t. 1, f. 2,9, 31 dicemb, 4861).

La famiglia degli Acantotteri pediculati mon era finora rappresentata
nei cataloghi e nelle opere itliologiche riguardanti il Mediterraneo, che
dal soto genere Zophius. Infatti Artedi nella sua ittiologia. descrive
sotto questo nome queî pesci solo che formarono le specie. piscatorius
e parvipinnis Cuv.; Lacépede conta'i Lophius a forma compressa, quelli

a forma depressa, Chironectes, e quelli a forma conica, ma non assegna

all’ Europa che la Rana pescatrice o Lopius piscatorius Cuv. proprio
del Mediterraneo, mentre tutte le altre specie che descrive specialmente
dietro i manoscritti di Commerson attribuisce all’ Oceano Atlantico tro-
picale, ed al mar delle Indie: Cuvier mentre nel Regno animale assegna
un posto naturalè alla famiglia dei pediculati, ne fa i sottogeneri Lophius,
Chironects, e Malthex, e distrugge la divisione dei Loplius a forma conica
di Lacépede, dice del primo che è rappresentato nel Mediterraneo da
due specie piscazorius e parvipinnis e dei Chironectes che: on les trouve

dans les mers des pays chauds ; nella Monografia dei Chironectes pub-

blicata nelle Memorie del Museo T. HI, noverandone 10 specie dice del
Laevigatus che abita l Oceano AtUantico (coste della Carolina e. Su-
rinam) e il Mar delle Indie (Isola di Francia ), lo scaber l'Atlantico,
il mar delle Indie e quallo delle Antille, il Commersoni? il mar delle

se leo





250 GIOVANNI RAMORINO (2)

Indie, così anche il Tuderosus, delle specie biocellatus, tophotes, fur-
cipilis e nummifer non sa determinare la patria, e infine del Punctatus
e dell’ Unipennis già descritti da Lacépede dice che furon raccolti da
Peron nel viaggio attorno al globo. Valenciennes dà della famiglia dei
pediculati una dettagliata descrizione nell’ opera grande sui pesci,
Vol. 12. Annovera tutte le specie conosciute e I’ aumenta di un sot-
togenere ZMalicuthea non distinto da Cuvier. Continua ad assegnare
all’ Europa le due specie suddette di Lophius, e riguardo ai Chironectes
ne aumenta il numero delle specie fino a 25, assegnandone della maggior
parte la patria, e nessuna si trova essere propria non che del Medi-
terraneo, di nessuno dei mari Europei (1).

Ora se noi aggiungiamo che di tutti gli autori che scrissero della
fauna ittiologica curopea come Bonaparte nell’ Iconografia della fauna
italica, e nel catalogo metodico dei pesci Europei, Kessler nelle specie
descritte nel suo viaggio al Mar Nero, Costa nella fauna napoletana ,
Yarrel nei British fishes, Risso nell’ Histoire Naturelle de 1’ Europe
meridionale e nell’ Icthyologie de Nice, Sassi nel catalogo dei pesci
liguri, aumentato anche da Verany nessuno ammise questo genere tra
i pesci d’ Europa, nè per quanto a me consti esista memoria che ciò
faccia, mi pare poter conchiudere che il genere Chiroriectes abita come
disse Cuvier, i mari dei paesi caldi, nè ancora si conosce che stendasi
al disopra dei limiti settentrionali dell’ Oceano Atlantico equinoziale,
essere quindi affatto nuova la presenza di un pesce di un tal genere
nella nostra fauna, e per conseguenza anche un fatto non indegno di
essere registrato.

I Chironectes di cui dlrenro in questa nota furono dal mio amico
Prof. Canestrini per le cui indefesse ricerche in poco tempo senne il
| catalogo ittiologico ligure aumentato di varie specie, trovati sul prin-
cipio del Novembre di quest’ anno tra i pesci che si pescano nel porto
di Genova o nelle vicinanze, e da lui gentilmente a me concessi perchè
li studiassi. . i

(1) Lowe ( Procged. of. the Zool. Soc. 1846) formò un altro genere di Lofidi
Chauna® da porsi davvicino ai Chironectes, ma anch' esso sopra una specie
dell’ Atlantico (Madera) che chiamò Chaunaz pietus.



A

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cd vp È De : si
(5) 0 SOPRA: TRE CHIRONECTES O VE a È
;

Senza alcun dubbio essi debbono ascriversi alla specie Che pictus
C. V. quantunque presentino certe differenze che dietro un superficiale
esame potrebbero far credere ad una nuova specie; ma come si vedrà

| in seguito queste differenze dipendono solamente dalla loro età. Essi
- sono in numero di tre: il più grande è lungo 27®"., il secondo 25,

il terzo 19. Sono dunque immensamente più piccoli degli individui
descritti da Cuvier nella monografia già citata e da Valenciennes nel-

09: Di Li ua a, : i n

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l’Histoire naturelle des poissons » ed anche di uno che possiede il è A

Museo di questa Università, lungo 66" e proveniente dall’ Atlantico,
però nella facies externa niente ne son dissimili, se si tolga non la
disposizione ma bensì l’ intensità delle macchie. Differiscono però molto
nelle proporzioni delle parti, ma ciò non mi fece persuaso che fossero
altra specie del pietus perchè la disposizione dei colori era identica a
quella che si trova descritta e figurata da Cuvier e da Valenciennes ,
e a quella ch’ io osservava nell’ individuo adulto suddetto; nè molto
meno ‘che avessi una nuova specie, essendovi nella serie dei tre una
continua progressione nel rapporto delle parti che s° avvicinava alle
proporzioni del pictus. Non esitai dunque a conchiudere che la pie-

— colezza di questi esemplari ad altro non fosse dovuta che alla poca

età loro, e mi parve allora anche più interessante il caso, sia perchè



il trovarsi di così piccoli individui cui era difficilissimo se non affatto
impossibile fare il viaggio dalle regioni in cui secondo gli ittiologi
hanno loro patria, tanto più che si tratta di pesci i quali non hanno
facoltà di migrare, era sufficiente indizio che erano nati in questo mare,
sia perchè si avrebbe potuto così indicare le differenze che si trovano
tra adulti e piccoli. È questo anzi un nuovo argomento di ricerche
per gli ittiologi, che non mancherà d’ avere una grande influenza spe-
cialmente sulla determinazione delle specie, e già ne è prova la nota
che Ginther pubblicò negli Annals and Magaz. (tradotta nel 1.° fasci-
colo di questo Archivio) per cui viene ad essere distrutta una specie

&.,



di Lophius (l’Eurypterus, nome che s° era dato ai piccoli del pisea- © i 7

torius ) e V altra che il suddetto Prof. Canestrini pubblicò pure nel
1.° fascicolo di questo Archivio, colla quale distrugge il genere Cepha- |
lacanthus le cui specie non erano che i piccoli delle varie del Daety= >
lopterus, e infine varie altre osservazioni ch” io con lui feci e che

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«dimostrano che i pesci non differiscono dalla maggior parte degli altri

«_—‘’ vertebrati, riguardo alla durata del loro sviluppo il quale non arriva ©
| totalmente alla fine che molto tempo dopo che |’ animale uscì dalla

vita fetale, e quindi le proporzioni delle parti non si possono dire
preciso ed assoluto criterio per la fondazione e determinazione delle specie.

Senza descrivere ed enumerare le proporzioni misurate sui tre esem-
d plari, le serivo nella seguente tavola, per la quale e per |’ altra ove
son messi i rapporti, meglio si potrà vedere la progressione che vi
ha in tutti verso le proporzioni del pictus. Aggiungo pure come punto
di confronto le misure prese sull’ individuo adulto ch’ io dissi posse-
__— efere questo Musco e che è indubitatamente un Ck. pietus.

é 1 2 3 4
de de de de

Lunghezza totale. . . . .. {0,66 |0,27|0,25|0,19 |
Lunghezza del capo.» ... . . |0, 18 | 0,075 | 0,075 | 0,065 |
Altezza del corpo misurata dietro
il terzo raggio mobile . . . |0,27|0,09!0, 09 | 0,075
ia > — Diametro dell'occhio . . . . }0,04|0,02|0,02 | 0, 02
—_— Lunghezza della mascella inferiore. | 0, 09 0,043 | 0, 0% | 0, 05 |
Altezza del primo raggio mobile. | 0,062 | 0,025 009 lil
Altezza del secondo raggio mobile. 0, 08 |.0, 05 | 0,028 | 0,018
Altezza del terzo raggio mobile. | 0, 12 | 0, 04 0,055 | 0, 05.|
Lunghezza totale delle pettorali. 0, 22 | 0,07 | 0, 06 | 0, 05
Lunghezza delle ossa del carpo. 0, f1 | 0,055 | 0, 05 | 0,025 |
Altezza del primo raggio della

dorsale. ©. . ++ <.. + ‘0, 160,04 | 0,055 | 0,025











a LAS N
n fe aa i i pi 0-0
O E galli DO GIOVANNI RAMORINO Gi



(5) SOPRA TRE CIMRONECTES 255

1 9]
de de de de

I
-

Rapporto del diametro dell’ occhio +
alla lunghezza del capo. . . |4,50|5,75 | 3,75 | 5, 25
Rapporto della mascella inferiore
DI RAI n nia co iRtrO è 2 |4,66|41,87|2,166
Rapporto del primo raggio mobile
alla lunghezza totale. . . + 1,06 | 4,08 |4,00| ——
Rapporto delle pettorali alla lun-
ghezza totale. . . . +. +.» 5 E 18031.8 dB 8
Rapporto del primo raggio anale
e dorsale alla lunghezza totale. | | 4, 12 | 6, 74 | 6, 56 | 7, 10
Rapporto della maggior lunghezza
della caudale alla lunghezza

ET ene | 36] Re DS SI)











La forma generale dei tre esemplari piccoli non è uguale in tutti,
tanto più quando venga confrontata coll’ adulto. Nel maggiore, quello
di 27», il corpo è compresso ai lati come nei grandi: ma il profilo
del muso non discende così rapido, e tende maggiormente alla dispo-
sizione che si vede nel genere Zophius onde il capo diventa più de-
presso , e la mascella inferiore deve rivolgersi in alto con una linca
che s’ avvicina più alla verticale che mon negli adulti, ed il muso è
quindi come. più troncato.

Ciò però non trovasi nell’ esemplare di 25». Questo ha il capo in
proporzione più alto degli altri due e s’ avvicina quindi di più alla
forma dell’ adulto: il corpo è come nel primo ugualmente compresso,
ed ha |’ aspetto d’ esser gonfio; ho quindi grande motivo di credere
che si debba precisamente questa sua forma all’ essere rimasto pieno
d’ aria negli ullimi istanti di sua vita, poichè ognun sa i Chironectes
avere la facoltà di dilatare il loro corpo empiendosi d’ aria. Hl profilo
del muso non discende così rapidamente come negli adulti, ma più
che nell’ esemplare di 27», per cui la forma del muso s’ avvicina

più a quella del grande individuo di quello non s’ avvicini V altro: e
*

254 GIOVANNI RAMORINO (6)

qui dirò che.questo esemplare che è il medio dei tre trovati, per
qualche rapporto si approssima alla figura ed alle proporzioni del-
l adulto, più che l’ altro maggiore, mentre sotto altri punti di vista
forma quella giusta serie che dissi. Io non cercherò la: cagione di
questo fatto, il quale in qualche modo toglie importanza agli altri che
descrivo; d’ altronde ciò è forse in relazione con uno sviluppo più o
meno precoce.

Il terzo esemplare poi di 19"® ha il corpo pochissimo compresso;
la direzione del fronte assai simile a quella del primo e molto verti-
cale la mascella inferiore, e il muso nel suo insieme non acuminato,
nè tronco ma rotondeggiante.

Altre differenze nella forma non vidi, fuorehè nel più piccolo che
ha le pinne ventrali assai più ‘aflilate che gli altri due ed il grande.

La bocca è munita nell’ esemplare adulto di denti piccoli ed acuti
disposti in varie file sulle due mascelle, sul vomere, sulle ossa pala-
tine ed alla lingua. Questa è grossa, carnosa e involta in una pelle
dura che ha tre macchie bianche assai grandi, uguali a quelle che
ricoprono il corpo e che esamineremo da qui a poco. La pelle
floscia che ricopre il muso e le due mascelle tende a formare una
specie di labbro ed anzi ricopre gli angoli della bocca. Nell’ esem-
plare di 27%» questa è anche munita degli stessi ordini di denti
mascellari, ma per la piccolezza che hanno quei dell’:interno della
bocca ed anche per la piccola cavità di questa non potei. con-
statare se il suono di lima che si ode sfregando una fina punta di
scalpello nella bocca si debba attribuire ai denti della lingua, del
vomere 0 del palato: non potrei quindi assicurare la loro presenza in
queste diverse parti, ma. certamente però in qualcuna di esse. Le
mascelle sono sottilissime e trasparenti, nè ancor la pelle formò sopra
di esse quella duplicatura che descrissi nell’ adulto. La lingua è pure
grossa, carnosa, rivestita d’ una spessa pelle la quale ha tre macchie
bianche, grande quella di mezzo, piccole quelle ai lati. La bocca ha
la facoltà di aprirsi molto più grande che nell’ individuo adulto.

Nell’ individuo di 25" feci le stesse osservazioni che nel prece-
dente: trovansi denti nelle mascelle ‘e. nell’ interno della bocca : la
lingua uguale, presenta le tre macchie disposte allo stesso modo come

Ret è ( #%

(7) SOPRA TRE CHIRONECTES 255

nei due già esaminati, una grande più anteriore sulla linea mediana,
le altre due laterali, posteriori più piccole, per cui si ha all’ ineirca
la forma di un triangolo col vertice verso |’ apertura della bocca. Queste
macchie però sono proporzionatamente più piccole che nel precedente.
Havvi in questo un indizio della duplicatura che tende a formare
quel labbro che dissi parlando dell’ adulto.

Nell’ ultimo esemplare infine non potei constatare la presenza dei
denti che nelle due mascelle ove sono disposti in due file, acuti e
ravvicinati. Le ossa mascellari sono anche trasparenti ed alcun poco

elastiche come in quello di 27%» e la bocca è dilatabile allo stesso

grado che in questo e più che in quello di 25, Ritrovansi già di-
stinte le macchie bianche sulla lingua, e si vede che la grande ossia
quella di mezzo è formata da due pari disposte sui due lati della linca
mediana. La presenza di queste macchie sulla liugua merita tanto
maggior attenzione in quanto che sul corpo non si trova di esse verun
indizio come anderemo esponendo. ‘
Riguardo alla pelle, essa nell’ esemplare di 661” è floscia e molle molto
più che non sia negli altri, e sempre ad essa s’ avvicina più quella
del secondo tra i piccoli, negli altri è più stesa sul corpo. È guernita
specialmente sul capo e sull’ addome di tante appendici cutanee disposte
non in disordine ma secondo linee determinate, rette sul ventre, e
curve sul muso e alla gola. Così i raggi liberi son muniti meno il primo
di appendici cutanee più sottili e più lunghe di quelle del corpo.
. Il colore generale è d’ un bianco giallastro sul dorso, sul.capo , e
sulle piume, bianco più chiaro sulla gola ed al ventre. Sonvi poi due
sorta di macchie, le une bruno-rossastre che si dispongono a linee
spesse ed interrotte secondo |’ asse del corpo sul dorso, ed a linee
verticali sulle pinne, come del resto si può vedere in tutte le descri-
zioni date di questa specie: le altre bianche, circolari o rotonde uguali
a quelle accennate parlando della lingua occupanti speciatmente le
parti lasciate libere dalle brune, non però talmente che spesso non si
intersechino, ed anzi in qualche Inogo si vedono le macchie nere
spandersi sulle bianche e renderne così più scuri i coutorni, ed in
qualche altro sono le bianche che si stendono sulle nere ed allora
nulla perdono del loro color latteo. è

256 GIOVANNI RAMORINO (8)

L’esemplare di 27» è d’ un colore generale alquanto più chiaro
del primo, le sue macchie scure per questo confronto con ‘un fondo
più chiaro tendono più al rosso: hanno inoltre limiti meno decisi. Le
bianche sono in molto minor numero e più piccole, meno le tre poste
ai lati del corpo sopra | origine della pinna anale, le quali hanno una
grandezza proporzionatamente uguale a quella degli adulti.

La disposizione delle macchie brune nel terzo esemplare, quello cioè
di 25" è uguale a quella del precedente, se non che esse sembrano
prendere una maggiore estensione e. ricoprono quindi maggior quan-
lità di fondo. — e

Le bianche sono invece molto rare, cosicchè se ne trovano solo tre
per lato, ossia una sotto la metà della seconda dorsale, una sopra la
fine dell’ anale, ed una terza dietro l’ occhio. Tutte queste però non
sono rotonde 0 a disco, ma formano quasi una. circonferenza per
ognuna, imperocchè il loro contorno è assai più deciso che |’ interno
che presenta appena una tinta un po’ più chiara che il colore gene-
rale il quale è sbiadito come. nell’ esemplare di 27m, Ciò dimostra
che le macchie bianche si van formando» dalla periferia al centro €
spiega in qualche modo anche la forma rotonda decisa che hanno in
questa specie. Al disotto del ventre il quale come al solito è d’ un
colore più bianco che il restante del corpo havvi però un grande am-
masso di queste macchie, che formano: due zone decorrenti lungo la
linea mediana, al contrario dell’ individuo adulto nel quale sono disposte
ad isole, come in tutte le altre parti del corpo. Non havvi indizio
alcuno di macchie bianche le quali vadansi formando al disotto della
gola.

L'ultimo esemplare di 19%» mostra appena appena le traccie delle
macchie brune, le quali prendono la stessa disposizione che negli
altri: delle bianche nulla affatto si vede.

Da ciò che dissi finora riguardo al colorito si può conchiudere :

1.° Il colore generale dei Chironectes pictus è bianeo sul primo
tempo della loro vita, e va accostandosi ad un giallo debole col ere-
scere dell’ età finchè arrivino al color suddetto bianco giallastro.

2. Questo colore generale è in ogni. età più intenso sul dorso
che al ventre.

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(9) He SOPRA TRE cmmonecTES Rageo , be (0

»

3. Le due specie di macchie sopra descritte compariscono dopo —
che il piccolo animale è uscito dall’ uovo. r

4. Con tutta la probabilità le prime a comparire sarebbero le mac-
chie bianche della lingua poichè queste si trovano formate nel piccolo
esemplare ove appena appena si vedono le traccie delle brune, dà

5. In seguito comparirebbero le brune, e di queste prima quelle n)
che trovansi alla sommità del corpo; cioè ai lati della pinna dorsale. =

6. In ultimo si formerebbero tutte le altre bianche, sul ventre, "gi
sul eorpo e alla gola, cominciandosi a delineare ai contorni e crescendo
— di mano in mano d'’ intensità verso il centro della macchia. i
Già dimostrai nella tavola che esposi dei rapporti come nei più gio-
vani il capo è maggiore che negli adulti, e che gli occhi proporzio- ni
| matamente sono anche maggiori. Questo non è un fatto nuovo, poichè di
| già registrato del Dactylopterus dal Prof. Canestrini, e perchè lo vidi 4
. in molte altre specie di differenti famiglie: è d’ altronde consentaneo
si) colle leggi dell’ embriogenia per le quali si vede nei feti dei ver-
| tebrati il capo e gli occhi essere proporzionatamente maggiori delle
altre parti del corpo: non è adunque a maravigliarsi se in età gio-
| vanissima esso sia ancora assai grande nei pesci, succedendo ciò
anche nei mammiferi è negli uccelli. s
Contrastano però ai fatti che esposi le osservazioni di Giinther sopra 0°
5 — una specie di una stessa famiglia dei Chironcetes, ossia sul Zophius i
| piscatorius : esso osservò nei piccoli confrontati agli adulti :
La testa meno depressa e più piccola che nei grandi.
La distanza dell’ apertura branchiale dalla base della caudale è un SO 1
poco più della metà della lunghezza totale, i
Le pettorali, molto larghe, lunghe e rotondate *|, della lungliezza As
totale. P

I raggi medii estesi in lunghi filamenti : O
Le ventrali eccessivamente larghe e lunghe, coi filamenti che termi-
nano parecchi dei raggi, lunghi come il pesce. pc 5: 3
Le quattro spine dorsali medie banno distinti articoli, la prima è
più corta ( V. Archiv. Zool. I. Bibliografia pag. 106-7 ). Se
ti
HE






— To osseryai invece nei piccoli Chironectes confrontati col grande. “i
—_— Capo ed occhi più grandi.



















« 1288 GIOVANNI. RAMORINO (10)

Capo in qualche modo depresso per la direzione orizzontele del
profilo del muso. 6

L’ apertura branchiale però posta come-nel caso del Lophius più
verso la metà del corpo, ciò che si spiega tara colla maggiore
lunghezza del capo.

Le piwme in generale più brevi.

Le ventrali più affilate specialmente nel più piccolo.

Non cercherò di spiegare questi fatti contradditorii in pesci della
stessa famiglia: e si affinì che furono lungo tempo considerati come
appartenenti allo stesso genere. I fatti riguardanti le proporzioni delle
parti dei pesci nelle diverse età sono ancor pochissimo conosciuti e
per conseguenza lunghi dal poter essere ridotti a leggi, e quindi an-
cora non puossi cercare se nel fatto esposto da Giinther o nel mio vi
sia qualche anomalia, ed infine scopo di questa memoria non era che Ni s*
esporre quello ch” io osservai. ui


extracted text
SOPRA
TRE PICCOLI CHIRONECTES

TROVATI NEL. GOLFO DI GENOVA

NOTA

DI GIOVANNI RAMORINO

(Estratto dall'Arch. per la Zool, t. 1, f. 2,9, 31 dicemb, 4861).

La famiglia degli Acantotteri pediculati mon era finora rappresentata
nei cataloghi e nelle opere itliologiche riguardanti il Mediterraneo, che
dal soto genere Zophius. Infatti Artedi nella sua ittiologia. descrive
sotto questo nome queî pesci solo che formarono le specie. piscatorius
e parvipinnis Cuv.; Lacépede conta'i Lophius a forma compressa, quelli

a forma depressa, Chironectes, e quelli a forma conica, ma non assegna

all’ Europa che la Rana pescatrice o Lopius piscatorius Cuv. proprio
del Mediterraneo, mentre tutte le altre specie che descrive specialmente
dietro i manoscritti di Commerson attribuisce all’ Oceano Atlantico tro-
picale, ed al mar delle Indie: Cuvier mentre nel Regno animale assegna
un posto naturalè alla famiglia dei pediculati, ne fa i sottogeneri Lophius,
Chironects, e Malthex, e distrugge la divisione dei Loplius a forma conica
di Lacépede, dice del primo che è rappresentato nel Mediterraneo da
due specie piscazorius e parvipinnis e dei Chironectes che: on les trouve

dans les mers des pays chauds ; nella Monografia dei Chironectes pub-

blicata nelle Memorie del Museo T. HI, noverandone 10 specie dice del
Laevigatus che abita l Oceano AtUantico (coste della Carolina e. Su-
rinam) e il Mar delle Indie (Isola di Francia ), lo scaber l'Atlantico,
il mar delle Indie e quallo delle Antille, il Commersoni? il mar delle

se leo





250 GIOVANNI RAMORINO (2)

Indie, così anche il Tuderosus, delle specie biocellatus, tophotes, fur-
cipilis e nummifer non sa determinare la patria, e infine del Punctatus
e dell’ Unipennis già descritti da Lacépede dice che furon raccolti da
Peron nel viaggio attorno al globo. Valenciennes dà della famiglia dei
pediculati una dettagliata descrizione nell’ opera grande sui pesci,
Vol. 12. Annovera tutte le specie conosciute e I’ aumenta di un sot-
togenere ZMalicuthea non distinto da Cuvier. Continua ad assegnare
all’ Europa le due specie suddette di Lophius, e riguardo ai Chironectes
ne aumenta il numero delle specie fino a 25, assegnandone della maggior
parte la patria, e nessuna si trova essere propria non che del Medi-
terraneo, di nessuno dei mari Europei (1).

Ora se noi aggiungiamo che di tutti gli autori che scrissero della
fauna ittiologica curopea come Bonaparte nell’ Iconografia della fauna
italica, e nel catalogo metodico dei pesci Europei, Kessler nelle specie
descritte nel suo viaggio al Mar Nero, Costa nella fauna napoletana ,
Yarrel nei British fishes, Risso nell’ Histoire Naturelle de 1’ Europe
meridionale e nell’ Icthyologie de Nice, Sassi nel catalogo dei pesci
liguri, aumentato anche da Verany nessuno ammise questo genere tra
i pesci d’ Europa, nè per quanto a me consti esista memoria che ciò
faccia, mi pare poter conchiudere che il genere Chiroriectes abita come
disse Cuvier, i mari dei paesi caldi, nè ancora si conosce che stendasi
al disopra dei limiti settentrionali dell’ Oceano Atlantico equinoziale,
essere quindi affatto nuova la presenza di un pesce di un tal genere
nella nostra fauna, e per conseguenza anche un fatto non indegno di
essere registrato.

I Chironectes di cui dlrenro in questa nota furono dal mio amico
Prof. Canestrini per le cui indefesse ricerche in poco tempo senne il
| catalogo ittiologico ligure aumentato di varie specie, trovati sul prin-
cipio del Novembre di quest’ anno tra i pesci che si pescano nel porto
di Genova o nelle vicinanze, e da lui gentilmente a me concessi perchè
li studiassi. . i

(1) Lowe ( Procged. of. the Zool. Soc. 1846) formò un altro genere di Lofidi
Chauna® da porsi davvicino ai Chironectes, ma anch' esso sopra una specie
dell’ Atlantico (Madera) che chiamò Chaunaz pietus.



A

Ra,

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Sc

cd vp È De : si
(5) 0 SOPRA: TRE CHIRONECTES O VE a È
;

Senza alcun dubbio essi debbono ascriversi alla specie Che pictus
C. V. quantunque presentino certe differenze che dietro un superficiale
esame potrebbero far credere ad una nuova specie; ma come si vedrà

| in seguito queste differenze dipendono solamente dalla loro età. Essi
- sono in numero di tre: il più grande è lungo 27®"., il secondo 25,

il terzo 19. Sono dunque immensamente più piccoli degli individui
descritti da Cuvier nella monografia già citata e da Valenciennes nel-

09: Di Li ua a, : i n

NA pa dr

O

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l A

è

l’Histoire naturelle des poissons » ed anche di uno che possiede il è A

Museo di questa Università, lungo 66" e proveniente dall’ Atlantico,
però nella facies externa niente ne son dissimili, se si tolga non la
disposizione ma bensì l’ intensità delle macchie. Differiscono però molto
nelle proporzioni delle parti, ma ciò non mi fece persuaso che fossero
altra specie del pietus perchè la disposizione dei colori era identica a
quella che si trova descritta e figurata da Cuvier e da Valenciennes ,
e a quella ch’ io osservava nell’ individuo adulto suddetto; nè molto
meno ‘che avessi una nuova specie, essendovi nella serie dei tre una
continua progressione nel rapporto delle parti che s° avvicinava alle
proporzioni del pictus. Non esitai dunque a conchiudere che la pie-

— colezza di questi esemplari ad altro non fosse dovuta che alla poca

età loro, e mi parve allora anche più interessante il caso, sia perchè



il trovarsi di così piccoli individui cui era difficilissimo se non affatto
impossibile fare il viaggio dalle regioni in cui secondo gli ittiologi
hanno loro patria, tanto più che si tratta di pesci i quali non hanno
facoltà di migrare, era sufficiente indizio che erano nati in questo mare,
sia perchè si avrebbe potuto così indicare le differenze che si trovano
tra adulti e piccoli. È questo anzi un nuovo argomento di ricerche
per gli ittiologi, che non mancherà d’ avere una grande influenza spe-
cialmente sulla determinazione delle specie, e già ne è prova la nota
che Ginther pubblicò negli Annals and Magaz. (tradotta nel 1.° fasci-
colo di questo Archivio) per cui viene ad essere distrutta una specie

&.,



di Lophius (l’Eurypterus, nome che s° era dato ai piccoli del pisea- © i 7

torius ) e V altra che il suddetto Prof. Canestrini pubblicò pure nel
1.° fascicolo di questo Archivio, colla quale distrugge il genere Cepha- |
lacanthus le cui specie non erano che i piccoli delle varie del Daety= >
lopterus, e infine varie altre osservazioni ch” io con lui feci e che

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«dimostrano che i pesci non differiscono dalla maggior parte degli altri

«_—‘’ vertebrati, riguardo alla durata del loro sviluppo il quale non arriva ©
| totalmente alla fine che molto tempo dopo che |’ animale uscì dalla

vita fetale, e quindi le proporzioni delle parti non si possono dire
preciso ed assoluto criterio per la fondazione e determinazione delle specie.

Senza descrivere ed enumerare le proporzioni misurate sui tre esem-
d plari, le serivo nella seguente tavola, per la quale e per |’ altra ove
son messi i rapporti, meglio si potrà vedere la progressione che vi
ha in tutti verso le proporzioni del pictus. Aggiungo pure come punto
di confronto le misure prese sull’ individuo adulto ch’ io dissi posse-
__— efere questo Musco e che è indubitatamente un Ck. pietus.

é 1 2 3 4
de de de de

Lunghezza totale. . . . .. {0,66 |0,27|0,25|0,19 |
Lunghezza del capo.» ... . . |0, 18 | 0,075 | 0,075 | 0,065 |
Altezza del corpo misurata dietro
il terzo raggio mobile . . . |0,27|0,09!0, 09 | 0,075
ia > — Diametro dell'occhio . . . . }0,04|0,02|0,02 | 0, 02
—_— Lunghezza della mascella inferiore. | 0, 09 0,043 | 0, 0% | 0, 05 |
Altezza del primo raggio mobile. | 0,062 | 0,025 009 lil
Altezza del secondo raggio mobile. 0, 08 |.0, 05 | 0,028 | 0,018
Altezza del terzo raggio mobile. | 0, 12 | 0, 04 0,055 | 0, 05.|
Lunghezza totale delle pettorali. 0, 22 | 0,07 | 0, 06 | 0, 05
Lunghezza delle ossa del carpo. 0, f1 | 0,055 | 0, 05 | 0,025 |
Altezza del primo raggio della

dorsale. ©. . ++ <.. + ‘0, 160,04 | 0,055 | 0,025











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n fe aa i i pi 0-0
O E galli DO GIOVANNI RAMORINO Gi



(5) SOPRA TRE CIMRONECTES 255

1 9]
de de de de

I
-

Rapporto del diametro dell’ occhio +
alla lunghezza del capo. . . |4,50|5,75 | 3,75 | 5, 25
Rapporto della mascella inferiore
DI RAI n nia co iRtrO è 2 |4,66|41,87|2,166
Rapporto del primo raggio mobile
alla lunghezza totale. . . + 1,06 | 4,08 |4,00| ——
Rapporto delle pettorali alla lun-
ghezza totale. . . . +. +.» 5 E 18031.8 dB 8
Rapporto del primo raggio anale
e dorsale alla lunghezza totale. | | 4, 12 | 6, 74 | 6, 56 | 7, 10
Rapporto della maggior lunghezza
della caudale alla lunghezza

ET ene | 36] Re DS SI)











La forma generale dei tre esemplari piccoli non è uguale in tutti,
tanto più quando venga confrontata coll’ adulto. Nel maggiore, quello
di 27», il corpo è compresso ai lati come nei grandi: ma il profilo
del muso non discende così rapido, e tende maggiormente alla dispo-
sizione che si vede nel genere Zophius onde il capo diventa più de-
presso , e la mascella inferiore deve rivolgersi in alto con una linca
che s’ avvicina più alla verticale che mon negli adulti, ed il muso è
quindi come. più troncato.

Ciò però non trovasi nell’ esemplare di 25». Questo ha il capo in
proporzione più alto degli altri due e s’ avvicina quindi di più alla
forma dell’ adulto: il corpo è come nel primo ugualmente compresso,
ed ha |’ aspetto d’ esser gonfio; ho quindi grande motivo di credere
che si debba precisamente questa sua forma all’ essere rimasto pieno
d’ aria negli ullimi istanti di sua vita, poichè ognun sa i Chironectes
avere la facoltà di dilatare il loro corpo empiendosi d’ aria. Hl profilo
del muso non discende così rapidamente come negli adulti, ma più
che nell’ esemplare di 27», per cui la forma del muso s’ avvicina

più a quella del grande individuo di quello non s’ avvicini V altro: e
*

254 GIOVANNI RAMORINO (6)

qui dirò che.questo esemplare che è il medio dei tre trovati, per
qualche rapporto si approssima alla figura ed alle proporzioni del-
l adulto, più che l’ altro maggiore, mentre sotto altri punti di vista
forma quella giusta serie che dissi. Io non cercherò la: cagione di
questo fatto, il quale in qualche modo toglie importanza agli altri che
descrivo; d’ altronde ciò è forse in relazione con uno sviluppo più o
meno precoce.

Il terzo esemplare poi di 19"® ha il corpo pochissimo compresso;
la direzione del fronte assai simile a quella del primo e molto verti-
cale la mascella inferiore, e il muso nel suo insieme non acuminato,
nè tronco ma rotondeggiante.

Altre differenze nella forma non vidi, fuorehè nel più piccolo che
ha le pinne ventrali assai più ‘aflilate che gli altri due ed il grande.

La bocca è munita nell’ esemplare adulto di denti piccoli ed acuti
disposti in varie file sulle due mascelle, sul vomere, sulle ossa pala-
tine ed alla lingua. Questa è grossa, carnosa e involta in una pelle
dura che ha tre macchie bianche assai grandi, uguali a quelle che
ricoprono il corpo e che esamineremo da qui a poco. La pelle
floscia che ricopre il muso e le due mascelle tende a formare una
specie di labbro ed anzi ricopre gli angoli della bocca. Nell’ esem-
plare di 27%» questa è anche munita degli stessi ordini di denti
mascellari, ma per la piccolezza che hanno quei dell’:interno della
bocca ed anche per la piccola cavità di questa non potei. con-
statare se il suono di lima che si ode sfregando una fina punta di
scalpello nella bocca si debba attribuire ai denti della lingua, del
vomere 0 del palato: non potrei quindi assicurare la loro presenza in
queste diverse parti, ma. certamente però in qualcuna di esse. Le
mascelle sono sottilissime e trasparenti, nè ancor la pelle formò sopra
di esse quella duplicatura che descrissi nell’ adulto. La lingua è pure
grossa, carnosa, rivestita d’ una spessa pelle la quale ha tre macchie
bianche, grande quella di mezzo, piccole quelle ai lati. La bocca ha
la facoltà di aprirsi molto più grande che nell’ individuo adulto.

Nell’ individuo di 25" feci le stesse osservazioni che nel prece-
dente: trovansi denti nelle mascelle ‘e. nell’ interno della bocca : la
lingua uguale, presenta le tre macchie disposte allo stesso modo come

Ret è ( #%

(7) SOPRA TRE CHIRONECTES 255

nei due già esaminati, una grande più anteriore sulla linea mediana,
le altre due laterali, posteriori più piccole, per cui si ha all’ ineirca
la forma di un triangolo col vertice verso |’ apertura della bocca. Queste
macchie però sono proporzionatamente più piccole che nel precedente.
Havvi in questo un indizio della duplicatura che tende a formare
quel labbro che dissi parlando dell’ adulto.

Nell’ ultimo esemplare infine non potei constatare la presenza dei
denti che nelle due mascelle ove sono disposti in due file, acuti e
ravvicinati. Le ossa mascellari sono anche trasparenti ed alcun poco

elastiche come in quello di 27%» e la bocca è dilatabile allo stesso

grado che in questo e più che in quello di 25, Ritrovansi già di-
stinte le macchie bianche sulla lingua, e si vede che la grande ossia
quella di mezzo è formata da due pari disposte sui due lati della linca
mediana. La presenza di queste macchie sulla liugua merita tanto
maggior attenzione in quanto che sul corpo non si trova di esse verun
indizio come anderemo esponendo. ‘
Riguardo alla pelle, essa nell’ esemplare di 661” è floscia e molle molto
più che non sia negli altri, e sempre ad essa s’ avvicina più quella
del secondo tra i piccoli, negli altri è più stesa sul corpo. È guernita
specialmente sul capo e sull’ addome di tante appendici cutanee disposte
non in disordine ma secondo linee determinate, rette sul ventre, e
curve sul muso e alla gola. Così i raggi liberi son muniti meno il primo
di appendici cutanee più sottili e più lunghe di quelle del corpo.
. Il colore generale è d’ un bianco giallastro sul dorso, sul.capo , e
sulle piume, bianco più chiaro sulla gola ed al ventre. Sonvi poi due
sorta di macchie, le une bruno-rossastre che si dispongono a linee
spesse ed interrotte secondo |’ asse del corpo sul dorso, ed a linee
verticali sulle pinne, come del resto si può vedere in tutte le descri-
zioni date di questa specie: le altre bianche, circolari o rotonde uguali
a quelle accennate parlando della lingua occupanti speciatmente le
parti lasciate libere dalle brune, non però talmente che spesso non si
intersechino, ed anzi in qualche Inogo si vedono le macchie nere
spandersi sulle bianche e renderne così più scuri i coutorni, ed in
qualche altro sono le bianche che si stendono sulle nere ed allora
nulla perdono del loro color latteo. è

256 GIOVANNI RAMORINO (8)

L’esemplare di 27» è d’ un colore generale alquanto più chiaro
del primo, le sue macchie scure per questo confronto con ‘un fondo
più chiaro tendono più al rosso: hanno inoltre limiti meno decisi. Le
bianche sono in molto minor numero e più piccole, meno le tre poste
ai lati del corpo sopra | origine della pinna anale, le quali hanno una
grandezza proporzionatamente uguale a quella degli adulti.

La disposizione delle macchie brune nel terzo esemplare, quello cioè
di 25" è uguale a quella del precedente, se non che esse sembrano
prendere una maggiore estensione e. ricoprono quindi maggior quan-
lità di fondo. — e

Le bianche sono invece molto rare, cosicchè se ne trovano solo tre
per lato, ossia una sotto la metà della seconda dorsale, una sopra la
fine dell’ anale, ed una terza dietro l’ occhio. Tutte queste però non
sono rotonde 0 a disco, ma formano quasi una. circonferenza per
ognuna, imperocchè il loro contorno è assai più deciso che |’ interno
che presenta appena una tinta un po’ più chiara che il colore gene-
rale il quale è sbiadito come. nell’ esemplare di 27m, Ciò dimostra
che le macchie bianche si van formando» dalla periferia al centro €
spiega in qualche modo anche la forma rotonda decisa che hanno in
questa specie. Al disotto del ventre il quale come al solito è d’ un
colore più bianco che il restante del corpo havvi però un grande am-
masso di queste macchie, che formano: due zone decorrenti lungo la
linea mediana, al contrario dell’ individuo adulto nel quale sono disposte
ad isole, come in tutte le altre parti del corpo. Non havvi indizio
alcuno di macchie bianche le quali vadansi formando al disotto della
gola.

L'ultimo esemplare di 19%» mostra appena appena le traccie delle
macchie brune, le quali prendono la stessa disposizione che negli
altri: delle bianche nulla affatto si vede.

Da ciò che dissi finora riguardo al colorito si può conchiudere :

1.° Il colore generale dei Chironectes pictus è bianeo sul primo
tempo della loro vita, e va accostandosi ad un giallo debole col ere-
scere dell’ età finchè arrivino al color suddetto bianco giallastro.

2. Questo colore generale è in ogni. età più intenso sul dorso
che al ventre.

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3. Le due specie di macchie sopra descritte compariscono dopo —
che il piccolo animale è uscito dall’ uovo. r

4. Con tutta la probabilità le prime a comparire sarebbero le mac-
chie bianche della lingua poichè queste si trovano formate nel piccolo
esemplare ove appena appena si vedono le traccie delle brune, dà

5. In seguito comparirebbero le brune, e di queste prima quelle n)
che trovansi alla sommità del corpo; cioè ai lati della pinna dorsale. =

6. In ultimo si formerebbero tutte le altre bianche, sul ventre, "gi
sul eorpo e alla gola, cominciandosi a delineare ai contorni e crescendo
— di mano in mano d'’ intensità verso il centro della macchia. i
Già dimostrai nella tavola che esposi dei rapporti come nei più gio-
vani il capo è maggiore che negli adulti, e che gli occhi proporzio- ni
| matamente sono anche maggiori. Questo non è un fatto nuovo, poichè di
| già registrato del Dactylopterus dal Prof. Canestrini, e perchè lo vidi 4
. in molte altre specie di differenti famiglie: è d’ altronde consentaneo
si) colle leggi dell’ embriogenia per le quali si vede nei feti dei ver-
| tebrati il capo e gli occhi essere proporzionatamente maggiori delle
altre parti del corpo: non è adunque a maravigliarsi se in età gio-
| vanissima esso sia ancora assai grande nei pesci, succedendo ciò
anche nei mammiferi è negli uccelli. s
Contrastano però ai fatti che esposi le osservazioni di Giinther sopra 0°
5 — una specie di una stessa famiglia dei Chironcetes, ossia sul Zophius i
| piscatorius : esso osservò nei piccoli confrontati agli adulti :
La testa meno depressa e più piccola che nei grandi.
La distanza dell’ apertura branchiale dalla base della caudale è un SO 1
poco più della metà della lunghezza totale, i
Le pettorali, molto larghe, lunghe e rotondate *|, della lungliezza As
totale. P

I raggi medii estesi in lunghi filamenti : O
Le ventrali eccessivamente larghe e lunghe, coi filamenti che termi-
nano parecchi dei raggi, lunghi come il pesce. pc 5: 3
Le quattro spine dorsali medie banno distinti articoli, la prima è
più corta ( V. Archiv. Zool. I. Bibliografia pag. 106-7 ). Se
ti
HE






— To osseryai invece nei piccoli Chironectes confrontati col grande. “i
—_— Capo ed occhi più grandi.



















« 1288 GIOVANNI. RAMORINO (10)

Capo in qualche modo depresso per la direzione orizzontele del
profilo del muso. 6

L’ apertura branchiale però posta come-nel caso del Lophius più
verso la metà del corpo, ciò che si spiega tara colla maggiore
lunghezza del capo.

Le piwme in generale più brevi.

Le ventrali più affilate specialmente nel più piccolo.

Non cercherò di spiegare questi fatti contradditorii in pesci della
stessa famiglia: e si affinì che furono lungo tempo considerati come
appartenenti allo stesso genere. I fatti riguardanti le proporzioni delle
parti dei pesci nelle diverse età sono ancor pochissimo conosciuti e
per conseguenza lunghi dal poter essere ridotti a leggi, e quindi an-
cora non puossi cercare se nel fatto esposto da Giinther o nel mio vi
sia qualche anomalia, ed infine scopo di questa memoria non era che Ni s*
esporre quello ch” io osservai. ui


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