L'Ansaldino, n. 14, 1958
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 14, 1958
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
A p. 1 (copertina), la T/c "Ginevra Fassio" alla vigilia del varo a Sestri. A sinistra si vedono le poppe della T/c "British Light" e della "Leonardo da Vinci"
A p. 20 (quarta di copertina), uno dei due bracci port'elica della T/n "Leonardo da Vinci"
- La T/c "Ginevra Fassio" alla vigilia del varo a Sestri. A sinistra si vedono le poppe della T/c "British Light" e della "Leonardo da Vinci", p. 1
- Prova e consegna della "Sicilmotor", p. 2
- Fotocronaca, p. 4
- Scende in mare la "Ginevra Fassio", p. 5
- Panorama aziendale, p. 6
- La scuola interaziendale apprendisti di Calcinara, p. 8
- Uomini alla conquista del cielo, p. 9
- Storia della nave, p. 10
- Note di viaggio di un ansaldino, p. 12
- La lotta contro gli infortuni, p. 14
- Il vaio della "Cantarena"- Nuova gru da banchina, p. 15
- La storia dell'"Airone", p. 16
- Dopolavoro, p. 17
- "L'Ansaldino" risponde, p. 19
- Uno dei due bracci port'elica della T/n "Leonardo da Vinci", p. 20 - Data testuale
- 1958 settembre 15-30
- Consistenza
- pp. 20
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/94
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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-
L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
- Formato
- Rivista quindicinale a stampa
- contenuto
-
ansaldino
QUINDICINALE CEI DIPENDENTI DELL' ANSALDO
La Tje “Ginevra Fassio” alla vigilia del E PASTI VITTI I
vedono le poppe della T/c “British Light” OCCIn «Leonardo da Vinci”
lPansaldino
VUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL'ANSALDO
»
EDITO DALL'ANSALDO S.p.A.
*
Responsabile: Lorenzo Rebora
Redazione: Via Fieschi, 10-11
Genova
sommario
2 PROVE E CONSEGNA DELLA
“SICILMOTOR"*
4 FOTOCRONACA
5 SCENDE INGMARE LA “GINE
VRA FASSIO”
6 PANORAMA AZIENDALE
8 LASCUOLA INTERAZIENDALE
APPRENDISTI DI CALCINARA
"di Giuseppe Gennaro
9 UOMINI ALLA CONQUISTA
DEL CIELO di |. b.
0 STORIA DELLA NAVE di Lucio
Bozzano
NOTE DI VIAGGIO DI UN
ANSALDINO di Pietro Leonardi
à
12
14 LA LOTTA CONTRO GLI IN.
FORTUNI
15 IL VARO DEL “CANTARENA"
- NUOVA GRU DA BANCHINA
16 LA STORIA DELL'“AIRONE” |
. di emlos
17 DOPOLAVORO
19 «L'ANSALDINO" RISPONDE
Corrispondenti di Stabilimento :
DIG: Lucia Diamante MEC:
Spartaco sardini, Giuseppe Ro-
vegno » CAN: Graziano Merlano
CMI: (Voltri) Dina Pasquino;
(Fegino) Aurelio Maggiolo - FON:
Michele Montesoro - SAU:
geppe Sardi - MUG: A
LIV: Dino Dazzi - COKE
Orlandi ROMA: Mario
.
Lo _
Spedizione in abbonamento po-
stale gruppo Il *
gratuito ai dipe pensio-
Stampato nella Tipografia
no, Via Monticelli, 11 *
Fotoincisioni A. Ceriale, Via Lan-
franconi, 43 * Pubblicità SIRA,
Piazza delle Vigne, 6
Trib. di Genova n, 298
mento |
Prove e consegna della
la più grande motocisti
iovedi 4 settembre ha cifu
tuato le prove contrattuali a
pieno carico la piu grande
moiccisterna Gtaliana « una delle
piu grandi aci monao, la « Dicii-
metor » di 31,050 «nnellate di
portata lorda, ordinata ail Ansalco
il 17 ottobre 1956 dalia docieta
di navigazione « dicilnaviglio » di
Palermo, impostata al Cantiere di
Sestri il 18 maggio 1957 coi nu-
mero di costruzione 1528 e varata
il 23 marzo scorso. E° gemella. a
parte l'apparato motore. di dieci
turbocisterne già consegnate dalla
nostra Società (« Mina D'Amico »,
« Argea Prima », « Mirafiores »,
« Purfina Italia », «Fina Canadà»,
« Italia Martelli Fassio », « Are-
tusa », « Mirador », « Elios»,
« Polinice ») e di due attualmente
in allestimento (« Felce » e « Gi-
nevra Fassio »).
Siamo partiti alle 7,15 dalla
Calata Olii Minerali del porto di
Genova e, al traino dei due rimor-
chiatori « Ancona » e «Norvegia»,
ci siamo diretti all'imboccatura di
levante, uscendo in mare aperto
alle 7,30. A bordo sono presenti
per la parte armatoriale l'Ammini-
stratore della Sicilnaviglio e Di-
rettore della « Italnavi » com.te
Eugenio Genta, il consulente ing.
Agostino Mari, il comandante de-
signato della nave Aristide Toma-
tis. il direttore di macchina desi-
gnato Mariano Indelicato; per la
« Fiat - Grandi Motori » il Diret-
tore principale ing. Roberto De
Pieri; per il « Registro Italiano
Navale » l'ing. Di Macco, l’ine.
Canepa e il cav. Innocenti. per
l’«American Bureau» il signor Van
Riper, il signor Lemmi, line.
Scotto; per il « Lloyd's Register »
l'ing. Grasselli e il sirnor Follo;
prr la « Vasca Navale » l'ing. Ci-
mino; per l'Ansaldo il Direttore
del Settore Esercizio Navale ing
Cristofori, il Direttore del Cantie-
re e Direttore delle prove ine
Gianandrea Boero con il V. Diret-
tore ing. Pazzano. il Direttore del-
l'Ufficio Progetti Navali ing. Ron
gier con ! Dirigente ing Luzzatto,
il Direttore Commerciale Navale
ing. Casaccia, il Capitano d'arma-
mento Alberto Beretta. il Dirigente
all'Ufficio Studi caldaie marine del
Meccanico ing. Parodi, i Capi se-
zione del Cantisre di Sestri cap.
Caorsi per il montaggio apparati
motori, sig. Arecco per gli impian-
ti elettrici, ing. Giribaldi per l'al-
lestimento e il coordina-
erano inol-
apo
mento ing. Bruzzo. Vi
trà, quali ospiti graditissimi, il
Console Generale degli Stati Uniti
a Genova signor David Maynard e
un gruppo di studenti universitari
deil'Associazione « Il Convegno ».
Cominciamo subito a navigare
con i: nostri mezzi. con mare ralmo
e assenza di vento, Lungo l'aspra
costa ligur? c'è una ieggera foschia,
che però non disturberà il riiievo
dei tempi sui traguardi di Portofino
e Punta Chiappa della consueta
base di 6 030 metri e mezzo. La
nave è alla sua terza uscita in ma-
re: infatti il 30 agosto ha fatto le
prove preliminari ce il 2 settembre
le prove ufficiali a mezzo carico.
Oggi è sua massima immer-
sione. al limite del bordo libero
estivo, Il dislocaminto corrispon-
dente è di 41.670 tonnellate,
Per due ore e mezza la « Si-
cilmotor » sembra vagare senza
meta sull: acque, mentre la scia si
svolge in una figura geometrica
senza nome. Ma alle dieci l’asse
longitudinale della nave combacia
perfettamente con la rotta da se
guire in « base », e alle 10,08
scattano i cronometri dei tecnici
radunati in plancia: cominciano i
rilievi dei tempi, i cui risultati
tutti attendono e vedremo il
perchè — con estremo interesse.
Alla fine dei rilievi, effettuati
su quattro coppi? di corse, il com-
portamento della nave si può così
riassumere: nodi 16.59 a 129,15
giri al minuto, 16,64 a 130,15
giri, 16,17 a 124,8 giri, 15,:8 a
116 giri. La potenza sviluppata
dell'apparato motore e, in media.
di 14.000 cavalli.
Questi risultati sono stati e sa
ranno oggetto di molta attenzione
da part? dei progettisti, dei costrut-
tori e degli armatori. Infatti è la
prima volta che. in Italia, una nave
cisterna delle dimensioni delia « Si-
cilmotor » viene dotata di un mo-
ter? di propulsione Diesel. Per far
ciò si è dovuto concedere maggiore
spazio al locale macchine, dato
l'ingombro del motsre principale.
i detrimento d:i depositi di nafta
di alimento. Ma poichè questa gi
gantesca macchina consuma circa
du: terzi del carburante normal-
mente bruciato da un apparato a
turbine di uguaie potenza, è stato
possibil» ridurre il voiume dei de-
positi stessi, lasciando così invaria-
ta la poriata utile.
Alla prova di velocità sono st
guite quelle del timone e di mar-
cia indietro. Alle 17,50 mentriamo
in porto al traino dei rimorchia-
tori « Canadà », « Olanda », «Da-
mimarca » e « Iberia » e alle 18,10
siamo di nuovo ormeggiati alla
Calata Olii Mineraii. Da segnalare,
per la cronaca. il gentile gesto del-
l'ing. Mari che a nome della « Ita!.
navi » ha consegnato al segretario
del Cantiere di Sestri signor Ema-
nuelli un assegno di L. 30.000 a
favore del personale di camera il
quale, diretto dallo stesso signor
Emanuelli coadiuvato dai sigg. Fio
renzo e Straus, ha svolto un ser
vizio degno di ogni elogio
Il motore di propulsione da 14.400 Cv. della « Sicilmotor » fotografato sul banco di prova
o
“Sicilmotor”?’
rna italiana
Ed ecco ora una breve presen-
tazione della nuova unità. La mo-
tocisterna « Sicilmotor » ha |: se-
guenti dimensioni principali: lun-
ghezza fuori tutto, m. 200; lun-
ghezza fra le perpendicolari, me-
tri 188,80; larghezza massima
fuori ossatura, m. 26,20; altezza
in fianco al ponte di coperta, me
tri 13,90. L'immersione massima
dalla linea di costruzione, a pieno
carico, è di m. 10,40, cui corri-
sponde una portata iorda di 31 080
tonnellate. La capacità delle ci-
sterne da carico è di 41.500 mec.
La nave è stata costruita sotto
la sorveglianza special: del « Regi-
stro Italiano Navale», del «Lioyd's
Register » e dell'« American Bu-
reau of Shipping » per il conse
guimento della più alta classe rela-
tiva a bastimenti che trasportano
prodotti petroliferi alla rinfusa
con punto di infiammabilità al
disotto di 65° C. e per la navi-
gazione di lungo corso, E' stretta-
mente conforme alle condizioni
previste dalla Convenzione interna
zionale di Londra del 1948 per la
sicurezza della vita umana in mare
e a quelle della Convenzione di
Seattle per l'igiene e l’abitabilità
degli equipaggi a bordo, Sono state
inoltre soddisfatte tutte le prescri>
zioni vigenti presso le autorità dei
Canale di Suez e del Canale di Pa-
nama, riguardanti il trasporto e la
manipolazione di prodotti petroli
feri di ogni categoria e grado,
La « Sicilmotor » è stata costrui-
ta col sistema a due paratie longi-
tudinali stagne ed ha un ponte con
copertini inferiori, castello, tughe
al centro. cassero poppiero con so-
vrastante tuga. prora slanciata e
poppa tipo incrociatore. E' attrez-
zata con alberetto centrale, quattro
colonne di carico e un fumaiolo di
forma atrodinamica. L'apparato
motore, su una sola elica. è siste-
mato a poppa. Il ponte di coperta
si estende, senza insellatura, per
tutta la 'unchezza della nave, men-
tre il castello ha una insellatura
pronunciata. Sul ponte di coperta,
all'altezza del cassero poppiero e
del castello. è sistemata una passe
rella metallica che congiunge il ca-
stello con le tughe centrali e queste
con il cassero poppiero.
Le strutture dello scafo della
« Sicilmotor » sono in prevalenza
collegate mediante saldatura elettri-
ca. Sono collegati mediante chio-
datora gli orli longitudinali del
fasciame del fondo. quelli superiori
del ginocchio. quelli della cinta con
la sottocinta e con il trincarino e
quelli del fasciame col ponte di co-
perta. Le due paratie longitudina-
li, in corrispondenza delle cisterne
per il carico, si estendono dal fon-
do fino al ponte di coperta, in mo-
do da crear: tre serie di comparti-
menti e cioè una centrale e due la-
terali. Le paratie trasversali deile
cistern:, in numero di undici, si
estendono da murata a murata €
formano con le due paratie longi-
tudinali un complesso di trenta
cisterne.
L’apparato motore è costituito
essenzialmente da un motore
«Fiat» C 7512 S che ha le see
guenti principali caratteristiche: 12
cilindri verticali in linea del dia-
metro di 750 mm. e con corsa di
1,320 mm. ciclo Diesel a due
tempi scmplice effitto, iniezione
diretta del combustibile. reversibile,
sovralim:ntato mediante turbosof-
fianti a gas gi scarico collegate in
serie con le pompe aria di lavag-
gio, lubrificazione forzata. raffred-
damento gencralc ad acqua dolce.
E' stato prog:ttato pir una poter-
za - massima. di 14.400 _Ca a
130 giri/1'.
elettrico © alimen
ente continua e fun-
ziona alla tensione di per
i circuiti forza c di 110 V. peri
circuiti luce, fanali di navigazione
e signalazione, La corrente a 220
V. è fornita da due gruppi elettro=
geni di servizio da 650 kW. cia
scuno (motorè Diesel « Fiar» A
306 SE sovralimentato, della po-
tenza di 1.000 cav, a 450 giri/1":
dinamo « C.R.D.A »). un gruppo
elettrogeno di riserva da 525 kW.
(motore Diesel « Fiat - Mercedes
Benz » 820 B6 sovralimentato,
della potenza di 800 cav. a 1.400
giri/1": dinamo «C.RD.A.»), un
gruppo «lettroreno di emergenza
da 60 KW. (motore Diesel «Fiat»
207 da 8% cav.: dinamo «CR.
D.A. »). La corrente a 110 V. è
fornita da du» eruppi convertitori
« C.R.D.A. » da 40 kW, ciascuno.
Per il servizio del carico la nave
è dotata di due motopompe (mo-
tore Diesel « Fiat - Mercedes
Benz n 820 B6 sovralimentato,
della potenza di 800 cav. a 1.400
220 V
giri /1": pompa centrifuga « Wor-
tbhington » 10 LNS 27) e di due
clettropompe (motore elettrico
« C.R.D.A. » da 700 cav. a 1.400
giri/1': pompa centrifuga « Wor-
thingzton » 10 LNS 27). ciascuna
della portata di 1.200 mc/h e con
prevalenza di 100 m. Per i resi-
dui del carico vi sono due elettro-
pompe (motore elettrico « C.R.D
A. » da 80 cav, a 1.600 giri/1
pompa centrifuga «\Wortbington»
6 GR), ciascuna della portata di
120 mc/h e con prevalenza di 120
m. Per i vari servizi esistono altre
diciassette pompe.
Gli impianti nautici della « Si-
cilmotor » sono quanto di più
aggiornato oggi offre la tecnica. In
particolare vi sono: un trasmetti
tore per ond? medie. un trasmetti
tore per onde corte, un trasmetti-
tore di emergenza. un appara.o au-
toallarme, un ricevitore p:ir onde
medie € corte, un radiogoniometro.
un ccometro, un radar, girobussola
e giropilota.
Gli alloggi, arredati con mate-
riali di pregio e con semplice buon
gusto. sono costituiti da cinque
appartamenti (armatore, coman-
dante. direttore di macchina, primo
ufficiale, primo macchinista), otto
cabine singole per gli uffic'aii, il
pilota e una di riserva. tre cabine
doppie per gli allievi ufficiali e una
di riserva per ufficiali. quattordici
cabine singole per i sottufficiali, tre-
dici cabine a du? letti per ii bassa
forza. Nella tuga centrale vi è ui
salone comando ed una saletta di
ritrovo. nella tuga a poppa la sala
da pranzo e il fumatoio per gli
ufficiali. le mense c |: salette di sog-
giorno per i sottufficiali © per 1
comuni.
Abbiamo chiesto. ad alcune tra
le persone più qualificate presenti
alle prove, un giudizio sui risul-
tati conseguiti. ed ecco quanto ci
hanno risposto:
Gli specialisti controllano
Ing. Franco Cristofori, Direttore
Centrale. Sono lieto di trovarmi a
bordo e di aver visto funzionare
tutto per il meglio su questa nave,
alla quale mi sento legato da un
particolare ricordo. essendo stata
l'ultima unità da me varata du-
rante un periodo di due anni e
mezzo di intenso lavoro. L'ho vi-
sta partire da Sestri in una circo-
stanza che si potrebbe definire
« strana », in quanto, pur avendo
il Cantiere un carico di lavoro no-
tevole ancora per lungo tempo, la
« Sicilmotor », in seguito alle ul-
time ripetute consegne imposte dal
programma, ha lasc'ato per qual-
che giorno vuota la darsena di alle-
stimento. Fra quattro mesi però vi
saranno in allestimento già cinque
navi, la prima delle quali. la « Gi-
nivra Fassio ». sarà varata dome-
nica prossima.
Ina. Gianandrea Boero, Diretto-
re del Cantiere di Sestri, La nostra
costruzione 1528 è la più grande
metocisterna italiana e una delle
più grandi d:]1 mondo. E' impor-
tante mettere in evidenza questo
particolare oltre ch: per le ragioni
note, per i risultati più ch: soddi:
efacenti raggiunti nel ciclo di pro-
ve in mare che si conclude oggi.
Infatti. nonostante il tipo di appa-
rato motore installato su questa
nave, si è potuto constatare. an-
che attraverso rilevamenti ascai ac-
curati, che la nave in tutte le con°
dizioni di carico alle quali sono
state fatte le prove in mar:. non
ha rivelato vibrazioni di scafo de-
gne di nota. Inoltre» ie velocità
conseguite. sia nelle prov: ufficiali
di registro a mezzo carico, sia nel-
le prove a pieno carico, sono ri-
sultate superiori alle nostre asptt-
tative. Il funzionamento di tutti i
servizi è stato ottimo e possiamo
perciò affermare che anche nella
costruzione di questa nave, per
varî aspetti più complessa delle al-
tre similari a vapore, il Cantiere
di Sestri ha dato nuova prova
dell'esperienza dei suoi quadri €
della capacità delle sue maestranze.
Ing. Achille Rougier, Direttore
Centrale. Le prove della motoci-
sterna « Sicilmotor » erano attese
con vivo interesse dagli anmatori
nazionali c stranieri e, ovviamen-
re, anche dai tecnici dell'Ansaido e
della « Fiat - Grandi Motori ». 1
risultati ottenuti alle prove della
nave a pieno carico e a mezzo ca-
rico hanno dimostrato le ottime
qualità dello scafo e dell'apparato
motore, Il progetto studiato pres-
so la Direzione Generale presen-
tava non lievi difficoltà, sia nei
riguardi delle strutture. data la in
consueta concentrazione di peso
nella parte poppi:ra dello scafo che
poteva far temere il sorgere di vi-
brazioni. sia nei riguardi della ca-
rena per ottenere il conveniente as-
setto nelle diverse condizioni di
carico, Questa prima realizzazione
di una grande motocisterna «i può
dunqu: considerare pienamente
riuscita da ogni punto di vista è
si deve dare atto alla «Fiat -
Grandi Motori » dello spirito di
(continua a pag. 18)
Dante Jannone
il funzionamanto del motore durante le prove in mare
O Aron i E VEDE TR ENTO DS E TI DZ DI I
| FOTOCRONACA |
ASTE ITS TGA SIERO ODIA asa SII BAITE] na
A sinistra: costruzione, al Cantiere di Muggiano, dello scafo
di una turbocisterna da 31.500 t.d.w. ordinata dalla Società
« Messana » di Messina: la parte poppiera (in alto) e il
dritto di prora (in basso). - Sopra, dall’alto: saldatura cir-
conferenziale di corazza per mulino presso lo stabilimento
C.M.I. (è al lavoro l'operaio Gaetano Russo); la motonave
« Brennero >» in allestimento al Cantiere di Livorno. - Sotto:
l'operaio Domenico Martini dello stabilimento Fonderia men-
tre esegue la molatura di un corpo di valvola di bronzo
SCENDE IN MARE
la “Ginevra Fassio”
1 varo della turbocisterna
« Ginevra Fassio » di 31.500
t.d.w., che continua la serie di
navi adibite al trasportò di ca-
richi petroliferi infiammabili,
è avvenuto felicemente dome-
nica 7 settembre al Cantiere
di Sestri.
Erano sul nalco il Prefetto
di Genova, dott. Angelo Vica-
rij il generale Turrini, coman-
dante della zona militare: il
generale Lombardi, coman-
dante del Presidio militare; il
colonnello Celi, comandante
della Legione dei Carabinieri;
l'avv. Rossi, in rappresentan-
za del Presidente della Depu-
tazione Provinciale; l'assessore
Solari ner il Sindaco: il Primo
Presidente della Corte d’'Ap-
pello, S. E. Piras; il Procura-
tore Generale, S. E. Petrocelli;
il comandante del Porto, ge-
nerale Carnino; il console ge-
nerale di Francia dott. Mezie-
re; il generale Ruffini, Presi-
dente del Consorzio Autonomo
del Porto. Per la Società ar-
matrice (« Villain & Fassio e
Compagnia Internazionale di
Genova ») abbiamo notato il
cavaliere del Lavoro ine. Er-
nesto Fassio; i fratelli comm.
Ugo e Vittorio; il figlio dott.
Alberto; il prof. Turci, l'avv.
Sciaccaluga, il comm. Pizzolo.
Dopo la benedizione, impar-
tita dal narroco di San Fran-
cesco, don Gaggero, il nuovo
Direttore del Cantiere, ing.
Gianandrea Boero, dava le ul-
time disvosizioni e rivolgeva
quindi l’invito rituale alla ma-
drina, sirnora Adriana Fassio.
Sotto lo snlendido sole del set-
tembre mediterraneo, nel più
assoluto silenzio, si è udito di-
stintamente il secco picchiare
dell’ascia d’argento contro il
cavo di seta — ultimo tenue
ostacolo alla discesa della nave
ferma per un istante ancora
sullo scalo — e noi l’urlo fe-
stoso, giubilante delle sirene,
lo scerosciare degli applausi
della gran folla presente, men-
tre la niù giovane e la più
moderna delle nostre unità da
carico, scivolava docile e si-
curissima verso il mare.
Dopo il varo, il nostro Pre-
sidente, avv. De Barbieri, ha
rivolto brevi e nobili parole
ad Ernesto Fassio, augurando-
gli un sempre miglior avveni-
re ed ausvicando una sempre
più stretta collaborazione fra
la sua e la nostra Società.
Visibilmente commosso, e
spesso interrotto dagli applau-
si, l'ing. Fassio ha risposto:
« La nave che è scesa al ma-
re è la cuinta delle unità com-
messe dalla Società che ho
l'onore di presiedere, a questo
antico e glorioso cantiere. Fs-
sa va ad aggiungersi ad una
flotta sociale di diciotto navi
in esercizio, e sarà seguita dal-
le altre dieci in corso di co-
struzione in cuesto stesso can-
tiere, concorrendo così, quan-
titativamente e qualitativa-
mente allo svilubvo della Ma-
rina Mercantile,
In questa sempre uguale e
sempre nuova cerimonia del
battesimo d'una nave — alla
quale si accompagna la bene-
dizione divina e l'auspicio fe-
lice della madrina gentile che
ha assolto il rito — io vorrei,
Signori, che ravvisaste il se-
gno della mia fede nel perenne
divenire della nostra Marina ».
Dopo aver rilevato come, a
suo avviso, il traffico maritti-
mo costituisca uno dei cardini
dell'economia nazionale, l’ing.
Fassio ha continuato:
« Mi pare giusto e necessa-
rio affermare, da cuesto pal
co che diventa idealmente, nel
momento di un varo, la « plan-
cia » dell'azienda marittima,
che le maestranze dei cantieri
possono contare sull'armamen-
to ner la cor.tinuità di un
lavoro fecondo e creatore.
Perchè ciò non avvenisse, bi-
sognerebbe configurare l’ipo-
tesi, cui mi rifiuto, di un Pae-
se che divenisse insensibile al-
l'appello del suo destino ma-
rinaro, e di uno Stato che ve-
nisse meno ai compiti che gli
sono imposti dalla necessità
di non lasciarsi superare nel-
la competizione con le altre
nazioni marittime.
Lo Stato sotto la pressione
delle circostanze, della stam-
pa e dell'opinione pubblica, è
uscito da un antico assenteismo
e si è colla legge Tambroni —
e torna a suo onore — acco-
stato alla realtà nella politica
cantieristica.
Ma persistono le viù giustifi-
cate preoccunazioni nel mondo
armatoriale per l’intervenuta
illogica e ingiusta modifica del-
la data di decorrenza dei be-
nefici della legge che dovrà
essere ripristinata nella sua
primitiva applicazione e tenen-
do conto di un dato « elemen-
tare » della costruzione nava-
le, e cioè del materiale pre. |
fabbricato e della lavorazione
a terra colle ingentissime
esposizioni di cavitale che
comporta. Aggiungerò che il
lavoro dei cantieri è strettissi-
mamente legato a auel proces-
so di rinnovamento qualitati-
vo della fiotta mercantile, che
io ritengo improrogabile qua-
lunque cosa ne nensino colo-
ro, pochi in verità, che prefe-
rirebbero spremere ancora da
vecchie o vecchissime navi
l'ultimo succo
E' necessario che lo Stato
con una politica decisa, chia-
ra, lineare, simile a quella de-
gli altri Paesi marittimi, per-
metta allo spirito di iniziativa
e alla volontà dell’armamento
di completare l’overa di ade-
guamento della flotta mercan-
tile alle esigenze dell’imme-
diato futuro, in cui la lotta
sarà sempre più serrata e i
confronti sempre più eloquen-
ti e pericolosi.
Da parte nostra posso assi-
curarvi che non vi saranno nè
esitazioni nè indugi, se lo Sta-
to mostrerà la dovuta com-
Il Direttore ing. Boero e la madrina sig.ra Adriana Fassio
prensione e coerenza »,
La costruzione Ansaldo nu-
mero 1537 fu impostata il 7
dicembre dell'anno scorso ed
è stata costruita sotto la sor-
veglianza speciale del - Regi-
stro Italiano Navale», del
« Lloyd's Register » e del-
l'* American Bureau of Ship-
ping », al fine di ottenere la
più alta classe per nave da
adibire al trasporto di prodot-
ti petroliferi infiammabili. E’
inoltre conforme agli accordi
della « Convenzione di Lon-
dra » del 1948 ed alle prescri-
zioni per il transito attraverso
i canali di Suez e Panama.
Lo scafo, a struttura longi-
tudinale, è suddiviso in tren-
ta cisterne per il carico aventi
un volume complessivo di cir-
ca 42.000 metri cubi.
La stazione di pompaggio
principale comprenderà quat-
tro turbopombne da 850 mc/h
per il carico e due pompe
stripping da 120 metri cubi.
Solite le dimensioni princi-
pali dell'unità, e cioè 200 me-
tri di lunghezza fuori. tutto,
m. 188,80 di lunghezza fra le
perpendicolari, m. 26,20 di
larghezza massima fuori ossa-
tura, m. 13,90 di altezza al pon-
te di coperta, m. 10,30 di im-
mersione media alla portata
contrattuale dalla linea di co-
struzione, 31.500 tonnellate di
portata lorda corrispondente,
19.000 tonnellate metriche cir-
ca di stazza lorda. La potenza
massima dell’apparato motore,
a circa 114 giri al minuto pri-
mo, sarà di 16000 C. A. e quel.
la normale, a circa 110 giri,
di 14.500 C.A. In prova, con
dislocamento corrispondente
alla portata lorda contrattua-
le e con potenza normale, l’ap-
parato propulsore imprimerà
alla nave una velocità pari a
16,30 nodi,
Emiddio Loscalzo
MUGGIANO
Il prolungamento del molo Mahroussa
per una nuova banchina di allestimento
Proseguono al Cantiere di
Muggiano i lavori per il pro-
lungamento del molo « Mah-
roussa », Si tratta di un'opera
che consentirà, a lavori ulti-
mati, di disporre di una ban-
china della lunghezza totale di
metri 277.50, lungo la quale
potranno essere attraccate, du-
rante la fase di allestimento,
due navi di grande tonnellag-
gio.
Per compiere tale opera è
necessaria la posa in mare di
numerosi blocchi di cemento
armato, in gran parte già ef-
fettuata, ed un riempimento di
circa 62.000 metri cubi di ter-
ra.
Sulla nuova banchina, che
avrà una larghezza media di
60 metri e un’area di circa
8.250 ma., verrà prolungato di
25 metri il binarione già esi-
stente nella prima parte del
molo e verrà inoltre sistemata
un’altra gru elettrica. Questa
sarà a braccio retrattile, gire-
vole su portale scorrevole, con
una portata al gancio di 5
tonn, con sbraccio di 40 m. e
di 12 tonn. con sbraccio di 25
m.; lo sbraccio massimo dal
centro di rotazione è di 40 m.
e quello minimo di 12 m, La
muova gru sarà fornita di mo-
tori e apparecchiatura elettri-
ca semiautomatica.
Visite
Un gruppo di oltre venti
studenti somali, in giro d'istru-
zione in Italia, ha recentemen-
te compiuto una visita al Can-
tiere di Muggiano. I graditi
ospiti che erano accompagnati
dal sig. Gustavo Conte e da
un ufficiale della Capitaneria
di Porto della Spezia, sono
stati ricevuti in cantiere dal-
l'ing. Annaloro e da altri tec-
nici, i cuali, nel corso della
visita, hanno illustrato agli
studenti gli impianti e le lavo-
razioni più caratteristiche del-
lo stabilimento.
La M/n. « Fucinatore » in allestimento al Cantiere
Vi
di Muggiano
MECCANICO
Consegne
Il materiale più importante
spedito negli ultimi mesi e fi-
no al 30 giugno è il seguente:
Al nostro Cantiere di Mug-
giano: due caldaie principali
tipo F.W.. due surriscaldatori,
due economizzatori, parte in-
feriore cassa riduttore, gruppo
combinato per riscaldatore,
condensatore atmosferico, due
gruppi turbogeneratori da 550
kW., generatore di vapore B.
P. e turbina di A.P. per la T/c,
« Polinice «; un condensatore
principale per la T/c. « Mes-
sana »; un impianto combustio-
ne nafta, tre gruppi Diesel di-
namo da 200 kW. ed una cal-
daia Ansaldo-Clarkson a nafta
per la M/n. «La Pintada »;
un astuccio per asse port'elica
completo e 5 refrigeranti olio
ed acqua per la M/n. « Fuci-
natore ». - Al nostro Cantiere
di Livorno: un gruppo turbo-
riduttore principale, un con-
densatore principale, un astuc-
cio per asse port’elica, un con-
densatore atmosferico, due
gruppi turbogeneratori da 550
kW., due caldaie principali ti-
po F.W., due surriscaldatori,
due economizzatori, un gene-
ratore di vapore B.P. per la
T/c. «Felce»; linee d'assi
complete per le M/nn. « Bren-
nero » e « Bernina ». - Al no-
stro Cantiere di Sestri: una
caldaia a tubi suborizzontali
per la M/e. « Sicilmotor »; una
caldaia Ansaldo-Clarkson a
gas di scarico e nafta e 4 grup-
pi Diesel dinamo da 125 kW.
per la M/n. « White River ». -
Alla « Navalmeccanica » (Can-
tiere navale di Castellammare
di Stabia): una caldaia An-
saldo - Clarkson e 4 gruppi
Diesel dinamo da 125 kW. per
la costr. 620; una caldaia An-
saldo - Clarkson per la costr.
621. - Al sig. Perez Canizares
di Casablanca (Marocco): un
motore Diesel Ansaldo della
potenza di 350 HP, completo
di ogni particolare. - All'«Ilwa»
Stabilim. di Piombino): ‘un
gruppo turboalternatore An-
saldo Ljungstròm completo di
tutti i particolari. - Alla So-
cietà « S.T.T.» di Civitavec-
chia: complesso cassa olio, cas-
la Società « Gardano & Giam-
pieri » di Ancona: un motore
marino Diesel Ansaldo tipo
370/9RS, della potenza di
1.350 HP, completo di tutti i
particolari.
Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
sa turbina A.P. e particolari di
vari per la centrale termoelet-
trica da 125.000 kilowatt. - Al-
complessivamente, di
tonnellate,
CASSETTA DELLE IDEE
Le proposte del mese di agosto
Durante il mese di agosto sono state esaminate dai
comitati della « Cassetta delle idee » 112 proposte, di
cui 32 sono state premiate. Ecco il dettaglio:
MECCANICO. Proposte esaminate 101, di cui 28
premiate.
CANTIERE DI MUGGIANO. Proposte esaminate 11,
di cui 4 premiate.
L'ammontare complessivo dei premi è stato di
lire 161.500.
** *
Tra le proposte più importanti segnaliamo le se-
guenti presentate al Meccanico, che hanno avuto, nel-
l'ordine, un premio di lire 50.000 e uno di lire 20.000:
« Propone, per la lavorazione di fresatura del dorso
delle palette integrali, che normalmente viene eseguita
con portapezzo montato su fresa verticale direttamente
su banco, di montare il portapezzo sul platò girevole.
Si riscontra un risparmio di tempo del 50% circa ».
Ed ecco la risposta:
«La proposta è accettata ed è stata realizzata con
esito soddisfacente ».
** *
« Segnala che al MOTU, montaggio palette sul ro-
tore 125.000 kW, viene eseguita la foratura delle pa-
lette di chiusura quando queste sono montate in posto
e chiusa la fila con un attrezzo UTO. Poichè quest'ope-
razione è abbastanza difficoltosa, propone di forare le
cinque palette, prima di essere montate definitivamente,
con un trapano comune, tracciando la posizione del foro
durante il montaggio >.
Ed ecco la risposta:
« La proposta è stata accettata; essa ha permesso
di ottenere un discreto risparmio di tempo >».
minore entità spedito è,
4.865
| FONDERIA
Commesse e consegne
Ecco l'elenco delle commes-
se più importanti acquisite
nel mese di agosto:
— Camicie di bronzo per as-
si port'elica per le « Officine
Malvicini » di Genova.
— Bussole e barrotti per la
Società « Cornigliano » di Ge-
nova.
— Anelli di bronzo per la
Società « Fiat » di Torino.
— Getti vari di ghisa mec-
canica e di bronzo per la So-
cietà « Alfa Romeo» di Mi-
lano.
— Eliche di bronzo al man-
ganese per la Società « Costa »
di Genova.
Dette commesse,
ed altre
acquisite dai nostri stabili-
menti Meccanico e C.M.I. e
dai nostri Cantieri di Sestri,
Muggiano e Livorno, compor-
tano circa 22.000 ore lavora-
tive.
* °*
Il materiale più importante
consegnato nel mese di agosto
è il seguente:
Ai nostri stabilimenti Mec-
canico e C.M.I, e ai nostri Can-
tieri di Sestri, Muggiano e Li-
vorno: 174 tonn. di getti di
ghisa e bronzo per costruzioni
varie. - Alla Società « Alfa Ro-
meo » di Milano: 108 tonn. di
getti di ghisa meccanica e di
bronzo per costruzioni auto-
Operazione di sbavatura di una piastra di bronzo ad anello.
E' al lavoro l'operaio sbavatore Francesco Conte
mobilistiche, - A clienti varî:
32 tonn. di getti di ghisa e
branzo. - Alla « Fiat» di To-
rino: 21 tonn. di lingottiere
di ghisa di tipo vario. - Alla
« Compagnia Internazionale
delle Carrozze con Letti» di
Milano: 14 tonn. di ceppi di
ghisa per freni - Alle Società
« O.A.R.N.» e « Breda» e al
nostro stabilimento Meccani-
co: sette eliche (di cui una di
11 tonn. in « Nialma ») per
complessive 51 tonnellate,
Nuovi impianti di sicurezza
e di igiene del lavoro
Durante il periodo di chiu-
sura per ferie della Fonderia,
dal 10 al 23 agosto, si è prov-
veduto all’installazione di im-
pianti per la rigenerazione del-
l'aria nell'interno dei reparti
di fusione,
Nell’officina GHIV (Ghisa
piccoli pezzi) sono stati mon-
tati due aspiratori a grande
volume d’aria in prossimità
delle linee di colata staffe. Nel-
l'officina Bronzo sono stati
posti in opera due grandi aspi-
ratori sopra i forni a riverbero
e a pozzo. Nel Reparto SBAV/
BRON (Sbavatura Bronzo) è
stato iniziato il montaggio di
un aspiratore-collettore sopra
mole, seghe e troncatrici e re-
lativo filtro « Tubix ».
In tutti i reparti inoltre so-
no state aumentate e perfe-
zionate le attrezzature di sicu-
rezza per accesso e manovra
delle gru a ponte comandate
da cabine. Un lavoro partico-
larmente impegnativo è stato
il rimodernamento del carrel-
lo-paranco della gru centrale
a ponte con portata di 60 tonn,
al primo gancio e 15 tonn. al
secondo. Sono stati inoltre ese-
guiti altri lavori di manuten-
zione straordinaria.
NO
Navi in bacino
Dal 16 al 19 luglio ha
sostato il rimorchiatore « S.T.
81» di 110 t.s.l. del Comando
americano USA-SETAF a Li-
vorno, per lavori da parte di
ditte esterne.
— Dal 27 al 28 luglio ha
sostato la motonave « Genepe-
sca I» di 1.650 t.s.1. della So-
cietà « Genepesca » di Livor-
no, per carenaggio,
Dal 28 al 30 luglio ha so-
stato la motonave « Zaule » di
1.285 t.s.1, della Società di na-
vigazione « D. Tripcovich &
C. » di Trieste, per carenaggio.
- Dal 4 al 6 agosto ha so-
stato la motonave « Genepe-
sca III . di 702 t.s.l1. della So-
cietà « Genepesca » di Livor-
no, per carenaggio.
— Il 6 agosto hanno sostato
i rimorchiatori « F. Neri» e
« G. Orlando » di 135 t.s.1. del-
la Ditta « Fratelli Neri» di
Livorno, per carenaggio,
Costruzione dello scafo di
una T/c. da 31.500 t.d.w. per
l'armatore Ernesto Fassio
C. M.
Due gru di diversa portata costruite allo stabilimento C.M.I.
sono state recentemente installate al molo Mediceo del Cantiere
di Livorno. La fotografia in alto rappresenta quella da 5 tonn,,
avente uno sbraccio massimo di 42 m., un'altezza al gancio di
30 m. e del peso di 195 tonn. Nella fotografia sotto è illustrata
la gru da 30/15 tonn., avente uno sbraccio massimo di 42 m.,
un’ altezza al gancio di 43 m. e del peso di 354 tonnellate.
La scuola interaziendale 6
apprendisti di Calcinara
S ma di legge Vanoni
— le nuove leve di lavo-
occupazione e
sottoccupazione ed infine l’2
vento del Mercato Comune,
hanno posto l’accento sul pro-
blema zi e scuole
professior campagna di
stampa, la radio, la televisione
con la sua r «Un do-
mani per i , han-
no dato il loro valido contr
buto, talchè il programma di
governo in fase di elaborazione
ed attuazio pone il com-
plesso problema sulla via del-
cretezza.
nostri i fatto di
rofessi i, più
tto quantitativo deve
sopratutto lamentare l’as
di quel coordinamento
i una più effi-
zzazione qualitati-
va delle nuove leve di lavoro.
alasciamo per ora l’argo-
mento generale dell’istruzione
base e professional che ri-
chiederebbe ampia trattazione
per limitarci alla Scuola
ro — la
ndale
dono
onside
cinara cosa estran
rande i
doverosa una ve relazione
di chiarimento.
La Scuola apprendisti
saldo, il cui passato
ragione, definir
a pagi
grave
tutta l'industria ital
viamente la manca
adeguata scuola profe
in una Genova operosa ed in-
dustriale, costituì
viva preoccupazione e s
vide assai pidamente
soluzione del problema di
rego-
lare convenzione tra lIRI, un
gruppo di aziende genovesi ed
il Ministero de! lavoro e della
previdenza sociale, la Scuola
fu riattivata e posta su un p
di graduale sviluppo.
La durata della convenzione
stabilita in un periodo no
nale rinnovabile. Oltre al-
l'impegno previsto all’atto del-
la convenzione che lega le
aziende alla Scuola, ]'
genovese ha contr
costituzione e al funzionamen-
so gratui
ne immo-
li ed i Mini-
stero del lavoro si è assunto,
Masi tota nte, l'onere di ;
ha fornito i
le nuo attrezzature,
La Scuola costituisce un ri-
sultato positivo di collabora-
zione tra Governo, IRI ed in-
dustria privata.
Lo scopo per cui la Scuola
è rinata sotto una a for-
ma che consente l’: zione
di numerose ini ive con-
nesse con i problemi dell’ad-
destramento, indubbiament
uello di fornire ai locali sta-
bilimenti meccanici, siderur-
gici ed elettrici scelte aliquote
di mano d'opera qualificata.
Nel breve ciclo di un lustro
ha potuto percorrere la pro-
pria strada e vivere una inte-
ressante ienza che nel
complesso ha dato buoni risul-
Le attività della Scuola
sono molteplici ciascuna si
attua con coordinamen
nale si possono classificare nel
seguente modo:
formazione per
forma e per
pecializzazione
to
qualificazione e
ne per adulti.
a formazione degli appren-
iderata la
ità principale della Scuo-
d è andata di anno in anno
/
f
I
Due aspetti delle officine
dov
l’ansaldino
PRATO PE SITR
RO ZA
fuorisacco
5
P L a tecnica della propulsione
BE: a razzo si è venuta evol-
vendo e perfezionando nel cor-
so di questi ultimi anni con
una rapidità che veramente ha
del fantastico.
| —Siè accennato nei preceden-
ti articoli alle prime e più si-
gnificative tappe di questa
evoluzione, ma, per farne un
‘quadro che non lasci da parte
troppi elementi del più grande
rilievo, occorre qualche altro
riferimento, pur. premettendo
| che la cosa è meno facile di
quanto possa sembrare. Lo stu-
dio della propulsione a razzo è
| stato infatti, ovviamente, con-
dotto in ambienti molto ri-
| stretti, e si è concluso nella
cerchia di pochi uomini alta-
+ mente qualificati, Le ricerche
. in proposito non hanno avuto
| in genere molta pubblicità, in
quanto anche i diversi gover-
ni ne consideravano di-
sgraziatamente — soprattutto
le possibilità di applicazione
nel campo bellico, e si adope-
ravano perciò a che un segre-
to più o meno totale circondas-
se gli esperimenti relativi.
Avviene così che fissare
un’esatta cronologia in mate-
| ria, e determinare la priorità
| delle ricerche e dei risultati
| raggiunti da questo o da quel.
lo scienziato è tutt’altro che
semplice, Specialmente tede-
schi, russi ed:americani si so-
no cimentati in questo campo
di studi e di applicazioni, ed
ognuno di essi prospetta ele-
| menti ed indica date dalle qua-
. li risulterebbe il proprio dirit-
| to di primogenitura. Sembra a
noi del tutto inutile seguire
| queste polemiche e perderci in
| esse: il pensiero e l’intelligen-
| za respingono come un’incon-
| cepibile limitazione al loro li-
bero estrinsecarsi ogni qualifi-
cazione 'di nazionalità che si
voglia loro attribuire: essi por-
tano ovunque e comunque un
unico sigillo, quello dell’uma-
— nità. Ed è anche per questo,
| per questa essenza comune che
| intelligenza e pensiero hanno
| chiunque ne sia il portatore, di
* qualunque paese egli possa es-
sere cittadino, che non è fuori
| di luogo pensare ad una conco-
| mitanze, ad una virtuale con-
— temporaneità di risultati rag-
giunti in questo campo — al
scienza e della tecnica — in
paesi diversi, da parte di ri-
cercatori di diversa nazionali-
tà.
Comunque, a voler indicare
delle successive realizzazioni
nel campo della costruzione
dei razzi, non si può fare a me-
no di ricordare che nell’estate
del 1930 l'ingegnere tedesco
Klaus Riedel e il pilota Ru-
dolf Nebel idearono. il « Mi-
| rak» (così chiamato dalle ini-
ziali della dizione « mininum
rakete », vale a, dire « razzo
ridotto »). Si trattava di un
razzo in cui la testa serviva da
pari che in altri settori della %
qualche elemento a proposito |
serbatoio, di ossigeno, l'ugello
conico formava la base neces-
saria e il timone adempiva
contemporaneamente alla fun-
zione di serbatoio di benzina.
La pressione richiesta per
iniettare la benzina era forni-
ta da una piccola cartuccia di
questa
acido carbonico. Per
Hermann Oberth
sua struttura il « Mirak » fu
da qualcuno definito « una ver-
sione metallica del razzo a +
combustibile solido », una ver-
sione invero assai fortunata in
quanto con esso si pervenne ad
un risultato assai importante,
quello di realizzare una spin-
ta superiore al peso del razzo
stesso a carico completo.
Ma le esperienze di Riedel e
Nebel ebbero anche un’altra
notevole conseguenza, quella
di dare l’avvio ad un raggrup-
‘pamento di giovani tecnici,
tanto entusiasti quanto prepa-
rati, i quali fecero centro del-
le loro ricerche e delle loro
esperienze un abbandonato po-
ligono di tiro a Reinickendorf,
presso Berlino. Tra questi gio-
vani era anche Wernher von
Braun, colui che nel corso del-
l’ultimo conflitto mondiale do-
veva poi legare il suo nome
alle famose V2 germaniche.
Ma, allora, a Reinickendorf
non alla guerra si pensava, ma
alle pacifiche conquiste della
scienza, al progresso e all’ele-
vazione dell'umanità, al rag-
giungimento a beneficio di es-
sa di nuove più alte mete. Que-
sti sentimenti e questa volon-
tà, a nome anche di tutti i
suoi compagni di lavoro, espri-
meva von Braun quando affer-
mava reciso: « Abbiamo creato
i razzi per conquistare altri
pianeti... non per distruggere
il nostro! ». E Nebel, dal can-
to suo, ribadiva: « La neonata
figlia della tecnica — la tecni-
ca dei razzi — sarà capace di
creare potenzialità enormi. Es-
sa schiude alla scienza nuovi
orizzonti, nuovi sbocchi alla
industria e nuove possibilità
di intesa fra i popoli... ».
Si lavorava a pieno ritmo
intanto a Reinickendorf, e
via via si venivano risolvendo
i problemi più urgenti rela-
tivi alla tecnica dei razzi a
combustibile liquido, e in pri-
mo luogo quello della ricerca
del carburante più idoneo. E
in questo settore, anche sulla
base degli insegnamenti del
professore Hermann Oberth, si
finì per abbandonare la benzi-
na, adottando in sua vece l’al-
cool. Ma per giungere a que-
sto risultato (che fu poi tesau-
rizzato nella costruzione delle
tremende V2) si dovette pas-
sare attraverso tutta una serie
innumere di esperimenti. Al-
la fine si accertò che il mi-
gliore funzionamento delle ca-
mere di combustione dei razzi
era assicurato con il 60-70%
di alcool. Le stesse camere di
combustione vennero poi per-
fezionate adottando nuovi più
pratici criteri, sostituendo cioè
il raffreddamento ad acqua —
sempre accompagnato da mol-
teplici difficoltà — con il raf-
freddamento a combustibile. Il
sistema introdotto fu questo: la
miscela di alcool e di acqua
passava prima . attraverso la
camicia refrigerante della ca-
mera di combustione, si riscal-
dava senza giungere all’evapo-
razione e poi entrava nella ca-
mera di combustione propria-
mente detta. Con questo siste-
ma si era giunti — tappa par-
ticolarmente importante — al:
la realizzazione del razzo a
L'americano Robert H. Goddard
UOMINI ALLA CONQUISTA DEL CIELO
Dal razzo di Goddard
al “Mirak” di Riedel e Nebel
propellente liquido con raf-
freddamento a combustibile.
Ma, parallelamente ‘ai giova-
ni del gruppo di Berlino —
Reinickendorf — altri scien-
ziati operavano nello stesso
senso. In Germania, tra gli al-
tri, Johannes Winkler, fonda-
tore della « Associazione .per
la navigazione astronautica »
ed editore della rivista « Die
Rakete » (Il razzo). Con l’ap-
poggio finanziario dell’indu-
striale Hugo Hiickel, Winkler
iniziò nel 1930 la costruzione
de! suo primo razzo a combu-
stibile liquido. raggiungendo
verso la fine di quello stesso
anno — alle prime prove di
banco della camera di combu-
stione — un eccellente risul-
tato: una spinta equivalente a
circa il doppio del peso del
razzo.
L'apparecchio di Winkler
nella sua struttura essenziale
si componeva di tre tubi di al-
luminio, lunghi 60 centimetri,
ed adibiti a serbatoi per l’os-
sigeno liquido, per il metano
liquido e per l'azoto compres-
so. La camera di combustione
era sistemata nella parte supe-
riore, tra le testate dei tubi.
La concezione di Winkler si
dimostrò alla prova dei fatti
pienamente esatta, ed infatti il
lancio del suo razzo avvenuto
presso Dessau il 14 marzo
1931 rispose in tutto e per tutto
alle aspettative. Riteneva il
Winkler che il suo apparec-
chio fosse il primo del genere
nel mondo, in quanto che —
anche perchè praticamente non
se ne era quasi affatto parlato
ignorava gli esperimenti
compiuti cinque anni prima
dall’americano Robert Hut- .
chins Goddard, il quale già
era riuscito, nel marzo 1926, a
lanciare, a Auburn, nel Mas-
sachussetts, il primo di una
serie di razzi a combustibile
liquido, e precisamente ad os-
sigeno e benzina. Tanto per la
storia è da ricordare che il
primo razzo di Goddard rag-
giunse una distanza di 57 me-
tri e ‘una velocità di 96 chilo-
metri all'ora, In prosieguo di
tempo, sempre da parte ame-
ricana, si provvide ad allestire
un campo di prove nella zona
di Roswell, nel Nuovo Messi-
co, dotando i razzi (ma ciò av-
venne soltanto nel 1935) di gi-
roscopio stabilizzatore.
Comunque, dato che risulta-
rono praticamente del tutto
ignorate nel campo stesso de-
gli scienziati, le esperienze
americane in materia di razzi
non influirono ‘per ‘nulla sul
corso delle analoghe prove che
si venivano svolgendo in Eu-
ropa, Nel nostro continente la
tecnica dei razzi si lega alle
intuizioni veramente anticipa-
trici del russo Costantin E.
Ziolkowsky, un modesto mae-
stro elementare nato nel 1857,
che i suoi conrazionali consi-
derano il padre della propul-
sione a getto, agli scritti di
Costantin E. Ziolkowsky
considerato dai russi il padre
della propulsione a getto
Hermann Oberth — cui si è
già in precedenza accennato —
nonchè ai lavori e alle prove
dei vari scienziati e tecnici di
cui si è venuti via via facendo
i nomi, nomi ai quali occorre-
rebbe tuttavia aggiungerne una
altra serie altrettanto numero-
sa, iniziandola con quelli del
tedesco Willy Ley, dell’ingé-
gnere boemo Fugenio Singer,
della consorte di questi Irene
Brecht, nonchè dell'ingegnere
Mengering e dell’austriaco
Helmuth von Zborowski.
I. bi
RUIKOTKBNIVRVIKOITRITKOVIERIERTNEHIVRIBRITBRIARINBERKPRHIKAILOOEHRITRVANERtERTAA
Bilancio
sui satelliti
artificiali
Un primo bilancio circa i sel sa-
telliti artificiali finora lanciati nello
spazio è stato compiuto dall'Ufficio
Internazionale Astronomico di Co-
penaghen. Ecco, In sintesi, i dati
essenziali:
« Sputnik I> - Lanciato in Russia
il & ottobre 1957, Velocità iniziale
di rivoluzione intorno alla Terra:
96 minuti, Probabilmente si è di-
sintegrato nel gennaio 1958,
« Sputnik II » - Lanciato in Russia
i 3 novembre 1957, Velocità int-
ziale di rivoluzione: 103 minuti. SI
è disintegrato sulla costa Nord-Est
dell'America del Sud il 14 aprile
1958, dopo 2.368 rivoluzioni Intor-
no alla Terra.
« Explorer 1> - Lanciato a Cape
Canaveral il 1.0 febbraio 1958, Ve-
locità iniziale di rivoluzione: 115
minuti. Manterrà probabilmente la
propria orbita per almeno due o tre
anni.
« Vanguard L> - Lanciato a Cape
Canaveral il 26 marzo 1958. Velo-
cità iniziale di rivoluzione: circa
134 minuti, Manterrà la propria or-
bita per parecchi anni. M razzo vet-
tore gira ugualmente intorno alla
Terra,
«Explorer II» - Lanciato a Cape
Canaveral il 26 marzo 1958, Velo-
cità iniziale di rivoluzione: circa
120 minuti, Probabilmente girerà
intorno alla Terra per sei mesi.
< Sputnik III » . Lanciato in Rus-
sia il 15 maggio 1958, Velocità ini-
ziale di rivoluzione: 106 minuti, E*
tre volte più grande degli Sputnik
Tell
Galea veneziana
a terzaruolo
a storia della
nave,
tutte le storie, si perde nella
notte dei tempi. Comincia
con un tronco d'’a'bero, aggrappato
al quale il primo uomo si avventu-
ra in acqua, e già si può parlare di
come
L
«costruzione navale». sia pure ru-
dimentale, quando lo stesso uomo
trova più conveniente legare assie
me vari tronchi d'albero, ottenendo
così la zattera, o scavare il tronco,
e arrivare alla canoa è alla piroga.
Ma noi non vogliamo andare tan-
to indietro, e neppure trasformarci
in archeologi per esaminare il con-
trastato passato marinaro dei fenici
(i più grandi navigatori dell'età.
storica, che partivano dalle spiagge
dell'odierno Libano) nè le conqui-
ste marinare, prevalentemente flu-
viali, degli antichi egizi.
Vogliamo qui esaminare, in una
rassegna mecessariamente sintetica,
i vari tipi di nave del passato.
Dobbiamo perciò cominciare (con
un filone che ci porterà dalla Gre-
cia classica del V sec. a. C. fino
alle soglie della modernità) con la
tipica barca mediterranea « da cor-
sa », una barca lunga e sottile, con
molti remi, e con l'ausilio di una
vela, dapprima quadra, poi «lati»
na». (Il termine «vela alla latina»
non ha il significato che si può
10
STORIA DELLA NAVE. 8
tie
I
\
\
1
PEZZA
ci
immaginare. ma è una deformazio»
ne del termine « alla trina » che
indicava appunto la vela triango-
lare, contro quella quadrata detta
« alla quadra »). La propulsione
principale di queste barche della
storia classica «del Mediterraneo era
data dai remi, e dai poderosi rema-
tori che stavano al banco, azionan-
do talvolta più ordini di remi.
Siamo così alle biremi, alle tri-
remi, alle quinqueremi ateniesi, car-
taginesi, etruscht, quali ci sono
illustrate nei preziosi vasi attici. e
nei bassorilievi. Tutti gli studi
più recenti, comunque, (compresà
una prova con costruzione in scala
naturale di una trireme, fatta ese-
guire da Napoleone III), dimostra-
no che per quinqueremi e triremi
non si deve intendere una nave a
cinque ordini sovrapposti di remi,
o a tre, perchè una tale nave non
potrebbe muoversi. nè si potreb-
b:ro maneggiare gli enormi remi
degli ordini superiori, ma piuttosto
l'ordine dei rematori ai banchi,
forse tre per remo, o cinque per
remo.
Tutti sanno come le triremi fe-
cero grande la Grecia, che resistette
vittoriosamente all'invasione per-
siana (pensate alla battaglia di Sa-
lamina, in cui Temistocle sconfisse
la flotta persiana nel 480 a. C.)
soggiogò i popoli vicini, creò nel
Sud d'Italia le magnifiche colonie
della « Magna Grecia ». Tutti san-
no che lo splendore di Atene, que-
sto fulcro dell'antica civiltà, e il
periodo aureo di Pericle, era legato
esclusivamente alla superiorità ma-
rittima. Il grande storico Tucidide,
nella «Guerra del Peloponneso» ci
dà alcuni ragguagli sulle origini
delle costruzioni navali greche, lad-
dove dice: « I corinzi, per ciò che
si dice. furono î primi a cambiar
forma alle navi, dando loro quella
che più al presente uso si accosta,
e primi furono ancora a fabbricare
triremi. Si sa di certo che Ami-
nocle da Corinto, costruttore di
navi, ne fece quattro a quei di Sa-
mo... n. Ecco così fatto il primo
nome di ingegnere navale, se si
vuol prescindere dai mitici Feaci o
dal Noè dell'arca.
E lo stesso Tucidide osserva più
avanti: « Per esse (le flotte) furo-
no i greci elevati a gran possanza
di ricchezze e di signoria. Percioc-
chè correndo i mari, e soprattutto
come gente che aveva patria piccola
e sterile, soggiogavano le isole ».
Qui viene spontaneo il parallelo,
pensando a questi greci dalla patria
piccola e sterile che fondano il loro
benessere sul dominio del mare e
sui traffici mercantili, con Genova,
che pur mutate le circostanze farà
lo stesso, sempre con flotte basate
sulle galee, 15 secoli dopo, e dopo
di lei Venezia; e sei secoli dopo lo
farà l'Inghilterra, ma con navi di-
verse, di tipo « rotondo » e atlan-
tico, il che appartiene a un altro
capitolo.
In Sicilia le colonie greche si
trovarono di fronte quelle cartagi-
nesi, l'altra grande potenza navale.
Ma il popolo che doveva battere
ambedue le contendenti (e il primo
pretesto di ‘affacciarsi alla grande
politica. mediterranea venne pro”
prio dalla Sicilia) era un popolo di
terraferma, senza tradizioni ma-
rinare: quello romano.
I romani erano allora cattivi
navigatori: si pensi che il capo
cartaginese Annone, ancora nel-
l'epoca della prima guerra punica,
osava esclamare: « Non tollero che
i romani si lavino nemmeno le
mani in questo mare ». Questo ma-
re era il Mediterraneo.
Persino uno sciovinista come Ti-
Nave etrusca (da un vaso dipinto)
to Livio scrive (II° Deca, Libro
VI): «C. Claudio... allestite le
triremi che aveva seco, tentò il
passaggio (dello stretto di Messi-
Nave mercantile greca
na, n. d. r.) ma essendo di gran
lunga inferiore ai comandanti car-
taginesi così nella moltitudine del-
le navi come anche nella perizia
delle cose marittime » ritornò in-
Bireme romana
dietro a Reggio, perdendo alcune
navi.
La prima vittoria navale roma-
na contro i cartaginesi avvenne a
Milazzo nel 260 a. C. grazie alla
Liburna
grande invenzione di Caio Duilio,
che riuscì a trasformarla in una...
battaglia terrestre, mediante il fa-
moso « corvo ». Si trattava di un
ponte levatoio, munito di rostri o
uncini, che calato d'improvviso su
una nave nemica la teneva saida-
mente legata, mentre 1 guerrieri
con la spada vi passavano sopra è
la prendevano all’abbordaggio. Lo
stesso Livio scrive: «... ed era
battaglia non di rostri, ma di spade
Bireme greca in battaglia
e di uomini contro uomini, somi-
gliante in tutto alle battaglie terre-
strî ». Per questo successo Caio
Duilio ebbe, oltre la colonna ro-
strata, il diritto di farsi precedere,
quando tornava da cena, da un fa-
nale e dal suono di flauto.
La trireme greca e quella roma-
na, in media, misuravano 35-38
metri di lunghezza e 3,60-5,80 di
larghezza, e pesavano circa 50
tonnellate. Imbarcavano oltre due-
cento uomini. compresi sold
marinai e ufficiali, mentre i voi
tori erano circa 170. In caso
emergenza, come durante la a
pagna di Cesare contro Marsig!
furono costruite anche trenta i
vi al giorno di tale tipo, ma
solito la costruzione cra ben |
lenta, anche perchè si adoperava
gname stagionato, si procedeva <
ogni cura. ecc. Quelle navi di (
sare io penso fossero paragonal
alle «liberty » delle nostre guei
I tipi che legano queste anti
« triremi » e « biremi » alla gi
medievale sono la « liburna
una versione romana imperiale
nave lunga con un solo ordine
remi (un famoso scontro di 4
burne » fu quello di Azio, di
nel 31 a. C. Ottaviano Augu
sconfisse la flotta di Marcantonii
Cleopatra), e il « dromone » è
la versione bizantina della libut
L'impero bizantino portò i #
dromoni in tutti i porti medit
ranei, mentre dal nord calavano
invasioni barbariche, e dai dror
ni i nostri primi centri marini
poi sviluppatisi in ‘Comuni
quindi in Repubbliche, ricavate
la « galea », che fu il nerbo di
marine mediterranee del Medio E
e dell'espansione gloriosa di |
pubbliche come Genova, Vent
Amalfi e Pisa.
Il nome « galea » deriva
greco « galeos » che significa pi
spada, ed infatti la galea, Ina
sottile, velocissima, con la prua.
filata, fa subito pensare al pé
spada.
Per combattere efficacemente
incursioni musulmane (allora É
quentissime, come frequente
l'angosciato grido: «I pirati:
marina! ») fatte»appunto con.
leri dromoni, i nostri Comuni î
rinari armarono le loro prime
lee.
Parliamo di Genova: solli
« consoli » e poi i « capitani
popolo », le « compagne » sono
chiamate a raccolta. Erano organiz-
zazioni di cittadini che tenevano
Una o più galee, e il remo appeso
nel vicolo, vicino alle finestre
Combatterono contro i musulmani
| a fianco ai pisani, parteciparono al-
i la prima Crociata con Guglielmo
| Embriaco, liberarono il Santo Se-
polcro, poi combatterono in occi-
dente, per liberare la Spagna.
Dopo i primi successi, vennero
le discordie tra genovesi e pisani,
specie a causa della Sardegna e
della Corsica, e quindi le vittorie
genovesi che dovevano fare della
nostra città una potenza politica e
"| militare di prim'ordine. Non a ca-
SOTTO O 1 I OOO TOR Pe
so il secolo d'oro della galea fu il
na gente di Genova e di riviera,
onde era Ammiraglio messer U-
berto Doria. e nel muse di agosto
vennero con la detta armata nel
mare di Pisa. All'isoletta ovvero
scoglio, il quale è sopra Porto Pi-
sano, che si chiama la Meloria, e
ivi fu grande e aspra battaglia e
morivvi molta buona gente d'una
parte e d'altra di ferite, o d'anne-
gati in mare, Alla fine, come piac=
que a Dio, i genovesi furono vinci-
tori, i pisani furono sconfitti, e ri-
cevettero infinito dannaggio di per-
dita di buone genti, che morti e
che presi bene sedicimila uomini; è
rimasero prese quaranta galee dei
pisani, senza l'altre galee rotte e
sprofondate in mare ».
Galea a scaloccio disegnata da Raffaello
tredicesimo, che fu anche il secolo
d'oro delle fortune genovesi. La
più grande battaglia navale del Me-
dio Evo fu quella della Meloria
(6 agosto 1284), dove Pisa subì
una sconfitta dalla quale non si
riebbe mai più. Leggiamo la « Cro-
naca » del Villani: «... Dopo che
i pisani vennero a Genova, e bale-
strarono quadrella d’argento... i
genovesi armarono 130 tra galee e
legni, e suso vi montarono la buo-
Fu allora che si disse « chi vuol
veder Pisa vada a Genova », dove
furono portati trolei immensi e
moltissimi prigionieri che stettero
là dove ancora oggi è « campo Pi-
sano » in Sarzana. E l'impresa di
Oberto Doria è ancora scolpita sul-
la facciata della chiesa di S. Mat-
teo.
Venuti a conflitto coi Veneziani
in Oriente, i genovesi li batterono
neila battaglia di Curzola (8 set-
tembre 1298) al comando dell’Am-
miraglio Lamba Doria, al quale il
Comune regalò il palazzo che si
vede ancora oggi in piazza S. Mat-
teo, di fronte alla chiesa. In quella
battaglia fu catturato prigioniero
Marco Polo. che nelle carceri geno-
vesi scrisse « Il Milione ».
La grande potenza genovese,
espansa in oriente con numerosissi-
me colonie attorno al Bosforo, in
Anatolia e nel Mar Nero (Scio,
Cipro, Pera, Caffa, ecc.) e con
grande influenza a Costantinopoli,
durò alcuni secoli, sempre in riva
lità coi veneziani, ed era una po-
tenza basata sul commercio marit-
timo e sulla fiotta delle galee.
La galea-tipò della Repubblica
di Genova e di Venezia era lun-
ga circa 40 metri, larga metri 5,5»
alta a poppa metri 3,4 e a prua
Velieri pisani del XII secolo (rilievo sul campanile di Pisa)
3 metri. Portava in complesso da
tre a quattrocento uomini, dei
quali un terzo costituito dai rema-
tori. In un primo tempo i banchi
erano disposti in modo che cia-
scun uomo teneva un remo, € la
galea si chiamava « a terzaruolo ».
Poi invece, coi banchi disposti ad
angolo con la murata, e con tre ©
quattro rematori per ogni remo, la
galea fu detta « a scaloccio ». La
galea portava in origine un albero
con vela latina, al quale ne fu poi
aggiunto un secondo e, dopo il
1600, un terzo. Dapprima stavano
sulla corsia, sulla camera di prora
e di poppa i guerrieri con frecce,
balestre, fuoco greco, ecc. e poi co-
gli archibugi. Con l'invenzione
dei cannoni, la galea fu armata
con tre cannoni a prua, per cui per
puntare i cannoni si doveva mano»
vrare l'intera barca, che poteva spa-
rare solo in avanti.
Dalla galea venne la «galeazza»,
più grande e robusta, con un pon-
te di coperta e i rematori sotto, €
qualche cannone sui fianchi e a
poppa. Di qui ancora la « galcazza
alla bastarda », con alta poppa.
che serviva anche come nave mer-
cantile.
La ciurma era costituita in un
primo tempo da uomini liberi, ma
dal Trecento in avanti esclusiva-
mente di schiavi o galeotti (donde
il termine « galera »). Ai banchi
delle navi cristiane stavano i turchi,
e ai banchi di quelle turche i cri-
stiani. Nel Seicento, la flotta dei
« Re Sole » vide ai remi migliaia
di protestanti, condannati alle «ga-
lere». Essendo i rematori legati al
banco e continuamente picchiati
dall'aguzzino incitato dal « comi-
to », la vita sulle galee doveva es-
sere un inferno, e oltre tutto c'era
un puzzo che si sentiva ben da
lontano, e inutilmente gli « uffi-
ziali » trincerati nella camera di
poppa portavano con sè profumi €
spezie varie.
L'ultimo grande scontro mon-
Mischia
diale di galce fu la battaglia di
panto, nel 1571, ma la galea
pravvisse ancora per ben due
Galea bizantina
coli nel Mediterraneo, anche se la
grande nave « rotonda » a vela,
affermatasi in Atlantico nelle fiotte
Nave normanna del sec. XI
spagnole e portoghesi, batteva or-
mai inevitabilmente alle porte.
Nel Settecento, singolare coinci-
riaaizi (sec. XVI)
Galeazza
denza, muore la galea e con essa
mvoiono le due grandi repubbli-
che marinare di Genova e di Ve-
nezia.
Lucio Bozzano
di galee toscane e turche (stampa del Callot)
TIBBIINETTE:IURVVOBTVRUIVINTIDO:1RVINRUIBRUITANRRTEOTANRANPOIPROTERTLENTHR nnt
La produzione
mondiale del petrolio
N 1957 può essere considerato un
anno di primato per la produzione
del petrolio greggio. Infatti, da stu-
di compiuti dal «< Petroleum Press
Service >, sì constata che sono state
prodotte 880 milioni di tonnellate,
e cioè 5,2% in più rispetto al 1958,
malgrado le difficoltà conseguenti
alla chiusura del canale di Suez ed
alla distruzione In territorio siria-
no degli impianti di pompaggio di
uno dei principati oleodotti del
Medio Oriente.
NAZIONI 1956 | 1957
fin migliaia tonn.)
America del Nord :
Stati Uniti . 352.849 | 352.000
Canadà . 23.126 | 24,500
375.975 | 376.500
America Latina:
Venezuela 128.923 | 146.300
Colombia 6.284] 6.450
Trinità 4.129 4.970
Messico. 12.796 | 12.600
Argentina 4.408) 4.950
Però . . .| 2.459| 2.500
Altre nazioni 1.929] 2.820
160.928 | 180.590
Medio Oriente:
Kuwait . .| 54.982] 57.300
Arabia Saudita. | 48.622| 49.000
Iran . 26.530| 35.500
Neal 0 ca 31.313| 21.000
Qatar . . 5.876 6.500
Lona neutrate
di Kuwait . 1.670] 3.480
Altre nazioni 3.556] 4.040
172.549 | 176.820
Estremo Oriente:
Indonesia 12.652 | 15.000
Borneo Inglese.| 5.558| 5.750
Altre nazioni 1.595] 1.765
19.805 | 22.515
Europa Occident.:
Germania . . 3.506 3,600
Austria. . . 3.428| 3.180
Olanda . 1.094| 1.500
Italia 1.261 1.400
Francia . . 567) 1.400
Altre nazioni . 360 480
10.216] 11.560
Africa. . . 140 384
Europa Or. e Cina:
U.R.S.S.. 83.796 | 98.000
Romania 10.920| 11 500
Ungheria 1.200 660
Altre nazioni .| 2.010| 2410
97.926 | 112.570
TOTALE mondiale | 837.539 | 880.939
NOTE DI VIAGGIO DI UN ANSALDINO
Cantieri navali americani
Detroit, settembre.
I muumerevoli sono state le fab-
briche e i cantieri navali da
me visitati, ed ognuno mi ha
lasciato particolari impressioni,
sia per quel che riguarda l’or
ganizzazione di fabbrica intesa
senso produttivistico, sia
quanto concerne. l’organiz
ione di fabbrica intesa a cu-
rare gli innumerevoli desideri
delle maestranze, con. riferi-
mento alle particolari predispo-
sizioni manuali dei lavoratori,
agli immancabili malcontenti,
alle richieste di passaggio di ca-
tegoria o di reparto, ecc.
nel
per
E devo giustamente ammette-
re che, nelle fabbriche e nei
cantieri visitati. l’organizzazio-
ne intesa a risolvere le piccole
vertenze e ad esaudire i desideri
dei lavoratori è quella che più
occupa e preoccupa i dirigenti,
perchè più i lavoratori si sen-
tono a proprio agio nel posto
di lavoro, e più molti problemi
di diversa matura, anche pro-
duttivistica, vengono risolti. Ac-
cennerò in seguito a questo tipo
di organizzazione.
Come dicevo, innumerevoli so-
no stati i cantieri navali visi-
tati, e moltissimi di questi era-
no cantieri di riparazione, Due
sono rimasti vividi nella mia
mente, Il primo è quello di
Quiney, vicino a Boston, dove
ho avuto la possibilità di am-
mirare da vicino lo scalo dove
si trovava in costruzione una
nave a propulsione atomica,
fabbricata per conto della Ma-
rina militare americana.
impressione provata è stata,
strano a dirsi, divisa tra la de-
lusione e la meraviglia; _delu-
sione perchè avevo sempre pen-
sato che la costruzione di que-
sto tipo di navi a propulsione
atomica fosse circondata dal se-
greto più fitto e dalla sorve-
glianza ln più imponente. In-
Vece. niente di tutto questo.
Così, la vista di quello scafo
che veniva tirato su normal.
mente come tutti gli altri scafi
in cantiere, mi parve dapprima
deludente; ma subito dopo notai
che tutt’attorno alla nave fer-
veva un brusio e un eccitamen>
to non comune, che la presenza
di molti specialisti di radiazio.
ni atomiche accentuava; difatti
ognuno di questi specialisti era
munito di un contatore Geiger,
alla ricerca di eventuali fonti di
radiazioni nocive alla salute
dei lavoratori. Un bacino gal-
leggiante accoglieva la grossa
mole della nave
A tale proposito devo far no-
tare che nella maggior parte dei
cantieri navali visitati, gli scali,
in maggioranza; erano formati
da bacini galleggianti, e ne ho
visti anche di grossissimo ton»
nellaggio.
L'altro ricordo che si staglia
nitido e vivo nella mia memo-
ria, lo porto da un cantiere di
riparazione di Hoboken, presso
New York, dove ho potuto ve-
dere e toccare le scialuppe di
salvataggio della « Andrea Do-
ria S.nceramente la commo-
zione è stata più forte di me,
perchè vedendo quelle grosse
scialuppe ancora in ottime con-
dizioni malgrado che da molto
tempo siano esposte a tutte le
inclemenze del tempo, e leggen-
do quel nome tanto caro, stam-
pato sulla poppa, non si può
non commuoversi, specie quan
do si è a migliaia di chilome-
tri dalla madre patria
Una per una ho toccato quelle
scialuppe, sette in tutto; avrei
voluto fotografarle, ma prima
di iniziare la visita del cantiere
ho dovuto lasciare la macchina
fotografica in ufficio.
In ogni cantiere, da Detroit a
Boston, da Baltimore a Brook-
lin, da Chicago a Mobile, ho
avuto agio di notare molte cose.
ma è doveroso che dica anche
che, per quanto riguarda la
cantieristica, i nostri cantieri
non hanno nulla da imparare
dai confratelli americani, spe-
cie in riferimento alla abilità
dei nostri tecnici, al buon gusto
e allo stile delle nostre navi,
alla laboriosità delle nostre
maestranze, e
A proposito di navi, ne ho
vista varare una in un cantiere
di Detroit, che mi ha fatto c
pire la mentalità dei tecnici e
degli armatori statunitensi, A
vedere quello scafo si ave la
impressione di vedere un enor-
me cassone, messo lì apposta
per far paura, Ma salendovi so-
visitandola ci si accor-
pra ‘e
‘mandrini,
PESSTICMAML Lioni
Varo laterale di una nave mercantile a Detroit
geva che tutto era stato stu-
diato a vantaggio della como-
dità, della ricerca del massimo
spazio sfruttabile, e della soli-
dità, Un’altra cosa mi colpì:
sotto coperta e da poppa a prua
la nave era divisa, in tutta la
lunghezza, da un tunnel
stanza ampio, di cui l’equi.
gio usufruisce per spostarsi
da un capo all’altro della nave,
nei giorni di forte temporale.
Invece i lavori di rifinitura
(esempio: saldatura, bullonatu-
ra, carpenteria. disegno dello
scafo, delle cabine e dell'inter-
no) lasciano un po’ a desidera-
re, specie per noi italiani, abi-
tuati ad ammirare in ogni co-
sa, prim e innanzitutto, la li.
nea, lo stile ed il buon gusto.
Altra nota saliente dei can-
tieri visitati, stato il notare
in ognuno l’imponente sforzo
fatto dalle compagnie nel cer-
care di automatizzare nella più
alta percentuale possibile il la-
voro, Difatti he avuto agio di
ammirare gli ultimi modelli di
trapani multipli anche a 12
frese, tornii, rettifi-
che, presse di grossissimo ton-
nellaggio, ed infine gru, Anche
in piccoli cantieri di riparazio-
ni ie gru sono tenute in alta
considerazione, data l'abitudine
della costruzione di interi pe-
santi blocchi prefabbricati a
terra, e poi sistemati a bordo
Veduta del cantiere navale di Quincy dove si sta costruendo una nave a propulsione nucleare
con l'ausilio di potenti gru.
Nella maggioranza dei casi le
gru non sono inferiori alla po-
tenza di sollevamento. di 50
tonnellate, tutte con sistema di
spostamento su binario.
Per tutto il resto, niente di
particolare; ogni cantiere del
mondo, sia esso in Giappone, in
Italia o in America, ha le stes-
se identiche caratteristiche, spe-
cie a riguardo delle maestranze,
Così si può notare in ognuno
l’incessante va e vieni dei lavo-
ratori, capi squadra e tecnici in
continuo movimento di con-
trollo ed ispezione (con i loro
caratteristici elmetti bianchi),
rumori, vocio, brusìo, insomma
quella certa soddisfazione di
far parte di un grande com-
plesso industriale. In Italia si
è in certo qual modo orgogliosi
di essere lavoratori ansaldin!, o
della Fiat; in America esiste lo
stesso senso d'orgoglio nei la-
voratori della Ford, della Unit-
ed Steel della Bell Company.
Una curiosità a chiusura di
questa parte. Indistintamente
nei cantieri navali i lavoratori
sono muniti (e lo portano anche
in periodo can'colare) di un el-
metto di duraplastica, o dural-
luminio, tutti senza eccezioni.
Adesso, come accennato pri-
ma, vorrei dire dell'organizza-
zione di fabbrica a beneficio dei
lavoratori e della produzione,
Ritengo questo sistema abba-
stanza efficace per tutti i casi
di vertenze o disaccordo, con
risoluzione positiva nella mag-
gior parte dei casi, e con soddi-
sfazione da ambo le parti .in
contrasto.
D'accordo con la direzione e
con il sindacato firmatarii del
contratto, si istituisce per ogni
reparto della fabbrica è del can-
tiere un responsabile di repar-
to, cioè si affida ad un lavora-
tore dello stesso reparto la man-
sione di collegomento tra com-
pagni di lavoro, tra capo re-
parto vero e proprio, e la dire-
zione,
Questo lavoratore designato
non usufruisce di nessun privi-
legio particolare e di guadagno
rispetto ai suoi compagni di
lavoro e di reparto, Solo in
casi di Mieeanziamento lo sfe-
ward (così Jo chiamano qui)
usufruisce di un'anzianità mag-
giore rispetto agli altri. I re-
sponsabili di reparto, a loro
volta, eleggono un capo respon-
sabile di fabbrica, chiamato
chairman,
Così in ogni reparto: Carpen-
teria, Tubisti, Elettricisti, Sal-
datori, Montatori, ece., i lavo-
ratori, in caso di vertenza o di
reclamo, si rivolgono .al loro
responsabile d: reparto e gli
espongono i termini della ver:
tenza.
Un lavoratore che lavora, ad
esempio, al reparto ‘Tornitori,
sentendosi leso in qualche suo
diritto presenta la sua lamen-
tela allo steward di reparto (la-
mentela verbale); quest’ultimo,
preso nota del fatto, va dal capo
reparto e chiede giust per
il lavoratore, Se il capo reparto
non intende addivenire ad un
accordo, lo steward porta il ca-
so al chairman (responsabile 3
di fabbrica) e questi si rivolge
al sovrintendente (capo perso:
nale), Sino a questo punto la
Vertenza non è presentata serit- i
ta, ma verbalmente. Se ancora
a questo gradino non si arriva
ad un accordo, il chairman fa
un rapporto scritto e lo porta al-
la sede sindacale di apparte
nenza (nel nostro caso alla
Commissione Interna). Così la
pratica esce dalla fabbrica e da
quel momento in poi le tratta-
tive vengono fatte direttamente
tra sindacato e Compagnia,
L'ultimo ,gradino in caso di
d'iscordanza è l’arbitrato; le de-
cisioni dell'arbitro sono inap-
pellabili, e sia il datore di la-
voro che il sindacato devono
adeguarsi alla sua decisione.
L'arbitro viene nominato d’'ac-
cordo tra il sindacato e il da-
tore di lavoro.e scelto in una
rosa di tre candidati.
Un simile sistema penso che
sia un po’ arduo poterlo appli-
care integralmente nei nostri
cantieri e fabbriche, dato che da
noi le Commissioni Interne han-
no questa funzione; però biso-
gna anche dire che i nostri
membri di Commissioni Interne,
per tanto che facciano, trascu-
rano spessissime volte i deside-
rata dei nostri lavoratori, dato
che la divisione politica li met-
te quasi sempre su un piano
che li porta lontano dal curare |
gli interessi dei lavoratori stés-
si. Però una organizzazione si-
mile a quella dei cantieri U.S.A.
potrebbe applicarsi néi nostri
cantieri, con il beneplacito della
direzione -e della commissione
interna, Si renderebbe così pos-
sibile ai lavoratori stessi di par-
tecipare alla difesa dei propri
interessi,
Coneludo affermando che da
questa situazione, che a prima
vista può sembrare astrusa, s'a
l'azienda che i lavoratori trag-
gono grande. beneficio, e. nel
campo produttivistico da una
parte e nella sicurezza di sen.
tirsi valutati dall'altra.
Pietro Leonardi —
poni, annnonenatita SI
ITVDESIIBRRORTRIDINANIBNMMAAHANAHANOADERHBOLS NANDO. DPOTANT DOOR
(da « l Giorno >»)
AthbtRPmamLA TAL KANDAREOROMNAA NA 1000 en
ETA TUTNUBSHMDCODRIDIARHNHATMIIVROY PMR
pprendisti della Scuola di Calcinara
imparano i diversi mestieri
crescendo sino a raggiungere
il massimo numero di allievi
qualificati.
Le domande di ammissione
continuano a pervenire nume-
rose (quest'anno, per esempio,
sono oltre 400 su 150 vosti di-
sponibili).
I corsi frequentati dagli ap-
prendisti sono gratuiti: i gio-
vani debbono acquistare a
condizioni di particolare fa-
vore le dispense che riassumo-
no le nozioni culturali impar-
lite.
Per l’addestramento pratico
degli avvrendisti la Scuola di-
spone di 22 reparti, moderna-
mente organizzati ed attrezza-
ti per accogliere i giovani dai
14 ai 16 anni destinati ai prin-
cipali mestieri della metal-
meccanica, attraverso corsi
biennali e triennali.
Attualmente la Scuola è fre-
quentata da circa 400 giovani,
impegnati per 11 mesi all'anno
e per 44 ore alla settimana in
attività teorico-pratiche.
Gli insegnamenti sono distri-
buiti in otto ore al giorno, con
un breve intervallo fra le le-
zioni antimeridiane e quelle
pomeridiane, escluso il sabato
pomeriggio ed i giorni festivi.
Durante l'intervallo, gli ap-
prendisti consumano il pran-
zo nel locale della mensa ed
hanno la possibilità di riceve-
re una minestra calda nella cu-
cina funzionante presso la
Scuola.
Gli insegnamenti teorici im-
partiti in ogni tipo di corso,
sono principalmente i seguen-
ti: disegno tecrico, tecnologia,
matematica, nozioni di fisica e
meccanica, cultura varia e ci-
vica, educazione fisica e reli-
gione; tali insegnamenti sono
affidati ad ingegneri, tecnici
ed altro personale altamente
qualificato e ben preparato.
Però l'insegnamento fonda-
direi Rm
Î
Î
acta ig dici RF
mentale, tipico della Scuola, è
l'insegnamento pratico in offi-
cina. Questo insegnamento è
preponderante rispetto alle al-
tre discipline. L'apprendista
all'ultimo anno di corso arriva
a permanere in officina 32 ore
sulle 44 settimanali,
L'addestramento pratico è
impartito da istruttori alta-
mente qualificati e di grande
esperienza poichè provengono
dall'industria ed hanno rice-
vuto una particolare formazio-
ne didattica per l'educazione
dei giovani.
L’attrezzatura delle officine
è assai completa: alle macchi-
ne preesistenti, talune delle
quali furono poste fuori uso,
sono stati aggiunti 30 torni pa-
ralleli, 24 fresatrici universali,
6 rettificatrici, 1 alesatrice, 1
trapano ed altre macchine
utensili di vario tipo. Vanno
segnalati i nuovi impianti
eseguiti per il migliore poten-
ziamento della Scuola: salda-
tura elettrica ed ossiacetileni-
ca con 24 posti di lavoro. fon-
deria con 12 posti di lavoro e
due forni fusori, falegnameria,
modellisti ed elettricisti.
Ogni cualvolta è possibile,
l'apprendista esegue dei lavo-
ri utili in sostituzione delle
esercitazioni preformative e
ciò conferisce al giovane mag-
gior fiducia nelle proprie ca-
pacità.
Tutte le esercitazioni vengo-
no valutate con un metodo par-
ticolare: ogni lavoro viene esa-
minato infatti in base alla
precisione, al modo con cui è
stato eseguito, alla presenta-
zione dell'oggetto finito ed al
tempo che l'apprendista ha im-
piegato per eseguirlo. Ad ogni
elemento controllato viene as-
segnato un punteggio che può
essere anche diminuito qualo-
ra non vengano rispettate le
prescrizioni di lavoro. In que-
sto modo l'apprendista è invo-
gliato ad accumulare più pun-
ti in suo favore ed ha la sod-
disfazione di sentirsi giusta-
mente apovrezzato.
Il personale della Scuola
concorre a creare nell’ambien-
te scolastico il buon clima do-
ve si consolidano i caratteri
dei soggetti viù delicati, per-
chè non tutti gli apprendisti
hanno una vita facile; talvolta
occorre confortare ed aiutare
anche economicamente qual-
cuno di loro. I casi particolari
vengono tenuti presenti e se-
guiti con delicata sensibilità.
Un assistente sociale della
Scuola visita periodicamente
le famiglie degli apprendisti,
consente alla Scuola di veni-
re incontro alle più immediate
esigenze dei più meritevoli le
cui famiglie versano in stato
di bisogno, e soprattutto con-
sente di effettuare i desidera-
bili accertamenti nell’ambien-
te e sulle persone che hanno
cura dei giovani, sulla situa-
zione familiare, che, se tem-
pestivamente conosciuti, forni-
scono spesso preziose indica-
zioni di cure particolari atte
a produrre sul giovane il mi-
glior sforzo educativo.
Presso la Scuola funziona
inoltre un servizio sanitario -
psicotecnico - sociale, che cu-
ra in modo continuativo l’as-
sistenza dei giovani dall’am-
missione ai corsi, alla destina-
zione ai mestieri,
Nel 1952 il Ministero del la-
voro e della previdenza socia-
le affidò alla Scuola il compito
di iniziare un’altra importan-
tissima attività da svolgersi a
livello nazionale: la formazio-
ne degli istruttori.
Nel breve periodo di due
anni la Scuola attuò il Centro
Nazionale Formazione Istrutto-
ri (CNFI) avvalendosi del-
l’aiuto tecnico degli esperti
del Bureau International du
Travail, che, insieme ai tec-
nici italiani, seppero imprime-
re a tutte le attività del centro
un impulso veramente fecon-
do.
Nei primi cincue anni di vi-
ta, il CNFI, con due cicli di
attività per anno, ha prepara-
to circa 80 istruttori, reclutati
per concorso fra gli operai al-
tamente qualificati ed in pos-
sesso di adeguato livello tec-
nico-culturale.
Ai frequentatori del corso
viene corrisposto un assegno
giornaliero ed un premio al
conseguimento del diploma.
La formazione dell’istrutto-
re, basata principalmente sul-
la preparazione didattica, vie-
ne curata da personale specia-
lizzato con metodi moderni di
insegnamento,
Il CNFI dispone di quattro
sezioni: aggiustaggio, freseria,
torneria, rettifica, alle quali
verrà aggiunta, nel mese di
settembre, la sezione per l’elet-
tronica e, nel prossimo anno
scolastico, la sezione per l’elet-
tromeccanica.
Per mancanza di spazio, la
presidenza della Scuola è co-
stretta a rinviare lo sviluppo
del piano programmatico del
CNFI, approvato dal Ministe-
ro del lavoro sin dal 1955; è
auspicabile che la Scuola di-
sponga presto di altre aree
sulle cuaii dovranno sorgere
gli impianti per le nuove se-
zioni in programma.
I risultati ottenuti dalla
Scuola, apprezzata anche in se-
de internazionale, confermano
che il problema della forma-
zione professionale può essere
risolto, cuando le soluzioni
vengono affrontate, senza tra-
scurare nessun elemento che
concorre al buon esito della
iniziativa.
Fra le altre attività della
Scuola, sono da segnalare i
corsi di mualificazione e riqua-
lificazione per adulti, attuati
dal CNFI in parallelo con i
corsi di formazione istruttori,
frequentatissimi ad ogni ciclo;
nell'ultimo ciclo, su 30 posti
disponibili, si sono presentati
circa 90 concorrenti.
L'aumentato numero di do-
mande è da mettersi in rela-
zione ai buoni risultati otte-
nuti dagli allievi operai nei
precedenti corsi di formazione.
Sono inoltre da segnalare i
corsi di specializzazione in sal-
datura per ingegneri e periti
industriali, diretti dall’Istituto
italiano della saldatura; i corsi
di aggiornamento e di perfe-
zioramento organizzati dalla
Scuola per conto di alcune
aziende genovesi; i corsi di
istruzione tecnica per appren-
disti giovani lavoratori ed al-
tri corsi di istruzione profes-
siorale svolti nelle ore serali.
Il funzionamento della Scuo-
la è articolato in cinque ser-
vizi principali: didattico am-
ministrativo, tecnico-commer-
ciale, officina, CNFI.
Alla direzione della Scuola
spetta il compito di presiedere
e governare le attività scola-
stiche rispondendone ad un
consiglio di amministrazione,
nel cuale sono rappresentati:
il Ministero del lavoro e della
previdenza sociale (principale
finanziatore dei corsi), il Mi-
nistero del tesoro, il Consorzio
della istruzione tecnica, le
aziende industriali ed il Con-
siglio dei sindaci.
L'insieme delle attività
svolte dalla Scuola nei suoi
primi otto anni di esercizio,
hanno convinto tecnici ed
esperti. La impossibilità di po-
ter accogliere un maggior
numero di apprendisti, di al-
lievi istruttori e di adulti pro-
venienti dalla disoccupazione
generica, preoccupa la presi-
denza della Scuola che vor-
rebbe attuare al più presto il
raddoppio dei posti di lavoro
in base al piano di amplia-
mento per il quale è stato chie-
sto, in sede internazionale, il
necessario aiuto finanziario.
A chiusura di cuesta breve
relazione, contenuta in limiti
di spazio consentiti dal nostro
tanto apprezzato giornale, ri-
volgo l’invito a tutti gli ansal-
dini di voler visitare la Scuo-
la.
Tale visita costituirà un ti-
tolo di ambito premio alle fa-
tiche di coloro che con amore
e sacrificio danno l’opera loro
alla Scuola e potrà anche ser-
vire di orientamento ai capi
famiglia pensosi per l’avve-
nire dei loro figli. Mi permet-
to aggiungere che il problema
di tanti papà è quello di su-
perare una certa resistenza ad
introdurre i figli verso attività
non intellettuali e la conse-
guente irragionevole aspira-
zione alla laurea, molte volte
del tutto errata.
La tecnica moderna, l’auto-
mazione richiedono operai
specia ati e tecnici provetti
di cui abbiamo carenza. Il
Mercato Comune dovrà assor-
bire secondo i piani elaborati,
forti alicuote di tecnici. Tan-
ti sono i dirigenti d’azienda, di
officine importanti che pro-
vengono dalle scuole profes-
sionali. Anche sotto questo
aspetto la visita alla Scuola
può essere interessante.
N. B. Domerica 28 settem-
bre e domenica 5 ottobre dal-
le ore 9 alle ore 12 la presi-
denza, i dirigenti, i professori
e gli istruttori della Scuola vi
attendono.
Giuseppe Gennaro
13
LA LOTTA CONTRO GLI INFORTUNI
L'esito del concorso |
a premi in Fonderia vana
on il 31 luglio è terminato
il 1.0 semestre del concorso
antinfortunistico a premi per
gruppi, attuato nello Stabili-
mento Fonderia secondo le
norme pubblicate nel n. 5 di
quest'anno de « L'ansaldino ».
Il concorso ha suscitato, co-
me si desiderava, l'interessa-
mento e l'emulazione dei lavo-
ratori, e ha dato risultati che
si possono definire veramente
buoni.
Si è infatti realizzata com-
plessivamente una riduzione
del 23% rispetto al numero di
infortuni verificatisi come me-
dia mensile negli anni 1956-
1957.
I premi in palio erano previ.
sti in:
L. 5.000 pro capite per il
gruppo che avesse ridotto gli
infortuni di almeno il 50%.
L. 3.000 pro capite per il
gruppo che avesse ridotto gli
infortuni di almeno il 30%.
Ben quattro gruppi hanno
raggiunto o superato la per-
centuale di riduzione del 50%.
Essi sono:
Gruppo MODE - Gruppo
SBAV/GHIS - Gruppo MAN -
Gruppo GHIV-ANIME.
I primi due gruppi hanno
ottenuto una riduzione del
715%; i secondi due una ridu-
zione del 50%,
A conclusione del primo se-
mestre di gara, la Direzione, a
titolo di liberalità e per ben
sottolineare l’importanza che
viene attribuita al problema
degli infortuni, ha deciso, in
via del tutto eccezionale, di
assegnare 4 premi anzichè 2
come previsto dal regolamen-
to. Perciò hanno ricevuto il
primo premio gli appartenenti
ai gruppi MODE e SBAV/GHIS
e il secondo premio gli appar-
tenenti ai gruppi MAN e GHIV/
ANIME.
1 premi sono stati assegnati
a 254 operai e impiegati d'’of-
ficina per un totale di lire
904.000.
In pratica, un lavoratore su
tre ha avuto un premio.
Venerdì 8 agosto, il Direttore
dello stabilimento, con una
breve e cordiale cerimonia te-
nuta nel locale della mensa, ha
comunicato ufficialmente i ri-
sultati del concorso e si è con-
gratulato con le maestranze
per l'interessamento portato
alla gara. Ha invitato inoltre i
lavoratori a mantenere e mi-
gliorare le posizioni raggiunte.
Visti i buoni risultati realiz-
zati nel primo semestre di ga-
ra, è stato deciso di effettuare
il concorso anche per il seme-
stre 1.0 agosto 1958 - 31 gen-
naio 1959, lasciando immutati
i principi del regolamento e
apportando solo qualche leg-
gera modifica alle cifre che
rappresentano i traguardi da
raggiungere.
La partecipazione
dell’ Ansaldo
alConvegno di Trieste
Recentemente si è tenuto a
Trieste il « Convegno naziona-
le cella prevenzione infortuni
nel!e costruzioni navali », sotto
la presidenza del dott, Moli-
nari, Presidente dell’ « Ente
Nazionale Prevenzione Infor-
tuni ».
Al convegno, che è il primo
di una serie sulle varie specia-
lizzazioni, sono intervenuti i
rappresentanti delle principali
aziende cantieristiche nazio-
nali. L'Ansalde ha inviato il
Capo dell’ispettorato per la
prevenzione degli infortuni
ing. Salomone, gli ingg. Bi-
sacchi e Prato del Cantiere di
Sestri, l'ing. Marras del Can-
tiere di Muggiano, il perito
industriale Bassetti Mazzini
del CMI, che hanno presen-
tato interessanti e approfon-
dite relazioni. L'ing. Arduini
del Cantiere di Livorno, non
avendo potuto partecipare per-
sonalmente, ha inviato per
iscritto la sua relazione, Alle
discussioni è intervenuto inol.
tre l'operaio Pisasale del Mec-
canico, inviato dalla Confede-
razione Generale Italiana del
Lavoro.
Alla fine del convegno è sta-
ta formulata una mozione con-
elusiva articolata sui seguenti
punti: a) intensificare l'adde-
stramento e l’educazione an-
dun Pintta quamanai tanto
tinfortunistica dei lavoratori
di ogni grado; b) stimolare
l'attività degli operai, specie
di coloro che fanno parte dei
Comitati di Sicurezza, affin-
chè il loro contributo sia ve-
ramente fattivo; c) promuove-
re iniziative per lo studio del-
l'adattamento dei ponteggi al-
le costruzioni navali in modo
che rispondano alle norme di
sicurezza e alle effettive esi-
genze del lavoro: d) promuo-
vere studi per una normaliz-
zazione degli attrezzi elettrici
portatili e dei filtri ottici per
il lavoro di saldatura; e) in-
sistere nella ricerca di solven-
ti e sostanze coloranti che non
diano luogo ad emanazioni
dannose durante la manipola-
zione, l'applicazione e durante
i lavori con fiamma.
Premiati a Livorno
gli ansaldini
donatori di sangue
Gli ansaldini livornesi dona-
tori di sangue sono stati recen-
temente premiati al Cantiere
« Luigi Orlando » in riconosci-
mento della loro opera umani.
taria a favore della cittadinanza
I premi sono stati distribuiti
dal Vice Presidente dell’ALVS
(Associazione Livornese Volon-
taria del Sangue) prof. Salva-
tore De Renzi e dal Direttore
del Cantiere ing. Ascenso Mau-
ceri.
Medaglie d’oro;
derani, Dina Boni, Giovanni Fi.
nocchietti, Marino Gioia, Dino
Lenzi, Gino Parrini. Giovanni
Pernice, Cesarina Pagani, Bruno
Questa, - Medaglie di vermeille:
Otello Barsi, Gino Biagini, Gio-
vanni Bini, Giovanni Bruno,
Giulio Bonfanti, Unico Barghi,
Alberto Calvani, Oreste Calò,
Spartaco Del Bene, Antonietta
Dell'Ara, Ardelio Frilli, Lido
Gabrielli, Corrado Graziani, Ed-
da Maffei, Mario Migliacci, Ar-
duino Pavolini, Alessandro Pet-
tinelli, Amato Picozzi, Mario
Romiti, F. Rosellini, Umberto
Ricci, Ivo Sannino, Piero Zace-
cagna, Gino Zanobetti,
Luci:
putin ITETTTTRZINITI SIUIIODIIAARHVAVOORA AVATI VIA
Per interessamento della Direzione del Cantiere di Sestri si è svolta, in occasione della festa di S. Alberto,
la tradizionale gara alle bocce fra i rappresentanti dei varî reparti, per l'assegnazione della < Coppa can-
tiere navale», I giocatori premiati sono stati otto e | premi sono stati consegnati dal Direttore del Cantiere
TTI
n
Domenica 7 settembre, qualche minuto prima del varo della turbo-
”, di cui riportiamo la cronaca in altra
cisterna " Ginevra Fassio
parte del giornale, una bambina di otto anni di nome Antonietta,
figlia del palombaro Domenico De Santis del Cantiere di Sestri,
è salita sul palco d'onore per offrire un mazzo di fiori alla signora
Jole Fassio, consorte del cavaliere del lavoro ing. Ernesto Fassio,
La bambina ha accompagnato il gentile gesto comunicando che
qualche ora prima la sua casa era stata allietata dalla nasci
ta di una sorellina, che il padre avrebbe chiamato Ginevra in
omaggio alla nave per la quale aveva collaborato alla sistemazione
dell'avanscalo, Questa felice coincidenza ha commosso la signora
° Fassio e i presenti, che hanno espresso i migliori voti augurali
per la neonata, Nella fotografia si vede il palombaro Domenico
De Santis che, felicissimo, stringe al petto la sua piccola Ginevra
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ingegner Boero, presenti l'ingegner Pazzano, Il dottor Schiavo Lena, il dottor Bianchi e il signor E
14
Il varo del “Cantarena,,
Nella mattinata del 10 set-
tembre è stato calato in mare
al Cantiere di Sestri, per mez-
zo di un pontone galleggiante,
il rimorchiatore « Cantarena »
(costr. 1572) costruito sulla
banchina per conto della no-
stra stessa Società. A poca di-
stanza è già a buon punto un
altro rimorchiatore uguale; le
due unità sostituiranno i vec-
chi rimorchiatori « San Fran-
cesco » e « Santa Caterina »
ormai in demolizione.
La cerimonia del + varo >»,
piuttosto movimentato per lo
scorrimento di una braga ma
risoltosi bene, è avvenuta in
forma intima ed è stata aperta
dal Parroco di San Francesco
di Sestri, don Gaggero, con la
rituale benedizione. Erano pre-
senti il Direttore Centrale ing.
Franco Cristofori, il Direttore
del Cantiere di Sestri ing.
Gianandrea Boero, gli altri di-
rigenti del Cantiere e una rap-
presentanza di dipendenti.
Un particolare significato
all'avvenimento è stato dato
dalla scelta della madrina nel-
la persona della signorina Mi-
na Dagnino, da quarant'anni
impiegata all'Ufficio segrete-
ria del Cantiere di Sestri e
prossima a lasciare la nostra
Azienda. Questa scelta, che
premia l’appassionata e fedele
opera di una impiegata model-
lo, era stata suggerita dal sig.
Ettore Recchi al nostro gior-
nale da qualche mese, ed
ora ha potuto essere realizzata
dall'Ansaldo, che ha molto
gradito l’invito, dettato da no-
bili sentimenti.
Ecco le caratteristiche del
rimorchiatore « Cantarena »:
lunghezza fuori tutto, m. 18,80;
funghezza fra le perpendico-
lari, m, 16; larghezza massima
fuori ossatura, m. 4,10; altez-
za, m. 2,32; immersione media
m. 1,90; potenza dell'apparato
motore, cav, 150: velocità, no-
di 8,50.
La madrina del « Cantarena » sig.na Mina Dagnino
entrata recentemente in
servizio presso una banchina
dell'“OARN» di Genova un nuo-
vo tipo di gru portuale, pro-
gettato e realizzato dal nostro
stabilimento CM.L
Questo nuovo modello è stato
to in sostituzione dei vee-
chi tipi a braccio retrattile o a
pantografo, che sono ormai su-
perati per la loro complessità e
costo, Comunque prima di ab-
handonare il vecchio tipo e lan
ciarne uno nuovo, molto si è
discusso e studiato in quanto si
desiderava mettere a punto una
macchina che avesse tutti i pre-
gi di quelle dei concorrenti, non
ma che ne
svanta
er
‘olo, celiminasse gli
gi.
Il primo risultato di
tudio è appunto la
dell" OQARN » da 6
metri di
brevetto
n. 556073
questo
nuova gru
tonn, a 22
realizz
Oggioni
sbraccio,
Ansaldo
a su
Questa gru è del tipo a brac-
cio rialzabile ed è dotata di tut.
ti quei dispositivi che ne fanno
una macchina modernissima €
completa. Il gruppo che rappre-
senta una vera novità è quello
relativo al movimento del brac-
cio, Il peso proprio del braccio
è equilibrato da una zavorra
scorrevole lungo la parte supe-
del pilone girevole della
gru. Il carico che si aggancia
alla gru non perturba l’equili-
brio del braccio, in quanto un
ticolare cinematismo bre-
vettato consente al gancio, du-
rante il movimento angolare del
braccio stesso, di percorrere
un'orizzontale, per cui il carico
appeso restitui.
riore
non assorbe nè
sce energia,
A differenza di quanto si ri
scontra nelle gru dei concorren-
ti, questa orizzontalità è otte-
nuta con un sistema assni sem
plice e che non impegna il ca-
vo di sollevamento in rinvii
più o meno numerosi, Questi
rinvii, oltre ad abbassare il
rendimento del complesso di
sollevamento, aumentano l’usu-
ra della fune e non consentono
l'applicazione della benna a
quattro funi, tanto che norm:
mente, per le gru a benna, la
maggioranza dei costruttori de-
ve ripiegare sulla costosa gru a
braccio retrattile, Col sistema
Ansaldo - Oggioni » le gru per
servizio a benna potranno es-
sere realizzate con molta sem-
plicità e a prezzi inferiori,
Un altro vantaggio che si
ottiene col nuovo
quello di avere, nei confronti
delle gru similari, una minore
oscillazione pendolare del cari.
co agli sbracci corti, in quanto,
an mano che il
sistema è
braccio si al
la puleggia di estrema vola-
che è scorrevole
scende
ta,
stesso,
lunghezza
braccio al
iunghezza
il comando e la
lungo lo
diminuendo la
libera di fune dal
carico. Questa minor
facili grandemente
sicurezza della
manovra,
Lo spostamento del br:
comandato da pistoni
i quali consentono una ande
dolcezza di movimenti e una
ande precisione nella mano»
vra. L'applicazione del comando
idraulico a una gru del genere
ha posto dei problemi di parti-
colare difficoltà, che sono stati
brillantemente risolti,
Il sistema di rotazione della
gru è pure completamente di.
verso da quello adottato in
passato, e consiste nello scari-
care il peso della parte girevole
della gru su un cuscinetto siste.
mato su una traversa del portale
ru da banchina
e sul quale
girevole,
appoggia il pilone
Il pilone è munito di quattro
rulli girevoli su un piano oriz-
zontale che rotolano su
pista circolare, solidi
castellatura del portale,
è pure sistemata la
mi Alle prove, questo ti-
po di rotazione è risultato scor
revole e soddisfacente
tutti gli aspetti
Ed ceco le caratteristiche del
nuova gru; portata al ;
tonn. 3/8 mass. dal
centro dj rotaz., m, 22; sbracecio
una
cre.
glera.
sotto
1
a
gancio,
sbraccio
min. dal centro di rotazione,
m, 8; interasse del b'narione di
scorrimento, m, 8,220; d'slivello
ruote di scorrimento, m. 7,430;
corsa del gancio sopra il piano
di banchina, m, 27; corsa totale
del gancio, m. 34; velocità di
sollevamento al 1° con carico di
3 tonn., m, 60; velocità di
levamento al 1° rico di
è tonn,, m. 30; velocità di varia-
zione braccio al V, m. 45; velo.
cità di rotazione al 1", giri 1,5;
velocità di scorrimento al 1’
m. 21; totale, 100 tonn.
circa.
sol.
con
peso
La storia dell’ “Airone”
S i è spento recentemente a
al valor militare Alberto Ban-
fi, capitano di corvetta. Caso
forse unico nella storia della
nostra Marina Militare, egli
per primo fu al timone del-
l’« Airone Il =» e — dopo che
vi si erano alternati altri uf-
ficiali — ne fu l’ultimo coman-
dante. Al suo ricordo è dun- |
que indissolubilmente legato
quello della torpediniera af-
fondata nella tragica notte del |
12 ottobre 1940.
Chi ha seguito le nostre rie-
vocazioni di navi costruite al-
l’Ansaldo — dal «Pueyrredon»
al «Nisshin», al «Cristobal Co-
lon» — ricorderà come, di tan-
to in tanto, ci siamo lasciati
prendere dalla commozione.
E’ inevitabile che questo ac-
cada a chi conosce e ama le
navi come solo possono cono-
scerle e amarle coloro i quali
le vedono nascere sullo scalo,
e crescere, e prender vita
giorno per giorno, ora per ora.
Con un tuffo al cuore e con
un irrefrenabile moto di orgo-
glio, quanti di noi hanno escla-
Roma la medaglia d'oro |
mato, in un porto qualsiasi: È
« Quella è la tal nave! L'ho
vista nascere, in qualche pun-
to del suo scafo v'è il segno
del mio lavoro »? E quanti di
noi, badando a non farsi scor-
gere (coraggio, diciamolo pu-
re: non c'è di che vergognar-
si!), hanno pianto sulla fine,
prematura o meno, di una «no-
stra. nave?
Non è vero, lettori? Ma il
discorso sta per portarci lon-
tano; noi volevamo dire sol-
tanto che questa volta abbiamo
ricostruito la storia dell’« Ai-
rone » attraverso il racconto
fattoci da un ansaldino, di cui
taciamo il nome per suo de-
siderio espresso, che — imbar-
cato su quella nave — ne ha
vissuto fino in fondo la tra-
gica avventura, riportandone
una nen lieve infermità.
La sera dell’11 ottobre 1940,
dunque, l’« Airone », capo di
una squadriglia composta dal-
+ Ariel », dall’« Alcione » e
dall’. Aretusa » (che mancava
perchè ferma a Messina per
riparazioni), ebbe ordine di
intercettare assieme alla
squadriglia dell’« Artigliere »
— un convoglio inglese scor-
tato, nelle acque del canale di
Sicilia.
All'una di notte, avendo la
luna alle spalle (il che con-
sentiva di vedere senza esser
visti) , l'« Airone» avvistava
l’inerociatore inglese « Ajax »
La torpediniera « Airone > fotografata all'ingresso del « Mar Piccolo » di Taranto
e — portatosi sul fianco de-
stro di quest’ultimo senza far-
si scorgere e senza rispondere
alle segnalazioni luminose con
cui, all'ultimo, gli inglesi ten-
tavano di prendere contatto,
credendola una loro unità —
lanciò quattro siluri all’indi-
rizzo dell’* Ajax : che, però,
riusciva fortunosamente ad
evitarli.
Fu allora che Banfi ordinò
di aprire il fuoco contro la
nave nemica, con i pezzi da
100: i quali danneggiarono
molto seriamente il pur co-
razzato « Ajax », che però, con
i suoi pezzi da 152 e grazie
ancora alla distanza ravvici-
nata, colpiva sul fianco sini-
stro, verso poppa, l’« Airone ».
La nostra torpediniera in bre-
ve divenne una torcia e af-
fondò con la gemella « Ariel »,
anch'essa colpita a morte.
Banfi, ferito alla schiena, e
tuttavia lucido e tranquillo,
ordinò il «si salvi chi può >;
quindi, con un sangue freddo
eccezionale, settò in mare ad
uno ad uno i corpi dei morti
e dei morenti (la loro tomba
doveva essere l’acqua, non il
fuoco!) e attese, impassibile,
la fine. Senonchè uno scoppio,
forse dovuto al contatto delle
lamiere infuocate con l’acqua
gelida, lo lanciò lontano. Potè
aggrapparsi ad ‘un relitto e
resistere; e alla fine fu lui a
dover organizzare, addirittu-
ra, il salvataggio dei superstiti
della battaglia, dimostrando la
tempra del suo eroismo in 36
lunghissime ore di pietosa e
tragica odissea.
L'equipaggio deli’. Airone »
era stato decimato, e i super-
stiti erano tutti più o meno
seriamente feriti. Molti furono
gli episodi di solidarietà uma-
na € bello sarebbe anche poter
ricordare la storia di « Rò », il
cane portafortuna della nave;
ma di ciò parleremo un'altra
volta.
La storia dell’» Airone » era
cominciata su di uno scalo
del Cantiere di Sestri, donde
la torpediniera scese in mare
il 23 gennaio del 1938. Lunga
81,4 metri, larga 7,9, con 2,4
metri di immersione e 679 ton-
nellate di dislocamento, era la
seconda unità delia nostra Ma-
rina Militare che prendeva no-
me dalla costellazione dell’Ai-
rone. Aveva due eliche, azio-
nate da due gruppi di turbine
(2 caldaie), che imprimevano
alla nave una velocità di 34
nodi, sviluovando una poten-
za di 19.000 HP. Era infine ar-
mata con tre cannoni da
100/47 mm., due mitragliere
antiaeree, cuattro lanciasiluri
da 450 mm., due lanciabombe
ed era attrezzata per la posa
e la sistemazione delle mine.
Venne allestita in soli quat-
tro mesi al Molo Giano e di
qui parti nel maggio del 1938
(con circa 140 uomini di equi-
paggio). Come capo-squadri-
glia portò a termine due se-
zioni di « scuola - comando »
con base ad Augusta. Il 9 apri-
le del 1939 fu inviata a pro-
aianin
LMDEMINA Nt IRORHAVAtonaTAHH At aobiAARA ALDERO PRAIA
anninttne
teggere lo sbarco delle truppe
a Santi Quaranta; e qui cadde
uno dei suoi marinai, il secon-
do capo furiere, medaglia
d’oro.
Quindi divenne nave dipar-
timentale del Regio Corpo
Truppe Coloniali con base a
Tripoli. Dallo scoppio del con-
flitto all’affondamento portò a
termine oltre 18 missioni di
guerra, tra cui ricordiamo le
cinque missioni di scorta ai
pescherecci adibiti al rastrel-
lamento dei cavi sottomarini
sul tratto Malta .- Gibilterra,
le due di scorta per la posa
di sbarramenti offensivi, le
quattro per ricerca a rastrello
degli avvisi-scorta, le cinque
di scorta ai convogli veloci,
quella di appoggio ai MAS
per agguato nelle acoue di
Malta e le due di ricerca not-
turna di unità nemiche a nord
e a levante di Malta.
Cosa resta oggi di quella
notte, ossi che anche i mo-
delli dell’. Airone » e del-
1'« Ariel » sono andati distrut-
ti? Abbiamo sotto gli occhi
giornali dell’epoca, copertine
di settimanali. Molti parlano
minuziosamente della batta-
glia e riportano un'intervista
del comandante Banfi che, de-
gente in ospedale, assicurò che
« nulla al mondo può egua-
gliare l’ardimento dei nostri
marinai ».
Ma il tempo ha fatalmente
cancellato quei ricordi dalla
mente dei più.
Erano le due e trenta quan-
do la battaglia terminò e le
tre e qauarantuno quando lo
scafo dell’« Airone » scompar-
ve per sempre. In mezzo a
fiamme, relitti e nafta resta-
vano solo pochi valorosi. I soli
che non dimenticheranno mai.
emlos
“La sfida”
È protagonista del film,
interpretato da Josè Jua-
rez, è un volitivo giovinot-
to, con molta iniziativa e
pochi quattrini. Un giorno
però gli viene un'idea, che
risolve secondo i canoni di
un semplice problema di
aritmetica. In campagna la
verdura ai contadini viene
pagata, diciamo, 40 lire. Ai
magazzini generali si ven-
de, diciamo, a 180. La dif-
ferenza, pur considerando
il trasporto e altre spese,
« eh! eh! è grossa assai >».
Quindi decide di farsi pre-
stare i soldi da uno stroz-
zino, andare in campagna
con due camions affittati,
comprare la merce, portar-
la in città, rivenderla, re-
stituire i soldi più l’interes-
se, pagare i camions e te-
nersi « il resto ».
Il sistema sembra sem-
plice ma non lo è: i conta-
dini, uno dopo laltro, si
rifiutano di vendergli la
merce. Perchè? Perchè han-
no paura di Salvatore Ajel-
lo. Chi è Salvatore Ajello?
Il capo della « camorra »,
una fitta rete che copre
tutta la campagna, divisa in
singole « zone d’influenza »
dove i camorristi fanno i
prezzi e gli acquisti.
A farla breve, il nostro
giovanotto, grazie alla sua
iniziativa e alla « faccia du-
ra » riesce ad entrare a far
[LDONAVAVORIODURV ALMA DImgDda nat iAtuma POMTTAA
cannranantannann
Buattint
ITTTTTTIUT
DODHTIVNNIRIRIEDOT TAN VKIDORENALAANAGBEMMRATAHHAP0O
parte della « camorra» e
orricchisce rapidamente. Si
compra la radio, il televi-
sore, il frigorifero, un lus-
suoso appartamento nei
quartieri nuovi, e sposa la È
bella ragazza dei suoi so-
gni, interpretata da Rossa-
na Schiaffino,
Ma la « camorra » ha del
le rigide leggi interne che
vanno rispettate: i pomo-
dori non vanno raccolti
prima di una settimana, per
far salire i prezzi. Il « no-
stro » decide di caricare lo
stesso, ma quando arriva ai
magazzini generali dopo
una sequenza degna del mi-
gliore film gangsteristico
alla « Chicago », la puni-
zione della camorra lo rag-
giunge, con un proiettile
sparato da Salvatore Ajello.
Così il giovane volitivo
che si è fatto « camorrista »
per farsi una bella vita e
sposare la sua ragazza, fi-
nisce cadavere sul freddo
cemento dei magazzini ge-
nerali.
Magnifico film diretto dal
giovane Francesco Rosi, al
suo primo lungometraggio.
C'è la lezione del grande
film « gangster » americano,
c'è quella del neo-realismo
italiano (specie di Germi)
ma si sente anche Verga e
Capuana.
Naturalmente ogni riferi-
mento a cose e persone rea-
li è puramente casuale.
IL PORTOGHESE
SH ADTANIPERMAORAVAVAROMOVAVTAIRIIELNTA AA DESIIET IVANA NOBOIBONTAAAEIOLT
VT AVAVVIRIIIUNTIDAVKNGEBIBCA MAN HABIRIRERANH MALO
IPDMMIEIETNIA TAM MAO0APETANA MEHR HA
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SEZIONE
MOTORISMO
Successo del 3° motoraduno del varo a Sestri
Il *Galeoncino elisabettiano” vinto dal Dopolavoro Fiat
La dotazione dei premi del motoraduno
In occasione del varo al Can-
tiere di Sestri della turbocister-
na « Ginevra Fassio » di 31.500
t.d.w., costruita per conto delle
Società riunite di navigazione
« Villain & Fassio e Compa-
gnia Internazionale di Genova »,
la «Sezione motorismo » del
Dopolavoro aziendale Ansaldo
ha indetto, domenica 7 settem-
bre, il «3.0 motoraduno del
varo » per l'assegnazione defini-
tiva di un magnifico trofeo con-
sistente in un modello del ga-
leone inglese « Elizabeth » del
15 avente le seguenti dimen-
sioni: lunghezza em. 81, altezza
em. 85 (scala Il modello
è stato costruito dal signor Gino
Sella di Sestri Ponente e messo
cortesemente in palio dalle So-
cietà armatrici della « Ginevra
Fassio »,
Quantunque quest'anno la ma-
nifestazione non abbia ottenuto
il medesimo grandioso succes-
so registrato nell'edizione prece-
dente (lo scorso anno in occa-
sione del varo della turboci-
sterna «Agrigentum», oltre 2.000
concorrenti parteciparono al mo.
toraduno), i dirigenti del Dopo-
lavoro ed i loro collaboratori
possono essere ugualmente sod-
disfatti per il successo organiz-
zativo arriso a questo « 3.0 mo-
toraduno del varo », al quale
hanno partecipato oltre seicento
centauri, che sono tornati alle
loro sedi soddisfatti e carichi
di premi, Alle 7 è iniziato l’af-
flusso di centinaia di tifosi del
motore, che hanno atteso impa-
pazienti l’arrivo dei primj moto
clubs provenienti da varie lo-
calità dell’Italia settentrionale,
sostando nell'ampio piazzale del
bocciodromo sestrese di Villa
Maria in via Merano. Nel pome.
riggio ha avuto luogo la pre
miazione che, grazie ai non in-
differenti sforzi degli organiz
zatori, ha potuto essere assai
cospicua per i contributi offerti
dalle massime autorità cittadi-
ne, ditte ed enti varî, Quest'an
no perciò vi sono stati premi
per tutti, vinti e vincitori, s0-
dalizi classificati nelle diverse
graduatorie e concorrenti sin-
goli.
Ecco le classifiche e i premi
relativi:
Classifica « A>:; 1)
elisabettinno », dono delle Società
Riunite di Navigazione « Villain &
Fassio e Compagnia Internazionale
di Genova» al «Dopolavoro Fiat» di
Torino (punti 68996); 2) « Coppa
Lambretta » della Socletà « Inno-
« Galeoncino
centi» al Moto Club «Pozzi» di
Paderno (punti 22.560); 3) « Coppa
le i & Figlio» al Moto Club
i> du Vercelli (punt
4) < Coppa Di Konzo lir-
rena > al Moto Club « Clemencich »
di Monza; 5) «Coppa CUNI» al
Moto Club « CEAT >» di Torino; 6)
«Coppa Del Bono » al Moto Club
di Vigevano; 7) « Coppa Del Hono »
al Moto Club « Lambretta » di Ge-
nova,
Classifica « B >: 1) « Coppa Dire-
zione Generale Ansaldo » al Moto
Club di Arcore; 2) « Coppa Me.
diterr a >» al Moto Club « OARN 1;
3) « Coppa Sindaco di Genova > al
Moto Club « Croce d'Oro >» di Sam-
pierdarena; 4) « Coppa E. Garro-
ne » al Moto Club « Olubra >» di Ca-
stel Giovanni; 5) «Coppa OfM-
cine Canti > di Saronno al < Vespa
Club » di Genova; 6) « Coppa Del
Bono » al Moto Club Savona; 7)
« Coppa Dopolavoro Ansaldo - Se-
zione motorismo » al Moto Club di
Sestri Ponente.
Classifica « © >:
1) Coppa « Can-
tiere Navale Ansaldo » al G, S. « Mo-
>» di Bologna; 2) « Coppa An-
saldo Meccanico» al Moto Club
€ Bussoleno »; 3) « Coppa C.M.L > al
Moto Club « MV » di Podenzano; 4)
« Coppa CEAT >» al Moto Club di
Treviglio; 5) «Coppa Dopolavoro
Ansaldo - Sezione motorismo » nl
Moto Club « Ghia » di Milano; 6)
< Coppa Del Bono > al Moto Club dj
Quarto dei Mille; 7) « Coppa Dopo-
lavoro - Sezione motorismo » al Mo-
to Club di Genova Fegino,
Ed ecco i premi speciali:
Gruppi militarizzati: « Coppa
Shell Italiana > ai Vigili Urbani di
Genova; < Coppa Presidenza Pro-
vincia di Genova » alla Polizia Stra-
dal?
Classifica per marche: « Coppa
Bagliani > al Moto Club < QARN »
di Genova per il maggior numero
di « Vespa >; « Coppa Moto Gilera >
al Moto Club « Arcore » per il mag-
gior numero di « Gilera >»; < Coppa
Hoggia - Guzzi>, al Moto Cliub
« Fiat >» di Torino per lil maggior
numero di « Guzzi >; « Coppa Do-
polavoro Ansaldo » al «< Lambretta
Club » per il maggior numero «li
< Lambretta »; < Coppa Meccanica
Verghera » al Moto Club « M.V. » di
Podenzano per il maggior numero
di «MV»; «Elica di bronzo An-
saldo Fonderia» al Moto Club
« Olubra >» di Castel S. Giovanni per
il maggior numero di « Ducati ».
Classifica per Dopolavoro: « Cop»
pa ENAL Provinciale di Genova »
al Dopolavoro « Fiat » di Torino per
il gruppo più numeroso; « Coppa
ENAL Provinciaie di Genova > al
Dopolavoro Ferrovieri di Bologna
per la maggiore distanza percorsa;
Targa ENAL Provinciale di Geno-
va» al Dopolavoro «Fiat» per il
maggior numero di passeggeri
Sono stati inoltre assegnati i se-
guenti premi: medaglia d'oro della
< Mobiloil Italiana » al Moto Club
« Fiat» per il maggior numero di
partecipanti; medaglia d'oro della
Camera di commercio di Genova
al Moto Club « Mean & Frigerio » di
Arcore secondo classificato per il
numero di partecipanti; « Coppa LI
nea "C" di Navigazione » al Mo-
to Club « Fiat » per il maggior nu-
mero di signore e signorine; meda-
glinne d'argento FMI al Moto Club
< Clemeneich » di Monza per Il
gruppo più numeroso con migliore
\equipaggiamento; « Coppa Azari»
al Moto Club «OARN>» di
per il gruppo più
Provincia di Genova;
Consorzio nutonomo
Genova » al sig,
« grande invalido » del Moto Club
« Clemencich » di Monza; targhe
della < Sezione motorismo > del I
polavoro Ansaldo sono state a:
gnate ni sigg. Luigi Pizzorno (più
anziano), Franco Dagnino (più gio-
vane), Amelia Goldoni (più anzia-
na), Angela Giaccardi (più giova
ne), Pietro Perfetti (radunista iso-
lato proveniente da più lontano).
Alla « Croce Verde » di Sestri Po.
nente è stata assegnata una coppa
per il servizio prestato.
Genova
numeroso della
«Targa del
del Porto di
Franco Pennati
SIZIONE TURISMO
Un’ altra gita all’ Elba
Allo studio una gitaa Roma
Per ragioni tecnico-organizza-
tive non è stato possible accet-
tare tutte le domande di parte-
cipazione alla gita all'isola d'El.
ba del 28 settembre
Si informano pertanto gli in-
teressati che la « Sezione turi-
smo », onde esaudire coloro che
ne sono stati esclusi, organiz-
zerà una gita bis nella prossima
primavera.
Intanto la Sezione va studian-
do l’organizzazione di una gita
a Roma, che verrà effettuata dal
l.0 al 4 novembre e di cui ver-
rà data comunicazione median-
te man!festi,
SEZIONE MUSICA
Riapertura dei corsi
di solfeggio, pianoforte
fisarmonica e canto
Il 1.0 ottobre prossimo, presso
la sede di Sampierdarena, via
Achille Stennio 5/1 (tel. 41959),
saranno riprese le lezioni di sol.
feggio, pianoforte, fisarmonica e
canto.
Oltre a coloro che hanno pre-
so parte al corso 1957-58, posso-
no partecipare tutti gli iscritti
al Dopolavoro ed i loro fami-
gliari, dietro versamento della
quota mensile di L. 400,
Le iscrizioni si ricevono pres.
so la Segreteria di sezione, dal
15 al 30 settembre.
SEZIONE !ICACCIA
Battute in Lomellina
La «Sezione caccia » sta or-
ganizzando due battute in Lo-
mellina, La prima avrà luogo
nella seconda quindicina di ot-
tobre e sarà dedicata alla cac-
cia alle allodole con civette e
specchietti, la seconda si farà
nella prima quindicina di no-
vembre e sarà dedicata ai bec-
caccini,
Per informazioni rivolgersi
alla segreteria di sezione via
Sestri 32/2, Genova Sestri, al
mercoledì dalle ore 21 alle 22,30.
SEZIONE ATTIVITA MONTANE! 7}
Vendemmiata sociale
La Vendemmiata sociale »
che avrebbe dovuto aver luogo,
come annunciato nel numero
scorso, il 21 settembre, si farà
invece il 5 ottobre a Castelletto
d'Erba, dove già l’anno scorso
ebbe un ottimo successo, in so-
stituzione della gita alle Alpi
apuane.
Nel corso della manifestazio-
ne saranno organizzati giochi a
premi per grandi e piccini, non-
chè un ballo campestre, Il pro-
gramma dettagliato è in visione
presso le portinerie di Stabili.
mento.
Abbonamenti ridotti per
Anche per il corrente anno
calcistico il Dopolavoro Ansaldo
provvederà ad effettuare gli ab-
bonamenti, con pagamento in
cinque rate mediante trattenute
sulle competenze mensili, per la
« Sampdoria » e per il Genoa
Poichè i b'glietti d'ingresso allo
stadio subiranno adeguati au-
menti, le Società calcistiche
hanno ritoccato anche i prezzi
degli abbonamenti.
In via del tutto eccezionale
ai soci del Dopolavoro Ansaldo
verrà praticato uno sconto del
3%. I prezzi, comprensivi del
fondo soccorso invernale, sono i
seguenti; Gradinate normali:
« Sampdoria » lire 7.800, « Ge-
l're 8.800, - Gradinate ri-
noa »
dotte (mutilati, ragazzi, signo
re): « Sampdoria » lire 4.000,
« Genoa » lire 4.500. - Distinti
normali: « Sampdoria » lire
16.000. « Genoa » lire 18.000,
Distinti ridotti (mutilati, ragaz:
zi, signore): « Sampdor'a » lire
8.000, « Genoa » lire 9.000, - Tri-
buna normale: « Sampdoria »
“Sampdoria” e “Genoa”
lire 27.000, « Genoa » lire 30,000
- Tribuna ridotta (mutilati, ra-
gazzi, s'gnore): « Sampdoria »
lire 13.500, « Genoa » lire 15.000,
- Solo numerato di tribuna:
« Sampdoria lire 9.000, « Ge-
noa » lire 10.000.
Gli abbonamenti sono validi
anche per gli incontri amiche-
voli e per il campionato cadetti.
Le richieste di abbonamento do-
vranno essere presentate ai de-
legati di stabilimento.
Della agevolazione di cui so-
pra potranno godere anche co-
loro che presenteranno doman-
da di iscrizione al Dopolavoro.
Fotegrafie in visione
SI ricorda agli interessati che
le fotografie scattate al Teatro
« Eleonora Duse >» in occasione
della consegna delle borse di
studio Ansaldo ni figli dei di-
pendenti, e a Casella in occasio-
ne della <« Ciliegiata sociale >,
sono ancora in visione presso In
Segreteria del Dopolavoro, via
Achille Stennio 5/1 a Sampler-
darena (tel. 41959),
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Prove e consegna
della “Sicilmotor ”
(continua da pag. 3)
iniziativa che l'ha indotta a pro-
gettare © costruire un motore di
grande potenza impiegando i più
moderni sistemi di sovralimenta-
zione,
ing. Gino Luzzatto, Dirigente
all'Ufficio Progetti Navali dell’ An-
sal... l risultati delle prove della
« Dicilmotor » si possono definire
sorprendenti, specialmente per quan-
to riguarda l'assenza di vibrazioni
e la velocità conseguita.
ing. Agostino Mari, Consulente
della « Italnavi », Fra le molte na-
vi che ho assistito nella costru-
zione e alle prove, debbo ritenere
che la « Sicilmotor » possa consi-
derarsi una delle migliori, sia per
lo scafo che per tutti gli arreda
menti e la sistemazione dell'appa-
rato motore. Infatti questa costru-
zione rappresenta ancora una volta
il risultato di un lavoro condotto
dai dirigenti e dalle maestranze del-
l'Ansaldo con quel criterio tecnico
e quella pratica affinati in tanti
anni di esperienza; pertanto mi au-
guro che unità di questo tipo pos-
sano ancora essere costruite dal-
l'Ansaldo in quanto ciò conferme-
rebbe la mia affermazione. Questa
motocisterna, gemella nello scafo
ad altre unità costruite nel Can-
tiere di Sestri, ha un apparato mo-
tore Diesel che ha superato super-
bamente le prove, e con grande
vantaggio rispetto all'apparato mo-
tore a turbine, tenuto presente il
basso consumo di combustibile e ii
ridotto personale richiesto per l'as-
sistenza. Penso che i tecnici di
tutta Europa, durante le prove di-
mostrative in mare che saranno fat-
te il 15 corrente, avranno la dimo-
strazione dell'efficienza, della sem-
plicità e dell'economia di questo
apparato motore che sviluppa la
sua potenza con dodici cilindri in
linea sovralimentati.
Cap. Giovanni Ingrassia, Ispet-
tore delle Compagnie del Gruppo
Lauro. Il comportamento dell’ap-
parato motore della « Sicilmotor »
è risultato magnifico e in partico-
lare esso si è dimostrato pratico ed
economico, suscitando il vivo in-
teresse degli armatori. Penso che il
motore sovralimentato, dopo la
prova di oggi, abbia superato or-
mai quel punto oltre il quale ci
si avvia verso altre numerose ap-
plicazioni. In quanto allo scafo,
costruito con tutti gli accorgimenti
tecnici, è la riprova della lunga
esperienza navale dell’Ansaldo, e io
so quanto gli scafi costruiti dalla
vostra Società siano apprezzati da-
gli esigenti tecnici inglesi.
Com.te Alberto Beretta, Capita»
no d'armamento dell'Ansaldo, co-
mandante della nave alle prove.
Nulla da eccepire circa il compor-
tamento di questa bella nave. La
manovrabilità è risultata ottima ed
il comfort completo. data l'assenza
di vibrazioni.
Cap. Costantino Caorsi. Capo
della Sezione Montagrio Apparati
Motori del Cantiere di Sestri. L'ap-
parato motore ha funzionato in
modo perfetto in ogni sua parte,
con molta soddisfazione dei tec-
nici della @ Fiat » e della « Ital-
navi ».
* * *
Sabato 1 settembre alle ore 12,
presso la Direzione Generale del-
l'Ansaldo, è avvenuta la cerimo-
nia della firma dei documenti per
la consegna della « Sicilmotor » al-
la Compagnia di navigazione « Si-
cilnaviglio » di Palermo. Hanno
firmato il dott. Leo Zunino Pro-
curatore della « Fiat », il com.te
Eugenio Genta Amministratore
della « Sicilnaviglio », il nostro
Direttore Centrale ing. Amedeo Ca-
saccia e il Direttore del Cantiere
di Sestri ing. Gianandrea Boero.
18
Sono nati
10 giugno: CALOGERO, di Felice
Chiarenza (Can) e di Maria Turco
- 21 giugno: MARIO TOMASO, di
Giacomo Ricci (Fon) e di Assunta
Piana - 29 giugno: ROBERTO, di
Emilio Bianchini (Mec) e di Paoli-
na Ferrari - 6 luglio: MAURA, di
Alfredo Micheli (Mec) e di Jolanda
Perelli - 8 luglio: ELDA, di Renato
Mazzarelli (Mec) e di Maria Pilon
- 11 luglio; MASSIMO, di Ivo Allori
(Liv) e di Emilia Misuri - 13 lu-
glio: RITA, di G. B. Barabino (Cmi)
e di Salvatrice Cantaro + 15 luglio:
DANILA, di Francesco Bracco
(Mec) e di Mirella Priarone - 7
luglio: GUIDO, di Ugo Jotti (Can) e
di Rita Lunetti . 22 luglio: MAS-
SIMO, di Silvio Riso (Mec) e di
Giovanna Russo - 23 luglio: MAURI.
ZIO, di Walter Musso (Can) e di
Angela Valente; MARCO, di Giullo
Cavalli (Dig) e di Rosalia Gallo -
26 luglio: MARCO, di Luciano Ira)!
(Mec) e di Carla Piaggio - 27 lu-
glio: FABRIZIO, di Stefano Fran-
chini (Can) e di Adele Lombardi
= lo agosto: PATRIZIA, di Nilo
Pachetti (Liv) e di Marisa Tost -
2 agosto: ALESSANDRO, di Anto-
nio Canu (Cmi) e di Iride Picchi -
3 agosto: ROSSELLA, di Mario Bet.
tini (Can) © di Maria Costantino -
5 agosto: DANIELA, di Romano Gia.
gnoni (Mec) e di Armanda Berti -
8 agosto: FABIO, di Mauro Arin-
ghieri (Liv) e di Maria Della Mo-
Nica - 9 agosto: GIUSEPPI ei
Lino Graziano (Cmi) e di Caterina
Pittaluga; CLAUDIO, dl Rinaldo Bo,-
la (Can) e di Francesca Sbarbaro
- 10 agosto: FRANCESCO, di Giusep-
pe Ardini (Mec) e di Emma Pit-
taluga - 14 agosto: OTTORINO, di
Fernando Ferrini (Liv) e di Enrica
Lottini; MARCELLA, di Salvatrice
Rispoli (Dig) @ di Bruno Malara -
15 agosto: GIOVANNA, di Nicolò
Pedevilla (Can) e di Angela Pic.
cardo - 17 agosto: ROSSANA, di
Renzo Tuo (Mec) e di Graziella
Vianello,
A tutti | piccolissimi ansaldini ed
ai loro genitori | nostri auguri più
fervidi,
Si seno sposati
19 maggio: Vittorio TAGLIASAC-
CHI (Mee) con Vittorina Bernasco-
ni - 1,0 giugno: Piero SCOTTO
(Liv) con Anna Maria Manetti
7 giugno: Gino VILLA (Mec) con
Irene Durante - 15 giugno: Gian
Franco MARZI (Liv) con Lina S'-
monwetti: Benedetto CASARINO
(Cmi) con Rosa Parodi - 22 gi»
gno: Giovanni NICOTRA (Cmi) con
Marcellina Mantero . 2 agosto: Gin.
seppe OLIVIERI (Can) con Fiore].
la Carlini - 3 agosto: Luciano ME
LINO (Mec) con Giuseppina Bore
li; Gino LEVERATTO (Can) con Ce-
lestina Guasti - 9 agosto: Enzo
CORTESIA (Can) con Laura Moro
- 10 agosto: Narciso DELLEPIANE
{Mee) con Italia Gastaldo; Franco
PROSPERI {Mec} con Anna Goggi;
Antonio AGRONE (Cmi) con Maria
Pruzzo; Domenico GATTI (Can)
con Margherita Gamalero; Carlo
DEGLI ESPOSTI (Can) con Maura
Varvello; Ugo FINI (Can) con Ofe-
lia Regano - 11 agosto: Bartolomen
CADENELLI (Can) con Carla Vec-
chio . 14 agosto: Gino MARZOCCHI
(Can) con Norma Civera - 16 ago-
sto: Luigi MANCINI (Mec) con Ma.
ria Gardini - 14 agosto: Carmine
BUONO (Can) con Marianna Guer-
rino - 30 agosto: Virgilio LIMON-
GELLI (Can) con Annunziata Lom-
bardo; Achille VECCHIATTINI (Can)
con Delfina Baroni - 31 agosto: Gi.
no BILLIA (Can) con Olga Fossa.
Agli sposi i nostri vivissimi nu-
guri.
IIUIITTKIIBHTVIVRINETABIARITROCBUKERTBAVKRIBITMNINTIBTIKRODRKNaKtRtWnKnonnattare
Atti di onestà
L'operaio Luigi Camoirano
del Cantiere di Sestri, rinve-
nuto un portafoglio con denaro
a bordo della motocisterna
« Sicilmotor », rintracciava im-
mediatamente il proprietario e
glie lo consegnava.
o è =»
L'operaio Bruno Camerlen-
ghi del Cantiere di Sestri, rin-
venuto nello svogliatoio un
anello d'oro, si affrettava a
consegnarlo all'Ufficio Vigilan-
za affinchè fosse restituito al
proprietario.
Segnaliamo a tutti. con vivo
compiacimento, gli atti di one-
stà dei sigg. Camoirano e Ca-
merlenghi.
Pensioni di guerra
Ricordiamo agli
per poter usufruire del nostro
servizio, occorre compilare je
schede in distribuzione presso i
corrispondenti di stabilimento.
interessati che,
ELVINO CASANOVA. Facciamo s2e-
guito alla comunicazione apparsa
sul numero 12-13 per informarLa
che il Comitato di liquidazione ha
approvato i due progetti conces-
sivi e il Ministero del Tesoro, con
suoi Decreti in data 30-7-1958, ha
deciso favorevolmente. Pertanto.
con il Decreto n. 289669 Le verrà
liquidato un assegno rinnovabile di
B.a Ctg., con decorrenza dall'1-2.
1958 fino al 31-1-1960. Con il De-
creto n, 2896636 Le verrà liqui-
data una indennità « una tantum >
pari a due annualità di 8.a Cig.
il periodo dal 1952 al 1954. ll pri-
mo Decreto è passato al Servizio
pagamenti per l'emissione del ruo-
lo, mentre il secondo passerà alla
Ragioneria Centrale per }e Pensio-
ni di Guerra, che provvederà di-
rettamente alla liquidazione della
indennità «una tantum >». Con tl
prossimo numero contiamo di dar-
Le gli estremi di trasmissione al-
l'Ufficio pagamenti.
TERESIO GIANNECCHINI. A con-
clusione di quanto detto sul nu-
mero 14 del nostro giornale, Le
comunichiamo che il Servizio pa-
gamenti del Ministero de] Tesoro
ha trasmesso jl ruolo di iscrizione
n. 5768443 (Pos. Pag. n. 8120765)
all'Ufficio Provinciale del Tesoro di
Genova il 25-7-1958, con elenco
n, 16, per la liquidazione dell’as-
segno rinnovabile di B.a Cig. - Tab.
C - con decorrenza dal 7-8-1957 e
fino al € agosto 1959
LUCIANO SOMMOVIGO, in riferi-
mento alla precedente comunica»
zione apparsa sul numero del l.0
agosto, Le comunichiamo che il Co.
mitato di Liquidazione ha approva-
to il Progetto concessivo a Suo
favore relativo ad una indennità
«una tantum >». Il Ministro de] Te-
soro con suo Decreto n. 370149 del
30-8-1958 ha dato parere favorevo-
le, Ora il Decreto è passato alla
Ragioneria centrale per le Pensioni
di Guerra, che dovrà provvedere
direttamente alla liquidazione della
suddetta indennità. Dato il gran
numero di mandati di pagamento
da espletare, trascorrerà ancora
molto tempo prima che Le giunga
l'avviso di riscossione.
DUIBTNRLIRUBDISRINDIBRITRIVITAVIHITKOTOTKFOIRIOKINBANPOCRIANTAROPEDESTANKbNTAREE
Laurea
Iì sig. Roberto Romano, fi-
glio del Capo sala del Cantiere
di Sestri Generoso Romano, si
è recentemente laureato.in me-
dicina e chirurgia presso la
Università di Genova discu-
tendo brillantemente una tesi
sperimentale con cavie per de-
terminare l'azione del corti-
solo sul muscolo, relatore il
prof. Lorenzo Antognetti, Di-
rettore dell'Istituto di clinica
medica. La commissione ha as-
segnato all'esaminato la vo-
tazione massima di 110 con
lode e medaglia d’argento ed
ha concesso l'autorizzazione a
pubblicare la tesi.
Al neo dottore, già vincito-
re di numerose borse di studio
di 1.0 grado Ansaldo, e a suo
padre giungano le nostre più
vive felicitazioni.
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l'Ansaldo. Rivolgersi ai nostri
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Acidi nel motore? Certo: la combustione
ne lascia giorno per giorno una notevole quan.
tità nei cilindri. I loro effetti sono dannosi:
quando il motore è fermo corrodono il metallo
e, quando è in moto, ne accentuano l'usura.
Ecco perchè è indispensabile un lubrificante
che neutralizzi gli acidi a mano a mano che sì
pericolose come l'attrito e gli sbalzi di tem.
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al
l’olio per tutte le temperature
Caro Ansaldino,
possiedo una modesta « Lam-
bretta» che mi serve quasi
esclusivamente per venire a
lavorare; la curo con amore e
con passione affinchè mi si
conservi il più a lungo possi-
bile, dato che il compraria mi
è costato non lievi sacrifici. AI
Cantiere di Sestri esiste un po-
steggio per motocicli (portine-
ria operai) in cui le meto sono
parcheggiate senza alcun or-
dine; ne consegue che, alla
sera, uno si trova la propria
motocicletta con la pittura
scrostata, o peggio con para-
fanghi e lamiere piegate. lo
personalmente ho già speso
circa 2000 lire per i danni su-
biti.
Di questo stato di cose non
faccio appunto alla Direzione,
ma a noi possessori di moto-
cicli, che non siamo ancora
tanto civili da considerare le
cose altrui con il rispetto che
si usa per le cose proprie.
A conclusione di quanto so-
pra, e nell'intento di ovviare
in parte agli inconvenienti la-
mentati, propongo che vengano
nuovamente tracciate le stri-
scie per terra, onde delimitare
lo spazio che deve occupare
ciascuna moto, e, se è possi-
bile, prolungare verso ponente
il posteggio mediante la co-
struzione di una tettoia.
Grazie dell'ospitalità.
FRANCESCO SOMMARIVA
(CAN)
Ci siamo interessati di quan-
to proposto presso la Direzione
del Cantiere di Sestri, la qua-
le, riconoscendone la fonda-
tezza, ha senz'altro accolto il
suggerimento per quanto ri-
guarda la tracciatura delle
strisce sul pavimento del po-
steggio, eseguita dal servizio
manutenzione durante le fe-
rie. Non è possibile invece,
per molte ragioni, prolungare
il posteggio e costruire una
nuova tettoia.
RELTUBIKBNIIRITNZIARBIRORTNBKVETNSKBHECIVRATORIPETHATAVGLINELKRHVINIORKKOTAKENKEI
*_.° n “”
Rivista “Zena
ÈE' stato messo recentemente In
vendita in tutte le edicole il 1,0 nu-
mero della rivi « ZENA >, tri.
mestrale della Liguria in dialetto
genovese, diretta dal giornalista Et-
tore Balbi
La rivista
torità e personalità
pone di tener vivo nel mondo è
nome di Genova e della Liguria.
conservando e diffondendo la par-
cui hanno aderito au-
liguri, sl pro-
lata della nostra gente, raggruppare
attorno
ziative è
intir
ad essa it fiorire delle ini-
rivolgere una parola più
tutti quei liguri che, in
all'estero, sanno ancora
ersi per la nostalgia della
a a
loro te
Il primo fascicolo, con copertina
n colori cd lliustrazioni deì pittore
Zambelli, contiene scritti di Govi,
Margutti. Cavassa, Fiorita, Bassana,
Petrucci, Guglietmino e di altri fra
È più noti scrittori e giornalisti del.
Ja Liguria,
I NOSTRI CONCORSI
Lera gneenano,
eos 0®*T
la —
dire, entro il 15 ottobre
RISULTATI DEL CONCORSO PRECEDENTE |.
N signore in alto a sinistra ha compiuto un lungo viaggio e si è fatto fotografare nel costume caratte-
ristico di ognuno dei cinque Paesi attraversati. Per partecipare al concorso i lettori dovranno saperci
il nome dei cinque Paesi e inviare le soluzioni corredate di nome, cognome,
numero di cartellino e sigla dello stabilimento di appartenenza,
guenti premi: 1) due lenzuola con federe ricamate; 2) un lenzuolo con federe ricamate; 3) un servizio
di tovaglie per sei persone; 4) e 5) due scatole ciascuno di cacao « Perugina».
felin DIG (vince un servizio di to-
La soluzione del concorso pub- Vaglie per sei persone); dal 4) al
blicato nel n. 12-13 del 15 luglio - 13) Carlo Priarone della DIG, Do-
Lo agosto. è la seguente: « La po- menlco Peruzzo del CAN, Tullio Bo-
sizione del veliero alla fine dej adeo della DIG, Gerolamo Rossi
viaggio è data dalle coordinate 7P del SAU, Ezio Barbieri del MEC,
Tra | numerosi lettori che hannn Maria Luisa Gili della FON, Enzo
inviato la risposta e i, Jl sor- Orlandini di LIV, Luigi Bruzzone
teggio (effettuato presso lo stabili- del CMI, Amabile Cosani del MEC,
mento Meccanico alla presenza ai Giuseppe Rafusa î MEC (vincono
testimoni) ha favorito | seguenti ‘inscuno una cop del libro «la
signori: 1) Ottorino Lanza della saldatura elettrie 4) e 15) RI-
DIG (vince una valigia); 2) Maria ta Clerici del CMI, Aldo Terrile del
Ferrando del MEC (vince un ferro MEC (vincono ciascuno due scatole
elettrico da stiro); 3) Aldino Mari «
ti cencao Perugina »)
di
decima
N sig. Sirio Ricusati del Cantiere
mente il secondo
per i Lavoratori»
alla
questo
posto
con
quadro
conquistato recente.
de « La Gazzetta
Vecchia Livorno >.
Livorno ha
mostra d'arte
intitolato
Sono
in palio, per sorteggio, | se-
VINZITDRI EDEL} CONCORSO;
“BATTUFMA DI CACCIA”
Alessandro di
n sig.
pendente dello stabilimento Mecca.
nico, fotografato presso la Redazione
Golferenzo,
de « L'ansaldino > col fucile da
caccia automatico «Breda», che ave-
va vinto nel concorso «Battuta di
cnccia» realizzando 408 punti.
MEMENTO
Mario CERVELLIN
di 52
nico,
to assunto nel
glie e due figli
anni, dipendente del Mecca-
deceduto Il 4-8-1958. Era sta-
1937, Lascia la mo-
Bruno CANIATO
di 57 anni, dipendente del Mecca-
nico, deceduto il 5-8-1958, Era sta.
to assunto nel 1924. Lascia la mo-
glie e una figlia
Teresio MASSARA
di 51 annî, dipendente del Mecca.
nico, deceduto ll 5-8-1958, Fra sta-
to assunto nel 1942, Lascia la mo-
glie e un figlio,
Stefano CARLI BALLOLA
di 53 nanni, dipendente del Can-
di Sestri, deceduto Ul 6-8.
Era stato assunto nel 1949,
la moglie e un figlio.
Pellegro UGHETTI
di 49 anni, dipendente del Can-
tiere di Sestri, deceduto ll 25-8-
1958, Fra stato assunto nel 1942,
Lascia la moglie e tre figli
Santo BOTTINO
anni, dipendente
i, deceduto
Era stato assunto nel
la moglie,
di
58
fel Servizi
27-8-1958.
1945. Lascia
Ai famigliari le commosse condo-
glianze de « L'ansaldino >.
Fratelli
PAGANO
Tipografi Editori dal 1797
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LACREMA © LA LOZIONE PREFERITA
CHE TIDA QUESTA ETERNA GIOVINEZZA?
ISPOSE QUELLA SPLENDIDA DAMINA,
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Uno dei due bracci port elica \
della T/n “Leonardo da Vinci”
4
- extracted text
-
ansaldino
QUINDICINALE CEI DIPENDENTI DELL' ANSALDO
La Tje “Ginevra Fassio” alla vigilia del E PASTI VITTI I
vedono le poppe della T/c “British Light” OCCIn «Leonardo da Vinci”
lPansaldino
VUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL'ANSALDO
»
EDITO DALL'ANSALDO S.p.A.
*
Responsabile: Lorenzo Rebora
Redazione: Via Fieschi, 10-11
Genova
sommario
2 PROVE E CONSEGNA DELLA
“SICILMOTOR"*
4 FOTOCRONACA
5 SCENDE INGMARE LA “GINE
VRA FASSIO”
6 PANORAMA AZIENDALE
8 LASCUOLA INTERAZIENDALE
APPRENDISTI DI CALCINARA
"di Giuseppe Gennaro
9 UOMINI ALLA CONQUISTA
DEL CIELO di |. b.
0 STORIA DELLA NAVE di Lucio
Bozzano
NOTE DI VIAGGIO DI UN
ANSALDINO di Pietro Leonardi
à
12
14 LA LOTTA CONTRO GLI IN.
FORTUNI
15 IL VARO DEL “CANTARENA"
- NUOVA GRU DA BANCHINA
16 LA STORIA DELL'“AIRONE” |
. di emlos
17 DOPOLAVORO
19 «L'ANSALDINO" RISPONDE
Corrispondenti di Stabilimento :
DIG: Lucia Diamante MEC:
Spartaco sardini, Giuseppe Ro-
vegno » CAN: Graziano Merlano
CMI: (Voltri) Dina Pasquino;
(Fegino) Aurelio Maggiolo - FON:
Michele Montesoro - SAU:
geppe Sardi - MUG: A
LIV: Dino Dazzi - COKE
Orlandi ROMA: Mario
.
Lo _
Spedizione in abbonamento po-
stale gruppo Il *
gratuito ai dipe pensio-
Stampato nella Tipografia
no, Via Monticelli, 11 *
Fotoincisioni A. Ceriale, Via Lan-
franconi, 43 * Pubblicità SIRA,
Piazza delle Vigne, 6
Trib. di Genova n, 298
mento |
Prove e consegna della
la più grande motocisti
iovedi 4 settembre ha cifu
tuato le prove contrattuali a
pieno carico la piu grande
moiccisterna Gtaliana « una delle
piu grandi aci monao, la « Dicii-
metor » di 31,050 «nnellate di
portata lorda, ordinata ail Ansalco
il 17 ottobre 1956 dalia docieta
di navigazione « dicilnaviglio » di
Palermo, impostata al Cantiere di
Sestri il 18 maggio 1957 coi nu-
mero di costruzione 1528 e varata
il 23 marzo scorso. E° gemella. a
parte l'apparato motore. di dieci
turbocisterne già consegnate dalla
nostra Società (« Mina D'Amico »,
« Argea Prima », « Mirafiores »,
« Purfina Italia », «Fina Canadà»,
« Italia Martelli Fassio », « Are-
tusa », « Mirador », « Elios»,
« Polinice ») e di due attualmente
in allestimento (« Felce » e « Gi-
nevra Fassio »).
Siamo partiti alle 7,15 dalla
Calata Olii Minerali del porto di
Genova e, al traino dei due rimor-
chiatori « Ancona » e «Norvegia»,
ci siamo diretti all'imboccatura di
levante, uscendo in mare aperto
alle 7,30. A bordo sono presenti
per la parte armatoriale l'Ammini-
stratore della Sicilnaviglio e Di-
rettore della « Italnavi » com.te
Eugenio Genta, il consulente ing.
Agostino Mari, il comandante de-
signato della nave Aristide Toma-
tis. il direttore di macchina desi-
gnato Mariano Indelicato; per la
« Fiat - Grandi Motori » il Diret-
tore principale ing. Roberto De
Pieri; per il « Registro Italiano
Navale » l'ing. Di Macco, l’ine.
Canepa e il cav. Innocenti. per
l’«American Bureau» il signor Van
Riper, il signor Lemmi, line.
Scotto; per il « Lloyd's Register »
l'ing. Grasselli e il sirnor Follo;
prr la « Vasca Navale » l'ing. Ci-
mino; per l'Ansaldo il Direttore
del Settore Esercizio Navale ing
Cristofori, il Direttore del Cantie-
re e Direttore delle prove ine
Gianandrea Boero con il V. Diret-
tore ing. Pazzano. il Direttore del-
l'Ufficio Progetti Navali ing. Ron
gier con ! Dirigente ing Luzzatto,
il Direttore Commerciale Navale
ing. Casaccia, il Capitano d'arma-
mento Alberto Beretta. il Dirigente
all'Ufficio Studi caldaie marine del
Meccanico ing. Parodi, i Capi se-
zione del Cantisre di Sestri cap.
Caorsi per il montaggio apparati
motori, sig. Arecco per gli impian-
ti elettrici, ing. Giribaldi per l'al-
lestimento e il coordina-
erano inol-
apo
mento ing. Bruzzo. Vi
trà, quali ospiti graditissimi, il
Console Generale degli Stati Uniti
a Genova signor David Maynard e
un gruppo di studenti universitari
deil'Associazione « Il Convegno ».
Cominciamo subito a navigare
con i: nostri mezzi. con mare ralmo
e assenza di vento, Lungo l'aspra
costa ligur? c'è una ieggera foschia,
che però non disturberà il riiievo
dei tempi sui traguardi di Portofino
e Punta Chiappa della consueta
base di 6 030 metri e mezzo. La
nave è alla sua terza uscita in ma-
re: infatti il 30 agosto ha fatto le
prove preliminari ce il 2 settembre
le prove ufficiali a mezzo carico.
Oggi è sua massima immer-
sione. al limite del bordo libero
estivo, Il dislocaminto corrispon-
dente è di 41.670 tonnellate,
Per due ore e mezza la « Si-
cilmotor » sembra vagare senza
meta sull: acque, mentre la scia si
svolge in una figura geometrica
senza nome. Ma alle dieci l’asse
longitudinale della nave combacia
perfettamente con la rotta da se
guire in « base », e alle 10,08
scattano i cronometri dei tecnici
radunati in plancia: cominciano i
rilievi dei tempi, i cui risultati
tutti attendono e vedremo il
perchè — con estremo interesse.
Alla fine dei rilievi, effettuati
su quattro coppi? di corse, il com-
portamento della nave si può così
riassumere: nodi 16.59 a 129,15
giri al minuto, 16,64 a 130,15
giri, 16,17 a 124,8 giri, 15,:8 a
116 giri. La potenza sviluppata
dell'apparato motore e, in media.
di 14.000 cavalli.
Questi risultati sono stati e sa
ranno oggetto di molta attenzione
da part? dei progettisti, dei costrut-
tori e degli armatori. Infatti è la
prima volta che. in Italia, una nave
cisterna delle dimensioni delia « Si-
cilmotor » viene dotata di un mo-
ter? di propulsione Diesel. Per far
ciò si è dovuto concedere maggiore
spazio al locale macchine, dato
l'ingombro del motsre principale.
i detrimento d:i depositi di nafta
di alimento. Ma poichè questa gi
gantesca macchina consuma circa
du: terzi del carburante normal-
mente bruciato da un apparato a
turbine di uguaie potenza, è stato
possibil» ridurre il voiume dei de-
positi stessi, lasciando così invaria-
ta la poriata utile.
Alla prova di velocità sono st
guite quelle del timone e di mar-
cia indietro. Alle 17,50 mentriamo
in porto al traino dei rimorchia-
tori « Canadà », « Olanda », «Da-
mimarca » e « Iberia » e alle 18,10
siamo di nuovo ormeggiati alla
Calata Olii Mineraii. Da segnalare,
per la cronaca. il gentile gesto del-
l'ing. Mari che a nome della « Ita!.
navi » ha consegnato al segretario
del Cantiere di Sestri signor Ema-
nuelli un assegno di L. 30.000 a
favore del personale di camera il
quale, diretto dallo stesso signor
Emanuelli coadiuvato dai sigg. Fio
renzo e Straus, ha svolto un ser
vizio degno di ogni elogio
Il motore di propulsione da 14.400 Cv. della « Sicilmotor » fotografato sul banco di prova
o
“Sicilmotor”?’
rna italiana
Ed ecco ora una breve presen-
tazione della nuova unità. La mo-
tocisterna « Sicilmotor » ha |: se-
guenti dimensioni principali: lun-
ghezza fuori tutto, m. 200; lun-
ghezza fra le perpendicolari, me-
tri 188,80; larghezza massima
fuori ossatura, m. 26,20; altezza
in fianco al ponte di coperta, me
tri 13,90. L'immersione massima
dalla linea di costruzione, a pieno
carico, è di m. 10,40, cui corri-
sponde una portata iorda di 31 080
tonnellate. La capacità delle ci-
sterne da carico è di 41.500 mec.
La nave è stata costruita sotto
la sorveglianza special: del « Regi-
stro Italiano Navale», del «Lioyd's
Register » e dell'« American Bu-
reau of Shipping » per il conse
guimento della più alta classe rela-
tiva a bastimenti che trasportano
prodotti petroliferi alla rinfusa
con punto di infiammabilità al
disotto di 65° C. e per la navi-
gazione di lungo corso, E' stretta-
mente conforme alle condizioni
previste dalla Convenzione interna
zionale di Londra del 1948 per la
sicurezza della vita umana in mare
e a quelle della Convenzione di
Seattle per l'igiene e l’abitabilità
degli equipaggi a bordo, Sono state
inoltre soddisfatte tutte le prescri>
zioni vigenti presso le autorità dei
Canale di Suez e del Canale di Pa-
nama, riguardanti il trasporto e la
manipolazione di prodotti petroli
feri di ogni categoria e grado,
La « Sicilmotor » è stata costrui-
ta col sistema a due paratie longi-
tudinali stagne ed ha un ponte con
copertini inferiori, castello, tughe
al centro. cassero poppiero con so-
vrastante tuga. prora slanciata e
poppa tipo incrociatore. E' attrez-
zata con alberetto centrale, quattro
colonne di carico e un fumaiolo di
forma atrodinamica. L'apparato
motore, su una sola elica. è siste-
mato a poppa. Il ponte di coperta
si estende, senza insellatura, per
tutta la 'unchezza della nave, men-
tre il castello ha una insellatura
pronunciata. Sul ponte di coperta,
all'altezza del cassero poppiero e
del castello. è sistemata una passe
rella metallica che congiunge il ca-
stello con le tughe centrali e queste
con il cassero poppiero.
Le strutture dello scafo della
« Sicilmotor » sono in prevalenza
collegate mediante saldatura elettri-
ca. Sono collegati mediante chio-
datora gli orli longitudinali del
fasciame del fondo. quelli superiori
del ginocchio. quelli della cinta con
la sottocinta e con il trincarino e
quelli del fasciame col ponte di co-
perta. Le due paratie longitudina-
li, in corrispondenza delle cisterne
per il carico, si estendono dal fon-
do fino al ponte di coperta, in mo-
do da crear: tre serie di comparti-
menti e cioè una centrale e due la-
terali. Le paratie trasversali deile
cistern:, in numero di undici, si
estendono da murata a murata €
formano con le due paratie longi-
tudinali un complesso di trenta
cisterne.
L’apparato motore è costituito
essenzialmente da un motore
«Fiat» C 7512 S che ha le see
guenti principali caratteristiche: 12
cilindri verticali in linea del dia-
metro di 750 mm. e con corsa di
1,320 mm. ciclo Diesel a due
tempi scmplice effitto, iniezione
diretta del combustibile. reversibile,
sovralim:ntato mediante turbosof-
fianti a gas gi scarico collegate in
serie con le pompe aria di lavag-
gio, lubrificazione forzata. raffred-
damento gencralc ad acqua dolce.
E' stato prog:ttato pir una poter-
za - massima. di 14.400 _Ca a
130 giri/1'.
elettrico © alimen
ente continua e fun-
ziona alla tensione di per
i circuiti forza c di 110 V. peri
circuiti luce, fanali di navigazione
e signalazione, La corrente a 220
V. è fornita da due gruppi elettro=
geni di servizio da 650 kW. cia
scuno (motorè Diesel « Fiar» A
306 SE sovralimentato, della po-
tenza di 1.000 cav, a 450 giri/1":
dinamo « C.R.D.A »). un gruppo
elettrogeno di riserva da 525 kW.
(motore Diesel « Fiat - Mercedes
Benz » 820 B6 sovralimentato,
della potenza di 800 cav. a 1.400
giri/1": dinamo «C.RD.A.»), un
gruppo «lettroreno di emergenza
da 60 KW. (motore Diesel «Fiat»
207 da 8% cav.: dinamo «CR.
D.A. »). La corrente a 110 V. è
fornita da du» eruppi convertitori
« C.R.D.A. » da 40 kW, ciascuno.
Per il servizio del carico la nave
è dotata di due motopompe (mo-
tore Diesel « Fiat - Mercedes
Benz n 820 B6 sovralimentato,
della potenza di 800 cav. a 1.400
220 V
giri /1": pompa centrifuga « Wor-
tbhington » 10 LNS 27) e di due
clettropompe (motore elettrico
« C.R.D.A. » da 700 cav. a 1.400
giri/1': pompa centrifuga « Wor-
thingzton » 10 LNS 27). ciascuna
della portata di 1.200 mc/h e con
prevalenza di 100 m. Per i resi-
dui del carico vi sono due elettro-
pompe (motore elettrico « C.R.D
A. » da 80 cav, a 1.600 giri/1
pompa centrifuga «\Wortbington»
6 GR), ciascuna della portata di
120 mc/h e con prevalenza di 120
m. Per i vari servizi esistono altre
diciassette pompe.
Gli impianti nautici della « Si-
cilmotor » sono quanto di più
aggiornato oggi offre la tecnica. In
particolare vi sono: un trasmetti
tore per ond? medie. un trasmetti
tore per onde corte, un trasmetti-
tore di emergenza. un appara.o au-
toallarme, un ricevitore p:ir onde
medie € corte, un radiogoniometro.
un ccometro, un radar, girobussola
e giropilota.
Gli alloggi, arredati con mate-
riali di pregio e con semplice buon
gusto. sono costituiti da cinque
appartamenti (armatore, coman-
dante. direttore di macchina, primo
ufficiale, primo macchinista), otto
cabine singole per gli uffic'aii, il
pilota e una di riserva. tre cabine
doppie per gli allievi ufficiali e una
di riserva per ufficiali. quattordici
cabine singole per i sottufficiali, tre-
dici cabine a du? letti per ii bassa
forza. Nella tuga centrale vi è ui
salone comando ed una saletta di
ritrovo. nella tuga a poppa la sala
da pranzo e il fumatoio per gli
ufficiali. le mense c |: salette di sog-
giorno per i sottufficiali © per 1
comuni.
Abbiamo chiesto. ad alcune tra
le persone più qualificate presenti
alle prove, un giudizio sui risul-
tati conseguiti. ed ecco quanto ci
hanno risposto:
Gli specialisti controllano
Ing. Franco Cristofori, Direttore
Centrale. Sono lieto di trovarmi a
bordo e di aver visto funzionare
tutto per il meglio su questa nave,
alla quale mi sento legato da un
particolare ricordo. essendo stata
l'ultima unità da me varata du-
rante un periodo di due anni e
mezzo di intenso lavoro. L'ho vi-
sta partire da Sestri in una circo-
stanza che si potrebbe definire
« strana », in quanto, pur avendo
il Cantiere un carico di lavoro no-
tevole ancora per lungo tempo, la
« Sicilmotor », in seguito alle ul-
time ripetute consegne imposte dal
programma, ha lasc'ato per qual-
che giorno vuota la darsena di alle-
stimento. Fra quattro mesi però vi
saranno in allestimento già cinque
navi, la prima delle quali. la « Gi-
nivra Fassio ». sarà varata dome-
nica prossima.
Ina. Gianandrea Boero, Diretto-
re del Cantiere di Sestri, La nostra
costruzione 1528 è la più grande
metocisterna italiana e una delle
più grandi d:]1 mondo. E' impor-
tante mettere in evidenza questo
particolare oltre ch: per le ragioni
note, per i risultati più ch: soddi:
efacenti raggiunti nel ciclo di pro-
ve in mare che si conclude oggi.
Infatti. nonostante il tipo di appa-
rato motore installato su questa
nave, si è potuto constatare. an-
che attraverso rilevamenti ascai ac-
curati, che la nave in tutte le con°
dizioni di carico alle quali sono
state fatte le prove in mar:. non
ha rivelato vibrazioni di scafo de-
gne di nota. Inoltre» ie velocità
conseguite. sia nelle prov: ufficiali
di registro a mezzo carico, sia nel-
le prove a pieno carico, sono ri-
sultate superiori alle nostre asptt-
tative. Il funzionamento di tutti i
servizi è stato ottimo e possiamo
perciò affermare che anche nella
costruzione di questa nave, per
varî aspetti più complessa delle al-
tre similari a vapore, il Cantiere
di Sestri ha dato nuova prova
dell'esperienza dei suoi quadri €
della capacità delle sue maestranze.
Ing. Achille Rougier, Direttore
Centrale. Le prove della motoci-
sterna « Sicilmotor » erano attese
con vivo interesse dagli anmatori
nazionali c stranieri e, ovviamen-
re, anche dai tecnici dell'Ansaido e
della « Fiat - Grandi Motori ». 1
risultati ottenuti alle prove della
nave a pieno carico e a mezzo ca-
rico hanno dimostrato le ottime
qualità dello scafo e dell'apparato
motore, Il progetto studiato pres-
so la Direzione Generale presen-
tava non lievi difficoltà, sia nei
riguardi delle strutture. data la in
consueta concentrazione di peso
nella parte poppi:ra dello scafo che
poteva far temere il sorgere di vi-
brazioni. sia nei riguardi della ca-
rena per ottenere il conveniente as-
setto nelle diverse condizioni di
carico, Questa prima realizzazione
di una grande motocisterna «i può
dunqu: considerare pienamente
riuscita da ogni punto di vista è
si deve dare atto alla «Fiat -
Grandi Motori » dello spirito di
(continua a pag. 18)
Dante Jannone
il funzionamanto del motore durante le prove in mare
O Aron i E VEDE TR ENTO DS E TI DZ DI I
| FOTOCRONACA |
ASTE ITS TGA SIERO ODIA asa SII BAITE] na
A sinistra: costruzione, al Cantiere di Muggiano, dello scafo
di una turbocisterna da 31.500 t.d.w. ordinata dalla Società
« Messana » di Messina: la parte poppiera (in alto) e il
dritto di prora (in basso). - Sopra, dall’alto: saldatura cir-
conferenziale di corazza per mulino presso lo stabilimento
C.M.I. (è al lavoro l'operaio Gaetano Russo); la motonave
« Brennero >» in allestimento al Cantiere di Livorno. - Sotto:
l'operaio Domenico Martini dello stabilimento Fonderia men-
tre esegue la molatura di un corpo di valvola di bronzo
SCENDE IN MARE
la “Ginevra Fassio”
1 varo della turbocisterna
« Ginevra Fassio » di 31.500
t.d.w., che continua la serie di
navi adibite al trasportò di ca-
richi petroliferi infiammabili,
è avvenuto felicemente dome-
nica 7 settembre al Cantiere
di Sestri.
Erano sul nalco il Prefetto
di Genova, dott. Angelo Vica-
rij il generale Turrini, coman-
dante della zona militare: il
generale Lombardi, coman-
dante del Presidio militare; il
colonnello Celi, comandante
della Legione dei Carabinieri;
l'avv. Rossi, in rappresentan-
za del Presidente della Depu-
tazione Provinciale; l'assessore
Solari ner il Sindaco: il Primo
Presidente della Corte d’'Ap-
pello, S. E. Piras; il Procura-
tore Generale, S. E. Petrocelli;
il comandante del Porto, ge-
nerale Carnino; il console ge-
nerale di Francia dott. Mezie-
re; il generale Ruffini, Presi-
dente del Consorzio Autonomo
del Porto. Per la Società ar-
matrice (« Villain & Fassio e
Compagnia Internazionale di
Genova ») abbiamo notato il
cavaliere del Lavoro ine. Er-
nesto Fassio; i fratelli comm.
Ugo e Vittorio; il figlio dott.
Alberto; il prof. Turci, l'avv.
Sciaccaluga, il comm. Pizzolo.
Dopo la benedizione, impar-
tita dal narroco di San Fran-
cesco, don Gaggero, il nuovo
Direttore del Cantiere, ing.
Gianandrea Boero, dava le ul-
time disvosizioni e rivolgeva
quindi l’invito rituale alla ma-
drina, sirnora Adriana Fassio.
Sotto lo snlendido sole del set-
tembre mediterraneo, nel più
assoluto silenzio, si è udito di-
stintamente il secco picchiare
dell’ascia d’argento contro il
cavo di seta — ultimo tenue
ostacolo alla discesa della nave
ferma per un istante ancora
sullo scalo — e noi l’urlo fe-
stoso, giubilante delle sirene,
lo scerosciare degli applausi
della gran folla presente, men-
tre la niù giovane e la più
moderna delle nostre unità da
carico, scivolava docile e si-
curissima verso il mare.
Dopo il varo, il nostro Pre-
sidente, avv. De Barbieri, ha
rivolto brevi e nobili parole
ad Ernesto Fassio, augurando-
gli un sempre miglior avveni-
re ed ausvicando una sempre
più stretta collaborazione fra
la sua e la nostra Società.
Visibilmente commosso, e
spesso interrotto dagli applau-
si, l'ing. Fassio ha risposto:
« La nave che è scesa al ma-
re è la cuinta delle unità com-
messe dalla Società che ho
l'onore di presiedere, a questo
antico e glorioso cantiere. Fs-
sa va ad aggiungersi ad una
flotta sociale di diciotto navi
in esercizio, e sarà seguita dal-
le altre dieci in corso di co-
struzione in cuesto stesso can-
tiere, concorrendo così, quan-
titativamente e qualitativa-
mente allo svilubvo della Ma-
rina Mercantile,
In questa sempre uguale e
sempre nuova cerimonia del
battesimo d'una nave — alla
quale si accompagna la bene-
dizione divina e l'auspicio fe-
lice della madrina gentile che
ha assolto il rito — io vorrei,
Signori, che ravvisaste il se-
gno della mia fede nel perenne
divenire della nostra Marina ».
Dopo aver rilevato come, a
suo avviso, il traffico maritti-
mo costituisca uno dei cardini
dell'economia nazionale, l’ing.
Fassio ha continuato:
« Mi pare giusto e necessa-
rio affermare, da cuesto pal
co che diventa idealmente, nel
momento di un varo, la « plan-
cia » dell'azienda marittima,
che le maestranze dei cantieri
possono contare sull'armamen-
to ner la cor.tinuità di un
lavoro fecondo e creatore.
Perchè ciò non avvenisse, bi-
sognerebbe configurare l’ipo-
tesi, cui mi rifiuto, di un Pae-
se che divenisse insensibile al-
l'appello del suo destino ma-
rinaro, e di uno Stato che ve-
nisse meno ai compiti che gli
sono imposti dalla necessità
di non lasciarsi superare nel-
la competizione con le altre
nazioni marittime.
Lo Stato sotto la pressione
delle circostanze, della stam-
pa e dell'opinione pubblica, è
uscito da un antico assenteismo
e si è colla legge Tambroni —
e torna a suo onore — acco-
stato alla realtà nella politica
cantieristica.
Ma persistono le viù giustifi-
cate preoccunazioni nel mondo
armatoriale per l’intervenuta
illogica e ingiusta modifica del-
la data di decorrenza dei be-
nefici della legge che dovrà
essere ripristinata nella sua
primitiva applicazione e tenen-
do conto di un dato « elemen-
tare » della costruzione nava-
le, e cioè del materiale pre. |
fabbricato e della lavorazione
a terra colle ingentissime
esposizioni di cavitale che
comporta. Aggiungerò che il
lavoro dei cantieri è strettissi-
mamente legato a auel proces-
so di rinnovamento qualitati-
vo della fiotta mercantile, che
io ritengo improrogabile qua-
lunque cosa ne nensino colo-
ro, pochi in verità, che prefe-
rirebbero spremere ancora da
vecchie o vecchissime navi
l'ultimo succo
E' necessario che lo Stato
con una politica decisa, chia-
ra, lineare, simile a quella de-
gli altri Paesi marittimi, per-
metta allo spirito di iniziativa
e alla volontà dell’armamento
di completare l’overa di ade-
guamento della flotta mercan-
tile alle esigenze dell’imme-
diato futuro, in cui la lotta
sarà sempre più serrata e i
confronti sempre più eloquen-
ti e pericolosi.
Da parte nostra posso assi-
curarvi che non vi saranno nè
esitazioni nè indugi, se lo Sta-
to mostrerà la dovuta com-
Il Direttore ing. Boero e la madrina sig.ra Adriana Fassio
prensione e coerenza »,
La costruzione Ansaldo nu-
mero 1537 fu impostata il 7
dicembre dell'anno scorso ed
è stata costruita sotto la sor-
veglianza speciale del - Regi-
stro Italiano Navale», del
« Lloyd's Register » e del-
l'* American Bureau of Ship-
ping », al fine di ottenere la
più alta classe per nave da
adibire al trasporto di prodot-
ti petroliferi infiammabili. E’
inoltre conforme agli accordi
della « Convenzione di Lon-
dra » del 1948 ed alle prescri-
zioni per il transito attraverso
i canali di Suez e Panama.
Lo scafo, a struttura longi-
tudinale, è suddiviso in tren-
ta cisterne per il carico aventi
un volume complessivo di cir-
ca 42.000 metri cubi.
La stazione di pompaggio
principale comprenderà quat-
tro turbopombne da 850 mc/h
per il carico e due pompe
stripping da 120 metri cubi.
Solite le dimensioni princi-
pali dell'unità, e cioè 200 me-
tri di lunghezza fuori. tutto,
m. 188,80 di lunghezza fra le
perpendicolari, m. 26,20 di
larghezza massima fuori ossa-
tura, m. 13,90 di altezza al pon-
te di coperta, m. 10,30 di im-
mersione media alla portata
contrattuale dalla linea di co-
struzione, 31.500 tonnellate di
portata lorda corrispondente,
19.000 tonnellate metriche cir-
ca di stazza lorda. La potenza
massima dell’apparato motore,
a circa 114 giri al minuto pri-
mo, sarà di 16000 C. A. e quel.
la normale, a circa 110 giri,
di 14.500 C.A. In prova, con
dislocamento corrispondente
alla portata lorda contrattua-
le e con potenza normale, l’ap-
parato propulsore imprimerà
alla nave una velocità pari a
16,30 nodi,
Emiddio Loscalzo
MUGGIANO
Il prolungamento del molo Mahroussa
per una nuova banchina di allestimento
Proseguono al Cantiere di
Muggiano i lavori per il pro-
lungamento del molo « Mah-
roussa », Si tratta di un'opera
che consentirà, a lavori ulti-
mati, di disporre di una ban-
china della lunghezza totale di
metri 277.50, lungo la quale
potranno essere attraccate, du-
rante la fase di allestimento,
due navi di grande tonnellag-
gio.
Per compiere tale opera è
necessaria la posa in mare di
numerosi blocchi di cemento
armato, in gran parte già ef-
fettuata, ed un riempimento di
circa 62.000 metri cubi di ter-
ra.
Sulla nuova banchina, che
avrà una larghezza media di
60 metri e un’area di circa
8.250 ma., verrà prolungato di
25 metri il binarione già esi-
stente nella prima parte del
molo e verrà inoltre sistemata
un’altra gru elettrica. Questa
sarà a braccio retrattile, gire-
vole su portale scorrevole, con
una portata al gancio di 5
tonn, con sbraccio di 40 m. e
di 12 tonn. con sbraccio di 25
m.; lo sbraccio massimo dal
centro di rotazione è di 40 m.
e quello minimo di 12 m, La
muova gru sarà fornita di mo-
tori e apparecchiatura elettri-
ca semiautomatica.
Visite
Un gruppo di oltre venti
studenti somali, in giro d'istru-
zione in Italia, ha recentemen-
te compiuto una visita al Can-
tiere di Muggiano. I graditi
ospiti che erano accompagnati
dal sig. Gustavo Conte e da
un ufficiale della Capitaneria
di Porto della Spezia, sono
stati ricevuti in cantiere dal-
l'ing. Annaloro e da altri tec-
nici, i cuali, nel corso della
visita, hanno illustrato agli
studenti gli impianti e le lavo-
razioni più caratteristiche del-
lo stabilimento.
La M/n. « Fucinatore » in allestimento al Cantiere
Vi
di Muggiano
MECCANICO
Consegne
Il materiale più importante
spedito negli ultimi mesi e fi-
no al 30 giugno è il seguente:
Al nostro Cantiere di Mug-
giano: due caldaie principali
tipo F.W.. due surriscaldatori,
due economizzatori, parte in-
feriore cassa riduttore, gruppo
combinato per riscaldatore,
condensatore atmosferico, due
gruppi turbogeneratori da 550
kW., generatore di vapore B.
P. e turbina di A.P. per la T/c,
« Polinice «; un condensatore
principale per la T/c. « Mes-
sana »; un impianto combustio-
ne nafta, tre gruppi Diesel di-
namo da 200 kW. ed una cal-
daia Ansaldo-Clarkson a nafta
per la M/n. «La Pintada »;
un astuccio per asse port'elica
completo e 5 refrigeranti olio
ed acqua per la M/n. « Fuci-
natore ». - Al nostro Cantiere
di Livorno: un gruppo turbo-
riduttore principale, un con-
densatore principale, un astuc-
cio per asse port’elica, un con-
densatore atmosferico, due
gruppi turbogeneratori da 550
kW., due caldaie principali ti-
po F.W., due surriscaldatori,
due economizzatori, un gene-
ratore di vapore B.P. per la
T/c. «Felce»; linee d'assi
complete per le M/nn. « Bren-
nero » e « Bernina ». - Al no-
stro Cantiere di Sestri: una
caldaia a tubi suborizzontali
per la M/e. « Sicilmotor »; una
caldaia Ansaldo-Clarkson a
gas di scarico e nafta e 4 grup-
pi Diesel dinamo da 125 kW.
per la M/n. « White River ». -
Alla « Navalmeccanica » (Can-
tiere navale di Castellammare
di Stabia): una caldaia An-
saldo - Clarkson e 4 gruppi
Diesel dinamo da 125 kW. per
la costr. 620; una caldaia An-
saldo - Clarkson per la costr.
621. - Al sig. Perez Canizares
di Casablanca (Marocco): un
motore Diesel Ansaldo della
potenza di 350 HP, completo
di ogni particolare. - All'«Ilwa»
Stabilim. di Piombino): ‘un
gruppo turboalternatore An-
saldo Ljungstròm completo di
tutti i particolari. - Alla So-
cietà « S.T.T.» di Civitavec-
chia: complesso cassa olio, cas-
la Società « Gardano & Giam-
pieri » di Ancona: un motore
marino Diesel Ansaldo tipo
370/9RS, della potenza di
1.350 HP, completo di tutti i
particolari.
Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
sa turbina A.P. e particolari di
vari per la centrale termoelet-
trica da 125.000 kilowatt. - Al-
complessivamente, di
tonnellate,
CASSETTA DELLE IDEE
Le proposte del mese di agosto
Durante il mese di agosto sono state esaminate dai
comitati della « Cassetta delle idee » 112 proposte, di
cui 32 sono state premiate. Ecco il dettaglio:
MECCANICO. Proposte esaminate 101, di cui 28
premiate.
CANTIERE DI MUGGIANO. Proposte esaminate 11,
di cui 4 premiate.
L'ammontare complessivo dei premi è stato di
lire 161.500.
** *
Tra le proposte più importanti segnaliamo le se-
guenti presentate al Meccanico, che hanno avuto, nel-
l'ordine, un premio di lire 50.000 e uno di lire 20.000:
« Propone, per la lavorazione di fresatura del dorso
delle palette integrali, che normalmente viene eseguita
con portapezzo montato su fresa verticale direttamente
su banco, di montare il portapezzo sul platò girevole.
Si riscontra un risparmio di tempo del 50% circa ».
Ed ecco la risposta:
«La proposta è accettata ed è stata realizzata con
esito soddisfacente ».
** *
« Segnala che al MOTU, montaggio palette sul ro-
tore 125.000 kW, viene eseguita la foratura delle pa-
lette di chiusura quando queste sono montate in posto
e chiusa la fila con un attrezzo UTO. Poichè quest'ope-
razione è abbastanza difficoltosa, propone di forare le
cinque palette, prima di essere montate definitivamente,
con un trapano comune, tracciando la posizione del foro
durante il montaggio >.
Ed ecco la risposta:
« La proposta è stata accettata; essa ha permesso
di ottenere un discreto risparmio di tempo >».
minore entità spedito è,
4.865
| FONDERIA
Commesse e consegne
Ecco l'elenco delle commes-
se più importanti acquisite
nel mese di agosto:
— Camicie di bronzo per as-
si port'elica per le « Officine
Malvicini » di Genova.
— Bussole e barrotti per la
Società « Cornigliano » di Ge-
nova.
— Anelli di bronzo per la
Società « Fiat » di Torino.
— Getti vari di ghisa mec-
canica e di bronzo per la So-
cietà « Alfa Romeo» di Mi-
lano.
— Eliche di bronzo al man-
ganese per la Società « Costa »
di Genova.
Dette commesse,
ed altre
acquisite dai nostri stabili-
menti Meccanico e C.M.I. e
dai nostri Cantieri di Sestri,
Muggiano e Livorno, compor-
tano circa 22.000 ore lavora-
tive.
* °*
Il materiale più importante
consegnato nel mese di agosto
è il seguente:
Ai nostri stabilimenti Mec-
canico e C.M.I, e ai nostri Can-
tieri di Sestri, Muggiano e Li-
vorno: 174 tonn. di getti di
ghisa e bronzo per costruzioni
varie. - Alla Società « Alfa Ro-
meo » di Milano: 108 tonn. di
getti di ghisa meccanica e di
bronzo per costruzioni auto-
Operazione di sbavatura di una piastra di bronzo ad anello.
E' al lavoro l'operaio sbavatore Francesco Conte
mobilistiche, - A clienti varî:
32 tonn. di getti di ghisa e
branzo. - Alla « Fiat» di To-
rino: 21 tonn. di lingottiere
di ghisa di tipo vario. - Alla
« Compagnia Internazionale
delle Carrozze con Letti» di
Milano: 14 tonn. di ceppi di
ghisa per freni - Alle Società
« O.A.R.N.» e « Breda» e al
nostro stabilimento Meccani-
co: sette eliche (di cui una di
11 tonn. in « Nialma ») per
complessive 51 tonnellate,
Nuovi impianti di sicurezza
e di igiene del lavoro
Durante il periodo di chiu-
sura per ferie della Fonderia,
dal 10 al 23 agosto, si è prov-
veduto all’installazione di im-
pianti per la rigenerazione del-
l'aria nell'interno dei reparti
di fusione,
Nell’officina GHIV (Ghisa
piccoli pezzi) sono stati mon-
tati due aspiratori a grande
volume d’aria in prossimità
delle linee di colata staffe. Nel-
l'officina Bronzo sono stati
posti in opera due grandi aspi-
ratori sopra i forni a riverbero
e a pozzo. Nel Reparto SBAV/
BRON (Sbavatura Bronzo) è
stato iniziato il montaggio di
un aspiratore-collettore sopra
mole, seghe e troncatrici e re-
lativo filtro « Tubix ».
In tutti i reparti inoltre so-
no state aumentate e perfe-
zionate le attrezzature di sicu-
rezza per accesso e manovra
delle gru a ponte comandate
da cabine. Un lavoro partico-
larmente impegnativo è stato
il rimodernamento del carrel-
lo-paranco della gru centrale
a ponte con portata di 60 tonn,
al primo gancio e 15 tonn. al
secondo. Sono stati inoltre ese-
guiti altri lavori di manuten-
zione straordinaria.
NO
Navi in bacino
Dal 16 al 19 luglio ha
sostato il rimorchiatore « S.T.
81» di 110 t.s.l. del Comando
americano USA-SETAF a Li-
vorno, per lavori da parte di
ditte esterne.
— Dal 27 al 28 luglio ha
sostato la motonave « Genepe-
sca I» di 1.650 t.s.1. della So-
cietà « Genepesca » di Livor-
no, per carenaggio,
Dal 28 al 30 luglio ha so-
stato la motonave « Zaule » di
1.285 t.s.1, della Società di na-
vigazione « D. Tripcovich &
C. » di Trieste, per carenaggio.
- Dal 4 al 6 agosto ha so-
stato la motonave « Genepe-
sca III . di 702 t.s.l1. della So-
cietà « Genepesca » di Livor-
no, per carenaggio.
— Il 6 agosto hanno sostato
i rimorchiatori « F. Neri» e
« G. Orlando » di 135 t.s.1. del-
la Ditta « Fratelli Neri» di
Livorno, per carenaggio,
Costruzione dello scafo di
una T/c. da 31.500 t.d.w. per
l'armatore Ernesto Fassio
C. M.
Due gru di diversa portata costruite allo stabilimento C.M.I.
sono state recentemente installate al molo Mediceo del Cantiere
di Livorno. La fotografia in alto rappresenta quella da 5 tonn,,
avente uno sbraccio massimo di 42 m., un'altezza al gancio di
30 m. e del peso di 195 tonn. Nella fotografia sotto è illustrata
la gru da 30/15 tonn., avente uno sbraccio massimo di 42 m.,
un’ altezza al gancio di 43 m. e del peso di 354 tonnellate.
La scuola interaziendale 6
apprendisti di Calcinara
S ma di legge Vanoni
— le nuove leve di lavo-
occupazione e
sottoccupazione ed infine l’2
vento del Mercato Comune,
hanno posto l’accento sul pro-
blema zi e scuole
professior campagna di
stampa, la radio, la televisione
con la sua r «Un do-
mani per i , han-
no dato il loro valido contr
buto, talchè il programma di
governo in fase di elaborazione
ed attuazio pone il com-
plesso problema sulla via del-
cretezza.
nostri i fatto di
rofessi i, più
tto quantitativo deve
sopratutto lamentare l’as
di quel coordinamento
i una più effi-
zzazione qualitati-
va delle nuove leve di lavoro.
alasciamo per ora l’argo-
mento generale dell’istruzione
base e professional che ri-
chiederebbe ampia trattazione
per limitarci alla Scuola
ro — la
ndale
dono
onside
cinara cosa estran
rande i
doverosa una ve relazione
di chiarimento.
La Scuola apprendisti
saldo, il cui passato
ragione, definir
a pagi
grave
tutta l'industria ital
viamente la manca
adeguata scuola profe
in una Genova operosa ed in-
dustriale, costituì
viva preoccupazione e s
vide assai pidamente
soluzione del problema di
rego-
lare convenzione tra lIRI, un
gruppo di aziende genovesi ed
il Ministero de! lavoro e della
previdenza sociale, la Scuola
fu riattivata e posta su un p
di graduale sviluppo.
La durata della convenzione
stabilita in un periodo no
nale rinnovabile. Oltre al-
l'impegno previsto all’atto del-
la convenzione che lega le
aziende alla Scuola, ]'
genovese ha contr
costituzione e al funzionamen-
so gratui
ne immo-
li ed i Mini-
stero del lavoro si è assunto,
Masi tota nte, l'onere di ;
ha fornito i
le nuo attrezzature,
La Scuola costituisce un ri-
sultato positivo di collabora-
zione tra Governo, IRI ed in-
dustria privata.
Lo scopo per cui la Scuola
è rinata sotto una a for-
ma che consente l’: zione
di numerose ini ive con-
nesse con i problemi dell’ad-
destramento, indubbiament
uello di fornire ai locali sta-
bilimenti meccanici, siderur-
gici ed elettrici scelte aliquote
di mano d'opera qualificata.
Nel breve ciclo di un lustro
ha potuto percorrere la pro-
pria strada e vivere una inte-
ressante ienza che nel
complesso ha dato buoni risul-
Le attività della Scuola
sono molteplici ciascuna si
attua con coordinamen
nale si possono classificare nel
seguente modo:
formazione per
forma e per
pecializzazione
to
qualificazione e
ne per adulti.
a formazione degli appren-
iderata la
ità principale della Scuo-
d è andata di anno in anno
/
f
I
Due aspetti delle officine
dov
l’ansaldino
PRATO PE SITR
RO ZA
fuorisacco
5
P L a tecnica della propulsione
BE: a razzo si è venuta evol-
vendo e perfezionando nel cor-
so di questi ultimi anni con
una rapidità che veramente ha
del fantastico.
| —Siè accennato nei preceden-
ti articoli alle prime e più si-
gnificative tappe di questa
evoluzione, ma, per farne un
‘quadro che non lasci da parte
troppi elementi del più grande
rilievo, occorre qualche altro
riferimento, pur. premettendo
| che la cosa è meno facile di
quanto possa sembrare. Lo stu-
dio della propulsione a razzo è
| stato infatti, ovviamente, con-
dotto in ambienti molto ri-
| stretti, e si è concluso nella
cerchia di pochi uomini alta-
+ mente qualificati, Le ricerche
. in proposito non hanno avuto
| in genere molta pubblicità, in
quanto anche i diversi gover-
ni ne consideravano di-
sgraziatamente — soprattutto
le possibilità di applicazione
nel campo bellico, e si adope-
ravano perciò a che un segre-
to più o meno totale circondas-
se gli esperimenti relativi.
Avviene così che fissare
un’esatta cronologia in mate-
| ria, e determinare la priorità
| delle ricerche e dei risultati
| raggiunti da questo o da quel.
lo scienziato è tutt’altro che
semplice, Specialmente tede-
schi, russi ed:americani si so-
no cimentati in questo campo
di studi e di applicazioni, ed
ognuno di essi prospetta ele-
| menti ed indica date dalle qua-
. li risulterebbe il proprio dirit-
| to di primogenitura. Sembra a
noi del tutto inutile seguire
| queste polemiche e perderci in
| esse: il pensiero e l’intelligen-
| za respingono come un’incon-
| cepibile limitazione al loro li-
bero estrinsecarsi ogni qualifi-
cazione 'di nazionalità che si
voglia loro attribuire: essi por-
tano ovunque e comunque un
unico sigillo, quello dell’uma-
— nità. Ed è anche per questo,
| per questa essenza comune che
| intelligenza e pensiero hanno
| chiunque ne sia il portatore, di
* qualunque paese egli possa es-
sere cittadino, che non è fuori
| di luogo pensare ad una conco-
| mitanze, ad una virtuale con-
— temporaneità di risultati rag-
giunti in questo campo — al
scienza e della tecnica — in
paesi diversi, da parte di ri-
cercatori di diversa nazionali-
tà.
Comunque, a voler indicare
delle successive realizzazioni
nel campo della costruzione
dei razzi, non si può fare a me-
no di ricordare che nell’estate
del 1930 l'ingegnere tedesco
Klaus Riedel e il pilota Ru-
dolf Nebel idearono. il « Mi-
| rak» (così chiamato dalle ini-
ziali della dizione « mininum
rakete », vale a, dire « razzo
ridotto »). Si trattava di un
razzo in cui la testa serviva da
pari che in altri settori della %
qualche elemento a proposito |
serbatoio, di ossigeno, l'ugello
conico formava la base neces-
saria e il timone adempiva
contemporaneamente alla fun-
zione di serbatoio di benzina.
La pressione richiesta per
iniettare la benzina era forni-
ta da una piccola cartuccia di
questa
acido carbonico. Per
Hermann Oberth
sua struttura il « Mirak » fu
da qualcuno definito « una ver-
sione metallica del razzo a +
combustibile solido », una ver-
sione invero assai fortunata in
quanto con esso si pervenne ad
un risultato assai importante,
quello di realizzare una spin-
ta superiore al peso del razzo
stesso a carico completo.
Ma le esperienze di Riedel e
Nebel ebbero anche un’altra
notevole conseguenza, quella
di dare l’avvio ad un raggrup-
‘pamento di giovani tecnici,
tanto entusiasti quanto prepa-
rati, i quali fecero centro del-
le loro ricerche e delle loro
esperienze un abbandonato po-
ligono di tiro a Reinickendorf,
presso Berlino. Tra questi gio-
vani era anche Wernher von
Braun, colui che nel corso del-
l’ultimo conflitto mondiale do-
veva poi legare il suo nome
alle famose V2 germaniche.
Ma, allora, a Reinickendorf
non alla guerra si pensava, ma
alle pacifiche conquiste della
scienza, al progresso e all’ele-
vazione dell'umanità, al rag-
giungimento a beneficio di es-
sa di nuove più alte mete. Que-
sti sentimenti e questa volon-
tà, a nome anche di tutti i
suoi compagni di lavoro, espri-
meva von Braun quando affer-
mava reciso: « Abbiamo creato
i razzi per conquistare altri
pianeti... non per distruggere
il nostro! ». E Nebel, dal can-
to suo, ribadiva: « La neonata
figlia della tecnica — la tecni-
ca dei razzi — sarà capace di
creare potenzialità enormi. Es-
sa schiude alla scienza nuovi
orizzonti, nuovi sbocchi alla
industria e nuove possibilità
di intesa fra i popoli... ».
Si lavorava a pieno ritmo
intanto a Reinickendorf, e
via via si venivano risolvendo
i problemi più urgenti rela-
tivi alla tecnica dei razzi a
combustibile liquido, e in pri-
mo luogo quello della ricerca
del carburante più idoneo. E
in questo settore, anche sulla
base degli insegnamenti del
professore Hermann Oberth, si
finì per abbandonare la benzi-
na, adottando in sua vece l’al-
cool. Ma per giungere a que-
sto risultato (che fu poi tesau-
rizzato nella costruzione delle
tremende V2) si dovette pas-
sare attraverso tutta una serie
innumere di esperimenti. Al-
la fine si accertò che il mi-
gliore funzionamento delle ca-
mere di combustione dei razzi
era assicurato con il 60-70%
di alcool. Le stesse camere di
combustione vennero poi per-
fezionate adottando nuovi più
pratici criteri, sostituendo cioè
il raffreddamento ad acqua —
sempre accompagnato da mol-
teplici difficoltà — con il raf-
freddamento a combustibile. Il
sistema introdotto fu questo: la
miscela di alcool e di acqua
passava prima . attraverso la
camicia refrigerante della ca-
mera di combustione, si riscal-
dava senza giungere all’evapo-
razione e poi entrava nella ca-
mera di combustione propria-
mente detta. Con questo siste-
ma si era giunti — tappa par-
ticolarmente importante — al:
la realizzazione del razzo a
L'americano Robert H. Goddard
UOMINI ALLA CONQUISTA DEL CIELO
Dal razzo di Goddard
al “Mirak” di Riedel e Nebel
propellente liquido con raf-
freddamento a combustibile.
Ma, parallelamente ‘ai giova-
ni del gruppo di Berlino —
Reinickendorf — altri scien-
ziati operavano nello stesso
senso. In Germania, tra gli al-
tri, Johannes Winkler, fonda-
tore della « Associazione .per
la navigazione astronautica »
ed editore della rivista « Die
Rakete » (Il razzo). Con l’ap-
poggio finanziario dell’indu-
striale Hugo Hiickel, Winkler
iniziò nel 1930 la costruzione
de! suo primo razzo a combu-
stibile liquido. raggiungendo
verso la fine di quello stesso
anno — alle prime prove di
banco della camera di combu-
stione — un eccellente risul-
tato: una spinta equivalente a
circa il doppio del peso del
razzo.
L'apparecchio di Winkler
nella sua struttura essenziale
si componeva di tre tubi di al-
luminio, lunghi 60 centimetri,
ed adibiti a serbatoi per l’os-
sigeno liquido, per il metano
liquido e per l'azoto compres-
so. La camera di combustione
era sistemata nella parte supe-
riore, tra le testate dei tubi.
La concezione di Winkler si
dimostrò alla prova dei fatti
pienamente esatta, ed infatti il
lancio del suo razzo avvenuto
presso Dessau il 14 marzo
1931 rispose in tutto e per tutto
alle aspettative. Riteneva il
Winkler che il suo apparec-
chio fosse il primo del genere
nel mondo, in quanto che —
anche perchè praticamente non
se ne era quasi affatto parlato
ignorava gli esperimenti
compiuti cinque anni prima
dall’americano Robert Hut- .
chins Goddard, il quale già
era riuscito, nel marzo 1926, a
lanciare, a Auburn, nel Mas-
sachussetts, il primo di una
serie di razzi a combustibile
liquido, e precisamente ad os-
sigeno e benzina. Tanto per la
storia è da ricordare che il
primo razzo di Goddard rag-
giunse una distanza di 57 me-
tri e ‘una velocità di 96 chilo-
metri all'ora, In prosieguo di
tempo, sempre da parte ame-
ricana, si provvide ad allestire
un campo di prove nella zona
di Roswell, nel Nuovo Messi-
co, dotando i razzi (ma ciò av-
venne soltanto nel 1935) di gi-
roscopio stabilizzatore.
Comunque, dato che risulta-
rono praticamente del tutto
ignorate nel campo stesso de-
gli scienziati, le esperienze
americane in materia di razzi
non influirono ‘per ‘nulla sul
corso delle analoghe prove che
si venivano svolgendo in Eu-
ropa, Nel nostro continente la
tecnica dei razzi si lega alle
intuizioni veramente anticipa-
trici del russo Costantin E.
Ziolkowsky, un modesto mae-
stro elementare nato nel 1857,
che i suoi conrazionali consi-
derano il padre della propul-
sione a getto, agli scritti di
Costantin E. Ziolkowsky
considerato dai russi il padre
della propulsione a getto
Hermann Oberth — cui si è
già in precedenza accennato —
nonchè ai lavori e alle prove
dei vari scienziati e tecnici di
cui si è venuti via via facendo
i nomi, nomi ai quali occorre-
rebbe tuttavia aggiungerne una
altra serie altrettanto numero-
sa, iniziandola con quelli del
tedesco Willy Ley, dell’ingé-
gnere boemo Fugenio Singer,
della consorte di questi Irene
Brecht, nonchè dell'ingegnere
Mengering e dell’austriaco
Helmuth von Zborowski.
I. bi
RUIKOTKBNIVRVIKOITRITKOVIERIERTNEHIVRIBRITBRIARINBERKPRHIKAILOOEHRITRVANERtERTAA
Bilancio
sui satelliti
artificiali
Un primo bilancio circa i sel sa-
telliti artificiali finora lanciati nello
spazio è stato compiuto dall'Ufficio
Internazionale Astronomico di Co-
penaghen. Ecco, In sintesi, i dati
essenziali:
« Sputnik I> - Lanciato in Russia
il & ottobre 1957, Velocità iniziale
di rivoluzione intorno alla Terra:
96 minuti, Probabilmente si è di-
sintegrato nel gennaio 1958,
« Sputnik II » - Lanciato in Russia
i 3 novembre 1957, Velocità int-
ziale di rivoluzione: 103 minuti. SI
è disintegrato sulla costa Nord-Est
dell'America del Sud il 14 aprile
1958, dopo 2.368 rivoluzioni Intor-
no alla Terra.
« Explorer 1> - Lanciato a Cape
Canaveral il 1.0 febbraio 1958, Ve-
locità iniziale di rivoluzione: 115
minuti. Manterrà probabilmente la
propria orbita per almeno due o tre
anni.
« Vanguard L> - Lanciato a Cape
Canaveral il 26 marzo 1958. Velo-
cità iniziale di rivoluzione: circa
134 minuti, Manterrà la propria or-
bita per parecchi anni. M razzo vet-
tore gira ugualmente intorno alla
Terra,
«Explorer II» - Lanciato a Cape
Canaveral il 26 marzo 1958, Velo-
cità iniziale di rivoluzione: circa
120 minuti, Probabilmente girerà
intorno alla Terra per sei mesi.
< Sputnik III » . Lanciato in Rus-
sia il 15 maggio 1958, Velocità ini-
ziale di rivoluzione: 106 minuti, E*
tre volte più grande degli Sputnik
Tell
Galea veneziana
a terzaruolo
a storia della
nave,
tutte le storie, si perde nella
notte dei tempi. Comincia
con un tronco d'’a'bero, aggrappato
al quale il primo uomo si avventu-
ra in acqua, e già si può parlare di
come
L
«costruzione navale». sia pure ru-
dimentale, quando lo stesso uomo
trova più conveniente legare assie
me vari tronchi d'albero, ottenendo
così la zattera, o scavare il tronco,
e arrivare alla canoa è alla piroga.
Ma noi non vogliamo andare tan-
to indietro, e neppure trasformarci
in archeologi per esaminare il con-
trastato passato marinaro dei fenici
(i più grandi navigatori dell'età.
storica, che partivano dalle spiagge
dell'odierno Libano) nè le conqui-
ste marinare, prevalentemente flu-
viali, degli antichi egizi.
Vogliamo qui esaminare, in una
rassegna mecessariamente sintetica,
i vari tipi di nave del passato.
Dobbiamo perciò cominciare (con
un filone che ci porterà dalla Gre-
cia classica del V sec. a. C. fino
alle soglie della modernità) con la
tipica barca mediterranea « da cor-
sa », una barca lunga e sottile, con
molti remi, e con l'ausilio di una
vela, dapprima quadra, poi «lati»
na». (Il termine «vela alla latina»
non ha il significato che si può
10
STORIA DELLA NAVE. 8
tie
I
\
\
1
PEZZA
ci
immaginare. ma è una deformazio»
ne del termine « alla trina » che
indicava appunto la vela triango-
lare, contro quella quadrata detta
« alla quadra »). La propulsione
principale di queste barche della
storia classica «del Mediterraneo era
data dai remi, e dai poderosi rema-
tori che stavano al banco, azionan-
do talvolta più ordini di remi.
Siamo così alle biremi, alle tri-
remi, alle quinqueremi ateniesi, car-
taginesi, etruscht, quali ci sono
illustrate nei preziosi vasi attici. e
nei bassorilievi. Tutti gli studi
più recenti, comunque, (compresà
una prova con costruzione in scala
naturale di una trireme, fatta ese-
guire da Napoleone III), dimostra-
no che per quinqueremi e triremi
non si deve intendere una nave a
cinque ordini sovrapposti di remi,
o a tre, perchè una tale nave non
potrebbe muoversi. nè si potreb-
b:ro maneggiare gli enormi remi
degli ordini superiori, ma piuttosto
l'ordine dei rematori ai banchi,
forse tre per remo, o cinque per
remo.
Tutti sanno come le triremi fe-
cero grande la Grecia, che resistette
vittoriosamente all'invasione per-
siana (pensate alla battaglia di Sa-
lamina, in cui Temistocle sconfisse
la flotta persiana nel 480 a. C.)
soggiogò i popoli vicini, creò nel
Sud d'Italia le magnifiche colonie
della « Magna Grecia ». Tutti san-
no che lo splendore di Atene, que-
sto fulcro dell'antica civiltà, e il
periodo aureo di Pericle, era legato
esclusivamente alla superiorità ma-
rittima. Il grande storico Tucidide,
nella «Guerra del Peloponneso» ci
dà alcuni ragguagli sulle origini
delle costruzioni navali greche, lad-
dove dice: « I corinzi, per ciò che
si dice. furono î primi a cambiar
forma alle navi, dando loro quella
che più al presente uso si accosta,
e primi furono ancora a fabbricare
triremi. Si sa di certo che Ami-
nocle da Corinto, costruttore di
navi, ne fece quattro a quei di Sa-
mo... n. Ecco così fatto il primo
nome di ingegnere navale, se si
vuol prescindere dai mitici Feaci o
dal Noè dell'arca.
E lo stesso Tucidide osserva più
avanti: « Per esse (le flotte) furo-
no i greci elevati a gran possanza
di ricchezze e di signoria. Percioc-
chè correndo i mari, e soprattutto
come gente che aveva patria piccola
e sterile, soggiogavano le isole ».
Qui viene spontaneo il parallelo,
pensando a questi greci dalla patria
piccola e sterile che fondano il loro
benessere sul dominio del mare e
sui traffici mercantili, con Genova,
che pur mutate le circostanze farà
lo stesso, sempre con flotte basate
sulle galee, 15 secoli dopo, e dopo
di lei Venezia; e sei secoli dopo lo
farà l'Inghilterra, ma con navi di-
verse, di tipo « rotondo » e atlan-
tico, il che appartiene a un altro
capitolo.
In Sicilia le colonie greche si
trovarono di fronte quelle cartagi-
nesi, l'altra grande potenza navale.
Ma il popolo che doveva battere
ambedue le contendenti (e il primo
pretesto di ‘affacciarsi alla grande
politica. mediterranea venne pro”
prio dalla Sicilia) era un popolo di
terraferma, senza tradizioni ma-
rinare: quello romano.
I romani erano allora cattivi
navigatori: si pensi che il capo
cartaginese Annone, ancora nel-
l'epoca della prima guerra punica,
osava esclamare: « Non tollero che
i romani si lavino nemmeno le
mani in questo mare ». Questo ma-
re era il Mediterraneo.
Persino uno sciovinista come Ti-
Nave etrusca (da un vaso dipinto)
to Livio scrive (II° Deca, Libro
VI): «C. Claudio... allestite le
triremi che aveva seco, tentò il
passaggio (dello stretto di Messi-
Nave mercantile greca
na, n. d. r.) ma essendo di gran
lunga inferiore ai comandanti car-
taginesi così nella moltitudine del-
le navi come anche nella perizia
delle cose marittime » ritornò in-
Bireme romana
dietro a Reggio, perdendo alcune
navi.
La prima vittoria navale roma-
na contro i cartaginesi avvenne a
Milazzo nel 260 a. C. grazie alla
Liburna
grande invenzione di Caio Duilio,
che riuscì a trasformarla in una...
battaglia terrestre, mediante il fa-
moso « corvo ». Si trattava di un
ponte levatoio, munito di rostri o
uncini, che calato d'improvviso su
una nave nemica la teneva saida-
mente legata, mentre 1 guerrieri
con la spada vi passavano sopra è
la prendevano all’abbordaggio. Lo
stesso Livio scrive: «... ed era
battaglia non di rostri, ma di spade
Bireme greca in battaglia
e di uomini contro uomini, somi-
gliante in tutto alle battaglie terre-
strî ». Per questo successo Caio
Duilio ebbe, oltre la colonna ro-
strata, il diritto di farsi precedere,
quando tornava da cena, da un fa-
nale e dal suono di flauto.
La trireme greca e quella roma-
na, in media, misuravano 35-38
metri di lunghezza e 3,60-5,80 di
larghezza, e pesavano circa 50
tonnellate. Imbarcavano oltre due-
cento uomini. compresi sold
marinai e ufficiali, mentre i voi
tori erano circa 170. In caso
emergenza, come durante la a
pagna di Cesare contro Marsig!
furono costruite anche trenta i
vi al giorno di tale tipo, ma
solito la costruzione cra ben |
lenta, anche perchè si adoperava
gname stagionato, si procedeva <
ogni cura. ecc. Quelle navi di (
sare io penso fossero paragonal
alle «liberty » delle nostre guei
I tipi che legano queste anti
« triremi » e « biremi » alla gi
medievale sono la « liburna
una versione romana imperiale
nave lunga con un solo ordine
remi (un famoso scontro di 4
burne » fu quello di Azio, di
nel 31 a. C. Ottaviano Augu
sconfisse la flotta di Marcantonii
Cleopatra), e il « dromone » è
la versione bizantina della libut
L'impero bizantino portò i #
dromoni in tutti i porti medit
ranei, mentre dal nord calavano
invasioni barbariche, e dai dror
ni i nostri primi centri marini
poi sviluppatisi in ‘Comuni
quindi in Repubbliche, ricavate
la « galea », che fu il nerbo di
marine mediterranee del Medio E
e dell'espansione gloriosa di |
pubbliche come Genova, Vent
Amalfi e Pisa.
Il nome « galea » deriva
greco « galeos » che significa pi
spada, ed infatti la galea, Ina
sottile, velocissima, con la prua.
filata, fa subito pensare al pé
spada.
Per combattere efficacemente
incursioni musulmane (allora É
quentissime, come frequente
l'angosciato grido: «I pirati:
marina! ») fatte»appunto con.
leri dromoni, i nostri Comuni î
rinari armarono le loro prime
lee.
Parliamo di Genova: solli
« consoli » e poi i « capitani
popolo », le « compagne » sono
chiamate a raccolta. Erano organiz-
zazioni di cittadini che tenevano
Una o più galee, e il remo appeso
nel vicolo, vicino alle finestre
Combatterono contro i musulmani
| a fianco ai pisani, parteciparono al-
i la prima Crociata con Guglielmo
| Embriaco, liberarono il Santo Se-
polcro, poi combatterono in occi-
dente, per liberare la Spagna.
Dopo i primi successi, vennero
le discordie tra genovesi e pisani,
specie a causa della Sardegna e
della Corsica, e quindi le vittorie
genovesi che dovevano fare della
nostra città una potenza politica e
"| militare di prim'ordine. Non a ca-
SOTTO O 1 I OOO TOR Pe
so il secolo d'oro della galea fu il
na gente di Genova e di riviera,
onde era Ammiraglio messer U-
berto Doria. e nel muse di agosto
vennero con la detta armata nel
mare di Pisa. All'isoletta ovvero
scoglio, il quale è sopra Porto Pi-
sano, che si chiama la Meloria, e
ivi fu grande e aspra battaglia e
morivvi molta buona gente d'una
parte e d'altra di ferite, o d'anne-
gati in mare, Alla fine, come piac=
que a Dio, i genovesi furono vinci-
tori, i pisani furono sconfitti, e ri-
cevettero infinito dannaggio di per-
dita di buone genti, che morti e
che presi bene sedicimila uomini; è
rimasero prese quaranta galee dei
pisani, senza l'altre galee rotte e
sprofondate in mare ».
Galea a scaloccio disegnata da Raffaello
tredicesimo, che fu anche il secolo
d'oro delle fortune genovesi. La
più grande battaglia navale del Me-
dio Evo fu quella della Meloria
(6 agosto 1284), dove Pisa subì
una sconfitta dalla quale non si
riebbe mai più. Leggiamo la « Cro-
naca » del Villani: «... Dopo che
i pisani vennero a Genova, e bale-
strarono quadrella d’argento... i
genovesi armarono 130 tra galee e
legni, e suso vi montarono la buo-
Fu allora che si disse « chi vuol
veder Pisa vada a Genova », dove
furono portati trolei immensi e
moltissimi prigionieri che stettero
là dove ancora oggi è « campo Pi-
sano » in Sarzana. E l'impresa di
Oberto Doria è ancora scolpita sul-
la facciata della chiesa di S. Mat-
teo.
Venuti a conflitto coi Veneziani
in Oriente, i genovesi li batterono
neila battaglia di Curzola (8 set-
tembre 1298) al comando dell’Am-
miraglio Lamba Doria, al quale il
Comune regalò il palazzo che si
vede ancora oggi in piazza S. Mat-
teo, di fronte alla chiesa. In quella
battaglia fu catturato prigioniero
Marco Polo. che nelle carceri geno-
vesi scrisse « Il Milione ».
La grande potenza genovese,
espansa in oriente con numerosissi-
me colonie attorno al Bosforo, in
Anatolia e nel Mar Nero (Scio,
Cipro, Pera, Caffa, ecc.) e con
grande influenza a Costantinopoli,
durò alcuni secoli, sempre in riva
lità coi veneziani, ed era una po-
tenza basata sul commercio marit-
timo e sulla fiotta delle galee.
La galea-tipò della Repubblica
di Genova e di Venezia era lun-
ga circa 40 metri, larga metri 5,5»
alta a poppa metri 3,4 e a prua
Velieri pisani del XII secolo (rilievo sul campanile di Pisa)
3 metri. Portava in complesso da
tre a quattrocento uomini, dei
quali un terzo costituito dai rema-
tori. In un primo tempo i banchi
erano disposti in modo che cia-
scun uomo teneva un remo, € la
galea si chiamava « a terzaruolo ».
Poi invece, coi banchi disposti ad
angolo con la murata, e con tre ©
quattro rematori per ogni remo, la
galea fu detta « a scaloccio ». La
galea portava in origine un albero
con vela latina, al quale ne fu poi
aggiunto un secondo e, dopo il
1600, un terzo. Dapprima stavano
sulla corsia, sulla camera di prora
e di poppa i guerrieri con frecce,
balestre, fuoco greco, ecc. e poi co-
gli archibugi. Con l'invenzione
dei cannoni, la galea fu armata
con tre cannoni a prua, per cui per
puntare i cannoni si doveva mano»
vrare l'intera barca, che poteva spa-
rare solo in avanti.
Dalla galea venne la «galeazza»,
più grande e robusta, con un pon-
te di coperta e i rematori sotto, €
qualche cannone sui fianchi e a
poppa. Di qui ancora la « galcazza
alla bastarda », con alta poppa.
che serviva anche come nave mer-
cantile.
La ciurma era costituita in un
primo tempo da uomini liberi, ma
dal Trecento in avanti esclusiva-
mente di schiavi o galeotti (donde
il termine « galera »). Ai banchi
delle navi cristiane stavano i turchi,
e ai banchi di quelle turche i cri-
stiani. Nel Seicento, la flotta dei
« Re Sole » vide ai remi migliaia
di protestanti, condannati alle «ga-
lere». Essendo i rematori legati al
banco e continuamente picchiati
dall'aguzzino incitato dal « comi-
to », la vita sulle galee doveva es-
sere un inferno, e oltre tutto c'era
un puzzo che si sentiva ben da
lontano, e inutilmente gli « uffi-
ziali » trincerati nella camera di
poppa portavano con sè profumi €
spezie varie.
L'ultimo grande scontro mon-
Mischia
diale di galce fu la battaglia di
panto, nel 1571, ma la galea
pravvisse ancora per ben due
Galea bizantina
coli nel Mediterraneo, anche se la
grande nave « rotonda » a vela,
affermatasi in Atlantico nelle fiotte
Nave normanna del sec. XI
spagnole e portoghesi, batteva or-
mai inevitabilmente alle porte.
Nel Settecento, singolare coinci-
riaaizi (sec. XVI)
Galeazza
denza, muore la galea e con essa
mvoiono le due grandi repubbli-
che marinare di Genova e di Ve-
nezia.
Lucio Bozzano
di galee toscane e turche (stampa del Callot)
TIBBIINETTE:IURVVOBTVRUIVINTIDO:1RVINRUIBRUITANRRTEOTANRANPOIPROTERTLENTHR nnt
La produzione
mondiale del petrolio
N 1957 può essere considerato un
anno di primato per la produzione
del petrolio greggio. Infatti, da stu-
di compiuti dal «< Petroleum Press
Service >, sì constata che sono state
prodotte 880 milioni di tonnellate,
e cioè 5,2% in più rispetto al 1958,
malgrado le difficoltà conseguenti
alla chiusura del canale di Suez ed
alla distruzione In territorio siria-
no degli impianti di pompaggio di
uno dei principati oleodotti del
Medio Oriente.
NAZIONI 1956 | 1957
fin migliaia tonn.)
America del Nord :
Stati Uniti . 352.849 | 352.000
Canadà . 23.126 | 24,500
375.975 | 376.500
America Latina:
Venezuela 128.923 | 146.300
Colombia 6.284] 6.450
Trinità 4.129 4.970
Messico. 12.796 | 12.600
Argentina 4.408) 4.950
Però . . .| 2.459| 2.500
Altre nazioni 1.929] 2.820
160.928 | 180.590
Medio Oriente:
Kuwait . .| 54.982] 57.300
Arabia Saudita. | 48.622| 49.000
Iran . 26.530| 35.500
Neal 0 ca 31.313| 21.000
Qatar . . 5.876 6.500
Lona neutrate
di Kuwait . 1.670] 3.480
Altre nazioni 3.556] 4.040
172.549 | 176.820
Estremo Oriente:
Indonesia 12.652 | 15.000
Borneo Inglese.| 5.558| 5.750
Altre nazioni 1.595] 1.765
19.805 | 22.515
Europa Occident.:
Germania . . 3.506 3,600
Austria. . . 3.428| 3.180
Olanda . 1.094| 1.500
Italia 1.261 1.400
Francia . . 567) 1.400
Altre nazioni . 360 480
10.216] 11.560
Africa. . . 140 384
Europa Or. e Cina:
U.R.S.S.. 83.796 | 98.000
Romania 10.920| 11 500
Ungheria 1.200 660
Altre nazioni .| 2.010| 2410
97.926 | 112.570
TOTALE mondiale | 837.539 | 880.939
NOTE DI VIAGGIO DI UN ANSALDINO
Cantieri navali americani
Detroit, settembre.
I muumerevoli sono state le fab-
briche e i cantieri navali da
me visitati, ed ognuno mi ha
lasciato particolari impressioni,
sia per quel che riguarda l’or
ganizzazione di fabbrica intesa
senso produttivistico, sia
quanto concerne. l’organiz
ione di fabbrica intesa a cu-
rare gli innumerevoli desideri
delle maestranze, con. riferi-
mento alle particolari predispo-
sizioni manuali dei lavoratori,
agli immancabili malcontenti,
alle richieste di passaggio di ca-
tegoria o di reparto, ecc.
nel
per
E devo giustamente ammette-
re che, nelle fabbriche e nei
cantieri visitati. l’organizzazio-
ne intesa a risolvere le piccole
vertenze e ad esaudire i desideri
dei lavoratori è quella che più
occupa e preoccupa i dirigenti,
perchè più i lavoratori si sen-
tono a proprio agio nel posto
di lavoro, e più molti problemi
di diversa matura, anche pro-
duttivistica, vengono risolti. Ac-
cennerò in seguito a questo tipo
di organizzazione.
Come dicevo, innumerevoli so-
no stati i cantieri navali visi-
tati, e moltissimi di questi era-
no cantieri di riparazione, Due
sono rimasti vividi nella mia
mente, Il primo è quello di
Quiney, vicino a Boston, dove
ho avuto la possibilità di am-
mirare da vicino lo scalo dove
si trovava in costruzione una
nave a propulsione atomica,
fabbricata per conto della Ma-
rina militare americana.
impressione provata è stata,
strano a dirsi, divisa tra la de-
lusione e la meraviglia; _delu-
sione perchè avevo sempre pen-
sato che la costruzione di que-
sto tipo di navi a propulsione
atomica fosse circondata dal se-
greto più fitto e dalla sorve-
glianza ln più imponente. In-
Vece. niente di tutto questo.
Così, la vista di quello scafo
che veniva tirato su normal.
mente come tutti gli altri scafi
in cantiere, mi parve dapprima
deludente; ma subito dopo notai
che tutt’attorno alla nave fer-
veva un brusio e un eccitamen>
to non comune, che la presenza
di molti specialisti di radiazio.
ni atomiche accentuava; difatti
ognuno di questi specialisti era
munito di un contatore Geiger,
alla ricerca di eventuali fonti di
radiazioni nocive alla salute
dei lavoratori. Un bacino gal-
leggiante accoglieva la grossa
mole della nave
A tale proposito devo far no-
tare che nella maggior parte dei
cantieri navali visitati, gli scali,
in maggioranza; erano formati
da bacini galleggianti, e ne ho
visti anche di grossissimo ton»
nellaggio.
L'altro ricordo che si staglia
nitido e vivo nella mia memo-
ria, lo porto da un cantiere di
riparazione di Hoboken, presso
New York, dove ho potuto ve-
dere e toccare le scialuppe di
salvataggio della « Andrea Do-
ria S.nceramente la commo-
zione è stata più forte di me,
perchè vedendo quelle grosse
scialuppe ancora in ottime con-
dizioni malgrado che da molto
tempo siano esposte a tutte le
inclemenze del tempo, e leggen-
do quel nome tanto caro, stam-
pato sulla poppa, non si può
non commuoversi, specie quan
do si è a migliaia di chilome-
tri dalla madre patria
Una per una ho toccato quelle
scialuppe, sette in tutto; avrei
voluto fotografarle, ma prima
di iniziare la visita del cantiere
ho dovuto lasciare la macchina
fotografica in ufficio.
In ogni cantiere, da Detroit a
Boston, da Baltimore a Brook-
lin, da Chicago a Mobile, ho
avuto agio di notare molte cose.
ma è doveroso che dica anche
che, per quanto riguarda la
cantieristica, i nostri cantieri
non hanno nulla da imparare
dai confratelli americani, spe-
cie in riferimento alla abilità
dei nostri tecnici, al buon gusto
e allo stile delle nostre navi,
alla laboriosità delle nostre
maestranze, e
A proposito di navi, ne ho
vista varare una in un cantiere
di Detroit, che mi ha fatto c
pire la mentalità dei tecnici e
degli armatori statunitensi, A
vedere quello scafo si ave la
impressione di vedere un enor-
me cassone, messo lì apposta
per far paura, Ma salendovi so-
visitandola ci si accor-
pra ‘e
‘mandrini,
PESSTICMAML Lioni
Varo laterale di una nave mercantile a Detroit
geva che tutto era stato stu-
diato a vantaggio della como-
dità, della ricerca del massimo
spazio sfruttabile, e della soli-
dità, Un’altra cosa mi colpì:
sotto coperta e da poppa a prua
la nave era divisa, in tutta la
lunghezza, da un tunnel
stanza ampio, di cui l’equi.
gio usufruisce per spostarsi
da un capo all’altro della nave,
nei giorni di forte temporale.
Invece i lavori di rifinitura
(esempio: saldatura, bullonatu-
ra, carpenteria. disegno dello
scafo, delle cabine e dell'inter-
no) lasciano un po’ a desidera-
re, specie per noi italiani, abi-
tuati ad ammirare in ogni co-
sa, prim e innanzitutto, la li.
nea, lo stile ed il buon gusto.
Altra nota saliente dei can-
tieri visitati, stato il notare
in ognuno l’imponente sforzo
fatto dalle compagnie nel cer-
care di automatizzare nella più
alta percentuale possibile il la-
voro, Difatti he avuto agio di
ammirare gli ultimi modelli di
trapani multipli anche a 12
frese, tornii, rettifi-
che, presse di grossissimo ton-
nellaggio, ed infine gru, Anche
in piccoli cantieri di riparazio-
ni ie gru sono tenute in alta
considerazione, data l'abitudine
della costruzione di interi pe-
santi blocchi prefabbricati a
terra, e poi sistemati a bordo
Veduta del cantiere navale di Quincy dove si sta costruendo una nave a propulsione nucleare
con l'ausilio di potenti gru.
Nella maggioranza dei casi le
gru non sono inferiori alla po-
tenza di sollevamento. di 50
tonnellate, tutte con sistema di
spostamento su binario.
Per tutto il resto, niente di
particolare; ogni cantiere del
mondo, sia esso in Giappone, in
Italia o in America, ha le stes-
se identiche caratteristiche, spe-
cie a riguardo delle maestranze,
Così si può notare in ognuno
l’incessante va e vieni dei lavo-
ratori, capi squadra e tecnici in
continuo movimento di con-
trollo ed ispezione (con i loro
caratteristici elmetti bianchi),
rumori, vocio, brusìo, insomma
quella certa soddisfazione di
far parte di un grande com-
plesso industriale. In Italia si
è in certo qual modo orgogliosi
di essere lavoratori ansaldin!, o
della Fiat; in America esiste lo
stesso senso d'orgoglio nei la-
voratori della Ford, della Unit-
ed Steel della Bell Company.
Una curiosità a chiusura di
questa parte. Indistintamente
nei cantieri navali i lavoratori
sono muniti (e lo portano anche
in periodo can'colare) di un el-
metto di duraplastica, o dural-
luminio, tutti senza eccezioni.
Adesso, come accennato pri-
ma, vorrei dire dell'organizza-
zione di fabbrica a beneficio dei
lavoratori e della produzione,
Ritengo questo sistema abba-
stanza efficace per tutti i casi
di vertenze o disaccordo, con
risoluzione positiva nella mag-
gior parte dei casi, e con soddi-
sfazione da ambo le parti .in
contrasto.
D'accordo con la direzione e
con il sindacato firmatarii del
contratto, si istituisce per ogni
reparto della fabbrica è del can-
tiere un responsabile di repar-
to, cioè si affida ad un lavora-
tore dello stesso reparto la man-
sione di collegomento tra com-
pagni di lavoro, tra capo re-
parto vero e proprio, e la dire-
zione,
Questo lavoratore designato
non usufruisce di nessun privi-
legio particolare e di guadagno
rispetto ai suoi compagni di
lavoro e di reparto, Solo in
casi di Mieeanziamento lo sfe-
ward (così Jo chiamano qui)
usufruisce di un'anzianità mag-
giore rispetto agli altri. I re-
sponsabili di reparto, a loro
volta, eleggono un capo respon-
sabile di fabbrica, chiamato
chairman,
Così in ogni reparto: Carpen-
teria, Tubisti, Elettricisti, Sal-
datori, Montatori, ece., i lavo-
ratori, in caso di vertenza o di
reclamo, si rivolgono .al loro
responsabile d: reparto e gli
espongono i termini della ver:
tenza.
Un lavoratore che lavora, ad
esempio, al reparto ‘Tornitori,
sentendosi leso in qualche suo
diritto presenta la sua lamen-
tela allo steward di reparto (la-
mentela verbale); quest’ultimo,
preso nota del fatto, va dal capo
reparto e chiede giust per
il lavoratore, Se il capo reparto
non intende addivenire ad un
accordo, lo steward porta il ca-
so al chairman (responsabile 3
di fabbrica) e questi si rivolge
al sovrintendente (capo perso:
nale), Sino a questo punto la
Vertenza non è presentata serit- i
ta, ma verbalmente. Se ancora
a questo gradino non si arriva
ad un accordo, il chairman fa
un rapporto scritto e lo porta al-
la sede sindacale di apparte
nenza (nel nostro caso alla
Commissione Interna). Così la
pratica esce dalla fabbrica e da
quel momento in poi le tratta-
tive vengono fatte direttamente
tra sindacato e Compagnia,
L'ultimo ,gradino in caso di
d'iscordanza è l’arbitrato; le de-
cisioni dell'arbitro sono inap-
pellabili, e sia il datore di la-
voro che il sindacato devono
adeguarsi alla sua decisione.
L'arbitro viene nominato d’'ac-
cordo tra il sindacato e il da-
tore di lavoro.e scelto in una
rosa di tre candidati.
Un simile sistema penso che
sia un po’ arduo poterlo appli-
care integralmente nei nostri
cantieri e fabbriche, dato che da
noi le Commissioni Interne han-
no questa funzione; però biso-
gna anche dire che i nostri
membri di Commissioni Interne,
per tanto che facciano, trascu-
rano spessissime volte i deside-
rata dei nostri lavoratori, dato
che la divisione politica li met-
te quasi sempre su un piano
che li porta lontano dal curare |
gli interessi dei lavoratori stés-
si. Però una organizzazione si-
mile a quella dei cantieri U.S.A.
potrebbe applicarsi néi nostri
cantieri, con il beneplacito della
direzione -e della commissione
interna, Si renderebbe così pos-
sibile ai lavoratori stessi di par-
tecipare alla difesa dei propri
interessi,
Coneludo affermando che da
questa situazione, che a prima
vista può sembrare astrusa, s'a
l'azienda che i lavoratori trag-
gono grande. beneficio, e. nel
campo produttivistico da una
parte e nella sicurezza di sen.
tirsi valutati dall'altra.
Pietro Leonardi —
poni, annnonenatita SI
ITVDESIIBRRORTRIDINANIBNMMAAHANAHANOADERHBOLS NANDO. DPOTANT DOOR
(da « l Giorno >»)
AthbtRPmamLA TAL KANDAREOROMNAA NA 1000 en
ETA TUTNUBSHMDCODRIDIARHNHATMIIVROY PMR
pprendisti della Scuola di Calcinara
imparano i diversi mestieri
crescendo sino a raggiungere
il massimo numero di allievi
qualificati.
Le domande di ammissione
continuano a pervenire nume-
rose (quest'anno, per esempio,
sono oltre 400 su 150 vosti di-
sponibili).
I corsi frequentati dagli ap-
prendisti sono gratuiti: i gio-
vani debbono acquistare a
condizioni di particolare fa-
vore le dispense che riassumo-
no le nozioni culturali impar-
lite.
Per l’addestramento pratico
degli avvrendisti la Scuola di-
spone di 22 reparti, moderna-
mente organizzati ed attrezza-
ti per accogliere i giovani dai
14 ai 16 anni destinati ai prin-
cipali mestieri della metal-
meccanica, attraverso corsi
biennali e triennali.
Attualmente la Scuola è fre-
quentata da circa 400 giovani,
impegnati per 11 mesi all'anno
e per 44 ore alla settimana in
attività teorico-pratiche.
Gli insegnamenti sono distri-
buiti in otto ore al giorno, con
un breve intervallo fra le le-
zioni antimeridiane e quelle
pomeridiane, escluso il sabato
pomeriggio ed i giorni festivi.
Durante l'intervallo, gli ap-
prendisti consumano il pran-
zo nel locale della mensa ed
hanno la possibilità di riceve-
re una minestra calda nella cu-
cina funzionante presso la
Scuola.
Gli insegnamenti teorici im-
partiti in ogni tipo di corso,
sono principalmente i seguen-
ti: disegno tecrico, tecnologia,
matematica, nozioni di fisica e
meccanica, cultura varia e ci-
vica, educazione fisica e reli-
gione; tali insegnamenti sono
affidati ad ingegneri, tecnici
ed altro personale altamente
qualificato e ben preparato.
Però l'insegnamento fonda-
direi Rm
Î
Î
acta ig dici RF
mentale, tipico della Scuola, è
l'insegnamento pratico in offi-
cina. Questo insegnamento è
preponderante rispetto alle al-
tre discipline. L'apprendista
all'ultimo anno di corso arriva
a permanere in officina 32 ore
sulle 44 settimanali,
L'addestramento pratico è
impartito da istruttori alta-
mente qualificati e di grande
esperienza poichè provengono
dall'industria ed hanno rice-
vuto una particolare formazio-
ne didattica per l'educazione
dei giovani.
L’attrezzatura delle officine
è assai completa: alle macchi-
ne preesistenti, talune delle
quali furono poste fuori uso,
sono stati aggiunti 30 torni pa-
ralleli, 24 fresatrici universali,
6 rettificatrici, 1 alesatrice, 1
trapano ed altre macchine
utensili di vario tipo. Vanno
segnalati i nuovi impianti
eseguiti per il migliore poten-
ziamento della Scuola: salda-
tura elettrica ed ossiacetileni-
ca con 24 posti di lavoro. fon-
deria con 12 posti di lavoro e
due forni fusori, falegnameria,
modellisti ed elettricisti.
Ogni cualvolta è possibile,
l'apprendista esegue dei lavo-
ri utili in sostituzione delle
esercitazioni preformative e
ciò conferisce al giovane mag-
gior fiducia nelle proprie ca-
pacità.
Tutte le esercitazioni vengo-
no valutate con un metodo par-
ticolare: ogni lavoro viene esa-
minato infatti in base alla
precisione, al modo con cui è
stato eseguito, alla presenta-
zione dell'oggetto finito ed al
tempo che l'apprendista ha im-
piegato per eseguirlo. Ad ogni
elemento controllato viene as-
segnato un punteggio che può
essere anche diminuito qualo-
ra non vengano rispettate le
prescrizioni di lavoro. In que-
sto modo l'apprendista è invo-
gliato ad accumulare più pun-
ti in suo favore ed ha la sod-
disfazione di sentirsi giusta-
mente apovrezzato.
Il personale della Scuola
concorre a creare nell’ambien-
te scolastico il buon clima do-
ve si consolidano i caratteri
dei soggetti viù delicati, per-
chè non tutti gli apprendisti
hanno una vita facile; talvolta
occorre confortare ed aiutare
anche economicamente qual-
cuno di loro. I casi particolari
vengono tenuti presenti e se-
guiti con delicata sensibilità.
Un assistente sociale della
Scuola visita periodicamente
le famiglie degli apprendisti,
consente alla Scuola di veni-
re incontro alle più immediate
esigenze dei più meritevoli le
cui famiglie versano in stato
di bisogno, e soprattutto con-
sente di effettuare i desidera-
bili accertamenti nell’ambien-
te e sulle persone che hanno
cura dei giovani, sulla situa-
zione familiare, che, se tem-
pestivamente conosciuti, forni-
scono spesso preziose indica-
zioni di cure particolari atte
a produrre sul giovane il mi-
glior sforzo educativo.
Presso la Scuola funziona
inoltre un servizio sanitario -
psicotecnico - sociale, che cu-
ra in modo continuativo l’as-
sistenza dei giovani dall’am-
missione ai corsi, alla destina-
zione ai mestieri,
Nel 1952 il Ministero del la-
voro e della previdenza socia-
le affidò alla Scuola il compito
di iniziare un’altra importan-
tissima attività da svolgersi a
livello nazionale: la formazio-
ne degli istruttori.
Nel breve periodo di due
anni la Scuola attuò il Centro
Nazionale Formazione Istrutto-
ri (CNFI) avvalendosi del-
l’aiuto tecnico degli esperti
del Bureau International du
Travail, che, insieme ai tec-
nici italiani, seppero imprime-
re a tutte le attività del centro
un impulso veramente fecon-
do.
Nei primi cincue anni di vi-
ta, il CNFI, con due cicli di
attività per anno, ha prepara-
to circa 80 istruttori, reclutati
per concorso fra gli operai al-
tamente qualificati ed in pos-
sesso di adeguato livello tec-
nico-culturale.
Ai frequentatori del corso
viene corrisposto un assegno
giornaliero ed un premio al
conseguimento del diploma.
La formazione dell’istrutto-
re, basata principalmente sul-
la preparazione didattica, vie-
ne curata da personale specia-
lizzato con metodi moderni di
insegnamento,
Il CNFI dispone di quattro
sezioni: aggiustaggio, freseria,
torneria, rettifica, alle quali
verrà aggiunta, nel mese di
settembre, la sezione per l’elet-
tronica e, nel prossimo anno
scolastico, la sezione per l’elet-
tromeccanica.
Per mancanza di spazio, la
presidenza della Scuola è co-
stretta a rinviare lo sviluppo
del piano programmatico del
CNFI, approvato dal Ministe-
ro del lavoro sin dal 1955; è
auspicabile che la Scuola di-
sponga presto di altre aree
sulle cuaii dovranno sorgere
gli impianti per le nuove se-
zioni in programma.
I risultati ottenuti dalla
Scuola, apprezzata anche in se-
de internazionale, confermano
che il problema della forma-
zione professionale può essere
risolto, cuando le soluzioni
vengono affrontate, senza tra-
scurare nessun elemento che
concorre al buon esito della
iniziativa.
Fra le altre attività della
Scuola, sono da segnalare i
corsi di mualificazione e riqua-
lificazione per adulti, attuati
dal CNFI in parallelo con i
corsi di formazione istruttori,
frequentatissimi ad ogni ciclo;
nell'ultimo ciclo, su 30 posti
disponibili, si sono presentati
circa 90 concorrenti.
L'aumentato numero di do-
mande è da mettersi in rela-
zione ai buoni risultati otte-
nuti dagli allievi operai nei
precedenti corsi di formazione.
Sono inoltre da segnalare i
corsi di specializzazione in sal-
datura per ingegneri e periti
industriali, diretti dall’Istituto
italiano della saldatura; i corsi
di aggiornamento e di perfe-
zioramento organizzati dalla
Scuola per conto di alcune
aziende genovesi; i corsi di
istruzione tecnica per appren-
disti giovani lavoratori ed al-
tri corsi di istruzione profes-
siorale svolti nelle ore serali.
Il funzionamento della Scuo-
la è articolato in cinque ser-
vizi principali: didattico am-
ministrativo, tecnico-commer-
ciale, officina, CNFI.
Alla direzione della Scuola
spetta il compito di presiedere
e governare le attività scola-
stiche rispondendone ad un
consiglio di amministrazione,
nel cuale sono rappresentati:
il Ministero del lavoro e della
previdenza sociale (principale
finanziatore dei corsi), il Mi-
nistero del tesoro, il Consorzio
della istruzione tecnica, le
aziende industriali ed il Con-
siglio dei sindaci.
L'insieme delle attività
svolte dalla Scuola nei suoi
primi otto anni di esercizio,
hanno convinto tecnici ed
esperti. La impossibilità di po-
ter accogliere un maggior
numero di apprendisti, di al-
lievi istruttori e di adulti pro-
venienti dalla disoccupazione
generica, preoccupa la presi-
denza della Scuola che vor-
rebbe attuare al più presto il
raddoppio dei posti di lavoro
in base al piano di amplia-
mento per il quale è stato chie-
sto, in sede internazionale, il
necessario aiuto finanziario.
A chiusura di cuesta breve
relazione, contenuta in limiti
di spazio consentiti dal nostro
tanto apprezzato giornale, ri-
volgo l’invito a tutti gli ansal-
dini di voler visitare la Scuo-
la.
Tale visita costituirà un ti-
tolo di ambito premio alle fa-
tiche di coloro che con amore
e sacrificio danno l’opera loro
alla Scuola e potrà anche ser-
vire di orientamento ai capi
famiglia pensosi per l’avve-
nire dei loro figli. Mi permet-
to aggiungere che il problema
di tanti papà è quello di su-
perare una certa resistenza ad
introdurre i figli verso attività
non intellettuali e la conse-
guente irragionevole aspira-
zione alla laurea, molte volte
del tutto errata.
La tecnica moderna, l’auto-
mazione richiedono operai
specia ati e tecnici provetti
di cui abbiamo carenza. Il
Mercato Comune dovrà assor-
bire secondo i piani elaborati,
forti alicuote di tecnici. Tan-
ti sono i dirigenti d’azienda, di
officine importanti che pro-
vengono dalle scuole profes-
sionali. Anche sotto questo
aspetto la visita alla Scuola
può essere interessante.
N. B. Domerica 28 settem-
bre e domenica 5 ottobre dal-
le ore 9 alle ore 12 la presi-
denza, i dirigenti, i professori
e gli istruttori della Scuola vi
attendono.
Giuseppe Gennaro
13
LA LOTTA CONTRO GLI INFORTUNI
L'esito del concorso |
a premi in Fonderia vana
on il 31 luglio è terminato
il 1.0 semestre del concorso
antinfortunistico a premi per
gruppi, attuato nello Stabili-
mento Fonderia secondo le
norme pubblicate nel n. 5 di
quest'anno de « L'ansaldino ».
Il concorso ha suscitato, co-
me si desiderava, l'interessa-
mento e l'emulazione dei lavo-
ratori, e ha dato risultati che
si possono definire veramente
buoni.
Si è infatti realizzata com-
plessivamente una riduzione
del 23% rispetto al numero di
infortuni verificatisi come me-
dia mensile negli anni 1956-
1957.
I premi in palio erano previ.
sti in:
L. 5.000 pro capite per il
gruppo che avesse ridotto gli
infortuni di almeno il 50%.
L. 3.000 pro capite per il
gruppo che avesse ridotto gli
infortuni di almeno il 30%.
Ben quattro gruppi hanno
raggiunto o superato la per-
centuale di riduzione del 50%.
Essi sono:
Gruppo MODE - Gruppo
SBAV/GHIS - Gruppo MAN -
Gruppo GHIV-ANIME.
I primi due gruppi hanno
ottenuto una riduzione del
715%; i secondi due una ridu-
zione del 50%,
A conclusione del primo se-
mestre di gara, la Direzione, a
titolo di liberalità e per ben
sottolineare l’importanza che
viene attribuita al problema
degli infortuni, ha deciso, in
via del tutto eccezionale, di
assegnare 4 premi anzichè 2
come previsto dal regolamen-
to. Perciò hanno ricevuto il
primo premio gli appartenenti
ai gruppi MODE e SBAV/GHIS
e il secondo premio gli appar-
tenenti ai gruppi MAN e GHIV/
ANIME.
1 premi sono stati assegnati
a 254 operai e impiegati d'’of-
ficina per un totale di lire
904.000.
In pratica, un lavoratore su
tre ha avuto un premio.
Venerdì 8 agosto, il Direttore
dello stabilimento, con una
breve e cordiale cerimonia te-
nuta nel locale della mensa, ha
comunicato ufficialmente i ri-
sultati del concorso e si è con-
gratulato con le maestranze
per l'interessamento portato
alla gara. Ha invitato inoltre i
lavoratori a mantenere e mi-
gliorare le posizioni raggiunte.
Visti i buoni risultati realiz-
zati nel primo semestre di ga-
ra, è stato deciso di effettuare
il concorso anche per il seme-
stre 1.0 agosto 1958 - 31 gen-
naio 1959, lasciando immutati
i principi del regolamento e
apportando solo qualche leg-
gera modifica alle cifre che
rappresentano i traguardi da
raggiungere.
La partecipazione
dell’ Ansaldo
alConvegno di Trieste
Recentemente si è tenuto a
Trieste il « Convegno naziona-
le cella prevenzione infortuni
nel!e costruzioni navali », sotto
la presidenza del dott, Moli-
nari, Presidente dell’ « Ente
Nazionale Prevenzione Infor-
tuni ».
Al convegno, che è il primo
di una serie sulle varie specia-
lizzazioni, sono intervenuti i
rappresentanti delle principali
aziende cantieristiche nazio-
nali. L'Ansalde ha inviato il
Capo dell’ispettorato per la
prevenzione degli infortuni
ing. Salomone, gli ingg. Bi-
sacchi e Prato del Cantiere di
Sestri, l'ing. Marras del Can-
tiere di Muggiano, il perito
industriale Bassetti Mazzini
del CMI, che hanno presen-
tato interessanti e approfon-
dite relazioni. L'ing. Arduini
del Cantiere di Livorno, non
avendo potuto partecipare per-
sonalmente, ha inviato per
iscritto la sua relazione, Alle
discussioni è intervenuto inol.
tre l'operaio Pisasale del Mec-
canico, inviato dalla Confede-
razione Generale Italiana del
Lavoro.
Alla fine del convegno è sta-
ta formulata una mozione con-
elusiva articolata sui seguenti
punti: a) intensificare l'adde-
stramento e l’educazione an-
dun Pintta quamanai tanto
tinfortunistica dei lavoratori
di ogni grado; b) stimolare
l'attività degli operai, specie
di coloro che fanno parte dei
Comitati di Sicurezza, affin-
chè il loro contributo sia ve-
ramente fattivo; c) promuove-
re iniziative per lo studio del-
l'adattamento dei ponteggi al-
le costruzioni navali in modo
che rispondano alle norme di
sicurezza e alle effettive esi-
genze del lavoro: d) promuo-
vere studi per una normaliz-
zazione degli attrezzi elettrici
portatili e dei filtri ottici per
il lavoro di saldatura; e) in-
sistere nella ricerca di solven-
ti e sostanze coloranti che non
diano luogo ad emanazioni
dannose durante la manipola-
zione, l'applicazione e durante
i lavori con fiamma.
Premiati a Livorno
gli ansaldini
donatori di sangue
Gli ansaldini livornesi dona-
tori di sangue sono stati recen-
temente premiati al Cantiere
« Luigi Orlando » in riconosci-
mento della loro opera umani.
taria a favore della cittadinanza
I premi sono stati distribuiti
dal Vice Presidente dell’ALVS
(Associazione Livornese Volon-
taria del Sangue) prof. Salva-
tore De Renzi e dal Direttore
del Cantiere ing. Ascenso Mau-
ceri.
Medaglie d’oro;
derani, Dina Boni, Giovanni Fi.
nocchietti, Marino Gioia, Dino
Lenzi, Gino Parrini. Giovanni
Pernice, Cesarina Pagani, Bruno
Questa, - Medaglie di vermeille:
Otello Barsi, Gino Biagini, Gio-
vanni Bini, Giovanni Bruno,
Giulio Bonfanti, Unico Barghi,
Alberto Calvani, Oreste Calò,
Spartaco Del Bene, Antonietta
Dell'Ara, Ardelio Frilli, Lido
Gabrielli, Corrado Graziani, Ed-
da Maffei, Mario Migliacci, Ar-
duino Pavolini, Alessandro Pet-
tinelli, Amato Picozzi, Mario
Romiti, F. Rosellini, Umberto
Ricci, Ivo Sannino, Piero Zace-
cagna, Gino Zanobetti,
Luci:
putin ITETTTTRZINITI SIUIIODIIAARHVAVOORA AVATI VIA
Per interessamento della Direzione del Cantiere di Sestri si è svolta, in occasione della festa di S. Alberto,
la tradizionale gara alle bocce fra i rappresentanti dei varî reparti, per l'assegnazione della < Coppa can-
tiere navale», I giocatori premiati sono stati otto e | premi sono stati consegnati dal Direttore del Cantiere
TTI
n
Domenica 7 settembre, qualche minuto prima del varo della turbo-
”, di cui riportiamo la cronaca in altra
cisterna " Ginevra Fassio
parte del giornale, una bambina di otto anni di nome Antonietta,
figlia del palombaro Domenico De Santis del Cantiere di Sestri,
è salita sul palco d'onore per offrire un mazzo di fiori alla signora
Jole Fassio, consorte del cavaliere del lavoro ing. Ernesto Fassio,
La bambina ha accompagnato il gentile gesto comunicando che
qualche ora prima la sua casa era stata allietata dalla nasci
ta di una sorellina, che il padre avrebbe chiamato Ginevra in
omaggio alla nave per la quale aveva collaborato alla sistemazione
dell'avanscalo, Questa felice coincidenza ha commosso la signora
° Fassio e i presenti, che hanno espresso i migliori voti augurali
per la neonata, Nella fotografia si vede il palombaro Domenico
De Santis che, felicissimo, stringe al petto la sua piccola Ginevra
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ingegner Boero, presenti l'ingegner Pazzano, Il dottor Schiavo Lena, il dottor Bianchi e il signor E
14
Il varo del “Cantarena,,
Nella mattinata del 10 set-
tembre è stato calato in mare
al Cantiere di Sestri, per mez-
zo di un pontone galleggiante,
il rimorchiatore « Cantarena »
(costr. 1572) costruito sulla
banchina per conto della no-
stra stessa Società. A poca di-
stanza è già a buon punto un
altro rimorchiatore uguale; le
due unità sostituiranno i vec-
chi rimorchiatori « San Fran-
cesco » e « Santa Caterina »
ormai in demolizione.
La cerimonia del + varo >»,
piuttosto movimentato per lo
scorrimento di una braga ma
risoltosi bene, è avvenuta in
forma intima ed è stata aperta
dal Parroco di San Francesco
di Sestri, don Gaggero, con la
rituale benedizione. Erano pre-
senti il Direttore Centrale ing.
Franco Cristofori, il Direttore
del Cantiere di Sestri ing.
Gianandrea Boero, gli altri di-
rigenti del Cantiere e una rap-
presentanza di dipendenti.
Un particolare significato
all'avvenimento è stato dato
dalla scelta della madrina nel-
la persona della signorina Mi-
na Dagnino, da quarant'anni
impiegata all'Ufficio segrete-
ria del Cantiere di Sestri e
prossima a lasciare la nostra
Azienda. Questa scelta, che
premia l’appassionata e fedele
opera di una impiegata model-
lo, era stata suggerita dal sig.
Ettore Recchi al nostro gior-
nale da qualche mese, ed
ora ha potuto essere realizzata
dall'Ansaldo, che ha molto
gradito l’invito, dettato da no-
bili sentimenti.
Ecco le caratteristiche del
rimorchiatore « Cantarena »:
lunghezza fuori tutto, m. 18,80;
funghezza fra le perpendico-
lari, m, 16; larghezza massima
fuori ossatura, m. 4,10; altez-
za, m. 2,32; immersione media
m. 1,90; potenza dell'apparato
motore, cav, 150: velocità, no-
di 8,50.
La madrina del « Cantarena » sig.na Mina Dagnino
entrata recentemente in
servizio presso una banchina
dell'“OARN» di Genova un nuo-
vo tipo di gru portuale, pro-
gettato e realizzato dal nostro
stabilimento CM.L
Questo nuovo modello è stato
to in sostituzione dei vee-
chi tipi a braccio retrattile o a
pantografo, che sono ormai su-
perati per la loro complessità e
costo, Comunque prima di ab-
handonare il vecchio tipo e lan
ciarne uno nuovo, molto si è
discusso e studiato in quanto si
desiderava mettere a punto una
macchina che avesse tutti i pre-
gi di quelle dei concorrenti, non
ma che ne
svanta
er
‘olo, celiminasse gli
gi.
Il primo risultato di
tudio è appunto la
dell" OQARN » da 6
metri di
brevetto
n. 556073
questo
nuova gru
tonn, a 22
realizz
Oggioni
sbraccio,
Ansaldo
a su
Questa gru è del tipo a brac-
cio rialzabile ed è dotata di tut.
ti quei dispositivi che ne fanno
una macchina modernissima €
completa. Il gruppo che rappre-
senta una vera novità è quello
relativo al movimento del brac-
cio, Il peso proprio del braccio
è equilibrato da una zavorra
scorrevole lungo la parte supe-
del pilone girevole della
gru. Il carico che si aggancia
alla gru non perturba l’equili-
brio del braccio, in quanto un
ticolare cinematismo bre-
vettato consente al gancio, du-
rante il movimento angolare del
braccio stesso, di percorrere
un'orizzontale, per cui il carico
appeso restitui.
riore
non assorbe nè
sce energia,
A differenza di quanto si ri
scontra nelle gru dei concorren-
ti, questa orizzontalità è otte-
nuta con un sistema assni sem
plice e che non impegna il ca-
vo di sollevamento in rinvii
più o meno numerosi, Questi
rinvii, oltre ad abbassare il
rendimento del complesso di
sollevamento, aumentano l’usu-
ra della fune e non consentono
l'applicazione della benna a
quattro funi, tanto che norm:
mente, per le gru a benna, la
maggioranza dei costruttori de-
ve ripiegare sulla costosa gru a
braccio retrattile, Col sistema
Ansaldo - Oggioni » le gru per
servizio a benna potranno es-
sere realizzate con molta sem-
plicità e a prezzi inferiori,
Un altro vantaggio che si
ottiene col nuovo
quello di avere, nei confronti
delle gru similari, una minore
oscillazione pendolare del cari.
co agli sbracci corti, in quanto,
an mano che il
sistema è
braccio si al
la puleggia di estrema vola-
che è scorrevole
scende
ta,
stesso,
lunghezza
braccio al
iunghezza
il comando e la
lungo lo
diminuendo la
libera di fune dal
carico. Questa minor
facili grandemente
sicurezza della
manovra,
Lo spostamento del br:
comandato da pistoni
i quali consentono una ande
dolcezza di movimenti e una
ande precisione nella mano»
vra. L'applicazione del comando
idraulico a una gru del genere
ha posto dei problemi di parti-
colare difficoltà, che sono stati
brillantemente risolti,
Il sistema di rotazione della
gru è pure completamente di.
verso da quello adottato in
passato, e consiste nello scari-
care il peso della parte girevole
della gru su un cuscinetto siste.
mato su una traversa del portale
ru da banchina
e sul quale
girevole,
appoggia il pilone
Il pilone è munito di quattro
rulli girevoli su un piano oriz-
zontale che rotolano su
pista circolare, solidi
castellatura del portale,
è pure sistemata la
mi Alle prove, questo ti-
po di rotazione è risultato scor
revole e soddisfacente
tutti gli aspetti
Ed ceco le caratteristiche del
nuova gru; portata al ;
tonn. 3/8 mass. dal
centro dj rotaz., m, 22; sbracecio
una
cre.
glera.
sotto
1
a
gancio,
sbraccio
min. dal centro di rotazione,
m, 8; interasse del b'narione di
scorrimento, m, 8,220; d'slivello
ruote di scorrimento, m. 7,430;
corsa del gancio sopra il piano
di banchina, m, 27; corsa totale
del gancio, m. 34; velocità di
sollevamento al 1° con carico di
3 tonn., m, 60; velocità di
levamento al 1° rico di
è tonn,, m. 30; velocità di varia-
zione braccio al V, m. 45; velo.
cità di rotazione al 1", giri 1,5;
velocità di scorrimento al 1’
m. 21; totale, 100 tonn.
circa.
sol.
con
peso
La storia dell’ “Airone”
S i è spento recentemente a
al valor militare Alberto Ban-
fi, capitano di corvetta. Caso
forse unico nella storia della
nostra Marina Militare, egli
per primo fu al timone del-
l’« Airone Il =» e — dopo che
vi si erano alternati altri uf-
ficiali — ne fu l’ultimo coman-
dante. Al suo ricordo è dun- |
que indissolubilmente legato
quello della torpediniera af-
fondata nella tragica notte del |
12 ottobre 1940.
Chi ha seguito le nostre rie-
vocazioni di navi costruite al-
l’Ansaldo — dal «Pueyrredon»
al «Nisshin», al «Cristobal Co-
lon» — ricorderà come, di tan-
to in tanto, ci siamo lasciati
prendere dalla commozione.
E’ inevitabile che questo ac-
cada a chi conosce e ama le
navi come solo possono cono-
scerle e amarle coloro i quali
le vedono nascere sullo scalo,
e crescere, e prender vita
giorno per giorno, ora per ora.
Con un tuffo al cuore e con
un irrefrenabile moto di orgo-
glio, quanti di noi hanno escla-
Roma la medaglia d'oro |
mato, in un porto qualsiasi: È
« Quella è la tal nave! L'ho
vista nascere, in qualche pun-
to del suo scafo v'è il segno
del mio lavoro »? E quanti di
noi, badando a non farsi scor-
gere (coraggio, diciamolo pu-
re: non c'è di che vergognar-
si!), hanno pianto sulla fine,
prematura o meno, di una «no-
stra. nave?
Non è vero, lettori? Ma il
discorso sta per portarci lon-
tano; noi volevamo dire sol-
tanto che questa volta abbiamo
ricostruito la storia dell’« Ai-
rone » attraverso il racconto
fattoci da un ansaldino, di cui
taciamo il nome per suo de-
siderio espresso, che — imbar-
cato su quella nave — ne ha
vissuto fino in fondo la tra-
gica avventura, riportandone
una nen lieve infermità.
La sera dell’11 ottobre 1940,
dunque, l’« Airone », capo di
una squadriglia composta dal-
+ Ariel », dall’« Alcione » e
dall’. Aretusa » (che mancava
perchè ferma a Messina per
riparazioni), ebbe ordine di
intercettare assieme alla
squadriglia dell’« Artigliere »
— un convoglio inglese scor-
tato, nelle acque del canale di
Sicilia.
All'una di notte, avendo la
luna alle spalle (il che con-
sentiva di vedere senza esser
visti) , l'« Airone» avvistava
l’inerociatore inglese « Ajax »
La torpediniera « Airone > fotografata all'ingresso del « Mar Piccolo » di Taranto
e — portatosi sul fianco de-
stro di quest’ultimo senza far-
si scorgere e senza rispondere
alle segnalazioni luminose con
cui, all'ultimo, gli inglesi ten-
tavano di prendere contatto,
credendola una loro unità —
lanciò quattro siluri all’indi-
rizzo dell’* Ajax : che, però,
riusciva fortunosamente ad
evitarli.
Fu allora che Banfi ordinò
di aprire il fuoco contro la
nave nemica, con i pezzi da
100: i quali danneggiarono
molto seriamente il pur co-
razzato « Ajax », che però, con
i suoi pezzi da 152 e grazie
ancora alla distanza ravvici-
nata, colpiva sul fianco sini-
stro, verso poppa, l’« Airone ».
La nostra torpediniera in bre-
ve divenne una torcia e af-
fondò con la gemella « Ariel »,
anch'essa colpita a morte.
Banfi, ferito alla schiena, e
tuttavia lucido e tranquillo,
ordinò il «si salvi chi può >;
quindi, con un sangue freddo
eccezionale, settò in mare ad
uno ad uno i corpi dei morti
e dei morenti (la loro tomba
doveva essere l’acqua, non il
fuoco!) e attese, impassibile,
la fine. Senonchè uno scoppio,
forse dovuto al contatto delle
lamiere infuocate con l’acqua
gelida, lo lanciò lontano. Potè
aggrapparsi ad ‘un relitto e
resistere; e alla fine fu lui a
dover organizzare, addirittu-
ra, il salvataggio dei superstiti
della battaglia, dimostrando la
tempra del suo eroismo in 36
lunghissime ore di pietosa e
tragica odissea.
L'equipaggio deli’. Airone »
era stato decimato, e i super-
stiti erano tutti più o meno
seriamente feriti. Molti furono
gli episodi di solidarietà uma-
na € bello sarebbe anche poter
ricordare la storia di « Rò », il
cane portafortuna della nave;
ma di ciò parleremo un'altra
volta.
La storia dell’» Airone » era
cominciata su di uno scalo
del Cantiere di Sestri, donde
la torpediniera scese in mare
il 23 gennaio del 1938. Lunga
81,4 metri, larga 7,9, con 2,4
metri di immersione e 679 ton-
nellate di dislocamento, era la
seconda unità delia nostra Ma-
rina Militare che prendeva no-
me dalla costellazione dell’Ai-
rone. Aveva due eliche, azio-
nate da due gruppi di turbine
(2 caldaie), che imprimevano
alla nave una velocità di 34
nodi, sviluovando una poten-
za di 19.000 HP. Era infine ar-
mata con tre cannoni da
100/47 mm., due mitragliere
antiaeree, cuattro lanciasiluri
da 450 mm., due lanciabombe
ed era attrezzata per la posa
e la sistemazione delle mine.
Venne allestita in soli quat-
tro mesi al Molo Giano e di
qui parti nel maggio del 1938
(con circa 140 uomini di equi-
paggio). Come capo-squadri-
glia portò a termine due se-
zioni di « scuola - comando »
con base ad Augusta. Il 9 apri-
le del 1939 fu inviata a pro-
aianin
LMDEMINA Nt IRORHAVAtonaTAHH At aobiAARA ALDERO PRAIA
anninttne
teggere lo sbarco delle truppe
a Santi Quaranta; e qui cadde
uno dei suoi marinai, il secon-
do capo furiere, medaglia
d’oro.
Quindi divenne nave dipar-
timentale del Regio Corpo
Truppe Coloniali con base a
Tripoli. Dallo scoppio del con-
flitto all’affondamento portò a
termine oltre 18 missioni di
guerra, tra cui ricordiamo le
cinque missioni di scorta ai
pescherecci adibiti al rastrel-
lamento dei cavi sottomarini
sul tratto Malta .- Gibilterra,
le due di scorta per la posa
di sbarramenti offensivi, le
quattro per ricerca a rastrello
degli avvisi-scorta, le cinque
di scorta ai convogli veloci,
quella di appoggio ai MAS
per agguato nelle acoue di
Malta e le due di ricerca not-
turna di unità nemiche a nord
e a levante di Malta.
Cosa resta oggi di quella
notte, ossi che anche i mo-
delli dell’. Airone » e del-
1'« Ariel » sono andati distrut-
ti? Abbiamo sotto gli occhi
giornali dell’epoca, copertine
di settimanali. Molti parlano
minuziosamente della batta-
glia e riportano un'intervista
del comandante Banfi che, de-
gente in ospedale, assicurò che
« nulla al mondo può egua-
gliare l’ardimento dei nostri
marinai ».
Ma il tempo ha fatalmente
cancellato quei ricordi dalla
mente dei più.
Erano le due e trenta quan-
do la battaglia terminò e le
tre e qauarantuno quando lo
scafo dell’« Airone » scompar-
ve per sempre. In mezzo a
fiamme, relitti e nafta resta-
vano solo pochi valorosi. I soli
che non dimenticheranno mai.
emlos
“La sfida”
È protagonista del film,
interpretato da Josè Jua-
rez, è un volitivo giovinot-
to, con molta iniziativa e
pochi quattrini. Un giorno
però gli viene un'idea, che
risolve secondo i canoni di
un semplice problema di
aritmetica. In campagna la
verdura ai contadini viene
pagata, diciamo, 40 lire. Ai
magazzini generali si ven-
de, diciamo, a 180. La dif-
ferenza, pur considerando
il trasporto e altre spese,
« eh! eh! è grossa assai >».
Quindi decide di farsi pre-
stare i soldi da uno stroz-
zino, andare in campagna
con due camions affittati,
comprare la merce, portar-
la in città, rivenderla, re-
stituire i soldi più l’interes-
se, pagare i camions e te-
nersi « il resto ».
Il sistema sembra sem-
plice ma non lo è: i conta-
dini, uno dopo laltro, si
rifiutano di vendergli la
merce. Perchè? Perchè han-
no paura di Salvatore Ajel-
lo. Chi è Salvatore Ajello?
Il capo della « camorra »,
una fitta rete che copre
tutta la campagna, divisa in
singole « zone d’influenza »
dove i camorristi fanno i
prezzi e gli acquisti.
A farla breve, il nostro
giovanotto, grazie alla sua
iniziativa e alla « faccia du-
ra » riesce ad entrare a far
[LDONAVAVORIODURV ALMA DImgDda nat iAtuma POMTTAA
cannranantannann
Buattint
ITTTTTTIUT
DODHTIVNNIRIRIEDOT TAN VKIDORENALAANAGBEMMRATAHHAP0O
parte della « camorra» e
orricchisce rapidamente. Si
compra la radio, il televi-
sore, il frigorifero, un lus-
suoso appartamento nei
quartieri nuovi, e sposa la È
bella ragazza dei suoi so-
gni, interpretata da Rossa-
na Schiaffino,
Ma la « camorra » ha del
le rigide leggi interne che
vanno rispettate: i pomo-
dori non vanno raccolti
prima di una settimana, per
far salire i prezzi. Il « no-
stro » decide di caricare lo
stesso, ma quando arriva ai
magazzini generali dopo
una sequenza degna del mi-
gliore film gangsteristico
alla « Chicago », la puni-
zione della camorra lo rag-
giunge, con un proiettile
sparato da Salvatore Ajello.
Così il giovane volitivo
che si è fatto « camorrista »
per farsi una bella vita e
sposare la sua ragazza, fi-
nisce cadavere sul freddo
cemento dei magazzini ge-
nerali.
Magnifico film diretto dal
giovane Francesco Rosi, al
suo primo lungometraggio.
C'è la lezione del grande
film « gangster » americano,
c'è quella del neo-realismo
italiano (specie di Germi)
ma si sente anche Verga e
Capuana.
Naturalmente ogni riferi-
mento a cose e persone rea-
li è puramente casuale.
IL PORTOGHESE
SH ADTANIPERMAORAVAVAROMOVAVTAIRIIELNTA AA DESIIET IVANA NOBOIBONTAAAEIOLT
VT AVAVVIRIIIUNTIDAVKNGEBIBCA MAN HABIRIRERANH MALO
IPDMMIEIETNIA TAM MAO0APETANA MEHR HA
SEDI UUOOHODCOIRODETODOPDOCICHTHPOOHOODGIEORAOOTEMCOMEMAEOTTNAPENOAAA TAV AAONETENEN ANO ANA ATAF ALATI ENTO IAA TAN TATA TATA APDONN TANA NDCATA AA AD
SEZIONE
MOTORISMO
Successo del 3° motoraduno del varo a Sestri
Il *Galeoncino elisabettiano” vinto dal Dopolavoro Fiat
La dotazione dei premi del motoraduno
In occasione del varo al Can-
tiere di Sestri della turbocister-
na « Ginevra Fassio » di 31.500
t.d.w., costruita per conto delle
Società riunite di navigazione
« Villain & Fassio e Compa-
gnia Internazionale di Genova »,
la «Sezione motorismo » del
Dopolavoro aziendale Ansaldo
ha indetto, domenica 7 settem-
bre, il «3.0 motoraduno del
varo » per l'assegnazione defini-
tiva di un magnifico trofeo con-
sistente in un modello del ga-
leone inglese « Elizabeth » del
15 avente le seguenti dimen-
sioni: lunghezza em. 81, altezza
em. 85 (scala Il modello
è stato costruito dal signor Gino
Sella di Sestri Ponente e messo
cortesemente in palio dalle So-
cietà armatrici della « Ginevra
Fassio »,
Quantunque quest'anno la ma-
nifestazione non abbia ottenuto
il medesimo grandioso succes-
so registrato nell'edizione prece-
dente (lo scorso anno in occa-
sione del varo della turboci-
sterna «Agrigentum», oltre 2.000
concorrenti parteciparono al mo.
toraduno), i dirigenti del Dopo-
lavoro ed i loro collaboratori
possono essere ugualmente sod-
disfatti per il successo organiz-
zativo arriso a questo « 3.0 mo-
toraduno del varo », al quale
hanno partecipato oltre seicento
centauri, che sono tornati alle
loro sedi soddisfatti e carichi
di premi, Alle 7 è iniziato l’af-
flusso di centinaia di tifosi del
motore, che hanno atteso impa-
pazienti l’arrivo dei primj moto
clubs provenienti da varie lo-
calità dell’Italia settentrionale,
sostando nell'ampio piazzale del
bocciodromo sestrese di Villa
Maria in via Merano. Nel pome.
riggio ha avuto luogo la pre
miazione che, grazie ai non in-
differenti sforzi degli organiz
zatori, ha potuto essere assai
cospicua per i contributi offerti
dalle massime autorità cittadi-
ne, ditte ed enti varî, Quest'an
no perciò vi sono stati premi
per tutti, vinti e vincitori, s0-
dalizi classificati nelle diverse
graduatorie e concorrenti sin-
goli.
Ecco le classifiche e i premi
relativi:
Classifica « A>:; 1)
elisabettinno », dono delle Società
Riunite di Navigazione « Villain &
Fassio e Compagnia Internazionale
di Genova» al «Dopolavoro Fiat» di
Torino (punti 68996); 2) « Coppa
Lambretta » della Socletà « Inno-
« Galeoncino
centi» al Moto Club «Pozzi» di
Paderno (punti 22.560); 3) « Coppa
le i & Figlio» al Moto Club
i> du Vercelli (punt
4) < Coppa Di Konzo lir-
rena > al Moto Club « Clemencich »
di Monza; 5) «Coppa CUNI» al
Moto Club « CEAT >» di Torino; 6)
«Coppa Del Bono » al Moto Club
di Vigevano; 7) « Coppa Del Hono »
al Moto Club « Lambretta » di Ge-
nova,
Classifica « B >: 1) « Coppa Dire-
zione Generale Ansaldo » al Moto
Club di Arcore; 2) « Coppa Me.
diterr a >» al Moto Club « OARN 1;
3) « Coppa Sindaco di Genova > al
Moto Club « Croce d'Oro >» di Sam-
pierdarena; 4) « Coppa E. Garro-
ne » al Moto Club « Olubra >» di Ca-
stel Giovanni; 5) «Coppa OfM-
cine Canti > di Saronno al < Vespa
Club » di Genova; 6) « Coppa Del
Bono » al Moto Club Savona; 7)
« Coppa Dopolavoro Ansaldo - Se-
zione motorismo » al Moto Club di
Sestri Ponente.
Classifica « © >:
1) Coppa « Can-
tiere Navale Ansaldo » al G, S. « Mo-
>» di Bologna; 2) « Coppa An-
saldo Meccanico» al Moto Club
€ Bussoleno »; 3) « Coppa C.M.L > al
Moto Club « MV » di Podenzano; 4)
« Coppa CEAT >» al Moto Club di
Treviglio; 5) «Coppa Dopolavoro
Ansaldo - Sezione motorismo » nl
Moto Club « Ghia » di Milano; 6)
< Coppa Del Bono > al Moto Club dj
Quarto dei Mille; 7) « Coppa Dopo-
lavoro - Sezione motorismo » al Mo-
to Club di Genova Fegino,
Ed ecco i premi speciali:
Gruppi militarizzati: « Coppa
Shell Italiana > ai Vigili Urbani di
Genova; < Coppa Presidenza Pro-
vincia di Genova » alla Polizia Stra-
dal?
Classifica per marche: « Coppa
Bagliani > al Moto Club < QARN »
di Genova per il maggior numero
di « Vespa >; « Coppa Moto Gilera >
al Moto Club « Arcore » per il mag-
gior numero di « Gilera >»; < Coppa
Hoggia - Guzzi>, al Moto Cliub
« Fiat >» di Torino per lil maggior
numero di « Guzzi >; « Coppa Do-
polavoro Ansaldo » al «< Lambretta
Club » per il maggior numero «li
< Lambretta »; < Coppa Meccanica
Verghera » al Moto Club « M.V. » di
Podenzano per il maggior numero
di «MV»; «Elica di bronzo An-
saldo Fonderia» al Moto Club
« Olubra >» di Castel S. Giovanni per
il maggior numero di « Ducati ».
Classifica per Dopolavoro: « Cop»
pa ENAL Provinciale di Genova »
al Dopolavoro « Fiat » di Torino per
il gruppo più numeroso; « Coppa
ENAL Provinciaie di Genova > al
Dopolavoro Ferrovieri di Bologna
per la maggiore distanza percorsa;
Targa ENAL Provinciale di Geno-
va» al Dopolavoro «Fiat» per il
maggior numero di passeggeri
Sono stati inoltre assegnati i se-
guenti premi: medaglia d'oro della
< Mobiloil Italiana » al Moto Club
« Fiat» per il maggior numero di
partecipanti; medaglia d'oro della
Camera di commercio di Genova
al Moto Club « Mean & Frigerio » di
Arcore secondo classificato per il
numero di partecipanti; « Coppa LI
nea "C" di Navigazione » al Mo-
to Club « Fiat » per il maggior nu-
mero di signore e signorine; meda-
glinne d'argento FMI al Moto Club
< Clemeneich » di Monza per Il
gruppo più numeroso con migliore
\equipaggiamento; « Coppa Azari»
al Moto Club «OARN>» di
per il gruppo più
Provincia di Genova;
Consorzio nutonomo
Genova » al sig,
« grande invalido » del Moto Club
« Clemencich » di Monza; targhe
della < Sezione motorismo > del I
polavoro Ansaldo sono state a:
gnate ni sigg. Luigi Pizzorno (più
anziano), Franco Dagnino (più gio-
vane), Amelia Goldoni (più anzia-
na), Angela Giaccardi (più giova
ne), Pietro Perfetti (radunista iso-
lato proveniente da più lontano).
Alla « Croce Verde » di Sestri Po.
nente è stata assegnata una coppa
per il servizio prestato.
Genova
numeroso della
«Targa del
del Porto di
Franco Pennati
SIZIONE TURISMO
Un’ altra gita all’ Elba
Allo studio una gitaa Roma
Per ragioni tecnico-organizza-
tive non è stato possible accet-
tare tutte le domande di parte-
cipazione alla gita all'isola d'El.
ba del 28 settembre
Si informano pertanto gli in-
teressati che la « Sezione turi-
smo », onde esaudire coloro che
ne sono stati esclusi, organiz-
zerà una gita bis nella prossima
primavera.
Intanto la Sezione va studian-
do l’organizzazione di una gita
a Roma, che verrà effettuata dal
l.0 al 4 novembre e di cui ver-
rà data comunicazione median-
te man!festi,
SEZIONE MUSICA
Riapertura dei corsi
di solfeggio, pianoforte
fisarmonica e canto
Il 1.0 ottobre prossimo, presso
la sede di Sampierdarena, via
Achille Stennio 5/1 (tel. 41959),
saranno riprese le lezioni di sol.
feggio, pianoforte, fisarmonica e
canto.
Oltre a coloro che hanno pre-
so parte al corso 1957-58, posso-
no partecipare tutti gli iscritti
al Dopolavoro ed i loro fami-
gliari, dietro versamento della
quota mensile di L. 400,
Le iscrizioni si ricevono pres.
so la Segreteria di sezione, dal
15 al 30 settembre.
SEZIONE !ICACCIA
Battute in Lomellina
La «Sezione caccia » sta or-
ganizzando due battute in Lo-
mellina, La prima avrà luogo
nella seconda quindicina di ot-
tobre e sarà dedicata alla cac-
cia alle allodole con civette e
specchietti, la seconda si farà
nella prima quindicina di no-
vembre e sarà dedicata ai bec-
caccini,
Per informazioni rivolgersi
alla segreteria di sezione via
Sestri 32/2, Genova Sestri, al
mercoledì dalle ore 21 alle 22,30.
SEZIONE ATTIVITA MONTANE! 7}
Vendemmiata sociale
La Vendemmiata sociale »
che avrebbe dovuto aver luogo,
come annunciato nel numero
scorso, il 21 settembre, si farà
invece il 5 ottobre a Castelletto
d'Erba, dove già l’anno scorso
ebbe un ottimo successo, in so-
stituzione della gita alle Alpi
apuane.
Nel corso della manifestazio-
ne saranno organizzati giochi a
premi per grandi e piccini, non-
chè un ballo campestre, Il pro-
gramma dettagliato è in visione
presso le portinerie di Stabili.
mento.
Abbonamenti ridotti per
Anche per il corrente anno
calcistico il Dopolavoro Ansaldo
provvederà ad effettuare gli ab-
bonamenti, con pagamento in
cinque rate mediante trattenute
sulle competenze mensili, per la
« Sampdoria » e per il Genoa
Poichè i b'glietti d'ingresso allo
stadio subiranno adeguati au-
menti, le Società calcistiche
hanno ritoccato anche i prezzi
degli abbonamenti.
In via del tutto eccezionale
ai soci del Dopolavoro Ansaldo
verrà praticato uno sconto del
3%. I prezzi, comprensivi del
fondo soccorso invernale, sono i
seguenti; Gradinate normali:
« Sampdoria » lire 7.800, « Ge-
l're 8.800, - Gradinate ri-
noa »
dotte (mutilati, ragazzi, signo
re): « Sampdoria » lire 4.000,
« Genoa » lire 4.500. - Distinti
normali: « Sampdoria » lire
16.000. « Genoa » lire 18.000,
Distinti ridotti (mutilati, ragaz:
zi, signore): « Sampdor'a » lire
8.000, « Genoa » lire 9.000, - Tri-
buna normale: « Sampdoria »
“Sampdoria” e “Genoa”
lire 27.000, « Genoa » lire 30,000
- Tribuna ridotta (mutilati, ra-
gazzi, s'gnore): « Sampdoria »
lire 13.500, « Genoa » lire 15.000,
- Solo numerato di tribuna:
« Sampdoria lire 9.000, « Ge-
noa » lire 10.000.
Gli abbonamenti sono validi
anche per gli incontri amiche-
voli e per il campionato cadetti.
Le richieste di abbonamento do-
vranno essere presentate ai de-
legati di stabilimento.
Della agevolazione di cui so-
pra potranno godere anche co-
loro che presenteranno doman-
da di iscrizione al Dopolavoro.
Fotegrafie in visione
SI ricorda agli interessati che
le fotografie scattate al Teatro
« Eleonora Duse >» in occasione
della consegna delle borse di
studio Ansaldo ni figli dei di-
pendenti, e a Casella in occasio-
ne della <« Ciliegiata sociale >,
sono ancora in visione presso In
Segreteria del Dopolavoro, via
Achille Stennio 5/1 a Sampler-
darena (tel. 41959),
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Prove e consegna
della “Sicilmotor ”
(continua da pag. 3)
iniziativa che l'ha indotta a pro-
gettare © costruire un motore di
grande potenza impiegando i più
moderni sistemi di sovralimenta-
zione,
ing. Gino Luzzatto, Dirigente
all'Ufficio Progetti Navali dell’ An-
sal... l risultati delle prove della
« Dicilmotor » si possono definire
sorprendenti, specialmente per quan-
to riguarda l'assenza di vibrazioni
e la velocità conseguita.
ing. Agostino Mari, Consulente
della « Italnavi », Fra le molte na-
vi che ho assistito nella costru-
zione e alle prove, debbo ritenere
che la « Sicilmotor » possa consi-
derarsi una delle migliori, sia per
lo scafo che per tutti gli arreda
menti e la sistemazione dell'appa-
rato motore. Infatti questa costru-
zione rappresenta ancora una volta
il risultato di un lavoro condotto
dai dirigenti e dalle maestranze del-
l'Ansaldo con quel criterio tecnico
e quella pratica affinati in tanti
anni di esperienza; pertanto mi au-
guro che unità di questo tipo pos-
sano ancora essere costruite dal-
l'Ansaldo in quanto ciò conferme-
rebbe la mia affermazione. Questa
motocisterna, gemella nello scafo
ad altre unità costruite nel Can-
tiere di Sestri, ha un apparato mo-
tore Diesel che ha superato super-
bamente le prove, e con grande
vantaggio rispetto all'apparato mo-
tore a turbine, tenuto presente il
basso consumo di combustibile e ii
ridotto personale richiesto per l'as-
sistenza. Penso che i tecnici di
tutta Europa, durante le prove di-
mostrative in mare che saranno fat-
te il 15 corrente, avranno la dimo-
strazione dell'efficienza, della sem-
plicità e dell'economia di questo
apparato motore che sviluppa la
sua potenza con dodici cilindri in
linea sovralimentati.
Cap. Giovanni Ingrassia, Ispet-
tore delle Compagnie del Gruppo
Lauro. Il comportamento dell’ap-
parato motore della « Sicilmotor »
è risultato magnifico e in partico-
lare esso si è dimostrato pratico ed
economico, suscitando il vivo in-
teresse degli armatori. Penso che il
motore sovralimentato, dopo la
prova di oggi, abbia superato or-
mai quel punto oltre il quale ci
si avvia verso altre numerose ap-
plicazioni. In quanto allo scafo,
costruito con tutti gli accorgimenti
tecnici, è la riprova della lunga
esperienza navale dell’Ansaldo, e io
so quanto gli scafi costruiti dalla
vostra Società siano apprezzati da-
gli esigenti tecnici inglesi.
Com.te Alberto Beretta, Capita»
no d'armamento dell'Ansaldo, co-
mandante della nave alle prove.
Nulla da eccepire circa il compor-
tamento di questa bella nave. La
manovrabilità è risultata ottima ed
il comfort completo. data l'assenza
di vibrazioni.
Cap. Costantino Caorsi. Capo
della Sezione Montagrio Apparati
Motori del Cantiere di Sestri. L'ap-
parato motore ha funzionato in
modo perfetto in ogni sua parte,
con molta soddisfazione dei tec-
nici della @ Fiat » e della « Ital-
navi ».
* * *
Sabato 1 settembre alle ore 12,
presso la Direzione Generale del-
l'Ansaldo, è avvenuta la cerimo-
nia della firma dei documenti per
la consegna della « Sicilmotor » al-
la Compagnia di navigazione « Si-
cilnaviglio » di Palermo. Hanno
firmato il dott. Leo Zunino Pro-
curatore della « Fiat », il com.te
Eugenio Genta Amministratore
della « Sicilnaviglio », il nostro
Direttore Centrale ing. Amedeo Ca-
saccia e il Direttore del Cantiere
di Sestri ing. Gianandrea Boero.
18
Sono nati
10 giugno: CALOGERO, di Felice
Chiarenza (Can) e di Maria Turco
- 21 giugno: MARIO TOMASO, di
Giacomo Ricci (Fon) e di Assunta
Piana - 29 giugno: ROBERTO, di
Emilio Bianchini (Mec) e di Paoli-
na Ferrari - 6 luglio: MAURA, di
Alfredo Micheli (Mec) e di Jolanda
Perelli - 8 luglio: ELDA, di Renato
Mazzarelli (Mec) e di Maria Pilon
- 11 luglio; MASSIMO, di Ivo Allori
(Liv) e di Emilia Misuri - 13 lu-
glio: RITA, di G. B. Barabino (Cmi)
e di Salvatrice Cantaro + 15 luglio:
DANILA, di Francesco Bracco
(Mec) e di Mirella Priarone - 7
luglio: GUIDO, di Ugo Jotti (Can) e
di Rita Lunetti . 22 luglio: MAS-
SIMO, di Silvio Riso (Mec) e di
Giovanna Russo - 23 luglio: MAURI.
ZIO, di Walter Musso (Can) e di
Angela Valente; MARCO, di Giullo
Cavalli (Dig) e di Rosalia Gallo -
26 luglio: MARCO, di Luciano Ira)!
(Mec) e di Carla Piaggio - 27 lu-
glio: FABRIZIO, di Stefano Fran-
chini (Can) e di Adele Lombardi
= lo agosto: PATRIZIA, di Nilo
Pachetti (Liv) e di Marisa Tost -
2 agosto: ALESSANDRO, di Anto-
nio Canu (Cmi) e di Iride Picchi -
3 agosto: ROSSELLA, di Mario Bet.
tini (Can) © di Maria Costantino -
5 agosto: DANIELA, di Romano Gia.
gnoni (Mec) e di Armanda Berti -
8 agosto: FABIO, di Mauro Arin-
ghieri (Liv) e di Maria Della Mo-
Nica - 9 agosto: GIUSEPPI ei
Lino Graziano (Cmi) e di Caterina
Pittaluga; CLAUDIO, dl Rinaldo Bo,-
la (Can) e di Francesca Sbarbaro
- 10 agosto: FRANCESCO, di Giusep-
pe Ardini (Mec) e di Emma Pit-
taluga - 14 agosto: OTTORINO, di
Fernando Ferrini (Liv) e di Enrica
Lottini; MARCELLA, di Salvatrice
Rispoli (Dig) @ di Bruno Malara -
15 agosto: GIOVANNA, di Nicolò
Pedevilla (Can) e di Angela Pic.
cardo - 17 agosto: ROSSANA, di
Renzo Tuo (Mec) e di Graziella
Vianello,
A tutti | piccolissimi ansaldini ed
ai loro genitori | nostri auguri più
fervidi,
Si seno sposati
19 maggio: Vittorio TAGLIASAC-
CHI (Mee) con Vittorina Bernasco-
ni - 1,0 giugno: Piero SCOTTO
(Liv) con Anna Maria Manetti
7 giugno: Gino VILLA (Mec) con
Irene Durante - 15 giugno: Gian
Franco MARZI (Liv) con Lina S'-
monwetti: Benedetto CASARINO
(Cmi) con Rosa Parodi - 22 gi»
gno: Giovanni NICOTRA (Cmi) con
Marcellina Mantero . 2 agosto: Gin.
seppe OLIVIERI (Can) con Fiore].
la Carlini - 3 agosto: Luciano ME
LINO (Mec) con Giuseppina Bore
li; Gino LEVERATTO (Can) con Ce-
lestina Guasti - 9 agosto: Enzo
CORTESIA (Can) con Laura Moro
- 10 agosto: Narciso DELLEPIANE
{Mee) con Italia Gastaldo; Franco
PROSPERI {Mec} con Anna Goggi;
Antonio AGRONE (Cmi) con Maria
Pruzzo; Domenico GATTI (Can)
con Margherita Gamalero; Carlo
DEGLI ESPOSTI (Can) con Maura
Varvello; Ugo FINI (Can) con Ofe-
lia Regano - 11 agosto: Bartolomen
CADENELLI (Can) con Carla Vec-
chio . 14 agosto: Gino MARZOCCHI
(Can) con Norma Civera - 16 ago-
sto: Luigi MANCINI (Mec) con Ma.
ria Gardini - 14 agosto: Carmine
BUONO (Can) con Marianna Guer-
rino - 30 agosto: Virgilio LIMON-
GELLI (Can) con Annunziata Lom-
bardo; Achille VECCHIATTINI (Can)
con Delfina Baroni - 31 agosto: Gi.
no BILLIA (Can) con Olga Fossa.
Agli sposi i nostri vivissimi nu-
guri.
IIUIITTKIIBHTVIVRINETABIARITROCBUKERTBAVKRIBITMNINTIBTIKRODRKNaKtRtWnKnonnattare
Atti di onestà
L'operaio Luigi Camoirano
del Cantiere di Sestri, rinve-
nuto un portafoglio con denaro
a bordo della motocisterna
« Sicilmotor », rintracciava im-
mediatamente il proprietario e
glie lo consegnava.
o è =»
L'operaio Bruno Camerlen-
ghi del Cantiere di Sestri, rin-
venuto nello svogliatoio un
anello d'oro, si affrettava a
consegnarlo all'Ufficio Vigilan-
za affinchè fosse restituito al
proprietario.
Segnaliamo a tutti. con vivo
compiacimento, gli atti di one-
stà dei sigg. Camoirano e Ca-
merlenghi.
Pensioni di guerra
Ricordiamo agli
per poter usufruire del nostro
servizio, occorre compilare je
schede in distribuzione presso i
corrispondenti di stabilimento.
interessati che,
ELVINO CASANOVA. Facciamo s2e-
guito alla comunicazione apparsa
sul numero 12-13 per informarLa
che il Comitato di liquidazione ha
approvato i due progetti conces-
sivi e il Ministero del Tesoro, con
suoi Decreti in data 30-7-1958, ha
deciso favorevolmente. Pertanto.
con il Decreto n. 289669 Le verrà
liquidato un assegno rinnovabile di
B.a Ctg., con decorrenza dall'1-2.
1958 fino al 31-1-1960. Con il De-
creto n, 2896636 Le verrà liqui-
data una indennità « una tantum >
pari a due annualità di 8.a Cig.
il periodo dal 1952 al 1954. ll pri-
mo Decreto è passato al Servizio
pagamenti per l'emissione del ruo-
lo, mentre il secondo passerà alla
Ragioneria Centrale per }e Pensio-
ni di Guerra, che provvederà di-
rettamente alla liquidazione della
indennità «una tantum >». Con tl
prossimo numero contiamo di dar-
Le gli estremi di trasmissione al-
l'Ufficio pagamenti.
TERESIO GIANNECCHINI. A con-
clusione di quanto detto sul nu-
mero 14 del nostro giornale, Le
comunichiamo che il Servizio pa-
gamenti del Ministero de] Tesoro
ha trasmesso jl ruolo di iscrizione
n. 5768443 (Pos. Pag. n. 8120765)
all'Ufficio Provinciale del Tesoro di
Genova il 25-7-1958, con elenco
n, 16, per la liquidazione dell’as-
segno rinnovabile di B.a Cig. - Tab.
C - con decorrenza dal 7-8-1957 e
fino al € agosto 1959
LUCIANO SOMMOVIGO, in riferi-
mento alla precedente comunica»
zione apparsa sul numero del l.0
agosto, Le comunichiamo che il Co.
mitato di Liquidazione ha approva-
to il Progetto concessivo a Suo
favore relativo ad una indennità
«una tantum >». Il Ministro de] Te-
soro con suo Decreto n. 370149 del
30-8-1958 ha dato parere favorevo-
le, Ora il Decreto è passato alla
Ragioneria centrale per le Pensioni
di Guerra, che dovrà provvedere
direttamente alla liquidazione della
suddetta indennità. Dato il gran
numero di mandati di pagamento
da espletare, trascorrerà ancora
molto tempo prima che Le giunga
l'avviso di riscossione.
DUIBTNRLIRUBDISRINDIBRITRIVITAVIHITKOTOTKFOIRIOKINBANPOCRIANTAROPEDESTANKbNTAREE
Laurea
Iì sig. Roberto Romano, fi-
glio del Capo sala del Cantiere
di Sestri Generoso Romano, si
è recentemente laureato.in me-
dicina e chirurgia presso la
Università di Genova discu-
tendo brillantemente una tesi
sperimentale con cavie per de-
terminare l'azione del corti-
solo sul muscolo, relatore il
prof. Lorenzo Antognetti, Di-
rettore dell'Istituto di clinica
medica. La commissione ha as-
segnato all'esaminato la vo-
tazione massima di 110 con
lode e medaglia d’argento ed
ha concesso l'autorizzazione a
pubblicare la tesi.
Al neo dottore, già vincito-
re di numerose borse di studio
di 1.0 grado Ansaldo, e a suo
padre giungano le nostre più
vive felicitazioni.
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Acidi nel motore? Certo: la combustione
ne lascia giorno per giorno una notevole quan.
tità nei cilindri. I loro effetti sono dannosi:
quando il motore è fermo corrodono il metallo
e, quando è in moto, ne accentuano l'usura.
Ecco perchè è indispensabile un lubrificante
che neutralizzi gli acidi a mano a mano che sì
pericolose come l'attrito e gli sbalzi di tem.
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C)
al
l’olio per tutte le temperature
Caro Ansaldino,
possiedo una modesta « Lam-
bretta» che mi serve quasi
esclusivamente per venire a
lavorare; la curo con amore e
con passione affinchè mi si
conservi il più a lungo possi-
bile, dato che il compraria mi
è costato non lievi sacrifici. AI
Cantiere di Sestri esiste un po-
steggio per motocicli (portine-
ria operai) in cui le meto sono
parcheggiate senza alcun or-
dine; ne consegue che, alla
sera, uno si trova la propria
motocicletta con la pittura
scrostata, o peggio con para-
fanghi e lamiere piegate. lo
personalmente ho già speso
circa 2000 lire per i danni su-
biti.
Di questo stato di cose non
faccio appunto alla Direzione,
ma a noi possessori di moto-
cicli, che non siamo ancora
tanto civili da considerare le
cose altrui con il rispetto che
si usa per le cose proprie.
A conclusione di quanto so-
pra, e nell'intento di ovviare
in parte agli inconvenienti la-
mentati, propongo che vengano
nuovamente tracciate le stri-
scie per terra, onde delimitare
lo spazio che deve occupare
ciascuna moto, e, se è possi-
bile, prolungare verso ponente
il posteggio mediante la co-
struzione di una tettoia.
Grazie dell'ospitalità.
FRANCESCO SOMMARIVA
(CAN)
Ci siamo interessati di quan-
to proposto presso la Direzione
del Cantiere di Sestri, la qua-
le, riconoscendone la fonda-
tezza, ha senz'altro accolto il
suggerimento per quanto ri-
guarda la tracciatura delle
strisce sul pavimento del po-
steggio, eseguita dal servizio
manutenzione durante le fe-
rie. Non è possibile invece,
per molte ragioni, prolungare
il posteggio e costruire una
nuova tettoia.
RELTUBIKBNIIRITNZIARBIRORTNBKVETNSKBHECIVRATORIPETHATAVGLINELKRHVINIORKKOTAKENKEI
*_.° n “”
Rivista “Zena
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mero della rivi « ZENA >, tri.
mestrale della Liguria in dialetto
genovese, diretta dal giornalista Et-
tore Balbi
La rivista
torità e personalità
pone di tener vivo nel mondo è
nome di Genova e della Liguria.
conservando e diffondendo la par-
cui hanno aderito au-
liguri, sl pro-
lata della nostra gente, raggruppare
attorno
ziative è
intir
ad essa it fiorire delle ini-
rivolgere una parola più
tutti quei liguri che, in
all'estero, sanno ancora
ersi per la nostalgia della
a a
loro te
Il primo fascicolo, con copertina
n colori cd lliustrazioni deì pittore
Zambelli, contiene scritti di Govi,
Margutti. Cavassa, Fiorita, Bassana,
Petrucci, Guglietmino e di altri fra
È più noti scrittori e giornalisti del.
Ja Liguria,
I NOSTRI CONCORSI
Lera gneenano,
eos 0®*T
la —
dire, entro il 15 ottobre
RISULTATI DEL CONCORSO PRECEDENTE |.
N signore in alto a sinistra ha compiuto un lungo viaggio e si è fatto fotografare nel costume caratte-
ristico di ognuno dei cinque Paesi attraversati. Per partecipare al concorso i lettori dovranno saperci
il nome dei cinque Paesi e inviare le soluzioni corredate di nome, cognome,
numero di cartellino e sigla dello stabilimento di appartenenza,
guenti premi: 1) due lenzuola con federe ricamate; 2) un lenzuolo con federe ricamate; 3) un servizio
di tovaglie per sei persone; 4) e 5) due scatole ciascuno di cacao « Perugina».
felin DIG (vince un servizio di to-
La soluzione del concorso pub- Vaglie per sei persone); dal 4) al
blicato nel n. 12-13 del 15 luglio - 13) Carlo Priarone della DIG, Do-
Lo agosto. è la seguente: « La po- menlco Peruzzo del CAN, Tullio Bo-
sizione del veliero alla fine dej adeo della DIG, Gerolamo Rossi
viaggio è data dalle coordinate 7P del SAU, Ezio Barbieri del MEC,
Tra | numerosi lettori che hannn Maria Luisa Gili della FON, Enzo
inviato la risposta e i, Jl sor- Orlandini di LIV, Luigi Bruzzone
teggio (effettuato presso lo stabili- del CMI, Amabile Cosani del MEC,
mento Meccanico alla presenza ai Giuseppe Rafusa î MEC (vincono
testimoni) ha favorito | seguenti ‘inscuno una cop del libro «la
signori: 1) Ottorino Lanza della saldatura elettrie 4) e 15) RI-
DIG (vince una valigia); 2) Maria ta Clerici del CMI, Aldo Terrile del
Ferrando del MEC (vince un ferro MEC (vincono ciascuno due scatole
elettrico da stiro); 3) Aldino Mari «
ti cencao Perugina »)
di
decima
N sig. Sirio Ricusati del Cantiere
mente il secondo
per i Lavoratori»
alla
questo
posto
con
quadro
conquistato recente.
de « La Gazzetta
Vecchia Livorno >.
Livorno ha
mostra d'arte
intitolato
Sono
in palio, per sorteggio, | se-
VINZITDRI EDEL} CONCORSO;
“BATTUFMA DI CACCIA”
Alessandro di
n sig.
pendente dello stabilimento Mecca.
nico, fotografato presso la Redazione
Golferenzo,
de « L'ansaldino > col fucile da
caccia automatico «Breda», che ave-
va vinto nel concorso «Battuta di
cnccia» realizzando 408 punti.
MEMENTO
Mario CERVELLIN
di 52
nico,
to assunto nel
glie e due figli
anni, dipendente del Mecca-
deceduto Il 4-8-1958. Era sta-
1937, Lascia la mo-
Bruno CANIATO
di 57 anni, dipendente del Mecca-
nico, deceduto il 5-8-1958, Era sta.
to assunto nel 1924. Lascia la mo-
glie e una figlia
Teresio MASSARA
di 51 annî, dipendente del Mecca.
nico, deceduto ll 5-8-1958, Fra sta-
to assunto nel 1942, Lascia la mo-
glie e un figlio,
Stefano CARLI BALLOLA
di 53 nanni, dipendente del Can-
di Sestri, deceduto Ul 6-8.
Era stato assunto nel 1949,
la moglie e un figlio.
Pellegro UGHETTI
di 49 anni, dipendente del Can-
tiere di Sestri, deceduto ll 25-8-
1958, Fra stato assunto nel 1942,
Lascia la moglie e tre figli
Santo BOTTINO
anni, dipendente
i, deceduto
Era stato assunto nel
la moglie,
di
58
fel Servizi
27-8-1958.
1945. Lascia
Ai famigliari le commosse condo-
glianze de « L'ansaldino >.
Fratelli
PAGANO
Tipografi Editori dal 1797
“QUAL'E ILSEGRETO DELLATUA BELLEZZA,
LACREMA © LA LOZIONE PREFERITA
CHE TIDA QUESTA ETERNA GIOVINEZZA?
ISPOSE QUELLA SPLENDIDA DAMINA,
AL SECOLO MABAMA PONPADOUR:
“a Mo SIGNORE lo PRENDO cENI MATTINA
LACELEBRE MANNITE oî DUFOUR?,,
Usate anche voi mannite Dufour!
BIANCHERIA - BIANCA E DISINFETTATA
pulito. Con
Non vi illudete di ottenere risultati
caci coprendo odori con profumi, facendo apparire bianco
ciò che non è pulito, ritenendo disinfettato ciò che è solo
ANTISAPRIL
si distruggono gli odori, si sbiancano le macchie e si di-
sinfetta efficacemente la biancheria senza deteriorarla.
ANTISAPRIL non è velenoso ed è
ne di Sanità. Reg. Min. Int. 99/41.
ANTISAPRIL per ogni disinfezione in casa, in negozio, nel
bar, nel ristorante, negli allevamenti.
sostanzialmente effi-
registrato alla Direzio-
Uno dei due bracci port elica \
della T/n “Leonardo da Vinci”
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