Ferrovie Marchigiane

Contenuto

Collezione
SOGGETTI PRODUTTORI
Natura giuridica
Società
Descrizione
La società venne costituita a Milano il 21 febbraio 1922 per la gestione della linea ferroviaria elettrica Castelraimondo - Camerino e con un capitale sociale iniziale di lire 10.000, suddiviso in 100 azioni da lire 100 ciascuna, e sottoscritto in parti uguali dall’avv. Torquato Sartori e dall’ing. Luigi Stevenson.

La ferrovia Castelraimondo - Camerino, attiva fra il 1906 ed il 1930, in seguito ricostruita ed in servizio fra il 1935 ed il 1956, rappresentò un impianto assai caratteristico per la tipologia costruttiva adottata. Si trattava, infatti, di una linea con caratteristiche prettamente tranviarie, anche nei rotabili utilizzati, ma di cui venne classificata come tranvia unicamente la tratta terminale all’interno dell’abitato di Camerino. Fra le peculiarità dell’impianto, sia la stazione di Camerino San Domenico, con annesso deposito-officina, sia la rimessa di Piazza Cavour, erano ricavati all’interno di edifici religiosi. Il 12 agosto 1894 l’ingegnere Ferretti presentò al Consiglio comunale di Camerino un progetto di costruzione di una ferrovia a vapore che partendo da Castelraimondo si sarebbe arrestata ai piedi della collina su cui sorge Camerino che sarebbe stato raggiunto per mezzo di una funicolare. Il punto di arrivo di questa sarebbe stato posto nei pressi della ex Chiesa di San Domenico. Lo scopo era quello di rompere l’isolamento della città di Camerino, sede dell’Università. Tale progetto venne accantonato perché ritenuto macchinoso e si optò per una ferrovia a scartamento metrico, con trazione elettrica a corrente continua. Il Consiglio comunale di Camerino approvò in seguito, con seduta del 16 luglio 1898, il progetto redatto dall’ingegner Giovanni Battista Salvi, responsabile dell’ufficio tecnico, nonché futuro primo presidente della Società Ferrovie Marchigiane.

Il 5 aprile 1902 si costituì dunque la Società Anonima per Ferrovie e Imprese Elettriche di Camerino, la quale iniziò i lavori di realizzazione dell’opera e richiese al Comune il subentro nella concessione per la costruzione e l’esercizio della stessa. La relativa convenzione venne firmata il 5 dicembre dello stesso anno e la linea fu inaugurata l’11 aprile 1906.

Con il regio decreto n. 1110 del 22 aprile 1923 la concessione della linea fu affidata alla Società Ferrovie Marchigiane (SFM), realtà appositamente costituita quale ramo d’azienda del precedente gestore, come del resto dimostra lo spostamento della sede sociale a Camerino e il primo aumento del capitale sociale a lire 500.000, avvenuto già nel marzo 1922, mediante l’emissione di 4900 nuove azioni, interamente sottoscritte dalla Società Anonima per Ferrovie ed Imprese Elettriche di Camerino contro il conferimento di tutti i beni immobili, terreni, fabbricati, opere d’arte, magazzini e officine esistenti sulla linea Castelraimondo - Camerino.

Nonostante i contributi statali previsti dal Regio Decreto del 29 gennaio 1922, n. 40, il primo anno d’esercizio si chiuse con una perdita di lire 289.656 solo in parte giustificata dagli imponenti costi di gestione del personale e di manutenzione della linea entrambi ereditati dalla precedente società. In realtà era tutto il comparto ferroviario e tramviario a soffrire la concorrenza del trasporto su automezzi, favorito dal Governo sia con misure legislative sia con dazi favorevoli sul carburante. La situazione si aggravò ulteriormente con l’emanazione del decreto del 19 dicembre 1923 n. 2311 che, se da un lato introduceva importanti norme per l’equo trattamento del personale addetto alle ferrovie, tramvie e linee di navigazione interna esercitate dall’industria privata, da provincie o da comuni, eliminava però ogni possibile forma di contributo statale. Le conseguenze immediate furono importanti tagli al personale e aumenti delle tariffe di viaggio.

Il primo bilancio a presentare degli utili d’esercizio risale al 1924, ma questi non derivarono da una migliore gestione societaria bensì da un importante contributo proveniente dalla società fornitrice di energia elettrica, le Ferrovie ed Imprese Elettriche di Camerino, che oltre a ridurre il prezzo della fornitura di energia al di sotto di quello di costo, concesse il totale abbuono per quanto dovuto nel 1924.

Il 16 gennaio 1926 l’intero pacchetto azionario della Società Ferrovie ed Imprese Elettriche di Camerino venne però acquistato dalla Unione Esercizi Elettrici - UNES, che acquisì quindi anche il controllo della Società Ferrovie Marchigiane.

La sera del 27 novembre 1930 avvenne un grave incidente: presso Villa San Paolo un’elettromotrice deragliò causando la morte del bigliettaio e provocando, anche in conseguenza dello stato dell’armamento e di precedenti inconvenienti riscontrati, la sospensione del servizio ferroviario. La ferrovia rimase chiusa cinque anni, durante i quali l’intera infrastruttura venne rinnovata ed in parte rettificata, e furono acquistati nuovi rotabili. L’esercizio riprese solo l’8 settembre 1935. Ma ormai la società, che nel frattempo aveva deliberato il cambiamento di sede sociale da Camerino a Roma (29 ottobre 1934 ), era entrata in una crisi profonda dalla quale non fu più capace di risollevarsi.

Il 7 maggio 1945 venne deliberata dall’Assemblea degli azionisti lo scioglimento anticipato della società, inizialmente previsto per l’anno 2000, e la messa in liquidazione della società. Gli anni seguenti furono caratterizzati da imponenti perdite d’esercizio.
Passata la seconda guerra mondiale, le mutate condizioni economiche e la crescente concorrenza delle autolinee portarono, in un clima generale non favorevole agli impianti fissi, alla soppressione del servizio, avvenuta il giorno 8 aprile 1956 e sostituito con l’esercizio provvisorio di autobus effettuato mediante l’appalto ad una impresa di autoservizi di linea con proprio personale e propri automezzi contro un compenso unitario per vettura/Km.

Il 30 aprile 1956 venne revocata la liquidazione della società ed il capitale sociale aumentato da lire 250.000 a lire 5.250.000 mediante l’emissione di 50.000 nuove azioni da lire 100 ciascuna. Il 26 aprile 1960 la società venne però nuovamente messa in liquidazione ed il capitale sociale, detenuto per la maggior parte dalla UNES (45.000 azioni), a cui seguivano la Società idroelettrica dell’Ossola (5.000 azioni), e la Società Acquedotti della Versilia (2.000 azioni), venne ulteriormente ridotto. In seguito alla fusione delle tre società nell’Italsider, avvenute tra il 1964 ed il 1966, tutto il pacchetto azionario delle Ferrovie Marchigiane venne acquisito dall’Italsider, fino ad arrivare ad una vera e propria fusione per incorporazione delle Ferrovie Marchigiane nell'Italsider che avvenne il 20 ottobre 1966.
Data
1922 - 1966
Estremi cronologici
1922 – 1966
Data topica
Milano, Camerino
Complessi archivistici prodotti
Ferrovie Marchigiane - Libro soci, copertinaFerrovie Marchigiane

Position: 2031 (16 views)