Ansaldo - Sottostazione di conversione di Genova Molassana

Contenuto

Ansaldo - Sottostazione di conversione di Genova Molassana
Titolo originale
"Ansaldo S.A. - Stabilimenti Elettrotecnici, Genova Cornigliano"
Tipologia
Opuscolo a stampa
Descrizione
Opuscolo inerente la sottostazione di conversione di Genova - Molassana della Unione Italiana Tramways Elettrici (UITE). Installata dalla UITE nel 1928 per migliorare l'alimentazione della linea Genova - Prato, entrò in servizio nel novembre 1929. Ansaldo fornì i disegni di insieme del fabbricato e seguì lo studio della sottostazione in collaborazione con i tecnici della UITE.
Data testuale
1932
Data topica
Genova (Reparto tipografico Ansaldo)
Consistenza
1 opuscolo (pp. 23)
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Ansaldo (1853 - ***)
Identificativo
OP.000047
Collocazione
Opuscoli, b. 3, f. 6
contenuto
“ANSALDO”

— SOCIETÀ ANONIMA —

STABILIMENTI N
ELETTROTECNICI |M

GENOVA-CORNIGLIANO figil



SOTTOSTAZIONE

DI CONVERSIONE

A GENOVA - MOLASSANA



“ANSALDO”

SOCIETÀ ANONIMA - CAPITALE SOCIALE L. 125.000.000

SEDE IN GENOVA

STABILIMENTI ELETTROTECNICI

GENOVA - CORNIGLIANO

LA SOTTOSTAZIONE DI CONVERSIONE
A GENOVA - MOLASSANA

DELLA UNIONE ITALIANA TRAMWAYS ELETTRICI





Vista interna della sottostazione



LA SOTTOSTAZIONE DI CONVERSIONE A GENOVA-MOLASSANA

della Unione Italiana Tramways Elettrici



GENERALITÀ

Per migliorare l'alimentazione della linea
ria di Ge-

nova, la Unione Italiana Tramways Elettrici



Genova - Prato della rete tramvi;



decise nel /1928 di installare una sottosta-

zione di gonyersione & Genoya- Molassana,



precisamente nella località denominati



“Giro del Follo” La sottostazione entrò



io nel Novembre 1929,



in regolare servi N

Il progetto generale della sottostazione
contempla l'installazione di due complessi
di conversione dell’ energia trifase a 12.000
Volt, 50 per/see. în corrente continna a 570
1. 400 Kw

In un primo tempo fu però installato uno





Volt, ciascuno della potenza di



solo di tali comple

Tale complesso di conversione, compr



dente un tra



sformatore, un raddri



esafase a 12 anodi, gli impianti ausiliari e
l'impianto di manovra per il comando a

mano ed automatico a distanza, fu com-



messo alla nostra Società, che si valse della

collaborazione dell'A. E. G di Berlino per



il raddrizzatore e gli apparecchi relativi.
La nostra Società provvide anche, in col-
ione con i Teenici della U IL T.E,

allo studio di tutta la sottostazione, for-

labora



nendo altresì i disegni di insieme del fab-
bricato.

bè fultime SI softostazionir costruite dalla
U I.T.R. qualche anno prima, pure per
migliorare l'alimentazione della sua rete
tranviaria, erano state ancora equipaggiate
con convertitori rotanti. Per la nuova sot-
tostazione di Molass



ana si volle però ricor-



rere ai rad



ziatori a vapore di mercurio

per i notevoli vantaggi che essi offrono



rispetto ni gruppi rotanti, vantaggi che pos-

sono essere sommariamente così riassunti
4) miglior rendimento, il rendimento si
mantiene elevato e quasi costante per i di-
versi valori del carico, anche per i valori
più bassi, fatto questo assu importante per
un servizio di trazione nel quale si hanno

sempre forti variazioni rispetto al carico



medio, D) fattore di potenza assai prossimo

all'unità, 6) insensibilità ai forti sovracea-







}\

RI

Lift Vidrattia alta Wbttostazione

richi istantanei ed ai corto cireniti, d) indi-



pendenza dalla frequenza della rete di



mentazione, e) facile e rapida messa





rvizio; questa può essere resa automatica

con pochi e semplici apparecchi, £) minor



peso; assenza di masse rotanti quindi sop-
‘i

causati dai ramori delle macchine in moto;



pressione delle fondazioni e dei d



9) sor



glianza quasi nulla, ridotta ad una



© due visite alla settimana per la ve



del vuoto; 4) grande durata non avendo il

radarizzatore parti in movimento e quindi



soggette ad usura.



La sottostazi ssana si presenta

nel suo insieme come dalle fotogr (/iyg. 1-23)

nonchè dai disegni (figg. 4-5-6) riprodncenti



rispettivamente la pianta, la sezione longi-

tudinale e la sezione trasversale dell’edificio.
2. - IL RADDRIZZATORE

Il raddrizzatore installato nella sottosta-



zione di Molassana (fig 7) è del tipo in
ferro, a 12 anodi, con accensione a corrente
continua,

Il recipiente del vuoto è in acciaio fuso
con saldature esegnite con processo speciale.

Esso è sostennto med



ante speciali c















lonmine portanti ad un’altez



‘a dal pavimento
tale che îl catodo può essere smontato dal
basso comodamente senza dover cioè solle-

vare il raddrizzatore.



La tenuta del vuoto è assienrata: 4) nelle

aperture praticate nella parte superiore del



di principali e per
li
guarnizioni costituite da anelli in profilato
alluminio. Ta

recipiente per i 12

Panodo di accensione, mediante speci





anelli



di piombo © da fil



sono scanalati nel mezzo e le scanalature

‘ano col atoio del vuoto inter



comun

medio appresso accennato; 5) nell'apertura



praticata nella inferiore contro la quale



viene bullonato il catodo, mediante anelli



di gomma speciale. Questi anelli (servono in
pari tempo ad isolare il catodo dal rimanente
recipiente del vuoto

Il recipiente del vuoto è circondato da



camicia di lamiera, nell’ inter



pedine



pla Vacqua di raffreddamento



Uno speciale apparecchio regola automa-



mente la quantità di acqua di circola-

zione



n relazione alla temperatura del re-
del



ente del vuoto e quina



cip
raddr



atore.





- Vista esterna a monte della soltostazione





La tubazione di afflusso dell’acqua è



isolata dal raddrizzatore mediante un ro-



busto tubo di gomma mentre lo sca



avviene a getto libero in un imbuto di ma-

teriale isolante sistemato nel pavimento.

recipiente del vuoto del raddrizzatore e »

da forti correnti indotte nella mas



rica nel serbatoio del vuoto intermedio.



Ta evaporazione del merenrio è ottenuta

in tale pompa mediante il calore sviluppato

a del







Per la formazione ed il mantenimento

del vuoto sono adoperate due pompe poste



ci



in serie. La prima, disposta sullo ste



lindro raddrizzatore, è una pomp



di vapore di mercurio a tre salti. Essa 1



vora continuamente, aspira direttamente dal

- Pista prospettica interna della sottostazione

mercurio stesso. Due bobine di eccitazione



alimentate a c. a. dalle sbarre ausiliarie della





sottostazione e collocate a fianco del reci.

piente del merenrio costituiscono il primario



di nn trasformatore il cui secondario è for-

mato dal mercurio stesso nel suo recipiente





SOTTOSTAZIONE DI CONVERSIONE A_ GENOVA - MOLASSANA

dell'Unione Italiana Tramways Elettrici



DISEGNO DEL FABBRICATO












Fig. 6 Sezione ©. D

Fig. 4 - Pianta







a forma anulare. La t



ita del vuoto è ot-
tenuta



questa pompa mediante speciali

guamizioni a mercurio.



Fra la pompa ad ejezione e il serbatoio
del vuoto interme.lio è inserita una valvola
di ritenuta ad olio che serve ad impedire

il ritorno dei gas nel raddri



atore nel caso
che la pompa cessasse di

Alllo searico dei gas raccolti nel recipiente
del vnoto intermedio provvede invece una
seconda pompa di tipo rotativo in olio mon-
ta



sul pavimento presso al raddri



zator
Si fa funzionare tale pompa di tanto in

atore a vapore di mercurio da 412 Kw.

570 Volt c. e.

tanto, quando la pressione nel recipiente
del vuoto intermedio ha raggiunto nn certo
valore.

Come già accennato le si



nalature pra
ticate nelle guarnizioni di piombo degli anodi
comunicano con questo recipiente del vuoto
intermedio, Ciò permette di ripartire van-

e su due salti la differenza to-
tale di pre



ione esistente fra l’ interno del
raddrizzatore e l'atmosfera, facilitando gran-
demente il mantenimento del vnoto. La mi-

sura di controllo del vuoto è fà



a mediante
un vuotometro del noto tipo Mac. Leod.





L’ accensione del radd:



zzA,tore è ottenuta

med



ite lo speciale anodo centrale. L' arco
fra questo ed il catodo rimane sempre ade-
scato, pure durante il funzionamento del

raddrizza



macchi



re, onde mantenere



del tipo ad adescamento mediante oscilla-

zione. Tale raddrizzatore è alimentato da

un trasformatore a tre avvolgimenti i

cui
primario è collegato alle sbarre dei servizi

ausiliari della sottostazione mentre il secon-





catodica anche quando il carico della rete

si annulla momentaneamente ovvero scende



a valori troppo bassi (al di sotto di 20-30

ampere). La corrente necessaria all ades



‘ae



mento ed al mantenimento di quest’ arco è

fornita da un piccolo raddri;



atore in vetro,

refrigeranto

dariof coi suoi estremi è collegato ai due

anodi dell’ampolla e col sio punto neutro

con lo stesso catodo del radd
tallico. Il terz

satore me-





) alimenta il circuito di
oscillazione e di adescamento dell’ ampolla.

L'impianto refrigerante (fig 8) è del











Trasformatore principale è partiture di corrente





tipo a cir ue d'acqua în cielo chiuso.

Il rafireddamento dell’acqua di circola



zione avviene in un radiatore contro cui è
soffiata dell’aria mediante apposito ventila-
tore. L’acqua è fatta circolare da una moto-
pompa la quale aspira l’acqua da una vasca
di raccolta interrati



a nel pavimento vicino

al raddrizz:



ore e la spinge attraverso il





adiatore nelle condutture del

raddrizzatore.



L'acqua di circolazione se-



gue nel raddrizzatore due ci



cuiti in parallelo il primo
passa per la camicia refrige-

rante del recipiente del vuoto,

il secondo per la camicia re-



frigerante della pompa statica



ad jezione di mercurio e per



la camie;

todo. U

refrigerante del ca-

endo dal raddrizza-



tore l’acqua si raccoglie nella

vasca suddetta.



IL TRASFORMATORE

Il tra 9g) è

dep por iii dat) va



formatore ( /ig

turale in olio, con. cassone



ad alette di raffreddamento.

E’ munito di recipiente di di



ione, di rulli di seorri-

mento e di termometi



a con
tatti il quale in caso di peri-

colosa sovratemperati



a pro-
voca l'apertura dell’interrut-
tore principale în olio.

{l primario è collegato a

secondario a doppio zig-zag a forca,



ali.



Si ricava così un sistema esafase che



menta il raddri

P

tore.

noto che i raddrizzatori



fasi, con

uno 0 due anodi per fase, sono i più gene-

ralmente adoperati perchè essi danno una
ata di i

valore su



corrente raddri; ente.



mente costante, con ondulazioni cioè di







entità assni piccola, men-

tre ll



frazione di periodo



durante la quale 0




fase emette corrente



ani abbastan



da consentire la
utilizzazione degli anod

Il primario è previsto
per tensione di alimen-

tazione di 12.000 Volt,

ma è munito di prese in
corrispondenza dei se-

guenti altri possibili va-



lori della tensione di

alimentazione; 10,800,
11.200, 11.600 Volt. Un
apposito commutatore si-
stemato nell'interno del
trasformatore e) mafio-
vrabile dall'esternome-
diante volantino permet-

te l’agevole



passaggio da
una presa all’altra a tra-
sformatore non sotto ca-
rico.

L’avvolgimento secon-



io è pre



isto per poter

dare nna tensione di 4:



Volt fra punto neutro ed

di ciascuna fase




sendo il valore che col collegamento

scelto pe)



il secondario permette di ottenere
dal lato e. e. la tensione richiesta di 570
Volt. Sulla stella centrale dell’ avvolgimento
altre sei

secondario sono



sistemate prese

ausiliarie che mediante isolatori



sono por-



Fig. 10

Quadretto per il posto di comando e di segnalazione a distanza

tate fuori coperchio e che consentono di
derivare tensioni concatenate di 104 Volt e

di 208 Volt rispettivamente. Tali prese sono



utilizzate per alimentare il raddrizzatore a

ba ione.



tensione nel periodo di form:



In relazione al sistema di collegamento





dell'O ATE. Schema el











Quadro di A_17

adottato l’avvolgimento primario è stato
dimensionato per una potenza di circa 420

KVA, quello secondario per una potenz



di circa 720 KVA E’ noto che queste di-

ionamento dell’



verse potenze di dime



volgimento primario da quello secondario e

di entrambi dalla potenza che si ricava dal



lato corrente continua del complesso di con-

versione sono dovnte al particolare modo



di finzionamento del radd
“tipo” del t

atore. La po-

tenza



formatore, Ja quale

della



come è noto è la media aritmeti



potenza di dimensionamento del primario e









(12.000 Volt) - Vista anteriore

del secondario, risulta pertanto di 570 KVA.

A tale potenza è stato commisurato il di-



mensionamento generale delle parti meeca-
niche e delle parti magnetiche del trastor-

matore.



Particolare cura si è posta nell’isolamento



specie dell’avvolgimento secondario per reu-

dere il trasformatore atto a resist alle



notevoli sovratensioni che si possono veri-



ficare nel servizio del raddrizzatore. Special
mente studiato è stato inoltre il sistema di
ammarraggio delle bobine per poter far fronte

ai notevoli sforzi elettrodinamici che si ma-













nifestano, in trasformatori alimentanti rad- uma ragione qualunque si ha uno squilibrio

drizzatori, nei casì di corto circuito non dif- di carico nei due anodi funzionanti in

ficili a verificarsi in una rete di trazione parallelo l’avvolgimento che alimenta l'a-
A ciascuna delle 6 fasi dell’avvolgimento nodo più caricato genera una f. e. m.





secondario sono collegati due anodi diame- dotta che tende a ridurre allo stesso li-



tralmente opposti del raddri

itore. 1 12 vello le e



nti dei due sinodi.



anodi del raddrizzatore



lavorano cioè a due a
due in parallelo.

Po uniforme di-



stribuzione del carico fra
i due anodi di ciaseuna

je è stato adottato un



purtitore di corrente esa-

fase in aria intercalato





fra trasformatore e ru

driz



store (fig. 9) Su
ognuno ileifli mudlei sono
disposti due distinti av
volgimenti; Inizio di

un avvolgimento è colle-



gato con la fine dell’al-
tro e questo collegu-

mento è unito con una



delle sei fasi secondarie



del formatore. I ca



pi



liberi invece dei due a
volgimenti sono vortati

al raddr



jatore e con



nessi con i due anodi

che devono funzionare



in parallelo. I due av-
volgimenti di ogni nuel
ì pi
renti aventi direzioni op-



sono cd ‘orsi da eor-



poste. Fig: 13

In tal modo se per Gela dell’interruttore principale in olio







- L'APPARECCHIATURA E IL FUNZIO-
NAMENTO DELLA SOTTOSTAZIONE



L'apparecchiatura è stata studiata per il
comando semiautomatico della sottostazione.
Basta premere il bottone di chiusura del-
l'interruttore principale
in olio perchè tutti i vari
servizi entrino in funzio-

ne automaticamente con



la dovuta successione e

sia data infine tensione

alla linea di contatto.

Gosì pure per la disin-

della sottosta-



zione

zione basta premere il

bottone di apertura del-

l'interruttore inolio per-



chè tuttele mamovre ge

lative alla disîiserzione



stessa siano antomatica



mente ese;

Ogni disturbo che si
verifichi durante il ser
vizio della sottostazione
provoca il funzionamento
della sirena d'allarme è
nel caso chie il disturbo

fale da ar



sia di nat



recare danni alla sotto-

stazione qualora questa
lasciata in

fosse ancora

servizio, oltre al segnale
della sirena d'allarme si
ha lo seatto dell’ interrut-
tore in olio e la disinser-

zione della sottostazione.

Quadro; di B

Soltanto per la inserzione e la disinser-

zione della pompa rotativa, la quale serve



a scaricare il recipiente del prevuoto, non

si è ritenuto necessario e conveniente pre-

sem-

vedere la automaticità trattandosi di nn



organo il cui funzionamento, limitato



Fig. 14

T (pannello anteriore, vista anter







pre a pochi minuti, è richiesto ad intervalli
di tempo piuttosto Junghi (cirea una setti-
mana in media) € che può essere pertanto

comandato dal personale addetto alla sotto-



stazione nelle visite periodiche che devono

comunque essere fatte alla sottostazione,

Fig. 15

Quadro di I, T' - (pannello posteriore, vista anteriore)



1 due bottoni di comando e la sirena di



allarive sopra citati sono montati, insieme
a delle lampadine spia (due lampadine spia
per l'interruttore in olio e due per l’inter-
ruttore principale a c. e), su di un quadretto

in marmo (Sig. 10). Questo è stato collocato



in via provvisoria

stessa sottostazione ma



in un secondo tempo sarà



stallato, come previsto
nel progetto dell’impian
to, in un posto di coman-
Depo
‘Pramvie distante ci
Km. dalla sottosi
Un

o delle



do nel



‘azione.



cavo a 9 conduttori



collegherà tale quadretto

con la sottostazioni
Nella (ig 21);è ripoîs

tato to Schemi vetettrico



dell'impianto.



La alimentazione tri-



fa 12.000 Volt si



) a

effettua con una terna



che entra nella sottosta-

zione dalla torretta, A



protezione dell’ impianto

lato A ‘f° sono în-



stallati, subito dopo l’in-
della tem



gresso a, tre
scaricatori tipo antoval-
vola e tre bobine di self.

Da queste si accede
mediante isolatori pas
santi nel locale ove sono
AUT

AT. fig 12)



le sba

Le sba









(pannello anteriore, vista posteriore)

portano quattro derivazioni, rispettivamente







ausiliari al quale si accede at-



traverso ad una tema di col-



telli e



atori passanti
visibili in figura, 3) all’inter-
rnttore in olio del secondo
complesso di conversione che
sarà installato in un secondo

tempo (attualmente tale deri-



vazione è utilizzata per ali-
mentare due riduttori di ten-
sione per apparecchi di misura
della Società fornitrice della
energia); 4) la quarta deri-
vazione infine è quella che,

attraverso ad una terna di



coltelli ed all’interruttore in

olio, alimenta il trasformatore



principa



le del complesso in-
sthlluto;

Il trasformatore dei servi:



ausiliari ha una potenza di 5
KVA ed la sul primario tre

prese per differenti valori della





tensione primaria, è del tipo

in olio a raffreddamento natt-



Si



. L’interruttore principale



in olio (fiy. 13) è di tipo au-

massima



tomatico; scatta per
corrente per mezzo di due
relais a tempo dipendente dal
valore del sovraccarico; in
caso di corto circuito lo scatto è immediato.
L’ interruttore è munito di comando elettrico
(tn motorino trifase per la inserzione, una

bobina di scatto per la disinserzione) e può



essere azionato a distanza.

Sullo stesso albero dell’interruttore sono



montati diversi contatti
ausiliari i quali determi-

nano la apertura ovvero



la chiusura di altrettanti

circuiti ausiliari‘opportu-

Ei

namente disposti per il
funzionamento automa-
tico della sottostazione.

Lo schema della sot-

te"mTia

tostazione è studiato in

modo che lo scatto au-



tomatico dell’interruttore

È i

può essere determinato

I}
»

oltre che dai relais di

A

massima corrente, anche

dai termometri a contatti

ani

montati rispettivamente
sul trasformigiorè princi-

pale, sul radlarizZatorere



sulla pompa, fatica ad
ciezione di merenrio,
quando si manifestassero
in tali parti sovratem-

pei



ature pericolose; lo



scatto avviene inoltr



an



che quando venisse a



la tensione di



alimentazione della pom- Fig. i7

4a "Sa Quadro di BT. - (pannello posteriore, vista posteriore)
pa ad ejezione ed infine

nel caso di scatto dello
interruttore principale a e. e. quando tale della sottostazione funziona il relais a spor-

scatto sia determinato da ritorno di corrente tellino cor



pondente al disturbo che ha









Lo scatto dell’interruttore in olio pro- determinato lo scatto stesso.
voca il funzionamento della sirena di al- Dall intermittore in olio le condutture
larme nel posto di sorveglianza, contempo- passano mediante isolatori p: nella



raneamente sul quadro di bassa tensione cella del trasformatore principale (fig. 2).







sba



Da mediante una serie di ©

convenientemente disposte e sostenute si va

questo

al partitore di corrente dal quale partono i
cavi che attraverso ad un cunicolo ed a due
colonnine sistemate presso il raddrizzatore
tore.



(/ig. 7) vanno ai 12 anodi del raddri



Il punto neutro del secondario del tr



sformatore è collegato direttamente alle ro-
taie della rete tramviaria nei pressi della
sottostazione.

La conduttura che parte dal catodo del
raddrizzatore è portata al quadro di bassa
tensione. Questo è costituito da due pan-
nelli in marmo, uno anteriore (fig. 14) che

guarda la sala del raddrizzatore ed uno po-



steriore (Jîg. 15) parallelo ed opposto al
primo. Le faece posteriori dei dne pannelli
e la paretà delemuro contiguo delimitano
una cella (gigg 0 e #7Y ely quale /avai-

sposta tutta apparecchiatura di bassa ten-



sione non montata sulle fronti dei due pan-



nelli nonchè le connessioni relative.

Sul pannello posteriore è montato l'in-
termttore principale antomatico di corrente
continna provvisto di comando elettrico a
distanz



. Collegati con l'interruttore sono



un relais di mas:



Ma a tempo che provoca

lo scatto dell’interruttore in caso di sovrae-



carico ed un relais a ritorno di corrente il

quale agisce contemporaneamente è sull’in-



ase in olio,
del

terruttore



e. e. e su quello tri
determinando la eselusione completa

comple



trasformatore-raddrizzatore quan



do dovesse manifestarsi nn ritorno di fiamma
nel raddrizzatore. I due relais sono montati

sulla fronte del pannello ai lati dell’ inte



ruttore e. e. (fiy 15). L’interruttore stesso
è infine munito di dispositivo di scatto ra-
pido che ne determina la immediata apertura
in caso di corto - circnito sulla rete e. e.
Un circuito ausiliario collega la bobina

di seatto dell’ interruttore e. l’ inter-



con

ruttore in olio in modo che l'apertura di



quest ultimo provoca sempre è immediata-



mente lo scatto dell’interrattore c. e.
Quando 1 interruttore antomatico a e. e.
scatta a tempo per sovraccarico o istanta-

neamente per corto cirenito, entra automa-



ticamente în azione un apposito dispositivo
che ad interruttore automatico ancora aperto
inserisce il raddrizzatore sulla linea attra-
verso ad un “cirenito di prova”. Questo
comprende una resistenza convenientemente

dimensionata; un relais detto “ sorvegliatore



di corrente red fnwiltittorei di pròra.)se



la perturbazione che ha provocato lo scatto

dell’interruttore perdura



, Îl contattore di pro-
va determina 1 apertura del civenito di pro-
va e cioò la disinserzione del raddrizzatore



anche su questo cireuito, l'operazione si

ripete un certo numero di volte (nel caso



di Molassana sino a 5) dopo di che si blocca

il dispositivo di prova e si provoca anche



Papertura dell’interruttore trifase principale
in olio e il conseguente funzionamento del
segnale di allarme. Se invece al ripetersi di
una di queste prove è cessata la perturba-
zione, si disinserisce automaticamente la

resistenza di prova e si provoca la chiusura

dell’ automatico a e. e. Il raddr tore viene



così ancora direttamente connesso alla rete
a c.c e la alimentazione di questa riprende

‘olarmente.



re;



20







Il circuito di prova entra pure in azione
tutte le volte che si fa uso del comando a

ne dello



distanza auto?



per VP

che tale



Si evita cos



impianto sul







erzione possa essere fatta mentre sull

ista un corto cirenito.



Sulla fronte del pannello posteriore sono

anche montati i coltelli dei due feeders

partenti dalla sottostazione ed il coltello

generale inserito sulla conduttnra catodica



le dell’interruttore antomatico.

Sulla fronte del interiore (fig. 14)



melo



ig: 18 - JI nuovo

raddi





sono installati. ire amperometri indicatori
della corrente assorbita rispettivamente dal
feeder lato Staglieno, dal feeder lato Prato

e quella totale dei due feeders; un volto



atore a 6 anodi



metro indicatore della tensione e, e.; sei
relais a sportellino che indicano quale di-
sturbo ha' provocato lo scatto dell’ interrut-

il



tore în olio, il re



is di reinserzione per
circuito di prova; i comandi di apertura e
di chiusura dell’interrattore in olio e del-

automatico a e. e., ed infine varii inte



mttori rotativi per i servizi ausiliari del





radari



atore (accensione, impianto refrige-

‘ante, pompe del vuoto, ece.).





ulla conduttura catodica è derivato



valle del coltello principale ed a monte dei
due coltelli dei feeders, il cirenito di uno

searicatore a celle di alluminio mes



a



protezione della sottostazione contro le so-
vratensioni dal lato e. e.

Come già accennato, per mettere in ser-
vizio l'impianto basta chiudere l'interruttore

principale in olio. Insieme cou l’interrutto



in olio si chindono infatti attraverso ai con-



tatti ausiliari montati sul suo albero i di-

cireniti ausiliari che comandano la



versi
messa in funzione dei vari servizi dell’im-
pianto. Precisamente viene data tensione al
raddrizza

trasformatorino che alimenta il



tore di adéstamento /în vetro; ciò provoca
automaticamente T ageentionerè da inessa' im
servizio di questo e quindi la eccitazione
del dispositivo di adescamento del raddriz-

zatore principale.



a chiusura dell interruttore in olio pro-
voca inoltre la chiusura del cireuito di azio-
namento del motore della pompa di cireo-
lazione dell’acqua e, attraverso ad un relais
a tempo, del motore del ventilatore, il cui
avviamento avviene attraverso ad un com-

mutatore automatico stella triangolo.



il raddrizzatore princi



ale,



entra in funzione automaticamente, come

già detto, îl cirenito di prova e, se sulla

linea di contatto a e. e. non si hanno corto.



circuiti, l'interruttore automatico a e. e. si

chinde e l'impianto alimenta così regolar-



mente la rete tramviaria,



Per disiuserire l'impianto, basta provo-
care l'apertura dell’interruttore in olio. Tale
apertura determina anche l'apertura dello
interruttore principale a e. e. e porta in po-
cireniti

sizione di riposo anche tutti i au



siliari connessi con )’ interruttore in olio.

RILIEVI DELL'ESERCIZIO

La sottostazione entrò in servizio nel
Novembre 1929 e funzionò, rimanendo inse-
rita per tutte le 24 ore di ogni giorno, per
oltre un anno ininterrottamente, tranne le

poche ore di periodica interruzione per re-



visione dell’ alimentazione primaria trifase
è qualche disinserzione periodica a distanza
di qualche mese per lu sostituzione dell’am-
polla di vetro dell'impianto di accensione,

tylo/ sporar ditelo il fruizionamiento



alternato delle due in dotazione.

Nel Dicembre 1930 si verificarono alcuni
ripetuti scatti dell’ interruttore in olio della
sottostazione con conseguente disinserzione
dell'impianto della rete. Revisionato il rad-
drizzatore, si riscontrò che quegli scatti erano

usati da notevoli inerostazioni formatesi



nella camicia refrigerante del raddrizzatore
e nelle condutture dell’acqua di raffredda-
quelle di
Gli

erano specialmente determinati dal termo-

mento specialmente in piccolo

diametro della pompa statica. scatti

metro a contatti montato sulla pompa d’alto

vuoto che per il deficiente raffreddamento



ggiungeva temperature pericolose. Le in-

crostazioni erano dovute a forti depositi



dell’acqua di raffreddamento. Invece di acqua









Fix 19

distillata, sempre consigliabile in casi con-
simili, era stata adottata la comune acqua
a di cal-

oni, e sostit

potabile che a Genova è molto x



cari. Eliminate le inerosta





acqua potabile con acqua piovana, 1 im-
I qua D

pianto riprese ed la sempre continnato il



suo regolare funziona
P.

nto.





‘articolarmente ottima si è dimostrata
nel raddrizzatore la tenuta del vuoto, esso
si mantiene sempre inferiore ai 31,

ralmente



torno ad 1,5 1 (1j è uguale ad

1 millesimo di mi



di colonna di merenrio).
L’azionamento della pompa rotativa si ef-

fettua per pochi minuti una o due volte



29

Il raddrizzatore di nuoro tipo sistemato accanto a quello di recchîo fipo esistente

alla setti



pa. L'impianto ha sopportato sem-
pre in modo assai soddisfacente tutti i sovrae-

carichi, frequenti e notevoli, che si v



‘ano
sulla linea particolarmente in quella zona, e
tutti i corto-circuiti che si sono finora mani-
festati, Il tusformatore non ha mai provocato
disturbi di sorta, îl suo funzionamento con-
tinuativo per circa due anni e mezzo ha
dimostrato la sua bontà di calcolo e di co-
strazione.

L'apparecchiatura antomi



si è dimo-

strata ottima ©



come concezione e come

costruzione, grazie ad essa la sorveglianza



della sottostazione è ridotta al minimo. An-





che la manutenzione della sottostazione è
quasi trasenrabile grazie all’'efficace prote
zione esercitata da vari dispositivi di sicu

re





z18 adottati ed alla maggiore regolari
precisione, rispetto al comando a mano, con

cui le varie manovre vengono autom



mente eseguite

E' attualmente in corso di installazione





il secondo raddrizzatore già contemplato nel



progetto generale della sottosta
ddri
A.E.G., ha la stessa potenza del primo,
400 Kw. a 570 Volt, ma è a 6 anodi (Jiy

one. 11

muovo



atore è pure di costrizione



g.17



è 18). Esso comprende diverse notevoli în-
novazioni rispetto al precedente. Si presenta

più raccolto, meno ingombrante, più leggero,



il recipiente del prevuoto è ricavato nelle



stesse colonnine di sostegno del raddrizza-
torè, la-motopompa rotativa dad assevor

ticalè ed'è.collotata smo stesso bastimento



del raddrizzatore; sono



bolite le due colon-
nine porta cavi anodici ed invece a tergo



del raddrizzatore è sistemata una morset-

tiera alla quale i cavi provenienti dal cuni-
colo possono far capo direttamente

zzatore



In questo nuovo tipo di raddri



le guamiz o



di tenuta di tipo a mereurio
sono state più estesamente adottate, non
soltanto la pompa statica è munita di tale

tipo di tenuta ma anche gli anodi, il catodo



ed il coperchio del recipiente del vuoto Nu-



merosi altri perfezionamenti di natara co-



struttiva e di scelta dei materiali garanti

zionamento



scono un ancora più sicuro fui



tore è munito di indi-



catore elettrico del vuoto. Esso è previsto
per accensione a corrente alternata ma at
tualmente, în via provvisoria, funziona con
lo stesso impianto di adescamento e di ee-
citazione a corrente continua del primo rad-
difzzatore. 11 Sistemarlisaccensionera) e. a.

viene orinai generalmente ndottato nti mo-



derni raddrizzatori grazie alla maggiore

semplicità che e



‘a offre rispetto al sistema
di accensione a






extracted text
“ANSALDO”

— SOCIETÀ ANONIMA —

STABILIMENTI N
ELETTROTECNICI |M

GENOVA-CORNIGLIANO figil



SOTTOSTAZIONE

DI CONVERSIONE

A GENOVA - MOLASSANA



“ANSALDO”

SOCIETÀ ANONIMA - CAPITALE SOCIALE L. 125.000.000

SEDE IN GENOVA

STABILIMENTI ELETTROTECNICI

GENOVA - CORNIGLIANO

LA SOTTOSTAZIONE DI CONVERSIONE
A GENOVA - MOLASSANA

DELLA UNIONE ITALIANA TRAMWAYS ELETTRICI





Vista interna della sottostazione



LA SOTTOSTAZIONE DI CONVERSIONE A GENOVA-MOLASSANA

della Unione Italiana Tramways Elettrici



GENERALITÀ

Per migliorare l'alimentazione della linea
ria di Ge-

nova, la Unione Italiana Tramways Elettrici



Genova - Prato della rete tramvi;



decise nel /1928 di installare una sottosta-

zione di gonyersione & Genoya- Molassana,



precisamente nella località denominati



“Giro del Follo” La sottostazione entrò



io nel Novembre 1929,



in regolare servi N

Il progetto generale della sottostazione
contempla l'installazione di due complessi
di conversione dell’ energia trifase a 12.000
Volt, 50 per/see. în corrente continna a 570
1. 400 Kw

In un primo tempo fu però installato uno





Volt, ciascuno della potenza di



solo di tali comple

Tale complesso di conversione, compr



dente un tra



sformatore, un raddri



esafase a 12 anodi, gli impianti ausiliari e
l'impianto di manovra per il comando a

mano ed automatico a distanza, fu com-



messo alla nostra Società, che si valse della

collaborazione dell'A. E. G di Berlino per



il raddrizzatore e gli apparecchi relativi.
La nostra Società provvide anche, in col-
ione con i Teenici della U IL T.E,

allo studio di tutta la sottostazione, for-

labora



nendo altresì i disegni di insieme del fab-
bricato.

bè fultime SI softostazionir costruite dalla
U I.T.R. qualche anno prima, pure per
migliorare l'alimentazione della sua rete
tranviaria, erano state ancora equipaggiate
con convertitori rotanti. Per la nuova sot-
tostazione di Molass



ana si volle però ricor-



rere ai rad



ziatori a vapore di mercurio

per i notevoli vantaggi che essi offrono



rispetto ni gruppi rotanti, vantaggi che pos-

sono essere sommariamente così riassunti
4) miglior rendimento, il rendimento si
mantiene elevato e quasi costante per i di-
versi valori del carico, anche per i valori
più bassi, fatto questo assu importante per
un servizio di trazione nel quale si hanno

sempre forti variazioni rispetto al carico



medio, D) fattore di potenza assai prossimo

all'unità, 6) insensibilità ai forti sovracea-







}\

RI

Lift Vidrattia alta Wbttostazione

richi istantanei ed ai corto cireniti, d) indi-



pendenza dalla frequenza della rete di



mentazione, e) facile e rapida messa





rvizio; questa può essere resa automatica

con pochi e semplici apparecchi, £) minor



peso; assenza di masse rotanti quindi sop-
‘i

causati dai ramori delle macchine in moto;



pressione delle fondazioni e dei d



9) sor



glianza quasi nulla, ridotta ad una



© due visite alla settimana per la ve



del vuoto; 4) grande durata non avendo il

radarizzatore parti in movimento e quindi



soggette ad usura.



La sottostazi ssana si presenta

nel suo insieme come dalle fotogr (/iyg. 1-23)

nonchè dai disegni (figg. 4-5-6) riprodncenti



rispettivamente la pianta, la sezione longi-

tudinale e la sezione trasversale dell’edificio.
2. - IL RADDRIZZATORE

Il raddrizzatore installato nella sottosta-



zione di Molassana (fig 7) è del tipo in
ferro, a 12 anodi, con accensione a corrente
continua,

Il recipiente del vuoto è in acciaio fuso
con saldature esegnite con processo speciale.

Esso è sostennto med



ante speciali c















lonmine portanti ad un’altez



‘a dal pavimento
tale che îl catodo può essere smontato dal
basso comodamente senza dover cioè solle-

vare il raddrizzatore.



La tenuta del vuoto è assienrata: 4) nelle

aperture praticate nella parte superiore del



di principali e per
li
guarnizioni costituite da anelli in profilato
alluminio. Ta

recipiente per i 12

Panodo di accensione, mediante speci





anelli



di piombo © da fil



sono scanalati nel mezzo e le scanalature

‘ano col atoio del vuoto inter



comun

medio appresso accennato; 5) nell'apertura



praticata nella inferiore contro la quale



viene bullonato il catodo, mediante anelli



di gomma speciale. Questi anelli (servono in
pari tempo ad isolare il catodo dal rimanente
recipiente del vuoto

Il recipiente del vuoto è circondato da



camicia di lamiera, nell’ inter



pedine



pla Vacqua di raffreddamento



Uno speciale apparecchio regola automa-



mente la quantità di acqua di circola-

zione



n relazione alla temperatura del re-
del



ente del vuoto e quina



cip
raddr



atore.





- Vista esterna a monte della soltostazione





La tubazione di afflusso dell’acqua è



isolata dal raddrizzatore mediante un ro-



busto tubo di gomma mentre lo sca



avviene a getto libero in un imbuto di ma-

teriale isolante sistemato nel pavimento.

recipiente del vuoto del raddrizzatore e »

da forti correnti indotte nella mas



rica nel serbatoio del vuoto intermedio.



Ta evaporazione del merenrio è ottenuta

in tale pompa mediante il calore sviluppato

a del







Per la formazione ed il mantenimento

del vuoto sono adoperate due pompe poste



ci



in serie. La prima, disposta sullo ste



lindro raddrizzatore, è una pomp



di vapore di mercurio a tre salti. Essa 1



vora continuamente, aspira direttamente dal

- Pista prospettica interna della sottostazione

mercurio stesso. Due bobine di eccitazione



alimentate a c. a. dalle sbarre ausiliarie della





sottostazione e collocate a fianco del reci.

piente del merenrio costituiscono il primario



di nn trasformatore il cui secondario è for-

mato dal mercurio stesso nel suo recipiente





SOTTOSTAZIONE DI CONVERSIONE A_ GENOVA - MOLASSANA

dell'Unione Italiana Tramways Elettrici



DISEGNO DEL FABBRICATO












Fig. 6 Sezione ©. D

Fig. 4 - Pianta







a forma anulare. La t



ita del vuoto è ot-
tenuta



questa pompa mediante speciali

guamizioni a mercurio.



Fra la pompa ad ejezione e il serbatoio
del vuoto interme.lio è inserita una valvola
di ritenuta ad olio che serve ad impedire

il ritorno dei gas nel raddri



atore nel caso
che la pompa cessasse di

Alllo searico dei gas raccolti nel recipiente
del vnoto intermedio provvede invece una
seconda pompa di tipo rotativo in olio mon-
ta



sul pavimento presso al raddri



zator
Si fa funzionare tale pompa di tanto in

atore a vapore di mercurio da 412 Kw.

570 Volt c. e.

tanto, quando la pressione nel recipiente
del vuoto intermedio ha raggiunto nn certo
valore.

Come già accennato le si



nalature pra
ticate nelle guarnizioni di piombo degli anodi
comunicano con questo recipiente del vuoto
intermedio, Ciò permette di ripartire van-

e su due salti la differenza to-
tale di pre



ione esistente fra l’ interno del
raddrizzatore e l'atmosfera, facilitando gran-
demente il mantenimento del vnoto. La mi-

sura di controllo del vuoto è fà



a mediante
un vuotometro del noto tipo Mac. Leod.





L’ accensione del radd:



zzA,tore è ottenuta

med



ite lo speciale anodo centrale. L' arco
fra questo ed il catodo rimane sempre ade-
scato, pure durante il funzionamento del

raddrizza



macchi



re, onde mantenere



del tipo ad adescamento mediante oscilla-

zione. Tale raddrizzatore è alimentato da

un trasformatore a tre avvolgimenti i

cui
primario è collegato alle sbarre dei servizi

ausiliari della sottostazione mentre il secon-





catodica anche quando il carico della rete

si annulla momentaneamente ovvero scende



a valori troppo bassi (al di sotto di 20-30

ampere). La corrente necessaria all ades



‘ae



mento ed al mantenimento di quest’ arco è

fornita da un piccolo raddri;



atore in vetro,

refrigeranto

dariof coi suoi estremi è collegato ai due

anodi dell’ampolla e col sio punto neutro

con lo stesso catodo del radd
tallico. Il terz

satore me-





) alimenta il circuito di
oscillazione e di adescamento dell’ ampolla.

L'impianto refrigerante (fig 8) è del











Trasformatore principale è partiture di corrente





tipo a cir ue d'acqua în cielo chiuso.

Il rafireddamento dell’acqua di circola



zione avviene in un radiatore contro cui è
soffiata dell’aria mediante apposito ventila-
tore. L’acqua è fatta circolare da una moto-
pompa la quale aspira l’acqua da una vasca
di raccolta interrati



a nel pavimento vicino

al raddrizz:



ore e la spinge attraverso il





adiatore nelle condutture del

raddrizzatore.



L'acqua di circolazione se-



gue nel raddrizzatore due ci



cuiti in parallelo il primo
passa per la camicia refrige-

rante del recipiente del vuoto,

il secondo per la camicia re-



frigerante della pompa statica



ad jezione di mercurio e per



la camie;

todo. U

refrigerante del ca-

endo dal raddrizza-



tore l’acqua si raccoglie nella

vasca suddetta.



IL TRASFORMATORE

Il tra 9g) è

dep por iii dat) va



formatore ( /ig

turale in olio, con. cassone



ad alette di raffreddamento.

E’ munito di recipiente di di



ione, di rulli di seorri-

mento e di termometi



a con
tatti il quale in caso di peri-

colosa sovratemperati



a pro-
voca l'apertura dell’interrut-
tore principale în olio.

{l primario è collegato a

secondario a doppio zig-zag a forca,



ali.



Si ricava così un sistema esafase che



menta il raddri

P

tore.

noto che i raddrizzatori



fasi, con

uno 0 due anodi per fase, sono i più gene-

ralmente adoperati perchè essi danno una
ata di i

valore su



corrente raddri; ente.



mente costante, con ondulazioni cioè di







entità assni piccola, men-

tre ll



frazione di periodo



durante la quale 0




fase emette corrente



ani abbastan



da consentire la
utilizzazione degli anod

Il primario è previsto
per tensione di alimen-

tazione di 12.000 Volt,

ma è munito di prese in
corrispondenza dei se-

guenti altri possibili va-



lori della tensione di

alimentazione; 10,800,
11.200, 11.600 Volt. Un
apposito commutatore si-
stemato nell'interno del
trasformatore e) mafio-
vrabile dall'esternome-
diante volantino permet-

te l’agevole



passaggio da
una presa all’altra a tra-
sformatore non sotto ca-
rico.

L’avvolgimento secon-



io è pre



isto per poter

dare nna tensione di 4:



Volt fra punto neutro ed

di ciascuna fase




sendo il valore che col collegamento

scelto pe)



il secondario permette di ottenere
dal lato e. e. la tensione richiesta di 570
Volt. Sulla stella centrale dell’ avvolgimento
altre sei

secondario sono



sistemate prese

ausiliarie che mediante isolatori



sono por-



Fig. 10

Quadretto per il posto di comando e di segnalazione a distanza

tate fuori coperchio e che consentono di
derivare tensioni concatenate di 104 Volt e

di 208 Volt rispettivamente. Tali prese sono



utilizzate per alimentare il raddrizzatore a

ba ione.



tensione nel periodo di form:



In relazione al sistema di collegamento





dell'O ATE. Schema el











Quadro di A_17

adottato l’avvolgimento primario è stato
dimensionato per una potenza di circa 420

KVA, quello secondario per una potenz



di circa 720 KVA E’ noto che queste di-

ionamento dell’



verse potenze di dime



volgimento primario da quello secondario e

di entrambi dalla potenza che si ricava dal



lato corrente continua del complesso di con-

versione sono dovnte al particolare modo



di finzionamento del radd
“tipo” del t

atore. La po-

tenza



formatore, Ja quale

della



come è noto è la media aritmeti



potenza di dimensionamento del primario e









(12.000 Volt) - Vista anteriore

del secondario, risulta pertanto di 570 KVA.

A tale potenza è stato commisurato il di-



mensionamento generale delle parti meeca-
niche e delle parti magnetiche del trastor-

matore.



Particolare cura si è posta nell’isolamento



specie dell’avvolgimento secondario per reu-

dere il trasformatore atto a resist alle



notevoli sovratensioni che si possono veri-



ficare nel servizio del raddrizzatore. Special
mente studiato è stato inoltre il sistema di
ammarraggio delle bobine per poter far fronte

ai notevoli sforzi elettrodinamici che si ma-













nifestano, in trasformatori alimentanti rad- uma ragione qualunque si ha uno squilibrio

drizzatori, nei casì di corto circuito non dif- di carico nei due anodi funzionanti in

ficili a verificarsi in una rete di trazione parallelo l’avvolgimento che alimenta l'a-
A ciascuna delle 6 fasi dell’avvolgimento nodo più caricato genera una f. e. m.





secondario sono collegati due anodi diame- dotta che tende a ridurre allo stesso li-



tralmente opposti del raddri

itore. 1 12 vello le e



nti dei due sinodi.



anodi del raddrizzatore



lavorano cioè a due a
due in parallelo.

Po uniforme di-



stribuzione del carico fra
i due anodi di ciaseuna

je è stato adottato un



purtitore di corrente esa-

fase in aria intercalato





fra trasformatore e ru

driz



store (fig. 9) Su
ognuno ileifli mudlei sono
disposti due distinti av
volgimenti; Inizio di

un avvolgimento è colle-



gato con la fine dell’al-
tro e questo collegu-

mento è unito con una



delle sei fasi secondarie



del formatore. I ca



pi



liberi invece dei due a
volgimenti sono vortati

al raddr



jatore e con



nessi con i due anodi

che devono funzionare



in parallelo. I due av-
volgimenti di ogni nuel
ì pi
renti aventi direzioni op-



sono cd ‘orsi da eor-



poste. Fig: 13

In tal modo se per Gela dell’interruttore principale in olio







- L'APPARECCHIATURA E IL FUNZIO-
NAMENTO DELLA SOTTOSTAZIONE



L'apparecchiatura è stata studiata per il
comando semiautomatico della sottostazione.
Basta premere il bottone di chiusura del-
l'interruttore principale
in olio perchè tutti i vari
servizi entrino in funzio-

ne automaticamente con



la dovuta successione e

sia data infine tensione

alla linea di contatto.

Gosì pure per la disin-

della sottosta-



zione

zione basta premere il

bottone di apertura del-

l'interruttore inolio per-



chè tuttele mamovre ge

lative alla disîiserzione



stessa siano antomatica



mente ese;

Ogni disturbo che si
verifichi durante il ser
vizio della sottostazione
provoca il funzionamento
della sirena d'allarme è
nel caso chie il disturbo

fale da ar



sia di nat



recare danni alla sotto-

stazione qualora questa
lasciata in

fosse ancora

servizio, oltre al segnale
della sirena d'allarme si
ha lo seatto dell’ interrut-
tore in olio e la disinser-

zione della sottostazione.

Quadro; di B

Soltanto per la inserzione e la disinser-

zione della pompa rotativa, la quale serve



a scaricare il recipiente del prevuoto, non

si è ritenuto necessario e conveniente pre-

sem-

vedere la automaticità trattandosi di nn



organo il cui funzionamento, limitato



Fig. 14

T (pannello anteriore, vista anter







pre a pochi minuti, è richiesto ad intervalli
di tempo piuttosto Junghi (cirea una setti-
mana in media) € che può essere pertanto

comandato dal personale addetto alla sotto-



stazione nelle visite periodiche che devono

comunque essere fatte alla sottostazione,

Fig. 15

Quadro di I, T' - (pannello posteriore, vista anteriore)



1 due bottoni di comando e la sirena di



allarive sopra citati sono montati, insieme
a delle lampadine spia (due lampadine spia
per l'interruttore in olio e due per l’inter-
ruttore principale a c. e), su di un quadretto

in marmo (Sig. 10). Questo è stato collocato



in via provvisoria

stessa sottostazione ma



in un secondo tempo sarà



stallato, come previsto
nel progetto dell’impian
to, in un posto di coman-
Depo
‘Pramvie distante ci
Km. dalla sottosi
Un

o delle



do nel



‘azione.



cavo a 9 conduttori



collegherà tale quadretto

con la sottostazioni
Nella (ig 21);è ripoîs

tato to Schemi vetettrico



dell'impianto.



La alimentazione tri-



fa 12.000 Volt si



) a

effettua con una terna



che entra nella sottosta-

zione dalla torretta, A



protezione dell’ impianto

lato A ‘f° sono în-



stallati, subito dopo l’in-
della tem



gresso a, tre
scaricatori tipo antoval-
vola e tre bobine di self.

Da queste si accede
mediante isolatori pas
santi nel locale ove sono
AUT

AT. fig 12)



le sba

Le sba









(pannello anteriore, vista posteriore)

portano quattro derivazioni, rispettivamente







ausiliari al quale si accede at-



traverso ad una tema di col-



telli e



atori passanti
visibili in figura, 3) all’inter-
rnttore in olio del secondo
complesso di conversione che
sarà installato in un secondo

tempo (attualmente tale deri-



vazione è utilizzata per ali-
mentare due riduttori di ten-
sione per apparecchi di misura
della Società fornitrice della
energia); 4) la quarta deri-
vazione infine è quella che,

attraverso ad una terna di



coltelli ed all’interruttore in

olio, alimenta il trasformatore



principa



le del complesso in-
sthlluto;

Il trasformatore dei servi:



ausiliari ha una potenza di 5
KVA ed la sul primario tre

prese per differenti valori della





tensione primaria, è del tipo

in olio a raffreddamento natt-



Si



. L’interruttore principale



in olio (fiy. 13) è di tipo au-

massima



tomatico; scatta per
corrente per mezzo di due
relais a tempo dipendente dal
valore del sovraccarico; in
caso di corto circuito lo scatto è immediato.
L’ interruttore è munito di comando elettrico
(tn motorino trifase per la inserzione, una

bobina di scatto per la disinserzione) e può



essere azionato a distanza.

Sullo stesso albero dell’interruttore sono



montati diversi contatti
ausiliari i quali determi-

nano la apertura ovvero



la chiusura di altrettanti

circuiti ausiliari‘opportu-

Ei

namente disposti per il
funzionamento automa-
tico della sottostazione.

Lo schema della sot-

te"mTia

tostazione è studiato in

modo che lo scatto au-



tomatico dell’interruttore

È i

può essere determinato

I}
»

oltre che dai relais di

A

massima corrente, anche

dai termometri a contatti

ani

montati rispettivamente
sul trasformigiorè princi-

pale, sul radlarizZatorere



sulla pompa, fatica ad
ciezione di merenrio,
quando si manifestassero
in tali parti sovratem-

pei



ature pericolose; lo



scatto avviene inoltr



an



che quando venisse a



la tensione di



alimentazione della pom- Fig. i7

4a "Sa Quadro di BT. - (pannello posteriore, vista posteriore)
pa ad ejezione ed infine

nel caso di scatto dello
interruttore principale a e. e. quando tale della sottostazione funziona il relais a spor-

scatto sia determinato da ritorno di corrente tellino cor



pondente al disturbo che ha









Lo scatto dell’interruttore in olio pro- determinato lo scatto stesso.
voca il funzionamento della sirena di al- Dall intermittore in olio le condutture
larme nel posto di sorveglianza, contempo- passano mediante isolatori p: nella



raneamente sul quadro di bassa tensione cella del trasformatore principale (fig. 2).







sba



Da mediante una serie di ©

convenientemente disposte e sostenute si va

questo

al partitore di corrente dal quale partono i
cavi che attraverso ad un cunicolo ed a due
colonnine sistemate presso il raddrizzatore
tore.



(/ig. 7) vanno ai 12 anodi del raddri



Il punto neutro del secondario del tr



sformatore è collegato direttamente alle ro-
taie della rete tramviaria nei pressi della
sottostazione.

La conduttura che parte dal catodo del
raddrizzatore è portata al quadro di bassa
tensione. Questo è costituito da due pan-
nelli in marmo, uno anteriore (fig. 14) che

guarda la sala del raddrizzatore ed uno po-



steriore (Jîg. 15) parallelo ed opposto al
primo. Le faece posteriori dei dne pannelli
e la paretà delemuro contiguo delimitano
una cella (gigg 0 e #7Y ely quale /avai-

sposta tutta apparecchiatura di bassa ten-



sione non montata sulle fronti dei due pan-



nelli nonchè le connessioni relative.

Sul pannello posteriore è montato l'in-
termttore principale antomatico di corrente
continna provvisto di comando elettrico a
distanz



. Collegati con l'interruttore sono



un relais di mas:



Ma a tempo che provoca

lo scatto dell’interruttore in caso di sovrae-



carico ed un relais a ritorno di corrente il

quale agisce contemporaneamente è sull’in-



ase in olio,
del

terruttore



e. e. e su quello tri
determinando la eselusione completa

comple



trasformatore-raddrizzatore quan



do dovesse manifestarsi nn ritorno di fiamma
nel raddrizzatore. I due relais sono montati

sulla fronte del pannello ai lati dell’ inte



ruttore e. e. (fiy 15). L’interruttore stesso
è infine munito di dispositivo di scatto ra-
pido che ne determina la immediata apertura
in caso di corto - circnito sulla rete e. e.
Un circuito ausiliario collega la bobina

di seatto dell’ interruttore e. l’ inter-



con

ruttore in olio in modo che l'apertura di



quest ultimo provoca sempre è immediata-



mente lo scatto dell’interrattore c. e.
Quando 1 interruttore antomatico a e. e.
scatta a tempo per sovraccarico o istanta-

neamente per corto cirenito, entra automa-



ticamente în azione un apposito dispositivo
che ad interruttore automatico ancora aperto
inserisce il raddrizzatore sulla linea attra-
verso ad un “cirenito di prova”. Questo
comprende una resistenza convenientemente

dimensionata; un relais detto “ sorvegliatore



di corrente red fnwiltittorei di pròra.)se



la perturbazione che ha provocato lo scatto

dell’interruttore perdura



, Îl contattore di pro-
va determina 1 apertura del civenito di pro-
va e cioò la disinserzione del raddrizzatore



anche su questo cireuito, l'operazione si

ripete un certo numero di volte (nel caso



di Molassana sino a 5) dopo di che si blocca

il dispositivo di prova e si provoca anche



Papertura dell’interruttore trifase principale
in olio e il conseguente funzionamento del
segnale di allarme. Se invece al ripetersi di
una di queste prove è cessata la perturba-
zione, si disinserisce automaticamente la

resistenza di prova e si provoca la chiusura

dell’ automatico a e. e. Il raddr tore viene



così ancora direttamente connesso alla rete
a c.c e la alimentazione di questa riprende

‘olarmente.



re;



20







Il circuito di prova entra pure in azione
tutte le volte che si fa uso del comando a

ne dello



distanza auto?



per VP

che tale



Si evita cos



impianto sul







erzione possa essere fatta mentre sull

ista un corto cirenito.



Sulla fronte del pannello posteriore sono

anche montati i coltelli dei due feeders

partenti dalla sottostazione ed il coltello

generale inserito sulla conduttnra catodica



le dell’interruttore antomatico.

Sulla fronte del interiore (fig. 14)



melo



ig: 18 - JI nuovo

raddi





sono installati. ire amperometri indicatori
della corrente assorbita rispettivamente dal
feeder lato Staglieno, dal feeder lato Prato

e quella totale dei due feeders; un volto



atore a 6 anodi



metro indicatore della tensione e, e.; sei
relais a sportellino che indicano quale di-
sturbo ha' provocato lo scatto dell’ interrut-

il



tore în olio, il re



is di reinserzione per
circuito di prova; i comandi di apertura e
di chiusura dell’interrattore in olio e del-

automatico a e. e., ed infine varii inte



mttori rotativi per i servizi ausiliari del





radari



atore (accensione, impianto refrige-

‘ante, pompe del vuoto, ece.).





ulla conduttura catodica è derivato



valle del coltello principale ed a monte dei
due coltelli dei feeders, il cirenito di uno

searicatore a celle di alluminio mes



a



protezione della sottostazione contro le so-
vratensioni dal lato e. e.

Come già accennato, per mettere in ser-
vizio l'impianto basta chiudere l'interruttore

principale in olio. Insieme cou l’interrutto



in olio si chindono infatti attraverso ai con-



tatti ausiliari montati sul suo albero i di-

cireniti ausiliari che comandano la



versi
messa in funzione dei vari servizi dell’im-
pianto. Precisamente viene data tensione al
raddrizza

trasformatorino che alimenta il



tore di adéstamento /în vetro; ciò provoca
automaticamente T ageentionerè da inessa' im
servizio di questo e quindi la eccitazione
del dispositivo di adescamento del raddriz-

zatore principale.



a chiusura dell interruttore in olio pro-
voca inoltre la chiusura del cireuito di azio-
namento del motore della pompa di cireo-
lazione dell’acqua e, attraverso ad un relais
a tempo, del motore del ventilatore, il cui
avviamento avviene attraverso ad un com-

mutatore automatico stella triangolo.



il raddrizzatore princi



ale,



entra in funzione automaticamente, come

già detto, îl cirenito di prova e, se sulla

linea di contatto a e. e. non si hanno corto.



circuiti, l'interruttore automatico a e. e. si

chinde e l'impianto alimenta così regolar-



mente la rete tramviaria,



Per disiuserire l'impianto, basta provo-
care l'apertura dell’interruttore in olio. Tale
apertura determina anche l'apertura dello
interruttore principale a e. e. e porta in po-
cireniti

sizione di riposo anche tutti i au



siliari connessi con )’ interruttore in olio.

RILIEVI DELL'ESERCIZIO

La sottostazione entrò in servizio nel
Novembre 1929 e funzionò, rimanendo inse-
rita per tutte le 24 ore di ogni giorno, per
oltre un anno ininterrottamente, tranne le

poche ore di periodica interruzione per re-



visione dell’ alimentazione primaria trifase
è qualche disinserzione periodica a distanza
di qualche mese per lu sostituzione dell’am-
polla di vetro dell'impianto di accensione,

tylo/ sporar ditelo il fruizionamiento



alternato delle due in dotazione.

Nel Dicembre 1930 si verificarono alcuni
ripetuti scatti dell’ interruttore in olio della
sottostazione con conseguente disinserzione
dell'impianto della rete. Revisionato il rad-
drizzatore, si riscontrò che quegli scatti erano

usati da notevoli inerostazioni formatesi



nella camicia refrigerante del raddrizzatore
e nelle condutture dell’acqua di raffredda-
quelle di
Gli

erano specialmente determinati dal termo-

mento specialmente in piccolo

diametro della pompa statica. scatti

metro a contatti montato sulla pompa d’alto

vuoto che per il deficiente raffreddamento



ggiungeva temperature pericolose. Le in-

crostazioni erano dovute a forti depositi



dell’acqua di raffreddamento. Invece di acqua









Fix 19

distillata, sempre consigliabile in casi con-
simili, era stata adottata la comune acqua
a di cal-

oni, e sostit

potabile che a Genova è molto x



cari. Eliminate le inerosta





acqua potabile con acqua piovana, 1 im-
I qua D

pianto riprese ed la sempre continnato il



suo regolare funziona
P.

nto.





‘articolarmente ottima si è dimostrata
nel raddrizzatore la tenuta del vuoto, esso
si mantiene sempre inferiore ai 31,

ralmente



torno ad 1,5 1 (1j è uguale ad

1 millesimo di mi



di colonna di merenrio).
L’azionamento della pompa rotativa si ef-

fettua per pochi minuti una o due volte



29

Il raddrizzatore di nuoro tipo sistemato accanto a quello di recchîo fipo esistente

alla setti



pa. L'impianto ha sopportato sem-
pre in modo assai soddisfacente tutti i sovrae-

carichi, frequenti e notevoli, che si v



‘ano
sulla linea particolarmente in quella zona, e
tutti i corto-circuiti che si sono finora mani-
festati, Il tusformatore non ha mai provocato
disturbi di sorta, îl suo funzionamento con-
tinuativo per circa due anni e mezzo ha
dimostrato la sua bontà di calcolo e di co-
strazione.

L'apparecchiatura antomi



si è dimo-

strata ottima ©



come concezione e come

costruzione, grazie ad essa la sorveglianza



della sottostazione è ridotta al minimo. An-





che la manutenzione della sottostazione è
quasi trasenrabile grazie all’'efficace prote
zione esercitata da vari dispositivi di sicu

re





z18 adottati ed alla maggiore regolari
precisione, rispetto al comando a mano, con

cui le varie manovre vengono autom



mente eseguite

E' attualmente in corso di installazione





il secondo raddrizzatore già contemplato nel



progetto generale della sottosta
ddri
A.E.G., ha la stessa potenza del primo,
400 Kw. a 570 Volt, ma è a 6 anodi (Jiy

one. 11

muovo



atore è pure di costrizione



g.17



è 18). Esso comprende diverse notevoli în-
novazioni rispetto al precedente. Si presenta

più raccolto, meno ingombrante, più leggero,



il recipiente del prevuoto è ricavato nelle



stesse colonnine di sostegno del raddrizza-
torè, la-motopompa rotativa dad assevor

ticalè ed'è.collotata smo stesso bastimento



del raddrizzatore; sono



bolite le due colon-
nine porta cavi anodici ed invece a tergo



del raddrizzatore è sistemata una morset-

tiera alla quale i cavi provenienti dal cuni-
colo possono far capo direttamente

zzatore



In questo nuovo tipo di raddri



le guamiz o



di tenuta di tipo a mereurio
sono state più estesamente adottate, non
soltanto la pompa statica è munita di tale

tipo di tenuta ma anche gli anodi, il catodo



ed il coperchio del recipiente del vuoto Nu-



merosi altri perfezionamenti di natara co-



struttiva e di scelta dei materiali garanti

zionamento



scono un ancora più sicuro fui



tore è munito di indi-



catore elettrico del vuoto. Esso è previsto
per accensione a corrente alternata ma at
tualmente, în via provvisoria, funziona con
lo stesso impianto di adescamento e di ee-
citazione a corrente continua del primo rad-
difzzatore. 11 Sistemarlisaccensionera) e. a.

viene orinai generalmente ndottato nti mo-



derni raddrizzatori grazie alla maggiore

semplicità che e



‘a offre rispetto al sistema
di accensione a






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