L'Ansaldino, n. 21, 1956
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 21, 1956
- Tipologia
- Rivista
- Descrizione
-
A p. 1 (copertina), l'operaio Antonio Fantini accanto a uno degli anelli di pressione in bronzo ordinati dal "Tecnomasio Italiano Brown Boveri al nostro stabilimento Acciaierie e Fonderie di Campi
A p. 16 (quarta di copertina), la ciminiera prefabbricata dalle motonave "Angela Fassio" in allestimento a Sestri viene issata a bordo
- L'operaio Antonio Fantini accanto a uno degli anelli di pressione in bronzo ordinati al nostro stabilimento Acciaierie e Fonderie di Campi, p. 1
- La " Purfina Italia", p. 2
- 45 tonnellate di bronzo per la più grande elica fusa finora all'Ansaldo, p. 3
- Panorama aziendale, p. 4
- Il Magazzino generale del Cantiere di Sestri, p. 6
- Viaggio a Livorno, p. 8
- Le macchine parlano, p. 10
- Il primo convegno Nazionale della Strumentazione, p. 11
- La prima Mostra filatelica provinciale dei CRAL, p. 12
- "L'Ansaldino" risponde, p. 13
- La ruota del tempo, p. 14
- Cassetta delle idee, p. 15
- La ciminiera prefabbricata dalle motonave "Angela Fassio" in allestimento a Sestri viene issata a bordo, p. 16 - Data testuale
- 1956 novembre 15-30
- Consistenza
- pp. 16
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/56
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
PERIODICIVedi tutti i contenuti con questo valore
-
L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
-
L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
- Formato
- Periodico quindicinale a stampa
- contenuto
-
e pine tinte dr QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO SA. #0 Sera mamme se
ad ai pensionati Gruppo sesondo
Uno degli anelli di pressione in bronzo ordinati dal « Tecnomasio Italiano Brown Boveri» alla nostra Fonderia. A sinistra l'operaio Antonio Fantini
a storia della « Purfina Ita-
lia », costruita nel Cantiere
di Sestri per conto della «Com-
pagnia Marittima Palermita-
na», può essere riassunta tut-
ta in quattro date: a) 2 mag-
gio 1955, giorno dell’imposta-
zione; b) 15 gennaio 1956, va-
ro; c) 4 ottobre 1956, prova
sugli ormeggi; d) 15 ottobre
1956, consegna alla compagnia
armatrice.
Dal giorno dell’impostazione
fino al varo è un continuo
susseguirsi di pannelli pre-
fabbricati che dal piazzale,
sollevati dalle teleferiche,
vengono a posarsi sullo scalo.
Così alla chiglia segue tutto
il fasciame del fondo con la
sua struttura longitudinale nel-
la zona delle cisterne e tra-
sversale alle estremità, carat-
teristica e oggi di prammatica
per le navi di questa portata.
Un bel giorno appaiono le
prime paratie ondulate, paratie
che delimitano le varie cister-
ne per il carico, e poi il fascia-
me dei fianchi interamente
saldato ad eccezione della la-
miera del ginocchio e del col-
legamento al trincarino. In-
comincia anche a delinearsi
il bulbo caratteristico . della
prora che un bel momento do-
minerà da sopra la ferrovia
tutto il panorama del cantiere.
Seguono, con un crescendo
sempre più impressionante, il
ponte di coperta, la poppa, le
sovrastrutture, e così di se-
guito, finchè si arriva al gior-
no del varo, che lascerà piut-
tosto impressionati gli spetta-
tori venuti ad assistere. Non
trovano il.solito scafo che si
rispecchia nella darsena col
suo colore rossastro per l’an-
tiruggine, ma una nave ben
pitturata coi suoi colori defi-
nitivi. I reparti dell’allesti-
mento l’avevano di già presa
d’assalto mentre stava sullo
scalo, iniziando la sistemazione
delle tubolature del carico
entro le cisterne e delle ser-
pentine di riscaldamento nelle
casse per il combustibile. Dopo
il varo, i reparti dell’allesti-
mento dominano a bordo con
la loro infinità di particolari
e generi di lavorazione. Così
si può vedere in una breve
La “Purfina Italia”
area chi si interessa della si-
stemazione dei cavi per l’ap-
parecchio radiofonico del co-
mandante, chi degli scarichi
dei lavandini e apparecchiatu-
ra igienica, chi dei pavimenti
atti a ricevere il linoleum, chi
di tanti altri infiniti partico-
lari che alla fine porteranno,
tutti nel loro complesso, alla
creazione di una delle più
moderne e funzionali navi del
mondo.
Passeggiando per la coperta
incominciamo a vedere tre
coppie di picchi da carico da
5 tonn., delle quali una può
servire la zona dell’apparato
motore, mentre le altre due
servono per le stazioni di im-
barco del carico. Poi, ovunque,
quasi una selva di tubi che si
spargono su tutta la coperta e
che, come le radici di un al-
bero, serviranno a dare la lin-
fa vitale a tutta la nave.
Diamo un’ occhiata in una
cisterna per il carico, Sul fon-
do. si stendono, sinuose, le
serpentine di ghisa per il ri-
scaldamento, mentre dei grossi
tubi la attraversano da paratia
a paratia; servono all'imbarco
o allo sbarco del carico, e
fanno capo al locale pompe di
poppa ove quattro grosse tur-
bopompe da 850 mc/h. cia-
scuna fanno sì che la nave ri-
manga nei porti il più breve
tempo immaginabile, e tutta
la sua vita possa trascorrere
attivamente in navigazione.
Ci giriamo attorno e vedia-
mo dei tubi che vengono fin
quasi sul fondo, bucherellati
alle due estremità; portano del
vapore che servirà a soffocare
eventuali incendi. Altri tubi
servono per la sistemazione
delle sonde a nastro, le quali
danno una lettura continua
del livello del liquido che si
trova nelle cisterne. E poi, de-
gli strani blocchi di materiale
brillante si trovano sparsi
ovunque. Alcuni sembrano
pere, altri dischi, altri venta-
gli, messi alla rinfusa come
per allietare lo spettacolo, So-
no dei blocchi di magnesio
per la protezione catodica di
tutte quelle cisterne che oltre
a portare il carico, possono
essere adibite a zavorra: Su
un totale di 30, ben 11 sono
così gioiosamente tappezzate.
Facciamo per uscire da una
cisterna ed ecco che scorgia-
sw
mo altri tubi che si dipartono
dal vicino portello di accesso;
servono da sfogo gas, e fanno
capo a quattro collettori con-
fiuenti in cima all’albero.
Oltre ai normali portelli di
accesso, altri portellini si ve-
dono sparsi per la coperta, e
sono tanti. Servono per il la-
vaggio delle cisterne con si-
stema Butterworth.
Un giorno visitiamo le ca-
bine per la sistemazione del-
l'equipaggio e non possiamo
fare a meno dal pensare a tutti
i comforts degli alberghi di
lusso. Pareti rivestite con pro-
dotti plastici, mobili di legno
finissimo o. metallici, pavi-
menti in linoleum e litosilo;
locali igiene indipendenti per
tutti gli ufficiali; condiziona-
mento dell’aria con sistema
« anemostat » che. permette
una confortevole vita sia nei
climi più rigidi sia in quelli
più caldi; materassi permaflex
ed ogni altro genere di con-
forto per cui navigare su que-
sta nave è più una gioia che
un sacrificio.
Si avvicina il giorno della
prova sugli ormeggi, preludio
alle uscite in mare, e al defini-
La turbocisterna « Purfina Italia » esce in mare aperto per la prima volta il 6 ottobre 1956
tivo connubio della nave con
l’acqua.
Scendiamo nei locali del-
l'apparato motore, e il primo
incontro lo facciamo con due
caldaie Ansaldo-Foster Whee-
ler da circa 30 tonn/h. di va-
pore alla prersione di 42
kg/emqa, e a 450° C. di tem-
peratura. La combustione è
regolata da un impianto auto-
matico di tipo pneumatico
Hagan. Un generatore di va-
pore a bassa pressione forni-
sce vapore alle cucine, ai vari
riscaldatori, alle pompe alter-
native ed ai macchinari di
coperta.
Iì gruppo turboriduttore di
propulsione è stato costruito
nel nostro stabilimento Mecca-
nico, ed è uno dei più moder-
ni come impianto marino, ed
a rendimento elevato, tenendo
presenti tutti gli accorgimenti
che ha scoperto la tecnica
moderna per ricuperare la
massima parte delle calorie
disperse e adoperando vapore
spillato per preriscaldare l’ac-
qua di alimento.
L’impianto elettrico è a cor-
rente alternata; due turboal-
ternatori producono l’energia
elettrica, e sono tali che con i
normali consumi di bordo, uno
possa fare da rispetto all’altro.
Un dieselalternatore d’emer-
genza può entrare automatica-
mente in funzione e fornire
energia a tutti quegli utenti
strettamente indispensabili al-
la vita della nave.
Eseguite le prove sugli or-
meggi, ci prepariamo a lascia-
re definitivamente la darsena
del Cantiere per fare le prove
in mare onde mettere a prova
quanto è stato fatto dal giorno
della impostazione ad oggi. E
bene prima dare un’occhiata
al ponte comando. Dalla ormai
nota ruota a caviglie che con
sistema idraulico comanda la
macchina del timone a poppa,
originale Hastie, notiamo an-
che un giropilota e una giro-
bussola originali Sperry.
Oltre ai noti telegrafi di
macchina notiamo un impianto
di altoparlanti che mette in
comunicazione la plancia con
i principali posti di manovra.
Le ripetitrici della girobussola
hanno i soliti rilevatori, ma
c'è anche un radar, ed un ra-
. diogoniometro, e tutta l’appa-
recchiatura per la sistemazio-
ne di un radiolocalizzatore
« Loran ».
In mezzo a questi delicatis-
simi apparecchi non poteva
mancare il radiotelefono, co-
rollario indispensabile per una
nave come questa!
Con complessi come questi
siamo usciti dalla darsena il
giorno sei ottobre, certi che
l’incontro col mare ci avrebbe
confermato quanto da noi era
previsto. E così è stato. A
questo primo incontro ne è se-
guito un secondo, e poi ancora
un terzo, in condizioni di as-
setto sempre diverse,
Il giorno undici notte siamo
rientrati da quest’ultima pro-
va soddisfatti pienamente. Tut-
ti i nostri sforzi, le nostre an-
sie, ottenevano un epilogo: la
nave, completamente ultimata,
il giorno 15 ottobre veniva
consegnata alla compagnia ar-
matrice.
La mattina del diciassette
partiva verso le sue conquiste
commerciali, ammirata da tut-
ti, e con in grembo una parte
di noi tutti.
Nella sua peregrinazione per
il mondo verranno tante altre
persone ad ammirarla, e son
certo che sentiranno sempre il
palpito di quel qualcosa che
noi tutti vi abbiamo lasciato,
e che alimenterà quella fiam-
ma di amore che tutti gli uo-
mini nutrono in fondo al
cuore.
Nunzio Valvo
45 TONNELLATE DI BRONZO
per la più grande elica
fusa finora all’ Ansaldo
[atto della colata di getti di
mole eccezionale e di par-
ticolare complessità, che han-
no richiesto per la formatura
settimane e settimane di pa-
ziente lavoro, rappresenta per
la fonderia un momento vera-
mente emozionante, paragona-
bile, sia pure su scala ridotta,
al momento del varo di una
nave in un cantiere navale.
In quell’attimo si conclude
la fase più importante della
elaborazione del getto e si giu-
dica sul banco di prova dal
risultato raggiunto l’esattezza
degli studi e dei calcoli dei
tecnici di fonderia e la perfe-
zione dell’opera dei lavoratori
manuali. Tutti quelli che han-
no contribuito alla creazione
del getto vorrebbero assistere
alla colata, non solo per
l'aspetto spettacolare ch’essa
presenta, ma soprattutto per-
chè, fino a che l’ultima goccia
di metallo non è scesa nella
forma, è viva in tutti l’ansia
di accertare come le molte-
plici variabili, che sempre
possono interferire nell’anda-
mento dell’operazione, ne con-
sentiranno il felice esito.
Con la colata le preoccupa-
zioni del fonditore non sono
finite, perchè solo quando il
getto sarà liberato dalla for-
ma, sarà collaudato nelle sue
caratteristiche meccaniche, sa-
rà finito di lavorazione e sarà
sottoposto all’ultimo controllo,
si potrà essere certi della per-
fezione del lavoro compiuto.
Ma già dall'andamento della
fusione e della colata il fon-
ditore può farsi un’idea del
risultato finale.
La colata di una grossa eli-
ca in ottone speciale al man-
ganese, effettuata il mattino
del 24 ottobre nella nostra of-
ficina grandi pezzi, rivestiva
l'importanza di un avvenimen-
to eccezionale.
Si trattava di colare l’elica
più grossa che sia uscita fino
ad oggi dalla nostra Fonderia,
un’elica quadripale del peso
greggio di 45 tonn. circa. che,
finita, peserà oltre 30 tonn. e
presenterà un diametro di
mm. 7100.
Essa è stata progettata dal-
l’Ufficio Progetti Navali della
nostra Direzione Generale e
disegnata dall’ Ufficio Studi
AMA del nostro confratello
Stabilimento Meccanico, men-
tre il modello e le attrezzatu-
re sono stati studiati dall’UTO-
ELIC della nostra Fonderia
(C. Off. sig. Alberto Repetto,
disegnatore sig. Emilio Carle-
varo).
L’elica è destinata alla T/C.
da 50.000 tonn, in costruzione
presso il nostro Cantiere Na-
vale per conto della « Compa-
gnia Trasporti Petroli » di Pa-
lermo.
Per la fusione sono stati
utilizzati i due nuovi forni
elettrici a induzione Tagliafer-
ri della capacità di 24 tonn.
cadauno, che hanno marciato
di conserva e nei quali sono
state caricate circa 45 tonn. di
metallo.
La corrente è stata lanciata
nella mattinata del 22 otto-
bre. Alle ore 10,25 del giorno
24, sotto la direzione del Capo
Fonderia ing. Zagnoli e del
Capo Sezione ing. Mensa, si è
iniziata la spillatura dei due
forni, agli ordini del C. Off.
sig. Archimede Ferrari. Rac-
colto il metallo fuso in una
unica grossa siviera, esso è
stato, dopo scorificazione, tra-
vasato nel bacino di colata. In
meno di 90 secondi un torren-
te di metallo incandescente
scendeva così a riempire la
forma. L’operazione si è svol-
ta nella massima regolarità.
Nella fotografia è raffigura-
to il momento più spettacolare
della colata: il metallo fuso
versato nel bacino di colata.
All’operazione hanno assi-
stito, ospiti graditi, gli inge-
gneri De Jan e Facco, in rap-
presentanza della Società ar-
matrice, nonchè l’ing. Gherar-
di, l'ing. Tarnassi e i. sig. La-
vazza dello Stabilimento Mec-
canico.
Davide Masperi
ita ra nie
45 TONNELLATE DI BRONZO
per la più grande elica
fusa finora all’ Ansaldo
Ju'atto della colata di getti di
mole eccezionale e di par-
ticolare complessità, che han-
no richiesto per la formatura
settimane e settimane di pa-
ziente lavoro, rappresenta per
la fonderia un momento vera-
mente emozionante, paragona-
bile, sia pure su scala ridotta,
al momento del varo di una
nave in un cantiere navale.
In quell’attimo si conclude
la fase più importante della
elaborazione del getto e si giu-
dica sul banco di prova dal
risultato raggiunto l’esattezza
degli studi e dei calcoli dei
tecnici di fonderia e la perfe-
zione dell’opera dei lavoratori
manuali. Tutti quelli che han-
no contribuito alla creazione
del getto vorrebbero assistere
alla colata, non solo per
l'aspetto spettacolare ch’essa
presenta, ma soprattutto per-
chè, fino a che l’ultima goccia
di metallo non è scesa nella
forma, è viva in tutti l’ansia
di accertare come le molte-
plici variabili, che sempre
possono interferire nell’anda-
mento dell’operazione, ne con-
sentiranno il felice esito,
Con la colata le preoccupa-
zioni del fonditore non sono
finite, perchè solo quando il
getto sarà liberato dalla for-
ma, sarà collaudato nelle sue
caratteristiche meccaniche, sa-
rà finito di lavorazione e sarà
sottoposto all’ultimo controllo,
si potrà essere certi della per-
fezione del lavoro compiuto.
Ma già dall'andamento della
fusione e della colata il fon-
ditore può farsi un’idea del
risultato finale.
La colata di una grossa eli-
ca in ottone speciale al man-
ganese, effettuata il mattino
del 24 ottobre nella nostra of-
ficina grandi pezzi, rivestiva
l'importanza di un avvenimen-
to eccezionale,
Si trattava di colare l’elica
più grossa che sia uscita fino
ad oggi dalla nostra Fonderia,
un’elica quadripale del peso
greggio di 45 tonn. circa. che,
finita, peserà oltre 30 tonn. e
presenterà un diametro di
mm. 7100.
Essa è stata progettata dal-
l’Ufficio Progetti Navali della
nostra Direzione Generale e
disegnata dall’ Ufficio Studi
AMA del nostro confratello
Stabilimento Meccanico, men-
tre il modello e le attrezzatu-
re sono stati studiati dall’UTO-
ELIC della nostra Fonderia
(C. Off. sig. Alberto Repetto,
disegnatore sig. Emilio Carle-
varo).
L’elica è destinata alla T/C.
da 50.000 tonn, in costruzione
presso il nostro Cantiere Na-
vale per conto della « Compa-
gnia Trasporti Petroli » di Pa-
lermo.
Per la fusione sono stati
utilizzati i due nuovi forni
elettrici a induzione Tagliafer-
ri della capacità di 24 tonn.
cadauno, che hanno marciato
di conserva e nei quali sono
state caricate circa 45 tonn. di
metallo.
La corrente è stata lanciata
nella mattinata del 22 otto-
bre. Alle ore 10,25 del giorno
24, sotto la direzione del Capo
Fonderia ing. Zagnoli e del
Capo Sezione ing. Mensa, si è
iniziata la spillatura dei due
forni, agli ordini del C. Off.
sig. Archimede Ferrari. Rac-
colto il metallo fuso in una
unica grossa siviera, esso è
stato, dopo scorificazione, tra-
vasato nel bacino di colata. In
meno di 90 secondi un torren-
te di metallo incandescente
scendeva così a riempire la
forma. L’operazione si è svol-
ta nella massima regolarità.
Nella fotografia è raffigura-
to il momento più spettacolare
della colata: il metallo fuso
versato nel bacino di colata.
All’operazione hanno assi-
stito, ospiti graditi, gli inge-
gneri De Jan e Facco, in rap-
presentanza della Società ar-
matrice, nonchè l’ing, Gherar-
di, l'ing. Tarnassi e i sig. La-
vazza dello Stabilimento Mec-
canico,
d
Davide Masperi
iptenzioni e previsioni per l’av-
venire.
Il corso, come i precedenti,
avrà la durata di due mesi e gli
allievi oltre alla parte pratica
nelle officine ascolteranno delle
CO.NS
Il materiale più importante
spedito dal 23 ottobre al 6 no-
vembre è il seguente:
Al nostro Cantiere di Livor-
no: quattro gruppi riscaldatori
di nafta destinati agli AA. SS.
« Iman Bondjol» e « Surapa-
ti », in costruzione per conto
della Marina Militare Indone-
siana. - Al nostro Cantiere di
Sestri: un raffreddatore olio
superiore da 117 ma., destina-
to ad una turbocisterna di
31.500 T.D.W.; una caldaia
Ansaldo Clarkson a nafta, un
gruppo Diesel dinamo (com-
posto da motore Ansaldo tipo
Q. 265/6 della potenza di 310
HP accoppiato a dinamo a c.c.
da 200 kW) destinato alla
M/n. « Carmela Fassio »; una
turbina di B.P, completa di
accessori interni ed esterni fa-
cente parte del gruppo ridut-
tore principale, destinata alla
T/c. « Fina Canadà». - Ai
« Cantieri del Mediterraneo »
di Pietra Ligure: basamento
motore completo, albero a ma-
novelle completo, montanti,
viradore elettrico, volano,
guide con controguide per mo-
tore Diesel Ansaldo - Doxford,
tipo 67 LB 5, destinato alla
M/n. «174» in costruzione
per conto della Compagnia
armatrice « Panarea » di Ve-
nezia; stantuffi motore, cami-
cia cilindro, cuscinetti ed altri
particolari di rispetto desti-
nati alla M/n. «Francesco
Crispi » in costruzione per con-
to della « S. Francesco », So-
cietà di navigazione di Mes-
sina. - Alla «Navalmeccanica»
di Castellammare di Stabia:
due ultrafiltri Stream - Line
completi di riscaldamento elet-
trico, basamento motore com-
pleto di albero a manovelle,
incastellatura completa di par-
ticolari, colonne montanti,
collettore aria lavaggio, stan-
tuffi motore, gruppo cilindri
completo di camicie e testate,
bielle motrici, teste a croce,
pompa aria lavaggio per mo-
tore Diesel Ansaldo - Fiat
tipo 487 destinato alla M/n.
« 615 »; due ultrafiltri Stream-
Line completi di riscaldamen-
to elettrico, due bombole aria
avviamento destinate alla
M/n. «616» in costruzione
per conto della « Tirrenia »,
Società di Navigazione di Na-
poli. - Al Cantiere Navale
« M., & B. Benetti » di Viareg-
gio: un motore marino Diesel
Ansaldo tipo 265/7 R. S. com-
pleto di tutti i suoi particolari,
della potenza di 525 HP, de-
stinato alla M/n. « Mabe 28».
- Al Cantiere Navale « Breda »
di Mestre: due gruppi Diesel-
dinamo composti da motore
Ansaldo tipo 2131/6 della po-
tenza di 270 HP accoppiati a
dinamo a c. c. da 180 KW,
destinati alla M/n. «Albatros»
© 3 A
lezioni teoriche, parteciperanno
alle visite degli Stabilimenti
Ansaldo ed assisteranno alle
proiezioni cinematografiche di
carattere motoristico.
G. B. G
HG NT
in costruzione per conto della
« Compagnia Marittima. Napo-
letana » di Napoli. - Al « Ma-
rinarsen » di Taranto: due
gruppi Diesel-alternatore com-
posti ciascuno da un motore
Ansaldo tipo Q. 265/7 della po-
tenza di 350 HP accoppiati ad
alternatore trifase da 300/250
kVA destinato ad un pontone
carica batterie in costruzione
per conto del Ministero Difesa
Marina. - Ai «C.R.D.A.» (Fab-
brica Macchine S. Andrea) di
Trieste: un collettore di vapo-
re ed un collettore d’acqua per
corpo caldaia per conto della
loro sede di Trieste. - Alla
Società « Montecatini » di San
Giuseppe di Cairo: un collet-
tore di vapore per turboalter-
natore, completo di particolari
inerenti, indotto per alterna-
tore, cuscinetti portanti (giun-
ti al Mec per la rimessa in ef-
ficienza) per conto della loro
sede di Milano. - Ai Cantieri
Navali di Taranto: due derea-
tori per accua alimento da 45
tonn/h, regolatori di livello,
filtri doppi spinta nafta, appa-
recchio per osservazione tubi, ;*
muratura caldaie (composta
da mattoni refrattari e gra-
nulato), plibrico e blocchi iso-
lanti, destinati all’A. S, « Ca-
store » in costruzione per con-
to della Marina Militare Ita-
liana. - All’: Iwa =, Società
Alti Forni & Acciaierie d’Ita-
lia, di Piombino: telaio per ca-
mino ed altri particolari per
caldaia della centrale termica,
in riparazione per conto della
loro sede di Genova. - Al-
V:0.A.R.N.» di Genova: tre
gruppi Diesel-alternatore con
motori Ansaldo - Maybach ti-
po MD, 160 (giunti al Mec per
la rimessa in efficienza) desti-
nati alla corvetta « Triton »
in riparazione per conto della
Marina Danese. - AUl’«ENDE»
Combustibles Solidos Minera-
les di Buenos Aires: accesso-
ri per sistemazione camino a
tiraggio meccanico, impianto
per la ripresa e messa a silos
di carbone ed evacuazione ce-
neri, condotte alimento carbo-
ne, turbopompa a vapore per
alimento caldaia, pompe cen-
trifughe per servizio acqua
greggia, cassa acqua depurata,
mattoni refrattari per mura-
tura caldaie, destinati alla
centrale termoelettrica da
6.000 KVA in costruzione a Rio
Turbio (Argentina). - Alla
« M. T. N. Empresa Nacional
de Transportes » di Buenos
Aires: cinque alberi a camme,
14 cuscinetti testa biella, biel-
le stantuffi per pompa acqua
motore Diesel Ansaldo tipo
265/7.
Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 546 tonnellate.
fr
Dall’alto in basso: forno a suola mobiie, funzionante a nafta,
recentemente installato per la ricottura di strutture saldate;
carrello automotore da 130 HP costruito per linee a scarta-
mento ridotto delle FF.SS.; forno rotante costruito per la ce-
menteria di Monselice, con i
dispositivi scambiatori di calore
a
l Magazzino Generale del
Cantiere di Sestri è il più
bello e uno dei più razionali
fra quelli di tutti i cantieri
italiani. Tenendo conto dell’in-
granaggio contabile, di tutte
le incombenze, di tutti gli
oneri derivanti dal disbrigo
delle numerosissime pratiche
ad esso facenti capo, non è da
confondersi con un deposito,
sia pur grande, dove le pra-
tiche si riducono, alla fin fine,
al carico ed allo scarico dei
materiali.
Il MAG, questa è la sua si-
gla, è tenuto a conoscere le
esigenze di ogni altro servizio
dello Stabilimento con i quali
tutti è, in un certo senso, ab-
binato, siano essi i reparti tec-
nici o i settori contabili. E’
un servizio, un grande servi-
zio tecnico-amministrativo, da
cui, dicevamo, si diramano
branche che vanno ad interes-
sare un po’ tutti gli altri ser-
vizi.
Tanto per dare un esempio,
i materiali consegnati dall’Uf-
ficio Produzione per la spedi-
zione fuori dallo Stabilimento,
sono ricevuti dal Magazzino,
che deve controllare il titolo
in forza del cuale il materiale
esce; in particolare per tutti
quelli che escono per lavora-
zioni, che quindi dovranno
rientrare nello Stabilimento.
Se si considera che alcuni en-
trano ed escono più volte, pri-
ma di essere sistemati a bordo,
se ne avrà già una prima idea.
Così per i casi dubbi, nei quali
il MAG deve diligentemente,
prima di procedere alla spe-
dizione dei materiali, chiedere
a chi di competenza tutti gli
elementi mancanti e necessari
onde procedere all’esatta ope-
razione contabile. La distribu-
zione, inoltre, dei materiali
dalle forme più svariate e di
difficile lavorazione, viene ef-
fettuata da personale scelto,
poichè questo compito, che
sembra fin troppo semplice
trattandosi di materiali comu-
ni, assume tutto un altro
aspetto nei casi di distribuzio-
gazzino generale
ne di macchine, parti di esse,
accessori ecc.
Le operazioni, in rapidissima
sintesi, che si possono ritenere
fondamentali per questo com-
plesso servizio, sono rappre-
sentate anzitutto dal ricevi-
mento del materiale. I mate-
riali in arrivo, la maggior par-
te dei quali imballati od in-
gabbiati, vengono provvisoria-
mente sistemati nel magazzi-
no di ricezione, cioè in un
ampio locale a pianterreno del-
l’edificio del MAG. Non ven-
I settori profilati, lamiere e tubi (sopra), utensili e apparecchiature navali (sotto), con gli addetti sigg. Cao, Olivieri, Vescovo, Quadrone, Goldoni e Martini
tecno
feno
del Cantiere di Sestri
gono qui depositati, natural-
mente, i materiali ingombran-
ti, i legnami in genere, i tubi
di ferro e le grandi parti di
motori marini, direttamente
avviati ai magazzini di desti-
nazione.
Tutti indistintamente ven-
gono controllati e quotidiana-
mente si aggiorna un apposito
stampato, che rappresenta la
prima nota della serie, che
iniziamo ad illustrare. La
quale nota servirà, come ve-
dremo, oltre che all'immediata
I settori compensati e
comunicazione a tutti gli inte-
ressati, per le ulteriori ope-
razioni contabili. La fase suc-
cessiva è rappresentata dalla
presentazione al collaudo, in
ordine di arrivo, di tutte le
distinte relative ai materiali
pervenuti.
Quindi si procede alla sim -
bolizzazione (ad ogni materia-
le viene dato un numero) ed
alla contabilizzazione degli
stessi (scarico sulle relative
ordinazioni per quantità e
qualità), con tutte le pratiche
laminati plastici (sopra), il settore mobili e l'ufficio (sotto) con i sigg. Bardini, Gerli e Ferrando e le sigg.re
accessorie circa i materiali in
arrivo (eccedenti o mancanti;
rotti; provenienti dall’estero;
vincolati a dazio; controllo del-
le spese di trasporto e rela-
tive operazioni contabili per
il pagamento).
Infine si compila la bolletta
di entrata in magazzino, in un-
dici copie, smistate agli uffici
interessati (tra cui, principal-
mente, quello di contabilità
per la liquidazione delle fat-
ture ed il magazzino di rice-
zione per l’avvio dei materiali
trati
a quelli di destinazione, presso
i quali viene nuovamente con-
trollato e infine preso in ca-
rico, con la trascrizione su ap-
posite schede). Materiali que-
sti che verranno poi, a richie-
sta dei vari reparti di lavora-
zione, prelevati con appositi
buoni (buoni di prelievo),
scaricati sulla scheda cui ac-
cennavamo poc’anzi, ed inol-
alla contabilità per la
valorizzazione e l'inserimento
nei consuntivi della commessa,
Qualche parola su di un
altro importantissimo servizio
del MAG, la spedizione dei
materiali di officina. Quei ma-
teriali che escono dal Cantiere,
in massima parte su richiesta
dell'Ufficio Produzione, o su
richiesta di altri servizi auto-
rizzati, vengono consegnati al
Magazzino accompagnati da
un documento sul quale sono
annotati tutti gli estremi che
permettono al servizio di fare
uscire la merce, al titolo ri-
(continua a pag. 10)
Emiddio Loscalzo
Ferrogiaro e Franchini
ivorno è una città che por-
ta al mare, con la sua stes-
sa urbanistica, anche se
è in pianura, Il dado enorme
della stazione si allontana in
una specie di metafisico iscla-
mento, in fondo all’intermina-
bile viale alberato e la città vi
viene incontro con le sue stra-
de che vi trascinano al porto.
Girate come volete, attarda-
tevi a rimirare il «cisternone»,
illudetevi pure di sottrarvi al
calamitato richiamo buttando-
vi a dritta o a manca lungo
l'immenso spazio vuoto di
Piazza della Repubblica, di-
straetevi finchè volete di fron-
te alla moderna e problema-
tica architettura che circonda
il risorto duomo: non sfuggi-
rete, perchè ora il fosso reale
vi farà da cintura e vi condur-
rà, volenti o nolenti, al porto.
Là vi trovate come calato in
un ambiente irreale, tra il
rosso mattone della fortezza
vecchia e il bianco marmoreo
del monumento, il grigio delle
installazioni portuali e i colori
vivaci delle barche dei pesca-
tori, le sagome chiare delle
navi da guerra e i tralicci pos-
senti delle gru del cantiere.
Almeno così è parso a me,
ed in tale atmosfera surreale
ho avuto un incredibile col-
loquio con Ferdinando 1°, lui
lassù sul piedistallo col dito
teso in avanti ed io in basso,
tenuto a rispettosa distanza
dalla balaustra di ferro, col
taccuino in mano.
Abbiamo parlato della sto-
ria e delle sue stranezze, co-
me quella di questo monu-
mento eretto per la gloria del
Granduca e coi mori vinti e
incatenati ai suoi piedi, che
ormai tutti chiamano « il mo-
numento ai quattro mori » qua-
si a rovesciarne il significato
storico e politico. Effetto del-
la nuova filosofia della storia
oppure conseguenza della mag-
giore abilità del Tacca rispet-
to al Bandini? Oppure i livor-
nesi si sono dimenticati di lui,
di Ferdinando, tanto è vero
che durante l’ultima guerra
lo hanno lasciato lassù a sfi-
dare bombe e cannonate, men-
tre i mori sono stati messi al
sicuro nei rifugi? Ho confor-
tato Ferdinando riferendogli
che il mio amico Bisto dice
che ciò è stato fatto perchè
« noblesse oblige ».
Poi Ferdinando ha ripreso
la parola: « Tutto questo per
dirti che spesso le cose vanno
in maniera strana. Quello che
conta, comunque, sono i risul-
tati finali, e come vedi intorno
Viaggio a Livo
a quel mio vecchio arsenale
la città si è sviluppata e irro-
bustita, e i cantieri hanno con-
tinuato a lavorare e a cresce
re. Ho visto tante navi scen-
dere in mare, standomene qui
di fronte ai cantieri e al mare,
e ho visto anche per la prima
‘ volta il tricolore sulla poppa
di una fregata e ti assicuro
che non mi ha fatto poi dispia-
cere, con tutta quella gente
che urlava e applaudiva. In
fondo, ti dirò che quei Lorena
non li avevo mai potuti ve-
dere! Ah!, io non mi lamento:
guarda un po’ Ferdinando III,
Gli hanno fatto un monumen-
to perchè ha portato l’acqua
in città (io avevo fatto l’in-
verso, portando la città all’ac-
qua del mare) ed ora sta lì a
riguardarsi una immensa piaz-
za dove non succede mai
niente, con quel Leopoldo
sempre di fronte, quel Leopol-
do in ridicola foggia romana,
il cui maggior pregio consiste
nell’aver perduto il granduca-
to e acquistata una statua ».
Ferdinando, per essere un
monumento, parlava da uomo,
con un certo buon senso e un
poco di malignità, ed io non
seppi che dargli ragione, la-
sciandolo per avviarmi verso
il cantiere,
La « nuova darsena » zeppa
di navi in allestimento e sulla
quale si affaccia il cantiere
mi apparve tutta chiusa, rac-
colta, quasi accoccolata sotto
la strada e le case, in contatto
col mare a mezzo di uno stret-
to passaggio con ponte gire
vole. La città si piega materna
su questo nido, vigilando dal-
le mille finestre, e covandosi
questi scafi che crescono qui,
quasi piccoli gabbiani trepi-
I)
janti prima di spiccare il volo
rerso il mare aperto e tempe-
toso.
Non c’è nessuna barriera
I
tra la città e il cantiere, che
fanno itutt’uno, e sotto il lungo
collo delle gru a bandiera e il
becco ricurvo dei pontoni, co-
me sotto l’ombra dei vicini ca-
mini domestici, ci sono le
barche multicolori dei pesca-
tori, che rimagliano silenziosi
le reti.
Percorsa tutta la fronte del
cantiere mi ritrovai in una
piazza dove mi attendeva un
secondo colloquio, strano e
interessante come il primo.
con Luigi Orlando che mi
squadrava dal piedistallo, nel-
la lunga palandrana abbotto-
nata con cura.
Il « sor Luigi » cominciò col
raccontarmi molte vecchie co-
se, di quando dalla Sicilia
arrivò a Genova per sfuggire
alla tirannide borbonica, e
prese contatto con l’ambiente
repubblicano genovese, con
Pisacane, Pilo, Manin, Rubat-
tino, Mazzini. Quest’ultimo
sempre caparbio, irrequieto,
attivo. « Quanto a Livorno »
proseguì «è un’altra storia.
Cominciata nel 1865; quando
ci trasferimmo qui noi, a rile-
vare questo cantiere che non
valeva il peso del suo ferro,
essa continua tuttora. Se ne
sono fatte, di navi, e di discus-
sioni sotto la vecchia quercia!
Si levava una nuova gru €
spuntava un nuovo camino fu-
mante sui tetti. Creda: Livor-
no, il porto, il cantiere sono
la stessa cosa. E quando nes-
suno voleva credere che ce
l’avremmo fatta, a varare la
« Lepanto »? Ne ho visto di
cose, da questo mio piedistallo,
e ho visto anche lo squallore
del cantiere ridotto in calci-
nacci, e la rapidità con la qua-
le lo avete rimesso in piedi.
La tecnica è cambiata, lo so,
e ogni giorno ne vedo una
nuova, ma i fattori fondamen-
tali restano sempre gli stessi:
volontà, cuore, tenacia, abilità.
Dica, dica a tutti che continui-
no così, che lavorino così, per
la tradizione del cantiere e per
il benessere della città. Badi,
ron parlo mica così perchè il
cantiere porta il mio nome:
queste ambizioni, da roi, non
sussistono più. Ma lo dico per-
MARCO DIOCIAIUTI (CAN): « Cascatella » (concorso fotografico)
chè è nell’interesse di tutti ».
Così si tacque il « sor Lui-
gi »: anche lui parlava da uo-
mo di senno, ed io che potevo
rispondergli?
Dopo tali colloqui, il can-
tiere coi suoi rumori e gli uo-
mini affaccendati fu un brusco
richiamo alla realtà, come un
bagno di realismo dove uomi-
ni in tuta azzurra camminando
su e giù per gli scali levavano
al cielo lamiere dalle strane
forme, Sotto i raggi del sole
ormai al tramonto l’ ombra
delle gru ingigantiva, mentre
il rosso ruggine delle lamiere
acquistava un tono caldo e pa-
stoso.
Gli ultimi raggi del sole
scoprivano ogni tanto qua e
là, nella piccola darsena o sui
muri delle case, vivaci mac-
chie di colori.
Quella notte sognai a lungo
una Livorno surreale e dina-
mica, ove Ferdinando 1° pun-
tava l’indice contro una prua
levata sugli scali, la gente sa-
lutava con fazzoletti colorati
gli operai del cantiere, una
nave in costruzione pareva
uno scheletro di balena butta-
to sulla spiaggia, e Luigi Or-
lando parlava animatamente
col direttore del cantiere,
quasi a passargli una segreta
consegna. Un sogno che pare-
va un quadro di Chagall, coi
colori di Fattori.
Lucio Bozzano
'GINESELEZIONE )
Prima linea
ruppe americane della
III armata in Europa,
sulla fine del 1944, Un co-
lonnello, che coltiva per il
suo ritorno in America del-
le ambizioni politiche, si
« coltiva » e protegge un ca-
pitano, figlio di un influente
personaggio. Il capitano è
un incapace, un vile, un
inetto, e quindi un presun-
tuoso, ma resta al comando
della compagnia grazie al-
l'appoggio del colonnello;
può così combinare ogni se-
rie di errori, che finiscono
per costare la vita a una
quindicina dei suoi uomini
migliori. Due coraggiosi te-
nenti protestano, ma inutil-
mente: il vaso trabocca
quando, per la testardaggi-
ne del capitano, un plotone
esce decimato da una insen-
sata missione e perde lo
stesso tenente che lo coman-
dava, in una scena dram-
matica. Il capitano protetto,
isolato con alcuni uomini,
vuole arrendersi ai mazi,
ma il tenente superstite
glielo impedisce, ucciden-
dolo. Su questo fatto di un
reparto che si fa giustizia
da sè uccidendo il superio-
re è imperniata la morale
del film. Ma essa ha una
coda, per il fatto che il te-
nente giustiziere, malgrado
che il colonnello voglia
mettere tutto a tacere, rive-
la ogni cosa al generale. Fi-
ducia nella giustizia mili-
tare o imperativo categori-
co della coscienza? Il film,
a mio parere, propende per
la seconda tesi.
E’ comunque confortante
che si facciano simili film-
inchiesta su soggetti un
tempo ritenuti tabù: in que-
sto caso, poi, il film ha una
sceneggiatura ineccepibile,
che lega lo spettatore alla
vicenda come se fosse uno
dei protagonisti. Ottima la
interpretazione di Jack Pal-
lance. Giustamente il film
ha ottenuto a Venezia il
premio « Pasinetti » dei cri-
tici cinematografici.
IL PORTOGHESE
4
ud
Il gotico, che si leva orgoglioso verso il cielo, segna
quasi uni nuova visione del mondo. L'Europa diventa
il terreno propizio per un'evoluzione economica e sociale
che, in pochi decenni, scardina la fissità dell’ordine feu-
dale e crea le condizioni per la nascita del mondo mo-
derno. Un mondo che nasce dall’incremento del commer-
cio, la fortuna dei grandi mercati e delle fiere internazio.
nali, i movimenti dei servi della campagna che diventano
cittadini in città; sorgono così le città libere, gli operosi
comuni medioevali, una dinamica borghesia. In arte, lo
stile di tutto questo mondo è il gotico.
Firenze infatti, uno dei centri artigianali e mercan-
tilì più floridi, diventa uno dei maggiori centri dell’arte
gotica. Le apocalittiche terribili visioni romaniche si pla-
cano: lo scultore gotico sente il fascino della vita che
finalmente ridiventa umana.
Alla base delle rappresentazioni monumentali si al-
ternano le rappresentazioni della vita pratica: i lavori
giornalieri e stagionali, nelle cui rappresentazioni il po-
polo diventa materialmente soggetto. L’inno alla vita
diventa preciso, il lavoro acquista il suo riconoscimento.
Come dimostrano le formelle che presentiamo, poste sul
Campanile di Giotto a Firenze, scolpite da Andrea Pisa-
no e Luca della Robbia, su cartoni di Giotto.
10
Il Magazzino generale
del Cantiere di Sestri
(continuaz. da pag. 7)
chiesto. Anche la compilazione
di queste bollette avviene in
undici copie, che vengono, è
ovvio, smistate agli uffici com-
petenti o interessati (portine-
ria per l’uscita, contabilità
per l'emissione delle fatture e
così via). Un ulteriore servi-
zio, complementare ma altret-
tanto importante, è quello
dell’ordinazione giornaliera al
SAU dei mezzi di trasporto oc-
correnti, in relazione alle varie
esigenze.
Infine, altra incombenza del
MAG, forse la più impegnati-
va, per la rapida e precisa
esplicazione della quale tutto
il servizio è organizzato, è co-
stituito dalla richiesta dei ma-
teriali. Tutte le richieste per-
vengono al MAG compilate su
apposite schede. Questi le nu-
mera progressivamente, dopo
essersi esattamente accertato
che fra questi non vi siano
esistenti materiali residuati da
precedenti costruzioni. In tal
caso il MAG ne dà tempestivo
avviso all’emittente, per il
parziale o totale annullamento
della richiesta. Quindi vengo-
no indirizzate all’Ufficio Ac-
quisti dello Stabilimento le
schede numerate, e quest’ulti-
mo provvederà all’acquisto. Il
ciclo è concluso.
Uno sguardo agli impianti,
adesso, Diviso in vari settori,
il MAG sorge al centro del
Cantiere ed occupa un’area di
circa 18.500 metri quadrati.
Malgrado questo, non tutto
l’ingente quantitativo di mate-
riali riesce a trovarvi posto,
tanto che si è resa necessaria
la sistemazione di alcuni set-
tori in fabbricati vicini il più
possibile ai reparti di produ-
zione particolarmente interes-
sati al loro prelevamento. Tra
i più importanti magazzini
staccati, possiamo ricordare
quello dei « tubi », occupante
tre campate che confinano con
le officine dei tubisti. Sono
divise in senso longitudinale;
e i materiali, appena prelevati,
affluiscono sul posto di lavora-
zione. Attualmente sono im-
magazzinate circa 1.000 ton-
nellate di !tubi; e circa 300
sono le tonnellate che hanno
ordinata sistemazione sulle
aiuole antistanti i capannoni.
Altro magazzino è quello dei
« cavi elettrici » e del « mate-
riale elettrico », che occupano
rispettivamente il piano ter-
reno ed il secondo piano di
un grande edificio sito alla
estremità « est » del Cantiere.
Sono ingenti i quantitativi im-
magazzinati, occorrenti soprat-
tutto alle navi in allestimento.
Il magazzino del «legname»,
costituito da tre grandi capan-
noni ubicati all’estremo « est »
anch’esso del Cantiere, nel-
l’area dell’ex stabilimento del-
l’ILVA. Attualmente vi trova-
no posto circa 2.000 metri cubi
di legnami, tra comuni e pre-
giati. Altri materiali, infine,
vengono sistemati sui piazzali
e sulle banchine, in vicinanza
della nave cui sono destinati.
Vogliamo solo ora osserva-
re come i punti principali, co-
stituenti le operazioni di que-
sto più che complesso servizio
— animato da un capo ufficio,
un vice capo ufficio, 25 impie-
gati e 70 operai — sono di fa-
cilità solo apparente, Si pensi
solo al rilevante movimento
di registrazioni e di corrispon-
denza, sia interna che esterna
allo Stabilimento, che ora non
possiamo illustrare per intero;
si pensi al numero delle sche-
de, delle ordinazioni, delle
operazioni contabili. O, se si
preferisce, alla nave che parte
per il viaggio inaugurale. Il
che è dir tutto.
Un po' per celia...
« Quarto piano, numero undi-
ci, prima porta a destra.., dun-
que è questa »,
« Permesso? » chiedo facendo
capolino sull’uscio e guardando
verso l’interno di uno di quegli
uffici. « Avanti!» mi risporde
un occhialuto signore sollevan-
do la testa da un quintale di
articoli, articoletti e fotografie
che stava osservando, « Scusi,
lei è l’Ansaldino?» chiedo con
un certo timore allo stesso si-
gnore, molto serio, che si ca-
pisce essere un ‘tecnico dalla
testata fino al basamento, che
ora mi sta osservando al di so-
pra degli occhiali calati quasi
fin sulla punta del naso, e ag-
giungo: «Se permette, io so-
no.,,». « Non c’è bisogno si
presenti, la riconosco, si acco-
modi prego... » mi risponde
sicuro facendo cenno di accomo-
darmi, « Ma lei davvero mi
riconosce?,.. Eppure sono tra-
SCOnsÌ... »,
« Vent'anni; eh!.., perbacco,
come non la riconosco, allora
era uno sbarbatello di dician-
nove anni., primo impiego...
Fuma? »,
« Grazie » rispondo accettan-
do la sigaretta. « Dica pure, in
che cosa posso esserle utile? »,
« Senta, ho un peso sullo sto-
maco, devo scaricarlo... scari-
carlo qui perchè questo è il luo-
go più adatto... ». « Ma caro mio,
perchè proprio qui poi non lo
capisco... le faccio portare del
bicarbonato? » mi risponde
preoccupato e premuroso l’An-
saldino, al quale ribatto: «Mac-
chè bicarbonato!,.. Il peso sta
tutto in queste cinque parole:
— Ho sentito parlare le mac-
chine —, capisce?.., ».
Rassicarato dal fatto che il
peso sul mio stomaco non era
covuto ad una indigestione, con
un largo sorriso mi risponde:
« Bè, che c’è di strano?.., Il
grammofono, la radio, il ma-
gnetofono, persino le bilance e
il Robot sono macchine che
parlano, tutti lo sanno,., poi nel
sogno tutto è possibile ». « Ma
che sogno d’Egitto! e nemmeno
mi riferisco alle macchine che
lei ha nominato! ».
L’Ansaldino è visibilmente
esterrefaito e mi punta l’indice
della destra in direzione degli
occhi asserendo: «Senta, qui
uno dei due è in folle... o lei 0
io stiamo dando i numeri.., ».
« Nè lei, nè io... anzi le preci-
serò che ho sentito parlare i
torni, le fresatrici, le pialle, i
carriponte, i magli... ».
Gli occhi deli Ansaldino sono
diventati due uova al piatto,
col tuorlo azzurro però; la sua
bocca è ora semiaperta. Non so
se gli stia prendendo una para-
lisi; dopo quattro secondi di
silenzio sono rassicurato sulla
sua salute perchè con una fi-
sionomia di ilarità afferma:
« Allora è lei lo spostato, mi
creda! E dopo un momento di
esitazione durante il quale an-
che la fisionomia si è trasfor-
mata riprende: « Davvero ha
sentito parlare i torni?... e le
fresatrici?.., ».
L’Ansaldino sposta poi con
rapido gesto gli occhiali verso
la punta del naso e mi chiede
a bruciapelo: « Quando? dove?
come? », « Quando? da vent’an-
nì a questa parte fino a ieri
sera. Dove? Nei diversi suoi sta-
bilimenti: Meccanico, Cantiere,
Ferroviario. ecc. Come? sussur-
rano, bisbigliano, mugugnano
un po? in vernacolo genovese...
Creda, ascoltando quelle voci, si
vive in un mondo meravigl*oso
e terrificante insieme ». « Allora
Jeî pensa che anche stassera
qualche macchina parlerà? »,
Ho capito che l’Ansaldino è
passato dalla diffidenza alla cu-
riosità e mi lancio alla carica:
« Qualche macchina, dice? Ma
tutte le macchine ad eccezione
di quelle che lavorano durante i
turni della notte, naturalmente,
Mi permette una proposta? ».
« Dica, dica pure! », E treman-
do dall'emozione mi offre e si
accende una seconda sigaretta,
« Se lei vuole assicurarsene ven-
ga con me questa notte al-
l'una! ». « All’una? », « Sì, al-
l'una... Non so perchè ma non
parlano mai prima di quell’ora
e sentirà che... ». « Ma lei come
ha potuto ascoltarle? », mi chie-
de l’Ansaldino. « Proprio venti
anni fa, per caso, ho cominciato
a sentire parlare i torni di
quella che era la torneria pic-
cola del Fossati, poi quelli del
Meccanico, poi perchè la vita
mi portò in Inghilterra, in Fran-
cia, in Germania, in Belgio... ».
L’Ansaldino a questo punto
mi tronca il discorso, fa leva
sulle mani che ha appoggiato
sulla serivania, si alza, con lui
mi alzo anch'io, ci avviciniamo
alla porta e, prima di aprirla
ripone gli occhiali a tiro giusto
e mi pianta due occhi in faccia
tali da far rabbrividire anche
il meno mansueto dinosauro, Il
suo suardo è tinto color mi-
naccia, Capisco che è la sen-
tenza; e non mi sbaglio perchè
l’Ansaldino, togliendosi la cicca
dalle labbra, dice: « Stanotte
all'una meno dieci alla porti-
neria del Meccanico.., Mi scusi,
ma come vede.., », E mi fa cen.
ro con la mano sinistra, perchè
con la destra sta stringendo la
mia, a quel quintale di carta
che sta sul suo tavolo da lavoro,
« All’una meno dieci... senz’al-
tro, scusi... e grazie! »,
Vi assicuro che gli avrei but-
tato le braccia al collo tanta fu
la gioia che, così dicendo, in
quel momento mi procurava.
Uscii dal suo ufficio cor la
stessa velocità iniziale di un
razzo, attraversai via Dante,
malgrado il semaforo mi desse
il rosso, e me ne andai vagando
per i cieli,
All’una meno dieci eravamo
seduti, ben nascosti, presso un
gruppo di torni di un reparto
del Meccanico illuminati dalla
luce riflessa di un altro repar-
to dove si stava lavorando. L’An-
saldino armeggiava per accen-
dersi una sigaretta quando sen-
to l’ormai noto caratteristico
ronzio, qualche cosa come quel-
lo del moscone ma del tutto di-
verso. Lo avverto con un cenno
(che in realtà è la solita gomi-
tata) di non fare quanto è nelle
sue intenzioni e di ascoltare in
assoluto silenzio,
E’ un tornietto che inizia il
discorso, uno di quei tornietti
moderni verniciati color « vespa
imbronciata » con guarnizioni
rosse e gialle, dalla testa bene
ingrassata... proprio gagà, in-
somma, Chiede ad un tornio an-
zianotto: « Ehi, nonno, dor-
miamo? ».
« Ssstt!... Sempre impruden-
ti voi giovani, sta’ zitto, il guar-
diano non è ancora passato,
non capisci che se ci sentisse
parlare creperebbe dallo spa-
vento?... che imprudente! » ri-
sponde calmo il vecchio tornio,
« Ma passa più tardi quello,
verso le due... Già con voi vecchi
non cè niente da fare, avete la
testa a cono! », « Bella da vo-
stra... E proprio tu parli? Pro-
prio tu che per quindici giorni
sei rimasto inoperoso perchè
non ti funzionava un ingranag-
gio nella testa... e naturalmente
al tuo operaio hai regalato quin-
dici giorni di inattività... », « Se
il mio ingranaggio non ha più
funzionato la colpa è stata sua
perchè ha sbagliato la mano-
vral,., ». « Che cosa vuoi sperare
da un giovanotto di vent'anni?»
ribatte il vecchio tornio. « Gio-
ventù... Un po’ vede roteare il
pezzo, un po’ vede roteare la
Lollo o la Marilina, e allora
salutamela la manovra!.. Ai
miei tempi anche, sai, si pensa-
va alla Fougez o ‘alla Dolores
Del Rio ma se operaio sba-
gliava la manovra nella nostra
testa le puleggie erano sempre
a posto e le spalle robuste tanto
da parare qualsiasi botta... Guar-
datevi li... mezzo metro o un
metro di roba tra le punt> op-
poste... dei capelli e dei piedi e
vi date fante arie da padreter-
ni... E il bello è che se non ve
la date voi l’aria, ve la dà l’ope-
raio, magari compressa ma è
sempre aria... E voi vi gonfiate,
naturalmente » dice con leggera
ironia il tornio anzianotto, «Po-
vero nonno! » ribatte il tor-
nietto che non ha più argomenti,
« Mi spiace per te che non ti
degnano nemmeno di un getto
d’ari
« Non ne ho bisogno di aria,
i truciol! so tritolarmeli da solo,
lo, Li polverizzo anche se mi ca-
pitano fra le guide, magari me
LE MAGGHINE PARLANO.
le sento un po’ bruciare per le
graffiature,.. ma vol... voi mo-
derni mi sembrate delle signo-
rine.,, bisogna avere con vo, un
sacco di precauzioni! Tutti au-
tomatici.., il che significa che
marciate a scatti... addirittura
fate i pappagalli, se vi appl'ca-
no il copia... ai nostri tempi
invece!!! ». «Puleggie grosse
come giostre, chilometri di cin-
ghie... »,
L’Ansaldino è arrivato intan-
to al punto massimo di tollera-
bilità delle emozioni, lo capi-
sco.., e decido di interrompere
questa seduta iniziale,
Tossisco, non molto forte, per
avvertire indirettamente le mac-
chine della nostra presenza. Mi
spiacerebbe dovessero spaven-
tarsi, Sembra strano, ma sono
sensibili, pur non essendo di
carne ed ossa come noi: anche
lero hanno le nervature di ac-
ciaio o di ghisa,., e spesso sof-
frono di tensioni interne.
Così, come me, per esempio,
che soffro di carenza... di ferro,
«Cosa ne dice, caro Ansaldi-
no? » gli dico con una punta di
fierezza pensando alla mia ri-
vincita. E lo prendo sottobrac-
cio. Poco per confidenza ma
molto per sostenerlo,
«Non mi dira niente!... Sono
così... non saprei nemmeno co-
me dire!... Ora lo sento io un
peso sullo stomaco... proprio
qui, mi pare che mi farebbe be-
ne... ».
« Un bel cognac... venga, glie-
lo offro volentieri » lo inter-
rompo io.
« Accetto... grazie dottore! »,
Sì. Dottore sono, proprio dot-
tore, Dottore... e faccio il vete-
rinario a domicilio... al centro
del Sahara, ma un po’ più in là.
Renzo Brassesco
Biglietti per la partita
di calcio Italia - Austria
NM Dopolavoro Ansaldo, d'intesa
con la Lega Regionale della F.I.G.C.,
è in condizione di poter assicurare
agli ansaldini un forte quantitativo
di biglietti per l’incontro interna-
zionale di calcio Italia-Austria, che
si svolgerà a Genova il 9 dicembre
prossimo.
I prezzi dei biglietti sono stabilità
come segue: gradinate, lire 500;
rettilineo distinti, lire 1000; retti-
lineo tribuna, lire 1500,
Le richieste, accompagnate dal
relativo importo, dovranno perve-
nire ai delegati di stabilimento op-
pure alla Segreteria del Dopolavoro
(via A, Stennio 5-1 a Sampierda-
rena) non oltre il 26 novembre,
GIUSEPPE SARDI (SAU):
«Canale di Suez » (concorso fotografico)
IL PRIMO
Nazionale della
Il primo convegno nazionale
della Strumentazione è stato
tenuto a Milano, presso il Mu-
seo Nazionale della Scienza e
della Tecnica, nei giorni 26 - 27
e 28 ottobre u.s. Esso aveva lo
scopo di riunire, per la prima
volta in Italia, i tecnici interes-
sati alla fabbricazione e all’uso
di apparecchi per la misura di
grandezze elettriche, termiche o
meccaniche, a scopo di controllo,
di studio, o di regolazione.
L'enorme vastità dell’ argo-
mento ha fatto sì che venissero
affrontati, salvo pochi interventi
su problemi particolari, soltanto
aspetti generali, e di diffuso in-
teresse, di alcune branche della
moderna tecnica delle misure,
Precisamente è stato trattato in
prevalenza il rilievo di tempe-
rature, pressioni, velocità, por-
tate, composizioni di miscele
gassose: ossia quanto concerne
il controllo continuo dei proces-
si di produzione nelle industrie
chimica, petrolifera e metallur-
gica.
La genericità delle esposizioni
è stata però tale da mettere in
luce anche aspetti interessanti
altre possibili applicazioni delle
apparecchiature trattate e delle
idee enunciate,
I concetti fondamentali affio-
rati dalle discussioni sono i
seguenti:
1) L’introduzione di apparec-
chiature di controllo in qual-
siasi processo produttivo si va
estendendo in maniera travol-
gente,
2) Ciò è dovuto essenzialmen-
te al vantaggio economico rica-
vabile da una migliore qualità
dei prodotti e da un migliore
rendimento delle lavorazioni,
3) Le industrie di avanguar-
dia, dal punto di vista del con-
trollo di massa durante la pro-
duzione, sono le industrie pe-
trolifera e chimica, e le centrali
termoelettriche; seguono le in-
dustrie metallurgica e mecca-
nica.
4) Si tende in genere a prefe-
rire strumenti sicuri e maneg-
gevoli, anche se di precisione
non molto spinta, agli strumenti
perfetti ma delicati: cioè si
preferisce poter disporre di un
gran numero di dati sicuri, an-
che se non molto precisi, piut-
tosto che pochi dati di alta pre-
cisione, ma di attendibilità con-
dizionata dall’esatto funziona-
mento di apparecchiature com-
plesse. Naturalmente ciò vale
soprattutto per i processi larga-
mente automatizzati, ed anche
in questo campo le eccezioni so-
no numerose.
5) I sistemi elettronici di mi-
sura si sono ormai affermati
decisamente sugli altri per la
sensibilità, la prontezza e la
qratica assenza di limiti nelle
distanze, Per i dispositivi di
regolazione e di registrazione si
tende invece, in molti casi, a
preferire le apparecchiature
pneumatiche, che ‘presentano
maggiore semplicità ed offrono
maggior sicurezza in qualsiasi
ambiente. Si prevede in futuro
l'accoppiamento sempre più fre-
quente di organi sensibili elet-
tronici con organi di comando
pneumatici, Molto ci si attende
dagli amplificatori magnetici e
dai transistors, per eliminare
gli inconvenienti presentati dai
tubi termoionici,
6) La necessità di una colla-
CONVEGNO
Strumentazione
borazione sempre più stretta fra
costruttori ed utenti di apparec-
chiature è apparsa evidente.
P. BROZZO
Il quarto congresso
nazionale dell'AM I.
Anche quest'anno l’Ansaldo
hu attivamente partecipato con
un gruppo di suoi tecnici al IV
Congresso Nazionale dell’ Asso-
ciazione Meccanica Italiana che
si è svolto a Torino.
Ha preso parte al Congresso
anche il Direttore dello Stabili-
mento Meccanico ing. Cominet-
ti, che è Presidente della Sezio-
ne di Genova dell’AMI.
I congressisti in numero di
circa 500 hanno ascoltato a Pa-
lazzo Madama le parole dell’ing.
Vandone e la prolusione del
prof. Giuseppe Pugno sul tema
«I! volto nuovo della meccanica
cinquecentesca»,
Nel Salone della Tecnica in-
vece sono stati trattati i quattro
temi:
1) lubrificazione e refrigera-
zione delle macchine utensili;
2) macchine a riprodurre; 3) la-
vorazione dei metalli con nbra-
sivi; 4) dispositivi tecnici per la
prevenzione infortuni.
Nello svolgimento del primo e
del terzo tema sono stati messi
in evidenza i due aspetti fon-
amentali del progresso della
tecnologia meccanica in relazio-
ne all’uso della lubrificazione e
refrigerazione ed inoltre affi-
nando la lavorazione mediante
abrasivi,
Nella trattazione del secondo
tema è stato fatto rilevare che i
concetti sviluppati in questi ul-
timi anni possono considerarsi
a ragione precursori, in un cer-
to senso, dell’automatismo,
Il quarto argomento ha anche
esso un valore importante e di
generale interesse in ogni atti-
vità industriale, e in particola-
ro nel settore delle macchine,
nel quale la prevenzione infor-
tuni deve seguire passo passo
non soltanto le nuove applica-
zioni e lavorazioni, ma anche e
sopratutto il progresso tecnolo-
gico,
I nostri ingegneri Guazzi e
Perrone dello Stabilimento Mec-
canico hanno svolto due impor-
tenti temi e cioè: ing. Guazzi -
La lavorazione delle palette del-
le turbine a vapore su fresatrici
a copiare; ing. Perrone - La ret-
tifica dei fori, relativamente
lunghi e di piccolo diametro, in
alcuni tipi di acciaio.
G. B. GAMONDI
(273
L’ unificazione internazionale
della “ piccola utensileria”
Ha avuto luogo dal 22 al 25
ottobre 1956 a Parigi la 7.a Con-
ferenza plenaria del Comitato
Tecnico della « International
Standardizing Organisation »
ISO/TC 29, preceduta da una se-
rie di riunioni dei Gruppi di
lavoro «Punte elicoidali »,
« Alesatori » e « Maschi », per
l'unificazione internazionale del-
la « Piccola utensileria », alla
quale ha partecipato in rappre-
sentanza dell'Ansaldo e come
capo della delegazione italiana
l'ing. L. Brandolin,
Attraverso un approfondito
dibattito delle numerose que-
stioni in programma, la 7.a Con
ferenza dell'ISO/TC 29 ha con-
sentito di portare ad una fase
conclusiva vari importanti ar-
gomenti, Sono state infatti ap-
provate come progetti di « rac-
comandazione ISO » le proposte
presentate dai rispettivi Gruppi
di lavoro concernenti: le punte
elicoidali a codolo cilindrico se-
rie corta ed extracorta, ed a co-
dolo conico Morse, serie norma-
lè e rinforzata; gli alesatori ci-
lindrici a mano, e con codolo
Morse a macchina; i maschi se-
rie corta, a macchina ed a mano;
gli attacchi per frese e gli anelli
distanziatori per alberi porta-
frese; le bussole di riduzione ed
i prolungatori per utensili a co-
no Morse; gli attacchi conici per
foratrici; le placchette di car-
buri metallici e le sezioni degli
steli per utensili. da tornio e
pialla.
Vari altri argomenti riguar-
danti in particolar modo l’uni-
ficazione dimensionale delle li-
me, degli utensili per tornire
con placchetta riportata, delle
mole, ece., hanno avuto un’am-
pia trattazione.
L'inserimento in norme na-
zionali attraverso la competen-
te (Commissione UNI-UM, dei
progetti di raccomandazione già
accolti dall'ISO/TC 29 per i pre-
detti muovi tipi di utensili, i
quali rispondono a criteri più
moderni e più economici di pro-
porzionamento, consentirà di
adeguare non solo l’unificazione,
ma anche la produzione nazio-
nale degli utensili d’impiego
corrente ai tipi ed alle dimen-
sioni unificate internazional-
mente, e di raggiungere in defi-
nitiva una notevole semplifica-
zione nella fabbricazione e mi-
g’iori e più economiche condi-
zioni dal lato deli’ulilizzazione.
L. B.
I resti di un esemplare di « elephas italicus »
LE DOMENICHE DE
ll
‘L' ANSALDINO"
VISITE AL MUSEO
di Storia
Naturale
Un gruppo di ansaldini guidati dal prof. Conci dell’Università
di Genova.
Oltre un centinaio di ansal-
dini e loro famigliari han-
no inaugurato, domenica 11
novembre, una nuova serie di
iniziative sociali e culturali
del nostro giornale: le visite
ai musei e gallerie d’arte di
Genova.
E° stato il Civico Museo
di Storia Naturale « Giacomo
Doria » che ci ha ospitati per
primo. Partiti con due speciali
vetture tranviarie, una da
Pontedecimo e una da Voltri,
alle 15 abbiamo varcato la so-
lenne soglia del Museo e su-
bito ci siamo radunati nel-
l'aula delle conferenze. In
men che non si dica gli ansal-
dini si sono trasformati in at-
tentissimi ascoltatori — più
attenti degli allievi più sgob-
boni — del dott. Conci, pro-
fessore all’Istituto di zoologia
dell’Università di Genova. In-
fatti abbiamo avuto il privi-
legio, a differenza dei comuni
visitatori, di essere accolti,
guidati e informati di ogni co-
sa — per gentile interessa-
mento del prof. Tortonese, Di-
rettore del Museo — da due
eminenti naturalisti: il già
nominato prof. Conci e la dot-
toressa Arbocco, assistente del
prof. Tortonese. Con parola
chiara e profonda competenza
scientifica, eppur accessibile a
tutti nella forma volutamente
semplice, il prof. Conci ci ha
avvinti in una bella relazione
introduttiva sulla storia, fun-
zione e importanza del Museo,
richiamando la nostra atten-
zione sulle collezioni zoologi-
che e mineralogiche più inte-
ressanti, che fanno del Museo
« Giacomo Doria » il più im-
portante d’Italia e uno dei più
famosi del mondo. Abbiamo
così appreso, fra l’altro, che il
Museo conserva lo scheletro
di un giovane esemplare di
« elephas antiquus italicus »,
In alto lo scheletro di una balenottera
l’unico completo esistente al
mondo, vissuto circa 350.000
anni fa. E qui bisognerebbe
lasciar la parola al prof. Con-
ci, per poter veramente vedere
con la fantasia, in una affasci-
nante sequenza, le meraviglio-
se foreste, i vulcani ed i laghi
di milioni di anni fa, quando
vagavano sulla terra torme di
elefanti di diverse razze e di
altri grandi animali, che si
sono estinti nel corso dei mil-
lenni per una fatale e miste-
riosa legge biologica.
Non meno avvincente è sta-
ta quindi la visita intorno alle
vetrine che accolgono le col-
lezioni, accompagnati dallo
stesso prof. Concì e dalla dot-
toressa Arbocco, che si sono
prodigati in ulteriori spiega-
zioni. A proposito, quei ra-
gazzetti che la giovane e sor-
ridente signorina Arbocco te-
neva per mano come una so-
rella maggiore, credevano mai
che la visita a un museo sa-
rebbe stata così divertente?
Abbiamo girato tre ore, po-
che per vedere tutto, ma suf-
ficienti per imprimere un in-
delebile ricordo nella nostra
mente, che dopo aver cono-
sciuto tutti i segreti delle mac-
chine create dall’uomo, ha vo-
luto conoscere anche il mondo
affascinante e spontaneo della
natura, sulla cui scena sta una
storia di milioni di anni di
vicende drammatiche, di cata-
clismi spaventosi, di lotte per
la vita e per la morte, ma an-
che di romanzi d’amore e di
delicata poesia, storia scritta
da sterminate popolazioni di
creature ancora viventi o già
sepolte nei tempi dei tempi.
Andremo ancora due volte
al Museo di Storia Naturale
con altri ansaldini, a rivedere
le meraviglie, gli splendori, i
misteri della vita.
DANTE JANNONE
La 1° Mostra filatelica
provinciale dei CRAL
il Direttore Generale dell’Ansaldo all’inaugurazione
I nghilterra 1840, In un paesino
un signore sta passeggiando
tranquillamente quando la sua
attenzione è attratta da un alter-
co sorto tra il procaccia del luo-
go e una signora di sua! cono-
scenza a proposito di una let-
tera che la signora vuol respin-
gere.
Incuriosito il signore chiede
spiegazioni; gli si r.sponde
che di proposito la donna re-
spinge la lettera, dato che un
segno convenzionale sulla busta
gliene ha già rivelato il signi-
ficato. E' un trucco da tempo in
atto per evitare al destinatario
il pagamento della tassa di re-
capito,
Al nostro signore balena una
idea. Perchè non far pagare la
tassa al momento dell’invio an-
zichè alla ricezione della posta?
E pensa ad un tagliandino di
carta da appiccicare sulla posta
in partenza, Il francobollo è
nato.
Ogni Stato, successivamente,
adottò, per ovvie ragioni, un ti-
pe di francobollo diverso dagli
altri, e le emissioni si susse-
guirono in numero praticamente
incalcolabile. Dimensioni, for-
me, colori mutarono secondo i
tempi e i luoghi, Il francobollo
divenne un piccolo mondo aper-
to alla fantasia creatrice degli
artisti.
E con i francobolli nacquero,
ovviamente, i collezionisti: i fi-
latelici. Si intrecciarono ‘i primi
rapporti internazionali tra col-
lezionisti, e finì per crearsi una
fitta rete di corrispondenza e di
scambi. Donde l’enorme svi-
luppo assunto nel mondo dalla
filatelia.
Anche nel nostro CRAL esiste
una Sezione filatelico che rag-
gruppa collezionisti seri e ap-
passionati e a cura della quale
è stata organizzata nei giorni
scorsi una interessante mostra
di francobolli. Per la storia, si
è trattato della prima mostra
filateiica provinciale dei CRAL,
Che si sia trattato di una mo-
stra importante e bene organiz-
zata, ce lo ha dimostrato il fatto
che nei quaitro giorni di durata
(dal 1.0 al 4 novembre c, m,)
centinaia di visitatori l'hanno
affollata ininterrottamente.
Alla inaugurazione, la matti
na del primo novembre, erano
presenti il Direttore Generale
dell’Ansaldo ing. Federico Lom-
bardi, il Direttore dei Meccanico
i Cominetti, il Direttore del-
AL provinciale comm, Mun-
na, il Commissario dell’ENAL
provinciale Iginio Piecardo, il
consigliere comunale Moreno in
rappresentanza del Sindaco di
Genova, e molti altri invitati.
Gli onori di casa sono stati fatti
dal dr, Mario Enrico, Presidente
del CRAL Ansaldo e Consociate,
e dal Segretario sig. Silvio Risso.
Gli ospiti hanno esaminato
minuziosamente tutte le colle.
zioni esposte che venivano loro
illustrate dai collezionisti e da-
gli organizzatori della Mostra.
Sono state particolarmente
ammirate le collezioni di Ubal.
MOSTRA FILATELICA
PROVIRCIALE. CRAL:
ARE 1958
@ecra na ienda rene n. 16
La cartolina commemorativa
do Bergonzi per la raccolta delle
effigi di musicisti di futto il
mondo; quella di Odoardo Pie-
ramati, dello Stato di Israele;
la raccolta del Regno d’Italia di
Celso Amoldoni, Interessante
una collezione di lettere inviate
a Nicolò Paganini nel 1839, an-
nullate con bolli precursori.
Domenica 4 novembre il dr.
Mario Enrico ha proceduto, pre-
sente il comm, Munna, alla
premiazione dei collezionisti
Ecco l’elenco dei premiati:
Gruppo "A” (collezioni
rali)
1° Celso AMOLDONI - CRAL
Sferisterio - per Itàlia Regno:
diploma d'onore e med. d’oro
grande - 2° Odoardo PIERAMA-
TI - CRAL Ansaldo - per Israe-
le: diploma d’onore e medaglia
d’oro grande - 3° Carlo BRIZZO-
LARI - CRAL Ansaldo - per se-
lezione Antichi Stati: diploma
d’onore e medaglia d’oro,
Premiati con diploma e meda-
glia d’argento i sigg. Abdone Siri
- Riecardo Goldberg - Ezio Pe-
allo - Mario Capelli - Andrea
Godino - Italiano Bartolini.
Coppa per il CRAL di appar-
tenenza del 1.0 classificato: al
CRAL Sferisterio Lido di Ge-
nova,
gene-
Gruppo ”B” (collezioni a sog-
getto):
1° Ubaldo BERGONZI - CRAL
Mutuo Soccorso - per Musicisti:
diploma d’onore e medaglia
d’oro grande - 2° Libero TESTA
- CRAL Nuova S. Giorgio - per
Unione Postale e Centenario del
Franeobollo: diploma d’onore e
medaglia d’oro media - 3° Gi-
getto BADON - CRAL Ansaldo -
per Fauna e Sport: diploma
d’onore e medaglia d’oro,
Premiati con diploma e meda-
glia d’argento i sigg.: Angelo
Giordano - Agostino Ratto - Di-
no Monaci - G. B. Ricci - Fran-
cesco Fraito - Giuseppe Bocco-
leri.
Coppa per il CRAL di appar-
tenenza del 1.0 classificato: al
CRAL Mutuo Soccorso di San
Fruttuoso,
Gruppo "C” (collezioni varie):
1° Umberto DONNINI - CRAL
Ansaldo - per raccolta buste 1.0
Giorno di Cecoslovacchia: di-
ploma d’onore e medaglia d’oro
grande - 2° Salvatore BRIGNO-
NE - CRAL Ansaldo - per rac-
colta cartoline analogiche: di-
ploma d’onore e medaglia d’oro
- 3° Mario SCRIVANI - CRAL
Ansaldo - per tavola cromatica:
diploma d’onore e medaglia
d’oro.
Premiati con diploma e me-
daglia d'argento i sigg.: Giulio
Tagliati - Manlio Falco - Ma-
rio Cristofani,
Coppa per il CRAL di appar-
tenenza del 1.0 classificato: al
CRAL Ansaldo,
Coppa d’onore al CRAL di ap-
partenenza del maggior numero
di espositori: al CRAL Ansaldo,
Coppa per il CRAL secondo
classificato per il maggior nu-
mero di espositori: al CRAL
F.I.T. di Sestri Levante,
Non ci rimane che elogiare i
solerti organizzatori tra i quali:
Adolfo D’Alessandro, Pietro Al.
legra, Salvatore Brignone e Gi-
getto Badon,
Questa prima mostra, che è
stata ordinata con il patrocinio
de «l’Ansaldino », ha riscosso
un meritato successo che sprona
intti a fare ancora di più per
l'avvenire.
G. S.
POLAVOR
TROFEO “L° ANSALDINO”
Grande gara di scopone
Con il patrocinio del nostro
giornale il « Dopolavoro An-
saldo » indice ed organizza an-
che quest’ anno una grande
gara di scopone a coppie, ri-
servata esclusivamente ai di-
pendenti della Società, per la
disputa del Trofeo «l’Ansal-
dino ». Le coppie dovranno es-
sere formate da giocatori dello
stesso stabilimento, muniti di
cartellino paga e documento
d’identità,
Premi in palio
a) Trofeo «l’Ansaldino »
(Dono della Redazione de
« l’Ansaldino »). Biennale an-
che non consecutivo da asse-
gnarsi allo Stabilimento aven-
te la squadra l.a classificata.
b) Coppa « Dopolavoro An-
saldo ». Definitiva allo Stabi-
limento avente la squadra l.a
classificata.
c) Coppa « Enal Provincia-
le ». Definitiva allo ‘Stabili-
mento avente la squadra 2.a
classificata.
1° premio: due medaglie
d’oro da 28 mm. con contorno.
- 2° premio: due medaglie
d’oro da 24 mm. - 3° premio:
due medaglie d’oro da 21 mm.
- 4" premio: due medaglie
d’oro da 21 mm. - Dal 5" al-
l’8° premio: due medaglie
d’oro ciascuno da 18 mm.
Programma
Le eliminatorie si effettue-
ranno il 2 dicembre presso le
seguenti sedi: Dopolavoro An-
saldo di Genova (Via Achille
Stennio 5-1 a Sampierdarena);
Dopolavoro Ansaldo di Livor-
no (locali della mensa azien-
dale); Dopolavoro Ansaldo di
Muggiano (La Spezia) (Dopo-
lavoro Ruffino a Muggiano).
Le finali verranno disputate
domenica 9 dicembre alle ore
14 presso la sede del Dopo-
lavoro Ansaldo di Genova, via
Achille Stennio 5-1 a Sam-
vierdarena.
Le iscrizioni, fissate in lire
200 per coppia, si ricevono
presso la segreteria di via
Achille Stennio 5-1 per gli
ansaldini genovesi, presso il
Capo Ufficio Personale sig.
Dazzi per Livorno e presso il
sig. Guadagnini per Muggiano.
Esse saranno ritenute chiuse
la sera del 1.0 dicembre,
Il pubblico sosta con vivo
interesse davanti alle vetrine che
custodiscono le preziose collezioni filateliche
Il dott. Mario Enrico, Presidente del Dopolavoro Ansaldo,
durante
la cerimonia della premiazione dei
collezionisti
13
“I ANSALDINO” RISPONDE
Siamo un gruppo di operai
del Meccanico. Tutti gli anni
compiliamo una domanda per
ottenere un quantitativo di le-
gna da ardere (30-40 quintali)
che poi ci si divide. Detta do-
manda viene inoltrata alla Di-
rezione del Cantiere di Sestri
per l’accettazione e questa a
sua volta la rispedisce al Mec-
canico per il benestare di pre-
lievo, Il motivo per cui la do-
manda deve andare al Cantiere
e non al Meccanico (dato che i
rifiuti di legna sono del Mec-
canico) non riusciamo a spie-
garcelo. Anzi quest'anno ci è
stato risposto che la legna non
si può prelevare al Meccanico,
ma direttamente al Cantiere.
Tutto questo arreca, per noi
abitanti di Sampierdarena, una
spesa non indifferente dovendo
affittare un camion, senza con-
tare le difficoltà che comporta
la divisione della legna, che
viene caricata alla rinfusa.
AI Meccanico sappiamo che il
forte quantitativo di legna vie-
ne venduto ad un estraneo che
a sua volta la rivende maggio-
randone il prezzo. E' mai pos-
sibile un fatto simile?
Il prezzo della legna, aggiran-
dosi sulle 5 lire al Kg., era per
noi un prezzo buonissimo e sa-
remmo propensi, qualora la
Direzione ci venisse incontro, a
pagarla anche qualcosa di più.
Rimaniamo in attesa di una
cortese ed esauriente risposta
e distintamente salutiamo.
UN GRUPPO DI OPERAI (MEC)
Ci siamo interessati della
questione presso la Direzione
dello Stabilimento Meccanico,
la quale ci ha informati che
la vendita della legna da ar-
dere viene effettuata diretta-
mente dal competente ufficio
VIR della Direzione Generale
e non dal Cantiere di Sestri,
che è estraneo all'argomento.
La Direzione dello Stabili-
mento Meccanico inoltre ci ha
precisato che per varie ragioni
— non ultima quella econo-
mica -— non è conveniente
vendere direttamente ai di-
pendenti piccoli quantitativi di
tale materiale.
è
La nostra Azienda si è resa
benemerita con il dare ai di-
pendenti la possibilità di espri-
mere e discutere le proprie
idee su svariati problemi attra-
verso «l’Ansaldino », giornale
che aspettiamo e leggiamo con
interesse e che ci informa di
quanto avviene all’Ansaldo e di
ciò che pensano gli ansaldini.
Però non mi risulta che fi-
nora sia stato trattato l’argo-
mento «Ferie e malattie du-
rante le ferie » e pertanto vor-
rei dire qualcosa in merito.
Tutti sappiamo che le malat-
tie arrivano quando uno meno
se le aspetta e quindi possono
arrivare anche durante le fe-
rie. E' ciò che è successo a me
quest'anno, credo per la prima
volta dopo ventisei anni di ser-
vizio. Infatti il 27 agosto mi so-
no ammalato mentre stavo
usufruendo di un periodo di
ferie che doveva durare fino
al 31 agosto e mandai al mio
stabilimento, il Meccanico, un
certificato medico di malattia
per sette giorni. Credevo così
che mi fossero interrotte le
ferie, invece al mio ritorno in
servizio, con mia sorpresa, mi
fu notificato che fino al 31 ago-
sto io ero stato considerato
sempre in ferie.
Desidererei pertanto sapere
quali sono le disposizioni che
regolano il trattamento di ma-
lattia durante il periodo fe-
riale e perchè non vengono
portate a conoscenza di tutti i
dipendenti.
VINCENZO VELLA (MEC)
La questione posta dall’im-
piegato Vincenzo Vella e che
riguarda tutte le categorie dei
lavoratori, è stata regolata
sulla base di sentenze della
Magistratura, chiamata a de-
cidere in precedenti contro-
versie.
L'Azienda ha assolto il suo
compito relativo alle ferie
quando ha posto il lavoratore
nella condizione di fruirne. E*
vero che il lavoratore che si
ammala durante il suo perio-
do feriale è costretto a rinun-
ciare a quegli svaghi, a quel
riposo e comunque a quel pro-
gramma che egli sì era propo-
sto, ma ciò, în senso giuridico
non costituisce mancato godi-
mento delle ferie, nello stesso
modo che non può dirsi leso
nel suo diritto alle ferie il la-
voratore sano che le abbia
avute funestate da una disgra-
zia qualsiasi.
Uno spostamento del perio-
do feriale sarebbe il più delle
volte in contrasto con gli inte-
ressi dell'Azienda, oltre che
con gli interessi del lavorato-
re, poichè l’Azienda stabilisce
il periodo delle ferie cercando
di salvaguardare le esigenze
produttive. Se poi l’opera del
dipendente viene a mancare in
un qualsiasi altro periodo a
causa di malattia, questo è un
fatto puramente fortuito che
non può essere considerato in
sede organizzativa.
Infine è da rilevare che la
consuetudinaria lontananza del
lavoratore, durante il periodo
feriale, dalla sede dell’Azien-
da, renderebbe difficoltoso a
quest’ ultima |’ esercizio di
quei controlli al cui diritto es-
sa non può rinunciare.
POSTA IN ARRIVO
SORDITA’
VINTA con
È ACOUSTICON
CONFEZIONE TESSUTI
IMPERMEABILI APPARECCHI INVISIBILI
E OCCHIALI ACUSTICI
PER UOMO E BONNA
MAGLIERIE - TELERIE
SCONTO 10°,
. Presentando questo Buono
MACCHINE DA CUCIRE
ACOUSTICON
VIA XX SETTEMBRE, 14-9
Tel. 51883 - GENOVA
CONTE ANTONIO
FU LAZZARO
GE-SESTRI
VIA SESTRI, 98-100R. - TEL. 471.177
VENDITA ANCHE A RATE
Abbiamo ricevuto, da un
operaio del Cantiere di Mug-
giano, la seguente lettera:
Spett. Redazione,
in riferimento alla proposta
n, 19408 di applicare corrente
accumulativa ai platò magne-
tici, posso darvi assicurazione
che la proposta è ottima, dico
ottima. perchè la batteria è già
stata applicata da diversi mesi
al platò magnetico della mac-
china dove io stesso lavoro e
da allora non si sono più visti
pezzi roteare per l’officina; ciò
dà sicurezza e tranquillità a
chi lavora, non si rovinano
pezzi e non si rompono mole;
potete accertarvene presso l’of-
ficina attrezzi.
Cordiali saluti.
CESARE BARTOLOMEONI
Abbiamo informato di quan-
to sopra il Comitato della
« Cassetta delle idee ». Non ap-
pena possibile informeremo
l'interessato dell’esito della sua
osservazione.
3.°
CONCORSO
ANTINFORTUNISTICO
ORO GIOIE
B R I L L A N T I Compra massimo prezzo
BRUZZONE VIA XXV APRILE, 2 p.p. (rimp. Teatro) - Tel. 26. 373
Un operaio sta trapanando un pezzo e nell'eseguire il suo
lavoro non rispetta le norme di sicurezza. Per partecipare
ai concorso i lettori dovranno saperci dire quali sono le
infrazioni commesse dall’operaio, inviando le soluzioni (con
l'indicazione del nome e cognome, del numero di cartellino e
dello stabilimento di appartenenza) in Redazione, oppure
consegnandole ai nostri corrispondenti di stabilimento, entro
il 30 novembre. Sono in palio, per sorteggio, i seguenti premi:
1) un servizio di piatti per sei persone; 2) una penna « Au-
rora 88>; 3) due astucci di cacao «Perugina»; 4) due
astucci di cacao « Perugina ».
BIGLIETTI PER IL sDUSE”
Poichè abbiamo avuto la possibi-
lità di disporre di altri biglietti di
poltrona per il Piccolo Teatro della
Città di Genova « Eleonora Duse »,
tra coloro che avevano inviato la
esatta soluzione del 2.0 concorso
antinfortunistico abbiamo estratto
ancora î nomi dei seguenti ansal-
dini, a ciascuno dei quali saranno
consegnati due biglietti:
Tito Alesseri - Aurelio Ghilino -
Aldo Balli - Francesco Di Caro -
Maria Chiarlo - Francesco Mazzoni
- Elsa Gatto - Enrico Bisso - Dario
Gaffurri - Ugo Traverso - Luigi
Marchese - Brunilde Campelli.
SOCIETA EDITRICE INTERNAZIONALE
TORINO - MILANO - GENOVA - PADOVA - PARMA - ROMA - CATANIA
Novità Raccomandate
LIBRI UTILI PER LA PROPRIA CULTURA, INDICATISSIMI PER REGALI
BRAVETTA V. E.
ALTOMARE
PICCOLA STORIA DELLA NAVIGAZIONE L, 1.600
GNONE T.
PICCOLA STORIA UNIVERSALE dell’ARCHITETTURA
DAL TRILITE ALLA CASA DI VETRO L. 2.500
VALORI F.
TRENTA SECOLI DI INVENZIONI
DALLA SCIENZA ANTICA ALLA BOMBA ATOMICA L. 1,500
La Società Editrice Internazionale offre agli Ansaldini la possi-
bilità di acquistare qualunque libro possa interessare la loro
cultura e i loro figlioli, anche a condizioni di pagamento rateale
SOCIETA’ EDITRICE INTERNAZIONALE
GENOVA - VIA PETRARCA, 24 r. - TELEF. 54,023
‘Moderna organizzazione vendite rateali
‘a favore di impiegati e lavoratori
LA S.M.I.T. SOG. MANIFATTURE ITALIANE TESSILI
con sede in Via San Lorenzo, 12 int. 2 p. t. - Genova
in cooperazione con importanti fabbricanti — eliminando
così ogni maggiorazione intermediaria di prezzo ha co-
stituito per i Sigg. IMPIEGATI e LAVORATORI di STABILI-
MENTI INDUSTRIALI, vasti depositi di
Tessuti - Confezioni - Impermeabili - Calzature
e tutti ali articoli di abbigliamento maschile e femminile
di ottima qualità, a prezzi eccezionalmente convenienti e
con larghe facilitazioni di pagamento.
Rivolgetevi con fiducia alla S.M.I.T. risparmierete tempo e
denaro perchè con un solo impegno di tenue entità, ripartito
in dieci, dodici mesi, troverete quanto occorre a voi e alla
vostra famiglia e tutti i tessuti per l’arredamento della
casa, nell'unico centrale grande
con
| entrata, allestito appositamente per i lavoratori.
| SI ACCETTANO IN PAGAMENTO ANCHEI Buoni ENALI
I capi famiglia non dipendenti da Enti convenzionati
‘previ accordi, possono ugualmente fare acquisti
magazzino, libera
Sono nati
4 settembre: GIUSEPPINA,
figlia di Armando Nicolini
(Can) e di Maria Scorzoni —
11 settembre: CATERINA, fi-
glia di Giuseppe Odone (Sau)
e di Augusta Biagioni — 24
settembre: LIVIO, figlio di
Spartaco Ratto (Mec) e di Ida
Pastorino 28 settembre:
GIULIANA, figlia di Pilade
Balza (Mec) e di Anna Peco-
raro 29 settembre: RAI-
MONDO, figlio di Pietro Bonu
(Mec) e di Giuseppina Pale —
Lo ottobre: DANILO, figlio di
Dino Taddei (Can) e di Lu-
ciana Perazzi 3 ottobre:
SUSANNA, figlia di Oreste
Mansani (Liv) e di Giovanna
Coli — 4 ottobre: ROBERTO,
figlio di Angelo Arena (Cmi)
e di Irene Rocchi — 6 otto-
bre: MARIA, figlia di Maggio-
rino Casagrande (Mec) e di
Agnese De Natale — 9 otto-
bre: ORIETTA, figlia di Rena-
to Cecere (Mec) e di Anna
Barettero — 10 ottobre: MAU-
NOZZE D'ORO
Il sig. Ruggero Stoppani, pensio-
mato del Cantiere di Livorno, e la
sua gentile signora Albertina Ben-
venuti hanno festeggiato le nozze
d’oro.
AI fortunati coniugi gli auguri
del nostro giornale e di tutti gli
ansaldini.
ANSALDINI IN SEDICESIMI
Francesco
CMI
Daniela,
Verrina del
figlia di
PREMIO
“ALMANACCO”
Nei prossimi giorni verrà
estratto, presso la nostra
Redazione, il premio di no-
vembre abbinato ad un nu-
mero dell'«Almanacco 1956»,
consistente in una penna
« Aurora 88 » cappuccio oro.
Nel prossimo numero pub-
blicheremo il risultato del
sorteggio.
RIZIO, figlio di Giancarlo Fla-
mine (Mec) e di Teresa Ber-
nini — 18 ottobre: LUCIANO,
figlio di Mario Bianchi (Can)
e di Caterina Causa — 22 ot-
tobre: MARIO, figlio di Da-
vide Saettone (Fon) e di Ro-
saria Orlando.
A tutti ì piccolissimi « an-
saldini » ed ai loro genitori i
nostri auguri più fervidi.
Si sono sposati
4 agosto: Giuseppe PANET-
TI (Liv) con Luisa Giusti —
19 agosto: Tito PIOVANO
(Mec) con Silvana Cuttiga —
26 agosto: Pietro DAVAGNI.
NO (Mec) con Fiorenza Sirio
29 settembre: Pasquale
RIZZO (Cmi) con Maria Piom-
bo — 4 ottobre: Andrea CO-
STA (Liv) con Adriana Be-
stetti 6 ottobre: Enrico
BIONDI (Liv) con Sara Nan-
nipieri — Ilario PESCE (Mec)
con Rita Carpi — 7 ottobre:
Giulio DIVANO ‘(Cmi) con
Franca Parodi — Ezio CARI-
TA’ (Mec) con Cornelia Tra-
verso Giglio SIMONI
(Mec) con Livia Bellucci —
14 ottobre: Mauro PAGNI
(Liv) con Maria Ramagli —
Giuseppe BOZZANO (Cmi)
con Lina Ratto — 20 ottobre:
Luigi MONTUSCHI (Can) con
Maria Mora Naliati PA-
TRONE (Can) con Luigina
Merello — Enrico BARILATTI
(Mec) con Angiola Sacchi —
21 ottobre: Elvidio BOTTINO
(Can) con Miranda Veraggio
Saverio DI TOMMASO
(Can) con Iole Rossini — Da-
rio POIRE’ (Can) con Laura
Carossino — G. B. OTTONEL-
LO (Can) con Marianna Bon-
vicini — Pietro CONTARDO
(Can) con Santina Merlo —
Francesco GASTALDO (Can)
con Anna Garavini — 27 ot-
tobre: Luigi PERATA (Can)
con Giuseppina Bruzzone —
28 ottobre: Lino CASTELLA-
NI (Can) con Emilia Gat-
torno.
Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.
VUYY7ZZz,222224 Nut
Speciali facilitazioni ai dipendenti dell’ ANSALDO
GENOVA - FILIALE S.A.R.P.!. - Via delle Brigate Partigiane 92 r. - Telef 580.641-2-3
LA SPEZIA - Ditta Dr. F. A. GABBIO - Via
LIVORNO - Ditta ULRICO ROMEI - Via Ippolito Nievo, 4-6 - Telefono 22.062;
Biassa n.
5 - Telefono 22.685
PROPOSTA N. 18961.
Esprime il suo punto di vi-
sta sulla retribuzione a cotti-
mo, sostenendo che, poichè i
settori di lavorazione control-
labili assorbono solamente i
2/5 degli effettivi, la spesa
sostenuta per il « complesso
cottimi » e per le bolle ine-
renti non compensa i vantaggi
dati dal sistema di retribuzio-
ne a cottimo.
Propone in sua vece un pun-
teggio di merito, accordato
giornalmente dal Capo ad ogni
operaio, in base al quale cor-
rispondere dei premi seme-
strali.
Risposta.
Il proponente commette l’er-
rore, che d’altronde moltissi-
mi commettono, e cioè ritiene
che lo studio razionale dei
tempi di lavoro abbia l’unico
scopo di determinare la retri-
buzione dell’operaio. Lo stabi-
lire dei tempi di lavorazione
esatti è invece di fondamen-
tale importanza per: fare dei
preventivi e quindi delle of-
ferte attendibili; determinare
il carico delle macchine ed i
corrispondenti fabbisogni; ana-
lizzare la potenzialità e neces-
sità dei reparti; fissare dei
programmi di produzione e
delle date di consegna; stabi-
lire i migliori procedimenti
lavorativi; verificare l’efficien-
za e l’idoneità delle macchine;
ridurre al minimo i tempi non
produttivi; assumere degli im-
pegni.
Tutte questioni di vitale
importanza per qualsiasi azien-
da. Una volta che questi tempi
di lavorazione siano stati de-
terminati, è logico applicarli
anche per corrispondere a cia-
scun operaio una retribuzione
proporzionale alla sua attività
ed al contributo da lui dato
alla realizzazione dei pro-
grammi di produzione della
Azienda.
Come si vede il problema del
cottimo, se vogliamo così sem-
plicemente chiamarlo, è molto
più complesso di quanto possa
apparire ad un esame superfi-
ciale,
è
PROPOSTA N. 20100.
Propone che anche sulle fre-
satrici Kendall venga, come al-
le altre macchine, disegnata la
freccia indicante l’ALT per
fermare la macchina in caso
di pericolo.
Risposta.
Al più presto MAN provve-
derà ad eseguire quanto viene
proposto.
©
PROPOSTA N. 19930.
Al nuovo reparto Tubisti
(CALD) sono state installate
due nuove grue; ma le loro
bottoniere di comando risulta-
no troppo basse; bisognerebbe
sospenderle ad una molla in
modo da poterle abbassare al-
l’occorrenza per mezzo di una
cordicella.
Risposta.
Non riteniamo che la molla
suggerita costituisca la miglio-
re soluzione; si provvederà in-
vece a sistemare la bottoniera
in posizione più elevata.
PROPOSTA N. 20098.
Il fondo. dei cassoni porta
trucioli, porta saldati esterna-
mente due angolari; questi
«assoni vengono allineati sul
piazzale di fronte al MAME in
attesa di essere scaricati. Suc-
cede così che col loro peso
fanno penetrare gli angolari
nell’asfalto rovinando il fondo
stradale,
Propone che venga elimina-
to questo inconveniente.
Risposta.
L’osservazione è giusta. Ap-
pena possibile la MAN prov-
vederà per la modifica del fon-
do dei cassoni.
PROPOSTA N. 20234,
Propone che agli addetti alla
lubrificazione delle macchine
venga data una tabella sulla
quale siano segnate le diverse
qualità di olio da usare per
ogni macchina, per evitare er-
rori.
Attualmente si verifica che
al MAG sui recipienti conte-
nenti l’olio le denominazioni
non corrispondono a quelle se-
gnate sulle targhette delle
macchine.
Risposta.
Quanto prima verranno date
disposizioni ed istruzioni agli
addetti alla lubrificazione.
PROPOSTA N. 20509.
Due imbragatori hanno con-
sigliato l’uso di quattro golfari
speciali da loro ideati e co-
struiti in SAPR per un miglio-
re e più razionale sollevamen-
to dei gruppi elettrogeni da
100 KVA.
Risposta.
La proposta è accettata.
°
PROPOSTA N. 18655.
Propone che il particolare
pos. G. C. V. 1 (dis. MT. 61210
turbina B.P. - Cassa - Parte
superiore composta - Gruppo
E) sia ricavato da lamiera e
non da ferro piatto perchè at-
tualmente dopo la saldatura, si
verificano deformazioni che
portano inconvenienti durante
il montaggio.
Risposta.
La proposta è accettata, Il
PRO/TEMP provvederà a mo-
dificare i cicli di lavorazione.
PROPOSTA N. 20585.
Propone che gli attacchi del-
le tubazioni d’aria del MOGR
siano rialzati perchè essendo
troppo bassi, causano inconve-
nienti.
Risposta.
La MAN provvederà ad eli-
minare l’inconveniente segna-
lato.
®
PROPOSTA N. 20132.
Propone l’eliminazione dei
rubinetti 8 A.T, 1372 D. 24020
e 8 B.T. 1330 - D. 24170 sui
tubi gas di scarico per motore
2131-3-4-6 e di sostituirli con
vaschetta.
Risposta.
La questione citata dal pro-
ponente è già stata oggetto di
esame da parte del DIL e di
SAPR ed è stato deciso di
adottare in futuro la soluzione
con vaschetta.
Si provvederà quindi, non
appena possibile, alla modifica
dei disegni (naturalmente non
soltanto sul 2131, ma su tutti
i motori) prevedendo però di
portare la filettatura esterna
della vaschetta a 3/4”, onde
permettere l’utilizzazione dei
fori quali alloggi per i termo-
metri Negretti - Zambra.
PROPOSTA N. 20338.
Molte volte capita che si de-
vono rettificare: pezzi conici
che per la loro grandezza non
si possono applicare sul piano
magnetico inclinabile. Perciò
il proponente suggerisce di
eseguire due fori filettati sul-
la base del piano magnetico
comune per poterlo inclinare
con due viti.
Risposta.
Per esigenze di lavorazione
abbiamo applicato ad un piano
magnetico due viti poggianti
sul banco della macchina, in
modo da portare il piano di
appoggio dei pezzi all’inclina-
zione desiderata.
La stessa applicazione verrà
fatta agli altri piani, non ap-
pena se ne rileverà la neces-
sità.
®
PROPOSTA N. !19679.
Scatola flangiata motore
Maybach MD. 430/8 - Comm.
36023 - 28492 - B. 53937 -
46114 - Dis, 092132/1.
Propone che sia eliminata
la lamatura dei fori dell’ope-
razione 8/10 e sia inclusa nel-
l'operazione 5/10 la spianatura
della flangia lato opposto dadi.
Risposta.
La proposta è stata accet-
tata. II PRO/TEMP ha prov-
veduto a modificare il ciclo.
Piccoli annunci
Le inserzioni in questa rubri.
ca sono riservate ai dipendenti
dell'’Ansaldo e sono gratuite,
Rivolgersi aî nostri corrispon-
denti di Stabilimento,
CEDESI «Vespa» 125 cc., in
ottime condizioni, a lire 40.000
trattabili. Rivolgersi al sig.
Luigi Bruno, tel. interno 416
del Cantiere di Sestri.
CERCASI macchina da scrivere
usata da 80 spazi, in buone
condizioni. Scrivere al sig.
Floriano D’'Isep, via Fereggia-
no 87-23, Genova.
OFFRONSI due caloriferi mar-
ca «Zerowatt», fabbricazione
tedesca, quasi nuovi, tensione
industriale 220 Volts, da 2000
e 1000 Watt rispettivamente,
con unificatore interno e com-
mutazione del calore. Prezzo
da convenire. Telefonare al
n. 291.521 oppure al numero
interno 326 della Direzione
Generale.
VENDESI bicicletta da corsa
seminuova, cambio « Simplex -
Tour de France », due tubolari
nuovi di ricambio e tutti gli
accessori, per lire 20.000 trat-
tabili. Telefonare al n. 44.351.
VENDESI camera seminuova
per scapolo, composta di guar-
daroba a quattro ante con
due cassetti uso comò, letto,
comodino, tavolo e seggiola
imbottita. Telefonare al nume-
ro interno 520 dello stabili-
mento Meccanico, oppure ri-
volgersi in via privata C. Vian-
son 8 A-11, Genova Pegli.
VENDONSI moto «Sertum 250»
a lire 50.000, moto «B.S.A. 500»
a lire 100.000 e moto «M. V.
175» quattro tempi a lire
140.000. Telefonare al numero
472.566 ore pasti,
15
| MEMENTO |
Edilio CAVAGNARO
di anni 45, dipendente del Can-
tiere di Sestri, deceduto il 17-
10-1956. Era all’Ansaldo dal
1933. Lascia la moglie e due
figli,
Carlo SAGLIASCHI
di anni 38, dipendente del
Meccanico, deceduto il 23-10-
1956. Era all’Ansaldo dal 1944,
Lascia la moglie e tre figli.
Carlo. BALESTRERO
di anni 58, dipendente del
Meccanico, deceduto il 25-10-
1956. Era all’Ansaldo dal 1925.
Lascia una sorella.
Paolo SANFRATELLO
di anni 30, dipendente della
Fonderia, deceduto il 29-10-
1956. Era all’ Ansaldo dal
1943. Lascia la moglie.
Aì famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».
Cra È
(RESALDIRO
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ANSALDO S.A.
*
Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
LORENZO REBORA
Responsabile
*
Autorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
F.Ili PAGANO - TIP. EDIT. S.p. A.
Via Monticelli, 11 - Genova
Telefono 83.825
*
FOTOINCISIONI A. CERIALE
Via Lanfranconi, 43 - Genova
* ‘
Pubblicità SIRA Ltoncess.
Escl.- Genova - Piazza delle
Vigne, 6 - Telef. 22.342
le accurate
CONFEZIONI
LIVORNO- Piazza Cavour 3
Abbigliamento per UOMO
in un ricco e vasto assortimento
PRONTE IN 120 TAGLIE
SIGNORA
RAGAZZO
&
SA
CONTINI
BORSE
VASARI:
BAULI
PORTICI XX SETTEMBRE, 172 r. ARTICOLI
VIAGGIO
TUTTE le NOVITÀ CONFEZIONI
.di STAGIONE
PRESENTANDO IL TAGLIANDO
DI QUESTO AVVISO
SCONTO
L°)
dialta classe
CALZE
PUT
- extracted text
-
e pine tinte dr QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO SA. #0 Sera mamme se
ad ai pensionati Gruppo sesondo
Uno degli anelli di pressione in bronzo ordinati dal « Tecnomasio Italiano Brown Boveri» alla nostra Fonderia. A sinistra l'operaio Antonio Fantini
a storia della « Purfina Ita-
lia », costruita nel Cantiere
di Sestri per conto della «Com-
pagnia Marittima Palermita-
na», può essere riassunta tut-
ta in quattro date: a) 2 mag-
gio 1955, giorno dell’imposta-
zione; b) 15 gennaio 1956, va-
ro; c) 4 ottobre 1956, prova
sugli ormeggi; d) 15 ottobre
1956, consegna alla compagnia
armatrice.
Dal giorno dell’impostazione
fino al varo è un continuo
susseguirsi di pannelli pre-
fabbricati che dal piazzale,
sollevati dalle teleferiche,
vengono a posarsi sullo scalo.
Così alla chiglia segue tutto
il fasciame del fondo con la
sua struttura longitudinale nel-
la zona delle cisterne e tra-
sversale alle estremità, carat-
teristica e oggi di prammatica
per le navi di questa portata.
Un bel giorno appaiono le
prime paratie ondulate, paratie
che delimitano le varie cister-
ne per il carico, e poi il fascia-
me dei fianchi interamente
saldato ad eccezione della la-
miera del ginocchio e del col-
legamento al trincarino. In-
comincia anche a delinearsi
il bulbo caratteristico . della
prora che un bel momento do-
minerà da sopra la ferrovia
tutto il panorama del cantiere.
Seguono, con un crescendo
sempre più impressionante, il
ponte di coperta, la poppa, le
sovrastrutture, e così di se-
guito, finchè si arriva al gior-
no del varo, che lascerà piut-
tosto impressionati gli spetta-
tori venuti ad assistere. Non
trovano il.solito scafo che si
rispecchia nella darsena col
suo colore rossastro per l’an-
tiruggine, ma una nave ben
pitturata coi suoi colori defi-
nitivi. I reparti dell’allesti-
mento l’avevano di già presa
d’assalto mentre stava sullo
scalo, iniziando la sistemazione
delle tubolature del carico
entro le cisterne e delle ser-
pentine di riscaldamento nelle
casse per il combustibile. Dopo
il varo, i reparti dell’allesti-
mento dominano a bordo con
la loro infinità di particolari
e generi di lavorazione. Così
si può vedere in una breve
La “Purfina Italia”
area chi si interessa della si-
stemazione dei cavi per l’ap-
parecchio radiofonico del co-
mandante, chi degli scarichi
dei lavandini e apparecchiatu-
ra igienica, chi dei pavimenti
atti a ricevere il linoleum, chi
di tanti altri infiniti partico-
lari che alla fine porteranno,
tutti nel loro complesso, alla
creazione di una delle più
moderne e funzionali navi del
mondo.
Passeggiando per la coperta
incominciamo a vedere tre
coppie di picchi da carico da
5 tonn., delle quali una può
servire la zona dell’apparato
motore, mentre le altre due
servono per le stazioni di im-
barco del carico. Poi, ovunque,
quasi una selva di tubi che si
spargono su tutta la coperta e
che, come le radici di un al-
bero, serviranno a dare la lin-
fa vitale a tutta la nave.
Diamo un’ occhiata in una
cisterna per il carico, Sul fon-
do. si stendono, sinuose, le
serpentine di ghisa per il ri-
scaldamento, mentre dei grossi
tubi la attraversano da paratia
a paratia; servono all'imbarco
o allo sbarco del carico, e
fanno capo al locale pompe di
poppa ove quattro grosse tur-
bopompe da 850 mc/h. cia-
scuna fanno sì che la nave ri-
manga nei porti il più breve
tempo immaginabile, e tutta
la sua vita possa trascorrere
attivamente in navigazione.
Ci giriamo attorno e vedia-
mo dei tubi che vengono fin
quasi sul fondo, bucherellati
alle due estremità; portano del
vapore che servirà a soffocare
eventuali incendi. Altri tubi
servono per la sistemazione
delle sonde a nastro, le quali
danno una lettura continua
del livello del liquido che si
trova nelle cisterne. E poi, de-
gli strani blocchi di materiale
brillante si trovano sparsi
ovunque. Alcuni sembrano
pere, altri dischi, altri venta-
gli, messi alla rinfusa come
per allietare lo spettacolo, So-
no dei blocchi di magnesio
per la protezione catodica di
tutte quelle cisterne che oltre
a portare il carico, possono
essere adibite a zavorra: Su
un totale di 30, ben 11 sono
così gioiosamente tappezzate.
Facciamo per uscire da una
cisterna ed ecco che scorgia-
sw
mo altri tubi che si dipartono
dal vicino portello di accesso;
servono da sfogo gas, e fanno
capo a quattro collettori con-
fiuenti in cima all’albero.
Oltre ai normali portelli di
accesso, altri portellini si ve-
dono sparsi per la coperta, e
sono tanti. Servono per il la-
vaggio delle cisterne con si-
stema Butterworth.
Un giorno visitiamo le ca-
bine per la sistemazione del-
l'equipaggio e non possiamo
fare a meno dal pensare a tutti
i comforts degli alberghi di
lusso. Pareti rivestite con pro-
dotti plastici, mobili di legno
finissimo o. metallici, pavi-
menti in linoleum e litosilo;
locali igiene indipendenti per
tutti gli ufficiali; condiziona-
mento dell’aria con sistema
« anemostat » che. permette
una confortevole vita sia nei
climi più rigidi sia in quelli
più caldi; materassi permaflex
ed ogni altro genere di con-
forto per cui navigare su que-
sta nave è più una gioia che
un sacrificio.
Si avvicina il giorno della
prova sugli ormeggi, preludio
alle uscite in mare, e al defini-
La turbocisterna « Purfina Italia » esce in mare aperto per la prima volta il 6 ottobre 1956
tivo connubio della nave con
l’acqua.
Scendiamo nei locali del-
l'apparato motore, e il primo
incontro lo facciamo con due
caldaie Ansaldo-Foster Whee-
ler da circa 30 tonn/h. di va-
pore alla prersione di 42
kg/emqa, e a 450° C. di tem-
peratura. La combustione è
regolata da un impianto auto-
matico di tipo pneumatico
Hagan. Un generatore di va-
pore a bassa pressione forni-
sce vapore alle cucine, ai vari
riscaldatori, alle pompe alter-
native ed ai macchinari di
coperta.
Iì gruppo turboriduttore di
propulsione è stato costruito
nel nostro stabilimento Mecca-
nico, ed è uno dei più moder-
ni come impianto marino, ed
a rendimento elevato, tenendo
presenti tutti gli accorgimenti
che ha scoperto la tecnica
moderna per ricuperare la
massima parte delle calorie
disperse e adoperando vapore
spillato per preriscaldare l’ac-
qua di alimento.
L’impianto elettrico è a cor-
rente alternata; due turboal-
ternatori producono l’energia
elettrica, e sono tali che con i
normali consumi di bordo, uno
possa fare da rispetto all’altro.
Un dieselalternatore d’emer-
genza può entrare automatica-
mente in funzione e fornire
energia a tutti quegli utenti
strettamente indispensabili al-
la vita della nave.
Eseguite le prove sugli or-
meggi, ci prepariamo a lascia-
re definitivamente la darsena
del Cantiere per fare le prove
in mare onde mettere a prova
quanto è stato fatto dal giorno
della impostazione ad oggi. E
bene prima dare un’occhiata
al ponte comando. Dalla ormai
nota ruota a caviglie che con
sistema idraulico comanda la
macchina del timone a poppa,
originale Hastie, notiamo an-
che un giropilota e una giro-
bussola originali Sperry.
Oltre ai noti telegrafi di
macchina notiamo un impianto
di altoparlanti che mette in
comunicazione la plancia con
i principali posti di manovra.
Le ripetitrici della girobussola
hanno i soliti rilevatori, ma
c'è anche un radar, ed un ra-
. diogoniometro, e tutta l’appa-
recchiatura per la sistemazio-
ne di un radiolocalizzatore
« Loran ».
In mezzo a questi delicatis-
simi apparecchi non poteva
mancare il radiotelefono, co-
rollario indispensabile per una
nave come questa!
Con complessi come questi
siamo usciti dalla darsena il
giorno sei ottobre, certi che
l’incontro col mare ci avrebbe
confermato quanto da noi era
previsto. E così è stato. A
questo primo incontro ne è se-
guito un secondo, e poi ancora
un terzo, in condizioni di as-
setto sempre diverse,
Il giorno undici notte siamo
rientrati da quest’ultima pro-
va soddisfatti pienamente. Tut-
ti i nostri sforzi, le nostre an-
sie, ottenevano un epilogo: la
nave, completamente ultimata,
il giorno 15 ottobre veniva
consegnata alla compagnia ar-
matrice.
La mattina del diciassette
partiva verso le sue conquiste
commerciali, ammirata da tut-
ti, e con in grembo una parte
di noi tutti.
Nella sua peregrinazione per
il mondo verranno tante altre
persone ad ammirarla, e son
certo che sentiranno sempre il
palpito di quel qualcosa che
noi tutti vi abbiamo lasciato,
e che alimenterà quella fiam-
ma di amore che tutti gli uo-
mini nutrono in fondo al
cuore.
Nunzio Valvo
45 TONNELLATE DI BRONZO
per la più grande elica
fusa finora all’ Ansaldo
[atto della colata di getti di
mole eccezionale e di par-
ticolare complessità, che han-
no richiesto per la formatura
settimane e settimane di pa-
ziente lavoro, rappresenta per
la fonderia un momento vera-
mente emozionante, paragona-
bile, sia pure su scala ridotta,
al momento del varo di una
nave in un cantiere navale.
In quell’attimo si conclude
la fase più importante della
elaborazione del getto e si giu-
dica sul banco di prova dal
risultato raggiunto l’esattezza
degli studi e dei calcoli dei
tecnici di fonderia e la perfe-
zione dell’opera dei lavoratori
manuali. Tutti quelli che han-
no contribuito alla creazione
del getto vorrebbero assistere
alla colata, non solo per
l'aspetto spettacolare ch’essa
presenta, ma soprattutto per-
chè, fino a che l’ultima goccia
di metallo non è scesa nella
forma, è viva in tutti l’ansia
di accertare come le molte-
plici variabili, che sempre
possono interferire nell’anda-
mento dell’operazione, ne con-
sentiranno il felice esito.
Con la colata le preoccupa-
zioni del fonditore non sono
finite, perchè solo quando il
getto sarà liberato dalla for-
ma, sarà collaudato nelle sue
caratteristiche meccaniche, sa-
rà finito di lavorazione e sarà
sottoposto all’ultimo controllo,
si potrà essere certi della per-
fezione del lavoro compiuto.
Ma già dall'andamento della
fusione e della colata il fon-
ditore può farsi un’idea del
risultato finale.
La colata di una grossa eli-
ca in ottone speciale al man-
ganese, effettuata il mattino
del 24 ottobre nella nostra of-
ficina grandi pezzi, rivestiva
l'importanza di un avvenimen-
to eccezionale.
Si trattava di colare l’elica
più grossa che sia uscita fino
ad oggi dalla nostra Fonderia,
un’elica quadripale del peso
greggio di 45 tonn. circa. che,
finita, peserà oltre 30 tonn. e
presenterà un diametro di
mm. 7100.
Essa è stata progettata dal-
l’Ufficio Progetti Navali della
nostra Direzione Generale e
disegnata dall’ Ufficio Studi
AMA del nostro confratello
Stabilimento Meccanico, men-
tre il modello e le attrezzatu-
re sono stati studiati dall’UTO-
ELIC della nostra Fonderia
(C. Off. sig. Alberto Repetto,
disegnatore sig. Emilio Carle-
varo).
L’elica è destinata alla T/C.
da 50.000 tonn, in costruzione
presso il nostro Cantiere Na-
vale per conto della « Compa-
gnia Trasporti Petroli » di Pa-
lermo.
Per la fusione sono stati
utilizzati i due nuovi forni
elettrici a induzione Tagliafer-
ri della capacità di 24 tonn.
cadauno, che hanno marciato
di conserva e nei quali sono
state caricate circa 45 tonn. di
metallo.
La corrente è stata lanciata
nella mattinata del 22 otto-
bre. Alle ore 10,25 del giorno
24, sotto la direzione del Capo
Fonderia ing. Zagnoli e del
Capo Sezione ing. Mensa, si è
iniziata la spillatura dei due
forni, agli ordini del C. Off.
sig. Archimede Ferrari. Rac-
colto il metallo fuso in una
unica grossa siviera, esso è
stato, dopo scorificazione, tra-
vasato nel bacino di colata. In
meno di 90 secondi un torren-
te di metallo incandescente
scendeva così a riempire la
forma. L’operazione si è svol-
ta nella massima regolarità.
Nella fotografia è raffigura-
to il momento più spettacolare
della colata: il metallo fuso
versato nel bacino di colata.
All’operazione hanno assi-
stito, ospiti graditi, gli inge-
gneri De Jan e Facco, in rap-
presentanza della Società ar-
matrice, nonchè l’ing. Gherar-
di, l'ing. Tarnassi e i. sig. La-
vazza dello Stabilimento Mec-
canico.
Davide Masperi
ita ra nie
45 TONNELLATE DI BRONZO
per la più grande elica
fusa finora all’ Ansaldo
Ju'atto della colata di getti di
mole eccezionale e di par-
ticolare complessità, che han-
no richiesto per la formatura
settimane e settimane di pa-
ziente lavoro, rappresenta per
la fonderia un momento vera-
mente emozionante, paragona-
bile, sia pure su scala ridotta,
al momento del varo di una
nave in un cantiere navale.
In quell’attimo si conclude
la fase più importante della
elaborazione del getto e si giu-
dica sul banco di prova dal
risultato raggiunto l’esattezza
degli studi e dei calcoli dei
tecnici di fonderia e la perfe-
zione dell’opera dei lavoratori
manuali. Tutti quelli che han-
no contribuito alla creazione
del getto vorrebbero assistere
alla colata, non solo per
l'aspetto spettacolare ch’essa
presenta, ma soprattutto per-
chè, fino a che l’ultima goccia
di metallo non è scesa nella
forma, è viva in tutti l’ansia
di accertare come le molte-
plici variabili, che sempre
possono interferire nell’anda-
mento dell’operazione, ne con-
sentiranno il felice esito,
Con la colata le preoccupa-
zioni del fonditore non sono
finite, perchè solo quando il
getto sarà liberato dalla for-
ma, sarà collaudato nelle sue
caratteristiche meccaniche, sa-
rà finito di lavorazione e sarà
sottoposto all’ultimo controllo,
si potrà essere certi della per-
fezione del lavoro compiuto.
Ma già dall'andamento della
fusione e della colata il fon-
ditore può farsi un’idea del
risultato finale.
La colata di una grossa eli-
ca in ottone speciale al man-
ganese, effettuata il mattino
del 24 ottobre nella nostra of-
ficina grandi pezzi, rivestiva
l'importanza di un avvenimen-
to eccezionale,
Si trattava di colare l’elica
più grossa che sia uscita fino
ad oggi dalla nostra Fonderia,
un’elica quadripale del peso
greggio di 45 tonn. circa. che,
finita, peserà oltre 30 tonn. e
presenterà un diametro di
mm. 7100.
Essa è stata progettata dal-
l’Ufficio Progetti Navali della
nostra Direzione Generale e
disegnata dall’ Ufficio Studi
AMA del nostro confratello
Stabilimento Meccanico, men-
tre il modello e le attrezzatu-
re sono stati studiati dall’UTO-
ELIC della nostra Fonderia
(C. Off. sig. Alberto Repetto,
disegnatore sig. Emilio Carle-
varo).
L’elica è destinata alla T/C.
da 50.000 tonn, in costruzione
presso il nostro Cantiere Na-
vale per conto della « Compa-
gnia Trasporti Petroli » di Pa-
lermo.
Per la fusione sono stati
utilizzati i due nuovi forni
elettrici a induzione Tagliafer-
ri della capacità di 24 tonn.
cadauno, che hanno marciato
di conserva e nei quali sono
state caricate circa 45 tonn. di
metallo.
La corrente è stata lanciata
nella mattinata del 22 otto-
bre. Alle ore 10,25 del giorno
24, sotto la direzione del Capo
Fonderia ing. Zagnoli e del
Capo Sezione ing. Mensa, si è
iniziata la spillatura dei due
forni, agli ordini del C. Off.
sig. Archimede Ferrari. Rac-
colto il metallo fuso in una
unica grossa siviera, esso è
stato, dopo scorificazione, tra-
vasato nel bacino di colata. In
meno di 90 secondi un torren-
te di metallo incandescente
scendeva così a riempire la
forma. L’operazione si è svol-
ta nella massima regolarità.
Nella fotografia è raffigura-
to il momento più spettacolare
della colata: il metallo fuso
versato nel bacino di colata.
All’operazione hanno assi-
stito, ospiti graditi, gli inge-
gneri De Jan e Facco, in rap-
presentanza della Società ar-
matrice, nonchè l’ing, Gherar-
di, l'ing. Tarnassi e i sig. La-
vazza dello Stabilimento Mec-
canico,
d
Davide Masperi
iptenzioni e previsioni per l’av-
venire.
Il corso, come i precedenti,
avrà la durata di due mesi e gli
allievi oltre alla parte pratica
nelle officine ascolteranno delle
CO.NS
Il materiale più importante
spedito dal 23 ottobre al 6 no-
vembre è il seguente:
Al nostro Cantiere di Livor-
no: quattro gruppi riscaldatori
di nafta destinati agli AA. SS.
« Iman Bondjol» e « Surapa-
ti », in costruzione per conto
della Marina Militare Indone-
siana. - Al nostro Cantiere di
Sestri: un raffreddatore olio
superiore da 117 ma., destina-
to ad una turbocisterna di
31.500 T.D.W.; una caldaia
Ansaldo Clarkson a nafta, un
gruppo Diesel dinamo (com-
posto da motore Ansaldo tipo
Q. 265/6 della potenza di 310
HP accoppiato a dinamo a c.c.
da 200 kW) destinato alla
M/n. « Carmela Fassio »; una
turbina di B.P, completa di
accessori interni ed esterni fa-
cente parte del gruppo ridut-
tore principale, destinata alla
T/c. « Fina Canadà». - Ai
« Cantieri del Mediterraneo »
di Pietra Ligure: basamento
motore completo, albero a ma-
novelle completo, montanti,
viradore elettrico, volano,
guide con controguide per mo-
tore Diesel Ansaldo - Doxford,
tipo 67 LB 5, destinato alla
M/n. «174» in costruzione
per conto della Compagnia
armatrice « Panarea » di Ve-
nezia; stantuffi motore, cami-
cia cilindro, cuscinetti ed altri
particolari di rispetto desti-
nati alla M/n. «Francesco
Crispi » in costruzione per con-
to della « S. Francesco », So-
cietà di navigazione di Mes-
sina. - Alla «Navalmeccanica»
di Castellammare di Stabia:
due ultrafiltri Stream - Line
completi di riscaldamento elet-
trico, basamento motore com-
pleto di albero a manovelle,
incastellatura completa di par-
ticolari, colonne montanti,
collettore aria lavaggio, stan-
tuffi motore, gruppo cilindri
completo di camicie e testate,
bielle motrici, teste a croce,
pompa aria lavaggio per mo-
tore Diesel Ansaldo - Fiat
tipo 487 destinato alla M/n.
« 615 »; due ultrafiltri Stream-
Line completi di riscaldamen-
to elettrico, due bombole aria
avviamento destinate alla
M/n. «616» in costruzione
per conto della « Tirrenia »,
Società di Navigazione di Na-
poli. - Al Cantiere Navale
« M., & B. Benetti » di Viareg-
gio: un motore marino Diesel
Ansaldo tipo 265/7 R. S. com-
pleto di tutti i suoi particolari,
della potenza di 525 HP, de-
stinato alla M/n. « Mabe 28».
- Al Cantiere Navale « Breda »
di Mestre: due gruppi Diesel-
dinamo composti da motore
Ansaldo tipo 2131/6 della po-
tenza di 270 HP accoppiati a
dinamo a c. c. da 180 KW,
destinati alla M/n. «Albatros»
© 3 A
lezioni teoriche, parteciperanno
alle visite degli Stabilimenti
Ansaldo ed assisteranno alle
proiezioni cinematografiche di
carattere motoristico.
G. B. G
HG NT
in costruzione per conto della
« Compagnia Marittima. Napo-
letana » di Napoli. - Al « Ma-
rinarsen » di Taranto: due
gruppi Diesel-alternatore com-
posti ciascuno da un motore
Ansaldo tipo Q. 265/7 della po-
tenza di 350 HP accoppiati ad
alternatore trifase da 300/250
kVA destinato ad un pontone
carica batterie in costruzione
per conto del Ministero Difesa
Marina. - Ai «C.R.D.A.» (Fab-
brica Macchine S. Andrea) di
Trieste: un collettore di vapo-
re ed un collettore d’acqua per
corpo caldaia per conto della
loro sede di Trieste. - Alla
Società « Montecatini » di San
Giuseppe di Cairo: un collet-
tore di vapore per turboalter-
natore, completo di particolari
inerenti, indotto per alterna-
tore, cuscinetti portanti (giun-
ti al Mec per la rimessa in ef-
ficienza) per conto della loro
sede di Milano. - Ai Cantieri
Navali di Taranto: due derea-
tori per accua alimento da 45
tonn/h, regolatori di livello,
filtri doppi spinta nafta, appa-
recchio per osservazione tubi, ;*
muratura caldaie (composta
da mattoni refrattari e gra-
nulato), plibrico e blocchi iso-
lanti, destinati all’A. S, « Ca-
store » in costruzione per con-
to della Marina Militare Ita-
liana. - All’: Iwa =, Società
Alti Forni & Acciaierie d’Ita-
lia, di Piombino: telaio per ca-
mino ed altri particolari per
caldaia della centrale termica,
in riparazione per conto della
loro sede di Genova. - Al-
V:0.A.R.N.» di Genova: tre
gruppi Diesel-alternatore con
motori Ansaldo - Maybach ti-
po MD, 160 (giunti al Mec per
la rimessa in efficienza) desti-
nati alla corvetta « Triton »
in riparazione per conto della
Marina Danese. - AUl’«ENDE»
Combustibles Solidos Minera-
les di Buenos Aires: accesso-
ri per sistemazione camino a
tiraggio meccanico, impianto
per la ripresa e messa a silos
di carbone ed evacuazione ce-
neri, condotte alimento carbo-
ne, turbopompa a vapore per
alimento caldaia, pompe cen-
trifughe per servizio acqua
greggia, cassa acqua depurata,
mattoni refrattari per mura-
tura caldaie, destinati alla
centrale termoelettrica da
6.000 KVA in costruzione a Rio
Turbio (Argentina). - Alla
« M. T. N. Empresa Nacional
de Transportes » di Buenos
Aires: cinque alberi a camme,
14 cuscinetti testa biella, biel-
le stantuffi per pompa acqua
motore Diesel Ansaldo tipo
265/7.
Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 546 tonnellate.
fr
Dall’alto in basso: forno a suola mobiie, funzionante a nafta,
recentemente installato per la ricottura di strutture saldate;
carrello automotore da 130 HP costruito per linee a scarta-
mento ridotto delle FF.SS.; forno rotante costruito per la ce-
menteria di Monselice, con i
dispositivi scambiatori di calore
a
l Magazzino Generale del
Cantiere di Sestri è il più
bello e uno dei più razionali
fra quelli di tutti i cantieri
italiani. Tenendo conto dell’in-
granaggio contabile, di tutte
le incombenze, di tutti gli
oneri derivanti dal disbrigo
delle numerosissime pratiche
ad esso facenti capo, non è da
confondersi con un deposito,
sia pur grande, dove le pra-
tiche si riducono, alla fin fine,
al carico ed allo scarico dei
materiali.
Il MAG, questa è la sua si-
gla, è tenuto a conoscere le
esigenze di ogni altro servizio
dello Stabilimento con i quali
tutti è, in un certo senso, ab-
binato, siano essi i reparti tec-
nici o i settori contabili. E’
un servizio, un grande servi-
zio tecnico-amministrativo, da
cui, dicevamo, si diramano
branche che vanno ad interes-
sare un po’ tutti gli altri ser-
vizi.
Tanto per dare un esempio,
i materiali consegnati dall’Uf-
ficio Produzione per la spedi-
zione fuori dallo Stabilimento,
sono ricevuti dal Magazzino,
che deve controllare il titolo
in forza del cuale il materiale
esce; in particolare per tutti
quelli che escono per lavora-
zioni, che quindi dovranno
rientrare nello Stabilimento.
Se si considera che alcuni en-
trano ed escono più volte, pri-
ma di essere sistemati a bordo,
se ne avrà già una prima idea.
Così per i casi dubbi, nei quali
il MAG deve diligentemente,
prima di procedere alla spe-
dizione dei materiali, chiedere
a chi di competenza tutti gli
elementi mancanti e necessari
onde procedere all’esatta ope-
razione contabile. La distribu-
zione, inoltre, dei materiali
dalle forme più svariate e di
difficile lavorazione, viene ef-
fettuata da personale scelto,
poichè questo compito, che
sembra fin troppo semplice
trattandosi di materiali comu-
ni, assume tutto un altro
aspetto nei casi di distribuzio-
gazzino generale
ne di macchine, parti di esse,
accessori ecc.
Le operazioni, in rapidissima
sintesi, che si possono ritenere
fondamentali per questo com-
plesso servizio, sono rappre-
sentate anzitutto dal ricevi-
mento del materiale. I mate-
riali in arrivo, la maggior par-
te dei quali imballati od in-
gabbiati, vengono provvisoria-
mente sistemati nel magazzi-
no di ricezione, cioè in un
ampio locale a pianterreno del-
l’edificio del MAG. Non ven-
I settori profilati, lamiere e tubi (sopra), utensili e apparecchiature navali (sotto), con gli addetti sigg. Cao, Olivieri, Vescovo, Quadrone, Goldoni e Martini
tecno
feno
del Cantiere di Sestri
gono qui depositati, natural-
mente, i materiali ingombran-
ti, i legnami in genere, i tubi
di ferro e le grandi parti di
motori marini, direttamente
avviati ai magazzini di desti-
nazione.
Tutti indistintamente ven-
gono controllati e quotidiana-
mente si aggiorna un apposito
stampato, che rappresenta la
prima nota della serie, che
iniziamo ad illustrare. La
quale nota servirà, come ve-
dremo, oltre che all'immediata
I settori compensati e
comunicazione a tutti gli inte-
ressati, per le ulteriori ope-
razioni contabili. La fase suc-
cessiva è rappresentata dalla
presentazione al collaudo, in
ordine di arrivo, di tutte le
distinte relative ai materiali
pervenuti.
Quindi si procede alla sim -
bolizzazione (ad ogni materia-
le viene dato un numero) ed
alla contabilizzazione degli
stessi (scarico sulle relative
ordinazioni per quantità e
qualità), con tutte le pratiche
laminati plastici (sopra), il settore mobili e l'ufficio (sotto) con i sigg. Bardini, Gerli e Ferrando e le sigg.re
accessorie circa i materiali in
arrivo (eccedenti o mancanti;
rotti; provenienti dall’estero;
vincolati a dazio; controllo del-
le spese di trasporto e rela-
tive operazioni contabili per
il pagamento).
Infine si compila la bolletta
di entrata in magazzino, in un-
dici copie, smistate agli uffici
interessati (tra cui, principal-
mente, quello di contabilità
per la liquidazione delle fat-
ture ed il magazzino di rice-
zione per l’avvio dei materiali
trati
a quelli di destinazione, presso
i quali viene nuovamente con-
trollato e infine preso in ca-
rico, con la trascrizione su ap-
posite schede). Materiali que-
sti che verranno poi, a richie-
sta dei vari reparti di lavora-
zione, prelevati con appositi
buoni (buoni di prelievo),
scaricati sulla scheda cui ac-
cennavamo poc’anzi, ed inol-
alla contabilità per la
valorizzazione e l'inserimento
nei consuntivi della commessa,
Qualche parola su di un
altro importantissimo servizio
del MAG, la spedizione dei
materiali di officina. Quei ma-
teriali che escono dal Cantiere,
in massima parte su richiesta
dell'Ufficio Produzione, o su
richiesta di altri servizi auto-
rizzati, vengono consegnati al
Magazzino accompagnati da
un documento sul quale sono
annotati tutti gli estremi che
permettono al servizio di fare
uscire la merce, al titolo ri-
(continua a pag. 10)
Emiddio Loscalzo
Ferrogiaro e Franchini
ivorno è una città che por-
ta al mare, con la sua stes-
sa urbanistica, anche se
è in pianura, Il dado enorme
della stazione si allontana in
una specie di metafisico iscla-
mento, in fondo all’intermina-
bile viale alberato e la città vi
viene incontro con le sue stra-
de che vi trascinano al porto.
Girate come volete, attarda-
tevi a rimirare il «cisternone»,
illudetevi pure di sottrarvi al
calamitato richiamo buttando-
vi a dritta o a manca lungo
l'immenso spazio vuoto di
Piazza della Repubblica, di-
straetevi finchè volete di fron-
te alla moderna e problema-
tica architettura che circonda
il risorto duomo: non sfuggi-
rete, perchè ora il fosso reale
vi farà da cintura e vi condur-
rà, volenti o nolenti, al porto.
Là vi trovate come calato in
un ambiente irreale, tra il
rosso mattone della fortezza
vecchia e il bianco marmoreo
del monumento, il grigio delle
installazioni portuali e i colori
vivaci delle barche dei pesca-
tori, le sagome chiare delle
navi da guerra e i tralicci pos-
senti delle gru del cantiere.
Almeno così è parso a me,
ed in tale atmosfera surreale
ho avuto un incredibile col-
loquio con Ferdinando 1°, lui
lassù sul piedistallo col dito
teso in avanti ed io in basso,
tenuto a rispettosa distanza
dalla balaustra di ferro, col
taccuino in mano.
Abbiamo parlato della sto-
ria e delle sue stranezze, co-
me quella di questo monu-
mento eretto per la gloria del
Granduca e coi mori vinti e
incatenati ai suoi piedi, che
ormai tutti chiamano « il mo-
numento ai quattro mori » qua-
si a rovesciarne il significato
storico e politico. Effetto del-
la nuova filosofia della storia
oppure conseguenza della mag-
giore abilità del Tacca rispet-
to al Bandini? Oppure i livor-
nesi si sono dimenticati di lui,
di Ferdinando, tanto è vero
che durante l’ultima guerra
lo hanno lasciato lassù a sfi-
dare bombe e cannonate, men-
tre i mori sono stati messi al
sicuro nei rifugi? Ho confor-
tato Ferdinando riferendogli
che il mio amico Bisto dice
che ciò è stato fatto perchè
« noblesse oblige ».
Poi Ferdinando ha ripreso
la parola: « Tutto questo per
dirti che spesso le cose vanno
in maniera strana. Quello che
conta, comunque, sono i risul-
tati finali, e come vedi intorno
Viaggio a Livo
a quel mio vecchio arsenale
la città si è sviluppata e irro-
bustita, e i cantieri hanno con-
tinuato a lavorare e a cresce
re. Ho visto tante navi scen-
dere in mare, standomene qui
di fronte ai cantieri e al mare,
e ho visto anche per la prima
‘ volta il tricolore sulla poppa
di una fregata e ti assicuro
che non mi ha fatto poi dispia-
cere, con tutta quella gente
che urlava e applaudiva. In
fondo, ti dirò che quei Lorena
non li avevo mai potuti ve-
dere! Ah!, io non mi lamento:
guarda un po’ Ferdinando III,
Gli hanno fatto un monumen-
to perchè ha portato l’acqua
in città (io avevo fatto l’in-
verso, portando la città all’ac-
qua del mare) ed ora sta lì a
riguardarsi una immensa piaz-
za dove non succede mai
niente, con quel Leopoldo
sempre di fronte, quel Leopol-
do in ridicola foggia romana,
il cui maggior pregio consiste
nell’aver perduto il granduca-
to e acquistata una statua ».
Ferdinando, per essere un
monumento, parlava da uomo,
con un certo buon senso e un
poco di malignità, ed io non
seppi che dargli ragione, la-
sciandolo per avviarmi verso
il cantiere,
La « nuova darsena » zeppa
di navi in allestimento e sulla
quale si affaccia il cantiere
mi apparve tutta chiusa, rac-
colta, quasi accoccolata sotto
la strada e le case, in contatto
col mare a mezzo di uno stret-
to passaggio con ponte gire
vole. La città si piega materna
su questo nido, vigilando dal-
le mille finestre, e covandosi
questi scafi che crescono qui,
quasi piccoli gabbiani trepi-
I)
janti prima di spiccare il volo
rerso il mare aperto e tempe-
toso.
Non c’è nessuna barriera
I
tra la città e il cantiere, che
fanno itutt’uno, e sotto il lungo
collo delle gru a bandiera e il
becco ricurvo dei pontoni, co-
me sotto l’ombra dei vicini ca-
mini domestici, ci sono le
barche multicolori dei pesca-
tori, che rimagliano silenziosi
le reti.
Percorsa tutta la fronte del
cantiere mi ritrovai in una
piazza dove mi attendeva un
secondo colloquio, strano e
interessante come il primo.
con Luigi Orlando che mi
squadrava dal piedistallo, nel-
la lunga palandrana abbotto-
nata con cura.
Il « sor Luigi » cominciò col
raccontarmi molte vecchie co-
se, di quando dalla Sicilia
arrivò a Genova per sfuggire
alla tirannide borbonica, e
prese contatto con l’ambiente
repubblicano genovese, con
Pisacane, Pilo, Manin, Rubat-
tino, Mazzini. Quest’ultimo
sempre caparbio, irrequieto,
attivo. « Quanto a Livorno »
proseguì «è un’altra storia.
Cominciata nel 1865; quando
ci trasferimmo qui noi, a rile-
vare questo cantiere che non
valeva il peso del suo ferro,
essa continua tuttora. Se ne
sono fatte, di navi, e di discus-
sioni sotto la vecchia quercia!
Si levava una nuova gru €
spuntava un nuovo camino fu-
mante sui tetti. Creda: Livor-
no, il porto, il cantiere sono
la stessa cosa. E quando nes-
suno voleva credere che ce
l’avremmo fatta, a varare la
« Lepanto »? Ne ho visto di
cose, da questo mio piedistallo,
e ho visto anche lo squallore
del cantiere ridotto in calci-
nacci, e la rapidità con la qua-
le lo avete rimesso in piedi.
La tecnica è cambiata, lo so,
e ogni giorno ne vedo una
nuova, ma i fattori fondamen-
tali restano sempre gli stessi:
volontà, cuore, tenacia, abilità.
Dica, dica a tutti che continui-
no così, che lavorino così, per
la tradizione del cantiere e per
il benessere della città. Badi,
ron parlo mica così perchè il
cantiere porta il mio nome:
queste ambizioni, da roi, non
sussistono più. Ma lo dico per-
MARCO DIOCIAIUTI (CAN): « Cascatella » (concorso fotografico)
chè è nell’interesse di tutti ».
Così si tacque il « sor Lui-
gi »: anche lui parlava da uo-
mo di senno, ed io che potevo
rispondergli?
Dopo tali colloqui, il can-
tiere coi suoi rumori e gli uo-
mini affaccendati fu un brusco
richiamo alla realtà, come un
bagno di realismo dove uomi-
ni in tuta azzurra camminando
su e giù per gli scali levavano
al cielo lamiere dalle strane
forme, Sotto i raggi del sole
ormai al tramonto l’ ombra
delle gru ingigantiva, mentre
il rosso ruggine delle lamiere
acquistava un tono caldo e pa-
stoso.
Gli ultimi raggi del sole
scoprivano ogni tanto qua e
là, nella piccola darsena o sui
muri delle case, vivaci mac-
chie di colori.
Quella notte sognai a lungo
una Livorno surreale e dina-
mica, ove Ferdinando 1° pun-
tava l’indice contro una prua
levata sugli scali, la gente sa-
lutava con fazzoletti colorati
gli operai del cantiere, una
nave in costruzione pareva
uno scheletro di balena butta-
to sulla spiaggia, e Luigi Or-
lando parlava animatamente
col direttore del cantiere,
quasi a passargli una segreta
consegna. Un sogno che pare-
va un quadro di Chagall, coi
colori di Fattori.
Lucio Bozzano
'GINESELEZIONE )
Prima linea
ruppe americane della
III armata in Europa,
sulla fine del 1944, Un co-
lonnello, che coltiva per il
suo ritorno in America del-
le ambizioni politiche, si
« coltiva » e protegge un ca-
pitano, figlio di un influente
personaggio. Il capitano è
un incapace, un vile, un
inetto, e quindi un presun-
tuoso, ma resta al comando
della compagnia grazie al-
l'appoggio del colonnello;
può così combinare ogni se-
rie di errori, che finiscono
per costare la vita a una
quindicina dei suoi uomini
migliori. Due coraggiosi te-
nenti protestano, ma inutil-
mente: il vaso trabocca
quando, per la testardaggi-
ne del capitano, un plotone
esce decimato da una insen-
sata missione e perde lo
stesso tenente che lo coman-
dava, in una scena dram-
matica. Il capitano protetto,
isolato con alcuni uomini,
vuole arrendersi ai mazi,
ma il tenente superstite
glielo impedisce, ucciden-
dolo. Su questo fatto di un
reparto che si fa giustizia
da sè uccidendo il superio-
re è imperniata la morale
del film. Ma essa ha una
coda, per il fatto che il te-
nente giustiziere, malgrado
che il colonnello voglia
mettere tutto a tacere, rive-
la ogni cosa al generale. Fi-
ducia nella giustizia mili-
tare o imperativo categori-
co della coscienza? Il film,
a mio parere, propende per
la seconda tesi.
E’ comunque confortante
che si facciano simili film-
inchiesta su soggetti un
tempo ritenuti tabù: in que-
sto caso, poi, il film ha una
sceneggiatura ineccepibile,
che lega lo spettatore alla
vicenda come se fosse uno
dei protagonisti. Ottima la
interpretazione di Jack Pal-
lance. Giustamente il film
ha ottenuto a Venezia il
premio « Pasinetti » dei cri-
tici cinematografici.
IL PORTOGHESE
4
ud
Il gotico, che si leva orgoglioso verso il cielo, segna
quasi uni nuova visione del mondo. L'Europa diventa
il terreno propizio per un'evoluzione economica e sociale
che, in pochi decenni, scardina la fissità dell’ordine feu-
dale e crea le condizioni per la nascita del mondo mo-
derno. Un mondo che nasce dall’incremento del commer-
cio, la fortuna dei grandi mercati e delle fiere internazio.
nali, i movimenti dei servi della campagna che diventano
cittadini in città; sorgono così le città libere, gli operosi
comuni medioevali, una dinamica borghesia. In arte, lo
stile di tutto questo mondo è il gotico.
Firenze infatti, uno dei centri artigianali e mercan-
tilì più floridi, diventa uno dei maggiori centri dell’arte
gotica. Le apocalittiche terribili visioni romaniche si pla-
cano: lo scultore gotico sente il fascino della vita che
finalmente ridiventa umana.
Alla base delle rappresentazioni monumentali si al-
ternano le rappresentazioni della vita pratica: i lavori
giornalieri e stagionali, nelle cui rappresentazioni il po-
polo diventa materialmente soggetto. L’inno alla vita
diventa preciso, il lavoro acquista il suo riconoscimento.
Come dimostrano le formelle che presentiamo, poste sul
Campanile di Giotto a Firenze, scolpite da Andrea Pisa-
no e Luca della Robbia, su cartoni di Giotto.
10
Il Magazzino generale
del Cantiere di Sestri
(continuaz. da pag. 7)
chiesto. Anche la compilazione
di queste bollette avviene in
undici copie, che vengono, è
ovvio, smistate agli uffici com-
petenti o interessati (portine-
ria per l’uscita, contabilità
per l'emissione delle fatture e
così via). Un ulteriore servi-
zio, complementare ma altret-
tanto importante, è quello
dell’ordinazione giornaliera al
SAU dei mezzi di trasporto oc-
correnti, in relazione alle varie
esigenze.
Infine, altra incombenza del
MAG, forse la più impegnati-
va, per la rapida e precisa
esplicazione della quale tutto
il servizio è organizzato, è co-
stituito dalla richiesta dei ma-
teriali. Tutte le richieste per-
vengono al MAG compilate su
apposite schede. Questi le nu-
mera progressivamente, dopo
essersi esattamente accertato
che fra questi non vi siano
esistenti materiali residuati da
precedenti costruzioni. In tal
caso il MAG ne dà tempestivo
avviso all’emittente, per il
parziale o totale annullamento
della richiesta. Quindi vengo-
no indirizzate all’Ufficio Ac-
quisti dello Stabilimento le
schede numerate, e quest’ulti-
mo provvederà all’acquisto. Il
ciclo è concluso.
Uno sguardo agli impianti,
adesso, Diviso in vari settori,
il MAG sorge al centro del
Cantiere ed occupa un’area di
circa 18.500 metri quadrati.
Malgrado questo, non tutto
l’ingente quantitativo di mate-
riali riesce a trovarvi posto,
tanto che si è resa necessaria
la sistemazione di alcuni set-
tori in fabbricati vicini il più
possibile ai reparti di produ-
zione particolarmente interes-
sati al loro prelevamento. Tra
i più importanti magazzini
staccati, possiamo ricordare
quello dei « tubi », occupante
tre campate che confinano con
le officine dei tubisti. Sono
divise in senso longitudinale;
e i materiali, appena prelevati,
affluiscono sul posto di lavora-
zione. Attualmente sono im-
magazzinate circa 1.000 ton-
nellate di !tubi; e circa 300
sono le tonnellate che hanno
ordinata sistemazione sulle
aiuole antistanti i capannoni.
Altro magazzino è quello dei
« cavi elettrici » e del « mate-
riale elettrico », che occupano
rispettivamente il piano ter-
reno ed il secondo piano di
un grande edificio sito alla
estremità « est » del Cantiere.
Sono ingenti i quantitativi im-
magazzinati, occorrenti soprat-
tutto alle navi in allestimento.
Il magazzino del «legname»,
costituito da tre grandi capan-
noni ubicati all’estremo « est »
anch’esso del Cantiere, nel-
l’area dell’ex stabilimento del-
l’ILVA. Attualmente vi trova-
no posto circa 2.000 metri cubi
di legnami, tra comuni e pre-
giati. Altri materiali, infine,
vengono sistemati sui piazzali
e sulle banchine, in vicinanza
della nave cui sono destinati.
Vogliamo solo ora osserva-
re come i punti principali, co-
stituenti le operazioni di que-
sto più che complesso servizio
— animato da un capo ufficio,
un vice capo ufficio, 25 impie-
gati e 70 operai — sono di fa-
cilità solo apparente, Si pensi
solo al rilevante movimento
di registrazioni e di corrispon-
denza, sia interna che esterna
allo Stabilimento, che ora non
possiamo illustrare per intero;
si pensi al numero delle sche-
de, delle ordinazioni, delle
operazioni contabili. O, se si
preferisce, alla nave che parte
per il viaggio inaugurale. Il
che è dir tutto.
Un po' per celia...
« Quarto piano, numero undi-
ci, prima porta a destra.., dun-
que è questa »,
« Permesso? » chiedo facendo
capolino sull’uscio e guardando
verso l’interno di uno di quegli
uffici. « Avanti!» mi risporde
un occhialuto signore sollevan-
do la testa da un quintale di
articoli, articoletti e fotografie
che stava osservando, « Scusi,
lei è l’Ansaldino?» chiedo con
un certo timore allo stesso si-
gnore, molto serio, che si ca-
pisce essere un ‘tecnico dalla
testata fino al basamento, che
ora mi sta osservando al di so-
pra degli occhiali calati quasi
fin sulla punta del naso, e ag-
giungo: «Se permette, io so-
no.,,». « Non c’è bisogno si
presenti, la riconosco, si acco-
modi prego... » mi risponde
sicuro facendo cenno di accomo-
darmi, « Ma lei davvero mi
riconosce?,.. Eppure sono tra-
SCOnsÌ... »,
« Vent'anni; eh!.., perbacco,
come non la riconosco, allora
era uno sbarbatello di dician-
nove anni., primo impiego...
Fuma? »,
« Grazie » rispondo accettan-
do la sigaretta. « Dica pure, in
che cosa posso esserle utile? »,
« Senta, ho un peso sullo sto-
maco, devo scaricarlo... scari-
carlo qui perchè questo è il luo-
go più adatto... ». « Ma caro mio,
perchè proprio qui poi non lo
capisco... le faccio portare del
bicarbonato? » mi risponde
preoccupato e premuroso l’An-
saldino, al quale ribatto: «Mac-
chè bicarbonato!,.. Il peso sta
tutto in queste cinque parole:
— Ho sentito parlare le mac-
chine —, capisce?.., ».
Rassicarato dal fatto che il
peso sul mio stomaco non era
covuto ad una indigestione, con
un largo sorriso mi risponde:
« Bè, che c’è di strano?.., Il
grammofono, la radio, il ma-
gnetofono, persino le bilance e
il Robot sono macchine che
parlano, tutti lo sanno,., poi nel
sogno tutto è possibile ». « Ma
che sogno d’Egitto! e nemmeno
mi riferisco alle macchine che
lei ha nominato! ».
L’Ansaldino è visibilmente
esterrefaito e mi punta l’indice
della destra in direzione degli
occhi asserendo: «Senta, qui
uno dei due è in folle... o lei 0
io stiamo dando i numeri.., ».
« Nè lei, nè io... anzi le preci-
serò che ho sentito parlare i
torni, le fresatrici, le pialle, i
carriponte, i magli... ».
Gli occhi deli Ansaldino sono
diventati due uova al piatto,
col tuorlo azzurro però; la sua
bocca è ora semiaperta. Non so
se gli stia prendendo una para-
lisi; dopo quattro secondi di
silenzio sono rassicurato sulla
sua salute perchè con una fi-
sionomia di ilarità afferma:
« Allora è lei lo spostato, mi
creda! E dopo un momento di
esitazione durante il quale an-
che la fisionomia si è trasfor-
mata riprende: « Davvero ha
sentito parlare i torni?... e le
fresatrici?.., ».
L’Ansaldino sposta poi con
rapido gesto gli occhiali verso
la punta del naso e mi chiede
a bruciapelo: « Quando? dove?
come? », « Quando? da vent’an-
nì a questa parte fino a ieri
sera. Dove? Nei diversi suoi sta-
bilimenti: Meccanico, Cantiere,
Ferroviario. ecc. Come? sussur-
rano, bisbigliano, mugugnano
un po? in vernacolo genovese...
Creda, ascoltando quelle voci, si
vive in un mondo meravigl*oso
e terrificante insieme ». « Allora
Jeî pensa che anche stassera
qualche macchina parlerà? »,
Ho capito che l’Ansaldino è
passato dalla diffidenza alla cu-
riosità e mi lancio alla carica:
« Qualche macchina, dice? Ma
tutte le macchine ad eccezione
di quelle che lavorano durante i
turni della notte, naturalmente,
Mi permette una proposta? ».
« Dica, dica pure! », E treman-
do dall'emozione mi offre e si
accende una seconda sigaretta,
« Se lei vuole assicurarsene ven-
ga con me questa notte al-
l'una! ». « All’una? », « Sì, al-
l'una... Non so perchè ma non
parlano mai prima di quell’ora
e sentirà che... ». « Ma lei come
ha potuto ascoltarle? », mi chie-
de l’Ansaldino. « Proprio venti
anni fa, per caso, ho cominciato
a sentire parlare i torni di
quella che era la torneria pic-
cola del Fossati, poi quelli del
Meccanico, poi perchè la vita
mi portò in Inghilterra, in Fran-
cia, in Germania, in Belgio... ».
L’Ansaldino a questo punto
mi tronca il discorso, fa leva
sulle mani che ha appoggiato
sulla serivania, si alza, con lui
mi alzo anch'io, ci avviciniamo
alla porta e, prima di aprirla
ripone gli occhiali a tiro giusto
e mi pianta due occhi in faccia
tali da far rabbrividire anche
il meno mansueto dinosauro, Il
suo suardo è tinto color mi-
naccia, Capisco che è la sen-
tenza; e non mi sbaglio perchè
l’Ansaldino, togliendosi la cicca
dalle labbra, dice: « Stanotte
all'una meno dieci alla porti-
neria del Meccanico.., Mi scusi,
ma come vede.., », E mi fa cen.
ro con la mano sinistra, perchè
con la destra sta stringendo la
mia, a quel quintale di carta
che sta sul suo tavolo da lavoro,
« All’una meno dieci... senz’al-
tro, scusi... e grazie! »,
Vi assicuro che gli avrei but-
tato le braccia al collo tanta fu
la gioia che, così dicendo, in
quel momento mi procurava.
Uscii dal suo ufficio cor la
stessa velocità iniziale di un
razzo, attraversai via Dante,
malgrado il semaforo mi desse
il rosso, e me ne andai vagando
per i cieli,
All’una meno dieci eravamo
seduti, ben nascosti, presso un
gruppo di torni di un reparto
del Meccanico illuminati dalla
luce riflessa di un altro repar-
to dove si stava lavorando. L’An-
saldino armeggiava per accen-
dersi una sigaretta quando sen-
to l’ormai noto caratteristico
ronzio, qualche cosa come quel-
lo del moscone ma del tutto di-
verso. Lo avverto con un cenno
(che in realtà è la solita gomi-
tata) di non fare quanto è nelle
sue intenzioni e di ascoltare in
assoluto silenzio,
E’ un tornietto che inizia il
discorso, uno di quei tornietti
moderni verniciati color « vespa
imbronciata » con guarnizioni
rosse e gialle, dalla testa bene
ingrassata... proprio gagà, in-
somma, Chiede ad un tornio an-
zianotto: « Ehi, nonno, dor-
miamo? ».
« Ssstt!... Sempre impruden-
ti voi giovani, sta’ zitto, il guar-
diano non è ancora passato,
non capisci che se ci sentisse
parlare creperebbe dallo spa-
vento?... che imprudente! » ri-
sponde calmo il vecchio tornio,
« Ma passa più tardi quello,
verso le due... Già con voi vecchi
non cè niente da fare, avete la
testa a cono! », « Bella da vo-
stra... E proprio tu parli? Pro-
prio tu che per quindici giorni
sei rimasto inoperoso perchè
non ti funzionava un ingranag-
gio nella testa... e naturalmente
al tuo operaio hai regalato quin-
dici giorni di inattività... », « Se
il mio ingranaggio non ha più
funzionato la colpa è stata sua
perchè ha sbagliato la mano-
vral,., ». « Che cosa vuoi sperare
da un giovanotto di vent'anni?»
ribatte il vecchio tornio. « Gio-
ventù... Un po’ vede roteare il
pezzo, un po’ vede roteare la
Lollo o la Marilina, e allora
salutamela la manovra!.. Ai
miei tempi anche, sai, si pensa-
va alla Fougez o ‘alla Dolores
Del Rio ma se operaio sba-
gliava la manovra nella nostra
testa le puleggie erano sempre
a posto e le spalle robuste tanto
da parare qualsiasi botta... Guar-
datevi li... mezzo metro o un
metro di roba tra le punt> op-
poste... dei capelli e dei piedi e
vi date fante arie da padreter-
ni... E il bello è che se non ve
la date voi l’aria, ve la dà l’ope-
raio, magari compressa ma è
sempre aria... E voi vi gonfiate,
naturalmente » dice con leggera
ironia il tornio anzianotto, «Po-
vero nonno! » ribatte il tor-
nietto che non ha più argomenti,
« Mi spiace per te che non ti
degnano nemmeno di un getto
d’ari
« Non ne ho bisogno di aria,
i truciol! so tritolarmeli da solo,
lo, Li polverizzo anche se mi ca-
pitano fra le guide, magari me
LE MAGGHINE PARLANO.
le sento un po’ bruciare per le
graffiature,.. ma vol... voi mo-
derni mi sembrate delle signo-
rine.,, bisogna avere con vo, un
sacco di precauzioni! Tutti au-
tomatici.., il che significa che
marciate a scatti... addirittura
fate i pappagalli, se vi appl'ca-
no il copia... ai nostri tempi
invece!!! ». «Puleggie grosse
come giostre, chilometri di cin-
ghie... »,
L’Ansaldino è arrivato intan-
to al punto massimo di tollera-
bilità delle emozioni, lo capi-
sco.., e decido di interrompere
questa seduta iniziale,
Tossisco, non molto forte, per
avvertire indirettamente le mac-
chine della nostra presenza. Mi
spiacerebbe dovessero spaven-
tarsi, Sembra strano, ma sono
sensibili, pur non essendo di
carne ed ossa come noi: anche
lero hanno le nervature di ac-
ciaio o di ghisa,., e spesso sof-
frono di tensioni interne.
Così, come me, per esempio,
che soffro di carenza... di ferro,
«Cosa ne dice, caro Ansaldi-
no? » gli dico con una punta di
fierezza pensando alla mia ri-
vincita. E lo prendo sottobrac-
cio. Poco per confidenza ma
molto per sostenerlo,
«Non mi dira niente!... Sono
così... non saprei nemmeno co-
me dire!... Ora lo sento io un
peso sullo stomaco... proprio
qui, mi pare che mi farebbe be-
ne... ».
« Un bel cognac... venga, glie-
lo offro volentieri » lo inter-
rompo io.
« Accetto... grazie dottore! »,
Sì. Dottore sono, proprio dot-
tore, Dottore... e faccio il vete-
rinario a domicilio... al centro
del Sahara, ma un po’ più in là.
Renzo Brassesco
Biglietti per la partita
di calcio Italia - Austria
NM Dopolavoro Ansaldo, d'intesa
con la Lega Regionale della F.I.G.C.,
è in condizione di poter assicurare
agli ansaldini un forte quantitativo
di biglietti per l’incontro interna-
zionale di calcio Italia-Austria, che
si svolgerà a Genova il 9 dicembre
prossimo.
I prezzi dei biglietti sono stabilità
come segue: gradinate, lire 500;
rettilineo distinti, lire 1000; retti-
lineo tribuna, lire 1500,
Le richieste, accompagnate dal
relativo importo, dovranno perve-
nire ai delegati di stabilimento op-
pure alla Segreteria del Dopolavoro
(via A, Stennio 5-1 a Sampierda-
rena) non oltre il 26 novembre,
GIUSEPPE SARDI (SAU):
«Canale di Suez » (concorso fotografico)
IL PRIMO
Nazionale della
Il primo convegno nazionale
della Strumentazione è stato
tenuto a Milano, presso il Mu-
seo Nazionale della Scienza e
della Tecnica, nei giorni 26 - 27
e 28 ottobre u.s. Esso aveva lo
scopo di riunire, per la prima
volta in Italia, i tecnici interes-
sati alla fabbricazione e all’uso
di apparecchi per la misura di
grandezze elettriche, termiche o
meccaniche, a scopo di controllo,
di studio, o di regolazione.
L'enorme vastità dell’ argo-
mento ha fatto sì che venissero
affrontati, salvo pochi interventi
su problemi particolari, soltanto
aspetti generali, e di diffuso in-
teresse, di alcune branche della
moderna tecnica delle misure,
Precisamente è stato trattato in
prevalenza il rilievo di tempe-
rature, pressioni, velocità, por-
tate, composizioni di miscele
gassose: ossia quanto concerne
il controllo continuo dei proces-
si di produzione nelle industrie
chimica, petrolifera e metallur-
gica.
La genericità delle esposizioni
è stata però tale da mettere in
luce anche aspetti interessanti
altre possibili applicazioni delle
apparecchiature trattate e delle
idee enunciate,
I concetti fondamentali affio-
rati dalle discussioni sono i
seguenti:
1) L’introduzione di apparec-
chiature di controllo in qual-
siasi processo produttivo si va
estendendo in maniera travol-
gente,
2) Ciò è dovuto essenzialmen-
te al vantaggio economico rica-
vabile da una migliore qualità
dei prodotti e da un migliore
rendimento delle lavorazioni,
3) Le industrie di avanguar-
dia, dal punto di vista del con-
trollo di massa durante la pro-
duzione, sono le industrie pe-
trolifera e chimica, e le centrali
termoelettriche; seguono le in-
dustrie metallurgica e mecca-
nica.
4) Si tende in genere a prefe-
rire strumenti sicuri e maneg-
gevoli, anche se di precisione
non molto spinta, agli strumenti
perfetti ma delicati: cioè si
preferisce poter disporre di un
gran numero di dati sicuri, an-
che se non molto precisi, piut-
tosto che pochi dati di alta pre-
cisione, ma di attendibilità con-
dizionata dall’esatto funziona-
mento di apparecchiature com-
plesse. Naturalmente ciò vale
soprattutto per i processi larga-
mente automatizzati, ed anche
in questo campo le eccezioni so-
no numerose.
5) I sistemi elettronici di mi-
sura si sono ormai affermati
decisamente sugli altri per la
sensibilità, la prontezza e la
qratica assenza di limiti nelle
distanze, Per i dispositivi di
regolazione e di registrazione si
tende invece, in molti casi, a
preferire le apparecchiature
pneumatiche, che ‘presentano
maggiore semplicità ed offrono
maggior sicurezza in qualsiasi
ambiente. Si prevede in futuro
l'accoppiamento sempre più fre-
quente di organi sensibili elet-
tronici con organi di comando
pneumatici, Molto ci si attende
dagli amplificatori magnetici e
dai transistors, per eliminare
gli inconvenienti presentati dai
tubi termoionici,
6) La necessità di una colla-
CONVEGNO
Strumentazione
borazione sempre più stretta fra
costruttori ed utenti di apparec-
chiature è apparsa evidente.
P. BROZZO
Il quarto congresso
nazionale dell'AM I.
Anche quest'anno l’Ansaldo
hu attivamente partecipato con
un gruppo di suoi tecnici al IV
Congresso Nazionale dell’ Asso-
ciazione Meccanica Italiana che
si è svolto a Torino.
Ha preso parte al Congresso
anche il Direttore dello Stabili-
mento Meccanico ing. Cominet-
ti, che è Presidente della Sezio-
ne di Genova dell’AMI.
I congressisti in numero di
circa 500 hanno ascoltato a Pa-
lazzo Madama le parole dell’ing.
Vandone e la prolusione del
prof. Giuseppe Pugno sul tema
«I! volto nuovo della meccanica
cinquecentesca»,
Nel Salone della Tecnica in-
vece sono stati trattati i quattro
temi:
1) lubrificazione e refrigera-
zione delle macchine utensili;
2) macchine a riprodurre; 3) la-
vorazione dei metalli con nbra-
sivi; 4) dispositivi tecnici per la
prevenzione infortuni.
Nello svolgimento del primo e
del terzo tema sono stati messi
in evidenza i due aspetti fon-
amentali del progresso della
tecnologia meccanica in relazio-
ne all’uso della lubrificazione e
refrigerazione ed inoltre affi-
nando la lavorazione mediante
abrasivi,
Nella trattazione del secondo
tema è stato fatto rilevare che i
concetti sviluppati in questi ul-
timi anni possono considerarsi
a ragione precursori, in un cer-
to senso, dell’automatismo,
Il quarto argomento ha anche
esso un valore importante e di
generale interesse in ogni atti-
vità industriale, e in particola-
ro nel settore delle macchine,
nel quale la prevenzione infor-
tuni deve seguire passo passo
non soltanto le nuove applica-
zioni e lavorazioni, ma anche e
sopratutto il progresso tecnolo-
gico,
I nostri ingegneri Guazzi e
Perrone dello Stabilimento Mec-
canico hanno svolto due impor-
tenti temi e cioè: ing. Guazzi -
La lavorazione delle palette del-
le turbine a vapore su fresatrici
a copiare; ing. Perrone - La ret-
tifica dei fori, relativamente
lunghi e di piccolo diametro, in
alcuni tipi di acciaio.
G. B. GAMONDI
(273
L’ unificazione internazionale
della “ piccola utensileria”
Ha avuto luogo dal 22 al 25
ottobre 1956 a Parigi la 7.a Con-
ferenza plenaria del Comitato
Tecnico della « International
Standardizing Organisation »
ISO/TC 29, preceduta da una se-
rie di riunioni dei Gruppi di
lavoro «Punte elicoidali »,
« Alesatori » e « Maschi », per
l'unificazione internazionale del-
la « Piccola utensileria », alla
quale ha partecipato in rappre-
sentanza dell'Ansaldo e come
capo della delegazione italiana
l'ing. L. Brandolin,
Attraverso un approfondito
dibattito delle numerose que-
stioni in programma, la 7.a Con
ferenza dell'ISO/TC 29 ha con-
sentito di portare ad una fase
conclusiva vari importanti ar-
gomenti, Sono state infatti ap-
provate come progetti di « rac-
comandazione ISO » le proposte
presentate dai rispettivi Gruppi
di lavoro concernenti: le punte
elicoidali a codolo cilindrico se-
rie corta ed extracorta, ed a co-
dolo conico Morse, serie norma-
lè e rinforzata; gli alesatori ci-
lindrici a mano, e con codolo
Morse a macchina; i maschi se-
rie corta, a macchina ed a mano;
gli attacchi per frese e gli anelli
distanziatori per alberi porta-
frese; le bussole di riduzione ed
i prolungatori per utensili a co-
no Morse; gli attacchi conici per
foratrici; le placchette di car-
buri metallici e le sezioni degli
steli per utensili. da tornio e
pialla.
Vari altri argomenti riguar-
danti in particolar modo l’uni-
ficazione dimensionale delle li-
me, degli utensili per tornire
con placchetta riportata, delle
mole, ece., hanno avuto un’am-
pia trattazione.
L'inserimento in norme na-
zionali attraverso la competen-
te (Commissione UNI-UM, dei
progetti di raccomandazione già
accolti dall'ISO/TC 29 per i pre-
detti muovi tipi di utensili, i
quali rispondono a criteri più
moderni e più economici di pro-
porzionamento, consentirà di
adeguare non solo l’unificazione,
ma anche la produzione nazio-
nale degli utensili d’impiego
corrente ai tipi ed alle dimen-
sioni unificate internazional-
mente, e di raggiungere in defi-
nitiva una notevole semplifica-
zione nella fabbricazione e mi-
g’iori e più economiche condi-
zioni dal lato deli’ulilizzazione.
L. B.
I resti di un esemplare di « elephas italicus »
LE DOMENICHE DE
ll
‘L' ANSALDINO"
VISITE AL MUSEO
di Storia
Naturale
Un gruppo di ansaldini guidati dal prof. Conci dell’Università
di Genova.
Oltre un centinaio di ansal-
dini e loro famigliari han-
no inaugurato, domenica 11
novembre, una nuova serie di
iniziative sociali e culturali
del nostro giornale: le visite
ai musei e gallerie d’arte di
Genova.
E° stato il Civico Museo
di Storia Naturale « Giacomo
Doria » che ci ha ospitati per
primo. Partiti con due speciali
vetture tranviarie, una da
Pontedecimo e una da Voltri,
alle 15 abbiamo varcato la so-
lenne soglia del Museo e su-
bito ci siamo radunati nel-
l'aula delle conferenze. In
men che non si dica gli ansal-
dini si sono trasformati in at-
tentissimi ascoltatori — più
attenti degli allievi più sgob-
boni — del dott. Conci, pro-
fessore all’Istituto di zoologia
dell’Università di Genova. In-
fatti abbiamo avuto il privi-
legio, a differenza dei comuni
visitatori, di essere accolti,
guidati e informati di ogni co-
sa — per gentile interessa-
mento del prof. Tortonese, Di-
rettore del Museo — da due
eminenti naturalisti: il già
nominato prof. Conci e la dot-
toressa Arbocco, assistente del
prof. Tortonese. Con parola
chiara e profonda competenza
scientifica, eppur accessibile a
tutti nella forma volutamente
semplice, il prof. Conci ci ha
avvinti in una bella relazione
introduttiva sulla storia, fun-
zione e importanza del Museo,
richiamando la nostra atten-
zione sulle collezioni zoologi-
che e mineralogiche più inte-
ressanti, che fanno del Museo
« Giacomo Doria » il più im-
portante d’Italia e uno dei più
famosi del mondo. Abbiamo
così appreso, fra l’altro, che il
Museo conserva lo scheletro
di un giovane esemplare di
« elephas antiquus italicus »,
In alto lo scheletro di una balenottera
l’unico completo esistente al
mondo, vissuto circa 350.000
anni fa. E qui bisognerebbe
lasciar la parola al prof. Con-
ci, per poter veramente vedere
con la fantasia, in una affasci-
nante sequenza, le meraviglio-
se foreste, i vulcani ed i laghi
di milioni di anni fa, quando
vagavano sulla terra torme di
elefanti di diverse razze e di
altri grandi animali, che si
sono estinti nel corso dei mil-
lenni per una fatale e miste-
riosa legge biologica.
Non meno avvincente è sta-
ta quindi la visita intorno alle
vetrine che accolgono le col-
lezioni, accompagnati dallo
stesso prof. Concì e dalla dot-
toressa Arbocco, che si sono
prodigati in ulteriori spiega-
zioni. A proposito, quei ra-
gazzetti che la giovane e sor-
ridente signorina Arbocco te-
neva per mano come una so-
rella maggiore, credevano mai
che la visita a un museo sa-
rebbe stata così divertente?
Abbiamo girato tre ore, po-
che per vedere tutto, ma suf-
ficienti per imprimere un in-
delebile ricordo nella nostra
mente, che dopo aver cono-
sciuto tutti i segreti delle mac-
chine create dall’uomo, ha vo-
luto conoscere anche il mondo
affascinante e spontaneo della
natura, sulla cui scena sta una
storia di milioni di anni di
vicende drammatiche, di cata-
clismi spaventosi, di lotte per
la vita e per la morte, ma an-
che di romanzi d’amore e di
delicata poesia, storia scritta
da sterminate popolazioni di
creature ancora viventi o già
sepolte nei tempi dei tempi.
Andremo ancora due volte
al Museo di Storia Naturale
con altri ansaldini, a rivedere
le meraviglie, gli splendori, i
misteri della vita.
DANTE JANNONE
La 1° Mostra filatelica
provinciale dei CRAL
il Direttore Generale dell’Ansaldo all’inaugurazione
I nghilterra 1840, In un paesino
un signore sta passeggiando
tranquillamente quando la sua
attenzione è attratta da un alter-
co sorto tra il procaccia del luo-
go e una signora di sua! cono-
scenza a proposito di una let-
tera che la signora vuol respin-
gere.
Incuriosito il signore chiede
spiegazioni; gli si r.sponde
che di proposito la donna re-
spinge la lettera, dato che un
segno convenzionale sulla busta
gliene ha già rivelato il signi-
ficato. E' un trucco da tempo in
atto per evitare al destinatario
il pagamento della tassa di re-
capito,
Al nostro signore balena una
idea. Perchè non far pagare la
tassa al momento dell’invio an-
zichè alla ricezione della posta?
E pensa ad un tagliandino di
carta da appiccicare sulla posta
in partenza, Il francobollo è
nato.
Ogni Stato, successivamente,
adottò, per ovvie ragioni, un ti-
pe di francobollo diverso dagli
altri, e le emissioni si susse-
guirono in numero praticamente
incalcolabile. Dimensioni, for-
me, colori mutarono secondo i
tempi e i luoghi, Il francobollo
divenne un piccolo mondo aper-
to alla fantasia creatrice degli
artisti.
E con i francobolli nacquero,
ovviamente, i collezionisti: i fi-
latelici. Si intrecciarono ‘i primi
rapporti internazionali tra col-
lezionisti, e finì per crearsi una
fitta rete di corrispondenza e di
scambi. Donde l’enorme svi-
luppo assunto nel mondo dalla
filatelia.
Anche nel nostro CRAL esiste
una Sezione filatelico che rag-
gruppa collezionisti seri e ap-
passionati e a cura della quale
è stata organizzata nei giorni
scorsi una interessante mostra
di francobolli. Per la storia, si
è trattato della prima mostra
filateiica provinciale dei CRAL,
Che si sia trattato di una mo-
stra importante e bene organiz-
zata, ce lo ha dimostrato il fatto
che nei quaitro giorni di durata
(dal 1.0 al 4 novembre c, m,)
centinaia di visitatori l'hanno
affollata ininterrottamente.
Alla inaugurazione, la matti
na del primo novembre, erano
presenti il Direttore Generale
dell’Ansaldo ing. Federico Lom-
bardi, il Direttore dei Meccanico
i Cominetti, il Direttore del-
AL provinciale comm, Mun-
na, il Commissario dell’ENAL
provinciale Iginio Piecardo, il
consigliere comunale Moreno in
rappresentanza del Sindaco di
Genova, e molti altri invitati.
Gli onori di casa sono stati fatti
dal dr, Mario Enrico, Presidente
del CRAL Ansaldo e Consociate,
e dal Segretario sig. Silvio Risso.
Gli ospiti hanno esaminato
minuziosamente tutte le colle.
zioni esposte che venivano loro
illustrate dai collezionisti e da-
gli organizzatori della Mostra.
Sono state particolarmente
ammirate le collezioni di Ubal.
MOSTRA FILATELICA
PROVIRCIALE. CRAL:
ARE 1958
@ecra na ienda rene n. 16
La cartolina commemorativa
do Bergonzi per la raccolta delle
effigi di musicisti di futto il
mondo; quella di Odoardo Pie-
ramati, dello Stato di Israele;
la raccolta del Regno d’Italia di
Celso Amoldoni, Interessante
una collezione di lettere inviate
a Nicolò Paganini nel 1839, an-
nullate con bolli precursori.
Domenica 4 novembre il dr.
Mario Enrico ha proceduto, pre-
sente il comm, Munna, alla
premiazione dei collezionisti
Ecco l’elenco dei premiati:
Gruppo "A” (collezioni
rali)
1° Celso AMOLDONI - CRAL
Sferisterio - per Itàlia Regno:
diploma d'onore e med. d’oro
grande - 2° Odoardo PIERAMA-
TI - CRAL Ansaldo - per Israe-
le: diploma d’onore e medaglia
d’oro grande - 3° Carlo BRIZZO-
LARI - CRAL Ansaldo - per se-
lezione Antichi Stati: diploma
d’onore e medaglia d’oro,
Premiati con diploma e meda-
glia d’argento i sigg. Abdone Siri
- Riecardo Goldberg - Ezio Pe-
allo - Mario Capelli - Andrea
Godino - Italiano Bartolini.
Coppa per il CRAL di appar-
tenenza del 1.0 classificato: al
CRAL Sferisterio Lido di Ge-
nova,
gene-
Gruppo ”B” (collezioni a sog-
getto):
1° Ubaldo BERGONZI - CRAL
Mutuo Soccorso - per Musicisti:
diploma d’onore e medaglia
d’oro grande - 2° Libero TESTA
- CRAL Nuova S. Giorgio - per
Unione Postale e Centenario del
Franeobollo: diploma d’onore e
medaglia d’oro media - 3° Gi-
getto BADON - CRAL Ansaldo -
per Fauna e Sport: diploma
d’onore e medaglia d’oro,
Premiati con diploma e meda-
glia d’argento i sigg.: Angelo
Giordano - Agostino Ratto - Di-
no Monaci - G. B. Ricci - Fran-
cesco Fraito - Giuseppe Bocco-
leri.
Coppa per il CRAL di appar-
tenenza del 1.0 classificato: al
CRAL Mutuo Soccorso di San
Fruttuoso,
Gruppo "C” (collezioni varie):
1° Umberto DONNINI - CRAL
Ansaldo - per raccolta buste 1.0
Giorno di Cecoslovacchia: di-
ploma d’onore e medaglia d’oro
grande - 2° Salvatore BRIGNO-
NE - CRAL Ansaldo - per rac-
colta cartoline analogiche: di-
ploma d’onore e medaglia d’oro
- 3° Mario SCRIVANI - CRAL
Ansaldo - per tavola cromatica:
diploma d’onore e medaglia
d’oro.
Premiati con diploma e me-
daglia d'argento i sigg.: Giulio
Tagliati - Manlio Falco - Ma-
rio Cristofani,
Coppa per il CRAL di appar-
tenenza del 1.0 classificato: al
CRAL Ansaldo,
Coppa d’onore al CRAL di ap-
partenenza del maggior numero
di espositori: al CRAL Ansaldo,
Coppa per il CRAL secondo
classificato per il maggior nu-
mero di espositori: al CRAL
F.I.T. di Sestri Levante,
Non ci rimane che elogiare i
solerti organizzatori tra i quali:
Adolfo D’Alessandro, Pietro Al.
legra, Salvatore Brignone e Gi-
getto Badon,
Questa prima mostra, che è
stata ordinata con il patrocinio
de «l’Ansaldino », ha riscosso
un meritato successo che sprona
intti a fare ancora di più per
l'avvenire.
G. S.
POLAVOR
TROFEO “L° ANSALDINO”
Grande gara di scopone
Con il patrocinio del nostro
giornale il « Dopolavoro An-
saldo » indice ed organizza an-
che quest’ anno una grande
gara di scopone a coppie, ri-
servata esclusivamente ai di-
pendenti della Società, per la
disputa del Trofeo «l’Ansal-
dino ». Le coppie dovranno es-
sere formate da giocatori dello
stesso stabilimento, muniti di
cartellino paga e documento
d’identità,
Premi in palio
a) Trofeo «l’Ansaldino »
(Dono della Redazione de
« l’Ansaldino »). Biennale an-
che non consecutivo da asse-
gnarsi allo Stabilimento aven-
te la squadra l.a classificata.
b) Coppa « Dopolavoro An-
saldo ». Definitiva allo Stabi-
limento avente la squadra l.a
classificata.
c) Coppa « Enal Provincia-
le ». Definitiva allo ‘Stabili-
mento avente la squadra 2.a
classificata.
1° premio: due medaglie
d’oro da 28 mm. con contorno.
- 2° premio: due medaglie
d’oro da 24 mm. - 3° premio:
due medaglie d’oro da 21 mm.
- 4" premio: due medaglie
d’oro da 21 mm. - Dal 5" al-
l’8° premio: due medaglie
d’oro ciascuno da 18 mm.
Programma
Le eliminatorie si effettue-
ranno il 2 dicembre presso le
seguenti sedi: Dopolavoro An-
saldo di Genova (Via Achille
Stennio 5-1 a Sampierdarena);
Dopolavoro Ansaldo di Livor-
no (locali della mensa azien-
dale); Dopolavoro Ansaldo di
Muggiano (La Spezia) (Dopo-
lavoro Ruffino a Muggiano).
Le finali verranno disputate
domenica 9 dicembre alle ore
14 presso la sede del Dopo-
lavoro Ansaldo di Genova, via
Achille Stennio 5-1 a Sam-
vierdarena.
Le iscrizioni, fissate in lire
200 per coppia, si ricevono
presso la segreteria di via
Achille Stennio 5-1 per gli
ansaldini genovesi, presso il
Capo Ufficio Personale sig.
Dazzi per Livorno e presso il
sig. Guadagnini per Muggiano.
Esse saranno ritenute chiuse
la sera del 1.0 dicembre,
Il pubblico sosta con vivo
interesse davanti alle vetrine che
custodiscono le preziose collezioni filateliche
Il dott. Mario Enrico, Presidente del Dopolavoro Ansaldo,
durante
la cerimonia della premiazione dei
collezionisti
13
“I ANSALDINO” RISPONDE
Siamo un gruppo di operai
del Meccanico. Tutti gli anni
compiliamo una domanda per
ottenere un quantitativo di le-
gna da ardere (30-40 quintali)
che poi ci si divide. Detta do-
manda viene inoltrata alla Di-
rezione del Cantiere di Sestri
per l’accettazione e questa a
sua volta la rispedisce al Mec-
canico per il benestare di pre-
lievo, Il motivo per cui la do-
manda deve andare al Cantiere
e non al Meccanico (dato che i
rifiuti di legna sono del Mec-
canico) non riusciamo a spie-
garcelo. Anzi quest'anno ci è
stato risposto che la legna non
si può prelevare al Meccanico,
ma direttamente al Cantiere.
Tutto questo arreca, per noi
abitanti di Sampierdarena, una
spesa non indifferente dovendo
affittare un camion, senza con-
tare le difficoltà che comporta
la divisione della legna, che
viene caricata alla rinfusa.
AI Meccanico sappiamo che il
forte quantitativo di legna vie-
ne venduto ad un estraneo che
a sua volta la rivende maggio-
randone il prezzo. E' mai pos-
sibile un fatto simile?
Il prezzo della legna, aggiran-
dosi sulle 5 lire al Kg., era per
noi un prezzo buonissimo e sa-
remmo propensi, qualora la
Direzione ci venisse incontro, a
pagarla anche qualcosa di più.
Rimaniamo in attesa di una
cortese ed esauriente risposta
e distintamente salutiamo.
UN GRUPPO DI OPERAI (MEC)
Ci siamo interessati della
questione presso la Direzione
dello Stabilimento Meccanico,
la quale ci ha informati che
la vendita della legna da ar-
dere viene effettuata diretta-
mente dal competente ufficio
VIR della Direzione Generale
e non dal Cantiere di Sestri,
che è estraneo all'argomento.
La Direzione dello Stabili-
mento Meccanico inoltre ci ha
precisato che per varie ragioni
— non ultima quella econo-
mica -— non è conveniente
vendere direttamente ai di-
pendenti piccoli quantitativi di
tale materiale.
è
La nostra Azienda si è resa
benemerita con il dare ai di-
pendenti la possibilità di espri-
mere e discutere le proprie
idee su svariati problemi attra-
verso «l’Ansaldino », giornale
che aspettiamo e leggiamo con
interesse e che ci informa di
quanto avviene all’Ansaldo e di
ciò che pensano gli ansaldini.
Però non mi risulta che fi-
nora sia stato trattato l’argo-
mento «Ferie e malattie du-
rante le ferie » e pertanto vor-
rei dire qualcosa in merito.
Tutti sappiamo che le malat-
tie arrivano quando uno meno
se le aspetta e quindi possono
arrivare anche durante le fe-
rie. E' ciò che è successo a me
quest'anno, credo per la prima
volta dopo ventisei anni di ser-
vizio. Infatti il 27 agosto mi so-
no ammalato mentre stavo
usufruendo di un periodo di
ferie che doveva durare fino
al 31 agosto e mandai al mio
stabilimento, il Meccanico, un
certificato medico di malattia
per sette giorni. Credevo così
che mi fossero interrotte le
ferie, invece al mio ritorno in
servizio, con mia sorpresa, mi
fu notificato che fino al 31 ago-
sto io ero stato considerato
sempre in ferie.
Desidererei pertanto sapere
quali sono le disposizioni che
regolano il trattamento di ma-
lattia durante il periodo fe-
riale e perchè non vengono
portate a conoscenza di tutti i
dipendenti.
VINCENZO VELLA (MEC)
La questione posta dall’im-
piegato Vincenzo Vella e che
riguarda tutte le categorie dei
lavoratori, è stata regolata
sulla base di sentenze della
Magistratura, chiamata a de-
cidere in precedenti contro-
versie.
L'Azienda ha assolto il suo
compito relativo alle ferie
quando ha posto il lavoratore
nella condizione di fruirne. E*
vero che il lavoratore che si
ammala durante il suo perio-
do feriale è costretto a rinun-
ciare a quegli svaghi, a quel
riposo e comunque a quel pro-
gramma che egli sì era propo-
sto, ma ciò, în senso giuridico
non costituisce mancato godi-
mento delle ferie, nello stesso
modo che non può dirsi leso
nel suo diritto alle ferie il la-
voratore sano che le abbia
avute funestate da una disgra-
zia qualsiasi.
Uno spostamento del perio-
do feriale sarebbe il più delle
volte in contrasto con gli inte-
ressi dell'Azienda, oltre che
con gli interessi del lavorato-
re, poichè l’Azienda stabilisce
il periodo delle ferie cercando
di salvaguardare le esigenze
produttive. Se poi l’opera del
dipendente viene a mancare in
un qualsiasi altro periodo a
causa di malattia, questo è un
fatto puramente fortuito che
non può essere considerato in
sede organizzativa.
Infine è da rilevare che la
consuetudinaria lontananza del
lavoratore, durante il periodo
feriale, dalla sede dell’Azien-
da, renderebbe difficoltoso a
quest’ ultima |’ esercizio di
quei controlli al cui diritto es-
sa non può rinunciare.
POSTA IN ARRIVO
SORDITA’
VINTA con
È ACOUSTICON
CONFEZIONE TESSUTI
IMPERMEABILI APPARECCHI INVISIBILI
E OCCHIALI ACUSTICI
PER UOMO E BONNA
MAGLIERIE - TELERIE
SCONTO 10°,
. Presentando questo Buono
MACCHINE DA CUCIRE
ACOUSTICON
VIA XX SETTEMBRE, 14-9
Tel. 51883 - GENOVA
CONTE ANTONIO
FU LAZZARO
GE-SESTRI
VIA SESTRI, 98-100R. - TEL. 471.177
VENDITA ANCHE A RATE
Abbiamo ricevuto, da un
operaio del Cantiere di Mug-
giano, la seguente lettera:
Spett. Redazione,
in riferimento alla proposta
n, 19408 di applicare corrente
accumulativa ai platò magne-
tici, posso darvi assicurazione
che la proposta è ottima, dico
ottima. perchè la batteria è già
stata applicata da diversi mesi
al platò magnetico della mac-
china dove io stesso lavoro e
da allora non si sono più visti
pezzi roteare per l’officina; ciò
dà sicurezza e tranquillità a
chi lavora, non si rovinano
pezzi e non si rompono mole;
potete accertarvene presso l’of-
ficina attrezzi.
Cordiali saluti.
CESARE BARTOLOMEONI
Abbiamo informato di quan-
to sopra il Comitato della
« Cassetta delle idee ». Non ap-
pena possibile informeremo
l'interessato dell’esito della sua
osservazione.
3.°
CONCORSO
ANTINFORTUNISTICO
ORO GIOIE
B R I L L A N T I Compra massimo prezzo
BRUZZONE VIA XXV APRILE, 2 p.p. (rimp. Teatro) - Tel. 26. 373
Un operaio sta trapanando un pezzo e nell'eseguire il suo
lavoro non rispetta le norme di sicurezza. Per partecipare
ai concorso i lettori dovranno saperci dire quali sono le
infrazioni commesse dall’operaio, inviando le soluzioni (con
l'indicazione del nome e cognome, del numero di cartellino e
dello stabilimento di appartenenza) in Redazione, oppure
consegnandole ai nostri corrispondenti di stabilimento, entro
il 30 novembre. Sono in palio, per sorteggio, i seguenti premi:
1) un servizio di piatti per sei persone; 2) una penna « Au-
rora 88>; 3) due astucci di cacao «Perugina»; 4) due
astucci di cacao « Perugina ».
BIGLIETTI PER IL sDUSE”
Poichè abbiamo avuto la possibi-
lità di disporre di altri biglietti di
poltrona per il Piccolo Teatro della
Città di Genova « Eleonora Duse »,
tra coloro che avevano inviato la
esatta soluzione del 2.0 concorso
antinfortunistico abbiamo estratto
ancora î nomi dei seguenti ansal-
dini, a ciascuno dei quali saranno
consegnati due biglietti:
Tito Alesseri - Aurelio Ghilino -
Aldo Balli - Francesco Di Caro -
Maria Chiarlo - Francesco Mazzoni
- Elsa Gatto - Enrico Bisso - Dario
Gaffurri - Ugo Traverso - Luigi
Marchese - Brunilde Campelli.
SOCIETA EDITRICE INTERNAZIONALE
TORINO - MILANO - GENOVA - PADOVA - PARMA - ROMA - CATANIA
Novità Raccomandate
LIBRI UTILI PER LA PROPRIA CULTURA, INDICATISSIMI PER REGALI
BRAVETTA V. E.
ALTOMARE
PICCOLA STORIA DELLA NAVIGAZIONE L, 1.600
GNONE T.
PICCOLA STORIA UNIVERSALE dell’ARCHITETTURA
DAL TRILITE ALLA CASA DI VETRO L. 2.500
VALORI F.
TRENTA SECOLI DI INVENZIONI
DALLA SCIENZA ANTICA ALLA BOMBA ATOMICA L. 1,500
La Società Editrice Internazionale offre agli Ansaldini la possi-
bilità di acquistare qualunque libro possa interessare la loro
cultura e i loro figlioli, anche a condizioni di pagamento rateale
SOCIETA’ EDITRICE INTERNAZIONALE
GENOVA - VIA PETRARCA, 24 r. - TELEF. 54,023
‘Moderna organizzazione vendite rateali
‘a favore di impiegati e lavoratori
LA S.M.I.T. SOG. MANIFATTURE ITALIANE TESSILI
con sede in Via San Lorenzo, 12 int. 2 p. t. - Genova
in cooperazione con importanti fabbricanti — eliminando
così ogni maggiorazione intermediaria di prezzo ha co-
stituito per i Sigg. IMPIEGATI e LAVORATORI di STABILI-
MENTI INDUSTRIALI, vasti depositi di
Tessuti - Confezioni - Impermeabili - Calzature
e tutti ali articoli di abbigliamento maschile e femminile
di ottima qualità, a prezzi eccezionalmente convenienti e
con larghe facilitazioni di pagamento.
Rivolgetevi con fiducia alla S.M.I.T. risparmierete tempo e
denaro perchè con un solo impegno di tenue entità, ripartito
in dieci, dodici mesi, troverete quanto occorre a voi e alla
vostra famiglia e tutti i tessuti per l’arredamento della
casa, nell'unico centrale grande
con
| entrata, allestito appositamente per i lavoratori.
| SI ACCETTANO IN PAGAMENTO ANCHEI Buoni ENALI
I capi famiglia non dipendenti da Enti convenzionati
‘previ accordi, possono ugualmente fare acquisti
magazzino, libera
Sono nati
4 settembre: GIUSEPPINA,
figlia di Armando Nicolini
(Can) e di Maria Scorzoni —
11 settembre: CATERINA, fi-
glia di Giuseppe Odone (Sau)
e di Augusta Biagioni — 24
settembre: LIVIO, figlio di
Spartaco Ratto (Mec) e di Ida
Pastorino 28 settembre:
GIULIANA, figlia di Pilade
Balza (Mec) e di Anna Peco-
raro 29 settembre: RAI-
MONDO, figlio di Pietro Bonu
(Mec) e di Giuseppina Pale —
Lo ottobre: DANILO, figlio di
Dino Taddei (Can) e di Lu-
ciana Perazzi 3 ottobre:
SUSANNA, figlia di Oreste
Mansani (Liv) e di Giovanna
Coli — 4 ottobre: ROBERTO,
figlio di Angelo Arena (Cmi)
e di Irene Rocchi — 6 otto-
bre: MARIA, figlia di Maggio-
rino Casagrande (Mec) e di
Agnese De Natale — 9 otto-
bre: ORIETTA, figlia di Rena-
to Cecere (Mec) e di Anna
Barettero — 10 ottobre: MAU-
NOZZE D'ORO
Il sig. Ruggero Stoppani, pensio-
mato del Cantiere di Livorno, e la
sua gentile signora Albertina Ben-
venuti hanno festeggiato le nozze
d’oro.
AI fortunati coniugi gli auguri
del nostro giornale e di tutti gli
ansaldini.
ANSALDINI IN SEDICESIMI
Francesco
CMI
Daniela,
Verrina del
figlia di
PREMIO
“ALMANACCO”
Nei prossimi giorni verrà
estratto, presso la nostra
Redazione, il premio di no-
vembre abbinato ad un nu-
mero dell'«Almanacco 1956»,
consistente in una penna
« Aurora 88 » cappuccio oro.
Nel prossimo numero pub-
blicheremo il risultato del
sorteggio.
RIZIO, figlio di Giancarlo Fla-
mine (Mec) e di Teresa Ber-
nini — 18 ottobre: LUCIANO,
figlio di Mario Bianchi (Can)
e di Caterina Causa — 22 ot-
tobre: MARIO, figlio di Da-
vide Saettone (Fon) e di Ro-
saria Orlando.
A tutti ì piccolissimi « an-
saldini » ed ai loro genitori i
nostri auguri più fervidi.
Si sono sposati
4 agosto: Giuseppe PANET-
TI (Liv) con Luisa Giusti —
19 agosto: Tito PIOVANO
(Mec) con Silvana Cuttiga —
26 agosto: Pietro DAVAGNI.
NO (Mec) con Fiorenza Sirio
29 settembre: Pasquale
RIZZO (Cmi) con Maria Piom-
bo — 4 ottobre: Andrea CO-
STA (Liv) con Adriana Be-
stetti 6 ottobre: Enrico
BIONDI (Liv) con Sara Nan-
nipieri — Ilario PESCE (Mec)
con Rita Carpi — 7 ottobre:
Giulio DIVANO ‘(Cmi) con
Franca Parodi — Ezio CARI-
TA’ (Mec) con Cornelia Tra-
verso Giglio SIMONI
(Mec) con Livia Bellucci —
14 ottobre: Mauro PAGNI
(Liv) con Maria Ramagli —
Giuseppe BOZZANO (Cmi)
con Lina Ratto — 20 ottobre:
Luigi MONTUSCHI (Can) con
Maria Mora Naliati PA-
TRONE (Can) con Luigina
Merello — Enrico BARILATTI
(Mec) con Angiola Sacchi —
21 ottobre: Elvidio BOTTINO
(Can) con Miranda Veraggio
Saverio DI TOMMASO
(Can) con Iole Rossini — Da-
rio POIRE’ (Can) con Laura
Carossino — G. B. OTTONEL-
LO (Can) con Marianna Bon-
vicini — Pietro CONTARDO
(Can) con Santina Merlo —
Francesco GASTALDO (Can)
con Anna Garavini — 27 ot-
tobre: Luigi PERATA (Can)
con Giuseppina Bruzzone —
28 ottobre: Lino CASTELLA-
NI (Can) con Emilia Gat-
torno.
Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.
VUYY7ZZz,222224 Nut
Speciali facilitazioni ai dipendenti dell’ ANSALDO
GENOVA - FILIALE S.A.R.P.!. - Via delle Brigate Partigiane 92 r. - Telef 580.641-2-3
LA SPEZIA - Ditta Dr. F. A. GABBIO - Via
LIVORNO - Ditta ULRICO ROMEI - Via Ippolito Nievo, 4-6 - Telefono 22.062;
Biassa n.
5 - Telefono 22.685
PROPOSTA N. 18961.
Esprime il suo punto di vi-
sta sulla retribuzione a cotti-
mo, sostenendo che, poichè i
settori di lavorazione control-
labili assorbono solamente i
2/5 degli effettivi, la spesa
sostenuta per il « complesso
cottimi » e per le bolle ine-
renti non compensa i vantaggi
dati dal sistema di retribuzio-
ne a cottimo.
Propone in sua vece un pun-
teggio di merito, accordato
giornalmente dal Capo ad ogni
operaio, in base al quale cor-
rispondere dei premi seme-
strali.
Risposta.
Il proponente commette l’er-
rore, che d’altronde moltissi-
mi commettono, e cioè ritiene
che lo studio razionale dei
tempi di lavoro abbia l’unico
scopo di determinare la retri-
buzione dell’operaio. Lo stabi-
lire dei tempi di lavorazione
esatti è invece di fondamen-
tale importanza per: fare dei
preventivi e quindi delle of-
ferte attendibili; determinare
il carico delle macchine ed i
corrispondenti fabbisogni; ana-
lizzare la potenzialità e neces-
sità dei reparti; fissare dei
programmi di produzione e
delle date di consegna; stabi-
lire i migliori procedimenti
lavorativi; verificare l’efficien-
za e l’idoneità delle macchine;
ridurre al minimo i tempi non
produttivi; assumere degli im-
pegni.
Tutte questioni di vitale
importanza per qualsiasi azien-
da. Una volta che questi tempi
di lavorazione siano stati de-
terminati, è logico applicarli
anche per corrispondere a cia-
scun operaio una retribuzione
proporzionale alla sua attività
ed al contributo da lui dato
alla realizzazione dei pro-
grammi di produzione della
Azienda.
Come si vede il problema del
cottimo, se vogliamo così sem-
plicemente chiamarlo, è molto
più complesso di quanto possa
apparire ad un esame superfi-
ciale,
è
PROPOSTA N. 20100.
Propone che anche sulle fre-
satrici Kendall venga, come al-
le altre macchine, disegnata la
freccia indicante l’ALT per
fermare la macchina in caso
di pericolo.
Risposta.
Al più presto MAN provve-
derà ad eseguire quanto viene
proposto.
©
PROPOSTA N. 19930.
Al nuovo reparto Tubisti
(CALD) sono state installate
due nuove grue; ma le loro
bottoniere di comando risulta-
no troppo basse; bisognerebbe
sospenderle ad una molla in
modo da poterle abbassare al-
l’occorrenza per mezzo di una
cordicella.
Risposta.
Non riteniamo che la molla
suggerita costituisca la miglio-
re soluzione; si provvederà in-
vece a sistemare la bottoniera
in posizione più elevata.
PROPOSTA N. 20098.
Il fondo. dei cassoni porta
trucioli, porta saldati esterna-
mente due angolari; questi
«assoni vengono allineati sul
piazzale di fronte al MAME in
attesa di essere scaricati. Suc-
cede così che col loro peso
fanno penetrare gli angolari
nell’asfalto rovinando il fondo
stradale,
Propone che venga elimina-
to questo inconveniente.
Risposta.
L’osservazione è giusta. Ap-
pena possibile la MAN prov-
vederà per la modifica del fon-
do dei cassoni.
PROPOSTA N. 20234,
Propone che agli addetti alla
lubrificazione delle macchine
venga data una tabella sulla
quale siano segnate le diverse
qualità di olio da usare per
ogni macchina, per evitare er-
rori.
Attualmente si verifica che
al MAG sui recipienti conte-
nenti l’olio le denominazioni
non corrispondono a quelle se-
gnate sulle targhette delle
macchine.
Risposta.
Quanto prima verranno date
disposizioni ed istruzioni agli
addetti alla lubrificazione.
PROPOSTA N. 20509.
Due imbragatori hanno con-
sigliato l’uso di quattro golfari
speciali da loro ideati e co-
struiti in SAPR per un miglio-
re e più razionale sollevamen-
to dei gruppi elettrogeni da
100 KVA.
Risposta.
La proposta è accettata.
°
PROPOSTA N. 18655.
Propone che il particolare
pos. G. C. V. 1 (dis. MT. 61210
turbina B.P. - Cassa - Parte
superiore composta - Gruppo
E) sia ricavato da lamiera e
non da ferro piatto perchè at-
tualmente dopo la saldatura, si
verificano deformazioni che
portano inconvenienti durante
il montaggio.
Risposta.
La proposta è accettata, Il
PRO/TEMP provvederà a mo-
dificare i cicli di lavorazione.
PROPOSTA N. 20585.
Propone che gli attacchi del-
le tubazioni d’aria del MOGR
siano rialzati perchè essendo
troppo bassi, causano inconve-
nienti.
Risposta.
La MAN provvederà ad eli-
minare l’inconveniente segna-
lato.
®
PROPOSTA N. 20132.
Propone l’eliminazione dei
rubinetti 8 A.T, 1372 D. 24020
e 8 B.T. 1330 - D. 24170 sui
tubi gas di scarico per motore
2131-3-4-6 e di sostituirli con
vaschetta.
Risposta.
La questione citata dal pro-
ponente è già stata oggetto di
esame da parte del DIL e di
SAPR ed è stato deciso di
adottare in futuro la soluzione
con vaschetta.
Si provvederà quindi, non
appena possibile, alla modifica
dei disegni (naturalmente non
soltanto sul 2131, ma su tutti
i motori) prevedendo però di
portare la filettatura esterna
della vaschetta a 3/4”, onde
permettere l’utilizzazione dei
fori quali alloggi per i termo-
metri Negretti - Zambra.
PROPOSTA N. 20338.
Molte volte capita che si de-
vono rettificare: pezzi conici
che per la loro grandezza non
si possono applicare sul piano
magnetico inclinabile. Perciò
il proponente suggerisce di
eseguire due fori filettati sul-
la base del piano magnetico
comune per poterlo inclinare
con due viti.
Risposta.
Per esigenze di lavorazione
abbiamo applicato ad un piano
magnetico due viti poggianti
sul banco della macchina, in
modo da portare il piano di
appoggio dei pezzi all’inclina-
zione desiderata.
La stessa applicazione verrà
fatta agli altri piani, non ap-
pena se ne rileverà la neces-
sità.
®
PROPOSTA N. !19679.
Scatola flangiata motore
Maybach MD. 430/8 - Comm.
36023 - 28492 - B. 53937 -
46114 - Dis, 092132/1.
Propone che sia eliminata
la lamatura dei fori dell’ope-
razione 8/10 e sia inclusa nel-
l'operazione 5/10 la spianatura
della flangia lato opposto dadi.
Risposta.
La proposta è stata accet-
tata. II PRO/TEMP ha prov-
veduto a modificare il ciclo.
Piccoli annunci
Le inserzioni in questa rubri.
ca sono riservate ai dipendenti
dell'’Ansaldo e sono gratuite,
Rivolgersi aî nostri corrispon-
denti di Stabilimento,
CEDESI «Vespa» 125 cc., in
ottime condizioni, a lire 40.000
trattabili. Rivolgersi al sig.
Luigi Bruno, tel. interno 416
del Cantiere di Sestri.
CERCASI macchina da scrivere
usata da 80 spazi, in buone
condizioni. Scrivere al sig.
Floriano D’'Isep, via Fereggia-
no 87-23, Genova.
OFFRONSI due caloriferi mar-
ca «Zerowatt», fabbricazione
tedesca, quasi nuovi, tensione
industriale 220 Volts, da 2000
e 1000 Watt rispettivamente,
con unificatore interno e com-
mutazione del calore. Prezzo
da convenire. Telefonare al
n. 291.521 oppure al numero
interno 326 della Direzione
Generale.
VENDESI bicicletta da corsa
seminuova, cambio « Simplex -
Tour de France », due tubolari
nuovi di ricambio e tutti gli
accessori, per lire 20.000 trat-
tabili. Telefonare al n. 44.351.
VENDESI camera seminuova
per scapolo, composta di guar-
daroba a quattro ante con
due cassetti uso comò, letto,
comodino, tavolo e seggiola
imbottita. Telefonare al nume-
ro interno 520 dello stabili-
mento Meccanico, oppure ri-
volgersi in via privata C. Vian-
son 8 A-11, Genova Pegli.
VENDONSI moto «Sertum 250»
a lire 50.000, moto «B.S.A. 500»
a lire 100.000 e moto «M. V.
175» quattro tempi a lire
140.000. Telefonare al numero
472.566 ore pasti,
15
| MEMENTO |
Edilio CAVAGNARO
di anni 45, dipendente del Can-
tiere di Sestri, deceduto il 17-
10-1956. Era all’Ansaldo dal
1933. Lascia la moglie e due
figli,
Carlo SAGLIASCHI
di anni 38, dipendente del
Meccanico, deceduto il 23-10-
1956. Era all’Ansaldo dal 1944,
Lascia la moglie e tre figli.
Carlo. BALESTRERO
di anni 58, dipendente del
Meccanico, deceduto il 25-10-
1956. Era all’Ansaldo dal 1925.
Lascia una sorella.
Paolo SANFRATELLO
di anni 30, dipendente della
Fonderia, deceduto il 29-10-
1956. Era all’ Ansaldo dal
1943. Lascia la moglie.
Aì famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».
Cra È
(RESALDIRO
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ANSALDO S.A.
*
Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
LORENZO REBORA
Responsabile
*
Autorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
F.Ili PAGANO - TIP. EDIT. S.p. A.
Via Monticelli, 11 - Genova
Telefono 83.825
*
FOTOINCISIONI A. CERIALE
Via Lanfranconi, 43 - Genova
* ‘
Pubblicità SIRA Ltoncess.
Escl.- Genova - Piazza delle
Vigne, 6 - Telef. 22.342
le accurate
CONFEZIONI
LIVORNO- Piazza Cavour 3
Abbigliamento per UOMO
in un ricco e vasto assortimento
PRONTE IN 120 TAGLIE
SIGNORA
RAGAZZO
&
SA
CONTINI
BORSE
VASARI:
BAULI
PORTICI XX SETTEMBRE, 172 r. ARTICOLI
VIAGGIO
TUTTE le NOVITÀ CONFEZIONI
.di STAGIONE
PRESENTANDO IL TAGLIANDO
DI QUESTO AVVISO
SCONTO
L°)
dialta classe
CALZE
PUT
Position: 4236 (29 views)