Lacerba, n. 8, 1914

Contenuto

Lacerba, n. 8, 1914
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione

Sommario:
- Giovanni Papini, “Anch’io son borghese”, pp. 113 – 114 - 115
- Carlo Carrà-Ardengo Soffici, “Semplicismi”, p. 116
- Guillaume Apollinaire, “Banalités”, p. 117
- Valerio Benuzzi, “Espansione”, p. 118
- Max Jacob, “Poèmes”, pp. 118 - 119
- Piero Jocelli, “Convegno dei tre C.”, pp. 119 - 120
- Gino Severini, “Mare = ballerina”, p. 121
- L’elettrocutore, Rubrica “Sedia elettrica – Francesco Paolo Michetti” , p. 122
- Anna Gerebzova, “Disegno”, p. 123
- Auro D’Alba (pseudonimo di Umberto Bottone), “I letti”, pp. 123 - 124
- Guglielmo Jannelli, “Manovra di notte moderna”, pp. 124 - 125
- Rubrica “Caffè”, pp. 126 – 127 - 128
 

 

 

Data testuale
1914 aprile 15
Consistenza
pp. 16
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Giovanni Ansaldo (1895 - 1969)
Identificativo
GBA.000882/21
contenuto
La

(55 N. 8
ro quindicinale



FIRENZE,

15 APRILE 1914
Via Nazionale, 25





PAPINI, Aneh' io son borghese - CARRÀ-SOFFICI, Semplicismi - APOLLINAIRE, Banalités - BENU
- JACOB, Poèmes - JOCELLI, Convegno dei tre C. - SEVERINI, Disegno - SEDIA ELETTRICA, (Francesco Paolo
Michetti) - GEREBZOVA, Disegno - D'ALBA, I letti - JANNELLI, Manovra di notte moderna - CAFFE











PAPINI

Anch’i



o son borghese




piùno, nel medesimio lstante. Chi mi conos
NO) mi capisce

(cioè NES

Ma



Per chi ci tiene o sono celatamen



amente borghese, Borghese nel fi



bacoso del mio non prot





0 di gusti © lose per nascita



di nata ; be





no più obbrobrioso del



ale che mai di



store di



dei nostri Agliuoli. Bor

per la cnriosità
russe della pi
fra

grotta è





vrrza è toppoint gent



di quei borghesi che compran l’aranco nei teatri



distinti nei cimiteri monumentali





Chi non ha le mie nostalgie ? Pericolose te
nerezze dinanzi a due occhi che ti fanno ereder
amarti. 1 a



a peggio : ghiottoneria poetica

L'ANNO a Lane





È









14 LACE







eg rei



‘apace di amicizia, se occorre. Tutto
e

iloglo o con la sioia dl cuore ptt

tetta (stagne dsre per era.

Pegi i doi a via col

SOR i ti

di carne che furon fatti per il bambino e che il

aio dal






ngn sto To è e Jempado
ua lee

IE tear ERE rata
E la noi AL (ciro
non cambia m

‘Tutto posso provare © gustare col mio cuor
di borghese. Mai con così felice come quando
lle serate piovose poso fai blaciare dala
poltrona, vicino alla





si
îi



© la minestra che funia benedetta dalla segutura



l'uomo
ei ini
‘guarda; colla donna che cuce e non canta.
quanto ego gionale non mi, sueso
Lr SASA Ar buo
società anonime 0 in 40 comandi. I bilanci delle
banche mi appassionano più dell'appendice e sa
vista delle borse non mi lascia indilerente. Se
guo lo sviluppo dei lavori. pubbli
fine l'ocehlo alle
ati per sorvegliare la crescita
guardare ©
or fbbiche de quarti
Ni















coi due cavalli è pu = superiore alla
semplice carrozza © dà in più, colla sua rumo-
Ja lentezza, !° impressione che le distanze
cho © che ll capoluogo sta per di
metropoli. Sulle panchine dei giardini pubblici
si possono intavolare conversazioni nient'attatto
batali. Fu Îì che uns volta un gigante ora morto





va i
US Fonorzio = FhISALDO



mi ilustrò la sua concezione del risorgimento.
‘Anche il semaio (fornito pure di uecini di menta
@ un contesimo l'uno) non è privo di sorprese.





Fra io

donna

o poso aria è fa ela Das

omo dare nach un ko a lo vee di Monte
lo Cc; peso nce aiar cl LA

I i mi hanno

ite odo fn dal: 1890 © lavoro ini dò









Pago il mio biglietto in ferrovia ma preferisco
le straducole più sudicie @ più Must
non piove e il solo sta per andar via, e i cipressi
si tabamacoli o Îapidi © tutti gli attrezzi del
più balordo mi piacciono quando tl
sarto Gaovidata lisi affetta
Ano 1 tramonto, dopo cechi il ‘ati
tc le mio, afeione, B l'e
rosta da quando la poesia
da cambiato 1a moda del cino Pt de
bellezza, Solo solo © dondolante vo amare anch'
suite ombre dei campani pre =
dello muraglie a mezzogiorne
ia Mena scia
ito di cioccolata per i ragazzi







spasso la moglie,

vendere nel centro. Abbasso la ver:

gogna ! Anche la campagna, in fin dei conti, è

borghose, e la primavera scado a data fissa co-
bale

vlain campo — ri sod



erphse i e io avi
Mii 1 canta la basali — a voglio
bene a chi mi vuol



Deriie
19 vaio impati e voro
e e;
Sine i
scrivo altre parole € se non porto bat



































LACERBA

urto nei più cari affetti e se ho i capelli u
più funghi © se mi arrabbio colle vostre supposte



Co



persone non vi mettete in difesa, non gridate alla
vergogna.
e do poni bre ped ito uno 1



Di
begli e. tono soia per
n cuore
o Dr ino le og doll emetità e
io sono marci passato perchè sto
SR Mt (Re "lo sa sa ipse
pi otpremento ca eil spora
la quiete perchè mi arruolo er
Spi pei (Pa penis
€ la separazione, Ascoltate







como ha il dovere di apparire, diventare

SA 00 dI coroio di qui cha por sascilo i
tura e destino.

ie proprio emperamnto — ir cio

ite



arde orsi seta guaio.
Ata
ere non cè iù vita ne n one





irregolare
chi nacque gorghese, SI ao:





Ul
7 PONDAZIO

sente il disgusto della sua quotidiana invincibile
Dorghesia.

"è dunque che una parola d'ordine per
noi che intendiamo qualcosa : diventare quel che
non era ; essere quel che non sismi

Tiger cl ere ns iano o nti
tra figg. Tasto D bono pic ariana
questa felicità non promessa.
‘Si comincia col fingere e col recitare e si finisce
coll'essre più veri 0 sinceri di prima, Chi impara
gatto; chi abbaia si fa cane ;
in rendere









© nvi siamo per la but-



avremmo appo noî stessi se cia:
scuno restasse quel eh'è destinato ul essere fin
da prima ora di coscienza ? La tragedia del.



‘ill; regia nol, Lagoa i EI
salvezza ; l'insincerità sola ci aiuta a conquistare





Renga i
Ogni borghese allo stato puro, a sentirlo, ha una
vena di poesia nel i
pensiero sulla bassa fronte bovina.















LACERBA



SEMPLICISMI

1

n opa di epraione per basa porera
cui
ordine di persone.

2

Parallelamente come sn due scale numeriche
#3 alano dall'uno all'niio la potenza pres
sfva dell'opera © la sensibilità ricettiva
servatore.



Ò

Ad ogni gràdino di maggiore sensibilità si
richiede un’opera di maggiore complessità, raf-
finatezza e profondità.



Come un organo genitale tende verso lor.
gano contrario che gli è complementare è si
adatta ad esso, così la sensibilità di ognuno cerea
l’opera che le è adegnata e vi si « cristallizza ».

5

gradino chel aloè unordin despre
Sa sOrE A ir sig

6
SÌ arriva così & lasciarsi dietro tutte le opere

be piro anno crinatto a ino stato dal
cano n soddisfare una





è possibile ridi-
corrispondente al
e cena d'eitve per nol, epr

et
scouderlo. Meglio : 1° oj
gradino inferio

fonda nel mula.





8



lite napo crapondente al grado
dra i
eni {aderire



SR
IS PONDFZIONE e Fhentoo”





Sonia ito priv compio,
si urriva alla negazione della costanza emotiva
opera dute A near È podlità di un
20 unordine di fatti artitii rispon-
COOGA fue stai aloni dp ol bi



Tn taprleroe è rupe
tr rat pole i odio



del passato,

Tormo sia distrutta da nova



soi

Giotto, Paolo Uecello, Michelangelo, Tinto:

retto, Greco, Rembrandt e giù giù fino a Courbet,

Manet, Cézanne: tutti i migliori artisti, fino a

vi

- superati cessano di avere una qual-

da ptc emotiva, spariscono per la nostra
sensibilità e “vanno negati.





12»

Atidiamo fino in fondo. La nostra stessa
opera d'icri — la nostra opera. d'oggi ' cesta di
score perl nostro pito enne 1 eci
bilità dellartista nega fino all'ultimo suostadio,
yire ac. onestamente, nell'opera {n ele

18

o si là, lle, tra aio
favore dell'opera del domani. Futuri

su

P. 8. S'intende che ogni opera negata resta
mo materia storica il che non può interessare
è come
bandonato alle
sensibilità inferiori, che possono trovarlo. cibo
tissimo, © nutrirsen sun.

















BANALITÉS

Voyage è Paris

Ah Pla charmanto chose
itter un pays moruse



As tu pris la pièce de dix sous
Te l'i prise

1890
rr

Toutes los femmes de 45 à 50 ans s

vicnant d'evoe Giò sonate do Ospoll.

a. CAPDS
Et de bien d'autres

Le tabac è priser

‘Tabaquin tabaquin ma tabatire est vide
Mets y pour deux sous de fabao maia dn fin
I fait si beau qu'en leurs bastides

La nie Sert Yeti venne de
Les olives sont mres et partout l'on entend
Les chants des oliveuses sous les oliviare



Le ciel est beau il fait tibde et jo vais bien
al o pl i vio que Ja me domando
Si verra le temps d



Tabaquin tiens tea deux sous
Cost du fin Merci bien -tabaquin
Pai du bon tabao

Dans ma fabatitre

Tai du bon tabae

Tu n'en mura pas

è







pie de oi a nni coli
RR souvont enna. sorton cher
jeunes ge

Il pensa. qui ne pensait pas.

Goùtant un citron j'eus comme un goît
d'huilo de ricin pris avec du citron et du café

Nyetor a éearlé toute priocenpation simon:
eno 1 stat n et qui le ono e rampe
la liberté d'amour de la femme





Fumer comme un condamné À mort

avengle è qui on a creré son
caldi e



Anvers

Anvers ou bitit une tour
il trompée n pine arrive



Sent Sa ig di rn
Maigre comme un con de vantonr

Maisons deviennent des lumitros
ps marehent sans intelleet

On dira beaucoup de pri

Pour Poli un'ala atei

Naît sondain oenfa tricentenairea

Des nome le mien et celui qui
A la savenr dh Iaurier femme



Ma chambre a la forme d'une cage
Le soleil passe son bras par la fenétre

Mais moi qui ve fumer our faro de mira
allo fa dv mn cigaret

Jena ieri







cpl







18 LAGERBA





















BENUZZI si attonda
"A Hotta Nuyale ol cisl, Fiore Dlovato sono da uns rebulosa
a poco a poco. in pina primavera.
; alla si mora La cui nero Spiove. Una goccia... uaatra
MAREA IONI dente Ao
| tappati di nero ua rintocco di campane
i velato. Boca e i chie.
A Cala un velo di nebbia X un echo di oe pui
sottile con la sua punta aguzza, aguzza
— un'ala: di vento 1o smuove. sbozsa una rivela 0 un'ala azione
Sco, — Pon è schiza
sventolando nel sereno
i ae prin Saggi spirale — bandiera di paria.
) i È 2 0 nl ci apo
fino al cocuzzolo
I gomitolo tondo di pazzia azzurra
È al'accongo di tutto 0 di uil. sdtruociol
funi lungo tangenti — clamori di treni
dll i ct — tiva mine
con gli occhi è ruzzolo nel sereno.
iii mira BENUZZI
JACOB
ogni vita vicina e lontana assopita. È
Sotto, L'occhio ardento dll sgecita POÈMES
si vela
i Le i si fon



passato 9



i se vot passeri je ne ven: Dit
savoîr, Non 1 Je ne peux me décider à me lever
î chiusi, proteso Ja ne pa
mi sento, sospeso nell'aria,
panno leggero
i al vento.

La sigaretta è spenta.
È d'ogni ricordo di oggi è di iuri
mi sfoglio,

in me soltanto

tormenta

un sordo gorgoglio. Piove.

Canto.



pr









È mains et jo sanglote.... Après tout ce n'est pent- “
si dtre quin chasseur matinal, Oh! je n'ose pae
— brulichio di cose indistinte — savoir, je ne veux pas savoîr: hier soîr il etait.
in una doceîa di tepore i
i) STR
i Germsogiio. Parma;
È Ed ogni goccia di pioggia vagues en bataîllone do nuages vert
È nella mollezza denza — cupa marehent précipitamment. Nous sommes deux 4
Ì della mia anima fiorita bouddhas équilibrés par un miracle sur 1è pont i

OrIZIoNE FhsALDO

attici







son bord et
te chanve

jaune trop per
ceo



chè. La yol
Nement de sa v
conan! vio e praontir





lo la mer, Et maint
Hi Lio 6 vii
ntol tea



Gonte bien moderne

Le Donjon est
Vide, vona save... A
tailla, lo Roi de Pi

te large et la



a, Lo pové.baleré parle
i em tesson de



Più
n, entra dans le conseil avec inno.

cemment sur Ia tate le journal « Le Constitu
tionnel »! sur la téte et sur les épaniea dociles!
Ti en perdit sa liste civile, le pauvre, On'n'at
tendait qu'une occasion de le deporer

Gomparaison, allons! bien traditionnelle
Un chat! un chat! au chat ! non c'est. mne

femme encapuchonnée, pent-ètre mon me, on

bien paa Pssché Persephone ! sieot a
Contro 1 montse vin fu





‘Aaa da cha! car mo
un chat!





60 0 appel une tal ociniti
saimbre, elle me suit « Montrez
votre figure humaine, è Perse le montre
do benna ect, an figuro pil.
Ab! C'avoîr près de moi, mon Ame ! te sentir
et que tu ne soîs pas une réalit

Testament

Ft je lui leguo enfin un étvi avec ce quil
conti dovoe dex urine de zo cn forme



de







scules lettres d'amonr mn pon sérieuses que
Fao jamais rego.
JACOB







CONVEGNO DEI TRE C

Per quella
il Cazzo



Cove il Cuore



di
Al cotte.

Stevano lung nzans prc,
sto



lo ento bott



Juasuriose.
Cameriere

gli isteria

do formi
‘Pronto, un gelato |

perdio 1»

+ Venga una birra »
oh, chi si vede!» « Stia





sprizzava la lampada u arco
della voluttà

lungo i ta

ra intero del marmi.

Ei

0h

vendi rossi gialli



"i ta
ramo — sulle lapidi fredde —

i tragi

multicolori

del funerale —
languii

i liquidi liquori.



Von pei pe ife











120 LAGER

vederlo suonare il violino
a quanto il mo pesi
Tam, VA IR

lo.
Al suo passare la gente

si voltò, si teppò Îl naso

grugnì,

siccome gli puzzavano terribilmente
i piedi:

ma egli non ci badò
perché

magnifico
il Cuore, che fin'allora, com'era sempre suo gusto

niegvol per atiorgliaro,
macchia di sangue
gopre i olo qll,

Peedta 4 ide
© aveva negli coeki
‘qualcosa alterno



elaatico
molle egoista fallace
rigido

ig

come îl mercurio
termometro

che scendo è che sale

tungo lo scale

dei brividi e dei solleoni.

TI Corral fece lo provntazioni —





egli secondi lontani, degli accordi vicini
id pause
Prendi



limi!» tremò il Cazzo

con disperazione.

% Guoro con delleatezza
‘andarono





Dapprima so ne indignò
disprezzò —

© dopo pagato per tutti
gravement





igine sorda,







tra
Da
La donna

con voce un po' fesa

di vecchio puttana

«To son la Signora Filosofia »
E se ne andarono via.





PIERO JOCELLI
da P. T. MARINETTI
ZANG TUMB TUUM
Parole in libertà

Prezzo TRE LIRE







\

ch

i PENOFIZIONE FINSAMDI8







ii sensi





122 LAOBRBA



SEDIA Ra

Nuniio

FRANCESCO PAOLO MICHETTI
Von il 1805, Gabrisle D
gattiere tipico, che si è sempr i
etero ed è Proto dl mondo pù flerelsto di
gusto e di sensibilità artistic
estetico romano è italiano, il ome del suo conter





raneo F. P. Michetti. Eravamo all



, non ameora Îlum
è all'amo.



inziana, abboo
parlava, a proposto di quasto pittore, dell'a
tica genialità pi arr
della forza giovane di nia ras





nardo da Vinci e che so

i Le
DT ale parle









gran numero di pastelli esposti in qualche posto
va al di



ne che i comete Ojetti met
sopra di ogni cosa. Aspettammo. E Snalmente
si potete vedere



Ci parve «i uso di ogni qualità
(dei peo
sto melodrammatica di una volgarità repugnante,
Ain
ndico dele Matilde napoletano. Tn quanto
1 Pla di doro 1 ibra dl stano go
di roba, com queto il oggi cia
ia 100 DA Gotan dettato;













sari talmente grossolani che le
cora più deprimente,
Lo pricologiamo arenaio di questo dipint
la trivialità della troy
infine l'accento di






piatto verismo che colpiva
impatti



diritto le folle ributtava le nostre ultime



è ogni possibile sperunza,
ancesco Paolo Michetti non a mai



he silla



te





Fano IDIFIZIONNIE Fbi



è quella del brigante che assalta la
diligenza anche se non ha bisogno di n
tanto per sfogare Ja brutalità del suo istinto oseuro
che lo porta a far qualunque cosa pur di colpire
l'immaginazione dei: snoî sim

Gincchè Francosco Paolo Michetti, allievo del
cialtrone Morelli,èsempre stato un uomo fuori della



giare,





storia artistica mondiale. Accanto a Imi gli artiati





citato

sisi seg pa Dea Siltrto

atodontico senza fare nn passo in avanti, senza
RR





biare d'un a
niera. Gabriele d'Annunzio ebbe buon fiuto



quando lo chiamò il emobiarea, e sei dà a questa
parola il suo vero rignileato, di lazzari

fato nella sua ignoranza irremovibile e incosciente,
questa fu l’unica verità che il rigattiere poeta
scivesso sul pitire manovale. Dl qual è rimasto
fino all'ut ebrosa solitudine sim
liga io ii

tonda senza finestre che ci dicono si facessi



sd





10 nella sua fe



struîre, molto tempo adiletro, sullerive n
tico coi quattrini spillti alla bestiaggine nostrale
‘Questa la nostra prima opinione. L'esposizioni
di Venezia ci dimostrarono inseguito con più dest:
Ja nullità di quest'uomo. Pastelli



se possi
freddi è fotogragic, acquerelli del genere di quelli
che i grandi quotidiani regalavano altra volta agli
‘abbonati, disegni da sembrare i prodotti di qualche
nale di vecehio stile 0 le tavole

mostruosamente ingrandite di qualche psiehiutra
astiche, sono le ultime testi»

nialità di provineia.



accademia meri



ditte



nto di orti pia
monianze di questa pseuda ge
prin o (ole a per tn









stessa materialità del corpo sparisca per sempne
‘anche dai paraggi dell’arte.
È

FIL DO)





LACERBA 123
GEREBZOVA









RA UA



I LETTI



cinguettt,

di. di
K37 FONDAZIONE FhSGALDOO













nel refettorio
scalata di enormi cancelli
con i più insonni fratelli,
libero



di un sol
sotto disteso d'incendi di cielo.

Letti di monasteri
disperatamente severi.

tti huuno un poco d'azzurro
sotto il cuscino

€ ingenne pitture

di creature

sul capezzale



Letti di caserme

chiusi di giorno

como libri di massime eterne ;
sperti di notte

pesantemente

Gui fi mense sagiogte

dà ino)



dii

strane
fall alpi lento.
Letti di cimi

teri
sotto. immobili ceri.

La morte disposta

În formazione di ammassamento
pronta al combattimento

contro la vita srrompente.



chi

1 morti che stanno all'oseuro
invidiano il lame ‘al morto vicino,



i cadaveri insonni.

Letti d'orfanotro
(oasi fc,
Prulli d'ala mi

nel nido stanno,



Jecino a
— Non i bacirà più nessuno
PR



uma è allerta
sulla soglia deserta...
Totti di lu

ipanari
(fari dell'eberezza notturna).
Viluppo di comi

ignote fra loro.



le?
SI Pol



IDFIZIONE

che mai germoglieratn
trucidazione sammeie
della voluttà. sangul

Letti di trovatelli
(passeri senza nido).
Tiepida sosta

della vità incosciente.



dati i i
pirati della vice più fort).
Colpi set di tone





non più ci udremo tossire È



fra fo mani adunehe.



JANNELLI
MANOVRA DI
NOTTE MODERNA

PAROLE IN LIBERTA

Smoilemamenii d'ombra (pedi 0
lenzio con Teti 226 reumatiche
as

ili romane) Sagiicci

FhsaLoo

























LACERBA 125

rizzarsi a 20 metri în uu



uri

rusparenza-puerperio della città

morbidezza filtrata a stento da nn cielo

altiiitiisssssesimo | (Levesoo Sxrino
‘Arsrico Asnsauste Sraccertato Fonato)

in piazza assopirsi (febricitante) di automobili

sc ivi ralini di « arpolverio

lella sfera sul quadrante del-

Iacerarai «imul

5. bruccin





attesa
taneo di 5 gole NERE

di onde tumiuose Sbrandellamento del Teatro

‘spruzzi di facce spalancate



i etzzo È + bozza Qriza0
ProI/SEHIONE 1; enntaride ale tantasie)
intermameto di femmine (è
lettrofor det sens)
colore dl Jenbogglanii pi
ai Chietoti GI diante ci











folla cottes (cloroformi di sazietà) in
visueti chifonnés incipriati. di
TEBBLA tonde dì tutte e matta)
Ea ds marito (capitali da
ve)
cena

ii
loghi d'«mpre ata
Punte-'ali-rabbrividite ele se
© tufTarsi Inerosparsi [nero
siti (RA 1 00 80) dell'asilo in
anti di Locesrors:

sia: Fl UM RI

congetionarsi ste i tram (©) ®









= spugne.Incide di pulviscoli
SBRICIOLAMENTO del semonzajo per



mu IRII Î bcontetino
ì

MMS LI VIA io li ong

‘ite l'allcsbti [etnei sio e:

dd origti-diaennont)

Alec di ram veneti» cai slam

le?
va PD





IDFIZIONIE FNSFAILDO

Aid elatizoso dale lità



refanazione

rv di tutti i
tcamtrm sla contorno di

piste forsennate contin

ordre del 2. Qinghai font

edge







î sog” 1 e ssbignazzare par
ER E

ralizzanti di tramtramtràm trim cardini della
città te in (disart

colazione
guys) alari
PIATTAFORMA spp atenei
ti ate {ssenberameto)tepreto dd
vetri in coll rifarle rialzare rimpa-
star olo sentramto dì Impastare
vudini inchdini inehdini di







in" 4 marti di ttroomniaontotnn

ttrountaontounn ERRO

monaloghi di lettare majascle sù sig (i

tante) di saracinesche TUPTO scootiziano sx

lea a
ct Sig per ci ioni





izzate

saggi di tavolini + stacchi

Fatenogratici Porcia maberiaizati da ve:
triate-d'occhi esplosi

illa Alpe li ce pi pe

im en toeeceee nella pooompaspirante del mio



PAUSE
rari Price graziosi. di notanbuli contro

muri inesorabili

acido di rome di ii
Gitoento lic rigurgiti d'aste

Cataleati della macchina YOST per l'innn-
pioggia

città»
vutaaata dattilograta dell
JANNELLI

















onieoplazione di tes ati
nità. E la

fumo la campa

terna Natura — ii null do grandi ponsiri





Zio altamente provato ura vera ima el
sontie giudicare da chi non produce nulla... Mi
et ao Ra fumo del tati

pit. Viaggio in Ital





Ricordo della « Taverno Pascal di Parigi

L



‘amo mo dura de oi
no. pela” promense" dani



non foteo che questo, branetina ehe
ti





tiva in vista del cap
Sa sc cd ati
scoster. — E









vi
michelangioleaca mo. Non ssprebbero però
stern nona feto n bontà di tutto 1 dipinto,
i tutta l'opera a voll scopo
Persano





>
TR
Sw

PONDEZIO



BA

toricumi — seuenbili x si vuole, naturali da un punto





i eramnie poetici di
|a arrigogolature



1 eublime; del definitivo per i nostri nortalgici del-
llettualismo è della coltura —
piazio renderseno nn conto. esatto.

Parlo. per alcuni



FUPURISNO — Lî va del



apposita rcheatra composta di 16 into
narumori le eti di rumori, — Piereglio di
58 pranzo sulla errizca del Karol,



futuristi, diretto dallo
da un discorso di Ma:



aporia stocia dell zie di tto il soit:



RUSSOLO AL DAL VERME



I Flsatoo







E

ARR PORRI PET O



giorno 13 corrente si apri a Roma nella Gal
reria Stante Strevi la 1° Barone Libera
futurista. Ne pa

+1 ventitre proslmo i faprià a Londra, Rosd
at, e Mosto utero dl poi pal Poli,
Carrà, Russolo, Severini, Soei.







uleri a score



nella iuzza dell’Erbo, dove 1





Dal VADEMECUM di uno ‘pit
1), — Una seduta spiriica seduta pere
glò uti pile oo "toviento, 00 cca quelli
del di





— Ogni spirito non è divi
_65 vero apciibta mop scopa che 18 mie
sensazione

morale » sono 4 pa-

ta parapelto nl parepatt det par



RBE— appro ripasto 2 Sempione
olo



dal parnao commedia barn i rasi







Sii oe di rogo ee
di I Goctbo (BL "Oficina Pole, Ta) verita da &
TB. Litigi Rava, allorchò or ro della Pubbl
Ringo, e dove ritmo o tutto Ta or potenza
suoi doni” di pensiero e di sile.

ini i edi girl le nt sr a
ted reo









stione dui sai t tatto i Gole 1 quale
nella storico Vila pid la ua ti cena ul



‘lo conforta l cuore dogli italiani ed eccita gli

le E )
17 PONDFZIONE FS



il vil Tino 3 Fisvazo (lazio YIOCHIO) —
hi

ma vorrei chi Italia inveoe di rimetter fuori
tutti moi voochi cenci e me
tutto quosto ani a uso de



anizz
italici a fosti si ricordasse che apparti
im. cis ae











ì

e



Rissa i A





del ventesimo scolo: dove ci ui





doni groche ch
coli è mizini © miztacoli è microscopi

ivan provini provi di quae eterna pr
del mo




pet ione di sent





GUIDO POONI, perenteraszonsabilo
Firenze, 1914 — Tipograda di A. Vallscehi 0 ©.

E uscita finalmente la 2* dizione del yo-
tume di

ARDENGO SOFFICI
Cubismo e Futurismo

formato — 80 pagine
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La

(55 N. 8
ro quindicinale



FIRENZE,

15 APRILE 1914
Via Nazionale, 25





PAPINI, Aneh' io son borghese - CARRÀ-SOFFICI, Semplicismi - APOLLINAIRE, Banalités - BENU
- JACOB, Poèmes - JOCELLI, Convegno dei tre C. - SEVERINI, Disegno - SEDIA ELETTRICA, (Francesco Paolo
Michetti) - GEREBZOVA, Disegno - D'ALBA, I letti - JANNELLI, Manovra di notte moderna - CAFFE











PAPINI

Anch’i



o son borghese




piùno, nel medesimio lstante. Chi mi conos
NO) mi capisce

(cioè NES

Ma



Per chi ci tiene o sono celatamen



amente borghese, Borghese nel fi



bacoso del mio non prot





0 di gusti © lose per nascita



di nata ; be





no più obbrobrioso del



ale che mai di



store di



dei nostri Agliuoli. Bor

per la cnriosità
russe della pi
fra

grotta è





vrrza è toppoint gent



di quei borghesi che compran l’aranco nei teatri



distinti nei cimiteri monumentali





Chi non ha le mie nostalgie ? Pericolose te
nerezze dinanzi a due occhi che ti fanno ereder
amarti. 1 a



a peggio : ghiottoneria poetica

L'ANNO a Lane





È









14 LACE







eg rei



‘apace di amicizia, se occorre. Tutto
e

iloglo o con la sioia dl cuore ptt

tetta (stagne dsre per era.

Pegi i doi a via col

SOR i ti

di carne che furon fatti per il bambino e che il

aio dal






ngn sto To è e Jempado
ua lee

IE tear ERE rata
E la noi AL (ciro
non cambia m

‘Tutto posso provare © gustare col mio cuor
di borghese. Mai con così felice come quando
lle serate piovose poso fai blaciare dala
poltrona, vicino alla





si
îi



© la minestra che funia benedetta dalla segutura



l'uomo
ei ini
‘guarda; colla donna che cuce e non canta.
quanto ego gionale non mi, sueso
Lr SASA Ar buo
società anonime 0 in 40 comandi. I bilanci delle
banche mi appassionano più dell'appendice e sa
vista delle borse non mi lascia indilerente. Se
guo lo sviluppo dei lavori. pubbli
fine l'ocehlo alle
ati per sorvegliare la crescita
guardare ©
or fbbiche de quarti
Ni















coi due cavalli è pu = superiore alla
semplice carrozza © dà in più, colla sua rumo-
Ja lentezza, !° impressione che le distanze
cho © che ll capoluogo sta per di
metropoli. Sulle panchine dei giardini pubblici
si possono intavolare conversazioni nient'attatto
batali. Fu Îì che uns volta un gigante ora morto





va i
US Fonorzio = FhISALDO



mi ilustrò la sua concezione del risorgimento.
‘Anche il semaio (fornito pure di uecini di menta
@ un contesimo l'uno) non è privo di sorprese.





Fra io

donna

o poso aria è fa ela Das

omo dare nach un ko a lo vee di Monte
lo Cc; peso nce aiar cl LA

I i mi hanno

ite odo fn dal: 1890 © lavoro ini dò









Pago il mio biglietto in ferrovia ma preferisco
le straducole più sudicie @ più Must
non piove e il solo sta per andar via, e i cipressi
si tabamacoli o Îapidi © tutti gli attrezzi del
più balordo mi piacciono quando tl
sarto Gaovidata lisi affetta
Ano 1 tramonto, dopo cechi il ‘ati
tc le mio, afeione, B l'e
rosta da quando la poesia
da cambiato 1a moda del cino Pt de
bellezza, Solo solo © dondolante vo amare anch'
suite ombre dei campani pre =
dello muraglie a mezzogiorne
ia Mena scia
ito di cioccolata per i ragazzi







spasso la moglie,

vendere nel centro. Abbasso la ver:

gogna ! Anche la campagna, in fin dei conti, è

borghose, e la primavera scado a data fissa co-
bale

vlain campo — ri sod



erphse i e io avi
Mii 1 canta la basali — a voglio
bene a chi mi vuol



Deriie
19 vaio impati e voro
e e;
Sine i
scrivo altre parole € se non porto bat



































LACERBA

urto nei più cari affetti e se ho i capelli u
più funghi © se mi arrabbio colle vostre supposte



Co



persone non vi mettete in difesa, non gridate alla
vergogna.
e do poni bre ped ito uno 1



Di
begli e. tono soia per
n cuore
o Dr ino le og doll emetità e
io sono marci passato perchè sto
SR Mt (Re "lo sa sa ipse
pi otpremento ca eil spora
la quiete perchè mi arruolo er
Spi pei (Pa penis
€ la separazione, Ascoltate







como ha il dovere di apparire, diventare

SA 00 dI coroio di qui cha por sascilo i
tura e destino.

ie proprio emperamnto — ir cio

ite



arde orsi seta guaio.
Ata
ere non cè iù vita ne n one





irregolare
chi nacque gorghese, SI ao:





Ul
7 PONDAZIO

sente il disgusto della sua quotidiana invincibile
Dorghesia.

"è dunque che una parola d'ordine per
noi che intendiamo qualcosa : diventare quel che
non era ; essere quel che non sismi

Tiger cl ere ns iano o nti
tra figg. Tasto D bono pic ariana
questa felicità non promessa.
‘Si comincia col fingere e col recitare e si finisce
coll'essre più veri 0 sinceri di prima, Chi impara
gatto; chi abbaia si fa cane ;
in rendere









© nvi siamo per la but-



avremmo appo noî stessi se cia:
scuno restasse quel eh'è destinato ul essere fin
da prima ora di coscienza ? La tragedia del.



‘ill; regia nol, Lagoa i EI
salvezza ; l'insincerità sola ci aiuta a conquistare





Renga i
Ogni borghese allo stato puro, a sentirlo, ha una
vena di poesia nel i
pensiero sulla bassa fronte bovina.















LACERBA



SEMPLICISMI

1

n opa di epraione per basa porera
cui
ordine di persone.

2

Parallelamente come sn due scale numeriche
#3 alano dall'uno all'niio la potenza pres
sfva dell'opera © la sensibilità ricettiva
servatore.



Ò

Ad ogni gràdino di maggiore sensibilità si
richiede un’opera di maggiore complessità, raf-
finatezza e profondità.



Come un organo genitale tende verso lor.
gano contrario che gli è complementare è si
adatta ad esso, così la sensibilità di ognuno cerea
l’opera che le è adegnata e vi si « cristallizza ».

5

gradino chel aloè unordin despre
Sa sOrE A ir sig

6
SÌ arriva così & lasciarsi dietro tutte le opere

be piro anno crinatto a ino stato dal
cano n soddisfare una





è possibile ridi-
corrispondente al
e cena d'eitve per nol, epr

et
scouderlo. Meglio : 1° oj
gradino inferio

fonda nel mula.





8



lite napo crapondente al grado
dra i
eni {aderire



SR
IS PONDFZIONE e Fhentoo”





Sonia ito priv compio,
si urriva alla negazione della costanza emotiva
opera dute A near È podlità di un
20 unordine di fatti artitii rispon-
COOGA fue stai aloni dp ol bi



Tn taprleroe è rupe
tr rat pole i odio



del passato,

Tormo sia distrutta da nova



soi

Giotto, Paolo Uecello, Michelangelo, Tinto:

retto, Greco, Rembrandt e giù giù fino a Courbet,

Manet, Cézanne: tutti i migliori artisti, fino a

vi

- superati cessano di avere una qual-

da ptc emotiva, spariscono per la nostra
sensibilità e “vanno negati.





12»

Atidiamo fino in fondo. La nostra stessa
opera d'icri — la nostra opera. d'oggi ' cesta di
score perl nostro pito enne 1 eci
bilità dellartista nega fino all'ultimo suostadio,
yire ac. onestamente, nell'opera {n ele

18

o si là, lle, tra aio
favore dell'opera del domani. Futuri

su

P. 8. S'intende che ogni opera negata resta
mo materia storica il che non può interessare
è come
bandonato alle
sensibilità inferiori, che possono trovarlo. cibo
tissimo, © nutrirsen sun.

















BANALITÉS

Voyage è Paris

Ah Pla charmanto chose
itter un pays moruse



As tu pris la pièce de dix sous
Te l'i prise

1890
rr

Toutes los femmes de 45 à 50 ans s

vicnant d'evoe Giò sonate do Ospoll.

a. CAPDS
Et de bien d'autres

Le tabac è priser

‘Tabaquin tabaquin ma tabatire est vide
Mets y pour deux sous de fabao maia dn fin
I fait si beau qu'en leurs bastides

La nie Sert Yeti venne de
Les olives sont mres et partout l'on entend
Les chants des oliveuses sous les oliviare



Le ciel est beau il fait tibde et jo vais bien
al o pl i vio que Ja me domando
Si verra le temps d



Tabaquin tiens tea deux sous
Cost du fin Merci bien -tabaquin
Pai du bon tabao

Dans ma fabatitre

Tai du bon tabae

Tu n'en mura pas

è







pie de oi a nni coli
RR souvont enna. sorton cher
jeunes ge

Il pensa. qui ne pensait pas.

Goùtant un citron j'eus comme un goît
d'huilo de ricin pris avec du citron et du café

Nyetor a éearlé toute priocenpation simon:
eno 1 stat n et qui le ono e rampe
la liberté d'amour de la femme





Fumer comme un condamné À mort

avengle è qui on a creré son
caldi e



Anvers

Anvers ou bitit une tour
il trompée n pine arrive



Sent Sa ig di rn
Maigre comme un con de vantonr

Maisons deviennent des lumitros
ps marehent sans intelleet

On dira beaucoup de pri

Pour Poli un'ala atei

Naît sondain oenfa tricentenairea

Des nome le mien et celui qui
A la savenr dh Iaurier femme



Ma chambre a la forme d'une cage
Le soleil passe son bras par la fenétre

Mais moi qui ve fumer our faro de mira
allo fa dv mn cigaret

Jena ieri







cpl







18 LAGERBA





















BENUZZI si attonda
"A Hotta Nuyale ol cisl, Fiore Dlovato sono da uns rebulosa
a poco a poco. in pina primavera.
; alla si mora La cui nero Spiove. Una goccia... uaatra
MAREA IONI dente Ao
| tappati di nero ua rintocco di campane
i velato. Boca e i chie.
A Cala un velo di nebbia X un echo di oe pui
sottile con la sua punta aguzza, aguzza
— un'ala: di vento 1o smuove. sbozsa una rivela 0 un'ala azione
Sco, — Pon è schiza
sventolando nel sereno
i ae prin Saggi spirale — bandiera di paria.
) i È 2 0 nl ci apo
fino al cocuzzolo
I gomitolo tondo di pazzia azzurra
È al'accongo di tutto 0 di uil. sdtruociol
funi lungo tangenti — clamori di treni
dll i ct — tiva mine
con gli occhi è ruzzolo nel sereno.
iii mira BENUZZI
JACOB
ogni vita vicina e lontana assopita. È
Sotto, L'occhio ardento dll sgecita POÈMES
si vela
i Le i si fon



passato 9



i se vot passeri je ne ven: Dit
savoîr, Non 1 Je ne peux me décider à me lever
î chiusi, proteso Ja ne pa
mi sento, sospeso nell'aria,
panno leggero
i al vento.

La sigaretta è spenta.
È d'ogni ricordo di oggi è di iuri
mi sfoglio,

in me soltanto

tormenta

un sordo gorgoglio. Piove.

Canto.



pr









È mains et jo sanglote.... Après tout ce n'est pent- “
si dtre quin chasseur matinal, Oh! je n'ose pae
— brulichio di cose indistinte — savoir, je ne veux pas savoîr: hier soîr il etait.
in una doceîa di tepore i
i) STR
i Germsogiio. Parma;
È Ed ogni goccia di pioggia vagues en bataîllone do nuages vert
È nella mollezza denza — cupa marehent précipitamment. Nous sommes deux 4
Ì della mia anima fiorita bouddhas équilibrés par un miracle sur 1è pont i

OrIZIoNE FhsALDO

attici







son bord et
te chanve

jaune trop per
ceo



chè. La yol
Nement de sa v
conan! vio e praontir





lo la mer, Et maint
Hi Lio 6 vii
ntol tea



Gonte bien moderne

Le Donjon est
Vide, vona save... A
tailla, lo Roi de Pi

te large et la



a, Lo pové.baleré parle
i em tesson de



Più
n, entra dans le conseil avec inno.

cemment sur Ia tate le journal « Le Constitu
tionnel »! sur la téte et sur les épaniea dociles!
Ti en perdit sa liste civile, le pauvre, On'n'at
tendait qu'une occasion de le deporer

Gomparaison, allons! bien traditionnelle
Un chat! un chat! au chat ! non c'est. mne

femme encapuchonnée, pent-ètre mon me, on

bien paa Pssché Persephone ! sieot a
Contro 1 montse vin fu





‘Aaa da cha! car mo
un chat!





60 0 appel une tal ociniti
saimbre, elle me suit « Montrez
votre figure humaine, è Perse le montre
do benna ect, an figuro pil.
Ab! C'avoîr près de moi, mon Ame ! te sentir
et que tu ne soîs pas une réalit

Testament

Ft je lui leguo enfin un étvi avec ce quil
conti dovoe dex urine de zo cn forme



de







scules lettres d'amonr mn pon sérieuses que
Fao jamais rego.
JACOB







CONVEGNO DEI TRE C

Per quella
il Cazzo



Cove il Cuore



di
Al cotte.

Stevano lung nzans prc,
sto



lo ento bott



Juasuriose.
Cameriere

gli isteria

do formi
‘Pronto, un gelato |

perdio 1»

+ Venga una birra »
oh, chi si vede!» « Stia





sprizzava la lampada u arco
della voluttà

lungo i ta

ra intero del marmi.

Ei

0h

vendi rossi gialli



"i ta
ramo — sulle lapidi fredde —

i tragi

multicolori

del funerale —
languii

i liquidi liquori.



Von pei pe ife











120 LAGER

vederlo suonare il violino
a quanto il mo pesi
Tam, VA IR

lo.
Al suo passare la gente

si voltò, si teppò Îl naso

grugnì,

siccome gli puzzavano terribilmente
i piedi:

ma egli non ci badò
perché

magnifico
il Cuore, che fin'allora, com'era sempre suo gusto

niegvol per atiorgliaro,
macchia di sangue
gopre i olo qll,

Peedta 4 ide
© aveva negli coeki
‘qualcosa alterno



elaatico
molle egoista fallace
rigido

ig

come îl mercurio
termometro

che scendo è che sale

tungo lo scale

dei brividi e dei solleoni.

TI Corral fece lo provntazioni —





egli secondi lontani, degli accordi vicini
id pause
Prendi



limi!» tremò il Cazzo

con disperazione.

% Guoro con delleatezza
‘andarono





Dapprima so ne indignò
disprezzò —

© dopo pagato per tutti
gravement





igine sorda,







tra
Da
La donna

con voce un po' fesa

di vecchio puttana

«To son la Signora Filosofia »
E se ne andarono via.





PIERO JOCELLI
da P. T. MARINETTI
ZANG TUMB TUUM
Parole in libertà

Prezzo TRE LIRE







\

ch

i PENOFIZIONE FINSAMDI8







ii sensi





122 LAOBRBA



SEDIA Ra

Nuniio

FRANCESCO PAOLO MICHETTI
Von il 1805, Gabrisle D
gattiere tipico, che si è sempr i
etero ed è Proto dl mondo pù flerelsto di
gusto e di sensibilità artistic
estetico romano è italiano, il ome del suo conter





raneo F. P. Michetti. Eravamo all



, non ameora Îlum
è all'amo.



inziana, abboo
parlava, a proposto di quasto pittore, dell'a
tica genialità pi arr
della forza giovane di nia ras





nardo da Vinci e che so

i Le
DT ale parle









gran numero di pastelli esposti in qualche posto
va al di



ne che i comete Ojetti met
sopra di ogni cosa. Aspettammo. E Snalmente
si potete vedere



Ci parve «i uso di ogni qualità
(dei peo
sto melodrammatica di una volgarità repugnante,
Ain
ndico dele Matilde napoletano. Tn quanto
1 Pla di doro 1 ibra dl stano go
di roba, com queto il oggi cia
ia 100 DA Gotan dettato;













sari talmente grossolani che le
cora più deprimente,
Lo pricologiamo arenaio di questo dipint
la trivialità della troy
infine l'accento di






piatto verismo che colpiva
impatti



diritto le folle ributtava le nostre ultime



è ogni possibile sperunza,
ancesco Paolo Michetti non a mai



he silla



te





Fano IDIFIZIONNIE Fbi



è quella del brigante che assalta la
diligenza anche se non ha bisogno di n
tanto per sfogare Ja brutalità del suo istinto oseuro
che lo porta a far qualunque cosa pur di colpire
l'immaginazione dei: snoî sim

Gincchè Francosco Paolo Michetti, allievo del
cialtrone Morelli,èsempre stato un uomo fuori della



giare,





storia artistica mondiale. Accanto a Imi gli artiati





citato

sisi seg pa Dea Siltrto

atodontico senza fare nn passo in avanti, senza
RR





biare d'un a
niera. Gabriele d'Annunzio ebbe buon fiuto



quando lo chiamò il emobiarea, e sei dà a questa
parola il suo vero rignileato, di lazzari

fato nella sua ignoranza irremovibile e incosciente,
questa fu l’unica verità che il rigattiere poeta
scivesso sul pitire manovale. Dl qual è rimasto
fino all'ut ebrosa solitudine sim
liga io ii

tonda senza finestre che ci dicono si facessi



sd





10 nella sua fe



struîre, molto tempo adiletro, sullerive n
tico coi quattrini spillti alla bestiaggine nostrale
‘Questa la nostra prima opinione. L'esposizioni
di Venezia ci dimostrarono inseguito con più dest:
Ja nullità di quest'uomo. Pastelli



se possi
freddi è fotogragic, acquerelli del genere di quelli
che i grandi quotidiani regalavano altra volta agli
‘abbonati, disegni da sembrare i prodotti di qualche
nale di vecehio stile 0 le tavole

mostruosamente ingrandite di qualche psiehiutra
astiche, sono le ultime testi»

nialità di provineia.



accademia meri



ditte



nto di orti pia
monianze di questa pseuda ge
prin o (ole a per tn









stessa materialità del corpo sparisca per sempne
‘anche dai paraggi dell’arte.
È

FIL DO)





LACERBA 123
GEREBZOVA









RA UA



I LETTI



cinguettt,

di. di
K37 FONDAZIONE FhSGALDOO













nel refettorio
scalata di enormi cancelli
con i più insonni fratelli,
libero



di un sol
sotto disteso d'incendi di cielo.

Letti di monasteri
disperatamente severi.

tti huuno un poco d'azzurro
sotto il cuscino

€ ingenne pitture

di creature

sul capezzale



Letti di caserme

chiusi di giorno

como libri di massime eterne ;
sperti di notte

pesantemente

Gui fi mense sagiogte

dà ino)



dii

strane
fall alpi lento.
Letti di cimi

teri
sotto. immobili ceri.

La morte disposta

În formazione di ammassamento
pronta al combattimento

contro la vita srrompente.



chi

1 morti che stanno all'oseuro
invidiano il lame ‘al morto vicino,



i cadaveri insonni.

Letti d'orfanotro
(oasi fc,
Prulli d'ala mi

nel nido stanno,



Jecino a
— Non i bacirà più nessuno
PR



uma è allerta
sulla soglia deserta...
Totti di lu

ipanari
(fari dell'eberezza notturna).
Viluppo di comi

ignote fra loro.



le?
SI Pol



IDFIZIONE

che mai germoglieratn
trucidazione sammeie
della voluttà. sangul

Letti di trovatelli
(passeri senza nido).
Tiepida sosta

della vità incosciente.



dati i i
pirati della vice più fort).
Colpi set di tone





non più ci udremo tossire È



fra fo mani adunehe.



JANNELLI
MANOVRA DI
NOTTE MODERNA

PAROLE IN LIBERTA

Smoilemamenii d'ombra (pedi 0
lenzio con Teti 226 reumatiche
as

ili romane) Sagiicci

FhsaLoo

























LACERBA 125

rizzarsi a 20 metri în uu



uri

rusparenza-puerperio della città

morbidezza filtrata a stento da nn cielo

altiiitiisssssesimo | (Levesoo Sxrino
‘Arsrico Asnsauste Sraccertato Fonato)

in piazza assopirsi (febricitante) di automobili

sc ivi ralini di « arpolverio

lella sfera sul quadrante del-

Iacerarai «imul

5. bruccin





attesa
taneo di 5 gole NERE

di onde tumiuose Sbrandellamento del Teatro

‘spruzzi di facce spalancate



i etzzo È + bozza Qriza0
ProI/SEHIONE 1; enntaride ale tantasie)
intermameto di femmine (è
lettrofor det sens)
colore dl Jenbogglanii pi
ai Chietoti GI diante ci











folla cottes (cloroformi di sazietà) in
visueti chifonnés incipriati. di
TEBBLA tonde dì tutte e matta)
Ea ds marito (capitali da
ve)
cena

ii
loghi d'«mpre ata
Punte-'ali-rabbrividite ele se
© tufTarsi Inerosparsi [nero
siti (RA 1 00 80) dell'asilo in
anti di Locesrors:

sia: Fl UM RI

congetionarsi ste i tram (©) ®









= spugne.Incide di pulviscoli
SBRICIOLAMENTO del semonzajo per



mu IRII Î bcontetino
ì

MMS LI VIA io li ong

‘ite l'allcsbti [etnei sio e:

dd origti-diaennont)

Alec di ram veneti» cai slam

le?
va PD





IDFIZIONIE FNSFAILDO

Aid elatizoso dale lità



refanazione

rv di tutti i
tcamtrm sla contorno di

piste forsennate contin

ordre del 2. Qinghai font

edge







î sog” 1 e ssbignazzare par
ER E

ralizzanti di tramtramtràm trim cardini della
città te in (disart

colazione
guys) alari
PIATTAFORMA spp atenei
ti ate {ssenberameto)tepreto dd
vetri in coll rifarle rialzare rimpa-
star olo sentramto dì Impastare
vudini inchdini inehdini di







in" 4 marti di ttroomniaontotnn

ttrountaontounn ERRO

monaloghi di lettare majascle sù sig (i

tante) di saracinesche TUPTO scootiziano sx

lea a
ct Sig per ci ioni





izzate

saggi di tavolini + stacchi

Fatenogratici Porcia maberiaizati da ve:
triate-d'occhi esplosi

illa Alpe li ce pi pe

im en toeeceee nella pooompaspirante del mio



PAUSE
rari Price graziosi. di notanbuli contro

muri inesorabili

acido di rome di ii
Gitoento lic rigurgiti d'aste

Cataleati della macchina YOST per l'innn-
pioggia

città»
vutaaata dattilograta dell
JANNELLI

















onieoplazione di tes ati
nità. E la

fumo la campa

terna Natura — ii null do grandi ponsiri





Zio altamente provato ura vera ima el
sontie giudicare da chi non produce nulla... Mi
et ao Ra fumo del tati

pit. Viaggio in Ital





Ricordo della « Taverno Pascal di Parigi

L



‘amo mo dura de oi
no. pela” promense" dani



non foteo che questo, branetina ehe
ti





tiva in vista del cap
Sa sc cd ati
scoster. — E









vi
michelangioleaca mo. Non ssprebbero però
stern nona feto n bontà di tutto 1 dipinto,
i tutta l'opera a voll scopo
Persano





>
TR
Sw

PONDEZIO



BA

toricumi — seuenbili x si vuole, naturali da un punto





i eramnie poetici di
|a arrigogolature



1 eublime; del definitivo per i nostri nortalgici del-
llettualismo è della coltura —
piazio renderseno nn conto. esatto.

Parlo. per alcuni



FUPURISNO — Lî va del



apposita rcheatra composta di 16 into
narumori le eti di rumori, — Piereglio di
58 pranzo sulla errizca del Karol,



futuristi, diretto dallo
da un discorso di Ma:



aporia stocia dell zie di tto il soit:



RUSSOLO AL DAL VERME



I Flsatoo







E

ARR PORRI PET O



giorno 13 corrente si apri a Roma nella Gal
reria Stante Strevi la 1° Barone Libera
futurista. Ne pa

+1 ventitre proslmo i faprià a Londra, Rosd
at, e Mosto utero dl poi pal Poli,
Carrà, Russolo, Severini, Soei.







uleri a score



nella iuzza dell’Erbo, dove 1





Dal VADEMECUM di uno ‘pit
1), — Una seduta spiriica seduta pere
glò uti pile oo "toviento, 00 cca quelli
del di





— Ogni spirito non è divi
_65 vero apciibta mop scopa che 18 mie
sensazione

morale » sono 4 pa-

ta parapelto nl parepatt det par



RBE— appro ripasto 2 Sempione
olo



dal parnao commedia barn i rasi







Sii oe di rogo ee
di I Goctbo (BL "Oficina Pole, Ta) verita da &
TB. Litigi Rava, allorchò or ro della Pubbl
Ringo, e dove ritmo o tutto Ta or potenza
suoi doni” di pensiero e di sile.

ini i edi girl le nt sr a
ted reo









stione dui sai t tatto i Gole 1 quale
nella storico Vila pid la ua ti cena ul



‘lo conforta l cuore dogli italiani ed eccita gli

le E )
17 PONDFZIONE FS



il vil Tino 3 Fisvazo (lazio YIOCHIO) —
hi

ma vorrei chi Italia inveoe di rimetter fuori
tutti moi voochi cenci e me
tutto quosto ani a uso de



anizz
italici a fosti si ricordasse che apparti
im. cis ae











ì

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Rissa i A





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