Ansaldo - Ernesto Trevisani
Contenuto
- Titolo
- Ansaldo - Ernesto Trevisani
- Titolo originale
- "Ernesto Trevisani. Stabilimenti Gio. Ansaldo & C."
- Tipologia
- Opuscolo a stampa
- Descrizione
-
Opuscolo in lingua francese, spagnola e italiana con cenni storici e descrizione delle relative produzioni della società Gio. Ansaldo & C.
Estratto dalla «Rivista Industriale e Commerciale di Genova e Provincia».
- Data testuale
- 1918
- Consistenza
- 1 opuscolo (pp. numerate 59)
- Stato di conservazione
- Buono
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- OP.000020
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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- Comparto meccanico ed elettromeccanico
- Storia aziendale
- contenuto
-
ERNESTO TREVISANI
STABILIMENTI
GIO. ANSALDO & C.
ESTRATTO
DALLA
RAYISTA INDUSTRIALE e COMMERCIALE
di
GENOVA e PROVINCIA
MILANO
ERNESTO TREVISANI EDITORE
E Massfhuno
1018
ERNESTO TREVISANI
STABILIMENTI
GIO. ANSALDO & C.
ESSER AsTIRO
RIS TA-INDUSTRIALE e COMMERCIALE
DI
GENOVA e PROVINCIA
tf ì
MILANO
ERNESTO TREVISANI EDITORE
DITTA CAPRIOLO E MASSIMINO
{oss
GIO. ANSALDO &
Cantiere Navale: Sestri Ponente — Stabilimento Meccanico:
Officina per le riparazioni e corazzature
=
La Ditta Gio. Ansaldo & C. s' incarica di costruire Macchine a v:
bili, Macch
J0re,
fisso è n
je marine di qualunque potenza, Locomotive per
trovie, Ponti
‘0 ed apparecci
TRENI
di ogni categoria.
Jeccanici per tutte le industrie,
Messers Gio. Ansaldo & ©. execute orders for the construction of all
kind of M
whatever powe
ry, fixed and mouvable Steam-Engins Marine Engins of
and importance, Railway Locomotives. Iron Bridges, and
all kind of machinery for industrial purposes; construet. menofwar of
every size complete with all the latest improvements including. th
r-Steam-boats, Sailing Ships,
military armaments, Transport-ressels, To
and mercantile Steamers of every description.
C. - Genova (Italia)
Sampierdarena . - Stabilimento Metallurgico: Cornigliano Ligure
delle Navi da Guerra nel Porto di Genova
Sj
La maison Gio. Ansaldo & (€. se charge de la construction des
Machines A vapeur, fixes et mobiles, Machines marines de quelque ce soit
nm impor cao” Locomotives pour Chemins de Fer, Ponts en fer
et Mach er di triesyNayire ey Gu E, (/ iS
complets AN Sellia! VO FIZALINE 1a) ale EDO
compris, Transporis, Remorqueurs, Navires è soil et SR mer-
cantiles de toutes categories.
La Casa Gio. Ansaldo & C. se encarga de la consirucion de Maquinas
a vapor, fijas y mobiles Maquinas marinas de cualquier fuerza e importancia,
Locomotoras para Ferro-Carriles, Puentes de hierro y maquinarias para
toda industria, Buques de guerra de toda clase completos, con todos. los
ultimos perfecionamientos, comprendido el armamento militar, Transportes,
Remorcadores, Buques a vela y Vapores mercantiles de todas categorias.
W?°
è.
N
TARCELLO BOMBRINI
(PONDAZIONE FiNSAEDI
GIOVANNI
PENRABE-T
Le origini ed il successivo sviluppo degli Stabilimenti
CENNI STORICI.
Accingersi a tracciare la storia industriale della nostra Liguria,
vuol dirà dere _tggmosse dall’industre Sampierdari ‘emati . ben a ragione
0 LI IZAINE NS)
Sono \Watti 30,000 abitanti, e sono 30,000 operosi. È quivi che
tra la folla delle numerose industrie vediamo brillare quella che su tutte
primeggia, perchè vanto ed onore della nostra Italia. Dir vogliamo della
altamente rappresentata e levata in vigore
nico-navale €
industria mecc:
e rinomanza dal grandioso Stabilimento meceanico-navale Gio. Ansaldo & C.
An
are del-
Chi, fra i tecnici in materia della nostra Italia, non cono:
saldo? E chi tra i profani non lesse e non udì più o men par
l Ansaldo e delle sue officine, pur così note all'estero e così invidiateci
dagli emuli fuori d'Italia?
Ed a noi è di grande compiacimento di poter rilevare come il na-
scere e lo svilupparsi di questo rinomato Stabilimento si colleghi stretta-
mente col risorgimento politico-italiano, imperciocchè quando ancora l’Italia,
era smembrata e preda di governo a stranieri e principotti, là, nel piccolo
Stato Sardo, il genio di Camillo Cavour, nel mentre attizzava nel silenzio
le scintille che poi divampando assecondarono così gloriosamente |’ unità
italiana, meditava e preparava ancora l'emancipazione industriale della
patria, appoggiando ed incoraggiando vivamente l’impiantarsi di questo
Stabilimento, tanto che al Consiglio dell’ Ammiragliato Sardo, che si mo-
strava restìo nel por fiducia nell'allora nascente Stabilimento, rispon-
dell’ industria nazio-
deva: (!) « Ma se noi non cominciamo a servirei
nale è lo ch’essa non potrà mai svilupparsi ».
Alto, patriottico concetto degno in tutto della vasta mente di chi lo
primeva!
Ma ritorniamo alle officine Ansaldo.
E perchè a chi ci legge non baleni il dubbio che scriviamo per
emo alcuni brani d’imparziali pubblicisti che già scris-
partigianeria, cite
sero attorno di questo nostro massimo Stabilimento.
Nella Vita Italiana, Rivista mensile che vede la luce a Roma, Jack
la Bolina, occupandosi non è guari dell’ Ansaldo, così scriveva:
Lo Stabilimento Gio. Ansaldo & C. fondato nel 1846, veniva promosso
nel 1853 a quell’inizio di sviluppo che in questi ultimi anni dovera portarlo
a gareggiare vittoriosunente coi primari Stabilimenti meccanici europei.
E sotto V egida del Conte Camillo di Carowr, la cui alta mente giù pre-
conizzava il risveglio e la nuova vita dell'industria nazionale — è all'intra-
prendenza ed al costante appoggio del fu Senatore Carlo Bombrini, Direttore
della Banca Nazionale, padre agli attuali gerenti e proprietari dello Stabili
Vv igutò Sigg Fratelli Bombrini è all’efficace direzigne tecnica di quell’egregio
Tie: AA rh cc
Ual grandi costruzioni meccaniche, in allora esclusit io forastiero.
Venuto sgrazialamente a mancare nel 1858 il Giovanni Ansaldo, la
direzione tecnica veniva assunta e lenuta fin verso il 1866 dai fratelli Orlando,
che vi attinsero le fonti ai loro futuri impianti navali di Livorno.
Nel 1882, morto il Senatore Curlo Bombrini, i suoi figli Comm. Carlo
Marcello e Comm. Senatore Giovanni, veri gentiluomini degni in tutto del
‘vato il retaggio industriale del loro
nome che portano, rollero fosse conse;
illustre Padre.
E se il Cavowr, se il vecchio Bombrini furono il soffio ed il primo
alimento della grande idea iniz dello Stabilimento, i figli Bombrini
ne furono i fedeli conservatori ed i veri fecondatori.
Noi vogliamo che l Italia faccia la conquista della sua indipendenza
industriale, ci isa ha fatto la conquista della sua indipendenza politica
— questo il loro programma.
Nessun ostacolo, nessun sacrificio, nessuna opposizione demoralizzatirice
ili
ci arresterà. — Questa la loro forza.
(1) Avv. Gian Carlo Daneo: Revve des interéts matériels en Inlie, Maggio 1890.
GIO. ANSALDO & C
Z SI
N D di
ali FRATELLI BOMBRINI
IL PERSONALE DEGLI OPIFICII DI
SAMPIERDARENA E SESTRI PONENTE-
si %
ATTO MAGNANIMO DA VOI COMPIUTO
È CHE NOI TUTTI RINFRANCA DALLE.TRA
VERSIE DEL LAVORO È DI COSÌ INSVETA
LARGHEZZA CHE OGNI SENSO DI GRATI-
TUDINE NON RAGGUAGLIA LA SOMMA
pei BENEFICIO
RENEE
dept
DE' SVOI FIGLI 5 INNALZI A CONDIZIONI DI FLO
RIDEZZA NON MAI PER ALTRI RAGGIUNTA
PERGAMENA COMMEMORATIVA DEL PERSONALE DEGLI STABILIMENTI - AI SIGNORI FRATELLI BOMBRINI
ANSALDO & C.
GIO,
ICO DI SAMPIERDARENA
STABILIMENTO
Frammezzo alle rare soddisfazioni che la nostra vita ci procura, la
principale è quella di sapere che noi diamo pane onorato a più di 3000
famiglie d’ operai; e questa soddisfazione si fa ben più viva quando noi
leggiamo sui loro visi ch’essi ce ne sono riconoscenti. — Questo il loro lucro.
Nobili propositi questi che il Comm. Carlo Marcello Bombrini pubblica-
mente ripeteva (') nel 1888 in occasione di una festa per l'industria e che
noi ci compiaciamo qui di citare per additarli alla riflessione di tutti gli
industriali.
Nel maggio 1889 la Revue des interéts materiels en Italie pubblicava
un dotto ed elaborato articolo sopra le industrie meccaniche in Italia, autore
quel valente ed imparziale scrittore ch'è l'avv. G. C. Daneo, ora Deputato
al Parlamento. — Stralciamo nella parte che riflette le officine Ansaldo
i punti che più interessano lo scopo di questa nostra pubblicazione.
L’egregio Avvocato così si esprimeva:
L’ officina di Sampierdarena è stata fondata nel 1846 datla Società
Taylor e Prandi.
Nel fu erdevata da una nuova 0g ideati fuita si, a Genova
sotto ihvag Gio AG matri ba rinibradi Metal: ig ZMa
al presente che lo Stabilimento appartiene esclusivamente alle famiglie Bom-
brini costituilesi in Società în accomandita, di cui i fratelli Carlo Mar-
cello e Giovanni sono i gerenti e gli amininistralori responsabili senza
limitazione e solidariamente, a noi sembra che, dal punto di vista legale
ed anche în virtù del principio di diritto comune a ciascuno il suo, è
nome della Ditta dovrebbe essere:
FRATELLI BOMBRINI
E un avviso che dispiacerà alla modestia dei gerenti, ma noi non
possiuno dispensarci dall’ emetterto.
Il Senatore Carlo Bombrini padre, fu l’anima dell’ impresa nella quale
egli aveva una confidenza illimitata. E dere anche al genio di Cavour se
egli ha potuto sormontare le enormi difficoltà che accompagnano ogni no-
vella impresa, sopratutto di tal genere.
(!) Les Usines Ansaldo des Frères Bombrini - dell'Avv. G. C. Daneo - Roma, Tipografia
editrice Romana, 1884.
6
La morte del Conte di Cavour, i periodi di guerra e di crisi in-
dustriale che si sus: inono, landi piuttosto fiacco dell inistra-
zione dell’ officine, alla quale il Senatore Bombrini, Direttore della Banca
Nazionale, non poteva consacrarsi personalmente, cagionarono delle perdite
sempre crescenti nell’ esercizio dello Stabilimento. Tanto che alla morte del
Senatore Bombrini nel 1882 la perdita annuale dello Stabilimento era
valutata su per giù a 600.000 franchi.
È da quest epoca che il destino di questa industria, divenuta poi
gloria nazionale, si è decisa.
I suoi figli Carlo Marcello e Giovanni, ai quali ta fortuna lasciata
dal loro padre assicurava una situazione agiata, da veri gentiluomini degni
del nome che portano, hanno voluto conservare intatto anche il retaggio
industriale del loro illustre padre.
I fratelli Bombrini si sono consacrati esclusivamente allo sviluppo
dei loro Stabilimenti. Eglino pensarono anche alla specializzazione det
lavoro, limitandolo p 3 le alla costruzione delle hine marine,
delle locomotive e delle macchine fisse.
E come spiegò benissimo il Comm. Giovanni Bombrini dinanzi ad
\MinarSimpgtica riunione E quale assisteva Ji flampa genovese, questa
Tomeviglia srt n) 4 60) riad here svga) homrdT A tatia
dèiquanto mancava, in Da parole una produzione nazionale necessaria
alla prosperità del suo commercio ed indispensabile alla difesa del paese.
Ma non si creda ch’ eglino sianv arrivati a portare lo Stabilimento
Ansaldo a questi altezza senza immense fatiche e senza consacrarvi non
solamente tutti la loro intelligenza e lu loro attività, ma altresi tutto il
loro tempo.
I fratelli Carlo Marcello e Giovanni Bombrii
Stabilimenti.
La loro presenza è assidua negli ufficì e nelle Officine e non si
passa futto per quanto minimo che non vada sotto il loro controllo. IL
i sono l anima dei loro
loro lavoro non cessa col giorno, perchè appunto da questo momento e:
trattano gli affavi di alla Amministrazione.
A noi premeva di far notare delle circostanze che potrebbero parere
minuterie, ma, soltanto esse, spiegano tutto, dando la ragione del successo.
Noi vogliamo inoltre dedurre che se l Italia avesse molti Bombrini,
non si vedrebbero intraprese industriali cadere miserabilmente, ed il
nostro paese nulla avrebbe da invidiare alte nazioni più industriali.
È nel 1886 che il Senatore Finali, visitando lo Stabilimento, ebbe
l'occasione di fare una predizione,
GIO, ANSALDO & (.
nn
nat
STABILIMENTO MECCANICO DI SAMPIERDARENA - OFFICINA MONTAGGIO LOCOMOTIVE
O. ANSALDO & C
GIO. ANSALDO & C.
FONDERIA
Egli affermò che se il Senalore Carlo Bombrini eru riuscito a fare
della Banca Nazionale, ch’ egli dirigeva, il pù potente Istituto finanziario
d’ Italia, da vero patriota, associando la sorte di questo Istituto alla sorte
dell’ avvenire del suo paese, i suoi figli avrebbero ottenuto il medesimo
risultato dal punto di vista industriale, portando i loro Stabilimenti non
solo al primo rango in Italia, ma in Europa.
Ora questa predizione si è avverata: le officine Ansaldo sono ben
le prime in Europa sotto il rapporto della costruzione meccanica.
Ma qui non s’ arrestano le pergamene della Casa.
La Commissione d’ inchiesta sulle industrie meccaniche, nominata nel
1883 dal nostro Governo, presieduta dall’ allora Ministro. della marina,
o della
onorevole Brin, e composte dell’ onorevole Boselli, allora mini
Pubblica Istruzione, del Comm. Nicola Botta, del Comm. Ranieri Simonelli,
del Comm. Valsecchi, del Comm. Bozzoni e del Comm. Borghi, visitava
in detto anno tutte le officine di costruzioni meccaniche esistenti in Italia,
di cui alcune, è il rapporto della Commissione che lo dice, fino allora
ignorate.
La/Commissione passando a parlare delle singole officine così scriveva
nella parta genera fe gal/ sug mappa SUNETFILO
Lo Stabilimento Ansaldo di Sampierdarena conserva la supremazia,
ch’ esso deve al suo grandioso impianto, all’'assortimento delle sue mac-
chine utensili, alla disposizione ben ordinata delle differenti officine, e
principalmente al personale operaio che vi è addetto ormai da lunghi
anni. Esso possiede tutti i mezzi necessari per intraprendere con. ga-
ranzia di successo la costruzione di ogni sorta di macchine.
Esso possiede inoltre una vasta fonderia, dove si conserva la tra-
dizione del lavoro ben fatto, che gli permette di fondere le più pesanti
e complicate parti accessorie alle grandi macchine, poichè il possedere
una vasta fonderia con operai sperimentati è una delle principali con-
dizioni per ben riuscire nella fabbricazione delle macchine.
Questo Stabilimento possiede anche un’ officina speciale per la grande
forgia, dove i pezzi prodottivi rappresentano ciò che si è ottenuto di
meglio in questo genere.
È là che furono forgiate le ruote di prora e i dritti di poppa del
Duilio, del Dandolo, dell Italia e della Lepanto. La forgiutura di alcuni di
questi pezzi era così difficile che le officine dell’ estero hanno rifiutato di
fornirle. Nonostante questi pezzi sono di una perfezione ammirabile. Si
IRE:
può senza esagerare, affermare che per la gran forgia l’ officina Ansaldo
senza rivali in Europa.
Questo Stabilimento ha fornito alla marina da guerra diversi apparati
motori per nave, sopra disegni esteri che diedero buon risultato. — Inoltre
costruì macchine sopra piani propri che diedero pure risultati molto sod-
disfacenti.
To cito per esempio la mucchina della corazzula Palestro, quella del
gni propri,
Colonna, quella dell’ Amerigo Vespucci, del Savoia, e, sopra di
0 Staftetta.
Ora questi apparati motori sono stati costruiti e finiti con precisione;
le macchine dell’ ar
di più, montati a bordo, hanno funzionato vegolurmente e non lasciano
nulla a ideare. Da molli anni lo Stabilimento Ansaldo si occupa senza
interruzione della fabbricazione di macchine. Per questa specialità, lo
di lavori
Stabilimento Ansaldo è il solo in Italia che conta una serie
continuali con sempre crescente progresso. È il solo che possiede una
tradizione storica di produzione, avendo sempre seguito lo sviluppo ed i
perfezionamenti che i cambiamenti dei tipi hanno determinato.
Inoltre la lunga pratica costituisce un elemento di valore, che non può
alfenersi all_improvriso, e che non si può crea SÌ da un momento all'altro
entre goto iii) e) apt rl login pig
nesthza dubbio una grande influenza sull'andamento di ogni industria, e
allorquando essa è indecisa, debole 0 trascurata può fare gravissimo torto
allo Stabilimento e non savebbe sufficiente a garantire la bontà del prodotto.
J più rinomati Stabilimenti meccanici inglesi citati per la pri
rigorosa e la finitezza perfetta dei loro prodotti, devono la loro fama più
che alla Direzione generale dello Stabilimento, alla loro maestranza, che la
stone
lunga pratica è l abitudine di adoperarsi per migliorare e perfezionare il
lavoro che le è affidato, ha finito per rendere abilissima. Difatti i capi
officina vi sono conservati gelosamente e ben pagati.
Icreatori delle officine Penn, Maudslay, Elder, ecc., celebr
; ma le loro officine possedono sempre quel nucleo di
ingegneri mec-
operai scelti che costituisce la loro vera forza, e che li mantiene al livello
el
ha continuato nella fabbricazione delle macchine marine, si trova oggidi in
grado di off'rive le maggiori garanzie per la costruzione degli apparati motori
i più complicati e della più grande potenza, destinati alle navi da guerra.
to al quale sono pervenuti. — L’Officina Ansaldo che dopo più di 20 anni
Tanto scriveva nel 1883 la Commissione presieduta, come abbiamo
detto, dall’ onorevole Brin,
‘D 9 OATVSNV ‘019
Se & C.
v IN - S
GIO.
da;
POND
Egr
Ma nel 1883 lo Stabilimento Ansaldo appena appena erasi scosso da
quel letargo industriale in cui per tanti anni, specie dopo la morte del-
l'ingegnere Ansaldo, più che vissuto aveva, si può dire, solo vegetato.
E nell’anno 1883 esso contava una produttività molto modesta. Solo
pochi anni appresso aveva già più che quadruplicata la potenzialità pri-
mitiva accrescendo le sue officine e moltiplicando la sua suppellettile
meccanica,
Dalla fabbricazione delle macchine di soli 1000 a 1500 cavalli come
la Palestro, il M. A. Colonna, ecc., aveva progredito alle più colossali di
20000 cavalli come quelle del Szczlia.
Dagli apparati motori a bassa pressione, come il Conte Verde, aveva
progredito attraverso a quelli di mezzo, come il Savoia, Vespucci, Strom-
boli, ece., fino alle alte pressioni oggidì in voga, come in quelli della
Minerva, Liguria, Marco Polo, Garibaldi, Saint Bon, ecc., e sempre ar-
recando successivamente largo contingente di studio, d’esperienza e di
progresso.
Nel 1889 il comm. Antenore Bozzoni, Ispettore del Genio Navale e
Presidente del Comitato pei Disegni al Ministero della Marina, incaricato
dal MidiS o Briy-di ispezionare i principali ERIN di metallurgia e
di cosiftioni eci lrn ZAZA dan cbr tierto
Ansaldo © il più antico e vasto Stabilimento 0 di costruzioni mec-
caniche, che negli ultimi anni aveva avuto uno sviluppo considerevole e che
in quanto concerne l’organizzazione e la disposizione delle officine, esso ha
enormemente progredito. Di più, ch° esso ha completato la sua collezione
di macchine utensili, scegliendo le più perfezionate.
Notava anche che i Fratelli Bombrini non hanno risparmiato dispen-
dio di sorla per migliorarlo sotto ogni rapporto.
Conchiudeva affermando che questo Stabilimento si è messo in grado
non solamente di c
ns
ve il primo posto in Italia per la costruzione di
macchine marine di ogni sorta, ma di mettersi al medesimo livello dei
più importanti stabilimenti dell’ estero.
Ed altro giudizio in proposito di non minore competenza, lo traggiamo
ancora dal già più volte citato opuscolo dell’on. G. C. Daneo, là dove
soggiunge:
Ritornando alle Officine Ansaldo, noi pensiamo che ciò che noi abbiamo
detlo avrà persuaso il lettore della loro grande importanza come forza
industriale in Italia.
LITOia,
rà anche convinto che i Fratelli Bombrini hanno per vari
Egli s
titoli diritto alla riconoscenza del paese.
Noi non sapremmo far meglio V elogio di questi liguri, altrettanto arditi
quanto intelligenti, che ripetendo le parole del Conte Ammiraglio Augusto
Albini, Deputato al Parlamento, uno dei tecnici i più competenti d’ Italia.
Il Conte Albini, accompagnato dal Comandante De Amezaga e da colui
che scrisse queste linee, visitò le Officine Ansaldo precipuamente nello scopo
di esaminarvi le macchine della corazzata Sicilia.
tò vivamente dell’ enorme sviluppo che con una lodevole
Egli si feli
disposizione e con una rara intelligenza si seppe dare all’ antico Stabilimento
ggiare coi più importanti sta-
Ansaldo, mettendolo in grado di poter gar:
bilimenti moderni. Io confesso, dicera egli, che come italiano provo una ben
viva soddisfazione vedendo che infine vi ha in Ilalia qualcuno che sa
luminosamente dimostrare d’ aver una ferma confidenza nell’ avvenire del-
l'industria meccanica italiana e sa prevederne i bisogni futuri. Come Ligure,
aggiunse Vl Ammiraglio, io ammiro con emozione sincera i fratelli Bombrini,
perchè aninati da una ferma confidenza nell’ avvenire, essi si preparano
an “nt a) farò 7. et ‘ela grande industriamdvale che nel passato ha
dato di da Eu tà Lalli VELA ZZZ VESTA DIF la
all’ Italit.
E per apprezzare l’importanza di questa opinione bisogna notare che
il Conte Albini, V inventore della carabina che porta il suo nome, benchè
6 imo, ha passato la sua vita negli stabilimenti meccanici e cantieri
italiani ed esteri ed è stato durante lunghi anni alla Direzione generale
d'artiglieria e torpedini al Ministero della Marina.
Aggiungerò inoltre che il Comm. De Amezaga, uno dei migliori uf-
ficiali superiori della nostra marina da guerra, conoscendo la natura del-
l Ammiraglio Albini e quanto egli sia araro de’ suoi elogi ed apprezzando
di più la sua rara competenza in materia, profondamente colpito e
persuaso dalle sue parole, mi confessava ch'egli era ammirato d'un
giudizio così nettamente espresso.
Le citazioni autentiche cui siamo venuti ricorrendo provano, docu-
mentano ed elogiano meglio di quanto avremmo potuto farlo noi stessi, a
quali rapidi e rimarchevoli progressi sali da noi in questi ultimi tempi
l’industria meccanica, la navale specialmente, auspice e duce il massimo
dei nostri Stabilimenti meccanici, l’ Ansaldo di Sampierdarena.
E diciamo intenzionalmente auspice e duce.
GIO. ANSALDO & C.
Ù)
4 VAUBININ ,, AUFINITHIUOL AUOLVIVOMONI *W "Il HAd TIIVAVO 007 14 ANOISNVdSA BY” VONTIANGO UNIHOOVIE
‘D 2 O01VSNY ‘019
22 pese
Or fa poco più d'un decennio, l'industria meccanica in Italia, par-
liamo della grande industria, era come cosa morta, per lo meno quasi affatto
sconosciuta. Governo, Società di Navigazione, ed Amministrazioni ferroviarie
garveggiavano nel non sapere e nel non volere apprezzare il valore indu-
striale italiano, anzi lo disconoscevano. Si ricorreva all’ estero in larghis-
sima scala e con una prodigalità di denaro degno di miglior destino. Intanto
i pochi stabilimenti meccanici languivano vivacchiando a gran stenti sulla
piccola industria.
Ma, dopo il 1882, quando i fratelli Carlo Marcello e Giovanni Bom-
brini, assunte le redini dello Stabilimento Ansaldo, sorretti e confortati dal
consiglio eminentemente pratico e chiaroveggente dell’ esimio Ing. Orazio
Chiazzari de Torres, scienti delle proprie forze e volenti nello scopo, issarono
arditi e con fermezza di proposito il vessillo dell’ industria i paese, allora
il risveglio morale, la riabilitazione materiale dell’ industria meccanica
italiana cominciò a prender corpo e poco a poco ad ingigantire, ad imporsi.
Dapprima però Governo, Società ed Amministrazioni rimasero come
sgomenti od increduli. Contro il grido per ?° industria in paese dal campo
ue.
degli oppositori o degli scettici si gettava l'allarme del lucro per mire pri
Mu/faterità si imponeva, ed i Bombrini erano più che mai fermi
cd nima STAT STE PL)
sufficientî, che il macchinario era poco e non recente, nè perfezionato, che
il personale tecnico non era ben allenato, che si costruiva con lentezza
fenomenale. Ebbene, si fecero nuove officine, se ne ingrandirono altre, si
moltiplicarono e si perfezionarono i macchinari; operai ed ingegneri furono
all’ altezza del compito, i lavori si svolsero con sempre crescente rapidità.
Ed allora Governo ed Amministrazione piegarono!
Ed allora fu un brulichio di industriali che si affollarono sull’ apertasi
breccia dell'industria nazionale. Gli Orlando, gli Odero, i Cravero fecero
degna corona all’ Ansaldo. D’ oltre mare vennero gli Hawthorn ad impian-
tarsi cui Guppy a Napoli, gli Armstrong a Pozzuoli. Nelle costruzioni di
locomotive sorsero emuli all’ Ansaldo il Breda, e gli Esslingen calati d'ol-
tralpe a Saronno. E poco stettero a sorgere, come complemento inevitabile,
le acciaierie di Terni e di Savona, le acciaierie e ferriere di Sestri Ponente,
Voltri e Prà, la fonderia di acciaio del Vanzetti a Milano, le metallur-
giche di Livorno, del Criste di Genova, ecc., ecc., e le mille altre minu-
scole che trovarono vita prospera e gagliarda.
Ben presto i bisogni del Paese non bastarono più agl’ industriali.
Ecco allora gl’industriali distendere i lor tentacoli fuori paese. In breve
volger d'anni i Silvestri, i Breda, gli Odero trionfano in Serbia, Rumania
e Bulgaria, gli Orlando in Portogallo e Marocco, gli Ansaldo in Grecia
e nel Sud-America. È una vera ammirabile gara di emulazione.
Chi oserebbe gridare ancora che in Italia non si è capac
Per gli oppositori fu umiliante mortificazione. Per gl’inereduli improv-
visa rivelazione. Noi la diremo invece una vera redenzione!
Nulla resiste ai volenti. Bastò solo che il massimo degli Stabilimenti,
l’ Ansaldo, si facesse auspice e duce della lotta per l'industria nazionale.
Bastò che i suoi gerenti, i fratelli Bombrini, volessero e volessero con per-
spicacia ed acutezza di mente, con tenacità di proposito, con energia d'azione,
con sacrificio di denaro. Ben disse di voi, o Bombrini, chi disse che ben
meritaste dal Paese. E scrivete pure con tutto orgoglio sul vostro blasone
industriale il motto, e fatevelo vostro:
Tanto vale poder quant uom v adopra.
Come già accennammo, le origini dello Stabilimento Gio. Ansaldo & ©.
risalgono all’ anno 1846. Da quell’ epoca fino al 1853 si svolge il periodo
per così dire embrionale.
Nel 8531 Ingegnere Giovanni Ansaldo a capo, di una nuova Società
costituifasi tm'Ggrova) rilevi) jmaforibimariceferdiipidu ta jimbovo
Stabilimento sotto il nome Gio. Arsa/do & C. costruendo grandiose officine
ricche di potenti attrezzature e raggruppate in un nesso molto armonico
che traspira la larghezza dei concetti e la divinazione dello sviluppo a
cui col tempo doveva salire il neo-Stabilimento.
La costruzione di locomotive e di materiale fisso per le Ferrovie
italiane diventa immediatamente il dominio delle prime lavorazioni del-
l’ Ansaldo, e vengono poi subito appresso in larga scala le forniture di
artiglieria, e di projetti per gli Arsenali di terra, le grandi riparazioni
alle macchine e scafi della Società di Navigazione A. Rubatlino, la co-
struzione di meccanismi e caldaie per marina, preparando così ed iniziando
successivamente il nuovo Stabilimento a raggiungere presto la sua più
alta meta.
Sfortunatamente l’ Ingegnere Ansaldo veniva a mancare quasi d’im-
provviso sullo scorcio del 1858.
Vi succedeva l’ Ingegnere Luigi Orlando, che tenne la direzione tecnica
delle officine fino al 1866. In questo periodo hanno sopravvento esclusivo
le forniture di granate e di artiglierie pei regi Arsenali, formano anzi
il precipuo e più fortunoso alimento della produttività delle officine. Però
vengono anche continuati i lavori di riparazione alle navi della 72. Redattino
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GIO. ANSALDO & G.
Lajgo La
e, sopra disegni del regio Governo, si iniziano le costruzioni degli apparati
motori pel regio avviso Vedetta e per la pirofregata Conte Verde.
Nel 1866 all’ Ingegnere Orlando succede nella direzione tecnica 1’ In-
gegnere Wehrli che vi rimane fino a tutto il 1882.
Ma intanto, cessato il maggiore e precipuo alimento dei lavori di
ferrovia, di quello degli Arsenali e degli altri della R. ARudatlino, lo Sta-
bilimento trascina la sua vita con stenti infiniti. Le Amministrazioni sue-
cedutesi a quella dell’ Ingegnere Ansaldo sono impotenti a dare il voluto
impulso allo Stabilimento ed a rialzarne le sorti. Non fosse pel continuato
io che gli viene dall’ illustre Senatore Carlo
appoggio morale e finanzia
Bombrini, lo Stabilimento era liquidato. Invece mercè tanto aiuto può reg-
gersi ancora e mantenere la sua rinomanza nelle produzioni di meccanica
e di marina, e coll’ impianto della grossa forgia assicurarsi anche il pri-
mato per la costruzione dei più colossali e complicati pezzi di fucina che
entrano nella costruzione degli scafi e delle macchine marine.
Così si giunge fino al 1883 nel qual anno succede al Wehrli nella
direzione tecnica l’ Ingegnere A. Omati, coadiuvato e consigliato dal valente
Ingegnere Orazio Chiazzari, e l’ Amministrazione viene assunta direttamente
dai figli( briùiy-signor Comm. Carlo Marcello e-signor Comm. Giovanni.
qQuanin iui iligli ombriti Soppero? infordére ao /Stbilmento
ed a quale altezza di sviluppo e di rinomanza seppero condurlo in brevi
anni già dissimo in antecedenza.
Nel 1883 lo Stabilimento Ansaldo (officine meccaniche e cantiere
navale) coutava non più di 800 a 900 operai con poco meno di 150
macchine utensili e si distendeva all’ angolo Sud Ovest dell’ industre Sam-
pierdarena, occupando una superficie di 40000 mq. e confinando a Sud
colla spiaggia del mare per una distesa di 90 metri.
Però già da quell'epoca era in grande considerazione per la bontà e
perfezione de’ suoi prodotti. Le macchine per la Palestro, per la Staffetta,
pel Marcantonio Colonna costruite nel periodo dal 1867 al 1879, avevano
raccolto il plauso del Governo e di tutti i competenti. Ricercate eran
pure le altre minori per piccoli piroscafi e per motrici fisse; così pure
le costruzioni di caldereria ed i prodotti della fonderia; e quelli della
gran forgia molto ammirati, specie nei difficili pezzi dei dritti di poppa,
ruote di prora e timoni delle maggiori corazzate, quali il Dandolo, il
Duilio, la Lepanto, V Italia, ecc.
Lodatissima sempre la costruzione delle locomotive. Un’ inchiesta fatta
sotto l’Amministrazione del Ministro Saracco ha provato che le locomotive
per le nostre linee ferroviarie costruite in Italia (erano in allora quasi
RE
esclusivamente quelle dell’ Ansaldo) sono migliori di quelle fabbricate al-
l’ estero al punto che se il numero delle locomotive estere a ripararsi era
rappresentato da 100, la quantità corrispondente per le locomotive nazio-
nali era dato da 15.
Dal canto suo il piccolo cantiere già aveva dato prova della sua ca-
pacità e potenzialità colla lodevole riuscita della Sta/fetta, del Verbano,
del S. Gottardo e di non pochi rimorchiatori, barche doganali, barche
portuali, draghe, pontoni, ecc.
Sul finire del 1886 il cantiere navale fu trasferito a Sestri Ponente
sotto la direzione dell’ Ingegnere navale Comm. B. Bigliati, ed al posto del
cantiere si fondarono nuove grandiose officine, e tutte le officine di Sam-
pierdarena furono riservate esclusivamente alle costruzioni meccaniche.
GIO, ANSALDO & G
MACCHINE A TRIPLICE ESPANSIONE DI 6600 CAVALLI PER I PIROSCAFI DELLA N. 6. 1, ‘ SIRIO ,, € PERSEO ,, # ORIONE ,,
‘D ® OGTVSNV ‘019
P'ARSEE STE
Lo stato attuale degli Stabilimenti
CENNI DESCRITTIVI E DATI STATISTICI.
Preseùlemente l'Azienda della Ditta Gio. Ansaldo & O. comprende i
seguenti stabilimenti :
a) Stabilimento meccanico di Sampierdarena con officine di costru-
zioni meccaniche, di macchine marine e di locomotive;
b) Stabilimento metallurgico dei metalli fini in Cornigliano-Ligure ;
c) Cantiere navale in Sestri-Ponente ;
d) Officina per l’ allestimento e corazzatura delle navi da guerra
nel porto di Genova;
e) Officina per le riparazioni delle navi nel porto di Genova, con
l'annesso materiale natante per trasporti e montaggio.
L'area complessiva occupata da questi diversi stabilimenti, quella
coperta dalle officine, dagli uffizi e dai magazzini, la forza motrice dispo-
nibile, la dotazione in macchine motrici ed operatrici, il numero degli
operai che possono essere addetti alle lavorazioni risultano dal seguente
specchio riepilogativo.
STABILIMENTI
coperta | scoperta | totale
mq.
Il Il
Forza Dee Operai |
|
motrice | macchine Al
O : Aren occupata
| |-Cav.
mq.
| 4) Stabilimento mecca- | |
nico di Sampierda-
rena . 36000 | 44000 80000 850 812
lurgico di Corni
I
| |
| | |
D) Stabilimento metal | |
|
|
gliano-Ligure . . 3900 56100 60000 250 74
300
c) Cantiere navale di
Sestri-Ponente . . | 10000 | 40000 | 30000 200 154 4000 |
d) Officina per l’alle-
stimento e la coraz- |
zatura delle navi da
puoma AR 385 1700 60 28 900
) Officina, per le ri-
Za pai [7
con/itanitesto | meet] / pf} = I NEFA!/DIO)
rialè Arante per | | TT
| trasporti e mon- |
dae 0, n 30 480 | (*) 250
Li
TOTALI ... 51665 | 140515 | 492480 1590 1090 9500
300
Ciascuno stabilimento, ciascun riparto è tecnicamente autonomo, forma
unità da sè, con personale tecnico proprio e di provata esperienza per la
sua specialità, cosicchè i lavori vi si estrinsecano separatamente con quella
individualità e quella correttezza che l’arte ed il progresso esigono. Ed in
questo modo la ditta Ansaldo da un decennio a questa parte, abbando-
nato l’antico nocivo sisiema di abbracciare tutti i lavori in una sola
unità tecnica, si ridusse molto opportunamente a specializzarsi in tutte
(1) In questa colonna è scritto il numero degli operai corrispondenti alla capacità di
lavorazione delle otticine.
(£) In questa forza sono compresi 130 cavalli delle macchine esistenti a bordo dei
pontoni e dei rimorchiatori del materiale natante.
GIO. ANSALDO & C.
LOCOMOTIVA A 6 RUOTE ACCOPPIATE PER TRENI MERCI
gr” cd EL Pif
TÈ RONDAZIONE PIERO)
LOCOMOTIVA A 8 RUOTE ACCOPPIATE PER LINEE DI MONTAGNA
SE
le sue produzioni, guadagnandosi così la via più sicura per lottare con
successo contro la concorrenza, senza perciò sminuire la rinomanza e la
proverbiale bontà de’ suoi lavori.
L'organamento amministrativo, direttivo e contabile di tutti questi
stabilimenti è inappuntabile. La disciplina vi è regolata con tatto e con
larghezza di vedute, cosicchè i più cordiali rapporti regnano fra operai,
ingegneri e padroni, e ne è prova che gli operai stessi accorrono agli
Stabilimenti della Ditta con vera preferenza, e ciò s’ intende tanto per la
liberalità del trattamento, quanto per la serietà dell'educazione pratica
che vi trovano.
Le numerose Società di mutuo soccorso che pullulano nella industre
Sampierdarena ed alle quali gli operai indistintamente sono ascritti, re-
sero sempre superflua l'istituzione da parte della Ditta di Casse di pre-
videnza. Tuttavolta la Ditta onde venire in aiuto a’ suoi operai nelle
circostanze economiche più critiche, ha creato un fondo di beneficenza, che
alimenta col suo diretto concorso, e nel quale versa, senza eccezione, tutte
le multe disciplinari che si fanno pagare agli operai e di più vi contri-
buisce del proprio con una somma uguale alla metà di quella emergente
dalle ritefiute inflitte, ciò ch'è disposizione assai morale ed encomiabile.
Inoltre, quatto fol 1887/58 (sorsblTi/CAssa Nazionale per (litbriuni
sul lavoro; la Ditta fu una delle prime ad assicurare i propri operai,
ma, quel ch'è più, ad assicurarli a suo esclusivo dispendio, il che non è in-
cio, poichè il costo annuo medio dell’ assicurazione per ogni
differente sacri
operaio essendo di lire 8,50, così quando i suoi Stabilimenti hanno il loro
massimo di forza, essa dovrebbe sborsare annualmente oltre a 80.000 lire.
Non è a dire che tanta larghezza fu iniziativa spontanea dei gerenti
la Ditta ed insieme proprietari degli Stabilimenti, signori fratelli Bombrini,
nei quali alla tenacità dei propositi si accoppia l’innata generosità e ma-
gnanimità dell'animo.
Ed il personale degli Stabilimenti, sensibile a tanto benefizio, volle
perpetuare la sua riconoscenza verso i Bombrini col dono di una perga-
mena commemorativa, pergamena di gran pregio e valore perchè illustrata
dal celebre pennello di quel valente Pittore che fu il Nicolò Barabino.
Lo Stabilimento di Sampierdarena. — Dal 1883 ad oggi
fu considerevolmente ampliato coll’ acquisto di adiacenti terreni ed accre-
sciuto di nuovi e recenti macchinari perfetti e completi quanto si potrebbe
TL
desiderare. Ci basti accennare che i fratelli Bombrini v' impiegarono, e sol-
tanto in questo Stabilimento di Sampierdarena in tale decorso di tempo,
più di 7 milioni, spesi con altrettanto coraggio quanta perspicacia.
Lo Stabilimento occupa un'area di 80,000 mq. di cui poco meno di
40,000 coperti da officine, magazzini ed uffici.
Le officine, disposte in un nesso molto armonico, vi sono grandi,
spaziose, ben arieggiate e rischiarate, e provviste pel lavoro di noite
d'illuminazione a gaz-luce e luce elettrica. Esse si dividono nei seguenti
riparti:
1.° Modellisti | 9. Congegnatori
2 Fonditori di ghisa e bronzo 10.0 Mole a smeriglio
3 Fucinatori 11.° Montaggio di macchine in genere
4.0 Magli 12.° Montaggio di macchine marine
5.° Grande torneria 13.0 Montaggio di locomotive
6.° Piccola torneria 14° Laboratorio di precisione
7.0 Torneria per bronzi 15.° Laboratorio chimico.
8.° Calderai
\-
Una tete dimmi arie Ss dtiielio/ ai i GAI im Comuni
cazione tutti i riparti fra loro e coi magazzini e depositi di merce.
I piazzali dello Stabilimento e l'interno delle officine sono percorsi
da binari a scartamento normale che sono in comunicazione diretta colla
stazione di Sampierdarena e colle calate del Porto di Genova.
Lo Stabilimento comunica pure col mare mediante un pontile spor-
gente in acqua 100 metri, dalla Ditta stessa costrutto a tutte sue spese,
e che dal Porto di Genova dista pressochè due chilometri. I binari dal-
l'interno dello Stabilimento giungono fino al pontile, di dove i pezzi più
voluminosi e pesanti, che diversamente non avrebbero transito nè per fer-
rovia, nè per via ordinaria, vengono trasportati al Porto di Genova. Pel
servizio di questi trasporti la Ditta si è fabbricata per proprio conto e
dispone di rimorchiatori, di barche da carico, pontonetti e di due pontoni-
gru a vapore, di cui l'uno di 40 tonnellate e l’altro veramente colossale
di 120 tonnellate con sbraccio libero di 12 metri, che gli permette di
caricare nelle stive dei più larghi ed alti bastimenti.
Quando ferve abbondante il lavoro, questo solo Stabilimento può rac-
cogliere almeno 4.000 operai attorno alle 800 e più macchine utensili, fra
cui non poche specialissime e notevoli per mole, ed assieme animate da
ben 7 motrici principali oltre a quelle ausiliarie, alle quali 20 caldaie a
GIO. ANSALDO & C.
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DRITTO DI POPPA DELLA R. CORAZZATA “ LEPANTO ,,
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amore
vapore dànno alimento, producendo così in totale una forza motrice di-
sponibile di circa 850 cavalli vapore.
I magli a vapore sono azionati col vapore di generatori riscaldati
dalle fiamme perdute dei grandi forni a riverbero che sono in numero di
otto. Notevole l’ impianto di quest’ officina, che dal piccolo maglio di 250 chi-
logrammi sale, per una scala di otto apparecchi, fino a quello colossale di
40 tonnellate. Quali e quanti pregevoli prodotti siano sortiti da quest’offi-
cina e quale rinomanza siasi guadagnata, lo abbiamo già accennato più
addietro.
I forni fusori della ghisa sono in numero di cinque e possono dar
getti di ogni forma e dimensione, sia in ghisa comune, che indurita o
malleabile — dai colossali portaincudini per magli di oltre 50 tonnellate
ai più piccoli pezzi di meccanica. I locali per la formatura e la fondita
sono ampi, ben disposti, dotati di numerose, potenti e speciali attrezza-
ture, divisi in due navate, ciascuna servita da due gru funicolari a ponte
scorrevole, rispettivamente della portata di 40 e 30 e di 20 e 10 ton-
nellate. Il miglior elogio che si possa fare di questa fonderia è specchiato
nel giudizio emess
la dichia _bunica dove si conservi la tradizione del lavoro ben fatto e
dove si fondono de-iù) pesantino/ Coîi plicato pariineeossanie dle gaia
macchine»
dalla Commissione di Marina, e più sopra citato, che
La fonderia del bronzo e metalli affini, senza avere un'impronta
spiccata sua propria, possiede per altro forni a crogiuoli e forni a river-
bero capaci assieme di provvedere getti monolitici fino a 20 e più ton-
nellate di peso, come ad esempio, i dritti di poppa, le ruote di prua, i
telai di timone forniti in bronzo fosforoso per le regie navi Cristoforo
Colombo, Elba, ecc., i condensatori in metallo delta per le macchine del
Carlo Alberto, del Garibaldi, del Saint Bon e via dicendo.
L'officina di caldereria, che sorge sul posto dei piazzali e degli scali
dell’ antico cantiere e che si distende parallela alla spiaggia del mare, è
una costruzione, esclnsivamente in ferro e ghisa, grandiosa, imponente
ed assieme svelta nel suo concetto architettonico. Misura una lunghezza
di 120 metri per una larghezza di 40 ed è divisa in tre navate, di cui
la centrale, destinata alla costruzione delle più colossali caldaie di marina,
spazia 16" di larghezza ed ha un'altezza di 19, m. 30 al culmine del
tetto; in essa due gru a fune di 40 tonnellate ciascuna, accoppiabili al-
l’ occorrenza servono pel rapido e comodo maneggio e trasporto delle più
pesanti e voluminose caldaie. — Delle due navate laterali quella a Sud
è destinata per la costruzione delle caldaie da locomotiva e per quelle ma-
I
rine di modesta mole; una gru a fune di 20 tonnellate ed una seconda
di 6 tonnellate fanno il servizio di manovra. — L'altra navata laterale
a Nord comprende le macchine ’avoratrici servite da tre gru funicolari
di 6 e 10 tonnellate. — A Nord a ridosso dell’officina sono le ampie
ed assortite forgie de’ calderai, ed a Levante sorgono i diversi forni a ca-
mere appropriate per la ricuocitura delle lamiere sagomate. — Notevoli
nel macchinario di quest’ officina, oltre le gru già menzionate, sono: la
inchiodatrice idraulica gigante, azionata da pompe od accumulatori capaci
di produrre sforzi fino a 100 tonnellate; le inchiodatrici idrauliche mi-
nori e le portatili; la macchina verticale a centrar lameroni, il trapano
multiplo a 4 utensili snodabili, il trapano ad utensile inclinabile a
filettare, ecc.
La gran sala dei torni siede al centro del corpo principale dello Sta-
bilimento frammezzo alle tettoie della Fonderia e dei magli a Nord, delle
costruzioni meccaniche e delle macchine marine a Sud. S' innalza sopra
uu rettangolo di 170% di lunghezza per 16,5 di larghezza; tre gru funi-
colari a ponte scorrevole, due delle quali della portata di 30 tonnellate
accoppiabili all'occorrenza ed una di 10 tonnellate, provvedono ad un
rapido sengi,
L’ interno” di pquest) officina si presenba cen pvera, imponenza. Quel
l'ampia distesa di locale, quell’ ordinatezza nella disposizione delle mac-
chine-utensili spiccanti per la loro mole e la loro specialità, quel movimento
così intrecciato e sorprendente di tutte le macchine in azione, strappano
jo di manovre lungo tutta l’ officina.
sempre al visitatore un plauso di ammirazione.
Degni di menzione in quest’ officina sono — i grossi torni per tor-
nire fino ad 8 metri di diametro — il tornio gigante per tornire alberi
fino a 20 metri di lunghezza — il tornio colosso a piattaforma orizzon-
tale — il tornio ad utensili rotativi — i gruppi dei grandi trapani ra-
ciascun gruppo potendo lavorare con-
diali e quelli dei trapani alesato:
temporaneamente ad un sol pezzo: — la piallatrice a banco scorrevole a
quattro utensili che può lavorare pezzi fino ad 11 metri di lunghezza e
m. 2,50 sia in larghezza che in altezza -- le piallatrici a ponte spe-
ciali per la lavorazione dei pezzi di forme le più complicate — la stoz-
zatrice gigante — le due grandi frese a doppio utensile a movimenti
multipli con banco rotativo, le quali permettono di lavorare con rapidità
e precisione le superfici le più sghembe — e via dicendo.
Fanno ala alla grande forneria — un riparto di piccoli torni —
altro di trapani radiali — il laboratorio di precisione — la sala delle
piccole macchine a fresare.
‘O 9 O0IVSNV ‘019
ANSALDO & G.
GIO.
SEGHE
“ra
TELAIO DEL TIMONE DELLA R. CORAZZATA * LEPANTO
oe
Completano poi la suppellettile meccanica dello Stabilimento la piccola
torneria che occupa per altro da sola un’area di 110X16 metri e dove
sono raggruppate non meno di 320 macchine-utensili.
A Sud della grande torneria, parallelamente ad essa ed all’ officina
di caldereria, sorgono i riparti dei congegnatori, della montatura, delle
macchine in genere e della montatura delle macchine marine.
Quest’ ultimo riparto merita una parola di menzione. Copre un’area
di 90% + 16,5 ed è servito da due gru a ponte scorrevole, ciascuna della
portata di 30 tonnellate, In questo solo anno accolse contemporaneamente
in montatura gli apparati motori a macchine gemelle degl’ incrociatori co-
razzati Carlo Alberto di 13,000 c. i. — (General Garibaldi di 13,000
c. i — Ammiraglio di Saint Bon di 13,500 c. i., senza contare quelli di
minor mole, e così oltre a 40,000 cavalli di forza, — Nel volgersi del
1890 vennero in tale riparto in montatura le tre macchine dei piroscafi
Sirio, Perseo ed Orione di 6600 c. i. ciascuna — le due macchine dei
piroscafi Giulio Cesare e Remo ciascuna di 1700 c. i. — gli apparati
motori a macchine gemelle delle regie navi Minerva di 4000 e. i. —
Liguria di 7700 c. i. — Marco Polo, di 10000 c. i. — quattro macchine
per torpedimière /dLalto mare ciascuna di 1000 Gi.) — e così un totale di
sole mottici prinéipali/tutineai_18/000/0. 17 solizalte nervo dollbaholte
ausiliarie e delle altre minori e senza dire dell’ apparato motore per la regia
corazzata Sicilia di 19.500 c. i. che era appunto in via di consegna.
Non meno degna di menzione è |’ officina di costruzione delle loco-
motive. Essa è staccata dal corpo principale dello Stabilimento e forma
i distende dal torrente Polcevera al viadotto ‘della
unità da sè stessa.
linea ferroviaria Genova-Ventimiglia, il quale interseca parzialmente il
terreno dello Stabilimento, comprende un’ area di 6000 mq. circa.
L’ Officina per la montatura delle locomotive sorge sopra un rettan-
golo di m. 144X45, divisa in tre navate, di cui la centrale percorsa
da un carrello trasbordatore, serve per lo smistamento e manovra delle
locomotive sui diversi binarii trasversali delle due navate laterali. L'Of-
ficina è provvista di motrice e macchine-utensili proprie ed ha inoltre
locali riservati alla riparazione sia di locomotive, sia di carri ferroviari.
Nel 1889, uno degli anni più fortunosi verificatisi in Italia per ordina-
zioni di locomotive, nel mentre ancora questo riparto era a solo mezzo
cammino del suo impianto, tuttavia lo Stabilimento potè consegnare alle
ferrovie italiane 77 locomotive fra nuove e rimesse a nuovo di grande
riparazione. Oggidi potrebbe normalmente provvedere alla costruzione an-
nuale di più di 200 locomotive,
ago
Per completare i cenni delle nostre notizie su questo massimo Sta-
bilimento aggiungeremo che alla grandiosità di tutte le sue officine mec-
caniche, fanno degna scorta i magazzini e piazzali di deposito che sono
numerosi, ampi e razionalmente combinati e distribuiti pei molteplici ser-
vizi. Officine, magazzini e depositi sono serviti da una vera coorte di
carri usuali e speciali, da gru fisse e gru rotabili e da gru-locomotive
di costruzione della Ditta, i quali mezzi facilitano ed accelerano oltremodo
il movimento di trasporto, di carico e scarico dei materiali.
Pure notevoli sono: il laboratorio chimico per i saggi sui metalli e
sulle leghe, la sala di tracciamento che misura un rettangolo di 1650
metri, la sala dei modelli pel numero e valore dei modelli raccoltivi, le
due sale di 16 per 11 metri ciascuna, rischiarate a giorno, adibite l’una
ad ufficio disegnatori e l’altra ad archivio disegni, ricchissimo per il nu-
mero ed il pregio delle raccolte che vi si custodiscono.
Lo Stabilimento coi potenti mezzi di cui dispone può annualmente pro-
durre oltre a 200 locomotive, 100,000 cavalli di macchine a vapore sia marine
che fisse, 2000 tonnellate di caldaie, 1000 tonnellate di grossa forgia.
A provare con cifre indiscutibili in quanta considerazione sia tenuto
questo Siftbilimento, accenneremo di volo alle più importanti costruzioni di
ine ché glivennerdrafidàte” ni dnestultimo/yolsere di amy)
MACC
Per la Marina da Guerra.
Amerigo Vespucci... . .. . R. Marina Italiana - . 5000
SAVOIA I A aa eli » » » » 5000
CAEN » » » a » 1700
‘Archimede: pl iv n pia » » » » 1700
(Rolo sa iO » » a» 4200
Monzambano poni on an » » ».» 4200
Stromboli rio » » » » 7700
Mimorvalcni dora Ai ine luia » » » » 4200
Liga pal Ia » » » » 7700
Sigilli diga » » >» » 19500
Marcosholo si iaia o ee » » > » 10000
Garlo ADELtio 249 ITA » » » » 13000
Generale Garibaldi. |. per la Repubblica Argentina » » 13000
Giuseppe Garibaldi. . . . . . R. Marina Italiana » » 13000
Ammiraglio di Saint Bon . . » » » » » 18500
Diciotto Torpediniere d’ alto mare...» » » » » 18000
GIO. ANSALDO & GC.
PELAIO DEL TIMONE DELLA R. CORAZZATA “ LEPANTO ,y DEL PESO DI 13880 KG.
GIO, ANSALDO & C,
9 hic cosyrtgro/ FTIÀ rEPLIBRICAQUGENIINA
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Per la Marina Mercantile.
Giulio Cesare. . . . . . . di bandiera Italiana - c.i. 1750
Remo i » » 2/2 CL OLIDOI
RésUmberto 84: O aa oe » » » » 1750
Sirio a » » » » 6600
Drone e Ra » » » » 6600
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Sarita . RE a ee ta » » » » 600
CAlAbiai TREE A » » » » 400
Olga ia Sa » Greca » » 220
Neva ini REL » » » » 260
SAP » Italiana >» » 160
(NGBtri Ponente: Sa » » » » >» 150
Gensral=Cavalli:ii= osano » » » » 130
Gensral=Vallrot rina » » » » 130
ContesdhS Roberti en » » »» 130
DAMA ne » » » > 140
Higrensoai n e ca » » » > 80
Albardert Sp. . . a » » » » 80
Per le Ferrovie Italiane.
Locomotive a 4 ruote accoppiate |. . . . . . . . N 4
» » 4 ruote accoppiate con sterzo per treni diretti . » 78
» » 6» » » » sa » iO,
» sno » PELI MARCIO
» ac'Booa » per linee di montagna . . » 24
E se maggiore produzione non fu possibile di toccare, non è già per la
deficenza dei mezzi o buon volere della Ditta, bensi per la subentrata anemia
industriale del paese e quindi per la conseguente scarsità delle ordinazioni.
Il Cantiere Navale di Sestri Ponente. Come già abbiamo ac-
cennato, il Cantiere Navale della Ditta venne sullo scorcio del 1886 traspor-
tato sulla spiaggia di Sestri Ponente a pochi chilometri da Sampierdarena.
Nel prendere una tale determinazione i fratelli Bombrini erano animati
dall'idea altrettanto ardita che patriottica di far rivivere la grande ir
dustria navale, che già in passato fu una delle glorie della nostra Liguria,
Sodo
e nello stesso tempo adibendo lo Stabilimento di Sampierdarena esclusiva-
mente ad officine meccaniche e creando quivi nuove e più ampie officine
meccaniche, dargli un potente ausiliario per la costruzione di qualsiasi più
poderosa nave da guerra.
Il Cantiere Navale, sito alla parte Sud-Ovest della città di Sestri
Ponente, si distende sul mare per una fronte di 550 metri circa e spazia
sopra un’ area di circa 50.000 mq. Questa stessa località serviva già in pas-
sato all'industria navale Ligure all’epoca delle costruzioni in legno, e permette
la messa in Cantiere delle più grandi navi sia per la marina da .guerra,
che per la marina mercantile. La regolarità del pendio della spiaggia e
la sua profondità la rendono atta al varo delle più grandi navi.
Le officine, le tettoie ed i magazzini del Cantiere occupano un’area
di circa 10.000 mq. e sono fornite di numerosi scali e di un corredo di
macchine e macchinismi, che risponde ai più recenti perfezionamenti del-
l'industria navale e che possono raccogliere a lavoro, quand’ esso fervesse
in tutta la sua massima espansione, almeno 4000 operai.
Quantunque sorto appena otto anni or sono, il Cantiere ha già dato
al mare numerose ed importantissime costruzioni, quali:
È
: 2 }or,}a, Marina da Guerra) =, 11)
tl nt” SSIS Sd SS AS5 sd
Torpediniere d’alto mare N. 18, R. Marina Italiana- Disloc.! totale Tonn. 1530
Incrociatore torpedin, Minerva » » » » » » 850
» protetto Liguria» » » » » » 2280
» corazzato General Garibaldi, marina Argentina » » 6840
inoltre sopra gli scali è già in avanzata costruzione 1’ incrociatore Giu
seppe Garibaldi gemello al General Garibaldi.
Per la Marina Mercantile.
Piroscafo Giulio Cesare .. . di bandiera italiana - Disloc.to Tonn. 5845
» Remo: dida » » » » 5845
» Rei Umberto. <.<. >» » » » » 5845
» Sa ” » » a 1115
» CAI ea » » » » 350
Goletta a vapore S. Paolo. >» » » » » 730
Piroscalo Olga » Greca » > 340
» Nea pa » » » » 370
Sestri Ponente . . » » Ttaliana » » 120
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25 —
oltre a 2 cisterne a vapore, 8 rimorchiatori da bersagli pei tiri delle ar-
tiglierie a mare, 3 rimorchiatori per servizi portuali, infine i seguenti velieri:
Caterina Accame . |. . . . . . . Dislocamento Toun. 3340
Cavalier @iamMpaz to » >» 3340
iRrantesco Wiamapa.v..- . te » » 3340
Nalvatore Sia mMpa i Re nn » » 3340
Gribillleoenn » » 2580
AVADGASUVO)AS I o » » 2530
Rio:Grande:(goletta). » » 730
In tutto fra marina da guerra e marina mercantile, in questi ultimi
otto anni, scafi 45, senza contare il colossale pontone a vapore con gru
altissima capace di alzare pesi di 120 tonnellate, per uso proprio della
Ditta, ed una schiera numerosa di barche a vapore, barconi da trasporto,
pontonetti, ecc.
+
Lo Stabilimento Metallurgico di Cornigliano Ligure, in
origine apparteneva alla cessata Società Italiana Delta. Fu aggregato agli
Stabilimofiti.della Ditta nel 1894, come ausiliario per la fabbricazione e
lavoraZione ati / metalli infimgaalizit pmie, Adeltar jb bronzor fdsforgso,) il
bronzo manganese, il bronzo alluminio, il muntz-metallo, ecc.
Lo Stabilimento occupa un’area di 9483 mq. dei quali 3900 coperti
da officine, tettoie e magazzini; ma dispone inoltre di un’ area circostante
di altri 50517 mq. adattatissima per un facile ampliamento delle offi-
cine stesse.
Comprende precipuamente i seguenti riparti: i modellisti, la fonderia,
i laminatoi, la trafileria, l’ officina meccanica, le fucine, il laboratorio
chimico e delle prove meccaniche, i caseggiati per magazzini, . uffici ed
abitazione.
L'officina modellisti e falegnami è provvista di seghe a nastro e torni
per la preparazione dei modelli e di qualsiasi lavoro in legno.
La fonderia è suddivisa nella piccola fonderia per il dosamento e
preparazione in lingotti delle diverse leghe, e nella grande fonderia che
conta una sezione completa di forni a crogiuoli, un forno a riverbero di
15 tonn. ed altro minore di 3 tonn., per modo che si può comodamente
provvedere per la fondita di pezzi monolitici fino a 20 e più tonn.
I laminatoi comprendono un impianto completo di treni per la tira-
tura delle lamiere, verghe e fili, con relativi forni di riscaldo, cesoie per
lamiere, cesoie per verghe, aspi da fili, ecc.
SEO A
La trafileria è composta da una batteria di 22 rocchetti divisi in
serie per fili grossi, medî e fini con un banco a trafilare a catena ed
altro idraulico, forni, soffocatoi, ecc. Il banco idraulico da trafilare verghe
e tubi è della forza di 34 tonn. ed è azionato per mezzo di apposito ac-
cumulatore e pompe idrauliche. Il banco a catena a trafilare verghe può
lavorare a due velocità.
L'officina meccanica è corredata da un complesso di piccole macchine
utensili specialmente pei lavori ornamentali e di maggior finitezza.
Le fucine hanno magli, maglietti, berte e strettoi che permettono di
fucinare e stampare oggetti di metallo di qualsiasi forma.
La forza motrice posseduta dallo Stabilimento raggiunge 250 cavalli
effettivi a vapore, che azionano non meno di 72 macchine operatrici e
quando tutte le officine sono nel loro massimo sviluppo vi hanno colloca-
mento non meno di 300 operai.
Questo Stabilimento fu iniziato nel 1889 dalla Società Italiana Delta
per la fabbricazione e lavorazione del metallo Delta. È ormai notorio come
questo metallo goda di proprietà tali per resistenza, tenacità e duttilità
da sostituirsi vantaggiosamente in moltissimi casi al bronzo. Lo si stampa,
lo si fugina lo si lamina, lo si trafila con tutta facilità. Pulito, ha uno
splendore bellissiano fimjgliante ad difeso dell'joroferesister all ossidazione
dell’ ariave dell’ acqua marina; cosicchè trova applicazioni infinite anche
nelle costruzioni marine dai dritti di poppa e dalle eliche fino ai più ele-
ganti ornamenti delle cabine e dei saloni; si fonde in qualsiasi dimen-
sione conservando sempre inalterate queste sue proprietà.
Però, come accennammo, lo Stabilimento non si occupa esclusiva-
mente della fabbricazione del metallo Delta, ma lavora il rame e le altre
leghe affini che hanno molteplici applicazioni nel commercio e nelle
industrie.
Per conseguenza la produzione corrente di questo Stabilimento ab-
braccia qualsiasi fusione di oggetti di bronzo, delta o affini, come eliche,
tubi d’ elica, condensatori, corpi di pompe, stantuffi, valvole, ecc., guerni-
zioni di bordo come boccaportelli, portelli, pompe, latrine, cerniere, man-
correnti, telegrafi di bordo, ecc., oltre a tutti i più minuti oggetti di ar-
redamento quali maniglie, serrature, attaccapanni, campane, candelabri,
anelli, piastrine, etichette ecc.
Rimarchevole fu già la sua produzione in lamiere, verghe e fili di
rame, delta e muntz-metallo. Dal filo di */,,
di m/m in diametro giunge
fino alle verghe di 85 m/m e fabbrica verghe quadre, esagonali, piatte,
sagomate sia per corone di proietti che per qualsiasi altra destinazione.
“ ICIVELUVO ,) OLVZZYUOD AUOLVIVOUONI
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‘D 9 OO0TYSNY ‘019
GIO. ANSALDO & Q.
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or
Per le lamiere giunge fino a */,, di m/m di spessore con larghezza di
1," 50 e 5" di lunghezza.
Dirige attualmente questo Stabilimento l’ Ing. Ettore Zancani.
L'officina per la riparazione delle navi nel Porto di
Genova. È di modestissime proporzioni contando una ventina di mac-
chine utensili, ma va riguardata come una vera succursale delle grandi
Officine di Sampierdarena e del Cantiere Navale di Sestri Ponente. Inoltre
ha sotto i suoi ordini immediati tutto il materiale galleggiante di pro-
prietà della Ditta, e cioè i due pontoni-gru rispettivamente di 120 e di
40 tonnellate, due rimorchiatori ed una scorta di barche da carico, barche
da palombaro, pontonetti, ecc.
Per conseguenza è l’ unica officina nel porto di Genova che sia real-
mente sussidiata dai più potenti ed adeguati mezzi per provvedere rego-
larmente alle riparazioni degli scafi, degli apparati motori e macchinari
delle nàyi;Per compiere operazioni di sbarco ed-imbarco dei pezzi più
pesanti/àcolossili £ per/tolcoticre ahteliadl operazioni Molti sal
vataggio.
L’ officina fronteggia lo specchio d’acqua dell’ avamporto che lambe
le mura della Malapaga, ed è attualmente diretta dall’Ing. Luigi Ramorino.
E
E
L'officina per 1’ allestimento e la corazzatura delle navi
da guerra nel Porto di Genova. — S'erge a Levante dei nuovi
bacini di carenaggio, vicinissima al molo Giano e conta una trentina di
macchine operatrici. Alla sua direzione è preposto attualmente l’ Ing. na-
vale Sig. G. L. Petrini.
Quest’ officina è un complemento indispensabile del Cantiere navale
di Sestri-Ponente, dove mancando costruzioni portuali, e data la natura
della spiaggia, non sarebbe possibile di creare darsene adeguate per ri-
cevervi le grandi navi. Nonostante le sue modeste proporzioni, questa
filiale del Cantiere di Sestri dispone, oltre de’ propri, di mezzi molti e po-
tentissimi che trae direttamente dalle officine del Cantiere e da quelle dello
Stabilimento di Sampierdarena, e dispone di più come servizio sussidiario
dei pontoni-gru e dell’ altro materiale galleggiante di proprietà della Ditta.
— 28
Per tal modo può procedere nei suoi lavori di allestimento con tutta
la celerità voluta e desiderabile.
Ciò non diciamo punto con esagerazione. Chi abbia appena appena
seguito con un po’ d'interesse i lavori dell’incrociatore corazzato Generale
Garibaldi, che la ditta sta ora allestendo per conto del Governo della Re-
pubblica Argentina, potrà con noi affermarlo senza titubanza. Questo stu-
pendo incrociatore corazzato, che misura una lunghezza di 100 m. per
m. 18,20 di larghezza, con un dislocamento totale di 6900 tonnellate, ve
niva lanciato in mare dagli scali del Cantiere in Sestri-Ponente il giorno
27 p. p. giugno.
Era allora lo scafo quasi nudo, avendo ancor da ricevere tutto l’ ap-
parato motore, tutta la corazzatura, tutti i macchinari ed attrezzatura di
bordo, tutto il finimento di coperta ed alloggi, tutte le installazioni delle
armi e le armi stesse; un complesso insomma di più di 3000 tonnellate
di roba e cioè più del peso dello scafo varato.
Orbene, alla data in cui scriviamo, e cioè a soli 4 mesi di distanza
dal varo della nave, la corazzatura è pressochè ultimata, e lo sarebbe
completamente ove fossero state consegnate tutte le corazze che ne fanno
parte. DéT echime* pprgrare @ e, ausiliari _Sonopià al gompleto f- Jleste
di monfalgio dil'cirer lin! méso È Te irstalinaioni ache ati ea horror ed
appena giungeranno prossimamente le artiglierie dalla Casa Armstrong e C.
di Pozzuoli, esse saranno subito ricevute a bordo, e l’ incrociatore potrà
senz’ altro eseguire le sue prove di velocità ed essere consegnato.
Cosicchè nel brevissimo spazio di sei mesi dal giorno del varo, la
Ditta Ansaldo mercé la potenzialità dei suoi mezzi e la maestria del suo
personale, avrà condotto a termine il completo allestimento di questo
colosso.
E la Ditta Ansaldo può con tutta ragione andare orgogliosa di così
splendido risultato, mai raggiunto nemmeno nei principali cantieri del-
Y estero.
(# ommsano au, a “ onu IV
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‘D 9 OCTYSNVY ‘019
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ERNESTO TREVISANI
STABILIMENTI
GIO. ANSALDO & C.
ESTRATTO
DALLA
RAYISTA INDUSTRIALE e COMMERCIALE
di
GENOVA e PROVINCIA
MILANO
ERNESTO TREVISANI EDITORE
E Massfhuno
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ERNESTO TREVISANI
STABILIMENTI
GIO. ANSALDO & C.
ESSER AsTIRO
RIS TA-INDUSTRIALE e COMMERCIALE
DI
GENOVA e PROVINCIA
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MILANO
ERNESTO TREVISANI EDITORE
DITTA CAPRIOLO E MASSIMINO
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GIO. ANSALDO &
Cantiere Navale: Sestri Ponente — Stabilimento Meccanico:
Officina per le riparazioni e corazzature
=
La Ditta Gio. Ansaldo & C. s' incarica di costruire Macchine a v:
bili, Macch
J0re,
fisso è n
je marine di qualunque potenza, Locomotive per
trovie, Ponti
‘0 ed apparecci
TRENI
di ogni categoria.
Jeccanici per tutte le industrie,
Messers Gio. Ansaldo & ©. execute orders for the construction of all
kind of M
whatever powe
ry, fixed and mouvable Steam-Engins Marine Engins of
and importance, Railway Locomotives. Iron Bridges, and
all kind of machinery for industrial purposes; construet. menofwar of
every size complete with all the latest improvements including. th
r-Steam-boats, Sailing Ships,
military armaments, Transport-ressels, To
and mercantile Steamers of every description.
C. - Genova (Italia)
Sampierdarena . - Stabilimento Metallurgico: Cornigliano Ligure
delle Navi da Guerra nel Porto di Genova
Sj
La maison Gio. Ansaldo & (€. se charge de la construction des
Machines A vapeur, fixes et mobiles, Machines marines de quelque ce soit
nm impor cao” Locomotives pour Chemins de Fer, Ponts en fer
et Mach er di triesyNayire ey Gu E, (/ iS
complets AN Sellia! VO FIZALINE 1a) ale EDO
compris, Transporis, Remorqueurs, Navires è soil et SR mer-
cantiles de toutes categories.
La Casa Gio. Ansaldo & C. se encarga de la consirucion de Maquinas
a vapor, fijas y mobiles Maquinas marinas de cualquier fuerza e importancia,
Locomotoras para Ferro-Carriles, Puentes de hierro y maquinarias para
toda industria, Buques de guerra de toda clase completos, con todos. los
ultimos perfecionamientos, comprendido el armamento militar, Transportes,
Remorcadores, Buques a vela y Vapores mercantiles de todas categorias.
W?°
è.
N
TARCELLO BOMBRINI
(PONDAZIONE FiNSAEDI
GIOVANNI
PENRABE-T
Le origini ed il successivo sviluppo degli Stabilimenti
CENNI STORICI.
Accingersi a tracciare la storia industriale della nostra Liguria,
vuol dirà dere _tggmosse dall’industre Sampierdari ‘emati . ben a ragione
0 LI IZAINE NS)
Sono \Watti 30,000 abitanti, e sono 30,000 operosi. È quivi che
tra la folla delle numerose industrie vediamo brillare quella che su tutte
primeggia, perchè vanto ed onore della nostra Italia. Dir vogliamo della
altamente rappresentata e levata in vigore
nico-navale €
industria mecc:
e rinomanza dal grandioso Stabilimento meceanico-navale Gio. Ansaldo & C.
An
are del-
Chi, fra i tecnici in materia della nostra Italia, non cono:
saldo? E chi tra i profani non lesse e non udì più o men par
l Ansaldo e delle sue officine, pur così note all'estero e così invidiateci
dagli emuli fuori d'Italia?
Ed a noi è di grande compiacimento di poter rilevare come il na-
scere e lo svilupparsi di questo rinomato Stabilimento si colleghi stretta-
mente col risorgimento politico-italiano, imperciocchè quando ancora l’Italia,
era smembrata e preda di governo a stranieri e principotti, là, nel piccolo
Stato Sardo, il genio di Camillo Cavour, nel mentre attizzava nel silenzio
le scintille che poi divampando assecondarono così gloriosamente |’ unità
italiana, meditava e preparava ancora l'emancipazione industriale della
patria, appoggiando ed incoraggiando vivamente l’impiantarsi di questo
Stabilimento, tanto che al Consiglio dell’ Ammiragliato Sardo, che si mo-
strava restìo nel por fiducia nell'allora nascente Stabilimento, rispon-
dell’ industria nazio-
deva: (!) « Ma se noi non cominciamo a servirei
nale è lo ch’essa non potrà mai svilupparsi ».
Alto, patriottico concetto degno in tutto della vasta mente di chi lo
primeva!
Ma ritorniamo alle officine Ansaldo.
E perchè a chi ci legge non baleni il dubbio che scriviamo per
emo alcuni brani d’imparziali pubblicisti che già scris-
partigianeria, cite
sero attorno di questo nostro massimo Stabilimento.
Nella Vita Italiana, Rivista mensile che vede la luce a Roma, Jack
la Bolina, occupandosi non è guari dell’ Ansaldo, così scriveva:
Lo Stabilimento Gio. Ansaldo & C. fondato nel 1846, veniva promosso
nel 1853 a quell’inizio di sviluppo che in questi ultimi anni dovera portarlo
a gareggiare vittoriosunente coi primari Stabilimenti meccanici europei.
E sotto V egida del Conte Camillo di Carowr, la cui alta mente giù pre-
conizzava il risveglio e la nuova vita dell'industria nazionale — è all'intra-
prendenza ed al costante appoggio del fu Senatore Carlo Bombrini, Direttore
della Banca Nazionale, padre agli attuali gerenti e proprietari dello Stabili
Vv igutò Sigg Fratelli Bombrini è all’efficace direzigne tecnica di quell’egregio
Tie: AA rh cc
Ual grandi costruzioni meccaniche, in allora esclusit io forastiero.
Venuto sgrazialamente a mancare nel 1858 il Giovanni Ansaldo, la
direzione tecnica veniva assunta e lenuta fin verso il 1866 dai fratelli Orlando,
che vi attinsero le fonti ai loro futuri impianti navali di Livorno.
Nel 1882, morto il Senatore Curlo Bombrini, i suoi figli Comm. Carlo
Marcello e Comm. Senatore Giovanni, veri gentiluomini degni in tutto del
‘vato il retaggio industriale del loro
nome che portano, rollero fosse conse;
illustre Padre.
E se il Cavowr, se il vecchio Bombrini furono il soffio ed il primo
alimento della grande idea iniz dello Stabilimento, i figli Bombrini
ne furono i fedeli conservatori ed i veri fecondatori.
Noi vogliamo che l Italia faccia la conquista della sua indipendenza
industriale, ci isa ha fatto la conquista della sua indipendenza politica
— questo il loro programma.
Nessun ostacolo, nessun sacrificio, nessuna opposizione demoralizzatirice
ili
ci arresterà. — Questa la loro forza.
(1) Avv. Gian Carlo Daneo: Revve des interéts matériels en Inlie, Maggio 1890.
GIO. ANSALDO & C
Z SI
N D di
ali FRATELLI BOMBRINI
IL PERSONALE DEGLI OPIFICII DI
SAMPIERDARENA E SESTRI PONENTE-
si %
ATTO MAGNANIMO DA VOI COMPIUTO
È CHE NOI TUTTI RINFRANCA DALLE.TRA
VERSIE DEL LAVORO È DI COSÌ INSVETA
LARGHEZZA CHE OGNI SENSO DI GRATI-
TUDINE NON RAGGUAGLIA LA SOMMA
pei BENEFICIO
RENEE
dept
DE' SVOI FIGLI 5 INNALZI A CONDIZIONI DI FLO
RIDEZZA NON MAI PER ALTRI RAGGIUNTA
PERGAMENA COMMEMORATIVA DEL PERSONALE DEGLI STABILIMENTI - AI SIGNORI FRATELLI BOMBRINI
ANSALDO & C.
GIO,
ICO DI SAMPIERDARENA
STABILIMENTO
Frammezzo alle rare soddisfazioni che la nostra vita ci procura, la
principale è quella di sapere che noi diamo pane onorato a più di 3000
famiglie d’ operai; e questa soddisfazione si fa ben più viva quando noi
leggiamo sui loro visi ch’essi ce ne sono riconoscenti. — Questo il loro lucro.
Nobili propositi questi che il Comm. Carlo Marcello Bombrini pubblica-
mente ripeteva (') nel 1888 in occasione di una festa per l'industria e che
noi ci compiaciamo qui di citare per additarli alla riflessione di tutti gli
industriali.
Nel maggio 1889 la Revue des interéts materiels en Italie pubblicava
un dotto ed elaborato articolo sopra le industrie meccaniche in Italia, autore
quel valente ed imparziale scrittore ch'è l'avv. G. C. Daneo, ora Deputato
al Parlamento. — Stralciamo nella parte che riflette le officine Ansaldo
i punti che più interessano lo scopo di questa nostra pubblicazione.
L’egregio Avvocato così si esprimeva:
L’ officina di Sampierdarena è stata fondata nel 1846 datla Società
Taylor e Prandi.
Nel fu erdevata da una nuova 0g ideati fuita si, a Genova
sotto ihvag Gio AG matri ba rinibradi Metal: ig ZMa
al presente che lo Stabilimento appartiene esclusivamente alle famiglie Bom-
brini costituilesi in Società în accomandita, di cui i fratelli Carlo Mar-
cello e Giovanni sono i gerenti e gli amininistralori responsabili senza
limitazione e solidariamente, a noi sembra che, dal punto di vista legale
ed anche în virtù del principio di diritto comune a ciascuno il suo, è
nome della Ditta dovrebbe essere:
FRATELLI BOMBRINI
E un avviso che dispiacerà alla modestia dei gerenti, ma noi non
possiuno dispensarci dall’ emetterto.
Il Senatore Carlo Bombrini padre, fu l’anima dell’ impresa nella quale
egli aveva una confidenza illimitata. E dere anche al genio di Cavour se
egli ha potuto sormontare le enormi difficoltà che accompagnano ogni no-
vella impresa, sopratutto di tal genere.
(!) Les Usines Ansaldo des Frères Bombrini - dell'Avv. G. C. Daneo - Roma, Tipografia
editrice Romana, 1884.
6
La morte del Conte di Cavour, i periodi di guerra e di crisi in-
dustriale che si sus: inono, landi piuttosto fiacco dell inistra-
zione dell’ officine, alla quale il Senatore Bombrini, Direttore della Banca
Nazionale, non poteva consacrarsi personalmente, cagionarono delle perdite
sempre crescenti nell’ esercizio dello Stabilimento. Tanto che alla morte del
Senatore Bombrini nel 1882 la perdita annuale dello Stabilimento era
valutata su per giù a 600.000 franchi.
È da quest epoca che il destino di questa industria, divenuta poi
gloria nazionale, si è decisa.
I suoi figli Carlo Marcello e Giovanni, ai quali ta fortuna lasciata
dal loro padre assicurava una situazione agiata, da veri gentiluomini degni
del nome che portano, hanno voluto conservare intatto anche il retaggio
industriale del loro illustre padre.
I fratelli Bombrini si sono consacrati esclusivamente allo sviluppo
dei loro Stabilimenti. Eglino pensarono anche alla specializzazione det
lavoro, limitandolo p 3 le alla costruzione delle hine marine,
delle locomotive e delle macchine fisse.
E come spiegò benissimo il Comm. Giovanni Bombrini dinanzi ad
\MinarSimpgtica riunione E quale assisteva Ji flampa genovese, questa
Tomeviglia srt n) 4 60) riad here svga) homrdT A tatia
dèiquanto mancava, in Da parole una produzione nazionale necessaria
alla prosperità del suo commercio ed indispensabile alla difesa del paese.
Ma non si creda ch’ eglino sianv arrivati a portare lo Stabilimento
Ansaldo a questi altezza senza immense fatiche e senza consacrarvi non
solamente tutti la loro intelligenza e lu loro attività, ma altresi tutto il
loro tempo.
I fratelli Carlo Marcello e Giovanni Bombrii
Stabilimenti.
La loro presenza è assidua negli ufficì e nelle Officine e non si
passa futto per quanto minimo che non vada sotto il loro controllo. IL
i sono l anima dei loro
loro lavoro non cessa col giorno, perchè appunto da questo momento e:
trattano gli affavi di alla Amministrazione.
A noi premeva di far notare delle circostanze che potrebbero parere
minuterie, ma, soltanto esse, spiegano tutto, dando la ragione del successo.
Noi vogliamo inoltre dedurre che se l Italia avesse molti Bombrini,
non si vedrebbero intraprese industriali cadere miserabilmente, ed il
nostro paese nulla avrebbe da invidiare alte nazioni più industriali.
È nel 1886 che il Senatore Finali, visitando lo Stabilimento, ebbe
l'occasione di fare una predizione,
GIO, ANSALDO & (.
nn
nat
STABILIMENTO MECCANICO DI SAMPIERDARENA - OFFICINA MONTAGGIO LOCOMOTIVE
O. ANSALDO & C
GIO. ANSALDO & C.
FONDERIA
Egli affermò che se il Senalore Carlo Bombrini eru riuscito a fare
della Banca Nazionale, ch’ egli dirigeva, il pù potente Istituto finanziario
d’ Italia, da vero patriota, associando la sorte di questo Istituto alla sorte
dell’ avvenire del suo paese, i suoi figli avrebbero ottenuto il medesimo
risultato dal punto di vista industriale, portando i loro Stabilimenti non
solo al primo rango in Italia, ma in Europa.
Ora questa predizione si è avverata: le officine Ansaldo sono ben
le prime in Europa sotto il rapporto della costruzione meccanica.
Ma qui non s’ arrestano le pergamene della Casa.
La Commissione d’ inchiesta sulle industrie meccaniche, nominata nel
1883 dal nostro Governo, presieduta dall’ allora Ministro. della marina,
o della
onorevole Brin, e composte dell’ onorevole Boselli, allora mini
Pubblica Istruzione, del Comm. Nicola Botta, del Comm. Ranieri Simonelli,
del Comm. Valsecchi, del Comm. Bozzoni e del Comm. Borghi, visitava
in detto anno tutte le officine di costruzioni meccaniche esistenti in Italia,
di cui alcune, è il rapporto della Commissione che lo dice, fino allora
ignorate.
La/Commissione passando a parlare delle singole officine così scriveva
nella parta genera fe gal/ sug mappa SUNETFILO
Lo Stabilimento Ansaldo di Sampierdarena conserva la supremazia,
ch’ esso deve al suo grandioso impianto, all’'assortimento delle sue mac-
chine utensili, alla disposizione ben ordinata delle differenti officine, e
principalmente al personale operaio che vi è addetto ormai da lunghi
anni. Esso possiede tutti i mezzi necessari per intraprendere con. ga-
ranzia di successo la costruzione di ogni sorta di macchine.
Esso possiede inoltre una vasta fonderia, dove si conserva la tra-
dizione del lavoro ben fatto, che gli permette di fondere le più pesanti
e complicate parti accessorie alle grandi macchine, poichè il possedere
una vasta fonderia con operai sperimentati è una delle principali con-
dizioni per ben riuscire nella fabbricazione delle macchine.
Questo Stabilimento possiede anche un’ officina speciale per la grande
forgia, dove i pezzi prodottivi rappresentano ciò che si è ottenuto di
meglio in questo genere.
È là che furono forgiate le ruote di prora e i dritti di poppa del
Duilio, del Dandolo, dell Italia e della Lepanto. La forgiutura di alcuni di
questi pezzi era così difficile che le officine dell’ estero hanno rifiutato di
fornirle. Nonostante questi pezzi sono di una perfezione ammirabile. Si
IRE:
può senza esagerare, affermare che per la gran forgia l’ officina Ansaldo
senza rivali in Europa.
Questo Stabilimento ha fornito alla marina da guerra diversi apparati
motori per nave, sopra disegni esteri che diedero buon risultato. — Inoltre
costruì macchine sopra piani propri che diedero pure risultati molto sod-
disfacenti.
To cito per esempio la mucchina della corazzula Palestro, quella del
gni propri,
Colonna, quella dell’ Amerigo Vespucci, del Savoia, e, sopra di
0 Staftetta.
Ora questi apparati motori sono stati costruiti e finiti con precisione;
le macchine dell’ ar
di più, montati a bordo, hanno funzionato vegolurmente e non lasciano
nulla a ideare. Da molli anni lo Stabilimento Ansaldo si occupa senza
interruzione della fabbricazione di macchine. Per questa specialità, lo
di lavori
Stabilimento Ansaldo è il solo in Italia che conta una serie
continuali con sempre crescente progresso. È il solo che possiede una
tradizione storica di produzione, avendo sempre seguito lo sviluppo ed i
perfezionamenti che i cambiamenti dei tipi hanno determinato.
Inoltre la lunga pratica costituisce un elemento di valore, che non può
alfenersi all_improvriso, e che non si può crea SÌ da un momento all'altro
entre goto iii) e) apt rl login pig
nesthza dubbio una grande influenza sull'andamento di ogni industria, e
allorquando essa è indecisa, debole 0 trascurata può fare gravissimo torto
allo Stabilimento e non savebbe sufficiente a garantire la bontà del prodotto.
J più rinomati Stabilimenti meccanici inglesi citati per la pri
rigorosa e la finitezza perfetta dei loro prodotti, devono la loro fama più
che alla Direzione generale dello Stabilimento, alla loro maestranza, che la
stone
lunga pratica è l abitudine di adoperarsi per migliorare e perfezionare il
lavoro che le è affidato, ha finito per rendere abilissima. Difatti i capi
officina vi sono conservati gelosamente e ben pagati.
Icreatori delle officine Penn, Maudslay, Elder, ecc., celebr
; ma le loro officine possedono sempre quel nucleo di
ingegneri mec-
operai scelti che costituisce la loro vera forza, e che li mantiene al livello
el
ha continuato nella fabbricazione delle macchine marine, si trova oggidi in
grado di off'rive le maggiori garanzie per la costruzione degli apparati motori
i più complicati e della più grande potenza, destinati alle navi da guerra.
to al quale sono pervenuti. — L’Officina Ansaldo che dopo più di 20 anni
Tanto scriveva nel 1883 la Commissione presieduta, come abbiamo
detto, dall’ onorevole Brin,
‘D 9 OATVSNV ‘019
Se & C.
v IN - S
GIO.
da;
POND
Egr
Ma nel 1883 lo Stabilimento Ansaldo appena appena erasi scosso da
quel letargo industriale in cui per tanti anni, specie dopo la morte del-
l'ingegnere Ansaldo, più che vissuto aveva, si può dire, solo vegetato.
E nell’anno 1883 esso contava una produttività molto modesta. Solo
pochi anni appresso aveva già più che quadruplicata la potenzialità pri-
mitiva accrescendo le sue officine e moltiplicando la sua suppellettile
meccanica,
Dalla fabbricazione delle macchine di soli 1000 a 1500 cavalli come
la Palestro, il M. A. Colonna, ecc., aveva progredito alle più colossali di
20000 cavalli come quelle del Szczlia.
Dagli apparati motori a bassa pressione, come il Conte Verde, aveva
progredito attraverso a quelli di mezzo, come il Savoia, Vespucci, Strom-
boli, ece., fino alle alte pressioni oggidì in voga, come in quelli della
Minerva, Liguria, Marco Polo, Garibaldi, Saint Bon, ecc., e sempre ar-
recando successivamente largo contingente di studio, d’esperienza e di
progresso.
Nel 1889 il comm. Antenore Bozzoni, Ispettore del Genio Navale e
Presidente del Comitato pei Disegni al Ministero della Marina, incaricato
dal MidiS o Briy-di ispezionare i principali ERIN di metallurgia e
di cosiftioni eci lrn ZAZA dan cbr tierto
Ansaldo © il più antico e vasto Stabilimento 0 di costruzioni mec-
caniche, che negli ultimi anni aveva avuto uno sviluppo considerevole e che
in quanto concerne l’organizzazione e la disposizione delle officine, esso ha
enormemente progredito. Di più, ch° esso ha completato la sua collezione
di macchine utensili, scegliendo le più perfezionate.
Notava anche che i Fratelli Bombrini non hanno risparmiato dispen-
dio di sorla per migliorarlo sotto ogni rapporto.
Conchiudeva affermando che questo Stabilimento si è messo in grado
non solamente di c
ns
ve il primo posto in Italia per la costruzione di
macchine marine di ogni sorta, ma di mettersi al medesimo livello dei
più importanti stabilimenti dell’ estero.
Ed altro giudizio in proposito di non minore competenza, lo traggiamo
ancora dal già più volte citato opuscolo dell’on. G. C. Daneo, là dove
soggiunge:
Ritornando alle Officine Ansaldo, noi pensiamo che ciò che noi abbiamo
detlo avrà persuaso il lettore della loro grande importanza come forza
industriale in Italia.
LITOia,
rà anche convinto che i Fratelli Bombrini hanno per vari
Egli s
titoli diritto alla riconoscenza del paese.
Noi non sapremmo far meglio V elogio di questi liguri, altrettanto arditi
quanto intelligenti, che ripetendo le parole del Conte Ammiraglio Augusto
Albini, Deputato al Parlamento, uno dei tecnici i più competenti d’ Italia.
Il Conte Albini, accompagnato dal Comandante De Amezaga e da colui
che scrisse queste linee, visitò le Officine Ansaldo precipuamente nello scopo
di esaminarvi le macchine della corazzata Sicilia.
tò vivamente dell’ enorme sviluppo che con una lodevole
Egli si feli
disposizione e con una rara intelligenza si seppe dare all’ antico Stabilimento
ggiare coi più importanti sta-
Ansaldo, mettendolo in grado di poter gar:
bilimenti moderni. Io confesso, dicera egli, che come italiano provo una ben
viva soddisfazione vedendo che infine vi ha in Ilalia qualcuno che sa
luminosamente dimostrare d’ aver una ferma confidenza nell’ avvenire del-
l'industria meccanica italiana e sa prevederne i bisogni futuri. Come Ligure,
aggiunse Vl Ammiraglio, io ammiro con emozione sincera i fratelli Bombrini,
perchè aninati da una ferma confidenza nell’ avvenire, essi si preparano
an “nt a) farò 7. et ‘ela grande industriamdvale che nel passato ha
dato di da Eu tà Lalli VELA ZZZ VESTA DIF la
all’ Italit.
E per apprezzare l’importanza di questa opinione bisogna notare che
il Conte Albini, V inventore della carabina che porta il suo nome, benchè
6 imo, ha passato la sua vita negli stabilimenti meccanici e cantieri
italiani ed esteri ed è stato durante lunghi anni alla Direzione generale
d'artiglieria e torpedini al Ministero della Marina.
Aggiungerò inoltre che il Comm. De Amezaga, uno dei migliori uf-
ficiali superiori della nostra marina da guerra, conoscendo la natura del-
l Ammiraglio Albini e quanto egli sia araro de’ suoi elogi ed apprezzando
di più la sua rara competenza in materia, profondamente colpito e
persuaso dalle sue parole, mi confessava ch'egli era ammirato d'un
giudizio così nettamente espresso.
Le citazioni autentiche cui siamo venuti ricorrendo provano, docu-
mentano ed elogiano meglio di quanto avremmo potuto farlo noi stessi, a
quali rapidi e rimarchevoli progressi sali da noi in questi ultimi tempi
l’industria meccanica, la navale specialmente, auspice e duce il massimo
dei nostri Stabilimenti meccanici, l’ Ansaldo di Sampierdarena.
E diciamo intenzionalmente auspice e duce.
GIO. ANSALDO & C.
Ù)
4 VAUBININ ,, AUFINITHIUOL AUOLVIVOMONI *W "Il HAd TIIVAVO 007 14 ANOISNVdSA BY” VONTIANGO UNIHOOVIE
‘D 2 O01VSNY ‘019
22 pese
Or fa poco più d'un decennio, l'industria meccanica in Italia, par-
liamo della grande industria, era come cosa morta, per lo meno quasi affatto
sconosciuta. Governo, Società di Navigazione, ed Amministrazioni ferroviarie
garveggiavano nel non sapere e nel non volere apprezzare il valore indu-
striale italiano, anzi lo disconoscevano. Si ricorreva all’ estero in larghis-
sima scala e con una prodigalità di denaro degno di miglior destino. Intanto
i pochi stabilimenti meccanici languivano vivacchiando a gran stenti sulla
piccola industria.
Ma, dopo il 1882, quando i fratelli Carlo Marcello e Giovanni Bom-
brini, assunte le redini dello Stabilimento Ansaldo, sorretti e confortati dal
consiglio eminentemente pratico e chiaroveggente dell’ esimio Ing. Orazio
Chiazzari de Torres, scienti delle proprie forze e volenti nello scopo, issarono
arditi e con fermezza di proposito il vessillo dell’ industria i paese, allora
il risveglio morale, la riabilitazione materiale dell’ industria meccanica
italiana cominciò a prender corpo e poco a poco ad ingigantire, ad imporsi.
Dapprima però Governo, Società ed Amministrazioni rimasero come
sgomenti od increduli. Contro il grido per ?° industria in paese dal campo
ue.
degli oppositori o degli scettici si gettava l'allarme del lucro per mire pri
Mu/faterità si imponeva, ed i Bombrini erano più che mai fermi
cd nima STAT STE PL)
sufficientî, che il macchinario era poco e non recente, nè perfezionato, che
il personale tecnico non era ben allenato, che si costruiva con lentezza
fenomenale. Ebbene, si fecero nuove officine, se ne ingrandirono altre, si
moltiplicarono e si perfezionarono i macchinari; operai ed ingegneri furono
all’ altezza del compito, i lavori si svolsero con sempre crescente rapidità.
Ed allora Governo ed Amministrazione piegarono!
Ed allora fu un brulichio di industriali che si affollarono sull’ apertasi
breccia dell'industria nazionale. Gli Orlando, gli Odero, i Cravero fecero
degna corona all’ Ansaldo. D’ oltre mare vennero gli Hawthorn ad impian-
tarsi cui Guppy a Napoli, gli Armstrong a Pozzuoli. Nelle costruzioni di
locomotive sorsero emuli all’ Ansaldo il Breda, e gli Esslingen calati d'ol-
tralpe a Saronno. E poco stettero a sorgere, come complemento inevitabile,
le acciaierie di Terni e di Savona, le acciaierie e ferriere di Sestri Ponente,
Voltri e Prà, la fonderia di acciaio del Vanzetti a Milano, le metallur-
giche di Livorno, del Criste di Genova, ecc., ecc., e le mille altre minu-
scole che trovarono vita prospera e gagliarda.
Ben presto i bisogni del Paese non bastarono più agl’ industriali.
Ecco allora gl’industriali distendere i lor tentacoli fuori paese. In breve
volger d'anni i Silvestri, i Breda, gli Odero trionfano in Serbia, Rumania
e Bulgaria, gli Orlando in Portogallo e Marocco, gli Ansaldo in Grecia
e nel Sud-America. È una vera ammirabile gara di emulazione.
Chi oserebbe gridare ancora che in Italia non si è capac
Per gli oppositori fu umiliante mortificazione. Per gl’inereduli improv-
visa rivelazione. Noi la diremo invece una vera redenzione!
Nulla resiste ai volenti. Bastò solo che il massimo degli Stabilimenti,
l’ Ansaldo, si facesse auspice e duce della lotta per l'industria nazionale.
Bastò che i suoi gerenti, i fratelli Bombrini, volessero e volessero con per-
spicacia ed acutezza di mente, con tenacità di proposito, con energia d'azione,
con sacrificio di denaro. Ben disse di voi, o Bombrini, chi disse che ben
meritaste dal Paese. E scrivete pure con tutto orgoglio sul vostro blasone
industriale il motto, e fatevelo vostro:
Tanto vale poder quant uom v adopra.
Come già accennammo, le origini dello Stabilimento Gio. Ansaldo & ©.
risalgono all’ anno 1846. Da quell’ epoca fino al 1853 si svolge il periodo
per così dire embrionale.
Nel 8531 Ingegnere Giovanni Ansaldo a capo, di una nuova Società
costituifasi tm'Ggrova) rilevi) jmaforibimariceferdiipidu ta jimbovo
Stabilimento sotto il nome Gio. Arsa/do & C. costruendo grandiose officine
ricche di potenti attrezzature e raggruppate in un nesso molto armonico
che traspira la larghezza dei concetti e la divinazione dello sviluppo a
cui col tempo doveva salire il neo-Stabilimento.
La costruzione di locomotive e di materiale fisso per le Ferrovie
italiane diventa immediatamente il dominio delle prime lavorazioni del-
l’ Ansaldo, e vengono poi subito appresso in larga scala le forniture di
artiglieria, e di projetti per gli Arsenali di terra, le grandi riparazioni
alle macchine e scafi della Società di Navigazione A. Rubatlino, la co-
struzione di meccanismi e caldaie per marina, preparando così ed iniziando
successivamente il nuovo Stabilimento a raggiungere presto la sua più
alta meta.
Sfortunatamente l’ Ingegnere Ansaldo veniva a mancare quasi d’im-
provviso sullo scorcio del 1858.
Vi succedeva l’ Ingegnere Luigi Orlando, che tenne la direzione tecnica
delle officine fino al 1866. In questo periodo hanno sopravvento esclusivo
le forniture di granate e di artiglierie pei regi Arsenali, formano anzi
il precipuo e più fortunoso alimento della produttività delle officine. Però
vengono anche continuati i lavori di riparazione alle navi della 72. Redattino
UVIC 39 OLVZZVUOO MMOLVIJOUONI *U "Il Nd ITIVAVO 00001 I€ ANOISNVAST AOFIADIL VO ATITNAD ANIHDOVIK
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‘9 2 O0TYSNY ‘019
GIO. ANSALDO & G.
Lajgo La
e, sopra disegni del regio Governo, si iniziano le costruzioni degli apparati
motori pel regio avviso Vedetta e per la pirofregata Conte Verde.
Nel 1866 all’ Ingegnere Orlando succede nella direzione tecnica 1’ In-
gegnere Wehrli che vi rimane fino a tutto il 1882.
Ma intanto, cessato il maggiore e precipuo alimento dei lavori di
ferrovia, di quello degli Arsenali e degli altri della R. ARudatlino, lo Sta-
bilimento trascina la sua vita con stenti infiniti. Le Amministrazioni sue-
cedutesi a quella dell’ Ingegnere Ansaldo sono impotenti a dare il voluto
impulso allo Stabilimento ed a rialzarne le sorti. Non fosse pel continuato
io che gli viene dall’ illustre Senatore Carlo
appoggio morale e finanzia
Bombrini, lo Stabilimento era liquidato. Invece mercè tanto aiuto può reg-
gersi ancora e mantenere la sua rinomanza nelle produzioni di meccanica
e di marina, e coll’ impianto della grossa forgia assicurarsi anche il pri-
mato per la costruzione dei più colossali e complicati pezzi di fucina che
entrano nella costruzione degli scafi e delle macchine marine.
Così si giunge fino al 1883 nel qual anno succede al Wehrli nella
direzione tecnica l’ Ingegnere A. Omati, coadiuvato e consigliato dal valente
Ingegnere Orazio Chiazzari, e l’ Amministrazione viene assunta direttamente
dai figli( briùiy-signor Comm. Carlo Marcello e-signor Comm. Giovanni.
qQuanin iui iligli ombriti Soppero? infordére ao /Stbilmento
ed a quale altezza di sviluppo e di rinomanza seppero condurlo in brevi
anni già dissimo in antecedenza.
Nel 1883 lo Stabilimento Ansaldo (officine meccaniche e cantiere
navale) coutava non più di 800 a 900 operai con poco meno di 150
macchine utensili e si distendeva all’ angolo Sud Ovest dell’ industre Sam-
pierdarena, occupando una superficie di 40000 mq. e confinando a Sud
colla spiaggia del mare per una distesa di 90 metri.
Però già da quell'epoca era in grande considerazione per la bontà e
perfezione de’ suoi prodotti. Le macchine per la Palestro, per la Staffetta,
pel Marcantonio Colonna costruite nel periodo dal 1867 al 1879, avevano
raccolto il plauso del Governo e di tutti i competenti. Ricercate eran
pure le altre minori per piccoli piroscafi e per motrici fisse; così pure
le costruzioni di caldereria ed i prodotti della fonderia; e quelli della
gran forgia molto ammirati, specie nei difficili pezzi dei dritti di poppa,
ruote di prora e timoni delle maggiori corazzate, quali il Dandolo, il
Duilio, la Lepanto, V Italia, ecc.
Lodatissima sempre la costruzione delle locomotive. Un’ inchiesta fatta
sotto l’Amministrazione del Ministro Saracco ha provato che le locomotive
per le nostre linee ferroviarie costruite in Italia (erano in allora quasi
RE
esclusivamente quelle dell’ Ansaldo) sono migliori di quelle fabbricate al-
l’ estero al punto che se il numero delle locomotive estere a ripararsi era
rappresentato da 100, la quantità corrispondente per le locomotive nazio-
nali era dato da 15.
Dal canto suo il piccolo cantiere già aveva dato prova della sua ca-
pacità e potenzialità colla lodevole riuscita della Sta/fetta, del Verbano,
del S. Gottardo e di non pochi rimorchiatori, barche doganali, barche
portuali, draghe, pontoni, ecc.
Sul finire del 1886 il cantiere navale fu trasferito a Sestri Ponente
sotto la direzione dell’ Ingegnere navale Comm. B. Bigliati, ed al posto del
cantiere si fondarono nuove grandiose officine, e tutte le officine di Sam-
pierdarena furono riservate esclusivamente alle costruzioni meccaniche.
GIO, ANSALDO & G
MACCHINE A TRIPLICE ESPANSIONE DI 6600 CAVALLI PER I PIROSCAFI DELLA N. 6. 1, ‘ SIRIO ,, € PERSEO ,, # ORIONE ,,
‘D ® OGTVSNV ‘019
P'ARSEE STE
Lo stato attuale degli Stabilimenti
CENNI DESCRITTIVI E DATI STATISTICI.
Preseùlemente l'Azienda della Ditta Gio. Ansaldo & O. comprende i
seguenti stabilimenti :
a) Stabilimento meccanico di Sampierdarena con officine di costru-
zioni meccaniche, di macchine marine e di locomotive;
b) Stabilimento metallurgico dei metalli fini in Cornigliano-Ligure ;
c) Cantiere navale in Sestri-Ponente ;
d) Officina per l’ allestimento e corazzatura delle navi da guerra
nel porto di Genova;
e) Officina per le riparazioni delle navi nel porto di Genova, con
l'annesso materiale natante per trasporti e montaggio.
L'area complessiva occupata da questi diversi stabilimenti, quella
coperta dalle officine, dagli uffizi e dai magazzini, la forza motrice dispo-
nibile, la dotazione in macchine motrici ed operatrici, il numero degli
operai che possono essere addetti alle lavorazioni risultano dal seguente
specchio riepilogativo.
STABILIMENTI
coperta | scoperta | totale
mq.
Il Il
Forza Dee Operai |
|
motrice | macchine Al
O : Aren occupata
| |-Cav.
mq.
| 4) Stabilimento mecca- | |
nico di Sampierda-
rena . 36000 | 44000 80000 850 812
lurgico di Corni
I
| |
| | |
D) Stabilimento metal | |
|
|
gliano-Ligure . . 3900 56100 60000 250 74
300
c) Cantiere navale di
Sestri-Ponente . . | 10000 | 40000 | 30000 200 154 4000 |
d) Officina per l’alle-
stimento e la coraz- |
zatura delle navi da
puoma AR 385 1700 60 28 900
) Officina, per le ri-
Za pai [7
con/itanitesto | meet] / pf} = I NEFA!/DIO)
rialè Arante per | | TT
| trasporti e mon- |
dae 0, n 30 480 | (*) 250
Li
TOTALI ... 51665 | 140515 | 492480 1590 1090 9500
300
Ciascuno stabilimento, ciascun riparto è tecnicamente autonomo, forma
unità da sè, con personale tecnico proprio e di provata esperienza per la
sua specialità, cosicchè i lavori vi si estrinsecano separatamente con quella
individualità e quella correttezza che l’arte ed il progresso esigono. Ed in
questo modo la ditta Ansaldo da un decennio a questa parte, abbando-
nato l’antico nocivo sisiema di abbracciare tutti i lavori in una sola
unità tecnica, si ridusse molto opportunamente a specializzarsi in tutte
(1) In questa colonna è scritto il numero degli operai corrispondenti alla capacità di
lavorazione delle otticine.
(£) In questa forza sono compresi 130 cavalli delle macchine esistenti a bordo dei
pontoni e dei rimorchiatori del materiale natante.
GIO. ANSALDO & C.
LOCOMOTIVA A 6 RUOTE ACCOPPIATE PER TRENI MERCI
gr” cd EL Pif
TÈ RONDAZIONE PIERO)
LOCOMOTIVA A 8 RUOTE ACCOPPIATE PER LINEE DI MONTAGNA
SE
le sue produzioni, guadagnandosi così la via più sicura per lottare con
successo contro la concorrenza, senza perciò sminuire la rinomanza e la
proverbiale bontà de’ suoi lavori.
L'organamento amministrativo, direttivo e contabile di tutti questi
stabilimenti è inappuntabile. La disciplina vi è regolata con tatto e con
larghezza di vedute, cosicchè i più cordiali rapporti regnano fra operai,
ingegneri e padroni, e ne è prova che gli operai stessi accorrono agli
Stabilimenti della Ditta con vera preferenza, e ciò s’ intende tanto per la
liberalità del trattamento, quanto per la serietà dell'educazione pratica
che vi trovano.
Le numerose Società di mutuo soccorso che pullulano nella industre
Sampierdarena ed alle quali gli operai indistintamente sono ascritti, re-
sero sempre superflua l'istituzione da parte della Ditta di Casse di pre-
videnza. Tuttavolta la Ditta onde venire in aiuto a’ suoi operai nelle
circostanze economiche più critiche, ha creato un fondo di beneficenza, che
alimenta col suo diretto concorso, e nel quale versa, senza eccezione, tutte
le multe disciplinari che si fanno pagare agli operai e di più vi contri-
buisce del proprio con una somma uguale alla metà di quella emergente
dalle ritefiute inflitte, ciò ch'è disposizione assai morale ed encomiabile.
Inoltre, quatto fol 1887/58 (sorsblTi/CAssa Nazionale per (litbriuni
sul lavoro; la Ditta fu una delle prime ad assicurare i propri operai,
ma, quel ch'è più, ad assicurarli a suo esclusivo dispendio, il che non è in-
cio, poichè il costo annuo medio dell’ assicurazione per ogni
differente sacri
operaio essendo di lire 8,50, così quando i suoi Stabilimenti hanno il loro
massimo di forza, essa dovrebbe sborsare annualmente oltre a 80.000 lire.
Non è a dire che tanta larghezza fu iniziativa spontanea dei gerenti
la Ditta ed insieme proprietari degli Stabilimenti, signori fratelli Bombrini,
nei quali alla tenacità dei propositi si accoppia l’innata generosità e ma-
gnanimità dell'animo.
Ed il personale degli Stabilimenti, sensibile a tanto benefizio, volle
perpetuare la sua riconoscenza verso i Bombrini col dono di una perga-
mena commemorativa, pergamena di gran pregio e valore perchè illustrata
dal celebre pennello di quel valente Pittore che fu il Nicolò Barabino.
Lo Stabilimento di Sampierdarena. — Dal 1883 ad oggi
fu considerevolmente ampliato coll’ acquisto di adiacenti terreni ed accre-
sciuto di nuovi e recenti macchinari perfetti e completi quanto si potrebbe
TL
desiderare. Ci basti accennare che i fratelli Bombrini v' impiegarono, e sol-
tanto in questo Stabilimento di Sampierdarena in tale decorso di tempo,
più di 7 milioni, spesi con altrettanto coraggio quanta perspicacia.
Lo Stabilimento occupa un'area di 80,000 mq. di cui poco meno di
40,000 coperti da officine, magazzini ed uffici.
Le officine, disposte in un nesso molto armonico, vi sono grandi,
spaziose, ben arieggiate e rischiarate, e provviste pel lavoro di noite
d'illuminazione a gaz-luce e luce elettrica. Esse si dividono nei seguenti
riparti:
1.° Modellisti | 9. Congegnatori
2 Fonditori di ghisa e bronzo 10.0 Mole a smeriglio
3 Fucinatori 11.° Montaggio di macchine in genere
4.0 Magli 12.° Montaggio di macchine marine
5.° Grande torneria 13.0 Montaggio di locomotive
6.° Piccola torneria 14° Laboratorio di precisione
7.0 Torneria per bronzi 15.° Laboratorio chimico.
8.° Calderai
\-
Una tete dimmi arie Ss dtiielio/ ai i GAI im Comuni
cazione tutti i riparti fra loro e coi magazzini e depositi di merce.
I piazzali dello Stabilimento e l'interno delle officine sono percorsi
da binari a scartamento normale che sono in comunicazione diretta colla
stazione di Sampierdarena e colle calate del Porto di Genova.
Lo Stabilimento comunica pure col mare mediante un pontile spor-
gente in acqua 100 metri, dalla Ditta stessa costrutto a tutte sue spese,
e che dal Porto di Genova dista pressochè due chilometri. I binari dal-
l'interno dello Stabilimento giungono fino al pontile, di dove i pezzi più
voluminosi e pesanti, che diversamente non avrebbero transito nè per fer-
rovia, nè per via ordinaria, vengono trasportati al Porto di Genova. Pel
servizio di questi trasporti la Ditta si è fabbricata per proprio conto e
dispone di rimorchiatori, di barche da carico, pontonetti e di due pontoni-
gru a vapore, di cui l'uno di 40 tonnellate e l’altro veramente colossale
di 120 tonnellate con sbraccio libero di 12 metri, che gli permette di
caricare nelle stive dei più larghi ed alti bastimenti.
Quando ferve abbondante il lavoro, questo solo Stabilimento può rac-
cogliere almeno 4.000 operai attorno alle 800 e più macchine utensili, fra
cui non poche specialissime e notevoli per mole, ed assieme animate da
ben 7 motrici principali oltre a quelle ausiliarie, alle quali 20 caldaie a
GIO. ANSALDO & C.
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DRITTO DI POPPA DELLA R. CORAZZATA “ LEPANTO ,,
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amore
vapore dànno alimento, producendo così in totale una forza motrice di-
sponibile di circa 850 cavalli vapore.
I magli a vapore sono azionati col vapore di generatori riscaldati
dalle fiamme perdute dei grandi forni a riverbero che sono in numero di
otto. Notevole l’ impianto di quest’ officina, che dal piccolo maglio di 250 chi-
logrammi sale, per una scala di otto apparecchi, fino a quello colossale di
40 tonnellate. Quali e quanti pregevoli prodotti siano sortiti da quest’offi-
cina e quale rinomanza siasi guadagnata, lo abbiamo già accennato più
addietro.
I forni fusori della ghisa sono in numero di cinque e possono dar
getti di ogni forma e dimensione, sia in ghisa comune, che indurita o
malleabile — dai colossali portaincudini per magli di oltre 50 tonnellate
ai più piccoli pezzi di meccanica. I locali per la formatura e la fondita
sono ampi, ben disposti, dotati di numerose, potenti e speciali attrezza-
ture, divisi in due navate, ciascuna servita da due gru funicolari a ponte
scorrevole, rispettivamente della portata di 40 e 30 e di 20 e 10 ton-
nellate. Il miglior elogio che si possa fare di questa fonderia è specchiato
nel giudizio emess
la dichia _bunica dove si conservi la tradizione del lavoro ben fatto e
dove si fondono de-iù) pesantino/ Coîi plicato pariineeossanie dle gaia
macchine»
dalla Commissione di Marina, e più sopra citato, che
La fonderia del bronzo e metalli affini, senza avere un'impronta
spiccata sua propria, possiede per altro forni a crogiuoli e forni a river-
bero capaci assieme di provvedere getti monolitici fino a 20 e più ton-
nellate di peso, come ad esempio, i dritti di poppa, le ruote di prua, i
telai di timone forniti in bronzo fosforoso per le regie navi Cristoforo
Colombo, Elba, ecc., i condensatori in metallo delta per le macchine del
Carlo Alberto, del Garibaldi, del Saint Bon e via dicendo.
L'officina di caldereria, che sorge sul posto dei piazzali e degli scali
dell’ antico cantiere e che si distende parallela alla spiaggia del mare, è
una costruzione, esclnsivamente in ferro e ghisa, grandiosa, imponente
ed assieme svelta nel suo concetto architettonico. Misura una lunghezza
di 120 metri per una larghezza di 40 ed è divisa in tre navate, di cui
la centrale, destinata alla costruzione delle più colossali caldaie di marina,
spazia 16" di larghezza ed ha un'altezza di 19, m. 30 al culmine del
tetto; in essa due gru a fune di 40 tonnellate ciascuna, accoppiabili al-
l’ occorrenza servono pel rapido e comodo maneggio e trasporto delle più
pesanti e voluminose caldaie. — Delle due navate laterali quella a Sud
è destinata per la costruzione delle caldaie da locomotiva e per quelle ma-
I
rine di modesta mole; una gru a fune di 20 tonnellate ed una seconda
di 6 tonnellate fanno il servizio di manovra. — L'altra navata laterale
a Nord comprende le macchine ’avoratrici servite da tre gru funicolari
di 6 e 10 tonnellate. — A Nord a ridosso dell’officina sono le ampie
ed assortite forgie de’ calderai, ed a Levante sorgono i diversi forni a ca-
mere appropriate per la ricuocitura delle lamiere sagomate. — Notevoli
nel macchinario di quest’ officina, oltre le gru già menzionate, sono: la
inchiodatrice idraulica gigante, azionata da pompe od accumulatori capaci
di produrre sforzi fino a 100 tonnellate; le inchiodatrici idrauliche mi-
nori e le portatili; la macchina verticale a centrar lameroni, il trapano
multiplo a 4 utensili snodabili, il trapano ad utensile inclinabile a
filettare, ecc.
La gran sala dei torni siede al centro del corpo principale dello Sta-
bilimento frammezzo alle tettoie della Fonderia e dei magli a Nord, delle
costruzioni meccaniche e delle macchine marine a Sud. S' innalza sopra
uu rettangolo di 170% di lunghezza per 16,5 di larghezza; tre gru funi-
colari a ponte scorrevole, due delle quali della portata di 30 tonnellate
accoppiabili all'occorrenza ed una di 10 tonnellate, provvedono ad un
rapido sengi,
L’ interno” di pquest) officina si presenba cen pvera, imponenza. Quel
l'ampia distesa di locale, quell’ ordinatezza nella disposizione delle mac-
chine-utensili spiccanti per la loro mole e la loro specialità, quel movimento
così intrecciato e sorprendente di tutte le macchine in azione, strappano
jo di manovre lungo tutta l’ officina.
sempre al visitatore un plauso di ammirazione.
Degni di menzione in quest’ officina sono — i grossi torni per tor-
nire fino ad 8 metri di diametro — il tornio gigante per tornire alberi
fino a 20 metri di lunghezza — il tornio colosso a piattaforma orizzon-
tale — il tornio ad utensili rotativi — i gruppi dei grandi trapani ra-
ciascun gruppo potendo lavorare con-
diali e quelli dei trapani alesato:
temporaneamente ad un sol pezzo: — la piallatrice a banco scorrevole a
quattro utensili che può lavorare pezzi fino ad 11 metri di lunghezza e
m. 2,50 sia in larghezza che in altezza -- le piallatrici a ponte spe-
ciali per la lavorazione dei pezzi di forme le più complicate — la stoz-
zatrice gigante — le due grandi frese a doppio utensile a movimenti
multipli con banco rotativo, le quali permettono di lavorare con rapidità
e precisione le superfici le più sghembe — e via dicendo.
Fanno ala alla grande forneria — un riparto di piccoli torni —
altro di trapani radiali — il laboratorio di precisione — la sala delle
piccole macchine a fresare.
‘O 9 O0IVSNV ‘019
ANSALDO & G.
GIO.
SEGHE
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TELAIO DEL TIMONE DELLA R. CORAZZATA * LEPANTO
oe
Completano poi la suppellettile meccanica dello Stabilimento la piccola
torneria che occupa per altro da sola un’area di 110X16 metri e dove
sono raggruppate non meno di 320 macchine-utensili.
A Sud della grande torneria, parallelamente ad essa ed all’ officina
di caldereria, sorgono i riparti dei congegnatori, della montatura, delle
macchine in genere e della montatura delle macchine marine.
Quest’ ultimo riparto merita una parola di menzione. Copre un’area
di 90% + 16,5 ed è servito da due gru a ponte scorrevole, ciascuna della
portata di 30 tonnellate, In questo solo anno accolse contemporaneamente
in montatura gli apparati motori a macchine gemelle degl’ incrociatori co-
razzati Carlo Alberto di 13,000 c. i. — (General Garibaldi di 13,000
c. i — Ammiraglio di Saint Bon di 13,500 c. i., senza contare quelli di
minor mole, e così oltre a 40,000 cavalli di forza, — Nel volgersi del
1890 vennero in tale riparto in montatura le tre macchine dei piroscafi
Sirio, Perseo ed Orione di 6600 c. i. ciascuna — le due macchine dei
piroscafi Giulio Cesare e Remo ciascuna di 1700 c. i. — gli apparati
motori a macchine gemelle delle regie navi Minerva di 4000 e. i. —
Liguria di 7700 c. i. — Marco Polo, di 10000 c. i. — quattro macchine
per torpedimière /dLalto mare ciascuna di 1000 Gi.) — e così un totale di
sole mottici prinéipali/tutineai_18/000/0. 17 solizalte nervo dollbaholte
ausiliarie e delle altre minori e senza dire dell’ apparato motore per la regia
corazzata Sicilia di 19.500 c. i. che era appunto in via di consegna.
Non meno degna di menzione è |’ officina di costruzione delle loco-
motive. Essa è staccata dal corpo principale dello Stabilimento e forma
i distende dal torrente Polcevera al viadotto ‘della
unità da sè stessa.
linea ferroviaria Genova-Ventimiglia, il quale interseca parzialmente il
terreno dello Stabilimento, comprende un’ area di 6000 mq. circa.
L’ Officina per la montatura delle locomotive sorge sopra un rettan-
golo di m. 144X45, divisa in tre navate, di cui la centrale percorsa
da un carrello trasbordatore, serve per lo smistamento e manovra delle
locomotive sui diversi binarii trasversali delle due navate laterali. L'Of-
ficina è provvista di motrice e macchine-utensili proprie ed ha inoltre
locali riservati alla riparazione sia di locomotive, sia di carri ferroviari.
Nel 1889, uno degli anni più fortunosi verificatisi in Italia per ordina-
zioni di locomotive, nel mentre ancora questo riparto era a solo mezzo
cammino del suo impianto, tuttavia lo Stabilimento potè consegnare alle
ferrovie italiane 77 locomotive fra nuove e rimesse a nuovo di grande
riparazione. Oggidi potrebbe normalmente provvedere alla costruzione an-
nuale di più di 200 locomotive,
ago
Per completare i cenni delle nostre notizie su questo massimo Sta-
bilimento aggiungeremo che alla grandiosità di tutte le sue officine mec-
caniche, fanno degna scorta i magazzini e piazzali di deposito che sono
numerosi, ampi e razionalmente combinati e distribuiti pei molteplici ser-
vizi. Officine, magazzini e depositi sono serviti da una vera coorte di
carri usuali e speciali, da gru fisse e gru rotabili e da gru-locomotive
di costruzione della Ditta, i quali mezzi facilitano ed accelerano oltremodo
il movimento di trasporto, di carico e scarico dei materiali.
Pure notevoli sono: il laboratorio chimico per i saggi sui metalli e
sulle leghe, la sala di tracciamento che misura un rettangolo di 1650
metri, la sala dei modelli pel numero e valore dei modelli raccoltivi, le
due sale di 16 per 11 metri ciascuna, rischiarate a giorno, adibite l’una
ad ufficio disegnatori e l’altra ad archivio disegni, ricchissimo per il nu-
mero ed il pregio delle raccolte che vi si custodiscono.
Lo Stabilimento coi potenti mezzi di cui dispone può annualmente pro-
durre oltre a 200 locomotive, 100,000 cavalli di macchine a vapore sia marine
che fisse, 2000 tonnellate di caldaie, 1000 tonnellate di grossa forgia.
A provare con cifre indiscutibili in quanta considerazione sia tenuto
questo Siftbilimento, accenneremo di volo alle più importanti costruzioni di
ine ché glivennerdrafidàte” ni dnestultimo/yolsere di amy)
MACC
Per la Marina da Guerra.
Amerigo Vespucci... . .. . R. Marina Italiana - . 5000
SAVOIA I A aa eli » » » » 5000
CAEN » » » a » 1700
‘Archimede: pl iv n pia » » » » 1700
(Rolo sa iO » » a» 4200
Monzambano poni on an » » ».» 4200
Stromboli rio » » » » 7700
Mimorvalcni dora Ai ine luia » » » » 4200
Liga pal Ia » » » » 7700
Sigilli diga » » >» » 19500
Marcosholo si iaia o ee » » > » 10000
Garlo ADELtio 249 ITA » » » » 13000
Generale Garibaldi. |. per la Repubblica Argentina » » 13000
Giuseppe Garibaldi. . . . . . R. Marina Italiana » » 13000
Ammiraglio di Saint Bon . . » » » » » 18500
Diciotto Torpediniere d’ alto mare...» » » » » 18000
GIO. ANSALDO & GC.
PELAIO DEL TIMONE DELLA R. CORAZZATA “ LEPANTO ,y DEL PESO DI 13880 KG.
GIO, ANSALDO & C,
9 hic cosyrtgro/ FTIÀ rEPLIBRICAQUGENIINA
ge
Per la Marina Mercantile.
Giulio Cesare. . . . . . . di bandiera Italiana - c.i. 1750
Remo i » » 2/2 CL OLIDOI
RésUmberto 84: O aa oe » » » » 1750
Sirio a » » » » 6600
Drone e Ra » » » » 6600
REESOAn N Aa dee » » » » 6600
Sarita . RE a ee ta » » » » 600
CAlAbiai TREE A » » » » 400
Olga ia Sa » Greca » » 220
Neva ini REL » » » » 260
SAP » Italiana >» » 160
(NGBtri Ponente: Sa » » » » >» 150
Gensral=Cavalli:ii= osano » » » » 130
Gensral=Vallrot rina » » » » 130
ContesdhS Roberti en » » »» 130
DAMA ne » » » > 140
Higrensoai n e ca » » » > 80
Albardert Sp. . . a » » » » 80
Per le Ferrovie Italiane.
Locomotive a 4 ruote accoppiate |. . . . . . . . N 4
» » 4 ruote accoppiate con sterzo per treni diretti . » 78
» » 6» » » » sa » iO,
» sno » PELI MARCIO
» ac'Booa » per linee di montagna . . » 24
E se maggiore produzione non fu possibile di toccare, non è già per la
deficenza dei mezzi o buon volere della Ditta, bensi per la subentrata anemia
industriale del paese e quindi per la conseguente scarsità delle ordinazioni.
Il Cantiere Navale di Sestri Ponente. Come già abbiamo ac-
cennato, il Cantiere Navale della Ditta venne sullo scorcio del 1886 traspor-
tato sulla spiaggia di Sestri Ponente a pochi chilometri da Sampierdarena.
Nel prendere una tale determinazione i fratelli Bombrini erano animati
dall'idea altrettanto ardita che patriottica di far rivivere la grande ir
dustria navale, che già in passato fu una delle glorie della nostra Liguria,
Sodo
e nello stesso tempo adibendo lo Stabilimento di Sampierdarena esclusiva-
mente ad officine meccaniche e creando quivi nuove e più ampie officine
meccaniche, dargli un potente ausiliario per la costruzione di qualsiasi più
poderosa nave da guerra.
Il Cantiere Navale, sito alla parte Sud-Ovest della città di Sestri
Ponente, si distende sul mare per una fronte di 550 metri circa e spazia
sopra un’ area di circa 50.000 mq. Questa stessa località serviva già in pas-
sato all'industria navale Ligure all’epoca delle costruzioni in legno, e permette
la messa in Cantiere delle più grandi navi sia per la marina da .guerra,
che per la marina mercantile. La regolarità del pendio della spiaggia e
la sua profondità la rendono atta al varo delle più grandi navi.
Le officine, le tettoie ed i magazzini del Cantiere occupano un’area
di circa 10.000 mq. e sono fornite di numerosi scali e di un corredo di
macchine e macchinismi, che risponde ai più recenti perfezionamenti del-
l'industria navale e che possono raccogliere a lavoro, quand’ esso fervesse
in tutta la sua massima espansione, almeno 4000 operai.
Quantunque sorto appena otto anni or sono, il Cantiere ha già dato
al mare numerose ed importantissime costruzioni, quali:
È
: 2 }or,}a, Marina da Guerra) =, 11)
tl nt” SSIS Sd SS AS5 sd
Torpediniere d’alto mare N. 18, R. Marina Italiana- Disloc.! totale Tonn. 1530
Incrociatore torpedin, Minerva » » » » » » 850
» protetto Liguria» » » » » » 2280
» corazzato General Garibaldi, marina Argentina » » 6840
inoltre sopra gli scali è già in avanzata costruzione 1’ incrociatore Giu
seppe Garibaldi gemello al General Garibaldi.
Per la Marina Mercantile.
Piroscafo Giulio Cesare .. . di bandiera italiana - Disloc.to Tonn. 5845
» Remo: dida » » » » 5845
» Rei Umberto. <.<. >» » » » » 5845
» Sa ” » » a 1115
» CAI ea » » » » 350
Goletta a vapore S. Paolo. >» » » » » 730
Piroscalo Olga » Greca » > 340
» Nea pa » » » » 370
Sestri Ponente . . » » Ttaliana » » 120
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25 —
oltre a 2 cisterne a vapore, 8 rimorchiatori da bersagli pei tiri delle ar-
tiglierie a mare, 3 rimorchiatori per servizi portuali, infine i seguenti velieri:
Caterina Accame . |. . . . . . . Dislocamento Toun. 3340
Cavalier @iamMpaz to » >» 3340
iRrantesco Wiamapa.v..- . te » » 3340
Nalvatore Sia mMpa i Re nn » » 3340
Gribillleoenn » » 2580
AVADGASUVO)AS I o » » 2530
Rio:Grande:(goletta). » » 730
In tutto fra marina da guerra e marina mercantile, in questi ultimi
otto anni, scafi 45, senza contare il colossale pontone a vapore con gru
altissima capace di alzare pesi di 120 tonnellate, per uso proprio della
Ditta, ed una schiera numerosa di barche a vapore, barconi da trasporto,
pontonetti, ecc.
+
Lo Stabilimento Metallurgico di Cornigliano Ligure, in
origine apparteneva alla cessata Società Italiana Delta. Fu aggregato agli
Stabilimofiti.della Ditta nel 1894, come ausiliario per la fabbricazione e
lavoraZione ati / metalli infimgaalizit pmie, Adeltar jb bronzor fdsforgso,) il
bronzo manganese, il bronzo alluminio, il muntz-metallo, ecc.
Lo Stabilimento occupa un’area di 9483 mq. dei quali 3900 coperti
da officine, tettoie e magazzini; ma dispone inoltre di un’ area circostante
di altri 50517 mq. adattatissima per un facile ampliamento delle offi-
cine stesse.
Comprende precipuamente i seguenti riparti: i modellisti, la fonderia,
i laminatoi, la trafileria, l’ officina meccanica, le fucine, il laboratorio
chimico e delle prove meccaniche, i caseggiati per magazzini, . uffici ed
abitazione.
L'officina modellisti e falegnami è provvista di seghe a nastro e torni
per la preparazione dei modelli e di qualsiasi lavoro in legno.
La fonderia è suddivisa nella piccola fonderia per il dosamento e
preparazione in lingotti delle diverse leghe, e nella grande fonderia che
conta una sezione completa di forni a crogiuoli, un forno a riverbero di
15 tonn. ed altro minore di 3 tonn., per modo che si può comodamente
provvedere per la fondita di pezzi monolitici fino a 20 e più tonn.
I laminatoi comprendono un impianto completo di treni per la tira-
tura delle lamiere, verghe e fili, con relativi forni di riscaldo, cesoie per
lamiere, cesoie per verghe, aspi da fili, ecc.
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La trafileria è composta da una batteria di 22 rocchetti divisi in
serie per fili grossi, medî e fini con un banco a trafilare a catena ed
altro idraulico, forni, soffocatoi, ecc. Il banco idraulico da trafilare verghe
e tubi è della forza di 34 tonn. ed è azionato per mezzo di apposito ac-
cumulatore e pompe idrauliche. Il banco a catena a trafilare verghe può
lavorare a due velocità.
L'officina meccanica è corredata da un complesso di piccole macchine
utensili specialmente pei lavori ornamentali e di maggior finitezza.
Le fucine hanno magli, maglietti, berte e strettoi che permettono di
fucinare e stampare oggetti di metallo di qualsiasi forma.
La forza motrice posseduta dallo Stabilimento raggiunge 250 cavalli
effettivi a vapore, che azionano non meno di 72 macchine operatrici e
quando tutte le officine sono nel loro massimo sviluppo vi hanno colloca-
mento non meno di 300 operai.
Questo Stabilimento fu iniziato nel 1889 dalla Società Italiana Delta
per la fabbricazione e lavorazione del metallo Delta. È ormai notorio come
questo metallo goda di proprietà tali per resistenza, tenacità e duttilità
da sostituirsi vantaggiosamente in moltissimi casi al bronzo. Lo si stampa,
lo si fugina lo si lamina, lo si trafila con tutta facilità. Pulito, ha uno
splendore bellissiano fimjgliante ad difeso dell'joroferesister all ossidazione
dell’ ariave dell’ acqua marina; cosicchè trova applicazioni infinite anche
nelle costruzioni marine dai dritti di poppa e dalle eliche fino ai più ele-
ganti ornamenti delle cabine e dei saloni; si fonde in qualsiasi dimen-
sione conservando sempre inalterate queste sue proprietà.
Però, come accennammo, lo Stabilimento non si occupa esclusiva-
mente della fabbricazione del metallo Delta, ma lavora il rame e le altre
leghe affini che hanno molteplici applicazioni nel commercio e nelle
industrie.
Per conseguenza la produzione corrente di questo Stabilimento ab-
braccia qualsiasi fusione di oggetti di bronzo, delta o affini, come eliche,
tubi d’ elica, condensatori, corpi di pompe, stantuffi, valvole, ecc., guerni-
zioni di bordo come boccaportelli, portelli, pompe, latrine, cerniere, man-
correnti, telegrafi di bordo, ecc., oltre a tutti i più minuti oggetti di ar-
redamento quali maniglie, serrature, attaccapanni, campane, candelabri,
anelli, piastrine, etichette ecc.
Rimarchevole fu già la sua produzione in lamiere, verghe e fili di
rame, delta e muntz-metallo. Dal filo di */,,
di m/m in diametro giunge
fino alle verghe di 85 m/m e fabbrica verghe quadre, esagonali, piatte,
sagomate sia per corone di proietti che per qualsiasi altra destinazione.
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GIO. ANSALDO & Q.
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Per le lamiere giunge fino a */,, di m/m di spessore con larghezza di
1," 50 e 5" di lunghezza.
Dirige attualmente questo Stabilimento l’ Ing. Ettore Zancani.
L'officina per la riparazione delle navi nel Porto di
Genova. È di modestissime proporzioni contando una ventina di mac-
chine utensili, ma va riguardata come una vera succursale delle grandi
Officine di Sampierdarena e del Cantiere Navale di Sestri Ponente. Inoltre
ha sotto i suoi ordini immediati tutto il materiale galleggiante di pro-
prietà della Ditta, e cioè i due pontoni-gru rispettivamente di 120 e di
40 tonnellate, due rimorchiatori ed una scorta di barche da carico, barche
da palombaro, pontonetti, ecc.
Per conseguenza è l’ unica officina nel porto di Genova che sia real-
mente sussidiata dai più potenti ed adeguati mezzi per provvedere rego-
larmente alle riparazioni degli scafi, degli apparati motori e macchinari
delle nàyi;Per compiere operazioni di sbarco ed-imbarco dei pezzi più
pesanti/àcolossili £ per/tolcoticre ahteliadl operazioni Molti sal
vataggio.
L’ officina fronteggia lo specchio d’acqua dell’ avamporto che lambe
le mura della Malapaga, ed è attualmente diretta dall’Ing. Luigi Ramorino.
E
E
L'officina per 1’ allestimento e la corazzatura delle navi
da guerra nel Porto di Genova. — S'erge a Levante dei nuovi
bacini di carenaggio, vicinissima al molo Giano e conta una trentina di
macchine operatrici. Alla sua direzione è preposto attualmente l’ Ing. na-
vale Sig. G. L. Petrini.
Quest’ officina è un complemento indispensabile del Cantiere navale
di Sestri-Ponente, dove mancando costruzioni portuali, e data la natura
della spiaggia, non sarebbe possibile di creare darsene adeguate per ri-
cevervi le grandi navi. Nonostante le sue modeste proporzioni, questa
filiale del Cantiere di Sestri dispone, oltre de’ propri, di mezzi molti e po-
tentissimi che trae direttamente dalle officine del Cantiere e da quelle dello
Stabilimento di Sampierdarena, e dispone di più come servizio sussidiario
dei pontoni-gru e dell’ altro materiale galleggiante di proprietà della Ditta.
— 28
Per tal modo può procedere nei suoi lavori di allestimento con tutta
la celerità voluta e desiderabile.
Ciò non diciamo punto con esagerazione. Chi abbia appena appena
seguito con un po’ d'interesse i lavori dell’incrociatore corazzato Generale
Garibaldi, che la ditta sta ora allestendo per conto del Governo della Re-
pubblica Argentina, potrà con noi affermarlo senza titubanza. Questo stu-
pendo incrociatore corazzato, che misura una lunghezza di 100 m. per
m. 18,20 di larghezza, con un dislocamento totale di 6900 tonnellate, ve
niva lanciato in mare dagli scali del Cantiere in Sestri-Ponente il giorno
27 p. p. giugno.
Era allora lo scafo quasi nudo, avendo ancor da ricevere tutto l’ ap-
parato motore, tutta la corazzatura, tutti i macchinari ed attrezzatura di
bordo, tutto il finimento di coperta ed alloggi, tutte le installazioni delle
armi e le armi stesse; un complesso insomma di più di 3000 tonnellate
di roba e cioè più del peso dello scafo varato.
Orbene, alla data in cui scriviamo, e cioè a soli 4 mesi di distanza
dal varo della nave, la corazzatura è pressochè ultimata, e lo sarebbe
completamente ove fossero state consegnate tutte le corazze che ne fanno
parte. DéT echime* pprgrare @ e, ausiliari _Sonopià al gompleto f- Jleste
di monfalgio dil'cirer lin! méso È Te irstalinaioni ache ati ea horror ed
appena giungeranno prossimamente le artiglierie dalla Casa Armstrong e C.
di Pozzuoli, esse saranno subito ricevute a bordo, e l’ incrociatore potrà
senz’ altro eseguire le sue prove di velocità ed essere consegnato.
Cosicchè nel brevissimo spazio di sei mesi dal giorno del varo, la
Ditta Ansaldo mercé la potenzialità dei suoi mezzi e la maestria del suo
personale, avrà condotto a termine il completo allestimento di questo
colosso.
E la Ditta Ansaldo può con tutta ragione andare orgogliosa di così
splendido risultato, mai raggiunto nemmeno nei principali cantieri del-
Y estero.
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