Ansaldo - officine e cantieri Gio. Ansaldo & C.

Contenuto

Ansaldo - officine e cantieri Gio. Ansaldo & C.
Titolo originale
"Gio. Ansaldo & C. Officine e cantieri"
Tipologia
Opuscolo a stampa
Descrizione

Generalità relative alle officine Gio. Ansaldo & C attive nel 1900. In particolare:

  • Stabilimento meccanico di Sampierdarena di costruzioni meccaniche, macchine marine e locomotive
  • Cantiere navale di Sestri ponente, per costruzioni navali mercantili e militari
  • Stabilimento metallurgico di metalli fini di Cornigliano Ligure
  • Fonderie e acciaierie di Cornigliano Ligure
  • Officina elettrotecnica di Cornigliano Ligure
  • Officina per allestimento e corazzatura delle navi da guerra a Molo Giano (porto di Genova).

Alle officine di storica produzione viene affiancato un paragrafo dedicato alla Direzione delle Torpedini, sviluppata tra il 1896 e il 1900, per la costruzione di armi e congegni subacquei la cui direzione fu affidata all'ufficiale torpediniere della Regia Marina italiana Giovanni Elia.

L'opuscolo si conclude con gli elogi di autorità e corpi tecnici su la potenzialità e sul lavoro della ditta Gio. Ansaldo & C.

Data testuale
1900
Data topica
Milano (tipografia Fratelli Treves)
Consistenza
1 opuscolo (pp. numerate 42) + 1 copia in lingua italiana e due copie in francese
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Ansaldo (1853 - ***)
Identificativo
OP.000006
contenuto
OFFICINE E CANTIERI

GIO. ANSALDO & (

Genova - Sampierdarena - Cornigliano Ligure - Sestri ‘Ponente

TIPOGRAFIA FRATELLI TREVES

OFFICINE E CANTIERI

GIO. ANSALDO & (i

Genova - Sampierdarena - Cornigliano Ligure - Sestri Ponente

MILANO
TIPOGRAFIA FRATELLI TREVES

1900.

Officine e Cantieri

GIO. ANSALDO &C.

Genova - Sampierdarena - Cornigliano Ligure - Sestrî Ponente

La importanza che è venuta assumendo la Ditta Gio. Ansaldo e C., per
lo sviluppo che ha dato e che dà continuamente ai suoi cantieri e sta-
bilimenti ha progredito con lo sviluppo delle industrie meccaniche, me-
tallurgiche e Navali in Liguria. È ‘allo stesso’ modo ché Sampierdarena
ove la Casa ebbe il suo primo impianto originario, è divenuta un centro
di così fiorente operosità da meritare il nome di Manchester italiana, la
Ditta Ansaldo che reca a suo onore d'essere stata fra i primi fattori di
tanta prosperità, ha pure essa conquistato oggidi nel mondo industriale,
un tale posto, che può senza essere tacciata di immodestia, lusingarsi d’es-
sersi messa in prima linea in Italia, ove oramai nessuno le contende un
indiscutibile primato, e di essersi guadagnata, anche oltre i confini del
nostro paese una riputazione di cui si sente fiera ed onorata.

Dello stato attuale delle sue officine e della loro potenzialità, parliamo
diffusamente nelle pagine che seguono.

Le origini.

Lo stabilimento meccanico di Sampierdarena, data dal 1846; e già
nel 1853 per l’intervento e per l'impulso del compianto senatore “ Carlo
Bombrini ,,, incominciava a svolgere quella attività che doveva, a poco
a poco, sottrarre il nostro paese al monopolio straniero per le industrie
meccaniche.

L'amicizia del conte di Cavour per il benemerito ed intraprendente
patrono della Ditta, è stata una leva potente nei difficili primordi; ed
è un giusto titolo d'orgoglio per gli attuali proprietari e gerenti della
Casa, i quali anno raccolto e cercato di FATE con ogni sforzo il pro-
gramma del loro. inlostre padre. dre

Succeduti a lui nella proprietà dello linate essi hanno potuto
dare alla eredità industriale del chiaro defunto, una attività personale,
una sorveglianza immediata e una direzione costante che il loro amato
predecessore, per la sua posizione di Direttore della Banca Nazionale
non poteva spiegare: sicchè del concetto paterno furono giudicati quali
fortunati esecutori. Nessuna difficoltà li ha scossi, nessun ostacolo li ha
fermati; nessun sacrifizio di lavoro, di tranquillità o di sostanze è ad

essi parso troppo grave, di fronte alla grande meta da raggiungere.

Lo sviluppo i
(1882-1896). j

L'azienda della Casa Ansaldo che nel 1882 si trovava in difficili
condizioni economiche doveva risentire ben presto il vantaggio dell’opera
personale dei proprietari, fratelli Bombrini.

Fino dal successivo anno 1883 l’importanza -del loro stabilimento,
per quanto concerne la produzione meccanica, era per così dire certifi-
cato da un documento officiale di altissimo valore: la relazione cioè della
Commissione d'inchiesta sulle industrie meccaniche, presieduta dall’on. in-
gegnere Brin,-iyfistro, della=Marina; autorifà di fama:)mondiale : e com-

posta di tecnici riputatissimi e di uomini parlamentari di alto valore.
Questa Commissione visitava per incarico del governo tutte le officine di
costruzioni meccaniche esistenti in Italia, delle quali alcune fino allora
ignorate. i

Quattro anni dopo, gli sforzi di buona volontà, di energia, e di as-
siduità dei fratelli Bombrini, ottenevano un ben grato e lusinghiero com-
penso in una dichiarazione del senatore Gaspare Finali, che morì presidente
della Corte dei Conti. Egli affermava che se il senatore Bombrini era
riuscito a fare della Banca Nazionale il più potente ‘istituto finanziario
del Regno d'Italia, associando, da vero patriota la sorte di quell'istituto
alla sorte del paese, i suoi figlioli avrebbero ottenuto il medesimo risultato
dal punto di vista industriale, portando i loro stabilimenti in prima linea,
non solo in Italia, ma in Europa.

Non è qui il caso di dire se e fino a qual punto la lusinghiera pre-
dizione si sia avverata. Alcune testimonianze non sospette e alcuni ono-

an

revoli giudizi che riproduciamo più avanti, proveranno almeno quanto i
proprietari abbiano fatto e tentato di fare perchè l'oroscopo non si al-
lontanasse dalla verità.

Ci basti qui notare che se nel 1883 lo stabilimento Ansaldo pre-
sentava una produttività molto modesta; pochi anni dopo aveva più che
quadruplicata la sua potenzialità primitiva, acerescendo le sue officine e
moltiplicando la sua suppellettile meccanica.

Dalla fabbricazione delle macchine di 1000 a 1500 cavalli come
quelle per la Palestro, il Marcantonio Colonna, ece., aveva progredito alla
costruzione delle più colossali, come quella di 20 000 cavalli, per la R. N.
Sialia.

Dagli apparati motori a bassa pressione come quelli per il Conte Verde,
s'era innalzato alla produzione dei tipi medj per il Suvoya, il Vespucci
e lo Stromboli, ecc., e poi a quella dei tipi maggiori alle alte pressioni
ora domandate, come quelli delle R. N. Minerva, Liguria, Marco Polo,
Garibaldi e Saint-Bon, e sempre applicando di mano in mano un largo
contingente di studi, di esperienza e di progresso.

Riassumendé= “questi cenni, diremo che nek,1883 lo Stabilimento An-
saldo (officine meccaniche e andere navale) contava Tom più di 800
a 900 operai con poco meno di 150 macchine utensili e si distendeva
all’angolo sud-ovest ‘dell’industre Sampierdarena, occupando una superficie
di 40 000 mq. e confinando a sud colla spiaggia del mare per una di-
stesa di 90 metri.

Però già da quell’epoca era in grande considerazione per la bontà
e perfezione de’ suoi prodotti. Le macchine per la Palestro, per la Staf-
fetta, pel Marcantonio Colonna costruite nel periodo dal 1867 al 1879,
avevano raccolto il plauso del Governo e di tutti i competenti. Ricercate
eran pure le altre minori per piccoli piroscafi e per motrici fisse; così
pure le costruzioni di caldereria ed i prodotti della fonderia; e quelli
della gran forgia molto ammirati, specie nei difficili pezzi dei dritti di
poppa, ruote di prora e timoni delle maggiori corazzate, quali il Dandolo,
il Duo, la Lepanto, l'Italia, ecc;

Lodatissima sempre la costruzione delle locomotive. Un’inchiesta fatta

È

sotto Amministrazione del ministro Saracco ha provato come le locomotive
per le nostre linee ferroviarie costruite in Italia (erano in allora quasi
esclusivamente, quelle di Ansaldo) fossero migliori di quelle fabbricate al-
l’estero, al punto che se il numero delle locomotive estere a ripararsi era
rappresentato da 100, la quantità PARATE per le locomotive na-
zionali era data da 45.

Dal canto suo il piccolo cantiere già aveva dato prova della sua ca-
pacità e potenzialità colla lodevole riuscita della Staffetta, del. Verbano,
del S. Gottardo e di non: pochi rimorchiatori, barche doganali, barche
portuali, draghe, pontoni, ecc. i

Sul finire del 1886 il cantiere navale fu trasferito a Sestri Ponente
sotto la direzione dell'ingegnere navale comm. B. Bigliati; cui successe
l’attuale.direttore, colonnello Soliani del Genio navale: al posto del cantiere
si fondarono nuove. grandiose, officine, e tutte le. officine di Sampierdarena
furono riservate esclusivamente. alle costruzioni meccaniche, affidate. al
distintissimo ed intelligente ingegnere Omati.

Nè qui si fermarono gli ampliamenti, i progressi e lo sviluppo dati
dalla Ditta ai suoi fantieri;e- alle-sue-,officine:-Successivamente; essa ha
impiantato uno: stabilimento pela per, la fabbricazione e lavora-

l ai fiale è preposto attualmente
l'ingegnere Zancani; una officina per vi) ione delle navi nel Porto di
Genoya, diretta ora. dall'ingegnere Ramorino; una officina per allesti-
mento e corazzatura di navi da guerra; pure nel porto di Genova, diretta
dall'ingegnere navale L. Petrini; una officina Fonderie e Acciajerie in
Cornigliano. Ligure, affidata alla direzione dell'ingegnere Perroni.

Infine una officina per apparecchi e macchine per applicazioni elettriche
in Cornigliano, sotto la. direzione. del. colonnello, del genio, comm. Fede-





‘© rico Pescelto; ed una direzione in Genova, per la costruzione di armi

e. applicazioni sottomarine, affidata al comandante Elia, sono gli ultimi
impianti della ditta fino ‘ad oggi. Di tutti questi stabilimenti parleremo bre-
vemente e particolarmente. più avanti; ma non è chi non veda come mercè
tanti e così speciali mezzi di produzione la Casa Ansaldo sia ormai in
grado di lottare vantaggiosamente e con onore, nel campo delle industrie

RR

meccaniche e navali, in confronto di non importa quale grande stabili-
mento straniero dei più riputati.

A questa Ditta ora lo Stato può affidare la'costruzione intiera e compiuta
dei più possenti e dei più moderni tipi delle sue grandi navi di battaglia.

Le officine della Casa Ansaldo forniscono quotidianamente la prova
che i loro prodotti meccanici gareggiano con quelli delle più rinomate
case d’ Europa: i suoi cantieri hanno lanciato in mare le navi militari
più potenti, e su quelle navi sventolano le bandiere di stati europei
ed americani. L’estero ricorre alla Ditta per la costruzione dei tipi più
moderni di locomotive, come per l'aumento o la trasformazione delle
sue flotte.

Insomma i fatti provano che se la strada da percorrere era lunga è
difficile, una parte notevole del cammino è stata felicemente percorsa.
Questo pegno che la Casa ha dato della sua potenzialità, va interpretato
come una promessa che qui non si fermeranno i suoi sforzi per rag-
giungere la meta agognata.

Quadro delle officine
attualmente esercitate dalla Ditta Gio. Ansaldo e C. (1900).

Presentemente la Casa Ansaldo possiede gli stabilimenti seguenti :

a) Stabilimento meccanico di Sampierdarena di costruzioni mecca-
niche, macchine marine e locomotive.

5) Cantiere Navale in Sestri Ponente, per costruzioni navali mer-
cantili e militari.

c) Stabilimento metallurgico di metalli fini, in Cornigliano Ligure.

d) Fonderie ed acciaierie di Cornigliano Ligure.

e) Officina Elettro-tecnica, in Cornigliano Ligure.

f) Officina per allestimento e corazzatura delle navi da guerra nel
Porto di Genova. Molo Giano.

EST

g) Officina per le riparazioni delle navi nel Porto di Genova (Molo
vecchio) con, materiale per. trasporti. e montaggio.

La superficie totale occupata, tettoie, ufici, magazzini: la forza mo-
trice disponibile; il numero delle macchine motrici e utensili e il numero
degli operai che si possono utilmente’ impiegare nei lavori, in rapporto
con la potenzialità delle officine, sono indicati nel seguente quadro:



SUPERFICIE Forza 1 È
.-* |Macchine | Operai



STABILIMENTI ri
coperta] seoperta | Totale parti estro igm
m.q. | ma. | mq. |'vaporo
Stabilimento meccanico in Sam-|

pierdarena:. . . . . . . .|38500|45500|84000| 1070| 895| 4200
Cantiere navale in Sestri Ponente.| 20000 | 60000 | 80000 | 400|154| 6000

Stabilimento metallurgico in Cor-





nigliano Ligure . 450
P »”,
Fonderie e Adciajerie in Corni-
gliano Ligure. . . . . . .| 4660|25340|30000 80 55 | 500
+ Officina elettro-tecnica in Corni-|
gliano Ligure. . . . . . .| 1200|25000|26200| 30/30] 300
Officina allestimento navi Molo; Lol:
Giano... 0.0. +0 Su I 87IR) — 3712] 200 53 | 3000
Officina riparazioni Porto di Ge-|. i i
nova . 4... +. + «| 1465] 1685) 8150 50| 85| 1600



Materiale natante dipendente dalla
officina riparazioni. . . . .| — _ = 300 26| 300





















SB

Ciascuno stabilimento, ciascun riparto è tecnicamente autonomo,
forma unità da sè, con personale tecnico proprio e di provata esperienza
per la sua specialità : cosicchè i lavori vi si estrinsecano separatamente
con quella individualità e quella correttezza che l’arte ed il progresso
esigono. Ed in questo modo la Ditta Ansaldo da un decennio a questa
parte, abbandonato l’antico dannoso sistema di abbracciare tutti i lavori
in una-sola unità tecnica, si rivolse molto opportunamente a specializ-
zarsi. in tutte le sue produzioni, guadagnando così la via più sicura per
lottare: con successo contro la concorrenza, senza perciò menomare la
irinomanza e la. proverbiale bontà de’ suoi lavori.





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Lo Stabilimento di Sampierdarena.

Dal 1883 ad oggi le officine furono notevolmente accresciute. ed
ampliate con l’acquisto di terreni adiacenti, e fornite di nuovi e recenti
macchinari completi e perfetti quanto si potrebbe desiderare. Ci basti
accennare che i fratelli Bombrini impiegarono soltanto in questo stabilimento
di Sampierdarena, in tale decorso di tempo, più di 7 milioni.

Lo Stabilimento occupa un’area di 84 000 mq. di cui poco meno
di 40000 coperti da officine, magazzini ed uffici.

Le officine, disposte in un insieme bene ordinato, vi sono grandi, spa-
ziose, ben arieggiate e rischiarate, e provviste pel lavoro di notte di illu-
minazione a -gaz-lucg 0,2) luce eletirica,, Essi si-dividono nei seguenti riparti

1.° Modellisti ;

2.° Fonditori di ghisa e bronzo;

3.° Fucinatori ;

4.° Magli;

5.° Grande torneria;

6.° Piccola torneria;

7.° Torneria per bronzi;

8.° Galderai;

9.° Congegnatori; |‘ >
10.° Mole a smeriglio;
{1.° Montaggio di locomotive;

12.° Montaggio di macchine di marina;
13.° Riparazione di locomotive;

44.° Laboratorio di precisione;

Lage

Tutti i piazzali dello Stabilimento e l’ interno delle officine sono percorsi
da binari a scartamento normale che sono in comunicazione diretta colla
stazione di Sampierdarena e colle calate del Porto di Genova.

Lo Stabilimento comunica pure colmare mediante un pontile spor-
gente in acqua per 100 metri, dalla Ditta stessa costrutto per uso, proprio,
e che dal Porto di Genova dista pressochè due chilometri. I binari dall’in-
terno dello Stabilimento giungono fino al pontile, d’onde i pezzi più vo-
luminosi e pesanti, che diversamente non avrebbero transito nè per ferrovia,
nè per via ordinaria, vengono trasportati al Porto di Genova. Pel servizio
di questi trasporti la Ditta si è fabbricata tutto un materiale, e dispone
di rimorchiatori, di barche da carico, pontonetti e di due pontoni-gru
a vapore, di cui l'uno di 40 tonnellate e l’altro, veramente colossale,
di 120 tonnellate con, sbraccio libero di 12 metri, che permette il carico,
nelle stive dei più larghi ed alti bastimenti.

Quando ferve abbondante il lavoro, questo solo Stabilimento può
raccogliere almeno 4200 operai attorno alle 800 e più macchine-utensili,
fra cui non poche specialissime e notevoli per mole, ed assieme animate

. da ben 8 motrigi principali glie, a quelle ausiliarie, alle. quali 22 caldaie
a vapore danno alimento, producendo così in totale una forza motrice
disponibile di circa 1070 cavalli-vapore. i

I magli a vapore sono azionati col vapore di generatori riscaldati
dalle fiamme perdute dei grandi forni a riverbero: che. sono in numero
di otto. Notevole l’impianto di quest’officina, che dal piccolo maglio di

‘ 250 chilogrammi, sale, per una scala di otto apparecchi, fino a quello
colossale di 40 tonnellate. Quali e quanti pregevoli(prodotti siano sortiti
da quest’officina e quale rinomanza siasi guadagnata, abbiamo già accen-
nato più addietro.

I forni fusori della ghisa, nuovamente ricostrutti secondo i più re-
centi perfezionamenti, sono in numero di cinque; serviti. da sei ventilatori
dei quali uno’ a motore a vapore indipendente, capace di supplire da solo
ad una produzione di 10 tonnellate di ghisa fusa all’ora: un altro a motore
elettrico per una produzione di 2 tonnellate. all’ora;

I forni fusori della ghisa possono dar getti di ogni forma e Bimiiciin,

eee

sia in ghisa comune, che indurita 0 malleabile — dai colossali porta-
incudini per magli di oltre 50 tonnellate ai più piccoli pezzi di meccanica.
Tlocali per la formatura e la fondita sono ampi, ben disposti; dotati di
numerose, potenti e speciali attrezzature, divisi in due navate; ciascuna
servita da due gra funicolari a ponte scorrevole, rispettivamente della
portata di 40 e 30 e di 20 e 10 tonnellate. Il miglior elogio che si
possa fare di questa fonderia è rispecchiato nel giudizio emesso dalla Com- |
missione di Marina, e più sopra citato, che la dichiara l’unica dove si
conservi la tradizione del lavoro ben fatto e dove si fondano le più pe-
santi e complicate parti necessarie alle grandi macchine. ;

La fonderia del bronzo e metalli affini, possiede forni a crogiuoli e
forni a riverbero capaci assieme di’ provvedere getti monolitici fino a 20
e più tonnellate di peso, come ad esempio, i dritti di poppa, le ruote
di prua, i telai di timone forniti in bronzo fosforoso per le regie navi
Cristoforo Colombo, Elba, ecc., i condensatori in metallo Delta per le
macchine del Carlo Alberto, del Garzbaldi, del Saint-Bon e via dicendo.

L'officina principale di caldereria, esclusivamente in ferro e ghisa,
- misura una lunghezza di ‘20 né” perana lirghozza di 40 ‘ed è divisa
in tre navate, di cui la centrale, destinata alla costruzione delle più co-
lossali caldaie di marina misura 16" di larghezza ed ha un'altezza di 19,
m. 30 al culmine del tetto; in essa due gru a fune di 40 tonnellate
ciascuna, accoppiabili all'occorrenza, servono pel rapido e comodo maneggio
e trasporto delle più pesanti e voluminose caldaie. — Delle due navate
laterali una è destinata per la costruzione delle caldaie da locomotiva e
per quelle marine di modesta mole; una gru a fune di 20 tonnellate
ed una seconda di 6 tonnellate fanno il servizio di manovra. — L'altra
navata laterale comprende le macchine lavoratrici servite da tre gru fu-
nicolari di 6 e 10 tonnellate. — A ridosso dell’officina sono* lé ampie
ed assortite forgie de’ calderai; ed a Levante sorgono i diversi forni a
camere appropriate, per la ricuocitura delle lamiere sagomate. — Altre
tettoie metalliche sono destinate a deposito e lavorazione di lamiere. No-
tevoli nel macchinario di quest’officina, oltre le gru già menzionate, sono:
la inchiodatrice idraulica gigante; azionata da pompe ad’ accumulatori

— 138-

capaci di produrre sforzi fimo a 100 tonnellate; le inchiodatrici idrauliche
minori e le portatili; la macchina verticale a centrar lameroni, il trapano
multiplo a 4 utensili snodabili, il trapano ad utensile inclinabile a_ fi-
lettare, ecc.

Un impianto di apparecchi idraulici, forni e macchine a stampare è
destinato alla ricalcatura e fucinatura dei tubi in acciaio per le caldaie
a tubi d’acqua.

Un'altra spaziosa officina di oltre 1800 m. q. completamente costruita
in ferro ed acciaio è specialmente destinata alla lavorazione delle caldaie
a tubi d’acqua che la Ditta, prima in Italia, ha impreso a produrre su
larga scala. Una gru elettrica da 45 tonn., altre di minore portata e
una serie completa di macchine-utensili e di apparecchi speciali mettono
la Casa in grado di compiere in un anno oltre a 30.000 cavalli vapore
di caldaie di questi nuovi sistemi.

La gran sala dei torni sta al centro del corpo principale dello Stabi-
limento frammezzo alle tettoie della Fonderia e dei magli a Nord, e delle
costruzioni meccaniche e delle macchine marine a Sud. S’innalza sopra
un rettangolo di/470" di lunghezza per 16,5 di larghezza; tre gru funi-
colari a ponte Storrevole; due’ delle quali’ della ‘portata ‘di 30 tonnellate
accoppiabili all’occorrenza, ed una di 10 tonnellate, provvedono ad un
rapido servizio di manovre lungo tutta l’officina.

L'interno di quest’officina si presenta con vera imponenza. Nell’ampia
distesa del locale, l'ordine perfetto nella disposizione delle macchine-uten-
sili spiccanti per la loro mole e la loro specialità, ed il movimento così
intrecciato e sorprendente di tutte le macchine in azione, PIaRPONO sempre
al visitatore un plauso di ammirazione.

Degni di menzione in quest’officina sono — i grossi torni per tornire
fino ad 8 metri di diametro — il tornio gigante per tornire alberi fino
a 20 metri di lunghezza — il tornio-colosso a piattoforma orizzontale
— il tornio ad utensili rotativi — i gruppi dei grandi trapani radiali
e quelli dei trapani alesatori, ciascun gruppo potendo lavorare contem-
poraneamente ad un sol pezzo: — la piallatrice a banco scorrevole a
quattro utensili che può lavorare pezzi fino ad 11 metri di lunghezza e



CAS

m..2,50 sia in larghezza che in altezza — le piallatrici a ponte speciali
per la lavorazione dei pezzi di forme le più complicate — le piallatrici. di
tipo americano a rapidissimo ritorno — quelle a utensile invertibile per
lavorare nei due sensi del moto — la stozzatrice gigante — le due grandi
frese a doppio ‘utensile a movimenti multipli con banco rotativo, le quali
permettono di. lavorare con rapidità e precisione le superficie le più sghembe
— e via dicendo.

Parallelamente a. questa sala un’altra ampia. officina racchiude: una
lunga fila di torni dei più recenti tipi americani e una imponente batte-
ria di macchine fresatrici, forse non. eguagliata da alcun altro stabili-
mento meccanico.

Fanno ala alla grande torneria: un riparto di. piccoli. torni, altro di
trapani radiali, il laboratorio di precisione, la sala delle macchine a fresare.

Completano poi la suppellettile meccanica dello Stabilimento la piccola
torneria che occupa per altro da sola un’area di 110 x 16 metri e dove
sono raggruppate non meno di 320 macchine-utensili. i

A Sud della grande torneria, parallelamente ad essa ed all’ officina
di. caldereria, sorg6no-i, riparti; dei congegnatoti, della, montatura, delle
macchine in -genere e della montatura delle macchine. marine.

Quest'ultimo riparto. merita. una parola di menzione. Copre un’area
di 90" x 16,5 ed è servito da due gru a ponte scorrevole, ciascuna della

, portata di 30. tonnellate. In un solo anno aceolse. contemporaneamente in
montatura gli. apparati motori a macchine gemelle degl’incrociatori, coraz-
zati Carlo Alberto di 13 000 c. i. — Garibaldi di 13 000 c. i. — Ammi-
raglio di Saint-Bon di 13.500 c. i., senza contare quelli di minor mole,
e così oltre a:40 000 cavalli. di forza. — Nel volgersi del 1890 vennero
in tale riparto in montatura le tre. macchine dei piroscafi Sirio, Perseo
ed Orione di 6600 c. i. ciascuna — le due macchine dei piroscafi Giulio
Cesare e Remo ciascuno di 1700 c. i. — gli apparati motori a macchine
gemelle delle regie navi Minerva di 4000 c.i. — Liguria di 7700 c. i.
— Marco Polo, di 10.000 c. i. — quattro macchine per torpediniere
d’alto mare ciascuna di 1000 c. i. — e'così un totale di sole motrici
principali marine di 48.900 c. i. senza tener. conto delle molte ausiliarie

Li

e delle altre minori e senza dire dell’apparato motore per la regia coraz-
zata Sicilia, di 19 500 c. i., che era appunto in via di consegna.

Non meno degna di menzione è l’officina di costruzione delle loco-
motive. Essa è staccata dal corpo principale dello Stabilimento è forma
unità da sè stessa. Si distende dal torrente Polcevera al viadotto della
linea ferroviaria Genova-Ventimiglia , il quale interseca parzialmente il
terreno dello Stabilimento, e comprende un’area di 6000 mq. circa.

L'officina per la montatura delle locomotive sorge su un rettangolo
di m. 144 di lung. per m. 45 di larg.; diviso în tre navate: la cen-
trale è percorsa da due carretti trasbordatori, di cui uno azionato da
motore elettrico, e capace delle maggiori locomotive costrutte, serve per
lo smistamento e per la manovra delle locomotive sui numerosi binari
a fosse traversali delle due navate laterali.

L’Officina è provvista di motrice e macchine-utensili proprie ed ha
inoltre locali riservati alla riparazione sia di locomotive, sia di carri ferro-
viari. Nel 1899, uno degli anni più fortunosi verificatisi in Italia per
ordinazioni di locomotive, nel mentre ancora questo riparto era a solo
mezzo cammino del ‘Stio, impianto;, tuttavia 10) Stabilimento, potè conse-
gnare alle ferrovie italiane 77 locomotive fra nuove e rimesse a nuovo
di grande riparazione. Oggidi potrebbe normalmente provvedere alla costru-
zione annuale di più di 200 locomotive.

Un impianto di 5 dinamo, di cui 3 a motori indipendenti, capace
di produrre un’energia di 110 m. watts, fornisce la luce elettrica per
la illuminazione delle officine ed uffici, nonchè la corrente necessaria ad
azionare numerosi motori elettrici, destinati ad usi diversi.

Per completare i cenni già dati su questo massimo Stabilimento, ag-
giungeremo che alla grandiosità di tutte le sue officine meccaniche fanno
degna scorta i magazzini e piazzali di deposito che sono numerosi, ampi
e razionalmente combinati e distribuiti pei molteplici servizi. Officine,
magazzini e depositi sono serviti da un grandissimo numero di carri usuali
e speciali, da gru fisse, gru rotabili e da gru-locomotive di costruzione
della Ditta, i quali mezzi facilitano ed accelerano oltremodo il movimento
di trasporto, di carico e scarico dei materiali.

LES

Pure notevoli sono: la sala della macchina per provare i materiali,
la sala di tracciamento che misura un rettangolo di 1650 metri, la sala
dei modelli pel numero e valore dei modelli raccoltivi, le due sale di
16 per 14 metri ciascuna, adibite luna ad ufficio disegnatori e l’altra
ad archivio disegni, ricchissimo per il numero ed il pregio delle raccolte
che vi si custodiscono.

Lo Stabilimento, coi potenti mezzi di cui dispone, può annualmente
produrre oltre a 200 locomotive, 100 000 cavalli di macchine a vapore
sia marine che fisse, 2000 E di caldaie, 1000 tonnellate di
grossa forgia.

A provare con cifre iidisaibib i in quanta considerazione sia tenuto
questo Stabilimento, accenneremo di volo alle più importanti costruzioni
di macchine che gli vennero affidate in quest’ultimo volgere di anni:

Per le Marine da Guerra.

Amerigo Vespuòti © .°. 7... R. Marina Italiana c. i. 5000
Saia |... PR si È » 3515000
Galileo |. eo ia Ù È sit 100
Ardamede. . |. ERRRIRO RR, 1700
Gold 0. Ro RA) 5; 5 +5 n 4200
Monzambano: | SRI o $ s3 cn 4200
Stromboli A i A si 4100,
Miterva .; <P % fi uva 14200,
Jingle een È i sata 7700.
Sicilia ROLO I 7 È 5» 19500
Marco Po Ere ea, DI lo 5» 10000
Carlo Alberto n, i, 2548000
Garibaldi, per la Repibblica RE "i 50% 43000
Giuseppe Garibaldi (con caldaie Niclausse) R. ‘Marina ftaliana si 14500

Si è; i 0» 143500

Ammiraglio di Saint-Bon

=

Diciotto Torpedin: d'alto mare da 24 miglia R: Marina Italiana c.'i. 18000
Cristobal Colon' (con caldaie Niclausse), ‘R: Marina Spagniuola ;5 i 13500
Pieyrredon (con: caldaie Belleville) Marina' Argentina © ‘0. / 13500
Condore. Torpediniera da ‘25 ‘miglia’ ‘‘ R: Marina Italiana”, ‘2400
N.N.,, N.N., Due Torpedìn. da 25 ‘miglia. </ L04000 4800
Mess'oudjeh. Imp. Marina Ottomana . Sbrvoilialey2 544000
Regina paia per la R. Marina Lala 1003, ein sit 41:90

Per la Marina Mercantile.

Giulio Cesare ©... . .. . di bandiera Italiana c. i. 1750
Reid a È i Bi 750)
‘Re Under e n 3 o ELI 60

Si E Sr radi BI ER pr 0000)
CORE SE ; 5 +» 6600
Perseo FONMEFIZIONIS FISIFILENO) 6600
Sia I RENE DIREE FOT N À ss 600
Gaara SI E D) » » » 400
Ie n » © Greca |, ,, 220
NB I, . 5 AR
ISSEPUO N e e » © Italiama ,,, 160
esatta. PoMente = i > > 5» 150
General Gavali i » » » 130
Goneral Valfrl'. i oi e ai |
Conte ‘da: S: Robert 0 > È n» 130
St Marca i SN OE O
BEST RNA ORA SETE È » N01, 99
Albaro «. <<. . TORTE 5 A 80)
Vittoria. Yacht da Ln per ‘ipo; SU 5 3 60
Regina Margherita (Navigazione Generalè) ,; È 5 » +» 5800
Bosforo © 5 5 5 4 ngi rig 2200





“HIVITINNOL Q2T 10 VV.



"AVO 0009 10 INOISNVASA A01









È

an

Nilo (Navigazione Generale) . . . .. di bandiera Italiana c. i. 2200

Bisagno. Cavafondo da 420 m.e. all'ora ,. È gta Lt pi300,
Montenegro (Navigazione Generale) . . .. i ti +5 1700
Bosnia ” n ia » » » 0 1700
Bulgaria 3 Ò DICA di sp » » 1700
Romamat 065 Intese, 15° blevall, Atounn5. A 41700
Serbia 0 x i A sr 4 700
ND » Le : LUI)
N. N. si ii dici 000.

Per le Ferrovie Italiane ed Estere.

Locomotive: a ‘ruote. libere ..! i. ii. ii iN AS
Locomotive a 4 ruote accoppiate Sarai ala 29
b ii di con sterzo per treni diretti . .,, 77

Ti » 7, Fiera a FI) pae» 36
5 SI x per treni merci... .., 126

8 da Hd per linee di montagna ..-.. .,: 45

Dai compound: a 6 ruote accoppiate con sterzo... .. .,,, A6
Locomofixe-tenders....}' ;;../-;siiirg GOA SRIA dere 15,548
Lotomobivergra;tiz;s td aiar srl Bi aa

Produzione ragguardevole, ma che avrebbe potuto essere ben maggiore
in proporzione dei mezzi e degli impianti (che la. Ditta,possiede, se. il
ristagno industriale e le, non liete. condizioni economiche del. paese inon
avessero limitate le ordinazioni.

LR

Il Cantiere Navale di Sestri-Ponente.

Come abbiamo già accennato, il cantiere navale della Ditta, venne,
- sullo scorcio del 1886, trasportato sulla spiaggia di Sestri-Ponente a pochi
chilometri da Sampierdarena. i 4

Nel prendere tale determinazione i proprietari, fratelli Bombrini, erano
animati dall’idea lusinghiera di far rivivere la grande industria navale,
che fu in passato la forza a la gloria della Liguria; e nello stesso tempo
adibendo lo Stabilimento di Sampierdarena esclusivamente ad officine
meccaniche e creando quivi nuove e più ampie officine meccaniche, dargli
un potente ausiliariò-per Ja)costruzione=-di"qualsiasiv più» poderosa nave
da guerra. ;

Il Cantiere Navale, sito alla parte Sud-Ovest della città di Sestri
Ponente, si distende sul mare per una fronte di 502 metri circa e spazia
sopra un’area di circa -80 000 mq. Questa ‘stessa località serviva già in
passato all’ industria navale Ligure all’ epoca delle costruzioni in legno,
e permette la messa in Cantiere delle più grandi navi sia per la marina
da guerra, che per la marina mercantile. La regolarità del' pendio della
spiaggia e la Sua profondità la rendono atta al varo delle più grandi navi.

Le officine, le tettoie ed i magazzini del Cantiere occupano un’area
di circa 20 000 mq. e sono fornite di numerosi scali e di um corredo
di macchine e meccanismi, che risponde ai più recenti perfezionamenti
dell’ industria navale e possono raccogliere a lavoro, almeno 6000 operai.

Il Cantiere possiede cinque scali di muratura di lunghezza variabile
da 105 a 200 metri, talchè vi si possono costruire navi da guerra e
«mercantili, anche grandissime.



a a

Tra gli scali di muratura si possono anche costruire navi su scali:
provvisori di legname, onde in complesso è possibile averne in costru-
zione 8 contemporaneamente.: Sotto: le tettoie, ‘e su piazzali secondari
sì possono inoltre costruire navi minori, come torpediniere, controtorpe-
diniere, ecc. ,

Il Cantiere ebbe ora, mercè la;deviazione a monte di un tratto della
linea ferroviaria Genova-Ventimiglia , un grande ampliamento , e mercè
l'impianto del nuovo macchinario si trova in grado di raddoppiare la pro-
duzione antecedente raggiungendo il tonnellaggiò annuo di circa 50 000
tonnellate lorde. Le nuove macchine utensili sono fra le più moderne e
potenti; alcune del tipo meccanico comune, altre idrauliche, ed altre
‘elettriche, secondo che ‘meglio si adattano alle varie specie di lavoro. Si
hanno molte gru, a motore idraulico od elettrico, e binari, ecc., per facilitare
ill trasporto ed il' maneggio dei materiali.

Si è fatto inoltre un impianto elettrico completo e generale per dar
moto con l'energia elettrica a tutto il macchinario del Cantiere vecchio
e nuovo. }
©; Il Cantiere è stato divisorin-duo, grandrviparti;;* quellor/di levante ‘
per le navi da guerra e quello di ponente per quelle mercantili.

La Ditta possiede mezzi propri per l'esecuzione dei vari e cioè:
draghe, bette, rimorchiatori, ecc, ed ha pontoni e bighe potenti per
l'imbarco delle macchine e delle caldaie, e per la. messa al posto di
corazze, cannoni, ecc. f

Il personale operaio del Cantiere è composto di maestranze esperte;
praticissime e numerose, che guidate da tecnici. di riconosciuto valore
possono appagare qualunque esigenza.

Diamo qui un quadro delle più notevoli costruzioni uscite dal Cantiere
di Sestri Ponente, facendo precedere quelle eseguite prima nel Cantiere
di Sampierdarena dal 1864 fino al 1886. — E ciò non per la impor-
tanza di queste, ma perchè dal confronto meglio emerga il progresso
della produzione,

Dal 1864 al 1870.
Costruzioni diverse:
Otto scafi in ferro.
Uno scafo in legno.
Un porta torpedine per l’amm. militare.

Dal 1870 al 1886.

Yacht ad elica (Duca Melzi) . . . . . . ©. Disloc.Tonn. 43
Piroscafo-Salon a ruote Verbano .° |... # "fee290)
Regio Avviso Staffetta: 0... LL. 3 4 1465
Porta torpedine ad elica. .. . cavalli ind. 1800 5
Yacht ad elica (Conte Besana)... . 53 5 15
Rimorchiatore Barletta... 4 16
si Glementiigiini "Ei A 7 pi
Chiatta a due eliche... 1 u 0. AO
Pontone bersaglio (a struttura clllare centrale) :
Piroscafo San Gottardo (N MMAZION AZ FA PIPE 2450

Dal 1887 al 1900.
Per la Marina da Guerra:

N. 18 torped. d’alto mare, + R. Marina Italiana —Disloc. Tot. Tonn. 1530

Incrociatore torped. Minerva “ si $ a 850
v protetto Liguria È ); ;i » 2230
Ineroc. corazz. General Garibaldi ;, ‘Argentina da 4 6840
» Cristobal Colon... Spagnuola .. ., , 6840
> Pueyrredon + Argentina d 6840
5; Garibaldi + Italiana E 3, 7450
Torped. d'alto mare Condore ; È so 136

Sonvi in corso di costruzione:
N. 4 torpediniere d’alto mare del tipo Condore i 580

TR LL





Rio Grande (goletta) |. |... s Ò

120 |



Dal 1887 al 1900. n
Per la ‘Marina ‘Mercantile:

Piroscafo Giulio Cesare. di bandiera Haliana Disloc... Tonn. 5845

» si s 5845

di n Ȕ 2518

» % 4 2518,

N » tyt 2518

ta Ù 2518

# wi 15,1:2518

% $ ni ‘2548;

di Ri AD

5 n 5600

5 Ni N Ernirerziens Flat. reg 5600

Groletta a vapore dl Paolo di bandiera taliana © n » 3340

Piroscafo. Calabria 3 ; Eri ta Gao

si Olga, > 0 Greca 2 340

ni Neva d 5 s zi

‘Veliero Caterina Accame Fà Italiana # » 3340
» Cavalier Ciampa ni ; » 3940.

» Francesco Ciampa RS » » 3340

; Salvatore den SIR 3 «3360

» Garibaldi È Ù » 2530

» © Avanti Sovoga si d ò, 2530

730



Dal 1887 al 1900.

Per, usi diversi:,.

N. 3 rimorchiatori ‘per il Ministero: della Guerra;

N. 3 rimorchiatori per uso della Ditta; i

(N. 4 colossale pontone a vapore con grue altissima, capace di alzare
pesi di 120 tonnellate, anche questo per uso della Ditta; ‘

N. 4 Potente cavafango di 450 metri cubi all'ora. © *

In questi 13 anni furono costruiti 80 scafi senza contare una quantità
di galleggianti diversi, cioè: barche a vapore, barconi da CREO Pe
tonetii, berte, ecc. 5















di x 3
i 0 i io 9A sio
damento provvedere per Ja fonti dî peszî monolitici fino a 206 .
| Possiede pure due forni" HP nin at
kg. 1000 a kg. 3000 di ghisa all’ v
a ponte, a manovra elettrica.







ri

I laminatoj comprendono un impianto completo di treni per la la-
mipatura delle lamiere, verghe e fili, con relativi forni di riscaldo, ce-
soie per lamiere, cesoie per verghe, aspi da fili, ecc.

La trafileria è composta da una batteria di 22 rocchetti divisi in
serie per fili grossi, medi e fini con un banco a trafilare a catena ed
altro idraulico, forni di riscaldo e da cuocere, ecc. Il banco idraulico
da trafilare verghe. e tubi è. della forza di 34 tonn. ed è azionato per
mezzo di apposito accumulatore e pompe idrualiche. Il banco a catena
a trafilare verghe può lavorare a quattro velocità, trafilando da 5 @
50 mm. di diametro.

È munito di. un impianto. per ;la fabbricazione di. barre e tubi di
qualunque sezione, mediante pressione esercitata sui metalli allo stato
plastico, ed in blocco, foggiandolo direttamente alla forma ultima, richiesta.

L’oflicina meccanica è corredata ‘da un complesso di piccole mac-
chine utensili specialmente pei lavori ornamentali e di maggior finitezza.

Le fucine hanno magli, maglietti e berte che permettono di. fucinare
e stampare oggetti di metallo di qualsiasi forma. Vi ha uno strettojo
idraulico per' forgiare; di 100_ tonn..,,_. ©)

La forza motrice posseditta’ dallo” e bitinento ne 250 cavalli
effettivi a vapore, che azionano non meno di 72 macchine operatrici, e
quando tutte le officine sono nel loro massimo sviluppo vi hanno col-
locamento non meno di 300 operai.

Questo Stabilimento fu iniziato nel 1889 dalla Società Italiana Delta
per la fabbricazione e lavorazione del metallo Delta. È ormai notorio
come questo metallo goda di proprietà tali per resistenza, tenacità e dut-
tilità da sostituirsi vantaggiosamente in moltissimi casi al bronzo. Lo si
stampa, lo si fucina, lo si lamina; lo si trafila con tutta: facilità. Lustrato
ha uno splendore bellissimo simigliante al riflesso dell’oro e resiste all’os-
sidazione dell’aria e dell’acqua marina assai più delle altre leghe di rame;
cosicchè trova applicazioni infinite anche nelle costruzioni marine dai
dritti di poppa e dalle eliche fino ai più eleganti ornamenti delle cabine
e dei saloni; si fonde in qualsiasi dimensione conservando sempre inal-
terate queste sue proprietà.







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L'aa

Però, come accennammo, lo Stabilimento non si occupa esclusiva—
mente della fabbricazione del metallo Delta, ma lavora il rame e le altre
leghe affini che hanno molteplici applicazioni nel commercio e nelle in-
dustrie.

Per conseguenza la produzione corrente di questo Stabilimento ab-
braccia qualsiasi fusione di oggetti in bronzo, delta o affini, come eliche,
tubi d’elica, condensatori, corpi di pompe, stantuffi, valvole, ecc., guer-
nizioni di bordo come boccaportelli, portelli, pompe, latrine, cerniere,
mancorrenti, telegrafi di bordo, ecc., oltre a tutti i “più minuti oggetti
di arredamento quali maniglie, serrature, p p cande-
labri, anelli, piastrine, etichette, ecc.

È rimarchevole la sua produzione in lamiere, verghe e fili di rame,
delta e muntz-metallo: Dal filo di */, di mm. in diametro giunge fino
alle verghe di 85 mm. e fabbrica verghe quadre, esagonali, piatte, .sa-
gomate' sia per corone di proietti che per qualsiasi altra destinazione.
Per le lamiere giunge fino a #/ di mm. di spessore con egtinae di
1", 50 e 5" di lunghezza.

Dirige ‘attuilimente- pui Stabilimento l'ing. Ettore Zancani, che lo
ha messo in Condizioni tali da ‘soddisfare. pr té le esig del
commercio e degli arsenali. ;

Fonderie e Acciaierie di Cornigliano Ligure.

Lo Stabilimento che è specialmente destinato alla produzione di tutti
i materiali in ‘acciaio e in ghisa malleabile occorrenti all’industria Mec-
canico-Navale, occupa oggi un’area di 15 mila metri quadrati. Altri
45 mila metri quadrati sono disponibili per un eventuale ingrandimento
delle Officine, occorrente al progressivo sviluppo della sua produzione.

Dei 45 mila metri quadrati di area occupata, le officine e fabbricati
annessi coprono m.q. 4660, e le officine propriamente dette m.q. 3540.
I rimanenti m.q. 1150 comprendono le tettoie ad. uso deposito, i locali
dell’ Ammibistrazione ,_ il Gabinetto chimico_e la sala fille prove mec-
caniche. A DI 51 =

L’ Officina è munita di un anta modernissimo, della maggior
perfezione, e rappresenta quanto di meglio può essere studiato, per la
buona riuscita dei getti di acciaio e di ghisa malleabile.

Non ispiacerà. ai Lettori che descriviamo succintamente quanto di in-
teressante può esservi in questo impianto, che è uno dei più recenti co-
strutti, rimontando l’ inizio dei lavori alla fine dell’anno 1898. — La
grande tettoia che cuopre tutti i varii reparti delle Fonderie, ha tutta
quanta l'ossatura costrutta in ferro, essendosi escluso il più possibile nella
costruzione, ogni materiale incendiabile. La copertura è di lamiera di
ferro zincato. La lunghezza della tettoia è di 144 metri. Las larghezza
di 30. — Le gru elettriche a ponte scorrono su piani poggiati su co-
lonne ed alti metri 6,500 dal piano dell’officina. — Questa è tutta il-
luminata a luce elettricà e la corrente è fornita dalle ivaspe facenti
parte dell’impianto elettrico dello Stabilimento.

Sea

Accennando di volo all'impianto di forza motrice, desso è costituito
da una Compound tipo Wolf, orizzontale: a cilindri accodati, della forza
di 80 cavalli, costrutta dalla rinomata Casa F. Tosi di Legnano. Il va-
pore è generato da una caldaia tipo marino ‘a ritorno di fiamma, fun-
zionante a 40 atmosfere. 5

La motrice aziona direttamente la trasmissione principale alle dinamo,
alle macchine-utensili e alle macchine pel servizio dei forni Martin-Sie-
mens. — Le dinamo, che assorbono 60 cavalli, sono a corrente continua
e azionano a loro volta i motorini elettrici governanti le trasmissioni se-
condarie in locali staccati, e quelli delle due gru elettriche, una da dieci
e l’altra da quindici tonnellate, destinate al servizio dei forni e della
formatura.

La prima gru elettrica ‘che prestò servizio nelle fonderie è costrutta
dalla Ditta Maschinenfabrik Oerlikon presso Zurigo, ed ha la caratteri
stica di una grande celerità nei varii movimenti, quale si addice ai lavori
di fonderia. — Ultimamente una seconda gru elettrica da 15 tonn. venne
messa in ‘azione. Questa gru a ponte, di splendida costruzione, venne
studiata ed; esegui nello /Stabilimento elettro=tecnico=della Ditta. Anclie
questa gru è celerissima nei varii movimenti, ed il tipo ne fu espressamente
immaginato ‘per prestare ininterrotto e sicuro servizio in locali saturi di
polvere e di emanazioni diverse, quali sono quelli adibiti appunto all’uso
di fonderia d'acciaio:

Per il servizio della fossa dei lingotti e del trasporto dei getti greggi,
funziona una gru-locomotiva a vapore, su apposito binario a scartamento
normale, che percorre in tutti i sensi le officine. La gru è costrutta dalla
Casa Smith di Rodley.

I forni sono serviti da portacarichi aerei scorrevoli. — Un monta-
carico idraulico è destinato ad innalzare il carbone sulla platea superiore
dei gazogeni. Il servizio di formatura ‘impiega varie gru a mano, a ponte
scorrevole e a braccio, della portata di varie tonnellate.

Il tipo di forno scelto per la fusione dell'acciaio col processo al rot-
tame è quello Siemens New form, con suola basica.

La fonderia possiede due di tali forni da 5 tonni, muniti di tutti



arga

gli accessorii per il loro regolare funzionamento , «come macine per ce-
menti refrattari, frantumatoi centrifughi ed impastatoi per dolomite, ma-
glio per le prove dell’ acciaio al forno, e tutti gli attrezzi e ferramenti
che a questo si riannodano.

Due forni a coke a tirare naturale ed un forno Basse e Selve a ti-
rare forzato, sono adibiti alla fondita dell’ acciaio al crogiuolo e della
ghisa malleabile, con una produzione giornaliera di chilogrammi 1800
di prodotto fuso. 1

Un grande forno a carrello spostabile di 24 m.q. di superficie è adi-
bito alla ricottura dei getti d’ acciaio, e quattro forni di tipo francese
da 12 m.e. ciascuno, sono destinati alla ricottura della ghisa malleabile
oltre a varii altri forni secondari per ricuocere e per calcinare le terre,
per essicare le anime e per piccoli lavori di utensileria.

A complemento di questa enumerazione dei forni, accenneremo alle
stufe per la essicazione delle forme. — Le stufe sono in numero di
quattro, due di grande e due di minore capacità, sono scaldate, a coke
e prestano ottimo servizio. Nelle stufe grandi possono introdursi forma-
ture. di metri RZ: rear Zhesh He

AI servizio della formatura sono istallato nie macine per terra, cri-
velli meccanici ed attrezzi diversi. Evvi il riparto modellisti, munito del-
l'occorrente macchinario, e il riparto fucinatori e fabbri, con quattro
grandi fucine a vento e con un maglio Massey da 5 tonn.

Troppo lungo sarebbe l’ enumerare le macchine-utensili adibite alla
sgrossatura dei getti, ed alle riparazioni ed altri lavori d’officina. Gioverà
l’accennare alle seghe per metallo a freddo dei tipi Greenvood e Batley
e Hill (inglesi) e del tipo americano Newton, oltre a una sega per me-
talli a caldo costrutta dalla Casa Massey.

Non mancano macchine stozzatrici, limatrici e piallatrici di grande-po-
tenzialità. — Queste macchine in unione alle fresatrici e ai torni com-
pletano l’assortimento necessario pei varii lavori di sgrossatura occorrenti
ai getti d’acciaio. — Le macchine-utensili adibite ai varii usi sommano
ad oltre quaranta.

Dalla capacità dei forni e dalla potenza del macchinario che li serve,



Sip

non è difficile il dedurre la potenzialità di produzione di queste fonderie
e acciaierie. Esse costruiscono getti pesanti fino a poco meno di dieci ton-
nellate, come sarebbero grandi armature per dinamo e per motori elet-
trici, ruote di-prua e dritti di poppa con telaio per timone di ‘navi a
vela eda vapore, eliche di grandi dimensioni, organi di macchina e
parti di locomotiva ‘delle ‘formè più svariate. 00 (0

È poi atutti ‘noto come sì possono facilmente ottenere al forno ba-
sico, tutte le qualità d'acciaio dall’extra-dolce al durissimo, per cui i lin-
gotti prodotti a Cornigliano Ligure hanno le più differenti applicazioni.

L'officina è diretta saliera L. Perroni.

FIR





sla

Officina per l'allestimento delle Navi
al Molo Piano (Porto di Genova).

L'officina per l'allestimento e la corazzatura delle navi da guerra
nel Porto di Genova, s'erge a Levante dei nuovi bacini di carenaggio,
vicinissima al molo Giano e conta oltre cinquanta macchine operatrici.
Alla sua direzione è preposto attualmente l’ing. navale sig. G. L. Petrini.

Quest’ officina è un complemento indispensabile del Cantiere navale
di Sestri Ponente, dove mancando costruzioni portuali, e, data la natura
della spiaggia, non sarebbe possibile di creare darsene adeguate per ri-
cevervi le grandi «navi: Questa; figliale: del-Cantiere-di Sestri dispone, oltre
de’ propri, di mezzi molti © potentissimi -che trae direttamente dalle of-
ficine del Cantiere e da quelle dello Stabilimento di Sampierdarena, e
dispone di più, come servizio sussidiario, dei pontoni-gru e dell’altro ma-
teriale galleggiante di proprietà della Ditta.

Per tal modo può procedere nei suoi lavori di allestimento con tutta
la celerità voluta 6 desiderabile.

Ciò che diciamo non pecca di esagerazione. Chi abbia appena appena
seguito con un po’ d’ interesse i lavori degl’ incrociatori corazzati Generale
Garibaldi e Pueyrredon, che la Ditta allesti per conto del Governo della
Repubblica Argentina, potrà con noi riconoscerlo senza titubanza. Quei
stupendi incrociatori corazzati, che misurano una lunghezza di 100 m. per
m. 18,20 di larghezza, con un dislocamento totale di 6900 tonnellate,
venivano lanciati in mare dagli scali del Cantiere in Sestri Ponente in forma
di scafi quasi nudi, avendo ancor da’ ricevere tutto l’ apparato ‘motore,
tutta la corazzatura, tutti i macchinari ed attrezzatura di bordo, tutto il











2

finimento di coperta e gli alloggi, tutte le installazioni delle armi e le armi
stesse; un complesso insomma di più di 3000 tonnellate di materiale e
cioè più del peso dello scafo varato.

Orbene, in pochissimo tempo dai vari delle navi, le corazzature
sono state collocate, le macchine principali e le ausiliarie, le installazioni
delle armi ‘e delle ‘artiglierie furono messe a bordo e gli incrociatori po-
terono senz'altro eseguire le loro prove di’ velocità ed essere consegnate.

Cosicchè nel brevissimo spazio di sei mesi dal giorno del varo, rispet-
tivamente la Ditta Ansaldo, mercè la potenzialità de’ suoi mezzi e la maestria
del suo personale, mostrò di poter condurre a termine il completo alle-
stimento di quei potenti incrociatori: splendido risultato; mai. raggiunto
finora nemmeno nei principali Cantieri dell’estero.

Lage

Officina per la riparazione delle Navi
al Molo Vecchio (Porto di Genova).

L'officina per la riparazione delle navi nel Porto di Genova, conta
una ventina di macchine utensili, e va riguardata anch'essa come una
vera succursale delle grandi Officine di Sampierdarena e del Cantiere Na-
vale di Sestri Ponente. Inoltre ha sotto i suoi ordini immediati tutto il
materiale galleggiante di proprietà della Ditta, e cioè i due pontoni-gru
rispettivamente di 120 e di 40 tonnellate per escavazioni da fondo, due
rimorchiatori ed una scorta di barche da carico, barche da palombaro,
pontetti, draghe,- berto, QC,

Per conseguenza è l'unica officina nel tot di I che sia real-
mente sussidiata dai più potenti ed adeguati mezzi per provvedere rapi-
dissimamente alle riparazioni degli scafi, degli apparati motori e macchi-
nari delle navi, per compiere operazioni di sbarco ed imbarco dei pezzi
più pesanti e colossali e per concorrere anche ad operazioni locali di sal-
vataggio. La sua maestranza è di provata abilità, e lo ha mostrato in re-
centi occasioni.

L'officina fronteggia lo specchio d’acqua dell’avamporto che lambe le
mura della Malapaga, ed è attualmente diretta dall’ing. Luigi Ramorino.






A ESPANSIONE E A_DOPPIA ELICA DI 6000 CAV, IND. RM. 1




3 CON APPARATO MOTORE A TRI

# LI

INCROCIATORE PROTEPTO

OPTATO y IAVOSOMI









00 GAY. IND.

A TRIPLA ESPANSIONE Di 1

4 RUMANIA ,, 4 SERBIA ,,

“ BULGARIA ,,

4 BOSNIA,



Direzione delle Torpedini.

Un’ altra industria recentemente stabilita dalla Ditta Ansaldo nelle
sue officine è quella delle armi e dei congegni subacquei. Essa può co-
struire in conseguenza tutto il materiale appropriato a tale ramo di pro-
duzione; e così s'è messa in grado di fornire le navi speciali per af-
fondare e salpare le torpedini; i battelli completi con gli accessorj per
verificare le torpedini ancorate; bighe, grue e verricelli per il ricupero
delle torpedini; torpedini automatiche; torpedini speciali per i posti di
corrente e di alta o bassa marea; torpedini tipo Elia; apparecchi condut-
tori ed esplodenti; niine;,Janciasilurirsopracquiei laterali e-subacquei, ecc. _

Per mantenersi alla testa dei più recenti progressi in questo ramo
di produzione, la Ditta ha affidato la direzione del servizio delle torpe-
dini al cav. Giovanni Elia, ufficiale torpediniere della R. Marina italiana,
conosciuto per i suoi lavori e le sue invenzioni nelle armi subacquee,
che gli hanno valso la medaglia d’ oro di prima classe conferitagli dal
Governo. A

La Direzione delle torpedini ha al suo servizio degli ottimi torpe-
dinieri che fanno continui esperimenti nel golfo di Genova, sicchè la
Ditta dispone di tutti i mezzi occorrenti per formare a richiesta uno
sbarramento di torpedini con i più moderni sistemi, o per fornire le
torpedini in pieno assetto di combattimento e munite cioè di carica, in-
nesco e detonante.

Le torpedini da blocco di tipo Elia hanno servito per la prima volta
ad uno sbarramento davanti a Civitavecchia, sulla spiaggia romana du-
rante le grandi manovre navali del 1896.

— É
Sul risultato di quella operazione di guerra compiuta su una spiaggia
travagliata dal libeccio, il contr’ ammiraglio De Amezaga espresse un
avviso che fu pubblicato con l’autorizzazione del ministro Brin sulla
Gazzetta di Torino nel novembre del 1896. Lo riproduciamo più oltre.
Diamo qui un elenco più specificato dei materiali che può fornire la
Direzione delle Torpedini della Casa Ansaldo.” i H

Materiale per torpedini.

a) Navi speciali per affondare e salpare torpedmi.

b) Battelli completi degli accessori per verificare le torpedini e per
salparle.

c) Bighe e grue speciali per il ricupero delle torpedini.

d) Verricelli elettrici od a vapore per il salpamento delle torpedini.

©) Torpedini automatiche, in_ generale) e, specialmente ‘quelle del
tipo Elia. i PM RE ae n

f) Torpedini. automatiche speciali per i posti di corrente e di alta
e bassa marea. È

9) Apparecchi per controllare l’impermeabilità delle torpedini.

4) Rampini esplodenti per il taglio dei cavi telegrafici sottomarini
e conduttori elettrici degli sbarramenti delle torpedini. i

i) Segnali e gavitelli semplici ed automatici per agevolare la for-
mazione degli sbarramenti delle torpedini.

1) Contromine automatiche.

m) Lancia-siluri sopracquei.

n) Lancia-siluri laterali, prodieri, poppieri, subacquei.

o) Lancia-siluri tipo leggero per torpediniere.

p) Teste schiacciabili per esercizio di siluri contro navi in moto.

q) Congiuntori a base verticale ed orizzontale per la accensione
automatica delle torpedini ad osservazione,

BR

1) Autoidrografo per lo studio dei movimenti. delle torpedini or-
meggiate.

5) Apparecchio per constatare l'immersione delle polo ormeg-
giate in sito di corrente.

Î) Afpannio per misurare la velocità e direzione; fola corrente
ad una profondità qualsiasi del ‘mare. 0/00 o f

u) Siluro tipo Ansaldo.

v) Rimorchiatori speciali per il servizio d’un gran orto di com-
mercio e nello stesso tempo utilizzabili per la posa e levata delle tor-



pedini automatiche, nonchè per Snare uno sbarramento di torpedini”

una volta posate.

%) Pompe pneumatiche con motore elettrico od a vapore per il
caricamento dei siluri.

y) Batterie lancia—siluri stnogue è e sopracquee per la difesa dei

porti.

La “sndotia Direzione, quantunque istituita da poco tempo, ha già
concretato completi, piani dii difesa» per) piazze marittime di Nazioni estere,
non solo nella parte che si riferisce alle armi sub-acquee; ma anche per
ciò che riguarda le artiglierie, le stazioni foto-elettriche, ostruzioni, ece.

Officina Elettro-tecnica in Cornigliano Ligure.

Il servizio più recentemente istituito dalla Ditta Ansaldo è quello
che. si riferisce all’elettricismo, l’ industria principale dell’avvenire.

Una: Officina: Elettro-tecnica è stata fondata in Cornigliano Ligure
per la fabbricazione di accumulatori, motori e materiali per impianti
elettrici d’ogni sorta.

Il vasto spazio di cui dispone la nuova Officina consente alla Ditta
di dare al suo impianto tutto lo sviluppo desiderabile. Quantunque già
in caso di: produrre; come ha già fatto, dei potenti accumulatori, 1° Of-
ficina non è Atidora sdél.. tutto compiuta, come) dovrà, esserlo fra breve.
Per: questo ci asfeniamo' dal notare qui le superficie occupate, gli opi-
fici in attività: o'in corso di costruzione, la forza motrice di cui dispone,
come il suo materiale di macchine, congegni, utensili, ecc.

Possiamo però dire, che pur datando solo dal principio del 1900,
può già costruire, come s° è detto, delle macchine importanti, e che il
pubblico industriale del mondo intiero potrà giudicare la bontà dei suoi
prodotti all’ Esposizione Universale di Parigi.

L’Officina è diretta dall’insigne specialista-elettricista ing. Federico
Pescetto, colonnello del Genio, inventore ben noto, di cui l’accumulatore
che porta il suo nome, venne giudicato fra i migliori presentati al con-
corso internazionale dell’Automobile-Club di Francia, a Parigi.

Ciò val quanto dire che la nuova industria aggiunta dalla Ditta Ansaldo
ai suoi opifici meccanici, metallurgici .e navali, offre fin d’ora una sicura
guarentigia di scienza, di competenza tecnica e di attività industriale.

If



IZ



> SCHIO

e,

7









ALCUNI GIUDIZI
DI AUTORITÀ E DI CORPI TECNICI
su la potenzialità e sul'lavoro della Ditta
GIO. ANSATLDO sO.

1883. Relazione /della ‘Comuissione dil'inchiesta’ stille Industrie
M he. Presidente : on. gnere Bened Brin ministro della

R. Marina; comm. Boselli ministro della P. I; ingegneri: Nicolò Botta,
comm. Ranieri Simonelli, comm. Valsecchi, comm. Bozzoni, commenda-
tore Borghi, deputati al Parlamento.

La Commissione parlando delle singole officine così scriveva nella
parte generale del suo rapporto :

“ Lo Stabilimento Ansaldo di Sampierdarena conserva la supremazia,
“ ch’esso deve al suo grandioso impianto, all’assortimento delle sue mac-
“ chine-utensili, alla disposizione ben ordinata delle differenti officine, e
“ principalmente al personale. operaio che vi è addetto ormai da lunghi
“« anni. Esso possiede tutti i mezzi necessari per intraprendere con ga-
“ranzia di successo la costruzione di ogni sorta di macchine.
“ Esso possiede inoltre una vasta fonderia, dove si conserva la tra-
“ dizione del lavoro ben fatto, che gli permette di fondere le più pe-
“ santi e complicate parti accessorie alle grandi macchine, poichè il pos-
“ sedere una vasta fonderia con operai sperimentati è una delle prin-
“ cipali condizioni per ben riuscire nella fabbricazione delle macchine.
6



“ Questo Stabilimento possiede anche un'officina speciale per la grande
“ forgia, dove i pezzi prodottivi rappresentano ciò che si è ottenuto di
“ meglio in questo genere.

“ E là che furono forgiate le ruote di prora e i dritti di poppa del
“ Duilio, del Dandolo, dell’Italia e della Lepanto. La forgiatura di al-
“cuni di questi pezzi era così difficile che le officine dell’estero hanno
“ rifiutato di fornirle. Nonostante questi pezzi sono di una perfezione
“ammirabile. Si può senza esagerare, affermare che per la gran forgia
“ l'officina Ansaldo è senza rivali in Europa.

“ Questo Stabilimento ha fornito alla marina da guerra diversi appa-
“ rati motori per nave, sopra disegni esteri che diedero buon risultato. —
“ Inoltre costruì macchine sopra piani propri che diedero pure risultati
“ molto soddisfacenti.

“Io cito per esempio la macchina della corazzata Palestro, quella
“ del Colonna, quella dell’Amerigo Vespucci, del Savoia, e, sopra disegni
“ propri, le macchine dell’avviso Staffetta.

“ Ora questi apparati motori sono stati costruiti e finiti con preci-
“ sione; di più, montati a bordo, hanno funzionato regolarmente e non
‘lasciano nulla a desiderare. Da molti. anni lo Stabilimento Ansaldo si
“ occupa senza interruzione della fabbricazione di macchine. Per questa
“ specialità, lo Stabilimento Ansaldo è il solo in Italia che conta una
“ serie di lavori continuati con sempre crescente progresso. E il solo
“ che possiede una tradizione storica di produzione, avendo sempre seguito
“lo sviluppo ed. 1 pérfezioneunentirchési cambiamenti dei tipi hanno
“ determinato.

“ Inoltre la lunga pratica costituisce un elemento di valore, che non
“ può ottenersi all'improvviso, e che non si può creare da un momento
“ all’altro nemmeno colle grandi spese. La direzione intelligente, chiaro-
“ veggente e vigile ha senza ‘dubbio una grande influenza sull'andamento
“ di ogni industria, e allorquando essa è indecisa, debole. o trascurata
può fare gravissimo torto allo Stabilimento e non sarebbe sufficiente a
‘ garantire la bontà del prodotto.

SI più rinomati Stabilimenti meccanici inglesi, citati per la preci-
“ sione rigorosa e la finitezza perfetta dei loro prodotti, devono la loro
“ fama più che alla Direzione generale dello Stabilimento, alla loro mae-
“ stranza, che la lunga pratica e l’abitudine di adoperarsi per migliorare
“e perfezionare il lavoro che le è affidato, ha finito per rendere abi-
‘ lissima. Difatti i capi officina vi sono conservati gelosamente e ben
“ pagati.

“I creatori delle officine Penn, Maudslay, Elder, ece., celebri inge-
“ gneri meccanici, non esistono più; ma le loro officine possedono sempre
« quel nucleo di operai scelti che costituisce la loro vera forza, e che
“ Ji mantiene al livello elevato al quale sono pervenuti. — L'Officina An-
“ saldo, che dopo più di 20 anni ha continuato nella fabbricazione delle

aio







agi

“ macchine marine, si trova oggidi in grado di offrire le maggiori garanzie
© per la costruzione degli apparati motori i più complicati e della più
“ grande potenza, destinati alle navi da guerra. ;,

‘Tanto scriveva nel 1883 la Commissione presieduta, come abbiamo
detto, dal ministro Brin, noto fra i più illustri ingegneri navali dei
nostri tempi.

1889. — Nel 1889 il comm. Antenore Bozzoni, Ispettore del Genio
Navale e Presidente del Comitato pei Disegni al Ministero della Marina,
incaricato dal ministro Brin d’ispezionare i principali Stabilimenti di me-
tallurgia e di costruzioni meccaniche, notava nel suo rapporto:

“« Che lo Stabilimento Ansaldo è il più antico e vasto Stabilimento
“ nazionale di costruzioni meccaniche, che negli ultimi anni aveva avuto
“uno sviluppo considerevole e che in quanto concerne l’organizzazione
“e la disposizione delle officine, esso ha enormemente progredito. Di più,
“ ch’esso ha compl la sua collezione di hine-utensili, scegliend
“le più perfezionate. ,,

Notava\dnehe ,



nre is FINE E)

“ Che i Fratelli Bombrini non hanno risparmiato dispendio di sorta per
“ migliorarlo sotto ogni rapporto. ,,

Conchiudeva affermando:

“ Che questo Stabilimento si è messo in grado non solamente di con-
“ servare il primo posto in Italia per la costruzione di macchine marine
“ di ogni sorta, ma di mettersi al medesimo livello dei più importanti
“ stabilimenti dell’estero. ,,

1895. — L'ammiraglio Conte Augusto Albini, deputato al Parla-
mento, direttore per lunghi anni del servizio di Artiglieria 6 Torpedìni
al Ministero della Marina, tecnico distintissimo che ha passato la sua
vita negli Stabilimenti meccanici e nei Cantieri nazionali e stranieri, e
ha dato il suo nome ad una carabina di sua invenzione, visitava, in
compagnia del compianto ammiraglio De Amezaga, le officine Ansaldo.

Egli si felicitò vivamente dell’enorme sviluppo che'con una lodevole

ADE

disposizione e con una rara intelligenza si seppe -dare all’ antico Stabili-
mento Ansaldo, mettendolo in grado di poter gareggiare coi più impor-
‘tanti stabilimenti moderni.

“Io confesso, diceva egli, che come italiano provo una ben viva sod-
“ disfazione vedendo che infine vi ha in Italia qualcuno che sa lumi-
“ nosamente dimostrare d’aver una ferma confidenza nell’ avvenire del-
“ l’industria meccanica italiana e sa prevederne i bisogni futuri. Come
“ Ligure (aggiunse l’Ammiraglio) io ammiro con emozione sincera i fra-
“ telli Bombrini, che, animati da tale confidenza, si preparano ardita—>
“ mente a far rinascere la grande industria navale che nel passato ha
“ dato la prosperità alla nostra Liguria e che dovrà egualmente darla
“ all'Italia. ,,

1896. —. Durante le grandi manovre navali del 1896 è stato fatto
la prima volta un sbarramento con torpedini da blocco Elia innanzi a
Civitavecchia, sulla spiaggia romana, ben nota per i grossi marosi e la
violenza dei tempi da Libeccio.

Diamo il parere espresso dall’Ammiraglio De Amezaga circa questa
esercitazione. — Questo parere ha una speciale importanza sia per il
valore della per$oa che lo, ha emesso,..siaperchè. fu pubblicato con la
approvazione di-S. E. il ministro Brin nella Gazzetta di Torino del
20 novembre 1896.

Notisi che I’ ammiraglio De Amezaga assistè alla esercitazione’ della
nave Città di Milano sulla quale stava imbarcato îl comitato della stampa
che pubblicava le notizie sotto la revisione del Ministero. -

Dalla Gazzetta di Torino ricaviamo adunque la seguente notizia :

.. risultò, in modo incontrovertibile, che lo sbarramento stesso aveva
“ esattamente corrisposto alle condizioni di celerità e di consistenza, che,
“in ogni circostanza debbono caratterizzare l’impiego di torpedini tra-
“ sportabili.

“ Infatti, l’imbarco del materiale si fece da mane a sera sopra un
€ piroscafo carbonaio, giunto in quel giorno a Spezia da Cardiff; e lo
“ sbarramento, compiuto pochi giorni dopo, non richiese altri mezzi che
“ quelli del bordo.

“Le torpedini, rimaste in mare circa venti giorni, subendo una forte
“ libecciata, furono tutte ricuperate senza avarie, e rimesse, în ra giorni,
«in grado di essere nuovamente affondate.

ES

“ Codesta facilità di formare saldi sbarramenti e decomporli solleci-

“ tamente devesi al grande amore del tenente di vascello cav. Elia per

“lo studio della difesa subacquea nazionale, studio che riassume quello

“di vent'anni dei migliori ufficiali torpedinieri della marina ed a cui

“egli stesso dedicò nove anni; e devesi anche all'abilità della gente

“ maneggiante il materiale, che vien reclutata tra sotto ufficiali, vecchi

‘marinai, dotati della calma occorrente per affrontare la difficoltà dei

“lavori di ricupero, e fra marinai di leva, pescatori corallini, abilissimi
“ nelle imbarcazioni.

« Firmato: CARLO DE AMEZAGA. ,,

1900. — Per' evitare ripetizioni non riproduciamo qui parecchi altri
giudizi, egualmente competenti espressi da ministri della Marina, ammi-
ragli ed ingegneri.

Ma ne riportiamo uno, il più recente, molto caratteristico, e per la
Casa eminentemente lusinghiero, perchè emana da un’alta personalità
straniera, e quindi non inspirata ad alcuna simpatia nazionale istintiva,
o a indulgente benevolenza patriottica.

Nel TA] La Defence Navale di Epovarp Lockroy, ancien ministre

de la Marine alla pagina 58, è detto; - % c} ir)

“ Dans ces P'Uecniro temps, la marine italienne a pris un essor nouveau.

“ Ses chantiers se sont developpés dans des proportions gigantesques. Ansaldo

© remplit Genes tout entière de son industrie. Il nous enlève une grande

‘ partie de la clientèle des deux mondes; il construit plus rapidement

“ et à meilleur marché. Partout on retrouve en Italie les traces de ce génie

“ latin encore vivace et qui a dejà donné au monde tant de savants, tant
« d'hommes d'Etat et tant d'hommes de guerre. ,,





Le officine e i cantieri della Ditta Ansaldo occupano alcune migliaia

di operai. Quando nel 1888 sorse la Cassa Nazionale per gli infortuni
‘ sul lavoro, la Ditta assicurò i propri operai a suo esclusivo dispendio ; e
assai prima che una legge apposita vi provvedesse, come «attualmente fa
essa ‘versò gli ingenti premj annui. Il personale delle ‘officine e can-
tieri, sensibile all’atto benefico della Ditta, ne volle consacrare il ricordo
in una pergamena illustrata dal celebre pittore Nicolò Barabino. Questo
| abtestato di riconoscenza dei loro subordinati, è riuscito graditissimo ai





RPS
fratelli Bombrini, che lo mettono istane ai giudizi delle autorità qui

sopra riportati.
Autorità e corpi tecnici hanno lusingato i proprietari della Casa nel

loro amor proprio di industriali. L'attestato degli operai soddisfa la loro

coscienza di uomini e di cittadini. Per questo ci sia qui lecito riprodurlo

come gli altri. A E

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è FRATELLI BOMBRINI
IL PERSONALE DEGLI OPIFICII Di
SAMPIERDARENA E SESTRI PONEN' de;

“1099.

ATTO MAGNANÎMO DA VOI COMPIVTO
E CHE NOI TUTTI RINFRANGA DALLE TRA
VERSIE DEL' LAVORO È DI COSÌ INSVETA
LARGHEZZA CHE OGNI SENSO DI GRATI-
TUDINE NON RAGGUAGLIA LA SOMMA

peL BENEFICIO

i. VOSTRE CURE PATERNE RISPONDANO LE

NOSTRE ATTESTAZIONI D'AFFETTO E VOTI CALDIS
sii CHE LO STABILIMENTO DOVUTO A QUELL' Il:
suvsrne cu su Ceto Bonarini per oreaa
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DI puroria into siro pure foci) 1)



PERGAMENA COMMEMORATIVA OFFERTA DAL

ERSONALE DELLE OFFICINE
AL SIGNORI FRATELLI OM

INI.




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OFFICINE E CANTIERI

GIO. ANSALDO & (

Genova - Sampierdarena - Cornigliano Ligure - Sestri ‘Ponente

TIPOGRAFIA FRATELLI TREVES

OFFICINE E CANTIERI

GIO. ANSALDO & (i

Genova - Sampierdarena - Cornigliano Ligure - Sestri Ponente

MILANO
TIPOGRAFIA FRATELLI TREVES

1900.

Officine e Cantieri

GIO. ANSALDO &C.

Genova - Sampierdarena - Cornigliano Ligure - Sestrî Ponente

La importanza che è venuta assumendo la Ditta Gio. Ansaldo e C., per
lo sviluppo che ha dato e che dà continuamente ai suoi cantieri e sta-
bilimenti ha progredito con lo sviluppo delle industrie meccaniche, me-
tallurgiche e Navali in Liguria. È ‘allo stesso’ modo ché Sampierdarena
ove la Casa ebbe il suo primo impianto originario, è divenuta un centro
di così fiorente operosità da meritare il nome di Manchester italiana, la
Ditta Ansaldo che reca a suo onore d'essere stata fra i primi fattori di
tanta prosperità, ha pure essa conquistato oggidi nel mondo industriale,
un tale posto, che può senza essere tacciata di immodestia, lusingarsi d’es-
sersi messa in prima linea in Italia, ove oramai nessuno le contende un
indiscutibile primato, e di essersi guadagnata, anche oltre i confini del
nostro paese una riputazione di cui si sente fiera ed onorata.

Dello stato attuale delle sue officine e della loro potenzialità, parliamo
diffusamente nelle pagine che seguono.

Le origini.

Lo stabilimento meccanico di Sampierdarena, data dal 1846; e già
nel 1853 per l’intervento e per l'impulso del compianto senatore “ Carlo
Bombrini ,,, incominciava a svolgere quella attività che doveva, a poco
a poco, sottrarre il nostro paese al monopolio straniero per le industrie
meccaniche.

L'amicizia del conte di Cavour per il benemerito ed intraprendente
patrono della Ditta, è stata una leva potente nei difficili primordi; ed
è un giusto titolo d'orgoglio per gli attuali proprietari e gerenti della
Casa, i quali anno raccolto e cercato di FATE con ogni sforzo il pro-
gramma del loro. inlostre padre. dre

Succeduti a lui nella proprietà dello linate essi hanno potuto
dare alla eredità industriale del chiaro defunto, una attività personale,
una sorveglianza immediata e una direzione costante che il loro amato
predecessore, per la sua posizione di Direttore della Banca Nazionale
non poteva spiegare: sicchè del concetto paterno furono giudicati quali
fortunati esecutori. Nessuna difficoltà li ha scossi, nessun ostacolo li ha
fermati; nessun sacrifizio di lavoro, di tranquillità o di sostanze è ad

essi parso troppo grave, di fronte alla grande meta da raggiungere.

Lo sviluppo i
(1882-1896). j

L'azienda della Casa Ansaldo che nel 1882 si trovava in difficili
condizioni economiche doveva risentire ben presto il vantaggio dell’opera
personale dei proprietari, fratelli Bombrini.

Fino dal successivo anno 1883 l’importanza -del loro stabilimento,
per quanto concerne la produzione meccanica, era per così dire certifi-
cato da un documento officiale di altissimo valore: la relazione cioè della
Commissione d'inchiesta sulle industrie meccaniche, presieduta dall’on. in-
gegnere Brin,-iyfistro, della=Marina; autorifà di fama:)mondiale : e com-

posta di tecnici riputatissimi e di uomini parlamentari di alto valore.
Questa Commissione visitava per incarico del governo tutte le officine di
costruzioni meccaniche esistenti in Italia, delle quali alcune fino allora
ignorate. i

Quattro anni dopo, gli sforzi di buona volontà, di energia, e di as-
siduità dei fratelli Bombrini, ottenevano un ben grato e lusinghiero com-
penso in una dichiarazione del senatore Gaspare Finali, che morì presidente
della Corte dei Conti. Egli affermava che se il senatore Bombrini era
riuscito a fare della Banca Nazionale il più potente ‘istituto finanziario
del Regno d'Italia, associando, da vero patriota la sorte di quell'istituto
alla sorte del paese, i suoi figlioli avrebbero ottenuto il medesimo risultato
dal punto di vista industriale, portando i loro stabilimenti in prima linea,
non solo in Italia, ma in Europa.

Non è qui il caso di dire se e fino a qual punto la lusinghiera pre-
dizione si sia avverata. Alcune testimonianze non sospette e alcuni ono-

an

revoli giudizi che riproduciamo più avanti, proveranno almeno quanto i
proprietari abbiano fatto e tentato di fare perchè l'oroscopo non si al-
lontanasse dalla verità.

Ci basti qui notare che se nel 1883 lo stabilimento Ansaldo pre-
sentava una produttività molto modesta; pochi anni dopo aveva più che
quadruplicata la sua potenzialità primitiva, acerescendo le sue officine e
moltiplicando la sua suppellettile meccanica.

Dalla fabbricazione delle macchine di 1000 a 1500 cavalli come
quelle per la Palestro, il Marcantonio Colonna, ece., aveva progredito alla
costruzione delle più colossali, come quella di 20 000 cavalli, per la R. N.
Sialia.

Dagli apparati motori a bassa pressione come quelli per il Conte Verde,
s'era innalzato alla produzione dei tipi medj per il Suvoya, il Vespucci
e lo Stromboli, ecc., e poi a quella dei tipi maggiori alle alte pressioni
ora domandate, come quelli delle R. N. Minerva, Liguria, Marco Polo,
Garibaldi e Saint-Bon, e sempre applicando di mano in mano un largo
contingente di studi, di esperienza e di progresso.

Riassumendé= “questi cenni, diremo che nek,1883 lo Stabilimento An-
saldo (officine meccaniche e andere navale) contava Tom più di 800
a 900 operai con poco meno di 150 macchine utensili e si distendeva
all’angolo sud-ovest ‘dell’industre Sampierdarena, occupando una superficie
di 40 000 mq. e confinando a sud colla spiaggia del mare per una di-
stesa di 90 metri.

Però già da quell’epoca era in grande considerazione per la bontà
e perfezione de’ suoi prodotti. Le macchine per la Palestro, per la Staf-
fetta, pel Marcantonio Colonna costruite nel periodo dal 1867 al 1879,
avevano raccolto il plauso del Governo e di tutti i competenti. Ricercate
eran pure le altre minori per piccoli piroscafi e per motrici fisse; così
pure le costruzioni di caldereria ed i prodotti della fonderia; e quelli
della gran forgia molto ammirati, specie nei difficili pezzi dei dritti di
poppa, ruote di prora e timoni delle maggiori corazzate, quali il Dandolo,
il Duo, la Lepanto, l'Italia, ecc;

Lodatissima sempre la costruzione delle locomotive. Un’inchiesta fatta

È

sotto Amministrazione del ministro Saracco ha provato come le locomotive
per le nostre linee ferroviarie costruite in Italia (erano in allora quasi
esclusivamente, quelle di Ansaldo) fossero migliori di quelle fabbricate al-
l’estero, al punto che se il numero delle locomotive estere a ripararsi era
rappresentato da 100, la quantità PARATE per le locomotive na-
zionali era data da 45.

Dal canto suo il piccolo cantiere già aveva dato prova della sua ca-
pacità e potenzialità colla lodevole riuscita della Staffetta, del. Verbano,
del S. Gottardo e di non: pochi rimorchiatori, barche doganali, barche
portuali, draghe, pontoni, ecc. i

Sul finire del 1886 il cantiere navale fu trasferito a Sestri Ponente
sotto la direzione dell'ingegnere navale comm. B. Bigliati; cui successe
l’attuale.direttore, colonnello Soliani del Genio navale: al posto del cantiere
si fondarono nuove. grandiose, officine, e tutte le. officine di Sampierdarena
furono riservate esclusivamente. alle costruzioni meccaniche, affidate. al
distintissimo ed intelligente ingegnere Omati.

Nè qui si fermarono gli ampliamenti, i progressi e lo sviluppo dati
dalla Ditta ai suoi fantieri;e- alle-sue-,officine:-Successivamente; essa ha
impiantato uno: stabilimento pela per, la fabbricazione e lavora-

l ai fiale è preposto attualmente
l'ingegnere Zancani; una officina per vi) ione delle navi nel Porto di
Genoya, diretta ora. dall'ingegnere Ramorino; una officina per allesti-
mento e corazzatura di navi da guerra; pure nel porto di Genova, diretta
dall'ingegnere navale L. Petrini; una officina Fonderie e Acciajerie in
Cornigliano. Ligure, affidata alla direzione dell'ingegnere Perroni.

Infine una officina per apparecchi e macchine per applicazioni elettriche
in Cornigliano, sotto la. direzione. del. colonnello, del genio, comm. Fede-





‘© rico Pescelto; ed una direzione in Genova, per la costruzione di armi

e. applicazioni sottomarine, affidata al comandante Elia, sono gli ultimi
impianti della ditta fino ‘ad oggi. Di tutti questi stabilimenti parleremo bre-
vemente e particolarmente. più avanti; ma non è chi non veda come mercè
tanti e così speciali mezzi di produzione la Casa Ansaldo sia ormai in
grado di lottare vantaggiosamente e con onore, nel campo delle industrie

RR

meccaniche e navali, in confronto di non importa quale grande stabili-
mento straniero dei più riputati.

A questa Ditta ora lo Stato può affidare la'costruzione intiera e compiuta
dei più possenti e dei più moderni tipi delle sue grandi navi di battaglia.

Le officine della Casa Ansaldo forniscono quotidianamente la prova
che i loro prodotti meccanici gareggiano con quelli delle più rinomate
case d’ Europa: i suoi cantieri hanno lanciato in mare le navi militari
più potenti, e su quelle navi sventolano le bandiere di stati europei
ed americani. L’estero ricorre alla Ditta per la costruzione dei tipi più
moderni di locomotive, come per l'aumento o la trasformazione delle
sue flotte.

Insomma i fatti provano che se la strada da percorrere era lunga è
difficile, una parte notevole del cammino è stata felicemente percorsa.
Questo pegno che la Casa ha dato della sua potenzialità, va interpretato
come una promessa che qui non si fermeranno i suoi sforzi per rag-
giungere la meta agognata.

Quadro delle officine
attualmente esercitate dalla Ditta Gio. Ansaldo e C. (1900).

Presentemente la Casa Ansaldo possiede gli stabilimenti seguenti :

a) Stabilimento meccanico di Sampierdarena di costruzioni mecca-
niche, macchine marine e locomotive.

5) Cantiere Navale in Sestri Ponente, per costruzioni navali mer-
cantili e militari.

c) Stabilimento metallurgico di metalli fini, in Cornigliano Ligure.

d) Fonderie ed acciaierie di Cornigliano Ligure.

e) Officina Elettro-tecnica, in Cornigliano Ligure.

f) Officina per allestimento e corazzatura delle navi da guerra nel
Porto di Genova. Molo Giano.

EST

g) Officina per le riparazioni delle navi nel Porto di Genova (Molo
vecchio) con, materiale per. trasporti. e montaggio.

La superficie totale occupata, tettoie, ufici, magazzini: la forza mo-
trice disponibile; il numero delle macchine motrici e utensili e il numero
degli operai che si possono utilmente’ impiegare nei lavori, in rapporto
con la potenzialità delle officine, sono indicati nel seguente quadro:



SUPERFICIE Forza 1 È
.-* |Macchine | Operai



STABILIMENTI ri
coperta] seoperta | Totale parti estro igm
m.q. | ma. | mq. |'vaporo
Stabilimento meccanico in Sam-|

pierdarena:. . . . . . . .|38500|45500|84000| 1070| 895| 4200
Cantiere navale in Sestri Ponente.| 20000 | 60000 | 80000 | 400|154| 6000

Stabilimento metallurgico in Cor-





nigliano Ligure . 450
P »”,
Fonderie e Adciajerie in Corni-
gliano Ligure. . . . . . .| 4660|25340|30000 80 55 | 500
+ Officina elettro-tecnica in Corni-|
gliano Ligure. . . . . . .| 1200|25000|26200| 30/30] 300
Officina allestimento navi Molo; Lol:
Giano... 0.0. +0 Su I 87IR) — 3712] 200 53 | 3000
Officina riparazioni Porto di Ge-|. i i
nova . 4... +. + «| 1465] 1685) 8150 50| 85| 1600



Materiale natante dipendente dalla
officina riparazioni. . . . .| — _ = 300 26| 300





















SB

Ciascuno stabilimento, ciascun riparto è tecnicamente autonomo,
forma unità da sè, con personale tecnico proprio e di provata esperienza
per la sua specialità : cosicchè i lavori vi si estrinsecano separatamente
con quella individualità e quella correttezza che l’arte ed il progresso
esigono. Ed in questo modo la Ditta Ansaldo da un decennio a questa
parte, abbandonato l’antico dannoso sistema di abbracciare tutti i lavori
in una-sola unità tecnica, si rivolse molto opportunamente a specializ-
zarsi. in tutte le sue produzioni, guadagnando così la via più sicura per
lottare: con successo contro la concorrenza, senza perciò menomare la
irinomanza e la. proverbiale bontà de’ suoi lavori.





“HTNUNOT DIISIS 10 da\AvN HMALLAVO









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Lo Stabilimento di Sampierdarena.

Dal 1883 ad oggi le officine furono notevolmente accresciute. ed
ampliate con l’acquisto di terreni adiacenti, e fornite di nuovi e recenti
macchinari completi e perfetti quanto si potrebbe desiderare. Ci basti
accennare che i fratelli Bombrini impiegarono soltanto in questo stabilimento
di Sampierdarena, in tale decorso di tempo, più di 7 milioni.

Lo Stabilimento occupa un’area di 84 000 mq. di cui poco meno
di 40000 coperti da officine, magazzini ed uffici.

Le officine, disposte in un insieme bene ordinato, vi sono grandi, spa-
ziose, ben arieggiate e rischiarate, e provviste pel lavoro di notte di illu-
minazione a -gaz-lucg 0,2) luce eletirica,, Essi si-dividono nei seguenti riparti

1.° Modellisti ;

2.° Fonditori di ghisa e bronzo;

3.° Fucinatori ;

4.° Magli;

5.° Grande torneria;

6.° Piccola torneria;

7.° Torneria per bronzi;

8.° Galderai;

9.° Congegnatori; |‘ >
10.° Mole a smeriglio;
{1.° Montaggio di locomotive;

12.° Montaggio di macchine di marina;
13.° Riparazione di locomotive;

44.° Laboratorio di precisione;

Lage

Tutti i piazzali dello Stabilimento e l’ interno delle officine sono percorsi
da binari a scartamento normale che sono in comunicazione diretta colla
stazione di Sampierdarena e colle calate del Porto di Genova.

Lo Stabilimento comunica pure colmare mediante un pontile spor-
gente in acqua per 100 metri, dalla Ditta stessa costrutto per uso, proprio,
e che dal Porto di Genova dista pressochè due chilometri. I binari dall’in-
terno dello Stabilimento giungono fino al pontile, d’onde i pezzi più vo-
luminosi e pesanti, che diversamente non avrebbero transito nè per ferrovia,
nè per via ordinaria, vengono trasportati al Porto di Genova. Pel servizio
di questi trasporti la Ditta si è fabbricata tutto un materiale, e dispone
di rimorchiatori, di barche da carico, pontonetti e di due pontoni-gru
a vapore, di cui l'uno di 40 tonnellate e l’altro, veramente colossale,
di 120 tonnellate con, sbraccio libero di 12 metri, che permette il carico,
nelle stive dei più larghi ed alti bastimenti.

Quando ferve abbondante il lavoro, questo solo Stabilimento può
raccogliere almeno 4200 operai attorno alle 800 e più macchine-utensili,
fra cui non poche specialissime e notevoli per mole, ed assieme animate

. da ben 8 motrigi principali glie, a quelle ausiliarie, alle. quali 22 caldaie
a vapore danno alimento, producendo così in totale una forza motrice
disponibile di circa 1070 cavalli-vapore. i

I magli a vapore sono azionati col vapore di generatori riscaldati
dalle fiamme perdute dei grandi forni a riverbero: che. sono in numero
di otto. Notevole l’impianto di quest’officina, che dal piccolo maglio di

‘ 250 chilogrammi, sale, per una scala di otto apparecchi, fino a quello
colossale di 40 tonnellate. Quali e quanti pregevoli(prodotti siano sortiti
da quest’officina e quale rinomanza siasi guadagnata, abbiamo già accen-
nato più addietro.

I forni fusori della ghisa, nuovamente ricostrutti secondo i più re-
centi perfezionamenti, sono in numero di cinque; serviti. da sei ventilatori
dei quali uno’ a motore a vapore indipendente, capace di supplire da solo
ad una produzione di 10 tonnellate di ghisa fusa all’ora: un altro a motore
elettrico per una produzione di 2 tonnellate. all’ora;

I forni fusori della ghisa possono dar getti di ogni forma e Bimiiciin,

eee

sia in ghisa comune, che indurita 0 malleabile — dai colossali porta-
incudini per magli di oltre 50 tonnellate ai più piccoli pezzi di meccanica.
Tlocali per la formatura e la fondita sono ampi, ben disposti; dotati di
numerose, potenti e speciali attrezzature, divisi in due navate; ciascuna
servita da due gra funicolari a ponte scorrevole, rispettivamente della
portata di 40 e 30 e di 20 e 10 tonnellate. Il miglior elogio che si
possa fare di questa fonderia è rispecchiato nel giudizio emesso dalla Com- |
missione di Marina, e più sopra citato, che la dichiara l’unica dove si
conservi la tradizione del lavoro ben fatto e dove si fondano le più pe-
santi e complicate parti necessarie alle grandi macchine. ;

La fonderia del bronzo e metalli affini, possiede forni a crogiuoli e
forni a riverbero capaci assieme di’ provvedere getti monolitici fino a 20
e più tonnellate di peso, come ad esempio, i dritti di poppa, le ruote
di prua, i telai di timone forniti in bronzo fosforoso per le regie navi
Cristoforo Colombo, Elba, ecc., i condensatori in metallo Delta per le
macchine del Carlo Alberto, del Garzbaldi, del Saint-Bon e via dicendo.

L'officina principale di caldereria, esclusivamente in ferro e ghisa,
- misura una lunghezza di ‘20 né” perana lirghozza di 40 ‘ed è divisa
in tre navate, di cui la centrale, destinata alla costruzione delle più co-
lossali caldaie di marina misura 16" di larghezza ed ha un'altezza di 19,
m. 30 al culmine del tetto; in essa due gru a fune di 40 tonnellate
ciascuna, accoppiabili all'occorrenza, servono pel rapido e comodo maneggio
e trasporto delle più pesanti e voluminose caldaie. — Delle due navate
laterali una è destinata per la costruzione delle caldaie da locomotiva e
per quelle marine di modesta mole; una gru a fune di 20 tonnellate
ed una seconda di 6 tonnellate fanno il servizio di manovra. — L'altra
navata laterale comprende le macchine lavoratrici servite da tre gru fu-
nicolari di 6 e 10 tonnellate. — A ridosso dell’officina sono* lé ampie
ed assortite forgie de’ calderai; ed a Levante sorgono i diversi forni a
camere appropriate, per la ricuocitura delle lamiere sagomate. — Altre
tettoie metalliche sono destinate a deposito e lavorazione di lamiere. No-
tevoli nel macchinario di quest’officina, oltre le gru già menzionate, sono:
la inchiodatrice idraulica gigante; azionata da pompe ad’ accumulatori

— 138-

capaci di produrre sforzi fimo a 100 tonnellate; le inchiodatrici idrauliche
minori e le portatili; la macchina verticale a centrar lameroni, il trapano
multiplo a 4 utensili snodabili, il trapano ad utensile inclinabile a_ fi-
lettare, ecc.

Un impianto di apparecchi idraulici, forni e macchine a stampare è
destinato alla ricalcatura e fucinatura dei tubi in acciaio per le caldaie
a tubi d’acqua.

Un'altra spaziosa officina di oltre 1800 m. q. completamente costruita
in ferro ed acciaio è specialmente destinata alla lavorazione delle caldaie
a tubi d’acqua che la Ditta, prima in Italia, ha impreso a produrre su
larga scala. Una gru elettrica da 45 tonn., altre di minore portata e
una serie completa di macchine-utensili e di apparecchi speciali mettono
la Casa in grado di compiere in un anno oltre a 30.000 cavalli vapore
di caldaie di questi nuovi sistemi.

La gran sala dei torni sta al centro del corpo principale dello Stabi-
limento frammezzo alle tettoie della Fonderia e dei magli a Nord, e delle
costruzioni meccaniche e delle macchine marine a Sud. S’innalza sopra
un rettangolo di/470" di lunghezza per 16,5 di larghezza; tre gru funi-
colari a ponte Storrevole; due’ delle quali’ della ‘portata ‘di 30 tonnellate
accoppiabili all’occorrenza, ed una di 10 tonnellate, provvedono ad un
rapido servizio di manovre lungo tutta l’officina.

L'interno di quest’officina si presenta con vera imponenza. Nell’ampia
distesa del locale, l'ordine perfetto nella disposizione delle macchine-uten-
sili spiccanti per la loro mole e la loro specialità, ed il movimento così
intrecciato e sorprendente di tutte le macchine in azione, PIaRPONO sempre
al visitatore un plauso di ammirazione.

Degni di menzione in quest’officina sono — i grossi torni per tornire
fino ad 8 metri di diametro — il tornio gigante per tornire alberi fino
a 20 metri di lunghezza — il tornio-colosso a piattoforma orizzontale
— il tornio ad utensili rotativi — i gruppi dei grandi trapani radiali
e quelli dei trapani alesatori, ciascun gruppo potendo lavorare contem-
poraneamente ad un sol pezzo: — la piallatrice a banco scorrevole a
quattro utensili che può lavorare pezzi fino ad 11 metri di lunghezza e



CAS

m..2,50 sia in larghezza che in altezza — le piallatrici a ponte speciali
per la lavorazione dei pezzi di forme le più complicate — le piallatrici. di
tipo americano a rapidissimo ritorno — quelle a utensile invertibile per
lavorare nei due sensi del moto — la stozzatrice gigante — le due grandi
frese a doppio ‘utensile a movimenti multipli con banco rotativo, le quali
permettono di. lavorare con rapidità e precisione le superficie le più sghembe
— e via dicendo.

Parallelamente a. questa sala un’altra ampia. officina racchiude: una
lunga fila di torni dei più recenti tipi americani e una imponente batte-
ria di macchine fresatrici, forse non. eguagliata da alcun altro stabili-
mento meccanico.

Fanno ala alla grande torneria: un riparto di. piccoli. torni, altro di
trapani radiali, il laboratorio di precisione, la sala delle macchine a fresare.

Completano poi la suppellettile meccanica dello Stabilimento la piccola
torneria che occupa per altro da sola un’area di 110 x 16 metri e dove
sono raggruppate non meno di 320 macchine-utensili. i

A Sud della grande torneria, parallelamente ad essa ed all’ officina
di. caldereria, sorg6no-i, riparti; dei congegnatoti, della, montatura, delle
macchine in -genere e della montatura delle macchine. marine.

Quest'ultimo riparto. merita. una parola di menzione. Copre un’area
di 90" x 16,5 ed è servito da due gru a ponte scorrevole, ciascuna della

, portata di 30. tonnellate. In un solo anno aceolse. contemporaneamente in
montatura gli. apparati motori a macchine gemelle degl’incrociatori, coraz-
zati Carlo Alberto di 13 000 c. i. — Garibaldi di 13 000 c. i. — Ammi-
raglio di Saint-Bon di 13.500 c. i., senza contare quelli di minor mole,
e così oltre a:40 000 cavalli. di forza. — Nel volgersi del 1890 vennero
in tale riparto in montatura le tre. macchine dei piroscafi Sirio, Perseo
ed Orione di 6600 c. i. ciascuna — le due macchine dei piroscafi Giulio
Cesare e Remo ciascuno di 1700 c. i. — gli apparati motori a macchine
gemelle delle regie navi Minerva di 4000 c.i. — Liguria di 7700 c. i.
— Marco Polo, di 10.000 c. i. — quattro macchine per torpediniere
d’alto mare ciascuna di 1000 c. i. — e'così un totale di sole motrici
principali marine di 48.900 c. i. senza tener. conto delle molte ausiliarie

Li

e delle altre minori e senza dire dell’apparato motore per la regia coraz-
zata Sicilia, di 19 500 c. i., che era appunto in via di consegna.

Non meno degna di menzione è l’officina di costruzione delle loco-
motive. Essa è staccata dal corpo principale dello Stabilimento è forma
unità da sè stessa. Si distende dal torrente Polcevera al viadotto della
linea ferroviaria Genova-Ventimiglia , il quale interseca parzialmente il
terreno dello Stabilimento, e comprende un’area di 6000 mq. circa.

L'officina per la montatura delle locomotive sorge su un rettangolo
di m. 144 di lung. per m. 45 di larg.; diviso în tre navate: la cen-
trale è percorsa da due carretti trasbordatori, di cui uno azionato da
motore elettrico, e capace delle maggiori locomotive costrutte, serve per
lo smistamento e per la manovra delle locomotive sui numerosi binari
a fosse traversali delle due navate laterali.

L’Officina è provvista di motrice e macchine-utensili proprie ed ha
inoltre locali riservati alla riparazione sia di locomotive, sia di carri ferro-
viari. Nel 1899, uno degli anni più fortunosi verificatisi in Italia per
ordinazioni di locomotive, nel mentre ancora questo riparto era a solo
mezzo cammino del ‘Stio, impianto;, tuttavia 10) Stabilimento, potè conse-
gnare alle ferrovie italiane 77 locomotive fra nuove e rimesse a nuovo
di grande riparazione. Oggidi potrebbe normalmente provvedere alla costru-
zione annuale di più di 200 locomotive.

Un impianto di 5 dinamo, di cui 3 a motori indipendenti, capace
di produrre un’energia di 110 m. watts, fornisce la luce elettrica per
la illuminazione delle officine ed uffici, nonchè la corrente necessaria ad
azionare numerosi motori elettrici, destinati ad usi diversi.

Per completare i cenni già dati su questo massimo Stabilimento, ag-
giungeremo che alla grandiosità di tutte le sue officine meccaniche fanno
degna scorta i magazzini e piazzali di deposito che sono numerosi, ampi
e razionalmente combinati e distribuiti pei molteplici servizi. Officine,
magazzini e depositi sono serviti da un grandissimo numero di carri usuali
e speciali, da gru fisse, gru rotabili e da gru-locomotive di costruzione
della Ditta, i quali mezzi facilitano ed accelerano oltremodo il movimento
di trasporto, di carico e scarico dei materiali.

LES

Pure notevoli sono: la sala della macchina per provare i materiali,
la sala di tracciamento che misura un rettangolo di 1650 metri, la sala
dei modelli pel numero e valore dei modelli raccoltivi, le due sale di
16 per 14 metri ciascuna, adibite luna ad ufficio disegnatori e l’altra
ad archivio disegni, ricchissimo per il numero ed il pregio delle raccolte
che vi si custodiscono.

Lo Stabilimento, coi potenti mezzi di cui dispone, può annualmente
produrre oltre a 200 locomotive, 100 000 cavalli di macchine a vapore
sia marine che fisse, 2000 E di caldaie, 1000 tonnellate di
grossa forgia.

A provare con cifre iidisaibib i in quanta considerazione sia tenuto
questo Stabilimento, accenneremo di volo alle più importanti costruzioni
di macchine che gli vennero affidate in quest’ultimo volgere di anni:

Per le Marine da Guerra.

Amerigo Vespuòti © .°. 7... R. Marina Italiana c. i. 5000
Saia |... PR si È » 3515000
Galileo |. eo ia Ù È sit 100
Ardamede. . |. ERRRIRO RR, 1700
Gold 0. Ro RA) 5; 5 +5 n 4200
Monzambano: | SRI o $ s3 cn 4200
Stromboli A i A si 4100,
Miterva .; <P % fi uva 14200,
Jingle een È i sata 7700.
Sicilia ROLO I 7 È 5» 19500
Marco Po Ere ea, DI lo 5» 10000
Carlo Alberto n, i, 2548000
Garibaldi, per la Repibblica RE "i 50% 43000
Giuseppe Garibaldi (con caldaie Niclausse) R. ‘Marina ftaliana si 14500

Si è; i 0» 143500

Ammiraglio di Saint-Bon

=

Diciotto Torpedin: d'alto mare da 24 miglia R: Marina Italiana c.'i. 18000
Cristobal Colon' (con caldaie Niclausse), ‘R: Marina Spagniuola ;5 i 13500
Pieyrredon (con: caldaie Belleville) Marina' Argentina © ‘0. / 13500
Condore. Torpediniera da ‘25 ‘miglia’ ‘‘ R: Marina Italiana”, ‘2400
N.N.,, N.N., Due Torpedìn. da 25 ‘miglia. </ L04000 4800
Mess'oudjeh. Imp. Marina Ottomana . Sbrvoilialey2 544000
Regina paia per la R. Marina Lala 1003, ein sit 41:90

Per la Marina Mercantile.

Giulio Cesare ©... . .. . di bandiera Italiana c. i. 1750
Reid a È i Bi 750)
‘Re Under e n 3 o ELI 60

Si E Sr radi BI ER pr 0000)
CORE SE ; 5 +» 6600
Perseo FONMEFIZIONIS FISIFILENO) 6600
Sia I RENE DIREE FOT N À ss 600
Gaara SI E D) » » » 400
Ie n » © Greca |, ,, 220
NB I, . 5 AR
ISSEPUO N e e » © Italiama ,,, 160
esatta. PoMente = i > > 5» 150
General Gavali i » » » 130
Goneral Valfrl'. i oi e ai |
Conte ‘da: S: Robert 0 > È n» 130
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Albaro «. <<. . TORTE 5 A 80)
Vittoria. Yacht da Ln per ‘ipo; SU 5 3 60
Regina Margherita (Navigazione Generalè) ,; È 5 » +» 5800
Bosforo © 5 5 5 4 ngi rig 2200





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Nilo (Navigazione Generale) . . . .. di bandiera Italiana c. i. 2200

Bisagno. Cavafondo da 420 m.e. all'ora ,. È gta Lt pi300,
Montenegro (Navigazione Generale) . . .. i ti +5 1700
Bosnia ” n ia » » » 0 1700
Bulgaria 3 Ò DICA di sp » » 1700
Romamat 065 Intese, 15° blevall, Atounn5. A 41700
Serbia 0 x i A sr 4 700
ND » Le : LUI)
N. N. si ii dici 000.

Per le Ferrovie Italiane ed Estere.

Locomotive: a ‘ruote. libere ..! i. ii. ii iN AS
Locomotive a 4 ruote accoppiate Sarai ala 29
b ii di con sterzo per treni diretti . .,, 77

Ti » 7, Fiera a FI) pae» 36
5 SI x per treni merci... .., 126

8 da Hd per linee di montagna ..-.. .,: 45

Dai compound: a 6 ruote accoppiate con sterzo... .. .,,, A6
Locomofixe-tenders....}' ;;../-;siiirg GOA SRIA dere 15,548
Lotomobivergra;tiz;s td aiar srl Bi aa

Produzione ragguardevole, ma che avrebbe potuto essere ben maggiore
in proporzione dei mezzi e degli impianti (che la. Ditta,possiede, se. il
ristagno industriale e le, non liete. condizioni economiche del. paese inon
avessero limitate le ordinazioni.

LR

Il Cantiere Navale di Sestri-Ponente.

Come abbiamo già accennato, il cantiere navale della Ditta, venne,
- sullo scorcio del 1886, trasportato sulla spiaggia di Sestri-Ponente a pochi
chilometri da Sampierdarena. i 4

Nel prendere tale determinazione i proprietari, fratelli Bombrini, erano
animati dall’idea lusinghiera di far rivivere la grande industria navale,
che fu in passato la forza a la gloria della Liguria; e nello stesso tempo
adibendo lo Stabilimento di Sampierdarena esclusivamente ad officine
meccaniche e creando quivi nuove e più ampie officine meccaniche, dargli
un potente ausiliariò-per Ja)costruzione=-di"qualsiasiv più» poderosa nave
da guerra. ;

Il Cantiere Navale, sito alla parte Sud-Ovest della città di Sestri
Ponente, si distende sul mare per una fronte di 502 metri circa e spazia
sopra un’area di circa -80 000 mq. Questa ‘stessa località serviva già in
passato all’ industria navale Ligure all’ epoca delle costruzioni in legno,
e permette la messa in Cantiere delle più grandi navi sia per la marina
da guerra, che per la marina mercantile. La regolarità del' pendio della
spiaggia e la Sua profondità la rendono atta al varo delle più grandi navi.

Le officine, le tettoie ed i magazzini del Cantiere occupano un’area
di circa 20 000 mq. e sono fornite di numerosi scali e di um corredo
di macchine e meccanismi, che risponde ai più recenti perfezionamenti
dell’ industria navale e possono raccogliere a lavoro, almeno 6000 operai.

Il Cantiere possiede cinque scali di muratura di lunghezza variabile
da 105 a 200 metri, talchè vi si possono costruire navi da guerra e
«mercantili, anche grandissime.



a a

Tra gli scali di muratura si possono anche costruire navi su scali:
provvisori di legname, onde in complesso è possibile averne in costru-
zione 8 contemporaneamente.: Sotto: le tettoie, ‘e su piazzali secondari
sì possono inoltre costruire navi minori, come torpediniere, controtorpe-
diniere, ecc. ,

Il Cantiere ebbe ora, mercè la;deviazione a monte di un tratto della
linea ferroviaria Genova-Ventimiglia , un grande ampliamento , e mercè
l'impianto del nuovo macchinario si trova in grado di raddoppiare la pro-
duzione antecedente raggiungendo il tonnellaggiò annuo di circa 50 000
tonnellate lorde. Le nuove macchine utensili sono fra le più moderne e
potenti; alcune del tipo meccanico comune, altre idrauliche, ed altre
‘elettriche, secondo che ‘meglio si adattano alle varie specie di lavoro. Si
hanno molte gru, a motore idraulico od elettrico, e binari, ecc., per facilitare
ill trasporto ed il' maneggio dei materiali.

Si è fatto inoltre un impianto elettrico completo e generale per dar
moto con l'energia elettrica a tutto il macchinario del Cantiere vecchio
e nuovo. }
©; Il Cantiere è stato divisorin-duo, grandrviparti;;* quellor/di levante ‘
per le navi da guerra e quello di ponente per quelle mercantili.

La Ditta possiede mezzi propri per l'esecuzione dei vari e cioè:
draghe, bette, rimorchiatori, ecc, ed ha pontoni e bighe potenti per
l'imbarco delle macchine e delle caldaie, e per la. messa al posto di
corazze, cannoni, ecc. f

Il personale operaio del Cantiere è composto di maestranze esperte;
praticissime e numerose, che guidate da tecnici. di riconosciuto valore
possono appagare qualunque esigenza.

Diamo qui un quadro delle più notevoli costruzioni uscite dal Cantiere
di Sestri Ponente, facendo precedere quelle eseguite prima nel Cantiere
di Sampierdarena dal 1864 fino al 1886. — E ciò non per la impor-
tanza di queste, ma perchè dal confronto meglio emerga il progresso
della produzione,

Dal 1864 al 1870.
Costruzioni diverse:
Otto scafi in ferro.
Uno scafo in legno.
Un porta torpedine per l’amm. militare.

Dal 1870 al 1886.

Yacht ad elica (Duca Melzi) . . . . . . ©. Disloc.Tonn. 43
Piroscafo-Salon a ruote Verbano .° |... # "fee290)
Regio Avviso Staffetta: 0... LL. 3 4 1465
Porta torpedine ad elica. .. . cavalli ind. 1800 5
Yacht ad elica (Conte Besana)... . 53 5 15
Rimorchiatore Barletta... 4 16
si Glementiigiini "Ei A 7 pi
Chiatta a due eliche... 1 u 0. AO
Pontone bersaglio (a struttura clllare centrale) :
Piroscafo San Gottardo (N MMAZION AZ FA PIPE 2450

Dal 1887 al 1900.
Per la Marina da Guerra:

N. 18 torped. d’alto mare, + R. Marina Italiana —Disloc. Tot. Tonn. 1530

Incrociatore torped. Minerva “ si $ a 850
v protetto Liguria È ); ;i » 2230
Ineroc. corazz. General Garibaldi ;, ‘Argentina da 4 6840
» Cristobal Colon... Spagnuola .. ., , 6840
> Pueyrredon + Argentina d 6840
5; Garibaldi + Italiana E 3, 7450
Torped. d'alto mare Condore ; È so 136

Sonvi in corso di costruzione:
N. 4 torpediniere d’alto mare del tipo Condore i 580

TR LL





Rio Grande (goletta) |. |... s Ò

120 |



Dal 1887 al 1900. n
Per la ‘Marina ‘Mercantile:

Piroscafo Giulio Cesare. di bandiera Haliana Disloc... Tonn. 5845

» si s 5845

di n Ȕ 2518

» % 4 2518,

N » tyt 2518

ta Ù 2518

# wi 15,1:2518

% $ ni ‘2548;

di Ri AD

5 n 5600

5 Ni N Ernirerziens Flat. reg 5600

Groletta a vapore dl Paolo di bandiera taliana © n » 3340

Piroscafo. Calabria 3 ; Eri ta Gao

si Olga, > 0 Greca 2 340

ni Neva d 5 s zi

‘Veliero Caterina Accame Fà Italiana # » 3340
» Cavalier Ciampa ni ; » 3940.

» Francesco Ciampa RS » » 3340

; Salvatore den SIR 3 «3360

» Garibaldi È Ù » 2530

» © Avanti Sovoga si d ò, 2530

730



Dal 1887 al 1900.

Per, usi diversi:,.

N. 3 rimorchiatori ‘per il Ministero: della Guerra;

N. 3 rimorchiatori per uso della Ditta; i

(N. 4 colossale pontone a vapore con grue altissima, capace di alzare
pesi di 120 tonnellate, anche questo per uso della Ditta; ‘

N. 4 Potente cavafango di 450 metri cubi all'ora. © *

In questi 13 anni furono costruiti 80 scafi senza contare una quantità
di galleggianti diversi, cioè: barche a vapore, barconi da CREO Pe
tonetii, berte, ecc. 5















di x 3
i 0 i io 9A sio
damento provvedere per Ja fonti dî peszî monolitici fino a 206 .
| Possiede pure due forni" HP nin at
kg. 1000 a kg. 3000 di ghisa all’ v
a ponte, a manovra elettrica.







ri

I laminatoj comprendono un impianto completo di treni per la la-
mipatura delle lamiere, verghe e fili, con relativi forni di riscaldo, ce-
soie per lamiere, cesoie per verghe, aspi da fili, ecc.

La trafileria è composta da una batteria di 22 rocchetti divisi in
serie per fili grossi, medi e fini con un banco a trafilare a catena ed
altro idraulico, forni di riscaldo e da cuocere, ecc. Il banco idraulico
da trafilare verghe. e tubi è. della forza di 34 tonn. ed è azionato per
mezzo di apposito accumulatore e pompe idrualiche. Il banco a catena
a trafilare verghe può lavorare a quattro velocità, trafilando da 5 @
50 mm. di diametro.

È munito di. un impianto. per ;la fabbricazione di. barre e tubi di
qualunque sezione, mediante pressione esercitata sui metalli allo stato
plastico, ed in blocco, foggiandolo direttamente alla forma ultima, richiesta.

L’oflicina meccanica è corredata ‘da un complesso di piccole mac-
chine utensili specialmente pei lavori ornamentali e di maggior finitezza.

Le fucine hanno magli, maglietti e berte che permettono di. fucinare
e stampare oggetti di metallo di qualsiasi forma. Vi ha uno strettojo
idraulico per' forgiare; di 100_ tonn..,,_. ©)

La forza motrice posseditta’ dallo” e bitinento ne 250 cavalli
effettivi a vapore, che azionano non meno di 72 macchine operatrici, e
quando tutte le officine sono nel loro massimo sviluppo vi hanno col-
locamento non meno di 300 operai.

Questo Stabilimento fu iniziato nel 1889 dalla Società Italiana Delta
per la fabbricazione e lavorazione del metallo Delta. È ormai notorio
come questo metallo goda di proprietà tali per resistenza, tenacità e dut-
tilità da sostituirsi vantaggiosamente in moltissimi casi al bronzo. Lo si
stampa, lo si fucina, lo si lamina; lo si trafila con tutta: facilità. Lustrato
ha uno splendore bellissimo simigliante al riflesso dell’oro e resiste all’os-
sidazione dell’aria e dell’acqua marina assai più delle altre leghe di rame;
cosicchè trova applicazioni infinite anche nelle costruzioni marine dai
dritti di poppa e dalle eliche fino ai più eleganti ornamenti delle cabine
e dei saloni; si fonde in qualsiasi dimensione conservando sempre inal-
terate queste sue proprietà.







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Però, come accennammo, lo Stabilimento non si occupa esclusiva—
mente della fabbricazione del metallo Delta, ma lavora il rame e le altre
leghe affini che hanno molteplici applicazioni nel commercio e nelle in-
dustrie.

Per conseguenza la produzione corrente di questo Stabilimento ab-
braccia qualsiasi fusione di oggetti in bronzo, delta o affini, come eliche,
tubi d’elica, condensatori, corpi di pompe, stantuffi, valvole, ecc., guer-
nizioni di bordo come boccaportelli, portelli, pompe, latrine, cerniere,
mancorrenti, telegrafi di bordo, ecc., oltre a tutti i “più minuti oggetti
di arredamento quali maniglie, serrature, p p cande-
labri, anelli, piastrine, etichette, ecc.

È rimarchevole la sua produzione in lamiere, verghe e fili di rame,
delta e muntz-metallo: Dal filo di */, di mm. in diametro giunge fino
alle verghe di 85 mm. e fabbrica verghe quadre, esagonali, piatte, .sa-
gomate' sia per corone di proietti che per qualsiasi altra destinazione.
Per le lamiere giunge fino a #/ di mm. di spessore con egtinae di
1", 50 e 5" di lunghezza.

Dirige ‘attuilimente- pui Stabilimento l'ing. Ettore Zancani, che lo
ha messo in Condizioni tali da ‘soddisfare. pr té le esig del
commercio e degli arsenali. ;

Fonderie e Acciaierie di Cornigliano Ligure.

Lo Stabilimento che è specialmente destinato alla produzione di tutti
i materiali in ‘acciaio e in ghisa malleabile occorrenti all’industria Mec-
canico-Navale, occupa oggi un’area di 15 mila metri quadrati. Altri
45 mila metri quadrati sono disponibili per un eventuale ingrandimento
delle Officine, occorrente al progressivo sviluppo della sua produzione.

Dei 45 mila metri quadrati di area occupata, le officine e fabbricati
annessi coprono m.q. 4660, e le officine propriamente dette m.q. 3540.
I rimanenti m.q. 1150 comprendono le tettoie ad. uso deposito, i locali
dell’ Ammibistrazione ,_ il Gabinetto chimico_e la sala fille prove mec-
caniche. A DI 51 =

L’ Officina è munita di un anta modernissimo, della maggior
perfezione, e rappresenta quanto di meglio può essere studiato, per la
buona riuscita dei getti di acciaio e di ghisa malleabile.

Non ispiacerà. ai Lettori che descriviamo succintamente quanto di in-
teressante può esservi in questo impianto, che è uno dei più recenti co-
strutti, rimontando l’ inizio dei lavori alla fine dell’anno 1898. — La
grande tettoia che cuopre tutti i varii reparti delle Fonderie, ha tutta
quanta l'ossatura costrutta in ferro, essendosi escluso il più possibile nella
costruzione, ogni materiale incendiabile. La copertura è di lamiera di
ferro zincato. La lunghezza della tettoia è di 144 metri. Las larghezza
di 30. — Le gru elettriche a ponte scorrono su piani poggiati su co-
lonne ed alti metri 6,500 dal piano dell’officina. — Questa è tutta il-
luminata a luce elettricà e la corrente è fornita dalle ivaspe facenti
parte dell’impianto elettrico dello Stabilimento.

Sea

Accennando di volo all'impianto di forza motrice, desso è costituito
da una Compound tipo Wolf, orizzontale: a cilindri accodati, della forza
di 80 cavalli, costrutta dalla rinomata Casa F. Tosi di Legnano. Il va-
pore è generato da una caldaia tipo marino ‘a ritorno di fiamma, fun-
zionante a 40 atmosfere. 5

La motrice aziona direttamente la trasmissione principale alle dinamo,
alle macchine-utensili e alle macchine pel servizio dei forni Martin-Sie-
mens. — Le dinamo, che assorbono 60 cavalli, sono a corrente continua
e azionano a loro volta i motorini elettrici governanti le trasmissioni se-
condarie in locali staccati, e quelli delle due gru elettriche, una da dieci
e l’altra da quindici tonnellate, destinate al servizio dei forni e della
formatura.

La prima gru elettrica ‘che prestò servizio nelle fonderie è costrutta
dalla Ditta Maschinenfabrik Oerlikon presso Zurigo, ed ha la caratteri
stica di una grande celerità nei varii movimenti, quale si addice ai lavori
di fonderia. — Ultimamente una seconda gru elettrica da 15 tonn. venne
messa in ‘azione. Questa gru a ponte, di splendida costruzione, venne
studiata ed; esegui nello /Stabilimento elettro=tecnico=della Ditta. Anclie
questa gru è celerissima nei varii movimenti, ed il tipo ne fu espressamente
immaginato ‘per prestare ininterrotto e sicuro servizio in locali saturi di
polvere e di emanazioni diverse, quali sono quelli adibiti appunto all’uso
di fonderia d'acciaio:

Per il servizio della fossa dei lingotti e del trasporto dei getti greggi,
funziona una gru-locomotiva a vapore, su apposito binario a scartamento
normale, che percorre in tutti i sensi le officine. La gru è costrutta dalla
Casa Smith di Rodley.

I forni sono serviti da portacarichi aerei scorrevoli. — Un monta-
carico idraulico è destinato ad innalzare il carbone sulla platea superiore
dei gazogeni. Il servizio di formatura ‘impiega varie gru a mano, a ponte
scorrevole e a braccio, della portata di varie tonnellate.

Il tipo di forno scelto per la fusione dell'acciaio col processo al rot-
tame è quello Siemens New form, con suola basica.

La fonderia possiede due di tali forni da 5 tonni, muniti di tutti



arga

gli accessorii per il loro regolare funzionamento , «come macine per ce-
menti refrattari, frantumatoi centrifughi ed impastatoi per dolomite, ma-
glio per le prove dell’ acciaio al forno, e tutti gli attrezzi e ferramenti
che a questo si riannodano.

Due forni a coke a tirare naturale ed un forno Basse e Selve a ti-
rare forzato, sono adibiti alla fondita dell’ acciaio al crogiuolo e della
ghisa malleabile, con una produzione giornaliera di chilogrammi 1800
di prodotto fuso. 1

Un grande forno a carrello spostabile di 24 m.q. di superficie è adi-
bito alla ricottura dei getti d’ acciaio, e quattro forni di tipo francese
da 12 m.e. ciascuno, sono destinati alla ricottura della ghisa malleabile
oltre a varii altri forni secondari per ricuocere e per calcinare le terre,
per essicare le anime e per piccoli lavori di utensileria.

A complemento di questa enumerazione dei forni, accenneremo alle
stufe per la essicazione delle forme. — Le stufe sono in numero di
quattro, due di grande e due di minore capacità, sono scaldate, a coke
e prestano ottimo servizio. Nelle stufe grandi possono introdursi forma-
ture. di metri RZ: rear Zhesh He

AI servizio della formatura sono istallato nie macine per terra, cri-
velli meccanici ed attrezzi diversi. Evvi il riparto modellisti, munito del-
l'occorrente macchinario, e il riparto fucinatori e fabbri, con quattro
grandi fucine a vento e con un maglio Massey da 5 tonn.

Troppo lungo sarebbe l’ enumerare le macchine-utensili adibite alla
sgrossatura dei getti, ed alle riparazioni ed altri lavori d’officina. Gioverà
l’accennare alle seghe per metallo a freddo dei tipi Greenvood e Batley
e Hill (inglesi) e del tipo americano Newton, oltre a una sega per me-
talli a caldo costrutta dalla Casa Massey.

Non mancano macchine stozzatrici, limatrici e piallatrici di grande-po-
tenzialità. — Queste macchine in unione alle fresatrici e ai torni com-
pletano l’assortimento necessario pei varii lavori di sgrossatura occorrenti
ai getti d’acciaio. — Le macchine-utensili adibite ai varii usi sommano
ad oltre quaranta.

Dalla capacità dei forni e dalla potenza del macchinario che li serve,



Sip

non è difficile il dedurre la potenzialità di produzione di queste fonderie
e acciaierie. Esse costruiscono getti pesanti fino a poco meno di dieci ton-
nellate, come sarebbero grandi armature per dinamo e per motori elet-
trici, ruote di-prua e dritti di poppa con telaio per timone di ‘navi a
vela eda vapore, eliche di grandi dimensioni, organi di macchina e
parti di locomotiva ‘delle ‘formè più svariate. 00 (0

È poi atutti ‘noto come sì possono facilmente ottenere al forno ba-
sico, tutte le qualità d'acciaio dall’extra-dolce al durissimo, per cui i lin-
gotti prodotti a Cornigliano Ligure hanno le più differenti applicazioni.

L'officina è diretta saliera L. Perroni.

FIR





sla

Officina per l'allestimento delle Navi
al Molo Piano (Porto di Genova).

L'officina per l'allestimento e la corazzatura delle navi da guerra
nel Porto di Genova, s'erge a Levante dei nuovi bacini di carenaggio,
vicinissima al molo Giano e conta oltre cinquanta macchine operatrici.
Alla sua direzione è preposto attualmente l’ing. navale sig. G. L. Petrini.

Quest’ officina è un complemento indispensabile del Cantiere navale
di Sestri Ponente, dove mancando costruzioni portuali, e, data la natura
della spiaggia, non sarebbe possibile di creare darsene adeguate per ri-
cevervi le grandi «navi: Questa; figliale: del-Cantiere-di Sestri dispone, oltre
de’ propri, di mezzi molti © potentissimi -che trae direttamente dalle of-
ficine del Cantiere e da quelle dello Stabilimento di Sampierdarena, e
dispone di più, come servizio sussidiario, dei pontoni-gru e dell’altro ma-
teriale galleggiante di proprietà della Ditta.

Per tal modo può procedere nei suoi lavori di allestimento con tutta
la celerità voluta 6 desiderabile.

Ciò che diciamo non pecca di esagerazione. Chi abbia appena appena
seguito con un po’ d’ interesse i lavori degl’ incrociatori corazzati Generale
Garibaldi e Pueyrredon, che la Ditta allesti per conto del Governo della
Repubblica Argentina, potrà con noi riconoscerlo senza titubanza. Quei
stupendi incrociatori corazzati, che misurano una lunghezza di 100 m. per
m. 18,20 di larghezza, con un dislocamento totale di 6900 tonnellate,
venivano lanciati in mare dagli scali del Cantiere in Sestri Ponente in forma
di scafi quasi nudi, avendo ancor da’ ricevere tutto l’ apparato ‘motore,
tutta la corazzatura, tutti i macchinari ed attrezzatura di bordo, tutto il











2

finimento di coperta e gli alloggi, tutte le installazioni delle armi e le armi
stesse; un complesso insomma di più di 3000 tonnellate di materiale e
cioè più del peso dello scafo varato.

Orbene, in pochissimo tempo dai vari delle navi, le corazzature
sono state collocate, le macchine principali e le ausiliarie, le installazioni
delle armi ‘e delle ‘artiglierie furono messe a bordo e gli incrociatori po-
terono senz'altro eseguire le loro prove di’ velocità ed essere consegnate.

Cosicchè nel brevissimo spazio di sei mesi dal giorno del varo, rispet-
tivamente la Ditta Ansaldo, mercè la potenzialità de’ suoi mezzi e la maestria
del suo personale, mostrò di poter condurre a termine il completo alle-
stimento di quei potenti incrociatori: splendido risultato; mai. raggiunto
finora nemmeno nei principali Cantieri dell’estero.

Lage

Officina per la riparazione delle Navi
al Molo Vecchio (Porto di Genova).

L'officina per la riparazione delle navi nel Porto di Genova, conta
una ventina di macchine utensili, e va riguardata anch'essa come una
vera succursale delle grandi Officine di Sampierdarena e del Cantiere Na-
vale di Sestri Ponente. Inoltre ha sotto i suoi ordini immediati tutto il
materiale galleggiante di proprietà della Ditta, e cioè i due pontoni-gru
rispettivamente di 120 e di 40 tonnellate per escavazioni da fondo, due
rimorchiatori ed una scorta di barche da carico, barche da palombaro,
pontetti, draghe,- berto, QC,

Per conseguenza è l'unica officina nel tot di I che sia real-
mente sussidiata dai più potenti ed adeguati mezzi per provvedere rapi-
dissimamente alle riparazioni degli scafi, degli apparati motori e macchi-
nari delle navi, per compiere operazioni di sbarco ed imbarco dei pezzi
più pesanti e colossali e per concorrere anche ad operazioni locali di sal-
vataggio. La sua maestranza è di provata abilità, e lo ha mostrato in re-
centi occasioni.

L'officina fronteggia lo specchio d’acqua dell’avamporto che lambe le
mura della Malapaga, ed è attualmente diretta dall’ing. Luigi Ramorino.






A ESPANSIONE E A_DOPPIA ELICA DI 6000 CAV, IND. RM. 1




3 CON APPARATO MOTORE A TRI

# LI

INCROCIATORE PROTEPTO

OPTATO y IAVOSOMI









00 GAY. IND.

A TRIPLA ESPANSIONE Di 1

4 RUMANIA ,, 4 SERBIA ,,

“ BULGARIA ,,

4 BOSNIA,



Direzione delle Torpedini.

Un’ altra industria recentemente stabilita dalla Ditta Ansaldo nelle
sue officine è quella delle armi e dei congegni subacquei. Essa può co-
struire in conseguenza tutto il materiale appropriato a tale ramo di pro-
duzione; e così s'è messa in grado di fornire le navi speciali per af-
fondare e salpare le torpedini; i battelli completi con gli accessorj per
verificare le torpedini ancorate; bighe, grue e verricelli per il ricupero
delle torpedini; torpedini automatiche; torpedini speciali per i posti di
corrente e di alta o bassa marea; torpedini tipo Elia; apparecchi condut-
tori ed esplodenti; niine;,Janciasilurirsopracquiei laterali e-subacquei, ecc. _

Per mantenersi alla testa dei più recenti progressi in questo ramo
di produzione, la Ditta ha affidato la direzione del servizio delle torpe-
dini al cav. Giovanni Elia, ufficiale torpediniere della R. Marina italiana,
conosciuto per i suoi lavori e le sue invenzioni nelle armi subacquee,
che gli hanno valso la medaglia d’ oro di prima classe conferitagli dal
Governo. A

La Direzione delle torpedini ha al suo servizio degli ottimi torpe-
dinieri che fanno continui esperimenti nel golfo di Genova, sicchè la
Ditta dispone di tutti i mezzi occorrenti per formare a richiesta uno
sbarramento di torpedini con i più moderni sistemi, o per fornire le
torpedini in pieno assetto di combattimento e munite cioè di carica, in-
nesco e detonante.

Le torpedini da blocco di tipo Elia hanno servito per la prima volta
ad uno sbarramento davanti a Civitavecchia, sulla spiaggia romana du-
rante le grandi manovre navali del 1896.

— É
Sul risultato di quella operazione di guerra compiuta su una spiaggia
travagliata dal libeccio, il contr’ ammiraglio De Amezaga espresse un
avviso che fu pubblicato con l’autorizzazione del ministro Brin sulla
Gazzetta di Torino nel novembre del 1896. Lo riproduciamo più oltre.
Diamo qui un elenco più specificato dei materiali che può fornire la
Direzione delle Torpedini della Casa Ansaldo.” i H

Materiale per torpedini.

a) Navi speciali per affondare e salpare torpedmi.

b) Battelli completi degli accessori per verificare le torpedini e per
salparle.

c) Bighe e grue speciali per il ricupero delle torpedini.

d) Verricelli elettrici od a vapore per il salpamento delle torpedini.

©) Torpedini automatiche, in_ generale) e, specialmente ‘quelle del
tipo Elia. i PM RE ae n

f) Torpedini. automatiche speciali per i posti di corrente e di alta
e bassa marea. È

9) Apparecchi per controllare l’impermeabilità delle torpedini.

4) Rampini esplodenti per il taglio dei cavi telegrafici sottomarini
e conduttori elettrici degli sbarramenti delle torpedini. i

i) Segnali e gavitelli semplici ed automatici per agevolare la for-
mazione degli sbarramenti delle torpedini.

1) Contromine automatiche.

m) Lancia-siluri sopracquei.

n) Lancia-siluri laterali, prodieri, poppieri, subacquei.

o) Lancia-siluri tipo leggero per torpediniere.

p) Teste schiacciabili per esercizio di siluri contro navi in moto.

q) Congiuntori a base verticale ed orizzontale per la accensione
automatica delle torpedini ad osservazione,

BR

1) Autoidrografo per lo studio dei movimenti. delle torpedini or-
meggiate.

5) Apparecchio per constatare l'immersione delle polo ormeg-
giate in sito di corrente.

Î) Afpannio per misurare la velocità e direzione; fola corrente
ad una profondità qualsiasi del ‘mare. 0/00 o f

u) Siluro tipo Ansaldo.

v) Rimorchiatori speciali per il servizio d’un gran orto di com-
mercio e nello stesso tempo utilizzabili per la posa e levata delle tor-



pedini automatiche, nonchè per Snare uno sbarramento di torpedini”

una volta posate.

%) Pompe pneumatiche con motore elettrico od a vapore per il
caricamento dei siluri.

y) Batterie lancia—siluri stnogue è e sopracquee per la difesa dei

porti.

La “sndotia Direzione, quantunque istituita da poco tempo, ha già
concretato completi, piani dii difesa» per) piazze marittime di Nazioni estere,
non solo nella parte che si riferisce alle armi sub-acquee; ma anche per
ciò che riguarda le artiglierie, le stazioni foto-elettriche, ostruzioni, ece.

Officina Elettro-tecnica in Cornigliano Ligure.

Il servizio più recentemente istituito dalla Ditta Ansaldo è quello
che. si riferisce all’elettricismo, l’ industria principale dell’avvenire.

Una: Officina: Elettro-tecnica è stata fondata in Cornigliano Ligure
per la fabbricazione di accumulatori, motori e materiali per impianti
elettrici d’ogni sorta.

Il vasto spazio di cui dispone la nuova Officina consente alla Ditta
di dare al suo impianto tutto lo sviluppo desiderabile. Quantunque già
in caso di: produrre; come ha già fatto, dei potenti accumulatori, 1° Of-
ficina non è Atidora sdél.. tutto compiuta, come) dovrà, esserlo fra breve.
Per: questo ci asfeniamo' dal notare qui le superficie occupate, gli opi-
fici in attività: o'in corso di costruzione, la forza motrice di cui dispone,
come il suo materiale di macchine, congegni, utensili, ecc.

Possiamo però dire, che pur datando solo dal principio del 1900,
può già costruire, come s° è detto, delle macchine importanti, e che il
pubblico industriale del mondo intiero potrà giudicare la bontà dei suoi
prodotti all’ Esposizione Universale di Parigi.

L’Officina è diretta dall’insigne specialista-elettricista ing. Federico
Pescetto, colonnello del Genio, inventore ben noto, di cui l’accumulatore
che porta il suo nome, venne giudicato fra i migliori presentati al con-
corso internazionale dell’Automobile-Club di Francia, a Parigi.

Ciò val quanto dire che la nuova industria aggiunta dalla Ditta Ansaldo
ai suoi opifici meccanici, metallurgici .e navali, offre fin d’ora una sicura
guarentigia di scienza, di competenza tecnica e di attività industriale.

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7









ALCUNI GIUDIZI
DI AUTORITÀ E DI CORPI TECNICI
su la potenzialità e sul'lavoro della Ditta
GIO. ANSATLDO sO.

1883. Relazione /della ‘Comuissione dil'inchiesta’ stille Industrie
M he. Presidente : on. gnere Bened Brin ministro della

R. Marina; comm. Boselli ministro della P. I; ingegneri: Nicolò Botta,
comm. Ranieri Simonelli, comm. Valsecchi, comm. Bozzoni, commenda-
tore Borghi, deputati al Parlamento.

La Commissione parlando delle singole officine così scriveva nella
parte generale del suo rapporto :

“ Lo Stabilimento Ansaldo di Sampierdarena conserva la supremazia,
“ ch’esso deve al suo grandioso impianto, all’assortimento delle sue mac-
“ chine-utensili, alla disposizione ben ordinata delle differenti officine, e
“ principalmente al personale. operaio che vi è addetto ormai da lunghi
“« anni. Esso possiede tutti i mezzi necessari per intraprendere con ga-
“ranzia di successo la costruzione di ogni sorta di macchine.
“ Esso possiede inoltre una vasta fonderia, dove si conserva la tra-
“ dizione del lavoro ben fatto, che gli permette di fondere le più pe-
“ santi e complicate parti accessorie alle grandi macchine, poichè il pos-
“ sedere una vasta fonderia con operai sperimentati è una delle prin-
“ cipali condizioni per ben riuscire nella fabbricazione delle macchine.
6



“ Questo Stabilimento possiede anche un'officina speciale per la grande
“ forgia, dove i pezzi prodottivi rappresentano ciò che si è ottenuto di
“ meglio in questo genere.

“ E là che furono forgiate le ruote di prora e i dritti di poppa del
“ Duilio, del Dandolo, dell’Italia e della Lepanto. La forgiatura di al-
“cuni di questi pezzi era così difficile che le officine dell’estero hanno
“ rifiutato di fornirle. Nonostante questi pezzi sono di una perfezione
“ammirabile. Si può senza esagerare, affermare che per la gran forgia
“ l'officina Ansaldo è senza rivali in Europa.

“ Questo Stabilimento ha fornito alla marina da guerra diversi appa-
“ rati motori per nave, sopra disegni esteri che diedero buon risultato. —
“ Inoltre costruì macchine sopra piani propri che diedero pure risultati
“ molto soddisfacenti.

“Io cito per esempio la macchina della corazzata Palestro, quella
“ del Colonna, quella dell’Amerigo Vespucci, del Savoia, e, sopra disegni
“ propri, le macchine dell’avviso Staffetta.

“ Ora questi apparati motori sono stati costruiti e finiti con preci-
“ sione; di più, montati a bordo, hanno funzionato regolarmente e non
‘lasciano nulla a desiderare. Da molti. anni lo Stabilimento Ansaldo si
“ occupa senza interruzione della fabbricazione di macchine. Per questa
“ specialità, lo Stabilimento Ansaldo è il solo in Italia che conta una
“ serie di lavori continuati con sempre crescente progresso. E il solo
“ che possiede una tradizione storica di produzione, avendo sempre seguito
“lo sviluppo ed. 1 pérfezioneunentirchési cambiamenti dei tipi hanno
“ determinato.

“ Inoltre la lunga pratica costituisce un elemento di valore, che non
“ può ottenersi all'improvviso, e che non si può creare da un momento
“ all’altro nemmeno colle grandi spese. La direzione intelligente, chiaro-
“ veggente e vigile ha senza ‘dubbio una grande influenza sull'andamento
“ di ogni industria, e allorquando essa è indecisa, debole. o trascurata
può fare gravissimo torto allo Stabilimento e non sarebbe sufficiente a
‘ garantire la bontà del prodotto.

SI più rinomati Stabilimenti meccanici inglesi, citati per la preci-
“ sione rigorosa e la finitezza perfetta dei loro prodotti, devono la loro
“ fama più che alla Direzione generale dello Stabilimento, alla loro mae-
“ stranza, che la lunga pratica e l’abitudine di adoperarsi per migliorare
“e perfezionare il lavoro che le è affidato, ha finito per rendere abi-
‘ lissima. Difatti i capi officina vi sono conservati gelosamente e ben
“ pagati.

“I creatori delle officine Penn, Maudslay, Elder, ece., celebri inge-
“ gneri meccanici, non esistono più; ma le loro officine possedono sempre
« quel nucleo di operai scelti che costituisce la loro vera forza, e che
“ Ji mantiene al livello elevato al quale sono pervenuti. — L'Officina An-
“ saldo, che dopo più di 20 anni ha continuato nella fabbricazione delle

aio







agi

“ macchine marine, si trova oggidi in grado di offrire le maggiori garanzie
© per la costruzione degli apparati motori i più complicati e della più
“ grande potenza, destinati alle navi da guerra. ;,

‘Tanto scriveva nel 1883 la Commissione presieduta, come abbiamo
detto, dal ministro Brin, noto fra i più illustri ingegneri navali dei
nostri tempi.

1889. — Nel 1889 il comm. Antenore Bozzoni, Ispettore del Genio
Navale e Presidente del Comitato pei Disegni al Ministero della Marina,
incaricato dal ministro Brin d’ispezionare i principali Stabilimenti di me-
tallurgia e di costruzioni meccaniche, notava nel suo rapporto:

“« Che lo Stabilimento Ansaldo è il più antico e vasto Stabilimento
“ nazionale di costruzioni meccaniche, che negli ultimi anni aveva avuto
“uno sviluppo considerevole e che in quanto concerne l’organizzazione
“e la disposizione delle officine, esso ha enormemente progredito. Di più,
“ ch’esso ha compl la sua collezione di hine-utensili, scegliend
“le più perfezionate. ,,

Notava\dnehe ,



nre is FINE E)

“ Che i Fratelli Bombrini non hanno risparmiato dispendio di sorta per
“ migliorarlo sotto ogni rapporto. ,,

Conchiudeva affermando:

“ Che questo Stabilimento si è messo in grado non solamente di con-
“ servare il primo posto in Italia per la costruzione di macchine marine
“ di ogni sorta, ma di mettersi al medesimo livello dei più importanti
“ stabilimenti dell’estero. ,,

1895. — L'ammiraglio Conte Augusto Albini, deputato al Parla-
mento, direttore per lunghi anni del servizio di Artiglieria 6 Torpedìni
al Ministero della Marina, tecnico distintissimo che ha passato la sua
vita negli Stabilimenti meccanici e nei Cantieri nazionali e stranieri, e
ha dato il suo nome ad una carabina di sua invenzione, visitava, in
compagnia del compianto ammiraglio De Amezaga, le officine Ansaldo.

Egli si felicitò vivamente dell’enorme sviluppo che'con una lodevole

ADE

disposizione e con una rara intelligenza si seppe -dare all’ antico Stabili-
mento Ansaldo, mettendolo in grado di poter gareggiare coi più impor-
‘tanti stabilimenti moderni.

“Io confesso, diceva egli, che come italiano provo una ben viva sod-
“ disfazione vedendo che infine vi ha in Italia qualcuno che sa lumi-
“ nosamente dimostrare d’aver una ferma confidenza nell’ avvenire del-
“ l’industria meccanica italiana e sa prevederne i bisogni futuri. Come
“ Ligure (aggiunse l’Ammiraglio) io ammiro con emozione sincera i fra-
“ telli Bombrini, che, animati da tale confidenza, si preparano ardita—>
“ mente a far rinascere la grande industria navale che nel passato ha
“ dato la prosperità alla nostra Liguria e che dovrà egualmente darla
“ all'Italia. ,,

1896. —. Durante le grandi manovre navali del 1896 è stato fatto
la prima volta un sbarramento con torpedini da blocco Elia innanzi a
Civitavecchia, sulla spiaggia romana, ben nota per i grossi marosi e la
violenza dei tempi da Libeccio.

Diamo il parere espresso dall’Ammiraglio De Amezaga circa questa
esercitazione. — Questo parere ha una speciale importanza sia per il
valore della per$oa che lo, ha emesso,..siaperchè. fu pubblicato con la
approvazione di-S. E. il ministro Brin nella Gazzetta di Torino del
20 novembre 1896.

Notisi che I’ ammiraglio De Amezaga assistè alla esercitazione’ della
nave Città di Milano sulla quale stava imbarcato îl comitato della stampa
che pubblicava le notizie sotto la revisione del Ministero. -

Dalla Gazzetta di Torino ricaviamo adunque la seguente notizia :

.. risultò, in modo incontrovertibile, che lo sbarramento stesso aveva
“ esattamente corrisposto alle condizioni di celerità e di consistenza, che,
“in ogni circostanza debbono caratterizzare l’impiego di torpedini tra-
“ sportabili.

“ Infatti, l’imbarco del materiale si fece da mane a sera sopra un
€ piroscafo carbonaio, giunto in quel giorno a Spezia da Cardiff; e lo
“ sbarramento, compiuto pochi giorni dopo, non richiese altri mezzi che
“ quelli del bordo.

“Le torpedini, rimaste in mare circa venti giorni, subendo una forte
“ libecciata, furono tutte ricuperate senza avarie, e rimesse, în ra giorni,
«in grado di essere nuovamente affondate.

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“ Codesta facilità di formare saldi sbarramenti e decomporli solleci-

“ tamente devesi al grande amore del tenente di vascello cav. Elia per

“lo studio della difesa subacquea nazionale, studio che riassume quello

“di vent'anni dei migliori ufficiali torpedinieri della marina ed a cui

“egli stesso dedicò nove anni; e devesi anche all'abilità della gente

“ maneggiante il materiale, che vien reclutata tra sotto ufficiali, vecchi

‘marinai, dotati della calma occorrente per affrontare la difficoltà dei

“lavori di ricupero, e fra marinai di leva, pescatori corallini, abilissimi
“ nelle imbarcazioni.

« Firmato: CARLO DE AMEZAGA. ,,

1900. — Per' evitare ripetizioni non riproduciamo qui parecchi altri
giudizi, egualmente competenti espressi da ministri della Marina, ammi-
ragli ed ingegneri.

Ma ne riportiamo uno, il più recente, molto caratteristico, e per la
Casa eminentemente lusinghiero, perchè emana da un’alta personalità
straniera, e quindi non inspirata ad alcuna simpatia nazionale istintiva,
o a indulgente benevolenza patriottica.

Nel TA] La Defence Navale di Epovarp Lockroy, ancien ministre

de la Marine alla pagina 58, è detto; - % c} ir)

“ Dans ces P'Uecniro temps, la marine italienne a pris un essor nouveau.

“ Ses chantiers se sont developpés dans des proportions gigantesques. Ansaldo

© remplit Genes tout entière de son industrie. Il nous enlève une grande

‘ partie de la clientèle des deux mondes; il construit plus rapidement

“ et à meilleur marché. Partout on retrouve en Italie les traces de ce génie

“ latin encore vivace et qui a dejà donné au monde tant de savants, tant
« d'hommes d'Etat et tant d'hommes de guerre. ,,





Le officine e i cantieri della Ditta Ansaldo occupano alcune migliaia

di operai. Quando nel 1888 sorse la Cassa Nazionale per gli infortuni
‘ sul lavoro, la Ditta assicurò i propri operai a suo esclusivo dispendio ; e
assai prima che una legge apposita vi provvedesse, come «attualmente fa
essa ‘versò gli ingenti premj annui. Il personale delle ‘officine e can-
tieri, sensibile all’atto benefico della Ditta, ne volle consacrare il ricordo
in una pergamena illustrata dal celebre pittore Nicolò Barabino. Questo
| abtestato di riconoscenza dei loro subordinati, è riuscito graditissimo ai





RPS
fratelli Bombrini, che lo mettono istane ai giudizi delle autorità qui

sopra riportati.
Autorità e corpi tecnici hanno lusingato i proprietari della Casa nel

loro amor proprio di industriali. L'attestato degli operai soddisfa la loro

coscienza di uomini e di cittadini. Per questo ci sia qui lecito riprodurlo

come gli altri. A E

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è FRATELLI BOMBRINI
IL PERSONALE DEGLI OPIFICII Di
SAMPIERDARENA E SESTRI PONEN' de;

“1099.

ATTO MAGNANÎMO DA VOI COMPIVTO
E CHE NOI TUTTI RINFRANGA DALLE TRA
VERSIE DEL' LAVORO È DI COSÌ INSVETA
LARGHEZZA CHE OGNI SENSO DI GRATI-
TUDINE NON RAGGUAGLIA LA SOMMA

peL BENEFICIO

i. VOSTRE CURE PATERNE RISPONDANO LE

NOSTRE ATTESTAZIONI D'AFFETTO E VOTI CALDIS
sii CHE LO STABILIMENTO DOVUTO A QUELL' Il:
suvsrne cu su Ceto Bonarini per oreaa
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PERGAMENA COMMEMORATIVA OFFERTA DAL

ERSONALE DELLE OFFICINE
AL SIGNORI FRATELLI OM

INI.




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