L'Ansaldino, n. 10, 1954

Contenuto

L'Ansaldino, n. 10, 1954
Tipologia
Rivista
Descrizione
A p. 1 (copertina), la turbocisterna Argea scende in mare a Sestri il giorno 16 ottobre 1954
A p. 12 (quarta di copertina), l'operaia Franca Balsamo della Sezione Utensileria dello stabilimento Ferroviario Ansaldo mentre lavora ad una scanalatrice per punte

- La turbocisterna "Argea" scende in mare a Sestri, p. 1
- Come si comanda, p. 2
- Il varo dell'"Argea", p. 3
- Panorama aziendale, p. 4
- Gli impianti del Meccanico, p. 6
- La pensione, p. 8
- L'Ansaldino risponde, p. 9
- La ruota del tempo, p. 10
- Cassetta delle idee, p. 11
- Operaia al lavoro alla sezione Utensileria del Ferroviario, p. 12
Data testuale
1954 novembre 1-14
Consistenza
pp. 12
Stato di conservazione
Ottimo
Soggetto produttore
Ansaldo (1853 - ***)
Identificativo
PER.000205/10
Formato
Periodico quindicinale a stampa
contenuto
pais e uni PSA a

Mina comto ba 2 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. 30 ft. sirio sa

vendita al pubblico L. 30 Gruppo Secondo





16 ottobre: la turbocisterna « Argea» di 31.500 T.D.W. scende in mare a Sestri

tutto ner la tutela dei mez-
zi di lavoro e ner la mas-
sima efficienza produttiva.
Ma occorre unità, collabo-
razione e fiducia da parte
di tutti. Il lavoro moderno
è difficile e sopratutto i
suoi metodi non sono sta-
tici come nell’artigianato
di una volta, ma in conti-
nuo progresso.

I piccoli capi devono es-
sere in grado di capire e
di seguire questo progres-
so. Bisogna ottenere la lo-
ro collaborazione anche
nei problemi direttivi, non
soltanto dare degli ordini.
Bisogna spiegare, insegna-
re, convincere ed anche sa-
per ascoltare.

La funzione dei Dirigen-
ti nell’organizzazione è e
deve rimanere quella del
controllo e della guida. Ed
il controllo è già funzione
di grave e continua oc-
cupazione, poichè ogni
membro dell’organizzazio-
ne che è sottoposto al diri-
gente è vrima di tutto uo-
mo con tutte le virtù re-
lative, ma anche con tutte
le sue debolezze. La spin-
ta interiore ad assumersi
con immediatezza le re-
sponsabilità gradite che la
organizzazione .assegna e
rifuggire da qualle sgra-
dite è cosa naturale ed u-

‘mana j;così una organizza-

zione teorica modello può

Continua a pag 9 Aiberto Tomasi

3

IL VARO DELL’ ARGEA”

uando la mattina del 16

ottobre mi sono recato

al Cantiere di Sestri per
assistere al varo della turvo-
cisterna « Argea », costruita
per conto della Società di na-
vigazione « Argea » al Paler-
mo, non era la prima voila
che vedevo varare una nave.
Era però la prima volta cne
aovevo ricavarne un articolo,
e questo ha modificato alquan-
to il mio modo di « veaere »
un varo.

Entro in Cantiere poco pri-
ma delle dieci, In una saletta
attigua all’ingresso è alloggia-
to, per l'occasione, il nostro
Servizio Stampa, disimpegna-
to dall'amico Merlano, corri.
spondente de « l’Ansaldino »
dal Cantiere. Nell'interno, di-
slocati nei punti strategici, al-
cuni operai ed impiegati —
barbe rasate di fresco e coc-
carde tricolori all’occhiello —
accolgono il pubblico con gen-
tilezza e ne indirizzano l’af-
flusso alle tribune.

Manca un’ora al varo e vado
in giro a curiosare. Sulla tri-
buna d’onore, ancora . deserta,
tutto è pronto per la cerimo-
nia. Mi trovo proprio sotto al
bulbo prodiero dell’« Argea »:
alla mia sinistra c’è l’altare per
il rito religioso e il palchetto
riservato alla madrina, dietro
sventolano quattro bandiere
(nazionale, comunale, ansaldi-
na e della Società armatrice).
Guardo ancora la nave: di lì
ne vedo solo una parte e il
grande bulbo, così in primo
piano, ne deforma l’estetica
Intorno allo scafo uomini che
sembrano piccoli come gnomi
si danno da fare.

Improvvisamente — sono le
10,05 — l’altoparlante annun-
cia: « Attenzione! attenzione!
prepararsi per la demolizione
delta fila esterna dei puntel-
li! ». Le operazioni di varo
sono duncue già a buon punto
e gii ordini si susseguono da
questo momento, ritmati e so-
lenni. Scendo dalla tribuna e
vado di fianco alla nave, un
po’ lontano, per osservarla
meglio, Ora il bulbo di prora,
che mi sembrava mostruoso,
si inserisce armoniosamente
nella linea dell’« Argea » e di-
venta una piccola parte di es-
sa. L’« Argea » mostra vera.
mente le sue non comuni di-
menzioni: essa è infatti la più
grande nave cisterna finora
costruita a Sestri, la seconda
da 31.500 T.D.W. costruita
dall’Ansaldo. Intanto mi pon-
go una domanda: Perchè lo
scafo non è tutto dipinto di
minio rosso come gli altri che

avevo visto varare? Infatti
l’« Argea » presenta tre stri-
scie longitudinali di diverso

colore. La risposta me la darà
l'ing. Pizzocaro con ricchezza
di particolari. Per la pittura-
zione dello scafo si è adottato
un criterio nuovo, poichè an-
che in auesto campo si fanno
continui progressi. Anzitutto
la varte esterna dello scafo è
stata sabbiata per asportare la
calamina, che è l’ossido di la-
minazione, Dovo la sabbiatu-
ra, la suverficie delle lamiere
ha ricevuto una mano di pre-
parato fosfatante e due mani
di antiruggine sintetica di co-
lor verde grigiastro per la stri-
scia superiore e di color ci-
nerino nella »narte inferiore,



per l’anno 1954-55

concorso sulla base dei risultati de-





gli esami di maturità classica 0
scientifica le cui medie generali do-
vranno essere non inferiori agli
8/10 per il 1.0 grado con un mi-
nimo di 7/10 per ogni voto par-
ziale, ed 7/10 per il 2.0 grado
con un minimo di 6/10 per ogni

voto parziale,

b) Rorse di studio per Liceo Clas-
sico, Scientifico e Artistico - Isti-
tuto Professionale Industriale -
Istituto Tecnico Nautico - Isti-
tuto Tecnico Commerciale per
Ragionieri - Istituto per Geome-
tri e Istituto Magistrale.

1. - Subordinatamente alle nor-
me generali sopra indicate, l'An-
saldo S. A, mette a concorso per
l'anno scolastico 1954-55 le seguen-

ti borse di studio:

LICEO CLASSICO E SCIENTIFICO:

2 borse di studio di 1.0 grado da
L. 30.000

10 borse di studio di 2.0 grado da
L. 25.000.

ISTITUTO PROFESSIONALE E ISTI-
TUTO NAUTICO:

2 borse di studio di 1.0 grado da
L. 50.000

10 borse di studio di 2.0 grado da
L. 25.000

ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE
PER RAGIONIERI E ISTITUTO TEC-
NICO PER GEOMETRI:

2 borse di studio di 1.0 grado da
L. 50.009
4 borse di studio di 2.0 grado da
L. 25.000.

ISTITUTO MAGISTRALE E LICEO
ARTISTICO:

2 borse di studio di 1.0 grado da
L. 50.000

6 borse di studio di

L, 25.000.

2. - Le borse di 1.0 grado (Lire
50. 000) sono messe a concorso fra
tutti quei giovani che nello seru-
tinio finale dell'anno scolastico pre-
cedente abbiano riportato una me-

2.0 grado da

N

dia non inferiore agli 8/10 sempre
quando nessun voto parziale sia
inferiore ai 7/10.

Quelle di 2.0 grado (L. 25.000)
fra tutti quei giovani che abbiano
riportato una media non inferiore

ai 7/10, sempre quando nessun vo-
to parziale sia inferiore ai 6/10.
3. - I vincitori delle borse di

studio sono tenuti alla frequenza
continuativa e completa di tutti i
corsì ed esercitazioni dei rispettivi
ordini di studio. Essi sono tenuti a
presentare alla Commissione l'esi
to scolastico alla fine del 2.0 e 3.0
trimestre, La Commissione si ri-
serva di sospendere o revocare la
corresponsione delle rate di borsa,
qualora le votazioni risultanti dalla
pagella siano inferiori ai 7/10 per
il 1.0 grado e ai 6/10 per il 2.0
grado nelle singole materie.

Il conseguimento delle votazioni
richieste dalle presenti norme, suc-
cessivo alla sospensione del ver-
samento rateale, non implica la
corresponsione delle rate sospese.






c) Borse di studio per Scuola Me-
dia,

1. - Subordinatamente alle nor-
me generali sopra indicate, l’An-
saldo S. A. mette a concorso per
l'anno scolastico 1954-55 le seguen-
ti borse di studio:

4 borse di studio di 1.0 grado da
L. 24.000

18 borse di studio di
L, 12.000.

2. - Le borse di l.o grado (Lire
24.000) sono messe a concorso fra
tutti quei giovani che abbiano ri-
portato allo serutinio finale dell'an-
no precedente una media non in-
feriore agli 8/10, sempre quando
nessun voto parziale sia inferiore
ai 7/10.

Quelle di 2.0 grado (L. 12.000),
fra tutti quei giovani che abbiano
riportato una media non inferiore
ai:7/10, sempre quando nessun vo-
to parziale sia inferiore ai 6/10,

2.0 grado da

2. - I vincitori delle borse. di stu-
dio sono tenuti alla frequenza con-
tinuativa e completa di tutti i corsi
ed esercitazioni delle rispettive
scuole. Essi sono tenuti a presen-

alla Commissione la pagella
scolastica alla fine del 2.0 e 3.0
trimestre. La Commissione si ri-
serva di sospendere o revocare la
corresponsione delle rate di borsa,
qualora le votazioni risultanti dal-
la pagella siano inferiori ai 7/10
per il 1.0 grado e ai 6/10 per il
2.0 grado nelle singole materie.

Tl conseguimento delle votazioni
richieste.dalle presenti norme, suc-
esssivo alla sospensione del ver-
samento rateale. non implica la
corresponsione delle rate sospese.

tare

d) Scuola di Avviamento Profes-
sionale Industriale.

1. - Subordinatamente alle norme

Ò i sopra indicate, l'Ansal-
, mette a concorso per l'an-
scolastico 1954-55 le seguenti



no
borse di studio:

1 borsa di studio di 1.0 grado da
L. 24.000
7 borse di studio di 2.0 grado da
L. 12.000.

2. - Le borse di 1.0 grado (Lire
24.000) sono messe a concorso fra
tutti que! giovani che abbiano ri-
portato allo scrutinio finale dell'an-
na precedente una media non in-

feriore agli 8/10, sempre quando
nessun voto parziale sia inferiore
ai 7/10.

Quelle di 2.0 grado (L. 12.000)

fra tutti quei giovani che abbiano
riportato una media non inferiore
ai 7/10, sempre quando nessun vo-
to parziale sia inferiore ai 6/10.

3. - I vincitori delle borse di
studio sono tenuti alla frequenza
continuativa e completa di tutti i
corsi ed esercitazioni delle rispet-
tive scuole. Essi sono tenuti a pre-
sentare alla Commissione la pa-
gella scolastica alla fine del 2.0 e
3.0 trimestre. La Commissione si
riserva di sospendere o revocare la
corresponsione delle rate di borsa,
qualora le votazioni risultanti dal-
la pagella siano inferiori ai 7/10
per il 1.0 grado e ai 6/10 per il
2.0 grado nelle singole materie.

Il conseguimento delle votazioni
richieste dalle presenti norme, suc-
cessivo alla sospensione de] versa-
mento rateale, non implica la cor-
responsione delle rate sospese,



dalla linea di galleggiamento
a pieno carico in giu. ìnfine
ia carena, fino alla linea di
galleggiamento a nave vuota,
e stata pitturata ancora con
un antlivegetativo di color
rosso bruno.

Ora mi accosto alla fianca-
ta. Ogni tanto l’altoparlante
dà gli ordini. Ore 10,20: « At-
tenzione! attenzione! incomin.
cia la demolizione delle tacca-
te laterali numero uno! ». Le
taccate sono sei per parte e
vengono demolite con lo stes-
so sistema con cui i guerrie-
ri romani, spingendo l’« arie-
te », percuotevano le mura
nemiche per aprirvi una brec-
cia. Quando si demoliscono le
taccate numero tre, l’ing. Bru-
no, vista la mia curiosità per
questa operazione, mi fa nota-
re, tra gli altri operai, un ti-
po caratteristico dal cappello
di feltro a larga tesa: è alto e
massiccio e certamente il suo
contributo alla manovra del-
l’« ariete » deve essere piutto-
sto notevole,

Ora c’è anche il Direttore
Generale ing. Lombardi, che
sta varlando con l’ing. Carne-
vaie, Direttore del Cantiere, I
dirigenti e i tecnici del varo
sono di buon uinore: evidente-
mente è previsto un varo per-
fetto. Mi accosto intanto a due
operai in servizio presso un
disco di segnalazione. Uno dei
due mi sviega il funzionamen-
to del meccanismo che entrerà
in azione per sganciare la
nave cuando la madrina avrà
tagliato con la scure d’argen-
to un sottile cavetto, ultimo
tenue legame della nave allo
scalo. Saranno tolte le « spi-
ne» e mostrate, braccio teso
in alto, al Direttore del varo.
I dischi pure saranno alzati,
da una parte e dall’altra della
nave, per indicare che le « ca-
stagne» sono sbloccate. A que-
sto punto il Direttore del varo
darà il « taglia! » e si abbas-
seranno automaticamente le
leve di ritenuta. Questo mi di-
ce uno dei due operai e, nel
timore che io non abbia ca-
pito, mi fa uno schizzo sul
terreno.

Risalgo sulla tribuna. Sono
quasi le 11. ìl palco e gremito
di personalità e si notano: il
dr. Forcignano, Direttore Ge-
nerale dei Ministero della Ma-
rina Mercantile in rappresen-
tanza cel Ministro Tambroni;
il V. Prefetto di Genova dr.
Gibilaro, in rappresentanza
dei Prefetto; il dr. Angelo Co-
sta, Presidente della Confin-
dustria, con la consorte signo-
ra Pinuccia, madrina della
nuova unità; il Generale Ruf-
fini, Presidente del Consorzio
Autonomo del Porto di Geno-
va; il Generale Almici per il
Comiliter; il Generale Fede-
rici, Comandante del Porto; i
fratelli Filippo e Carlo Came-
li, armatori dell’« Argea »; il
Presidente deli’Ansaldo avv.
De Barbieri; il V. Presidente
Comm. Gennaro; l’Ammini-
stratore Delegato ing. Rosini;
l’ing. Boyer, Capo comparti-
mento delle FF.SS. e molti al-
tri. Il Cardinale Siri benedice
la nave, la madrina taglia il
cavetto con la scure d’argento
e l’« Argea » scivola silenziosa
verso il mare salutata dalle
sirene e dai battimari dei pre-
senti. Qualcuno dice: « E’ sem-
pre un momento in cui si ri-
mane con l’animo sospeso »;
la stessa emozione è dipinta
sul volto di tutti.

Intanto l’ «Argea », frenata
da enormi mazzi di catene
striscianti sulla spiaggia, si è



fermata e due rimorchiatori
l’accostano alla panchina dove
sara allestita. Vado a cercare
l’ing. Boero, che sovraintende
allo studio ed alla realizzazio-
ne dei vari, e chiedo notizie
inerenti al varo di oggi. Assai
gentilmente l’ing. Boero mi
chiarisce con molti particolari
i problemi statici e dinamici
che si sono dovuti affrontare
in questa occasione. Infatti
ogni varo è diverso da un al-
tro e richiede uno studio par-
ticolare, in relazione alla na-
tura dello scalo, alle caratte-
ristiche della nave, alla con-
figurazione del fondo marino
antistante lo scalo, ecc. Nel
caso specifico dell’« Argea » la
costruzione è stata effettuata
più vicino al mare che per al-
tre navi. Ciò ha permesso di
diminuire il « percorso a sec-
co » della massa in movimento
sullo scalo e conseguentemen-
te di contenere la velocità del-
la nave entro limiti tali da as-
sicurare minori sollecitazioni
sullo scalo, sull’invasatura e
sulla nave stessa, rispetto ad
altre unità impostate più a
monte, La costruzione vicino
al mare ha però spostato la
poppa della nave fuori del
raggio d’azieone dell'impianto
di sollevamento delle teleferi-
che. A questo inconveniente si
è ovviato facilmente con l’im-
piego di due pontoni galleg-
gianti in dotazione al Cantiere,
che hanno provveduto al cari-
co delle parti costituenti la
poppa. L’ing. Boero accenna
poi 2d altre caratteristiche di
questo varo che hanno richie-
sto soluzioni speciali. Mi ac-
corgo. dall’espressione del suo
viso, che egli è soddisfatto, che
tutto è andato bene: infatti i
calcoli effettuati sono risultati
aderenti alla pratica del varo.
Vorrei trattenermi ancora con
l’ing. Boero, ma egli ha già
altro da fare e ormai si è
fatto tardi.

Tutti sfollano lentamente,
quasi con rincrescimento. Tra
poco la nave resterà sola, in
paziente attesa degli altri la-
vori che la renderanno libera
e indipendente sul mare.

Ed ecco ora le principali
caratteristiche dell’ « Argea »:
lunghezza fuori tutto: mt. 200;
lunghezza fra le perpendicola-
ri: mt. 188,80; larghezza mas-
sima fuori ossatura: mt. 26,20;
altezza di costruzione: mt.
13,90; immersione a pieno ca-
rico: mt. 10,30; portata lorda
corrispondente: tonn. 31.500;
stazza lorda: tonn. 20.000; po-
tenza massima dell’apparato
motore C.A. 16.000; capacità
massima delle cisterne: mc.
42.000; velocità a pieno cari-
co: nodi 16,10. L'apparato mo-
tore comprende: un gruppo
turboriduttore di propulsione
Ansaldo ad ingranaggi, com-
posto di una turbina di alta
pressione e di una di bassa
pressione; tre caldaie, siste-
mate a proravia del locale
turbine, del tivo Ansaldo-Fo-
ster Wheeler a tubi d’acqua;
un’ condensatore principale,
direttamente collegato alla
turbina di bassa pressione;
due gruppi turbodinamo, cia-
scuno da 500 kW., 220 Volt;
un gruppo , Diesel- ‘dinamo da
120 kW., 220 Volt; macchina-
ri ausiliari. La sistemazione
dell'equipaggio composto . di
18 ufficiali, 12 sottufficiali e
30 marinai, sarà conforme a
quanto disposto dalle vigenti
condizioni per l’igiene e l’abi-
tabilità degli eauipaggi a bor-
do.

Dante Jannone



f-
i

Come si comanda

2

nun numero preceden-

te de «l’Ansaldino » ci

siamo interessati con
una breve nota di alcuni
concetti generali delle re-
lazioni con il personale re-
lativamente aila funzione
di capo.

Vediamo ora di distin-
guere due lati particolari
del problema: come si co-
manda in alto e come si
comanda in basso. Oggi li-
mitiamoci ad alcuni con-
cetti su come si comanda
in alto.

In alto come in basso
esistono figure tipiche di
capi. Figure che si posso-
no incontrare in tutte le
aziende e a tutti i livelli.

Esiste talvolta il capo
tutto fare, uomo in gene-
re di molta esperienza e
che conosce tutto e tutti;
carta, disegni, prospetti,
cartellini di permesso, pre-
lievo di cancelleria, ogni
cosa affluisce sulla sua scri-
vania e per essere utiliz-
zata deve portare bene in
evidenza un suo visto. Non
avviene nulla nel suo Set-
tore senza il tocco magico
della sua «esperienza ».
Ha opinioni precise su ogni
cosa e sa bene come dare
rimproveri o distribuire
elogi. Scavalca quasi sem-
pre i capi che dipendono
da lui, non per cattiva in-
tenzione s’intende, ma
perchè pensa che nono-
stante la buona volontà
non potrebbero mai fare
tanto presto e tanto bene
quanto lui. E’ veramente
insostituibile e perciò non
può ammalarsi, nè pren-
dersi le ferie, salvo il pe-
riodo di chiusura totale.
Un solo inconveniente lo
infastidisce: il tempo. Es-
so è veramente insufficien-
te per fare ogni cosa.

Esiste anche il Capo co-
sidetto comprensivo, l’uo-
mo buono della situazione.
Ha sempre una parola buo-
na per tutti, specie per i
dipendenti un po’ indisci-
plinati. Distribuisce di per-
sona tutti gli aumenti, ed
accuratamente rigetta sul-
la Direzione le responsa-
bilità di provvedimenti
spiacevoli o chiama in cau-
sa i capi diretti, solo allo-
ra rispettando l’ordine ge-
rarchico. E’ uomo che tutti
confondono con il Capo
particolarmente preparato
al problema delle relazioni
con il personale.

Di esempi come questi,
volendo cercarne, se ne
possono trovare in tutte le
organizzazioni industriali.
Costoro sono Capi così oc-
cupati a pensare o al loro
problema, strettamente le-



gato soltanto al Settore,
oppure a problemi così
connessi al momento pre-
sente che non dedicano al-
cuna parte del loro tempo
nè all'azienda in generale
nè al domani di essa in
particolare. Ciò è un pun-
to comune a molte figure
di Capi.

Comandare gli altri in-
vece è responsabilità che
trascende i doveri del mo-
mento e guarda al futuro
dell’Azienda e della collet-
tività.

Dobbiamo rivedere com-
pletamente i concetti che i
Capi come quelli descritti
più sopra hanno sempre
applicato nella loro vita di
comando.

Il Capo ha oggi delle re-
sponsabilità che evadono
dal ristretto campo del suo
lavoro produttivo e lo met-
tono di fronte a precisi do-
veri verso la collettività,
doveri di fronte ai quali la
sua persona, il suo volersi
mostrare occupatissimo, il
suo volersi mostrare buo-
no anzichè cattivo, il suo
improvvisare oggi questo,
domani quello, impiccioli-
scono come preoccupazioni
di nessun'conto e nessuna
sostanza.

Non solo. Risolvere sol-
tanto i problemi tecrici
non è affatto sufficiente, i
Dirigenti tecnici sono, sì, i
veri creatori dell’industria,
perchè ad essi si devono i
nuovi ritrovati ed i rinno-
vamenti della produzione;
tuttavia, di fronte all’evo-
luzione politica ed econo-
mica, un Dirigente non
può più limitarsi alla sola
sua funzione tecnica ma
deve anche preoccuparsi
della sua funzione sociale
intesa nel senso di rappor-
ti umani sia verso i colla-
boratori che verso il con-
sorzio civile.

I Dirigenti rappresen-
tano i quadri del lavoro. e
quindi sono gli elementi
su cui il Paese deve con-
tare. Essi però non sono
soltanto i responsabili del-
la produzione ma anche
dell'ambiente e dei riflessi
sociali che ne derivano.
Ogni azione di un Dirigen-
te ha sempre dei riflessi so-
ciali; ogni parola, ogni ge-
sto, ogni comportamento
nella vita di lavoro e pri-
vata ha sempre un effetto
sociale perchè viene guar-
dato e osservato. Non si
può fare i sordi di fronte a
questi problemi. Tentare
di evitarli o nascondere la
testa tra i problemi tecnici
per non affrontare gli al-
tri vuol dire non rendersi
conto dell’evoluzione delle
cose e degli eventi, e ve-

nir meno alla propria re-
sponsabilità e non solo
verso l'Azienda.

Per poter fronteggiare
tutto questo cccorre che il
Dirigente si prepari, abbia
tempo per studiare se stes-
so e il suo operato nei ri-
flessi aziendali e sociali.
Occorre che si prepari (e
non a caso diciamo si «pre-
pari»), perchè è proprio
sopratutto una questione
di autoaddestramento ed
autodisciplina

Troppo comodo cercare
l’unica causa dei nostri
mali come spesso noi fac-
ciamo, nella mancanza di
materie prime.

Esiste anche e sopratut-
to una mancanza nella ma-
teria umana.

Abbiamo visto dunque
come nei rapporti sociali
ogni Dirigente ha delle
precise responsabilità. Toc-
chiamo quindi il punto do-
lente dei rapporti col per-
sonale all’interno delle A-
ziende e di come l’Azienda
si aspetti che noi si risol-
vano i problemi del nostro
Settore,

Parliamo della linea ge-
rarchica e dell’organizza-
zione in genere.

La linea gerarchica si
aspetta dai Dirigenti forza
e guida per comandare e
non esautorazione, Coman-
dare in alto significa crea-
re le circostanze di orga-
nizzazione e di ambiente
che permettano a tutti i
capi minori di comandare.
La funzione del Dirigente
si esplica sopratutto attra-
verso una chiara e precisa
delega di responsabilità.
Occorre naturalmente ave-
re uomini preparati ad as-
sumersi queste responsa-
bilità.

Troppo giusto! Proble-
ma questo però da affron-
tarsi e non da evitare. La
insufficienza di un capo di
basso grado non è scusa
all’accentramento che lo
esautori.

Occorre prepararlo, se è
possibile, se no, decisa-
mente porsi il problema
della sua sostituzione, Mol.
ti invece credono di risol-
vere il problema delegan-
do responsabilità senza
pari autorità. Il comando
quindi si accentra ancora
una volta nelle mani di chi
meno è in diretto contatto
con il problema stesso. La
funzionalità della linea ge-



rarchica diventa una chi-.
mera e l’equivoco alligna
ovunque prosperando.

Si deve comandare in
alto spalleggiando e soste-
nendo chi del comando ha
la parte più spicciola e di- |
retta.

L'altro aspetto segnala-
to, cioè quello organizza-
tivo, è anche un aspetto di
rapporti umani, poichè le
relazioni con il personale
sono a volte una questione
di ordine organizzativo. Ma
in questo campo noi dob-
biamo prima di tutto con-
vincerci che non risolvere.
mo mai i problemi di orga-
nizzazione se anzichè su-
bire con scetticismo i nuo-
vi metodi non si saprà ac-
cettarli con fiducia o addi-
rittura con slancio, con
passione e con vivo inte-
resse.

La preparazione psicolo-
gica ai problemi di orga-
nizzazione ha quindi im-
portanza di primo piano, Il |
Dirigente deve superare in —
se stesso e far superare ai
dipendenti tutte le difficol.
tà determinate dallo scet-
ticismo e dalla critica ad
ogni costo che sono nel no-
stro carattere.

Il Dirigente deve com-
portarsi con la mentalità
del padrone dell’azienda
che direttamente rappre-
senta. E ciò non per pro-
fitto personale ma sopra-





1. - NORME GENERALI.

1. - ISTITUZIONE DI BORSE DI
STUDIO, — Per l’anno scolastico
1954-55 l’Ansaldo S. A. mette a
concorso le seguenti borse di stu-
dio allo scopo di offrire ai più me-
ritevoli figli dei dipendenti della
Azienda la possibilità di fruire di
un tangibile aiuto per frequentare
i corsi d'istruzione media e supe-
riore del seguenti ordini di scuola:
Scuola di Avviamento Professionale

Industriale - Scuola Media;

Liceo Classico e Scientifico - Liceo

Artistico;

Istituto Tecnico Commerciale per
Ragionieri - Istituto per Geome-
tri - Istituto Magistrale;

Istituto Tecnico Industriale - Istituto
Tecnico Nautico;

Università (Facoltà d'Ingegneria e
ogni altra Facoltà),

2. - PERSONE AMMESSE A CON-
CORRERE. Potranno concorrere
i figli (maschi e femmine) di co-
loro che siano alle dipendenze del.
l'Ansaldo da mon meno di due
anni,

3. - NATURA DELLE BORSE. —
Le borse messe a concorso per
l'anno scolastico 1954-55 sono di
due tipi: borse di 1.0 grado e borse
di 2.0 grado, Qualora non risultas-
sero assegnate borse di 1.0 grado,
l'ammontare di esse potrà essere
devoluto a costituire borse di 2.0
grado per lo stesso ordine di stu-
di ed in numero adeguato alla som-
ma disponibile, Se le borse destina-
te ad un certo ordine di studi non
venissero assegnate, i relativi im-
porti potranno essere diestinati, a
giudizio della Commissione a bor-
se supplementari per gli altri or-
dini di studi.

4A. - COMMISSIONE GIUDICATRI-
CE. — L'assegnazione delle borse
sarà fatta in seguito alle decisioni
di una Commissione presieduta da
un dirigente dell'’Ansaldo S, A. e
sarà basata sui meriti scolastici dei
concorrenti. A parità di meriti sa-
ranno presi in considerazione lo
stato di famiglia del dipendente e
la sua anzianità di servizio. Qualora
il numero dei concorrenti alle bor-
se di 1.0 grado superi quello delle





Le borse di

borse messe a concorso, gli even-
tuali esclusi avranno la precedenza
nell’assegnazione delle borse di 2.0
grado.

5. - PAGAMENTO DELLE BORSE,
— ll pagamento delle borse verrà
effettuato ai dipendenti dell'Ansal-
do S. A., genitori dei beneficiari in
rate trimestrali posticipate, a mez-
zo assegno bancario che sarà in-
viato a domicilio dell'interessato.
La la rata verrà liquidata dopo
la presentazione del certificato di
iscrizione. Gli studenti ammessi al-
la borsa di 1.0 grado, i quali nei
trimestri successivi, otterranno vo-
tazioni inferiori ai 7/10 ma non
inferiori ai 6/10, perderanno il
diritto alla borsa di 1.0 grado. Agli
stess! verranno invece pagate le
rate successive in ragione delle
quote stabilite per le borse di 2.0
grado, La Commissione si riserva
di sospendere o revocare il versa-
mento delle rate di borsa. qualora
le votazioni trimestrali risultino in.
feriori ai decimi prescritti per il
1.0 e 2.0 grado nelle singole ma-
terie.

6. - DECADENZA DEL BENEFI-
cio. — Gli aggiudicatari perderanno
il diritto alla borsa conseguita qua-
lora dovessero interrompere gli
studi per qualsivoglia motivo.

7. - PRESENTAZIONE DELLE
DOMANDE, — Le domande, redatte
sugli appositi moduli a disposizione
degli interessati presso le Assisten-
ti Sociali di Stabilimento, dovranno
essere inviate entro il 30 Novem-
bre 1954 all’ANSALDO S A. - DI-
REZIONE GENERALE - Ufficio ASA
- GENOVA, corredate dello stato
di famiglia (in carta libera) del ri-
chiedente, e del certificato scola-
stico richiesto per il tipo di borsa
a cui il concorrente aspira, dal qua-
le risultino le votazioni ottenute
nello scrutinio finale o negli esami
di ammissione.

8. - DISPOSIZIONI FINALI. — Gli
orfani di dipendenti, deceduti da
non oltre due anni e che al mo-
mento della morte avevano una
anzianità di servizio non inferiore
ad anni 10, saranno ammessi a con-
correre alle borse, alle stesse con-
dizioni e con parità di trattamento

studio

i
con i figli dei dipendenti viventi.
Nel caso in cui successivamente
all'assegnazione delle borse di stu-
dio, il dipendente non possa più
prestare servizio presso l'Ansaldo |
S. A. per ragioni indipendenti dalla 1
sua volontà (morte, malattia, inva-
lidità) il figlio beneficiario di una
borsa di studio ne continuerà a go-
dere alle condizioni previste dal
presente bando e comunque non
oltre il limite di tempo precisato
nel caso precedente. Per tutte le
questioni di interpretazioni delle |
presenti norme e per qualsiasi que-
stione che da tali norme non sia
contemplata, deciderà la suddetta
Commissione.

















2. - NORME PARTICOLARI,

a) Borse di studio per Facoltà di
Ingegneria e ogni altra Facoltà,

1. - Subordinatamente alle nor-
me generali sopra indicate, l'An-
saldo S. A, mette a concorso per
l'anno accademico 1954-5î le se-
guenti borse di studio:

INGEGNERIA:

1 borsa di studio di 1.0 grado da
L. 100.000

2 borse di studio di 2.0 grado da
L. 50.000,

ALTRE FACOLTA”:

1 borsa di studio di 1.0 grado da
L. 100.000

3 borse di studio di 20 grado da
L. 50.000.

2. - Le borse di studio di lo
grado (L, 100.000) sono messe a
concorso fra tutti quei giovani che
non siano mal stati e non siano
fuori corso, e abbiano sostenuto tut-
ti gli esami prescritti per il corso .
the hanno frequentato nell’anno sceo-
lastico precedente entro le sessioni
previste dai regolamenti riportando
una classifica media generale non
inferiore ai 27/30, con un minimo
di 24/30 per ciascuna materia.

Quelle di 2.0 grado (L. 50.000),
fra tutti coloro che nelle stesse
condizioni abbiano riportato una
classifica media generale non infe-
riore ai 24/30, con un minimo dl
21/30 per ciascuna materia, Ù

Per gli iscritti al 1.0 anno alle
Facoltà, le borse verranno messe a _

«@@ PANORAMA





ne HS

COMMESSE

E’ stata definita la fornitura
alla Società Rasiom di Milano
dei seguenti serbatoi destina-
ti alla Raffineria d’Augusta:

Un serbatoio cilindrico ad
asse verticale con fondo piano
e tetto galleggiante tipo « Hor-
ton Pontoon » della capacità
di circa mc. 20.000.

Due serbatoi cilindrici ad
asse verticale, con fondo pia-
no e tetto fisso conico, capa-
cità di ciascun serbatoio me.
500.

Quattro serbatoi cilindrici
ad asse verticale con fondo
piano e tetto fisso conico, ca-
pacità di ciascun serbatoio me.
250.

La fornitura, il cui importo
si avvicina ai 100 milioni di
lire, costituisce un apporto di
circa 18.000 ore lavorative per
lo Stabilimento Carpenteria.

E’ stata inoltre assunta la
ordinazione di quaranta car-
relli tipo B. 3 M. destinati a
20 vetture tranviarie automo-
trici tipo « All Electric » che
verranno costruite per l’ATAG
di Roma dalla Compagnia
Generale d’Eleitricità di Mi-
lano.

L’importo della ‘fornitura
ammonta ad oltre 100 milioni
di lire.

Un motore marino
acquistato in Jugoslavia



E’ stato venduto ad una So- :-

cietà Jugoslava il gruppo ma-

rino tipo 2131/4 sovralimenta- :

to, da noi esposto alla Fiera
di Zagabria. Questa fornitura
di non rilevante importanza in
sè stessa, assume un partico-
lare rilievo come
conferma del vivo interessa-
mento suscitato dalla nostra
partecipazione a tale Fiera e
delle possibilità che si presen.
tano di una favorevole ripresa
nel collocamento dei nostri
motori diesel sul mercato ju-
goslavo ove essi sono stati

sempre favorevolmente ap-
prezzati.
La vendita in Liguria

della nostra utensileria

E’ stata definita una nuova
sistemazione dell’agenzia per
la vendita della nostra utensi-
leria in Liguria: in base a ta-
le sistemazione :l sig. A, Scon-
fienza di Genova ha assunto
l'agenzia per le provincie di
Savona, Imperia e La Spezia,
nonchè presso la grossa clien-
tela della provincia di Geno-
va; il deposito e la minuta
clientela della provincia di
Genova restano invece attri-
buiti alla Società UTMA di
Genova.

MESI

E’ stato recentemente ospi-
te dell’Ansaldo l’Amm. Emilio
Ferreri, Capo di Stato Mag-
giore della Marina Militare. Il
giorno 5 ottobre l’Amm. Fer-
reri, accompagnato dal Gen.
Ignazio Alfano, Presidente
del Mariconavarmi, dall’Amm.
De Pace, Comandante dell’Al-
to Tirreno e da alcuni alti uf-

ulteriore |

ficiali della Marina Italiana, si
è recato al Cantiere di Livor-
no.

Nei due giorni successivi
l’Amm, Ferreri ha visitato lo
Stabilimento Meccanico, in-
sieme col Gen. Alfano, l’Amm,
De Pace, il Col. Alberto Al-
fano, Direttore del Navalge-
narmi di Genova, e alcuni alti
ufficiali della Marina, Il giorno
6 gli illustri ospiti, ricevuti
dal V.D.G. ing. De Vito, dal
Direttore ing. Cominetti e da
altri dirigenti dello Stabili-
mento, si sono recati in tutte
le officine, con particolare ri-
guardo a quella modernissima
delle grandi dentatrici. Il gior-
no 7 il programma è stato
completato con ia visita al la-
boratorio ed alla stazione rag-
gi. In tale occasione si sono
intrattenuti con gli ospiti an-
che lA.D. ing. Rosini e il
D. G. ing. Lombardi. Al ter-
mine della visita l’Amm. Fer-
reri ha espresso il suo vivo
compiacimento per la poten-
zialità e le attrezzature dello
stabilimento e circa l’anda-
mento dei lavori di interesse
della Marina Militare.


Il giorno 12 ottobre ha visi-

tato la nostra Società S. E.
Mario Montero Schmidt, Mi-

nistro cileno per la Coloniz-
zazione. Egli ha visitato il
Cantiere Navale e lo Stabili-
mento Meccanico esprimendo
quindi la sua soddisfazione
per l’accoglienza, ed ammira-
zione per la potenzialità e
modernità degli impianti. Il
Ministro, che è poi partito
per Larderello per visitare le
centrali elettriche da noi co-
struite per l’utilizzazione del-
le forze endogene locali, si è
dimostrato particolarmente in-
teressato ai problemi relativi
a tale utilizzazione, data la
sua intenzione di realizzare
un programma di valorizza-
zione delle risorse endogene
cilene.

%*

Nei giorni scorsi ha visita-
to la nostra Società S, E. Mu-
barak Zarroug, Ministro delle
Comunicazioni e Presidente
del Parlamento del Sudan Il
Ministro, dopo aver visi-
tato lo Stabilimento Meccani-
co e lo Stabilimento Costru-
zioni Meccaniche e Ferrovia-
rie, si è intrattenuto con i Di-
rigenti della Società sulle
prospettive di collaborazione
per forniture di materiale
ferroviario.



- CARPENTERIA

mo



PER IL TRASPORTO SABBIA
DELLA “CEMENTOS CORO”



Tre chiatte per trasporto sabbia, destinate alla società vene-
zuelana «Cementos Coro ». sono state costruite dalla nostra
Carpenteria e trasportate da Voltri al Bacino di Sampierda-
rena con i mezzi dei nostri Servizi Ausiliari. Le chiatte han-
no le seguenti caratteristiche: lunghezza fuori tutto: m. 15.80;
larghezza massima: m. 6,10; puntale: m. 3.05; stazza tonn. 478.



ONDERIA

MUGGIANO |



L’Ansaldo ha ormai una lun-
ga tradizione nella costruzio-
ne delle turbine a vapore, e
gruppi di ogni potenza, da es-

sa costruiti, funzionano in
ogni parte del mondo,
Attualmente io Stabilimen-
to Meccanico ha in costruzio-
ne, tra l’altro, due gruppi di
turboalternatori ciascuno da
12.500 KVA per la Soc. Larde.
rello, e nella nostra I'onderia
si stanno terminando le fusio-
ni dei getti in ghisa relativi.
Nella fotografia è illustrata
la parte infericre, lato scari-
co, di uno dei due gruppi in
fase di finitura prima della
spedizione. E’ un getto del
peso di 7500 Kg. (dimensioni
d’ingombro circa 3000 x 2000
x 1500), che rappresenta per
il fonditore un lavoro di gran-
de impegno, non tanto per la
sua mole, quanto per la ne-
cessità di raggiungere deter-
minate caratteristiche mecca-
niche del metallo e di rima-
nere entro ristrette tolleranze



dimensionali del getto, anche
là dove, come per esempio sul
cuscinetto, il numero, le di-
mensioni e la complicazione
delle anime rendono più dif-
ficile e delicato il lavoro del
formatore.

Conferenze tecniche

Sono state riprese recente-
mente le periodiche conferen-
ze tecniche. Il Capo Fonderia
ing. Vincenzo Zagnoli ha illu-
strato la relazione dal titolo
« La produzione di eliche ma-
rine particolarmente per quan-
to ha attinenza alla fonderia »
presentata al recente 21° Con-
gresso Internazionale di Fon.
deria a Firenze dal Sig. M. J.
Langham, Direttore Tecnico
della Società «J. Stone & Co.»
di Londra. Terminata l’espo-
sizione è seguita una vivace
ed ampia discussione. cui han-
no preso parte tutti i tecnici
presenti.

Nell’ articolo « Prospettive
del Muggiano » comparso nel
primo numero de « l’Ansaldi-
no » si esprimeva la speran-
za che il Cantiere spezzino, fra
l’altro, potesse acquisire defi-
nitivamente, le riparazioni e
trasformazioni delle due unità
iraniane « Babr » e « Palang »,
della motonave ergentina «Rio
de la Plata» della «Flota Mer-
cante del Estado » e del piro-
scafo «Ardea».

Ora siamo in grado di poter
informare che in questi gior-
ni — conclusi i lavori delle
navi iraniane — il « Rio de
la Plata » dopo una sosta di
circa una settimana a Geno-
va per la discarica delle mer-
ci, giungerà a Muggiano dove
sono previsti grandi lavori di
trasformazione che dureranno
per circa quattro mesi.

Entro il mese di novembre
dovrà giungere anche il piro-
scafo « Ardea » del tipo Li.
berty, di proprietà di un ar-
matore napoletano, per subire
lavori di trasformazione com-
prendenti lo sbarco di tutto
l'apparato motore a vapore
esistente che dovrà essere so-
stituito da un nuovo appa-
rato fornito dall’Ansaldo-Mec-
canico. Si tratta in sostanza di
una trasformazione molto si-
mile a quella realizzata al
Muggiano, tempo addietro, per
il piroscafo « Belfri ». Questi
lavori occuperanno un certo
numero di maestranze per tre
mesi.

Intanto sono stati iniziati
sullo scalo i lavori di allesti.
mento del rimorchiatore ar-
gentino che, impostato 1’11 set-
tembre scorso, sarà varato
pressochè ultimato. Ciò è sta-
to possibile per il fatto che
esso è stato in gran parte pre-
fabbricato a terra.

Il « Vesuvio » — superate le
ultime difficoltà — è ormai in

fase di approntamento ed è
stato già programmato di po-
ter iniziare i collaudi in que-
sti giorni e le prove in mare
nella seconda decade di no-
vembre.

Inoltre possiamo aggiungere
che nei prossimi giorni saran.
no messe in lavorazione le
prime due delle quattro moto-
navi per trasporto carico alla
rinfusa della « Carbosider » e
della « Carbogas ».

Tali lavorazioni vengono
iniziate con un ritardo di cir-
ca un mese sul programma e-
laborato dalla Direzione del
Cantiere del Muggiano per la
differita consegna dei mate-
riali ferrosi da parte delle ac-
ciaierie. Nell’intento di rende-
re più rapide le lavorazioni
per tali motonavi, nel frattem-
po, è stato realizzato un au-
mento della capacità dei pia-
ni di prefabbricazione.

Questa la situazione dell’at-
tività attuale e molto prossima
del Cantiere, mentre sono in
corso numerose trattative con
armatori per riparazioni e tra-
sformazioni di navi mercanti-
li e mentre si spera che con
l’inizio dell’anno venturo il
Ministero Difesa-Marina dia,
infine, disposizioni per inco-
minciare — a somiglianza di
quanto avvenne per il « Duca
degli Abruzzi » e per il « Mon-
tecuccoli » — i lavori di gran-
de trasformazione dell’incro-
ciatore «Giuseppe Garibaldi».















Movimenti di navi
4

giorno 5 - La Mc, « SAN PAB-
LO » lascia lo stabilimento.

giorno 6 - Il Ct. « BABR» e.
la Torp. « PALANG » rien-
trano in Cautiere dal ba-
cino,












AZIENDALE".





r

CANTIERE



L’OFFICINA DELLA SEZIONE
IMPIANTI ELETTRICI DI BORDO



Quadri elettrici in costruzione ner tre navi

A levante del piazzale pro-
spiciente la banchina destina-
ta all’ormeggio delle navi in
allestimento, è stato costruito
nel 1950-51 un moderno ca-
seggiato in cemento armato, la
cui ala sinistra comprende i
locali destinati alla ELET (Se-
zione Impianti Elettrici di
Bordo).

Mentre il piano terreno è
stato attrezzato per magazzino
cavi ed il secondo piano per
magazzino macchinari, appa-
recchi, ed altri materiali elet-
trici, il primo è stato desti
nato all’officina ELET.

L'officina è attrezzata per
far fronte alle varie esigenze
di tutti gli impianti elettrici
di bordo del Cantiere Navale,
sia per quanto riguarda la co-
struzione dei quadri, sotto-
quadri e centrelini elettrici,
sia per la preparazione degli
accessori occorrenti al mon-
taggio dei più moderni im-
pianti di bordo. E’ stato anche
possibile inserire nella produ-
zione dell’officina ELET la co-
struzione dei quadri, sotto-
quadri e centralini destinati
alle navi dei nostri Cantieri di
Livorno e del Muggiano ed in
qualche caso per navi costrui.
te da altri cantieri,

L'officina ELET usufruisce
delle macchine ed attrezzatu-
re delle officine navale e car-
penteria leggera, per la co-
struzione di alcune parti com-
ponenti le intelaiature dei
quadri, mentre provvede con
propri mezzi al completamen-
to, montaggio e verniciatura
delle stesse ed aila costruzione
delle sbarre ed accessori, non-
chè alla sistemazione e colle-
gamenti di tutte le apparec-
chiature e strumenti di misu-
ra e segnalazione occorrenti
nei quadri elettrici.

L'officina ha inoltre in .do-
tazione le attrezzature e stru-
menti necessari alle operazio-
ni di collaudo dei quadri ed
apparecchiature elettriche che
vengono eseguiti da persona-
le ELET in presenza dei de-
legati degli Enti interessati:

Registri di Classificazione, Uf-
fici Tecnici della Marina Mi.
litare ed Armatori.

Ai lavori dell’officina ELET
sono destinate sauadre di ope-
rai in buona parte specializ-
zati, tra cui alcuni aventi lun-
ga ed attiva anzianità di ser-

© stribuzione e

| spettive

vizio, diretti da varii lustri dal
sig. Alfonso Navarra con la
collaborazione del capo repar-
to Mario Pardini e del capo
squadra Germingle Caniato.

I collaudi dei quadri, appa-
recchiature ed impianti elet-
trici sono invece eseguiti da
operai specializzati sotto la di-
rezione del P. I. Silvio Gaspe.-
rini, Capo dei Collaudi Im-
pianti di Bordo.

Tra le più recenti lavora-
zioni della Officina ELET pos-
siamo ricordare i quadri delle
turbonavi « Andrea Doria » e
« Cristoforo Colombo », com-
prendenti le apparecchiature,
gli strumenti di misura e se-
gnalazione necessari alla di-
controllo dei
6500 kW. prodotti dalle ri-
centrali elettriche.
Quelli della motonave « Euro-
pa » per 2000 kW. c. a., HM.Y.
« Mahroussa » per kW. 1000
c.a., motocisterna « Giuseppe
Giulietti » per kW. 1400 c.a.,
motonave « Enotria » per kW.
800 c.a., nonchè quelli delle
cisterne « Volere », « Tena-
cia », « Coraggio », « Ignazio
Bibolini », « Italmotor », « Mi-
na D'Amico», «Frisco», «Pun-
ta Spiga», delle motona-
vi e turbonavi per la Grecia
costruite a Livorno ed ai
Cantieri del Tirreno, quelli
delle posareti « Filicudi » ed
« Alicudi » in costruzione a
Livorno, nonchè quelli delle
motonavi « Belfri », « Franca
Costa » e « Gennamari », del-
la turbonave « Vesuvio » e del
rimorchiatore fluviale per
l'Argentina in costruzione al
Muggiano.

I GONVEGNI INTERNAZIONALI

delle Comunicazioni

Nel quadro delle celebra-
zioni colombiane di quest’an.
no si è tenuto a Genova, dal
7 al 12 ottobre, il 2.0 Conve-
gno Internazionale delle Co-
municazioni. Al congresso, al
quale è intervenuto un note-
volissimo numero di persona-
lità e di tecnici italiani e stra-
nieri, l’Ansaldo ha partecipato
con il Gen. ing. Eugenio De
Vito per il Settore Navale e
con gli ingg. Fabrizio Arnaldi
e Guido Stegagnini per il Set-
tore Meccanico.

Il Gen, De Vito ha presen.
tato una importante e detta-
gliata relazione in merito alle
nuove costruzioni di navi mer-
cantili nel 1954. In essa sono
prese in esame le principali
navi di ogni tipo costruite o
in costruzione quest’ anno in
varii cantieri inondiali, sono
riportate le caratteristiche del-
le nuove unità e vengono fat-
ti interessanti raffronti tra di
esse. Non ci è stato possibile
riportare qui non solo il te-
sto, ma neppure il sunto dello
studio del Gen. De Vito. Ci li-
miteremo a riprodurne la con-
elusione:

« Tutte le più recenti navi
passeggeri elencate sono belle
navi in quanto ciascuna di es-
se raccoglie in sè la maggior
parte di ciò che vi è di più
progredito della tecnica nava-
le tenendo conto dei perfezio-
namenti maturati e sicuri. E



“FERROVIARIO |



(AT



Ecco un'officina del Ferroviario, dove sono in costruzione i cento carri serbatoio per l'Iran,
una parte dei quali sono già stati consegnati. I carri hanno le seguenti caratteristiche: peso
a vuoto Kg. 23.300; portata Kg. 36.700; capacità mc. 44.5; lunghezza m. 12.

serbatoio per

Iran

e della Navigazione

così si è fatto per la turbona-
ve « Cristoforo Colombo » co-
me per l’« Andrea Doria ».
Senba un malinteso sentimen-
to di orgoglio nazionale e con
il più sincero e impersonale
giudizio tecnico si può ritene.
re che la « Cristoforo Colom-
bo » non è inferiore a nessuna
delle numerose ed eccellenti
navi estere del 1954, potendo
anche vantare un maggiore
sviluppo di potenza motrice e
di velocità, nonchè le ottime
e provate qualità marine. Tut-
ti ormai conoscono queste no-
stre navi e come conferma ai
lusinghieri giudizi esteri sia
concesso di riportare la se-
guente frase pubblicata dalla
nota Rivista tecnica america-
na ” Marine Engineering ” nel
suo numero di settembre:
” Ambo le navi sono splencidi
esempi della tradizionale abi.
lità italiana nelle costruzioni
navali ” ».

»

Dal 26 settembre al l.0 ot-
tobre ha avuto luogo a Napoli,
presso la « Esposizione Inter-
nazionale della Navigazione »,
il « Congresso internazionale
di tecnica navale e della na-
vigazione ». Per l’Ansaldo so-
no state presentate le seguenti
memorie: Gen. Ing. Eugenio
De Vito: « Carene da 50.000
tonn. e 35 nodi »; Dr. Ing. Ti.
to De Nicola: « Aspetti e pro-
blemi delle costruzioni navali
saldate »; Dr. Ing. Sergio Mar-
sich: « Sul problema dinamico
del varo - Risoluzione della
equazione del moto e propor-
zionamento dei mezzi di fre-
naggio »; Dr. Ing. Giulio Mo-
ri: « Varo delle navi con par.
ticolare riguardo ai mezzi
idraulici di ritenuta »; Dr. Ing.
Ottavio Piazzai. « Strutture di
alluminio e saldate e problemi
relativi »; Dr. Ing. Leone Var-
riale: « La sovralimentazione
dei motori Diesel a quattro
tempi destinati alla propulsio-
ne navale»; Dr. Ing. Mario An-
fosso: « Problemi connessi con
la installazione di moderni im-
pianti di condizionamento >;
Dr. Ing. Luigi Brandolin: « La
attività unificatrice dell’'UNAV
nel campo delle costruzioni
navali»; Dr. Ing. Vittorio Fan-
fani: « L'impianto elettrico a
corrente alternata della tur-
bonave ” Cristoforo Colom-
bo” ».





UN ATTO DI ONESTA

Da un comunicato della Di-
rezione del Cantiere Navale
del Muggiano:

L’operaio Ascanio Cotone-
schi, trovato un portafoglio
contenente L, 15.517, più 40
franchi francesi di proprietà
del sig. Antonio Pellegrinelli,
provvedeva a consegnarlo nel-
le mani del Capo della Vigi-
lanza.

Segnaliamo all’attenzione di
tutti il nobile gesto dell’ope-
raio Cotoneschi. È

ee E arco rapine pepiiia

uterine

Site ire i

Pi

preci

are

mini e

iran id

cita ta ea









6

GLI IMPIANTI

del Meccanico

“I

ei quotidiani contatti
N cen il personale dello
Stabilimento, si trae
la convinzione che pochi
si rendano conto dell’ordi-
ne di grandezza delle spe-
se che sono state necessa-
rie, e che sono in corso,
per mettere gli impianti e
le macchine nelle condi-
zioni in cui sono e in cui
tutti le vedono.
Aggiungiamo che nelle
preposte della « Cassetta
delle Idee » dello Stabili-
mento, proveste genera!
mente compilate con vivo
interesse per i problemi
del lavoro e talvolta con
acuto snirito di osservazio-
ne, e attentamente seguite
tutte dalla Direzione, ap-



paiono assai frequente-
mente, com'è logico, i pro-
blemi d’impianti. Le pro-

manchi da verte del per-
sonale la nozione, la sen-
sibilità delle svese che



Dal 1946 ad oggi
spesi complessivamente
miliardi e mezzo per il

delle

mento

macchine

sono stati
quattro
rinnova-

e per

il potenziamento degli impianti.



poste di miglioramenti agli
impianti sono molte e va-
rie, ma, anche nell’esami-
nare tali proposte, ci si
conferma nella convinzio-
ne accennata, ossia che

qualunque modifica 0 mi-
gucramento agli impianti
richiede.

Questa nota ha lo scopo
di fornire notizie precise
circa le snese fatte e quelle



I fresatori Gaetano Parodi (a sinistra)» e Mario Zuanazzi (a destra) sistemano su una den-
tatrice « David Brown» un rocchetto per riduttore marino

PIERO COMINETTI —

in corso, per macchine e
per impianti, in modo da
sanare la lacuna accenna-
ta. Il periodo considerato
è quello dal 1946 ad oggi.

Come risulta dal seguito
di questa nota, si tratta di
spese assai ingenti, per le
quali la Società ha espo-
sti a più riprese i suoi stu-
di e proposte e i suoi pro-
grammi all'Ente finanzia-
tore (Finmeccanica); sia-
mo lieti di questa occasio-
ne per dare atto pubblica-
mente che l’Ente finanzia-
tore ha coraggiosamente
abbracciato il vasto pro-
gramma di potenziamento
del Meccanico e ne ha per.
fino sollecitate alcune fasi,
ed ha autorizzato le rela-
tive spese, provvedendo
contemporaneamente a ]l-
lingente finanziamento
necessario. Vorremmo ag-
giungere che le varie Mis-
sioni tecniche e personali-
tà italiane ed estere, estra-
nee alla nostra Azienda,
che hanno avuto occasio-
ne di visitare lo Stabili-
mento durante l’ultimo an-
no, hanno tutte espresso uh
vivissimo interesse ed un
lusinghiero apprezzamento
per il potenziamento e lo
ammodernamento fatto e
in corso per gli impianti e
le macchine del Meccani-
co. Ci sembra, tuttavia,
che un adeguato apprezza-
mento non. sia general-
mente sentito dal perso-
nale che, vivendo e lavo-
rando dentro lo Stabili-
mento, ha visie le trasfor-

mazioni e gii aggiorna-
menti compiersi giorno
per giorno.

Dopo queste considera-
zioni generali entriamo nel
vivo dell’argomento.

Dal 1945 ad oggi molte
macchine vecchie sono
state sostituite con nuove
macchine di concezioni
più moderne e quindi più
efficienti. Sono state inol-
tre acquistate nuove mac-
chine in più rispetto a
quelle esistenti, per nuove
lavorazioni e nuovi proce-
dimenti; e alcune macchi-
ne usate ma in ottime con-
dizioni sono state ritirate
presso altri Stabilimenti
del Gruppo.

Complessivamente nei
nove anni dal 1946 al 1954


























sono state installate
macchine, di cui 158
nuovo acquiste e 93 pre
vate dagli altri stab
menti.

Nel programma in co
vanno inoltre aggiunte
tre 14 macchine nuove
arrivo o in ordinazione

L’ importo compless
di questi macchinari
giunge il miliardo e mez

Durante lo stesso pe
do sono stati realizzati
che notevoli iavori di
pianti, e precisamente:

Allestimento della Ci
trale Termica per prod
zione vapore occorre
alla sala prove turbine

Prolungamento della
la prove grandi motoî
sistemazione dei rela
servizi.

Allestimento impia
centrale di produzione
distribuzione del gas ad
lene.

Sistemazione dell’ofl
na grandi macchine det
trici, con impianto di è
condizionata e impia
elettrici di riserva
gruppo elettrogeno in
pendente e batterie di
cumulatori; officina dg
sta, senza dubbio, fra



ha veduta parziale della modernissima officina « Grandi d>ntatrici di precisione »

grandi e attrezzate di
opa.

ostruzione ed allesti-
to di una nuova Cabi-
elettrica di trasforma-
e e distribuzione ener-

















lestimento di una nuo-
Cabina di trasformazio-
al ponte di Cornigliano
trasformatori 60/12
per 8.500 KVA. com
sivamente.

di 1 milione di volta, e
gi gamma con isoto-
radioattivi. Costituisce
sto il primo impianto
genere in Italia.

istemazione definitiva
grande laboratorio pro-
materiali al piano ter-
b e al primo piano del-
ficio ex UTE, arricchi-
delle più moderne at-
Zature per esami e con-
i di ogni genere, non
use quelle per i rilievi

analisi chimiche orga-
e ed inorganiche, at-
li acidi, analisi stru-
tali, ecc.

Trasferimento e sistema-
zione nei canannoni ex Al.
lestimento Navi delia Se-
zione Caldereria, con gru

di grande portata, costru-
zione di grandi e moderni
forni di ricottura e riscal-
do, nuove presse idrauli-

si

che alimentate da apposito

impianto idropneumatico,
ecc.
Costruzionè ed arreda-

, reggere con

pr IU7

mento del nuovo Magazzi-
no Generale.

Sistemaziorie della men-
sa per le maestranze con
relative cucine e refettori;
spogliatoi onerai con rela-
tivi servizi di lavandini e
decce.

Sistemazione d’una nuo-
va ben attrezzata inferme-
ria.

Spostamente di macchi-
nari nelle Officine della
Grande Meccanica per in-
seririe nel giusto ciclo del-
le lavorazioni, utilizzando
le aree liberate col trasfe-
rimento della CALD ece.

Questi lavori di impian-
ti hanno comportato una
spesa di circa due miliardi
e mezzo, per cui comples-
sivamente nello Stabili-
mento Meccanico gli inve-
stimenti per il potenzia-
mento delle macchine e
degli impianti sono costati
circa quattro
mezzo.

Con le prevvidenze so-
pra esposte la Società ha
inteso di integrare e sor-
sempre più
adeguati mezzi di lavoro
la riconosciuta capacità
tecnica acquisita dal suo

miliardi e

corpo tecnico e dalle sue
maestranze, ner ottenere
una sempre
maggiore di qualità ed a
minori cesti. Se il carico

preduzione



di lavoro dello Stabilimen-
to si manterrà soddisfa-
cente, si spera che sarà

possibile continuare con le
stesse larghe vedute, al
rinnevo di altri impianti.



Macchina dentatrice « Gould & Eberhardt». Il fresatore Gaetano Parodi controlla il funzionamento del creatore per
la finitura di una ruota dentata.



|
i
i
Ì
i



vo




Il Trofeo de “L’Ansaldino,,

RISULTATI
E PREMIAZIONE

Nei giorni 10, 17, 24 ottobre
si sono svolte le eliminatorie
e le finali del torneo a bocce
per il trofeo de «l’Ansaldino».
Le eliminatorie avevano desi-
gnato per le finali le seguenti

terne: La Spezia: Baruzzo,
Galuri, Pieri; Livorno: Carot-
ti, Guidi, Moriconi; Genova:

Pinceti, Camandana, Lupi; Te-
sti, Caviglione, Piccardo; Sa-
và, Banchero, Traverso (Pre-
sidente della Bocciofila); Ta-
bacchi, Massigli, Vezzoso; Ba-
risione, Bruzzo, Ariano; Gan-
dino, Cassina, Gazzo. Tutti i
componenti delle terne geno-
vesi appartengono al Cantiere
Navale di Sestri.

Le finali hanno determinato
la seguente graduatoria: Ter-
na terza classificata: Tabacchi,
Massiglio, Vezzoso; Quarta
classificata: Pinceti, Camanda,
na, Lupi; Quinta classificata:
Testi, Caviglione, Piccardo:
Sesta classificata: Barisione,
Bruzzo, Ariano; Settima clas-
sificata: Baruzzo, Galuri, Pie-
ri (Mug); Ottava classificata:
Carotti, Guidi, Moriconi (Liv).

L’inclemenza del tempo non
ha permesso di portare a ter-
mine la finalissima per l’as-
segnazione del trofeo e del
primo e secondu posto in clas-
sifica, che verranno disputati
tra le terne: Savà, Banchero,
Traverso e Gandino, Cassina,
Gazzo,

Alle 17 di domenica 24 ot-
tobre nel salone di Villa Ma-
ria, il Presidente del CRAL
Aziendale avv. Tessitore, ha
consegnato, a nome della Di-
rezione dell’Ansaldo, le meda-
glie d’oro alle terne già clas-
sificate congratulandosi con i
bocciofili per l’alto spirito
sportivo con il qcuale hanno
disputato il torneo.

DUE GITE

La Sezione Escursionismo
comunica che sono state orga-
nizzate le seguenti gite pe» le
prossime domeniche:

Domenica 7 Novembre:

GITA ROCCA DI PERTI - FI.
NALE LIGURE.

Ore 6,15: ritrovo alla stazio-
ne di Ge-Sampierdarena e
partenza con treno diretto del-
le ore 6,33 per Finale Ligure.
Visita al Museo Paleontologi-
co, Proseguimento per Final.
borgo, Castel Gavone, Rocca
di Perti (m. 400). Colazione
al sacco. Ritorno per Perti,
Finalborgo, a Finale L. e con
treno diretto delle ore 18,51
per Genova. Ore di cammino
3% circa.

Qualora vi fosse un discre-
to numero di gitanti che desi-
derassero visitare la Grotta di
Pollera, che trovasi nei pressi
della Rocca dei Perti, sarà or-



Dì EL

Gerolamo Raffetto: Barche a Prà



N iOorSiriR O



OD NG R'STO





«È

Quando, al primo impiego,
un lavoratore si sente chiede-
re dall’Ufficio Personale, se è
in possesso del libretto delle
marche assicurative, risponde
generalmente di no, classifi-
cando mentalmente la doman-
da tra quelle inutili e di poca
importanza. Ma in quel mo-
mento si inizia per lui un ca-
pitolo importante della sua
vita: la Previdenza.

Quanti sono infatti coloro
che conoscono l’importanza di
quelle piccole marche, simili
a francobolli, che mensilmente
vengono applicate a loro fa-
vore su una tessera intestata
a loro nome? Meno di quanto
si creda.

Poichè ci risuita che nume-
rosi colleghi, operai ed impie-
gati, desiderano conoscere co-
me si matura e come si deter-
mina la pensione per l’invali-
dità e la vecchiaia, cerchere-
mo con una semplice formula
di mettere in grado, chiunque
lo voglia, di calcolare da sè la
pensione maturata.

Premettiamo anzitutto che
la pensione per la vecchiaia
è liquidabile al 60° anno di



età per gli uomini e al 55° an-
no ner le donne, dopo quindi-
ci anni d’iscrizione e dopo
aver versato almeno 180 con-
tributi mensili o 780 settima.
nali, Tali contributi sono do-
vuti interamente dal datore di
lavoro e comprendono tra l’al-
tro anche l’assicurazione con-

“tro la T.B.C. e la disoccupa-

zione e sono rappresentati da
marche dal valore diverso se-
condo la retribuzione. Ripor-
tiamo nella presente tabella
i diversi valori:

pensione

L. 293.660 + 61.900
L. 355.560 (pensione annua)

L. 355.560 : 13 = L. 27.350
(pensione mensile).

(4) Numero fisso rappresen-
tante il coefficente dell’ammon-
tare di tredici mensilità.

Lo stesso procedimento ser-
ve anche per determinare la
pensione delle donne, sosti
tuendo solamente la cifra di
L. 61.900 con quella di L.
48.000. Il numero fisso £,75 ser-
ve in entrambi i casi.





RETRIBUZIONE LIGURE TOIAglae®
MENSILE invalidità veech — sivo della
e superstiti marca
fino a L. 15.600 26 42
oltre L. 15.600 » » 21.200 36 54
» » 21.200 >» » 27.300 44 64
» » 27.300 » » 33.800 56 76
» » 33.800 » » 41.200 66 92
» » 41200 » » 49400 78 104
» » 49.400 » » 58.500 92 120
» » 58.500 » » 68.500 108 136
» » 68.500 » » 79.300 126 158
» >» 79.300 » » 91.400 144 176
» » 91.400 » » 105.000 160 196
» » 105.000 » » 120.000 178 218
» » 120.000 200 240
(In questa tabella abbiamo omesso gli altri contributi che
compongono il valore della marca).





ganizzata una gita per tale lo-
calità,

Domenica 14 Novembre:

GITA MONTE DIAMANTE -
TORAZZA.

Ore 7: ritrovo a Sampierda-
rena, Piazza Montano. Prose.
guimento per Belvedere, For-
te Crocetta, Sperone Diaman-
te e discesa a Torazza per la
colazione al sacco o in tratto-
ria. Ritorno per Costa di Pi-
no e Molassana, Ore di cam-
mino 44 circa.

x

Con riferimento alla riserva
formulata nel programma per
la gita a Napoli e Pompei del
31 ottobre, la Presidenza del
CRAL ci comunica che la gi-
ta stessa è stata annullata, non
essendosi raggiunto il minimo
di 50 prenotazioni.

Qualora si verifichi l’invali-
dità, la pensione è liquidabile
a qualsiasi età del lavoratore,
purchè risultino versati a suo
favore 60 contributi mensili
ovvero 260 settimanali.

Vediamo ora di determina-
re l'importo della pensione,
prendendo ad esempio un la-
voratore al cui favore risul-
tassero versati contributi pen-
sionabili per L. 33.120. Si ten-
ga presente che le prime 3.000
lire rendono una cifra ugua-
le per tutti e cioè L. 61.900 se
uomini e L. 48000 se donne,

comprensiva del contributo
governativo previsto dalla
legge.

Procediamo ora con quattro
operazioni nel modo seguente:
L. 33.120 — L. 3.000

L. 30.120
L. 30.120 x 9,75 (1)

L. 293.660

Il

E’ opportuno, a questo pun-
to, parlare di una importante
caratteristica della pensione:
la reversibilità per i supersti-
ti, in caso di morte dell’assi-
curato.

La Legge 4 aprile 1952 n.
218, assegna alla vedova il
cinquanta per cento della pen-
sione maturata dal lavoratore
defunto, più il 20% per ogni
figlio a carico. Naturalmente
il totale della rensione di re-
versibilità, non potrà superare
— qualunque sia il numero
dei figli — il 100%, cioè l’in-
tero ammontare della pensio.
ne calcolata secondo il proce-
dimento che abbiamo prima
illustrato,

Altri importanti aspetti pre-
senta la pensione. Ma ci sia-
mo per ora .limitati ad illu-
strare i punti fondamentali,
riservandoci Gi riprendere
l’argomento qualora uno o più
lettori ce lo richiedano.











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“lo ANSALDINO

E' ormai noto che in quasi
tutti i grandi complessi in-
dustriali sono stati creati e si
vanno creando « Gruppi Spor-
tivi» suddivisi n varie bran-
che; molti di questi gruppi si
sono affermati nelle diverse
gare aziendali. E' recentissimo
ad esempio il Campionato Ita-
liano per veterani svoltosi a
Torino. Coloro i quali seguo-
no moito da vicino lo sport
ciclistico sanno che da un
paio di anni, organizzato da
una Società lombarda, si cor-
re un Giro d’Italia per vete-
rani, e rilevante è stato il nu-
mero degli iscritti, tra i quali
moltissimi sono stati gli stra-
nieri. Bella mostra di sè han-
no fatto le squadre composte
da non più di otto elementi,
con le sgargianti e nuovissime
maglie multicolori con su le
scritte dei gruppi sportivi di
appartenenza.

Non potresti tu, caro « An-
saldino », interessarti in me-
rito? Lo sport è giovinezza, lo
sport è salute e l'Italia è una
nazione sportivissima: gli
elementi non mancherebbe-
ro (anche fra i veterani)
per questo sano sport, a co-
minciare da me stesso, che
ho ricoperto per moltissimi
anni la carica di Direttore
Tecnico Sportivo. Ringrazian-
do per l'ospitalità.

ARMANDO PORZIO

La Sua proposta non è la
sola del genere che ci giun-

/93/61316) a Il BIRRE Re

Cruciverba

a premio
J



TunanoR

Disporre orizzontalmente
tredici parole secondo le defi-
nizioni date. Se la soluzione è
esatta nelle caselle in grasset-
to si leggerà una proposizione

programmatica del nostro
giornale.
1. La cravatta del.. cane -

2. Vi dorme il soldato - 3. No-
me di donna - 4. Di sudor per-
vaso - 5. Verdura ricca di fer-
ro - 6, Abitanti della Croazia
- 7. E’ generale in ogni nazio-
ne per la morte del suo capo -
8. Liappartamento del... cane
- 9. Arnese del disegnatore -
10. Sforzar la mente (tr.) - 11.
Far intiepidire (tr.) - 12. Par-
te della gamba... adatta a ri-
cever calci - 13. Città estera...
molto profumata.

Fra i solutori del cruciverba
sorteggeremo i seguenti pre-
mi: un barometro, un porta-
fogli in pelle e due volumi
sulla Marina Mercantile Ita-
liana. (Indirizzare a: « l’Ansal-
dino » Recapito Ansaldo .
Genova, entro i] 15-11-54).

ge per invitarci a promuove-
re iniziative a carattere spor-
tivo. « l’Ansaldino » ha fatto
e farà il possibile per stimo-
lare lo sport aziendale, offren-
do premi e trofei, come nel ca-
so del torneo boccistico gio-
cato domenica 24 ottobre, di-
vulgando le cronache sporti-
ve aziendali e illustrando le
figure degli atleti facenti par-
te dell'Azienda: ma non pos.
siamo andare oltre in questo
campo, che non è di nostra
competenza. La invitiamo per-
ciò, e ci rivolgiamo anche ad
altri che ci hanno scritto in
questo senso, a rivolgere la
Sua domanda al Cral Ansal-
do, che è VEnte cui compete
organizzare e seguire tutte
quelle attività ricreative cui
si dedicano î lavoratori.



Ho seguito con interesse la
pubblicazione delle interviste
concesse dal D.G. sulla ma-
teria degli stipendi. ‘E' indi-
scutibiimente chiaro, nelle
parole del D.G., che da par-
te della Direzione si intenda
addivenire ad una razionale
normalizzazione del tratta-
mento economico degli impie-
gati attraverso uno scrupolo-
so esame delle diverse carat-
teristiche degli stessi. Sin qui,
dovremmo essere tutti piena-
mente d'accordo. Ma c'è un
altro aspetto del problema,
un aspetto che è alla base del
trattamento economico e sul
quale non si è ancora parla-
to: le categorie sindacali. In-
fatti ci sono impiegati che.
pur svolgendo tra di loro le
stesse, eguali, iTentiche man-
sioni, appartengono ad una
diversa categoria (e trala-
sciamo i confronti di quei ca-
si per i quali la categoria è
inversamente proporzionale
alle mansioni) con una diffe-
renza sul trattamento econo-
mico che è rilevante, troppo
rilevante. E naturalmente nei
confronti degli stessi verrà
applicato il parametro della
categoria di appartenenza. Ri-
tengo che normalizzando gli
stipendi senza prima avere
organizzate le categorie non
si raggiunge lo scopo di otte-
nere una equilibrata propor-
zione fra mansioni e compe-
tenze. E viene così ad insor-
gere il caso in cui, tanto per
rifarci ad un passo pubblica-
to nella prima intervista, «è
piuttosto il senso della pere-
quazione e della ingiustizia
quello che crea il malconten-
to ed il disagio quando una
aliquota di impiegati, e non
sempre i meno meritevoli, sia
messa in condizioni di fare
dolorosi confronti fra la pro-
pria situazione e quella di al-
tri più favoriti a parità di
funzioni e di meriti». Forse
non è neppure un problema
molto vasto quello delle cate-
gorie, ma è una base, il pun-
to di partenza al quale dovrà
ritornare chi vorrà porsi il
compito di risolvere per intie-
ro il problema del trattamen-
to economico agli impiegati.
Con i più cordiali saluti ed
aupici per l'avvenire del no-
stro « Ansaldino », ringrazio.

LAPO LUNGONELLI

La lettera del signor Lungo-
nelli ripropone un problema
che è già stato oggetto di esa-
me e di discussione da parte



GITE SOCIALI

1 dipendenti
del Muggiano
a Genova

Il 4 novembre c. m. sarà
efiettuata la prima gita so-
ciale degli Ansaldini, di-
pendenti del Cantiere del
Muggiano, che si recheran-
no a Genova in autopull-
man. Aul’arrivo a Genova
saranno consegnati ai gi-
tanti i premi abbinati ai
numeri dei cartellini indi-
viduali col programma e
sorteggiati durante il viag-
gio. Gli Ansaldini si re-
cheranno poi a bordo della
turbonave « Andrea Doria»
per una visita gentilmente
concessa dalla Società di
Navigazione «Italia ». Nel
pomeriggio sarà effettuato
un giro turistico della città
e dopo la cena, offerta, dal-
la nostra Direzione, i gi-
tanti lascieranno Genova
per far ritorno a La Spe-
zia.

—————





della Direzione e cioè quello
di impiegati che pur svolgen-
do identiche mansioni sono
assegnati a diverse categorie
sindacali. I motivi che hanno
determinato una simile situa-
zione sono, riteniamo, ormai
noti a tutti: sotto l’impero del
decaduto Decreto Spinelli so-
no state effettuate assegna-
zioni di categoria in base a
criteri profondamente diversi
rispetto a quelli stabiliti dal
contratto 5-8-1937, Riconosciu-
tasi da parte delle stesse Or-
ganizzazioni “Sindacali dei
Lavoratori la non validità del
Decreto Spinelli e affermatosi
il principio che le assegna-
zioni di categorie sindacali ef-
fettuate dalle Aziende dove-
vano mantenersi esclusiva-

21800 Comes comanda

mente « ad personam », si è
ritornati nella nostra, come
nelle altre Aziende, all’appli-
cazione dei criteri del citato
contratto collettivo 5-8-1937.
Questo ha evidentemente de-
terminato situazioni di parti-
colare vantaggio per coloro
che avevano usufruito della
applicazione del Decreto Spi-
nelli i quali, in moltissimi ca-
si, sono venuti a trovarsi as-
segnati ad una categoria su-
periore a quella che loro
spetterebbe in relazione alle
mansioni espletate. Da parte
della Direzione Generale pe-
rò si è cercato di attenuare,
quanto meno sotto l’aspetto
economico, il disagio derivan-
te da questa amormale situa-
zione. Infatti nella determina-
zione dei parametri attribuiti
alle diverse qualifiche e fun-
zioni esistenti nell’Azienda, si
è cercato di fare in modo che
il trattamento economico di
personale svolgente identiche
mansioni, anche se assegnato
a diversa categoria sindacale,
fosse il più possibile ravvici-
nato. Se non si è potuto otte-
nere che detto trattamento
coincidesse completamente sì
è però determinata una situa-
zione per cui lo scarto inizia-
le esistente tra il minimo con-
trattuale di una categoria e
quello della categoria supe-
riore viene largamente atte-
nuato. Con questo si è cerca-
to proprio di eliminare, quan-
to meno sotto l’aspetto del
trattamento economico, quel
senso di sperequazione che,
come giustamente osserva il
signor Lungonelli, può deter-
minare un certo disagio tra gli
impiegati.





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9

Continuazione da pag. 3

essere dalla pratica di tut-
ti i giorni deturpata.

I capi maggiori hanno
però in mano la chiave
per il controllo che impe-
disce tutto ciò assumendo-
si anche loro la giusta por-
zione di compiti ingrati, ri-
chiamando ogni tentativo
di evasione al metodo che
si vuole attuare e dando la

giusta parte di compiti
graditi ad ogni piccolo
capo.

I monopolizzatori dei
compiti graditi che distri-
buiscono più che possono
agli altri la parte brutta
del comando, nonostante
tutto ciò che si possa pen-
sare fanno al proprio pre-
stigio ed alle loro relazioni
con il personale un disser-
vizio e non un servizio.

Dirigere non è comodo.
L’autorità non viene con-
ferita ad un uomo se non
perchè egli serva agli al-
tri uomini. Egli quindi de-
ve saper chiedere a se stes-
so più di quanto non chie-
da agli altri. Il grado non
costituisce privilegio, ma
proporzionale aumento dei
doveri.

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Si sono sposati

2 febbraio: D'AGOSTINO
ing. Stefano (Mec) con Cori-

glione Catina - 22 agosto:
MASSA Luciano (Mef) con
Garbini Maria - 3 ottobre:

CONTARDO Sandro (Can)
con Pedemonte Edelweys - DE
VECCHI Eugenia {Can) con
Filipucci Armando - PON.
TILLO Luigi (Can) con Onel-
li Anna - DAVICO Adriano
(Mec) con Pittaluga Maria -
GIAGNONI Romano (Mec)
con Berti Armanda - 4 otto-
bre: CASELLI Guglielmo
(Can) con Caselli Gina - 6 ot-
tobre: MACCIO’ Arrigo (Mef)
con Maia Liliana - 9 ottobre:
GARBARINO Giovanni (Can)
con Cioncolini Rosalba - MAC-
CIO’ Giulio (Mec) con Gavo-
glio Matilde - 10 ottobre:

CARDONE Giovanni (Can)
con Marcenaro Maria - DI
TERLIZZI Guglielmo (Can)

con Puppo Pasqua - DURAN-
TE G, B, (Can) con Bottazzo
Chiara - CORRADINO Rinal-
do (Can) con Corradino Ma-
ria.

Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.

Sono nati

21 agosto: LUCIA, figlia di
Montaruli Giovanni (Can) -
28 agosto: LOREDANA, figlia
di Parodi Luigi (Can) - 8 set-
tembre: MARINA, figlia di
Lucarelli Ottorino (Mec) - 12
settembre: ELIO, figlio di Ra-
gno Marco (Mef) - PAOLO
figlio di Caviglia Luciano
(Can) - ANNAMARIA, figlia
di Piras Renato (Car) - 17 set-
tembre: MARIA TERESA, fi-
glia di Pastorino Emilio (Mec)
- 18 settembre: PAOLO, figlio
di Faè Giacomo (Mec) - 19
settembre: FRANCO, figlio di
Traverso ing. Giorgio (Can) -
MARGHERITA, figlia di Gar-
giulo Carmine (Mec) - 21 set-
tembre: FLORIO, figlio di
Coiana Angelo (Can) - 22
settembre: MARIA, figlia di
Senarega Luigi (Mef) - SER-
GIO, figlio di Canepa Gero.
lamo (Can) - 24 settembre:
SONIA, figlia di Caci France-
sco (Mec) - 25 settembre:
ANNAMARIA, figlia di Asse-
reto Renato (Mec) - 27 set-
tembre: DANIELA, figlia di
Conti Lelio (Mug) - STEFA-
NO, figlio di Lazzini Ovidio
(Mug) - 29 settembre: VALE-
RIA, figlia di Amadei Luigi
(Mec) - ELIANA, figlia di Fe-
di Sandro (Mug) - 30 settem-
bre: DIEGO, figlio di Lupi
Salvatore (Fon) - MARIO, fi-
glio di Maccari Ermanno
(Mug) - lo ottobre: GA-
BRIELLA, figlia di Giara Re-
mo Emilio (Mec) - 3 ottobre:
LOREDANA, figlia di Zancan
Giuseppe (Mec) - ORNELLA,
figlia di Botti Florio (Mug) -
6 ottobre: ROBERTO, figlio
di Costanzo Umberto (Liv) -
EDILIA, figlia di Rolla Fran.

cesco (Mug) - 8 ottobre:
GIANFRANCO, figlio di Go-
lisano Francesco (Mef) -

FRANCESCO, figlio di Orlan-
dini Giuseppe (Liv) - MAS-
SIMO, figlio di Manna Renzo
(Liv) - 13 ottobre: DEME.
TRIO, figlio di Balzania Ma-
rio (Can).

A tutti î piccolissimi « an-
saldini » e ai loro genitori i

nostri auguri più fervidi.

Premi di anzianità

FONDERIA.

Becchis Adriano; Gigliot-
ti Antonietta; Noya Angela:
Parodi G. B.; Pennese Angela;
Rossi Fanny.

LIVORNO.

Ageno Manlio; Bicchielli
Giuseppe; Biliotti Mario; Cal.
vani Alberto; Cinquini Dino;
Cionini Agostino; Colantoni
Michele; Conti Dino; Cremo-
nini Vasco; Gioli Rinaldo;
Guetta Augusto; Lugetti Pie-
ro; Miniati Vircenzo; Pucci
Quinto; Rosellini Alfredo.
FERROVIARIO

Pampolini Ernesta.

SEDE.

Maioglio Teresa.
MECCANICO.

Badi Giuliana; Belvedere
Silvia; Bisio Domenica; Bor-
ghi Carlo; Cambiaggio Elvira;
Frare Guidone; Garavoglia
Caterina; Mogni Iole; Pastori-
no Caterina; Pastorino Ida;
Pastorino Lino.

MUGGIANO,
Acerbi Giuseppe; Albero
Benvenuto; Andreani Ulisse;

Ruota
Tempo

Andreoli Euro; Brusoni Man-
lio; Cabani Ferruccio; Carro
Adelmo; Cattaneo Ino; Cecchi-
nelli Bruno; Ceretti Mario;
Lazzoni Neldo; Moruzzo Pie-
tro; Rosaia Domenico.

CANTIERE.

Alemanno Benedetto; Ba-
bocci Renato; Bellagamba Gio-
vanni; Bernardi Pietro, Bi-
gnone Filotero; Bruzzo Edoar-
do; Callà Domenico; Campa-
nale Antonio; Campora Ange-
lo; Canepa Antonio; Cavalle-

ro Biagio; Celeghini Norma:
Cordone Matteo; Di Stefano
Cosimo; Foschia Giovanni;
Giachi Vittoria; Livraghi
Amedeo; Lombardo Angiolina;
Monaci Ferruccio; Morfino

Andrea; Nocentini Silvio; No-
varini Luigi; Onelli Aurelio:

Pastorino Paolo; Piccardo
Santo; Pisano Natale: Poggi
Francesco; Porzio Alfredo;

Randò Salvatore; Salomone
Giuseppe; Scanu Antonio; Se-
rena Aldo; Souillacioti Aga-
zio; Traverso Luigi; Vandone

Aldo; Volpi Lino; Zanito
Aldo.
Ai vecchi dipendenti del-

V’« Ansaldo » che con la loro
attività hanno contribuito allo
sviluppo dell’Azienda, le con-
gratulazioni più cordiali.



miera.



Il servizio ambulatoriale
ripristinato negli Stabilimenti

Fra la Direzione dell’Ansaldo e la Direzione Provin-
ciale dell'I.N.A.M. è stata stipuiata una convenzione, per
effetto della quale viene ripristinato presso le infermerie
dei principali Stabilimenti della Società il servizio ambu-
latoriale, determinato sulla durata di
per il medico addetto, e di due ore giornaliere per la infer-

Il relativo onere è sostenuto dalla Società.

Gli Stabilimenti presso i quali è stato iniziato, a par-
tire dal 18 ottobre, detto servizio ambulatoriale sono: Can-
tiere Navale di Sestri, Carpenteria di Voltri, Fonderia di
Ghisa e Metalli di Sestri, Meccanico di Sampierdarena e
Meccanico Ferroviario di Fegino.

un’ora giornaliera





Ansaldini in sedicesimo

Sopra: Gabriele, figlio di Roberto Minetti, impiegato della
Direzione Generale. Solto: Osvaldo, figlio di Renato Mula-
roni. impiegato del Cantiere



E VITA Di GASA #

lo andavo dicendo da tem-
po al Lirettore: percne non
parliamo dei sistemi per to-
guere le macchie sui vestiti?
Y' una cosa utite: tutte le don-
ne devono provvedervi spesso.
I bambini che giocano nella
strada o vanno a scuola e ar-
rivano a casa con gli indumen-
ti... variopinti; i mariti che, tra
l'ambiente di lavoro, ì iram
ed i bar hanno sempre qual-
che vestito da... frittelle; le
stesse donne di casa sia per
quanto riguarda la biancheria
di casa che per i vestiti.

E lui: ma ormai lo sanno
tutte quante come si levano le
macchie, lo hanno letto un
po’ ovunque e poi lo hanno
appreso dall’esperienza.

Invece, sono arrivate alcu-
ne richieste proprio in que-
sto senso e noi, trionfanti, ec-
coci a spiegare come si cieve
procedere, almeno nei casi più
frequenti. Ulteriori richieste
specifiche, se ci giungeranno,
saranno naturalmente esau-
dite.

Prima di tutto, bisogna co-
noscere la sostanza che ha
prodotto la macchia, perchè
ogni sostanza vuole un trat-

tamento speciale; quindi tener
conto del tipo di tessuto da
smacchiare. Bisogna avere co-
noscenza degli ingredienti che
si adoperano e dei loro effetti
sul tessuto stesso: eventual-
mente sarà bene provare su
un ritaglio della stessa stoffa.

Seguire comunque sempre
le seguenti avvertenze:

Se la macchia è fresca, com-
primerla con una pezzuola
pulita mettendo sotto la mac-
chia un altro pannolino puli-
to. Comprimendo più volte la
macchia sì asporta il più pos-
sibile la sostanza macchiante.
Sul pannolino posto sotto la
macchia spargere un po’ di
talco.

Non versare mai il liquido
smacchiatore sulla stoffa, ma
premere e fregare con una
pezzuola bagnata nel liquido
stesso. i

Ricordiamo sempre che pro-
dotti animali come lana e se-
ta non sopportano. gli alcali
(potassa, soda, ammoniaca)
mentre i prodotti vegetali co-
me lino, canapa e cotone si
alterano con gli acidi (clori-
drico, solforico, ecc.).

Ed ora, vediamo vari casi
particolari:
Macchie di latte, sangue o
cioccolata.

Su stoffe di cotone bianco:
acqua e sapone di Marsiglia.
Prima sciacquere con acqua
fredda, noi tiepida.

Su stoffe di lana bianca: la-
vare con acqua saponata
fredda, poi tiepida, quindi
strofinare con un cencio ba-
gnato con soluzione di acido
solforoso nella misura di un
cucchiaino su quattro d’acqua.

Su stoffe varie colorate; usa- *

re acqua in cuì sia stata bol-

lita radice di saponaria.

Macchie di frutta, vino, caf-
fè, tè.

Su cotone bianco; prima la-
vare con acqua saponata, poi
inzuppare un cencio în una
leggera soluzione di candeg-
gina o di cloro (calda) e ‘stro-

finare la macchia, quindi
sciacquare più volte.
Su cotone colorato: stesso

procedimento, usando invece
il permanganato di potassio 0
acido solforato nella misura
di 1 a 4, Risciacquare abbon-
dantemente.

Su lana e altri tessuti: stes-
so procedimento usando acqua
ossigenata.

Macchie di grassi.

1] seguente procedimento
vale per qualunque tessuto:

Si pone sotto la macchia un
pannolino con boro - talco,
quindi si preme la macchia
con una pezzuola intinta nel-
la benzina, affinchè il grasso,
sciogliendosi, venga assorbito
dalla polvere di talco sotto-
stante.

Macchie di inchiostro.

Su cotone bianco: si usa ac-
qua e sapone, si risciacqua,
poi si bagna la macchia con
sale e limone, o sale con lat-
te caldo, fregando con midolla
di pane.

Macchie di ruggine.

Su cotone bianco: è consi-
gliabile l’uso di sale di aceto-
sella, secondo il procedimento
suggerito per l’inchiostro.

Altro sistema, più lento ed
empirico ma sicuro, consiste
nello spargere sale e succo di
limone sulla macchia ed
esporre al sole.

LILIANA

i Te n Li



‘sso CASSETTA DELLE IDEE ©



PROPOSTA N. 7053.

Propone che alla Nuova
Caldereria (ex Montaggio
Torri) sia installata una mola
per evitare agli scalpellatori,
che devono affilarsi l’utensile,
perdite di tempo per recarsi
altrove.

RISPOSTA.

L’osservazione è giusta. _ E°
già stata prevista una mola
che sarà piazzata quando il re-
parto funzionerà in pieno.

®
PROPOSTA N. 5194.

Per evitare perdite di tem-
po da parte del compilatore
dei cicli di lavorazione, sa-
rebbe necessario che sulla di-
stinta base venisse specificato
se i pezzi fucinati o fusi for-
niti da terzi hanno subìto
trattamenti, oppure il sovra-
metallo nel caso fossero
sgrossati.

RISPOSTA.

Saranno date al PRO le op-
portune disposizioni affinchè
la Distinta base comprenda le
precisazioni suggerite; pertan-
to la proposta viene accolta.

PROPOSTA N. 3576.

Propone che la DAT centra-
le sia collegata telefonicamen-
te colle DAT periferiche illu-
strando i numerosi vantaggi
di cui si beneficierebbe ron
appena questo collegamento
fosse attuato.

RISPOSTA.

La proposta: denota un lo-
devole interessamento. E’ in
programma il collegamento
telefonico delle dispense peri-
feriche con la dispensa cen-
trale in costruzione, il quale
funzionerà quando sarà im-
piantata la nuova centrale te-
lenonica a servizio automatico.

®
PROPOSTA N. 7136.

Propone l’ approvvigiona-
mento di mole a tazza ed a T
per ridurre lo spreco di mole
normali, che vengono ridotte
a forma di T, il consumo del
diamante, i pericoli di rotture.
le perdite di tempo ed i danni
alla macchina ed agli operai.
che possono essere provocati
dalla polvere della mola.
RISPOSTA.

In generale le mole vengono
acquistate nei tipi normaliz-
zati esistenti in commercio e
la DAT è quasi sempre prov-
vista di mole di normale con-
sumo, Solo nei casì în cui si
tratta di lavori speciali, per
eseguire i quali mancano le
mole adatte, si provvede alla
bisogna modificando qualche
mola esistente.

°
PROPOSTA N. 591.

Propone che il modulo 29G
venga stampato sulle due fac-
ciate.

RISPOSTA.

La proposta viene accolta
poichè realizza una discreta
economia e pertanto si dispor-
rà che il modulo PRO/29G sia
stampato sulle due facciate.

PROPOSTA N. 6681.

Propone l’adozione di una
elettrocalamita per separare
la tornitura dei materiali
ferrosi dalla tornitura di bron-
zo. Unisce un ritaglio di rivi-

sta nel quale sono riportati
uno schizzo dell’apparecchio e
le istruzioni per costruirlo.

RISPOSTA.

La proposta è accettata. Il
proponente è invitato a segna-
lare quanto sopra ‘al proprio
Capo Sezione il quale darà di-
sposizioni alla MAN per co-
struire l’elettrocalamita.

PROPOSTA N. 3360.

Propone che nelle officine
vengano affissi cartelli figura-
tivi per mettere in guardia gli
operai di fronte a certi errori
o disattenzioni che possono
provocare infortuni e disgra-
zie.

RISPOSTA.

In sede di Comitato Pre-
venzione Infortuni, che si riu-
nisce mensilmente nello Sta-

Questo film in cinemasco-
pe è stato presentato a Ve-
nezia con grande apparato
pubblicitario, ed è giunto
in questi giorni nella no-
stra città,

La trama è questa: tre
ragazze americane lavorano
in Italia, e precisamente a
Roma, due presso un’agen-
zia di una ditta americana,
| una presso uno scrittore
| americano. Grazie al cam-
| bio favorevole, esse posso-
| no condurre vita da nabab-
bi orientali, in appartamen-
ti favolosi, e la loro preoc-
cupazione principale, oltre
quella delle toilettes e dei
giri turistici, è di cercare
marito. La più anziana è
innamorata dello scrittore
per cui lavora, la più gio-
vane di un giovane princi-
pe dell’aristocrazia romana.
e la terza di un collega di
ufficio.

Dopo varie peripezie ed
incidenti, come la malattia
dello scrittore, il licenzia-
mento del «collega » e i
pasticci della più piccola
delle tre « girls », tutti co-



MEMENTO]



Giuseppe BERNASCONI

di anni 48, dipendente del Can-
tiere, deceduto il 16-10-54. Era
all’Ansaldo dal 1945. Lascia
la moglie e un figlio.

6

Agostino DAGNINO

di anni 61, dipendente del
Meccanico, deceduto 1°11-10-
54. Era all’Ansaldo dal 1917.
Lascia la moglie e due figlie.



Dante PIETRINI

di anni 62, dipendente del
Muggiano, deceduto 1’11-10-54
Era stato assunto nel 1941.
Lascia la moglie.



Antonio DI TORO

di anni 49, dipendente del
Muggiano, deceduto il 13-10-
54. Era stato assunto nel 1942.
Lascia la moglie e una figlia.

CINESELEZIONE

Tre soldi nella fontana

bilimento, è stato deciso già
da molto tempo fa l’acquisto
di numerosissimi cartelli figu-
rativi che, appena ricevuti,
saranno affissi in tutte le of-
ficine. Sono pure in corso di
studio appositi cartelli che
fanno riferimento a casi par-
ticolari del nostro Stabili-
mento.
®

PROPOSTA N. 6121.

Chiede che nella sala dei
compressori al reparto Mon-
taggio Torri venga situato un
banco con attrezzatura Der
aggiustatore. Attualmente, per
la mancanza di esso, si perde
molto tempo.

RISPOSTA.
Sono state impartite dispo-

sizioni alla MAN per l’ap-
prontamento del banco pro-
posto.

ronano il proprio sogno da-
vanti alla Fontana di Trevi,
la fatidica fontana in cui si
getta un soldo, dice la tra-
dizione, se si desidera re-
stare a Roma.

Ma in questo film la tra-
ma è quasi il pretesto per
portarci a spasso per Roma,
mostrandoci il suo panora-
ma, le sue chiese, le sue
fontane, le strade, le piazze
di Trastevere ed i castelli
romani; e anche per Ve-
nezia (grazie all’aereo per-
sonale del principe) con
l'incanto della laguna, il
Canal Grande, Piazza San
Marco coi suoi colombi. Il
tutto sullo schermo gigan-
te del Cinemascope, e con
colori che, se sono un po’
fastidiosi negli interni, so- |
no invece ricchi e piacevo- |
li negli esterni. Notevole il
sistema stereofonico, per |



cui le voci ed i rumori non
hanno una sola provenien-
za fissa, come normalmen-
te, ma provengono dalla
direzione voluta di volta in
volta.

IL PORTOGHESE |



a

(RRSALDINO

QUINDICINALE

DEI DIPENDENTI

DELL’ ANSALDO S.A.
d*

Edito dall’ Ansaldo S. A.

P. Carignano, 2 - Genova

*

LORENZO REBORA
Responsabile

*
Autorizzazione dol Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
*
P.Ilì PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
Via Monticelli, 11 - Genova
Telefono 83.825

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16 ottobre: la turbocisterna « Argea» di 31.500 T.D.W. scende in mare a Sestri

tutto ner la tutela dei mez-
zi di lavoro e ner la mas-
sima efficienza produttiva.
Ma occorre unità, collabo-
razione e fiducia da parte
di tutti. Il lavoro moderno
è difficile e sopratutto i
suoi metodi non sono sta-
tici come nell’artigianato
di una volta, ma in conti-
nuo progresso.

I piccoli capi devono es-
sere in grado di capire e
di seguire questo progres-
so. Bisogna ottenere la lo-
ro collaborazione anche
nei problemi direttivi, non
soltanto dare degli ordini.
Bisogna spiegare, insegna-
re, convincere ed anche sa-
per ascoltare.

La funzione dei Dirigen-
ti nell’organizzazione è e
deve rimanere quella del
controllo e della guida. Ed
il controllo è già funzione
di grave e continua oc-
cupazione, poichè ogni
membro dell’organizzazio-
ne che è sottoposto al diri-
gente è vrima di tutto uo-
mo con tutte le virtù re-
lative, ma anche con tutte
le sue debolezze. La spin-
ta interiore ad assumersi
con immediatezza le re-
sponsabilità gradite che la
organizzazione .assegna e
rifuggire da qualle sgra-
dite è cosa naturale ed u-

‘mana j;così una organizza-

zione teorica modello può

Continua a pag 9 Aiberto Tomasi

3

IL VARO DELL’ ARGEA”

uando la mattina del 16

ottobre mi sono recato

al Cantiere di Sestri per
assistere al varo della turvo-
cisterna « Argea », costruita
per conto della Società di na-
vigazione « Argea » al Paler-
mo, non era la prima voila
che vedevo varare una nave.
Era però la prima volta cne
aovevo ricavarne un articolo,
e questo ha modificato alquan-
to il mio modo di « veaere »
un varo.

Entro in Cantiere poco pri-
ma delle dieci, In una saletta
attigua all’ingresso è alloggia-
to, per l'occasione, il nostro
Servizio Stampa, disimpegna-
to dall'amico Merlano, corri.
spondente de « l’Ansaldino »
dal Cantiere. Nell'interno, di-
slocati nei punti strategici, al-
cuni operai ed impiegati —
barbe rasate di fresco e coc-
carde tricolori all’occhiello —
accolgono il pubblico con gen-
tilezza e ne indirizzano l’af-
flusso alle tribune.

Manca un’ora al varo e vado
in giro a curiosare. Sulla tri-
buna d’onore, ancora . deserta,
tutto è pronto per la cerimo-
nia. Mi trovo proprio sotto al
bulbo prodiero dell’« Argea »:
alla mia sinistra c’è l’altare per
il rito religioso e il palchetto
riservato alla madrina, dietro
sventolano quattro bandiere
(nazionale, comunale, ansaldi-
na e della Società armatrice).
Guardo ancora la nave: di lì
ne vedo solo una parte e il
grande bulbo, così in primo
piano, ne deforma l’estetica
Intorno allo scafo uomini che
sembrano piccoli come gnomi
si danno da fare.

Improvvisamente — sono le
10,05 — l’altoparlante annun-
cia: « Attenzione! attenzione!
prepararsi per la demolizione
delta fila esterna dei puntel-
li! ». Le operazioni di varo
sono duncue già a buon punto
e gii ordini si susseguono da
questo momento, ritmati e so-
lenni. Scendo dalla tribuna e
vado di fianco alla nave, un
po’ lontano, per osservarla
meglio, Ora il bulbo di prora,
che mi sembrava mostruoso,
si inserisce armoniosamente
nella linea dell’« Argea » e di-
venta una piccola parte di es-
sa. L’« Argea » mostra vera.
mente le sue non comuni di-
menzioni: essa è infatti la più
grande nave cisterna finora
costruita a Sestri, la seconda
da 31.500 T.D.W. costruita
dall’Ansaldo. Intanto mi pon-
go una domanda: Perchè lo
scafo non è tutto dipinto di
minio rosso come gli altri che

avevo visto varare? Infatti
l’« Argea » presenta tre stri-
scie longitudinali di diverso

colore. La risposta me la darà
l'ing. Pizzocaro con ricchezza
di particolari. Per la pittura-
zione dello scafo si è adottato
un criterio nuovo, poichè an-
che in auesto campo si fanno
continui progressi. Anzitutto
la varte esterna dello scafo è
stata sabbiata per asportare la
calamina, che è l’ossido di la-
minazione, Dovo la sabbiatu-
ra, la suverficie delle lamiere
ha ricevuto una mano di pre-
parato fosfatante e due mani
di antiruggine sintetica di co-
lor verde grigiastro per la stri-
scia superiore e di color ci-
nerino nella »narte inferiore,



per l’anno 1954-55

concorso sulla base dei risultati de-





gli esami di maturità classica 0
scientifica le cui medie generali do-
vranno essere non inferiori agli
8/10 per il 1.0 grado con un mi-
nimo di 7/10 per ogni voto par-
ziale, ed 7/10 per il 2.0 grado
con un minimo di 6/10 per ogni

voto parziale,

b) Rorse di studio per Liceo Clas-
sico, Scientifico e Artistico - Isti-
tuto Professionale Industriale -
Istituto Tecnico Nautico - Isti-
tuto Tecnico Commerciale per
Ragionieri - Istituto per Geome-
tri e Istituto Magistrale.

1. - Subordinatamente alle nor-
me generali sopra indicate, l'An-
saldo S. A, mette a concorso per
l'anno scolastico 1954-55 le seguen-

ti borse di studio:

LICEO CLASSICO E SCIENTIFICO:

2 borse di studio di 1.0 grado da
L. 30.000

10 borse di studio di 2.0 grado da
L. 25.000.

ISTITUTO PROFESSIONALE E ISTI-
TUTO NAUTICO:

2 borse di studio di 1.0 grado da
L. 50.000

10 borse di studio di 2.0 grado da
L. 25.000

ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE
PER RAGIONIERI E ISTITUTO TEC-
NICO PER GEOMETRI:

2 borse di studio di 1.0 grado da
L. 50.009
4 borse di studio di 2.0 grado da
L. 25.000.

ISTITUTO MAGISTRALE E LICEO
ARTISTICO:

2 borse di studio di 1.0 grado da
L. 50.000

6 borse di studio di

L, 25.000.

2. - Le borse di 1.0 grado (Lire
50. 000) sono messe a concorso fra
tutti quei giovani che nello seru-
tinio finale dell'anno scolastico pre-
cedente abbiano riportato una me-

2.0 grado da

N

dia non inferiore agli 8/10 sempre
quando nessun voto parziale sia
inferiore ai 7/10.

Quelle di 2.0 grado (L. 25.000)
fra tutti quei giovani che abbiano
riportato una media non inferiore

ai 7/10, sempre quando nessun vo-
to parziale sia inferiore ai 6/10.
3. - I vincitori delle borse di

studio sono tenuti alla frequenza
continuativa e completa di tutti i
corsì ed esercitazioni dei rispettivi
ordini di studio. Essi sono tenuti a
presentare alla Commissione l'esi
to scolastico alla fine del 2.0 e 3.0
trimestre, La Commissione si ri-
serva di sospendere o revocare la
corresponsione delle rate di borsa,
qualora le votazioni risultanti dalla
pagella siano inferiori ai 7/10 per
il 1.0 grado e ai 6/10 per il 2.0
grado nelle singole materie.

Il conseguimento delle votazioni
richieste dalle presenti norme, suc-
cessivo alla sospensione del ver-
samento rateale, non implica la
corresponsione delle rate sospese.






c) Borse di studio per Scuola Me-
dia,

1. - Subordinatamente alle nor-
me generali sopra indicate, l’An-
saldo S. A. mette a concorso per
l'anno scolastico 1954-55 le seguen-
ti borse di studio:

4 borse di studio di 1.0 grado da
L. 24.000

18 borse di studio di
L, 12.000.

2. - Le borse di l.o grado (Lire
24.000) sono messe a concorso fra
tutti quei giovani che abbiano ri-
portato allo serutinio finale dell'an-
no precedente una media non in-
feriore agli 8/10, sempre quando
nessun voto parziale sia inferiore
ai 7/10.

Quelle di 2.0 grado (L. 12.000),
fra tutti quei giovani che abbiano
riportato una media non inferiore
ai:7/10, sempre quando nessun vo-
to parziale sia inferiore ai 6/10,

2.0 grado da

2. - I vincitori delle borse. di stu-
dio sono tenuti alla frequenza con-
tinuativa e completa di tutti i corsi
ed esercitazioni delle rispettive
scuole. Essi sono tenuti a presen-

alla Commissione la pagella
scolastica alla fine del 2.0 e 3.0
trimestre. La Commissione si ri-
serva di sospendere o revocare la
corresponsione delle rate di borsa,
qualora le votazioni risultanti dal-
la pagella siano inferiori ai 7/10
per il 1.0 grado e ai 6/10 per il
2.0 grado nelle singole materie.

Tl conseguimento delle votazioni
richieste.dalle presenti norme, suc-
esssivo alla sospensione del ver-
samento rateale. non implica la
corresponsione delle rate sospese.

tare

d) Scuola di Avviamento Profes-
sionale Industriale.

1. - Subordinatamente alle norme

Ò i sopra indicate, l'Ansal-
, mette a concorso per l'an-
scolastico 1954-55 le seguenti



no
borse di studio:

1 borsa di studio di 1.0 grado da
L. 24.000
7 borse di studio di 2.0 grado da
L. 12.000.

2. - Le borse di 1.0 grado (Lire
24.000) sono messe a concorso fra
tutti que! giovani che abbiano ri-
portato allo scrutinio finale dell'an-
na precedente una media non in-

feriore agli 8/10, sempre quando
nessun voto parziale sia inferiore
ai 7/10.

Quelle di 2.0 grado (L. 12.000)

fra tutti quei giovani che abbiano
riportato una media non inferiore
ai 7/10, sempre quando nessun vo-
to parziale sia inferiore ai 6/10.

3. - I vincitori delle borse di
studio sono tenuti alla frequenza
continuativa e completa di tutti i
corsi ed esercitazioni delle rispet-
tive scuole. Essi sono tenuti a pre-
sentare alla Commissione la pa-
gella scolastica alla fine del 2.0 e
3.0 trimestre. La Commissione si
riserva di sospendere o revocare la
corresponsione delle rate di borsa,
qualora le votazioni risultanti dal-
la pagella siano inferiori ai 7/10
per il 1.0 grado e ai 6/10 per il
2.0 grado nelle singole materie.

Il conseguimento delle votazioni
richieste dalle presenti norme, suc-
cessivo alla sospensione de] versa-
mento rateale, non implica la cor-
responsione delle rate sospese,



dalla linea di galleggiamento
a pieno carico in giu. ìnfine
ia carena, fino alla linea di
galleggiamento a nave vuota,
e stata pitturata ancora con
un antlivegetativo di color
rosso bruno.

Ora mi accosto alla fianca-
ta. Ogni tanto l’altoparlante
dà gli ordini. Ore 10,20: « At-
tenzione! attenzione! incomin.
cia la demolizione delle tacca-
te laterali numero uno! ». Le
taccate sono sei per parte e
vengono demolite con lo stes-
so sistema con cui i guerrie-
ri romani, spingendo l’« arie-
te », percuotevano le mura
nemiche per aprirvi una brec-
cia. Quando si demoliscono le
taccate numero tre, l’ing. Bru-
no, vista la mia curiosità per
questa operazione, mi fa nota-
re, tra gli altri operai, un ti-
po caratteristico dal cappello
di feltro a larga tesa: è alto e
massiccio e certamente il suo
contributo alla manovra del-
l’« ariete » deve essere piutto-
sto notevole,

Ora c’è anche il Direttore
Generale ing. Lombardi, che
sta varlando con l’ing. Carne-
vaie, Direttore del Cantiere, I
dirigenti e i tecnici del varo
sono di buon uinore: evidente-
mente è previsto un varo per-
fetto. Mi accosto intanto a due
operai in servizio presso un
disco di segnalazione. Uno dei
due mi sviega il funzionamen-
to del meccanismo che entrerà
in azione per sganciare la
nave cuando la madrina avrà
tagliato con la scure d’argen-
to un sottile cavetto, ultimo
tenue legame della nave allo
scalo. Saranno tolte le « spi-
ne» e mostrate, braccio teso
in alto, al Direttore del varo.
I dischi pure saranno alzati,
da una parte e dall’altra della
nave, per indicare che le « ca-
stagne» sono sbloccate. A que-
sto punto il Direttore del varo
darà il « taglia! » e si abbas-
seranno automaticamente le
leve di ritenuta. Questo mi di-
ce uno dei due operai e, nel
timore che io non abbia ca-
pito, mi fa uno schizzo sul
terreno.

Risalgo sulla tribuna. Sono
quasi le 11. ìl palco e gremito
di personalità e si notano: il
dr. Forcignano, Direttore Ge-
nerale dei Ministero della Ma-
rina Mercantile in rappresen-
tanza cel Ministro Tambroni;
il V. Prefetto di Genova dr.
Gibilaro, in rappresentanza
dei Prefetto; il dr. Angelo Co-
sta, Presidente della Confin-
dustria, con la consorte signo-
ra Pinuccia, madrina della
nuova unità; il Generale Ruf-
fini, Presidente del Consorzio
Autonomo del Porto di Geno-
va; il Generale Almici per il
Comiliter; il Generale Fede-
rici, Comandante del Porto; i
fratelli Filippo e Carlo Came-
li, armatori dell’« Argea »; il
Presidente deli’Ansaldo avv.
De Barbieri; il V. Presidente
Comm. Gennaro; l’Ammini-
stratore Delegato ing. Rosini;
l’ing. Boyer, Capo comparti-
mento delle FF.SS. e molti al-
tri. Il Cardinale Siri benedice
la nave, la madrina taglia il
cavetto con la scure d’argento
e l’« Argea » scivola silenziosa
verso il mare salutata dalle
sirene e dai battimari dei pre-
senti. Qualcuno dice: « E’ sem-
pre un momento in cui si ri-
mane con l’animo sospeso »;
la stessa emozione è dipinta
sul volto di tutti.

Intanto l’ «Argea », frenata
da enormi mazzi di catene
striscianti sulla spiaggia, si è



fermata e due rimorchiatori
l’accostano alla panchina dove
sara allestita. Vado a cercare
l’ing. Boero, che sovraintende
allo studio ed alla realizzazio-
ne dei vari, e chiedo notizie
inerenti al varo di oggi. Assai
gentilmente l’ing. Boero mi
chiarisce con molti particolari
i problemi statici e dinamici
che si sono dovuti affrontare
in questa occasione. Infatti
ogni varo è diverso da un al-
tro e richiede uno studio par-
ticolare, in relazione alla na-
tura dello scalo, alle caratte-
ristiche della nave, alla con-
figurazione del fondo marino
antistante lo scalo, ecc. Nel
caso specifico dell’« Argea » la
costruzione è stata effettuata
più vicino al mare che per al-
tre navi. Ciò ha permesso di
diminuire il « percorso a sec-
co » della massa in movimento
sullo scalo e conseguentemen-
te di contenere la velocità del-
la nave entro limiti tali da as-
sicurare minori sollecitazioni
sullo scalo, sull’invasatura e
sulla nave stessa, rispetto ad
altre unità impostate più a
monte, La costruzione vicino
al mare ha però spostato la
poppa della nave fuori del
raggio d’azieone dell'impianto
di sollevamento delle teleferi-
che. A questo inconveniente si
è ovviato facilmente con l’im-
piego di due pontoni galleg-
gianti in dotazione al Cantiere,
che hanno provveduto al cari-
co delle parti costituenti la
poppa. L’ing. Boero accenna
poi 2d altre caratteristiche di
questo varo che hanno richie-
sto soluzioni speciali. Mi ac-
corgo. dall’espressione del suo
viso, che egli è soddisfatto, che
tutto è andato bene: infatti i
calcoli effettuati sono risultati
aderenti alla pratica del varo.
Vorrei trattenermi ancora con
l’ing. Boero, ma egli ha già
altro da fare e ormai si è
fatto tardi.

Tutti sfollano lentamente,
quasi con rincrescimento. Tra
poco la nave resterà sola, in
paziente attesa degli altri la-
vori che la renderanno libera
e indipendente sul mare.

Ed ecco ora le principali
caratteristiche dell’ « Argea »:
lunghezza fuori tutto: mt. 200;
lunghezza fra le perpendicola-
ri: mt. 188,80; larghezza mas-
sima fuori ossatura: mt. 26,20;
altezza di costruzione: mt.
13,90; immersione a pieno ca-
rico: mt. 10,30; portata lorda
corrispondente: tonn. 31.500;
stazza lorda: tonn. 20.000; po-
tenza massima dell’apparato
motore C.A. 16.000; capacità
massima delle cisterne: mc.
42.000; velocità a pieno cari-
co: nodi 16,10. L'apparato mo-
tore comprende: un gruppo
turboriduttore di propulsione
Ansaldo ad ingranaggi, com-
posto di una turbina di alta
pressione e di una di bassa
pressione; tre caldaie, siste-
mate a proravia del locale
turbine, del tivo Ansaldo-Fo-
ster Wheeler a tubi d’acqua;
un’ condensatore principale,
direttamente collegato alla
turbina di bassa pressione;
due gruppi turbodinamo, cia-
scuno da 500 kW., 220 Volt;
un gruppo , Diesel- ‘dinamo da
120 kW., 220 Volt; macchina-
ri ausiliari. La sistemazione
dell'equipaggio composto . di
18 ufficiali, 12 sottufficiali e
30 marinai, sarà conforme a
quanto disposto dalle vigenti
condizioni per l’igiene e l’abi-
tabilità degli eauipaggi a bor-
do.

Dante Jannone



f-
i

Come si comanda

2

nun numero preceden-

te de «l’Ansaldino » ci

siamo interessati con
una breve nota di alcuni
concetti generali delle re-
lazioni con il personale re-
lativamente aila funzione
di capo.

Vediamo ora di distin-
guere due lati particolari
del problema: come si co-
manda in alto e come si
comanda in basso. Oggi li-
mitiamoci ad alcuni con-
cetti su come si comanda
in alto.

In alto come in basso
esistono figure tipiche di
capi. Figure che si posso-
no incontrare in tutte le
aziende e a tutti i livelli.

Esiste talvolta il capo
tutto fare, uomo in gene-
re di molta esperienza e
che conosce tutto e tutti;
carta, disegni, prospetti,
cartellini di permesso, pre-
lievo di cancelleria, ogni
cosa affluisce sulla sua scri-
vania e per essere utiliz-
zata deve portare bene in
evidenza un suo visto. Non
avviene nulla nel suo Set-
tore senza il tocco magico
della sua «esperienza ».
Ha opinioni precise su ogni
cosa e sa bene come dare
rimproveri o distribuire
elogi. Scavalca quasi sem-
pre i capi che dipendono
da lui, non per cattiva in-
tenzione s’intende, ma
perchè pensa che nono-
stante la buona volontà
non potrebbero mai fare
tanto presto e tanto bene
quanto lui. E’ veramente
insostituibile e perciò non
può ammalarsi, nè pren-
dersi le ferie, salvo il pe-
riodo di chiusura totale.
Un solo inconveniente lo
infastidisce: il tempo. Es-
so è veramente insufficien-
te per fare ogni cosa.

Esiste anche il Capo co-
sidetto comprensivo, l’uo-
mo buono della situazione.
Ha sempre una parola buo-
na per tutti, specie per i
dipendenti un po’ indisci-
plinati. Distribuisce di per-
sona tutti gli aumenti, ed
accuratamente rigetta sul-
la Direzione le responsa-
bilità di provvedimenti
spiacevoli o chiama in cau-
sa i capi diretti, solo allo-
ra rispettando l’ordine ge-
rarchico. E’ uomo che tutti
confondono con il Capo
particolarmente preparato
al problema delle relazioni
con il personale.

Di esempi come questi,
volendo cercarne, se ne
possono trovare in tutte le
organizzazioni industriali.
Costoro sono Capi così oc-
cupati a pensare o al loro
problema, strettamente le-



gato soltanto al Settore,
oppure a problemi così
connessi al momento pre-
sente che non dedicano al-
cuna parte del loro tempo
nè all'azienda in generale
nè al domani di essa in
particolare. Ciò è un pun-
to comune a molte figure
di Capi.

Comandare gli altri in-
vece è responsabilità che
trascende i doveri del mo-
mento e guarda al futuro
dell’Azienda e della collet-
tività.

Dobbiamo rivedere com-
pletamente i concetti che i
Capi come quelli descritti
più sopra hanno sempre
applicato nella loro vita di
comando.

Il Capo ha oggi delle re-
sponsabilità che evadono
dal ristretto campo del suo
lavoro produttivo e lo met-
tono di fronte a precisi do-
veri verso la collettività,
doveri di fronte ai quali la
sua persona, il suo volersi
mostrare occupatissimo, il
suo volersi mostrare buo-
no anzichè cattivo, il suo
improvvisare oggi questo,
domani quello, impiccioli-
scono come preoccupazioni
di nessun'conto e nessuna
sostanza.

Non solo. Risolvere sol-
tanto i problemi tecrici
non è affatto sufficiente, i
Dirigenti tecnici sono, sì, i
veri creatori dell’industria,
perchè ad essi si devono i
nuovi ritrovati ed i rinno-
vamenti della produzione;
tuttavia, di fronte all’evo-
luzione politica ed econo-
mica, un Dirigente non
può più limitarsi alla sola
sua funzione tecnica ma
deve anche preoccuparsi
della sua funzione sociale
intesa nel senso di rappor-
ti umani sia verso i colla-
boratori che verso il con-
sorzio civile.

I Dirigenti rappresen-
tano i quadri del lavoro. e
quindi sono gli elementi
su cui il Paese deve con-
tare. Essi però non sono
soltanto i responsabili del-
la produzione ma anche
dell'ambiente e dei riflessi
sociali che ne derivano.
Ogni azione di un Dirigen-
te ha sempre dei riflessi so-
ciali; ogni parola, ogni ge-
sto, ogni comportamento
nella vita di lavoro e pri-
vata ha sempre un effetto
sociale perchè viene guar-
dato e osservato. Non si
può fare i sordi di fronte a
questi problemi. Tentare
di evitarli o nascondere la
testa tra i problemi tecnici
per non affrontare gli al-
tri vuol dire non rendersi
conto dell’evoluzione delle
cose e degli eventi, e ve-

nir meno alla propria re-
sponsabilità e non solo
verso l'Azienda.

Per poter fronteggiare
tutto questo cccorre che il
Dirigente si prepari, abbia
tempo per studiare se stes-
so e il suo operato nei ri-
flessi aziendali e sociali.
Occorre che si prepari (e
non a caso diciamo si «pre-
pari»), perchè è proprio
sopratutto una questione
di autoaddestramento ed
autodisciplina

Troppo comodo cercare
l’unica causa dei nostri
mali come spesso noi fac-
ciamo, nella mancanza di
materie prime.

Esiste anche e sopratut-
to una mancanza nella ma-
teria umana.

Abbiamo visto dunque
come nei rapporti sociali
ogni Dirigente ha delle
precise responsabilità. Toc-
chiamo quindi il punto do-
lente dei rapporti col per-
sonale all’interno delle A-
ziende e di come l’Azienda
si aspetti che noi si risol-
vano i problemi del nostro
Settore,

Parliamo della linea ge-
rarchica e dell’organizza-
zione in genere.

La linea gerarchica si
aspetta dai Dirigenti forza
e guida per comandare e
non esautorazione, Coman-
dare in alto significa crea-
re le circostanze di orga-
nizzazione e di ambiente
che permettano a tutti i
capi minori di comandare.
La funzione del Dirigente
si esplica sopratutto attra-
verso una chiara e precisa
delega di responsabilità.
Occorre naturalmente ave-
re uomini preparati ad as-
sumersi queste responsa-
bilità.

Troppo giusto! Proble-
ma questo però da affron-
tarsi e non da evitare. La
insufficienza di un capo di
basso grado non è scusa
all’accentramento che lo
esautori.

Occorre prepararlo, se è
possibile, se no, decisa-
mente porsi il problema
della sua sostituzione, Mol.
ti invece credono di risol-
vere il problema delegan-
do responsabilità senza
pari autorità. Il comando
quindi si accentra ancora
una volta nelle mani di chi
meno è in diretto contatto
con il problema stesso. La
funzionalità della linea ge-



rarchica diventa una chi-.
mera e l’equivoco alligna
ovunque prosperando.

Si deve comandare in
alto spalleggiando e soste-
nendo chi del comando ha
la parte più spicciola e di- |
retta.

L'altro aspetto segnala-
to, cioè quello organizza-
tivo, è anche un aspetto di
rapporti umani, poichè le
relazioni con il personale
sono a volte una questione
di ordine organizzativo. Ma
in questo campo noi dob-
biamo prima di tutto con-
vincerci che non risolvere.
mo mai i problemi di orga-
nizzazione se anzichè su-
bire con scetticismo i nuo-
vi metodi non si saprà ac-
cettarli con fiducia o addi-
rittura con slancio, con
passione e con vivo inte-
resse.

La preparazione psicolo-
gica ai problemi di orga-
nizzazione ha quindi im-
portanza di primo piano, Il |
Dirigente deve superare in —
se stesso e far superare ai
dipendenti tutte le difficol.
tà determinate dallo scet-
ticismo e dalla critica ad
ogni costo che sono nel no-
stro carattere.

Il Dirigente deve com-
portarsi con la mentalità
del padrone dell’azienda
che direttamente rappre-
senta. E ciò non per pro-
fitto personale ma sopra-





1. - NORME GENERALI.

1. - ISTITUZIONE DI BORSE DI
STUDIO, — Per l’anno scolastico
1954-55 l’Ansaldo S. A. mette a
concorso le seguenti borse di stu-
dio allo scopo di offrire ai più me-
ritevoli figli dei dipendenti della
Azienda la possibilità di fruire di
un tangibile aiuto per frequentare
i corsi d'istruzione media e supe-
riore del seguenti ordini di scuola:
Scuola di Avviamento Professionale

Industriale - Scuola Media;

Liceo Classico e Scientifico - Liceo

Artistico;

Istituto Tecnico Commerciale per
Ragionieri - Istituto per Geome-
tri - Istituto Magistrale;

Istituto Tecnico Industriale - Istituto
Tecnico Nautico;

Università (Facoltà d'Ingegneria e
ogni altra Facoltà),

2. - PERSONE AMMESSE A CON-
CORRERE. Potranno concorrere
i figli (maschi e femmine) di co-
loro che siano alle dipendenze del.
l'Ansaldo da mon meno di due
anni,

3. - NATURA DELLE BORSE. —
Le borse messe a concorso per
l'anno scolastico 1954-55 sono di
due tipi: borse di 1.0 grado e borse
di 2.0 grado, Qualora non risultas-
sero assegnate borse di 1.0 grado,
l'ammontare di esse potrà essere
devoluto a costituire borse di 2.0
grado per lo stesso ordine di stu-
di ed in numero adeguato alla som-
ma disponibile, Se le borse destina-
te ad un certo ordine di studi non
venissero assegnate, i relativi im-
porti potranno essere diestinati, a
giudizio della Commissione a bor-
se supplementari per gli altri or-
dini di studi.

4A. - COMMISSIONE GIUDICATRI-
CE. — L'assegnazione delle borse
sarà fatta in seguito alle decisioni
di una Commissione presieduta da
un dirigente dell'’Ansaldo S, A. e
sarà basata sui meriti scolastici dei
concorrenti. A parità di meriti sa-
ranno presi in considerazione lo
stato di famiglia del dipendente e
la sua anzianità di servizio. Qualora
il numero dei concorrenti alle bor-
se di 1.0 grado superi quello delle





Le borse di

borse messe a concorso, gli even-
tuali esclusi avranno la precedenza
nell’assegnazione delle borse di 2.0
grado.

5. - PAGAMENTO DELLE BORSE,
— ll pagamento delle borse verrà
effettuato ai dipendenti dell'Ansal-
do S. A., genitori dei beneficiari in
rate trimestrali posticipate, a mez-
zo assegno bancario che sarà in-
viato a domicilio dell'interessato.
La la rata verrà liquidata dopo
la presentazione del certificato di
iscrizione. Gli studenti ammessi al-
la borsa di 1.0 grado, i quali nei
trimestri successivi, otterranno vo-
tazioni inferiori ai 7/10 ma non
inferiori ai 6/10, perderanno il
diritto alla borsa di 1.0 grado. Agli
stess! verranno invece pagate le
rate successive in ragione delle
quote stabilite per le borse di 2.0
grado, La Commissione si riserva
di sospendere o revocare il versa-
mento delle rate di borsa. qualora
le votazioni trimestrali risultino in.
feriori ai decimi prescritti per il
1.0 e 2.0 grado nelle singole ma-
terie.

6. - DECADENZA DEL BENEFI-
cio. — Gli aggiudicatari perderanno
il diritto alla borsa conseguita qua-
lora dovessero interrompere gli
studi per qualsivoglia motivo.

7. - PRESENTAZIONE DELLE
DOMANDE, — Le domande, redatte
sugli appositi moduli a disposizione
degli interessati presso le Assisten-
ti Sociali di Stabilimento, dovranno
essere inviate entro il 30 Novem-
bre 1954 all’ANSALDO S A. - DI-
REZIONE GENERALE - Ufficio ASA
- GENOVA, corredate dello stato
di famiglia (in carta libera) del ri-
chiedente, e del certificato scola-
stico richiesto per il tipo di borsa
a cui il concorrente aspira, dal qua-
le risultino le votazioni ottenute
nello scrutinio finale o negli esami
di ammissione.

8. - DISPOSIZIONI FINALI. — Gli
orfani di dipendenti, deceduti da
non oltre due anni e che al mo-
mento della morte avevano una
anzianità di servizio non inferiore
ad anni 10, saranno ammessi a con-
correre alle borse, alle stesse con-
dizioni e con parità di trattamento

studio

i
con i figli dei dipendenti viventi.
Nel caso in cui successivamente
all'assegnazione delle borse di stu-
dio, il dipendente non possa più
prestare servizio presso l'Ansaldo |
S. A. per ragioni indipendenti dalla 1
sua volontà (morte, malattia, inva-
lidità) il figlio beneficiario di una
borsa di studio ne continuerà a go-
dere alle condizioni previste dal
presente bando e comunque non
oltre il limite di tempo precisato
nel caso precedente. Per tutte le
questioni di interpretazioni delle |
presenti norme e per qualsiasi que-
stione che da tali norme non sia
contemplata, deciderà la suddetta
Commissione.

















2. - NORME PARTICOLARI,

a) Borse di studio per Facoltà di
Ingegneria e ogni altra Facoltà,

1. - Subordinatamente alle nor-
me generali sopra indicate, l'An-
saldo S. A, mette a concorso per
l'anno accademico 1954-5î le se-
guenti borse di studio:

INGEGNERIA:

1 borsa di studio di 1.0 grado da
L. 100.000

2 borse di studio di 2.0 grado da
L. 50.000,

ALTRE FACOLTA”:

1 borsa di studio di 1.0 grado da
L. 100.000

3 borse di studio di 20 grado da
L. 50.000.

2. - Le borse di studio di lo
grado (L, 100.000) sono messe a
concorso fra tutti quei giovani che
non siano mal stati e non siano
fuori corso, e abbiano sostenuto tut-
ti gli esami prescritti per il corso .
the hanno frequentato nell’anno sceo-
lastico precedente entro le sessioni
previste dai regolamenti riportando
una classifica media generale non
inferiore ai 27/30, con un minimo
di 24/30 per ciascuna materia.

Quelle di 2.0 grado (L. 50.000),
fra tutti coloro che nelle stesse
condizioni abbiano riportato una
classifica media generale non infe-
riore ai 24/30, con un minimo dl
21/30 per ciascuna materia, Ù

Per gli iscritti al 1.0 anno alle
Facoltà, le borse verranno messe a _

«@@ PANORAMA





ne HS

COMMESSE

E’ stata definita la fornitura
alla Società Rasiom di Milano
dei seguenti serbatoi destina-
ti alla Raffineria d’Augusta:

Un serbatoio cilindrico ad
asse verticale con fondo piano
e tetto galleggiante tipo « Hor-
ton Pontoon » della capacità
di circa mc. 20.000.

Due serbatoi cilindrici ad
asse verticale, con fondo pia-
no e tetto fisso conico, capa-
cità di ciascun serbatoio me.
500.

Quattro serbatoi cilindrici
ad asse verticale con fondo
piano e tetto fisso conico, ca-
pacità di ciascun serbatoio me.
250.

La fornitura, il cui importo
si avvicina ai 100 milioni di
lire, costituisce un apporto di
circa 18.000 ore lavorative per
lo Stabilimento Carpenteria.

E’ stata inoltre assunta la
ordinazione di quaranta car-
relli tipo B. 3 M. destinati a
20 vetture tranviarie automo-
trici tipo « All Electric » che
verranno costruite per l’ATAG
di Roma dalla Compagnia
Generale d’Eleitricità di Mi-
lano.

L’importo della ‘fornitura
ammonta ad oltre 100 milioni
di lire.

Un motore marino
acquistato in Jugoslavia



E’ stato venduto ad una So- :-

cietà Jugoslava il gruppo ma-

rino tipo 2131/4 sovralimenta- :

to, da noi esposto alla Fiera
di Zagabria. Questa fornitura
di non rilevante importanza in
sè stessa, assume un partico-
lare rilievo come
conferma del vivo interessa-
mento suscitato dalla nostra
partecipazione a tale Fiera e
delle possibilità che si presen.
tano di una favorevole ripresa
nel collocamento dei nostri
motori diesel sul mercato ju-
goslavo ove essi sono stati

sempre favorevolmente ap-
prezzati.
La vendita in Liguria

della nostra utensileria

E’ stata definita una nuova
sistemazione dell’agenzia per
la vendita della nostra utensi-
leria in Liguria: in base a ta-
le sistemazione :l sig. A, Scon-
fienza di Genova ha assunto
l'agenzia per le provincie di
Savona, Imperia e La Spezia,
nonchè presso la grossa clien-
tela della provincia di Geno-
va; il deposito e la minuta
clientela della provincia di
Genova restano invece attri-
buiti alla Società UTMA di
Genova.

MESI

E’ stato recentemente ospi-
te dell’Ansaldo l’Amm. Emilio
Ferreri, Capo di Stato Mag-
giore della Marina Militare. Il
giorno 5 ottobre l’Amm. Fer-
reri, accompagnato dal Gen.
Ignazio Alfano, Presidente
del Mariconavarmi, dall’Amm.
De Pace, Comandante dell’Al-
to Tirreno e da alcuni alti uf-

ulteriore |

ficiali della Marina Italiana, si
è recato al Cantiere di Livor-
no.

Nei due giorni successivi
l’Amm, Ferreri ha visitato lo
Stabilimento Meccanico, in-
sieme col Gen. Alfano, l’Amm,
De Pace, il Col. Alberto Al-
fano, Direttore del Navalge-
narmi di Genova, e alcuni alti
ufficiali della Marina, Il giorno
6 gli illustri ospiti, ricevuti
dal V.D.G. ing. De Vito, dal
Direttore ing. Cominetti e da
altri dirigenti dello Stabili-
mento, si sono recati in tutte
le officine, con particolare ri-
guardo a quella modernissima
delle grandi dentatrici. Il gior-
no 7 il programma è stato
completato con ia visita al la-
boratorio ed alla stazione rag-
gi. In tale occasione si sono
intrattenuti con gli ospiti an-
che lA.D. ing. Rosini e il
D. G. ing. Lombardi. Al ter-
mine della visita l’Amm. Fer-
reri ha espresso il suo vivo
compiacimento per la poten-
zialità e le attrezzature dello
stabilimento e circa l’anda-
mento dei lavori di interesse
della Marina Militare.


Il giorno 12 ottobre ha visi-

tato la nostra Società S. E.
Mario Montero Schmidt, Mi-

nistro cileno per la Coloniz-
zazione. Egli ha visitato il
Cantiere Navale e lo Stabili-
mento Meccanico esprimendo
quindi la sua soddisfazione
per l’accoglienza, ed ammira-
zione per la potenzialità e
modernità degli impianti. Il
Ministro, che è poi partito
per Larderello per visitare le
centrali elettriche da noi co-
struite per l’utilizzazione del-
le forze endogene locali, si è
dimostrato particolarmente in-
teressato ai problemi relativi
a tale utilizzazione, data la
sua intenzione di realizzare
un programma di valorizza-
zione delle risorse endogene
cilene.

%*

Nei giorni scorsi ha visita-
to la nostra Società S, E. Mu-
barak Zarroug, Ministro delle
Comunicazioni e Presidente
del Parlamento del Sudan Il
Ministro, dopo aver visi-
tato lo Stabilimento Meccani-
co e lo Stabilimento Costru-
zioni Meccaniche e Ferrovia-
rie, si è intrattenuto con i Di-
rigenti della Società sulle
prospettive di collaborazione
per forniture di materiale
ferroviario.



- CARPENTERIA

mo



PER IL TRASPORTO SABBIA
DELLA “CEMENTOS CORO”



Tre chiatte per trasporto sabbia, destinate alla società vene-
zuelana «Cementos Coro ». sono state costruite dalla nostra
Carpenteria e trasportate da Voltri al Bacino di Sampierda-
rena con i mezzi dei nostri Servizi Ausiliari. Le chiatte han-
no le seguenti caratteristiche: lunghezza fuori tutto: m. 15.80;
larghezza massima: m. 6,10; puntale: m. 3.05; stazza tonn. 478.



ONDERIA

MUGGIANO |



L’Ansaldo ha ormai una lun-
ga tradizione nella costruzio-
ne delle turbine a vapore, e
gruppi di ogni potenza, da es-

sa costruiti, funzionano in
ogni parte del mondo,
Attualmente io Stabilimen-
to Meccanico ha in costruzio-
ne, tra l’altro, due gruppi di
turboalternatori ciascuno da
12.500 KVA per la Soc. Larde.
rello, e nella nostra I'onderia
si stanno terminando le fusio-
ni dei getti in ghisa relativi.
Nella fotografia è illustrata
la parte infericre, lato scari-
co, di uno dei due gruppi in
fase di finitura prima della
spedizione. E’ un getto del
peso di 7500 Kg. (dimensioni
d’ingombro circa 3000 x 2000
x 1500), che rappresenta per
il fonditore un lavoro di gran-
de impegno, non tanto per la
sua mole, quanto per la ne-
cessità di raggiungere deter-
minate caratteristiche mecca-
niche del metallo e di rima-
nere entro ristrette tolleranze



dimensionali del getto, anche
là dove, come per esempio sul
cuscinetto, il numero, le di-
mensioni e la complicazione
delle anime rendono più dif-
ficile e delicato il lavoro del
formatore.

Conferenze tecniche

Sono state riprese recente-
mente le periodiche conferen-
ze tecniche. Il Capo Fonderia
ing. Vincenzo Zagnoli ha illu-
strato la relazione dal titolo
« La produzione di eliche ma-
rine particolarmente per quan-
to ha attinenza alla fonderia »
presentata al recente 21° Con-
gresso Internazionale di Fon.
deria a Firenze dal Sig. M. J.
Langham, Direttore Tecnico
della Società «J. Stone & Co.»
di Londra. Terminata l’espo-
sizione è seguita una vivace
ed ampia discussione. cui han-
no preso parte tutti i tecnici
presenti.

Nell’ articolo « Prospettive
del Muggiano » comparso nel
primo numero de « l’Ansaldi-
no » si esprimeva la speran-
za che il Cantiere spezzino, fra
l’altro, potesse acquisire defi-
nitivamente, le riparazioni e
trasformazioni delle due unità
iraniane « Babr » e « Palang »,
della motonave ergentina «Rio
de la Plata» della «Flota Mer-
cante del Estado » e del piro-
scafo «Ardea».

Ora siamo in grado di poter
informare che in questi gior-
ni — conclusi i lavori delle
navi iraniane — il « Rio de
la Plata » dopo una sosta di
circa una settimana a Geno-
va per la discarica delle mer-
ci, giungerà a Muggiano dove
sono previsti grandi lavori di
trasformazione che dureranno
per circa quattro mesi.

Entro il mese di novembre
dovrà giungere anche il piro-
scafo « Ardea » del tipo Li.
berty, di proprietà di un ar-
matore napoletano, per subire
lavori di trasformazione com-
prendenti lo sbarco di tutto
l'apparato motore a vapore
esistente che dovrà essere so-
stituito da un nuovo appa-
rato fornito dall’Ansaldo-Mec-
canico. Si tratta in sostanza di
una trasformazione molto si-
mile a quella realizzata al
Muggiano, tempo addietro, per
il piroscafo « Belfri ». Questi
lavori occuperanno un certo
numero di maestranze per tre
mesi.

Intanto sono stati iniziati
sullo scalo i lavori di allesti.
mento del rimorchiatore ar-
gentino che, impostato 1’11 set-
tembre scorso, sarà varato
pressochè ultimato. Ciò è sta-
to possibile per il fatto che
esso è stato in gran parte pre-
fabbricato a terra.

Il « Vesuvio » — superate le
ultime difficoltà — è ormai in

fase di approntamento ed è
stato già programmato di po-
ter iniziare i collaudi in que-
sti giorni e le prove in mare
nella seconda decade di no-
vembre.

Inoltre possiamo aggiungere
che nei prossimi giorni saran.
no messe in lavorazione le
prime due delle quattro moto-
navi per trasporto carico alla
rinfusa della « Carbosider » e
della « Carbogas ».

Tali lavorazioni vengono
iniziate con un ritardo di cir-
ca un mese sul programma e-
laborato dalla Direzione del
Cantiere del Muggiano per la
differita consegna dei mate-
riali ferrosi da parte delle ac-
ciaierie. Nell’intento di rende-
re più rapide le lavorazioni
per tali motonavi, nel frattem-
po, è stato realizzato un au-
mento della capacità dei pia-
ni di prefabbricazione.

Questa la situazione dell’at-
tività attuale e molto prossima
del Cantiere, mentre sono in
corso numerose trattative con
armatori per riparazioni e tra-
sformazioni di navi mercanti-
li e mentre si spera che con
l’inizio dell’anno venturo il
Ministero Difesa-Marina dia,
infine, disposizioni per inco-
minciare — a somiglianza di
quanto avvenne per il « Duca
degli Abruzzi » e per il « Mon-
tecuccoli » — i lavori di gran-
de trasformazione dell’incro-
ciatore «Giuseppe Garibaldi».















Movimenti di navi
4

giorno 5 - La Mc, « SAN PAB-
LO » lascia lo stabilimento.

giorno 6 - Il Ct. « BABR» e.
la Torp. « PALANG » rien-
trano in Cautiere dal ba-
cino,












AZIENDALE".





r

CANTIERE



L’OFFICINA DELLA SEZIONE
IMPIANTI ELETTRICI DI BORDO



Quadri elettrici in costruzione ner tre navi

A levante del piazzale pro-
spiciente la banchina destina-
ta all’ormeggio delle navi in
allestimento, è stato costruito
nel 1950-51 un moderno ca-
seggiato in cemento armato, la
cui ala sinistra comprende i
locali destinati alla ELET (Se-
zione Impianti Elettrici di
Bordo).

Mentre il piano terreno è
stato attrezzato per magazzino
cavi ed il secondo piano per
magazzino macchinari, appa-
recchi, ed altri materiali elet-
trici, il primo è stato desti
nato all’officina ELET.

L'officina è attrezzata per
far fronte alle varie esigenze
di tutti gli impianti elettrici
di bordo del Cantiere Navale,
sia per quanto riguarda la co-
struzione dei quadri, sotto-
quadri e centrelini elettrici,
sia per la preparazione degli
accessori occorrenti al mon-
taggio dei più moderni im-
pianti di bordo. E’ stato anche
possibile inserire nella produ-
zione dell’officina ELET la co-
struzione dei quadri, sotto-
quadri e centralini destinati
alle navi dei nostri Cantieri di
Livorno e del Muggiano ed in
qualche caso per navi costrui.
te da altri cantieri,

L'officina ELET usufruisce
delle macchine ed attrezzatu-
re delle officine navale e car-
penteria leggera, per la co-
struzione di alcune parti com-
ponenti le intelaiature dei
quadri, mentre provvede con
propri mezzi al completamen-
to, montaggio e verniciatura
delle stesse ed aila costruzione
delle sbarre ed accessori, non-
chè alla sistemazione e colle-
gamenti di tutte le apparec-
chiature e strumenti di misu-
ra e segnalazione occorrenti
nei quadri elettrici.

L'officina ha inoltre in .do-
tazione le attrezzature e stru-
menti necessari alle operazio-
ni di collaudo dei quadri ed
apparecchiature elettriche che
vengono eseguiti da persona-
le ELET in presenza dei de-
legati degli Enti interessati:

Registri di Classificazione, Uf-
fici Tecnici della Marina Mi.
litare ed Armatori.

Ai lavori dell’officina ELET
sono destinate sauadre di ope-
rai in buona parte specializ-
zati, tra cui alcuni aventi lun-
ga ed attiva anzianità di ser-

© stribuzione e

| spettive

vizio, diretti da varii lustri dal
sig. Alfonso Navarra con la
collaborazione del capo repar-
to Mario Pardini e del capo
squadra Germingle Caniato.

I collaudi dei quadri, appa-
recchiature ed impianti elet-
trici sono invece eseguiti da
operai specializzati sotto la di-
rezione del P. I. Silvio Gaspe.-
rini, Capo dei Collaudi Im-
pianti di Bordo.

Tra le più recenti lavora-
zioni della Officina ELET pos-
siamo ricordare i quadri delle
turbonavi « Andrea Doria » e
« Cristoforo Colombo », com-
prendenti le apparecchiature,
gli strumenti di misura e se-
gnalazione necessari alla di-
controllo dei
6500 kW. prodotti dalle ri-
centrali elettriche.
Quelli della motonave « Euro-
pa » per 2000 kW. c. a., HM.Y.
« Mahroussa » per kW. 1000
c.a., motocisterna « Giuseppe
Giulietti » per kW. 1400 c.a.,
motonave « Enotria » per kW.
800 c.a., nonchè quelli delle
cisterne « Volere », « Tena-
cia », « Coraggio », « Ignazio
Bibolini », « Italmotor », « Mi-
na D'Amico», «Frisco», «Pun-
ta Spiga», delle motona-
vi e turbonavi per la Grecia
costruite a Livorno ed ai
Cantieri del Tirreno, quelli
delle posareti « Filicudi » ed
« Alicudi » in costruzione a
Livorno, nonchè quelli delle
motonavi « Belfri », « Franca
Costa » e « Gennamari », del-
la turbonave « Vesuvio » e del
rimorchiatore fluviale per
l'Argentina in costruzione al
Muggiano.

I GONVEGNI INTERNAZIONALI

delle Comunicazioni

Nel quadro delle celebra-
zioni colombiane di quest’an.
no si è tenuto a Genova, dal
7 al 12 ottobre, il 2.0 Conve-
gno Internazionale delle Co-
municazioni. Al congresso, al
quale è intervenuto un note-
volissimo numero di persona-
lità e di tecnici italiani e stra-
nieri, l’Ansaldo ha partecipato
con il Gen. ing. Eugenio De
Vito per il Settore Navale e
con gli ingg. Fabrizio Arnaldi
e Guido Stegagnini per il Set-
tore Meccanico.

Il Gen, De Vito ha presen.
tato una importante e detta-
gliata relazione in merito alle
nuove costruzioni di navi mer-
cantili nel 1954. In essa sono
prese in esame le principali
navi di ogni tipo costruite o
in costruzione quest’ anno in
varii cantieri inondiali, sono
riportate le caratteristiche del-
le nuove unità e vengono fat-
ti interessanti raffronti tra di
esse. Non ci è stato possibile
riportare qui non solo il te-
sto, ma neppure il sunto dello
studio del Gen. De Vito. Ci li-
miteremo a riprodurne la con-
elusione:

« Tutte le più recenti navi
passeggeri elencate sono belle
navi in quanto ciascuna di es-
se raccoglie in sè la maggior
parte di ciò che vi è di più
progredito della tecnica nava-
le tenendo conto dei perfezio-
namenti maturati e sicuri. E



“FERROVIARIO |



(AT



Ecco un'officina del Ferroviario, dove sono in costruzione i cento carri serbatoio per l'Iran,
una parte dei quali sono già stati consegnati. I carri hanno le seguenti caratteristiche: peso
a vuoto Kg. 23.300; portata Kg. 36.700; capacità mc. 44.5; lunghezza m. 12.

serbatoio per

Iran

e della Navigazione

così si è fatto per la turbona-
ve « Cristoforo Colombo » co-
me per l’« Andrea Doria ».
Senba un malinteso sentimen-
to di orgoglio nazionale e con
il più sincero e impersonale
giudizio tecnico si può ritene.
re che la « Cristoforo Colom-
bo » non è inferiore a nessuna
delle numerose ed eccellenti
navi estere del 1954, potendo
anche vantare un maggiore
sviluppo di potenza motrice e
di velocità, nonchè le ottime
e provate qualità marine. Tut-
ti ormai conoscono queste no-
stre navi e come conferma ai
lusinghieri giudizi esteri sia
concesso di riportare la se-
guente frase pubblicata dalla
nota Rivista tecnica america-
na ” Marine Engineering ” nel
suo numero di settembre:
” Ambo le navi sono splencidi
esempi della tradizionale abi.
lità italiana nelle costruzioni
navali ” ».

»

Dal 26 settembre al l.0 ot-
tobre ha avuto luogo a Napoli,
presso la « Esposizione Inter-
nazionale della Navigazione »,
il « Congresso internazionale
di tecnica navale e della na-
vigazione ». Per l’Ansaldo so-
no state presentate le seguenti
memorie: Gen. Ing. Eugenio
De Vito: « Carene da 50.000
tonn. e 35 nodi »; Dr. Ing. Ti.
to De Nicola: « Aspetti e pro-
blemi delle costruzioni navali
saldate »; Dr. Ing. Sergio Mar-
sich: « Sul problema dinamico
del varo - Risoluzione della
equazione del moto e propor-
zionamento dei mezzi di fre-
naggio »; Dr. Ing. Giulio Mo-
ri: « Varo delle navi con par.
ticolare riguardo ai mezzi
idraulici di ritenuta »; Dr. Ing.
Ottavio Piazzai. « Strutture di
alluminio e saldate e problemi
relativi »; Dr. Ing. Leone Var-
riale: « La sovralimentazione
dei motori Diesel a quattro
tempi destinati alla propulsio-
ne navale»; Dr. Ing. Mario An-
fosso: « Problemi connessi con
la installazione di moderni im-
pianti di condizionamento >;
Dr. Ing. Luigi Brandolin: « La
attività unificatrice dell’'UNAV
nel campo delle costruzioni
navali»; Dr. Ing. Vittorio Fan-
fani: « L'impianto elettrico a
corrente alternata della tur-
bonave ” Cristoforo Colom-
bo” ».





UN ATTO DI ONESTA

Da un comunicato della Di-
rezione del Cantiere Navale
del Muggiano:

L’operaio Ascanio Cotone-
schi, trovato un portafoglio
contenente L, 15.517, più 40
franchi francesi di proprietà
del sig. Antonio Pellegrinelli,
provvedeva a consegnarlo nel-
le mani del Capo della Vigi-
lanza.

Segnaliamo all’attenzione di
tutti il nobile gesto dell’ope-
raio Cotoneschi. È

ee E arco rapine pepiiia

uterine

Site ire i

Pi

preci

are

mini e

iran id

cita ta ea









6

GLI IMPIANTI

del Meccanico

“I

ei quotidiani contatti
N cen il personale dello
Stabilimento, si trae
la convinzione che pochi
si rendano conto dell’ordi-
ne di grandezza delle spe-
se che sono state necessa-
rie, e che sono in corso,
per mettere gli impianti e
le macchine nelle condi-
zioni in cui sono e in cui
tutti le vedono.
Aggiungiamo che nelle
preposte della « Cassetta
delle Idee » dello Stabili-
mento, proveste genera!
mente compilate con vivo
interesse per i problemi
del lavoro e talvolta con
acuto snirito di osservazio-
ne, e attentamente seguite
tutte dalla Direzione, ap-



paiono assai frequente-
mente, com'è logico, i pro-
blemi d’impianti. Le pro-

manchi da verte del per-
sonale la nozione, la sen-
sibilità delle svese che



Dal 1946 ad oggi
spesi complessivamente
miliardi e mezzo per il

delle

mento

macchine

sono stati
quattro
rinnova-

e per

il potenziamento degli impianti.



poste di miglioramenti agli
impianti sono molte e va-
rie, ma, anche nell’esami-
nare tali proposte, ci si
conferma nella convinzio-
ne accennata, ossia che

qualunque modifica 0 mi-
gucramento agli impianti
richiede.

Questa nota ha lo scopo
di fornire notizie precise
circa le snese fatte e quelle



I fresatori Gaetano Parodi (a sinistra)» e Mario Zuanazzi (a destra) sistemano su una den-
tatrice « David Brown» un rocchetto per riduttore marino

PIERO COMINETTI —

in corso, per macchine e
per impianti, in modo da
sanare la lacuna accenna-
ta. Il periodo considerato
è quello dal 1946 ad oggi.

Come risulta dal seguito
di questa nota, si tratta di
spese assai ingenti, per le
quali la Società ha espo-
sti a più riprese i suoi stu-
di e proposte e i suoi pro-
grammi all'Ente finanzia-
tore (Finmeccanica); sia-
mo lieti di questa occasio-
ne per dare atto pubblica-
mente che l’Ente finanzia-
tore ha coraggiosamente
abbracciato il vasto pro-
gramma di potenziamento
del Meccanico e ne ha per.
fino sollecitate alcune fasi,
ed ha autorizzato le rela-
tive spese, provvedendo
contemporaneamente a ]l-
lingente finanziamento
necessario. Vorremmo ag-
giungere che le varie Mis-
sioni tecniche e personali-
tà italiane ed estere, estra-
nee alla nostra Azienda,
che hanno avuto occasio-
ne di visitare lo Stabili-
mento durante l’ultimo an-
no, hanno tutte espresso uh
vivissimo interesse ed un
lusinghiero apprezzamento
per il potenziamento e lo
ammodernamento fatto e
in corso per gli impianti e
le macchine del Meccani-
co. Ci sembra, tuttavia,
che un adeguato apprezza-
mento non. sia general-
mente sentito dal perso-
nale che, vivendo e lavo-
rando dentro lo Stabili-
mento, ha visie le trasfor-

mazioni e gii aggiorna-
menti compiersi giorno
per giorno.

Dopo queste considera-
zioni generali entriamo nel
vivo dell’argomento.

Dal 1945 ad oggi molte
macchine vecchie sono
state sostituite con nuove
macchine di concezioni
più moderne e quindi più
efficienti. Sono state inol-
tre acquistate nuove mac-
chine in più rispetto a
quelle esistenti, per nuove
lavorazioni e nuovi proce-
dimenti; e alcune macchi-
ne usate ma in ottime con-
dizioni sono state ritirate
presso altri Stabilimenti
del Gruppo.

Complessivamente nei
nove anni dal 1946 al 1954


























sono state installate
macchine, di cui 158
nuovo acquiste e 93 pre
vate dagli altri stab
menti.

Nel programma in co
vanno inoltre aggiunte
tre 14 macchine nuove
arrivo o in ordinazione

L’ importo compless
di questi macchinari
giunge il miliardo e mez

Durante lo stesso pe
do sono stati realizzati
che notevoli iavori di
pianti, e precisamente:

Allestimento della Ci
trale Termica per prod
zione vapore occorre
alla sala prove turbine

Prolungamento della
la prove grandi motoî
sistemazione dei rela
servizi.

Allestimento impia
centrale di produzione
distribuzione del gas ad
lene.

Sistemazione dell’ofl
na grandi macchine det
trici, con impianto di è
condizionata e impia
elettrici di riserva
gruppo elettrogeno in
pendente e batterie di
cumulatori; officina dg
sta, senza dubbio, fra



ha veduta parziale della modernissima officina « Grandi d>ntatrici di precisione »

grandi e attrezzate di
opa.

ostruzione ed allesti-
to di una nuova Cabi-
elettrica di trasforma-
e e distribuzione ener-

















lestimento di una nuo-
Cabina di trasformazio-
al ponte di Cornigliano
trasformatori 60/12
per 8.500 KVA. com
sivamente.

di 1 milione di volta, e
gi gamma con isoto-
radioattivi. Costituisce
sto il primo impianto
genere in Italia.

istemazione definitiva
grande laboratorio pro-
materiali al piano ter-
b e al primo piano del-
ficio ex UTE, arricchi-
delle più moderne at-
Zature per esami e con-
i di ogni genere, non
use quelle per i rilievi

analisi chimiche orga-
e ed inorganiche, at-
li acidi, analisi stru-
tali, ecc.

Trasferimento e sistema-
zione nei canannoni ex Al.
lestimento Navi delia Se-
zione Caldereria, con gru

di grande portata, costru-
zione di grandi e moderni
forni di ricottura e riscal-
do, nuove presse idrauli-

si

che alimentate da apposito

impianto idropneumatico,
ecc.
Costruzionè ed arreda-

, reggere con

pr IU7

mento del nuovo Magazzi-
no Generale.

Sistemaziorie della men-
sa per le maestranze con
relative cucine e refettori;
spogliatoi onerai con rela-
tivi servizi di lavandini e
decce.

Sistemazione d’una nuo-
va ben attrezzata inferme-
ria.

Spostamente di macchi-
nari nelle Officine della
Grande Meccanica per in-
seririe nel giusto ciclo del-
le lavorazioni, utilizzando
le aree liberate col trasfe-
rimento della CALD ece.

Questi lavori di impian-
ti hanno comportato una
spesa di circa due miliardi
e mezzo, per cui comples-
sivamente nello Stabili-
mento Meccanico gli inve-
stimenti per il potenzia-
mento delle macchine e
degli impianti sono costati
circa quattro
mezzo.

Con le prevvidenze so-
pra esposte la Società ha
inteso di integrare e sor-
sempre più
adeguati mezzi di lavoro
la riconosciuta capacità
tecnica acquisita dal suo

miliardi e

corpo tecnico e dalle sue
maestranze, ner ottenere
una sempre
maggiore di qualità ed a
minori cesti. Se il carico

preduzione



di lavoro dello Stabilimen-
to si manterrà soddisfa-
cente, si spera che sarà

possibile continuare con le
stesse larghe vedute, al
rinnevo di altri impianti.



Macchina dentatrice « Gould & Eberhardt». Il fresatore Gaetano Parodi controlla il funzionamento del creatore per
la finitura di una ruota dentata.



|
i
i
Ì
i



vo




Il Trofeo de “L’Ansaldino,,

RISULTATI
E PREMIAZIONE

Nei giorni 10, 17, 24 ottobre
si sono svolte le eliminatorie
e le finali del torneo a bocce
per il trofeo de «l’Ansaldino».
Le eliminatorie avevano desi-
gnato per le finali le seguenti

terne: La Spezia: Baruzzo,
Galuri, Pieri; Livorno: Carot-
ti, Guidi, Moriconi; Genova:

Pinceti, Camandana, Lupi; Te-
sti, Caviglione, Piccardo; Sa-
và, Banchero, Traverso (Pre-
sidente della Bocciofila); Ta-
bacchi, Massigli, Vezzoso; Ba-
risione, Bruzzo, Ariano; Gan-
dino, Cassina, Gazzo. Tutti i
componenti delle terne geno-
vesi appartengono al Cantiere
Navale di Sestri.

Le finali hanno determinato
la seguente graduatoria: Ter-
na terza classificata: Tabacchi,
Massiglio, Vezzoso; Quarta
classificata: Pinceti, Camanda,
na, Lupi; Quinta classificata:
Testi, Caviglione, Piccardo:
Sesta classificata: Barisione,
Bruzzo, Ariano; Settima clas-
sificata: Baruzzo, Galuri, Pie-
ri (Mug); Ottava classificata:
Carotti, Guidi, Moriconi (Liv).

L’inclemenza del tempo non
ha permesso di portare a ter-
mine la finalissima per l’as-
segnazione del trofeo e del
primo e secondu posto in clas-
sifica, che verranno disputati
tra le terne: Savà, Banchero,
Traverso e Gandino, Cassina,
Gazzo,

Alle 17 di domenica 24 ot-
tobre nel salone di Villa Ma-
ria, il Presidente del CRAL
Aziendale avv. Tessitore, ha
consegnato, a nome della Di-
rezione dell’Ansaldo, le meda-
glie d’oro alle terne già clas-
sificate congratulandosi con i
bocciofili per l’alto spirito
sportivo con il qcuale hanno
disputato il torneo.

DUE GITE

La Sezione Escursionismo
comunica che sono state orga-
nizzate le seguenti gite pe» le
prossime domeniche:

Domenica 7 Novembre:

GITA ROCCA DI PERTI - FI.
NALE LIGURE.

Ore 6,15: ritrovo alla stazio-
ne di Ge-Sampierdarena e
partenza con treno diretto del-
le ore 6,33 per Finale Ligure.
Visita al Museo Paleontologi-
co, Proseguimento per Final.
borgo, Castel Gavone, Rocca
di Perti (m. 400). Colazione
al sacco. Ritorno per Perti,
Finalborgo, a Finale L. e con
treno diretto delle ore 18,51
per Genova. Ore di cammino
3% circa.

Qualora vi fosse un discre-
to numero di gitanti che desi-
derassero visitare la Grotta di
Pollera, che trovasi nei pressi
della Rocca dei Perti, sarà or-



Dì EL

Gerolamo Raffetto: Barche a Prà



N iOorSiriR O



OD NG R'STO





«È

Quando, al primo impiego,
un lavoratore si sente chiede-
re dall’Ufficio Personale, se è
in possesso del libretto delle
marche assicurative, risponde
generalmente di no, classifi-
cando mentalmente la doman-
da tra quelle inutili e di poca
importanza. Ma in quel mo-
mento si inizia per lui un ca-
pitolo importante della sua
vita: la Previdenza.

Quanti sono infatti coloro
che conoscono l’importanza di
quelle piccole marche, simili
a francobolli, che mensilmente
vengono applicate a loro fa-
vore su una tessera intestata
a loro nome? Meno di quanto
si creda.

Poichè ci risuita che nume-
rosi colleghi, operai ed impie-
gati, desiderano conoscere co-
me si matura e come si deter-
mina la pensione per l’invali-
dità e la vecchiaia, cerchere-
mo con una semplice formula
di mettere in grado, chiunque
lo voglia, di calcolare da sè la
pensione maturata.

Premettiamo anzitutto che
la pensione per la vecchiaia
è liquidabile al 60° anno di



età per gli uomini e al 55° an-
no ner le donne, dopo quindi-
ci anni d’iscrizione e dopo
aver versato almeno 180 con-
tributi mensili o 780 settima.
nali, Tali contributi sono do-
vuti interamente dal datore di
lavoro e comprendono tra l’al-
tro anche l’assicurazione con-

“tro la T.B.C. e la disoccupa-

zione e sono rappresentati da
marche dal valore diverso se-
condo la retribuzione. Ripor-
tiamo nella presente tabella
i diversi valori:

pensione

L. 293.660 + 61.900
L. 355.560 (pensione annua)

L. 355.560 : 13 = L. 27.350
(pensione mensile).

(4) Numero fisso rappresen-
tante il coefficente dell’ammon-
tare di tredici mensilità.

Lo stesso procedimento ser-
ve anche per determinare la
pensione delle donne, sosti
tuendo solamente la cifra di
L. 61.900 con quella di L.
48.000. Il numero fisso £,75 ser-
ve in entrambi i casi.





RETRIBUZIONE LIGURE TOIAglae®
MENSILE invalidità veech — sivo della
e superstiti marca
fino a L. 15.600 26 42
oltre L. 15.600 » » 21.200 36 54
» » 21.200 >» » 27.300 44 64
» » 27.300 » » 33.800 56 76
» » 33.800 » » 41.200 66 92
» » 41200 » » 49400 78 104
» » 49.400 » » 58.500 92 120
» » 58.500 » » 68.500 108 136
» » 68.500 » » 79.300 126 158
» >» 79.300 » » 91.400 144 176
» » 91.400 » » 105.000 160 196
» » 105.000 » » 120.000 178 218
» » 120.000 200 240
(In questa tabella abbiamo omesso gli altri contributi che
compongono il valore della marca).





ganizzata una gita per tale lo-
calità,

Domenica 14 Novembre:

GITA MONTE DIAMANTE -
TORAZZA.

Ore 7: ritrovo a Sampierda-
rena, Piazza Montano. Prose.
guimento per Belvedere, For-
te Crocetta, Sperone Diaman-
te e discesa a Torazza per la
colazione al sacco o in tratto-
ria. Ritorno per Costa di Pi-
no e Molassana, Ore di cam-
mino 44 circa.

x

Con riferimento alla riserva
formulata nel programma per
la gita a Napoli e Pompei del
31 ottobre, la Presidenza del
CRAL ci comunica che la gi-
ta stessa è stata annullata, non
essendosi raggiunto il minimo
di 50 prenotazioni.

Qualora si verifichi l’invali-
dità, la pensione è liquidabile
a qualsiasi età del lavoratore,
purchè risultino versati a suo
favore 60 contributi mensili
ovvero 260 settimanali.

Vediamo ora di determina-
re l'importo della pensione,
prendendo ad esempio un la-
voratore al cui favore risul-
tassero versati contributi pen-
sionabili per L. 33.120. Si ten-
ga presente che le prime 3.000
lire rendono una cifra ugua-
le per tutti e cioè L. 61.900 se
uomini e L. 48000 se donne,

comprensiva del contributo
governativo previsto dalla
legge.

Procediamo ora con quattro
operazioni nel modo seguente:
L. 33.120 — L. 3.000

L. 30.120
L. 30.120 x 9,75 (1)

L. 293.660

Il

E’ opportuno, a questo pun-
to, parlare di una importante
caratteristica della pensione:
la reversibilità per i supersti-
ti, in caso di morte dell’assi-
curato.

La Legge 4 aprile 1952 n.
218, assegna alla vedova il
cinquanta per cento della pen-
sione maturata dal lavoratore
defunto, più il 20% per ogni
figlio a carico. Naturalmente
il totale della rensione di re-
versibilità, non potrà superare
— qualunque sia il numero
dei figli — il 100%, cioè l’in-
tero ammontare della pensio.
ne calcolata secondo il proce-
dimento che abbiamo prima
illustrato,

Altri importanti aspetti pre-
senta la pensione. Ma ci sia-
mo per ora .limitati ad illu-
strare i punti fondamentali,
riservandoci Gi riprendere
l’argomento qualora uno o più
lettori ce lo richiedano.











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“lo ANSALDINO

E' ormai noto che in quasi
tutti i grandi complessi in-
dustriali sono stati creati e si
vanno creando « Gruppi Spor-
tivi» suddivisi n varie bran-
che; molti di questi gruppi si
sono affermati nelle diverse
gare aziendali. E' recentissimo
ad esempio il Campionato Ita-
liano per veterani svoltosi a
Torino. Coloro i quali seguo-
no moito da vicino lo sport
ciclistico sanno che da un
paio di anni, organizzato da
una Società lombarda, si cor-
re un Giro d’Italia per vete-
rani, e rilevante è stato il nu-
mero degli iscritti, tra i quali
moltissimi sono stati gli stra-
nieri. Bella mostra di sè han-
no fatto le squadre composte
da non più di otto elementi,
con le sgargianti e nuovissime
maglie multicolori con su le
scritte dei gruppi sportivi di
appartenenza.

Non potresti tu, caro « An-
saldino », interessarti in me-
rito? Lo sport è giovinezza, lo
sport è salute e l'Italia è una
nazione sportivissima: gli
elementi non mancherebbe-
ro (anche fra i veterani)
per questo sano sport, a co-
minciare da me stesso, che
ho ricoperto per moltissimi
anni la carica di Direttore
Tecnico Sportivo. Ringrazian-
do per l'ospitalità.

ARMANDO PORZIO

La Sua proposta non è la
sola del genere che ci giun-

/93/61316) a Il BIRRE Re

Cruciverba

a premio
J



TunanoR

Disporre orizzontalmente
tredici parole secondo le defi-
nizioni date. Se la soluzione è
esatta nelle caselle in grasset-
to si leggerà una proposizione

programmatica del nostro
giornale.
1. La cravatta del.. cane -

2. Vi dorme il soldato - 3. No-
me di donna - 4. Di sudor per-
vaso - 5. Verdura ricca di fer-
ro - 6, Abitanti della Croazia
- 7. E’ generale in ogni nazio-
ne per la morte del suo capo -
8. Liappartamento del... cane
- 9. Arnese del disegnatore -
10. Sforzar la mente (tr.) - 11.
Far intiepidire (tr.) - 12. Par-
te della gamba... adatta a ri-
cever calci - 13. Città estera...
molto profumata.

Fra i solutori del cruciverba
sorteggeremo i seguenti pre-
mi: un barometro, un porta-
fogli in pelle e due volumi
sulla Marina Mercantile Ita-
liana. (Indirizzare a: « l’Ansal-
dino » Recapito Ansaldo .
Genova, entro i] 15-11-54).

ge per invitarci a promuove-
re iniziative a carattere spor-
tivo. « l’Ansaldino » ha fatto
e farà il possibile per stimo-
lare lo sport aziendale, offren-
do premi e trofei, come nel ca-
so del torneo boccistico gio-
cato domenica 24 ottobre, di-
vulgando le cronache sporti-
ve aziendali e illustrando le
figure degli atleti facenti par-
te dell'Azienda: ma non pos.
siamo andare oltre in questo
campo, che non è di nostra
competenza. La invitiamo per-
ciò, e ci rivolgiamo anche ad
altri che ci hanno scritto in
questo senso, a rivolgere la
Sua domanda al Cral Ansal-
do, che è VEnte cui compete
organizzare e seguire tutte
quelle attività ricreative cui
si dedicano î lavoratori.



Ho seguito con interesse la
pubblicazione delle interviste
concesse dal D.G. sulla ma-
teria degli stipendi. ‘E' indi-
scutibiimente chiaro, nelle
parole del D.G., che da par-
te della Direzione si intenda
addivenire ad una razionale
normalizzazione del tratta-
mento economico degli impie-
gati attraverso uno scrupolo-
so esame delle diverse carat-
teristiche degli stessi. Sin qui,
dovremmo essere tutti piena-
mente d'accordo. Ma c'è un
altro aspetto del problema,
un aspetto che è alla base del
trattamento economico e sul
quale non si è ancora parla-
to: le categorie sindacali. In-
fatti ci sono impiegati che.
pur svolgendo tra di loro le
stesse, eguali, iTentiche man-
sioni, appartengono ad una
diversa categoria (e trala-
sciamo i confronti di quei ca-
si per i quali la categoria è
inversamente proporzionale
alle mansioni) con una diffe-
renza sul trattamento econo-
mico che è rilevante, troppo
rilevante. E naturalmente nei
confronti degli stessi verrà
applicato il parametro della
categoria di appartenenza. Ri-
tengo che normalizzando gli
stipendi senza prima avere
organizzate le categorie non
si raggiunge lo scopo di otte-
nere una equilibrata propor-
zione fra mansioni e compe-
tenze. E viene così ad insor-
gere il caso in cui, tanto per
rifarci ad un passo pubblica-
to nella prima intervista, «è
piuttosto il senso della pere-
quazione e della ingiustizia
quello che crea il malconten-
to ed il disagio quando una
aliquota di impiegati, e non
sempre i meno meritevoli, sia
messa in condizioni di fare
dolorosi confronti fra la pro-
pria situazione e quella di al-
tri più favoriti a parità di
funzioni e di meriti». Forse
non è neppure un problema
molto vasto quello delle cate-
gorie, ma è una base, il pun-
to di partenza al quale dovrà
ritornare chi vorrà porsi il
compito di risolvere per intie-
ro il problema del trattamen-
to economico agli impiegati.
Con i più cordiali saluti ed
aupici per l'avvenire del no-
stro « Ansaldino », ringrazio.

LAPO LUNGONELLI

La lettera del signor Lungo-
nelli ripropone un problema
che è già stato oggetto di esa-
me e di discussione da parte



GITE SOCIALI

1 dipendenti
del Muggiano
a Genova

Il 4 novembre c. m. sarà
efiettuata la prima gita so-
ciale degli Ansaldini, di-
pendenti del Cantiere del
Muggiano, che si recheran-
no a Genova in autopull-
man. Aul’arrivo a Genova
saranno consegnati ai gi-
tanti i premi abbinati ai
numeri dei cartellini indi-
viduali col programma e
sorteggiati durante il viag-
gio. Gli Ansaldini si re-
cheranno poi a bordo della
turbonave « Andrea Doria»
per una visita gentilmente
concessa dalla Società di
Navigazione «Italia ». Nel
pomeriggio sarà effettuato
un giro turistico della città
e dopo la cena, offerta, dal-
la nostra Direzione, i gi-
tanti lascieranno Genova
per far ritorno a La Spe-
zia.

—————





della Direzione e cioè quello
di impiegati che pur svolgen-
do identiche mansioni sono
assegnati a diverse categorie
sindacali. I motivi che hanno
determinato una simile situa-
zione sono, riteniamo, ormai
noti a tutti: sotto l’impero del
decaduto Decreto Spinelli so-
no state effettuate assegna-
zioni di categoria in base a
criteri profondamente diversi
rispetto a quelli stabiliti dal
contratto 5-8-1937, Riconosciu-
tasi da parte delle stesse Or-
ganizzazioni “Sindacali dei
Lavoratori la non validità del
Decreto Spinelli e affermatosi
il principio che le assegna-
zioni di categorie sindacali ef-
fettuate dalle Aziende dove-
vano mantenersi esclusiva-

21800 Comes comanda

mente « ad personam », si è
ritornati nella nostra, come
nelle altre Aziende, all’appli-
cazione dei criteri del citato
contratto collettivo 5-8-1937.
Questo ha evidentemente de-
terminato situazioni di parti-
colare vantaggio per coloro
che avevano usufruito della
applicazione del Decreto Spi-
nelli i quali, in moltissimi ca-
si, sono venuti a trovarsi as-
segnati ad una categoria su-
periore a quella che loro
spetterebbe in relazione alle
mansioni espletate. Da parte
della Direzione Generale pe-
rò si è cercato di attenuare,
quanto meno sotto l’aspetto
economico, il disagio derivan-
te da questa amormale situa-
zione. Infatti nella determina-
zione dei parametri attribuiti
alle diverse qualifiche e fun-
zioni esistenti nell’Azienda, si
è cercato di fare in modo che
il trattamento economico di
personale svolgente identiche
mansioni, anche se assegnato
a diversa categoria sindacale,
fosse il più possibile ravvici-
nato. Se non si è potuto otte-
nere che detto trattamento
coincidesse completamente sì
è però determinata una situa-
zione per cui lo scarto inizia-
le esistente tra il minimo con-
trattuale di una categoria e
quello della categoria supe-
riore viene largamente atte-
nuato. Con questo si è cerca-
to proprio di eliminare, quan-
to meno sotto l’aspetto del
trattamento economico, quel
senso di sperequazione che,
come giustamente osserva il
signor Lungonelli, può deter-
minare un certo disagio tra gli
impiegati.





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va. Rivolgersi al sig. Marti-
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9

Continuazione da pag. 3

essere dalla pratica di tut-
ti i giorni deturpata.

I capi maggiori hanno
però in mano la chiave
per il controllo che impe-
disce tutto ciò assumendo-
si anche loro la giusta por-
zione di compiti ingrati, ri-
chiamando ogni tentativo
di evasione al metodo che
si vuole attuare e dando la

giusta parte di compiti
graditi ad ogni piccolo
capo.

I monopolizzatori dei
compiti graditi che distri-
buiscono più che possono
agli altri la parte brutta
del comando, nonostante
tutto ciò che si possa pen-
sare fanno al proprio pre-
stigio ed alle loro relazioni
con il personale un disser-
vizio e non un servizio.

Dirigere non è comodo.
L’autorità non viene con-
ferita ad un uomo se non
perchè egli serva agli al-
tri uomini. Egli quindi de-
ve saper chiedere a se stes-
so più di quanto non chie-
da agli altri. Il grado non
costituisce privilegio, ma
proporzionale aumento dei
doveri.

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Si sono sposati

2 febbraio: D'AGOSTINO
ing. Stefano (Mec) con Cori-

glione Catina - 22 agosto:
MASSA Luciano (Mef) con
Garbini Maria - 3 ottobre:

CONTARDO Sandro (Can)
con Pedemonte Edelweys - DE
VECCHI Eugenia {Can) con
Filipucci Armando - PON.
TILLO Luigi (Can) con Onel-
li Anna - DAVICO Adriano
(Mec) con Pittaluga Maria -
GIAGNONI Romano (Mec)
con Berti Armanda - 4 otto-
bre: CASELLI Guglielmo
(Can) con Caselli Gina - 6 ot-
tobre: MACCIO’ Arrigo (Mef)
con Maia Liliana - 9 ottobre:
GARBARINO Giovanni (Can)
con Cioncolini Rosalba - MAC-
CIO’ Giulio (Mec) con Gavo-
glio Matilde - 10 ottobre:

CARDONE Giovanni (Can)
con Marcenaro Maria - DI
TERLIZZI Guglielmo (Can)

con Puppo Pasqua - DURAN-
TE G, B, (Can) con Bottazzo
Chiara - CORRADINO Rinal-
do (Can) con Corradino Ma-
ria.

Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.

Sono nati

21 agosto: LUCIA, figlia di
Montaruli Giovanni (Can) -
28 agosto: LOREDANA, figlia
di Parodi Luigi (Can) - 8 set-
tembre: MARINA, figlia di
Lucarelli Ottorino (Mec) - 12
settembre: ELIO, figlio di Ra-
gno Marco (Mef) - PAOLO
figlio di Caviglia Luciano
(Can) - ANNAMARIA, figlia
di Piras Renato (Car) - 17 set-
tembre: MARIA TERESA, fi-
glia di Pastorino Emilio (Mec)
- 18 settembre: PAOLO, figlio
di Faè Giacomo (Mec) - 19
settembre: FRANCO, figlio di
Traverso ing. Giorgio (Can) -
MARGHERITA, figlia di Gar-
giulo Carmine (Mec) - 21 set-
tembre: FLORIO, figlio di
Coiana Angelo (Can) - 22
settembre: MARIA, figlia di
Senarega Luigi (Mef) - SER-
GIO, figlio di Canepa Gero.
lamo (Can) - 24 settembre:
SONIA, figlia di Caci France-
sco (Mec) - 25 settembre:
ANNAMARIA, figlia di Asse-
reto Renato (Mec) - 27 set-
tembre: DANIELA, figlia di
Conti Lelio (Mug) - STEFA-
NO, figlio di Lazzini Ovidio
(Mug) - 29 settembre: VALE-
RIA, figlia di Amadei Luigi
(Mec) - ELIANA, figlia di Fe-
di Sandro (Mug) - 30 settem-
bre: DIEGO, figlio di Lupi
Salvatore (Fon) - MARIO, fi-
glio di Maccari Ermanno
(Mug) - lo ottobre: GA-
BRIELLA, figlia di Giara Re-
mo Emilio (Mec) - 3 ottobre:
LOREDANA, figlia di Zancan
Giuseppe (Mec) - ORNELLA,
figlia di Botti Florio (Mug) -
6 ottobre: ROBERTO, figlio
di Costanzo Umberto (Liv) -
EDILIA, figlia di Rolla Fran.

cesco (Mug) - 8 ottobre:
GIANFRANCO, figlio di Go-
lisano Francesco (Mef) -

FRANCESCO, figlio di Orlan-
dini Giuseppe (Liv) - MAS-
SIMO, figlio di Manna Renzo
(Liv) - 13 ottobre: DEME.
TRIO, figlio di Balzania Ma-
rio (Can).

A tutti î piccolissimi « an-
saldini » e ai loro genitori i

nostri auguri più fervidi.

Premi di anzianità

FONDERIA.

Becchis Adriano; Gigliot-
ti Antonietta; Noya Angela:
Parodi G. B.; Pennese Angela;
Rossi Fanny.

LIVORNO.

Ageno Manlio; Bicchielli
Giuseppe; Biliotti Mario; Cal.
vani Alberto; Cinquini Dino;
Cionini Agostino; Colantoni
Michele; Conti Dino; Cremo-
nini Vasco; Gioli Rinaldo;
Guetta Augusto; Lugetti Pie-
ro; Miniati Vircenzo; Pucci
Quinto; Rosellini Alfredo.
FERROVIARIO

Pampolini Ernesta.

SEDE.

Maioglio Teresa.
MECCANICO.

Badi Giuliana; Belvedere
Silvia; Bisio Domenica; Bor-
ghi Carlo; Cambiaggio Elvira;
Frare Guidone; Garavoglia
Caterina; Mogni Iole; Pastori-
no Caterina; Pastorino Ida;
Pastorino Lino.

MUGGIANO,
Acerbi Giuseppe; Albero
Benvenuto; Andreani Ulisse;

Ruota
Tempo

Andreoli Euro; Brusoni Man-
lio; Cabani Ferruccio; Carro
Adelmo; Cattaneo Ino; Cecchi-
nelli Bruno; Ceretti Mario;
Lazzoni Neldo; Moruzzo Pie-
tro; Rosaia Domenico.

CANTIERE.

Alemanno Benedetto; Ba-
bocci Renato; Bellagamba Gio-
vanni; Bernardi Pietro, Bi-
gnone Filotero; Bruzzo Edoar-
do; Callà Domenico; Campa-
nale Antonio; Campora Ange-
lo; Canepa Antonio; Cavalle-

ro Biagio; Celeghini Norma:
Cordone Matteo; Di Stefano
Cosimo; Foschia Giovanni;
Giachi Vittoria; Livraghi
Amedeo; Lombardo Angiolina;
Monaci Ferruccio; Morfino

Andrea; Nocentini Silvio; No-
varini Luigi; Onelli Aurelio:

Pastorino Paolo; Piccardo
Santo; Pisano Natale: Poggi
Francesco; Porzio Alfredo;

Randò Salvatore; Salomone
Giuseppe; Scanu Antonio; Se-
rena Aldo; Souillacioti Aga-
zio; Traverso Luigi; Vandone

Aldo; Volpi Lino; Zanito
Aldo.
Ai vecchi dipendenti del-

V’« Ansaldo » che con la loro
attività hanno contribuito allo
sviluppo dell’Azienda, le con-
gratulazioni più cordiali.



miera.



Il servizio ambulatoriale
ripristinato negli Stabilimenti

Fra la Direzione dell’Ansaldo e la Direzione Provin-
ciale dell'I.N.A.M. è stata stipuiata una convenzione, per
effetto della quale viene ripristinato presso le infermerie
dei principali Stabilimenti della Società il servizio ambu-
latoriale, determinato sulla durata di
per il medico addetto, e di due ore giornaliere per la infer-

Il relativo onere è sostenuto dalla Società.

Gli Stabilimenti presso i quali è stato iniziato, a par-
tire dal 18 ottobre, detto servizio ambulatoriale sono: Can-
tiere Navale di Sestri, Carpenteria di Voltri, Fonderia di
Ghisa e Metalli di Sestri, Meccanico di Sampierdarena e
Meccanico Ferroviario di Fegino.

un’ora giornaliera





Ansaldini in sedicesimo

Sopra: Gabriele, figlio di Roberto Minetti, impiegato della
Direzione Generale. Solto: Osvaldo, figlio di Renato Mula-
roni. impiegato del Cantiere



E VITA Di GASA #

lo andavo dicendo da tem-
po al Lirettore: percne non
parliamo dei sistemi per to-
guere le macchie sui vestiti?
Y' una cosa utite: tutte le don-
ne devono provvedervi spesso.
I bambini che giocano nella
strada o vanno a scuola e ar-
rivano a casa con gli indumen-
ti... variopinti; i mariti che, tra
l'ambiente di lavoro, ì iram
ed i bar hanno sempre qual-
che vestito da... frittelle; le
stesse donne di casa sia per
quanto riguarda la biancheria
di casa che per i vestiti.

E lui: ma ormai lo sanno
tutte quante come si levano le
macchie, lo hanno letto un
po’ ovunque e poi lo hanno
appreso dall’esperienza.

Invece, sono arrivate alcu-
ne richieste proprio in que-
sto senso e noi, trionfanti, ec-
coci a spiegare come si cieve
procedere, almeno nei casi più
frequenti. Ulteriori richieste
specifiche, se ci giungeranno,
saranno naturalmente esau-
dite.

Prima di tutto, bisogna co-
noscere la sostanza che ha
prodotto la macchia, perchè
ogni sostanza vuole un trat-

tamento speciale; quindi tener
conto del tipo di tessuto da
smacchiare. Bisogna avere co-
noscenza degli ingredienti che
si adoperano e dei loro effetti
sul tessuto stesso: eventual-
mente sarà bene provare su
un ritaglio della stessa stoffa.

Seguire comunque sempre
le seguenti avvertenze:

Se la macchia è fresca, com-
primerla con una pezzuola
pulita mettendo sotto la mac-
chia un altro pannolino puli-
to. Comprimendo più volte la
macchia sì asporta il più pos-
sibile la sostanza macchiante.
Sul pannolino posto sotto la
macchia spargere un po’ di
talco.

Non versare mai il liquido
smacchiatore sulla stoffa, ma
premere e fregare con una
pezzuola bagnata nel liquido
stesso. i

Ricordiamo sempre che pro-
dotti animali come lana e se-
ta non sopportano. gli alcali
(potassa, soda, ammoniaca)
mentre i prodotti vegetali co-
me lino, canapa e cotone si
alterano con gli acidi (clori-
drico, solforico, ecc.).

Ed ora, vediamo vari casi
particolari:
Macchie di latte, sangue o
cioccolata.

Su stoffe di cotone bianco:
acqua e sapone di Marsiglia.
Prima sciacquere con acqua
fredda, noi tiepida.

Su stoffe di lana bianca: la-
vare con acqua saponata
fredda, poi tiepida, quindi
strofinare con un cencio ba-
gnato con soluzione di acido
solforoso nella misura di un
cucchiaino su quattro d’acqua.

Su stoffe varie colorate; usa- *

re acqua in cuì sia stata bol-

lita radice di saponaria.

Macchie di frutta, vino, caf-
fè, tè.

Su cotone bianco; prima la-
vare con acqua saponata, poi
inzuppare un cencio în una
leggera soluzione di candeg-
gina o di cloro (calda) e ‘stro-

finare la macchia, quindi
sciacquare più volte.
Su cotone colorato: stesso

procedimento, usando invece
il permanganato di potassio 0
acido solforato nella misura
di 1 a 4, Risciacquare abbon-
dantemente.

Su lana e altri tessuti: stes-
so procedimento usando acqua
ossigenata.

Macchie di grassi.

1] seguente procedimento
vale per qualunque tessuto:

Si pone sotto la macchia un
pannolino con boro - talco,
quindi si preme la macchia
con una pezzuola intinta nel-
la benzina, affinchè il grasso,
sciogliendosi, venga assorbito
dalla polvere di talco sotto-
stante.

Macchie di inchiostro.

Su cotone bianco: si usa ac-
qua e sapone, si risciacqua,
poi si bagna la macchia con
sale e limone, o sale con lat-
te caldo, fregando con midolla
di pane.

Macchie di ruggine.

Su cotone bianco: è consi-
gliabile l’uso di sale di aceto-
sella, secondo il procedimento
suggerito per l’inchiostro.

Altro sistema, più lento ed
empirico ma sicuro, consiste
nello spargere sale e succo di
limone sulla macchia ed
esporre al sole.

LILIANA

i Te n Li



‘sso CASSETTA DELLE IDEE ©



PROPOSTA N. 7053.

Propone che alla Nuova
Caldereria (ex Montaggio
Torri) sia installata una mola
per evitare agli scalpellatori,
che devono affilarsi l’utensile,
perdite di tempo per recarsi
altrove.

RISPOSTA.

L’osservazione è giusta. _ E°
già stata prevista una mola
che sarà piazzata quando il re-
parto funzionerà in pieno.

®
PROPOSTA N. 5194.

Per evitare perdite di tem-
po da parte del compilatore
dei cicli di lavorazione, sa-
rebbe necessario che sulla di-
stinta base venisse specificato
se i pezzi fucinati o fusi for-
niti da terzi hanno subìto
trattamenti, oppure il sovra-
metallo nel caso fossero
sgrossati.

RISPOSTA.

Saranno date al PRO le op-
portune disposizioni affinchè
la Distinta base comprenda le
precisazioni suggerite; pertan-
to la proposta viene accolta.

PROPOSTA N. 3576.

Propone che la DAT centra-
le sia collegata telefonicamen-
te colle DAT periferiche illu-
strando i numerosi vantaggi
di cui si beneficierebbe ron
appena questo collegamento
fosse attuato.

RISPOSTA.

La proposta: denota un lo-
devole interessamento. E’ in
programma il collegamento
telefonico delle dispense peri-
feriche con la dispensa cen-
trale in costruzione, il quale
funzionerà quando sarà im-
piantata la nuova centrale te-
lenonica a servizio automatico.

®
PROPOSTA N. 7136.

Propone l’ approvvigiona-
mento di mole a tazza ed a T
per ridurre lo spreco di mole
normali, che vengono ridotte
a forma di T, il consumo del
diamante, i pericoli di rotture.
le perdite di tempo ed i danni
alla macchina ed agli operai.
che possono essere provocati
dalla polvere della mola.
RISPOSTA.

In generale le mole vengono
acquistate nei tipi normaliz-
zati esistenti in commercio e
la DAT è quasi sempre prov-
vista di mole di normale con-
sumo, Solo nei casì în cui si
tratta di lavori speciali, per
eseguire i quali mancano le
mole adatte, si provvede alla
bisogna modificando qualche
mola esistente.

°
PROPOSTA N. 591.

Propone che il modulo 29G
venga stampato sulle due fac-
ciate.

RISPOSTA.

La proposta viene accolta
poichè realizza una discreta
economia e pertanto si dispor-
rà che il modulo PRO/29G sia
stampato sulle due facciate.

PROPOSTA N. 6681.

Propone l’adozione di una
elettrocalamita per separare
la tornitura dei materiali
ferrosi dalla tornitura di bron-
zo. Unisce un ritaglio di rivi-

sta nel quale sono riportati
uno schizzo dell’apparecchio e
le istruzioni per costruirlo.

RISPOSTA.

La proposta è accettata. Il
proponente è invitato a segna-
lare quanto sopra ‘al proprio
Capo Sezione il quale darà di-
sposizioni alla MAN per co-
struire l’elettrocalamita.

PROPOSTA N. 3360.

Propone che nelle officine
vengano affissi cartelli figura-
tivi per mettere in guardia gli
operai di fronte a certi errori
o disattenzioni che possono
provocare infortuni e disgra-
zie.

RISPOSTA.

In sede di Comitato Pre-
venzione Infortuni, che si riu-
nisce mensilmente nello Sta-

Questo film in cinemasco-
pe è stato presentato a Ve-
nezia con grande apparato
pubblicitario, ed è giunto
in questi giorni nella no-
stra città,

La trama è questa: tre
ragazze americane lavorano
in Italia, e precisamente a
Roma, due presso un’agen-
zia di una ditta americana,
| una presso uno scrittore
| americano. Grazie al cam-
| bio favorevole, esse posso-
| no condurre vita da nabab-
bi orientali, in appartamen-
ti favolosi, e la loro preoc-
cupazione principale, oltre
quella delle toilettes e dei
giri turistici, è di cercare
marito. La più anziana è
innamorata dello scrittore
per cui lavora, la più gio-
vane di un giovane princi-
pe dell’aristocrazia romana.
e la terza di un collega di
ufficio.

Dopo varie peripezie ed
incidenti, come la malattia
dello scrittore, il licenzia-
mento del «collega » e i
pasticci della più piccola
delle tre « girls », tutti co-



MEMENTO]



Giuseppe BERNASCONI

di anni 48, dipendente del Can-
tiere, deceduto il 16-10-54. Era
all’Ansaldo dal 1945. Lascia
la moglie e un figlio.

6

Agostino DAGNINO

di anni 61, dipendente del
Meccanico, deceduto 1°11-10-
54. Era all’Ansaldo dal 1917.
Lascia la moglie e due figlie.



Dante PIETRINI

di anni 62, dipendente del
Muggiano, deceduto 1’11-10-54
Era stato assunto nel 1941.
Lascia la moglie.



Antonio DI TORO

di anni 49, dipendente del
Muggiano, deceduto il 13-10-
54. Era stato assunto nel 1942.
Lascia la moglie e una figlia.

CINESELEZIONE

Tre soldi nella fontana

bilimento, è stato deciso già
da molto tempo fa l’acquisto
di numerosissimi cartelli figu-
rativi che, appena ricevuti,
saranno affissi in tutte le of-
ficine. Sono pure in corso di
studio appositi cartelli che
fanno riferimento a casi par-
ticolari del nostro Stabili-
mento.
®

PROPOSTA N. 6121.

Chiede che nella sala dei
compressori al reparto Mon-
taggio Torri venga situato un
banco con attrezzatura Der
aggiustatore. Attualmente, per
la mancanza di esso, si perde
molto tempo.

RISPOSTA.
Sono state impartite dispo-

sizioni alla MAN per l’ap-
prontamento del banco pro-
posto.

ronano il proprio sogno da-
vanti alla Fontana di Trevi,
la fatidica fontana in cui si
getta un soldo, dice la tra-
dizione, se si desidera re-
stare a Roma.

Ma in questo film la tra-
ma è quasi il pretesto per
portarci a spasso per Roma,
mostrandoci il suo panora-
ma, le sue chiese, le sue
fontane, le strade, le piazze
di Trastevere ed i castelli
romani; e anche per Ve-
nezia (grazie all’aereo per-
sonale del principe) con
l'incanto della laguna, il
Canal Grande, Piazza San
Marco coi suoi colombi. Il
tutto sullo schermo gigan-
te del Cinemascope, e con
colori che, se sono un po’
fastidiosi negli interni, so- |
no invece ricchi e piacevo- |
li negli esterni. Notevole il
sistema stereofonico, per |



cui le voci ed i rumori non
hanno una sola provenien-
za fissa, come normalmen-
te, ma provengono dalla
direzione voluta di volta in
volta.

IL PORTOGHESE |



a

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DEI DIPENDENTI

DELL’ ANSALDO S.A.
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Edito dall’ Ansaldo S. A.

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LORENZO REBORA
Responsabile

*
Autorizzazione dol Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
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Via Monticelli, 11 - Genova
Telefono 83.825

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