Le arti sul Giulio Cesare
Contenuto
- Titolo
- Le arti sul Giulio Cesare
- Tipologia
- Opuscolo a stampa
- Descrizione
- Opuscolo a cura della società Italia di Navigazione relativo alle opere d'arte presenti a bordo del Giulio Cesare
- Data testuale
- Senza data ma 1950
- Consistenza
- 1 opuscolo (pp. non numerate 20)
- Stato di conservazione
- Buono
- Soggetto produttore
-
Giovanni Zoncada (1898 - 1988)
- Identificativo
- NZ.000709
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
ARCHIVIO NINO ZONCADAVedi tutti i contenuti con questo valore
-
5 - Pubblicazioni a stampaVedi tutti i contenuti con questo valore
- contenuto
-
MS
“ GIVLIO CESARE
ione
2 Mu:
rima tra i nuovi transatlantici italioni costruiti nel dopoguerra, la motonave
*Giulio Cesare", per dignità di architetture e di arredamenti, si. riallaccia alla
tradizione di alto prestigio che rese famose e predilette le grandi navi italiane da passeggeri
nel passato. E al carattere più aristocratico e inconfondibile di tale tradizione - cl costituirsi
cioè di una raccolto d'arte che possa testimoniare dello stile e del gusto contemporanei - la
"Giulio Cesare" offre un legame ancora più evidente, nelle opere di artisti che figurano tra
i migliori del nostro tempo in Italia.
Dall'arioso vestibolo di Prima Classe. ‘salendo ci ponti che riveleranno il disegno
elegante e armonioso dei saloni, le spirali dello scalone (tra l'oro delle pareti e il cristallo
della balaustra) appaiono seguite e come ritmate da un grande motivo verticale in rame
smaltato di Paolo de Poli, a fregio araldico.
Sul Ponte Passeggiata, si incontrano gli ambienti più rappresentativi della nave e
quindi più doviziosi di opere d'orte. La sala delle feste, quella di soggiorno, quella da gioco,
le gallerie ed il bar di Prima Classe, progettati dagli architetti Gio Ponti e Nino Zoncada.
Nella dorata cornice della sala delle feste, caratterizzata da due eleganti palchetti
gi lati della parete poppiera e dalla nicchia per l'orchestra sulla parete prodiera, l'accento
dell'arte è vivo e originale nel grande quadro di Massimo Campigli intitolato ‘Concerto. (che
trova il suo posto nella parete tra i due palchetti), dove il famoso pittore ha raffigurato, con
la suo caratteristica maniera primitiveggiante, due figure femminili intente a suonare il piano-
forte e il violino in un'atmosfera mitica e rarefatta, come un'aria di favolo.
Motivo fondamentale della sala di soggiorno è il grande dipinto di Salvatore Fiume
che occupa tutta la parete poppiera: una fantastica prospettiva medioevale gremito di
architetture, di cavalieri, di araldi, in un gioco compositivo di vivida intelligenza cui attribuisce
particolare risalto la scala cromatica prediletta dell'artista; il rosso cupo, il mattone, certi gialli
smorzati. Il salone, pur ampio, pare acquistare da questo dipinto un respiro ancora maggiore.
Nell'attigua sala da gioco, il pittore Piero Fornasetti ha decorato con il suo stile
nostalgicamente ottocentesco l'accoglientissimo ambiente con tre grandi carte da gioco incas-
sate nella parete del cofano, mentre nell'altro ambiente corrispondente, il bor, Franco Morandini
ha inciso e specchiato su motivi di navi il grande pannello di cristallo che fascia tutta la parete
di murata. e Tranquillo Marangoni ha inciso i diciassette legni che decorano la parete sul cofano
e Paolo De Poli ha smaltato su rame il frontale del banco.
La sala da pranzo di Prima Classe, realizzata dall'architetto Gustavo Pulitzer. è
situata sul ponte sottostante a quello dei saloni descritti. Caratteristica architettonica di
questo ambiente è l'unione in un sol corpo delle pareti al soffitto, il tutto rivestito da una
radica chiara d'eucaliptus. La parte centrale del soffitto, laccata a smalto lucido scuro, trova
invece il suo rilievo originale in una serie di cupolette chiare ed opalescenti come l'interno
di conchiglie. Il pittore istriano Dino Predonzani ha decorato le quattro pareti di questa sala
con acuta sottigliezza di tratti. Sul tema bucolico della campagna, della caccia, della pesca,
dei lavori agresti, il suo carboncino si è mosso con leggerezza fantasiosa e con felice ispira-
zione e ne è risultata una decorazione quanto mai suggestiva. Nell'attigua saletta da pranzo
per i bambini. la pittrice Elena Fondra ha festosamente raffigurato un bar la cui clientela
è composta da tutti gli animali dello zoo.
AI vertice dello scalone, il gruppo di sole di Prima Classe progettato dall'archi-
tetto genovese Angelo Crippa e il cui centro è costituito dal "belvedere", ambiente generoso
di grandi finestre sul mare a prora con, al centro. una fontana in moiolica di Valmore
Gemignani e. sulla parete poppiera, un vasto dipinto (autore il pittore Ugo Rossi) raffigurante
un festoso movimento di maschere italiane sullo sfondo di Piazza San Marco.
In Seconda Classe il gruppo di ambienti principali (l'atrio, la sala di soggiorno,
quelle per le feste ed il gioco, ed il bar) è stato realizzato su progetto dell'architetto romano
Millo Marchi. La decorazione floreale è coratteristica di questo gruppo di ambienti ripetendosi
in applicazioni ingegnose nelle varie sale. La scla da pranzo di Seconda Classe, progettata
dell'architetto Matteo Longoni, riceve un accento assai vivido dalle grandi decorazioni
eseguite da Ettore Calvelli su lastre di rame sbalzato e dorato, riproducenti scene bacchiche
ed eoliche disegnate dallo stesso architetto Longoni. A questo fondamentale motivo decorativo
si ispira tutto l'arredamento della sala: soprattutto il rivestimento in rame delle dieci snelle
colonne. Notevole è l'apporto in questa classe del pittore
Ani salone delle feste,
un quadro e un int
Scordia, con due quadri nel
rsio sulla facciata del banco nel bar.
varie opere d'arte che decorano la Seconda
ino. inoltre. le due opere di Gianni Russian
nella sala di scrittura, il dipinto di Nicolò Costanzi sullo
le quattro tarsie su legno nella sala di soggiorno
di Alessandro Psacaropulo, il pannello nell'atrio e il quadro
a sala da gioco di Marchi. E, tra le decorazioni che
ribuiscono un tono elegante anche ai saloni di Terza
are il bel quadro di Costanzi che
gura nella sala delle feste.
corre ricor
Dove il contributo degli artisti alla decorazione della
“Giulio Cesare" trova forse la sua più raccolta espressione è
nella cappella di hordo. L'ambiente, realizzato dall'architetto
Ugo Carà di Trieste, aperto su largo fronte verso poppa.
do una portiera scorrevole a cristalli intelaiati su
all'interno è fiancheggiata da due belle vetrate
= con figure di santi. Nella luce filtrata e discreta
che così avvolge l'ombiente, acquistano particolare sug-
gestione l'altare in marmo lor avano, l'abside a quinta
e il Crocefisso in bronzo, nel
centro, la "Via Crucis”, incisa su :gn» da Marangoni con
arcuota come a_ prote
buona sensibilità, e gli altri bronzi, severi, delle acquasontiere
e del fonte battesimale.
Il fregio araldico dello scalone, dal vestibolo della Prima Classe ci
ponti superiori. riproduce gli stemmi dei grandi nevigatori italiani.
È opera di Paolo de Poli, eseguito in rame smoltoto, e degnamente
prelude alla splendida fioritura d'arte delle sale.
Questo quadro di Massimo Compigli è ol centro dello parete poppiera
nella sala delle feste di Prima Classe. Opera di un artista che ricerca
lo genuinità e la possia delle sue immagini quasi attingendo alle origini
stesse dell'espressione artistica, si avverte anche qui l'ospirozione alla
purezza. a un estiemo nitore.
La fervida ispirazione e il gusto delle ardite prospet-
tive risaltano nella pitturo di Salvatore Fiume, su intera
perete, nella sala di soggiorno della Prima Classe.
Temo medioevale, sviluppato nel
paesaggio, nelle architetture,
nelle figure dei cavalieri e de-
gli araldi.
Nello veranda belvedere di Primo Classe figura questo dipinto di
Ugo Rossi, una animeto rappresentazione di maschere tra la Biblio-
teca e Palozzo Ducale, quinte mirabili del famoso palcoscenico che
è la Piazzetto veneziona.
Nella sala do gioco di Prima Classe il motivo delle carte acquista
ritmo e armonia nelle sue logiche ripetizioni. Di elegante originalità
le tre figurazioni di Piero Fornasetti incassate nella parete, cui fanno
riscontro le dodici carte sospese sullo sfondo luminoso del soffitto.
Nel bor di Primo Close la
porete di murata si adora di un
grande pannello di cristallo sul
quole Franco Morandini ha in-
clso modelli di antiche navi in
sapiente composizione.
La parete opposta ospita dicias-
sette legni incisi da Tranquillo
Marangoni. in varietà di pro-
spettive e di figure, con singolare
efficacia decorativa
Particolare della vasta decorazione di Dino Predonzani sulle pareti della
salo da pranzo di Prima Closse, In questa scena di caccia, l'ispirazione
si troduce in estrema leggerezza di tratto, in finezza di esecuzione.
Per la saletta do pronzo dei bambini, in Prima Closse, Elena Fondra ha
dipinto questo “bar degli animali ". Nulla di meglio potrebbe. offrisi al
sorriso dei piccoli ospiti, per l'orgutezza del disegno e la felicità dei colori.
Nella sala da pranzo di Seconda Classe,
lo scultore Ettore Calvelli ho rappresen-
tato con vivezza scene bacchiche ed
eoliche su rame sbalzato e dorato che
conferiscano all'ambiente una particolare
dignità decorativo.
È uno dei due quadri di Antonio
Scordia che decorano il salone
delle feste di Seconda Classe
Evidenti, nell'armonia dello com-
posizione, il fresco rilievo delle
figure, il gusto che tempera lo
festosità del soggetto.
Le tarsie in legno nella sala di soggiorno di
Seconda Classe sono di Alessandro Psocaropulo
che dimostra onche in queste composizioni un
vivo talento creativo, una misurata elaborazione
delle forme
Nella sala di scrittura di Seconda Classe il
pannello di Gianni Russian è un motivo di
delicata nostalgia tra il mare e la terraferma
la sala da gioco della stessa classe offre la
fantasiosa scacchiera di Camillo Marchi.
La Cappella della nave s'ispira al più puro misticismo.
La decorazione sembra riassumere n linee e nelle
forme il sentimento della Fede. Tra gli angeli e i Santi
dell'abside arcuato, il bronzeo Crocefisso ascende in
una luce di estrema spiritualità
Il *Convito* di Edoardo Alfieri nella sala do pranzo degli ufficiali.
notevole per la forte e varia evidenza delle immagini.
La “marina” del pittore Nicolò Costonzi, nella salo delle feste di
Terza Close, oltre lla tecnica singolare rivela nella poesia e nel
“colore * la sincerità dell'ispirozione
ITALIA” - SOCHETÀ DI NAVIGAZIONE è GENOVA
- extracted text
-
MS
“ GIVLIO CESARE
ione
2 Mu:
rima tra i nuovi transatlantici italioni costruiti nel dopoguerra, la motonave
*Giulio Cesare", per dignità di architetture e di arredamenti, si. riallaccia alla
tradizione di alto prestigio che rese famose e predilette le grandi navi italiane da passeggeri
nel passato. E al carattere più aristocratico e inconfondibile di tale tradizione - cl costituirsi
cioè di una raccolto d'arte che possa testimoniare dello stile e del gusto contemporanei - la
"Giulio Cesare" offre un legame ancora più evidente, nelle opere di artisti che figurano tra
i migliori del nostro tempo in Italia.
Dall'arioso vestibolo di Prima Classe. ‘salendo ci ponti che riveleranno il disegno
elegante e armonioso dei saloni, le spirali dello scalone (tra l'oro delle pareti e il cristallo
della balaustra) appaiono seguite e come ritmate da un grande motivo verticale in rame
smaltato di Paolo de Poli, a fregio araldico.
Sul Ponte Passeggiata, si incontrano gli ambienti più rappresentativi della nave e
quindi più doviziosi di opere d'orte. La sala delle feste, quella di soggiorno, quella da gioco,
le gallerie ed il bar di Prima Classe, progettati dagli architetti Gio Ponti e Nino Zoncada.
Nella dorata cornice della sala delle feste, caratterizzata da due eleganti palchetti
gi lati della parete poppiera e dalla nicchia per l'orchestra sulla parete prodiera, l'accento
dell'arte è vivo e originale nel grande quadro di Massimo Campigli intitolato ‘Concerto. (che
trova il suo posto nella parete tra i due palchetti), dove il famoso pittore ha raffigurato, con
la suo caratteristica maniera primitiveggiante, due figure femminili intente a suonare il piano-
forte e il violino in un'atmosfera mitica e rarefatta, come un'aria di favolo.
Motivo fondamentale della sala di soggiorno è il grande dipinto di Salvatore Fiume
che occupa tutta la parete poppiera: una fantastica prospettiva medioevale gremito di
architetture, di cavalieri, di araldi, in un gioco compositivo di vivida intelligenza cui attribuisce
particolare risalto la scala cromatica prediletta dell'artista; il rosso cupo, il mattone, certi gialli
smorzati. Il salone, pur ampio, pare acquistare da questo dipinto un respiro ancora maggiore.
Nell'attigua sala da gioco, il pittore Piero Fornasetti ha decorato con il suo stile
nostalgicamente ottocentesco l'accoglientissimo ambiente con tre grandi carte da gioco incas-
sate nella parete del cofano, mentre nell'altro ambiente corrispondente, il bor, Franco Morandini
ha inciso e specchiato su motivi di navi il grande pannello di cristallo che fascia tutta la parete
di murata. e Tranquillo Marangoni ha inciso i diciassette legni che decorano la parete sul cofano
e Paolo De Poli ha smaltato su rame il frontale del banco.
La sala da pranzo di Prima Classe, realizzata dall'architetto Gustavo Pulitzer. è
situata sul ponte sottostante a quello dei saloni descritti. Caratteristica architettonica di
questo ambiente è l'unione in un sol corpo delle pareti al soffitto, il tutto rivestito da una
radica chiara d'eucaliptus. La parte centrale del soffitto, laccata a smalto lucido scuro, trova
invece il suo rilievo originale in una serie di cupolette chiare ed opalescenti come l'interno
di conchiglie. Il pittore istriano Dino Predonzani ha decorato le quattro pareti di questa sala
con acuta sottigliezza di tratti. Sul tema bucolico della campagna, della caccia, della pesca,
dei lavori agresti, il suo carboncino si è mosso con leggerezza fantasiosa e con felice ispira-
zione e ne è risultata una decorazione quanto mai suggestiva. Nell'attigua saletta da pranzo
per i bambini. la pittrice Elena Fondra ha festosamente raffigurato un bar la cui clientela
è composta da tutti gli animali dello zoo.
AI vertice dello scalone, il gruppo di sole di Prima Classe progettato dall'archi-
tetto genovese Angelo Crippa e il cui centro è costituito dal "belvedere", ambiente generoso
di grandi finestre sul mare a prora con, al centro. una fontana in moiolica di Valmore
Gemignani e. sulla parete poppiera, un vasto dipinto (autore il pittore Ugo Rossi) raffigurante
un festoso movimento di maschere italiane sullo sfondo di Piazza San Marco.
In Seconda Classe il gruppo di ambienti principali (l'atrio, la sala di soggiorno,
quelle per le feste ed il gioco, ed il bar) è stato realizzato su progetto dell'architetto romano
Millo Marchi. La decorazione floreale è coratteristica di questo gruppo di ambienti ripetendosi
in applicazioni ingegnose nelle varie sale. La scla da pranzo di Seconda Classe, progettata
dell'architetto Matteo Longoni, riceve un accento assai vivido dalle grandi decorazioni
eseguite da Ettore Calvelli su lastre di rame sbalzato e dorato, riproducenti scene bacchiche
ed eoliche disegnate dallo stesso architetto Longoni. A questo fondamentale motivo decorativo
si ispira tutto l'arredamento della sala: soprattutto il rivestimento in rame delle dieci snelle
colonne. Notevole è l'apporto in questa classe del pittore
Ani salone delle feste,
un quadro e un int
Scordia, con due quadri nel
rsio sulla facciata del banco nel bar.
varie opere d'arte che decorano la Seconda
ino. inoltre. le due opere di Gianni Russian
nella sala di scrittura, il dipinto di Nicolò Costanzi sullo
le quattro tarsie su legno nella sala di soggiorno
di Alessandro Psacaropulo, il pannello nell'atrio e il quadro
a sala da gioco di Marchi. E, tra le decorazioni che
ribuiscono un tono elegante anche ai saloni di Terza
are il bel quadro di Costanzi che
gura nella sala delle feste.
corre ricor
Dove il contributo degli artisti alla decorazione della
“Giulio Cesare" trova forse la sua più raccolta espressione è
nella cappella di hordo. L'ambiente, realizzato dall'architetto
Ugo Carà di Trieste, aperto su largo fronte verso poppa.
do una portiera scorrevole a cristalli intelaiati su
all'interno è fiancheggiata da due belle vetrate
= con figure di santi. Nella luce filtrata e discreta
che così avvolge l'ombiente, acquistano particolare sug-
gestione l'altare in marmo lor avano, l'abside a quinta
e il Crocefisso in bronzo, nel
centro, la "Via Crucis”, incisa su :gn» da Marangoni con
arcuota come a_ prote
buona sensibilità, e gli altri bronzi, severi, delle acquasontiere
e del fonte battesimale.
Il fregio araldico dello scalone, dal vestibolo della Prima Classe ci
ponti superiori. riproduce gli stemmi dei grandi nevigatori italiani.
È opera di Paolo de Poli, eseguito in rame smoltoto, e degnamente
prelude alla splendida fioritura d'arte delle sale.
Questo quadro di Massimo Compigli è ol centro dello parete poppiera
nella sala delle feste di Prima Classe. Opera di un artista che ricerca
lo genuinità e la possia delle sue immagini quasi attingendo alle origini
stesse dell'espressione artistica, si avverte anche qui l'ospirozione alla
purezza. a un estiemo nitore.
La fervida ispirazione e il gusto delle ardite prospet-
tive risaltano nella pitturo di Salvatore Fiume, su intera
perete, nella sala di soggiorno della Prima Classe.
Temo medioevale, sviluppato nel
paesaggio, nelle architetture,
nelle figure dei cavalieri e de-
gli araldi.
Nello veranda belvedere di Primo Classe figura questo dipinto di
Ugo Rossi, una animeto rappresentazione di maschere tra la Biblio-
teca e Palozzo Ducale, quinte mirabili del famoso palcoscenico che
è la Piazzetto veneziona.
Nella sala do gioco di Prima Classe il motivo delle carte acquista
ritmo e armonia nelle sue logiche ripetizioni. Di elegante originalità
le tre figurazioni di Piero Fornasetti incassate nella parete, cui fanno
riscontro le dodici carte sospese sullo sfondo luminoso del soffitto.
Nel bor di Primo Close la
porete di murata si adora di un
grande pannello di cristallo sul
quole Franco Morandini ha in-
clso modelli di antiche navi in
sapiente composizione.
La parete opposta ospita dicias-
sette legni incisi da Tranquillo
Marangoni. in varietà di pro-
spettive e di figure, con singolare
efficacia decorativa
Particolare della vasta decorazione di Dino Predonzani sulle pareti della
salo da pranzo di Prima Closse, In questa scena di caccia, l'ispirazione
si troduce in estrema leggerezza di tratto, in finezza di esecuzione.
Per la saletta do pronzo dei bambini, in Prima Closse, Elena Fondra ha
dipinto questo “bar degli animali ". Nulla di meglio potrebbe. offrisi al
sorriso dei piccoli ospiti, per l'orgutezza del disegno e la felicità dei colori.
Nella sala da pranzo di Seconda Classe,
lo scultore Ettore Calvelli ho rappresen-
tato con vivezza scene bacchiche ed
eoliche su rame sbalzato e dorato che
conferiscano all'ambiente una particolare
dignità decorativo.
È uno dei due quadri di Antonio
Scordia che decorano il salone
delle feste di Seconda Classe
Evidenti, nell'armonia dello com-
posizione, il fresco rilievo delle
figure, il gusto che tempera lo
festosità del soggetto.
Le tarsie in legno nella sala di soggiorno di
Seconda Classe sono di Alessandro Psocaropulo
che dimostra onche in queste composizioni un
vivo talento creativo, una misurata elaborazione
delle forme
Nella sala di scrittura di Seconda Classe il
pannello di Gianni Russian è un motivo di
delicata nostalgia tra il mare e la terraferma
la sala da gioco della stessa classe offre la
fantasiosa scacchiera di Camillo Marchi.
La Cappella della nave s'ispira al più puro misticismo.
La decorazione sembra riassumere n linee e nelle
forme il sentimento della Fede. Tra gli angeli e i Santi
dell'abside arcuato, il bronzeo Crocefisso ascende in
una luce di estrema spiritualità
Il *Convito* di Edoardo Alfieri nella sala do pranzo degli ufficiali.
notevole per la forte e varia evidenza delle immagini.
La “marina” del pittore Nicolò Costonzi, nella salo delle feste di
Terza Close, oltre lla tecnica singolare rivela nella poesia e nel
“colore * la sincerità dell'ispirozione
ITALIA” - SOCHETÀ DI NAVIGAZIONE è GENOVA
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