Le Industrie Italiane Illustrate, n. 12, 1919
Contenuto
- Titolo originale
- "Le Industrie Italiane Illustrate"
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
Copertina – Comm. Ing. Guido Toja, del Consiglio d’Amministrazione della Compagnia d’Assicurazione «La Fondiaria»
Sommario:
- Il rialzo dei prezzi – Quirino Nofri, già Deputato al Parlamento, p. 37
- Necessità di collegare l’industria coll’agricoltura – Prof. Dott. Cesare Forti, libero docente del Politecnico di Milano, p. 39
- L’industria sui morti – Prof. Giuseppe Signorini (con 3 illustrazioni), p. 43
- Rassegna del movimento Industriale Italiano, p. 48
- Il Lloyd Triestino – G. Mastrolonardo (con 2 illustrazioni), p. 61
- Cantiere Navale Triestino a Monfalcone (con 5 illustrazioni), p. 67 - Data testuale
- 1919 dicembre
- Data topica
- Milano
- Consistenza
- pp. 110
- Stato di conservazione
- Discreto
- Soggetto produttore
-
Umberto Notari (1878 - 1950)
- Identificativo
- PER.000056/1
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
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LE INDUSTRIE ITALIANE ILLUSTRATEVedi tutti i contenuti con questo valore
-
1919 - Anno IIIVedi tutti i contenuti con questo valore
- Temi correlati
- Comparto agro-alimentare
- Comparto cantieristico e navalmeccanico
- Comunicazione d'impresa
- Danni di guerra
- Economia e finanza
- Editoria
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- contenuto
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Milano, 15 Dicembre 1919
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una Italia prospera, forte e indipendente non
SEGNI E P R ESENTI- può ergersi che sulle basi delineate nei caM E NTI D I GRANDE pisaldi della produzione così come noi li
AVVENIRE
abbiamo riassunti.
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e ora una volta dal destino come la nob(le cli COSTRUZIONE abbiamo deliberato
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IL QUADRO DEGLI
ABBONAMENTI
Ecco il quadro delle nuove cc combinazioni » di abbonamento per il 1920.
ABBONAMENTO
SEZIONALE
grandi supplementi straordinarii :
Italia e Colonie L. 25 - Estero L. 30.
con diritto ai 48
fasci coli più sopra descritti, nonchè
a tutti quattro i grandi supplementi
straordinarii che integrano i cinquantadue numeri dell'annata : Italia e
Colonie L. 90 - Estero L. 11 O.
ABBONAMENTO INTEGRALE
A,
con diritto ai Dodici fascicoli · dell'annata specialtnente dedicati alla
POLITICA - FINANZA
OSSERVATORIO COMMERCIALE - TRASPORTI E COMUNICAZIONI,
più uno dei quatt~o grandi supplementi straordinaru: Italia e Colonie
L. 25 - Estero L. 30.
A BBONAMENTO SEZIONALE
B, con diritto ai
CEDOLA D' ABBONAMENT§ SEZIONALE,alle I. I. I.
s.- (
1
) serve per un
La presente rimessa di L. 2
abbonamento sezionale (Politica. Finanza. Osservatorio commerciale, Trasporti e comunicazioni) al vostro periodico le I. I. I. per il 1920.
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Indirizzo _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ __
(1) Cartolina vaglia o chèque.
l.!======= = = = = = = = = = = - 1
Dodici fascicoli dell'annata special •
mente dedicati alla Metallurgia, I CEDOLA D'ABBONAMENTO INTEGRALE alle I. I. I.
Meccanica, Elettrotecnica, ldroelet- I La presente rimessa di L. 90. - (l) serve per
trica, più uno dei quattro grandi un abbonamento integrale al vostro periodico
le I. l. I. per il 1920.
supp lementi straor dinarii : Ita lia e
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Colonie L. 2 5 - Estero L. 30.
Indirizzo _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ __
C, con diritto ai
Dodici fascicoli dell'annata special-
A BBONAMENTO SEZIONALE
mente dedicati alle Industrie Tessili,
Manifatturie~e, Chimiche, Minerarie, Edilizie, più uno dei quattro
(1 )
Cartolina vaglia
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chèque.
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Ritagliare la cedola dell'abbonamento prescelto e spedirla debitamente riempita incollata a una cartolina vaglia
del!' importo alla Soc . A n. Istituto Editoriale Italiano,
Piazza Cavour, 5, Milano .
Olio Sasso
Preferito in -t utto il 111.ondo
P. Sasso e Figli - Oneglia
Gran Premio: Genova 1914 - S. Francisco1915
Quirino Nofri
D e puto to o l Porlom ento
Il rialzo · del prezzi
Da un mese a questa parte, non solo il mer·a to, ma la politica stessa del Governo tende al
rial zo dei prezzi della più gran parte dei generi
di consumo.
L a tendenza del mercato è subito spje~abile
d era cnche prevedibile. La richiesta dei Paesi
vinti, appena tolto -il blocco, a quelli dove esitono le maggiori, per non dire le sole, d~sponibilità, e cioè le due Americhe e l'Inghilterra, la
libertà ridonata al commercio in queste , azioni
senza che la produzione sia aumentata, chè anzi
per certe ·m erci è d iminuita e l'ascesa contemporanea dei cambi e dei noli , 'costituiscono elementi p iù che sufficienti a darci ragione del rialzo .
Q uella che non è invec e che solo parzialmenspiegabile, è la tendenza del nostro Governo
q uel rialzo .
.
lnfatti, per non parlare del grano e derivati,
la d i cui distribuzione troppo al disotto del coto, costituiva oramai una perdita così ingente
per lo Stato, da gravare sulle popolazioni fo rse
più che non gli aume nt i decretati , ci sono il r is o ,
i grassi, le carni di maiale , i latticini, i legum i,
l'olio , jl tonno ,' ecc. , tutti generi di produzi one
nazionale, che hanno subìto sensibili aumenti
r ini:zlÌativa o per d isintere ssamento dielfo Stato, e che ne provocheranno, per ripercussioIl , a ltri sui generi ancora a prezzi stazionari.
Ora tutto ciò costitu;sce una politica tende nte
all'aumento generale dei prezzi, politica pericoI jssima sotto il duplice rappo rto delle conguenti nuove richieste di aumento d ei salari,
d Il' a ncor più conseguente rialzo del costo dei
,n nufatti e del possibile ripetersi insieme dei
111oti di pia zza colle relative follì e sperperatrici.
i si obietterà subito : come può lo Stato impedir gli aumenti dei prezzi delle derrate naziomli jn rapporto alla necessità della loro mag•Ì r p roduzione? 1 on si trova egli nella stessa
1rnpossibi li tà in cui si è trovato di fronte al rial, d i pre zzi dei prodotti esteri che ci sono incli . P nsabili, per la insufficenza dei nostri?
I a l ob' ezione non ha, noi ~rediamo , che
r n za di verità , ed in ogni modo sempre
li misura ed ai limiti degli aumenti di
1amentati.
loro prezzi non era-n o pm ora mai nemmeno m
lontano rapporto con que11i degli altri generi d i
prima necessità , ha operato proprio con pruden za e avvedutezza il Governo nel riportare di
colpo ai veri prezzi di costo le altre merci che
importa, provocando così un immediato aumento di ,quelle nazionali d i eguale genere e perciò
un aumento generale, come è avvenuto per -i legumi, le carni di maiale, i grassi, ecc? on ha
lo stesso Governo ecceduto nella doverosa protezione all' agrjcoltura aumentando ad esempi9 di
L. 20 al quintale il riso, il quale aveva già un
p rezzo di requisizione più che rimunerativo e
ch e per il suo uso limitato fra certe popolazioni , come queMe meridi onali, noin prese ntava la
n e cessità di rapportarlo allo aumentato prezzo
d elle farine? on ha poi veramente errato il Go verno a lasciare che un ' altro genere di prima n ecessità , come l' oEo di oliva , si preparasse ad
u n nuovo e grave rialzo , colla ven d ita in corso
•de1le olive a prezzi altissimi, ritardando a f ar conoscere le s u e Jntenzioni sul nuovo prezzo d i
calmiere che d iverrà poi d ifficilmente ed in ogni
modo non equamente applicabile? Infine non
sembrava al Governo fosse oramai arrivato il
momento di controllare i prezzi di costo d i tutti
i generi pi,ì necess arii alla vita ed -in special mo do dei più controllabili, come i manufatti (tessuti di lana e cotone specialmente), i quali hanno
ancora subìto in questi ultimi due mes i e quando
erano g ià pronti in f abbrica o presso i grossisti ,
aumenti che vanno dal IO al 50 ~o . senza che lo
Stato possa con efficacia fronteggiare le conseguenze colla scarsa quantità che ha potuto ottenere a prezzi ridotti dai produttori per distribuirla alle classi più bisognose?
Queste osservazioni e domande contengono in
sè stesse la risposta:
,II Governo non doveva, a nostro modo di vedere, seguire in paese e pei prodotti nazionali ; .
la polit:ca dei rjalzi, che non poteva impedire
'fuori per le merci d i necessaria importazione. E
se non credeva, per irriducibili ragioni finanzia rie, vendere ancora sottocosto quelle importate
per provocare il ribasso di quellè prodotte nell'interno , non doveva nemmeno portarle in una
sola volta al costo reale, rappresentando · esso
non meno del cento per cento e più di aumento,
***
i1 .o tra re c:o, osserviamo e domandia- ma bensì gradatamente, per non fare aumenta1uo in i
: fa tta eccezione, come già dicem- re, come ha fatto. i prezzi dei corrispondenti pro11m, p ·] gr n o
uoi derivati, anche perchè i dotti naz.i onali. Doveva poì in ogni modo far
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LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - precedere l'aumento totale o graduale, dalJa .fissazione dei calmieri su detti prodotti nazionali ed
in misura non superiore a quelli precedenti, prQcedendo in pari tempo alla loro precettazione ed
alla loro requisizione . on doveva poi per nessuna ragione aumentare il prezzo del riso, che è
sempre stato poi fino a quasi tutto il 1918 inferiore di 20 centesimi per chilo a quello della pasta alimentare. Tanto meno poi doveva lasciare
che si preparasse, come si prepara, l' aumento
del prezzo del!' olio , aumento che se si guarda
ai1 prezzo ail quale si vendono oggi le olive raggiungerà le I00 lire al quintale . Doveva infine
intraprende.re quel co olio dei prezzi alla produzione per stabilire quelli di vendita (che per i
manufatti di prima necessità non presenta difficoltà gravi), e che oramai s'impone, se non si
vuol rendere inutile ogni ulte riore provvedime nto
per frenare gli aumenti o almeno per limitarli a
quanto non è possibile evitare .
* **
Conosciamo benissimo la grande e grave obi ezione che si m u ove al controllo del costo d e lle
merci alla p roduzione ed alla .fissazione del loro
prezzo d i ven dita : La produzione in tal modo si
turber ebbe e si ìimite rebbe, ci s i dice , quando
non si arresterebbe del tutto, mentre è urgente
e necessario aumentarla ad ogni costo e col mezzo principale a ciò adatto, e cioè il gu adagno .
Orbene, a noi pare che tale obiezione, in massima rispondente alla realtà, non abbia più l'importanza basiliare che ebbe .fin qui dopo :il grande rivolgimento prodotto dalla guerra nelle cose
e negli uomini.
Tutto oggi, dal pensiero e dalla dottrina al1' azione pratica, è modificato o va modificandosi, se non trasformandosi addirittura . E perciò
anche le cose che parevano fino a ieri inattuahiil i,
,oggi si impongono e si stanno anche aocett3Jl1do
da quegli stessi che nemmeno le ammettevano.
. on è più concepibile oramai che , nel1e con-
dizioni in cui si trovano le nazioni colla economia e la finanza sconquassate e col caro-viverj
crescente e provocante l'aumento dei salari, che
àila sua volta fa salire ancora il caro-viveri e vicev.e~sa, si possa e. si d~bba lasciare al.la produzione la libertà completa di accumulare guadagni eccessivi ed in ogni modo realizzati in passato, quando è soppresso e non si sa p er quanto
tempo ancora , il g iuoco della concorrenza, e per
la insufficienza dei prodotti e pel contemporaneo
al!_mento dei consumi; g~uoco che solo pe,trebbe
e0tare questa corsa al rialzo nelle merci e nei
sa-lari conducente alla rn,vina.
I Governi dovrebbero perciò ; in rjguardo della
vita stessa del Paese, intervenire e controllare i
costi, limitando i guadagni a quanto è sufficiente
a rendere possibile la continuazione e la intensificazione della produzione.
on è p iù compatibile nè ammissibile , ·quando
s ~amo veramente suliorlo dell'abisso, che si presentino dall'industria bilanci riveduti e corretti,
e malgrado ciò, con utili netti del 30 % al capi tale. nè, tanto meno che certe produ zioni agricole creino utili tali da pagare in un anno il
terreno. ·
E se il controllo del Governo per limitare ciò ,
provocasse la minore attività degli industriali e
degli agricoltori , quando non l'abbandono in
qualche caso da parte degli uni e degli altri delle
fabbriche e dei terreni, lo Stato si sostituisca coraggiosamente ad essi, affidando le une e gli a-1tr.i a chi oggi vi lavora ed a chi que l lavoro organizza e d irige, s ia indivi dualment e, sia collettivamente colla forma cooperativa.
Oramai non e 'è più tempo da p erde re. Bisogna agire e risolutamente.
La politica degli alti prezzi, anche s e imposta
dalle circostanze, deve correggersi prima, arre starsi poi, creando d'impero altre circostanze che
neutralizzano le prime.
on potendosi far ciò fuori del Paese, si agisc a
entro il Paese e presto.
Quiri~o Nofri
già Deputato al Parlamento
F, ABBRICA ESSENZE RITROVAT.I IGIENICI
· G. B. AME.NT A
PALERMO
-,,,,.
~
(&).
C!·
STABILIMENTI : CAPO D'ORLANDO E ROMAGNOLO
UFFICI D'AMMINISTRA ZIONE : PIAZZA MARINA, 00
ESSENZA DI LIMONE " ARANCIO ." MANDERINO " BERGAMOTTO
l r of. D o tt. C e sare Forti
I li
ro doc ent e nel P o lite cnico d i Milan o
N ecessiìé::ì di colleg ore
l'industria. con' agricoltura
on è mia intenrione di intavolare qui una
on parliamo delle forze idrauiiche e dell' e uova e non necessaria accademia, di carattere n ergia elettrica, argomenti in cui tutti siamo d' ac1 iù o meno economico-politico, intorno al cos= - cordo. per diminuire il consumo di carbone, nè
lt tto , ma non vero, contrasto fra agrjcoltura e dello sfruttamento divenuto oggi abbastanza
I ll ustria. Solo, in armonia eone teol'ie sulla conveniente , dei non troppo abbondanti combu( industrializzazione dell'agricoltura », io vorrei stibili nazionali e nemmeno dei macchinari, deln uparmi, mi si perdoni la barbara espressione, le condutture , degli attrezzi, che si rendono ne ' lt Ha agronomvzzazione della industria.
cessari per lo sviluppo della elettrotecnica, e
nzitutto sgombriamo il campo dalla irritante che rappresentano sempre la dura necessità
•· ingiustirfìcata opinione che esista un antagoni - della dipendenza dell'estero, almeno per i man o fra industria . e agricoltura; ntrn v'è dub- terial i ·indispensabili e per molti accessori.
I 11 che un grande paese ha tutto da guadagnare
Si impone dunque una prudente graduale trat r~esce a produrre da sè , cioè all'interno, la sformazione delle industrie metallurgiche, elet11
ggior parte dei macchi'nari,- attrezzi, utensili , trotecniche e anche tessili, a cui. si dedicano gi~
dotti , ecc . d i cui può abbisognare nell'ese rcì - p onde rati studii, ma soprattutto si impone l'urdelle più svariate industrie ; basterebbe a di - genza di sviluppare, e talvolta anche di creare,
trarlo quello che è avvenuto nel corso della industrie alimentate in modo prevalente da pro- ·
11 rra immane appena chiusa; che cosa sa- dotti nazionali, e questi certamente devono es11 hbe avvenu to di noi se non fossimo stati in sere, non esclusivamente,
ma con larghissima
.,, ndo di fabbricare armi, muniz:oni, indumenti , preponderanza , i prodotti agricoli, tanto nazio cl altro , ancorchè riforniti d e lle corrispondenti nali che colon:ali , data la nostra povertà di mi111, terie prime? Ci volevano opifici, capi-tecni- · niere.
.
, 1
operai capaci, e li ahbìamo trovati in parte ,
Lasciamo in disparte le comuni derrate alimenin p arte formati ex novo .
tari che si consumano quasi allo stato naturale·,
a la guerra ha anche dimostrato una volta o con processi semplicissimi di conservazione ,
11 più l'estrema penur.ia di certe materi e prime trascuriamo le stesse granagE e che richiedono
1 li
apitale importanza, che i nostri alleati hann o semplicemente l'intervento delle industrie molididamente contribuito a mitigare, non p erò a torie, già bene sviluppate in Italia, ma suscet-1 oh a re , ma ciò non abbiamo potuto ottene re se
tibili di ulteriore :incremento, sotto gli auspici
111 n aggravando spaventosamente [1 nostro debi- d i una categoria sceltissima di i ndustriali mo 1u, mentre anche le impressionanti deficienze demi che già possediamo .
il, Il p roduzioni agricole ci costrinsero, e tutto_ra
Vi sono però molte altre industrie vecchie e
o tringono, a ingentissime importazioni , cioè nuove, che attendono per riprende re o per acumento di debiti e .inasprimento dei cambi. quistare vigoroso sviluppo, soltanto una maggio uan do s i dice che unico rimedio alla situa- re e p iù benevola considerazione da parte d e l
1,n1 è di produrre intensamente, si afferma una capitalista, e anche dalla spec~alizzazione di tee' 1
t vera, ma non si dice tutto : occorre sce- nici, che oggi ancora continuano a preferire stuli r le produzioni più urgenti e più convenien- di e riform e in a :tri campi, che se non sono a
in prima linea, non già sopprimere, ma r i- noi del tutto preclusi, certo non offrono probad11r
a llo strettissimo neces~ario _quelle che ri- bilità notevoli di fortuna di fronte alle od~eme
111, dono quasi esclusivamente materie prime e condizi oni, che sono assai diverse da quelle di
111, ni di la voro di provenienza estera :
ante-guerra .
e i dobbiamo mantenere in vita anzi svilup.Le industrie chimiche, le industrie agrarie, e
I, 1 1
p rfezionare la fabbricazione di macchi- quelle che si è convenuto di chiamare ·chimico,,,
I ut n ili, nelle quali interv ~ene un ele men- agricole, si presentano assai più promettenti per
111 1 I n on manca in Italia, cioè la genialit~, lo le condizioni interne , italiane, di molte altre,
I' " tl o inv ntivo , ed anche la capacità individua- che per e~istere, devono fare assegnamento solI , 111
i mo e dobbiamo evitare la produzio-• tanto su rifornimenti dail' estero.
di I f rro , d 11' acciajo, della ghisa, e sirµili,
L'indirizzo d~le industrie nazionali ., verso qued, I , r n , in proporzioni che siano esube- sto vastissimo campo, non può trovare fortuna,
1 111 l i ti bi·
ni di quelle fabbricazioni .
senza un'intima incessante collaborazione o as1
39
,
LE I. I. I •
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1
sociazione di propositi, di interessi; di attività
fra industria e agricoltura, affinchè questa non
cessi di produrre e fornire le materie prime, e di
assorbire e trasformare ogni residuo utilizzabile,
e quella di smaltire ogni prodotto suscettibile di
lavorazioni per trasformarlo in prodotti industriali · di consumo interno o anche da esportare. In
tal guisa si verrà ripristinando l'equilibrio economico, con un aumento di prodotti, che noi possiamo estrarre soltanto dalla terra e trasformare
con mezzi e con mano d'opera prevalentementè
nazionali.
L'industriale dirà che non chiede di meglio di
lavorare i prodotti che gli può offrire l' agricoltore; i cittadini sch:ettamente e seriamente pensosi dell' avvemre, devono però bene intendere
che l'agricoltore ha bisogno a sua volta di essere
aiuti;ito, non solamente a vendere, ma anche a
produrre.
E di fatti l'esercizio. dell'agricoltura è in gran
parte ancora basato su metodi più o meno empirici, patriarcali, poco modificati, insomma,. da
quelli preesistenti al sorgere e allo svilupparsi
delle grandi industrie moderne; i mezzi potenti
di trasporto han poi messo molte coltivazi~ni di
fronte ad una concorrenza formidabile di produzione estera anche molto lontane, dell'America,
delle l~die, del Giappone, per non dire di paesi
europei.
Qui è bene stabilire un punto saliente di tale
fenomeno, la concorrenza estera non è, come
alcuni sembrano credere, determinata da migliori sistemi di coltivazione, bensì da condizioni
·completamente opposte alle nostre, e cioè dalle
disponibilità di immense, quasi sterminate estensioni di terreno, e dall'impiego limitatissimo di
mano d'opera, co,m JPensato da un uso assai lar,g o
di macchine, dovunque esso sia possibile.
Pensare di combattere con armi uguali tale
concorrenza, sarebbe un'assurdità. : ciò implicherebbe lo spopolamento delle campagne, non solo, ma il problema di dare collocamento e lavoro
alle masse rurali, che già fin troppo tendono alemigrazione e all'inurbamento, ma non risolverebbe la questione, ooichè fra noi le superf ci
sterminate d:1 coltivare no·n esistono, e non si
possono inventare.
Due vie maestre sono aperte ali' agricoltura
per difendere, con sè stessa, tutta l'economia nazionale : IO Adottare come regola la intensificazione delle colture; 2° Abbandonare o restringere le coltivaz=oni meno convenienti, e dedicarsi
prevalentemente alle produzioni meno suscettibili di essere danneggiate da concorrenza forestiera.
Ambedue le vie possono essere seguite, secondo specifiche condizioni locali, poichè non valgono le regole assolute di fronte alle conven:enze economiche o alle possibilità tecniche, ma
ambedue possono essere seguite· di pari passo,
r
40
quando intervenga la assistenza, dir~i quasi il
soccorso, delle industrie a determinare la scelta
e ad assicurare lo smercio dei prodotti, in modo
da conseguire una vera vndustria lizzazione del-
1' agricoltura.
***
·on sarà :inutile, a sostegno degli esposti concetti, un esame sommario dei rapporti fra certe
industrie e certe produzioni agricole :
Le industrie zootecniche, sono certamente della massima importanza per le seguenti ragioni :
I Perchè smaltiscono rapidamente tutti. i
prodotti adatti e li trasformano in altri di maggior valor~ mercanti~e. e che meglio si prestan o
a trasporti e scambii.
2° _Perchè utiljzzano, quanto i prodotti agricoli originari, molti residui e capi-morti di altre
industrie.
3° Perchè alimentano altri rami di industrie
coi loro prodotti principali.
4° Infine perchè lasciano" abbondanti residui o cascami, direttamente utilizzabili per le
coltivazioni agrarie.
Le industrie zootecniche sono dunque prevalentemente, ma non esclusivamente agrarie; senza foraggi esse non sono possibili, ma senza d i
esse molti terreni non sarebbero bene utilizzati ;
giova dunque alle industrie che si prefiggono di
lavorare le carni, refrigerare le uova, conciare e
preparare .i p ellami, lavorare il latte, fabbricare
ed esportare biscott~. ecc. i giova a tali industrie
di aiutare l'iintensi.ficazione delle produz: oni fo raggiere di qualsiasi specie, mettendo in valore
anche terreni poco produttiv:i, offrendo concimi
chimici in abbondanza, aprendo nuove strade ,
aumentando i fabbricati, promuovendo il miglio ramento delle razze e g'. i studii speciali affini.
Se con tali criterii fondamentali, noi guardiamo a quel che si è fatto finora, restiamo fa cilmente convinti che l' ltal-ia soffre ancora di
in-s ospettate manchevolezze nelle produzioni. e
prima di tutto dobbiamo r~conoscere che le estesissime superfici_ delle zone montuose non Ten dono che una parte assai piccola d1 quel che potrebbero o dovrebbero rendere; la montagna
occupa quasi la metà de!Ia superficie totale -del
nostro Paese, e rende meno di un decimo delle
produzioni annue totali, in valore, cos=cch~ essa,
non può fornirci a -sufficienza nè legname d' opera, nè legna da ardere, nè foraggi, nè bestiami,
nè latticini, e anche ciò che essa può dare è
talmente aggravato dalle difficoltà e dalle spese
dei trasporti, e dalla stessa raccolta, che tutto il
complesso problema dell'economia alpestre grava tuttora sulle produzioni nazionali come una
perdita o una spesa, anzichè come un reddito :
eppure i capitali e i tecnici sono pronti a fare
sorger~ caseifici, segherie, distillerie di legrio ,
fabbriche di tannino, e così via, ma non vedia1110 ancora quelli che si rivolgono con· chiarezza
== = = = = = =
NECESSITA' DI COLLEGARE L'INDUSTRIA COLLA AGRICOLTURA
di idee e tenacia di propositi a vaforizzare i ter- se e da molte altre si possono ricavare anche pro1 ni montuosi, da cui principalmente potrebbero duz:oni elevate d i semi oleosi per alimentare le
1 , ere , alimentate quelle industrie, ed altre che industrie di oli i vegetali , e di riflesso anche d i
possono apparire accessorie , ma che hanno pur saponi e di panelli; anche questo è un campo va rande importanza, quali ad esempio la produ- stissimo aperto ad uno stretto collegamento fra
/ one del novellame di razze scelte, e l' alpeg- le -industrie e l'agricoltura.
io prolungato per diminuire il consumo di foDove poi ta!e collegamento può assurgere ad
t ggi conservabili.
intensità gran&ssima .~ nello sviluppo delle magSotto questo pu1!to di vista anche l' allevamen- giori industrie fermentative; 'l asciando da parte
I di volatili (avi,coltura), è relativamente più red- il caseificio, la panificazione, le pasticcierie, si
litivo in montagna che al piano, ed è pure una dovrà pure riconoscere che le fabbricaz=oni del
industri a zootecnica alpestre di grande avvenire v ino, della birra, del sidro, dell'alcool, sono in1
1' picoltura, che dà miele e cera, poichè è no- dustrie prettamente agrarie per le materie prime ,
Iorio quanto meglio essa utilizzi la f..ora alpina ma non per i metodi di lavorazione, che sono
he quella comune, e va poi ricordato che la ancora in ltalià molto .in arretrato coi progressi
1 ontagna può alimentare anche altre non tra- deÌla tecnologia moderna, e per questo motivo
curab.li industrie, all'infuori di quelle zootec- incapaci di lottare con fortuna, almeno nella pluniche, sopratutto per certe produzioni di frutti ralità dei casi, colla concorrenza estera.
(noci, mele, castagne, mirtilli) e di piante aromaIl vino, salvo non molte eccezionj, viene tutti he e medicinali svariatissime.
tora fabbricato dagli stessi viticoltori e dagli ost~, ·
La montagna infine apre vasti orizzonti all'in- ma i tipi fissi costanti di vini di gran consumo
dustria del .forestiero e delle cure climatiche, e sono assai più rari di quelli fini, che sono però
non è che in parte :inaccessibile alle coltivazi~ni generalmente prodotti in quantità limitatissime·
or ind~cate; ad essa dunque devonsi dedicare si parla ad esempio del Chianti, come di un tipo
ture e mezzi, per assicurare ed aumentare pro- ben definito : ma ognuno sa che sotto quel nome
duzioni notevolissime e industrie rimunerative.
s-i spacciano alcune d~ecine di tipi, più o meno
A ltro notevole campo di attività per iÌmprese diffe..r~nti, ottenuti in località varie e con mateindustriali sarebbe l'incremento delle coltivazio- rie prime completamente diverse fra loro: il
111 specializzate di piante tessili, principalmen te collegamento fra .industr~a e viticoltura si impone
d l lin o e della canapa, per le quali ritorna il quando s i volessero cosùuire enopolii or?aniz1 mpo propizio, a causa de ~ prezzi altissimi dei zati con criteri industriali analoghi a quelli di
I suti, dei filati, dei cordami, e simili, e anche la grandi impianti moderni che funzionano per al•lsicoltura può collegarvisi poichè la fogli a dei tri campi d ~ at6vità, e ciò sopratutto per non eslsi è la vera materia prima per le industrie se- serf! costretti ad accogliere qualsiasi sorte di uve
1 • he.
pur di lav.orare, poichè, la costanza de,l tipo di
L'incremento di tali coltivazioni, come de:la v.ino non dipende soltanto dai sistemi di lavorai, 1rbabietola da zucchero, non è solamente di zione, ma anche dalla omogeneità delle uve, che
r mpe tenza agricola , poichè ~otto lo stimolo del- quando lasc:a desiderare, può bensì essere in
l'interesse , l'industria può promuovere ed otte• parte correttà dalla tecnica ma non già del tutto
1.1 re non solo prodotti p iù elevati
ma notevoli ristabilita o sostituita.
mi lioramenti nelle qualita.
.
La vit:coltura italiana offre alcuni esempi nooi vediamo fuori d'Italia stazioni sperimen- tevoli di produzioni specializzate, cioè in pochis1. li ed associaz:oni industriali potenti dedicate sime e ben determinate varietà di uve, ma genelusivamente a ristretti camp~ di attività, come ralmente è difficile trovare grandi masse di una
pro duzione de]l' orzo da birra , la produzione · sola qualità, e ciò · per i tipi di gran consumo
I lupp olo , la lavorazione per pasta da carta; costituisce una condizione assai .sfavorevole.
111
ina esiste una Associazione per ]a colt:vaL'industria enologica h a dunque tutto l'intedel cotone, che è già riuscita ad introdurre resse di contribuire alla s=stemazione o ricosti 11 1 v
var:età di sementi e a quadruplicare le tuzione dei v2gneti capaci di fornire masse omo11( rfìci coltivate, sotto la spinta di industriali genee di uve in ristrettissimo numero di qualità;
t ,p on si e nord-americani; perchè le industrie ma ciò nulla o ben poco ha da vedere colle lavo11 li n non potrebbero organizzare qualche cosa razioni vit:cole ordiparie a cui bastano i coltiva- ·
, li imil , almeno per certi prodotti t Anz:chè tor.i stessi, mentre non sempre essi bastano a
, om r re all'estero la maggior parte delle ma- creare nuovi impianti, o a modificare e specializ1 ri prime (anche bozzoli e filati di seta) per ba- zare quelli esistenti; e anche in questo campo _in1 e lutto il profitto sulla semplice lavorazione, teressano le fom~ture di concimi chimici, di an11 c I b
assai più conveniente. dov.e possibile, ticrittogamici, di macchine, attrezzi, utensili per
p111durr in casa le materie prime, determinan- la vigna. per {° trasporti, per la cantina, e via dilo11r
ì nch maggior costanza di tipi .
e-en do.
J.' v \ poi ricordato che dalle piante tessili stesLe stesse ragioni potremmo ripetere , con leg-
41
LE I. ! . I.
= == = = = = == = = = == = == == = == ==- == == == = = == == = == = == . = == == = = = == == == = =
,,
.gere varianti, per la birra, a cui occorrono ri1° Vini da gran consumo, vini aromatizzati,
fornimenti assicurati di .determinate qualità di medicinali, spumanti, distillazione deHe vinacce,
orzo, di luppolo, e di lieviti : per il sidro, che cremortartaro, acido tartarico, vini di frutta e
troppo facilmente vien considerato come una di miele, birra, alcool, liquori, estratti, essenze
specie di ripiego per le annate di eccessiva pro- · e simili.
duzione, mentre esso non potrà mai diventare,
2° Zucchero, amido, fecola, conserve, dolci
com'è in Francia, una industria stabile, se non di frutta, conserve alimentari, ortaggi e legumi
è ass:curata la corrispondente coltivazione di disseccati, pasticcerie secche, biscotti, paste alifrutta adatte allo scopo.
mentari.
E non ripeteremo qui cose già dette in altro
3° Prodotti caseari, preparazione e lavoraziomomento circa le distillerie, nè ci arresteremo ad ne di pellami, d i lana, di piume, di raschiature
accennare ai rapporti strettissimi fra oleifici indu- di unghie e di coma.
striali e olivicoltura.
4° O}ii di semi, di ulive , di noci, ecc., paLo scopo di queste considerazioni è di richia- nelli, saponi, glicerina.
mare l'attenzione delle classi industriali sulla
5° F abbricazion~ d~ concimi chimici, e di
opportunità anzitutto di dedicare maggiori e p:ù concimi organici concentrati, di preparati antivaste iniziative alle categorie delle industrie a- e:rittogamici e insetticidi.
grarie e alimentari, e a tutte quelle che con esse
6° Industrie tessili e industrie seriche.
si connettono; e sulla necessità che per svilup7° lndu tri e del freddo e dell'essiccamento
pare tali imprese, si stabilisca una specie di saldatura permanente fra industria e agricoltura, per per molti prodotti agricoli; fabbricazione di mac...
assicurare · e sopratutto per jndirizzare le produ- chine, attrezzi, uténsili per l' esercizi'} dell' agrizioni di ' materie prime nel senso voluto dalle in- coltura e delle accennate industrie.
8° Valorizzazione razionale dei terreni mondustrie, ed eliminare con usi agricoli ogni resituosi e di quelli paludosi o incolti.
duo o cascame.
·
Se tali concetti troveranno pratiça attuazione,
Tralasci ando altre minori industrie che dalle
ne deriverà certamente una profonda trasforma- produzioni agrarie e zootecniche ricavano le loro
zione de11' economia agraria di molte regioni, sia materie prime, come lavori in vimini, scope,
perchè . verrebbero messi in valore terreni che spazzole, tannino, acido citrico , alcuni colori vesono tuttora improduttivi o di pessimo rendi- getali, alcuni medicinali, e via via.
Ciò che impo.r ta, e che ha determinato queste
me~•-to, sia perchè si conseguirebbe più .rapi8amente la ,d esiderata ll1a.Z1ionalità delle coltiva- considerazioni generali, è di stabilire che quasi
zioni, sia infine perchè la sp~cializzazione di mol- sempre certi insuccessi , che lasciano molti ~grite colture sarebbe attuata soltanto dove esistono coltori sfidu ciati, sono da attribuire specialmente a difetto di organizzazione tecnica, non tanper esse le -condizioni più adatte.
Se l'industria si interesserà d :rettamente ad to per ]a produzione delle materie prime, quanajutare ed assistere le produzioni agrarie suscet- to per la loro p: ù razionale trasformazione, mantibili di lavorazioni industriali, non per questo cando appunto agli agricoltori la guida degli in,
si verificherà necèssariamente un mastodontico dustriali .
L'agricoltore che già manda i cereali al molino,
organismo agrario di produzione , come alcuni
potrebbero temere, bensì un ooncentramento de- i bozzoli al ,filandiere, gli animali al macello,
gli svariati prodotti forniti da g randi e da picco- le pelli al1e concerie, · le barbabietole ai zucchele aziende, per passare direttamente a moderni rifici, e non pensa a fabbricare la fecola, nè
impianti i:pdustriali che, evitando o riducendo paste, nè biscotti , parimenti dovrà abituars~. andi molto le spese inutili, provvederanno a tra- che se proprietario o socio di stabibnenti indusformarli, rest:tuendo all'agricoltura utili residui, striali, anche a mandare l'uva agli ~tabilimenti
ciò che consentirebbe maggiori lucri industr:ali e ènologici, il latte ai caseifici, i semi e frutti oleosi
mig~iori prezzi per i prodotti agricoli.· in altri agli oleJici, e anche materie prime alle distilletermini, il frazionamento della proprietà rurale rie; m .a occorre assolutamente che tutte queste
può essere controbilanciata daU' accentramento industrie si organizzino in modo di assistere l' a relativo delle lavorazioni industriali, che restan- gricoltura, per assicurare o migliorare i mezzi
sminuzzate, non possono essere lucrative .
d i produz:one e lo smaltimento dei prodotti stesLe iniziative italiane potrebbero così, con limi- s.i; in ciò consiste la necessità di uno stretto e
tata importazione di materie prime, dedicarsi con costante collegamento .fra l'industria e l' agricol-sicuro profitto , e secondo le più convenienti con- tura, . che può bene giustificare il non felice, ma
d izioni. locali, a lavorazioni notevolissime che pur espressivo bisticcio : industrializzare l' agripos,s iatno tutte raggruppare nel seguente modo: coltura, e agronomizzare l'industria.
do
Prof. Dott. Cesare Forti
Libero docente 'nel Politecnico
di Milan.o
I )rof. Giuseppe Signorini ,.
'industria
Il t :tolo sembrerà macabro; ma non saprei tro•,1rne uno megEo corrispondsnte alla realtà.
1 rospera, ne!ile città popolose del rnostr•::> paese ,
11n ' industr.ia, che ha acquist~to grande imporI mza e dà lavoro a molta gente, quella che si
1 hiama comunemente Impresa di arredi funebri,
1 Impresa di trasporti funebri o anche Impresa
, !1 pompe funebri.
del
motti
sa come, ·anc'he que1He dei vost:ri faimi,l iari o dei
vostri domesti.ci e si presenta al padrone di casa
con aria compunta, balbettando sommesse parole di condoglianza.
·
Voi non lo avete mai veduto : ignorate chi sia;
ma egli si presenta a voi con una cera così mesfa
e con un contegno . così corretto, con una compostezza così studiata per l'occasione, che voi
qualu nque classe sociale apparteniate, il sentite il bisogno di ascoltarlo con tutta la P.regiorno in cui vi capita una sventura dome- mura e ~on la magg[or corte~ia che sia consen' dieci, venti minuti, al massimo mezz'ora tita dal vostro dolore.
he j} vostro congiunto, il vost~o ospite ha I Chi è?
1 1l
la vita, il campanello di casa, sonato
È l'impresario delle pompe funebri. Viene a
udiata discretezza, v.i annunzia che qual- esprimervi le sue condogLianze, tanto più sincere
rre da voi per confortarv.i, per darvi aiu- quanto maggiore è la s,peranza che possiate valoroso frangente. È un signore vestito lervi dell'opera, ahi~è ! non disinteressata, di
, 11
e 1ri
leganza, quasi sempre di neroL che lui. Egli sa di giungere in un brutto momento,
I
11p r to le consegne del portiere e, non s1 sente di offrire dei servizi poco graditi, dei quali
43
LE I. I. I.
·
- - - - - - - - - - - - - ·- - - - - - - - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
avreste fatto a meno assai volentieri; ma è profondamente persuaso che potrà esservi cti una
utilità incommensurabile.
Diffidente, sulle prime, deliberato di non volerlo ascoltare o almeno d~ non consentirgli molte
p.arole, finite per convincervi, quandq vi avrà
detto tutto, che potete affidarvi a lui come a un
vecchio, fidato amico, che è informatissimo della
vostra potenziaEtà economica, dei vostri gusti,
delle vostre relazioni, del!a vostra condizione
sociale.
Quel bravo signore è in grado dì togliervi ogni
sito oltre la barriera, l'assegnazione del posto al
cimite o o l'urna della cremazione, il carro fu nebre ... , tutto in una parola potete affidare a lui.
Questa è l'industria di lui.
E poichè questo industriale è un capitalista,
non vi chiede un centesimo in acconto; paga
tutto, soddisfa tutti, e vi rimetterà poi con signo rile longanimità la fattura, nella quale pagherete ·
anche le righe di pubblicità per la sua Ditta, che
egli ha fatte stampare nei g:omali sotto la partecipazione di morte.
Di tutto, ve 1o assicuro, sarete sodisfatto; in-
pena, ogni cura, ogni fatica, ogni pensiero. Egli
può, se volete, pensare alle denunce della morte
a! Municipio, provvedendo ai quattro testimoni,
che non hanno mai saputo probabilmente fin lì
dell'esistenza del defunto· eg:i .farà stampare
sui giornali la part~cipazione di morte nel testo
che gli favorirete o che, occorrendo, vi suggerirà, ammaestrato dalla lunga incresciosa pratica;
egli provvederà ai ceri da accendersi nelìa camera ove è spirato :il vostro congiunto, o a mettere in ordine, se lo desiderate, una bella camera ardente .
L' avv:so al medico comunale, la cassa mortuaria, j permessi di seppellimento, quelli di tran-
fatti quel s:gnore , o un incaricato di lui, con soprabito e cappello a cilindro, accompagnerà il
vo tro morto anche al cimitero o al tempio di
cremazione, inoltrandosi, a capo scoperto, nella
città della morte e rivolgendovi la parola con accento mesto e sommesso che non turbi la reli gione del vostro do ~ore. La presenza d i lui vi da
garanzia che tutto procederà in ordine e inappuntabilmente.
A voi non resterà per molto tempo e forse per
sempre che una curiosità acuta; quella d~ sapere
come quel bravo e premuroso s1gnore potè conoscere l'ora, anzi il minuto della morte del vostro
congiunto, del vostro ospite. E la curiosità si
44
- - = = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = - - - L'INDUSTRIA DEI MORTI
,, uirà di più, ricordando che dopo di lui altri
inq ue, altri dieci impresari, a distanza di minuti, si precipitarono a casa vostra, o dal vostro
I rtiere, nell'ora Luttuosa, ;per offrire il'opera
p opri a, o vi scrissero una lettera di condoglian11 e d i offerta, o vi telefonarono, o vi fecero parli re da amici :intimi della famiglia, o vi lascialt no, con discretezza divenuta ormai antidilui na, un cartoncino con l'indirizzo del negoz '. o
il, po mpe funebri.
Poichè ognuna di queste imprese ha un ne•ozio, due, tre, :in vicinanza dei grandi spedali,
ta, che serve al cliente dentro ventiquattro ore,
giacchè soltanto pochi originali possono avere il
pensiero di procurarsi in vita la cassa che dovrà
accogliere le loro spoglie dopo la morte, come
fece l'ammiraglio le]son.
1 rossim:tà dei cimiteri, nel centro della città,
Alcuni marmisti , che hanno per lo p :ù il loro
1
I 11
***
òn pochi ricchi invece acquistano il posto nel
cimitero o vi fabbricano la cappeJla o vi omanD
la tomba.
,Il che alimenta talora l'arte pura, architetti e
scultori, e sempr.:~ marmi,s ti, scalpellini, muratori,
fabbricanti di oggetti in ferro.
Il periferia .
laboratorio presso il cimit~ro , viivono d~ un anno
J•: gni impresa ha carri funebri bianchi e oro all'altro e prosperano, facendo croci, scolpendo
I' r i bambini, carri di prima, di seconda, di piedistalli di croci, piccole colonne spezzate , pic-
11,
1, , , cl sse , carri automobili e carrozze di ac0111r>c gnamento per il sacerdote che deve seil carro o per i parenti e gli amici, che vocompagnare il defunto sino all'ultima
coli monumenti più o meno estetici o addirittura
antiestetici . E costoro hanno anche un'altra industria : quella di incidere gli epitaffi suite lapidi
e di rinfrescare, con la vernice, le inscrizioni
scolorite dal tempo.
La invettiva del Giusti non ha fatto fortuna.
gozi sono p:ieni di casse mortuarie di
a, d~ ogni spessore, di ogni grand~zza, La ricordate?
Per me, la lapida
i gusti , per tutte le fortune, per tutte ,
Mi fa .spavento :
V o' fare un lascito
' una merce che bisogna tener pron-
43
LE I . I . I.
== ==
===
== == - -
= == = == = = ==
== == == == ==
Nel testamento
D' a,n dar tra' cavoli
Senza il cc qui giace ».
Lasciate il pross,imo
Marcire' in pace,
O parolai,
O epigrafai
O vendilacrime ,
Sciupasolai.
Il lusso, la moda , il desiderio di segnalarsi,
molta vanità, talora anche sincero sentimento di
riconoscenza e di affetto e il fermo proposito
della pubblicità alimentano queste fìorentiss,i me
industrie che vivo no sui morti.
L'unico produttore, che non è mai riuscito a
guadagnare un soldo , servendo il pubblico che
onora i suoi morti, è il letterato . La gente crede
di fargli onore rivolgendosi a lui perchè scriva
= = = = = = = = == -
==
=
~
-
== == -
=-
l'epigrafe, il più difficile genere di componi mento
·che si conosca; sicchè, ottenutala, si sco rda ma.gari di ringraziarlo.
Mentre, viceversa , chi ha il culto dei morti, alimenta volentieri i custo.d~ d ei cimiteri , i qua~i e sercitano l'industria lucrosa di annaffiare piante
votive, di pulir~ le cappelle, cioè lustrarne le
parti metalliche, di co llocare fio ri.
I fiori! Ecco un'ultima i ndustria largamente as s ~stita da chi onora i sepolcri ; gentile e nobile
costumanza che fece dire dal Foscolo nel carme
immortale:
. . . . . Celeste è questa
Corrispondenza d ' amorosi sensi,
Celeste d ote è negli umani; e spesso
Per lei si vive con l'amico estinto
E l'estinto con noi.
Prof. Giuseppe Signorini
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NOVEMBRE
1919
Tutte le notizie, i da.ti, le a.rgomenta.zioni o
giudizi contenuti in questa. rubricà non impegna.no a.ffa.tto le I. I. I. che per comoditèt dei lettori
raccolgono ogni mese diligentemente e obiettiva.mente in questa. ra.ssegna. qua.nto di più saliente i principali periodici ita.lia.ni politici e tecnici
pubbliGa.no su problemi e questioni d'interesse
industria.le, finanzia.rio, a.gricolo e commercia.le.
N. d. D.
LO SPIRITO DI CONCILIAZIONE
ambiziosi disegni. Gli operai si cons~de:rano sul
piede di guerra contro gli industriali : ogni comDEGL'JNDUSTRIALI ITALIANI
In verità lo spirito di conciliazione degli indu- pe ·zio ne una b3 ttaglia; ogni batt~glia una fase
striali italiani è assolutamente fuori di dubhio .
Essi, i primi in Italia, hanno insistentemente parlato, scrive la Tribuna, di collaborazione di classe; essi i primi, fra tutti i paesi anche più progrediti, hanno adottato le otto ore, malgrado difficoltà tecniche e sacrifici economici assai gravi;
hanno concesso aumenti di paga, commissioni interne, sabato .inglese, indennità di caro-viveri e
quanto altro era umanamente possibile. cc Il capi« talismo industriale cedeva in modo impressio« nante alle nostre richieste » confessano gli stessi operai nella circolare della Federazione Metallurgica . .Ma questa arrendevolezza, che era desiderio since:ro di un accordo durevole, fu scambiata per « paura >>, e « paura >> la chiama senza
ambagi la circolare.
Allora, non sappiamo se per riflesso o per Gemi:lice coincidenza, di contro a quello che gli industriali attestano loro spirito di ·conciliazione si
produsse quello che la Confederazione del Lavoro dichiara cc incontentabilità operaia ». Ogni concessione, lungi dal soddisfare le cc rivendicazioni» degli operai, non faceva che rinfocolarle ed
accrescerle; e come se veramente desse la impressione d'una debolezza progressiva del!' avversario, non serviva che .a provocare nuove e
più larghé rich:este, ad accendere nuovi e più
48
della lunga guerra; ogni eccesso un passo avanti
verso la vittoria finale della espropriazione economica e politica della borghesia. Donde un succedersi incessante d i movimenti, di. agitazioni e
di scioperj, o consapevolmente rivolti o fatal mente riuscenti a disorganizzare e a paraljzzare
la produz:one. Sulla quale - più ancora che la
scarsità del rifornimento di combustibile e di
materie prime, le difficoltà finanziarie, la riduzione degli orari e l'accrescimento dei salari grava il peso ormai insostenibile di questa cronica
cc ;Ìncontentabilità operaia ».
È pos ibile ridurla. questa <e inconte11tabilità J> ,
pur tenendo il debito conto della perdurante nevrosi di guerra, nei limiti ragionevoli d'un umano
anelito di miglioramento? Sì, se l'operaio vorrà
lealmente tendere a un nuovo assetto socialmente p~Ù giusto, ec~nomicamente più ricco, politicamente più puro: no, evidentemente, s'egli mira a rovesciare tutti gli altri valorj per imporre,
unico, il -suo.
È necessario che la borghesia italiana, e la b~rghesia produttiva in ispecie, si ponga chiaramente questo dilemma. E sia pronta come a secondare con perfetta lealtà un 'intesa, la più larga e
la più equa possibile, con le classi operaie, così
nnche a impedirne le rovinose follie; di cui la
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RA SSEGNA
DEL M O VIMENTO INDUSTRIALE /T ALIANO
sarebbe seguir,l e in un andazzo che minacdi jpara!Esi progressi.va lie attiviità produttrici ,
11dl ~ quali nella realtà delle cose è riposta la sah1te del nostro , come di ogni altro paese civile.
prim
i,
L'ONNIPOTENZA ~UROCRAT/CA
discussione dell'antitesi tra Parlamento e
cati apparterrebbe al solito accedemismo,
11 n a vrebbe nessuna seria conseguenza politica
111111 diata, se non contenesse un grave e reale
111 1 i olo , dissimulato sotto le .formule astratte,
111, non perciò meno presente. La svalutazione
le i Parlamenti, mentre non avvicina di un passo
I r alizzazione dei sindacati, in quella forma
11101 i tica che viene vagheggiata, accresce smisu1 ,tt,mente un'altra forza già presente ed attiva,
p111 , tta quindi ad appropriarsi di quei vanta_ggi
di quelle prerogative, che vengono leggermente
, t rdate alle così dette capacità tecniche, in
, oufronto deg1i organi meramente rappresentaI iv1 Tale forza è la burocrazia : quella burocra; he n on è una formazione contingente in seno
un certa o·rganizzazione dello Stato, ma è un
11
11
nto ne.çessario di ogni organizzazione pub1,li , o privata, che ha raggiunto un certo grado
I, viluppo.
oi l'abbiamo veduta accrescersi
111i uratamente non solo neir amministrazione
1 11 h lica durante la ,g uerra, me nelle stesse indudovunque le necessità di un vasto lavoro
mune hanno creato grandi accentramenti di
111d
Il I
it' .
nipotenza burocratica, che offre le così dette capacità puramente tecniche e amministrative? Certo, sarebbe stolto riprovare la funzione della burocrazia nel ;uo complesso, se essa nasce da un
differen21Ìamento organico del lavoro sociale :
ma ciò ch'è riprovevole è l'impetuoso straripare
della burocrazia dai propri confini, in seguito al1' attuarsi di quella particolare funzione politica,
che, sola, poteva valere come un freno efficace.
Le esperienze della guerra sono di una eccezionaG.e ,graviità : via via che i'l Par.lamento cessava
di esistere, abbiamo assistito a un progressivo
assorbimento delle sue funzioni da parte di una
burocrazia, priva di ogni controllo e avente !Ìn sè
s tessa e nella propria capacità di espansione il
limite della sua attività. ·
Così ancora noi scontiamo le conseguenze disastrose delle politica . apolitica della guerra, che
ha fatto dello Stato una mole congestionata e artritica, priva di ogni attiva reciprocità di scambi
tra i suoi eù,eme:nti alJ'intenno e di ogni fac-iae e
pronta azione all'esterno. Coloro che sognano
il trjonfo delle capacità tecniche, non hanno da
sbi,zzarrirsi troppo con la .fantasia : possono riconoscere le loro aspirazioni già attuate, tranne che
n e] nome, nel1a sostanza stessa delle mille organizzazioni burocratiche, sorte all'ombra dello
Stato durante la guerra.
IL TRATTATO DI LAVORO
FRA L 'ITALIA E LA FRANCIA
) , c he cos'è, scrive G. de Ruggero sul T emIl trattato di lavoro tra l'Italia e la Francia, fir_
i. negazione di ogni specifica capacità poli- mato a Roma jl 30 settembre 1919, viene a prennon una lancia spezzata in favore dell' on- dere un posto cospicuo nella serie di accordi e
N DUSTRIALI
'
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Non esaurite le vostre energie
el v ano sforzo di affrontare da
oli le grandi. difficoltà dell'ora
resente.
Soli, sarete travolti.
Uniti, sarete una potenza~
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I l I,
49
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convenzioni in materia sociale, esistenti fra i due
paesi. Si deve alla cornvenzione del 15 apriile
1904 l'inizio di questo nuovo ordine di accordi,
che in successione progressiva sono venuti a costituire un corpo, ormai notevole, di disposizioni
_di cosidetto d:ritto internazionale del lavoro, di
cui possono attendersi ancora rilevanti sviluppi.
La convenzione del 1904 ebbe per nota caratteristica, anch~e nel suo aspetto formale, di non
disciplinare immediatamente determinate materie, ma di essere piuttosto un pactum de contrahendo nel quale erano indicate le materie ed i
prihcipi informatori di successivi accordj che i
due Stati si obbligavano di negoziare. La prima
modesta, ma u6le fìgliazione di quella convenzione, che non impropriamente fu detta la maf!na charfa del diritto internazionale del lavoro
fra l'Italia e la Francia, s1 ebbe con la convenzione addizionale 20 gennaio 1906, la quale provvide a regolare il trasferimento dei depositi tra le
Casse di risparmio ordinarie, integrando così un
accordo relativo alla Cassa nazionale di risparmio
di Francia ed alle Casse postali di risparmio d •Italia, già annesso al trattato del 1904. Seguì a
breve distanza, la convenzione 9 giugno 1906,
relativa al trattamento degli operai nei casi d'in..
fortuni sul lavoro. È il primo accordo di conte-
50
nuto _sostanziale : è da rilevare che esso, pur richiamandosi all'impegno risultante dalla convenzione del 1904, in realtà supera .felicemente i limiti di quell'impegno, attuando nel regolamento
di tale mater:a il principio della piena parità di
trattamento, senza una grave restrizione che pure
era stata espressamente prevista nella convenzione fondamentale. Ciò significava, scrive A.
Perassi nella Vita Italiana, che uno spirito progresslvo animava la costruzione, sia pur lenta.
del nuovo si stema di accordi.
IL CREDITO DELLO STATO
E LE PICCOLE INDUSTRIE
Già prima della guerra in Francia vi fu una
campagna a favore del credito dello Stato da
estendersi alle piccole industrie. Da noi questo
progresso democratico è prematuro, perchè non
siamo ancora disposti ad iniziare una pol:itica di
conservazione a tutela delle classi medie, sebbene sia prossima l'ora. Ma per le fabbriche di
prodotti da esportazione o a scopò di emancipazione aFmentare e industriale- l'intervento del
credito di Stato oggi è già concepiibiJ1e e sopportabile· anche per i portatori della mentalità liberista, o germanofìla o americanofìla. Bisogna na-
RASSEGNA
DEL MOVIMENTO
INDUSTRIALE
ITALIANO
I 11 r ]mente che il progresso legislativo concepi- 1oro eperai. La liimitazione deL1 a giornata di la-
i ,il si verifichi sul binario del diritto preesistente. voro ad otto ore, con i ,larghi mar;gini di Libertà
I tra tta, ,invero, ,di allargare analogicamente il
11umero e il campo di azione degli enti pubblici
,1
m i-pubblici ammessi al credito di Stato, et n dendo il sistema delle autorizzazioni legisla1iv vigenti, sempre per ragioni di utilità econo111i
nazionale.
Lcco perchè già fin d'ora, scrive Mario Ralli
1H !l'Economista lta1iano, si invoca l'estensione
e I Il
leggi nelle funzioni della principale Banca
d i tato , che è la Cassa Depositi e Prestiti a fa , r d e le imprese che assai più dei lavori pub1, li i comunali e provinciali potrebbero garantirci
I' umento della produzione : quali le bonifiche
1c I, u lico -agrarie, le trasformazioni di latifondi,
I,• ocietà agr:cole, le società edilizie, le indutri nuove di utilità pubblica , sopratutto alimen-
1
r
turalmente la Banca di Stato non potrà mai
I ,r il credito diretto per questi scopi! Si tratta
cli r a re enti di dir:tto pubblico concessionari del
, rvizi o di distribuzione del credito di Stato a
1111 vi scopi di utilità pubblica comparabili agli
!I nali . E non si tratta mai di vero credito a inle
se inferiore al corrente ; perchè la Cassa D e l , iti e Prestiti d. a il danaro al saggio normal e,
, chi interviene per ridurli a proprio onere è il
lini tero competente per maté ria, che si addossa
101 1 parte degli interessi in ragion e del grado di
11 tilit p ubbli ca da conseguire attraverso la sp e1dazio ne favorita.
I•: ·ò potrebbe avvenire anche per la seconda
d i_ StatÒ , che è l'Istituto azionale delle
ur a zioni. Questo a termini dell_' art. 15 della
I,
4 aprile 1912, n. 305, può scegliere fra 8
,I gorie di impieghi dei suoi fondi; ma ha g ià
li r to con leggi speciali nec~ssari_e il suo inter•11I a favore di enti agrari _vigilati_ e garantiti
d d Ministero di agricoltura , e nulla osta che posf r lo stesso a favore di enti industriali e.reati
, I , I Mi nistero dell'industria per promu_overe nuo f b riche. Si tr.atta pur s¼;qipre di preferire,
I r, t otivi di pubblica utilità , certi investimenti
li attualmente son meno lucrosi, ad altri che
11 I
ro oggi più convenienti e sicuri, ma non
Il, , 1 al fisco idieaùi di maggiori entrate futur e
Il
zione speranze di futura emancipazione
TURA DELLE MAESTRANZE
vim ,bo 0 8:ierno, che tende a introdurre
n ,Il' officina ,e ad i111trecciare sbrettatudio aJ laV10ro, comincia a far prosei dirigenti le grandi 'i ndustrie, che
a introdunre ,n ei bi1!anci delle 1-oro
nuovo capitofo di spese genera-li per
oltura e di educazione a favore dei
e di riposo ch'essa lascia, ha consigl,i ato allle a ziende più florid e e p iù consapevoli deiì foro stesso jnteresse J' attuazione di un programma d~
provvedimenti intesi a crear,e , vicino all'opificio ,
v,e ri e prop.rii centri capaci di alimentare la vita
intelJ.ettuale degli operai : scuole , biblioteche ,
p ailestre e campi di giuoco , saJ1e di convegno e
di ricreazione , dove la mente e il corpo nacquistano il senso delila divina J.ibertà e accumu~ano
111uove energie d~ vita e di 1~<1.voro .
La Ditta Pi11eHi , scriv ei · 'Evoluzione Sociale
cihe ne' due suoi sta bi,li rr1;rnti di MiJJ. aino e delL a
Bicocca impiega circa oe '".emila operai, i quaE,
con le loro famiglie , formano Ja popo lazione di
un 'intera città poco meno grande di Fiume, si è
res·a conto fra 1e ipr.i m~sswne c:Le11e necessità di
un'azione •meditata ed organica per la coltura
generale e tecnica d ehla sua ,m ano d'opera.
La magnifica vi·lJ:a cinquecentesca della Bicocca , che fu ,un tempo fastosa riesidenza estiva
di magnati ed è o ra monumento naziona1!1e , già
q u asi tutta restitu ita al suo pristino stato, è la
sup erba sede che la Ditta · va appr,estand'o aHe
istituzioni ,educative per la sua grand e famigl i~
l'av,oratrice .
·
ldea~e Casa d ella Coltura questo v_e c ~hio ven erand o edifici o che ora si prepara ad acèogliiere il popolo nuovo p er ofhir-~ i !·o strum,e-nto -al
tutte le asce nsioni!
·
Questo edificio ;Ìn mezzo al verde ha, ne' suoi
vasti cor.til,i, per rr e sue scale , nelle sue au1'e , che
anc-ora rivelano i segni dedf antica decorazione ,
una SJUa anima silenziosa e racco,lita, che invita
aihla calma attività deHo spirito. Sembra uno di
quei centri di studio che le giovani ci.ttà americane si fabbricano in mez210 a grandi parchi ,
con ÌII1 più II1atùra,l menbe la siuggestione che emana dalla vetustà dell · ambiente.
·
. Un portico 1uminoso adduce al giardino d' in fanzia, o cas,a dei 'bamb~ni, ·che accogli,e i hi,mibi
degli operai abitanti neHe immediate adiacenze.
Per i figli degli op·e rai che abitano più ontano ,
la Ditta sussidia i giardini d'infanzia di Ni g,uarda, Greco e l' asill o Carlo Ciceri.
Ampie auJ,e a tie11reno vanpio rapidamente trasfonmandosi in bene attrezzate paJ.estre giinnastiche , con annessi servizi di bagni, docce, sale
di riun~one, e vasti corti1i adiacenti per gjli esercizii all'aria ap erta.
Ma a l,l · educa zion e fìsica è fatta una ben p iù
cospicua parte con la creazione di un campo di
giuoco per i1l calc,io a poch,i passi dalla sto.rica
villa. La grande spiain.rata si offre alao sgill'ardlO
dall'immensa terrazza coperta che corona I' edificio; e ~ntonri.o le gira una pista podjstica , in
attesa che la cicEstica sia compiuta. L1 program1
1
51
LE I~ I. I.
====
=
= = == - = = - = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
ma dei Gruppo Sportivo fra gli Operai e gli Impiegati che svolig e J,a sua _abtiività con questo ricco
comp1lesso di mezzi messi a sua disposizione daiaa Ditta, si integra e perfeziona con gite tturistiche istruttiv,e .
LE CONDIZIONI DELL'INDUSTRIA
Le condiz,ioni ddl'industria italli,ana, di tutta
l'industria considerata attriavte rso [e grandi correnti degl',inter-e ssi comuni, sono le più critiche.
Essa si trova in runa situazione di ipairtioof are
svantaggio sopratut ,,,, iPer Je consegruenze delJa
~ •erra sulJ•a propna r, a hizzaz-ione.
Poco o ma1e svia'UJP a~ sotto molti aspetti e
in parecdhii mmi, gran parte delfl,ndiustria itaJiana iha ,à vuto neliLe esigenze delJa gue_rr,a l1iil 'impulso prodigioso. Lo sforzo pieno di geinia:lità
e di prontezza coimpiuto dal Paese tra il gen111aio 1916 e il Jugilio 1917, rest,e rà una del!l,e cose
[Più memorabili d ella guerra. Certo che gl'impianti sorsero prodigiosamente e la iproduzione
be1lica potett•e covrispondere m g.ran parte alle
esigenze della ,guerra.
Ma cotesta stessa prontezza poritava in sè un
inconvieniente naturale, .agigravato certo da!lJ.a de6cienza di criteri seriamente industriali eid1 orgaruzzatori nei [PO't eri direttivi : l'improvvisazione.
lil prii.naipio che r,e g10il'av.a 1a {Produzione di
guerra n0111 era, scr~ve il T e_mpo, quello economico olidiinario : Oa maggiore produzione al
minimo costo; sibbene la maggiore prodÌ\.IZ1one
a qiuaftunqiue cos,to.
Ond'è che ,pll.l!I traverso l'im1iegabile geniailità
e proptezza deJJe :iniziative l'industria llJUOVa e gli ampJ~amenti di quieillla esistente - furono
onganizzaiti con criiterii economici mo lto discu1
1
tibili.
Quehlo stiesso principio economico della maggioT•e produzione a qualunque costo, e la deficienza di cri te rii direttivi appropriati, favorì ano'he notevoilrrnenre un',ailtria !tendenza naituralie,
cioè il a concorrenza diel.Je iniziative verso ii generi
d'ilil,dustr:Ìa iP:ÌÙ facili e più iiedditizii; a ciò si aggiunsero gli ampliamenti viastissimi di tailruni impianti che si organizzarono per le straordn.arie
esigenze di igiuerra, e quiin:di J'iimmediartia conseguenza dì un'inch.1stria ipletorica in certi rami.
Gotesti . ,d ementi di sioum sV'aJI1 tiaggio che a vrebbero dovuto essere eliminati con cafana e g,radua,1 mente s'illlc-ontrarono invece, appena dopo
J'armistizio , in altre notevoli difficoltà. Prima
· fu-a tutlte quelJa dehl.e materie prime [a quaà•e nQn
va oonsidera'ta solta111to sotto l'aspetto del diffìciJ,e approvvigionaimento, ma sopratutto sotto
que1lo de1l,l e oonsegrue,nz,e eco,111omiche.
Perdhè r!!Jldu•sllria itaJ.:ia1I1a sii trova in questa
paradossalle situazione : priva di m>aterie prime
1
52
e scarsa ,d i .noJi essa 111e è tributaria a quei paesi
esteri che failll10 cambio molto alto sulla valiUta
ntaliana. Produtrt.rice dà merci finite essa deve
subire la concorrenza di quei pa esi che hainno
valuta molto dep.nezzata rispetto a:lila vaùuta itaJiana. ,o di queit1e alltre che pure avendo aig,Ìo su
di qruesta, hanno però, [Per Ja dirsponi1bilità delle
in:i,aterie prime proprie, costi miriori dii prodiuz10111,e.
· Sì clhe la situazione si riassume in quesbo paradosso eco111omico : costi, a•lti e prnspettiva di
prezzi inadeguati .
E non è tutto, perchè è vieruuta ad agigravarla
la qruestioine operaia con Ja limitaz-ione delJa
giornata di t! .avoro, IP~ma che g,li a ·À:ri (Paesi in
condizioni piu favorevo[d l'avessero uguailmente
adottata. Ond'è che la mano d'opera è ve1J1uta
a rappresentare un 111uovo elemento di svantag1gio nella co1I1,Cor.r-enza dei mercati inter.nazional~.
Con quest'altra conseguenza abeTir.amte ohe la
:riduzione de<lll a ,giiomata assiicuraindo maggiori
profitti ,aJla massa operaia, contrariamente alJ.e
prievisioni di tutti ~li econo~sti estremi e deg,li fUIIDanitam, ha finito per oreare una diminuzione delJa produzione.
E oggi è p11eèisamente accertabile sul me.reato
i tau ano per molti prodotti di CJUi ItaJia era e 5iportatrice, che il fa1bbisogino interno è illlSoddisfatto, e la produzione non Tiesce ad aumentare.
1
r
PROTEZIONISMO E LIBERISMO
Ghe rltaJlia abb.ia ttma necessi,tà ass'0 luba di
far V-ÌV'ere la sua industria e di sviluppanla, è gene.raJ.mente iriconosciuto. Dove [a discrepanza
sor.ge è S1Ui mezzi per assicurare questa vi:talità
alle 111ostre i1ndustrie.
Secondo ailcuni, inasprendo~ d,e tariffe doga1I1ali, ,ahandosi i dazi contro te proivtenienze ester,e si egue una pofltitica ~a q1Uail. e ha dato i
frutti dri un esageraito sviduppo di certe industrie
(qu,ei!Je siderurgiche specia1menite) a danno di
oerte éilltrte e di inasprimento ideJ costo della vita.
Essi ri.volgo1I10 runa vivace op1Posizione contro
[a tariffa ,g1eillerale :proViViÌsoria in via di attuazio ne e, IPUT non negando c:he le atttuaili condizioni
dell'industr,ia esiga.no un ifegime protettivo, vorrebbero ridotti i · dazi fissat,i ne!lila tariffa gteneiral,e e ili1m i.tata ila protezione per modo che entro fUilO spazio di 10-15 alimi si possa entrare in
,piena J.iher;tà di comm eroio.
I protezionisti, iÌnvece, ~nsistono su.Ifa niecessirtà :indealanabil,e di [Pioteggtere .lie nostre !industrie
per ottrrurle rallo stato di inferiorità .rispetto aUa
'iindusbria straniera, per libe rarùe da,} pericolo che
le minaccia d~ r;estar sopraffatte.
Essi si rifa1111Ilo, scmve F. Giorgi sull'Avvenire
d'Italia, aiHe _c ondizioni de.I mercato initemazio1
1
1
1
RASSEGNA
DEL- MOVIMENTO
INDUSTRIALE
ITALIANO
llll llllllllllllllllllllllll llllllllllllllllllllllll_
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1
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1, ,
a1l doviere soc'i ale , che si r.iicoingioo,g e a qu elonomrico, ,d i adottare llllil.a politica che as11 mi
tutti i ci11:tadi1ni neillJ.'interno dd· Paese un
or rimu1neraton~ e non ,l i cosbrinrg.~ s·emprte a
1 1rlo p_r1esso all\tm Pa,esi, dove pure con lo stes11 p r p osito di, 1Prefurit1e i cittadini sj cieoca i,n
, it I i i mrodi di resb:uingiere J·a -imm~grazioine de i
l or tori stra111iieri. P.ro5!Pettano !I)UTe idh,e -I,a
11 1 rn ha sviiluppato neù II1l0stro Paese le priinciJ 'i indusbri,e esistenti ed iha dato un impulso
, I i imo a qucl~e che eiraino ri,m aste· alilo stato
11i:r: i l
rudimentale a ca1Usa dei d,ifetti e de'lJe
e 1111( d 1Ja tariffa doganale pre'beJ,u ca.
1
11< r putarsi oppo.r tuno ed util e all'inter-esse
1 1i onnl, , essi domaindano, costringere queste
I indu trie tutte a restringersi ail lo stato antel11, o, . va1utam.do il ffmo capitale, chiudendo
I, I I ilim n ti e mettendo sul Jastrioo gli operai
I
i1111 rl re daU'estero i loro prodotti?
I• 111 11 11b queste drue concezioni si presentao l d u e rispetta,b ili ed efficaci rimedii , ed
11 n
ono iiin r:eail tà che diùe saldissimi e
,e ol . i imi scogli . il1 1Pilota dleve essere più
1> rt
e ip:iù &ie animato di huoina voilointà,
:v
la nave dai due opposti, imminenti
, ,li N
ten endo esatto conto diel,l•e attiuali
11cli:r: ioni
lJe ind'UIStrie , si risc!hia di annu1lla11e
I
II
gtli effe.tti della pwtezione, riconosciiuta uruv.ersa1me1nte come nreoessar.ia ed adottata dia tutti :
andando a itutto vapore verso fa protezione , s.i
Ìincappa in certi eccessi che danno uin (mezzo dii
sostentamento troppo artificialie alle industrie e
danine~ano il corn:S1Um,atore.
La T airiffa Generale provvisoria deve essere
stata compilata teneindo conto di tutte J:e attuali
straordinarie condizio111i deff[e industrie.
Come ~' fine è di 1ascia,r vivere e .dii lasciar s-ta1bi1Lm:enite prosperare le 111ostre inc1ustri,e per potile
in grado di miswairsi , iin quam.lto si•a possi1biJe,
con le industrie stra!l1iere - ed in ciò stia I.a no-stira fortuma avveinire - così &al"ebhe ass1.1f.do affida1re questo coIIljpirto a.I solo regi,m e doganaile.
,J.,a 111ostra po~itica commerciale dovrà essere inrtiegrata da l\ma oosciienza po-l11tiC1a de,l1l1a proc:Lu~one, diretta a meglfo or.ganizzare l1a IllOStra in1dlustria , iJ nostro lavoro , da part<ecipazio.ne capiita1listica, 1a iiingerernza stataJe; a perfezionare la
teooica tproduttiva , a meglio rego!·a re la vita di
certe industnie da cui moke ailitre ne dàpend01I10,
Ìl!l modo che questa dipendenza non sia esosa;
a fare o~etro dii runo studio pr-o fondo e metodico J~ condiziOIIl~ più intime di vita di ciiascuna
industria, per non spingere la protezione ail· d~ là
di certe ragioneV10l~ mrisUJre.
53
LE I./. I.
= =
=- - === = = == === === === == = = = = = =- - = - = - - -
• Diversam,ente, oltre dhe criear,e una impossibi!,i tà di attuazion,e e di svilu;ppo aJla tanto auspicata opera iricostrutciva, regaleremo il solito
danno al paziente ed indifeso consumatofie, e
piegheremo, a traverso :lo Stato, i contribuenti, a
girayii sacrifici a profitto di poc'hi.
Confidiamo che la nuova Camera sappia trovare la so1uzione soddisfacente di questa senie
dii prob:lemi connessi str.e ttamente colla niostr,a
politica commerciale.
LA MALATTIA DELLO STA TISMO
Lo Stato ed il Co
ne, talvo,: ta 1e Prnvinòe.
divennero :industriali. Qualildo si tireranno le
sorrìlmle del danno cagi.onato da questa vera ma11,attia economica, si vedrà che fu incakolabile.
Essa, :infatti, sostituisce il disi.nteress-e a1l'inteiress,e, cr.eando il più assurdo dei regimi , que1lo
cioè di i111drustrie che non hanno e.api rtesponsabi1li, ma gestori ai quali, comunque vad1ano le
cose, non può crnai toccare 1I1è uti1le nè danno.
Fl\.llro:no i tedeschi per i primi ad or,ganizzare
le grandi macdhi-ne statali; e poichè, da perfetti
organizza.tori quali erano, riuscivano a far fun zionar,e Je doro 1m aochine màlito bene, essi fe cero :nutri.r:e la ihlusione che ne:Io statismo fosse La penf ezione. Si ebbero così Je grandi azienlnd . tele;ir. : SA TRAS. NAPOLI
Telefono interprov. ( 2.73
"COLOMBO,,
Società Anonima di Assicurazioni
e Riassicurazioni Generali
Sede e Direzione Generale :
NAPOLI
54
1
ll1ato , sicchè all'est erno nuUa apparivia di più
preCÌ,so e d~ più esatto. Sorsero, poi, de girandi
Unioni industri-a1E, !Ì Sindacati posti sotto la protezione del~o Stato . Lo Stato s ·~nigen de'l commercio esterio, d,i,è sviluppo al reg:Ìm•e dei premi,
re,golò i dazi diff,erenzia:i, !Ì ribassi di tariffa.
La guer:ra iha dimostrato, scrive Ja Rivista dei
Trasporti, che ad colosso in apparenza così gagl-:iardo, aveva in realrtà i piedi di creta. Si era
creato, sia pure oon abilità, un regime d' artifìzio. I servizi pru:bblici •e rano ordi1nati e ricchi,
ma non redditizii; i premi di esportazione, i ribassi di tariffe erano so:o apparentemente vantaggiosi; nel fatto nascondevano una perdita.
La nazione s'impov,e riva nel dar sangue a questi
mosm-uosi org:amismi sui qualii giganteggiava come i maggiore di essi, l'eseircito.
Lo stati,s mo, cioè, ò.J S'Ìstema die1l'•a imrninistrazio1J11e c:Lisinter,essaba, ha ,r aggiunto il vertice de-1J.a parabola durant,e la guerra. Profittando del
panico prodotto dal pericolo, la !burocrazia si è
impadronita di butte le fonti diella produzione ed
è giunta a risultati che un giorno appariranno
mostruosi.
Essa ha finito cotl favorire lo sfre111arsi de1he
sipecu2azioni e J'acoentramento deHa ricchezza
neJlie mani delle ipe,rso111e m eno sarupolose, col
provocare La te.nde111Za ad,~1e dittatuire proJ1etarie e
col crieare un fenome:na1e ,disagio nel!Le classi
borghesi.
Lo statismo, così esagernto, ha distrutto sè
,stesso. Tutti gli Stati ora sono diSiSestati e per ri.meUersi fanno assegnamento su~ gettito di colossali ,imposte. Ma lie imposte incontrano gravi
ostacoJi : sarà diffici:e trovare un Governo c'he
abbia al coraggio di dar corso ad un progiramma
di spo!iazione troppo radica~e.
Le frodi si mokiplicheranno ed i.l :gettito :r,eaie
sarà assai minore dieù prlevisto.
Be111e è persuadersi che se si vuo1 ristabilire
l' eqiui1:ibrio non basta pwcurarsi nuove entrate,
ma hisogrn a fare grandi eoonòm~e. Questo ancora non si comprien.de, ma apparirà da;l fatto. Non
è ipossibi le continuare a spendere pazzamente
e pretendere di rifarsi coUe imposte.
1
1
VI A ROM A N. 3 4 5
.
die ferroviarie, ove tutto era regola to e dis,cipli-
1
Capitale L. 2.000.000 - Fondo di riserva statutario L. 1.000.000
·Agenzie in tutte le principali piazze
dell' Italia e dell' Estero
Assicura merci e navi contro tutti
rischi dei trasporti marittimi, fluviali e terrestri
==:Il>
LE AZIONI DELLE SOCIETA' ANONIME
E LA TASSA SUL CAPITALE
.-
Nel Popolo R omano IL1ll1 azionista, occupandosi di questo tema, pone in ri,l:ievo l'<Ìinconvenientie deiUa du,plice o triplice tassazione di uno stesso ente (cal)[ta:e). l111fattii Tizio che p ossiede per
centorn~la liire dii azioni de:la Banca X dovrà deiiliUJnaiarle ,e sarà co]jpito colù' aliq'UIOta appEcabii1ie ai1 suo patrimonio; ,a Silla volta la Banca X dovrà p agare ,gu-usta l' aimmontar,e d,eil suo capi tal-e
azionarip, ,e se q uesta Banca awà col,~ ocato in
======= = ==-=-
RASSEG N A
DEL MOVIMENTO
io i della ocietà anonima Y parte del suo
1 1t le una terza tassa colpirà questa quota
l'i111 iego. Se non che a questo modo l,a moltilir azi one dei pane e dei pesci potrebbe svoli i ll'infìnito ..
. 1, è da notare una cosa assai s·emplice e fori
questo nmasta inosservata. Ed è questa:
, itale azionario delle Società anonime non
tn
attività · esso è invece una passività, un
I, li o cioè della Società verso glii azionisti, e,
I,
i appia, le passività non possono mai es1
olpite da iirnposte. Quest,o capitale è sì un
I I it di inatura specia1e, !I)erchè potrà svanire
11 I ullo od ii,n parte se J,e cose deUa Società volt II no a male; ma non per questo può perI , la sua natura di debito, che non può costiti I un capitale imponibile se non presso I' a>ni ta, il solo ed unico creditore, il solo per11
ohe possa calcola11e le sue -azioni come fa11 ti parte del suo attivo .
I. b sta leggere un bilanc~o .delle tante società
11 ,nime, per vedere che il capita}e for-mato daL
I . ,ioni figura iscritto al passivo e sem!I)re in
r m
l1rnea. Dunque conclusione prima : il ca11 : azionario non può essere co~pito presso
. che 111.e sono debitrici, o, se si vttrnle,
1,11ninistratrici, coli' obbligo di renderne conto
per anno per jstabi1ire i dividendi da pa!i azionisti.
n' altra ragione di stretta giustizia, scrive
polo Romano, concorre a ribadire questo
tto. La tassa sul capitale è progress~:va ;
·i oè oola:>irà co111 a]jquote prog,ressivamente
nti il capitaJe da ciascuno posseduto, ne~,..
totalità (onde ii] nome di tassa globale}
i sia la vania natura degli elementi che
e r pongono, e secondo ... la sua entità intieia.
r
Tizio azionista, che non abbia a~tro all'in11 i l ]
sue centomila lire di azioni, pagherà
omma, ad es•empio, il dieci per cendire Ere diecimila.
INDUSTRIALE
/TAUANO
La Banca -invece iha un capitale azionario di
200 miLioni, sul quale dovrebbe pagare (s.e la
teor.ia contraria fosse esatta) un 45 per cento almeno, sallV'o a rivalersene sug~i azionisti. Sarebbe giusto che Tizio azionista dovesse pagare
1ire 45 miil.a anzichè I 0.000? E ciò so-ltanto perchè in compagnia di a1tiri azionisti ha concorso
a formare un capital,e di 200 milioni? Certo per
lo Stato risulterebbe più comodo tassare le Società anzichè i singoli, ma Ja tassazione giUJilgerebbe rad essere ingiusta e non equa, e perciò
convierrà tassare gli azionisti trovando il modo
di coJpire giusto.
Così anche il timore di vedere tripEcata o quadruplicata la imposizione per i successivi impieghi del capitale sociale scomparirà (Ilecessariamente, anche perchè le Banche nell'impiegare il capitale azionanio in azioni di altre imprese
d1 credito od industriali, non compiranno che
una funzione amm1nistrativa, i~piegando cioè in
maniera r,edditizia il denaro degli azionisti.
PER UN TRIBUNALE INDUSTRIALE
PERMANENTE
La Camera dei Comuni ha votato, in seconda
ettura, un progetto d~ legge presentato dal Ministro del lavoro, rp'er '1a creazione di un tribunale 1ndustriale permarnente e di tribunali d'indhiesta che dovranno conoscere le diverse evenituali.tà 111,el!Ie divieriSe indrustri,e . Il ministro del lavoro
nomina i membri d.{ questi tribumali composti di
padroni, di operai e di personailità irn.d'pendenti.
Sare'bbe i •l egale di pagare dei salari minori di
queJJi attuali conformemente aUe decisioni del
itribunal,e · interinale di arbitraggio fìno al 30 settembre 1920.
Da 'l1Tl anno su 1.853 controversie sottoposte
aJl' ar1bitraggio, in tre casi soltanto . a decisione
r cAssicurazioni fMa rittirne
t
PREFERlTE :
S ede e Direzione Generale
NcAPQLJ - S edile
di P orto, 18
'l::elegrammi: CITY NAPOLI - 'l::ele/oni: 32-47 - 3.59 Amedeo
55
LE I. I. I. ============== = ========================-degli ru:1bitci 1110n ha IÌ.mpedito &J sciopero. Si so, 11s0111ch~ dii qurelile similari, introdotte seiilza
può accor,d are fiducia ai sindacati operai; l' aT- bisogiilo di autorizzazione, perchè provenient,i
bitrato non sarà for.roso.
da ipaesi con oui tuttora sono in vigor,e aocord.i
speciaili; e siaino .resi noti gli accordi specia,li commerc.i,aE !tuttora vigenti o piroirogati , ohe liÌmitano
TREDICI MILIARDI DI RISPARMI
La sfera di azione del comatato consultivo, dando
Seco111ido 1e ,più irecenti notizie - r,elative ail 31 campo Jihero in lta.J.ia ad :importazioni dalJa f,ra,n ma,"ggio 1919 - i depositi a rispairrnio, in conto c1 a e da1lJia Svizz.era.
oornente, e 1111.. ibuoini fruttiferi, presso gli istituti
di credito mobiliare, Je casse da ri-sparmio olidiPER L'INCREMENTO
1I11arie - a pI1escincLere dag1Li ailtri depositi anal.o DELLE PICCOLE INDUSTRIE
~'hi, rispetto ai qiu:a1li non si dispone an.coira dei
dati per la stessa epoca, come per le banche
L'~nc.rememt-0 c:LeHe piccol1e industrie è oggetto
popo1ari, per Le ailltre lbaincihe cooperative, per i di sbudii d ,a parrte dle l1 Ministeiro deH'lndus,t ria.
monti di pietà e per 1e casse rurail.ti - hanno U sottosegretario in una circofa!le ai prefetti dhierag1giunto l1a somma di qruasi tredici miùiardti di de, fra fal1tiro ; quail1 so.no J,e piccole i.ndiU.striie esiJir,e, mentI1e prima deillo scop1Pio deBa gueirrra stenti in ciascuna provincia, l'importanza di ciarnondialle, e cioè a fiine giug.n,o 1914, sommava- souna di esse, e l 1a focalità più adatta ohe per
no a po·c o più di cinque mi liardi è mezzo di lire, ciascuna irrd\ustria esistente possa essere sedie di
essendosi così verificato un a'lllmento di sette mi- IUlil Gomiiitato. Ogini Comitato nolil, potrà ave-r e
aiiardi ,di wi.r-e : durante il s01lo mese di mag.gio meno di cinque membri, nè più di dodki, a sequest,o arUmelil.to è stato di oltre trece1I1to milioini conda dell'importanzia e ddl' estensione dtelf indi Lire.
dustria stessa.
1
LA STATISTICA DEGL'INFORTUN/
L 'appJr:icaz.ionie del~a leg.ge sugli « IIIlfortuni in
agrrÌoo'Jtura » ed ii1l ritorno, con la fine della guerra, ad acoura,ti studi diei fenomeni sociali i111erienti
alila legislazione dlel lavoro, haillilo richi•a mato
al!la necessità della foirmazionè di una r,egol1are e
,s istematica « statistica degE inforrtiuci del 1aV10ro ».
La Oas-sa NaziOIIl,aJ.e Lnfort.uni, che per 1e assiourazio111i operaie ipossiedle una 01rganizzazfone
nazionale •e stesa e decentrata, ha provv,e duto · ad
origanizzare la statistica infortuni. Una Commi~sion:e di competenti è stata i'lllVaricata di preparane fiintegrn'le programma sta,tiistico. Ha tenmim,ato ora i suoi lavori la 51Peci-al1e Commissione
per J1a cc Statistica medica)), alla quale si connettono proiblemi ,e studi imp01r-taintissimi di pato'log.ia, sociologi-a e di lie~silazione.
LA CONFEDERAZIONE DELL'INDUSTRIA
E I PERMESSI D'ESPORTAZlONE
La Con.fedeI1azione ge.n:erale dell'LndustTÌa,
d'accordo coJil 'Associazione iper l'e Società per
azioni, ha C:hiiesto a:l Governo che voglia d~sporre
perohè iJ comitato consultivo, cr,e ato con decreto
real•e 24 nov,e mbre 1914, puhhlidhi com freqru enza e regoliarment,e i1 riassulilto dìi rutti i permessi
dì lfilllpor:tazione aocordati, iindica:ndo la qu.aJità
e la qua1ntntà delle merci che essi vog~ono introdurre dailll •estero; p-erchè l' aimrnrunistrazione doga1I1ale fornisca, almeno ogni quindici giorni, a.I
oom1tato consulltivo, distinte per prov,enienza,
importate per autorizzazione del comitato stes-
56
LA .RIESUMAZIONE
DEL MONOPOLIO DEI CAMBI;>
Gli effetti che prodluss,e in Italia i} mo111opoiio
dei cambi istituito nel oo,r so della giuerra da,lf aJiLora Ministro del tesioro orr. N~tti, non s·e mhra1no ta'li affatto da incorngg,ia.rne !·a rie.srumazione.
Si disse a1hlora che Jo scopo vero diel monopo•li10 era non, g,ià quelfo di, calmierare o. cambi,
bensì quello di dare neUe mani deil Governo
tutta la va,l uta estera disponibile e delJa qua1e
ill Governo aveva assoluto bisogno per glii acquisti di materiale bellico. Certo è che se l'Istituto
dei cambi si proponeva di esercital'le un· azione
dli cailmriere, esso non raggiunse affatto lo scopo.
I corsi dei cambi e-ra•no sì rdativarmente bassi
ma la valuta non si trov,ava o bisognava pagarla
quei, che 'Vialeya, di più a1I1zi, per avenla di contirahbandio.
A che servireb.be oggi riesumare il controJ.lo
govemativo dtei cambi?
Si dice: a discipI,inaa-e le imt>ortazioni, per
modo che non si sciupi I.a va1uta estera petr impiortaTe g,e neri dli lus.so. Più chiar:amerute si potrebbe dire che i:l controlil'o dei carm1b,i devie impedire· l'impo!ltazioTue daJiI'estero di prodotti indlustriaJti di q1Uail,U1I1Jque specie, attuando i111 pratiica quel proibiz:ionis.mo oh' è il sogino di tutto
quanto i1l• pescecani,s mo nostrale.
Il contro1Jo dei cambi, scrive il Giornale del
Popolo, è, a tal fine, 1.l'Ilo strumeTIJto impareggÌaibi.le. Ma, per ciò stesso, sie può far como.d10 agli
industriaÌ'Ì, esso rappresenta un danno enorme
per Ja stragrande maggioranza dewla popolaz;ione
1
= ====-=-=---
RASSEGNA
DEL MOVIMENTO INDÙSTRIALE ITALIANO
i vedreb be consegnata, piedi e manri le- naziona1,e , in viirtù del qmJe il Lavoro sia dovun11 i, alilo sfrnttamento diella plutocrazia indu- que ridotto neUa stessa misur:a con liegge
lti , le.
I lla ~s ti tuzione di un rinnovat o controUio dei
1 bi, iil paese non ha nulla, asso1
lutainente nuL
L1 cl s perare, ed 'ha invece molrto, ,moltissimo da
1 1 rdere .
LA CONFERENZA MONDIALE
DEL LAVORO
i è rtadU!I1ata a W ashingtton la conferenza
1n ndi.ale deJ, Javoro, che o·l trattato di pace di
r aili: es aveva conte.m p'lato nellla sua XIII parche deve escogitare forme internazionali ~
iI I se opeiraiie, lie qua-li off.riano urn sostegno e una
, o peraz:io1J1Je efficaci a11a Società de1I.e nazioni.
I ' Itali a è rappresentata a1la colilferenza daJ· Ma< r de PJ,anchesi, ohe è u111 coscienzioso studioso
rl , f n omeni sociali e UlI1i buon conoscitore dd1' merica. I lavo.ri de-1lia co1I1fere:nza, prepar-ati
t · 1 receduti da uina s•e rie di i[ldagini e di ricerche
1 cia!i sui problemi operai qualti si piresiemtamo
, i in non memo di 45 Stati, convergeranno, ri f, i ce iJ Tempo, su tre pri,ncipali q1Uestioru : Je
, ,t l o re, J1a disoccupazione e il lavorn de'lJ•e dion11
dei famciuHi. Per quanto r:iguarda l'a quel i ne ddtle otto ore giomaiiere o delle 48 s·etti11 l na1i, sii tratta di decidere se è possibile e con1 nie1nte che si addivenga ad un àmpegno ÌII1t-ert
I,
obbl'i-
giatoria. Si com.prende agevol,m enite come un
provvedunento di questo gemere, m ,e ntrie I,e conquiste operaie di àlcuni paesi hanno posto altri,
ad organizzazione pro1etaria più arre trata, n eiHa
capacità di svolgere U1I1a concorrenZJa pericd o sa, es•e rciterebbe un'azione efficac-issima suJ mercati internazionale . 11 braittato di pace di V ersai ll1es che in più di u.na sua parte non dissimufa le
sue pretese di essere ~a nuova magna charta del
genere umano, ha l'articolo 427, in cui è dett'p:
« Le aJtre parti contraenti, aViendo riconosciuto
che iJ ibenessere fisico, moralte e iinteù1ettuale dei
sail-ariati industriali è d~ ess,e mziale importanza
daJ p:unto d i vieta iintennazionaile, halJ1!Ilo stahiJito
dii pervrenir,e ,a qilllesto scopo con una or,g anizza~one oper aia inte rnazionale ;perman~nte, la quaLe tenderà a introdunie dov,url'que, fra ~:i rurt:ri,
i segruenti postiJati : 1. che il lavoro non d ebba
essere considerato coane una m'~rce o un articolo
oommerciaJ.le; 2 . che il diritto di assoòazionie sia
universa-1mente (gairantito; 3. dhe d!ovunq1U1e siamo
adottalte La giornat:a di otto o,r e e UJ11a giornata di
riposo di 24 or,e aù m:iinimo, che dovreblbe compireindle re J•a d1ome111ica ogni q1.11aJvo:lrt:a ciò sia possibiae ». Più difficiiJim·ootie discipLililabi,Ie d'a un
a ccordo iintiennazionail e &i prese111ta ardua queistione delJ,a disoccupazio[1.e. Quie sta 1Prima COillf.ereniza moindiaile dieJ Jlavoro tlestè i,n augiutra1:a a
1
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e RitJiste Tecniche dell'~~Jstituto
---- Editoriale Italiano'' sono aperte
agli Industriali per l'inserzione
di ç,gni progresso realizzato nella
tecnica della produzione.
gni industriale ci mandi notizie
e dati su intJenzioni, modifica=
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migliorie · introdotte nel
suo ramo.
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57
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W ashmgiton sii Limiterà a raccogiiere gli elementi
per ur. esame internazionale del problema, prospettM1ido la ,possibiJiità di accordi coJ1ettivi per
11a trasportabiJità di masse di diooccu,patri da l1ll1
paese &J.'aJtro, e 1Per rassic.maziorne _gJobal.e
contro l:a disocaupazione , misure coteste che
presupponlgono durevoli intese fra g:li Sta,ti indQlstria:i.
PER LO SVILUPPO MARITTIMO
E INDUSTRIALE DI ROMA
Presi,ed'Ulta daJ comm. ing. Pao1io Or1aindo ha
avuto luogo una importa1nte rii.unione dei} Consig:io di ammrunistrazione de'!C.'Ente autonomo per
ilo svti1:u,ppo macittimo e indusbriaJ,e di Romra.
Il Consiglio h1a 1approvato i• aggiudiicazione all1" rimjpresa Lonii Ezio de.i l'avom delJ1a cosibruzione
diehla f.errovi,a Roma-Ostria Nuova per un !importo
LA COMMISSIONE DELLE RIPARAZIONI
Ha -avuto luogo a Vienna una ril.liIÙone non
prova d'importanza.
· Erano stati convocati alJ,a capitale tuttii i r:appres·entarnti de,:J ·[Tud1Ustrria deilll1e diverse r-egioni
delil' Austria tedesca. La ooirwooazione era avvenuta per iniziatiV1a deUa sottoc,o mmissii.one de:le
riparazioni sedente, per 1 suoi lavori, a VieJlll1a.
La riunione è stata però di br,eve drur-ata. Agli
industriali convetnuti iJ presidente delJa sottooomrrni.ssione delle riparazioni ha rivolito l'invito
categ,orjc,o .di rvoler dichiariarie quailti erano Le l'Oro
inte:nzionii ed ii iloro pr,ogetti p -e r avvenire.
G Ji industriaili vol.lero evitare una i,m medliata
tliscussione. che non avrebbe forse dato buoni
frutti, e dhiese,ro di poter esporre un programrma
propr•i o in un memoriale da compilarsi entro
1brev,e 'tempo. La loro proposta è sl:Jaba accett'ata.
coma:>1esGivo dii cir.ca 20.000.000.
lìa1lii ùlavori debbo:no ess•ere compilll'ti elll.ltro 16
mesi d.alila aggiudicazione stessa.
lll Consi,g lio ha apjpnovato in.ai.tre un mag~g iore
staTIZ'iamento di ci,r,ca L. 400.000 .per la prosec!ll.-- ·
zione c:Le1 :pi,ano reg,olatore di Ostia Nuova al.
,fine di svilruppare ulteriormente 1'a disppnibi1tà
ideille arne fabbricabi1lli essendo state finora già
1im,peginate qud,e riese disponibi\li diagE eseguiti:
liavori di piano rego'latore.
Con taili deliberazioni il consiglio dii ammini strazione delil'Einte è venuto ad imJPrimiere nuo'Vlo impfl.Lso ai lavorii proprio 1ne1ll momento in oui
è più urgente I.a neoessiità dl'impe~are i,l massimo d.eJJa mano di'opef!a; nè qui sii .auesita la benemerenza di questo Ente in q!U.anlto esso ha già
rpredisposito il pi ano dei aavo.ri del canaJe nav.igabilie di congi'll'11.Jg:Ìmell1lto del porto di Ostia col
r
1
IL SINDACATO
PER CATEGORIA
DI PRODUZIONE
sara' l'arma più valida per
gli INDUSTRIALI
58
~
- - - = - = =- ==
RASSEGNA
DEL MO V/MENTO INDUSTRIALE IT AUANO
e delila conca di navigarione il oui pro- risulta di 1.650.000 tonn. che ci permettono d-i
è g.i à stato approvato dalle compebenti au- emanciparci economicamente dailJ'estJero, al quastatali.
---
IL FABBISOGNO lT ALIANO
I I CARBONE, CEREALI E MERCI V ARIE
I Commissiione per il dopoguerra deliineò a
tempo i·l programma minimo dell' armamen- .
italiano e per quanto riguarda ;} [1avig:ìo da
1 irico,
cons.ig,l iò l,a costruzione e l' aoquisto di
> .000 tonn. dii piroscafi addetti ail trasporbo di
111 rei varie, 1.400.000 tonn. di pir-oscafi senza
1 ciale destin.azione. TotaJ1e quindi 1.600.000
lon n e:'Iate.
Il problem1a è stato ora pr,es•o in acaurato esa11
dall.a nostra consorella La V i~ Marittima e
·ommerciale, l,a quale vi d le dica un articolo e
i e all.a condl.iusione che ci occoorrono 1.650.000
t nel~ate dri portata ~n peso morto (deadweight)
1 o. ì S!Uddiviso : 50 navi da 12.000 tonin.; 65 da
10.000 tonin. e 50 da 8000 tonn.
L oondusioni deriVlano dia un acour,ato esa111
suJl,e condizio'l'1i pI1ebell~chie, da queUe s011te
cl mante la g1Uerra e da quellle che si prevedono
,l ritorno ddl1a piena pace.
Prima de,l,l a guerra pagavamo a:ll' estero 280
111 ilioni di liire in oro aJ.;l'an.no , qual,e importo
li noli e durainbe i.l conflittJo aibbiamo speso
') iliardi con unia media di due ;mi1iard-i all' an11
le dovremmo in caso di.v:erso pagare aI1JJ1,uialmente per nolii 1.080 milioni.
IL RIPOSO DOMENCALE
NEI SERVIZI POSTELEGRAFONICI
A PARIGI
Domenica 21 settembre è entrato in vigore il
nuovo regolamento riguardante il riposo domenicale à Parigi dei servizi detlle P. T. T. I quotidiani parigini lo as~imilano ad una paralisi
quasi totale dei servizi postali. Pure vi è una distribuzione della corrispondenza al mattino, ed
undici uffici circondariali rimangono aperti al
pubblico fino alle ore 11 per il servizio delle
fermo in posta, del telefono per la città e del telegrafo. Le altre distribuzioni, nonchè quella
degli stampati rimangono sospese. L'ufficio posta'le del Palazzo della Borsa e que:ilo de:.Ia rue
G,renelle rimangono aperti ed una gran affluenza di pubblico vi si dirige; il Le ]ournal racconta che la media del tempo per aspettare il turno
è stata di tre quarti d'ora. Pure la pazienza del
pubblico si è d~mostrata a tutta prova.
Si è mai calcolato, astraziom fatta dei contrattempi individuali e dei danni mora..li, il male che
deriva ail paese dal sospendere, sia pure per
brevissimo tempo, qualsiasi comunicazione? Perchè confondere il riposo delle persone con la
so,s pensio·n e di servizi che non comportano soa una ana1isi del fabbisogno dti. viveri che ci spensioni?
• orrono per ~•a vita della 111azione, e, tenendo
11< l dovuto oo~to l'usio di combustibi1i naznO!Illali,
il arbone clhe ci potrà vienire da1la Genmaniia,
lfll lilo che si rioavereb!be .daUe mini,e re di Eralu « Credilto ltailiaino » ha pubbllicato anche
lt e di Poti, risu1ta che i1 tonnel'laggio dtesti- quest'anno un volume (i1 settimo) contenente le
11 tlo a far fronte a,l• tJ1affiCJO deve mggiungere to!J'l..
notizie statistiche sulle « Società Italiane per
11 ·li be 2. 760.000, così giustifìoato :
Azioni », opera utilissima ormai universalmen( ·, rb one
8.400.000 7 l .200.000 te apprezzata nel ceto baìlcario, industriale e
360.000 commerci-ale.
r a1i Nord Amerjca 1.800.000 5
450 .000
Il vo1ume del 1918 comprende diffuse notizie
1 alti. del Pl,alia
1.800.000 4
statisitiche riguardanti le Anonime in acco~nanI rei varie (cotoni fo750 000 dita per azioni e Cooperative av<enti capitale di
f ti , petroh, ecc.) 3.600.000 4,8
_ _·__ L. 500.000 o più, le Società per azioni produttri2. 760.000 ci di ,energia elettrica e quelle di navigazione, i:l
tutto suddiviso in un pratico indice per materie.
disponibiJiità attuale è dli 950.000 tornn. perlno1tre figurano in appendice le Società co' i, r tiaimo irn deficit di 1.850.000.
stilbuite dura111te il 191 7 e 1918 ma che non hanno
I >nr t iilenrdo in con.siderazi0ine Ile inde.nrutà in per facoltà concessp dal noto Decreto, chiuso il
11, I wr
(niavi) che avriemo - o non. avr,emo dal loro bilancio ail 30 giugno 1918.
11, mi o e [',incameramento di UII11a parte dlella
La pubblicazione, ottimamente red1atta, den~
11, tl d lil' Adriatico, deve ~onsiderarsi che gran sa di dati eppur sintetica, colma realmente una
di questa flotta è CJOstituita da navi da pas- lacuna ed. onora l'Istituto sotto i cu~ auspici
ri, perciò i1l· fabbisogno netto ed immediato viene pubblica'to.
I
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a base di · acidi.
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FRATELLI BERNARDI - MILANO - Corso Venezia, 61
I
Ma.strolona.rdo
I L LLOYD
T RIES. TINO
nche se i risultati deifinitivi della conforenza
di Parigi, nei riguardi . della questione adriatica,
10n sairanno 1p ienarmeinte corrisponcknti ai riultati finali della nostra guerra, l'annessione
d Ila Venezia Giulia alla Madre Patria resterà,
nza dubbio. una delle maggiori e più vitali
·onquiste politiche ed economiche di tutta · ia
uerra europea.
Perdhè, senza della V ,enezia Giru!lia l'Italia, prima della guerra, era come mutilata di un pol1 one, sì che la sua vita economica e commeriale non aveva quell'ampio e libero respiro che
i ichiedevano il carattere e
essenza di tutte le
ue prodigiose facoltà creative e produttive.
La Venezia Giulia, adunque, con a capo T rief , rappresenta, oggi, il secdndo polmone d'It lia e per la vicinanza d'un immenso campo
1 uovo di espansioni economiche da sfruttare, e
p r i suoi grandiosi e magnifici porti, formidaI 1li m eccanismi di traffico. di lavoro e di benesre sociale, ai quali è legata la vita di tutta
11na colossale organizzazione navale e mercanI il , nata e sviluppatasi nella stessa città di San
iiu,sto dallo spirito eminentemente associativo
d i suoi abitanti. E precisamente
tale orga11izzazio:ne ,sta l 'i,m portainza economica e oom- ·
" rciale diellla coinqrnsta crni1Iita.re itailiaina : imIl rtainza, la cui derfìrnizione pratica s1 nassume
lll un nome: ad Lloyd Triestino.
r
in
***
spondenti e dei migliori fogli e libri che trattasserò tale argomento; tener nota del movimento
delle navi nel porto di Trieste e di quelle che
dovevano giungervi, nonchè dell'importazione
ed esportaziione, e di tutti i bastimenti patentati, offrendone quasi di ognuno la storia.
Ben presto, però, questo programma fondamentale, che si esauriva in una semplice esplicazione critico-statistica, denominata: Sezione
otizie Commerciali e .M arittime, dietro lo stimolo del favore del pubblico e delle necessità
pratiche della vita cittadina, dovette essere ampliato, aggiungendosi alla detta sezione un' altra sezione denominata: Società di Navigazione
a v.a pore.
Sotto tale ragione, infatti, il 2 agosto 1836 l'istituzione procedette al suo definitivo atto costitutivo per la durata di vent'anni e con un capitale sociale di un milione di Fiorini, allo scopo
di favorire rapide comunicazioni fra i porti a-
driatici e le isole Ioniche , la Grecia, l' A rcipelago, Smirne, la Siria e l' egitto; in altre parole:
mettere Trieste in comunicazione regolare con
tutti gli scali d'Oriente, · mediante piroscafi.
Quas-i contemporaneamente si dispose per la
costruzione di due officine, una a Trieste e l' altra a Smirne, per le necessarie riparazioni ai piroscaifì sociali ed altri lavori meccaruc1.
***
Il primo segno della grande organizzazione naIl 12 aprile 1837 approdò a Trieste il primo
I e mercantile triestina fu dato nel 1832 da bastimento a vapore della Società, fabbricato in
1111
ruppo dì compagnie di assicurazioni e di - Inghilterra, e il suo primo viaggio (16-30 maggio
, guardevoli cittadini di Trieste, che diede in- 1837) fo verso Costantinopoli, dopo aver toccato
1
1 ico ad una speciale commissione di elaborare i porti di Ancona, Corfù, Patrasso, Pireo, Siria
11t1 progetto per la fondazione di un Lloyd A u- e Smirne, ovunque salutato con segni di gioia. A
I, iaco in Trieste, a somiglianza del Lloyd di breve distanza seguirono i viag,gi di altri cinque
f ondra e del Lloyd Francese. Fine ispiratore: batteHi, i quali, nello stesso anno, che fu il primo
cciare ai negozianti ed agli assicuratori le dell'attività sociale, ne effettuarono complessiatte notizie intorno al commercio èd alla vamente ventinove, compresi quelli effettuati
zione delle principali piazze d'Europa , del lungo le due sponde adriatiche.
nt ed altre, per mezzo di appositi corriell · agosto 1838 si diede maggiore estensione
1
61
LE/. I. I.
all" officina di Trieste, che poi, trasportata in dosi l'un con l'altro sì da assurgere ad un peraltro sito, doveva diventare quel grande arse- fetto organismo sociale e commerciale di primisnale che tutti sapevano capace di soddisfare con simo ordine.
soHecitudine e perfezione a tutti i bisogni delle
Il decimo Congresso generale degli azionisti
macchine, onore e vanto del1'e maestranze trie- . (7 maggio 1845) deliberò di portare il capitale
stine.
sociale alla somma di 3 milioni e di prolungare
el maggio I8'-39, visti i rapidi progressi del- i.I patto sociale fino alla durata dell'ottenuta gal'istituzione, fu deliberato l'aumento del capitale ranzia per grinteressi. Quindi si provvide all' acsociale di mezzo milione di Fiorini da procurarsi quisto di altri prosca.6. e ad aumentare le Agen a mezzo di un prestito.
zie socialii sino al numero di quarantaquattro.
I varii e molteplici servizii interni ed esterni
Veramente ammirevole e sorprendente era lo
andarono man mano sviluppandosi ed integran- spirito d'iniziativa di questa istituzione navale
La torre d' entraia alr A rsenate
62
ac::L
Lloyd
IL LLOYD TRIESTINO
I ri
tina che non riposava mai sugli allori conseuiti . Pieno di emulazione e non sce vro di una
<' rta audacia, esso non restò fe rmo e tituban te
1 m meno dinanzi all'opera di concorrenza dei
I iros cafi inglesi , fabbricando appositamente un
r rimo g rande piroscafo della forza di 300 calli che destinava per la linea fra Costantinopoli
Trebisonda. Poi seguì la costruzio nedì molti
,Itri grandiosi piroscafi. di altissimo tonnellaggio,
d lle linee eleganti e sobrie ad un tempo e con
rtistiche decorazioni interne di grandissimo pregio e valore, del che ci occuperemo m altra oc. s1one.
rito autonom o : anzi li accentuò sempre più,
malgrado fosse costretta , in virtù delle speciali
convenzioni e relative disposizioni di legge, a
subire, direttamente e indirettamente , il controllo dello Sta to, a mezzo di un apposito imperialregio com m issario-dire ttore. In barba al quale gi•u nse, p ersino , a sostituire i nomi arciducali
di alcuni d ei suoi primi piroscafi con nomi di città italiane o d i lontane nazioni straniere , ed a
b a ttezzare i n uovi con nomi deLla mitologia greco-•l atina onde evitare più eh' era possibile nomi
pre ttamente aulici o dinastici .
Fra i piroscafi. dal nome schiettamente italiano
11 governo austriaco, naturalmente, non tardò vanno ric-ordati : S. Giusto~ T,•ieste, - Milano ,
o mprendere la grande utilità dell'istituzione S. Marco: S. ·carlo, Fiume , lonio,·. cremonci, Patinata a d:ventare ineluttabilmente il più· posorganismo di tutta la vita commerciale e
i11dustriale dell'impero e mirò a farne, con ogni
111t zzo, uno dei più importanti e fattivi elementi
1 le 11
s ua ,politica espansionistica. Le concesse
111 r iò tutte l-e facilitazioni posisibi i ed immagi11 il ili, n ondhè sovvenzioni e incoraggiamenti di
11 •ni ge n e re .
r 1ttavi a la Soc:età triestina seppe conservare
111,dt r to il suo carattere cittadino e il suo spi1
ul
dova, Modena, Parma, Piacenza, Pavia, Ferra~
ra , .V icenza , Vero na, Malta, M essma, Zara ,
Chioggia,
.. Roma, Italia , Adria, Tritone, Tima-
Go, ecc.
Ciono:1osta nte non mancava chi accusava il
Consiglio di amministrazione di aver asse rvito
la Società all' imperi alregio governo, rinfacciandogli le sovvenzioni da questo concesse alla
Società. Ma il Consiglio , nel 36° Congresso general-e (29 maggio 1867), con vera fierezza e di~
63
I
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -- - - gnità cittadina, eh' era nello spirito e nelle tradizioni della Società, rispondeva nella sua relazione a stampa con queste coraggiose testuali affermazioni :
cc La sovvenzione altro non è se non la retri« buzione pel servizio postale fissato con appo« sito contratto; che questo servizio impone alla
« società di percorrere con una costosa velocità
« un itinerario regolare, siavi per essa o meno
cc convenienza. Adempito, come lo adempie, a
cc quest'obbligo, la Società ha p~l resto piena licc bertà di azione, e nessuno può da essa pre« tendere quanto non è stabilito nel contratto,
« del tutto conforme a quelli che altre nazioni
« stipularono alfo stesso scopo ... ».
***
Comunque e ad onta di tutto, la sua attività
e la sua sfera d'azione andarono man mano intensificandosi ed a1largandosi sino a comprendere fra i varii itinerarii i pOTh più importanti
del Mediterraneo, del Mar ero e d'oltre Oceano. Alcune Società di navigazione inglesi e lo
stesso Governo britannico ritennero opportuno
promuovere e stabilire degli accordi . speciali col
Lloyd Austriaco, piuttosto che insistere in. propositi e programmi d'infruttuosa e dannosa concorrenza. L'importanza e ,l a rinomanza della
Società triestina divennero quindi mondiali nel
giro di pochi anni.
A dimostrare come e perchè a cotesta benemerita istituzione abbia ;potuto imporsi, col suo
rapido e meraviglioso progresso, all'attenzione
ed al rispetto dell'Europa, bastano questi eloquenti dati riassuntivi riguardanti il primo cinquantennio della sua esistenza.
el 1836-1837 (data della sua fondazione) essa
non aveva che un capitale sociale di 1.050.000
Fiorini, 7 piroscafi di 1.777 tonnellate complessive; 87 viaggi effettuati per 43.652 miglia percorse, 7.967 passeggieri, 5.383 quintali di merci e
4. 130. 982 Fiorini di valori trasportati .
el- 1846: capitale so.c iale Fiorini 3.150.000;
20 piroscafi di 6.310 i:onn.; 717 viaggi, 334.495
miglia percorse; 125.985 passeggieri; 133.769
quintali di merci e 33.418.518 Fiorini di valori
trasportati.
Nel 1856 : capitale Fiori rii 15 . 750. 000; · 61 piroscafi di 28.400 tonnellate; 2.114 viaggi per 928.833
miglia percorse; 354.167 passeggieri; 1.253.857
quintali di merci e 90.636.664 Fiorini di valori
trasportati.
Nel 1866: capitale Fi<;>rini 21.018.587; 64 piroscafi di 45.513 tonnellate; 1422 viaggi effettuati
per 976.171 miglia percorse; 251.537 passeggieri;
1.502.112 quintali di merci e 107.245.939 Fiorini
di valori trasportati.
, el 1876 : capitale Fiorini 18.103.868; 65 piroscafi di 70.016 tonnellate; 1318 viaggi per 1 mimiole 257.695 miglia percorse; 283.799 passeggieri; 4.407.475 quintali di merci e 149.442.400
Fiorini di valori trasportati.
el 1885: capitale Fiorini 19.463.000; 84 pirqscai.6. di 119.787 tonnellate; 1687 viaggi effettuati
per 1.752.519 miglia percorse; 380.129 passeg~
gier-i; 6.037 .364 quintali di merci e 108.576.129
Fiorini di valori trasportati.
***
Sin qui la stori retrospettiva del Lloyd T riestino, che diede vanto e benesse.re aUa grande
città redenta. Delle altre sue mille attività e man~festazioni d'ordine vario, come del suo ulteriore sviluppo sino a1lo scoppio delila guerra europea, quindi del suo trapasso e rispettiva trasforimazione ammin'strativa a guerra finita, e
del suo nuovo grandioso programma di lavoro,
diremo gradatamente in seguito.
Per oggi concludiamo, affermando che la redenzione di Trieste, soltanto colla Società del
Lloyd, ha recato alla Madre Patria uno dei più
!Potenti e·d inestimabi,li fattor,i di, ricchezza nazionale: un organismo navale ch'è, senza forse, il
maggiore che oggi abbia l'Italia e per la quantità, qualità e potenzialità dei suoi navigli, e per
la sua grande autorità e notorietà mondiale deirivatele dalla vasta, comiplessa e (Perfetta orgarnizzazione di tutti i suoi servizt, dei suoi elementi rappresentativi e di tutte le sue comunicazioni e relazioni d'affari, specialmente quelle riguardanti l'Oriente e l'estremo Oriente, verso di
cui l'Italia lavoratrice e produttrice deve oggi rivolge.r e la sua maggiore attenzione.
Egli è (Perciò che il pubblico italiano non può
non guardarlo, ammirarlo e considerarlo che col
più vivo interesse : cioè come cosa che ormai
appartiene, materialmente e spiritualmente, al
suo presente ed al suo \avvenire economico,
sempre che le classi dirigenti ne sappiano tosto
valorizzare l'importanza con utili, opportuni ed
efficaci provvedimenti di carattere legislativo e
protettivo, nel campo della espansione commer~
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Il rapido sviluppo di Monfalcone in riguardo
demografico ed industriale è ormai noto io. Da
po~era cittadina di 4512 abitanti (nel 1900), dediti orincipalmente ali' agncoltura, è salita, ~ec.ondo il censimento ufficiale del 1914, a 14500
abitanti. trasformando la cittadella in un fiorente
luogo industriale.
In vista delle continue richieste di nuovi battelli da carico e passeggeri, i signori Fratelli
Cosu.lich stabilirono di erigere un Cantiere na-
sistemazione d~ un Cantiere senza le solite ristrettezze di spazio che si fanno sentire nei grandi centri; un altro vantaggio di rilievo si riocontrò nelle qualità del sottosuolo di formazione
ghiaiosa, quindi eminentemente adatto a sopportare il peso dei maggiori battelli attualme nte:
adottati.
Nel luglio 1907 si diede mano alla p repa~
razione delì' area occorrente ed ali' imoi~nto del
cantiere, e già otto mesi dopo , si ebbero le
della Di;~ ione distrutto dalle operazioni
le e dopo di averne studiato il progetto dai diff renti punti di vista, si decisero per la sede di
Monfalcone, che si presentava come la più adat1 e ciò perchè in seguito argli scavi praticati
u larga scala, nelle vicinanze delle rive, si venro formando accidentalmente dei grandi baini quasi del tutto rinchiusi e protetti daae buf re che di solito imperversano sull'Adriatico,
1 da offrire dei bac-ini quanto mai adatti al
ro ed allestimento dei battelli di grande mole;
i ravvisò poi un notevole vantagi o nell' ami i zza dei fondi circostanti, che permisero la
~uc:111;..,..,,. ....
prime ordinazioni, e cioè due piroscarfì da passeggeri per la Società di avigazione « Dalmazia » da adibirsi al servizio costiero nell'Adriatico, ed un grande cavafando capace di escavare fino alla profondità d; 91 piedi.
Il primo v,aro si ebbe il 20 ottobre 1908 e da
allora s=no alla fine del 1914 si sono varati non
meno di 58 costruzioni dei tipi più svariati e
precisamente una grua a oontone, altri cavafanghi, perforatrici. rimorchiatori, p.:roscafo da
carie-o fino ad 11.000 tonnellate di portata, piroscafo da passeggieri sino a 16.000 tonnellate di
67
LE /. I. I. - - - - - - = - - -
=- === == - - - - - - - - - - - - - - - - =- - - - - -
Vista di alcune officine danneggiate dalle operazioni di guerra . • N ello sfondo Monfalcone .
63
CANTIERE NAVALE TRIESTINO A MONFALCO E
Vista parziale degli scali .
Vista delle cas,e operaie dalla coperta di un piroscafo in costruzione, prima della guerra.
69
~=====================
LE I. /. /.
registro brutto, così pure l'incrociatore .Saida
della velocità di 28 nodi all'ora, diverse torpediniere. ecc .. ecc.
A dimostrare il progresso raggiunto in questo
breve periodo sarà interessante il seguente prospetto sul tpnnellaggio varato e ~ull' acciaio impiegato nelle differenti costruzioni :
T onnella1111io
di registro
lordo varato
Anno
1908
1909
1910
.1911
1912
1913
1,914
1.446
6.728
3.637
17.815
27.900
26.550
14.500
Acciaio impie;}ato,
600
2.880
1.570
7.580
12.100
Lt.000
6000
Per ouanto concerne il nu~ero degli operai
occup~ti si osserva che vi erano· adibiti :
nel )908
nel )9Q9
nel 19IO
nel 191 l
nel 1912
nel 1913
nel 1914
.
400 operai
))
800
))
650
))
1000
))
1800
))
2100
))
2800
· Le officine erano del tutto corrispondenti alle
esigenze di un grande Cantiere, fornite d'impianti i pÌÙ moderni e potenti usati nell~ costruzioni navali : tutti i rami per l'industria navale si trovavano rappresentati e precisamente :
una fond.er.i,a di ghisa, fondema di bronro, officine dei battirame e bandai, officine diéi fa:Bbri,
diue gr.arndli fonniaci con ~ener,aitore a gas, peT l•a
lavorazio1I1,e di itutti. i pezzi fuiema:ti de11le più
wandi dimemsioni richieste per d'e moderne costruzioni.
Le officine meocaniche erano corredate delle
macchine comspondenti alla preparazione dei
più grandi pezzi di macchinario occorrenti per
riparazioni o per all~stiimemto per tnuovie costDuz1on1.
Grandi officine pei carpentieri in ferro pro\'.'viste di macchine moderne per la lavorazione
delle lamiere e profili capaci di lavorare lamiere
di una lunghezza sino a 32' e della larghezza
di 5'.
~
·
Un moderno impianto idraulico forniva l' energia a numerose grue e ad a~tri macchinari,
come pure alle ribattitrici idrauEche. di cui si
faceva largo uso nelle 'costruzioni.
Le offioine dei fa.legnami e la segheria erano
corredate egualmente dei tipi Tec-entissimi di
macchinari adatti al lavoro di arredamento interno corrisoondente a tutte le moderne esigenze dei g-randi transatlantici.
el medesimo
edificio della falegnameria il primo ·piano era
adibito a sala tracciato.
..
Per le imbarcazioni vi era pure un laboratorio
speciale. Una rete ferroviaria distribuita su tutto
il cantiere e fra gli scali facilitava col concorso
di grue mobili il trasporto del materiale e dei
pezzi più pesanti dalle officine alle sin~ole co,struzioni.
Gli otto scali erano provvisti delle rispettive
antenille .mainowate da v,erricehl.i eilettr.ici..
l dlettii scail..i jpOSsono 1aooog].i,erie bastimenti del~,a l1u1nghezza di 750' ed o~tre.
Due rive d'approdo ed ormeggio della lunghezza di 400''; una di queste è dotata di una
grande grua elettrica della iportata di I00 tonnellate e serve alla oosa delle macchine ed in
genere al completamento dei piroscaifì dopo il
varo.
Per l'energia elettrica es:ste una centrale elettrica con tre macchine a gas povero e relativo
d inamo g neratori della potenza complessiva di
450 HP. Ouesta centrale serve soltanto quale
riserva. L'energia eleurica viene fornita dalle
Officine elettri-eh
dell'Isonzo trasformate poi
nella tensione adoperata dall'esercizio del Cantiere.
Un impianto pneumatico forniva l'energia ai
numerosi trapani, ribattitr:icfi pneumatiche ed
alle macchine da calafataggio distribuite per tutto il cantiere e nei bacini galleggianti.
Il cantiere d~spone poi d', tre bacini galleggianti e precisamente :
I) Dock Grande.
2) Dock.
Lunghezza massima
541"
Lunghezza
230'
Lunghezza dei pontoni 450"
Larghezza
49' 3"
Larghezza
91'
Potenzialità tonn. 1500
Potenzialità
tonn. 13,000
3)
Dok.
Lunghezza massima
Lunghezza dei pontoni
Larghezza
Potenzialità
tonn.
173'
132'
55' 9"
1300
In connessione all'esercizio dei bacini esiste :
50 tonnellate.
Una propria fabbrica di pittura forniva l'intonaco sottomaTino. Diversi grandi magazzini
siervivaJ110 alil'a custodia dii tutto il materia:ie per
J'esercizio, de.gili oggetti occorrenti alrri'arred.iamento dei navigli ed a!2,e pronte ripar-azioni degl-i soafì e d!eJ,l,e macchme, o.no:tre esistevano due
gréllDdi edifici per ~ uffici d · ammùni,strtazi,one e
~ uffici tecnici.
Al Cantiere. è aillilesso un esteso appezzamento di terreno sul quale sorgono la scuola popolare, la scuola di carpenteria navale, nonchè
tutte le case operaie del cantiere stesso, ed infine vasti campi di terreno coltivati, per cura
del dipartimento Agronomo del Cantiere stesso.
Com 'è inotorio, nel Cantiere infuriò l a guerra
peir otl.tre 3 anni,e tutto fru distrutto. Il Cantiere
si trova ora in ricostruzione e nel prossimo anno
ipotrà occupare 5000 operai.
un pontone grua della portata di
1
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Anno 1 : 1.
1919
N . 12
IN COPERTINA :
Comm . Ing. GUIDO TOJA , del Consiglio d' Amministrazione della Compagnia d'Assict1razione
« La Fon diaria » .
NEL TESTO :
IL RIALZO DEI PREZZI - Quirino Nofr i, già Deputato al Parlamento . . . . Pag . '!Il
NECESSITA' DI COLLEGARE L'INDUSTRIA COLL'AGRICOLTURA - Prof.
Dott. Cesare Forti , libero docente del Politecnico di Milano . . . . . . . .
»
39
L'INDUSTRIA SUI MORTI - Prof. Giruseppe Signor_i.ni (con_ 3 ill,ustrazioni) . .
»
43
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO : Lo spirito di conciliazione degli industriali italiani ~ L'onnipotenza burocratica - Il trattato di lavoro
fra l'Italia e la Francia - Il oredito dello Stato e le piccole industrie - La coltura
delle maestranze - Le condizioni dell'industria - Protezionismo e liberismo La malattia dello statismo - Le azioni delle società anonime e l~ tassa sul capitale
- Per un tribunale industriale permanente, ecc .• ecc . . . . . . . . . .
» 48
IL LLOYD TRIESTINO - G. Mastrolonardo {con 2 ulustrazioni) . . . . .
» 61
CANTIERE NAVALE TRIESTINO A MONFALCONE - (-con 5 illusbrazioni)
» 67
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1111111
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radd.o ppian o _il loro formato
Il prezzo d' abhon an1 ento i n àlterato !
L a più bella e la Più . fOrte
Rassegna ·Indus triale d 'Europa
Il Consiglio d'Amministrazione della n0- · gionari dj Ces-are e dai discepoli di Pietro,
stra Casa Editrice ha deliberato importanti e che al mondo han dato due luci millenarie.
pmf0nde riforme per tutte le sue numerose
Il presentimento di un grande avvenire è
r,ubblicazioni tecniche mensili, che verranno in noi, chiaro e ostinato come non mai.
ol 1920 amalgamate e fuse in un unico
Dirà il futuro se noi fummo soltanto dePODEROSO ORGANO DELLA PRO- . gli allucinati solitari.
DUZ/ONE ITALIANA.
Una cosa, comunque, è certa, ed è che
una Italia prospera, forte e indipendente non
SEGNI E P R ESENTI- può ergersi che sulle basi delineate nei caM E NTI D I GRANDE pisaldi della produzione così come noi li
AVVENIRE
abbiamo riassunti.
Ed è questa la seconda ragione per cui noi
Per mille segni, forse impercettibili agli
echi di molti, l'Italia appare designata an- - ·- · quadrati assertori di fede, di rettitudine,
e ora una volta dal destino come la nob(le cli COSTRUZIONE abbiamo deliberato
matrice d{ una nuova civiltà mondiale:
la riforma dei nostri periodici tecnici fusi in
aranno i produttori lo strumento del fato unico poderoso organo settit:1anale in grande
e '1 matura?
formato (tipo «lllustration ») al quale saPer quanto i secoli sian passati sui secoli, ranno conservati per titolo quei tre I diveIa ente nostra discende pur sempre dai le- nuti ormai popolari. r
33
I 1. I .
LE I. I. I. = --=
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LA " SPECIALIZZAZIONE,, DEI FASCICOLI
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stud1 riferentisi alla produzione e per essere
al fianco nel miglior modo possibile di tutte
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nel modo seguente :
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Il rialzo · del prezzi
Da un mese a questa parte, non solo il mer·a to, ma la politica stessa del Governo tende al
rial zo dei prezzi della più gran parte dei generi
di consumo.
L a tendenza del mercato è subito spje~abile
d era cnche prevedibile. La richiesta dei Paesi
vinti, appena tolto -il blocco, a quelli dove esitono le maggiori, per non dire le sole, d~sponibilità, e cioè le due Americhe e l'Inghilterra, la
libertà ridonata al commercio in queste , azioni
senza che la produzione sia aumentata, chè anzi
per certe ·m erci è d iminuita e l'ascesa contemporanea dei cambi e dei noli , 'costituiscono elementi p iù che sufficienti a darci ragione del rialzo .
Q uella che non è invec e che solo parzialmenspiegabile, è la tendenza del nostro Governo
q uel rialzo .
.
lnfatti, per non parlare del grano e derivati,
la d i cui distribuzione troppo al disotto del coto, costituiva oramai una perdita così ingente
per lo Stato, da gravare sulle popolazioni fo rse
più che non gli aume nt i decretati , ci sono il r is o ,
i grassi, le carni di maiale , i latticini, i legum i,
l'olio , jl tonno ,' ecc. , tutti generi di produzi one
nazionale, che hanno subìto sensibili aumenti
r ini:zlÌativa o per d isintere ssamento dielfo Stato, e che ne provocheranno, per ripercussioIl , a ltri sui generi ancora a prezzi stazionari.
Ora tutto ciò costitu;sce una politica tende nte
all'aumento generale dei prezzi, politica pericoI jssima sotto il duplice rappo rto delle conguenti nuove richieste di aumento d ei salari,
d Il' a ncor più conseguente rialzo del costo dei
,n nufatti e del possibile ripetersi insieme dei
111oti di pia zza colle relative follì e sperperatrici.
i si obietterà subito : come può lo Stato impedir gli aumenti dei prezzi delle derrate naziomli jn rapporto alla necessità della loro mag•Ì r p roduzione? 1 on si trova egli nella stessa
1rnpossibi li tà in cui si è trovato di fronte al rial, d i pre zzi dei prodotti esteri che ci sono incli . P nsabili, per la insufficenza dei nostri?
I a l ob' ezione non ha, noi ~rediamo , che
r n za di verità , ed in ogni modo sempre
li misura ed ai limiti degli aumenti di
1amentati.
loro prezzi non era-n o pm ora mai nemmeno m
lontano rapporto con que11i degli altri generi d i
prima necessità , ha operato proprio con pruden za e avvedutezza il Governo nel riportare di
colpo ai veri prezzi di costo le altre merci che
importa, provocando così un immediato aumento di ,quelle nazionali d i eguale genere e perciò
un aumento generale, come è avvenuto per -i legumi, le carni di maiale, i grassi, ecc? on ha
lo stesso Governo ecceduto nella doverosa protezione all' agrjcoltura aumentando ad esempi9 di
L. 20 al quintale il riso, il quale aveva già un
p rezzo di requisizione più che rimunerativo e
ch e per il suo uso limitato fra certe popolazioni , come queMe meridi onali, noin prese ntava la
n e cessità di rapportarlo allo aumentato prezzo
d elle farine? on ha poi veramente errato il Go verno a lasciare che un ' altro genere di prima n ecessità , come l' oEo di oliva , si preparasse ad
u n nuovo e grave rialzo , colla ven d ita in corso
•de1le olive a prezzi altissimi, ritardando a f ar conoscere le s u e Jntenzioni sul nuovo prezzo d i
calmiere che d iverrà poi d ifficilmente ed in ogni
modo non equamente applicabile? Infine non
sembrava al Governo fosse oramai arrivato il
momento di controllare i prezzi di costo d i tutti
i generi pi,ì necess arii alla vita ed -in special mo do dei più controllabili, come i manufatti (tessuti di lana e cotone specialmente), i quali hanno
ancora subìto in questi ultimi due mes i e quando
erano g ià pronti in f abbrica o presso i grossisti ,
aumenti che vanno dal IO al 50 ~o . senza che lo
Stato possa con efficacia fronteggiare le conseguenze colla scarsa quantità che ha potuto ottenere a prezzi ridotti dai produttori per distribuirla alle classi più bisognose?
Queste osservazioni e domande contengono in
sè stesse la risposta:
,II Governo non doveva, a nostro modo di vedere, seguire in paese e pei prodotti nazionali ; .
la polit:ca dei rjalzi, che non poteva impedire
'fuori per le merci d i necessaria importazione. E
se non credeva, per irriducibili ragioni finanzia rie, vendere ancora sottocosto quelle importate
per provocare il ribasso di quellè prodotte nell'interno , non doveva nemmeno portarle in una
sola volta al costo reale, rappresentando · esso
non meno del cento per cento e più di aumento,
***
i1 .o tra re c:o, osserviamo e domandia- ma bensì gradatamente, per non fare aumenta1uo in i
: fa tta eccezione, come già dicem- re, come ha fatto. i prezzi dei corrispondenti pro11m, p ·] gr n o
uoi derivati, anche perchè i dotti naz.i onali. Doveva poì in ogni modo far
37
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - precedere l'aumento totale o graduale, dalJa .fissazione dei calmieri su detti prodotti nazionali ed
in misura non superiore a quelli precedenti, prQcedendo in pari tempo alla loro precettazione ed
alla loro requisizione . on doveva poi per nessuna ragione aumentare il prezzo del riso, che è
sempre stato poi fino a quasi tutto il 1918 inferiore di 20 centesimi per chilo a quello della pasta alimentare. Tanto meno poi doveva lasciare
che si preparasse, come si prepara, l' aumento
del prezzo del!' olio , aumento che se si guarda
ai1 prezzo ail quale si vendono oggi le olive raggiungerà le I00 lire al quintale . Doveva infine
intraprende.re quel co olio dei prezzi alla produzione per stabilire quelli di vendita (che per i
manufatti di prima necessità non presenta difficoltà gravi), e che oramai s'impone, se non si
vuol rendere inutile ogni ulte riore provvedime nto
per frenare gli aumenti o almeno per limitarli a
quanto non è possibile evitare .
* **
Conosciamo benissimo la grande e grave obi ezione che si m u ove al controllo del costo d e lle
merci alla p roduzione ed alla .fissazione del loro
prezzo d i ven dita : La produzione in tal modo si
turber ebbe e si ìimite rebbe, ci s i dice , quando
non si arresterebbe del tutto, mentre è urgente
e necessario aumentarla ad ogni costo e col mezzo principale a ciò adatto, e cioè il gu adagno .
Orbene, a noi pare che tale obiezione, in massima rispondente alla realtà, non abbia più l'importanza basiliare che ebbe .fin qui dopo :il grande rivolgimento prodotto dalla guerra nelle cose
e negli uomini.
Tutto oggi, dal pensiero e dalla dottrina al1' azione pratica, è modificato o va modificandosi, se non trasformandosi addirittura . E perciò
anche le cose che parevano fino a ieri inattuahiil i,
,oggi si impongono e si stanno anche aocett3Jl1do
da quegli stessi che nemmeno le ammettevano.
. on è più concepibile oramai che , nel1e con-
dizioni in cui si trovano le nazioni colla economia e la finanza sconquassate e col caro-viverj
crescente e provocante l'aumento dei salari, che
àila sua volta fa salire ancora il caro-viveri e vicev.e~sa, si possa e. si d~bba lasciare al.la produzione la libertà completa di accumulare guadagni eccessivi ed in ogni modo realizzati in passato, quando è soppresso e non si sa p er quanto
tempo ancora , il g iuoco della concorrenza, e per
la insufficienza dei prodotti e pel contemporaneo
al!_mento dei consumi; g~uoco che solo pe,trebbe
e0tare questa corsa al rialzo nelle merci e nei
sa-lari conducente alla rn,vina.
I Governi dovrebbero perciò ; in rjguardo della
vita stessa del Paese, intervenire e controllare i
costi, limitando i guadagni a quanto è sufficiente
a rendere possibile la continuazione e la intensificazione della produzione.
on è p iù compatibile nè ammissibile , ·quando
s ~amo veramente suliorlo dell'abisso, che si presentino dall'industria bilanci riveduti e corretti,
e malgrado ciò, con utili netti del 30 % al capi tale. nè, tanto meno che certe produ zioni agricole creino utili tali da pagare in un anno il
terreno. ·
E se il controllo del Governo per limitare ciò ,
provocasse la minore attività degli industriali e
degli agricoltori , quando non l'abbandono in
qualche caso da parte degli uni e degli altri delle
fabbriche e dei terreni, lo Stato si sostituisca coraggiosamente ad essi, affidando le une e gli a-1tr.i a chi oggi vi lavora ed a chi que l lavoro organizza e d irige, s ia indivi dualment e, sia collettivamente colla forma cooperativa.
Oramai non e 'è più tempo da p erde re. Bisogna agire e risolutamente.
La politica degli alti prezzi, anche s e imposta
dalle circostanze, deve correggersi prima, arre starsi poi, creando d'impero altre circostanze che
neutralizzano le prime.
on potendosi far ciò fuori del Paese, si agisc a
entro il Paese e presto.
Quiri~o Nofri
già Deputato al Parlamento
F, ABBRICA ESSENZE RITROVAT.I IGIENICI
· G. B. AME.NT A
PALERMO
-,,,,.
~
(&).
C!·
STABILIMENTI : CAPO D'ORLANDO E ROMAGNOLO
UFFICI D'AMMINISTRA ZIONE : PIAZZA MARINA, 00
ESSENZA DI LIMONE " ARANCIO ." MANDERINO " BERGAMOTTO
l r of. D o tt. C e sare Forti
I li
ro doc ent e nel P o lite cnico d i Milan o
N ecessiìé::ì di colleg ore
l'industria. con' agricoltura
on è mia intenrione di intavolare qui una
on parliamo delle forze idrauiiche e dell' e uova e non necessaria accademia, di carattere n ergia elettrica, argomenti in cui tutti siamo d' ac1 iù o meno economico-politico, intorno al cos= - cordo. per diminuire il consumo di carbone, nè
lt tto , ma non vero, contrasto fra agrjcoltura e dello sfruttamento divenuto oggi abbastanza
I ll ustria. Solo, in armonia eone teol'ie sulla conveniente , dei non troppo abbondanti combu( industrializzazione dell'agricoltura », io vorrei stibili nazionali e nemmeno dei macchinari, deln uparmi, mi si perdoni la barbara espressione, le condutture , degli attrezzi, che si rendono ne ' lt Ha agronomvzzazione della industria.
cessari per lo sviluppo della elettrotecnica, e
nzitutto sgombriamo il campo dalla irritante che rappresentano sempre la dura necessità
•· ingiustirfìcata opinione che esista un antagoni - della dipendenza dell'estero, almeno per i man o fra industria . e agricoltura; ntrn v'è dub- terial i ·indispensabili e per molti accessori.
I 11 che un grande paese ha tutto da guadagnare
Si impone dunque una prudente graduale trat r~esce a produrre da sè , cioè all'interno, la sformazione delle industrie metallurgiche, elet11
ggior parte dei macchi'nari,- attrezzi, utensili , trotecniche e anche tessili, a cui. si dedicano gi~
dotti , ecc . d i cui può abbisognare nell'ese rcì - p onde rati studii, ma soprattutto si impone l'urdelle più svariate industrie ; basterebbe a di - genza di sviluppare, e talvolta anche di creare,
trarlo quello che è avvenuto nel corso della industrie alimentate in modo prevalente da pro- ·
11 rra immane appena chiusa; che cosa sa- dotti nazionali, e questi certamente devono es11 hbe avvenu to di noi se non fossimo stati in sere, non esclusivamente,
ma con larghissima
.,, ndo di fabbricare armi, muniz:oni, indumenti , preponderanza , i prodotti agricoli, tanto nazio cl altro , ancorchè riforniti d e lle corrispondenti nali che colon:ali , data la nostra povertà di mi111, terie prime? Ci volevano opifici, capi-tecni- · niere.
.
, 1
operai capaci, e li ahbìamo trovati in parte ,
Lasciamo in disparte le comuni derrate alimenin p arte formati ex novo .
tari che si consumano quasi allo stato naturale·,
a la guerra ha anche dimostrato una volta o con processi semplicissimi di conservazione ,
11 più l'estrema penur.ia di certe materi e prime trascuriamo le stesse granagE e che richiedono
1 li
apitale importanza, che i nostri alleati hann o semplicemente l'intervento delle industrie molididamente contribuito a mitigare, non p erò a torie, già bene sviluppate in Italia, ma suscet-1 oh a re , ma ciò non abbiamo potuto ottene re se
tibili di ulteriore :incremento, sotto gli auspici
111 n aggravando spaventosamente [1 nostro debi- d i una categoria sceltissima di i ndustriali mo 1u, mentre anche le impressionanti deficienze demi che già possediamo .
il, Il p roduzioni agricole ci costrinsero, e tutto_ra
Vi sono però molte altre industrie vecchie e
o tringono, a ingentissime importazioni , cioè nuove, che attendono per riprende re o per acumento di debiti e .inasprimento dei cambi. quistare vigoroso sviluppo, soltanto una maggio uan do s i dice che unico rimedio alla situa- re e p iù benevola considerazione da parte d e l
1,n1 è di produrre intensamente, si afferma una capitalista, e anche dalla spec~alizzazione di tee' 1
t vera, ma non si dice tutto : occorre sce- nici, che oggi ancora continuano a preferire stuli r le produzioni più urgenti e più convenien- di e riform e in a :tri campi, che se non sono a
in prima linea, non già sopprimere, ma r i- noi del tutto preclusi, certo non offrono probad11r
a llo strettissimo neces~ario _quelle che ri- bilità notevoli di fortuna di fronte alle od~eme
111, dono quasi esclusivamente materie prime e condizi oni, che sono assai diverse da quelle di
111, ni di la voro di provenienza estera :
ante-guerra .
e i dobbiamo mantenere in vita anzi svilup.Le industrie chimiche, le industrie agrarie, e
I, 1 1
p rfezionare la fabbricazione di macchi- quelle che si è convenuto di chiamare ·chimico,,,
I ut n ili, nelle quali interv ~ene un ele men- agricole, si presentano assai più promettenti per
111 1 I n on manca in Italia, cioè la genialit~, lo le condizioni interne , italiane, di molte altre,
I' " tl o inv ntivo , ed anche la capacità individua- che per e~istere, devono fare assegnamento solI , 111
i mo e dobbiamo evitare la produzio-• tanto su rifornimenti dail' estero.
di I f rro , d 11' acciajo, della ghisa, e sirµili,
L'indirizzo d~le industrie nazionali ., verso qued, I , r n , in proporzioni che siano esube- sto vastissimo campo, non può trovare fortuna,
1 111 l i ti bi·
ni di quelle fabbricazioni .
senza un'intima incessante collaborazione o as1
39
,
LE I. I. I •
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1
sociazione di propositi, di interessi; di attività
fra industria e agricoltura, affinchè questa non
cessi di produrre e fornire le materie prime, e di
assorbire e trasformare ogni residuo utilizzabile,
e quella di smaltire ogni prodotto suscettibile di
lavorazioni per trasformarlo in prodotti industriali · di consumo interno o anche da esportare. In
tal guisa si verrà ripristinando l'equilibrio economico, con un aumento di prodotti, che noi possiamo estrarre soltanto dalla terra e trasformare
con mezzi e con mano d'opera prevalentementè
nazionali.
L'industriale dirà che non chiede di meglio di
lavorare i prodotti che gli può offrire l' agricoltore; i cittadini sch:ettamente e seriamente pensosi dell' avvemre, devono però bene intendere
che l'agricoltore ha bisogno a sua volta di essere
aiuti;ito, non solamente a vendere, ma anche a
produrre.
E di fatti l'esercizio. dell'agricoltura è in gran
parte ancora basato su metodi più o meno empirici, patriarcali, poco modificati, insomma,. da
quelli preesistenti al sorgere e allo svilupparsi
delle grandi industrie moderne; i mezzi potenti
di trasporto han poi messo molte coltivazi~ni di
fronte ad una concorrenza formidabile di produzione estera anche molto lontane, dell'America,
delle l~die, del Giappone, per non dire di paesi
europei.
Qui è bene stabilire un punto saliente di tale
fenomeno, la concorrenza estera non è, come
alcuni sembrano credere, determinata da migliori sistemi di coltivazione, bensì da condizioni
·completamente opposte alle nostre, e cioè dalle
disponibilità di immense, quasi sterminate estensioni di terreno, e dall'impiego limitatissimo di
mano d'opera, co,m JPensato da un uso assai lar,g o
di macchine, dovunque esso sia possibile.
Pensare di combattere con armi uguali tale
concorrenza, sarebbe un'assurdità. : ciò implicherebbe lo spopolamento delle campagne, non solo, ma il problema di dare collocamento e lavoro
alle masse rurali, che già fin troppo tendono alemigrazione e all'inurbamento, ma non risolverebbe la questione, ooichè fra noi le superf ci
sterminate d:1 coltivare no·n esistono, e non si
possono inventare.
Due vie maestre sono aperte ali' agricoltura
per difendere, con sè stessa, tutta l'economia nazionale : IO Adottare come regola la intensificazione delle colture; 2° Abbandonare o restringere le coltivaz=oni meno convenienti, e dedicarsi
prevalentemente alle produzioni meno suscettibili di essere danneggiate da concorrenza forestiera.
Ambedue le vie possono essere seguite, secondo specifiche condizioni locali, poichè non valgono le regole assolute di fronte alle conven:enze economiche o alle possibilità tecniche, ma
ambedue possono essere seguite· di pari passo,
r
40
quando intervenga la assistenza, dir~i quasi il
soccorso, delle industrie a determinare la scelta
e ad assicurare lo smercio dei prodotti, in modo
da conseguire una vera vndustria lizzazione del-
1' agricoltura.
***
·on sarà :inutile, a sostegno degli esposti concetti, un esame sommario dei rapporti fra certe
industrie e certe produzioni agricole :
Le industrie zootecniche, sono certamente della massima importanza per le seguenti ragioni :
I Perchè smaltiscono rapidamente tutti. i
prodotti adatti e li trasformano in altri di maggior valor~ mercanti~e. e che meglio si prestan o
a trasporti e scambii.
2° _Perchè utiljzzano, quanto i prodotti agricoli originari, molti residui e capi-morti di altre
industrie.
3° Perchè alimentano altri rami di industrie
coi loro prodotti principali.
4° Infine perchè lasciano" abbondanti residui o cascami, direttamente utilizzabili per le
coltivazioni agrarie.
Le industrie zootecniche sono dunque prevalentemente, ma non esclusivamente agrarie; senza foraggi esse non sono possibili, ma senza d i
esse molti terreni non sarebbero bene utilizzati ;
giova dunque alle industrie che si prefiggono di
lavorare le carni, refrigerare le uova, conciare e
preparare .i p ellami, lavorare il latte, fabbricare
ed esportare biscott~. ecc. i giova a tali industrie
di aiutare l'iintensi.ficazione delle produz: oni fo raggiere di qualsiasi specie, mettendo in valore
anche terreni poco produttiv:i, offrendo concimi
chimici in abbondanza, aprendo nuove strade ,
aumentando i fabbricati, promuovendo il miglio ramento delle razze e g'. i studii speciali affini.
Se con tali criterii fondamentali, noi guardiamo a quel che si è fatto finora, restiamo fa cilmente convinti che l' ltal-ia soffre ancora di
in-s ospettate manchevolezze nelle produzioni. e
prima di tutto dobbiamo r~conoscere che le estesissime superfici_ delle zone montuose non Ten dono che una parte assai piccola d1 quel che potrebbero o dovrebbero rendere; la montagna
occupa quasi la metà de!Ia superficie totale -del
nostro Paese, e rende meno di un decimo delle
produzioni annue totali, in valore, cos=cch~ essa,
non può fornirci a -sufficienza nè legname d' opera, nè legna da ardere, nè foraggi, nè bestiami,
nè latticini, e anche ciò che essa può dare è
talmente aggravato dalle difficoltà e dalle spese
dei trasporti, e dalla stessa raccolta, che tutto il
complesso problema dell'economia alpestre grava tuttora sulle produzioni nazionali come una
perdita o una spesa, anzichè come un reddito :
eppure i capitali e i tecnici sono pronti a fare
sorger~ caseifici, segherie, distillerie di legrio ,
fabbriche di tannino, e così via, ma non vedia1110 ancora quelli che si rivolgono con· chiarezza
== = = = = = =
NECESSITA' DI COLLEGARE L'INDUSTRIA COLLA AGRICOLTURA
di idee e tenacia di propositi a vaforizzare i ter- se e da molte altre si possono ricavare anche pro1 ni montuosi, da cui principalmente potrebbero duz:oni elevate d i semi oleosi per alimentare le
1 , ere , alimentate quelle industrie, ed altre che industrie di oli i vegetali , e di riflesso anche d i
possono apparire accessorie , ma che hanno pur saponi e di panelli; anche questo è un campo va rande importanza, quali ad esempio la produ- stissimo aperto ad uno stretto collegamento fra
/ one del novellame di razze scelte, e l' alpeg- le -industrie e l'agricoltura.
io prolungato per diminuire il consumo di foDove poi ta!e collegamento può assurgere ad
t ggi conservabili.
intensità gran&ssima .~ nello sviluppo delle magSotto questo pu1!to di vista anche l' allevamen- giori industrie fermentative; 'l asciando da parte
I di volatili (avi,coltura), è relativamente più red- il caseificio, la panificazione, le pasticcierie, si
litivo in montagna che al piano, ed è pure una dovrà pure riconoscere che le fabbricaz=oni del
industri a zootecnica alpestre di grande avvenire v ino, della birra, del sidro, dell'alcool, sono in1
1' picoltura, che dà miele e cera, poichè è no- dustrie prettamente agrarie per le materie prime ,
Iorio quanto meglio essa utilizzi la f..ora alpina ma non per i metodi di lavorazione, che sono
he quella comune, e va poi ricordato che la ancora in ltalià molto .in arretrato coi progressi
1 ontagna può alimentare anche altre non tra- deÌla tecnologia moderna, e per questo motivo
curab.li industrie, all'infuori di quelle zootec- incapaci di lottare con fortuna, almeno nella pluniche, sopratutto per certe produzioni di frutti ralità dei casi, colla concorrenza estera.
(noci, mele, castagne, mirtilli) e di piante aromaIl vino, salvo non molte eccezionj, viene tutti he e medicinali svariatissime.
tora fabbricato dagli stessi viticoltori e dagli ost~, ·
La montagna infine apre vasti orizzonti all'in- ma i tipi fissi costanti di vini di gran consumo
dustria del .forestiero e delle cure climatiche, e sono assai più rari di quelli fini, che sono però
non è che in parte :inaccessibile alle coltivazi~ni generalmente prodotti in quantità limitatissime·
or ind~cate; ad essa dunque devonsi dedicare si parla ad esempio del Chianti, come di un tipo
ture e mezzi, per assicurare ed aumentare pro- ben definito : ma ognuno sa che sotto quel nome
duzioni notevolissime e industrie rimunerative.
s-i spacciano alcune d~ecine di tipi, più o meno
A ltro notevole campo di attività per iÌmprese diffe..r~nti, ottenuti in località varie e con mateindustriali sarebbe l'incremento delle coltivazio- rie prime completamente diverse fra loro: il
111 specializzate di piante tessili, principalmen te collegamento fra .industr~a e viticoltura si impone
d l lin o e della canapa, per le quali ritorna il quando s i volessero cosùuire enopolii or?aniz1 mpo propizio, a causa de ~ prezzi altissimi dei zati con criteri industriali analoghi a quelli di
I suti, dei filati, dei cordami, e simili, e anche la grandi impianti moderni che funzionano per al•lsicoltura può collegarvisi poichè la fogli a dei tri campi d ~ at6vità, e ciò sopratutto per non eslsi è la vera materia prima per le industrie se- serf! costretti ad accogliere qualsiasi sorte di uve
1 • he.
pur di lav.orare, poichè, la costanza de,l tipo di
L'incremento di tali coltivazioni, come de:la v.ino non dipende soltanto dai sistemi di lavorai, 1rbabietola da zucchero, non è solamente di zione, ma anche dalla omogeneità delle uve, che
r mpe tenza agricola , poichè ~otto lo stimolo del- quando lasc:a desiderare, può bensì essere in
l'interesse , l'industria può promuovere ed otte• parte correttà dalla tecnica ma non già del tutto
1.1 re non solo prodotti p iù elevati
ma notevoli ristabilita o sostituita.
mi lioramenti nelle qualita.
.
La vit:coltura italiana offre alcuni esempi nooi vediamo fuori d'Italia stazioni sperimen- tevoli di produzioni specializzate, cioè in pochis1. li ed associaz:oni industriali potenti dedicate sime e ben determinate varietà di uve, ma genelusivamente a ristretti camp~ di attività, come ralmente è difficile trovare grandi masse di una
pro duzione de]l' orzo da birra , la produzione · sola qualità, e ciò · per i tipi di gran consumo
I lupp olo , la lavorazione per pasta da carta; costituisce una condizione assai .sfavorevole.
111
ina esiste una Associazione per ]a colt:vaL'industria enologica h a dunque tutto l'intedel cotone, che è già riuscita ad introdurre resse di contribuire alla s=stemazione o ricosti 11 1 v
var:età di sementi e a quadruplicare le tuzione dei v2gneti capaci di fornire masse omo11( rfìci coltivate, sotto la spinta di industriali genee di uve in ristrettissimo numero di qualità;
t ,p on si e nord-americani; perchè le industrie ma ciò nulla o ben poco ha da vedere colle lavo11 li n non potrebbero organizzare qualche cosa razioni vit:cole ordiparie a cui bastano i coltiva- ·
, li imil , almeno per certi prodotti t Anz:chè tor.i stessi, mentre non sempre essi bastano a
, om r re all'estero la maggior parte delle ma- creare nuovi impianti, o a modificare e specializ1 ri prime (anche bozzoli e filati di seta) per ba- zare quelli esistenti; e anche in questo campo _in1 e lutto il profitto sulla semplice lavorazione, teressano le fom~ture di concimi chimici, di an11 c I b
assai più conveniente. dov.e possibile, ticrittogamici, di macchine, attrezzi, utensili per
p111durr in casa le materie prime, determinan- la vigna. per {° trasporti, per la cantina, e via dilo11r
ì nch maggior costanza di tipi .
e-en do.
J.' v \ poi ricordato che dalle piante tessili stesLe stesse ragioni potremmo ripetere , con leg-
41
LE I. ! . I.
= == = = = = == = = = == = == == = == ==- == == == = = == == = == = == . = == == = = = == == == = =
,,
.gere varianti, per la birra, a cui occorrono ri1° Vini da gran consumo, vini aromatizzati,
fornimenti assicurati di .determinate qualità di medicinali, spumanti, distillazione deHe vinacce,
orzo, di luppolo, e di lieviti : per il sidro, che cremortartaro, acido tartarico, vini di frutta e
troppo facilmente vien considerato come una di miele, birra, alcool, liquori, estratti, essenze
specie di ripiego per le annate di eccessiva pro- · e simili.
duzione, mentre esso non potrà mai diventare,
2° Zucchero, amido, fecola, conserve, dolci
com'è in Francia, una industria stabile, se non di frutta, conserve alimentari, ortaggi e legumi
è ass:curata la corrispondente coltivazione di disseccati, pasticcerie secche, biscotti, paste alifrutta adatte allo scopo.
mentari.
E non ripeteremo qui cose già dette in altro
3° Prodotti caseari, preparazione e lavoraziomomento circa le distillerie, nè ci arresteremo ad ne di pellami, d i lana, di piume, di raschiature
accennare ai rapporti strettissimi fra oleifici indu- di unghie e di coma.
striali e olivicoltura.
4° O}ii di semi, di ulive , di noci, ecc., paLo scopo di queste considerazioni è di richia- nelli, saponi, glicerina.
mare l'attenzione delle classi industriali sulla
5° F abbricazion~ d~ concimi chimici, e di
opportunità anzitutto di dedicare maggiori e p:ù concimi organici concentrati, di preparati antivaste iniziative alle categorie delle industrie a- e:rittogamici e insetticidi.
grarie e alimentari, e a tutte quelle che con esse
6° Industrie tessili e industrie seriche.
si connettono; e sulla necessità che per svilup7° lndu tri e del freddo e dell'essiccamento
pare tali imprese, si stabilisca una specie di saldatura permanente fra industria e agricoltura, per per molti prodotti agricoli; fabbricazione di mac...
assicurare · e sopratutto per jndirizzare le produ- chine, attrezzi, uténsili per l' esercizi'} dell' agrizioni di ' materie prime nel senso voluto dalle in- coltura e delle accennate industrie.
8° Valorizzazione razionale dei terreni mondustrie, ed eliminare con usi agricoli ogni resituosi e di quelli paludosi o incolti.
duo o cascame.
·
Se tali concetti troveranno pratiça attuazione,
Tralasci ando altre minori industrie che dalle
ne deriverà certamente una profonda trasforma- produzioni agrarie e zootecniche ricavano le loro
zione de11' economia agraria di molte regioni, sia materie prime, come lavori in vimini, scope,
perchè . verrebbero messi in valore terreni che spazzole, tannino, acido citrico , alcuni colori vesono tuttora improduttivi o di pessimo rendi- getali, alcuni medicinali, e via via.
Ciò che impo.r ta, e che ha determinato queste
me~•-to, sia perchè si conseguirebbe più .rapi8amente la ,d esiderata ll1a.Z1ionalità delle coltiva- considerazioni generali, è di stabilire che quasi
zioni, sia infine perchè la sp~cializzazione di mol- sempre certi insuccessi , che lasciano molti ~grite colture sarebbe attuata soltanto dove esistono coltori sfidu ciati, sono da attribuire specialmente a difetto di organizzazione tecnica, non tanper esse le -condizioni più adatte.
Se l'industria si interesserà d :rettamente ad to per ]a produzione delle materie prime, quanajutare ed assistere le produzioni agrarie suscet- to per la loro p: ù razionale trasformazione, mantibili di lavorazioni industriali, non per questo cando appunto agli agricoltori la guida degli in,
si verificherà necèssariamente un mastodontico dustriali .
L'agricoltore che già manda i cereali al molino,
organismo agrario di produzione , come alcuni
potrebbero temere, bensì un ooncentramento de- i bozzoli al ,filandiere, gli animali al macello,
gli svariati prodotti forniti da g randi e da picco- le pelli al1e concerie, · le barbabietole ai zucchele aziende, per passare direttamente a moderni rifici, e non pensa a fabbricare la fecola, nè
impianti i:pdustriali che, evitando o riducendo paste, nè biscotti , parimenti dovrà abituars~. andi molto le spese inutili, provvederanno a tra- che se proprietario o socio di stabibnenti indusformarli, rest:tuendo all'agricoltura utili residui, striali, anche a mandare l'uva agli ~tabilimenti
ciò che consentirebbe maggiori lucri industr:ali e ènologici, il latte ai caseifici, i semi e frutti oleosi
mig~iori prezzi per i prodotti agricoli.· in altri agli oleJici, e anche materie prime alle distilletermini, il frazionamento della proprietà rurale rie; m .a occorre assolutamente che tutte queste
può essere controbilanciata daU' accentramento industrie si organizzino in modo di assistere l' a relativo delle lavorazioni industriali, che restan- gricoltura, per assicurare o migliorare i mezzi
sminuzzate, non possono essere lucrative .
d i produz:one e lo smaltimento dei prodotti stesLe iniziative italiane potrebbero così, con limi- s.i; in ciò consiste la necessità di uno stretto e
tata importazione di materie prime, dedicarsi con costante collegamento .fra l'industria e l' agricol-sicuro profitto , e secondo le più convenienti con- tura, . che può bene giustificare il non felice, ma
d izioni. locali, a lavorazioni notevolissime che pur espressivo bisticcio : industrializzare l' agripos,s iatno tutte raggruppare nel seguente modo: coltura, e agronomizzare l'industria.
do
Prof. Dott. Cesare Forti
Libero docente 'nel Politecnico
di Milan.o
I )rof. Giuseppe Signorini ,.
'industria
Il t :tolo sembrerà macabro; ma non saprei tro•,1rne uno megEo corrispondsnte alla realtà.
1 rospera, ne!ile città popolose del rnostr•::> paese ,
11n ' industr.ia, che ha acquist~to grande imporI mza e dà lavoro a molta gente, quella che si
1 hiama comunemente Impresa di arredi funebri,
1 Impresa di trasporti funebri o anche Impresa
, !1 pompe funebri.
del
motti
sa come, ·anc'he que1He dei vost:ri faimi,l iari o dei
vostri domesti.ci e si presenta al padrone di casa
con aria compunta, balbettando sommesse parole di condoglianza.
·
Voi non lo avete mai veduto : ignorate chi sia;
ma egli si presenta a voi con una cera così mesfa
e con un contegno . così corretto, con una compostezza così studiata per l'occasione, che voi
qualu nque classe sociale apparteniate, il sentite il bisogno di ascoltarlo con tutta la P.regiorno in cui vi capita una sventura dome- mura e ~on la magg[or corte~ia che sia consen' dieci, venti minuti, al massimo mezz'ora tita dal vostro dolore.
he j} vostro congiunto, il vost~o ospite ha I Chi è?
1 1l
la vita, il campanello di casa, sonato
È l'impresario delle pompe funebri. Viene a
udiata discretezza, v.i annunzia che qual- esprimervi le sue condogLianze, tanto più sincere
rre da voi per confortarv.i, per darvi aiu- quanto maggiore è la s,peranza che possiate valoroso frangente. È un signore vestito lervi dell'opera, ahi~è ! non disinteressata, di
, 11
e 1ri
leganza, quasi sempre di neroL che lui. Egli sa di giungere in un brutto momento,
I
11p r to le consegne del portiere e, non s1 sente di offrire dei servizi poco graditi, dei quali
43
LE I. I. I.
·
- - - - - - - - - - - - - ·- - - - - - - - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
avreste fatto a meno assai volentieri; ma è profondamente persuaso che potrà esservi cti una
utilità incommensurabile.
Diffidente, sulle prime, deliberato di non volerlo ascoltare o almeno d~ non consentirgli molte
p.arole, finite per convincervi, quandq vi avrà
detto tutto, che potete affidarvi a lui come a un
vecchio, fidato amico, che è informatissimo della
vostra potenziaEtà economica, dei vostri gusti,
delle vostre relazioni, del!a vostra condizione
sociale.
Quel bravo signore è in grado dì togliervi ogni
sito oltre la barriera, l'assegnazione del posto al
cimite o o l'urna della cremazione, il carro fu nebre ... , tutto in una parola potete affidare a lui.
Questa è l'industria di lui.
E poichè questo industriale è un capitalista,
non vi chiede un centesimo in acconto; paga
tutto, soddisfa tutti, e vi rimetterà poi con signo rile longanimità la fattura, nella quale pagherete ·
anche le righe di pubblicità per la sua Ditta, che
egli ha fatte stampare nei g:omali sotto la partecipazione di morte.
Di tutto, ve 1o assicuro, sarete sodisfatto; in-
pena, ogni cura, ogni fatica, ogni pensiero. Egli
può, se volete, pensare alle denunce della morte
a! Municipio, provvedendo ai quattro testimoni,
che non hanno mai saputo probabilmente fin lì
dell'esistenza del defunto· eg:i .farà stampare
sui giornali la part~cipazione di morte nel testo
che gli favorirete o che, occorrendo, vi suggerirà, ammaestrato dalla lunga incresciosa pratica;
egli provvederà ai ceri da accendersi nelìa camera ove è spirato :il vostro congiunto, o a mettere in ordine, se lo desiderate, una bella camera ardente .
L' avv:so al medico comunale, la cassa mortuaria, j permessi di seppellimento, quelli di tran-
fatti quel s:gnore , o un incaricato di lui, con soprabito e cappello a cilindro, accompagnerà il
vo tro morto anche al cimitero o al tempio di
cremazione, inoltrandosi, a capo scoperto, nella
città della morte e rivolgendovi la parola con accento mesto e sommesso che non turbi la reli gione del vostro do ~ore. La presenza d i lui vi da
garanzia che tutto procederà in ordine e inappuntabilmente.
A voi non resterà per molto tempo e forse per
sempre che una curiosità acuta; quella d~ sapere
come quel bravo e premuroso s1gnore potè conoscere l'ora, anzi il minuto della morte del vostro
congiunto, del vostro ospite. E la curiosità si
44
- - = = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = - - - L'INDUSTRIA DEI MORTI
,, uirà di più, ricordando che dopo di lui altri
inq ue, altri dieci impresari, a distanza di minuti, si precipitarono a casa vostra, o dal vostro
I rtiere, nell'ora Luttuosa, ;per offrire il'opera
p opri a, o vi scrissero una lettera di condoglian11 e d i offerta, o vi telefonarono, o vi fecero parli re da amici :intimi della famiglia, o vi lascialt no, con discretezza divenuta ormai antidilui na, un cartoncino con l'indirizzo del negoz '. o
il, po mpe funebri.
Poichè ognuna di queste imprese ha un ne•ozio, due, tre, :in vicinanza dei grandi spedali,
ta, che serve al cliente dentro ventiquattro ore,
giacchè soltanto pochi originali possono avere il
pensiero di procurarsi in vita la cassa che dovrà
accogliere le loro spoglie dopo la morte, come
fece l'ammiraglio le]son.
1 rossim:tà dei cimiteri, nel centro della città,
Alcuni marmisti , che hanno per lo p :ù il loro
1
I 11
***
òn pochi ricchi invece acquistano il posto nel
cimitero o vi fabbricano la cappeJla o vi omanD
la tomba.
,Il che alimenta talora l'arte pura, architetti e
scultori, e sempr.:~ marmi,s ti, scalpellini, muratori,
fabbricanti di oggetti in ferro.
Il periferia .
laboratorio presso il cimit~ro , viivono d~ un anno
J•: gni impresa ha carri funebri bianchi e oro all'altro e prosperano, facendo croci, scolpendo
I' r i bambini, carri di prima, di seconda, di piedistalli di croci, piccole colonne spezzate , pic-
11,
1, , , cl sse , carri automobili e carrozze di ac0111r>c gnamento per il sacerdote che deve seil carro o per i parenti e gli amici, che vocompagnare il defunto sino all'ultima
coli monumenti più o meno estetici o addirittura
antiestetici . E costoro hanno anche un'altra industria : quella di incidere gli epitaffi suite lapidi
e di rinfrescare, con la vernice, le inscrizioni
scolorite dal tempo.
La invettiva del Giusti non ha fatto fortuna.
gozi sono p:ieni di casse mortuarie di
a, d~ ogni spessore, di ogni grand~zza, La ricordate?
Per me, la lapida
i gusti , per tutte le fortune, per tutte ,
Mi fa .spavento :
V o' fare un lascito
' una merce che bisogna tener pron-
43
LE I . I . I.
== ==
===
== == - -
= == = == = = ==
== == == == ==
Nel testamento
D' a,n dar tra' cavoli
Senza il cc qui giace ».
Lasciate il pross,imo
Marcire' in pace,
O parolai,
O epigrafai
O vendilacrime ,
Sciupasolai.
Il lusso, la moda , il desiderio di segnalarsi,
molta vanità, talora anche sincero sentimento di
riconoscenza e di affetto e il fermo proposito
della pubblicità alimentano queste fìorentiss,i me
industrie che vivo no sui morti.
L'unico produttore, che non è mai riuscito a
guadagnare un soldo , servendo il pubblico che
onora i suoi morti, è il letterato . La gente crede
di fargli onore rivolgendosi a lui perchè scriva
= = = = = = = = == -
==
=
~
-
== == -
=-
l'epigrafe, il più difficile genere di componi mento
·che si conosca; sicchè, ottenutala, si sco rda ma.gari di ringraziarlo.
Mentre, viceversa , chi ha il culto dei morti, alimenta volentieri i custo.d~ d ei cimiteri , i qua~i e sercitano l'industria lucrosa di annaffiare piante
votive, di pulir~ le cappelle, cioè lustrarne le
parti metalliche, di co llocare fio ri.
I fiori! Ecco un'ultima i ndustria largamente as s ~stita da chi onora i sepolcri ; gentile e nobile
costumanza che fece dire dal Foscolo nel carme
immortale:
. . . . . Celeste è questa
Corrispondenza d ' amorosi sensi,
Celeste d ote è negli umani; e spesso
Per lei si vive con l'amico estinto
E l'estinto con noi.
Prof. Giuseppe Signorini
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NOVEMBRE
1919
Tutte le notizie, i da.ti, le a.rgomenta.zioni o
giudizi contenuti in questa. rubricà non impegna.no a.ffa.tto le I. I. I. che per comoditèt dei lettori
raccolgono ogni mese diligentemente e obiettiva.mente in questa. ra.ssegna. qua.nto di più saliente i principali periodici ita.lia.ni politici e tecnici
pubbliGa.no su problemi e questioni d'interesse
industria.le, finanzia.rio, a.gricolo e commercia.le.
N. d. D.
LO SPIRITO DI CONCILIAZIONE
ambiziosi disegni. Gli operai si cons~de:rano sul
piede di guerra contro gli industriali : ogni comDEGL'JNDUSTRIALI ITALIANI
In verità lo spirito di conciliazione degli indu- pe ·zio ne una b3 ttaglia; ogni batt~glia una fase
striali italiani è assolutamente fuori di dubhio .
Essi, i primi in Italia, hanno insistentemente parlato, scrive la Tribuna, di collaborazione di classe; essi i primi, fra tutti i paesi anche più progrediti, hanno adottato le otto ore, malgrado difficoltà tecniche e sacrifici economici assai gravi;
hanno concesso aumenti di paga, commissioni interne, sabato .inglese, indennità di caro-viveri e
quanto altro era umanamente possibile. cc Il capi« talismo industriale cedeva in modo impressio« nante alle nostre richieste » confessano gli stessi operai nella circolare della Federazione Metallurgica . .Ma questa arrendevolezza, che era desiderio since:ro di un accordo durevole, fu scambiata per « paura >>, e « paura >> la chiama senza
ambagi la circolare.
Allora, non sappiamo se per riflesso o per Gemi:lice coincidenza, di contro a quello che gli industriali attestano loro spirito di ·conciliazione si
produsse quello che la Confederazione del Lavoro dichiara cc incontentabilità operaia ». Ogni concessione, lungi dal soddisfare le cc rivendicazioni» degli operai, non faceva che rinfocolarle ed
accrescerle; e come se veramente desse la impressione d'una debolezza progressiva del!' avversario, non serviva che .a provocare nuove e
più larghé rich:este, ad accendere nuovi e più
48
della lunga guerra; ogni eccesso un passo avanti
verso la vittoria finale della espropriazione economica e politica della borghesia. Donde un succedersi incessante d i movimenti, di. agitazioni e
di scioperj, o consapevolmente rivolti o fatal mente riuscenti a disorganizzare e a paraljzzare
la produz:one. Sulla quale - più ancora che la
scarsità del rifornimento di combustibile e di
materie prime, le difficoltà finanziarie, la riduzione degli orari e l'accrescimento dei salari grava il peso ormai insostenibile di questa cronica
cc ;Ìncontentabilità operaia ».
È pos ibile ridurla. questa <e inconte11tabilità J> ,
pur tenendo il debito conto della perdurante nevrosi di guerra, nei limiti ragionevoli d'un umano
anelito di miglioramento? Sì, se l'operaio vorrà
lealmente tendere a un nuovo assetto socialmente p~Ù giusto, ec~nomicamente più ricco, politicamente più puro: no, evidentemente, s'egli mira a rovesciare tutti gli altri valorj per imporre,
unico, il -suo.
È necessario che la borghesia italiana, e la b~rghesia produttiva in ispecie, si ponga chiaramente questo dilemma. E sia pronta come a secondare con perfetta lealtà un 'intesa, la più larga e
la più equa possibile, con le classi operaie, così
nnche a impedirne le rovinose follie; di cui la
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TERALE
I r
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Indirizzo
La presente rimessa di L. 90 serve pe r un abbonamento integrale al vostro periodico « Le I. I. I. l)
per
il 1920.
Nome - -- - - - - - -- - -
Indirizzo
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le cedole prescelte ed inviarle, incollate al tagliando di una cartolina Vtitlia per l' im-
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Cartoline vaglia
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RA SSEGNA
DEL M O VIMENTO INDUSTRIALE /T ALIANO
sarebbe seguir,l e in un andazzo che minacdi jpara!Esi progressi.va lie attiviità produttrici ,
11dl ~ quali nella realtà delle cose è riposta la sah1te del nostro , come di ogni altro paese civile.
prim
i,
L'ONNIPOTENZA ~UROCRAT/CA
discussione dell'antitesi tra Parlamento e
cati apparterrebbe al solito accedemismo,
11 n a vrebbe nessuna seria conseguenza politica
111111 diata, se non contenesse un grave e reale
111 1 i olo , dissimulato sotto le .formule astratte,
111, non perciò meno presente. La svalutazione
le i Parlamenti, mentre non avvicina di un passo
I r alizzazione dei sindacati, in quella forma
11101 i tica che viene vagheggiata, accresce smisu1 ,tt,mente un'altra forza già presente ed attiva,
p111 , tta quindi ad appropriarsi di quei vanta_ggi
di quelle prerogative, che vengono leggermente
, t rdate alle così dette capacità tecniche, in
, oufronto deg1i organi meramente rappresentaI iv1 Tale forza è la burocrazia : quella burocra; he n on è una formazione contingente in seno
un certa o·rganizzazione dello Stato, ma è un
11
11
nto ne.çessario di ogni organizzazione pub1,li , o privata, che ha raggiunto un certo grado
I, viluppo.
oi l'abbiamo veduta accrescersi
111i uratamente non solo neir amministrazione
1 11 h lica durante la ,g uerra, me nelle stesse indudovunque le necessità di un vasto lavoro
mune hanno creato grandi accentramenti di
111d
Il I
it' .
nipotenza burocratica, che offre le così dette capacità puramente tecniche e amministrative? Certo, sarebbe stolto riprovare la funzione della burocrazia nel ;uo complesso, se essa nasce da un
differen21Ìamento organico del lavoro sociale :
ma ciò ch'è riprovevole è l'impetuoso straripare
della burocrazia dai propri confini, in seguito al1' attuarsi di quella particolare funzione politica,
che, sola, poteva valere come un freno efficace.
Le esperienze della guerra sono di una eccezionaG.e ,graviità : via via che i'l Par.lamento cessava
di esistere, abbiamo assistito a un progressivo
assorbimento delle sue funzioni da parte di una
burocrazia, priva di ogni controllo e avente !Ìn sè
s tessa e nella propria capacità di espansione il
limite della sua attività. ·
Così ancora noi scontiamo le conseguenze disastrose delle politica . apolitica della guerra, che
ha fatto dello Stato una mole congestionata e artritica, priva di ogni attiva reciprocità di scambi
tra i suoi eù,eme:nti alJ'intenno e di ogni fac-iae e
pronta azione all'esterno. Coloro che sognano
il trjonfo delle capacità tecniche, non hanno da
sbi,zzarrirsi troppo con la .fantasia : possono riconoscere le loro aspirazioni già attuate, tranne che
n e] nome, nel1a sostanza stessa delle mille organizzazioni burocratiche, sorte all'ombra dello
Stato durante la guerra.
IL TRATTATO DI LAVORO
FRA L 'ITALIA E LA FRANCIA
) , c he cos'è, scrive G. de Ruggero sul T emIl trattato di lavoro tra l'Italia e la Francia, fir_
i. negazione di ogni specifica capacità poli- mato a Roma jl 30 settembre 1919, viene a prennon una lancia spezzata in favore dell' on- dere un posto cospicuo nella serie di accordi e
N DUSTRIALI
'
•
Non esaurite le vostre energie
el v ano sforzo di affrontare da
oli le grandi. difficoltà dell'ora
resente.
Soli, sarete travolti.
Uniti, sarete una potenza~
I Sindacati Industriali saranno
vostra salvezza.
I l I,
49
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convenzioni in materia sociale, esistenti fra i due
paesi. Si deve alla cornvenzione del 15 apriile
1904 l'inizio di questo nuovo ordine di accordi,
che in successione progressiva sono venuti a costituire un corpo, ormai notevole, di disposizioni
_di cosidetto d:ritto internazionale del lavoro, di
cui possono attendersi ancora rilevanti sviluppi.
La convenzione del 1904 ebbe per nota caratteristica, anch~e nel suo aspetto formale, di non
disciplinare immediatamente determinate materie, ma di essere piuttosto un pactum de contrahendo nel quale erano indicate le materie ed i
prihcipi informatori di successivi accordj che i
due Stati si obbligavano di negoziare. La prima
modesta, ma u6le fìgliazione di quella convenzione, che non impropriamente fu detta la maf!na charfa del diritto internazionale del lavoro
fra l'Italia e la Francia, s1 ebbe con la convenzione addizionale 20 gennaio 1906, la quale provvide a regolare il trasferimento dei depositi tra le
Casse di risparmio ordinarie, integrando così un
accordo relativo alla Cassa nazionale di risparmio
di Francia ed alle Casse postali di risparmio d •Italia, già annesso al trattato del 1904. Seguì a
breve distanza, la convenzione 9 giugno 1906,
relativa al trattamento degli operai nei casi d'in..
fortuni sul lavoro. È il primo accordo di conte-
50
nuto _sostanziale : è da rilevare che esso, pur richiamandosi all'impegno risultante dalla convenzione del 1904, in realtà supera .felicemente i limiti di quell'impegno, attuando nel regolamento
di tale mater:a il principio della piena parità di
trattamento, senza una grave restrizione che pure
era stata espressamente prevista nella convenzione fondamentale. Ciò significava, scrive A.
Perassi nella Vita Italiana, che uno spirito progresslvo animava la costruzione, sia pur lenta.
del nuovo si stema di accordi.
IL CREDITO DELLO STATO
E LE PICCOLE INDUSTRIE
Già prima della guerra in Francia vi fu una
campagna a favore del credito dello Stato da
estendersi alle piccole industrie. Da noi questo
progresso democratico è prematuro, perchè non
siamo ancora disposti ad iniziare una pol:itica di
conservazione a tutela delle classi medie, sebbene sia prossima l'ora. Ma per le fabbriche di
prodotti da esportazione o a scopò di emancipazione aFmentare e industriale- l'intervento del
credito di Stato oggi è già concepiibiJ1e e sopportabile· anche per i portatori della mentalità liberista, o germanofìla o americanofìla. Bisogna na-
RASSEGNA
DEL MOVIMENTO
INDUSTRIALE
ITALIANO
I 11 r ]mente che il progresso legislativo concepi- 1oro eperai. La liimitazione deL1 a giornata di la-
i ,il si verifichi sul binario del diritto preesistente. voro ad otto ore, con i ,larghi mar;gini di Libertà
I tra tta, ,invero, ,di allargare analogicamente il
11umero e il campo di azione degli enti pubblici
,1
m i-pubblici ammessi al credito di Stato, et n dendo il sistema delle autorizzazioni legisla1iv vigenti, sempre per ragioni di utilità econo111i
nazionale.
Lcco perchè già fin d'ora, scrive Mario Ralli
1H !l'Economista lta1iano, si invoca l'estensione
e I Il
leggi nelle funzioni della principale Banca
d i tato , che è la Cassa Depositi e Prestiti a fa , r d e le imprese che assai più dei lavori pub1, li i comunali e provinciali potrebbero garantirci
I' umento della produzione : quali le bonifiche
1c I, u lico -agrarie, le trasformazioni di latifondi,
I,• ocietà agr:cole, le società edilizie, le indutri nuove di utilità pubblica , sopratutto alimen-
1
r
turalmente la Banca di Stato non potrà mai
I ,r il credito diretto per questi scopi! Si tratta
cli r a re enti di dir:tto pubblico concessionari del
, rvizi o di distribuzione del credito di Stato a
1111 vi scopi di utilità pubblica comparabili agli
!I nali . E non si tratta mai di vero credito a inle
se inferiore al corrente ; perchè la Cassa D e l , iti e Prestiti d. a il danaro al saggio normal e,
, chi interviene per ridurli a proprio onere è il
lini tero competente per maté ria, che si addossa
101 1 parte degli interessi in ragion e del grado di
11 tilit p ubbli ca da conseguire attraverso la sp e1dazio ne favorita.
I•: ·ò potrebbe avvenire anche per la seconda
d i_ StatÒ , che è l'Istituto azionale delle
ur a zioni. Questo a termini dell_' art. 15 della
I,
4 aprile 1912, n. 305, può scegliere fra 8
,I gorie di impieghi dei suoi fondi; ma ha g ià
li r to con leggi speciali nec~ssari_e il suo inter•11I a favore di enti agrari _vigilati_ e garantiti
d d Ministero di agricoltura , e nulla osta che posf r lo stesso a favore di enti industriali e.reati
, I , I Mi nistero dell'industria per promu_overe nuo f b riche. Si tr.atta pur s¼;qipre di preferire,
I r, t otivi di pubblica utilità , certi investimenti
li attualmente son meno lucrosi, ad altri che
11 I
ro oggi più convenienti e sicuri, ma non
Il, , 1 al fisco idieaùi di maggiori entrate futur e
Il
zione speranze di futura emancipazione
TURA DELLE MAESTRANZE
vim ,bo 0 8:ierno, che tende a introdurre
n ,Il' officina ,e ad i111trecciare sbrettatudio aJ laV10ro, comincia a far prosei dirigenti le grandi 'i ndustrie, che
a introdunre ,n ei bi1!anci delle 1-oro
nuovo capitofo di spese genera-li per
oltura e di educazione a favore dei
e di riposo ch'essa lascia, ha consigl,i ato allle a ziende più florid e e p iù consapevoli deiì foro stesso jnteresse J' attuazione di un programma d~
provvedimenti intesi a crear,e , vicino all'opificio ,
v,e ri e prop.rii centri capaci di alimentare la vita
intelJ.ettuale degli operai : scuole , biblioteche ,
p ailestre e campi di giuoco , saJ1e di convegno e
di ricreazione , dove la mente e il corpo nacquistano il senso delila divina J.ibertà e accumu~ano
111uove energie d~ vita e di 1~<1.voro .
La Ditta Pi11eHi , scriv ei · 'Evoluzione Sociale
cihe ne' due suoi sta bi,li rr1;rnti di MiJJ. aino e delL a
Bicocca impiega circa oe '".emila operai, i quaE,
con le loro famiglie , formano Ja popo lazione di
un 'intera città poco meno grande di Fiume, si è
res·a conto fra 1e ipr.i m~sswne c:Le11e necessità di
un'azione •meditata ed organica per la coltura
generale e tecnica d ehla sua ,m ano d'opera.
La magnifica vi·lJ:a cinquecentesca della Bicocca , che fu ,un tempo fastosa riesidenza estiva
di magnati ed è o ra monumento naziona1!1e , già
q u asi tutta restitu ita al suo pristino stato, è la
sup erba sede che la Ditta · va appr,estand'o aHe
istituzioni ,educative per la sua grand e famigl i~
l'av,oratrice .
·
ldea~e Casa d ella Coltura questo v_e c ~hio ven erand o edifici o che ora si prepara ad acèogliiere il popolo nuovo p er ofhir-~ i !·o strum,e-nto -al
tutte le asce nsioni!
·
Questo edificio ;Ìn mezzo al verde ha, ne' suoi
vasti cor.til,i, per rr e sue scale , nelle sue au1'e , che
anc-ora rivelano i segni dedf antica decorazione ,
una SJUa anima silenziosa e racco,lita, che invita
aihla calma attività deHo spirito. Sembra uno di
quei centri di studio che le giovani ci.ttà americane si fabbricano in mez210 a grandi parchi ,
con ÌII1 più II1atùra,l menbe la siuggestione che emana dalla vetustà dell · ambiente.
·
. Un portico 1uminoso adduce al giardino d' in fanzia, o cas,a dei 'bamb~ni, ·che accogli,e i hi,mibi
degli operai abitanti neHe immediate adiacenze.
Per i figli degli op·e rai che abitano più ontano ,
la Ditta sussidia i giardini d'infanzia di Ni g,uarda, Greco e l' asill o Carlo Ciceri.
Ampie auJ,e a tie11reno vanpio rapidamente trasfonmandosi in bene attrezzate paJ.estre giinnastiche , con annessi servizi di bagni, docce, sale
di riun~one, e vasti corti1i adiacenti per gjli esercizii all'aria ap erta.
Ma a l,l · educa zion e fìsica è fatta una ben p iù
cospicua parte con la creazione di un campo di
giuoco per i1l calc,io a poch,i passi dalla sto.rica
villa. La grande spiain.rata si offre alao sgill'ardlO
dall'immensa terrazza coperta che corona I' edificio; e ~ntonri.o le gira una pista podjstica , in
attesa che la cicEstica sia compiuta. L1 program1
1
51
LE I~ I. I.
====
=
= = == - = = - = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
ma dei Gruppo Sportivo fra gli Operai e gli Impiegati che svolig e J,a sua _abtiività con questo ricco
comp1lesso di mezzi messi a sua disposizione daiaa Ditta, si integra e perfeziona con gite tturistiche istruttiv,e .
LE CONDIZIONI DELL'INDUSTRIA
Le condiz,ioni ddl'industria italli,ana, di tutta
l'industria considerata attriavte rso [e grandi correnti degl',inter-e ssi comuni, sono le più critiche.
Essa si trova in runa situazione di ipairtioof are
svantaggio sopratut ,,,, iPer Je consegruenze delJa
~ •erra sulJ•a propna r, a hizzaz-ione.
Poco o ma1e svia'UJP a~ sotto molti aspetti e
in parecdhii mmi, gran parte delfl,ndiustria itaJiana iha ,à vuto neliLe esigenze delJa gue_rr,a l1iil 'impulso prodigioso. Lo sforzo pieno di geinia:lità
e di prontezza coimpiuto dal Paese tra il gen111aio 1916 e il Jugilio 1917, rest,e rà una del!l,e cose
[Più memorabili d ella guerra. Certo che gl'impianti sorsero prodigiosamente e la iproduzione
be1lica potett•e covrispondere m g.ran parte alle
esigenze della ,guerra.
Ma cotesta stessa prontezza poritava in sè un
inconvieniente naturale, .agigravato certo da!lJ.a de6cienza di criteri seriamente industriali eid1 orgaruzzatori nei [PO't eri direttivi : l'improvvisazione.
lil prii.naipio che r,e g10il'av.a 1a {Produzione di
guerra n0111 era, scr~ve il T e_mpo, quello economico olidiinario : Oa maggiore produzione al
minimo costo; sibbene la maggiore prodÌ\.IZ1one
a qiuaftunqiue cos,to.
Ond'è che ,pll.l!I traverso l'im1iegabile geniailità
e proptezza deJJe :iniziative l'industria llJUOVa e gli ampJ~amenti di quieillla esistente - furono
onganizzaiti con criiterii economici mo lto discu1
1
tibili.
Quehlo stiesso principio economico della maggioT•e produzione a qualunque costo, e la deficienza di cri te rii direttivi appropriati, favorì ano'he notevoilrrnenre un',ailtria !tendenza naituralie,
cioè il a concorrenza diel.Je iniziative verso ii generi
d'ilil,dustr:Ìa iP:ÌÙ facili e più iiedditizii; a ciò si aggiunsero gli ampliamenti viastissimi di tailruni impianti che si organizzarono per le straordn.arie
esigenze di igiuerra, e quiin:di J'iimmediartia conseguenza dì un'inch.1stria ipletorica in certi rami.
Gotesti . ,d ementi di sioum sV'aJI1 tiaggio che a vrebbero dovuto essere eliminati con cafana e g,radua,1 mente s'illlc-ontrarono invece, appena dopo
J'armistizio , in altre notevoli difficoltà. Prima
· fu-a tutlte quelJa dehl.e materie prime [a quaà•e nQn
va oonsidera'ta solta111to sotto l'aspetto del diffìciJ,e approvvigionaimento, ma sopratutto sotto
que1lo de1l,l e oonsegrue,nz,e eco,111omiche.
Perdhè r!!Jldu•sllria itaJ.:ia1I1a sii trova in questa
paradossalle situazione : priva di m>aterie prime
1
52
e scarsa ,d i .noJi essa 111e è tributaria a quei paesi
esteri che failll10 cambio molto alto sulla valiUta
ntaliana. Produtrt.rice dà merci finite essa deve
subire la concorrenza di quei pa esi che hainno
valuta molto dep.nezzata rispetto a:lila vaùuta itaJiana. ,o di queit1e alltre che pure avendo aig,Ìo su
di qruesta, hanno però, [Per Ja dirsponi1bilità delle
in:i,aterie prime proprie, costi miriori dii prodiuz10111,e.
· Sì clhe la situazione si riassume in quesbo paradosso eco111omico : costi, a•lti e prnspettiva di
prezzi inadeguati .
E non è tutto, perchè è vieruuta ad agigravarla
la qruestioine operaia con Ja limitaz-ione delJa
giornata di t! .avoro, IP~ma che g,li a ·À:ri (Paesi in
condizioni piu favorevo[d l'avessero uguailmente
adottata. Ond'è che la mano d'opera è ve1J1uta
a rappresentare un 111uovo elemento di svantag1gio nella co1I1,Cor.r-enza dei mercati inter.nazional~.
Con quest'altra conseguenza abeTir.amte ohe la
:riduzione de<lll a ,giiomata assiicuraindo maggiori
profitti ,aJla massa operaia, contrariamente alJ.e
prievisioni di tutti ~li econo~sti estremi e deg,li fUIIDanitam, ha finito per oreare una diminuzione delJa produzione.
E oggi è p11eèisamente accertabile sul me.reato
i tau ano per molti prodotti di CJUi ItaJia era e 5iportatrice, che il fa1bbisogino interno è illlSoddisfatto, e la produzione non Tiesce ad aumentare.
1
r
PROTEZIONISMO E LIBERISMO
Ghe rltaJlia abb.ia ttma necessi,tà ass'0 luba di
far V-ÌV'ere la sua industria e di sviluppanla, è gene.raJ.mente iriconosciuto. Dove [a discrepanza
sor.ge è S1Ui mezzi per assicurare questa vi:talità
alle 111ostre i1ndustrie.
Secondo ailcuni, inasprendo~ d,e tariffe doga1I1ali, ,ahandosi i dazi contro te proivtenienze ester,e si egue una pofltitica ~a q1Uail. e ha dato i
frutti dri un esageraito sviduppo di certe industrie
(qu,ei!Je siderurgiche specia1menite) a danno di
oerte éilltrte e di inasprimento ideJ costo della vita.
Essi ri.volgo1I10 runa vivace op1Posizione contro
[a tariffa ,g1eillerale :proViViÌsoria in via di attuazio ne e, IPUT non negando c:he le atttuaili condizioni
dell'industr,ia esiga.no un ifegime protettivo, vorrebbero ridotti i · dazi fissat,i ne!lila tariffa gteneiral,e e ili1m i.tata ila protezione per modo che entro fUilO spazio di 10-15 alimi si possa entrare in
,piena J.iher;tà di comm eroio.
I protezionisti, iÌnvece, ~nsistono su.Ifa niecessirtà :indealanabil,e di [Pioteggtere .lie nostre !industrie
per ottrrurle rallo stato di inferiorità .rispetto aUa
'iindusbria straniera, per libe rarùe da,} pericolo che
le minaccia d~ r;estar sopraffatte.
Essi si rifa1111Ilo, scmve F. Giorgi sull'Avvenire
d'Italia, aiHe _c ondizioni de.I mercato initemazio1
1
1
1
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INDUSTRIALE
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a1l doviere soc'i ale , che si r.iicoingioo,g e a qu elonomrico, ,d i adottare llllil.a politica che as11 mi
tutti i ci11:tadi1ni neillJ.'interno dd· Paese un
or rimu1neraton~ e non ,l i cosbrinrg.~ s·emprte a
1 1rlo p_r1esso all\tm Pa,esi, dove pure con lo stes11 p r p osito di, 1Prefurit1e i cittadini sj cieoca i,n
, it I i i mrodi di resb:uingiere J·a -imm~grazioine de i
l or tori stra111iieri. P.ro5!Pettano !I)UTe idh,e -I,a
11 1 rn ha sviiluppato neù II1l0stro Paese le priinciJ 'i indusbri,e esistenti ed iha dato un impulso
, I i imo a qucl~e che eiraino ri,m aste· alilo stato
11i:r: i l
rudimentale a ca1Usa dei d,ifetti e de'lJe
e 1111( d 1Ja tariffa doganale pre'beJ,u ca.
1
11< r putarsi oppo.r tuno ed util e all'inter-esse
1 1i onnl, , essi domaindano, costringere queste
I indu trie tutte a restringersi ail lo stato antel11, o, . va1utam.do il ffmo capitale, chiudendo
I, I I ilim n ti e mettendo sul Jastrioo gli operai
I
i1111 rl re daU'estero i loro prodotti?
I• 111 11 11b queste drue concezioni si presentao l d u e rispetta,b ili ed efficaci rimedii , ed
11 n
ono iiin r:eail tà che diùe saldissimi e
,e ol . i imi scogli . il1 1Pilota dleve essere più
1> rt
e ip:iù &ie animato di huoina voilointà,
:v
la nave dai due opposti, imminenti
, ,li N
ten endo esatto conto diel,l•e attiuali
11cli:r: ioni
lJe ind'UIStrie , si risc!hia di annu1lla11e
I
II
gtli effe.tti della pwtezione, riconosciiuta uruv.ersa1me1nte come nreoessar.ia ed adottata dia tutti :
andando a itutto vapore verso fa protezione , s.i
Ìincappa in certi eccessi che danno uin (mezzo dii
sostentamento troppo artificialie alle industrie e
danine~ano il corn:S1Um,atore.
La T airiffa Generale provvisoria deve essere
stata compilata teneindo conto di tutte J:e attuali
straordinarie condizio111i deff[e industrie.
Come ~' fine è di 1ascia,r vivere e .dii lasciar s-ta1bi1Lm:enite prosperare le 111ostre inc1ustri,e per potile
in grado di miswairsi , iin quam.lto si•a possi1biJe,
con le industrie stra!l1iere - ed in ciò stia I.a no-stira fortuma avveinire - così &al"ebhe ass1.1f.do affida1re questo coIIljpirto a.I solo regi,m e doganaile.
,J.,a 111ostra po~itica commerciale dovrà essere inrtiegrata da l\ma oosciienza po-l11tiC1a de,l1l1a proc:Lu~one, diretta a meglfo or.ganizzare l1a IllOStra in1dlustria , iJ nostro lavoro , da part<ecipazio.ne capiita1listica, 1a iiingerernza stataJe; a perfezionare la
teooica tproduttiva , a meglio rego!·a re la vita di
certe industnie da cui moke ailitre ne dàpend01I10,
Ìl!l modo che questa dipendenza non sia esosa;
a fare o~etro dii runo studio pr-o fondo e metodico J~ condiziOIIl~ più intime di vita di ciiascuna
industria, per non spingere la protezione ail· d~ là
di certe ragioneV10l~ mrisUJre.
53
LE I./. I.
= =
=- - === = = == === === === == = = = = = =- - = - = - - -
• Diversam,ente, oltre dhe criear,e una impossibi!,i tà di attuazion,e e di svilu;ppo aJla tanto auspicata opera iricostrutciva, regaleremo il solito
danno al paziente ed indifeso consumatofie, e
piegheremo, a traverso :lo Stato, i contribuenti, a
girayii sacrifici a profitto di poc'hi.
Confidiamo che la nuova Camera sappia trovare la so1uzione soddisfacente di questa senie
dii prob:lemi connessi str.e ttamente colla niostr,a
politica commerciale.
LA MALATTIA DELLO STA TISMO
Lo Stato ed il Co
ne, talvo,: ta 1e Prnvinòe.
divennero :industriali. Qualildo si tireranno le
sorrìlmle del danno cagi.onato da questa vera ma11,attia economica, si vedrà che fu incakolabile.
Essa, :infatti, sostituisce il disi.nteress-e a1l'inteiress,e, cr.eando il più assurdo dei regimi , que1lo
cioè di i111drustrie che non hanno e.api rtesponsabi1li, ma gestori ai quali, comunque vad1ano le
cose, non può crnai toccare 1I1è uti1le nè danno.
Fl\.llro:no i tedeschi per i primi ad or,ganizzare
le grandi macdhi-ne statali; e poichè, da perfetti
organizza.tori quali erano, riuscivano a far fun zionar,e Je doro 1m aochine màlito bene, essi fe cero :nutri.r:e la ihlusione che ne:Io statismo fosse La penf ezione. Si ebbero così Je grandi azienlnd . tele;ir. : SA TRAS. NAPOLI
Telefono interprov. ( 2.73
"COLOMBO,,
Società Anonima di Assicurazioni
e Riassicurazioni Generali
Sede e Direzione Generale :
NAPOLI
54
1
ll1ato , sicchè all'est erno nuUa apparivia di più
preCÌ,so e d~ più esatto. Sorsero, poi, de girandi
Unioni industri-a1E, !Ì Sindacati posti sotto la protezione del~o Stato . Lo Stato s ·~nigen de'l commercio esterio, d,i,è sviluppo al reg:Ìm•e dei premi,
re,golò i dazi diff,erenzia:i, !Ì ribassi di tariffa.
La guer:ra iha dimostrato, scrive Ja Rivista dei
Trasporti, che ad colosso in apparenza così gagl-:iardo, aveva in realrtà i piedi di creta. Si era
creato, sia pure oon abilità, un regime d' artifìzio. I servizi pru:bblici •e rano ordi1nati e ricchi,
ma non redditizii; i premi di esportazione, i ribassi di tariffe erano so:o apparentemente vantaggiosi; nel fatto nascondevano una perdita.
La nazione s'impov,e riva nel dar sangue a questi
mosm-uosi org:amismi sui qualii giganteggiava come i maggiore di essi, l'eseircito.
Lo stati,s mo, cioè, ò.J S'Ìstema die1l'•a imrninistrazio1J11e c:Lisinter,essaba, ha ,r aggiunto il vertice de-1J.a parabola durant,e la guerra. Profittando del
panico prodotto dal pericolo, la !burocrazia si è
impadronita di butte le fonti diella produzione ed
è giunta a risultati che un giorno appariranno
mostruosi.
Essa ha finito cotl favorire lo sfre111arsi de1he
sipecu2azioni e J'acoentramento deHa ricchezza
neJlie mani delle ipe,rso111e m eno sarupolose, col
provocare La te.nde111Za ad,~1e dittatuire proJ1etarie e
col crieare un fenome:na1e ,disagio nel!Le classi
borghesi.
Lo statismo, così esagernto, ha distrutto sè
,stesso. Tutti gli Stati ora sono diSiSestati e per ri.meUersi fanno assegnamento su~ gettito di colossali ,imposte. Ma lie imposte incontrano gravi
ostacoJi : sarà diffici:e trovare un Governo c'he
abbia al coraggio di dar corso ad un progiramma
di spo!iazione troppo radica~e.
Le frodi si mokiplicheranno ed i.l :gettito :r,eaie
sarà assai minore dieù prlevisto.
Be111e è persuadersi che se si vuo1 ristabilire
l' eqiui1:ibrio non basta pwcurarsi nuove entrate,
ma hisogrn a fare grandi eoonòm~e. Questo ancora non si comprien.de, ma apparirà da;l fatto. Non
è ipossibi le continuare a spendere pazzamente
e pretendere di rifarsi coUe imposte.
1
1
VI A ROM A N. 3 4 5
.
die ferroviarie, ove tutto era regola to e dis,cipli-
1
Capitale L. 2.000.000 - Fondo di riserva statutario L. 1.000.000
·Agenzie in tutte le principali piazze
dell' Italia e dell' Estero
Assicura merci e navi contro tutti
rischi dei trasporti marittimi, fluviali e terrestri
==:Il>
LE AZIONI DELLE SOCIETA' ANONIME
E LA TASSA SUL CAPITALE
.-
Nel Popolo R omano IL1ll1 azionista, occupandosi di questo tema, pone in ri,l:ievo l'<Ìinconvenientie deiUa du,plice o triplice tassazione di uno stesso ente (cal)[ta:e). l111fattii Tizio che p ossiede per
centorn~la liire dii azioni de:la Banca X dovrà deiiliUJnaiarle ,e sarà co]jpito colù' aliq'UIOta appEcabii1ie ai1 suo patrimonio; ,a Silla volta la Banca X dovrà p agare ,gu-usta l' aimmontar,e d,eil suo capi tal-e
azionarip, ,e se q uesta Banca awà col,~ ocato in
======= = ==-=-
RASSEG N A
DEL MOVIMENTO
io i della ocietà anonima Y parte del suo
1 1t le una terza tassa colpirà questa quota
l'i111 iego. Se non che a questo modo l,a moltilir azi one dei pane e dei pesci potrebbe svoli i ll'infìnito ..
. 1, è da notare una cosa assai s·emplice e fori
questo nmasta inosservata. Ed è questa:
, itale azionario delle Società anonime non
tn
attività · esso è invece una passività, un
I, li o cioè della Società verso glii azionisti, e,
I,
i appia, le passività non possono mai es1
olpite da iirnposte. Quest,o capitale è sì un
I I it di inatura specia1e, !I)erchè potrà svanire
11 I ullo od ii,n parte se J,e cose deUa Società volt II no a male; ma non per questo può perI , la sua natura di debito, che non può costiti I un capitale imponibile se non presso I' a>ni ta, il solo ed unico creditore, il solo per11
ohe possa calcola11e le sue -azioni come fa11 ti parte del suo attivo .
I. b sta leggere un bilanc~o .delle tante società
11 ,nime, per vedere che il capita}e for-mato daL
I . ,ioni figura iscritto al passivo e sem!I)re in
r m
l1rnea. Dunque conclusione prima : il ca11 : azionario non può essere co~pito presso
. che 111.e sono debitrici, o, se si vttrnle,
1,11ninistratrici, coli' obbligo di renderne conto
per anno per jstabi1ire i dividendi da pa!i azionisti.
n' altra ragione di stretta giustizia, scrive
polo Romano, concorre a ribadire questo
tto. La tassa sul capitale è progress~:va ;
·i oè oola:>irà co111 a]jquote prog,ressivamente
nti il capitaJe da ciascuno posseduto, ne~,..
totalità (onde ii] nome di tassa globale}
i sia la vania natura degli elementi che
e r pongono, e secondo ... la sua entità intieia.
r
Tizio azionista, che non abbia a~tro all'in11 i l ]
sue centomila lire di azioni, pagherà
omma, ad es•empio, il dieci per cendire Ere diecimila.
INDUSTRIALE
/TAUANO
La Banca -invece iha un capitale azionario di
200 miLioni, sul quale dovrebbe pagare (s.e la
teor.ia contraria fosse esatta) un 45 per cento almeno, sallV'o a rivalersene sug~i azionisti. Sarebbe giusto che Tizio azionista dovesse pagare
1ire 45 miil.a anzichè I 0.000? E ciò so-ltanto perchè in compagnia di a1tiri azionisti ha concorso
a formare un capital,e di 200 milioni? Certo per
lo Stato risulterebbe più comodo tassare le Società anzichè i singoli, ma Ja tassazione giUJilgerebbe rad essere ingiusta e non equa, e perciò
convierrà tassare gli azionisti trovando il modo
di coJpire giusto.
Così anche il timore di vedere tripEcata o quadruplicata la imposizione per i successivi impieghi del capitale sociale scomparirà (Ilecessariamente, anche perchè le Banche nell'impiegare il capitale azionanio in azioni di altre imprese
d1 credito od industriali, non compiranno che
una funzione amm1nistrativa, i~piegando cioè in
maniera r,edditizia il denaro degli azionisti.
PER UN TRIBUNALE INDUSTRIALE
PERMANENTE
La Camera dei Comuni ha votato, in seconda
ettura, un progetto d~ legge presentato dal Ministro del lavoro, rp'er '1a creazione di un tribunale 1ndustriale permarnente e di tribunali d'indhiesta che dovranno conoscere le diverse evenituali.tà 111,el!Ie divieriSe indrustri,e . Il ministro del lavoro
nomina i membri d.{ questi tribumali composti di
padroni, di operai e di personailità irn.d'pendenti.
Sare'bbe i •l egale di pagare dei salari minori di
queJJi attuali conformemente aUe decisioni del
itribunal,e · interinale di arbitraggio fìno al 30 settembre 1920.
Da 'l1Tl anno su 1.853 controversie sottoposte
aJl' ar1bitraggio, in tre casi soltanto . a decisione
r cAssicurazioni fMa rittirne
t
PREFERlTE :
S ede e Direzione Generale
NcAPQLJ - S edile
di P orto, 18
'l::elegrammi: CITY NAPOLI - 'l::ele/oni: 32-47 - 3.59 Amedeo
55
LE I. I. I. ============== = ========================-degli ru:1bitci 1110n ha IÌ.mpedito &J sciopero. Si so, 11s0111ch~ dii qurelile similari, introdotte seiilza
può accor,d are fiducia ai sindacati operai; l' aT- bisogiilo di autorizzazione, perchè provenient,i
bitrato non sarà for.roso.
da ipaesi con oui tuttora sono in vigor,e aocord.i
speciaili; e siaino .resi noti gli accordi specia,li commerc.i,aE !tuttora vigenti o piroirogati , ohe liÌmitano
TREDICI MILIARDI DI RISPARMI
La sfera di azione del comatato consultivo, dando
Seco111ido 1e ,più irecenti notizie - r,elative ail 31 campo Jihero in lta.J.ia ad :importazioni dalJa f,ra,n ma,"ggio 1919 - i depositi a rispairrnio, in conto c1 a e da1lJia Svizz.era.
oornente, e 1111.. ibuoini fruttiferi, presso gli istituti
di credito mobiliare, Je casse da ri-sparmio olidiPER L'INCREMENTO
1I11arie - a pI1escincLere dag1Li ailtri depositi anal.o DELLE PICCOLE INDUSTRIE
~'hi, rispetto ai qiu:a1li non si dispone an.coira dei
dati per la stessa epoca, come per le banche
L'~nc.rememt-0 c:LeHe piccol1e industrie è oggetto
popo1ari, per Le ailltre lbaincihe cooperative, per i di sbudii d ,a parrte dle l1 Ministeiro deH'lndus,t ria.
monti di pietà e per 1e casse rurail.ti - hanno U sottosegretario in una circofa!le ai prefetti dhierag1giunto l1a somma di qruasi tredici miùiardti di de, fra fal1tiro ; quail1 so.no J,e piccole i.ndiU.striie esiJir,e, mentI1e prima deillo scop1Pio deBa gueirrra stenti in ciascuna provincia, l'importanza di ciarnondialle, e cioè a fiine giug.n,o 1914, sommava- souna di esse, e l 1a focalità più adatta ohe per
no a po·c o più di cinque mi liardi è mezzo di lire, ciascuna irrd\ustria esistente possa essere sedie di
essendosi così verificato un a'lllmento di sette mi- IUlil Gomiiitato. Ogini Comitato nolil, potrà ave-r e
aiiardi ,di wi.r-e : durante il s01lo mese di mag.gio meno di cinque membri, nè più di dodki, a sequest,o arUmelil.to è stato di oltre trece1I1to milioini conda dell'importanzia e ddl' estensione dtelf indi Lire.
dustria stessa.
1
LA STATISTICA DEGL'INFORTUN/
L 'appJr:icaz.ionie del~a leg.ge sugli « IIIlfortuni in
agrrÌoo'Jtura » ed ii1l ritorno, con la fine della guerra, ad acoura,ti studi diei fenomeni sociali i111erienti
alila legislazione dlel lavoro, haillilo richi•a mato
al!la necessità della foirmazionè di una r,egol1are e
,s istematica « statistica degE inforrtiuci del 1aV10ro ».
La Oas-sa NaziOIIl,aJ.e Lnfort.uni, che per 1e assiourazio111i operaie ipossiedle una 01rganizzazfone
nazionale •e stesa e decentrata, ha provv,e duto · ad
origanizzare la statistica infortuni. Una Commi~sion:e di competenti è stata i'lllVaricata di preparane fiintegrn'le programma sta,tiistico. Ha tenmim,ato ora i suoi lavori la 51Peci-al1e Commissione
per J1a cc Statistica medica)), alla quale si connettono proiblemi ,e studi imp01r-taintissimi di pato'log.ia, sociologi-a e di lie~silazione.
LA CONFEDERAZIONE DELL'INDUSTRIA
E I PERMESSI D'ESPORTAZlONE
La Con.fedeI1azione ge.n:erale dell'LndustTÌa,
d'accordo coJil 'Associazione iper l'e Società per
azioni, ha C:hiiesto a:l Governo che voglia d~sporre
perohè iJ comitato consultivo, cr,e ato con decreto
real•e 24 nov,e mbre 1914, puhhlidhi com freqru enza e regoliarment,e i1 riassulilto dìi rutti i permessi
dì lfilllpor:tazione aocordati, iindica:ndo la qu.aJità
e la qua1ntntà delle merci che essi vog~ono introdurre dailll •estero; p-erchè l' aimrnrunistrazione doga1I1ale fornisca, almeno ogni quindici giorni, a.I
oom1tato consulltivo, distinte per prov,enienza,
importate per autorizzazione del comitato stes-
56
LA .RIESUMAZIONE
DEL MONOPOLIO DEI CAMBI;>
Gli effetti che prodluss,e in Italia i} mo111opoiio
dei cambi istituito nel oo,r so della giuerra da,lf aJiLora Ministro del tesioro orr. N~tti, non s·e mhra1no ta'li affatto da incorngg,ia.rne !·a rie.srumazione.
Si disse a1hlora che Jo scopo vero diel monopo•li10 era non, g,ià quelfo di, calmierare o. cambi,
bensì quello di dare neUe mani deil Governo
tutta la va,l uta estera disponibile e delJa qua1e
ill Governo aveva assoluto bisogno per glii acquisti di materiale bellico. Certo è che se l'Istituto
dei cambi si proponeva di esercital'le un· azione
dli cailmriere, esso non raggiunse affatto lo scopo.
I corsi dei cambi e-ra•no sì rdativarmente bassi
ma la valuta non si trov,ava o bisognava pagarla
quei, che 'Vialeya, di più a1I1zi, per avenla di contirahbandio.
A che servireb.be oggi riesumare il controJ.lo
govemativo dtei cambi?
Si dice: a discipI,inaa-e le imt>ortazioni, per
modo che non si sciupi I.a va1uta estera petr impiortaTe g,e neri dli lus.so. Più chiar:amerute si potrebbe dire che i:l controlil'o dei carm1b,i devie impedire· l'impo!ltazioTue daJiI'estero di prodotti indlustriaJti di q1Uail,U1I1Jque specie, attuando i111 pratiica quel proibiz:ionis.mo oh' è il sogino di tutto
quanto i1l• pescecani,s mo nostrale.
Il contro1Jo dei cambi, scrive il Giornale del
Popolo, è, a tal fine, 1.l'Ilo strumeTIJto impareggÌaibi.le. Ma, per ciò stesso, sie può far como.d10 agli
industriaÌ'Ì, esso rappresenta un danno enorme
per Ja stragrande maggioranza dewla popolaz;ione
1
= ====-=-=---
RASSEGNA
DEL MOVIMENTO INDÙSTRIALE ITALIANO
i vedreb be consegnata, piedi e manri le- naziona1,e , in viirtù del qmJe il Lavoro sia dovun11 i, alilo sfrnttamento diella plutocrazia indu- que ridotto neUa stessa misur:a con liegge
lti , le.
I lla ~s ti tuzione di un rinnovat o controUio dei
1 bi, iil paese non ha nulla, asso1
lutainente nuL
L1 cl s perare, ed 'ha invece molrto, ,moltissimo da
1 1 rdere .
LA CONFERENZA MONDIALE
DEL LAVORO
i è rtadU!I1ata a W ashingtton la conferenza
1n ndi.ale deJ, Javoro, che o·l trattato di pace di
r aili: es aveva conte.m p'lato nellla sua XIII parche deve escogitare forme internazionali ~
iI I se opeiraiie, lie qua-li off.riano urn sostegno e una
, o peraz:io1J1Je efficaci a11a Società de1I.e nazioni.
I ' Itali a è rappresentata a1la colilferenza daJ· Ma< r de PJ,anchesi, ohe è u111 coscienzioso studioso
rl , f n omeni sociali e UlI1i buon conoscitore dd1' merica. I lavo.ri de-1lia co1I1fere:nza, prepar-ati
t · 1 receduti da uina s•e rie di i[ldagini e di ricerche
1 cia!i sui problemi operai qualti si piresiemtamo
, i in non memo di 45 Stati, convergeranno, ri f, i ce iJ Tempo, su tre pri,ncipali q1Uestioru : Je
, ,t l o re, J1a disoccupazione e il lavorn de'lJ•e dion11
dei famciuHi. Per quanto r:iguarda l'a quel i ne ddtle otto ore giomaiiere o delle 48 s·etti11 l na1i, sii tratta di decidere se è possibile e con1 nie1nte che si addivenga ad un àmpegno ÌII1t-ert
I,
obbl'i-
giatoria. Si com.prende agevol,m enite come un
provvedunento di questo gemere, m ,e ntrie I,e conquiste operaie di àlcuni paesi hanno posto altri,
ad organizzazione pro1etaria più arre trata, n eiHa
capacità di svolgere U1I1a concorrenZJa pericd o sa, es•e rciterebbe un'azione efficac-issima suJ mercati internazionale . 11 braittato di pace di V ersai ll1es che in più di u.na sua parte non dissimufa le
sue pretese di essere ~a nuova magna charta del
genere umano, ha l'articolo 427, in cui è dett'p:
« Le aJtre parti contraenti, aViendo riconosciuto
che iJ ibenessere fisico, moralte e iinteù1ettuale dei
sail-ariati industriali è d~ ess,e mziale importanza
daJ p:unto d i vieta iintennazionaile, halJ1!Ilo stahiJito
dii pervrenir,e ,a qilllesto scopo con una or,g anizza~one oper aia inte rnazionale ;perman~nte, la quaLe tenderà a introdunie dov,url'que, fra ~:i rurt:ri,
i segruenti postiJati : 1. che il lavoro non d ebba
essere considerato coane una m'~rce o un articolo
oommerciaJ.le; 2 . che il diritto di assoòazionie sia
universa-1mente (gairantito; 3. dhe d!ovunq1U1e siamo
adottalte La giornat:a di otto o,r e e UJ11a giornata di
riposo di 24 or,e aù m:iinimo, che dovreblbe compireindle re J•a d1ome111ica ogni q1.11aJvo:lrt:a ciò sia possibiae ». Più difficiiJim·ootie discipLililabi,Ie d'a un
a ccordo iintiennazionail e &i prese111ta ardua queistione delJ,a disoccupazio[1.e. Quie sta 1Prima COillf.ereniza moindiaile dieJ Jlavoro tlestè i,n augiutra1:a a
1
r
e RitJiste Tecniche dell'~~Jstituto
---- Editoriale Italiano'' sono aperte
agli Industriali per l'inserzione
di ç,gni progresso realizzato nella
tecnica della produzione.
gni industriale ci mandi notizie
e dati su intJenzioni, modifica=
•
•
zioni,
migliorie · introdotte nel
suo ramo.
L
' INSERZIONE E' ASSOLUTAMENTE GRATUITA
57
LE / . /. /.
W ashmgiton sii Limiterà a raccogiiere gli elementi
per ur. esame internazionale del problema, prospettM1ido la ,possibiJiità di accordi coJ1ettivi per
11a trasportabiJità di masse di diooccu,patri da l1ll1
paese &J.'aJtro, e 1Per rassic.maziorne _gJobal.e
contro l:a disocaupazione , misure coteste che
presupponlgono durevoli intese fra g:li Sta,ti indQlstria:i.
PER LO SVILUPPO MARITTIMO
E INDUSTRIALE DI ROMA
Presi,ed'Ulta daJ comm. ing. Pao1io Or1aindo ha
avuto luogo una importa1nte rii.unione dei} Consig:io di ammrunistrazione de'!C.'Ente autonomo per
ilo svti1:u,ppo macittimo e indusbriaJ,e di Romra.
Il Consiglio h1a 1approvato i• aggiudiicazione all1" rimjpresa Lonii Ezio de.i l'avom delJ1a cosibruzione
diehla f.errovi,a Roma-Ostria Nuova per un !importo
LA COMMISSIONE DELLE RIPARAZIONI
Ha -avuto luogo a Vienna una ril.liIÙone non
prova d'importanza.
· Erano stati convocati alJ,a capitale tuttii i r:appres·entarnti de,:J ·[Tud1Ustrria deilll1e diverse r-egioni
delil' Austria tedesca. La ooirwooazione era avvenuta per iniziatiV1a deUa sottoc,o mmissii.one de:le
riparazioni sedente, per 1 suoi lavori, a VieJlll1a.
La riunione è stata però di br,eve drur-ata. Agli
industriali convetnuti iJ presidente delJa sottooomrrni.ssione delle riparazioni ha rivolito l'invito
categ,orjc,o .di rvoler dichiariarie quailti erano Le l'Oro
inte:nzionii ed ii iloro pr,ogetti p -e r avvenire.
G Ji industriaili vol.lero evitare una i,m medliata
tliscussione. che non avrebbe forse dato buoni
frutti, e dhiese,ro di poter esporre un programrma
propr•i o in un memoriale da compilarsi entro
1brev,e 'tempo. La loro proposta è sl:Jaba accett'ata.
coma:>1esGivo dii cir.ca 20.000.000.
lìa1lii ùlavori debbo:no ess•ere compilll'ti elll.ltro 16
mesi d.alila aggiudicazione stessa.
lll Consi,g lio ha apjpnovato in.ai.tre un mag~g iore
staTIZ'iamento di ci,r,ca L. 400.000 .per la prosec!ll.-- ·
zione c:Le1 :pi,ano reg,olatore di Ostia Nuova al.
,fine di svilruppare ulteriormente 1'a disppnibi1tà
ideille arne fabbricabi1lli essendo state finora già
1im,peginate qud,e riese disponibi\li diagE eseguiti:
liavori di piano rego'latore.
Con taili deliberazioni il consiglio dii ammini strazione delil'Einte è venuto ad imJPrimiere nuo'Vlo impfl.Lso ai lavorii proprio 1ne1ll momento in oui
è più urgente I.a neoessiità dl'impe~are i,l massimo d.eJJa mano di'opef!a; nè qui sii .auesita la benemerenza di questo Ente in q!U.anlto esso ha già
rpredisposito il pi ano dei aavo.ri del canaJe nav.igabilie di congi'll'11.Jg:Ìmell1lto del porto di Ostia col
r
1
IL SINDACATO
PER CATEGORIA
DI PRODUZIONE
sara' l'arma più valida per
gli INDUSTRIALI
58
~
- - - = - = =- ==
RASSEGNA
DEL MO V/MENTO INDUSTRIALE IT AUANO
e delila conca di navigarione il oui pro- risulta di 1.650.000 tonn. che ci permettono d-i
è g.i à stato approvato dalle compebenti au- emanciparci economicamente dailJ'estJero, al quastatali.
---
IL FABBISOGNO lT ALIANO
I I CARBONE, CEREALI E MERCI V ARIE
I Commissiione per il dopoguerra deliineò a
tempo i·l programma minimo dell' armamen- .
italiano e per quanto riguarda ;} [1avig:ìo da
1 irico,
cons.ig,l iò l,a costruzione e l' aoquisto di
> .000 tonn. dii piroscafi addetti ail trasporbo di
111 rei varie, 1.400.000 tonn. di pir-oscafi senza
1 ciale destin.azione. TotaJ1e quindi 1.600.000
lon n e:'Iate.
Il problem1a è stato ora pr,es•o in acaurato esa11
dall.a nostra consorella La V i~ Marittima e
·ommerciale, l,a quale vi d le dica un articolo e
i e all.a condl.iusione che ci occoorrono 1.650.000
t nel~ate dri portata ~n peso morto (deadweight)
1 o. ì S!Uddiviso : 50 navi da 12.000 tonin.; 65 da
10.000 tonin. e 50 da 8000 tonn.
L oondusioni deriVlano dia un acour,ato esa111
suJl,e condizio'l'1i pI1ebell~chie, da queUe s011te
cl mante la g1Uerra e da quellle che si prevedono
,l ritorno ddl1a piena pace.
Prima de,l,l a guerra pagavamo a:ll' estero 280
111 ilioni di liire in oro aJ.;l'an.no , qual,e importo
li noli e durainbe i.l conflittJo aibbiamo speso
') iliardi con unia media di due ;mi1iard-i all' an11
le dovremmo in caso di.v:erso pagare aI1JJ1,uialmente per nolii 1.080 milioni.
IL RIPOSO DOMENCALE
NEI SERVIZI POSTELEGRAFONICI
A PARIGI
Domenica 21 settembre è entrato in vigore il
nuovo regolamento riguardante il riposo domenicale à Parigi dei servizi detlle P. T. T. I quotidiani parigini lo as~imilano ad una paralisi
quasi totale dei servizi postali. Pure vi è una distribuzione della corrispondenza al mattino, ed
undici uffici circondariali rimangono aperti al
pubblico fino alle ore 11 per il servizio delle
fermo in posta, del telefono per la città e del telegrafo. Le altre distribuzioni, nonchè quella
degli stampati rimangono sospese. L'ufficio posta'le del Palazzo della Borsa e que:ilo de:.Ia rue
G,renelle rimangono aperti ed una gran affluenza di pubblico vi si dirige; il Le ]ournal racconta che la media del tempo per aspettare il turno
è stata di tre quarti d'ora. Pure la pazienza del
pubblico si è d~mostrata a tutta prova.
Si è mai calcolato, astraziom fatta dei contrattempi individuali e dei danni mora..li, il male che
deriva ail paese dal sospendere, sia pure per
brevissimo tempo, qualsiasi comunicazione? Perchè confondere il riposo delle persone con la
so,s pensio·n e di servizi che non comportano soa una ana1isi del fabbisogno dti. viveri che ci spensioni?
• orrono per ~•a vita della 111azione, e, tenendo
11< l dovuto oo~to l'usio di combustibi1i naznO!Illali,
il arbone clhe ci potrà vienire da1la Genmaniia,
lfll lilo che si rioavereb!be .daUe mini,e re di Eralu « Credilto ltailiaino » ha pubbllicato anche
lt e di Poti, risu1ta che i1 tonnel'laggio dtesti- quest'anno un volume (i1 settimo) contenente le
11 tlo a far fronte a,l• tJ1affiCJO deve mggiungere to!J'l..
notizie statistiche sulle « Società Italiane per
11 ·li be 2. 760.000, così giustifìoato :
Azioni », opera utilissima ormai universalmen( ·, rb one
8.400.000 7 l .200.000 te apprezzata nel ceto baìlcario, industriale e
360.000 commerci-ale.
r a1i Nord Amerjca 1.800.000 5
450 .000
Il vo1ume del 1918 comprende diffuse notizie
1 alti. del Pl,alia
1.800.000 4
statisitiche riguardanti le Anonime in acco~nanI rei varie (cotoni fo750 000 dita per azioni e Cooperative av<enti capitale di
f ti , petroh, ecc.) 3.600.000 4,8
_ _·__ L. 500.000 o più, le Società per azioni produttri2. 760.000 ci di ,energia elettrica e quelle di navigazione, i:l
tutto suddiviso in un pratico indice per materie.
disponibiJiità attuale è dli 950.000 tornn. perlno1tre figurano in appendice le Società co' i, r tiaimo irn deficit di 1.850.000.
stilbuite dura111te il 191 7 e 1918 ma che non hanno
I >nr t iilenrdo in con.siderazi0ine Ile inde.nrutà in per facoltà concessp dal noto Decreto, chiuso il
11, I wr
(niavi) che avriemo - o non. avr,emo dal loro bilancio ail 30 giugno 1918.
11, mi o e [',incameramento di UII11a parte dlella
La pubblicazione, ottimamente red1atta, den~
11, tl d lil' Adriatico, deve ~onsiderarsi che gran sa di dati eppur sintetica, colma realmente una
di questa flotta è CJOstituita da navi da pas- lacuna ed. onora l'Istituto sotto i cu~ auspici
ri, perciò i1l· fabbisogno netto ed immediato viene pubblica'to.
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I
Ma.strolona.rdo
I L LLOYD
T RIES. TINO
nche se i risultati deifinitivi della conforenza
di Parigi, nei riguardi . della questione adriatica,
10n sairanno 1p ienarmeinte corrisponcknti ai riultati finali della nostra guerra, l'annessione
d Ila Venezia Giulia alla Madre Patria resterà,
nza dubbio. una delle maggiori e più vitali
·onquiste politiche ed economiche di tutta · ia
uerra europea.
Perdhè, senza della V ,enezia Giru!lia l'Italia, prima della guerra, era come mutilata di un pol1 one, sì che la sua vita economica e commeriale non aveva quell'ampio e libero respiro che
i ichiedevano il carattere e
essenza di tutte le
ue prodigiose facoltà creative e produttive.
La Venezia Giulia, adunque, con a capo T rief , rappresenta, oggi, il secdndo polmone d'It lia e per la vicinanza d'un immenso campo
1 uovo di espansioni economiche da sfruttare, e
p r i suoi grandiosi e magnifici porti, formidaI 1li m eccanismi di traffico. di lavoro e di benesre sociale, ai quali è legata la vita di tutta
11na colossale organizzazione navale e mercanI il , nata e sviluppatasi nella stessa città di San
iiu,sto dallo spirito eminentemente associativo
d i suoi abitanti. E precisamente
tale orga11izzazio:ne ,sta l 'i,m portainza economica e oom- ·
" rciale diellla coinqrnsta crni1Iita.re itailiaina : imIl rtainza, la cui derfìrnizione pratica s1 nassume
lll un nome: ad Lloyd Triestino.
r
in
***
spondenti e dei migliori fogli e libri che trattasserò tale argomento; tener nota del movimento
delle navi nel porto di Trieste e di quelle che
dovevano giungervi, nonchè dell'importazione
ed esportaziione, e di tutti i bastimenti patentati, offrendone quasi di ognuno la storia.
Ben presto, però, questo programma fondamentale, che si esauriva in una semplice esplicazione critico-statistica, denominata: Sezione
otizie Commerciali e .M arittime, dietro lo stimolo del favore del pubblico e delle necessità
pratiche della vita cittadina, dovette essere ampliato, aggiungendosi alla detta sezione un' altra sezione denominata: Società di Navigazione
a v.a pore.
Sotto tale ragione, infatti, il 2 agosto 1836 l'istituzione procedette al suo definitivo atto costitutivo per la durata di vent'anni e con un capitale sociale di un milione di Fiorini, allo scopo
di favorire rapide comunicazioni fra i porti a-
driatici e le isole Ioniche , la Grecia, l' A rcipelago, Smirne, la Siria e l' egitto; in altre parole:
mettere Trieste in comunicazione regolare con
tutti gli scali d'Oriente, · mediante piroscafi.
Quas-i contemporaneamente si dispose per la
costruzione di due officine, una a Trieste e l' altra a Smirne, per le necessarie riparazioni ai piroscaifì sociali ed altri lavori meccaruc1.
***
Il primo segno della grande organizzazione naIl 12 aprile 1837 approdò a Trieste il primo
I e mercantile triestina fu dato nel 1832 da bastimento a vapore della Società, fabbricato in
1111
ruppo dì compagnie di assicurazioni e di - Inghilterra, e il suo primo viaggio (16-30 maggio
, guardevoli cittadini di Trieste, che diede in- 1837) fo verso Costantinopoli, dopo aver toccato
1
1 ico ad una speciale commissione di elaborare i porti di Ancona, Corfù, Patrasso, Pireo, Siria
11t1 progetto per la fondazione di un Lloyd A u- e Smirne, ovunque salutato con segni di gioia. A
I, iaco in Trieste, a somiglianza del Lloyd di breve distanza seguirono i viag,gi di altri cinque
f ondra e del Lloyd Francese. Fine ispiratore: batteHi, i quali, nello stesso anno, che fu il primo
cciare ai negozianti ed agli assicuratori le dell'attività sociale, ne effettuarono complessiatte notizie intorno al commercio èd alla vamente ventinove, compresi quelli effettuati
zione delle principali piazze d'Europa , del lungo le due sponde adriatiche.
nt ed altre, per mezzo di appositi corriell · agosto 1838 si diede maggiore estensione
1
61
LE/. I. I.
all" officina di Trieste, che poi, trasportata in dosi l'un con l'altro sì da assurgere ad un peraltro sito, doveva diventare quel grande arse- fetto organismo sociale e commerciale di primisnale che tutti sapevano capace di soddisfare con simo ordine.
soHecitudine e perfezione a tutti i bisogni delle
Il decimo Congresso generale degli azionisti
macchine, onore e vanto del1'e maestranze trie- . (7 maggio 1845) deliberò di portare il capitale
stine.
sociale alla somma di 3 milioni e di prolungare
el maggio I8'-39, visti i rapidi progressi del- i.I patto sociale fino alla durata dell'ottenuta gal'istituzione, fu deliberato l'aumento del capitale ranzia per grinteressi. Quindi si provvide all' acsociale di mezzo milione di Fiorini da procurarsi quisto di altri prosca.6. e ad aumentare le Agen a mezzo di un prestito.
zie socialii sino al numero di quarantaquattro.
I varii e molteplici servizii interni ed esterni
Veramente ammirevole e sorprendente era lo
andarono man mano sviluppandosi ed integran- spirito d'iniziativa di questa istituzione navale
La torre d' entraia alr A rsenate
62
ac::L
Lloyd
IL LLOYD TRIESTINO
I ri
tina che non riposava mai sugli allori conseuiti . Pieno di emulazione e non sce vro di una
<' rta audacia, esso non restò fe rmo e tituban te
1 m meno dinanzi all'opera di concorrenza dei
I iros cafi inglesi , fabbricando appositamente un
r rimo g rande piroscafo della forza di 300 calli che destinava per la linea fra Costantinopoli
Trebisonda. Poi seguì la costruzio nedì molti
,Itri grandiosi piroscafi. di altissimo tonnellaggio,
d lle linee eleganti e sobrie ad un tempo e con
rtistiche decorazioni interne di grandissimo pregio e valore, del che ci occuperemo m altra oc. s1one.
rito autonom o : anzi li accentuò sempre più,
malgrado fosse costretta , in virtù delle speciali
convenzioni e relative disposizioni di legge, a
subire, direttamente e indirettamente , il controllo dello Sta to, a mezzo di un apposito imperialregio com m issario-dire ttore. In barba al quale gi•u nse, p ersino , a sostituire i nomi arciducali
di alcuni d ei suoi primi piroscafi con nomi di città italiane o d i lontane nazioni straniere , ed a
b a ttezzare i n uovi con nomi deLla mitologia greco-•l atina onde evitare più eh' era possibile nomi
pre ttamente aulici o dinastici .
Fra i piroscafi. dal nome schiettamente italiano
11 governo austriaco, naturalmente, non tardò vanno ric-ordati : S. Giusto~ T,•ieste, - Milano ,
o mprendere la grande utilità dell'istituzione S. Marco: S. ·carlo, Fiume , lonio,·. cremonci, Patinata a d:ventare ineluttabilmente il più· posorganismo di tutta la vita commerciale e
i11dustriale dell'impero e mirò a farne, con ogni
111t zzo, uno dei più importanti e fattivi elementi
1 le 11
s ua ,politica espansionistica. Le concesse
111 r iò tutte l-e facilitazioni posisibi i ed immagi11 il ili, n ondhè sovvenzioni e incoraggiamenti di
11 •ni ge n e re .
r 1ttavi a la Soc:età triestina seppe conservare
111,dt r to il suo carattere cittadino e il suo spi1
ul
dova, Modena, Parma, Piacenza, Pavia, Ferra~
ra , .V icenza , Vero na, Malta, M essma, Zara ,
Chioggia,
.. Roma, Italia , Adria, Tritone, Tima-
Go, ecc.
Ciono:1osta nte non mancava chi accusava il
Consiglio di amministrazione di aver asse rvito
la Società all' imperi alregio governo, rinfacciandogli le sovvenzioni da questo concesse alla
Società. Ma il Consiglio , nel 36° Congresso general-e (29 maggio 1867), con vera fierezza e di~
63
I
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -- - - gnità cittadina, eh' era nello spirito e nelle tradizioni della Società, rispondeva nella sua relazione a stampa con queste coraggiose testuali affermazioni :
cc La sovvenzione altro non è se non la retri« buzione pel servizio postale fissato con appo« sito contratto; che questo servizio impone alla
« società di percorrere con una costosa velocità
« un itinerario regolare, siavi per essa o meno
cc convenienza. Adempito, come lo adempie, a
cc quest'obbligo, la Società ha p~l resto piena licc bertà di azione, e nessuno può da essa pre« tendere quanto non è stabilito nel contratto,
« del tutto conforme a quelli che altre nazioni
« stipularono alfo stesso scopo ... ».
***
Comunque e ad onta di tutto, la sua attività
e la sua sfera d'azione andarono man mano intensificandosi ed a1largandosi sino a comprendere fra i varii itinerarii i pOTh più importanti
del Mediterraneo, del Mar ero e d'oltre Oceano. Alcune Società di navigazione inglesi e lo
stesso Governo britannico ritennero opportuno
promuovere e stabilire degli accordi . speciali col
Lloyd Austriaco, piuttosto che insistere in. propositi e programmi d'infruttuosa e dannosa concorrenza. L'importanza e ,l a rinomanza della
Società triestina divennero quindi mondiali nel
giro di pochi anni.
A dimostrare come e perchè a cotesta benemerita istituzione abbia ;potuto imporsi, col suo
rapido e meraviglioso progresso, all'attenzione
ed al rispetto dell'Europa, bastano questi eloquenti dati riassuntivi riguardanti il primo cinquantennio della sua esistenza.
el 1836-1837 (data della sua fondazione) essa
non aveva che un capitale sociale di 1.050.000
Fiorini, 7 piroscafi di 1.777 tonnellate complessive; 87 viaggi effettuati per 43.652 miglia percorse, 7.967 passeggieri, 5.383 quintali di merci e
4. 130. 982 Fiorini di valori trasportati .
el- 1846: capitale so.c iale Fiorini 3.150.000;
20 piroscafi di 6.310 i:onn.; 717 viaggi, 334.495
miglia percorse; 125.985 passeggieri; 133.769
quintali di merci e 33.418.518 Fiorini di valori
trasportati.
Nel 1856 : capitale Fiori rii 15 . 750. 000; · 61 piroscafi di 28.400 tonnellate; 2.114 viaggi per 928.833
miglia percorse; 354.167 passeggieri; 1.253.857
quintali di merci e 90.636.664 Fiorini di valori
trasportati.
Nel 1866: capitale Fi<;>rini 21.018.587; 64 piroscafi di 45.513 tonnellate; 1422 viaggi effettuati
per 976.171 miglia percorse; 251.537 passeggieri;
1.502.112 quintali di merci e 107.245.939 Fiorini
di valori trasportati.
, el 1876 : capitale Fiorini 18.103.868; 65 piroscafi di 70.016 tonnellate; 1318 viaggi per 1 mimiole 257.695 miglia percorse; 283.799 passeggieri; 4.407.475 quintali di merci e 149.442.400
Fiorini di valori trasportati.
el 1885: capitale Fiorini 19.463.000; 84 pirqscai.6. di 119.787 tonnellate; 1687 viaggi effettuati
per 1.752.519 miglia percorse; 380.129 passeg~
gier-i; 6.037 .364 quintali di merci e 108.576.129
Fiorini di valori trasportati.
***
Sin qui la stori retrospettiva del Lloyd T riestino, che diede vanto e benesse.re aUa grande
città redenta. Delle altre sue mille attività e man~festazioni d'ordine vario, come del suo ulteriore sviluppo sino a1lo scoppio delila guerra europea, quindi del suo trapasso e rispettiva trasforimazione ammin'strativa a guerra finita, e
del suo nuovo grandioso programma di lavoro,
diremo gradatamente in seguito.
Per oggi concludiamo, affermando che la redenzione di Trieste, soltanto colla Società del
Lloyd, ha recato alla Madre Patria uno dei più
!Potenti e·d inestimabi,li fattor,i di, ricchezza nazionale: un organismo navale ch'è, senza forse, il
maggiore che oggi abbia l'Italia e per la quantità, qualità e potenzialità dei suoi navigli, e per
la sua grande autorità e notorietà mondiale deirivatele dalla vasta, comiplessa e (Perfetta orgarnizzazione di tutti i suoi servizt, dei suoi elementi rappresentativi e di tutte le sue comunicazioni e relazioni d'affari, specialmente quelle riguardanti l'Oriente e l'estremo Oriente, verso di
cui l'Italia lavoratrice e produttrice deve oggi rivolge.r e la sua maggiore attenzione.
Egli è (Perciò che il pubblico italiano non può
non guardarlo, ammirarlo e considerarlo che col
più vivo interesse : cioè come cosa che ormai
appartiene, materialmente e spiritualmente, al
suo presente ed al suo \avvenire economico,
sempre che le classi dirigenti ne sappiano tosto
valorizzare l'importanza con utili, opportuni ed
efficaci provvedimenti di carattere legislativo e
protettivo, nel campo della espansione commer~
ciale e coloniale.
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Il rapido sviluppo di Monfalcone in riguardo
demografico ed industriale è ormai noto io. Da
po~era cittadina di 4512 abitanti (nel 1900), dediti orincipalmente ali' agncoltura, è salita, ~ec.ondo il censimento ufficiale del 1914, a 14500
abitanti. trasformando la cittadella in un fiorente
luogo industriale.
In vista delle continue richieste di nuovi battelli da carico e passeggeri, i signori Fratelli
Cosu.lich stabilirono di erigere un Cantiere na-
sistemazione d~ un Cantiere senza le solite ristrettezze di spazio che si fanno sentire nei grandi centri; un altro vantaggio di rilievo si riocontrò nelle qualità del sottosuolo di formazione
ghiaiosa, quindi eminentemente adatto a sopportare il peso dei maggiori battelli attualme nte:
adottati.
Nel luglio 1907 si diede mano alla p repa~
razione delì' area occorrente ed ali' imoi~nto del
cantiere, e già otto mesi dopo , si ebbero le
della Di;~ ione distrutto dalle operazioni
le e dopo di averne studiato il progetto dai diff renti punti di vista, si decisero per la sede di
Monfalcone, che si presentava come la più adat1 e ciò perchè in seguito argli scavi praticati
u larga scala, nelle vicinanze delle rive, si venro formando accidentalmente dei grandi baini quasi del tutto rinchiusi e protetti daae buf re che di solito imperversano sull'Adriatico,
1 da offrire dei bac-ini quanto mai adatti al
ro ed allestimento dei battelli di grande mole;
i ravvisò poi un notevole vantagi o nell' ami i zza dei fondi circostanti, che permisero la
~uc:111;..,..,,. ....
prime ordinazioni, e cioè due piroscarfì da passeggeri per la Società di avigazione « Dalmazia » da adibirsi al servizio costiero nell'Adriatico, ed un grande cavafando capace di escavare fino alla profondità d; 91 piedi.
Il primo v,aro si ebbe il 20 ottobre 1908 e da
allora s=no alla fine del 1914 si sono varati non
meno di 58 costruzioni dei tipi più svariati e
precisamente una grua a oontone, altri cavafanghi, perforatrici. rimorchiatori, p.:roscafo da
carie-o fino ad 11.000 tonnellate di portata, piroscafo da passeggieri sino a 16.000 tonnellate di
67
LE /. I. I. - - - - - - = - - -
=- === == - - - - - - - - - - - - - - - - =- - - - - -
Vista di alcune officine danneggiate dalle operazioni di guerra . • N ello sfondo Monfalcone .
63
CANTIERE NAVALE TRIESTINO A MONFALCO E
Vista parziale degli scali .
Vista delle cas,e operaie dalla coperta di un piroscafo in costruzione, prima della guerra.
69
~=====================
LE I. /. /.
registro brutto, così pure l'incrociatore .Saida
della velocità di 28 nodi all'ora, diverse torpediniere. ecc .. ecc.
A dimostrare il progresso raggiunto in questo
breve periodo sarà interessante il seguente prospetto sul tpnnellaggio varato e ~ull' acciaio impiegato nelle differenti costruzioni :
T onnella1111io
di registro
lordo varato
Anno
1908
1909
1910
.1911
1912
1913
1,914
1.446
6.728
3.637
17.815
27.900
26.550
14.500
Acciaio impie;}ato,
600
2.880
1.570
7.580
12.100
Lt.000
6000
Per ouanto concerne il nu~ero degli operai
occup~ti si osserva che vi erano· adibiti :
nel )908
nel )9Q9
nel 19IO
nel 191 l
nel 1912
nel 1913
nel 1914
.
400 operai
))
800
))
650
))
1000
))
1800
))
2100
))
2800
· Le officine erano del tutto corrispondenti alle
esigenze di un grande Cantiere, fornite d'impianti i pÌÙ moderni e potenti usati nell~ costruzioni navali : tutti i rami per l'industria navale si trovavano rappresentati e precisamente :
una fond.er.i,a di ghisa, fondema di bronro, officine dei battirame e bandai, officine diéi fa:Bbri,
diue gr.arndli fonniaci con ~ener,aitore a gas, peT l•a
lavorazio1I1,e di itutti. i pezzi fuiema:ti de11le più
wandi dimemsioni richieste per d'e moderne costruzioni.
Le officine meocaniche erano corredate delle
macchine comspondenti alla preparazione dei
più grandi pezzi di macchinario occorrenti per
riparazioni o per all~stiimemto per tnuovie costDuz1on1.
Grandi officine pei carpentieri in ferro pro\'.'viste di macchine moderne per la lavorazione
delle lamiere e profili capaci di lavorare lamiere
di una lunghezza sino a 32' e della larghezza
di 5'.
~
·
Un moderno impianto idraulico forniva l' energia a numerose grue e ad a~tri macchinari,
come pure alle ribattitrici idrauEche. di cui si
faceva largo uso nelle 'costruzioni.
Le offioine dei fa.legnami e la segheria erano
corredate egualmente dei tipi Tec-entissimi di
macchinari adatti al lavoro di arredamento interno corrisoondente a tutte le moderne esigenze dei g-randi transatlantici.
el medesimo
edificio della falegnameria il primo ·piano era
adibito a sala tracciato.
..
Per le imbarcazioni vi era pure un laboratorio
speciale. Una rete ferroviaria distribuita su tutto
il cantiere e fra gli scali facilitava col concorso
di grue mobili il trasporto del materiale e dei
pezzi più pesanti dalle officine alle sin~ole co,struzioni.
Gli otto scali erano provvisti delle rispettive
antenille .mainowate da v,erricehl.i eilettr.ici..
l dlettii scail..i jpOSsono 1aooog].i,erie bastimenti del~,a l1u1nghezza di 750' ed o~tre.
Due rive d'approdo ed ormeggio della lunghezza di 400''; una di queste è dotata di una
grande grua elettrica della iportata di I00 tonnellate e serve alla oosa delle macchine ed in
genere al completamento dei piroscaifì dopo il
varo.
Per l'energia elettrica es:ste una centrale elettrica con tre macchine a gas povero e relativo
d inamo g neratori della potenza complessiva di
450 HP. Ouesta centrale serve soltanto quale
riserva. L'energia eleurica viene fornita dalle
Officine elettri-eh
dell'Isonzo trasformate poi
nella tensione adoperata dall'esercizio del Cantiere.
Un impianto pneumatico forniva l'energia ai
numerosi trapani, ribattitr:icfi pneumatiche ed
alle macchine da calafataggio distribuite per tutto il cantiere e nei bacini galleggianti.
Il cantiere d~spone poi d', tre bacini galleggianti e precisamente :
I) Dock Grande.
2) Dock.
Lunghezza massima
541"
Lunghezza
230'
Lunghezza dei pontoni 450"
Larghezza
49' 3"
Larghezza
91'
Potenzialità tonn. 1500
Potenzialità
tonn. 13,000
3)
Dok.
Lunghezza massima
Lunghezza dei pontoni
Larghezza
Potenzialità
tonn.
173'
132'
55' 9"
1300
In connessione all'esercizio dei bacini esiste :
50 tonnellate.
Una propria fabbrica di pittura forniva l'intonaco sottomaTino. Diversi grandi magazzini
siervivaJ110 alil'a custodia dii tutto il materia:ie per
J'esercizio, de.gili oggetti occorrenti alrri'arred.iamento dei navigli ed a!2,e pronte ripar-azioni degl-i soafì e d!eJ,l,e macchme, o.no:tre esistevano due
gréllDdi edifici per ~ uffici d · ammùni,strtazi,one e
~ uffici tecnici.
Al Cantiere. è aillilesso un esteso appezzamento di terreno sul quale sorgono la scuola popolare, la scuola di carpenteria navale, nonchè
tutte le case operaie del cantiere stesso, ed infine vasti campi di terreno coltivati, per cura
del dipartimento Agronomo del Cantiere stesso.
Com 'è inotorio, nel Cantiere infuriò l a guerra
peir otl.tre 3 anni,e tutto fru distrutto. Il Cantiere
si trova ora in ricostruzione e nel prossimo anno
ipotrà occupare 5000 operai.
un pontone grua della portata di
1
~·· ~- -::=..~-==--_:__;__-=--==-~==--==---=- -
-~-:.....=--':--...=-..=-..::::::::::~~_____,.._._~
. R· -·-u·.·. ·. f :· f:. ·. -· . :. . :__,,.
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• l
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--
LA ·-· ·GRAN MARC.A PREFERIT'A
· DITTA
l. L ROFFINO - PONTÀSSIEYE ·<FIRENZEJ
.
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