Le Industrie Italiane Illustrate, n. 5, 1919

Contenuto

Le Industrie Italiane Illustrate, n. 5, 1919
Titolo originale
"Le Industrie Italiane Illustrate"
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
Copertina – Alte personalità delle industrie italiane: Comm. Giorgio Enrico Falck, presidente dell’Associazione fra i metallurgici

Sommario:

- Enrico de Giovanni, Direttore generale della Società Italiana Burroughs, p. 65
- Nota editoriale – L’Amministratore Delegato dell’Istituto Editoriale Italiano, p. 71
- Gli ammaestramenti del passato sul «dopoguerra» - Professor Corrado Gini, p. 73
- Il risarcimento dei danni di guerra – Prof. Pietro Cogliolo, p. 81
- Le otto ore di lavoro – Prof. Federico Flora, della Regia Università di Bologna, p. 83
- L’Italia dei produttori (contro la demagogia) – Teresa Labriola, p. 86
- L’elettrificazione delle linee ferroviarie della nord-Milano – Ing. Albrici, p. 90
- Per la rinascita dell’arte industriale – dal trattato di Francoforte alle… maioliche di Faenza – Guido Marangoni, Deputato al Parlamento (con 8 illustrazioni), p. 94
- Gli osservatorii industriali e commerciali delle I. I. I., P. 102
- Rassegna del Movimento Industriale Italiano, p. 110
- Gli italiani alla fiera di Lione: Ing. Paul del Schryver – Milano (con 3 illustrazioni), p. 129
- Le industrie in Sardegna: una grande fabbrica di acetone a Pantaleo (Santadi) – Prof. Ernesto Puxeddu, della Regia Università di Cagliari (con 4 illustrazioni), p. 132
- Documentazione della vittoria: come e dove si fabbricavano gli esplosivi (con 12 illustrazioni), p. 137
Data testuale
1919 maggio
Data topica
Milano
Consistenza
pp. 212
Stato di conservazione
Discreto
Soggetto produttore
Umberto Notari (1878 - 1950)
Identificativo
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contenuto
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ALTE' P.ERSONALITA' DELL'INDUSTRIA ITALIANA:
Comm. GIORGIO ENRICO FALCK, Presidente dell'Associazione fra i Metallurgici.

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Catalogo Generale Permanente della industria ltaHana.

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id.
per cilindri di laminatoi.
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id.
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per cementazione.
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da ,u tensili (al Carbonio • speciali - rapidi).
.
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Si fucinano . pezzi di qualsiasi dimensione, si eseguiscono lavori di stampaggio e im•
bottitura; · si consegnano pezzi greggi, sgrossati o finiti di lavorazione.
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GC?tti greggi o lavorati, d'acci8'o o di ·g hisa, di qualsiasi tipo e di ogni dimensione, .
fino al peso unitario di 100 tonnellate.
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Catalogo Generale Permanente della lndustr-ia ltaloiana.

[SIDERURGICHE - METALLURG. - MECCANlCHEJ

GLI STABILIMENTI FIAT

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Stabilimento

Acciaierie
Uno degli importanti omp nenti di quella
grandiosa organizzazione che nel n.o me FIAT
impersona e o tituisc il ciclo industriale
completo dal materiale greggio al prodotto
finito, è il grandioso stabilimento delle Acciaierie eh ha un'area di oltre 76.000 metri
quadrati ed è attrezzato per una produzione
importantissima.
Le Acciaierie FIAT oltrechè fornire materiale agli altri Stabilimenti FIAT assumono
lavori e forniture per l'industria, producendo:

Getti di
e di Ghisa dà

I/2





acc1a10
Kg. a 20 tonn.

per o truzioni Elettromeccanich , per Costruzioni Navali, per Automobili, per Locomoti e
Vagoni, per Co truzioni meccaniche in g n r .
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della serie ,, Stabilimenti FIAT ,,

18

Nel mettersi · in rapporto con

nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le (e I. I. I. »

Permanente della Industria Italiana.

[SIDERURGICHE - MET ALLURG. - MECCANICHE]

GLI STABILIMENTI FIAT

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Stabilimentp

Industrie

Metallurgiche
Un fragor
ordo
ontinuo om di n mbo
eh minaccio o i adden i, incombe opra chi
varca le oglie di qu to grand
tabilimento
di 65.000 metri quadrati.
i saloni immen i come attedrali, neri
come caverne, ferve inten o il lavoro : qui i
grandi magli a vapor , ed i forni_ infocati, incandescenti; poi grandi pre , enormi grue ,
pre e per 1 imbottitura della lamiera, gro i
torni di gran diametro, reparti di piccola m ccanica, r parti di finitura, reparti di montaggio.
Il freddo, nudo 1 n o della produzione di
que to tabilimento n dimo tra la multiforme attività :

Pezzi tampati e fucinati per Automobili,
per Ferrovie, per Aviazion , per Marina.
Pezzi di gro a forgia per Marina Fer•
rovia, greggi di forgia o laYorati.
Pezzi in lamiera imbottita, p r Automo•
bili, per F rrovi , p r Marina.
Aratri compi ti, Macchine agricole, parti
, ciolte e p zzi di ricambio.
2° annun i
della erie , tabilimenti FIAT "

el mettersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le « I. I. I. »

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Catalogo Generale Permanente della

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[SIDERURGICHE - MET AllURG. - MECCA ICHEJ

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Catalogo Generale Perm anen :e delìa Industria ltalia:ia.

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I I.

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o

I

R

N.5

Maggio 191fi

l ; COPERTINA :
ALTE PERSONALITA ' DELL'INDUSTRIA JTALIANA : Comm . GIORGIO ENRICO FALCK,
presidente dell'A ssociazione fra i metallurgici.

NEL TESTO :

·t .

E _ RICO DE GIOVANNI, direttore generale della Società Italiana Burroughs . •

Il .

NQTA EDITORIALE - - L'Amm in istratore Delegato dell'Istituto Editor iale Itali a n o .

Ili .

GLI AMMAESTRAMENTI DEL PASSATO SUL

IV. .

JL RISARCIMENTO DEI .DANNI DI G UERRA -

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Prof. Pietro Cogliolo .

.

V .

VI .



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71

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73

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Prof. Federico Flora, della R. Univ. di Bologna

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83

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o, 7.
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, Mila-

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G . Bagarelli e C., Milano, 167.
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orino, 32 A. R. T . E .. Greco Milan ., 150.
I. R. E. , Milano, 150.
, 33
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orino, 34.
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o, 35.
o , 35.
Parravicini e C ., Como, 173.
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Milano, 37.
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i, Malago- « Lion Noir », Milano, 61 .
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ma, 38.
irenze, 38. R . Subinaghi e C., Milano 62. G . B. Mariani j., Gallarate , 175.
SIGLA. Genova, 63.
no, 38.
F. E . Mylius, Milano, 175.
orino, 39. Soc. Lig. Industria Acido Tan- lnd . Riun . di Filati già Tosi e
nico, Genova , 63.
ano, 39.
Albini, Bergamo. 175.
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. 39.
Baragiola Pozzi, C., Como, 175.
e"• Livor- Bertelli, Milano, 67.
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, Torino, 40 Colorificio Zonca, Genova, V e~li men tari
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rino, 40.
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Anton . Zummo, Palermo, 179.
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apoli , 180.
R. Ruggieri e C. , Milano, I O.
Caet. Roggiali , Milano, 180.

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Banca lt. di Sconto , Roma, 184.
Banca Bergam ., Milano, 185.
Banca Milano, Milano, 185.
« li Mare », Roma. 186.
« Siat », Torino, 186.
Assicura z. Tra sporti, Infor tuni,
Incendio , ecc .. Genova, 187.
The Excess lnsurance Company Ltd ., Milano. 188.
Patria, Milano, 188. '
Costanza, Milano, I 8.
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Talco e Grafite, Pinerolo, 190.
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G. e A. F .lli Stella, Milano, 194.
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I. avranno otto supplementi men< i lizzati », uno per ciascuna delle
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tendo così la consultazione e conseguentemente il reddito agli interessati.'
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alle I. I. I. otto supplementi mensili, mantenendo formo s'intende il troncò centrale
della poderosa nostra ras~egna, che assumerà così una funzione d'ordine generale
e comune a tutti i produttori, trattand_o tutti
i pr~blemi di natura politica, economic'a e
sociale che si collegano alla industria.
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alle I. I. I. che vedranno la luce a incominciare dal 1° di Luglio 1919, inclusavi naturalmente la parte centrale:

materia fluente alle I. I. I.
111 lo tali proporzioni da rendere imi L pubblicazione di s<:ritti di attua1z il sacrificio di altri scritti di non
tt 1 lità e importanza.
It I arte il laborioso periodo di as1 I
di trapasso che tutte le catedi J roduzione stanno attraversando
i111 ere una piena e stabile efficienLE INDUSTRIE ITALIANE ILLUSTRAige che ognuna di esse o guanTE (parte generale)
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segna supplementare che ha un carattere d
utilità generale come le I. I. I., e cioè L'Os-

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li ammaestra~
e ntì del passato
I dopoguerra
11

11

lii I

Il

dei mor ti,

r aumento

dei debiti pub-

Più imp~rtant~ è

r osservare

che, come ogni

I' 1mmontare delle spese verificatesi nel- guerra, cosi ogni dopo guerra, si presenta con
1

t stè chiusasi, 5or,passano di tanto Ìe una fisonom ia propri~. non tanto per la inten-

11

, 1

I ttive pe r le guerre precedenti, da la- sità · e l'estensione deHe perdite subì te da]a na-

ol ti l'impressione che nessun ammaep ossa trarsi _dal passato sul dopo
, , <h
sta per injziarsi.
I11 11 lt' p erò, se i'l numern dei morti viene
,, li to alla popo·l az1one e s e il costo del1, ll • an zi che dalìe spese e da!!' aumento
1 il, hit p ubblico , viene correttamente des1,.mI li I iminuzione o dal depe rimento dei be, 'I. ,onali, e ragguag~iato alla quantità dispoI, cli questi , molte guerre si incontrano ri111 lo !
storia, a cominciare da quella di se1111)<• americana, che possono , con !a nostra ,
, il confronto per perdite di uomini e per
1, 11,i( n d i ricc;hezza.
' , o ' ch e la guerra recente da tutte le altre
11 t1n~ue per la sua enorme estensione, come
Il
he ha coinvolto nelle sue spire nove
111 cl cimi dell'umanità, e a ragione potrebrvarsi ch•e la estens ione , che essa ha as1111, 1
aggrava le conseguenze , in· quanto li: l zona immune da cui possono trarsi imli t \ ente le risotse per la ricostruzione. Se
1 111
il teatrn delle battaglie, a cui vanno so111111 r :volte le cur e dell a ricostruzione, è rete molto limitato e le contrade che poavvertire sensibi'l ment'e la riduzione di
di fortu n e non si estendono al di là
li b elligeranti europei e di p iccole paria e de~rAfrica , mentr'e tutto il resto
hio c ontinente, e il nuovo e il nuovissilà con ~e loro riso rse intatte , se pure
r sciute durante la guerra , alle quali i
ggio rm ente provati potr anno attingere ,
rapi d ità dei tr asporti moderni, con facii, mparabilmente m aggiore di quanto, and,, on trad e p iù p ross·ime, non potessero
!t nazio:oi e stenu a te dalle guerre passate.
i11 1

zione nelle persone e nella ricchezza, quanto
per le re•l azioni che la guerra lasciia d ietro di sè
tra a11eati, tra nemici, tra questi e quelli, per
Ìa situazione geografica e le dipendenze economiche deg,li uni dagli altri, p 1er lo stato d'animo
delle masse, per iJ consenso tra queste e le classi elevate e l'organizzazione statale.
Per modo che, se l'esperienza passata è atta
a fornirci ta·~uni ammaestramenti per il dopo
guerra che sta per iniziarsi , questi non possono
in o~ni modo consistere che in indicazioni di
indo'le molto generale, le qua1li, d'altra parte,
saranno da accettarsi con sicurezza solo in quanto trovi:Ao giustificazione in considerazioni teoriche.
Una di codeste indicazioni riguarda il livello
dei prezzi . Durante le guerre del passato , di suffìciente profondità da assorbire !',a ttività economica de:~a nazione, si è verificato , come durante la guerra testè chiusasi, un ria1zo nel livello
dei prezzi, aJ quale è seguita, talora immediatamente, talora a qualche distanza di tempo, una
più o meno rapida discesa.
Al quale proposito sarà uti:e richiamare le teorie fondamenta:i sulla determinazione del livello dei prezzi che s i contendono il favore de.gli
econom-i•s ti. PaTtono gli uni dall'osservazione
incontrovertibi.e che la somma dei prodotti dei
prezzi unitari per le quantità scambiate delle
· singole merci in un'unità di tempo d eve corrispandere esattamente alla ·q uantità di moneta
e dei suoi surrogati disponib i'le per g:i scambi,
mo'ltipl-icata per il numero medio di scambi aperato nell'unità di tempo da un'unità mon·e taria;
ma, passando poi da tale rappOTto d i corrispondenza a un .. rapporto di dipendenza, ne deducono c'he le variazioni dei prezzi sono e possono

73

LE I. I.

I.=========================================

so:tanto essere determinate da variazioni nella
quantità o nella velocità di circolazione de]a mo•
neta e dei suoi surrogati o da variazioni in senso inverso nel volume degli scambi. È. questa,
nella sua forma moderna più generale, la così
detta teoria quantitativa della moneta.
Si obbietta da a 1~tri che i principii che rego'l ano
le ragioni di scambio tra moneta e merci particolari, e quindi il livello dei prezzi, non possono essere diversi da quelli che regolano la ragione di scambio tra due merci particolari quali
si sieno. È ben noto che questa dipende dal rapporto tra l'utilità soggettiva dell'una e l'utilità
soggettiva dell'altra merce, ·e che l'utilità soggettiva di ciascuna merce cresce col crescere
della sua domanda e col diminuire ddla sua
quantità disponibile. Per modo che anche iì 'live·l lo dei prezzi deve crescere, non so!o con l'aumento della quantità disponibile di moneta o
dei suoi surrogati e col diminuire della quantità
occorrente - tenuto conto della velocità di circo1.azione di cui ~a moneta è capace e del volume deg!i scambi per cui è richiesta; ma altresì
col crescere della domanda delle merci partico'lari e col diminuire delle quantità di queste
disponibili per la soddisfazione dei bisogni u~ani. Ne'le quali proporzioni, quando si parla
di aumento o di diminuzione, si intendono non
solo aumenti o diminuzioni effettivamente verificatisi ma anche solamente previsti.
La correttezza di quest · ultima concezione e
l'infondatezza della 'teoria quantitativa della moneta parmi essere risultata chiara nei tempi che
seguirono immediatamente l'armistizio : non diminuì allora la quantità di moneta disponibile,
non que·I a dei suoi surrogati, chè anzi, se mai,
si può ritenere che essa si fosse di qualche poco
accresciuta, per il cessare della tesaurizzazione;
non si attenuò la ve1ocità di circolazione di
cui la moneta era capace; nè crebbe certo immediatamente il volume degli scambi : declinò
però subito il livello dei prezzi per l'improvviso
decadere - non compensato dal rincaro di altri generi - del prezzo del carbone. dei meta'lli
e di altre materie prime, sia perchè, col cessare deHa guerra. se ne faceva meno intens•a e
meno rigida lo domanda. sia perchè si prevedeva che, col ritorno de'l:a popolazione e dei
mezzi di trasporto agli impieghi produttivi della pace. ne sarebbe aumentata la quantità disponibiie 1•
Quali le prospettive per il dopo-guerra di cm

attendiamo !'inizio? Da molti si auspica una
riduz·one della quantità di moneta disponibile.
È diffìciile dire, se e in che misura, essa sarà
attuabi1~e. Ma pur presci;idendo da tale eventualità, è certo che, dopo un periodo più o meno lungo di stasi, aumenteranno la produzione
ed il traffico e con essi il vo·! ume deg:i scambi,
che conseguentemente crescerà la quantità disponibile dei prodotti. mentre, col graduale disciogliersi degli eserciti. verrà via v ia riducendosi :a domanda da parte del:o Stato e i privati, sovraccarichi d' imposte , saranno costretti
ad una rigida econom ia nei consumi. Tutti i
fattori sembrano dunqu e dover determinare, per
quanto è lecito prev d r , anche dopo questa
guerra, come dopo 1 precedenti, una disces ·
nel livello generale dei pr zzi.
Contrario effetto si att ndono· alcuni dagli in~enti ed urgenti bisogn i ·d Ila ricostruzione nelle zone devastate da:la gu rra.
Se non che convien distinguere. a questo
proposito, il fabbisogno d Ila domanda d i beni.
Il fabbisr;gno, risultant da'.l quantità di beni
di c i sarebbe desiderabile disporre per la ricostruzione delle zone d va tate è enorme; la
domanda, risultante dal:a ouanlità di beni che
lo Stato o i privati sono ff tt ivamente disposti
ad acquistai-e per la ricoslruz :one, oggi è presso
che hul:a e certo si svolgerà lentamente, poichè, da una parte, par difficile che lo Stato
possa procedere direttam nte ad opere di ricostruzione su vasta scala , e, dall'altra, i privati
dovranno attendere, per completare g:i acquisti, il lento esaurirsi dell e pratiche dei risarcimenti e non troveranno nel frattempo convenienza di ricorrervi se non nel:a misura che
potrà essere via via imrpi ga.ta utilmente nelle
aziende stremate. Rassomigliano invero !e zone devastate dalla ~uerra ad un organismo uscito da una prova morta!e che abbisogna di molto
nutrimento per riprendere carne e forza, ma
ha solo la capacità di as3imilarlo gradualmente
in oicco 'e dosi. La storia ci ricorda che il periodo della r~costruzione dopo la guerra di- secessione americana, pur aggravato dal sovvertimento sociale generato dalla imorovvisa liberazione degli schiavi e dalla perdita dei diritti
politici da parte dei sudisti trattati come ribelli ,
è un periodo a prezzi decrescenti. E l'aumento
dei prezzi, che oer aua:che tempo si continuò
dc ·· o la guerra del 1870, pare doversi attribuire.
almeno in parte, all'aumento deHa circo:azione,
a cui dette luogo il pagamento dell'indennità
da parte de Ua Francia, errore troppo lamentato
11
Dalla relazione che lega tra loro prezzi, quantità e ve- perch,è oggi se ne possa attendere la ripetizion e
locità di cireolazione della moneta e dei suoi surrogati e e che in ogni modo, ora come ' allora, non po-

volume degli scambi, si deduce che, se i prezzi scendevano senza che aumentasse il volume degli scambi nè dia
minuisse la quantità di moneta e dei suoi surrogati, do- velocità di circolazione di cui la moneta era capace).
veva necessariamente diminuire la velocità effettiva di tale diminuzione e:-a effetto, non caus a della '8iminuzione
circolazione della moneta e dei sµoi surrogati (non la dei pr ezzi.

74

=

====

GLI AMMAESTRAMENTI DEL PASSATO SUL

e<

DOPOGUERRA

»

liu1 in re, ma solo ritardare la discesa dersi che, nel periodo di pace che speriamo stia

, Ile l i prezzi.

ch e si continui e si accentui la di:
, I 1 l r zzi, che già si è iniziata, resta da
111111 1 m 1 conseguenze. Il pubblico ne vec;:le
, 1111 nt
solo 'la conseguenza diretta del
t I uon mercato e se ne aftlieta ne:la prel Il' allentarsi delle strettoie, in cui du1., uerra sono state contenute le spese
I i h . L · economista già scorge di tale ef11 ·h
il lato sfavorevole , in quanto esso
I
ridurre -qudla econom,i a dei consumi
11 i r l d opo-guerra ci sarebbe, non meno
d11 nte la guerra, bisogno. Ma sente poi il
, 11 J di ricercarne le conseguenze indirette
1,
o, n e i fenomeni economici, sono, ani
I iù delle dirette , importanti.
I,, por tantiss: ma è la conseguenza della di' cl i prezzi per il pubblico erario . Il bilan1m tbel:ico dello Stato , deila cui altezza tan111 l mente si allarmano finanzieri · e uomi'n i
l,t it i, non rappresenterebbe in realta un one1, ilmtario superiore a quello dell ' ari e-guerra .
1 I ,1
si m antenessero nell'avvenire· i prezzi
I di,. ~nch~ se es~_o, infatt~ . . s~~~ndo: le we.1 1 ,111 pm s,pmte, sa.1sse a-l .tnplo· d1 quello ll-eIldmo anno di pace , preleverèbbe pur sempre
I , ddito nazionale una frarione inferiore a
1 , Il del pe riodo antibe.Jlico, in quanto il và1 1 monetario del redd ito imponibile è , tenuto
111l1
deT ascesa dei prezzi. , certamente p it
tr iplicato dal 1914 ad oggi . Se non che , con
di. cesa d ei prezzi, diminuirà proporzional111 il valo re monetario del reddito nazionale ,
11lr le spese del~o Stato devolute al pagad egli interessi de: debit0 pu,bblico , per
, ,lt i nni almeno , resteranno invariate e quelle
I I ina te al pagamento degli stipendi dei pubI , i impiegati forse cresceranno ed altre infine
Il\ ranno bensì , ma non proporzionalmente
I d adere del livel:o dei prezzi . Di qui la giu1 11 ta p reoccupaiione p er l'onere dei futuri
, IC hi tributari.
è q uesto un inconven iente d i cui avrà a
,Il rire lo Stato soltanto, ma ogni debitore quan. tra la data in cui il debito venne contratto
qu Ila in cui il debito deve venire · assolto . si
, v rifìcata una discesa dei prezzi. Alla scal,·11z del debito egli dovrà infatti versare una
, 1111 a nominalmente eguale a quell a r icevu ta,
ostanzialmente maggiore, in quanto p e r
t ,, , ·urarsela sarà necessario che egli si privi di
11 1 quantità di beni maggiori di quella che con
I
mma ricevuta eg:i aveva potuto procu ra rsi .
I .'inconveniente è tanto più grave in quant ::>
li i la comune della gente , avvezza, ne i norm ali
I ,. ti di di o ace, a vedete i !>rezzi delle singole
1111 r i osciHare così da coprire le lente tendenll' au mento o alla diminuzione del livello
, 11 rale dei prezzi , d iffic ilmente potrà pe rsu a-

per aprirsi, i prezzi saranno invece soggetti a
una diminuzione intensa, continua , presso che
generale; e gli stessi competenti del resto se
,assono, per le ragioni · suesposte, segnalare il
fenomeno come verosimi,l e, non sono in grado
però di prevederne nè l'intensità nè la durata.
Di qui : · alea che nel dopo-guerra accompagnerà ogni contratto di mutuo, destinata a frenare le iniziative di chi se ne rende conto, e agisce con conseguente prudenza , a tramutarsi
sovente in fo.1te d'i imbarazzi finanzia ri per la
gran parte della gente poco addentro nel meccanismo dei fenomeni economici e troppo ·incline a trar norma da un'esperienza acquistata
in condizioni del mercato degli affari radicalmente d iverse . Sovvenzioni che hanno lo scopo
e l'apparenza di provvedimenti di favore possono per tale circostanza risolversi in prestiti
rovino;i. Non credo di commettere indiscrezione rendendo noto come un a d isposizione di tal
genere fosse appunto contenuta nel progetto
ministeria:e ·del decreto legge sul risarcimento
dei danni d i guerrà. Il progetfo Emitava il r isarcimento · dei danni a unà data somma , ma accordav_a · p-et il sqvrappiù , ai ' danneggiati , 'presfi ri gràtuiti per un certo nume}o d i ·anni e a un
interesse di favore per i•l seguito. Sembrava a
molti, pur solleciti della giusta tutela deg:i interessi delle t erre liberate, che, a condizioni siffatte , il prestito costituisse una ind ubbia liberalità e in tale persuasione pareva acquetarsi
la d e'lusione Ìoro per la mancata fe de al principio del risarcimento integrale del danno. Fu
ventura di aver potuto far osservare tempestivamente che il denaro così mutuato per· le necessità della r icosb·uzione avrebbe riserbato ai
fiducios i debitori ben amare sorprese, perchè ,
anche a p rescindere da o.gni obbligo di interesse , per realizzare tra cinque o dieci anni la
somma avuta a prestito , i malcapitati avrebbero
dovuto. con ogni verosimiglianza, disfarsi di
beni , di attrezzi, di materiale, di prodotti p e r
una quantità forse doppia o tripla di quéla,
che , col denaro mutuato ai prezzi1 attuali, avrebbero potuto acquistare. La liberalità era così
destinata a trasformarsi, per il decadere dei
prezzi, in un patto leonino .
L'inconve n iente graviss imo , p rontam e nte riconosciuto e auto revolmente segnalato all' att enzione del Governo , decideva · questo ad accogl iere nel decreto legge del 18 novembre 1918
il principio d el risarcimento integrale del danno .
Ma converrà fa re attenzione a che , neH · applicazione del p rincipio , non si adottino inconsapevolm e nte disposizioni atte a far risorge re,
sotto altra forma, inronvenienti analoghi . Di tal
genere è l'art. 6 del nuovo decreto 27 febbraio
1919, il quale dispone che il r isarcim ento p e r le
cose m obili · d e bba corrispondere a]a somma

75

LE I. I. I. - - - - - · - - - - = =

= = = = = = == - = -== == == == = = = = = = = -

occorrente per riacquistarle al momento della
, liquidazione_. Poichè è ragionevolment~ da attendel'si che la liquidaz·i one non segu1rà che tra
qua:che anno ·e che per allora i prezzi saranno
notevolmente discesi, i danneggiati si troverebbero, ove la disposizione non veni.,se modificata, nel bivi.::> di ritardare di tanto, con dann0
grave de]e aziende loro e dell'economia nazionale il riacquisto dei mobili e de'l bestiame
necessario ail la :cipresa del:a produzione, o di
sottostarvi con la prospettiva di ricevere fra
qualche anno solo il rimb orso di una parte della
spesa incontrata.
Si avverta che gli effetti dda discesa dei
prezzi sopra messi in luce· non si distribuiranno
uniformemente su tutte le · classi socia:i. Coloro
infatti, che mutuano il capitale per investirlo
in impieghi produttivi e restituirlo poi. quando
il ciclo della produzione sarà compiuto, non si
reclutano indifferentemente da]e vari.e categorie di poipo~azione, ma costituiscono una categoria economica a sè, ben definita, che si dice
degli imprenditori.
Col capita1le mutuato, col lavoro assoldato,
essi assumono il 'rischio della produzione. DeÌla
produzione essi rappresentano l' e:emento propu:sore·. A ltamehte dotati di s·p irito d'iniziativa, essi sono spinti a moltiplicare i loro sforzi
nel periQdo post-bel,lico, quando da ogni parte
si manifestano, nella struttura socig-le, lacune
da riempire e punti deho~i da rinforzare. Di ·qui
lo slancio negli affari che normalmente tien dietro alla guerra: esso tende a rehdere più grave
la e.risi dipendente data discesa dei prezzi.
Potrà osservarsi che solo idealme.nte gli imprendi'tori costituiscono una categoria economica
a sè. In pratica, è lo stesso capitall-ista che, nella
maggior parte dei casi, assume il rischio . dell'impresa. Questo fqtto non attenua però i'l danno
che egli risente dalla d 1sces3. dei prezzi, salvo
in qùanto il capitale posseduto sia rappresentato
da denaro o. da beni, qua'ii i titoli di deibito pubblico, che dànno un reddito fìs-so in denaro.
Capitalisti ed imprend.i tori si troveranno pé
rò, gli uni e gli a:tri, danneggiati nel d -:::>pog1,1erra dalla lentezza con cui è da prevedersi
che la discesa de·i. prezzi si rifl.ette -;·à sulla rimunerazione del lavoro. Se noi consideriamo lunghi peri9di di tempo, per esempio tutto il secolo XIX, troviamo che cresce il livello dei
prezri e cresce ad un t empo, non solo il valore
nominale, ma anche il valore reale dei salai-i.
Dipende l'un f~nomeno essenzialmente dall' aumento de]a quanfaà d isponibile d i moneta e
dallo svilup_oarsi dei suoi surrogati ; sta l'altro
in conness·'. one col maggiore rendimento del lavoro dovuto alla maggiore quantità di èapitali
disponibili e a~la mag,g:i.ore effìce n za derivata
dal:a più intensa preparazione tecnica. Ma, se
preseindendo da tali tendenze generali, fermia1

76

=: .=

=- - - - -

mo la nostra attenzione su più brevi periodi di
tempo, constatiamo che stipendi e salari seguono in ritardo e parzialmente la variazione
dei prezzi, crescendo sì, ma meno di quanto
questi non crescano, in un oeriodo di rincaro,
e abbassandosi in un perio do di prezzi decrescenti meno di quanto avvenga per il costo della vita. ·
Avviene così che durante le guerre e la
guerra testè chiusasi ce ne ha fornito un esempio evidente - le classi lavo-ratrici risentono in
misura maggiore gli inconvenienti degli alti prezzi, mentre gli imprenditori lucrano per il fatto
che il prezzo del prodotto cresce più di quanto
non crescano le spese di mano d'opera : i: fenomeno mverso si avvera, a vantaggio dei lavoratori del braccio e del pensiero e a danno
della dasse degli imprenditori-capitalisti nel per:odo di abbassamento dei prezzi che segue alla
g uerra. Così avvenne dotpo le guerre napoleoniche, così è d ,a attendersi che avvenga nel dopoguerra attua:e.
Errano dunque co:oro che, richiamandosi al1' esperienza del periodo bellico, si preoccupano
de'lle condizioni di · vita delle classi lavoratrici
nel dopo-guerra e . mirano a colpire i previsti
guadagni esorbit.:.nti deg:i imprenditori-capita:isti. Prescindendo dal perico~o di una transitor ia disoccupazione proiprio di alcuni paesi, se
una crisi deve attendersi nel dopo-guerra, è
sulla classe degli imprenditori-capitalisti e non
s u quella dei •l avoratori che essa si farà sentire
più acuta e, se il fisco opererà saggiamente
provvedendo senza indugio a mettere ad adep,-.:.1ato tri,buto i guadagni straordinari derivanti
dalle congiunture di guerra, esso farebbe inveçe
opera inconsu 1 ta gravando, come da qualche
p arte si suggerisce, la mano su tutta la classe
degli imprenditori-capitalisti, irì quanto renderebbe loro insopportabile una crisi che già nelle cond,izioni ~ttuali essi dureranno fatica a superare .
La visione degli inconvenienti molteplici derivanti dall'atteso abbassamento de·1 livel!o dei
p:cezzi non fa sorgere il desiderio di " provvedimenti che tendano, se non ad impedirlo, ad
attenuarlo?
L '.abbassamento si attend e, come dicevamo,
per un doppio ord'.ine di fattori: fattori · monetari çla una parte, cons'stenti nella rl duzione della massa monetaria in -ciré-:>lazi01~e e nell' aumentato fabbisogno de: mercato per I' ac-cresciuto volume degli scambi; fattori economici, da 1 l' altra , derivanti dalla domanda me.no intensa
o meno rigida d i molti beni e dalla lorn offerta
accresciuta.
Perchè - si potrà domandare - procedere
al ritiro di una parte de]a massa monetaria in
circo•l azione, se si viene così ad · alimentare il
dècadere del livello d ei prezz 7 da cui si temono

== = = =

GLI AMMAESTRAMENTI DEL PASSATO SUL

«

DOPOGUERRA »

11v nienti? L'inasprirsi dell'ag:o della d'accordo con le rispettive maestranze, e in se-

11

I
n ,zionale, che proviene dalla sua so- guito accettato d,a que: Comitato regionale di
1111d 1 ,1. , è indubbiamente dannoso come mobilitazione industriale a fine di dirimere i con11

IH)

inamico, ma, una vo:ta stabilizza- Ritti che Ja continua ascesa dei prezzi ad ogni

I 11ll0 il suo effetto non si risolve forse nel momento rinnovava tra imprenditori e lavoratori
11

11 i v lori con un metro diverso?
per la rimunerazione delia mano d'opera, col
, ,. It, però l'esistenza dell'agio è indice di convenire che questa dovesse essere aumentata

l1clu i

nella valuta nazionale, che ne fa automaticamente in ragione di una certa per-

I l11li i orsi; essa accresce così l'alea delle centuale dell'incremento del numero indice dei
11 ti, .1 ioni, stimola le sp,~culazioni e rende prezzi pubblicato dal bo]ettino statistico-am-

li

onerosi i rapporti commerciali con
l opo la guerra di secessione, g:i Stp.ti
lt v ttero sperimentare gli inconvenienti
litica della circolazione. Per~iò si au- .
ii economisti a deflazione monetaria.
omparsa deTagio potrebbe a~tresì ot,.
nza introdurre una causa di diminult i prezzi, con lo stabilizzare il deprezza1 111
rificatosi nella moneta nazionale, come
I
non mo~to remoti fu fatto co_n successo
I
ntina, dall'Austria, datla Russia, e coi! pericolo attuale, venne pure da più
l 1 11
rito .. Resterebbero così eliminati, al111 lt mporaneamente, i fattori monetari del
I I dei prezzi; persisterebbero però i fat, nomici.
I I liminare gli uni e gli altri servirebbe un
limento da tempo auspicato dagli econod rmai, secondo a noi pare, maturo per
1
ltuazione, il quale stabilisce che - ove
1
1 fosse espresso patto in contrario il
i 111 tt, allo scadere del suo debito, dovesse
l creditore una somma maggiore o miquella mutuatagli in proporzione de:1111 !)'
e della d,i~inuzione. verifi~atasi , . du,I ml rvallo, ne .. hvell? dei prezzi. Anz1che
1t
una somma. nommalm~nte ug~ale all~
ma sostan2;1almente diversa, 11 credirebbe così_ una somma nom_inalmente
1 , • ,ma sostanzialmente u~ale, ì;1 quanto
li una uguale potenza d1 acqmsto.
r bbe così impedito - nè sarebbe, mi
veniente impedirlo - di speculare sul
ul rialzo del livello dei prezzi, ma,
e farlo, incorrerebbe l'obbligo di fara dichiarazione nel contratto, affinnon possa essere corsa inconsapedall'altro contraente non pratico d i
conom1c1.
così raggiunta quella stabilità nel vamoneta come mezzo liberatore dei
che gli economisti a ragione riguaruna misura ideale di giustizia. Che
vie suggerite in passato per ottenere
lo , quella sopra indicata sia :a buona ,
trato dalla pratica. Poichè il provcui si accenna a~tro non sarebbe,
' che un'estensione e un perfezionau Ilo, liberamente adottato dal Coilano e da parecchie d itte private

ministrativo del Comune.
Difficoltà te01 iche e pratiche non mancano
nella costruzione e ne!:l · applicazione dei numeriind'ici dei prezzi che per l'adozione del provvedimento generale da noi auspicato si renderebbero necessari; ma esse non sono insuperabili. Noi rimandiamo chi volesse rendersi conto de~la loro natura e dei possibili rimedi agli
artico.Ji pubblicati su!I' argomento.
Ora ci preme - nella brevità del tempo che
ci è concesso - di esaminare un altro dei pochi ammaestramenti che il passato è atto a fornirci sul dopo-guerra che. sta per iniziarsi.
L · esperienza ci attesta che quasi senza eccezione, si è temporaneamente accentuata, a guerra finita, l'emigrazione dagli Stati che ne furono
i protagonisti. Ciò non è vero solo per gli Stati
vinti, ma, a:tresì, per i vincitori: chiusa la guerra
del 1870, per esempio, la Germania ha presentatù, per akuni anni, un esodo insolito dopo
di che il lirvello dell 'emigraz,i one è disceso molto al disotto di qu,ello prebel:-ico.
Il fenomeno non deve meravig:iare chi consideri quali siano i fattori eh e spingono ali' emigraziane e quali quelli che '1a frenano.
È il desiderio di una migliore esistenza, che,
ne:Ia maggior parte dei casi, si concreta nella
ricerca di una più alta rimunerazione, che spinge g~i uomini a lasciare per sedi nuove il Iuogo
natìo; ma chi consider' quanto variano, da luogo
a luogo, indipendentemente dalle attitudini
umane, i salari e gli stipendi, e come in un
paese abbondino e spesso sovrabbondino persone dotate di qualità di cui in un a:tro si avverte ~a mancanza, bene intende quanto scarsa
debba essere l'influenza di ta'le tendenza di
fronte agli ostacol; che alla sua attuazione si
fraµpongono. I quali ostacoli derivano da circostanze svariate. Dalrignoranza. anzitutto, delle condizion· degli altri paesi e dalla diffidenza ,
non infondata, verso coloro che ne d:pingono a
roseo le attrattive; dall'attaccamento ai luoghi
nativj derivante dal:a forza dell'abitudine; dal
vincolo potentissimo degli affetti che lega ai parenti e agli_ amici con cui si è trascorsa la vita;
dalla catena degli impegni assunti che non si
possono abhandonare a talento; dal:a forza stessa dell'inerzia; da·11a difficoltà che v iene dalla
sconoscenza delle lingue straniere; dalla spesa
che importa uno spostamento d i sede , che può

77

LE I. I. I.

- - - - - = =

= = = = = == - = = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = -

accrescersi a dismisura quando questa imp:ica
la liquidazione dell'azienda famigliare; dal rischio della disoccupazione o per lo meno dal
costo di un periodo di adattamento alla sede
nuova.
La guerra in molti attenua e in altri addirittura elimina tali freni. Allontanando dalla sede
nativa, tronca le abitudini, fa intepidire molti
affetti, mentre altri talvolta ne accende in paesi
lontani; costringendo ad assumere nuove funzioni, induce spesso il desiderio di non far ritorno alle antiche occupazioni; in quanto rompe
gli impegni assunti ed obbliga a liquidare la
propria aziçnda o a darle un assetto che non
esiga la presenza del proprietario, elimina l' interesse di un ritorno in paese; seminando la
morte, spezz~ i vinco_li più cari che trattenevano in patna; devastando -le terre e le case,
spinge gli abitanti a fuggire ia vista dei paesi
straziati; mettendo a contatto di genti lontane
e di paesi ignoti, istruisce sulle risorse di questi
e sulle attihJ,dini e sui bisogni di quelle; sviluppancfo lo spirito di intrapresa e di avventura, annu[a la forza d'inerzia e fa apparire t!ascurabili i rischi, altra vdlta terrificanti, che vanno
connessi con ~migrazione.
A questi fattori soggettivi, che spingono all'emigrazione o ne allentano i freni, si aggiungono i fattori oggettivi derivanti dalle modificazioni sopravvenute nella domanda e nell'offerta
dei mercati naziona:,i per effetto deUe spostate
frontiere e dei sistemi doganali imposti da l vincitore e dei ·bisogni deHa ricostruzione e de'lla
difficoltà di trovare lavoro ·i n patria a condizioni
ragionevoli.
Ora, si avverta come, se non i fattori oggettivi, i soggettivi, almeno, abbiano tutti, quale
più e quale meno, carattere transitorio, s·a que'.li che stimolano all'emigraz·one, in quanto dipendono da un senso di riipu'l sione momentanea, sia quelli che dell'emigrazione allentano i
freni, in quanto col ritorno alle antiche sedi questi freni verrebbero rapidamente destinati a rientrare in azione. Onde si comorende come, dopo
:e guerre passate, l' accentu~rsi dell' emigrazione sia stato fenomeno transitorio, non di rado
seguito da un esodo anche inferiore a'l normale.
Esso non appare, invero. in gran parte, determinato da modificazioni permanenti del mercato nazionale e nemmeno da modificazioni
tem,poranee ta·i da rendere l'esodo necessario;
si chiarisce. piuttosto come la conse~uenza delle
iRsofferenze dei singoli di fronte a l passeggero
perturbamento che segue aUa guerra. Ora, in
quanto non sia necessaria da1 punto di vista sociale, l'emigrazione si risolve, dal punto di vista economico, in un danno oer Ja azione, sopratutto nel dopo-~erra, in ·quanto viene a depauperare i capitali viventi, proprio nel momen-

r

1

1

78

to in cui, per le esigenze della -r icostruz :one, n

è maggiore l'utilità.
el considerare il fenomeno deH' emigrazione
conviene infatti tenere presenti, non so'lo il pun
to di vista individuale e H punto di vista mon
diale, ma anche il punto di V1sta nazionale.
A meno che non sia determinata da un cal
colo errato - ciò che non può evidentement
avvenire che in casi eccezionali - l' emigrazio
ne costituisce indubbiamente un vantag,g io pe
l'individuo, che vi si decide in vista di un mi
glioramento delle sue condizioni di vita; costi•
tuisce anche, da un certo lato, un vantag.gio pe
l'economia mondiale, in quanto equ;vale al tras
porto di un capitale da un luogo in cui ess
ha minore a un luogo in cui ha maggio:i·e utilità.
Un uomo adulto è eifettivamente un capitale
vivente il cui costo è misurato dal lavoro e dall
spese che hanno richiesto la sua gestazione, il
suo sV1luppo, la sua educazione; il cui valore è
misurato dalla ricchezza che esso produrrà in
eccedenza a quella che gli sarà necessaria per
mantenersi in V1ta ed in efficienza produttiva.
Quanto più cresce la civiltà, tanto più cresce la
somma che esso viene a costare a•:\a famiglia,
ai} Comnue, a[a ProV1ncia, allo Stato. Restando
in patria, esso costituisce, coi rispamni che versa, coi tributi diretti e indiretti che paga, con
l'attività economica che alimenta, coi figli che
procrea, la ricchezza che ha da essi assorbita;
emigrando, va ad rupportare tali vantaggi a paesi
diversi, per la loro totalità se µrende su questi
dimora definitiva e si distacca del tutto da l luogo
natìo, parzialmente, se alfa famiglia e ai parenti rimasti in patria invia in parte o in tutto
il frutto dei suoi risparmi.
La corrente demografica, che sotto forma di
migrazioni temporanee o definitive, si dirige dalla campagna alla città, dall'una all' ahra regione di uno Stato o daH' uno aff altro Stato, si riso:ve pertanto in un tributo occulto che le campagne o le reg-::mi o gli Stati più scarsi di ricchezza accumulata o di risorse natu,ali versano
a vantaggio delle città o delle regioni o degli
Stati piu ricchi o suscettibili di maggiore sviluppo.
oi comprendiamo così, come, quando
si considerano periodi abbastanza brevi perchè
su di essi non si riveli l'influenza della parabola
che descrive la vita deUe nazioni e fin tanto
che rivolgimenti politici, o vittorie militari, o
rivoluzioni economiche originate da scoperte o
invenzioni di grande portata, non intervengano
a deviare il normale decorso dell' evo:uz.ione
economica, si r;scontri che le città o le regioni
o le nazioni più ricche tendono a sopravanzare
sempre più in ricchezza le campagne o le regioni o le nazioni piu povere. La progressiva
concentrazione territoriale della ricchezza che
dall'attuarsi di tale tendenza risulterebbe, costit:Jisce indubbiamente un vantag,gio immediato
1

=== = =

GLI AMMAESTRAMEVTI DEL PASSATO SUL « DOPOGUERRA »

della collettività entro cui essa sure che tendono a regolare e frenare, ne'l dopo, in q uanto permette ai mezzi di produ- guerra, l'emigrazione, imponendo quasi alla po1i
plicarsi dove alla produzione sono polazione proclive a lasciare la patria un moI , n voli le condizioni . Resta da vedersi mento di riflessione.
lire un cetto punto, b. sperequaz:one che
Regola e freno non significano naturalmente
I, i non costituisca un pericolo socia:e o, proilbizione : se una parte dell'esodo eccezionaI f11 itiv , non diventi anche un danno eco- le che segue a una guerra è da attribuirsi a
1111 11 o in q uanto toglie all'organismo sociale. circostanze di carattere transitorio , un'altra parI ti it" necessaria per far fronte agli even- te, più o meno grande a seconda dei casi, è
11 1d ,tt menti. Per ciò appunto si riguarda da attribuirsi a circostanze di carattere permapiu ome sag.gia politica que'lla di reagire, nente; non sarebbe forse nel:!' interesse coHettivo
1,, i ingol i Stati, contro la tendenza ad una ·l'ostacolarla. Ben s'intende anche che •le modaiv sperequazione economica tra le varie lità con cui le regole sono stabilite, i freni mesMa, anche trascu rando questo punto di si in azione possono essere decisive per il rimme ttendo che la concentrazione della su~tato pratico e non si può dubitare che esse
negli Stati p :Ù favoriti costitu:sca una debbano essere coordinate a provvedimenti atti
r l'economia mondiale , non si può pre- a dare ai disoccupati o ai desiderosi di camche, n ell'interesse di questa, le singole biare occupazione co[ocamento adeguato.
i1, 11i - finch,~ hanno un'individuafoà proNoi non intendiamo trarre dalle consideranon p ossono sperare da un ente inter- zioni sopra esposte suggerimenti di indole prati1 m ·isu:, e economiche compensatrici - ca a'1I' infuori di que[o che la questione dell' entano d i b:.1on grado a vedersi depau- migrazione nel dopo-guerra non può essere giua vantagg·'. o de'l le altre , mediante la con- stamente valutata se non viene tenuto presente,
ott:.az 'o:i.e dei capitali viventi che esse
da una p;1rte che l'emigrazione di un adu!to è,
costosame.: te a~levato. Costrette ta'l volta
1l punto di vista naziona1le, da equipararsi rion
.I I I ttarvisi per la sovrabbondanza deEa po- da
ad uno scambio, ma alla cessione gratuita di
,1 , ione , esse hanno il diritto e · i•l dovere di un hene, dall'altra che emigraz~one , che segue
I I re q uando, come avviene dopo la guerra,
1
o lo dip e nde essenzialmente da fatto ri sog- alla guerra, è, n~ lle sue cause e nei suoi effetti,
diversa
dal1
'emigrazione
normale.
111 i di car attere transitorio.
(Continua)
I qu i la giusiifì caz:one scientifica delle mi, c1110111ia

r

Prof. Corrado Gini

I .

'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI,
ato con legge 4 Aprile 1912, ha la sua Direzione Generale in Roma, Agenzie
nerali in ogni capoluogo di provincia, Agenzie locali in tutti i principali Comuni.
om me assicurate sono esenti da tasse, insequestrabili e garantite dallo Stato.

i tro Cogliolo

risarcimento del
a nni di guerra.·
, rgomento , pieno di difficoltà teoriche re, ed ogni altro elemento atto a dare serietà e
ti i h , fi nanziarie e giuridiche, nazionali ed certezza o relativa fondatezza al1le diverse de111.

·

i nali, sarà ancora per molto tempo un nuncie di danni e rispettive domande di somme

vivo e d ·i enorme importanza: indipriv ti, p roprietari, industriali , armatori .
111 l ri attendono con ansia la risofozione
I I 1 111hl ma a nzi, per esser p iù preciso, le ri/11 11 11i del p roblema, quella cioè che sarà da1' ri i nei rappqrti col n~mico e quella che
1'11 \lia d a rà all'interno per i suoi cittadini.
I 1, rigi - ho potuto constatarlo parlando red 1n nt'e colà con le p e rso n e in c a ri cate del le dei d an ni - le var ie n a zio n· a a eate hanordato il seguen te procedimento. È a
rsi l'idea generale clte i nemici devono
non i singoli dann eggiati , ma ognuno
ti vincitori , c onsider ato come « rappredeJ.l a sua e conomia nazionale cioè del
• 1 ,,I
patrimonio d i tuta la nazione ». Pren111,
l'esemp io p iù tipico d i danno personale
in questa guerra porta ad un a cifra molto
il f : la famiglia d i una persona uccisa su
mercantiil e da un si,l uramento, oppure la
oltragg iata e stUJp.rata : ebbene in amb'ei asi lo Stato riscuote lui tali danni ne1la
1 , e he crede e ch e può, e pensa poi lui, nella
i, che crederà equa, a risarcire quella fami11 o quella donna. Ciò p r emesso, ecco ·j,} proli111 nto adottato : ogni Stato formula con ele1111 omm ari i la propri a ri chiesta , con una pur
111111( ria docume ntazione , e si ha così la cifra
I I del richiesto . Seguirà poi la determina1111 di qu elilo che i nemi·ci dovra nno e potran,1 \T . E verrà così il te rzo e più noioso pe,, lo : la ripartizione fra aHeati della somma
lii 11ula, ed è allora che ogni Stato dovrà di
1111< i'\gli ai tri Stati alleati documentare ciò che
1111 i, , e d avverrà così una specie di reciproca
I 1 • izion e ai reci,proci crediti, come avviene
li, procedura fa'llimentare. E per chè ogni Staci umenti bene Ìe varie partite di risarcimen11, 1,i. ogn a che i privati alla loro volta aiutino
11 q11 I momento il proprio Stato fornendogli
I ,t I cli fa tto , p rove documenta~i . penz1e, fattu, , 1 11l
1

I I . I.



ristoratrici. Ed anzi mi consta che in ta,le ultimo
periodo saranno a Parigi i rappresentanti e d ifensori di alcune fra le principali partite (per
esempio : proprietarii di grandi foreste danneggiate; armatori ; assicuratori), acciocchè contribu1scano in modo diretto a sostenere in questa
procedura di concorso fra i varii Stati la v e rità
dei crediti denunciati.
È però evid·e nte che tutta questa procedura
trova nel suo cammino delle forze d i limitazione
e di arresto : tra i vari Stati alleati avverrà che ,
ind~pendentemente dalle ragioni giuridiche ,
influirà su la misura d e l risarcimento la maggio· re o minore potenza d i o gn i Stato , e d è a sperarsi che non si riipeta la favola del quia nomin o r leo; ed un altro limite sarà dato dalla· potenzia'lità finanziaria del nemico. A proposito di
quest'uìtimo punto è ben~ fare due oss'e_rvazioni. La pr:ma è che durante i quattro anni di
guerra la Germania, con una previdenza meravigl.iosa della quale parla anche lo Sc IALOJA nel
suo libro sui « Prob,lemi del dopo guerra >> , ha
preparato il dopo guerra non solo con studi pond~rosi ed incessanti, ma anche con attuazioni e
preparazioni pratiche , in modo che, fatta la pace e riaperti i cancel~i internazionali, sarà una
invasione nel mondo di merce germanica. Noi
ora, secçrndo il solito, non ci pensiam_o e non ce
ne occupiamo, ma la cosa avverrà certamente:
e bisogna ricord~rla a proposito del risarcimento dei danni; per non lasciarsi commuovere dai
pianti geqnanici su la loro miseria e n~n doversi
poi pentire di « aV'er ,preteso troppo poco ».
Un'altra osservazione riguarda in modo speciale l'Italia, perchè a Parig.i da più di una voce
ho sentito dire che noi dobbiamo rivolgerci contro l'Austria e so'lo parzialmente contro la Cermania : ora questo ragionamento è assurdo, iniquo, ed antigiuridico p·e rchè nei delitti compiuti
c'è la solidarietà di tutti coloro che ernno alleati
per compierli, e questa solidarietà è dettata da

81

LE I. I. I. =

== ==

==-

==

= - = = = = - - = = = - - - = == -

supremi principii di diritto che va'lgono per tutti i popoli.
Dopo il lato internazionale viene il lato naziona:e od interno del risarcimento e qui la cosa si complica , e bisogna procedere per d istinzioni. Una serie di decreti luogotenenz·iali ha già
provveduto per i danni di guerra in certe deter, minate condizioni : la commissione deHe prede
per alcuni danni marittimi; le indennità, nei limiti prefissati , per i danni arr ecati nei territori
invasi. Ma con tutto ciò il compito non è esaurito : i danni in mare sono precalcoilati in 3 m iliardi e 670 m ii!ioni, ed è questione grave que[a
d i ripartire il risarcime nto tra armatori, ricevi-

- - - - - - -

=

== - - - -

=- -

tori di merci, ed assicuratori. Un'alta questione

è nel distinguere i danni diretti dai danni indiretti, e determinare quali di questi ultimi debbano essere risarciti . Voi-ere raggiungere l'ideale di un pieno risarcimento di tutti i danni è una
foll.ia : si ripete qui entro la nazione il giuoco
del concorso dei varii creditori che vedemmo verificarsi ne1 concorso internaziona1le , devesi cioè
fare una ripartizione limitata ed approssimativa .
Ma la norma o le norme per limitare e ripartire
non possono abbandonarsi al caso, e devono essere ponderatamente esaminate. È su questo
prorb!ema che ho voluto r ich iamare la pubblica
attenzione .
Prof. Pietro Cogliolo

Tel efono in!. N . 3

VIAREGGlO

PRIMO O R D INE
POSI ZION E S PLENDIDA SUL
MERAVIGLIOSA P INETA
Sa.bbia finissima
In c a nte vole soggio rno
per bam b in i
APP ARTAMENTI CON BAQNO
RESTAURANT ACCURATISSIMO
GA R AGE
·Propr.



G. COSA TTIN

Flora
rsit6 di Bolog n a

OTTO ORE
D I LAVORO


to iii problema ardente che ora assilla
I 1 1 voratrici dei paesi belligeranti, a.ffacl fo sforzo intenso compiuto durante il
1111 1 • In Ita:ia, fino dal 30 gennaio u. s., il
li d e lla Confederazione Nazionale del
dunato a Bologna, dopo avere invitato
1• r i a rivendicare con più intensa agitazio1 plicazione della giornata di otto ore di
ricorrendo, qua'lora lo Stato esitasse ad
, anche a•l lo sciopero generale, esprimeva
he la giornata massima di otto ore mediventasse obbligatoria per tutti i paes i
ntati alla Conferenza della Pace.
il v oto che, favorito dalle nuove condiI eI
te al lavoro ed al:'industria dalla guerci tlla smobilitazione, non mancherà, anche
li li , di essere generalmente accolto. È un
ti , nforme aUa logica del partito che, fino
I I, I brai o del:'anno scorso, esigeva dal ConI di Parigi, quale condizione di una pace
r m , la unificazione della legislazione so' 1 a politica del socialismo non può essere
i11t rnazionale. « Ciò che riguarda i lavora-·
cl i eva Lassa[e, riguarda il genere umano ».
11e nchè, ammesso il trionfo nazionale e in11 ,, ·onale del p ri ncipio, che spogtliato di ogni
nto governativo accoglieremmo con viva
1 111za, qua~i ne saranno gli effetti suff avvecl Ila produzione, della qua:e ognuno, per
, , r i danni della guerra. invoca ora il ra111 incremento? Hanno le classi lavoratrici coni
dei doveri che il nuovo diritto ad esse
11 n ?
111

intui tivo che la riduzione legale e quindi
me del:a giorne.ta di lavoro da dieci a otto
vrà per effetto, restando immutati i salari
I 1 ndimento orario degli operai, di ridurre di
q uinto l'ammontare della ricchezza prodot1 nde un elevamento generale dei prezzi a
1111 0
dell'intera nazione e, principalmente,
Ile tesse c:assi lavoratrici che ne costituisco!. grandissima maggioranza . Se alla riduziocl Ila durata del lavoro si accompagnasse.
lt 1 , come vorrebbero le minoranze estremi, e diziose un notevole aumento dei sa·~ari,
nno derivante dalla contrazione della prn-

duzione assumerebbe per la nazione, esausta
da.Ma guerra, proporzioni allarmanti.
Nè vale obbiettare che la perdita sarebbe
compensata po~iticamente dalla diminuzione
de]a disoccupazione, alimento del bolscevismo,
e socia1mente dal minore esaurimento fisico dei
lavoratori e dalla maggiore possibilità per essi
di educarsi e di istruirsi. 1 L •elevamento morale
dipende dalle inclinazioni individuali degli operai, e la scomparsa de]a di occupezione dal capitale. Anche restando invariati i salari, la riduz ione della giornata di lavoro scemando il prodotto assottiglia il caipitale e quindi la domanda di operai. 2
È perciò strano che in questi tempi , in cui
si proclama ovunque la necessità di abbassare
i: costo di produzione, di reintegrare la potenza
produttiva depressa dai milioni di vite umane
abbattute daUa guerra, di ridurre i prezzi, si reclami un procedimento che, scemando la ricchezza mondiale, rallenta la formazione dei capita!i e quindi }'.impiego del lavoro che sblo può
elevare i: reddito nazionale.

***
Non sono però illazioni fatali .
La storia economica dimostra che, entro certi
1
limiti 3 , ogni qualvolta l'introduzione delle otto
1 Circa all'esaurimento fisico ed al valore etico-sociale
della riforma, specialmente n ei riguardi del proletariato
femminile, si ottennero, talvolta , risultati opposti a quell i
sperati . Ad esempio nelle filande di seta , rifugiatesi quasi esd usivamente nei comuni rurali, le ore di lavoro risp rmiate alle operaie, tutte contadine, con una riduzione d i
orario, venivano da esse impiegate nella coltivazione dei
campi , più faticosa della filanda. Da ciò un maggi ore
esaurimento che peggiorava la qualità del lavoro e del
prodotto, seguito spesso da istanze delle filatrici d i ristabilire l'orario ante riore .
2 I numerosi e impressionanti scioperi scoppiati in Ing hilterra ai primi di febbraio per ottenere, c on una legge
generale del Parlamento, la settimana lavorativa di 40 ore
ed un parallelo aumento di salari non m iravano ad altro
che ad eliminare la dis occupazio n e , effetto temporaneo
d e lla disorganizzazione derivante dal passaggio subitaneo
a lla guerra alla pace .
3 Sono limiti, in certe condizioni, invalicabili. Superan,
doli si distrugge l'industria. Il che è ammesso dagli stessi

83

LE I. I. I.

:.=:

= = == === == == = = = = == = - - - - = - - -

ore venne associata, I?er parte dei capitalisti, ad
un perfezionamento del macchinario, e per parte dei lavoratori ad un maggiore rendimento
orario della loro o:pera, la produttività deilfindustria, in luogo di declinare, aumenta. La riduzione della durata del lavoro, se dapprima abbassa il salario, .finisce poi, mercè la accresciuta
produttività dell'impresa, per ris<>lllevar:o al disopra dell'antica misura.
Ma il fenomeno, malgrado l'affermazione contraria dei fautori della giornata uniforme, obbligatoria e universale, non è purtroppo comune a
tutte le categorie operaie. Si sottraggono ad esso
1' industria a domici:io incontrollabi1le, l' agricoltura per il carattere saltuario e discontinuo del
lavoro dei campi; le industrie in cui prevale assolutamente la macchina o che impiegano mano
d'opera non qualificata, essenzialmente .fisica,
sovrabbondante nel nostro paese. Le imprese
assuntrici di costruzioni stradali, ferroviarie, portuarie, di demolizioni, di bonifiche, di arginature, di dighe, non possono certo sperare che la
riduzione de:ile ore di lavoro sia compensata da
più intenso sforzo produttivo. La perdita inevitabile non può ripararsi che mediante una riduzione di salari. Ed egualmente quelle in cui la
macchina è il coefficiente principale della produzione. Un tei.laio meccanico non renderà mai
in otto ore quello che dava in dieci.
on così
nelle industrie che impiegano operai qualificati,
come le metallurgiche e le meccaniche, alle quaii le maestranze, più della forza .fisica, apportano le risorse elastiche e flessibili della loro capacità tecnica e della loro versatilità intellettuale. Si .produrrà in otto ore più di quello che si
produceva P.,rima in dieci. I sa•l qri invece di ribassare, si elev.eranno. Ma per ottenere lo sçopo non occorre affatto ricorrere all'azione coattiva dello Stato, incapace di valutare le influenze della durata del lavoro sui costi variabili del1

socialisti, anelanti , con una riduzione estrema della giornata di lavoro a demolire il regime capitalista ed a preparare la classe lavoratrice « ad assumere la gerenza sociale ».
A proposito degli scioperi inglesi l'Avanti f del 9 febbraio
n. 40 (ed. romana) scriveva, infatti :
« Il Governo è nell'impossibilità di intervenire con una
legge generale. La settimana di 40 ore e l'aumento del 30
per cento sui salari sono inconciliabili col regime capitalista : il profitto ne viene intaccato micidialmente . Tutto il
sistema degli scambi internazionali, organismo delicatissimo che si risente delle scosse più piccole . si scompaginerebbe catastroficamente, L · industria inglese non potrebbe resistere alle pressioni della concorrenza mond ·ale, precipiterebbe nell'abisso più oscuro. trascinando con sè, del
resto, tutta l'economia del mondo ».
L'unica cosa da osserv~re è che il socialismo soviettista.
non potendo per ora, come dimostrò lucidamente l'onorevole Turati, distruggere le ragioni economiche, s ia pure
stanche, del capitalismo senza rovinare la classe lavoratrice stessa, finirebbe, dopo qualche disastroso tentativ o,
col risuscitarlo.

84

=- - - - - - - - - - - - -

le singo:e industrie. Bastano, per una riduzion
scalare, graduale della settimana lavorativa i li
beri dibattiti delle due grandi potenze produttri
ci, gli accordi delle rappresentanze del ca,pital
e del lavoro, congiunti aHa produzione, com
due rami della stessa pianta . Se i capitalisti, pu
re avendone la possibilità, per difetto di previ
denza e di senso realistico, esitassero, non tarde
rebbe ad esplicarsi la pressione delle leghe
delle organizzazioni operaie, a l:e quali il sala
riato deve principalmente la sua ascesa tecnic
ed economica.
E tanto meno gioverebbe alle classi lavoratri
ci la cc internazionalizzazione » della giornata d
otto ore , inconciliabile con la crescente differen
ziazione quantitativa e qualitativa delle impres
industriali dei singoli paesi e deHa loro efficien
za produttiva, spesso favorita, come avveniva i
Francia, nell'Ungheria, nell'Austria, per la indu
stria serica, da premi e compensi governati
di varia. natura . on è possibi:e assoggettare al
lo stesso o rario settimanale la secolare industri
cotoniera inglese da lungo accentrata e specia
lizzata, forte , con i suoi 56 milioni d i fusi, di un
clientela mondiale, con la giovane industria c
toniera italiana ·dispersa in tutta la penisola, eh
accomuna ndla stessa impresa le funz ioni pi
dispar ate povera di forza produttiva, di m
stranze stabili, di grandi mercati d'esportazion
Limitando le numerose divergenze alla ma
stranza, mentre l'operaia ing:ese attende a du
o quattro e talvolta per.fino a sei telai, la nostr
tessitr ice, che a1lterna spesso il lavoro del coton
.ficio con quello agricolo, non riesce che a e
mandarne due. La giornata uniforme, spostand
·la concorrenza internazionale, sarebbe la rovin
di alcuni paesi e la fortuna di altri. Da ciò I
necessità di ristabilire l'equilibrio con il prot
zionismo, ancora più dannoso per le grandi ma
se !avoratrici delle consuete dieci ore di lavor
Da questo aspetto la giornata internaziona
di otto ore per le industrie tutte, nonostante
disformità delle loro conclusioni naturali e st
riche, ricorda il famoso Calendario Repubblic
no, che i rivo'luzionari francesi, imbevuti di ide
logie e d i universalismi, volevano nel 1792 a
plicare al mondo intero. Anche dando a dice
bre il nome di nevoso era impossibile procura
ai cittadini di Buenos A ires, soffocati dal cald
il freddo che faceva tremare i parigini. Così ne
l'ordine economico internazionale, bisogno
non di artificiose ugu::ig:ianze, ma d i libertà.
norma coattiva universale delle otto ore n
avrebbe efficacia pratica alcuna. Servirebbe a
pena ai paesi meno progrediti che vogliono s
vare le industrie naziona1li, a dividere le ore o
dinarie dalle straordinarie.
Invece deHa giornata legale di otto ore, e
le leghe operaie al momento opportuno poss
no conquistare da sole come è ora avvenuto
1

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - LE OTTO ORE DI LAVORO

1

ide rurgici ed i meta:lurgici, alietolatria , il socialismo dovrebbe
Ilo tato , a somiglianza delle Trades
I' /ruzion e professionale, che , svilupcità produttiva della piaestranza,
1 ti
i danni d i ogni riduzione di ora< nti benefici per la classe lavoratrice
,li ttività .
urn o mezzo di rinsa'ldare l'edificio indut o
o alquanto dal' decrescente _ rendiI Il' peraio incorag,giato dalla generosa
:, , diffusa da molta parte de: socialismo ,
t, lu r in tal modo le imprese ad assu1 di occupati . È un principio errato, che
il
sto di produzione , rovina l'industria
ri ce la nazione . Per ridurre uherioriorna ta d i lavoro urge addestrare gl i
on il tirocinio e l'insegnamento profes, dominare intdlettualmente la macch ·i , seguendo il sistema Taylor ora di
piegare aÙtomatica,m ente nel t empo
sforzo muscolare massimo controlla·ronometro . La nazione r ic ca d i ope rai
ti, consapevoli, ai quali l'insegnamento
i n ale ha appreso ç1.d .utilizza.re tutta la

forza produttiva potenziale di cui dispongono ,
non può che guadagnare da una riduzione progressiva della durata del lavoro . '
Questo deve ottenere il socialismo italiano
dalle classi padronali e so,pratutto dal Parlamento, finora punto compreso dall'importanza naz ionale del problema, alla cui feilice soluzio ne
la Germania deve , prima, la feconda e lucrosa
scientificazione dei processi produttivi e la piena efficienza del suo sistema economico .
Nè dovre~be chiedere la nuova giornata alla
Conferenza deUa Pac~ che, universa·lizzando il
pericoloso vincolo statuale, sposterebbe e c ristallizzerebbe, a danno degli operai stessi, rapporti economici partico'l ari essenzia,l mente dinamic i.
Al grande Consesso po:itico la nuqva Internazionale , jmpaziente d i iniziare l' èra socia listica, domandi, inve~e . che fra operai indigeni e
stranieri non esista p iù in nessun paese del mondo, tanto dal punto di vista dei salari che da
qudlo dei diritti civili e sindaca~i . disparità d i
trattamento alcuno. E ' la forma m igliore per essa d i estendere la so:•i darietà economica e morale deJ proletariato e quindi d i assicurar,e a ll a
Società delle Nazioni più lunga esistenza.
1

Prof. Federico Flora

~~u-

FORNI

R. Vniversità di Bologna

ROVESClABI-LI

INVICTUS

E

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p er fusioni BRONZO - O TTONE,, RAME ,. A L LUMINIO, ecc.

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PER PICCOLE INDU STRIB -

C OS TRUZ I ONI

VENTILA TORI

ME C C A N IC HE

LUIGI ANGELINO - MILANO
SEDE : V i a. ScorlatH, 4 - T elefo n o 2 1-2 18

Teresa Labriola

L'ITALIA DE]
PRODUTTORI
. (Con tro la. dema.gogia.)
Nel numero di febbraio di questa interessante
. Rivista, in un artico:lo su : << Proiblemi di assistenza e di lavoro » io promettevo di occuparmi
dell'opera della Commissione per il dopoguerra.
Intensa, rapida, quasi fulminea, si svolge la
vita dei nostri tempi.
F uilcro è la Società dei produttori. Opera al
fondo uno spirito nuovo in via di formazione;
in gran parte lo troviamo tra i combattenti. I
combattenti g:oriosi si porranno tra poco accanto ai produttori. La produzione si svolgerà con
un ritmo più .intenso ; più violento, più creatore.
E l'Italia sarà la società nuova, nata da'i com. battenti ·e dai produttori.
In questa immensa formazione di attività produttrici tutto passa, tutto vien superato, tutto
assume un aspetto di vecchiaia, quasi di estrema decrepitezza, se non riusciamo ad impadronircene nell'attimo fuggente della sua originalità. La mole dei lavori per il dopoguerra sta lì;
in 1parte. degna di nota; non tutta accademica;
anzi in parte riempita di spirito nuovo. Concorsero uomini di scienza, insieme ad uom~ni di
azione. La Commissione era stata criticata ingiustamente perchè, come .lo Scia:oja voleva,
doveva occuparsi dell'ordinamento della società
italiana per il periodo postbellico; appena raggiunta la nostra magnifica vittoria fu criticata
perchè si trovava indietro rispetto alla nuova
situazione. Infine, come ho scritto di già, fu
criticata dai punti di vista del « liberismo puro » come è il caso de:la critica mossa dal Pantaleoni.
L'azione I Essa è così ripiena di nuovi elementi da travolgere ogni piano, sia pure sottilmente
ordito.
Questa novità dell'azione che nasce da nuove
inaspettate posizioni, rende spiegabile in parte,
giustificabile in parte, ed infine rende in parte
accettabile la impreparazione del Governo e de.Ile classi dirigenti.
Nei momenti di asprezza io accetto la tesi che
noi andiamo verso un « caos ». Nei momenti di

86

sollevamento de~I' animo , sembra a me di poter scacciare le caligini. Di che si tratta in fondo in fondo? Esaminiamo pacatamente la situazione. Non ne parliamo ab irato.
L'Italia intraprese una guerra . L'Italia ha vinta una guerra. La guerra è stata la riprova della
bontà della tes[ interventista. La guerra è stata
ia rivelazione del valore de1 soldato italiano.
Infine essa ci ha rivelata la nostra potenzialità.
La potenzialità ha per substrato indispensabi].~
la capacità ad ascendere nella economia da buoni organizzatori e da buoni operai; di avere disciiplina, unità d'intenti, una fina-Iità comune in
tutti gli organizzatori ed ese cutori.
La guerra ci ha rivelato che pure tenendo
conto degli scambi internazionali nel campo
della economia, l'Italia può cominciare ad emanciparsi economicamente. E ripeto .qui ciò che
dissi durante la guerra in uno scritto dal titolo
« La liberazione ». Scrissi che non alludevo ad
isolamento o a murag!ia cinese . Significa concorrenza sul mercato mondiale : imp~>rtazione
ed esportazione a condizioni vantaggiose . Significa sopratutto portare negli scampi, nei modi ste&si in cui si svolge la concorrenza come premessa prima e finalità ultima, l'interesse dell'Italia.
La caduta della Germania Imperiale, che ricevette un colpo fatale · per la nostra neutralità, per la nostra entrata in guerra, e, infine,
per la nostra vittoria magnifica su l'Impero Austro-Ungarico, deve dare a noi f indicazione del0la mèta da raggiungere ora in questo fervido periodo postbellico. Per noi deve essere segnacolo
in vessil:o. Noi diciamo che , caduta la egemonia
tedesca nel mondo della coltura, no,i possiamo
aspirare alla nostra volta ad egemonia co:turale.
Coltura? Problema di dopo.g uerra? Parola magnifica I Parola che, bene i11.t esa, "contiene promessa e condizione per una ricca e florida economia.
La guerra antitedesca , rettamente intesa , significa che l'Italia non poteva coesistere con la

111 1.

- - - -

-

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-

-

.

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·-

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-

L'ITALIA DEI PRODUTTORI

nia Imperiale. La pretesa della universa- forze di opposizione, traendo'le dalla differenza

cl [ a coltura tedesca non poteva essere ac- profonda che c'è tra Italia e Russia per un aspetdall'Italia. L'Italia, vittoriosa, .può aspiI · posto che la Germania occupava nella
mondiale finn ali' estate del 1914.
nto accadde 1'intorbidamento della conce111, della nostra guerra per opera di neutradi demagoghi, di spiriti imbelli, ecc., e ciò
no della nostra coltura, con grave pericolo
I~ nostra economia. La nostra produzione è
111 , ciata per colpa di alcune correnti della
uhi ' ica oPinione che hanno svalutata la nontrata in guerra dapprima e la nostra vit11
dippoi.
M lto per colpa di utopisti, molto per co.Jpa
I lt descofili, non poco per la condotta stessa
!l 'Intesa .o almeno di alcuni fr:oni nella pub111 opinione di lnghi:terra, Francia e Stati Uni' o cillante tra un francescanesimo fuori di po11
d un egoismo smodato, l'Italia non racco111 ora completamente il frutto della sua im, 11 a volontà e capacità di vita posta in mostra
I I aggio 1915 al novembre 1918.
I; utopismo umanitarista costantemente e te- ·
, 1, mente professato da Wilson, che per un
11 I( di mesi fu accettato con de·l irio di entus1a111 , ha contribuito a formare quel « caos »,
lit teste degli Italiani che fac i:ita offensiva 1111 pacifica ma in parte rivoluzionaria ed ecciI I ,i
di rivolte - dei neutralisti alla riscossa.
Il e giustizie assolute ed astratte, che non
n conto del:a dura necessità della lotta, e
er ciò svalutano ciò che per lotta eroica si
Il nuto, ha fatto riscontro l'inaspettata riscosd 1 vecchio neutralismo, aggressivo, ed il
1il
re della violenza anarchica e comunistica.
Il bolscevismo penetra per ogni dove. Il boli mo? Forse 1a parola è vaga. In parte sol11t la rivolta è dovuta per diretto ad una dili
influenza del governo del signor Lénine.
I il fatto di un atteggiamento pericofosamente
111i. sivo della classe borghese, che si è messa
I fines tra per assistere al!a marcia trionf a:e
111 donna storiq . Si risveglia h parte attiva?
, , allora sgomenta l'inesistente che si masched i sistenza. Ma il giuoco dura poco. Le for1 dite, le forze nuove smettono un momento
I lotta, e la borghesia torna al suo torpore.
I 'internazionalismo, il nel\.ltra-lismo, l'utopismo,
I f I ncescanesimo, la democrazia parolaia , si
11 late la mano quasi avessero per m-ira unica
f celo dell'industria ita:iana. Ma l'Italia ha
d bito. È verso queHi che l'han difesa. E il
I,ito p agherà facendo collaborare produttori
I d1 combattenti audaci . Aille utopistiche de1zioni delle leggi della produzione deve op-·
1 rc , opporrà i diritti dei combattenti che di' nno i produttori. Alle follie mistiche rivo11
arie dette bolsceviche, audaci, pericolosis111 , ·prive di ogni equilibrio mentale, troverà
11 l

r

to, tra il popolo vittorioso (ita!iano) e il popolo
vinto (tedesco) per altro aspetto.
~a società borghese, non è predominio di
classe. V •eramente sarebbe ora di fare una revisione deilla concezione di classe, per vedere
se non si tratta più che altro di una « funzione » che alcuni gruppi compiono per entro alla
società nazionale. Fatta la revision'e , si vedrà
che parecchio è da camihi,ue aflìnchè scompaia
qualche relitto de]a vecchia concezione di classe per entro a:l regime d·e tto t>orghese da noi, da
altri chiamato democratico. In ogni caso la società borghese con la elasticità e con la rapidità
delila sua azione, è capa.ce, appena avrà subìto
alcuni ritocchi legislativi, di aumentar·e la produzione; cioè• di compiere l'unica funzione che
i produttori debbon compiere . Il resto è aggiu,nta o di moralisti o di utopisti.
La società borghese rawresenta il trionfo della selezione, della divisione del lavoro per attitudini; in essa trionfa ~a tecnica. Nella specia•
lizzazione de·~le funzioni, n~lla selezione senza
pregiudiziali, è il suo merito. È la sua forza ed
insieme la sua debolezza. Mi spiego! Sì la sua
debolezza. Infatti, per esser tecnica e specialµzata al:· estremo, ha poche forze vive ed ideali
da opporre alle ideologie rivoluzionarie. Sappiamo : i rivoluzionari sono i profeti, i mistici,
gli apostoli delle vaghe ed indeterminate ideologie. Vaghe come sono affascinano le masse,
i giornali di ogni classe, le donne ancora inesperte de:le dure necessità della vita. Attirano
cOìloro che sanno non esserci necessità assolute
extrastoriche in favore di questo o quel reggimento politico o ordinamento economico.
La borghesia operosa sì, ma che ha ridotta la
scienza a particolarismo tecnico, che ha sminuzzata la coltura riducendola a · non coltura, che
si è spogliata delle profonde ideafoà del periodo
eroico de]a sua ascensione, ha poche forze vive da opporre aHa marea che monta.
La borghesia è, a veder mio, cap9-ce ancora
di portare la società ita'liana a più alta mèta del1' attuale sua condizione. Ma per fare ciò deve
essere sì società di produttori, ma di produttori
però che la tecnica e la ricerca dell'utile sappiano ravvivare con la morale eroica della b~ttaglia, che sappiano porsi all'unisono con l'animo vibrante ed acceso dei soldati d'Italia.
Ri·peto : specialità d{ combattenti e di produttori I
I produttori hanno conservata in parte la mentalità del preguerra, quantunque sentano in genere la necessità di render più rapido il ribno
de'lla produzione. I produttori hanno conservato alcune premesse de'lla coltura di vent · anni fa
a base positivistica; per ciò non si rendono
conto del carattere rivoluzionario d·e lla nostra

87

LE I. I. I.
società, nata dalla guerra rivoluzionaria che
esige morale di battaglia .
•Ma se i nostri produttori sono già un po indietro rispetto alla marea che sa·l e e rispetto ai
doveri nazionali. c •è di ,peggio ancora nei gruppi, che pure utilli, non sono diretti fattori della
produzione italiana. Ecco. Vediamo impiegati,
insegnanti, uomini politici o meglio politicanti.
Tutta questa fitta schiera di individui cointeressati alla grandezza d'Italia, di questa grandezza
non ha diretta consapevolezza. O conservatori,
o istintivamente ribelli, sono arretrati rispetto alfa psicologia dei produttori diretti, che, come
notavo, non è essa stessa abbastanza sviluppata
rispetto alle necessità di indole internazionale
che dovrebbero indurre l'Italia a cambiare rotta.
La società dei produttori si forma, sì, ma
troppo lentamente. Manifestazion-i della consapevolezza del lavoro come qualcosa d i concreto, d i reale, di tangibi'le. e non di fantastico a
mo' de · vecchi comunisti. ci sono nel~a nostra
lta'lia. Ciò noto con gioia e soddisfaz·i one. Però
noto ancora deJle manchevolezze. Sopratutto
deploro la scarsa risonanza nelle sfere degli uomini che non sono diretti produttori.
ella elaiborazione de'lla concezione di classe, sopratutto nella revisione di essa, alla quale
più sopra accennavo, si vedrà quanto era imprecisa, << astratta » la concezione che ci fu insegnata nelle pregevoli opere di insigni maestri .
La famosa borghesia, concepita q<.1asi casta in.diana, che si oppone al pro:etariato, concepito
alla sua volta quasi casta jndiana, apparirà in
nuova luce. È inutile negarlo, l'animo nostro è
stato profondamente colpito da'l giorn-:> nel quale G:o: g io Sore1 tentò con (ortuna di fare una
revisione sostanziale e non già semplicemente
forma:e della concezione Marxistica delle classi. Da quel giorno, certo non per volontà del
Sorel, il sindacalismo si è sviluppato. on tutto
su linee che io aipprovo. Sopratutto non per intero spoglio da miti ed ideologie, non purificato
anc_ora dal rivoluzionarismo professionaie e di
quando in quando percorso da qualche ricordo
del vecchio comunismo fantastico e astrattista.
Qu1esto sindaca:ismo, che pure aveva nei primi
germi la tendenza folle a distruggere lo Stato e
con esso tutta la superiore sfera di vita sociale,
comincia a toccar terra, e toccando terra com incia in alcuni suoi filoni a misurare tutto ciò che
sta al di là ed a·l di sopra di sè, in un mondo
che lo sup'era e che esso non sa adeguare per
quanto si sia atteggiato di quando in quando a
supremo organismo etico .
Certo ci vorrà molto fì.nchè la società dei produttori si organizzi su nuove basi , finchè essa
saprà trovare una propria ragione di esistere
per entro al « caos » de:l'ora attuale .
Gli è certo p'erò che noi troviamo tendenze
sindacaliste di opposizione alle direttive del par-

88

----- =-- -- = =-=-======
tito socialista. Ciò è pieno di profondo significato, in quanto dimostra che realmente, come
io ho sempre pensato, la teoria Marxistica non
fu se non il primo passo per il superamento del
comunismo utopistico e non fu già l'acquisto
definitivo de'l maximum di spirito scientifico rispetto al~e vecchie primit ive e quasi puerili visioni dei comunisti.
Che ci vori1t molto tempo ancora è fuori dubbio, come è fuori dubbio che nuove critich·e nasceranno dopo superate le attuali , e che nuove
occasioni per 'le rivolte si presenteranno. Ciò
che del resto gli è ch1e il conflitto iniziale tra
grandi organizzazioni s indacali e partito socialista è la riprova di un passo innanzi fatto daUa
coscienza diretta del lavoro, rispetto aHe formule già scientifiche ma ancora tinte d i utopismo del Marxismo, divenuto vange'l o di ma se ed arma di battaglia d i partiti. Così dovrà
cessare sinceramente la premessa che è causa
di tutti g:i errori del partito sociaiista italiano.
circa la indifferenza del proletariato rispetto alla economia nazionale. La internazionale dei lavoratori come unità da sè e per sè stessa opposta a'1la nazionalità del rimanente dei produttori - la es~crata borghesia! - appartiene al
regno della mitologia tale quale come appartiene la frate:lanza universale dell 'ecc•ellente pro
fessor'e Cimbali, il quale la proclamò alla Università di Roma col plauso di uomini valorosi.
Le fantastiche raprp resentazioni di una umanità di liberi e di eguali produrranno forse delle
gravi scosse. Forse ne soffrirà temporaneamente
la produzione nazional·e . Tutto ciò è genericamente prevedibile. In parte può esser combattuto, nel senso che il proletariato deve avere il
segno evidente della esistenza di una forza di
resistenza e sopratutto di azione. Ma ritenere
che la ribel'lione possa non ~sserci è aHa sua
volta mito o utopia.
Quindi dobbiamo prepararci ad una lotta.
Lotta per la unità d 'lta:ia innanzi tutto. Lotta
per la produzione nazionale come condizione
de1la esistenza e del~o sviluppo de'l paese. Lotta per il mantenimento non del privilegio di una
classe ma per il riconoscimento del:a necessità
di una funzione da cui dipende Ja produzione.
In un congresso recente, convegno nazionalista tenuto in Roma nei giorni 16 e 17 marzo,
stata accettata con entusiasmo di convinzione I
direttiva sindaca'l e naz ionale di Enrico Corratdini
ed A'lfredo Rocco. Gli atti del congresso son
prova evidentissima della tesi, che presuppon ...
la supremazia de[a concezione nazionale su l
concezione di classe, ma le classi riconosce, •
gruppi dei produttori vuol metterè in valore e
non già sommergere nel nulla de·l comunismo.
Cotesto atteggiamento è indice di una t~ndenza che si va facendo strada nel nostro paese,

L'ITALIA DEI PRODUTJ'ORJ
nostro paese trova appoggi precisamenreale e concreta psiche popolare.
i onoscimento · di sindacati, di voto per
ri , di collaborazione si parla. Si parla
CÌ'enza real istica, con aspirazione spiri' on consapevo'l ezza del dovere naziona1le .
pr letariato è chiamato ad una grande fon Hl
in seno alla nazione. La società dei pro1II I i, studiata con amore ed oggettività da
1,, ic Corradin i - (Il Regime della Borghesia
111 luttiva) sta ·dinnanzi a gli occhi del giovili zionalismo italiano. P iù che un partito,
I 11 .1.iona1lismo si presenta come la coscienza
ti, ; di bisogni ed aspirazoni de1lla nazione

li

li

.

rndo ]a borghesia produttrice, la borghesia
direttamente produttric'e ma indispensabile
il coordinamento e pe_r la direzione de:la
it , ed ii proletariato, avranno acquistata
I te la coscienza del,l a produzione e la conazion ale , noi avremo una Italia capace

11

u

,
li•

, i

e

di vincere all'interno le lotte economiche
po~
litiche, ed a:l'estero caipace di concorrere co i
grandi Stati più progrediti.
Ma perchè tutto ciò accada, la borghesia produttric•e e i1 gruppo degli lta\iani che ha scelta
la politica come occupazione principa1e, debbono illuminare 'l e masse operaie su la necessità
che la economia nazionale si metta fin dove è
prnssi:hi!e all'unisono con la produzione degli
altri grandi Stati -e che la lotta venga concepita
svolgentesi non tra classe e classe prescindendo
da'lla nazione , ma tra Stato e Stato.
Ma perchè ciò accada , la borghesia deve
c ambiarsi, gli inteHettuaJ.i debbono uscire dalle
strettoie de:la così detta scienza, che in fondo
non è oramai che oarticolarismo di eruditi, e
gli operai debbono "essere strappati dalle mani
dei fantastici ed utopistici agitatori, credenti
ne'lle parole, nei gesti, nei simboli.
All'età paroJaia e demagogica noi vogliamo
sostituire l'età dei produttori.
Tutto per la noveHa Italia!

Teresa Lab.,-iola

)f

?4~

rand HOtelde Russie
_Viareggio
Aperto tutto l'anno.

A. Oheller.



Ing. Albrici

L'elettrificazione delle linee
ferro viarie della Nord Milano
La zona ohe stendesi fra la linea \Jovara-Milano ed i tre .grandi laghi lombardi e che costituisce veramente il cuore dell'Italia industriale,
è servita da numerosi servizi pubblici di trasporto
a trazione meccanica, fra i quali ha grande importanza la rete ferroviaria della ord Milano.
Sorte in varie epoche e di poi unificate in mano ad un solo organismo tecnico e finanziario,
le Nord Milano costituiscono la rete secondaria
più notevole dell'Italia, eccettuate, ~olo per
quanto ri,guarda l'estensione delle linee, le ferrovie Sarde.
La rete fa capo a Milano, dalla quale partono
le linee per Erba-Canzo-Asso, attraverso la ridente Brianza, per Como, per Vares·e e Laveno
sul Lago Maggiore. Si aggiungano le linee· trasversali da Varese a Como, da Novara a Sèregno per Saronno e la diramazione da Castellanza al confine svizzero lungo la Valle Olona.

LINEE DA ELETTRIFICARE
E .PROGRAMMA DI TRAFFICO.



La Società delle Ferrovie ·ord Milano fin dal
Settembre 1916 ha presentato al Ministero dei
Lavori Pubblici la domanda accompagnata dai
relativi progetti per la elettrificazione delle linee
Milano-Saronno-Varese-Laveno, Saronno-Como,
Como-Varese e Milano-Erha-Incino-Canzo-Asso,
in totale Km. 180, nonchè per l' esecuziqne del
doppio -binario sui tronchi Saronno-Malnate, Saronno-Grandate-Camerlata e Como Borghi-Como Lago, con sopra elevazione della stazione di
Como Lago.
· Nel progetto è prevista l'effettuazione sul tronco Milano-Saronno di 36 coppie giornaliere di
treni viaggiatori; sul tronco Saronno-Varese di
24 coppie; sul tronco Varese-Laveno di 12 coppie; sul tronco Saronno-Como di 24 coppie; sul
tronco Como-Varese di 12 coppie; sul tronco
Milano-Seveso di 24 coppie; sul tronco SevesoErba di 15 coppie; sul tronco Erba-Asso di 12
coppie.
Si effettueranno inoltre da 5 a 3 coppie di treni merci per ciascuna linea.
·
Per il servizio viaggiatori s,i è prevista l' adozione di automotrici elettriche, equipaggiate però con motori di potenza tale da renderle atte

90

a trainare un certo numero di • vetture rimorchiate.
Per il servizio merci, il naturale e conveniente
raggruppamento del traffico in treni pesanti, consiglia l'uso di locomotori.
La velocità massima dei treni viaggiatori fu
stabilita in 80 Km. ali' ora.

SISTEMA DI TRAZIONE E
PROGETTO TECNICO.
L ' evoluzione più recente de1le proprietà caratteristiche dei diversi istemi di trazione non
lascia, per la rete ferroviaria della Nord Milano,
dubbi sulla scelta del sistema più conveniente : non è qui il caso di indugiarsi in diffuse
,osservazioni comparative.
Il sistema a corrente continua ad alta tensione ha ancora compiuto, negli ultimi anni, progressi decisivi. In seguito ad ampi risultati di
esercizio, ottenuti in America ed in Europa, l' adozione di 2400 volt come alimentazione della
linea di contatto, appare oggi priva di ogni rischio e perfettamente sicura. Mediante tale tensione, l' impianto di alimentazione della rete
(che poteva a tensioni più basse rappresentare, almeno in confronto del monofase, il punto
debole del sistema a corrente continua) diventa
sufficientemente semp lice ed economico, così ohe
gli alti pregi del sistema lo impongono senz• altro, nella scelta. Una elettrificazione j:Oil il sistema trifase sarebbe, per 1a rete in questione,
nettamente svantaggioso, così dal punto di vista
tecnico, come da quello economico. Le tipiche
defìcenze del sistema, consistenti specialmente
nella doppia linea di contatto e nella regolaibilità dei motori, non hanno qui bisogno di essere
particolarmente illustrate.
è il pregio di questo sistema, quello cioè di ,prestarsi ad un facile ricupero di energia nelle discese, ha nel nostro caso importanza, poichè la rete non presenta a tale scopo, nella sua massima parte, pendenze abbastanza estese ed accentuate.
Il sistema monofase permetterebbe una tensio_
ne di linea assai più elevata di quella del sistema
a corrente continua, e ridurrebbe notevolmente,
forse ad una sola, il numero delle sottostazioni .
Il vantaggio economico che ne deriverehbe sa ..
retbhe, però, in gran parte neutralizzato dal considerevo'l e maggiore costo degli equipaggiamenti
elettr·i ci del materiale mo bile. II. notevole ingom1

I '1' L TTRIFICAZ/0 E DELLE LINEE FERROVIARIE DELLA NORD-MILANO

uz
111

qt•ip ggiamenti monofasi, dovuto aldi un llrasformatore di potenza
, iori dimensioni dei motori, sarebntito nel nostro caso, dove, per
giatori con treni frequenti e legr vista l'adozione di automotrici,

nofase. presenterehbero poi la ben nota ed incresciosa proprietà di eseroitare una influenza disturbatrice sulle linee telegrafiche e telefoniche
adiacenti, proprietà che crea l'onere di tutta una
serie di rimedi e di provvedimenti, di entità economica tutt'altro che trascurabile.

Asso

__ ___ .lan'110-Como

'21~-~oM.(.

-------->-1

12 fabbraio 1972

I
Granda~

Como

di locomotori. La notevole potenza

La fonte dell'energia elettrica alimentatric:e è
stata assunta a Varese, sotto forma di ·corrente
trifase a 2500 volt di tensione ed a 50 periodi .
Tale energia elettrica trifase viene trasformata, per l'alimentazione delle linee di · trazione,
in corrente continua a 2400 volt, e la trasformazione si compie in 5 sottostazioni da erigersi nelquanto quello mo- la immediata adiacenza delle linee e precisa-

necessaria per ogni singolo motore
HP) · avrébbe avuto per consegueni tema monofase, motori di u:r;i ingomda imporre ruote di corsa di un diae ssivo ed assolutamente incomodo per

...... ,,..,-..•htrici.

I 111 e il sistema trifas~

91

LE I. I./.
mente nelle vicinanze di Saronno, Casciago,
Grandate, Palazzolo e Merone. L'adduzione
dell'energia trifase alle suddette sott-ostazioni avviene mediante una terna di fili da 80 mmq. opportunamente montati, per i corrispondenti tronchi, sulla palifìcaziorie stessa di linea, su quella cioè che sostiene anohe la: linea di contatto a
corrente continua. .
.
H filo di .contatto, alimentato dalla corrente
continua a 2400 volt, genera.ta dalle sottostazioni, è stato assunto con una sezione di 80 mmq .
per tutta la rete. Su alcuni tronchi, ed in particolare su quelli per i quali è previsto, in un
prossimo avvenire, ,il raddoppio del binario, si
è manifestato opportuno adottare, per l' addùzione della corrente, un filo di rinforzo, connesso
elettricamente, in parallelo con quello di contatto ed avente anch' ésso una sezione di 80 mmq.
Ali' attuazione del raddoppio di -binario tale filo
diventerà filo di contatto del nuovo binario , nè
sarà allora più necessario alcun filo d.i rinforzo.
Coli' orario previsto, il carico massimo computato come ener,g ia trifase complessivamente
alimentatrice delle 5 sottostazioni ammonterebbe a 12.100 Kw.

RICHIESTE DELLA CONCESSIONARI A AL GOVERNO.
Comé .già s; è detto, il progetto fu presentato
al Ministero dei Lavori Pubblici fino dal sett,embre 1916, e la Società concessionaria, pure
rinunziando ad ogni richiesta di sussidi da parte del Governo, si dichiarava disposta ad eseguire ,i lavori progettati - per un importq di circa L. 30. 000. 000 - a condizione che venissero
modificati alcuni dei patti di concessione delle
ìinee ferroviarie in esercizio, affindhè l'ingente
c.apitale d~ .impiegarsi potesse trovare una e-q ua
nmuneraz1one.
Le principali• richieste della Società erano :
fermo restando il termine di scadenza di concessione al 12 febbraio 1972 per la Saronno-Malnate e la Como-Laveno, venis-s e prorogato quello
delle concessioni Milano-Saronno (scade il 2 I
magg,i o 1966), Milano-lncino-Erba ed Erba-Canzo-Asso (scadono il 15 giugno 1967), alla stessa
data del 12 febbraio 1972.
Si chiedeva poi che il termine per il r.iscatto
della intera rete venisse prorogato ad anni trenta dal giorno in cui saranno terminati i progettati lavor-i, e auesto in apo·l icazione dell'articolo
189 del Testo Unico sulle ferrovie e tranvie. Detto -articolo infatti dispone che: « è in facoltà del
cc Governo di stipulare convenzioni con i conces(< sionari per la proroga de.1 termini di riscatto
« nei casi dti importanti aumenti patrimoniali
cr debitamente autorizzati ».
La Società quindi non domanda proroghe di
concessioni, ma solo l'uniifìcazione delle scaden92

ze al 1972. Essa inveoe richiede la proroga del
riscatto. Oggi il riscatto delle linee esercite dalla Nord può avvenire in qualunque tempo, con
un anno di preavviso, e non in base al valore
delle linee, ma in relazione al reddito dell' azienda, computato sulla media dell'ultimo quinquennio. Ora è evidente che se, ad esempio, dopo
un anno dalla compiuta elettrotrazione, il Governo volesse riscattare, le nuove somme immoibilizzate dalla Società non avrebbero dato alcun
reddito e quindi non verrebbero rimborsate dal
Governo.
All'On. Venino, ohe interrogava l'On. Ministro dei Lavori Pubblici per conoscere gli intendimenti del Governo al riguardo, rispondeva
S. E. De Vito in data 20 a gosto 1918:

« Sulle proposte della Società Nord Milano
« per la elettrificazione della rete sociale si è
« già pronunciato il Ministero dei Trasporti, i
« quale, pur riconoscendo in massima la op.por« tunità della elettrificazione, non h
ritenuto
r< possa accettarsi la fondamentale richiesta del..
e< ·l a proposta per la proroga del termine di ri•
« scatto delle linee costituenti la rete >> .
I< Tele questione non è stata anèora rìsoluta
« ma si assicura l'Onorevole interro-gante che
« nel frattempo si è provveduto all'esame tecnic< co della proposta di elettrificazione >> .
Ad analoga interro,gazione dell'On. Lucchini.
lo stesso On. De \/jto rispondeva in data 14 dicembre 1918 :
<I Sulla proposta delJa Società delle Ferrovie
cr •ord Milano per la elettrificazione della inter
« ,s ua rete, si sono ,già pronunciati in linea tecnic
cc il Circolo F errnviario di Milano e recentement
cc il Consiglio Superiore dei Lavori Puhhlici.
cc Per l'esame poi delle proposte concomitant
cr presentate dalla Società stessa circa modific
« dei patti staibiliti con la concessione .preceden
cc te, fra .i quali d •ordine importante e fondamen
re tale la proroga dei termini del riscatto, si
cr riconosciuto indispensahile raccogliere mag
cc .g iori elementi di ordine finanziariò, i quali do
« vranno essere valutati anche dal Ministero de
cc Tesoro >> .
E così fra studi e controversie fra i divers
Ministeri, la Società, dopo più di due anni dal
la presentazione del progetto , non può conosce
re .gli intendimenti del Governo.
Se le Ferrovie dello Stato intendono unire al
la propria rete le linee della Nord Milano, s
proceda subito al r.iscatto, ed il Governo pong
mano al più presto ai lavori di elettrificazione
Se tale riscatto non si vuole effettuare. per
chè non ~i lascia libera la concessionaria di ese
guire i,e progettate opere?
Così fra podhi anni si vedrebbero migliora
sensibilmente i servizi su detta importante r.e t
ferroviaria , ottenendo anche il vantaggio di di
1

f 'ELETTRIFICAZIONE DELLE LINEE FERROVIARIE DELLA NORD-MILA
n ibilmente l' .importazione di carboni
. D urante I' esercizio 1918 la Società
ord ha bruciato 70. 000 tonnellate di
ti II ti ili esteri e nazionali per un valore di
,, dit i milioni di lire .
I 1 , rv ndoci in un prossimo articolo di dare
10 i detta.gli sul progetto tecnico presentato
rd p e r l'elettrificazione della sua rete,
gi più del pro:hlema tecnico importa sia
lr li più presto , nell'interesse stesso del Pae1 I
question e posta dalla concessionaria, cre1110
pportuno riportare qui sotto ed appog', I' rdine del giorno votato recentemente da
1 111 nione di ,i ndustriali e deputati alla CarneI · mmercio di Milano.
1-.' rdine del giorno, propostò da gli Ono revoli
i , Turati, Beltrami, De Capitani, Borromeo,
1

·o

Somaini. ecc., ed approvato in detta riunione.
è il se,guente :
ritenuta la necessit'à e l'urgenza della elettrificazione e del conseguente ampliamento degli
impianti della Ferrovia Nord Milano per rendere tale rete rispondente alle esigenze della regione da essa .&ervita, specie per i traffici d el
dopoguerra;
ritenuto che esistono progetti già in massima
approvati dagli organi tecnici centrali;
ritenuto che l'indugio nella soluzione de l
problema della elettrificazione oorta pregi,udiz io
agli impellenti bisogni del maggiore sviluppo
della rete ferroviaria:
s' invita il Governo a prendere senza indugio provvedimenti che rispondano agli scopi
suindicati.
Ing. Albrici

TAL IANO stabilito BORDEAUX da quasi 30 anni, recando i in Italia, ah- ·
bocch erehhesi con INDUSTRIALI METALLURGICI ITALIANI che desiderassero inten , arsi affari presenti o futuri BORDEAUX E REGION E; · Ramo: CO TRUZIONI METALLICHE - NAVALI - GROSSA MECCANICA - LAVORI P UBBLICI 1ATERIALE ROTABILE, ecc.
crivere per appuntamento :
a GENOVA, Hotel Victoria, verso 15/20 Maggio
,,
FRANC. ROMIT A a FIRENZE, " Bonciani, ,, 21/25
Minerva,
a ROMA,
26/30
'
(di Bor deaux)
a NAPOLI,
,,
Univer
1/ 5 Giugno
"
Dopo a MODUGNO (pro . Bari)
Da Luglio in poi a CAUDERAN près BORDEAUX, 55, Avenue de la Républiqu

Guido Marangoni
Deputoto ol Parlomen to

Per la rinascita dell'arte industriale

0 ·0 1 Trattato di
Francofort_
e ·alle ...
mciiolìctie di Faenza
Ho già aVillto occasione di segnalare in queste
colonne come compito doveroso deT Ita1ia nell'immediato dopo-guerra, quello di acci~gersi
a far risorgere al più presto le nostre gloriose
tradizionali industrie d · arte. Le quali non debbono tornare vitali e produttive per ricopiare
pappagallescamente i mod~lli del buon tempo
antico e fossilizzarsi nelle ripetizioni stereotipate, ma da[o studio, dall'esame attento e sa·gace di quanto si seppe fare nel passato ~ttin-gere nuove energie creative, escogitare nuove
-forme originali per adattare i prodotti al nuovo
tempo in cui nascono, al novello e mutato gusto
-delle moltitudini, al diverso spirito deTI 'epoca.
Ricordiamo-Io.
L'egemonia del:a Germania nel camp:::, delle
·industrie decorative, durata senza contrasti per
,oltre trent'anni fino allo scoppiare della guer·ra recente, fu iniziata subito dopo l'altra guerra
del J 870 contrp la Francia di Napoleone III.
·Fin da-1 trattato di Francoforte la Germania cominciò a coltivare i} sogno che a:Iora parve te·merario di strappare alla nazione nemica anche
il suo secolare e indiscusso primato ne 1le in-dustrie artistiche.
E approfittando deHa scomparsa di tanti giovani pittori e scultori francesi caduti vittime dei
·fucili tedeschi neEa guerra e dei fucili di Thiers
•durante :e tragiche giornate della Comune, la
-concorrenza tedesca si preparò gagliardamente
.alla prova.
Non facile prova!
Ancora aH 'Esposizione di Filadelfìa del 1876
·1•inferiorità tedesca apparve completa e deso·1ante. Il Commissario germanico a quella mostra dovette inviare al suo Governo un rapporto
ispirato a brutale sincerità nel constatare e biasimare la pessima rappresentanza c'he il suo
·paese aveva nella gara internazionale.
La re:azione non venne passata agli archivi,
il relatore non venne richiamato a più alti sensi
1

'94

di patriottismo come certo sarebbe avvenuto in
qualche altro paese di nostra conoscenza!
Al contrario : il relatore ebbe la sua brava
promozione e aUa relazione si diede la massima pubblicità e la si inviò in cOIJ)ia a tutti gli
industriali tedeschi del ramo artistico perchèJ
con le sue inesorabili constatazioni ferisse profondamente il suscettibile orgoglio nazionale tedesco e incitasse gli animi alla riscossa.
Infatti l'organizzazione del:a guerra artistica
contro l'industria francese andò intensificandosi
con metodo, con energia, con tenacia e con mirabile prontezza. In assenza della genialità creativa, tutte le virtù positive della razza vennero
chiamate a raccolta. E nel J 881 inaugurando a
Berlino il primo museo de[e Arti Decorative, il
Kronprinz poteva permettersi di enunciare senza prudenti sottintesi un ba,l danzoso programma: « Noi abbiamo vinto la Francia sul campo
di battaglia e vogliamo vincerla nuovamente sul
terreno del commercio e della industria artistica ».
La Francia, occupata a rifornire i suoi clienti
di vini spumanti e di articoli di moda, tutta
dedita a questa redditizia ripresa dopo :a lunga
parentesi. della guerra, et)-be il torto di non
prendere sul serio :a sfida aperta d~l Kronprinz.
gravida di minaccia e di danni.
Intanto l'avversaria, astenutasi dalla grande
Esposizione Universale del 1878, andò preparando iI proprio intervento rivelatore e trionfale
a quella de: 1889.
Ma neanche l'affermazione tedesca, sdlenne e
decisiva del J 889 parve preoccupare la F ranc:ia
ipnotizzata dal successo clamoroso de~la Torre
Eiffel e della « Cité bleu » a: Champ-de-Mars,
assorbita dai festeggiamenti durati per sei mesi
a celebrare il centenario della presa della Bastiglia.
La stampa non volle gettare una doccia gelata di amarezze su qµel tripudio col sottolinea-

- == = =

DAL TRATTATO DI FRANCOFORTE ALLE ... MAIOLICHE DI FAENZA

I,

onquiste stupefacenti della formidabile ri- industria causata dalla importazione germanica.
Fra il 1880 e il 1896 i,l sobborgo di Sant' AntoI , no tali da agghiacciare veramente l' ~mimo nio, centro secolare di produzione del mobilio
1 f r ncesi consapevoli e veggenti, capaci di d'arte, aveva perduto 10 mila dei suoi ebanisti!
11 J r nd ere la gravità del pericolo ...
Un'altra grande industria parigina, quella de[a
1111 nto l'invasione tedesca dei mercati inter- oreficeria e della bijouterie si manifestò a sua
li continuava in co:onne serrate, secon- volta gravemente co1pita : il quartiere Marais
1
ttami della scienza militare di casa.
perdeva poco a p9co 1O mila operai fra argen111 numeroso, potente, intelligente Stato tieri, orefici e bronzisti, tutti emigrati al richiaiore di tecnici assunse .il comando di un mo degli alti salari di Germania. E durante

i ..

Bisquit tedesco: « L'infanzia del Re di Roma
(dal quadro di Girardet}

ito gigantesco di industriali, di artisti, di
i, di commessi viaggiatori, di agenti set i, di ·camerieri e direttori d'albergo, diffusi
unque a constatare i progressi altrui, ad ini, in Germania i saggi migliori de~la produestera, ad assicurarsi man mano la clienlei vari paesi. Così l'industria tedesca fu
I
in condizioni di muovere all'assalto della
Francia, recando la conconenza nelle
ittà e neHe sue co:onie nelle infinite mal zioni delle sue quasi impossibili inich.t1 cl' arte e specialmente su gli oggetti di cera' ,, vetrerie, stampe, libri i[ustrati, giocati, 1 mobili di lusso
..Il seduta del 17 dicembre 1898 la « Ca,
indacale dell'Ammobigliamento » di Pa1 , ridotta a denunziare la crisi de[a propria
1

Il

:i,

l'anno 1898 i tedeschi esportarono in più neJa
Francia 633 kg. di oro lavorato e la Francia
700 kg. di meno in Germania!
Un foglio professionale parigino confessava
melanconicamente a quell'epoca: te Andando
avanti di questo passo, fra qualche anno i fabbricanti francesi non avranno altra risorsa oltre
que1la di convertirsi in depositari delle merci
prodotte o:tre il Reno! »
Be!leville, Popincourt, Menilmontant videro
presto anch'essi decimata di 12 m ila persone la
loro popolazione di operai della maroquinerie e
dell' « article de Paris » . Anche quest'ultimo stava per diventare un monoipo:io germanico mentre nella <e moda » si iniziava da Vienna una
concorrenza altrettanto spietata. E intanto che
il mondo industriale tedesco preparava la pro-

95

LE I. I./. - - - = = - - - - - - - - - - - = = - - - - - - - - - = = = - = = = = = = = = =
pria apoteosi alla Mostra Universale del 1900 la liere di ferro >) il senso del reale era così forte
Francia in piena agitazione boulangista pre• da far tacere tutti i pregiudizi di casta, le suscetparava la più grave convulsfo n e de·l ì'atfaz\-e tibilità della gerarchia ministeria.Je e le stesse
Dreijus!
vanità di stir;pe !
SU'Jila fede insospettata del Vachou dobbiamo
***
Uno scrittore francese, Marius Vachou, rico- anche credere che il caporalismo rigido impenoscendo la piena débacle del suo paese nella rante fra i mi-litari prussiarti non abbi~ per nulla
guerra artistica contro la Germania, vo:Ie com- inv~so del SlJO spirito e comunque inceppato la
piere· un giro di indagini · nei laboratori tedeschi marcia vittoriosa de]• esercito artistico-industriaper ricercare le ragioni di così rap idi e stupefa- le. Le ripetute ispezioni nei centi:i produttori

Ce ramich e p eruvian e.

centi progressi. E le trovò nella magnifica orga•
nizzazione di tutti i metodi e processi produttivi. Nelle città e persino néi lontani viHa~gi, subito dopo la guerra del 70, si erano reclutati a
migliaia g:i apprendisti destinati a costituire il
nuovo esercito· laborioso, si fe.cero sorgere numerose le scuole professionali per p r eparare i
sottufficiali e le scuole tecniche superiori per
creare gli ufficiali della nuovissima armata artistico-industriale. Nei mu"sei d •Arte Décorativa
d i cui furono dotate le grandi città si vennero
costituendo gli arsenali ad hoc chiamati a mol tiplicare ed a distribuire le munizioni di modelli
e di saggi a tutti j minori istituti d •istruzione e di
educazione tecnico-artistica. Ottone di Bismarck, a.Jlorchè l'iniziativa v·enne deliberata, accettò iL modesto portafoglio del Commercio per
darle l'impulso formidabi:e del suo genio e della sua energia. Ben fu detto che nel << Canee!-

96

della Germania indussero l'antico << missionaire
des Beaux-Arts )> di Francia a garantire che i
processi dell'industria artistica in Germania sono dovuti a queste quattro cause principali :
I O Applicazione del principio di associazione in tutte le forme, con tutti gli svi-lupp,i, su
vastissima scala :
2° Decentramento completo d'ogni organismo industria-le e d'ogni scuola d'arte d ipendente.
3° Autonomia assoluta delle scuole, create
mantenute da gruppi di industriali all'infuori di
o'gni ingerenza e di oigni contributo di Stato.
4° Piena libertà d •inizia_tiva alle collettività
operaie ed ai singoli individui opportunament
preparati in precedenza nel:e scuole d'arte e d

tirocinio.
Per disposizioni della legge i gruppi industri a

== = = ==

DAL TRATTATO DI FRANCOFORTE ALLE ... MAIOLICHE DI FAENZA

tlovettero federare i lo:ro .antichi « Corpi di produrre buoni operai per le industrie, con dei
tiere » in « Camere di Industria » (/mmu- saggi finali da offrine agli ispettori d'esame!
11} i cui membri ebbero l'obbligo di subordiEd ha sempre sce:ti gli insegnanti non già in
te i loro interessi personali a quelli della Cor- base ai loro titoli ufficiali, ai diplomi attestanti
delle conoscenze teoriche, ma bensì in base alle
competenze affinate nella vita deH' officina. Mentre la scuola francese - a quanto denunziava
il Vachou - invece di preparare ne-g:i alunni
dei futuri diretti produttori di oggetti industriali,
permase ibrida, eteroclita, contraddittoria, a
creare dei déclassés incapaci di guadagnarsi il
pane, infarciti di dottrine estetiche, di storia di
arte e di stili, di nozioni tanto varie quanto insufficienti per la cultura di un vero artista, ma
sufficienti a distrarre un lavoratore manua1e dal
suo autentico, modesto. benemer.i to compito!
Le molte commissioni incaricate di approfondire il gran prob:ema non seppero far altro in Francia ed in Italia - che accanirsi in dibattiti teorici, nominare a centinaia i professor1 ed
i funzionari raccomandati dagli uom)Ili politici,
improvvisando un Ìnsegl}amento basato sopra
un paradosso sociale, poichè serviva alle signorine di buona famiglia per apprendere come si
lava un acquarello o come si modeHa Ia creta,
senza preoccuparsi di preparare dei buoni manipolatori della materia agli ateliers industriali
invece di spostati per il dilettantismo artistico
rovinato re dei veri professionisti dell'arte!
Era dunque naturale che la Germania produPiatto faentino.
zion e e que[i della Corporazione agli insi n azionali d'ogni sin~ola industria. La
I , I razione degli / mmugen d iede vita ai
111 tge werboerein , i quali raccolsero nella so:a
i vi ra 59 società produttrici con 20 mila soci
1e 'ative scuole e musei.
' opo delle Federazioni regiona'li fu quello
II ru ttere in comune le raccolte ·d.i modelli e ·le
ti lioteche, di ind ire esposizioni , congressi e
,11f renze , pubblicare giornali e rJviste proionali .
n questi sistemi il Centralgewerbverein ,.d i
ldorf riuscì a . trasformare i paesi renani
uali imperava la p iù cruda m iseria in cen11i industriali fiorentissimi, semplicemente in11 11do n e i borghi p iù modesti deg~i speciali in' 11t ati ad insegnare i metodi d i lavoro agli
111dli operai ed alle massaie, risuscitando così
I , gloriose tradizioni locali antichissime.: il
rno in oro e la ceramica.
1turalmente la macchina ingombrante della
1110 razia
statale venne mantenuta sempre
I I n a a tutte le iniziative. col bando rigoroso
I I tirannici, monotoni, ingombranti program11 , nde pres so di noi si annegano e si seppel' no sforzi e tentativi individuali e co~~ettivi.
I t cuola tedesca si è solo preoccupata di
1c

I 1, I .

Piatto di Faenza (2a. metà del Secolo XV - Museo del
Louvre - ln'/1.uenza gotica e orientale, contemperate) .

cendo •nòn sempre bene per .il preconcetto del
basso prezzo e copiando sistematicamente i mode.li francesi ed ita·l iani delle buone epoche,
abbia potuto così agevolmente affrontare e vin- '
cere la concorrenza latina.
··

97

LE I. I. I.

= = = = = = = = = = = = = = = = =.= = = = = = . = = = = = =t. = = = =

Il grido di riscossa lanciato dal V achou nel
suo notissimo libro 1 pare che stia dando buon~
frutti in Francia, ove si lavora alacremente in
tutti i campi a riparare le trascuranze e gli e rrori de: passato.
E da noi che abbiamo commesso il supremo
errore di restare sempre estranei a:Ia lotta delle
industrie d'arte decorativa, che cosa si decide
di fare? L' on. Boselli accennò in un suo discorso di primo ministro al dovere di moltiiplicare .e scuole professionali. E -infatti oggi l'onorevole Ruini, sottosegretario in uno degli ormai
innumerevoli ministeri, può annunziare orgogliosamente di aver fatto assegnare dei sussidi

R. Broz'zi : Piatto di rame sbalzato .
(Esp . A malori

e

Cultori - Roma) .

a un numero stragrande di queste scuole. Ma
con qua:i programmi pratici, con quali indirizzi
precisi, con qua~i affiatamenti concreti con le
nostre poche industrie d'arte riuscite a sopravvivere in tanto generale abbandono?
Oggi· suona sospetta perfino la improvvisa generosità del Governo. I fortunati esperimenti tedeschi attestano come la funzione incoraggiatrice del~o Stato debba svolgersi soltanto quale
integrazione di sforzi privati preced~nti : l' attèndere tutto dallo Stato e da]' accentramento
,burocratico è malattia latina che può· condurre
le industrie artistiche aUa sterilità, alla consunzione, ad una vita fittizia o addirittura ad una
:morte lenta ed inonorata sotto j colpi della· eso1 Marius Vachou, La guerre artistique avec l' A ll~magne ,
Paris, · Librairie Payot.

98
'

= =

==

=

=

tica concorrenza modernamente organizzata ed
indirizzata .
Eppure il nostro paese deve decidersi a trovare i: modo di sfruttare la ricca genialità del
suo popolo, a dare opera attiva, pertinace, entusiastica alle risurrezioni delle magnifiche sue
indµstrie d · arte tradizionali ed a crearne del~e
nuove!
Le discussioni furono molte e calorose durante
il periodo de.la guerra e fervono tuttora. È tempo però di mettere fine agli stolidi dibattiti ed
alle vane accademie per dar mano a qualcosa di
veramente concreto. È, ingenua illusione quellR
di sperare che certe elernent ri verità finiscano
per imporsi anche alla gente ita:iana?
on lo credo. Ed a giust:ficare il mio ottimismo coi nobili e felici conati di Giambattista
Gianotti, eh' ebbi il piacere di illustrare in un
numero precedente di questa rjvista, stà la lode~ole iniziativa sorta da un gruppo di volonterosi e innamorati cu1tori de[· antica arte figolina
di Faenza, d iretta a creare nella città dei Manfredi un cc Istituto nazionale di ceramica. »
Accanto al pjr:colo embrionale Museo delle
F aenze e ad una modesta, troppo modesta, scuola per gli apprendisti della nobilissima arte de:
fuoco, questo Istituto naz·onale di ceramica, nel
concetto dei suoi fondatori dovrebbe assolvere
il compito principale di <e imprimere aH' arte ce·
ramica ita:iana un indirizzo e un carnttere nazionale scientifico ed artistico, e insieme di sviluppare proficuamente :a produzione >J. I mezzi di realizzazione dell'altissimo scopo dovrebbero culminare nell'istituzione anzitutto di un
scuola specializzata che formi tecnici e decoratori esperti per la futura produzione italiana. Se
si pensa che da tempo anche il piccolo Bel,gio,
·la piccola Romania e la Bulgaria hanno scuole
siffatte, non c'è tempo da -perdere a fondarne
de11~ consimili in questa patria antic.,'¾ deTArt
e della Bellezza! Accanto alla· scuola dovranno
sorgere : n laboratorio o stazione di ricerche e
di esiperienze dirette a illuminare i produttor·
naziona:i dei quali dovrà mettersi a piena disposizione, una officina o fabbrica mndello su
tipo de-lle gloriose botteghe della rinascenza ita
liana, con tirocinio obbligatorio ma retribuito :
·fabbrica che riassuma, mantenga ed innovi la
tradizione d'arte italiana in confronto dei mag
g iori centri esteri e de[e grandi fabbriche d
Sèv.res, di Germania e d'ìng.hilterra. E l'Istitut
si completerebbe cop una opportunissima stan
za commerciale per la rappresentanza di front
all'estero delle fabbriche nazionali, per la segna
lazione dei fabbisogni di µrodotti e di materi
prime, per la raccolta, studio e divulgazion
deù:a ie,gislazione che interessi e concerna l"in
dustria, per la ricerca e il collocamento dell
mano d'opera specializzata, per la corretta pub
blicità delle fabbriche nazionali in paesi stranie

'

'

= = == =
1

DAL TRATTATO DI FRANCOFORTE ALLE ... MAIOLICHE DI FAENZA

,1 c ompito a!tresì di indire fiere periodiche

r mica come un tempo usava Lipsia , e coir f nno adesso Lione e Londra.
/
, nto a:a'lstituto, ad integrarne la funzion e
perdere la propria autonomia, si svilup11 l b
il Museo specializzato per la raccolta
I ·lll tica della produzione ceramica d'ogni
e d'ogni luogo, i cui campionari potrebfa rsi c ircolare, occorrendo, fra le fabbrir amiche e ne'}le scuole industriali con turrio dici secondo i var~i tipi di produzione.
11 programma vasto, attraente, saggiamente
a co~mare una lacuna da tutti riconosciu• fron teggiando una necessità nazi on le da
111 I t I iconosciuta urgente e legittima!
C orne bene osservarono g:i amici di Faenza ,
11 >ri d ell'iniziativa, c'è da sentirsi umiliati nel
111 t tare come piccole nazioni senza grande
~lto artistico quali la Turchia, h Romania
ulgar ia, abbiano saputo organizzare in queultim i anni le :oro scuole d i ceramica, men' n manca tuttora il paese che può vantare
I 1 , , ato glorioso di Faenza, di Pesaro, di Uri, 11C, di Gubbio, di Milano , di Lodi , di Capo11111 nte, per non citare altri innumeri centri
11 produ zione non meno noti e famosi! E non
1 mai abbastanza d eplorato che il .piccolo Mullestito co n tanti ed oscuri sacrifici dalla
romagnola ond'ebbe battesimo internazio1
secolare la terraglia decorata, non abbia
Il nuto finora dal contributo di tutte le energie
I, oLlezioni naz ionali l'alimento necessario e
nte a farne un disseminatore di saggi e
, oionari a tutte le odierne fa:bbriche italiaull' esemp;o del City and G uilds of London
I I liiute o dei KunstgeweYbverein germanici o
I I tesso non perfetto Museo delle arti deco11
di Parigi!
1'iu gli studi critici dell'arte ceramica progre' e o notava or è poco uno dei pion ieri
Il' ttu a le risveglio fae·ntino, il benemerito pro, r Gaetano Ba·~ lardini · - e più aumenta il
, ino del nome di Faenza : e non il fascino
I nto, ma la conv inzione negli studiosi che
I r diretta e influenza irradiate dalle fab lr h faentine del~a metà del Trecento per O'ltre
f I tiro secoli gloriose e tutt' a-ltro che spente
Il I v rso tante e diverse vicissitudini, non s ~a 1 te finora lumeggiate come ben meritavano!
tutti si tributa a Faenza un plebiscito di
11r1irazione e si riconosce quanto la storia de:1 ceramica sia e debba rimanere congiunta
I 11 >me _d ella città romagnola : da ogni paese di
1
, in questo ultimo rinnovamento degli
I II ' r occhio di tutti si volge ai fuochi faentini
\
rn n tennero il fulgore della loro luce anche
I
plendore del cc Rinascimento ». Perchè'
11
iu tarne ora l'evoluzione pronta e definitie r o più moderne manifestazioni, verso più
li te ffermazioni?
1 11

r

Lo stesso Ballardini molto acutamente rilev ava ne]a
sua « Critica ceramica» come a
Faenza la majolica sia sempre rimasta neHa sua
propria espressione : non volle mai essere pittura nè plastica, non volle togliere alla tela o al
marmo la loro funzione nel:' arte : mantenne
sempre con signorile finezza la intenzione di
decorare anche allorquando, urgendo la decadenza, forme e modi si disfacevano in meno elette miscele e la purezza delle linee si contorceva in strani manierismi e gli impasti cromatici si annebbiavano neHe tavo:ozze alterate.

Faenza: Boccale Sec. XV
(/ n/luenza g:>tica).

Ma è gran guaio che queste belle parole di
entusiasmo non si possano sempre ripetere davanti a talune deplorevoli degenerazioni commerciali di qualche fabbrica faentina di ceramica contemporanea, abbandonata a sè stes~a. alla propria routine, all'egoismo del faci:e guadagno e al gusto pervertito dei compratori. Occorre ridestare il senso del bello in questi ultimi,
e richiamare i produttori alla meravigliosa perfezione dei loro antichi maestri, alfa austerità
di un• arte che alla propria stilistica dignità, eletta ed aristocratica, dovette i successi che la
fanno ancora famosa.
·

99

LE I. I. I. - - - - - - - - - -

== - == ==== == = = = - = =- =- = - - - = === = -

Piatto graffito bolognese (Secolo XIV) .

Maiolica persiana - X Secolo.

Il Museo di Faenza conserva preziosi esemplari dei maestri autoctoni : e i modelli dei secoli d · oro , opportunamente adattati ai tempi
nuovi, trasformati da un sentimento beninteso
della modernità, ben possono divent~re gli e :ementi fecondatori di un'arte capace di rinnovare sè stessa inspirandosi ai saggi dei vecchi
maestri del fu_o~o:
.
.
.
.
A ~ale nob1hss1m~ meta mtei:id~ iJ .c~m1tato
F aent~no ,. al qu8:le s1 sono _associati artisti ed ~- ·
maton d arte d1 ~utt_a Italia, . da Leon~~d~ B1~
stolfì a ~o:rado R1cc1 =. e t_anh ben.emeriti sforzi
sono pr_mc1palmente dire~ti a,d assicurare a~ f1;1turo lstrt~to ~ella ce:amt~a .a bas_e fìn~nz1ana
capace d1 ass1curalig,h valida ed utile esistenza .
È l 't O 8
h

· t' d
l'
t'
bbl' •
deC;I • P~!are c
am 1 eg 1 en 1
h, ici
eF ei pnva t1 ?0 n at. · iano a. mandcar ~· oic ~ a
aenza, pa na an 1ca e prima e 1.a ceramica
italiana , a Faenza, dove il focolare di produzione . della lucida e smagliante arte paesana
non si è mai spento neppure nei tempi quasi calamitosi come i nostri attuali, tanto che potè
sottrarsi in pieno Seicento alla generale decadenza delle forme artistiche, a Faenza, d icevo , si
vanta come magni~ca tradizione :ocale il generoso contributo dei più preclari cittadini a vantalg'gio delle fabbriche di ceramica , giusto e legittimo orgoglio di tutta la città.
.
.
È lunga la, teoria dei paLTizi faentini i quali
legarono il proprio nome ai diversi periodi di
sviluppo de!l' arte dei_majolicari con atti di disinteressato mecenatismo : ed oggi ancora vivono
ne]a città delle « F aenze » alcuni nobili signori i qua~i hanno sagrifìcato cospi,c ui patrimoni ai

tentativi reiterati di rinsanguare l'industria dei
nonm .
È di moda , in questi tempi, così di esaltare
organizzaz:one tedesca nei suoi metodi di indagine -all'estero sulle condizioni industriali, sulle esigenze dei mercati, su~ corso dei prezzi.
come di vituperare quale spregevole opera di
spionaggio il fervore onde ogni suddito germa-·
nico, viaggiando O yivendo aTestero, si fà un
dovere di inviare in patria sagigi o fotografie
degli oggetti artistici prodotti nel paese v isitato
e prediletti ·dai consumatori loca!i. Ebbene :
Faenza ha insegnato da molti anni questo sistema. II male si è che }' abbiano seguito quegli
I ·
l
I · d. · d" F
h
a tn so tanto !
c1tta m1 1 aenza anno per
i primi sentito questo fervoroso bisogno d i raccogliere informazioni e di compiere inchieste a
b
fì . d ] 1
d ,
·
~1:e cio .e, oro paese _: e e questa una !nte.hgente vutu c~e non g!oya confonder.e c~ll oper~ perfida ,. ?b-:qua e sm1stra delle spie d1plomatiche O mil~tanl
,
.•
.
.
.
_Il _M11~eo d~ Faenza e ì?tto p1~no ~1 vasi, d1
piatti, d1 co~c1 delle fabbriche . on~ntah. ed euro?'ee, ra_ccolti . gelosa.mente ~ recati trep1_damente
m patna, nei tempi lontam , da faentm1 che err~vano J?el !Ilo~do a dip?rt? o per affai:i, E così
1 mdustna md1gena pote 1mpossessars1 ed - avvantaggiarsi ~ei , p~ocessi giappone~i , persiani,
chinesi. pen,1v-tani, ecc. , e far propni gli adattamenti delle {abbric'h.e statali-di Francia. La mirabile arte faent ina è prosperata e sa~ita a tanto
splendore mercè la febbrile cooperazione di tutto un popolo, il quaJe vedeva in essa una ra-

b~n

100

1~

r

=== =

DAL TRATTATO DI FRANCOFORTE ALLE ... MAIOLICHE DI FAENZA

civico e di prosperità collet- Chi sa dire quante nostre industrie vegetauo malamente o falliscono perchè il principaile deve
I'q1
cooperazione sopratutto urge di ri- rassegnare in mani estranee la direzione tecnica?
I I uir
allargarla a tutto il paese, poichè
rl
d ~la majolica non è più soltanto gloria
***
tin , è diventata gloria italiana! Se manca
Ma lo ripeto
volta: la nuova for11
n o spontaneo di chi per primo dovrebd :I .
dnco_rad una_ f
.
,
t
I
d re alle necessità ~onsacrate dall' esem- dtun? e ah grdan e m US ~a aentmd? n on. puo
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envare c e a un coraggioso e ra ica 1e nnno1 , • n l 1co, pere e
a e necessi a non e 1mpos a
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G ·
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·
I Il I gge come si fece in Germania?
, v_amei:to e a pro uz 10 ne: uai se le abbnc~e
I li
cuple d'arte industria~e ed app:icata s1 .osh~~ranno ?n~ora ne-'1a s~t:cche':ole copi~
IH fi i no più di tutti gli industriaili, quando dei _soliti modelh c1~quec~n.tesc!u o, se1centesch1,
li llievi debitamente istruiti ed iniziati ri- gu~1 se la decorazione 1 s1 mspir.era ancora .alle
in breve tempo degli ottimi e produttivi solite gr'?tte~c~e _raffa~L~sche, d1_ventat~ uggi?s~
i. Perchè alla .creazione delle ~çuole, in pe~ le, npe_t1z10m ornna1 secolari,. guai ~e c1. s1
carsezza di stanziamenti stata 'i non do- ostmera a riprodurre sul ventre dei grandi vasi le
ro contribuire con tasse speci~!i, coloro scene_ ist_ori~te , pa'Llide, e goffe caricature di fi1I
rcendo le industrie artistiche, dalle scuo- gu:aziom pitt_o nche. L n<;>stro tempo ~edama
I I t t verebbero il maggior vantaggio?
t:n _arte_ ce~amica sua ,propna con carat~en _n<;>vel11 f 1tto di essere volenti O nolenti trasformati h, mspirat1 al mutato gusto delle molt1tudm1.
1
e tenitori pec~niari delle scuol~ d'arte, aLa pr<>'._duzione ingilese si è imposta recentehl
un 'altra ecce[ente conseguenza : una mente colla monocromia più intransigente, quelli
ostretti a sborsare i1 loro denaro i diri- la russa colla quasi completa abolizione del co11! delle industrie artistiche vorrebber~. come lore, que~la danese colla sua specia'lizzazione doYJUStizia, controllarne l'impiego, vedere se vuta aiila collaborazione di sapienti scu:tori aniI so bene o male. Ed ecco automaticamen- maliers.
e Il nuta quella partecipazione a determinare
Faenza, che rimane la progenitrice sapiente
11ilirizzo del:e · scuole , di elementi pratici e tee- di tutte queste varietà moderne di maj,o'lica, tro' i i quali riusciranno tanto preziosi ad inte- vi nel suo buon gusto e nella sua tradizione il
co~J a loro collaborazione l'opera dei pro- lampo creatore di una forma nuovissima adatta
ri ufficiali, dotati di tutte le buone volontà, a risol~evare a[' altezza antica il nome de}i}a beldubbio, ma vissuti sempre twppo lontani la città di Romagna.
vita vera de~:i affari, dal tumU!lto dei merSegua gli esempi stranieri che ho citati, ed
da quella sfinge non facilmente penetrabi- anche quello del Chini. EgJi, con finissima ge' 11 è il mutevole gusto dei compratori I
nialità toscana, ha trovato l'idea dei suoi garbaI I rch,~ g~i industriali non frequenterebbero tissimi vasi di terra greisicata ispirandosi senza
1
t ssi le scuole d'arte, formandosi quelJa dubbio a11la· celebrata Zaffara, forse la più gen111pl ta competenza tecnica che è pur tanto ti"e e armonica creazione della vecchia airte
11r,.-•f>1tOl!l ria
al buon andamento di un'azienda? faentina!
Guido Marangoni
Deputato al Parlamento

TITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI:
I '·t icurazione sulla vita è operazione eminentemente democratica perchè proanche alle classi lavoratrici il benessere e la tranquillità.

GLI OSSERVATORI!
INDUSTRIALI E COM·;
MERCIALI DELLE I. L.I.
IN TUTTO IL MONDO
I Rapporti del mese di Aprile da.:
Alessandria. (Egitto) ,. Bengasi (Cirenaica) e Berna. (Svizzera) .. Buenos Aires
Melbourne (Australia) e S. Paolo (Bra.site) " Siviglia (Spagna )
(N ostri servizi particolari)
ALESSANDRIA (Egitto)
QUARANTAMILA CONNAZIONALI IN EG!TTO A CHI
DEVE DARSI LA PREFERENZA - LA ·GRANDE POTENZIALIT A '. DI ASSORBIMENTO DEL MERCATO EGIZIANO - IL PRODOTTO ITALIANO SI AFFERMA VIGOROSAMENTE SULLA TERRA DEI FAR~ONI.

Sia •concesso a questo osservatorio d'elevarsi dalla consueta esposizione di cifre e di . dati statistici, per rivolgere agli. industriali italiani un affettuoso rimprovero, ed
adopero . l'aggettivo affettuoso perchè effettivameI?,te fra
noi che scriviamo da cÒsì lontano e coloro che in patria
ci leggono negli intervalli della feconda fatica, s'intrecciano forti vinr.oli d'affetto. Di questo sentimento, francamente corrisposto, mi sono indice le numerose lettere che
ricevo di industriali di tutta Italia che m i domandano
indicazioni, ragguagli, consigli.
Perchè dunque un affettuoso rimprovero? Perchè molti
industriali italiani, misc onoscendo forse la potenzialità
della colonia italiana d'Egitto che conta ben 40.000 connazionali, si rivolgono di preferenza a commissionari ed a
rappresentanti stranieri, credendo forse che essi siano mir
gliori dei nostri, solo perchè sovrappongono alla loro carta
da lettera un'intestata straniera o la magica parola Li-

mited!
Ora io non so quale sia la capacità dei commissionari e
dei rappresentanti italiani negli altri paesi esteri, coi quali
i fabbricanti italiani possono avere rapporti d •affari ; ma
so che in Egitto le case italiane di commissione e di rappresentanze sono indiscutibilmente ottime, anzi posso dire,
senza fare del nazionalismo fuori di luogo, che sono
le migliori, tanto che moltissime ditte inglesi e francesj,
dopo aver provato case ing,l esi e francesi, finiscono col
rivolgersi a quelle italiane, alcune delle quali, trapiantate
in Egitto per diverse decine d'anni, hanno una clientela
fedele che compra l'articolo non tanto per la bontà del
fabbricante, quanto per la fiducia che hanno nel commissionario.
Ora, non intendo che la fabbrica italiana, fra un buon

102

rappresentante inglese ed un medioc re rappresentante italiano , • debba · preferire il connazionale. Questo vor:.:ebbe
dire non sapere fare i propri interessi. Ma fra due case
di _commissioni egualmente buone, perchè preferire la
straniera all'taliana? A parte le considerazioni di solida
rietà delle quali non voglio tenere conto, mi limito a richiamare l'attenzione dei produttori itahani ~ui seguenti
dati:
.
.
fJ che il fabbri cante fràncese e quello inglese si rivofgbno di preferenza ai commissionari' francesi ed inglesi,
e ri corrono talvolta in Egitto al commissionario · italiano.
solo per la eccezionale capacità di alcune · ditte italiane che
si sono specializzate in determinati articoli. Perchè i nostri
fabbricanti non fanno altrettanto?
I) Che il commercio in Oriente procede di pari passo
col prestigio politi co e col sentimento di patria, e che,
a parità di condizioni o quasi, il commissionario inglese o
francese favorhà sempre il prodotto nazionale, come il
commissionario italiano favorirà il prodotto del suo paese.
3) Che i commissionari italiani p'Egitto sono assai bene introdotti nel mercato indigeno, specialmente dell'interno .
4) Che l'esistenza _in Egitto di una Banca italiana facilita il meccanismo finanziario degli affari.
5) Che in caso di contestazione ha il produttore e il
commissionario italiano, il primo ha il vantaggio di poter
ricorrere al Tribunale consolare italiano, all'intervento diretto della Camera italiana di commercio e delle autorità
consolari con applicazione delle leggi commerciali italiane i
mentre in caso di contestazione con un commissionario
straniero o di sudditanza locale, la controvers ia dipende
dai tribunali della Riforma, assai dispendiosi con procedura e legislazione diversa da quella italiana.
6) Che in alcuni articoli, · come i tessuti, i filati ,· i vini.
i vetrami, le chincaglierie, le maglierie, i cuoi, ecc., nessun commissionari~ egizi~no vale quello di nazionalità italiana.
Prima, perciò, di concedere la propria rappresentanza
a commiss'. onari o rappresentanti stranieri, il produttore
0

GLI OSSER V ATORII INDUSTRIALI E COMMERCIALI
lr mo si rivolga alla Camera italiana di Commercio (via l'Austria (T;·ieste} e dall'Inghi lterra (Malta). Tonnellate

I

mboul) od alla sede centrale del Banco di Roma in
I,
ndria (Via Cherif) o magari a questo Osservatorio
I , t nomico (C. P . 1493) i quali tutti si affretteranno a sped r
Ile Case un elenco di quaranta o cinquanta commis~
!i I n ri italiani, di primissima o secondaria importanza, a
1 onda dei casi. Vi sono degli articoli per i quali è nel
rio il grande rappresentante; ve ne sono altri per i
q11 li la grande casa non è adatta : è preferibile il piccolo
11111mis ionario o l'agente che sa introdursi, sfruttare la
, lZ , s trappare t'affare, ecc. Perchè dunque rivolgersi
llu lraniero? Nel caso che per determinati prodotti, non
i n o buone ditte italiane, ci si rivolga pure agli strati, ma anche in questo caso si preferiscano quelle italoa capitale misto, con clientela europea ed indit

".

I olrei citare i nomi d'una dozzina di rispettabili ditte
Jt ti mesi le quali si sono rivolte a questo modesto Osserlnrio che lavora con piccolissimi mezzi. Ebbene queste
non solamente sono state messe in relazione con ott 1111
ditte italo-egiziane, ma direttamente con le stesse
nzie milanesi delle Società egiziane , Agenzie delle
11 li ign oravano. l'esistenza. Il produttore si è visto un
, 1 !orno capitare in ufficio un signore di Milano che è

nle d i una Casa d'Egitto. Si discute, si conclude a
osì si lavora !
he cos'è l'opera J,\ mitata di questo Osservator io E co1111111 ro. di fronte a quella ben più vasta che possono svol' 1
nell ' interesse dell'industria italiana la Camera di
111nm rcio d'Alessandria ed il Banco di Roma? I fabbri 111 non hanno semure molta fiducia nelle Camere il cui
11iRmo è talvolta ·ina 1atto al grande compito che deb volgere . Ma in Egitto, per nostra fortuna, all'in11 1h 1 rnza dei mezzi di cui la Camera dispone, suppli110 la competenza del suo presidente dott . Cleio Gaietti,
r rio industriale, e la straordinaria attività del suo seri onorario avv . Panc ucci ch e è alla testa d i nume imprese commerci ali . - M . A.
BENGASI (Cirenai ca)

•1

l'l DEL COMMERCIO LOCALE - DOPO LA 1 OSTRA
UPAZIONE
IMPORTAZIONI ED ESPORTAZIONI

Nl'L 1915.
I le

vuto a ggio di conoscere i dati statistici del locale
r io prima della nostra occ upazione e di confron1l1 , on i dati di questi ultimi anni. Ho potuto cosi staI 11
ome s! sono trasformati gli scambi pe; origine e
mportanza, e come tendono ad orientarsi nel futuro
conomico di questa vasta regione.
onoscenza di questo mercato interesserà i lettori
I Il, / . /. / . ed è perciò che mi dilungherò ad illustrarlo.
• J iù rilevanti importazioni si sono veriifì cate in C i,
t Il II
n ll'anno 1905. In quell'anno infatti furono qui
111111,

I
I

di zucchero (concassè) imbarcate a
r p rovenienti dagli zuccherifi ci boemi. Tonnellate
lii ,li f rine e pàste alimentari provenienti dalla Fran(M r ìglia) e dall' ItaJia (Genova e Napoli). T onnel173 di tessuti di cotone e barracani colorati di fa b it nt in glese, provenienti da Malta e da Alessandria
lln .
on nellate 831 di olio d'oliva dalla Canea. TonI
54 di patate , frutta ed agrumi provenienti dall'l1,ll' isola · di Canea . Tonnellate 399 di riso ind:alr bordo imbarcate ad Alessandria d'Egitto . Tonv:8 d i legname per costruzione provenienti dal-

II

ti

235 di frutta in scatole, conserva di pomidoro ìn barattoli
ed ortaggi conservati dall' lnghil terra (Malta). T onnelJate
195 di sapone comune proveniente dall'isola di Canea.
Tonnellate 100 di caffè imbarcate in trasbordo a Genova
e di origine americana. Tonnellate 159 di thè (verde e
nero) caricate a Malta proveniente dalle Indie Inglesi.
Ecco le principali merci qui importate: seguono poi le
secondarie, quali le 128 tonnellate di ferramenta dall'In,
ghilterra e dalla Germania , le 60 tonnellate di mercerie e
chincaglierie, q~é!SÌ tutte di origine tedes ca , le 40 tonnellate di vetrerie, in buona par te ita liane (conterie di Venezia e prodotti dell'industria toscana_\.
Nello stesso anno furono imbarcate in esportazione tonnellate 37. 167 di orzo per l'Inghilterra, in massima parte
destinate alla tallitura per la fabbri cazione della birra,
tonnellate 6 130 di grano e granaglie per Canea e Malta,
tonnellate 759 d i lane grezze per la Francia (Marsiglia} e
per l'Italia {Genova), tonnel1ate 210 di manteca (speciale
burro indigeno molto ricercato in Asia Minore) per Canea e per la Turchia, tonnellate 92 di pellami secchi per
la Francia, tonnellate 41 di a casch (foglie secche tannanti
e coloranti) per l'Egitto, tonnellate 112 di carbone di legna per la Tunisia, tonnellate 40 di corna ed ossa greggi e per la Francia (Marsiglia), tonneUate 21 di avorio
(denti d'elefante qui trasp ortati per carovana dal Sudan)
per l'Inghilterra (Malta_\, tonnellate 16 di uova di pollame per Malta, tonnellate 6 di penne di struzzo (provenienti dal Sudan) per l'Inghilterra, capi 7238 di bestiame
ovino per l'Egitto e capi 1759 di bestiame bovino per
Malta .
In complesso l'importazione totale fu di tonnellate 9572
e l'esportazione di tonnellate 42.933.
L'attività degli scambi raggiuntasi in quell'anno, e la
e ccedenza in tonnellate ed in valore dell ' esportazione,
rispetto all'importazione, fu certo dovuta alla buona raccolta agricola e specialmente all'abbondante produzione di
orzo verificatasi nel I 905.
Dalla nostra occupazione in poi si sono mutate le condizioni e la raccolta fu scarsiss ima, p1 ima per effetto delle ostilità, negli anni 1912 al 1914 e poi per effetto della
sicc ità, che per tre anni continui ha funestato queste terre, determinando una vera carestia ed un aumento nella
importa~ione dell'orzo e delle granaglie, a scapito d i tutte
le altre merci .
Nello stesso tempo si è verificato un sensibile aumento
delle imponazioni dalla mad re patrfa ed una sempre più
spiccata diminuzione dei traffici con l'estero:
.
Questo mercato, invaso prima dalle cotonate inglesi,. è
ora completamente conquistalo dalla nostra industria.
I nostri produttori qual' i Viganò di Ponte Albiate, i
Fratelli Poma di Biella ed i Carneo e Pitigliani di Pisa,
si sono specializzati nella fabbri cazione dei barracani di
cotone, della futa e della gheta , tipi di tessuti ricercati
dagli indigeni, vincendo la concorrenza dei similari esteri.
Di tessuti di cotone ancora importati dall' lnghilte.rra
rimane ora il mahmudi, un panama bianco mercerizzato,
usato dagli arabi per la confezione della biancheria pers onale (camicie e mutande) .
Mentre ;-ei primi due anni della nostra occ upazione
solo un terzo di cotonate erano d i origine ital iana, ora
superano i due terzi della importazione totale.
Questa è una vittoria dovuta alla intelligenza dei nosfri
.industriali ed alla protezione esercitata con la differenza
dei dazi speciifici che colpiscono i prodotti stranieri.
E quello che dicesi per la industria cotoniera si può
dire per tutte le altre che qui si sono affermate , o sono

103

LE I. I. /. ----------=-====-==================----~
chiamate a prepararsi un terreno propizio per il
prossimo avvenire.
G. F.

tutte

BERNA
LA

RIPRESA
L'ITALIA.

DELLE

RELAZIONI

COMMERCIALI

CON

È. cominciato l' « infiltramento nordamericano». In qui!:
sti giorni gli Stati Uniti stanno svolgendo un'opera grandiosa in questo paese. All'opera d'una Banca, che in pochi mesi assunse proporzioni inquietanti per le altre istituzioni di credito, aggiungono, ora, l'opera della stampa,
ed ecco quel poderoso e colossale organismo che è l' « Associated Presse », che in pochi mesi ha avviluppato con
le sue maglie ... telegrafiche l'Argentina e i suoi principali
giornali.
Ora, noi siamo più che convinti che l' (e Associated Presse » è una impresa giornalistica onesta e che le sue informazioni saranno ispirate a verità, a serietà e sopratutto a
onestà. Ma presentate invece, il problema al rovescio,
ed avrete un col<;>ssale organismo che domina l'opinione
pubblica di vari paesi e che potrebbe benissimo essere
. diretto a favorire, a scapito degli altri. gli interessi commerciali ed industriali del proprio paese.
Da tempo, e cioè durante la guerra, mentre certi paesi
di nostra conoscenza trasmettevano loro m1ss10nari in
Argentina, roba da far rizzare i capelli anche a quelli
che non ne hanno - e cioè notizie vecchie, incom.plete
e prive di assoluto interesse -- gli Stati Uniti provvidero
con grandi mezzi all'impianto in Buenos Aires di un Ufficio di lnformjlzioni, soppresso solo pochi giorni or sono
e che da solo ha fatto più propaganda per le . fadustrie ed
i commerci nordamericani, di quanto avrebbero potuto
farlo cinquanta mh,sionari mandati qui da quel Governo
di nostra conoscenza.
E anche qui, mentre noi non facevamo altro che della
poesia, gli altri, più pz:atici di noi, hanno fatto e continuano a fare della magnifiça prosa, i risultati della quale
non tarderemo a toccare con mano.

I giornali svizzeri hanno pubblicato in questi giorni dei
commenti alla nuova convenzione economica e finanziaria
stabilita fra l'Italia e la Svizzera. Ecco ciò che scrive il
National Suisse de la Chaux de F onds : ·cc Fra gli Stati che
ci circondano, l'Italia è quello che sembra maggiormente
desiderare di riprendere presto le relazioni normali del
commercio con la Svizzera . Questo è del resto tanto nel1:interesse del~'uno che dell'altro paese. Durante la guerra,
I Italia ha visto una grande quantità dei suoi prodott,: ,
specialmente frutta, guastarsi per mancanza d'impiego.
Molti piccoli agricoltori hanno sofferto di questo stato di
cose, era quindi naturale che tali derrate fossero per prima liberate dal controllo della SSS. La spedizione dei
primi vagoni di frutta dall'Italia, dopo la riapertura della
frontiera , ha già prodotto una rapida disce3a nei prezzi
e in al cuni posti l'offerta è attualmente più forte della domanda . Ci si può rendere quindi conto di quale interesse
sarebbe per tutti la prossima ripresa del commercio internazionale di transito. Per quanto concerne speciàlmente
la ripresa delle relazioni del commercio, fra l'Italia e la
Svizzera si deve far osservare che queste urtano a certi
ostacoli : ostacoli che risultano dalla penuria di carbone
da una parte, e da quella di materiale rotabile dall'altra.
La prima di queste difficoltà è, a dir vero, meno forte
per la Svizzera che per l'Italia, poichè la Svizzera possiede
già fino a Thun e presto fino a Berna una via elettrica
*
che le permetterà di effettuare i trasporti senza alcuna
preoccupazione della questione del combustibile. T utOra, che abbiamo fatto noi, che intendiamo fare?
t'altra è poi la questione del materiale rotabile, essendo
Lungi dai noi l'idea di mettere in dubbio le buone ini nostri vagoni impegnati nei bisogni del nostro vettova- tenzioni da cui sono animati i reggitori della Camera di
gliamento e del nostro approvvigionamento in carbone . Commercio, l'unico ente chiamato a studiare e, se non a
Ma anche su questo punto, un accordo con l'Italia oon risolvere, almeno ad indicare il modo con cui dovrebbero
sarebbe impossibile. Siamo del resto ,persuasi che questa ri- essere risolti certi problemi commerciali.
presa di rapporti fra i due paesi si organizzerà nel modo
Ma è lecito chiedere : E il Gov~rno che fa? Che pensa?
migliore e più efficace col mezzo delle relazioni private Intende proprio abbandonare questi mercati, che fino a
di commercio. Questi scambi avranno senza dubbio dei ri- ieri furono la base delle nostre industrie e dei nostri
sultati migliori di quelli .ottenuti fino ad ora col mezzo commerci? Vuole lasciare il posto ad altri?
di uffici e di istituzioni speciali. Se i Sindacati sono stati
Poichè, intendiamoci: per quanto si voglia fare, noi
una .necesistà durnnte la guerra, per le garanzie necessarie giungeremo sempre in ritardo. La competenza è compesull 'impiego del.le derrate importate in Svizzera, la ne- tenza. Non c'è cristi nè santi. Si compera dove concéssità di offrire queste garanzie all'estero essendo ora su- viene, d~ve si spende meno, dove fanno le migliori conperflua, i Sindacati stessi perdono oggi il loro valore. At- dizioni.
tualmente, il paese è pieno di forze vive, che hanno visto
Gli Stati Uniti, il commercio e le industrie, le conoscono
paralizzare i loro sforzi durante la guerra dai regimi dei quanto noi, e forse, più di noi. È vero che finora si sono
sindacati e dei monopoli, e che non domandano che di sentite brutte campane riguardo alla qualità della me:·ce
ridare al nostro commercio la sua produttività e il suo importata. Però questo ·può essere un incidente transislancio di un tempo . Bisogna dunque salutare con gioia. torio, dovuto alle condizioni anormali in cui si trovava quel
i primi tentativi che si manifestano a questo riguardo ;, . . paese, durante la guerra.
N?n dobbiamo dimenticare che il coefficiente principale
dell'esito americano è sempre stata la « réclame ». Una
BUENOS AlRE..5
réclame sapiente, organizzata con fiocchi e frange, illustrata, colorita, fatta su splendide riviste che si spediscono
CHIACCHIERE E FATTI - LA NECHITTOSITA' DEL GO- gratis ovunque, con criteri modernissimi, con una ricchezza
VERNO ~ CONCORRENZA DEGLI STATI UNITI - LA di mezzf sbalorditiva.
ORGANIZZAZIONE DELLA RÉCLAME.
Ed alla « réclame» sulle riviste e giornali, si deve ora
· Mentre in Italia si chiacchiera, si pensa sul da farsi e aggiungere quella che saprà fare l' « Associated Presse »
si creano commissioni, altri paesi, altre razze, meno chias- disponendo, come dispone, dei principali giornali del
sose e poetiche delle nostre, lavorano a tutto spiano paese.
e si dànno attorno per, non solo conquistare, ma domiA proposito di réclame sui giornali, per dimostrare la
nare corr,pletamente i nuovi mercati .
potenza... persuasiva dei noidamericani e per spiegare il

*.

104

GLI OSSER V ATORII INDUSTRIALI E COMMERCIALI
teressi stessi del nostro commercio, si è di usare la dicidir che in tre mesi investirono, in pubblicità tura in lingua italiana, sempre su tutti i prodotti italiani,
li e murale, la egregia somma di 100.000 na- sempre , con esclusione di qualsiasi dicitura straniera.
Purtroppo, per ora almeno, succede l'opposto. In una
rec ente mia visita a questa dogana centrale, ove per chilometri ve:levo a ccumulate merci di ogni parte del mondo
MELBOURNE (Australia)
- l'America trionfante in o~ni angolo, il Giappone con
cataste di merci ovunque si ~ua:cdasse, l'Inghilterra, la
l NL CIFRE STATISTICHE LA DICITURA I
1TA- Francia - scorsi in un angolo un c umulo di sacchi di
l I N - IL RAGGRUPPAMENTO DEL COMMERCIO DI zolfo . Ma a togliermi la soddisfazione profonda (in patria
I I RTAZIONE - LA LANA E I CUOI.
non lo si può immaginare) di ritrova, e fra tanta concorrenza mondiale anche un prodotto ita1iano, sia pure sol111 11n mia corrispondenza d i mesi addietro avevo ri tanto zolfo che è quasi una nostra naturale specialità, mi
111. lo l'attenzione degli industriali italiani sul mercato
saltò agli occhi la breve di citura italiana « zolfo raffii t libero qui dalla Germania e dall'Austria; non sarà
nato » soffocata da una grande aquila con la scritta in
p rtanto inutile il conoscere dettagliatamente l'e.-grossi caratteri « Eagle Brand trade mark, made for
" d Ile materie importate ed esportate dai teutoni nel
(il nome della Ditta inglese, città, ecc.)», senza neanche
I , ,111 > immeditamente anteriore alla guerra . Le cifre
m iserabile << made in ltaly ». E non sono sacchi in1,, 111 lire sterline, e rappresentano la media degli anni un
glesi o americani questi .
I I
19 13 .
E l'ispettore capo, che cortesemente mi accompagnava,
/mt >rtazioni in Austral ia . - Acque minerali L. 8350;
fornendomi interessantissime osservazioni, rilevò egli stes1 1 ol I o e cacao L. 6200 ; birra L. 130 .000; profumi ed
p . cli Colonia L. 36.000; semi lino, canapa, med ica, ecc. so la cosa con un'espressione che io offro alla meditaI 000; guanti L. 172.000 ; c alze L. 214 .000; tessuti zione degli italiani: « È il sistema vostro, di usare il
,t 1 , ricami, guarnizioni, ecc. L. 667 .000; stoffe per « patronale » di ditte inglesi od americane per far passare
1,11 • tende, ecc L. 76 .000; stoffe di cotone e filo in i vostri prodotti. E ciò è tanto più strano in quanto i
L. 143.000; stoffe di seta in pezze L. 86.000; velluti prodotti italiani, conosciuti come tali sono qui assai stiL. 322.000; stoffe di · lana in pezze L. 95 .000 ; mati» .
Esportazione dall'Australia . - L'Italia ha esportato, nel
cciaio in sbarre, ecc. L. 180.000; cerchi di ferrn
l1111ti L. 33.000; macchinario elettrico L. 59.000; lo- periodo anzidetto, le seguenti voci principali : carne conservata L. 50.000; grano L. 220 .000 ; c uoiami L. 118.000;
111 l11li e mo tori fissi L. 28.000; macchinario e utensi d - stampa di ogni genere L. 155.000 ; apparecch i lana L. 240.000; grasso animale L. 69.000 ; stagno in lin11, l ed a gas L. 70 .000; lampade ed accessori L. 45 gotti L. 10.000; rame e altro L. 30.000.
Mentre la Ge,man · a esportava nello stesso per iodo: carni
I
I gnola in fogli L. 25.000; reti e filo metallico
I ,O O O; filo di ferro e di a cciaio L. 320.000; rotaie conservate L. 160 .000 ; grano L. 85.000; mele L. 73 .000;
cuoiami L. 220 .000; pelli L. 102.000 ; lana L. 4.800.000 ;
I I
liti
q~este vi sono infinite altre voci di importanza tarturaga e r._iume nat~rali L. 2000 ; corteccia per concia
, ma che concorrono a formare una citra che su - L. 22.000 ; felci disseccate L. 5250 ; olio di eucaliptus
' I cinq uecentomila sterline all'anno, superiore e d i L. 4000 ; concentrati di argento e piombo L. 95 .000; di
I , • li
nostra cifra totale ; e ciò solo nella catego:cia zinc o L. 350.000; rame in lingotti L. 500 .000; p iombo in
pani L. 43.000; stagno in lingotti L. 114.000 ; minerali
con le industrie metallurgiche.

, dt>nle esito ottenuto dalle due Banche qui stabilite,

impermeabili ·per vestiti L. 240.000; cemento
il wl L. 152.000; porcellane L. 95 .000 ; vetrerie e la5. 000; cristallerie L. 110.000; carta, cartoni, ecc.
1% 000; ch incaglierie e giocattoli L. 270.000; stru1 1 hirurgici e scientifici L. 35 .000; sacchi e canestri
lt,O 00; spazzole e pettini L. 41.000; cavi elettrici
I 000; pian oforti L. 385.000; motori e parti sta ccate

Il

h 000, ecc.
Il, I lo importava 68.000 sterline di guanti e l'Austria
I , p i cappelli l'Austria importava per L. 22.000;
(
in sedie e mobili di legno curvato e 32.000 in
Il n .
1 iincipali nostre importazioni sono già state elen11
1 a mia prec~dente corrispondenza e non mi ri111 1 parmi che un raffronto potrebbe tornare inte11 1 •
1

irco tanza però sulla quale non si insisterà mai
insino a che non sarà penetrata nel cervello di
industri ali nostri, quale una necessità per gli in -

I 11:r

l1

greggi

L. 165.000.

Esportazione che riassunta nei suoi tre gruppi essenziali dà le seguenti figure: lana per una cifra considerevole di quasi cinque milioni di sterline; cuoiami e pelli
per 322.000 sterline e prodotti .per la siderurgia quasi la
somma di 2 mITioni di sterline.
Nei prodotti per la siderurgia figurano 165 .000 sterline
di minerali greggi che sono rappresentati da minerali di
piombo argentifero per L. 80.000 e da prodotti già depurat i idraulicamente , ecc. dalle materie eterogenee ed inu tili .
Ora pare a me che di tutti questi materiali noi difet tiamo assai in patria , mentre essi, ricchissimi qui, rappresenterebbero anche per noi un rifornimento ottimo alle
nostre industrie come Ìo sono per le altre Nazioni e nello
stesso tempo garantirebbero il carico di ritorno ai nostri
piroscafi o velieri (arrivano qui velieri dalla lontana Norvegia).
Lana. - La nostra esportazione lan a è pressochè irri-

NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI :
vive di salario non ha patrimonio da lasciare.
Soltanto l'assicurazione
111 1.1 vita gli permette di lasciare un patrimonio.
111

105


LE I. I. I. == == - = = == - = =- =

= - = = = = = =- - - - - = - - - - - - - - - - - - - - - -

3oria, giacchè non dobbiamo tener conto, per ora, delle
cifre raggiunte nel 1916-17: e forse la costituzione di un
Consorzio fra i lanieri italiani potrebbe arrecare a risul•
tati o:.·a impensati.
L'immensità del territorio australiano e le conseguenti
svariatissime condizioni di clima, di regioni, di foraggi, ecc., con le consegu~nti varietà di razze, dànno alla
lana australiana una varietà di tipi e di qualità a tipo costante, su cui, forse, non è stata ancora sufficientemente
fissata l'attenzione dei nostri industriali; mentre la conoscenza e la possibilità di sfruttamento di siffatti qualità
e tipi costanti, potrebbe essere di un grande giovamen to
alla produzione manifatturiera italiana.
Ora questi ed altri risultati si potrebbero facilmente conseguire se, invece di sparse energie finanziarie e morali,
di sparsi acquisti su Londra o qui, con agenti diversi ed
in piccoli lotti, gli acquisti venissero fatti da un solo ente
poderoso con adatto rappresentante, inviato magari dal !' Italia, con l'oportuna conoscenza di queste varie razze e
tipi e dei vari principali centri di produzione; centri di
produzione che non sono il Wool Exchange di Sydney o
di Melbourne o di Londra certamente.
Cuoiami. - Per il nostro fabbisogno in pelli e cuoiami
(come anche forse per la lana) provvede, ritengo, la Repubblica Argentina, ove i nostri rapporti commerciali sono
così saldamente avviati e vigorosi ; ma non vedo la ragione per cui non si debba curare anche l'esportazione dei
prodotti greggi australiani ; e ciò per la solita considera-•
zione, eziandio, che l'esportazione diventa un fattore necessario per 1a nostra importazione, data l'assenza di nostre linee di navigazione.
E la costituzione di un consorzio per ogni gruppo indu striale di cui sopra, per lo meno, è da au_gura:.·si al più
presto anche questa considerazione importantissima. Nè
occorrono . parole a dimostrare il rapporto di necessità
che esiste tra esportazione c!d importazione nei ..-iguardi
d'Australia, e quale salutare effetto eserciterebbe sulla
nostra imoortazionc qui la disciplina ed il raggruppamento
del commercio di esportazione dall'Australia. T. A .
PARIGI
LEGA DI DIFESA DEL COMMERCIO E DELL'INDUSTRIA
- PE.R LA RIPRESA DELLE RELAZIONI COMMERCIALI
- LE CONDIZIONI • DELLA FLOTTA MERCANTILE.
Alcune personalità appa.rtenenti a tutte le branche del
commercio e dell'industria francese hanno preso l'iniziativa di costituire una lega di azione e di difesa del com mercio e dell'industria.
Il loro scopo - come è indicato in una lettera-circolare
- è di lottare contro" l'ingerenza statale nel commercio ,
che se poteva forse, ed in una certa misura, essere legittimata dalla guerra, diviene ora intolleràbile dopo la conseguita vittoria, nonostante la quale si continua ad esercitarla col medesimo sistema illogico ed arbitrario.
Tali personalità pongono in evidenza il loro scopo ,
tanto più che i poteri pubblici le invitano a reintegrare
negli impieghi coperti ante-bellum i loro impiegati ed
operai che sono stati mobilitati, e sarebbe impossibile

dare ai loro collaboratori questa giusta soddisfazione se
prima non fossero messe in grado di riaprire le loro case
e riprendere liberamente i loro affari.
La sede provvisoria di questa Lega è alla Borsa di
Commercio di Parigi .

*

**

Secondo una lettera sc ritt dal presidente della Ca mera
di Commercio di Marsiglia al Ministero del Commercio,
uno dei primi problemi da risolvere per la ripresa del commercio estero francese è quello della ripresa delle relazioni con qualcuno dei paesi ora considerati come nemici:
per esempio la Bulgaria
la Turch ia . L'altra concerne it
fatto che, in Svizzera, i t deschi hanno, dopo l'armistizio, soppresso le loro soc i t' di sorveglianza, ciò che offre loro una maggiore possibilità per operare con quel
paese eh' essi inondano già d i loro viaggiatori. Nello
stesso paese l'Inghilterra annunzia l'invio di provetti agenti commerciali. La Camera di Commercio di Marsiglia richiede dunque che siano sol! citamente apportate progressive facilitazioni al regim
altuale dei divieti, sia
d'entrata che d'uscita, come pure a quello dei regolamenti
fiP.anziari con l'estero, per non trovarsi in uno stato di
inferiorità con le altre grandi nazion i esportatrici.
Al disopra di tutto ciò che i dice e si scrive a proposito della marina mercantile frane se un fatto emerge al
di sopra di qualsiasi considerazione. La flotta mercantile
francese è discesa, secondo calcoli particolarmente degni
di fede del signor Uberto Giraud, della Camera di C~mmercio di Marsiglia, da 2 milioni 498.000 tonnellate di
stazza lorda, del 1° agosto 1914, a circa 1.800 .000 tonn.
La guerra marittima ha d istrutto 921.000 tonnellate; i
naufragi 117.600 Il che significa che si sono perduti in
circa cinquanta mesi e qualche giorno 1.038.600 tonnellate. Per rÌparare tale perdita si sono acquistate al1'estero o terminate di costruire in Francia o rese francesi al 31 dicembre 1917, 301.000 tonnellate; nei dieci mesi del 1918 non si è molto accresci uta questa cifra perchè
il guadagno di questo periodo è vaJutato a 50 .000 tonnellate.
Per quanto riguarda il naviglio a cqu istato, oc-::orre tener
presente che le 350 mila tonnellate non costituiscono un
aumento vero e proprio della fletta, perchè vi è una usura
normale e costante di materiale da compensare , poichè
ogni anno un certo numero di navi arrivano al termine
della loro carriera e bisogna rimpiazzarle. La vita media
di un naviglio è di trenta anni : è necessario quindi tener
conto di un rimpiazzo annuale eguale ad un trentesimo
della flotta, e cioè 80 mila tonnellate.
Riduciamo - "dice il predetto signor Giraud - questa
cifra a 250 mila tonnelate, tenendo conto di 100 m ila ton•
nellate di vecchio naviglio che è scomparso, non a causa
della sua vetustà, ma per siluramento, ed arriveremo a
950 mila tonnellate di navig 1io perd uto o, ciò che è lo
stesso , definitivamente fuori servizio.
In quale stato è il resto? Qual'è il tonnellagg io 3.ttu ale
in grado di essere usato normalmente?
Ciò non è stato ancora stabilito , ma un quarto della
flotta attuale ha bisogno di grandi riparazioni. Siccome
tutto ciò non potrà essere fatto in una sol volta, queste

L'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSI CURAZION I
al 30 Giugno 1918 aveva due ~ili ardi di capitali assicurati. Polizze pro
Combattent~ per gli invalidi e i parenti dei morti" m guerra.
106

GLI OSSER V ATORII INDUSTRIALI E COMMERCIALI
111111

,I ilizzazioni saranno successive e togB.eranno ancora che susciti nell'animo l'amore per le nostre arti belle , il
francese fin dal principio, almeno 200 mila libro che fa pen;;;;.,e, il libro che vivifica lo spirito e lo
Il l . La pace quindi sarà iniziata con circa 1350 rafforza; questo libro per noi non esiste.

I , mnmercio
I

1111

I t n nellate di naviglio commerciale.
I 1111 ciò desta nelle sfere commerciali francesi una
, 11cl p reoccupazione, perchè si ragiona, e ·non a torto,
I qu ndo la Franci a possedeva due milioni e mezzo di
1 11 Il te di naviglio essa trasportava meno di un quarto
I Il
importazioni per mare delle • quali si aveva biso11, I du nq ue si era già fin dall'ora per gli altri tre quarti
lf I utriri delr e te ro .
11

SAN PAULO (Brasile)
I HIMA CONDIZIONE PER FARE BUONI AFFARI Ml·./ I DI DIFFUSIONE DELLA NOSTRA CULTURA
IJN
INIZIATIVA DELLA CAMERA DI COMMERCIO
I I I UN PIO' AMPIO SVILUPPO DEGLI SCAMBI.

I 11

I

condizione per far buoni affari in Brasile è quella
ndare della merce ottima per la sua qualità, poil,1 ogna aver presente che i diritti doganali sono pres i, t guaii per le merci eccellenti come per le scadenti,
d
rndo i dazi doganali altissimi, essi vengono a graul prezzo della merce in forma molto onerosa.
r ,
iano le merci deprezzate per la loro qualità
rlr 11l , per il loro cattivo condizionamento , o per l"im ll
io non adatto , sia il fatto che l'importatore deve
pagare i diritti doganali per merce buona, anche
11 111!
e sa sia comunque difettosa.
qu to fatto deplorevole non si può ovviare se non
I 111 I lido al m inimo i casi in cui la merce può dar luogo
1111
le fo ndate da parte dei compratori .
I 111 f zionare con eleganza e con ac cui'atezza gli articoli
I II ti all'esportazione ; preoccuparsi della qualità dei
11111111 invia ti all'estero ; togliere ogni qualunque causa
11minazioni, questo deve essere il segreto destinato
urare il buon esito del nostro commercio d i inter111,

111

i, l.111

r on viene dimenticare che la lotta ha i paesi che
, p rtano ha creato, nella clientela brasiliana , esirmpre maggiori tanto per quello che riguatda la
d i p rodotti importati quanto per quello che ha atc-ol modo di presentare questi articoli . A questo
•I
I è ben e richiamare l'attenzione degli esportatori
I 111 ull'importanza fondamentale che ha il fatto di
I I II r
un tipo costante sia nei prodotti manufatti che
tti a gricol i (specialmente vini di lusso e comuni,
rve afimentari, ecc.) .
o a manca r e se ne sente dolorosamente la man' nno i mezzi di diffusione della nostra cultura , non
I
li it li ani , ma, sopratutto, nell'elemento dei na,I I
1 11111
farci delle illusioni; questo nostro t(.ascuiare la
1 , 11, d I pensiero italiano all'estero continua ad avere
r C'On eguenze in Brasile come in tutti gli altri
lr n e anici : I" Italia salva qualche rara e ccenon lascia di essere considerata, anche dalle
l.r ili n p iù elevate, una nazione che può forse
qu il h mente veramente geniale, ma isolata , di p1 , i in una folla innumerevole di gente incolta.
11
I tinato a far conoscere, anche all'est~ro, quan1 In e luminoso il pensiero italiano, il libro che afp1 ti
rm poderosa i nostri pensatori sappiano im11 [ r m p o delle scienze , siano esse _speculative,
li, q uaggiù fra noi non giunge; il libro
no tre storie di gloria e di sventura, il libro
111

A riempire questa lacuna la Camera italiana di San
Paulo si farà iniziatrice di una società, la quale , senza scopi di speculazione, ma pm tuttavia organizzata commercialmente, vedrà di raccolgiere le adesioni delle principali
ditte editrici d'Italia, si farà centro di diffusione della nostra cultura, aprendo una grande casa libraria in San Paulo che farà ogni sforzo per far conoscere ai nostri connazionali prima, ai brasiliani ed agli altri poi, quale contributo l'Italia venga portando allo sviluppo prodigioso delle scienze, delle lettere, delle arti , all'affermarsi, in una
parola, del pens iero umano nella vita nostra contemporanea.

***
È noto che le industrie italiane , prima della guerra ,
si sono viste frequentemente circoscritto il loro campo d i
azione dal fatto che non sapevano prnvvedersi alle fonti
di origine le materie prime e si trovavano quindi in una
condizione di inferiorità di fronte ai produttori di altre
nazionalità.
La nostra Camera da tempo viene insistendo presso i
connazionali disseminati un po' dovunque nei vari Stati
del Brasile perchè aderiscano al nostro istituto e facciano
causa comune con essa nella missione di rinvigorire l'organismo economico della nostra collettività.
Il nostro compito non può d'ora innanzi circoscriversi,
come per il passato, unicamente ad aprire un più ampio
sbo cco , in Brasile, ai prodotti italiani; si farà quanto è
possibile per intensificare le importazioni di prodotti agricoli e ma~ufatturieri dall'Italia; tenteremo di ottenere
che essi si affermino trionfalmente non solo sul me.·cato
d i San Paulo, ma anche su quelli di Rio Janeiro, Porto
Alegre, Bahia , Pernambuco e sulle piazze minori specialmente del sud e del centro del Brasile; ma buona
parte della nostra attività d i propaganda e conomica do
vrà · essere ri~olta ad un campo diverso .
Noi dobbiamo suscitare in tutto il Brasile le energie occ ulte della nostra gente, dobbiamo seminare nell'animo dei
nostri connazionali, che faticosamente sono venuti affer~
mandosi vittoriosi nel campo economicq fin nei più lon tani mercati produttori del paesé. che la patria da essi si
attende l'adempimento di una m issione destinata a coadiuvare fondamentalmente alla organizzazione ed al ri~
fiorire di tutt~ le nostre industrie più prome'ttenti e più
ricche .

SIVIGLIA (Spagna) .
L 'ESEMPIO DELLA FRANCIA E DELL' INGHIL TERRA
01?

E

Il cambio italiano all'estero, cessato l'appoggio transitorio e artificiale prestatoci dai nostri Alleati , torna a prec ipitare : ieri a Madrid , 100 lire valevano 65.50 pesetas .. . E
questo fenomeno costituisce un peso gravosissimo per un
paese tributario dell'este ro p er tanti prodotti , com inciando
dai combustibili .. . E l'esportazione, che servirebbe ad arginare in parte questo doloroso fenomeno , dorme... Nessun provvedimento si prende pe:. incoraggiarla, aiutarla,
premiàrla : nessun:> se ne occupa. Pare che perfino le 5000
tonnellate di zolfo destinate alla Spagna, non riusciranno
ad imbarcarsi per quanto siano state sollecitate da una
dell,e più importanti case di Madrid, che avrebbe provveduto al suo imbarco quando si era an cora in t·empo a
provvedere.
0

107

LE I. I. I.
Una mia nota sulle esportazioni dall'Italia in lspagna ,
pubblicata nel fascicolo di gennaio delle « Industrie italiane
illustrate», è , come si suol dire « caduta nel vuoto ». Nessuna casa italiana tunne poche '!Ccezioni che , per le
circostanze che vi concorsero quasi confermano la regola
- ha preso in considerazione quanto · indicavo : nessuna
nuova ditta italiana si è affacciata al mercato spagnuolo.
Eppure questo sarebbe uno dei pochi in cui la nostra industria , tanto « handicappata » rispetto a quella delle altre
nazioni , potrebbe solidamente affermarsi , come cercai d i
dimostrare nelle m ie c onsiderazj oni : non solo per ragioni
di ordine economico, ma per motivi di ordine morale : non
privi di importanza questi in un paese c osì sentimentale
come la Spagna ...
Mi si permetta la immodestia -di credere che , nonostante
il -fiasco della mia iniziativa, pure qualche c osa d i giusto
doveva essere in quell'articolo . Se fosse stato pubblic ato
in qualche rivista francese o inglese, potrei farmi l' ili u sione di essere stato letto ed ascoltato· in alte sfere ... Uno
dei più importanti giornali di Madrid, El Sol , nel suo numero di ieri pubblicava il segue nte « entrefilet », di origine e ispirazione evidentemente ufficiose :
« La Francia istituisce
a Madrid un ufficio comme rciale. li M in istro del Commercio Francese , Clemente! , e
quello degli Esteri, Pichon, hanno istituito, come si legge
nel Journal , un Ufficio c ommerciale a Madrid , che avrà
sede nella Calle Prin cipe, N . 18 e 20.
· «Lo scopo di questò Uffici o è di sviluppare e m igliorare
le relazioni commerciali tra la Spagna e la Francia , e d
è destinato ad essere un potente strumento d i prosperi tà
e di unione tra i due Paesi .
« Esso organizzerà periodicamente delle esposizioni d i
campioni e di modelli, sia per c onto di gruppi di indu strie o di una industria sola o magari di una singola ca sa .
« Porrà a d isposizione degli agenti e viaggiatori di commercio francesi la sua esperienza del pa~se e le sue relazioni col mondo commerciale spagnuolo .
« Si occuperà d i cercare alle case francesi che ne facciano richiesta i rappresentanti di cui abbisognino.
« Inoltre, terrà al corrente gli industriali e commercianti
francesi di tutto quanto possa interessarli relativamente
al · commercio spagnuolo, specialmente alle guestioni doganali, d i trasporti, condizioni di vendita , crediti , ecc.
Questo Ufficio funzionerà sotto il controllo dei due M inisteri del Commercio e degli Esteri.
« In Parig1 si istituirà un Ufficio corrispondente a quello .
di Madrid, e sarà situato nella Rue Feydau , N . 3. »

Questo per la Francia . L'Inghilterra va più in là . Il
numero d'oggi del giornale La Correspondencia Espaii
dedica il suo posto d'onore a un articolo intitolato « Misure economiche » e riproduce dal Times quanto segue:
« Allo scopo di conquistare i mercati mondiali, l'Inghilterra va a riorganizzare i suoi servizi commerciali.
« Per questo fine, il nuovo Dipartimento del Commercio
Estero ha preparato lo schema di un nuovo ordinamento
del servizio consolare e degli addetti commerciali .
« Si destina un milione di sterline almeno per il primo
e d oltre 250.000 si assegnano al secondo .
« Molte associazioni industriali si propongon o di profit tare di questa . salutare attività del Governo . Le più importanti di queste federaz ioni , rappresentate direttamente
o per mezzo di enti alleati , giungono all'incredibile numero
di ventimila, con un capitale complessivo d i cento miliardi
di franch i.
(C Il
direttore della Federazione ha d e tto : Quest · anno
spenderemo, oltre alla terza parte delle n ostre entrate, più
di 20.000 sterlin e per lo sviluppo del commercio inglese
di esportazwne.
« Ne ll 'autunno apriremo una Esposizione indus triale inglese ad Atene , dove il Gove rno grec o ha messo a nostra
d isposizione un ma gn ifi co locale. li p dmo dei nostri
adetti comme rciali risiederà ad Atene , ed avrà la missione
di organizzare le industrie britannich e in Oriente . Il secondo di questi addetti si s tabilirà a Madrid . Un altro
sarà mandato n e ll'Africa meridionale. Otto delle più importanti case del Brasile sono state invitate a visitare questa estate , le p rin cip a li industrie ingles i. Abbiamo un'altra
missione commerciale in Serbia e un'altra in Olanda.
« Continuando su questa strada, l'Inghilterra riempirà
il mondo dei suoi commissionari . Non saranno agenti venditori , nè viaggiatori d i commercio : godranno d i perfetta
indipendenza dai consoli e i loro rapporti saranno distribuiti agli interessati , in Inghilterra, vent iquattro ore dopo
il loro arrivo al M inistero. )l
Se il benevolo lettore vorrà gettare uno sguard'o alla
mia nota del fascicolo di gennaio , vedrà iv i indi.:ati su per
giù questi stessi provvedimenti. Il metodo che si p r opone
di segdre l'Inghilterra, non è la copia dei procedimenti
tedesc hi di penetrazione commerciale , cui alludevo, dicendo che, in questo campo, bisognava « germanizzarsi , )
Ma intanto, in Italia, mentre i nostri concorrenti lavorano, non si è nemmeno c omin ciato a discorrere. F inisco
come finivo la mia prima nota : Arriveremo sempre gli
uhimi? - L. C. V . S .
I

Allo scopo di assicurare un sempre maggiore sviluppo all'industria italiana, le / . I . /. vanno organizzando nelle
principali piazze mercantili e produttive del mondo intero un servi-zio di osservazione e di informazioni industriali e
c,ommerciali, affidato a persone selezionate , esperte, sicure . A tutt'oggi le I. I . I. hanno istituito i seguenti osseroatorii:
ABO (Finlandia) - ALESSANDRIA D'EGITTO - ALGERI - ALICANTE (Spagna) - AMSTERDAM ASSUNCION {Paraguay) - A TENE - BANGKOK (Siam) BARCELLO A (Spagna) -- BASILEA BAT A VIA (Indie Orientali Olandesi) - BELLO HORIZONTE (Brasile) - BENGASI (Cirenaica) - BER A - BISERTA {Tunisia) - BOGOTA (Columbia) - BOMBAY (Indie Inglesi) - BO A (Algeria) - BOSTO (Stati Uniti
d'America) - BUCAREST - BUENOS AIRES - CALCUTTA (Indie Ingles i) - CAPETOWN (Sud-Africa) CARACAS (Venezuela) - CARDIFF (Inghilterra) - CASABLANCA (Marocco) - CHICAGO - COPENAGHEN
CRISTIANIA (Norvegia) DUBLINO (Irlanda) GINEVRA INDEPENDENCE (Luisiana - Stati Uniti
d'America) - KIEW (Russia) - L'AJA - LARNACA (Cipro) - LIVERPOOL - LO 'ORA - LOS ANGFl...ES
(California - Stati Uniti d'America) - MADRID - MALTA MANILLA (Isole Filippine) MARSIGLtA MFl...BOURNE (Australia) MENDOZA (Repubblica Argentina) - MESSICO - MONTEVIDEO - MOSCA
- NEW YORK - ODESSA - PALMA DI MAJORCA (Isole Baleari) - PA AMA - PARA' (Brasile) - PA RICI - PATRASSO (Grecia) - PIREO (Grecia} - PORTORICO - RIO DE JANEIRO ROSARIO (R~pubblica Argentina) ROTTERDAM (Olanda} SAN FRANCISCO DI CALIFORNIA (Stati Unit i d'America)
SAN PAOLO (Brasile} SANTA FE' (Repubblica Argentina) SANTANDER (Spagna) SANTIAGO
(Chilì) - SANTOS (Brasile) - SHANGHAI (Cina) STOCCOLMA (Svezia} - SYDNEY (Australia) - TOKIO (Giappone) TRIPOLI TUNISI VALPARAISO (Chilì) VICO (Spagna) WASHINGTON
- ZURIGO.

I TA LIA
TT RICA

L' ALIMENTAZIONE

L' AGRICOLTURA
ITALIANA
ILLUSTR A TA

SOMMARIO del N. 4
poi itica, scientifica,
della industria elettrica Personalità dell'Industria Alimentare /ta Rassegna mensile politica, scientifica,
liana : Giovanni Pietro Polenghi .
le sue applica zioni
L'alimentazione nella scienza, nella po- tecnica , economica della produzione
litica e nell'economia generale :
agraria italiana

111 • nsile

ARIO del N. 4
Ministro dei La-

di la-

I lrometrici nell'industria idroL' im;oianto della « Adamel-

l11w , Man lio Bettinetti.
, " ckll' accumulamento e della
il li nevi in relazione al · reI a/flussi - lng. Mario Giand e ll ' U ffid o Idrografico

agricolo e la motocoltura e lng . G . Gola (con 2 illustr.) .

II

delle acque in Sicilia - Il
industriale dell'Italia e
111ntrice idraulica - Prof. lng.

11111

, ,, 11 r1lo
1

!emi Pace , Direttore della

li A ppli cazione per gli In!i

rchi tetti in Pàlermo .

l' energia elettrica
, 111

I ttrica nella costruzione
l•.ugenio N ormand, Tenente

Ilo
rntnicre italiane di (( carbone

-;ocietà elettrica Riviera di
R. Negri (con 16 illustr .).
1

I, I movimento elettrico .

Il regime alimentare nelle varie razze
e nelle varie classi sociali
Il Oirett.
de L'A.

L'igiene alimentare - G . B . Baccioni ,
del Laboratorio d'Igiene del Comune
di Firenze ,(con 3 illustrazioni) .

SOMMARIO del N . 4

I casi disgraziati della vinificazione : Il Conte Prof. Napoleone Passerini.
una muffa che reca più di 100 milioni Quel che han fatto i soldati d 'Italit1 ,,e,
di danni - Arturo Marescalchi , prel'agricoltura in Albania - B. Moreschi
sidente della Società dei Viticultori I(con 9 illustrazioni).
taliani.
Sul[' uso degli esplosivi in agricolture L'avvenire dei commerci alimentari Prof. A . Bruttini, libero docente di A Ottavio Morali, dirigente l'Ufficio Ligronomia nella R. Università di Roma
cenze e Tessere del Comune di Milano .
(con 10 illustrazioni).
L'alimentazione nella industria e nei comA proposito di un nuovo divieto di macelmerci :
lazione delle giovani bovine - Prof.
L'Industria Italiana dei Vermouths e
Antonio Pirocchi. direttore dell' lstituto
Liquori - Guido lsolabella, presidenzootecnico della R. Scuola superiore di

te del Consorzio Nazionale ApprovviAgricoltura di Milano.
gionamenti fra Fabbricanti Yermouths
Per
l'incremento della tabacchicoltura in
e Liquori.
Italia - Prof. Giulio Esmenard , diretLe prescrizioni tecniche per l'importatore della Cattedra Ambulante di Agrizione dei prodotti di pomodqro negli
coltura di Poppi {con 6 illustrazioni).
Stati Uniti - Prof. Ernesto Bertarelli,
La poltiglia solfocalcica - L. Savastano,
deLla R. Università di Parma.
direttore della R. Stazione SperimentaUna industria alimentare che va risolle di Agru~icultura di Acireale.
levata: coltiviamo i gamberi - Dott .
Luigi Yenturini, Segretario della « Se- Le nuove motocoltivatrici - G. D. Mayer,
zione Pes<:a » del Comitato Nazionale
della R. Scuola superiore di Agricoltura
Scientifico Tecnico .
di Portiçi.
L'alimentazione nella vita domestica e Gli ortaggi e la loro coltivazione in ltafla
nei pubblici esercizi :
- Prof. D. Tamaro , della R . S cuola ALa buona tavola - A . G. Marinoni.
-graria di Sassari (con 6 illustrazioni) .
Per un più logico sfruttamento at(ricoNovità agrarie (Rassegna dei cataloghi
lo dei funghi - Prof. Ernesto Bertaitaliani e stranieri) Dott. Giovanni
relli, della R. Università di Parma.
Rossi.

Preparazione delle olive da tavola -

Umberto Cannata , della R. Cattedra di l<assegna de Movimento Agrario.
L e Malattie delle Piante.
Agricoltura di Cotrone.

I molluschi alimentari italiani : Le lumache - Prof . Guido Rovesti, diret-

-

tore dello Stab. di Ceriale Ligure della
Società Meridionale Conserve Aliment.
Fratelli Santarsiero e C. (<:on 9 illustr.).

Un esperimento di conservazione delle
patate colla essiccazione - Sebastiano

--

Lissone, Commiss. Agric. della Prov .
di Cuneo.

L'alimentazione dolce:
L' ITALIA ELETTRICA:

I 'J. • E atero L. 30 • Cartoline
I lo, 11 le Italiano • Milano, Pjazza

A Porta, direttore del « Giornale dei
Pasticcieri ».
Abbonamento annuo a L 'AGRICOLTU RA ITARassegna del 'Movimento Alimentare / ta- LIANA ILLUSTRATA : Italia e Colonie L. 25 •

liano .

Estero L. 30 • Cartoline vaglia all'Istituto Editoriale
Italiano - Milano, Piazza Cavour, 5.

RASSEGNA DEL MO
VIMENTO INDU
STRIALE. ITALIANO
MESE

DI

APRIL-E

1Q1 Q

SOMMAR I O:

L'istituzione d'un Museo Commercia/e a Na;ooli - Per il canale Milano-Lago di Como
Importante convegno al Municipio di Milano - L'utiliztazione dei residui per l'agricoltura e per le industrie
Per l'insegnamento minerario in Italia - La ricchezza che bisogna colpire secondo il presidente dell'Associazion
fra le Società per azioni - Milano uno dei principali scali aerei d'Europa - Prodotti contro prodotti , materi
prime contro materie prime - Un Consiglio del Commercio e del/' Industria in Cirenaica - La galleria sotto
faro di Messina - La Commissione per i progetti dei frigoriferi ha, con nuovo esem;t;>io in Italia, compiuto ra
pidamente i suoi lavori - Per un piano di c~interessen za italo-francese sul carbone di Germania - Il processo del
la distillazione secca accresce il potere calorifico della lignite - L'Istituto di Credito Navale e lo svilupt,,o dell
industria marinara in Italia - Quattro villaggi eta co <,fruire a Milano - Per le materie t>rime tenute in riserv
dallo Siato - La chimica industriale al congresso di Pisa - La pesca e il commercio delle s_r:>ugne in Libia
Le ricchezze minerarie dell'Asia Minore - L 'Italia e il dominio dell' aria . Le nuove vie di comunicazione - L
Ferrovie dello Stato non faranno più ponti di ferro ma di mattoni - Il commercio estero dell'Italia nel 1918
La produzione mineraria diella Sardegna - « Un'industria metallurgica nazionale ;t>otente e se mpre pronta
- La Svizzera mercato dei metallurgici italiani - Gli idrovolanti per le comunicazioni aeree - Un ' assicurazion
sui rischi dell' aviazione - Per la protezione d'una industria agricola c01:>ace di maggiori benefici - Le perdite d
guerra trascurate dal Ministero dell'Industria e Commercio - La protezione fiscale, anzichè promuovere l'in
dustria navale, l'assopisce e l'addormenta - Un tronco italiano di grande interesse commerciale - L'interes
dello Stai@ nel permettere le esportazioni - Il materiale ferroviario frigorifero italiano alla fine del 1918 - Per I
costruzione del nuovo porto di Napoli - Le nostre esportazioni in Argentina in pericol~ - La situazione d
tessili italiani - La Confederazione Generale del/' Industria italiana - Larghe ordinazbni di materiale ferrav i
rio all'ind11stria italiana - Speranze di grandi ricchez ze minerarie nell'Istria - L'Unione delle Camere di Com
mercio Italiane - Gli ostacoli a una grande industria mineraria in Toscana - Lo stato acut.::, della crisi del car
bone in I tali a - Assaggi in Toscana per la ricerca del carbon fossile - Il gettito dei cantieri navali potrà supe
rare in Italia 400 .000 Thnn. - Il Decreto sugli affitti non paralizza l'attività dei costruttori - La soluzione d
problema delle ligniti e delle torbe in Italia - L'industria italiana e la donna - La potenzialità delle cave di pi
tra nell'Istria - Filoni d'oro nei minerali di Sardegna - Il congresso dei produttori italiani a Genova - I moto
a vento « Esperia » - Un Comitato scientifico-tecnico per /' incremento e lo sviluppo del c~mmercio italiano
La linea dal Lago Maggiore al Mar Nero - Le navi italiane lodate in Inghilterra .

Tutte le notizie, i da.ti, le a.rgomenta.zioni o
giudizi contenuti in questa. rubrica. non impe
gna.no a.ffa.tto le I. I. I. che per comoditèt dei letto
ra ccolgono ogni mese diligentemente e obietti
va.mente in questa. ra.ssegna. quanto di più sa.
liente i principali periodici ita.lia.ni politici e tecni
pubblicano su problemi e questioni d'interess
industriale, finanziario, agricolo e comme rcia.!
N . d.

forma di attività all'incremento delle relazioni camme
L 'ISTITUZIO E D'UN MUSEO COMMERCIALE
A NAPOLI
ciali dell'Italia meridionale e della Provincia di Napoli, i
Dal 1° gen aio 1919 è cominciato a funzionare il « Mu- particolar modo con i mercati esteri .
seo Com'merciale e Coloniale di Napoli », fondato per iniQuesto Museo si mette gratuitamente a disposizione
ziativa della locale Camera di Commercio e Industria.
chiunque abbia bisogno d'informazioni d'indole camme
Scopo dell'Istituto è quello di contribuire c'o n ogni ciale di qualunque genere e voglia stringere relazioni



·110

== == ------

RASSEGNA

DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO

ommercianti ed industriali di questa regione.
mansioni del Museo Commerciale e Coloniale di
qtt lle che più di tutto debbono interessare le classi
, l11t111 C'i sono:
1) d r le più ampie informazioni sulla capacità pro, d I Mezzogiorno d'Italia;
) f r conoscere nel modo più completo, dalla de
1111
d 1 prodotto .fino all'invio di campioni, le p.co1 r tt ristic he delle merci da a cquistare;
cl r notizia dei prodotti italiani (specialmente del
,, 1orno) più idonei a trovare compratori all'estero;
111 ltere gratuitamente in contatto domanda e of1

1

01

I,
I li

1
/ /~H IL CANALE MtLANO.:LAGO
DI COMO
IMI' RT ANTE CONVEGNO AL MUNICIPIO
DI MILANO

d I tempo la stampa ha dato notizie della éostitudi un potente Consorzio Finanziario fra gli indu rli Milano, Sesto, Monza e Lecco per spingere ad
1nn il Canale · Milano-Lago di Como ideato, come
d I dott. Mario Be retta e dall 'ing. Mario Ma , uito alle intese intercorse .fino · dallo scorso anno .

cl I gazi one del èonsorzio presentava, il 10 aprile,
11 I
o di Milano il progetto tec nico . Erano presenti al111port nte riunione il pro-sindaco dott. Veratti, essendo
ti 111I co indisposto, il presidente del Consorzi-o cav .
t no Bonomi, il sindaco di Vim ercate comm. in ,, t B n.fì, il presidente della Ca·m era di Commercio
, ( o c v. ing. G iuseppe Badoni. Si erano scusati i
11 del Consorzio S. E . Conti e il comm . G iorgio Enlk, che si trovavano a Roma .
I ru.c ttisti, dott. Beretta e ing. Maio,:chi, illustrarono
1111
nte gli studi da essi compiuti che hann o p er
, 11 I, una qu indi cina di soluzioni dell'ardito problema ,
, 11110 tr cciati vari, lungo la VaITe dell'Adda, in sponda
111
a, in sponda briantea , verso il lago di Pusiano
111 v r o le colline di Aic urzio e Paderno. lllustra ìll modo speciale la soluzione c he risulterebbe più
111 nte e
che contempla, oltre la creazione di un
111 , L eco ed alla sistemazione del-l'Adda, un canale
I' · del e Milano, c he dà luogo, lungo il suo percorso,
r ucli i impianti portuari industriali a Vimercate, a
Sesto e nelle ricche zone suburbane del nord e
t cli Milano.
Il pio t-lto comprende anche u n a d iramazione di col 111 11te> cqueo c on Trezzo e la Bergamasca .
B doni, il c omm . Banfi e l'i-ng . Bonomi esposero
lin e generali di un programma .finanziario trac,,
e nte Assemblea dei Consorziati, per accelerare
, h 11ri ne della grandiosa opera in accordo fra il Con • n lu triale e gli enti locali interessati ed espresse~o
1
, llf' di impostare senz'altro la questione sul ter ulivo, avviando pratiche col Governo .
r no quindi il sindaco di Milano a provocare
I progetto il consenso degli enti locali ed il pali
m~iss ione tecnica specialmente nominata al i ' , 111rttendosi a disposizione per necessarie intese.~
Il p111 J d co dott. Veratti espresse molto compiaci , 1 r l'importante iniziativa e per la deferenza al
t I 11,
tÌ f r ndone subito al sindaco Caldara che è precI I
omitato promotore degli enti locali e che ha
vivo interessamento alla questione.
to avrà luogo una vasta ·riunione di interesla grande opera ad una rapida esecu -

L'UTILIZZAZIONE DEI RESIDUI
PER L'AGRICOLTURA E PER LE INDUSTRIE
Si ha notizia di prossimi esperimenti di un nuovo si stema dell'ing. Giovanni Stefanutti, a mezzo del suo gasogeno a ricupero, per una razionale utilizzazione delle
spazzature delle città e dei residui organici di industrie.
mediante il ricupero , per via di distillazione, di tutti i
principi attivi da essi contenuti.
La notizia è di vivo interesse per tutto il Paese. li sistema è stato studiato con amore e ideato a Firenze; e
ron lontano da questa ci ttà saranno fatti gli esperimenti
del gasogeno suddetto, presentemente in costruzione, controllati da quanti vorranno presenziarvi.
Mediante questo nuovo sistema, mentre si ass icura il sod disfacimento di ogni nec essità igienica, come sopra già è
stato accennato, può farsi tesoro di tutti i principi attivi
contenuti dai residui; perciò si potrà ricuperare l'azoto,
che verrà .fissato sotto forma d i solfato di ammonio, la
potassa sotto forma di carbonato, sceverata o no, calce,
materie grasse, e per di più si avrà un'abbondante produzione di gas povero.
È ciò che di più perfezionato può ric hiedersi alla s cien za ; ed è quanto di più vantaggioso può ripromettersi il
Paese.
L · agricoltura avrà assicurata una quantità importantissi ma di c oncimi e non vi può essere persona che non comprenda quale ricchezza inaspettata ed opportuna, c osì razionale lavorazione dei residui, disc hiude ad essa.
Si ca lcola che, senza fare conto sui residu i delle indu s triè (vinacce . sanze, resti di lavorazione legnose, prodolli
agricoli, ecc.), dalle spazzature di una sola ci ttà che cont i
150.000 abitanti, possono ricavarsi con questo sistema quin tali 3600 di solfato ammonico, q .li 30 .000 di cenere con
il 20 o;,, , circa, di carbonato di potassa e il 5 o 6 % d i
ani dride fosfor ica .
Inoltre si potranno ottenere q .li 4000 di residui catra mosi , e metri cubi 26.300 .000 circa di gas povero che potranno trovare utile impiego nelle industrie.
Se da queste cifre si vuole risalire alle produzioni ottenibili dalla lavorazione delle spazzature di milioni di abitanti concentrati in grandi~ città, si 'raggiungeranno c ifre
impressionanti, e si apprenderà come il nostro Paese possa affrancarsi per buona parte dall'importazione di materie concimanti e di c ombustib'li.
È sperabile che gli esperimenti confermino queste liet e
previsioni, e che le a·u torità dei nostri Comuni e il Governo stesso vorranno prendere in seria considerazione qu er
sta nuova sorgente di ricchezza per l'Italia, e tenerci informati delle risultanze dei prossimi esperimenti .

PER L'INSEGNAMENTO MINERARIO IN 1TALIA
Si veda ciò che, per quanto conc erne l'insegnamento
delle discipline mineralogiche, è stato fatto in Italia, e ciò
che si è fatto all'estero ... e spec ialmente in Austria e in
Germania, scrive la « Rivista del Mezzogiorno », e se ne
tragga ammaestramento : Salutem ex inimicis I
L'Italia ha tre scuole minerarie: quella di Caltanissetta ,
di Agordo, d'lglesi s.
La Francia ha l'Ecole des mines, con sede a Parigi;
il Belgio l'Ecole des mines, a Liegi , 1;1el cuore d'una regione eminentemente metallurgica e siderurgica; l'Inghil terra, perchè, per l'utilizzazione delle sue cospicue ric1
chezze minerarie i suoi .figli non siano costretti a chiedere all'estero le capacità tecniche necessarie, ha a Londra la School of Mines; l'Austria ha la Berg A /eaèlemie ,
a Freiberg, nel grande bacino carbonifero di Moravia e

111

LE I. I. I.

- - - - - -

= = = = = = = == = = = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

Slesia, e la Montanistiche Hoch Schule, a Leoben, in
quella regione che, per una lunghezza di oltre 160 km.,
presenta una meravigliosa potenza di strati carboniferi ;
la Germania, che ha saputo porre a caposaldo, diremo
così ... , pregiudiziale del suo programma di indipendenza,
o, meglio, di egemonia economica, la formazione del personale di comando, parallelamente alla produzione autonoma dei suoi strumenti di lavoro, non vuole, neanche
essa che i suoi ingegneri minerari vadano all'estero a conseguire il diploma professionale, ed ha a Berlino la Berg
A k_ademie . Tutte queste sono scuole superiori, ove gli
italiani che vogliono ottenere il diploma di ingegnere
minerario debbono recarsi. Gli stessi allievi ingegneri del
nostro Corpo delle Miniere sono costretti a frequentare
presso una di queste scaole alcuni corsi peciali ! !. .. Eugenio Marchese, uno dei pionieri del risorgimento minerario della Sardegna, laureatosi ingegnere a Torino, fece
la scuola delle miniere a Parigi; G. B. Cortarini, che isti tuì la cuoia di Iglesias, frequentò le scuole Montanistiche
di Loeben e di Freiberg; il Lambert, il Ferraris, il Traverso, il Bertolio, tutti insomma gli specialisti, in materia
di miniere, dovettero riceve:-e il viatico delle scuole dell'estero.
È vero che vi sono dei corsi speciali, presso il Politecnico di Torino, ma ciò è ben lungi dal bastare per la voluta specializzazione .

LA RICCHEZZA CHE BISOGNA COLPIRE
SECONDO IL PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIO E
FRA LE SOCIETÀ PER AZIONI
Per iniziativa dell'Associazione tra le Soc ietà Italiane
per azioni si sono radunate a Genova le rappresentanz
delle più importanti organizzazioni industriali d'Italia per
addivenire alla costituzione di un ente centrale coordinatore e accentratore delle forze dei produttori italiani. Al 1' appello han risposto tutte le maggiori associazioni economiche italiane rappresentanti nel loro complesso oltre
6000 industriali.
Il presidente dell'Associazione fra le Società italiane per
azioni, comm. Dante F erraris. ha tenuto un notevole discorso, in cui fra l'altro ha detto:
«: È indubbio che s'impone una politica finanziaria energica e forte per far fronte alle grandi, anzi enormi esigenze del bilancio nazionale. Ma queste debbono essere
soddi fatte di preferenza a spese della ricchezza statica ,
anzichè della ricchezza dinamica, perchè la prima è una
ricc hezza che non produce, e spesso è esuberante ai bisogni di chi la possiede, mentre la seconda produce nuove
ricchezze ed è necessaria per i bisogni dcli collettività.
Coh,ire la ricchezza che già esiste, o quando si sarà prodotta, e colpirla tanto maggiormente quanto più è grand ,
è un'assoluta necessità per sanare il più rapidamente po sibile le nostre difficoltà, e risponde pure ad un principio di equità. Colpire la ricchezza prima ch'essa si sia
determinata, o mentre si sta determinando , sarebbe un errore gravissimo perchè si impoverirebbe rapidamente il
Pae e e le nostre passività non potrebbero mai essere sanate.
« Se i nostri uomini di Governo che oggi difendono
strenuamente i nostri diritti e i nostri interessi alla Conferenza della Pace, in una visione precisa delle nostre condizioni entreranno decisivamente in questo ordine di idee,
essi avranno tutto il nostro appoggio, tutta la nostra collaborazione. E poichè l'Italia allo stato attuale non può
più fate a segnamento ormai su altre Nazioni, si raccolga
nuovamente in sè stessa, chiami a raccolta tutte le sue

112

energie fattive e provveda ai casi suoi prima che per oper
dei suoi nemici di ieri e di oggi, le difficoltà abbiano a
divenire insormontabili. »

MILANO UNO DEI PRINCIPALI SCALI AEREI
D'EUROPA
L'aviazione civile farà progressi mfln mano che a-li ap•
parecchi diventeranno più stabili e sicuri. Ed a raggiun•
gere questo intento occorrerà aumentare la superficie portante delle ali, sia aumentando le loro dimensioni, sia au
mentando il loro numero; molti studi furono fatti per introdurre uno stabilizzatore automatico e <:ioè un dispositivo che obblighi, sempre entro -certi limiti di sforzi,
mantenere l'apparecchio orizzo~tale. Tutti ricordiamo quel
giocattolo, con un peso di piombo ai piedi che, capovolto, si raddrizza sempre automaticamente; ecco cos
bisogna raggiungere nell'aria; e ci si arriverà certamente!
Inoltre, scrive l' ing . Ceretti nel Bollettino della Città
di Milano, occorre organizzare un servizio completo d
percorsi fissi. Come le ferrovie richiedono ogni tanti chilometri un casellante, scambi, binari morti, indicatori d
strada libera, ecc., ecc., così l'aviazione richiede anzitutt
un servizio accuratissimo meteorologico, campi d'atterra
mento, s gnalazioni, rifornimenti, ecc. Il povero abili simo
p . Palli, morto a metà m rzo cadendo nella Savoia Francese, non arebbe partito se gli avessero segnalata I tormenta c he imperversava nella zona. del Monte
Bi n eo.
Abbiamo letto sui giornali che diversi servizi regolar'
di posta sono stati iniziati, ma dopo il primo annunci
non si seppe più nulla; continuano questi servizi? Questo
sarebbe un primo passo per l'organizzazione di tragitti
.fissi, che faciliterebbero poi il trasporto di passeggeri.
Milano è in posizione ammirevole nel bel mezzo dell
p ianura lombarda, per servizio di tappa ai grandi servizi
aerei da Parigi e Londra verso l'Oriente. Come pure potrà essere capolinea per tutti i servizi in Italia.
L'energia, l'iniziativa della gente lombarda non tarderà
a farsi sentire anche in quest'industria e Milano diverr
non solamente un centro produttore di materiale aeronautico, ma uno dei principali cali aerei d'Europa .

PRODOTTI CONTRO PRODOTTI,
MATERI~ PRIME CONTRO MATERIE PRIME
on passa giorno senza che giunga. d'oltre frontiera
d'oltre mare, notizia di un nuovo provvedimento dei Go
verni esteri inteso a scopi puramente commerciali. Il ritmo della ricostruzione economica si va affrettando, fuori
d'Italia, con un moto uniformemente accelerato, ma
mano che si avvicina la vera, la piena pace, la liberazione di questa prigione grigia degli armistizi.
In Italia, scrive il Paese, il Governo dimostra, più eh
disinteresse, una completa mancanza di volontà e di deci
ione
questo riguardo: più che assente, il Governo
abulico, oggi, mancante di ogni volontà nel campo com
merciale.
Ha permesse le esportazioni ma non ha tenuto cont
c he esportare non vuol dire, sempre, vendere all'estero
quando corrono i tempi che oggi corrono; é quando u
Governo, come l'Italiano, rimane assente. Esportare no
vuol dire vendere, perchè - nella più logica contropar
tita della vendita nella divisa estera, manca ogni ba
di calcolo, di solidità, di possibilità di previsioni. . A
biamo inviato all'estero, non appena permessa l'esporta
zione, per centinaia di milioni di nostri prodotti che no
hanno trovato compratore (nei mercati che ci propone

=

= = - = = = = = RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE 1TALIANO

e 1r re maggiormente, e cioè queili del Levante)

Ki ne semplicissima che i nostri commercianti
n o accettare in pagamento
nel dubbio sul
ffe ttivo e probabile nè « corone », nè
n' « lei ».
situazione si sono trovati i Governi esteri :
111,r
or i subito ai ripari ed hanno immediatamente
11 lo • li vendi ta lo scambio dei prodotti.
111111 ontro prodotti, materie prime contro materie
>I
fon dando su questa base di scambi ' la sua
d1
por tazione e d' importazione potrà il Gol li m salvare la nostra estremamente barcollante
ommerciale sui mercati esteri.
dunque i Consorzi di esportazione ed i mar li per i prodotti italiani all'estero~
J

UN CONSIGLIO DEL COMMERCIO
E DELL'INDUSTRIA IN CIRENAICA
I,

J

Ben gasi che con decreto del governatore è
per la Cirenaica un Consiglio del Commercio
ll ' l111h1 tria, composto di 6 consiglieri di nomina go111 1 I , e d i 15 consiglieri eletti a maggioranza dai
I Il'/\ ociazione fra industriali e commercianti di
e lti ha gli esercenti industrie e commerci incl .uropei. Il Consiglio , che è assistito da un funoloniale in funzione di segretario, ha per· iscopo
ntare al governatore gli interessi commerciali,
d agricoli del!a Colonia, e di assicurare e
11rovrm lo sviluppo in armonia con quelli generali
, 111 , I d Ila madre patria. Esso è chiamato a dar pa11111
ues tioni e sui provvedimenti che interessano
111 111 r io e l'industria in Colonia . È compito del ConI J>r parare e predispor.re gli studi per la costitu, l un Camera di Commercio in Bengasi, avente
I 11 1111i imili a quelle conferite alle Camere di Com" .I l Regno , tenuto però presenti le necessjtà e le
1 t 111 ni locali .
I I 11it

IL FARO DI MESSINA
sotto il faro di Messina, proposta da più
ti giorni, non presenterà, scrive il Giornale
, I , , lcuna difficoltà tecnica, come a giudizio conI I pecialisti, non ne presenterà il tunnel sotto
f licemente iniziato. Ne sono un'altra coni lavori di perforazione del sottosuolo comconda metà del secolo scorso in poi, con
1 I ,1
nte meno perfetti di quelli dei quali si
11
idi. Per restare in Italia, basterà ricordare la
... tr,iìflì ', l1111r d I Cen isio per la lunghezza di 12 chilome11111 r o e del Sempione per lunghezze ancora
I costruzione della ga1leria Peloritana, che
m tutt~ le altre nostre gallerie ferroviarie
l mi a nel terremoto del dicembre 1908. I
I r ndi fiumi e le escavazioni delle profon111 11 r
di carb one, le quali presentano spesso
I u l'infiltrazione, qualche volta violenta , dell 'ac·
1111 , dimostrazione che nulla può più resistere
il li ' li mo n ei lavori sotterranei.
I II
i il p roge tto che si vorrà adottare per la
I nostro Stretto, la sua lunghezza sarà mol,1 q11 li
lla Manica . Secondo il progetto delI I li 1 1ungh ezza completa della nostra galleria
np r to i 5 chilometri, mentre · quella del
r r ggiungerà nell'intero sviluppo 45 · chilo11

qu

metri. Il rapporto della lunghezza dei due trafori è dunque di I a 9, con spesa naturalmente molto minore .
Quanto alla resistenza ·del sottosuolo dello Stretto si abbia ben presente che dalle più accurate indagini e constatazioni esso è risultato costituito di roccia viva compatta, massime dove è più breve il passo. Lo stesso comprovano, oltre alle fondate induzioni scientifiche e ai saggi minerari, gli scandagli di ogni epoca eseguiti nel nostro stretto dalle d iverse marine europee.

LA COMMISSIONE PER I PROGETTI DEI FRIGORIFERI HA, CON NUOVO ESEMPIO IN ITALIA ,
COMPIUTO RA.PJDAMENTE 1 SUOI LAVORI
La Commissione per l'esame dei progetti di Frigoriferi,
presentati in base al Decreto Crespi, ha compiuto i suoi
lavori ed ora sono in corso i decreti di concessione per
i progetti approv~ti.
Noi , ancora una volta, scrive la Rivista del Freddo, ci
felicitiamo colla Commissione per il modo veramente lodevolissimo col quale ha assolto il suo compito, dando
prova di aver compreso che la questione dei nuovi Frìgoriferi è una questione di tempo e di opportunità e ch e
quindi era necessario di essere sopratutto solleciti.
I lavori della Commissione si iniziarono il 3 corr . ed
il 12 tutto era finito . 11 risultato è stato quale migliore
non poteva aspettarsi, poichè vennero presentati 60 progetti per 38 località diverse , fra cui erano comprese tutte
quelle elencate come « preferenziali » nel Decreto Crespi.
Dei 60 prog.e tti presentati ed esaminati ne venner-0 appr-0vati oltre trenta.
Il Decreto Crespi, avend.o dato questi soddisfacenti risultati, ci sembra che possa ora essere giudicato , con obbiettiva serenità, come veramente rispondente allo scopo
cui esso mirava e cioè suscitare nel paese nuove forze e
nuove attività industriali per allestire una dotazione sufficiente di spazio refrigerante, da adibirsi, non solo alla
conservazione dei generi alimentari di consumo, ma anche alla raccolta e refrigerazione dei prodotti deperibili
destinati alla esportazione, contribuendo così a spingere
l'agricoltura a produrre di più , nell'interesse di una sollecita integrazione della nostra economia.
A rigor di termini , se si vuol essere giusti, il Decreto
Crespi , come tutte le cose di questo mondo, non è da
considerarsi fra le cose perfette, ma, dati i nostri costumi amministrativi, esso ha segnato un passo ardito verso la affra~cazione dello spirito pubblico da sistemi ormai
sorpassati dai tempi.

PER UN PIANO - DI COINTERESSENZE
1TALO-FRANCESI SUL CARBONE DI GERMANIA
Negli ambienti industriali si reclama, a gran voce, che
nelle condizioni di p ace , scrive il Giornale d'Italia, si obblighi la Germania di riservarci , a titolo d 'indennità di ·
guerra, per un con gruo nume ro di anni , da 4 a 5 milioni
di tonnellate di carbon foss ile d ella Westfalia (tipo Cardiff, tipo Splint e tipo ewpelton) e di coke metallurgico,
specialme n te di fonde ria, compilato ai p iù bassi prezzi
vigent i pel mercato in ternazionale ed in ogni caso infer iore, per tonnella ta , al 15 per cento di quello d'una
tonnellata inglese; criterio di valutazione fondato sulla-differenza ch e già esisteva prima della guerra sui mel\cati fra i carboni inglesi e i carboni tedeschi. Forse sa.,
re bbe a n ch e convenientè escogitare poichè è nostro
interesse che le m iniere westfaliane siano sottoposte a
quel razionale e maggiore sfruttamento di cui sono suscettibi'l i un p iano di cointeressenze italo-francesi sulle

'iò~e minerarie meglio idonee ad una intensa escava- ci facilmente non dando 't:attivo odore e con un alto re
zione.
11 carbone westfaliano dovrebbe poi essere trasportato
dalla Germania a tariffe fluviali o ferroviarie ridottissime. Se al trasporto dovessero provvedere le noslre F errovie dello Stato, esse potrebbero adottarè lo stesso sistema già messo in opera durante la guerra per l'approvvigionamento dalla Francia: cioè, con treni completi per
la via del Gottardo e del Sempione.
11 problema del carbone è certo intricato e complesso ,
poichè si complica con gli altri due problemi dei trasporti e dei cambi. Ma la questione del carbone sta innanzi a · tutte, poichè senza combustione non potremmo superare le difficoltà che la Vittoria ci lia messe innanzi . La
mancanza di carbone vorrebbe dire stasi delle industrie;
e la stasi vorrebbe dire : disoccupazione operaia, mancanza di generi di consumo, rincaro della vita, arresto della
importazione, elevamento dei cambi, deprezzamento della
moneta.

IL PROCESSO DELLA DISTILLAZIONE SECCA
ACCRESCE IL POTERE CALORIFICO
DELLA LIGNITE
Le recenti discussioni sulla convenienza dell ' impiego
delle lignite nelle industrie, apparse in alcuni giornali,
mi inducono, scrive il dott. Bianchetti nell'Industria, ad
esporre le seguenti osservazioni.
Per talune miniere, la lignite tal quale si estrae è un
b~on combustibile, per altre essa difficilmente, o solamente con speciali accorgimenti, può esser adoperata subito a causa dell'odore sgradevole che produce durante
la combustione e della grande quantità di acqua che contiene la quale ne abbassa notevolmente il potere calorifico.
Ultimamente si è pensato di sottoporre la lignite alla
di;tillaziorre secca a bassa "temperatura e cioè verso i 400°5000 C. Si ottiene cosi un prodotto analogo a quello che
si ha trattando in modo simile il litantrace, conosciuto ante-guerra col nome di «coalite>. Sottoponendo a questo
trattamento la lignite, si viene ad avere un semi-coke il
quale contiene ancora il 25 % degli idrocarburi volatili
totali ; è perfettamente asciutto e brucia con facilità. Convenientemente bricheltato col medesimo catrame avuto
come sottoprodotto durante la distillazione, e mescolato
c_o n poco polverino di coke di fossile, offre un'ottima mattonella il cui potere calorifero è doppio di quello della lignite da cui proviene e si aggira normalmente intorno alle 5000 calorie per kg.
Si ricavano· inoltre non indifferenti quantità di solfato
ammonico (di cui è notoriamente conosciuto l'impiego m
agricoltura) dalle acque ammoniacali, pure queste altro
sottoprodotto della distillazione secca della lignite, e del
gas il quale può esser utilizzato con vantaggio per la pro.duzione termica di energia elettrica.
Possono così trovar impiego delle ligniti anche di quaHtà scadente che altrimenti non potrebbero esser utiliz-zate.
.
Questo metodo di lavorazione dei combustibili cosi detti
poveri si pratica già da poco tempo in lscozia ; ed attualmente sta sorgendo un impianto industriale in Toscana
per lavorare le ligniti di Straggia in provincia di Siena.
Queste ligniti furono già impiegate largamente durante
la guerra e lo sono anche attualmente. Lo scopo dì questi nuovissimi impianti in Italia è di utilizzare i ricchi sottoprodotti, come solfato ammonico e gas, e di avere a disposizione un ottimo combustibile di tipo costante che bru-

114

dimento calorifico.
lo credo che fra i nuovi compiti del Commissariato Co
bustibili vi sia anche quello, e forse principalissimo,
favorire in tutti i modi l'impianto di nuovi forni per 1
distillazione secca della lignite éhe fortunatamente a
bonda nel nostro sottosuolo.

L'ISTITUZIONE DEL CREDITO NAVALE
E LO SVILUPPO DELL'INDUSTRI% MARINARA
IN ITALIA
Avevamo un ricco commercio internazionale che dovr
riprendere ed aumentare, avremo ancora forti correnti emi
gratorie che varcano gli Oceani; continuerà il nostro Pa
se, si domanda il Popolo Romano, a tollerare che l'im
mensa somma costituita dall'ammontare dei noli finisc
nelle tasche degli armatori e degli azionisti straniern Ci
è avvenuto finora quasi alla chetichella, non riflettendos
che l'introito dei trasporti marittimi costituisce per cer
Stati, quali l'Inghilterra, rOlanda, la Svezia, uno dei mag
giori cespiti dell'economia di quelle Nazioni; si dissè eh
il nostro Paese con poco più di mezzo secolo di vita no
aveva avuto il tempo, la possibilità di crearsi una grand
mari.n a mercantile. e sarà esatto. Certo è che ora è v
nuto il tempo di provvedere, specie in vista di ciò eh
sarà r attività del mondo dopo questa guerra. L •istituzi
ne del credito navale non può dirsi del tutto nuova d
momento che sino dal dicembre 1914 un decreto istitui
va un Consorzio tra banche di emissione ed altri En
per sovvenire le industrie in genere contro cambiali ga
rantite da deposito a titolo di pegno di azione ed obbli
gazioni di Società industriali, e che due anni dopo u
successivo decreto stabiliva che tale Consorzio era aut
rizzato a consentire anche sovvenzioni per l'increment
del naviglio mercantile nazionale. Senonchè il Consorzi
non poteva disporre per l'intero complesso delle sue op
razioni a vari rami dell'industria che 250 milioni; quant
parte di questa somma sia stata rivolta alla marina no
sappiamo. ma è chiaro che mezzi ben più vasti occor
rono per lo sviluppo di una flotta, che non solo qualch
decina di milioni. Quindi la necessità di un Ente che
rivolga al grande pubblico italiano perchè gli fornis
capitali ingenti da mutuare agli armatori, ai costruttor
Che il risparmio si rivolga ora liberamente a tale indu
stria che ha tante opportune facilitazioni, che è tanto pr
tetta; sembra cosa naturale; potrà lo Stato intervenire a
cora, se risulterà necessario, nel corrispondere parte del
la misura dell'interesse per le somme mutuate; altro cert
non è concepibile faccia all'infuori dello stabilire a van
taggio del futuro ltituto di Credito Navale il privilegi
le11ale ~ià 1>tatuito per le sovvenzioni effettuate dal Con
sorzio . Coll'esenzione .fiscale, senza oneri doganali, co
premi di costruzione: tutte cose già stabilite e con un cr
dito abbondante a condizioni assai miti, mercè il preved
bile intervento del Governo non è concepibile che l 'ind
stria marinara non abbia ad assumere un larghissim
sviluppo.

QUATTRO VILLAGGI DA COSTRUIRE A MILAN
Parlando delle costruzioni di casette operaie ne1la
riferia di Milano. deliberate dalla iniziativa del Comun
di Milano e dall'Istituto delle Case Popolari. il Balletti
della Città di Milano scrive :
« Queste costruzioni che offrono anche a chi dispon
di mezzi limitati il mezzo di sentirsi veramente in ca
propria, senza dover subire gli inconvenienti che prove

RASSEGNA DEL MOVIMENTO

INDUSTRIALE

ITALIANO

<1 Un coabitazione con numerosi altri inquilini, rap- ut1lizzate dall'industria. La vendita di questo prezioso materiale, che è ora in possesso delle Amministrazioni militari, mentre potrà favorire rapidamente la ripresa indu, I bi no carattere di stabilità.
truzioni provvisorie sono da escludersi perchè sa- striale, permetterà allo Stato di realizzare in tempo, e
I
in breve rese inabitabili dal rapido deterioramen- senza correre il rischio di incerte speculazioni, un notevole capitale che potrà servire anche a ridurre in parte
1111 ntre è intenzione dell'Istituto e del Comune di fare
I
forzo perchè questo esperimento riesca persuasivo gli oneri finanziari derivanti dalla guerra.
1111 lncente e serva di esempio e di incoraggiamento al1l li t1 ione del tipo di alloggio indipendente.
LA CHIMICA INDUSTRIALE
I I truzione di 700 cas~tte all'incirca, sarà compiuta
AL CONGRESSO DI PISA
111 n s opravvengano. difficoltà insormontabili ed ecceI quali sarebbero l'assoluta mancanza di combustiNella sezione di chimica del congresso degli scienziatf
" • ioperi prolungati, in parte per il 29 settembre e a Pisa, sul tema: Di alcuni progressi sul campo della
t, l r r il 29 dicembre 1919 e saranno, per tali date, rese chimica e tecnica fotografica, ha parlato colla ben nota
l1ìli d ata la facilità di asciugamento che la stagione competenza, scrive la Perseveranza, il prof. Rodolfo
lii, , l semplicità delle costruzioni e l'isolamento dei Namias di Milano. Egli ha cominciato a far rilevare i
icurano.
preziosi servizi che la fotografia ha reso durante la guer.ggi sarano, per ora, quattro: in Via Mac-Mahon ra e 1~ non lievi difficoltà che si ebbero a superare all'init, in Via Tibaldi a sud-ovest, verso Lambrate zio della guerra in fatto di obbiettivi, apparecchi, lastre
I,
alla Gamboloita, presso il nuovo porto a nord- sensibili, rivelatori, ecc., per poter ricavare dalla fotograI J rimi tre saranno costruiti, come si è detto dall'l- fia e specialmente dalla fotografia aviatoria il massimo ef11 1111 per le case popolari per conto del Comune, e il fetto utile, difficoltà che furono in gran parte brillantedn
al Comune stesso per il personale che s·a rà ad- mente superate dagli industriali italiani . Ha richiamato
I , • i lavori del porto.
pure l'attenzione sul grande compito che spetta alla foto.grafia di tramandare alla storia l'iconografia della guerra,
segnalando le esigenze tecniche che si richiedono per
PER LE MATERIE PRIME
tale grande opera destinata ad essere di monito alla poTEN UTE IN RISERVA DALLO STATO
sterità ed a provocare a mezzo della più efficace delle
cl ficienza di materie prime è attualmente sentita documentazioni il severo giudizio della storia sulle barl111lo dall'Italia, le cui conquiste territoriali non sono barie dei nemici.
Passando a considerare i progressi più recenti realiz- ·
, , Il re tale da accrescerne la produzione, come gli
1 1, 11 limenti, ad esempio, della · Francia, la quale con zati dalla fotografia come scienza, arte e industria, ha
, 1 11
sione dell'Alsazia e della Lorena avrà molto mi- segnalato i perfezionamenti nel . materiale sensibile, sia
111,1 11 il suo avvenire industriale per i rifornimenti di nella sensibilità cromatica accennando a molteplici studi da esso fatti in questo campo.
1 ,, in talli, carbone e sali potassici.
Ha quindi parlato dei progressi nella _tecnica fotografi1111, lii, scrive la Gazzetta del Popolo, mentre nel 1912
I 1 11 i furono estratte circa diciotto milioni di tonne!- ca della metallografia, dei perfezionamenti nella fotografia
, I minerali di ferro, con l'annessione della Lorena in colori e tricromia, presentando prove dimostrative ese11 1 d ipendenza economica del Lussemburgo si cal- guite nella Scuola-Laboratorio di fotografia e applicazioni
i « 1 essa potrebbe averne all'incirca 40 milioni di di Milano diretta dal conferenziere stesso.
Parlando dei processi moderni di stampa fotografica ar, 11 Il l . Passerà inoltre alla Francia il monopolio che
, 1111 nia aveva sinora nella potassa, di cui furono sco- tistica, ha richiamato specialmente l'attenzione sul più
nni or sono grandi giacimenti nell'Alsazia. L'lta- moderno e interessante di questi processi, la bromoleo11
, oltre al non trovarsi in condizioni altrettanto tipia, facendo rilevare come esso si basi completamente su
voli per il suo futuro rifornimento di materie prime, reazioni chimiche che il conferenziere e altri hanno studiato. Saggi furono presentati che mostrano quale enornl
già sin da ora una notevole deficienza.
potrà in avvenire procurarsi questi prodotti essen- me evoluzione abbia subito la fotografia divenendo per
i! viluppo della sua vita economica, quando, ces- opera di studi eminentemente scientifici un mezzo por11 r trizioni del commercio e ridonata la piena li- tentoso di estrinsecazione artistica.
Il nostre industrie, si saranno tolte tutte le limih oggi le ostacolano; ma nel periodo attuale.
LA PESCA E IL COMMERCIO DELLE SPUGNE
· nza di adeguati rifornimenti dall'estero, si potrà
IN LIBIA
n mente porre rimedio alla scarsità di materie
Si
è
stipulata
una
convenzione
tra l'Amministrazione
, 1tilizzando le merci che, acquistate per uso bel1
1 n
ora accantonate per conto dello Stato. Ed in- delle Colonie Libiche ed il Sindacato Coloniale per la
11 ndendo che una parte del rifornimento dei pro• pesca ed il commercio delle spugne.
Il Sindacato, scrive la Tribuna, impianterà speciali sta,,.. zi necessari per i bisogni futuri ci venga, oltre
cl, I libero commercio, anche a titolo di indennità, bilimenti a Tripoli, Bengasi e Dema per il deposito e il
iu ta ripartizione tra gli Alleati delle sorgenti di commercio delle spugne pescate nei mari della Tripolirime che formano parte del patrimonio degli tania e della Cirenaica.
Gli stabilimenti di Tripoli e Bengasi saranno perfettae n trali, lo Stato farà opera utilissima concedendo,
momento di ardua transizione e di crisi, il ma- mente adatti, sotto ogni riguardo, a costituire veri e pro1
orrente per 1; continuazione dell'attività eco- pri mercati di spugne, con tutte le comodità di ambienti
d 1 Paese, col vendere li prezzi equi, le merci per i depositi, le contrattazioni e per la migliore conserprima state messe da parte nell'eventualità di vazione e sicurezza delle merci depositate per conto dei
zionali bisogni di guerra e che ora, con la ces- pescatori.
La Società dovrà favorire l'organizzazione del commer1 li ostilità, sarebbero assai più proficuamente
1

11 1 n o il tipo ideale dell'abitazione e, perciò, è bene

115

LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - cio delle spugne in Italia, in modo che siano resi ben
noti agli interessati gli andamenti dei mercati di Tripoli
e di Bengasi, . per i quali la Società si impegnerà di fare
opera perchè divengano veri e propri mercati base del
Mediterraneo.
Sul provento della vendita dei prodotti depositati nei
suoi magazzini la Società percepirà dai capitani depositanti un compenso del 3.75 per cento. Nessun altro compenso potrà pretendere per qualunque altra operazione,
come nessun diritto di speciale preferenza è riconosciuto
alla Società nell'acquisto delle spugne. Essa potrà entrare
in gara come un qualsiasi compratore .
Il Sindacato dovrà esercitare il credito a favore dei proprietari armatori di barche, con garanzia sul valore delle
imbarcazioni e attrezzi o su quelle delle merci depositate
nei magazzini del Sindacato.
Il credito consisterà nella anticipazione dei fondi occorrenti per l'acquisto di viveri necessari per la campagna di pesca, per la corresponsione degli an_!icipi agli
equipaggi, per i pagamenti delle tasse governative e per
il deposito delle indennità per infortuni.

LE RICCHEZZE MINERARIE DELL' ASIA MINORE
In una nota dell'ing. Maddalena che riassume la situazione di produzione e di utilizzazione delle ricchezze minerarie dell'Asia Minore notando come la politica del Governo turco nei riguardi di quella industria mineraria sia
sempre stata quella di paralizzare ogni iniziativa privata,
arrivando persino, fra altro, ad impedire l'uso di macchine
elettriche, e telefono ecc. D'al tra parte nelle miniere appartenenti allo Stato regnava il massimo disordine non
senza la ben nota venalità comune a tutta l'Amministra-zione turca. I giacimenti minerari dell'Asia Minore sono
peraltro numerosi e taluni anche assai importanti. A parte il bacino carbonifero di Eraclea si hanno affioramenti
di piombo, argento e zinco sensibilmente ricchi di piombo, si estendono a questa penisola i giacimenti di rame
del Caycaso, non mancano l'antimonio e il ferro cromo.
Sono inoltre a segnalare i giacimenti di borati, quelli di
schiuma di mare e quelli di smeriglio, di cui si sono
avute bene e spesso notevoli esporta-zioni. L'Ingegneria
Italiana nel riferire sulla produzione e sull'industria di
tali materiali molto interessanti dati statistici, segnala la
possibilità di poter volgere, con più civili e tecniche
applicazioni, tali ricchezze naturali a più razionale
sfruttamento, facilitando queste con una adeguata rete
ferroviaria complementare di quella esistente. E l'Italia
:non dovrebbe soltanto stare a vedere.

L'ITALLA E IL DOMINIO DELVARIA
LE NUOVE VIE DI COMUNICAZIONE

=- -

==

= = = == --

per il fatto che le future comunicazioni potranno traver•
sare lo spazio sovrastante il loro territorio, per il quale
il diritto di sovranità è sanzionato entro i confini dei singoli Stati.
Uno tra i relatori di tale Commissione è stato per comune consenso il prof. Buzzati dell'Università di Pavia
la cui presenza nella sotto commissione · giuridica, presieduta dal deputato francese D' Aubigny, è stata apprez◄
zata a tal segno che si volle affidare a lui la compilazion
del testo <lenitivo, redatto sulle proposte francesi e in•
glesi.
Tutto ciò, oltre che per informare i nostri connazionali
vale anche per richiamare l'attenzione sulla decisiva im•
portanza che nel prossimo avvenire avranno le comunicazio~i aeree, spedalmente dopo che l'Inghilterra ha votato oltre un miliardo e mezzÒ per l' aereonautica in base
ad un programma mondiale, che chiaramente rivela l
volontà di dominare l'aria come già domina i mari.
Il Parlamento francese discute ora dal canto suo 1'as
segnazione di fondi stabiliti in ragione di duecento mi
!ioni per trimestre; l'America si prepara a sua volta
compiere nel dominio aereo uno sforzo non inferiore
quello già compiuto e da compiersi sul mare.
E l'Italia? Da noi purtroppo l'aereonautica è guardat
con diffidenza e incertezza. Siamo ancora in crisi dop
le dimissioni del generale Morris, vedute con rincresci
mento dall'esercito e dalla marina e ancora non si sa i
quale modo si sostituirà l'attuale Sottosegretariato di Sta
to, se con un nuovo ente autonomo o con una direzion
generale, che non si sa a quale Ministero sarà assegnata

LE FERROVIE DELLO STATO
NON FARANNO PIU' PONTI DI FERRO
MA DI MATTONI
.
L'ing. Alfredo Giarratana, premesso, scrivendo

Rassegna, che le costruzioni fatte dai nostri eserciti son
state una delle meraviglie della nostra guerra, poichè ·
genio della nostra razza è «costruire », trova che le gran
di costruzioni metalliche debbono essere lasciate a e
possiede il ferro a buon mercato, non adottate da noi
che abbiamo dovizie di materiali; e soggiunge:
« È ormai accertato che le Ferrovie dello Stato non fa
ranno più ponti di ferro. e cercheranno di evitare i pon
in cemento armato. Ecco un gran passo verso un razionai
sfruttamento delle nostre energie e dei nostri materiali
Siamo grati alle F errov1e dello Stato che dopo aver ·fatt
della vera politica industriale nazionale svincolandoci dal
l'estero per la costruzione dei carri e delle locomotiv
oggi si mettono per la strada delle grandi costruzioni i
cotto e in pietra.
« Questa è la nostra strada; nel volto della civiltà ita
liana il ferro non vi deve entrare. Dobbiamo ricordar
che molti secoli prima che il ferro ci facesse vincere
vuoto, gli italiani banno v'into il vuoto col semplice ma
tone. I nostri voltisti, da coloro che voltarono la cupol
del Pantheon, a <.oloro che edificarono la mole Antone
liana, vinsero problemi costruttivi con tale accorgiment
e abilità da degrad,ue tutti i professori di statica e grafi
scienza questa squisitamente italiana, che proviene d
cervello geometrico italiano, anche se noi la studiam
sui libri che ci manda la tedescheria di Zurigo ».

La Commissione interalleata dell'Aeronautica alla Conferenza della Pace. ove l 'on. Chiesa e l'ammiraglio Orsini rappresentano l'Italia, ha concretato le sue conclusioni, insieme allo schema di convenzione per la navigazione
aerea.
Il lavoro, scrive il Giornale d'Italia, non fu semplice
nè breve, perchè più che le condizioni da imporre al nemico si trattava di stabilire tutt~ una . nuova codificazione
dei traffici aeri mondiali con riguardo alle questioni doganali, postali, commerciali, di polizia interna e sanitarh
ed alla cartografia, meteorologia e radiotelegrafia. Erano
perciò rappresentati in seno alla Commissione plenaria IL COMMERCIO ESTERO DELL'ITALIA NEL
.anche gli Stati minori di.rettamente interessati, non tanto
Nel 1918, ultimo anno di guerra, il commercio este
per gli eventuali loro servizi statali aeronautici, quanto dell'Italia ha conservato ed accentuato le caratteristic

116

RASSEGNA

DEL MOVIMENTO

anni precedenti. È persistito l'enorme sbilancio tra
111 portazione ed esportazione. Sono note, scrive la F inan,, Italian ..•, le ragioni di questo stato di cose. Le trisf1
rnde militari dell'ultimo scorcio del 1917, disperdendo
11 I reve gran parte de!Je cospicue riserve di materiali e
, I ti rrate di cui l'Italia si era in antecedenza largamente
111 wvista, la perdita di due delle nostre ricche provincie
n te, e il sopraggiungere dei nuovi bisogni sia per l'er ito che per J.a popolazione civile, ai quali non potesupplire le risorse interne, resero necessari più uracq uisti all'estero. Anche l'incremento della produindustriale destinata ai fini bellici, richiese un più
impiego di materie prime. Le importazioni si acbero quindi in forte misura raggiungendo un valore
,li \tre 14 miliardi. Questa cifra che non ha precedenti
11 li
storia economica italiana, ed è su.scettibile di ulteaumento allorchè saranno applicati ai quantitativi
merci importate i prezzi medi correnti nel 1918, di
, n lunga superiori a quelli dell'anno anteriore. D i fronquesta ingente massa di importazioni, l'Italia non
potuto contrapporre che una scarsissima esportazione
ri cioè a 2483 milioni di lire. Nel 1918 si è adunque
ulo un deficit nella bilancia commerciale di 11.618 milluni, come appare dal seguente prospetto in c ui sono ri1,ml le le cifre dell'ultimo anno in confronto ai precedenti
I rtire dal 1913.
Importazione

19181
191 7
1916
1915
19 14
1913

14 .101.6
13 .991.2
8.390.2
4.703.5
2.923.3
3.645.6

Esportazione
Milioni di lire

2.483.5
3.308.5
3.088.2
2.533.4
2.210.4 ·
2.511.6

ti provvisori per il 1918, definitivi per

Differenza

11.618.1
10.682.7
-5.302.0
2.170.1
712.9
1. 134.0
precedenti .

I PRODUZIONE MINERARIA DELLA SARDEGNA

INDUSTRIALE ITALIANO

nellate 1.042.244, delle
Sardegna.

quali

100.000 sono dovute alla

« UN'INDUSTRIA

METALLURGICA NAZIONALE
POTENTE E SEMPRE PRONTA»

Il Sole ha intervistato il comm. Giorgio F alk, presidente .dell'Associazione fra gli Industriali M~tallurgici,
sulle condizioni attuali dell'industria. Il comm. Falk ha
detto fra l'altro :
« L'industria metaLlurgica in Italia, ha dato larghe prove della sua potenza fattiva durante la guerra, perchè da
una produzione di circa 800.000 tonnellate all'anno di acciaio è salita ad un milione e tre,:entomila tonnellate, vincendo gravissimi ostacoli, dovuti specialmente alla deficienza delle materie prime e dei trasporti. Si può ben
dire, che la guerra nostra non sarebbe stata possibile,
e non sarebbe stata vinta, se una industria siderurgica
italiana non fosse esistita e non avesse compiuto un cosi
grande sforzo. Perciò si è affermata la necessità di avere,
anche in avvenire , un'industria metallurgica nazionale,
potente e sempre pronta, malgrado che essa sia basata,
per una parte, sulle materie .prime e, per ora, quasi intieramente sui combustibili esteri. Colla guerra questa
necessità si è dimostrata evidente an,:he per altre nazioni,
che pure dipendono dall'estero per le materie prime, cosichè persino la Svizzera e l'Olanda stanno creando una
industria siderurigca nazionale.
« L'industria metallurgica italiana può assolveTe, anche
subito, il nuovo compito che il passaggio dallo stato di
guerra a quello di pace ha creato, ma i gravi, gravissimi
problemi, che già si erano manifestati di difficile soluzione durante la guerra {quelli degli approvvigionamenti ;n
prima linea}. si sono accentuati in questo periodo di transizione, in modo veramente allarmante. lo spero che i
nostri Delegati alla Conferenza di Parigi ed il nostro Governo se ne occupino e se ne preoccupino vivamente non
soltanto per quanto riguarda l'industria metallurgica, ma
per tutte le industrie, per l'esistenza del Paese. Se nei
prossimi mesi gli stabilimenti industriali non potranno
produrre di più , se anzi saranno costretti, come pare, a
diminuire il lavoro , noi avremo una delle crisi più gravi,
le di cui conseguenze saranno irreparabili, per ragioni facili a comprendersi ».

l"l periodo precedente alla guerra mondiale, dalla Sar, n si esportarono 187.383 tonnellate di minerali melltci che in gran parte presero la via dell'estero.
li p rimo posto fu occupato dai minerali di zinco, con
produzione di 140.000 tonnellate ; il secondo, dai miLA SVIZZERA
li di piombo argentifero con 34.000 tonnellate; indi
MERCATO DEI METALLURGICJ 1TALIANI
uirono i minerali di ferro, d'antimonio, di rame e di
nganese. Mentre vennero estratte anche circa 28.000
La Gazzetta di Losanna pubblica, scrive il Sole , un ar1,111n llate di combustibili fossili , quali la lignite e l'an- ticolo nel quale si considera la possibilità che l'Italia assuma parte importante nel rifornimento alla Svizzera di
' " t ile.
i-1 1915 mentre si lavorava indefessamente per mette- prodotti metallurgici.
in valore i grandi giacimenti minerari delJa Nurra, e
« L'industria metallurgica italiana, dopo avere sostenu v niva aumentando la produzione delle miniere di ra- to, dice la Gazzetta dii Losanna, una lotta terribile con
1 , di manganese e di antimonio, che si trovavano quasi
la concorrenza tedesca , aveva dovuto piegarsi : ed i mer11
bbandono; non c hè si raddoppiava quella dei com • cati d'Italia furono invasi e domin~ti dai metallurgici teI II tibili fossili, arrivando alle 55.000 tonnellate, soprag- deschi. Il dumping tedesco aveva riportato il suo successo.
11n1e la guerra, che ridusse a meno della metà, la pro- La guerra. mise termine a questo stato di cose e diede
1111 ne complessiva . Ma nell'anno seguente i primi mi- uno slancio mirabile all'indus~ria metallurgica italiana, la
' 1 li di ferro della Nurra fecero il loro ingresso nel con- quale potè ammortizzare 1'80 o/o delle sue spese d'impian,
I , , nte, con una s}1edizione di circa 20.000 tonnellate agli to . I metallurgici italiani impararono ad avere fiducia in
Il Corni di Piombi1;_10, dove vi fecero buonissima prova sè stessi e stanno preparandosi alla trasformazione dei lo11lc che la produzione aumentò da far oggi sperare una r~ stabilimenti per la produzione di articoli designati alla
u 11lità compresa dalle 150.000 alle 200.000 tonnellate, vita civile.
ricorrere a coltivazioni irregolari dtjle nuove miUn nuovo fattore è venuto ad aprire loro delle prospetr .
tive rassicuranti. L'annessione del Trentino e di altre re111 1 nto dalle statistiche ufficiali risulta che la produzio- gioni assicura all'Italia una ricchezza grande di forze
1 l le delle miniere di ferro italiane aumentò a ton- motrici che, almeno in parte, serviranno agli alti forni,

117

LE/././ . .

========================================

nei quali si potranno utilizzare le ceneri di pirite, i ca·
scami cioè della fabbricazione dell'acido solforico, come
anche i minerali di ferro che, a causa della loro impurità, non possono utilizzarsi negli alti forni a carbon fossile.
L •Italia possiede dei notevoli giacimenti di minerale di
ferro scoperti, in parte, nel corso della guerra: essa può
Ìnoltre importarne dai paesi mediterranei. In dipendenza
di ciò l'Italia vuole continuare a produrre ferro e acciaio
in quantità che superano considerevolmente i suoi bisogni. Francia ed Inghilterra colpiscono l'importazione dei
prodotti concorrenti esteri con dazi d ·entrata dal 30 al
60 per cento, ad valorem, e perciò non sarà possibile al!' Italia l'.esportazione di prodotti metallurgici in quei due
paesi. La Svizzera invece potrebbe divenire un mercato
importante dei metallurgici italiani, i quali potrebbero
avere interesse a guadagnarselo praticandovi prezzi di
concorrenza ».

I rischi relativi all'aviazione sono diversi. Essi compren
dono i danni che in ogni circostanza possono venire a
velivolo, e cioè incendio, danneggiamenti e furti, il dan
no al carico trasportabile, i danni recati al velivolo i
caso di collisione, le disgrazie proprie del pilota e della ciurma o dei passeggeri, i rischi di terzi, come in caso di caduta di materiale del velivolo e i danni alla
proprietà da parte del veli~olo.
Una delle difficoltà principali, nella stima o apprezzamento del rischio, sta nella necessità di prendere in considerazione un numero grande di fattori, come il tipo delle macchine, la qualifica dei piloti, la natura del volo.
Ciò naturalmente presuppo:qe una serie di questioni, alle
quali si deve dare una risposta, prima che una polizza
di assicurazione possa essere rimessa.
Ma è necessario che una simile massa di esperienze
sia raccolta, per ridurre la natura del rischio aereo ad
un comune denominatore.
on pare che si arriverà a stabilire l'uniformità della
macchina, il che sarebbe dannoso alla libera industria;
GLI IDROVOLANTI
ma non si potrà escludere una classifica delle macchin
PER LE COMUNICAZIONI AEREE
e dei piloti, stabilendo un sistema di attestati di licenze
L'aeroplano anfibio, scrive G. Bastogi nella Rivista dei
di ·macchine e di ispezioni in aereodromi. Del resto anche
Trasporti aerei, risolverà in massima parte il problema
le assicurazioni marittime si valgono di speciali classifidelle comunicazioni aeree. Ma non ve n'è ancora in sercazioni di navi.
vizio, se pure la genialità degli inventori e la fama dei
costruttori sia arra sicura di successo imminente.
E. in attesa che l'umile gr.eto di torrente, munito di
PER LA PROTEZIONE
una semplice diga, consenta l'approdo allo stesso veliD'UNA INDUSTRIA . AGRICOLA
volo che, pochi chilometri prima, avrà atterrato in un
CAPACE DI MAGGIORI BENEFICI
aerodromo o in una piazza d'armi, in attesa cioè che la
L'Italia
ha un clima, un sole che dànno prodotti speindifferenza ali' elemento su cui posarsi permetta la moltiplicazione dei porti di rifugfo, permetta perciò di vo- ciali agricoli, cui non si può fare concorrenza seria dalar basso, e quindi di volare sempre o quasi, noi dobbia- gli altri paesi. Abbiamo frutti che vanno in tutti i mermo curare il mezzo di servirci, senza spesa, senza di- cati esteri; questi frutti hanno un safJore ed un profumo
e sono forti consumatori i paesi nordsturbo per l'agricoltura, di tutta una categoria di appa- tutto speciale.
recchi resi inoperosi dallo stato di pace, i soli che, per americani, inglesi, tedeschi, austriaci, ungheresi, sviz:zeri,
la loro costruzione stessa, possono, senza rilevanti mo- olandesi, ecc. ; e noi non possiamo produrne quanto questi ne possono consumare. I nostri frutti vanno in quei
dificazioni, adattarsi al nuovo servizio: gli idrovolanti.
Per essi la rete d'approdo è pronta, da oggi a domani: paesi, in quei mercati come vengono dalle piante; e rinon vi è che da portare nei punti capolinea i capannoni tornano a noi lavorati e canditi, con grave dispendio noe gli scivoli, non vi è che da disporre un qualsiasi zat~ stro. Ma vanno in quei mercati in condizione di maturaterone in ogni stazione di servizio. La rete d'approdo è ·zione eccezionale.
Essi devono sopportare il disagio del viaggio e devono
costituita dal Po fino a Saluzzo, dall'Adige, dai maggiori
essere spediti a due terzi di loro maturazione, quindi
loro affluenti, dai laghi che ne sono i serbatoi.
È chiarissimo che un idrovolante può volare a quota non hanno nè possono avere integralmente il loro profubassa quanto occorra per vedere il fiume che lo guida mo ed il loro sapore.
Eppure, dice la Tribuna, nulla si è fatto per sviluppare.
e che lo deve accogliere in caso di panna ; non esiste più
dunque proibitività visiva, salvo in casi addirittura ecce- per proteggere questa nuova ricchezza naturale, che ser•
zionali, di un ordine di eccezionalità simile a quella che virebbe ancora a mitigare il cambio che è minaccioso.
È vero che la Società Ligure-Lombarda ha incominciato
ferma i treni in campagna ed i postali nei porti.
Ecco la possibilità di un servizio regolare e sicuro, col piantare varie fabbriche di marmellate in Italia, ed
tale dunque da soddisfare il pubblico, in condizioni di altre ne farà ancora; ma è l'iniziativa privata che a ciò
sicurezza che dovrà prolungare di molto la vita degli ap- ha · provveduto, senza l'intervento dello Stato; anzi ...
Ora si domanda : perchè lo Stato non ha mai pensato
parecchi meno sforzati : il volar basso ancora permetterà
un carico sensibilmente maggiore, sia riguardo all'impie- a sviluppare ed a proteggere questa industria che è natugo di potenza, che per l'utilizzata disponibilità corrispon- rale a noi, che s'addice al nostro suolo, al nostro clima
dente al secondo pilota ed a quattro sulle cinque ore di che difficilmente può trovare concorrenza in altri paesi,
combustibile che portano generalmente con sè i tipi dis- perchè il sole, la terra non si fabbricano? Perchè permettere che i nostri prodotti vadano immaturi sui mercati
ponibili in maggior numero - gli L. e gli F. B. A.
pei quali esiste maggior quantità di piloti, quelli di cui esteri? Perchè non proteggere un'industria che abbia pe
iscopo di lavorare in paese i prodotti del nostro suolo
appare più agevole e più pronto il servirsi.
Agevolando e proteggendo questa fabbricazione e specialmente questa esportazione, si otterrebbero all'intern
UN'ASSICURAZIONE SUI RISCHI DELL'AVIAZIONE ed all'estero dei benefizi immensi, con vantaggio dell'e
Sono in corso studi per la creazione di un formulario, conomia pubblica.
destinato a stabilire il rischio della assicurazione nella
Si avrebbe innanzi tutto una maggiore produzione d
aviazione.
zucchero, quindi un maggior valore delle nostre terre•

118

= =====-==-== RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
avrebbero altre industrie per la fabbricazione delle
lte, delle vetrerie, del legno, ecc., sussidiarie ai fini
,I ll'industria delle conserve . Le fabbriche potrebbero sorre nelle varie regioni d'Italia e servirebbero in parte a
1 olvere il problema meridionale, ove si produce molfrutta e servirebbe a portare un benessere gene-

LE PERDITE DI GUERRA TRASCURATE
J>AL MINISTERO DELL'INDUSTRIA E COMMERCIO
In una adunanza la Camera di Commercio di Bologna
J provava unanime un ordine del g-iorno, nel quale dQ-

ndava al Ministero dell'Industria e Commercio, illulr ndo le ragioni della richiesta, il suo pronto interessaHl nto onde ottenere dal Ministero delle Finanze prima
,I I 15 marzo, epoca in cu·i scadeva il periodo utile per la
I hiarazione dei sopraprofitti dell'annata 1918, che gli
ertamenti ·per le annate 1917, 1918 e 1919 fossero uniti
n uno solo, in modo che i tre risultati si compensassero
lr loro .
Quest'ordine del giorno trovò largo consenso in tutta
l'llalia commerciale ed industriale; il Ministero dell'ln,l11 tria. del Commercio e del Lavoro rispondeva in data
prile che il Ministero delle Finanze aveva fatto sapere
, h o: la principale richiesta di riunire in un unico ac1 rlamen to
agli effetti dell'imposta sui sopraprofitti di
1 rra, i periodi 1917, 1918 e 1919 non può essere presa
11 considerazione , perchè l'accoglimento di essa sovver1 1 bbe i'l sistema di tassazione vigente il quale è fondato
11 principio della piena autonomia dei singoli esercizi , d i
11Ì a che le risultanze di uno di essi non possono essere
, 11mulate ed assorbite da quelle di esercizi precedenti o
•111
ssivi. »
'I le risposta, scrive la Libertà Economica, è un mo1 111n nto di insipienza per effetto forse di una burocrazia
I 1 1 lica ed invidiosa, la quale pare a null'altro miri che
li soppressione di ogni commercio e di ogni industria.
In momenti in cui la legge straordinaria e sopratutto
au successive modificazioni sono all'ordine del giorno,
trincerarsi dietro ac:I un presunto principio per rifiu1 1
una leggera e giusta modificazione nell 'applicazione
■i noti bene - di una legge eccezionale, che applicata
I I
ralm ente può produrre una serie infinita di disastri
JI ralizzare industrie e commerci, è le_ggerezza inqua1111 bile.
.
I r benissimo la Camera di Commercio di Bologna
omunicando alle consorelle la risposta avuta dal Midelle Finanze, promuoverà una seria agitazione
il Ministero ritorni sull'argomento e sulle sue de111

LA PROTEZIONE FISCALE ,
INLICHÈ PROMUOVERE L'INDUSTRIA NAVALE,
L' ASSOPISCE E L'ADDORMENTA
I , la Bolina, trattando nell'Industria rivista tecnica
I I 11 vigli o nazionale, scrive:
, In primo luogo vuolsi discutere se convenga agevolare
I' q11l to d i naviglio ali 'estero, oppure promuovere ani 1110 I p roduzione nazionale . In secondo luogo se alla
marina convenga il regime di protezione , oppure
della p iena ed assoluta libertà .
nte l'urgenza d i rimpiazzare con quanta celerità
il naviglio calato a fondo, sembrerebbe oppor"'' on iglio agevolare l'acquisto all'estero. Ma oggi che
1111 ri sono moltiplicati, meglio risulta agevolarne il la' n n mai dimenticando che il nostro paese non è si-

derurgico in tal misura da fornire materiale elementare
per una intensa annuale produzione di naviglio a vapore.
Si può dunque facilitare l'acquisto di lamiere e di ferr~
ngolati di fabbrica forestiera , sgrav.andoli momentaneamente da tasse eccessive, oppure addirittura avvalendolé :
Di gran lunga più degno di studio ·è il regime a.a seguhe
indinnanzi. Qui fa d · uopo ricordare il passato per preparare ragionevolmente l'avvenire. Prima dell'anno 1873
la Marina Nazionale, quasi esclusivamente veliera (643.946
tonnellate a vela e 10.228 a vapore), fioriva sotto il regime
della perfetta libertà e lavorava in concorre.nza con tutte
le altre sorelle egualmente libere. In ogni marina non
pertanto vi erano sovvenzioni attribuite esclusivamente
a piroscafi che esercitavano servizio postale . Lo sviluppo
della costruzione in lamiera metallica, procacciò una
schiacciante superiorità marittima ai paesi ricchi di ferro
e di carbone.
« La Francia fu prima ad accordare protezione alla sua
marina commerciale, votando vistose somme sotto forma
di sovvenzione all'industria del cantiere e dell'armamento.
Noi ne seguimmo l'esempio l'anno 1885. Poi , dietro di noi,
tutte le altre nazioni , l'americana compresa. La Germania,
la quale non aveva ancora dato sviluppo sorprendente nè
alla sua siderurgia, nè all'estrazione del carbone che il
suo sottosuolo contiene, si accontentò di accogliere in franchigia ogni materiale greggio lavorato che servisse alla
compaginatura, oppure ali' allestimento della nave. La Grecia non decretò nessuna misura fiscale di protezione. La
Norvegia ne decretò, ma lievissime. Ora accadde che la
marina britannica , la germanica, l'ellenica e la norvegiana , che praticarono il regime della libertà e che da
una trentina d'anni a questa parte noti hanno ricorso alla
protez:,one fiscale, progredirono quantitativamente e qualitativamente più che le marine protette . Di queste uitime
la francese, più lautamente compensata delle altre , è
proprio quella che ha proceduto a passo meno celere . La
quaf cosa fa argomentare che la protezione fiscale, anzichè promuovere l'industria dell'armamento, la addormenti ed assopisca ..

UN TRONCO ITALIANO
DI GRANDE INTERESSE COMMERCIALE
La progettata elettrovia Napoli-Avellino-Atripalda-Bari ..
di cui il primo tronco (Napoli-Atripalda) è in concessione.
mentre per il secondo (Atripalda-Bari) ferve ancora la discussione e la trattazione, non interessa solamente la vita
del popolo irpino, ma ancora la conquista dei lontani mercati, attraverso gli importanti sbocchi marittimi di Napoli
e Bari.
L'elettrovia che s'invoca, non nella sua concezione monca e primitiva, ma nel suo progetto definitivo e vasto, si
rivela di grande effetto vitale non solo per la rinascita
economica dell'Irpinia, ma anche delle altre regioni meridionali, non meno fertili e produttive .
Unire i due sbocchi di Napoli e Bari , · scrive l'Italia Me4
ridionale, vuol dire creare una grande arteria di comunicazione, che attraverso i Balcani , ci congiungerebbe alla
Russia , attivando con questa nazione il commercio specialmente della frutta , tanto abbondante nelle nostre terre ,
e tarito facile ad essere collocata in quelle regioni.
Non è antica l'idea d'una rapida comunicazione ferroviaria-maritti~a di Napoli con la Russia. Una linea Napoli-Avellino-Bari-Antivari-Bucarest risponderebbe ad un
duplice intento : quello di aprire la via agli scambi fra il
Mezzogiorno d'Italia e la Russia, 1 e que1lo
di favorire il
1
traffico della Russia con l'Africa Occide ntale e l'America,
attraverso l'Italia meridionale.

1.1~

LE. /. · I. ·/.

= = = = = = == = = == = == = = == = = = = = = = = = = = = = == - - - -

· La •nostra elettrovia congiungerebbe Napoli con Bari;
mediante un ferriboat Bari con Antivari; la capitale romena diverrebbe il cçntro d · irradiamento e il nodo stradale
delle relazioni per Odessa, Kiew, · Mosca, Pietrogrado, che
sono . mercati principali dell'organismo commerciale russo.
Oggi che Napoli si afferma la grande metropoli meridionale, centro formidabile d'industria e di commercio,
oggi che si tracciano le grandi vie di comunicazione nell'interesse degli scambi e dell'economia, oggi l'Irpinia si
risvèglia nella radiosa visione del suo avvenire agricoloind ustriale, e chiede i suoi diritti da molti anni disconosciuti.
La costruzione del tronco Atripalda,-Bari si appalesa in
tutta la sua importanza anche in rapporto alla costruenda
direttissima Napoli-Roma, ravvicinando con la celerità e
la brevità del percorso la capitale alle principali città
meridionali, nonchè per l'allacciamento della linea alle
ferrovie di Stato nelle stazioni di Avellino-Cerignola-Canosa-Bari.

L'INTERESSE DELLO STATO
NEL PERMETTERE LE ESPORTAZIONJ
Il Governo, non aprendo senz'altro e senza vincoli, l'esportazione, non solo ritarda sempre più e per taluni mercati fo~se irreparabilmente, l'espansione economica del
paese - condizione di vita per noi, specialmente per noi
che siamo poveri - ma rende assai più onerosa la liquidazione del passato.
Se un prodotto si vende in Italia a 10 con perdita per
l'industriale, mentre si potrebbe vendere all'estero a 15
con guadagno, il paese nel primo caso non guadagna nulla,
ma anzi perde ciò che nel secondo caso l'industriale avrebbe guadagnato ; e neppure il consumatore ne è avvantaggiato perchè la dfminuzione nel prezzo significa che il
mercato o è già abbastanza provvisto o può attendere momenti migliori per approvvigionarsi. Lo Stato stesso, scri;,e la Libertà Economica, avrebbe tutto l'interesse a facilitare unl, sviluppo nella esportazione e produzione·, anzichè cagionare col suo intervento una sosta. E ne ha interesse: 1) per l'ordine pubblico, essendo la disoccupazione e la fame consigliere di sovversivismo ; 2) per incassare maggiori somme come erario sotto forma di imposte
e di tasse; 3). per smaltire più facilmente gli « stocks »
di materie prime o semilavorate o lavorate che esso detiene; 4) per attutire il rialzo dei cambi.

IL MATERIALE FERROVIARIO
FRIGORIFERO 1TALIANO ALLA FINE DEL 1918
Da uno studio dell'ing. U. Ferretti desumiamo i dati
seguenti relativi all'esistenza del materiale ferroviario frigorifero italiano al 31 dicembre 1918.
11 numero dei carri idonei al trasporto di prodotti refrigeranti o freschi, che abbiano bisogno di ambiente raffreddato, è assai esiguo, sia in rapporto ai bisogni del traffico, sia in rapporto alla s,peciale configurazione geografica del nostro Paese, il quale, a parità di condizioni e di
bisogni, richiede un maggior numero di carri ferroviari
per la stessa potenzialità di traffico; per cui, in Italia i
1100 vagoni che in Francia assicurerebbero un trasporto
regolare di 300.000 tonnellate non sarebbero sufficienti che
per appena due terzi del quantitativo da trasportae.
Prima dell'infausto avvenimento di Caporetto, l'Azienda Statale delle Ferrovie possedeva, perchè allestiti per ordine dell'Amministrazione militare, n. 550 vagoni detti
11. frigoriferi » dei seguenti tipi :
N . 50 carri tipo 308 (ex siculo-agrumi) a piccolo isola-

120

-=-=

mento: senza portelle, con casse a ghiaccio in legname
inamovibili. Capacità utile mc. 25; portata tonn. 8.
N. 240 carri tipo 348 (ex F. derrate alimentari) a medio
isolamento: con quattro portelle , con cassse a ghiaccio
d-ì-sse in ferro . . Capacità utile mc. 37; portata tonn. 11.
N. 200 carri tipo 349 (ex F. derrate alimentari) a forte
isolamento : con quattro portelle: senza casse a ghiaccio.
- Capacità utile mc. 33: portata tonnellate · 10.
N. 60 carri tipo 350 (ex 348) a medio isolamento e sopratetto: con qu11ttro portel e, senza casse a ghiaccio. Capacità utile mc. 40; portata tonnellate 13.
Un totale di n. 550 vagoni di vario tipo, destinati esclusivamente al servizio · dell'esercito, e di cui prenderemo in
esame più avanti il valore comparativo. A questi erano da
aggiungersi n. 129 carri appartenenti all'industria privata
e di cui ecco le caratteristiche: •
N. 60 appartenenti alla Società vagoni frrgoriferi (ora
sono stati assorbiti dall'Azienda Statale ferrqviaria), della
portata di tonn. 14, senza casse a gqiaccio, con forte isolazione (destinati fin dalla loro costruzione al trasporto
delle carni congelate).
N. 12 appartenenti alla Società italiana Svift, della portata di tonn. 14, con casse a ghiaccio, media isolazione e
destinati a trasporti vari.
N. 8 appartenenti alla Società Garavaglia, della portata di tonn . 12, con casse a ghiaccio, isolazione media e
destinati al traporto di formaggi e latticini.
N. 4 appartenenti alla Società Garavaglia, della portata di tonn. 12, con casse a ghiaccio, isolazione media
e intercapedine di aria, destinati allo stesso trasporto.
N. 8 appartenenti alla Ditta Crassi e Saltarini, della portata di tonn. 12, con buona isolazione, casse a ghiaccio.
destinati allo' stesso trasporto.
N. 4 appartenenti all'Unione Importatori Bestiame, della
portata di tonn. 15, con casse a ghiaccio, forte isolazione, destinati al trasporto di carni congelate se adoperati senza ghiaccio e a derrate varie col ghiacciò.
N. 2 appartenenti all'Unione Importatori Bestiame, della portata di tonn. 6, con casse a ghiaccio, forte isolamento, destinati come sopra.
N. 9 appartenenti alla ex Società Birra Spiess, della
portata di tonn. 14, con casse a ghiaccio, isolazione media, destinati al trasporto della birra.
In complesso in detta epoca l'Italia possedeva una scorta
di n . 679 vagoni detti « frigoriferi » di vario tipo, ma che
erano compresi tutti nelle categorie di vagoni ghiacciaia
e vagoni isotermi. Non possedeva quindi nè vagoni ad
<e accumulatori
di freddo », nè vagoni provveduti di
« macchinario frigorifero.

PER LA COSTRUZIONE DEL NUOVO PORTO
A NAPOLI
In una relazione del Consiglio direttivo dell'Associazione napoletana Pro Com~ercio, estesa dall'ing. Municchi, sono manifestati propositi della maggiore alacrità e
fermezza di azione .
cc Il problema meridionale è ormai, e deve essere, essa
dice, di fronte alla coscienza del Paese, un problema nazionale - il più importante dei problemi nazionali. Per
il momento l'opera nostra dovrà essere specialmente rivolta a che i miliardi, che sono stati assegnati alle opere
pubbliche meridionali, non rimangano nel bilancio statale
quale cifre morte, ma si trasformino - e subito - senza
indugi ingiustificabili in opere arditamente pensate e coscientemente eseguite. Napoli attende da troppi anni il suo
porto sul quale per la posizione geografica centrale

RASSEGNA DEL MOVIMENTO
poss ono essere attratte forse le più importanti correnti del
m ovimento delle genti del mondo. La costruzione del nuovo porto e la sistemazione definitiva della sua amministrazione non ammettono remora. Ogni pretesto tecnico è
un a mancanza di buona fede - ogni intoppo burocratico
un tradimento verso Napoli e il mezzogiorno - ogni ulteriore ritardo una vergogna ·nazionale.
11 Pro Commercio per il Porto di Napoli - sapendo di
interpretare la volontà unanime della cittadinanza si
Tenderà iniziatore di una agitazkme che andrà dalla dicussione serena con gli uomini che sono in buona fede
.ali' agitazione di classe nei pubblici comizi, se sarà ne-

-cessario .
La protezione del piccolo commercio - che in attesa
di ulteriori sviluppi della nostra potenzialità commerciale
e d industriale - è tanta parte della nostra vita cittadina,
sarà oggetto di speciali studi ed iniziative da parte della
nostra associazione, promuovendo sopratutto ogni iniziativa
utile a riattivare il movimento sovratutto dei forestieri , che
dovrebbero ormai non trovare oiù un contrasto così stridente fra le bellezze del cielo ·e· le miserie della terra.

LE NOSTRE ESPORTAZIONI IN ARGENTINA
IN PERICOLO
Nell' America del Sud il commercio dei generi alimentari
si può dire eh 'è tutto nelle mani degli italiani. Gli italiani che qui - si scrive alla Tribuna da Buenos Aires
- non sono riusciti ad imporre 18: loro lingua, nè alcuna
delle grandi direttive politiche di qùesti paesi, hanno sicuramente imposto dopo pochi anni dalla loro invasione
laboriosa , la loro cucina: ed hanno assunto incontrastabilmente il dominio della gola di questi facili popoli.
D'altra parte, vi sono qui milioni di connazionali che
mangiano con certezza più che italianissimamente . E i figli
degli italiani, i quali così di sovente scordano la Patria
dei loro padri, non scordano mai la cucina delle loro
mamme ...
È un fenomeno d'una importanza colossale, che può
far sorridere solamente gli sciocchi; e che ha, più che
non si sospetti, una trascendenza morale di prim •ordine .
Comunque, questa bagattella culinaria, portava in Italia
ogni anno centinaia e centinaia di milioni di lire in oro.
E se domani questo commercio fosse decisamente sviato
dai nostri porti, noi dovremmo registrare il fatto dopo
qualche anno come una gr'ande sciagura nazionale . Gli
italiani dell'America Latina hanno, purtroppo, messa la
loro attività su questa via, perniciosa pel nostro paese; vi
ono stati costretti dall'atteggiamento folle della Madrepatria. Tocca dunque a n~i di rimediare, e di rimediare
presto; prima che il danno, col consolidarsi della iniziata
roduzione locale, non sia reso irreparabile.
Certamente la sostituzione dei generi alimentari itaH ni, con quelli di produzione americana, non è per{ tta, nè completa . Non lo è, non potrà esserlo anche per
lunghi anni. Diciamo anche , che nella qualità, non lo por
essere mai. Ma bisogna tener conto d · una modifizione di gusto che qui lentamente si può compiere : e
<li cui il periodo della guerra ci ha dato saggi notevoli
d allarmanti.
Nella produzione dei vini e dei formaggi, per esempio,
l'Argentina h~ • fatto in questi anni di guerra passi gigan~
ll"schi. E lo stesso si dica delle n9stre paste alimentari;
<I lla grande varietà delle nostre conserve ; di tutte le spei dei nostri salami, che qui vengono imitati con una
ura scrupolosa di manipolazione e di forma ...

INDUSTRIALE ITALIANO

LA SITUAZIONE DEI

TESSILI 1TALIANI

Gli industrinli tessili da sei mesi e più lavorano senza
ordinazione, immagazzinando e vendendo quando e come
possono.
Qualche spedizione si è fatta a T rìeste, qualche contratto si è stipulato per la Romenia, ma si tratta di quantitii esigua di merce. Le case, quando hanno i niagazzini
rigurgitanti e degli impegni bancari e finanziari da soddisfare, sono necessariamente ' obbligate a svalutare il prodotto ed a vendere a perdita .
Qualche industriale audace ha preso le commissioni sub
conditione, cioè ha fatto scegliere sul proprio campionario ai grossisti la merce da fabbricare, e dietro la loro
ordinazione ha cominciato a fabbricare . Però si tratta
di una vendita condizionata, sia perchè i compratori si
riservano di dare la conferma della commissione a fine
maggio, sia perchè si riservano di concordare il prezzo al!" epoca della consegna della me1e e non a quella dell'ordinazione; quindi il fabbri cante è scoperto, mentre il
compratore non ha impegno
Questa situazione - scrive il Paese - può d uràre per
un periodo limitato, senza compromettere i capitali d'esercizio, giacchè finora si consumano i guadagni del periodo bellico, ma è necessario porre un argine se non si
vuol vedere rovinare una delle più fiorenti industrie d'Italia.
·
·
Per amore di pace, per prendere parte al rinnovamento
sociale che si delinea, e per seguire 1·esempio di altre industrie, gli industriali tessili concessero le otto ore con
il reintegro dello stipendio relativo alle due ore che le
operaie fanno in meno, cioè con l'aumento del 20 per
cento sul lavoro redditizio che esse compiono.
·
Questa · è la condizione dell'industria tessile oggi in cu:
ad essa si chiedono nuovi miglioramenti economici per le
masse lavoratrici, migliorame'n ti che possono segnare il
,t racollo dell'industria stessa se questa non v,iene sorretta
da provvidenze legislative e da accordi internazionali, che
le aprano la via dell'esportazione. ·
Gli industriali comprendono la necessità morale ed economica di fissare un minimo di paga, ma questo dovrebbe
essere dentro tali limiti da non compromettere il giuoco
dei cottimi, che è la ve-ra molla dell'attività operaia nel1'arte tessile .
·

LA CONFEDERAZIONE GENERALE
N~LL'INDUSTRIA 1TA LIANA
Ad iniziativa del!' Associazione fra le Sociétà pe'r azioni
si è costituita in Roma la Confederazione generale dell'industria.
Il fatto scrive il Corriere Economico supera di
molto gli altri comuni di cronaca, e merita tutta la nostra
attenzione: invero esso è sintomatico . È il primo segno
cospicuo del risveglio di quella che noi chiamiamo co-

scienza industriale.
Già il numero rilevantissimo di intervenuti come
ebbe a rilevare nel suo lucido discorso l'ingegnere F-erraris, presidente delrAssociazione - è la miglior prova
« che è veramente sentita dagli industriali italiani \a necessità di una organizzazione poderosa e compatta che
coordini " e regoli la loro azione sia in rapporto all'economia nazionale, sia in rapporto alle questioni sociali, di
una organizzazione che rappresenti di fronte al Paese
tutta quanta l'industria italiana.
Per un giusto equilibrio sociale, è necessario che ciascuna classe produttrice abbia i suoi rappresentanti, e li
abbia in proporzione della sua forza e della sua impor•

121

LE I. I. I.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = = - - = = =-- = - =

tanza. Più che i vecchi partiti politici che, ormai - non
corrispondendo più ai tempi nuovi - non riescono a mantenersi differenziati, noi dobbiamo assistere alla formazione di partiti nuovi, espressione delle varie categorie
economiche.
Invero come bene ebbe a rilevare recentem~nte in una
intervista il famoso economista e industriale tedesco, dottor Rathenau, l'assestamento politico delle varie nazioni è
oramai forse un fatto sorpassato : le conquiste di carattere
politico delle varie classi sociali - uguaglianza di diritti
civili e politici - sono raggiunte; e 'r imangono, invece,
i problemi economici. Le lotte fra partiti anzi che un
contenuto politico avranno un contenuto economico.
Ma - di fronte a questa nuova situazione - come sarebbe possibile che i partiti, o, meglio, le varie classi
sociali, ; non si differenzino sul terreno economico, anzichè su quello politico~
Questa è la ragione per la quale la costituzione della
Confederazione generale dell'industria noi riteniamo più ·
importante della stessa formazione del Partito popolare
italiano, per quanto sia probabile che agli effetti prossimi delle elezioni -la forza di quest'ultimo riesca ben
maggiore.

LARGHE ORDINAZIONI DI MATERIALE
FERROVIARIO ALL'INDUSTRIA lTALIANA
Al Ministero dei Trasporti, sotto la presidenza del ministro on. De Nava, ha avuto luogo una conferenza con
i rappresentanti di~ tutte le Ditte che costruiscono o riparano materiale rotabile ferroviario. Alla conferenza intervennero l' on. Conti, sottosegretario del Tesoro, il direttore delle fèrrovie, comm. De Cornè,. il vice direttore
generale, comm. Borrini, e i capi servizio. Scopo della
conferenza era quello di avvisare a tutti i provvedimenti
opportuni onde affrettare la costruzione e la riparazione
dei rotabili. È bene si sappia che indipendentemente dai
lavori che si. eseguono direttamente nelle officine di Stato,
larghe ordinazioni sono state date all'industria italiana per
la costruzione di notevole quantità di locomotive e di carri
nuovi e di carrozze. Sono ordinate e in corso di costruzione 576 locomotive, 7333 carri disposti dal commissariato dei combustibili nazionali e dal sottosegretario per le
armi e munizioni e sono in corso di ordinazione da parte
delle ferrovie dello Statt> altri 2000 carri circa ed altre
560 carrozze e 200 bagagliai. In tutto quindi finora 20
mila carri, 576 locomotive, 1200 carrozze e 500 bagagliai.
Tali ordinazioni sono state fatte da parte delle ferrovie
in base al preordinato programma di ricostruzione del parco ferroviario di rotabili così duramente provato durante
la guerra. Anche per le 'riparazioni del materiale ferroviario, cui provvedono più specialmente le officine statali,
è stata domandata la collaborazione all'industria privata,
difatti, sono stati già commessi e sono in corso di ordinazione lavori pey parecchi milioni.

SPERANZE DI GRANDI RICCHEZZE MINERARIE
NELL'ISTRIA
Dai rilievi geologici che possediamo della nostra regione
- scrive l'Informatore Economico di Trieste e dalle
numerose ricerche già fatte, risulta per il Carso e l'Istria
la probabilità di scoperta di nuovi giacimenti di lignite e
di bauxite, oltre a quelli già conosciuti e parzialmente coperti di. concessioni minerarie o di libere indagini ; per
la Dalmazia e le isole dalmate, c'è la speranza di sviluppo
di miniere di lignite, di ferro e fors'anche di altre preziose sostanze, come l'asfalto, le impregnazioni metallifere, ecc.

122

Rivolgiamo la nostra attenzione a queste ricchezze naturali delle nostre terre, più intensamente e seriamente di
quello che venne fatto fino ad ora, e non attendiamo che
la proprietà della no3tra Nazione venga sfruttata da capitalisti stranieri più intraprendenti di noi !
Non si dimentichi soltanto che il lavoro di ·ricerca richiede bensì rischio di denaro e dipende in gran parte
dalla buona ventura, ma che guidato da ragionamento
e capacità tecnica, anzi che da speculazione ed empirismo, viene esuberantemente rimunerato nel successo finale.
In chiusa, sia rivolto al Governo l'insistente voto che
la sede montanistica per le nostre terre redente sia T rieste, che è il centro commerciale ed industriale della Venezia Giulia ; desiderio legittimo che ci viene spontaneo,
ricordando le difficoltà create ai nostri interessi minerari ·
quando, al tempo della dominazione austriaca, la giurisdizione ne era affidata agli uffici montanistici di Lubiana e di Zara, ed al capitanato montanistico di Klagenfurt.

L'UNIONE DELLE CAMERE DI COMMERCIO
' ITALIANE
Sotto la presidenza del presidente on. Marco Cassin, assistito dal segretario gene;ale prof. Guarneri, s •è riunito
a Roma il Consiglio Direttivo dell'Unione delle Camere
di Commercio Italiane.
Erano presenti :
Cav. Domenico De Filippis (Bari), cav. Giovanni Ambiveri (Bergamo), cav. Luigi Rossi (Brescia), comm. Francesco Spadaro Reitano . (Catania), on. comm. avv. Marco
Cassin (Cuneo), on. marchese comm. ing. Giorgio Niccolini (Firenze)., comm. Eugenio D'Alessandro e . commendator avv. Vitale Cognata (Girgenti), comm. Camillo
Cocctolo (Lecce), gr. uff. Giovanni Mauro (Napoli), commendator Alfredo Fortunati (Roma), cav. Giuseppe Becchi (Savona), cav. Ilario France3chi e avv. Cesare Tommi
(Siena), comm. avv. Casimiro Dogliotti e comm. Cesare
Cornaldi (Torino), prof. dott. Vittorio Meneghelli e cavalier dott. Andrea Saccardo (Venezia), comm. Giuseppe
Marchetti (Vicenza), cav. ing. Paolo Muggiani (Novara).
Per la prima volta dopo la vittoria hanno partecipato ai
lavori dell'Unione i delegati delle Camere di Commercio
redente. Erano presenti il dott. Carlo Garavini, segretario
generale della Carriera di Trieste, in rappresentanza anche
delle Camere di Rovereto, Rovigno e Zara, Antonio Bisiach, segretario capo della Camera di Gorizia, e Adolfo
Gottardi, segretario generale della Camera di Commercio
di Fiume e membro del Consiglio nazionale dell'italianissima città.
L' on. Cassin, inaugurando i lavori del Consiglio, salutò
con parole commosse inspirate · al più puro patriottismo i
delegati delle Camere delle terre redente, celebrando il
fatto storico della loro congiunzione con la grande famiglia delle consorelle italiane. Accenna alla passione di
questi giorni che il Paese vive per la sorte cli Fiume e rivolgendosi al delegato di quella Camera afferma che la
causa di Fiume è la causa dell'Italia e sarà vinta.
L'Assemblea applaude commossa.
Il presidente riferisce sull'attività. svolta dall'Istituto dall'ultima Assemblea, specie in merito alla grave questione
,dei monopoli e alla politica economica del Governo. Ricorda i convegni tenuti nelle varie città d'Italia, le dichiarazioni dell' on. Meda, le quali avevano indotto a
sperare in una s,oluzione soddisfacente per l'erario e per
il_ commercio, e le notizie pessimiste di questi ultimi giorni. Conclude affermando che occorre vigilare e non disarmare.

= -== = = = = = = = = = = = RASSEGNA DEL MO V/MENTO INDUSTRIALE ITALIANO
Sul problema del commercio estero s'intrattiene a luno l' on. Cassin, richiamando le relazioni presentate dalle
amere di Bari e di Brescia e le proposte concretate
dalla presidenza dell'Unione, le quali s·'integrano e com,
pletano tra loro. Poichè mentre la Camera di Bari affronta
ssenzialmente il problema nel suo aspetto di contingenza
chiede la fine del regime di restrizione che riesce dele-1
teri o all'economia del Paese, le proposte di Brescia e della
presidenza rig~ardano il problema nel futuro immediato
indicano i mezzi da attuarsi per assicurare al Paese
un posto degno nella lotta di concorrenza internazionale
he alla firma della pace si inizierà per la conquista dei
mercati di consumo.
Il comm. Corinaldi di Torino accenna ai gravi danni
che i sistemi di requisizione hanno prodotto alreconomia
del Paese.
Il dottor Garavini di Trieste illustra le ragioni della
grave crisi che attraversa quel grande porto, la quale
potrebbe essere in parte risolta ove non tardassero provvedimenti intesi a rendere meno difficili i rapporti commerciali con l'hinterland e specialmente con la . Boemia, retituendo senza indugio a Trieste quella che fu la sua
funzione di grande porto di transito tra il centro d'Europa e l'Oriente.
Il comm. Marchetti di Vicenza informa che la sua provincia dopo quattro mesi dall'armistizio vive ancora come
ee fossimo in guerra. La ripresa delle industrie v'è ostaolata perchè la truppa occupa gli stabilimenti. Tutto
quanto riguarda la vita civile ed economica è ancora alle
Immediate dipendenze dell'autorità militare. Urge che
questa rientri nei suoi particolari confini e cessi dall'inerirsi in materie èhe sfuggono alla sua competenza.

GLI OSTA COLI
A UNA GRANDE INDUSTRIA MINERARIA
-JN TOSCANA
La legge Mineraria Toscana, disanima « a priori » ogni
Iniziativa per le ricerche, inceppa lo sviluppo ed oppone
formidabili ostacoli alla creazione di una grande indulria mineraria, perchè basata sul principio assoluto della
proprietà del sottosuolo da parte del proprietario della
1uperficie.
La separazione fra la proprietà della superficie e la
proprietà dei giacimenti minerari nei territori a sistema
tl maniale, può pure per volontà dei privati attuarsi in
Toscana e nelle altre regioni a sistema fondiario. Ma si
llua in modo ibrido, incompleto e variabilissimo; è se•
J> razione incerta nei suoi effetti giuridici, nelle sue garan.1 , nella sua natura; turbata ancora dall'opera di inter,n diari o incettatori; da frequenti pattuizioni per le quali
I concedente si riserva la vigilanza sulr esercizio, la parI ipazione sul prodotto, la società nell'impresa; da sub1 ncessioni; da suddivisioni.
li proprietario della superficie, se pure si presta alla
1,
ione del sottosuolo, incomincia col richiedere una
omma generalmente esagerata di entratura, e poi canoni ,
nt ressenze, ecc., e ciò perchè ignaro di cose minerarie
, portato a crearsi delle fantastiche idee sulla entità e
ul valore delle sostanze utili racchiuse nel sottosuolo.
L'acquirente, se trattasi di uno speculatore, accaparra il

terreno a condizioni spesso gravose e non ne tratta la cessione all'industria se non aggravandole notevolmente.
Così avviene di solito che queste ricchezze rimangono
infruttuose per la cupidigia dei proprietari e degli incetta•
tori.
Avviene perciò, scrive 1~ Miniera Italiana, che chiunque intenda razionalmente intraprendere, ove vige la
Legge Toscana, la ricerca e la coltivazione di un giacimento minerario ed assicurarsi a tale scopo una conveniente zona di terreni, oltre alla difficoltà di a~certare ad
una ad una le proprietà superficiali nella loro origine o
almeno per un trentennio nei loro trapassi, debba, e
qualche volta anche senza il sussidio delle tavole censurarie ed ipotecarie , ricercare in atti tra vivi e di ultima
volontà, se da ogni appezzamento vi sia stato il dista.eco
del sottosuolo ed in quale forma, per quale estensione,
in qual natura, con quali effetti . Per siffatte difficoltà si
ebbe il caso che alcuno ritenne miglior consiglio I' abbandonare l'impresa piuttosto che sottostare all'acuita avidità degli opponenti, o di ingolfarsi in lunghe, incerte,
costose ed indaginose controversie giudiziarie.

LO STATO ACUTO DELLA CRISI DEL CARBONE
IN ITALIA
L'Italia è, oggi, la nazione più affamata di carbone fra
tutte le nazioni associate : abbiamo dovuto ridurre, come
in piena guerra, la produzione dei nostri gazometri e razionarci- di consumo di gas ; le nostre ferrovie vivono alla
giornata ; l'industria corre il rischio di dover chiudere da
un giorno all'altro i cancelli delle sue officine per mancanza di carbone.
Perchè, in queste condizioni, i bisogni dell'Italia vengono posposti a quelli della Francia e di Paesi neutrali
persino?
Senza voler fare paragoni che sono sempre odiosi, ci
sembra che la Francia, quanto a rifornimenti di càrbone,
si trovi in una posizione privilegiatissima rispetto all'Italia. La Francia produce attualmente, in ragione di circa
2 milioni di tonnellate al mese, il bacino della Sarre assicura alla Francia altri 14 milioni di tonnellate di carbone
all'anno. La Francia dispone dunque di ben 38 milioni
di tonnellate di carbone all'anno, nel suo territorio e nel
bacino della Sarre che attualmente sfrutta. L'Italia non
produce una sola tonnellata di carbone.
Ci sembra dunque, concludendo, scrive il Tempo, che,
a lavoro ripreso nelle miniere inglesi, si sarebbe potuto
usare un trattamento che fosse, non diciamo di preferen•
za, ma di pura equità, per l'Italia, . caricando quante più
navi fos;e stato possibile con destinazione ai porti italiani.
E ciò, tanto più che l'aiuto francese in carbone è stato
nullo o quasi in qùesti giorni, per noi, ed i rifornimenti,
attraverso la Svizzera, di carbone de11a Sarre , si sono ridotti a qualche coppi di treni al giorno.
La crisi del carbone, in Italia, è dunque sempre allo
stato acuto. La preoccupazione maggiore è oggi la seguente: che la gravità della nostra situazione - alla quale
pure la stampa britannica fa una simpatica propaganda
non sembra molto compresa laddove sarebbe più
utile per noi che si riRettese in cifre la comprensione dei

ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI ·:
Assicurazioni sulla vita - Riassicurazioni dei rischi ordi~ari della navigazione;
dei .rischi di qualsiasi genere assunti nel Regno, nelle Colonie è anche all'Estero.
123

LE /.1. I. - - - = = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - nostri bisogni da parte dei nostri alleati : a Cardiff, a New- da questa industria come dalla peste. Od i costruttori saranno impazziti in blocco, ovvero ragioneranno così. Il
castle e a Swansea .
che vuol dire che il decreto organizza, sistematizza la fame di case» .
ASSAGGI IN TOSCANA
Se si pensa che il decreto , scrive nel Sole G. Volpone
PER LA RICERCA DEL CARBON FOSSILE
Tosetti, stabilizza gli affitti fino al 31 luglio 1921 e che
)'\Ìelle provincie di Grosseto , di Siena e di Pisa, si stanno a quel!' epoca mancano ancora 28 mesi, si vede subito
facendo : per conto del Governo , assaggi per trovare dei che l'industria privata può fornirt in tale periodo un
giacimenti di carbone fossile.
numero rilevante di nuove abitazioni ; (poichè a costrurre
Attualm.ente gli studi di assaggio si praticano in quel oggi una casa - attendendo pure la completa disponidi Piombino, territorio relativamente vicino all'isola d'El- bilità di mano d'opera ed il regolare andamento dei trasba e quindi probabilmente ricco di carbone.
porti - occorrono circa 6-8, al massimo 10 mesi) e rimane quindi a i proprietari un periodo , se non di due anni ,
di almeno 18 mesi durante i quali potranno pretendere
IL GETTITO DEI CANTIERI NAVALI
le pigioni che a loro più convengono, non saranno sogPOTRÀ SUPERARE IN ITALIA 400.000 TONN.
getti a decreto alcuno, potranno anche .concludere conÈ necessario che noi si pensi finalmente ai casi nostri
tratti di nove anni con rinnovi di tre in tre anni, come
con quella . serietà che la situazione consiglia ; e si dia
avviene per le abitazioni. .. borghesi, mentre per le abiopera col massimo fe,vore alla costruzione nazionale. Gli
tazioni. .. proletarie, per le quali l'impegno è solo di tre
annunciati provvedimenti presi dal Ministro De Nava, a
o di sei mesi dovranno vedere le pigioni seguire l'andamodifica del Decreto Villa, appaiono, scrive Salvatore
mento del mercato libero, il quale, c ome si prevede, saAponte sul Giornale d'Italia, quali la nostra industria narà regolato dalle più o meno numerose costruzioni nuove,
vale attendeva . O ccorre ora riguadagnare il tempo pered in ogni modo consentirà sempre che il capitale · impieduto .
gato in dette nuove costruzioni a bbia a produrre interesDal 1° g ennaio 1915 al 1° marzo 1919 sono stati solsi normali, come nei periodi ante-bellici.
t aqto 37 i p iroscafi costruiti nei nostri cantieri, per una
Non si spaventino, dunque, i costru ttori, poichè veportata d i 198.952 tonnellate. Altri 6 piroscafi in acciaio ,
dranno i loro capitali rendere equi frutti dai nuovj imper 54.570 tonnellate , varati nello scorso e nel corrente
pieghi in nuove costruzioni ; non si spaventino i futuri
anno, si trovano in allestimento.
inquilini c'h.e cercheranno nuovi app a rtamenti, poichè veE le unità in costruzione non sono, in verità , molto nudran no in breve tempo sorgere nuove abitazioni, che loro
merose. Dei quaranta cantieri nazionali, e degli altri delsaranno offerte a prezzi alti e forse anco sgradevoli, ma
1a Venezia Giulia, solo 19 sono attualmente in attività
almeno · troveranno dove alloggiarsi .
di lavoro. Abbiamo in costruzione 26 navi di a cciaio, per
-complessive 136.500 tonnellate di portata lorda, le quali
dovrebbero esser varate nell'anno. Si costruiscono pure
LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA
29 piroscafi in legno per 22 mila tonnellate, e 58 velieri
DELLE LIGNITI E DELLE TORBE IN 1TALIA
in legno per 16 mila tonnellate.
Nello spiegarmi oggi come fosse possibile per gli inEbbene, se continueremo con questo ritmo non riusciremo a formarci mai la flotta mercantile che ci occorre. dustriali lignitiferi sostenersi a traverso l'attuale periodo,
Bisogna costruire di più, molto di più ; e più rapidamen- il direttore dell'Associazione industriale toscana mi enute , se si vuole che l'Italia possa fra qualche anno mo- merava , scrive il corrispondente fiorentino del Tempo, le
s ~rarsi sul mare degna del nuov,o posto che ha conquis diverse maniere onde giungere allo sfruttamento razios tato nel commerc io mondiale. Dall'Inghilterra ci sono nale delle ligniti mediante la gasificazione, che potrebbe
state fornite 80 mila tonnellate circa di materiale metal- permetterne anche l'impiego dei sottoprodotti, sia adopeli co per costruzione. Un ulteriore concorso si spera di po- randoli per la produzione del gas da utilizzarsi come forza
ter ottenere ctall'lnghilterra stessa e dagli Stati Uniti in motrice, sia modificando gli impianti delle caldaie in tal
misura ancor più considerevole , per quei materiali cui maniera da renderli adatti al loro consumo diretto, sia
utilizzandole mediante impianti d irettamente sul posto per
non può provvedere l'industria italiana.
Se i nostri cantieri utilizzeranno tutti gli scali , il get- la produzione di energia elettrica, e infine trasformando
tito annuale del-le costruzioni navali in. Italia potrà supe- le ligniti in mattonelle sì da aumentarne il potere calorirare le 400 mila tonnellate. Non darsi ali '•o pera con fede fi co togliendone anche quel quantitativo d ' acqua che contengon o e che le deprezza.
vorrà dire non vol e r servire la fortuna del paese .
Di impianti costruiti al fine di r idurre le ligniti in mat,
tonelle a noi consta esservene già due nella nost,ra regioIL DECRETO SUGLI AFFITTI
n e, a San Giovanni e a Certaldo, ed uno - se non erNON PARALIZZA L'ATTIVITÀ DEI COSTRUTTORI riamo - in v ia di costruzione ad Arezzo. Ma sarebbe
Secondo il prof. E inaudi, che ne scrive sul Corriere del- certamente importante in qu esto momento, anche in prela Sera, il decreto che impedisce ai proprietari di aumen- visione di periodi più critici , ch e tutte le industrie lignitare a loro p ia cimento gli affitti e li obbliga ad acconten- tifere si adoperassero per utilizzare in una delle tante fortarsi di un esiguo aumento del 10 % (che al massimo ·ed me possibili i propri prodotti nei centri stessi di produin casi incerti potrà raggiungere il 20 % ), fino a tutto il zione . La guerra dovrebbe avere ormai insegnato agli
31 luglio 1921 farebbe sì che: « l'unica conclusione ra- uomini di arrangiarsi ognuno per proprio conto. Nel qual
gionevole a cui possa giungere un costruttore provvedu- modo molte critiche posizioni sarebbero già superate.
to di capitali liquidi è la seguente: L'industria edilizia
Suggerimenti non troppo dissimili servirebbero in larè diventata la oessima fra le industrie. Costi crescenti e ga misura a risolvere il problema delle torbiere . Ne posrendimento in -balìa di un Governo oscillante e di com- sediamo importanti a Massarosa , a Fucecchio e in Val
missioni arbitrali incompetenti, soggette alle campagne di Chiana e sarebbe facilitato il loro impiego utilizzandole
giornalistiche e ai tumulti della piazza. Bisogna fuggire direttamente come combustibile. o meglio (comé già si

124

RASSEGNA

DEL MOVIMENTO /NDUSTRJALE ITALIANO

fa ad Orentano) gasific,, ndole per la produzione di energia dustriali e se aggiungiamo la immensa cava a cunicoli
lettrica, o studiandosi di ottene rne quei- prodotti chimici
ch e sarebbero una ricchezza per il nostro paese.
Sarebbe necessario in principal luogo che i produttori
a vessero la esatta coscienza di tutto il grande valore rapp resentato da ligniti e da torbe anche al di là di quanto
p ossa aprioristicamente apparire agli occhi dei maggiorm ente versati in materia e che venissero fatti gli $ludi
più seri in proposito senza aspettare {come non poche
volte è avvenuto) che noi produttori diveniamo ad un tratto tributari dell'estero dei derivati dei nostri pr~dotti medesimi.

LA INDUSTRIA 1TALIANA E LA DONNA
La guerra richiamando, allettando o costringendo moltissime donne borghesi al lavoro pubblicamente esercitato, ha non soltanto messo in pratica gran parte dei principi economici femministi, ma ha sopratutto aperto alle
m enti delle donne, orizzonti non soltanto nuovi , ma vasti, specie per ciò che concerne il campo delle industrie.
A prescindere dal meraviglioso spirito d'iniziativa e di
abnegazione esplicato dalle donne nel campo delle piccole industrie apprese e fatte esercitare ai nosb"i gloriosi feriti e mutilati , la guerra ha scolpito nei cervelli femminili,
impressionandoli profondamente, alcuni fra gli assiomi
eterni su cui riposa l'equilibrio economico delle nazioni
e s u cui, senza la guerra, le donne non avrebbero forse
mai avuto motivo od occasione di fermare l'idea. Ad
esempio : che la ricchezza di un paese è strettamente collegata con la sua potenza politica . Che la probità indu triale e commerciale di una nazione è, forse, il più alto
esponente morale di essa ed insieme la sua politica p iù
vitale . Che l'indipendenza economica si raggiunge, mollo producendo, poco consumando, razionalmente importan•
do e moltissimo esi;ortando. Che taluni smisurati orgogli
nazionali, non ebbero altra origine nè fondamento che
nel l'orgoglio industriale e commerciale. Che l'amore più
idealista per il proprio paese rimane sterile ed inutile se
non si congiunge con criteri positivi e fattivi e che assai
più e meglio ama la patria e la serve colei che respinge
mer~e forestiera e protegge, nell'ambito delle sue facoltà,
il lavoro nostrano, di colei che professi il più sviscerato
amor patrio, pur mostrandosi estranea a qualunque movimento od iniziativa di pratica e pubblica utilità.
Ma, un simile ordine d'idee , scrive la Rampa non è
ancora sospettato nelle donne e , con scarsa simpatia incoraggiato dalla pluralità degli uomini.

LA POTENZIALITÀ
DELLE CAVE DI PIETRA NELL'ISTRIA
Nell'Istria esistono cave grandi o complessi di cave di
pietra r iunite in una sola mano, e cave p iccole anche di
potenzialità min ima . I due maggiori industriali del ramo
i dedicarono g ià vari anni ·addietro allo st udio dei giacimenti industriali istriani, acquistando non solo vaste estenioni di terreno sfruttabile , ma anche cave già scoperte,
he per mancanza d ' intraprendenza dei proprietari o per
!tre ragioni rimanevano chiuse. Essi sono quindi oggi I
più forti proprietari di cave e si trovano in grado di fornire, ove si eccettui la p ietra d'Albana e d i Castelnuovo,
qualunque qualità di p ie tra istriana .
A d un imprenditore in grande appartengono pure le
ttime cave di Orsera e d i Fontane. ·
Vastissime cave, ·in cui si possono cavare blocchi di
grand e zza straordinaria sono in possesso di questi tre in-

di S . Stefano-Levade, le grandi cave di Grisignana, di
Gimino, quelle della Società Adriatica a Salvare e le cav& di Castelnuovo d'Arco e di Castua, abbiamo enumerato le principali provenienze della pietra d'Istria.
Questi principali depositi naturali, che vanno qualificati come inesauribili, sono tenuti ed eserciti in modo razionale e ciascuno di essi possiede un proprio terreno di
sfogo per i rifiuti, mentre ciò non si verifica nelle altre
cave, sfruttate spesso col c,iterio del solo beneficio immedia to, per cui più d ' una se ne trova abbandonata soltanto per gl'impedimenti cagionati dall'accumularsi dei
rifiuti , che non vengono regolarmente allontanati e fini scono coll'ostacolare la continuazione del lavoro.
. I mercati di sfogo della pietra istriana sono principalmente Trieste, Pola e Fiume. Qui essa viene lavorata dagli scalpellini e consegnata a destinazione od all'esportatore. Le cave m inori non trattano direttamente coll'acquirente ma vi sono in molti casi 3 o 4 persone c~e ritraggono utili da una sola ordinazione. Soltanto le cave principali mantengono relazioni dirette coi primi committenti
e si dedica n o anche all'esportazione verso i mercati italiani, ungheresi, verso la Germania, l'America (specialmente del Sud) , verso l'Egitto e le Indie. Sono giacimenti
di lama storica che da secoli fornivano i materiali a Venezia , a molte città d'Italia e va ricordato che l'Arena di
· Pola stessa è costruita con quella pietra che si ricava dalle
Cave Romane .
I prezzi nel periodo immediatamente anteriore alla
guerra variavano da un minimo di corone 40 ad un massimo di corone 140 per metro cubo.
Il desiderio di riunire le cave in una Cooperativa si
faceva sentire da parecchio tempo ed è certo che la costituzione d'un forte organismo industriale, largamente
dotato di mezzi e condotto con sani e moderni criteri tecnico-commerciali darebbe un impulso ed una floridezza
mai conosciuta sinora a questa importantissima fonte di
ricchezza.

FILONI D'ORO NEI MINERALI DI SARDEGNA
A diverse riprese si è sentito accennare alla presenza
del prezioso metallo ch'e delicate analisi chimiche avrebbero rivelato in alcuni minerali estratti dalle nostre miniere . I dati raccolti, sempre un poco vaghi, non erano
stati resi di pubblica ragione .
Gli ingegneri L. Testa e F. Sartori hanno , come essi
stessi riferiscono nel Bollettino dell'Associazione Mineraria Sar<Ja, voluto sincerarsi della cosa, tanto più che recenti risultati forniti da alcuni chimici, avrebbero indicato, entro minerali sardi , una percentuale assai elevata
d'oro, oltre i 100 gr. per tonnellata di m in e rale .
I campioni raccolti sul sito ed analizzati nel Laboratorio
Ch imico di Monteponi dal signor A , Nicodano , hanno ri dotto assai il tenore dato dai ch im ici orericordati. L'oro,
non fu ritrovato che in m isura d i gr . 12 per tonnellata di
minerale. Questo provien e dal noto giacimento di antimonio e wolframio d i C enna Ureu (Orroli) entro gli scis ti
siluriani.
Il metallo aur o a cccmpagna la stibina , colla quale è
intimamente legato . Si assicura che la maggior percentuale d i oro provenga dalla stibina a struttura granulare
e manchi in quella a struttura fibrosa. I 12 gr . furono ap•
punto riscontrati nella stibina granulare.
S i afferma, in seguito ad analisi fatte in Francia, che
l' oro esista pure in piccola quantità n ella ganga del giacimento.

125


LE I. I. I.

============== = =========================::::1

Risultava inoltre da tempo che l"Heberlein aveva trovato
una certa percentuale d. oro nella stibina di Su Suergin,
ma non si hanno risultati precisi di analisi.
Altri minerali di Sardegna leggermente auriferi son o
certamente quelli c upriferi delle trachiti, nella parte NW
dell'Isola; cosa, del resto, già nota per Calabona.
. I minerali argentiferi del Sarrabus sono stati trovati auriferi.
Alcuni solfuri misti di Gadoni sarebbero pur essi accompagnati dal ricercato metallo. Ed in fine diremo che
tracce d •oro sono pure nei minerali dell' lglesiente : l' argento prodotto nella Fonderia di Monteponi ha avuto sino
a 4,7 g,r . d'oro per quintale.
Si può pertanto asserire con certezza che il prezioso metallo, la cui esis tenza fu negata da valenti geologi, esiste
realmente in Sardegna, che esso è legato principalmente
ali' antimonio, ali' argento ed al rame e che talora la percentuale del suo contenuto può assumere un valore commuc:ale.

IL CONGRESSO DEI PRODUTTORI 1TALI ANI
A GENOVA
Nel salone della Camera di Commercio di Genova, gli
industriali e commercianti italiani si sono riuniti per la
terza volta, nel giro di poche settimane, per discutere ancora intorno ai principali problemi della vita ' industriale
e commerciale italiana. Sono tornate sul tappeto tutte le
questioni trattate a Milano e a Bergamo: monopoli, trasporti, materie prime, cambi. Ma c'è stata, e assai opportunamente , una nota nuova: per la prima volta, dall 'on.
Candiani prima e da altri Congressisti poi, è stata prospettata la necessità, anche per l'industria, di stringersi
in Federazione per affrontare con forze perfettamente organizzate, le crisi che minacciano di attraversare evoluzione della vita economica italiana.
Fu votato il seguente ordine del giorno :
La seconda adunanza delle forze produttive italiane riunite a Genova il 2 aprile· 1919, mentre deplora che tutta
la politica dPl Governo si dimostri impari alla ricostruzion e economica del Paese, chiede :
a) che abbia fine l'inutile e dannoso accrescimento
-che la burocrazia fa di sè stessa ai danni del Paese ;
b) che le disposizioni del decreto 18 novembre 1918
sui monopoli siano sostituite dai provvedimenti suggeriti
dai tecnici e dai pratici, diretti, attraverso il rispetto _delle organizzazioni produttive esistenti, a fornire al bilancio
pubblico, gli accresciuti proventi che si manifestano necessari;
e) che vengano ottenute con energia e pronta azione
le materie prime necessarie al Paese ;
d) che si provveda a risanare la circolazione e la cessione delle divise in mercato libero ;
e) che sia definitivamente ·r isolto il problema dei trasporti marittimi e ferroviari, mercè l'acquisizione di nuove
navi alla Rotta mercantile nazionale ed il conveniente noleggio di navi estere da parte dello Stato, ed accelerando
la reintegrazione e l'incremento del mate.r iale ferroviario,
il che contribuirà in larga misura a riportare rapidamente
il necessario equilibrio nel campo annonario;
f) che al ritorno della libera esportazione si aggiunga la adozione di un regime di importazione veramente
sano, riducendo le restrizioni in stretto rapporto al graduale e rapido riassetto economico del Paese ;
Confida che le rappresentanze del commercio, dell'industria e delf agricoltura, mercè il coordinamento, g1a
iniziato, dell'azione rispettiva, sappiano imporre, adegua-

r

126

tamente illustrandole al Governo le giuste soluzioni dei
problemi pel rinnovamento economico italiano e dà mandato alla propria Presidenza di raccogliere subito le adesioni e di nominare una Commissione per addivenire al
pieno coordinamento auspicato per il bene dei traffici e
della produzione nazionali e per creare senz •altro la ne.cessaria organizzazione delle forze produttive italiane.

l MOTORI A VENTO

« ESPERIA »

Durante la riuscita mostra delle novità agrarie dello
scorso anno la mia attenzione, scrive E . Brenciaglia nei
cr: Motori a vento » - (Roma, Unione Editrice). venne richiamata da un nuovo motore a vento,
cr: Esperia ». Mi
interessò subito per alcune fondamentali innovazioni che
lo distinguono dalla congerie dei soliti motori , i quali differisc0no tra di loro soltanto in particolari secondari e
sono quasi tutti di importazione straniera .
Fui anzi indotto ad acquistare uno di questi motori e ,
in seguito ali' esperienza fattan e in parecchi mesi e in
base ad alcuni dati fornitimi dalla Ditta costruttrice, ho
creduto bene d'i raccogliere e mettere in luce quanto si
riferisce a queste nuove macchine , non solo nell'interesse
dei nostri agricoltori, ma perchè credo sia un dovere di
favorire un'iniziativa prettamente italiana così felicemente
riuscita e che viene a creare un'assoluta superiorità in
questo campo.
I gravi inconvenienti che ostacolano il generalizzarsi nel1' agricoltura dei motori a vento, malgrado il grandissimo
vantaggio di poter utilizzare una energia che non costa
nulla, sono:
·
1) non funzionano con venti deboli ;
2) non 'funzionano o si guastano con venti fortissimi ;
3) non possono sfruttare completamente, per ragioni
di meccanica, la forza variabile dei venti utilizzati ;
4) richiedono molta sorveglianza ;
5) sono soggetti a guasti pei colpi di vento, imprevedibili malgrado ogni sorveglianza, quindi a riparazioni
che sono costose e che causano perdite di tempo;
6) devono essere tenuti fermi per prudenza durante
la notte;
7) occorre rinnovare spesso il lubrificante ;
8) infastidiscono per_ il rumore.
Negli aeromotori « Esperia » - che dobbiamo
liano V Verney e che vengono costruiti in Italia - sono state vinte tutte queste difficoltà.

r

UN COMTTA TO SCIENTIFICO-TECNICO
PER L'INCREMENTO E LO SVILUPPO
DEL COMMERCIO 1TALIANO
Un Comitato nazionale scientifico-tecnico per l'incremento e lo sviluppo del commercio italiano sarebbe la
necessaria integrazione del Comitato tecnico-scientifico per
l'industria.
L'increment<> dell'industria italiana è , in un primo momento, scrive Antonio Scialoia nella Rivista delle Società Commerciali, un problema di tecnica industriale, a
· cui può dare ausilio ed impulso il laboratorio di fisica e
di chimica: ma in un momento successivo lo sviluppo
industriale diventa essenzialmente un problema commerciale. Non basta s:\per produrre, produrre bene ed a
costi di concorrenza; ma è necessario che il prodotto abbia assicurato il mercato e sappia vincere la concorrenza
c9mmerciale. Il progresso industriale non è possibile se
non è fiancheggiato da un perfezionamento della preparazione e della tecnica commerciale.

-==

=- - - - - - - - - - =

RASSEGNA

DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITAUANO

Si può affermare, con fondamento di vero, che in Italia è forse più deficiente la tecnica commerciale che la
tecnica industriale. Da ciò il bisogno di stimolare nelle
nostre classi commerciali la opinione della necessità ché
l'attività commerciale esige una preparazione di cultura
con omica , resa sempre maggiore quanto più complessi
ra ffinati si fanno i meccanismi commerciali, e più larhi i mercati. Basti, al ~iguardo, ricordare l'esempio eloq uen te .d i altri paesi commercialmente più progrediti, dove fu rono associazioni di commercianti le forze che crearono, sotto l'impulso di una esigenza direttamente sentil , quelle alte ·scuole di studi economici e commerciali,
da cui escono, con la indispensabile preparazione scienifica, le menti direttrici delle grandi imprese commerciali. Questo bisogno non potrà tardare ad essere più intensamente sentito anche in Italia, sopratutto di fronte
l fenomeno recentissimo del concentramento di grandi
industrie in imprese commerciali di vaste proporzioni.
Il progettato « Comitato nazionale scientifico-tecnico per
l'incremento e lo sviluppo del commercio italiano» dovreb be essere l'espressione concreta di questa sentita neessità di interessamento delle classi commerciali al progresso della cultura economica e commerciale, e , nel medesimo tempo, di un p iù vicino contatto fra gli istituti
cien tifici economici e commerciali con la pratica della
ttività commerciale della nazione .

LA LINEA DAL LAGO MAGGIORE
AL MAR NERO
Nei riguardi principalmente degli interessi italiani , si
può ora pensare ad una linea di navigazione interna internazionale che offra una soluzione del problema, in sotitu zione od in aggiunta delle vie ferroviarie in progetto .
C ome annunciarla? - si domanda l'ing. Piero Piola
sul Monitore Tecnico.
S e si dicesse : « linea dal Lago Maggiore al Mar Nero »,
sembrerebbe trattarsi di un sogno da pazzi; ma , se si dicesse: « canale di una trentina di chilometri tra il fiume
Vipacco e la Fiumara di Lubiana li, la maggioranza non
farebbe grandi meraviglie. Eppure tutta la difficoltà e tutta
la grandiosità dell'opera sta qui, nel superare lo spartiac•
q ue tra la valle del Frigido e quella della Fiumara di Lubian a ; superato l'ostacolo, la linea dal Lago Maggiore al
Mar Nero non sarebbe più un sogno da pazzi, ma risponderebbe invece alle più calme considerazioni tecniche.
Ma è possibile l'attuazione del progetto?
A J.la quota di 300 metri sul mare, e cioè circa al livello a cui scaturisce Ìa Fiumara di Lubiana, il massiccio
rsico che separa il bacino dell'Adriatico da quello del
Mar Nero, ha lo spessore di una trentina di chilometri.
Una galleria di valicc- di tanta lunghezza condotta nel
ave rnoso Carso è impi esa Ja far tremare le vene e i
polsi anche ad audaci costruttori, tanto più che nella reione che si considera esiste tutta una misteriosa idrogra-

fia sotterranea che può riservare le più gravi sorprese a chi
si attenti a violarne il mistero.
Ma qualunque soluzione sia per adottarsi, questo è certo :
che, nel passaggio dal Frigido alla Lubiana, si concentrano difficoltà costruttive formidabili e si prevedono ingenti
spese ; le prime però non sono superiori a quanto sa osare
la moderna scienza delle costruzioni, e le seconde non
sono sproporzionate ali' enorme risultato di creare la continuità di una navigazione interna che, lunga circa 2650
chilometri da Locarno al Mar Nero, attraversa alla loro
radice la penisola italiana e la penisola balcanica ed al,laccia l ' Adriatico al Mar Nero lungo la corda del grande .
arco che la navigazione marittima deve percorrere da
Odessa , pei Dardanelli , a Venezia o Trieste.
Un'opera d i tal natura non la si intraprende senza accordi internazionali , ed è questo il momento di concretarli . Se ne faccia iniziatrice l'Italia presso la Conferenza
di Parigi.
Con gli Jugoslavi le nostre d ivergenze politiche dovranno
pure un bel giorno ve nire definite ,
« Ripassin l' Alpi e tornerem fratelli li,
Apriremo allora una facile e potente arteria di scambi
con la Jugoslavia, la Bulgaria, la Romenia e l'Ungheria ;
questi Stati avranno access·o al tanto ambito Adriatico
anche per via fluviale; daremo in dote a Venezia ed a
Trieste un vastissimo entroterra; e le nostre flottiglie flu viali, navigando fino alla gola di Kazan , ammireranno le
vestigia della strada d •alaggio sospesa alla parete rocciosa
dall'imperatore Traiano, riannodando così la grandezza
dell'antica Roma alle opere della nuova Italia .

LE NAVI 1TAL,IANE
LODA TE IN INGHILTERRA
Roberto Clark, presiedendo il 26 febbraio la riunione
annuale della corporazione britannica di ispezione e d i
registrazione della marina mercantile a Glasgow, ha reso
omaggio al metodo italiano di costruire nuove navi.
Egli ha detto che l'avvenire del,le navi in cemento armato è abbastanza incerto. I risultati sinora ottenuti sono
buoni, ma tali navi non sono state in servizio abbastanza
a . lungo per avere potuto provare il vero valore pratiw
ed inoltre sono state costruite in condizioni che non permettono di giudicare il loro rendimento commerciale. Il
tonnellaggio delle navi costruite, o in costruzione in Italia, è aumentato da quando le Società inglesi si trovano in
relazione con le Società italiane.
Sembra che l'Italia abbia risolto· il problema di uniformare le costruzioni n vali con un metodo più semplice
e per mezzo dell'adozione di un modello secondo il quale
sono state costruite un certo numero di navi, che hanno
dato un risultato soddisfacente. Si sono costruite navi di
questo tipo · in tutti i cantieri d'Italia apportandovi soltanto modificazioni interne che erano necessarie per la loro
particolare destinazione.

ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI :
Tariffe miti, svariate forme assicurative adattabili ad ogni condizione sociale.
L'assicurazione è la più perfetta e saggia forma di risparmio poichè obbliga
senza sforzo a una lieve economia messa a profitto pel futuro.

Le ''Officine Elettro-Meccanichett
di Rivarolo Ligure
.

.

SOCIETÀ ANONIMA =======
Capitale L. 4.000.000 int. versato

Si occupano della costruzione di:
MACCHINE ·ELETTRICHE (motori a corrente continua ed
alternata, dinamo ed alternatori, trasforma tori ad aria
ed a olio).
POMPE di ·ogni sistema (turbo-pompe, centrifughe, ecc.)
MACCHINE DI SOLLEVAMENTO a comando elettrico
(gru a ponte, a · volata, a ca?Jalletto - argani - montacarichi, ecc.)
·crURBINE IDRAULICHE e regolatori.
SfSTEMA ELETTRICO BREVETTATO per· illumina-... · ziarre -e avviamento vetture automobili.
Af,H!1RECCHI A USiiIARI per bordo•






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Lo sforzo compiuto quest'anno, pur tra molte ad acquistare la coscienza del proprio ' valore ed
difficoltà, da una larga rappresentanza di indu- a presentire giustamente che quest~ -va.l9~tf~~~► ..:

triali italiani per bene affermarsi alla Mostra
, mpionaria di Lione; il favore che es·s i inditintamente vi raccO'lsero per unanime copsenso
cli visitatori- e di acquirenti; la-çifra di affari non
t r curabile che ne fu il risu~tato tangibile per
10 lti fra i nostri espositori, sono chiaro e confor1 nte indizio che l'industria nazionale comincia

I. I. I.

vrà farle il ,p osto che merita neFlé competizioni
dei mercati mondiali.
Fra le Ditte ita:iane che più riscossero l'unanime ammirazione dei visitatori, e che ebbero la
fortuna di coneiu·dere una serie cospiéùa di' àffari con industriali e commercianti d'ogni" paese
convenuti alla fiera, s?gnaliamo con vivo com-

LE I. I. I.

piacimento la Ditta lng. Paul De Schryver di Mi. lano. Ditta, in origine, italo-belga, che, dopo la
scomparsa del socio titolare, è stata assunta dal
socio già 1?reesistente, Capitano Luigi Lissoni, il
quale, do~o avere assolto con onore al suo compito di combattente alla fronte durante questi
anni di guerra, ha da poco ripreso la direzione
dei suoi affari ne~la Ditta con una larghezza di
vedute, con uno spirito d'iniziativa e con un
soffio di vita nuova che _gli assicureranno senza
dubbi.o un posto preminente fra le industrie del1e macchine utensili in Italia.
La Ditta De Schryver ha esposto a L ione negli
.Stands 191-192 del gruppo III, reparto Metallur·gico (Quai de la Tete d'Or), elegantemente addobbati con severa signorilità, le seguenti macchine:
· Umatric; e Macchine per pastifici e panifici
deee Officine Meschini di GaHarate; Filiere della Società italiana Westinghouse di Torino; Argani e Mulini disintegratori della Società Macc'h in·e Edili di Milano; Trapani e Smerigliatrici
ei-e'ttriche deUe Officine De Schryver-- Lissoni di
Miilanor.: ,· ..

130'

=-=-=~-====-=- - ---- --=

Oli Stands furono, come dicemmo sopra, ammiratissimi, ed attrassero l'attenzione e il vivo
interesse di una fo[a cosmopolita di visitatori.
Le macchine esposte furono apprezzatissime 'e
molto lodate da tecnici e da intenditori, sia per
1' a~curata costruzione in ogni più piccolo detta1glio, sia per la loro estetica in generale e per
le loro prerogative speciaìi di funzionamento.
Così, ad esempio, furono oggetto di viva ammirazione, bench~ espost~ in un gruppo cui effettivamente non appartenevano, le impastatr.ici per pane, che alla semplicità della costruzione accoppiano il vantagg·io di un massimo
rendimento ed una scorrevolezza, che è fattore
di grande importanza per l'economia che ne
consegue di forza e~ettrica necessaria al loro
funzionamento.
Del pari ammiratissimi furono i trapani e1ettrici costruiti daHe Officine De Schryve-r -Lissoni,
e per la loro robustezza e praticità, e per la
speciàle cura m~ssa nella delicata fahbricazion
dell'indotto e delle altre p~rti inerenti.
Oli Stand's della Ditta De Schryver ebber
l'onore di. essere visitati dalle più ~ote ·e pi

GLI 1TAL/ANI ALLA FIERA DI LIONE

. piccate personalità del mondo industriale franese, che ne espressero senza reticenza la loro
peci al e soddisfazione ed iii loro sincero vivo
ompiacimento al rappresentante della Ditta col' presente. L'attuale gerente, Capitano L issoni, incorag,giato da tale successo, si accinge con
nuovo fervore e con accresciuto entusiasmo a
artecipare ancor più degnamente alla Mostra
rntunnale che avrà luogo a Lione in ottobre:
gli si propone di esporvi .in più larga misura
nuovissime macchine utensili, che per la loro
I( niale concezione e per l'uti:ità pratica che esavranno nell'applicazione, desteranno senza
lubb.io vivissimo interesse non meno nel mondo industriale italia,no, che in quello i nternalÌonale del prossimo convegno.
Questa affermazione dell'industria ita-liana co1 energicamente
intrapresa dalla Ditta D e

Schryver non mancherà di dare i frutti che essa
giustamente merita.
E noi siamo lieti di segnalarla all'attenzione
dei nostri lettori, anche per il fatto che simili
ardite iniziative valgono non . solo ad affrancarci
dalle importazioni estere, ma pur anco a farci
degnamente gareggiare, pressochè in ogni ramo
d'industria, con le Nazioni industrialmente più
progredite , che fino a pochi anni fa dominavano incontrastate sui mercati stranieri, il nostro compreso. Oggi invece siamo in grado di
diventare noi stessi esportatori di macchinario :
miraco!o anche questo effettuato dalla guena,
che ha risvegliato le nostre energie latenti ed
'ha eccitato la genialità innata della nostra Iazza, che perciò si avvia alla pi ù fulgida ascesa
nel campo fecondo della produzione e del lavoro .
0

Prof. E. Puxeddu
dello R. Università. di Cogliori

LE IN D U S T 'R I E

IN

SARDEGNA

UNA _G RANDE F AB~
BRICA -D I ACETONE
A PANTALEO - (Santadi)
Scrivendo un anno fa intorno a11la cosiidetta sarda non è sufficientemente dinamica, e ,aill' ilignite di Bacu-Abis e rivendicando a quegli e- soil1a, fuori dei! contatto dei! mondo iindust!1i,a'1e,

I

stesissimi giacimenti l~gnitiferi iJ loro alto valore industriale non ostante ~a doro infelice dassifi.oazione geologùca, io, con sicura fede, pensavo che aihlo sfruttamento razionale intensivo
dei baco di Bacu-Abis avrebbe fatto riscontro
in Sardegna ill sorgere di mOlltepl:ici attività industria-li.
Finora però è stato ben poco tentato : la virtù

non arri.vano le correnti incitatrici dei grandi
centri operosi, e se vi giungono non hanno risonanza. Un' avvenimento di straordinaria importanza ped nostro avv-enire si compie però ora
da noi ed è la costruzione del grandioso bacino
dd Tirso che doterà l'isotla di gran.di quantità
di energ.Ìa elettrica : è da sperare che da questa
nuova sorgente di forza e dailla totaile messa in

-- - -- - - - - - - - - - - -

UNA GRANDE FABBRICA DI ACETONE A PANTALEO

Cataste di legna da distillare.

valore dei nostri carboni fossHi, i sardi trarranno finailmente l'inspirazione a tentare ,l e grandi
imprese iindustciali moderne. Intanto voglio segnalare ai lettori· delle « I. I. I. » nua nuova industria sorta in Sardegna duralllte la guerra : la

distillazione secca del legno.

di kg. di acetato di calcio, 2.000.000 di kg. di
spirito di legno, kg. 10.000.000 di catrame di legno, e 44.000.000 di kg. di carbone.
La Russia, f Austria-Ungheria, la Francia, la
Svezia, dove si lavorano i cascami' del'le grandi
segherie, sori.o, dopo la Germani,a, le nazioni
che hanno svilluppato maggÌorm,e nte J'ihdustria
della carbonizzazione del ilegno in Europa.
Verso la fine del secolo XIX cominciò un• intensa importazione di acetato d.i ca:lcio e di spirito •di legno daH' America, dove una potente
Soci,e tà ha riunito le v,a ,r ie industri,e codà esisten.ti di distillazione del legno, facendo viva concorrenza • a,,lJa produzione europea.
In Italia, ail momento dd:1a dichia11azione di
guerra, la carbonizzazione del legno era ancora
praticata nelle carbonaie : esistevano sì alcuni
impianti per La fabbricazione delll' acetone e del.I' aciido acetiico, ma ,l avoravano poco , saltuari,a mente e con scarsa fortuna : J-a materia prima
era quasi sempre J' acetato di calcio americano.
Un tentativo in 1{1"ande di v eI1a industria di distiil fa:iione secca del Jegno è que1'lo di Pantaileo
(Santadi) in Sardegna, di cui dò una sommaria
descrizione.
Una grande Società Metail-lurg:ica di Francia, la

Premetto akune notizie storiche e statistiche
su questo vasto campo di attività industriiaùe.
L'industria detlla carbonizzazione d ,e l legno è
antichissima e di essa trattano gli antichi storici : i metodi impi,egati però sono rimasti primitiv,i e rozzi sino quasi · allla prima metà del secolo
corso e non ost:Jante che i~ OLauber, fin dal 1658,
avesse dimostrato ,la presenza dell' aci-do acetico
nei prodotti di distiJlazione del ,l egno e che il
Boyle fin dal 1661 av.esse segna'1ato nel ca.t rame -d i legno 1a presenza del:I' akoo1l meti'lico, il
legno fu uti1lizzato solltanto come sorgente di calore neihle carbonaie de1le foreste, lasciiando disperdere ,ne11' arià tanti nrodotti preziosi, che oggi formano ,l a principail e ricchezza de]ll'.industria.
La vera grande industria della distil!lazione del
legno cominciò 111d principio del diciannovesimo
ecoilo in Francia : .di Jà passò in Germania dove
1 a ffermò, nonostante aJcuni primi tentativi me.I
riusciti, e si estese rapidamente: nel 1897 esitevano ne'hl impero ted,e sco distillil erie con una Comp. des Forges et aciéries de la marine et
produzione annuale complessiva di 10.000.000 d' Homecourt, possiede in Sardegna da oltre 40
1

133

LE I. l. ·l.

=-======-========

Forni di Distillazione e Scarico Storte.

anni varie .estensioni boschive, da cui, oltre sugheri, scorze e legna.mi ricava carbone raggiungendo in certi anni una produziOIIle di circa. 200
mila quintadi. Nella .T"ÌÙ viasta. di 'eS!Se, coprente
fra Santadi e Capoterra, a 30 km. ad ovest di
Cagilia.ri, ciirca I 0.000 ettari, esistevano un tempo innumeri caTbolll0lie; a dorso di mu:lo partiva
il carbOIIle, ma vanamente si sperdeva nell'aria
h parte migliore e niù ricca de l prodotto. Nel
1916 dietro consiglio del Governo ltailiarno, fu iniziato il lavoro per fornire al nostro Esercito a
bass-i,ssimo prezzo l'acetone : e un grande impianto so:rse dove ,fino aillora. ill bosco era impra.ticabiile, per ch~lometri e chiJometri dal più
vicino viHaggio, fna allte montagne, senza strade,
, col ,solo aiuto ,d'una pÌccOila ,f errovia a scartamento di 80 cent. costruita dal:la compagnia
stessa per collegar.e al porto privato di Portobotte, fontano 30 km. il centro de!lila foresta.
In un anno ill grandioso pro_getto era compiuto, vincendo ,d ifficoltà veramente enormi, per:.
dendo mesi interi per il a diffiwltà di importazione dei macchriinari, diHicohà ,d ipendenti dallo
stato deplorevolè deliLe vie di comunicazione
nell'interno delH'lsola, dai S1lluramenti, da'1le deficienze continue di materia•li da costruzione.
La tenacia, iil forte e sagace volere possono
miracoli, è nU1Ha può stupire tanto i•l visitatore

134

qua!Ilto lo spettaco,lo improvviso di questa modema officina., f.ra i deserti boschi impervi, i rocciosi monti, il a d ,e sodata valle, in cui fino ali' ultimo si c~; nessun ,adtro luogo panebbe più
vietato a!ll'industria ·-a gricola, pure ecco ceintinaiia di ou,e rai davorare adesso e vivere e costituirsi un paese ,là dòve or sono tre anni il cignaJe si abbeverava timoroso soilo del raro cacciatore.

LA LEGNA
Si noti come in questi- boschi manchino del
tutto quelle quailità o essenze che hanno costituito ,f in qui a:Ll'estero il materiaile più ricercato
a:lfindustria, querciia, faggio e oastagno. E non
è questo l'aspetto meno iÌ.nteressante e ardito
dell'impianto che potrà incoraggi,are altri a segufre l' esemp~o e dare impulso all'industria an~
che là dove piareva impossibiile.
Piante maggiori e diffuse sono qui .iJ Quercus
ilex (lecio) e la Phyllirea o Alaternus (ilatro)
meno comuni l' Alnus (onta.mo) e :l'Olea europea
{o,l ivastro); ma il' abbondanza del basso fusto fa
s1 che non riesca affatto trascurabile ;l 'impiego
d~ iegni quasi inusitati come i~ Myrtus {morte1'la),
il ·fis'tacea lentiscus (lentischio), I' Arbutus (corbezzolo), l'Erica (scopa), l'lunyoerus (ginepro).
AiJ" trasporto della legna da1Ua foresta si è

UNA GRANDE FABBRICA DI ACETONE A PANTALEO
provveduto costruendo apposite strade, e diecin .<;, e diecine di carri la portano dai tagli .al vasto
deposito capace di oltre, 20.000 tonnellate, 1in
cui essa si stagiona; quando si voglia raggiungere una maggior secchezza si adopera ,un apposito essiccatoio traverso cui passa J,a piccofa ferrovia Deeauviil le che col1Lega i1l deposito ,al:lo St,abi'l imento. Si sta provvedendo a11l'impianto di teleferiche per il trasporto della fogna alle parti
più fontane <lelila, foresta che ha iuna lunghezza
massima di 25 chilometri e 1,a cui rotazione completa si prevede debba durare da 15 a 20 anni,
e forse anche meno, dato che 1e migliori e più
promettenti piante vengono sistematicamell).te risp~ttate.

ca di legna e fascine, <li cui giornailmente molte
migliaia occorrono pel riscaldamento già accennato di forni e catdaiie;
2. una centrale termoelettrica per la distribuzione di forz.a e h1ce in tutto lo Stabilimento.
3. un /orn'o a calce.
4. due acquedotti di circa ,due chiilometri di
Junghezza che da elevate sorgenti conducono a
serbatoi costrutti sul,la montagna, in posizioni sovrastanti lo Stabilimento, le migliaia di metri
cubi d'acqua che gioma:lmente occorrono.
5. numerosi alloggi pe:r operai ed impiegati,
una tr,attoria, ,staJile per bovini da tiro e da latte.
Nè manca viigna, orto e frutteto.
Infine, come già venne accennato, upa ferrovia
privata coillLega fo Stahi limento al paese di
LO STABILJMENTO
Santadi e ailla spiaggia occidenttaile dell'Isola.
Benchè le varae fasi e i prodotti dd1a disti:UaZiione del legno siano ben noti, non sarà inutile
Durante iJ periodo bellico ,Io Stabilimento di
ricordarli, descrivendo brevement~ lo stabiJi~
Pantal~ ha ilavorato quasi esalusivamente per
mento.
Ad ogni stadio del:la Javoraz.ione è dedicato l' Aviazìone Militare e le fabbriche di esp!odenun fabbricato distinto; possiamo co,s,Ì distinguere ti ; cessato i1l conflitto, ila ~abbrica ha continuato
'la sua produzione .ininterrottamente, ma come
le quattro fasi principali :
1. Carbonizzazione della legna : avviene in tutte ,le industrie di i:ruerra attraversa un periodo
storte mobili, di 5 metri cubi di capacità; una me- di crisi. PeT · fortuna essa . dipende da una Sotà dei fo~ è riscaldata so!o a gas di legna ot- òetà potente che non Ja Jascierà perure; ad ogni
tenuto in apposjti gas,sogeni, e questa innova- modo si presenta il problema del!la sua trasformazione industriaile. Come è risaputo dai comzione dà ottimi riSUlltati.
2. Distillazione del succo pirolegnoso
si- petenti, J,a carbonizzazione del 1legno negli imstema delle tre ca1M aie, separando l'acido aceti- pi1arnti razionali moderni, oltre i1l carbone, ·1 oaco sotto forma d'acetato di calcio da:hl •alcool tr,ame, le code e i prodotti gassosi, dà or,igine
(flemme meti1liche) e d1al catrame.
,a tre prodotti di fondamentaile ilmportanza, L' a3. Fabbricazione dell'acetone per distiMazione cetone impiegato -peT la fabbricazione· delle versecca -dell'acetato di calcio in forni a gas di le- nici dei velivoli, l'acido acetico largamente sfrutgna.
tato sia libero che combinato neilile stamperie e
4. Separazione degli olii •di acetone e rettifica- ne~le tintorie di lana e di seta, e l'alcool metilico
zione dell'acetone dell'alcool metilico e dei sot- il cùi uso neU'industria tintoriia fu introdotto dal
toprodotti in appar,e cchi a vapore, uno a sistema F rank di Lione fin dal 1859.
Tra i prodotti secondari sono da ricordare jJ
discontinuo e due a sistema continuo.
A comp:letaire· questi impianti ess-enzialii vi è creosofo e ii! guaiacolo chè si ottengono da una
naturalmente un gruppo a,i generatori di vapore conveniente Javorazione deil catra.mè di Jegno.
(tipo Babcok e Willcox), ,ri,sca:ldati in parte a gas
Potrà lo Stabilimento di Pa.nta:!eo continuare,
di legna.
·
ora che 1le richieste di acetone sono rare, la sua
Ma oltre questi impianti essenziali, e che nei produzione attuail·e, trasformando l'acido acetipressi di céntri abitati sarebbero stati sufficienti, co in acetato e distil'lando iJ prodotto per rii costruttori si videro obbligati a sopperire la cavarne l'acetone, o gli ,converrà meglio di promancanza d'acqua, Ja difficoltà di av,e re combu- durre acido acetico e da questo ricavare i varii
stibi1li fossili, il difetto di abitazioni, ecc. ecc. acetati di maggior uso industri,ale?
Dovrà lavorare il catrame per i1I racavo dei
Ecco dunque sorgere varii impianti accessori, e
composti fenoli o dovrà .lasoiare ad altre :inducioè:
1. un gruppo di generatori a gas per riscal- strie specializzate questo compito?
A queste e ad altre domande anailoghe non
damento di forni e caldaie·; fu 1.idottato ili sistema Riché, sia a gas ricco che povero, suS&idiato è facile rispondete : il probJema è complesso
da un impianto · frigorifero a c!oniro di metile ed è non solo tecnico ma anche (e sopratutto)
p ~r la depurazion,e e ìl ricupero ,dei gas combu- commeroiale.
Se le industrie aviatorie dovessero in un prosstibili prodotti nella distillazione della legna. Si
raggiunge così la masuima utilizzazione oa1lorifi- simo avvenire, come è probabi le, assurgere ad
1

'**
1

coo

1

1

135

uno sviiluppo grandioso, esse ass~rbir.ebber~
grandi quantità di acetone e alfora 11mp1ego d1
questo solvente sarebbe assicu:a!~• M~· ,a d ?~
modo io non mi propongo di ,d1scùtere s1m1h
problemi e mi avvio rapidamente ail:la fine del}' articotlo.
Lo stabiùimento di Panta!leo ha lavor.ato con
vero disinteresse.
Prima di chiudere l'articolo sulla fabbri~ di
Panta1leo è doveroso tributare al Direttore . delilo
Stabilimento ·una parola di Jode incondi~ionata.
•11 Do't tor GUiido Mal1aguzzi-: V aileri, oo1le ri,sorse
de-lla. sùa -lucida e pronta intelligenza, ha saputo fa.ciihrìente trionfare di tutte le infinite difficoltà,• che si presentavano nel funzionamento del
~uovo i~pi•anto. Egli ver:arnente non eTa nuovo
a · simili' prove, avendo vissuto per ·una decina
d'·anni in mezzo ,alle industrie chimiche italiane
e ·qùesta sua preparazii()!Ile, mentre spiega la bravura da lui -d imostrata come Direttore ..deHo Stabilimento di Pantaleo durante i1l period~ bellico
trascors·o, ci dà anche sicuro affidamento per
r avvenire di questo grandioso centro di industrie isolane. E una parte di .lode va anche al

.Vliiloroso r,appresentante ita liano delll a So~~ietà
. Metallurgica .d i F ran~ia, al signor U. So~maruga, buona tempra d1 1lavoratore, che nmla ha
trascurato per assicurare aill'impresa rapida e felice attuazione.
È veramente fatidico per noi .sardi che questo
impianto, ail lestito in un periodo brevwsimo di
tempo, con •l1arghi mezzi e .dotato di tutti i perfezionamenti moderll!Ì, sia potuto sorgere neHa
nostra Sardegna ,i n una delile regioni più pittoresche dell'Isola: meglio però sarebbe stato se
l' impresia fosse stata .da noi osata e compiuta, Le
ndstre foreste come iil nostro sottosuo~o hanno
dovizi,ia di prodotti e attendono -sOiltanto le opere ferv.ide ed audaci deil'l' uomo per dare tutto iil
foro rendimento industri1ale.
lo non saprei a!ltrimenti propiziasr,e con i miei
voti la nostra emanciioazione economi,o a che incitando i sard~ a barre da questa riuscita :impresa piena di promesse la 11ecess.ari1a energia per
osare e per affermarsi nel campo delle competizi~ industriali, con la sicurezza piena e con
,l'impeto gagli-Mdo con cui essi seppero mi11abilmente mostrare sui campi di battaglia J.a vigo~ia. delJa -loro
. razza.
Prof. E. Puxeddu
1

1

della R. Università di Cagliari

l

•• ,.

DOCUMENTAZIONI

DELLA VITTORIA

come

e dove si -· fabbri:::
covano gli esplosivi
Il pubblico profano ha un'idea molto appros- tica, ma, in questa povera eppur superba Italia
simativa di quegli elementi chimici che passano s'è riaffermata come potente organismo · indusotto la ·denominazione di cc esplosivi >>, ed ancor striale. Certo prima che la guerra europea scop•
piasse e sconvolgendo 01-.::~-......---i-......
""="-:--~=~=-=---:::-""="'~
- ~:a-~-~ -~-~-=-~............, gni
ordinamento civile
imponesse immanenti soluzioni e specifiche di
sussidi tecnici a:I' esercito
combattente, la madre
se non pure l'esclusivista
dell'esplosivo era la cinica e speculativa GeNilania. Ma non questo era
dovuto, come i fatti dimostrarono di poi, ad una sua superiorità intellettuale op2ure di metodo;
ma piuttosto alla nostra
accidia, frutto di una educazione che aveva per base la va'lorizzazione nei
cittadini del convincimento che il possesso intanFABBRICATO PER IL CARICAMENTO DEI DETONATORI
gibile di una tradizione di
N. B. Ogni lavorazione è suddivisa in piccoli fabbricati isolati e distanti gli uni dagli altri,
genialità fosse sufficiennonchè difesi da trincee onde evitare qualsiasi pericolo.

-=------.. . .- . . . . . . ..-.. . . . . .

oggi si_ p~Ò dire che la
maggioranza limiti la sua
conoscenza alle poJveri
comuni da sparo e-d alla
,:Iinamite accoppiata al nome di Nobel. Ma se
pure per la caccia abituale e per ironia al fisco, sopravvive l'antica e ben
nota combinazione di carbone, zolfo e salnitro, cara ai cacciatori di contrabbando, che in una comune pentola se la creavano ne)la cucina di campagna, la chimica dell' esplosivo non pure è assurta ad una grande dignità scientifica e ad una
esatta soluzione materna-

FABBRICATO PER L'ESSICCAZIONE

N. B. Ogni lavaraziotte è suddivisa in t:,iccoli fabbricati isolati e distanti gli uni dagli altri,
nonchè difesi da trincee onde evitare qualsiasi pericolo.

137

=====================~

LE I. I. I.

FULMINATE.RIA:
Palloni di vetro per la reazione chimica del fulminato di mercurio.

FULMINATERIA:
Dosaggio e batteria per il ricupero · di una parte dell'alcool

138

usato nella fabbricazione del fulminato di mercurio.

COME E DO VE SI FABBRICA V ANO GLI ESPLOSIVI
te elemento per buttarsi, quando occorresse ,
Prendiamo un esempio;
all'avanguardia d'ogni movimento.
- In Taino-Angera (provincia di Como) la
È d'uopo riconoscere adunque e comunque Società Anonima Italiana Davey, Bickford,
Smith (con sede in Milano) possiede i -suoi stabilimenti nei quaH particolare cura si pone nella
produzione dei detonatori,
della miccia detonante,
degli inneschi elettrici ed
affini, introdott·i in Italia
già prima della guerra e
giunti ad una perfezione
e ad una originallità d' applicazione veramente notevoli. Soggiungeremo a
titolo di cronaca che la
Anonima D. B. S. esercisce da pochi anni in Italia, ma è una filiazione
della consorella francese
di antichissima fondazioFULMINATERIA:
ne e che ha numerose
A lambicchi e dispositivi per il ricup ero del/' alcool.
e importanti officine in
che ne!l'estate del 914, quando su l'Europa si Francia, lnghi1lterra ed America del Nord. E direscatenò la tempesta fugata dal sole della batta- mo anche che la Società porta tuttora il nome
i ia del" Montello, il cc Paese -che il Mar circonda dei signor.i Bickford e Davey che inventarono
e l'Alpe » aveva trascurato lo studio e la fab- nel 1831 , nella contea di Cornovaiglia in Inghilbricazione degli esplosivi, nelle loro tre grandi terra, la miccia d i sicurezza, con la quafo si poproduzioni, e cioè : detonanti, propulsori e dila- terono sostituire i mezzi primitivi e per~colosi
ceranti. Ma è anche doveroso rilevare che tosto coi quali prima di allora si dava il fuoéo alle
le esigenze si manifestarono e le contingenze lo mine di vario genere.
imposero, arditezza di inte]igenti, volontà di orEbbene, è appunto questa azienda che con
ganizzatori, sapienza di
studiosi, genialità di inventori affrancarono l'Italia d'un balzo da ogni
contributo estero e si affermarono superbi produttori di ogni sorta di
esplosivi.
Ora, finita la guer-r a,
parrebbe che codesta industria dovesse conchiudere ogni sua ragione di
esistere. Ma non è. Coone
ogni altra industria vissuta
apparentemente per motivi bellici, anche la fabbricazione degli esplosivi
non risolve nella pace- la
sua t°funzione. Ed a preESSICCAZIONE DEL FULMINATO:
scindere dal fatto che pur
La prima operazione per I' e:,siccaz /one del fulminato di mercurio si compie a mezzo di
nell'avvenire, per necessiuna serie di imbuti dai · quali viene aspirata la parte umi da contenuta nel fulminatò faéendovi
passare a varie riprese dell'alcool.
tà di :dilfesa territoriale occorrerà una contingentatur a di elementi distruttivi militari, infinite so- imp;to lodevolissimo ha affrontato il quesito non
no le applicazioni dell'esplosivo nel trionfo del- facile de'l trapasso dat~a produzione guerresca
a quella pacifièa e dopo essere stata srupenda
le--pacifiche gare del lavoro.

139

I ~E I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = - - - - = == == - = = - - - - - collaboratrice de:Ia v.ittoria, si pone in linea fra pianti eminentemente moderni così da offrire,
i collaboratori della nuova riaffermazione civile. oltre ai vantaggi di una produzione rapida ed intensa, -la massima sicurezza per gli operai adihiti
ai lavori, ritenuti sino a poco tempo fa pericolosissimi. Infatti, durante l'esercizio per l'industria
di guerra, r,eso intensissimo daUe necessità imposte da]e circostanze, non si ebbe a deplorare
negli stabilimenti delila Anonima D. B. S. un
solo di quegli incidenti che purtroppo sono al}' ordine del giorno in tutte l·e industrie degli
esplosivi ed affini.
La Bickford fabbrica essa stessa il fulminato
di mercurio destinato al caricamento dei detonatori di vario genere che escono dai}:a sua officina. Il fulminato di mercurio (prodotto coi
mezzi che la scienza chimica moderna ha dimostrato i più adatti}, dalla fulminateria donde esce
allo stato umido, passa agli essiccatoi, e da que·sti ai locali di caricamento dove viene compresso
nei bossoletti, tanto aEo stato puro, quanto unitamente ad ahri prodotti esplosivi, quali il tritolo
e l'acido picrico. E questo a seconda delle necessità o della convenienza.
Il caricamento costituisc la parte più de·l icata
e pericolosa' delle varie operazioni, ma la società
dispone di un macchinario modernissimo, di propria invenzione, con dispositivi specia:li che assicurano un rendimento industriale massimo ed
una sicurezza assoluta p er igili operai.
Si tratta di presse idra uliche che fun:ziionano
dietro scudi di acciaio e che possono dare con
precisione matematica la pressione prestabilita
ESSICCAZIONE DEL FULMINATO:
e coma,ndata da c'hi fa funzionare la macchina.
La seconda fase dell'essiccazione del fulminato di merG li inneschi elettrici, che sono altro prodotto
curio si compie in locale surriscaldato a vapore, dove
il fulm inato, · diviso in piccole do si, viene disteso ad
degli
stabilimenti di T a ino, rappresentano una
asciugare .
grande utilità nel camp o m inerario, e ad essi
Il Si,g. WiBiam Bickford ed il Sig. Thomas non potrà mancar una larga applicazione, dati
Davey si erano già resi veramente benemer.iti i vantaggi che offrono . Gli inneschi elettrici, sodell'umanità , poichè, colle loro invenzioni, e secondo statistiche desunte
dai vari campi di laVIQri
minerari, il numero degl,i accidenti gravi, dovuti · alle esp,losioni delle mine, era diminuito
assai notevalmente sino a
raggiungere l'enorme proporzione deì 90% in meno. Ma la D. B. S. aveva
portato nella nostra industria degli esplosivi. in generale, e dei prodotti di
sua speciale produzione
in particolare, quei grandi miglioramenti tecnici
che non si acquistano che
DEL FULMINATO:
colla lunga esperienza, ed 11 do 3aggio del fulminato seccoESSICCAZIONE
destinato alla lavorazione viene compiuto colla massima cura a
aveva potuto instaUare im- mezzo di bilancie di precisione, e diB(Josto convenientemente per il trasporto nei locali di caricam .

140

COME E DO VE SI FABBRICA V ANO GLI ESPLOSIVI

SALE DI CARICAMENTO DEI DETONATORI:
Le Varie operazioni di caricamento si comp:ono a mezzo di presse di precisione che funzionano
dietro a scudi di acciaio che servono alla difesa degli operai in caso di scoppi delle Presse,

141.

LE ·/. I. I. - - - - - - - -- - - . · - - - - - - - = = - - -

- -

= = = = =- =- = - - = = = =

parecchio detto e~oditore.
Ma non a questo si limita la produzione dell' Anonima Davey Bickford,
Smit'h. Essa produce pure, con processi perfezionati, la miccia detonante
al tritolo sotto piomb.o,
de:Ia quale venne fatto
largo consumo in guerra
e che non è finora conosciuta, o quasi, per g.li usi
industriali, ma dovrebbe
divenirlo, ess(.ndo utilissima in molti lavori minerari e specialmente nei
c~si ove occorra rapidità
FABBRICAZIONE DELLA MICCIA DETONANTE:
e simultaneità di scoppi.
Operazione di riempimento della miccia detonante e bobine per la stessa.
La miccia detonante, è
un prodotto eminenteno usati per determinare lo scoppio di una o mente di sicurezza. Non è sensibile nè allo sfregaparecchie cariche di mine simultaneamente, a mento nè al fuoco, e non detona nemmeno in seguiito ad urto, ma solo se innescata per mezzo di
una capsula. La sua ve:o.c ità di detonazione (di
circa 5.000 m. al mjnuoo secondo) è ta,l a da costituire da per sè stessa un innesco ,per la carica
che si vuo•l fare esplodere; elimina quindi la
capsula nel foro della mina, evitando .il principale pericolo del carjcamento de·l la mina stessa
mentre la carpsula d'innesco della miccia detonante viene fissata a.JJ · esterno ed all'ultimo momento.
L · effetto è sicuro e non vi è il per.i.colo di una
carica inesplosa colla capsula che rimane nel
foro da mina. La facilità di raccmdarla permette
di fare brillare simultaneamente numerose cariche, e può quindri. sostituire vantaggiosamente
l'innesco elettrico sinora usato in simili casi, che
presenta numerosi inconvenienti, data l'incertezza del -r isultato.
Se ai prodotti sopra accennati si aggiùngono
poi · j vari tipi di miccia di sicurezza .già noti per
essere stati introdotti dalla consoreUa francese
sino da~.la sua fondazione, che data dal 1845, e
che ora potranno essere forniiti direttamente dalla Soc. ltal,i ana, è fuor di dubbio che àilJa stessa
non potrà mancare un largo campo di azione,
specialmente nelle miniere di cui è tanto ricco
il nostro paese, e che in Sardegna, in Sicilia, in
Toscana ed in altre regioni, andranno sviluppando un lavoro intensissimo; nel campo de:le
opere pubbliche, quali le varie direttissime ed i
FABBRICAZIONE DELLA MICCIA DETONANTE:
numerosi trafori a cui in Italia si daTà presto
Trafilazione del tub~ di t;>iombo per la miccia detonante.
mano, i po.rti e le linee di navigazione, le strade
grande distanza, ed al momento voluto, median- ed altre opere grandiose che dovranno succe,dere
te corrente elettrica,, fornita da un apposito ap- con febbrile attività al periodo pi guerra.



r _FIERA-· DI CAMPIONI
PADOVA - GIUGNO · 1919
.

·Lettera aperta a tutti
gli Industriali d'Italia !
Nel prossimo giugno, Padova inaugurerà la

r

Fierà

Campionaria che avrà carattere permanente.
Tutti sanno ciò che sia una fiera di camp10m. Si
tratta di avvicinare il produttore diretto al grossista e
gli affari

i concludono sulla base dei campioni.

Padova si offre come luogo di convegno annuale e

Ia sua posizione è tale da incoraggiare ogni · iniziativa.
Qui prossima abbiamo, quest'anno, una regione che
manca di tutto e che avrà di tutto bisogno per approvvigionarsi, e le nostre terre liberate troveranno certamente fra le industrie concorrenti alla Fiera tutto il
necessario.

Tutti gli Industriali d'Italia non devono esitare ad
.inviare riempita la scheda che segue, dando altresì una
bella prova di italianita.

r FIERA
Dl CAMPIONI
PADOVA - GIUGNO
.191 9

I GRUPPI
I
Industrie edili e costruttive.
II - Industrie per l' ammobigliamento
la d corazione della casa e dell'ufficio.
III - Industrie siderurgiche e metallurgiche.
IV - Industrie per forniture indu triali.
V - Industrie meccaniche.
VI - Industrie chimiche.
VII
Industrie ortopediche, chirurgiche, igieniche e
farmaceutiche.
VIII
Industrie del cuoio, dei pellami, del caucciù
e dell'amianto.
IX
Industrie agricole.
X - lndu trie tessili e dell'abbigliamento.
XI - lndu trie della profumeria, delle e nze e per
la toilette.
XII - Industrie ceramiche e vetrarie.
· XIII - Industrie alimentari.
XIV - Industrie artistiche, grafi.eh e della carta.
XV
Industrie delle comunicazioni e dei trasporti.
XVI
Industrie dello sport, del turismo e del viaggio.
XVII - Industrie dei metalli preziosi e dei gioielli.
XVIII
Industrie varie e piccole industrie.

}a

FIERA DI CAMPIONI - PADOVA - GIUGNO

1919

Scheda di Adesione
e•

Nome e Cognome o Ditta - - - - - - - - - - - - - - - - -- - - -- - - - - - Industria __________ _________ _ ezwne della Fiera (l) _______
Indicazione degli articoli presentati e da iscriversi nel Catalogo _ _ ___________

A rea richiesta per l'occupazione

in

m.~_ _ _ _ _ __ _ _ _ _ __

per la omma globale

di L. ___ ___________
La Ditta intende piantare un proprio chio co occupante l'area di m.~_- ~ - -- - per la somma globale di L. _ _ ______ ____
La Ditta sarà rappresentata alla Fiera dal proprio (2)
Sig. _ _ _ _ _ _ __ _ _ _ _ _ _ _ __ _ _ _ _ _ _ _ __
Si acclude l'importo di L. _ _- ' - - - - - - - - - - - - con (3 ,__~ - - -- - - a saldo della somma dovuta per o cupazione d'area .
La Ditta s'impegna tassativamente a non esporre, offrire o vendere alla Fi~ra che
prodotti di propria fabbricazione.

..

.-4

La D.i tta inoltre dichiara di aver preso cognizione del Regolamento della Fiera e di
accettare senz'altro le disposizioni nell'atto stesso che con la presente fa domanda di parteciparvi per . tutta la durata della Fiera stessa.

OSSERVAZIO I: (4) - - - - ' - - - - - - - - - - -- - - - - - - -

li._ _ _ _ _ _ _ _ 1919.
FIRMA

(I)
(2)
(3)
(4)

Indicare
Indicare
Indicare
ln caso

a quale sezione la Ditta intende di essere assegnata .
se trattasi del titolare, del direttore, del procuratore, dell'agente o del rappresentante.
se trattasi di assegno, vaglia, ecc.
di rappresentanza, fare l'autorizzazione richiesta dal tegolamento della Fieia all'art. I paragrafo f.

Indirizzare la presente scheda al SEGRETARIO GENERALE DELLA I&FIERA DI CAMPIONI - PADOVA.

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a Milano. Cap. L. 800.000. Fabbricazione ed impianto di poste
pneumatiche e meccaniche, nonchè l'ese rcizio di impianti e sistentj .

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Dur . 10 anru. Cap , L. 300.000. Age nzie di vapori, carboni fossili ,
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ITALIANE

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con sede a Torino . Cap . L. 50.000. Dur. 31 Dic. 1932. Produz. i~
noleggio di case cinematografiche.
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sede a Torino . Dur . IO anni. Cap. L. 40.000. Esercizio garage e
compra-vendita di automobili.
VIAREGGIO - Cantiere Oreste Tornei e C. An. con sede a
Viareggio . Dur. 8 anni. Cap . L. 6.000.000. Costruzione di navi a
vela.
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trattare ogni affare inerente al traffico marittimo, fluviale e portuale compreso l'armamento.
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IO anni . C ~p . L. 200.000. Esercizio e compravendita di velieri. va pori e galleggia nti.
VENEZIA - Facco e Mel. Coli. con sede a Venezia . Dur . IO
anni. C a::,. L 7000. C<mtratti trasporto, rappr. e informazioni comm .

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NORCIA - Soc . Trasporto merci. An. con sede a Norcia . Cap .
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L. 86.000 per trasporto merci e per il servizio d i Norcia e paesi
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finitimi a Spoleto.
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(Continua)

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Firenze - Genova - Londra- Milano - Malta-Montevideo - Montreal (Canadà.l
New York - Napoli - Palermo - Parigi - Rio Janeiro (B rasile) - ·s. Paulo (B r a sile)
Salonicco - Smirne - Stoccolma - Torino - Tripoli - Tunisi - Valparaiso.

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d 'Oro e Dipl. d'onore - Torino 1911 Fuori concorso Membro della Giuria.
GRAND PRIX Esposizione Universale Parigi ·1 900 - St. Louis 1904
MEMBRO DELLA GIURIA Esposizione Centenaria. Volta Como 1899
Esposizione In.terna.zionale Milano 1906 - Torino 1911
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172

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Catalogo Generale Permanente della Industria Italiana.

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Ca~alogo Genernle Permanente <.1el1a Industria Italiana

[BANCHE - ASSICURAZIONI]

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COMMERCIALE
ITALIANA
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- REGGIO EMILIA - ROMA - SALERNO - SALUZZO - SAMPIERDARENA - SASSARI - SAVONA SCHIO - SESTRI PONENTE - SIENA SIRACUSA . SPEZIA - TARANTO - TERMINI IMERESE - TORINO - TRAPANI - TRENTO - TRIESTE - UDINE. VtNEZIA - VERONA - VICENZA.
AGENZIE
1)

IN MILANO

1

Cora o Buen.oa Airea , 6 2 • 2) Corso XXII Marzo , 28 • 3) Corso L od i, 24 • 4) Piazzai•
Semp i o n e , $ • $) V i ale G a ri bald i, 2 • 6 ) V i a So n c in o , 3 ( A nlf,olo V i a Tor ino).

Situazione dei conti al 31 Marzo 1919
PASSIVO

ATTIVO
Numerario in Cassa e Fondi presso gli
Istituti di Emissione . . . . . . L.
Cassa Cedole e- Valute . . . •. . . »
Po rtaf. Italia, Estero e Buoni Tesoro . »
Effetti all'incasso . . . .
. »
Riporti
. . . . .
. .
. ..,,
Valori di proprietà . . . .
»
Anticipazioni sopra Valori
.
Corrispondenti - Saldi debHori
Debitori per accettazioni
»
Debitori diversi
»
Partecipazioni diverse .
»
Partecipazioni in Jmprese Bancarie
»
Beni stabili . . . . . .
»
Mobilio ed impianti diversi
»
Debitori per Avalli . . .
»
Titoli propr. Fondo Previd. Perwnale >'
a garanzia
operazioni

T I·t O 1I. 1n
.
. .
deposito
a e~ uz10ne serv_1z10 . . . »
a libera custodia .. . .
»
Spese d'Amm . e Tas e Esercizio corr. ,,

l

L.

Capitale Sociale (N. 376.000 Azioni da
208.000.000,L. 500 cad. e N. 8000 da L. 2500) . L.
145.743.328,52
41.600.000,4.369.204,08 Fondo di riserva ordinqrio . . . . >
41. I00.000,2.070.138.614,26 Fondo di riserva straordinario . . . >
12.625.000,53.759.386,45 R.iserva spec. di ammort. e di rispetto -.
3.550.000,130.672.883,61 Fondo tassa Azioni - Emissione 1918 >
19.222 .062,29
59 .876.640, 23 Fondo Previdenza pel Personale . . ll
10. 138.080,9.648.884,ì7 Dividendi in corso ed arretrati . . . »
863.745.567,85 Depositi in Conto Corr. e Buoni fruttiferi .. . . . . . . . . .
. »
637 .284 .002,66
47.843.115 ,29
» 2 . 163 .869.068,69
18.910.455,ù4 Corrispondenti - Salài creditori .
93 . 168.592, 19
34.697-.317 ,33 Cedenti effetti per l'incasso
114.646.597 ,05
20.875.242 ,25 Creditori diversi
47.843.115 ,29
18.960.879.34 Accettazioni commerciali
»
96.273.873,84
1, - Assegni in circolazione
. »
115.296.594, ~
115 .296.594 . 16 Creditori per Avalli . .
. »
192.560.570,16.539.509,50 Depositanti \ a gara~zia oper~z_ioni
. »
4.351.323,192.560.570,di Titoli ' 8: cauz10ne ser~1z10
r libero a custodia
. » 2.617.710 .062,4.351 .323 ,. »
693.461 ,26
2.617.710.062, - Avanzo Utili Esercizio 1918
. -.
13.093.473 ,99
7 .32•J.2J7.74 Utili lordi dell'Esercizio corrente

6.433.025 .876,42

L

6.433.025.876 ,42

La Direzione
I Sindaci
Rag. G. Aimi - Dott. Rag. M. Luporini
Dott. A . Moretti - Rag. A . Olivieri
Prof . Rag. G . Rota
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IL CAPO CONTABILE
337-38

A. CO. tELU

nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le

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I. I. I. >

181

Catalogo· Generale Permanente della

[BANCHE - ASSICURAZIONI)

Industria Italiana.

BANCO ITALIANO
DEL ·URUGUAY
SEDE IN MONTEVIDEO - VIA CERRITO 428
FILIALI in PAYSANDÙ e MERCEDES (R. O. del URUGUAY)
CorrisponJente nella Repubblica dell' Uruguay della Banca .d'Italia, Banca Commerciale
Italiana, Il anca Italiana di Sconto, Banco di Napoli, Credito Italiano, Banca Belinzaghi
(Milano), Jn. de Fernex & C. (Torino), B. I>arodi & F.lli (Genova) ecc., ecc.
DI SCUDI

MILIONI ORO

• • • 5
Sottoscritto e Versato 3 MILIONI
"

Fondo
di
1.033.
7
50.00
riserva


"
150.000.00
Fondo di previsione •
"
CAPITALE

I

.'

.



CONSIGLIO

DIRETTIVO:

'

Presidente: Dott. Cav. G. A. Crispo Ilran<lis - Vice-Presidente: Comm. Buonaventura Caviglia
Segretarw: Cav. Luigi f;aminara - Consiglieri: Cav. Cacio Anselmi, Cav. Ettore Trabucati,
Cav. Vincenzo Costa - Direttore-Gerente: Comm. Gr. Uff. Alessan<lro Talice.

OPERAZIONI. DELLA
,
1

BANCA

Sconto ed incassi.
Lettere di Credito, Rimesse Telegrafiche, Cambiali

(a vista eJ a scadenza)

Anticipi.
Aperture di Credito - Conti Correnti - Depositi - Cassa di risparmio.
Amministrazione di Proprietà - Cassette di Sicurezza - E tutte le operazioni cli Banca.
sulle principali Banche e Banchieri dell'Europa e dell'America,

IL BANCO HA CORRISPONDENTl SU TUTTE LE PRINCIPALI PIAZZE DEL MONDO

;
I

\
.I

Indirizzo Telegrafico: ''VENETO~~
182

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I

cc

I. I. I.>

NUOVE

AZIENDE

MILA O - Cinquin i e Labò, Col! . con sede a Milano . Dur .
IO anni. Ca::,. L. 8000. Fabbr. argenteria e oreficeria .

ITALIANE

Visconti, IO. Dur . 9 anni. Cap . L. 60.000. Lavorazione e vendita
di filati .

2 anni . Cap. L. 30.000. Comm. di veli e pizzi .

MILA O - Ditta Grillo e C . Ace. con sede a Milano, Via
Orti, 14. Dur . 31 dicembre 1928. Cap. L. 200.000. Fabbric . e ven dita di cappelli e berrette.

MILANO - Trani. Mandosio e C. ~oc. An . con sede a Mj.
!ano, V ia Cosimo del Fante, 6. Cap. L. 1.500.000. Produzione e
vendita di calzature .

MILANO - Ambrog.'o Ragni e C. Ace . con sede a Milano,
Rep. Gambo'.oita, 16. Dur. 31. dicembre 1921. Ca;,. L. e0.000.
lnd. e comm . delle calzature e r.omm. d~ pellami .

MILANO De Marz 'a ni, Vergani e Parenti. Coli . con sede
a Milano . D ur. 31 dice::nbre 1928. Cap . L. 3000 . Ri::>arazione carrozzerie. ·

L.

MILANO -

MILP.NO -

Fratelli Zipoli.

Coli . con

sede in Milano. Dur .

G:u seppe Mo-ieto . A ce . co:1 sede a Milano . Dur .

IO anni. Cap. L. 200.000 . Fabbric. e com:n. mobili .
MILA O - Indu stria P:ginma . Paletot ed affini. An . con sede
a Milano. Dur. 31 dicembre !930. Ca;,. L. 50.000 per confezione e
co:nm. d i pigiama, paletots gilets. e ::c.
MI LANO - Calzaturt/ìcio A. Bertolozzi e C. Ace . con sede a
Milano. D ur. 5 anni. Cap . L. 250.000. Fabbr . e com-n . calzature.
MILANO Mai.son Thérè ~e de!le Tare/le R estè. Coli. con
sede a M: 1ano , Via! Mo:iforte. 26. D ur. 31 dicembre 1924. Ca::,.
L. 10.000. Co1 fezione di cappelli per signora.
MILANO Mczzo/ini e Fumagalli. Coli. con sede a Milano,
Via Durini, 27. Dur. !O anni . Cap . L. 10.000 . Confez:oni per signora .
MILANO - Successori di Massimo Turati. Ace . con sede in
Milano. Dur. 31 dicembre 1927. Cap . L. 25 .000. Fabbrica e vendita di berretti ed affini .
MILANO - Torto Giuseppe e figlio . Coll. con sede in Milano.
Dur . 5 anni. Cap. L. 2U.000. Confezione e smercio di cappelli per
signori .
MILA O - S .oine!li, Tisa e C. Ace . con sede ;_ Milano . Dur.
31 luglio , )924. Cap. L. 25.000. Laboratorio e deposito di mode
per signore.
MILANO -

Luigi Rad.'ce e {i.gli . Coll. con sede a Milano. Via

MILA O - Consorzio Manifatturieri d: Pezzoni e Bricchi. Coll.
con sede a Milano, Piazza SS . Pietro e Lino . Dur. 15 anni . Cap.
I000. Co:nm. e rappresen~anze d i generi m anifatturie ri .
MILA O V :lla e C. A ce. con sede a Milano, Corso Concordia, 1:2. D ur. 5 anni. Cap. L. 150.000. Industria confezioni bia ncheria e vestiario per ambo i sessi.
MILANO - Cugi, Gandini, Sp adoni. Coli. con sede in Milano,
Vi" Ca;,pellari, 7. Dur. 5 anni. Ca;:,. L. 15.000. Camicette e corredi per signora .
MILA O - /.!si e D er::o. Ccli. con :i.ede a Milano, Corso Venezia, 8. Dur . 4 anni . Ca;'). L. 45.000. Comm. di sto1'e.
MILANO - A . Croc e e Crvaglione. Coll. con sede in Milano.
D ur. 9 anni . Cap . L. 200.000. Fabbr. e co:nm. in grosso di argenterie in gene~c e bronJi artistici

MILANO L'arte della moda, Sorelle Leopardi. Ace. con
sede a Milano, Via G. Carducci, 26. Dur . 5 anni. Cap . L. 15.000.
Confezioni e mode per signore.
MILA O - Buzzoni, Fraschini e C. Coli. con sede a Milano,
Via Orso, 7. DuI . 5 anni. Cap. L. 110 .000. Comm;ss. cascami d i
seta .
MILA O Calzaturifi.cio Italiano A rd:'zzoni e C. Coli. con
sede a Milano, Via Pellegrini, 4. Dur . 3 anni . Ca::>. L. 200.000.
F abbr. econom. calzature.
REGGIO CALABRIA - Giovanni Longobardi. CoU. con sede
a Reggio C. Dura ta IO anni. Cap. ½· 20.000. Oreficeria. argenteria
e gioielleria.
(Continua)

BANCO DI ROMA
Società Anonima Capitale L. 100.000.000 interamente versato

SEDE

SOCIALE E

Corso Umberto I, 307

-

DIREZIONE CENTRALE

ROMA

(Palazzo proprio)

FILIALI IN ITALIA ED ,JILL 'ESTER.O: ,Jllba - Albano Laziale - ALESSANDRIA D'EGITTO - ,Jlquila - Arezzo - Avezzano - [Bagni di
Montecatini - BARCELLON,JJ (Spagna) - [Benga5i (Cirenaica) - Bre5cia - CAIRO (Egitto) - Canale • Cane/li • Carrù • Crutelnuovo di Garfagnana • Centallo - Cortona • COSTANTINOPOLI. Fabriano - Fermo - FIRENZE - Foligno • FoS5Qno - Fra5Cati • Fr03inone - GENOVA
- Groueto • Lione • Lucca - MALTA • MILANO • .7'rondovì - .Jtroniblanch (Spagna) - :N:.APOLI • Orbetello - Orvieto - PARIGI •
Pinerolo • Porlo Said • Porlo S . Gior11io - 'ROMA • Siena - Tarragona (Spagna) - Tivoli • TORINO - Torre Annunziala • TRIPOLI
D',JJFRICA - V elletri • Viareggio - Viterbo.

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Depositi in Conto Corrente liberi e vincolati.
Conti Correnti di Corrispondenza in lire italiane e
valuta estera.
Depositi a Risparmio.
Sconto e Incasso di Effetti, semplici e documentati,
sull'Italia e sull'Estero.
Anticipazioni e Riporti su valori pubblici e industriali.
Operazioni di Credito Agrario.
Emissione gratuita ed immediata di Assegni circolari pagabili a vista sulle principali piazze d'Italia.

341
___ _
'MlT'l'R

LE ALTRB OPERAZIONI DI BANCA

Lettere di Credito e Chèques sulle principali piazze
d'Italia e dell'E tero.
Esecuzione di Ordini sulle Borse italiane ed estere.
Aperture di Credito, libere e documentarie.
Versamenti semplici e telegrafici per tutti i paesi
del mondo.
egoziazione di Divise estere a vista ed a termine.
Cambio di monete e Buoni Banca Esteri.
Servizio di Cassa per conto di .amministrazioni e
privati.
Pagamenti d'i mposte, utenze, assicurazioni, ecc.
Servizio merci.

SERVIZIO CASS~ DI SICUBK7.ZA

Nel metlersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le « I. I. I.

li

183

[BANCHE - ASSICURAZIO

'Catalogo G<"::ierale Permanente della Industria ltdl1ana ,

BANCA
ITALIANA
·DI SCONTO
SOCIETÀ ANONIMA

Capitale Sociale L. 315.000.000 interamente versato
Riserva L. 41.000.000

Sede Sociale e
ABBIATEGRASSO
ACQUI
ADRIA
ALESSANDRIA
ANCONA
AQUILA
ASTI
AVEZZANO
BASSANO
BELLUNO
BERGAMO
BIELLA
BOLOG A
BOLZA ' O
BUSTO ARSIZJO
CALTANISSETTA
CANTU'
CARATE BRIANZA
CASERTA
CATANIA
CHIAVAR!
CHIERI
COGGIOLA
COMO

Direzione Centrale in ROM A

CRE.MONA
CUNEO
EJMPOLI
ERBA INCINO
FERRARA
FIRENZE
FOGGIA
FOLIGNO
FORMIA
GALLARATE
GENOVA
GIOIA TAURO
LEGNANO
LENDINARA
LIVORNO
MANTOVA
MASSA SUPERIORE
MEDA
MELEGNANO
MESSINA
MILANO
MONZA
MORTARA
NAPOLI

NE W

ITAL I AN

-

NOCERA INFERIORE
NOVI LIGURE
ODERZO
PALERMO
PARMA
PERUGIA
PIACENZA
PIETRASANTA
PINEROLO
PIRANO
PISA
PISTOIA
PO TEDERA
PRATO
REGGIO CALABRIA
RHO
RIPOSTO
ROMA
ROVIGO
SALERNO
SAMPIERDARENA
SANREMO
SARONNO
SAVONA

SCHIO
SEREGNO
SIRACUSA
SPEZIA
SULMONA
TERNI
TORINO
TORTONA
TRADATE
TRAPANI
TRENTO
TREVISO
TRIESTE
UDINE
VALLEMOSSO
VARESE
VENEZIA
VERCELLI
VERONA
VICENZA
VIGEVANO

PARIGI

YORK (filial e auton o ma)

DISCOUNT©
Rappresen tata i n

dalla BAR C LAY ' S

TRUST

C OMPANY

In ghilterr a

-

BANK Ltd . di Londra

T UTTE LE O P ERAZIONI DI BANCA
184

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IJ

NUOVE

AZIENDE

RIMI I - Successori di Ignaz io Santarelli. Col!. con sede a
Rimini. Dur . 5 anni. Cap . L. 4000. Manifatture.
TORINO - Industria Naz ionale dell'abbigliamento (I. N. D , A .).
Soc. An. cdn sede a Torino. Cap. L. 1.500.000. Fabbricazione e
ç omm . di indumenta per signora, uomini e bambini.
VERONA - Angiolo Menotti e C. An. con sede a V erona .
Dura t a IO anni. Cap . L. 34.000. ln d . calzature.

TESSILI : Cotone, Seta, Lana , Canape, Lino, ecc .
CATANIA - D'Arrigo e Landolfo. Coli. con sede a Catania.
D ur. 5 anni. Cap. L. 20.000. T essuti ed affini in grosso e detta glio.
LECCO -

Longinotti e Ponzoni. Coli. con sede a Asso . Dur.

ITALI A NE

NAPOLI - Ente federale 1Jer il commercio estero. Soc. An.
con sede a Napoli, Corso Umber.to I. 23. Cap . L. 1.000.000. Importazione e d esportazione tesuti, filati ed affini.
ROMA Alberto Romanelli e C. Coll. con sede in Roma,
Piazza Vitt. Em., 111 e 112. Dur. 5 anni. Cap. L. 10.000. Tessuti
e sartoria.
TORINO - R. A . figli di Giuse1J1Je Gallina. Coll. con sede a
Chieri . Dur. 31 dicembre 1927. Cap. L. 60.000. lnd. tessuti cotone,
lino e affini .
TORINO - Successori Forestieri e Genesio. Ace. con sede a
Torino. Dur . 5 anni. Cap. L. 100.000. Tessuti.
TORINO - Altino , Costantino e Spinelli. Coll. con sede a Torino . Via Cernaia, 16. Dur. 6 anni. Cap. L. 60.000. Tessuti, faz.
zole tti , scialli ed affini.

3 anni. Cap . L. L0.000. T e ssuti, stoffe e tele in genere.
MILANO Trolli e C. A ce . con sede a Milano, Via Filodrammatici , 4. Dur . 31 dicembre 1925. Cap . L. 120.000. Esportazione tessuti di lana e d altri articoli.
MILANO - Tessiture seriche di SereJino . An . con sede a Milano e stabilimen to a Seregno. Dur. IO anni . Cap. L . 1.300.000.
Tessitura e comm. delle sete lavorate ed affini.
MILANO - Fiori e Camisasca . C oli . con sed e a Milano, Via
Donizetti, 11. Dur. 21 dicembre 1921. Cap . L. 6000. Comm . tessuti.
MILANO - Carlo Curiel e C. Coli . con sede in Milano. Via
V . Monti, 36. Du~ 25 anni. Cap . L. 100.000. Comm. per tessitura
e filatura.
MILANO - F. Vigentini e C. An . co:-i sede a Milano, Via Torino, 13. Dur. 8 anni . Cap . L. 200.000. Comm . tessuti.
MILANO - Industrie seriche italiane. An . con sede a Milano.
Dur. 31 dicembre 1949. Cap. L. 200.000. F abbr. e comm. seterie,
velluti ed altri generi .
NAPOLI - E . Lonza e C. Coli . con sede a Napoli, Piazza
Bovio, 22. Dur . 31 dicembre 1923. Cap . L. 20.000. Rappr. tessuti e
affini.

,BANCHE ~ ASSICURAZIONC
CQMO - Banca di Menaggio . An . con sede a Menaggio . Dur.
IO anni. Cap . L. 100.000. Comm. bancario e partecipazione in imprese industriali .
NAPOLI - Banca di pegni. Coli. con sede a Napoli, Via Bologna 125. Dur . 5 anni . Cap. L. 25.000.
PALERMO - Unione Sicurtà . Soc. an. con sede a Palermo.
Cap . L. 2.000.000 per esercizio assic, e riassicurazioni tanto in Italia
che all'estero.

·tNDUSTRIE VARIE - RAPPRESENTANTI, ecc .
BARI - Soc . A n . pugliese di costruzioni lngami, Scaloini e C.
con sede ,a Bari. Cap. L. 300.000 per lavori in cemento armato, costruzioni edilizie e idrauliche.
BARLETTA - Nicola Annoscia e figlio. Coll. con sede a Barletta. Dur. 10 anni. Cap . L. 20.000. Costruzione botti e vasi vinari.
(Continua).

BANCA
BNCB BERGllMBSC MILANO
·01 DEPOSITI E CONTI CORRENTI
.

Società Anon i ma -

FONDATA NELL'ANNO 1873"

CAPITALE L. 20 . 000.000.-

Capitale Due milioni

MILANO - Via Bassano Porrone. 4

Se de Sociale: B E RGA M O
Direzione Centrale : MI LAN O

=

Sede: O ENOV A
Succursali: Alzano Maggiore
- Breno - Caravaggio - Clusone - Lecco - Lovere
Romano di Lombardia - Treviglio.

SEDE

DI

MILANO

Via filodram matici 14
Telefoni: 23-95 e 21-55 -

Telefono Borsa: 71-99

lndirz'zzo telegrafico: BERBANCA

Depositi arisparmio libero ovincolato
con interesse dal 3 al 4 oer cento

Onillsi1si nitro ooernztone di Bnncn eBorsn

La Banca tutti i giorni feriali dalle ore 10 alle 15
riceve versamenti:
In Conto Corrente libero ali' interesse del
Su Libretti a Risparmio
>
>
»
a Piccolo Risparmio >
vincolato
con cedole trimestrali d'interesse al
Emette Buoni fruttif eri a scadenza fissa a
convenirsi.

3.3.50
4.-

0

4.25

°/

/ 0

°/o
0

/ 0

0

tassi da

Commissioni in Bor.;a : : Impiego di capitali in riporti per conto terzi : : Riceve in Deposito: Rendita Italiana, Obbligazioni ed Azioni di Società corrispondendo provvigione a convenirsi.
342

342

Nel mettersi in rapporto con

nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le « l. I. I. >

185

.

[BA CHE - ASSICURAZIO I)

Catalogo Generale Permanente della Industria Italiana.

,,

"IL
SOCIETA ANONIMA
DI ASSICURAZIONI
E RIASSICURAZIONI
CAPITALE SOTTOSCRITTO L. 10.000.000 -

VERSATO L. 2.000.000

SEDE SOCIALE E DIREZIONE GENERALE IN
35-08

Telegrammi :

TELEFONO

ROMA

"MARSIAT •• • ROMA

VIA DUE MACELLI, 66

'---■-■-■-■-■■-■-■-■-■---

"SI

SOCIETA ITALIANA DI
ASSICURAZIONI TRASPORTl
CAPITALE L. 1.000.000

INTERAMENTE VERSATO

SEDE

IN

TORINO
DIREZIONE GENERALE IN
TELEFONO

35•08

ROMA

"MARSIA T •• • ROMA

VIA DUE MACELLI., 66

Telegrammi:

186

Nel mettersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le « I.

I. I.>

Catalogo Generale Permanente della Industria Italiana .

ASSICURAZIONI :

[BANCHE - ASSICURAZIONI)

TRASPORTI
INFORTUNI
INCENC)IO

ECC .

Uff ICIO DI ASSICURAZIONI GUIDO SfORNI
Autorizzato dal R. Goverr.o Italiano
SOCIETÀ ANONIMA
PER AZ I ON I

Capilale Sociale Lii. 1.000.000, versato 5/io
SEDE
VIA

IN

XX

GENOVA

S E TTEMBRE

41 - 3

FIL I ALI :

BOLOGNA
F I RENZE

Telefono 7-94 e 19-02

MILANO
TORINO

RAPPRESENTANZE GENERALI:

LLOVD

MEDITERRANEO
ASSICURAZIONI E RIASSICURAZIONI GENERALI

Soc. An. per Azioni - Sede in GENOVA - Capitale L. 2,000.000, versato

2/ 10

MELUSINE

POLA IRE

Sede in PARIGI - Capitale Frs. 1.200.000, vers. inter.

COMP. FRANCESE DI ASSIC. E RIASSIC. GEN.
Sede in PARIGI - Capitale Frs. 3.000.000, versato ¼

COMP. FRANCESE DI ASSICURAZ. MARITT .

MINERVE

COMPAG IA FRANCESE DI ASSICUR. GEN .
Sede in PARIGI - Ca pi tJl e Fr . 3.000.000, versato a

C O PERT URA

P E R ' QUAL SI A SI

RISC H I O

A L

L L OV D

DI L O NDRA

343-44

Nel mettersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le

«

I. I. I. »

187

AZIENDE

NUOVE
BARl -

Vito Nardone e C. Coli. con sede a Putignano. Dur.

31 Genn. 1934. Cap. L. 60.000. lnd. cappelli di paglia.
BRESCIA - Gandini e Gavazzi. Coli. con sede a Verolanuova.
Dur. 20 anni. Cap. L. 160.000. Lavorazione del legno.
BOLOGNA - Rinnovamento edilizio. Soc. An. con sede a Bo ·
logna. Cap. L. 3.000.000. Comm. di aree fabbricabili e fabbricati.
BOLOGNA -

Mazzo/i e Cesari, Coli. con sede a Bo!ogna . Dur

31 Dic. 923. Cap. L. 20.000. Rappresentanze.

1-TALIANE

GE OVA - Gotelli e Valliera . Coli. con sede a Genova. Dur.
un anno. Cap. L. 12.000. Rappr. nazionali ed estere.
GENOVA Soc. Cooç>erativa Industriali falegnami, con sede
a 'Sestri Ponente, via Imperiali 12. Cap. Jlimitato. Industria della
lavorazione del legno con segheria meccanica.
GENOVA -

Oneto e Devoto. Coll. con sJ;:de a Genova. Dur.

31 Dic. 922. Cap. L. 10.000. Legnami.
GENOVA - Soc. Commerciale Italiana. An . con sede a Genova. Dur. 20 anni. Cap. L. 1.000.000 per cooperare allo sviluppo ed
incremento delle industrie nazionali e smercio prodotti.

BUSTO ARSIZIO - Castiglioni, Gaglianelli e C. Coli. con sede
a Busto Arsi.zio . Dur. sei anni: Cap. L. 40.000. Costruzioni edilizie
GENOVA - U. Cennari e C. An. con sede a Genova . Dur.
e materiali da costruzione.
9 anni. Cap . L. 600.000. Costruzioni edilizie cemento armato.
CARRARA O. Dell'Amico e C. An. con sede a Carrara.
MILA O. - Soc. A n . ç>er il Commercio internazionale, con seDur. 3 anni. Cap. L. 12.000. Lavoraz:one artisticq-industriale del de a Milano. Cap . L. 1.000.000. Durata 31 dicembre ' )938. Lo scomarmo .
po è di favorire gli sca;nbi fra l'Italia e gli altri paesi . Presidente:
CASALE MONFERRATO - Bianchi, Giorcelli e C. Coll. con Angelo Giussani.
sede a Casale. Dur. 5 anni. Cap. L. 30.000. lnd. l.iterizi, calce
MILANO . - T . e A. Fratelli Coralli, coli. con sede a Milano.
e cementi.
Dur. 31 dicembre 1921. Cap. L. 10.000. Fabhricazione oggetti di
celluloide,
e rappresentanze in genere.
CAGLIARI - Gioielleria Gio. Batta De/rio. Coll. con sede a
Cagliari. Dur. nove anni. Cap . L. 50.000.
MILANO . Istituto Stomatologico Italiano . An . co:1 sede a
COMO - Beretta e Del Grande. Coll. con sede a Como. Dur. Milano. Dur . 31 dicembre 1950. Cap. illimitato . Per impartire un
1e:solare
corso
d
'
insegnamento ai laureati di medicin a e chirurgia
12 genn. 925. Cap. L. 4500. lnd . oreficeria e preziosi.
che vo3liao:1 s;:,ecializz;usi nella stomato!ogia.
COSENZA - Ermolli e Pluzzi. Coli . con sede a Cosenza. Dur.
MILANO - Fratelli Leoni e C., coli. con sede in Milano, via
9 anni. Cap . L. 800.000. lnd. del legname.
Po;ichielli, I. Dur. 5 anni. Cap. L. 20.000. Commercio articoli di
COMO - Camagni e Ballerini. Coll. con sede a Cantù . Dur. sei chincaglierie ed affini.
anni. Cap. L. 70.000. lnd. mobili per abitazioni, studi e uffici.
MILA O. Italiana Paleino, An. con sede in Milano. Dur.
FIRENZE - Società Toscana ç,er imç>rese fondiarie. An. con
sede in Firenze. Cap. L. 300.000. Costruzione di fabbricati, l'acquisto e la vendita di immobili, terreni, ecc .

31 dicembre 1948. Cap. L. 300.000. Trasformazione della paglia industriale. della paglia vegetale e altri prodotti affini.

Bonfanti e Tiné, coli. con sede a Milano. Dur. 10

FIRENZE - Soc. Cinematografica Azzurri e C. An. con sede
a Firenze. Dur. 5 anni. Cap. L. 48.000. lnd. films cinematografiche.

MILANO. an ni . Ca;>. L.
industria.

FIRENZE - Magazzini Generali. Soc. an. con sede a Firenze .
Cap. L. 600.000. Esercizio dei locali per depositi privati nonchè
le operazioni affini.

MILA O. Politì e Zaccara , coli. con sede a Milano, via
Lamar:nora, 6. Dur. 3 anni . Cap. L. 20.000. Rappresentanze commissioni, importazioni ed esportazioni.
(Continua).

10.000. Rappresentanze di generi d i commercio

e

THE_EXCESS INSURANCE COMPAtf Y lt~
01

LONDRA

_Capitale versato e riserva L. 1,500,000.Riserwa diversJ

. L. 31,123,138.80

Direzione per l'Italia : MILANO - Via Monforte, 2

PATRIA
SOCIETÀ ITALIANA DI ASSICURAZIONI E RIASSICURAZIONI
Ca pita le Soci a le L. 3 .000.000 • Versato L. 900.0 0 0

SEDE IN

ASSI CURAl IH I Marittima - Rischi aerei - Incendia furto - Raspensabilità Ci,ilt - Infortuni
- Malattia - Iras porti - Automobili Aeroplani - Caurionali - Catastrefi Eccem - Chomage.
Assicurazioni presse
CI rri SpDR de nli

Gomni lnglm ed Amaricm
d8I li OYd'S di

LO

Nel ' mettersi in rapporto con

MILANO

COSTANZA
SOCIETÀ ITALIANA DI ASSICURAZIONI TRASPORTI
C a pitole Soci ale L. 1.500.000 . Versato L. 300.000

n.dra

Prima di ass1curars1 o rinnovare chiedere quotazioni.
188

Via Armorari, 14
Telefono N, 41•19

SEDE lN
Via Arsnorari, 14
Telefono N. 41-19

nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le

MILANO
'!

I I. I.

»

Catalogo

Generale ' Permanente della

[INDUSTRlE VARlE - RAPPRESE TANTI. ecc .]

Industria Ita liana . ·

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LONOON PROVINC j AL
.. SOuTt-4 wESTt:AN BANK: .

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,_TQ•, LONOON,
B> NCA IT ALl.l NA 01

A RK .

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EXPORT & IMPORT

/ ITALIAN & GENERAL AGENTS & MERCHANT
ENEA

R . G1RAAOON,

CtT ALIAr,t )

so~I!:



SCONTO, MILANO
TA 01
R~

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__ ..

0 1 AE.CT Oflf -

--

./

s

Spettabile Ditta
Colla pr e sente ab bi amo il piacere di informarvi che la
ANGL0 - ITALIAN C0MMERCIAL AGEN CY" da noi costituita qualche anno
addietro si occupa di ,Rappresentanze, della compra e vendita di qualsiasi articolo e di ogni prodotto, come di tutto quel lavoro atto a
facilitare gli scambi commerciali fra i Paesi alleati.
Contiamo in Inghilterra estesissime relazioni in ogni
ramo di commercio, ed una Clientela di primaria importanza e vi sollecitiamo perciò ad indirizzarci le offerte degli articoli di vostra
produzione, che sarà nostra massima cura di introdurre e collocare in
questo mercato.
Abbiamo uno speciale "Dipartimento" che si occupa dell'acquisto e della spedizione in Italia di qualsiasi _materiale necessario alle Industrie Italiane e siamo fiduciosi che vi rivolgerete a
noi per tutti i vostri fabbisogni e per qualsiasi transazione commerciale; e perciò mettiamo fin d'ora i nostri servizi a vostra completa disposizione .
Con distinta stima vi salutiamo .
11

E. R. GIRARD0N, Ltd.
(Anglo Italian Commercial Agen cy ).
Movimento Esercizio 191 8:

N. B.

Ammontare netto de gli acquisti . .. . Lire

3.396 .090,-

Ammontare netto delle vendite .. . .. Lire

3. 71 7 .100,-

Totale Compre-Vendite

7. 113.190,-

Lire

- Referenze commerciali a vostra disposizione.

'Nel meltersi in rapporto con

nostri signori inserzionisti .

se mpre utile citare le « I. I.

I. "

189

Catalogo Generale Permanente della

!INDUSTRIE VARIE - RAPPRE.:SENTANTI, ecc.J

industria Italiana.

SOCIETÀ

'TALCO E GRAFITE
VAL CHI-SONE
ANONIMA
CAPITALE SOCIALE

L. 6.000.000 -

INTERAMENTE VERSATO

PINEROLO

SEDE IN

.

Miniere di

T A L CO

e

O RA f I T E

nei Circondari di PINEROLO - SAVONA - TORINO

Stabilimenti di M

A e I N A z I o N E:

MALANAGOIO (Pinerolo) - MURIALDO (Savona)
CERES (Torino)

'

PRO DOTTI :

GRAFITI per Fonderie ed altri usi industriali.
Esclasi~ità nei tipi ad alto tenore di carbonio.

GRAFITI DEPURATE (Brevetto Ridoni) per Matite, Articoli
d'elettrotecnica, ecc.

TALCO di ogni qualità.

ESPOR.TAZIONE
Di prossima attivazione:
STABILIMENTO DI

PINEROLO

(ex Iutificio Scotto)

per la fabbricazione di ELETTRODI in Grafite naturale depurata (Brevetti Ridoni)
FORNI FUSORI ELETTRICI a resistenza terrosa
(Brevetti Ridoni e Magini)
363-64

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -- ----'

190

Nel metlersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le « I. I. I. »

C a ta logo G enerale Permanente della Industria Italiana.

[IN DUSTRIE VARIE - RAPPRE.SENTANTI, ecc.]

X
UNO
PER TUTTI!!!
O CINQUE
PER UNA!!!
Secondo che i vostri impiegati
abbiano - o nieno - u ·na Burroughs
Contabilità nieccanica,
o uomini ridotti
a macchine imperfette ! ! ! ! !
- E' questo il dilenima
a cui non sfugge
la vostra azienda
????? - per i lavori
vostri di bilancio, avete disposto
per una Burroughs ? ? ? ? - ?
Aver
Adottato La
BUR.ROUGHS
È simbolo di
Modernità

s. I.

ftddizionalrice Burrouobs

D:r.

Oen.o ENRICO DE GIOVANNI

Sede z MILANO. Corso Italia, 1
ROMA - Piazza Barberini, 52
TORINO - GENOVA - FIRENZE

367-68

Nel mettersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le

et.

I. I. I.»

191

NUOVE

AZIENDE

MILANO. - Commissionaria Lombarda, coli. con eede in Milano,
via S. Maria Fulcorina, lé. Dur. IO anni. Cap. L. 10.000 per eeercizio di rappresentanze.
MI LANO. - Motnos, Monopolio di commerci ncz:onali, An. éon
sede a. Milano, Dur. 31 dicembre 1938. Cap . L. 50 .000. Fabbricazione
acquisto e comm. qualsiasi merce.
MILANO - Mori P rimo e C., ace. con tede a Milano, via Soncino, I. Dur. IO anni. Cap. L. 100.000. Spaccatura e tranciatura
della legna.
M ILANO - Fratelli Malerba. Coli . con sede in Milano. Dur. 30
anni. Cap. L. 18.000. Comm. mobili.
MILANO. Istituto naz:onale di pubblicità, coll. con sede a
Mi lano, via Pontaccio 19. Dur. 3 anni. Cap . L. 30.000. Busta-lettera
affrancata ed altre forme di pubblicità.
·
MILANO - Fratelli A mo/di Soc. An. co::1 sede a M:lano. Cap .
L. 200.000. lnd. e comm. di cartoni e feltri incatramati bitumati e
affini.
'
MILANO - Casa Editrice « Pro Famiglia », an., con sede in Milano, cap. L. 100.000, per l"edizione, pubblicazione e diffusione del
periodico Pro Famiglia ed altri giornali. Dur. anni 30. La sede è
presso il cav. Giueeppe Sommariva.
MILANO - Stabilimenti Riuniti Carta d:i parati, Luigi Gassino
e C., an ., con sede in Milano, viale Genov8 12. Cap . L. 700 000,
durata al 31 Dicembre 1948, per la fabbricazione e commerci.o delle ca~te da pareti, c!ecorazioni murarie, ecc. ·

ITALIANE

MILANO - G. Campana e C., ace. semplice, con sede in Milano, riparto S. Cristoforo 28. Dur. al 31 Dicembre 1924, cap. L. 280
mila, per utilizzazione di rottami metallici .
_MILANO - Società Imprese e Costruzioni - S .I.C., an., con sec:'e a Milano, via Manzo:-ii 5. Dur. al 31 Dicembre 1942, cap. Lire
I ODO.ODO, per l"industria delle costruzioni edilizie, industriali, ecc.
M ILANO - Geneghini e Roi. Coli. con sede a Milano, V. Filippo Argellati 70. Dur. 5 anni. Cap. L. 100.000. Fabbricazione
e lavorazione di olii e grassi.
MILANO. - Italo Balcan;c -i di Esportaz:one A. Barletti e C..
Ace, con sede a Milano, via Manzoni , 26. Dur 5 anni. Ca,;>. L. 30
mila. Commercio e rapprerentanze .
·
MILANO. - Rizzi, Colombo e C., so :. co~missionaria italo-rumena, an. con rede a Milano, dur. 31 dicimbre 1925, cap. L. 300.000.
lmp. ed esportaz:.one in Oriente.
MILANO - Immobiliare di Montenero, an ., con sede in Mila1;0. vi_a T. Gro,si 2.. Cap . L. 50.000, dur. al 31 Dicembre 1950, per
I acqws!o, h. costruz.:one, h. vend~ta, la permuta, l'affitto e la conduzione d: be7li immobili ed urbani ed operazioni affini.
· MILANO Vincenzo Campari e C. An. con sede a Milano,
C. Italia 46. Dur. 31 Dic. 1924. Cap. L. 5000. Rappresentanze in
genere .

MILA O - Preti, Guarnori, Gandolfi, coli., con sede in Milano.
corso Italia I. Our. IO anni, cap . L. 60.000, per l'esecuzione di imMILANO Industria e commercio imballaggi, an . coo;:> ., con pianti sanitari e di :llurr:inaz.ione e la fabbri caz,one e commercio
sede in Milano, piazza Emilia 7. Dur . IO an ni, cap. L. 8950, per ac- . di artico:i affini .
quisto e fabbricazione di imballaggi pel co:nmercio frutta, erba~-M ILANO. - Società editrice ;ntemazionale. An . con sede in
e agrumi.
.
Milano . Dur. !O anni . Cap . L. 100.000. Pubbli cazio e e ~" 1tio •~ de
MI LANO - A pparecchi raz:onali, distii/azione indu3triale. cortt- ' Po/iodico La Vita internaz :onale e l'eserciz:o dell'industria editrice
bustibili, an., con sede in Milano, via .Serbelloni 7. Cap.. L. 200.000, in genere.
dur. al 31 D icembre 1940, per lu fabbricazione, la messa in oper:\

,
.
.
. ,
e lo sfruttamento di apparecchi i::er la distillazione dei combustibili
M ILANO - Jossmh Talw1ch . Coli. con sede a Milano, V. Cairoli
· 2. Dur. 10 anni. Cap . L. IO.ODO. Rappresentanze.
MILANO - Minafra e C., ace . semplice, con sede in Milano,
via Vincenzo Monti 36, della durata al 31 Dicembre 1920, cap. L.
MILANO - Editrice del piccolo Corriere. Coll. con sede in Mi50.000, per il commercio in genere e l'e~ercizio di rappresentanze. !ano. V . Velasca 2. Dur. 2 anni . Cap , L. 12.000. Pubbl. giornale
e commissioni di indole commerciale.
li P:ccolo Corriere .
(Continua) .

SOCIETÀ ANONIMA ITALIANA DI ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI
Sede in MILANO

Piazza Cordusio~ 2

CAPITALE SOCIALE
L. 5.000.000
FONDI di GARANZIA al
VERSATO
>>
2.000.000
31 DICEMBRE 1917, oltre
DANNI PAGATI DALLA SOCIETÀ DALLA SUA FONDAZIONE »

L. 34.000.000
L. 74 .000.000

L'ANONIMA ITALIANA INll"OI\..TUNI assume:
ASSICURAZIONI DELLA RESPO SABILITÀ CIVILE per automobilisti, propr ietari di case,
proprietari di cavalli, ascensori, farmacie, case di salute, teatri, cinematografi, alberghi,
per imprese industriali in g~nere, ecc.
ASSICURAZIONI INFORTUNI : INDIVIDUALI, comprendenti tanto i rischi professionali
quanto quelli extra professionali : CUMULATIVE a favore di impiegati, commessi, fattorini : COLLETTIVE di operai a sensi della legge sugli infortuni del lavoro : FERROVIARIE, VITALIZIE· a premio unico, ecc.
ASSICURAZIONI CONTRO 1A ROTTURA DI CRISTALLI E SPECCHI.
L'ANONIMA ITALIANA INFORTUNI è rappresentata m tutta Italia
dagli Agenti delle ASSICURAZIONI GENERALI DI VENEZIA.
345-46

192

Nel mettersi in rapporto co n i nostri sign o ri inse rzionisti , è sem pre utile c'ilare le « I. I. I.»

, Catalogo Generale Permanen te della Industria Italiana.

[INDUSTRIE VARIE - RAPPRESENTANTI, ecc.]

DEPOSITO A

GENOVA
Recapito Ufficio :
Via Carlo Alberto 27 /2

INDUSTRIA VINI MAR ALA
STABILIMENTO EN. TRAPANI

PALERMO
MARCA DEPOSITATA

TELEFONI:
Ufficio Intere. Genova,
Palermo,
Trapani,
Cafa Privato Trapani,
Stabilimento • Trapani,
»
Palermo,

35-45
18-60
37
175
1-17
5-27

CCelegrammi: "ARCERI •~
Codice U3ala AB e 5th Edit.

Premiato il 15 Dicembre 1916 con Medaglia e Diploma dalla Croce Rossa Italiana Roma, per Benemerenza. L'unica Ditta in Italia che ha donato il 25 Ottobre 1918 alla Croce Rossa Italiana per distribuirle ai soldati feriti d'Italia N. 5650 bottiglie vino Marsala O. S. M.
Marsala fornito alla Real Casa servizio di S. M. la Regina

FORNITORI' DEI PRINCIPALI OSPEDALI
MARITTIMI Ml LIT ARI E CIVILI

PALÈRMO

ARCERI & C.

Ufficio: Via Enrico Albanese N. 31 P. P.
-,l":)+(;\iv--

QUALITA DEI VINI
(Tiio Oporto) Very Old "Perpetua,, Brand O. P.
(Mezzo !ecco)

( »

»

)

Old "Superiore,, Brand S. O. M.

( »

»

)

Old "Garibaldi,, Brand G.

(Mezzo recco)
(Dolce)

( »

Sherry) Old "Inghilterra,, Brand L P.
,(Secco)

( »

»

)

Old "Sicilia,, Brand LP.

( »

»

)

Old "Italia,, Brand I. P.

(Secco)
(Mezzo=)

( »

Madera) "GLORIA,,

tipi particolari

(Mezzo secco)

( »

»

)

"VITTORIA,,

»

»

»

»

(Mezzo &ecco)

( »

»

)

"USES,,
(Mezzo secco)

Per vino Marsala in bottiglie in C/
da 12/24/48 prezzi da stabilirsi.
CONDIZIONI:
Merce franca stazione o bordo partenze, fusto di legno Rovere, Castagno o Faggio nuovo gratis, se di Quercia 30% in più sui
prezzi. - Pagamento: 1/ 3 anticipato ed il saldo contro apertura di credito su Banca Italiana Sconto di Palermo, pagabile a Trapani se la merce parte da Trapani, pagabile a Palermo se la merce parte da Palermo, utilizzabile e/ presentazione riversali
ferroviarie o docume nti d i carico . - La merce viaggia sempre a rischio e pericolo del committente. L ' assicurazione si fa soltanto
a richiesta del compratore. Per qualsiasi contestazione viene eletto il domicilio in Palermo . - Ai grossisti o commissionari esclusivi
per la vendita si accordano condizioni speciali.


Esportazione di Moscato "'Pantelleria,, "Vermouth,, di "concentrato d'Utla,, (Sciroppo) cotto e "Vino sifone,, (Liquore "FLORIA.,
'Bretlettato, estratto da Erbe aromatiche di M.te Ericej. 'PRO'Dt,ZJONE 'DI VIVI Tl'P I SPAGNUOLI.
Esportazione tlini bian chi e rossi fini di Sicilia, in bottiglie e in fusti tipo unico e costan te, disponendo di Cisterne cemento,
ritlestite in tletro per una capacità di 12.000 (dodicimila) Ettolitri.
13 -

/ . / . J.

Nel mettersi in rapporto con i nostri aignori inserzionisti, è aempre utile citare le « I. I. I. »

193

Catalogo G enera.le Permane nte della Industria Italiana.

.

[INDUSTRIE V AR IE - RA PPRESENTANTI, ecc .]

DEGIORGIS & ELLEON
MINIÉRE DI TALCO E GRAFITE
I ndirizzo Telegrafico: DEGIORGI

- PINEROLO -

PINEROLO

Telefono N. 61

ia Virginio N. 7

· 'J'ALCO BIANCHISSIMO, BIA NCO, VERDO- ·:
GNOLO in polvere finissima p er tutti g li usi, . .
GRAFITE in polvere
ESPORTAZIONE

RJP{1.RTO SPECIALE per la Produzione e Confezione del
"JJOJJ_.O · TALCO" - TALCO e LICOPODIO e POL VERI per
; TOÌI/$/TTE, Brevettato con la marca " C1GN O" Depositata
-~

'

,. .'

-~~-

ABBADIA ALPINA (Provincia di Torino)

VIAI:-,E TICINESE, 6

'PELLAMI 'PER TOMAIE E VALIGERIE
Vacchette e f:Jitelli bianch'i o neri quadrigliate
unte per caccia
Fabbricazione speciale vitelli Cromo Box
217

194

Nel mettersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, 'è sempre utile citare le

<<

I. I. I. »

NUOVE

AZIENDE

ITALIA ·NE

MILANO - Bonazzi e Maddalena. Studio tecnico commerciale.
MILANO - Luigi Mozzati. Ace. con sede a Milano, V. BraColl. con sede a Milano. Dur. 31 Dic. 1928. Cap. L. 20.000. Rapp. IJ1ante 39. Dur . 6 anni. Cap. L. 30.000. Tipografia e officine oaxta
Comm. e industr.
valori.
MILANO - Dubica e C. Ace. con sede a Milano, V. Rasori 14.
Dur . 31 Dic. 923. Cap . L. 30.000. Sfruttamento della macchina per
le viti da legno.
..1-

MILANO - Emilio Pozzi e C. Coll. con sede a Milano. Corso
P . Romana 64. Dur. 4 anni . Cap. L. 10.000. Cartoleria con annessa tipografia .

Chisletti e Lepri. Coll. con sede in Milano . Dur .

MILANO~ Biasini e C. Ace. con sede a Milano, V. Paolo da
Cannobio 18. Dur. IO anni. Cap. L. 5000. Per l'esercizio di rigatoria .

MILANO -

4 anni. Cap. L. 10.000. Chincaglierie, pelletterie e giocattoli. ·

MILANO Istituto Immunitario Stomosine. An. con sede a
MILANO - Stamperia italiana di musica. An. con sede a MiMilano, V. T. Grossi I. Dur . 20 anni. Cap. L. 500.000, per lo stu- !ano, V . Pellegrini 3. Dur. 15 anni. Cap. L. 100.000. Industria
dio, l'industria e il comm . dei prodotti immunitari opoterapici, or- poligrafica musicale ed affini.
ganici, biologici ed affini.
MILANO - R. W agner e ·c. Coli. con sede a Milano. Dur. 31
MILANO - Caprotti e Morbelli. Coll. con sede a Milano, Via Dic. 193. Cap. L. 40.000. ' Rappresentanza di case estere e nazioFontana 2. Dur. IO anni. Cap. L. 9000. Rappr . e commissioni nali .
in ,genere.
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grafiche e commercio cartolerie.
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vegetali ed altri combustibili.

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PAVIA . - Agraria Lucana , Soc. An. con sede a Pavia . Cap .
Dur . 5 anni, cap . L. 1.000.000, per esercizio industria della lavora- L. 1.500.000 per lo sfruttam~nto dei boschi , il comm . dei legnami
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in genere, loro derivati e sotto'.)rodotti combustibili.
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200

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Nel mettersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le « I. I. I.

:i,

Catalogo Generale Permanente della lndustria lta1iana.

[INDUSTRIE VARIE - RAPPRESENTANTI , ecc.]

La fabbrica di
cucirini di Pedra
È l'unica fabbrica di roc h Lti di filo eh e i te nell'America del Sud e
nell'America Centrai .
È di proprietà della 'COMPA RIA AGRO FABRIL MERCANTIL,, di
P dra nello Stato di Alagoas.
Fu fondata dal compianto colonnello Delmiro Gouvea, coadiuvato dal caalier Guido F rrario e dal signor Lionello Iona.
L'apparato motore di questa grande industria è mos o dalle acque della
ca cata di Paulo Affonso, di proprietà della Companhia stessa.
Queste cascate, alimentate dalle acque del fiume S. Francisco, anche in
tempo di secc~, possono dare sviluppo di oltre 20.000 cavalli di f9rza.
Il prodotto di quest'industria è apprezzatissimo in tutta l'America del Sud
e nell'America Centrale.
Difatti, Ja "COMPANHIA AGRO FABRIL
MERCANTIL, di Pedra, oltre ad avere grandi
depo iti in Rio d Janeiro, S. Paulo, Pernambuco,
Bahia
nell principali città del Brasile, tiene
depo iti in Bu no Aire , Mont vid o, Santiago,
Valparai o, Lima, n 1 Para uay n I M ico, in
Boli ia, Cuba
nell prin ipali città del nord
del Bra il e dell' Am ri a C ntrale.
I prodotti della "COMPANHIA AGRO FABRIL ,, sono cono ciutis imi anche in Italia, in
buona parte d'Europa ed in Africa.
Il Sindacato d'Importazione ed E portazi n
di Torino, ha sp dito campioni ed ha a ttat
commi ioni da molte città d'Italia di Fran ia
Colonnello DELMIRO GOUVEA.

Nel mettersi in rapporto con i nostri 8ignori inserzionisti, è sempre utile citare le « I. I. I.»

201

Catalogo Generale Permanente della Industria ltaHana.

[INDUSTRIE VARIE - RAPPRESE TANTI, ecc.

Spagna e Portogallo
ed ha spìnto i campioni in Egitto, Algeria e Tuni ia.
Non appena v rranno uperate le difficoltà d i trasporti,
i prodotti di questa
grande organizzazione entreranno in
Europa, con gran~e
Cav. GUIDO FERRAR/O.
vantaggio del conig. LIO ELLO IO A .
sumatore.
I grandi organizzato!i di questa importante azienda, oltre al colonnello
Delmiro Gouvea, sono i signori Guido F errario e Lionello lona, milanese il
primo, triestino l'altro. Due tipi di lavoratori indefe si, di lottatori titanici,
che colla loro fermezza, colla loro attività riuscirono ad impiantare in America una delle più importanti
r <lditizie indu tri .
Nel loro indefesso lavoro, sono coadiuvati dal sig. Raul Brito, del quale,
ci rincresce, non pubblichiamo la fotografia, marrita nella posta.

Una sala di filatura della fabbrica di Pedra
e motore elettrico mosso da turbina ad acqua.

-WZ

Ripre a di .Ltna delle cascate di Paulo Alfonso
che alimentano le motrici della fabbrica di Pedra.

Nel mettersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti,:

è;

sempre utile cita,c le , I. I l. »

Catalogo Generaile Peunanente della



♦•



[INDUSTRIE V ARIE - RAPPRESENTA TI , ecc. l

Industria Italiana .

















••

















♦•

♦•





GIOVANNI TOSELLI
Nella lontana città di Natal nel Nord del
Brasile, il signor Giovanni T oselli ha sviluppato così intelligentemente la sua sapienza commerciale, che oggi egli è socio
della grande casa di esportazioni Giulius
Soesten, grande compratrice di cotoni, pelli, gomme, ecc. In occasione dell'ultimo
prestito nazionale, ·il signor Toselli fece
propaganda tale -da raggiungere fra i pochi italiani ivi residenti , cifre non indifferenti.
Assieme a suo· fratello Rinaldo tiene una
salina nella vicina città di Mossorò.
In altra pubblicazione parleremo dell
industrie e del commercio del signor T oselli.

••
••

DUILIO

FERRINI

Capo della grande casa che porta il titolo

quila Romana, di Rio de Janeiro .

In una prossima pubblicazione parleremo diffusamente dell'importante fabbrica
d'ombrelli del signor Ferrini , la prima fabbrica del genere in Brasile.

••

















CAV. GIUSEPPE LIPIANI

••
••

Un'indu tria d ella quale ci occuperemo
minuziosam nte, sarà quella del Cavalier
Giuseppe Lipi ni. Il vero innovatore, il vero ideatore di tulte le novità nel genere
confetti, in Rio de Janeiro.
La fabbrica di confetti del Cav. Lipiani
è delle più complete dell'America del Sud,
premiata con grandi diplomi in tutte le
Esposizioni, ed ultimamente con Gran Premio a Torino.

Le « Industrie Italiane Illustrate », che,
mesi or sono, pubblicarono diverse mono grafie sulle I. Riunite F. Matarazzo, oggi
si pregiano di pubblicare la fotografia del1' attivo e valente gerente della succursale
di Rio de Janeiro, signor Ercole Giannini.
l'avveduto ed intelligente perno di tutti gli
affari che la colossale casa italiana tiene
nella capitale della Repubblica.

















Nel mettersi in rapporto con

ERCO LE



.•







GIANNINI

nostri sign ori in se rzionisti , è sempre utile citare le

<e

I. I. I. »

203

[INDUSTRIE VARIE - R.\PPRESE TANTI, ecc . I

Catalogo Generale Permanente della Industria ltaLiana.












••




GIUSEPPE
















♦ .♦





VINCENZ O



L'attività e l'intelligenza del signor Vincenzo Rosati, in San Paulo del Brasile ,
sono diventate proverbiali. Egli è riuscito a
dotare San Paulo del più hello, del più
elegante, del più completo ambiente di
comfort.
di' amena Avenida Paulista ha aperto
al pubblico il « Trianon », elegante ritrovo
dell'élite di S. Paulo. Tutta la S. Paulo
aristocratica si riunisce al << T rianon ».
I più importanti banchetti, politici, diplomatici, vengono dati in quest'elegante ritrovo che illustreremo dettagliatamente in
un altro numero .

BOSISIO

ROSATI

























••













FAVILLA

Capo della forte ditta Favilla, Lombardi
e Comp. di S. Paulo (Brasile). Italiano nel}' anima, uno dei più validi collaboratori
della resistenza civile, durante la guerra.
Della forte ditta ne riparleremo in prossi-

204









me pubblicazioni.









LU· IGI





Fra le industrie che prosperano in San
Paulo non va dimenticata quella del signor Giuseppe Bosisio e figli.
Il signor Bosisio, assieme ai figli Claudio e Gigetto, ha impiantato una delle più
importanti fabbriche di cappelli di paglia,
che asporta per tutto il Brasile.
In una relazione più dettagliata, descriveremo la grande industria in altro numero.


















DOT T . PIERO ROGGIERI
Il giovane e intelligente direttore della
Fabbrica di Tessuti di Vouturantin presso
S. Paulo. Il dottor Roggieri, che oltre ad
essere una vera competenza nel campo
delle industrie, poichè è uno dei più competenti chimici industriali , è anche presidente della <e Dante Alighieri » di Rio de
Janeiro ed uno dei più indefessi propagatori dell'italianità all'estero.

N el m etteri i in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre uiile citare le « I. I. I. »

NUOVE

AZIENDE

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Dur. 15 anni, cap. L. 50.000, per l'utilizzazione lignrte e prodotti
affini della concessione Menicaglie e Pozzolana in comune di
Monte Castrilli.
ROMA - Regina Pacis. An. con sede a ~ma. Dur. 20 anni .
Cap. L. 10.000. Decorazione chiese e industria statue religiose.

ITALIANE

ROMA. - Miniere e Industria zolfi, soc. An. con sede a Roma.
Cap. L. l.500.000, per l'esercizio di nuove miniere zolfifere in
Sicilia.
ROMA . Palazzo delle Associazioni, soc. an. con sede
Roma. Cap. L. 2.200.000 per la gestione del palazzo Salviati.

a

ROMA . - Soc. an. it. ricostruzioni edili, con sede a Roma.
ROMA - Federazione Nazionale Produttori Cemento. An. con S .A.l.R.E. Cap L. 2.000.000 per la costruzione di case, stabilisede a Roma.
menti, baracche, ecc., specialmente nelle terre invase e redente.
Sono organi costitutivi della federazione quattro sezioni, e cioè:
il Piemon'.e, la Liguria, l'E.rnilia, la Lombardia ed il Veneto .
ROMA. - Società per la rigeneraz ione dei cascami usati, /acomini, Boncompagni e Fumaroli. Coll. con sede in Roma, via della
ROMA - Impresa Mariani e Francini. Coll. con sede in Roma. Lungara, 120. Cap . L. 60.000.
Dur. 5 anni. Cap. L. 500.000. Ripristino térritori invasi con nuove
operazioni e dilizie, strade, ferrovie, tramvie e derivazioni di acque.
ROMA. - Soc. Italiana Zolfi. anonima con sede a Roma , per
l'esercizio di nuove miniere zolfifere in Sicilia.
ROMA .- V. Ranieri e C . Ace. con sede in Roma. Dur .. 5 anni .
Cap. L. l.000.000. Industria Edilizia ed altre attinenti ed affini.
ROMA. _ Fabbrica umbra conglomerati, An . con sede a Roma .

4

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zionale 243. Dur . 3 anni . Cap. L. 10.000. Commissioni e rappreROMA . - Bean Site, , Soc. An. con sede a Roma. Cap. L. 400
sentanze.
mila, per esercizioni di alberghi.

Horovitz e C. Ace. con sede a Roma . Dur. 31 Dic.

ROMA . - Balsani e Mor!u scelli, coli. con sede a Roma, via
Paolo Emilio, IO. Rappresentanze in genere.

ROMA - G. Lolli e C. Coll. con sede in Roma, V. Monte
Gjordano 34. Dur. 3 anni . Cap. L. 12.000. Rappr . e depositi.

ROMA. ' indacato generale per Bonifiche. An. con sede a
Roma . Cap. L. 100.000. S tudio e:! espansione in Italia di bonifiche
e altr opere pubbliche con speciale riguardo all'Agro romano e
pontino.

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1923. Cap . L. 100.000. Rappr. e commissioni .

ROMA - Associazione Commercio e Rappresentanze. A . R . C . E .
Soc . an . con sede a Rom . Cap. L. 100.000. Per splicazione di
ogni forma di attività commerciai .
ROMA - Istituto romano di terapia antitubercolare Gatto, Ruffo e C. Coll . con sede in Rom . Dur . 5 anni. Cap. L. 50.000.
ROMA - Bombetti, Curzi e Moroni. Coli. con sede in Roma ,
piazza Novara. Cap. L. 300.000. lnd . mobili .
ROMA Damilano e Fortuna . Coli. con sede a Roma. Dur. 10
anni. Cap. L. 20.000. lnd . articoli di ottica e affini.
ROMA Benedetto Rainoldi e C. Coli . con sede a Roma .
Dur. 5 anni. Cap. L. 10.000. Commissioni e rappresentanze .

ROMA. - Industrie Umbre Bartolomeo Bartoli. An. con sede
o Roma. Cap. L. 2.000.000.
ROMA . - Lauria e C ., col!. con sede a Roma. Dur . 31 dicembre
1921. Cap . L. 1.520.000 per l'acquisto e sfruttamento boschi e industria relativa.
ROMA . -

Soc.

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Ars Italica,

con sede

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Roma. Cap.

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e C ., coll. con sede a Acerra . Dur . 31 dicembre 1928. Cap. L. IO
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Latte condensato.
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ALTE' P.ERSONALITA' DELL'INDUSTRIA ITALIANA:
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Catalogo Generale Permanente della Industria Italiana.
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MERCATO che esista attualmente in qualsiasi paese .














È un metallo . INTERAMENTE ITALIANO, fatto
con minerali ITALIANI, con mezzi termici
ITALIANI - nessun altro metallo lo è .











Il BOLLETTINO N. 14 del Biakmetal annuncerà
una delle poche scoperte metallurgiche fatte
dalla guerra.





-

NB. - La Diraione del Bollettino, a aemplice richieata, farù
ant1io agli interea,ati delle pubblicazioni aue per omaggio

.......... ········ ............. .





DIREZIONE

GENERALE









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ED

AMMINISTRAZIONE:

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·•

7-1





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[SIDERURGICHE - METAlLURG. - MECCANIOiE)

C talogo G enerale Permanente della Industria Italiana.

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qualunque tipo e dimensione.
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cilindrica per calderai, per alesatrici e per macchine automatiche - Creatori
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fissaggio in genere.

iparto lavorazioni automatiche da Barre.
Dadi, Bulloni, Rondelle, ecc. ecc.

Riparto lavorazioni automatiche da nuclei fusi o fucinati.
,

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fino al diametro di m/ m. 410 - Mozzi per Automobili e diversi, ecc.

Riparto •peciale.
Qualunque ·pezzo meccanico in serie da m/ m. 3 a m/ m. 85 se ricavato da barra, .
e da m/ m. 70 a m/ m. 410 con sporgenza fino a m/ m. 320 se da pezzi fusi o
fucinati.
'



• ;. f

-

Riparto Acciai.
Acciai da utensijli sia al carbonio che speciali e rapidi - Acciai per qualunque
genere di utensileria - Acciai speciali per filiere - Acciaio per cuscinetti a sfere .
. ·:•; . e pe~ sfere - . Acciai speciali al forno elettrico, ecc.
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Forni ad olio pesante, funzionanti con ventilatore comune o con compressore.
Forni speciali di grande capacitcl per Alluminio da 30 a 450 Kg. di metallo
fuso in una sola volta. ■ • • • ■ ■ • • • • ■ -■ • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •
Forni amof:Jibili mantenenti in fusione l'Alluminio per le fondite in conchiglia.
Forni ad olio per acciaio e nickel. ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ • • • • ■ • • ■ • • • ■ ■ • ■ ■ • ■ • • ■ • ■ • • •
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tabilimento
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Maggio 191fi

l ; COPERTINA :
ALTE PERSONALITA ' DELL'INDUSTRIA JTALIANA : Comm . GIORGIO ENRICO FALCK,
presidente dell'A ssociazione fra i metallurgici.

NEL TESTO :

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E _ RICO DE GIOVANNI, direttore generale della Società Italiana Burroughs . •

Il .

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VI .



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5.
Bianchi , Milano, 43.
Lips Va~o. Milano, 66.
o, 7.
icola Romeo, 70.
sa , 8.
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rolo Ligure, 128.
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, Mila-

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tri, 28
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Pietro Ooe rti, Torino, 160.
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Vaccari , lng. Galle tto, C., Piacenza, 166.
Alberto Grazioli, Milano, 167.
Soc. lt. Smeriglio, Bovisa, 167.
G . Bagarelli e C., Milano, 167.
C. C. C., Milano, 168.
lng. G . Angelini, Milano, 168.
Soc. Cartiere Merid. Torino, 168

Elettriche
a e !mulo, 30
orino, 31. Ditta Ricc. Negri, Torino, 149.
C., Mila- R~. A. Catechini , Ferrara, 149.
Telefoni Privati, Milano, 149.
ilano, 32 Lampade Elettr ., Milano, 150.
Tessili
orino, 32 A. R. T . E .. Greco Milan ., 150.
I. R. E. , Milano, 150.
, 33
Honegger Albino , Bergamo, 169.
Mii., 33 lng. V . Tedeschi, Torino, 151. T ecelagem de Seda ltalo-BraziPile Elettr . « Z >> , Torino, 151.
• 34.
leira, Milano, 170.
orino, 34.
G . Milani e Nipoti, Busto A. , 171
Chimiche - Elettroc. F.doardo Stucchi, Como, 172.
o, 35.
o , 35.
Parravicini e C ., Como, 173.
Anglo-Mexican Petroleum Com- Ditta Giov. Rossi, Schio, 173.
36-37.
pany Ltd., London, 60.
Milano, 37.
Caschi e Gobbi, Como , 114.
ilano, 37. FabK lt . Lubr. Aff., Gen ., 61. Dr. O. Gagliacco, Monza, 174.
i, Malago- « Lion Noir », Milano, 61 .
F .lli Bevilacqua, Torino, 174.
Luigi Stoppani e C., Milano, 62. F.lli Testa di G ., Gandino, 175.
ma, 38.
irenze, 38. R . Subinaghi e C., Milano 62. G . B. Mariani j., Gallarate , 175.
SIGLA. Genova, 63.
no, 38.
F. E . Mylius, Milano, 175.
orino, 39. Soc. Lig. Industria Acido Tan- lnd . Riun . di Filati già Tosi e
nico, Genova , 63.
ano, 39.
Albini, Bergamo. 175.
Ossidi Metallici, Milano , 64 .
. 39.
Baragiola Pozzi, C., Como, 175.
e"• Livor- Bertelli, Milano, 67.
E. Reinach, Milano, 68.
, Torino, 40 Colorificio Zonca, Genova, V e~li men tari
nezia, Trieste, 145.
rino, 40.
Cinzano.
lepe!i t Farmaceutici. 145.
nova , 41.
Bietenholz e Bosio, Torino, 145. «La Comm. Francioli", lntra 176
J. Guadagnino , Genova , 146. Bar. Ricasoli, Firenze, 177.
oc. « Itt iolo », E . Erasmo , 146. Ditta Musi e Polon , Parma, 177
42.
. e d Af- M etals e Chemical Corp ., Mi- F a villa Lombardi e C. Sao Paulo (Bra sile), 178.
la no 146.

L. Bogonce lli e C., Treviso, 17 .
F.lli CanciJla, Pale rmo, 17 .
V. Del Gaizo, S . Giov. a Teduccio ( apoli), 178.
F .lli Branca, Milano, 179
Anton . Zummo, Palermo, 179.
Soc. An . F.lli Polli, Milano, 179.
Luigi P e schiera,
apoli , 180.
R. Ruggieri e C. , Milano, I O.
Caet. Roggiali , Milano, 180.

Banche • Assicura%.
Banca Comm . lt .. Milano. 181.
Banco hai. del Uruguay, Montevideo. 182.
Banco di Roma , Roma, 183.
Banca lt. di Sconto , Roma, 184.
Banca Bergam ., Milano, 185.
Banca Milano, Milano, 185.
« li Mare », Roma. 186.
« Siat », Torino, 186.
Assicura z. Tra sporti, Infor tuni,
Incendio , ecc .. Genova, 187.
The Excess lnsurance Company Ltd ., Milano. 188.
Patria, Milano, 188. '
Costanza, Milano, I 8.
Soc. An . lt. di Ass . contro gli
Infortuni , Milano, 192.

Varie • Rappresent.
Grand Hotel e Royal, 30.
Hotel de la Médite rranée, Viareggio. 82.
Grand Hotel Russie, Viareg., 89
Frane . Ronù'. a . Bordeaux, 93.
Ang1o-ltalian Commerciai Agency, London. 189.
Talco e Grafite, Pinerolo, 190.
Enr. De Giovanni, Milano, 191.
Arceri. Palermo, 193.
Degior~is e EUeon, Piner., 194 .
G. e A. F .lli Stella, Milano, 194.
·D . Costaguta, Buenos A ., 195
Em . Paolo Sibona, Torino, 196.
Mosche•ti, La Porta e C.ia, Por•o Ale~re (Brasile), 196.
« La Sicilia Or.», Catania, 196.
A. Santojanni e C .. Valona . 196
Ditta E . Canali Genova . 197 .
Belli e Co., Genova, 197.
Micheli e C .. Genova, 198.
Giov. Penotti, Torino, 198.
In~. S. Marcellino, Genova, 198.
Mantua, Limitada , Lisboa, 19 .
P. Sarcin 1li, S. Paulo, 198.
Razolli e H atton. Milano, 199.
Pieri e Belli, Sao Paulo, 199.
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Melillo. San Paulo. 205.
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Alfredo Lodi. Genova , 206.
Soc lmp . Chimici ed Elettrochimici, Milano, 207.
« Fanciulli ». Milano, 207.
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mese otto rassegne-supplemento
a.lle I. I. I.

1 )U E

MILIONI DI LETTORI

l 'onorè di annunciare ai nostri
h con il prossimo Luglio attuertanti innovazioni.
I. avranno otto supplementi men< i lizzati », uno per ciascuna delle
I nti categorie di produzione e la-

tendo così la consultazione e conseguentemente il reddito agli interessati.'
Per queste considerazioni abbiamo deliberato, come dicevamo più sop_r~_·, · di dare
alle I. I. I. otto supplementi mensili, mantenendo formo s'intende il troncò centrale
della poderosa nostra ras~egna, che assumerà così una funzione d'ordine generale
e comune a tutti i produttori, trattand_o tutti
i pr~blemi di natura politica, economic'a e
sociale che si collegano alla industria.
Ecco l'elenco dei periodici supplementari
alle I. I. I. che vedranno la luce a incominciare dal 1° di Luglio 1919, inclusavi naturalmente la parte centrale:

materia fluente alle I. I. I.
111 lo tali proporzioni da rendere imi L pubblicazione di s<:ritti di attua1z il sacrificio di altri scritti di non
tt 1 lità e importanza.
It I arte il laborioso periodo di as1 I
di trapasso che tutte le catedi J roduzione stanno attraversando
i111 ere una piena e stabile efficienLE INDUSTRIE ITALIANE ILLUSTRAige che ognuna di esse o guanTE (parte generale)
i gruppi maggiori siano assiduaA bbonamento annuo L. _25 ; E stero L. 30.
i titi, orientati , sostenuti; abbia1

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< rit tori moderni competenti, lun- _da. tutti i_ mercati _m<:mdiali ~~a per l' e_sporta~ione
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11 1 il volume della pubblicità fattosi Estero L. 25.

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71

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accompagnato dall'importo dell'abbona
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L'Amministratore Delegato
dell' lstltuto Editoriale Itallan

li ammaestra~
e ntì del passato
I dopoguerra
11

11

lii I

Il

dei mor ti,

r aumento

dei debiti pub-

Più imp~rtant~ è

r osservare

che, come ogni

I' 1mmontare delle spese verificatesi nel- guerra, cosi ogni dopo guerra, si presenta con
1

t stè chiusasi, 5or,passano di tanto Ìe una fisonom ia propri~. non tanto per la inten-

11

, 1

I ttive pe r le guerre precedenti, da la- sità · e l'estensione deHe perdite subì te da]a na-

ol ti l'impressione che nessun ammaep ossa trarsi _dal passato sul dopo
, , <h
sta per injziarsi.
I11 11 lt' p erò, se i'l numern dei morti viene
,, li to alla popo·l az1one e s e il costo del1, ll • an zi che dalìe spese e da!!' aumento
1 il, hit p ubblico , viene correttamente des1,.mI li I iminuzione o dal depe rimento dei be, 'I. ,onali, e ragguag~iato alla quantità dispoI, cli questi , molte guerre si incontrano ri111 lo !
storia, a cominciare da quella di se1111)<• americana, che possono , con !a nostra ,
, il confronto per perdite di uomini e per
1, 11,i( n d i ricc;hezza.
' , o ' ch e la guerra recente da tutte le altre
11 t1n~ue per la sua enorme estensione, come
Il
he ha coinvolto nelle sue spire nove
111 cl cimi dell'umanità, e a ragione potrebrvarsi ch•e la estens ione , che essa ha as1111, 1
aggrava le conseguenze , in· quanto li: l zona immune da cui possono trarsi imli t \ ente le risotse per la ricostruzione. Se
1 111
il teatrn delle battaglie, a cui vanno so111111 r :volte le cur e dell a ricostruzione, è rete molto limitato e le contrade che poavvertire sensibi'l ment'e la riduzione di
di fortu n e non si estendono al di là
li b elligeranti europei e di p iccole paria e de~rAfrica , mentr'e tutto il resto
hio c ontinente, e il nuovo e il nuovissilà con ~e loro riso rse intatte , se pure
r sciute durante la guerra , alle quali i
ggio rm ente provati potr anno attingere ,
rapi d ità dei tr asporti moderni, con facii, mparabilmente m aggiore di quanto, and,, on trad e p iù p ross·ime, non potessero
!t nazio:oi e stenu a te dalle guerre passate.
i11 1

zione nelle persone e nella ricchezza, quanto
per le re•l azioni che la guerra lasciia d ietro di sè
tra a11eati, tra nemici, tra questi e quelli, per
Ìa situazione geografica e le dipendenze economiche deg,li uni dagli altri, p 1er lo stato d'animo
delle masse, per iJ consenso tra queste e le classi elevate e l'organizzazione statale.
Per modo che, se l'esperienza passata è atta
a fornirci ta·~uni ammaestramenti per il dopo
guerra che sta per iniziarsi , questi non possono
in o~ni modo consistere che in indicazioni di
indo'le molto generale, le qua1li, d'altra parte,
saranno da accettarsi con sicurezza solo in quanto trovi:Ao giustificazione in considerazioni teoriche.
Una di codeste indicazioni riguarda il livello
dei prezzi . Durante le guerre del passato , di suffìciente profondità da assorbire !',a ttività economica de:~a nazione, si è verificato , come durante la guerra testè chiusasi, un ria1zo nel livello
dei prezzi, aJ quale è seguita, talora immediatamente, talora a qualche distanza di tempo, una
più o meno rapida discesa.
Al quale proposito sarà uti:e richiamare le teorie fondamenta:i sulla determinazione del livello dei prezzi che s i contendono il favore de.gli
econom-i•s ti. PaTtono gli uni dall'osservazione
incontrovertibi.e che la somma dei prodotti dei
prezzi unitari per le quantità scambiate delle
· singole merci in un'unità di tempo d eve corrispandere esattamente alla ·q uantità di moneta
e dei suoi surrogati disponib i'le per g:i scambi,
mo'ltipl-icata per il numero medio di scambi aperato nell'unità di tempo da un'unità mon·e taria;
ma, passando poi da tale rappOTto d i corrispondenza a un .. rapporto di dipendenza, ne deducono c'he le variazioni dei prezzi sono e possono

73

LE I. I.

I.=========================================

so:tanto essere determinate da variazioni nella
quantità o nella velocità di circolazione de]a mo•
neta e dei suoi surrogati o da variazioni in senso inverso nel volume degli scambi. È. questa,
nella sua forma moderna più generale, la così
detta teoria quantitativa della moneta.
Si obbietta da a 1~tri che i principii che rego'l ano
le ragioni di scambio tra moneta e merci particolari, e quindi il livello dei prezzi, non possono essere diversi da quelli che regolano la ragione di scambio tra due merci particolari quali
si sieno. È ben noto che questa dipende dal rapporto tra l'utilità soggettiva dell'una e l'utilità
soggettiva dell'altra merce, ·e che l'utilità soggettiva di ciascuna merce cresce col crescere
della sua domanda e col diminuire ddla sua
quantità disponibile. Per modo che anche iì 'live·l lo dei prezzi deve crescere, non so!o con l'aumento della quantità disponibile di moneta o
dei suoi surrogati e col diminuire della quantità
occorrente - tenuto conto della velocità di circo1.azione di cui ~a moneta è capace e del volume deg!i scambi per cui è richiesta; ma altresì
col crescere della domanda delle merci partico'lari e col diminuire delle quantità di queste
disponibili per la soddisfazione dei bisogni u~ani. Ne'le quali proporzioni, quando si parla
di aumento o di diminuzione, si intendono non
solo aumenti o diminuzioni effettivamente verificatisi ma anche solamente previsti.
La correttezza di quest · ultima concezione e
l'infondatezza della 'teoria quantitativa della moneta parmi essere risultata chiara nei tempi che
seguirono immediatamente l'armistizio : non diminuì allora la quantità di moneta disponibile,
non que·I a dei suoi surrogati, chè anzi, se mai,
si può ritenere che essa si fosse di qualche poco
accresciuta, per il cessare della tesaurizzazione;
non si attenuò la ve1ocità di circolazione di
cui la moneta era capace; nè crebbe certo immediatamente il volume degli scambi : declinò
però subito il livello dei prezzi per l'improvviso
decadere - non compensato dal rincaro di altri generi - del prezzo del carbone. dei meta'lli
e di altre materie prime, sia perchè, col cessare deHa guerra. se ne faceva meno intens•a e
meno rigida lo domanda. sia perchè si prevedeva che, col ritorno de'l:a popolazione e dei
mezzi di trasporto agli impieghi produttivi della pace. ne sarebbe aumentata la quantità disponibiie 1•
Quali le prospettive per il dopo-guerra di cm

attendiamo !'inizio? Da molti si auspica una
riduz·one della quantità di moneta disponibile.
È diffìciile dire, se e in che misura, essa sarà
attuabi1~e. Ma pur presci;idendo da tale eventualità, è certo che, dopo un periodo più o meno lungo di stasi, aumenteranno la produzione
ed il traffico e con essi il vo·! ume deg:i scambi,
che conseguentemente crescerà la quantità disponibile dei prodotti. mentre, col graduale disciogliersi degli eserciti. verrà via v ia riducendosi :a domanda da parte del:o Stato e i privati, sovraccarichi d' imposte , saranno costretti
ad una rigida econom ia nei consumi. Tutti i
fattori sembrano dunqu e dover determinare, per
quanto è lecito prev d r , anche dopo questa
guerra, come dopo 1 precedenti, una disces ·
nel livello generale dei pr zzi.
Contrario effetto si att ndono· alcuni dagli in~enti ed urgenti bisogn i ·d Ila ricostruzione nelle zone devastate da:la gu rra.
Se non che convien distinguere. a questo
proposito, il fabbisogno d Ila domanda d i beni.
Il fabbisr;gno, risultant da'.l quantità di beni
di c i sarebbe desiderabile disporre per la ricostruzione delle zone d va tate è enorme; la
domanda, risultante dal:a ouanlità di beni che
lo Stato o i privati sono ff tt ivamente disposti
ad acquistai-e per la ricoslruz :one, oggi è presso
che hul:a e certo si svolgerà lentamente, poichè, da una parte, par difficile che lo Stato
possa procedere direttam nte ad opere di ricostruzione su vasta scala , e, dall'altra, i privati
dovranno attendere, per completare g:i acquisti, il lento esaurirsi dell e pratiche dei risarcimenti e non troveranno nel frattempo convenienza di ricorrervi se non nel:a misura che
potrà essere via via imrpi ga.ta utilmente nelle
aziende stremate. Rassomigliano invero !e zone devastate dalla ~uerra ad un organismo uscito da una prova morta!e che abbisogna di molto
nutrimento per riprendere carne e forza, ma
ha solo la capacità di as3imilarlo gradualmente
in oicco 'e dosi. La storia ci ricorda che il periodo della r~costruzione dopo la guerra di- secessione americana, pur aggravato dal sovvertimento sociale generato dalla imorovvisa liberazione degli schiavi e dalla perdita dei diritti
politici da parte dei sudisti trattati come ribelli ,
è un periodo a prezzi decrescenti. E l'aumento
dei prezzi, che oer aua:che tempo si continuò
dc ·· o la guerra del 1870, pare doversi attribuire.
almeno in parte, all'aumento deHa circo:azione,
a cui dette luogo il pagamento dell'indennità
da parte de Ua Francia, errore troppo lamentato
11
Dalla relazione che lega tra loro prezzi, quantità e ve- perch,è oggi se ne possa attendere la ripetizion e
locità di cireolazione della moneta e dei suoi surrogati e e che in ogni modo, ora come ' allora, non po-

volume degli scambi, si deduce che, se i prezzi scendevano senza che aumentasse il volume degli scambi nè dia
minuisse la quantità di moneta e dei suoi surrogati, do- velocità di circolazione di cui la moneta era capace).
veva necessariamente diminuire la velocità effettiva di tale diminuzione e:-a effetto, non caus a della '8iminuzione
circolazione della moneta e dei sµoi surrogati (non la dei pr ezzi.

74

=

====

GLI AMMAESTRAMENTI DEL PASSATO SUL

e<

DOPOGUERRA

»

liu1 in re, ma solo ritardare la discesa dersi che, nel periodo di pace che speriamo stia

, Ile l i prezzi.

ch e si continui e si accentui la di:
, I 1 l r zzi, che già si è iniziata, resta da
111111 1 m 1 conseguenze. Il pubblico ne vec;:le
, 1111 nt
solo 'la conseguenza diretta del
t I uon mercato e se ne aftlieta ne:la prel Il' allentarsi delle strettoie, in cui du1., uerra sono state contenute le spese
I i h . L · economista già scorge di tale ef11 ·h
il lato sfavorevole , in quanto esso
I
ridurre -qudla econom,i a dei consumi
11 i r l d opo-guerra ci sarebbe, non meno
d11 nte la guerra, bisogno. Ma sente poi il
, 11 J di ricercarne le conseguenze indirette
1,
o, n e i fenomeni economici, sono, ani
I iù delle dirette , importanti.
I,, por tantiss: ma è la conseguenza della di' cl i prezzi per il pubblico erario . Il bilan1m tbel:ico dello Stato , deila cui altezza tan111 l mente si allarmano finanzieri · e uomi'n i
l,t it i, non rappresenterebbe in realta un one1, ilmtario superiore a quello dell ' ari e-guerra .
1 I ,1
si m antenessero nell'avvenire· i prezzi
I di,. ~nch~ se es~_o, infatt~ . . s~~~ndo: le we.1 1 ,111 pm s,pmte, sa.1sse a-l .tnplo· d1 quello ll-eIldmo anno di pace , preleverèbbe pur sempre
I , ddito nazionale una frarione inferiore a
1 , Il del pe riodo antibe.Jlico, in quanto il và1 1 monetario del redd ito imponibile è , tenuto
111l1
deT ascesa dei prezzi. , certamente p it
tr iplicato dal 1914 ad oggi . Se non che , con
di. cesa d ei prezzi, diminuirà proporzional111 il valo re monetario del reddito nazionale ,
11lr le spese del~o Stato devolute al pagad egli interessi de: debit0 pu,bblico , per
, ,lt i nni almeno , resteranno invariate e quelle
I I ina te al pagamento degli stipendi dei pubI , i impiegati forse cresceranno ed altre infine
Il\ ranno bensì , ma non proporzionalmente
I d adere del livel:o dei prezzi . Di qui la giu1 11 ta p reoccupaiione p er l'onere dei futuri
, IC hi tributari.
è q uesto un inconven iente d i cui avrà a
,Il rire lo Stato soltanto, ma ogni debitore quan. tra la data in cui il debito venne contratto
qu Ila in cui il debito deve venire · assolto . si
, v rifìcata una discesa dei prezzi. Alla scal,·11z del debito egli dovrà infatti versare una
, 1111 a nominalmente eguale a quell a r icevu ta,
ostanzialmente maggiore, in quanto p e r
t ,, , ·urarsela sarà necessario che egli si privi di
11 1 quantità di beni maggiori di quella che con
I
mma ricevuta eg:i aveva potuto procu ra rsi .
I .'inconveniente è tanto più grave in quant ::>
li i la comune della gente , avvezza, ne i norm ali
I ,. ti di di o ace, a vedete i !>rezzi delle singole
1111 r i osciHare così da coprire le lente tendenll' au mento o alla diminuzione del livello
, 11 rale dei prezzi , d iffic ilmente potrà pe rsu a-

per aprirsi, i prezzi saranno invece soggetti a
una diminuzione intensa, continua , presso che
generale; e gli stessi competenti del resto se
,assono, per le ragioni · suesposte, segnalare il
fenomeno come verosimi,l e, non sono in grado
però di prevederne nè l'intensità nè la durata.
Di qui : · alea che nel dopo-guerra accompagnerà ogni contratto di mutuo, destinata a frenare le iniziative di chi se ne rende conto, e agisce con conseguente prudenza , a tramutarsi
sovente in fo.1te d'i imbarazzi finanzia ri per la
gran parte della gente poco addentro nel meccanismo dei fenomeni economici e troppo ·incline a trar norma da un'esperienza acquistata
in condizioni del mercato degli affari radicalmente d iverse . Sovvenzioni che hanno lo scopo
e l'apparenza di provvedimenti di favore possono per tale circostanza risolversi in prestiti
rovino;i. Non credo di commettere indiscrezione rendendo noto come un a d isposizione di tal
genere fosse appunto contenuta nel progetto
ministeria:e ·del decreto legge sul risarcimento
dei danni d i guerrà. Il progetfo Emitava il r isarcimento · dei danni a unà data somma , ma accordav_a · p-et il sqvrappiù , ai ' danneggiati , 'presfi ri gràtuiti per un certo nume}o d i ·anni e a un
interesse di favore per i•l seguito. Sembrava a
molti, pur solleciti della giusta tutela deg:i interessi delle t erre liberate, che, a condizioni siffatte , il prestito costituisse una ind ubbia liberalità e in tale persuasione pareva acquetarsi
la d e'lusione Ìoro per la mancata fe de al principio del risarcimento integrale del danno. Fu
ventura di aver potuto far osservare tempestivamente che il denaro così mutuato per· le necessità della r icosb·uzione avrebbe riserbato ai
fiducios i debitori ben amare sorprese, perchè ,
anche a p rescindere da o.gni obbligo di interesse , per realizzare tra cinque o dieci anni la
somma avuta a prestito , i malcapitati avrebbero
dovuto. con ogni verosimiglianza, disfarsi di
beni , di attrezzi, di materiale, di prodotti p e r
una quantità forse doppia o tripla di quéla,
che , col denaro mutuato ai prezzi1 attuali, avrebbero potuto acquistare. La liberalità era così
destinata a trasformarsi, per il decadere dei
prezzi, in un patto leonino .
L'inconve n iente graviss imo , p rontam e nte riconosciuto e auto revolmente segnalato all' att enzione del Governo , decideva · questo ad accogl iere nel decreto legge del 18 novembre 1918
il principio d el risarcimento integrale del danno .
Ma converrà fa re attenzione a che , neH · applicazione del p rincipio , non si adottino inconsapevolm e nte disposizioni atte a far risorge re,
sotto altra forma, inronvenienti analoghi . Di tal
genere è l'art. 6 del nuovo decreto 27 febbraio
1919, il quale dispone che il r isarcim ento p e r le
cose m obili · d e bba corrispondere a]a somma

75

LE I. I. I. - - - - - · - - - - = =

= = = = = = == - = -== == == == = = = = = = = -

occorrente per riacquistarle al momento della
, liquidazione_. Poichè è ragionevolment~ da attendel'si che la liquidaz·i one non segu1rà che tra
qua:che anno ·e che per allora i prezzi saranno
notevolmente discesi, i danneggiati si troverebbero, ove la disposizione non veni.,se modificata, nel bivi.::> di ritardare di tanto, con dann0
grave de]e aziende loro e dell'economia nazionale il riacquisto dei mobili e de'l bestiame
necessario ail la :cipresa del:a produzione, o di
sottostarvi con la prospettiva di ricevere fra
qualche anno solo il rimb orso di una parte della
spesa incontrata.
Si avverta che gli effetti dda discesa dei
prezzi sopra messi in luce· non si distribuiranno
uniformemente su tutte le · classi socia:i. Coloro
infatti, che mutuano il capitale per investirlo
in impieghi produttivi e restituirlo poi. quando
il ciclo della produzione sarà compiuto, non si
reclutano indifferentemente da]e vari.e categorie di poipo~azione, ma costituiscono una categoria economica a sè, ben definita, che si dice
degli imprenditori.
Col capita1le mutuato, col lavoro assoldato,
essi assumono il 'rischio della produzione. DeÌla
produzione essi rappresentano l' e:emento propu:sore·. A ltamehte dotati di s·p irito d'iniziativa, essi sono spinti a moltiplicare i loro sforzi
nel periQdo post-bel,lico, quando da ogni parte
si manifestano, nella struttura socig-le, lacune
da riempire e punti deho~i da rinforzare. Di ·qui
lo slancio negli affari che normalmente tien dietro alla guerra: esso tende a rehdere più grave
la e.risi dipendente data discesa dei prezzi.
Potrà osservarsi che solo idealme.nte gli imprendi'tori costituiscono una categoria economica
a sè. In pratica, è lo stesso capitall-ista che, nella
maggior parte dei casi, assume il rischio . dell'impresa. Questo fqtto non attenua però i'l danno
che egli risente dalla d 1sces3. dei prezzi, salvo
in qùanto il capitale posseduto sia rappresentato
da denaro o. da beni, qua'ii i titoli di deibito pubblico, che dànno un reddito fìs-so in denaro.
Capitalisti ed imprend.i tori si troveranno pé
rò, gli uni e gli a:tri, danneggiati nel d -:::>pog1,1erra dalla lentezza con cui è da prevedersi
che la discesa de·i. prezzi si rifl.ette -;·à sulla rimunerazione del lavoro. Se noi consideriamo lunghi peri9di di tempo, per esempio tutto il secolo XIX, troviamo che cresce il livello dei
prezri e cresce ad un t empo, non solo il valore
nominale, ma anche il valore reale dei salai-i.
Dipende l'un f~nomeno essenzialmente dall' aumento de]a quanfaà d isponibile d i moneta e
dallo svilup_oarsi dei suoi surrogati ; sta l'altro
in conness·'. one col maggiore rendimento del lavoro dovuto alla maggiore quantità di èapitali
disponibili e a~la mag,g:i.ore effìce n za derivata
dal:a più intensa preparazione tecnica. Ma, se
preseindendo da tali tendenze generali, fermia1

76

=: .=

=- - - - -

mo la nostra attenzione su più brevi periodi di
tempo, constatiamo che stipendi e salari seguono in ritardo e parzialmente la variazione
dei prezzi, crescendo sì, ma meno di quanto
questi non crescano, in un oeriodo di rincaro,
e abbassandosi in un perio do di prezzi decrescenti meno di quanto avvenga per il costo della vita. ·
Avviene così che durante le guerre e la
guerra testè chiusasi ce ne ha fornito un esempio evidente - le classi lavo-ratrici risentono in
misura maggiore gli inconvenienti degli alti prezzi, mentre gli imprenditori lucrano per il fatto
che il prezzo del prodotto cresce più di quanto
non crescano le spese di mano d'opera : i: fenomeno mverso si avvera, a vantaggio dei lavoratori del braccio e del pensiero e a danno
della dasse degli imprenditori-capitalisti nel per:odo di abbassamento dei prezzi che segue alla
g uerra. Così avvenne dotpo le guerre napoleoniche, così è d ,a attendersi che avvenga nel dopoguerra attua:e.
Errano dunque co:oro che, richiamandosi al1' esperienza del periodo bellico, si preoccupano
de'lle condizioni di · vita delle classi lavoratrici
nel dopo-guerra e . mirano a colpire i previsti
guadagni esorbit.:.nti deg:i imprenditori-capita:isti. Prescindendo dal perico~o di una transitor ia disoccupazione proiprio di alcuni paesi, se
una crisi deve attendersi nel dopo-guerra, è
sulla classe degli imprenditori-capitalisti e non
s u quella dei •l avoratori che essa si farà sentire
più acuta e, se il fisco opererà saggiamente
provvedendo senza indugio a mettere ad adep,-.:.1ato tri,buto i guadagni straordinari derivanti
dalle congiunture di guerra, esso farebbe inveçe
opera inconsu 1 ta gravando, come da qualche
p arte si suggerisce, la mano su tutta la classe
degli imprenditori-capitalisti, irì quanto renderebbe loro insopportabile una crisi che già nelle cond,izioni ~ttuali essi dureranno fatica a superare .
La visione degli inconvenienti molteplici derivanti dall'atteso abbassamento de·1 livel!o dei
p:cezzi non fa sorgere il desiderio di " provvedimenti che tendano, se non ad impedirlo, ad
attenuarlo?
L '.abbassamento si attend e, come dicevamo,
per un doppio ord'.ine di fattori: fattori · monetari çla una parte, cons'stenti nella rl duzione della massa monetaria in -ciré-:>lazi01~e e nell' aumentato fabbisogno de: mercato per I' ac-cresciuto volume degli scambi; fattori economici, da 1 l' altra , derivanti dalla domanda me.no intensa
o meno rigida d i molti beni e dalla lorn offerta
accresciuta.
Perchè - si potrà domandare - procedere
al ritiro di una parte de]a massa monetaria in
circo•l azione, se si viene così ad · alimentare il
dècadere del livello d ei prezz 7 da cui si temono

== = = =

GLI AMMAESTRAMENTI DEL PASSATO SUL

«

DOPOGUERRA »

11v nienti? L'inasprirsi dell'ag:o della d'accordo con le rispettive maestranze, e in se-

11

I
n ,zionale, che proviene dalla sua so- guito accettato d,a que: Comitato regionale di
1111d 1 ,1. , è indubbiamente dannoso come mobilitazione industriale a fine di dirimere i con11

IH)

inamico, ma, una vo:ta stabilizza- Ritti che Ja continua ascesa dei prezzi ad ogni

I 11ll0 il suo effetto non si risolve forse nel momento rinnovava tra imprenditori e lavoratori
11

11 i v lori con un metro diverso?
per la rimunerazione delia mano d'opera, col
, ,. It, però l'esistenza dell'agio è indice di convenire che questa dovesse essere aumentata

l1clu i

nella valuta nazionale, che ne fa automaticamente in ragione di una certa per-

I l11li i orsi; essa accresce così l'alea delle centuale dell'incremento del numero indice dei
11 ti, .1 ioni, stimola le sp,~culazioni e rende prezzi pubblicato dal bo]ettino statistico-am-

li

onerosi i rapporti commerciali con
l opo la guerra di secessione, g:i Stp.ti
lt v ttero sperimentare gli inconvenienti
litica della circolazione. Per~iò si au- .
ii economisti a deflazione monetaria.
omparsa deTagio potrebbe a~tresì ot,.
nza introdurre una causa di diminult i prezzi, con lo stabilizzare il deprezza1 111
rificatosi nella moneta nazionale, come
I
non mo~to remoti fu fatto co_n successo
I
ntina, dall'Austria, datla Russia, e coi! pericolo attuale, venne pure da più
l 1 11
rito .. Resterebbero così eliminati, al111 lt mporaneamente, i fattori monetari del
I I dei prezzi; persisterebbero però i fat, nomici.
I I liminare gli uni e gli altri servirebbe un
limento da tempo auspicato dagli econod rmai, secondo a noi pare, maturo per
1
ltuazione, il quale stabilisce che - ove
1
1 fosse espresso patto in contrario il
i 111 tt, allo scadere del suo debito, dovesse
l creditore una somma maggiore o miquella mutuatagli in proporzione de:1111 !)'
e della d,i~inuzione. verifi~atasi , . du,I ml rvallo, ne .. hvell? dei prezzi. Anz1che
1t
una somma. nommalm~nte ug~ale all~
ma sostan2;1almente diversa, 11 credirebbe così_ una somma nom_inalmente
1 , • ,ma sostanzialmente u~ale, ì;1 quanto
li una uguale potenza d1 acqmsto.
r bbe così impedito - nè sarebbe, mi
veniente impedirlo - di speculare sul
ul rialzo del livello dei prezzi, ma,
e farlo, incorrerebbe l'obbligo di fara dichiarazione nel contratto, affinnon possa essere corsa inconsapedall'altro contraente non pratico d i
conom1c1.
così raggiunta quella stabilità nel vamoneta come mezzo liberatore dei
che gli economisti a ragione riguaruna misura ideale di giustizia. Che
vie suggerite in passato per ottenere
lo , quella sopra indicata sia :a buona ,
trato dalla pratica. Poichè il provcui si accenna a~tro non sarebbe,
' che un'estensione e un perfezionau Ilo, liberamente adottato dal Coilano e da parecchie d itte private

ministrativo del Comune.
Difficoltà te01 iche e pratiche non mancano
nella costruzione e ne!:l · applicazione dei numeriind'ici dei prezzi che per l'adozione del provvedimento generale da noi auspicato si renderebbero necessari; ma esse non sono insuperabili. Noi rimandiamo chi volesse rendersi conto de~la loro natura e dei possibili rimedi agli
artico.Ji pubblicati su!I' argomento.
Ora ci preme - nella brevità del tempo che
ci è concesso - di esaminare un altro dei pochi ammaestramenti che il passato è atto a fornirci sul dopo-guerra che. sta per iniziarsi.
L · esperienza ci attesta che quasi senza eccezione, si è temporaneamente accentuata, a guerra finita, l'emigrazione dagli Stati che ne furono
i protagonisti. Ciò non è vero solo per gli Stati
vinti, ma, a:tresì, per i vincitori: chiusa la guerra
del 1870, per esempio, la Germania ha presentatù, per akuni anni, un esodo insolito dopo
di che il lirvello dell 'emigraz,i one è disceso molto al disotto di qu,ello prebel:-ico.
Il fenomeno non deve meravig:iare chi consideri quali siano i fattori eh e spingono ali' emigraziane e quali quelli che '1a frenano.
È il desiderio di una migliore esistenza, che,
ne:Ia maggior parte dei casi, si concreta nella
ricerca di una più alta rimunerazione, che spinge g~i uomini a lasciare per sedi nuove il Iuogo
natìo; ma chi consider' quanto variano, da luogo
a luogo, indipendentemente dalle attitudini
umane, i salari e gli stipendi, e come in un
paese abbondino e spesso sovrabbondino persone dotate di qualità di cui in un a:tro si avverte ~a mancanza, bene intende quanto scarsa
debba essere l'influenza di ta'le tendenza di
fronte agli ostacol; che alla sua attuazione si
fraµpongono. I quali ostacoli derivano da circostanze svariate. Dalrignoranza. anzitutto, delle condizion· degli altri paesi e dalla diffidenza ,
non infondata, verso coloro che ne d:pingono a
roseo le attrattive; dall'attaccamento ai luoghi
nativj derivante dal:a forza dell'abitudine; dal
vincolo potentissimo degli affetti che lega ai parenti e agli_ amici con cui si è trascorsa la vita;
dalla catena degli impegni assunti che non si
possono abhandonare a talento; dal:a forza stessa dell'inerzia; da·11a difficoltà che v iene dalla
sconoscenza delle lingue straniere; dalla spesa
che importa uno spostamento d i sede , che può

77

LE I. I. I.

- - - - - = =

= = = = = == - = = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = -

accrescersi a dismisura quando questa imp:ica
la liquidazione dell'azienda famigliare; dal rischio della disoccupazione o per lo meno dal
costo di un periodo di adattamento alla sede
nuova.
La guerra in molti attenua e in altri addirittura elimina tali freni. Allontanando dalla sede
nativa, tronca le abitudini, fa intepidire molti
affetti, mentre altri talvolta ne accende in paesi
lontani; costringendo ad assumere nuove funzioni, induce spesso il desiderio di non far ritorno alle antiche occupazioni; in quanto rompe
gli impegni assunti ed obbliga a liquidare la
propria aziçnda o a darle un assetto che non
esiga la presenza del proprietario, elimina l' interesse di un ritorno in paese; seminando la
morte, spezz~ i vinco_li più cari che trattenevano in patna; devastando -le terre e le case,
spinge gli abitanti a fuggire ia vista dei paesi
straziati; mettendo a contatto di genti lontane
e di paesi ignoti, istruisce sulle risorse di questi
e sulle attihJ,dini e sui bisogni di quelle; sviluppancfo lo spirito di intrapresa e di avventura, annu[a la forza d'inerzia e fa apparire t!ascurabili i rischi, altra vdlta terrificanti, che vanno
connessi con ~migrazione.
A questi fattori soggettivi, che spingono all'emigrazione o ne allentano i freni, si aggiungono i fattori oggettivi derivanti dalle modificazioni sopravvenute nella domanda e nell'offerta
dei mercati naziona:,i per effetto deUe spostate
frontiere e dei sistemi doganali imposti da l vincitore e dei ·bisogni deHa ricostruzione e de'lla
difficoltà di trovare lavoro ·i n patria a condizioni
ragionevoli.
Ora, si avverta come, se non i fattori oggettivi, i soggettivi, almeno, abbiano tutti, quale
più e quale meno, carattere transitorio, s·a que'.li che stimolano all'emigraz·one, in quanto dipendono da un senso di riipu'l sione momentanea, sia quelli che dell'emigrazione allentano i
freni, in quanto col ritorno alle antiche sedi questi freni verrebbero rapidamente destinati a rientrare in azione. Onde si comorende come, dopo
:e guerre passate, l' accentu~rsi dell' emigrazione sia stato fenomeno transitorio, non di rado
seguito da un esodo anche inferiore a'l normale.
Esso non appare, invero. in gran parte, determinato da modificazioni permanenti del mercato nazionale e nemmeno da modificazioni
tem,poranee ta·i da rendere l'esodo necessario;
si chiarisce. piuttosto come la conse~uenza delle
iRsofferenze dei singoli di fronte a l passeggero
perturbamento che segue aUa guerra. Ora, in
quanto non sia necessaria da1 punto di vista sociale, l'emigrazione si risolve, dal punto di vista economico, in un danno oer Ja azione, sopratutto nel dopo-~erra, in ·quanto viene a depauperare i capitali viventi, proprio nel momen-

r

1

1

78

to in cui, per le esigenze della -r icostruz :one, n

è maggiore l'utilità.
el considerare il fenomeno deH' emigrazione
conviene infatti tenere presenti, non so'lo il pun
to di vista individuale e H punto di vista mon
diale, ma anche il punto di V1sta nazionale.
A meno che non sia determinata da un cal
colo errato - ciò che non può evidentement
avvenire che in casi eccezionali - l' emigrazio
ne costituisce indubbiamente un vantag,g io pe
l'individuo, che vi si decide in vista di un mi
glioramento delle sue condizioni di vita; costi•
tuisce anche, da un certo lato, un vantag.gio pe
l'economia mondiale, in quanto equ;vale al tras
porto di un capitale da un luogo in cui ess
ha minore a un luogo in cui ha maggio:i·e utilità.
Un uomo adulto è eifettivamente un capitale
vivente il cui costo è misurato dal lavoro e dall
spese che hanno richiesto la sua gestazione, il
suo sV1luppo, la sua educazione; il cui valore è
misurato dalla ricchezza che esso produrrà in
eccedenza a quella che gli sarà necessaria per
mantenersi in V1ta ed in efficienza produttiva.
Quanto più cresce la civiltà, tanto più cresce la
somma che esso viene a costare a•:\a famiglia,
ai} Comnue, a[a ProV1ncia, allo Stato. Restando
in patria, esso costituisce, coi rispamni che versa, coi tributi diretti e indiretti che paga, con
l'attività economica che alimenta, coi figli che
procrea, la ricchezza che ha da essi assorbita;
emigrando, va ad rupportare tali vantaggi a paesi
diversi, per la loro totalità se µrende su questi
dimora definitiva e si distacca del tutto da l luogo
natìo, parzialmente, se alfa famiglia e ai parenti rimasti in patria invia in parte o in tutto
il frutto dei suoi risparmi.
La corrente demografica, che sotto forma di
migrazioni temporanee o definitive, si dirige dalla campagna alla città, dall'una all' ahra regione di uno Stato o daH' uno aff altro Stato, si riso:ve pertanto in un tributo occulto che le campagne o le reg-::mi o gli Stati più scarsi di ricchezza accumulata o di risorse natu,ali versano
a vantaggio delle città o delle regioni o degli
Stati piu ricchi o suscettibili di maggiore sviluppo.
oi comprendiamo così, come, quando
si considerano periodi abbastanza brevi perchè
su di essi non si riveli l'influenza della parabola
che descrive la vita deUe nazioni e fin tanto
che rivolgimenti politici, o vittorie militari, o
rivoluzioni economiche originate da scoperte o
invenzioni di grande portata, non intervengano
a deviare il normale decorso dell' evo:uz.ione
economica, si r;scontri che le città o le regioni
o le nazioni più ricche tendono a sopravanzare
sempre più in ricchezza le campagne o le regioni o le nazioni piu povere. La progressiva
concentrazione territoriale della ricchezza che
dall'attuarsi di tale tendenza risulterebbe, costit:Jisce indubbiamente un vantag,gio immediato
1

=== = =

GLI AMMAESTRAMEVTI DEL PASSATO SUL « DOPOGUERRA »

della collettività entro cui essa sure che tendono a regolare e frenare, ne'l dopo, in q uanto permette ai mezzi di produ- guerra, l'emigrazione, imponendo quasi alla po1i
plicarsi dove alla produzione sono polazione proclive a lasciare la patria un moI , n voli le condizioni . Resta da vedersi mento di riflessione.
lire un cetto punto, b. sperequaz:one che
Regola e freno non significano naturalmente
I, i non costituisca un pericolo socia:e o, proilbizione : se una parte dell'esodo eccezionaI f11 itiv , non diventi anche un danno eco- le che segue a una guerra è da attribuirsi a
1111 11 o in q uanto toglie all'organismo sociale. circostanze di carattere transitorio , un'altra parI ti it" necessaria per far fronte agli even- te, più o meno grande a seconda dei casi, è
11 1d ,tt menti. Per ciò appunto si riguarda da attribuirsi a circostanze di carattere permapiu ome sag.gia politica que'lla di reagire, nente; non sarebbe forse nel:!' interesse coHettivo
1,, i ingol i Stati, contro la tendenza ad una ·l'ostacolarla. Ben s'intende anche che •le modaiv sperequazione economica tra le varie lità con cui le regole sono stabilite, i freni mesMa, anche trascu rando questo punto di si in azione possono essere decisive per il rimme ttendo che la concentrazione della su~tato pratico e non si può dubitare che esse
negli Stati p :Ù favoriti costitu:sca una debbano essere coordinate a provvedimenti atti
r l'economia mondiale , non si può pre- a dare ai disoccupati o ai desiderosi di camche, n ell'interesse di questa, le singole biare occupazione co[ocamento adeguato.
i1, 11i - finch,~ hanno un'individuafoà proNoi non intendiamo trarre dalle consideranon p ossono sperare da un ente inter- zioni sopra esposte suggerimenti di indole prati1 m ·isu:, e economiche compensatrici - ca a'1I' infuori di que[o che la questione dell' entano d i b:.1on grado a vedersi depau- migrazione nel dopo-guerra non può essere giua vantagg·'. o de'l le altre , mediante la con- stamente valutata se non viene tenuto presente,
ott:.az 'o:i.e dei capitali viventi che esse
da una p;1rte che l'emigrazione di un adu!to è,
costosame.: te a~levato. Costrette ta'l volta
1l punto di vista naziona1le, da equipararsi rion
.I I I ttarvisi per la sovrabbondanza deEa po- da
ad uno scambio, ma alla cessione gratuita di
,1 , ione , esse hanno il diritto e · i•l dovere di un hene, dall'altra che emigraz~one , che segue
I I re q uando, come avviene dopo la guerra,
1
o lo dip e nde essenzialmente da fatto ri sog- alla guerra, è, n~ lle sue cause e nei suoi effetti,
diversa
dal1
'emigrazione
normale.
111 i di car attere transitorio.
(Continua)
I qu i la giusiifì caz:one scientifica delle mi, c1110111ia

r

Prof. Corrado Gini

I .

'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI,
ato con legge 4 Aprile 1912, ha la sua Direzione Generale in Roma, Agenzie
nerali in ogni capoluogo di provincia, Agenzie locali in tutti i principali Comuni.
om me assicurate sono esenti da tasse, insequestrabili e garantite dallo Stato.

i tro Cogliolo

risarcimento del
a nni di guerra.·
, rgomento , pieno di difficoltà teoriche re, ed ogni altro elemento atto a dare serietà e
ti i h , fi nanziarie e giuridiche, nazionali ed certezza o relativa fondatezza al1le diverse de111.

·

i nali, sarà ancora per molto tempo un nuncie di danni e rispettive domande di somme

vivo e d ·i enorme importanza: indipriv ti, p roprietari, industriali , armatori .
111 l ri attendono con ansia la risofozione
I I 1 111hl ma a nzi, per esser p iù preciso, le ri/11 11 11i del p roblema, quella cioè che sarà da1' ri i nei rappqrti col n~mico e quella che
1'11 \lia d a rà all'interno per i suoi cittadini.
I 1, rigi - ho potuto constatarlo parlando red 1n nt'e colà con le p e rso n e in c a ri cate del le dei d an ni - le var ie n a zio n· a a eate hanordato il seguen te procedimento. È a
rsi l'idea generale clte i nemici devono
non i singoli dann eggiati , ma ognuno
ti vincitori , c onsider ato come « rappredeJ.l a sua e conomia nazionale cioè del
• 1 ,,I
patrimonio d i tuta la nazione ». Pren111,
l'esemp io p iù tipico d i danno personale
in questa guerra porta ad un a cifra molto
il f : la famiglia d i una persona uccisa su
mercantiil e da un si,l uramento, oppure la
oltragg iata e stUJp.rata : ebbene in amb'ei asi lo Stato riscuote lui tali danni ne1la
1 , e he crede e ch e può, e pensa poi lui, nella
i, che crederà equa, a risarcire quella fami11 o quella donna. Ciò p r emesso, ecco ·j,} proli111 nto adottato : ogni Stato formula con ele1111 omm ari i la propri a ri chiesta , con una pur
111111( ria docume ntazione , e si ha così la cifra
I I del richiesto . Seguirà poi la determina1111 di qu elilo che i nemi·ci dovra nno e potran,1 \T . E verrà così il te rzo e più noioso pe,, lo : la ripartizione fra aHeati della somma
lii 11ula, ed è allora che ogni Stato dovrà di
1111< i'\gli ai tri Stati alleati documentare ciò che
1111 i, , e d avverrà così una specie di reciproca
I 1 • izion e ai reci,proci crediti, come avviene
li, procedura fa'llimentare. E per chè ogni Staci umenti bene Ìe varie partite di risarcimen11, 1,i. ogn a che i privati alla loro volta aiutino
11 q11 I momento il proprio Stato fornendogli
I ,t I cli fa tto , p rove documenta~i . penz1e, fattu, , 1 11l
1

I I . I.



ristoratrici. Ed anzi mi consta che in ta,le ultimo
periodo saranno a Parigi i rappresentanti e d ifensori di alcune fra le principali partite (per
esempio : proprietarii di grandi foreste danneggiate; armatori ; assicuratori), acciocchè contribu1scano in modo diretto a sostenere in questa
procedura di concorso fra i varii Stati la v e rità
dei crediti denunciati.
È però evid·e nte che tutta questa procedura
trova nel suo cammino delle forze d i limitazione
e di arresto : tra i vari Stati alleati avverrà che ,
ind~pendentemente dalle ragioni giuridiche ,
influirà su la misura d e l risarcimento la maggio· re o minore potenza d i o gn i Stato , e d è a sperarsi che non si riipeta la favola del quia nomin o r leo; ed un altro limite sarà dato dalla· potenzia'lità finanziaria del nemico. A proposito di
quest'uìtimo punto è ben~ fare due oss'e_rvazioni. La pr:ma è che durante i quattro anni di
guerra la Germania, con una previdenza meravigl.iosa della quale parla anche lo Sc IALOJA nel
suo libro sui « Prob,lemi del dopo guerra >> , ha
preparato il dopo guerra non solo con studi pond~rosi ed incessanti, ma anche con attuazioni e
preparazioni pratiche , in modo che, fatta la pace e riaperti i cancel~i internazionali, sarà una
invasione nel mondo di merce germanica. Noi
ora, secçrndo il solito, non ci pensiam_o e non ce
ne occupiamo, ma la cosa avverrà certamente:
e bisogna ricord~rla a proposito del risarcimento dei danni; per non lasciarsi commuovere dai
pianti geqnanici su la loro miseria e n~n doversi
poi pentire di « aV'er ,preteso troppo poco ».
Un'altra osservazione riguarda in modo speciale l'Italia, perchè a Parig.i da più di una voce
ho sentito dire che noi dobbiamo rivolgerci contro l'Austria e so'lo parzialmente contro la Cermania : ora questo ragionamento è assurdo, iniquo, ed antigiuridico p·e rchè nei delitti compiuti
c'è la solidarietà di tutti coloro che ernno alleati
per compierli, e questa solidarietà è dettata da

81

LE I. I. I. =

== ==

==-

==

= - = = = = - - = = = - - - = == -

supremi principii di diritto che va'lgono per tutti i popoli.
Dopo il lato internazionale viene il lato naziona:e od interno del risarcimento e qui la cosa si complica , e bisogna procedere per d istinzioni. Una serie di decreti luogotenenz·iali ha già
provveduto per i danni di guerra in certe deter, minate condizioni : la commissione deHe prede
per alcuni danni marittimi; le indennità, nei limiti prefissati , per i danni arr ecati nei territori
invasi. Ma con tutto ciò il compito non è esaurito : i danni in mare sono precalcoilati in 3 m iliardi e 670 m ii!ioni, ed è questione grave que[a
d i ripartire il risarcime nto tra armatori, ricevi-

- - - - - - -

=

== - - - -

=- -

tori di merci, ed assicuratori. Un'alta questione

è nel distinguere i danni diretti dai danni indiretti, e determinare quali di questi ultimi debbano essere risarciti . Voi-ere raggiungere l'ideale di un pieno risarcimento di tutti i danni è una
foll.ia : si ripete qui entro la nazione il giuoco
del concorso dei varii creditori che vedemmo verificarsi ne1 concorso internaziona1le , devesi cioè
fare una ripartizione limitata ed approssimativa .
Ma la norma o le norme per limitare e ripartire
non possono abbandonarsi al caso, e devono essere ponderatamente esaminate. È su questo
prorb!ema che ho voluto r ich iamare la pubblica
attenzione .
Prof. Pietro Cogliolo

Tel efono in!. N . 3

VIAREGGlO

PRIMO O R D INE
POSI ZION E S PLENDIDA SUL
MERAVIGLIOSA P INETA
Sa.bbia finissima
In c a nte vole soggio rno
per bam b in i
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RESTAURANT ACCURATISSIMO
GA R AGE
·Propr.



G. COSA TTIN

Flora
rsit6 di Bolog n a

OTTO ORE
D I LAVORO


to iii problema ardente che ora assilla
I 1 1 voratrici dei paesi belligeranti, a.ffacl fo sforzo intenso compiuto durante il
1111 1 • In Ita:ia, fino dal 30 gennaio u. s., il
li d e lla Confederazione Nazionale del
dunato a Bologna, dopo avere invitato
1• r i a rivendicare con più intensa agitazio1 plicazione della giornata di otto ore di
ricorrendo, qua'lora lo Stato esitasse ad
, anche a•l lo sciopero generale, esprimeva
he la giornata massima di otto ore mediventasse obbligatoria per tutti i paes i
ntati alla Conferenza della Pace.
il v oto che, favorito dalle nuove condiI eI
te al lavoro ed al:'industria dalla guerci tlla smobilitazione, non mancherà, anche
li li , di essere generalmente accolto. È un
ti , nforme aUa logica del partito che, fino
I I, I brai o del:'anno scorso, esigeva dal ConI di Parigi, quale condizione di una pace
r m , la unificazione della legislazione so' 1 a politica del socialismo non può essere
i11t rnazionale. « Ciò che riguarda i lavora-·
cl i eva Lassa[e, riguarda il genere umano ».
11e nchè, ammesso il trionfo nazionale e in11 ,, ·onale del p ri ncipio, che spogtliato di ogni
nto governativo accoglieremmo con viva
1 111za, qua~i ne saranno gli effetti suff avvecl Ila produzione, della qua:e ognuno, per
, , r i danni della guerra. invoca ora il ra111 incremento? Hanno le classi lavoratrici coni
dei doveri che il nuovo diritto ad esse
11 n ?
111

intui tivo che la riduzione legale e quindi
me del:a giorne.ta di lavoro da dieci a otto
vrà per effetto, restando immutati i salari
I 1 ndimento orario degli operai, di ridurre di
q uinto l'ammontare della ricchezza prodot1 nde un elevamento generale dei prezzi a
1111 0
dell'intera nazione e, principalmente,
Ile tesse c:assi lavoratrici che ne costituisco!. grandissima maggioranza . Se alla riduziocl Ila durata del lavoro si accompagnasse.
lt 1 , come vorrebbero le minoranze estremi, e diziose un notevole aumento dei sa·~ari,
nno derivante dalla contrazione della prn-

duzione assumerebbe per la nazione, esausta
da.Ma guerra, proporzioni allarmanti.
Nè vale obbiettare che la perdita sarebbe
compensata po~iticamente dalla diminuzione
de]a disoccupazione, alimento del bolscevismo,
e socia1mente dal minore esaurimento fisico dei
lavoratori e dalla maggiore possibilità per essi
di educarsi e di istruirsi. 1 L •elevamento morale
dipende dalle inclinazioni individuali degli operai, e la scomparsa de]a di occupezione dal capitale. Anche restando invariati i salari, la riduz ione della giornata di lavoro scemando il prodotto assottiglia il caipitale e quindi la domanda di operai. 2
È perciò strano che in questi tempi , in cui
si proclama ovunque la necessità di abbassare
i: costo di produzione, di reintegrare la potenza
produttiva depressa dai milioni di vite umane
abbattute daUa guerra, di ridurre i prezzi, si reclami un procedimento che, scemando la ricchezza mondiale, rallenta la formazione dei capita!i e quindi }'.impiego del lavoro che sblo può
elevare i: reddito nazionale.

***
Non sono però illazioni fatali .
La storia economica dimostra che, entro certi
1
limiti 3 , ogni qualvolta l'introduzione delle otto
1 Circa all'esaurimento fisico ed al valore etico-sociale
della riforma, specialmente n ei riguardi del proletariato
femminile, si ottennero, talvolta , risultati opposti a quell i
sperati . Ad esempio nelle filande di seta , rifugiatesi quasi esd usivamente nei comuni rurali, le ore di lavoro risp rmiate alle operaie, tutte contadine, con una riduzione d i
orario, venivano da esse impiegate nella coltivazione dei
campi , più faticosa della filanda. Da ciò un maggi ore
esaurimento che peggiorava la qualità del lavoro e del
prodotto, seguito spesso da istanze delle filatrici d i ristabilire l'orario ante riore .
2 I numerosi e impressionanti scioperi scoppiati in Ing hilterra ai primi di febbraio per ottenere, c on una legge
generale del Parlamento, la settimana lavorativa di 40 ore
ed un parallelo aumento di salari non m iravano ad altro
che ad eliminare la dis occupazio n e , effetto temporaneo
d e lla disorganizzazione derivante dal passaggio subitaneo
a lla guerra alla pace .
3 Sono limiti, in certe condizioni, invalicabili. Superan,
doli si distrugge l'industria. Il che è ammesso dagli stessi

83

LE I. I. I.

:.=:

= = == === == == = = = = == = - - - - = - - -

ore venne associata, I?er parte dei capitalisti, ad
un perfezionamento del macchinario, e per parte dei lavoratori ad un maggiore rendimento
orario della loro o:pera, la produttività deilfindustria, in luogo di declinare, aumenta. La riduzione della durata del lavoro, se dapprima abbassa il salario, .finisce poi, mercè la accresciuta
produttività dell'impresa, per ris<>lllevar:o al disopra dell'antica misura.
Ma il fenomeno, malgrado l'affermazione contraria dei fautori della giornata uniforme, obbligatoria e universale, non è purtroppo comune a
tutte le categorie operaie. Si sottraggono ad esso
1' industria a domici:io incontrollabi1le, l' agricoltura per il carattere saltuario e discontinuo del
lavoro dei campi; le industrie in cui prevale assolutamente la macchina o che impiegano mano
d'opera non qualificata, essenzialmente .fisica,
sovrabbondante nel nostro paese. Le imprese
assuntrici di costruzioni stradali, ferroviarie, portuarie, di demolizioni, di bonifiche, di arginature, di dighe, non possono certo sperare che la
riduzione de:ile ore di lavoro sia compensata da
più intenso sforzo produttivo. La perdita inevitabile non può ripararsi che mediante una riduzione di salari. Ed egualmente quelle in cui la
macchina è il coefficiente principale della produzione. Un tei.laio meccanico non renderà mai
in otto ore quello che dava in dieci.
on così
nelle industrie che impiegano operai qualificati,
come le metallurgiche e le meccaniche, alle quaii le maestranze, più della forza .fisica, apportano le risorse elastiche e flessibili della loro capacità tecnica e della loro versatilità intellettuale. Si .produrrà in otto ore più di quello che si
produceva P.,rima in dieci. I sa•l qri invece di ribassare, si elev.eranno. Ma per ottenere lo sçopo non occorre affatto ricorrere all'azione coattiva dello Stato, incapace di valutare le influenze della durata del lavoro sui costi variabili del1

socialisti, anelanti , con una riduzione estrema della giornata di lavoro a demolire il regime capitalista ed a preparare la classe lavoratrice « ad assumere la gerenza sociale ».
A proposito degli scioperi inglesi l'Avanti f del 9 febbraio
n. 40 (ed. romana) scriveva, infatti :
« Il Governo è nell'impossibilità di intervenire con una
legge generale. La settimana di 40 ore e l'aumento del 30
per cento sui salari sono inconciliabili col regime capitalista : il profitto ne viene intaccato micidialmente . Tutto il
sistema degli scambi internazionali, organismo delicatissimo che si risente delle scosse più piccole . si scompaginerebbe catastroficamente, L · industria inglese non potrebbe resistere alle pressioni della concorrenza mond ·ale, precipiterebbe nell'abisso più oscuro. trascinando con sè, del
resto, tutta l'economia del mondo ».
L'unica cosa da osserv~re è che il socialismo soviettista.
non potendo per ora, come dimostrò lucidamente l'onorevole Turati, distruggere le ragioni economiche, s ia pure
stanche, del capitalismo senza rovinare la classe lavoratrice stessa, finirebbe, dopo qualche disastroso tentativ o,
col risuscitarlo.

84

=- - - - - - - - - - - - -

le singo:e industrie. Bastano, per una riduzion
scalare, graduale della settimana lavorativa i li
beri dibattiti delle due grandi potenze produttri
ci, gli accordi delle rappresentanze del ca,pital
e del lavoro, congiunti aHa produzione, com
due rami della stessa pianta . Se i capitalisti, pu
re avendone la possibilità, per difetto di previ
denza e di senso realistico, esitassero, non tarde
rebbe ad esplicarsi la pressione delle leghe
delle organizzazioni operaie, a l:e quali il sala
riato deve principalmente la sua ascesa tecnic
ed economica.
E tanto meno gioverebbe alle classi lavoratri
ci la cc internazionalizzazione » della giornata d
otto ore , inconciliabile con la crescente differen
ziazione quantitativa e qualitativa delle impres
industriali dei singoli paesi e deHa loro efficien
za produttiva, spesso favorita, come avveniva i
Francia, nell'Ungheria, nell'Austria, per la indu
stria serica, da premi e compensi governati
di varia. natura . on è possibi:e assoggettare al
lo stesso o rario settimanale la secolare industri
cotoniera inglese da lungo accentrata e specia
lizzata, forte , con i suoi 56 milioni d i fusi, di un
clientela mondiale, con la giovane industria c
toniera italiana ·dispersa in tutta la penisola, eh
accomuna ndla stessa impresa le funz ioni pi
dispar ate povera di forza produttiva, di m
stranze stabili, di grandi mercati d'esportazion
Limitando le numerose divergenze alla ma
stranza, mentre l'operaia ing:ese attende a du
o quattro e talvolta per.fino a sei telai, la nostr
tessitr ice, che a1lterna spesso il lavoro del coton
.ficio con quello agricolo, non riesce che a e
mandarne due. La giornata uniforme, spostand
·la concorrenza internazionale, sarebbe la rovin
di alcuni paesi e la fortuna di altri. Da ciò I
necessità di ristabilire l'equilibrio con il prot
zionismo, ancora più dannoso per le grandi ma
se !avoratrici delle consuete dieci ore di lavor
Da questo aspetto la giornata internaziona
di otto ore per le industrie tutte, nonostante
disformità delle loro conclusioni naturali e st
riche, ricorda il famoso Calendario Repubblic
no, che i rivo'luzionari francesi, imbevuti di ide
logie e d i universalismi, volevano nel 1792 a
plicare al mondo intero. Anche dando a dice
bre il nome di nevoso era impossibile procura
ai cittadini di Buenos A ires, soffocati dal cald
il freddo che faceva tremare i parigini. Così ne
l'ordine economico internazionale, bisogno
non di artificiose ugu::ig:ianze, ma d i libertà.
norma coattiva universale delle otto ore n
avrebbe efficacia pratica alcuna. Servirebbe a
pena ai paesi meno progrediti che vogliono s
vare le industrie naziona1li, a dividere le ore o
dinarie dalle straordinarie.
Invece deHa giornata legale di otto ore, e
le leghe operaie al momento opportuno poss
no conquistare da sole come è ora avvenuto
1

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - LE OTTO ORE DI LAVORO

1

ide rurgici ed i meta:lurgici, alietolatria , il socialismo dovrebbe
Ilo tato , a somiglianza delle Trades
I' /ruzion e professionale, che , svilupcità produttiva della piaestranza,
1 ti
i danni d i ogni riduzione di ora< nti benefici per la classe lavoratrice
,li ttività .
urn o mezzo di rinsa'ldare l'edificio indut o
o alquanto dal' decrescente _ rendiI Il' peraio incorag,giato dalla generosa
:, , diffusa da molta parte de: socialismo ,
t, lu r in tal modo le imprese ad assu1 di occupati . È un principio errato, che
il
sto di produzione , rovina l'industria
ri ce la nazione . Per ridurre uherioriorna ta d i lavoro urge addestrare gl i
on il tirocinio e l'insegnamento profes, dominare intdlettualmente la macch ·i , seguendo il sistema Taylor ora di
piegare aÙtomatica,m ente nel t empo
sforzo muscolare massimo controlla·ronometro . La nazione r ic ca d i ope rai
ti, consapevoli, ai quali l'insegnamento
i n ale ha appreso ç1.d .utilizza.re tutta la

forza produttiva potenziale di cui dispongono ,
non può che guadagnare da una riduzione progressiva della durata del lavoro . '
Questo deve ottenere il socialismo italiano
dalle classi padronali e so,pratutto dal Parlamento, finora punto compreso dall'importanza naz ionale del problema, alla cui feilice soluzio ne
la Germania deve , prima, la feconda e lucrosa
scientificazione dei processi produttivi e la piena efficienza del suo sistema economico .
Nè dovre~be chiedere la nuova giornata alla
Conferenza deUa Pac~ che, universa·lizzando il
pericoloso vincolo statuale, sposterebbe e c ristallizzerebbe, a danno degli operai stessi, rapporti economici partico'l ari essenzia,l mente dinamic i.
Al grande Consesso po:itico la nuqva Internazionale , jmpaziente d i iniziare l' èra socia listica, domandi, inve~e . che fra operai indigeni e
stranieri non esista p iù in nessun paese del mondo, tanto dal punto di vista dei salari che da
qudlo dei diritti civili e sindaca~i . disparità d i
trattamento alcuno. E ' la forma m igliore per essa d i estendere la so:•i darietà economica e morale deJ proletariato e quindi d i assicurar,e a ll a
Società delle Nazioni più lunga esistenza.
1

Prof. Federico Flora

~~u-

FORNI

R. Vniversità di Bologna

ROVESClABI-LI

INVICTUS

E

ALM

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C OS TRUZ I ONI

VENTILA TORI

ME C C A N IC HE

LUIGI ANGELINO - MILANO
SEDE : V i a. ScorlatH, 4 - T elefo n o 2 1-2 18

Teresa Labriola

L'ITALIA DE]
PRODUTTORI
. (Con tro la. dema.gogia.)
Nel numero di febbraio di questa interessante
. Rivista, in un artico:lo su : << Proiblemi di assistenza e di lavoro » io promettevo di occuparmi
dell'opera della Commissione per il dopoguerra.
Intensa, rapida, quasi fulminea, si svolge la
vita dei nostri tempi.
F uilcro è la Società dei produttori. Opera al
fondo uno spirito nuovo in via di formazione;
in gran parte lo troviamo tra i combattenti. I
combattenti g:oriosi si porranno tra poco accanto ai produttori. La produzione si svolgerà con
un ritmo più .intenso ; più violento, più creatore.
E l'Italia sarà la società nuova, nata da'i com. battenti ·e dai produttori.
In questa immensa formazione di attività produttrici tutto passa, tutto vien superato, tutto
assume un aspetto di vecchiaia, quasi di estrema decrepitezza, se non riusciamo ad impadronircene nell'attimo fuggente della sua originalità. La mole dei lavori per il dopoguerra sta lì;
in 1parte. degna di nota; non tutta accademica;
anzi in parte riempita di spirito nuovo. Concorsero uomini di scienza, insieme ad uom~ni di
azione. La Commissione era stata criticata ingiustamente perchè, come .lo Scia:oja voleva,
doveva occuparsi dell'ordinamento della società
italiana per il periodo postbellico; appena raggiunta la nostra magnifica vittoria fu criticata
perchè si trovava indietro rispetto alla nuova
situazione. Infine, come ho scritto di già, fu
criticata dai punti di vista del « liberismo puro » come è il caso de:la critica mossa dal Pantaleoni.
L'azione I Essa è così ripiena di nuovi elementi da travolgere ogni piano, sia pure sottilmente
ordito.
Questa novità dell'azione che nasce da nuove
inaspettate posizioni, rende spiegabile in parte,
giustificabile in parte, ed infine rende in parte
accettabile la impreparazione del Governo e de.Ile classi dirigenti.
Nei momenti di asprezza io accetto la tesi che
noi andiamo verso un « caos ». Nei momenti di

86

sollevamento de~I' animo , sembra a me di poter scacciare le caligini. Di che si tratta in fondo in fondo? Esaminiamo pacatamente la situazione. Non ne parliamo ab irato.
L'Italia intraprese una guerra . L'Italia ha vinta una guerra. La guerra è stata la riprova della
bontà della tes[ interventista. La guerra è stata
ia rivelazione del valore de1 soldato italiano.
Infine essa ci ha rivelata la nostra potenzialità.
La potenzialità ha per substrato indispensabi].~
la capacità ad ascendere nella economia da buoni organizzatori e da buoni operai; di avere disciiplina, unità d'intenti, una fina-Iità comune in
tutti gli organizzatori ed ese cutori.
La guerra ci ha rivelato che pure tenendo
conto degli scambi internazionali nel campo
della economia, l'Italia può cominciare ad emanciparsi economicamente. E ripeto .qui ciò che
dissi durante la guerra in uno scritto dal titolo
« La liberazione ». Scrissi che non alludevo ad
isolamento o a murag!ia cinese . Significa concorrenza sul mercato mondiale : imp~>rtazione
ed esportazione a condizioni vantaggiose . Significa sopratutto portare negli scampi, nei modi ste&si in cui si svolge la concorrenza come premessa prima e finalità ultima, l'interesse dell'Italia.
La caduta della Germania Imperiale, che ricevette un colpo fatale · per la nostra neutralità, per la nostra entrata in guerra, e, infine,
per la nostra vittoria magnifica su l'Impero Austro-Ungarico, deve dare a noi f indicazione del0la mèta da raggiungere ora in questo fervido periodo postbellico. Per noi deve essere segnacolo
in vessil:o. Noi diciamo che , caduta la egemonia
tedesca nel mondo della coltura, no,i possiamo
aspirare alla nostra volta ad egemonia co:turale.
Coltura? Problema di dopo.g uerra? Parola magnifica I Parola che, bene i11.t esa, "contiene promessa e condizione per una ricca e florida economia.
La guerra antitedesca , rettamente intesa , significa che l'Italia non poteva coesistere con la

111 1.

- - - -

-

-

-

-

.

- - - - - - -

-

-

-

-

-

-

·-

- -

-

L'ITALIA DEI PRODUTTORI

nia Imperiale. La pretesa della universa- forze di opposizione, traendo'le dalla differenza

cl [ a coltura tedesca non poteva essere ac- profonda che c'è tra Italia e Russia per un aspetdall'Italia. L'Italia, vittoriosa, .può aspiI · posto che la Germania occupava nella
mondiale finn ali' estate del 1914.
nto accadde 1'intorbidamento della conce111, della nostra guerra per opera di neutradi demagoghi, di spiriti imbelli, ecc., e ciò
no della nostra coltura, con grave pericolo
I~ nostra economia. La nostra produzione è
111 , ciata per colpa di alcune correnti della
uhi ' ica oPinione che hanno svalutata la nontrata in guerra dapprima e la nostra vit11
dippoi.
M lto per colpa di utopisti, molto per co.Jpa
I lt descofili, non poco per la condotta stessa
!l 'Intesa .o almeno di alcuni fr:oni nella pub111 opinione di lnghi:terra, Francia e Stati Uni' o cillante tra un francescanesimo fuori di po11
d un egoismo smodato, l'Italia non racco111 ora completamente il frutto della sua im, 11 a volontà e capacità di vita posta in mostra
I I aggio 1915 al novembre 1918.
I; utopismo umanitarista costantemente e te- ·
, 1, mente professato da Wilson, che per un
11 I( di mesi fu accettato con de·l irio di entus1a111 , ha contribuito a formare quel « caos »,
lit teste degli Italiani che fac i:ita offensiva 1111 pacifica ma in parte rivoluzionaria ed ecciI I ,i
di rivolte - dei neutralisti alla riscossa.
Il e giustizie assolute ed astratte, che non
n conto del:a dura necessità della lotta, e
er ciò svalutano ciò che per lotta eroica si
Il nuto, ha fatto riscontro l'inaspettata riscosd 1 vecchio neutralismo, aggressivo, ed il
1il
re della violenza anarchica e comunistica.
Il bolscevismo penetra per ogni dove. Il boli mo? Forse 1a parola è vaga. In parte sol11t la rivolta è dovuta per diretto ad una dili
influenza del governo del signor Lénine.
I il fatto di un atteggiamento pericofosamente
111i. sivo della classe borghese, che si è messa
I fines tra per assistere al!a marcia trionf a:e
111 donna storiq . Si risveglia h parte attiva?
, , allora sgomenta l'inesistente che si masched i sistenza. Ma il giuoco dura poco. Le for1 dite, le forze nuove smettono un momento
I lotta, e la borghesia torna al suo torpore.
I 'internazionalismo, il nel\.ltra-lismo, l'utopismo,
I f I ncescanesimo, la democrazia parolaia , si
11 late la mano quasi avessero per m-ira unica
f celo dell'industria ita:iana. Ma l'Italia ha
d bito. È verso queHi che l'han difesa. E il
I,ito p agherà facendo collaborare produttori
I d1 combattenti audaci . Aille utopistiche de1zioni delle leggi della produzione deve op-·
1 rc , opporrà i diritti dei combattenti che di' nno i produttori. Alle follie mistiche rivo11
arie dette bolsceviche, audaci, pericolosis111 , ·prive di ogni equilibrio mentale, troverà
11 l

r

to, tra il popolo vittorioso (ita!iano) e il popolo
vinto (tedesco) per altro aspetto.
~a società borghese, non è predominio di
classe. V •eramente sarebbe ora di fare una revisione deilla concezione di classe, per vedere
se non si tratta più che altro di una « funzione » che alcuni gruppi compiono per entro alla
società nazionale. Fatta la revision'e , si vedrà
che parecchio è da camihi,ue aflìnchè scompaia
qualche relitto de]a vecchia concezione di classe per entro a:l regime d·e tto t>orghese da noi, da
altri chiamato democratico. In ogni caso la società borghese con la elasticità e con la rapidità
delila sua azione, è capa.ce, appena avrà subìto
alcuni ritocchi legislativi, di aumentar·e la produzione; cioè• di compiere l'unica funzione che
i produttori debbon compiere . Il resto è aggiu,nta o di moralisti o di utopisti.
La società borghese rawresenta il trionfo della selezione, della divisione del lavoro per attitudini; in essa trionfa ~a tecnica. Nella specia•
lizzazione de·~le funzioni, n~lla selezione senza
pregiudiziali, è il suo merito. È la sua forza ed
insieme la sua debolezza. Mi spiego! Sì la sua
debolezza. Infatti, per esser tecnica e specialµzata al:· estremo, ha poche forze vive ed ideali
da opporre alle ideologie rivoluzionarie. Sappiamo : i rivoluzionari sono i profeti, i mistici,
gli apostoli delle vaghe ed indeterminate ideologie. Vaghe come sono affascinano le masse,
i giornali di ogni classe, le donne ancora inesperte de:le dure necessità della vita. Attirano
cOìloro che sanno non esserci necessità assolute
extrastoriche in favore di questo o quel reggimento politico o ordinamento economico.
La borghesia operosa sì, ma che ha ridotta la
scienza a particolarismo tecnico, che ha sminuzzata la coltura riducendola a · non coltura, che
si è spogliata delle profonde ideafoà del periodo
eroico de]a sua ascensione, ha poche forze vive da opporre aHa marea che monta.
La borghesia è, a veder mio, cap9-ce ancora
di portare la società ita'liana a più alta mèta del1' attuale sua condizione. Ma per fare ciò deve
essere sì società di produttori, ma di produttori
però che la tecnica e la ricerca dell'utile sappiano ravvivare con la morale eroica della b~ttaglia, che sappiano porsi all'unisono con l'animo vibrante ed acceso dei soldati d'Italia.
Ri·peto : specialità d{ combattenti e di produttori I
I produttori hanno conservata in parte la mentalità del preguerra, quantunque sentano in genere la necessità di render più rapido il ribno
de'lla produzione. I produttori hanno conservato alcune premesse de'lla coltura di vent · anni fa
a base positivistica; per ciò non si rendono
conto del carattere rivoluzionario d·e lla nostra

87

LE I. I. I.
società, nata dalla guerra rivoluzionaria che
esige morale di battaglia .
•Ma se i nostri produttori sono già un po indietro rispetto alla marea che sa·l e e rispetto ai
doveri nazionali. c •è di ,peggio ancora nei gruppi, che pure utilli, non sono diretti fattori della
produzione italiana. Ecco. Vediamo impiegati,
insegnanti, uomini politici o meglio politicanti.
Tutta questa fitta schiera di individui cointeressati alla grandezza d'Italia, di questa grandezza
non ha diretta consapevolezza. O conservatori,
o istintivamente ribelli, sono arretrati rispetto alfa psicologia dei produttori diretti, che, come
notavo, non è essa stessa abbastanza sviluppata
rispetto alle necessità di indole internazionale
che dovrebbero indurre l'Italia a cambiare rotta.
La società dei produttori si forma, sì, ma
troppo lentamente. Manifestazion-i della consapevolezza del lavoro come qualcosa d i concreto, d i reale, di tangibi'le. e non di fantastico a
mo' de · vecchi comunisti. ci sono nel~a nostra
lta'lia. Ciò noto con gioia e soddisfaz·i one. Però
noto ancora deJle manchevolezze. Sopratutto
deploro la scarsa risonanza nelle sfere degli uomini che non sono diretti produttori.
ella elaiborazione de'lla concezione di classe, sopratutto nella revisione di essa, alla quale
più sopra accennavo, si vedrà quanto era imprecisa, << astratta » la concezione che ci fu insegnata nelle pregevoli opere di insigni maestri .
La famosa borghesia, concepita q<.1asi casta in.diana, che si oppone al pro:etariato, concepito
alla sua volta quasi casta jndiana, apparirà in
nuova luce. È inutile negarlo, l'animo nostro è
stato profondamente colpito da'l giorn-:> nel quale G:o: g io Sore1 tentò con (ortuna di fare una
revisione sostanziale e non già semplicemente
forma:e della concezione Marxistica delle classi. Da quel giorno, certo non per volontà del
Sorel, il sindacalismo si è sviluppato. on tutto
su linee che io aipprovo. Sopratutto non per intero spoglio da miti ed ideologie, non purificato
anc_ora dal rivoluzionarismo professionaie e di
quando in quando percorso da qualche ricordo
del vecchio comunismo fantastico e astrattista.
Qu1esto sindaca:ismo, che pure aveva nei primi
germi la tendenza folle a distruggere lo Stato e
con esso tutta la superiore sfera di vita sociale,
comincia a toccar terra, e toccando terra com incia in alcuni suoi filoni a misurare tutto ciò che
sta al di là ed a·l di sopra di sè, in un mondo
che lo sup'era e che esso non sa adeguare per
quanto si sia atteggiato di quando in quando a
supremo organismo etico .
Certo ci vorrà molto fì.nchè la società dei produttori si organizzi su nuove basi , finchè essa
saprà trovare una propria ragione di esistere
per entro al « caos » de:l'ora attuale .
Gli è certo p'erò che noi troviamo tendenze
sindacaliste di opposizione alle direttive del par-

88

----- =-- -- = =-=-======
tito socialista. Ciò è pieno di profondo significato, in quanto dimostra che realmente, come
io ho sempre pensato, la teoria Marxistica non
fu se non il primo passo per il superamento del
comunismo utopistico e non fu già l'acquisto
definitivo de'l maximum di spirito scientifico rispetto al~e vecchie primit ive e quasi puerili visioni dei comunisti.
Che ci vori1t molto tempo ancora è fuori dubbio, come è fuori dubbio che nuove critich·e nasceranno dopo superate le attuali , e che nuove
occasioni per 'le rivolte si presenteranno. Ciò
che del resto gli è ch1e il conflitto iniziale tra
grandi organizzazioni s indacali e partito socialista è la riprova di un passo innanzi fatto daUa
coscienza diretta del lavoro, rispetto aHe formule già scientifiche ma ancora tinte d i utopismo del Marxismo, divenuto vange'l o di ma se ed arma di battaglia d i partiti. Così dovrà
cessare sinceramente la premessa che è causa
di tutti g:i errori del partito sociaiista italiano.
circa la indifferenza del proletariato rispetto alla economia nazionale. La internazionale dei lavoratori come unità da sè e per sè stessa opposta a'1la nazionalità del rimanente dei produttori - la es~crata borghesia! - appartiene al
regno della mitologia tale quale come appartiene la frate:lanza universale dell 'ecc•ellente pro
fessor'e Cimbali, il quale la proclamò alla Università di Roma col plauso di uomini valorosi.
Le fantastiche raprp resentazioni di una umanità di liberi e di eguali produrranno forse delle
gravi scosse. Forse ne soffrirà temporaneamente
la produzione nazional·e . Tutto ciò è genericamente prevedibile. In parte può esser combattuto, nel senso che il proletariato deve avere il
segno evidente della esistenza di una forza di
resistenza e sopratutto di azione. Ma ritenere
che la ribel'lione possa non ~sserci è aHa sua
volta mito o utopia.
Quindi dobbiamo prepararci ad una lotta.
Lotta per la unità d 'lta:ia innanzi tutto. Lotta
per la produzione nazionale come condizione
de1la esistenza e del~o sviluppo de'l paese. Lotta per il mantenimento non del privilegio di una
classe ma per il riconoscimento del:a necessità
di una funzione da cui dipende Ja produzione.
In un congresso recente, convegno nazionalista tenuto in Roma nei giorni 16 e 17 marzo,
stata accettata con entusiasmo di convinzione I
direttiva sindaca'l e naz ionale di Enrico Corratdini
ed A'lfredo Rocco. Gli atti del congresso son
prova evidentissima della tesi, che presuppon ...
la supremazia de[a concezione nazionale su l
concezione di classe, ma le classi riconosce, •
gruppi dei produttori vuol metterè in valore e
non già sommergere nel nulla de·l comunismo.
Cotesto atteggiamento è indice di una t~ndenza che si va facendo strada nel nostro paese,

L'ITALIA DEI PRODUTJ'ORJ
nostro paese trova appoggi precisamenreale e concreta psiche popolare.
i onoscimento · di sindacati, di voto per
ri , di collaborazione si parla. Si parla
CÌ'enza real istica, con aspirazione spiri' on consapevo'l ezza del dovere naziona1le .
pr letariato è chiamato ad una grande fon Hl
in seno alla nazione. La società dei pro1II I i, studiata con amore ed oggettività da
1,, ic Corradin i - (Il Regime della Borghesia
111 luttiva) sta ·dinnanzi a gli occhi del giovili zionalismo italiano. P iù che un partito,
I 11 .1.iona1lismo si presenta come la coscienza
ti, ; di bisogni ed aspirazoni de1lla nazione

li

li

.

rndo ]a borghesia produttrice, la borghesia
direttamente produttric'e ma indispensabile
il coordinamento e pe_r la direzione de:la
it , ed ii proletariato, avranno acquistata
I te la coscienza del,l a produzione e la conazion ale , noi avremo una Italia capace

11

u

,
li•

, i

e

di vincere all'interno le lotte economiche
po~
litiche, ed a:l'estero caipace di concorrere co i
grandi Stati più progrediti.
Ma perchè tutto ciò accada, la borghesia produttric•e e i1 gruppo degli lta\iani che ha scelta
la politica come occupazione principa1e, debbono illuminare 'l e masse operaie su la necessità
che la economia nazionale si metta fin dove è
prnssi:hi!e all'unisono con la produzione degli
altri grandi Stati -e che la lotta venga concepita
svolgentesi non tra classe e classe prescindendo
da'lla nazione , ma tra Stato e Stato.
Ma perchè ciò accada , la borghesia deve
c ambiarsi, gli inteHettuaJ.i debbono uscire dalle
strettoie de:la così detta scienza, che in fondo
non è oramai che oarticolarismo di eruditi, e
gli operai debbono "essere strappati dalle mani
dei fantastici ed utopistici agitatori, credenti
ne'lle parole, nei gesti, nei simboli.
All'età paroJaia e demagogica noi vogliamo
sostituire l'età dei produttori.
Tutto per la noveHa Italia!

Teresa Lab.,-iola

)f

?4~

rand HOtelde Russie
_Viareggio
Aperto tutto l'anno.

A. Oheller.



Ing. Albrici

L'elettrificazione delle linee
ferro viarie della Nord Milano
La zona ohe stendesi fra la linea \Jovara-Milano ed i tre .grandi laghi lombardi e che costituisce veramente il cuore dell'Italia industriale,
è servita da numerosi servizi pubblici di trasporto
a trazione meccanica, fra i quali ha grande importanza la rete ferroviaria della ord Milano.
Sorte in varie epoche e di poi unificate in mano ad un solo organismo tecnico e finanziario,
le Nord Milano costituiscono la rete secondaria
più notevole dell'Italia, eccettuate, ~olo per
quanto ri,guarda l'estensione delle linee, le ferrovie Sarde.
La rete fa capo a Milano, dalla quale partono
le linee per Erba-Canzo-Asso, attraverso la ridente Brianza, per Como, per Vares·e e Laveno
sul Lago Maggiore. Si aggiungano le linee· trasversali da Varese a Como, da Novara a Sèregno per Saronno e la diramazione da Castellanza al confine svizzero lungo la Valle Olona.

LINEE DA ELETTRIFICARE
E .PROGRAMMA DI TRAFFICO.



La Società delle Ferrovie ·ord Milano fin dal
Settembre 1916 ha presentato al Ministero dei
Lavori Pubblici la domanda accompagnata dai
relativi progetti per la elettrificazione delle linee
Milano-Saronno-Varese-Laveno, Saronno-Como,
Como-Varese e Milano-Erha-Incino-Canzo-Asso,
in totale Km. 180, nonchè per l' esecuziqne del
doppio -binario sui tronchi Saronno-Malnate, Saronno-Grandate-Camerlata e Como Borghi-Como Lago, con sopra elevazione della stazione di
Como Lago.
· Nel progetto è prevista l'effettuazione sul tronco Milano-Saronno di 36 coppie giornaliere di
treni viaggiatori; sul tronco Saronno-Varese di
24 coppie; sul tronco Varese-Laveno di 12 coppie; sul tronco Saronno-Como di 24 coppie; sul
tronco Como-Varese di 12 coppie; sul tronco
Milano-Seveso di 24 coppie; sul tronco SevesoErba di 15 coppie; sul tronco Erba-Asso di 12
coppie.
Si effettueranno inoltre da 5 a 3 coppie di treni merci per ciascuna linea.
·
Per il servizio viaggiatori s,i è prevista l' adozione di automotrici elettriche, equipaggiate però con motori di potenza tale da renderle atte

90

a trainare un certo numero di • vetture rimorchiate.
Per il servizio merci, il naturale e conveniente
raggruppamento del traffico in treni pesanti, consiglia l'uso di locomotori.
La velocità massima dei treni viaggiatori fu
stabilita in 80 Km. ali' ora.

SISTEMA DI TRAZIONE E
PROGETTO TECNICO.
L ' evoluzione più recente de1le proprietà caratteristiche dei diversi istemi di trazione non
lascia, per la rete ferroviaria della Nord Milano,
dubbi sulla scelta del sistema più conveniente : non è qui il caso di indugiarsi in diffuse
,osservazioni comparative.
Il sistema a corrente continua ad alta tensione ha ancora compiuto, negli ultimi anni, progressi decisivi. In seguito ad ampi risultati di
esercizio, ottenuti in America ed in Europa, l' adozione di 2400 volt come alimentazione della
linea di contatto, appare oggi priva di ogni rischio e perfettamente sicura. Mediante tale tensione, l' impianto di alimentazione della rete
(che poteva a tensioni più basse rappresentare, almeno in confronto del monofase, il punto
debole del sistema a corrente continua) diventa
sufficientemente semp lice ed economico, così ohe
gli alti pregi del sistema lo impongono senz• altro, nella scelta. Una elettrificazione j:Oil il sistema trifase sarebbe, per 1a rete in questione,
nettamente svantaggioso, così dal punto di vista
tecnico, come da quello economico. Le tipiche
defìcenze del sistema, consistenti specialmente
nella doppia linea di contatto e nella regolaibilità dei motori, non hanno qui bisogno di essere
particolarmente illustrate.
è il pregio di questo sistema, quello cioè di ,prestarsi ad un facile ricupero di energia nelle discese, ha nel nostro caso importanza, poichè la rete non presenta a tale scopo, nella sua massima parte, pendenze abbastanza estese ed accentuate.
Il sistema monofase permetterebbe una tensio_
ne di linea assai più elevata di quella del sistema
a corrente continua, e ridurrebbe notevolmente,
forse ad una sola, il numero delle sottostazioni .
Il vantaggio economico che ne deriverehbe sa ..
retbhe, però, in gran parte neutralizzato dal considerevo'l e maggiore costo degli equipaggiamenti
elettr·i ci del materiale mo bile. II. notevole ingom1

I '1' L TTRIFICAZ/0 E DELLE LINEE FERROVIARIE DELLA NORD-MILANO

uz
111

qt•ip ggiamenti monofasi, dovuto aldi un llrasformatore di potenza
, iori dimensioni dei motori, sarebntito nel nostro caso, dove, per
giatori con treni frequenti e legr vista l'adozione di automotrici,

nofase. presenterehbero poi la ben nota ed incresciosa proprietà di eseroitare una influenza disturbatrice sulle linee telegrafiche e telefoniche
adiacenti, proprietà che crea l'onere di tutta una
serie di rimedi e di provvedimenti, di entità economica tutt'altro che trascurabile.

Asso

__ ___ .lan'110-Como

'21~-~oM.(.

-------->-1

12 fabbraio 1972

I
Granda~

Como

di locomotori. La notevole potenza

La fonte dell'energia elettrica alimentatric:e è
stata assunta a Varese, sotto forma di ·corrente
trifase a 2500 volt di tensione ed a 50 periodi .
Tale energia elettrica trifase viene trasformata, per l'alimentazione delle linee di · trazione,
in corrente continua a 2400 volt, e la trasformazione si compie in 5 sottostazioni da erigersi nelquanto quello mo- la immediata adiacenza delle linee e precisa-

necessaria per ogni singolo motore
HP) · avrébbe avuto per consegueni tema monofase, motori di u:r;i ingomda imporre ruote di corsa di un diae ssivo ed assolutamente incomodo per

...... ,,..,-..•htrici.

I 111 e il sistema trifas~

91

LE I. I./.
mente nelle vicinanze di Saronno, Casciago,
Grandate, Palazzolo e Merone. L'adduzione
dell'energia trifase alle suddette sott-ostazioni avviene mediante una terna di fili da 80 mmq. opportunamente montati, per i corrispondenti tronchi, sulla palifìcaziorie stessa di linea, su quella cioè che sostiene anohe la: linea di contatto a
corrente continua. .
.
H filo di .contatto, alimentato dalla corrente
continua a 2400 volt, genera.ta dalle sottostazioni, è stato assunto con una sezione di 80 mmq .
per tutta la rete. Su alcuni tronchi, ed in particolare su quelli per i quali è previsto, in un
prossimo avvenire, ,il raddoppio del binario, si
è manifestato opportuno adottare, per l' addùzione della corrente, un filo di rinforzo, connesso
elettricamente, in parallelo con quello di contatto ed avente anch' ésso una sezione di 80 mmq.
Ali' attuazione del raddoppio di -binario tale filo
diventerà filo di contatto del nuovo binario , nè
sarà allora più necessario alcun filo d.i rinforzo.
Coli' orario previsto, il carico massimo computato come ener,g ia trifase complessivamente
alimentatrice delle 5 sottostazioni ammonterebbe a 12.100 Kw.

RICHIESTE DELLA CONCESSIONARI A AL GOVERNO.
Comé .già s; è detto, il progetto fu presentato
al Ministero dei Lavori Pubblici fino dal sett,embre 1916, e la Società concessionaria, pure
rinunziando ad ogni richiesta di sussidi da parte del Governo, si dichiarava disposta ad eseguire ,i lavori progettati - per un importq di circa L. 30. 000. 000 - a condizione che venissero
modificati alcuni dei patti di concessione delle
ìinee ferroviarie in esercizio, affindhè l'ingente
c.apitale d~ .impiegarsi potesse trovare una e-q ua
nmuneraz1one.
Le principali• richieste della Società erano :
fermo restando il termine di scadenza di concessione al 12 febbraio 1972 per la Saronno-Malnate e la Como-Laveno, venis-s e prorogato quello
delle concessioni Milano-Saronno (scade il 2 I
magg,i o 1966), Milano-lncino-Erba ed Erba-Canzo-Asso (scadono il 15 giugno 1967), alla stessa
data del 12 febbraio 1972.
Si chiedeva poi che il termine per il r.iscatto
della intera rete venisse prorogato ad anni trenta dal giorno in cui saranno terminati i progettati lavor-i, e auesto in apo·l icazione dell'articolo
189 del Testo Unico sulle ferrovie e tranvie. Detto -articolo infatti dispone che: « è in facoltà del
cc Governo di stipulare convenzioni con i conces(< sionari per la proroga de.1 termini di riscatto
« nei casi dti importanti aumenti patrimoniali
cr debitamente autorizzati ».
La Società quindi non domanda proroghe di
concessioni, ma solo l'uniifìcazione delle scaden92

ze al 1972. Essa inveoe richiede la proroga del
riscatto. Oggi il riscatto delle linee esercite dalla Nord può avvenire in qualunque tempo, con
un anno di preavviso, e non in base al valore
delle linee, ma in relazione al reddito dell' azienda, computato sulla media dell'ultimo quinquennio. Ora è evidente che se, ad esempio, dopo
un anno dalla compiuta elettrotrazione, il Governo volesse riscattare, le nuove somme immoibilizzate dalla Società non avrebbero dato alcun
reddito e quindi non verrebbero rimborsate dal
Governo.
All'On. Venino, ohe interrogava l'On. Ministro dei Lavori Pubblici per conoscere gli intendimenti del Governo al riguardo, rispondeva
S. E. De Vito in data 20 a gosto 1918:

« Sulle proposte della Società Nord Milano
« per la elettrificazione della rete sociale si è
« già pronunciato il Ministero dei Trasporti, i
« quale, pur riconoscendo in massima la op.por« tunità della elettrificazione, non h
ritenuto
r< possa accettarsi la fondamentale richiesta del..
e< ·l a proposta per la proroga del termine di ri•
« scatto delle linee costituenti la rete >> .
I< Tele questione non è stata anèora rìsoluta
« ma si assicura l'Onorevole interro-gante che
« nel frattempo si è provveduto all'esame tecnic< co della proposta di elettrificazione >> .
Ad analoga interro,gazione dell'On. Lucchini.
lo stesso On. De \/jto rispondeva in data 14 dicembre 1918 :
<I Sulla proposta delJa Società delle Ferrovie
cr •ord Milano per la elettrificazione della inter
« ,s ua rete, si sono ,già pronunciati in linea tecnic
cc il Circolo F errnviario di Milano e recentement
cc il Consiglio Superiore dei Lavori Puhhlici.
cc Per l'esame poi delle proposte concomitant
cr presentate dalla Società stessa circa modific
« dei patti staibiliti con la concessione .preceden
cc te, fra .i quali d •ordine importante e fondamen
re tale la proroga dei termini del riscatto, si
cr riconosciuto indispensahile raccogliere mag
cc .g iori elementi di ordine finanziariò, i quali do
« vranno essere valutati anche dal Ministero de
cc Tesoro >> .
E così fra studi e controversie fra i divers
Ministeri, la Società, dopo più di due anni dal
la presentazione del progetto , non può conosce
re .gli intendimenti del Governo.
Se le Ferrovie dello Stato intendono unire al
la propria rete le linee della Nord Milano, s
proceda subito al r.iscatto, ed il Governo pong
mano al più presto ai lavori di elettrificazione
Se tale riscatto non si vuole effettuare. per
chè non ~i lascia libera la concessionaria di ese
guire i,e progettate opere?
Così fra podhi anni si vedrebbero migliora
sensibilmente i servizi su detta importante r.e t
ferroviaria , ottenendo anche il vantaggio di di
1

f 'ELETTRIFICAZIONE DELLE LINEE FERROVIARIE DELLA NORD-MILA
n ibilmente l' .importazione di carboni
. D urante I' esercizio 1918 la Società
ord ha bruciato 70. 000 tonnellate di
ti II ti ili esteri e nazionali per un valore di
,, dit i milioni di lire .
I 1 , rv ndoci in un prossimo articolo di dare
10 i detta.gli sul progetto tecnico presentato
rd p e r l'elettrificazione della sua rete,
gi più del pro:hlema tecnico importa sia
lr li più presto , nell'interesse stesso del Pae1 I
question e posta dalla concessionaria, cre1110
pportuno riportare qui sotto ed appog', I' rdine del giorno votato recentemente da
1 111 nione di ,i ndustriali e deputati alla CarneI · mmercio di Milano.
1-.' rdine del giorno, propostò da gli Ono revoli
i , Turati, Beltrami, De Capitani, Borromeo,
1

·o

Somaini. ecc., ed approvato in detta riunione.
è il se,guente :
ritenuta la necessit'à e l'urgenza della elettrificazione e del conseguente ampliamento degli
impianti della Ferrovia Nord Milano per rendere tale rete rispondente alle esigenze della regione da essa .&ervita, specie per i traffici d el
dopoguerra;
ritenuto che esistono progetti già in massima
approvati dagli organi tecnici centrali;
ritenuto che l'indugio nella soluzione de l
problema della elettrificazione oorta pregi,udiz io
agli impellenti bisogni del maggiore sviluppo
della rete ferroviaria:
s' invita il Governo a prendere senza indugio provvedimenti che rispondano agli scopi
suindicati.
Ing. Albrici

TAL IANO stabilito BORDEAUX da quasi 30 anni, recando i in Italia, ah- ·
bocch erehhesi con INDUSTRIALI METALLURGICI ITALIANI che desiderassero inten , arsi affari presenti o futuri BORDEAUX E REGION E; · Ramo: CO TRUZIONI METALLICHE - NAVALI - GROSSA MECCANICA - LAVORI P UBBLICI 1ATERIALE ROTABILE, ecc.
crivere per appuntamento :
a GENOVA, Hotel Victoria, verso 15/20 Maggio
,,
FRANC. ROMIT A a FIRENZE, " Bonciani, ,, 21/25
Minerva,
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26/30
'
(di Bor deaux)
a NAPOLI,
,,
Univer
1/ 5 Giugno
"
Dopo a MODUGNO (pro . Bari)
Da Luglio in poi a CAUDERAN près BORDEAUX, 55, Avenue de la Républiqu

Guido Marangoni
Deputoto ol Parlomen to

Per la rinascita dell'arte industriale

0 ·0 1 Trattato di
Francofort_
e ·alle ...
mciiolìctie di Faenza
Ho già aVillto occasione di segnalare in queste
colonne come compito doveroso deT Ita1ia nell'immediato dopo-guerra, quello di acci~gersi
a far risorgere al più presto le nostre gloriose
tradizionali industrie d · arte. Le quali non debbono tornare vitali e produttive per ricopiare
pappagallescamente i mod~lli del buon tempo
antico e fossilizzarsi nelle ripetizioni stereotipate, ma da[o studio, dall'esame attento e sa·gace di quanto si seppe fare nel passato ~ttin-gere nuove energie creative, escogitare nuove
-forme originali per adattare i prodotti al nuovo
tempo in cui nascono, al novello e mutato gusto
-delle moltitudini, al diverso spirito deTI 'epoca.
Ricordiamo-Io.
L'egemonia del:a Germania nel camp:::, delle
·industrie decorative, durata senza contrasti per
,oltre trent'anni fino allo scoppiare della guer·ra recente, fu iniziata subito dopo l'altra guerra
del J 870 contrp la Francia di Napoleone III.
·Fin da-1 trattato di Francoforte la Germania cominciò a coltivare i} sogno che a:Iora parve te·merario di strappare alla nazione nemica anche
il suo secolare e indiscusso primato ne 1le in-dustrie artistiche.
E approfittando deHa scomparsa di tanti giovani pittori e scultori francesi caduti vittime dei
·fucili tedeschi neEa guerra e dei fucili di Thiers
•durante :e tragiche giornate della Comune, la
-concorrenza tedesca si preparò gagliardamente
.alla prova.
Non facile prova!
Ancora aH 'Esposizione di Filadelfìa del 1876
·1•inferiorità tedesca apparve completa e deso·1ante. Il Commissario germanico a quella mostra dovette inviare al suo Governo un rapporto
ispirato a brutale sincerità nel constatare e biasimare la pessima rappresentanza c'he il suo
·paese aveva nella gara internazionale.
La re:azione non venne passata agli archivi,
il relatore non venne richiamato a più alti sensi
1

'94

di patriottismo come certo sarebbe avvenuto in
qualche altro paese di nostra conoscenza!
Al contrario : il relatore ebbe la sua brava
promozione e aUa relazione si diede la massima pubblicità e la si inviò in cOIJ)ia a tutti gli
industriali tedeschi del ramo artistico perchèJ
con le sue inesorabili constatazioni ferisse profondamente il suscettibile orgoglio nazionale tedesco e incitasse gli animi alla riscossa.
Infatti l'organizzazione del:a guerra artistica
contro l'industria francese andò intensificandosi
con metodo, con energia, con tenacia e con mirabile prontezza. In assenza della genialità creativa, tutte le virtù positive della razza vennero
chiamate a raccolta. E nel J 881 inaugurando a
Berlino il primo museo de[e Arti Decorative, il
Kronprinz poteva permettersi di enunciare senza prudenti sottintesi un ba,l danzoso programma: « Noi abbiamo vinto la Francia sul campo
di battaglia e vogliamo vincerla nuovamente sul
terreno del commercio e della industria artistica ».
La Francia, occupata a rifornire i suoi clienti
di vini spumanti e di articoli di moda, tutta
dedita a questa redditizia ripresa dopo :a lunga
parentesi. della guerra, et)-be il torto di non
prendere sul serio :a sfida aperta d~l Kronprinz.
gravida di minaccia e di danni.
Intanto l'avversaria, astenutasi dalla grande
Esposizione Universale del 1878, andò preparando iI proprio intervento rivelatore e trionfale
a quella de: 1889.
Ma neanche l'affermazione tedesca, sdlenne e
decisiva del J 889 parve preoccupare la F ranc:ia
ipnotizzata dal successo clamoroso de~la Torre
Eiffel e della « Cité bleu » a: Champ-de-Mars,
assorbita dai festeggiamenti durati per sei mesi
a celebrare il centenario della presa della Bastiglia.
La stampa non volle gettare una doccia gelata di amarezze su qµel tripudio col sottolinea-

- == = =

DAL TRATTATO DI FRANCOFORTE ALLE ... MAIOLICHE DI FAENZA

I,

onquiste stupefacenti della formidabile ri- industria causata dalla importazione germanica.
Fra il 1880 e il 1896 i,l sobborgo di Sant' AntoI , no tali da agghiacciare veramente l' ~mimo nio, centro secolare di produzione del mobilio
1 f r ncesi consapevoli e veggenti, capaci di d'arte, aveva perduto 10 mila dei suoi ebanisti!
11 J r nd ere la gravità del pericolo ...
Un'altra grande industria parigina, quella de[a
1111 nto l'invasione tedesca dei mercati inter- oreficeria e della bijouterie si manifestò a sua
li continuava in co:onne serrate, secon- volta gravemente co1pita : il quartiere Marais
1
ttami della scienza militare di casa.
perdeva poco a p9co 1O mila operai fra argen111 numeroso, potente, intelligente Stato tieri, orefici e bronzisti, tutti emigrati al richiaiore di tecnici assunse .il comando di un mo degli alti salari di Germania. E durante

i ..

Bisquit tedesco: « L'infanzia del Re di Roma
(dal quadro di Girardet}

ito gigantesco di industriali, di artisti, di
i, di commessi viaggiatori, di agenti set i, di ·camerieri e direttori d'albergo, diffusi
unque a constatare i progressi altrui, ad ini, in Germania i saggi migliori de~la produestera, ad assicurarsi man mano la clienlei vari paesi. Così l'industria tedesca fu
I
in condizioni di muovere all'assalto della
Francia, recando la conconenza nelle
ittà e neHe sue co:onie nelle infinite mal zioni delle sue quasi impossibili inich.t1 cl' arte e specialmente su gli oggetti di cera' ,, vetrerie, stampe, libri i[ustrati, giocati, 1 mobili di lusso
..Il seduta del 17 dicembre 1898 la « Ca,
indacale dell'Ammobigliamento » di Pa1 , ridotta a denunziare la crisi de[a propria
1

Il

:i,

l'anno 1898 i tedeschi esportarono in più neJa
Francia 633 kg. di oro lavorato e la Francia
700 kg. di meno in Germania!
Un foglio professionale parigino confessava
melanconicamente a quell'epoca: te Andando
avanti di questo passo, fra qualche anno i fabbricanti francesi non avranno altra risorsa oltre
que1la di convertirsi in depositari delle merci
prodotte o:tre il Reno! »
Be!leville, Popincourt, Menilmontant videro
presto anch'essi decimata di 12 m ila persone la
loro popolazione di operai della maroquinerie e
dell' « article de Paris » . Anche quest'ultimo stava per diventare un monoipo:io germanico mentre nella <e moda » si iniziava da Vienna una
concorrenza altrettanto spietata. E intanto che
il mondo industriale tedesco preparava la pro-

95

LE I. I./. - - - = = - - - - - - - - - - - = = - - - - - - - - - = = = - = = = = = = = = =
pria apoteosi alla Mostra Universale del 1900 la liere di ferro >) il senso del reale era così forte
Francia in piena agitazione boulangista pre• da far tacere tutti i pregiudizi di casta, le suscetparava la più grave convulsfo n e de·l ì'atfaz\-e tibilità della gerarchia ministeria.Je e le stesse
Dreijus!
vanità di stir;pe !
SU'Jila fede insospettata del Vachou dobbiamo
***
Uno scrittore francese, Marius Vachou, rico- anche credere che il caporalismo rigido impenoscendo la piena débacle del suo paese nella rante fra i mi-litari prussiarti non abbi~ per nulla
guerra artistica contro la Germania, vo:Ie com- inv~so del SlJO spirito e comunque inceppato la
piere· un giro di indagini · nei laboratori tedeschi marcia vittoriosa de]• esercito artistico-industriaper ricercare le ragioni di così rap idi e stupefa- le. Le ripetute ispezioni nei centi:i produttori

Ce ramich e p eruvian e.

centi progressi. E le trovò nella magnifica orga•
nizzazione di tutti i metodi e processi produttivi. Nelle città e persino néi lontani viHa~gi, subito dopo la guerra del 70, si erano reclutati a
migliaia g:i apprendisti destinati a costituire il
nuovo esercito· laborioso, si fe.cero sorgere numerose le scuole professionali per p r eparare i
sottufficiali e le scuole tecniche superiori per
creare gli ufficiali della nuovissima armata artistico-industriale. Nei mu"sei d •Arte Décorativa
d i cui furono dotate le grandi città si vennero
costituendo gli arsenali ad hoc chiamati a mol tiplicare ed a distribuire le munizioni di modelli
e di saggi a tutti j minori istituti d •istruzione e di
educazione tecnico-artistica. Ottone di Bismarck, a.Jlorchè l'iniziativa v·enne deliberata, accettò iL modesto portafoglio del Commercio per
darle l'impulso formidabi:e del suo genio e della sua energia. Ben fu detto che nel << Canee!-

96

della Germania indussero l'antico << missionaire
des Beaux-Arts )> di Francia a garantire che i
processi dell'industria artistica in Germania sono dovuti a queste quattro cause principali :
I O Applicazione del principio di associazione in tutte le forme, con tutti gli svi-lupp,i, su
vastissima scala :
2° Decentramento completo d'ogni organismo industria-le e d'ogni scuola d'arte d ipendente.
3° Autonomia assoluta delle scuole, create
mantenute da gruppi di industriali all'infuori di
o'gni ingerenza e di oigni contributo di Stato.
4° Piena libertà d •inizia_tiva alle collettività
operaie ed ai singoli individui opportunament
preparati in precedenza nel:e scuole d'arte e d

tirocinio.
Per disposizioni della legge i gruppi industri a

== = = ==

DAL TRATTATO DI FRANCOFORTE ALLE ... MAIOLICHE DI FAENZA

tlovettero federare i lo:ro .antichi « Corpi di produrre buoni operai per le industrie, con dei
tiere » in « Camere di Industria » (/mmu- saggi finali da offrine agli ispettori d'esame!
11} i cui membri ebbero l'obbligo di subordiEd ha sempre sce:ti gli insegnanti non già in
te i loro interessi personali a quelli della Cor- base ai loro titoli ufficiali, ai diplomi attestanti
delle conoscenze teoriche, ma bensì in base alle
competenze affinate nella vita deH' officina. Mentre la scuola francese - a quanto denunziava
il Vachou - invece di preparare ne-g:i alunni
dei futuri diretti produttori di oggetti industriali,
permase ibrida, eteroclita, contraddittoria, a
creare dei déclassés incapaci di guadagnarsi il
pane, infarciti di dottrine estetiche, di storia di
arte e di stili, di nozioni tanto varie quanto insufficienti per la cultura di un vero artista, ma
sufficienti a distrarre un lavoratore manua1e dal
suo autentico, modesto. benemer.i to compito!
Le molte commissioni incaricate di approfondire il gran prob:ema non seppero far altro in Francia ed in Italia - che accanirsi in dibattiti teorici, nominare a centinaia i professor1 ed
i funzionari raccomandati dagli uom)Ili politici,
improvvisando un Ìnsegl}amento basato sopra
un paradosso sociale, poichè serviva alle signorine di buona famiglia per apprendere come si
lava un acquarello o come si modeHa Ia creta,
senza preoccuparsi di preparare dei buoni manipolatori della materia agli ateliers industriali
invece di spostati per il dilettantismo artistico
rovinato re dei veri professionisti dell'arte!
Era dunque naturale che la Germania produPiatto faentino.
zion e e que[i della Corporazione agli insi n azionali d'ogni sin~ola industria. La
I , I razione degli / mmugen d iede vita ai
111 tge werboerein , i quali raccolsero nella so:a
i vi ra 59 società produttrici con 20 mila soci
1e 'ative scuole e musei.
' opo delle Federazioni regiona'li fu quello
II ru ttere in comune le raccolte ·d.i modelli e ·le
ti lioteche, di ind ire esposizioni , congressi e
,11f renze , pubblicare giornali e rJviste proionali .
n questi sistemi il Centralgewerbverein ,.d i
ldorf riuscì a . trasformare i paesi renani
uali imperava la p iù cruda m iseria in cen11i industriali fiorentissimi, semplicemente in11 11do n e i borghi p iù modesti deg~i speciali in' 11t ati ad insegnare i metodi d i lavoro agli
111dli operai ed alle massaie, risuscitando così
I , gloriose tradizioni locali antichissime.: il
rno in oro e la ceramica.
1turalmente la macchina ingombrante della
1110 razia
statale venne mantenuta sempre
I I n a a tutte le iniziative. col bando rigoroso
I I tirannici, monotoni, ingombranti program11 , nde pres so di noi si annegano e si seppel' no sforzi e tentativi individuali e co~~ettivi.
I t cuola tedesca si è solo preoccupata di
1c

I 1, I .

Piatto di Faenza (2a. metà del Secolo XV - Museo del
Louvre - ln'/1.uenza gotica e orientale, contemperate) .

cendo •nòn sempre bene per .il preconcetto del
basso prezzo e copiando sistematicamente i mode.li francesi ed ita·l iani delle buone epoche,
abbia potuto così agevolmente affrontare e vin- '
cere la concorrenza latina.
··

97

LE I. I. I.

= = = = = = = = = = = = = = = = =.= = = = = = . = = = = = =t. = = = =

Il grido di riscossa lanciato dal V achou nel
suo notissimo libro 1 pare che stia dando buon~
frutti in Francia, ove si lavora alacremente in
tutti i campi a riparare le trascuranze e gli e rrori de: passato.
E da noi che abbiamo commesso il supremo
errore di restare sempre estranei a:Ia lotta delle
industrie d'arte decorativa, che cosa si decide
di fare? L' on. Boselli accennò in un suo discorso di primo ministro al dovere di moltiiplicare .e scuole professionali. E -infatti oggi l'onorevole Ruini, sottosegretario in uno degli ormai
innumerevoli ministeri, può annunziare orgogliosamente di aver fatto assegnare dei sussidi

R. Broz'zi : Piatto di rame sbalzato .
(Esp . A malori

e

Cultori - Roma) .

a un numero stragrande di queste scuole. Ma
con qua:i programmi pratici, con quali indirizzi
precisi, con qua~i affiatamenti concreti con le
nostre poche industrie d'arte riuscite a sopravvivere in tanto generale abbandono?
Oggi· suona sospetta perfino la improvvisa generosità del Governo. I fortunati esperimenti tedeschi attestano come la funzione incoraggiatrice del~o Stato debba svolgersi soltanto quale
integrazione di sforzi privati preced~nti : l' attèndere tutto dallo Stato e da]' accentramento
,burocratico è malattia latina che può· condurre
le industrie artistiche aUa sterilità, alla consunzione, ad una vita fittizia o addirittura ad una
:morte lenta ed inonorata sotto j colpi della· eso1 Marius Vachou, La guerre artistique avec l' A ll~magne ,
Paris, · Librairie Payot.

98
'

= =

==

=

=

tica concorrenza modernamente organizzata ed
indirizzata .
Eppure il nostro paese deve decidersi a trovare i: modo di sfruttare la ricca genialità del
suo popolo, a dare opera attiva, pertinace, entusiastica alle risurrezioni delle magnifiche sue
indµstrie d · arte tradizionali ed a crearne del~e
nuove!
Le discussioni furono molte e calorose durante
il periodo de.la guerra e fervono tuttora. È tempo però di mettere fine agli stolidi dibattiti ed
alle vane accademie per dar mano a qualcosa di
veramente concreto. È, ingenua illusione quellR
di sperare che certe elernent ri verità finiscano
per imporsi anche alla gente ita:iana?
on lo credo. Ed a giust:ficare il mio ottimismo coi nobili e felici conati di Giambattista
Gianotti, eh' ebbi il piacere di illustrare in un
numero precedente di questa rjvista, stà la lode~ole iniziativa sorta da un gruppo di volonterosi e innamorati cu1tori de[· antica arte figolina
di Faenza, d iretta a creare nella città dei Manfredi un cc Istituto nazionale di ceramica. »
Accanto al pjr:colo embrionale Museo delle
F aenze e ad una modesta, troppo modesta, scuola per gli apprendisti della nobilissima arte de:
fuoco, questo Istituto naz·onale di ceramica, nel
concetto dei suoi fondatori dovrebbe assolvere
il compito principale di <e imprimere aH' arte ce·
ramica ita:iana un indirizzo e un carnttere nazionale scientifico ed artistico, e insieme di sviluppare proficuamente :a produzione >J. I mezzi di realizzazione dell'altissimo scopo dovrebbero culminare nell'istituzione anzitutto di un
scuola specializzata che formi tecnici e decoratori esperti per la futura produzione italiana. Se
si pensa che da tempo anche il piccolo Bel,gio,
·la piccola Romania e la Bulgaria hanno scuole
siffatte, non c'è tempo da -perdere a fondarne
de11~ consimili in questa patria antic.,'¾ deTArt
e della Bellezza! Accanto alla· scuola dovranno
sorgere : n laboratorio o stazione di ricerche e
di esiperienze dirette a illuminare i produttor·
naziona:i dei quali dovrà mettersi a piena disposizione, una officina o fabbrica mndello su
tipo de-lle gloriose botteghe della rinascenza ita
liana, con tirocinio obbligatorio ma retribuito :
·fabbrica che riassuma, mantenga ed innovi la
tradizione d'arte italiana in confronto dei mag
g iori centri esteri e de[e grandi fabbriche d
Sèv.res, di Germania e d'ìng.hilterra. E l'Istitut
si completerebbe cop una opportunissima stan
za commerciale per la rappresentanza di front
all'estero delle fabbriche nazionali, per la segna
lazione dei fabbisogni di µrodotti e di materi
prime, per la raccolta, studio e divulgazion
deù:a ie,gislazione che interessi e concerna l"in
dustria, per la ricerca e il collocamento dell
mano d'opera specializzata, per la corretta pub
blicità delle fabbriche nazionali in paesi stranie

'

'

= = == =
1

DAL TRATTATO DI FRANCOFORTE ALLE ... MAIOLICHE DI FAENZA

,1 c ompito a!tresì di indire fiere periodiche

r mica come un tempo usava Lipsia , e coir f nno adesso Lione e Londra.
/
, nto a:a'lstituto, ad integrarne la funzion e
perdere la propria autonomia, si svilup11 l b
il Museo specializzato per la raccolta
I ·lll tica della produzione ceramica d'ogni
e d'ogni luogo, i cui campionari potrebfa rsi c ircolare, occorrendo, fra le fabbrir amiche e ne'}le scuole industriali con turrio dici secondo i var~i tipi di produzione.
11 programma vasto, attraente, saggiamente
a co~mare una lacuna da tutti riconosciu• fron teggiando una necessità nazi on le da
111 I t I iconosciuta urgente e legittima!
C orne bene osservarono g:i amici di Faenza ,
11 >ri d ell'iniziativa, c'è da sentirsi umiliati nel
111 t tare come piccole nazioni senza grande
~lto artistico quali la Turchia, h Romania
ulgar ia, abbiano saputo organizzare in queultim i anni le :oro scuole d i ceramica, men' n manca tuttora il paese che può vantare
I 1 , , ato glorioso di Faenza, di Pesaro, di Uri, 11C, di Gubbio, di Milano , di Lodi , di Capo11111 nte, per non citare altri innumeri centri
11 produ zione non meno noti e famosi! E non
1 mai abbastanza d eplorato che il .piccolo Mullestito co n tanti ed oscuri sacrifici dalla
romagnola ond'ebbe battesimo internazio1
secolare la terraglia decorata, non abbia
Il nuto finora dal contributo di tutte le energie
I, oLlezioni naz ionali l'alimento necessario e
nte a farne un disseminatore di saggi e
, oionari a tutte le odierne fa:bbriche italiaull' esemp;o del City and G uilds of London
I I liiute o dei KunstgeweYbverein germanici o
I I tesso non perfetto Museo delle arti deco11
di Parigi!
1'iu gli studi critici dell'arte ceramica progre' e o notava or è poco uno dei pion ieri
Il' ttu a le risveglio fae·ntino, il benemerito pro, r Gaetano Ba·~ lardini · - e più aumenta il
, ino del nome di Faenza : e non il fascino
I nto, ma la conv inzione negli studiosi che
I r diretta e influenza irradiate dalle fab lr h faentine del~a metà del Trecento per O'ltre
f I tiro secoli gloriose e tutt' a-ltro che spente
Il I v rso tante e diverse vicissitudini, non s ~a 1 te finora lumeggiate come ben meritavano!
tutti si tributa a Faenza un plebiscito di
11r1irazione e si riconosce quanto la storia de:1 ceramica sia e debba rimanere congiunta
I 11 >me _d ella città romagnola : da ogni paese di
1
, in questo ultimo rinnovamento degli
I II ' r occhio di tutti si volge ai fuochi faentini
\
rn n tennero il fulgore della loro luce anche
I
plendore del cc Rinascimento ». Perchè'
11
iu tarne ora l'evoluzione pronta e definitie r o più moderne manifestazioni, verso più
li te ffermazioni?
1 11

r

Lo stesso Ballardini molto acutamente rilev ava ne]a
sua « Critica ceramica» come a
Faenza la majolica sia sempre rimasta neHa sua
propria espressione : non volle mai essere pittura nè plastica, non volle togliere alla tela o al
marmo la loro funzione nel:' arte : mantenne
sempre con signorile finezza la intenzione di
decorare anche allorquando, urgendo la decadenza, forme e modi si disfacevano in meno elette miscele e la purezza delle linee si contorceva in strani manierismi e gli impasti cromatici si annebbiavano neHe tavo:ozze alterate.

Faenza: Boccale Sec. XV
(/ n/luenza g:>tica).

Ma è gran guaio che queste belle parole di
entusiasmo non si possano sempre ripetere davanti a talune deplorevoli degenerazioni commerciali di qualche fabbrica faentina di ceramica contemporanea, abbandonata a sè stes~a. alla propria routine, all'egoismo del faci:e guadagno e al gusto pervertito dei compratori. Occorre ridestare il senso del bello in questi ultimi,
e richiamare i produttori alla meravigliosa perfezione dei loro antichi maestri, alfa austerità
di un• arte che alla propria stilistica dignità, eletta ed aristocratica, dovette i successi che la
fanno ancora famosa.
·

99

LE I. I. I. - - - - - - - - - -

== - == ==== == = = = - = =- =- = - - - = === = -

Piatto graffito bolognese (Secolo XIV) .

Maiolica persiana - X Secolo.

Il Museo di Faenza conserva preziosi esemplari dei maestri autoctoni : e i modelli dei secoli d · oro , opportunamente adattati ai tempi
nuovi, trasformati da un sentimento beninteso
della modernità, ben possono divent~re gli e :ementi fecondatori di un'arte capace di rinnovare sè stessa inspirandosi ai saggi dei vecchi
maestri del fu_o~o:
.
.
.
.
A ~ale nob1hss1m~ meta mtei:id~ iJ .c~m1tato
F aent~no ,. al qu8:le s1 sono _associati artisti ed ~- ·
maton d arte d1 ~utt_a Italia, . da Leon~~d~ B1~
stolfì a ~o:rado R1cc1 =. e t_anh ben.emeriti sforzi
sono pr_mc1palmente dire~ti a,d assicurare a~ f1;1turo lstrt~to ~ella ce:amt~a .a bas_e fìn~nz1ana
capace d1 ass1curalig,h valida ed utile esistenza .
È l 't O 8
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· t' d
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bbl' •
deC;I • P~!are c
am 1 eg 1 en 1
h, ici
eF ei pnva t1 ?0 n at. · iano a. mandcar ~· oic ~ a
aenza, pa na an 1ca e prima e 1.a ceramica
italiana , a Faenza, dove il focolare di produzione . della lucida e smagliante arte paesana
non si è mai spento neppure nei tempi quasi calamitosi come i nostri attuali, tanto che potè
sottrarsi in pieno Seicento alla generale decadenza delle forme artistiche, a Faenza, d icevo , si
vanta come magni~ca tradizione :ocale il generoso contributo dei più preclari cittadini a vantalg'gio delle fabbriche di ceramica , giusto e legittimo orgoglio di tutta la città.
.
.
È lunga la, teoria dei paLTizi faentini i quali
legarono il proprio nome ai diversi periodi di
sviluppo de!l' arte dei_majolicari con atti di disinteressato mecenatismo : ed oggi ancora vivono
ne]a città delle « F aenze » alcuni nobili signori i qua~i hanno sagrifìcato cospi,c ui patrimoni ai

tentativi reiterati di rinsanguare l'industria dei
nonm .
È di moda , in questi tempi, così di esaltare
organizzaz:one tedesca nei suoi metodi di indagine -all'estero sulle condizioni industriali, sulle esigenze dei mercati, su~ corso dei prezzi.
come di vituperare quale spregevole opera di
spionaggio il fervore onde ogni suddito germa-·
nico, viaggiando O yivendo aTestero, si fà un
dovere di inviare in patria sagigi o fotografie
degli oggetti artistici prodotti nel paese v isitato
e prediletti ·dai consumatori loca!i. Ebbene :
Faenza ha insegnato da molti anni questo sistema. II male si è che }' abbiano seguito quegli
I ·
l
I · d. · d" F
h
a tn so tanto !
c1tta m1 1 aenza anno per
i primi sentito questo fervoroso bisogno d i raccogliere informazioni e di compiere inchieste a
b
fì . d ] 1
d ,
·
~1:e cio .e, oro paese _: e e questa una !nte.hgente vutu c~e non g!oya confonder.e c~ll oper~ perfida ,. ?b-:qua e sm1stra delle spie d1plomatiche O mil~tanl
,
.•
.
.
.
_Il _M11~eo d~ Faenza e ì?tto p1~no ~1 vasi, d1
piatti, d1 co~c1 delle fabbriche . on~ntah. ed euro?'ee, ra_ccolti . gelosa.mente ~ recati trep1_damente
m patna, nei tempi lontam , da faentm1 che err~vano J?el !Ilo~do a dip?rt? o per affai:i, E così
1 mdustna md1gena pote 1mpossessars1 ed - avvantaggiarsi ~ei , p~ocessi giappone~i , persiani,
chinesi. pen,1v-tani, ecc. , e far propni gli adattamenti delle {abbric'h.e statali-di Francia. La mirabile arte faent ina è prosperata e sa~ita a tanto
splendore mercè la febbrile cooperazione di tutto un popolo, il quaJe vedeva in essa una ra-

b~n

100

1~

r

=== =

DAL TRATTATO DI FRANCOFORTE ALLE ... MAIOLICHE DI FAENZA

civico e di prosperità collet- Chi sa dire quante nostre industrie vegetauo malamente o falliscono perchè il principaile deve
I'q1
cooperazione sopratutto urge di ri- rassegnare in mani estranee la direzione tecnica?
I I uir
allargarla a tutto il paese, poichè
rl
d ~la majolica non è più soltanto gloria
***
tin , è diventata gloria italiana! Se manca
Ma lo ripeto
volta: la nuova for11
n o spontaneo di chi per primo dovrebd :I .
dnco_rad una_ f
.
,
t
I
d re alle necessità ~onsacrate dall' esem- dtun? e ah grdan e m US ~a aentmd? n on. puo
.
h' t 1
't'
, •
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envare c e a un coraggioso e ra ica 1e nnno1 , • n l 1co, pere e
a e necessi a non e 1mpos a
d 11
d ··
G ·
f
·
I Il I gge come si fece in Germania?
, v_amei:to e a pro uz 10 ne: uai se le abbnc~e
I li
cuple d'arte industria~e ed app:icata s1 .osh~~ranno ?n~ora ne-'1a s~t:cche':ole copi~
IH fi i no più di tutti gli industriaili, quando dei _soliti modelh c1~quec~n.tesc!u o, se1centesch1,
li llievi debitamente istruiti ed iniziati ri- gu~1 se la decorazione 1 s1 mspir.era ancora .alle
in breve tempo degli ottimi e produttivi solite gr'?tte~c~e _raffa~L~sche, d1_ventat~ uggi?s~
i. Perchè alla .creazione delle ~çuole, in pe~ le, npe_t1z10m ornna1 secolari,. guai ~e c1. s1
carsezza di stanziamenti stata 'i non do- ostmera a riprodurre sul ventre dei grandi vasi le
ro contribuire con tasse speci~!i, coloro scene_ ist_ori~te , pa'Llide, e goffe caricature di fi1I
rcendo le industrie artistiche, dalle scuo- gu:aziom pitt_o nche. L n<;>stro tempo ~edama
I I t t verebbero il maggior vantaggio?
t:n _arte_ ce~amica sua ,propna con carat~en _n<;>vel11 f 1tto di essere volenti O nolenti trasformati h, mspirat1 al mutato gusto delle molt1tudm1.
1
e tenitori pec~niari delle scuol~ d'arte, aLa pr<>'._duzione ingilese si è imposta recentehl
un 'altra ecce[ente conseguenza : una mente colla monocromia più intransigente, quelli
ostretti a sborsare i1 loro denaro i diri- la russa colla quasi completa abolizione del co11! delle industrie artistiche vorrebber~. come lore, que~la danese colla sua specia'lizzazione doYJUStizia, controllarne l'impiego, vedere se vuta aiila collaborazione di sapienti scu:tori aniI so bene o male. Ed ecco automaticamen- maliers.
e Il nuta quella partecipazione a determinare
Faenza, che rimane la progenitrice sapiente
11ilirizzo del:e · scuole , di elementi pratici e tee- di tutte queste varietà moderne di maj,o'lica, tro' i i quali riusciranno tanto preziosi ad inte- vi nel suo buon gusto e nella sua tradizione il
co~J a loro collaborazione l'opera dei pro- lampo creatore di una forma nuovissima adatta
ri ufficiali, dotati di tutte le buone volontà, a risol~evare a[' altezza antica il nome de}i}a beldubbio, ma vissuti sempre twppo lontani la città di Romagna.
vita vera de~:i affari, dal tumU!lto dei merSegua gli esempi stranieri che ho citati, ed
da quella sfinge non facilmente penetrabi- anche quello del Chini. EgJi, con finissima ge' 11 è il mutevole gusto dei compratori I
nialità toscana, ha trovato l'idea dei suoi garbaI I rch,~ g~i industriali non frequenterebbero tissimi vasi di terra greisicata ispirandosi senza
1
t ssi le scuole d'arte, formandosi quelJa dubbio a11la· celebrata Zaffara, forse la più gen111pl ta competenza tecnica che è pur tanto ti"e e armonica creazione della vecchia airte
11r,.-•f>1tOl!l ria
al buon andamento di un'azienda? faentina!
Guido Marangoni
Deputato al Parlamento

TITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI:
I '·t icurazione sulla vita è operazione eminentemente democratica perchè proanche alle classi lavoratrici il benessere e la tranquillità.

GLI OSSERVATORI!
INDUSTRIALI E COM·;
MERCIALI DELLE I. L.I.
IN TUTTO IL MONDO
I Rapporti del mese di Aprile da.:
Alessandria. (Egitto) ,. Bengasi (Cirenaica) e Berna. (Svizzera) .. Buenos Aires
Melbourne (Australia) e S. Paolo (Bra.site) " Siviglia (Spagna )
(N ostri servizi particolari)
ALESSANDRIA (Egitto)
QUARANTAMILA CONNAZIONALI IN EG!TTO A CHI
DEVE DARSI LA PREFERENZA - LA ·GRANDE POTENZIALIT A '. DI ASSORBIMENTO DEL MERCATO EGIZIANO - IL PRODOTTO ITALIANO SI AFFERMA VIGOROSAMENTE SULLA TERRA DEI FAR~ONI.

Sia •concesso a questo osservatorio d'elevarsi dalla consueta esposizione di cifre e di . dati statistici, per rivolgere agli. industriali italiani un affettuoso rimprovero, ed
adopero . l'aggettivo affettuoso perchè effettivameI?,te fra
noi che scriviamo da cÒsì lontano e coloro che in patria
ci leggono negli intervalli della feconda fatica, s'intrecciano forti vinr.oli d'affetto. Di questo sentimento, francamente corrisposto, mi sono indice le numerose lettere che
ricevo di industriali di tutta Italia che m i domandano
indicazioni, ragguagli, consigli.
Perchè dunque un affettuoso rimprovero? Perchè molti
industriali italiani, misc onoscendo forse la potenzialità
della colonia italiana d'Egitto che conta ben 40.000 connazionali, si rivolgono di preferenza a commissionari ed a
rappresentanti stranieri, credendo forse che essi siano mir
gliori dei nostri, solo perchè sovrappongono alla loro carta
da lettera un'intestata straniera o la magica parola Li-

mited!
Ora io non so quale sia la capacità dei commissionari e
dei rappresentanti italiani negli altri paesi esteri, coi quali
i fabbricanti italiani possono avere rapporti d •affari ; ma
so che in Egitto le case italiane di commissione e di rappresentanze sono indiscutibilmente ottime, anzi posso dire,
senza fare del nazionalismo fuori di luogo, che sono
le migliori, tanto che moltissime ditte inglesi e francesj,
dopo aver provato case ing,l esi e francesi, finiscono col
rivolgersi a quelle italiane, alcune delle quali, trapiantate
in Egitto per diverse decine d'anni, hanno una clientela
fedele che compra l'articolo non tanto per la bontà del
fabbricante, quanto per la fiducia che hanno nel commissionario.
Ora, non intendo che la fabbrica italiana, fra un buon

102

rappresentante inglese ed un medioc re rappresentante italiano , • debba · preferire il connazionale. Questo vor:.:ebbe
dire non sapere fare i propri interessi. Ma fra due case
di _commissioni egualmente buone, perchè preferire la
straniera all'taliana? A parte le considerazioni di solida
rietà delle quali non voglio tenere conto, mi limito a richiamare l'attenzione dei produttori itahani ~ui seguenti
dati:
.
.
fJ che il fabbri cante fràncese e quello inglese si rivofgbno di preferenza ai commissionari' francesi ed inglesi,
e ri corrono talvolta in Egitto al commissionario · italiano.
solo per la eccezionale capacità di alcune · ditte italiane che
si sono specializzate in determinati articoli. Perchè i nostri
fabbricanti non fanno altrettanto?
I) Che il commercio in Oriente procede di pari passo
col prestigio politi co e col sentimento di patria, e che,
a parità di condizioni o quasi, il commissionario inglese o
francese favorhà sempre il prodotto nazionale, come il
commissionario italiano favorirà il prodotto del suo paese.
3) Che i commissionari italiani p'Egitto sono assai bene introdotti nel mercato indigeno, specialmente dell'interno .
4) Che l'esistenza _in Egitto di una Banca italiana facilita il meccanismo finanziario degli affari.
5) Che in caso di contestazione ha il produttore e il
commissionario italiano, il primo ha il vantaggio di poter
ricorrere al Tribunale consolare italiano, all'intervento diretto della Camera italiana di commercio e delle autorità
consolari con applicazione delle leggi commerciali italiane i
mentre in caso di contestazione con un commissionario
straniero o di sudditanza locale, la controvers ia dipende
dai tribunali della Riforma, assai dispendiosi con procedura e legislazione diversa da quella italiana.
6) Che in alcuni articoli, · come i tessuti, i filati ,· i vini.
i vetrami, le chincaglierie, le maglierie, i cuoi, ecc., nessun commissionari~ egizi~no vale quello di nazionalità italiana.
Prima, perciò, di concedere la propria rappresentanza
a commiss'. onari o rappresentanti stranieri, il produttore
0

GLI OSSER V ATORII INDUSTRIALI E COMMERCIALI
lr mo si rivolga alla Camera italiana di Commercio (via l'Austria (T;·ieste} e dall'Inghi lterra (Malta). Tonnellate

I

mboul) od alla sede centrale del Banco di Roma in
I,
ndria (Via Cherif) o magari a questo Osservatorio
I , t nomico (C. P . 1493) i quali tutti si affretteranno a sped r
Ile Case un elenco di quaranta o cinquanta commis~
!i I n ri italiani, di primissima o secondaria importanza, a
1 onda dei casi. Vi sono degli articoli per i quali è nel
rio il grande rappresentante; ve ne sono altri per i
q11 li la grande casa non è adatta : è preferibile il piccolo
11111mis ionario o l'agente che sa introdursi, sfruttare la
, lZ , s trappare t'affare, ecc. Perchè dunque rivolgersi
llu lraniero? Nel caso che per determinati prodotti, non
i n o buone ditte italiane, ci si rivolga pure agli strati, ma anche in questo caso si preferiscano quelle italoa capitale misto, con clientela europea ed indit

".

I olrei citare i nomi d'una dozzina di rispettabili ditte
Jt ti mesi le quali si sono rivolte a questo modesto Osserlnrio che lavora con piccolissimi mezzi. Ebbene queste
non solamente sono state messe in relazione con ott 1111
ditte italo-egiziane, ma direttamente con le stesse
nzie milanesi delle Società egiziane , Agenzie delle
11 li ign oravano. l'esistenza. Il produttore si è visto un
, 1 !orno capitare in ufficio un signore di Milano che è

nle d i una Casa d'Egitto. Si discute, si conclude a
osì si lavora !
he cos'è l'opera J,\ mitata di questo Osservator io E co1111111 ro. di fronte a quella ben più vasta che possono svol' 1
nell ' interesse dell'industria italiana la Camera di
111nm rcio d'Alessandria ed il Banco di Roma? I fabbri 111 non hanno semure molta fiducia nelle Camere il cui
11iRmo è talvolta ·ina 1atto al grande compito che deb volgere . Ma in Egitto, per nostra fortuna, all'in11 1h 1 rnza dei mezzi di cui la Camera dispone, suppli110 la competenza del suo presidente dott . Cleio Gaietti,
r rio industriale, e la straordinaria attività del suo seri onorario avv . Panc ucci ch e è alla testa d i nume imprese commerci ali . - M . A.
BENGASI (Cirenai ca)

•1

l'l DEL COMMERCIO LOCALE - DOPO LA 1 OSTRA
UPAZIONE
IMPORTAZIONI ED ESPORTAZIONI

Nl'L 1915.
I le

vuto a ggio di conoscere i dati statistici del locale
r io prima della nostra occ upazione e di confron1l1 , on i dati di questi ultimi anni. Ho potuto cosi staI 11
ome s! sono trasformati gli scambi pe; origine e
mportanza, e come tendono ad orientarsi nel futuro
conomico di questa vasta regione.
onoscenza di questo mercato interesserà i lettori
I Il, / . /. / . ed è perciò che mi dilungherò ad illustrarlo.
• J iù rilevanti importazioni si sono veriifì cate in C i,
t Il II
n ll'anno 1905. In quell'anno infatti furono qui
111111,

I
I

di zucchero (concassè) imbarcate a
r p rovenienti dagli zuccherifi ci boemi. Tonnellate
lii ,li f rine e pàste alimentari provenienti dalla Fran(M r ìglia) e dall' ItaJia (Genova e Napoli). T onnel173 di tessuti di cotone e barracani colorati di fa b it nt in glese, provenienti da Malta e da Alessandria
lln .
on nellate 831 di olio d'oliva dalla Canea. TonI
54 di patate , frutta ed agrumi provenienti dall'l1,ll' isola · di Canea . Tonnellate 399 di riso ind:alr bordo imbarcate ad Alessandria d'Egitto . Tonv:8 d i legname per costruzione provenienti dal-

II

ti

235 di frutta in scatole, conserva di pomidoro ìn barattoli
ed ortaggi conservati dall' lnghil terra (Malta). T onnelJate
195 di sapone comune proveniente dall'isola di Canea.
Tonnellate 100 di caffè imbarcate in trasbordo a Genova
e di origine americana. Tonnellate 159 di thè (verde e
nero) caricate a Malta proveniente dalle Indie Inglesi.
Ecco le principali merci qui importate: seguono poi le
secondarie, quali le 128 tonnellate di ferramenta dall'In,
ghilterra e dalla Germania , le 60 tonnellate di mercerie e
chincaglierie, q~é!SÌ tutte di origine tedes ca , le 40 tonnellate di vetrerie, in buona par te ita liane (conterie di Venezia e prodotti dell'industria toscana_\.
Nello stesso anno furono imbarcate in esportazione tonnellate 37. 167 di orzo per l'Inghilterra, in massima parte
destinate alla tallitura per la fabbri cazione della birra,
tonnellate 6 130 di grano e granaglie per Canea e Malta,
tonnellate 759 d i lane grezze per la Francia (Marsiglia} e
per l'Italia {Genova), tonnel1ate 210 di manteca (speciale
burro indigeno molto ricercato in Asia Minore) per Canea e per la Turchia, tonnellate 92 di pellami secchi per
la Francia, tonnellate 41 di a casch (foglie secche tannanti
e coloranti) per l'Egitto, tonnellate 112 di carbone di legna per la Tunisia, tonnellate 40 di corna ed ossa greggi e per la Francia (Marsiglia), tonneUate 21 di avorio
(denti d'elefante qui trasp ortati per carovana dal Sudan)
per l'Inghilterra (Malta_\, tonnellate 16 di uova di pollame per Malta, tonnellate 6 di penne di struzzo (provenienti dal Sudan) per l'Inghilterra, capi 7238 di bestiame
ovino per l'Egitto e capi 1759 di bestiame bovino per
Malta .
In complesso l'importazione totale fu di tonnellate 9572
e l'esportazione di tonnellate 42.933.
L'attività degli scambi raggiuntasi in quell'anno, e la
e ccedenza in tonnellate ed in valore dell ' esportazione,
rispetto all'importazione, fu certo dovuta alla buona raccolta agricola e specialmente all'abbondante produzione di
orzo verificatasi nel I 905.
Dalla nostra occupazione in poi si sono mutate le condizioni e la raccolta fu scarsiss ima, p1 ima per effetto delle ostilità, negli anni 1912 al 1914 e poi per effetto della
sicc ità, che per tre anni continui ha funestato queste terre, determinando una vera carestia ed un aumento nella
importa~ione dell'orzo e delle granaglie, a scapito d i tutte
le altre merci .
Nello stesso tempo si è verificato un sensibile aumento
delle imponazioni dalla mad re patrfa ed una sempre più
spiccata diminuzione dei traffici con l'estero:
.
Questo mercato, invaso prima dalle cotonate inglesi,. è
ora completamente conquistalo dalla nostra industria.
I nostri produttori qual' i Viganò di Ponte Albiate, i
Fratelli Poma di Biella ed i Carneo e Pitigliani di Pisa,
si sono specializzati nella fabbri cazione dei barracani di
cotone, della futa e della gheta , tipi di tessuti ricercati
dagli indigeni, vincendo la concorrenza dei similari esteri.
Di tessuti di cotone ancora importati dall' lnghilte.rra
rimane ora il mahmudi, un panama bianco mercerizzato,
usato dagli arabi per la confezione della biancheria pers onale (camicie e mutande) .
Mentre ;-ei primi due anni della nostra occ upazione
solo un terzo di cotonate erano d i origine ital iana, ora
superano i due terzi della importazione totale.
Questa è una vittoria dovuta alla intelligenza dei nosfri
.industriali ed alla protezione esercitata con la differenza
dei dazi speciifici che colpiscono i prodotti stranieri.
E quello che dicesi per la industria cotoniera si può
dire per tutte le altre che qui si sono affermate , o sono

103

LE I. I. /. ----------=-====-==================----~
chiamate a prepararsi un terreno propizio per il
prossimo avvenire.
G. F.

tutte

BERNA
LA

RIPRESA
L'ITALIA.

DELLE

RELAZIONI

COMMERCIALI

CON

È. cominciato l' « infiltramento nordamericano». In qui!:
sti giorni gli Stati Uniti stanno svolgendo un'opera grandiosa in questo paese. All'opera d'una Banca, che in pochi mesi assunse proporzioni inquietanti per le altre istituzioni di credito, aggiungono, ora, l'opera della stampa,
ed ecco quel poderoso e colossale organismo che è l' « Associated Presse », che in pochi mesi ha avviluppato con
le sue maglie ... telegrafiche l'Argentina e i suoi principali
giornali.
Ora, noi siamo più che convinti che l' (e Associated Presse » è una impresa giornalistica onesta e che le sue informazioni saranno ispirate a verità, a serietà e sopratutto a
onestà. Ma presentate invece, il problema al rovescio,
ed avrete un col<;>ssale organismo che domina l'opinione
pubblica di vari paesi e che potrebbe benissimo essere
. diretto a favorire, a scapito degli altri. gli interessi commerciali ed industriali del proprio paese.
Da tempo, e cioè durante la guerra, mentre certi paesi
di nostra conoscenza trasmettevano loro m1ss10nari in
Argentina, roba da far rizzare i capelli anche a quelli
che non ne hanno - e cioè notizie vecchie, incom.plete
e prive di assoluto interesse -- gli Stati Uniti provvidero
con grandi mezzi all'impianto in Buenos Aires di un Ufficio di lnformjlzioni, soppresso solo pochi giorni or sono
e che da solo ha fatto più propaganda per le . fadustrie ed
i commerci nordamericani, di quanto avrebbero potuto
farlo cinquanta mh,sionari mandati qui da quel Governo
di nostra conoscenza.
E anche qui, mentre noi non facevamo altro che della
poesia, gli altri, più pz:atici di noi, hanno fatto e continuano a fare della magnifiça prosa, i risultati della quale
non tarderemo a toccare con mano.

I giornali svizzeri hanno pubblicato in questi giorni dei
commenti alla nuova convenzione economica e finanziaria
stabilita fra l'Italia e la Svizzera. Ecco ciò che scrive il
National Suisse de la Chaux de F onds : ·cc Fra gli Stati che
ci circondano, l'Italia è quello che sembra maggiormente
desiderare di riprendere presto le relazioni normali del
commercio con la Svizzera . Questo è del resto tanto nel1:interesse del~'uno che dell'altro paese. Durante la guerra,
I Italia ha visto una grande quantità dei suoi prodott,: ,
specialmente frutta, guastarsi per mancanza d'impiego.
Molti piccoli agricoltori hanno sofferto di questo stato di
cose, era quindi naturale che tali derrate fossero per prima liberate dal controllo della SSS. La spedizione dei
primi vagoni di frutta dall'Italia, dopo la riapertura della
frontiera , ha già prodotto una rapida disce3a nei prezzi
e in al cuni posti l'offerta è attualmente più forte della domanda . Ci si può rendere quindi conto di quale interesse
sarebbe per tutti la prossima ripresa del commercio internazionale di transito. Per quanto concerne speciàlmente
la ripresa delle relazioni del commercio, fra l'Italia e la
Svizzera si deve far osservare che queste urtano a certi
ostacoli : ostacoli che risultano dalla penuria di carbone
da una parte, e da quella di materiale rotabile dall'altra.
La prima di queste difficoltà è, a dir vero, meno forte
per la Svizzera che per l'Italia, poichè la Svizzera possiede
già fino a Thun e presto fino a Berna una via elettrica
*
che le permetterà di effettuare i trasporti senza alcuna
preoccupazione della questione del combustibile. T utOra, che abbiamo fatto noi, che intendiamo fare?
t'altra è poi la questione del materiale rotabile, essendo
Lungi dai noi l'idea di mettere in dubbio le buone ini nostri vagoni impegnati nei bisogni del nostro vettova- tenzioni da cui sono animati i reggitori della Camera di
gliamento e del nostro approvvigionamento in carbone . Commercio, l'unico ente chiamato a studiare e, se non a
Ma anche su questo punto, un accordo con l'Italia oon risolvere, almeno ad indicare il modo con cui dovrebbero
sarebbe impossibile. Siamo del resto ,persuasi che questa ri- essere risolti certi problemi commerciali.
presa di rapporti fra i due paesi si organizzerà nel modo
Ma è lecito chiedere : E il Gov~rno che fa? Che pensa?
migliore e più efficace col mezzo delle relazioni private Intende proprio abbandonare questi mercati, che fino a
di commercio. Questi scambi avranno senza dubbio dei ri- ieri furono la base delle nostre industrie e dei nostri
sultati migliori di quelli .ottenuti fino ad ora col mezzo commerci? Vuole lasciare il posto ad altri?
di uffici e di istituzioni speciali. Se i Sindacati sono stati
Poichè, intendiamoci: per quanto si voglia fare, noi
una .necesistà durnnte la guerra, per le garanzie necessarie giungeremo sempre in ritardo. La competenza è compesull 'impiego del.le derrate importate in Svizzera, la ne- tenza. Non c'è cristi nè santi. Si compera dove concéssità di offrire queste garanzie all'estero essendo ora su- viene, d~ve si spende meno, dove fanno le migliori conperflua, i Sindacati stessi perdono oggi il loro valore. At- dizioni.
tualmente, il paese è pieno di forze vive, che hanno visto
Gli Stati Uniti, il commercio e le industrie, le conoscono
paralizzare i loro sforzi durante la guerra dai regimi dei quanto noi, e forse, più di noi. È vero che finora si sono
sindacati e dei monopoli, e che non domandano che di sentite brutte campane riguardo alla qualità della me:·ce
ridare al nostro commercio la sua produttività e il suo importata. Però questo ·può essere un incidente transislancio di un tempo . Bisogna dunque salutare con gioia. torio, dovuto alle condizioni anormali in cui si trovava quel
i primi tentativi che si manifestano a questo riguardo ;, . . paese, durante la guerra.
N?n dobbiamo dimenticare che il coefficiente principale
dell'esito americano è sempre stata la « réclame ». Una
BUENOS AlRE..5
réclame sapiente, organizzata con fiocchi e frange, illustrata, colorita, fatta su splendide riviste che si spediscono
CHIACCHIERE E FATTI - LA NECHITTOSITA' DEL GO- gratis ovunque, con criteri modernissimi, con una ricchezza
VERNO ~ CONCORRENZA DEGLI STATI UNITI - LA di mezzf sbalorditiva.
ORGANIZZAZIONE DELLA RÉCLAME.
Ed alla « réclame» sulle riviste e giornali, si deve ora
· Mentre in Italia si chiacchiera, si pensa sul da farsi e aggiungere quella che saprà fare l' « Associated Presse »
si creano commissioni, altri paesi, altre razze, meno chias- disponendo, come dispone, dei principali giornali del
sose e poetiche delle nostre, lavorano a tutto spiano paese.
e si dànno attorno per, non solo conquistare, ma domiA proposito di réclame sui giornali, per dimostrare la
nare corr,pletamente i nuovi mercati .
potenza... persuasiva dei noidamericani e per spiegare il

*.

104

GLI OSSER V ATORII INDUSTRIALI E COMMERCIALI
teressi stessi del nostro commercio, si è di usare la dicidir che in tre mesi investirono, in pubblicità tura in lingua italiana, sempre su tutti i prodotti italiani,
li e murale, la egregia somma di 100.000 na- sempre , con esclusione di qualsiasi dicitura straniera.
Purtroppo, per ora almeno, succede l'opposto. In una
rec ente mia visita a questa dogana centrale, ove per chilometri ve:levo a ccumulate merci di ogni parte del mondo
MELBOURNE (Australia)
- l'America trionfante in o~ni angolo, il Giappone con
cataste di merci ovunque si ~ua:cdasse, l'Inghilterra, la
l NL CIFRE STATISTICHE LA DICITURA I
1TA- Francia - scorsi in un angolo un c umulo di sacchi di
l I N - IL RAGGRUPPAMENTO DEL COMMERCIO DI zolfo . Ma a togliermi la soddisfazione profonda (in patria
I I RTAZIONE - LA LANA E I CUOI.
non lo si può immaginare) di ritrova, e fra tanta concorrenza mondiale anche un prodotto ita1iano, sia pure sol111 11n mia corrispondenza d i mesi addietro avevo ri tanto zolfo che è quasi una nostra naturale specialità, mi
111. lo l'attenzione degli industriali italiani sul mercato
saltò agli occhi la breve di citura italiana « zolfo raffii t libero qui dalla Germania e dall'Austria; non sarà
nato » soffocata da una grande aquila con la scritta in
p rtanto inutile il conoscere dettagliatamente l'e.-grossi caratteri « Eagle Brand trade mark, made for
" d Ile materie importate ed esportate dai teutoni nel
(il nome della Ditta inglese, città, ecc.)», senza neanche
I , ,111 > immeditamente anteriore alla guerra . Le cifre
m iserabile << made in ltaly ». E non sono sacchi in1,, 111 lire sterline, e rappresentano la media degli anni un
glesi o americani questi .
I I
19 13 .
E l'ispettore capo, che cortesemente mi accompagnava,
/mt >rtazioni in Austral ia . - Acque minerali L. 8350;
fornendomi interessantissime osservazioni, rilevò egli stes1 1 ol I o e cacao L. 6200 ; birra L. 130 .000; profumi ed
p . cli Colonia L. 36.000; semi lino, canapa, med ica, ecc. so la cosa con un'espressione che io offro alla meditaI 000; guanti L. 172.000 ; c alze L. 214 .000; tessuti zione degli italiani: « È il sistema vostro, di usare il
,t 1 , ricami, guarnizioni, ecc. L. 667 .000; stoffe per « patronale » di ditte inglesi od americane per far passare
1,11 • tende, ecc L. 76 .000; stoffe di cotone e filo in i vostri prodotti. E ciò è tanto più strano in quanto i
L. 143.000; stoffe di seta in pezze L. 86.000; velluti prodotti italiani, conosciuti come tali sono qui assai stiL. 322.000; stoffe di · lana in pezze L. 95 .000 ; mati» .
Esportazione dall'Australia . - L'Italia ha esportato, nel
cciaio in sbarre, ecc. L. 180.000; cerchi di ferrn
l1111ti L. 33.000; macchinario elettrico L. 59.000; lo- periodo anzidetto, le seguenti voci principali : carne conservata L. 50.000; grano L. 220 .000 ; c uoiami L. 118.000;
111 l11li e mo tori fissi L. 28.000; macchinario e utensi d - stampa di ogni genere L. 155.000 ; apparecch i lana L. 240.000; grasso animale L. 69.000 ; stagno in lin11, l ed a gas L. 70 .000; lampade ed accessori L. 45 gotti L. 10.000; rame e altro L. 30.000.
Mentre la Ge,man · a esportava nello stesso per iodo: carni
I
I gnola in fogli L. 25.000; reti e filo metallico
I ,O O O; filo di ferro e di a cciaio L. 320.000; rotaie conservate L. 160 .000 ; grano L. 85.000; mele L. 73 .000;
cuoiami L. 220 .000; pelli L. 102.000 ; lana L. 4.800.000 ;
I I
liti
q~este vi sono infinite altre voci di importanza tarturaga e r._iume nat~rali L. 2000 ; corteccia per concia
, ma che concorrono a formare una citra che su - L. 22.000 ; felci disseccate L. 5250 ; olio di eucaliptus
' I cinq uecentomila sterline all'anno, superiore e d i L. 4000 ; concentrati di argento e piombo L. 95 .000; di
I , • li
nostra cifra totale ; e ciò solo nella catego:cia zinc o L. 350.000; rame in lingotti L. 500 .000; p iombo in
pani L. 43.000; stagno in lingotti L. 114.000 ; minerali
con le industrie metallurgiche.

, dt>nle esito ottenuto dalle due Banche qui stabilite,

impermeabili ·per vestiti L. 240.000; cemento
il wl L. 152.000; porcellane L. 95 .000 ; vetrerie e la5. 000; cristallerie L. 110.000; carta, cartoni, ecc.
1% 000; ch incaglierie e giocattoli L. 270.000; stru1 1 hirurgici e scientifici L. 35 .000; sacchi e canestri
lt,O 00; spazzole e pettini L. 41.000; cavi elettrici
I 000; pian oforti L. 385.000; motori e parti sta ccate

Il

h 000, ecc.
Il, I lo importava 68.000 sterline di guanti e l'Austria
I , p i cappelli l'Austria importava per L. 22.000;
(
in sedie e mobili di legno curvato e 32.000 in
Il n .
1 iincipali nostre importazioni sono già state elen11
1 a mia prec~dente corrispondenza e non mi ri111 1 parmi che un raffronto potrebbe tornare inte11 1 •
1

irco tanza però sulla quale non si insisterà mai
insino a che non sarà penetrata nel cervello di
industri ali nostri, quale una necessità per gli in -

I 11:r

l1

greggi

L. 165.000.

Esportazione che riassunta nei suoi tre gruppi essenziali dà le seguenti figure: lana per una cifra considerevole di quasi cinque milioni di sterline; cuoiami e pelli
per 322.000 sterline e prodotti .per la siderurgia quasi la
somma di 2 mITioni di sterline.
Nei prodotti per la siderurgia figurano 165 .000 sterline
di minerali greggi che sono rappresentati da minerali di
piombo argentifero per L. 80.000 e da prodotti già depurat i idraulicamente , ecc. dalle materie eterogenee ed inu tili .
Ora pare a me che di tutti questi materiali noi difet tiamo assai in patria , mentre essi, ricchissimi qui, rappresenterebbero anche per noi un rifornimento ottimo alle
nostre industrie come Ìo sono per le altre Nazioni e nello
stesso tempo garantirebbero il carico di ritorno ai nostri
piroscafi o velieri (arrivano qui velieri dalla lontana Norvegia).
Lana. - La nostra esportazione lan a è pressochè irri-

NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI :
vive di salario non ha patrimonio da lasciare.
Soltanto l'assicurazione
111 1.1 vita gli permette di lasciare un patrimonio.
111

105


LE I. I. I. == == - = = == - = =- =

= - = = = = = =- - - - - = - - - - - - - - - - - - - - - -

3oria, giacchè non dobbiamo tener conto, per ora, delle
cifre raggiunte nel 1916-17: e forse la costituzione di un
Consorzio fra i lanieri italiani potrebbe arrecare a risul•
tati o:.·a impensati.
L'immensità del territorio australiano e le conseguenti
svariatissime condizioni di clima, di regioni, di foraggi, ecc., con le consegu~nti varietà di razze, dànno alla
lana australiana una varietà di tipi e di qualità a tipo costante, su cui, forse, non è stata ancora sufficientemente
fissata l'attenzione dei nostri industriali; mentre la conoscenza e la possibilità di sfruttamento di siffatti qualità
e tipi costanti, potrebbe essere di un grande giovamen to
alla produzione manifatturiera italiana.
Ora questi ed altri risultati si potrebbero facilmente conseguire se, invece di sparse energie finanziarie e morali,
di sparsi acquisti su Londra o qui, con agenti diversi ed
in piccoli lotti, gli acquisti venissero fatti da un solo ente
poderoso con adatto rappresentante, inviato magari dal !' Italia, con l'oportuna conoscenza di queste varie razze e
tipi e dei vari principali centri di produzione; centri di
produzione che non sono il Wool Exchange di Sydney o
di Melbourne o di Londra certamente.
Cuoiami. - Per il nostro fabbisogno in pelli e cuoiami
(come anche forse per la lana) provvede, ritengo, la Repubblica Argentina, ove i nostri rapporti commerciali sono
così saldamente avviati e vigorosi ; ma non vedo la ragione per cui non si debba curare anche l'esportazione dei
prodotti greggi australiani ; e ciò per la solita considera-•
zione, eziandio, che l'esportazione diventa un fattore necessario per 1a nostra importazione, data l'assenza di nostre linee di navigazione.
E la costituzione di un consorzio per ogni gruppo indu striale di cui sopra, per lo meno, è da au_gura:.·si al più
presto anche questa considerazione importantissima. Nè
occorrono . parole a dimostrare il rapporto di necessità
che esiste tra esportazione c!d importazione nei ..-iguardi
d'Australia, e quale salutare effetto eserciterebbe sulla
nostra imoortazionc qui la disciplina ed il raggruppamento
del commercio di esportazione dall'Australia. T. A .
PARIGI
LEGA DI DIFESA DEL COMMERCIO E DELL'INDUSTRIA
- PE.R LA RIPRESA DELLE RELAZIONI COMMERCIALI
- LE CONDIZIONI • DELLA FLOTTA MERCANTILE.
Alcune personalità appa.rtenenti a tutte le branche del
commercio e dell'industria francese hanno preso l'iniziativa di costituire una lega di azione e di difesa del com mercio e dell'industria.
Il loro scopo - come è indicato in una lettera-circolare
- è di lottare contro" l'ingerenza statale nel commercio ,
che se poteva forse, ed in una certa misura, essere legittimata dalla guerra, diviene ora intolleràbile dopo la conseguita vittoria, nonostante la quale si continua ad esercitarla col medesimo sistema illogico ed arbitrario.
Tali personalità pongono in evidenza il loro scopo ,
tanto più che i poteri pubblici le invitano a reintegrare
negli impieghi coperti ante-bellum i loro impiegati ed
operai che sono stati mobilitati, e sarebbe impossibile

dare ai loro collaboratori questa giusta soddisfazione se
prima non fossero messe in grado di riaprire le loro case
e riprendere liberamente i loro affari.
La sede provvisoria di questa Lega è alla Borsa di
Commercio di Parigi .

*

**

Secondo una lettera sc ritt dal presidente della Ca mera
di Commercio di Marsiglia al Ministero del Commercio,
uno dei primi problemi da risolvere per la ripresa del commercio estero francese è quello della ripresa delle relazioni con qualcuno dei paesi ora considerati come nemici:
per esempio la Bulgaria
la Turch ia . L'altra concerne it
fatto che, in Svizzera, i t deschi hanno, dopo l'armistizio, soppresso le loro soc i t' di sorveglianza, ciò che offre loro una maggiore possibilità per operare con quel
paese eh' essi inondano già d i loro viaggiatori. Nello
stesso paese l'Inghilterra annunzia l'invio di provetti agenti commerciali. La Camera di Commercio di Marsiglia richiede dunque che siano sol! citamente apportate progressive facilitazioni al regim
altuale dei divieti, sia
d'entrata che d'uscita, come pure a quello dei regolamenti
fiP.anziari con l'estero, per non trovarsi in uno stato di
inferiorità con le altre grandi nazion i esportatrici.
Al disopra di tutto ciò che i dice e si scrive a proposito della marina mercantile frane se un fatto emerge al
di sopra di qualsiasi considerazione. La flotta mercantile
francese è discesa, secondo calcoli particolarmente degni
di fede del signor Uberto Giraud, della Camera di C~mmercio di Marsiglia, da 2 milioni 498.000 tonnellate di
stazza lorda, del 1° agosto 1914, a circa 1.800 .000 tonn.
La guerra marittima ha d istrutto 921.000 tonnellate; i
naufragi 117.600 Il che significa che si sono perduti in
circa cinquanta mesi e qualche giorno 1.038.600 tonnellate. Per rÌparare tale perdita si sono acquistate al1'estero o terminate di costruire in Francia o rese francesi al 31 dicembre 1917, 301.000 tonnellate; nei dieci mesi del 1918 non si è molto accresci uta questa cifra perchè
il guadagno di questo periodo è vaJutato a 50 .000 tonnellate.
Per quanto riguarda il naviglio a cqu istato, oc-::orre tener
presente che le 350 mila tonnellate non costituiscono un
aumento vero e proprio della fletta, perchè vi è una usura
normale e costante di materiale da compensare , poichè
ogni anno un certo numero di navi arrivano al termine
della loro carriera e bisogna rimpiazzarle. La vita media
di un naviglio è di trenta anni : è necessario quindi tener
conto di un rimpiazzo annuale eguale ad un trentesimo
della flotta, e cioè 80 mila tonnellate.
Riduciamo - "dice il predetto signor Giraud - questa
cifra a 250 mila tonnelate, tenendo conto di 100 m ila ton•
nellate di vecchio naviglio che è scomparso, non a causa
della sua vetustà, ma per siluramento, ed arriveremo a
950 mila tonnellate di navig 1io perd uto o, ciò che è lo
stesso , definitivamente fuori servizio.
In quale stato è il resto? Qual'è il tonnellagg io 3.ttu ale
in grado di essere usato normalmente?
Ciò non è stato ancora stabilito , ma un quarto della
flotta attuale ha bisogno di grandi riparazioni. Siccome
tutto ciò non potrà essere fatto in una sol volta, queste

L'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSI CURAZION I
al 30 Giugno 1918 aveva due ~ili ardi di capitali assicurati. Polizze pro
Combattent~ per gli invalidi e i parenti dei morti" m guerra.
106

GLI OSSER V ATORII INDUSTRIALI E COMMERCIALI
111111

,I ilizzazioni saranno successive e togB.eranno ancora che susciti nell'animo l'amore per le nostre arti belle , il
francese fin dal principio, almeno 200 mila libro che fa pen;;;;.,e, il libro che vivifica lo spirito e lo
Il l . La pace quindi sarà iniziata con circa 1350 rafforza; questo libro per noi non esiste.

I , mnmercio
I

1111

I t n nellate di naviglio commerciale.
I 1111 ciò desta nelle sfere commerciali francesi una
, 11cl p reoccupazione, perchè si ragiona, e ·non a torto,
I qu ndo la Franci a possedeva due milioni e mezzo di
1 11 Il te di naviglio essa trasportava meno di un quarto
I Il
importazioni per mare delle • quali si aveva biso11, I du nq ue si era già fin dall'ora per gli altri tre quarti
lf I utriri delr e te ro .
11

SAN PAULO (Brasile)
I HIMA CONDIZIONE PER FARE BUONI AFFARI Ml·./ I DI DIFFUSIONE DELLA NOSTRA CULTURA
IJN
INIZIATIVA DELLA CAMERA DI COMMERCIO
I I I UN PIO' AMPIO SVILUPPO DEGLI SCAMBI.

I 11

I

condizione per far buoni affari in Brasile è quella
ndare della merce ottima per la sua qualità, poil,1 ogna aver presente che i diritti doganali sono pres i, t guaii per le merci eccellenti come per le scadenti,
d
rndo i dazi doganali altissimi, essi vengono a graul prezzo della merce in forma molto onerosa.
r ,
iano le merci deprezzate per la loro qualità
rlr 11l , per il loro cattivo condizionamento , o per l"im ll
io non adatto , sia il fatto che l'importatore deve
pagare i diritti doganali per merce buona, anche
11 111!
e sa sia comunque difettosa.
qu to fatto deplorevole non si può ovviare se non
I 111 I lido al m inimo i casi in cui la merce può dar luogo
1111
le fo ndate da parte dei compratori .
I 111 f zionare con eleganza e con ac cui'atezza gli articoli
I II ti all'esportazione ; preoccuparsi della qualità dei
11111111 invia ti all'estero ; togliere ogni qualunque causa
11minazioni, questo deve essere il segreto destinato
urare il buon esito del nostro commercio d i inter111,

111

i, l.111

r on viene dimenticare che la lotta ha i paesi che
, p rtano ha creato, nella clientela brasiliana , esirmpre maggiori tanto per quello che riguatda la
d i p rodotti importati quanto per quello che ha atc-ol modo di presentare questi articoli . A questo
•I
I è ben e richiamare l'attenzione degli esportatori
I 111 ull'importanza fondamentale che ha il fatto di
I I II r
un tipo costante sia nei prodotti manufatti che
tti a gricol i (specialmente vini di lusso e comuni,
rve afimentari, ecc.) .
o a manca r e se ne sente dolorosamente la man' nno i mezzi di diffusione della nostra cultura , non
I
li it li ani , ma, sopratutto, nell'elemento dei na,I I
1 11111
farci delle illusioni; questo nostro t(.ascuiare la
1 , 11, d I pensiero italiano all'estero continua ad avere
r C'On eguenze in Brasile come in tutti gli altri
lr n e anici : I" Italia salva qualche rara e ccenon lascia di essere considerata, anche dalle
l.r ili n p iù elevate, una nazione che può forse
qu il h mente veramente geniale, ma isolata , di p1 , i in una folla innumerevole di gente incolta.
11
I tinato a far conoscere, anche all'est~ro, quan1 In e luminoso il pensiero italiano, il libro che afp1 ti
rm poderosa i nostri pensatori sappiano im11 [ r m p o delle scienze , siano esse _speculative,
li, q uaggiù fra noi non giunge; il libro
no tre storie di gloria e di sventura, il libro
111

A riempire questa lacuna la Camera italiana di San
Paulo si farà iniziatrice di una società, la quale , senza scopi di speculazione, ma pm tuttavia organizzata commercialmente, vedrà di raccolgiere le adesioni delle principali
ditte editrici d'Italia, si farà centro di diffusione della nostra cultura, aprendo una grande casa libraria in San Paulo che farà ogni sforzo per far conoscere ai nostri connazionali prima, ai brasiliani ed agli altri poi, quale contributo l'Italia venga portando allo sviluppo prodigioso delle scienze, delle lettere, delle arti , all'affermarsi, in una
parola, del pens iero umano nella vita nostra contemporanea.

***
È noto che le industrie italiane , prima della guerra ,
si sono viste frequentemente circoscritto il loro campo d i
azione dal fatto che non sapevano prnvvedersi alle fonti
di origine le materie prime e si trovavano quindi in una
condizione di inferiorità di fronte ai produttori di altre
nazionalità.
La nostra Camera da tempo viene insistendo presso i
connazionali disseminati un po' dovunque nei vari Stati
del Brasile perchè aderiscano al nostro istituto e facciano
causa comune con essa nella missione di rinvigorire l'organismo economico della nostra collettività.
Il nostro compito non può d'ora innanzi circoscriversi,
come per il passato, unicamente ad aprire un più ampio
sbo cco , in Brasile, ai prodotti italiani; si farà quanto è
possibile per intensificare le importazioni di prodotti agricoli e ma~ufatturieri dall'Italia; tenteremo di ottenere
che essi si affermino trionfalmente non solo sul me.·cato
d i San Paulo, ma anche su quelli di Rio Janeiro, Porto
Alegre, Bahia , Pernambuco e sulle piazze minori specialmente del sud e del centro del Brasile; ma buona
parte della nostra attività d i propaganda e conomica do
vrà · essere ri~olta ad un campo diverso .
Noi dobbiamo suscitare in tutto il Brasile le energie occ ulte della nostra gente, dobbiamo seminare nell'animo dei
nostri connazionali, che faticosamente sono venuti affer~
mandosi vittoriosi nel campo economicq fin nei più lon tani mercati produttori del paesé. che la patria da essi si
attende l'adempimento di una m issione destinata a coadiuvare fondamentalmente alla organizzazione ed al ri~
fiorire di tutt~ le nostre industrie più prome'ttenti e più
ricche .

SIVIGLIA (Spagna) .
L 'ESEMPIO DELLA FRANCIA E DELL' INGHIL TERRA
01?

E

Il cambio italiano all'estero, cessato l'appoggio transitorio e artificiale prestatoci dai nostri Alleati , torna a prec ipitare : ieri a Madrid , 100 lire valevano 65.50 pesetas .. . E
questo fenomeno costituisce un peso gravosissimo per un
paese tributario dell'este ro p er tanti prodotti , com inciando
dai combustibili .. . E l'esportazione, che servirebbe ad arginare in parte questo doloroso fenomeno , dorme... Nessun provvedimento si prende pe:. incoraggiarla, aiutarla,
premiàrla : nessun:> se ne occupa. Pare che perfino le 5000
tonnellate di zolfo destinate alla Spagna, non riusciranno
ad imbarcarsi per quanto siano state sollecitate da una
dell,e più importanti case di Madrid, che avrebbe provveduto al suo imbarco quando si era an cora in t·empo a
provvedere.
0

107

LE I. I. I.
Una mia nota sulle esportazioni dall'Italia in lspagna ,
pubblicata nel fascicolo di gennaio delle « Industrie italiane
illustrate», è , come si suol dire « caduta nel vuoto ». Nessuna casa italiana tunne poche '!Ccezioni che , per le
circostanze che vi concorsero quasi confermano la regola
- ha preso in considerazione quanto · indicavo : nessuna
nuova ditta italiana si è affacciata al mercato spagnuolo.
Eppure questo sarebbe uno dei pochi in cui la nostra industria , tanto « handicappata » rispetto a quella delle altre
nazioni , potrebbe solidamente affermarsi , come cercai d i
dimostrare nelle m ie c onsiderazj oni : non solo per ragioni
di ordine economico, ma per motivi di ordine morale : non
privi di importanza questi in un paese c osì sentimentale
come la Spagna ...
Mi si permetta la immodestia -di credere che , nonostante
il -fiasco della mia iniziativa, pure qualche c osa d i giusto
doveva essere in quell'articolo . Se fosse stato pubblic ato
in qualche rivista francese o inglese, potrei farmi l' ili u sione di essere stato letto ed ascoltato· in alte sfere ... Uno
dei più importanti giornali di Madrid, El Sol , nel suo numero di ieri pubblicava il segue nte « entrefilet », di origine e ispirazione evidentemente ufficiose :
« La Francia istituisce
a Madrid un ufficio comme rciale. li M in istro del Commercio Francese , Clemente! , e
quello degli Esteri, Pichon, hanno istituito, come si legge
nel Journal , un Ufficio c ommerciale a Madrid , che avrà
sede nella Calle Prin cipe, N . 18 e 20.
· «Lo scopo di questò Uffici o è di sviluppare e m igliorare
le relazioni commerciali tra la Spagna e la Francia , e d
è destinato ad essere un potente strumento d i prosperi tà
e di unione tra i due Paesi .
« Esso organizzerà periodicamente delle esposizioni d i
campioni e di modelli, sia per c onto di gruppi di indu strie o di una industria sola o magari di una singola ca sa .
« Porrà a d isposizione degli agenti e viaggiatori di commercio francesi la sua esperienza del pa~se e le sue relazioni col mondo commerciale spagnuolo .
« Si occuperà d i cercare alle case francesi che ne facciano richiesta i rappresentanti di cui abbisognino.
« Inoltre, terrà al corrente gli industriali e commercianti
francesi di tutto quanto possa interessarli relativamente
al · commercio spagnuolo, specialmente alle guestioni doganali, d i trasporti, condizioni di vendita , crediti , ecc.
Questo Ufficio funzionerà sotto il controllo dei due M inisteri del Commercio e degli Esteri.
« In Parig1 si istituirà un Ufficio corrispondente a quello .
di Madrid, e sarà situato nella Rue Feydau , N . 3. »

Questo per la Francia . L'Inghilterra va più in là . Il
numero d'oggi del giornale La Correspondencia Espaii
dedica il suo posto d'onore a un articolo intitolato « Misure economiche » e riproduce dal Times quanto segue:
« Allo scopo di conquistare i mercati mondiali, l'Inghilterra va a riorganizzare i suoi servizi commerciali.
« Per questo fine, il nuovo Dipartimento del Commercio
Estero ha preparato lo schema di un nuovo ordinamento
del servizio consolare e degli addetti commerciali .
« Si destina un milione di sterline almeno per il primo
e d oltre 250.000 si assegnano al secondo .
« Molte associazioni industriali si propongon o di profit tare di questa . salutare attività del Governo . Le più importanti di queste federaz ioni , rappresentate direttamente
o per mezzo di enti alleati , giungono all'incredibile numero
di ventimila, con un capitale complessivo d i cento miliardi
di franch i.
(C Il
direttore della Federazione ha d e tto : Quest · anno
spenderemo, oltre alla terza parte delle n ostre entrate, più
di 20.000 sterlin e per lo sviluppo del commercio inglese
di esportazwne.
« Ne ll 'autunno apriremo una Esposizione indus triale inglese ad Atene , dove il Gove rno grec o ha messo a nostra
d isposizione un ma gn ifi co locale. li p dmo dei nostri
adetti comme rciali risiederà ad Atene , ed avrà la missione
di organizzare le industrie britannich e in Oriente . Il secondo di questi addetti si s tabilirà a Madrid . Un altro
sarà mandato n e ll'Africa meridionale. Otto delle più importanti case del Brasile sono state invitate a visitare questa estate , le p rin cip a li industrie ingles i. Abbiamo un'altra
missione commerciale in Serbia e un'altra in Olanda.
« Continuando su questa strada, l'Inghilterra riempirà
il mondo dei suoi commissionari . Non saranno agenti venditori , nè viaggiatori d i commercio : godranno d i perfetta
indipendenza dai consoli e i loro rapporti saranno distribuiti agli interessati , in Inghilterra, vent iquattro ore dopo
il loro arrivo al M inistero. )l
Se il benevolo lettore vorrà gettare uno sguard'o alla
mia nota del fascicolo di gennaio , vedrà iv i indi.:ati su per
giù questi stessi provvedimenti. Il metodo che si p r opone
di segdre l'Inghilterra, non è la copia dei procedimenti
tedesc hi di penetrazione commerciale , cui alludevo, dicendo che, in questo campo, bisognava « germanizzarsi , )
Ma intanto, in Italia, mentre i nostri concorrenti lavorano, non si è nemmeno c omin ciato a discorrere. F inisco
come finivo la mia prima nota : Arriveremo sempre gli
uhimi? - L. C. V . S .
I

Allo scopo di assicurare un sempre maggiore sviluppo all'industria italiana, le / . I . /. vanno organizzando nelle
principali piazze mercantili e produttive del mondo intero un servi-zio di osservazione e di informazioni industriali e
c,ommerciali, affidato a persone selezionate , esperte, sicure . A tutt'oggi le I. I . I. hanno istituito i seguenti osseroatorii:
ABO (Finlandia) - ALESSANDRIA D'EGITTO - ALGERI - ALICANTE (Spagna) - AMSTERDAM ASSUNCION {Paraguay) - A TENE - BANGKOK (Siam) BARCELLO A (Spagna) -- BASILEA BAT A VIA (Indie Orientali Olandesi) - BELLO HORIZONTE (Brasile) - BENGASI (Cirenaica) - BER A - BISERTA {Tunisia) - BOGOTA (Columbia) - BOMBAY (Indie Inglesi) - BO A (Algeria) - BOSTO (Stati Uniti
d'America) - BUCAREST - BUENOS AIRES - CALCUTTA (Indie Ingles i) - CAPETOWN (Sud-Africa) CARACAS (Venezuela) - CARDIFF (Inghilterra) - CASABLANCA (Marocco) - CHICAGO - COPENAGHEN
CRISTIANIA (Norvegia) DUBLINO (Irlanda) GINEVRA INDEPENDENCE (Luisiana - Stati Uniti
d'America) - KIEW (Russia) - L'AJA - LARNACA (Cipro) - LIVERPOOL - LO 'ORA - LOS ANGFl...ES
(California - Stati Uniti d'America) - MADRID - MALTA MANILLA (Isole Filippine) MARSIGLtA MFl...BOURNE (Australia) MENDOZA (Repubblica Argentina) - MESSICO - MONTEVIDEO - MOSCA
- NEW YORK - ODESSA - PALMA DI MAJORCA (Isole Baleari) - PA AMA - PARA' (Brasile) - PA RICI - PATRASSO (Grecia) - PIREO (Grecia} - PORTORICO - RIO DE JANEIRO ROSARIO (R~pubblica Argentina) ROTTERDAM (Olanda} SAN FRANCISCO DI CALIFORNIA (Stati Unit i d'America)
SAN PAOLO (Brasile} SANTA FE' (Repubblica Argentina) SANTANDER (Spagna) SANTIAGO
(Chilì) - SANTOS (Brasile) - SHANGHAI (Cina) STOCCOLMA (Svezia} - SYDNEY (Australia) - TOKIO (Giappone) TRIPOLI TUNISI VALPARAISO (Chilì) VICO (Spagna) WASHINGTON
- ZURIGO.

I TA LIA
TT RICA

L' ALIMENTAZIONE

L' AGRICOLTURA
ITALIANA
ILLUSTR A TA

SOMMARIO del N. 4
poi itica, scientifica,
della industria elettrica Personalità dell'Industria Alimentare /ta Rassegna mensile politica, scientifica,
liana : Giovanni Pietro Polenghi .
le sue applica zioni
L'alimentazione nella scienza, nella po- tecnica , economica della produzione
litica e nell'economia generale :
agraria italiana

111 • nsile

ARIO del N. 4
Ministro dei La-

di la-

I lrometrici nell'industria idroL' im;oianto della « Adamel-

l11w , Man lio Bettinetti.
, " ckll' accumulamento e della
il li nevi in relazione al · reI a/flussi - lng. Mario Giand e ll ' U ffid o Idrografico

agricolo e la motocoltura e lng . G . Gola (con 2 illustr.) .

II

delle acque in Sicilia - Il
industriale dell'Italia e
111ntrice idraulica - Prof. lng.

11111

, ,, 11 r1lo
1

!emi Pace , Direttore della

li A ppli cazione per gli In!i

rchi tetti in Pàlermo .

l' energia elettrica
, 111

I ttrica nella costruzione
l•.ugenio N ormand, Tenente

Ilo
rntnicre italiane di (( carbone

-;ocietà elettrica Riviera di
R. Negri (con 16 illustr .).
1

I, I movimento elettrico .

Il regime alimentare nelle varie razze
e nelle varie classi sociali
Il Oirett.
de L'A.

L'igiene alimentare - G . B . Baccioni ,
del Laboratorio d'Igiene del Comune
di Firenze ,(con 3 illustrazioni) .

SOMMARIO del N . 4

I casi disgraziati della vinificazione : Il Conte Prof. Napoleone Passerini.
una muffa che reca più di 100 milioni Quel che han fatto i soldati d 'Italit1 ,,e,
di danni - Arturo Marescalchi , prel'agricoltura in Albania - B. Moreschi
sidente della Società dei Viticultori I(con 9 illustrazioni).
taliani.
Sul[' uso degli esplosivi in agricolture L'avvenire dei commerci alimentari Prof. A . Bruttini, libero docente di A Ottavio Morali, dirigente l'Ufficio Ligronomia nella R. Università di Roma
cenze e Tessere del Comune di Milano .
(con 10 illustrazioni).
L'alimentazione nella industria e nei comA proposito di un nuovo divieto di macelmerci :
lazione delle giovani bovine - Prof.
L'Industria Italiana dei Vermouths e
Antonio Pirocchi. direttore dell' lstituto
Liquori - Guido lsolabella, presidenzootecnico della R. Scuola superiore di

te del Consorzio Nazionale ApprovviAgricoltura di Milano.
gionamenti fra Fabbricanti Yermouths
Per
l'incremento della tabacchicoltura in
e Liquori.
Italia - Prof. Giulio Esmenard , diretLe prescrizioni tecniche per l'importatore della Cattedra Ambulante di Agrizione dei prodotti di pomodqro negli
coltura di Poppi {con 6 illustrazioni).
Stati Uniti - Prof. Ernesto Bertarelli,
La poltiglia solfocalcica - L. Savastano,
deLla R. Università di Parma.
direttore della R. Stazione SperimentaUna industria alimentare che va risolle di Agru~icultura di Acireale.
levata: coltiviamo i gamberi - Dott .
Luigi Yenturini, Segretario della « Se- Le nuove motocoltivatrici - G. D. Mayer,
zione Pes<:a » del Comitato Nazionale
della R. Scuola superiore di Agricoltura
Scientifico Tecnico .
di Portiçi.
L'alimentazione nella vita domestica e Gli ortaggi e la loro coltivazione in ltafla
nei pubblici esercizi :
- Prof. D. Tamaro , della R . S cuola ALa buona tavola - A . G. Marinoni.
-graria di Sassari (con 6 illustrazioni) .
Per un più logico sfruttamento at(ricoNovità agrarie (Rassegna dei cataloghi
lo dei funghi - Prof. Ernesto Bertaitaliani e stranieri) Dott. Giovanni
relli, della R. Università di Parma.
Rossi.

Preparazione delle olive da tavola -

Umberto Cannata , della R. Cattedra di l<assegna de Movimento Agrario.
L e Malattie delle Piante.
Agricoltura di Cotrone.

I molluschi alimentari italiani : Le lumache - Prof . Guido Rovesti, diret-

-

tore dello Stab. di Ceriale Ligure della
Società Meridionale Conserve Aliment.
Fratelli Santarsiero e C. (<:on 9 illustr.).

Un esperimento di conservazione delle
patate colla essiccazione - Sebastiano

--

Lissone, Commiss. Agric. della Prov .
di Cuneo.

L'alimentazione dolce:
L' ITALIA ELETTRICA:

I 'J. • E atero L. 30 • Cartoline
I lo, 11 le Italiano • Milano, Pjazza

A Porta, direttore del « Giornale dei
Pasticcieri ».
Abbonamento annuo a L 'AGRICOLTU RA ITARassegna del 'Movimento Alimentare / ta- LIANA ILLUSTRATA : Italia e Colonie L. 25 •

liano .

Estero L. 30 • Cartoline vaglia all'Istituto Editoriale
Italiano - Milano, Piazza Cavour, 5.

RASSEGNA DEL MO
VIMENTO INDU
STRIALE. ITALIANO
MESE

DI

APRIL-E

1Q1 Q

SOMMAR I O:

L'istituzione d'un Museo Commercia/e a Na;ooli - Per il canale Milano-Lago di Como
Importante convegno al Municipio di Milano - L'utiliztazione dei residui per l'agricoltura e per le industrie
Per l'insegnamento minerario in Italia - La ricchezza che bisogna colpire secondo il presidente dell'Associazion
fra le Società per azioni - Milano uno dei principali scali aerei d'Europa - Prodotti contro prodotti , materi
prime contro materie prime - Un Consiglio del Commercio e del/' Industria in Cirenaica - La galleria sotto
faro di Messina - La Commissione per i progetti dei frigoriferi ha, con nuovo esem;t;>io in Italia, compiuto ra
pidamente i suoi lavori - Per un piano di c~interessen za italo-francese sul carbone di Germania - Il processo del
la distillazione secca accresce il potere calorifico della lignite - L'Istituto di Credito Navale e lo svilupt,,o dell
industria marinara in Italia - Quattro villaggi eta co <,fruire a Milano - Per le materie t>rime tenute in riserv
dallo Siato - La chimica industriale al congresso di Pisa - La pesca e il commercio delle s_r:>ugne in Libia
Le ricchezze minerarie dell'Asia Minore - L 'Italia e il dominio dell' aria . Le nuove vie di comunicazione - L
Ferrovie dello Stato non faranno più ponti di ferro ma di mattoni - Il commercio estero dell'Italia nel 1918
La produzione mineraria diella Sardegna - « Un'industria metallurgica nazionale ;t>otente e se mpre pronta
- La Svizzera mercato dei metallurgici italiani - Gli idrovolanti per le comunicazioni aeree - Un ' assicurazion
sui rischi dell' aviazione - Per la protezione d'una industria agricola c01:>ace di maggiori benefici - Le perdite d
guerra trascurate dal Ministero dell'Industria e Commercio - La protezione fiscale, anzichè promuovere l'in
dustria navale, l'assopisce e l'addormenta - Un tronco italiano di grande interesse commerciale - L'interes
dello Stai@ nel permettere le esportazioni - Il materiale ferroviario frigorifero italiano alla fine del 1918 - Per I
costruzione del nuovo porto di Napoli - Le nostre esportazioni in Argentina in pericol~ - La situazione d
tessili italiani - La Confederazione Generale del/' Industria italiana - Larghe ordinazbni di materiale ferrav i
rio all'ind11stria italiana - Speranze di grandi ricchez ze minerarie nell'Istria - L'Unione delle Camere di Com
mercio Italiane - Gli ostacoli a una grande industria mineraria in Toscana - Lo stato acut.::, della crisi del car
bone in I tali a - Assaggi in Toscana per la ricerca del carbon fossile - Il gettito dei cantieri navali potrà supe
rare in Italia 400 .000 Thnn. - Il Decreto sugli affitti non paralizza l'attività dei costruttori - La soluzione d
problema delle ligniti e delle torbe in Italia - L'industria italiana e la donna - La potenzialità delle cave di pi
tra nell'Istria - Filoni d'oro nei minerali di Sardegna - Il congresso dei produttori italiani a Genova - I moto
a vento « Esperia » - Un Comitato scientifico-tecnico per /' incremento e lo sviluppo del c~mmercio italiano
La linea dal Lago Maggiore al Mar Nero - Le navi italiane lodate in Inghilterra .

Tutte le notizie, i da.ti, le a.rgomenta.zioni o
giudizi contenuti in questa. rubrica. non impe
gna.no a.ffa.tto le I. I. I. che per comoditèt dei letto
ra ccolgono ogni mese diligentemente e obietti
va.mente in questa. ra.ssegna. quanto di più sa.
liente i principali periodici ita.lia.ni politici e tecni
pubblicano su problemi e questioni d'interess
industriale, finanziario, agricolo e comme rcia.!
N . d.

forma di attività all'incremento delle relazioni camme
L 'ISTITUZIO E D'UN MUSEO COMMERCIALE
A NAPOLI
ciali dell'Italia meridionale e della Provincia di Napoli, i
Dal 1° gen aio 1919 è cominciato a funzionare il « Mu- particolar modo con i mercati esteri .
seo Com'merciale e Coloniale di Napoli », fondato per iniQuesto Museo si mette gratuitamente a disposizione
ziativa della locale Camera di Commercio e Industria.
chiunque abbia bisogno d'informazioni d'indole camme
Scopo dell'Istituto è quello di contribuire c'o n ogni ciale di qualunque genere e voglia stringere relazioni



·110

== == ------

RASSEGNA

DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO

ommercianti ed industriali di questa regione.
mansioni del Museo Commerciale e Coloniale di
qtt lle che più di tutto debbono interessare le classi
, l11t111 C'i sono:
1) d r le più ampie informazioni sulla capacità pro, d I Mezzogiorno d'Italia;
) f r conoscere nel modo più completo, dalla de
1111
d 1 prodotto .fino all'invio di campioni, le p.co1 r tt ristic he delle merci da a cquistare;
cl r notizia dei prodotti italiani (specialmente del
,, 1orno) più idonei a trovare compratori all'estero;
111 ltere gratuitamente in contatto domanda e of1

1

01

I,
I li

1
/ /~H IL CANALE MtLANO.:LAGO
DI COMO
IMI' RT ANTE CONVEGNO AL MUNICIPIO
DI MILANO

d I tempo la stampa ha dato notizie della éostitudi un potente Consorzio Finanziario fra gli indu rli Milano, Sesto, Monza e Lecco per spingere ad
1nn il Canale · Milano-Lago di Como ideato, come
d I dott. Mario Be retta e dall 'ing. Mario Ma , uito alle intese intercorse .fino · dallo scorso anno .

cl I gazi one del èonsorzio presentava, il 10 aprile,
11 I
o di Milano il progetto tec nico . Erano presenti al111port nte riunione il pro-sindaco dott. Veratti, essendo
ti 111I co indisposto, il presidente del Consorzi-o cav .
t no Bonomi, il sindaco di Vim ercate comm. in ,, t B n.fì, il presidente della Ca·m era di Commercio
, ( o c v. ing. G iuseppe Badoni. Si erano scusati i
11 del Consorzio S. E . Conti e il comm . G iorgio Enlk, che si trovavano a Roma .
I ru.c ttisti, dott. Beretta e ing. Maio,:chi, illustrarono
1111
nte gli studi da essi compiuti che hann o p er
, 11 I, una qu indi cina di soluzioni dell'ardito problema ,
, 11110 tr cciati vari, lungo la VaITe dell'Adda, in sponda
111
a, in sponda briantea , verso il lago di Pusiano
111 v r o le colline di Aic urzio e Paderno. lllustra ìll modo speciale la soluzione c he risulterebbe più
111 nte e
che contempla, oltre la creazione di un
111 , L eco ed alla sistemazione del-l'Adda, un canale
I' · del e Milano, c he dà luogo, lungo il suo percorso,
r ucli i impianti portuari industriali a Vimercate, a
Sesto e nelle ricche zone suburbane del nord e
t cli Milano.
Il pio t-lto comprende anche u n a d iramazione di col 111 11te> cqueo c on Trezzo e la Bergamasca .
B doni, il c omm . Banfi e l'i-ng . Bonomi esposero
lin e generali di un programma .finanziario trac,,
e nte Assemblea dei Consorziati, per accelerare
, h 11ri ne della grandiosa opera in accordo fra il Con • n lu triale e gli enti locali interessati ed espresse~o
1
, llf' di impostare senz'altro la questione sul ter ulivo, avviando pratiche col Governo .
r no quindi il sindaco di Milano a provocare
I progetto il consenso degli enti locali ed il pali
m~iss ione tecnica specialmente nominata al i ' , 111rttendosi a disposizione per necessarie intese.~
Il p111 J d co dott. Veratti espresse molto compiaci , 1 r l'importante iniziativa e per la deferenza al
t I 11,
tÌ f r ndone subito al sindaco Caldara che è precI I
omitato promotore degli enti locali e che ha
vivo interessamento alla questione.
to avrà luogo una vasta ·riunione di interesla grande opera ad una rapida esecu -

L'UTILIZZAZIONE DEI RESIDUI
PER L'AGRICOLTURA E PER LE INDUSTRIE
Si ha notizia di prossimi esperimenti di un nuovo si stema dell'ing. Giovanni Stefanutti, a mezzo del suo gasogeno a ricupero, per una razionale utilizzazione delle
spazzature delle città e dei residui organici di industrie.
mediante il ricupero , per via di distillazione, di tutti i
principi attivi da essi contenuti.
La notizia è di vivo interesse per tutto il Paese. li sistema è stato studiato con amore e ideato a Firenze; e
ron lontano da questa ci ttà saranno fatti gli esperimenti
del gasogeno suddetto, presentemente in costruzione, controllati da quanti vorranno presenziarvi.
Mediante questo nuovo sistema, mentre si ass icura il sod disfacimento di ogni nec essità igienica, come sopra già è
stato accennato, può farsi tesoro di tutti i principi attivi
contenuti dai residui; perciò si potrà ricuperare l'azoto,
che verrà .fissato sotto forma d i solfato di ammonio, la
potassa sotto forma di carbonato, sceverata o no, calce,
materie grasse, e per di più si avrà un'abbondante produzione di gas povero.
È ciò che di più perfezionato può ric hiedersi alla s cien za ; ed è quanto di più vantaggioso può ripromettersi il
Paese.
L · agricoltura avrà assicurata una quantità importantissi ma di c oncimi e non vi può essere persona che non comprenda quale ricchezza inaspettata ed opportuna, c osì razionale lavorazione dei residui, disc hiude ad essa.
Si ca lcola che, senza fare conto sui residu i delle indu s triè (vinacce . sanze, resti di lavorazione legnose, prodolli
agricoli, ecc.), dalle spazzature di una sola ci ttà che cont i
150.000 abitanti, possono ricavarsi con questo sistema quin tali 3600 di solfato ammonico, q .li 30 .000 di cenere con
il 20 o;,, , circa, di carbonato di potassa e il 5 o 6 % d i
ani dride fosfor ica .
Inoltre si potranno ottenere q .li 4000 di residui catra mosi , e metri cubi 26.300 .000 circa di gas povero che potranno trovare utile impiego nelle industrie.
Se da queste cifre si vuole risalire alle produzioni ottenibili dalla lavorazione delle spazzature di milioni di abitanti concentrati in grandi~ città, si 'raggiungeranno c ifre
impressionanti, e si apprenderà come il nostro Paese possa affrancarsi per buona parte dall'importazione di materie concimanti e di c ombustib'li.
È sperabile che gli esperimenti confermino queste liet e
previsioni, e che le a·u torità dei nostri Comuni e il Governo stesso vorranno prendere in seria considerazione qu er
sta nuova sorgente di ricchezza per l'Italia, e tenerci informati delle risultanze dei prossimi esperimenti .

PER L'INSEGNAMENTO MINERARIO IN 1TALIA
Si veda ciò che, per quanto conc erne l'insegnamento
delle discipline mineralogiche, è stato fatto in Italia, e ciò
che si è fatto all'estero ... e spec ialmente in Austria e in
Germania, scrive la « Rivista del Mezzogiorno », e se ne
tragga ammaestramento : Salutem ex inimicis I
L'Italia ha tre scuole minerarie: quella di Caltanissetta ,
di Agordo, d'lglesi s.
La Francia ha l'Ecole des mines, con sede a Parigi;
il Belgio l'Ecole des mines, a Liegi , 1;1el cuore d'una regione eminentemente metallurgica e siderurgica; l'Inghil terra, perchè, per l'utilizzazione delle sue cospicue ric1
chezze minerarie i suoi .figli non siano costretti a chiedere all'estero le capacità tecniche necessarie, ha a Londra la School of Mines; l'Austria ha la Berg A /eaèlemie ,
a Freiberg, nel grande bacino carbonifero di Moravia e

111

LE I. I. I.

- - - - - -

= = = = = = = == = = = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

Slesia, e la Montanistiche Hoch Schule, a Leoben, in
quella regione che, per una lunghezza di oltre 160 km.,
presenta una meravigliosa potenza di strati carboniferi ;
la Germania, che ha saputo porre a caposaldo, diremo
così ... , pregiudiziale del suo programma di indipendenza,
o, meglio, di egemonia economica, la formazione del personale di comando, parallelamente alla produzione autonoma dei suoi strumenti di lavoro, non vuole, neanche
essa che i suoi ingegneri minerari vadano all'estero a conseguire il diploma professionale, ed ha a Berlino la Berg
A k_ademie . Tutte queste sono scuole superiori, ove gli
italiani che vogliono ottenere il diploma di ingegnere
minerario debbono recarsi. Gli stessi allievi ingegneri del
nostro Corpo delle Miniere sono costretti a frequentare
presso una di queste scaole alcuni corsi peciali ! !. .. Eugenio Marchese, uno dei pionieri del risorgimento minerario della Sardegna, laureatosi ingegnere a Torino, fece
la scuola delle miniere a Parigi; G. B. Cortarini, che isti tuì la cuoia di Iglesias, frequentò le scuole Montanistiche
di Loeben e di Freiberg; il Lambert, il Ferraris, il Traverso, il Bertolio, tutti insomma gli specialisti, in materia
di miniere, dovettero riceve:-e il viatico delle scuole dell'estero.
È vero che vi sono dei corsi speciali, presso il Politecnico di Torino, ma ciò è ben lungi dal bastare per la voluta specializzazione .

LA RICCHEZZA CHE BISOGNA COLPIRE
SECONDO IL PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIO E
FRA LE SOCIETÀ PER AZIONI
Per iniziativa dell'Associazione tra le Soc ietà Italiane
per azioni si sono radunate a Genova le rappresentanz
delle più importanti organizzazioni industriali d'Italia per
addivenire alla costituzione di un ente centrale coordinatore e accentratore delle forze dei produttori italiani. Al 1' appello han risposto tutte le maggiori associazioni economiche italiane rappresentanti nel loro complesso oltre
6000 industriali.
Il presidente dell'Associazione fra le Società italiane per
azioni, comm. Dante F erraris. ha tenuto un notevole discorso, in cui fra l'altro ha detto:
«: È indubbio che s'impone una politica finanziaria energica e forte per far fronte alle grandi, anzi enormi esigenze del bilancio nazionale. Ma queste debbono essere
soddi fatte di preferenza a spese della ricchezza statica ,
anzichè della ricchezza dinamica, perchè la prima è una
ricc hezza che non produce, e spesso è esuberante ai bisogni di chi la possiede, mentre la seconda produce nuove
ricchezze ed è necessaria per i bisogni dcli collettività.
Coh,ire la ricchezza che già esiste, o quando si sarà prodotta, e colpirla tanto maggiormente quanto più è grand ,
è un'assoluta necessità per sanare il più rapidamente po sibile le nostre difficoltà, e risponde pure ad un principio di equità. Colpire la ricchezza prima ch'essa si sia
determinata, o mentre si sta determinando , sarebbe un errore gravissimo perchè si impoverirebbe rapidamente il
Pae e e le nostre passività non potrebbero mai essere sanate.
« Se i nostri uomini di Governo che oggi difendono
strenuamente i nostri diritti e i nostri interessi alla Conferenza della Pace, in una visione precisa delle nostre condizioni entreranno decisivamente in questo ordine di idee,
essi avranno tutto il nostro appoggio, tutta la nostra collaborazione. E poichè l'Italia allo stato attuale non può
più fate a segnamento ormai su altre Nazioni, si raccolga
nuovamente in sè stessa, chiami a raccolta tutte le sue

112

energie fattive e provveda ai casi suoi prima che per oper
dei suoi nemici di ieri e di oggi, le difficoltà abbiano a
divenire insormontabili. »

MILANO UNO DEI PRINCIPALI SCALI AEREI
D'EUROPA
L'aviazione civile farà progressi mfln mano che a-li ap•
parecchi diventeranno più stabili e sicuri. Ed a raggiun•
gere questo intento occorrerà aumentare la superficie portante delle ali, sia aumentando le loro dimensioni, sia au
mentando il loro numero; molti studi furono fatti per introdurre uno stabilizzatore automatico e <:ioè un dispositivo che obblighi, sempre entro -certi limiti di sforzi,
mantenere l'apparecchio orizzo~tale. Tutti ricordiamo quel
giocattolo, con un peso di piombo ai piedi che, capovolto, si raddrizza sempre automaticamente; ecco cos
bisogna raggiungere nell'aria; e ci si arriverà certamente!
Inoltre, scrive l' ing . Ceretti nel Bollettino della Città
di Milano, occorre organizzare un servizio completo d
percorsi fissi. Come le ferrovie richiedono ogni tanti chilometri un casellante, scambi, binari morti, indicatori d
strada libera, ecc., ecc., così l'aviazione richiede anzitutt
un servizio accuratissimo meteorologico, campi d'atterra
mento, s gnalazioni, rifornimenti, ecc. Il povero abili simo
p . Palli, morto a metà m rzo cadendo nella Savoia Francese, non arebbe partito se gli avessero segnalata I tormenta c he imperversava nella zona. del Monte
Bi n eo.
Abbiamo letto sui giornali che diversi servizi regolar'
di posta sono stati iniziati, ma dopo il primo annunci
non si seppe più nulla; continuano questi servizi? Questo
sarebbe un primo passo per l'organizzazione di tragitti
.fissi, che faciliterebbero poi il trasporto di passeggeri.
Milano è in posizione ammirevole nel bel mezzo dell
p ianura lombarda, per servizio di tappa ai grandi servizi
aerei da Parigi e Londra verso l'Oriente. Come pure potrà essere capolinea per tutti i servizi in Italia.
L'energia, l'iniziativa della gente lombarda non tarderà
a farsi sentire anche in quest'industria e Milano diverr
non solamente un centro produttore di materiale aeronautico, ma uno dei principali cali aerei d'Europa .

PRODOTTI CONTRO PRODOTTI,
MATERI~ PRIME CONTRO MATERIE PRIME
on passa giorno senza che giunga. d'oltre frontiera
d'oltre mare, notizia di un nuovo provvedimento dei Go
verni esteri inteso a scopi puramente commerciali. Il ritmo della ricostruzione economica si va affrettando, fuori
d'Italia, con un moto uniformemente accelerato, ma
mano che si avvicina la vera, la piena pace, la liberazione di questa prigione grigia degli armistizi.
In Italia, scrive il Paese, il Governo dimostra, più eh
disinteresse, una completa mancanza di volontà e di deci
ione
questo riguardo: più che assente, il Governo
abulico, oggi, mancante di ogni volontà nel campo com
merciale.
Ha permesse le esportazioni ma non ha tenuto cont
c he esportare non vuol dire, sempre, vendere all'estero
quando corrono i tempi che oggi corrono; é quando u
Governo, come l'Italiano, rimane assente. Esportare no
vuol dire vendere, perchè - nella più logica contropar
tita della vendita nella divisa estera, manca ogni ba
di calcolo, di solidità, di possibilità di previsioni. . A
biamo inviato all'estero, non appena permessa l'esporta
zione, per centinaia di milioni di nostri prodotti che no
hanno trovato compratore (nei mercati che ci propone

=

= = - = = = = = RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE 1TALIANO

e 1r re maggiormente, e cioè queili del Levante)

Ki ne semplicissima che i nostri commercianti
n o accettare in pagamento
nel dubbio sul
ffe ttivo e probabile nè « corone », nè
n' « lei ».
situazione si sono trovati i Governi esteri :
111,r
or i subito ai ripari ed hanno immediatamente
11 lo • li vendi ta lo scambio dei prodotti.
111111 ontro prodotti, materie prime contro materie
>I
fon dando su questa base di scambi ' la sua
d1
por tazione e d' importazione potrà il Gol li m salvare la nostra estremamente barcollante
ommerciale sui mercati esteri.
dunque i Consorzi di esportazione ed i mar li per i prodotti italiani all'estero~
J

UN CONSIGLIO DEL COMMERCIO
E DELL'INDUSTRIA IN CIRENAICA
I,

J

Ben gasi che con decreto del governatore è
per la Cirenaica un Consiglio del Commercio
ll ' l111h1 tria, composto di 6 consiglieri di nomina go111 1 I , e d i 15 consiglieri eletti a maggioranza dai
I Il'/\ ociazione fra industriali e commercianti di
e lti ha gli esercenti industrie e commerci incl .uropei. Il Consiglio , che è assistito da un funoloniale in funzione di segretario, ha per· iscopo
ntare al governatore gli interessi commerciali,
d agricoli del!a Colonia, e di assicurare e
11rovrm lo sviluppo in armonia con quelli generali
, 111 , I d Ila madre patria. Esso è chiamato a dar pa11111
ues tioni e sui provvedimenti che interessano
111 111 r io e l'industria in Colonia . È compito del ConI J>r parare e predispor.re gli studi per la costitu, l un Camera di Commercio in Bengasi, avente
I 11 1111i imili a quelle conferite alle Camere di Com" .I l Regno , tenuto però presenti le necessjtà e le
1 t 111 ni locali .
I I 11it

IL FARO DI MESSINA
sotto il faro di Messina, proposta da più
ti giorni, non presenterà, scrive il Giornale
, I , , lcuna difficoltà tecnica, come a giudizio conI I pecialisti, non ne presenterà il tunnel sotto
f licemente iniziato. Ne sono un'altra coni lavori di perforazione del sottosuolo comconda metà del secolo scorso in poi, con
1 I ,1
nte meno perfetti di quelli dei quali si
11
idi. Per restare in Italia, basterà ricordare la
... tr,iìflì ', l1111r d I Cen isio per la lunghezza di 12 chilome11111 r o e del Sempione per lunghezze ancora
I costruzione della ga1leria Peloritana, che
m tutt~ le altre nostre gallerie ferroviarie
l mi a nel terremoto del dicembre 1908. I
I r ndi fiumi e le escavazioni delle profon111 11 r
di carb one, le quali presentano spesso
I u l'infiltrazione, qualche volta violenta , dell 'ac·
1111 , dimostrazione che nulla può più resistere
il li ' li mo n ei lavori sotterranei.
I II
i il p roge tto che si vorrà adottare per la
I nostro Stretto, la sua lunghezza sarà mol,1 q11 li
lla Manica . Secondo il progetto delI I li 1 1ungh ezza completa della nostra galleria
np r to i 5 chilometri, mentre · quella del
r r ggiungerà nell'intero sviluppo 45 · chilo11

qu

metri. Il rapporto della lunghezza dei due trafori è dunque di I a 9, con spesa naturalmente molto minore .
Quanto alla resistenza ·del sottosuolo dello Stretto si abbia ben presente che dalle più accurate indagini e constatazioni esso è risultato costituito di roccia viva compatta, massime dove è più breve il passo. Lo stesso comprovano, oltre alle fondate induzioni scientifiche e ai saggi minerari, gli scandagli di ogni epoca eseguiti nel nostro stretto dalle d iverse marine europee.

LA COMMISSIONE PER I PROGETTI DEI FRIGORIFERI HA, CON NUOVO ESEMPIO IN ITALIA ,
COMPIUTO RA.PJDAMENTE 1 SUOI LAVORI
La Commissione per l'esame dei progetti di Frigoriferi,
presentati in base al Decreto Crespi, ha compiuto i suoi
lavori ed ora sono in corso i decreti di concessione per
i progetti approv~ti.
Noi , ancora una volta, scrive la Rivista del Freddo, ci
felicitiamo colla Commissione per il modo veramente lodevolissimo col quale ha assolto il suo compito, dando
prova di aver compreso che la questione dei nuovi Frìgoriferi è una questione di tempo e di opportunità e ch e
quindi era necessario di essere sopratutto solleciti.
I lavori della Commissione si iniziarono il 3 corr . ed
il 12 tutto era finito . 11 risultato è stato quale migliore
non poteva aspettarsi, poichè vennero presentati 60 progetti per 38 località diverse , fra cui erano comprese tutte
quelle elencate come « preferenziali » nel Decreto Crespi.
Dei 60 prog.e tti presentati ed esaminati ne venner-0 appr-0vati oltre trenta.
Il Decreto Crespi, avend.o dato questi soddisfacenti risultati, ci sembra che possa ora essere giudicato , con obbiettiva serenità, come veramente rispondente allo scopo
cui esso mirava e cioè suscitare nel paese nuove forze e
nuove attività industriali per allestire una dotazione sufficiente di spazio refrigerante, da adibirsi, non solo alla
conservazione dei generi alimentari di consumo, ma anche alla raccolta e refrigerazione dei prodotti deperibili
destinati alla esportazione, contribuendo così a spingere
l'agricoltura a produrre di più , nell'interesse di una sollecita integrazione della nostra economia.
A rigor di termini , se si vuol essere giusti, il Decreto
Crespi , come tutte le cose di questo mondo, non è da
considerarsi fra le cose perfette, ma, dati i nostri costumi amministrativi, esso ha segnato un passo ardito verso la affra~cazione dello spirito pubblico da sistemi ormai
sorpassati dai tempi.

PER UN PIANO - DI COINTERESSENZE
1TALO-FRANCESI SUL CARBONE DI GERMANIA
Negli ambienti industriali si reclama, a gran voce, che
nelle condizioni di p ace , scrive il Giornale d'Italia, si obblighi la Germania di riservarci , a titolo d 'indennità di ·
guerra, per un con gruo nume ro di anni , da 4 a 5 milioni
di tonnellate di carbon foss ile d ella Westfalia (tipo Cardiff, tipo Splint e tipo ewpelton) e di coke metallurgico,
specialme n te di fonde ria, compilato ai p iù bassi prezzi
vigent i pel mercato in ternazionale ed in ogni caso infer iore, per tonnella ta , al 15 per cento di quello d'una
tonnellata inglese; criterio di valutazione fondato sulla-differenza ch e già esisteva prima della guerra sui mel\cati fra i carboni inglesi e i carboni tedeschi. Forse sa.,
re bbe a n ch e convenientè escogitare poichè è nostro
interesse che le m iniere westfaliane siano sottoposte a
quel razionale e maggiore sfruttamento di cui sono suscettibi'l i un p iano di cointeressenze italo-francesi sulle

'iò~e minerarie meglio idonee ad una intensa escava- ci facilmente non dando 't:attivo odore e con un alto re
zione.
11 carbone westfaliano dovrebbe poi essere trasportato
dalla Germania a tariffe fluviali o ferroviarie ridottissime. Se al trasporto dovessero provvedere le noslre F errovie dello Stato, esse potrebbero adottarè lo stesso sistema già messo in opera durante la guerra per l'approvvigionamento dalla Francia: cioè, con treni completi per
la via del Gottardo e del Sempione.
11 problema del carbone è certo intricato e complesso ,
poichè si complica con gli altri due problemi dei trasporti e dei cambi. Ma la questione del carbone sta innanzi a · tutte, poichè senza combustione non potremmo superare le difficoltà che la Vittoria ci lia messe innanzi . La
mancanza di carbone vorrebbe dire stasi delle industrie;
e la stasi vorrebbe dire : disoccupazione operaia, mancanza di generi di consumo, rincaro della vita, arresto della
importazione, elevamento dei cambi, deprezzamento della
moneta.

IL PROCESSO DELLA DISTILLAZIONE SECCA
ACCRESCE IL POTERE CALORIFICO
DELLA LIGNITE
Le recenti discussioni sulla convenienza dell ' impiego
delle lignite nelle industrie, apparse in alcuni giornali,
mi inducono, scrive il dott. Bianchetti nell'Industria, ad
esporre le seguenti osservazioni.
Per talune miniere, la lignite tal quale si estrae è un
b~on combustibile, per altre essa difficilmente, o solamente con speciali accorgimenti, può esser adoperata subito a causa dell'odore sgradevole che produce durante
la combustione e della grande quantità di acqua che contiene la quale ne abbassa notevolmente il potere calorifico.
Ultimamente si è pensato di sottoporre la lignite alla
di;tillaziorre secca a bassa "temperatura e cioè verso i 400°5000 C. Si ottiene cosi un prodotto analogo a quello che
si ha trattando in modo simile il litantrace, conosciuto ante-guerra col nome di «coalite>. Sottoponendo a questo
trattamento la lignite, si viene ad avere un semi-coke il
quale contiene ancora il 25 % degli idrocarburi volatili
totali ; è perfettamente asciutto e brucia con facilità. Convenientemente bricheltato col medesimo catrame avuto
come sottoprodotto durante la distillazione, e mescolato
c_o n poco polverino di coke di fossile, offre un'ottima mattonella il cui potere calorifero è doppio di quello della lignite da cui proviene e si aggira normalmente intorno alle 5000 calorie per kg.
Si ricavano· inoltre non indifferenti quantità di solfato
ammonico (di cui è notoriamente conosciuto l'impiego m
agricoltura) dalle acque ammoniacali, pure queste altro
sottoprodotto della distillazione secca della lignite, e del
gas il quale può esser utilizzato con vantaggio per la pro.duzione termica di energia elettrica.
Possono così trovar impiego delle ligniti anche di quaHtà scadente che altrimenti non potrebbero esser utiliz-zate.
.
Questo metodo di lavorazione dei combustibili cosi detti
poveri si pratica già da poco tempo in lscozia ; ed attualmente sta sorgendo un impianto industriale in Toscana
per lavorare le ligniti di Straggia in provincia di Siena.
Queste ligniti furono già impiegate largamente durante
la guerra e lo sono anche attualmente. Lo scopo dì questi nuovissimi impianti in Italia è di utilizzare i ricchi sottoprodotti, come solfato ammonico e gas, e di avere a disposizione un ottimo combustibile di tipo costante che bru-

114

dimento calorifico.
lo credo che fra i nuovi compiti del Commissariato Co
bustibili vi sia anche quello, e forse principalissimo,
favorire in tutti i modi l'impianto di nuovi forni per 1
distillazione secca della lignite éhe fortunatamente a
bonda nel nostro sottosuolo.

L'ISTITUZIONE DEL CREDITO NAVALE
E LO SVILUPPO DELL'INDUSTRI% MARINARA
IN ITALIA
Avevamo un ricco commercio internazionale che dovr
riprendere ed aumentare, avremo ancora forti correnti emi
gratorie che varcano gli Oceani; continuerà il nostro Pa
se, si domanda il Popolo Romano, a tollerare che l'im
mensa somma costituita dall'ammontare dei noli finisc
nelle tasche degli armatori e degli azionisti straniern Ci
è avvenuto finora quasi alla chetichella, non riflettendos
che l'introito dei trasporti marittimi costituisce per cer
Stati, quali l'Inghilterra, rOlanda, la Svezia, uno dei mag
giori cespiti dell'economia di quelle Nazioni; si dissè eh
il nostro Paese con poco più di mezzo secolo di vita no
aveva avuto il tempo, la possibilità di crearsi una grand
mari.n a mercantile. e sarà esatto. Certo è che ora è v
nuto il tempo di provvedere, specie in vista di ciò eh
sarà r attività del mondo dopo questa guerra. L •istituzi
ne del credito navale non può dirsi del tutto nuova d
momento che sino dal dicembre 1914 un decreto istitui
va un Consorzio tra banche di emissione ed altri En
per sovvenire le industrie in genere contro cambiali ga
rantite da deposito a titolo di pegno di azione ed obbli
gazioni di Società industriali, e che due anni dopo u
successivo decreto stabiliva che tale Consorzio era aut
rizzato a consentire anche sovvenzioni per l'increment
del naviglio mercantile nazionale. Senonchè il Consorzi
non poteva disporre per l'intero complesso delle sue op
razioni a vari rami dell'industria che 250 milioni; quant
parte di questa somma sia stata rivolta alla marina no
sappiamo. ma è chiaro che mezzi ben più vasti occor
rono per lo sviluppo di una flotta, che non solo qualch
decina di milioni. Quindi la necessità di un Ente che
rivolga al grande pubblico italiano perchè gli fornis
capitali ingenti da mutuare agli armatori, ai costruttor
Che il risparmio si rivolga ora liberamente a tale indu
stria che ha tante opportune facilitazioni, che è tanto pr
tetta; sembra cosa naturale; potrà lo Stato intervenire a
cora, se risulterà necessario, nel corrispondere parte del
la misura dell'interesse per le somme mutuate; altro cert
non è concepibile faccia all'infuori dello stabilire a van
taggio del futuro ltituto di Credito Navale il privilegi
le11ale ~ià 1>tatuito per le sovvenzioni effettuate dal Con
sorzio . Coll'esenzione .fiscale, senza oneri doganali, co
premi di costruzione: tutte cose già stabilite e con un cr
dito abbondante a condizioni assai miti, mercè il preved
bile intervento del Governo non è concepibile che l 'ind
stria marinara non abbia ad assumere un larghissim
sviluppo.

QUATTRO VILLAGGI DA COSTRUIRE A MILAN
Parlando delle costruzioni di casette operaie ne1la
riferia di Milano. deliberate dalla iniziativa del Comun
di Milano e dall'Istituto delle Case Popolari. il Balletti
della Città di Milano scrive :
« Queste costruzioni che offrono anche a chi dispon
di mezzi limitati il mezzo di sentirsi veramente in ca
propria, senza dover subire gli inconvenienti che prove

RASSEGNA DEL MOVIMENTO

INDUSTRIALE

ITALIANO

<1 Un coabitazione con numerosi altri inquilini, rap- ut1lizzate dall'industria. La vendita di questo prezioso materiale, che è ora in possesso delle Amministrazioni militari, mentre potrà favorire rapidamente la ripresa indu, I bi no carattere di stabilità.
truzioni provvisorie sono da escludersi perchè sa- striale, permetterà allo Stato di realizzare in tempo, e
I
in breve rese inabitabili dal rapido deterioramen- senza correre il rischio di incerte speculazioni, un notevole capitale che potrà servire anche a ridurre in parte
1111 ntre è intenzione dell'Istituto e del Comune di fare
I
forzo perchè questo esperimento riesca persuasivo gli oneri finanziari derivanti dalla guerra.
1111 lncente e serva di esempio e di incoraggiamento al1l li t1 ione del tipo di alloggio indipendente.
LA CHIMICA INDUSTRIALE
I I truzione di 700 cas~tte all'incirca, sarà compiuta
AL CONGRESSO DI PISA
111 n s opravvengano. difficoltà insormontabili ed ecceI quali sarebbero l'assoluta mancanza di combustiNella sezione di chimica del congresso degli scienziatf
" • ioperi prolungati, in parte per il 29 settembre e a Pisa, sul tema: Di alcuni progressi sul campo della
t, l r r il 29 dicembre 1919 e saranno, per tali date, rese chimica e tecnica fotografica, ha parlato colla ben nota
l1ìli d ata la facilità di asciugamento che la stagione competenza, scrive la Perseveranza, il prof. Rodolfo
lii, , l semplicità delle costruzioni e l'isolamento dei Namias di Milano. Egli ha cominciato a far rilevare i
icurano.
preziosi servizi che la fotografia ha reso durante la guer.ggi sarano, per ora, quattro: in Via Mac-Mahon ra e 1~ non lievi difficoltà che si ebbero a superare all'init, in Via Tibaldi a sud-ovest, verso Lambrate zio della guerra in fatto di obbiettivi, apparecchi, lastre
I,
alla Gamboloita, presso il nuovo porto a nord- sensibili, rivelatori, ecc., per poter ricavare dalla fotograI J rimi tre saranno costruiti, come si è detto dall'l- fia e specialmente dalla fotografia aviatoria il massimo ef11 1111 per le case popolari per conto del Comune, e il fetto utile, difficoltà che furono in gran parte brillantedn
al Comune stesso per il personale che s·a rà ad- mente superate dagli industriali italiani . Ha richiamato
I , • i lavori del porto.
pure l'attenzione sul grande compito che spetta alla foto.grafia di tramandare alla storia l'iconografia della guerra,
segnalando le esigenze tecniche che si richiedono per
PER LE MATERIE PRIME
tale grande opera destinata ad essere di monito alla poTEN UTE IN RISERVA DALLO STATO
sterità ed a provocare a mezzo della più efficace delle
cl ficienza di materie prime è attualmente sentita documentazioni il severo giudizio della storia sulle barl111lo dall'Italia, le cui conquiste territoriali non sono barie dei nemici.
Passando a considerare i progressi più recenti realiz- ·
, , Il re tale da accrescerne la produzione, come gli
1 1, 11 limenti, ad esempio, della · Francia, la quale con zati dalla fotografia come scienza, arte e industria, ha
, 1 11
sione dell'Alsazia e della Lorena avrà molto mi- segnalato i perfezionamenti nel . materiale sensibile, sia
111,1 11 il suo avvenire industriale per i rifornimenti di nella sensibilità cromatica accennando a molteplici studi da esso fatti in questo campo.
1 ,, in talli, carbone e sali potassici.
Ha quindi parlato dei progressi nella _tecnica fotografi1111, lii, scrive la Gazzetta del Popolo, mentre nel 1912
I 1 11 i furono estratte circa diciotto milioni di tonne!- ca della metallografia, dei perfezionamenti nella fotografia
, I minerali di ferro, con l'annessione della Lorena in colori e tricromia, presentando prove dimostrative ese11 1 d ipendenza economica del Lussemburgo si cal- guite nella Scuola-Laboratorio di fotografia e applicazioni
i « 1 essa potrebbe averne all'incirca 40 milioni di di Milano diretta dal conferenziere stesso.
Parlando dei processi moderni di stampa fotografica ar, 11 Il l . Passerà inoltre alla Francia il monopolio che
, 1111 nia aveva sinora nella potassa, di cui furono sco- tistica, ha richiamato specialmente l'attenzione sul più
nni or sono grandi giacimenti nell'Alsazia. L'lta- moderno e interessante di questi processi, la bromoleo11
, oltre al non trovarsi in condizioni altrettanto tipia, facendo rilevare come esso si basi completamente su
voli per il suo futuro rifornimento di materie prime, reazioni chimiche che il conferenziere e altri hanno studiato. Saggi furono presentati che mostrano quale enornl
già sin da ora una notevole deficienza.
potrà in avvenire procurarsi questi prodotti essen- me evoluzione abbia subito la fotografia divenendo per
i! viluppo della sua vita economica, quando, ces- opera di studi eminentemente scientifici un mezzo por11 r trizioni del commercio e ridonata la piena li- tentoso di estrinsecazione artistica.
Il nostre industrie, si saranno tolte tutte le limih oggi le ostacolano; ma nel periodo attuale.
LA PESCA E IL COMMERCIO DELLE SPUGNE
· nza di adeguati rifornimenti dall'estero, si potrà
IN LIBIA
n mente porre rimedio alla scarsità di materie
Si
è
stipulata
una
convenzione
tra l'Amministrazione
, 1tilizzando le merci che, acquistate per uso bel1
1 n
ora accantonate per conto dello Stato. Ed in- delle Colonie Libiche ed il Sindacato Coloniale per la
11 ndendo che una parte del rifornimento dei pro• pesca ed il commercio delle spugne.
Il Sindacato, scrive la Tribuna, impianterà speciali sta,,.. zi necessari per i bisogni futuri ci venga, oltre
cl, I libero commercio, anche a titolo di indennità, bilimenti a Tripoli, Bengasi e Dema per il deposito e il
iu ta ripartizione tra gli Alleati delle sorgenti di commercio delle spugne pescate nei mari della Tripolirime che formano parte del patrimonio degli tania e della Cirenaica.
Gli stabilimenti di Tripoli e Bengasi saranno perfettae n trali, lo Stato farà opera utilissima concedendo,
momento di ardua transizione e di crisi, il ma- mente adatti, sotto ogni riguardo, a costituire veri e pro1
orrente per 1; continuazione dell'attività eco- pri mercati di spugne, con tutte le comodità di ambienti
d 1 Paese, col vendere li prezzi equi, le merci per i depositi, le contrattazioni e per la migliore conserprima state messe da parte nell'eventualità di vazione e sicurezza delle merci depositate per conto dei
zionali bisogni di guerra e che ora, con la ces- pescatori.
La Società dovrà favorire l'organizzazione del commer1 li ostilità, sarebbero assai più proficuamente
1

11 1 n o il tipo ideale dell'abitazione e, perciò, è bene

115

LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - cio delle spugne in Italia, in modo che siano resi ben
noti agli interessati gli andamenti dei mercati di Tripoli
e di Bengasi, . per i quali la Società si impegnerà di fare
opera perchè divengano veri e propri mercati base del
Mediterraneo.
Sul provento della vendita dei prodotti depositati nei
suoi magazzini la Società percepirà dai capitani depositanti un compenso del 3.75 per cento. Nessun altro compenso potrà pretendere per qualunque altra operazione,
come nessun diritto di speciale preferenza è riconosciuto
alla Società nell'acquisto delle spugne. Essa potrà entrare
in gara come un qualsiasi compratore .
Il Sindacato dovrà esercitare il credito a favore dei proprietari armatori di barche, con garanzia sul valore delle
imbarcazioni e attrezzi o su quelle delle merci depositate
nei magazzini del Sindacato.
Il credito consisterà nella anticipazione dei fondi occorrenti per l'acquisto di viveri necessari per la campagna di pesca, per la corresponsione degli an_!icipi agli
equipaggi, per i pagamenti delle tasse governative e per
il deposito delle indennità per infortuni.

LE RICCHEZZE MINERARIE DELL' ASIA MINORE
In una nota dell'ing. Maddalena che riassume la situazione di produzione e di utilizzazione delle ricchezze minerarie dell'Asia Minore notando come la politica del Governo turco nei riguardi di quella industria mineraria sia
sempre stata quella di paralizzare ogni iniziativa privata,
arrivando persino, fra altro, ad impedire l'uso di macchine
elettriche, e telefono ecc. D'al tra parte nelle miniere appartenenti allo Stato regnava il massimo disordine non
senza la ben nota venalità comune a tutta l'Amministra-zione turca. I giacimenti minerari dell'Asia Minore sono
peraltro numerosi e taluni anche assai importanti. A parte il bacino carbonifero di Eraclea si hanno affioramenti
di piombo, argento e zinco sensibilmente ricchi di piombo, si estendono a questa penisola i giacimenti di rame
del Caycaso, non mancano l'antimonio e il ferro cromo.
Sono inoltre a segnalare i giacimenti di borati, quelli di
schiuma di mare e quelli di smeriglio, di cui si sono
avute bene e spesso notevoli esporta-zioni. L'Ingegneria
Italiana nel riferire sulla produzione e sull'industria di
tali materiali molto interessanti dati statistici, segnala la
possibilità di poter volgere, con più civili e tecniche
applicazioni, tali ricchezze naturali a più razionale
sfruttamento, facilitando queste con una adeguata rete
ferroviaria complementare di quella esistente. E l'Italia
:non dovrebbe soltanto stare a vedere.

L'ITALLA E IL DOMINIO DELVARIA
LE NUOVE VIE DI COMUNICAZIONE

=- -

==

= = = == --

per il fatto che le future comunicazioni potranno traver•
sare lo spazio sovrastante il loro territorio, per il quale
il diritto di sovranità è sanzionato entro i confini dei singoli Stati.
Uno tra i relatori di tale Commissione è stato per comune consenso il prof. Buzzati dell'Università di Pavia
la cui presenza nella sotto commissione · giuridica, presieduta dal deputato francese D' Aubigny, è stata apprez◄
zata a tal segno che si volle affidare a lui la compilazion
del testo <lenitivo, redatto sulle proposte francesi e in•
glesi.
Tutto ciò, oltre che per informare i nostri connazionali
vale anche per richiamare l'attenzione sulla decisiva im•
portanza che nel prossimo avvenire avranno le comunicazio~i aeree, spedalmente dopo che l'Inghilterra ha votato oltre un miliardo e mezzÒ per l' aereonautica in base
ad un programma mondiale, che chiaramente rivela l
volontà di dominare l'aria come già domina i mari.
Il Parlamento francese discute ora dal canto suo 1'as
segnazione di fondi stabiliti in ragione di duecento mi
!ioni per trimestre; l'America si prepara a sua volta
compiere nel dominio aereo uno sforzo non inferiore
quello già compiuto e da compiersi sul mare.
E l'Italia? Da noi purtroppo l'aereonautica è guardat
con diffidenza e incertezza. Siamo ancora in crisi dop
le dimissioni del generale Morris, vedute con rincresci
mento dall'esercito e dalla marina e ancora non si sa i
quale modo si sostituirà l'attuale Sottosegretariato di Sta
to, se con un nuovo ente autonomo o con una direzion
generale, che non si sa a quale Ministero sarà assegnata

LE FERROVIE DELLO STATO
NON FARANNO PIU' PONTI DI FERRO
MA DI MATTONI
.
L'ing. Alfredo Giarratana, premesso, scrivendo

Rassegna, che le costruzioni fatte dai nostri eserciti son
state una delle meraviglie della nostra guerra, poichè ·
genio della nostra razza è «costruire », trova che le gran
di costruzioni metalliche debbono essere lasciate a e
possiede il ferro a buon mercato, non adottate da noi
che abbiamo dovizie di materiali; e soggiunge:
« È ormai accertato che le Ferrovie dello Stato non fa
ranno più ponti di ferro. e cercheranno di evitare i pon
in cemento armato. Ecco un gran passo verso un razionai
sfruttamento delle nostre energie e dei nostri materiali
Siamo grati alle F errov1e dello Stato che dopo aver ·fatt
della vera politica industriale nazionale svincolandoci dal
l'estero per la costruzione dei carri e delle locomotiv
oggi si mettono per la strada delle grandi costruzioni i
cotto e in pietra.
« Questa è la nostra strada; nel volto della civiltà ita
liana il ferro non vi deve entrare. Dobbiamo ricordar
che molti secoli prima che il ferro ci facesse vincere
vuoto, gli italiani banno v'into il vuoto col semplice ma
tone. I nostri voltisti, da coloro che voltarono la cupol
del Pantheon, a <.oloro che edificarono la mole Antone
liana, vinsero problemi costruttivi con tale accorgiment
e abilità da degrad,ue tutti i professori di statica e grafi
scienza questa squisitamente italiana, che proviene d
cervello geometrico italiano, anche se noi la studiam
sui libri che ci manda la tedescheria di Zurigo ».

La Commissione interalleata dell'Aeronautica alla Conferenza della Pace. ove l 'on. Chiesa e l'ammiraglio Orsini rappresentano l'Italia, ha concretato le sue conclusioni, insieme allo schema di convenzione per la navigazione
aerea.
Il lavoro, scrive il Giornale d'Italia, non fu semplice
nè breve, perchè più che le condizioni da imporre al nemico si trattava di stabilire tutt~ una . nuova codificazione
dei traffici aeri mondiali con riguardo alle questioni doganali, postali, commerciali, di polizia interna e sanitarh
ed alla cartografia, meteorologia e radiotelegrafia. Erano
perciò rappresentati in seno alla Commissione plenaria IL COMMERCIO ESTERO DELL'ITALIA NEL
.anche gli Stati minori di.rettamente interessati, non tanto
Nel 1918, ultimo anno di guerra, il commercio este
per gli eventuali loro servizi statali aeronautici, quanto dell'Italia ha conservato ed accentuato le caratteristic

116

RASSEGNA

DEL MOVIMENTO

anni precedenti. È persistito l'enorme sbilancio tra
111 portazione ed esportazione. Sono note, scrive la F inan,, Italian ..•, le ragioni di questo stato di cose. Le trisf1
rnde militari dell'ultimo scorcio del 1917, disperdendo
11 I reve gran parte de!Je cospicue riserve di materiali e
, I ti rrate di cui l'Italia si era in antecedenza largamente
111 wvista, la perdita di due delle nostre ricche provincie
n te, e il sopraggiungere dei nuovi bisogni sia per l'er ito che per J.a popolazione civile, ai quali non potesupplire le risorse interne, resero necessari più uracq uisti all'estero. Anche l'incremento della produindustriale destinata ai fini bellici, richiese un più
impiego di materie prime. Le importazioni si acbero quindi in forte misura raggiungendo un valore
,li \tre 14 miliardi. Questa cifra che non ha precedenti
11 li
storia economica italiana, ed è su.scettibile di ulteaumento allorchè saranno applicati ai quantitativi
merci importate i prezzi medi correnti nel 1918, di
, n lunga superiori a quelli dell'anno anteriore. D i fronquesta ingente massa di importazioni, l'Italia non
potuto contrapporre che una scarsissima esportazione
ri cioè a 2483 milioni di lire. Nel 1918 si è adunque
ulo un deficit nella bilancia commerciale di 11.618 milluni, come appare dal seguente prospetto in c ui sono ri1,ml le le cifre dell'ultimo anno in confronto ai precedenti
I rtire dal 1913.
Importazione

19181
191 7
1916
1915
19 14
1913

14 .101.6
13 .991.2
8.390.2
4.703.5
2.923.3
3.645.6

Esportazione
Milioni di lire

2.483.5
3.308.5
3.088.2
2.533.4
2.210.4 ·
2.511.6

ti provvisori per il 1918, definitivi per

Differenza

11.618.1
10.682.7
-5.302.0
2.170.1
712.9
1. 134.0
precedenti .

I PRODUZIONE MINERARIA DELLA SARDEGNA

INDUSTRIALE ITALIANO

nellate 1.042.244, delle
Sardegna.

quali

100.000 sono dovute alla

« UN'INDUSTRIA

METALLURGICA NAZIONALE
POTENTE E SEMPRE PRONTA»

Il Sole ha intervistato il comm. Giorgio F alk, presidente .dell'Associazione fra gli Industriali M~tallurgici,
sulle condizioni attuali dell'industria. Il comm. Falk ha
detto fra l'altro :
« L'industria metaLlurgica in Italia, ha dato larghe prove della sua potenza fattiva durante la guerra, perchè da
una produzione di circa 800.000 tonnellate all'anno di acciaio è salita ad un milione e tre,:entomila tonnellate, vincendo gravissimi ostacoli, dovuti specialmente alla deficienza delle materie prime e dei trasporti. Si può ben
dire, che la guerra nostra non sarebbe stata possibile,
e non sarebbe stata vinta, se una industria siderurgica
italiana non fosse esistita e non avesse compiuto un cosi
grande sforzo. Perciò si è affermata la necessità di avere,
anche in avvenire , un'industria metallurgica nazionale,
potente e sempre pronta, malgrado che essa sia basata,
per una parte, sulle materie .prime e, per ora, quasi intieramente sui combustibili esteri. Colla guerra questa
necessità si è dimostrata evidente an,:he per altre nazioni,
che pure dipendono dall'estero per le materie prime, cosichè persino la Svizzera e l'Olanda stanno creando una
industria siderurigca nazionale.
« L'industria metallurgica italiana può assolveTe, anche
subito, il nuovo compito che il passaggio dallo stato di
guerra a quello di pace ha creato, ma i gravi, gravissimi
problemi, che già si erano manifestati di difficile soluzione durante la guerra {quelli degli approvvigionamenti ;n
prima linea}. si sono accentuati in questo periodo di transizione, in modo veramente allarmante. lo spero che i
nostri Delegati alla Conferenza di Parigi ed il nostro Governo se ne occupino e se ne preoccupino vivamente non
soltanto per quanto riguarda l'industria metallurgica, ma
per tutte le industrie, per l'esistenza del Paese. Se nei
prossimi mesi gli stabilimenti industriali non potranno
produrre di più , se anzi saranno costretti, come pare, a
diminuire il lavoro , noi avremo una delle crisi più gravi,
le di cui conseguenze saranno irreparabili, per ragioni facili a comprendersi ».

l"l periodo precedente alla guerra mondiale, dalla Sar, n si esportarono 187.383 tonnellate di minerali melltci che in gran parte presero la via dell'estero.
li p rimo posto fu occupato dai minerali di zinco, con
produzione di 140.000 tonnellate ; il secondo, dai miLA SVIZZERA
li di piombo argentifero con 34.000 tonnellate; indi
MERCATO DEI METALLURGICJ 1TALIANI
uirono i minerali di ferro, d'antimonio, di rame e di
nganese. Mentre vennero estratte anche circa 28.000
La Gazzetta di Losanna pubblica, scrive il Sole , un ar1,111n llate di combustibili fossili , quali la lignite e l'an- ticolo nel quale si considera la possibilità che l'Italia assuma parte importante nel rifornimento alla Svizzera di
' " t ile.
i-1 1915 mentre si lavorava indefessamente per mette- prodotti metallurgici.
in valore i grandi giacimenti minerari delJa Nurra, e
« L'industria metallurgica italiana, dopo avere sostenu v niva aumentando la produzione delle miniere di ra- to, dice la Gazzetta dii Losanna, una lotta terribile con
1 , di manganese e di antimonio, che si trovavano quasi
la concorrenza tedesca , aveva dovuto piegarsi : ed i mer11
bbandono; non c hè si raddoppiava quella dei com • cati d'Italia furono invasi e domin~ti dai metallurgici teI II tibili fossili, arrivando alle 55.000 tonnellate, soprag- deschi. Il dumping tedesco aveva riportato il suo successo.
11n1e la guerra, che ridusse a meno della metà, la pro- La guerra. mise termine a questo stato di cose e diede
1111 ne complessiva . Ma nell'anno seguente i primi mi- uno slancio mirabile all'indus~ria metallurgica italiana, la
' 1 li di ferro della Nurra fecero il loro ingresso nel con- quale potè ammortizzare 1'80 o/o delle sue spese d'impian,
I , , nte, con una s}1edizione di circa 20.000 tonnellate agli to . I metallurgici italiani impararono ad avere fiducia in
Il Corni di Piombi1;_10, dove vi fecero buonissima prova sè stessi e stanno preparandosi alla trasformazione dei lo11lc che la produzione aumentò da far oggi sperare una r~ stabilimenti per la produzione di articoli designati alla
u 11lità compresa dalle 150.000 alle 200.000 tonnellate, vita civile.
ricorrere a coltivazioni irregolari dtjle nuove miUn nuovo fattore è venuto ad aprire loro delle prospetr .
tive rassicuranti. L'annessione del Trentino e di altre re111 1 nto dalle statistiche ufficiali risulta che la produzio- gioni assicura all'Italia una ricchezza grande di forze
1 l le delle miniere di ferro italiane aumentò a ton- motrici che, almeno in parte, serviranno agli alti forni,

117

LE/././ . .

========================================

nei quali si potranno utilizzare le ceneri di pirite, i ca·
scami cioè della fabbricazione dell'acido solforico, come
anche i minerali di ferro che, a causa della loro impurità, non possono utilizzarsi negli alti forni a carbon fossile.
L •Italia possiede dei notevoli giacimenti di minerale di
ferro scoperti, in parte, nel corso della guerra: essa può
Ìnoltre importarne dai paesi mediterranei. In dipendenza
di ciò l'Italia vuole continuare a produrre ferro e acciaio
in quantità che superano considerevolmente i suoi bisogni. Francia ed Inghilterra colpiscono l'importazione dei
prodotti concorrenti esteri con dazi d ·entrata dal 30 al
60 per cento, ad valorem, e perciò non sarà possibile al!' Italia l'.esportazione di prodotti metallurgici in quei due
paesi. La Svizzera invece potrebbe divenire un mercato
importante dei metallurgici italiani, i quali potrebbero
avere interesse a guadagnarselo praticandovi prezzi di
concorrenza ».

I rischi relativi all'aviazione sono diversi. Essi compren
dono i danni che in ogni circostanza possono venire a
velivolo, e cioè incendio, danneggiamenti e furti, il dan
no al carico trasportabile, i danni recati al velivolo i
caso di collisione, le disgrazie proprie del pilota e della ciurma o dei passeggeri, i rischi di terzi, come in caso di caduta di materiale del velivolo e i danni alla
proprietà da parte del veli~olo.
Una delle difficoltà principali, nella stima o apprezzamento del rischio, sta nella necessità di prendere in considerazione un numero grande di fattori, come il tipo delle macchine, la qualifica dei piloti, la natura del volo.
Ciò naturalmente presuppo:qe una serie di questioni, alle
quali si deve dare una risposta, prima che una polizza
di assicurazione possa essere rimessa.
Ma è necessario che una simile massa di esperienze
sia raccolta, per ridurre la natura del rischio aereo ad
un comune denominatore.
on pare che si arriverà a stabilire l'uniformità della
macchina, il che sarebbe dannoso alla libera industria;
GLI IDROVOLANTI
ma non si potrà escludere una classifica delle macchin
PER LE COMUNICAZIONI AEREE
e dei piloti, stabilendo un sistema di attestati di licenze
L'aeroplano anfibio, scrive G. Bastogi nella Rivista dei
di ·macchine e di ispezioni in aereodromi. Del resto anche
Trasporti aerei, risolverà in massima parte il problema
le assicurazioni marittime si valgono di speciali classifidelle comunicazioni aeree. Ma non ve n'è ancora in sercazioni di navi.
vizio, se pure la genialità degli inventori e la fama dei
costruttori sia arra sicura di successo imminente.
E. in attesa che l'umile gr.eto di torrente, munito di
PER LA PROTEZIONE
una semplice diga, consenta l'approdo allo stesso veliD'UNA INDUSTRIA . AGRICOLA
volo che, pochi chilometri prima, avrà atterrato in un
CAPACE DI MAGGIORI BENEFICI
aerodromo o in una piazza d'armi, in attesa cioè che la
L'Italia
ha un clima, un sole che dànno prodotti speindifferenza ali' elemento su cui posarsi permetta la moltiplicazione dei porti di rifugfo, permetta perciò di vo- ciali agricoli, cui non si può fare concorrenza seria dalar basso, e quindi di volare sempre o quasi, noi dobbia- gli altri paesi. Abbiamo frutti che vanno in tutti i mermo curare il mezzo di servirci, senza spesa, senza di- cati esteri; questi frutti hanno un safJore ed un profumo
e sono forti consumatori i paesi nordsturbo per l'agricoltura, di tutta una categoria di appa- tutto speciale.
recchi resi inoperosi dallo stato di pace, i soli che, per americani, inglesi, tedeschi, austriaci, ungheresi, sviz:zeri,
la loro costruzione stessa, possono, senza rilevanti mo- olandesi, ecc. ; e noi non possiamo produrne quanto questi ne possono consumare. I nostri frutti vanno in quei
dificazioni, adattarsi al nuovo servizio: gli idrovolanti.
Per essi la rete d'approdo è pronta, da oggi a domani: paesi, in quei mercati come vengono dalle piante; e rinon vi è che da portare nei punti capolinea i capannoni tornano a noi lavorati e canditi, con grave dispendio noe gli scivoli, non vi è che da disporre un qualsiasi zat~ stro. Ma vanno in quei mercati in condizione di maturaterone in ogni stazione di servizio. La rete d'approdo è ·zione eccezionale.
Essi devono sopportare il disagio del viaggio e devono
costituita dal Po fino a Saluzzo, dall'Adige, dai maggiori
essere spediti a due terzi di loro maturazione, quindi
loro affluenti, dai laghi che ne sono i serbatoi.
È chiarissimo che un idrovolante può volare a quota non hanno nè possono avere integralmente il loro profubassa quanto occorra per vedere il fiume che lo guida mo ed il loro sapore.
Eppure, dice la Tribuna, nulla si è fatto per sviluppare.
e che lo deve accogliere in caso di panna ; non esiste più
dunque proibitività visiva, salvo in casi addirittura ecce- per proteggere questa nuova ricchezza naturale, che ser•
zionali, di un ordine di eccezionalità simile a quella che virebbe ancora a mitigare il cambio che è minaccioso.
È vero che la Società Ligure-Lombarda ha incominciato
ferma i treni in campagna ed i postali nei porti.
Ecco la possibilità di un servizio regolare e sicuro, col piantare varie fabbriche di marmellate in Italia, ed
tale dunque da soddisfare il pubblico, in condizioni di altre ne farà ancora; ma è l'iniziativa privata che a ciò
sicurezza che dovrà prolungare di molto la vita degli ap- ha · provveduto, senza l'intervento dello Stato; anzi ...
Ora si domanda : perchè lo Stato non ha mai pensato
parecchi meno sforzati : il volar basso ancora permetterà
un carico sensibilmente maggiore, sia riguardo all'impie- a sviluppare ed a proteggere questa industria che è natugo di potenza, che per l'utilizzata disponibilità corrispon- rale a noi, che s'addice al nostro suolo, al nostro clima
dente al secondo pilota ed a quattro sulle cinque ore di che difficilmente può trovare concorrenza in altri paesi,
combustibile che portano generalmente con sè i tipi dis- perchè il sole, la terra non si fabbricano? Perchè permettere che i nostri prodotti vadano immaturi sui mercati
ponibili in maggior numero - gli L. e gli F. B. A.
pei quali esiste maggior quantità di piloti, quelli di cui esteri? Perchè non proteggere un'industria che abbia pe
iscopo di lavorare in paese i prodotti del nostro suolo
appare più agevole e più pronto il servirsi.
Agevolando e proteggendo questa fabbricazione e specialmente questa esportazione, si otterrebbero all'intern
UN'ASSICURAZIONE SUI RISCHI DELL'AVIAZIONE ed all'estero dei benefizi immensi, con vantaggio dell'e
Sono in corso studi per la creazione di un formulario, conomia pubblica.
destinato a stabilire il rischio della assicurazione nella
Si avrebbe innanzi tutto una maggiore produzione d
aviazione.
zucchero, quindi un maggior valore delle nostre terre•

118

= =====-==-== RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
avrebbero altre industrie per la fabbricazione delle
lte, delle vetrerie, del legno, ecc., sussidiarie ai fini
,I ll'industria delle conserve . Le fabbriche potrebbero sorre nelle varie regioni d'Italia e servirebbero in parte a
1 olvere il problema meridionale, ove si produce molfrutta e servirebbe a portare un benessere gene-

LE PERDITE DI GUERRA TRASCURATE
J>AL MINISTERO DELL'INDUSTRIA E COMMERCIO
In una adunanza la Camera di Commercio di Bologna
J provava unanime un ordine del g-iorno, nel quale dQ-

ndava al Ministero dell'Industria e Commercio, illulr ndo le ragioni della richiesta, il suo pronto interessaHl nto onde ottenere dal Ministero delle Finanze prima
,I I 15 marzo, epoca in cu·i scadeva il periodo utile per la
I hiarazione dei sopraprofitti dell'annata 1918, che gli
ertamenti ·per le annate 1917, 1918 e 1919 fossero uniti
n uno solo, in modo che i tre risultati si compensassero
lr loro .
Quest'ordine del giorno trovò largo consenso in tutta
l'llalia commerciale ed industriale; il Ministero dell'ln,l11 tria. del Commercio e del Lavoro rispondeva in data
prile che il Ministero delle Finanze aveva fatto sapere
, h o: la principale richiesta di riunire in un unico ac1 rlamen to
agli effetti dell'imposta sui sopraprofitti di
1 rra, i periodi 1917, 1918 e 1919 non può essere presa
11 considerazione , perchè l'accoglimento di essa sovver1 1 bbe i'l sistema di tassazione vigente il quale è fondato
11 principio della piena autonomia dei singoli esercizi , d i
11Ì a che le risultanze di uno di essi non possono essere
, 11mulate ed assorbite da quelle di esercizi precedenti o
•111
ssivi. »
'I le risposta, scrive la Libertà Economica, è un mo1 111n nto di insipienza per effetto forse di una burocrazia
I 1 1 lica ed invidiosa, la quale pare a null'altro miri che
li soppressione di ogni commercio e di ogni industria.
In momenti in cui la legge straordinaria e sopratutto
au successive modificazioni sono all'ordine del giorno,
trincerarsi dietro ac:I un presunto principio per rifiu1 1
una leggera e giusta modificazione nell 'applicazione
■i noti bene - di una legge eccezionale, che applicata
I I
ralm ente può produrre una serie infinita di disastri
JI ralizzare industrie e commerci, è le_ggerezza inqua1111 bile.
.
I r benissimo la Camera di Commercio di Bologna
omunicando alle consorelle la risposta avuta dal Midelle Finanze, promuoverà una seria agitazione
il Ministero ritorni sull'argomento e sulle sue de111

LA PROTEZIONE FISCALE ,
INLICHÈ PROMUOVERE L'INDUSTRIA NAVALE,
L' ASSOPISCE E L'ADDORMENTA
I , la Bolina, trattando nell'Industria rivista tecnica
I I 11 vigli o nazionale, scrive:
, In primo luogo vuolsi discutere se convenga agevolare
I' q11l to d i naviglio ali 'estero, oppure promuovere ani 1110 I p roduzione nazionale . In secondo luogo se alla
marina convenga il regime di protezione , oppure
della p iena ed assoluta libertà .
nte l'urgenza d i rimpiazzare con quanta celerità
il naviglio calato a fondo, sembrerebbe oppor"'' on iglio agevolare l'acquisto all'estero. Ma oggi che
1111 ri sono moltiplicati, meglio risulta agevolarne il la' n n mai dimenticando che il nostro paese non è si-

derurgico in tal misura da fornire materiale elementare
per una intensa annuale produzione di naviglio a vapore.
Si può dunque facilitare l'acquisto di lamiere e di ferr~
ngolati di fabbrica forestiera , sgrav.andoli momentaneamente da tasse eccessive, oppure addirittura avvalendolé :
Di gran lunga più degno di studio ·è il regime a.a seguhe
indinnanzi. Qui fa d · uopo ricordare il passato per preparare ragionevolmente l'avvenire. Prima dell'anno 1873
la Marina Nazionale, quasi esclusivamente veliera (643.946
tonnellate a vela e 10.228 a vapore), fioriva sotto il regime
della perfetta libertà e lavorava in concorre.nza con tutte
le altre sorelle egualmente libere. In ogni marina non
pertanto vi erano sovvenzioni attribuite esclusivamente
a piroscafi che esercitavano servizio postale . Lo sviluppo
della costruzione in lamiera metallica, procacciò una
schiacciante superiorità marittima ai paesi ricchi di ferro
e di carbone.
« La Francia fu prima ad accordare protezione alla sua
marina commerciale, votando vistose somme sotto forma
di sovvenzione all'industria del cantiere e dell'armamento.
Noi ne seguimmo l'esempio l'anno 1885. Poi , dietro di noi,
tutte le altre nazioni , l'americana compresa. La Germania,
la quale non aveva ancora dato sviluppo sorprendente nè
alla sua siderurgia, nè all'estrazione del carbone che il
suo sottosuolo contiene, si accontentò di accogliere in franchigia ogni materiale greggio lavorato che servisse alla
compaginatura, oppure ali' allestimento della nave. La Grecia non decretò nessuna misura fiscale di protezione. La
Norvegia ne decretò, ma lievissime. Ora accadde che la
marina britannica , la germanica, l'ellenica e la norvegiana , che praticarono il regime della libertà e che da
una trentina d'anni a questa parte noti hanno ricorso alla
protez:,one fiscale, progredirono quantitativamente e qualitativamente più che le marine protette . Di queste uitime
la francese, più lautamente compensata delle altre , è
proprio quella che ha proceduto a passo meno celere . La
quaf cosa fa argomentare che la protezione fiscale, anzichè promuovere l'industria dell'armamento, la addormenti ed assopisca ..

UN TRONCO ITALIANO
DI GRANDE INTERESSE COMMERCIALE
La progettata elettrovia Napoli-Avellino-Atripalda-Bari ..
di cui il primo tronco (Napoli-Atripalda) è in concessione.
mentre per il secondo (Atripalda-Bari) ferve ancora la discussione e la trattazione, non interessa solamente la vita
del popolo irpino, ma ancora la conquista dei lontani mercati, attraverso gli importanti sbocchi marittimi di Napoli
e Bari.
L'elettrovia che s'invoca, non nella sua concezione monca e primitiva, ma nel suo progetto definitivo e vasto, si
rivela di grande effetto vitale non solo per la rinascita
economica dell'Irpinia, ma anche delle altre regioni meridionali, non meno fertili e produttive .
Unire i due sbocchi di Napoli e Bari , · scrive l'Italia Me4
ridionale, vuol dire creare una grande arteria di comunicazione, che attraverso i Balcani , ci congiungerebbe alla
Russia , attivando con questa nazione il commercio specialmente della frutta , tanto abbondante nelle nostre terre ,
e tarito facile ad essere collocata in quelle regioni.
Non è antica l'idea d'una rapida comunicazione ferroviaria-maritti~a di Napoli con la Russia. Una linea Napoli-Avellino-Bari-Antivari-Bucarest risponderebbe ad un
duplice intento : quello di aprire la via agli scambi fra il
Mezzogiorno d'Italia e la Russia, 1 e que1lo
di favorire il
1
traffico della Russia con l'Africa Occide ntale e l'America,
attraverso l'Italia meridionale.

1.1~

LE. /. · I. ·/.

= = = = = = == = = == = == = = == = = = = = = = = = = = = = == - - - -

· La •nostra elettrovia congiungerebbe Napoli con Bari;
mediante un ferriboat Bari con Antivari; la capitale romena diverrebbe il cçntro d · irradiamento e il nodo stradale
delle relazioni per Odessa, Kiew, · Mosca, Pietrogrado, che
sono . mercati principali dell'organismo commerciale russo.
Oggi che Napoli si afferma la grande metropoli meridionale, centro formidabile d'industria e di commercio,
oggi che si tracciano le grandi vie di comunicazione nell'interesse degli scambi e dell'economia, oggi l'Irpinia si
risvèglia nella radiosa visione del suo avvenire agricoloind ustriale, e chiede i suoi diritti da molti anni disconosciuti.
La costruzione del tronco Atripalda,-Bari si appalesa in
tutta la sua importanza anche in rapporto alla costruenda
direttissima Napoli-Roma, ravvicinando con la celerità e
la brevità del percorso la capitale alle principali città
meridionali, nonchè per l'allacciamento della linea alle
ferrovie di Stato nelle stazioni di Avellino-Cerignola-Canosa-Bari.

L'INTERESSE DELLO STATO
NEL PERMETTERE LE ESPORTAZIONJ
Il Governo, non aprendo senz'altro e senza vincoli, l'esportazione, non solo ritarda sempre più e per taluni mercati fo~se irreparabilmente, l'espansione economica del
paese - condizione di vita per noi, specialmente per noi
che siamo poveri - ma rende assai più onerosa la liquidazione del passato.
Se un prodotto si vende in Italia a 10 con perdita per
l'industriale, mentre si potrebbe vendere all'estero a 15
con guadagno, il paese nel primo caso non guadagna nulla,
ma anzi perde ciò che nel secondo caso l'industriale avrebbe guadagnato ; e neppure il consumatore ne è avvantaggiato perchè la dfminuzione nel prezzo significa che il
mercato o è già abbastanza provvisto o può attendere momenti migliori per approvvigionarsi. Lo Stato stesso, scri;,e la Libertà Economica, avrebbe tutto l'interesse a facilitare unl, sviluppo nella esportazione e produzione·, anzichè cagionare col suo intervento una sosta. E ne ha interesse: 1) per l'ordine pubblico, essendo la disoccupazione e la fame consigliere di sovversivismo ; 2) per incassare maggiori somme come erario sotto forma di imposte
e di tasse; 3). per smaltire più facilmente gli « stocks »
di materie prime o semilavorate o lavorate che esso detiene; 4) per attutire il rialzo dei cambi.

IL MATERIALE FERROVIARIO
FRIGORIFERO 1TALIANO ALLA FINE DEL 1918
Da uno studio dell'ing. U. Ferretti desumiamo i dati
seguenti relativi all'esistenza del materiale ferroviario frigorifero italiano al 31 dicembre 1918.
11 numero dei carri idonei al trasporto di prodotti refrigeranti o freschi, che abbiano bisogno di ambiente raffreddato, è assai esiguo, sia in rapporto ai bisogni del traffico, sia in rapporto alla s,peciale configurazione geografica del nostro Paese, il quale, a parità di condizioni e di
bisogni, richiede un maggior numero di carri ferroviari
per la stessa potenzialità di traffico; per cui, in Italia i
1100 vagoni che in Francia assicurerebbero un trasporto
regolare di 300.000 tonnellate non sarebbero sufficienti che
per appena due terzi del quantitativo da trasportae.
Prima dell'infausto avvenimento di Caporetto, l'Azienda Statale delle Ferrovie possedeva, perchè allestiti per ordine dell'Amministrazione militare, n. 550 vagoni detti
11. frigoriferi » dei seguenti tipi :
N . 50 carri tipo 308 (ex siculo-agrumi) a piccolo isola-

120

-=-=

mento: senza portelle, con casse a ghiaccio in legname
inamovibili. Capacità utile mc. 25; portata tonn. 8.
N. 240 carri tipo 348 (ex F. derrate alimentari) a medio
isolamento: con quattro portelle , con cassse a ghiaccio
d-ì-sse in ferro . . Capacità utile mc. 37; portata tonn. 11.
N. 200 carri tipo 349 (ex F. derrate alimentari) a forte
isolamento : con quattro portelle: senza casse a ghiaccio.
- Capacità utile mc. 33: portata tonnellate · 10.
N. 60 carri tipo 350 (ex 348) a medio isolamento e sopratetto: con qu11ttro portel e, senza casse a ghiaccio. Capacità utile mc. 40; portata tonnellate 13.
Un totale di n. 550 vagoni di vario tipo, destinati esclusivamente al servizio · dell'esercito, e di cui prenderemo in
esame più avanti il valore comparativo. A questi erano da
aggiungersi n. 129 carri appartenenti all'industria privata
e di cui ecco le caratteristiche: •
N. 60 appartenenti alla Società vagoni frrgoriferi (ora
sono stati assorbiti dall'Azienda Statale ferrqviaria), della
portata di tonn. 14, senza casse a gqiaccio, con forte isolazione (destinati fin dalla loro costruzione al trasporto
delle carni congelate).
N. 12 appartenenti alla Società italiana Svift, della portata di tonn. 14, con casse a ghiaccio, media isolazione e
destinati a trasporti vari.
N. 8 appartenenti alla Società Garavaglia, della portata di tonn . 12, con casse a ghiaccio, isolazione media e
destinati al traporto di formaggi e latticini.
N. 4 appartenenti alla Società Garavaglia, della portata di tonn. 12, con casse a ghiaccio, isolazione media
e intercapedine di aria, destinati allo stesso trasporto.
N. 8 appartenenti alla Ditta Crassi e Saltarini, della portata di tonn. 12, con buona isolazione, casse a ghiaccio.
destinati allo' stesso trasporto.
N. 4 appartenenti all'Unione Importatori Bestiame, della
portata di tonn. 15, con casse a ghiaccio, forte isolazione, destinati al trasporto di carni congelate se adoperati senza ghiaccio e a derrate varie col ghiacciò.
N. 2 appartenenti all'Unione Importatori Bestiame, della portata di tonn. 6, con casse a ghiaccio, forte isolamento, destinati come sopra.
N. 9 appartenenti alla ex Società Birra Spiess, della
portata di tonn. 14, con casse a ghiaccio, isolazione media, destinati al trasporto della birra.
In complesso in detta epoca l'Italia possedeva una scorta
di n . 679 vagoni detti « frigoriferi » di vario tipo, ma che
erano compresi tutti nelle categorie di vagoni ghiacciaia
e vagoni isotermi. Non possedeva quindi nè vagoni ad
<e accumulatori
di freddo », nè vagoni provveduti di
« macchinario frigorifero.

PER LA COSTRUZIONE DEL NUOVO PORTO
A NAPOLI
In una relazione del Consiglio direttivo dell'Associazione napoletana Pro Com~ercio, estesa dall'ing. Municchi, sono manifestati propositi della maggiore alacrità e
fermezza di azione .
cc Il problema meridionale è ormai, e deve essere, essa
dice, di fronte alla coscienza del Paese, un problema nazionale - il più importante dei problemi nazionali. Per
il momento l'opera nostra dovrà essere specialmente rivolta a che i miliardi, che sono stati assegnati alle opere
pubbliche meridionali, non rimangano nel bilancio statale
quale cifre morte, ma si trasformino - e subito - senza
indugi ingiustificabili in opere arditamente pensate e coscientemente eseguite. Napoli attende da troppi anni il suo
porto sul quale per la posizione geografica centrale

RASSEGNA DEL MOVIMENTO
poss ono essere attratte forse le più importanti correnti del
m ovimento delle genti del mondo. La costruzione del nuovo porto e la sistemazione definitiva della sua amministrazione non ammettono remora. Ogni pretesto tecnico è
un a mancanza di buona fede - ogni intoppo burocratico
un tradimento verso Napoli e il mezzogiorno - ogni ulteriore ritardo una vergogna ·nazionale.
11 Pro Commercio per il Porto di Napoli - sapendo di
interpretare la volontà unanime della cittadinanza si
Tenderà iniziatore di una agitazkme che andrà dalla dicussione serena con gli uomini che sono in buona fede
.ali' agitazione di classe nei pubblici comizi, se sarà ne-

-cessario .
La protezione del piccolo commercio - che in attesa
di ulteriori sviluppi della nostra potenzialità commerciale
e d industriale - è tanta parte della nostra vita cittadina,
sarà oggetto di speciali studi ed iniziative da parte della
nostra associazione, promuovendo sopratutto ogni iniziativa
utile a riattivare il movimento sovratutto dei forestieri , che
dovrebbero ormai non trovare oiù un contrasto così stridente fra le bellezze del cielo ·e· le miserie della terra.

LE NOSTRE ESPORTAZIONI IN ARGENTINA
IN PERICOLO
Nell' America del Sud il commercio dei generi alimentari
si può dire eh 'è tutto nelle mani degli italiani. Gli italiani che qui - si scrive alla Tribuna da Buenos Aires
- non sono riusciti ad imporre 18: loro lingua, nè alcuna
delle grandi direttive politiche di qùesti paesi, hanno sicuramente imposto dopo pochi anni dalla loro invasione
laboriosa , la loro cucina: ed hanno assunto incontrastabilmente il dominio della gola di questi facili popoli.
D'altra parte, vi sono qui milioni di connazionali che
mangiano con certezza più che italianissimamente . E i figli
degli italiani, i quali così di sovente scordano la Patria
dei loro padri, non scordano mai la cucina delle loro
mamme ...
È un fenomeno d'una importanza colossale, che può
far sorridere solamente gli sciocchi; e che ha, più che
non si sospetti, una trascendenza morale di prim •ordine .
Comunque, questa bagattella culinaria, portava in Italia
ogni anno centinaia e centinaia di milioni di lire in oro.
E se domani questo commercio fosse decisamente sviato
dai nostri porti, noi dovremmo registrare il fatto dopo
qualche anno come una gr'ande sciagura nazionale . Gli
italiani dell'America Latina hanno, purtroppo, messa la
loro attività su questa via, perniciosa pel nostro paese; vi
ono stati costretti dall'atteggiamento folle della Madrepatria. Tocca dunque a n~i di rimediare, e di rimediare
presto; prima che il danno, col consolidarsi della iniziata
roduzione locale, non sia reso irreparabile.
Certamente la sostituzione dei generi alimentari itaH ni, con quelli di produzione americana, non è per{ tta, nè completa . Non lo è, non potrà esserlo anche per
lunghi anni. Diciamo anche , che nella qualità, non lo por
essere mai. Ma bisogna tener conto d · una modifizione di gusto che qui lentamente si può compiere : e
<li cui il periodo della guerra ci ha dato saggi notevoli
d allarmanti.
Nella produzione dei vini e dei formaggi, per esempio,
l'Argentina h~ • fatto in questi anni di guerra passi gigan~
ll"schi. E lo stesso si dica delle n9stre paste alimentari;
<I lla grande varietà delle nostre conserve ; di tutte le spei dei nostri salami, che qui vengono imitati con una
ura scrupolosa di manipolazione e di forma ...

INDUSTRIALE ITALIANO

LA SITUAZIONE DEI

TESSILI 1TALIANI

Gli industrinli tessili da sei mesi e più lavorano senza
ordinazione, immagazzinando e vendendo quando e come
possono.
Qualche spedizione si è fatta a T rìeste, qualche contratto si è stipulato per la Romenia, ma si tratta di quantitii esigua di merce. Le case, quando hanno i niagazzini
rigurgitanti e degli impegni bancari e finanziari da soddisfare, sono necessariamente ' obbligate a svalutare il prodotto ed a vendere a perdita .
Qualche industriale audace ha preso le commissioni sub
conditione, cioè ha fatto scegliere sul proprio campionario ai grossisti la merce da fabbricare, e dietro la loro
ordinazione ha cominciato a fabbricare . Però si tratta
di una vendita condizionata, sia perchè i compratori si
riservano di dare la conferma della commissione a fine
maggio, sia perchè si riservano di concordare il prezzo al!" epoca della consegna della me1e e non a quella dell'ordinazione; quindi il fabbri cante è scoperto, mentre il
compratore non ha impegno
Questa situazione - scrive il Paese - può d uràre per
un periodo limitato, senza compromettere i capitali d'esercizio, giacchè finora si consumano i guadagni del periodo bellico, ma è necessario porre un argine se non si
vuol vedere rovinare una delle più fiorenti industrie d'Italia.
·
·
Per amore di pace, per prendere parte al rinnovamento
sociale che si delinea, e per seguire 1·esempio di altre industrie, gli industriali tessili concessero le otto ore con
il reintegro dello stipendio relativo alle due ore che le
operaie fanno in meno, cioè con l'aumento del 20 per
cento sul lavoro redditizio che esse compiono.
·
Questa · è la condizione dell'industria tessile oggi in cu:
ad essa si chiedono nuovi miglioramenti economici per le
masse lavoratrici, migliorame'n ti che possono segnare il
,t racollo dell'industria stessa se questa non v,iene sorretta
da provvidenze legislative e da accordi internazionali, che
le aprano la via dell'esportazione. ·
Gli industriali comprendono la necessità morale ed economica di fissare un minimo di paga, ma questo dovrebbe
essere dentro tali limiti da non compromettere il giuoco
dei cottimi, che è la ve-ra molla dell'attività operaia nel1'arte tessile .
·

LA CONFEDERAZIONE GENERALE
N~LL'INDUSTRIA 1TA LIANA
Ad iniziativa del!' Associazione fra le Sociétà pe'r azioni
si è costituita in Roma la Confederazione generale dell'industria.
Il fatto scrive il Corriere Economico supera di
molto gli altri comuni di cronaca, e merita tutta la nostra
attenzione: invero esso è sintomatico . È il primo segno
cospicuo del risveglio di quella che noi chiamiamo co-

scienza industriale.
Già il numero rilevantissimo di intervenuti come
ebbe a rilevare nel suo lucido discorso l'ingegnere F-erraris, presidente delrAssociazione - è la miglior prova
« che è veramente sentita dagli industriali italiani \a necessità di una organizzazione poderosa e compatta che
coordini " e regoli la loro azione sia in rapporto all'economia nazionale, sia in rapporto alle questioni sociali, di
una organizzazione che rappresenti di fronte al Paese
tutta quanta l'industria italiana.
Per un giusto equilibrio sociale, è necessario che ciascuna classe produttrice abbia i suoi rappresentanti, e li
abbia in proporzione della sua forza e della sua impor•

121

LE I. I. I.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = = - - = = =-- = - =

tanza. Più che i vecchi partiti politici che, ormai - non
corrispondendo più ai tempi nuovi - non riescono a mantenersi differenziati, noi dobbiamo assistere alla formazione di partiti nuovi, espressione delle varie categorie
economiche.
Invero come bene ebbe a rilevare recentem~nte in una
intervista il famoso economista e industriale tedesco, dottor Rathenau, l'assestamento politico delle varie nazioni è
oramai forse un fatto sorpassato : le conquiste di carattere
politico delle varie classi sociali - uguaglianza di diritti
civili e politici - sono raggiunte; e 'r imangono, invece,
i problemi economici. Le lotte fra partiti anzi che un
contenuto politico avranno un contenuto economico.
Ma - di fronte a questa nuova situazione - come sarebbe possibile che i partiti, o, meglio, le varie classi
sociali, ; non si differenzino sul terreno economico, anzichè su quello politico~
Questa è la ragione per la quale la costituzione della
Confederazione generale dell'industria noi riteniamo più ·
importante della stessa formazione del Partito popolare
italiano, per quanto sia probabile che agli effetti prossimi delle elezioni -la forza di quest'ultimo riesca ben
maggiore.

LARGHE ORDINAZIONI DI MATERIALE
FERROVIARIO ALL'INDUSTRIA lTALIANA
Al Ministero dei Trasporti, sotto la presidenza del ministro on. De Nava, ha avuto luogo una conferenza con
i rappresentanti di~ tutte le Ditte che costruiscono o riparano materiale rotabile ferroviario. Alla conferenza intervennero l' on. Conti, sottosegretario del Tesoro, il direttore delle fèrrovie, comm. De Cornè,. il vice direttore
generale, comm. Borrini, e i capi servizio. Scopo della
conferenza era quello di avvisare a tutti i provvedimenti
opportuni onde affrettare la costruzione e la riparazione
dei rotabili. È bene si sappia che indipendentemente dai
lavori che si. eseguono direttamente nelle officine di Stato,
larghe ordinazioni sono state date all'industria italiana per
la costruzione di notevole quantità di locomotive e di carri
nuovi e di carrozze. Sono ordinate e in corso di costruzione 576 locomotive, 7333 carri disposti dal commissariato dei combustibili nazionali e dal sottosegretario per le
armi e munizioni e sono in corso di ordinazione da parte
delle ferrovie dello Statt> altri 2000 carri circa ed altre
560 carrozze e 200 bagagliai. In tutto quindi finora 20
mila carri, 576 locomotive, 1200 carrozze e 500 bagagliai.
Tali ordinazioni sono state fatte da parte delle ferrovie
in base al preordinato programma di ricostruzione del parco ferroviario di rotabili così duramente provato durante
la guerra. Anche per le 'riparazioni del materiale ferroviario, cui provvedono più specialmente le officine statali,
è stata domandata la collaborazione all'industria privata,
difatti, sono stati già commessi e sono in corso di ordinazione lavori pey parecchi milioni.

SPERANZE DI GRANDI RICCHEZZE MINERARIE
NELL'ISTRIA
Dai rilievi geologici che possediamo della nostra regione
- scrive l'Informatore Economico di Trieste e dalle
numerose ricerche già fatte, risulta per il Carso e l'Istria
la probabilità di scoperta di nuovi giacimenti di lignite e
di bauxite, oltre a quelli già conosciuti e parzialmente coperti di. concessioni minerarie o di libere indagini ; per
la Dalmazia e le isole dalmate, c'è la speranza di sviluppo
di miniere di lignite, di ferro e fors'anche di altre preziose sostanze, come l'asfalto, le impregnazioni metallifere, ecc.

122

Rivolgiamo la nostra attenzione a queste ricchezze naturali delle nostre terre, più intensamente e seriamente di
quello che venne fatto fino ad ora, e non attendiamo che
la proprietà della no3tra Nazione venga sfruttata da capitalisti stranieri più intraprendenti di noi !
Non si dimentichi soltanto che il lavoro di ·ricerca richiede bensì rischio di denaro e dipende in gran parte
dalla buona ventura, ma che guidato da ragionamento
e capacità tecnica, anzi che da speculazione ed empirismo, viene esuberantemente rimunerato nel successo finale.
In chiusa, sia rivolto al Governo l'insistente voto che
la sede montanistica per le nostre terre redente sia T rieste, che è il centro commerciale ed industriale della Venezia Giulia ; desiderio legittimo che ci viene spontaneo,
ricordando le difficoltà create ai nostri interessi minerari ·
quando, al tempo della dominazione austriaca, la giurisdizione ne era affidata agli uffici montanistici di Lubiana e di Zara, ed al capitanato montanistico di Klagenfurt.

L'UNIONE DELLE CAMERE DI COMMERCIO
' ITALIANE
Sotto la presidenza del presidente on. Marco Cassin, assistito dal segretario gene;ale prof. Guarneri, s •è riunito
a Roma il Consiglio Direttivo dell'Unione delle Camere
di Commercio Italiane.
Erano presenti :
Cav. Domenico De Filippis (Bari), cav. Giovanni Ambiveri (Bergamo), cav. Luigi Rossi (Brescia), comm. Francesco Spadaro Reitano . (Catania), on. comm. avv. Marco
Cassin (Cuneo), on. marchese comm. ing. Giorgio Niccolini (Firenze)., comm. Eugenio D'Alessandro e . commendator avv. Vitale Cognata (Girgenti), comm. Camillo
Cocctolo (Lecce), gr. uff. Giovanni Mauro (Napoli), commendator Alfredo Fortunati (Roma), cav. Giuseppe Becchi (Savona), cav. Ilario France3chi e avv. Cesare Tommi
(Siena), comm. avv. Casimiro Dogliotti e comm. Cesare
Cornaldi (Torino), prof. dott. Vittorio Meneghelli e cavalier dott. Andrea Saccardo (Venezia), comm. Giuseppe
Marchetti (Vicenza), cav. ing. Paolo Muggiani (Novara).
Per la prima volta dopo la vittoria hanno partecipato ai
lavori dell'Unione i delegati delle Camere di Commercio
redente. Erano presenti il dott. Carlo Garavini, segretario
generale della Carriera di Trieste, in rappresentanza anche
delle Camere di Rovereto, Rovigno e Zara, Antonio Bisiach, segretario capo della Camera di Gorizia, e Adolfo
Gottardi, segretario generale della Camera di Commercio
di Fiume e membro del Consiglio nazionale dell'italianissima città.
L' on. Cassin, inaugurando i lavori del Consiglio, salutò
con parole commosse inspirate · al più puro patriottismo i
delegati delle Camere delle terre redente, celebrando il
fatto storico della loro congiunzione con la grande famiglia delle consorelle italiane. Accenna alla passione di
questi giorni che il Paese vive per la sorte cli Fiume e rivolgendosi al delegato di quella Camera afferma che la
causa di Fiume è la causa dell'Italia e sarà vinta.
L'Assemblea applaude commossa.
Il presidente riferisce sull'attività. svolta dall'Istituto dall'ultima Assemblea, specie in merito alla grave questione
,dei monopoli e alla politica economica del Governo. Ricorda i convegni tenuti nelle varie città d'Italia, le dichiarazioni dell' on. Meda, le quali avevano indotto a
sperare in una s,oluzione soddisfacente per l'erario e per
il_ commercio, e le notizie pessimiste di questi ultimi giorni. Conclude affermando che occorre vigilare e non disarmare.

= -== = = = = = = = = = = = RASSEGNA DEL MO V/MENTO INDUSTRIALE ITALIANO
Sul problema del commercio estero s'intrattiene a luno l' on. Cassin, richiamando le relazioni presentate dalle
amere di Bari e di Brescia e le proposte concretate
dalla presidenza dell'Unione, le quali s·'integrano e com,
pletano tra loro. Poichè mentre la Camera di Bari affronta
ssenzialmente il problema nel suo aspetto di contingenza
chiede la fine del regime di restrizione che riesce dele-1
teri o all'economia del Paese, le proposte di Brescia e della
presidenza rig~ardano il problema nel futuro immediato
indicano i mezzi da attuarsi per assicurare al Paese
un posto degno nella lotta di concorrenza internazionale
he alla firma della pace si inizierà per la conquista dei
mercati di consumo.
Il comm. Corinaldi di Torino accenna ai gravi danni
che i sistemi di requisizione hanno prodotto alreconomia
del Paese.
Il dottor Garavini di Trieste illustra le ragioni della
grave crisi che attraversa quel grande porto, la quale
potrebbe essere in parte risolta ove non tardassero provvedimenti intesi a rendere meno difficili i rapporti commerciali con l'hinterland e specialmente con la . Boemia, retituendo senza indugio a Trieste quella che fu la sua
funzione di grande porto di transito tra il centro d'Europa e l'Oriente.
Il comm. Marchetti di Vicenza informa che la sua provincia dopo quattro mesi dall'armistizio vive ancora come
ee fossimo in guerra. La ripresa delle industrie v'è ostaolata perchè la truppa occupa gli stabilimenti. Tutto
quanto riguarda la vita civile ed economica è ancora alle
Immediate dipendenze dell'autorità militare. Urge che
questa rientri nei suoi particolari confini e cessi dall'inerirsi in materie èhe sfuggono alla sua competenza.

GLI OSTA COLI
A UNA GRANDE INDUSTRIA MINERARIA
-JN TOSCANA
La legge Mineraria Toscana, disanima « a priori » ogni
Iniziativa per le ricerche, inceppa lo sviluppo ed oppone
formidabili ostacoli alla creazione di una grande indulria mineraria, perchè basata sul principio assoluto della
proprietà del sottosuolo da parte del proprietario della
1uperficie.
La separazione fra la proprietà della superficie e la
proprietà dei giacimenti minerari nei territori a sistema
tl maniale, può pure per volontà dei privati attuarsi in
Toscana e nelle altre regioni a sistema fondiario. Ma si
llua in modo ibrido, incompleto e variabilissimo; è se•
J> razione incerta nei suoi effetti giuridici, nelle sue garan.1 , nella sua natura; turbata ancora dall'opera di inter,n diari o incettatori; da frequenti pattuizioni per le quali
I concedente si riserva la vigilanza sulr esercizio, la parI ipazione sul prodotto, la società nell'impresa; da sub1 ncessioni; da suddivisioni.
li proprietario della superficie, se pure si presta alla
1,
ione del sottosuolo, incomincia col richiedere una
omma generalmente esagerata di entratura, e poi canoni ,
nt ressenze, ecc., e ciò perchè ignaro di cose minerarie
, portato a crearsi delle fantastiche idee sulla entità e
ul valore delle sostanze utili racchiuse nel sottosuolo.
L'acquirente, se trattasi di uno speculatore, accaparra il

terreno a condizioni spesso gravose e non ne tratta la cessione all'industria se non aggravandole notevolmente.
Così avviene di solito che queste ricchezze rimangono
infruttuose per la cupidigia dei proprietari e degli incetta•
tori.
Avviene perciò, scrive 1~ Miniera Italiana, che chiunque intenda razionalmente intraprendere, ove vige la
Legge Toscana, la ricerca e la coltivazione di un giacimento minerario ed assicurarsi a tale scopo una conveniente zona di terreni, oltre alla difficoltà di a~certare ad
una ad una le proprietà superficiali nella loro origine o
almeno per un trentennio nei loro trapassi, debba, e
qualche volta anche senza il sussidio delle tavole censurarie ed ipotecarie , ricercare in atti tra vivi e di ultima
volontà, se da ogni appezzamento vi sia stato il dista.eco
del sottosuolo ed in quale forma, per quale estensione,
in qual natura, con quali effetti . Per siffatte difficoltà si
ebbe il caso che alcuno ritenne miglior consiglio I' abbandonare l'impresa piuttosto che sottostare all'acuita avidità degli opponenti, o di ingolfarsi in lunghe, incerte,
costose ed indaginose controversie giudiziarie.

LO STATO ACUTO DELLA CRISI DEL CARBONE
IN ITALIA
L'Italia è, oggi, la nazione più affamata di carbone fra
tutte le nazioni associate : abbiamo dovuto ridurre, come
in piena guerra, la produzione dei nostri gazometri e razionarci- di consumo di gas ; le nostre ferrovie vivono alla
giornata ; l'industria corre il rischio di dover chiudere da
un giorno all'altro i cancelli delle sue officine per mancanza di carbone.
Perchè, in queste condizioni, i bisogni dell'Italia vengono posposti a quelli della Francia e di Paesi neutrali
persino?
Senza voler fare paragoni che sono sempre odiosi, ci
sembra che la Francia, quanto a rifornimenti di càrbone,
si trovi in una posizione privilegiatissima rispetto all'Italia. La Francia produce attualmente, in ragione di circa
2 milioni di tonnellate al mese, il bacino della Sarre assicura alla Francia altri 14 milioni di tonnellate di carbone
all'anno. La Francia dispone dunque di ben 38 milioni
di tonnellate di carbone all'anno, nel suo territorio e nel
bacino della Sarre che attualmente sfrutta. L'Italia non
produce una sola tonnellata di carbone.
Ci sembra dunque, concludendo, scrive il Tempo, che,
a lavoro ripreso nelle miniere inglesi, si sarebbe potuto
usare un trattamento che fosse, non diciamo di preferen•
za, ma di pura equità, per l'Italia, . caricando quante più
navi fos;e stato possibile con destinazione ai porti italiani.
E ciò, tanto più che l'aiuto francese in carbone è stato
nullo o quasi in qùesti giorni, per noi, ed i rifornimenti,
attraverso la Svizzera, di carbone de11a Sarre , si sono ridotti a qualche coppi di treni al giorno.
La crisi del carbone, in Italia, è dunque sempre allo
stato acuto. La preoccupazione maggiore è oggi la seguente: che la gravità della nostra situazione - alla quale
pure la stampa britannica fa una simpatica propaganda
non sembra molto compresa laddove sarebbe più
utile per noi che si riRettese in cifre la comprensione dei

ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI ·:
Assicurazioni sulla vita - Riassicurazioni dei rischi ordi~ari della navigazione;
dei .rischi di qualsiasi genere assunti nel Regno, nelle Colonie è anche all'Estero.
123

LE /.1. I. - - - = = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - nostri bisogni da parte dei nostri alleati : a Cardiff, a New- da questa industria come dalla peste. Od i costruttori saranno impazziti in blocco, ovvero ragioneranno così. Il
castle e a Swansea .
che vuol dire che il decreto organizza, sistematizza la fame di case» .
ASSAGGI IN TOSCANA
Se si pensa che il decreto , scrive nel Sole G. Volpone
PER LA RICERCA DEL CARBON FOSSILE
Tosetti, stabilizza gli affitti fino al 31 luglio 1921 e che
)'\Ìelle provincie di Grosseto , di Siena e di Pisa, si stanno a quel!' epoca mancano ancora 28 mesi, si vede subito
facendo : per conto del Governo , assaggi per trovare dei che l'industria privata può fornirt in tale periodo un
giacimenti di carbone fossile.
numero rilevante di nuove abitazioni ; (poichè a costrurre
Attualm.ente gli studi di assaggio si praticano in quel oggi una casa - attendendo pure la completa disponidi Piombino, territorio relativamente vicino all'isola d'El- bilità di mano d'opera ed il regolare andamento dei trasba e quindi probabilmente ricco di carbone.
porti - occorrono circa 6-8, al massimo 10 mesi) e rimane quindi a i proprietari un periodo , se non di due anni ,
di almeno 18 mesi durante i quali potranno pretendere
IL GETTITO DEI CANTIERI NAVALI
le pigioni che a loro più convengono, non saranno sogPOTRÀ SUPERARE IN ITALIA 400.000 TONN.
getti a decreto alcuno, potranno anche .concludere conÈ necessario che noi si pensi finalmente ai casi nostri
tratti di nove anni con rinnovi di tre in tre anni, come
con quella . serietà che la situazione consiglia ; e si dia
avviene per le abitazioni. .. borghesi, mentre per le abiopera col massimo fe,vore alla costruzione nazionale. Gli
tazioni. .. proletarie, per le quali l'impegno è solo di tre
annunciati provvedimenti presi dal Ministro De Nava, a
o di sei mesi dovranno vedere le pigioni seguire l'andamodifica del Decreto Villa, appaiono, scrive Salvatore
mento del mercato libero, il quale, c ome si prevede, saAponte sul Giornale d'Italia, quali la nostra industria narà regolato dalle più o meno numerose costruzioni nuove,
vale attendeva . O ccorre ora riguadagnare il tempo pered in ogni modo consentirà sempre che il capitale · impieduto .
gato in dette nuove costruzioni a bbia a produrre interesDal 1° g ennaio 1915 al 1° marzo 1919 sono stati solsi normali, come nei periodi ante-bellici.
t aqto 37 i p iroscafi costruiti nei nostri cantieri, per una
Non si spaventino, dunque, i costru ttori, poichè veportata d i 198.952 tonnellate. Altri 6 piroscafi in acciaio ,
dranno i loro capitali rendere equi frutti dai nuovj imper 54.570 tonnellate , varati nello scorso e nel corrente
pieghi in nuove costruzioni ; non si spaventino i futuri
anno, si trovano in allestimento.
inquilini c'h.e cercheranno nuovi app a rtamenti, poichè veE le unità in costruzione non sono, in verità , molto nudran no in breve tempo sorgere nuove abitazioni, che loro
merose. Dei quaranta cantieri nazionali, e degli altri delsaranno offerte a prezzi alti e forse anco sgradevoli, ma
1a Venezia Giulia, solo 19 sono attualmente in attività
almeno · troveranno dove alloggiarsi .
di lavoro. Abbiamo in costruzione 26 navi di a cciaio, per
-complessive 136.500 tonnellate di portata lorda, le quali
dovrebbero esser varate nell'anno. Si costruiscono pure
LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA
29 piroscafi in legno per 22 mila tonnellate, e 58 velieri
DELLE LIGNITI E DELLE TORBE IN 1TALIA
in legno per 16 mila tonnellate.
Nello spiegarmi oggi come fosse possibile per gli inEbbene, se continueremo con questo ritmo non riusciremo a formarci mai la flotta mercantile che ci occorre. dustriali lignitiferi sostenersi a traverso l'attuale periodo,
Bisogna costruire di più, molto di più ; e più rapidamen- il direttore dell'Associazione industriale toscana mi enute , se si vuole che l'Italia possa fra qualche anno mo- merava , scrive il corrispondente fiorentino del Tempo, le
s ~rarsi sul mare degna del nuov,o posto che ha conquis diverse maniere onde giungere allo sfruttamento razios tato nel commerc io mondiale. Dall'Inghilterra ci sono nale delle ligniti mediante la gasificazione, che potrebbe
state fornite 80 mila tonnellate circa di materiale metal- permetterne anche l'impiego dei sottoprodotti, sia adopeli co per costruzione. Un ulteriore concorso si spera di po- randoli per la produzione del gas da utilizzarsi come forza
ter ottenere ctall'lnghilterra stessa e dagli Stati Uniti in motrice, sia modificando gli impianti delle caldaie in tal
misura ancor più considerevole , per quei materiali cui maniera da renderli adatti al loro consumo diretto, sia
utilizzandole mediante impianti d irettamente sul posto per
non può provvedere l'industria italiana.
Se i nostri cantieri utilizzeranno tutti gli scali , il get- la produzione di energia elettrica, e infine trasformando
tito annuale del-le costruzioni navali in. Italia potrà supe- le ligniti in mattonelle sì da aumentarne il potere calorirare le 400 mila tonnellate. Non darsi ali '•o pera con fede fi co togliendone anche quel quantitativo d ' acqua che contengon o e che le deprezza.
vorrà dire non vol e r servire la fortuna del paese .
Di impianti costruiti al fine di r idurre le ligniti in mat,
tonelle a noi consta esservene già due nella nost,ra regioIL DECRETO SUGLI AFFITTI
n e, a San Giovanni e a Certaldo, ed uno - se non erNON PARALIZZA L'ATTIVITÀ DEI COSTRUTTORI riamo - in v ia di costruzione ad Arezzo. Ma sarebbe
Secondo il prof. E inaudi, che ne scrive sul Corriere del- certamente importante in qu esto momento, anche in prela Sera, il decreto che impedisce ai proprietari di aumen- visione di periodi più critici , ch e tutte le industrie lignitare a loro p ia cimento gli affitti e li obbliga ad acconten- tifere si adoperassero per utilizzare in una delle tante fortarsi di un esiguo aumento del 10 % (che al massimo ·ed me possibili i propri prodotti nei centri stessi di produin casi incerti potrà raggiungere il 20 % ), fino a tutto il zione . La guerra dovrebbe avere ormai insegnato agli
31 luglio 1921 farebbe sì che: « l'unica conclusione ra- uomini di arrangiarsi ognuno per proprio conto. Nel qual
gionevole a cui possa giungere un costruttore provvedu- modo molte critiche posizioni sarebbero già superate.
to di capitali liquidi è la seguente: L'industria edilizia
Suggerimenti non troppo dissimili servirebbero in larè diventata la oessima fra le industrie. Costi crescenti e ga misura a risolvere il problema delle torbiere . Ne posrendimento in -balìa di un Governo oscillante e di com- sediamo importanti a Massarosa , a Fucecchio e in Val
missioni arbitrali incompetenti, soggette alle campagne di Chiana e sarebbe facilitato il loro impiego utilizzandole
giornalistiche e ai tumulti della piazza. Bisogna fuggire direttamente come combustibile. o meglio (comé già si

124

RASSEGNA

DEL MOVIMENTO /NDUSTRJALE ITALIANO

fa ad Orentano) gasific,, ndole per la produzione di energia dustriali e se aggiungiamo la immensa cava a cunicoli
lettrica, o studiandosi di ottene rne quei- prodotti chimici
ch e sarebbero una ricchezza per il nostro paese.
Sarebbe necessario in principal luogo che i produttori
a vessero la esatta coscienza di tutto il grande valore rapp resentato da ligniti e da torbe anche al di là di quanto
p ossa aprioristicamente apparire agli occhi dei maggiorm ente versati in materia e che venissero fatti gli $ludi
più seri in proposito senza aspettare {come non poche
volte è avvenuto) che noi produttori diveniamo ad un tratto tributari dell'estero dei derivati dei nostri pr~dotti medesimi.

LA INDUSTRIA 1TALIANA E LA DONNA
La guerra richiamando, allettando o costringendo moltissime donne borghesi al lavoro pubblicamente esercitato, ha non soltanto messo in pratica gran parte dei principi economici femministi, ma ha sopratutto aperto alle
m enti delle donne, orizzonti non soltanto nuovi , ma vasti, specie per ciò che concerne il campo delle industrie.
A prescindere dal meraviglioso spirito d'iniziativa e di
abnegazione esplicato dalle donne nel campo delle piccole industrie apprese e fatte esercitare ai nosb"i gloriosi feriti e mutilati , la guerra ha scolpito nei cervelli femminili,
impressionandoli profondamente, alcuni fra gli assiomi
eterni su cui riposa l'equilibrio economico delle nazioni
e s u cui, senza la guerra, le donne non avrebbero forse
mai avuto motivo od occasione di fermare l'idea. Ad
esempio : che la ricchezza di un paese è strettamente collegata con la sua potenza politica . Che la probità indu triale e commerciale di una nazione è, forse, il più alto
esponente morale di essa ed insieme la sua politica p iù
vitale . Che l'indipendenza economica si raggiunge, mollo producendo, poco consumando, razionalmente importan•
do e moltissimo esi;ortando. Che taluni smisurati orgogli
nazionali, non ebbero altra origine nè fondamento che
nel l'orgoglio industriale e commerciale. Che l'amore più
idealista per il proprio paese rimane sterile ed inutile se
non si congiunge con criteri positivi e fattivi e che assai
più e meglio ama la patria e la serve colei che respinge
mer~e forestiera e protegge, nell'ambito delle sue facoltà,
il lavoro nostrano, di colei che professi il più sviscerato
amor patrio, pur mostrandosi estranea a qualunque movimento od iniziativa di pratica e pubblica utilità.
Ma, un simile ordine d'idee , scrive la Rampa non è
ancora sospettato nelle donne e , con scarsa simpatia incoraggiato dalla pluralità degli uomini.

LA POTENZIALITÀ
DELLE CAVE DI PIETRA NELL'ISTRIA
Nell'Istria esistono cave grandi o complessi di cave di
pietra r iunite in una sola mano, e cave p iccole anche di
potenzialità min ima . I due maggiori industriali del ramo
i dedicarono g ià vari anni ·addietro allo st udio dei giacimenti industriali istriani, acquistando non solo vaste estenioni di terreno sfruttabile , ma anche cave già scoperte,
he per mancanza d ' intraprendenza dei proprietari o per
!tre ragioni rimanevano chiuse. Essi sono quindi oggi I
più forti proprietari di cave e si trovano in grado di fornire, ove si eccettui la p ietra d'Albana e d i Castelnuovo,
qualunque qualità di p ie tra istriana .
A d un imprenditore in grande appartengono pure le
ttime cave di Orsera e d i Fontane. ·
Vastissime cave, ·in cui si possono cavare blocchi di
grand e zza straordinaria sono in possesso di questi tre in-

di S . Stefano-Levade, le grandi cave di Grisignana, di
Gimino, quelle della Società Adriatica a Salvare e le cav& di Castelnuovo d'Arco e di Castua, abbiamo enumerato le principali provenienze della pietra d'Istria.
Questi principali depositi naturali, che vanno qualificati come inesauribili, sono tenuti ed eserciti in modo razionale e ciascuno di essi possiede un proprio terreno di
sfogo per i rifiuti, mentre ciò non si verifica nelle altre
cave, sfruttate spesso col c,iterio del solo beneficio immedia to, per cui più d ' una se ne trova abbandonata soltanto per gl'impedimenti cagionati dall'accumularsi dei
rifiuti , che non vengono regolarmente allontanati e fini scono coll'ostacolare la continuazione del lavoro.
. I mercati di sfogo della pietra istriana sono principalmente Trieste, Pola e Fiume. Qui essa viene lavorata dagli scalpellini e consegnata a destinazione od all'esportatore. Le cave m inori non trattano direttamente coll'acquirente ma vi sono in molti casi 3 o 4 persone c~e ritraggono utili da una sola ordinazione. Soltanto le cave principali mantengono relazioni dirette coi primi committenti
e si dedica n o anche all'esportazione verso i mercati italiani, ungheresi, verso la Germania, l'America (specialmente del Sud) , verso l'Egitto e le Indie. Sono giacimenti
di lama storica che da secoli fornivano i materiali a Venezia , a molte città d'Italia e va ricordato che l'Arena di
· Pola stessa è costruita con quella pietra che si ricava dalle
Cave Romane .
I prezzi nel periodo immediatamente anteriore alla
guerra variavano da un minimo di corone 40 ad un massimo di corone 140 per metro cubo.
Il desiderio di riunire le cave in una Cooperativa si
faceva sentire da parecchio tempo ed è certo che la costituzione d'un forte organismo industriale, largamente
dotato di mezzi e condotto con sani e moderni criteri tecnico-commerciali darebbe un impulso ed una floridezza
mai conosciuta sinora a questa importantissima fonte di
ricchezza.

FILONI D'ORO NEI MINERALI DI SARDEGNA
A diverse riprese si è sentito accennare alla presenza
del prezioso metallo ch'e delicate analisi chimiche avrebbero rivelato in alcuni minerali estratti dalle nostre miniere . I dati raccolti, sempre un poco vaghi, non erano
stati resi di pubblica ragione .
Gli ingegneri L. Testa e F. Sartori hanno , come essi
stessi riferiscono nel Bollettino dell'Associazione Mineraria Sar<Ja, voluto sincerarsi della cosa, tanto più che recenti risultati forniti da alcuni chimici, avrebbero indicato, entro minerali sardi , una percentuale assai elevata
d'oro, oltre i 100 gr. per tonnellata di m in e rale .
I campioni raccolti sul sito ed analizzati nel Laboratorio
Ch imico di Monteponi dal signor A , Nicodano , hanno ri dotto assai il tenore dato dai ch im ici orericordati. L'oro,
non fu ritrovato che in m isura d i gr . 12 per tonnellata di
minerale. Questo provien e dal noto giacimento di antimonio e wolframio d i C enna Ureu (Orroli) entro gli scis ti
siluriani.
Il metallo aur o a cccmpagna la stibina , colla quale è
intimamente legato . Si assicura che la maggior percentuale d i oro provenga dalla stibina a struttura granulare
e manchi in quella a struttura fibrosa. I 12 gr . furono ap•
punto riscontrati nella stibina granulare.
S i afferma, in seguito ad analisi fatte in Francia, che
l' oro esista pure in piccola quantità n ella ganga del giacimento.

125


LE I. I. I.

============== = =========================::::1

Risultava inoltre da tempo che l"Heberlein aveva trovato
una certa percentuale d. oro nella stibina di Su Suergin,
ma non si hanno risultati precisi di analisi.
Altri minerali di Sardegna leggermente auriferi son o
certamente quelli c upriferi delle trachiti, nella parte NW
dell'Isola; cosa, del resto, già nota per Calabona.
. I minerali argentiferi del Sarrabus sono stati trovati auriferi.
Alcuni solfuri misti di Gadoni sarebbero pur essi accompagnati dal ricercato metallo. Ed in fine diremo che
tracce d •oro sono pure nei minerali dell' lglesiente : l' argento prodotto nella Fonderia di Monteponi ha avuto sino
a 4,7 g,r . d'oro per quintale.
Si può pertanto asserire con certezza che il prezioso metallo, la cui esis tenza fu negata da valenti geologi, esiste
realmente in Sardegna, che esso è legato principalmente
ali' antimonio, ali' argento ed al rame e che talora la percentuale del suo contenuto può assumere un valore commuc:ale.

IL CONGRESSO DEI PRODUTTORI 1TALI ANI
A GENOVA
Nel salone della Camera di Commercio di Genova, gli
industriali e commercianti italiani si sono riuniti per la
terza volta, nel giro di poche settimane, per discutere ancora intorno ai principali problemi della vita ' industriale
e commerciale italiana. Sono tornate sul tappeto tutte le
questioni trattate a Milano e a Bergamo: monopoli, trasporti, materie prime, cambi. Ma c'è stata, e assai opportunamente , una nota nuova: per la prima volta, dall 'on.
Candiani prima e da altri Congressisti poi, è stata prospettata la necessità, anche per l'industria, di stringersi
in Federazione per affrontare con forze perfettamente organizzate, le crisi che minacciano di attraversare evoluzione della vita economica italiana.
Fu votato il seguente ordine del giorno :
La seconda adunanza delle forze produttive italiane riunite a Genova il 2 aprile· 1919, mentre deplora che tutta
la politica dPl Governo si dimostri impari alla ricostruzion e economica del Paese, chiede :
a) che abbia fine l'inutile e dannoso accrescimento
-che la burocrazia fa di sè stessa ai danni del Paese ;
b) che le disposizioni del decreto 18 novembre 1918
sui monopoli siano sostituite dai provvedimenti suggeriti
dai tecnici e dai pratici, diretti, attraverso il rispetto _delle organizzazioni produttive esistenti, a fornire al bilancio
pubblico, gli accresciuti proventi che si manifestano necessari;
e) che vengano ottenute con energia e pronta azione
le materie prime necessarie al Paese ;
d) che si provveda a risanare la circolazione e la cessione delle divise in mercato libero ;
e) che sia definitivamente ·r isolto il problema dei trasporti marittimi e ferroviari, mercè l'acquisizione di nuove
navi alla Rotta mercantile nazionale ed il conveniente noleggio di navi estere da parte dello Stato, ed accelerando
la reintegrazione e l'incremento del mate.r iale ferroviario,
il che contribuirà in larga misura a riportare rapidamente
il necessario equilibrio nel campo annonario;
f) che al ritorno della libera esportazione si aggiunga la adozione di un regime di importazione veramente
sano, riducendo le restrizioni in stretto rapporto al graduale e rapido riassetto economico del Paese ;
Confida che le rappresentanze del commercio, dell'industria e delf agricoltura, mercè il coordinamento, g1a
iniziato, dell'azione rispettiva, sappiano imporre, adegua-

r

126

tamente illustrandole al Governo le giuste soluzioni dei
problemi pel rinnovamento economico italiano e dà mandato alla propria Presidenza di raccogliere subito le adesioni e di nominare una Commissione per addivenire al
pieno coordinamento auspicato per il bene dei traffici e
della produzione nazionali e per creare senz •altro la ne.cessaria organizzazione delle forze produttive italiane.

l MOTORI A VENTO

« ESPERIA »

Durante la riuscita mostra delle novità agrarie dello
scorso anno la mia attenzione, scrive E . Brenciaglia nei
cr: Motori a vento » - (Roma, Unione Editrice). venne richiamata da un nuovo motore a vento,
cr: Esperia ». Mi
interessò subito per alcune fondamentali innovazioni che
lo distinguono dalla congerie dei soliti motori , i quali differisc0no tra di loro soltanto in particolari secondari e
sono quasi tutti di importazione straniera .
Fui anzi indotto ad acquistare uno di questi motori e ,
in seguito ali' esperienza fattan e in parecchi mesi e in
base ad alcuni dati fornitimi dalla Ditta costruttrice, ho
creduto bene d'i raccogliere e mettere in luce quanto si
riferisce a queste nuove macchine , non solo nell'interesse
dei nostri agricoltori, ma perchè credo sia un dovere di
favorire un'iniziativa prettamente italiana così felicemente
riuscita e che viene a creare un'assoluta superiorità in
questo campo.
I gravi inconvenienti che ostacolano il generalizzarsi nel1' agricoltura dei motori a vento, malgrado il grandissimo
vantaggio di poter utilizzare una energia che non costa
nulla, sono:
·
1) non funzionano con venti deboli ;
2) non 'funzionano o si guastano con venti fortissimi ;
3) non possono sfruttare completamente, per ragioni
di meccanica, la forza variabile dei venti utilizzati ;
4) richiedono molta sorveglianza ;
5) sono soggetti a guasti pei colpi di vento, imprevedibili malgrado ogni sorveglianza, quindi a riparazioni
che sono costose e che causano perdite di tempo;
6) devono essere tenuti fermi per prudenza durante
la notte;
7) occorre rinnovare spesso il lubrificante ;
8) infastidiscono per_ il rumore.
Negli aeromotori « Esperia » - che dobbiamo
liano V Verney e che vengono costruiti in Italia - sono state vinte tutte queste difficoltà.

r

UN COMTTA TO SCIENTIFICO-TECNICO
PER L'INCREMENTO E LO SVILUPPO
DEL COMMERCIO 1TALIANO
Un Comitato nazionale scientifico-tecnico per l'incremento e lo sviluppo del commercio italiano sarebbe la
necessaria integrazione del Comitato tecnico-scientifico per
l'industria.
L'increment<> dell'industria italiana è , in un primo momento, scrive Antonio Scialoia nella Rivista delle Società Commerciali, un problema di tecnica industriale, a
· cui può dare ausilio ed impulso il laboratorio di fisica e
di chimica: ma in un momento successivo lo sviluppo
industriale diventa essenzialmente un problema commerciale. Non basta s:\per produrre, produrre bene ed a
costi di concorrenza; ma è necessario che il prodotto abbia assicurato il mercato e sappia vincere la concorrenza
c9mmerciale. Il progresso industriale non è possibile se
non è fiancheggiato da un perfezionamento della preparazione e della tecnica commerciale.

-==

=- - - - - - - - - - =

RASSEGNA

DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITAUANO

Si può affermare, con fondamento di vero, che in Italia è forse più deficiente la tecnica commerciale che la
tecnica industriale. Da ciò il bisogno di stimolare nelle
nostre classi commerciali la opinione della necessità ché
l'attività commerciale esige una preparazione di cultura
con omica , resa sempre maggiore quanto più complessi
ra ffinati si fanno i meccanismi commerciali, e più larhi i mercati. Basti, al ~iguardo, ricordare l'esempio eloq uen te .d i altri paesi commercialmente più progrediti, dove fu rono associazioni di commercianti le forze che crearono, sotto l'impulso di una esigenza direttamente sentil , quelle alte ·scuole di studi economici e commerciali,
da cui escono, con la indispensabile preparazione scienifica, le menti direttrici delle grandi imprese commerciali. Questo bisogno non potrà tardare ad essere più intensamente sentito anche in Italia, sopratutto di fronte
l fenomeno recentissimo del concentramento di grandi
industrie in imprese commerciali di vaste proporzioni.
Il progettato « Comitato nazionale scientifico-tecnico per
l'incremento e lo sviluppo del commercio italiano» dovreb be essere l'espressione concreta di questa sentita neessità di interessamento delle classi commerciali al progresso della cultura economica e commerciale, e , nel medesimo tempo, di un p iù vicino contatto fra gli istituti
cien tifici economici e commerciali con la pratica della
ttività commerciale della nazione .

LA LINEA DAL LAGO MAGGIORE
AL MAR NERO
Nei riguardi principalmente degli interessi italiani , si
può ora pensare ad una linea di navigazione interna internazionale che offra una soluzione del problema, in sotitu zione od in aggiunta delle vie ferroviarie in progetto .
C ome annunciarla? - si domanda l'ing. Piero Piola
sul Monitore Tecnico.
S e si dicesse : « linea dal Lago Maggiore al Mar Nero »,
sembrerebbe trattarsi di un sogno da pazzi; ma , se si dicesse: « canale di una trentina di chilometri tra il fiume
Vipacco e la Fiumara di Lubiana li, la maggioranza non
farebbe grandi meraviglie. Eppure tutta la difficoltà e tutta
la grandiosità dell'opera sta qui, nel superare lo spartiac•
q ue tra la valle del Frigido e quella della Fiumara di Lubian a ; superato l'ostacolo, la linea dal Lago Maggiore al
Mar Nero non sarebbe più un sogno da pazzi, ma risponderebbe invece alle più calme considerazioni tecniche.
Ma è possibile l'attuazione del progetto?
A J.la quota di 300 metri sul mare, e cioè circa al livello a cui scaturisce Ìa Fiumara di Lubiana, il massiccio
rsico che separa il bacino dell'Adriatico da quello del
Mar Nero, ha lo spessore di una trentina di chilometri.
Una galleria di valicc- di tanta lunghezza condotta nel
ave rnoso Carso è impi esa Ja far tremare le vene e i
polsi anche ad audaci costruttori, tanto più che nella reione che si considera esiste tutta una misteriosa idrogra-

fia sotterranea che può riservare le più gravi sorprese a chi
si attenti a violarne il mistero.
Ma qualunque soluzione sia per adottarsi, questo è certo :
che, nel passaggio dal Frigido alla Lubiana, si concentrano difficoltà costruttive formidabili e si prevedono ingenti
spese ; le prime però non sono superiori a quanto sa osare
la moderna scienza delle costruzioni, e le seconde non
sono sproporzionate ali' enorme risultato di creare la continuità di una navigazione interna che, lunga circa 2650
chilometri da Locarno al Mar Nero, attraversa alla loro
radice la penisola italiana e la penisola balcanica ed al,laccia l ' Adriatico al Mar Nero lungo la corda del grande .
arco che la navigazione marittima deve percorrere da
Odessa , pei Dardanelli , a Venezia o Trieste.
Un'opera d i tal natura non la si intraprende senza accordi internazionali , ed è questo il momento di concretarli . Se ne faccia iniziatrice l'Italia presso la Conferenza
di Parigi.
Con gli Jugoslavi le nostre d ivergenze politiche dovranno
pure un bel giorno ve nire definite ,
« Ripassin l' Alpi e tornerem fratelli li,
Apriremo allora una facile e potente arteria di scambi
con la Jugoslavia, la Bulgaria, la Romenia e l'Ungheria ;
questi Stati avranno access·o al tanto ambito Adriatico
anche per via fluviale; daremo in dote a Venezia ed a
Trieste un vastissimo entroterra; e le nostre flottiglie flu viali, navigando fino alla gola di Kazan , ammireranno le
vestigia della strada d •alaggio sospesa alla parete rocciosa
dall'imperatore Traiano, riannodando così la grandezza
dell'antica Roma alle opere della nuova Italia .

LE NAVI 1TAL,IANE
LODA TE IN INGHILTERRA
Roberto Clark, presiedendo il 26 febbraio la riunione
annuale della corporazione britannica di ispezione e d i
registrazione della marina mercantile a Glasgow, ha reso
omaggio al metodo italiano di costruire nuove navi.
Egli ha detto che l'avvenire del,le navi in cemento armato è abbastanza incerto. I risultati sinora ottenuti sono
buoni, ma tali navi non sono state in servizio abbastanza
a . lungo per avere potuto provare il vero valore pratiw
ed inoltre sono state costruite in condizioni che non permettono di giudicare il loro rendimento commerciale. Il
tonnellaggio delle navi costruite, o in costruzione in Italia, è aumentato da quando le Società inglesi si trovano in
relazione con le Società italiane.
Sembra che l'Italia abbia risolto· il problema di uniformare le costruzioni n vali con un metodo più semplice
e per mezzo dell'adozione di un modello secondo il quale
sono state costruite un certo numero di navi, che hanno
dato un risultato soddisfacente. Si sono costruite navi di
questo tipo · in tutti i cantieri d'Italia apportandovi soltanto modificazioni interne che erano necessarie per la loro
particolare destinazione.

ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI :
Tariffe miti, svariate forme assicurative adattabili ad ogni condizione sociale.
L'assicurazione è la più perfetta e saggia forma di risparmio poichè obbliga
senza sforzo a una lieve economia messa a profitto pel futuro.

Le ''Officine Elettro-Meccanichett
di Rivarolo Ligure
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alternata, dinamo ed alternatori, trasforma tori ad aria
ed a olio).
POMPE di ·ogni sistema (turbo-pompe, centrifughe, ecc.)
MACCHINE DI SOLLEVAMENTO a comando elettrico
(gru a ponte, a · volata, a ca?Jalletto - argani - montacarichi, ecc.)
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SfSTEMA ELETTRICO BREVETTATO per· illumina-... · ziarre -e avviamento vetture automobili.
Af,H!1RECCHI A USiiIARI per bordo•






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Lo sforzo compiuto quest'anno, pur tra molte ad acquistare la coscienza del proprio ' valore ed
difficoltà, da una larga rappresentanza di indu- a presentire giustamente che quest~ -va.l9~tf~~~► ..:

triali italiani per bene affermarsi alla Mostra
, mpionaria di Lione; il favore che es·s i inditintamente vi raccO'lsero per unanime copsenso
cli visitatori- e di acquirenti; la-çifra di affari non
t r curabile che ne fu il risu~tato tangibile per
10 lti fra i nostri espositori, sono chiaro e confor1 nte indizio che l'industria nazionale comincia

I. I. I.

vrà farle il ,p osto che merita neFlé competizioni
dei mercati mondiali.
Fra le Ditte ita:iane che più riscossero l'unanime ammirazione dei visitatori, e che ebbero la
fortuna di coneiu·dere una serie cospiéùa di' àffari con industriali e commercianti d'ogni" paese
convenuti alla fiera, s?gnaliamo con vivo com-

LE I. I. I.

piacimento la Ditta lng. Paul De Schryver di Mi. lano. Ditta, in origine, italo-belga, che, dopo la
scomparsa del socio titolare, è stata assunta dal
socio già 1?reesistente, Capitano Luigi Lissoni, il
quale, do~o avere assolto con onore al suo compito di combattente alla fronte durante questi
anni di guerra, ha da poco ripreso la direzione
dei suoi affari ne~la Ditta con una larghezza di
vedute, con uno spirito d'iniziativa e con un
soffio di vita nuova che _gli assicureranno senza
dubbi.o un posto preminente fra le industrie del1e macchine utensili in Italia.
La Ditta De Schryver ha esposto a L ione negli
.Stands 191-192 del gruppo III, reparto Metallur·gico (Quai de la Tete d'Or), elegantemente addobbati con severa signorilità, le seguenti macchine:
· Umatric; e Macchine per pastifici e panifici
deee Officine Meschini di GaHarate; Filiere della Società italiana Westinghouse di Torino; Argani e Mulini disintegratori della Società Macc'h in·e Edili di Milano; Trapani e Smerigliatrici
ei-e'ttriche deUe Officine De Schryver-- Lissoni di
Miilanor.: ,· ..

130'

=-=-=~-====-=- - ---- --=

Oli Stands furono, come dicemmo sopra, ammiratissimi, ed attrassero l'attenzione e il vivo
interesse di una fo[a cosmopolita di visitatori.
Le macchine esposte furono apprezzatissime 'e
molto lodate da tecnici e da intenditori, sia per
1' a~curata costruzione in ogni più piccolo detta1glio, sia per la loro estetica in generale e per
le loro prerogative speciaìi di funzionamento.
Così, ad esempio, furono oggetto di viva ammirazione, bench~ espost~ in un gruppo cui effettivamente non appartenevano, le impastatr.ici per pane, che alla semplicità della costruzione accoppiano il vantagg·io di un massimo
rendimento ed una scorrevolezza, che è fattore
di grande importanza per l'economia che ne
consegue di forza e~ettrica necessaria al loro
funzionamento.
Del pari ammiratissimi furono i trapani e1ettrici costruiti daHe Officine De Schryve-r -Lissoni,
e per la loro robustezza e praticità, e per la
speciàle cura m~ssa nella delicata fahbricazion
dell'indotto e delle altre p~rti inerenti.
Oli Stand's della Ditta De Schryver ebber
l'onore di. essere visitati dalle più ~ote ·e pi

GLI 1TAL/ANI ALLA FIERA DI LIONE

. piccate personalità del mondo industriale franese, che ne espressero senza reticenza la loro
peci al e soddisfazione ed iii loro sincero vivo
ompiacimento al rappresentante della Ditta col' presente. L'attuale gerente, Capitano L issoni, incorag,giato da tale successo, si accinge con
nuovo fervore e con accresciuto entusiasmo a
artecipare ancor più degnamente alla Mostra
rntunnale che avrà luogo a Lione in ottobre:
gli si propone di esporvi .in più larga misura
nuovissime macchine utensili, che per la loro
I( niale concezione e per l'uti:ità pratica che esavranno nell'applicazione, desteranno senza
lubb.io vivissimo interesse non meno nel mondo industriale italia,no, che in quello i nternalÌonale del prossimo convegno.
Questa affermazione dell'industria ita-liana co1 energicamente
intrapresa dalla Ditta D e

Schryver non mancherà di dare i frutti che essa
giustamente merita.
E noi siamo lieti di segnalarla all'attenzione
dei nostri lettori, anche per il fatto che simili
ardite iniziative valgono non . solo ad affrancarci
dalle importazioni estere, ma pur anco a farci
degnamente gareggiare, pressochè in ogni ramo
d'industria, con le Nazioni industrialmente più
progredite , che fino a pochi anni fa dominavano incontrastate sui mercati stranieri, il nostro compreso. Oggi invece siamo in grado di
diventare noi stessi esportatori di macchinario :
miraco!o anche questo effettuato dalla guena,
che ha risvegliato le nostre energie latenti ed
'ha eccitato la genialità innata della nostra Iazza, che perciò si avvia alla pi ù fulgida ascesa
nel campo fecondo della produzione e del lavoro .
0

Prof. E. Puxeddu
dello R. Università. di Cogliori

LE IN D U S T 'R I E

IN

SARDEGNA

UNA _G RANDE F AB~
BRICA -D I ACETONE
A PANTALEO - (Santadi)
Scrivendo un anno fa intorno a11la cosiidetta sarda non è sufficientemente dinamica, e ,aill' ilignite di Bacu-Abis e rivendicando a quegli e- soil1a, fuori dei! contatto dei! mondo iindust!1i,a'1e,

I

stesissimi giacimenti l~gnitiferi iJ loro alto valore industriale non ostante ~a doro infelice dassifi.oazione geologùca, io, con sicura fede, pensavo che aihlo sfruttamento razionale intensivo
dei baco di Bacu-Abis avrebbe fatto riscontro
in Sardegna ill sorgere di mOlltepl:ici attività industria-li.
Finora però è stato ben poco tentato : la virtù

non arri.vano le correnti incitatrici dei grandi
centri operosi, e se vi giungono non hanno risonanza. Un' avvenimento di straordinaria importanza ped nostro avv-enire si compie però ora
da noi ed è la costruzione del grandioso bacino
dd Tirso che doterà l'isotla di gran.di quantità
di energ.Ìa elettrica : è da sperare che da questa
nuova sorgente di forza e dailla totaile messa in

-- - -- - - - - - - - - - - -

UNA GRANDE FABBRICA DI ACETONE A PANTALEO

Cataste di legna da distillare.

valore dei nostri carboni fossHi, i sardi trarranno finailmente l'inspirazione a tentare ,l e grandi
imprese iindustciali moderne. Intanto voglio segnalare ai lettori· delle « I. I. I. » nua nuova industria sorta in Sardegna duralllte la guerra : la

distillazione secca del legno.

di kg. di acetato di calcio, 2.000.000 di kg. di
spirito di legno, kg. 10.000.000 di catrame di legno, e 44.000.000 di kg. di carbone.
La Russia, f Austria-Ungheria, la Francia, la
Svezia, dove si lavorano i cascami' del'le grandi
segherie, sori.o, dopo la Germani,a, le nazioni
che hanno svilluppato maggÌorm,e nte J'ihdustria
della carbonizzazione del ilegno in Europa.
Verso la fine del secolo XIX cominciò un• intensa importazione di acetato d.i ca:lcio e di spirito •di legno daH' America, dove una potente
Soci,e tà ha riunito le v,a ,r ie industri,e codà esisten.ti di distillazione del legno, facendo viva concorrenza • a,,lJa produzione europea.
In Italia, ail momento dd:1a dichia11azione di
guerra, la carbonizzazione del legno era ancora
praticata nelle carbonaie : esistevano sì alcuni
impianti per La fabbricazione delll' acetone e del.I' aciido acetiico, ma ,l avoravano poco , saltuari,a mente e con scarsa fortuna : J-a materia prima
era quasi sempre J' acetato di calcio americano.
Un tentativo in 1{1"ande di v eI1a industria di distiil fa:iione secca del Jegno è que1'lo di Pantaileo
(Santadi) in Sardegna, di cui dò una sommaria
descrizione.
Una grande Società Metail-lurg:ica di Francia, la

Premetto akune notizie storiche e statistiche
su questo vasto campo di attività industriiaùe.
L'industria detlla carbonizzazione d ,e l legno è
antichissima e di essa trattano gli antichi storici : i metodi impi,egati però sono rimasti primitiv,i e rozzi sino quasi · allla prima metà del secolo
corso e non ost:Jante che i~ OLauber, fin dal 1658,
avesse dimostrato ,la presenza dell' aci-do acetico
nei prodotti di distiJlazione del ,l egno e che il
Boyle fin dal 1661 av.esse segna'1ato nel ca.t rame -d i legno 1a presenza del:I' akoo1l meti'lico, il
legno fu uti1lizzato solltanto come sorgente di calore neihle carbonaie de1le foreste, lasciiando disperdere ,ne11' arià tanti nrodotti preziosi, che oggi formano ,l a principail e ricchezza de]ll'.industria.
La vera grande industria della distil!lazione del
legno cominciò 111d principio del diciannovesimo
ecoilo in Francia : .di Jà passò in Germania dove
1 a ffermò, nonostante aJcuni primi tentativi me.I
riusciti, e si estese rapidamente: nel 1897 esitevano ne'hl impero ted,e sco distillil erie con una Comp. des Forges et aciéries de la marine et
produzione annuale complessiva di 10.000.000 d' Homecourt, possiede in Sardegna da oltre 40
1

133

LE I. l. ·l.

=-======-========

Forni di Distillazione e Scarico Storte.

anni varie .estensioni boschive, da cui, oltre sugheri, scorze e legna.mi ricava carbone raggiungendo in certi anni una produziOIIle di circa. 200
mila quintadi. Nella .T"ÌÙ viasta. di 'eS!Se, coprente
fra Santadi e Capoterra, a 30 km. ad ovest di
Cagilia.ri, ciirca I 0.000 ettari, esistevano un tempo innumeri caTbolll0lie; a dorso di mu:lo partiva
il carbOIIle, ma vanamente si sperdeva nell'aria
h parte migliore e niù ricca de l prodotto. Nel
1916 dietro consiglio del Governo ltailiarno, fu iniziato il lavoro per fornire al nostro Esercito a
bass-i,ssimo prezzo l'acetone : e un grande impianto so:rse dove ,fino aillora. ill bosco era impra.ticabiile, per ch~lometri e chiJometri dal più
vicino viHaggio, fna allte montagne, senza strade,
, col ,solo aiuto ,d'una pÌccOila ,f errovia a scartamento di 80 cent. costruita dal:la compagnia
stessa per collegar.e al porto privato di Portobotte, fontano 30 km. il centro de!lila foresta.
In un anno ill grandioso pro_getto era compiuto, vincendo ,d ifficoltà veramente enormi, per:.
dendo mesi interi per il a diffiwltà di importazione dei macchriinari, diHicohà ,d ipendenti dallo
stato deplorevolè deliLe vie di comunicazione
nell'interno delH'lsola, dai S1lluramenti, da'1le deficienze continue di materia•li da costruzione.
La tenacia, iil forte e sagace volere possono
miracoli, è nU1Ha può stupire tanto i•l visitatore

134

qua!Ilto lo spettaco,lo improvviso di questa modema officina., f.ra i deserti boschi impervi, i rocciosi monti, il a d ,e sodata valle, in cui fino ali' ultimo si c~; nessun ,adtro luogo panebbe più
vietato a!ll'industria ·-a gricola, pure ecco ceintinaiia di ou,e rai davorare adesso e vivere e costituirsi un paese ,là dòve or sono tre anni il cignaJe si abbeverava timoroso soilo del raro cacciatore.

LA LEGNA
Si noti come in questi- boschi manchino del
tutto quelle quailità o essenze che hanno costituito ,f in qui a:Ll'estero il materiaile più ricercato
a:lfindustria, querciia, faggio e oastagno. E non
è questo l'aspetto meno iÌ.nteressante e ardito
dell'impianto che potrà incoraggi,are altri a segufre l' esemp~o e dare impulso all'industria an~
che là dove piareva impossibiile.
Piante maggiori e diffuse sono qui .iJ Quercus
ilex (lecio) e la Phyllirea o Alaternus (ilatro)
meno comuni l' Alnus (onta.mo) e :l'Olea europea
{o,l ivastro); ma il' abbondanza del basso fusto fa
s1 che non riesca affatto trascurabile ;l 'impiego
d~ iegni quasi inusitati come i~ Myrtus {morte1'la),
il ·fis'tacea lentiscus (lentischio), I' Arbutus (corbezzolo), l'Erica (scopa), l'lunyoerus (ginepro).
AiJ" trasporto della legna da1Ua foresta si è

UNA GRANDE FABBRICA DI ACETONE A PANTALEO
provveduto costruendo apposite strade, e diecin .<;, e diecine di carri la portano dai tagli .al vasto
deposito capace di oltre, 20.000 tonnellate, 1in
cui essa si stagiona; quando si voglia raggiungere una maggior secchezza si adopera ,un apposito essiccatoio traverso cui passa J,a piccofa ferrovia Deeauviil le che col1Lega i1l deposito ,al:lo St,abi'l imento. Si sta provvedendo a11l'impianto di teleferiche per il trasporto della fogna alle parti
più fontane <lelila, foresta che ha iuna lunghezza
massima di 25 chilometri e 1,a cui rotazione completa si prevede debba durare da 15 a 20 anni,
e forse anche meno, dato che 1e migliori e più
promettenti piante vengono sistematicamell).te risp~ttate.

ca di legna e fascine, <li cui giornailmente molte
migliaia occorrono pel riscaldamento già accennato di forni e catdaiie;
2. una centrale termoelettrica per la distribuzione di forz.a e h1ce in tutto lo Stabilimento.
3. un /orn'o a calce.
4. due acquedotti di circa ,due chiilometri di
Junghezza che da elevate sorgenti conducono a
serbatoi costrutti sul,la montagna, in posizioni sovrastanti lo Stabilimento, le migliaia di metri
cubi d'acqua che gioma:lmente occorrono.
5. numerosi alloggi pe:r operai ed impiegati,
una tr,attoria, ,staJile per bovini da tiro e da latte.
Nè manca viigna, orto e frutteto.
Infine, come già venne accennato, upa ferrovia
privata coillLega fo Stahi limento al paese di
LO STABILJMENTO
Santadi e ailla spiaggia occidenttaile dell'Isola.
Benchè le varae fasi e i prodotti dd1a disti:UaZiione del legno siano ben noti, non sarà inutile
Durante iJ periodo bellico ,Io Stabilimento di
ricordarli, descrivendo brevement~ lo stabiJi~
Pantal~ ha ilavorato quasi esalusivamente per
mento.
Ad ogni stadio del:la Javoraz.ione è dedicato l' Aviazìone Militare e le fabbriche di esp!odenun fabbricato distinto; possiamo co,s,Ì distinguere ti ; cessato i1l conflitto, ila ~abbrica ha continuato
'la sua produzione .ininterrottamente, ma come
le quattro fasi principali :
1. Carbonizzazione della legna : avviene in tutte ,le industrie di i:ruerra attraversa un periodo
storte mobili, di 5 metri cubi di capacità; una me- di crisi. PeT · fortuna essa . dipende da una Sotà dei fo~ è riscaldata so!o a gas di legna ot- òetà potente che non Ja Jascierà perure; ad ogni
tenuto in apposjti gas,sogeni, e questa innova- modo si presenta il problema del!la sua trasformazione industriaile. Come è risaputo dai comzione dà ottimi riSUlltati.
2. Distillazione del succo pirolegnoso
si- petenti, J,a carbonizzazione del 1legno negli imstema delle tre ca1M aie, separando l'acido aceti- pi1arnti razionali moderni, oltre i1l carbone, ·1 oaco sotto forma d'acetato di calcio da:hl •alcool tr,ame, le code e i prodotti gassosi, dà or,igine
(flemme meti1liche) e d1al catrame.
,a tre prodotti di fondamentaile ilmportanza, L' a3. Fabbricazione dell'acetone per distiMazione cetone impiegato -peT la fabbricazione· delle versecca -dell'acetato di calcio in forni a gas di le- nici dei velivoli, l'acido acetico largamente sfrutgna.
tato sia libero che combinato neilile stamperie e
4. Separazione degli olii •di acetone e rettifica- ne~le tintorie di lana e di seta, e l'alcool metilico
zione dell'acetone dell'alcool metilico e dei sot- il cùi uso neU'industria tintoriia fu introdotto dal
toprodotti in appar,e cchi a vapore, uno a sistema F rank di Lione fin dal 1859.
Tra i prodotti secondari sono da ricordare jJ
discontinuo e due a sistema continuo.
A comp:letaire· questi impianti ess-enzialii vi è creosofo e ii! guaiacolo chè si ottengono da una
naturalmente un gruppo a,i generatori di vapore conveniente Javorazione deil catra.mè di Jegno.
(tipo Babcok e Willcox), ,ri,sca:ldati in parte a gas
Potrà lo Stabilimento di Pa.nta:!eo continuare,
di legna.
·
ora che 1le richieste di acetone sono rare, la sua
Ma oltre questi impianti essenziali, e che nei produzione attuail·e, trasformando l'acido acetipressi di céntri abitati sarebbero stati sufficienti, co in acetato e distil'lando iJ prodotto per rii costruttori si videro obbligati a sopperire la cavarne l'acetone, o gli ,converrà meglio di promancanza d'acqua, Ja difficoltà di av,e re combu- durre acido acetico e da questo ricavare i varii
stibi1li fossili, il difetto di abitazioni, ecc. ecc. acetati di maggior uso industri,ale?
Dovrà lavorare il catrame per i1I racavo dei
Ecco dunque sorgere varii impianti accessori, e
composti fenoli o dovrà .lasoiare ad altre :inducioè:
1. un gruppo di generatori a gas per riscal- strie specializzate questo compito?
A queste e ad altre domande anailoghe non
damento di forni e caldaie·; fu 1.idottato ili sistema Riché, sia a gas ricco che povero, suS&idiato è facile rispondete : il probJema è complesso
da un impianto · frigorifero a c!oniro di metile ed è non solo tecnico ma anche (e sopratutto)
p ~r la depurazion,e e ìl ricupero ,dei gas combu- commeroiale.
Se le industrie aviatorie dovessero in un prosstibili prodotti nella distillazione della legna. Si
raggiunge così la masuima utilizzazione oa1lorifi- simo avvenire, come è probabi le, assurgere ad
1

'**
1

coo

1

1

135

uno sviiluppo grandioso, esse ass~rbir.ebber~
grandi quantità di acetone e alfora 11mp1ego d1
questo solvente sarebbe assicu:a!~• M~· ,a d ?~
modo io non mi propongo di ,d1scùtere s1m1h
problemi e mi avvio rapidamente ail:la fine del}' articotlo.
Lo stabiùimento di Panta!leo ha lavor.ato con
vero disinteresse.
Prima di chiudere l'articolo sulla fabbri~ di
Panta1leo è doveroso tributare al Direttore . delilo
Stabilimento ·una parola di Jode incondi~ionata.
•11 Do't tor GUiido Mal1aguzzi-: V aileri, oo1le ri,sorse
de-lla. sùa -lucida e pronta intelligenza, ha saputo fa.ciihrìente trionfare di tutte le infinite difficoltà,• che si presentavano nel funzionamento del
~uovo i~pi•anto. Egli ver:arnente non eTa nuovo
a · simili' prove, avendo vissuto per ·una decina
d'·anni in mezzo ,alle industrie chimiche italiane
e ·qùesta sua preparazii()!Ile, mentre spiega la bravura da lui -d imostrata come Direttore ..deHo Stabilimento di Pantaleo durante i1l period~ bellico
trascors·o, ci dà anche sicuro affidamento per
r avvenire di questo grandioso centro di industrie isolane. E una parte di .lode va anche al

.Vliiloroso r,appresentante ita liano delll a So~~ietà
. Metallurgica .d i F ran~ia, al signor U. So~maruga, buona tempra d1 1lavoratore, che nmla ha
trascurato per assicurare aill'impresa rapida e felice attuazione.
È veramente fatidico per noi .sardi che questo
impianto, ail lestito in un periodo brevwsimo di
tempo, con •l1arghi mezzi e .dotato di tutti i perfezionamenti moderll!Ì, sia potuto sorgere neHa
nostra Sardegna ,i n una delile regioni più pittoresche dell'Isola: meglio però sarebbe stato se
l' impresia fosse stata .da noi osata e compiuta, Le
ndstre foreste come iil nostro sottosuo~o hanno
dovizi,ia di prodotti e attendono -sOiltanto le opere ferv.ide ed audaci deil'l' uomo per dare tutto iil
foro rendimento industri1ale.
lo non saprei a!ltrimenti propiziasr,e con i miei
voti la nostra emanciioazione economi,o a che incitando i sard~ a barre da questa riuscita :impresa piena di promesse la 11ecess.ari1a energia per
osare e per affermarsi nel campo delle competizi~ industriali, con la sicurezza piena e con
,l'impeto gagli-Mdo con cui essi seppero mi11abilmente mostrare sui campi di battaglia J.a vigo~ia. delJa -loro
. razza.
Prof. E. Puxeddu
1

1

della R. Università di Cagliari

l

•• ,.

DOCUMENTAZIONI

DELLA VITTORIA

come

e dove si -· fabbri:::
covano gli esplosivi
Il pubblico profano ha un'idea molto appros- tica, ma, in questa povera eppur superba Italia
simativa di quegli elementi chimici che passano s'è riaffermata come potente organismo · indusotto la ·denominazione di cc esplosivi >>, ed ancor striale. Certo prima che la guerra europea scop•
piasse e sconvolgendo 01-.::~-......---i-......
""="-:--~=~=-=---:::-""="'~
- ~:a-~-~ -~-~-=-~............, gni
ordinamento civile
imponesse immanenti soluzioni e specifiche di
sussidi tecnici a:I' esercito
combattente, la madre
se non pure l'esclusivista
dell'esplosivo era la cinica e speculativa GeNilania. Ma non questo era
dovuto, come i fatti dimostrarono di poi, ad una sua superiorità intellettuale op2ure di metodo;
ma piuttosto alla nostra
accidia, frutto di una educazione che aveva per base la va'lorizzazione nei
cittadini del convincimento che il possesso intanFABBRICATO PER IL CARICAMENTO DEI DETONATORI
gibile di una tradizione di
N. B. Ogni lavorazione è suddivisa in piccoli fabbricati isolati e distanti gli uni dagli altri,
genialità fosse sufficiennonchè difesi da trincee onde evitare qualsiasi pericolo.

-=------.. . .- . . . . . . ..-.. . . . . .

oggi si_ p~Ò dire che la
maggioranza limiti la sua
conoscenza alle poJveri
comuni da sparo e-d alla
,:Iinamite accoppiata al nome di Nobel. Ma se
pure per la caccia abituale e per ironia al fisco, sopravvive l'antica e ben
nota combinazione di carbone, zolfo e salnitro, cara ai cacciatori di contrabbando, che in una comune pentola se la creavano ne)la cucina di campagna, la chimica dell' esplosivo non pure è assurta ad una grande dignità scientifica e ad una
esatta soluzione materna-

FABBRICATO PER L'ESSICCAZIONE

N. B. Ogni lavaraziotte è suddivisa in t:,iccoli fabbricati isolati e distanti gli uni dagli altri,
nonchè difesi da trincee onde evitare qualsiasi pericolo.

137

=====================~

LE I. I. I.

FULMINATE.RIA:
Palloni di vetro per la reazione chimica del fulminato di mercurio.

FULMINATERIA:
Dosaggio e batteria per il ricupero · di una parte dell'alcool

138

usato nella fabbricazione del fulminato di mercurio.

COME E DO VE SI FABBRICA V ANO GLI ESPLOSIVI
te elemento per buttarsi, quando occorresse ,
Prendiamo un esempio;
all'avanguardia d'ogni movimento.
- In Taino-Angera (provincia di Como) la
È d'uopo riconoscere adunque e comunque Società Anonima Italiana Davey, Bickford,
Smith (con sede in Milano) possiede i -suoi stabilimenti nei quaH particolare cura si pone nella
produzione dei detonatori,
della miccia detonante,
degli inneschi elettrici ed
affini, introdott·i in Italia
già prima della guerra e
giunti ad una perfezione
e ad una originallità d' applicazione veramente notevoli. Soggiungeremo a
titolo di cronaca che la
Anonima D. B. S. esercisce da pochi anni in Italia, ma è una filiazione
della consorella francese
di antichissima fondazioFULMINATERIA:
ne e che ha numerose
A lambicchi e dispositivi per il ricup ero del/' alcool.
e importanti officine in
che ne!l'estate del 914, quando su l'Europa si Francia, lnghi1lterra ed America del Nord. E direscatenò la tempesta fugata dal sole della batta- mo anche che la Società porta tuttora il nome
i ia del" Montello, il cc Paese -che il Mar circonda dei signor.i Bickford e Davey che inventarono
e l'Alpe » aveva trascurato lo studio e la fab- nel 1831 , nella contea di Cornovaiglia in Inghilbricazione degli esplosivi, nelle loro tre grandi terra, la miccia d i sicurezza, con la quafo si poproduzioni, e cioè : detonanti, propulsori e dila- terono sostituire i mezzi primitivi e per~colosi
ceranti. Ma è anche doveroso rilevare che tosto coi quali prima di allora si dava il fuoéo alle
le esigenze si manifestarono e le contingenze lo mine di vario genere.
imposero, arditezza di inte]igenti, volontà di orEbbene, è appunto questa azienda che con
ganizzatori, sapienza di
studiosi, genialità di inventori affrancarono l'Italia d'un balzo da ogni
contributo estero e si affermarono superbi produttori di ogni sorta di
esplosivi.
Ora, finita la guer-r a,
parrebbe che codesta industria dovesse conchiudere ogni sua ragione di
esistere. Ma non è. Coone
ogni altra industria vissuta
apparentemente per motivi bellici, anche la fabbricazione degli esplosivi
non risolve nella pace- la
sua t°funzione. Ed a preESSICCAZIONE DEL FULMINATO:
scindere dal fatto che pur
La prima operazione per I' e:,siccaz /one del fulminato di mercurio si compie a mezzo di
nell'avvenire, per necessiuna serie di imbuti dai · quali viene aspirata la parte umi da contenuta nel fulminatò faéendovi
passare a varie riprese dell'alcool.
tà di :dilfesa territoriale occorrerà una contingentatur a di elementi distruttivi militari, infinite so- imp;to lodevolissimo ha affrontato il quesito non
no le applicazioni dell'esplosivo nel trionfo del- facile de'l trapasso dat~a produzione guerresca
a quella pacifièa e dopo essere stata srupenda
le--pacifiche gare del lavoro.

139

I ~E I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = - - - - = == == - = = - - - - - collaboratrice de:Ia v.ittoria, si pone in linea fra pianti eminentemente moderni così da offrire,
i collaboratori della nuova riaffermazione civile. oltre ai vantaggi di una produzione rapida ed intensa, -la massima sicurezza per gli operai adihiti
ai lavori, ritenuti sino a poco tempo fa pericolosissimi. Infatti, durante l'esercizio per l'industria
di guerra, r,eso intensissimo daUe necessità imposte da]e circostanze, non si ebbe a deplorare
negli stabilimenti delila Anonima D. B. S. un
solo di quegli incidenti che purtroppo sono al}' ordine del giorno in tutte l·e industrie degli
esplosivi ed affini.
La Bickford fabbrica essa stessa il fulminato
di mercurio destinato al caricamento dei detonatori di vario genere che escono dai}:a sua officina. Il fulminato di mercurio (prodotto coi
mezzi che la scienza chimica moderna ha dimostrato i più adatti}, dalla fulminateria donde esce
allo stato umido, passa agli essiccatoi, e da que·sti ai locali di caricamento dove viene compresso
nei bossoletti, tanto aEo stato puro, quanto unitamente ad ahri prodotti esplosivi, quali il tritolo
e l'acido picrico. E questo a seconda delle necessità o della convenienza.
Il caricamento costituisc la parte più de·l icata
e pericolosa' delle varie operazioni, ma la società
dispone di un macchinario modernissimo, di propria invenzione, con dispositivi specia:li che assicurano un rendimento industriale massimo ed
una sicurezza assoluta p er igili operai.
Si tratta di presse idra uliche che fun:ziionano
dietro scudi di acciaio e che possono dare con
precisione matematica la pressione prestabilita
ESSICCAZIONE DEL FULMINATO:
e coma,ndata da c'hi fa funzionare la macchina.
La seconda fase dell'essiccazione del fulminato di merG li inneschi elettrici, che sono altro prodotto
curio si compie in locale surriscaldato a vapore, dove
il fulm inato, · diviso in piccole do si, viene disteso ad
degli
stabilimenti di T a ino, rappresentano una
asciugare .
grande utilità nel camp o m inerario, e ad essi
Il Si,g. WiBiam Bickford ed il Sig. Thomas non potrà mancar una larga applicazione, dati
Davey si erano già resi veramente benemer.iti i vantaggi che offrono . Gli inneschi elettrici, sodell'umanità , poichè, colle loro invenzioni, e secondo statistiche desunte
dai vari campi di laVIQri
minerari, il numero degl,i accidenti gravi, dovuti · alle esp,losioni delle mine, era diminuito
assai notevalmente sino a
raggiungere l'enorme proporzione deì 90% in meno. Ma la D. B. S. aveva
portato nella nostra industria degli esplosivi. in generale, e dei prodotti di
sua speciale produzione
in particolare, quei grandi miglioramenti tecnici
che non si acquistano che
DEL FULMINATO:
colla lunga esperienza, ed 11 do 3aggio del fulminato seccoESSICCAZIONE
destinato alla lavorazione viene compiuto colla massima cura a
aveva potuto instaUare im- mezzo di bilancie di precisione, e diB(Josto convenientemente per il trasporto nei locali di caricam .

140

COME E DO VE SI FABBRICA V ANO GLI ESPLOSIVI

SALE DI CARICAMENTO DEI DETONATORI:
Le Varie operazioni di caricamento si comp:ono a mezzo di presse di precisione che funzionano
dietro a scudi di acciaio che servono alla difesa degli operai in caso di scoppi delle Presse,

141.

LE ·/. I. I. - - - - - - - -- - - . · - - - - - - - = = - - -

- -

= = = = =- =- = - - = = = =

parecchio detto e~oditore.
Ma non a questo si limita la produzione dell' Anonima Davey Bickford,
Smit'h. Essa produce pure, con processi perfezionati, la miccia detonante
al tritolo sotto piomb.o,
de:Ia quale venne fatto
largo consumo in guerra
e che non è finora conosciuta, o quasi, per g.li usi
industriali, ma dovrebbe
divenirlo, ess(.ndo utilissima in molti lavori minerari e specialmente nei
c~si ove occorra rapidità
FABBRICAZIONE DELLA MICCIA DETONANTE:
e simultaneità di scoppi.
Operazione di riempimento della miccia detonante e bobine per la stessa.
La miccia detonante, è
un prodotto eminenteno usati per determinare lo scoppio di una o mente di sicurezza. Non è sensibile nè allo sfregaparecchie cariche di mine simultaneamente, a mento nè al fuoco, e non detona nemmeno in seguiito ad urto, ma solo se innescata per mezzo di
una capsula. La sua ve:o.c ità di detonazione (di
circa 5.000 m. al mjnuoo secondo) è ta,l a da costituire da per sè stessa un innesco ,per la carica
che si vuo•l fare esplodere; elimina quindi la
capsula nel foro della mina, evitando .il principale pericolo del carjcamento de·l la mina stessa
mentre la carpsula d'innesco della miccia detonante viene fissata a.JJ · esterno ed all'ultimo momento.
L · effetto è sicuro e non vi è il per.i.colo di una
carica inesplosa colla capsula che rimane nel
foro da mina. La facilità di raccmdarla permette
di fare brillare simultaneamente numerose cariche, e può quindri. sostituire vantaggiosamente
l'innesco elettrico sinora usato in simili casi, che
presenta numerosi inconvenienti, data l'incertezza del -r isultato.
Se ai prodotti sopra accennati si aggiùngono
poi · j vari tipi di miccia di sicurezza .già noti per
essere stati introdotti dalla consoreUa francese
sino da~.la sua fondazione, che data dal 1845, e
che ora potranno essere forniiti direttamente dalla Soc. ltal,i ana, è fuor di dubbio che àilJa stessa
non potrà mancare un largo campo di azione,
specialmente nelle miniere di cui è tanto ricco
il nostro paese, e che in Sardegna, in Sicilia, in
Toscana ed in altre regioni, andranno sviluppando un lavoro intensissimo; nel campo de:le
opere pubbliche, quali le varie direttissime ed i
FABBRICAZIONE DELLA MICCIA DETONANTE:
numerosi trafori a cui in Italia si daTà presto
Trafilazione del tub~ di t;>iombo per la miccia detonante.
mano, i po.rti e le linee di navigazione, le strade
grande distanza, ed al momento voluto, median- ed altre opere grandiose che dovranno succe,dere
te corrente elettrica,, fornita da un apposito ap- con febbrile attività al periodo pi guerra.



r _FIERA-· DI CAMPIONI
PADOVA - GIUGNO · 1919
.

·Lettera aperta a tutti
gli Industriali d'Italia !
Nel prossimo giugno, Padova inaugurerà la

r

Fierà

Campionaria che avrà carattere permanente.
Tutti sanno ciò che sia una fiera di camp10m. Si
tratta di avvicinare il produttore diretto al grossista e
gli affari

i concludono sulla base dei campioni.

Padova si offre come luogo di convegno annuale e

Ia sua posizione è tale da incoraggiare ogni · iniziativa.
Qui prossima abbiamo, quest'anno, una regione che
manca di tutto e che avrà di tutto bisogno per approvvigionarsi, e le nostre terre liberate troveranno certamente fra le industrie concorrenti alla Fiera tutto il
necessario.

Tutti gli Industriali d'Italia non devono esitare ad
.inviare riempita la scheda che segue, dando altresì una
bella prova di italianita.

r FIERA
Dl CAMPIONI
PADOVA - GIUGNO
.191 9

I GRUPPI
I
Industrie edili e costruttive.
II - Industrie per l' ammobigliamento
la d corazione della casa e dell'ufficio.
III - Industrie siderurgiche e metallurgiche.
IV - Industrie per forniture indu triali.
V - Industrie meccaniche.
VI - Industrie chimiche.
VII
Industrie ortopediche, chirurgiche, igieniche e
farmaceutiche.
VIII
Industrie del cuoio, dei pellami, del caucciù
e dell'amianto.
IX
Industrie agricole.
X - lndu trie tessili e dell'abbigliamento.
XI - lndu trie della profumeria, delle e nze e per
la toilette.
XII - Industrie ceramiche e vetrarie.
· XIII - Industrie alimentari.
XIV - Industrie artistiche, grafi.eh e della carta.
XV
Industrie delle comunicazioni e dei trasporti.
XVI
Industrie dello sport, del turismo e del viaggio.
XVII - Industrie dei metalli preziosi e dei gioielli.
XVIII
Industrie varie e piccole industrie.

}a

FIERA DI CAMPIONI - PADOVA - GIUGNO

1919

Scheda di Adesione
e•

Nome e Cognome o Ditta - - - - - - - - - - - - - - - - -- - - -- - - - - - Industria __________ _________ _ ezwne della Fiera (l) _______
Indicazione degli articoli presentati e da iscriversi nel Catalogo _ _ ___________

A rea richiesta per l'occupazione

in

m.~_ _ _ _ _ __ _ _ _ _ __

per la omma globale

di L. ___ ___________
La Ditta intende piantare un proprio chio co occupante l'area di m.~_- ~ - -- - per la somma globale di L. _ _ ______ ____
La Ditta sarà rappresentata alla Fiera dal proprio (2)
Sig. _ _ _ _ _ _ __ _ _ _ _ _ _ _ __ _ _ _ _ _ _ _ __
Si acclude l'importo di L. _ _- ' - - - - - - - - - - - - con (3 ,__~ - - -- - - a saldo della somma dovuta per o cupazione d'area .
La Ditta s'impegna tassativamente a non esporre, offrire o vendere alla Fi~ra che
prodotti di propria fabbricazione.

..

.-4

La D.i tta inoltre dichiara di aver preso cognizione del Regolamento della Fiera e di
accettare senz'altro le disposizioni nell'atto stesso che con la presente fa domanda di parteciparvi per . tutta la durata della Fiera stessa.

OSSERVAZIO I: (4) - - - - ' - - - - - - - - - - -- - - - - - - -

li._ _ _ _ _ _ _ _ 1919.
FIRMA

(I)
(2)
(3)
(4)

Indicare
Indicare
Indicare
ln caso

a quale sezione la Ditta intende di essere assegnata .
se trattasi del titolare, del direttore, del procuratore, dell'agente o del rappresentante.
se trattasi di assegno, vaglia, ecc.
di rappresentanza, fare l'autorizzazione richiesta dal tegolamento della Fieia all'art. I paragrafo f.

Indirizzare la presente scheda al SEGRETARIO GENERALE DELLA I&FIERA DI CAMPIONI - PADOVA.

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d 'Oro e Dipl. d'onore - Torino 1911 Fuori concorso Membro della Giuria.
GRAND PRIX Esposizione Universale Parigi ·1 900 - St. Louis 1904
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Esposizione In.terna.zionale Milano 1906 - Torino 1911
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Rosmini, 6. Dur . 10 anni. Cap . L. 15.000. Comm . estra tti essenze
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. »
Riporti
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. ..,,
Valori di proprietà . . . .
»
Anticipazioni sopra Valori
.
Corrispondenti - Saldi debHori
Debitori per accettazioni
»
Debitori diversi
»
Partecipazioni diverse .
»
Partecipazioni in Jmprese Bancarie
»
Beni stabili . . . . . .
»
Mobilio ed impianti diversi
»
Debitori per Avalli . . .
»
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a garanzia
operazioni

T I·t O 1I. 1n
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deposito
a e~ uz10ne serv_1z10 . . . »
a libera custodia .. . .
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41.600.000,4.369.204,08 Fondo di riserva ordinqrio . . . . >
41. I00.000,2.070.138.614,26 Fondo di riserva straordinario . . . >
12.625.000,53.759.386,45 R.iserva spec. di ammort. e di rispetto -.
3.550.000,130.672.883,61 Fondo tassa Azioni - Emissione 1918 >
19.222 .062,29
59 .876.640, 23 Fondo Previdenza pel Personale . . ll
10. 138.080,9.648.884,ì7 Dividendi in corso ed arretrati . . . »
863.745.567,85 Depositi in Conto Corr. e Buoni fruttiferi .. . . . . . . . . .
. »
637 .284 .002,66
47.843.115 ,29
» 2 . 163 .869.068,69
18.910.455,ù4 Corrispondenti - Salài creditori .
93 . 168.592, 19
34.697-.317 ,33 Cedenti effetti per l'incasso
114.646.597 ,05
20.875.242 ,25 Creditori diversi
47.843.115 ,29
18.960.879.34 Accettazioni commerciali
»
96.273.873,84
1, - Assegni in circolazione
. »
115.296.594, ~
115 .296.594 . 16 Creditori per Avalli . .
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192.560.570,16.539.509,50 Depositanti \ a gara~zia oper~z_ioni
. »
4.351.323,192.560.570,di Titoli ' 8: cauz10ne ser~1z10
r libero a custodia
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693.461 ,26
2.617.710.062, - Avanzo Utili Esercizio 1918
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(Milano), Jn. de Fernex & C. (Torino), B. I>arodi & F.lli (Genova) ecc., ecc.
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7
50.00
riserva


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150.000.00
Fondo di previsione •
"
CAPITALE

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DIRETTIVO:

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Presidente: Dott. Cav. G. A. Crispo Ilran<lis - Vice-Presidente: Comm. Buonaventura Caviglia
Segretarw: Cav. Luigi f;aminara - Consiglieri: Cav. Cacio Anselmi, Cav. Ettore Trabucati,
Cav. Vincenzo Costa - Direttore-Gerente: Comm. Gr. Uff. Alessan<lro Talice.

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Orti, 14. Dur . 31 dicembre 1928. Cap. L. 200.000. Fabbric . e ven dita di cappelli e berrette.

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Rep. Gambo'.oita, 16. Dur. 31. dicembre 1921. Ca;,. L. e0.000.
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a Milano . D ur. 31 dice::nbre 1928. Cap . L. 3000 . Ri::>arazione carrozzerie. ·

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seta .
MILA O Calzaturifi.cio Italiano A rd:'zzoni e C. Coli. con
sede a Milano, Via Pellegrini, 4. Dur . 3 anni . Ca::>. L. 200.000.
F abbr. econom. calzature.
REGGIO CALABRIA - Giovanni Longobardi. CoU. con sede
a Reggio C. Dura ta IO anni. Cap. ½· 20.000. Oreficeria. argenteria
e gioielleria.
(Continua)

BANCO DI ROMA
Società Anonima Capitale L. 100.000.000 interamente versato

SEDE

SOCIALE E

Corso Umberto I, 307

-

DIREZIONE CENTRALE

ROMA

(Palazzo proprio)

FILIALI IN ITALIA ED ,JILL 'ESTER.O: ,Jllba - Albano Laziale - ALESSANDRIA D'EGITTO - ,Jlquila - Arezzo - Avezzano - [Bagni di
Montecatini - BARCELLON,JJ (Spagna) - [Benga5i (Cirenaica) - Bre5cia - CAIRO (Egitto) - Canale • Cane/li • Carrù • Crutelnuovo di Garfagnana • Centallo - Cortona • COSTANTINOPOLI. Fabriano - Fermo - FIRENZE - Foligno • FoS5Qno - Fra5Cati • Fr03inone - GENOVA
- Groueto • Lione • Lucca - MALTA • MILANO • .7'rondovì - .Jtroniblanch (Spagna) - :N:.APOLI • Orbetello - Orvieto - PARIGI •
Pinerolo • Porlo Said • Porlo S . Gior11io - 'ROMA • Siena - Tarragona (Spagna) - Tivoli • TORINO - Torre Annunziala • TRIPOLI
D',JJFRICA - V elletri • Viareggio - Viterbo.

OPEJUZIONI E SERVIZI DIVERSI.
Depositi in Conto Corrente liberi e vincolati.
Conti Correnti di Corrispondenza in lire italiane e
valuta estera.
Depositi a Risparmio.
Sconto e Incasso di Effetti, semplici e documentati,
sull'Italia e sull'Estero.
Anticipazioni e Riporti su valori pubblici e industriali.
Operazioni di Credito Agrario.
Emissione gratuita ed immediata di Assegni circolari pagabili a vista sulle principali piazze d'Italia.

341
___ _
'MlT'l'R

LE ALTRB OPERAZIONI DI BANCA

Lettere di Credito e Chèques sulle principali piazze
d'Italia e dell'E tero.
Esecuzione di Ordini sulle Borse italiane ed estere.
Aperture di Credito, libere e documentarie.
Versamenti semplici e telegrafici per tutti i paesi
del mondo.
egoziazione di Divise estere a vista ed a termine.
Cambio di monete e Buoni Banca Esteri.
Servizio di Cassa per conto di .amministrazioni e
privati.
Pagamenti d'i mposte, utenze, assicurazioni, ecc.
Servizio merci.

SERVIZIO CASS~ DI SICUBK7.ZA

Nel metlersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le « I. I. I.

li

183

[BANCHE - ASSICURAZIO

'Catalogo G<"::ierale Permanente della Industria ltdl1ana ,

BANCA
ITALIANA
·DI SCONTO
SOCIETÀ ANONIMA

Capitale Sociale L. 315.000.000 interamente versato
Riserva L. 41.000.000

Sede Sociale e
ABBIATEGRASSO
ACQUI
ADRIA
ALESSANDRIA
ANCONA
AQUILA
ASTI
AVEZZANO
BASSANO
BELLUNO
BERGAMO
BIELLA
BOLOG A
BOLZA ' O
BUSTO ARSIZJO
CALTANISSETTA
CANTU'
CARATE BRIANZA
CASERTA
CATANIA
CHIAVAR!
CHIERI
COGGIOLA
COMO

Direzione Centrale in ROM A

CRE.MONA
CUNEO
EJMPOLI
ERBA INCINO
FERRARA
FIRENZE
FOGGIA
FOLIGNO
FORMIA
GALLARATE
GENOVA
GIOIA TAURO
LEGNANO
LENDINARA
LIVORNO
MANTOVA
MASSA SUPERIORE
MEDA
MELEGNANO
MESSINA
MILANO
MONZA
MORTARA
NAPOLI

NE W

ITAL I AN

-

NOCERA INFERIORE
NOVI LIGURE
ODERZO
PALERMO
PARMA
PERUGIA
PIACENZA
PIETRASANTA
PINEROLO
PIRANO
PISA
PISTOIA
PO TEDERA
PRATO
REGGIO CALABRIA
RHO
RIPOSTO
ROMA
ROVIGO
SALERNO
SAMPIERDARENA
SANREMO
SARONNO
SAVONA

SCHIO
SEREGNO
SIRACUSA
SPEZIA
SULMONA
TERNI
TORINO
TORTONA
TRADATE
TRAPANI
TRENTO
TREVISO
TRIESTE
UDINE
VALLEMOSSO
VARESE
VENEZIA
VERCELLI
VERONA
VICENZA
VIGEVANO

PARIGI

YORK (filial e auton o ma)

DISCOUNT©
Rappresen tata i n

dalla BAR C LAY ' S

TRUST

C OMPANY

In ghilterr a

-

BANK Ltd . di Londra

T UTTE LE O P ERAZIONI DI BANCA
184

Nel mettersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le « I. I. I. »

IJ

NUOVE

AZIENDE

RIMI I - Successori di Ignaz io Santarelli. Col!. con sede a
Rimini. Dur . 5 anni. Cap . L. 4000. Manifatture.
TORINO - Industria Naz ionale dell'abbigliamento (I. N. D , A .).
Soc. An. cdn sede a Torino. Cap. L. 1.500.000. Fabbricazione e
ç omm . di indumenta per signora, uomini e bambini.
VERONA - Angiolo Menotti e C. An. con sede a V erona .
Dura t a IO anni. Cap . L. 34.000. ln d . calzature.

TESSILI : Cotone, Seta, Lana , Canape, Lino, ecc .
CATANIA - D'Arrigo e Landolfo. Coli. con sede a Catania.
D ur. 5 anni. Cap. L. 20.000. T essuti ed affini in grosso e detta glio.
LECCO -

Longinotti e Ponzoni. Coli. con sede a Asso . Dur.

ITALI A NE

NAPOLI - Ente federale 1Jer il commercio estero. Soc. An.
con sede a Napoli, Corso Umber.to I. 23. Cap . L. 1.000.000. Importazione e d esportazione tesuti, filati ed affini.
ROMA Alberto Romanelli e C. Coll. con sede in Roma,
Piazza Vitt. Em., 111 e 112. Dur. 5 anni. Cap. L. 10.000. Tessuti
e sartoria.
TORINO - R. A . figli di Giuse1J1Je Gallina. Coll. con sede a
Chieri . Dur. 31 dicembre 1927. Cap. L. 60.000. lnd. tessuti cotone,
lino e affini .
TORINO - Successori Forestieri e Genesio. Ace. con sede a
Torino. Dur . 5 anni. Cap. L. 100.000. Tessuti.
TORINO - Altino , Costantino e Spinelli. Coll. con sede a Torino . Via Cernaia, 16. Dur. 6 anni. Cap. L. 60.000. Tessuti, faz.
zole tti , scialli ed affini.

3 anni. Cap . L. L0.000. T e ssuti, stoffe e tele in genere.
MILANO Trolli e C. A ce . con sede a Milano, Via Filodrammatici , 4. Dur . 31 dicembre 1925. Cap . L. 120.000. Esportazione tessuti di lana e d altri articoli.
MILANO - Tessiture seriche di SereJino . An . con sede a Milano e stabilimen to a Seregno. Dur. IO anni . Cap. L . 1.300.000.
Tessitura e comm. delle sete lavorate ed affini.
MILANO - Fiori e Camisasca . C oli . con sed e a Milano, Via
Donizetti, 11. Dur. 21 dicembre 1921. Cap . L. 6000. Comm . tessuti.
MILANO - Carlo Curiel e C. Coli . con sede in Milano. Via
V . Monti, 36. Du~ 25 anni. Cap . L. 100.000. Comm. per tessitura
e filatura.
MILANO - F. Vigentini e C. An . co:-i sede a Milano, Via Torino, 13. Dur. 8 anni . Cap . L. 200.000. Comm . tessuti.
MILANO - Industrie seriche italiane. An . con sede a Milano.
Dur. 31 dicembre 1949. Cap. L. 200.000. F abbr. e comm. seterie,
velluti ed altri generi .
NAPOLI - E . Lonza e C. Coli . con sede a Napoli, Piazza
Bovio, 22. Dur . 31 dicembre 1923. Cap . L. 20.000. Rappr. tessuti e
affini.

,BANCHE ~ ASSICURAZIONC
CQMO - Banca di Menaggio . An . con sede a Menaggio . Dur.
IO anni. Cap . L. 100.000. Comm. bancario e partecipazione in imprese industriali .
NAPOLI - Banca di pegni. Coli. con sede a Napoli, Via Bologna 125. Dur . 5 anni . Cap. L. 25.000.
PALERMO - Unione Sicurtà . Soc. an. con sede a Palermo.
Cap . L. 2.000.000 per esercizio assic, e riassicurazioni tanto in Italia
che all'estero.

·tNDUSTRIE VARIE - RAPPRESENTANTI, ecc .
BARI - Soc . A n . pugliese di costruzioni lngami, Scaloini e C.
con sede ,a Bari. Cap. L. 300.000 per lavori in cemento armato, costruzioni edilizie e idrauliche.
BARLETTA - Nicola Annoscia e figlio. Coll. con sede a Barletta. Dur. 10 anni. Cap . L. 20.000. Costruzione botti e vasi vinari.
(Continua).

BANCA
BNCB BERGllMBSC MILANO
·01 DEPOSITI E CONTI CORRENTI
.

Società Anon i ma -

FONDATA NELL'ANNO 1873"

CAPITALE L. 20 . 000.000.-

Capitale Due milioni

MILANO - Via Bassano Porrone. 4

Se de Sociale: B E RGA M O
Direzione Centrale : MI LAN O

=

Sede: O ENOV A
Succursali: Alzano Maggiore
- Breno - Caravaggio - Clusone - Lecco - Lovere
Romano di Lombardia - Treviglio.

SEDE

DI

MILANO

Via filodram matici 14
Telefoni: 23-95 e 21-55 -

Telefono Borsa: 71-99

lndirz'zzo telegrafico: BERBANCA

Depositi arisparmio libero ovincolato
con interesse dal 3 al 4 oer cento

Onillsi1si nitro ooernztone di Bnncn eBorsn

La Banca tutti i giorni feriali dalle ore 10 alle 15
riceve versamenti:
In Conto Corrente libero ali' interesse del
Su Libretti a Risparmio
>
>
»
a Piccolo Risparmio >
vincolato
con cedole trimestrali d'interesse al
Emette Buoni fruttif eri a scadenza fissa a
convenirsi.

3.3.50
4.-

0

4.25

°/

/ 0

°/o
0

/ 0

0

tassi da

Commissioni in Bor.;a : : Impiego di capitali in riporti per conto terzi : : Riceve in Deposito: Rendita Italiana, Obbligazioni ed Azioni di Società corrispondendo provvigione a convenirsi.
342

342

Nel mettersi in rapporto con

nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le « l. I. I. >

185

.

[BA CHE - ASSICURAZIO I)

Catalogo Generale Permanente della Industria Italiana.

,,

"IL
SOCIETA ANONIMA
DI ASSICURAZIONI
E RIASSICURAZIONI
CAPITALE SOTTOSCRITTO L. 10.000.000 -

VERSATO L. 2.000.000

SEDE SOCIALE E DIREZIONE GENERALE IN
35-08

Telegrammi :

TELEFONO

ROMA

"MARSIAT •• • ROMA

VIA DUE MACELLI, 66

'---■-■-■-■-■■-■-■-■-■---

"SI

SOCIETA ITALIANA DI
ASSICURAZIONI TRASPORTl
CAPITALE L. 1.000.000

INTERAMENTE VERSATO

SEDE

IN

TORINO
DIREZIONE GENERALE IN
TELEFONO

35•08

ROMA

"MARSIA T •• • ROMA

VIA DUE MACELLI., 66

Telegrammi:

186

Nel mettersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le « I.

I. I.>

Catalogo Generale Permanente della Industria Italiana .

ASSICURAZIONI :

[BANCHE - ASSICURAZIONI)

TRASPORTI
INFORTUNI
INCENC)IO

ECC .

Uff ICIO DI ASSICURAZIONI GUIDO SfORNI
Autorizzato dal R. Goverr.o Italiano
SOCIETÀ ANONIMA
PER AZ I ON I

Capilale Sociale Lii. 1.000.000, versato 5/io
SEDE
VIA

IN

XX

GENOVA

S E TTEMBRE

41 - 3

FIL I ALI :

BOLOGNA
F I RENZE

Telefono 7-94 e 19-02

MILANO
TORINO

RAPPRESENTANZE GENERALI:

LLOVD

MEDITERRANEO
ASSICURAZIONI E RIASSICURAZIONI GENERALI

Soc. An. per Azioni - Sede in GENOVA - Capitale L. 2,000.000, versato

2/ 10

MELUSINE

POLA IRE

Sede in PARIGI - Capitale Frs. 1.200.000, vers. inter.

COMP. FRANCESE DI ASSIC. E RIASSIC. GEN.
Sede in PARIGI - Capitale Frs. 3.000.000, versato ¼

COMP. FRANCESE DI ASSICURAZ. MARITT .

MINERVE

COMPAG IA FRANCESE DI ASSICUR. GEN .
Sede in PARIGI - Ca pi tJl e Fr . 3.000.000, versato a

C O PERT URA

P E R ' QUAL SI A SI

RISC H I O

A L

L L OV D

DI L O NDRA

343-44

Nel mettersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le

«

I. I. I. »

187

AZIENDE

NUOVE
BARl -

Vito Nardone e C. Coli. con sede a Putignano. Dur.

31 Genn. 1934. Cap. L. 60.000. lnd. cappelli di paglia.
BRESCIA - Gandini e Gavazzi. Coli. con sede a Verolanuova.
Dur. 20 anni. Cap. L. 160.000. Lavorazione del legno.
BOLOGNA - Rinnovamento edilizio. Soc. An. con sede a Bo ·
logna. Cap. L. 3.000.000. Comm. di aree fabbricabili e fabbricati.
BOLOGNA -

Mazzo/i e Cesari, Coli. con sede a Bo!ogna . Dur

31 Dic. 923. Cap. L. 20.000. Rappresentanze.

1-TALIANE

GE OVA - Gotelli e Valliera . Coli. con sede a Genova. Dur.
un anno. Cap. L. 12.000. Rappr. nazionali ed estere.
GENOVA Soc. Cooç>erativa Industriali falegnami, con sede
a 'Sestri Ponente, via Imperiali 12. Cap. Jlimitato. Industria della
lavorazione del legno con segheria meccanica.
GENOVA -

Oneto e Devoto. Coll. con sJ;:de a Genova. Dur.

31 Dic. 922. Cap. L. 10.000. Legnami.
GENOVA - Soc. Commerciale Italiana. An . con sede a Genova. Dur. 20 anni. Cap. L. 1.000.000 per cooperare allo sviluppo ed
incremento delle industrie nazionali e smercio prodotti.

BUSTO ARSIZIO - Castiglioni, Gaglianelli e C. Coli. con sede
a Busto Arsi.zio . Dur. sei anni: Cap. L. 40.000. Costruzioni edilizie
GENOVA - U. Cennari e C. An. con sede a Genova . Dur.
e materiali da costruzione.
9 anni. Cap . L. 600.000. Costruzioni edilizie cemento armato.
CARRARA O. Dell'Amico e C. An. con sede a Carrara.
MILA O. - Soc. A n . ç>er il Commercio internazionale, con seDur. 3 anni. Cap. L. 12.000. Lavoraz:one artisticq-industriale del de a Milano. Cap . L. 1.000.000. Durata 31 dicembre ' )938. Lo scomarmo .
po è di favorire gli sca;nbi fra l'Italia e gli altri paesi . Presidente:
CASALE MONFERRATO - Bianchi, Giorcelli e C. Coll. con Angelo Giussani.
sede a Casale. Dur. 5 anni. Cap. L. 30.000. lnd. l.iterizi, calce
MILANO . - T . e A. Fratelli Coralli, coli. con sede a Milano.
e cementi.
Dur. 31 dicembre 1921. Cap. L. 10.000. Fabhricazione oggetti di
celluloide,
e rappresentanze in genere.
CAGLIARI - Gioielleria Gio. Batta De/rio. Coll. con sede a
Cagliari. Dur. nove anni. Cap . L. 50.000.
MILANO . Istituto Stomatologico Italiano . An . co:1 sede a
COMO - Beretta e Del Grande. Coll. con sede a Como. Dur. Milano. Dur . 31 dicembre 1950. Cap. illimitato . Per impartire un
1e:solare
corso
d
'
insegnamento ai laureati di medicin a e chirurgia
12 genn. 925. Cap. L. 4500. lnd . oreficeria e preziosi.
che vo3liao:1 s;:,ecializz;usi nella stomato!ogia.
COSENZA - Ermolli e Pluzzi. Coli . con sede a Cosenza. Dur.
MILANO - Fratelli Leoni e C., coli. con sede in Milano, via
9 anni. Cap . L. 800.000. lnd. del legname.
Po;ichielli, I. Dur. 5 anni. Cap. L. 20.000. Commercio articoli di
COMO - Camagni e Ballerini. Coll. con sede a Cantù . Dur. sei chincaglierie ed affini.
anni. Cap. L. 70.000. lnd. mobili per abitazioni, studi e uffici.
MILA O. Italiana Paleino, An. con sede in Milano. Dur.
FIRENZE - Società Toscana ç,er imç>rese fondiarie. An. con
sede in Firenze. Cap. L. 300.000. Costruzione di fabbricati, l'acquisto e la vendita di immobili, terreni, ecc .

31 dicembre 1948. Cap. L. 300.000. Trasformazione della paglia industriale. della paglia vegetale e altri prodotti affini.

Bonfanti e Tiné, coli. con sede a Milano. Dur. 10

FIRENZE - Soc. Cinematografica Azzurri e C. An. con sede
a Firenze. Dur. 5 anni. Cap. L. 48.000. lnd. films cinematografiche.

MILANO. an ni . Ca;>. L.
industria.

FIRENZE - Magazzini Generali. Soc. an. con sede a Firenze .
Cap. L. 600.000. Esercizio dei locali per depositi privati nonchè
le operazioni affini.

MILA O. Politì e Zaccara , coli. con sede a Milano, via
Lamar:nora, 6. Dur. 3 anni . Cap. L. 20.000. Rappresentanze commissioni, importazioni ed esportazioni.
(Continua).

10.000. Rappresentanze di generi d i commercio

e

THE_EXCESS INSURANCE COMPAtf Y lt~
01

LONDRA

_Capitale versato e riserva L. 1,500,000.Riserwa diversJ

. L. 31,123,138.80

Direzione per l'Italia : MILANO - Via Monforte, 2

PATRIA
SOCIETÀ ITALIANA DI ASSICURAZIONI E RIASSICURAZIONI
Ca pita le Soci a le L. 3 .000.000 • Versato L. 900.0 0 0

SEDE IN

ASSI CURAl IH I Marittima - Rischi aerei - Incendia furto - Raspensabilità Ci,ilt - Infortuni
- Malattia - Iras porti - Automobili Aeroplani - Caurionali - Catastrefi Eccem - Chomage.
Assicurazioni presse
CI rri SpDR de nli

Gomni lnglm ed Amaricm
d8I li OYd'S di

LO

Nel ' mettersi in rapporto con

MILANO

COSTANZA
SOCIETÀ ITALIANA DI ASSICURAZIONI TRASPORTI
C a pitole Soci ale L. 1.500.000 . Versato L. 300.000

n.dra

Prima di ass1curars1 o rinnovare chiedere quotazioni.
188

Via Armorari, 14
Telefono N, 41•19

SEDE lN
Via Arsnorari, 14
Telefono N. 41-19

nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le

MILANO
'!

I I. I.

»

Catalogo

Generale ' Permanente della

[INDUSTRlE VARlE - RAPPRESE TANTI. ecc .]

Industria Ita liana . ·

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I

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LONOON PROVINC j AL
.. SOuTt-4 wESTt:AN BANK: .

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,_TQ•, LONOON,
B> NCA IT ALl.l NA 01

A RK .

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EXPORT & IMPORT

/ ITALIAN & GENERAL AGENTS & MERCHANT
ENEA

R . G1RAAOON,

CtT ALIAr,t )

so~I!:



SCONTO, MILANO
TA 01
R~

'.

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0 1 AE.CT Oflf -

--

./

s

Spettabile Ditta
Colla pr e sente ab bi amo il piacere di informarvi che la
ANGL0 - ITALIAN C0MMERCIAL AGEN CY" da noi costituita qualche anno
addietro si occupa di ,Rappresentanze, della compra e vendita di qualsiasi articolo e di ogni prodotto, come di tutto quel lavoro atto a
facilitare gli scambi commerciali fra i Paesi alleati.
Contiamo in Inghilterra estesissime relazioni in ogni
ramo di commercio, ed una Clientela di primaria importanza e vi sollecitiamo perciò ad indirizzarci le offerte degli articoli di vostra
produzione, che sarà nostra massima cura di introdurre e collocare in
questo mercato.
Abbiamo uno speciale "Dipartimento" che si occupa dell'acquisto e della spedizione in Italia di qualsiasi _materiale necessario alle Industrie Italiane e siamo fiduciosi che vi rivolgerete a
noi per tutti i vostri fabbisogni e per qualsiasi transazione commerciale; e perciò mettiamo fin d'ora i nostri servizi a vostra completa disposizione .
Con distinta stima vi salutiamo .
11

E. R. GIRARD0N, Ltd.
(Anglo Italian Commercial Agen cy ).
Movimento Esercizio 191 8:

N. B.

Ammontare netto de gli acquisti . .. . Lire

3.396 .090,-

Ammontare netto delle vendite .. . .. Lire

3. 71 7 .100,-

Totale Compre-Vendite

7. 113.190,-

Lire

- Referenze commerciali a vostra disposizione.

'Nel meltersi in rapporto con

nostri signori inserzionisti .

se mpre utile citare le « I. I.

I. "

189

Catalogo Generale Permanente della

!INDUSTRIE VARIE - RAPPRE.:SENTANTI, ecc.J

industria Italiana.

SOCIETÀ

'TALCO E GRAFITE
VAL CHI-SONE
ANONIMA
CAPITALE SOCIALE

L. 6.000.000 -

INTERAMENTE VERSATO

PINEROLO

SEDE IN

.

Miniere di

T A L CO

e

O RA f I T E

nei Circondari di PINEROLO - SAVONA - TORINO

Stabilimenti di M

A e I N A z I o N E:

MALANAGOIO (Pinerolo) - MURIALDO (Savona)
CERES (Torino)

'

PRO DOTTI :

GRAFITI per Fonderie ed altri usi industriali.
Esclasi~ità nei tipi ad alto tenore di carbonio.

GRAFITI DEPURATE (Brevetto Ridoni) per Matite, Articoli
d'elettrotecnica, ecc.

TALCO di ogni qualità.

ESPOR.TAZIONE
Di prossima attivazione:
STABILIMENTO DI

PINEROLO

(ex Iutificio Scotto)

per la fabbricazione di ELETTRODI in Grafite naturale depurata (Brevetti Ridoni)
FORNI FUSORI ELETTRICI a resistenza terrosa
(Brevetti Ridoni e Magini)
363-64

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -- ----'

190

Nel metlersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le « I. I. I. »

C a ta logo G enerale Permanente della Industria Italiana.

[IN DUSTRIE VARIE - RAPPRE.SENTANTI, ecc.]

X
UNO
PER TUTTI!!!
O CINQUE
PER UNA!!!
Secondo che i vostri impiegati
abbiano - o nieno - u ·na Burroughs
Contabilità nieccanica,
o uomini ridotti
a macchine imperfette ! ! ! ! !
- E' questo il dilenima
a cui non sfugge
la vostra azienda
????? - per i lavori
vostri di bilancio, avete disposto
per una Burroughs ? ? ? ? - ?
Aver
Adottato La
BUR.ROUGHS
È simbolo di
Modernità

s. I.

ftddizionalrice Burrouobs

D:r.

Oen.o ENRICO DE GIOVANNI

Sede z MILANO. Corso Italia, 1
ROMA - Piazza Barberini, 52
TORINO - GENOVA - FIRENZE

367-68

Nel mettersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le

et.

I. I. I.»

191

NUOVE

AZIENDE

MILANO. - Commissionaria Lombarda, coli. con eede in Milano,
via S. Maria Fulcorina, lé. Dur. IO anni. Cap. L. 10.000 per eeercizio di rappresentanze.
MI LANO. - Motnos, Monopolio di commerci ncz:onali, An. éon
sede a. Milano, Dur. 31 dicembre 1938. Cap . L. 50 .000. Fabbricazione
acquisto e comm. qualsiasi merce.
MILANO - Mori P rimo e C., ace. con tede a Milano, via Soncino, I. Dur. IO anni. Cap. L. 100.000. Spaccatura e tranciatura
della legna.
M ILANO - Fratelli Malerba. Coli . con sede in Milano. Dur. 30
anni. Cap. L. 18.000. Comm. mobili.
MILANO. Istituto naz:onale di pubblicità, coll. con sede a
Mi lano, via Pontaccio 19. Dur. 3 anni. Cap . L. 30.000. Busta-lettera
affrancata ed altre forme di pubblicità.
·
MILANO - Fratelli A mo/di Soc. An. co::1 sede a M:lano. Cap .
L. 200.000. lnd. e comm. di cartoni e feltri incatramati bitumati e
affini.
'
MILANO - Casa Editrice « Pro Famiglia », an., con sede in Milano, cap. L. 100.000, per l"edizione, pubblicazione e diffusione del
periodico Pro Famiglia ed altri giornali. Dur. anni 30. La sede è
presso il cav. Giueeppe Sommariva.
MILANO - Stabilimenti Riuniti Carta d:i parati, Luigi Gassino
e C., an ., con sede in Milano, viale Genov8 12. Cap . L. 700 000,
durata al 31 Dicembre 1948, per la fabbricazione e commerci.o delle ca~te da pareti, c!ecorazioni murarie, ecc. ·

ITALIANE

MILANO - G. Campana e C., ace. semplice, con sede in Milano, riparto S. Cristoforo 28. Dur. al 31 Dicembre 1924, cap. L. 280
mila, per utilizzazione di rottami metallici .
_MILANO - Società Imprese e Costruzioni - S .I.C., an., con sec:'e a Milano, via Manzo:-ii 5. Dur. al 31 Dicembre 1942, cap. Lire
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345-46

192

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194

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Vico Nardon, 6. Dur. 7 anni . Ca;> . L. 300.000 . Lavorazione e collo:::amento di pini silani.
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grafiche e commercio cartolerie.
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canapa G.V.B.E .C . Dur. 5 anni. Cap . L. 150.000.
APOLI . - Salus. ace . con sede a Napoli, pia zza Dante, 71 .
Dur. 30 aprile 1923. Cap . L. 50.000 . Comm . a rticoli sanitari e rappresentanze affini .
NAPOLI. - Bando/a e Saduano, collettiva con sede a Scandigliano, corso Umberto I, n . 6. Dur . 3 anni . Cap . L. 6000 . Carboni
vegetali ed altri combustibili.

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Dur . IO anni. Cap. L. 20.000. Rappresenta nze nazionali ed estere.
PALLANZA - Torbiera di Magognino , ace., con sede a Mago.
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Cap. L. 30.000 per esercizio fornace di materiali da costruzio:1e e
calce e comm . legname e ferramenta .

NAPOLI - Elefante, Spera e Moscati, coll., con sede in Napoli .
PAVIA . - Agraria Lucana , Soc. An. con sede a Pavia . Cap .
Dur . 5 anni, cap . L. 1.000.000, per esercizio industria della lavora- L. 1.500.000 per lo sfruttam~nto dei boschi , il comm . dei legnami
zione del ferro , del legno e affini.
in genere, loro derivati e sotto'.)rodotti combustibili.
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200

.,

Nel mettersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le « I. I. I.

:i,

Catalogo Generale Permanente della lndustria lta1iana.

[INDUSTRIE VARIE - RAPPRESENTANTI , ecc.]

La fabbrica di
cucirini di Pedra
È l'unica fabbrica di roc h Lti di filo eh e i te nell'America del Sud e
nell'America Centrai .
È di proprietà della 'COMPA RIA AGRO FABRIL MERCANTIL,, di
P dra nello Stato di Alagoas.
Fu fondata dal compianto colonnello Delmiro Gouvea, coadiuvato dal caalier Guido F rrario e dal signor Lionello Iona.
L'apparato motore di questa grande industria è mos o dalle acque della
ca cata di Paulo Affonso, di proprietà della Companhia stessa.
Queste cascate, alimentate dalle acque del fiume S. Francisco, anche in
tempo di secc~, possono dare sviluppo di oltre 20.000 cavalli di f9rza.
Il prodotto di quest'industria è apprezzatissimo in tutta l'America del Sud
e nell'America Centrale.
Difatti, Ja "COMPANHIA AGRO FABRIL
MERCANTIL, di Pedra, oltre ad avere grandi
depo iti in Rio d Janeiro, S. Paulo, Pernambuco,
Bahia
nell principali città del Brasile, tiene
depo iti in Bu no Aire , Mont vid o, Santiago,
Valparai o, Lima, n 1 Para uay n I M ico, in
Boli ia, Cuba
nell prin ipali città del nord
del Bra il e dell' Am ri a C ntrale.
I prodotti della "COMPANHIA AGRO FABRIL ,, sono cono ciutis imi anche in Italia, in
buona parte d'Europa ed in Africa.
Il Sindacato d'Importazione ed E portazi n
di Torino, ha sp dito campioni ed ha a ttat
commi ioni da molte città d'Italia di Fran ia
Colonnello DELMIRO GOUVEA.

Nel mettersi in rapporto con i nostri 8ignori inserzionisti, è sempre utile citare le « I. I. I.»

201

Catalogo Generale Permanente della Industria ltaHana.

[INDUSTRIE VARIE - RAPPRESE TANTI, ecc.

Spagna e Portogallo
ed ha spìnto i campioni in Egitto, Algeria e Tuni ia.
Non appena v rranno uperate le difficoltà d i trasporti,
i prodotti di questa
grande organizzazione entreranno in
Europa, con gran~e
Cav. GUIDO FERRAR/O.
vantaggio del conig. LIO ELLO IO A .
sumatore.
I grandi organizzato!i di questa importante azienda, oltre al colonnello
Delmiro Gouvea, sono i signori Guido F errario e Lionello lona, milanese il
primo, triestino l'altro. Due tipi di lavoratori indefe si, di lottatori titanici,
che colla loro fermezza, colla loro attività riuscirono ad impiantare in America una delle più importanti
r <lditizie indu tri .
Nel loro indefesso lavoro, sono coadiuvati dal sig. Raul Brito, del quale,
ci rincresce, non pubblichiamo la fotografia, marrita nella posta.

Una sala di filatura della fabbrica di Pedra
e motore elettrico mosso da turbina ad acqua.

-WZ

Ripre a di .Ltna delle cascate di Paulo Alfonso
che alimentano le motrici della fabbrica di Pedra.

Nel mettersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti,:

è;

sempre utile cita,c le , I. I l. »

Catalogo Generaile Peunanente della



♦•



[INDUSTRIE V ARIE - RAPPRESENTA TI , ecc. l

Industria Italiana .

















••

















♦•

♦•





GIOVANNI TOSELLI
Nella lontana città di Natal nel Nord del
Brasile, il signor Giovanni T oselli ha sviluppato così intelligentemente la sua sapienza commerciale, che oggi egli è socio
della grande casa di esportazioni Giulius
Soesten, grande compratrice di cotoni, pelli, gomme, ecc. In occasione dell'ultimo
prestito nazionale, ·il signor Toselli fece
propaganda tale -da raggiungere fra i pochi italiani ivi residenti , cifre non indifferenti.
Assieme a suo· fratello Rinaldo tiene una
salina nella vicina città di Mossorò.
In altra pubblicazione parleremo dell
industrie e del commercio del signor T oselli.

••
••

DUILIO

FERRINI

Capo della grande casa che porta il titolo

quila Romana, di Rio de Janeiro .

In una prossima pubblicazione parleremo diffusamente dell'importante fabbrica
d'ombrelli del signor Ferrini , la prima fabbrica del genere in Brasile.

••

















CAV. GIUSEPPE LIPIANI

••
••

Un'indu tria d ella quale ci occuperemo
minuziosam nte, sarà quella del Cavalier
Giuseppe Lipi ni. Il vero innovatore, il vero ideatore di tulte le novità nel genere
confetti, in Rio de Janeiro.
La fabbrica di confetti del Cav. Lipiani
è delle più complete dell'America del Sud,
premiata con grandi diplomi in tutte le
Esposizioni, ed ultimamente con Gran Premio a Torino.

Le « Industrie Italiane Illustrate », che,
mesi or sono, pubblicarono diverse mono grafie sulle I. Riunite F. Matarazzo, oggi
si pregiano di pubblicare la fotografia del1' attivo e valente gerente della succursale
di Rio de Janeiro, signor Ercole Giannini.
l'avveduto ed intelligente perno di tutti gli
affari che la colossale casa italiana tiene
nella capitale della Repubblica.

















Nel mettersi in rapporto con

ERCO LE



.•







GIANNINI

nostri sign ori in se rzionisti , è sempre utile citare le

<e

I. I. I. »

203

[INDUSTRIE VARIE - R.\PPRESE TANTI, ecc . I

Catalogo Generale Permanente della Industria ltaLiana.












••




GIUSEPPE
















♦ .♦





VINCENZ O



L'attività e l'intelligenza del signor Vincenzo Rosati, in San Paulo del Brasile ,
sono diventate proverbiali. Egli è riuscito a
dotare San Paulo del più hello, del più
elegante, del più completo ambiente di
comfort.
di' amena Avenida Paulista ha aperto
al pubblico il « Trianon », elegante ritrovo
dell'élite di S. Paulo. Tutta la S. Paulo
aristocratica si riunisce al << T rianon ».
I più importanti banchetti, politici, diplomatici, vengono dati in quest'elegante ritrovo che illustreremo dettagliatamente in
un altro numero .

BOSISIO

ROSATI

























••













FAVILLA

Capo della forte ditta Favilla, Lombardi
e Comp. di S. Paulo (Brasile). Italiano nel}' anima, uno dei più validi collaboratori
della resistenza civile, durante la guerra.
Della forte ditta ne riparleremo in prossi-

204









me pubblicazioni.









LU· IGI





Fra le industrie che prosperano in San
Paulo non va dimenticata quella del signor Giuseppe Bosisio e figli.
Il signor Bosisio, assieme ai figli Claudio e Gigetto, ha impiantato una delle più
importanti fabbriche di cappelli di paglia,
che asporta per tutto il Brasile.
In una relazione più dettagliata, descriveremo la grande industria in altro numero.


















DOT T . PIERO ROGGIERI
Il giovane e intelligente direttore della
Fabbrica di Tessuti di Vouturantin presso
S. Paulo. Il dottor Roggieri, che oltre ad
essere una vera competenza nel campo
delle industrie, poichè è uno dei più competenti chimici industriali , è anche presidente della <e Dante Alighieri » di Rio de
Janeiro ed uno dei più indefessi propagatori dell'italianità all'estero.

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affini della concessione Menicaglie e Pozzolana in comune di
Monte Castrilli.
ROMA - Regina Pacis. An. con sede a ~ma. Dur. 20 anni .
Cap. L. 10.000. Decorazione chiese e industria statue religiose.

ITALIANE

ROMA. - Miniere e Industria zolfi, soc. An. con sede a Roma.
Cap. L. l.500.000, per l'esercizio di nuove miniere zolfifere in
Sicilia.
ROMA . Palazzo delle Associazioni, soc. an. con sede
Roma. Cap. L. 2.200.000 per la gestione del palazzo Salviati.

a

ROMA . - Soc. an. it. ricostruzioni edili, con sede a Roma.
ROMA - Federazione Nazionale Produttori Cemento. An. con S .A.l.R.E. Cap L. 2.000.000 per la costruzione di case, stabilisede a Roma.
menti, baracche, ecc., specialmente nelle terre invase e redente.
Sono organi costitutivi della federazione quattro sezioni, e cioè:
il Piemon'.e, la Liguria, l'E.rnilia, la Lombardia ed il Veneto .
ROMA. - Società per la rigeneraz ione dei cascami usati, /acomini, Boncompagni e Fumaroli. Coll. con sede in Roma, via della
ROMA - Impresa Mariani e Francini. Coll. con sede in Roma. Lungara, 120. Cap . L. 60.000.
Dur. 5 anni. Cap. L. 500.000. Ripristino térritori invasi con nuove
operazioni e dilizie, strade, ferrovie, tramvie e derivazioni di acque.
ROMA. - Soc. Italiana Zolfi. anonima con sede a Roma , per
l'esercizio di nuove miniere zolfifere in Sicilia.
ROMA .- V. Ranieri e C . Ace. con sede in Roma. Dur .. 5 anni .
Cap. L. l.000.000. Industria Edilizia ed altre attinenti ed affini.
ROMA. _ Fabbrica umbra conglomerati, An . con sede a Roma .

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ROMA . - Balsani e Mor!u scelli, coli. con sede a Roma, via
Paolo Emilio, IO. Rappresentanze in genere.

ROMA - G. Lolli e C. Coll. con sede in Roma, V. Monte
Gjordano 34. Dur. 3 anni . Cap. L. 12.000. Rappr . e depositi.

ROMA. ' indacato generale per Bonifiche. An. con sede a
Roma . Cap. L. 100.000. S tudio e:! espansione in Italia di bonifiche
e altr opere pubbliche con speciale riguardo all'Agro romano e
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ROMA - Associazione Commercio e Rappresentanze. A . R . C . E .
Soc . an . con sede a Rom . Cap. L. 100.000. Per splicazione di
ogni forma di attività commerciai .
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ROMA - Bombetti, Curzi e Moroni. Coli. con sede in Roma ,
piazza Novara. Cap. L. 300.000. lnd . mobili .
ROMA Damilano e Fortuna . Coli. con sede a Roma. Dur. 10
anni. Cap. L. 20.000. lnd . articoli di ottica e affini.
ROMA Benedetto Rainoldi e C. Coli . con sede a Roma .
Dur. 5 anni. Cap. L. 10.000. Commissioni e rappresentanze .

ROMA. - Industrie Umbre Bartolomeo Bartoli. An. con sede
o Roma. Cap. L. 2.000.000.
ROMA . - Lauria e C ., col!. con sede a Roma. Dur . 31 dicembre
1921. Cap . L. 1.520.000 per l'acquisto e sfruttamento boschi e industria relativa.
ROMA . -

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