Le Industrie Italiane Illustrate, n. 3, 1919
Contenuto
- Titolo originale
- "Le Industrie Italiane Illustrate"
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
Copertina – Alte personalità delle industrie italiane: Comm. Piero Pariani, importante banchiere e amministratore finanziario italiano.
Sommario:
- A. G. Magheri, Direttore della Società Italiana Motori Crossley di Firenze, p. 65
- Lazzaro, vieni fuori! – Il Direttore delle I. I. I., p. 71
- Un’accusa ingiustificata all’organizzazione scientifica del lavoro – Ulisse Gobbi, del Regio Istituto Lombardo, p. 74
- L’avviamento commerciale – Prof. Avv. Pietro Cogliolo dell’Università di Genova, p. 75
- La navigazione interna in Italia ed in Germania – Alfredo Mazza, Direttore Generale al Ministero dei LL. PP. (con 1 illustrazione), p. 77
- L’industria dei legnami negli Stati Uniti d’America e i suoi riflessi in Italia – Alberto Cotta (con 4 illustrazioni), p. 81
- I residui dell’oleificio nell’ora presente e nell’avvenire – Professor F. Bracci, Direttore del Regio Oleificio sperimentale (con 3 illustrazioni), p. 89
- Per la mano d’opera femminile – Prof. Luigi Ferrannini, della Regia Università di Napoli, p. 95
- L’industria dei trasporti nelle comunicazioni postali – Enrico Melillo (continuazione e fine; vedi numero di gennaio), p. 99
- Gli osservatorii industriali e commerciali delle I. I. I., P. 105
- Rassegna del Movimento Industriale Italiano, p. 113
- I documenti della storia – l’automobile (con 7 illustrazioni), p. 133
- Il Lanificio Pietro Cazzola di Schio (con 4 illustrazioni), p. 141
- Docks liguri – Genova (con 5 illustrazioni), p. 144 - Data testuale
- 1919 marzo
- Data topica
- Milano
- Consistenza
- pp. 210
- Stato di conservazione
- Discreto
- Soggetto produttore
-
Umberto Notari (1878 - 1950)
- Identificativo
- PER.000056/1
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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-
LE INDUSTRIE ITALIANE ILLUSTRATEVedi tutti i contenuti con questo valore
-
1919 - Anno IIIVedi tutti i contenuti con questo valore
- Temi correlati
- Comparto agro-alimentare
- Comparto elettrotecnico e impiantistico
- Comparto siderurgico
- Comparto tessile
- Comunicazione d'impresa
- Donne e lavoro
- Economia e finanza
- Editoria
- Grafica e foto pubblicitaria
- Interni di fabbrica
- Stabilimenti industriali
- contenuto
-
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STABILIMENTI A S. VITTORIA D'ALBA E S. STEFANO BELBO
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~ Cenerai<!!
Permanente della Industria Italiana.
[SIDE.RURGICHE . METALLURG .• MECCA, ICHEJ
SPEZIA
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Nel n1tl.cr"i in ra:=pc rlo con .' nostri signori fruerzionisti, è scmprz utile cila,e e
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Cataloao Generale Permanente della Industria ltnl 'ana .
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Nel metterai in rappo rto co n
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I. I. I. •
An.onlm a
• Sede i n MIL ANO• V ia A., B o r d oni, C) •
Capital e Yer■ato L , 2 ,5,000.0 00
STA 2J I L I M 'E N TI
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in 'Piemonte, in Lombardia e nel Veneto
-
234
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67-
Istituto scientifico tecnico di Metallurgia,
Siderurgia e M etallografia.
Impianto Idroelettrico del Lys.
Acciaierie, Forni elettrici, Forni Martin e
laminatoi Fonderia dell'acciaio.
Fonderia della ghisa , del bronzo e delle
leghe metalliche.
Fucine.
Proiettifici.
Fabbrica di Locomotive.
.......
8 9 IO 11 12 13 14 15 -
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Costruzione di Carrozze e Vagoni /erro- i
viarii.
Fabbrica di cannoni ed affusti.
Costruzio ne di motori a scoppio.
Fabbrica di siluri.
Costruzione di aeroplani e campo di aviazione.
Costruzione di macchine-utensili.
Costruzione di macchine agricole.
Cantiere navale.
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Nel metterai in rapporto con i nostri sign or_i inserzion isti, è sempre ulilB citare le « I. I. 1.••
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3
Catalogo Generale Permanente della Industria Italiana.
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[SIDERURGICHE • METALLURG .• MECCANICHE)
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-BIAKMETAL
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BOLLETTINO 'M ENSILE DELL'UFFICIO STUDII DEGLI
STABILIMENTI "BIAK ~~
ING. A. POUCHAIN
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SOCIETÀ IN 4ccOMANDITA PER AZIONI
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CAPITALE L. 7.000.000 INTERAMEN. VERSATO
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Il BOLLETTINO N. 14 del Biakmetal annnncerà
· una delle poche scoperte metallurgiche fatte
dalla guerra .
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È un metallo INTERAMENTE ITALIANO, fatto
con minerali ITALIANI, con mezzi termici
ITALIANI - nessun altro metallo lo è.
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È (come tutti i Biakmetal) un metallo ad elevate
caratteristiche.
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È UN METALLO INOSSIDABILE.
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NB. - La Direnone del Bollettino, a S('mplice richiesta, farù
invio agli intere&sati delle pubblica:ioni sue per omaggio
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DIREZIONE
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GENERALE
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AMMINISTRAZIO
T ORI NO
CORSO STUPINIGI, 12
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È fra i Metalli (fuori del ferro) il più a BUO1"
MERCATO che esista attualmente in qualsiasi paese.
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E:
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TELEFONI 86-93 e 41-25
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7-8
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Nel metterai in rapporto con i nostri aiBnori inserzionisti, è ,empre utile citare le • I. I. I. •
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( 111alo110
Generale Permanente della Industria. Italiana.
(SIDERURGICHE. METAU.URG.• MECCANICHE)
SOCIE.TA ANONIMA ITALIANA
GIO. ANSALDO
FIUMARA
SA MPIERDARENA
S t abilimento della
-<81 e~
Riparto Apparecchi ed !strumenti a misurare.
, Calibri di misura circolare, lineari e a ferro cavallo - Apparecchi di precisione
in ogni genere con gradazione fino a 1/ 500° di m/ m. - Piani di riscontro di
qualunque tipo e dimensione.
Riparto Ut~nsili da Taglio.
Punte elicoidali a gambo conico e cilindrico - frese d'ogni genere in acciai
al carbonio e rapido - frese a lame riportate - Alisciatoi con coda conica e
cilindrica per calderai, per alesatrici e per macchine automatiche - Creatori
per ingranaggi elicoidali e cilindrici, maschi e filiere.
STUDI particolari ed attrezzature analoghe per ogni lavorazione speciale.
Riparto Attrezzi.
Mandrini autocentranti ed a morsetti indipendenti di qualunque diametro Mor:;e parallele per banco e per macchine - Bride da tornio - Apparecchi di
fissaggio in genere.
Riparto lavorazioni automatiche da Barre.
Dadi, Bulloni, Rondelle, ecc. ecc.
Riparto lavorazioni automatiche da nuclei fusi o fucinati.
Pistoni per motori a scoppio, locomobili, locomotive - Dischi per ingranaggi
fino al diametro di m/ m. 410 - Mozzi per Automobili e diversi, ecc.
Riparto speciale.
Qualunque pezzo meccanico in serie da rn/ rn. 3 a m/ m. 85 se ricavato da barra,
e da m/ m. 70 a m/ m. 410 con sporgenza fino a m/ m. 320 se da pezzi fusi o
fucinati.
Riparto Acciai.
Acciai da utensili sia al carbonio che speciali e rapidi - Acciai per qualunque
genere di utensileria - Acciai speciali per filiere - Acciaio per cuscinetti a sfere
e per sfere - Acciai speciali al forno elettrico, ecc.
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Nel mettersi in rapporto con i no,tri aignori inser.zioni,ti, è sempre utile citare le e I. I. I. •
5
(SIDERURGICHE • METAU..URG. . MECCANICHE)
CataloRO Genera.e Permanente della Industria ltaii ..n ,.
l\Iodello N. 4
ToRNI A REvoLVER "WARNER & SWASEY,,
. .
per i lavori di prec1s1one
Perchè: il perfetto allineamento fra il mandrino e la torretta; l'accurata lavorazione dei pezzi costituenti e la comodità dell'aggiustaggio delle parti usate; la
corretta relazione fra velocità ed avanzamenti assicurano la massima produzione.
QUATTRO DIMENSIO I
N. 1: barre 16m/m • N. 2: barre 2Sm/m • N. 4: barre 37m/ 01
MACCHINE
SEMPRE
PRO
TE
IN
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N. 6: barre S7m/m
ITALI!\
A GENTI ES CL USI V 1 PER L'ITALIA :
AU.IED MACHINERY COMPANY OF AMERICA
Via XX Settembre, 12 - TORINO
Società Anonima Capitale L. 1.000.000 - Versato L. 300.000
Telefono 14-65
lndiriuo Telegrafico: ALMACOA-TORINO.
Filiali: MILANO • Via P. Umberto, 2 . Piazza Cavour, S
Telefoni 10-038 - 10-039 - 10-040
GENOVA . Palazzo Nuova Dorsa, S8 - Tel. 40-SS
11·2
6
N..1 metler$i in rapporto con i notlri ,ignori interzioni,li, è sempre utile citare /e • I. I. I. »
( 'atalOijO
Generale Permenen le della Industria lta!ia:ia.
(SIDERURGICHE - METALLURG. - MECCANICHE)
Fabbrica Italiana Segmenti
MAGGIORA ERNESTO
Fonderia Ghisa
(Torino) Frazione Regina Margherita
U110
dei reparti Tomcria.
Segmenti (anelli elastici) e · Stantuffi per motori a scoppio
per Aut omo h il i ed _A')) i azione
a G a s. p o 'ber o ed il l u m in a n le
· ad olio pesante di ogni tipo e sistema.
F ORNITURE PER
FERROVIE
E
MARINA
Ne/ meller$i in rap porto con i nostri signori inaer.::ioniati, è ,cmpre utile citare le
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I. I. I. •
7
Catalogo G enerale Permanente della Industria Italiana.
SOCIETÀ
[SIDE.RURGICHE - METALLURG. - MECCANICHE.l
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ETTI & TANFANI
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15-6
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{;e/ mettersi in rappc rto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare /e e I. I. I. »
(SIDf.RURCICHE - METAll..URG .• MECCANICHE)
'11ctl ~IJO Generale Permanente della Industria Italiano.
f !EiFUIE!ltA mCHIVAS~o
SOCIETA IN NOME COLLETTIVO
C ON
SEDE IN CHIVASSO
t/FF/C/0 PBI? LA VEAVIZ1 OB/ Sf/0/ PROLJ0 7'7'/
lia J. (ìvinlin(J f9 - TORJNO - V),, ,S (ìvinlino /.9
T-ELE6RA FICO
/HD.lll/ZZO
{
f CHIVASSO : FERRIERA
l TORINO
: S lDE ROS
CHIVASSO N'• 44
TORINO N°89-60
TELEFONICO
ACCIAIERIA-LAMINATOI
PER l'RODVZIONE
DI
LINGOTTI BILLE TTE S
TI E J'A GOAIA TI
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Ne/ mettersi in rapporto con i nostri si11nori inacrzionisti, è sempre utile citare le • I. I I
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[SIDf.RURGICHE . METAUURG. - MECCANICHE)
Catalogo Generale Permanente della lndust:ia ltalia.na.
FOURS ROUSSEAU
SOCIETÀ ANONIMA - CAPITALE FRS. 2,500.000
ARGENTEUIL ('Parigi)
Fomi brevettati rovesciabili, a manotlra idraulica o meccanica, con focolare
gasogeno, a crogiuolo da 50 a 600 Kg. di capacità. • •••••••••••••••• ■
Forni brevettati a rombustione integrale, funzionanti a carbone, coke o legna,
per la fusione del rame e sue leghe.
• •••••••••••••••••••••••••••••
Forni ad olio pesante, funzionanti con ventilatore comune o con compressore.
Forni speciali di grande •capaciti! per Alluminio da 30 a 450 Kg. di metallo
fuso in una sola rolla. • •••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••
Forni amotlibili mantenenti ill f usio11e l'Alluminio per le fon dite in conchiglia.
Forni ad olio per acciaio e nickel. ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ • • ■ • • • ■ • • • • • • • • • • • • • • • • •
Migliaia di Forni « Rousseau > si trovano in funzionamento in tutto il mondo.
• • • • • • • • • • • • IM'PIANTI COM'PLETI 1>1 FON1>ERIE • • • • • • • • • • •
F .A'B'BRICAZJONE FRANCESE VI CROGIUOLI IN GRAFITE
'PER
:l_UALUN!l.UE
M E TALLO
Specialità : Crogiuoli di grande capacitiJ per fomi rovesciabili. ■. • • • • • • • • • • •
Crogiuoli speciali con e senza « brasquage > per nickel e per acciaio. • • • • • •
Guarnizioni di forni e qualunque pezzo su modello o disegno, in gra/ite od in
terra extra-alluminosa per altissime temperature. • • • • • • • • • • • • • • • • • •
Soecialità: Tubi, tappi e sedie per le colate di acciaio- • • • • • • • • • • • • • • • •
Agenti Generali per l' Italia e Colonie:
17• 8
10
CHJAM'PAN
GE N OVA •
Cl
'BENE'DETTJNJ
'Piazza Colombo, 11
·
Nel mcllcrsi in rapporto con i nastri ,ignori inserzioniati, è sempre utile citare le e I. I. I. •
Caia!ogo C : n:rale Permanente della Industria ltalia:ia.
[SIDERURGICHE - MET ALLURC. - MECCANICHE)
Greenwood & Batley, Limited
Albion Works - LE ED S.·- Inghilterra
Fucinatrici orizzontali brevetto " Horsfall' s ,,
per bolloni e dadi
Fucinatrici verticali brevetto "Vincent's ,,
• per bolloni e rivetti
Macchine per la :6nitura di bolloni e dadi
Macchina per ricalcar• rivetti a freddo.
~enti:
A. & M.
T•••lono , 32·26
S p•ed - To .. lno
'l••••..••
f_lli
TORINO
RU BATTO
4 , Via Passalacqua
Nel metterai in rapporto con i no,tri signori in,erzioni,ti, è ,empre utile citare le • I. I. I. •
Il
Catalogo Generale Permanente della Industria ltalian:i.
[SIDERURGICHE. I\IET ALLURG.• MECCANICHE!
-
r.4
i
AGENZIA GENERALE PER L' ITALlA CON DEPOSITO
ALBERTO .DEMICHELIS
Via Monti N. 14 T Q R I NO
2 1·2
12
Nel metterai in rapporto con i nostri signori inserzioni•ti, è •empre utile citare le
«
1.11. I. •
C'Malogo
Generale Permanente della Industria ltaliann.
[SIDERURGICHE - METALLURG. - MECCANICHE)
Aratro Nazionale!
Un grande reparto delle
FONDERIE edACCIAIERIE
di TERNI
è in piena produzione, e dà, nei principali tipi,
le migliaia di aratri che possono abbisognare al1' Agricoltura Italiana.
~· ·
La FEDERAZIONE ITALIANA dei CONSORZI AGRARI di PIACENZA, si è assicurata questa produzione, del cui collocamento sono
incaricate le ASSOCIAZIONI AGRAR IE
COOPERATIVE DI TUTTA ITALIA .
.
Nel melle"i in
rappo rto con i no.tri s ignori in serzionisti, è sempre utile citare le « I.
I. I •
Il
C3talogo Generale Permanente della Industria ltaltana.
[SIDERURGICHE - MET ALLURG. - MECCA~ICHE]
OFFICINE
MANFREDI BONGIOANNI
Società Anonima con Sede in MONDOVÌ
Capitale versato L. 3.400.000
Stabilimenti in Mondovì-Fossano -Cuneo -Margarita
IMPIANTI IDROELETTRICI PROPRII
===========
per produzione acciaio e ghisa GETTI IN ACCIAIO ED IN GHISA su
modelli o disegni - ACCIAI SPECIALI - GHISE SPECIALI per industrie diverse.
FORNI ELETTRICI
MACCHINE PER LA LAVORAZIONE DEL LEGNO
SERIE COMPLETE di tutte le macchine più moderne per la lavorazione del legno.
DIVERSE MIGLWA di ogni tipo funzionanti in Italia.
MAGAZZENI SEMPRE PROVVISTI per pronte consegne.
ESPORTAZIONE.
MACCHINE PER PRODUZIONE LATERIZI
Impianti completi per produzione continua di ogni tipo di laterizio
partendo dall'argilla appena scavata.
Disintegratori di argilla brevettati di alto rendimento.
Presse per tegole a grande produzione.
Progetti e Preventivi Gr a.tis a richiesta - Esportazione
GRANDE PRODUZIONE di ARTICOLI m GHISAt per ediliziat igienet ecc.
PRODUZIONE DI ASSI IN FERRO fucinatit per carri e carrette.
27-8
14
Nel meltersi in rapporto con i noalri signori inaerzioni,ti, è aempre utile citare le
1
c 1. I.
I.•
(.' •toloao Generale Permanente della Industria Italiana.
[SIDERURGICHE - MET ALLU.~G. - MECCANICHE)
C. · I. B. ·S.
Compagnia Italiana Bronzi
Speciali
(STABILIMENTO AUSILIARIO)
FO NDERIA
E
OFFICINE
TORI No
Indirizzo telegr.
CIBS • TORINO
· Veduta Eenerale dello Stabiliment».
'Bronzi " C.I.'B.S. ,. e 'Bronzi fosforosi " C.I.'B.S. ,. in getti e lingotti.
Leghe tlarie • Ottone • Alluminio in getti e lingotti,
'Bronzi antifrizioni "C.1.'B.S.,. per cuscinetti in getti e lingotti,
Metalli bianchi antifrizioni " C,J,'B,S, ,.
l~EGHE S'PECIA.LI: Ram~ fosforoso 15 °/o • 10 °/o RA.ME MANGANESE,
Stagno fosforoso • Stagno manganese - Ferro• Zinco• Alluminio in poltlere.
'Pi.stoni Cuscinetti e 'Boccole per Motori, 'Pompe ed IniettQri, ecc.
Nel mettersi in rapporto con i noslri ,ignori inserzionisti, è aempre utile citare le
1.
I. I. I.•
15
Catalogo Generale Permanente della Industria Italiana .
[SIDERURGICHE • METAU.URG.• MECCANICHE)
UNO DEI MAGAZZENI PER I PEZZI SEMI LAVORATI
CUSCINETTI A SFERE
SF·ERE· IN ACCIAIO
Pezzi staccati per Automobili - Serie p er
velocipedi - Oggetti di lamiera di ferr o
o di ottone imbottiti - Oggetti in ferro o
in acciaio temperati e rettificati - Calibri
di qualunque natura
B
B
.0
B
.B
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OFFICINE VI VILLAR PEROS'A
VILLAR 'PEROSA ('Pinerolo)
T ele/.: s. Germ ano Chisone, 5 • Teleg ,: Officint1 • Villar 'Perosa
16
( Ll,bu Cod• usedJ
Nel mettersi in rapporto con i nostri signori ìnser2ioni.ti, è sempre ulile citare le e I. I. I. >
(SIDERURGICHE - METALLURG. - MECCANICHE)
C l41uwo Generale Permanente della Industria Italiana.
,,
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ALTIFOR·N I
ACCIAIERIE D'ITALIA
E
.Società Anonima con Sede in ROMA
CAPITALE
0
L. 300.000.000 INTERAMENTE VERSAT O
Cotnprende:
IO Grandi Stabilimenti siderurgici :
a P iombino, Portoferraio, F ol!onica, Savona, Sestri Ponente , Pra, Bo!zaneto . S. Giovanni
Va ldarno, Torre Annunziata, Bagnoli di Napo!i.
12 Socie tà Minerarie, ripartite come segue:
7 per l'estrazione del minerale di ferro,
I
»
J>
manganese.
4
»
della lignite,
oltre diverse Cave di argille rehattarie, di Castina, di Dolomite e di Quarzite;
5 Società e Stabilimenti di prodotti refrattari, silicei, silico-al!uminosi, al'.uminosi-magnesiaci;
I Società di Navigazione: « Il Lloyd Mediterraneo >> con sede in Roma e capitale di 100.000.000
d i Lire interamente versato. 30 vapori con oltre 100.000 T . di stazza, 2 Cantieri '.\!avali, a
Piombino e a Bagnoli.
Controlla ed è unita a:
IO Socie tà di Costruzioni Meccaniche e Meccanico-Navali
ed è interessata in altre
8 Società Elettriche, Elettro-Siderurgiche ed Elettro-Meccaniche.
Rappresenta:
Un milione .di tonnellate d'acciaio prodotte annualmente.
Due mi!ioni di tonnellate di materiali estratti.
Una forza di oltre 120.000 H P, installati nei soli suoi Stabilimenti Siderurgici,
E 50.000 operai impiegati.
P rodu,cet
C hise per aifinazione e per fonderia, speciali per pezzi di macchine; ferro specµlare;
I ingotti d'acciaio Martin e Bessemer; blooms, billettes, rotaie, m'ateriale minuto d'armamento di ogni profilo e dimensione ferroviario e tranviario; travi e profilati d'ogni genere e dimensione; lamiere e lamierini, bande nere zincate e stagnate {latta); moietta;
L rtti in ghisa, in acciaio, in bronzo; tubi per condotte d'acqua e di gas e relativi pezzi spec iali, punte di Parigi;
·
,-\unii, molle, bolloni, filo lucido, ricotto, zincato, ramato, corda spinosa, funi metalliche.
< nkr metallurgico e sottoprodotti : solfato ammonico, catrame, benzoli, ecc.; Cemento d i
loppa, carbuto di Calcio, leghe siderurgiche e acciai speciali elettrici.
Per corrispondenze: .,
I LVA,,
'l'cr Telegrammi: " I LYA ,, Roma
=
=
ROMA, Corso Umberto I, 128
CJelefoni: 8-:5 - 17-21 - 39-87 - 87-21
4 Il
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Nrl mettersi in rapporto co n i nostri' aignori inse rzionisti, è sempre uli/e cilore /e e I. I. I. »
•
17
Catalogo Cenc:ale Permanente della Industria Italiana.
[SIDERURGICHE - Ml:.TALLURG. • ~ECCANICHEI
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: MACCHINARIO PER
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RINNO~AZIONE
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MATERIALE FERROVIARIO
CA N T ~_l ERI NAVALI '
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MECCANICA
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CARATTERISTICHE E DESCRIZIONE
D-ELL'IDROVOLANTE QUADRIPLANO
L e caratteristiche dell'idrovolante R4 con la cellula qua- pale e:I un'elica propulsiva pure a 4 pale poste in tan.
driplan a sarebbero le seguenti :
dem, di grande diametro e costruite di bronzo speciale.
Anteriormente e posteriormente alla carlinga vi è posto
Superficie a lare
mq. 800
un radiatore a nido d" aoe oer il raffreddamento delle
Peso a nicno carico
Kg. 32.000
rispettive coppie di motoi.
·
Potenza ;.,,otrice
Ht'. 4000/5000
Al di sotto dei radiatori vi sono i serbatoi dell"olio
Peso a vuoto
Kg. 12.500
completanti il carenamento.
Peso utile
Kg. 19.500
Al centro della carlinga, fra le due coppie dei motori
Velocità oraria
Km. IS0/ 160
vi è una cabina per i motoristi con tutti gli istrumenti
Peso per mq.
Kg. 40
di controllo dei motori, le messe in moto, nonchè il quaPeso per HP.
Kg. 6.5/ 7,5
dro delle segnalazioni elellriche dei comandi trasmessi
Apert l'ra d'ali
mt. 50
dal Capitano del velivolo.
Lt:nghezza
ml. 25
Intorno alla carlinga, nell"intemo, vi è una passerella
Altezza
mt. Ilper permettere ai motoristi di sorvegliare il funzionamenPassiamo ora alla descrizione dell'idrovolante quadri- to dei motori in moto o di compiere le eventuali e piccole
plano. L'idrovolante si comi>one di 2 grandi galleg- riparazioni che si ritenessero necessarie durante il volo,
gianti a forma di canotti i>osti in parallelo. sormontati da potendosi fermare un motore indipendentemente dagli alùna velatura quodriplana, la quale sostiene al centro una tri pur mantenendo l'elica in moto.
ampia navicella a cabina per i passeggieri e per la poAl centro della cellula, ed occuoante in altezza la sola
sta ed ai lati due serie di doppi motori conassici con parte centrale, vi è la navicella a ·cabine !)er il comando
relativa cabina per i motoristi. Poslerio,mente ai due del velivolo, per i passeggeri, per la posta, ecc.
canotti viene fissata la coda composta di una cellula biLa navicella centrale. a forma di sigaro avana, è coplana costituente il piano lisso e mobile e di tre timoni struita in trav:ilura di legno rinforzata con tubi di acciaio;
di direzione con rehtive derive.
all'esterno completamente rivestita di compensato special galleggianti. di un :,rolilo a forma di canotto allungati le ricoperto di tela e leRno balsa per attutire completa •
longitudinalmente. sono costruiti internamente con grosse mente il rumore dei motori e rendere meno sensibili
nervature di frassino e coperti esternamente di triplo fa- le oscillazioni termiche.
sciame di cedro e tela che li rende robustissimi. leggeri
Nella parte anteriore della navicello vi sono le cabine
ed impermeabili, tanto da poter rimanere continuamente per il personale di comando e subalterno; appositi vani
in acqua negli l,angars come una qualsiasi imbarcazione per gli apparecch i elellrici e !)er la radiotelegrafia con
marina. Una serie di paratie li dividono in un molteplice cabine di riposo per gli elettricisti. Posteriormente lo spanumero di scompartimenti comi>letamenle stagni muniti zio per le cucine e per il rimanente personale di servizio
di chiusini di verifica.
di bordo. La navicella è diviea in due piani: l'infe1 galleggianti contengono nell'interno i soli serbatoi riore. contiene le cabine lelto bi:,osto per i passeggieri,
benzina. - La cellula è formata da quattro piani di e• situate lateralmente con corridoio centrale, uso vagoniguale misura posti uno sull'altro ad eguale distanza, so- ),:tto ferroviarii: la superiore. contiene la sala per il serstenuli da un traliccio di grossi mont anti di speciale pro- vizio restaurant. ritrovi per lettura e •crittura. - Al di
filo e costruzione e con diagonali di /ili di acciaio proli- ~olio della navicella vi sono gli scom.!)artimenti per i saclati ovali.
c hi della posta.
I piani sono costituiti da lungheroni di speciale proL'ornamento interno, in stile d i lusso. ma severo, è
filo in lamiera di acciaio, di alta resistenza. e da un tra- fallo eul tipo delle cabine dei grandi traneatlantici con
liccio di centine di duralluminio :id alta resistenza e mi- grandi vetrate ai fianchi.
nimo peso: il tutto ricoperto da un lamierino solli IissiTutte le cabine sono rischiarale e riscaldate elettricamo di acciaio al cromo nichel che ne lega ed irrobu- mente.
stiscc tutto l'assieme danélo all'ala il pro/ilo di buona pe-·
I passeggieri internamente ascendono al piano superio•
netrazione e di sostentamento. Can questa costruzione si re ner mezzo di scale a chiocciola. e circolano nell'interno
viene a formare una cellula .metallica robustissima inde- della navicella. senza disturbare l"equilibrio dell'apparec
formabile e resistente alle inte1noérie.
chio, che è mantenuto a oosto :-,er mezzo di apparecchi
Della -Stéssa costruzione della ~e'.Jula è composta la coda equilibratori automatici speciali.
e tutti i piani di comando.
La rotta ed il comando dell'apnarecchio è affidata al
1 motori sono racchiusi e sostenuti da una carlin11:a in comandante di b:)rdo. che tra.tmette g 1 i ordini al pilota,
. tubi d'ac.::iaio e duralluminio. rivestita essa oure di la- il quale guida l'apparecchio a meuo di comandi ad aria
miering.'d' a.céiaio che l e dà forma di buona p'enetrazione. compressa, per maggiore facilitazione nella manovra. Du1 moti>rl sono ,oosli a copoie anteriormente e posterior- rante il percorso il velivolo potrà ricevere e trasmette•e
mente nelb' car"l'inga ·e funzionano indii>endentemente per radiotelegrammi a mezzo del suo aoparecchio radiotelemezzo di una sch:'ola di riduzione. un• elica trattiva a 4 grafico installato a bordo.
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181.
O, Ga11liacco. Monza, 182.
Michcli e C., Buenos Aires, 206.
Davide Costaguta, Buenos AiF.lli Bcvilac<iua. Tonno, 182.
Telific. L. Buoni, 182.
rce, 207.
Bar&giob Pozzi e C., Como. 182, L. Calia.,ano, Alba, 208.
SOCIETÀ ANONIMA ITALIANA
ING.NICOLA
RO·MEO&C.
CAPITALE
L .
50.0 0 0.0 0 0
IVIILANO
INTERAM . VERSATO
SARONNO
SEDE: VIA PALEOCAPA, 6
MILANO,
•
AL
PORTELLO;
STABILIMENTO " A L F A , ,
COMPRESSORI
S ILI
D ' AR IA -
PNEUMATICI -
PERFORATRICI -
UTEN-
FRENI AD ARIA CO MPR E SSA
STABILIMENTO " T R I E S T E ,,
MACCHINE
AGRICOLE
STABILIMENTO " G O R I Z I A ,,
MACCHINARI
PUBBLICI
-
PER
I MPRE SE
FERROVIARI
-
LA VORI
PORTUALI
STAB. MECCANICO " TRENTO ,,
MACCHINARI
PER
MINIERE
SARONNO:
STAB.
COSTRUZ.
LO CO MOTIVE
PARECCHI
MILANO,
DI
A L
A
VAPORE
ELETTRICHE -
SOLLEVAMENTO
AP-
E
TRASPORTO
GHISA E
ACCIAIO
PORTELLO .
FONDERIE DI
FORGE
MECCANICHE
ED
E
LAMINATOIO
STABILIMENTO
OSSIGENO
E
PRODUZIONE
IDROGENO
I
I l'{
Ilare delle I. I. I.
LA Z Z A ·R O,
VI ENI FUORI!
I )l SCORSO SENZA COMPLIMENTI
A G LI INDUSTRIALI ITALIANI
I: necessario
sottolineare ai produttori ita- tiziario strani~ro di origine tendenziosa, inli 1111 la particolare delicatezza del momento controllato ed incontrollabile, per lo più so1 I,, Mtraversiamo.
fisticato e falso.
Una specie di .nevrosi collettiva - la neDelle tre pressioni, le più pericolose sov, ..,i della guerra - scuote gli uomini tenu- no incontestabilmente la prima e la terza;
ti pt•r quattro anni in una tensione formida- quest'ultima, più delle altre due , poichè
1,,lc· che ha seviziato in tutti i campi e in tutti per la sua dinamica imponderabile sfugge
1 u nsi il fragile organismo umano, come ha per così d ire a lla misurazione e , per tanto,
1, pwssato il friabile congegno rsociale ed e- al rimedio.
11111omico delle nazioni travolte nel trauma
L'abolizione della censura, da noi tutti
I, I conflitto mondiale.
invocata, conferirà forse ai compilatori di
I produttori (industriali, agricoltori, ope- giornali un maggiore s enso di responsabi1111, contadini) a cui è demandato il compito lità morale, ma la mentalità coloniale deld, Ila ricomposizione del tessuto della civiltà l'odierno giornalismo borghese , anchilosata
t 1dotto a un miserevole cencio, sono oggi da una funzione prevalentemente rettorica,
1111toposti a una triplice pressione che para- indotta dal professionismo ad una gesticolai,, ,a la libertà dei loro movimenti costruttivi zione in permanenza dramatizzata, non am, 1tarda il lento lavorio cellulare della cica- metterà tanto facilmente che il giornale,
h 1nazione.
così come oggi è costituito, a furia di riemPressione meccanica dall' alto: inceppa- pire le proprie colonne di misfatti, d i atro111.. nti, prepotenze di una burocrazia cui la cità, di aberrazioni e di sventure d'ogni
Wll<'rra conferì una dittatura alla quale non specie, d'ogni giorno e d'ogni paese , finiv11ole abdicare.
sca per prospettare alle moltitudini una
Pressione meccanica dal basso : mimeti- ininterrotta cinematografia di ossessi, onde
11111i inconsci di gesti medioevali a fondo a- lo spirito pubblico insensibilmente s ·abbas11111tico e semitico di nuclei tanto più esa- sa, ogni sana iniziativa annichilisce , ogni
11pNati quanto più incolti e compressi.
volontà di bene vacilla e l'accasciamento
Pressione atmosferica in ogni direzione, sommerge i cuori e oscura le menti.
r , rcitata da un giornalismo senza discerCiononostante, col crescere di questa tri111 men to e senza sensibilità (qualificato per plice pressione cresce automaticamente l 'aironia autorevole e illuminato), con un no- vidità di aria sana, la ricerca affannosa di
71
LE I. I. /. ==========-=======:=============-=======
un rimedio contro il principio di asfissia in
c ui si dibatte la civiltà.
Esiste simile rimedio?
Noi crediamo di sì, e vorremmo che gli
Italiani, i quali, fra le varie stirpi, costituiscono il nucleo fondamentalmente più fre$<:o di forze, perchè più giovane e più sobrio, si ponessero alla testa di un movimento di rinnovazion~ sociale integratore di
quello politico condotto dagli americani attraverso i postulati di Wilson .
Non abbiamo, noi Italiani, dato al mondo per ben tre volte una civiltà superiore?
Il Diritto Romano, le libertà del Rinascimento, la spinta dei grandi Pensatori del
Settecento non portano forse la indelebile
impronta della lucida, accorta, equilibrata,
generosa mentalità italiana?
Non si deve forse al popolo italiano il
crollo di quella autocrazia militarista che
voleva una umanità aggiogata al carro divinizzato dei proprii monarchi medioevali?
Chi può negare che la neutralità italiana
prima, il nostro intervento poi, e infine il
colpo di clava di Vittorio Veneto non siano stati i fattori ad un tempo integratori e
determinativi della soluzione GIUSTA della guerra mondiale?
A che obbedì il popolo italiano quando,
nell'agosto del 191 4, ripudiò una signoria
trentennale (si chiamava Triplice A lleanza !), che disponeva delle maggiori nostre
risorse, dei nostri maggiori interessi , quasi
della nostra vita stessa , per non partecipare ad una iniquità?
A che obbedì il popolo italiano quando,
nel maggio del 19 15, volgendo al peggio
la causa del diritto, deliberò di scendere in
campo A F IANCO DEI PIU' DEBOLI ?
E all'indomani della più grande vittoria
militare che la storia ricordi e che ridusse
in polvere uno dei più potenti eserciti del
mondo, quale poteva essere la leva possente che spingeva un Ministro, e con lui
larghe frazioni del Paese ultravittorioso,
72
a rin unciare, in favore dei vinti, parte di
quelle terre che costituivano e costituiscono
il patrimonio sentimentale, etnico, storico,
geografico della nostra stirpe?
Un prodigioso senso di equità, una istintiva ricerca della misura, una aderenza organica alle leggi fondamentali della natura (armonia, equilibrio, costruzione), una
inclinazione ereditaria alla bontà e alla semplicità cavalleresca propria delle razze millenarie; ecco le polle da cui sgorgarono gli
impulsi e g li atteggiamenti italiani che siamo venuti enumerando; ecco le fonti a cui
bisogna attingere per preparare a noi stessi e all'Europa dilaniata un domani di laboriosa serenità.
Tutte le menti sono oggi rivolte, per istinto e per necessità, ad un unico compito:
riparare al più presto la immane distruzione che circonda, avvinghia e sbigottisce
centinaia di milioni di uomini.
Una realtà si è impo5ta simultaneamente
alla ragione di tutti i governi e di tutti i popoli.
Questa realtà si chiama PRODUZIONE.
A l disopra di tutti i problemi territoriali,
politici, etici che assillano i regolatori di
Parigi , sta il problema della produzione.
Vincitori e vinti debbono piegarsi egualmente alla inesorabilità d i u na legge naturale che domina la terra: PRODURRE.
I produttori sono pertanto gli arbitri supremi del destino di ciascuna nazione, e
tutto quanto rampolla dalla produzione e
a lla produzione si riconnette è e deve essere la base di qualsiasi valutazione.
Come ogni manifestazione di vita, la produzione ha una fisica, una meccanica ed
un'etica sue proprie.
Produrre più presto, produrre di più,
produrre meglio, .sono assiomi dell' etica
della produzione comuni a tutti i produttori, quando s'intenda superficialmente per
== = == = = = === = = = ==
=
== === = == =
d11tlori coloro che raccolgono la quasi to111 , dc•i beneficii della produzione.
I l11iclità di materie prime, sufficienza di
1, ni di trasporto, larghezza di mercati di
1" reo, affinamento di tecnica, sono altretI 1,1, Msiomi che riguardano esclusivamen1 la meccanica della produzione.
1\1., circoscrivere l'attenzione e lo studio
Ile •mie leggi dell'etica e della meccanica
l 111 produzione, come si è fatto sin qui e
111< pare si voglia continuare a fare, signi(, ri non già cercare rimedii alla immane dilr1111one operata dalla conflagrazione mon1111,•, ma tentare la nuova riedificazione
0111brando il terreno dalle macerie di guert" , cnza accorgersi che quel terreno è po1 1, 1 ,mlle pendici di un vulcano.
L dunque alle LEGGI FISICHE DELLA
PHODUZIONE che noi dobbiamo innan1
I utto por mente se si vuole creare un do-
largamente e solidamente produttivo.
In ossequio a tali leggi, noi dimostram11111 già che per produttore si deve intendere
l1111nque partecipi a una fase qualsiasi delIn produzione.
Distinguere i produttori in classi al solo
IN, ,po di separarle o, peggio, sopraffare o
lad,·re le une a beneficio delle altre, è semt•lircmente antifisico.
U 'la macchina non è in quanto non sott111lt·nda un motore; il motore è un assurdo
non s'inneschi alla macchina; così, nella
11°duz:ione, ideatori ed es~utori, capi e
11 "(ari, imprenditori e operai, sono termini
111m già antitetici, ma integrantisi in siffatta
111.111icra, che la esistenza dell' uno non è
,uolutamente possibile senza l'esistenza
,I, Il' altro.
111 1ni
LAZZARO, VIENI FUORI!
Se questa è dunque la legge fisica , si IMPONE LA SUA CONSEQUENZIALE, e
cioè: CHIUNQUE PARTECIPI ALLA
PRODUZIONE, DEVE, PROPORZI0NALMENTE AL CONTRIBUTO RECATO, PARTECIPARE ALLA GESTI0NE ED AL PROFITTO DELLA PRODUZIONE A CUI È DEDICATO.
Qualsiasi tentativo di alterazione, di sofisticazione, di evasione a questo principio,
insidia qualcosa di assai più importante della morale borghese o della morale socialista: lede la legge naturale, e perciò determina, o prima o poi, il crollo dell'edificio
a benefizio del quale era stata violata la
legge·
Non è da oggi che noi siamo assertori
profondamente convinti DELLA PRECISIONE delle idee qui espresse; ma oggi gli
Italiani sono in grado più di ieri di intendere il nostro linguaggio che parve ai più
- due anni fa - inintelligibile.
L 'estremismo bolscevico _ che è fuori della legge fisica quanto l'estremismo industriale _ ha reso gli orecchi assai più
d o 1ci .. .
Ma gli Italiani non debbono soltanto sapere intendere; DEBBONO ANCHE SAPERE ATTUARE.
Per simile attuazione noi possediamo gli
organi necessarii : LA MENTE E IL CUORE.
P erciò, rivolti al popolo dei produttori
nostri - industriali, agricoltori , impiegati,
operai, contadini - , popolo sin qui negle tto, schernito e seviziato da tutti, noi lanciamo l'allocuzione biblica :
« LAZZARO , VIENI FUORI! »
È IL TUO MOMENTO!
Il Direttore
delle I. I. I.
Ulisse Gobbi
del R. !slitulo Lombordo
Un' a.ccusa ingiustificata
a.11' orga.nizza.zione
scientifica. del la. v oro
I lettori delle « Industrie Italiane Illustrate »
sanno come sia merito dell' ingegner,e americano
F. W. Taylor (nato nel 1856, morto nel 1915) di
avere approfondito con lunghe esperienze, divulgandone poi i risultati con parecchie pubb'.icazioni (quella intitolata L'organizzazione scientifica del lavoro è tradotta in italiano), lo studio
di quella parte dell'organizzazione industriale
che consiste nel!' applicare al lavoro umano il
metodo scientifico già in uso per l'impiego de:le
macchine.
Mentre vi sono econorr.isti e tecnici entusiasti
di questo metodo, non mancano però i suoi avversan.
Ma l'avversione fu. in certi casi, provocata da
cattive applicazioni fattene da industriali che
si limitarono ad utilizzarne gli espedienti per accrescere la velocità del lavoro, rendendo questo
più gravoso senza migliorare la retribuzione del]'operaio (mentre questo miglioramento fa parte
essenzia!e del metodo), oppure lo vollero introdurre senza quella prepr.razione che il Taylor
dichiara indispensabile, tr;ittandosi di modificare
le abitudini sia degli operai, sia di coloro che
li dirigono.
Molto opportunamente, quindi, in Francia la
Soc1été d' encouragement pour l' Industrie Nationale darà, a partire dal prossimo gennaio, una
serie di conferenze sui risultati otte nuti coll'organizzazione scien6fìca del lavoro in vari stabilimenti industriali.
Un'altra accusa fu fatta -:ontro l'organizzaz·one scientifica del lavoro : si è d etto, ragionando
a prima impressione, che essa riduce l'operaio
un automa. Ma è facile verificare che quest'accusa è sbagliata 1 •
1
Ciò che deprime intellettualmente e ta!ora rovina anche fisicamente il lavoratore, è il dover
rioetere per molte ore e tutti i giorni la stessa
operazione, non già l'eseguire questa operazione
col metodo razionale.
I professori d'orchestra, i quali ricevono in
iscritto l'indicazione precisa dei movimenti che
debbono eseguire, della relativa ve'.ocità e della
gradazione di forza, e vengono poi guidati nel1'esecuzione da un direttore, il quale, per ottenere l'interpretazione più perfetta che sia possibile del pensiero dell'autore, esige la più minuziosa obbedienza in tutti i particolari, non si sentono artisticamente inferiori al suonatore che gira solo per la strade, libero di stonare e faisare
i tempi a sua posta'.
Anzi si può dire che l'organizzazione scientifì.
ca fu applicata al lavoro dell'orchestra anche
prima che nascesse il Taylor, perchè la sua
mancanza si sarebbe manifestata in un frastuono insopportabile, mentre nelle altre produzioni si può tirar avanti e considerare l'imperfetto
rendimento del lavoro come una fatalità, dal
momento che è male comune e che ad ogni imprenditore basta di non produrre a condizioni
peggiori di quelle de· suoi concorrenti.
Chi va in montagna male equipaggiato, camminando irregolarmente, senza una buona distribuzione degli intervalli di riposo. senza norme
razionali nei pasti, non riporta altra impressione
che quella di una enorme fatica, e non riesce
nemmeno a farsi un'idea delle elevate soddisfazioni dell'alpinista, il quale applica il metodo
scientifico al prpprio lavoro.
Il lavoro mal regolato, che è spreco di energia, non giova affatto al godimento della vita,
mentre va a scapito della produttività dell'inli brano che segue è tolto dal Trattalo di Economia dustria.
d'imminente pubblicazione presso la Società Editrice Libraria di Milano.
Ulisse Gobbi
d e l R. . I stituto Lombar do
I. A vv. Pietro Cogliolo
<:lcll' Unlvers!lo di Genovo.
L' ovvia.mento
co rnrnercia.le
I , socie tà degli esercenti hanno in questi gior- in considerazione l'acquisto della clientela, ed
111 prt•sentato al Governo un memoriale, ed il è nel'.a concorrenza sleale : la giurisprudenza, in-
rno ha promesso uno dei soliti « decreti
h111110Lenenziali » (che fanno un po· la parte del 7
111 1 ucolazione cartacea. cioè corrono immedial1rn11 nte alla creazione della apparente felicità
1 ,prn i p unti desiderati da singole classi), ha, di\o, promesso un decreto sopra il diritto degli
•• 11 l'nti, che hanno creato un avviamento com111, re-inie attorno al n egozio affittato, ad avere,
lit , 1110 di iicenziamento dal locale, una inden1111,1 per l'avviamento che perdono, e c'h e int , permette al padrone di casa di aumentare
Il / uc•zzo per un nuovo affitto.
1 cosa è giusta, ma pochi sanno che tale di,11111 era già riconosciuto in Toscana col nome
I, 11 diritto di entratura », e che era l'oggetto,
I'' 1111 n della guerra, di un progetto di legge fran, ~" per opera del Lauché.
I >l(nuno sa che cosa è commercialmente l' avYlllmt"nto di un negozio, di una bottega, di un• ali mln : esso si forma con il tempo, con l'opera
111lh11te del commerciante, con la bontà dei pro111111, e consiste nel formarsi e crescere una
Il, ntela, che ha un valore patrimoniale, spesso
11n11dissimo, senza che si possa darle una rapi"' 1l'ntazione oggettiva, esterna, tangibile. L'avvl11111t"nto è una res, capace di valutazione perit11lr , e capace di essere materia ,di rapporto giu' ,111 o. Nella vendita di un'azienda in blocco;
1111ll,1 divisione ereditaria; nel liquidare una sol,,, in a ltre simili contingenze, la pratica giutltl,, 11 attribuisce all'avviamento un prezzo, da
1111iirsi d a colui che resta titolare della ditta,
I I 11ome, del locale, dell'azienda. Giuridicar,11111te, la cosa è semplice; il diritto permette
1'11•t11nazione e la contrattazione di ogni cosa
111 ha un valore economico, e l'avviamento ha
p 1 ,~ stesso un valore, del quale deve dunque
t,11,.r i conto. La sua stima peritale potrà essere
•till11 i'e, ma non è impossibile; non sarà matelnltcn ma approssimativa, come del resto sono
•1•11ro!lsimativi, almeno per la parte maggiore,
l11lt1 i giudizi degli uomini e tutti i valori della
1111 NOCiale. In un altro istituto, il diritto prende
( 1(1\ 1
fatti, ha numerosi casi di condanna di colui, che
con m ezzi artificiosi (identità di nome, di insegne, di avvisi) attira a sè la clientela che un altro
si era formato faticosamente.
Ma il problema diventa difficile quando si
prenda ad esaminare il rapporto tra il commerciante ed il proprietario del locale, ove per tanti
anni fu esercitato il commercio. Si tratta, ad esempio, di un negozio di vini esercito in un magazzino preso in affitto : quel negozio, per le
lunghe ed assidue cure del venditore, è diventato così noto, che la clientela vi affluisce ormai
per spontaneo e quasi meccanico avviamento;
se, scaduto l'affitto, il padrone di casa licenzia
il vecchio inquilino, e vuole affittare il locale ad
un altro commerciante in vini, pretenderà ed otterrà un affitto molto maggiore, perchè il nuovo
inquilino troverà una clientela colà avviata, e
perciò ne terrà conto nel sobbarcarsi ad un fitto
maggiore del comune. Il proprietario del locale
viene così ad approfittare d ell' « avviamento» altrui, che sarà perduto da colui che lo ha creato.
Avrà questi diritto di un cQmpenso? Ecco il
diritto di entratura, che in Francia ed in Inghilterra si voleva creare per legge, e che, come
si disse, la Toscana già conosceva.
La norma giuridica rappresentando uno stato
di equilibrio tra i van interessi .per impedire il
loro conflitto, ed essendo una proportio, secondo la celebre definizione di Dante, bisogna, nel
caso nostro, tener conto di due opposte tendenze, e contemperarle. Una prima tendenza è quella sopra indicata, cioè impedire che l' avviamento creato da un commerciante sia usufruito e tradotto in valore non da lui e per lui, ma dal proprietario del locale. L'altra tendenza è data dal
rispetto alla proprietà immobiliare : il dominus
può licenziare chi vuole, affittare a chi vuole,
chiedere il prezzo che vuole, e l'inquilino, stesse anche cent'anni in una casa o in una bottega,
può doversene allontanare, solo che il padrone
osservi i termini di disdetta. Accordare al bot-
75
LE I. I. I. -
= = == = = = = = = = = = = = = = - = = = = - - - - - - - - - - - - - - - - - -
tegaio che ha fatto fiorire il commercio nella
bottega affittata il diritto di rimanerci (l' ius stantiandi di alcuni statuti medievali); od accordargli
il diritto di prelazione nel caso che il padrone
voglia affittare ad altri (come nel citato progetto
francese); accordargli !\ma e l'altra cosa è violentare fortemente il diritto del padrone di casa
di usare della cosa sua seèondo il suo desiderio
e secondo il suo interesse.
La soluzione del conflitto non può essere fatta
che con l'istituto della indennità, che il proprietario deve pagare al commerciante licenziato,
quando concorrono cumulativamente queste circostanze di fatto :
a) il bottegaio o commerciante abbia con
l'opera e col tempo creata una clientela che ha
preso un avviamento locale;
b) tale avviamento sia di tal natura che non
segua il commerciante dove egli si trasferisca,
ma, anche andando lui a'.trove, resti aderente al
locale;
e) il padrone di casa, licenziato l'inquilino,
si trovi ad avere un locale che per il fatto di questo avviamento ha acquistato un plus valore, da
stimarsi da periti;
d) esso padrone no n adibisca il locale ad
uso diverso dal precedente, ma con un nuovo
affitto ottenga un plus va lore, che altrimenti non
avrebbe.
,
Concorrendo queste quattro circostanze, I indennità al commerciante che creò l'avviamento
è per lui un indennizzo meritat?, ed _è per ~I p~d,one il modo di non fare un indebito arricchimento. In questi limiti precisi e pratici io ammetto il « diritto di entratura n, con utilità del
commercio e con rispetto ali' equità distribuitiva;
ed in questi limiti io comprendo la possibilitA
di un 'apposita disposizione legislativa.
Prof. Avv. Pietro Cogliolo
dell'Università di Genova
A lfredo Mazza.
e Generole ol Ministero de! LL. PP.
LA NAVIGAZIONE
INTERNA IN ITALIA
ED IN GERMANIA
l.f'lle ralmente si ritiene che. facendo parte di grado la im me diata vicinanza di que:Io di G e111111 stesso Stato, i porti di Venezia, T rieste e nova, così i tre nostri grandi porti orientali non
I 1111ne po tranno danneggiarsi vicendevolmente : si recheran no nocu mento tra loto. Che anzi è da
CARTA DELLE V IE ACQUEE DEL LA GEkMANIA
'
..'1,
L'··l.. .__,
·.. _)
I
•.....,,
·'
r;;omen10 d,lln Ruh, ai p,tti del \t., d I '-ord • 2. Loll,~•m<nl<> Anno,..,•Ma,r<kb..,1 (\\'e,r,-E.lba) - I. C.olkaam,010 Elbo,S.ltico (Wumar•
hw,nn-E2da-E.lba) • 4, Co!lr~•m<.lllo N•iew•Lom,o-Buo-Brot•Lltow,k) • 5. Coll~•men10 M,111•1-Grodno , V,1,a-W,lna • b. C.nal, d,J Meno prt
J olhe I 000 tonn - 7 C,nal, Danubio-O d,i (1r1i. PJt>i<ttalo ,d in,zi.to) • 8, Canalr O.nul,,;o-Mrnn • 9-1 O. Mo,..lio-S.ar-R, Danubio I D ubio-Necka,.
ata.,,t,
Vr1wzia per opera di Trieste, e q uesta per opet• rii Fiume. Nulla più falso di ciò. Come è ri,C:•lfhoso e fiorente il commercio di Genova,
n1nl.irado la relativa vicinanza d i Marsiglia, e
u11 w vive di vita propria il porto di Savona, mal-
ritenere per fermo che essi saranno l'uno all'altro di giovamento. Anzitutto, l'entroterra di Fiume è la penisola balcanica; quelle di Trieste è
l'Europa Centrale (la famosa Mittel-Europa dei
tedeschi), e quello di Venezia, il Veneto, la
77
LE I. I. I.
= = = = = = = = = = = =- = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
Lombardia e tutte le regioni poste lungo l'Adria_
tico fino a Porto Corsini, che è , come è noto,
il maggiore ed il più importante d ei porti-canali
italiani. Ciascuno dei detti porti h a una sua propria individua sfera d 'influenza : l'Orien te balcanico, il settentrione germanico e l'occidente
italico. In secondo luogo, essi tenderanno a spe_
cializzarsi secondo le varie esigenze commerciali del;e vaste regioni da ciascuno di essi servite.
Queste• stato di cose è imposto dalla rispettiva loro situazione geografica e commerciale. Il
commercio ha leggi jneluttabili .e necessarie
alle quali nessuna forza umana può contrastaie
senza uno sperpero ingente di danari e di energie che non approderebbe mai ad alcun u ti:e
risultate. Non si forza la natura, e il saggio deve trarre partito da questa, non opporvisi con
inutili conati. Molti credono in Italia che basti
creare un nuovo porto e dotarlo di tutti i mezzi
idon-.:i, perchè il commercio vi affluisca, e da
questa premessa erronea si trasse la conseguen za di distribuire i poch i mezzi finanziari che si
avevano disponibili fra un numero infinito di piccoli porti, tutt'al più destinati a servire al cabotaggio locale, men tre ai maggiori si lesinavano
i danari occorrenti alle opere più necessarie. Nel
medesimo errore era caduta prima di noi la
Francia, che costruì il magnifico porto d i Nizza,
d i secondarissima importanza commerciale, e
che pur costò somme non esigue; ma si ritrasse
in tempo dall'errore, per modo che, mentre noi
con la legge Gianturco del 14 Luglio 1907 distribuivamo la relativamente esigua somma di Lire 126 milioni fra ben I 03 porti, la F rancia destinava una somma press'a poco uguale per soli
quattro porti .
Abbiamo detto che l'entroterra di Venezia è
il Veneto, la Lombardia e le regioni poste lunsro
la costa settentrionale e occidentale dell'Adriatico. Milano è il punto d'interferenza fra le sfere d'inAuenza di Genova e di Venezia , potenti
polmoni coi quali respira e vive la grande, ricca metropoli lombarda. Mentre Genova vi farà
pervenire per ferrovia, attraverso l'Appennino,
le merci più ricche, o quelle per cui ogni indugio è dannoso, tutte le meréi povere, alle quali
sono vietati i costosi trasporti ferroviari, vi perverranno per la grande via Padana con n atan ti
della portata di seicento tonnellate.
Il P o è stato sempre la strada maestra p ercorsa dalle merci che possono esse-re t•asporta te
senza danno più lentamente. Se fino ad ora l'Italia non seppe trarre dal suo maggior fiume
tutte le utilità di cui è suscettibile, ciò dioese in
p r im o luogo d al non essere essa costituita ad
unità, il che creava fastidiosi impacci alla navigazione (in proposito, è da ricordare quel t rattato u intema ziona'e » (I) del 3 Luglio 1849 fra
78
=
=== ==
gli stati del Lombardo-Veneto, di Parma, Mode
na e della Santa Sede), ed in secondo luogo, da
due gravi errori economici n ei quali si incorse ,
col ritenere ch e fra due punti allacciati tra loro
da una ferrovia, la n avigazione fluviale d ovess
essere necessariamente abbandonata, essendo
impossibile una concorrenza tra quella e questa, mentre ciò n on è affatto vero; e che non
mettesse conto spendere somme cospicue per
procurarsi u n reddito o troppo esiguo, o nullo
addirittura, quand o ben maggiori utilità pubbliche si potevano conseguire destinando ad altri
scopi le scarse somme che i Ministri del Tesoro,
pervasi dal terrore di compromettere il bilancio,
consentivan o di destinare ad opere pubbliche .
Noi scontiamo ora questi due gravi errori. Ma
speriamo siano passati per sempre i tempi della
grett'.1 lesina, così fatali al nostro sviluppo eco nomico.
Non è certo lodevole un'allegra politica finanziaria; ma tra questa e la parsimonia nell'eseguire spese necessarie. v'è pur sempre una v ia
di mezzo che non alteri rassetto finanziario e
non rimandi a tempo indeterminato le opere riconosciute economicam ente redditizie. Noi riteniamo che lo Stato debba comportarsi come farebbe un privato saggio ed avveduto, che, mentre s1 astiene da spese voluttuarie, non indietreggia dinanzi ad una spesa anche grave, purchè
essa g:i consenta, in tempo più o meno lontano,
u n reddito adeguato. Quando si stavano eseguendo i lavori di prosciugamento del lago d i
Fucino, che importarono una spesa enorme, il
T orlonia usava dire : u O io asciugo il Fucino, o
il Fucino asciuga me n; ma le preocc11pazioni
della spesa non lo distolsero da'.la grandiosa impresa, che sta a testimoniare l'audacia e la saggezza del principe romano. Lo Stato anzi si trova in condizioni di gran lunga migliori di quelle
di un privato, avendo a sua disposizion e due
grandi fattori di successo: il tempo ed i mezzi
finanziari illimitati, o quasi illimitati. Esso può
affrontare qualsiasi spesa, purchè sia, in un tempo più o meno lungo, economicamente utile.
L'Italia non ha condizioni geografiche, per
quanto riguarda il problema della navi,;:azione
interna, così felici come la Francia, la Germania
e l'Inghilterra. I nostri fiumi sono pochi e poco
navigabili. e i corsi minori sono brevi e di poca
importanza. Non dobbiamo perciò prendere ad
esempio i paesi che hanno condizioni differenti
dal nostro, per fare impossibili confronti e sentirci u miliati di ciò che altrove si è fatto e si va
tacendo; ma dal paragone con gli altri Stati,
dobbiam o sentirci istigati a r isvegliarci d al nostro torpore, per attuare almeno quel poro che
le nostre condizioni idrografiche ci consentono.
Come è noto, sono state classificate fra le na-
• = =
=== = =- ==
LA NAVIGAZIONE I NTERNA IN ITALIA ED I N GERMANIA
•"bili di z• classe ben 50 lin ee, e t ra quelle di
nit re 19. Di queste, sono in via di u!timazione
, ,11 prossima attuazione quella di notevolissim a
11,pnrtanza pel commercio e l'agricoltura di tut1• In regione padana, che è la Milano-Venezia,
11 , ui un tratto (Cavanella Po-Brondolo) è quasi
11h11111tlo. e per un tratto (Milano-L odi-Pizzighet_
I "'" Po) saranno, a C\Ua del Comune di Milano,
11111nti q uanto prima i lavori.
t 'imtempcraneamente, si è costituita u n'Azien111 .111tonoma per la costruzione ed esercizio del
11 , lo capolinea di Milano. Oltre a ciò, si è già
11111vveduto con speciali convenzioni alla esecu11111• dei lavori alla conca per la gran de naviga11111" su: Mincio a Governolo e per la costruzio''" cl, un porto a Pavia. Sopratutto nel Veneto,
1l11 11111te la guerra. furono intrapresi, ed in parte
111mlotti a termine, importanti lavori di naviga1111r , come quelli della Porto Lignano-Grado e
,lrl'n Venezia-Grado, della sistemazione del Ca.
1,nlr Piovego, ecc.
"lono anche di prossimo inizio i lavori di siste111,1,ione del canale dei Navicelli tra Pisa e L iY111110, l'allacciamento di Ferrara col Po a mez1, dd canale Boicelli. la canalizzazione del Tev, ,,. a valle di Roma, il canale navigabile Te, ,r Ostia, la sistemazione dei punti più difficili
I" , la navigazione sull'Arno tra Pisa e Firenze.
M11 tutto ciò è troppo poco, e il grande pro1,', 111a deve essere studiato e risoluto con criteri
111 111nggiore larghezza pel massimo sviluppo delI vie acquee di comunicazione.
fu Germania, · la navigazic•ne interna ha as1111110
eccezionale importanza.
I primi tentativi
1,r, migliorare le comunicazioni per via di ac1"" rimontano al 1306 e furono sempre, di ani 11 111 anno, curate. Nel 1786 si eseguirono
l't nuovi canali per una media di Km.
lavori
73 a ln11no; nel 1836 di Km. 14,8. e tra il 1870 e 1894
ti nrrivò alla media di Km. 38.6. Negli ultimi
I
lr, rnni
la navigazione era così sviluppata, che
111 l11ne;hezza delle vie d'acqua si calc-olava in
..:111 12.700, di cui 2.200 di canali, 2.100 d i fiumi
f111Vtl{abi!i. e la rimanenza di fiumi. Stando agli
1h1d 1 del Sympher, si sarebbero spesi per la col1111 ione di canali e sistemazione dei oiù imporla1111 fiumi. 370 milioni di marchi. Tale conside,v,,'e sviluppo è, però, in gran parte dovuto
I ,,. t'ccezionali condizioni naturali, avendosi
I,\ fiumi con molti diversivi e a miti penden' , he possono essere, con non eccessive difult;>., allacciati tra loro. Tra i più importanti
avori compiuti, sono a ricordarsi i canali d i
lr.1, di Dortmund-Ems, T eltow e la canalizza11111• del!a parte superiore dell'Oder .
N, I 1905 fu stan ziata la spesa non indifferente
,Il 420 milioni di franch i per p rovvedere a n uove
importan ti sistemazioni e costruzioni d i vie d i
acqua.
È noto quale importanza, in quest'ultirpa scia.
gurata guerra mondiale, abbiano avuto le vie di
acqua per gli eserciti tedeschi, pel trasporto dei
loro poderosi micidiali ordigni di guerra e. in
generale, pei rifornimenti militari. Ciò che invece è meno noto, è il programma che durante
la guerra la Germania aveva già approvato per
un ulteriore « colossale 11 sviluppo delle sue comunicazioni idrauliche.
Nella seduta del 19 Marzo 1918, il ministro
prussiano Dr. von Breitenbach riferì al!a Dieta
Prussiana che i lavori preliminari per collegare
l'Annover all'Elba mediante un canale erano
stati già ordinati. È in via di esecuzione il canale
che deve al:acciare il Danubio all'Oder.
In questo anno, con l'appoggio delle Banche
del Mecklemburgo, è stata costituita u n a Società
per !a costruzione di can<1li, la « Kanalbau-V e rein », che si propone di procedere al1a costruzione di un canale Elba-Mar Baltico, allacciante
Wismar e il lago Schwerin, e l'allargamento del
canale già esistente Elda-Elba-Lago Schwenn,
in modo che questo possa essere utilizzato da
natanti superiori a 600 tonnellate. L a realizzazione di tale progetto, non solo dovrebbe p•ocurare a! posto principale del Mecklemburgo (il cui
fiorente commercio ha già sorpassato quello di
Rostock) una via di comunicazione con la Germania centrale, ma dovrebbe costituire la più
corta via d' acqua dall'Elba al Baltico. O!tre a
ciò. vi è la proposta di costruire un cantiere navale a Wismar, col capitale d i 8 mi:ioni di Marchi.
La Camera bassa della Baviera, in seduta del
21 Marzo p . p., discutendosi la questione del!' Alto R eno, chiese fossero utilizzate le forze
idrauliche che dal!' Alto Reno entrano in Baviera, ed il Primo Ministro, von Bodman , dichiaro che l'Alsazia e la Lorena desideravano aver una posizione simile a quella del Baden.
Anche la Camera bassa di Sassonia decise in
Aprile la costruzione di un nuovo canale HalleLiosia, ed il Ministro delle Finanze dichiarò che
il Gove rno considerava la comunicazione deJl'EL
ba altrettanto importante éhe il cana!e dell'interno, e che i lavori sarebbe,o incominciati appena
terminata la guerra.
In una riunione tenutasi lo scorso anno dal]' Unione mondiale economica tedesca (cui
assistettero anche i ministri von Eisenhardt-Horhe, Dr. Sjdow e Sympher), fu stabilito che 1< i
fondi necessari per la costruzione delle vie d ' acqua si sarebbero potuti facilmente procurare se
una parte dell'attesa indennità di guerra (!) fosse destinata ai vari Stati tedeschi per i loro bisogni economici ».
79
L E I. I . /.
========== = = = ===== -== ====================~
Nè basta. Il Ministro dei Lavori Pub blici ebbe a dichiarare che erano già stati iniziati g!i
studi per rendere il nuovo canale del Meno accessibile a n a tanti superiori a I 000 tonnellate, e
che lo studio delle questioni della navigazione
dell'Alto Reno, fra Strasburgo e Costanza, e deL
la utilizzazione delle forze idrauliche dell'Alto
Reno, sarebbe stato iniziato nell'immediato dopo-guerra. Aggiunse che dovevansi costruire
chiuse sull'Elba, Oder, Wesel e Memel, e che
la Polonia e la Lituania avrebbero avuto bisogno
di comunicazioni col commercio tedesco e con
quello d'oltremare. La W esel fino alla Galizia,
la Narew fino a Lomza, il Bug fino a Brest-Li" towsk (già collegato ad un sistema di canali ucrainiani), il M emel fino a Grodno, e Wilija fino
a Wilna, potevano essere sistemati per ricevere
grandi navi.
I Tedeschi non possono sperare (così affermò
il Ministro dei Lavori Pubblici) di poter avere
in un futuro immediato i canali Danubio-Oder,
Danubio-Meno, Danubio-Neckar e Danub io-Reno. Durante la guerra essi si sono accorti della
necessità di un sistema di canali crye colleghino
la Mosella a Saar, come pure della congiunzione
fra il bacino della Ruhr e i porti del mare del
Nord e le vie d'acqua fra l' a'ta Sesia e Posen fra
la Prussia occidentale e la Prussia orientale.
Una rivista speciale, pubblicata a cura della
Lega Ansea tica. si occupa esclusivamente della
questione dei canali, ed il noto fautore della navigazione interna in Germania, il deputato Lippmann Steppin dichiarò la imprescindibile necessità della costruzione di un nuovo canale Hannover-Magdeburgo e di un altro che collegasse
la Germania all'Austria-Ungheria. Il Kommerzienrath Seiler di Norimberga propose la costruzione di grandiosi canali fra i seguenti punti :
Rotterdam-Vienna, Amburgo-Vienna (Elba-Danubio) e Stettino-Vienna (Oder-Danubio). 11 deputato Lippmann osservò che « la creazione di
1t tali canali doveva essere considerata come una
C< questione d'importanza nazionale, da trattarsi
C< dal punto di vista di tutto l'Impero, e non più
C< separatamente dai vari Stati, poichè la questio" ne interessava tutta l'Europa centrale. LA GERct MANIA, L'AUSTRIA, GLI STATI BALCANICI, L'lMc<
PERO OTTO:'vfANO E L'UCRAINA DOVEVANO RIUNIRSI,
te PER CIÒ CHE SI RIFERISCE A DETTA QUESTIONE, IN
t<
UNA STESSA SFERA D'INTERESSI COMUNI ».
Il Berichtstatter Hitzler di Stuttgarda, direttore
della South German Canal Union, preconizzò
un miglior sistema di canali del Wiirttemberg
per poter procurare al Reno una maggiore quantità di acqua e renderlo navigabile a navi di
maggiore portata : la via più corta e meno costosa sarebbe Reno-Danubio, passando pel Neckar. Ed il Handelskammer Syndykus Dr. Biittner, rappresentante della Rheinsh Shipping Union, sostenne: che tutte le idee ed i piani per
la costruzione di canali dovevano essere riuniti
sotto la semplice formula cc Berlino - Balcani »
e t< Mar del Nord-Lago di Costanza II per rendere navigabile l'Alto Reno e dare alla Svizzera
'l'accesso al mare.
Queste erano le idee e questo il programma
grandioso che la Germ ania, prima della sua
sconhtta, aveva divisato di attuare con una parte della u attesa indennità di guerra »!
Alfredo Mazza
D i r e tto r e G e n erale al
Mlnl•t e ro d e l LL. PP.
..
Alberto Cotta
L' industria dei leg nami negli Stati
U niti d'America e
su oi riflessi 1n Italia
N, I 11rande sforzo commerciale e industriale che gli
I ti Uniti d'America hanno fatto per venire in aiuto
11II,. Noz°ooni Alleate d'Europa, si sono occupate anche
I Il' 1111·ente quantità di legname di cui avremo bisogno
11.11' Immediato dopoguerra per la ricostruzione delle città
, 1ll11g11i devastati e per la riattivazione delle industrie.
I 111, <. ammissione di persone competenti è stata nominata
IMI Ministero del Commercio, per apprnfondire il pro11 11,~ e special; Commissarii sono stati invii,.ti in Eu' fl•
studiare direttamente i bisogni dei diversi Paesi.
I' 1 I Italia è stato dato incarico al Commissario Commer1,,I Nrlson Courtland Brown. già Prof~ssore alla Facoltà
I 1rtl•lr annessa all'Università di Siracusa (New York);
1h ; venuto da noi e si è tratcnuto diversi mesi, meli J, ,1 in contatto con Camere di Commercio, nego•
101111 tndustriali, professionisti cd altri funzionari della
111111l11iatrazionc forestale.
r lnlrnzione' della grande Nazione Alleata, non solo di
I , 11, I l'immenso tesoro delle proprie r isorse forestali.
p111h Inesauribili. ma altresì di accordarci le più ampie
•Yuluioni, in modo da poter sopperire facilmente alI lnt•11111ione di quelle correnti che in passato ci avevano
I 11•'·• ai Paesi nemici. specialmente all'Austria. In àt!I , tu• questo programma si concreti, non è fuor di
11n fttr conoscere, specie al mondo c'ommcrcialc e inl11 l1lol.,, le grandi e speciali riserve boschive di cui gli
AII I niti di America dispongono.
lit,..ne la superficie forestale dell'Unione Americana
lll! 11•1~ molto ridotta dalle intense e disordinate utilizza, I ,lrl passato , rivolte più a procurare all'agricoltura
1~111 cl, una inesauribile fertilità, che ad ottenere il prc' 11111terialc legn oso. tuttavia la medesima è sempre ri1ul
a11girandoei sui 540 milioni di acri, ossia 22 mili ,I l ettari. Si tratta di una superficie grande quasi
11111,, I• noetra Italia. e ciò che più conta. costituita da
1,1 ropolati da specie legnose tutte a legnami comi• lal• r di grandi dimensioni , al contrario di quanto si
llh• nelle foreste tropicali. dove i fusti utilizzabili
, , Il, ,parsi in una inestrici,.bile massA di alberi cd
111I, 111I non adatti ai nostri bisogni, per cui la produzione
lc 111 lt 1;er unità di supe rficie r iesce minima, mentre aulllA110 considerevolmente le spese di utilizzazione.
I Iure- te degli Stati Un iti contengono le stesse nostre
In r oltre a queste. una quantità d' altre, tutte forniI rii ottimo materiale e capaci di raggiungere dimcnnl •11111li nemmeno possiamo farcene un'idea. Basti ri-
cordare il Redwood, la Sequoia. che raggiunge i 100 m.
d'altezza e i IO m. d i d iametro alla base, e il Douglas {ir,
l'abete odoroso, ch e comunemente ai trova con altezze di
80 m. e diametri alla base di I. 2. 3 m. S i aono misurate
sezioni di bosco di q uest'ultima specie. comprendenti una
massa legnosa di circa 4000 mc. ad ettaro, mentre nelle
nostre foreste, tagliate a raso, non si utilizza ordinariamente più di 500 mc. e raramente si arriva a 1000.
Secondo calcoli approssimativi fatti dall'Ufficio forc•
stalc, addetto al Ministero del Commercio, la massa legnosa commerciale attualmente esistente nelle foreste degli
Stati Uniti non è inferiore a 2 trilioni. 500 miliardi di piedi
cubici (board feci) ( I) ossia sei miliardi di mc.! Questa
massa sarebbe sufficiente a provvedere ai nostri bisogni
per oltre 15 secoli I MA l'America consuma una quantità
di legname molto maggiore di noi, non solo pcrchè ha
una popolazione quasi tripla. ma sopratutto perchè. avendo
a disposizione tanto materiale legnoso, lo profonde nelle
sue abitazioni e nelle industrie in misura molto larga. Una
certa quantità viene altresì esportala.
La produzione legnosa annua si aggira oggi per gli
Stati Uniti sui 40 miliardi di board /ect ossia 94 milioni
di mc., di solo legname da lavoro. come risulta dagli accurati censimenti di quel Governo. Nessun altro Stato del
mondo raggiunge una simile cifra I Si aggiunga che il legname per ardere. quello per la distillazione, per la preparazione della cellulosa, pasta di legno. ccc., non vi è
compreso; però il consumo di combustibile legnoso è
molto minore in America che da noi. e per questo e per
gli altr i usi sopraindici,.ti (distillazione. cellulosa, ecc.) Lutti
i legnami sono buoni, come pure i rinuti delle lavora•
zioni, derivanti dalla preparazione del legname da lavoro. li consumo per questi impiegh i ha quindi una limitata importanza per la conservazione della attuale superficie boscluv,.,' la quale è molto più inRucnzata dalla frequenza degli incendi, che talvolta assumono colà vaste
proporzioni.
Continuando nell'attuale utilizzazione di 40 miliardi di
board feci all'anno. la provvigione sopraindicata si calcola
(I) Cli Ameri~ usano come unità cli mi1ura per i legnami il
board feel che corri1Ponde ad un pezzo cli tavola a eezione q·u adrata, avente un pie<le ingleoe (m. 0.3) di lato, e un p0\lice di IPCI·
oore (M. 0.025). Per un mc. occorrono 424 board feet e 1000 boar<l
feel c.orriapondono a m c. 2.360.
81
I
/ / /
LE I. I. I.
= = = = = == == = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
che potrà bastare per 60-65 anni circa; ciò non significa
però che alla Jine di queslo periodo l'America si venga a
trovare priva deJla necessaria materia prima. Il calcolo
della provvigione legnosa è alato fallo prendendo in con•
siderazione soltanto le pianle malure, ossia quelle che si
utilizzano ali' atto del taglio, trascurando le giovani, che
vengorto conservate con cura, e sono quelle che servono a
ripopolare il bosco, e a dare una seconda produzione,
che sarà matura molto prima che l'attuale sia totalmente
esaurita. Ad impedire che l' atluale produzione venga in
ritornati alla produzione normale, malgrado una notevole
riduzione delle esportazioni, che fu compensata dal grande sviluppo preso dalle costruzioni in tulio lo Stato.
Le diverse parti del Paese non contribuiscono a questo
approvvigior,amento nellh medesima misura; dalla rap•
presentazione grafica della produzi,ne legnoea dei diversi Sta.ti durante il 1915, si rileva come questa si accentui specialmente alla p eriferia, dove i trasporti sono
più comodi ; ma altresì perchè nel centro, a causa della
grande siccità e scarsità di pioggie, le foreste sono più
Un gronde uomo e un tronco ancora più grande.
alcun modo pregiudicata, il Governo ha preso negli ultimi anni una serie di energici provvedimenti, quali la
creazione di un immenso Demanio forestale nazionale,
l' organi'zzazione di un vasto servizio forestale di Stato;
l'erezione di scuole forestali secondarie e superiori; l'emanazione di leggi protettive; disp~aizioni contro gli inoen.di,
il grande nemico dei boschi dell'America del Nord; e sopratutto ha dato principio ad una politica di rimboschimento su vasta scala. In grazia a questi provvedimenti è
certo che non solo la produzione attuale non subirà in avvenire alcuna riduzione. ma potrà al contrario essere alcun
poco aumentata.
L' utilizzazione di 40 miliardi di boord /eet rappresenta
ormai la media di diversi anni; infatti, secondo i dati
pubblicati da quel Ministero d'Agricoltura. la ·m edesima
ha osi:illato ben poco dal 1904 ad oggi. Nel 1915 si è
avuta una diminuzione a causa della guena, proivocala so•
pratulto dalla scarsità di tonnellaggio, ma nel 1916 si è
rare o mancano del lutto, subentrando al loro posto le
praterie senza fine. Il centro principale di p roduzione gra•
vita sugli Stati del Sud-Est, la palria del « yeJlowpine •,
il pino giallo, da noi conosciuto col nome di Picht-pine.
che da solo prende il 37,50 per cento della produzione totale. Fino a pochi anni or sono il massimo di produzione
ai aveva negli Stati del Nord-Est, i più industriali di tutta
la nazione; ma col grande uso fallo delle loro riserve
legnose, e per !"importanza sempre crescente presa dallo « yellow-pine » il massimo deHa produzione è andato
spostandosi poco a poco verso Sud. Sempre più notevoli
ahresl, da qualche anno a questa parie, diventano anche
le utilizzazioni del West, dove predomina il Douglas-fir e
d <tve si hanno le riserve più ingenti di legname, pochissimo intaccate a causa delle difficoltà di pori arie sulla
costa del!' Aùcntico. dove culmina l'attività commerciale
e industriale di tutto il P aese. Coli' apertura del canale di
Panama queste -difficoltà sono state in gran parte superale,
82
•
========-====
L'INDUSTRIA DEI LEGNAMI NEGLI STATI UNITI
l'•rvr dere un notevole aumento della produzione
1r 11ioni nell'immediato dopo guerra.
11 i l • 111nnde massa di legname. che si utilizza anltlf l•ln, n on viene al mercato allo stato greggio sotto
Il li 111111, be nsl in uno stato di semilavorazione che
'" Il li a11,orto facilita molto le ulteriori applicazioni.
11 0110 d, boschi ameri&rno, 11 timberman, non si
I• , ,11111 be n spesso da noi, al semplice taglio e Irati ,I, I prodotti greggi, bensì accanto alla lavorazione,
11 I• "
,llatanza d a essa. impianta la segheria. con la
111
1 1111
Una caratteristica del mercato legnoso americano è poi
l'accuratezza che i timbcrmen pongono nella classificazione dei loro prodotti. Tutti sanno che non c'è una
materia tanto variabile nelle sue qualità e prezzi quanto
il legno. A parte la divers ità di specie, per un medesimo
legname si trovano spesso tali differenze da un pezzo al\' altro, da farne variare il valore del cento per cento e più.
Mentre un pezzo di quercia da ardere non vale che poche
lire al mc., un pezzo atto a dare impiallacciature, si vende
500-600 lire e più. Lo spruce, che di piccole dimensioni,
Un treno carico di tronchi che ai aooia alla segheria.
111• tiduce il legname in tavoloni, tavole, panconcelli,
•~• correnti, listelli, ecc. ecc. Sotto questo rapporto gli
111, Ani aono andati molto più in là di noi, in quanto
l1111,u10 q uesta semilavorazione ad un grado tale, da
1111.,., all'industria che prepara i prodotti definitivi, la
~ "" ~ par te di quel lavoro materiale di sgrossatura,
h, l'N essa c ostituisce soltanto una perdita di tempo e
"' di m ateriale. Vi sono perciò grandi segher ie che
Il 11 limitano a segare il legname, ma lo piallano e lo
111111110 per d eterminati usi a quelle dimensioni che il
t alo e le industrie p iù comunemente domandano. I
l!/11• 11, i lambris, i soffitti, ecc., a mo' d i esempfo, ven11 • Jpctso pre parati nella segheria; cosl vi sono segherie
I p rrparano le diverse parti delle porte, finestre, per•
ree., in modo che a l falegname non resta che monl• n finirle, risparmiando ad esso, che non ha mezzi
• 4nici adatti, una q uantità di lavoro, che a braccia
l•1rhbe enorme m ente d i p iù. Con ciò l'esten sione che
,111ln l'industr ia delle segherie è straordinaria; ne l 1916
l1111,1onavano più di 30 mila, di cui alc une capaci di
'""' più di 25 mila m c . di legname all' anno I
nodoso, ecc., si può dire che non ha valore alcuno, in
grandi dimensioni. a gran.a regolare e senza n.odi, per
a eroplani, si paga oggi fino a 2000 lire al mc. Ogni pezzo
di legname ha il suo valore specifico. Ora, siccome ciò
costituisce un grave ostacolo alle transazioni commerciali di grandi partite , così si è pensato ad una classificazione dei dive rsi legnami, a seconda delle dimensioni,
delle qualità intrinseche. del numero maggiore o minore
di difetti, ccc . Queste classificazioni che sono più o meno
a~ bozzate ovunque, negli Stati Uniti hanno assunto un
no tevole grado di perfezione, c iò che non solo facilita il
comme rcio, ma lo rende molto più sicuro ed onesto. Queste classificazioni variano da specie a specie, ma in generale comprendono 5 gradi: la prima, la seconda, il comune, N. 1, N. 2 e N. 3 ; ne lla prima si m ettono i leg nami di maggiori dime nsioni, lavorati a perfezione e
senza alcun difetto ; n ella seconda i legnami un po' più
p icoli con un difetto e una impe rfezione d e lla lavoraz ione . e cosl di seguito. Su quesle classificazioni il commercio americano è rig orosissimo; ali' uopo funzionano
a ppositi ispettori pate ntati, che. m ed iante il pagame nto d i
83
LE I. I . I .
= = = = = = = = = = = = = = = = = = =:.: == = = = = = = =-- = = = = - - - - - - -
una quota lissa. a richiesta dei contraenti, rivedono il che lo forniscono. Di queste le principali sono il Longlea
materiale, e giudicano se la classificazione è staia fatta pine (Pinus pa)ustria), il Lob/o/ly pine (Pinus taeda) e ·
bene o no, e modificano al caso opportunamente. In tal Shortleaf pine (Pinus echinata). li primo è il vero ye/
modo ogni equivoco, ogni p ossibilità di contestazione ri- low pine, quello che noi conosciamo sotto il nome im
mane eliminat.&. e chi è addentto nel commercio legnoso p roprio di pichti pine; è il più pregiato, e quello che vien
compre nderà facilmente quale valore abbia simile prov- destinato agli usi più lini; gli altri due accomunati spesa
nel nome North Carolina Pine, sono di qualità un po
Yedimento.
•
Ma ciò che più rende meritevole di speciale considera- meno buona. però sempre ottimi legnami. che servon
zione il men:ato legnoso americano. è la gi,ande varietà agli stessi usi del p recedente. col quale generalmente •
dei prodotti e le loro qualità specifich e, che li rendono confondono.
Al pino giallo segue imediatamenle il Douglas fir
particolarmente preziosi per le industrie. Mentre la nostra Aora forestale conta appena 37 generi e 78 specie, Oregon pine, come più specialmente si designa in com
Una segheria che laoora o/Ira 25 mila metri cubi di legname,
quella degli Stati Uniti dell'Est, possiede 123 generi e
250 specie, e quella dell"Ovcst rispettivamente 58 e 120.
Naturalmente a tutte queste specie non corrisponde un
ugual numero di legnami come li intende il commercio;
giacchè quest"ultimo trascura molte specie, ad esempio
quelle che non sono abbastanza d iii' use, mentre altre raggruppa in un solo tipo di legname quando questo pre•
senti caratteri eguali. Il numero dei legnami più importanti che vanno sul mercato si riduce quindi ad una tTentina, ma tutti di primo ordine.
Di questi legnami il più importante è senza dubbio il
yellow-pine, ohe come abbiamo detto occupa il 37,5% circa
della intiera produzione. Nel 1916 •e ne sono tagliati per
15 miliardi di board faal, ossia 35 m ilioni e mezzo di
mc., quanto basterebbe per sopperire a tutti i nostri bisogni di lagnarne da lavoro per una diecina d"anni. Il
pino giallo è originar.io del sud, degli Stati lungo il golfo
del Messico, dove crescono le dieci e pjù specie di pino
84
mercio; è. i).legno .della Douglasii, che, forma le estese f
reste del West (Washington, Oregon, California e Ne
vada). È molto simile nalle sue qualità al Pichi pina, e serv
agli stessi usi. però, si presenta in dimensioni molto pi
grandi. Gli americani lo chiamano il legname del/' Otltlenir
e ne accentuano sempre più la produzione; questa n
1915 era di 4431 milioni di piedi. nel 1916 è salita a 5416
con un aumento d el 27 per cento. Mentre il Picht-pina
di uso tanto comune ·a nche da noi, il pino dell'Orego
appena appena si comincia a conoscere, da qualche nego
ziante; ora esso merita tutta l'attenzione dei n ostri in
dustriali.
La quercia è la terza specie, in ordin e di importanza
di cui si fa più consumo , ed è a.nche oggetto ili espor
tazione. Numer06~ sono le specie di q uercia che gl
Stati Uniti, possiedono; però il commercio non ne ri
conosce che due tipi: la que rcia bianca (Whita oold
la quercia rossa (Red oa/ù. La bianca proviene dall
• =======
= = = = =-=-= = =
L'INDUSTRIA DEI LEGNA MI NEGLI STATI UNITI
Un grande deposito di tavole pronte p er la spedi%ione.
LE I. I. I. =-======~:::a.=:..::::..~============~========== = =====
Quercus alba, Q. prinus, Q. stellata, Q. macrocarpa, Q.
mixhausxii. e dà un legname d11 lavoro per mobili, mostre di negozi, vagoni, carrozze, ecc.• di prima qualità e
del .tutto somigliant:iuima alla s/aoonia, che a prezzo
tanto elevato prendevamo dall'Austria. La quercia rossa,
data dalla QuercuJ boreal:s, Q. texana, Q. palustris, Q.
Coccinea, Q. velutina, ecc., fornisce un legname di qualità meno buona, ma pur sempre adatto per parquet,.
lambris, rifinimenti interni, ornamenti di negozi, fabbricazione di carri, carrozze, ecc. Nel 1916 tra bianca e rossa
se ne produssero 3300 milioni di piedi (7.700,000 mc.) la
massima parte negli Stati orien tali, dove cresce in preponderanza.
Un tipo di legname che noi non abbiamo e di cui invece gli americani fanno grandissimo UB:l', è il pino bianco, Wl,ite pine, che cresce specialmente negli Stati del
nord intorn:> ai grandi laghi, ed è dato da quattro specie:
Pinus stobus, P . resinosa, P . monticula, P. banksiana. Lo
adoperano per gli s tessi usi per i quali noi ci serviamo
dell'abete di Trieste. e cioè bussole, finestre, scudi, interno di mobili, panchi da scuole. casse, ecc., ma lo preferiscono all'abete perchè più dolce, più bianco e meno
atto a muoverai. Infatti tra abete e il pino bianco fanno
sempre una differenza di prezzo di circa un dollaro al
metrocubo.
Due qualità molto affini a questa sono il pino giallo delr ovcst, Western Yel/ow pine e il pino dolce Sugar pine,
tutti e due della parte occidentale dcli' America (California, Oregon, Idaho, Washington, ecc.), dove servono allo
stesso uso del pino bianco, ed banno quasi gli stessi
prezzi. La loro produzione trascurala in passato a causa
delle difficoltà rlei trasporti, va prendendo uno sviluppo
sempre maggiore in seguito all'apertura del canale del
Panama.
L'Hemlock è un altro legname che manca del tutto al
nostro mercato, in quanto nella nostra Aora non si trova,
non solo la apeoie. ma neppure il genere che lo produce,
la T suga. Fornisce un legname che sta fra quello dell'abete
rosso (d i T rieste) e l'abete bianco (nostrale) ossia è un po•
meno buono del primo, ma superiore al secondo. Ha poi
qualità che lo rendono specialmente adatto a determi-
r
nati usi.
Lo apruce americano è identìço al nostro abete di T rieste, soltanto si trova là in fusti di maggiori dimensioni e
cresciuto in foreste non mai tocche, per cui può dare
tronchi privi a.f fatto di nodi, a grana diritta e regolare,
eh.e in questi tempi di guerra lo hanno reso prezi~ per
la fabbricazione di aeroplani.
Altro legname prezioso è il cipresso, Cypres, col quale
nome gl i ameriéani indicano non il nostro cipresso. ma
il legnaane di una p:anta che nu1nca alla nostra Aora,
sebbene cresca benissimo in Italia, il Cipres,o calvo (Toxodium dislicum). Ed è strano che mentre il legname
ouenuto dai primi esemplari allevati in Italia è stato giudicato pessimo. il medesimo in America aia considerato
fra i migliori di quella flora, tanto che viene venduto ad
un prezzo superiore a tutti gli altri legnami da conifere
(legnami bianchi). NeL 1916. mentre si quotava il picht
pine a dollari 14.33 ogni mille piedi, il cipresso veniva
pagato 20,85, ossia con una differenza d i oltre sei dollari! Ho sul m io tavolo un campfone d i questo legname
cresciuto in Italia, che è klent.iGo a quello americano. Il
nostro disprezzo per questo prodotto è dovuto senza dubbio al fatto che non ne conosciamo le qualità ; il cipresso
calvo, oltre una bella grana, un bel colore, una grande
facilità di lavorazione, una stabilità quasi assoluta, ha il
pre,sio non comune che, cresciuto in mezzo all'acqua,
86
nelle paludi, dove si va a-:1 atterrarlo in ba.rea, acquista
uno resistenza grandissima all'umidità, per cui è il legname adatto per eccellenza a quelle località dove g li
altri legnami generalmente infracidiscono in pochi anni.
La produzione sua è di ci rca un bilione d i piedi cubi, os
sia 2.360.000 mc.
Mentre noi produciamo una piccola quantità d i acero,
gli Stati Uniti ne approntano annualmente per un miliardo di piedi, ossia 2.360.000 mc.! poss~no quindi, servirsene per una quantità di usi, dai quali resta esclus
da noi per la esiguità della nostra produzione. Per interni
di mobili, bussole, lambri•, eoffitti, ornamenti di negozi ,
adoperano il Nocino Red gum, che noi importiamo, m
non abbiamo, somigliantissimo al noce, ma più a buon
mercato. Pure per mobili, carrozze, ornamenti di negozi
strumenti musicali, ccc., impiegano il pioppo giallo, }'e/
low poplar, che non è un pioppo. ma il legno del Lyri
dendron tulipifera, bellissimo albero che c resce anche i
Italia. ma non è indigeno.
Pregevole sotto molti aspetti è il Redwood
sempervirens) leggerissimo, oltremodo facile a lavorarsi
di un bel colore rosso, di una straordinaria durata e d
1.on prezzo relativamente modico (meno di 30 lire al mc.)
Lo stesso si dica del Cedar che è il prodotto di diver
specie di alberi (Thja plicata, Cbamaeciparis thuyoide,
Yuniperus virginiana, ecc.) adoperato per particolari us
nei quali non può essere sostituito da altro legname, com
ad esempio, per citarne uno dei minimi ma più caratteri
stici, nella fabbricazione dei lapis.
Il larice ed il faggio americano sono del tutto simili
quelli nostrali, ma la betula della quale la produzione
notevole (circa un milione di mc. all'anno) è migliore
tanto ch e l'adoperano volentieri a scopi ornamentali
molto se ne servono per fabbricare il mo11ano artificiale
L 'olmo e il tiglio pure sono identici ai legnami nostri
ma da noi è ormai difficilissimo trovare un pezzo di tigli
(ottimo per intagli): negli Stati Uniti viene comun ement
impiegato in usi secondari, come sarebb ero le casse da im
baliaggio.
Il frassino che ha assunto prezzi straordinari. perch
non si trova più da noi, là è aumentato un poco in ques
ultimi tempi, per la esportazione che se ne è fatta p
aeroplani, ma prima era un legname comune, che
adoperava per carri, carrozze, ecc., facile a trovarsi
prezzo di 40 lire al mc., in fusti d i grandi dimensioni
di p rima qualità. E anche oggi non costa più di 50lire al mc.
Un buon legname è it lupe/ , molto simile al nocino
adatto agli stessi usi. Impareggiabile poi per determinai
applicazioni è l'H ickory somigliante al frassino, ma
cora più resistente ed elastico. E tralascio tanti altri di m •
nore importanza quali lo Cherry, il Bucheye, il Cucumbe
il Sycamore, il Pecan, ecc., ecc., che trovano tutti n ell 'ind
'stria americana le loro speciali applicazioni.
Se s i pensa che la picola parte che nel valore di_ un o
getto in legno ,prende la materia prima e viceversa , l'i
flucnza che esercita sulla sua durata, resistenza, perf
zione di lavorazione, aspetto esterno, ecc., si comprende
facilmente come condizione essenziale p er lo sviluppo del
industrie del legno sia quella di procurarsi il migliore m
tcri.ale, sen.z a di che è impossibile competere ocm le i
dustrie degli altri Paesi. Il mercato americano ci offre u
quantità di legnami, non i cosl d etti leQn i di lusso a car
Ieri preponderalamente ornamentale, ma legnami ind
stri.nli, cioè di fona, di durala, facili a lavorarli, a bu
mercato e pur sempre di bell" aspetto, che sono quelli eh
trovano il maggior impiego nelle nostre industrie. Di qu
- - == =
- ===
= = =-- = = = = =
L'INDUSTRIA DEI LEGNAMI NEGLI STATI UNITI
mercato noi abbiamo fino ad oggi approfittalo pochisparie perchè gli americani, potendo esitare i
in Paese non si sono preoccupati affatto di
, rrrarai altri sbocchi; e dall'altra parie perchè p resi dalle
,, I, dl commercio austriaco, noi non abbiamo mai pensato
" 11volgere altrove le nostre ricerche. In tal modo mentre
I America esporta annualmente per otto milioni di mc. di
lr11name, noi partecipiamo a questa esportazione per una
, 11111 minima e per tre soltanto dei suoi prodotti preziosi;
ti picht-pine, la quercia e il nocino. Eppure l'esempio di
,,,u·tlì tre p,odotti ci dovrebbe essere istruttivo I È da
1111a ventina d'anni e non più che il picht-pine è entrato
,..-1 nostro mercato, e da cizca una diecina il nocino e la
'l""rci.a, ma quale impiego non hanno trovato presso le no_
ohi'! Industrie} Si potrebbe oggi farne a meno}
Lo ■tesso è certo che succedèrà degli altri legnami quan1111 domani se ne incomincerà l'esportazione; i loro pregi
, , li renderanno ben presto indispensabili. a tutto vantagwlo della industria nazionale. giacchè come ho detto, la
•tllf'ltione dell'eccellenza delle materie prime è fondatlll'ntale.
Nè si sollevi l'obbiezione del p rezzo e delle difficoltà
,1,.1 trasporti ; mentre da n oi la guerra ha fatto salire i
,,,,.ul dei legnami alle stelle, negli Stati Uniti hanno au1,llo piocolis&ime vaTiazioni, come si può vedere da1 seWIH'nte prospetto nel quale sono dati i prezzi medi del
11>10 e quelli del 1916:
110
111,10, da una
lu10 prodotti
SPECIE LEGNOSA
Pr<no in dollori
I 000 boud feet
pe,
nel 1916
't ..llow-pine (picht-pine) 14.33
l><1uglu fir (pino dell"Oregon)
10.78
\Vhite pine (pino bianco) 19. 16
1lrmloclc
15.35
'lpruce {abete rosso)
17.58
Weatem yellcw pine
(picht-pine del West) 14.52
( ypree (cLpr. calvo)
20.85
Hrdwood
13.73
t rdar
15.24
Prezzo in lire
per meuo cubo
od 1910
1916
13.29
30.40
13.09
18.93
13.85
16.62
23.00
40.60
32.70
37.20
15.37
20.46
14.80
15.53
30.80
44.00
30.00
32.30
T amarak (larice)
White fir (abete bianco)
Sugar-pine
Balsam fir
Lodgepole pine
Oak (quercia)
Maple (acero)
Red gum (nocino)
Chestnut (castagno)
Yellow poplar
Birch (betulla)
Beech (faggio)
Basswood (tiglio)
Elm (olmo)
Ash (frassino)
Cottonwood (pioppo)
Tupelo
H ickory
Walnut (noce)
Sycamore (platano)
12.49
12.25
16.77
16.49
15.13
20.06
18.24
14.64
17.05
21.89
17.59
16.20
21.05
19.46
23.85
17.42
13.00
23.84
42.38
14.65
12.33
I 1.52
18.68
14.48
14.88
18.76
16.16
12.26
16.23
24.71
17.37
14.34
20.94
18.67
22.47
17.78
12.14
26.55
34.91
14.10
26.80
26.00
35.50
36.90
32.00
42.50
38.65
31.00
37.10
46.20
49.50
34.30
44.60
41.25
50.55
36.90
27.55
50.50
89.80
31.00
In verità se si confrontano questi prezzi coi nostri, si
rimane sorpresi della esiguità di quelli americani I
Avanti la guerra il costo del tnuporto del legname dagli Stati Uniti a Genova, compreso l'assicurazione, si aggirava sulle 40 lire al mc. Con una tale speaa la quercia.
americana poteva giungere ai nostri porti a L. 80 al mc.
mentre quella di Slavonin si era obbligati a pagarla 120,
150, 200 lire e anche più. Al presente tutti sanno i prezzi
che hanno raggiunto i noli; ma col cessare delle ostilità,
col J"itomo della sicurezza dei mari, questi sono destinati a
precipitare. L'America sta dando attua.z ione ad un vasto
programma di costruzioni navali ; tutte le nazioni marinare si apprestano alla ricostruzione del loro naviglio. Mentre quindi tutto fa sperare un abbassamento notevolissimo
dei prezzi di tra.sporto, nulla si vede che p088a far prevedere da noi una diminuzione sensibile del prezzo dei legnami, salito tanto in alto per la deficienza quasi assoluta della produzione nazionale e per la mancata importazione dall'Austria, la quale ultima non si potrà riattivare
che in seguito ad un lungo periodo di tempo. Abbiamo
tutto l' intere&9e a riivolgerci agli Stati Uniti, che ci porgono
anche in questo campo la loro mano amichevole.
Alberto Cotta
LE INDUSTRI
ITALIAN
ILLUSTRAT
RASSEGN A MENSILE POLITICA, SCIEN TIFICA, TEC NICA, EC O
N OMICA DELLA PRODUZIO NE INDUSTR. ITALIANA, H A PE
:
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1§1
S
COLLABORATORI
Prof. L. ABELLO, Dirett. del R.
1st. Sup. di Studi Commerciali.
On. ANGELO ABISSO, Deputato al Parlamento.
Comm. ETTORE ANDREIS.
Prof. GINO ARIAS. della R. Univeroità di Genova.
RICCARDO BACHI.
Prof. ERNESTO BERTARELLI.
della R. Università di Parma.
Prof. CARLO BESANA.
lng. Comm. GIUS. BESANA.
FEDERICO BETTONI. Senatore
del Regno
Prof. PIETRO BONFANTE, della R. Università di Roma.
Comm. lng. MARIO BONGHI.
Contrammiraglio ETTORE BRAVETTA.
P rof. BIAGIO BRUGI. della R.
Univeroità di Pisa.
A. CABIATI, del R. latituto Superiore di Commercio.
On. ANGIOLO CABRINI. Deputato al Parlamento.
On. lng. G. L. CALISSE., Deputato al Perlamento.
On. GIUSEPPE CANEPA, Deputato al Parlamento.
P rof. P IO CARBONELLI.
Prof. Dott. FILIPPO CARLI.
On. Dott. GIULJO CASALINI,
Deputato a I ParIamento.
EMILIO CERUTI, Segretario dell'A11oc. Gen. di Commercio.
lng. DOMENICO CIVITA.
Prof. PIETRO COGUOLO, della
R. Università di Genova.
POMPEO COLAJANNI. Direttore
del Sindacato lnfortunii Solfare.
GIUSEPPE COLOMBO. Senatore del Regno.
Prof. UGO CONTI.
On. EDOARDO DANEO, già Mi.
niatro delle Finanze.
Barone LEONINO DA ZARA.
lng. EMILIO DE BENEDETTI.
On. A. DE VITI DE MARCO.
Deputato al Parlamento.
On. lng. AURELIO DRAGO, Deputato al Parlamento.
P rof. PROSPERO FEDOZZI.
Comm. ETTORE FERRAR!.
CARLO FERRARIS, Sen,t. del
R~no.
MASS
FI MBERTI D
On.
A
' eputato alIMO
Parlamento.
P rof. FEDERICO FLORA. della
R. Università di Bologna.
On. EMILIO GIAMPIETRO, Deputato al Parlamento.
TORQUATO CARLO GIANNINI.
lng. FEDERICO GIOLITTI.
Prof. ULISSE GOBBI.
CESARE. GOLDMANN.
PAOLO GUERRIERI.
lng. Comm. ARRIGO GULLINI.
Capo Servizio F. S., Direttore
Generale del T raffico Marittimo
al Miniatero dei T rasporti.
lng. PIET RO INTERDONATO.
P rof. PASQUALE JANNACCONE
·
On. ALBERTO LA PEGNA. Deputato al Parlamento.
Prof. CARLO LESSONA.
P rof. ANTONIO LONGO.
Prof. ACHILLE LORIA. della R.
Università di Torino.
Prof. GIOVANNI LORICA.
Prof. lng. Comm. LUIGI LUIGGI. della R. Univ. di Roma.
Generale LUIGI MAGLIETTA.
On. GUIDO MARANGONI. Deputato al Parlamento.
On. FERDINANDO MARTIN!.
già Miniotro delle Colonie.
On. Comm. V ITTORIO EMANUELE MARZOTTO, Deputa•
to al Parlamento.
On. Avv. PASQUALE MATERI.
Deputato al Parlamento.
Dott. EUGENIO MERCURIO
Prof. GENNARO MONDAINl,
del R. 1st. S11p. di St. Comm.
Prof. FRANCESCO ORESTANO.
della R. Univ. di Palermo.
lng. PAOLO ORLANDO.
On. DOMENICO PACETTI. Deputato al Parlamento.
Prof. EMANUELE PATERNO' .
Prof. SILVIO PISANO. della R
Università di Parma.
Prof. ENRICO P RESUTfl.
Prof. ORAZIO REBUFFA, della
R. Se. Politecnica di Napoli.
ETTORE REINA.
lng. GIULIO RE.VERE. del Politecnico di Milano.
On. GIOVANNI ROSADI. Depu•
tato al Parlamento.
Barone ALESSANDRO ROSSI.
Prof. lng. GIOVANNI SALEMI
PACE.
Se.n . lng. A. SALMOIRAGHI.
Preaid. della Carnera di Commercio di Milano.
On. NICOLA SERRA. Deputato
al Parlamento.
On. ALCEO SPERANZA, Deputato al Parlamento
P rof. VINCENZO TANGORRA.
della R. Univen,ità di Pisa.
On. Prof. RICCARDO ZANELLA, Deputato di Fiume.
Abbonamento annuo ~ L E INDUSTRIE ITALIANE ILL USTRATE , lcalia e Colonie
21, Estero L. 30 , Cartoline vaglia ali' Istituto Editoriale Italiano , Milano, Piazza Cavour, ,
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Prof. F. Bra.cci
tel R. Olelrlclo :1perlm~nto!e
I RESIDUI DELL'OLEIFICIO
E LL' ORA PRESENTE
·NELL'AVVENIRE
I progressi conseguiti nell'estrazione degli olii debbono essere somministrati con aggiunta di
~" , lttli (di semj e d ·oliva) hanno messo sempre mangimi meno concentrati, più ricchi di idrati
I• 11 111 valore i residui ed i cascami della lavora- di carbonio; e nella concimazione debbono es, 11111 , panelli, sanse vergini, olio d'inferno, olio sere considerati come concimi azotati : in ~ i
l .,Jfuro, o lavato, sanse esauste e noccioli. modo si tratta sempre di resid ui preziosi per I' a 11 iu" t In rese assai preziosi quest: !'Ottopro- gricoltura. Invero, prjma del momento attuale
111111, aia nella fabbricazion e d elle armi e mu- di guerra, in cui i prezzi di ogni derra ta e p ro1 I (,1111 (tempera ed e.s plosivi), sia nelr alimenta- dotto sono divenuti anormali, i panelli alimentari avevano un valore oscillante da 13 a 18
11u11n del bestiame e quale combustibile.
I , , diamo utile intrattenere un poco i nostri lire al quintale e quelli per concime da 7 a 12
I 111111 su tali residui, riservandoci di trattare dei lire.
Non si può precisare la quantità di panelli oleo111 n«lutti principali delr industria dei grassi vesi che si producono in Italia; si può in via ap11' Iuli m altra prossima occasione.
I p,melli ricavati dalla lavorazione dei semi prossimativa dedurla dai semi sottoposti alla e11, fl 1 sono la parte solida residuale della pres- strazione dell'olio, i quali risultano nella quasi
i 011, dei semi stessi ridotti previamente in fa- totalità dall'im portazione che se ne fa dalle lnlo , 1 on la macinazion e a mezzo di frantoi a ci- ,die inglesi, dalla Cina, daill' America (segnatai11tl11 ed a macelli. Essi contengono tutte le mente dall'Argentina), dall'Africa (Egitto, Co1118l1rnze che si trovano nei semi, m eno la gran- lonie francesi e inglesi), dall'Asia minore, daJla
I 111aggioranza delfolio. Di questo però ne Russia, ecc. : importazione che è andata sem1111lr ngono ancora in quantità tale da renderne pre crescendo, e cioè da :
11m·rmiente l'ulteriore trattamento con sd.iventi
ql. 352.716 nel 1881-85
hl1111ci e l'uso per l'alimentazione del bestiame.
a ql. 498.817 nel 1891-95
lu (·ommercio però si trova un numero di paa ql. 663.720 nel 1901-1905
11, minore del numero di semi assoggettati ala ql. 945.770 nel 1910-1916
HII zione dell'olio e si può dire che agricola ql. 488.292 nel 1917
i 111 1• l'industria non utilizzano che una parte
I 11nne~li provenienti da semi tanto indigeni che e nei primi mesi del 1918, a causa delle difficoltà,
0111 i. In agricoltura detti panelli vengono usa- delle spese e dei pericoli dei trasporti. si è ve1" 1 mangime e per concime.
nuta riducendo a soli 77.260 ql. Alla quale cifra
()urlii della prima specie, principalmente so- aggiungendo quella minima del!a produzione di
t tli arachide decorticata, lino, cocco, coto- semi indigeni (lino, ravizzone, colza, ricino e
... 11 samo, granturco, colza, papavero; i p ....- pochi altri semi) si ha un totale di poco oltre I
1
Mili
Pl~r concime sono : di ariachide non decor- milione di ql. di semi oleosi. qa cui ritenendo
11ln , camelina, canapa, ricino, palmisto, ma- in via approssimativa un rendimento del 60% in
la, 1 ,vizzone, faggio, ecc.
panello, si ricavavano prima della guerra cir1 p rimi contengono da 23 a 34 % di sostanze ca 650.000 ql. di panelli, parte adatti per conoti11c he, da 8 a 12 di grassi e da 21 a 33 di cime, e una porzione maggiore per mangime.
1111, llt' estrattive non azotate (idrati di carboA tale q uantità è da aggiungere quella dei pa1)1 111 buona parte digeribile, con una rela- . nelli importati e da detrarre quella dei panelli
1111 nutritiva stretta che varia fra I e 08 a 1,2; i esportati. La prima avanti guerra, e per meglio
,-,11111 per concime contengono in media da 5 dire fino al 1913, si aggirava fra 40 e 50 mila q l.,
f, ' , <li azoto, I a 2 % di acido fosforico e di dopo è andata sempre diminuendo, per ragioni
lnn"
.
ovvie, da 39.134 ql. nel 1914 a 27.206 ql. nel
11110 materiali in un caso e nell'altro .rjcchi 1915, e q l. 4.013 nel 1916 ed a ql. 128 nel 1917.
j
l11nze azotate, quindi nell'alimentazione L'esportazione, da attorno a 100.000 ql. fino al
r
r
r
•o
89
LE I. I./.
=.,.... ======= = = = == = = == ======= = ===== = ========
1903, salì a oltre 250.000 (254.350) nel 1910-1913,
fu di ben 547.326 ql. nel 1914, per discendere
a ql. 57.260 nel 1915, a ql. 147. 11 5 nel 1916 ed
a ql. 103. 725 nel 1917 : sempre si mantenne cioè
superiore all'importazione; per cui, considerando
il periodo prima guerra, alla cifra della produzione approssimativa dei panelli si deve togliere
ben 200 miJa ql., differenza media fra l'esportazione e l'importazione annua; il che riduceva
il quantitativo disponibile dei panelli in Italia a
tutto il 1914, a ql. 400.000
Dal 1914 a tutto il 1916, restando ferma la
produzione interi"1a, è venuto aumentando lo
sbilancio fra l'esportazione e J' importazione e
nel 1917 è venuta altr~ì a ridursi a poco più
della metà anche la prima. Di guisa che il quantitativo di panelli a disposizione del bestiame si
è in questo momento ridotto ad una cifra assai
bassa, del tutto sproporzionata al fabbisogno
del bestiame. Naturalmente anche i prezzi dei
panelli di fabbricazione interna e d'importazione sono andati crescendo sensibilmente da L. 12
a 14 in media prima del 1914, a L. 17, 20, 25 e
assai più dal 1914. Oggi sono giunti a oltre I 00
lire al ql. !
In Italia la crisi dei mangimi nell'attuale periodo, e che durerà pur troppo per qualche
anno dopo ,la pace, può cercare minor sol:ievo nei panelli oleosi, che rappresentano materiali di valore alimentare considerevole, di
altri paesi come l'Inghilterra, la Francia, ecc. ,
che producono e commerciano quantità considerevolmente superiori di tali panelli. Ma
il nostro paese ha a sua disposizione un altro
materiale, residuo di una industria di capitale
importanza, dell'estrazione cioè dell'olio d'oliva; vale a d-ire la sansa : materiale invero a
gran torto troppo tracurato dagli allevatori di
bestiame fino ad oggi, e che sarebbe ora riprovevole non mettere a profitto.
Si chiai;na sansa il residuo solido dell' estrazione dell'olio dall'oliva mediante la pressione,
costituito da detriti di nocciolo e dalla polpa
dell'oliva stessa ; i primi nella proporzione del
40 al 45 % e la polpa del 55 al 60, più o meno
umida. La sansa trattiene ancora una certa
quantità di materia grassa, variabile da 7 a
14 %. a seconda dei mezzi e metodi più o meno
perfetti di macinazione e pressione, e delle regioni. Q uesta, unitamente alla polpa che contiene sostanze proteiche, carboidrato, ecc., fa
sì che la sansa costituisca un residuo di un valore commerciale e industriale abbastanza apprezzabile.
L · utilizzazione più comune delle sanse è
quella di sottoporla a ll'estrazione con solventi
chimici, specialmente al solfuro di carbonio,
quando, per incuria o altro, non v~ngano adoperate direttam ente per combustibile. In alcu-
90
ne regioni si sogliono sottoporre alla levigazione con acqua, ottenendosi separate le pellicole
o bucch.iette della parte ossea, le quali poi si
bollono in caldaia e si assoggettano a nuova
pressione, a caldo, ricavando un olio verdastro
detto lavato. Più raramente si destinano all' alimentazione del bestiame, particolarmente dei
suini. Dal trattamento delle sanse col solfuro
di carbonio si ricava un olio verde più o meno
scuro e denso, detto appunto olio al solfuro,
nella proporzione del 6 al IO % in peso. asportando cioè quasi tutta la materia grassa che le
sanse stesse contengono. L'olio lavato è dal 4
al 5 % in peso delle sanse sottoposte alla levigazione.
Dal trattamento delle sanse al solfuro ed a l
frullino (parte del!' oleificio in cui si fa l' estrazione dell'o'l-io lavato) rimangono, come ca_pimorti le sanse esauste, (così dette per distinguerle dalle sanse prima del trattamento chimico dette vergini, non differendo altro che per
l'asportazione da queste della materia grassa)
e le bucchiette esauste.
L'olio al solfuro e lavato servono ordinariamente per fabbricare saponi. Fino ad oggi, quando la loro acidità non sia eccessiva, il che non si
verifica se non quando le sanse provengono da
olive mal conservate, o le sanse stesse sie no state deteriorate prima del trattamento, h anno servito per la p reparazione della glicerina destinata
n.el)a massima parte a fabbricare materiali esplo,s1v1.
Le sanse e le bucchiette esauste sono comunemente adibite per combustibile e più di r-'i1o,
specie le seconde, per concime o per mangime.
Per effetto del D. L. 2 settembre 1917 n. 1497,
le sanse esauste huono requisite dal Governo, perchè destinate per combustibile agli stabilimenti ausiliarii che lavoravano per conto del
Ministero della Guerra, mentre le sanse vergini
era proibito di bruciarle.
La sansa esausta è un buon combustibile,
calcolandosi a 3500 le calo.rie che si ottengono
da I kg. di sansa, mentre si calcolano in media
a 3700 per la legna secca; inoltre da detta sansa si hanno delle ceneri molto ricche di potassa
(circa 17 %).
Le sanse vergini possono, ed in parte lo potrebbero, senza il divieto, anche quelle esauste, essere utilizzate per mangime, come abbiamo accennato, con grande utilità ed opportunità.
Fin da tempo era conosciuto i] vantaggio di
somministrare al bestiame le sanse vergini, anche perchè fino a quattro o cinque anni or sono
al prezzo delle sanse stesse offerte dagli stabilimentì al solfuro o dai frullini era abbastanza vile (L. •2 a 2,50 al ql.); ma ostava la presenza dei
detri~i di noccioli, i quali con le loro asperità
= ==
=
I RESIDUI DELL'OLEIFICIO NELL'ORA PRESENTE E NELL'AVVENIRE
uli angoli vivi davano luogo ad infiammazio}li
ccl alterazioni del!' apparato digestivo degli aniumli, sp ecie non suini, provocando diarree ed
,Itri d isturbi gravi. Qualcuno aveva ricorso e
ril orre tuttora alla separazione della parte os•n1i con la vagliatura e la ventilazione, ma si
I , nltava, e si tratta, di mezzi casalinghi, luni hi, costosi ed imperfetti. Oggi esistono delle
111ncchine apposite, dette disossatrici, che com111ono la separazione in modo rapido, economi• o e quasi perfetto deUa polpa dall'osso.
Una p tima di dette macchine, comparsa oltre
ltl:nta anni fa, in una tenuta del pisano, fu modificata di sana pianta dallo scrivente ed in sei.uito ne vennero altre (Tocchi e Rossini, Ro111ci ecc.) più o meno complicate.
La disossatrice Bracci, qui sotto raffigurata
(11g. I) consta di un frangipaneJili per ridurre la
•1msa p roveniente dalla seconda torchiatura, in
Irnntumi minuti, di un vaglio oscillante con rete
,1 maglie di 2 a 2 I /2 mm. di luce per una pri11111 vagliatura della parte polposa, di un sotto11 nnte cilindro fisso, a pareti di lamiera forata
, on fori di 2 mm., nel quale, per mezzo di un
11ue centrale munito di sbarre e girevole
1 cm notevole velocità, la polpa viene distaccata
rlnll' osso e spinta fuori attraverso le pareti del
Vl\glio, e la pellicola col nocciolo vengono spmt I olrestremità libera del vaglio; la pellicola vie-
Fig. I
ne separata mediante un ventilatore ed noc
tioli puliti vengono, al pari della polpa, a rac1·oglicrsi al disotto od in sacchi.
L'apparecchio, per maggiore comodità, può
r·'lscre piazzato su una piattaforma scavata a
!(\lisa di una fossetta rettangolare, per modo che
l1t tramoggia rimanga ad un' altezza di circa me-
tri 1,50 a 1,60 da terra, per il più facile caricamento della sansa, come si vede nella fig. 2.
La forza motrice inanimata necessaria per
azionare l'apparecchio è di circa 2 H P ed il
lavoro unitario e di circa 4 a 5 ql. di sansa vergine. In altro bpo di detta macchina si ha un
doppio vaglio brillatore ed a,llora il lavoro orario è di ql. 7 di sansa vergine.
Infine, viene costruito altresi un tipo di apparecchio per la media e piccola produzione (figura 3), senza frangipanelli, ma con disposizione
particolare al fondo della tramoggia per regolare l' ailimentazione della sansa, la quale deve essere pxima sgretolata grossolanamente con
un cd.I po di pala. Il lavoro unitario è di ql. 2 I /2
di sansa vergine.
Con il lavoro di dette disossatrici si ottengono
da 55 a 60 parti di polpa ridotta in farina finissima, con un'insignificante porzione di nocciolo
del pari ridotto in farina, e 40 a 45 parti di detriti di nocciolo perfettamente pulito; per cui
non si ha perdita alcuna di materia.
La parte polposa si può utilizzare tale e quale
per il bestiame, oppure assoggettarla alla pressione, in presse robuste, per estrarvi nuovo olio
e ridurla in forma di panelli, riscaldando la prima a secco in apposito riscaldatoxe e adottando
del!e forme di ferro speciali, molto semplici,
rotonde e del diametro di circa 30 cent. l noccio1i si possono mischiare a caldo in apposita
caldaietta a doppia parete con della pece minerale o altro materiale conglutinante, quindi
pressare in forme di ferro identiche a queille dei
panelli di farina di sansa e del diametro di centimetri 20, per ricavarne delle formelle per combustibile; bene indicate per le caddaie a vapore
ed anche per le stufe e per camini a buon tiraggio, e potrebbero essere utilizzate in formelle per le locomotive, come già furono, con buon
risultato, adoperate nelle strade ferrate della Tunisia. I detriti di nocciolo possono essere del
pari utilizzati, facendo uso di griglie adatte cosi
sciolti come risultano dal lavoro della d isossatrice. Essi hanno un valore di calorie alquanto
superiore a quelle della legna contenendo nei
pori qualche traccia lli materia grassa.
La parte polposa in farina od in panelli ha
una composizione alquanto variabile specie qel
contenuto de i grassi, a secondo de1la qualità
della sansa vergine da cui proviene. In media
in I 00 parti di essa si contengono :
Umidità
12
Crassi
. . . . . . .
12
Proteina grezza (digeribile-6)
9
Sost. estrattive inazotate . . .
35
Fibra grezza (in parte digeribile)
25
Ceneri
. . . . . . . . .
7
da cui risulta una relazione nutritiva di I : 11 .
con circa 90 unità commerciali. Essendo tale re-
91
LE I. I . I.
-----------------------=-===-------==---
}azione nutritiva troppo larga e d •altra parte riuscendo troppo stretta quella adipo-proteica 1,3: I
{la quale l'esperienza ha dimostrato, per dare
cond izioni più favorevoli, deve invece essere
di I :3), tale sansa in polvere o panello, contenendo un eccesso di grassi, . non può essere
somministrata schietta, ma insieme ad altri mangimi ricchi di proteina, quali: farina di leguminose, di granturco, crusca, caseina, sangue
secco sterilizzato, ecc. Per lo più si dà sotto forma di pastoni; alcuni aggiungono anche della
melassa, preferibilmente non molto prima deluso.
.
Quanto alle dosi, sono variabilissime e non
possono essere precisate. Solo in via generale
possiamo ritenere che si •somministra di detta
sansa, per i bovini (buoi, vacche da latte, vitelli) dal!' I al 2% del loro peso vivo; per i suini dal
I /2 all' I I/2 % e per gli ovini un po• meno; ma
le giuste dosi si rilevano dal rapporto fra il
quantitativo dei diversi principi nutritivi digeribili dei vari alimenti della razion~ e dal contenuto totale di essi, ridotti allo stesso valore fisiologico di combustione.
Tutto questo va bene in tempi normali,
non così forse oggi in cui i materiali azotati su detti (farine di cereali e di leguminose,
crusche, ecc.), sono e debbono essere in gran
parte utilizzati per l'alimentazione dell'uomo, ed
in ogni modo si tratta di prodotti molto scarsi e
di prezzo elevatissimo. Vi sarebbe un altro espediente opportuno ed assai vantaggioso economicamente : qucllo cioè d i diminu~Te la pro-
r
92
Fig. .3
=- = = = =-
=I
RESIDUI DELL'OLEIFICIO NELL'ORA PRESENTE E NELL'AVVENIRE
Invero in Italia si può valutare la produzio ne
porzione di grassi della sansa con miscug!i stucl inti di sansa disossata vergine e sansa disos- media' di sansa vergine a 5 mi)joni di ql., per
,1\ta esaurita al sdlfuro (esausta), la quale ul- oui si potrà contare, per disossarla e destinarla
hma contiene dosi piccolissime di grasso e invnriati. o presso a poco, gli aJtri principi immediati nutritivi, mentre è dimostrato che non è
nociva, poichè ogni traccia d.i solfuro di carbonio sparisce con J' esposizione ali' aria ed ancora
1 on l'aereazione che su bisce nel:a disossatura.
Naturalmente così le dosi giornaliere nella ra•1one possono venire aumentate di assai, mentre il costo unitario scende notevolmente; senza
dire che ne resta agevolata la conservazione.
La consel'VaZiione delJa sansa disossata richiede condizioni semplici e facili ad attuarsi. Essa
deve essere riposta in luogo fresco, scuro, ma
ventilato e volta per volta ben compressa in
111trati di non oltre 60 a 70 cent.; ovvero può esere conservata in silò come altri foraggi.
La s ansa, in queste condizioni, fermenta e si
mcalda per un certo tempo, perdendo umiçlità,
c·d, a fermentazione ultimata . assume un odore
prncevole speciale, etereo-alcoolico che ra~somiglia alquanto a queillo delle mele cotte calde :
odore che è gradito dagli animali.
Ove n~anche la sansa esausta, per il D. L. su
1 il'ordato, potesse essere utilizzata, previa disossntura, per fare la mescolanza predetta con la
tnnsa vergine disossata, non r imarrà per ora che
lnr<" la mescolanza di questa con crusq,., (nelle
,loai di un quarto acf un terzo di crusca con tre
quarti a due terzi di sansa), e con fieno di trifoul 10, di medica o lupinel:a o di prato naturale e,
,., r suini, anche con paglia: il tutto ben tritato e
r rnpre sotto forma di zuppe preparate a caldo
1 on l'aggiunta di un po' di sale pistorizio.
L'uso della sansa è preferibie nei mesi inv nnali e primaverili; nell'estate possono notnui alcunj inconvenienti neg)j animali (disturl,1 gastrici, diarrea, ecc.), se la sansa fosse per' enuta da dJive fermentate, r-iscaJdate, ammuffii< , ovvero la sansa, prima e dopo la d isossatura,
f o ,e stata mal conservata, per cui fosse dive1111ta sensibilmente acida per irrancidimento
,lclla materia grassa, che può essere ailtresì favorito dall'essere la sansa ventilata con ventilntore da cereali, per effetto del I' aereazione eci;r -._~iva e per la lunga conservazione.
"-iaturalmente, dato il costo elevato delle sanflC vergini, anche queLlo della sansa disossata è
Otfgi assai superiore al prezzo prima deJla guer' "• che poteva ritenersi di L. 7,50 a 9 per ql.,
111ft, in ogni modo, l'uso loro è sempre, in quelilo momento. economico. E se la necessità
1,trnnde di mangimi nell' attllalità avesse anche
1oltnnto il vantaggio di far apprezzare meglio,
, 01t1e speriamo, questo residuo dell'oleificio per
I'nvvenire, già il vantaggio sarebbe rilevante.
al bestiame, su una quantità abbastanza rilevante.
L'olio d' inferno è un altro residuo, anzi il più
importante della oleificazione, ed è q uella porz ione d'olio che si trova frammis ta, intimamente emulsionata all'acqua di vegetazione delle olive ed a quella di lava~gio degli ordegni, dei
recipienti, utensili e del pavimento, radunata
in vasche apposite (inferno) e nella quale, col
riposo, affiora.
La quantità di tale olio si può in media valutare dal 7 al IO% delr olio ricavato per pressione dalle o,l ive e quindi da 150 a 200 mila ql.
annui in media, in tutta Italia. È. un olio scadente, di cattivo odore e più o meno acido :
tuttavia in parte viene adibito per usi commestibili dalla povera gente di campagna che, spesso,
abituata all'uso degli olii mal confe zionati,
saccenti, cioè con gusto sentito, acre e di forte
odore, lo preferisce ali' olio fino, insipido, inodoro; e per uso di ardere ed in parte maggiore
per saponeria e per la tempera dell'acciaio,
delle corazze, ecc. Per questo ultimo uso non
deve oltrepassare un certo grado di acidità ( 15%
in acido oleico).
Gli olii d'inferno, come aud'.,i feccio!Ji, rac- ,
colti sui fondi dell'olio torbido, molto acidi, d iconsi in commercio lampanti. Con la recente
introduzione del processo industriale di raffinamento degli olii d'oliva e con il sorgere di stabilimenti appositi in Liguria (Portomaurizio, Società Sairo; Oneglia, Società Olea; Rivarolo,
Oleifici N a zionali, ecc.), detti olii, come quelli
difettosi (di muffa, di comune, di terra, di verme, irranciditi. ecc.), vengono deacidificati, deodorati ed imbianchiti e messi in commercio per
usi alimentari, schietti o in leggera miscela con
olii d'oliva naturali. Per tali operazioni si hanno
spese limitate e perdite debolissime, riutilizzandosi per saponeria parte dei rifiuti della raffinazione, e benchè gli olii deodorati e rettificati
non abbiano il sapore e la conservabilità di
quelli preparati razjonalmente, si ha una utile
nobilizzazione e valorizzazione ili un residuo inevitabile dell;, oleihcazione de!le olive.
Chiudiamo la nota sui residui dell'oleificio.
ripetendo J' augurio che, come la guerra mondiale nel complesso degli orrori e dei danni materiali incommensurabili arrecati alla umanità,
ci renderà abituati a sistemi ili economia nel regime alimentare e nelle altre manifestazioni della vita, possa richiamarci ad una migliore utillizzazione e valorizzazione dei residui in parola, finora in buona parte perduti od imperfettamente sfruttati.
Prof. F . Bracci
Direttore del R , OleUlcio
sperimentale
L ' ALIMENTAZIONE
L ' I T A LI A L· AGRICOLTUR
ELETTRICA ITALIAN
ILLUSTRAT
Rassegna mensile politica, scientifica
tecnica., economica della produzione
alimentare italiana
R assegna mensile politica, scientifica,
tecnica, econ. della industria elettrica
Rassegna mensile politica, scientific
e di tutte le sue applicazioni
cecnica, economica della produ:.:io
SOMMARIO del N. 2
agraria italiana
Personalità della ihdustria alimentare italiana: cav. Uff. Luigi Baroni, fondatore-presidente della Società Anonima
SOMMARIO del N. 2
Pastificio Baroni.
In
copertina:
Comm. E. Bruzzone, Presidente della
Personalità della industria elellrico italiae Unione Zuccheri>.
na: Prof. M. O. Corbino, Presidente
L'alimenta.ione nella •cienzo, nella podel Consiglio Superiore delle A eque.
litica e ne/I' economia generale :
La legislazione .anitoria in rapporto olNel testo:
le frodi alimentari - Doli. E. Galli dirett. del Lab. Chim. Munic. di Milano. Aoanti l'industria elettrica/ - li Direttore dell' I. E.
li pane - Giuseppe Tropeano, docenLa
determinazione della posizione di state di Medicina Sociale nella R . Univerzioni trasmettitrici radiotelegrafiche sità di Napoli.
lng. Prof. Alessandro Artom.
Per la soluzione del problema dello
pesca - Antonino Puglisi, tenente co- Il • Piano Regolatore • di un bacino imbrifero ed i • Cono/i misti • - lng. E.
lonnello commissario.
Ciuchini.
L ' olimenlozione nella industrio e nei comUna scuola-tipo per operai elettricisti
merci:
lng. Prof. G. Sartori, della R. Scuola
I motloloi agricolo-industrio/i - Prof.
d'Applicazione per gli Ingegneri di BoUberto Ferretti.
logna.
La bosso mocelelrio nello cri,i dello
L'Azienda telefonica all'industria prit>acarne - Prof. A. Ascoli, direttore delta - Prof. Ugo Monelli.
l'Istituto d'Igiene nell'Università di MoLe grandi miniere italiane di e carbone
dena.
bianco> - Le Imprese Elettriche Conii
11 compito assolto do/I' industria coseo•
(con 19 illustrazioni).
rio italiana durante lo guerra - Prof.
I problemi tecnici ed economici del e carCarlo Besana, direttore della R. Staziobone bianco> - M. O. Corbino. Presine Speriment. di Caseificio di Lodi.
dente del Cons. Sup. delle Acque.
li lolle concenlrolo ed i •uoi prodotti
La cucina elettrica nel'uso domestico
- P.-of. E. Bertarelli, dell'Istituto d'I;
lng. Adolfo Hess.
giene della R. Università di Parma.
Rassegna del mooimento elettrico.
L'alleoomento dello carpo - Dott. Luigi Venturini, Segretario della Sezione
Pesca del Comitato Nazionale Scienti.fico T ecoico.
Concentrali di pomodoro italiano ed anarchia dei produttori - Prof. E. Bertarelli, della R. Università di Parma.
L'alimentazione dolciario italiana nel/'or;oeni,e - A. Porta.
L' alimentazione nello vita domestica e
nei pubblici esercizii:
L'igiene alimentare - Come e quando
si deoc mangiare - G. B. Baccioni.
del Lab. d' lg . del Comune di Firenze.
Il carciofo - Marùo Marinoni.
Rasaegna del Mooimento Alimentare Italiano.
--
-
Abbom,mcnto annuo a L'ALIMENTAZIONE:
Italia e Colonie L. 25 - E.tcro L. 30 - Cartoline
.a11lia ali' l>tituto Editoriale Italiano • Milano, Piazza
Cavour, 5.
SOMMARIO del N. 2
li nuooo Ministro d'Agricolt.: On, Ricci
La terra ai combattenti? - Avv. Pasq
le Materi, Deput. al Parlamento.
Il grande problema - Per nooe milioni
cittadini e per la grandezza d'Italia
Arturo Marescalchi. Presidente de
Soc. Viticultori Italiani.
La colonizzazione interna e il problc
sardo - F. Garavetti, Sen. del Regn
La sperimentazione agraria in Italia Pratolongo, della R. Scuola Superio
di Agricoltura d'i Milano.
La mobilitazione agraria ed il risoegl
del'agricoltura nazionale - Sebastia
Lissone. dél Commissariato Agrico
Provinciale di Cuneo.
I.,' utilizzazione del materiale bellico
l'agricoltura - G. D. Mayer, della
Scuola di Agricoltura di Portici.
L ' industrializzazione del/' agricoltura
Prof. Uberto Ferretti.
Politica forestale di pace - Silvio
bianca (con 8 illustrazioni).
La /orina di cri•alidi dei bachi da s
nel/' olimenlodone delle t>acche do I
te - Prof. A. Pirocchi.
L'Anona Cherimolia in Italia - L. Sav
alano, Direttore della Cattedra Sp
mentale di Agrumicultura di Acire
(con 8 illustrazioni).
primi [aoori d'irrigazione nella Soma/
Italiana - Prof. Dott. lng. Luigi Lu"
gi. del R. Politecnico di Roma (con
illustrazioni).
All'origine del oino toscano - G. De
slis, Direttore della R. Cantina Sp
mentale di Arezzo (con 3 illuslraz.).
La frutticullura in Piemonte - Carlo R
mondino (con 5 illustrazioni).
Per un tentotioo di coltura del loto n
nostri stagni - E. Bertarelli, dell'lstit
lo Igienico della R. Univers. di Par
La coltioozionc economico della palala
Costante Secchi. orticoltore.
R.as,egna del Mooimenlo Agrario ltalian
Abbon•mento annuo a L'ITALIA ELETTRICA : Abbonamento annuo a L'ACR!COLTURA IT
Italia e Colonie L. 25 - E.toro L. 30 • Cartoline LIANA ILLUSTRATA: Itali• e Colonie L. 2
vailia alrlttitvto Editoriale Italiano - MIiano, Pian• Estero L. 30 - Cartoline 1·a11lia all'l,tituto Edit ·
Cavour, 5.
Italiano • Milano. Piaua Cavour, 5.
r o t. Luigi Ferrannini
dello. R. Univers!t6 di No.poli
PER LA MANO D'OPERA
FEMMINILE
Un o dei problemi più assillanti che ora, dopo
guerra, si presentano nel campo del lavoro, è
n rtnmente quello della mano d'opera femminile,
< hr già ovunque era oggetto di preoccupazion i
1 di cure primi, della guerra.
1 ft guerra, con le sue immense ed impellenti
11,·c:essità di braccia, ha offerto largo campo all' l\ltività femminile, ed ha in tutti i modi atti11110 le donne nelle officine e negli uffici, con
molteplici allettamepti. ed attenuando anche i
11,,ori delle leggi protettive delle maestranze femminili e minorili.
In Italia , col Decreto Luogotenenziale 30 ago110 1914, convertito poi nella legge I aprile 1917,
111 sospese temporaneamente il divieto d e l lavo111 notturno per le donne ed i fanciulli; e duran" il primo anno di guerra, per oltre una decina
,11 volte, il Sottosegretariato per le Armi e Mu111noni insistette con una viva propaganda ed in111 IC"nti incitamenti, sia agli stabilimenti militari,
111,, agli stabilimenti ausiliarii, u per una sempre
11111 larga utilizzazione della mano d'opera fem11u11ile, dimostratasi ali' atto pratico diligente ,
l'trcisa, attiva e disciplinata, nel proposito di
,,ncurare nuove maestranze che permettessero
', 11trata in funzione ~:lelle nuove macchine-ule111ili. spostando verso queste e verso le lavo111,ioni più complesse le maestranze maschili,
t1lllngendole a tutte quelle lavorazioni nelle quali l'uso delle donne e dei ragazzi avesse potuto
,lnrc risu1tati favorevoli, e di dare occupazione
, l(Uadagno alle mogli e parenti dei richiamati e
clr1 morti in guerra ». In Francia, nelr agosto
1916. si giunse a « ritirare tutti gli operai mobil1111ti addetti a quelle lavorazioni nelle quali essi
11011sono e devono essere utilmente rimpiazzati
rl11lle donne ».
11,
l
LE DONNE CHE LAVORANO
Noi, p er l'Italia, non abbiamo dati abbondanti
precisi sul numero di donne che hanno lavornlo in questo fortunoso periodo di tempo : sap1111,mo solo che fino al settembre 1916, sopra una
1111U1sa operaia di 355 .349 individui ripartiti newli 882 stabilimenti ausiliarii, vi erano solo 45
11111n 628 donne, rappresentanti quindi il 13%.
ri l per l'estero abbiam o dati ricchi e preziosi.
111 Francia, la mano d'opera femminile prima
d, Ila mob ilitazione era prestata da 487.474 donr
ne, rappresentanti il 31 % dell'effettivo operaio
totale; a fine giugno 1917 esea era salita a 626
mila 881 donne, rappresentanti il 40,2% del)' effettivo totale, con un aumento di 139.407
donne, ossia del 28,6%. A queste cifre bisogna
aggiungere il 23,7% degli effettivi delle miniere, del genio e dell'intendenza, degli stabilimenti della marina, del servizio sanitario, delle grandi reti ferroviarie ; un quarto circa del personale
degli stabilimenti a·artiglieria e munizioni, e
123.468 donne occupate nei varii uffici del Ministero della Guerra!
In Inghilterra, più di mezzo milione di donne
sono entrate nelle officine dal principio della
guerra fino alla primavera 1916, sostituendo gli
uomini. Nel giugno 1914 -il Regno Unito d ella
Gran Bretagna contava 5.020.000 operaie, che
erano satlite a 5.490.000 a metà d'aprile 1916,
con un aumento di 470.000 in 21 me!!_i per i quali, in tempo di pace, si sarebbe potuto avere un
aumento di sole 94.830. A fine ottobre 1916 l'aumento era salito a 988.500. In Inghilterra, senza
contare domestiche, istitutrici ed infermiere, qua.
si sei milioni di donne a quell'epoca trovavano
occupazione.
LE LORO A TT/TUDINI
Tante donne, e sopratutto le nostre, non erano
preparate per i lavori di officina, ma vi si sono
accinte con coraggio ed entusiasmo, e son divenute presto buone operaie, sopratutto quando
si è tenuto ben conto delle loro attitudini e si è
opportunamente modificato il regime delle officme.
Le donne si sono adattate ai lavori più diversi,
eccettuati solo quelli che manifestamente vanno
oltre le loro forze, o son troppo pericolosi. od
esil.(ono abilità eccezionale.
Per rende r tutto ciò possibile, le industrie, in
parecchie regioni, hanno dovuto prestarsi a speciali adattamenti, giungendo ad una divisione
estrema del lavoro, organizzando la produzione
in serie, utilizzando le opera_ie per servizii limitati. modificando gli orarii.
Da parte loro, le donne si son dimostrate più
coraggiose e più attente, ed in certe occupazioni, anche p iù abili degli uomini, ma m e no forti,
meno resistenti e meno assidue di questi, specialmente per il lavoro notturno.
95
LE I. I . I .
= = = = =
= = = = = = = = = = = = = = = ==
In Inghilterra. p rima della guerra ( 1901- 11), dim inu iva la mano d'opera femminile nei lavori
di servizio ed agricoli e n ell'industria d el vestiario; durante la guerta, la diminuzione ne lle
prime d u e categorie è con tinuata, si è fatta sensibilmente notevole anch e nel1a industria tipografica per la deficienza della carta, ma è del
tutto scomparsa nella industria del vestiario. Si
è a vuto, invece, un aumento della mano d'opera femminile in tutte le industrie di guerra e specialmente nelle occupazioni di ufficio. ove si è
avuto un aumento del 242.7%. e nell'industria
dei trasporti, ove l'aumento è stato del 168, 7% .
T ra le occupazioni più strettamente industriali,
il maggiore aumento si è avuto nelle industrie
metaìlurgiche (come è avvenuto pure in Germania) con 88% . ed in quelle chimiche con 84,
in tutte le alt re si è avuto un aumento di 13.2 % .
LA SOSTITUZIONE DEI MASCHI
M a il numero delle donne che hanno sostituito gli uomini in varie mansioni è stato, in Inghilterra. superiore a quello delle 470.000 nuove operaie, giacchè -parecchie antiche operaie sono
sta te trasferite dal loro normale lavoro a quello d egli u omini, per· cui si può calcolare che
in apr~e 19 16 ben 523.000 donne avevano sostituito direttamente gli uomini, e 737.000 li avevano sostituiti direttamente od indirettamen te.
Dal principio della guerra fino al I .o agosto
1917. per tal modo. 1.256.000 uomini erano stati sostituiti da donne n ei seguenti rapporti :
donne
rw:!11;1
ÌmPÌca•lc
indwuh
al principio della guerra 3.928.000
aumento al I.o agosto 1917 1.240.000
aostituendo uomini
1.256.000
2.184.000
453.000
438.000
nel
c-omme:rcio
496.000
307.000
308.000
Inoltre le donne avevano surrogato gli uomini
negli stabilimenti governativi, nell' agrico:tura,
nei trasporti. nelle banche, nelle professioni libere, negli hotels, nei teatri, nei cinematografi,
nei servizii civili, nelle amministrazioni governative.
E q ueste donne, in massima parte, prove~ivano da famiglie operaie; poche ne erano venute
per patriottismo dalle classi elevate.
Nelle industrie delle munizioni e meccaniche
inglesi alla fine del 1917 lavoravano 690.000 donne, delle quali varie decine di migliaia avevano
raggiunto una capacità non inferiore a quella
di un abile operaio di sesso masC:hile. Esse erano
state ammesse in tutti i reparti di produzione
bellica, ed, in generale, ovunque avevano fatto
ottima prova : fabbricavano elmetti per sold ati,
granate a mano, torpedini aeree, fusi a tempo
ed a percu~sione per proiettili esplosivi; lavoravano in molte fabbriche di fucili e baionette, e
si trovavano perfino negli opificii ove si costruivano i tank,s. L'industria degli aeroplani era pas-
96
=
= = = = = = = = = = = = = == =
sata in buona parte a lor o. cui si d ovette l'in
tensità della produ zione raggiun ta. Nella ind u
str ia dei motori per automobili e per aeroplan i,
le donne avevano trovato largh issimo impiego, e
ad esse erano affidate per le necessarie rifiniture
le parti più delicate dei congegni. Per i can tieri
navali, il segretario del Ministero delle Munizioni, Kellaway, ebbe a d ichiarare ch e, se tutte le
don ne lavoranti nel!' industria navale si fossero
r iunite in un sol cantiere, sarebbero bastate a costruire da sole una grande dreadnough t in tutti
i suoi particolari.
GLI INCONVENIENTI
Ma in Inghilterra si sono avute le maggiori
discussioni per il lavoro femminile. Deg:i industriali. qualcuno ne è entusiasta, qualch e altro
n on ne è contento. Ma sopratutto l'ingaggiamento delle donne è stato male accolto dalle T radeU nions per conservare il posto agli uomini, per
tema che ne potessero diminuire i salarii, per ragioni igieniche.
L e mercedi per le donne, però, in Inghilterra
sono aumentate, ed in prol)orzione anche più
di quelle per gli uomini; ed in parecchie industrie è adottato il princil)io che 'per lo stesso lavoro bisogna corrispondere lo stesso compenso.
qualunque sia il sesso del lavoratore : le donne
son riescite a guadagnare sino a 125 ]ire per settimana! Ma. in generale, l'uom o guadagna ancora più della donna, sopratutto nei lavori specializzati per i quali l'uomo ha speso un lungo
apprendistato.
Il lavoro promiscuo ha dato luogo a qualche
in conveniente morale, ed, in principio, ad un
po· di perdita di tempo; per cui, ove è stato
possibiJe, si è cercato sempre di costituire reparti separati per la maestranza femminile.
Specialmente si è potuto confermare che il
lavoro notturno non si addice alle donne, e sopratutto alle donne maritate.
I PROVVEDIMENTI
In Francia le deroghe al divieto del lavoro
notturno delle donne, che si dovettero autorizzare nell'agosto 1914 per le necessità della produzione bellica hanno lasciato deplorare gravi inconvenienti, per cui nuove restrizioni si son dovute prescrivere con le circolari del 29 giugno
e I 8 luglio 1916, vietando il lavoro notturno alle
donne inferiori a 18 anni, permettendolo solo
eccezionalmente e temporaneamente a quelle di
18-21 anni, limitando a 1O ore Ja durata effettiva
del lavoro per le lavoratrici di notte. E posteriormente ancora. il Comitato del lavoro femminile ha dovuto ch iedere che il divieto del lavoro
notturno fosse esteso a tutte le minorenni, e che
il lavoro notturno, in generale. fosse ridotto allo
strettamente indispensabile. Contro il lavoro notturno delle donne si è pronunziato anch e il Co-
=- - - - - - - - - - - - - - - - - - - 111111 i11glese per la salute degli operai delle
1111111011i, e l'Ufficio del Lavoro del Connecti11 , 111 dobbiamo importanti notizie statistiche
eul lnvoro delle donne.
Non 11ono mancate altre provvidenze per la
mt;,1Ìone igienica delle donne operaie. La Fran111 , 011 In legge dell' 11 giugno 1917 ha stabilito
Il r1110110 pomeTidiano del sabato per le donne
11 lavorano nell'industria degli indumenti; con
11 I l'.'te 5 agosto 1917, su pTOposta del deputato
h11By, ha concesso un'ora d'interruzione di la~111u, oltre l'ordinario riposo, divisibile in due
I n11 i, ,,Ile donne che hanno partorito da meno di
1111 nuno ed allattato il loro bambino; ed ha imi 01111 l'istituzione della camera di allattamento
11 I, 111,,bilimenti che impiegano più di cento don" di rtà superiore ai quindici anni; con la legge
I. di1 c:mbre dello stesso anno ha accordato un
11uitl10 a tutte le donne povere per il periodo di
tlpono che precede e segue immediatamente il
1111 In . Ma una inchiesta sui presepi delle fabbrih ,. ,11lle camere di a1lattamento, fatta fare nel
I , 111111 semestre del 19 I 7 dal Comitato del La•Jfn femminile del Ministero dell'Armamento
,1, llr- Fabbricazioni di Guerra, ha potuto conli 111111 che spesso le madri preferiscono l'allattalfl• 1110 a domicilio per essere più libere di gof11111 lr ore di riposo, e perchè credono che i
I 11111l11ni sieno meglio accuditi quando sono curali 1111 lividualmente; gl'industriali accettano volen1 1 i I., proposta dei presepi e delle camere di al.
1Alln111<-nto, ma spesso la rifiutano le operaie.
I ,' hnlia ha provveduto a tutte queste necessità
I ftt-riodo di guerra specialmente col Decreto
11orotenenziaJe 15 marzo 1917 e con le circo11111 18 settembre 1916 e 23 marzo e 30 aprile
flH r · sivi del Sottosegretariato per le Armi e
l\l11111Tioni, regolando sopratutto gli orari di lavrito 1· le mercedi per le maestranze femminili.
C ~•!Il per le donne si è potuto stabilire un lavoro
11111 ,.,mo di 60 ore settimanali, la esclusione dal
111,,,11, notturno per le donne inferiori a 18 anni,
111 clurnta massima di IO ore per il lavoro notturno
1lrl l1· donne, la parità di retribuzione rispetto agli
110111ini per i lavori a cottimo, oltre a varie pre1111 noni igieniche. E più recentemente ancora,
,111 circolare 20 settembre 1918. il Ministero per
I l11.l11stria, il Commercio ed il Lavoro, preoccu11111,losi della disciplina igienica del lavoro delle
ln1111r nelle t:ramvie urbane e suburbane, ha detal11 importanti norme per questo lavoro stabi11elo a 18 e 20 anni il limite minimo di età rif't!lhvnmente per le fattorine e le conducenti,
rr11c.rivendo la visita medica preventiva, esclu11,lo le gravide e le puerpere .fino a 40 giorni
1111, no dopo il parto, raccomandando il sedile
I I, fattorine e le conducenti, ordinando l'ado.
iit1n di locali appositi per trattenimento e con1l fl, limitando il lavoro nelle prime e nelle u].
n1 ore de1 giorno e sulle linee eccentriche.
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PER LA MANO D'OPERA FEMMINILE
CONSEGUENZE SANITARIE
Conseguenze sanitarie gravi non si sono avute
finora a lamentare per questo aumentato lavoro
femminile; e per quelle lievi non v'è stato forse
finora tempo sufficiente a studiarle. Indubbiamente alcuni lavori affaticano la donna più del!'uomo.
ln Inghilterra pare che le conseguenze sanitarie
del lavoro- metallurgico, escluso quello notturno
e straordinario, per le donne sieno state migliori
che per qualsiasi altro lavoro. Ed anche in Germania un• inchiesta sul lavoro delle donne in metallurgia, fatta nell'estate 1916, ha rilevato pochi
fatti importanti, ed ha P.revisto anzi che'dopo la
guerra molte donne sarebbero rimaste nelle officine ed avrebbero fatto concorrenza agli uomini.
Il Comitato inglese per la salute degli operai
delle Munizioni ha concluso il suo memoriale
riguardante il lavoro delle donne raccomandando
la vigilanza igienica ed ogni conforto per le maestranze feffiminili; esprimendo la sua preferenza.
per i tre turni di lavoro di otto ore; e facendo rilevare che qualsiasi abuso può produrre od aggravare quei disturbi cui le donne sono ordinariamente soggette quali i disturbi digestivi, l'anemia, la cefalea, l'esaurimento nervoso, i dolori
e la debolezza dei muscoli. il piede piatto, i disordini delle funzioni sessuali.
PER L'A V VENTRE
Tutto questo costituisce tal messe di fatti da
rendere davvero l' impiego delle donne dopo
guerra uno dei problemi più gravi, ohe non si
può risolvere alla leggiera proclamando molto
sentimentalmente che il compito della donna
non è di lavo, are alla officina ma di procreare ed
alevar figi-i, come ha sentenziato Bidou parafrasendo quasi l'antica frase di Proudhon « la donna
non può essere che massaia o cortigiana »!
Intanto la prevenzione, che prima della guerra
esisteva contro la utilizzazione della mano d'o•
pera femminile, può dirsi ornai caduta dopo che
la donna ba affrontato con successo anche i doveri cui non era pTeparata. Le condizioni vantaggiose di concorrenza, che rendono la mano d'opera femminile tanto sospetta alle T rade-Unions
inglesi, dovrano essere eliminate quando, come
augura Richaud, u non accadrà più di vedere
l'una vicino all'altra, occupate allo stesso lavoro,
due persone che forniscono lo stesso rendimento,
l'una delle quali ha un salario d'un terzo inferiore
a quello del)' altra pel solo fatto che veste abiti
femminili ,, .
A parte la convenienza sociale ed economica
di non rinunziare ad una mano d'opera tanto ab.
bondante e che ali' atto pratico si è dimostrata
anche così pregevole, c'è da domandare ai sentimentalisti, tipo Bidou, come dovrà vivere la
donna che resterà nubile e quella c'he diverrà
vedova senza figli, come dovrà tirare avanti la
07
LE I. I. I. = = = = = = = = = = = = =
= = = = = = = = = = == = = = = = = = = = = = = = =
vedova con figli '! la madre di famiglia il cui
marito è malato od assente o non ha un salario
sufficiente, che dov.rà fare la moglie del modesto
impiegato che ha tempo disponibile ma non danaro sufficiente alle attuali necessità della vita.
Non Òccorre di più per dimostrare che il problema della mano d'opera femminile non va respinto con le frasi suggestive di Proudhon o di
Bidou, ma va affrontato con i più sani e serii
-criterii.
LA PROTEZIONE /GlENICA
li lavoro delle donne va protetto con gJi stessi
rigori che in quasi tutte le nazioni vjgevano
prima della guerra, specialmente in rapparto
alla sua durata e alla sua limitazione diurna, non
rhe a certe esclusioni ed a certe sospensioni rese
indispensabili dalle peculiarità organiche della
donna; ma va anche agevolato con tutti quei
fini accorgimenti che le necessità della guerra
hanno saputo fare escogitare ed attuare. Quegli
adattamenti, cui ho in principio accennato e che
le industrie hanno disposti per patere utilizzare
la mano d'opera femminile in un periodo .cli imperìoso e grande bisogno, vanno consolidati ed
estesi per necessità sociali anche più elevate
e permanenti. Se agli adattamenti tecnici se ne
aggiungessero anche altri di servizio che arrivassero perfino a permettere un lavoro limitato od
un orario speciale, ove tutto c iò è possibile,
non avrebbe che ad avvantaggiarsene la società
per il consolidamente economico e conseguentemente morale delle famiglie.
Ecco perchè il lavoro delle donne, che tanto
ha fruttato nel periodo di guerra, non va scartato
od ostacolato nel periodo di pace, ma va piu~tosto incoraggiato, favorito e sapientemente organizzato e protetto. sopratutto secondo i dettami
della fisiologia e dell'igiene.
t assurdo pretendere di poter sostituire ovunque e completamente la donna all'uomo passando sopra a tutte le differenze antropologiche
e fisiologiche che dividono i due sessi. I lavori
che richiedono grande dispendio di forza muscolare ed attenzione intensa per dirigere o sorvegliare macchine complicate non possono che
essere riservati a1l'uomo; la donna è più adatta
per piccoli lavori di opificio e di campagna, per
lavori di piegatura e taizlio, per manifatture di
indumenti ed industrie di generi alimentari, per
lavori di pulizia e di cucina, per scritturazione e
t enuta di Hbri, per l'assistenza sanitaria. Bisogna quindi evitare alla donna ognj lavoro che
esiga uno sforzo intenso o costante del pensiero
o dei muscoli ed eventualmente ripartirglielo in
tante operazioni parziali, lavori in serie, più facili che ad esempio alle due braccia non richie-
.
,
=
dano uno sforzo superiore ai 25 chilogrammi
complessivamente; ridurre per essa la durata dei
periodi di lavoro ed allungare quella dei periodi
di riposo; rendere sempre eguali e possibilmente
automatici gli esercizi perchè costino minor fatica e dieno meno stanch ezza. E le funzioni
proprie del sesso consigliano il massimo riguardo
per i dover i della gravidanza, dell" allattamento
e d in generale della puericultura.
Recentemente l' Accademia di Medicina di
Francia proponeva il sistema della mezza giornata con una durata massima di sei ore di lavoro, sopratutto per le donne gravide o lattanti
ohe abbiano partorito da meno di un anno, dalle
quali si può esiger solo uno sforzo moderato per
n..atura, forma e durata; e non credo che possano
esse1·vi grandi d iffico!tà per adottare, con appositi turni, lo stesso sistema anche per le donne
non gravide nè lattanti che debbano accudire a
faccende domestiche o riguardare meglio la loro
salute
Bisognerebbe anzi che apposite consultazioni
mediche, specializzate per l'igien e femminile ed
infant;Je fossero a disposizione delle operaie e
delle fabbriche per gli opportuni consigli e le
indicazioni necessarie, e specialmente per regolare la natura, la durata e la intensità del lavoro
in rapporto alle condizioni individuali. Si dovrebbe inoltre ovunque introdurre quella sorvegliante di officina, che nella jndustria inglese fa
tanto bene per le applicazioni della igiene speciale del sesso e come intermediario tra i capi
maschi dei laboratorii e le operaie.
Le maestranze femminili dovrebbero sempre
lavorare in reparti separati, non promiscui. E
b isognerebbe inoltre che, per l'igiene e la moralità del sesso, tutto il conforto individuale fosse
loro a ssicurato con ritirate, lavandini, spogliatoi
non solo puliti e ben tenuti. ma esclusivamen te
riservati alle donne, separati e ben distinti da
quelli degli uomini. Gli spogliatoi specialmente
dovrebèero essere sempre individuali e chiusi,
per ottenere l'uso e la conservazione degli indispensabili abiti di lavoro.
Assai raccomandabile è l'istituzione di modesti
refettorii per fornire e far consumare la refezione
alle operaie che abitino lontano e non abbino
modo di prepararsela facilmente e bene.
Le stanze di allattamento e gli asili di custodia
per i bambini delle operaie andrebbero meglio
sviluppati con incoraggiamenti e provvidenze
speciali, come ha fatto la Direzione generale
delle Privative per le Manifatture dei Tabacchi,
e magari istituendo appasiti premii per le madri
che allattano o fanno custodire i foro figli all' officina.
Ecco il programma razionale e fattivo per oggi.
P r of. Luigi Ferrannini
d e lla R, Univer a ità d i Napoli
1\neo
Melillo
L'industria. dei
sp orti nelle comu~
l COZlOnl posta.li
(Continuazione e fine; o. n . di Gennaio)
un tempo per le ferrovie, il trasporto delle corper mare è affidato a Società concessionarie
l" lvul<', poichè lo Stato non è in grado di esercitare diIHll~ uu•nle e con mezzi propri tale trasporto, nè potrebbe
• 1•purtnre i grandi oneri che necessariamente ne derive1, ,1,,
1enza dire che si creerebbe un infinito numero
lt " tpnnaabilità, senza la sicurezza di poter conseguire
1111 '111nl1ia,i utile certo.
Afl1d11to tale servizio all'industria privata, l'Italia ha
I tovvrduto anche alla vita economica e commerciale
1~11, nazione ; abbiamo quindi linee di navigazione potl11li , commerciali, ed altre soltanto commerciali, conftl!"I con
Convenzioni , rivedute ed approvate prima
11 I., legge del 14 marzo 1893 n . 131. che prorogava la
l111•fh di quelle vigenti; poi, con quella del 22 aprile
1th l!• 1vo, n. 195, che approvava le nuove.
{Jun., tutti! le Società sono sovvenzionale. La necessiI ,1, Il.- sovvenzioni governative per i trasporli postali ma111111111 ru q uestione agitata presso tutte le grandi naziotil Il I ovunque risolta in senso affermativo. La conferma
Il 1111roto giudizio ce la porse fra le altre l'Inghilterra, la
11 ~,~ ,.ntrò per la prima volta nella via delle sovvenzio111 hl pirotcafi e vi persistè risolutamente.
01 "' piroscaf'o adibito al servizio postale inalza, in testa
I 1111,, ro di tr inchetto, n el giorno della partenza dai porti
I 111 quello dell'arrivo, oltre la bandiera nazionale, quellA ,,,..tale (guidone\. Il guidone è composto dei tre col ,I n11z1onali disposti in tre campi verticali ; nel campo
1tft
la lettera P, di color bianco; nel campo bianco,
I 1 •• 11 lo di Savoia senza la corona reale (R. D. 2 luglio
u111e
I i•111mdenze
,u.
''" '
Il
4457),
Compagnie hanno l'obbligo del trasporto gratuito,
r , compiuto di tutti i dispacci postali e dei pacchi.
N Il ono ricevute a bordo che le sole corrispondenze
111, 1nate dagli uffid p 06tali.
I', , ti trasporto della corrispondenza da Reggio di CaI l,11 1 ,.. da Villa S. Giovanni a Messina, e viceversa, si
f 1, vv,.le con i Ferr11-Bools, un tempo gestiti dalla SocieI ,1,,11,. Ferrovie Sicule.
l'N tutti i servizi postali e commerciali marittimi, lo
AIO 11p,-nde ogni anno oltre dieci milioni di lire, indipen11tr1nente dalla spesa p el materiale di orme~gio (boe a
IP tli legno, cilindriche, con catene e grilli; ancore;
9'!Y1l,.lli), di proprietà dello Stato per uso dei piroscafi
11,111 " tali servizi.
I,, iAli Convenzioni furon concluse p er i trasporti po111 l'"' laghi Maggiore, di Garda, di Como, d' Iseo,
lf''" Iuli concessioni furon falle a varie Società Italiane
th~nlere, le quali, pur d'inalberare sui piroscafi il g u iI r
••uol
done postale, nssun~ero gratuitamente il tra,porlo dei dispacci sulle linee da esse esercitate.
Queste Società tuttavia preferiscono al lieve compenso
l'uso della bandiera postale in grazia dei rilevanti vantaggi che le loro navi conseguono, sia per l'entrata nei
porti, come per la prece de nza nello scarico delle merci
e per le tasse d'ancoraggio. li Governo, dal canto suo,
ottiene un servizio quasi gratuito ed una rilevante economia sui compensi per servizi marittimi a Società non
sovvenzionate.
Aggiungiamo che i capitani o padroni di basUmenti
mercantili, che non fanno servfa.io per conto della Stato,
od i loro raccomandatari, sono obbligali di ricevere i
dispacci loro ~on,egnati dagli agenti dell'Amministrazione dcli.e P o,re o dai consoli .italiani all'estero.
Qualsiasi rifiuto al tra,porlo o alla consegna di dispacci
viene punito con multe, salvo le disposizioni del Codice
penale per
delitti contro l'inviolabilità del segreto epistolare.
* ••
Nel 1902, allo scopo di fare indagini dirette sulla organizzazione dei servizi marittimi e sulle condizioni dei
traffici in Italia e ali' estero, fu nominala una Commissione Reale (R. D. 13 settembre 1902, n. 470).
L'on. Pantano riferl sui lavori eseguiti, e la Relazione,
pubblicata il 5 febbraio 1906. costituisce un interessante
documento, in quanto che si occupa non soltanto delle
comunicazioni marittime nei rispetti pottali e commerciali. ma comprende la trattazione di problemi economjci
d ella più alta importanza, come quelli riguardanti la p rotezione dell'industria marittima, le condizioni della genie
di mare, l'emigrazione, ecc.
In base a siffatti studi, venne predisposto un disegno
di legge, che fu presentato in Parlamento nella sesduta
del 5 aprile 1906 e approvato il 12 febbra io 1908. La
legge stabili di affidare all'AmministTazione delle Ferrovie dello Stato l'esercizio delle linee di naviguione seguenti: Cvita,va-chi.a-Golfo Aranci, Golfo _Aranci-La Mad dalena. Napoli-P alermo, Napoli-Messina-Reggio di Calabria, Riposto-Catania-Siracusa; e di affidare all'industria
privata alcuni gr uppi di linee.
L a legge apportò, per quanto r iguarda la rete di queste
ultime linee, la riduzione delle tariffe, la partecipazion e
dello Stato nella divisione degli utili superiori al 5 % netto, dovuto agli azionisti, l'eliminazione dei piroscafi quan•
do abbiano ra1rghmto l'età di venti &nn.i, )a, decrescenza
delle sovvenzioni per le linee commerciali e la istituzione d i un vero e p ropr io servizio cumulativo.
99
LE I . I . I .
============= =========- = = ==- -
Per quanto si riferisce alle linee di navigazione cecrcitate dall· Amministrazione delle Ferrovie di Stato, la legge
stabilì che esse sieno sottoposte ,alle stesse norme previste
per i piroscafi della marina mercantile, con la eccezione
che i piroscalì appartenenti allo Stato e i loro acccseori non
potranno essere soggetti a pignoramento o sequestro, n è
a vendita giudiziaria, e che i piroscafi da adibirsi alle lince di Stato dovranno essere costruiti in massima nei
cantieri del regno.
A riguardo delle lince da affidarsi alrindustria priva•
ta, la legge dispone che siano aggiudicate per gruppi, col
mezzo di licitazioni pubbliche o private a Società nazionali costituite in Italia, ovvero a cittadini italiani che offrono il maggior ribasso sulla sovvenzione assegnala a ciaac-un gruppo, e, a parità di condizioni. a chi presenti migliori garanzie di materiale o di servizio.
Stabilisce inoltre che agli aggiudicatari delle linee po·
atali sarà corrisposta l'intera sovvenzione per tutta la durata del contratto fissata in venti anni, mentre a quelli
delle linee commerciali le sovvenzioni, depurate degli
eventuali ribassi delle aste, saranno diminuite del 30 %
dopo dice• anni dalla data del contratto, e del 50% dopo
quindici anni, con facoltà all'assuntore di rescindere il
contratto due anni prima della scadenza dei dieci o rispettivamente dei quindici anni.
li Capitolato annesso alla legge in esame fissa, fra I' altro, le modalità pel ricevimento, custodia, trasporto e
consegna degli effetti postali. Prescrive che i piroscafi
delle linee da affidarsi ali' industria privata dovranno
possedere i requisiti in esso prcscrilli e indicati; gli equipaggi saranno determinali, per i piroscafi postali; per
quelli commerciali si seguiranno le norme stabilite dal
Codice e dal Regolamento marittimo, e gli assuntori dei
servizi dovranno adottare un contratto-tipo di arruolamento approvato dal Ministero della R. Marina. Fissa inoltre
le facilitazioni da accordare per i trasporti da farsi per
conto dello Stato; fa obbligo ai conccseionarii di attuare
il servizio cumulativo con le ferrovie e possibilmente con
le altre Società di navigazione marittime e fluviali mediante unico contratto di trasporto con tariffe globali cd
anche tariffe differenziali uniche, sui percorsi cumulati,
e stabilisce che lo Stato eserciterà il si.n dacato sulla gestione delle Società sovvenzionate.
Nella seduta r,arlamentarc dcli' 11 febbraio 1910 fu presentato altro disegno di legge, distinto col n. 336, riguardante I e Provvedimenti per le industrie marittime in rapporto con 1•economia nazionale». Comprendeva tre parti :
la prima provvedeva ali.industria delle costruzioni navali;
la seconda si OCC'Upava della protezione della indust~ia
dei trasporli; la terza regolava tutto quanto ha tratto alla
navigazione sovvenzionala. Il progetto non fu discusso;
venne invcec sostituito da altro su convenzioni provvisorie e definitive per i servizi postali e commerciali. nel
quale si contemplavano anche altri provvedimenti a favore
delle industrie che e dal mare hanno origine e sul mare
hanno vii:». (V. atti parlamentari, n. 461). Il secondo
progetto diventò legge dello Stato il 28 maggio 1910.
- - - - - - -~- = -
I noetri nonni e i noetri b•nonni dovevano evere un·;.
de& ben d.iflerente deUa grandezza del globo terracqueo
e delle risorse della meccanica industriale, considerando
che da Napoli a Roma t'impiegavano circa tre giorni e
che Napoleone ne impiegò sette per andare da Roma a
Milano.
Questa rapidità delle traversate pt-r mare, che ha avvicinato i punti più lontani dt-ali Stati e dei Continenti, che
solletica e soddisfa le esigenze ft-bbrili della nuova generazione frettolosn di ianoieffi nella vita pubblica con la ve•
locità del pensiero, oggi coetitui1ec il requisito essenziale
di un servizio ordinario po,tole t' commerciale sul quale
il commercio. l'industria, le 1cic-nzc, la vita morale e materiale dei popoli possono cont11rf'I motcmaticamcnte.
Nel 1856, p. e., una lt-ttf'r11 do New York a Londra
impiegava 30 giorni; a Paria1, 33, 11 Berlino. 40; a Vienna, 56; a Roma. oltYe 60.•... O1t11i lo 1teuo lettera, compiendo il medesimo tragitto, può rna11iungere Lond1a in
6 giorni e 4 ore; Parigi e Berlino. i11 7 aiorni: in 7 giorni
e mezzo. Vienna; in poco pii, di 8. Roma. Cifre queste
cloqucnlissimc, che non hanno hi•o11no di casere illustrate.
e che ci spingono a sperare in 11h11 m11ravigliosi e più
grandi vantaggi.
•••
L·ltalia, in questo movimf"llt0 mnrlttimo è alravanguardia. In America, in ln11hl!lrrr11, due paesi meccanici per eccellenza, si proclnrnll unpo01ibile l' applicazione del vapore alle navi. eolo lll'('<"ll,,hile, secondo essi.
nelle tranquille acque dei fiumi r dri lftichi. L·haJia mette in dubbio questo principio. t- 11 N11poli. dove la meccanica industriale del ferro 1or1r ,l11011lio•a fino dal secolo XVIII, naufraga con 111 r011truzìonc e col varo del
Ferdinando I .
Succcseivamente, per vlrti1 proprin f' per coscienza e
volontà dei governanti, la n11vl11Mio11f'I diventa in Italia
uno dei prinéipali fattori di vitalità per i mari che le
nostre coste bagnano, per ali OCf'ftn.i immensi che a.ffratcllano i popoli del mondo.
E la Posta si associa a qut>tto .-lt>mento di progresso
civile, e corre a portare negli ansrol\ più remoti della terra la voce del cuore, il pensiero, l'Anima, il soffio fecondo della civihà che incalza.
E la patria, che dovrà al mori' il euo avvenire, segue
baldanzosa la via del progreaso, 1icurn di aè, fidente nei
propri destini. ardimentosa nelle forze vive de' suoi figli.
e la sua bandiera nazionale e la bandi<"rll postale sventolano oramai su tutt'i mari, apportAtrici di benessere:
l'una proclamando per le terre lontane la nostra grandezza politica e industriale; l'altra, il vdoce cammino
percorso in breve volger d'anni; tulle e due. in una comune vibrazione di pensiero, di acntimento, di azione,
che l'Italia deve bastare a aè alC!ISa, e che non è più lecito
ricorrere all'estero per non isterilire In produttività nazionale; che dobbiamo compiere una immancabile e libera
MCensionc civil'ì cd economica, quale polente gen~atrice di ricchezza.
•• •
• ••
Tulle queste Società, tutti questi servizi, svolgentisi pel
mondo civile. con una celerità sorprendente, con una
regolarità straordinaria. coronano tutto un complesso di
attività necessarie ed utili, dicono quale cammino sia
stato compiuto dall·u,nanità in generale e dalla nostra
Italia nel giro di poche decine di anni, e come la Terra
nelle' sue colossali espressioni nautiche vada sempre più
rimpicciolendosi di fronte alla crescente rapidità dei mezzi
di comunicazione.
L· industria dei trasporti nelle comunicll7ioni postali a
mezzo delle ferrovie si esplica nel materiale necessario
agli agenti delle Poste, chiamati a corteggiare la corrispondenza dirctln agli Uflioi ambulanti. e cioè nelle carrozze costruite esclusivamente per tale bisogna.
Quelle in uso lino a pochi anni or sono, p,,r quanto
avessero raggiunto un relativo miglioramento in confronto dcli,: altre in attività di serv1:r.io nei primt tempi.
non rispondevano più. per scarsezza di numero e per
100
L'INDUSTRIA DEI TRASPORTI NELLE COMUNICAZIONI POSTALI
mC8Chinità eh ambiente, alle moderne esigenze della comodità e dell'igiene. Erano inadatte, ang.uste, meschine, di costruzione antiquata.
Noi non pretendiamo di vedere attualmente sulle nostre linee ferroviarie delle vetture simili a quelle frances i. inglesi, americane, con gabinetti di toeletta a doppio
w ater-dosets, con piccole galle.rie coperte a ciascuna delle
estremità esteriori, con illuminazione elettrica automaticamente prodottu da una dinamo attaccata al pavimento
d ella vettura. Non sarebbe fuor di luogo, a garanzia del
servizio e della vita dei funzionari viaggianti, che l'industria orivata fosse messa in condizione di fornire veicoli
megli~ costruiti, più razionalmente disposti, con aereazione senza correnti per un continuo rinnovamento di ossigeno, con due o tre assi e accresciuti di numero.
Il migliorame nto delle carrozze-ambulanti si rende tuttora indispensabile pure dal fatto che recenti sentenze della Cassazione di Roma, disconoscono agli ambulantisti ogni diritto ad essere risarciti in caso d'infortunio provocalo anche per colpa delle Ferrovie. allegando che non
es iste tra essi e )' Amministrazione ferroviaria contratto di
trasporto, ma rapporto d'impiego in focza del quale il loro
ufficio è il treno.
•••
Lungo i percorsi dei treni ferroviari con uffizi postali
a mbulanti o con servizi di messaggeri , i dispacci vengono consegnati, in determinate stazioni ferroviarie e secondo il prestabilito avviamento della corrispondenza,
a d appositi agenti, che li fanno proseguire, una, due, tre
volte al g iorno, lino ai comuni di destinazione; altri disp acci sono ritirati direttamente , da altri s imili agenti, negli uffizi di • Arrivi e Partenze», o d i otazione , o "irli acali
marittimi.
A tale scopo si è istituito un esteso servizio di Procacciato con vetture a due e a quattro ruote, a cavallo, in
barca. a piedi, che abbraccia e collega, come in una
rete fittissima, i comuni e le frazioni del Regno.
Le vettwe, i chare-à-banc, i cavalli, le buche aono
fomite dagli accollabarii dei singoli trasporti.
Un tempo, quando la viabilità nazionale, consorziale
e comunale non era così progredita come oggi, i procacci
erano l'anima del servizio postale. Su di essi basavasi
tutto il tra, porto e lo scambio dèlla corrispondenza. Le
ferrovie riduu ero il loro compito. allargando, rinvigorend o e accelerando il servizio con mezzi meccanici più adatti. più opportuni, più moderni , più solleciti. Ora funzionano solt«nto su al:::une linee rotabili e mulattiere lontane
dal /ischio della v a ~ a , e per le fraziioni di comuni;
pronti p~rò a cedere il posto appena quel fischio con·
durrà per quelle vie e nelle vicinanze di quelle frazioni un nuovo soffio di vita.
Questi s ervizi sono concessi, nella piena libertà di con•
correnza, per contratti, stipulati, a base di un annuo canon e , per incanti ali' asta pubblica o per schede segrete,
per licitazione o a trattative privale.
•••
Altri mezzi di trasporto sono : i furgoni, addetti al ritiro
dei dispacci chiusi ordinari e speciali, e dei pacchi ordinari, di assegno e di valore, in arrivo, dagli uffizi di staziqne e ' di porto, e ali'!- loro consegna agli uffici centrali
p e r la distribuz.ione, e viceversa; al ritiro dei pacchi
postali in partenza, accettati dagli uffizi succursali; alla
vuotatura delle caasette d'impoetaz.ione, fisse e mobili, per
le lettere e per le stampe.
Tali furgoni so110 costruiti dall'industria privala secondo tipi pre,,crìtti dall'Amministrazione delle Poste al-
l'atto della stìpulazi:>ne di contratti con agenz,ìe o accollatarii. I furgoni, a trazione animale, o elettrica, o a benzina, devono rispondere, nella loro costruzione, a calco.
)azioni matematiche, in cui entrano come divisori, fattori, esponenti e coefficienti, il carico, lo sforzo, la flessione, in modo da preservare e garantire gli organi motori (in ispecie le molle) dai colpi e contraccolpi inerenti
al rotolamento e dal carico stesso che ciascun furgone
d eve sostenere in rapporto alla capacità e al peso.
Vi sono uddettì degli agenti subalterni postali e cioè
portapacchi. portap ieghi, vuotacassette, responsabiJ; del
servizio, e un personale di scorta fornito dalle imprese e
adibito a condurre i furgoni, a caricare, a scaricare e ,
in alcuni casi, a prendere in consegna gli oggetti dì
corrispondenza.
•• •
Non vanno poi dimenticate le cassette d'impo•ltuione.
Ve ne sono a tergo dei furgoncini per la vuotatura di
quelle fisse sparse per le città ; attaccate ad alcune vetture tramviarie in servizio nell 'intemo di grandi centri;
si tuate nei principali alberghi fomiti di omnibua pel trasporto dei viaggiatori alle stazioni ferroviarie, tramviarie,
lacuali e marittime; nelle stazioni ferroviarie intermedie;
sulle carrozze-ambulanti in movimento; sulle tramvie consorziali; s ulle vetture postali circolanti per le strade ordinarie; lungo gli stradali nei punti ove succedono abituali scambi di dispacci; nelle agenzie delle Società di •navigazione ma rittima e lacuale e a bordo dei rispettivi piroscafi; ne lle località prive di Ricevitorie e di Collettorie
postali.
Alcuni uffizi ce ntrali e di stazione hanno i Casellari
Porta, nei q u ali sono disposte parecchie buche, destinate
a raccogliere ciascuna la corrispondenza che il pubblico
v'immette QU"-"'i al momento della partenza dei treni. postali su di eue indicati. Sono a cquistati dall'Amminiatrazione delle Poste, che ne c ura il trattamento col proprio
personale.
Le cassette d'impostazione, le quali hanno preso vasta progressiva proporzione nelle città e nei suburbi, nei
comunellì e nelle borgate, e dovunque s i manifesta un
alito di vitalità amministrativa. politica, industriale, sono
anch' esse costruite, alcune secondo tipi indicati dall'Amministrazione nel Capitolato d'oneri annesso all'Avviso
d 'asta ; altre, quelle per le quali non sì rende necessario
un automatico prelevamento della corrispondenza perchè
n on richiedono concessioni del servizio di vuotatura, ma
q uesta è affidata ad agenti dei singoli uffizi o agli stessi
Titolari d e lle Ricevitorie, o a procacci, o a pedoni, sono
fette costruire, di vari tipi preordinati, a mezzo di appalti,
dal!' Amministrazione medesima, che ne fornisce direttamente secondo i bisogni.
A titolo di curiosità aggiungiamo che la vuotatura di
alcune casse tte fisse fu affidata, nel 1908 in Roma, come
già a Londra, a PMigì ma in via d'esperimento, ad
una carrozza automobile. La prova, allora, non potè dare, per sè sola, e in limitato circuito, un risultato soddisfacente, e la spe,,a di manutenzione, di nolo e poi di oc•
quisto riusciva, per conseguenza, sproporzionata al vantaggio che se ne sperava, E la carrozza fu soppressa.
Ma dal 1911 il servizio di vuotatura viene, a Roma.
~seguito con questo nuovo mezzo di locomozione, e gli
effetti sono indubbiamente efficaci ; sì consegue con esso
un più sollecito servizio e si potrebbe ottenere un discreto
aumento dì giri con minor numero di vetture e un più
rapido trattamento della corrispondenza.
t ovvio ricordare che questo celere mezzo di trasporto
viene chiesto alla privata attività, dietro gare a termini
dì legge.
101
LE 1. I . / .
= = = = = = == = = = = = = = = = = = = = = = = - - - - - - - - - - - - - - - - -
Aggiungiamo che il servizio di vuotatura e dì trasporti
in R oma si è assai avvantaggiato dal 1° agosto dell'anno
sco=, euspice la Società Fial di, Torino. la quale ha aggiunta un·altra benemerenza alle tante acquisiate in questo periodo d'intensa vita industriale, mentre continua a
svolgere · quel programma pel dopoguerra, che renderà
sempre più pote nte l'organismo industTiale al quale essa
ha saputo dar '1Ìta.
f:. sorta infatti in Roma una nuova Società Trasporti
Automobilistici (S. T . A.), che ha iniziato l'opera sua
col servizio dei Trasporti Postali nella capitale, impresa
che non ha fino ad ora trovalo mai la sua decorosa
sistemazione, e alla quale solo la Fiat poteva. in questo momento difficile. accingersi, fornendo delle macchine, le
quali, per solidità, funzionamento, decoro estetico, garan1;scono il buon esito di un cosl importante seNizio
pubblico di Roma.
Il nuovo Ente, nel uifficilc compito di organizzare, nel]' ora che volge. i molteplici rami di questo scNizio. ha
trovato nelle autorità il più vivo interesse, e cosl la Direzione G enerale delle P oste, come la Direzione Superiore
di Pi.azza della Pilotta e L'Ufficio postale di ferrov;a, hanno
dato quanto era in loro di scienza e di esperienza per contribuire al f\lturo buon andamento de l servizio stesso.
L'autorità militare ha concesso in misura adeguata il
carburante necessario. e la Commissione-esoneri ha fatto
quanto poteva per assicurare, alme no in pule. il personale di guida.
I tipi di macchina che svolgono il seNizio postale di
Roma, sono i seguenti: Tipo 70 m/m. ultima c reazione
della Fiat largamente impiegato dagli eserciti alleati; il
furgone tipo n. 2, che pure ha trovato enorme applicazione, specialmente nei seNizi rapidi dell'aviazione e l'ormlli leggendario XV T er, che fino dalla guerra libica si
è imposto all'ammirazione dei competenti.
Le carrozzerie sono state costruite con rapidità, solidità
ed eleganza dalla Ditta torinese • Carrozzeria Diatto-Caravini ».
Altro tentativo di trasporto interno fu fatto, sempre col
concorso dell'industria privata e dell'opera di accollatari
debitamente autorizzati, a Milano, come •già nel 1898 L a
Tenda e Ventimiglia, e nel 1902 tra Firenze e Forll, con
una carrozza postale a trazione elettrica; qualche simile
prova s'iniziò con automobile a vapore, sulle linee di
procacciato, come ad esempio da Spoleto a Norcia, da Pavullo a Maranello. da Campobasso a Gambatesa...
P rima d ella guerra un discreto nume ro di procacciati
intercomunali a cavallo o in carrozza si era trasformato in
lince automobilistiche, con servizio di corrispondenza chiusa. di pacchi e di viaggiatori. Altre erano in via di attuazione, e tutto faceva sperare che. fra non molti anni, il
sistema dei trasporti sarebbe entrato nel dominio della trazione elettrica, ad incremento e complemento delle ferrovie.
Ed invero i trasporti postali a trazione meccanica, lutti
costruiti da Ditte italiane (in prima linea la Fiat di Torino),
avevano raggiunto nel secondo semestre del 1914 un considerevole sviluppo; erano 282. Ma la requisizione delle
vetture automobili, della benz.ina per la guerra, il richiamo alle armi dei coduccnti e dei capi meccanici e il vertiginoso aumento delle spese di esercizio, essenzialmente
per effetto delle cresciute pretese del personale e del
più che sestuplicato prezzo del carburante, disorganizzarono la maggior parte di questi servizi che procedettero
stentatamente. anche con vetturette da lourismo ed a corse
ridotte. In molte linee anzi si è dovuto provvedere con la
102
trazione animale e ciò per l'assol uta imposaibilità delle
Ditte automobilistiche di sopperire con altre vetture ed
altri agenti.
È poi da augurarsi che nelle città, in cui il numero
delle cassette d'impostazione è minimo e le distanze sono
relativamente brevi, venga iniziato o ancor più sviluppalo
il seNizio della vuotatura, come in Francia e in altri paesi
progrediti, e il recapito dei telegrammi e degli espre•i.
d a parie dei fattorini telegrafici a mezzo di bicicli ; che
il scNizio di distribuzione nelle campagne, affidato ni
portalettere rurali. sia fatto con maggior frequenza c. come m !svizzera, con l'aiuto di bicicl.ette.
J n Italia il numero delle CM8Clle ufficiali raggiunge
le 30.000; ma è sperabile che, almeno nelle gTBndi città.
sia concesso il diritto d'impiantare, come in Inghilterra e
negli Stati Uniti, anche nelle case privale, per UBO csclu.
sivo delle persone che le avronno richieste e fatte collocare, e che si assoggetteranno a pagare lo tassa prescritta per esercitare tale diritto.
•••
E che dire della Posta p neumatica, la quale, nella sua
scmpli,cità. rappresenta una delle più maravigliose applicazioni dei progressi della scien:ta cd uno dei più inge•
gnosi mezzi di rapidissima trasmiuionc, a brevi distanze.
delle corrispondenze e dei telegrammi}
L'Ameri1:a. il paese delle iniziative più sbalorditive,
nel 1884 progettò e rese pratico il primo esperimento tra
Ncw-Cork e Chicago; ma solo nel 1894 potè essere inaugurata a Filadelfia una Posta pn~umatica. Parigi l'ebbe
nel 1867, ad iniziativa del francese Cazelet e dell'inglese
Clarke (a. 1854) e col successivo valido concorso del Kroffer; Vienna, nel 1873; Berlino, dal 1876.
In Italia funziona parzialmente a Roma, a Milano, a
Napoli. Al relativo impianto fu avvi.alo con la legge 24
marzo 1907, n. 111. relativa all'arnpliomcnto e al miglioramento dei servizi postai;, telegrafici e telefonici.
Scopo di tali impianti è il trasporto dei telegrammi.
degli espressi. delle lettere di ultima impostazione e della corrispondenza locale nell' interno di quelle città. limitatamente ad alcuni punti fissati come eccentrici.
Con decreto 27 luglio 1907 una Commissione fu nominata per studiare i progetti relativi ai tre impianti e
per stabilire le basi per u n concorso di offerte tra le
principali Case spe.:ialislc di tal genere di costruzioni. In
base alle sue conclusioni, furono invitate le più rinomate
Case costruttrici d'impianti di Posta pneumatica a presentare le proprie offerte. Concorsero 17 Case, fra le quali
(e la constatazione è dolorosa) non ne figurava alcuna
italiana.
Una Commissione di tecnici prescelse un progetto a
circolazione continuo di aria con i macchinari pneumogeneratori installati al centro della rete, con le linee tutte
a doppio tubo e irradiantesi dal centro a varie stazioni
incluse su tali linee, di guisa che la rete presenta una
reale applicazione del sistema misto-radiale-poligonale.
Il progetto p rescelto per ragioni tecniche e finanziarie,
fu quello della Ditt.- Lanson Mix e Genesi (Società Anglotedesca), con la quale venne stipulato il contratto nell'agosto del 1909.
I lavori d'impianto furono iniziati per Milano e per
Roma rispettivamente nei mesi di luglio e di dicembre
del 19 10 ; per Napoli. verso la fine del 1911.
Nell'impianto di Milano le linee pneumatiche son tlue,
con cinque apparecchi ; in quelli di Roma e di Napoli,
sono Ire, con I t e 10 apparecchi.
Da noi sarà forse possibile una più estesa applicazione
della Posta elettrica, non solo nei trasporti i n genere da
=======.==
L 'INDUSTRIA DEI TRASPORTI NELLE COMUNICAZIONI POSTALI
comune a comune, e nell'interno di qualche cillà per la
vuola lura delle cassetle e per la distribuzione dei pacchi
a domicilio, m a nel completo svolgimento del servizio di
accettazione, di spedizione, di ricevimento, di bolla tura,
di consegna della corrispondenza. l pochi tentativi da noi
accennati innanzi non risolvono che limitati bisogni lo·
cali. È. tulio il congegno postale che dovrebbe invece es•
sere svolto in un continuo movimento di maggiore esat•
tezza e rapidità, da gareggiare con gli a ltri attuali mezzi
di comunicazione, senza contare che oramai s'impongo•
no anche e sopratutto la semplilicazione dei controlli, il
miglioramento e il consolidamento degli stipendi e delle
spese di personale.
U n sistema complesso, radic~. maraviglioso, che rac•
ch iude le accennate caralleristiche, è già comparso sul]'orizzonte delle applicazioni scientiliche ad opera di Ro·
bcrto .Pisdcelu,Taeggi, un fertile e forte ingegno meridionale. Se il magnilico progetto, cosl esalto nelle linee
generali teoriche, tanto severo e semplice nei più minuti
particolari, riuscirà a vincere le non poche difficoltà tecnich e e pratiche; se il Piscicelli potr à otterfore i fondi ne•
oessari ad un breve impiant:, sperimentale. l'Italia potrà
forse raggiungere un celerissimo ed autonomo servizio di
trasmissione con singolari e reali vantaggi nei mezzi e nel
fine, e riuscirà a dare, come disse il Marconi, un grande
impulso nlla civiltà.
•••
li problema dell'areonautica e dell'aviazione oramai è
b rillantemente risoluto. Non può negarsi che i felici tentativi e le odierne applicazioni dei dirigibili e degli aero•
plani, basate nelln ecienza, abbiano portato giganteschi
passi nell'ardua lotta pel completo dominio dell'aria, lotta
che finirà con una grande conquista del progresso umano.
Ora gli scienziati e 1 tecnici, superati gli studi almo•
s ferici, geografici e miHtari, rivolgono la loro attività per
fare del dirigibile e dell'aeroplano due mezzi efficaci e si.
cur;. d1 trasporto che possano rivaleggiare con le ferrovie e
coi piroscafi ; due potenti strumenti di civiltà, capaci di
rivoluzionare, con l'annullamento delle distanze, le attuali
abitudini dei popoli.
T aie rivalità potrà affermarsi specialmente con gli aereoplani, in grazia della loro straordinaria velocità. Già sono
stati iniziati i primi trasporti di corrispondenza, a scopo
di pubblico servizio, in Italia e fuori, e gli esperimenti
hanno per lo meno affermato il principio che la speciale
utilizzazione dell'aecoplano può, in molti casi eccezionali,
contribuire, con le strade ferrate e con lo navigazione.
a migliorare e a completare il servizio di trasporto di
oggetti affidati alla Posta.
Questo principio ha trovato un più celere ritmo di svi.
luppo nella gueira mondiale, e l'aviazione e le indu.trie
dei mezzi aerei hanno raggiunto un insperato perfezio'lll•
mento ed una intensi6cata produzione dei mezzi stessi. Da
ciò nacque spontaneo il proposito di contemplare la possibile loro applicazione pratica, per dopo guerra, ai servlzi civili, agli scrunbi delle notizie, al trasporto delle per•
sone. E nell'aprile del 1917, 111 fine immediato di garan•
lire le comunicazioni postali con la 5;;,degna, spesso interrotte dalle difficoltà e dai rischi della navigazione nel
Tirreno, vennero fatti alcuni ben riusciti esperimenti con
materiali (idroplani e aereoplani di fattura esdusivamente
italiana) e personale del Ministero della Guerra. Altri ne
seguirono tra città del continente e con la Sicilia. E gli uni
e gli altri diedero datr precisi di favorevole giudizio e
convinsero i dirigenti della convenienza tecnica e sociale
di poter inizia re un nuovo regolare ardito servizio pubblico di comunicazioni aeree, con l'esercizio diretto dello
Stato, che solo, a parer nQStro, potrà seguirne lo svolgi•
mento e valutarne l' efficienza. Ed in fatti nei p rimi di ap ri•
le d cll"anno scon10 è alalo ripreso, per continua'J'e permanentemente, il servizio postale aereo IJ'a Civitavecch ia e
Terranova Pausania.
E qui è opportuno nota re che il tragitto Torino-Roma
fu esperimentato con apparecchi di sua fabbricazione dalla benemerita Ditta Pomilio, la cui audace iniziativa ebbe
carattere e scopo industriali, e che quando, fatta u na co•
scienza aviatoria, potrà essere attuala una rete d i rapide
percorrenze aeree, l'industria italiana aereonautica sarà
in grado, da sè sol~. con i propr i modernissimi velivoli,
di offrire le migliori garanzie di successo.
E aggiungiamo che si sta costituendo, d'accordo con gli
Alleati, la Società Internazionale d i tra:,porti aere i, sp ecialmente per i servizi postali. Si è già at(uata , poich è il
servizio avrà presto inizio, la grande linea a erea Londra•
Parigi-Roma-Salonicco per i servizi p ostali milita ri ed il
corriere diplomatico: questa sarà una nuova vittoria del•
l'aviazione.
•••
E potremo anche aggiungere u n 'ultima forma di tra•
sporto, la Posta aut-,malica per la consegna d ei dispacci postali presso le stazioni ove non si fermano i treni,
per la registrazione e bollatura delle lettere immesse nelle cassette postali, per la distribuzione dei francobolli e
delle cartoline. pel servizio d'ambulante, per l'accetta·
zione delle lettere raccomandate, per i piccoli depositi di
risparmi. sperimentata o progettata in Francia, in Inghilterra, in Germania, in Italia, negli Stati Uniti.
Ma tale applicazione non ha ancora infilata la v ia d ella
praticità e trovasi t uttora. qua e là, allo stato d irei quasi
rudimentale o di esperimento o soltanto di desiderio~
L'Italia ha a vuto, rn parte, la Posta p neumatica; manca di quella automatica; ma va provvedendosi, con un
confortante crescendo, di quella automobi./istica.
Notiamo però che l'affannosa ricerca di mezzi sempre
più celeri i quali rispondano perfettamente al rapido
svolgersi delle varie e complesse attività umane, diven ta
di giorno in giorno p iù acuta, più insistente, più giuotific11ta, massime se consideriamo che l'Amministrazione
delle Poste si avvia, col suo insito carattere speculativo,
verso un profondo rinnovamento industria le, e che la guerra attuale ha battuto in breccia i c riteri e i sistemi econom1c1, industriali e commerciali finora prevalenti.
In generale, i suoi servizi di trasporti. mercè il fascio
potente delle energie p rivate, le risorse e i caratteri del
genio nostrano, procedono quasi di pari passo all'incalzar
del commercio e delle industrie della penisola e riescono.
dandole un più vigoroso impulso, a coordinare e a sviluppa,e le relazioni internazionali con intenti più consoni alle moderne esigenze degli scambi e dei transiti e alla
conquista della nostra libera funzione èconomico-industriale, redentrice di ogni soggezione straniera.
L'on. Nitti. nel suo libro La conquista delle forze, conchiude: « Da questo suolo italico, così sfruttalo, cosl tormentato, ove è tanta resistenza di genti, dovrà prima
o poi uscire una grande civiltà industriale, di cui i fattori materiali cominciano a delinearsi e di cu, 1 fattori
morali sono in preparazione. :t
Questa ferma e convinta previsione coinvolge tutto il
movimento a,censionale civile, economico ed industria le
d'Italia, Esso deve. ora p iù che mai, alimentare i rapidi
e duratur i progressi, nelle svariate, complesse e diffuse
forme di produzione; deve comprendere anche i propositi
innovatori dei nostri organismi materiali dello Stato, spe·
cie per quanto riffetta la fusione degli atteggiamenti del-
103
LE I . I . I.
=- = = = == = = = == = == = = = = = = = = = == = = = = = = = = = = = = = =
le pubbliche amministrazioni con quelli delle aziende commerciali e industriali; deve spingersi arditamente per l'ascesa della emancipazione a.n che a traverso i fattori delle
comunicazioni; alimentarli, sorreggerli, amalgamarli, farli
enlraTe, come limpida voce del paese, nella vita dello
Stato, per mez.zo delle persone che vivono nei traffici e
nelle manifestazioni più squisite del pensiero e che in
tal modo potranno rendere più grande e più libera la
patria.
Più che altri sono i cantieri navali, le grandi officine
meccaniche, le piccole e le grandi industrie affini. sparse
sulle nostre coste e per le nostre terre, disciplinate nel capitale e nell'azione, che riescono a concentrare i loro
sforzi nella vita produttiva della penisola; essi, che diventano orirani potentissimi di forza e di civiltà ; che concorrono, con le formidabili loro disponibilità di mezzi
essenziali. allo svolgimento delle attività nazionali; che
garantiscono in gran parte, con le novelle loro direttive,
con i loro prodotti, la nostra indipe ndenza, sottraendoci
alla dura necessità di esportare ogni anno molto d e l nostro danaro in acquisti di elementi ritenuti pel passato
di difficile produzione italiana. Sono essi che sorreggono
e completano vari servizi pubblici, specialmente nei riguardi dei fattori riccamente tecnici e meccanici indispensabili all'azienda delle comunicazioni epistolari; sono essi che forniscono gli elementi materiali per la monopolizzazione, da parte dello Stato, d el servizio dei trasporti
postali.
E lo Stato, nella sua azione morale e sociale, nell' esercL
zio della sua alta funzione di pubblica utilità, garantisce
un servizio indispensabile alla vita di un popolo. La collaborazione diretta dei cittadini per raggiungere tale finalità
si rivela quindi una necessità ineluttabile d'interesse generale. Nessuna importante comunicazione potrebbe es-
sere attivata e sorretta senza il concorso delle private attività. Le due funzioni si fondono, si unificano, tendono
ad un medesimo scopo. Il benessere individuale e collettivo, auspice l'ente Stato, si raggiunge nella prudente e
saggia comunanza di forze dell'una e dell'altra: quelle
fomite da p rivati acquistano carattere di coordinato aiuto
materiale e morale; quelle dell'Amministrazione postale
assumono, di fronte agli utenti ed al paese, tutta la responsabilità, la continuità. la aicurezza che esigono i delicati servizi di comunicazioni e una spiccata fiaonomia
di correttez.za, di ordine, di di■ciplina.
Questo concorso diretto è una partecipazione doverosa
da parte delle speciali induatrie private dei trasporti e costituisce da parte dello ~lato un auoluto bisogno. E mentre tali industrie rag'giungono, nel loro singolo campo
speculativo, un sicuro profitto. d' oltro canto I' Amministrazione delle Poste può liberamente esercitare, nelle forme più sane e legali, un importanle pubblico servizio, che
è tanta parte della nostra vita nazionale.
È. ovvio aggiungere che la ma1111iore perfezione dei
mez.zi ha una inAuenza non mdiffl'rl'nte sulla rapidità
delle comunicazioni. Ogni miglioramento della tecnica dei
veicoli apporla vantaggi inestimabil i. E lo Stato compie
opera degna quando solletica ,.d 1ncora1rgio le iniziative
private del genere.
Noi saremmo ingenui se pretc-ndcaa1mo, nell'attuale momento, la massima regolarità nel 1ervlzlo delle comunicazioni epistolari, per quanto ri1ruarda i m..zzi di trasporto e
la trasmissione della corrisponde11,a, abbiamo però fiducia che ora, raggiunta la pace vittorioe,,, dovremo e potremo
conseguire, nei mezzi e nel fine-, quc-lln rl'lativa perfezione
e quella indispensabile celerit/\. thr hnnno formato e formano i capisaldi di una vasla Amministrazione come quella delle Poste.
E n rico M e-lillo
GLI OSSERVATORII
INDUSTRIALI E COM~
MERCIALI DELLE I. I. I.
IN TUTTO IL MONDO
I Ra.pportì del mese di Febbraio da.:
Alessandria (Egitto) • Atene (Grecia) • Bogotà (Colombio) • Cosoblonca (Marocco
Melbourne (Ausirolia) • Odessa • Porto Alegre (Brosile)
(Nostri servizi porticolori)
ALESSANDRIA D'EGITTO
UN SUCCESSO DELL'OSSERVATORIO ECONOMICO DELLE
• J. I. I.• - PER FACILITARE IL PROl\'TO COLLOCAMENTO DEI PRODOTTI INDUSTRIALI ITALIANI IN
ORI.ENTE.
Sino dal primo suo sorgere, l'Osservatorio Economico
delle e I. I. I. » mirò a non essere esclusivamente una
redazione di articoli informativi, ma ad interpretare realmente il pensiero delle I. I. I. che con questa iniziativa,
come in tante altre cose, hanno inteso scuotere l'inerzia
di certi produttori e mostrare loro che l'istituzione di Osservatorii Economici all'estero è mezzo potentissimo per
facilitare l'introduzione sui mercati degli articoli richiesti,
illuminare i produttori , aiutare i commercianti, ed aggiungere agli altri intermediar! un ufficio rapido e coscienzioso, che, oltre . a servirsi delle sue conoscenze per•
sonali, si appoggia alla Camera di Commercio, donde attinge e dove controlla le proprie informazioni prima di
comunicarle ai richiedenti.
La Camera del Commercio di Alessandria, lungi dal
guardare con diffidenza questo organismo privato delle
« I. I. I.», è larghissima di appoggi d'ogni genere, e lo
scrivente ha trovato nel Segretario-consigliere della Camera di Commercio, avv. Bruto Bancucci, una guida altrettanto competente e versatile quanto cortese.
Lunghi studi erano stati fatti da diversi gruppi di commercianti per organizzare l'introduzione nel mercato egiziano delle macchine agricole, delle quali l'Italia ha, nelle ditte Pavesi-Tololli e Fiat fabbriche produttrici di primissimo ordine, degne di competere con le massime fabb riche del mondo. Se si pensa che l'Egitto è un paese
prettamente agricolo e che ad esso fanno capo per il momento il Sudan, la Palestina e la stessa Siria, ~i comprende quale interessantissimo mercato possa essere l'egiziano per i fabbricanti di macchine agricole, come del
resto per qualunque prodotto industriale.
Gruppi di capitalisti, desiderosi di dedicare le loro energie finanziarie all'importazione delle macchine agricole aveva dovuto rinunziarvi, di fronte ali' ostacolo insormontabile di una burocrazia inamovibile. L'Osservatorio
Economico delle « I. I. I. »ha fatto sua l'iniziativa, e.
saltando la barriera della bmocrazia, l'ha comunicata direttamente ai produttori mediante la nostra rivista. Contemporaneamente, l'Osservatorio Economico, forte dell'autorità che gli proveniva dalla pubblicità stessa dell'iniziativa, ha sollecitato ed ottenuto l'interessamento del governo, l'appoggio del ministero delle industrie e della commissiòne per il dopoguerra, la cooperazione efficace dei
produttori. Poi ha stretto le fila del suo lavoro, ha integrato e concretato l'affare in modo che, se non sorgeranno ostacoli imprevedibili, una felice iniziativa è stata condotta a termine. Il Banco di Roma, che da lunghi anni
conduce in Oriente una lotta tenace non sempre apprezzata come si merita, ha assicurato alla robusta Società che ha assorbito l'affare, l'appoggio incondizionato
del suo ausilio finanziario.
Unico merito di questo Osservatorio è staio di saper
forzare gli ostacoli : il risultato ottenuto non vuole commenti. Crediamo solo opportuno pubhlicare un brano della lettera che, a conclusione delle pratiche precedenti.
l'Osservatorio Economico delle • I. I. I. » di Alessandria
d'Egitto, ha rivolto al ministro delle Industrie:
• Eccellenza,
• A seguito e conclusione delle pratiche precedenti.
l'Osservatorio Economico delle « I. I. I. » di Alessandria
d'Egitto si pregia informare V. E. che i capitalisti dei
quali era interprete fanno capo alla Sociélé des enlrepof•
et du commerce. Questa Società, nonostante il suo nominativo francese, suggerito da ragioni di opportunità, .è prettamente italiana. Il suo capitale sociale, dopo varie vi•
cissitudini, è attualmente, con le riserve, di 40.000 sterline. La Società ha inoltre l'appoggio senza limiti del Banco di Roma del _quale può dirsi emanazione, ecc.
« Valga a dimostrare la serietà e l'italianità della So-
105
LE I. I. I. ==================-=============-===----==
ci,-tà che abbiamo presentato la composizione del suo Consiglio di Amministrazione: Cav. UD. Rie. lnlerdonalo, Direttore centrale del Banco di Roma, Presidente; lng. Fumaroli, Consigliere direttore; avo. cav. B. Pancucci, Consigliere segretario della Camera Italiana di Commercio;
Lender. ·
« È primo intendimento di questa Società l'importazione
metodica in Egitto, nella P nlestina e nel Sudan delle macchine agricole e di altri• prodotti industriali di fabbricazione italiana. Questo Osservatorio si augura che ai lodevoli intendimenti della Società, governo e fabbriche corrispondano con ~guale interessamento; e come per questa,
per tutte le altre iniziative latenti che il felice risultato di
questa pratica può sviluppare e concretare.... >
***
Così. per la fortunata mediazione del nostro Osservatorio Economico, una nuova corrente di affari fra J'ltaJ;a
e l"Egitto è ormai incanalata.
Il problema più importante che si presenta in questo momento all'attività del governo per l'espansione dei
traffici italiani, è senza alcun dubbio quello delle comunicazioni marittime. In tutto il resto la potenzialità degli
industriali e iniziativa dei commercianti possono sopperire alle eventuali manchevolezze del governo, mediante
lo sprone potente dell'interesse privnto.
In tempo normale questo supremo, fra tutti gli incitamenti, agirebbe anche sulle Compagnie di navigazione,
ma oggi le iniziative degli armatori sono sottoposte a
speciali restrizioni per l'insuffic.ienza del tonnellaggio na.
ziona1e. Spella al governo di coordinare la sua azione
diplomatica e politica alle necessità imprescindibili di una
pronta ripresa dei traffici marittimi nel Mediterraneo: diplomatica, assicurandosi nel più breve termine possibile
la massima quantità di tonnellaggio mediante opportuni
accordi internazionali; politica, coordinando le esigenze
di,lrapprovvigionamento nazionale e della smobilitazione
militare con l'interesse delle industrie e del commercio di
esportazione.
La grande eredità dei commerci austriaci e tedeschi è
aperta nel Mediterraneo, come in tutti i mari ed in tutti
i mercati. Nel Mediterraneo noi ci troviamo in condizioni geografico-politiche tali, da gareggiare vittoriosamente
con tutte le altre nazioni. Abbiamo mercati ben disposti ad accogliere le nostre industrie: abbiamo organismi
commerciali ben amministrali per diramare i nostri prodotti ; abbiamo formidabili fabbriche. le quali non domandano che di produire. Mancano i nervi conduttori di questo
grande lavoro latentr.: le linee di navigazione.
È indispensabile, se veramente vogliamo raccogliere i
frutti della vittoria, è indispensabile che la riorgnnizzazione delle linee marittime sia rapida. gagliarda. ordina.
la. partendo sopratutto dal presupposto che se lutti i
mercati sono interessanti, ve ne sono alcuni che si lTovano
in condizioni particolarmente favorevoli per noi , e debbono perciò essere oggetto di attenzione speciale.
Fra questi il mercato egiziano deve essere messo in pri•
ma linea, anche per l'interesse politico che s"innesta al
vantaggio economico di una penetrazione commerciale italiana in Oriente attraverso l'Egitto.
Prima della guerra, tre Compagnie italiane di Navigazione avevan<> servizio regolare con l'Egitto: / Servizi Marittimi, la Marittima Italiana, la Sicilia. A questi servizi
regolari si aggiungevano la Compagnia Veneziana di naoigazione a vapore, che toccava Porto Said e i servizi di
transito attraverso Ù canale di Suez della linea CenovaBombay della Naoigazione Generale.
Oltre a tutte queste correnti di traffici che debbono es-
*
r
106
sere riallacciate nel minor tempo possibile, l'Italia deve
sostituire le linee di navigazione che facevano capo a
Trieste. Importantissime f-ra le altre, per quanto riguarda
l'Egitto: le linee rapidissime del L/oyd Austriaco Alessandria-Siria ; la T rieste-lndie-Cina-Giappone del Lloyd A usiriaco, la Trieste-Golfo Persico pure del L/oyd, e la
Trieste-Australia della Socielà Ungherese di Naoigazione.
li Lloyd aveva una forte clientela egiziana di viaggiatori
e di caricatori, la quale sarà certamente assicurata alla
nostra bandiera mercantile, se sapremo non farci sopravvanzare dalle attivissime marine estere. Segnalo intanto
che, mentre i nostri pirosca1ì non hanno ancora ripreso
i loro viaggi regolari in Egitto, i pirosca1ì delle Messagcries Marilimes hanno intensificalo il numero dei viaggi
e abbreviato la loro durala a selle, sei e cinque giorni
sul tratto Marsiglia-Alessandria.
Il nostro commercio esige che le Compaguie italiane di
navigazione riattivino immediatamente una linea diretta
quindicinale Napoli-Alessandria, che deve diventare settimanale nel più breve tempo possibile. Questa linea set•
timannle sarà sufficiente per i traffici di merci e di paaseggicri che fanno capo al porto di Genova, purchè ad essa
siano destinati pirosca1ì di forte tonnellaggio (5000-6000) ben
arredati per il servizio dei passeggieri. Un• altra linea dovrà fare capo ai porti dcli' Adriatico, Quanto alla sua potenzialità non ci pronunciamo, perchè dipenderà dall'estensione che assumeranno i nostri traffici nell'Adriatico.
L'importante per ora è che una grande rete di comunica•
zioni marittime si dirami dalla patria ed alla patria ritorni, e sia la venatura rigogliosa del nostro organismo
economico. Qualsiasi concor~nza fra linee nazionali si ri•
solve tutta a vantaggio degli esportatori egiziani senza nessun interesse per noi.
E giacchè si studia questo problema, è bene affrontare
subito anche quello del Servizio cumulativo ferroviariomarittimo per eliminare ogni spesa superAua e ridurre
quelle necessarie al minimo indispensabile, affinchè i nostri prodotti offrano ai consumatori, oltre a tutti gli altri
vantaggi, anche quello del buon prezzo. La locale Camera di Commercio ha studiato la convenienza del servi•
zio cumulativo nel suo Bollettino del mese di dicembre,
che segnalo ali' attenzione degli studiosi, lanto più che
questa attivissima Camera ha preso l'iniziativa d'inviar
un centinaio di copie del suo bollettino alle principali C
italiane di produzione, per il tramite di un gruppo di per•
sonalit/i di Milano.
Fra le spese necessarie che finora gTavano sui prodotti
per l'esportazione, vi sono quelle inerenti al trasporto
dal vagone (nella stazione ferroviaria) allo scalo marittimo
d'imbarco dov'è ancorato il piroscafo. Ora è evidente ehlutto questo cumulo di spese perfettamente inutili si
lrebbe evitare o ridurre al minimo trascurabile, se fosse
effettuate a cura di uno solo dei due vettori di comunic
zione: dell'Amministrazione ferroviaria o della Società d
navigazione. La merce sarebbe cosl gravata solo delle s
vive (trasporto. diritti doganali, bolli, ecc.). Tutto quee
dispendio di energie e di denaro sarebbe risparmiato
consumatore e guadagnato alla produzione. se il servizi
di transito fosse eseguito da uno solo dei due vettori, m
diante speciali accordi fra le Ferrovie e le Compagnie
navigazione per un -servizio cumulativo marittimo-ferro
rio, così che le spedizioni fossero assunte dalle stazio
ferroviarie dell · interno fino agli scali marittimi.
Un simile provvedimento. già adottato in Italia per
comunicazioni con la Sardegna e la Libia, e che sareb
utilissimo sulle linee d'Egitto, si risolverebbe in un m
costo dei prodotti. e l'esportazione italiana se ne avv
taggerebbe sensibilmente. Questo provvedimento è la
- - - - - - - - - - - - - - - - - GU OSSER VA TORI/ INDUSTRIALI E COMMERCIALI
più necessario, in quanto le nostro Compagnie di Navigazione debbono ereditare lutti gli antich i traffici del Lloyd
Austriaco, il quale aveva organizzalo un servizio cumulativo ferroviario marittimo che funzionava egregiamente.
Aggiungo che questo servizio cumulativo, oltre ad influire sul minor costo del prodotto, offre ai commercianti
altri vantaggi, quali il contralto unico di trasporto, e facilita l'applicazione delle tarrf!e speciali per tutti gli speditori, indipendentemente dalla qualità e dalla quantità di
merce che spediscono.
Tutte le forze del governo debbono convergere. per
quanto riguarda l'esportazione, sommo fattore della prosperità economica di un paese, ad attrarre commercianti
e consumatori nell'orbita della produzione italiana. Difficile sare bbe stato ieri stornare abitudini, spostare correnti di traffico già stabilite, attTarre a noi commercianti che
fo~sero già orientati verso altre correnti di traffici. Oggi
invece è facile ali' Italia assicuraui una vastissima clientela. perchè tutte le nazioni si trovano nelle medesime
condizioni e tutte debbono, più o meno, ricostr uire i loro
commerci. La vittoria toccherà a quel paese che saprà offrire maggiori facilitazioni e più perfette organizzazioni.
Perchè questo paese non deve essere l'Italia, almeno nel
Mediterraneo) A parità di condizioni, la nostra produzione non teme concorrenza. Lo ricordino tutti, sopratutto
coloro sui quali incombe la responsabilità gTavissima di
creare o di distruggere la prospe rità economica della patria.
Chiuso il ciclo delle virtù eroiche, s'inizia la nuova era
di lavoro e di lotte incruente per la prosperità materiale
e la grandezza economica dei popoli.
Arma la prora e salpa oerao il m ondo, deve essere veramente il mollo dei produttori e dei commercianti italiani mobilitati per la conquista dei mercati. Ma la vitalità
magnifica delle energie nazionali sarà paralizzata, se forze
irradiatrici non spanderanno fra i paesi d' ollremare la
linfa poderosa della produzione industriale italiana. Queste grandi forze irradiatrici sono le navi.
Perchè la bandiera mercantile italiana non è comparsa nei porti d'Egitto, della Siria e della Palestina ad annunziare che la guerra è definitivamente terminata, che
in Italia ricomincia il lavoro fecondato dalla vittoria)
Togliamo dal Bollettino delle Dogane le seguenti cihe sul commerdo estero dell'Egitto nel mese di ottobre u. s. Furono importati per oltre 60 milioni di hanchi
di merci dall'America e dall'Eurooa.
Dal 1° gennaio, le importazioni · in Egitto aommano a
38 milioni e mezzo di lire egiziane: ogni lira egiziana è
pari a circa 26 liTe italiane. L' Italia figura nelle importazioni per un valore di lire egiziane 237.729.
La Commissione di Controllo del commercio del cotone informa gli importatori italiani che i tipi catalogati
30, 31, 32, 34 possono d'ora in avanti essere venduti al
commercio privato di ciascun paese alleato.
1 p iroscafi Siri-Samud, Marco Minghetti e Piemonte,
recentemente arrivati, hanno importato in Egitto una discreta quantità di prodotti italiani, specialmente tessuti.
Intensificare!
*
*
*
ATENE
UNO SBOCCO PRONTO PER LA NOSTRA MERCANZIA I LAVORI PUBBLICI IN GRECIA - AVVISO Al NOSTRI
CAPITALISTI.
Negli ultimj selle mesi si ebbero in Grecia forti arrivi
d i merci spagnuole, di cui il mercato è ora saturo. Causa
la difficoltà di ottenere permessi di esportazione dall'lta-
lia e i pericoli della navigazione e la deficienza di mezzi
di trasporto. che ostacolavano l'importazione da altri paesi più lontani, i negozianti greci acquistarono prevalente•
mente in lspagna conserve alimentari e prodotti industriali in genere. Nella previsione che la guerra avesse a
durare ancora lungo tempo, stipularono acquisti per cifre
ingenti, tanto che oltre le merci già importate e delle
quali, come ho detto, il mercato è strapieno, altre devono
ancora arrivare per un valore di ben 80 milioni circa di
franchi.
La cessazione improvvisa dello stato di guerra e il ri•
basso del cambio della peseta hanno fatto volgere a male
la speculazione che dapprima aveva !ruttalo utili coapicui.
A scongiurare una crisi, negozianti e banche chiedono che
il Governo permetta la riesportazione per altri paesi halcanici delle merci importate in eccedenza dei bisogni, fra
le quali predominano alcuni generi di cotonate.
Parrebbe da ciò che il momento non sia favorevole a
spingere l'esportazione di nostri prodotti in Grecia. Se·
nonchè è da considerare che i prodotti spagnuoli furono
trovali in generale scadentissimi e che i negozianti sono
rimasti poco soddisfatti della prova e avrebbero biso,ino
fin d'ora di articoli migliori e più vendibili, c he comprerebbero di preferenza in Italia, grazie alla vicinanza geografica e alla conseguente minore spesa di nolo.
È il caso quindi, malgrado pure ogni considerazione di
natura politica, di provvedere senza indugio a crearci importanti relazioni riattivate con la Grecia. A tal fine dovrebbero essere prontamente riallivale le linee marittime
con un buon numero di piroscafi e con itinerari che rendano facile lo sbarco e J'imbarco di merci nei vari porti
greci, tenendo presente che il magnilico e rapido sviluppo del commercio tedesco ed austriaco nel Levante .prima della guerra fu dovuto più che altro alla vastità e alla
organizzazione dei servizi del Lloyd austro-ungarico.
Occorrerà poi rendere possibile al più presto il funzionamento dei servizi cumulativi ferroviario-marittimi, agevolare le spedizioni dei piccoli colli. finora gravate sempre di spese esagerate e rendere regolare e sollecito il servizio dei pacchi postali. È noto come provvedimenti di
tal genere riescano efficaci per l'incremento del t.r affico fra
paesi vicini, come sono l'Italia e Ja Grecia.
I nostri industriali ed esportatori dal canto loro si dispongano a mandare dei viaggiatori muniti di buoni campionari, si scelgano un rappresentante onesto e capace e
inviino cataloghi ben fatti e listini di prezzi dei loro prodotti. Ciò basterà per cominciare.
li Ministro greco delle Comunicazioni in una intervista
accordata alla Rivista • Les annales franco-helléniques •
ha .fornito le seguenti indicazioni sul programma di lavori
pubblici da eseguirsi in Grecia.
Le linee ferroviarie da costruirsi sarebbero:
Tripolis-Sparta (80 km., 8 milioni di franchi);
Cozani-Kalambaka ( 110 km.);
Cozani-Verria;
Cozani-Sorowitza ( 120 km.);
l..arissa-Cozani (113 km .. 40 milioni di franchi);
Kalambaka-Janina (115 lcm.);
Drama-Cavalla (42 km.);
Candia-Measara (nell'isola di Creta).
Vi sarà inoltre da ricostruire o da raddoppiare delle linee già esietenti.
Per questi lavori il signor Yeruzeloa già da tempo aveva fatto appello ai capitalisti hancesi, i quali mostrarono
di aderire di buon 1rrado al programma, per quanto questo fo....e ancora assai vago e incerto.
Per le strade car.rozzabili fu votala una legge e fatto un
preventivo di 60 milioni di dracme ripartiti in dieci annua-
107
LE I . I . / . - - - - = - - - - - = = = - = - - - - - - - - - - - - - - = - = = - = = - - = lit.I,. Di questa cifra 6 milioni sarebbero destinali alla Macedonia orientale, i cui bisogni sono più urgenti.
Per i porti, si pensa all'ingrandimento di quello del Pireo con adeguati edifici per la dogana e relativi depositi,
ai lavori richiesti per quello di Salonicco e per tutti gli
altri grandi" e piccoli porti del Regno.
Fra i lavori di bonifica, più apecia1mcnte urgenti sarebbero quelli della pianura di Mantinea, delle provincie
dell'Elide della Ftiotide, della Tessaglia, e quelli delle
valli dello S1ruma e del Vardar in Macedonia.
Il Ministro ha detto di avere anche preparato un disegno di legge, che sarà quanto prima sottoposto all'approvazione del Parlamento, per la utilizzazione delle forze
idrauliche del paese.
2 a 300 ·milioni di dracme sono preventivati per la costruzione di edifici pubblici da adibirsi a sede di ministeri, poste, tribunali, preietturc, scuole, ecc.
Nelle reti telegrafiche e telefoniche molto c'è da migliorare e da sostituire. Si pensa di far venire da Parigi un
ispeltore delle poste e telegrafi francesi per essere guidati
nella creazione di una scuola del ramo e per farne un
consiglire tecnico del Governo.
La ricostruzione delle città è poi di una importanza e di
un'urgenza del tutto speciali. Si tratta di ingrandire ed
abbellire Atene, di ricostruire Salonicco, distrutta in gran
parte dall'incendio. Furono all'uopo presentati parecchi
piani di ingegneri greci e di altri paesi, nessuno dei quali
è stato però ancora approvato, In Atene fra i lavori di
abbellimento della città si vuol ricoprire di eleganti fabbricati il vasto spazio dove ora sono le scuderie reali, per
il che già è aperto un concorso d'appalto, Occonerà inolke, sempre in Atene, provvedere alle fognature, alla co81ruzione di strade. all'abduzione delle acque. A Salonicco
per la ricostruzione della città le spese sorpasseranno in•
dubbiamente i 300 milioni di franchi. Vi !!arà poi da ricostruire le città della Macedonia orientale: Drama, Cavalla. Serrès.
Il Ministro ha ricordato una recente legge che esonera
dal pagamento dei diritti doganali d'entrata i materiali
destinati alla costruzione di grandi alberghi, di cui si ha
bisogno per creare l'importante risorsa dei forestieri, i
quali accorrerebbero ad ammirare le antichità classiche e
le bcUezze naturali del paese, ed ha conchiuso esprimendo
la fiducia che i capitailsti francesi, malgzado i grandi lavori che li attendono in patria, vorranno collaborare ali' opera di rinnovamento materiale della Grecia per il bene comune.
Sia ciò di avviso anche ai nostri capitalisti ed intraprenditori di lavori. - G. D. M.
BOGOTA (Colombia)
UNA RIVISTA ITALIANA
•Dante». Con qu<!Sto nome in Bogotà dal gennaio scor.
so si pubblica un giornale illustrato mensile in cui il tema
è: Propaganda della Cultura Italiana. Al contrario degli
innumerevoli suoi confratelli ali' estero, questo giornale ai
pubblica in lingua spagnola perchè così la propaganda,
più che per gl'italiani, si rivolge ai figli del paese, che
sono p recisamente ')uelli che ignorano la grandezza e la
potenzialità della nostra bella Italia. Merito e vanto di
aver saputo portare in porlo questo arduo e difficile progetto, di affermazione di italianità, spetta al nostro connazionale signor Francesco Bruno.
Una p ropaganda di questa indole è in vantaggio diret•
to non solo per gl'it:t.liani quaggiù residenti, ma di vitale
aiuto per la nostra espansione commerciale. Con essa i
108
p, imi che raccoglieranno i frutti saranno i nostri industriali che troveranno questo nuovo campo fertile per una
pronta e immediata semina dei nostri prodottr. È quindi
per loro innanzi tutto di interesse che la rivista " Dante »
continui con sicurezza a pubblicarsi. È indispensabile quindi che anche da parte dei nostri industriali in Italia, casa
riceva un appoggio diretto finanziario con nuovi abbonamenti e avvisi permanenti di propaganda commerciale.
-
A. F.
CASABLANCA (Marocco)
LE HICCHUZE INESPLORATE DEL MAROCCO - CAPITA.
LE E MANO D"OPERA ITALIANI - ARTICOLI PER IN•
DICENI E ARTICOLI PER EUROPEI - L'ATTIVITÀ DEI
NOSTRI CONNAZIONALI IN OCNI RAMO - PER IL
PR03SIMO AVVENIRE..
Fare una relazione dettagliata sui commerci e le industrie
della Regione di Casablanca non è ogai cosa breve nè
facile, essendo divenuta Casablanca il centro della maggior
parte dell'attività commerciale ed industriale del Marocco.
Per la sua fertilità, per le sue ricchezze nascoste nelle
miniere ancora inesplmate, per il paese stesso ancora vergine e necessitante di tutti i portali della civiltà, il Marocco
è stato il punto di mira, il paese desiderato di tante Nazioni.
La Germania e l'Austria, che avevano ben compresa la
cosa, già si erano insinuate au questo mercato che """e
volevano conquistare totalmente impegnando fin dal 1907
con la Francia e le altre nazioni una lotta commerciale
senza tregua valendosi di tutti i mezzi leciti ed illeciti, pochi dei primi e molti dei secondi.
La guerra europea ha messo una fil)e a queste losche
manovre ed ha purgato il Marocco da questi negozianti
senza sc.-upolo e senza onore.
lndubitamente il Marocchino delle classi elevate, ricche
ed istruite, che è intelligente e sottile e non si lascia così
facilmente ingannare, come l'abitante povero, ha subito
compreso che quanto egli poteva ottenere dall'operosità
austro-tedcs,ca poteva ottenerlo, e meglio. dal)' operosità
del paese che li protegge, la Francia, e dalle Nazioni alleate, mettendo elfic.icemente in opera con quella e con
queste quell'attività di scambi commerciali che è fondamento e base del benessere e della ricchezza delle nazioni.
La saggia politica del Generale Lyautey al Marocco, la
politica della guerra pacifica dei cantieri e delle officine,
ha permesso di sguarnire la costa di truppe e fare di questo paese uno dei principali fornitori di cereali della Metropoli.
Ed a questa saggia direttiva del Generale Lyautey vedremo tra poco come entusiasticamente abbiano conispo•
sto capitale e mano d'opera italiani, la cui collaborazione
a questo programma di lavoro devono ispirare gratitudine
e rispetto ai nostri alleati.
Casablanca è il porto più importante del Marocco, e
questa città avrà un grande avvenire economico a causa
della sua situazione che si trova allo sbocco di una regione delJe più fertili e popolate.
Il gran numero di commercianti, di industriali e di agri•
coltori che abitano Casablanca ne hanno fatta la capitale
commerciale della zona del protettorato francese, la popolazione è di circa 75.000 abitantl dei quali 15.000 franCC&Ì, 8.000 italiani, 6.000 spagnuoli. 500 inglesi, 599 eu•
ropei di diverse altre Nazioni e 45.000 indigeni ebrei e
marocchini.
I lavori portuali sono in piena attività e parte dcli' antJ.
porlo è già costruita, importanti lavori di tenapicni, im•
- - - - - - - - - - - - - - - - - GLI OSSER VA TORJI INDUSTRIA LI E COMMERCIA LI
pianti di ferrovia, costruzioni di magazzini, ecc., sono già
• lati eseguili e permettono sbarco e rapida consegna delle
mercanzie.
La regione di Casablanca si presta merav.igliosamente
per la fertilità della sua terra, delle condizioni climateriche e della assoluta sua sicurezza alla creazione di intraprese agricole. Le culture più estese attualmente sono:
gra.n o, orzo, ceci, fave, mais, lenticchie, finocchio greco,
ecc. L·allevarnento bestiame si va ogni dì più sviluppando
ed il facile guadagno che esso offre alletta anche i più
profani a tentare questo ramo di sfruttamento agricolo.
Delle culture, delle quali l'esportazione è ancora pennesi&, le principali sono: il lino per i suoi semi, il finocchio
greco, il coriandolo, il cumino per la :,asticceria e la dialilleria.
Si è tentato in divers.i luoghi deJla Chaouia la coltura d ella vite con ottimo esito. Fra le qualità piantale è in maggioranza la vite americana innestata.
In quanto al commercio all'ingrosso possiamo dividerlo
in due categorie: articoli per indigeni ; articoli per Europei.
Principali articoli per indigeni sono: zucchero, the, cotonate, candele di paraffina, semole, sapone, spezie, chincaglierie. giocattoli ordinari, seterie, filo di cotone e acta,
fiammiferi, fez, cristallerie ordinarie, conterie, ecc.
Principali articoli di consumazione europea sono: materiali da costruzione; i prodotti alimentari: conserve, farine,
formaggi, salumerie, ecc.; vini, birra, vestiti confezionati,
stoffe. maglierie, macchine, carrozze. carri, vetture automobili. strumenti agricoli, articoli per ,b azars, profumerie.
mobi li, petrolio, benzina, olii m in erali, scarpe, cappelli, ecc.
La maggioranza degli indigeni sia musulmani che israeliti ricerca gli articoli d'importazione del più buon mercato senza guardare alla qualità. Non bisogna pensare ad
importare articoli di fabbricaz.ione scelta e quindi più
costosi.
Noi contiamo in Casablanca una grande fabbrica di articoli di falegnameria la quale, oltre alle grandi intraprese
di costruzione, si è specializzata nella fabbricazione dei
mobili e resempio è stato seguito da altri che hanno
montate importanti fabbriche con macchinario il più mo,lt'mo od hanno aperto piccoli laboratori per conto proprio. Abbiamo una grande distilleria, la prima e la più
11rande del Marocco, la quale oltre alla produzione dei
liquori, delle acque gazose e della birra ha intrapresa, con
,,ttimo successo, quella delle pTOfumerie che attualmente
I sono imposte sul mercato.
t stato un connazionale il pioniere della luce elettrica
a Casablanca, e che impiantò nel centro della città il primo settore elettrico che diede Ll luce ad esercenti e priv11ti. Oggi che ha ceduto alla grande società il suo setlnrt', è rimasto uno dei più forti negoz.ianti d; articoli e
11111teriale eleurico ed uno dei più autorevoli installatori
,li impian ti elettrici del Marocco.
Altre fabbriche di acque gaz08e, di carrozze, d i cani,
,{ uticoli di ferro battuto, di articoli in cemento, di mat•
Ioni e mattonelle, forni per pasticceria e pane, fabbriche
,lt smste, ecc., sono in mano ru n08tri connazionali e , di' ,•inolo con orgoglio, i loro articoli sono ricercati ed ap-
p,,..,.uti.
Due teatri. uno dei principali alberghi, molti restoracaffè sono eserciti da Italiani che harmo saputo. col
1a11rlficio ed il lavoro, mettersi al pari dei loro colleghi di
•hrt' nazioni. Sulla facciata d; gran parte delle case euu11 'flCC ai legge il nome di un impresario italiano che le
hA roetruite. Nelle arti libere, nostri architetti ' hanno ah-
11111 t'
bellito la città di immobili la cui arte sobria ed elegante
mostra la bella scuola italiana. I capitalisti italjani non
hanno esitato ad investire in importanti immobili i loro
averi e le prime più grandi costruzioni eseguite ad uso
di abitazione civile sono di proprietà di nostri connazionali. Nella maggioranza dei cantieri si sente parlare italiano e la mano d·opera italiana è ricercatissima in tutti
i rami d'industria.
Nell'agricoltura varii n08tri connazionali hanno tentato
con buona fortuna imprese agricole e di allevamento di
bestiame. Eccellono alcunj dei nostri nella floricoltura e
nella orticoltura ed è tipico che per non far subire una
crisi al mercato delle verdure, le autorità locali hanno ri•
chiesta una lunga licenza per un.o dei nostri più grandi
orticultori testè chiamato alle armi.
Le intraprese di trasporto sono per il 30 % in mano dì
italiani.
.
Diverse importanti ditte italiane ed indigene rappresentano case italiane ed importano dalla nostra metropoli :
cotonale, cappelli, stoffe di cotone e d, seta, filati cucirini. conterie, vini, liquori, fiammiferi, automob;li, ecc.
I più vecchi importatori italiani sono stabiliti qui da
oltre 40 anni.
Lo sforzo compiuto fino ad ora dai nostri connazionali
per l'introduzione degli articoli italiani è stato coronato
da buon successo e le nostre wportazioni arrivarono già
a d;versi milioni di franchi annui. Oggi a causa principalmente dei trasporti e per la mancanza di una linea diretta con J' Italia, vediamo il nostro commercio minadeiato
di essere ridotto a cifre minime mentre quello di altre nazioni sale a cifre favolose.
Concludendo, il lavoro fatto dai n08tri connazionaJj in
questa regione è grande, e pari ai loro sforzi è stato il loro
utile, ma ancora molto resta a fare, bisogna coordinare
le forze, uniti in un sol pensiero, '1a grandezza deMa patria. che oggi irradia della luce dei suoi commerci e delle
sue industrie il mondo intero attonito di questo nuovo
astro sorto per volontà di un popolo che sa di essere forte
ed intellige nte, che sa di poter lottare sul teneno economico a .fianco deJle nazioni le più evolute e civili. - S. B.
MELBOURNE (Australia)
LE COMMISSIONI PER LE PAGHE E LE. CORTI D'ARBITRAGGIO - LA BASE DELLA PACA MEDIA - I PREZ.
ZI E LE PAGHE - UGUAGLIANZA ASSOLUTA PER
TUTTI CLI OPERAI - I PARERI DEI GIUDICI - I DATI
DEI_LE INDUSTRIE MANIFATTURIERE - LA DIMINU.
Z l::>NE DELLA MAESTRANZA ABILE - • L'AUSTRALIA
NON PUO' ESSER MAI UNA CONTRADA MANIFATI1JRIERA • .
Ciascun Stato d·Australia e della Nuova Zelanda ha un
suo s istema legislativo che regola le plaghe operaie e
controlla. in linea generale. il contralto di lavoro.
Le autorità, investite della relativa competenza, entro
i confini dello Stato. sono le Commissioni per le paghe
(Wages Boards) e le corti d'arbitraggio. Delle materie
estendentisi oltre i confini di uno Stato è investita la
Corte arbitrale della Confederazione.
Le Commissioni per le paghe sono in vigore negli stati
d i Victoria e Tasmania ; le Corti d·arbitraggio nella Nuova Zelanda. nel Queensland e nel Western Australia;
nella Nuova Galles e neU' Australia del Sud fu addottato
il sistema misto. vi sono cioè contemporaneamente comm1ss1oni per le paghe e corti. La differenza è che le commissioni rappresentano la conciliazione volontaria. mentre
109
LE I . I . I . =======================--===========-===
Ciud;cando dal modo in cui sono accettate queste de•
cisioni, contro le quali pochissimi furono gli appelli (gli
scioperi non ebbero mai origine da decisioni di commissioni, spessissimo invece da sentenze delle corti di arbitraggio), parrebbe che l'istituto delle commissioni delle
paghe sia in questo campo la migliore cosa del mondo.
Certamente tutti i pregi che sono inerenti ad ogni sistema di conciliazione volontaria concorrono a favore delle
commissioni delle paghe; ma sembra eziandio che tali
risultati siano in parte la conseguenza di tutto il giocon•
dissimo criterio che pare governi questa Terra Felice, fra
cui questo, che, cioè, le paghe nulla hanno a che fare coi
prezzi, mentre i prezzi devono invece inffuire sulle paghe.
E nel considerare nel loro complesso e le disposizioni
legislative emanate e la via percorsa dal 1896 in poi, si
ha l'impressione che il legislatore d'allora più che fissare
la mente nell'immenso problema che egli stava creando,
abbia invece rincorso la vaga visione di ,ma forma intraveduta di benessere cperaio-sociale raggiungibile, e, nell'incapacità di studiare scientificamente e profondamente
il problema, abbia lasciato agli uomini ed agli eventi la
cura di trovarne la soluzione.
Ma a tutt'oggi il problema continua ad agitarsi in un
campo senza confini. in una confusione incessante dei
due poteri, legislativo ed esecutivo; le disposizioni emanate non poggiano su alcun prindpio preciso, definito, e
le finalità di tutto il sistema non sono se non il riAesso
partigiano di una sola tendenza.
Frallanto dei punti fondamentali di tutta questa legislazione operala, possiamo fissare i seguenti :
Pa~a minima per ogni categoria di operai;
Lavoro a giornata; l'opportunità di permettere il lavoro
a cottimo. da discutersi caso per caso;
Uguaglian:ta assoluta fra tutti gli operai, categoria pc,
categoria. con tendenza a ridurre al minimo possibile la
differenza di paga fra le varie categorie.
Alla deficienza totale ed assoluta di determinatezza
e di indirizzo nella lt-gge, tentarono di aupplire i giudici
con definizioni proprie, interpretando la legge secondo il
proprio individuale c1edo economico.
Per il giudice Higgina, presidente della corte arbitrale
federale, la legge in esame è • il mezzo per fissare la media normale necessaria ad un operaio od impiegato per
vivere umanamente in mezzo ad un popolo civile > ;
il giudice Cooper a sua volta la definì • il primo passo
verso la diretta partecipazione del!'operaio al capitale > ;
il giudice Chapmann invece ha per fondamento il principio opposto: • la corte non deve fissare le paghe sull,a
base di pa1tecipazione ai profitti per la difficoltà quasi
insuperabile e per la confusione che ne potrebbe derivare
a moltissime industrie •.
Ed ogni commissione, ogni corte cd ogni giudice è
completamente libero, indipendente e personale nei suoi
giudicati, non ha obbligo alcuno di considerare neppure
gli eventuali precedenti, risultanti dai giudicati altrui; di
modo che in tulio questo immenso e costoso lavoro, fra
le varie autorità e fra gli stessi giudici della corte arbitrale
federale, non esiste coordinazione alcuna.
ln una siffatta condizione di cose non è a stupirsi se,
nell'accertamento della paga minima (che dovrebbe invece essere chiamata paga normale) partecipano elementi
tutt'affatto estranei e variabili.
Comunque, giudicando dai risultati, parrebbe che il
punto concreto su cui corti e commissioni ormai informano
• Durante il periodo di uenli anni, dacchè l' A uslralia i giudicati sia il seguente: Aumentare ad un livello deha le leggi del lauoro, nessun tribunale mai ha diminuito cente le paghe tutte nelle industrie più povere, e, nelle
industrie ricche, aumentarle fino al e limite dei\ p08sibile > •
.alcuna paga.
le corti rappresentano l'arbitraggio obbligatorio, ed hanno
dalla legge i più ampi poteri tanto per chiamare in causu
le parli quanto per far eseguire le proprie decisfoni, imponendo multe anche assai gravi. Lo scopo ultimo, però,
e le conseguenze sono identiche dappertutto.
Nel 1891. in seguito a nuove discussioni ed incidenti
alla Camera, il Governo creò una speciale commissione
parlamentare con l"incarico di indagare e riferire circa
J'alfermato soverchio sfruttamento (sweating) e circa i
sistemi di lavoro praticati in ce:rtc determinate fadustric e
circa le riferite condizioni delle medesime, contrarie alla
sicurezza ed all'igiene.
Nel 1896, sulla relazione della commissione, fu emanato il provvedimento legislativo e Factorics and Shops
Act • col quale • Tichiamata la legge precedente, il Factories and Shops Act del 1890 (contenente le disposizioni
delle nostre leggi in materia di igiene e di sicurezza pubblica), vennero creati sei determinati tribunali e commissioni col mandato e col potere di stabilire l'ammontare
minimo delle paghe al di sotto del quale le industrie contemplate non potevano scendere, la proporzione fra apprentisti ed operai a piena paga, etc. ».
Quel primo provvedimento fu emanato per un periodo
provvisorio di due anni.
Alla scadenza, e cioè nel 1900, fu rinnovato per un
nuovo biennio e fu stabilita la facoltà di creare altre commi$Sioni p~r qualsia.si industria che ne facesse richiesta.
Nel 1903, dopo un periodo di parziale, chiamiamola così,
reazione per parte del partito conservatore, la legge fu
rinnovata ancora per altri due anni, con nuove modifica
zioni che sono, ad un tempo, l'espressione della divulga·
zione del sistema e delle difficoltà e degli abusi che indubbiamente sorgevano nell'applicazione.
E. così fu stabilito eh~ alla creazione di nuove commissioni occorresse il voto di entrambe le Camere (con
la modificazione del 1900 bastava il voto di una sola Camera); fu tentato di dare per la prima volta una norma
- per quanto strana - alle decisioni delle commissioni,
.fissando loro come ba.se la paga media conces,,a da ri,.peltabili industriali ad operai di media capacità; ed infine fu creata una Corte dell'Industria, investita tanto di
giurisdizione di appello sulle decisioni delle c.ommissioni,
quanto di giurisdizione propria in caso di rifiuto o di incapacità" delle commissioni a decidere.
Nel 1905 tutti questi provvedimenti diventarono de.finilivi e vennero iscritti fra le leggi statutarie del Victoria.
Ogni commissione si compone di un numero pari di
membri, scelti metà nel campo padronale e metà in quello operaio; la nomina ne è fatta dal Ministro del lavoro
-ed, in caso di opposizione, in base ad elezione.
Il Presidente invece è nominato dalla commissione stes•
sa o, in difetto, dal M.inistro fra persone estranee al commercio ed all'industria. Un segretario è pure scelto alrinf uoTi della commissione ed è senza voto.
Le commissioni non sono tenute (a differenza delle corti) ad osservare alcuna procedura, se si eccettua il ver•
baie delle sedute che deve ricordare le proposte e le discussioni della Commissione ; e nella sua decisione il
presidente non è obbligato a decidere sopra alcuna norma di diritto o su postulati economici: nel maggior numero dei casi la decisione del presidente è: la minima
-paga della categoria X è aumentata di. .... ; quella della
categoria Y è aumentata di .... 1
*
110
*
*
- - - - - - - - - - - - - - - - - GLI OSSER VATORI/ INDUSTRIA LI E COMMERCIALI
*
Tanto più poi che in ogni appello degli operai alla
propria commissione (i proprietari non vi fecero ricorso
mai) era ed è soUinleso che il responso della commissione
doveva essere favorevole, ovverosia aumento concesso.
E'. poichè il capitale non aveva per sè alternativa alcuna,
neppure quella di sottmrsi dal prender parte alla commissione da cui ben sapeva a priori sarebbe uscito coi danni,
cosi venne formandosi a poco a poco un altro sottinteso
(psicologia britannica per eccellenza): far fare le spese dal
pubblico.
E'. così pressa poco ad ogni aumento di paga era sancito
un qualche aumento nei prezzi. che, alla loro volta. gli
operai erano tacitamente impegnati a riconoscere e sostenere.
E'. così, ancora, si assistette e si assiste al fatto curioso
di una vera e propria sottintesa collusione, od alleanza
ee più vi piace, tra le varie ind ustrje e gli operai e le
commissioni e le corti, e cioè in una parola, tra capitale
e lavoro alle spalle del pubblico. Non importa se del pubblico è porzione ingentissima l'operaio: quando i prezzi
a vranno rag;;iunto un c!nto limite l'operaio domanderà un
nuovo aumento di paga, che, natura.mente. sarà concesso.
Di una siffatta curiosa aUearrza si è anche avuto la sanz ione ufficiale nella sentenza pronunciala dal' giudice E'.dm und, della corte arbitrale federale, arbitro nello sciopero
operaio del carbone nel 1916.
Gli operai domandavano un aumento del 25 % sulle
p aghe. Il giudice. udite le parti in persona delle rispettive
commissioni. decise: Aumento del 15 % sulle paghe, e,
a t:toh di compenso. diritto agli industriali di aumentare
il prezzo del carbone di tre scellini per tonnellata, donde
risultava una differenza a favore degli industriali di Lire
960.000.
r
*
Per poter fissare il minimo di paga per ogni categoria,
secondo la prescrizione della legge, fu necessario addiven ire alla precisa determinazione delle varie categorie. E
q uesto lavoro, C8eguito dalle varie Unioni ed in tempi di
una splendida rinascita economica e della più allegra fi.
nanza, fu di una tale meticolosità che le categorie divennero numerose come i biblici granelli di sabbia del deeerto.
Di qui : conseguenza necessaria, il geloso regime delle
competenze di territorio professionale-operaio, con una
serie di complicazioni infinite.
Complicazioni in ogni grande e piccola industria, in
oa-ni grande e piccolo lavoro ed in ogni stadio di esso,
con la conseguente necessità di un costoso soprannumero
di maestranza.
*
Ma i. principi che hanno portato ad un ordine di
conseguenze innegabili e veramente gravi, sono quelli
dt-ll'uguaglianza delle paghe e del lavoro a giornata.
Dallo studio della legislazione, dai risultati delle deci•
eioni ed a.n che dalle osservazioni ed indagini da noi fatte
pe rsonalmente nei centri operai più • intellettuali », quelli
cioè che danno il la ad ogni nuova rivendicazione operaia, non si può non venire allà conclusione che la legitlazione operaia d'Australia eia stata guidata essenzialmente da questo concetto : di ottenere a lutti gli operai un
medesimo compenso, eliminando contemporaneamente anc h e. nei limiti del p098ibile, tulle le disuguaglianze che
pur nella pacifica concorrenza della . vita potessero sorgere
da una diverea attivhà individuale. da una diversa abilità,
fttlitudine, intelligenza, dalla forza. dalla stessa età.
li forte lavora per il debole e per il vecchio, l'intelligente per i) povero di spirito, l'abile per l'ignorante. e tutti
abbiano gli stessi diritti, lo stesso compenso, perchè figli
tutti di una stessa terra. La media di lavoro che ne risulta
deve essere sufficiente per il capitale.
E mentre con questo reale sistema di paghe e di uguaglianza comunarda si accentua sempre più la diminuzione nella maestranza abile e nella efficienza del!' operaio.
lo Stato, strano contrasto, spende somme favolose in lsti•
tuti per impartire un'iJlruzione professionale che sarebbe
ottima, con scuole serali che sono degne di studio e di
esempio, specialmente per il criterio pratico cui sono in•
formale.
L'operaio non ha incentivo alcuno a perfezionarsi perchè sa che il compenso alie sue fatiche gli è ineluttabilmente vietato, perchè sa che un qualsiasi speciale aumento di salario, finalità logica dei suoi studi e dei suoi
sforzi, gli è dalla legge impedito.
Non solo, ma in una stessa industria la paga delle categorie inferiori « unskilled » è di così poco inferiore a
quella delie categorie superiori, che non vi è neanche lo
stimolo a perfezionarsi tanto da mutare categoria. se a
questo mutamento si accompagnano rischi e responsabilità
nuove.
Non parlia;no dello stimolo ad un lavoro elficienle: la
lancetta dell'orologio è la regola, e. data una certa quale
ecarsilà di maestranza e la solidarietà operaia australiana,
la legge diventa in certo qual modo la protezione del neghittoso (lazy) e dell'inefficiente.
Mentre poi, e bisogna dichiararlo ad onore del vero.
l'ope raio australiano ha delle qualità di intelligenza. di
perceziont-, di carattere e di serietà insieme normalmente
riuni te, che ne fanno un tipo veramente notevole.
*
Consideranrlo poi i due diversi sistemi nei loro effetti circa la prevenzione o il rimedio contro gli scioperi.
parrebbe che le commissioni delle paghe abb;ano dato
risultati concreti, giacchè lo stato di V,cloria è praticamente immune da scioperi proprii.
l quali invece fioriscono negli Stati ove vige la conciliazione obbligatoria. L'arbitraggio obbligatorio non può
non mancare al proprio scopo: la finalità della legge non
deve esse,e quella di punire con multa quanti le rifiutano obbedien2a. bensì deve essere quella che il lavoro in•
terrotto sia ripreso e sia tolto il danno sociale dello sciopero.
E'. la legge è utile ed è verl'.mente legge solo in quanto
tale scopo sia necessariamente raggiunto, e raggiungibile.
AIJo stato attuale dei fatti il settanta per cento degli
scioperi economici fu sistemalo per mezzo di convenzioni
contrattuali tra capitale e lavoro, senza che alcuna corte
vi fosse annessa; ed il diciotto per cento è rappresentato
dagli scioperi in cui a.Ile domande enormi degli operai
gli industriali non credettero poter aderire e gli scioperi
finirono per esaurimento o per ripudiazione per parte ~ gli operai stessi.
*
Comple~ivamenle quindi il sistema legislativo ope•
raio d'Australia pare dovrebbe essere considerato essenzialmente quale un grandioso e costoso esperimento economico, donde le altre Nazioni possono a buon mercato trarre utili e salutari ammae,itramenti.
Ed a conclusione di questi rapidi cenni, mi piace riportare le parole di uno studioso australiano, H . M. Murphy.
capo del dipartimento governativo del lavoro. nel suo rappO?to genernle: « Di fronte alla viva concorrenza mondiale, l'Australia non può aspettarsi di diventare. con
speranza di ~uccesso, una contrada manifatturiera. finchè
continuerà negli attuali sistemi di impedire virtualmente
ogni progresso affabilità ed all'efficienza della sua mas•
sa operaia». - T. A.
111
LE I . I . I . =================================== = ==a: ===~
ODESSA
LA NOSTRA BANDIERA A ODESSA - L'AMMIRAZIONE
PER LE • INDUSTRIE ITALIANE ILLUSTRATE ■ - PRIMO
SALUTO DELLA PATRIA LONTANA.
La Regia · nave
e
Roma• è staia la prima nave da guer•
ra italiana che coli' apertura dei Darda.n elli ha portato la
nostra gloriosa bandiera a sventolare nel Mar Nero. Voglia
lddio che l'Italia comprenda l'importanza assoluta della
sua presenza in questi paesi, che potrebbero essere un
emporio immenso per l'industria italiana: un'impresa non
difficile, grazie ai tanti ricordi d'italianità disseminati in
tutte le città del Mar Nero e nella Russia Meridionale. Le
comunicazioni marittime tra i porti italiani e questi sarebbero cosa di massimo interesse: oltre ali 'interesse pri•
vato, l'amor patrio dovre bbe spingere noi italiani a fare
ogni s forzo in questo senso. Quanto sarebbe necessario
che il nostro Governo desse al corpo Consolare quella se·
rietà e importanza che merita. Per gl'italiani all'estero è
una questione della massima gravità. Disgraziatamente il
corpo consolare da noi passa quasi sollo il capitolo Spese
Improduttive, perchè effettivamente non se ne veggono gli
effetti.
Permettetemi di diTVi l'incondizionata e completa ammirazione sulla sostanza e la forma dell'/nduslrie Italiane
11/u,trate, pubblicazione che fu ammirata da tutti gli italiani di Od= e che sarà ancora di più, quando sarà intTOdotta nel Bacino Minerario del Donez, ove nelle grandi
Fabbriche Metallurgiche già trovansi molti ingegneri italiani.
Da due anni tutti gli italiani siamo privi di notizie dall'Italia per la completa mancanza di relazioni postali e
telegrafiche e la vostra rivista fu il primo saluto della Patria lontana. - C. B.
PORTO ALECRE (Brasile)
CL ITALIANI DI RIO GRANDE MERCIO ITALIANO.
UNA LACUNA DEL COM-
• In questo Stato di Rio Grande d el Brasile, nella sola
capitale, su 200 mila abitanti, 35 mila sono italiani. Altri
200 mila italiani sono sparsi per lo Stato, Qui, sino ad
ora, il commercio era in mani (importazione) dei tedeschi ;
ma ora le cose cambiano. ll nostro Governo dovrebbe curare un po' meglio gli interessi degli italiani di qui (sempre pronti alla voce della patria sia in fatto di danaro
che di altro), che in tutte le occasioni sanno dimostrarsi
di esaere buoni italiani. In cento occuioni ai è potuto ri•
levare ciò che qui ei afferma. Qui ci vogliono Conaoli,
ma ohe aiano più informatori commerciali, che ahro, non
semplici trasmissori meccanici di carte.
Che dire dd commercio? Abbiamo qui delle case im•
portantissime condotte e d irette da italiani ... ma se vogliamo penetrare un po· in fondo! la mercanzia (prima era
Lutta germanica; persino gli oggetti perfettamente italian.i,
portavano tanto di • Made in Germany >) ora comincia
ad essere tutta nord americana. Ma la verità è questa:
che gli stessi negozianti italiani vorrebbero avere nei loro
negozi articoli italiani, ma le difficoltà sono molte ... e na•
turalmente sono costretti a rivolgersi altrove, a rivolgersi
dove hanno maggiori facilitazioni.
Prima della guerra, c'era chi metteva negozio con un
capitale limitato. Dopo poco tempo la sua casa era piena
di cataloghi di case germaniche, Un bel giorno si presen•
tava un viaggiatore (sempre tedesco) ed offriva mercanzia, facilitando il pagamento a 90, anche 120 giomi dell'arrivo nella piazza, della detta mercanzia. Se l'italiano si
mostrava timido e rifiutava di addouarai una responsabilità così grave (alcune volte di una somma molto maggiore
di tutta la sua azienda), lo ateuo viaggiatore incoraggiava aJraccettazione, dicendogli che aveva buone informazioni sul conto di lui, e che ae non poteva alla ecadenza adempiere a tutti gli obblighi a1aunti, la scadenza
sarebbe stata prolungata mediante un aiuro minimo. Questa è pura verità.
Ora il commercio nord-americano ed anche quello inglese cominciano a seguire (imitare) il tedesco.
E l'Italia? Asse nza assoluta o qu&Si. Difficilmente si trova un catalogo di qualche casa italiana, e se una casa di
qui ~icsce a m ettersi in corrispondenza con una italiana.
non vale che perda il tempo a scrivere che si assumano
sul suo conto informazioni al Banco A e B. che mandino
a riscuotere al momento dell'arrivo, ecc., ecc. Denaro anticipato... merce a bordo, rischio, ecc, , ecc.
Con questi sistemi, si comprende bene che il nostro
commer<'io resterà sempre... al punto di prima.
E c'è veramente da dolersene; perchè questi sono paesi
d'oro, massime per noi italiani, ben visti in particolare
dalle autorità che sanno appreuare tanto il lavoro quanto
le nostre doti d'intelletto.
Ultimamente, l'ambasciata del comm. Luciani, avrà potuto constatare quello che qui si riferisce. lo ebbi occa•
sione di accompagnare l'ambasciata nel giro per le colonie italiane, per fare un Album-Ricordo (che uscirà ai primi di Jebbraio). - J. M.
Allo •copo di auicurare an •empre maggiore ,oiluppo all'industria italiana, le /./.I. vanno organizzando nelle
principali piazze mercantili e produllioc del mondo intero un senJi~io di oa,ert1azione e di informazioni industria/i e
commercia/i, a-Oidato a per,one selezionale, esperte, sicure. A tutt'oggi le I I. 1. hanno istituito i seguenti osserootorii:
ABO (Finlandia) - ALESSANDRIA D'EGITTO - ALGERI - ALICANTE (Spagna) - AMSTERDAM ASSUNCION (Paralfllay) - A TENE - BANGKOK (Siam) BARCELLONA (Spagna) BASILEA BArA VIA (Indie Orientali Olandesi) - BELLO HORIZONTE (Brasile) - BERNA - BISERTA (Tuniaia) - BOGOTA (Columbia) - BOMBAY (Indie Inglesi) - BONA (Algeria) BOSTON (Stati Uniti d'America) - BUCAREST - BUENOS AIRES - CALCUTTA (Indie Inglesi) - CAPETOWN (Sud-Africa) - CARACAS (Venezuela) - CARDIFF (Inghilterra) - CHICAGO - COPENAGHEN - CRISTIANIA (Norvegia) - DUBLINO
(Irlanda) GINEVRA - INDEPENDENCE (Luisiana - Stati Uniti d'America) - KIEW (RUMia) - L'AJA LARNACA (Cipro) - LIVERPOOL - LONDRA - LOS ANGELES (California • Stati Uniti d'America) - MADRID - MALTA - MANILLA {Isole Filippine) - MARSIGLIA MELBOURNE (Australia) MENDOZA
(Repubblica Argentina} - MESSICO - MOl'ITEVIDEO - MOSCA ODESSA PALMA DI MAJORCA
(Isole Baleari) - PANAMA - PARA' (Brasile) - PARIGI - PATRASSO (Grecia) - PIREO (Grecia) - RIO
DE JANEIRO - ROSARIO (Repubblica Argentina) - ROTTERDAM (Olanda) - SAN FRANCISCO DI CALIFORNIA (Stati Uniti d'America) - SAN P AOLO (Bra,ile) - SANTA FE' (Repubblica Argentine) - SANT ANDER (Spagna) - SANTIAGO (O.ili) - SANTOS (Brasile) - STOCCOLMA (Svezia) - SYDNEY (A11etralia) - TOKIO (Giappone) - TRIPOLI - TUNISI - VALPARAISO (Chilì) - VIGO (Spagna) - WASH ING,
TON - ZURIGO.
RASSEGNA DEL MO~
VIMENTO INDU~
STRIALE ITALIANO
(
MESE DI FEBBRAIO 1919
5 O MM ARI O , L'industria /-aniera nazionale -
La seta nei Vestiti maschili - Le correnti economiche con
l'Oriente in mono dell'Italia con i porli di T rieste e Fiume - Gli industriali delle cartiere riuniti in consorzio
- Insipienze burocratiche in Italia - L'industria ora/a e orologiaia - L ' oro nelle miniere di Sardegna _ Una
scuola industriale a Milano per gli articoli di 'pelle - Un gran campo d'attività innanzi agli industriali italiani Rimedi contro le limita.z ioni dell'industria vinicola - L'attività del Comitato italiano dei saponifici - Per la ripartizione equa delle pelli fra tulli gli industria/i - Una Federazione degli induolria/i del cemento - Gli ingegneri italiani per la lutda del titolo e del decoro pro/es,ionale - Per le industrie del Mezzogiorno d'Italia Una nuova industria dall'untume della lana - Ci/re sbalorditive nell'industria italiana - Ci/re comparative sull'industria della pesca -· La soluzione del problema cotoniero in Italia è &uprema necessità nazionale _ L 'industria del marmo in Italia - Una Società per studii e finanziamenti industria/i - Il porto di SatJona - L'Italia deve chiedere ferro e carbone - L a creazione in Italia cli duecento laboratorii-acuola - Il bacino carbonifero di Eraclea per l'Italia - L'industria del/' abbigliamento in Italia - Un p iccolo gruppo di padreterni spadroneggia in Italia - La bardatura cli guerra delle indu,trie italiane - L'industria serica nel Trentino - Liberiamo la industria ciel lolle dalla prigionia burocratica I - G/'impianti nuovi e gl'impianti vecchi nelle /ornituré elettriche - La nuova frutluosissima industria della distillazione del legno - L'industria degli aghi e I' atteggiamento americano e inglese - Un'erbaccia che potrebbe trasformarsi in materia preziosa - La tutela delle industrie
italiane alla Conferenza per la Pace - Per la diffusione ciel libro italiano all'estero - Gli oleifici cli Trieste II; necessario vigilare le industrie chimiche in Germania - Per l'espansione italiana in Cina - Il nostro prodotto
migliore è l'uomo: mettiamolo in valore - Le grandi opere ciel M ezzogiorno pel dopoguerra - Pensiamo all'industrio della pesca - Il tungsteno e l'acciaio rapido per l'industrio italiana - La gr,ave crisi nel'industria del
cemento e l'inazione ciel Governo - Per assicurare il fabbi$0gno cli concimi all'agricoltura nazionale e la proposta di un monopolio - La riattivazione dei seroizii automobilistici in Italia - Giacimenti cli radio in Jtalia Per un' eS#)osizione artislico-inclustriale italiana a New Yor~ - I danni industriali della Germania - Le conclizicni ideali cl' una fabbrica nazionale - Una grande Società Anonima T ra,Porti Vinicoli - Per la pronta attuazione della linea del 45° parallelo - L'industria italiana ciel mercurio - Le miniere di cinabrio dell'Idria
ora italiane - Cinquanta milioni per l'Unione Cinema ·ogra/ic.a Italiana - Per la industriali::zazione della Sicilia
- L'industria delle tele/eriche in Italia - L'industria delle cartoline illustrate e le minaccie del Governo - La
Pomice artificiale si fabbrica ora in Italia.
Tutte le notizie. i doli. le orgomentozioni o i
giudizi contenuti in questo rubrico non impegnono offotto le I. I. I., che per comodità. dei lettori
raccolgono ogni mese diligentemente e obiettivamente in questo rossegno quonto di più soliente i principali periodici ilolioni politici e tecnici
pubblicano su problemi e questioni d'interesse
industriole, finonziorio, ogricolo e commerciole.
N, d, D.
La lana, però. veniva per la maggior parte importata.
L'INDUSTRIA LANIERA NAZIONALE
Il materiale greggio impiegalo in Italia prima della guer- perchè le pecore nazionali non dan no più di 80.000 quinra per produrre i 340.000 quintali di manifatture in lana
consisteva in 270.000 quintali di lana lavala, 120 mila
quintali di lana artificiale meccanica. 20 mila quintali di
cotone e cascami: la differenza va spiegata con la sciupio
della lavorazione.
tali di lana per buone stoffe, di cui 62.000 quintali entra-•
vano sotto forma di lops.
La guerra ha richiesto un grande sf'orzo all'industria,
della lana la quale è stata chiamata, tra noi, a raddop
pia.re la sua produzione di lana cardata per produrre iI
1J3
I
/. /. /.
LE I. I . /. ---==-----==----==--==========------====
panno militare, le flanelle. le coperte necessarie all'esercito e ad accrescere enormemente la produzione di to,o s
che non potevano più essere importati dalla Francia e dal
Belgio.
L'Ispettorato elci lauoro, in un notevole studio sulla produzione della lana p~trinata durante la guerra. fornisce
importanti dati. La produzione di lops da 5544 q uintali al
mese è salita a 13.325; quella dei tessuti' di lana cardata
da 19.385 a 36.555 quintali, e l'importazione ha toccato.
nel 1916 i 400.000 quintali: òl valore della produzione nazionale di manufatti di lana ha sorpassato il miliardo.
Ma ora, dopo la guerra. il macchinario italiano si tro•
verà migliorato ed accresciuto, i fusi per cardati e petti•
nati giungeranno a 800.000 i telai sa.ra.n no diventati 15.000
e !"industria avrà imparato a utili~e completamente le
sue aumentate risorse.
Ma ci sarà ancora molta strada da percorrere! La F rancia possiede più di 2 m ilioni e mezzo di fusi e 55 mila
telai; la Germania 5 milioni di fusi e 70 mila telai; l'Ingh ilterra possiede 6 .200.000 fusi e 115 mila telai.
G overno e pubblico, - scrive Raimondo Targctti. se fotendono seriamente di condurre le forze vive italiane
al grado di sviluppo di cui sono capaci, devono formarsi
u na conoscenza esalta della posizione dell'industria laniera in confronto delle nazioni più vecchie e più picgreditc
d' Europa.
LA SETA NEI VESTITI M ASCHILI
Le difficoltà che mano mano durante ~a guerra l'arte
tessile andava incontrando cd i costi elevatissirru cui erano
avviati i tessuti da uomo avevano destalo l'interesse per
supplire la seta alla lana.
. Nel passato, - dice il Bo!lclLino cli Sericoltura, - vennero fatte molte esperienze da varie tessiture di seta in
proposito, ma sia il prezzo allora 16oppo costoso di fronte
a quello della lana, sia le condizioni tecnic he del telaio di
seta poco adatte ai teasuti pesanti, sia che allora la seta
avesse la libera esportazione e la lana non avesse neasuna
necc39ità d'un rimpiazzo. qu~ti tessuti non ebbe:o modo
di entrare nell"impìego p.atico.
Molti però devono essere i Setaioli che possono r'.cordare certi tessuti di seta da uomo j quali per l'addietro
avevano pienamente incontrato il favore del pubblico per
la loro genialità. bellezza. ricchezza e praticità, e diciamo pure, per una certa relativa economia, stante la gran•
de durata del tessuto serico.
Si riterrà s'a oggi alquanto tardi slanciare dei nuovi tipi
per le attuali difficili condizioni del mercato serico e laniero; difficoltà che dal giorno della messa in opera al
giorno della vendita possono costituire un grave peso per
quei volonterosi fabbricant i che volessero dedicare pratiche esperienze allo sfruttamento della seta; ma coordinando con sano criterio i varii elementi che ancora potrebbero garantire un positivo successo. non sarebbe questo
momento d'inattività e d'atte.,a, male indovinato allo
.scopo.
Considerato c he i vari problemi d'indole tecnica in se•
tiuìto a lunga serie di esperienze pratiche sui vari filati di
seta sono completamente risolti a favore sia del fabbricante
come del negoziante. bisognerebbe che dai Setaiuoli Italiani venisse unanime la spinta ad att-uare in pratica un
progetto che, partito oggi da ben modesta fonte, dovrebbe e facilmente potrebbe a suo tempo far entrare il consumo di certe sete nella piena praticità dell'impiego non solo
nel nostro paese. ma presso tutte le nazioni civili del mondo dove. la novità della moda, accoppiala ad un pratico
11 4
buon gusto, può facilm ente dare la preferenza ad un ge·
niale tessuto serico da uomo reso veramente utile per
l'uso quitidiano.
LE CORRENTI ECONOMICHE CON L'ORIENTE
IN M ANO DELL'ITAUA
CON I PORTI DI TRIESTE E FIUME
Trieste è un elemento importa ntissimo per la solu~ione
italiana del problema adriatico. Ma è un elemento soltanto. Molti altri ne occorrono se si vuol compiere opera
duratura ed efficace; oltre all'Istria, Fiume e la Dalmazia. Sono termini d ella stessa unica equazione; sono anelli
della medesima catena. Vi è una interdipendenza fra essi
che non si può impunemente spezzare; v'è una logicità
nat-urale che indissolubilmente li lega in un comune interesse: l'interesse dell'economia marittima italiana. li problema dcli' Adriatico si risolve integralmente o non si risolve affatto.
Col pa.S 8aggio di T rieste, F iume. Zara. Spalato. ecc.
all'Italia. alla navigazione ita liana nell'Adriatico si a pre
un grande avvenire di sviluppo e di prosperità. Da q uesti
porti e da Venezia. l'Italia può sopraintendere a rutto il
traffico adriatico e diviene la grande instauratrice di nuovi
commerci fra fAdriatico ed i Balcani, ha l'Adriatico ed
il Levante. Non più inquietanti concorrenze di soverchianti marine straniere: non più la pressione di potenti commerci esteri tendenti a scacciare dall"Oriente i u-affici ita•
liani. L'Adriatico sarà finalmente proprio dell'Italia e per
l' Italia,
Poichè, con l'annessione di Trieste e di Fiume. - scrive Mario Alberti, - l'Italia non solo avrà nelle sue mani
tutte le fila delle grandi correnti economiche, fra il basso
centro dell'EuTOpa, il bacino mediterraneo e l'esu-emo
Oriente. ma sarà altresl padrona di uno dei più meravigliosi strumenti atti a tradurre in efficace peneU-azione
positiva il bisogno di espansione mondiale delle produzioni italiane. T rieste, infatti, dispone in Levante di tutta
i:na potente rete di cointeressenze, di filiali. di rappresen•
tanze. di agenzie, con le quali renderà possibile alle industrie italiane di affermarsi vittoriosamente sui mercat i
della Turchia asiatica, della Grecia. ecc.
GL'INDUSTRI AL/ DELLE CARTIERE
RJUNIT/ IN CONSORZIO
A Torino, si è costituito il e Consorzio Cartiere Importazione Esportazione >. Erano presenti 25 sottoscrittori
rappresentanti le prime e più impor tanti cartiere ital;ane.
Detto Consorzio ha per oggetto sociale tutte le opera·
zioni commerciali, finanziarie. industriali relative all'ac·
quiato. trasporti, importazione, esportazione, vendita ed
utilizzazione delle materie occorrenti alla produzione della
carta ed aH'importazione ed esportazione della carta, dei
cartoni e dei prodotti affini.
Il Consorzio venne costituito in forma d i Società Anonima, col capimle di lire un milione, aumentabile fino a
lire 25 milioni. Sarà contTOIJato da un delegato ministeriale
che assisterà a tutte le sedute e assemblee.
'
Fanno parte del Consiglio di amministrazione i signori:
lng. comm. Burgo (della Cartiera di Verzuola) presidente,
Amminislratori: ing. gr, uff. Enrico Bonelh (delle Cartiere Italiane). avv. Colomb., (delle Cartiere Meridionali).
cav. D onzelli (delle Cartiere Binda). cav. Nodari (delle
Cartiere Vonwiller), cav. Bianchi (delle Cartiere Miliani),
cav. ing. Segrè (delle Cartiere Ticcoli), cav. Sezzano (delle
Cartiere di Crusinallo), comm. Franco (delle Cartiere Valvassori), cav. Molina (delle Cartiere Molina). cav. Vita
==
=
= = === === ==
RASSEGNA
DEL
(della Cartiera Vita e C.), ing. Saldìni (della Cartiera Bagarelli). Sindaci effettivi i signori: cav. rag. Zeloni (della
Cartiera di Maslianico), rag. Micheli (della Cartiera di 07mea). rag. Biedermann (della Cartiera Amati); Sindaci
supplenti : cav. uff. Sertorio e cav. rag. T rincheri.
Il Consorzio avrà sede a Genova, come posto più adallo
eia per il ricevimento delle materie prime, che per le
spedizio.n i di p rodolli lav:>rati.
INSIPIENZE 8UROCR.A TICHE IN JTALJA
Giova ripeterlo per aggiotnarci: l'ltalia al 1° luglio
1882 noverava 98.554 posti di pubblico impiego colla spesa
di L. 191.512.802. Al 1° luglio del 1912 e del 1917 i posti
erano sai.i li a 271.951 ed a 301.931 (compresivf 120.640
ferroviari) e la spesa a L. 534.840.591 e:l a L 778 milioni
(di cui 282 pei ferrovieri). Oggi non sappiamo del numero
dei posti; sappiamo però della spesa: tra stipendi, assegni e caroviveri 2032 milioni (di cui 607 pei f~rrovieri).
Ammettiamo pure che le entrale effettivame nte riscosse al
30 giugno p. v. ascendano a 5 miliardi. Noi spendiamo
ci~a 34 lire nette da imposte, per amministrarne 66. E
con quali risultati}
Incominciamo, - scrive C. Volonterio nel Sole, - dal
chinino. Noi ci ,eravamo lasciali annientare dal • bluff•
1Kien1ilico--commerciale tedesco la nostra industria del chinino; ed allorchè il nostro chinino di Stato &e<>mparve
• completamente • dalla circolazione, in un momento altresì angoscioso della salute pubblica (non so se contemporaneo ai manifesto d6 un I. R. Comando d'armata che
avvert:va gl; abitanti di Mareno d i P;ave di non potere
fornire chinino perchè... era stalo negato daH"lta 1;a), la nostra burocrazia provvide • subito energ:camente •... affermando che in quel momento il chinino aveva cessato di
essere il re degli antipiretici. Sicuro I Quando sarà diventala materia burccralica anche il carbone, non avremo p·:,
diritto di meravigliarci se qualche giorno apprende.temo
che il carbone ha perduto la virtù di produrre calore I E
allora anche le lampadine_ non saranno più necessarie per
;)luminare_
Lat itanze del genere del chinino 5i vanno •usse:?Ue-:1èo
nel nostro paese con un crescendo impressiol'ante: i ::oL
fanelli, i Francobolli. il sale. il tabacco- (Qualche prodotto
è in circolazione? Fuori un nuovo ca1miere ed o! orodotto ... scompare: uova, f.ormaggio, salmone... - Che l!!'l•
vien:, del caffè. che lo si requi•l nei porli d'arrivo col
prezzo di vendita di L. IO al chilo} ] noli vanno tracoJlando ed il caffè continua a rincari re: oggi s;amo a L. 18 I)
- ma proseguiamo: e la colpa? Dei rivend"tori e dei consumatori; quelli occultano anche i francobolli e le cartoline po~tali (per tali generi non si può eccepire la crisi
dei trasporti). e questi vanno incettando... l';nesistente_
Quanto prima sentiremo che la responsabilità dei continui furti ferroviari - aJle cui conseguenze la bwocrazia
che si ispira a crteri. che in un privato ~a,ebbero repr.,,..i
magari anche dalla legge penale. tenta ognora di sottrarsi
ricade tutta sui mittenti e sui destinatari.
L 'INDUSTRIA ORAFA E OROLOGIAIA
Pe, iniziativa della Società Orefici. Argentieri e affini
di Milano, si è ::ostituito una Commissione di tecnki allo
scopo di stabilire ed attuare i mezzi più pratici per la più
sollecita affermazione schiettamente nazionale dell'indu,;tria orafa e oro!ogia;a Ne fanno parte i rappresentanti
di tutte le cat~orie della cla,se e nt> sono rispettivamente
presid,.nte e segrelar;o i sisrnori Attilio lnvemizzi e Gaetano Boirgiali. del Consiglio direttivo della Societlt. Ln
Commissione iniziando i suoi lavori. plaudendo ali' eser-
MOVIMENTO /NDUSTRJALE /TALIANO
cito, ha inviato un saluto al Re e al Ministro dell' industria
..: commercio.
L'ORO NELLE MINIERE DI SARDEGNA
A diverse riprese si è sentito accennare a'..a presenza
del prezioso metallo che delicate analisi chimiche avrebbero rivelato in alcuni minerali estratti dalle miniere sarde. I dati raccolti, sempre un poco vaghi. non furono resi
oi pubblica ragione.
Abbiamo voluto sincerarci della cosa, - scr;ve la Miniera Jtaiiana, - tanto p.iù che recenti risultati forniti da
chimici di una certa notorietà avrebbero indicato, entro
minerali sardi, una percenlu~e assai elevala d'o,o. oltre
i 100 grammi per tonnellata di minerale.
I campionj raccolti sul silo e analizzali nel laboratorio
chimico di Monleponi dal signor A. Nicodano, hanno ridotto assai ,1 tenore dato dai chimici sopraricordati: l'oro
non fu ritrovato :nfalli che in misura di circa g7ammi 12
per tonnellata di minerale. Questo proviene dal noto gia -'
cimento d; antimonio e wolframio di Genna U,ea (Orrol")
entro gli scisti .;luriani. L'oro accompagna la stìbina con
la quale è intimamente legato. Si ruisicura che la maggior
percentuale di esso provenga dalla stibina granulare, e
che il metallo manchi in quella a struttura fibrosa; i 12
grammi furono appunto riscontrali nella atib:na granulare. Si afferma, in seguito ad analisi fatta in Francia. che
l'oro esista pure in piccola quantità nella ganga del giacimento. Risultava pure da tempo che l' H erbelein aveva
trovato una certa percentuale d'oro nella stibina di Suergiu; ma non ei hanno risultati precisi di analisi. Altri min~rali di Sardegna leggermente auriferi sono certamente
quelu cuprife,i deJJe trachiti. neJla parte nord-ovest dell'isola, cosa, del resto, già nota per Calabona. I minera 1i
argentiferi del Sarrabus sono stati trovati au,iferii.
Alcuni solfuri misti di Gadoni sarebbero pur essi accompagnati dal ricercato metallo. Ed jnfine diremo che
traccie d'oro sono puie nei minerali de.ll'lglesiente: l'argento prodotto nella Fonderi:i di Monleponi ha avuto fino
a grammi 4.7 d'oro per quintale. Ol?getto della nostra comunicazione è pertanto di asserire con certezza che il preziooo metallo la cui esistenza fu già negata da valenti
geologi, esiste realmente in Sardegna; che e$SO è legato
principalmente all'antimonio. all'argento ed al rame e che
la sua percentuale può assumere un valore commerciale.
UNA SCUOLA INDUSTRIALE A MILANO
PER GLI ARTICOLI DI PELLE
In una conversazione avuta con un redattore del Sole,
il rav. Alfredo Colombo di Milano, ha parlato dell'industria delle pelli :
e Questa industria - egli ha detto - se presa in •eria
considerazione dai nostri governanti potrà alimentare anche una buona conente di esportazione, giacchè prima
della guerra i mercati mondiali pur essendo alimentati
anche da merce d'origine francese. erano per così di re
inva,ii dalla produzione tedesca ed austtiaca. Ogqi che
Germania ed A,;slria si trovano in posizione ben divetta
e mo.!to meno favorevole. si può pronosticare un miglioramento anche per la penetrazione italiana su importan\i
mercati esteri di consumo• Ali' uopo si tende al nostro perfezionamento. t. infatti
allo studio un prc-qetto di scuola industriale apolicala agli
articoli in pelle eh,. spero - aggiunse il cav. Colombo possa Funzionare fra pochi mesi. dato l'interessamento
del prof. O.imo presso la • Società Umanitaria>. Una sir.,'1e iniziativa è encomiabilissirna. perchè creando una
11 5
LE I . I . I .
= ==-========= = = = = =-- -- - - = - - -
migliore ma.-.atranza contribuirà notevolmente a taluni perfezionamenti industriali che sono desider abili.
« F. nece3eario però che il ~overno, oltre facilitare la
creazione della progettata scuola. assecondi gli sforzi degli industriali procedendo colla massima sollecitudine al
rilascio dei passaporti ai viagg;atori delle case conosciute
e togliendo i divieti di esportazione per questi come per
molti altri articoli dei quali i nemici nostri non possono
quello che accadde, per citare un esempio Ira tanti, al
primo motore a gas inventato da Eugenio Barsanti e che
- dopo tre anni d all'invenzione ...:.... ci ritornò dalla Germania sotto l'etichetta di « Otto e Langen >.
g iovarsi.
I francesi riconoscono che è giusto combattere l'alcoolismo, ma non credono che per ottenere tale effe110 si debba ricorrere a misure tanto esage1 aie, che, in ultima analisi, tolgono la libertà individuale e negano il conforto
d ' un buon bicchiere di vino ai lavoratori, ai vecchi, agli
infermi. Easi hanno, p~rciò, deciso di promuove,e un'at•
tiva campagna contro le limitazioni eccessive degli Stati
Uniti, facendo valere all'estero le loro ragioni per mezzo
delle lo, o potenti organizzazioni di viticultori e di esportatori.
In att"'a, però, che que3ta agitazione abbia a condurre
a ri,uhati pratici, si propon e di spedire, specialmente in
America, anzichè dei veri vini e dei liquori, del succo
d'uva senza alcool. quale vien prodotto già da anni con
ottimi risultati.
Il sig. Frantz Malvezin. che riferisce su questo succo
in uno degli ultimi numeri de!l'E.rporlateur Français, dice che esso, oltre a r iuscir grato al palato, è, a parere di
parecchi medici, un farmaco ideale nelle malat1ie dello
stomaco, per tutti coloro che non possono tollerare il vino, nelle malattie della vescica, perchè molto diuretico,
nei ca,i di anemia, esaurimento, denutrizione, ecc. Per
di più, tale vino senza alcool si conserva ottimamente ed
acqui~ta pregio col tempo, e la sua qualità varia a secon•
da del v.gneto da cui proviene e del metodo di steriliz:azione adottato nell'ottenerlo.
I n ta l modo, i succhi d'uva di provenienza francese sarebbero molto superiori a quelli ottenuti in California .
Anche in Italia il vino è uno dei principali prodotti di
una e,portazione cui dobbiamo cercare, - scrive l'Esportazione, - di dare il magg:ore av:luppo pos.sibile, e la lotta contro l'alcoolismo spinta aili eslTerni, impegnata in
America ed in molti Sta ti d'Eucopa, v;ene a recar grave
d anno anche a noi. Non sarebbe il caso di escogitare nel
nostro Paese dei rimedi analoghi a quelli proposti in
Francia?
« Ma non è tutto, occorre anche che iJ Governo italiano
s'interessi presso i Governi alleati allo scopo vengano
eliminati quei divieti d'importazione che oggi non hanno
più ragione di esistere dato poi che gli articoli di pelle
non rappresentano affatto oggetto di lusso, ma sono divenuti oggetti di assoluta nec.,.,.ità nella moderna vita
civile.
« Un'altra cosa merita poi di essere cons:derala, cioè la
tassa di esportazione che varia dal 5 all'8 %, gravando di
altrettanto la merce che si esporta. rendendola più cara
•e d O!ltacolandone il collocamento, T a lvolta importanti ordina zioni dovettero esser annullate per questa famigerata
lassa la quale deve essere assolutamente abolita nell'in•
te resse della mia, come di molte altre piccole industrie.
È ora che chi ci governa comprenda che le piccole industrie devon o essere tutelate se si vuole che possano ampliarsi e diventino, nell'interesse generale, importanti.>
UN GRAN CAMPO D'A T T/VlTÀ
INNANZI AGL'INDUSTRIALI JTAL/ANI
•
-- --- - - - - --= -
L 'industria metallurgica è staia sempre una delle più
importa nti - se non la più importante - della Germania. Le sue macchine •i trovano disseminale ormai in
ogni regione del Mondo nuovo e di quello vecchio. E n<'i
le abbiamo accettate, non subite, per quello spirito di
acquiescenza e di ada ttamento che è un difetto caratteristico... non degli italiani solamente. Il « made in G ermany • ha esercitalo per molti decennii u n fascino straordinario sui popoli latini, come un simbolo di bontà e di
perfezione con cui noi ci sentivamo assolutamente incapaci di competere. Ora questo, - scrive Energia, - non
può, non deve essere più. L·industria metallurgica italiana, nelle sue più svariate applicazioni, si è rivelata durante la guerra - a se stessa, ed è sembra to u n miracolo. Ma l'ignavia e la noncuran7a non debbono a vere ,l
sopravvento per dar modo alla Germania
superata la
prima crisi di abbattimento e di inazione - di rinnovar
la sua penetrazione industriale in Italia.
Fortunatamente. dopo l'int..-n•ilicazione e l'industrializuuione dell'a~ricoltura, la diffu•ione delle scuole e la
preoccupazione d'un maggiore sviluppo deil'industr'a nazionale tiene un grande posto nei voti formulati dalle Camere di Commercio italiane le quali chiedono che le macchine necessari~ alle indu,trie ed all'cgricoltura della Pen isola siano costruite in Italia, come pure i pr odotti ch imici
e metallurgici necessarii alle oiù d iverse produzioni. A
q uesto scopo lo sfru ttamento delle forze idrauliche nazionali,
tanto per J'aqricoltura quanto per l'inrlust: ia. con l'impie110 to•ale dei cinque milioni di cavalli-motote che possono offrire le sue acque e lo sfruttamento delle ricchezze
universali del sottosuolo italiano, ai imporranno natural•
mente.
I 11randi industriali ita liani hanno quindi. dinanzi a loro, un bel campo di attività. Ma questa a ttività deve rimanere italiana. Easi hanno rohbli1ro di p roteggere, cont ro le insidie e le usurpazioni straniere, le macchine che
u9ciranno dai loro stabiJ;menti e che dovranno for mare
la ricchezza del nostro P aese. Non dovrà più verificars;
11 6
RIMEDI CONTRO LE LIMITAZIONI
DELL'INDUSTRIA VINICOLA
L'ATTIVITÀ DEL COMITATO ITALIANO
DEI SAPONIFICI
Si son r iuniti nei g:orni scorsi a Roma nume:osissimi
g)i aderenti a l Comitato Italiano Saponieri nelle persone
dei rappresentanti le principali Ditte d ' Italia. La riunione
ebbe luogo non solo per udire la relazione del detto Comitato nei riguardi dell'opera dallb slèSSO spiegata per gli
approvvigionamenti delle materie prime durante il periodo della guerra; ma ancora per avvisare ai mezzi migliori
di resistenza contro la cri,i che in questi rm,menti mJnac•
eia di colpire la druse dei saponieri a cauaa, principalmente, della sovrabbondante quantità di materie prime in
arrivo non potute giungere all'epoca in cui vennero com•
missionate e pagate a prezzi alti.
Si re1e interprete, - scrive l'Italia M eridionale. - della
grave situazione l'avv. dell'Erba della Ditta Standa,d di
Napoli, il quale in una larga cspoaizione, rilevando J'attuale diaagio dei produttori di sapone e le gravi conse11uenze cui si andrebbe incontro senza il sopraggiungere
di pronti ed efficaci provvedimenti governativi, mosse anche dubbii sull'opera svolta dal Com:tato e, specialmente.
sui criterii di rusegnazione della merce seguiti dalJo stes-
- - - - = = == =- = =
RASSEGNA
DEL M O VIMENTO
ao, nonchè sull'assunta imponibilità dell'annullamento d<.i
contratti di acqufsto.
Si a,3ociarono al dell'E.rba parecchie Ditte della Sicilia
e la discussione che ne segul fu ampia e, sopratutto, ispirata a principii di grande praticità.
li Presidente ing. Sismondi, coadiuvato dal rag. Mario
Berretta, direttore del Comitato, rispo,e alle obbiezioni
tutte sollevale dall'Assemblea e, affermando, di esserai
dal C. I. S. avuta la sola finalità di favorire nel mjg)ior
modo possibile gl'interessi dei proprii aderenti, dimostrò
111 impossibilità dell'annullamento dei conlral1i, che, in
ogni caso, provocherebbe la perdita di oltre 2 milioni e.i
lire per sola differenza di scambio ed assicurò di aver
personalmente ricevuti aerii affidamenti dal Governo in
favore della classe. Propose, infine. la nomina di una
Commissione, che ricevesse la conferma dei detti affidam"nti.
L'assemblea, soddisfatta per i chiarimenti e k assicurazioni ricevute, approvò all'unan imità un ordine del giorno con il quale. confermando la fiducia al Comitato, deliberò di far voti al Governo perchè venisse impedita la
importazione del p rodotto straniero e favorita l' esportazione del nostro prodotlo, nonchè la ~ina di una Comm:saione che facesse presenti tali voti. E questo deliberato
ottenne il desideralo effetto, perchè la Commissione, mes•asi subito all'opera, ,sia dal comm. Berio del Ministero
dell'Industria, sia dall'on. Fresone, Presidente del Comitato interministeriale per gli olii e grassi. venne assicurata
d elle favorevoli disposizioni del Governo a soddisfare i
voti degl'industriali saponieri.
PER LA RIPARTIZIONE EQUA DELLE PELU
FRA TUTTI GL'INDUSTRIAL/
A proposito dello stock di pellami in p088esso dello
Stato, il comm. Vittorio Casaburi, direttore delJa Stazione
Sperimentale dj pelli in Napoli, è stato intervistato dalla
Perseveranza. E.gli ha detto:
< lo scarterei assolutamente certe proposte subdole di
lupi in veste dj agnelli, che vonebbero dire allo Stato:
liquidiamo subito tutto. mettete tutto all'asta. o concedete
tutto in appalto a noi. vi faremo il favore di trovare dei
compratori per questa roba in b)OCA:o... (al prezzo che
vorremo noi!) Questo è l'affare che si tenta. Speriamo che
l'on. Paratore dia loro, coi suoi pr(>vvedimenti, la rispo•
sta che si meritano: egli è uomo giovane. ma navigato.
Invece di far questo. io promuoverei dei Consorzi regionali, li federerei. li riconoscerei come Enti giuridici ed
affiderei loro le pelli. sia crude che conciate, appartenenti
ora allo Stato, perchè. A determinate condizioni, siano riparli/e Ira lutti gli industriali secondo norme fisse, in maniera tale che tutti abbiano la loro parte di torta. Cosl
non favorirei uno contro l'altro ed ognuno vedrebbe le sue
perdite dimfouite. ed il merc11to scenderebbe subito senza
brusche scosse. Scenderebbe cons;derevolmente. ed i conciatori si assoggetterebbero a quel salasso che il 1010 stato
di salute fa riconoscere per necessario ed al quale, anche
se lo voless.imo tutti. non li potremmo sottrarre.
I Consorzi saranno cooa utilis:ima pei conciatori, ma lo
5tato non deve essere il loro prigioniero. Vero è che gli
industriali della concia hanno sempre avuto poco sviluppato lo spirito del trust e quindi non sj corrono troppi ri•
schi in questa direzione: ma se fossero tutti organizzati e
se non si facessero bene i patti prima, stringerebbero lo
Stato in una cerchia formidabile .
In ogni modo. queste pelli di Stato non le concederei
11 fo rfait, ma vorrei che il Governo, al momento di cederle realmente. magari tra un anno o due. le cedesse al
p rezzo della giornata. e così potrebbe guadagnare o per-
INDUSTRIALE
/TALIANO
dere suUe pelli stesse, come un prjvalo qualsiasi. Chi va
al mulino, si infarina: ma non ammetto che si debba a
priori perdere dei milioni a l solo scopo di far presto e non
avere seccature.
t,NA FEDERAZIONE DEGL'INDUSTRIAU
DEL CEMENTO
Una Commissione, nominata dagli industriali italiani appartenenti a tutte le 1egioni - dall'Alta Italia alla Sicilia,
dal Piemonte al Veneto - si è presentata alla Giunta
interministeriale ed al Commissariato carboni per sottoporre le condizioni, neUe quali versa l'industria del cemento, alla quale fanno difetto il carbone da un lato, i
trasporti dall'altro. T ratlasi di un grave problema che interessa tutta l'economia nazionale e dal quale dipende la
rinascita del nostro Paese.
Il Governo. per fnr fronte alla disoccupazione, ha stan ziato ingenti somme per opere pubbliche. Sono lavori portuali - sono lavori di ferrovie - sono lavori di derivazione d'acqua - sono lavori di canali navigabili. Ma
tutte queste opere non possono essere nemmeno iniziate
per la mancanza dell'elemento primo indispensabile: il
cemento. Ed il ·cemento non si può produrre perchè manca 11 carbone. E quando è prodotto non si può trasportare. per cui si assiste alla illecita vergognosa speculazione di prezzi di rivendit.- esageratissimi.
Dobbiamo ricostruire tutti i paesi invasi e quelli che
la fortuna delle armi ci ha fatto conquistare. Sono interi villaggi sparsi per tutto il Veneto, lungo la costa adriatica da Venezia a Trieste. Questi lavori sono fé'rmi
sempre perchè manca i) cemento.
Gli industriali. consci di questa gravità, hanno costituito
fra di loro una Federazione, della quale fu chiamato alla
presidenza provvisoria il cav. Antonio Pesenti di Bergamo,
ed a segretario fu nominalo l'avv. Pietro Fogaccia. Scopo della Associazione è la rappresentazione al Governo
delle urgenti necessità di questa classe e la tutela degli interessi dei consociati in armonia con gli interessi gene•
rali del Paese.
GLI INGEGNERI IT AL/ANI
PEH LA TUTELA DEL TITOLO E DEL DECORO
PROFESSIONALE
Un'importante riunione di ingegneri. di ogni regione
d'Italia. ha avuto luogo a Milano, presieduta dal comrn. De
Marchi.
Il risultato dell'importante discussione è rispecchiato nel
seguente ordine del giorno:
• L'Assemblea degli in!l'egneri italiani laureati. convocati il 19 gennaio dal Collegio degli ingegneri ed architetti di Milano; considerando l'importanza a.sunta dalla.
classe de!l'li ingegneri, in ogni manifestazione della mo-.
derna civiltà ed il palese contrasto con lo scarso apprezzamento che di essi e dell'opera loro vien fatta dalle Autorità e dal Paese,
• Considerando la 1mprorogabile necessità che gli ingegneri assumano. neUa vita nazionale, il posto che loro
compete, quali esponenti ed interpreti dell'attività economica e produttive del Paese. oltre il dovere che essi hanno
di provvedere alla migliore tutela del titolo e del decoro
professionale ;
• Riconoscendo che tale compito solo può svolgersi
completamente attraverso l'azione vigorosa di un Ente unico che dia ad essi la forza ed il prestigio a ciò necessarii ;
• Si proclama promotrice dell'Associazione professionale
degli ingegneri italiani;
• Approua il programma cd i capisaldi dello Statuto per
11 7
LE I . I . I. = = =
= = = = = = = = = = = = = = =- =
quanto rigua, da le finalità. i mezzi e l'organizzazione per
raggiungerli, quali vennero comunicali all'Assemblea dai
promotori cor. le modificazioni oggi votate ;
« Delibero la nomina di una Commissione dell'Associazione nazionale degli ingegneri italiani, con sede a Milano
presso il 'Collegio degli ingegneri, in via S. Paolo, IO,
formata da undici membri con facoltà di aggregarsi non
più di otto rappresentanti di gruppi di altre regioni d'Italia, perchè, d'accordo. procedano alla compilazione dello
Statuto definitivo e del Regolamento dell'Associazione,
basati sui capisaldi votati e di indire a Milano, entro due
mesi, l'Assemblea costituente
la loro approvazione •·
per
PER LE INDI/STRIE DEL MEZZOGIORNO D'ITALIA
P06SOno quelle energie, che con tanto nob:le slancio
dettero il contributo di unl produzione apprezzata durante il periodo della guerra, essere trascurate. anzi abbandonate nell'<>ra del bisogno} Può il risveglio industriale,
determinatosi nel Mezzogiorno con tanto fervore, essere
bruscamente interrotto, peggio, spezzato, sicchè lo spettacolo confortevole venga ad annebbiarsi ai nostri occhi da
un velo di rapide e rumorose rovine} È lecito lasciar inaridire, con l'incuranza di chi non conosce il male, le fonti
vastissime di una ricchezza futura} A questi interrogativi
deve dare risposta l"ing. Conti, p rocedendo nel delicato
compito della smobilitaione delle industrie di guerra.
Noi abbiamo speranza fondata - scrive il M ezzogiorno
- che un uomo della sua tempra, abituato a valutare
con l'occhio acuto e perspicace dcli' esperienza, comprenderà tutta la consr:l.erazione che mer itano le industrie
sorte per la guerra, in un paese, come il nostro. In alcune zone, ove prima stendevasi il silente torpore del
molle paesaggio, oggi ha la sua sede il lavoro, e nell' avvenire si raccoglieranno messi di ricchezza. Vi sono città,
come Napoli, che sentono ogni giorno il polso della loro
energia accre11cersi, tanto che anche ai più disattenti, J' accrescimento è visibile. Guai a chi non seguisse questo movimento fecondo I
UNA NUOVA INDUSTRIA
DALL'UNTUME DELLA LANA
Dall" untume grezzo della lana si ricavàno grassi e sali
potassici: dal grasso la « lanolina·». che costituisce elemento molto pregiato per la farmaceutica e per la pro•
fumeria, «oleine • bene adatte alla filat ura della lana me•
d csima e s tearine per candele, lubrificanti, antiruggini,
ecc.; i •ali pot,µsici come elementi fertilizzanti, che importano finora dall'estero a prezzi fortissimi, e si assicura
che il loro ricupero si aggira intorno al quarto del peso
della lana. In un recente esperime nto da K g. 3000 di lana
sudicia si ebbe una resa di Kg. 800 in untume greggio
non deacquificato.
Sotto l"aspetto industriale-commerciale si ponga mente al fatto - scrive Francesco di Rienzo nell'Ideo Nazionale - che del peso complessivo di 40 milioni di chili
di lana sudicia, quanti se ne lavo1ano in Italia, Vll in
perdila il 15 p er cento, 'mediante le acque di lavatura,
che vanno a finire n elle fo11:ne. Un competente dell'industria laniera calcola ad 1.200.000 chili il grasso da cui si
potrebbe trarre Kg. 500.000 di oleina ed altrettanti di
stearina. Inoltre calcola a Kg. 250.000 circa i ,ali potassici
che si possono avere dai ~etti 40 milioni di chili di lana:
prodotti rappresentanti un valore di circa L. 50.000 al
giorno. che si i:erde con le materie grasse nelle acque
di lavatura.
li prezzo della lanolina oiz11i è di lire 3500. Quello della
oleina di L. 540. quello della stearina di L. 750. quello
a
118
'""' =
= = = = = = = == = ==
=
= == == =
dei sali potassici di L. 200, al quintale : prezzi approssimativi, giacchè lo scambio di tali materie è quasi nullo,
date le difficoltà commerciali del mom.-nto e data la
requisizione che ne fa tutto,,. lo Stato.
CIFRE SBAI.ORDJTIVE NELL'INDUSTRIA ITALIANA
li barone Carbonelli. che ha presieduto alla Direzione
generale dei servizi della mobilitazione industriale, ha in
un'intervista con un redattore del Giornale d'Italia, detto
fra l'altro :
« Vuole sapere quanti m iliardi di proiettili vennero oostruili dalle nostre industrie} Immaginando un nastro composto soltanto di cartucce di fucile e di mitragliatrice.
questo naatTo potrebbe cingere per otto volte il globo terrestre: in media vennero sparate circa 7000 cartucce per
ogni metro di sviluppo della nostra frontierll. Ed ancora :
le nostre officine riuscirono a consegnare ogni ora: un
cannone, 150 fucili, 3500 proiettili di cannone, 160.000
cartucce di fucile I
• L'industria degli esplosivi, strettamente collegata con
le industrie chimiche presso di noi così paco sviluppate.
fece meraviglie. La quantità totale degli esplosivi di va rio tipo, prodotti e consumali durante la guerra, avrebbero formato l'ingente carico di 10.000 vagoni.
« E che dire dell'industria automobilistica italiana, pre·
zioso sussidio anche alle Nnzioni allente e che ebbe uno
dei principali compiti nelle nostre fortunate azioni? Messe
in fila tutte le automobili uscite dalle nostre officine, occuperebbero ben 250 chilometri; nè più nè meno che la
distanza fra R oma e Napoli. Negli ultimi tempi di febbrile lavoro, le varie ditte poterono consegnare in media
un autoveicolo completo ogni 20 minuti!
« Molto si potrebbe anche lllfermare per l'aviazione, salita in Italia ad una perfezione tecnica invidiataci da
tutte le Nazioni. e per quelle industrie che noi per la
prima volta iniziammo e portammo, dopo pochi mesi, ad
un notevole sviluppo - genialità del versatile ingegno latino - come la fabbricazione dell'acciaio rapido, la costruzione di delicati istrumenti di ottica, di magneti di
accensione per motori a scoppio e via dicendo. T utto quello che tentammo portammo felicemente " compimento!
E questo è vanto innegabile della Mol;,ilitazione industriale, che dovette procedere - e noi ben lo sappiamo fra difficoltà credute talvolta insormontabili : crisi di trasporti, deficienza di materie prime. irregolarità di rifornimenti dall'estero e conseguente diminuzione di produzione, scarsità di energia elettrica. il rovescio di Caporetto, esitazicni di maestranze.
CIFRE COMPARATIVE
SULL'INDUSTRIA DELLA PESCA
Gli irrisori p roventi ricavati in Italia. cicè in una Nazione p1u favorita, per lo sviluppo dell,. sue coste - in
confronto a quelli ingenti ricavati da altre Nazioni che
esercitano l'industria della pesca, si rilevano dalle seguenti cifre: l'Olanda impiegando 21.000 pescatori, ricava un
provento di circa 38 milioni annui. La Germania con
29.000 oescatori. 83 milioni. Canadà con i'S.000. 140 milioni; Francia con 96.000. 100 milioni; R.,11no Unito 106
mila pescatori. 295 milioni; Stati Uniti 107 mila pescatori . 280 milioni; Italia 110.000 pescatori, 25 milioni; s iccome il consumo medio annuale dei mercati nazionl)li supera i 150 milioni. così siamo tributari dei mero:ati esteri
per la ingente cifra di 125 milioni.
Il numero dei pescatori impiegati, supt'riori a quelli del
Regno Unitò, eh,. producono circa 300 milioni di profitti. che da noi danno solamente 25 milioni,. ci dispenea
==:=============
RASSEGNA
DEL MOVIMENTO
- scrive Ludovico Ven turini sulle Giornal<' d'Italia - da
ogni dimostrazione: però. non ci esime dall"esaminare le
cause di questa colossale differenza. tenendo anche presen•
te che: il prodotto medio di ogni barca da pesca fu di
L. 787 annue, e la mercede media di ogni uomo L. 191
circa I Le cause principali di tale miserrima retribuzione
vanno ricercate: nella séonoscenza completa. assoluta, dell'importanza della pesca come ind ustria, e dei suoi enormi
benefici, ciò che ha impedito l'impiego dei capitali necessarii. Nella mancanza di organizzazione di questa cat-,.
goria dei lavoratori del Mare. nella completa ttascuraggine statale: nei metodi irrazionali e primitivi impiegati nella
pesca.
LA SOLUZIONE DEL PROBLEM A COTO NIERO
IN /TAUA
E: SUPREMA NECESSITÀ NAZIONALE
Ai desiderati formulati dagl'industriali cotonieri va accompagnata una relazione in cui fra l'altro si dice:
e Si tratta, non solo di un cletern,inato e circoscr'tto interesse d"industria, ma della possibilità. o meno, di mantenere a più centinaia di migliaia di opera, ed operaie i
mezzi di abituale guadagno; d'un p roblema. quirdi. di al•
to interesse •ociale. che. come desta in noi le più vive
preoccupazioni, così non può lasciare indifferente il Governo.
e Nelle attuali condizioni gli industriali cotonieri non
sanno come alimentare l'attività dei loro impianti, non
sanno che cosa dar da lavora1e ai propri operai, non
possono più continuare una produzione senza richieste,
senza scopi. senza un p rogramma, con la mancanza assoluta di vendite e di :ncassi.
« È. una via, questa, che non può essere ulteriormente
battuta senza che sorga subilo un tragico dilemma dalle
identiche conseguenze; o fallimento dell'industria. o arresto completo della produzione.
« Nell'un caso e nell'altro, lo sfacelo finanziario e. con
tutti i turbamenti che ne possono sorgere. la disoccupa•
zione di ingenti masse operaie. E questo nel momento che
più numerosi ritorn~no dalle armi all'usata convivenza
civile i nostri soldati. ansiosi, dopo l'aspro dovere compiuto, di ripren dere il ritmo abituale deHa loro vita di
pace. fiduciosi di trovare sicura la fonte almeno dell'in•
dispensabile guad agno.
• Chi può misurare gli effetti di cosl grave disillusione?
• Il provvedere. pertanto, e il provvedere con quella
urgenza che il caso richiede, è non solo obbligo dei dirigenti, ma suprema necessità na.z ionale. »
L'INDUS TRI A DEL M ARMO IN / T A L/A
INDUSTRIALE
1TALIANO
Nella p rovinci.i. di Vicenza esistono cave di diversa importanza.
Nella Lombardia sono notevoli : il Botticino e Com a di
Mozzano, il marmo occhiolino di V alle Camonica, il
ma rmo di Musso; il marmo nero di V a,enna, il marmo
nero di Rir,a di Sollo, il marmo di Zandobbio, quello
d'Ent,alico.
In Toscana sono le cave di marmo del Senese. Fra
i marmi pregiali vengono annoverati: il broccatello, il
giallo u nilo e il giallo chiaro.
Bellissimi in Sicilia i marmi gialli di Caslronooo, rossi e
r,enati di Taormina, rossi di Piana dei Gr,sci, lumache/le
di Cefalù. Marmi si estraggono nella p rovincia di Trapani,
lungo le falde del m<>nte Erice e nei dintorni d; San Vito,
e di Alcano. Si escava d al monte San Giuliano il marmo
detto Libeccio; dal comune di Castellammare del Golfo
provengono il giallo alberato ed il ,o..o.
Nel Piemonte sono cave di marmo bianco e carnicino di
Condoglia, quelle di Poni Canor,ese, di V al Susa, di V a,.
rallo, di Bu•ca. Resistenti sono i marmi di Candoglia, apprezzato è il o:rde di Bousson, il r,e,de Creusot, il verde
antico di V arai/o.
Nella Campania i marmi di Vitulano offrono bellissime
varietà di colori.
Nelle Puglie pregevoli qualità di marmo provengono
dall'Altipiano delle Murge. in territorio Ruvo di Puglia.
Son questi tutti rapidi accenni - scrive G ino Ptinzivulli
nel Popolo Romano - ma molte altre sono le località produttrici di bei marmi, e degne di essere citate.
UNA SOCIETÀ PER STUDI
E FINANZIA MENTI INDUS T RIA LI
Si è costituita, il 7 corrente, la • Società per studi efinanziamenti industriali», anonima, col capitale iniziale
di un milione di lire, con sede in Roma.
Il nuovo ente h a per oggetto lo st udio, sia per conto•
proprio che per con to di terzi. di impianti, lrasformazion,
e ampliamenti commerciali, industriali e finanziari.
La sua attività e la sua cura si rivolgeranno pr incipalmente allo sviluppo delle industrie di media importanza,
studiandone la potenzialità e la consistenza ed eventualmente partecipando al loro incremento finanziario. La competenza tecnica e le specializzazioni, nonchè la potenzialità lìnanziaria dei promotor i, danno garenzia che il programma della nuova società si svolgerà con indirizzo sicuro e pratico. onde rispondere ai bisogni dell'industria,
e dare appoggio anche a quelle modeste iniziative ch e si
and ranno esplicando dura nte il periodo di transizione dal
regime di guerra a quello di pace e al loro consolidamento verso nuove d irettive.
Il primo consiglio di amministrazione è risultato cosi
composto:
Avv. Comm. Emanuele Piano, p residente; gr. uff. Prof.
Guglielmo Mengazini, vice-presidente; comm. Giorgio
Peirce; avv. Diego Bellacosa; cav. Carlo Martini; comm.
Romeo Mion; cav. Samuele Vardesi. consiglieri; ing. Aristide Caneva, Gino Alhaique. amministratori delegati;
comm. Gennaro Perrino: cav. Uiò!O Recanati; cav. Federico Arcurio, sintlaci effettivi; Mauro Millul. Pietro Nazzarri, sindaci supplenti.
Ben conosciute sono l'abbondanza e la bellezza dei
manAi italiani. Le Alpi A puane tengono il piimo posto
per la quantità che forniscono, e che vien calcolata c irca
dall'ottanta al novanta per cento della produzione nostra
totale. Notissime sono le località produttrici del Carrorese,
del M osse•e, della V ersilia. Da calcoli approssimativi si
può stabilire che più del 90 per cento della p roduzione
dei marmi apuani è raporesentato dal bianco comune,
più del 5 per cento dal bardiglio, ed il rimanente dallo
s tatuario e dal colorato.
Nella Liguria son degni di menzione: iJ r,erde di PolIL PORT O DI SAVONA
cer,e, a, il rosso di Ler,an lo. ed il portoro di S,Oe7ia.
L "importan2a del porto di Savona in rapporto allo svilmoortanti nel Veneto le cave di marmo della provinc ia di Verona, dove le qualità predominanti sono: rosso luppo economico del nostro paese non ha bisogno di essere
di V erona, giallo di T orri, mandorlato rosa, mandorlato messa in rilievo. La questione è specialmente interessante
sria/lo, nembro rosso e broccatello rosso; e nel sottostante per Torino che ha nel porto di Savona il suo sbocco na•
Lias si trovano il lumache/la e il san Vidale.
turale. e che ha dato sempre, col maggiore entusiasmo,
119
LE I . I . I . - - - - - - - - - - - = - - - - -
== = = = = = = = = = = = - - - - = - = = = =
il suo valido appoggio a tulle le iniziative intese a raggiungere la meta, iniziative che ormai si sono fuse e raccolte in un grandioso sforzo collettivo che ha a T orino
il suo centro propulsore.
Nell'ultimo ventennio, scrive la Ga.zzella del Popolo, il
traffico del porto di Savona si è così intensificato da passruce da un totale di merci imbarcate e sbarcate di 643-641
tonnellate nel 1895 a 1.161.485 nel 1917. li traffico dell'ultimo quadrier.nio è rappresentato dalle seguenti cifre:
1904: merci sbarcate, tonnellate 1.617 .786; merci imbarcate, tonnellate 109.881; totale tonnellate 1.727.667.
1915: merci sbarcale, tonn. 1.855.999; merci imbarcate,
tonn. 107.675; tota.le tonnellate 1.973.674.
1916: merci sbarcate, tono. 2.127.378; merci imbarcate.
lonn. 37.358; totale tonnellate 2.164.736.
1917: merci sbarcate, tonn. 1.145.434; merci imbarcate,
tono. 16.051 : totale tonnellate 1.161.485.
Le irregolarità nell'andamento del traffico che lii rilevano da. queste cifre sono naturalmente dovute alla guerra.
Tuttavia noi vediamo che dal 1895 al 1917, va.le a dire in
poco più di vent'anni, il traffico del porto di Savona si è
triplicato.
La merce che prima della guerra costituiva. la qua.si
totalità del movimento in entrata, era il carbon fossile,
ma nel quadriennio 1914-17 approdarono a Savona no·
tcvoli quantità di cotone, cercali e concimi. Infatti. mentre dal 1914 al 1917 compreso entrarono 4.541.067 tono. di
carbone, ne entrarono contemporaneamente 74.256 di colone, 555.787 di cercali e 177.615 di concimi.
11 movimento commerciale del porto di Savona è dun,que in continua ascesa, come conferma anche la statistica del movimento ferroviario, oggi naturalmente compromesso dalle condizioni di disagio che gravano sui nostri
tra.sporti.
biamo far valere la nostra debolezza e povertà mineraria,
perchè siano colmate dal valore del contributo di valore
e di ricchezza, che abbiamo portato nell'economia della
guerra • ; la quale, aggiungo io, senza il nostro intervento
avrebbe avuto un esito ben diverso.
Ma l'era del ferro è necessariamente anche l'era del
carbone ed in generale dei combustibili fossili, che al nostro paese mancano qua.si completamente, ed in modo
apeciale quelli di maggior consumo e di maggior rendimento; quelh di cui la siderurgia e l'industria in generale hanno più bisogno. L'Italia, che ba pochissime miniere di ferro, soffre addirittura carestia di combustibili,
e non è una vieta frase retorica di dire che essa ha fame
di ferro e di carbone; fame alla quale devesi provvedere
adeguatamente.
L'ITAUA DEVE CHIEDERE FERRO E CARBONE
Tra i numerosi ed importanti problemi tecnici, politici,
militari ed economici da discutere durante le trattative di
pace, uno dei più preoccupanti per il nostro paese scrive Ettore Bravetta nel Meuagge ro - è quello del ferro,
del metallo veramente sovrano, che avendo servito a foggiare i più formidabili arnesi di guerra. dovrà servire a
produrre quelli di pace necessarii perch è tutti abbiano la
prosperità e il benessere a cui hanno diritto, e che sono
indispensabili per rinsanguare le nazioni esauste dal lungo
,conAitto, ricostruendone i valori demoliti, risanandone gli
.organismi economici.
Infatti, mentre la Francia acqui.,terà, come si è veduto,
,ma ricchezza mineraria incalcolabile, la Gran Bretagna,
industrialmente pH, forte di prima, disporrà dei tesori m :nerari immensi delle sue colonie. e gli Stati Uniti, che erano
dei semplici p roduttori per i bisogni interni, si affermeranno
sui mercati mondiali come i maggiori espotlatori di costru•
zoni meccaniche. l' Italia sola rimarrà povera di ferro come una volta, se il Governo non provvederà adeguatamente premunendosi in modo, che essa non rimanga la•
gliata fuori del mercato di esso e presentandosi al congresso della pace con un completo programma di rivendicazioni economiche, nel quale il problema di tale metallo sia, pi:r quanto ci riguarda, pC>Sto nettamente.
Si apre veramente l'era del ferro e dcli' acciaio, nella
quale il nostro paese non potrà prosperare, e neppure vivere libero ed indipendente, se non faremo la e politica
di ferro •. Come p:ià disse un egregio scrittore:
e Se la Lega delle Nazioni. alla quale noi siamo invitati a partecipare, deve rappresentare un'equiparazione di
diritti di popoli forti e deboli, ricchi e poveri, noi dob-
120
LA CREAZIONE IN lTALIA
DI DUECENTO LABORATOR/1-SCUOLA
La Gazzetta UPiciale ciel 14 corrente ha pubblicalo il
testo del D. L. n. 200 I, in data 8 dicembre 1918, che autorizza la istituzione temporanea dei laboratorii-scuola per
la rapida preparazione tecnica degli operai occorrenti alle
varie industrie.
La relazione che accompagna il dec reto illustra il carattere delle nuove ist.i tuzioni e lo scopo eh<' esse si propongono di raggiungere.
Premesso un accenno sommario ai provvedimenti adottali in materia di istruzione professionale durante l'ultimo
decennio, e messa in evidenza la necessità di risolvere il
problema urgente di una rapida preparazione delle mae·
stranze e di una rieducazione di quelle ora addette ad industrie che debbono, con l'avvento della pace, essere trasformate, la relazione parla del laboratorio-scuola che, pre•
scindendo da ogni studio colturale, mira a non p repa•
tare il tirocinio, ma a sostituirsi. per quanto è possibile,
proprio al tirocinio professionale. La scuola di primo grado, detta anche scuola popolare operaia per arti e mestieri, è di preparazione generica; il labo,atorio-scuola è
di preparazione specilica. L'allievo operaio, proveniente
dalla scuola di primo grado, dovrà sempre sottoporsi ad
un vero apprendistato operaio; ma la sua preparazione
scolastica, non solo lo porrà in grado di scegliere qualunque professione, ma anche di assurgere ben presto nella
professione p rescelta.
L'allievo operaio, proveoiente dal laboratorio-scuola, spogliatosi rapidamente della sua abitudine scolastica, entrerà nel campo del lavoro remunerato e seguirà una strada
già prefissa. La scuola di primo grado non ha coordinamento specifico con singole industrie; il suo programma
è meno profondo, ma più va,to di quello del laboratorio
scuola, il quale mira ad esaurire il contenuto tecnico del tirocinio.
La scuola di primo grado segna orme sensibili nell'educazione del giovanetto, nef laboratorio-scuoio, per forza di
cose. l'addestramento sostituisce l'elemento educativo ed
etico; nella acuola di primo grado la disciplina scaturisce
alla. educazione, nel laborotorio-scuola, la disciplina è imposta dalla condotta del lavoro. la scuola di primo grado
è sempre scuola per giovanetti, il laboratorio-scuola può
essere per adulti, e deve esserlo per il suo compito, di
trasformare anche rapidamente le maestranze dell'industria
bellica.
Nell'orario giornaliero è data assolutamente la prepon•
deranza alle esercitazioni di officine ed il disegno vi è insegnato, non come una manifestazione estetica, ma come
rappresentazione gralica di ciò che si vede, o si è visto con
= = = = = = = == = = = =
RASSEGN A
DEL MO V/MENTO IND USTRIALE lTALIANO
i propri occhi, ovvero come segno per la lettura del lavoro che si deve eseguire.
Di questi loborolori-scuolo, dalla cui efficacia molto si
aspetta, se ne dovranno c reare nel prossimo sessennio, a lmeno duecento.
IL BACINO CARBONIFERO DI ERACLEA
PER L'ITALIA
Si parla in Italia di un bacino carbonifero che potrebbe
essere affidato al nostro esclusivo sfruttarra•nto in questa
revisione dei titoli di proprietà e dei diritti su tanti vasti
territorii di produzione tolti ai nemici e alla quale noi
partecipiamo; conveniamone, con innegabile discrezione.
Si parla del bacino di Eraclea in Asia Minore. apparte·
nente alla lista civile turca e al cui sfruttamento l'inizia•
tiva italiana è già in piccola parte interessala.
Il senatore Tittoni con un suo importante discorso al
Senato ha additato - scrive Luigi Barzini nel Corriere dello Sera - le possibilità che le risorse cli Eratlea possono
offrirci. Non abbiamo scelta, dobbiamo volgere su Eraclea
le nostre speranze per una parziale riparazione del torto
che la sorte ci inAisse negando al nos\ro suolo l'indispensabile ricchezza carbonifera. Se domanderemo su questo bacino un diritto di messa in valore. gli Alleati dovranno tener conto che noi non entreremo in possesso di
miniere pronte a darci carbone in quantità sufficiente, non
troveremmo vasti impianti compiuti, ma dovremmo a decine di anni di intenso lavoro, ad ingenti spese, ad un 'immensa preparazione la possibilità di rende1e utile ai nostri bisogni un impervio territorio ancora qi,asi interamen•
te chiuso sui suoi neri tesori.
Il bacino di Eraclea produce attualmente appena la do·
dicesima parte del carbone che ci è necessario. Tutto quello che si potrebbe ricavare di più dovrebbe essere strap·
palo alla terra da lunghi sforzi prodigiosi e da g randissimi sacrifici.
Saremmo dunque ben lontani con Eraclea dall'aver mi •
gliorato sensibilmente la nostra situazione, ma avremmo
delle speranze fondate sul nostro coraggio e sono queste
speranze che chiederemmo in fondo alla lealtà degli Alleati. La questione di Eraclea non deve farci dimenticare
intanto che per un milione di tonnellate di carbone noi
eravamo tributari della Germania e che l'esempio della
Francia, la qua le domanda risarcimenti in carbone, ci
offre modo di non riassoggettarci all'inammissibile tributo.
L'antracite è una buona moneta per pal(are danni e noi
ne abbiamo un disperato bisogno. Nutymo piena fidu•
eia che tutte queste questioni maturino lien" nello studio
dei nostri delegati tecnici e che al momento opportuno anche alla scienza dei plenipotenziari italiani non manchi il
soccorso del suggeritore pronto a soffiare n el dibattito le
formidabili argomentazioni del più vitale interesse nazion~.
,
L'INDUSTRIA DELL'ABBIGLIAMENTO IN !TAL/A
li primo Congresso artistico-industriale per l'abbiglia•
mento doveva tene~i in Roma il 20 ottobre scorso: fu
rimandato a causa delle note condizioni della salute pub•
blica; sarà tenuto prossimamente in CampidogJ;o sotto gli
auspicii del Ministero d'industria, commercio e lavoro e
delle nostre Camere di commercio, e con l'appoggio degli on. Ciuffelli, Nitti, Dentice di Frasso. Crespi. Mar•
purgo, Ciccotti, Medici del Vascello, Barzilai, Federzoni,
Gaetano Mosca. Cerini. ScaJ'amella-Manetti. il sindaco Colonna, Callenga, marchese Cuglielmi, ecc.
Senza dubbio. due fatti sono indiscutibili dal punto di
vista speciale della industrializzazione di Roma, dato che
a questa industrializzazione si voglia arrivare, almeno dentro certi limiti, nel più breve tempo possibile e con la
miglior sicurezza di successo. Occorre anzitutto - scrive
il M essaggero Commercia/e - cbe le intese e le organizzazioni d'avanguardia si moltiplichino ed intensifichino.
Ed occorre poi riRettere che le industrie che più facilmente potranno attecchire e svilupparsi in Roma, in un
primo tempo, sono quelle manifatturiere.
Onde è che l'idea di questo Congresso Nazionale dell'abbigliamento è apparsa subito a tutti come felicissima:
tanto felice, che qualche altra nostca ope,oea città l'ha
invidiata e l'avrebbe volentieri accolta per conto pro•
prio. Ma gli scopi di questo primo Congresso vanno ben
oltre alla limitazione degli interessi locali : essi mirano alla
protezione e allo sviluppo dell'industria nazionale.
Non occorre certo una dettagliata esposizione delle attuali condizioni dell'Industria italiana dell'abbigliamento, poichè si sa bene che l'Italia, a questo riguardo, è
considerata ancora ali' estero semplicemente come colonia
di sfruttamento.
La corsa ogni stagione a Parigi delle principali Case per
acquisti di modelli, le continue esposizioni di Ditte estere
nei principali alberghi che assorbiscono tulio ciò che do•
vrebbe costituire, a buon diritto, lavoro per le nostre sartorie e l'esteso collocamento di stoffe, foderami, guarnì•
zioni ed altri accessori e di un grande numero di confezioni medie e correnti (e perciò lavoro sottratto alle nostre
C:ase confezioniste e alle nostre fabbriche) dicono infatti
quale campo di sfruttamento trova ancora l'industria straniera nel nostro paese.
UN PICCOLO GRUPPO DI PADRETERNI
SPADRONEGGIA IN ITAUA
Il Governo, che durante la guerra cons.-rvava la menta•
lità di pace, ora che la guerra di fatto è chiusa, non si
libera dalla mentalità bellica, e vuol far pesare addosso
al popolo quella u b ·udatura di guerra » che \Vilson proclamava compito urgentissimo togliere subito, e faceva
in realtà togliere di dosso ai suoi concittadini. Invece di
dare libe,tà alle industrie ...:..._ scrive. Luigi Einaudi nel Corriere della Sera - immagina monopolii che non ,a poi
come amministrare, e mentre esso a nulla provvede. impedisce provvedano i privati, sicchè tra qualche mese corriamo rischio di trovarci senza petrolio e col carbone inaf.
ferrabile, quasi come nel 1917 e nel 1918. Le intendenze
e le commissioni militari rimangono padrone del movimento ferroviario ; e mentre in certe stazioni centinaia
di carri aspettano, come ai tempo delle progettate e possibili offensive sull'Isonzo e sugli Altipiani, il momento
di servire ai lini della guerra, che è finita, migliaia di
tonnellate di merci ma:ciscono lungo le calate dei porti
e il servizio dei viaggiatori e delle merci solleva le re·
criminazioni generali.
Tutto ciò accade perchè a Roma spadroneggia un piccolo gruppo di padreterni, i quali si sono persuasi, in•
sieme con qualche ministro, di avere la sapienza infusa nel vasto cervello. Poco sanno, e ignorano in ispecial
modo la verità fondamentale: che ognuno di noi deve
confessarsi ignorante di fronte al più umile produttore,
il quale rischia lavoro e risparmio nelle sue intraprese. Bi8:)gna licenziare questi padreterni orgogliosi, i quali sono
persuasi di aver il dono divino di guidare i popoli nel
procacciarsi il pane quotidiano. Troppo a lungo li abbia•
mo sopportati. 1 professori r itornino ad insegnare, i con•
siglieri di Staio, ai loro pareri; i militari ai reggimenti, e.
se passano i limiti d'età, si piglino il meritato riposo; gli
121
LE I . I. I . =======-==========-- - - - - - - = - = - = = - = - - = = = =
avvocati non si impiccino di fare miscele di caffè o di esposte da un rapporto del nostro R. Console di lnnsbruck,
comprBJ" pelli o tonni. Ognuno ritorni al suo mestiere. Si e pubblicate dall'Esportazione.
sciolgano commissioni; si disfino commissanati e Ministeri.
Produzione dei bozzoli nel 1914. - Il prodotto dei bozNessun decreto luogotenenziale sia prorogato oltre il termi- zoli nel 1914 fu di chilogrammi 1.646.270 ottenuti con
ne prefisso. aicchè un po• alla voha tutta questa vermi naia 21.948 oncie (di 33 gr. ciascuna) coltivate, corrispondenti
fastidiosa sia spazzata via. Coloro che lavorano sono stan- ad una produzione media di kg. 75 per oncia.
chi di essere comandati dagli scribacchiatori di carie d"ar•
Quantitativo dei bozzoli stufati e filati localmente ed echivio. Industriali cd operai sono capaci di intendersi tra sportali. - Si calcola che il 40 per cento dei bozzoli
di loro e si sono intesi anche di recente, come si fa tra prodotti nel T rentino sia etato acquistalo dalla filatura logente che lolla e rischia. Ma nessuno si sente più, ora cale; il rimanente 60 per ,ento viene acquistato ed esporta•
che il nemico è vinto, di sottostare a chi è superiore ad to in Italia quasi tutto allo stato secco al termin-, del
esso soltanto per orgoglio e incompentenza.
periodo dell"ammasso.
Quantitativo dei bozzoli che trovansi nei magazzini lo-
LA BARDATURA DI GUERRA
DELLE INDUSTRIE ITALIANE
Le industrie italiane. malgrado le promesse che proprio
Nitti ha fatto andandosene, vivono ancora sollo la pesante bardatura di guerra. La bardatura di guerra comprende tutto quel g roviglio di disposizioni, di limitazioni,
di sospensioni delle libertà economiche che ammazzano
qualunque sano organismo.
Il Governo ital iano vuol lare una " politica di miseria •.
Il Governo italiano - scrive l'ing. A. Giarratana nel Popolo d'Italia - ha paura che l'industria italiana guadagni,
ha pa ura che il commerciante italiano guadagni, e tenta
di inaridire le fonti del benessere individuale e sociale.
L'esperienza di guerra durante la quale abbiamo visto
1.he l'alto guadagno dell"industriale crea il profitto da colpire. non solo. ma crea anche I"alto ,alar io per l" operaio,
non è servita a niente per il Governo.
Ora che l'industria chiede, non più allo Stato. ma al
mondo. la sua vita. lo Staio nega queata possibilità di ricostruzione dell'economia nostrana.
Il Governo araffa per conto suo coi monopolii, e lascia
strillare.
Raddoppia le tariffe postali e ferroviarie senza migliorare, anzi lasciando peggiorare i servizi. e lascia strillare.
R iba,sa di due terzi i calmieri dei metalli. facendo così
sparire i metalli, e crede di aver fatto un bel gesto.
Ritarda per mesi e mesi dei pagamenti, e poi deve obbligatoriamente pagarli sotto le più dure minaccie, e cosl
c rede di guadagnare in autorità.
Paga le giornate ai disoccupati e fa mancare materie
e denari a chi potreb be lavorare. e crede così di trovare
convenienza
T utto ciò in un momento che presenta per sè stes,o le
massime difficoltà.
Ora noi potremmo capire il sospetto, il dubbio. l'esitazione del Governo, se si chiedessero dei p r ivilegi, delle
sovvenzioni, se insomma si chiedesse al Gov.-rno qualche cosa del suo. ma gli industriali non vogliono questo.
Vogliono poter disporre delle cose di loro proprietà. dei
loro interessi, nel limite di un grande interesse comune.
Sono stufi di aspettare il verbo di R oma, di implorare
i padri eterni di Roma. di perder tempo per i ministeri.
di porre ogni loro energia alla discrezione di quattro burocratici. i quali non sono nemmeno funzionari. perchè
non funzionano affatto.
A Bergamo questi industriali hanno parlato chiaro.
Altre occasioni si presentano. e ci sarà tulio da guadagnare ad affre ttarle
L'INDUSTRIA SERICA NEL TRENTINO
Le notizie sulrindustria serica del Trentino. riguardanti l'anno 1914, l"ultimo in cui i trentini ebbero la possibilità di lavorare, sono di buon augurio per le notizie
122
cali, sia in attesa di •-Pedizione, sia per filali nella regione ,
ed in tal caso, come e quando verranno filati, e dove,
per solito, i prodotti della filatura vengono esportali. I bozzoli acquistati per l'esportazione furono già spediti
a destinazione nella quasi totalità; quelli giacenti presso
i .filandieri non basteranno p robabilmente ali' esercizio delle filande .fiho al giugno prossimo. ma si prevede una
chiusura anticipata degli stabilimenti per i bisogni del1'aglicoltura. Allualmentc havvi un solo lotto di bozzoli disponibile per la vendita, cd è l'ammasso sociale d ella Secietà produttori di bozzoli del T onale (Giudicarie) di circa.
kg. 10.000 a pe30 fresco.
Attività delle filande. - Delle olio filande esistenti in
paese. sei lavorano ancora. per buona parte. però con
personale alquanto ridotto per le necessità dei lavori a•
gricoli. a cui le donne devono dedicarsi più che in pastaio per la mancanza di mano d'opera maschile Le otto
filande esistenti hanno un totale di 600 bacinelle; le due
filande attualmente ferme hanno 122 bacinelle; m a di
queste due filande una lavora ordinariamen te solo nella
stagione di estate, l' a ltTa invece ha sospeso il lavoro solo
quest'anno e preciaamente dalle feste di Natale; quest'uhima filanda appartiene alla dilla L. Paycn e C. di
Lione.
LIBERIAMO LA INDUSTRIA DEL LATTE
DALLA PRIGIONIA BUROCRATICA I
Nel Sole .del 20 febbraio è apparsa una intervista col
rag. Pietro Valenti. segretario generale fra gli industriali
e commercianti del latte.
La conversazione è stata notevole. Il rag. Valenti ha.
propugnato, e confortato di notevoli argomenti. il ritorno
al regime del libero mercato.
• È una necessità per il Paese ha detto . - Libero
vuol essere il mercato n elle importazioni imperocchè l'Italia - già grande produttrice ed esportatrice di latticini ora si trova a non averne abbastanza per il consumo interno ed accoglie con evidente premura i formaggi sudamericani che soddisfano le esigenze dei consumatori dalle
borse modeste. L ibero vuol essere il mercato per le esporta•
zioni onde i prodotti nostri nazionali più apprezzati e
perciò pervenuti a prezzi altissimi. possano andare ali' estero serbandovi il posto che vi avevano antiguerra, riconquistandovelo prima che sia scordata la corrente d'affarr
turbata o impedita in questi trascorsi quallr'anni di guerra.
Ne guadagneremo nei cambi. che infrenati a stento a furia.
di espedienti attendono tuttora attenuazioni da una maggior affluenza di divisa estera in correlazione alle nostre
esportazioni, ridotte ora a cifre meschinissime. Ne guadagnerà il prestigio nazionale che all"epoca in cui viviamo si
deve affermare sopratutto con !"incremento della p roduzione. con una b enintesa espansione e penetrazione commerciale. che deve preparare sQocchi alla eventuale superproduzione avvenire.
= ==
=
= = = = === = =
RASSEGNA
DEL MOVIMENTO
GL'IMPI AN TI NUOVI E GL'IMPIANTI VECCHI
NELLE FORNITURE ELETTRICH E.
Noi ci troviamo ora davanti a un fatto del quale non
sappiamo valutare l'importanza, ma che avrà una forte
ripercussione sul mercato detr energia elettrica, e cioè al
fatto del maggior costo degli impianti nuovi in confronto
dei vecchi. Per di più, gli impianti nuovi non si trovano
alle identiche condi:z.ioni tecnico-economiche ; gli uni possono essere relativamente facili e redditizi, gli altri difficili .
e perciò meno convenienti. E così avviene che, mentre
l'interesse generale è uguale per tutti. i'interesse privato
tende a distanziarli. 11 differirli. e in qualche caso a non
fa rli addirittura.
La cosa s'aggrava ora - scrive l'Italia Elettrica - per il
passaggio degli impianti allo Stato dopo cinquant'anni. il
qual tempo costituisce un termine comune di estinzione
della proprietà per impianti che non hanno niente di comune, per i quali, anzi, l'ammortamento ha funzione inversa del reddito.
Si impone così non un semplice premio, che lascia la
grande questione impregiudicata. ma !"applicazione di una
vera sovvenzione. la quale : a) parifica tutti gli impianti
agli effetli economici della costruzione. b) distrugge la differenza fra gli impianti n uovi e i vecchi a vantaggio di
tutti gli utenti. e) non fa gravare sugli utenti degli impianti
finanziariamente gravosi il peso del maggior costo che l'industria elettrica non potrebbe altrimenti ripagarsi.
Questo il nostro concetto, che ci pare dovrebbe trovare
adesione, e che ci spiace di non aver formulato in sede di
discussione nella Commissione del dopoguerra, perchè
potesse trovare subito un voto da mettersi fra quelli che
si riferivano ai provvediment~ urgenti.
LA NUOVA FRUTTUOSISSIMA INDUSTRIA
DELLA DISTILLAZIONE DEL LEGNO.
L 'industria della distillazione del legno non ha trovato
da noi, per il passato. persone intraprendenti. capaci di
afferrarne l'alta importanza e di farla assurgere ad azienda
di carattere n azionale.
Infatti. prima della guerra la nostra produzione di carbone di legna oscillava intorno a 500.000 tonn ellate . ma
poich è questa quantità non bastava ai nostri consumi. ne
importavamo anche 79.000 tonnellate per un valore di 7
milioni d i lire.
•
·
La nostra produzione. ottenuta col metodo delle carbonaie che dà una resa di carbone del 18%, proveniva da
2 milioni e 800.000 tonnellate di legna; orl:ene, se questa
fosse stata carbonizzata col metodo del!a distillazione, che
produce oltre il 25 % di carbone, se ne sarebbero ottenute 700.000 tonnellate, ossia, non solo tale quantità di
carbone sarebbe bastata al nostro biso~no copren do i 7
milioni dell'importazione. ma ne sarebbero sopravenzate
121.000 t onnellate (il che non è poco per una nazione che
è tanto scarsa di combu•tibili), per un valore di circa 11
milioni di lire. Conclude ndo, se la distillazione fosse applicata a tutta la legna che noi abbattiamo normalmente
per farne carbone. invece di adoperare il processo delle
carbonaie. •i avrebbe una produzione di carbone in piìz
per un valore di /8 milioni di lire, che potrebbero già d a re
di per sè solo un buon margine di guada11no agl'industriali.
Abbiamo oreao intenzionalmente, per il calcolo - scrive
il Monitore Tecnico - la p roduzione ed i prezzi dell' ante
guerra. ma se volessimo ripeterlo sostitu endovi i valori attuali. tenendo conto anche che la produzione del carbone
di legna deve essere O(!'gi per lo meno raddoppiata. si
troverebbero delle cifre impressionanti.
INDUSTRIALE lTA LIANO
D unque, l'industria della distillazione della legna sarebbe rimunerativa anche se si gettassero via i suoi sottoprodotti; possiamo però prevedere che essa sarà oltremodo
prospera se ol calcolo di cui 9opra si aggiungono i valori
dei p rodotti di ricupero.
Per ferm arci alle t re sostanze grezze p rincipali, che ci
fornisce una pTima lavorazione grossolana, avremo i seguenti resultati :
Distillando 2.800.000 tonnellate di legna alr anno, •i otterrebbero:
tonn. 252.000 d i catrame
•
182.000 di acetato di calcio grigio
»
44.800 di alcool metilico;
a,•egnando loro i seguenti prezzi per tonnellata: L. 300
per il caname. L. 250 per l'acetato. L. 600 per il metilene.
si ottengono rispetliva.-nente i seguenti valori :
Catrame
L. 17.600.000
Acetato di calcio• 45.500.000
Alcool metilico , 26.880.000
Totale L. 147.9c0.000
E se a questa cifra aggiungiamo i 18 milioni per le
200.000 tonnellate di carbone prodotto in più. r:iggiungia•
mo la somma di 166 milioni, che, oltre ad indicare quale
sorgente di guadagno sarebbe per gl'industriali intraprendere una tale azienda, dimostra altreaì il valore dei prodotti che. annualmente disperdiamo nell'aria per ostinarci
a seguire un procedimento che era 90l0 concepibile qt:ando
non si conoscevano i precessi razionali di distillazione
con ricupero dei sottoprodotti.
L A TNDUSTRIA DEGLI AGHI
E L'ATTEGGI AMENTO AMERICANO E INGLESE.
È fuori dubbio che in certe materie i tedeschi si erano
specializzati in modo da creare quasi dei monopoli. Così.
ad esempio, un articolo in apparenza insignificante. minuscolo e di piccolissimo prezzo come è l'ago. ma la cui neces•ità nessuno può mettere in dubbio. sembra - scrive
l'Economista - essere un prodotto privilegiato dell'industria tedesca. in quanto non si è peranco arrivati a fabbricare altrove un ago di eguale tempra e resistenza.
Gli aghi ch e si fabbricano negli Stati Uniti, si piegano
e spezzano con tanta facilità, come riferisce The Monitor
di New York. che nelle confezioni di mutande e biancheria, gli industriali hanno ritenuto neceasario l'uso dell'articolo tedesco.
A tale uopo la « National Association of Hosiery anà
Underwear manufactures • insiste presso il Governo affinchè non venga ostacolata l'importazione di dieci milioni di aghi tedesch i giacenti in Norvegia.
Tratlan do9i di un p rodotto nemico, l'Asocia zione giustifica la sua richiesta dal punto di vista patriottico. affermando che non si p uò produrre agevolmente tutta l'enorme
quantità di indumenti contrattati dal Governo per l'e•ercito. stante la mancanza degli aghi in questione, nè d'altro
canto. l'industria americana è ancora riuscita a supplire
il quantitativo di aghi domeatici di cui ne occorrono 200
mila al giorno.
In quanto alla preoccupazione che in questo affare l'oro
americano possa pa'JSare in mani tedesche, Associazione
avverte che gli incettatori norvegesi h a nno di già pagato
lo «stock • in loro possesso. per c ui è escluso che a lla Germania possa derivare un ulteriore utile dalroperazione
americana.
La decisione del Governo in una questione tanto delicata è attesa dagli interessati con la più vh·a imJ>azienza.
r
123
LE I . I . I .
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Anch e in Inghilterra l'industria degli aghi per le macchine da cucire riveste carattere d'importanza nazionale.
In un recente rapporto presentato dal « Commerciai and
Industriai Policy Commillee • è detto: e li Comitato è d'avviso che questa industria avrà bisogno di qualche assistenza dopò la guerra. I fabbricanti chiedono il divieto
totale delle importazioni dei Paesi presentemente nemici,
per un periodo di cinque anni e successivamente una protezion:: mediante una speciale tariffa daziaria. Non si teme
la concorrenza da parte di altri Paesi, però si ammette che
la richiesta non potrà venire soddisfatta del tutto immediatamente dopo la guerra dall'industria britannica e il
disavanzo non potrà venire colmato da fonti diverse da
quelle tedesche. Inoltre l'importazione èalla Germania a
t raverso i Paesi neutrali non potrebbe venire impedita che
mediante l'esame scrupoloso di tutte le spedizioni. Pertan•
to il Comitato raccomanda che dopo la guerra venga imposto, per un periodo conveniente, un dazio, il cui ammontare dovrebbe venire fissa lo dopo avere inteso il parere
dell'autorità, su tutti gli aghi importati•·
UN'ERBACCIA CHE POTREBBE TRA S FORMARSI
IN MATERIA PREZIOSA.
nale, l"Associazione fra le Società italiane per azioni, in
Roma - alla quale partecipano le più importanti industrie
italiane con un capitale versato di 5 miliardi di lire - in
armonia con le deliberazioni prese dalle sue Consociale
in due adunanze tenute nello scorso dicembre, ha testè
presentato ai ministri competenti un memoriale, dove si
afferma le necessità che in quella Conferenza siano ascoltate le voci genuine dei bisogni e delle aspirazioni delle
nostre industrie.
E come l'America , l'Inghilterra e la Francia già provvedono perchè le prossime con ferenze interalleate non
siano private dell'opera dei competenti nelle rispettive loro
iudustrie, cosl quell'Associazione. propone che il nostro
Governo deleghi, da parie sua, persone pure esperte nell'industria e capaci di fornire immediatamente dati, notizie e suggerimenti in sostegno degli interessi del Paese.
D'altra parie essa, mentre riafferma questo legittimo
voto, ha già costituito - scrive il Corriere Economico h seguente Commissione di competenti, con l'incarico di
studiare i più importanti problemi economici di pace e
di sottoporre a tutta la delegazione italian!l gli elementi
indispensabili per una idonea soluzione di essi:
Feriaris comm. Dante. presidente dcli' Associazione;
Volpi gr. cr. Giuseppe e P:.,rodi avv. Luigi, membri della
Giunta direttiva; Agnelli cav. Giovanni. per la industria
automobilistica; Allievi comm. Lorenzo, per l' industria
elettrica; Fenoglio gr. uff. Pietro e Pogliani comm. Angelo, per gli Istituti di c redito; Luzzatto ing. Arturo, per
l'industria siderurgica; P errone comm. Pio. per l'industria
navale; Pirelli doti. Alberto. per l'Ufficio studi; Quartieri
comm. Ferdinando. per l'indusllia chimica; Silvestri commendator Giovanni, per l'industria meccanica; T argetti
comm. Raimondo, per l'industria laniera; Tarlarini commendator Carlo, per l'industria cotoniera; Olivetti commendator Gino, per le questioni operaie.
Una pianta comunissima in Italia, dove è poco o
punto utilizzata e che da erbaccia potrebbe trasformarsi
in pregevole materia prima, è il porrazw (A:phodelu• ramosus) proposto specialmente per la fabbricazione dell'alcool dal Panlanelli (Staz. sper. agr. i tal.) e dal Monaco
(AnnaH d'Ingegneria e d'Architettura). La fabbricazione
dell'alcool di porrazzo fu iniziala verso il 1650 e più volte
tentala nell'Algeria, in Francia, in Italia, nella Spagna,
in Grecia, senza però mai riuscire un'industria duratura.
I tuberi del porrazzo non contengono amido. ma sono riechi di zuccheri e di una sostanza mucilagginosa saccarificabile: la resa totale in zucchero oscilla fra il 14 ';(, in
dicembre e il 22 % in agosto ed è massima all'epoca della,
fioritura. da maggio a giugno. I tuberi più ricchi sono
PER LA DIFFUSIONE DEL LIBRO ITALIANO
quelli di un anno: bisogna lavorarli appena raccolti, perALL'ESTERO.
chè durante la conservazione perdono zucchero. Da 100
Alfredo Panzini scrive un articolo nella Rass;gna I lachilogrammi di tuberi freschi si otengono 6 kg. di alcool.
liana per la diffusione ciel libro italiano ali' estero. e dice
come rendimento in fabbrica si potrà contare sul 7 % in fra l'altro:
peso ossia 6 % in volume. Il porrazzo è facjlmente coltie Noi abbiamo scrupolo di parere retrogradi se divabile; attualmente però conviene sfrutta.e l'enorme quanfendiamo il r-articolare nostro linguaggio, cioè l'italiano;
tità che vegeta spontaneamente.
e quindi, la rivisto italiana.
L'in11. Monaco ha ricordato - scrive l'Agricoltura Ita• Questi veicoli del nostro pensiero hanno bisogno di
liana illustrala - che i tentativi per sviluppare l'industria
essere seriamente esaminati. Devono avere qualche difetto
dcli' alcool fallirono principalmente in cou•a della difficoltà
locomotorio, se arrivano appena alle nostre frontiere, le
di liberare (coi metodi di una volto) l'alcool dal suo catquali rimangono frontiere per quanto ampliate dalla fortut ivo gusto e dell'insufficinenza dei vecchi metodi di ferhala guerra. Noi abbiamo bisogno di oltrepassare le fronmentazione. Il porrazzo può dare un raccolto di 20.000 kg.
tiere : noi abbiamo bisogno d i portare le armi pacifiche e
ad ha, di tuberi. che con una resa anche solo del 6 %
b::nefiche del nostro pensiero al di là dei confini della padarebbe 12 hl. di alcool. L 'alcool di asfodelo è fabbricato
tria. È un imperialismo permesso ed onesto. tanto più che
di contrabbando nel Leccese con metodo che non corriin questa competizione ogni violenza o gas asfissiante è
.sponde a quello adoperato nelle fabbriche regolari. Sicinutile. Si vince con le sole armi leali.
come la composizione chimica del tubero di asfodelo è
e Se l'Italia, per esempio, è staia ed è campo libero al
molto simile a quella del topinambur, è probabile che sia
commercio del libro francese, è perchè il libro francese si
applicabile al primo lo ~tesso sistema di distillazione che
è meritata questa vittoria.
si applica al secondo.
e Se noi vogliamo che i l libro, la rivista. il giornale
Il porrazzo può anche esseri' utilizzato per la fabbriitaHano possan penetrare all'estero, bisogna fare altrettancazione di pasta da ca!la, nonchè per l'alimentazione delto: bisogn21 che questa vittoria ce la conquistiamo noi. Sia
l'uomo e degli animali, oer l'estrazione di un'ottima colla.
pure in p.iccole, modestissime proporzioni.
per le sue proprietà medicinali, ecc.
e È molto comodo dire che il libro taliano va poco in
Francia perchè i francesi non studiano l'italiano, e igno•
LA TUTELA DeLLE INDI/STRIE /TA I TANE
rano il pensiero italiano.
ALLA CONFERENZA PER LA P ACE.
« Ma che Dio ci dia bene! Nell'amena letteratu ra, nella
Allo scopo di far valere nella Conferenza della pace gli produzione artistica in genere. l'Italia mi sembra - e non
interessi generali della produzione e dell'economia nazio- a me soltanto. - una specie di dipartimento francese. Le
124
- - - - - == ======
RASSEGNA
DEL MO V/MENTO INDUSTRIALE 1TALIANO
nostre novità artistiche vengono in arretrato come i cappellini e le mode di Parigi. Come si può pretendere che i
francesi fncciano acqujsto delle copie, quando essi posseggono gli originali? La nostra letteratura scientifica pare fatte le debite eccezioni - una cattiva, involuta ed affrettata traduzione dal tedesco.
e I letterati vogliono scrivere bel/o: ai tecnici, scienziati,
non dirò, vogliono, ma non importa niente di scrivere
brullo. I primi non tengono conto che il bello non è la
decorazione, ma la struttura dell'organismo artistico che
c rea il bello; i secondi non considerano che il bello o il
brutto italiano (di cui essi altamente se ne strofinano),
porta con sè il grave inconveniente di non farsi leggere dal
pubblico. non specialista».
CLI OLEIFICI DI TRIESTE.
Fra le industrie importanti di Trieste occupano un posto
eminente le spremiture d'oli vegetali. Il problema della
conservazione e dello sviluppo dei nostri oleifici non interesaa soltanto la nostra città, rna è di somma impcrtanza
per l'e<:onomia dell'Italia. Nei tre maggiori stabilimenti di
spremitura di Trieste sono investiti ben dieci milioni di
!ire. Gli impianti perfetti, dotati di macchinario modernissimo occupavano stabilmente prima della guerra oltre mille
operai ed alle operazioni di scarico delle materie prime,
ai trasporti ed altri lavori accessori erano adibite parecchie
c entinaia di lavoratori. li commercio e la navigazione traevano pure dall'attività delle spremiture utili non tra,curabili.
Dalle statistiche del movimento commerciale di Trieste
risulta - scrive Giulio Morpurgo nell'ln/ormofore - che
la cifra media complessiva annuale dell'importazione di
semi oleosi prima della guerra corrispond~va & circa 700
mila quintali e precisamente :
Quintali
Semi di sesame
260.000
» arachide
158.000
»
palma e cocco
140.000
»
l;no
56.000
»
ravizzone:
25.000
,. d'altra specie
10.000
Ad eccezione del cocco e di parte del seme di ravizzone
riesportati per ferrovia qua~i tutte le quantità d' semi suaccennate venivano lavorate dalle nostre spremiture.
L'industria degli oli alimentari a Trieste ebbe origine
nel 1892 con l'abolizione del porto franco. Il grande sviluppo di questa industria è dovuto in prima linea all'esenzione del dazio sulla materia prima importata ed alla tutela dell'olio prodotto con dazio d'importazione. che per gli
oli alimentari di semi si aggiravano dalle 15 alle 40 Corone
per 100 chilogrammi. Prima del 1892 nell'Au,tria-Ungheria
non esi11tevano spremiture d'oli vegetali e furono le condizfoni favorevoli ora accenale ad indurre gl'industriali di
Marsiglia cd erigere entro il territorio do11anale austriaco
d elle spremiture per la produzione d'oli di semi.
,.
,.
,.
,.
.. .
È NECESSARIO VIGILARE
LE JNDUSTRIE CHIMICHE IN GERMANIA
Non bisognerebbe illudersi - scrive la Pers,weron::o
su una diminuita potenzialità produttiva della Germania,
almeno per quanto riguarda il futuro non immediato. L'ex
Governo imperiale aveva facilitalo, del resto, in lutti i
modi , la sua industria favorita, quella chimica, affidandovi le massime speranze per la risurrezione economica e
la sistemazione monetaria del Paese dopo una eventuale
• pace bianca»: e se cento milioni all'incirca erano stati
perduti nei mercati dell'Intesa - (per crediti inesigibili,
merci sequestrate, brevetti annullati. ecc.) - si sperava
di r icuperarli aumentando e perfezionando tanto la produzione, da offrire ai consumatori mondiali degli indiscutibili vantaggi di qualità e di prezzo. È molto probablie
che il piano sia riuscito, mercè l'aiuto del Governo, la
collaborazione degli scienziati e sopratutto mediante la fusione delle società industriali. Tale fusione ebbe due risultati : un aumento di capitale con relativo consolidamento del credito goduto nel paese, e la messa in comune delle esperienze. volute o casuali. eseguite nelle singole officine. Ogni società restava libera di decidere il suo ordinamento tecnico e amminis trativo interno, il genere e il
metodo di lavorazione, le paghe agli operai, e, entro certi
limiti, la quota dei dividendi: anzi, per mantenere vivo
lo stimolo reciproco, venne stabilito che ogni prodotto doveva essere fabbricato da almeno due ditte diverse. Solo
i risultati di migliorie o perfezionamenti, nella tecnica, nel
macchinario, nelle scoperte scientifiche, dovevano essere
comunicati a tulle le officine associate: il maggior utile
globale. valutato medfante il confronto con gli utili globali degli anni precedenti, veniva spartito in proporzione ai
capitali.
L'aumento di questi ultimi avvenne di colpo assieme
alla costituzione del Sinda cato, pur esso per 50 anni, e
durante il 1916, i 150 milioni primitivi si elevarono a 389.
con la pa1tecipazione , oltre che delle industrie chimiche,
anche dell'Elefttron Criesheim, una Società fornitrice di
energia elettrica, i cui legami con le industrie chimiche
erano già intimi prima. A parte quest'ultimo contributo.
che portò inevitabilmente qualche variazione, si cercò di
mantenere nelle quote formanti i 389 milioni, la stessa proporzione di quelle formanti i 150, quando vennero gettate
le basi del Sindacato ; solo per dopo IO anni {nel 1927) si
prevedono leggeri mutamenti a favore delle maggiori Società.
PER L'ESPANSIONE ITALIANA IN CINA
Il Sole sè intmttenuto a lungo col signor Attilio Riggio.
che ha passato un ventennio in Cina, dove ha coperto la
carica di vice-presidente di quella Camera di Commercio
italiana.
,
- Ho scelto questo momento - ha detto il signor Riggio, - per rimpatriare, perchè ritengo che il nostro paese
non attraverserà mai un periodo più opportuno per alfcrmarsi su quei mercati. Sono ritornalo p e r iniziare un lavoro di prepMazione sollecita. per facilitare gli scambi comm e rciali fra i due paesi.
È inutile che io ripeta tutto quanto sè detto e scritto su
l'import.a nza di quel mercato, l'indispensabile è di agire
subito. Incomincino i nostri industriali a provvedersi delle materie prime di cui hanno bisogno, e che possono trovare su quei mercati, come, metalli, minerali, gomma, uniihie e corna in ge,1ere, cotoni sodi, ca,.:ami di colone.
lane, pelo di cammello, setole, fibre dive1se, sego vegetale. sego animale, olii e semi oleosi, albumina, derivati
d "uovo, ecc.
Si pos~ono. invece, espo lare in quei paesi, oltre a\la
maggior parte dei nostri prodotti manufatti : acque minerali, vini da pasto, da tavola e spumanti, formaggi, burro, conserve ed agrumi.
Dei nostri manufotti, moltissjmi dovrebbero far conrorren7a alla produzione es te. a. molto più se sapremo
specializ:z,nci producendo i tipi richiesti da quel mercato. Prese ntemente si importano in Cina, sia dall'Europa che dall'America del Nord: automobili. biciclette. ventilatori, macchinario in genere. tessuti di cotone e di lana.
126
LE/. / . /. - - - - - - - - - - - - - - - - - - =
==~================
I cantieri navali e gli stabilimenti industriali sazanno anmaglierie. velreric, lavori in pelle. bottoni, carta, colori,
medicinali, Eaponi e profumerie, e tanti altri articoli che che congiunti alla rete ferroviaria di Stato mediante apposarebbe troppo lungo enumerare qui.
sito allacciamento.
Lo Stato ha esteso a questa concessione i benefici fi.
scali delle leggi per Napoli ed altre facilitazioni tributarie
IL NOSTRO PRODOTTO MIGLIORE t L'UOMO:
ed economiche.
METTIAMOLO IN VALORE
L'importo delle opere marittime delravamporto, canaPer levarci di dosso la miseria di questa mano d'opera - che è sempre preferita dovunque alla mano d"ope- le navigabile e Lago di Averno supereranno i cinquanta
ra indigena - la quale nelle estreme regioni del mondo milioni, e lo Stato concorre per lire 22.500.000.
Il Concessionario ha l'obbligo di ultimare i lavori entro
non porta segni di dignità e ne•sun sentimento d"orgo·
glio. ma porta le qualità sane e profonde della razza, che sei anni.
sono laboriosità indefessa e sobrietà, bisogna organizzare
PENSIAMO ALL'INDUSTRIA DELLA PESCA
la nostra emigrazione. Per arrivare a questo, scrive l'ing.
A. Giarratana nella Prouincia di Brescia, bisogna prima che
L' in.fostria della pe3c11, già assai fiorente in Francia. seble imprese costruttrici si organizzino sul piede della v.era e Ì:>ene esercit<1ta un poco con metodi antiquati, fu testè oggetto di speciale interesse di quel Governo, il quale ha
grande industria.
Se queste industrie funzioneranno bene e potranno di- fatto recentemente approvare dalla Camera una spesa di
sporre della mano d'opera organizzata. un primo • passo 200 milioni di franchi. onde incoraggiarne lo sviluppo. Di
sarà da compiersi nella conquista dei lavori pubblici in tut- essi 70 sono destinati al naviglio peschereccio, SO ai porti
da pesca. e 70 ai frigoriferi. vagoni e impianti speciali
to il mondo.
I muratori italiani si son spinti alla spicciolata dovun- per la conservazione cd il trasporto del pesce.
Con queste somme saranno anzitutto creali tic nuovi
que in Europa, e sono arrivati fin sollo le mura di BerUno,
comportandosi meglio di tutti i berlinesi che entravano nel- • porti da pesca», a Boulogne-e.-M .. a Lorient cd alla
Rochelle, con tutti gli accessori occorrenti per la costru.ziole nostre officine.
Questa emigrazion~ spicciola deve essere abolita. Oc- ne. riparazione e ormeggio delle navi peschereccie.
Saranno costrutte navi a vapore e a vela, ma con mocorrono contratti di lavoro per tutti gli emigranti italiani.
Noi siamo stati lino ad oggi i cinesi dell"Europa. Bi- tore. col relativo corredo di rimorchiatori e di navi frisogna diventare giapponesi. La nostra meraviglioea razza gorifere, per portare rapidamente il pesce dai • banchi
- come ha riconosciuto il russo Novicow - supera in vi- di pesca» ai po1ti. Queste navi saranno cedute dallo Sta•
talità e potenza di espansione tutte le razze europee. Lo to. con rimborso rateale a lunga scadenza. ad armatori o a
scrittore inglese Bolton King additava all'ammirazione uni- cooperative di pescatori.
Saranno po, impiantati piccoli frigoriferi in varii porti
versale ciò che in tutti i paesi gli italiani hanno fatto per
costruire la terra, come dclinl il Cattaneo tutto il lavoro per da pesca, o ltre a Bouli,gne-sur-mer ed alla Rochelle. due
redimere e sistemare le lande, le paludi, le patuzzate. le grandi frigoriferi a Lorient e a Saint Pierre de Miquelon,
per conservare frese:, il pesce pescato sai e banchi » del
pietraie improduttive del mondo.
La guerra ci ha messi in valore di fronte al mondo. Bi- Finistcrre e di Terra nova e che ora si uea disseccarlo o
sogna ora studiarci di sfruttare la felice nostra posizione. salarlo. Tutti i frigoriferi eamnno collegati con la ferrovia
Prima di fare dei commerci con manufatti che non abbia- e dotati del nece~ario corredo di vagoni frigoriferi p er
mo, p rima di fare della concorrenza industriale con pro- portare i pesci ai centri di consumo.
Infine un e Ufficio tecnico della pesca» dotato di labodotti che non abbiamo, bisogna sfruttare, all'estero, il no1atorii e di navi specialmente atte per le ricerchie ittiolostro prodotto migliore: !"uomo. l'emigrante.
11;iche. provvederà a fornire ai pescatori od alle cooperative
le notizie di cui possono aver bisogno per sviluppare l'inLE GRANDI OPERE DEL MEZZOGIORNO
dustria peschereccia.
PEL DOPO GUERRA
Quel che ora fa la Francia. oltre quel eh.- han fatto su
Lo Stato ha concesso al Gr. uff. Carlo Enrictti la coscala anche maggiore le nazioni del nord dell"Europa e
struzione ed esercizio per anni sessanta del • Porto e Cadcli' America. dovrebbe essere di guida pc) da farsi in
nale navigabile Baia-Averno».
Italia, dove pur troppo l'industria della pesca fu molto
Il porto .di Baia-Averno è costituito da due moli con uno
trascurata e potrebbe invece contribuire ali' alimentazione
specchio acqueo di oltre 300.000 mq. e di un canale nae ricchezza del paese.
vigabile (con 2 Km. di banchine). lungo m. 1000, largo
m. 50 e con fondali a ·m. IO. ESBo sarà il porto ausiIL TUNGSTENO E L'ACCIAIO RAPIDO
liario del porto di Napoli.
PER L 'INDUSTRIA ITALIANA
Lo Stato ha concesso inoltre per anni novanta !"uso
Uno dei costituenti principali dell'acciaio rapido al
del Lago di Averno e di tutti i terreni circostanti, su cui
verranno ad impiantarsi vasti cantieri. tra i quali otto gran- tunasteno è il Tungsteno metallico, introdotto nelle leghe
di scali da costruzione. di m. 200 di lunghezza media di acciaio sotto forma di polvere metallica di tungsteno
ognuno. e stabilimenti metallurgici, navali e industriali. e sotto la forma di ferro-tungsteno. Esso vi partecipa.
Il La~o di Averno. che t arà congiunto col mare me• salvo eccezioni. lino al 20 %. a seconda delle proporzioni
diante il canale navigabile. ha una circonferenza ovale di adottate dal fabbricante o dalla presenza di altri costicirca 3 chilometri. con una profondità di 30 m. e con tuenti. quali il cromo, il vanadio. ecc.
Malgrado in Italia siano stati trovati dei giacimenti di
terreni pianeggianti circostanti di una superficie di mq.
600.000. In essi verranno costruite nuove banchine perime- minerale di tunl!'steno. l'industr ia itali1\na dell'acciaio ratrali per l'accosto dei piroscafi e per le operazioni di pido. rome quella dei filamenti per le lampadine elettri•
che. è dipendente dall'estero, per quanto riguarda la forimbarco e sbarco.
A ponente dell'avamporto e del canale navigabile si nitura della polvere metallica di tungsteno, del ferro-tungcreerà una vasta zona di oltre 3.000.000 di mq. per qualsiasi steno. o dei tungstati alcalini.
Prima della guerra la Germania aveva il primato della
impianto industriale.
1'5
===========
RASSEGNA
DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
produzione in questo ramo, e forniva la polvere metallica
ed il ferro-h:ngsteno, come pure i tungstati alcalini a
tutti i produttori europei ed amer icani. Il minera le necessario a questa industria faceva capo ad Amburgo, malgrado fosse proveniente in massima parte dalle Colonie e
Dominii britannici.
La Gran Bretagna ha ereditato questo monopolio dalla
Germania, ed ha tratto, durante la guerra, tutto il minerale
c he ha potuto accaparrare per le aue industrie, tanto dai
suoi possedimenti, quanto dalla Spagna, Portogallo, Bolivia, Perù, ecc., onde sopperire ai bisogni straordinarii
suoi e dei Governi alleali in acciaio rapido per le indu•trie meccaniche.
La Gran Bretagna intende riservarsi il primato in questa industria, basandosi sulle possibilità di estrazione del
minerale dalle sue colonie e dominii, ed il Comitato di Ricostruzione delle industrie (Commitlee of Commerciai and
l nduslYial Policy) escogita un mezzo per mantenersi la
preferenza in queste materie prime. Il Comitato dei costruttori meccanici ha raccomandato al Governo una lassa
di eeportazione equivalente, alla pari, a Lit. 631 per tonnellata ed altre misure tendenti a non lasciare uscire il min erale se non nel caso che non sia richiesto dagli industriali britannici o dal Governo stesso. Inoltre raccomanda misure che impediscano l'acquisizione, ipoteca, o n egoziati sulle miniere e sul minerale.
Viene poi raccomandato di sussidiare le officine sorte
durante la guerra in questo ramo, in proporzione delle
spese fatte per gli impianti di nuovo macchinario, ecc.
Mentre i produttori sud-americani potrebbero fornire an•
che all'Italia a parità di prezzo. il minerale in concor·
renza con i fabbricanti degli Stati Uniti, milìtando con•
tTo l'Italia i forti noli, per un minerale contenente il 35 %
di materie di poco valore, mentre il prezzo del minerale
stesso non potrà non r itornare ad un valore normale, di
molto inferiore al valore attuale.
Quanto ai produttori della Spagna e del Portogallo, essi
hanno in parte già venduta la loro produzione ad agenti
britannici. e, favoriti anche dai noli convenienti, per va·
pori portanti regolarm"1te carboni. e la poca distanza.
sarà poco probabile che cedano il minerale ad altri.
L 'Italia dunque, dovrebbe procedere allo sviluppo dei
giacimenti già scoperti, e da uno d ei quali una Società
straniera, emanaziont: della Banca Morgan di Parigi, ha
ricavato qualche tonnellata di minerale, che ha esportato.
Dovrebbe fare serie ricerche in altri giacimenti. nei quali
sono stati fatti piccoli lavori superficiali.
Pur tenendo conto di quanto si è fatto in Germania, dove
esiste una letteratura abbastanza seria sull'argomento, e
delle adattazioni introdotte nell'industria dallo spirito pratico degli Americani, vi dovrebbe essere anche in Italia
del J')ooto per un processo che permetta di ottenere più
economicamente e più scientilicamente la polvere di tungsteno chimicamente pura, necessaria per le leghe di ac<.iaio rapido, come per l'industria minore dei filamenti
p er le lampadine elettriche.
LA GRAVE CRJSI NELL'INDUSTRIA DEL CEMENTO
E L'INAZIONE DEL GOVERNO
Ha avuto luogo in Roma una grande riunione fra i
produttori de l cemento di tutta Italia.
La riunione - scrive il So/e - fu determina ta dai problemi gravissimi, che interestano tutta la economia na·
z1onale. ma che pesano. in modo speciale, sopra l'industria del cemento : il problema del carbone e quello dei
ti asporti.
Infatti l'industria del cemento non può vivere senza il
carbone, che rappresenta elemento costituitivo del suo
prodollo. Furono fatti esperimenti ,li lavorazione mediante le ligniti migliori che sono prodotte nel territorio na•
x1onole: mo questi esperimenti diedero risultato completamente negativo. Per cui la lavorazione di tale prodotto
non può aver luogo, se non mediante il carbone.
Più p reoccupante uncora del problema del combustibile è quello dei trasporti. Nei depositi qualche non grande quantità di carbone ancora si trova. Le prospettive
per i prossimi mesi sono per discreti quantitativi in arrivo. Ma anche quando vi sono disponibili i carboni, difettano i trasporti : per cui l'industria rimane lo stesso paralizzata.
E il problema dei trasporti si ripercuote anche sul prodotto. Vi sono stabilimenti, che hanno r imanenze di cemento, le quali non possono essere tra, portate, anche in
piccola quantità. Per cui accade che i prezzi di vendita,
praticati ai consumatori nei grandi centri , siano esage-
ra tissimi, proibitivi per qualsiasi anche piccola costruzione.
mentre a poca dist:rnza gli stabilimenti di produzione
non domandano che di poter spedire.
li problema del cemento è problema di rinascita del
paese: e di questo il Governo deve aopralullo preoccuparsi. Infatti nelle terre invase e conquistate dal valore
delle armi italiane, noi abbiamo interi villaggi e cillà da
riedificare. ponti, viadotti da ricostruire. Nessun più lontano indizio finora di movimento edilizio è però segnalato
in quelle disgraziate regioni, che conobbero la furia della guerra, per il semplice fatto che manca il cemento e
la calce: le materie prime indfapensabili in ogni costruzione.
PER ASSICURARE IL FABBISOGNO DI CONCIMI
ALL'AGRICOLTURA NAZIONALE
E LA PROPOSTA D'UN MONOPOLIO
È. allo studio presso il ministero competente il progetto
di creazione di un ente il quale assicuri ali' agricoltura nazionab nelle migliori condizioni il fabbisogno di concimi,
utilizzando quanto più sarà possibile le risorse naziona1,. Si tratta della fondazione di un ufficio centrale dei
prodotti chimici, analogo a quello che esiste in Franc ia,
in Inghilterra e negli Stati Uniti.
Uno dei più eminenti ed esperti industriali del nostro
mercato - scrive intanto il Messaggero - è venuto ad
esporci le sue idee intorno ai monopolii. Egli pure non
si mostra molto convinto che l'esercizio dei monopolii pos•
~a fruttare allo Staio tulio quanto esso se ne ripromette.
Comunque, se qu:,lche monopolio dovrà farsi, io vor1ei ha aggiunto il nostro interlocutore - additarne
uno relativamente facile ed utile del puri allo Stato come
alla . industria nazionale, alla industria agricola. Voglio
dire il monopolio dei • concimi chimici». Ecco una materio vastamente consumata, ma che più vastamente dovrebbe e dovrà essere consumata : in modo che lo Stato,
insieme alla produzione e alla vendita, dovrebbe assumerne l' • apostolato-..
I c~ncimi chimici ai volgono alla terra, non interessano ness4na cla,se di consumatori. I concimi chimici sono
di importazione (fosfati\. e di creazione abbastanza re•
cente (azotati). e non si è venuta ancora creando intorno
ad essi una troppo vasta rete d'interessi e di intrighi.
l concimi chimici, per una ragione o l'altra. spesso non
rispondono allo scopo per cui furono fabbricati, o per·
chè mal fatti, o perchè troppo vecchi. L'agricoltore spend,. : non ottiene alcun risultato, e non sa perchè.
Infine, intorno al monopolio di concimi chimici lo Sta·
127
•
LE I . I . / . ==---=============--============-=--=====
to potrebbe creare. a mezzo delle ba.n che e delle casse
a grarie, tutto un sistema di lido e di credito che vanebbe a diffondere l' us::> e ad a umentare il reddito fiscale.
E le fabbriche attuali, nonchè poche altre eventualmente necessarie, satebbero facilmente esercitabiB dallo Stato. perchè ~on si tratta di produzione molto complicata e
costosa.
Noi giriamo al Ministero delle Finanze e al Direttore dei
n uovi monopolii queste proposta che ci pa~e di assa i pratica e vantaggiosa attuazione.
L A RJA TTJV AZIONE
DEI SERVI ZI A UTOMOBILISTICI IN /TA L/A
Le grandi case costruttrici certamente fra breve torneranno a p rodurre per l'industria privata, ma non bisogna credere - scrive L'Auto lndudriole, trattando del)' attivazione dei servizi a utomobilistici che presto si
potranno raggiungere i prezzi dell'avanti guerra. Nei piani
finanziari quindi, il capitolo acquisto vetture nuove continuerà a figura re per qualche tempo con cifre elevate, determinando la n ecessità di corrispondere alti sussidi chilometrici iniziali, con conseguente limitazione del numero
delle nuove c.onccssioni. D'altra parte. noi a vremo disponibili una grande quantità di vetture usa te e che •~anno
dismesse dall'esercito. Ad evitare ch'esse, buttale di colpo
sul mercato, fin iscano col c reare delle spec.ulazion.i a favore di privati incettatori, sarebbe opportuno che si creasse un consorzio di concessionari o d i aspiranti a concessioni, al quale consorzio il Ministero della Guerra, d'accordo con quello dei LL. PP., dovrebbe asse gna re. dietro corresponsione di u n giusto prezzo. una certa 4uantità di tali vetture con l'esplicita condizione eh• esse debbano adibirsi a servizi pubblici. Fra i richiedenti, in ordine di graduat9ria, dovrebbe darsi la pre~denza a quelli
cui fu a suo tempo ,equisito tutto o parte del materiale
rotabile ed a quelli che sono disposti ad impiantare, senza
a lcun sussidio. servizi nei territori già invasi ed annessi ora
all'Italia. Analogo procedimento potrebbe adottarsi p er le
vetture nuove in corso di lavorazione per conto dell' Amministrazione della guerra: mentre alle riparazioni delle
vetture usate il Consorzio potrebbe adibire un 'officina propria. Questo criterio che. a parte i d ettagli. risponde pienamente 111le proposte fatte con recente deliberazione della 23• Sezione della Com missione pel dopo guerra in
ordine alla utilizzazione generica del materiale bellico,
potrebbe segnare fra 1• altro l'inizio di una efficace collaborazione economica fra tutti i concessionari di linee automobilistiche.
GIACIMENTI DI RADIO IN 1TALIA
L'unico dei giacimenti di minerali d'uranio noti finora in
Italia, sopra il quale si possano legittimamente fondare
speranze per uno sfruttamento industriale è quello della
ca va di T ivolano presso Lurisia, frazione del comune di
Manforte d i Mondovì. nelle Alpi Ligur i. Quivi G. L incio
(<dell'autunite di Lurisia •. Atti R. Accademia scienze di
T orino, volume XLVIII) fin dal 1913 rese nota la presenza
di autunite. che d escrisse accuratamen te nelle sue proprietà
morfologiche e fisiche. dandone un'analisi chi mica e riportando anche il risultato di esperienze p reliminar i sop ra la
~ua radioattività.
Pvtendo dalle indicazioni del Lincio il quale, pur facendo accenno al modo di giacimento dell'autunite ed alla
sua probabile genesi, non si era neanche p osta la queslionc
della entità del giacimento stesso e del suo possibile sfruttamento, il tcn_ colonnello prof. A. P elloux cd io succes-
128
•
sivamen tc - scrive Federico Millosevich nella Miniera
abbiamo visita lo il giacimento, allo scopo appunto di riconoscere •e l'autunite si trovasse a Larissa in
quantità tale da consigliarne la ricerca ed, eventua lmente,
la coltivazione, trattandosi di un minerale di alto valore
commerciale e che ha svariale applicazioni.
La massa rocciosa nella parte più profonda della cava
che è ora dato di osservare è attraversata da una fitta rete
di vene o min uscoli liloncelli di autunite.
Lo spessore delle vene di autunite è di circa I mm. o
poco più e solo raramente sorpa,sano tali dimensioni per
raggiungere ; 3 al massimo i 4 mm.
È fuor di luogo qui u na descrizione delle proprietà cristallografiche, fisiche e chimiche del minerale: basti ricordare che Lincio nei cr istalli accuratamente selezionati per
l'analisi chimica ha determinato il 60.S7 \. di UO,, men tre per il materiale ottenuto con la semplice raschiatura si
può far sicuro assegnamento sopra un contenuto di circa
il 50 ";, di U, O •. Le determinazioni di radioattività eseguite dal p rof. P orlezza dell' Istituto chimico di Pisa hanno
dato e seguenti r isultati :
Materiale quasi puro {materiale di p rima qualità):
gr. l.04 x 10- 7 di radio per gr ammo di sostanza.
Materiale ottenuto con la raschiatura delle incrostazioni
dei lastroni di pietra:
gr 0.62 X 10-7 di radio per grammo di sostanza.
Cristalli accuratamente selezionati ed escnli da impurità
(determinazione di Madame Curie e del p rof. Porlezza:
gr. l,3x 10- 7 di radio per grammo di sostanza.
Il mater iale di Lurisia è dunque uno dei più adatti per
l'estrazione del p reziosissimo elemento, un grammo del
quale, se contenuto in sali di una certa purezza {da 90 a
95 % di cloruro o bramuro puro) costava alla fine del 1917
circa novecentomila lire.
Di fronte a un tale valore si impone, non direi l'opportunità o la convenienza, ma quasi la necessità di un sistematico lavoro di ricerca, inteso ad accertare la vera entità
del giacimento, cioè la continuazione o meno della minera lizzazione in profondità e per quale estensione. Intanto da
un punto di vista generale, e considerando la genesi di
questa mineralizzazione in relazione alla genesi di altre
consimili osservate in altri luoghi. vien fatto di pensare
alla probabile esistenza in profondità, al disotto cioè del
live!lo idrostatico, della urarutc (pechblenda).
Ma anche non tenendo conto della probabilità di trovare
della pechblenda, rimane sempre da contare sopra la verosimile continuazione della rete di vene mineralizzate per
aulunile nella massa rocciosa inesplorata e sopra il r itrova mento di qualche maggiore concentrazione di minerale in
qualche più ~ande soluzione di continuità di cs,a massa
in profondità.
Italiana -
PER UN'ESPOSIZIONE
ARTISTICO-INDUSTRI ALE 1TALIANA
li.NEW YORK
Si è costituito in i\'.,iano un Comitato promotore per la
prima esposizione Ar·;stica ed Industriale in New York
per far conoscere ai:-1, Slati Uniti d'America il notevole
sviluppo del!' operosità dell'Italia di quest'ultimo venticinquennio, ed il valNe e l'iniziativa sempre innata delle
nostre genti e dei nostri Centri Industr iali nel campo scientifico cd arlistico.
Coloro che aderiscano di far parte del Comitato promotore. si r ivolgano ~l'in iziatore comm. Cesare Blcngini.
via S. Maria, 19, Milano.
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
5. Per certi prodotti molto complessi, dove la riunione
I DANNI INDUSTRJAU DELLA GERMANIA
dei vari elementi o gruppi di elementi in un"unità com•
La produzione del ferro 1edesco che era di 35.941.585 pleta, rappresenta un lavoro assai lungo, e talvolta diffi-
tonnellate nel 1913, sarà ridotta per effetto della perdita
della produzione alsaziano-lorenese (tonn . 21.136.265) a
tono. 14.805.020. Quella di carbone era di tonn. 174.875.000,
da cui andrà detratta l'alsaziano-lorenese e della Sarre in
tonnellate 16.207.776. L'cspo.rtaiione dei prodotti mani.fatturati tedeschi era precipitata in queste cifre: acciaio fuso
tonnellate 7.822.911 delle quali 510 .000 tonnellate erano
date daU' Alsazia.J...orcna. Rotaie, sbarre ferroviarie 720.000
(la Lorena e l'Alsazia vi partecipavano per 692.000 tonn.).
Travi metalliche (poutrellee) 846.860 (Lorena e Sale 588.000).
Ferri mercantili 173.265 tonnellate (Lorena e Sale 1.097.000).
Macchine 468.648 tonnellate; (Lorena e Sale 309.000). La
Germania vendeva al mondo per 70 milioni di marchi an•
nu.i cli sali pOW1Sici; nel 1914 i giacimenti alsaziani ne avevano dati 12 milioni di marchi.
Pel rame la Germania era tributaria di 300.000 tonnellate annue degli Stati Uniti : il boicottaggio americano
lo ridurrà alle 58.000 tonnellate spagnuole, alle 38.000 del
Chili ed alle 27.000 del Perù. Ma il colpo più grave sarà
che gli stabilimenti tedeschi utilizzavano le 30.000 tonnellate di cotone delle loro colonie e si ottenevano circa mezzo
milione di tonnellate dalle colonie inglesi e dall"America.
Se le colonie non aarano restituite, e l'Inghilterra e l' A merica contincranno il boicottaggio, l'industria tessile ger•
manica può considerarsi in gravissimo pericolo.
U: CONDIZIONI IDEAU D'UNA FABBRICA
NAZIONALE
Le condizioni • ideali• per la fabbricazione di un og•
getto qualsiasi, semplice o complicato che sia, (intendiamo
come semplice qualsiasi articolo in un sol pezzo che viene
posto in vendHa, e utilizzato dai consumatori come un"u•
nità separata, senza l'aiuto di altri articoli affini collegati
al primo, per esempio: aghi, spilli, pennini; complessi
tutti gli altri articoli costituiti o scomponibili in due o più
elementi semplici indivisibili), dal punto di vista del minor costo di produzione, e massima quantità prodotta in
un dato tempo (prescindendo pel momento dalla questione della vendita del prodotto e dei trasporti) sono :
I. Una sola fabbrica per un tipo solo di oggetto sem•
plice;
2. Se l'oggetto considerato è scomponibile in un certo
numero di parti normali, queste ultime parti non devono
costrnfrsi che nell'unica fabbrica relativa;
3 Ogni articolo che contenga diversi organi o parli
elementari di uguale tipo, forma e funzioni analoghe, ma
di grandezza dive rsa, dovrebbe modificarsi in modo che
contenga il massimo numero di parti identiche , anche se
ciò facendo la comune misura scelta ris ultasse in alcuni
punti eccessiva per lo scopo al quale è destinato il pezzo,
e i n altri punti invece, per ottenere lo scopo richiesto,
occorressero due o più elementi u guali in luogo di quello
unico precedentemente adottato, (i costruttori progettisti
e disegnatori. dovranno sacri ficare il loro talento artistico
alla massima di attenersi alla maggiore uniformità possibile nei singoli elementi costituenti un organo complesso).
4. Ogni fabbrica che attualmente costruisce prodotti
complicati. si dovrebbe limitare alla fabbricazione soltanto
di quell., parti che differiscono sostanzialmente da qualunque altra fabbricata in Paese, o per applicazione e per
potenza, ma costruire in pari tempo tutta la quantità ri•
chiesta dal fabbisogno nazionale più l'esportazione pre•
ventivata.
cile {navi, locomotive, ecc.) devono esistere stabilimenti e
cantieri adibiti unicamente a tale montaggio.
6 . Applicazione ad ogni singola azienda industriale
dell'organizzazione razionale scientifica del lavoro, col si•
stema del lavoro a compito e salari agli operai possibilmente con pMtecipazione agli utili dell'azienda o con
premio.
Naturalmente, - scrive !"Industria, Ri1Jida Tecnica, le condizioni su esposte non si possono raggiungere com•
pletamente per molte ragioni ovvie, però attualmente sia•
mo estremamente lontani da tali condizioni, e molto pos•
sono fare gli industriali italiani per diminuire tale enorme distanza.
UNA GRANDE SOCIETÀ ANONIMA
TRASPORTI VINICOU
Il prof. Arturo Marescalchi, occupandoei nell'Italia 1,rnrco/a ed agraria da lui diretta, dell'organizzazione dei tra•
,porti vinicoli. lamenta c he e i bei vini della Sicilia e del•
la Sardegna, di quelle isole meravigliose dove ar hanno
tutti i tipi immaginabil i, siano sacrificati con prezzi sempre
inferiori di molto a quelli similari di plaghe più favorite
per la vicinanza ai grandi centri di commercio e di consumo e per la possibilità di trasporti •. Ed aggiunge che
• lino a quando produttori e industriali in vino di quelle
r egioni non si organizzeranno, non avranno proprie o:an•
tine di deposito vicine ai punti di imbarco, e non disporranno di mezzi proprii di trasporto, siano serbatoi ferro•
viari, siano velieri o i,iccoli piroscafi-cisterne. essi saranno
sempre vittime dei più intraprendenti •. Proseguendo, l'illustre enologo informa che a Milano è in gestazione la
creazione di una grande società anonima trasporti vinicoli
-:he avrà proprii serbatoi e proprie navi-ciste rne per la
navigazione di mare e di fiume, ed invita i fratelli del
Mezzogiorno ad organizzarsi essi pure concludendo : e Ecco
l'occasione. Perchè industriali e commercianti e produtto•
ri di vino delle nostre grandi isole, non si uniscono all'iniziativa settentrionale e non formano una sole. famiglia
che ai trasporti dedichi tutta la sua attività, l'unica che
consenta di equamente mettere in giusta luce le produzioni
Lontane 6n qui trascurate}•
PER LA PRONTA ATTUAZIONE
DELLA UNEA DEL 45° PARALLELO
Ha avuto luogo presso la Camera di Commercio di Milano una importante riunione per l'esame di alcune questioni relativamente alla linea Bordeaux-Odessa altrimenti
nota con il nome di linea del 45° parallelo della quale
abbiamo ripetutamente parlato. Convocali dal presidente
della nostra Carnera di Commercio. sen. Salmoiraghi, sono intervenuti il senatore Frola. eindaco di Torino, con
il segretario ing. Fubini, il aen. Rossi per la Carnera di
Commercio di Torino. con il segretario generale comm.
Doglio. il comm. Borgcsa, presidente della Deputazione
provinciale di Torino, il comm . Chiggia. presidente della
Deputazione provinciale di Venezia. in rappresentanz,a
anche del Comune e di quella Carnera di commercio,
l'asseeeo-re re.a. Corda, con l'ingegnere capo oomm. Masera
per il Comune di Milano, il romm. Alzona, presidente
della Commissione camerale dei trasporli. La Camera di
C"'..ommercio di Trieste aveva mandato la sua adesione. Assistevano i segretari della Camera avv. Valdiserra e Liverani.
129
9 - 1. I . I .
L E I. I. I.
= = = = = = = = = = = = = = = = = _ = = = = = _ = = _____________ _
Alla discussione hanno preso parie tutti gli intervenuti,
un'impresa per lo sfruttamento di una miniera di Idria e
ed è risultato come gli Enti italiani interessali siano pie- nel 1579 fu concluso un accordo fra gli interessati nelle
namente concordi non solo nella opportunità dell'istiluzio• rninie1e e l'erario austriaco, in base a.I quale tutta la ge-
ne della nuova linea internazionale, ma nella necessità
che essa abbia p ronta attuazione. Non sì traila di creare
una nuova linea, ma di attivare con sistemazioni e varianti
di non grand~ entità sulle linee già esistenti, la nuova comunicazione dandole, con tariffe ed orarii combinati, uf!ì.
cio di grande linea internazionale.
I convenuti hanno deliberato di costituirei in Comitato
promotore permanente con l'incarico di iniziare subito e
svolgere con la massima energia tulle le pratiche necessari!!' presso il Governo italiano per la più pronta attuazione della linea. Primo allo di questo Comitato sarà la
estensione di una memoria al Governo.
L.INDUSTRIA ITAUANA DEL MERCURIO
Il maggior centro cinabrifero d·1talia è il Monte Amiata
fra le provincie di Siena e di Grosseto, ove l'estrazione
del Mercurio fu iniziata circa SO anni or sono cd ha
raggiunto grnndc importanza nell' uh imo ventennio. Dal
1860 al 1870 - scrive la Società per azioni, era in sfruttamento una sola miniera, con una produ:i:ione insignificante; nel 1880 le miniere in lavorazione erano arrivate a
tre, con un prodotto di oltre 100 tonnellate; nel 1890 il
numero del.I.. miniere era raddoppiato e la produzione quintuplicata e nel 1912 le 8 miniere attive davano un prodotto
annuo di oltre 1000 \onnellate di mercurio. Scoppiata la
guerra, data l"importanza che il mercurio ha nel munizionamento ed in tutta la prepazaz.ione bellica, il Governo
ai accentrò tutta la produzione italiana, avendo requisito
le miniere, di modo che questa produzione e questo commercio è (!ià in regime di monopolio e gli attuali provvedimenti non fanno che dare carallere di maggiore stabilità ad uno stato di fatto già esistente.
La produttività cinabrifera del Monte Amiala ebbe grande incremento da quando fu posta in attività la Miniera
di Abbadia S. Salvatore, così da pastare da tonnellate
260 nel 1900 a tonn. 1000 nel 1912. Il giacimento di Abbadia si trova inlatti al centro di Monte Amiata e preci,amente nella zona più ricca del prezioso minerale.
Tecnicamente la estrazione del mercurio e la sua lavorazione è organizzata nel modo più perfezionato, di modo
che il monopolio governativo (sia direttamente o indirettamente esercitato) potrà valersene con grande vantaggio.
La Società del Monre Amiata, infatti. dopo aver scoperto i giacimenti di minerale che assicurano il maggior successo economico all'impresa. allargò la sua sfera di azione costruendo centrali elettriche, si creò una ottima macstran:i:a mineraria ed impiantò lo stabilimento metallurgico
per l'estrazione del mercurio dai minerali con tulle le cure
ed i perfezionamenti tecnici ed igienici che la speciale
lavorazione richiede.
LE MINIERE DI CINABRJO f>ELL'IDRIA
ORA 1TALIANE
In un ruscello che scaturisce dal pendio del Vogelbcrg
~ resso Idria in Camicia, dove ancora oggi si trova la galleria detta Antoniana (Antoinstolle), nel 1497 un conia•
dlno trovò del mercurio metallico; nel 1500 si formò una
Società per l'estrazione del mercurio ed il 22 giugno 1508
ne veniva tratta alla luce per la prima volta una rilevante
quantità. In memoria dell'avvenimento ancor oggi si festeggia ogni anno Sant' Achatius, patrono delle miniere,
il cui nome cade precisamente in quel giorno. Nel 1509,
per ordine dell'imperatore Massimiliano venne organizzata
130
stione delle cave di mercurio d.ldria entrò in possesso
dello Stato. L'erario austriaco ha gestito e sfruttato per
suo conto le miniere fino al nomcbre 1918 per 338 anni con
brevi interruzioni; negli anni 1797 e 1798, furono in posscsao dei francesi. Appena iniziala l'attività delle miniere.
verso il 1509. i veneziani tennero pure occupata per qualche mese la città di Idria.
La città di Idria giace nell·angu,i!a valle allo sbocco del
torrente Nicova nella ldriua a 3'r0 metri sul livello del
mare e conta circa 5000 abitanti. Il territo1 io minerario è
relativamente ristretto e fino a pochi anni fa si limitava ad
una serie di gallerie al piede del Vogelberg e appena da
30 anni si procede successivamente ad oriente segu~ndo
l'ldrizu verso la valle detta Ljubenc. Le miniere sono
mollo ticche, poichè, sfruttale c!a oltre 400 anni. non accennarono ad un caaurimento. Il mercurio metallico si
trova in quantità assai limitalB, il prodotto principale
delle miniere è il cinabro. I giacimenti di cinabro appartengono al Trias inferiore e superiore e, secondo l'opinio•
ne dei geologhi, furono originati da infiltrazioni di soluzioni mercuriali, le quali penetrarono in parte negli strati
della roccia e riempirono le fessure e le cavità depositando
poco a poco il cinabro. Paralleli agli strali minerari com,.
patti ai trovano però strati di masee lenticolari, zicche
del minerale molto puro. Per I' estrazione de1 minerale son;> presentemente in attività la galleria Barbara (1596). Teresa (1738). Giuseppe (1786). Franettco (1792)
e la galleria Ferdinando ( 1819).
La quantità del minerale estratto. - scrive Giulio Mor·
purgo nell'Informatore, - che nel 1890 corrispondeva a
circa 700.000 quintali, andò aumentando notevolmente ne·
gli ultimi anni.
CINQUANTA MILIONI
PER L'UNIONE CINEMATOGRAFICA ITALIANA
Fra le più importanti aziende cinematografiche italia·
ne e cioè: il gwpp:> della Cinca, la T iber Film, l'Itala
Film, la Cacaar Film, la Film d'Arte Italiana, la Gloria
ed altre. coll'intervento finanziario della Banca Commerciale Italiana, della Banca Italiana di Sconto e del Credito Industriale di Venezia, si è costituita in Roma, a rogito Stame. una grande Società Anonima denominata
Unione Cinematografica Italiana con un capitale di Lire
30.000.000, elcvabilc sino a 50.000.000.
Questo nuovo Ente porla la Cinematografia Italia.n e l'industria che. esercitata finora con nobili intenti da pochi
tenaci ed arditi industriali, ha raggiunto nel breve volgere dt pochi anni insuperabili risultati nel campo industriale cd economico a nuovi e più vasti orizzonti.
che assicurano a qu-,sta industria, eminentemente nostra,
la più larga conquista dei mercati internazionali.
Il nuovo Ente non sorge, e non potrebbe sorgere. con
ir,tcnti di concorrenza, sempre inutili. spesso dannosi.
Sorge invece con lo scopo di raggiungere le più alte finalità industriali. estendendosi specialmente nel campo della pIOpaganda agrio:>la, industriale, didattica. ecc.
In Italia, per merito dei nostri più importanti istituti
bancari e col concorso volonteroso e concorde dei più
fattivi industriali della Cinematografia, •i fa ora, ed è
bene, quello che da anni è già avvenuto, e con m"lflli•
lici risultati, in altre nazioni. E questa è la prova migliore della utilità e necessità dcli.impresa.
== ==========
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRI ALE lTAL/'4NO
PER LA INDUSTRIALIZZA ZIONE DELLA SICILIA
Presieduto dal senatore G:usepp~ Luigi Beneventano.
•i è costituito, " Catania, un Comitato allo scopo di studiare i vari problemi che urgono nell'ora presente, per la
Industrializzazione della Sicilia Orientale.
Dopo varie sedute, nelle quali si è discusso ampiamente sui vari i bisogni dcli' Isola. si è approvato il seguente
ordine del 11iorno, che racchiude tutto un programmo di_
lavoro, al quale il Settentrione certo coopererà :
• Considerando che il problema economico dell'Isola è
una gran parte di quello economico nazionale; che è necessario anzitutto trasformare nella Sicilia, così feconda di
risorse, i metodi e i sistemi produttivi alquanto primitivi;
che lo sviluppo e la industrializzazione della agricoltura sono impreacindibili e costituiscono un bisogno vitalis•imo della Sicilia; che all'uopo occorre impiego di capitali qui destinati a sicura fortuna; che ciò s'impone anche per la utilizzazione della mano d'opera, qui ancor
più esube,ante. specie oggi che è dovunque apprezzata
e contesa pe, la sua laboriosità ed intelli11e nza:
• Si delibera di cooperare con ogni mezzo morale a fa .
vorire la soluzione di questi problemi, appoggiando ogni
iniziativa. cd esplicando tutta la propria attività per la
esecuzione pratica di questa finalità •.
L 'INDUSTRIA DELLE TELEFERICHE IN I TALIA
Si dice che i progressi tecnici raggiunti durante la guer•
ra.' hanno portato la nostra industria ad una vera perfezione. Mi si permetta di dire qualcosa per qcanto riguarda
l'industria delle teleferiche. Si sono standardizza.ti d~i tipi
che furono r iprodotti a molte centinaia, ma i vasti Uffici
Tecnici. l'anima di questa industria, divennero deserti. Nè
si voglia credere che questi tipi etandard possano a.ver
valore per l'industria, poichè nè l'industriale vorrà correre
il rischio di p rodurre una serie di quest'imp ianto per magazzino. nè può esservi la convenienza di usarli in confronto dei soliti tipi usati prima della guerra. È ormai pacilico
che p er ogni impianto di teleferica, perchè risulti economico e pratico. ai deve studiare un progetto specia le, adottando naturalmente elementi normalizzati. Anche per que•
sto quindi le C,.se dovranno dirigersi - e indubbiamente
si diz:,ge,a nno - a r iorganizzare i loro uffici tecnici.
Non si deve inoltre dimenticare, - acrive l'ing. Giulio
Ce retti nel Sole, - che l'esercito dovrà riversare al libero
commercio molte centinaia di chilometr i di queste teleferiche, n on solame nte per quanto si p rodusse sul nostro
versante, ma anche per tutto il materiale austriaco conquistato, h a il quale si ebbe la grande soddisfazione di trovare tipi di meccanismi italiani copiati e riprodotti.
Si parla di esportaz.i9ne, ma in questo genere di' costr uzioni meccaniche. non si può pensarci senza una prcpara-zione adeguata, difficile a compiersi. Non si deve dimenticare, che si tTatla di migliaia di pezzi che devono venir
montati lontano, sotto la sorveglianza di semplici montatori e che devono dare u n meccanismo perfetto. senza che
in officina nulla possa venir provato prima della spedizione; ed a risultati felici ci si arriva con un lavoro d'orga•
ni zzazione, attraverso ad importanti sacrifici. E se questi
potranno essere rimunerati è affare dell'avvenire.
Concludendo, è sa l!gio che le Ditte, che notevoli bene•
lici hanno avuto dalle teleferkhe durante la guerra. abbiano p rudentemente da rivolgere le loro attività anche ad
altri rami e molti sono ancora i tipi di meccanismi che
non si producono e bene in Italia. Vediamo di fare il
migliore conto delle nostre energie I
L'INDUSTRIA DELL E CARTOLINE ILLUSTRATE
E LE MINACCE DEL GOVERNO
Il ritocco, che il G overno h a apportato alle tariffe postali, - scrive il Sole, - ha assunto « si vera sunt exposita •• un rilievo cosl serutibile da sembrare quasi che intendimento dei funzionari che l'hanno compiuto sia stato quello di colpire nel vivo tutte le forme di propaganda
che si attuan o a mezzo della stampa.
Così, ad esempio, di una gravissima entità saranno le
conseguenze che le nuove tariffe apporteranno ad una industria nazionale. la quale, a prezzo di gravi sacrifici e d i
fatiche enormi è rics::ita a fiorire con sì perspicuo rendimento artistico e finanziario da sembrar predestinata a
dominare lo ste..so merc-ito internazionale, imponcdovisi
per la genialità delle proprie creazioni, per la perfetta
tecnica gralica e per le altre sue precise e sicure carat•
teristichc. Intendiamo, cioè, di parlare dcli'• industria, delle cartoline illustrate•·
Col portare. infatti, a 15 centesimi l'aff,ancatura ordi11aria di queste (esclusa ogni facilitazione. esclusa ogn i
possibilità di renderne meno gravoso l'onere agli speditori), ben si può dire che il Governo avrà inferto alla
produzione nostrale delle cartoline illustrate il colpo di
g razia. E tutto un gruppo di aziende nel quale oggi trovano costante occupazione e buoni salari numerose e specializzate maestranze. riceverà così -
quando proprio ogni
energia fattiva dovrebbe tendere ad una fec.onda intensificazione della propria attività un inatteso • benservito• controfirmato (o sapienza preveggente dei tondeggia nti e ronda de cuir • della nostra infausta e incompeten te burocrazia I) da quegli stessi uomini di governo. che
ad ogni incontro raccomandano e sollecitano per alt-ro un
incremento incessante della p roduzione paesana I
LA POMICE ARTIFICIA LE
SI FABBRICA ORA IN 1TAU A
Uno dei materiali che fin dall'inizio della guerra son
venuti a mancare, è la pomice artificiale. che proveniva
Lnicamcnte dalla Germania ed era uBata per d iversi scopi, m particolare p resso Le officine f=oviarie nella verniciatura dei lamierini metallici di rivestimento. I tentativi
fatti finora pa sostituire tale m ateriale avevt>no dati ri.sultati negativi.
Ora u n 'officina veicoli d elle Ferrovie ha fabbricato un
conglomerato di cemento e pomice naturale in polvere.
che all'atto pratico è riuscito più resistente e dumuro
del materiale tede:,co p rima adoperato. E detta officina,
con un piccolo e semplicissimo impianto meccanico è
posta in grado di p rodurre pomice artificiale necessaria
per il nostro p&ese.
La pomice viene confezionata in panelli di grammi
250 , invece che di grammi 500. come quelli d, provenienza
tedesca e in tre gradi differenti. che corrispondono ai
vari bisogni dei lavori di verniciatura.
Con un solo manovale si possono ottenere dai 700 agli
800 panetti al giorno. Il costo di produzione non rag~iunge la quinta parte praticata prima della guerra per
il materiale straniero.
L ·articolo: e Sulle condizioni del mercato del legname
d'opera e della produzione interna •• pubblica to nel numero di dicembre scorso ci fu inviato dall'in g. L. Compa·
g na. - N. d. R.
Cataloiro Generale Permanente della lnd1M1tria Italiana.
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I prodotti della EAGLE ha nno una estesa ve ndita in
Italia, in Inghilterra ed in tutti i Paesi Alleati, e vengono
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England
• I·
i
132
Nel melleni in ,apporle- con i noolri oignori inserzionisti, è sempre utile citare le e I. I. I. »
I DOCUMENTI DELLA STORIA
L 'Automobile
Oggi, guardando una raccolta di fotografie
che ci rievocano gli avvenimenti della guerra,
non abbiamo forse la consapevolezza del profondo e ideale valore di ogni atteggiamento, di
ogni movimento, di ogni cosa che in esse colpisce la nostra sensazione? Ci viVIÌamo ancora in
m ezzo, e non ne riportiamo una impressione
speciale. Non riusciamo a scorgere l'eccelsa
aureola che quest'ora straordinaria in cui viviamo attribuisce ad atti ed oggetti, il significato
profondo che vi imprime, cosi da farne altrettanti documenti e r,imeli per le generazioni ventur~, come lo sono per noi i ricordi del qua.r antotto e dell'epoca garibaldina custoditi nei musei del risorgimento.
Mettiamoci con la fantasia in una prospettiva
lontana di mezzo secolo e con lo sguardo commosso dello stol'Ìeò evocatore contempliamo
q u~~te immagini. Come ogni particolaxe ne diventa espressivo ed eloquente! Sul voilto di
ogni ignoto passante vedremo muminairsi la glo-ria radiosa della patr.ia, in ogni figura di soldato
oi sem'hrerà di scorgere uno degli artefici deli!a
vittoria e in ogni oontOTI10 di arma o di macchina rintracceremo gli strumenti predestinati
della nostra poten2a e della nostra grandezza.
Quasi ogni particolare delle il:ustrazioni, delle
visioni attuali potrà avete il valore di simbolo.
Alcuni lo hanno già. C'è stato un tempo
prima della gue.til'a ,
in cui in ogni scena disegnata o fotografata dove si tendeva a mamfestaa-e il più nuovo e ardito gesto del progresso e ddlo slancio umano,
apparic:a un automobile; era questo il simbolo
della modernità, siccome nei romanzi, n ei d rammi e nelle fantasie. alla vecchia maniera, il ca•
vallo e il cavalcare erano l'espressione caratteristica della suprema signorilità. ·
anoor
Noi riportiamo per naturale inclinazione la
maggior parte delle nostre imp!Tessioni a1l'automobile. Da qualsiasi parte provenissero, da corrispondenti di giornali, da dilettanti, da combattenti, dal Comando Supremo, tutte le fotografie e gli schizzi della guerra, compreso quelli magnifici tracciati dal Pogliaghi e dal Sartorio e che della guerra vogliono porgere un segno vivo ed espressivo, ritraggono in qualche
guisa l'automobile, sia una vettura, sia un autocarro, sia una fila di camions, sia una schiera di autoblindate, sia un traino automobile di
artiglieria. L•automobile è onnipresente n elle
scene del:a guerra e ne t: il distintivo.
Ma anche adesso, anche nelle fotografie e
neli!e illustrazioni delle scene e degli spettacoli
de.Ila pace si ~pete quasi con la stessa hequenza questo mobivo. Noi che scorriamo tanti giornali e t>elÙodici illustrati siamo rimasti colpiti
dalla frequente apparizione che vi fa l' automobile. Abbiamo notato nelle vedute pu:r tanto
differenti e V1aine e dO'V.e mutano i luoghi, i personaggi, i costumi, gh avvenimenti, il ripetersi
di un elemento comune, quasi immancabiile che
assume pertanto il cairattere di un emblema.
Questo elemento comune è ancora e sempre
l'automobile, è ciò che ancor più notevole, quasi sempre è un· automobile FIAT.
Ecco il ·pmmo veicolo italiano che irrompe
festante è liberatore di Til'ento itaDiana, è un
autocarro FIAT. Ecco le' schiere redentrici dhe
arrecano soccorsi e viveri .aMe popola21ioni delle
terne liberate, e sono colonne di autodarri FIA T.
Ecco gli inolilli condotrieni della vittor;ia, Diaz e
&doglio che passamo per le vie di Roma ed
è una vettura FIAT, che fa loro da ca11TO trionf aJe. Ecco il Re buono e vittooiioso ohe sbarca
a Trieste e arriva al palazzo di città, ed è una
133
LE I . I. I . = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = == = = = = = = = = = = = = = =
vettura FIA T che lo conduce. Ecco al monumento di Dainte a Tirentlo, le autorità italiane
che rendono omaggio al Poeta di nostra gente,
all'auspice saaro dell'Italia, ed è ancora una
vettur~ FIA T che qui si vede. Ecco nelle nostre
città im bandierate e plaudent,i pass>aire sotto una
pioggia di fioTi i cortei dei mutilatri e d~ marinai eroici e sono veicol~ FIAT, che trasportano
gli eroo. Ecco Wilson, il nobi!e ~ostolo della
lega delle na:zrioni, ospite del popo•lo italiano,
dare da Torino l'addio a tutta la nosllra terra,
ed è da una vettura FIA T che si è diffuso il luminoso sorriso del Presidente.
E continuiamo olt1re J' enumerazione già lunga
e che potrebbe proseguire interminabilmente.
Già così è più che esuberante per testimoniare,
oltrechè la presenza, la connessione della FIAT
ad ogni grande evento nazionale e mond~ale.
Ultimamente una fotografia appaTSa sui nosb11i e sui giomali esteri ci mostrava un gruI)IPo
di vetture FIAT con al volano di ognuina un
soldato vittorioso delle varie nazioni dell' Intesa.
Ogni soldato rappresentante del suo popolo a-
,
= ===
veva voiluto mostrarsi sulla sua macchina fedele che r aveva condotto alla vittoria. Ma se
diversi erano i soldati, se a fianco de<ff,italiano
figurava l'~nglese, il belga, !'<americano, il francese, le macchine erano tutte di una nazionalità e di una marca, tutte italiane, tutte
FIAT.
ETa la fronte unica rea'.izzata dalla F IA T .
Ma adesso ecco il Re ed ecco Wilson e domani Re Giorgio e Poincarè viSIÌtare reciprocamente le naznoni paci~icate su vetture F IAT ,
ed ecco i veicoJ.i industriali e le trattrici agracole FIAT coadiuvare nella restaurazione feconda i pacifici lavoratori di tutto il mondo ad
attestare la nuova potenza dell'industria italiana nella pace.
.
Potremo vedere in un gruppo g'.i operai ed i
contadini delle nazioni libere, come abbiamo
vùsti i soldati alleati sopra e intomo alle macr.hine di un solo paese e di una stessa marca.
E saTà il simbolo del1a FIAT nella pace .
Sarà la lega ne11e nazioni realizzata, prima
che dai triattati, dalla F lAT.
S. M. il Re, su vetlurlJ FI A T , lascia il Palazzo del Municipio a Trieste in mezzo alla folla acclamante.
134
===~== == ====== ===== === ===================« RAT»
Il corteo del Presidente Wihon ottrooerto le vie di Torino su aulomobili della Societii FIAT.
135
LE/. I. I.
=================
========-' = =========== =
Tra l'Adige ed il Brenta.
Una Sezione di autocarri militari FIAT nelle regioni degli
Altipiani.
136
-------=--=== =- ==========================« AAT»
Colle di Monginevro. - Convoglio di autocarri FIAT di
un' armata passante il colle.
137
LE/. I . I .=--========== =
• -=== =====================-
Autocarri militari FI AT del
1.0 Autopar co m attesa del
carico.
138
========================--===---=-==----=« RAT »
l a F I AT
111
Frnncia.
139
LE I I . I . - - -
= = - - - - = = = = == = = = = - - - - - = -
= = = ==== = == == ==
I Nuov1ss1M1 MonELLI 1919-20
La FIAT dopo aver validamente contribuito alla Vittoria
degli alleati con le sue migliaia di autocarri, di m otori
per aviazione, di mitragliatrici, .trasfonde ora in opere di
pace l'attività temprata n ello sforzo di guerra.
li suo nuovo programma di costruzioni realizza la perfezione, confermandone la fama meritatasi in tutto il mondo.
LA VETTURETTA
MODELLO
140
501
Il Modello 501, primo della nuova serit, è la vettura leggera ideale, la quale aJl'eleganza della linea unisce la più
completa e moderna finitura meccanica, la maggior leggerezza e solidità, la più alta economia di costo e di esercizio.
Il motore, a 4 cilind ri, 12-16 HP, imprime alla vettura
una velocità oraria superiore ai 70 Km.
la carrozzeria, tanto di tipo aperto come chiuso, contien e
4 comodi posti ed ogni maggior_finitura e pratica eleganza.
I l L-a.n1ficio Pietro.
Ca.zzola. di Schio
Il Lanificio Pietro Cazzo/a di Schio è una di
quelle fiorenti industrie che ormai da lunghi anni vivono saldamente nelle provincie venete. Già
prima della nostra guerra esso si era validamente affermato non solo sul mercato nazionale, dove occupava uno dei primi posti, ma anche ali' Estero, dove teneva brillantemente fronte alla
concorrenza di altri paesi.
Specializzato da molti anni nella produzione
delle stoffe di lana e mezza lana per signora e
per uomo, specialmente in tipi andanti, di mezzo prezzo, . gode fra i negozianti grossisti di tali
articoli, la più meritala fama, ed i suoi prodotti
sono preferibili per la morbidezza degli impasti,
per la noività ed il gusl.'o dei disegni, che garegg>ano con que-~i deii tessuti inglesi di maggior
Stabilimento di Schio
Sorto or sono quarant •anni per iniziativa e per
la fattiva volontà di un uomo di azione, quale è
J' attuale suo Consigliere Delegato, signor Luigi
Cazzola, vero cavaliere di un lavoro intenso e
fecondo, andò man mano pr,o gredendo ed af_
fe;mandosi sino a che, nel 1901, si costituì nella
attuale società anonima, rimanendo sempre sotto la vigile ed oculata direzione del suo fondatore.
li Lanificio Pietro Cazzola, come è ora sistemato, e persino ingentilito nei suoi varii reparti
con dei fiori e robuste piante, dispone del macchindrio adatto per la più completa lavorazione
dei panni di lana, dalla preparazione delle miste
a'l la rifinizione del tessuto. Possiede i più moderni apparecchi, che rappresentano quanto di meglio si è ottenuto sinora nella tecnica dell'industria laniera, ed è in grado di produrre largamente i più svariati tipi di tessuti.
prezzo, e per i prezzi modicissimi che gli sono
consentiti dalla larga produzione in serie dei
ti.pi di maggior consumo.
Pnima della guerna faceva direttamente l' esport1azione dei suoi prodotti fino nel lontano
Giappone e nell'Africa australe. La guerra ha
purtroppo annullato il frutto di tanto lavoro ed
anz:i, dalla la sua ubicazione sotto il fuoco nemico, in momenti tristissiimi per le nostre armi, il Lanificio Cazzola dovette emigmre sotto
altri cie~i.
Fu impresa davvero erculea quel:a che una
così grande azienda industriale dovette allora
compiere, provvedendo in uno strettissimo spazio di tempo, con scarsi mezzi e sotto il tiro
dei cannoni nemici, allo smontaggio ed al trasporto del proprio numeroso, svariato e delicato macchinario, a c'Vrca 250 klometl'i lontano
da11-a sua oniginania sede. dove seguito dalla
141
LE / . /. / .
--===
==================~=================-'
Reparto T easitura
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - == = == =
LANIFICIO PIETRO CAZZOLA
Motori
maestranza, s1 ncosbituiva con sacrifici e lavori
ingentissimi, e rn.prendeva il suo ritmo produttivo, come se mai si fosse mosso dal suo luogo
di origine.
Fra le opere titaniche compiute dai soldati
e dalle popolazioni del Veneto, per sottrarre al
nemico tanlJa fonte di ricchezze, in quelle tra~che vicende, va citato, a titolo dn onoTe, iJ
tenace lavoro e lo spiroto di abnegaz.ione con cui
fu.i salvata la vita e I' aivvenire di questo grandioso stabilimento.
Finita 011a, gloriosamente. 1a guerra nazionale, il Lanificio Cazzola si a~presta a ritornare alla sua sede di Schi::>, dove rioccu,perà i
suoi pittoreschi locali, che occupano un· ama di
circa 30 mi1a metri quadrati. La quale, ricca
di leggiadri villini per gl'impiegati e dl oase per
gli operai, sfidò vittoriosamente la &elvaggia iracondia nemica ospitando numerosi repaTti e
servizi d'ogni arma del nostro glorioso Esercito e delle armate aUeate.
·
È ,;la augm,arsi prossimo il giorno in cui la
bella e smeraldina conca di Schio, che vide
tante pu.g\l"\e e la cui terra fu ba~nata di tanto
sangue, e nel suo grembo accoglie le sai1me di
tanti eroici soldati sacrificatisi per la Pallria,
risuonerà anoora del festoso rombo delle mac•
oh.rne, dopo di aver per tanto tempo ribattuto
gli eclri delle artiglierie. Così che le sirene degli stabilimenti non annunceranno più la imminente insidiia nemica, ma chiameranno invece l'operaio al tran(JUiUlo lavoro. Laonde,
scomparse le opere di guerra, la industre cittadina si slancierà come per lo passato nell-e vie
del febbrile lavoro di paoe, oertia di riacquistare
tutta la sua antioa proprietà industniale e un
,avvenire ancor più r.icco di l::enessere, di civiltà e di pace sociale.
In tal giorno i preposti del Lanificio Cazzola,
ri~gendo lo sauardo al passato e ricordando
le traversie superate ed i pericoli corsi, r.ipensando · al lavoro compiuto nonostlante tante avv-;rsità, potilanno dichiararsi orgogliosi e soddisfatti oer aver compiuto un'opera degna dell'ammirazione e della roconoscenz.a del paese,
che mercè loro, ha vista conservarsi attiva una
promettente industria, che diede possentemente il suo oontn-ibuto nel tempo di guerra ed è
ora chiamata ad assurgere al meritato posto
nel!e pacifiche gare del lavoro.
DOCKS LIGURI
GENOVA
La Società Anonima Docks Liguri, con capitale di L. 4.200.000, - originariamente Docks
Vinicoli - costituitasi nel 1899, metteva a completa disposizione del Commercio Vinicolo i
grandiosi Stabilimenti, da essa Società costrutti
sul Ponte Morosini ed eserciti in forza della
concessione 7 Settembre 1899.
S uccessivamente estendeva il proprio servizio
ti, i nostri Magazzini Generali di Sampierdarena hanno attualmente la potenzialità di 50.000
T onn. e con la normale rotazione di tale quantità, si intuisce l'enorme sviluppo che tali Magazzini potranno avere e di quale immenso vantaggio essi potranno essere per lo sfollamento
del Porto.
È. opportuno far rilevare come i Magazzini
Facciata principale.
alle Merci V arie, e, contemporaneamente, in
previsione dell "ampiamento del porto di Genova, si rendeva acquirente "dei Magazzini Garibaldi & Capello in Sampierdarena, trasformandoli in Magazzini Generali, secondo il dispositivo della legge 17 Dicembre 1882, e ampliandoli con la nuova costruzione di grandiosi Stabilimenti che oggi hanno la capacità di 50.000.m 3. oltre un'estensione di terreno di circa l0.000
metri quadrati - di proprietà ex-Balleydier, corredati d i amp; capannoni, per c ui oggi è possibile poter svolgere il programma prefissosi dalla Società di poter cioè essere la vera valvola,
per lo sfollamento d.,el Porto di Genova. lnfat-
144
0
Generali di Sampierdarena, eserciti a norma della legge 17 Dicembre 1882, N. 1154, sono gli unici Magazzini in Liguria che possano emettere
warrants.
Il Consiglio di Amministrazione della Società
è così composto :
Presidente: Alberti Cav. Uff. Giovanni.
Vice-Presidente: Calegari Comm . Roberto.
Consiglieri. Casella Cav. Michele - Carettoni
Alessandro • Frigerio lng. Paolo - Oberti Professor Rag. E. Raffaele • Richelmy Avv. Commendator Piero - Rusca Cav. Giovanni.
Direttore : Dottor Francesco Ciurlo.
e:
= = = = = = = = = = = = = = = = = = = =- = = = = = = = = = = = = = = = =
DOCKS LTG URI
Un m agazzeno a pianterreno.
145
IO - I . I. I.
LE I . I . I. - - = = = -
- - = = = = = = = = == = == == = = = = = = = = = = = = == =-:- ~ = = =
Piazzale interno.
Piazzale esterno oi,to a
'. 146
110/0
d'uccello
( •I ,logo
Generale Permanente della lnd118lria ltaUana.
[TRASPORT I - Navigaz. - Automobili - A viaz.ione)
Unione Marittima Internazionale
·
SOCIETA' ANONIMA COOPERATIVA DI PREVIDENZA
.
AUTORIZZATA IN CONfORMITÀ OHLE VIGENTI LEGGI
SEDE
SOCIALE
IN
.
ROMA
AGENZIA PRINCIPALE RAMO TRASPORTI
I
u
FIRENZE -
177-8
VIA DEI
Società
Costruzioni
PECORI , I
Hdriatica
Reronauticbe
······························
ORTONA A MARE
(C hieti )
............................. ••••••••......................... ..•...•.••••.•••........•.•••••••
SEDI!:
ANINIINISTlllltATIVA
~
Per inforrnazioni r i volger s i alta
''
S.A.C.A. ,,
··············································· ... ················································
Telegramm i " S . A . C, A . ., Ortonama'r e .
Nel mettersi in rapporto con i nostri signori interzionidi, è 4emprc utile citare le
« I.
I. I. •
147
Catalogo Generale Permanente della l ndustria Italiana.
SOCI ETA DI TRASPORTI
I N T E R N A Z~I O N A L I
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Fabbrica di Locomotive.
.......
8 9 IO 11 12 13 14 15 -
f~
Costruzione di Carrozze e Vagoni /erro- i
viarii.
Fabbrica di cannoni ed affusti.
Costruzio ne di motori a scoppio.
Fabbrica di siluri.
Costruzione di aeroplani e campo di aviazione.
Costruzione di macchine-utensili.
Costruzione di macchine agricole.
Cantiere navale.
'h
. .. . . . . .~··················♦♦♦♦♦♦♦• ♦♦ t+♦♦♦♦♦♦♦♦♦
Nel metterai in rapporto con i nostri sign or_i inserzion isti, è sempre ulilB citare le « I. I. 1.••
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3
Catalogo Generale Permanente della Industria Italiana.
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[SIDERURGICHE • METALLURG .• MECCANICHE)
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-BIAKMETAL
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BOLLETTINO 'M ENSILE DELL'UFFICIO STUDII DEGLI
STABILIMENTI "BIAK ~~
ING. A. POUCHAIN
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SOCIETÀ IN 4ccOMANDITA PER AZIONI
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CAPITALE L. 7.000.000 INTERAMEN. VERSATO
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Il BOLLETTINO N. 14 del Biakmetal annnncerà
· una delle poche scoperte metallurgiche fatte
dalla guerra .
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È un metallo INTERAMENTE ITALIANO, fatto
con minerali ITALIANI, con mezzi termici
ITALIANI - nessun altro metallo lo è.
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È (come tutti i Biakmetal) un metallo ad elevate
caratteristiche.
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È UN METALLO INOSSIDABILE.
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NB. - La Direnone del Bollettino, a S('mplice richiesta, farù
invio agli intere&sati delle pubblica:ioni sue per omaggio
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DIREZIONE
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GENERALE
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AMMINISTRAZIO
T ORI NO
CORSO STUPINIGI, 12
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È fra i Metalli (fuori del ferro) il più a BUO1"
MERCATO che esista attualmente in qualsiasi paese.
,..
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E:
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TELEFONI 86-93 e 41-25
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7-8
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Nel metterai in rapporto con i nostri aiBnori inserzionisti, è ,empre utile citare le • I. I. I. •
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( 111alo110
Generale Permanente della Industria. Italiana.
(SIDERURGICHE. METAU.URG.• MECCANICHE)
SOCIE.TA ANONIMA ITALIANA
GIO. ANSALDO
FIUMARA
SA MPIERDARENA
S t abilimento della
-<81 e~
Riparto Apparecchi ed !strumenti a misurare.
, Calibri di misura circolare, lineari e a ferro cavallo - Apparecchi di precisione
in ogni genere con gradazione fino a 1/ 500° di m/ m. - Piani di riscontro di
qualunque tipo e dimensione.
Riparto Ut~nsili da Taglio.
Punte elicoidali a gambo conico e cilindrico - frese d'ogni genere in acciai
al carbonio e rapido - frese a lame riportate - Alisciatoi con coda conica e
cilindrica per calderai, per alesatrici e per macchine automatiche - Creatori
per ingranaggi elicoidali e cilindrici, maschi e filiere.
STUDI particolari ed attrezzature analoghe per ogni lavorazione speciale.
Riparto Attrezzi.
Mandrini autocentranti ed a morsetti indipendenti di qualunque diametro Mor:;e parallele per banco e per macchine - Bride da tornio - Apparecchi di
fissaggio in genere.
Riparto lavorazioni automatiche da Barre.
Dadi, Bulloni, Rondelle, ecc. ecc.
Riparto lavorazioni automatiche da nuclei fusi o fucinati.
Pistoni per motori a scoppio, locomobili, locomotive - Dischi per ingranaggi
fino al diametro di m/ m. 410 - Mozzi per Automobili e diversi, ecc.
Riparto speciale.
Qualunque pezzo meccanico in serie da rn/ rn. 3 a m/ m. 85 se ricavato da barra,
e da m/ m. 70 a m/ m. 410 con sporgenza fino a m/ m. 320 se da pezzi fusi o
fucinati.
Riparto Acciai.
Acciai da utensili sia al carbonio che speciali e rapidi - Acciai per qualunque
genere di utensileria - Acciai speciali per filiere - Acciaio per cuscinetti a sfere
e per sfere - Acciai speciali al forno elettrico, ecc.
O• lii
Nel mettersi in rapporto con i no,tri aignori inser.zioni,ti, è sempre utile citare le e I. I. I. •
5
(SIDERURGICHE • METAU..URG. . MECCANICHE)
CataloRO Genera.e Permanente della Industria ltaii ..n ,.
l\Iodello N. 4
ToRNI A REvoLVER "WARNER & SWASEY,,
. .
per i lavori di prec1s1one
Perchè: il perfetto allineamento fra il mandrino e la torretta; l'accurata lavorazione dei pezzi costituenti e la comodità dell'aggiustaggio delle parti usate; la
corretta relazione fra velocità ed avanzamenti assicurano la massima produzione.
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N. 1: barre 16m/m • N. 2: barre 2Sm/m • N. 4: barre 37m/ 01
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Telefono 14-65
lndiriuo Telegrafico: ALMACOA-TORINO.
Filiali: MILANO • Via P. Umberto, 2 . Piazza Cavour, S
Telefoni 10-038 - 10-039 - 10-040
GENOVA . Palazzo Nuova Dorsa, S8 - Tel. 40-SS
11·2
6
N..1 metler$i in rapporto con i notlri ,ignori interzioni,li, è sempre utile citare /e • I. I. I. »
( 'atalOijO
Generale Permenen le della Industria lta!ia:ia.
(SIDERURGICHE - METALLURG. - MECCANICHE)
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(Torino) Frazione Regina Margherita
U110
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a G a s. p o 'ber o ed il l u m in a n le
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Ne/ meller$i in rap porto con i nostri signori inaer.::ioniati, è ,cmpre utile citare le
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I. I. I. •
7
Catalogo G enerale Permanente della Industria Italiana.
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{;e/ mettersi in rappc rto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare /e e I. I. I. »
(SIDf.RURCICHE - METAll..URG .• MECCANICHE)
'11ctl ~IJO Generale Permanente della Industria Italiano.
f !EiFUIE!ltA mCHIVAS~o
SOCIETA IN NOME COLLETTIVO
C ON
SEDE IN CHIVASSO
t/FF/C/0 PBI? LA VEAVIZ1 OB/ Sf/0/ PROLJ0 7'7'/
lia J. (ìvinlin(J f9 - TORJNO - V),, ,S (ìvinlino /.9
T-ELE6RA FICO
/HD.lll/ZZO
{
f CHIVASSO : FERRIERA
l TORINO
: S lDE ROS
CHIVASSO N'• 44
TORINO N°89-60
TELEFONICO
ACCIAIERIA-LAMINATOI
PER l'RODVZIONE
DI
LINGOTTI BILLE TTE S
TI E J'A GOAIA TI
~
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I Q, U
Ne/ mettersi in rapporto con i nostri si11nori inacrzionisti, è sempre utile citare le • I. I I
1
9
[SIDf.RURGICHE . METAUURG. - MECCANICHE)
Catalogo Generale Permanente della lndust:ia ltalia.na.
FOURS ROUSSEAU
SOCIETÀ ANONIMA - CAPITALE FRS. 2,500.000
ARGENTEUIL ('Parigi)
Fomi brevettati rovesciabili, a manotlra idraulica o meccanica, con focolare
gasogeno, a crogiuolo da 50 a 600 Kg. di capacità. • •••••••••••••••• ■
Forni brevettati a rombustione integrale, funzionanti a carbone, coke o legna,
per la fusione del rame e sue leghe.
• •••••••••••••••••••••••••••••
Forni ad olio pesante, funzionanti con ventilatore comune o con compressore.
Forni speciali di grande •capaciti! per Alluminio da 30 a 450 Kg. di metallo
fuso in una sola rolla. • •••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••
Forni amotlibili mantenenti ill f usio11e l'Alluminio per le fon dite in conchiglia.
Forni ad olio per acciaio e nickel. ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ • • ■ • • • ■ • • • • • • • • • • • • • • • • •
Migliaia di Forni « Rousseau > si trovano in funzionamento in tutto il mondo.
• • • • • • • • • • • • IM'PIANTI COM'PLETI 1>1 FON1>ERIE • • • • • • • • • • •
F .A'B'BRICAZJONE FRANCESE VI CROGIUOLI IN GRAFITE
'PER
:l_UALUN!l.UE
M E TALLO
Specialità : Crogiuoli di grande capacitiJ per fomi rovesciabili. ■. • • • • • • • • • • •
Crogiuoli speciali con e senza « brasquage > per nickel e per acciaio. • • • • • •
Guarnizioni di forni e qualunque pezzo su modello o disegno, in gra/ite od in
terra extra-alluminosa per altissime temperature. • • • • • • • • • • • • • • • • • •
Soecialità: Tubi, tappi e sedie per le colate di acciaio- • • • • • • • • • • • • • • • •
Agenti Generali per l' Italia e Colonie:
17• 8
10
CHJAM'PAN
GE N OVA •
Cl
'BENE'DETTJNJ
'Piazza Colombo, 11
·
Nel mcllcrsi in rapporto con i nastri ,ignori inserzioniati, è sempre utile citare le e I. I. I. •
Caia!ogo C : n:rale Permanente della Industria ltalia:ia.
[SIDERURGICHE - MET ALLURC. - MECCANICHE)
Greenwood & Batley, Limited
Albion Works - LE ED S.·- Inghilterra
Fucinatrici orizzontali brevetto " Horsfall' s ,,
per bolloni e dadi
Fucinatrici verticali brevetto "Vincent's ,,
• per bolloni e rivetti
Macchine per la :6nitura di bolloni e dadi
Macchina per ricalcar• rivetti a freddo.
~enti:
A. & M.
T•••lono , 32·26
S p•ed - To .. lno
'l••••..••
f_lli
TORINO
RU BATTO
4 , Via Passalacqua
Nel metterai in rapporto con i no,tri signori in,erzioni,ti, è ,empre utile citare le • I. I. I. •
Il
Catalogo Generale Permanente della Industria ltalian:i.
[SIDERURGICHE. I\IET ALLURG.• MECCANICHE!
-
r.4
i
AGENZIA GENERALE PER L' ITALlA CON DEPOSITO
ALBERTO .DEMICHELIS
Via Monti N. 14 T Q R I NO
2 1·2
12
Nel metterai in rapporto con i nostri signori inserzioni•ti, è •empre utile citare le
«
1.11. I. •
C'Malogo
Generale Permanente della Industria ltaliann.
[SIDERURGICHE - METALLURG. - MECCANICHE)
Aratro Nazionale!
Un grande reparto delle
FONDERIE edACCIAIERIE
di TERNI
è in piena produzione, e dà, nei principali tipi,
le migliaia di aratri che possono abbisognare al1' Agricoltura Italiana.
~· ·
La FEDERAZIONE ITALIANA dei CONSORZI AGRARI di PIACENZA, si è assicurata questa produzione, del cui collocamento sono
incaricate le ASSOCIAZIONI AGRAR IE
COOPERATIVE DI TUTTA ITALIA .
.
Nel melle"i in
rappo rto con i no.tri s ignori in serzionisti, è sempre utile citare le « I.
I. I •
Il
C3talogo Generale Permanente della Industria ltaltana.
[SIDERURGICHE - MET ALLURG. - MECCA~ICHE]
OFFICINE
MANFREDI BONGIOANNI
Società Anonima con Sede in MONDOVÌ
Capitale versato L. 3.400.000
Stabilimenti in Mondovì-Fossano -Cuneo -Margarita
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===========
per produzione acciaio e ghisa GETTI IN ACCIAIO ED IN GHISA su
modelli o disegni - ACCIAI SPECIALI - GHISE SPECIALI per industrie diverse.
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SERIE COMPLETE di tutte le macchine più moderne per la lavorazione del legno.
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MACCHINE PER PRODUZIONE LATERIZI
Impianti completi per produzione continua di ogni tipo di laterizio
partendo dall'argilla appena scavata.
Disintegratori di argilla brevettati di alto rendimento.
Presse per tegole a grande produzione.
Progetti e Preventivi Gr a.tis a richiesta - Esportazione
GRANDE PRODUZIONE di ARTICOLI m GHISAt per ediliziat igienet ecc.
PRODUZIONE DI ASSI IN FERRO fucinatit per carri e carrette.
27-8
14
Nel meltersi in rapporto con i noalri signori inaerzioni,ti, è aempre utile citare le
1
c 1. I.
I.•
(.' •toloao Generale Permanente della Industria Italiana.
[SIDERURGICHE - MET ALLU.~G. - MECCANICHE)
C. · I. B. ·S.
Compagnia Italiana Bronzi
Speciali
(STABILIMENTO AUSILIARIO)
FO NDERIA
E
OFFICINE
TORI No
Indirizzo telegr.
CIBS • TORINO
· Veduta Eenerale dello Stabiliment».
'Bronzi " C.I.'B.S. ,. e 'Bronzi fosforosi " C.I.'B.S. ,. in getti e lingotti.
Leghe tlarie • Ottone • Alluminio in getti e lingotti,
'Bronzi antifrizioni "C.1.'B.S.,. per cuscinetti in getti e lingotti,
Metalli bianchi antifrizioni " C,J,'B,S, ,.
l~EGHE S'PECIA.LI: Ram~ fosforoso 15 °/o • 10 °/o RA.ME MANGANESE,
Stagno fosforoso • Stagno manganese - Ferro• Zinco• Alluminio in poltlere.
'Pi.stoni Cuscinetti e 'Boccole per Motori, 'Pompe ed IniettQri, ecc.
Nel mettersi in rapporto con i noslri ,ignori inserzionisti, è aempre utile citare le
1.
I. I. I.•
15
Catalogo Generale Permanente della Industria Italiana .
[SIDERURGICHE • METAU.URG.• MECCANICHE)
UNO DEI MAGAZZENI PER I PEZZI SEMI LAVORATI
CUSCINETTI A SFERE
SF·ERE· IN ACCIAIO
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velocipedi - Oggetti di lamiera di ferr o
o di ottone imbottiti - Oggetti in ferro o
in acciaio temperati e rettificati - Calibri
di qualunque natura
B
B
.0
B
.B
..
OFFICINE VI VILLAR PEROS'A
VILLAR 'PEROSA ('Pinerolo)
T ele/.: s. Germ ano Chisone, 5 • Teleg ,: Officint1 • Villar 'Perosa
16
( Ll,bu Cod• usedJ
Nel mettersi in rapporto con i nostri signori ìnser2ioni.ti, è sempre ulile citare le e I. I. I. >
(SIDERURGICHE - METALLURG. - MECCANICHE)
C l41uwo Generale Permanente della Industria Italiana.
,,
I· L
ALTIFOR·N I
ACCIAIERIE D'ITALIA
E
.Società Anonima con Sede in ROMA
CAPITALE
0
L. 300.000.000 INTERAMENTE VERSAT O
Cotnprende:
IO Grandi Stabilimenti siderurgici :
a P iombino, Portoferraio, F ol!onica, Savona, Sestri Ponente , Pra, Bo!zaneto . S. Giovanni
Va ldarno, Torre Annunziata, Bagnoli di Napo!i.
12 Socie tà Minerarie, ripartite come segue:
7 per l'estrazione del minerale di ferro,
I
»
J>
manganese.
4
»
della lignite,
oltre diverse Cave di argille rehattarie, di Castina, di Dolomite e di Quarzite;
5 Società e Stabilimenti di prodotti refrattari, silicei, silico-al!uminosi, al'.uminosi-magnesiaci;
I Società di Navigazione: « Il Lloyd Mediterraneo >> con sede in Roma e capitale di 100.000.000
d i Lire interamente versato. 30 vapori con oltre 100.000 T . di stazza, 2 Cantieri '.\!avali, a
Piombino e a Bagnoli.
Controlla ed è unita a:
IO Socie tà di Costruzioni Meccaniche e Meccanico-Navali
ed è interessata in altre
8 Società Elettriche, Elettro-Siderurgiche ed Elettro-Meccaniche.
Rappresenta:
Un milione .di tonnellate d'acciaio prodotte annualmente.
Due mi!ioni di tonnellate di materiali estratti.
Una forza di oltre 120.000 H P, installati nei soli suoi Stabilimenti Siderurgici,
E 50.000 operai impiegati.
P rodu,cet
C hise per aifinazione e per fonderia, speciali per pezzi di macchine; ferro specµlare;
I ingotti d'acciaio Martin e Bessemer; blooms, billettes, rotaie, m'ateriale minuto d'armamento di ogni profilo e dimensione ferroviario e tranviario; travi e profilati d'ogni genere e dimensione; lamiere e lamierini, bande nere zincate e stagnate {latta); moietta;
L rtti in ghisa, in acciaio, in bronzo; tubi per condotte d'acqua e di gas e relativi pezzi spec iali, punte di Parigi;
·
,-\unii, molle, bolloni, filo lucido, ricotto, zincato, ramato, corda spinosa, funi metalliche.
< nkr metallurgico e sottoprodotti : solfato ammonico, catrame, benzoli, ecc.; Cemento d i
loppa, carbuto di Calcio, leghe siderurgiche e acciai speciali elettrici.
Per corrispondenze: .,
I LVA,,
'l'cr Telegrammi: " I LYA ,, Roma
=
=
ROMA, Corso Umberto I, 128
CJelefoni: 8-:5 - 17-21 - 39-87 - 87-21
4 Il
I I
Nrl mettersi in rapporto co n i nostri' aignori inse rzionisti, è sempre uli/e cilore /e e I. I. I. »
•
17
Catalogo Cenc:ale Permanente della Industria Italiana.
[SIDERURGICHE - Ml:.TALLURG. • ~ECCANICHEI
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•• ENGINEERING C~ (ITALY) LTD .
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: MACCHINARIO PER
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RINNO~AZIONE
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MATERIALE FERROVIARIO
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MECCANICA
GENERALE
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SEfJE 'PER ùL'ITALIA: I,:
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MILA~O
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TELEFONO 31-22
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SUCCURSALE:
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. CORSO VITTORIO EM.
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PIAZZA CASTELLO N. 5
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Nel mcllcr,i in rapporto con i noal,i ,ignori inscr=ioniali, è sempre utile cilore /e &l.
I. I. •
.
1
11alo 10 Cene11,le Permanente della Ind ustria ltal,a:1a.
[SIDERURGICHE . ;\,!ET ALLURC. - MECCANICHE)
Fl6LI UI SILVIO SBNTtN·t
f ERRBRB .
FUORI PORT~ RENO
FobbriCH
Lomuode
Cbincoglierie -~~
ffrlicoli
casolingbi
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Nd mcttcrii .,., rapporto con i n oalri aignori inser:ioniati, è sempre utile citare le
e I.
I. I. •
Catalogo Generale Permznente della Industria Italiana.
[SlDERURCICHE • METALLURC.. MECCANICHE]
I
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DIVERSI TIPI DI MATTONI REFRATTARI CHE
ABBIAMO SEMPRE S □ TT□ MAN □ NEI NOSTR I
DEFOSITI
zo
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Ve/ mct:ersi in rapporto con i nostri signori inserzionidi, è sempre utile citare le
e
I. I. I. >
~••lci:u Cene raie Permanente della Industria Italiana.
!SIDERURGICHE - MET ALLU~C. - MECCANICHE)
FABBRICHE
RIUNITE
WAY-ASSAUTO
SE D E,
SOCIETÀ ANONIMA
A:\l~JI~l STRAZIO:'lE
TORINO
CAPI TALE L. 1.000.000
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SPOLEITIFICIO - PROIETIIFICIO - BOLLONERIA - TRAFILERIA
P RTI D' AUTOMOBILI - MECCANICA D'ALTA PRECISIONE
STABILIMENTI: ASTI-MILANO
DEPOSITO . . :
T
oRINo
I OU\ITORJ DEI MINISTERI DELLA GUERRA E DELLA REGIA MARINA
l r h 11r,1111mi : WAYASSAUTO
-
Telefoni: ASTI DIREZIO:'iE 1-93 - TORINO 5-11 - MILANO 30-139
\ 'cl mettersi in rapporto con i nostri signori inserzionisti, è sempre utile citare le • I. I. I.>
21
C atalogo G enerale P ermanente dellll Industria Italia na.
[SIDERURGICHE. MET A LLURG.• MECCANICHE!
FORZA· MOTRICE
G ROss ·t EV
S EN Z-A (tAR BO NE
COMBUSTIBILI : Torba - Ligni te - Sansa - Lolla di riso o di frumento
Segatura, trucioli, scheggie, cortecce di legno - Vinaccia - Scorze esauste
delle concerie - Gusci di mandorle - Cascami di sughero, ecc., ecc.
GASSOGEN I PER L A PRODUZ I ONE DI GA S .P E R
US I D I RI SCA L DAMENTO INDUSTR I ALE
I MP IANTI A RECUPERO D I SOLFATO AMMO N IC O
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SOC IET A (T ALIANA MOTORI CROSSLEY - ftREN~E
59-0
22
Agenti e rappresentanti nei principali centri.
Nel mette rsi in rapporto con i nostri signori inserzionis ti, è sem p re u tile citare le • I. I. I. ;
.....
Ca1alo30 Generale Permanente d ella Industria Italiana.
(SIDERURGICHE • METALLURG.• MECCANICHE]
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icl.
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CARATTERISTICHE E DESCRIZIONE
D-ELL'IDROVOLANTE QUADRIPLANO
L e caratteristiche dell'idrovolante R4 con la cellula qua- pale e:I un'elica propulsiva pure a 4 pale poste in tan.
driplan a sarebbero le seguenti :
dem, di grande diametro e costruite di bronzo speciale.
Anteriormente e posteriormente alla carlinga vi è posto
Superficie a lare
mq. 800
un radiatore a nido d" aoe oer il raffreddamento delle
Peso a nicno carico
Kg. 32.000
rispettive coppie di motoi.
·
Potenza ;.,,otrice
Ht'. 4000/5000
Al di sotto dei radiatori vi sono i serbatoi dell"olio
Peso a vuoto
Kg. 12.500
completanti il carenamento.
Peso utile
Kg. 19.500
Al centro della carlinga, fra le due coppie dei motori
Velocità oraria
Km. IS0/ 160
vi è una cabina per i motoristi con tutti gli istrumenti
Peso per mq.
Kg. 40
di controllo dei motori, le messe in moto, nonchè il quaPeso per HP.
Kg. 6.5/ 7,5
dro delle segnalazioni elellriche dei comandi trasmessi
Apert l'ra d'ali
mt. 50
dal Capitano del velivolo.
Lt:nghezza
ml. 25
Intorno alla carlinga, nell"intemo, vi è una passerella
Altezza
mt. Ilper permettere ai motoristi di sorvegliare il funzionamenPassiamo ora alla descrizione dell'idrovolante quadri- to dei motori in moto o di compiere le eventuali e piccole
plano. L'idrovolante si comi>one di 2 grandi galleg- riparazioni che si ritenessero necessarie durante il volo,
gianti a forma di canotti i>osti in parallelo. sormontati da potendosi fermare un motore indipendentemente dagli alùna velatura quodriplana, la quale sostiene al centro una tri pur mantenendo l'elica in moto.
ampia navicella a cabina per i passeggieri e per la poAl centro della cellula, ed occuoante in altezza la sola
sta ed ai lati due serie di doppi motori conassici con parte centrale, vi è la navicella a ·cabine !)er il comando
relativa cabina per i motoristi. Poslerio,mente ai due del velivolo, per i passeggeri, per la posta, ecc.
canotti viene fissata la coda composta di una cellula biLa navicella centrale. a forma di sigaro avana, è coplana costituente il piano lisso e mobile e di tre timoni struita in trav:ilura di legno rinforzata con tubi di acciaio;
di direzione con rehtive derive.
all'esterno completamente rivestita di compensato special galleggianti. di un :,rolilo a forma di canotto allungati le ricoperto di tela e leRno balsa per attutire completa •
longitudinalmente. sono costruiti internamente con grosse mente il rumore dei motori e rendere meno sensibili
nervature di frassino e coperti esternamente di triplo fa- le oscillazioni termiche.
sciame di cedro e tela che li rende robustissimi. leggeri
Nella parte anteriore della navicello vi sono le cabine
ed impermeabili, tanto da poter rimanere continuamente per il personale di comando e subalterno; appositi vani
in acqua negli l,angars come una qualsiasi imbarcazione per gli apparecch i elellrici e !)er la radiotelegrafia con
marina. Una serie di paratie li dividono in un molteplice cabine di riposo per gli elettricisti. Posteriormente lo spanumero di scompartimenti comi>letamenle stagni muniti zio per le cucine e per il rimanente personale di servizio
di chiusini di verifica.
di bordo. La navicella è diviea in due piani: l'infe1 galleggianti contengono nell'interno i soli serbatoi riore. contiene le cabine lelto bi:,osto per i passeggieri,
benzina. - La cellula è formata da quattro piani di e• situate lateralmente con corridoio centrale, uso vagoniguale misura posti uno sull'altro ad eguale distanza, so- ),:tto ferroviarii: la superiore. contiene la sala per il serstenuli da un traliccio di grossi mont anti di speciale pro- vizio restaurant. ritrovi per lettura e •crittura. - Al di
filo e costruzione e con diagonali di /ili di acciaio proli- ~olio della navicella vi sono gli scom.!)artimenti per i saclati ovali.
c hi della posta.
I piani sono costituiti da lungheroni di speciale proL'ornamento interno, in stile d i lusso. ma severo, è
filo in lamiera di acciaio, di alta resistenza. e da un tra- fallo eul tipo delle cabine dei grandi traneatlantici con
liccio di centine di duralluminio :id alta resistenza e mi- grandi vetrate ai fianchi.
nimo peso: il tutto ricoperto da un lamierino solli IissiTutte le cabine sono rischiarale e riscaldate elettricamo di acciaio al cromo nichel che ne lega ed irrobu- mente.
stiscc tutto l'assieme danélo all'ala il pro/ilo di buona pe-·
I passeggieri internamente ascendono al piano superio•
netrazione e di sostentamento. Can questa costruzione si re ner mezzo di scale a chiocciola. e circolano nell'interno
viene a formare una cellula .metallica robustissima inde- della navicella. senza disturbare l"equilibrio dell'apparec
formabile e resistente alle inte1noérie.
chio, che è mantenuto a oosto :-,er mezzo di apparecchi
Della -Stéssa costruzione della ~e'.Jula è composta la coda equilibratori automatici speciali.
e tutti i piani di comando.
La rotta ed il comando dell'apnarecchio è affidata al
1 motori sono racchiusi e sostenuti da una carlin11:a in comandante di b:)rdo. che tra.tmette g 1 i ordini al pilota,
. tubi d'ac.::iaio e duralluminio. rivestita essa oure di la- il quale guida l'apparecchio a meuo di comandi ad aria
miering.'d' a.céiaio che l e dà forma di buona p'enetrazione. compressa, per maggiore facilitazione nella manovra. Du1 moti>rl sono ,oosli a copoie anteriormente e posterior- rante il percorso il velivolo potrà ricevere e trasmette•e
mente nelb' car"l'inga ·e funzionano indii>endentemente per radiotelegrammi a mezzo del suo aoparecchio radiotelemezzo di una sch:'ola di riduzione. un• elica trattiva a 4 grafico installato a bordo.
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75
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Virellore (;enerale al Ministero dei LL. PP. (con I illustrazione) .
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V I . L'INVUSTRJA DEI LEGNAMI NEGLI STA T I UNITI D' AMERICA E SUOI RIFLESSI IN ITA LIA - ALBERTO CorrA (con 4 illustrazioni) . . . . . . . . . . . Pag. 8 1
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VIII - PER LA MA NO V 'Of'J::RA FEMMINILE - Prof. L u 1c1 F ERRANNINI, della R. Unioeraità
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Ma.lLLO (y,ntinuazione e fine; v. <n. di G ennaio) . . . . . . . .
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XIV • DOCKS LIGURI - GENOV A (con S illustrazioni) . . . . . . . . . .
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ti pt•r quattro anni in una tensione formida- quest'ultima, più delle altre due , poichè
1,,lc· che ha seviziato in tutti i campi e in tutti per la sua dinamica imponderabile sfugge
1 u nsi il fragile organismo umano, come ha per così d ire a lla misurazione e , per tanto,
1, pwssato il friabile congegno rsociale ed e- al rimedio.
11111omico delle nazioni travolte nel trauma
L'abolizione della censura, da noi tutti
I, I conflitto mondiale.
invocata, conferirà forse ai compilatori di
I produttori (industriali, agricoltori, ope- giornali un maggiore s enso di responsabi1111, contadini) a cui è demandato il compito lità morale, ma la mentalità coloniale deld, Ila ricomposizione del tessuto della civiltà l'odierno giornalismo borghese , anchilosata
t 1dotto a un miserevole cencio, sono oggi da una funzione prevalentemente rettorica,
1111toposti a una triplice pressione che para- indotta dal professionismo ad una gesticolai,, ,a la libertà dei loro movimenti costruttivi zione in permanenza dramatizzata, non am, 1tarda il lento lavorio cellulare della cica- metterà tanto facilmente che il giornale,
h 1nazione.
così come oggi è costituito, a furia di riemPressione meccanica dall' alto: inceppa- pire le proprie colonne di misfatti, d i atro111.. nti, prepotenze di una burocrazia cui la cità, di aberrazioni e di sventure d'ogni
Wll<'rra conferì una dittatura alla quale non specie, d'ogni giorno e d'ogni paese , finiv11ole abdicare.
sca per prospettare alle moltitudini una
Pressione meccanica dal basso : mimeti- ininterrotta cinematografia di ossessi, onde
11111i inconsci di gesti medioevali a fondo a- lo spirito pubblico insensibilmente s ·abbas11111tico e semitico di nuclei tanto più esa- sa, ogni sana iniziativa annichilisce , ogni
11pNati quanto più incolti e compressi.
volontà di bene vacilla e l'accasciamento
Pressione atmosferica in ogni direzione, sommerge i cuori e oscura le menti.
r , rcitata da un giornalismo senza discerCiononostante, col crescere di questa tri111 men to e senza sensibilità (qualificato per plice pressione cresce automaticamente l 'aironia autorevole e illuminato), con un no- vidità di aria sana, la ricerca affannosa di
71
LE I. I. /. ==========-=======:=============-=======
un rimedio contro il principio di asfissia in
c ui si dibatte la civiltà.
Esiste simile rimedio?
Noi crediamo di sì, e vorremmo che gli
Italiani, i quali, fra le varie stirpi, costituiscono il nucleo fondamentalmente più fre$<:o di forze, perchè più giovane e più sobrio, si ponessero alla testa di un movimento di rinnovazion~ sociale integratore di
quello politico condotto dagli americani attraverso i postulati di Wilson .
Non abbiamo, noi Italiani, dato al mondo per ben tre volte una civiltà superiore?
Il Diritto Romano, le libertà del Rinascimento, la spinta dei grandi Pensatori del
Settecento non portano forse la indelebile
impronta della lucida, accorta, equilibrata,
generosa mentalità italiana?
Non si deve forse al popolo italiano il
crollo di quella autocrazia militarista che
voleva una umanità aggiogata al carro divinizzato dei proprii monarchi medioevali?
Chi può negare che la neutralità italiana
prima, il nostro intervento poi, e infine il
colpo di clava di Vittorio Veneto non siano stati i fattori ad un tempo integratori e
determinativi della soluzione GIUSTA della guerra mondiale?
A che obbedì il popolo italiano quando,
nell'agosto del 191 4, ripudiò una signoria
trentennale (si chiamava Triplice A lleanza !), che disponeva delle maggiori nostre
risorse, dei nostri maggiori interessi , quasi
della nostra vita stessa , per non partecipare ad una iniquità?
A che obbedì il popolo italiano quando,
nel maggio del 19 15, volgendo al peggio
la causa del diritto, deliberò di scendere in
campo A F IANCO DEI PIU' DEBOLI ?
E all'indomani della più grande vittoria
militare che la storia ricordi e che ridusse
in polvere uno dei più potenti eserciti del
mondo, quale poteva essere la leva possente che spingeva un Ministro, e con lui
larghe frazioni del Paese ultravittorioso,
72
a rin unciare, in favore dei vinti, parte di
quelle terre che costituivano e costituiscono
il patrimonio sentimentale, etnico, storico,
geografico della nostra stirpe?
Un prodigioso senso di equità, una istintiva ricerca della misura, una aderenza organica alle leggi fondamentali della natura (armonia, equilibrio, costruzione), una
inclinazione ereditaria alla bontà e alla semplicità cavalleresca propria delle razze millenarie; ecco le polle da cui sgorgarono gli
impulsi e g li atteggiamenti italiani che siamo venuti enumerando; ecco le fonti a cui
bisogna attingere per preparare a noi stessi e all'Europa dilaniata un domani di laboriosa serenità.
Tutte le menti sono oggi rivolte, per istinto e per necessità, ad un unico compito:
riparare al più presto la immane distruzione che circonda, avvinghia e sbigottisce
centinaia di milioni di uomini.
Una realtà si è impo5ta simultaneamente
alla ragione di tutti i governi e di tutti i popoli.
Questa realtà si chiama PRODUZIONE.
A l disopra di tutti i problemi territoriali,
politici, etici che assillano i regolatori di
Parigi , sta il problema della produzione.
Vincitori e vinti debbono piegarsi egualmente alla inesorabilità d i u na legge naturale che domina la terra: PRODURRE.
I produttori sono pertanto gli arbitri supremi del destino di ciascuna nazione, e
tutto quanto rampolla dalla produzione e
a lla produzione si riconnette è e deve essere la base di qualsiasi valutazione.
Come ogni manifestazione di vita, la produzione ha una fisica, una meccanica ed
un'etica sue proprie.
Produrre più presto, produrre di più,
produrre meglio, .sono assiomi dell' etica
della produzione comuni a tutti i produttori, quando s'intenda superficialmente per
== = == = = = === = = = ==
=
== === = == =
d11tlori coloro che raccolgono la quasi to111 , dc•i beneficii della produzione.
I l11iclità di materie prime, sufficienza di
1, ni di trasporto, larghezza di mercati di
1" reo, affinamento di tecnica, sono altretI 1,1, Msiomi che riguardano esclusivamen1 la meccanica della produzione.
1\1., circoscrivere l'attenzione e lo studio
Ile •mie leggi dell'etica e della meccanica
l 111 produzione, come si è fatto sin qui e
111< pare si voglia continuare a fare, signi(, ri non già cercare rimedii alla immane dilr1111one operata dalla conflagrazione mon1111,•, ma tentare la nuova riedificazione
0111brando il terreno dalle macerie di guert" , cnza accorgersi che quel terreno è po1 1, 1 ,mlle pendici di un vulcano.
L dunque alle LEGGI FISICHE DELLA
PHODUZIONE che noi dobbiamo innan1
I utto por mente se si vuole creare un do-
largamente e solidamente produttivo.
In ossequio a tali leggi, noi dimostram11111 già che per produttore si deve intendere
l1111nque partecipi a una fase qualsiasi delIn produzione.
Distinguere i produttori in classi al solo
IN, ,po di separarle o, peggio, sopraffare o
lad,·re le une a beneficio delle altre, è semt•lircmente antifisico.
U 'la macchina non è in quanto non sott111lt·nda un motore; il motore è un assurdo
non s'inneschi alla macchina; così, nella
11°duz:ione, ideatori ed es~utori, capi e
11 "(ari, imprenditori e operai, sono termini
111m già antitetici, ma integrantisi in siffatta
111.111icra, che la esistenza dell' uno non è
,uolutamente possibile senza l'esistenza
,I, Il' altro.
111 1ni
LAZZARO, VIENI FUORI!
Se questa è dunque la legge fisica , si IMPONE LA SUA CONSEQUENZIALE, e
cioè: CHIUNQUE PARTECIPI ALLA
PRODUZIONE, DEVE, PROPORZI0NALMENTE AL CONTRIBUTO RECATO, PARTECIPARE ALLA GESTI0NE ED AL PROFITTO DELLA PRODUZIONE A CUI È DEDICATO.
Qualsiasi tentativo di alterazione, di sofisticazione, di evasione a questo principio,
insidia qualcosa di assai più importante della morale borghese o della morale socialista: lede la legge naturale, e perciò determina, o prima o poi, il crollo dell'edificio
a benefizio del quale era stata violata la
legge·
Non è da oggi che noi siamo assertori
profondamente convinti DELLA PRECISIONE delle idee qui espresse; ma oggi gli
Italiani sono in grado più di ieri di intendere il nostro linguaggio che parve ai più
- due anni fa - inintelligibile.
L 'estremismo bolscevico _ che è fuori della legge fisica quanto l'estremismo industriale _ ha reso gli orecchi assai più
d o 1ci .. .
Ma gli Italiani non debbono soltanto sapere intendere; DEBBONO ANCHE SAPERE ATTUARE.
Per simile attuazione noi possediamo gli
organi necessarii : LA MENTE E IL CUORE.
P erciò, rivolti al popolo dei produttori
nostri - industriali, agricoltori , impiegati,
operai, contadini - , popolo sin qui negle tto, schernito e seviziato da tutti, noi lanciamo l'allocuzione biblica :
« LAZZARO , VIENI FUORI! »
È IL TUO MOMENTO!
Il Direttore
delle I. I. I.
Ulisse Gobbi
del R. !slitulo Lombordo
Un' a.ccusa ingiustificata
a.11' orga.nizza.zione
scientifica. del la. v oro
I lettori delle « Industrie Italiane Illustrate »
sanno come sia merito dell' ingegner,e americano
F. W. Taylor (nato nel 1856, morto nel 1915) di
avere approfondito con lunghe esperienze, divulgandone poi i risultati con parecchie pubb'.icazioni (quella intitolata L'organizzazione scientifica del lavoro è tradotta in italiano), lo studio
di quella parte dell'organizzazione industriale
che consiste nel!' applicare al lavoro umano il
metodo scientifico già in uso per l'impiego de:le
macchine.
Mentre vi sono econorr.isti e tecnici entusiasti
di questo metodo, non mancano però i suoi avversan.
Ma l'avversione fu. in certi casi, provocata da
cattive applicazioni fattene da industriali che
si limitarono ad utilizzarne gli espedienti per accrescere la velocità del lavoro, rendendo questo
più gravoso senza migliorare la retribuzione del]'operaio (mentre questo miglioramento fa parte
essenzia!e del metodo), oppure lo vollero introdurre senza quella prepr.razione che il Taylor
dichiara indispensabile, tr;ittandosi di modificare
le abitudini sia degli operai, sia di coloro che
li dirigono.
Molto opportunamente, quindi, in Francia la
Soc1été d' encouragement pour l' Industrie Nationale darà, a partire dal prossimo gennaio, una
serie di conferenze sui risultati otte nuti coll'organizzazione scien6fìca del lavoro in vari stabilimenti industriali.
Un'altra accusa fu fatta -:ontro l'organizzaz·one scientifica del lavoro : si è d etto, ragionando
a prima impressione, che essa riduce l'operaio
un automa. Ma è facile verificare che quest'accusa è sbagliata 1 •
1
Ciò che deprime intellettualmente e ta!ora rovina anche fisicamente il lavoratore, è il dover
rioetere per molte ore e tutti i giorni la stessa
operazione, non già l'eseguire questa operazione
col metodo razionale.
I professori d'orchestra, i quali ricevono in
iscritto l'indicazione precisa dei movimenti che
debbono eseguire, della relativa ve'.ocità e della
gradazione di forza, e vengono poi guidati nel1'esecuzione da un direttore, il quale, per ottenere l'interpretazione più perfetta che sia possibile del pensiero dell'autore, esige la più minuziosa obbedienza in tutti i particolari, non si sentono artisticamente inferiori al suonatore che gira solo per la strade, libero di stonare e faisare
i tempi a sua posta'.
Anzi si può dire che l'organizzazione scientifì.
ca fu applicata al lavoro dell'orchestra anche
prima che nascesse il Taylor, perchè la sua
mancanza si sarebbe manifestata in un frastuono insopportabile, mentre nelle altre produzioni si può tirar avanti e considerare l'imperfetto
rendimento del lavoro come una fatalità, dal
momento che è male comune e che ad ogni imprenditore basta di non produrre a condizioni
peggiori di quelle de· suoi concorrenti.
Chi va in montagna male equipaggiato, camminando irregolarmente, senza una buona distribuzione degli intervalli di riposo. senza norme
razionali nei pasti, non riporta altra impressione
che quella di una enorme fatica, e non riesce
nemmeno a farsi un'idea delle elevate soddisfazioni dell'alpinista, il quale applica il metodo
scientifico al prpprio lavoro.
Il lavoro mal regolato, che è spreco di energia, non giova affatto al godimento della vita,
mentre va a scapito della produttività dell'inli brano che segue è tolto dal Trattalo di Economia dustria.
d'imminente pubblicazione presso la Società Editrice Libraria di Milano.
Ulisse Gobbi
d e l R. . I stituto Lombar do
I. A vv. Pietro Cogliolo
<:lcll' Unlvers!lo di Genovo.
L' ovvia.mento
co rnrnercia.le
I , socie tà degli esercenti hanno in questi gior- in considerazione l'acquisto della clientela, ed
111 prt•sentato al Governo un memoriale, ed il è nel'.a concorrenza sleale : la giurisprudenza, in-
rno ha promesso uno dei soliti « decreti
h111110Lenenziali » (che fanno un po· la parte del 7
111 1 ucolazione cartacea. cioè corrono immedial1rn11 nte alla creazione della apparente felicità
1 ,prn i p unti desiderati da singole classi), ha, di\o, promesso un decreto sopra il diritto degli
•• 11 l'nti, che hanno creato un avviamento com111, re-inie attorno al n egozio affittato, ad avere,
lit , 1110 di iicenziamento dal locale, una inden1111,1 per l'avviamento che perdono, e c'h e int , permette al padrone di casa di aumentare
Il / uc•zzo per un nuovo affitto.
1 cosa è giusta, ma pochi sanno che tale di,11111 era già riconosciuto in Toscana col nome
I, 11 diritto di entratura », e che era l'oggetto,
I'' 1111 n della guerra, di un progetto di legge fran, ~" per opera del Lauché.
I >l(nuno sa che cosa è commercialmente l' avYlllmt"nto di un negozio, di una bottega, di un• ali mln : esso si forma con il tempo, con l'opera
111lh11te del commerciante, con la bontà dei pro111111, e consiste nel formarsi e crescere una
Il, ntela, che ha un valore patrimoniale, spesso
11n11dissimo, senza che si possa darle una rapi"' 1l'ntazione oggettiva, esterna, tangibile. L'avvl11111t"nto è una res, capace di valutazione perit11lr , e capace di essere materia ,di rapporto giu' ,111 o. Nella vendita di un'azienda in blocco;
1111ll,1 divisione ereditaria; nel liquidare una sol,,, in a ltre simili contingenze, la pratica giutltl,, 11 attribuisce all'avviamento un prezzo, da
1111iirsi d a colui che resta titolare della ditta,
I I 11ome, del locale, dell'azienda. Giuridicar,11111te, la cosa è semplice; il diritto permette
1'11•t11nazione e la contrattazione di ogni cosa
111 ha un valore economico, e l'avviamento ha
p 1 ,~ stesso un valore, del quale deve dunque
t,11,.r i conto. La sua stima peritale potrà essere
•till11 i'e, ma non è impossibile; non sarà matelnltcn ma approssimativa, come del resto sono
•1•11ro!lsimativi, almeno per la parte maggiore,
l11lt1 i giudizi degli uomini e tutti i valori della
1111 NOCiale. In un altro istituto, il diritto prende
( 1(1\ 1
fatti, ha numerosi casi di condanna di colui, che
con m ezzi artificiosi (identità di nome, di insegne, di avvisi) attira a sè la clientela che un altro
si era formato faticosamente.
Ma il problema diventa difficile quando si
prenda ad esaminare il rapporto tra il commerciante ed il proprietario del locale, ove per tanti
anni fu esercitato il commercio. Si tratta, ad esempio, di un negozio di vini esercito in un magazzino preso in affitto : quel negozio, per le
lunghe ed assidue cure del venditore, è diventato così noto, che la clientela vi affluisce ormai
per spontaneo e quasi meccanico avviamento;
se, scaduto l'affitto, il padrone di casa licenzia
il vecchio inquilino, e vuole affittare il locale ad
un altro commerciante in vini, pretenderà ed otterrà un affitto molto maggiore, perchè il nuovo
inquilino troverà una clientela colà avviata, e
perciò ne terrà conto nel sobbarcarsi ad un fitto
maggiore del comune. Il proprietario del locale
viene così ad approfittare d ell' « avviamento» altrui, che sarà perduto da colui che lo ha creato.
Avrà questi diritto di un cQmpenso? Ecco il
diritto di entratura, che in Francia ed in Inghilterra si voleva creare per legge, e che, come
si disse, la Toscana già conosceva.
La norma giuridica rappresentando uno stato
di equilibrio tra i van interessi .per impedire il
loro conflitto, ed essendo una proportio, secondo la celebre definizione di Dante, bisogna, nel
caso nostro, tener conto di due opposte tendenze, e contemperarle. Una prima tendenza è quella sopra indicata, cioè impedire che l' avviamento creato da un commerciante sia usufruito e tradotto in valore non da lui e per lui, ma dal proprietario del locale. L'altra tendenza è data dal
rispetto alla proprietà immobiliare : il dominus
può licenziare chi vuole, affittare a chi vuole,
chiedere il prezzo che vuole, e l'inquilino, stesse anche cent'anni in una casa o in una bottega,
può doversene allontanare, solo che il padrone
osservi i termini di disdetta. Accordare al bot-
75
LE I. I. I. -
= = == = = = = = = = = = = = = = - = = = = - - - - - - - - - - - - - - - - - -
tegaio che ha fatto fiorire il commercio nella
bottega affittata il diritto di rimanerci (l' ius stantiandi di alcuni statuti medievali); od accordargli
il diritto di prelazione nel caso che il padrone
voglia affittare ad altri (come nel citato progetto
francese); accordargli !\ma e l'altra cosa è violentare fortemente il diritto del padrone di casa
di usare della cosa sua seèondo il suo desiderio
e secondo il suo interesse.
La soluzione del conflitto non può essere fatta
che con l'istituto della indennità, che il proprietario deve pagare al commerciante licenziato,
quando concorrono cumulativamente queste circostanze di fatto :
a) il bottegaio o commerciante abbia con
l'opera e col tempo creata una clientela che ha
preso un avviamento locale;
b) tale avviamento sia di tal natura che non
segua il commerciante dove egli si trasferisca,
ma, anche andando lui a'.trove, resti aderente al
locale;
e) il padrone di casa, licenziato l'inquilino,
si trovi ad avere un locale che per il fatto di questo avviamento ha acquistato un plus valore, da
stimarsi da periti;
d) esso padrone no n adibisca il locale ad
uso diverso dal precedente, ma con un nuovo
affitto ottenga un plus va lore, che altrimenti non
avrebbe.
,
Concorrendo queste quattro circostanze, I indennità al commerciante che creò l'avviamento
è per lui un indennizzo meritat?, ed _è per ~I p~d,one il modo di non fare un indebito arricchimento. In questi limiti precisi e pratici io ammetto il « diritto di entratura n, con utilità del
commercio e con rispetto ali' equità distribuitiva;
ed in questi limiti io comprendo la possibilitA
di un 'apposita disposizione legislativa.
Prof. Avv. Pietro Cogliolo
dell'Università di Genova
A lfredo Mazza.
e Generole ol Ministero de! LL. PP.
LA NAVIGAZIONE
INTERNA IN ITALIA
ED IN GERMANIA
l.f'lle ralmente si ritiene che. facendo parte di grado la im me diata vicinanza di que:Io di G e111111 stesso Stato, i porti di Venezia, T rieste e nova, così i tre nostri grandi porti orientali non
I 1111ne po tranno danneggiarsi vicendevolmente : si recheran no nocu mento tra loto. Che anzi è da
CARTA DELLE V IE ACQUEE DEL LA GEkMANIA
'
..'1,
L'··l.. .__,
·.. _)
I
•.....,,
·'
r;;omen10 d,lln Ruh, ai p,tti del \t., d I '-ord • 2. Loll,~•m<nl<> Anno,..,•Ma,r<kb..,1 (\\'e,r,-E.lba) - I. C.olkaam,010 Elbo,S.ltico (Wumar•
hw,nn-E2da-E.lba) • 4, Co!lr~•m<.lllo N•iew•Lom,o-Buo-Brot•Lltow,k) • 5. Coll~•men10 M,111•1-Grodno , V,1,a-W,lna • b. C.nal, d,J Meno prt
J olhe I 000 tonn - 7 C,nal, Danubio-O d,i (1r1i. PJt>i<ttalo ,d in,zi.to) • 8, Canalr O.nul,,;o-Mrnn • 9-1 O. Mo,..lio-S.ar-R, Danubio I D ubio-Necka,.
ata.,,t,
Vr1wzia per opera di Trieste, e q uesta per opet• rii Fiume. Nulla più falso di ciò. Come è ri,C:•lfhoso e fiorente il commercio di Genova,
n1nl.irado la relativa vicinanza d i Marsiglia, e
u11 w vive di vita propria il porto di Savona, mal-
ritenere per fermo che essi saranno l'uno all'altro di giovamento. Anzitutto, l'entroterra di Fiume è la penisola balcanica; quelle di Trieste è
l'Europa Centrale (la famosa Mittel-Europa dei
tedeschi), e quello di Venezia, il Veneto, la
77
LE I. I. I.
= = = = = = = = = = = =- = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
Lombardia e tutte le regioni poste lungo l'Adria_
tico fino a Porto Corsini, che è , come è noto,
il maggiore ed il più importante d ei porti-canali
italiani. Ciascuno dei detti porti h a una sua propria individua sfera d 'influenza : l'Orien te balcanico, il settentrione germanico e l'occidente
italico. In secondo luogo, essi tenderanno a spe_
cializzarsi secondo le varie esigenze commerciali del;e vaste regioni da ciascuno di essi servite.
Queste• stato di cose è imposto dalla rispettiva loro situazione geografica e commerciale. Il
commercio ha leggi jneluttabili .e necessarie
alle quali nessuna forza umana può contrastaie
senza uno sperpero ingente di danari e di energie che non approderebbe mai ad alcun u ti:e
risultate. Non si forza la natura, e il saggio deve trarre partito da questa, non opporvisi con
inutili conati. Molti credono in Italia che basti
creare un nuovo porto e dotarlo di tutti i mezzi
idon-.:i, perchè il commercio vi affluisca, e da
questa premessa erronea si trasse la conseguen za di distribuire i poch i mezzi finanziari che si
avevano disponibili fra un numero infinito di piccoli porti, tutt'al più destinati a servire al cabotaggio locale, men tre ai maggiori si lesinavano
i danari occorrenti alle opere più necessarie. Nel
medesimo errore era caduta prima di noi la
Francia, che costruì il magnifico porto d i Nizza,
d i secondarissima importanza commerciale, e
che pur costò somme non esigue; ma si ritrasse
in tempo dall'errore, per modo che, mentre noi
con la legge Gianturco del 14 Luglio 1907 distribuivamo la relativamente esigua somma di Lire 126 milioni fra ben I 03 porti, la F rancia destinava una somma press'a poco uguale per soli
quattro porti .
Abbiamo detto che l'entroterra di Venezia è
il Veneto, la Lombardia e le regioni poste lunsro
la costa settentrionale e occidentale dell'Adriatico. Milano è il punto d'interferenza fra le sfere d'inAuenza di Genova e di Venezia , potenti
polmoni coi quali respira e vive la grande, ricca metropoli lombarda. Mentre Genova vi farà
pervenire per ferrovia, attraverso l'Appennino,
le merci più ricche, o quelle per cui ogni indugio è dannoso, tutte le meréi povere, alle quali
sono vietati i costosi trasporti ferroviari, vi perverranno per la grande via Padana con n atan ti
della portata di seicento tonnellate.
Il P o è stato sempre la strada maestra p ercorsa dalle merci che possono esse-re t•asporta te
senza danno più lentamente. Se fino ad ora l'Italia non seppe trarre dal suo maggior fiume
tutte le utilità di cui è suscettibile, ciò dioese in
p r im o luogo d al non essere essa costituita ad
unità, il che creava fastidiosi impacci alla navigazione (in proposito, è da ricordare quel t rattato u intema ziona'e » (I) del 3 Luglio 1849 fra
78
=
=== ==
gli stati del Lombardo-Veneto, di Parma, Mode
na e della Santa Sede), ed in secondo luogo, da
due gravi errori economici n ei quali si incorse ,
col ritenere ch e fra due punti allacciati tra loro
da una ferrovia, la n avigazione fluviale d ovess
essere necessariamente abbandonata, essendo
impossibile una concorrenza tra quella e questa, mentre ciò n on è affatto vero; e che non
mettesse conto spendere somme cospicue per
procurarsi u n reddito o troppo esiguo, o nullo
addirittura, quand o ben maggiori utilità pubbliche si potevano conseguire destinando ad altri
scopi le scarse somme che i Ministri del Tesoro,
pervasi dal terrore di compromettere il bilancio,
consentivan o di destinare ad opere pubbliche .
Noi scontiamo ora questi due gravi errori. Ma
speriamo siano passati per sempre i tempi della
grett'.1 lesina, così fatali al nostro sviluppo eco nomico.
Non è certo lodevole un'allegra politica finanziaria; ma tra questa e la parsimonia nell'eseguire spese necessarie. v'è pur sempre una v ia
di mezzo che non alteri rassetto finanziario e
non rimandi a tempo indeterminato le opere riconosciute economicam ente redditizie. Noi riteniamo che lo Stato debba comportarsi come farebbe un privato saggio ed avveduto, che, mentre s1 astiene da spese voluttuarie, non indietreggia dinanzi ad una spesa anche grave, purchè
essa g:i consenta, in tempo più o meno lontano,
u n reddito adeguato. Quando si stavano eseguendo i lavori di prosciugamento del lago d i
Fucino, che importarono una spesa enorme, il
T orlonia usava dire : u O io asciugo il Fucino, o
il Fucino asciuga me n; ma le preocc11pazioni
della spesa non lo distolsero da'.la grandiosa impresa, che sta a testimoniare l'audacia e la saggezza del principe romano. Lo Stato anzi si trova in condizioni di gran lunga migliori di quelle
di un privato, avendo a sua disposizion e due
grandi fattori di successo: il tempo ed i mezzi
finanziari illimitati, o quasi illimitati. Esso può
affrontare qualsiasi spesa, purchè sia, in un tempo più o meno lungo, economicamente utile.
L'Italia non ha condizioni geografiche, per
quanto riguarda il problema della navi,;:azione
interna, così felici come la Francia, la Germania
e l'Inghilterra. I nostri fiumi sono pochi e poco
navigabili. e i corsi minori sono brevi e di poca
importanza. Non dobbiamo perciò prendere ad
esempio i paesi che hanno condizioni differenti
dal nostro, per fare impossibili confronti e sentirci u miliati di ciò che altrove si è fatto e si va
tacendo; ma dal paragone con gli altri Stati,
dobbiam o sentirci istigati a r isvegliarci d al nostro torpore, per attuare almeno quel poro che
le nostre condizioni idrografiche ci consentono.
Come è noto, sono state classificate fra le na-
• = =
=== = =- ==
LA NAVIGAZIONE I NTERNA IN ITALIA ED I N GERMANIA
•"bili di z• classe ben 50 lin ee, e t ra quelle di
nit re 19. Di queste, sono in via di u!timazione
, ,11 prossima attuazione quella di notevolissim a
11,pnrtanza pel commercio e l'agricoltura di tut1• In regione padana, che è la Milano-Venezia,
11 , ui un tratto (Cavanella Po-Brondolo) è quasi
11h11111tlo. e per un tratto (Milano-L odi-Pizzighet_
I "'" Po) saranno, a C\Ua del Comune di Milano,
11111nti q uanto prima i lavori.
t 'imtempcraneamente, si è costituita u n'Azien111 .111tonoma per la costruzione ed esercizio del
11 , lo capolinea di Milano. Oltre a ciò, si è già
11111vveduto con speciali convenzioni alla esecu11111• dei lavori alla conca per la gran de naviga11111" su: Mincio a Governolo e per la costruzio''" cl, un porto a Pavia. Sopratutto nel Veneto,
1l11 11111te la guerra. furono intrapresi, ed in parte
111mlotti a termine, importanti lavori di naviga1111r , come quelli della Porto Lignano-Grado e
,lrl'n Venezia-Grado, della sistemazione del Ca.
1,nlr Piovego, ecc.
"lono anche di prossimo inizio i lavori di siste111,1,ione del canale dei Navicelli tra Pisa e L iY111110, l'allacciamento di Ferrara col Po a mez1, dd canale Boicelli. la canalizzazione del Tev, ,,. a valle di Roma, il canale navigabile Te, ,r Ostia, la sistemazione dei punti più difficili
I" , la navigazione sull'Arno tra Pisa e Firenze.
M11 tutto ciò è troppo poco, e il grande pro1,', 111a deve essere studiato e risoluto con criteri
111 111nggiore larghezza pel massimo sviluppo delI vie acquee di comunicazione.
fu Germania, · la navigazic•ne interna ha as1111110
eccezionale importanza.
I primi tentativi
1,r, migliorare le comunicazioni per via di ac1"" rimontano al 1306 e furono sempre, di ani 11 111 anno, curate. Nel 1786 si eseguirono
l't nuovi canali per una media di Km.
lavori
73 a ln11no; nel 1836 di Km. 14,8. e tra il 1870 e 1894
ti nrrivò alla media di Km. 38.6. Negli ultimi
I
lr, rnni
la navigazione era così sviluppata, che
111 l11ne;hezza delle vie d'acqua si calc-olava in
..:111 12.700, di cui 2.200 di canali, 2.100 d i fiumi
f111Vtl{abi!i. e la rimanenza di fiumi. Stando agli
1h1d 1 del Sympher, si sarebbero spesi per la col1111 ione di canali e sistemazione dei oiù imporla1111 fiumi. 370 milioni di marchi. Tale conside,v,,'e sviluppo è, però, in gran parte dovuto
I ,,. t'ccezionali condizioni naturali, avendosi
I,\ fiumi con molti diversivi e a miti penden' , he possono essere, con non eccessive difult;>., allacciati tra loro. Tra i più importanti
avori compiuti, sono a ricordarsi i canali d i
lr.1, di Dortmund-Ems, T eltow e la canalizza11111• del!a parte superiore dell'Oder .
N, I 1905 fu stan ziata la spesa non indifferente
,Il 420 milioni di franch i per p rovvedere a n uove
importan ti sistemazioni e costruzioni d i vie d i
acqua.
È noto quale importanza, in quest'ultirpa scia.
gurata guerra mondiale, abbiano avuto le vie di
acqua per gli eserciti tedeschi, pel trasporto dei
loro poderosi micidiali ordigni di guerra e. in
generale, pei rifornimenti militari. Ciò che invece è meno noto, è il programma che durante
la guerra la Germania aveva già approvato per
un ulteriore « colossale 11 sviluppo delle sue comunicazioni idrauliche.
Nella seduta del 19 Marzo 1918, il ministro
prussiano Dr. von Breitenbach riferì al!a Dieta
Prussiana che i lavori preliminari per collegare
l'Annover all'Elba mediante un canale erano
stati già ordinati. È in via di esecuzione il canale
che deve al:acciare il Danubio all'Oder.
In questo anno, con l'appoggio delle Banche
del Mecklemburgo, è stata costituita u n a Società
per !a costruzione di can<1li, la « Kanalbau-V e rein », che si propone di procedere al1a costruzione di un canale Elba-Mar Baltico, allacciante
Wismar e il lago Schwerin, e l'allargamento del
canale già esistente Elda-Elba-Lago Schwenn,
in modo che questo possa essere utilizzato da
natanti superiori a 600 tonnellate. L a realizzazione di tale progetto, non solo dovrebbe p•ocurare a! posto principale del Mecklemburgo (il cui
fiorente commercio ha già sorpassato quello di
Rostock) una via di comunicazione con la Germania centrale, ma dovrebbe costituire la più
corta via d' acqua dall'Elba al Baltico. O!tre a
ciò. vi è la proposta di costruire un cantiere navale a Wismar, col capitale d i 8 mi:ioni di Marchi.
La Camera bassa della Baviera, in seduta del
21 Marzo p . p., discutendosi la questione del!' Alto R eno, chiese fossero utilizzate le forze
idrauliche che dal!' Alto Reno entrano in Baviera, ed il Primo Ministro, von Bodman , dichiaro che l'Alsazia e la Lorena desideravano aver una posizione simile a quella del Baden.
Anche la Camera bassa di Sassonia decise in
Aprile la costruzione di un nuovo canale HalleLiosia, ed il Ministro delle Finanze dichiarò che
il Gove rno considerava la comunicazione deJl'EL
ba altrettanto importante éhe il cana!e dell'interno, e che i lavori sarebbe,o incominciati appena
terminata la guerra.
In una riunione tenutasi lo scorso anno dal]' Unione mondiale economica tedesca (cui
assistettero anche i ministri von Eisenhardt-Horhe, Dr. Sjdow e Sympher), fu stabilito che 1< i
fondi necessari per la costruzione delle vie d ' acqua si sarebbero potuti facilmente procurare se
una parte dell'attesa indennità di guerra (!) fosse destinata ai vari Stati tedeschi per i loro bisogni economici ».
79
L E I. I . /.
========== = = = ===== -== ====================~
Nè basta. Il Ministro dei Lavori Pub blici ebbe a dichiarare che erano già stati iniziati g!i
studi per rendere il nuovo canale del Meno accessibile a n a tanti superiori a I 000 tonnellate, e
che lo studio delle questioni della navigazione
dell'Alto Reno, fra Strasburgo e Costanza, e deL
la utilizzazione delle forze idrauliche dell'Alto
Reno, sarebbe stato iniziato nell'immediato dopo-guerra. Aggiunse che dovevansi costruire
chiuse sull'Elba, Oder, Wesel e Memel, e che
la Polonia e la Lituania avrebbero avuto bisogno
di comunicazioni col commercio tedesco e con
quello d'oltremare. La W esel fino alla Galizia,
la Narew fino a Lomza, il Bug fino a Brest-Li" towsk (già collegato ad un sistema di canali ucrainiani), il M emel fino a Grodno, e Wilija fino
a Wilna, potevano essere sistemati per ricevere
grandi navi.
I Tedeschi non possono sperare (così affermò
il Ministro dei Lavori Pubblici) di poter avere
in un futuro immediato i canali Danubio-Oder,
Danubio-Meno, Danubio-Neckar e Danub io-Reno. Durante la guerra essi si sono accorti della
necessità di un sistema di canali crye colleghino
la Mosella a Saar, come pure della congiunzione
fra il bacino della Ruhr e i porti del mare del
Nord e le vie d'acqua fra l' a'ta Sesia e Posen fra
la Prussia occidentale e la Prussia orientale.
Una rivista speciale, pubblicata a cura della
Lega Ansea tica. si occupa esclusivamente della
questione dei canali, ed il noto fautore della navigazione interna in Germania, il deputato Lippmann Steppin dichiarò la imprescindibile necessità della costruzione di un nuovo canale Hannover-Magdeburgo e di un altro che collegasse
la Germania all'Austria-Ungheria. Il Kommerzienrath Seiler di Norimberga propose la costruzione di grandiosi canali fra i seguenti punti :
Rotterdam-Vienna, Amburgo-Vienna (Elba-Danubio) e Stettino-Vienna (Oder-Danubio). 11 deputato Lippmann osservò che « la creazione di
1t tali canali doveva essere considerata come una
C< questione d'importanza nazionale, da trattarsi
C< dal punto di vista di tutto l'Impero, e non più
C< separatamente dai vari Stati, poichè la questio" ne interessava tutta l'Europa centrale. LA GERct MANIA, L'AUSTRIA, GLI STATI BALCANICI, L'lMc<
PERO OTTO:'vfANO E L'UCRAINA DOVEVANO RIUNIRSI,
te PER CIÒ CHE SI RIFERISCE A DETTA QUESTIONE, IN
t<
UNA STESSA SFERA D'INTERESSI COMUNI ».
Il Berichtstatter Hitzler di Stuttgarda, direttore
della South German Canal Union, preconizzò
un miglior sistema di canali del Wiirttemberg
per poter procurare al Reno una maggiore quantità di acqua e renderlo navigabile a navi di
maggiore portata : la via più corta e meno costosa sarebbe Reno-Danubio, passando pel Neckar. Ed il Handelskammer Syndykus Dr. Biittner, rappresentante della Rheinsh Shipping Union, sostenne: che tutte le idee ed i piani per
la costruzione di canali dovevano essere riuniti
sotto la semplice formula cc Berlino - Balcani »
e t< Mar del Nord-Lago di Costanza II per rendere navigabile l'Alto Reno e dare alla Svizzera
'l'accesso al mare.
Queste erano le idee e questo il programma
grandioso che la Germ ania, prima della sua
sconhtta, aveva divisato di attuare con una parte della u attesa indennità di guerra »!
Alfredo Mazza
D i r e tto r e G e n erale al
Mlnl•t e ro d e l LL. PP.
..
Alberto Cotta
L' industria dei leg nami negli Stati
U niti d'America e
su oi riflessi 1n Italia
N, I 11rande sforzo commerciale e industriale che gli
I ti Uniti d'America hanno fatto per venire in aiuto
11II,. Noz°ooni Alleate d'Europa, si sono occupate anche
I Il' 1111·ente quantità di legname di cui avremo bisogno
11.11' Immediato dopoguerra per la ricostruzione delle città
, 1ll11g11i devastati e per la riattivazione delle industrie.
I 111, <. ammissione di persone competenti è stata nominata
IMI Ministero del Commercio, per apprnfondire il pro11 11,~ e special; Commissarii sono stati invii,.ti in Eu' fl•
studiare direttamente i bisogni dei diversi Paesi.
I' 1 I Italia è stato dato incarico al Commissario Commer1,,I Nrlson Courtland Brown. già Prof~ssore alla Facoltà
I 1rtl•lr annessa all'Università di Siracusa (New York);
1h ; venuto da noi e si è tratcnuto diversi mesi, meli J, ,1 in contatto con Camere di Commercio, nego•
101111 tndustriali, professionisti cd altri funzionari della
111111l11iatrazionc forestale.
r lnlrnzione' della grande Nazione Alleata, non solo di
I , 11, I l'immenso tesoro delle proprie r isorse forestali.
p111h Inesauribili. ma altresì di accordarci le più ampie
•Yuluioni, in modo da poter sopperire facilmente alI lnt•11111ione di quelle correnti che in passato ci avevano
I 11•'·• ai Paesi nemici. specialmente all'Austria. In àt!I , tu• questo programma si concreti, non è fuor di
11n fttr conoscere, specie al mondo c'ommcrcialc e inl11 l1lol.,, le grandi e speciali riserve boschive di cui gli
AII I niti di America dispongono.
lit,..ne la superficie forestale dell'Unione Americana
lll! 11•1~ molto ridotta dalle intense e disordinate utilizza, I ,lrl passato , rivolte più a procurare all'agricoltura
1~111 cl, una inesauribile fertilità, che ad ottenere il prc' 11111terialc legn oso. tuttavia la medesima è sempre ri1ul
a11girandoei sui 540 milioni di acri, ossia 22 mili ,I l ettari. Si tratta di una superficie grande quasi
11111,, I• noetra Italia. e ciò che più conta. costituita da
1,1 ropolati da specie legnose tutte a legnami comi• lal• r di grandi dimensioni , al contrario di quanto si
llh• nelle foreste tropicali. dove i fusti utilizzabili
, , Il, ,parsi in una inestrici,.bile massA di alberi cd
111I, 111I non adatti ai nostri bisogni, per cui la produzione
lc 111 lt 1;er unità di supe rficie r iesce minima, mentre aulllA110 considerevolmente le spese di utilizzazione.
I Iure- te degli Stati Un iti contengono le stesse nostre
In r oltre a queste. una quantità d' altre, tutte forniI rii ottimo materiale e capaci di raggiungere dimcnnl •11111li nemmeno possiamo farcene un'idea. Basti ri-
cordare il Redwood, la Sequoia. che raggiunge i 100 m.
d'altezza e i IO m. d i d iametro alla base, e il Douglas {ir,
l'abete odoroso, ch e comunemente ai trova con altezze di
80 m. e diametri alla base di I. 2. 3 m. S i aono misurate
sezioni di bosco di q uest'ultima specie. comprendenti una
massa legnosa di circa 4000 mc. ad ettaro, mentre nelle
nostre foreste, tagliate a raso, non si utilizza ordinariamente più di 500 mc. e raramente si arriva a 1000.
Secondo calcoli approssimativi fatti dall'Ufficio forc•
stalc, addetto al Ministero del Commercio, la massa legnosa commerciale attualmente esistente nelle foreste degli
Stati Uniti non è inferiore a 2 trilioni. 500 miliardi di piedi
cubici (board feci) ( I) ossia sei miliardi di mc.! Questa
massa sarebbe sufficiente a provvedere ai nostri bisogni
per oltre 15 secoli I MA l'America consuma una quantità
di legname molto maggiore di noi, non solo pcrchè ha
una popolazione quasi tripla. ma sopratutto perchè. avendo
a disposizione tanto materiale legnoso, lo profonde nelle
sue abitazioni e nelle industrie in misura molto larga. Una
certa quantità viene altresì esportala.
La produzione legnosa annua si aggira oggi per gli
Stati Uniti sui 40 miliardi di board /ect ossia 94 milioni
di mc., di solo legname da lavoro. come risulta dagli accurati censimenti di quel Governo. Nessun altro Stato del
mondo raggiunge una simile cifra I Si aggiunga che il legname per ardere. quello per la distillazione, per la preparazione della cellulosa, pasta di legno. ccc., non vi è
compreso; però il consumo di combustibile legnoso è
molto minore in America che da noi. e per questo e per
gli altr i usi sopraindici,.ti (distillazione. cellulosa, ecc.) Lutti
i legnami sono buoni, come pure i rinuti delle lavora•
zioni, derivanti dalla preparazione del legname da lavoro. li consumo per questi impiegh i ha quindi una limitata importanza per la conservazione della attuale superficie boscluv,.,' la quale è molto più inRucnzata dalla frequenza degli incendi, che talvolta assumono colà vaste
proporzioni.
Continuando nell'attuale utilizzazione di 40 miliardi di
board feci all'anno. la provvigione sopraindicata si calcola
(I) Cli Ameri~ usano come unità cli mi1ura per i legnami il
board feel che corri1Ponde ad un pezzo cli tavola a eezione q·u adrata, avente un pie<le ingleoe (m. 0.3) di lato, e un p0\lice di IPCI·
oore (M. 0.025). Per un mc. occorrono 424 board feet e 1000 boar<l
feel c.orriapondono a m c. 2.360.
81
I
/ / /
LE I. I. I.
= = = = = == == = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
che potrà bastare per 60-65 anni circa; ciò non significa
però che alla Jine di queslo periodo l'America si venga a
trovare priva deJla necessaria materia prima. Il calcolo
della provvigione legnosa è alato fallo prendendo in con•
siderazione soltanto le pianle malure, ossia quelle che si
utilizzano ali' atto del taglio, trascurando le giovani, che
vengorto conservate con cura, e sono quelle che servono a
ripopolare il bosco, e a dare una seconda produzione,
che sarà matura molto prima che l'attuale sia totalmente
esaurita. Ad impedire che l' atluale produzione venga in
ritornati alla produzione normale, malgrado una notevole
riduzione delle esportazioni, che fu compensata dal grande sviluppo preso dalle costruzioni in tulio lo Stato.
Le diverse parti del Paese non contribuiscono a questo
approvvigior,amento nellh medesima misura; dalla rap•
presentazione grafica della produzi,ne legnoea dei diversi Sta.ti durante il 1915, si rileva come questa si accentui specialmente alla p eriferia, dove i trasporti sono
più comodi ; ma altresì perchè nel centro, a causa della
grande siccità e scarsità di pioggie, le foreste sono più
Un gronde uomo e un tronco ancora più grande.
alcun modo pregiudicata, il Governo ha preso negli ultimi anni una serie di energici provvedimenti, quali la
creazione di un immenso Demanio forestale nazionale,
l' organi'zzazione di un vasto servizio forestale di Stato;
l'erezione di scuole forestali secondarie e superiori; l'emanazione di leggi protettive; disp~aizioni contro gli inoen.di,
il grande nemico dei boschi dell'America del Nord; e sopratutto ha dato principio ad una politica di rimboschimento su vasta scala. In grazia a questi provvedimenti è
certo che non solo la produzione attuale non subirà in avvenire alcuna riduzione. ma potrà al contrario essere alcun
poco aumentata.
L' utilizzazione di 40 miliardi di boord /eet rappresenta
ormai la media di diversi anni; infatti, secondo i dati
pubblicati da quel Ministero d'Agricoltura. la ·m edesima
ha osi:illato ben poco dal 1904 ad oggi. Nel 1915 si è
avuta una diminuzione a causa della guena, proivocala so•
pratulto dalla scarsità di tonnellaggio, ma nel 1916 si è
rare o mancano del lutto, subentrando al loro posto le
praterie senza fine. Il centro principale di p roduzione gra•
vita sugli Stati del Sud-Est, la palria del « yeJlowpine •,
il pino giallo, da noi conosciuto col nome di Picht-pine.
che da solo prende il 37,50 per cento della produzione totale. Fino a pochi anni or sono il massimo di produzione
ai aveva negli Stati del Nord-Est, i più industriali di tutta
la nazione; ma col grande uso fallo delle loro riserve
legnose, e per !"importanza sempre crescente presa dallo « yellow-pine » il massimo deHa produzione è andato
spostandosi poco a poco verso Sud. Sempre più notevoli
ahresl, da qualche anno a questa parie, diventano anche
le utilizzazioni del West, dove predomina il Douglas-fir e
d <tve si hanno le riserve più ingenti di legname, pochissimo intaccate a causa delle difficoltà di pori arie sulla
costa del!' Aùcntico. dove culmina l'attività commerciale
e industriale di tutto il P aese. Coli' apertura del canale di
Panama queste -difficoltà sono state in gran parte superale,
82
•
========-====
L'INDUSTRIA DEI LEGNAMI NEGLI STATI UNITI
l'•rvr dere un notevole aumento della produzione
1r 11ioni nell'immediato dopo guerra.
11 i l • 111nnde massa di legname. che si utilizza anltlf l•ln, n on viene al mercato allo stato greggio sotto
Il li 111111, be nsl in uno stato di semilavorazione che
'" Il li a11,orto facilita molto le ulteriori applicazioni.
11 0110 d, boschi ameri&rno, 11 timberman, non si
I• , ,11111 be n spesso da noi, al semplice taglio e Irati ,I, I prodotti greggi, bensì accanto alla lavorazione,
11 I• "
,llatanza d a essa. impianta la segheria. con la
111
1 1111
Una caratteristica del mercato legnoso americano è poi
l'accuratezza che i timbcrmen pongono nella classificazione dei loro prodotti. Tutti sanno che non c'è una
materia tanto variabile nelle sue qualità e prezzi quanto
il legno. A parte la divers ità di specie, per un medesimo
legname si trovano spesso tali differenze da un pezzo al\' altro, da farne variare il valore del cento per cento e più.
Mentre un pezzo di quercia da ardere non vale che poche
lire al mc., un pezzo atto a dare impiallacciature, si vende
500-600 lire e più. Lo spruce, che di piccole dimensioni,
Un treno carico di tronchi che ai aooia alla segheria.
111• tiduce il legname in tavoloni, tavole, panconcelli,
•~• correnti, listelli, ecc. ecc. Sotto questo rapporto gli
111, Ani aono andati molto più in là di noi, in quanto
l1111,u10 q uesta semilavorazione ad un grado tale, da
1111.,., all'industria che prepara i prodotti definitivi, la
~ "" ~ par te di quel lavoro materiale di sgrossatura,
h, l'N essa c ostituisce soltanto una perdita di tempo e
"' di m ateriale. Vi sono perciò grandi segher ie che
Il 11 limitano a segare il legname, ma lo piallano e lo
111111110 per d eterminati usi a quelle dimensioni che il
t alo e le industrie p iù comunemente domandano. I
l!/11• 11, i lambris, i soffitti, ecc., a mo' d i esempfo, ven11 • Jpctso pre parati nella segheria; cosl vi sono segherie
I p rrparano le diverse parti delle porte, finestre, per•
ree., in modo che a l falegname non resta che monl• n finirle, risparmiando ad esso, che non ha mezzi
• 4nici adatti, una q uantità di lavoro, che a braccia
l•1rhbe enorme m ente d i p iù. Con ciò l'esten sione che
,111ln l'industr ia delle segherie è straordinaria; ne l 1916
l1111,1onavano più di 30 mila, di cui alc une capaci di
'""' più di 25 mila m c . di legname all' anno I
nodoso, ecc., si può dire che non ha valore alcuno, in
grandi dimensioni. a gran.a regolare e senza n.odi, per
a eroplani, si paga oggi fino a 2000 lire al mc. Ogni pezzo
di legname ha il suo valore specifico. Ora, siccome ciò
costituisce un grave ostacolo alle transazioni commerciali di grandi partite , così si è pensato ad una classificazione dei dive rsi legnami, a seconda delle dimensioni,
delle qualità intrinseche. del numero maggiore o minore
di difetti, ccc . Queste classificazioni che sono più o meno
a~ bozzate ovunque, negli Stati Uniti hanno assunto un
no tevole grado di perfezione, c iò che non solo facilita il
comme rcio, ma lo rende molto più sicuro ed onesto. Queste classificazioni variano da specie a specie, ma in generale comprendono 5 gradi: la prima, la seconda, il comune, N. 1, N. 2 e N. 3 ; ne lla prima si m ettono i leg nami di maggiori dime nsioni, lavorati a perfezione e
senza alcun difetto ; n ella seconda i legnami un po' più
p icoli con un difetto e una impe rfezione d e lla lavoraz ione . e cosl di seguito. Su quesle classificazioni il commercio americano è rig orosissimo; ali' uopo funzionano
a ppositi ispettori pate ntati, che. m ed iante il pagame nto d i
83
LE I. I . I .
= = = = = = = = = = = = = = = = = = =:.: == = = = = = = =-- = = = = - - - - - - -
una quota lissa. a richiesta dei contraenti, rivedono il che lo forniscono. Di queste le principali sono il Longlea
materiale, e giudicano se la classificazione è staia fatta pine (Pinus pa)ustria), il Lob/o/ly pine (Pinus taeda) e ·
bene o no, e modificano al caso opportunamente. In tal Shortleaf pine (Pinus echinata). li primo è il vero ye/
modo ogni equivoco, ogni p ossibilità di contestazione ri- low pine, quello che noi conosciamo sotto il nome im
mane eliminat.&. e chi è addentto nel commercio legnoso p roprio di pichti pine; è il più pregiato, e quello che vien
compre nderà facilmente quale valore abbia simile prov- destinato agli usi più lini; gli altri due accomunati spesa
nel nome North Carolina Pine, sono di qualità un po
Yedimento.
•
Ma ciò che più rende meritevole di speciale considera- meno buona. però sempre ottimi legnami. che servon
zione il men:ato legnoso americano. è la gi,ande varietà agli stessi usi del p recedente. col quale generalmente •
dei prodotti e le loro qualità specifich e, che li rendono confondono.
Al pino giallo segue imediatamenle il Douglas fir
particolarmente preziosi per le industrie. Mentre la nostra Aora forestale conta appena 37 generi e 78 specie, Oregon pine, come più specialmente si designa in com
Una segheria che laoora o/Ira 25 mila metri cubi di legname,
quella degli Stati Uniti dell'Est, possiede 123 generi e
250 specie, e quella dell"Ovcst rispettivamente 58 e 120.
Naturalmente a tutte queste specie non corrisponde un
ugual numero di legnami come li intende il commercio;
giacchè quest"ultimo trascura molte specie, ad esempio
quelle che non sono abbastanza d iii' use, mentre altre raggruppa in un solo tipo di legname quando questo pre•
senti caratteri eguali. Il numero dei legnami più importanti che vanno sul mercato si riduce quindi ad una tTentina, ma tutti di primo ordine.
Di questi legnami il più importante è senza dubbio il
yellow-pine, ohe come abbiamo detto occupa il 37,5% circa
della intiera produzione. Nel 1916 •e ne sono tagliati per
15 miliardi di board faal, ossia 35 m ilioni e mezzo di
mc., quanto basterebbe per sopperire a tutti i nostri bisogni di lagnarne da lavoro per una diecina d"anni. Il
pino giallo è originar.io del sud, degli Stati lungo il golfo
del Messico, dove crescono le dieci e pjù specie di pino
84
mercio; è. i).legno .della Douglasii, che, forma le estese f
reste del West (Washington, Oregon, California e Ne
vada). È molto simile nalle sue qualità al Pichi pina, e serv
agli stessi usi. però, si presenta in dimensioni molto pi
grandi. Gli americani lo chiamano il legname del/' Otltlenir
e ne accentuano sempre più la produzione; questa n
1915 era di 4431 milioni di piedi. nel 1916 è salita a 5416
con un aumento d el 27 per cento. Mentre il Picht-pina
di uso tanto comune ·a nche da noi, il pino dell'Orego
appena appena si comincia a conoscere, da qualche nego
ziante; ora esso merita tutta l'attenzione dei n ostri in
dustriali.
La quercia è la terza specie, in ordin e di importanza
di cui si fa più consumo , ed è a.nche oggetto ili espor
tazione. Numer06~ sono le specie di q uercia che gl
Stati Uniti, possiedono; però il commercio non ne ri
conosce che due tipi: la que rcia bianca (Whita oold
la quercia rossa (Red oa/ù. La bianca proviene dall
• =======
= = = = =-=-= = =
L'INDUSTRIA DEI LEGNA MI NEGLI STATI UNITI
Un grande deposito di tavole pronte p er la spedi%ione.
LE I. I. I. =-======~:::a.=:..::::..~============~========== = =====
Quercus alba, Q. prinus, Q. stellata, Q. macrocarpa, Q.
mixhausxii. e dà un legname d11 lavoro per mobili, mostre di negozi, vagoni, carrozze, ecc.• di prima qualità e
del .tutto somigliant:iuima alla s/aoonia, che a prezzo
tanto elevato prendevamo dall'Austria. La quercia rossa,
data dalla QuercuJ boreal:s, Q. texana, Q. palustris, Q.
Coccinea, Q. velutina, ecc., fornisce un legname di qualità meno buona, ma pur sempre adatto per parquet,.
lambris, rifinimenti interni, ornamenti di negozi, fabbricazione di carri, carrozze, ecc. Nel 1916 tra bianca e rossa
se ne produssero 3300 milioni di piedi (7.700,000 mc.) la
massima parte negli Stati orien tali, dove cresce in preponderanza.
Un tipo di legname che noi non abbiamo e di cui invece gli americani fanno grandissimo UB:l', è il pino bianco, Wl,ite pine, che cresce specialmente negli Stati del
nord intorn:> ai grandi laghi, ed è dato da quattro specie:
Pinus stobus, P . resinosa, P . monticula, P. banksiana. Lo
adoperano per gli s tessi usi per i quali noi ci serviamo
dell'abete di Trieste. e cioè bussole, finestre, scudi, interno di mobili, panchi da scuole. casse, ecc., ma lo preferiscono all'abete perchè più dolce, più bianco e meno
atto a muoverai. Infatti tra abete e il pino bianco fanno
sempre una differenza di prezzo di circa un dollaro al
metrocubo.
Due qualità molto affini a questa sono il pino giallo delr ovcst, Western Yel/ow pine e il pino dolce Sugar pine,
tutti e due della parte occidentale dcli' America (California, Oregon, Idaho, Washington, ecc.), dove servono allo
stesso uso del pino bianco, ed banno quasi gli stessi
prezzi. La loro produzione trascurala in passato a causa
delle difficoltà rlei trasporti, va prendendo uno sviluppo
sempre maggiore in seguito all'apertura del canale del
Panama.
L'Hemlock è un altro legname che manca del tutto al
nostro mercato, in quanto nella nostra Aora non si trova,
non solo la apeoie. ma neppure il genere che lo produce,
la T suga. Fornisce un legname che sta fra quello dell'abete
rosso (d i T rieste) e l'abete bianco (nostrale) ossia è un po•
meno buono del primo, ma superiore al secondo. Ha poi
qualità che lo rendono specialmente adatto a determi-
r
nati usi.
Lo apruce americano è identìço al nostro abete di T rieste, soltanto si trova là in fusti di maggiori dimensioni e
cresciuto in foreste non mai tocche, per cui può dare
tronchi privi a.f fatto di nodi, a grana diritta e regolare,
eh.e in questi tempi di guerra lo hanno reso prezi~ per
la fabbricazione di aeroplani.
Altro legname prezioso è il cipresso, Cypres, col quale
nome gl i ameriéani indicano non il nostro cipresso. ma
il legnaane di una p:anta che nu1nca alla nostra Aora,
sebbene cresca benissimo in Italia, il Cipres,o calvo (Toxodium dislicum). Ed è strano che mentre il legname
ouenuto dai primi esemplari allevati in Italia è stato giudicato pessimo. il medesimo in America aia considerato
fra i migliori di quella flora, tanto che viene venduto ad
un prezzo superiore a tutti gli altri legnami da conifere
(legnami bianchi). NeL 1916. mentre si quotava il picht
pine a dollari 14.33 ogni mille piedi, il cipresso veniva
pagato 20,85, ossia con una differenza d i oltre sei dollari! Ho sul m io tavolo un campfone d i questo legname
cresciuto in Italia, che è klent.iGo a quello americano. Il
nostro disprezzo per questo prodotto è dovuto senza dubbio al fatto che non ne conosciamo le qualità ; il cipresso
calvo, oltre una bella grana, un bel colore, una grande
facilità di lavorazione, una stabilità quasi assoluta, ha il
pre,sio non comune che, cresciuto in mezzo all'acqua,
86
nelle paludi, dove si va a-:1 atterrarlo in ba.rea, acquista
uno resistenza grandissima all'umidità, per cui è il legname adatto per eccellenza a quelle località dove g li
altri legnami generalmente infracidiscono in pochi anni.
La produzione sua è di ci rca un bilione d i piedi cubi, os
sia 2.360.000 mc.
Mentre noi produciamo una piccola quantità d i acero,
gli Stati Uniti ne approntano annualmente per un miliardo di piedi, ossia 2.360.000 mc.! poss~no quindi, servirsene per una quantità di usi, dai quali resta esclus
da noi per la esiguità della nostra produzione. Per interni
di mobili, bussole, lambri•, eoffitti, ornamenti di negozi ,
adoperano il Nocino Red gum, che noi importiamo, m
non abbiamo, somigliantissimo al noce, ma più a buon
mercato. Pure per mobili, carrozze, ornamenti di negozi
strumenti musicali, ccc., impiegano il pioppo giallo, }'e/
low poplar, che non è un pioppo. ma il legno del Lyri
dendron tulipifera, bellissimo albero che c resce anche i
Italia. ma non è indigeno.
Pregevole sotto molti aspetti è il Redwood
sempervirens) leggerissimo, oltremodo facile a lavorarsi
di un bel colore rosso, di una straordinaria durata e d
1.on prezzo relativamente modico (meno di 30 lire al mc.)
Lo stesso si dica del Cedar che è il prodotto di diver
specie di alberi (Thja plicata, Cbamaeciparis thuyoide,
Yuniperus virginiana, ecc.) adoperato per particolari us
nei quali non può essere sostituito da altro legname, com
ad esempio, per citarne uno dei minimi ma più caratteri
stici, nella fabbricazione dei lapis.
Il larice ed il faggio americano sono del tutto simili
quelli nostrali, ma la betula della quale la produzione
notevole (circa un milione di mc. all'anno) è migliore
tanto ch e l'adoperano volentieri a scopi ornamentali
molto se ne servono per fabbricare il mo11ano artificiale
L 'olmo e il tiglio pure sono identici ai legnami nostri
ma da noi è ormai difficilissimo trovare un pezzo di tigli
(ottimo per intagli): negli Stati Uniti viene comun ement
impiegato in usi secondari, come sarebb ero le casse da im
baliaggio.
Il frassino che ha assunto prezzi straordinari. perch
non si trova più da noi, là è aumentato un poco in ques
ultimi tempi, per la esportazione che se ne è fatta p
aeroplani, ma prima era un legname comune, che
adoperava per carri, carrozze, ecc., facile a trovarsi
prezzo di 40 lire al mc., in fusti d i grandi dimensioni
di p rima qualità. E anche oggi non costa più di 50lire al mc.
Un buon legname è it lupe/ , molto simile al nocino
adatto agli stessi usi. Impareggiabile poi per determinai
applicazioni è l'H ickory somigliante al frassino, ma
cora più resistente ed elastico. E tralascio tanti altri di m •
nore importanza quali lo Cherry, il Bucheye, il Cucumbe
il Sycamore, il Pecan, ecc., ecc., che trovano tutti n ell 'ind
'stria americana le loro speciali applicazioni.
Se s i pensa che la picola parte che nel valore di_ un o
getto in legno ,prende la materia prima e viceversa , l'i
flucnza che esercita sulla sua durata, resistenza, perf
zione di lavorazione, aspetto esterno, ecc., si comprende
facilmente come condizione essenziale p er lo sviluppo del
industrie del legno sia quella di procurarsi il migliore m
tcri.ale, sen.z a di che è impossibile competere ocm le i
dustrie degli altri Paesi. Il mercato americano ci offre u
quantità di legnami, non i cosl d etti leQn i di lusso a car
Ieri preponderalamente ornamentale, ma legnami ind
stri.nli, cioè di fona, di durala, facili a lavorarli, a bu
mercato e pur sempre di bell" aspetto, che sono quelli eh
trovano il maggior impiego nelle nostre industrie. Di qu
- - == =
- ===
= = =-- = = = = =
L'INDUSTRIA DEI LEGNAMI NEGLI STATI UNITI
mercato noi abbiamo fino ad oggi approfittalo pochisparie perchè gli americani, potendo esitare i
in Paese non si sono preoccupati affatto di
, rrrarai altri sbocchi; e dall'altra parie perchè p resi dalle
,, I, dl commercio austriaco, noi non abbiamo mai pensato
" 11volgere altrove le nostre ricerche. In tal modo mentre
I America esporta annualmente per otto milioni di mc. di
lr11name, noi partecipiamo a questa esportazione per una
, 11111 minima e per tre soltanto dei suoi prodotti preziosi;
ti picht-pine, la quercia e il nocino. Eppure l'esempio di
,,,u·tlì tre p,odotti ci dovrebbe essere istruttivo I È da
1111a ventina d'anni e non più che il picht-pine è entrato
,..-1 nostro mercato, e da cizca una diecina il nocino e la
'l""rci.a, ma quale impiego non hanno trovato presso le no_
ohi'! Industrie} Si potrebbe oggi farne a meno}
Lo ■tesso è certo che succedèrà degli altri legnami quan1111 domani se ne incomincerà l'esportazione; i loro pregi
, , li renderanno ben presto indispensabili. a tutto vantagwlo della industria nazionale. giacchè come ho detto, la
•tllf'ltione dell'eccellenza delle materie prime è fondatlll'ntale.
Nè si sollevi l'obbiezione del p rezzo e delle difficoltà
,1,.1 trasporti ; mentre da n oi la guerra ha fatto salire i
,,,,.ul dei legnami alle stelle, negli Stati Uniti hanno au1,llo piocolis&ime vaTiazioni, come si può vedere da1 seWIH'nte prospetto nel quale sono dati i prezzi medi del
11>10 e quelli del 1916:
110
111,10, da una
lu10 prodotti
SPECIE LEGNOSA
Pr<no in dollori
I 000 boud feet
pe,
nel 1916
't ..llow-pine (picht-pine) 14.33
l><1uglu fir (pino dell"Oregon)
10.78
\Vhite pine (pino bianco) 19. 16
1lrmloclc
15.35
'lpruce {abete rosso)
17.58
Weatem yellcw pine
(picht-pine del West) 14.52
( ypree (cLpr. calvo)
20.85
Hrdwood
13.73
t rdar
15.24
Prezzo in lire
per meuo cubo
od 1910
1916
13.29
30.40
13.09
18.93
13.85
16.62
23.00
40.60
32.70
37.20
15.37
20.46
14.80
15.53
30.80
44.00
30.00
32.30
T amarak (larice)
White fir (abete bianco)
Sugar-pine
Balsam fir
Lodgepole pine
Oak (quercia)
Maple (acero)
Red gum (nocino)
Chestnut (castagno)
Yellow poplar
Birch (betulla)
Beech (faggio)
Basswood (tiglio)
Elm (olmo)
Ash (frassino)
Cottonwood (pioppo)
Tupelo
H ickory
Walnut (noce)
Sycamore (platano)
12.49
12.25
16.77
16.49
15.13
20.06
18.24
14.64
17.05
21.89
17.59
16.20
21.05
19.46
23.85
17.42
13.00
23.84
42.38
14.65
12.33
I 1.52
18.68
14.48
14.88
18.76
16.16
12.26
16.23
24.71
17.37
14.34
20.94
18.67
22.47
17.78
12.14
26.55
34.91
14.10
26.80
26.00
35.50
36.90
32.00
42.50
38.65
31.00
37.10
46.20
49.50
34.30
44.60
41.25
50.55
36.90
27.55
50.50
89.80
31.00
In verità se si confrontano questi prezzi coi nostri, si
rimane sorpresi della esiguità di quelli americani I
Avanti la guerra il costo del tnuporto del legname dagli Stati Uniti a Genova, compreso l'assicurazione, si aggirava sulle 40 lire al mc. Con una tale speaa la quercia.
americana poteva giungere ai nostri porti a L. 80 al mc.
mentre quella di Slavonin si era obbligati a pagarla 120,
150, 200 lire e anche più. Al presente tutti sanno i prezzi
che hanno raggiunto i noli; ma col cessare delle ostilità,
col J"itomo della sicurezza dei mari, questi sono destinati a
precipitare. L'America sta dando attua.z ione ad un vasto
programma di costruzioni navali ; tutte le nazioni marinare si apprestano alla ricostruzione del loro naviglio. Mentre quindi tutto fa sperare un abbassamento notevolissimo
dei prezzi di tra.sporto, nulla si vede che p088a far prevedere da noi una diminuzione sensibile del prezzo dei legnami, salito tanto in alto per la deficienza quasi assoluta della produzione nazionale e per la mancata importazione dall'Austria, la quale ultima non si potrà riattivare
che in seguito ad un lungo periodo di tempo. Abbiamo
tutto l' intere&9e a riivolgerci agli Stati Uniti, che ci porgono
anche in questo campo la loro mano amichevole.
Alberto Cotta
LE INDUSTRI
ITALIAN
ILLUSTRAT
RASSEGN A MENSILE POLITICA, SCIEN TIFICA, TEC NICA, EC O
N OMICA DELLA PRODUZIO NE INDUSTR. ITALIANA, H A PE
:
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1§1
S
COLLABORATORI
Prof. L. ABELLO, Dirett. del R.
1st. Sup. di Studi Commerciali.
On. ANGELO ABISSO, Deputato al Parlamento.
Comm. ETTORE ANDREIS.
Prof. GINO ARIAS. della R. Univeroità di Genova.
RICCARDO BACHI.
Prof. ERNESTO BERTARELLI.
della R. Università di Parma.
Prof. CARLO BESANA.
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P rof. P IO CARBONELLI.
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POMPEO COLAJANNI. Direttore
del Sindacato lnfortunii Solfare.
GIUSEPPE COLOMBO. Senatore del Regno.
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niatro delle Finanze.
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CARLO FERRARIS, Sen,t. del
R~no.
MASS
FI MBERTI D
On.
A
' eputato alIMO
Parlamento.
P rof. FEDERICO FLORA. della
R. Università di Bologna.
On. EMILIO GIAMPIETRO, Deputato al Parlamento.
TORQUATO CARLO GIANNINI.
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Generale del T raffico Marittimo
al Miniatero dei T rasporti.
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·
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tato al Parlamento.
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Abbonamento annuo ~ L E INDUSTRIE ITALIANE ILL USTRATE , lcalia e Colonie
21, Estero L. 30 , Cartoline vaglia ali' Istituto Editoriale Italiano , Milano, Piazza Cavour, ,
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Prof. F. Bra.cci
tel R. Olelrlclo :1perlm~nto!e
I RESIDUI DELL'OLEIFICIO
E LL' ORA PRESENTE
·NELL'AVVENIRE
I progressi conseguiti nell'estrazione degli olii debbono essere somministrati con aggiunta di
~" , lttli (di semj e d ·oliva) hanno messo sempre mangimi meno concentrati, più ricchi di idrati
I• 11 111 valore i residui ed i cascami della lavora- di carbonio; e nella concimazione debbono es, 11111 , panelli, sanse vergini, olio d'inferno, olio sere considerati come concimi azotati : in ~ i
l .,Jfuro, o lavato, sanse esauste e noccioli. modo si tratta sempre di resid ui preziosi per I' a 11 iu" t In rese assai preziosi quest: !'Ottopro- gricoltura. Invero, prjma del momento attuale
111111, aia nella fabbricazion e d elle armi e mu- di guerra, in cui i prezzi di ogni derra ta e p ro1 I (,1111 (tempera ed e.s plosivi), sia nelr alimenta- dotto sono divenuti anormali, i panelli alimentari avevano un valore oscillante da 13 a 18
11u11n del bestiame e quale combustibile.
I , , diamo utile intrattenere un poco i nostri lire al quintale e quelli per concime da 7 a 12
I 111111 su tali residui, riservandoci di trattare dei lire.
Non si può precisare la quantità di panelli oleo111 n«lutti principali delr industria dei grassi vesi che si producono in Italia; si può in via ap11' Iuli m altra prossima occasione.
I p,melli ricavati dalla lavorazione dei semi prossimativa dedurla dai semi sottoposti alla e11, fl 1 sono la parte solida residuale della pres- strazione dell'olio, i quali risultano nella quasi
i 011, dei semi stessi ridotti previamente in fa- totalità dall'im portazione che se ne fa dalle lnlo , 1 on la macinazion e a mezzo di frantoi a ci- ,die inglesi, dalla Cina, daill' America (segnatai11tl11 ed a macelli. Essi contengono tutte le mente dall'Argentina), dall'Africa (Egitto, Co1118l1rnze che si trovano nei semi, m eno la gran- lonie francesi e inglesi), dall'Asia minore, daJla
I 111aggioranza delfolio. Di questo però ne Russia, ecc. : importazione che è andata sem1111lr ngono ancora in quantità tale da renderne pre crescendo, e cioè da :
11m·rmiente l'ulteriore trattamento con sd.iventi
ql. 352.716 nel 1881-85
hl1111ci e l'uso per l'alimentazione del bestiame.
a ql. 498.817 nel 1891-95
lu (·ommercio però si trova un numero di paa ql. 663.720 nel 1901-1905
11, minore del numero di semi assoggettati ala ql. 945.770 nel 1910-1916
HII zione dell'olio e si può dire che agricola ql. 488.292 nel 1917
i 111 1• l'industria non utilizzano che una parte
I 11nne~li provenienti da semi tanto indigeni che e nei primi mesi del 1918, a causa delle difficoltà,
0111 i. In agricoltura detti panelli vengono usa- delle spese e dei pericoli dei trasporti. si è ve1" 1 mangime e per concime.
nuta riducendo a soli 77.260 ql. Alla quale cifra
()urlii della prima specie, principalmente so- aggiungendo quella minima del!a produzione di
t tli arachide decorticata, lino, cocco, coto- semi indigeni (lino, ravizzone, colza, ricino e
... 11 samo, granturco, colza, papavero; i p ....- pochi altri semi) si ha un totale di poco oltre I
1
Mili
Pl~r concime sono : di ariachide non decor- milione di ql. di semi oleosi. qa cui ritenendo
11ln , camelina, canapa, ricino, palmisto, ma- in via approssimativa un rendimento del 60% in
la, 1 ,vizzone, faggio, ecc.
panello, si ricavavano prima della guerra cir1 p rimi contengono da 23 a 34 % di sostanze ca 650.000 ql. di panelli, parte adatti per conoti11c he, da 8 a 12 di grassi e da 21 a 33 di cime, e una porzione maggiore per mangime.
1111, llt' estrattive non azotate (idrati di carboA tale q uantità è da aggiungere quella dei pa1)1 111 buona parte digeribile, con una rela- . nelli importati e da detrarre quella dei panelli
1111 nutritiva stretta che varia fra I e 08 a 1,2; i esportati. La prima avanti guerra, e per meglio
,-,11111 per concime contengono in media da 5 dire fino al 1913, si aggirava fra 40 e 50 mila q l.,
f, ' , <li azoto, I a 2 % di acido fosforico e di dopo è andata sempre diminuendo, per ragioni
lnn"
.
ovvie, da 39.134 ql. nel 1914 a 27.206 ql. nel
11110 materiali in un caso e nell'altro .rjcchi 1915, e q l. 4.013 nel 1916 ed a ql. 128 nel 1917.
j
l11nze azotate, quindi nell'alimentazione L'esportazione, da attorno a 100.000 ql. fino al
r
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89
LE I. I./.
=.,.... ======= = = = == = = == ======= = ===== = ========
1903, salì a oltre 250.000 (254.350) nel 1910-1913,
fu di ben 547.326 ql. nel 1914, per discendere
a ql. 57.260 nel 1915, a ql. 147. 11 5 nel 1916 ed
a ql. 103. 725 nel 1917 : sempre si mantenne cioè
superiore all'importazione; per cui, considerando
il periodo prima guerra, alla cifra della produzione approssimativa dei panelli si deve togliere
ben 200 miJa ql., differenza media fra l'esportazione e l'importazione annua; il che riduceva
il quantitativo disponibile dei panelli in Italia a
tutto il 1914, a ql. 400.000
Dal 1914 a tutto il 1916, restando ferma la
produzione interi"1a, è venuto aumentando lo
sbilancio fra l'esportazione e J' importazione e
nel 1917 è venuta altr~ì a ridursi a poco più
della metà anche la prima. Di guisa che il quantitativo di panelli a disposizione del bestiame si
è in questo momento ridotto ad una cifra assai
bassa, del tutto sproporzionata al fabbisogno
del bestiame. Naturalmente anche i prezzi dei
panelli di fabbricazione interna e d'importazione sono andati crescendo sensibilmente da L. 12
a 14 in media prima del 1914, a L. 17, 20, 25 e
assai più dal 1914. Oggi sono giunti a oltre I 00
lire al ql. !
In Italia la crisi dei mangimi nell'attuale periodo, e che durerà pur troppo per qualche
anno dopo ,la pace, può cercare minor sol:ievo nei panelli oleosi, che rappresentano materiali di valore alimentare considerevole, di
altri paesi come l'Inghilterra, la Francia, ecc. ,
che producono e commerciano quantità considerevolmente superiori di tali panelli. Ma
il nostro paese ha a sua disposizione un altro
materiale, residuo di una industria di capitale
importanza, dell'estrazione cioè dell'olio d'oliva; vale a d-ire la sansa : materiale invero a
gran torto troppo tracurato dagli allevatori di
bestiame fino ad oggi, e che sarebbe ora riprovevole non mettere a profitto.
Si chiai;na sansa il residuo solido dell' estrazione dell'olio dall'oliva mediante la pressione,
costituito da detriti di nocciolo e dalla polpa
dell'oliva stessa ; i primi nella proporzione del
40 al 45 % e la polpa del 55 al 60, più o meno
umida. La sansa trattiene ancora una certa
quantità di materia grassa, variabile da 7 a
14 %. a seconda dei mezzi e metodi più o meno
perfetti di macinazione e pressione, e delle regioni. Q uesta, unitamente alla polpa che contiene sostanze proteiche, carboidrato, ecc., fa
sì che la sansa costituisca un residuo di un valore commerciale e industriale abbastanza apprezzabile.
L · utilizzazione più comune delle sanse è
quella di sottoporla a ll'estrazione con solventi
chimici, specialmente al solfuro di carbonio,
quando, per incuria o altro, non v~ngano adoperate direttam ente per combustibile. In alcu-
90
ne regioni si sogliono sottoporre alla levigazione con acqua, ottenendosi separate le pellicole
o bucch.iette della parte ossea, le quali poi si
bollono in caldaia e si assoggettano a nuova
pressione, a caldo, ricavando un olio verdastro
detto lavato. Più raramente si destinano all' alimentazione del bestiame, particolarmente dei
suini. Dal trattamento delle sanse col solfuro
di carbonio si ricava un olio verde più o meno
scuro e denso, detto appunto olio al solfuro,
nella proporzione del 6 al IO % in peso. asportando cioè quasi tutta la materia grassa che le
sanse stesse contengono. L'olio lavato è dal 4
al 5 % in peso delle sanse sottoposte alla levigazione.
Dal trattamento delle sanse al solfuro ed a l
frullino (parte del!' oleificio in cui si fa l' estrazione dell'o'l-io lavato) rimangono, come ca_pimorti le sanse esauste, (così dette per distinguerle dalle sanse prima del trattamento chimico dette vergini, non differendo altro che per
l'asportazione da queste della materia grassa)
e le bucchiette esauste.
L'olio al solfuro e lavato servono ordinariamente per fabbricare saponi. Fino ad oggi, quando la loro acidità non sia eccessiva, il che non si
verifica se non quando le sanse provengono da
olive mal conservate, o le sanse stesse sie no state deteriorate prima del trattamento, h anno servito per la p reparazione della glicerina destinata
n.el)a massima parte a fabbricare materiali esplo,s1v1.
Le sanse e le bucchiette esauste sono comunemente adibite per combustibile e più di r-'i1o,
specie le seconde, per concime o per mangime.
Per effetto del D. L. 2 settembre 1917 n. 1497,
le sanse esauste huono requisite dal Governo, perchè destinate per combustibile agli stabilimenti ausiliarii che lavoravano per conto del
Ministero della Guerra, mentre le sanse vergini
era proibito di bruciarle.
La sansa esausta è un buon combustibile,
calcolandosi a 3500 le calo.rie che si ottengono
da I kg. di sansa, mentre si calcolano in media
a 3700 per la legna secca; inoltre da detta sansa si hanno delle ceneri molto ricche di potassa
(circa 17 %).
Le sanse vergini possono, ed in parte lo potrebbero, senza il divieto, anche quelle esauste, essere utilizzate per mangime, come abbiamo accennato, con grande utilità ed opportunità.
Fin da tempo era conosciuto i] vantaggio di
somministrare al bestiame le sanse vergini, anche perchè fino a quattro o cinque anni or sono
al prezzo delle sanse stesse offerte dagli stabilimentì al solfuro o dai frullini era abbastanza vile (L. •2 a 2,50 al ql.); ma ostava la presenza dei
detri~i di noccioli, i quali con le loro asperità
= ==
=
I RESIDUI DELL'OLEIFICIO NELL'ORA PRESENTE E NELL'AVVENIRE
uli angoli vivi davano luogo ad infiammazio}li
ccl alterazioni del!' apparato digestivo degli aniumli, sp ecie non suini, provocando diarree ed
,Itri d isturbi gravi. Qualcuno aveva ricorso e
ril orre tuttora alla separazione della parte os•n1i con la vagliatura e la ventilazione, ma si
I , nltava, e si tratta, di mezzi casalinghi, luni hi, costosi ed imperfetti. Oggi esistono delle
111ncchine apposite, dette disossatrici, che com111ono la separazione in modo rapido, economi• o e quasi perfetto deUa polpa dall'osso.
Una p tima di dette macchine, comparsa oltre
ltl:nta anni fa, in una tenuta del pisano, fu modificata di sana pianta dallo scrivente ed in sei.uito ne vennero altre (Tocchi e Rossini, Ro111ci ecc.) più o meno complicate.
La disossatrice Bracci, qui sotto raffigurata
(11g. I) consta di un frangipaneJili per ridurre la
•1msa p roveniente dalla seconda torchiatura, in
Irnntumi minuti, di un vaglio oscillante con rete
,1 maglie di 2 a 2 I /2 mm. di luce per una pri11111 vagliatura della parte polposa, di un sotto11 nnte cilindro fisso, a pareti di lamiera forata
, on fori di 2 mm., nel quale, per mezzo di un
11ue centrale munito di sbarre e girevole
1 cm notevole velocità, la polpa viene distaccata
rlnll' osso e spinta fuori attraverso le pareti del
Vl\glio, e la pellicola col nocciolo vengono spmt I olrestremità libera del vaglio; la pellicola vie-
Fig. I
ne separata mediante un ventilatore ed noc
tioli puliti vengono, al pari della polpa, a rac1·oglicrsi al disotto od in sacchi.
L'apparecchio, per maggiore comodità, può
r·'lscre piazzato su una piattaforma scavata a
!(\lisa di una fossetta rettangolare, per modo che
l1t tramoggia rimanga ad un' altezza di circa me-
tri 1,50 a 1,60 da terra, per il più facile caricamento della sansa, come si vede nella fig. 2.
La forza motrice inanimata necessaria per
azionare l'apparecchio è di circa 2 H P ed il
lavoro unitario e di circa 4 a 5 ql. di sansa vergine. In altro bpo di detta macchina si ha un
doppio vaglio brillatore ed a,llora il lavoro orario è di ql. 7 di sansa vergine.
Infine, viene costruito altresi un tipo di apparecchio per la media e piccola produzione (figura 3), senza frangipanelli, ma con disposizione
particolare al fondo della tramoggia per regolare l' ailimentazione della sansa, la quale deve essere pxima sgretolata grossolanamente con
un cd.I po di pala. Il lavoro unitario è di ql. 2 I /2
di sansa vergine.
Con il lavoro di dette disossatrici si ottengono
da 55 a 60 parti di polpa ridotta in farina finissima, con un'insignificante porzione di nocciolo
del pari ridotto in farina, e 40 a 45 parti di detriti di nocciolo perfettamente pulito; per cui
non si ha perdita alcuna di materia.
La parte polposa si può utilizzare tale e quale
per il bestiame, oppure assoggettarla alla pressione, in presse robuste, per estrarvi nuovo olio
e ridurla in forma di panelli, riscaldando la prima a secco in apposito riscaldatoxe e adottando
del!e forme di ferro speciali, molto semplici,
rotonde e del diametro di circa 30 cent. l noccio1i si possono mischiare a caldo in apposita
caldaietta a doppia parete con della pece minerale o altro materiale conglutinante, quindi
pressare in forme di ferro identiche a queille dei
panelli di farina di sansa e del diametro di centimetri 20, per ricavarne delle formelle per combustibile; bene indicate per le caddaie a vapore
ed anche per le stufe e per camini a buon tiraggio, e potrebbero essere utilizzate in formelle per le locomotive, come già furono, con buon
risultato, adoperate nelle strade ferrate della Tunisia. I detriti di nocciolo possono essere del
pari utilizzati, facendo uso di griglie adatte cosi
sciolti come risultano dal lavoro della d isossatrice. Essi hanno un valore di calorie alquanto
superiore a quelle della legna contenendo nei
pori qualche traccia lli materia grassa.
La parte polposa in farina od in panelli ha
una composizione alquanto variabile specie qel
contenuto de i grassi, a secondo de1la qualità
della sansa vergine da cui proviene. In media
in I 00 parti di essa si contengono :
Umidità
12
Crassi
. . . . . . .
12
Proteina grezza (digeribile-6)
9
Sost. estrattive inazotate . . .
35
Fibra grezza (in parte digeribile)
25
Ceneri
. . . . . . . . .
7
da cui risulta una relazione nutritiva di I : 11 .
con circa 90 unità commerciali. Essendo tale re-
91
LE I. I . I.
-----------------------=-===-------==---
}azione nutritiva troppo larga e d •altra parte riuscendo troppo stretta quella adipo-proteica 1,3: I
{la quale l'esperienza ha dimostrato, per dare
cond izioni più favorevoli, deve invece essere
di I :3), tale sansa in polvere o panello, contenendo un eccesso di grassi, . non può essere
somministrata schietta, ma insieme ad altri mangimi ricchi di proteina, quali: farina di leguminose, di granturco, crusca, caseina, sangue
secco sterilizzato, ecc. Per lo più si dà sotto forma di pastoni; alcuni aggiungono anche della
melassa, preferibilmente non molto prima deluso.
.
Quanto alle dosi, sono variabilissime e non
possono essere precisate. Solo in via generale
possiamo ritenere che si •somministra di detta
sansa, per i bovini (buoi, vacche da latte, vitelli) dal!' I al 2% del loro peso vivo; per i suini dal
I /2 all' I I/2 % e per gli ovini un po• meno; ma
le giuste dosi si rilevano dal rapporto fra il
quantitativo dei diversi principi nutritivi digeribili dei vari alimenti della razion~ e dal contenuto totale di essi, ridotti allo stesso valore fisiologico di combustione.
Tutto questo va bene in tempi normali,
non così forse oggi in cui i materiali azotati su detti (farine di cereali e di leguminose,
crusche, ecc.), sono e debbono essere in gran
parte utilizzati per l'alimentazione dell'uomo, ed
in ogni modo si tratta di prodotti molto scarsi e
di prezzo elevatissimo. Vi sarebbe un altro espediente opportuno ed assai vantaggioso economicamente : qucllo cioè d i diminu~Te la pro-
r
92
Fig. .3
=- = = = =-
=I
RESIDUI DELL'OLEIFICIO NELL'ORA PRESENTE E NELL'AVVENIRE
Invero in Italia si può valutare la produzio ne
porzione di grassi della sansa con miscug!i stucl inti di sansa disossata vergine e sansa disos- media' di sansa vergine a 5 mi)joni di ql., per
,1\ta esaurita al sdlfuro (esausta), la quale ul- oui si potrà contare, per disossarla e destinarla
hma contiene dosi piccolissime di grasso e invnriati. o presso a poco, gli aJtri principi immediati nutritivi, mentre è dimostrato che non è
nociva, poichè ogni traccia d.i solfuro di carbonio sparisce con J' esposizione ali' aria ed ancora
1 on l'aereazione che su bisce nel:a disossatura.
Naturalmente così le dosi giornaliere nella ra•1one possono venire aumentate di assai, mentre il costo unitario scende notevolmente; senza
dire che ne resta agevolata la conservazione.
La consel'VaZiione delJa sansa disossata richiede condizioni semplici e facili ad attuarsi. Essa
deve essere riposta in luogo fresco, scuro, ma
ventilato e volta per volta ben compressa in
111trati di non oltre 60 a 70 cent.; ovvero può esere conservata in silò come altri foraggi.
La s ansa, in queste condizioni, fermenta e si
mcalda per un certo tempo, perdendo umiçlità,
c·d, a fermentazione ultimata . assume un odore
prncevole speciale, etereo-alcoolico che ra~somiglia alquanto a queillo delle mele cotte calde :
odore che è gradito dagli animali.
Ove n~anche la sansa esausta, per il D. L. su
1 il'ordato, potesse essere utilizzata, previa disossntura, per fare la mescolanza predetta con la
tnnsa vergine disossata, non r imarrà per ora che
lnr<" la mescolanza di questa con crusq,., (nelle
,loai di un quarto acf un terzo di crusca con tre
quarti a due terzi di sansa), e con fieno di trifoul 10, di medica o lupinel:a o di prato naturale e,
,., r suini, anche con paglia: il tutto ben tritato e
r rnpre sotto forma di zuppe preparate a caldo
1 on l'aggiunta di un po' di sale pistorizio.
L'uso della sansa è preferibie nei mesi inv nnali e primaverili; nell'estate possono notnui alcunj inconvenienti neg)j animali (disturl,1 gastrici, diarrea, ecc.), se la sansa fosse per' enuta da dJive fermentate, r-iscaJdate, ammuffii< , ovvero la sansa, prima e dopo la d isossatura,
f o ,e stata mal conservata, per cui fosse dive1111ta sensibilmente acida per irrancidimento
,lclla materia grassa, che può essere ailtresì favorito dall'essere la sansa ventilata con ventilntore da cereali, per effetto del I' aereazione eci;r -._~iva e per la lunga conservazione.
"-iaturalmente, dato il costo elevato delle sanflC vergini, anche queLlo della sansa disossata è
Otfgi assai superiore al prezzo prima deJla guer' "• che poteva ritenersi di L. 7,50 a 9 per ql.,
111ft, in ogni modo, l'uso loro è sempre, in quelilo momento. economico. E se la necessità
1,trnnde di mangimi nell' attllalità avesse anche
1oltnnto il vantaggio di far apprezzare meglio,
, 01t1e speriamo, questo residuo dell'oleificio per
I'nvvenire, già il vantaggio sarebbe rilevante.
al bestiame, su una quantità abbastanza rilevante.
L'olio d' inferno è un altro residuo, anzi il più
importante della oleificazione, ed è q uella porz ione d'olio che si trova frammis ta, intimamente emulsionata all'acqua di vegetazione delle olive ed a quella di lava~gio degli ordegni, dei
recipienti, utensili e del pavimento, radunata
in vasche apposite (inferno) e nella quale, col
riposo, affiora.
La quantità di tale olio si può in media valutare dal 7 al IO% delr olio ricavato per pressione dalle o,l ive e quindi da 150 a 200 mila ql.
annui in media, in tutta Italia. È. un olio scadente, di cattivo odore e più o meno acido :
tuttavia in parte viene adibito per usi commestibili dalla povera gente di campagna che, spesso,
abituata all'uso degli olii mal confe zionati,
saccenti, cioè con gusto sentito, acre e di forte
odore, lo preferisce ali' olio fino, insipido, inodoro; e per uso di ardere ed in parte maggiore
per saponeria e per la tempera dell'acciaio,
delle corazze, ecc. Per questo ultimo uso non
deve oltrepassare un certo grado di acidità ( 15%
in acido oleico).
Gli olii d'inferno, come aud'.,i feccio!Ji, rac- ,
colti sui fondi dell'olio torbido, molto acidi, d iconsi in commercio lampanti. Con la recente
introduzione del processo industriale di raffinamento degli olii d'oliva e con il sorgere di stabilimenti appositi in Liguria (Portomaurizio, Società Sairo; Oneglia, Società Olea; Rivarolo,
Oleifici N a zionali, ecc.), detti olii, come quelli
difettosi (di muffa, di comune, di terra, di verme, irranciditi. ecc.), vengono deacidificati, deodorati ed imbianchiti e messi in commercio per
usi alimentari, schietti o in leggera miscela con
olii d'oliva naturali. Per tali operazioni si hanno
spese limitate e perdite debolissime, riutilizzandosi per saponeria parte dei rifiuti della raffinazione, e benchè gli olii deodorati e rettificati
non abbiano il sapore e la conservabilità di
quelli preparati razjonalmente, si ha una utile
nobilizzazione e valorizzazione ili un residuo inevitabile dell;, oleihcazione de!le olive.
Chiudiamo la nota sui residui dell'oleificio.
ripetendo J' augurio che, come la guerra mondiale nel complesso degli orrori e dei danni materiali incommensurabili arrecati alla umanità,
ci renderà abituati a sistemi ili economia nel regime alimentare e nelle altre manifestazioni della vita, possa richiamarci ad una migliore utillizzazione e valorizzazione dei residui in parola, finora in buona parte perduti od imperfettamente sfruttati.
Prof. F . Bracci
Direttore del R , OleUlcio
sperimentale
L ' ALIMENTAZIONE
L ' I T A LI A L· AGRICOLTUR
ELETTRICA ITALIAN
ILLUSTRAT
Rassegna mensile politica, scientifica
tecnica., economica della produzione
alimentare italiana
R assegna mensile politica, scientifica,
tecnica, econ. della industria elettrica
Rassegna mensile politica, scientific
e di tutte le sue applicazioni
cecnica, economica della produ:.:io
SOMMARIO del N. 2
agraria italiana
Personalità della ihdustria alimentare italiana: cav. Uff. Luigi Baroni, fondatore-presidente della Società Anonima
SOMMARIO del N. 2
Pastificio Baroni.
In
copertina:
Comm. E. Bruzzone, Presidente della
Personalità della industria elellrico italiae Unione Zuccheri>.
na: Prof. M. O. Corbino, Presidente
L'alimenta.ione nella •cienzo, nella podel Consiglio Superiore delle A eque.
litica e ne/I' economia generale :
La legislazione .anitoria in rapporto olNel testo:
le frodi alimentari - Doli. E. Galli dirett. del Lab. Chim. Munic. di Milano. Aoanti l'industria elettrica/ - li Direttore dell' I. E.
li pane - Giuseppe Tropeano, docenLa
determinazione della posizione di state di Medicina Sociale nella R . Univerzioni trasmettitrici radiotelegrafiche sità di Napoli.
lng. Prof. Alessandro Artom.
Per la soluzione del problema dello
pesca - Antonino Puglisi, tenente co- Il • Piano Regolatore • di un bacino imbrifero ed i • Cono/i misti • - lng. E.
lonnello commissario.
Ciuchini.
L ' olimenlozione nella industrio e nei comUna scuola-tipo per operai elettricisti
merci:
lng. Prof. G. Sartori, della R. Scuola
I motloloi agricolo-industrio/i - Prof.
d'Applicazione per gli Ingegneri di BoUberto Ferretti.
logna.
La bosso mocelelrio nello cri,i dello
L'Azienda telefonica all'industria prit>acarne - Prof. A. Ascoli, direttore delta - Prof. Ugo Monelli.
l'Istituto d'Igiene nell'Università di MoLe grandi miniere italiane di e carbone
dena.
bianco> - Le Imprese Elettriche Conii
11 compito assolto do/I' industria coseo•
(con 19 illustrazioni).
rio italiana durante lo guerra - Prof.
I problemi tecnici ed economici del e carCarlo Besana, direttore della R. Staziobone bianco> - M. O. Corbino. Presine Speriment. di Caseificio di Lodi.
dente del Cons. Sup. delle Acque.
li lolle concenlrolo ed i •uoi prodotti
La cucina elettrica nel'uso domestico
- P.-of. E. Bertarelli, dell'Istituto d'I;
lng. Adolfo Hess.
giene della R. Università di Parma.
Rassegna del mooimento elettrico.
L'alleoomento dello carpo - Dott. Luigi Venturini, Segretario della Sezione
Pesca del Comitato Nazionale Scienti.fico T ecoico.
Concentrali di pomodoro italiano ed anarchia dei produttori - Prof. E. Bertarelli, della R. Università di Parma.
L'alimentazione dolciario italiana nel/'or;oeni,e - A. Porta.
L' alimentazione nello vita domestica e
nei pubblici esercizii:
L'igiene alimentare - Come e quando
si deoc mangiare - G. B. Baccioni.
del Lab. d' lg . del Comune di Firenze.
Il carciofo - Marùo Marinoni.
Rasaegna del Mooimento Alimentare Italiano.
--
-
Abbom,mcnto annuo a L'ALIMENTAZIONE:
Italia e Colonie L. 25 - E.tcro L. 30 - Cartoline
.a11lia ali' l>tituto Editoriale Italiano • Milano, Piazza
Cavour, 5.
SOMMARIO del N. 2
li nuooo Ministro d'Agricolt.: On, Ricci
La terra ai combattenti? - Avv. Pasq
le Materi, Deput. al Parlamento.
Il grande problema - Per nooe milioni
cittadini e per la grandezza d'Italia
Arturo Marescalchi. Presidente de
Soc. Viticultori Italiani.
La colonizzazione interna e il problc
sardo - F. Garavetti, Sen. del Regn
La sperimentazione agraria in Italia Pratolongo, della R. Scuola Superio
di Agricoltura d'i Milano.
La mobilitazione agraria ed il risoegl
del'agricoltura nazionale - Sebastia
Lissone. dél Commissariato Agrico
Provinciale di Cuneo.
I.,' utilizzazione del materiale bellico
l'agricoltura - G. D. Mayer, della
Scuola di Agricoltura di Portici.
L ' industrializzazione del/' agricoltura
Prof. Uberto Ferretti.
Politica forestale di pace - Silvio
bianca (con 8 illustrazioni).
La /orina di cri•alidi dei bachi da s
nel/' olimenlodone delle t>acche do I
te - Prof. A. Pirocchi.
L'Anona Cherimolia in Italia - L. Sav
alano, Direttore della Cattedra Sp
mentale di Agrumicultura di Acire
(con 8 illustrazioni).
primi [aoori d'irrigazione nella Soma/
Italiana - Prof. Dott. lng. Luigi Lu"
gi. del R. Politecnico di Roma (con
illustrazioni).
All'origine del oino toscano - G. De
slis, Direttore della R. Cantina Sp
mentale di Arezzo (con 3 illuslraz.).
La frutticullura in Piemonte - Carlo R
mondino (con 5 illustrazioni).
Per un tentotioo di coltura del loto n
nostri stagni - E. Bertarelli, dell'lstit
lo Igienico della R. Univers. di Par
La coltioozionc economico della palala
Costante Secchi. orticoltore.
R.as,egna del Mooimenlo Agrario ltalian
Abbon•mento annuo a L'ITALIA ELETTRICA : Abbonamento annuo a L'ACR!COLTURA IT
Italia e Colonie L. 25 - E.toro L. 30 • Cartoline LIANA ILLUSTRATA: Itali• e Colonie L. 2
vailia alrlttitvto Editoriale Italiano - MIiano, Pian• Estero L. 30 - Cartoline 1·a11lia all'l,tituto Edit ·
Cavour, 5.
Italiano • Milano. Piaua Cavour, 5.
r o t. Luigi Ferrannini
dello. R. Univers!t6 di No.poli
PER LA MANO D'OPERA
FEMMINILE
Un o dei problemi più assillanti che ora, dopo
guerra, si presentano nel campo del lavoro, è
n rtnmente quello della mano d'opera femminile,
< hr già ovunque era oggetto di preoccupazion i
1 di cure primi, della guerra.
1 ft guerra, con le sue immense ed impellenti
11,·c:essità di braccia, ha offerto largo campo all' l\ltività femminile, ed ha in tutti i modi atti11110 le donne nelle officine e negli uffici, con
molteplici allettamepti. ed attenuando anche i
11,,ori delle leggi protettive delle maestranze femminili e minorili.
In Italia , col Decreto Luogotenenziale 30 ago110 1914, convertito poi nella legge I aprile 1917,
111 sospese temporaneamente il divieto d e l lavo111 notturno per le donne ed i fanciulli; e duran" il primo anno di guerra, per oltre una decina
,11 volte, il Sottosegretariato per le Armi e Mu111noni insistette con una viva propaganda ed in111 IC"nti incitamenti, sia agli stabilimenti militari,
111,, agli stabilimenti ausiliarii, u per una sempre
11111 larga utilizzazione della mano d'opera fem11u11ile, dimostratasi ali' atto pratico diligente ,
l'trcisa, attiva e disciplinata, nel proposito di
,,ncurare nuove maestranze che permettessero
', 11trata in funzione ~:lelle nuove macchine-ule111ili. spostando verso queste e verso le lavo111,ioni più complesse le maestranze maschili,
t1lllngendole a tutte quelle lavorazioni nelle quali l'uso delle donne e dei ragazzi avesse potuto
,lnrc risu1tati favorevoli, e di dare occupazione
, l(Uadagno alle mogli e parenti dei richiamati e
clr1 morti in guerra ». In Francia, nelr agosto
1916. si giunse a « ritirare tutti gli operai mobil1111ti addetti a quelle lavorazioni nelle quali essi
11011sono e devono essere utilmente rimpiazzati
rl11lle donne ».
11,
l
LE DONNE CHE LAVORANO
Noi, p er l'Italia, non abbiamo dati abbondanti
precisi sul numero di donne che hanno lavornlo in questo fortunoso periodo di tempo : sap1111,mo solo che fino al settembre 1916, sopra una
1111U1sa operaia di 355 .349 individui ripartiti newli 882 stabilimenti ausiliarii, vi erano solo 45
11111n 628 donne, rappresentanti quindi il 13%.
ri l per l'estero abbiam o dati ricchi e preziosi.
111 Francia, la mano d'opera femminile prima
d, Ila mob ilitazione era prestata da 487.474 donr
ne, rappresentanti il 31 % dell'effettivo operaio
totale; a fine giugno 1917 esea era salita a 626
mila 881 donne, rappresentanti il 40,2% del)' effettivo totale, con un aumento di 139.407
donne, ossia del 28,6%. A queste cifre bisogna
aggiungere il 23,7% degli effettivi delle miniere, del genio e dell'intendenza, degli stabilimenti della marina, del servizio sanitario, delle grandi reti ferroviarie ; un quarto circa del personale
degli stabilimenti a·artiglieria e munizioni, e
123.468 donne occupate nei varii uffici del Ministero della Guerra!
In Inghilterra, più di mezzo milione di donne
sono entrate nelle officine dal principio della
guerra fino alla primavera 1916, sostituendo gli
uomini. Nel giugno 1914 -il Regno Unito d ella
Gran Bretagna contava 5.020.000 operaie, che
erano satlite a 5.490.000 a metà d'aprile 1916,
con un aumento di 470.000 in 21 me!!_i per i quali, in tempo di pace, si sarebbe potuto avere un
aumento di sole 94.830. A fine ottobre 1916 l'aumento era salito a 988.500. In Inghilterra, senza
contare domestiche, istitutrici ed infermiere, qua.
si sei milioni di donne a quell'epoca trovavano
occupazione.
LE LORO A TT/TUDINI
Tante donne, e sopratutto le nostre, non erano
preparate per i lavori di officina, ma vi si sono
accinte con coraggio ed entusiasmo, e son divenute presto buone operaie, sopratutto quando
si è tenuto ben conto delle loro attitudini e si è
opportunamente modificato il regime delle officme.
Le donne si sono adattate ai lavori più diversi,
eccettuati solo quelli che manifestamente vanno
oltre le loro forze, o son troppo pericolosi. od
esil.(ono abilità eccezionale.
Per rende r tutto ciò possibile, le industrie, in
parecchie regioni, hanno dovuto prestarsi a speciali adattamenti, giungendo ad una divisione
estrema del lavoro, organizzando la produzione
in serie, utilizzando le opera_ie per servizii limitati. modificando gli orarii.
Da parte loro, le donne si son dimostrate più
coraggiose e più attente, ed in certe occupazioni, anche p iù abili degli uomini, ma m e no forti,
meno resistenti e meno assidue di questi, specialmente per il lavoro notturno.
95
LE I. I . I .
= = = = =
= = = = = = = = = = = = = = = ==
In Inghilterra. p rima della guerra ( 1901- 11), dim inu iva la mano d'opera femminile nei lavori
di servizio ed agricoli e n ell'industria d el vestiario; durante la guerta, la diminuzione ne lle
prime d u e categorie è con tinuata, si è fatta sensibilmente notevole anch e nel1a industria tipografica per la deficienza della carta, ma è del
tutto scomparsa nella industria del vestiario. Si
è a vuto, invece, un aumento della mano d'opera femminile in tutte le industrie di guerra e specialmente nelle occupazioni di ufficio. ove si è
avuto un aumento del 242.7%. e nell'industria
dei trasporti, ove l'aumento è stato del 168, 7% .
T ra le occupazioni più strettamente industriali,
il maggiore aumento si è avuto nelle industrie
metaìlurgiche (come è avvenuto pure in Germania) con 88% . ed in quelle chimiche con 84,
in tutte le alt re si è avuto un aumento di 13.2 % .
LA SOSTITUZIONE DEI MASCHI
M a il numero delle donne che hanno sostituito gli uomini in varie mansioni è stato, in Inghilterra. superiore a quello delle 470.000 nuove operaie, giacchè -parecchie antiche operaie sono
sta te trasferite dal loro normale lavoro a quello d egli u omini, per· cui si può calcolare che
in apr~e 19 16 ben 523.000 donne avevano sostituito direttamente gli uomini, e 737.000 li avevano sostituiti direttamente od indirettamen te.
Dal principio della guerra fino al I .o agosto
1917. per tal modo. 1.256.000 uomini erano stati sostituiti da donne n ei seguenti rapporti :
donne
rw:!11;1
ÌmPÌca•lc
indwuh
al principio della guerra 3.928.000
aumento al I.o agosto 1917 1.240.000
aostituendo uomini
1.256.000
2.184.000
453.000
438.000
nel
c-omme:rcio
496.000
307.000
308.000
Inoltre le donne avevano surrogato gli uomini
negli stabilimenti governativi, nell' agrico:tura,
nei trasporti. nelle banche, nelle professioni libere, negli hotels, nei teatri, nei cinematografi,
nei servizii civili, nelle amministrazioni governative.
E q ueste donne, in massima parte, prove~ivano da famiglie operaie; poche ne erano venute
per patriottismo dalle classi elevate.
Nelle industrie delle munizioni e meccaniche
inglesi alla fine del 1917 lavoravano 690.000 donne, delle quali varie decine di migliaia avevano
raggiunto una capacità non inferiore a quella
di un abile operaio di sesso masC:hile. Esse erano
state ammesse in tutti i reparti di produzione
bellica, ed, in generale, ovunque avevano fatto
ottima prova : fabbricavano elmetti per sold ati,
granate a mano, torpedini aeree, fusi a tempo
ed a percu~sione per proiettili esplosivi; lavoravano in molte fabbriche di fucili e baionette, e
si trovavano perfino negli opificii ove si costruivano i tank,s. L'industria degli aeroplani era pas-
96
=
= = = = = = = = = = = = = == =
sata in buona parte a lor o. cui si d ovette l'in
tensità della produ zione raggiun ta. Nella ind u
str ia dei motori per automobili e per aeroplan i,
le donne avevano trovato largh issimo impiego, e
ad esse erano affidate per le necessarie rifiniture
le parti più delicate dei congegni. Per i can tieri
navali, il segretario del Ministero delle Munizioni, Kellaway, ebbe a d ichiarare ch e, se tutte le
don ne lavoranti nel!' industria navale si fossero
r iunite in un sol cantiere, sarebbero bastate a costruire da sole una grande dreadnough t in tutti
i suoi particolari.
GLI INCONVENIENTI
Ma in Inghilterra si sono avute le maggiori
discussioni per il lavoro femminile. Deg:i industriali. qualcuno ne è entusiasta, qualch e altro
n on ne è contento. Ma sopratutto l'ingaggiamento delle donne è stato male accolto dalle T radeU nions per conservare il posto agli uomini, per
tema che ne potessero diminuire i salarii, per ragioni igieniche.
L e mercedi per le donne, però, in Inghilterra
sono aumentate, ed in prol)orzione anche più
di quelle per gli uomini; ed in parecchie industrie è adottato il princil)io che 'per lo stesso lavoro bisogna corrispondere lo stesso compenso.
qualunque sia il sesso del lavoratore : le donne
son riescite a guadagnare sino a 125 ]ire per settimana! Ma. in generale, l'uom o guadagna ancora più della donna, sopratutto nei lavori specializzati per i quali l'uomo ha speso un lungo
apprendistato.
Il lavoro promiscuo ha dato luogo a qualche
in conveniente morale, ed, in principio, ad un
po· di perdita di tempo; per cui, ove è stato
possibiJe, si è cercato sempre di costituire reparti separati per la maestranza femminile.
Specialmente si è potuto confermare che il
lavoro notturno non si addice alle donne, e sopratutto alle donne maritate.
I PROVVEDIMENTI
In Francia le deroghe al divieto del lavoro
notturno delle donne, che si dovettero autorizzare nell'agosto 1914 per le necessità della produzione bellica hanno lasciato deplorare gravi inconvenienti, per cui nuove restrizioni si son dovute prescrivere con le circolari del 29 giugno
e I 8 luglio 1916, vietando il lavoro notturno alle
donne inferiori a 18 anni, permettendolo solo
eccezionalmente e temporaneamente a quelle di
18-21 anni, limitando a 1O ore Ja durata effettiva
del lavoro per le lavoratrici di notte. E posteriormente ancora. il Comitato del lavoro femminile ha dovuto ch iedere che il divieto del lavoro
notturno fosse esteso a tutte le minorenni, e che
il lavoro notturno, in generale. fosse ridotto allo
strettamente indispensabile. Contro il lavoro notturno delle donne si è pronunziato anch e il Co-
=- - - - - - - - - - - - - - - - - - - 111111 i11glese per la salute degli operai delle
1111111011i, e l'Ufficio del Lavoro del Connecti11 , 111 dobbiamo importanti notizie statistiche
eul lnvoro delle donne.
Non 11ono mancate altre provvidenze per la
mt;,1Ìone igienica delle donne operaie. La Fran111 , 011 In legge dell' 11 giugno 1917 ha stabilito
Il r1110110 pomeTidiano del sabato per le donne
11 lavorano nell'industria degli indumenti; con
11 I l'.'te 5 agosto 1917, su pTOposta del deputato
h11By, ha concesso un'ora d'interruzione di la~111u, oltre l'ordinario riposo, divisibile in due
I n11 i, ,,Ile donne che hanno partorito da meno di
1111 nuno ed allattato il loro bambino; ed ha imi 01111 l'istituzione della camera di allattamento
11 I, 111,,bilimenti che impiegano più di cento don" di rtà superiore ai quindici anni; con la legge
I. di1 c:mbre dello stesso anno ha accordato un
11uitl10 a tutte le donne povere per il periodo di
tlpono che precede e segue immediatamente il
1111 In . Ma una inchiesta sui presepi delle fabbrih ,. ,11lle camere di a1lattamento, fatta fare nel
I , 111111 semestre del 19 I 7 dal Comitato del La•Jfn femminile del Ministero dell'Armamento
,1, llr- Fabbricazioni di Guerra, ha potuto conli 111111 che spesso le madri preferiscono l'allattalfl• 1110 a domicilio per essere più libere di gof11111 lr ore di riposo, e perchè credono che i
I 11111l11ni sieno meglio accuditi quando sono curali 1111 lividualmente; gl'industriali accettano volen1 1 i I., proposta dei presepi e delle camere di al.
1Alln111<-nto, ma spesso la rifiutano le operaie.
I ,' hnlia ha provveduto a tutte queste necessità
I ftt-riodo di guerra specialmente col Decreto
11orotenenziaJe 15 marzo 1917 e con le circo11111 18 settembre 1916 e 23 marzo e 30 aprile
flH r · sivi del Sottosegretariato per le Armi e
l\l11111Tioni, regolando sopratutto gli orari di lavrito 1· le mercedi per le maestranze femminili.
C ~•!Il per le donne si è potuto stabilire un lavoro
11111 ,.,mo di 60 ore settimanali, la esclusione dal
111,,,11, notturno per le donne inferiori a 18 anni,
111 clurnta massima di IO ore per il lavoro notturno
1lrl l1· donne, la parità di retribuzione rispetto agli
110111ini per i lavori a cottimo, oltre a varie pre1111 noni igieniche. E più recentemente ancora,
,111 circolare 20 settembre 1918. il Ministero per
I l11.l11stria, il Commercio ed il Lavoro, preoccu11111,losi della disciplina igienica del lavoro delle
ln1111r nelle t:ramvie urbane e suburbane, ha detal11 importanti norme per questo lavoro stabi11elo a 18 e 20 anni il limite minimo di età rif't!lhvnmente per le fattorine e le conducenti,
rr11c.rivendo la visita medica preventiva, esclu11,lo le gravide e le puerpere .fino a 40 giorni
1111, no dopo il parto, raccomandando il sedile
I I, fattorine e le conducenti, ordinando l'ado.
iit1n di locali appositi per trattenimento e con1l fl, limitando il lavoro nelle prime e nelle u].
n1 ore de1 giorno e sulle linee eccentriche.
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PER LA MANO D'OPERA FEMMINILE
CONSEGUENZE SANITARIE
Conseguenze sanitarie gravi non si sono avute
finora a lamentare per questo aumentato lavoro
femminile; e per quelle lievi non v'è stato forse
finora tempo sufficiente a studiarle. Indubbiamente alcuni lavori affaticano la donna più del!'uomo.
ln Inghilterra pare che le conseguenze sanitarie
del lavoro- metallurgico, escluso quello notturno
e straordinario, per le donne sieno state migliori
che per qualsiasi altro lavoro. Ed anche in Germania un• inchiesta sul lavoro delle donne in metallurgia, fatta nell'estate 1916, ha rilevato pochi
fatti importanti, ed ha P.revisto anzi che'dopo la
guerra molte donne sarebbero rimaste nelle officine ed avrebbero fatto concorrenza agli uomini.
Il Comitato inglese per la salute degli operai
delle Munizioni ha concluso il suo memoriale
riguardante il lavoro delle donne raccomandando
la vigilanza igienica ed ogni conforto per le maestranze feffiminili; esprimendo la sua preferenza.
per i tre turni di lavoro di otto ore; e facendo rilevare che qualsiasi abuso può produrre od aggravare quei disturbi cui le donne sono ordinariamente soggette quali i disturbi digestivi, l'anemia, la cefalea, l'esaurimento nervoso, i dolori
e la debolezza dei muscoli. il piede piatto, i disordini delle funzioni sessuali.
PER L'A V VENTRE
Tutto questo costituisce tal messe di fatti da
rendere davvero l' impiego delle donne dopo
guerra uno dei problemi più gravi, ohe non si
può risolvere alla leggiera proclamando molto
sentimentalmente che il compito della donna
non è di lavo, are alla officina ma di procreare ed
alevar figi-i, come ha sentenziato Bidou parafrasendo quasi l'antica frase di Proudhon « la donna
non può essere che massaia o cortigiana »!
Intanto la prevenzione, che prima della guerra
esisteva contro la utilizzazione della mano d'o•
pera femminile, può dirsi ornai caduta dopo che
la donna ba affrontato con successo anche i doveri cui non era pTeparata. Le condizioni vantaggiose di concorrenza, che rendono la mano d'opera femminile tanto sospetta alle T rade-Unions
inglesi, dovrano essere eliminate quando, come
augura Richaud, u non accadrà più di vedere
l'una vicino all'altra, occupate allo stesso lavoro,
due persone che forniscono lo stesso rendimento,
l'una delle quali ha un salario d'un terzo inferiore
a quello del)' altra pel solo fatto che veste abiti
femminili ,, .
A parte la convenienza sociale ed economica
di non rinunziare ad una mano d'opera tanto ab.
bondante e che ali' atto pratico si è dimostrata
anche così pregevole, c'è da domandare ai sentimentalisti, tipo Bidou, come dovrà vivere la
donna che resterà nubile e quella c'he diverrà
vedova senza figli, come dovrà tirare avanti la
07
LE I. I. I. = = = = = = = = = = = = =
= = = = = = = = = = == = = = = = = = = = = = = = =
vedova con figli '! la madre di famiglia il cui
marito è malato od assente o non ha un salario
sufficiente, che dov.rà fare la moglie del modesto
impiegato che ha tempo disponibile ma non danaro sufficiente alle attuali necessità della vita.
Non Òccorre di più per dimostrare che il problema della mano d'opera femminile non va respinto con le frasi suggestive di Proudhon o di
Bidou, ma va affrontato con i più sani e serii
-criterii.
LA PROTEZIONE /GlENICA
li lavoro delle donne va protetto con gJi stessi
rigori che in quasi tutte le nazioni vjgevano
prima della guerra, specialmente in rapparto
alla sua durata e alla sua limitazione diurna, non
rhe a certe esclusioni ed a certe sospensioni rese
indispensabili dalle peculiarità organiche della
donna; ma va anche agevolato con tutti quei
fini accorgimenti che le necessità della guerra
hanno saputo fare escogitare ed attuare. Quegli
adattamenti, cui ho in principio accennato e che
le industrie hanno disposti per patere utilizzare
la mano d'opera femminile in un periodo .cli imperìoso e grande bisogno, vanno consolidati ed
estesi per necessità sociali anche più elevate
e permanenti. Se agli adattamenti tecnici se ne
aggiungessero anche altri di servizio che arrivassero perfino a permettere un lavoro limitato od
un orario speciale, ove tutto c iò è possibile,
non avrebbe che ad avvantaggiarsene la società
per il consolidamente economico e conseguentemente morale delle famiglie.
Ecco perchè il lavoro delle donne, che tanto
ha fruttato nel periodo di guerra, non va scartato
od ostacolato nel periodo di pace, ma va piu~tosto incoraggiato, favorito e sapientemente organizzato e protetto. sopratutto secondo i dettami
della fisiologia e dell'igiene.
t assurdo pretendere di poter sostituire ovunque e completamente la donna all'uomo passando sopra a tutte le differenze antropologiche
e fisiologiche che dividono i due sessi. I lavori
che richiedono grande dispendio di forza muscolare ed attenzione intensa per dirigere o sorvegliare macchine complicate non possono che
essere riservati a1l'uomo; la donna è più adatta
per piccoli lavori di opificio e di campagna, per
lavori di piegatura e taizlio, per manifatture di
indumenti ed industrie di generi alimentari, per
lavori di pulizia e di cucina, per scritturazione e
t enuta di Hbri, per l'assistenza sanitaria. Bisogna quindi evitare alla donna ognj lavoro che
esiga uno sforzo intenso o costante del pensiero
o dei muscoli ed eventualmente ripartirglielo in
tante operazioni parziali, lavori in serie, più facili che ad esempio alle due braccia non richie-
.
,
=
dano uno sforzo superiore ai 25 chilogrammi
complessivamente; ridurre per essa la durata dei
periodi di lavoro ed allungare quella dei periodi
di riposo; rendere sempre eguali e possibilmente
automatici gli esercizi perchè costino minor fatica e dieno meno stanch ezza. E le funzioni
proprie del sesso consigliano il massimo riguardo
per i dover i della gravidanza, dell" allattamento
e d in generale della puericultura.
Recentemente l' Accademia di Medicina di
Francia proponeva il sistema della mezza giornata con una durata massima di sei ore di lavoro, sopratutto per le donne gravide o lattanti
ohe abbiano partorito da meno di un anno, dalle
quali si può esiger solo uno sforzo moderato per
n..atura, forma e durata; e non credo che possano
esse1·vi grandi d iffico!tà per adottare, con appositi turni, lo stesso sistema anche per le donne
non gravide nè lattanti che debbano accudire a
faccende domestiche o riguardare meglio la loro
salute
Bisognerebbe anzi che apposite consultazioni
mediche, specializzate per l'igien e femminile ed
infant;Je fossero a disposizione delle operaie e
delle fabbriche per gli opportuni consigli e le
indicazioni necessarie, e specialmente per regolare la natura, la durata e la intensità del lavoro
in rapporto alle condizioni individuali. Si dovrebbe inoltre ovunque introdurre quella sorvegliante di officina, che nella jndustria inglese fa
tanto bene per le applicazioni della igiene speciale del sesso e come intermediario tra i capi
maschi dei laboratorii e le operaie.
Le maestranze femminili dovrebbero sempre
lavorare in reparti separati, non promiscui. E
b isognerebbe inoltre che, per l'igiene e la moralità del sesso, tutto il conforto individuale fosse
loro a ssicurato con ritirate, lavandini, spogliatoi
non solo puliti e ben tenuti. ma esclusivamen te
riservati alle donne, separati e ben distinti da
quelli degli uomini. Gli spogliatoi specialmente
dovrebèero essere sempre individuali e chiusi,
per ottenere l'uso e la conservazione degli indispensabili abiti di lavoro.
Assai raccomandabile è l'istituzione di modesti
refettorii per fornire e far consumare la refezione
alle operaie che abitino lontano e non abbino
modo di prepararsela facilmente e bene.
Le stanze di allattamento e gli asili di custodia
per i bambini delle operaie andrebbero meglio
sviluppati con incoraggiamenti e provvidenze
speciali, come ha fatto la Direzione generale
delle Privative per le Manifatture dei Tabacchi,
e magari istituendo appasiti premii per le madri
che allattano o fanno custodire i foro figli all' officina.
Ecco il programma razionale e fattivo per oggi.
P r of. Luigi Ferrannini
d e lla R, Univer a ità d i Napoli
1\neo
Melillo
L'industria. dei
sp orti nelle comu~
l COZlOnl posta.li
(Continuazione e fine; o. n . di Gennaio)
un tempo per le ferrovie, il trasporto delle corper mare è affidato a Società concessionarie
l" lvul<', poichè lo Stato non è in grado di esercitare diIHll~ uu•nle e con mezzi propri tale trasporto, nè potrebbe
• 1•purtnre i grandi oneri che necessariamente ne derive1, ,1,,
1enza dire che si creerebbe un infinito numero
lt " tpnnaabilità, senza la sicurezza di poter conseguire
1111 '111nl1ia,i utile certo.
Afl1d11to tale servizio all'industria privata, l'Italia ha
I tovvrduto anche alla vita economica e commerciale
1~11, nazione ; abbiamo quindi linee di navigazione potl11li , commerciali, ed altre soltanto commerciali, conftl!"I con
Convenzioni , rivedute ed approvate prima
11 I., legge del 14 marzo 1893 n . 131. che prorogava la
l111•fh di quelle vigenti; poi, con quella del 22 aprile
1th l!• 1vo, n. 195, che approvava le nuove.
{Jun., tutti! le Società sono sovvenzionale. La necessiI ,1, Il.- sovvenzioni governative per i trasporli postali ma111111111 ru q uestione agitata presso tutte le grandi naziotil Il I ovunque risolta in senso affermativo. La conferma
Il 1111roto giudizio ce la porse fra le altre l'Inghilterra, la
11 ~,~ ,.ntrò per la prima volta nella via delle sovvenzio111 hl pirotcafi e vi persistè risolutamente.
01 "' piroscaf'o adibito al servizio postale inalza, in testa
I 1111,, ro di tr inchetto, n el giorno della partenza dai porti
I 111 quello dell'arrivo, oltre la bandiera nazionale, quellA ,,,..tale (guidone\. Il guidone è composto dei tre col ,I n11z1onali disposti in tre campi verticali ; nel campo
1tft
la lettera P, di color bianco; nel campo bianco,
I 1 •• 11 lo di Savoia senza la corona reale (R. D. 2 luglio
u111e
I i•111mdenze
,u.
''" '
Il
4457),
Compagnie hanno l'obbligo del trasporto gratuito,
r , compiuto di tutti i dispacci postali e dei pacchi.
N Il ono ricevute a bordo che le sole corrispondenze
111, 1nate dagli uffid p 06tali.
I', , ti trasporto della corrispondenza da Reggio di CaI l,11 1 ,.. da Villa S. Giovanni a Messina, e viceversa, si
f 1, vv,.le con i Ferr11-Bools, un tempo gestiti dalla SocieI ,1,,11,. Ferrovie Sicule.
l'N tutti i servizi postali e commerciali marittimi, lo
AIO 11p,-nde ogni anno oltre dieci milioni di lire, indipen11tr1nente dalla spesa p el materiale di orme~gio (boe a
IP tli legno, cilindriche, con catene e grilli; ancore;
9'!Y1l,.lli), di proprietà dello Stato per uso dei piroscafi
11,111 " tali servizi.
I,, iAli Convenzioni furon concluse p er i trasporti po111 l'"' laghi Maggiore, di Garda, di Como, d' Iseo,
lf''" Iuli concessioni furon falle a varie Società Italiane
th~nlere, le quali, pur d'inalberare sui piroscafi il g u iI r
••uol
done postale, nssun~ero gratuitamente il tra,porlo dei dispacci sulle linee da esse esercitate.
Queste Società tuttavia preferiscono al lieve compenso
l'uso della bandiera postale in grazia dei rilevanti vantaggi che le loro navi conseguono, sia per l'entrata nei
porti, come per la prece de nza nello scarico delle merci
e per le tasse d'ancoraggio. li Governo, dal canto suo,
ottiene un servizio quasi gratuito ed una rilevante economia sui compensi per servizi marittimi a Società non
sovvenzionate.
Aggiungiamo che i capitani o padroni di basUmenti
mercantili, che non fanno servfa.io per conto della Stato,
od i loro raccomandatari, sono obbligali di ricevere i
dispacci loro ~on,egnati dagli agenti dell'Amministrazione dcli.e P o,re o dai consoli .italiani all'estero.
Qualsiasi rifiuto al tra,porlo o alla consegna di dispacci
viene punito con multe, salvo le disposizioni del Codice
penale per
delitti contro l'inviolabilità del segreto epistolare.
* ••
Nel 1902, allo scopo di fare indagini dirette sulla organizzazione dei servizi marittimi e sulle condizioni dei
traffici in Italia e ali' estero, fu nominala una Commissione Reale (R. D. 13 settembre 1902, n. 470).
L'on. Pantano riferl sui lavori eseguiti, e la Relazione,
pubblicata il 5 febbraio 1906. costituisce un interessante
documento, in quanto che si occupa non soltanto delle
comunicazioni marittime nei rispetti pottali e commerciali. ma comprende la trattazione di problemi economjci
d ella più alta importanza, come quelli riguardanti la p rotezione dell'industria marittima, le condizioni della genie
di mare, l'emigrazione, ecc.
In base a siffatti studi, venne predisposto un disegno
di legge, che fu presentato in Parlamento nella sesduta
del 5 aprile 1906 e approvato il 12 febbra io 1908. La
legge stabili di affidare all'AmministTazione delle Ferrovie dello Stato l'esercizio delle linee di naviguione seguenti: Cvita,va-chi.a-Golfo Aranci, Golfo _Aranci-La Mad dalena. Napoli-P alermo, Napoli-Messina-Reggio di Calabria, Riposto-Catania-Siracusa; e di affidare all'industria
privata alcuni gr uppi di linee.
L a legge apportò, per quanto r iguarda la rete di queste
ultime linee, la riduzione delle tariffe, la partecipazion e
dello Stato nella divisione degli utili superiori al 5 % netto, dovuto agli azionisti, l'eliminazione dei piroscafi quan•
do abbiano ra1rghmto l'età di venti &nn.i, )a, decrescenza
delle sovvenzioni per le linee commerciali e la istituzione d i un vero e p ropr io servizio cumulativo.
99
LE I . I . I .
============= =========- = = ==- -
Per quanto si riferisce alle linee di navigazione cecrcitate dall· Amministrazione delle Ferrovie di Stato, la legge
stabilì che esse sieno sottoposte ,alle stesse norme previste
per i piroscafi della marina mercantile, con la eccezione
che i piroscalì appartenenti allo Stato e i loro acccseori non
potranno essere soggetti a pignoramento o sequestro, n è
a vendita giudiziaria, e che i piroscafi da adibirsi alle lince di Stato dovranno essere costruiti in massima nei
cantieri del regno.
A riguardo delle lince da affidarsi alrindustria priva•
ta, la legge dispone che siano aggiudicate per gruppi, col
mezzo di licitazioni pubbliche o private a Società nazionali costituite in Italia, ovvero a cittadini italiani che offrono il maggior ribasso sulla sovvenzione assegnala a ciaac-un gruppo, e, a parità di condizioni. a chi presenti migliori garanzie di materiale o di servizio.
Stabilisce inoltre che agli aggiudicatari delle linee po·
atali sarà corrisposta l'intera sovvenzione per tutta la durata del contratto fissata in venti anni, mentre a quelli
delle linee commerciali le sovvenzioni, depurate degli
eventuali ribassi delle aste, saranno diminuite del 30 %
dopo dice• anni dalla data del contratto, e del 50% dopo
quindici anni, con facoltà all'assuntore di rescindere il
contratto due anni prima della scadenza dei dieci o rispettivamente dei quindici anni.
li Capitolato annesso alla legge in esame fissa, fra I' altro, le modalità pel ricevimento, custodia, trasporto e
consegna degli effetti postali. Prescrive che i piroscafi
delle linee da affidarsi ali' industria privata dovranno
possedere i requisiti in esso prcscrilli e indicati; gli equipaggi saranno determinali, per i piroscafi postali; per
quelli commerciali si seguiranno le norme stabilite dal
Codice e dal Regolamento marittimo, e gli assuntori dei
servizi dovranno adottare un contratto-tipo di arruolamento approvato dal Ministero della R. Marina. Fissa inoltre
le facilitazioni da accordare per i trasporti da farsi per
conto dello Stato; fa obbligo ai conccseionarii di attuare
il servizio cumulativo con le ferrovie e possibilmente con
le altre Società di navigazione marittime e fluviali mediante unico contratto di trasporto con tariffe globali cd
anche tariffe differenziali uniche, sui percorsi cumulati,
e stabilisce che lo Stato eserciterà il si.n dacato sulla gestione delle Società sovvenzionate.
Nella seduta r,arlamentarc dcli' 11 febbraio 1910 fu presentato altro disegno di legge, distinto col n. 336, riguardante I e Provvedimenti per le industrie marittime in rapporto con 1•economia nazionale». Comprendeva tre parti :
la prima provvedeva ali.industria delle costruzioni navali;
la seconda si OCC'Upava della protezione della indust~ia
dei trasporli; la terza regolava tutto quanto ha tratto alla
navigazione sovvenzionala. Il progetto non fu discusso;
venne invcec sostituito da altro su convenzioni provvisorie e definitive per i servizi postali e commerciali. nel
quale si contemplavano anche altri provvedimenti a favore
delle industrie che e dal mare hanno origine e sul mare
hanno vii:». (V. atti parlamentari, n. 461). Il secondo
progetto diventò legge dello Stato il 28 maggio 1910.
- - - - - - -~- = -
I noetri nonni e i noetri b•nonni dovevano evere un·;.
de& ben d.iflerente deUa grandezza del globo terracqueo
e delle risorse della meccanica industriale, considerando
che da Napoli a Roma t'impiegavano circa tre giorni e
che Napoleone ne impiegò sette per andare da Roma a
Milano.
Questa rapidità delle traversate pt-r mare, che ha avvicinato i punti più lontani dt-ali Stati e dei Continenti, che
solletica e soddisfa le esigenze ft-bbrili della nuova generazione frettolosn di ianoieffi nella vita pubblica con la ve•
locità del pensiero, oggi coetitui1ec il requisito essenziale
di un servizio ordinario po,tole t' commerciale sul quale
il commercio. l'industria, le 1cic-nzc, la vita morale e materiale dei popoli possono cont11rf'I motcmaticamcnte.
Nel 1856, p. e., una lt-ttf'r11 do New York a Londra
impiegava 30 giorni; a Paria1, 33, 11 Berlino. 40; a Vienna, 56; a Roma. oltYe 60.•... O1t11i lo 1teuo lettera, compiendo il medesimo tragitto, può rna11iungere Lond1a in
6 giorni e 4 ore; Parigi e Berlino. i11 7 aiorni: in 7 giorni
e mezzo. Vienna; in poco pii, di 8. Roma. Cifre queste
cloqucnlissimc, che non hanno hi•o11no di casere illustrate.
e che ci spingono a sperare in 11h11 m11ravigliosi e più
grandi vantaggi.
•••
L·ltalia, in questo movimf"llt0 mnrlttimo è alravanguardia. In America, in ln11hl!lrrr11, due paesi meccanici per eccellenza, si proclnrnll unpo01ibile l' applicazione del vapore alle navi. eolo lll'('<"ll,,hile, secondo essi.
nelle tranquille acque dei fiumi r dri lftichi. L·haJia mette in dubbio questo principio. t- 11 N11poli. dove la meccanica industriale del ferro 1or1r ,l11011lio•a fino dal secolo XVIII, naufraga con 111 r011truzìonc e col varo del
Ferdinando I .
Succcseivamente, per vlrti1 proprin f' per coscienza e
volontà dei governanti, la n11vl11Mio11f'I diventa in Italia
uno dei prinéipali fattori di vitalità per i mari che le
nostre coste bagnano, per ali OCf'ftn.i immensi che a.ffratcllano i popoli del mondo.
E la Posta si associa a qut>tto .-lt>mento di progresso
civile, e corre a portare negli ansrol\ più remoti della terra la voce del cuore, il pensiero, l'Anima, il soffio fecondo della civihà che incalza.
E la patria, che dovrà al mori' il euo avvenire, segue
baldanzosa la via del progreaso, 1icurn di aè, fidente nei
propri destini. ardimentosa nelle forze vive de' suoi figli.
e la sua bandiera nazionale e la bandi<"rll postale sventolano oramai su tutt'i mari, apportAtrici di benessere:
l'una proclamando per le terre lontane la nostra grandezza politica e industriale; l'altra, il vdoce cammino
percorso in breve volger d'anni; tulle e due. in una comune vibrazione di pensiero, di acntimento, di azione,
che l'Italia deve bastare a aè alC!ISa, e che non è più lecito
ricorrere all'estero per non isterilire In produttività nazionale; che dobbiamo compiere una immancabile e libera
MCensionc civil'ì cd economica, quale polente gen~atrice di ricchezza.
•• •
• ••
Tulle queste Società, tutti questi servizi, svolgentisi pel
mondo civile. con una celerità sorprendente, con una
regolarità straordinaria. coronano tutto un complesso di
attività necessarie ed utili, dicono quale cammino sia
stato compiuto dall·u,nanità in generale e dalla nostra
Italia nel giro di poche decine di anni, e come la Terra
nelle' sue colossali espressioni nautiche vada sempre più
rimpicciolendosi di fronte alla crescente rapidità dei mezzi
di comunicazione.
L· industria dei trasporti nelle comunicll7ioni postali a
mezzo delle ferrovie si esplica nel materiale necessario
agli agenti delle Poste, chiamati a corteggiare la corrispondenza dirctln agli Uflioi ambulanti. e cioè nelle carrozze costruite esclusivamente per tale bisogna.
Quelle in uso lino a pochi anni or sono, p,,r quanto
avessero raggiunto un relativo miglioramento in confronto dcli,: altre in attività di serv1:r.io nei primt tempi.
non rispondevano più. per scarsezza di numero e per
100
L'INDUSTRIA DEI TRASPORTI NELLE COMUNICAZIONI POSTALI
mC8Chinità eh ambiente, alle moderne esigenze della comodità e dell'igiene. Erano inadatte, ang.uste, meschine, di costruzione antiquata.
Noi non pretendiamo di vedere attualmente sulle nostre linee ferroviarie delle vetture simili a quelle frances i. inglesi, americane, con gabinetti di toeletta a doppio
w ater-dosets, con piccole galle.rie coperte a ciascuna delle
estremità esteriori, con illuminazione elettrica automaticamente prodottu da una dinamo attaccata al pavimento
d ella vettura. Non sarebbe fuor di luogo, a garanzia del
servizio e della vita dei funzionari viaggianti, che l'industria orivata fosse messa in condizione di fornire veicoli
megli~ costruiti, più razionalmente disposti, con aereazione senza correnti per un continuo rinnovamento di ossigeno, con due o tre assi e accresciuti di numero.
Il migliorame nto delle carrozze-ambulanti si rende tuttora indispensabile pure dal fatto che recenti sentenze della Cassazione di Roma, disconoscono agli ambulantisti ogni diritto ad essere risarciti in caso d'infortunio provocalo anche per colpa delle Ferrovie. allegando che non
es iste tra essi e )' Amministrazione ferroviaria contratto di
trasporto, ma rapporto d'impiego in focza del quale il loro
ufficio è il treno.
•••
Lungo i percorsi dei treni ferroviari con uffizi postali
a mbulanti o con servizi di messaggeri , i dispacci vengono consegnati, in determinate stazioni ferroviarie e secondo il prestabilito avviamento della corrispondenza,
a d appositi agenti, che li fanno proseguire, una, due, tre
volte al g iorno, lino ai comuni di destinazione; altri disp acci sono ritirati direttamente , da altri s imili agenti, negli uffizi di • Arrivi e Partenze», o d i otazione , o "irli acali
marittimi.
A tale scopo si è istituito un esteso servizio di Procacciato con vetture a due e a quattro ruote, a cavallo, in
barca. a piedi, che abbraccia e collega, come in una
rete fittissima, i comuni e le frazioni del Regno.
Le vettwe, i chare-à-banc, i cavalli, le buche aono
fomite dagli accollabarii dei singoli trasporti.
Un tempo, quando la viabilità nazionale, consorziale
e comunale non era così progredita come oggi, i procacci
erano l'anima del servizio postale. Su di essi basavasi
tutto il tra, porto e lo scambio dèlla corrispondenza. Le
ferrovie riduu ero il loro compito. allargando, rinvigorend o e accelerando il servizio con mezzi meccanici più adatti. più opportuni, più moderni , più solleciti. Ora funzionano solt«nto su al:::une linee rotabili e mulattiere lontane
dal /ischio della v a ~ a , e per le fraziioni di comuni;
pronti p~rò a cedere il posto appena quel fischio con·
durrà per quelle vie e nelle vicinanze di quelle frazioni un nuovo soffio di vita.
Questi s ervizi sono concessi, nella piena libertà di con•
correnza, per contratti, stipulati, a base di un annuo canon e , per incanti ali' asta pubblica o per schede segrete,
per licitazione o a trattative privale.
•••
Altri mezzi di trasporto sono : i furgoni, addetti al ritiro
dei dispacci chiusi ordinari e speciali, e dei pacchi ordinari, di assegno e di valore, in arrivo, dagli uffizi di staziqne e ' di porto, e ali'!- loro consegna agli uffici centrali
p e r la distribuz.ione, e viceversa; al ritiro dei pacchi
postali in partenza, accettati dagli uffizi succursali; alla
vuotatura delle caasette d'impoetaz.ione, fisse e mobili, per
le lettere e per le stampe.
Tali furgoni so110 costruiti dall'industria privala secondo tipi pre,,crìtti dall'Amministrazione delle Poste al-
l'atto della stìpulazi:>ne di contratti con agenz,ìe o accollatarii. I furgoni, a trazione animale, o elettrica, o a benzina, devono rispondere, nella loro costruzione, a calco.
)azioni matematiche, in cui entrano come divisori, fattori, esponenti e coefficienti, il carico, lo sforzo, la flessione, in modo da preservare e garantire gli organi motori (in ispecie le molle) dai colpi e contraccolpi inerenti
al rotolamento e dal carico stesso che ciascun furgone
d eve sostenere in rapporto alla capacità e al peso.
Vi sono uddettì degli agenti subalterni postali e cioè
portapacchi. portap ieghi, vuotacassette, responsabiJ; del
servizio, e un personale di scorta fornito dalle imprese e
adibito a condurre i furgoni, a caricare, a scaricare e ,
in alcuni casi, a prendere in consegna gli oggetti dì
corrispondenza.
•• •
Non vanno poi dimenticate le cassette d'impo•ltuione.
Ve ne sono a tergo dei furgoncini per la vuotatura di
quelle fisse sparse per le città ; attaccate ad alcune vetture tramviarie in servizio nell 'intemo di grandi centri;
si tuate nei principali alberghi fomiti di omnibua pel trasporto dei viaggiatori alle stazioni ferroviarie, tramviarie,
lacuali e marittime; nelle stazioni ferroviarie intermedie;
sulle carrozze-ambulanti in movimento; sulle tramvie consorziali; s ulle vetture postali circolanti per le strade ordinarie; lungo gli stradali nei punti ove succedono abituali scambi di dispacci; nelle agenzie delle Società di •navigazione ma rittima e lacuale e a bordo dei rispettivi piroscafi; ne lle località prive di Ricevitorie e di Collettorie
postali.
Alcuni uffizi ce ntrali e di stazione hanno i Casellari
Porta, nei q u ali sono disposte parecchie buche, destinate
a raccogliere ciascuna la corrispondenza che il pubblico
v'immette QU"-"'i al momento della partenza dei treni. postali su di eue indicati. Sono a cquistati dall'Amminiatrazione delle Poste, che ne c ura il trattamento col proprio
personale.
Le cassette d'impostazione, le quali hanno preso vasta progressiva proporzione nelle città e nei suburbi, nei
comunellì e nelle borgate, e dovunque s i manifesta un
alito di vitalità amministrativa. politica, industriale, sono
anch' esse costruite, alcune secondo tipi indicati dall'Amministrazione nel Capitolato d'oneri annesso all'Avviso
d 'asta ; altre, quelle per le quali non sì rende necessario
un automatico prelevamento della corrispondenza perchè
n on richiedono concessioni del servizio di vuotatura, ma
q uesta è affidata ad agenti dei singoli uffizi o agli stessi
Titolari d e lle Ricevitorie, o a procacci, o a pedoni, sono
fette costruire, di vari tipi preordinati, a mezzo di appalti,
dal!' Amministrazione medesima, che ne fornisce direttamente secondo i bisogni.
A titolo di curiosità aggiungiamo che la vuotatura di
alcune casse tte fisse fu affidata, nel 1908 in Roma, come
già a Londra, a PMigì ma in via d'esperimento, ad
una carrozza automobile. La prova, allora, non potè dare, per sè sola, e in limitato circuito, un risultato soddisfacente, e la spe,,a di manutenzione, di nolo e poi di oc•
quisto riusciva, per conseguenza, sproporzionata al vantaggio che se ne sperava, E la carrozza fu soppressa.
Ma dal 1911 il servizio di vuotatura viene, a Roma.
~seguito con questo nuovo mezzo di locomozione, e gli
effetti sono indubbiamente efficaci ; sì consegue con esso
un più sollecito servizio e si potrebbe ottenere un discreto
aumento dì giri con minor numero di vetture e un più
rapido trattamento della corrispondenza.
t ovvio ricordare che questo celere mezzo di trasporto
viene chiesto alla privata attività, dietro gare a termini
dì legge.
101
LE 1. I . / .
= = = = = = == = = = = = = = = = = = = = = = = - - - - - - - - - - - - - - - - -
Aggiungiamo che il servizio di vuotatura e dì trasporti
in R oma si è assai avvantaggiato dal 1° agosto dell'anno
sco=, euspice la Società Fial di, Torino. la quale ha aggiunta un·altra benemerenza alle tante acquisiate in questo periodo d'intensa vita industriale, mentre continua a
svolgere · quel programma pel dopoguerra, che renderà
sempre più pote nte l'organismo industTiale al quale essa
ha saputo dar '1Ìta.
f:. sorta infatti in Roma una nuova Società Trasporti
Automobilistici (S. T . A.), che ha iniziato l'opera sua
col servizio dei Trasporti Postali nella capitale, impresa
che non ha fino ad ora trovalo mai la sua decorosa
sistemazione, e alla quale solo la Fiat poteva. in questo momento difficile. accingersi, fornendo delle macchine, le
quali, per solidità, funzionamento, decoro estetico, garan1;scono il buon esito di un cosl importante seNizio
pubblico di Roma.
Il nuovo Ente, nel uifficilc compito di organizzare, nel]' ora che volge. i molteplici rami di questo scNizio. ha
trovato nelle autorità il più vivo interesse, e cosl la Direzione G enerale delle P oste, come la Direzione Superiore
di Pi.azza della Pilotta e L'Ufficio postale di ferrov;a, hanno
dato quanto era in loro di scienza e di esperienza per contribuire al f\lturo buon andamento de l servizio stesso.
L'autorità militare ha concesso in misura adeguata il
carburante necessario. e la Commissione-esoneri ha fatto
quanto poteva per assicurare, alme no in pule. il personale di guida.
I tipi di macchina che svolgono il seNizio postale di
Roma, sono i seguenti: Tipo 70 m/m. ultima c reazione
della Fiat largamente impiegato dagli eserciti alleati; il
furgone tipo n. 2, che pure ha trovato enorme applicazione, specialmente nei seNizi rapidi dell'aviazione e l'ormlli leggendario XV T er, che fino dalla guerra libica si
è imposto all'ammirazione dei competenti.
Le carrozzerie sono state costruite con rapidità, solidità
ed eleganza dalla Ditta torinese • Carrozzeria Diatto-Caravini ».
Altro tentativo di trasporto interno fu fatto, sempre col
concorso dell'industria privata e dell'opera di accollatari
debitamente autorizzati, a Milano, come •già nel 1898 L a
Tenda e Ventimiglia, e nel 1902 tra Firenze e Forll, con
una carrozza postale a trazione elettrica; qualche simile
prova s'iniziò con automobile a vapore, sulle linee di
procacciato, come ad esempio da Spoleto a Norcia, da Pavullo a Maranello. da Campobasso a Gambatesa...
P rima d ella guerra un discreto nume ro di procacciati
intercomunali a cavallo o in carrozza si era trasformato in
lince automobilistiche, con servizio di corrispondenza chiusa. di pacchi e di viaggiatori. Altre erano in via di attuazione, e tutto faceva sperare che. fra non molti anni, il
sistema dei trasporti sarebbe entrato nel dominio della trazione elettrica, ad incremento e complemento delle ferrovie.
Ed invero i trasporti postali a trazione meccanica, lutti
costruiti da Ditte italiane (in prima linea la Fiat di Torino),
avevano raggiunto nel secondo semestre del 1914 un considerevole sviluppo; erano 282. Ma la requisizione delle
vetture automobili, della benz.ina per la guerra, il richiamo alle armi dei coduccnti e dei capi meccanici e il vertiginoso aumento delle spese di esercizio, essenzialmente
per effetto delle cresciute pretese del personale e del
più che sestuplicato prezzo del carburante, disorganizzarono la maggior parte di questi servizi che procedettero
stentatamente. anche con vetturette da lourismo ed a corse
ridotte. In molte linee anzi si è dovuto provvedere con la
102
trazione animale e ciò per l'assol uta imposaibilità delle
Ditte automobilistiche di sopperire con altre vetture ed
altri agenti.
È poi da augurarsi che nelle città, in cui il numero
delle cassette d'impostazione è minimo e le distanze sono
relativamente brevi, venga iniziato o ancor più sviluppalo
il seNizio della vuotatura, come in Francia e in altri paesi
progrediti, e il recapito dei telegrammi e degli espre•i.
d a parie dei fattorini telegrafici a mezzo di bicicli ; che
il scNizio di distribuzione nelle campagne, affidato ni
portalettere rurali. sia fatto con maggior frequenza c. come m !svizzera, con l'aiuto di bicicl.ette.
J n Italia il numero delle CM8Clle ufficiali raggiunge
le 30.000; ma è sperabile che, almeno nelle gTBndi città.
sia concesso il diritto d'impiantare, come in Inghilterra e
negli Stati Uniti, anche nelle case privale, per UBO csclu.
sivo delle persone che le avronno richieste e fatte collocare, e che si assoggetteranno a pagare lo tassa prescritta per esercitare tale diritto.
•••
E che dire della Posta p neumatica, la quale, nella sua
scmpli,cità. rappresenta una delle più maravigliose applicazioni dei progressi della scien:ta cd uno dei più inge•
gnosi mezzi di rapidissima trasmiuionc, a brevi distanze.
delle corrispondenze e dei telegrammi}
L'Ameri1:a. il paese delle iniziative più sbalorditive,
nel 1884 progettò e rese pratico il primo esperimento tra
Ncw-Cork e Chicago; ma solo nel 1894 potè essere inaugurata a Filadelfia una Posta pn~umatica. Parigi l'ebbe
nel 1867, ad iniziativa del francese Cazelet e dell'inglese
Clarke (a. 1854) e col successivo valido concorso del Kroffer; Vienna, nel 1873; Berlino, dal 1876.
In Italia funziona parzialmente a Roma, a Milano, a
Napoli. Al relativo impianto fu avvi.alo con la legge 24
marzo 1907, n. 111. relativa all'arnpliomcnto e al miglioramento dei servizi postai;, telegrafici e telefonici.
Scopo di tali impianti è il trasporto dei telegrammi.
degli espressi. delle lettere di ultima impostazione e della corrispondenza locale nell' interno di quelle città. limitatamente ad alcuni punti fissati come eccentrici.
Con decreto 27 luglio 1907 una Commissione fu nominata per studiare i progetti relativi ai tre impianti e
per stabilire le basi per u n concorso di offerte tra le
principali Case spe.:ialislc di tal genere di costruzioni. In
base alle sue conclusioni, furono invitate le più rinomate
Case costruttrici d'impianti di Posta pneumatica a presentare le proprie offerte. Concorsero 17 Case, fra le quali
(e la constatazione è dolorosa) non ne figurava alcuna
italiana.
Una Commissione di tecnici prescelse un progetto a
circolazione continuo di aria con i macchinari pneumogeneratori installati al centro della rete, con le linee tutte
a doppio tubo e irradiantesi dal centro a varie stazioni
incluse su tali linee, di guisa che la rete presenta una
reale applicazione del sistema misto-radiale-poligonale.
Il progetto p rescelto per ragioni tecniche e finanziarie,
fu quello della Ditt.- Lanson Mix e Genesi (Società Anglotedesca), con la quale venne stipulato il contratto nell'agosto del 1909.
I lavori d'impianto furono iniziati per Milano e per
Roma rispettivamente nei mesi di luglio e di dicembre
del 19 10 ; per Napoli. verso la fine del 1911.
Nell'impianto di Milano le linee pneumatiche son tlue,
con cinque apparecchi ; in quelli di Roma e di Napoli,
sono Ire, con I t e 10 apparecchi.
Da noi sarà forse possibile una più estesa applicazione
della Posta elettrica, non solo nei trasporti i n genere da
=======.==
L 'INDUSTRIA DEI TRASPORTI NELLE COMUNICAZIONI POSTALI
comune a comune, e nell'interno di qualche cillà per la
vuola lura delle cassetle e per la distribuzione dei pacchi
a domicilio, m a nel completo svolgimento del servizio di
accettazione, di spedizione, di ricevimento, di bolla tura,
di consegna della corrispondenza. l pochi tentativi da noi
accennati innanzi non risolvono che limitati bisogni lo·
cali. È. tulio il congegno postale che dovrebbe invece es•
sere svolto in un continuo movimento di maggiore esat•
tezza e rapidità, da gareggiare con gli a ltri attuali mezzi
di comunicazione, senza contare che oramai s'impongo•
no anche e sopratutto la semplilicazione dei controlli, il
miglioramento e il consolidamento degli stipendi e delle
spese di personale.
U n sistema complesso, radic~. maraviglioso, che rac•
ch iude le accennate caralleristiche, è già comparso sul]'orizzonte delle applicazioni scientiliche ad opera di Ro·
bcrto .Pisdcelu,Taeggi, un fertile e forte ingegno meridionale. Se il magnilico progetto, cosl esalto nelle linee
generali teoriche, tanto severo e semplice nei più minuti
particolari, riuscirà a vincere le non poche difficoltà tecnich e e pratiche; se il Piscicelli potr à otterfore i fondi ne•
oessari ad un breve impiant:, sperimentale. l'Italia potrà
forse raggiungere un celerissimo ed autonomo servizio di
trasmissione con singolari e reali vantaggi nei mezzi e nel
fine, e riuscirà a dare, come disse il Marconi, un grande
impulso nlla civiltà.
•••
li problema dell'areonautica e dell'aviazione oramai è
b rillantemente risoluto. Non può negarsi che i felici tentativi e le odierne applicazioni dei dirigibili e degli aero•
plani, basate nelln ecienza, abbiano portato giganteschi
passi nell'ardua lotta pel completo dominio dell'aria, lotta
che finirà con una grande conquista del progresso umano.
Ora gli scienziati e 1 tecnici, superati gli studi almo•
s ferici, geografici e miHtari, rivolgono la loro attività per
fare del dirigibile e dell'aeroplano due mezzi efficaci e si.
cur;. d1 trasporto che possano rivaleggiare con le ferrovie e
coi piroscafi ; due potenti strumenti di civiltà, capaci di
rivoluzionare, con l'annullamento delle distanze, le attuali
abitudini dei popoli.
T aie rivalità potrà affermarsi specialmente con gli aereoplani, in grazia della loro straordinaria velocità. Già sono
stati iniziati i primi trasporti di corrispondenza, a scopo
di pubblico servizio, in Italia e fuori, e gli esperimenti
hanno per lo meno affermato il principio che la speciale
utilizzazione dell'aecoplano può, in molti casi eccezionali,
contribuire, con le strade ferrate e con lo navigazione.
a migliorare e a completare il servizio di trasporto di
oggetti affidati alla Posta.
Questo principio ha trovato un più celere ritmo di svi.
luppo nella gueira mondiale, e l'aviazione e le indu.trie
dei mezzi aerei hanno raggiunto un insperato perfezio'lll•
mento ed una intensi6cata produzione dei mezzi stessi. Da
ciò nacque spontaneo il proposito di contemplare la possibile loro applicazione pratica, per dopo guerra, ai servlzi civili, agli scrunbi delle notizie, al trasporto delle per•
sone. E nell'aprile del 1917, 111 fine immediato di garan•
lire le comunicazioni postali con la 5;;,degna, spesso interrotte dalle difficoltà e dai rischi della navigazione nel
Tirreno, vennero fatti alcuni ben riusciti esperimenti con
materiali (idroplani e aereoplani di fattura esdusivamente
italiana) e personale del Ministero della Guerra. Altri ne
seguirono tra città del continente e con la Sicilia. E gli uni
e gli altri diedero datr precisi di favorevole giudizio e
convinsero i dirigenti della convenienza tecnica e sociale
di poter inizia re un nuovo regolare ardito servizio pubblico di comunicazioni aeree, con l'esercizio diretto dello
Stato, che solo, a parer nQStro, potrà seguirne lo svolgi•
mento e valutarne l' efficienza. Ed in fatti nei p rimi di ap ri•
le d cll"anno scon10 è alalo ripreso, per continua'J'e permanentemente, il servizio postale aereo IJ'a Civitavecch ia e
Terranova Pausania.
E qui è opportuno nota re che il tragitto Torino-Roma
fu esperimentato con apparecchi di sua fabbricazione dalla benemerita Ditta Pomilio, la cui audace iniziativa ebbe
carattere e scopo industriali, e che quando, fatta u na co•
scienza aviatoria, potrà essere attuala una rete d i rapide
percorrenze aeree, l'industria italiana aereonautica sarà
in grado, da sè sol~. con i propr i modernissimi velivoli,
di offrire le migliori garanzie di successo.
E aggiungiamo che si sta costituendo, d'accordo con gli
Alleati, la Società Internazionale d i tra:,porti aere i, sp ecialmente per i servizi postali. Si è già at(uata , poich è il
servizio avrà presto inizio, la grande linea a erea Londra•
Parigi-Roma-Salonicco per i servizi p ostali milita ri ed il
corriere diplomatico: questa sarà una nuova vittoria del•
l'aviazione.
•••
E potremo anche aggiungere u n 'ultima forma di tra•
sporto, la Posta aut-,malica per la consegna d ei dispacci postali presso le stazioni ove non si fermano i treni,
per la registrazione e bollatura delle lettere immesse nelle cassette postali, per la distribuzione dei francobolli e
delle cartoline. pel servizio d'ambulante, per l'accetta·
zione delle lettere raccomandate, per i piccoli depositi di
risparmi. sperimentata o progettata in Francia, in Inghilterra, in Germania, in Italia, negli Stati Uniti.
Ma tale applicazione non ha ancora infilata la v ia d ella
praticità e trovasi t uttora. qua e là, allo stato d irei quasi
rudimentale o di esperimento o soltanto di desiderio~
L'Italia ha a vuto, rn parte, la Posta p neumatica; manca di quella automatica; ma va provvedendosi, con un
confortante crescendo, di quella automobi./istica.
Notiamo però che l'affannosa ricerca di mezzi sempre
più celeri i quali rispondano perfettamente al rapido
svolgersi delle varie e complesse attività umane, diven ta
di giorno in giorno p iù acuta, più insistente, più giuotific11ta, massime se consideriamo che l'Amministrazione
delle Poste si avvia, col suo insito carattere speculativo,
verso un profondo rinnovamento industria le, e che la guerra attuale ha battuto in breccia i c riteri e i sistemi econom1c1, industriali e commerciali finora prevalenti.
In generale, i suoi servizi di trasporti. mercè il fascio
potente delle energie p rivate, le risorse e i caratteri del
genio nostrano, procedono quasi di pari passo all'incalzar
del commercio e delle industrie della penisola e riescono.
dandole un più vigoroso impulso, a coordinare e a sviluppa,e le relazioni internazionali con intenti più consoni alle moderne esigenze degli scambi e dei transiti e alla
conquista della nostra libera funzione èconomico-industriale, redentrice di ogni soggezione straniera.
L'on. Nitti. nel suo libro La conquista delle forze, conchiude: « Da questo suolo italico, così sfruttalo, cosl tormentato, ove è tanta resistenza di genti, dovrà prima
o poi uscire una grande civiltà industriale, di cui i fattori materiali cominciano a delinearsi e di cu, 1 fattori
morali sono in preparazione. :t
Questa ferma e convinta previsione coinvolge tutto il
movimento a,censionale civile, economico ed industria le
d'Italia, Esso deve. ora p iù che mai, alimentare i rapidi
e duratur i progressi, nelle svariate, complesse e diffuse
forme di produzione; deve comprendere anche i propositi
innovatori dei nostri organismi materiali dello Stato, spe·
cie per quanto riffetta la fusione degli atteggiamenti del-
103
LE I . I . I.
=- = = = == = = = == = == = = = = = = = = = == = = = = = = = = = = = = = =
le pubbliche amministrazioni con quelli delle aziende commerciali e industriali; deve spingersi arditamente per l'ascesa della emancipazione a.n che a traverso i fattori delle
comunicazioni; alimentarli, sorreggerli, amalgamarli, farli
enlraTe, come limpida voce del paese, nella vita dello
Stato, per mez.zo delle persone che vivono nei traffici e
nelle manifestazioni più squisite del pensiero e che in
tal modo potranno rendere più grande e più libera la
patria.
Più che altri sono i cantieri navali, le grandi officine
meccaniche, le piccole e le grandi industrie affini. sparse
sulle nostre coste e per le nostre terre, disciplinate nel capitale e nell'azione, che riescono a concentrare i loro
sforzi nella vita produttiva della penisola; essi, che diventano orirani potentissimi di forza e di civiltà ; che concorrono, con le formidabili loro disponibilità di mezzi
essenziali. allo svolgimento delle attività nazionali; che
garantiscono in gran parte, con le novelle loro direttive,
con i loro prodotti, la nostra indipe ndenza, sottraendoci
alla dura necessità di esportare ogni anno molto d e l nostro danaro in acquisti di elementi ritenuti pel passato
di difficile produzione italiana. Sono essi che sorreggono
e completano vari servizi pubblici, specialmente nei riguardi dei fattori riccamente tecnici e meccanici indispensabili all'azienda delle comunicazioni epistolari; sono essi che forniscono gli elementi materiali per la monopolizzazione, da parte dello Stato, d el servizio dei trasporti
postali.
E lo Stato, nella sua azione morale e sociale, nell' esercL
zio della sua alta funzione di pubblica utilità, garantisce
un servizio indispensabile alla vita di un popolo. La collaborazione diretta dei cittadini per raggiungere tale finalità
si rivela quindi una necessità ineluttabile d'interesse generale. Nessuna importante comunicazione potrebbe es-
sere attivata e sorretta senza il concorso delle private attività. Le due funzioni si fondono, si unificano, tendono
ad un medesimo scopo. Il benessere individuale e collettivo, auspice l'ente Stato, si raggiunge nella prudente e
saggia comunanza di forze dell'una e dell'altra: quelle
fomite da p rivati acquistano carattere di coordinato aiuto
materiale e morale; quelle dell'Amministrazione postale
assumono, di fronte agli utenti ed al paese, tutta la responsabilità, la continuità. la aicurezza che esigono i delicati servizi di comunicazioni e una spiccata fiaonomia
di correttez.za, di ordine, di di■ciplina.
Questo concorso diretto è una partecipazione doverosa
da parte delle speciali induatrie private dei trasporti e costituisce da parte dello ~lato un auoluto bisogno. E mentre tali industrie rag'giungono, nel loro singolo campo
speculativo, un sicuro profitto. d' oltro canto I' Amministrazione delle Poste può liberamente esercitare, nelle forme più sane e legali, un importanle pubblico servizio, che
è tanta parte della nostra vita nazionale.
È. ovvio aggiungere che la ma1111iore perfezione dei
mez.zi ha una inAuenza non mdiffl'rl'nte sulla rapidità
delle comunicazioni. Ogni miglioramento della tecnica dei
veicoli apporla vantaggi inestimabil i. E lo Stato compie
opera degna quando solletica ,.d 1ncora1rgio le iniziative
private del genere.
Noi saremmo ingenui se pretc-ndcaa1mo, nell'attuale momento, la massima regolarità nel 1ervlzlo delle comunicazioni epistolari, per quanto ri1ruarda i m..zzi di trasporto e
la trasmissione della corrisponde11,a, abbiamo però fiducia che ora, raggiunta la pace vittorioe,,, dovremo e potremo
conseguire, nei mezzi e nel fine-, quc-lln rl'lativa perfezione
e quella indispensabile celerit/\. thr hnnno formato e formano i capisaldi di una vasla Amministrazione come quella delle Poste.
E n rico M e-lillo
GLI OSSERVATORII
INDUSTRIALI E COM~
MERCIALI DELLE I. I. I.
IN TUTTO IL MONDO
I Ra.pportì del mese di Febbraio da.:
Alessandria (Egitto) • Atene (Grecia) • Bogotà (Colombio) • Cosoblonca (Marocco
Melbourne (Ausirolia) • Odessa • Porto Alegre (Brosile)
(Nostri servizi porticolori)
ALESSANDRIA D'EGITTO
UN SUCCESSO DELL'OSSERVATORIO ECONOMICO DELLE
• J. I. I.• - PER FACILITARE IL PROl\'TO COLLOCAMENTO DEI PRODOTTI INDUSTRIALI ITALIANI IN
ORI.ENTE.
Sino dal primo suo sorgere, l'Osservatorio Economico
delle e I. I. I. » mirò a non essere esclusivamente una
redazione di articoli informativi, ma ad interpretare realmente il pensiero delle I. I. I. che con questa iniziativa,
come in tante altre cose, hanno inteso scuotere l'inerzia
di certi produttori e mostrare loro che l'istituzione di Osservatorii Economici all'estero è mezzo potentissimo per
facilitare l'introduzione sui mercati degli articoli richiesti,
illuminare i produttori , aiutare i commercianti, ed aggiungere agli altri intermediar! un ufficio rapido e coscienzioso, che, oltre . a servirsi delle sue conoscenze per•
sonali, si appoggia alla Camera di Commercio, donde attinge e dove controlla le proprie informazioni prima di
comunicarle ai richiedenti.
La Camera del Commercio di Alessandria, lungi dal
guardare con diffidenza questo organismo privato delle
« I. I. I.», è larghissima di appoggi d'ogni genere, e lo
scrivente ha trovato nel Segretario-consigliere della Camera di Commercio, avv. Bruto Bancucci, una guida altrettanto competente e versatile quanto cortese.
Lunghi studi erano stati fatti da diversi gruppi di commercianti per organizzare l'introduzione nel mercato egiziano delle macchine agricole, delle quali l'Italia ha, nelle ditte Pavesi-Tololli e Fiat fabbriche produttrici di primissimo ordine, degne di competere con le massime fabb riche del mondo. Se si pensa che l'Egitto è un paese
prettamente agricolo e che ad esso fanno capo per il momento il Sudan, la Palestina e la stessa Siria, ~i comprende quale interessantissimo mercato possa essere l'egiziano per i fabbricanti di macchine agricole, come del
resto per qualunque prodotto industriale.
Gruppi di capitalisti, desiderosi di dedicare le loro energie finanziarie all'importazione delle macchine agricole aveva dovuto rinunziarvi, di fronte ali' ostacolo insormontabile di una burocrazia inamovibile. L'Osservatorio
Economico delle « I. I. I. »ha fatto sua l'iniziativa, e.
saltando la barriera della bmocrazia, l'ha comunicata direttamente ai produttori mediante la nostra rivista. Contemporaneamente, l'Osservatorio Economico, forte dell'autorità che gli proveniva dalla pubblicità stessa dell'iniziativa, ha sollecitato ed ottenuto l'interessamento del governo, l'appoggio del ministero delle industrie e della commissiòne per il dopoguerra, la cooperazione efficace dei
produttori. Poi ha stretto le fila del suo lavoro, ha integrato e concretato l'affare in modo che, se non sorgeranno ostacoli imprevedibili, una felice iniziativa è stata condotta a termine. Il Banco di Roma, che da lunghi anni
conduce in Oriente una lotta tenace non sempre apprezzata come si merita, ha assicurato alla robusta Società che ha assorbito l'affare, l'appoggio incondizionato
del suo ausilio finanziario.
Unico merito di questo Osservatorio è staio di saper
forzare gli ostacoli : il risultato ottenuto non vuole commenti. Crediamo solo opportuno pubhlicare un brano della lettera che, a conclusione delle pratiche precedenti.
l'Osservatorio Economico delle • I. I. I. » di Alessandria
d'Egitto, ha rivolto al ministro delle Industrie:
• Eccellenza,
• A seguito e conclusione delle pratiche precedenti.
l'Osservatorio Economico delle « I. I. I. » di Alessandria
d'Egitto si pregia informare V. E. che i capitalisti dei
quali era interprete fanno capo alla Sociélé des enlrepof•
et du commerce. Questa Società, nonostante il suo nominativo francese, suggerito da ragioni di opportunità, .è prettamente italiana. Il suo capitale sociale, dopo varie vi•
cissitudini, è attualmente, con le riserve, di 40.000 sterline. La Società ha inoltre l'appoggio senza limiti del Banco di Roma del _quale può dirsi emanazione, ecc.
« Valga a dimostrare la serietà e l'italianità della So-
105
LE I. I. I. ==================-=============-===----==
ci,-tà che abbiamo presentato la composizione del suo Consiglio di Amministrazione: Cav. UD. Rie. lnlerdonalo, Direttore centrale del Banco di Roma, Presidente; lng. Fumaroli, Consigliere direttore; avo. cav. B. Pancucci, Consigliere segretario della Camera Italiana di Commercio;
Lender. ·
« È primo intendimento di questa Società l'importazione
metodica in Egitto, nella P nlestina e nel Sudan delle macchine agricole e di altri• prodotti industriali di fabbricazione italiana. Questo Osservatorio si augura che ai lodevoli intendimenti della Società, governo e fabbriche corrispondano con ~guale interessamento; e come per questa,
per tutte le altre iniziative latenti che il felice risultato di
questa pratica può sviluppare e concretare.... >
***
Così. per la fortunata mediazione del nostro Osservatorio Economico, una nuova corrente di affari fra J'ltaJ;a
e l"Egitto è ormai incanalata.
Il problema più importante che si presenta in questo momento all'attività del governo per l'espansione dei
traffici italiani, è senza alcun dubbio quello delle comunicazioni marittime. In tutto il resto la potenzialità degli
industriali e iniziativa dei commercianti possono sopperire alle eventuali manchevolezze del governo, mediante
lo sprone potente dell'interesse privnto.
In tempo normale questo supremo, fra tutti gli incitamenti, agirebbe anche sulle Compagnie di navigazione,
ma oggi le iniziative degli armatori sono sottoposte a
speciali restrizioni per l'insuffic.ienza del tonnellaggio na.
ziona1e. Spella al governo di coordinare la sua azione
diplomatica e politica alle necessità imprescindibili di una
pronta ripresa dei traffici marittimi nel Mediterraneo: diplomatica, assicurandosi nel più breve termine possibile
la massima quantità di tonnellaggio mediante opportuni
accordi internazionali; politica, coordinando le esigenze
di,lrapprovvigionamento nazionale e della smobilitazione
militare con l'interesse delle industrie e del commercio di
esportazione.
La grande eredità dei commerci austriaci e tedeschi è
aperta nel Mediterraneo, come in tutti i mari ed in tutti
i mercati. Nel Mediterraneo noi ci troviamo in condizioni geografico-politiche tali, da gareggiare vittoriosamente
con tutte le altre nazioni. Abbiamo mercati ben disposti ad accogliere le nostre industrie: abbiamo organismi
commerciali ben amministrali per diramare i nostri prodotti ; abbiamo formidabili fabbriche. le quali non domandano che di produire. Mancano i nervi conduttori di questo
grande lavoro latentr.: le linee di navigazione.
È indispensabile, se veramente vogliamo raccogliere i
frutti della vittoria, è indispensabile che la riorgnnizzazione delle linee marittime sia rapida. gagliarda. ordina.
la. partendo sopratutto dal presupposto che se lutti i
mercati sono interessanti, ve ne sono alcuni che si lTovano
in condizioni particolarmente favorevoli per noi , e debbono perciò essere oggetto di attenzione speciale.
Fra questi il mercato egiziano deve essere messo in pri•
ma linea, anche per l'interesse politico che s"innesta al
vantaggio economico di una penetrazione commerciale italiana in Oriente attraverso l'Egitto.
Prima della guerra, tre Compagnie italiane di Navigazione avevan<> servizio regolare con l'Egitto: / Servizi Marittimi, la Marittima Italiana, la Sicilia. A questi servizi
regolari si aggiungevano la Compagnia Veneziana di naoigazione a vapore, che toccava Porto Said e i servizi di
transito attraverso Ù canale di Suez della linea CenovaBombay della Naoigazione Generale.
Oltre a tutte queste correnti di traffici che debbono es-
*
r
106
sere riallacciate nel minor tempo possibile, l'Italia deve
sostituire le linee di navigazione che facevano capo a
Trieste. Importantissime f-ra le altre, per quanto riguarda
l'Egitto: le linee rapidissime del L/oyd Austriaco Alessandria-Siria ; la T rieste-lndie-Cina-Giappone del Lloyd A usiriaco, la Trieste-Golfo Persico pure del L/oyd, e la
Trieste-Australia della Socielà Ungherese di Naoigazione.
li Lloyd aveva una forte clientela egiziana di viaggiatori
e di caricatori, la quale sarà certamente assicurata alla
nostra bandiera mercantile, se sapremo non farci sopravvanzare dalle attivissime marine estere. Segnalo intanto
che, mentre i nostri pirosca1ì non hanno ancora ripreso
i loro viaggi regolari in Egitto, i pirosca1ì delle Messagcries Marilimes hanno intensificalo il numero dei viaggi
e abbreviato la loro durala a selle, sei e cinque giorni
sul tratto Marsiglia-Alessandria.
Il nostro commercio esige che le Compaguie italiane di
navigazione riattivino immediatamente una linea diretta
quindicinale Napoli-Alessandria, che deve diventare settimanale nel più breve tempo possibile. Questa linea set•
timannle sarà sufficiente per i traffici di merci e di paaseggicri che fanno capo al porto di Genova, purchè ad essa
siano destinati pirosca1ì di forte tonnellaggio (5000-6000) ben
arredati per il servizio dei passeggieri. Un• altra linea dovrà fare capo ai porti dcli' Adriatico, Quanto alla sua potenzialità non ci pronunciamo, perchè dipenderà dall'estensione che assumeranno i nostri traffici nell'Adriatico.
L'importante per ora è che una grande rete di comunica•
zioni marittime si dirami dalla patria ed alla patria ritorni, e sia la venatura rigogliosa del nostro organismo
economico. Qualsiasi concor~nza fra linee nazionali si ri•
solve tutta a vantaggio degli esportatori egiziani senza nessun interesse per noi.
E giacchè si studia questo problema, è bene affrontare
subito anche quello del Servizio cumulativo ferroviariomarittimo per eliminare ogni spesa superAua e ridurre
quelle necessarie al minimo indispensabile, affinchè i nostri prodotti offrano ai consumatori, oltre a tutti gli altri
vantaggi, anche quello del buon prezzo. La locale Camera di Commercio ha studiato la convenienza del servi•
zio cumulativo nel suo Bollettino del mese di dicembre,
che segnalo ali' attenzione degli studiosi, lanto più che
questa attivissima Camera ha preso l'iniziativa d'inviar
un centinaio di copie del suo bollettino alle principali C
italiane di produzione, per il tramite di un gruppo di per•
sonalit/i di Milano.
Fra le spese necessarie che finora gTavano sui prodotti
per l'esportazione, vi sono quelle inerenti al trasporto
dal vagone (nella stazione ferroviaria) allo scalo marittimo
d'imbarco dov'è ancorato il piroscafo. Ora è evidente ehlutto questo cumulo di spese perfettamente inutili si
lrebbe evitare o ridurre al minimo trascurabile, se fosse
effettuate a cura di uno solo dei due vettori di comunic
zione: dell'Amministrazione ferroviaria o della Società d
navigazione. La merce sarebbe cosl gravata solo delle s
vive (trasporto. diritti doganali, bolli, ecc.). Tutto quee
dispendio di energie e di denaro sarebbe risparmiato
consumatore e guadagnato alla produzione. se il servizi
di transito fosse eseguito da uno solo dei due vettori, m
diante speciali accordi fra le Ferrovie e le Compagnie
navigazione per un -servizio cumulativo marittimo-ferro
rio, così che le spedizioni fossero assunte dalle stazio
ferroviarie dell · interno fino agli scali marittimi.
Un simile provvedimento. già adottato in Italia per
comunicazioni con la Sardegna e la Libia, e che sareb
utilissimo sulle linee d'Egitto, si risolverebbe in un m
costo dei prodotti. e l'esportazione italiana se ne avv
taggerebbe sensibilmente. Questo provvedimento è la
- - - - - - - - - - - - - - - - - GU OSSER VA TORI/ INDUSTRIALI E COMMERCIALI
più necessario, in quanto le nostro Compagnie di Navigazione debbono ereditare lutti gli antich i traffici del Lloyd
Austriaco, il quale aveva organizzalo un servizio cumulativo ferroviario marittimo che funzionava egregiamente.
Aggiungo che questo servizio cumulativo, oltre ad influire sul minor costo del prodotto, offre ai commercianti
altri vantaggi, quali il contralto unico di trasporto, e facilita l'applicazione delle tarrf!e speciali per tutti gli speditori, indipendentemente dalla qualità e dalla quantità di
merce che spediscono.
Tutte le forze del governo debbono convergere. per
quanto riguarda l'esportazione, sommo fattore della prosperità economica di un paese, ad attrarre commercianti
e consumatori nell'orbita della produzione italiana. Difficile sare bbe stato ieri stornare abitudini, spostare correnti di traffico già stabilite, attTarre a noi commercianti che
fo~sero già orientati verso altre correnti di traffici. Oggi
invece è facile ali' Italia assicuraui una vastissima clientela. perchè tutte le nazioni si trovano nelle medesime
condizioni e tutte debbono, più o meno, ricostr uire i loro
commerci. La vittoria toccherà a quel paese che saprà offrire maggiori facilitazioni e più perfette organizzazioni.
Perchè questo paese non deve essere l'Italia, almeno nel
Mediterraneo) A parità di condizioni, la nostra produzione non teme concorrenza. Lo ricordino tutti, sopratutto
coloro sui quali incombe la responsabilità gTavissima di
creare o di distruggere la prospe rità economica della patria.
Chiuso il ciclo delle virtù eroiche, s'inizia la nuova era
di lavoro e di lotte incruente per la prosperità materiale
e la grandezza economica dei popoli.
Arma la prora e salpa oerao il m ondo, deve essere veramente il mollo dei produttori e dei commercianti italiani mobilitati per la conquista dei mercati. Ma la vitalità
magnifica delle energie nazionali sarà paralizzata, se forze
irradiatrici non spanderanno fra i paesi d' ollremare la
linfa poderosa della produzione industriale italiana. Queste grandi forze irradiatrici sono le navi.
Perchè la bandiera mercantile italiana non è comparsa nei porti d'Egitto, della Siria e della Palestina ad annunziare che la guerra è definitivamente terminata, che
in Italia ricomincia il lavoro fecondato dalla vittoria)
Togliamo dal Bollettino delle Dogane le seguenti cihe sul commerdo estero dell'Egitto nel mese di ottobre u. s. Furono importati per oltre 60 milioni di hanchi
di merci dall'America e dall'Eurooa.
Dal 1° gennaio, le importazioni · in Egitto aommano a
38 milioni e mezzo di lire egiziane: ogni lira egiziana è
pari a circa 26 liTe italiane. L' Italia figura nelle importazioni per un valore di lire egiziane 237.729.
La Commissione di Controllo del commercio del cotone informa gli importatori italiani che i tipi catalogati
30, 31, 32, 34 possono d'ora in avanti essere venduti al
commercio privato di ciascun paese alleato.
1 p iroscafi Siri-Samud, Marco Minghetti e Piemonte,
recentemente arrivati, hanno importato in Egitto una discreta quantità di prodotti italiani, specialmente tessuti.
Intensificare!
*
*
*
ATENE
UNO SBOCCO PRONTO PER LA NOSTRA MERCANZIA I LAVORI PUBBLICI IN GRECIA - AVVISO Al NOSTRI
CAPITALISTI.
Negli ultimj selle mesi si ebbero in Grecia forti arrivi
d i merci spagnuole, di cui il mercato è ora saturo. Causa
la difficoltà di ottenere permessi di esportazione dall'lta-
lia e i pericoli della navigazione e la deficienza di mezzi
di trasporto. che ostacolavano l'importazione da altri paesi più lontani, i negozianti greci acquistarono prevalente•
mente in lspagna conserve alimentari e prodotti industriali in genere. Nella previsione che la guerra avesse a
durare ancora lungo tempo, stipularono acquisti per cifre
ingenti, tanto che oltre le merci già importate e delle
quali, come ho detto, il mercato è strapieno, altre devono
ancora arrivare per un valore di ben 80 milioni circa di
franchi.
La cessazione improvvisa dello stato di guerra e il ri•
basso del cambio della peseta hanno fatto volgere a male
la speculazione che dapprima aveva !ruttalo utili coapicui.
A scongiurare una crisi, negozianti e banche chiedono che
il Governo permetta la riesportazione per altri paesi halcanici delle merci importate in eccedenza dei bisogni, fra
le quali predominano alcuni generi di cotonate.
Parrebbe da ciò che il momento non sia favorevole a
spingere l'esportazione di nostri prodotti in Grecia. Se·
nonchè è da considerare che i prodotti spagnuoli furono
trovali in generale scadentissimi e che i negozianti sono
rimasti poco soddisfatti della prova e avrebbero biso,ino
fin d'ora di articoli migliori e più vendibili, c he comprerebbero di preferenza in Italia, grazie alla vicinanza geografica e alla conseguente minore spesa di nolo.
È il caso quindi, malgrado pure ogni considerazione di
natura politica, di provvedere senza indugio a crearci importanti relazioni riattivate con la Grecia. A tal fine dovrebbero essere prontamente riallivale le linee marittime
con un buon numero di piroscafi e con itinerari che rendano facile lo sbarco e J'imbarco di merci nei vari porti
greci, tenendo presente che il magnilico e rapido sviluppo del commercio tedesco ed austriaco nel Levante .prima della guerra fu dovuto più che altro alla vastità e alla
organizzazione dei servizi del Lloyd austro-ungarico.
Occorrerà poi rendere possibile al più presto il funzionamento dei servizi cumulativi ferroviario-marittimi, agevolare le spedizioni dei piccoli colli. finora gravate sempre di spese esagerate e rendere regolare e sollecito il servizio dei pacchi postali. È noto come provvedimenti di
tal genere riescano efficaci per l'incremento del t.r affico fra
paesi vicini, come sono l'Italia e Ja Grecia.
I nostri industriali ed esportatori dal canto loro si dispongano a mandare dei viaggiatori muniti di buoni campionari, si scelgano un rappresentante onesto e capace e
inviino cataloghi ben fatti e listini di prezzi dei loro prodotti. Ciò basterà per cominciare.
li Ministro greco delle Comunicazioni in una intervista
accordata alla Rivista • Les annales franco-helléniques •
ha .fornito le seguenti indicazioni sul programma di lavori
pubblici da eseguirsi in Grecia.
Le linee ferroviarie da costruirsi sarebbero:
Tripolis-Sparta (80 km., 8 milioni di franchi);
Cozani-Kalambaka ( 110 km.);
Cozani-Verria;
Cozani-Sorowitza ( 120 km.);
l..arissa-Cozani (113 km .. 40 milioni di franchi);
Kalambaka-Janina (115 lcm.);
Drama-Cavalla (42 km.);
Candia-Measara (nell'isola di Creta).
Vi sarà inoltre da ricostruire o da raddoppiare delle linee già esietenti.
Per questi lavori il signor Yeruzeloa già da tempo aveva fatto appello ai capitalisti hancesi, i quali mostrarono
di aderire di buon 1rrado al programma, per quanto questo fo....e ancora assai vago e incerto.
Per le strade car.rozzabili fu votala una legge e fatto un
preventivo di 60 milioni di dracme ripartiti in dieci annua-
107
LE I . I . / . - - - - = - - - - - = = = - = - - - - - - - - - - - - - - = - = = - = = - - = lit.I,. Di questa cifra 6 milioni sarebbero destinali alla Macedonia orientale, i cui bisogni sono più urgenti.
Per i porti, si pensa all'ingrandimento di quello del Pireo con adeguati edifici per la dogana e relativi depositi,
ai lavori richiesti per quello di Salonicco e per tutti gli
altri grandi" e piccoli porti del Regno.
Fra i lavori di bonifica, più apecia1mcnte urgenti sarebbero quelli della pianura di Mantinea, delle provincie
dell'Elide della Ftiotide, della Tessaglia, e quelli delle
valli dello S1ruma e del Vardar in Macedonia.
Il Ministro ha detto di avere anche preparato un disegno di legge, che sarà quanto prima sottoposto all'approvazione del Parlamento, per la utilizzazione delle forze
idrauliche del paese.
2 a 300 ·milioni di dracme sono preventivati per la costruzione di edifici pubblici da adibirsi a sede di ministeri, poste, tribunali, preietturc, scuole, ecc.
Nelle reti telegrafiche e telefoniche molto c'è da migliorare e da sostituire. Si pensa di far venire da Parigi un
ispeltore delle poste e telegrafi francesi per essere guidati
nella creazione di una scuola del ramo e per farne un
consiglire tecnico del Governo.
La ricostruzione delle città è poi di una importanza e di
un'urgenza del tutto speciali. Si tratta di ingrandire ed
abbellire Atene, di ricostruire Salonicco, distrutta in gran
parte dall'incendio. Furono all'uopo presentati parecchi
piani di ingegneri greci e di altri paesi, nessuno dei quali
è stato però ancora approvato, In Atene fra i lavori di
abbellimento della città si vuol ricoprire di eleganti fabbricati il vasto spazio dove ora sono le scuderie reali, per
il che già è aperto un concorso d'appalto, Occonerà inolke, sempre in Atene, provvedere alle fognature, alla co81ruzione di strade. all'abduzione delle acque. A Salonicco
per la ricostruzione della città le spese sorpasseranno in•
dubbiamente i 300 milioni di franchi. Vi !!arà poi da ricostruire le città della Macedonia orientale: Drama, Cavalla. Serrès.
Il Ministro ha ricordato una recente legge che esonera
dal pagamento dei diritti doganali d'entrata i materiali
destinati alla costruzione di grandi alberghi, di cui si ha
bisogno per creare l'importante risorsa dei forestieri, i
quali accorrerebbero ad ammirare le antichità classiche e
le bcUezze naturali del paese, ed ha conchiuso esprimendo
la fiducia che i capitailsti francesi, malgzado i grandi lavori che li attendono in patria, vorranno collaborare ali' opera di rinnovamento materiale della Grecia per il bene comune.
Sia ciò di avviso anche ai nostri capitalisti ed intraprenditori di lavori. - G. D. M.
BOGOTA (Colombia)
UNA RIVISTA ITALIANA
•Dante». Con qu<!Sto nome in Bogotà dal gennaio scor.
so si pubblica un giornale illustrato mensile in cui il tema
è: Propaganda della Cultura Italiana. Al contrario degli
innumerevoli suoi confratelli ali' estero, questo giornale ai
pubblica in lingua spagnola perchè così la propaganda,
più che per gl'italiani, si rivolge ai figli del paese, che
sono p recisamente ')uelli che ignorano la grandezza e la
potenzialità della nostra bella Italia. Merito e vanto di
aver saputo portare in porlo questo arduo e difficile progetto, di affermazione di italianità, spetta al nostro connazionale signor Francesco Bruno.
Una p ropaganda di questa indole è in vantaggio diret•
to non solo per gl'it:t.liani quaggiù residenti, ma di vitale
aiuto per la nostra espansione commerciale. Con essa i
108
p, imi che raccoglieranno i frutti saranno i nostri industriali che troveranno questo nuovo campo fertile per una
pronta e immediata semina dei nostri prodottr. È quindi
per loro innanzi tutto di interesse che la rivista " Dante »
continui con sicurezza a pubblicarsi. È indispensabile quindi che anche da parte dei nostri industriali in Italia, casa
riceva un appoggio diretto finanziario con nuovi abbonamenti e avvisi permanenti di propaganda commerciale.
-
A. F.
CASABLANCA (Marocco)
LE HICCHUZE INESPLORATE DEL MAROCCO - CAPITA.
LE E MANO D"OPERA ITALIANI - ARTICOLI PER IN•
DICENI E ARTICOLI PER EUROPEI - L'ATTIVITÀ DEI
NOSTRI CONNAZIONALI IN OCNI RAMO - PER IL
PR03SIMO AVVENIRE..
Fare una relazione dettagliata sui commerci e le industrie
della Regione di Casablanca non è ogai cosa breve nè
facile, essendo divenuta Casablanca il centro della maggior
parte dell'attività commerciale ed industriale del Marocco.
Per la sua fertilità, per le sue ricchezze nascoste nelle
miniere ancora inesplmate, per il paese stesso ancora vergine e necessitante di tutti i portali della civiltà, il Marocco
è stato il punto di mira, il paese desiderato di tante Nazioni.
La Germania e l'Austria, che avevano ben compresa la
cosa, già si erano insinuate au questo mercato che """e
volevano conquistare totalmente impegnando fin dal 1907
con la Francia e le altre nazioni una lotta commerciale
senza tregua valendosi di tutti i mezzi leciti ed illeciti, pochi dei primi e molti dei secondi.
La guerra europea ha messo una fil)e a queste losche
manovre ed ha purgato il Marocco da questi negozianti
senza sc.-upolo e senza onore.
lndubitamente il Marocchino delle classi elevate, ricche
ed istruite, che è intelligente e sottile e non si lascia così
facilmente ingannare, come l'abitante povero, ha subito
compreso che quanto egli poteva ottenere dall'operosità
austro-tedcs,ca poteva ottenerlo, e meglio. dal)' operosità
del paese che li protegge, la Francia, e dalle Nazioni alleate, mettendo elfic.icemente in opera con quella e con
queste quell'attività di scambi commerciali che è fondamento e base del benessere e della ricchezza delle nazioni.
La saggia politica del Generale Lyautey al Marocco, la
politica della guerra pacifica dei cantieri e delle officine,
ha permesso di sguarnire la costa di truppe e fare di questo paese uno dei principali fornitori di cereali della Metropoli.
Ed a questa saggia direttiva del Generale Lyautey vedremo tra poco come entusiasticamente abbiano conispo•
sto capitale e mano d'opera italiani, la cui collaborazione
a questo programma di lavoro devono ispirare gratitudine
e rispetto ai nostri alleati.
Casablanca è il porto più importante del Marocco, e
questa città avrà un grande avvenire economico a causa
della sua situazione che si trova allo sbocco di una regione delJe più fertili e popolate.
Il gran numero di commercianti, di industriali e di agri•
coltori che abitano Casablanca ne hanno fatta la capitale
commerciale della zona del protettorato francese, la popolazione è di circa 75.000 abitantl dei quali 15.000 franCC&Ì, 8.000 italiani, 6.000 spagnuoli. 500 inglesi, 599 eu•
ropei di diverse altre Nazioni e 45.000 indigeni ebrei e
marocchini.
I lavori portuali sono in piena attività e parte dcli' antJ.
porlo è già costruita, importanti lavori di tenapicni, im•
- - - - - - - - - - - - - - - - - GLI OSSER VA TORJI INDUSTRIA LI E COMMERCIA LI
pianti di ferrovia, costruzioni di magazzini, ecc., sono già
• lati eseguili e permettono sbarco e rapida consegna delle
mercanzie.
La regione di Casablanca si presta merav.igliosamente
per la fertilità della sua terra, delle condizioni climateriche e della assoluta sua sicurezza alla creazione di intraprese agricole. Le culture più estese attualmente sono:
gra.n o, orzo, ceci, fave, mais, lenticchie, finocchio greco,
ecc. L·allevarnento bestiame si va ogni dì più sviluppando
ed il facile guadagno che esso offre alletta anche i più
profani a tentare questo ramo di sfruttamento agricolo.
Delle culture, delle quali l'esportazione è ancora pennesi&, le principali sono: il lino per i suoi semi, il finocchio
greco, il coriandolo, il cumino per la :,asticceria e la dialilleria.
Si è tentato in divers.i luoghi deJla Chaouia la coltura d ella vite con ottimo esito. Fra le qualità piantale è in maggioranza la vite americana innestata.
In quanto al commercio all'ingrosso possiamo dividerlo
in due categorie: articoli per indigeni ; articoli per Europei.
Principali articoli per indigeni sono: zucchero, the, cotonate, candele di paraffina, semole, sapone, spezie, chincaglierie. giocattoli ordinari, seterie, filo di cotone e acta,
fiammiferi, fez, cristallerie ordinarie, conterie, ecc.
Principali articoli di consumazione europea sono: materiali da costruzione; i prodotti alimentari: conserve, farine,
formaggi, salumerie, ecc.; vini, birra, vestiti confezionati,
stoffe. maglierie, macchine, carrozze. carri, vetture automobili. strumenti agricoli, articoli per ,b azars, profumerie.
mobi li, petrolio, benzina, olii m in erali, scarpe, cappelli, ecc.
La maggioranza degli indigeni sia musulmani che israeliti ricerca gli articoli d'importazione del più buon mercato senza guardare alla qualità. Non bisogna pensare ad
importare articoli di fabbricaz.ione scelta e quindi più
costosi.
Noi contiamo in Casablanca una grande fabbrica di articoli di falegnameria la quale, oltre alle grandi intraprese
di costruzione, si è specializzata nella fabbricazione dei
mobili e resempio è stato seguito da altri che hanno
montate importanti fabbriche con macchinario il più mo,lt'mo od hanno aperto piccoli laboratori per conto proprio. Abbiamo una grande distilleria, la prima e la più
11rande del Marocco, la quale oltre alla produzione dei
liquori, delle acque gazose e della birra ha intrapresa, con
,,ttimo successo, quella delle pTOfumerie che attualmente
I sono imposte sul mercato.
t stato un connazionale il pioniere della luce elettrica
a Casablanca, e che impiantò nel centro della città il primo settore elettrico che diede Ll luce ad esercenti e priv11ti. Oggi che ha ceduto alla grande società il suo setlnrt', è rimasto uno dei più forti negoz.ianti d; articoli e
11111teriale eleurico ed uno dei più autorevoli installatori
,li impian ti elettrici del Marocco.
Altre fabbriche di acque gaz08e, di carrozze, d i cani,
,{ uticoli di ferro battuto, di articoli in cemento, di mat•
Ioni e mattonelle, forni per pasticceria e pane, fabbriche
,lt smste, ecc., sono in mano ru n08tri connazionali e , di' ,•inolo con orgoglio, i loro articoli sono ricercati ed ap-
p,,..,.uti.
Due teatri. uno dei principali alberghi, molti restoracaffè sono eserciti da Italiani che harmo saputo. col
1a11rlficio ed il lavoro, mettersi al pari dei loro colleghi di
•hrt' nazioni. Sulla facciata d; gran parte delle case euu11 'flCC ai legge il nome di un impresario italiano che le
hA roetruite. Nelle arti libere, nostri architetti ' hanno ah-
11111 t'
bellito la città di immobili la cui arte sobria ed elegante
mostra la bella scuola italiana. I capitalisti italjani non
hanno esitato ad investire in importanti immobili i loro
averi e le prime più grandi costruzioni eseguite ad uso
di abitazione civile sono di proprietà di nostri connazionali. Nella maggioranza dei cantieri si sente parlare italiano e la mano d·opera italiana è ricercatissima in tutti
i rami d'industria.
Nell'agricoltura varii n08tri connazionali hanno tentato
con buona fortuna imprese agricole e di allevamento di
bestiame. Eccellono alcunj dei nostri nella floricoltura e
nella orticoltura ed è tipico che per non far subire una
crisi al mercato delle verdure, le autorità locali hanno ri•
chiesta una lunga licenza per un.o dei nostri più grandi
orticultori testè chiamato alle armi.
Le intraprese di trasporto sono per il 30 % in mano dì
italiani.
.
Diverse importanti ditte italiane ed indigene rappresentano case italiane ed importano dalla nostra metropoli :
cotonale, cappelli, stoffe di cotone e d, seta, filati cucirini. conterie, vini, liquori, fiammiferi, automob;li, ecc.
I più vecchi importatori italiani sono stabiliti qui da
oltre 40 anni.
Lo sforzo compiuto fino ad ora dai nostri connazionali
per l'introduzione degli articoli italiani è stato coronato
da buon successo e le nostre wportazioni arrivarono già
a d;versi milioni di franchi annui. Oggi a causa principalmente dei trasporti e per la mancanza di una linea diretta con J' Italia, vediamo il nostro commercio minadeiato
di essere ridotto a cifre minime mentre quello di altre nazioni sale a cifre favolose.
Concludendo, il lavoro fatto dai n08tri connazionaJj in
questa regione è grande, e pari ai loro sforzi è stato il loro
utile, ma ancora molto resta a fare, bisogna coordinare
le forze, uniti in un sol pensiero, '1a grandezza deMa patria. che oggi irradia della luce dei suoi commerci e delle
sue industrie il mondo intero attonito di questo nuovo
astro sorto per volontà di un popolo che sa di essere forte
ed intellige nte, che sa di poter lottare sul teneno economico a .fianco deJle nazioni le più evolute e civili. - S. B.
MELBOURNE (Australia)
LE COMMISSIONI PER LE PAGHE E LE. CORTI D'ARBITRAGGIO - LA BASE DELLA PACA MEDIA - I PREZ.
ZI E LE PAGHE - UGUAGLIANZA ASSOLUTA PER
TUTTI CLI OPERAI - I PARERI DEI GIUDICI - I DATI
DEI_LE INDUSTRIE MANIFATTURIERE - LA DIMINU.
Z l::>NE DELLA MAESTRANZA ABILE - • L'AUSTRALIA
NON PUO' ESSER MAI UNA CONTRADA MANIFATI1JRIERA • .
Ciascun Stato d·Australia e della Nuova Zelanda ha un
suo s istema legislativo che regola le plaghe operaie e
controlla. in linea generale. il contralto di lavoro.
Le autorità, investite della relativa competenza, entro
i confini dello Stato. sono le Commissioni per le paghe
(Wages Boards) e le corti d'arbitraggio. Delle materie
estendentisi oltre i confini di uno Stato è investita la
Corte arbitrale della Confederazione.
Le Commissioni per le paghe sono in vigore negli stati
d i Victoria e Tasmania ; le Corti d·arbitraggio nella Nuova Zelanda. nel Queensland e nel Western Australia;
nella Nuova Galles e neU' Australia del Sud fu addottato
il sistema misto. vi sono cioè contemporaneamente comm1ss1oni per le paghe e corti. La differenza è che le commissioni rappresentano la conciliazione volontaria. mentre
109
LE I . I . I . =======================--===========-===
Ciud;cando dal modo in cui sono accettate queste de•
cisioni, contro le quali pochissimi furono gli appelli (gli
scioperi non ebbero mai origine da decisioni di commissioni, spessissimo invece da sentenze delle corti di arbitraggio), parrebbe che l'istituto delle commissioni delle
paghe sia in questo campo la migliore cosa del mondo.
Certamente tutti i pregi che sono inerenti ad ogni sistema di conciliazione volontaria concorrono a favore delle
commissioni delle paghe; ma sembra eziandio che tali
risultati siano in parte la conseguenza di tutto il giocon•
dissimo criterio che pare governi questa Terra Felice, fra
cui questo, che, cioè, le paghe nulla hanno a che fare coi
prezzi, mentre i prezzi devono invece inffuire sulle paghe.
E nel considerare nel loro complesso e le disposizioni
legislative emanate e la via percorsa dal 1896 in poi, si
ha l'impressione che il legislatore d'allora più che fissare
la mente nell'immenso problema che egli stava creando,
abbia invece rincorso la vaga visione di ,ma forma intraveduta di benessere cperaio-sociale raggiungibile, e, nell'incapacità di studiare scientificamente e profondamente
il problema, abbia lasciato agli uomini ed agli eventi la
cura di trovarne la soluzione.
Ma a tutt'oggi il problema continua ad agitarsi in un
campo senza confini. in una confusione incessante dei
due poteri, legislativo ed esecutivo; le disposizioni emanate non poggiano su alcun prindpio preciso, definito, e
le finalità di tutto il sistema non sono se non il riAesso
partigiano di una sola tendenza.
Frallanto dei punti fondamentali di tutta questa legislazione operala, possiamo fissare i seguenti :
Pa~a minima per ogni categoria di operai;
Lavoro a giornata; l'opportunità di permettere il lavoro
a cottimo. da discutersi caso per caso;
Uguaglian:ta assoluta fra tutti gli operai, categoria pc,
categoria. con tendenza a ridurre al minimo possibile la
differenza di paga fra le varie categorie.
Alla deficienza totale ed assoluta di determinatezza
e di indirizzo nella lt-gge, tentarono di aupplire i giudici
con definizioni proprie, interpretando la legge secondo il
proprio individuale c1edo economico.
Per il giudice Higgina, presidente della corte arbitrale
federale, la legge in esame è • il mezzo per fissare la media normale necessaria ad un operaio od impiegato per
vivere umanamente in mezzo ad un popolo civile > ;
il giudice Cooper a sua volta la definì • il primo passo
verso la diretta partecipazione del!'operaio al capitale > ;
il giudice Chapmann invece ha per fondamento il principio opposto: • la corte non deve fissare le paghe sull,a
base di pa1tecipazione ai profitti per la difficoltà quasi
insuperabile e per la confusione che ne potrebbe derivare
a moltissime industrie •.
Ed ogni commissione, ogni corte cd ogni giudice è
completamente libero, indipendente e personale nei suoi
giudicati, non ha obbligo alcuno di considerare neppure
gli eventuali precedenti, risultanti dai giudicati altrui; di
modo che in tulio questo immenso e costoso lavoro, fra
le varie autorità e fra gli stessi giudici della corte arbitrale
federale, non esiste coordinazione alcuna.
ln una siffatta condizione di cose non è a stupirsi se,
nell'accertamento della paga minima (che dovrebbe invece essere chiamata paga normale) partecipano elementi
tutt'affatto estranei e variabili.
Comunque, giudicando dai risultati, parrebbe che il
punto concreto su cui corti e commissioni ormai informano
• Durante il periodo di uenli anni, dacchè l' A uslralia i giudicati sia il seguente: Aumentare ad un livello deha le leggi del lauoro, nessun tribunale mai ha diminuito cente le paghe tutte nelle industrie più povere, e, nelle
industrie ricche, aumentarle fino al e limite dei\ p08sibile > •
.alcuna paga.
le corti rappresentano l'arbitraggio obbligatorio, ed hanno
dalla legge i più ampi poteri tanto per chiamare in causu
le parli quanto per far eseguire le proprie decisfoni, imponendo multe anche assai gravi. Lo scopo ultimo, però,
e le conseguenze sono identiche dappertutto.
Nel 1891. in seguito a nuove discussioni ed incidenti
alla Camera, il Governo creò una speciale commissione
parlamentare con l"incarico di indagare e riferire circa
J'alfermato soverchio sfruttamento (sweating) e circa i
sistemi di lavoro praticati in ce:rtc determinate fadustric e
circa le riferite condizioni delle medesime, contrarie alla
sicurezza ed all'igiene.
Nel 1896, sulla relazione della commissione, fu emanato il provvedimento legislativo e Factorics and Shops
Act • col quale • Tichiamata la legge precedente, il Factories and Shops Act del 1890 (contenente le disposizioni
delle nostre leggi in materia di igiene e di sicurezza pubblica), vennero creati sei determinati tribunali e commissioni col mandato e col potere di stabilire l'ammontare
minimo delle paghe al di sotto del quale le industrie contemplate non potevano scendere, la proporzione fra apprentisti ed operai a piena paga, etc. ».
Quel primo provvedimento fu emanato per un periodo
provvisorio di due anni.
Alla scadenza, e cioè nel 1900, fu rinnovato per un
nuovo biennio e fu stabilita la facoltà di creare altre commi$Sioni p~r qualsia.si industria che ne facesse richiesta.
Nel 1903, dopo un periodo di parziale, chiamiamola così,
reazione per parte del partito conservatore, la legge fu
rinnovata ancora per altri due anni, con nuove modifica
zioni che sono, ad un tempo, l'espressione della divulga·
zione del sistema e delle difficoltà e degli abusi che indubbiamente sorgevano nell'applicazione.
E. così fu stabilito eh~ alla creazione di nuove commissioni occorresse il voto di entrambe le Camere (con
la modificazione del 1900 bastava il voto di una sola Camera); fu tentato di dare per la prima volta una norma
- per quanto strana - alle decisioni delle commissioni,
.fissando loro come ba.se la paga media conces,,a da ri,.peltabili industriali ad operai di media capacità; ed infine fu creata una Corte dell'Industria, investita tanto di
giurisdizione di appello sulle decisioni delle c.ommissioni,
quanto di giurisdizione propria in caso di rifiuto o di incapacità" delle commissioni a decidere.
Nel 1905 tutti questi provvedimenti diventarono de.finilivi e vennero iscritti fra le leggi statutarie del Victoria.
Ogni commissione si compone di un numero pari di
membri, scelti metà nel campo padronale e metà in quello operaio; la nomina ne è fatta dal Ministro del lavoro
-ed, in caso di opposizione, in base ad elezione.
Il Presidente invece è nominato dalla commissione stes•
sa o, in difetto, dal M.inistro fra persone estranee al commercio ed all'industria. Un segretario è pure scelto alrinf uoTi della commissione ed è senza voto.
Le commissioni non sono tenute (a differenza delle corti) ad osservare alcuna procedura, se si eccettua il ver•
baie delle sedute che deve ricordare le proposte e le discussioni della Commissione ; e nella sua decisione il
presidente non è obbligato a decidere sopra alcuna norma di diritto o su postulati economici: nel maggior numero dei casi la decisione del presidente è: la minima
-paga della categoria X è aumentata di. .... ; quella della
categoria Y è aumentata di .... 1
*
110
*
*
- - - - - - - - - - - - - - - - - GLI OSSER VATORI/ INDUSTRIA LI E COMMERCIALI
*
Tanto più poi che in ogni appello degli operai alla
propria commissione (i proprietari non vi fecero ricorso
mai) era ed è soUinleso che il responso della commissione
doveva essere favorevole, ovverosia aumento concesso.
E'. poichè il capitale non aveva per sè alternativa alcuna,
neppure quella di sottmrsi dal prender parte alla commissione da cui ben sapeva a priori sarebbe uscito coi danni,
cosi venne formandosi a poco a poco un altro sottinteso
(psicologia britannica per eccellenza): far fare le spese dal
pubblico.
E'. così pressa poco ad ogni aumento di paga era sancito
un qualche aumento nei prezzi. che, alla loro volta. gli
operai erano tacitamente impegnati a riconoscere e sostenere.
E'. così, ancora, si assistette e si assiste al fatto curioso
di una vera e propria sottintesa collusione, od alleanza
ee più vi piace, tra le varie ind ustrje e gli operai e le
commissioni e le corti, e cioè in una parola, tra capitale
e lavoro alle spalle del pubblico. Non importa se del pubblico è porzione ingentissima l'operaio: quando i prezzi
a vranno rag;;iunto un c!nto limite l'operaio domanderà un
nuovo aumento di paga, che, natura.mente. sarà concesso.
Di una siffatta curiosa aUearrza si è anche avuto la sanz ione ufficiale nella sentenza pronunciala dal' giudice E'.dm und, della corte arbitrale federale, arbitro nello sciopero
operaio del carbone nel 1916.
Gli operai domandavano un aumento del 25 % sulle
p aghe. Il giudice. udite le parti in persona delle rispettive
commissioni. decise: Aumento del 15 % sulle paghe, e,
a t:toh di compenso. diritto agli industriali di aumentare
il prezzo del carbone di tre scellini per tonnellata, donde
risultava una differenza a favore degli industriali di Lire
960.000.
r
*
Per poter fissare il minimo di paga per ogni categoria,
secondo la prescrizione della legge, fu necessario addiven ire alla precisa determinazione delle varie categorie. E
q uesto lavoro, C8eguito dalle varie Unioni ed in tempi di
una splendida rinascita economica e della più allegra fi.
nanza, fu di una tale meticolosità che le categorie divennero numerose come i biblici granelli di sabbia del deeerto.
Di qui : conseguenza necessaria, il geloso regime delle
competenze di territorio professionale-operaio, con una
serie di complicazioni infinite.
Complicazioni in ogni grande e piccola industria, in
oa-ni grande e piccolo lavoro ed in ogni stadio di esso,
con la conseguente necessità di un costoso soprannumero
di maestranza.
*
Ma i. principi che hanno portato ad un ordine di
conseguenze innegabili e veramente gravi, sono quelli
dt-ll'uguaglianza delle paghe e del lavoro a giornata.
Dallo studio della legislazione, dai risultati delle deci•
eioni ed a.n che dalle osservazioni ed indagini da noi fatte
pe rsonalmente nei centri operai più • intellettuali », quelli
cioè che danno il la ad ogni nuova rivendicazione operaia, non si può non venire allà conclusione che la legitlazione operaia d'Australia eia stata guidata essenzialmente da questo concetto : di ottenere a lutti gli operai un
medesimo compenso, eliminando contemporaneamente anc h e. nei limiti del p098ibile, tulle le disuguaglianze che
pur nella pacifica concorrenza della . vita potessero sorgere
da una diverea attivhà individuale. da una diversa abilità,
fttlitudine, intelligenza, dalla forza. dalla stessa età.
li forte lavora per il debole e per il vecchio, l'intelligente per i) povero di spirito, l'abile per l'ignorante. e tutti
abbiano gli stessi diritti, lo stesso compenso, perchè figli
tutti di una stessa terra. La media di lavoro che ne risulta
deve essere sufficiente per il capitale.
E mentre con questo reale sistema di paghe e di uguaglianza comunarda si accentua sempre più la diminuzione nella maestranza abile e nella efficienza del!' operaio.
lo Stato, strano contrasto, spende somme favolose in lsti•
tuti per impartire un'iJlruzione professionale che sarebbe
ottima, con scuole serali che sono degne di studio e di
esempio, specialmente per il criterio pratico cui sono in•
formale.
L'operaio non ha incentivo alcuno a perfezionarsi perchè sa che il compenso alie sue fatiche gli è ineluttabilmente vietato, perchè sa che un qualsiasi speciale aumento di salario, finalità logica dei suoi studi e dei suoi
sforzi, gli è dalla legge impedito.
Non solo, ma in una stessa industria la paga delle categorie inferiori « unskilled » è di così poco inferiore a
quella delie categorie superiori, che non vi è neanche lo
stimolo a perfezionarsi tanto da mutare categoria. se a
questo mutamento si accompagnano rischi e responsabilità
nuove.
Non parlia;no dello stimolo ad un lavoro elficienle: la
lancetta dell'orologio è la regola, e. data una certa quale
ecarsilà di maestranza e la solidarietà operaia australiana,
la legge diventa in certo qual modo la protezione del neghittoso (lazy) e dell'inefficiente.
Mentre poi, e bisogna dichiararlo ad onore del vero.
l'ope raio australiano ha delle qualità di intelligenza. di
perceziont-, di carattere e di serietà insieme normalmente
riuni te, che ne fanno un tipo veramente notevole.
*
Consideranrlo poi i due diversi sistemi nei loro effetti circa la prevenzione o il rimedio contro gli scioperi.
parrebbe che le commissioni delle paghe abb;ano dato
risultati concreti, giacchè lo stato di V,cloria è praticamente immune da scioperi proprii.
l quali invece fioriscono negli Stati ove vige la conciliazione obbligatoria. L'arbitraggio obbligatorio non può
non mancare al proprio scopo: la finalità della legge non
deve esse,e quella di punire con multa quanti le rifiutano obbedien2a. bensì deve essere quella che il lavoro in•
terrotto sia ripreso e sia tolto il danno sociale dello sciopero.
E'. la legge è utile ed è verl'.mente legge solo in quanto
tale scopo sia necessariamente raggiunto, e raggiungibile.
AIJo stato attuale dei fatti il settanta per cento degli
scioperi economici fu sistemalo per mezzo di convenzioni
contrattuali tra capitale e lavoro, senza che alcuna corte
vi fosse annessa; ed il diciotto per cento è rappresentato
dagli scioperi in cui a.Ile domande enormi degli operai
gli industriali non credettero poter aderire e gli scioperi
finirono per esaurimento o per ripudiazione per parte ~ gli operai stessi.
*
Comple~ivamenle quindi il sistema legislativo ope•
raio d'Australia pare dovrebbe essere considerato essenzialmente quale un grandioso e costoso esperimento economico, donde le altre Nazioni possono a buon mercato trarre utili e salutari ammae,itramenti.
Ed a conclusione di questi rapidi cenni, mi piace riportare le parole di uno studioso australiano, H . M. Murphy.
capo del dipartimento governativo del lavoro. nel suo rappO?to genernle: « Di fronte alla viva concorrenza mondiale, l'Australia non può aspettarsi di diventare. con
speranza di ~uccesso, una contrada manifatturiera. finchè
continuerà negli attuali sistemi di impedire virtualmente
ogni progresso affabilità ed all'efficienza della sua mas•
sa operaia». - T. A.
111
LE I . I . I . =================================== = ==a: ===~
ODESSA
LA NOSTRA BANDIERA A ODESSA - L'AMMIRAZIONE
PER LE • INDUSTRIE ITALIANE ILLUSTRATE ■ - PRIMO
SALUTO DELLA PATRIA LONTANA.
La Regia · nave
e
Roma• è staia la prima nave da guer•
ra italiana che coli' apertura dei Darda.n elli ha portato la
nostra gloriosa bandiera a sventolare nel Mar Nero. Voglia
lddio che l'Italia comprenda l'importanza assoluta della
sua presenza in questi paesi, che potrebbero essere un
emporio immenso per l'industria italiana: un'impresa non
difficile, grazie ai tanti ricordi d'italianità disseminati in
tutte le città del Mar Nero e nella Russia Meridionale. Le
comunicazioni marittime tra i porti italiani e questi sarebbero cosa di massimo interesse: oltre ali 'interesse pri•
vato, l'amor patrio dovre bbe spingere noi italiani a fare
ogni s forzo in questo senso. Quanto sarebbe necessario
che il nostro Governo desse al corpo Consolare quella se·
rietà e importanza che merita. Per gl'italiani all'estero è
una questione della massima gravità. Disgraziatamente il
corpo consolare da noi passa quasi sollo il capitolo Spese
Improduttive, perchè effettivamente non se ne veggono gli
effetti.
Permettetemi di diTVi l'incondizionata e completa ammirazione sulla sostanza e la forma dell'/nduslrie Italiane
11/u,trate, pubblicazione che fu ammirata da tutti gli italiani di Od= e che sarà ancora di più, quando sarà intTOdotta nel Bacino Minerario del Donez, ove nelle grandi
Fabbriche Metallurgiche già trovansi molti ingegneri italiani.
Da due anni tutti gli italiani siamo privi di notizie dall'Italia per la completa mancanza di relazioni postali e
telegrafiche e la vostra rivista fu il primo saluto della Patria lontana. - C. B.
PORTO ALECRE (Brasile)
CL ITALIANI DI RIO GRANDE MERCIO ITALIANO.
UNA LACUNA DEL COM-
• In questo Stato di Rio Grande d el Brasile, nella sola
capitale, su 200 mila abitanti, 35 mila sono italiani. Altri
200 mila italiani sono sparsi per lo Stato, Qui, sino ad
ora, il commercio era in mani (importazione) dei tedeschi ;
ma ora le cose cambiano. ll nostro Governo dovrebbe curare un po' meglio gli interessi degli italiani di qui (sempre pronti alla voce della patria sia in fatto di danaro
che di altro), che in tutte le occasioni sanno dimostrarsi
di esaere buoni italiani. In cento occuioni ai è potuto ri•
levare ciò che qui ei afferma. Qui ci vogliono Conaoli,
ma ohe aiano più informatori commerciali, che ahro, non
semplici trasmissori meccanici di carte.
Che dire dd commercio? Abbiamo qui delle case im•
portantissime condotte e d irette da italiani ... ma se vogliamo penetrare un po· in fondo! la mercanzia (prima era
Lutta germanica; persino gli oggetti perfettamente italian.i,
portavano tanto di • Made in Germany >) ora comincia
ad essere tutta nord americana. Ma la verità è questa:
che gli stessi negozianti italiani vorrebbero avere nei loro
negozi articoli italiani, ma le difficoltà sono molte ... e na•
turalmente sono costretti a rivolgersi altrove, a rivolgersi
dove hanno maggiori facilitazioni.
Prima della guerra, c'era chi metteva negozio con un
capitale limitato. Dopo poco tempo la sua casa era piena
di cataloghi di case germaniche, Un bel giorno si presen•
tava un viaggiatore (sempre tedesco) ed offriva mercanzia, facilitando il pagamento a 90, anche 120 giomi dell'arrivo nella piazza, della detta mercanzia. Se l'italiano si
mostrava timido e rifiutava di addouarai una responsabilità così grave (alcune volte di una somma molto maggiore
di tutta la sua azienda), lo ateuo viaggiatore incoraggiava aJraccettazione, dicendogli che aveva buone informazioni sul conto di lui, e che ae non poteva alla ecadenza adempiere a tutti gli obblighi a1aunti, la scadenza
sarebbe stata prolungata mediante un aiuro minimo. Questa è pura verità.
Ora il commercio nord-americano ed anche quello inglese cominciano a seguire (imitare) il tedesco.
E l'Italia? Asse nza assoluta o qu&Si. Difficilmente si trova un catalogo di qualche casa italiana, e se una casa di
qui ~icsce a m ettersi in corrispondenza con una italiana.
non vale che perda il tempo a scrivere che si assumano
sul suo conto informazioni al Banco A e B. che mandino
a riscuotere al momento dell'arrivo, ecc., ecc. Denaro anticipato... merce a bordo, rischio, ecc, , ecc.
Con questi sistemi, si comprende bene che il nostro
commer<'io resterà sempre... al punto di prima.
E c'è veramente da dolersene; perchè questi sono paesi
d'oro, massime per noi italiani, ben visti in particolare
dalle autorità che sanno appreuare tanto il lavoro quanto
le nostre doti d'intelletto.
Ultimamente, l'ambasciata del comm. Luciani, avrà potuto constatare quello che qui si riferisce. lo ebbi occa•
sione di accompagnare l'ambasciata nel giro per le colonie italiane, per fare un Album-Ricordo (che uscirà ai primi di Jebbraio). - J. M.
Allo •copo di auicurare an •empre maggiore ,oiluppo all'industria italiana, le /./.I. vanno organizzando nelle
principali piazze mercantili e produllioc del mondo intero un senJi~io di oa,ert1azione e di informazioni industria/i e
commercia/i, a-Oidato a per,one selezionale, esperte, sicure. A tutt'oggi le I I. 1. hanno istituito i seguenti osserootorii:
ABO (Finlandia) - ALESSANDRIA D'EGITTO - ALGERI - ALICANTE (Spagna) - AMSTERDAM ASSUNCION (Paralfllay) - A TENE - BANGKOK (Siam) BARCELLONA (Spagna) BASILEA BArA VIA (Indie Orientali Olandesi) - BELLO HORIZONTE (Brasile) - BERNA - BISERTA (Tuniaia) - BOGOTA (Columbia) - BOMBAY (Indie Inglesi) - BONA (Algeria) BOSTON (Stati Uniti d'America) - BUCAREST - BUENOS AIRES - CALCUTTA (Indie Inglesi) - CAPETOWN (Sud-Africa) - CARACAS (Venezuela) - CARDIFF (Inghilterra) - CHICAGO - COPENAGHEN - CRISTIANIA (Norvegia) - DUBLINO
(Irlanda) GINEVRA - INDEPENDENCE (Luisiana - Stati Uniti d'America) - KIEW (RUMia) - L'AJA LARNACA (Cipro) - LIVERPOOL - LONDRA - LOS ANGELES (California • Stati Uniti d'America) - MADRID - MALTA - MANILLA {Isole Filippine) - MARSIGLIA MELBOURNE (Australia) MENDOZA
(Repubblica Argentina} - MESSICO - MOl'ITEVIDEO - MOSCA ODESSA PALMA DI MAJORCA
(Isole Baleari) - PANAMA - PARA' (Brasile) - PARIGI - PATRASSO (Grecia) - PIREO (Grecia) - RIO
DE JANEIRO - ROSARIO (Repubblica Argentina) - ROTTERDAM (Olanda) - SAN FRANCISCO DI CALIFORNIA (Stati Uniti d'America) - SAN P AOLO (Bra,ile) - SANTA FE' (Repubblica Argentine) - SANT ANDER (Spagna) - SANTIAGO (O.ili) - SANTOS (Brasile) - STOCCOLMA (Svezia) - SYDNEY (A11etralia) - TOKIO (Giappone) - TRIPOLI - TUNISI - VALPARAISO (Chilì) - VIGO (Spagna) - WASH ING,
TON - ZURIGO.
RASSEGNA DEL MO~
VIMENTO INDU~
STRIALE ITALIANO
(
MESE DI FEBBRAIO 1919
5 O MM ARI O , L'industria /-aniera nazionale -
La seta nei Vestiti maschili - Le correnti economiche con
l'Oriente in mono dell'Italia con i porli di T rieste e Fiume - Gli industriali delle cartiere riuniti in consorzio
- Insipienze burocratiche in Italia - L'industria ora/a e orologiaia - L ' oro nelle miniere di Sardegna _ Una
scuola industriale a Milano per gli articoli di 'pelle - Un gran campo d'attività innanzi agli industriali italiani Rimedi contro le limita.z ioni dell'industria vinicola - L'attività del Comitato italiano dei saponifici - Per la ripartizione equa delle pelli fra tulli gli industria/i - Una Federazione degli induolria/i del cemento - Gli ingegneri italiani per la lutda del titolo e del decoro pro/es,ionale - Per le industrie del Mezzogiorno d'Italia Una nuova industria dall'untume della lana - Ci/re sbalorditive nell'industria italiana - Ci/re comparative sull'industria della pesca -· La soluzione del problema cotoniero in Italia è &uprema necessità nazionale _ L 'industria del marmo in Italia - Una Società per studii e finanziamenti industria/i - Il porto di SatJona - L'Italia deve chiedere ferro e carbone - L a creazione in Italia cli duecento laboratorii-acuola - Il bacino carbonifero di Eraclea per l'Italia - L'industria del/' abbigliamento in Italia - Un p iccolo gruppo di padreterni spadroneggia in Italia - La bardatura cli guerra delle indu,trie italiane - L'industria serica nel Trentino - Liberiamo la industria ciel lolle dalla prigionia burocratica I - G/'impianti nuovi e gl'impianti vecchi nelle /ornituré elettriche - La nuova frutluosissima industria della distillazione del legno - L'industria degli aghi e I' atteggiamento americano e inglese - Un'erbaccia che potrebbe trasformarsi in materia preziosa - La tutela delle industrie
italiane alla Conferenza per la Pace - Per la diffusione ciel libro italiano all'estero - Gli oleifici cli Trieste II; necessario vigilare le industrie chimiche in Germania - Per l'espansione italiana in Cina - Il nostro prodotto
migliore è l'uomo: mettiamolo in valore - Le grandi opere ciel M ezzogiorno pel dopoguerra - Pensiamo all'industrio della pesca - Il tungsteno e l'acciaio rapido per l'industrio italiana - La gr,ave crisi nel'industria del
cemento e l'inazione ciel Governo - Per assicurare il fabbi$0gno cli concimi all'agricoltura nazionale e la proposta di un monopolio - La riattivazione dei seroizii automobilistici in Italia - Giacimenti cli radio in Jtalia Per un' eS#)osizione artislico-inclustriale italiana a New Yor~ - I danni industriali della Germania - Le conclizicni ideali cl' una fabbrica nazionale - Una grande Società Anonima T ra,Porti Vinicoli - Per la pronta attuazione della linea del 45° parallelo - L'industria italiana ciel mercurio - Le miniere di cinabrio dell'Idria
ora italiane - Cinquanta milioni per l'Unione Cinema ·ogra/ic.a Italiana - Per la industriali::zazione della Sicilia
- L'industria delle tele/eriche in Italia - L'industria delle cartoline illustrate e le minaccie del Governo - La
Pomice artificiale si fabbrica ora in Italia.
Tutte le notizie. i doli. le orgomentozioni o i
giudizi contenuti in questo rubrico non impegnono offotto le I. I. I., che per comodità. dei lettori
raccolgono ogni mese diligentemente e obiettivamente in questo rossegno quonto di più soliente i principali periodici ilolioni politici e tecnici
pubblicano su problemi e questioni d'interesse
industriole, finonziorio, ogricolo e commerciole.
N, d, D.
La lana, però. veniva per la maggior parte importata.
L'INDUSTRIA LANIERA NAZIONALE
Il materiale greggio impiegalo in Italia prima della guer- perchè le pecore nazionali non dan no più di 80.000 quinra per produrre i 340.000 quintali di manifatture in lana
consisteva in 270.000 quintali di lana lavala, 120 mila
quintali di lana artificiale meccanica. 20 mila quintali di
cotone e cascami: la differenza va spiegata con la sciupio
della lavorazione.
tali di lana per buone stoffe, di cui 62.000 quintali entra-•
vano sotto forma di lops.
La guerra ha richiesto un grande sf'orzo all'industria,
della lana la quale è stata chiamata, tra noi, a raddop
pia.re la sua produzione di lana cardata per produrre iI
1J3
I
/. /. /.
LE I. I . /. ---==-----==----==--==========------====
panno militare, le flanelle. le coperte necessarie all'esercito e ad accrescere enormemente la produzione di to,o s
che non potevano più essere importati dalla Francia e dal
Belgio.
L'Ispettorato elci lauoro, in un notevole studio sulla produzione della lana p~trinata durante la guerra. fornisce
importanti dati. La produzione di lops da 5544 q uintali al
mese è salita a 13.325; quella dei tessuti' di lana cardata
da 19.385 a 36.555 quintali, e l'importazione ha toccato.
nel 1916 i 400.000 quintali: òl valore della produzione nazionale di manufatti di lana ha sorpassato il miliardo.
Ma ora, dopo la guerra. il macchinario italiano si tro•
verà migliorato ed accresciuto, i fusi per cardati e petti•
nati giungeranno a 800.000 i telai sa.ra.n no diventati 15.000
e !"industria avrà imparato a utili~e completamente le
sue aumentate risorse.
Ma ci sarà ancora molta strada da percorrere! La F rancia possiede più di 2 m ilioni e mezzo di fusi e 55 mila
telai; la Germania 5 milioni di fusi e 70 mila telai; l'Ingh ilterra possiede 6 .200.000 fusi e 115 mila telai.
G overno e pubblico, - scrive Raimondo Targctti. se fotendono seriamente di condurre le forze vive italiane
al grado di sviluppo di cui sono capaci, devono formarsi
u na conoscenza esalta della posizione dell'industria laniera in confronto delle nazioni più vecchie e più picgreditc
d' Europa.
LA SETA NEI VESTITI M ASCHILI
Le difficoltà che mano mano durante ~a guerra l'arte
tessile andava incontrando cd i costi elevatissirru cui erano
avviati i tessuti da uomo avevano destalo l'interesse per
supplire la seta alla lana.
. Nel passato, - dice il Bo!lclLino cli Sericoltura, - vennero fatte molte esperienze da varie tessiture di seta in
proposito, ma sia il prezzo allora 16oppo costoso di fronte
a quello della lana, sia le condizioni tecnic he del telaio di
seta poco adatte ai teasuti pesanti, sia che allora la seta
avesse la libera esportazione e la lana non avesse neasuna
necc39ità d'un rimpiazzo. qu~ti tessuti non ebbe:o modo
di entrare nell"impìego p.atico.
Molti però devono essere i Setaioli che possono r'.cordare certi tessuti di seta da uomo j quali per l'addietro
avevano pienamente incontrato il favore del pubblico per
la loro genialità. bellezza. ricchezza e praticità, e diciamo pure, per una certa relativa economia, stante la gran•
de durata del tessuto serico.
Si riterrà s'a oggi alquanto tardi slanciare dei nuovi tipi
per le attuali difficili condizioni del mercato serico e laniero; difficoltà che dal giorno della messa in opera al
giorno della vendita possono costituire un grave peso per
quei volonterosi fabbricant i che volessero dedicare pratiche esperienze allo sfruttamento della seta; ma coordinando con sano criterio i varii elementi che ancora potrebbero garantire un positivo successo. non sarebbe questo
momento d'inattività e d'atte.,a, male indovinato allo
.scopo.
Considerato c he i vari problemi d'indole tecnica in se•
tiuìto a lunga serie di esperienze pratiche sui vari filati di
seta sono completamente risolti a favore sia del fabbricante
come del negoziante. bisognerebbe che dai Setaiuoli Italiani venisse unanime la spinta ad att-uare in pratica un
progetto che, partito oggi da ben modesta fonte, dovrebbe e facilmente potrebbe a suo tempo far entrare il consumo di certe sete nella piena praticità dell'impiego non solo
nel nostro paese. ma presso tutte le nazioni civili del mondo dove. la novità della moda, accoppiala ad un pratico
11 4
buon gusto, può facilm ente dare la preferenza ad un ge·
niale tessuto serico da uomo reso veramente utile per
l'uso quitidiano.
LE CORRENTI ECONOMICHE CON L'ORIENTE
IN M ANO DELL'ITAUA
CON I PORTI DI TRIESTE E FIUME
Trieste è un elemento importa ntissimo per la solu~ione
italiana del problema adriatico. Ma è un elemento soltanto. Molti altri ne occorrono se si vuol compiere opera
duratura ed efficace; oltre all'Istria, Fiume e la Dalmazia. Sono termini d ella stessa unica equazione; sono anelli
della medesima catena. Vi è una interdipendenza fra essi
che non si può impunemente spezzare; v'è una logicità
nat-urale che indissolubilmente li lega in un comune interesse: l'interesse dell'economia marittima italiana. li problema dcli' Adriatico si risolve integralmente o non si risolve affatto.
Col pa.S 8aggio di T rieste, F iume. Zara. Spalato. ecc.
all'Italia. alla navigazione ita liana nell'Adriatico si a pre
un grande avvenire di sviluppo e di prosperità. Da q uesti
porti e da Venezia. l'Italia può sopraintendere a rutto il
traffico adriatico e diviene la grande instauratrice di nuovi
commerci fra fAdriatico ed i Balcani, ha l'Adriatico ed
il Levante. Non più inquietanti concorrenze di soverchianti marine straniere: non più la pressione di potenti commerci esteri tendenti a scacciare dall"Oriente i u-affici ita•
liani. L'Adriatico sarà finalmente proprio dell'Italia e per
l' Italia,
Poichè, con l'annessione di Trieste e di Fiume. - scrive Mario Alberti, - l'Italia non solo avrà nelle sue mani
tutte le fila delle grandi correnti economiche, fra il basso
centro dell'EuTOpa, il bacino mediterraneo e l'esu-emo
Oriente. ma sarà altresl padrona di uno dei più meravigliosi strumenti atti a tradurre in efficace peneU-azione
positiva il bisogno di espansione mondiale delle produzioni italiane. T rieste, infatti, dispone in Levante di tutta
i:na potente rete di cointeressenze, di filiali. di rappresen•
tanze. di agenzie, con le quali renderà possibile alle industrie italiane di affermarsi vittoriosamente sui mercat i
della Turchia asiatica, della Grecia. ecc.
GL'INDUSTRI AL/ DELLE CARTIERE
RJUNIT/ IN CONSORZIO
A Torino, si è costituito il e Consorzio Cartiere Importazione Esportazione >. Erano presenti 25 sottoscrittori
rappresentanti le prime e più impor tanti cartiere ital;ane.
Detto Consorzio ha per oggetto sociale tutte le opera·
zioni commerciali, finanziarie. industriali relative all'ac·
quiato. trasporti, importazione, esportazione, vendita ed
utilizzazione delle materie occorrenti alla produzione della
carta ed aH'importazione ed esportazione della carta, dei
cartoni e dei prodotti affini.
Il Consorzio venne costituito in forma d i Società Anonima, col capimle di lire un milione, aumentabile fino a
lire 25 milioni. Sarà contTOIJato da un delegato ministeriale
che assisterà a tutte le sedute e assemblee.
'
Fanno parte del Consiglio di amministrazione i signori:
lng. comm. Burgo (della Cartiera di Verzuola) presidente,
Amminislratori: ing. gr, uff. Enrico Bonelh (delle Cartiere Italiane). avv. Colomb., (delle Cartiere Meridionali).
cav. D onzelli (delle Cartiere Binda). cav. Nodari (delle
Cartiere Vonwiller), cav. Bianchi (delle Cartiere Miliani),
cav. ing. Segrè (delle Cartiere Ticcoli), cav. Sezzano (delle
Cartiere di Crusinallo), comm. Franco (delle Cartiere Valvassori), cav. Molina (delle Cartiere Molina). cav. Vita
==
=
= = === === ==
RASSEGNA
DEL
(della Cartiera Vita e C.), ing. Saldìni (della Cartiera Bagarelli). Sindaci effettivi i signori: cav. rag. Zeloni (della
Cartiera di Maslianico), rag. Micheli (della Cartiera di 07mea). rag. Biedermann (della Cartiera Amati); Sindaci
supplenti : cav. uff. Sertorio e cav. rag. T rincheri.
Il Consorzio avrà sede a Genova, come posto più adallo
eia per il ricevimento delle materie prime, che per le
spedizio.n i di p rodolli lav:>rati.
INSIPIENZE 8UROCR.A TICHE IN JTALJA
Giova ripeterlo per aggiotnarci: l'ltalia al 1° luglio
1882 noverava 98.554 posti di pubblico impiego colla spesa
di L. 191.512.802. Al 1° luglio del 1912 e del 1917 i posti
erano sai.i li a 271.951 ed a 301.931 (compresivf 120.640
ferroviari) e la spesa a L. 534.840.591 e:l a L 778 milioni
(di cui 282 pei ferrovieri). Oggi non sappiamo del numero
dei posti; sappiamo però della spesa: tra stipendi, assegni e caroviveri 2032 milioni (di cui 607 pei f~rrovieri).
Ammettiamo pure che le entrale effettivame nte riscosse al
30 giugno p. v. ascendano a 5 miliardi. Noi spendiamo
ci~a 34 lire nette da imposte, per amministrarne 66. E
con quali risultati}
Incominciamo, - scrive C. Volonterio nel Sole, - dal
chinino. Noi ci ,eravamo lasciali annientare dal • bluff•
1Kien1ilico--commerciale tedesco la nostra industria del chinino; ed allorchè il nostro chinino di Stato &e<>mparve
• completamente • dalla circolazione, in un momento altresì angoscioso della salute pubblica (non so se contemporaneo ai manifesto d6 un I. R. Comando d'armata che
avvert:va gl; abitanti di Mareno d i P;ave di non potere
fornire chinino perchè... era stalo negato daH"lta 1;a), la nostra burocrazia provvide • subito energ:camente •... affermando che in quel momento il chinino aveva cessato di
essere il re degli antipiretici. Sicuro I Quando sarà diventala materia burccralica anche il carbone, non avremo p·:,
diritto di meravigliarci se qualche giorno apprende.temo
che il carbone ha perduto la virtù di produrre calore I E
allora anche le lampadine_ non saranno più necessarie per
;)luminare_
Lat itanze del genere del chinino 5i vanno •usse:?Ue-:1èo
nel nostro paese con un crescendo impressiol'ante: i ::oL
fanelli, i Francobolli. il sale. il tabacco- (Qualche prodotto
è in circolazione? Fuori un nuovo ca1miere ed o! orodotto ... scompare: uova, f.ormaggio, salmone... - Che l!!'l•
vien:, del caffè. che lo si requi•l nei porli d'arrivo col
prezzo di vendita di L. IO al chilo} ] noli vanno tracoJlando ed il caffè continua a rincari re: oggi s;amo a L. 18 I)
- ma proseguiamo: e la colpa? Dei rivend"tori e dei consumatori; quelli occultano anche i francobolli e le cartoline po~tali (per tali generi non si può eccepire la crisi
dei trasporti). e questi vanno incettando... l';nesistente_
Quanto prima sentiremo che la responsabilità dei continui furti ferroviari - aJle cui conseguenze la bwocrazia
che si ispira a crteri. che in un privato ~a,ebbero repr.,,..i
magari anche dalla legge penale. tenta ognora di sottrarsi
ricade tutta sui mittenti e sui destinatari.
L 'INDUSTRIA ORAFA E OROLOGIAIA
Pe, iniziativa della Società Orefici. Argentieri e affini
di Milano, si è ::ostituito una Commissione di tecnki allo
scopo di stabilire ed attuare i mezzi più pratici per la più
sollecita affermazione schiettamente nazionale dell'indu,;tria orafa e oro!ogia;a Ne fanno parte i rappresentanti
di tutte le cat~orie della cla,se e nt> sono rispettivamente
presid,.nte e segrelar;o i sisrnori Attilio lnvemizzi e Gaetano Boirgiali. del Consiglio direttivo della Societlt. Ln
Commissione iniziando i suoi lavori. plaudendo ali' eser-
MOVIMENTO /NDUSTRJALE /TALIANO
cito, ha inviato un saluto al Re e al Ministro dell' industria
..: commercio.
L'ORO NELLE MINIERE DI SARDEGNA
A diverse riprese si è sentito accennare a'..a presenza
del prezioso metallo che delicate analisi chimiche avrebbero rivelato in alcuni minerali estratti dalle miniere sarde. I dati raccolti, sempre un poco vaghi. non furono resi
oi pubblica ragione.
Abbiamo voluto sincerarci della cosa, - scr;ve la Miniera Jtaiiana, - tanto p.iù che recenti risultati forniti da
chimici di una certa notorietà avrebbero indicato, entro
minerali sardi, una percenlu~e assai elevala d'o,o. oltre
i 100 grammi per tonnellata di minerale.
I campionj raccolti sul silo e analizzali nel laboratorio
chimico di Monleponi dal signor A. Nicodano, hanno ridotto assai ,1 tenore dato dai chimici sopraricordati: l'oro
non fu ritrovato :nfalli che in misura di circa g7ammi 12
per tonnellata di minerale. Questo proviene dal noto gia -'
cimento d; antimonio e wolframio di Genna U,ea (Orrol")
entro gli scisti .;luriani. L'oro accompagna la stìbina con
la quale è intimamente legato. Si ruisicura che la maggior
percentuale di esso provenga dalla stibina granulare, e
che il metallo manchi in quella a struttura fibrosa; i 12
grammi furono appunto riscontrali nella atib:na granulare. Si afferma, in seguito ad analisi fatta in Francia. che
l'oro esista pure in piccola quantità nella ganga del giacimento. Risultava pure da tempo che l' H erbelein aveva
trovato una certa percentuale d'oro nella stibina di Suergiu; ma non ei hanno risultati precisi di analisi. Altri min~rali di Sardegna leggermente auriferi sono certamente
quelu cuprife,i deJJe trachiti. neJla parte nord-ovest dell'isola, cosa, del resto, già nota per Calabona. I minera 1i
argentiferi del Sarrabus sono stati trovati au,iferii.
Alcuni solfuri misti di Gadoni sarebbero pur essi accompagnati dal ricercato metallo. Ed jnfine diremo che
traccie d'oro sono puie nei minerali de.ll'lglesiente: l'argento prodotto nella Fonderi:i di Monleponi ha avuto fino
a grammi 4.7 d'oro per quintale. Ol?getto della nostra comunicazione è pertanto di asserire con certezza che il preziooo metallo la cui esistenza fu già negata da valenti
geologi, esiste realmente in Sardegna; che e$SO è legato
principalmente all'antimonio. all'argento ed al rame e che
la sua percentuale può assumere un valore commerciale.
UNA SCUOLA INDUSTRIALE A MILANO
PER GLI ARTICOLI DI PELLE
In una conversazione avuta con un redattore del Sole,
il rav. Alfredo Colombo di Milano, ha parlato dell'industria delle pelli :
e Questa industria - egli ha detto - se presa in •eria
considerazione dai nostri governanti potrà alimentare anche una buona conente di esportazione, giacchè prima
della guerra i mercati mondiali pur essendo alimentati
anche da merce d'origine francese. erano per così di re
inva,ii dalla produzione tedesca ed austtiaca. Ogqi che
Germania ed A,;slria si trovano in posizione ben divetta
e mo.!to meno favorevole. si può pronosticare un miglioramento anche per la penetrazione italiana su importan\i
mercati esteri di consumo• Ali' uopo si tende al nostro perfezionamento. t. infatti
allo studio un prc-qetto di scuola industriale apolicala agli
articoli in pelle eh,. spero - aggiunse il cav. Colombo possa Funzionare fra pochi mesi. dato l'interessamento
del prof. O.imo presso la • Società Umanitaria>. Una sir.,'1e iniziativa è encomiabilissirna. perchè creando una
11 5
LE I . I . I .
= ==-========= = = = = =-- -- - - = - - -
migliore ma.-.atranza contribuirà notevolmente a taluni perfezionamenti industriali che sono desider abili.
« F. nece3eario però che il ~overno, oltre facilitare la
creazione della progettata scuola. assecondi gli sforzi degli industriali procedendo colla massima sollecitudine al
rilascio dei passaporti ai viagg;atori delle case conosciute
e togliendo i divieti di esportazione per questi come per
molti altri articoli dei quali i nemici nostri non possono
quello che accadde, per citare un esempio Ira tanti, al
primo motore a gas inventato da Eugenio Barsanti e che
- dopo tre anni d all'invenzione ...:.... ci ritornò dalla Germania sotto l'etichetta di « Otto e Langen >.
g iovarsi.
I francesi riconoscono che è giusto combattere l'alcoolismo, ma non credono che per ottenere tale effe110 si debba ricorrere a misure tanto esage1 aie, che, in ultima analisi, tolgono la libertà individuale e negano il conforto
d ' un buon bicchiere di vino ai lavoratori, ai vecchi, agli
infermi. Easi hanno, p~rciò, deciso di promuove,e un'at•
tiva campagna contro le limitazioni eccessive degli Stati
Uniti, facendo valere all'estero le loro ragioni per mezzo
delle lo, o potenti organizzazioni di viticultori e di esportatori.
In att"'a, però, che que3ta agitazione abbia a condurre
a ri,uhati pratici, si propon e di spedire, specialmente in
America, anzichè dei veri vini e dei liquori, del succo
d'uva senza alcool. quale vien prodotto già da anni con
ottimi risultati.
Il sig. Frantz Malvezin. che riferisce su questo succo
in uno degli ultimi numeri de!l'E.rporlateur Français, dice che esso, oltre a r iuscir grato al palato, è, a parere di
parecchi medici, un farmaco ideale nelle malat1ie dello
stomaco, per tutti coloro che non possono tollerare il vino, nelle malattie della vescica, perchè molto diuretico,
nei ca,i di anemia, esaurimento, denutrizione, ecc. Per
di più, tale vino senza alcool si conserva ottimamente ed
acqui~ta pregio col tempo, e la sua qualità varia a secon•
da del v.gneto da cui proviene e del metodo di steriliz:azione adottato nell'ottenerlo.
I n ta l modo, i succhi d'uva di provenienza francese sarebbero molto superiori a quelli ottenuti in California .
Anche in Italia il vino è uno dei principali prodotti di
una e,portazione cui dobbiamo cercare, - scrive l'Esportazione, - di dare il magg:ore av:luppo pos.sibile, e la lotta contro l'alcoolismo spinta aili eslTerni, impegnata in
America ed in molti Sta ti d'Eucopa, v;ene a recar grave
d anno anche a noi. Non sarebbe il caso di escogitare nel
nostro Paese dei rimedi analoghi a quelli proposti in
Francia?
« Ma non è tutto, occorre anche che iJ Governo italiano
s'interessi presso i Governi alleati allo scopo vengano
eliminati quei divieti d'importazione che oggi non hanno
più ragione di esistere dato poi che gli articoli di pelle
non rappresentano affatto oggetto di lusso, ma sono divenuti oggetti di assoluta nec.,.,.ità nella moderna vita
civile.
« Un'altra cosa merita poi di essere cons:derala, cioè la
tassa di esportazione che varia dal 5 all'8 %, gravando di
altrettanto la merce che si esporta. rendendola più cara
•e d O!ltacolandone il collocamento, T a lvolta importanti ordina zioni dovettero esser annullate per questa famigerata
lassa la quale deve essere assolutamente abolita nell'in•
te resse della mia, come di molte altre piccole industrie.
È ora che chi ci governa comprenda che le piccole industrie devon o essere tutelate se si vuole che possano ampliarsi e diventino, nell'interesse generale, importanti.>
UN GRAN CAMPO D'A T T/VlTÀ
INNANZI AGL'INDUSTRIALI JTAL/ANI
•
-- --- - - - - --= -
L 'industria metallurgica è staia sempre una delle più
importa nti - se non la più importante - della Germania. Le sue macchine •i trovano disseminale ormai in
ogni regione del Mondo nuovo e di quello vecchio. E n<'i
le abbiamo accettate, non subite, per quello spirito di
acquiescenza e di ada ttamento che è un difetto caratteristico... non degli italiani solamente. Il « made in G ermany • ha esercitalo per molti decennii u n fascino straordinario sui popoli latini, come un simbolo di bontà e di
perfezione con cui noi ci sentivamo assolutamente incapaci di competere. Ora questo, - scrive Energia, - non
può, non deve essere più. L·industria metallurgica italiana, nelle sue più svariate applicazioni, si è rivelata durante la guerra - a se stessa, ed è sembra to u n miracolo. Ma l'ignavia e la noncuran7a non debbono a vere ,l
sopravvento per dar modo alla Germania
superata la
prima crisi di abbattimento e di inazione - di rinnovar
la sua penetrazione industriale in Italia.
Fortunatamente. dopo l'int..-n•ilicazione e l'industrializuuione dell'a~ricoltura, la diffu•ione delle scuole e la
preoccupazione d'un maggiore sviluppo deil'industr'a nazionale tiene un grande posto nei voti formulati dalle Camere di Commercio italiane le quali chiedono che le macchine necessari~ alle indu,trie ed all'cgricoltura della Pen isola siano costruite in Italia, come pure i pr odotti ch imici
e metallurgici necessarii alle oiù d iverse produzioni. A
q uesto scopo lo sfru ttamento delle forze idrauliche nazionali,
tanto per J'aqricoltura quanto per l'inrlust: ia. con l'impie110 to•ale dei cinque milioni di cavalli-motote che possono offrire le sue acque e lo sfruttamento delle ricchezze
universali del sottosuolo italiano, ai imporranno natural•
mente.
I 11randi industriali ita liani hanno quindi. dinanzi a loro, un bel campo di attività. Ma questa a ttività deve rimanere italiana. Easi hanno rohbli1ro di p roteggere, cont ro le insidie e le usurpazioni straniere, le macchine che
u9ciranno dai loro stabiJ;menti e che dovranno for mare
la ricchezza del nostro P aese. Non dovrà più verificars;
11 6
RIMEDI CONTRO LE LIMITAZIONI
DELL'INDUSTRIA VINICOLA
L'ATTIVITÀ DEL COMITATO ITALIANO
DEI SAPONIFICI
Si son r iuniti nei g:orni scorsi a Roma nume:osissimi
g)i aderenti a l Comitato Italiano Saponieri nelle persone
dei rappresentanti le principali Ditte d ' Italia. La riunione
ebbe luogo non solo per udire la relazione del detto Comitato nei riguardi dell'opera dallb slèSSO spiegata per gli
approvvigionamenti delle materie prime durante il periodo della guerra; ma ancora per avvisare ai mezzi migliori
di resistenza contro la cri,i che in questi rm,menti mJnac•
eia di colpire la druse dei saponieri a cauaa, principalmente, della sovrabbondante quantità di materie prime in
arrivo non potute giungere all'epoca in cui vennero com•
missionate e pagate a prezzi alti.
Si re1e interprete, - scrive l'Italia M eridionale. - della
grave situazione l'avv. dell'Erba della Ditta Standa,d di
Napoli, il quale in una larga cspoaizione, rilevando J'attuale diaagio dei produttori di sapone e le gravi conse11uenze cui si andrebbe incontro senza il sopraggiungere
di pronti ed efficaci provvedimenti governativi, mosse anche dubbii sull'opera svolta dal Com:tato e, specialmente.
sui criterii di rusegnazione della merce seguiti dalJo stes-
- - - - = = == =- = =
RASSEGNA
DEL M O VIMENTO
ao, nonchè sull'assunta imponibilità dell'annullamento d<.i
contratti di acqufsto.
Si a,3ociarono al dell'E.rba parecchie Ditte della Sicilia
e la discussione che ne segul fu ampia e, sopratutto, ispirata a principii di grande praticità.
li Presidente ing. Sismondi, coadiuvato dal rag. Mario
Berretta, direttore del Comitato, rispo,e alle obbiezioni
tutte sollevale dall'Assemblea e, affermando, di esserai
dal C. I. S. avuta la sola finalità di favorire nel mjg)ior
modo possibile gl'interessi dei proprii aderenti, dimostrò
111 impossibilità dell'annullamento dei conlral1i, che, in
ogni caso, provocherebbe la perdita di oltre 2 milioni e.i
lire per sola differenza di scambio ed assicurò di aver
personalmente ricevuti aerii affidamenti dal Governo in
favore della classe. Propose, infine. la nomina di una
Commissione, che ricevesse la conferma dei detti affidam"nti.
L'assemblea, soddisfatta per i chiarimenti e k assicurazioni ricevute, approvò all'unan imità un ordine del giorno con il quale. confermando la fiducia al Comitato, deliberò di far voti al Governo perchè venisse impedita la
importazione del p rodotto straniero e favorita l' esportazione del nostro prodotlo, nonchè la ~ina di una Comm:saione che facesse presenti tali voti. E questo deliberato
ottenne il desideralo effetto, perchè la Commissione, mes•asi subito all'opera, ,sia dal comm. Berio del Ministero
dell'Industria, sia dall'on. Fresone, Presidente del Comitato interministeriale per gli olii e grassi. venne assicurata
d elle favorevoli disposizioni del Governo a soddisfare i
voti degl'industriali saponieri.
PER LA RIPARTIZIONE EQUA DELLE PELU
FRA TUTTI GL'INDUSTRIAL/
A proposito dello stock di pellami in p088esso dello
Stato, il comm. Vittorio Casaburi, direttore delJa Stazione
Sperimentale dj pelli in Napoli, è stato intervistato dalla
Perseveranza. E.gli ha detto:
< lo scarterei assolutamente certe proposte subdole di
lupi in veste dj agnelli, che vonebbero dire allo Stato:
liquidiamo subito tutto. mettete tutto all'asta. o concedete
tutto in appalto a noi. vi faremo il favore di trovare dei
compratori per questa roba in b)OCA:o... (al prezzo che
vorremo noi!) Questo è l'affare che si tenta. Speriamo che
l'on. Paratore dia loro, coi suoi pr(>vvedimenti, la rispo•
sta che si meritano: egli è uomo giovane. ma navigato.
Invece di far questo. io promuoverei dei Consorzi regionali, li federerei. li riconoscerei come Enti giuridici ed
affiderei loro le pelli. sia crude che conciate, appartenenti
ora allo Stato, perchè. A determinate condizioni, siano riparli/e Ira lutti gli industriali secondo norme fisse, in maniera tale che tutti abbiano la loro parte di torta. Cosl
non favorirei uno contro l'altro ed ognuno vedrebbe le sue
perdite dimfouite. ed il merc11to scenderebbe subito senza
brusche scosse. Scenderebbe cons;derevolmente. ed i conciatori si assoggetterebbero a quel salasso che il 1010 stato
di salute fa riconoscere per necessario ed al quale, anche
se lo voless.imo tutti. non li potremmo sottrarre.
I Consorzi saranno cooa utilis:ima pei conciatori, ma lo
5tato non deve essere il loro prigioniero. Vero è che gli
industriali della concia hanno sempre avuto poco sviluppato lo spirito del trust e quindi non sj corrono troppi ri•
schi in questa direzione: ma se fossero tutti organizzati e
se non si facessero bene i patti prima, stringerebbero lo
Stato in una cerchia formidabile .
In ogni modo. queste pelli di Stato non le concederei
11 fo rfait, ma vorrei che il Governo, al momento di cederle realmente. magari tra un anno o due. le cedesse al
p rezzo della giornata. e così potrebbe guadagnare o per-
INDUSTRIALE
/TALIANO
dere suUe pelli stesse, come un prjvalo qualsiasi. Chi va
al mulino, si infarina: ma non ammetto che si debba a
priori perdere dei milioni a l solo scopo di far presto e non
avere seccature.
t,NA FEDERAZIONE DEGL'INDUSTRIAU
DEL CEMENTO
Una Commissione, nominata dagli industriali italiani appartenenti a tutte le 1egioni - dall'Alta Italia alla Sicilia,
dal Piemonte al Veneto - si è presentata alla Giunta
interministeriale ed al Commissariato carboni per sottoporre le condizioni, neUe quali versa l'industria del cemento, alla quale fanno difetto il carbone da un lato, i
trasporti dall'altro. T ratlasi di un grave problema che interessa tutta l'economia nazionale e dal quale dipende la
rinascita del nostro Paese.
Il Governo. per fnr fronte alla disoccupazione, ha stan ziato ingenti somme per opere pubbliche. Sono lavori portuali - sono lavori di ferrovie - sono lavori di derivazione d'acqua - sono lavori di canali navigabili. Ma
tutte queste opere non possono essere nemmeno iniziate
per la mancanza dell'elemento primo indispensabile: il
cemento. Ed il ·cemento non si può produrre perchè manca 11 carbone. E quando è prodotto non si può trasportare. per cui si assiste alla illecita vergognosa speculazione di prezzi di rivendit.- esageratissimi.
Dobbiamo ricostruire tutti i paesi invasi e quelli che
la fortuna delle armi ci ha fatto conquistare. Sono interi villaggi sparsi per tutto il Veneto, lungo la costa adriatica da Venezia a Trieste. Questi lavori sono fé'rmi
sempre perchè manca i) cemento.
Gli industriali. consci di questa gravità, hanno costituito
fra di loro una Federazione, della quale fu chiamato alla
presidenza provvisoria il cav. Antonio Pesenti di Bergamo,
ed a segretario fu nominalo l'avv. Pietro Fogaccia. Scopo della Associazione è la rappresentazione al Governo
delle urgenti necessità di questa classe e la tutela degli interessi dei consociati in armonia con gli interessi gene•
rali del Paese.
GLI INGEGNERI IT AL/ANI
PEH LA TUTELA DEL TITOLO E DEL DECORO
PROFESSIONALE
Un'importante riunione di ingegneri. di ogni regione
d'Italia. ha avuto luogo a Milano, presieduta dal comrn. De
Marchi.
Il risultato dell'importante discussione è rispecchiato nel
seguente ordine del giorno:
• L'Assemblea degli in!l'egneri italiani laureati. convocati il 19 gennaio dal Collegio degli ingegneri ed architetti di Milano; considerando l'importanza a.sunta dalla.
classe de!l'li ingegneri, in ogni manifestazione della mo-.
derna civiltà ed il palese contrasto con lo scarso apprezzamento che di essi e dell'opera loro vien fatta dalle Autorità e dal Paese,
• Considerando la 1mprorogabile necessità che gli ingegneri assumano. neUa vita nazionale, il posto che loro
compete, quali esponenti ed interpreti dell'attività economica e produttive del Paese. oltre il dovere che essi hanno
di provvedere alla migliore tutela del titolo e del decoro
professionale ;
• Riconoscendo che tale compito solo può svolgersi
completamente attraverso l'azione vigorosa di un Ente unico che dia ad essi la forza ed il prestigio a ciò necessarii ;
• Si proclama promotrice dell'Associazione professionale
degli ingegneri italiani;
• Approua il programma cd i capisaldi dello Statuto per
11 7
LE I . I . I. = = =
= = = = = = = = = = = = = = =- =
quanto rigua, da le finalità. i mezzi e l'organizzazione per
raggiungerli, quali vennero comunicali all'Assemblea dai
promotori cor. le modificazioni oggi votate ;
« Delibero la nomina di una Commissione dell'Associazione nazionale degli ingegneri italiani, con sede a Milano
presso il 'Collegio degli ingegneri, in via S. Paolo, IO,
formata da undici membri con facoltà di aggregarsi non
più di otto rappresentanti di gruppi di altre regioni d'Italia, perchè, d'accordo. procedano alla compilazione dello
Statuto definitivo e del Regolamento dell'Associazione,
basati sui capisaldi votati e di indire a Milano, entro due
mesi, l'Assemblea costituente
la loro approvazione •·
per
PER LE INDI/STRIE DEL MEZZOGIORNO D'ITALIA
P06SOno quelle energie, che con tanto nob:le slancio
dettero il contributo di unl produzione apprezzata durante il periodo della guerra, essere trascurate. anzi abbandonate nell'<>ra del bisogno} Può il risveglio industriale,
determinatosi nel Mezzogiorno con tanto fervore, essere
bruscamente interrotto, peggio, spezzato, sicchè lo spettacolo confortevole venga ad annebbiarsi ai nostri occhi da
un velo di rapide e rumorose rovine} È lecito lasciar inaridire, con l'incuranza di chi non conosce il male, le fonti
vastissime di una ricchezza futura} A questi interrogativi
deve dare risposta l"ing. Conti, p rocedendo nel delicato
compito della smobilitaione delle industrie di guerra.
Noi abbiamo speranza fondata - scrive il M ezzogiorno
- che un uomo della sua tempra, abituato a valutare
con l'occhio acuto e perspicace dcli' esperienza, comprenderà tutta la consr:l.erazione che mer itano le industrie
sorte per la guerra, in un paese, come il nostro. In alcune zone, ove prima stendevasi il silente torpore del
molle paesaggio, oggi ha la sua sede il lavoro, e nell' avvenire si raccoglieranno messi di ricchezza. Vi sono città,
come Napoli, che sentono ogni giorno il polso della loro
energia accre11cersi, tanto che anche ai più disattenti, J' accrescimento è visibile. Guai a chi non seguisse questo movimento fecondo I
UNA NUOVA INDUSTRIA
DALL'UNTUME DELLA LANA
Dall" untume grezzo della lana si ricavàno grassi e sali
potassici: dal grasso la « lanolina·». che costituisce elemento molto pregiato per la farmaceutica e per la pro•
fumeria, «oleine • bene adatte alla filat ura della lana me•
d csima e s tearine per candele, lubrificanti, antiruggini,
ecc.; i •ali pot,µsici come elementi fertilizzanti, che importano finora dall'estero a prezzi fortissimi, e si assicura
che il loro ricupero si aggira intorno al quarto del peso
della lana. In un recente esperime nto da K g. 3000 di lana
sudicia si ebbe una resa di Kg. 800 in untume greggio
non deacquificato.
Sotto l"aspetto industriale-commerciale si ponga mente al fatto - scrive Francesco di Rienzo nell'Ideo Nazionale - che del peso complessivo di 40 milioni di chili
di lana sudicia, quanti se ne lavo1ano in Italia, Vll in
perdila il 15 p er cento, 'mediante le acque di lavatura,
che vanno a finire n elle fo11:ne. Un competente dell'industria laniera calcola ad 1.200.000 chili il grasso da cui si
potrebbe trarre Kg. 500.000 di oleina ed altrettanti di
stearina. Inoltre calcola a Kg. 250.000 circa i ,ali potassici
che si possono avere dai ~etti 40 milioni di chili di lana:
prodotti rappresentanti un valore di circa L. 50.000 al
giorno. che si i:erde con le materie grasse nelle acque
di lavatura.
li prezzo della lanolina oiz11i è di lire 3500. Quello della
oleina di L. 540. quello della stearina di L. 750. quello
a
118
'""' =
= = = = = = = == = ==
=
= == == =
dei sali potassici di L. 200, al quintale : prezzi approssimativi, giacchè lo scambio di tali materie è quasi nullo,
date le difficoltà commerciali del mom.-nto e data la
requisizione che ne fa tutto,,. lo Stato.
CIFRE SBAI.ORDJTIVE NELL'INDUSTRIA ITALIANA
li barone Carbonelli. che ha presieduto alla Direzione
generale dei servizi della mobilitazione industriale, ha in
un'intervista con un redattore del Giornale d'Italia, detto
fra l'altro :
« Vuole sapere quanti m iliardi di proiettili vennero oostruili dalle nostre industrie} Immaginando un nastro composto soltanto di cartucce di fucile e di mitragliatrice.
questo naatTo potrebbe cingere per otto volte il globo terrestre: in media vennero sparate circa 7000 cartucce per
ogni metro di sviluppo della nostra frontierll. Ed ancora :
le nostre officine riuscirono a consegnare ogni ora: un
cannone, 150 fucili, 3500 proiettili di cannone, 160.000
cartucce di fucile I
• L'industria degli esplosivi, strettamente collegata con
le industrie chimiche presso di noi così paco sviluppate.
fece meraviglie. La quantità totale degli esplosivi di va rio tipo, prodotti e consumali durante la guerra, avrebbero formato l'ingente carico di 10.000 vagoni.
« E che dire dell'industria automobilistica italiana, pre·
zioso sussidio anche alle Nnzioni allente e che ebbe uno
dei principali compiti nelle nostre fortunate azioni? Messe
in fila tutte le automobili uscite dalle nostre officine, occuperebbero ben 250 chilometri; nè più nè meno che la
distanza fra R oma e Napoli. Negli ultimi tempi di febbrile lavoro, le varie ditte poterono consegnare in media
un autoveicolo completo ogni 20 minuti!
« Molto si potrebbe anche lllfermare per l'aviazione, salita in Italia ad una perfezione tecnica invidiataci da
tutte le Nazioni. e per quelle industrie che noi per la
prima volta iniziammo e portammo, dopo pochi mesi, ad
un notevole sviluppo - genialità del versatile ingegno latino - come la fabbricazione dell'acciaio rapido, la costruzione di delicati istrumenti di ottica, di magneti di
accensione per motori a scoppio e via dicendo. T utto quello che tentammo portammo felicemente " compimento!
E questo è vanto innegabile della Mol;,ilitazione industriale, che dovette procedere - e noi ben lo sappiamo fra difficoltà credute talvolta insormontabili : crisi di trasporti, deficienza di materie prime. irregolarità di rifornimenti dall'estero e conseguente diminuzione di produzione, scarsità di energia elettrica. il rovescio di Caporetto, esitazicni di maestranze.
CIFRE COMPARATIVE
SULL'INDUSTRIA DELLA PESCA
Gli irrisori p roventi ricavati in Italia. cicè in una Nazione p1u favorita, per lo sviluppo dell,. sue coste - in
confronto a quelli ingenti ricavati da altre Nazioni che
esercitano l'industria della pesca, si rilevano dalle seguenti cifre: l'Olanda impiegando 21.000 pescatori, ricava un
provento di circa 38 milioni annui. La Germania con
29.000 oescatori. 83 milioni. Canadà con i'S.000. 140 milioni; Francia con 96.000. 100 milioni; R.,11no Unito 106
mila pescatori. 295 milioni; Stati Uniti 107 mila pescatori . 280 milioni; Italia 110.000 pescatori, 25 milioni; s iccome il consumo medio annuale dei mercati nazionl)li supera i 150 milioni. così siamo tributari dei mero:ati esteri
per la ingente cifra di 125 milioni.
Il numero dei pescatori impiegati, supt'riori a quelli del
Regno Unitò, eh,. producono circa 300 milioni di profitti. che da noi danno solamente 25 milioni,. ci dispenea
==:=============
RASSEGNA
DEL MOVIMENTO
- scrive Ludovico Ven turini sulle Giornal<' d'Italia - da
ogni dimostrazione: però. non ci esime dall"esaminare le
cause di questa colossale differenza. tenendo anche presen•
te che: il prodotto medio di ogni barca da pesca fu di
L. 787 annue, e la mercede media di ogni uomo L. 191
circa I Le cause principali di tale miserrima retribuzione
vanno ricercate: nella séonoscenza completa. assoluta, dell'importanza della pesca come ind ustria, e dei suoi enormi
benefici, ciò che ha impedito l'impiego dei capitali necessarii. Nella mancanza di organizzazione di questa cat-,.
goria dei lavoratori del Mare. nella completa ttascuraggine statale: nei metodi irrazionali e primitivi impiegati nella
pesca.
LA SOLUZIONE DEL PROBLEM A COTO NIERO
IN /TAUA
E: SUPREMA NECESSITÀ NAZIONALE
Ai desiderati formulati dagl'industriali cotonieri va accompagnata una relazione in cui fra l'altro si dice:
e Si tratta, non solo di un cletern,inato e circoscr'tto interesse d"industria, ma della possibilità. o meno, di mantenere a più centinaia di migliaia di opera, ed operaie i
mezzi di abituale guadagno; d'un p roblema. quirdi. di al•
to interesse •ociale. che. come desta in noi le più vive
preoccupazioni, così non può lasciare indifferente il Governo.
e Nelle attuali condizioni gli industriali cotonieri non
sanno come alimentare l'attività dei loro impianti, non
sanno che cosa dar da lavora1e ai propri operai, non
possono più continuare una produzione senza richieste,
senza scopi. senza un p rogramma, con la mancanza assoluta di vendite e di :ncassi.
« È. una via, questa, che non può essere ulteriormente
battuta senza che sorga subilo un tragico dilemma dalle
identiche conseguenze; o fallimento dell'industria. o arresto completo della produzione.
« Nell'un caso e nell'altro, lo sfacelo finanziario e. con
tutti i turbamenti che ne possono sorgere. la disoccupa•
zione di ingenti masse operaie. E questo nel momento che
più numerosi ritorn~no dalle armi all'usata convivenza
civile i nostri soldati. ansiosi, dopo l'aspro dovere compiuto, di ripren dere il ritmo abituale deHa loro vita di
pace. fiduciosi di trovare sicura la fonte almeno dell'in•
dispensabile guad agno.
• Chi può misurare gli effetti di cosl grave disillusione?
• Il provvedere. pertanto, e il provvedere con quella
urgenza che il caso richiede, è non solo obbligo dei dirigenti, ma suprema necessità na.z ionale. »
L'INDUS TRI A DEL M ARMO IN / T A L/A
INDUSTRIALE
1TALIANO
Nella p rovinci.i. di Vicenza esistono cave di diversa importanza.
Nella Lombardia sono notevoli : il Botticino e Com a di
Mozzano, il marmo occhiolino di V alle Camonica, il
ma rmo di Musso; il marmo nero di V a,enna, il marmo
nero di Rir,a di Sollo, il marmo di Zandobbio, quello
d'Ent,alico.
In Toscana sono le cave di marmo del Senese. Fra
i marmi pregiali vengono annoverati: il broccatello, il
giallo u nilo e il giallo chiaro.
Bellissimi in Sicilia i marmi gialli di Caslronooo, rossi e
r,enati di Taormina, rossi di Piana dei Gr,sci, lumache/le
di Cefalù. Marmi si estraggono nella p rovincia di Trapani,
lungo le falde del m<>nte Erice e nei dintorni d; San Vito,
e di Alcano. Si escava d al monte San Giuliano il marmo
detto Libeccio; dal comune di Castellammare del Golfo
provengono il giallo alberato ed il ,o..o.
Nel Piemonte sono cave di marmo bianco e carnicino di
Condoglia, quelle di Poni Canor,ese, di V al Susa, di V a,.
rallo, di Bu•ca. Resistenti sono i marmi di Candoglia, apprezzato è il o:rde di Bousson, il r,e,de Creusot, il verde
antico di V arai/o.
Nella Campania i marmi di Vitulano offrono bellissime
varietà di colori.
Nelle Puglie pregevoli qualità di marmo provengono
dall'Altipiano delle Murge. in territorio Ruvo di Puglia.
Son questi tutti rapidi accenni - scrive G ino Ptinzivulli
nel Popolo Romano - ma molte altre sono le località produttrici di bei marmi, e degne di essere citate.
UNA SOCIETÀ PER STUDI
E FINANZIA MENTI INDUS T RIA LI
Si è costituita, il 7 corrente, la • Società per studi efinanziamenti industriali», anonima, col capitale iniziale
di un milione di lire, con sede in Roma.
Il nuovo ente h a per oggetto lo st udio, sia per conto•
proprio che per con to di terzi. di impianti, lrasformazion,
e ampliamenti commerciali, industriali e finanziari.
La sua attività e la sua cura si rivolgeranno pr incipalmente allo sviluppo delle industrie di media importanza,
studiandone la potenzialità e la consistenza ed eventualmente partecipando al loro incremento finanziario. La competenza tecnica e le specializzazioni, nonchè la potenzialità lìnanziaria dei promotor i, danno garenzia che il programma della nuova società si svolgerà con indirizzo sicuro e pratico. onde rispondere ai bisogni dell'industria,
e dare appoggio anche a quelle modeste iniziative ch e si
and ranno esplicando dura nte il periodo di transizione dal
regime di guerra a quello di pace e al loro consolidamento verso nuove d irettive.
Il primo consiglio di amministrazione è risultato cosi
composto:
Avv. Comm. Emanuele Piano, p residente; gr. uff. Prof.
Guglielmo Mengazini, vice-presidente; comm. Giorgio
Peirce; avv. Diego Bellacosa; cav. Carlo Martini; comm.
Romeo Mion; cav. Samuele Vardesi. consiglieri; ing. Aristide Caneva, Gino Alhaique. amministratori delegati;
comm. Gennaro Perrino: cav. Uiò!O Recanati; cav. Federico Arcurio, sintlaci effettivi; Mauro Millul. Pietro Nazzarri, sindaci supplenti.
Ben conosciute sono l'abbondanza e la bellezza dei
manAi italiani. Le Alpi A puane tengono il piimo posto
per la quantità che forniscono, e che vien calcolata c irca
dall'ottanta al novanta per cento della produzione nostra
totale. Notissime sono le località produttrici del Carrorese,
del M osse•e, della V ersilia. Da calcoli approssimativi si
può stabilire che più del 90 per cento della p roduzione
dei marmi apuani è raporesentato dal bianco comune,
più del 5 per cento dal bardiglio, ed il rimanente dallo
s tatuario e dal colorato.
Nella Liguria son degni di menzione: iJ r,erde di PolIL PORT O DI SAVONA
cer,e, a, il rosso di Ler,an lo. ed il portoro di S,Oe7ia.
L "importan2a del porto di Savona in rapporto allo svilmoortanti nel Veneto le cave di marmo della provinc ia di Verona, dove le qualità predominanti sono: rosso luppo economico del nostro paese non ha bisogno di essere
di V erona, giallo di T orri, mandorlato rosa, mandorlato messa in rilievo. La questione è specialmente interessante
sria/lo, nembro rosso e broccatello rosso; e nel sottostante per Torino che ha nel porto di Savona il suo sbocco na•
Lias si trovano il lumache/la e il san Vidale.
turale. e che ha dato sempre, col maggiore entusiasmo,
119
LE I . I . I . - - - - - - - - - - - = - - - - -
== = = = = = = = = = = = - - - - = - = = = =
il suo valido appoggio a tulle le iniziative intese a raggiungere la meta, iniziative che ormai si sono fuse e raccolte in un grandioso sforzo collettivo che ha a T orino
il suo centro propulsore.
Nell'ultimo ventennio, scrive la Ga.zzella del Popolo, il
traffico del porto di Savona si è così intensificato da passruce da un totale di merci imbarcate e sbarcate di 643-641
tonnellate nel 1895 a 1.161.485 nel 1917. li traffico dell'ultimo quadrier.nio è rappresentato dalle seguenti cifre:
1904: merci sbarcate, tonnellate 1.617 .786; merci imbarcate, tonnellate 109.881; totale tonnellate 1.727.667.
1915: merci sbarcale, tonn. 1.855.999; merci imbarcate,
tonn. 107.675; tota.le tonnellate 1.973.674.
1916: merci sbarcate, tono. 2.127.378; merci imbarcate.
lonn. 37.358; totale tonnellate 2.164.736.
1917: merci sbarcate, tonn. 1.145.434; merci imbarcate,
tono. 16.051 : totale tonnellate 1.161.485.
Le irregolarità nell'andamento del traffico che lii rilevano da. queste cifre sono naturalmente dovute alla guerra.
Tuttavia noi vediamo che dal 1895 al 1917, va.le a dire in
poco più di vent'anni, il traffico del porto di Savona si è
triplicato.
La merce che prima della guerra costituiva. la qua.si
totalità del movimento in entrata, era il carbon fossile,
ma nel quadriennio 1914-17 approdarono a Savona no·
tcvoli quantità di cotone, cercali e concimi. Infatti. mentre dal 1914 al 1917 compreso entrarono 4.541.067 tono. di
carbone, ne entrarono contemporaneamente 74.256 di colone, 555.787 di cercali e 177.615 di concimi.
11 movimento commerciale del porto di Savona è dun,que in continua ascesa, come conferma anche la statistica del movimento ferroviario, oggi naturalmente compromesso dalle condizioni di disagio che gravano sui nostri
tra.sporti.
biamo far valere la nostra debolezza e povertà mineraria,
perchè siano colmate dal valore del contributo di valore
e di ricchezza, che abbiamo portato nell'economia della
guerra • ; la quale, aggiungo io, senza il nostro intervento
avrebbe avuto un esito ben diverso.
Ma l'era del ferro è necessariamente anche l'era del
carbone ed in generale dei combustibili fossili, che al nostro paese mancano qua.si completamente, ed in modo
apeciale quelli di maggior consumo e di maggior rendimento; quelh di cui la siderurgia e l'industria in generale hanno più bisogno. L'Italia, che ba pochissime miniere di ferro, soffre addirittura carestia di combustibili,
e non è una vieta frase retorica di dire che essa ha fame
di ferro e di carbone; fame alla quale devesi provvedere
adeguatamente.
L'ITAUA DEVE CHIEDERE FERRO E CARBONE
Tra i numerosi ed importanti problemi tecnici, politici,
militari ed economici da discutere durante le trattative di
pace, uno dei più preoccupanti per il nostro paese scrive Ettore Bravetta nel Meuagge ro - è quello del ferro,
del metallo veramente sovrano, che avendo servito a foggiare i più formidabili arnesi di guerra. dovrà servire a
produrre quelli di pace necessarii perch è tutti abbiano la
prosperità e il benessere a cui hanno diritto, e che sono
indispensabili per rinsanguare le nazioni esauste dal lungo
,conAitto, ricostruendone i valori demoliti, risanandone gli
.organismi economici.
Infatti, mentre la Francia acqui.,terà, come si è veduto,
,ma ricchezza mineraria incalcolabile, la Gran Bretagna,
industrialmente pH, forte di prima, disporrà dei tesori m :nerari immensi delle sue colonie. e gli Stati Uniti, che erano
dei semplici p roduttori per i bisogni interni, si affermeranno
sui mercati mondiali come i maggiori espotlatori di costru•
zoni meccaniche. l' Italia sola rimarrà povera di ferro come una volta, se il Governo non provvederà adeguatamente premunendosi in modo, che essa non rimanga la•
gliata fuori del mercato di esso e presentandosi al congresso della pace con un completo programma di rivendicazioni economiche, nel quale il problema di tale metallo sia, pi:r quanto ci riguarda, pC>Sto nettamente.
Si apre veramente l'era del ferro e dcli' acciaio, nella
quale il nostro paese non potrà prosperare, e neppure vivere libero ed indipendente, se non faremo la e politica
di ferro •. Come p:ià disse un egregio scrittore:
e Se la Lega delle Nazioni. alla quale noi siamo invitati a partecipare, deve rappresentare un'equiparazione di
diritti di popoli forti e deboli, ricchi e poveri, noi dob-
120
LA CREAZIONE IN lTALIA
DI DUECENTO LABORATOR/1-SCUOLA
La Gazzetta UPiciale ciel 14 corrente ha pubblicalo il
testo del D. L. n. 200 I, in data 8 dicembre 1918, che autorizza la istituzione temporanea dei laboratorii-scuola per
la rapida preparazione tecnica degli operai occorrenti alle
varie industrie.
La relazione che accompagna il dec reto illustra il carattere delle nuove ist.i tuzioni e lo scopo eh<' esse si propongono di raggiungere.
Premesso un accenno sommario ai provvedimenti adottali in materia di istruzione professionale durante l'ultimo
decennio, e messa in evidenza la necessità di risolvere il
problema urgente di una rapida preparazione delle mae·
stranze e di una rieducazione di quelle ora addette ad industrie che debbono, con l'avvento della pace, essere trasformate, la relazione parla del laboratorio-scuola che, pre•
scindendo da ogni studio colturale, mira a non p repa•
tare il tirocinio, ma a sostituirsi. per quanto è possibile,
proprio al tirocinio professionale. La scuola di primo grado, detta anche scuola popolare operaia per arti e mestieri, è di preparazione generica; il labo,atorio-scuola è
di preparazione specilica. L'allievo operaio, proveniente
dalla scuola di primo grado, dovrà sempre sottoporsi ad
un vero apprendistato operaio; ma la sua preparazione
scolastica, non solo lo porrà in grado di scegliere qualunque professione, ma anche di assurgere ben presto nella
professione p rescelta.
L'allievo operaio, proveoiente dal laboratorio-scuola, spogliatosi rapidamente della sua abitudine scolastica, entrerà nel campo del lavoro remunerato e seguirà una strada
già prefissa. La scuola di primo grado non ha coordinamento specifico con singole industrie; il suo programma
è meno profondo, ma più va,to di quello del laboratorio
scuola, il quale mira ad esaurire il contenuto tecnico del tirocinio.
La scuola di primo grado segna orme sensibili nell'educazione del giovanetto, nef laboratorio-scuoio, per forza di
cose. l'addestramento sostituisce l'elemento educativo ed
etico; nella acuola di primo grado la disciplina scaturisce
alla. educazione, nel laborotorio-scuola, la disciplina è imposta dalla condotta del lavoro. la scuola di primo grado
è sempre scuola per giovanetti, il laboratorio-scuola può
essere per adulti, e deve esserlo per il suo compito, di
trasformare anche rapidamente le maestranze dell'industria
bellica.
Nell'orario giornaliero è data assolutamente la prepon•
deranza alle esercitazioni di officine ed il disegno vi è insegnato, non come una manifestazione estetica, ma come
rappresentazione gralica di ciò che si vede, o si è visto con
= = = = = = = == = = = =
RASSEGN A
DEL MO V/MENTO IND USTRIALE lTALIANO
i propri occhi, ovvero come segno per la lettura del lavoro che si deve eseguire.
Di questi loborolori-scuolo, dalla cui efficacia molto si
aspetta, se ne dovranno c reare nel prossimo sessennio, a lmeno duecento.
IL BACINO CARBONIFERO DI ERACLEA
PER L'ITALIA
Si parla in Italia di un bacino carbonifero che potrebbe
essere affidato al nostro esclusivo sfruttarra•nto in questa
revisione dei titoli di proprietà e dei diritti su tanti vasti
territorii di produzione tolti ai nemici e alla quale noi
partecipiamo; conveniamone, con innegabile discrezione.
Si parla del bacino di Eraclea in Asia Minore. apparte·
nente alla lista civile turca e al cui sfruttamento l'inizia•
tiva italiana è già in piccola parte interessala.
Il senatore Tittoni con un suo importante discorso al
Senato ha additato - scrive Luigi Barzini nel Corriere dello Sera - le possibilità che le risorse cli Eratlea possono
offrirci. Non abbiamo scelta, dobbiamo volgere su Eraclea
le nostre speranze per una parziale riparazione del torto
che la sorte ci inAisse negando al nos\ro suolo l'indispensabile ricchezza carbonifera. Se domanderemo su questo bacino un diritto di messa in valore. gli Alleati dovranno tener conto che noi non entreremo in possesso di
miniere pronte a darci carbone in quantità sufficiente, non
troveremmo vasti impianti compiuti, ma dovremmo a decine di anni di intenso lavoro, ad ingenti spese, ad un 'immensa preparazione la possibilità di rende1e utile ai nostri bisogni un impervio territorio ancora qi,asi interamen•
te chiuso sui suoi neri tesori.
Il bacino di Eraclea produce attualmente appena la do·
dicesima parte del carbone che ci è necessario. Tutto quello che si potrebbe ricavare di più dovrebbe essere strap·
palo alla terra da lunghi sforzi prodigiosi e da g randissimi sacrifici.
Saremmo dunque ben lontani con Eraclea dall'aver mi •
gliorato sensibilmente la nostra situazione, ma avremmo
delle speranze fondate sul nostro coraggio e sono queste
speranze che chiederemmo in fondo alla lealtà degli Alleati. La questione di Eraclea non deve farci dimenticare
intanto che per un milione di tonnellate di carbone noi
eravamo tributari della Germania e che l'esempio della
Francia, la qua le domanda risarcimenti in carbone, ci
offre modo di non riassoggettarci all'inammissibile tributo.
L'antracite è una buona moneta per pal(are danni e noi
ne abbiamo un disperato bisogno. Nutymo piena fidu•
eia che tutte queste questioni maturino lien" nello studio
dei nostri delegati tecnici e che al momento opportuno anche alla scienza dei plenipotenziari italiani non manchi il
soccorso del suggeritore pronto a soffiare n el dibattito le
formidabili argomentazioni del più vitale interesse nazion~.
,
L'INDUSTRIA DELL'ABBIGLIAMENTO IN !TAL/A
li primo Congresso artistico-industriale per l'abbiglia•
mento doveva tene~i in Roma il 20 ottobre scorso: fu
rimandato a causa delle note condizioni della salute pub•
blica; sarà tenuto prossimamente in CampidogJ;o sotto gli
auspicii del Ministero d'industria, commercio e lavoro e
delle nostre Camere di commercio, e con l'appoggio degli on. Ciuffelli, Nitti, Dentice di Frasso. Crespi. Mar•
purgo, Ciccotti, Medici del Vascello, Barzilai, Federzoni,
Gaetano Mosca. Cerini. ScaJ'amella-Manetti. il sindaco Colonna, Callenga, marchese Cuglielmi, ecc.
Senza dubbio. due fatti sono indiscutibili dal punto di
vista speciale della industrializzazione di Roma, dato che
a questa industrializzazione si voglia arrivare, almeno dentro certi limiti, nel più breve tempo possibile e con la
miglior sicurezza di successo. Occorre anzitutto - scrive
il M essaggero Commercia/e - cbe le intese e le organizzazioni d'avanguardia si moltiplichino ed intensifichino.
Ed occorre poi riRettere che le industrie che più facilmente potranno attecchire e svilupparsi in Roma, in un
primo tempo, sono quelle manifatturiere.
Onde è che l'idea di questo Congresso Nazionale dell'abbigliamento è apparsa subito a tutti come felicissima:
tanto felice, che qualche altra nostca ope,oea città l'ha
invidiata e l'avrebbe volentieri accolta per conto pro•
prio. Ma gli scopi di questo primo Congresso vanno ben
oltre alla limitazione degli interessi locali : essi mirano alla
protezione e allo sviluppo dell'industria nazionale.
Non occorre certo una dettagliata esposizione delle attuali condizioni dell'Industria italiana dell'abbigliamento, poichè si sa bene che l'Italia, a questo riguardo, è
considerata ancora ali' estero semplicemente come colonia
di sfruttamento.
La corsa ogni stagione a Parigi delle principali Case per
acquisti di modelli, le continue esposizioni di Ditte estere
nei principali alberghi che assorbiscono tulio ciò che do•
vrebbe costituire, a buon diritto, lavoro per le nostre sartorie e l'esteso collocamento di stoffe, foderami, guarnì•
zioni ed altri accessori e di un grande numero di confezioni medie e correnti (e perciò lavoro sottratto alle nostre
C:ase confezioniste e alle nostre fabbriche) dicono infatti
quale campo di sfruttamento trova ancora l'industria straniera nel nostro paese.
UN PICCOLO GRUPPO DI PADRETERNI
SPADRONEGGIA IN ITAUA
Il Governo, che durante la guerra cons.-rvava la menta•
lità di pace, ora che la guerra di fatto è chiusa, non si
libera dalla mentalità bellica, e vuol far pesare addosso
al popolo quella u b ·udatura di guerra » che \Vilson proclamava compito urgentissimo togliere subito, e faceva
in realtà togliere di dosso ai suoi concittadini. Invece di
dare libe,tà alle industrie ...:..._ scrive. Luigi Einaudi nel Corriere della Sera - immagina monopolii che non ,a poi
come amministrare, e mentre esso a nulla provvede. impedisce provvedano i privati, sicchè tra qualche mese corriamo rischio di trovarci senza petrolio e col carbone inaf.
ferrabile, quasi come nel 1917 e nel 1918. Le intendenze
e le commissioni militari rimangono padrone del movimento ferroviario ; e mentre in certe stazioni centinaia
di carri aspettano, come ai tempo delle progettate e possibili offensive sull'Isonzo e sugli Altipiani, il momento
di servire ai lini della guerra, che è finita, migliaia di
tonnellate di merci ma:ciscono lungo le calate dei porti
e il servizio dei viaggiatori e delle merci solleva le re·
criminazioni generali.
Tutto ciò accade perchè a Roma spadroneggia un piccolo gruppo di padreterni, i quali si sono persuasi, in•
sieme con qualche ministro, di avere la sapienza infusa nel vasto cervello. Poco sanno, e ignorano in ispecial
modo la verità fondamentale: che ognuno di noi deve
confessarsi ignorante di fronte al più umile produttore,
il quale rischia lavoro e risparmio nelle sue intraprese. Bi8:)gna licenziare questi padreterni orgogliosi, i quali sono
persuasi di aver il dono divino di guidare i popoli nel
procacciarsi il pane quotidiano. Troppo a lungo li abbia•
mo sopportati. 1 professori r itornino ad insegnare, i con•
siglieri di Staio, ai loro pareri; i militari ai reggimenti, e.
se passano i limiti d'età, si piglino il meritato riposo; gli
121
LE I . I. I . =======-==========-- - - - - - - = - = - = = - = - - = = = =
avvocati non si impiccino di fare miscele di caffè o di esposte da un rapporto del nostro R. Console di lnnsbruck,
comprBJ" pelli o tonni. Ognuno ritorni al suo mestiere. Si e pubblicate dall'Esportazione.
sciolgano commissioni; si disfino commissanati e Ministeri.
Produzione dei bozzoli nel 1914. - Il prodotto dei bozNessun decreto luogotenenziale sia prorogato oltre il termi- zoli nel 1914 fu di chilogrammi 1.646.270 ottenuti con
ne prefisso. aicchè un po• alla voha tutta questa vermi naia 21.948 oncie (di 33 gr. ciascuna) coltivate, corrispondenti
fastidiosa sia spazzata via. Coloro che lavorano sono stan- ad una produzione media di kg. 75 per oncia.
chi di essere comandati dagli scribacchiatori di carie d"ar•
Quantitativo dei bozzoli stufati e filati localmente ed echivio. Industriali cd operai sono capaci di intendersi tra sportali. - Si calcola che il 40 per cento dei bozzoli
di loro e si sono intesi anche di recente, come si fa tra prodotti nel T rentino sia etato acquistalo dalla filatura logente che lolla e rischia. Ma nessuno si sente più, ora cale; il rimanente 60 per ,ento viene acquistato ed esporta•
che il nemico è vinto, di sottostare a chi è superiore ad to in Italia quasi tutto allo stato secco al termin-, del
esso soltanto per orgoglio e incompentenza.
periodo dell"ammasso.
Quantitativo dei bozzoli che trovansi nei magazzini lo-
LA BARDATURA DI GUERRA
DELLE INDUSTRIE ITALIANE
Le industrie italiane. malgrado le promesse che proprio
Nitti ha fatto andandosene, vivono ancora sollo la pesante bardatura di guerra. La bardatura di guerra comprende tutto quel g roviglio di disposizioni, di limitazioni,
di sospensioni delle libertà economiche che ammazzano
qualunque sano organismo.
Il Governo ital iano vuol lare una " politica di miseria •.
Il Governo italiano - scrive l'ing. A. Giarratana nel Popolo d'Italia - ha paura che l'industria italiana guadagni,
ha pa ura che il commerciante italiano guadagni, e tenta
di inaridire le fonti del benessere individuale e sociale.
L'esperienza di guerra durante la quale abbiamo visto
1.he l'alto guadagno dell"industriale crea il profitto da colpire. non solo. ma crea anche I"alto ,alar io per l" operaio,
non è servita a niente per il Governo.
Ora che l'industria chiede, non più allo Stato. ma al
mondo. la sua vita. lo Staio nega queata possibilità di ricostruzione dell'economia nostrana.
Il Governo araffa per conto suo coi monopolii, e lascia
strillare.
Raddoppia le tariffe postali e ferroviarie senza migliorare, anzi lasciando peggiorare i servizi. e lascia strillare.
R iba,sa di due terzi i calmieri dei metalli. facendo così
sparire i metalli, e crede di aver fatto un bel gesto.
Ritarda per mesi e mesi dei pagamenti, e poi deve obbligatoriamente pagarli sotto le più dure minaccie, e cosl
c rede di guadagnare in autorità.
Paga le giornate ai disoccupati e fa mancare materie
e denari a chi potreb be lavorare. e crede così di trovare
convenienza
T utto ciò in un momento che presenta per sè stes,o le
massime difficoltà.
Ora noi potremmo capire il sospetto, il dubbio. l'esitazione del Governo, se si chiedessero dei p r ivilegi, delle
sovvenzioni, se insomma si chiedesse al Gov.-rno qualche cosa del suo. ma gli industriali non vogliono questo.
Vogliono poter disporre delle cose di loro proprietà. dei
loro interessi, nel limite di un grande interesse comune.
Sono stufi di aspettare il verbo di R oma, di implorare
i padri eterni di Roma. di perder tempo per i ministeri.
di porre ogni loro energia alla discrezione di quattro burocratici. i quali non sono nemmeno funzionari. perchè
non funzionano affatto.
A Bergamo questi industriali hanno parlato chiaro.
Altre occasioni si presentano. e ci sarà tulio da guadagnare ad affre ttarle
L'INDUSTRIA SERICA NEL TRENTINO
Le notizie sulrindustria serica del Trentino. riguardanti l'anno 1914, l"ultimo in cui i trentini ebbero la possibilità di lavorare, sono di buon augurio per le notizie
122
cali, sia in attesa di •-Pedizione, sia per filali nella regione ,
ed in tal caso, come e quando verranno filati, e dove,
per solito, i prodotti della filatura vengono esportali. I bozzoli acquistati per l'esportazione furono già spediti
a destinazione nella quasi totalità; quelli giacenti presso
i .filandieri non basteranno p robabilmente ali' esercizio delle filande .fiho al giugno prossimo. ma si prevede una
chiusura anticipata degli stabilimenti per i bisogni del1'aglicoltura. Allualmentc havvi un solo lotto di bozzoli disponibile per la vendita, cd è l'ammasso sociale d ella Secietà produttori di bozzoli del T onale (Giudicarie) di circa.
kg. 10.000 a pe30 fresco.
Attività delle filande. - Delle olio filande esistenti in
paese. sei lavorano ancora. per buona parte. però con
personale alquanto ridotto per le necessità dei lavori a•
gricoli. a cui le donne devono dedicarsi più che in pastaio per la mancanza di mano d'opera maschile Le otto
filande esistenti hanno un totale di 600 bacinelle; le due
filande attualmente ferme hanno 122 bacinelle; m a di
queste due filande una lavora ordinariamen te solo nella
stagione di estate, l' a ltTa invece ha sospeso il lavoro solo
quest'anno e preciaamente dalle feste di Natale; quest'uhima filanda appartiene alla dilla L. Paycn e C. di
Lione.
LIBERIAMO LA INDUSTRIA DEL LATTE
DALLA PRIGIONIA BUROCRATICA I
Nel Sole .del 20 febbraio è apparsa una intervista col
rag. Pietro Valenti. segretario generale fra gli industriali
e commercianti del latte.
La conversazione è stata notevole. Il rag. Valenti ha.
propugnato, e confortato di notevoli argomenti. il ritorno
al regime del libero mercato.
• È una necessità per il Paese ha detto . - Libero
vuol essere il mercato n elle importazioni imperocchè l'Italia - già grande produttrice ed esportatrice di latticini ora si trova a non averne abbastanza per il consumo interno ed accoglie con evidente premura i formaggi sudamericani che soddisfano le esigenze dei consumatori dalle
borse modeste. L ibero vuol essere il mercato per le esporta•
zioni onde i prodotti nostri nazionali più apprezzati e
perciò pervenuti a prezzi altissimi. possano andare ali' estero serbandovi il posto che vi avevano antiguerra, riconquistandovelo prima che sia scordata la corrente d'affarr
turbata o impedita in questi trascorsi quallr'anni di guerra.
Ne guadagneremo nei cambi. che infrenati a stento a furia.
di espedienti attendono tuttora attenuazioni da una maggior affluenza di divisa estera in correlazione alle nostre
esportazioni, ridotte ora a cifre meschinissime. Ne guadagnerà il prestigio nazionale che all"epoca in cui viviamo si
deve affermare sopratutto con !"incremento della p roduzione. con una b enintesa espansione e penetrazione commerciale. che deve preparare sQocchi alla eventuale superproduzione avvenire.
= ==
=
= = = = === = =
RASSEGNA
DEL MOVIMENTO
GL'IMPI AN TI NUOVI E GL'IMPIANTI VECCHI
NELLE FORNITURE ELETTRICH E.
Noi ci troviamo ora davanti a un fatto del quale non
sappiamo valutare l'importanza, ma che avrà una forte
ripercussione sul mercato detr energia elettrica, e cioè al
fatto del maggior costo degli impianti nuovi in confronto
dei vecchi. Per di più, gli impianti nuovi non si trovano
alle identiche condi:z.ioni tecnico-economiche ; gli uni possono essere relativamente facili e redditizi, gli altri difficili .
e perciò meno convenienti. E così avviene che, mentre
l'interesse generale è uguale per tutti. i'interesse privato
tende a distanziarli. 11 differirli. e in qualche caso a non
fa rli addirittura.
La cosa s'aggrava ora - scrive l'Italia Elettrica - per il
passaggio degli impianti allo Stato dopo cinquant'anni. il
qual tempo costituisce un termine comune di estinzione
della proprietà per impianti che non hanno niente di comune, per i quali, anzi, l'ammortamento ha funzione inversa del reddito.
Si impone così non un semplice premio, che lascia la
grande questione impregiudicata. ma !"applicazione di una
vera sovvenzione. la quale : a) parifica tutti gli impianti
agli effetli economici della costruzione. b) distrugge la differenza fra gli impianti n uovi e i vecchi a vantaggio di
tutti gli utenti. e) non fa gravare sugli utenti degli impianti
finanziariamente gravosi il peso del maggior costo che l'industria elettrica non potrebbe altrimenti ripagarsi.
Questo il nostro concetto, che ci pare dovrebbe trovare
adesione, e che ci spiace di non aver formulato in sede di
discussione nella Commissione del dopoguerra, perchè
potesse trovare subito un voto da mettersi fra quelli che
si riferivano ai provvediment~ urgenti.
LA NUOVA FRUTTUOSISSIMA INDUSTRIA
DELLA DISTILLAZIONE DEL LEGNO.
L 'industria della distillazione del legno non ha trovato
da noi, per il passato. persone intraprendenti. capaci di
afferrarne l'alta importanza e di farla assurgere ad azienda
di carattere n azionale.
Infatti. prima della guerra la nostra produzione di carbone di legna oscillava intorno a 500.000 tonn ellate . ma
poich è questa quantità non bastava ai nostri consumi. ne
importavamo anche 79.000 tonnellate per un valore di 7
milioni d i lire.
•
·
La nostra produzione. ottenuta col metodo delle carbonaie che dà una resa di carbone del 18%, proveniva da
2 milioni e 800.000 tonnellate di legna; orl:ene, se questa
fosse stata carbonizzata col metodo del!a distillazione, che
produce oltre il 25 % di carbone, se ne sarebbero ottenute 700.000 tonnellate, ossia, non solo tale quantità di
carbone sarebbe bastata al nostro biso~no copren do i 7
milioni dell'importazione. ma ne sarebbero sopravenzate
121.000 t onnellate (il che non è poco per una nazione che
è tanto scarsa di combu•tibili), per un valore di circa 11
milioni di lire. Conclude ndo, se la distillazione fosse applicata a tutta la legna che noi abbattiamo normalmente
per farne carbone. invece di adoperare il processo delle
carbonaie. •i avrebbe una produzione di carbone in piìz
per un valore di /8 milioni di lire, che potrebbero già d a re
di per sè solo un buon margine di guada11no agl'industriali.
Abbiamo oreao intenzionalmente, per il calcolo - scrive
il Monitore Tecnico - la p roduzione ed i prezzi dell' ante
guerra. ma se volessimo ripeterlo sostitu endovi i valori attuali. tenendo conto anche che la produzione del carbone
di legna deve essere O(!'gi per lo meno raddoppiata. si
troverebbero delle cifre impressionanti.
INDUSTRIALE lTA LIANO
D unque, l'industria della distillazione della legna sarebbe rimunerativa anche se si gettassero via i suoi sottoprodotti; possiamo però prevedere che essa sarà oltremodo
prospera se ol calcolo di cui 9opra si aggiungono i valori
dei p rodotti di ricupero.
Per ferm arci alle t re sostanze grezze p rincipali, che ci
fornisce una pTima lavorazione grossolana, avremo i seguenti resultati :
Distillando 2.800.000 tonnellate di legna alr anno, •i otterrebbero:
tonn. 252.000 d i catrame
•
182.000 di acetato di calcio grigio
»
44.800 di alcool metilico;
a,•egnando loro i seguenti prezzi per tonnellata: L. 300
per il caname. L. 250 per l'acetato. L. 600 per il metilene.
si ottengono rispetliva.-nente i seguenti valori :
Catrame
L. 17.600.000
Acetato di calcio• 45.500.000
Alcool metilico , 26.880.000
Totale L. 147.9c0.000
E se a questa cifra aggiungiamo i 18 milioni per le
200.000 tonnellate di carbone prodotto in più. r:iggiungia•
mo la somma di 166 milioni, che, oltre ad indicare quale
sorgente di guadagno sarebbe per gl'industriali intraprendere una tale azienda, dimostra altreaì il valore dei prodotti che. annualmente disperdiamo nell'aria per ostinarci
a seguire un procedimento che era 90l0 concepibile qt:ando
non si conoscevano i precessi razionali di distillazione
con ricupero dei sottoprodotti.
L A TNDUSTRIA DEGLI AGHI
E L'ATTEGGI AMENTO AMERICANO E INGLESE.
È fuori dubbio che in certe materie i tedeschi si erano
specializzati in modo da creare quasi dei monopoli. Così.
ad esempio, un articolo in apparenza insignificante. minuscolo e di piccolissimo prezzo come è l'ago. ma la cui neces•ità nessuno può mettere in dubbio. sembra - scrive
l'Economista - essere un prodotto privilegiato dell'industria tedesca. in quanto non si è peranco arrivati a fabbricare altrove un ago di eguale tempra e resistenza.
Gli aghi ch e si fabbricano negli Stati Uniti, si piegano
e spezzano con tanta facilità, come riferisce The Monitor
di New York. che nelle confezioni di mutande e biancheria, gli industriali hanno ritenuto neceasario l'uso dell'articolo tedesco.
A tale uopo la « National Association of Hosiery anà
Underwear manufactures • insiste presso il Governo affinchè non venga ostacolata l'importazione di dieci milioni di aghi tedesch i giacenti in Norvegia.
Tratlan do9i di un p rodotto nemico, l'Asocia zione giustifica la sua richiesta dal punto di vista patriottico. affermando che non si p uò produrre agevolmente tutta l'enorme
quantità di indumenti contrattati dal Governo per l'e•ercito. stante la mancanza degli aghi in questione, nè d'altro
canto. l'industria americana è ancora riuscita a supplire
il quantitativo di aghi domeatici di cui ne occorrono 200
mila al giorno.
In quanto alla preoccupazione che in questo affare l'oro
americano possa pa'JSare in mani tedesche, Associazione
avverte che gli incettatori norvegesi h a nno di già pagato
lo «stock • in loro possesso. per c ui è escluso che a lla Germania possa derivare un ulteriore utile dalroperazione
americana.
La decisione del Governo in una questione tanto delicata è attesa dagli interessati con la più vh·a imJ>azienza.
r
123
LE I . I . I .
================::::..;==-====-==============:::
Anch e in Inghilterra l'industria degli aghi per le macchine da cucire riveste carattere d'importanza nazionale.
In un recente rapporto presentato dal « Commerciai and
Industriai Policy Commillee • è detto: e li Comitato è d'avviso che questa industria avrà bisogno di qualche assistenza dopò la guerra. I fabbricanti chiedono il divieto
totale delle importazioni dei Paesi presentemente nemici,
per un periodo di cinque anni e successivamente una protezion:: mediante una speciale tariffa daziaria. Non si teme
la concorrenza da parte di altri Paesi, però si ammette che
la richiesta non potrà venire soddisfatta del tutto immediatamente dopo la guerra dall'industria britannica e il
disavanzo non potrà venire colmato da fonti diverse da
quelle tedesche. Inoltre l'importazione èalla Germania a
t raverso i Paesi neutrali non potrebbe venire impedita che
mediante l'esame scrupoloso di tutte le spedizioni. Pertan•
to il Comitato raccomanda che dopo la guerra venga imposto, per un periodo conveniente, un dazio, il cui ammontare dovrebbe venire fissa lo dopo avere inteso il parere
dell'autorità, su tutti gli aghi importati•·
UN'ERBACCIA CHE POTREBBE TRA S FORMARSI
IN MATERIA PREZIOSA.
nale, l"Associazione fra le Società italiane per azioni, in
Roma - alla quale partecipano le più importanti industrie
italiane con un capitale versato di 5 miliardi di lire - in
armonia con le deliberazioni prese dalle sue Consociale
in due adunanze tenute nello scorso dicembre, ha testè
presentato ai ministri competenti un memoriale, dove si
afferma le necessità che in quella Conferenza siano ascoltate le voci genuine dei bisogni e delle aspirazioni delle
nostre industrie.
E come l'America , l'Inghilterra e la Francia già provvedono perchè le prossime con ferenze interalleate non
siano private dell'opera dei competenti nelle rispettive loro
iudustrie, cosl quell'Associazione. propone che il nostro
Governo deleghi, da parie sua, persone pure esperte nell'industria e capaci di fornire immediatamente dati, notizie e suggerimenti in sostegno degli interessi del Paese.
D'altra parie essa, mentre riafferma questo legittimo
voto, ha già costituito - scrive il Corriere Economico h seguente Commissione di competenti, con l'incarico di
studiare i più importanti problemi economici di pace e
di sottoporre a tutta la delegazione italian!l gli elementi
indispensabili per una idonea soluzione di essi:
Feriaris comm. Dante. presidente dcli' Associazione;
Volpi gr. cr. Giuseppe e P:.,rodi avv. Luigi, membri della
Giunta direttiva; Agnelli cav. Giovanni. per la industria
automobilistica; Allievi comm. Lorenzo, per l' industria
elettrica; Fenoglio gr. uff. Pietro e Pogliani comm. Angelo, per gli Istituti di c redito; Luzzatto ing. Arturo, per
l'industria siderurgica; P errone comm. Pio. per l'industria
navale; Pirelli doti. Alberto. per l'Ufficio studi; Quartieri
comm. Ferdinando. per l'indusllia chimica; Silvestri commendator Giovanni, per l'industria meccanica; T argetti
comm. Raimondo, per l'industria laniera; Tarlarini commendator Carlo, per l'industria cotoniera; Olivetti commendator Gino, per le questioni operaie.
Una pianta comunissima in Italia, dove è poco o
punto utilizzata e che da erbaccia potrebbe trasformarsi
in pregevole materia prima, è il porrazw (A:phodelu• ramosus) proposto specialmente per la fabbricazione dell'alcool dal Panlanelli (Staz. sper. agr. i tal.) e dal Monaco
(AnnaH d'Ingegneria e d'Architettura). La fabbricazione
dell'alcool di porrazzo fu iniziala verso il 1650 e più volte
tentala nell'Algeria, in Francia, in Italia, nella Spagna,
in Grecia, senza però mai riuscire un'industria duratura.
I tuberi del porrazzo non contengono amido. ma sono riechi di zuccheri e di una sostanza mucilagginosa saccarificabile: la resa totale in zucchero oscilla fra il 14 ';(, in
dicembre e il 22 % in agosto ed è massima all'epoca della,
fioritura. da maggio a giugno. I tuberi più ricchi sono
PER LA DIFFUSIONE DEL LIBRO ITALIANO
quelli di un anno: bisogna lavorarli appena raccolti, perALL'ESTERO.
chè durante la conservazione perdono zucchero. Da 100
Alfredo Panzini scrive un articolo nella Rass;gna I lachilogrammi di tuberi freschi si otengono 6 kg. di alcool.
liana per la diffusione ciel libro italiano ali' estero. e dice
come rendimento in fabbrica si potrà contare sul 7 % in fra l'altro:
peso ossia 6 % in volume. Il porrazzo è facjlmente coltie Noi abbiamo scrupolo di parere retrogradi se divabile; attualmente però conviene sfrutta.e l'enorme quanfendiamo il r-articolare nostro linguaggio, cioè l'italiano;
tità che vegeta spontaneamente.
e quindi, la rivisto italiana.
L'in11. Monaco ha ricordato - scrive l'Agricoltura Ita• Questi veicoli del nostro pensiero hanno bisogno di
liana illustrala - che i tentativi per sviluppare l'industria
essere seriamente esaminati. Devono avere qualche difetto
dcli' alcool fallirono principalmente in cou•a della difficoltà
locomotorio, se arrivano appena alle nostre frontiere, le
di liberare (coi metodi di una volto) l'alcool dal suo catquali rimangono frontiere per quanto ampliate dalla fortut ivo gusto e dell'insufficinenza dei vecchi metodi di ferhala guerra. Noi abbiamo bisogno di oltrepassare le fronmentazione. Il porrazzo può dare un raccolto di 20.000 kg.
tiere : noi abbiamo bisogno d i portare le armi pacifiche e
ad ha, di tuberi. che con una resa anche solo del 6 %
b::nefiche del nostro pensiero al di là dei confini della padarebbe 12 hl. di alcool. L 'alcool di asfodelo è fabbricato
tria. È un imperialismo permesso ed onesto. tanto più che
di contrabbando nel Leccese con metodo che non corriin questa competizione ogni violenza o gas asfissiante è
.sponde a quello adoperato nelle fabbriche regolari. Sicinutile. Si vince con le sole armi leali.
come la composizione chimica del tubero di asfodelo è
e Se l'Italia, per esempio, è staia ed è campo libero al
molto simile a quella del topinambur, è probabile che sia
commercio del libro francese, è perchè il libro francese si
applicabile al primo lo ~tesso sistema di distillazione che
è meritata questa vittoria.
si applica al secondo.
e Se noi vogliamo che i l libro, la rivista. il giornale
Il porrazzo può anche esseri' utilizzato per la fabbriitaHano possan penetrare all'estero, bisogna fare altrettancazione di pasta da ca!la, nonchè per l'alimentazione delto: bisogn21 che questa vittoria ce la conquistiamo noi. Sia
l'uomo e degli animali, oer l'estrazione di un'ottima colla.
pure in p.iccole, modestissime proporzioni.
per le sue proprietà medicinali, ecc.
e È molto comodo dire che il libro taliano va poco in
Francia perchè i francesi non studiano l'italiano, e igno•
LA TUTELA DeLLE INDI/STRIE /TA I TANE
rano il pensiero italiano.
ALLA CONFERENZA PER LA P ACE.
« Ma che Dio ci dia bene! Nell'amena letteratu ra, nella
Allo scopo di far valere nella Conferenza della pace gli produzione artistica in genere. l'Italia mi sembra - e non
interessi generali della produzione e dell'economia nazio- a me soltanto. - una specie di dipartimento francese. Le
124
- - - - - == ======
RASSEGNA
DEL MO V/MENTO INDUSTRIALE 1TALIANO
nostre novità artistiche vengono in arretrato come i cappellini e le mode di Parigi. Come si può pretendere che i
francesi fncciano acqujsto delle copie, quando essi posseggono gli originali? La nostra letteratura scientifica pare fatte le debite eccezioni - una cattiva, involuta ed affrettata traduzione dal tedesco.
e I letterati vogliono scrivere bel/o: ai tecnici, scienziati,
non dirò, vogliono, ma non importa niente di scrivere
brullo. I primi non tengono conto che il bello non è la
decorazione, ma la struttura dell'organismo artistico che
c rea il bello; i secondi non considerano che il bello o il
brutto italiano (di cui essi altamente se ne strofinano),
porta con sè il grave inconveniente di non farsi leggere dal
pubblico. non specialista».
CLI OLEIFICI DI TRIESTE.
Fra le industrie importanti di Trieste occupano un posto
eminente le spremiture d'oli vegetali. Il problema della
conservazione e dello sviluppo dei nostri oleifici non interesaa soltanto la nostra città, rna è di somma impcrtanza
per l'e<:onomia dell'Italia. Nei tre maggiori stabilimenti di
spremitura di Trieste sono investiti ben dieci milioni di
!ire. Gli impianti perfetti, dotati di macchinario modernissimo occupavano stabilmente prima della guerra oltre mille
operai ed alle operazioni di scarico delle materie prime,
ai trasporti ed altri lavori accessori erano adibite parecchie
c entinaia di lavoratori. li commercio e la navigazione traevano pure dall'attività delle spremiture utili non tra,curabili.
Dalle statistiche del movimento commerciale di Trieste
risulta - scrive Giulio Morpurgo nell'ln/ormofore - che
la cifra media complessiva annuale dell'importazione di
semi oleosi prima della guerra corrispond~va & circa 700
mila quintali e precisamente :
Quintali
Semi di sesame
260.000
» arachide
158.000
»
palma e cocco
140.000
»
l;no
56.000
»
ravizzone:
25.000
,. d'altra specie
10.000
Ad eccezione del cocco e di parte del seme di ravizzone
riesportati per ferrovia qua~i tutte le quantità d' semi suaccennate venivano lavorate dalle nostre spremiture.
L'industria degli oli alimentari a Trieste ebbe origine
nel 1892 con l'abolizione del porto franco. Il grande sviluppo di questa industria è dovuto in prima linea all'esenzione del dazio sulla materia prima importata ed alla tutela dell'olio prodotto con dazio d'importazione. che per gli
oli alimentari di semi si aggiravano dalle 15 alle 40 Corone
per 100 chilogrammi. Prima del 1892 nell'Au,tria-Ungheria
non esi11tevano spremiture d'oli vegetali e furono le condizfoni favorevoli ora accenale ad indurre gl'industriali di
Marsiglia cd erigere entro il territorio do11anale austriaco
d elle spremiture per la produzione d'oli di semi.
,.
,.
,.
,.
.. .
È NECESSARIO VIGILARE
LE JNDUSTRIE CHIMICHE IN GERMANIA
Non bisognerebbe illudersi - scrive la Pers,weron::o
su una diminuita potenzialità produttiva della Germania,
almeno per quanto riguarda il futuro non immediato. L'ex
Governo imperiale aveva facilitalo, del resto, in lutti i
modi , la sua industria favorita, quella chimica, affidandovi le massime speranze per la risurrezione economica e
la sistemazione monetaria del Paese dopo una eventuale
• pace bianca»: e se cento milioni all'incirca erano stati
perduti nei mercati dell'Intesa - (per crediti inesigibili,
merci sequestrate, brevetti annullati. ecc.) - si sperava
di r icuperarli aumentando e perfezionando tanto la produzione, da offrire ai consumatori mondiali degli indiscutibili vantaggi di qualità e di prezzo. È molto probablie
che il piano sia riuscito, mercè l'aiuto del Governo, la
collaborazione degli scienziati e sopratutto mediante la fusione delle società industriali. Tale fusione ebbe due risultati : un aumento di capitale con relativo consolidamento del credito goduto nel paese, e la messa in comune delle esperienze. volute o casuali. eseguite nelle singole officine. Ogni società restava libera di decidere il suo ordinamento tecnico e amminis trativo interno, il genere e il
metodo di lavorazione, le paghe agli operai, e, entro certi
limiti, la quota dei dividendi: anzi, per mantenere vivo
lo stimolo reciproco, venne stabilito che ogni prodotto doveva essere fabbricato da almeno due ditte diverse. Solo
i risultati di migliorie o perfezionamenti, nella tecnica, nel
macchinario, nelle scoperte scientifiche, dovevano essere
comunicati a tulle le officine associate: il maggior utile
globale. valutato medfante il confronto con gli utili globali degli anni precedenti, veniva spartito in proporzione ai
capitali.
L'aumento di questi ultimi avvenne di colpo assieme
alla costituzione del Sinda cato, pur esso per 50 anni, e
durante il 1916, i 150 milioni primitivi si elevarono a 389.
con la pa1tecipazione , oltre che delle industrie chimiche,
anche dell'Elefttron Criesheim, una Società fornitrice di
energia elettrica, i cui legami con le industrie chimiche
erano già intimi prima. A parte quest'ultimo contributo.
che portò inevitabilmente qualche variazione, si cercò di
mantenere nelle quote formanti i 389 milioni, la stessa proporzione di quelle formanti i 150, quando vennero gettate
le basi del Sindacato ; solo per dopo IO anni {nel 1927) si
prevedono leggeri mutamenti a favore delle maggiori Società.
PER L'ESPANSIONE ITALIANA IN CINA
Il Sole sè intmttenuto a lungo col signor Attilio Riggio.
che ha passato un ventennio in Cina, dove ha coperto la
carica di vice-presidente di quella Camera di Commercio
italiana.
,
- Ho scelto questo momento - ha detto il signor Riggio, - per rimpatriare, perchè ritengo che il nostro paese
non attraverserà mai un periodo più opportuno per alfcrmarsi su quei mercati. Sono ritornalo p e r iniziare un lavoro di prepMazione sollecita. per facilitare gli scambi comm e rciali fra i due paesi.
È inutile che io ripeta tutto quanto sè detto e scritto su
l'import.a nza di quel mercato, l'indispensabile è di agire
subito. Incomincino i nostri industriali a provvedersi delle materie prime di cui hanno bisogno, e che possono trovare su quei mercati, come, metalli, minerali, gomma, uniihie e corna in ge,1ere, cotoni sodi, ca,.:ami di colone.
lane, pelo di cammello, setole, fibre dive1se, sego vegetale. sego animale, olii e semi oleosi, albumina, derivati
d "uovo, ecc.
Si pos~ono. invece, espo lare in quei paesi, oltre a\la
maggior parte dei nostri prodotti manufatti : acque minerali, vini da pasto, da tavola e spumanti, formaggi, burro, conserve ed agrumi.
Dei nostri manufotti, moltissjmi dovrebbero far conrorren7a alla produzione es te. a. molto più se sapremo
specializ:z,nci producendo i tipi richiesti da quel mercato. Prese ntemente si importano in Cina, sia dall'Europa che dall'America del Nord: automobili. biciclette. ventilatori, macchinario in genere. tessuti di cotone e di lana.
126
LE/. / . /. - - - - - - - - - - - - - - - - - - =
==~================
I cantieri navali e gli stabilimenti industriali sazanno anmaglierie. velreric, lavori in pelle. bottoni, carta, colori,
medicinali, Eaponi e profumerie, e tanti altri articoli che che congiunti alla rete ferroviaria di Stato mediante apposarebbe troppo lungo enumerare qui.
sito allacciamento.
Lo Stato ha esteso a questa concessione i benefici fi.
scali delle leggi per Napoli ed altre facilitazioni tributarie
IL NOSTRO PRODOTTO MIGLIORE t L'UOMO:
ed economiche.
METTIAMOLO IN VALORE
L'importo delle opere marittime delravamporto, canaPer levarci di dosso la miseria di questa mano d'opera - che è sempre preferita dovunque alla mano d"ope- le navigabile e Lago di Averno supereranno i cinquanta
ra indigena - la quale nelle estreme regioni del mondo milioni, e lo Stato concorre per lire 22.500.000.
Il Concessionario ha l'obbligo di ultimare i lavori entro
non porta segni di dignità e ne•sun sentimento d"orgo·
glio. ma porta le qualità sane e profonde della razza, che sei anni.
sono laboriosità indefessa e sobrietà, bisogna organizzare
PENSIAMO ALL'INDUSTRIA DELLA PESCA
la nostra emigrazione. Per arrivare a questo, scrive l'ing.
A. Giarratana nella Prouincia di Brescia, bisogna prima che
L' in.fostria della pe3c11, già assai fiorente in Francia. seble imprese costruttrici si organizzino sul piede della v.era e Ì:>ene esercit<1ta un poco con metodi antiquati, fu testè oggetto di speciale interesse di quel Governo, il quale ha
grande industria.
Se queste industrie funzioneranno bene e potranno di- fatto recentemente approvare dalla Camera una spesa di
sporre della mano d'opera organizzata. un primo • passo 200 milioni di franchi. onde incoraggiarne lo sviluppo. Di
sarà da compiersi nella conquista dei lavori pubblici in tut- essi 70 sono destinati al naviglio peschereccio, SO ai porti
da pesca. e 70 ai frigoriferi. vagoni e impianti speciali
to il mondo.
I muratori italiani si son spinti alla spicciolata dovun- per la conservazione cd il trasporto del pesce.
Con queste somme saranno anzitutto creali tic nuovi
que in Europa, e sono arrivati fin sollo le mura di BerUno,
comportandosi meglio di tutti i berlinesi che entravano nel- • porti da pesca», a Boulogne-e.-M .. a Lorient cd alla
Rochelle, con tutti gli accessori occorrenti per la costru.ziole nostre officine.
Questa emigrazion~ spicciola deve essere abolita. Oc- ne. riparazione e ormeggio delle navi peschereccie.
Saranno costrutte navi a vapore e a vela, ma con mocorrono contratti di lavoro per tutti gli emigranti italiani.
Noi siamo stati lino ad oggi i cinesi dell"Europa. Bi- tore. col relativo corredo di rimorchiatori e di navi frisogna diventare giapponesi. La nostra meraviglioea razza gorifere, per portare rapidamente il pesce dai • banchi
- come ha riconosciuto il russo Novicow - supera in vi- di pesca» ai po1ti. Queste navi saranno cedute dallo Sta•
talità e potenza di espansione tutte le razze europee. Lo to. con rimborso rateale a lunga scadenza. ad armatori o a
scrittore inglese Bolton King additava all'ammirazione uni- cooperative di pescatori.
Saranno po, impiantati piccoli frigoriferi in varii porti
versale ciò che in tutti i paesi gli italiani hanno fatto per
costruire la terra, come dclinl il Cattaneo tutto il lavoro per da pesca, o ltre a Bouli,gne-sur-mer ed alla Rochelle. due
redimere e sistemare le lande, le paludi, le patuzzate. le grandi frigoriferi a Lorient e a Saint Pierre de Miquelon,
per conservare frese:, il pesce pescato sai e banchi » del
pietraie improduttive del mondo.
La guerra ci ha messi in valore di fronte al mondo. Bi- Finistcrre e di Terra nova e che ora si uea disseccarlo o
sogna ora studiarci di sfruttare la felice nostra posizione. salarlo. Tutti i frigoriferi eamnno collegati con la ferrovia
Prima di fare dei commerci con manufatti che non abbia- e dotati del nece~ario corredo di vagoni frigoriferi p er
mo, p rima di fare della concorrenza industriale con pro- portare i pesci ai centri di consumo.
Infine un e Ufficio tecnico della pesca» dotato di labodotti che non abbiamo, bisogna sfruttare, all'estero, il no1atorii e di navi specialmente atte per le ricerchie ittiolostro prodotto migliore: !"uomo. l'emigrante.
11;iche. provvederà a fornire ai pescatori od alle cooperative
le notizie di cui possono aver bisogno per sviluppare l'inLE GRANDI OPERE DEL MEZZOGIORNO
dustria peschereccia.
PEL DOPO GUERRA
Quel che ora fa la Francia. oltre quel eh.- han fatto su
Lo Stato ha concesso al Gr. uff. Carlo Enrictti la coscala anche maggiore le nazioni del nord dell"Europa e
struzione ed esercizio per anni sessanta del • Porto e Cadcli' America. dovrebbe essere di guida pc) da farsi in
nale navigabile Baia-Averno».
Italia, dove pur troppo l'industria della pesca fu molto
Il porto .di Baia-Averno è costituito da due moli con uno
trascurata e potrebbe invece contribuire ali' alimentazione
specchio acqueo di oltre 300.000 mq. e di un canale nae ricchezza del paese.
vigabile (con 2 Km. di banchine). lungo m. 1000, largo
m. 50 e con fondali a ·m. IO. ESBo sarà il porto ausiIL TUNGSTENO E L'ACCIAIO RAPIDO
liario del porto di Napoli.
PER L 'INDUSTRIA ITALIANA
Lo Stato ha concesso inoltre per anni novanta !"uso
Uno dei costituenti principali dell'acciaio rapido al
del Lago di Averno e di tutti i terreni circostanti, su cui
verranno ad impiantarsi vasti cantieri. tra i quali otto gran- tunasteno è il Tungsteno metallico, introdotto nelle leghe
di scali da costruzione. di m. 200 di lunghezza media di acciaio sotto forma di polvere metallica di tungsteno
ognuno. e stabilimenti metallurgici, navali e industriali. e sotto la forma di ferro-tungsteno. Esso vi partecipa.
Il La~o di Averno. che t arà congiunto col mare me• salvo eccezioni. lino al 20 %. a seconda delle proporzioni
diante il canale navigabile. ha una circonferenza ovale di adottate dal fabbricante o dalla presenza di altri costicirca 3 chilometri. con una profondità di 30 m. e con tuenti. quali il cromo, il vanadio. ecc.
Malgrado in Italia siano stati trovati dei giacimenti di
terreni pianeggianti circostanti di una superficie di mq.
600.000. In essi verranno costruite nuove banchine perime- minerale di tunl!'steno. l'industr ia itali1\na dell'acciaio ratrali per l'accosto dei piroscafi e per le operazioni di pido. rome quella dei filamenti per le lampadine elettri•
che. è dipendente dall'estero, per quanto riguarda la forimbarco e sbarco.
A ponente dell'avamporto e del canale navigabile si nitura della polvere metallica di tungsteno, del ferro-tungcreerà una vasta zona di oltre 3.000.000 di mq. per qualsiasi steno. o dei tungstati alcalini.
Prima della guerra la Germania aveva il primato della
impianto industriale.
1'5
===========
RASSEGNA
DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
produzione in questo ramo, e forniva la polvere metallica
ed il ferro-h:ngsteno, come pure i tungstati alcalini a
tutti i produttori europei ed amer icani. Il minera le necessario a questa industria faceva capo ad Amburgo, malgrado fosse proveniente in massima parte dalle Colonie e
Dominii britannici.
La Gran Bretagna ha ereditato questo monopolio dalla
Germania, ed ha tratto, durante la guerra, tutto il minerale
c he ha potuto accaparrare per le aue industrie, tanto dai
suoi possedimenti, quanto dalla Spagna, Portogallo, Bolivia, Perù, ecc., onde sopperire ai bisogni straordinarii
suoi e dei Governi alleali in acciaio rapido per le indu•trie meccaniche.
La Gran Bretagna intende riservarsi il primato in questa industria, basandosi sulle possibilità di estrazione del
minerale dalle sue colonie e dominii, ed il Comitato di Ricostruzione delle industrie (Commitlee of Commerciai and
l nduslYial Policy) escogita un mezzo per mantenersi la
preferenza in queste materie prime. Il Comitato dei costruttori meccanici ha raccomandato al Governo una lassa
di eeportazione equivalente, alla pari, a Lit. 631 per tonnellata ed altre misure tendenti a non lasciare uscire il min erale se non nel caso che non sia richiesto dagli industriali britannici o dal Governo stesso. Inoltre raccomanda misure che impediscano l'acquisizione, ipoteca, o n egoziati sulle miniere e sul minerale.
Viene poi raccomandato di sussidiare le officine sorte
durante la guerra in questo ramo, in proporzione delle
spese fatte per gli impianti di nuovo macchinario, ecc.
Mentre i produttori sud-americani potrebbero fornire an•
che all'Italia a parità di prezzo. il minerale in concor·
renza con i fabbricanti degli Stati Uniti, milìtando con•
tTo l'Italia i forti noli, per un minerale contenente il 35 %
di materie di poco valore, mentre il prezzo del minerale
stesso non potrà non r itornare ad un valore normale, di
molto inferiore al valore attuale.
Quanto ai produttori della Spagna e del Portogallo, essi
hanno in parte già venduta la loro produzione ad agenti
britannici. e, favoriti anche dai noli convenienti, per va·
pori portanti regolarm"1te carboni. e la poca distanza.
sarà poco probabile che cedano il minerale ad altri.
L 'Italia dunque, dovrebbe procedere allo sviluppo dei
giacimenti già scoperti, e da uno d ei quali una Società
straniera, emanaziont: della Banca Morgan di Parigi, ha
ricavato qualche tonnellata di minerale, che ha esportato.
Dovrebbe fare serie ricerche in altri giacimenti. nei quali
sono stati fatti piccoli lavori superficiali.
Pur tenendo conto di quanto si è fatto in Germania, dove
esiste una letteratura abbastanza seria sull'argomento, e
delle adattazioni introdotte nell'industria dallo spirito pratico degli Americani, vi dovrebbe essere anche in Italia
del J')ooto per un processo che permetta di ottenere più
economicamente e più scientilicamente la polvere di tungsteno chimicamente pura, necessaria per le leghe di ac<.iaio rapido, come per l'industria minore dei filamenti
p er le lampadine elettriche.
LA GRAVE CRJSI NELL'INDUSTRIA DEL CEMENTO
E L'INAZIONE DEL GOVERNO
Ha avuto luogo in Roma una grande riunione fra i
produttori de l cemento di tutta Italia.
La riunione - scrive il So/e - fu determina ta dai problemi gravissimi, che interestano tutta la economia na·
z1onale. ma che pesano. in modo speciale, sopra l'industria del cemento : il problema del carbone e quello dei
ti asporti.
Infatti l'industria del cemento non può vivere senza il
carbone, che rappresenta elemento costituitivo del suo
prodollo. Furono fatti esperimenti ,li lavorazione mediante le ligniti migliori che sono prodotte nel territorio na•
x1onole: mo questi esperimenti diedero risultato completamente negativo. Per cui la lavorazione di tale prodotto
non può aver luogo, se non mediante il carbone.
Più p reoccupante uncora del problema del combustibile è quello dei trasporti. Nei depositi qualche non grande quantità di carbone ancora si trova. Le prospettive
per i prossimi mesi sono per discreti quantitativi in arrivo. Ma anche quando vi sono disponibili i carboni, difettano i trasporti : per cui l'industria rimane lo stesso paralizzata.
E il problema dei trasporti si ripercuote anche sul prodotto. Vi sono stabilimenti, che hanno r imanenze di cemento, le quali non possono essere tra, portate, anche in
piccola quantità. Per cui accade che i prezzi di vendita,
praticati ai consumatori nei grandi centri , siano esage-
ra tissimi, proibitivi per qualsiasi anche piccola costruzione.
mentre a poca dist:rnza gli stabilimenti di produzione
non domandano che di poter spedire.
li problema del cemento è problema di rinascita del
paese: e di questo il Governo deve aopralullo preoccuparsi. Infatti nelle terre invase e conquistate dal valore
delle armi italiane, noi abbiamo interi villaggi e cillà da
riedificare. ponti, viadotti da ricostruire. Nessun più lontano indizio finora di movimento edilizio è però segnalato
in quelle disgraziate regioni, che conobbero la furia della guerra, per il semplice fatto che manca il cemento e
la calce: le materie prime indfapensabili in ogni costruzione.
PER ASSICURARE IL FABBISOGNO DI CONCIMI
ALL'AGRICOLTURA NAZIONALE
E LA PROPOSTA D'UN MONOPOLIO
È. allo studio presso il ministero competente il progetto
di creazione di un ente il quale assicuri ali' agricoltura nazionab nelle migliori condizioni il fabbisogno di concimi,
utilizzando quanto più sarà possibile le risorse naziona1,. Si tratta della fondazione di un ufficio centrale dei
prodotti chimici, analogo a quello che esiste in Franc ia,
in Inghilterra e negli Stati Uniti.
Uno dei più eminenti ed esperti industriali del nostro
mercato - scrive intanto il Messaggero - è venuto ad
esporci le sue idee intorno ai monopolii. Egli pure non
si mostra molto convinto che l'esercizio dei monopolii pos•
~a fruttare allo Staio tulio quanto esso se ne ripromette.
Comunque, se qu:,lche monopolio dovrà farsi, io vor1ei ha aggiunto il nostro interlocutore - additarne
uno relativamente facile ed utile del puri allo Stato come
alla . industria nazionale, alla industria agricola. Voglio
dire il monopolio dei • concimi chimici». Ecco una materio vastamente consumata, ma che più vastamente dovrebbe e dovrà essere consumata : in modo che lo Stato,
insieme alla produzione e alla vendita, dovrebbe assumerne l' • apostolato-..
I c~ncimi chimici ai volgono alla terra, non interessano ness4na cla,se di consumatori. I concimi chimici sono
di importazione (fosfati\. e di creazione abbastanza re•
cente (azotati). e non si è venuta ancora creando intorno
ad essi una troppo vasta rete d'interessi e di intrighi.
l concimi chimici, per una ragione o l'altra. spesso non
rispondono allo scopo per cui furono fabbricati, o per·
chè mal fatti, o perchè troppo vecchi. L'agricoltore spend,. : non ottiene alcun risultato, e non sa perchè.
Infine, intorno al monopolio di concimi chimici lo Sta·
127
•
LE I . I . / . ==---=============--============-=--=====
to potrebbe creare. a mezzo delle ba.n che e delle casse
a grarie, tutto un sistema di lido e di credito che vanebbe a diffondere l' us::> e ad a umentare il reddito fiscale.
E le fabbriche attuali, nonchè poche altre eventualmente necessarie, satebbero facilmente esercitabiB dallo Stato. perchè ~on si tratta di produzione molto complicata e
costosa.
Noi giriamo al Ministero delle Finanze e al Direttore dei
n uovi monopolii queste proposta che ci pa~e di assa i pratica e vantaggiosa attuazione.
L A RJA TTJV AZIONE
DEI SERVI ZI A UTOMOBILISTICI IN /TA L/A
Le grandi case costruttrici certamente fra breve torneranno a p rodurre per l'industria privata, ma non bisogna credere - scrive L'Auto lndudriole, trattando del)' attivazione dei servizi a utomobilistici che presto si
potranno raggiungere i prezzi dell'avanti guerra. Nei piani
finanziari quindi, il capitolo acquisto vetture nuove continuerà a figura re per qualche tempo con cifre elevate, determinando la n ecessità di corrispondere alti sussidi chilometrici iniziali, con conseguente limitazione del numero
delle nuove c.onccssioni. D'altra parte. noi a vremo disponibili una grande quantità di vetture usa te e che •~anno
dismesse dall'esercito. Ad evitare ch'esse, buttale di colpo
sul mercato, fin iscano col c reare delle spec.ulazion.i a favore di privati incettatori, sarebbe opportuno che si creasse un consorzio di concessionari o d i aspiranti a concessioni, al quale consorzio il Ministero della Guerra, d'accordo con quello dei LL. PP., dovrebbe asse gna re. dietro corresponsione di u n giusto prezzo. una certa 4uantità di tali vetture con l'esplicita condizione eh• esse debbano adibirsi a servizi pubblici. Fra i richiedenti, in ordine di graduat9ria, dovrebbe darsi la pre~denza a quelli
cui fu a suo tempo ,equisito tutto o parte del materiale
rotabile ed a quelli che sono disposti ad impiantare, senza
a lcun sussidio. servizi nei territori già invasi ed annessi ora
all'Italia. Analogo procedimento potrebbe adottarsi p er le
vetture nuove in corso di lavorazione per conto dell' Amministrazione della guerra: mentre alle riparazioni delle
vetture usate il Consorzio potrebbe adibire un 'officina propria. Questo criterio che. a parte i d ettagli. risponde pienamente 111le proposte fatte con recente deliberazione della 23• Sezione della Com missione pel dopo guerra in
ordine alla utilizzazione generica del materiale bellico,
potrebbe segnare fra 1• altro l'inizio di una efficace collaborazione economica fra tutti i concessionari di linee automobilistiche.
GIACIMENTI DI RADIO IN 1TALIA
L'unico dei giacimenti di minerali d'uranio noti finora in
Italia, sopra il quale si possano legittimamente fondare
speranze per uno sfruttamento industriale è quello della
ca va di T ivolano presso Lurisia, frazione del comune di
Manforte d i Mondovì. nelle Alpi Ligur i. Quivi G. L incio
(<dell'autunite di Lurisia •. Atti R. Accademia scienze di
T orino, volume XLVIII) fin dal 1913 rese nota la presenza
di autunite. che d escrisse accuratamen te nelle sue proprietà
morfologiche e fisiche. dandone un'analisi chi mica e riportando anche il risultato di esperienze p reliminar i sop ra la
~ua radioattività.
Pvtendo dalle indicazioni del Lincio il quale, pur facendo accenno al modo di giacimento dell'autunite ed alla
sua probabile genesi, non si era neanche p osta la queslionc
della entità del giacimento stesso e del suo possibile sfruttamento, il tcn_ colonnello prof. A. P elloux cd io succes-
128
•
sivamen tc - scrive Federico Millosevich nella Miniera
abbiamo visita lo il giacimento, allo scopo appunto di riconoscere •e l'autunite si trovasse a Larissa in
quantità tale da consigliarne la ricerca ed, eventua lmente,
la coltivazione, trattandosi di un minerale di alto valore
commerciale e che ha svariale applicazioni.
La massa rocciosa nella parte più profonda della cava
che è ora dato di osservare è attraversata da una fitta rete
di vene o min uscoli liloncelli di autunite.
Lo spessore delle vene di autunite è di circa I mm. o
poco più e solo raramente sorpa,sano tali dimensioni per
raggiungere ; 3 al massimo i 4 mm.
È fuor di luogo qui u na descrizione delle proprietà cristallografiche, fisiche e chimiche del minerale: basti ricordare che Lincio nei cr istalli accuratamente selezionati per
l'analisi chimica ha determinato il 60.S7 \. di UO,, men tre per il materiale ottenuto con la semplice raschiatura si
può far sicuro assegnamento sopra un contenuto di circa
il 50 ";, di U, O •. Le determinazioni di radioattività eseguite dal p rof. P orlezza dell' Istituto chimico di Pisa hanno
dato e seguenti r isultati :
Materiale quasi puro {materiale di p rima qualità):
gr. l.04 x 10- 7 di radio per gr ammo di sostanza.
Materiale ottenuto con la raschiatura delle incrostazioni
dei lastroni di pietra:
gr 0.62 X 10-7 di radio per grammo di sostanza.
Cristalli accuratamente selezionati ed escnli da impurità
(determinazione di Madame Curie e del p rof. Porlezza:
gr. l,3x 10- 7 di radio per grammo di sostanza.
Il mater iale di Lurisia è dunque uno dei più adatti per
l'estrazione del p reziosissimo elemento, un grammo del
quale, se contenuto in sali di una certa purezza {da 90 a
95 % di cloruro o bramuro puro) costava alla fine del 1917
circa novecentomila lire.
Di fronte a un tale valore si impone, non direi l'opportunità o la convenienza, ma quasi la necessità di un sistematico lavoro di ricerca, inteso ad accertare la vera entità
del giacimento, cioè la continuazione o meno della minera lizzazione in profondità e per quale estensione. Intanto da
un punto di vista generale, e considerando la genesi di
questa mineralizzazione in relazione alla genesi di altre
consimili osservate in altri luoghi. vien fatto di pensare
alla probabile esistenza in profondità, al disotto cioè del
live!lo idrostatico, della urarutc (pechblenda).
Ma anche non tenendo conto della probabilità di trovare
della pechblenda, rimane sempre da contare sopra la verosimile continuazione della rete di vene mineralizzate per
aulunile nella massa rocciosa inesplorata e sopra il r itrova mento di qualche maggiore concentrazione di minerale in
qualche più ~ande soluzione di continuità di cs,a massa
in profondità.
Italiana -
PER UN'ESPOSIZIONE
ARTISTICO-INDUSTRI ALE 1TALIANA
li.NEW YORK
Si è costituito in i\'.,iano un Comitato promotore per la
prima esposizione Ar·;stica ed Industriale in New York
per far conoscere ai:-1, Slati Uniti d'America il notevole
sviluppo del!' operosità dell'Italia di quest'ultimo venticinquennio, ed il valNe e l'iniziativa sempre innata delle
nostre genti e dei nostri Centri Industr iali nel campo scientifico cd arlistico.
Coloro che aderiscano di far parte del Comitato promotore. si r ivolgano ~l'in iziatore comm. Cesare Blcngini.
via S. Maria, 19, Milano.
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
5. Per certi prodotti molto complessi, dove la riunione
I DANNI INDUSTRJAU DELLA GERMANIA
dei vari elementi o gruppi di elementi in un"unità com•
La produzione del ferro 1edesco che era di 35.941.585 pleta, rappresenta un lavoro assai lungo, e talvolta diffi-
tonnellate nel 1913, sarà ridotta per effetto della perdita
della produzione alsaziano-lorenese (tonn . 21.136.265) a
tono. 14.805.020. Quella di carbone era di tonn. 174.875.000,
da cui andrà detratta l'alsaziano-lorenese e della Sarre in
tonnellate 16.207.776. L'cspo.rtaiione dei prodotti mani.fatturati tedeschi era precipitata in queste cifre: acciaio fuso
tonnellate 7.822.911 delle quali 510 .000 tonnellate erano
date daU' Alsazia.J...orcna. Rotaie, sbarre ferroviarie 720.000
(la Lorena e l'Alsazia vi partecipavano per 692.000 tonn.).
Travi metalliche (poutrellee) 846.860 (Lorena e Sale 588.000).
Ferri mercantili 173.265 tonnellate (Lorena e Sale 1.097.000).
Macchine 468.648 tonnellate; (Lorena e Sale 309.000). La
Germania vendeva al mondo per 70 milioni di marchi an•
nu.i cli sali pOW1Sici; nel 1914 i giacimenti alsaziani ne avevano dati 12 milioni di marchi.
Pel rame la Germania era tributaria di 300.000 tonnellate annue degli Stati Uniti : il boicottaggio americano
lo ridurrà alle 58.000 tonnellate spagnuole, alle 38.000 del
Chili ed alle 27.000 del Perù. Ma il colpo più grave sarà
che gli stabilimenti tedeschi utilizzavano le 30.000 tonnellate di cotone delle loro colonie e si ottenevano circa mezzo
milione di tonnellate dalle colonie inglesi e dall"America.
Se le colonie non aarano restituite, e l'Inghilterra e l' A merica contincranno il boicottaggio, l'industria tessile ger•
manica può considerarsi in gravissimo pericolo.
U: CONDIZIONI IDEAU D'UNA FABBRICA
NAZIONALE
Le condizioni • ideali• per la fabbricazione di un og•
getto qualsiasi, semplice o complicato che sia, (intendiamo
come semplice qualsiasi articolo in un sol pezzo che viene
posto in vendHa, e utilizzato dai consumatori come un"u•
nità separata, senza l'aiuto di altri articoli affini collegati
al primo, per esempio: aghi, spilli, pennini; complessi
tutti gli altri articoli costituiti o scomponibili in due o più
elementi semplici indivisibili), dal punto di vista del minor costo di produzione, e massima quantità prodotta in
un dato tempo (prescindendo pel momento dalla questione della vendita del prodotto e dei trasporti) sono :
I. Una sola fabbrica per un tipo solo di oggetto sem•
plice;
2. Se l'oggetto considerato è scomponibile in un certo
numero di parti normali, queste ultime parti non devono
costrnfrsi che nell'unica fabbrica relativa;
3 Ogni articolo che contenga diversi organi o parli
elementari di uguale tipo, forma e funzioni analoghe, ma
di grandezza dive rsa, dovrebbe modificarsi in modo che
contenga il massimo numero di parti identiche , anche se
ciò facendo la comune misura scelta ris ultasse in alcuni
punti eccessiva per lo scopo al quale è destinato il pezzo,
e i n altri punti invece, per ottenere lo scopo richiesto,
occorressero due o più elementi u guali in luogo di quello
unico precedentemente adottato, (i costruttori progettisti
e disegnatori. dovranno sacri ficare il loro talento artistico
alla massima di attenersi alla maggiore uniformità possibile nei singoli elementi costituenti un organo complesso).
4. Ogni fabbrica che attualmente costruisce prodotti
complicati. si dovrebbe limitare alla fabbricazione soltanto
di quell., parti che differiscono sostanzialmente da qualunque altra fabbricata in Paese, o per applicazione e per
potenza, ma costruire in pari tempo tutta la quantità ri•
chiesta dal fabbisogno nazionale più l'esportazione pre•
ventivata.
cile {navi, locomotive, ecc.) devono esistere stabilimenti e
cantieri adibiti unicamente a tale montaggio.
6 . Applicazione ad ogni singola azienda industriale
dell'organizzazione razionale scientifica del lavoro, col si•
stema del lavoro a compito e salari agli operai possibilmente con pMtecipazione agli utili dell'azienda o con
premio.
Naturalmente, - scrive !"Industria, Ri1Jida Tecnica, le condizioni su esposte non si possono raggiungere com•
pletamente per molte ragioni ovvie, però attualmente sia•
mo estremamente lontani da tali condizioni, e molto pos•
sono fare gli industriali italiani per diminuire tale enorme distanza.
UNA GRANDE SOCIETÀ ANONIMA
TRASPORTI VINICOU
Il prof. Arturo Marescalchi, occupandoei nell'Italia 1,rnrco/a ed agraria da lui diretta, dell'organizzazione dei tra•
,porti vinicoli. lamenta c he e i bei vini della Sicilia e del•
la Sardegna, di quelle isole meravigliose dove ar hanno
tutti i tipi immaginabil i, siano sacrificati con prezzi sempre
inferiori di molto a quelli similari di plaghe più favorite
per la vicinanza ai grandi centri di commercio e di consumo e per la possibilità di trasporti •. Ed aggiunge che
• lino a quando produttori e industriali in vino di quelle
r egioni non si organizzeranno, non avranno proprie o:an•
tine di deposito vicine ai punti di imbarco, e non disporranno di mezzi proprii di trasporto, siano serbatoi ferro•
viari, siano velieri o i,iccoli piroscafi-cisterne. essi saranno
sempre vittime dei più intraprendenti •. Proseguendo, l'illustre enologo informa che a Milano è in gestazione la
creazione di una grande società anonima trasporti vinicoli
-:he avrà proprii serbatoi e proprie navi-ciste rne per la
navigazione di mare e di fiume, ed invita i fratelli del
Mezzogiorno ad organizzarsi essi pure concludendo : e Ecco
l'occasione. Perchè industriali e commercianti e produtto•
ri di vino delle nostre grandi isole, non si uniscono all'iniziativa settentrionale e non formano una sole. famiglia
che ai trasporti dedichi tutta la sua attività, l'unica che
consenta di equamente mettere in giusta luce le produzioni
Lontane 6n qui trascurate}•
PER LA PRONTA ATTUAZIONE
DELLA UNEA DEL 45° PARALLELO
Ha avuto luogo presso la Camera di Commercio di Milano una importante riunione per l'esame di alcune questioni relativamente alla linea Bordeaux-Odessa altrimenti
nota con il nome di linea del 45° parallelo della quale
abbiamo ripetutamente parlato. Convocali dal presidente
della nostra Carnera di Commercio. sen. Salmoiraghi, sono intervenuti il senatore Frola. eindaco di Torino, con
il segretario ing. Fubini, il aen. Rossi per la Carnera di
Commercio di Torino. con il segretario generale comm.
Doglio. il comm. Borgcsa, presidente della Deputazione
provinciale di Torino, il comm . Chiggia. presidente della
Deputazione provinciale di Venezia. in rappresentanz,a
anche del Comune e di quella Carnera di commercio,
l'asseeeo-re re.a. Corda, con l'ingegnere capo oomm. Masera
per il Comune di Milano, il romm. Alzona, presidente
della Commissione camerale dei trasporli. La Camera di
C"'..ommercio di Trieste aveva mandato la sua adesione. Assistevano i segretari della Camera avv. Valdiserra e Liverani.
129
9 - 1. I . I .
L E I. I. I.
= = = = = = = = = = = = = = = = = _ = = = = = _ = = _____________ _
Alla discussione hanno preso parie tutti gli intervenuti,
un'impresa per lo sfruttamento di una miniera di Idria e
ed è risultato come gli Enti italiani interessali siano pie- nel 1579 fu concluso un accordo fra gli interessati nelle
namente concordi non solo nella opportunità dell'istiluzio• rninie1e e l'erario austriaco, in base a.I quale tutta la ge-
ne della nuova linea internazionale, ma nella necessità
che essa abbia p ronta attuazione. Non sì traila di creare
una nuova linea, ma di attivare con sistemazioni e varianti
di non grand~ entità sulle linee già esistenti, la nuova comunicazione dandole, con tariffe ed orarii combinati, uf!ì.
cio di grande linea internazionale.
I convenuti hanno deliberato di costituirei in Comitato
promotore permanente con l'incarico di iniziare subito e
svolgere con la massima energia tulle le pratiche necessari!!' presso il Governo italiano per la più pronta attuazione della linea. Primo allo di questo Comitato sarà la
estensione di una memoria al Governo.
L.INDUSTRIA ITAUANA DEL MERCURIO
Il maggior centro cinabrifero d·1talia è il Monte Amiata
fra le provincie di Siena e di Grosseto, ove l'estrazione
del Mercurio fu iniziata circa SO anni or sono cd ha
raggiunto grnndc importanza nell' uh imo ventennio. Dal
1860 al 1870 - scrive la Società per azioni, era in sfruttamento una sola miniera, con una produ:i:ione insignificante; nel 1880 le miniere in lavorazione erano arrivate a
tre, con un prodotto di oltre 100 tonnellate; nel 1890 il
numero del.I.. miniere era raddoppiato e la produzione quintuplicata e nel 1912 le 8 miniere attive davano un prodotto
annuo di oltre 1000 \onnellate di mercurio. Scoppiata la
guerra, data l"importanza che il mercurio ha nel munizionamento ed in tutta la prepazaz.ione bellica, il Governo
ai accentrò tutta la produzione italiana, avendo requisito
le miniere, di modo che questa produzione e questo commercio è (!ià in regime di monopolio e gli attuali provvedimenti non fanno che dare carallere di maggiore stabilità ad uno stato di fatto già esistente.
La produttività cinabrifera del Monte Amiala ebbe grande incremento da quando fu posta in attività la Miniera
di Abbadia S. Salvatore, così da pastare da tonnellate
260 nel 1900 a tonn. 1000 nel 1912. Il giacimento di Abbadia si trova inlatti al centro di Monte Amiata e preci,amente nella zona più ricca del prezioso minerale.
Tecnicamente la estrazione del mercurio e la sua lavorazione è organizzata nel modo più perfezionato, di modo
che il monopolio governativo (sia direttamente o indirettamente esercitato) potrà valersene con grande vantaggio.
La Società del Monre Amiata, infatti. dopo aver scoperto i giacimenti di minerale che assicurano il maggior successo economico all'impresa. allargò la sua sfera di azione costruendo centrali elettriche, si creò una ottima macstran:i:a mineraria ed impiantò lo stabilimento metallurgico
per l'estrazione del mercurio dai minerali con tulle le cure
ed i perfezionamenti tecnici ed igienici che la speciale
lavorazione richiede.
LE MINIERE DI CINABRJO f>ELL'IDRIA
ORA 1TALIANE
In un ruscello che scaturisce dal pendio del Vogelbcrg
~ resso Idria in Camicia, dove ancora oggi si trova la galleria detta Antoniana (Antoinstolle), nel 1497 un conia•
dlno trovò del mercurio metallico; nel 1500 si formò una
Società per l'estrazione del mercurio ed il 22 giugno 1508
ne veniva tratta alla luce per la prima volta una rilevante
quantità. In memoria dell'avvenimento ancor oggi si festeggia ogni anno Sant' Achatius, patrono delle miniere,
il cui nome cade precisamente in quel giorno. Nel 1509,
per ordine dell'imperatore Massimiliano venne organizzata
130
stione delle cave di mercurio d.ldria entrò in possesso
dello Stato. L'erario austriaco ha gestito e sfruttato per
suo conto le miniere fino al nomcbre 1918 per 338 anni con
brevi interruzioni; negli anni 1797 e 1798, furono in posscsao dei francesi. Appena iniziala l'attività delle miniere.
verso il 1509. i veneziani tennero pure occupata per qualche mese la città di Idria.
La città di Idria giace nell·angu,i!a valle allo sbocco del
torrente Nicova nella ldriua a 3'r0 metri sul livello del
mare e conta circa 5000 abitanti. Il territo1 io minerario è
relativamente ristretto e fino a pochi anni fa si limitava ad
una serie di gallerie al piede del Vogelberg e appena da
30 anni si procede successivamente ad oriente segu~ndo
l'ldrizu verso la valle detta Ljubenc. Le miniere sono
mollo ticche, poichè, sfruttale c!a oltre 400 anni. non accennarono ad un caaurimento. Il mercurio metallico si
trova in quantità assai limitalB, il prodotto principale
delle miniere è il cinabro. I giacimenti di cinabro appartengono al Trias inferiore e superiore e, secondo l'opinio•
ne dei geologhi, furono originati da infiltrazioni di soluzioni mercuriali, le quali penetrarono in parte negli strati
della roccia e riempirono le fessure e le cavità depositando
poco a poco il cinabro. Paralleli agli strali minerari com,.
patti ai trovano però strati di masee lenticolari, zicche
del minerale molto puro. Per I' estrazione de1 minerale son;> presentemente in attività la galleria Barbara (1596). Teresa (1738). Giuseppe (1786). Franettco (1792)
e la galleria Ferdinando ( 1819).
La quantità del minerale estratto. - scrive Giulio Mor·
purgo nell'Informatore, - che nel 1890 corrispondeva a
circa 700.000 quintali, andò aumentando notevolmente ne·
gli ultimi anni.
CINQUANTA MILIONI
PER L'UNIONE CINEMATOGRAFICA ITALIANA
Fra le più importanti aziende cinematografiche italia·
ne e cioè: il gwpp:> della Cinca, la T iber Film, l'Itala
Film, la Cacaar Film, la Film d'Arte Italiana, la Gloria
ed altre. coll'intervento finanziario della Banca Commerciale Italiana, della Banca Italiana di Sconto e del Credito Industriale di Venezia, si è costituita in Roma, a rogito Stame. una grande Società Anonima denominata
Unione Cinematografica Italiana con un capitale di Lire
30.000.000, elcvabilc sino a 50.000.000.
Questo nuovo Ente porla la Cinematografia Italia.n e l'industria che. esercitata finora con nobili intenti da pochi
tenaci ed arditi industriali, ha raggiunto nel breve volgere dt pochi anni insuperabili risultati nel campo industriale cd economico a nuovi e più vasti orizzonti.
che assicurano a qu-,sta industria, eminentemente nostra,
la più larga conquista dei mercati internazionali.
Il nuovo Ente non sorge, e non potrebbe sorgere. con
ir,tcnti di concorrenza, sempre inutili. spesso dannosi.
Sorge invece con lo scopo di raggiungere le più alte finalità industriali. estendendosi specialmente nel campo della pIOpaganda agrio:>la, industriale, didattica. ecc.
In Italia, per merito dei nostri più importanti istituti
bancari e col concorso volonteroso e concorde dei più
fattivi industriali della Cinematografia, •i fa ora, ed è
bene, quello che da anni è già avvenuto, e con m"lflli•
lici risultati, in altre nazioni. E questa è la prova migliore della utilità e necessità dcli.impresa.
== ==========
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRI ALE lTAL/'4NO
PER LA INDUSTRIALIZZA ZIONE DELLA SICILIA
Presieduto dal senatore G:usepp~ Luigi Beneventano.
•i è costituito, " Catania, un Comitato allo scopo di studiare i vari problemi che urgono nell'ora presente, per la
Industrializzazione della Sicilia Orientale.
Dopo varie sedute, nelle quali si è discusso ampiamente sui vari i bisogni dcli' Isola. si è approvato il seguente
ordine del 11iorno, che racchiude tutto un programmo di_
lavoro, al quale il Settentrione certo coopererà :
• Considerando che il problema economico dell'Isola è
una gran parte di quello economico nazionale; che è necessario anzitutto trasformare nella Sicilia, così feconda di
risorse, i metodi e i sistemi produttivi alquanto primitivi;
che lo sviluppo e la industrializzazione della agricoltura sono impreacindibili e costituiscono un bisogno vitalis•imo della Sicilia; che all'uopo occorre impiego di capitali qui destinati a sicura fortuna; che ciò s'impone anche per la utilizzazione della mano d'opera, qui ancor
più esube,ante. specie oggi che è dovunque apprezzata
e contesa pe, la sua laboriosità ed intelli11e nza:
• Si delibera di cooperare con ogni mezzo morale a fa .
vorire la soluzione di questi problemi, appoggiando ogni
iniziativa. cd esplicando tutta la propria attività per la
esecuzione pratica di questa finalità •.
L 'INDUSTRIA DELLE TELEFERICHE IN I TALIA
Si dice che i progressi tecnici raggiunti durante la guer•
ra.' hanno portato la nostra industria ad una vera perfezione. Mi si permetta di dire qualcosa per qcanto riguarda
l'industria delle teleferiche. Si sono standardizza.ti d~i tipi
che furono r iprodotti a molte centinaia, ma i vasti Uffici
Tecnici. l'anima di questa industria, divennero deserti. Nè
si voglia credere che questi tipi etandard possano a.ver
valore per l'industria, poichè nè l'industriale vorrà correre
il rischio di p rodurre una serie di quest'imp ianto per magazzino. nè può esservi la convenienza di usarli in confronto dei soliti tipi usati prima della guerra. È ormai pacilico
che p er ogni impianto di teleferica, perchè risulti economico e pratico. ai deve studiare un progetto specia le, adottando naturalmente elementi normalizzati. Anche per que•
sto quindi le C,.se dovranno dirigersi - e indubbiamente
si diz:,ge,a nno - a r iorganizzare i loro uffici tecnici.
Non si deve inoltre dimenticare, - acrive l'ing. Giulio
Ce retti nel Sole, - che l'esercito dovrà riversare al libero
commercio molte centinaia di chilometr i di queste teleferiche, n on solame nte per quanto si p rodusse sul nostro
versante, ma anche per tutto il materiale austriaco conquistato, h a il quale si ebbe la grande soddisfazione di trovare tipi di meccanismi italiani copiati e riprodotti.
Si parla di esportaz.i9ne, ma in questo genere di' costr uzioni meccaniche. non si può pensarci senza una prcpara-zione adeguata, difficile a compiersi. Non si deve dimenticare, che si tTatla di migliaia di pezzi che devono venir
montati lontano, sotto la sorveglianza di semplici montatori e che devono dare u n meccanismo perfetto. senza che
in officina nulla possa venir provato prima della spedizione; ed a risultati felici ci si arriva con un lavoro d'orga•
ni zzazione, attraverso ad importanti sacrifici. E se questi
potranno essere rimunerati è affare dell'avvenire.
Concludendo, è sa l!gio che le Ditte, che notevoli bene•
lici hanno avuto dalle teleferkhe durante la guerra. abbiano p rudentemente da rivolgere le loro attività anche ad
altri rami e molti sono ancora i tipi di meccanismi che
non si producono e bene in Italia. Vediamo di fare il
migliore conto delle nostre energie I
L'INDUSTRIA DELL E CARTOLINE ILLUSTRATE
E LE MINACCE DEL GOVERNO
Il ritocco, che il G overno h a apportato alle tariffe postali, - scrive il Sole, - ha assunto « si vera sunt exposita •• un rilievo cosl serutibile da sembrare quasi che intendimento dei funzionari che l'hanno compiuto sia stato quello di colpire nel vivo tutte le forme di propaganda
che si attuan o a mezzo della stampa.
Così, ad esempio, di una gravissima entità saranno le
conseguenze che le nuove tariffe apporteranno ad una industria nazionale. la quale, a prezzo di gravi sacrifici e d i
fatiche enormi è rics::ita a fiorire con sì perspicuo rendimento artistico e finanziario da sembrar predestinata a
dominare lo ste..so merc-ito internazionale, imponcdovisi
per la genialità delle proprie creazioni, per la perfetta
tecnica gralica e per le altre sue precise e sicure carat•
teristichc. Intendiamo, cioè, di parlare dcli'• industria, delle cartoline illustrate•·
Col portare. infatti, a 15 centesimi l'aff,ancatura ordi11aria di queste (esclusa ogni facilitazione. esclusa ogn i
possibilità di renderne meno gravoso l'onere agli speditori), ben si può dire che il Governo avrà inferto alla
produzione nostrale delle cartoline illustrate il colpo di
g razia. E tutto un gruppo di aziende nel quale oggi trovano costante occupazione e buoni salari numerose e specializzate maestranze. riceverà così -
quando proprio ogni
energia fattiva dovrebbe tendere ad una fec.onda intensificazione della propria attività un inatteso • benservito• controfirmato (o sapienza preveggente dei tondeggia nti e ronda de cuir • della nostra infausta e incompeten te burocrazia I) da quegli stessi uomini di governo. che
ad ogni incontro raccomandano e sollecitano per alt-ro un
incremento incessante della p roduzione paesana I
LA POMICE ARTIFICIA LE
SI FABBRICA ORA IN 1TAU A
Uno dei materiali che fin dall'inizio della guerra son
venuti a mancare, è la pomice artificiale. che proveniva
Lnicamcnte dalla Germania ed era uBata per d iversi scopi, m particolare p resso Le officine f=oviarie nella verniciatura dei lamierini metallici di rivestimento. I tentativi
fatti finora pa sostituire tale m ateriale avevt>no dati ri.sultati negativi.
Ora u n 'officina veicoli d elle Ferrovie ha fabbricato un
conglomerato di cemento e pomice naturale in polvere.
che all'atto pratico è riuscito più resistente e dumuro
del materiale tede:,co p rima adoperato. E detta officina,
con un piccolo e semplicissimo impianto meccanico è
posta in grado di p rodurre pomice artificiale necessaria
per il nostro p&ese.
La pomice viene confezionata in panelli di grammi
250 , invece che di grammi 500. come quelli d, provenienza
tedesca e in tre gradi differenti. che corrispondono ai
vari bisogni dei lavori di verniciatura.
Con un solo manovale si possono ottenere dai 700 agli
800 panetti al giorno. Il costo di produzione non rag~iunge la quinta parte praticata prima della guerra per
il materiale straniero.
L ·articolo: e Sulle condizioni del mercato del legname
d'opera e della produzione interna •• pubblica to nel numero di dicembre scorso ci fu inviato dall'in g. L. Compa·
g na. - N. d. R.
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• I·
i
132
Nel melleni in ,apporle- con i noolri oignori inserzionisti, è sempre utile citare le e I. I. I. »
I DOCUMENTI DELLA STORIA
L 'Automobile
Oggi, guardando una raccolta di fotografie
che ci rievocano gli avvenimenti della guerra,
non abbiamo forse la consapevolezza del profondo e ideale valore di ogni atteggiamento, di
ogni movimento, di ogni cosa che in esse colpisce la nostra sensazione? Ci viVIÌamo ancora in
m ezzo, e non ne riportiamo una impressione
speciale. Non riusciamo a scorgere l'eccelsa
aureola che quest'ora straordinaria in cui viviamo attribuisce ad atti ed oggetti, il significato
profondo che vi imprime, cosi da farne altrettanti documenti e r,imeli per le generazioni ventur~, come lo sono per noi i ricordi del qua.r antotto e dell'epoca garibaldina custoditi nei musei del risorgimento.
Mettiamoci con la fantasia in una prospettiva
lontana di mezzo secolo e con lo sguardo commosso dello stol'Ìeò evocatore contempliamo
q u~~te immagini. Come ogni particolaxe ne diventa espressivo ed eloquente! Sul voilto di
ogni ignoto passante vedremo muminairsi la glo-ria radiosa della patr.ia, in ogni figura di soldato
oi sem'hrerà di scorgere uno degli artefici deli!a
vittoria e in ogni oontOTI10 di arma o di macchina rintracceremo gli strumenti predestinati
della nostra poten2a e della nostra grandezza.
Quasi ogni particolare delle il:ustrazioni, delle
visioni attuali potrà avete il valore di simbolo.
Alcuni lo hanno già. C'è stato un tempo
prima della gue.til'a ,
in cui in ogni scena disegnata o fotografata dove si tendeva a mamfestaa-e il più nuovo e ardito gesto del progresso e ddlo slancio umano,
apparic:a un automobile; era questo il simbolo
della modernità, siccome nei romanzi, n ei d rammi e nelle fantasie. alla vecchia maniera, il ca•
vallo e il cavalcare erano l'espressione caratteristica della suprema signorilità. ·
anoor
Noi riportiamo per naturale inclinazione la
maggior parte delle nostre imp!Tessioni a1l'automobile. Da qualsiasi parte provenissero, da corrispondenti di giornali, da dilettanti, da combattenti, dal Comando Supremo, tutte le fotografie e gli schizzi della guerra, compreso quelli magnifici tracciati dal Pogliaghi e dal Sartorio e che della guerra vogliono porgere un segno vivo ed espressivo, ritraggono in qualche
guisa l'automobile, sia una vettura, sia un autocarro, sia una fila di camions, sia una schiera di autoblindate, sia un traino automobile di
artiglieria. L•automobile è onnipresente n elle
scene del:a guerra e ne t: il distintivo.
Ma anche adesso, anche nelle fotografie e
neli!e illustrazioni delle scene e degli spettacoli
de.Ila pace si ~pete quasi con la stessa hequenza questo mobivo. Noi che scorriamo tanti giornali e t>elÙodici illustrati siamo rimasti colpiti
dalla frequente apparizione che vi fa l' automobile. Abbiamo notato nelle vedute pu:r tanto
differenti e V1aine e dO'V.e mutano i luoghi, i personaggi, i costumi, gh avvenimenti, il ripetersi
di un elemento comune, quasi immancabiile che
assume pertanto il cairattere di un emblema.
Questo elemento comune è ancora e sempre
l'automobile, è ciò che ancor più notevole, quasi sempre è un· automobile FIAT.
Ecco il ·pmmo veicolo italiano che irrompe
festante è liberatore di Til'ento itaDiana, è un
autocarro FIAT. Ecco le' schiere redentrici dhe
arrecano soccorsi e viveri .aMe popola21ioni delle
terne liberate, e sono colonne di autodarri FIA T.
Ecco gli inolilli condotrieni della vittor;ia, Diaz e
&doglio che passamo per le vie di Roma ed
è una vettura FIAT, che fa loro da ca11TO trionf aJe. Ecco il Re buono e vittooiioso ohe sbarca
a Trieste e arriva al palazzo di città, ed è una
133
LE I . I. I . = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = == = = = = = = = = = = = = = =
vettura FIA T che lo conduce. Ecco al monumento di Dainte a Tirentlo, le autorità italiane
che rendono omaggio al Poeta di nostra gente,
all'auspice saaro dell'Italia, ed è ancora una
vettur~ FIA T che qui si vede. Ecco nelle nostre
città im bandierate e plaudent,i pass>aire sotto una
pioggia di fioTi i cortei dei mutilatri e d~ marinai eroici e sono veicol~ FIAT, che trasportano
gli eroo. Ecco Wilson, il nobi!e ~ostolo della
lega delle na:zrioni, ospite del popo•lo italiano,
dare da Torino l'addio a tutta la nosllra terra,
ed è da una vettura FIA T che si è diffuso il luminoso sorriso del Presidente.
E continuiamo olt1re J' enumerazione già lunga
e che potrebbe proseguire interminabilmente.
Già così è più che esuberante per testimoniare,
oltrechè la presenza, la connessione della FIAT
ad ogni grande evento nazionale e mond~ale.
Ultimamente una fotografia appaTSa sui nosb11i e sui giomali esteri ci mostrava un gruI)IPo
di vetture FIAT con al volano di ognuina un
soldato vittorioso delle varie nazioni dell' Intesa.
Ogni soldato rappresentante del suo popolo a-
,
= ===
veva voiluto mostrarsi sulla sua macchina fedele che r aveva condotto alla vittoria. Ma se
diversi erano i soldati, se a fianco de<ff,italiano
figurava l'~nglese, il belga, !'<americano, il francese, le macchine erano tutte di una nazionalità e di una marca, tutte italiane, tutte
FIAT.
ETa la fronte unica rea'.izzata dalla F IA T .
Ma adesso ecco il Re ed ecco Wilson e domani Re Giorgio e Poincarè viSIÌtare reciprocamente le naznoni paci~icate su vetture F IAT ,
ed ecco i veicoJ.i industriali e le trattrici agracole FIAT coadiuvare nella restaurazione feconda i pacifici lavoratori di tutto il mondo ad
attestare la nuova potenza dell'industria italiana nella pace.
.
Potremo vedere in un gruppo g'.i operai ed i
contadini delle nazioni libere, come abbiamo
vùsti i soldati alleati sopra e intomo alle macr.hine di un solo paese e di una stessa marca.
E saTà il simbolo del1a FIAT nella pace .
Sarà la lega ne11e nazioni realizzata, prima
che dai triattati, dalla F lAT.
S. M. il Re, su vetlurlJ FI A T , lascia il Palazzo del Municipio a Trieste in mezzo alla folla acclamante.
134
===~== == ====== ===== === ===================« RAT»
Il corteo del Presidente Wihon ottrooerto le vie di Torino su aulomobili della Societii FIAT.
135
LE/. I. I.
=================
========-' = =========== =
Tra l'Adige ed il Brenta.
Una Sezione di autocarri militari FIAT nelle regioni degli
Altipiani.
136
-------=--=== =- ==========================« AAT»
Colle di Monginevro. - Convoglio di autocarri FIAT di
un' armata passante il colle.
137
LE/. I . I .=--========== =
• -=== =====================-
Autocarri militari FI AT del
1.0 Autopar co m attesa del
carico.
138
========================--===---=-==----=« RAT »
l a F I AT
111
Frnncia.
139
LE I I . I . - - -
= = - - - - = = = = == = = = = - - - - - = -
= = = ==== = == == ==
I Nuov1ss1M1 MonELLI 1919-20
La FIAT dopo aver validamente contribuito alla Vittoria
degli alleati con le sue migliaia di autocarri, di m otori
per aviazione, di mitragliatrici, .trasfonde ora in opere di
pace l'attività temprata n ello sforzo di guerra.
li suo nuovo programma di costruzioni realizza la perfezione, confermandone la fama meritatasi in tutto il mondo.
LA VETTURETTA
MODELLO
140
501
Il Modello 501, primo della nuova serit, è la vettura leggera ideale, la quale aJl'eleganza della linea unisce la più
completa e moderna finitura meccanica, la maggior leggerezza e solidità, la più alta economia di costo e di esercizio.
Il motore, a 4 cilind ri, 12-16 HP, imprime alla vettura
una velocità oraria superiore ai 70 Km.
la carrozzeria, tanto di tipo aperto come chiuso, contien e
4 comodi posti ed ogni maggior_finitura e pratica eleganza.
I l L-a.n1ficio Pietro.
Ca.zzola. di Schio
Il Lanificio Pietro Cazzo/a di Schio è una di
quelle fiorenti industrie che ormai da lunghi anni vivono saldamente nelle provincie venete. Già
prima della nostra guerra esso si era validamente affermato non solo sul mercato nazionale, dove occupava uno dei primi posti, ma anche ali' Estero, dove teneva brillantemente fronte alla
concorrenza di altri paesi.
Specializzato da molti anni nella produzione
delle stoffe di lana e mezza lana per signora e
per uomo, specialmente in tipi andanti, di mezzo prezzo, . gode fra i negozianti grossisti di tali
articoli, la più meritala fama, ed i suoi prodotti
sono preferibili per la morbidezza degli impasti,
per la noività ed il gusl.'o dei disegni, che garegg>ano con que-~i deii tessuti inglesi di maggior
Stabilimento di Schio
Sorto or sono quarant •anni per iniziativa e per
la fattiva volontà di un uomo di azione, quale è
J' attuale suo Consigliere Delegato, signor Luigi
Cazzola, vero cavaliere di un lavoro intenso e
fecondo, andò man mano pr,o gredendo ed af_
fe;mandosi sino a che, nel 1901, si costituì nella
attuale società anonima, rimanendo sempre sotto la vigile ed oculata direzione del suo fondatore.
li Lanificio Pietro Cazzola, come è ora sistemato, e persino ingentilito nei suoi varii reparti
con dei fiori e robuste piante, dispone del macchindrio adatto per la più completa lavorazione
dei panni di lana, dalla preparazione delle miste
a'l la rifinizione del tessuto. Possiede i più moderni apparecchi, che rappresentano quanto di meglio si è ottenuto sinora nella tecnica dell'industria laniera, ed è in grado di produrre largamente i più svariati tipi di tessuti.
prezzo, e per i prezzi modicissimi che gli sono
consentiti dalla larga produzione in serie dei
ti.pi di maggior consumo.
Pnima della guerna faceva direttamente l' esport1azione dei suoi prodotti fino nel lontano
Giappone e nell'Africa australe. La guerra ha
purtroppo annullato il frutto di tanto lavoro ed
anz:i, dalla la sua ubicazione sotto il fuoco nemico, in momenti tristissiimi per le nostre armi, il Lanificio Cazzola dovette emigmre sotto
altri cie~i.
Fu impresa davvero erculea quel:a che una
così grande azienda industriale dovette allora
compiere, provvedendo in uno strettissimo spazio di tempo, con scarsi mezzi e sotto il tiro
dei cannoni nemici, allo smontaggio ed al trasporto del proprio numeroso, svariato e delicato macchinario, a c'Vrca 250 klometl'i lontano
da11-a sua oniginania sede. dove seguito dalla
141
LE / . /. / .
--===
==================~=================-'
Reparto T easitura
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - == = == =
LANIFICIO PIETRO CAZZOLA
Motori
maestranza, s1 ncosbituiva con sacrifici e lavori
ingentissimi, e rn.prendeva il suo ritmo produttivo, come se mai si fosse mosso dal suo luogo
di origine.
Fra le opere titaniche compiute dai soldati
e dalle popolazioni del Veneto, per sottrarre al
nemico tanlJa fonte di ricchezze, in quelle tra~che vicende, va citato, a titolo dn onoTe, iJ
tenace lavoro e lo spiroto di abnegaz.ione con cui
fu.i salvata la vita e I' aivvenire di questo grandioso stabilimento.
Finita 011a, gloriosamente. 1a guerra nazionale, il Lanificio Cazzola si a~presta a ritornare alla sua sede di Schi::>, dove rioccu,perà i
suoi pittoreschi locali, che occupano un· ama di
circa 30 mi1a metri quadrati. La quale, ricca
di leggiadri villini per gl'impiegati e dl oase per
gli operai, sfidò vittoriosamente la &elvaggia iracondia nemica ospitando numerosi repaTti e
servizi d'ogni arma del nostro glorioso Esercito e delle armate aUeate.
·
È ,;la augm,arsi prossimo il giorno in cui la
bella e smeraldina conca di Schio, che vide
tante pu.g\l"\e e la cui terra fu ba~nata di tanto
sangue, e nel suo grembo accoglie le sai1me di
tanti eroici soldati sacrificatisi per la Pallria,
risuonerà anoora del festoso rombo delle mac•
oh.rne, dopo di aver per tanto tempo ribattuto
gli eclri delle artiglierie. Così che le sirene degli stabilimenti non annunceranno più la imminente insidiia nemica, ma chiameranno invece l'operaio al tran(JUiUlo lavoro. Laonde,
scomparse le opere di guerra, la industre cittadina si slancierà come per lo passato nell-e vie
del febbrile lavoro di paoe, oertia di riacquistare
tutta la sua antioa proprietà industniale e un
,avvenire ancor più r.icco di l::enessere, di civiltà e di pace sociale.
In tal giorno i preposti del Lanificio Cazzola,
ri~gendo lo sauardo al passato e ricordando
le traversie superate ed i pericoli corsi, r.ipensando · al lavoro compiuto nonostlante tante avv-;rsità, potilanno dichiararsi orgogliosi e soddisfatti oer aver compiuto un'opera degna dell'ammirazione e della roconoscenz.a del paese,
che mercè loro, ha vista conservarsi attiva una
promettente industria, che diede possentemente il suo oontn-ibuto nel tempo di guerra ed è
ora chiamata ad assurgere al meritato posto
nel!e pacifiche gare del lavoro.
DOCKS LIGURI
GENOVA
La Società Anonima Docks Liguri, con capitale di L. 4.200.000, - originariamente Docks
Vinicoli - costituitasi nel 1899, metteva a completa disposizione del Commercio Vinicolo i
grandiosi Stabilimenti, da essa Società costrutti
sul Ponte Morosini ed eserciti in forza della
concessione 7 Settembre 1899.
S uccessivamente estendeva il proprio servizio
ti, i nostri Magazzini Generali di Sampierdarena hanno attualmente la potenzialità di 50.000
T onn. e con la normale rotazione di tale quantità, si intuisce l'enorme sviluppo che tali Magazzini potranno avere e di quale immenso vantaggio essi potranno essere per lo sfollamento
del Porto.
È. opportuno far rilevare come i Magazzini
Facciata principale.
alle Merci V arie, e, contemporaneamente, in
previsione dell "ampiamento del porto di Genova, si rendeva acquirente "dei Magazzini Garibaldi & Capello in Sampierdarena, trasformandoli in Magazzini Generali, secondo il dispositivo della legge 17 Dicembre 1882, e ampliandoli con la nuova costruzione di grandiosi Stabilimenti che oggi hanno la capacità di 50.000.m 3. oltre un'estensione di terreno di circa l0.000
metri quadrati - di proprietà ex-Balleydier, corredati d i amp; capannoni, per c ui oggi è possibile poter svolgere il programma prefissosi dalla Società di poter cioè essere la vera valvola,
per lo sfollamento d.,el Porto di Genova. lnfat-
144
0
Generali di Sampierdarena, eserciti a norma della legge 17 Dicembre 1882, N. 1154, sono gli unici Magazzini in Liguria che possano emettere
warrants.
Il Consiglio di Amministrazione della Società
è così composto :
Presidente: Alberti Cav. Uff. Giovanni.
Vice-Presidente: Calegari Comm . Roberto.
Consiglieri. Casella Cav. Michele - Carettoni
Alessandro • Frigerio lng. Paolo - Oberti Professor Rag. E. Raffaele • Richelmy Avv. Commendator Piero - Rusca Cav. Giovanni.
Direttore : Dottor Francesco Ciurlo.
e:
= = = = = = = = = = = = = = = = = = = =- = = = = = = = = = = = = = = = =
DOCKS LTG URI
Un m agazzeno a pianterreno.
145
IO - I . I. I.
LE I . I . I. - - = = = -
- - = = = = = = = = == = == == = = = = = = = = = = = = == =-:- ~ = = =
Piazzale interno.
Piazzale esterno oi,to a
'. 146
110/0
d'uccello
( •I ,logo
Generale Permanente della lnd118lria ltaUana.
[TRASPORT I - Navigaz. - Automobili - A viaz.ione)
Unione Marittima Internazionale
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ROMA
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FIRENZE -
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SEDI!:
ANINIINISTlllltATIVA
~
Per inforrnazioni r i volger s i alta
''
S.A.C.A. ,,
··············································· ... ················································
Telegramm i " S . A . C, A . ., Ortonama'r e .
Nel mettersi in rapporto con i nostri signori interzionidi, è 4emprc utile citare le
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147
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247-S
Nel me ttersi in rapporto con i nostri 1ignori inserzionisti, è sempre utile citare le • I. I. I. »
15 l
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Catalogo Generale Permanente della Industria Italiana.
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via Mante;Jna 94, a capitale illimitoto, durata al 31 Dicembre l9j/).
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neri di <;oneurno famigliorc cd agricolo.
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Milano. re.p arto Rouole. Dur. 30 anni, cap, illimitato. per acquieto
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