Le Industrie Italiane Illustrate, n. 6, 1917
Contenuto
- Titolo originale
- "Le industrie Italiane Illustrate"
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
Copertina – Alte personalità dell'industria italiana: Dante Ferraris, Presidente della Società Italiana per la Fabbricazione dei Proiettili (una illustrazione)
Sommario:
- Il Presidente della Conferenza Interparlamentare del Commercio e dell’Industria: Tommaso Tittoni (una illustrazione)
- Le due coscienze (è possibile una intesa tra produttori industriali e produttori operai?) – Le I.I.I., P. 21
- L’espansione italiana (una illustrazione), p. 24
- Verso una nuova orientazione industriale italiana – Le I. I. I., P. 27
- X, gli industriali e la propaganda – Le I. I. I., p. 31
- Le grandiose opere dell’Italia nuova – La rete delle grandi linee navigabili della Valle Padana in attuazione – Paolo Bignami, deputato al Parlamento (con tredici illustrazioni e diciannove corografie a colori fuori testo), p. 33
- Il mercato dei capitali e le condizioni dell’industria in Italia – Giovanni Nicotra, Ispettore al Ministero dell’Industria, Commercio e Lavoro, p. 65
- La riforma della pubblica amministrazione – Alberto Pavoni, Presidente della Federazione Italiana dei Collegi dei Ragionieri, p. 69
- La preparazione degli industriali della Toscana per il dopo guerra, p. 73
- La ragioneria nelle imprese industriali – Prof. Eugenio Greco, dell’Università Commerciale Bocconi, p. 85
- Il primo esperimento di posta aerea in Italia (due illustrazioni), p. 86
- Una nuova scuola industriale per la filatura del cotone (cinque illustrazioni), p. 87
- L’idrogeno e l’ossigeno in sostituzione del carbone? – Mario Pizzolato – Ing. Michelangelo Böhm, p. 93
- L’industria teatrale italiana e l’affare Cortese – Franco Fano, p. 95
- Gli italiani alla fiera di Lione – Dott. Isidoro Reggio, p. 97
- I riparti e le lavorazioni della «FIAT» (8 illustrazioni), p. 105
- Rassegna del Movimento Industriale Italiano – Mese di maggio, p. 109 - Data testuale
- 1917 giugno
- Data topica
- Milano
- Consistenza
- pp. 183 + 1 negativo "marca da bollo patriottica"
- Stato di conservazione
- Discreto
- Soggetto produttore
-
Umberto Notari (1878 - 1950)
- Identificativo
- PER.000056/1
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
PERIODICIVedi tutti i contenuti con questo valore
-
LE INDUSTRIE ITALIANE ILLUSTRATEVedi tutti i contenuti con questo valore
-
1917 - Anno IVedi tutti i contenuti con questo valore
- Temi correlati
- Comparto aeronautico
- Comparto bellico
- Comparto elettrotecnico e impiantistico
- Comparto meccanico ed elettromeccanico
- Comparto siderurgico
- Comparto tessile
- Comunicazione d'impresa
- Economia e finanza
- Editoria
- Grafica e foto pubblicitaria
- Interni di fabbrica
- Prima guerra mondiale
- Stabilimenti industriali
- contenuto
-
no 1917 ,
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AL TE PERSONALITA DELL'INDUSmiiA lTALLAINA:
DAN11E FERRARIS, Pre~idente della Società Italiana per la Fabbricazione dei Proiettili.
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hi a, ,Le costruzi,o ni meccaniche e metalliche in caffè.
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loro commercio.
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ro. Socieità ,collettiva con sede in Genova, durata di g.iac.im einti li gnitif eri in Italia e la Telati va in3 anni. Cap~tale L. 30.000, per ,esercizio indu.shia dustria e comm e rcio e lavorazione dei suoi sotto
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commercio di tappezzeria in carta, prima esercito dalla cessata ditta Barberis, Firpo e C.
GENOVA. - Lancellotti e M orgari. Società in
nome collettivo con s,ede in Genova, durata 3 an•
ni, capitale L. 5000. avente per iscopo l'eserci:-io
cli un negozio di mode e generi affini.
GENOVA. - M erega Filif,f,o. Società in acco•
m ndita con sede in Genova. Durata 31 dicem•
bre 1922. Capitale L. 50.000, oggetto: commer•
io di ferri ed acciai.
LECCO. - Piloni Bernardo, collettiva con sede in Lecco. Durata hno al 31 dicembre 1922. Capitale L. 100.000 per esercizio industria polveri
piriche. capsule. cartucce, micce ed esplodenti in
genere, nonchè lavorazioni ferro e metalli.
LECCO. - Felice Corsi e pgli, collettiva con
ede in Lecco. Durata 20 anni. Capitale L. 800
mila, per esercizio industria olii vegetali.
LECCO - Legnipcio Lecchese, accomandita
con sede in Lecco, durata 3 anni. Capitale lire
20.000 aumentabile a L. 60.000 per lavorazione
industriale del legname.
ITALIANE
LIVORNO. - Antonio Manetti. Società collet•
tiva con sede in Livorno. Durata 5 anni. Capitalo
L. 25.000 per esercizio del commercio di ferra•
menta e ottonami.
LUGO. - Longhini e Quarantini. Società collettiva con sede ,i n Lugo, durata 10 anni. Com•
mercio vini e rappresentanze, noleggio vagoni s.erbatoi.
MALNATE (Varese}. - Conti Luigi e C., accomandita con sede in Malnate. Durata 12 anni.
Capita.le L. 600.000 per industria meccanica e af-
futi.
MILANO. - Blasi e C. Accomandita con sede
in Milano. durata 4 anni. Capitale L. 100.000, per
.industria metalli lavorati.
MILANO. - L'Isolante di Mi11a. Accomandita con sede in Milano. Durata 10 anni. Capitale
L. 60.000 per industria prodotti isolanti e s.recialmente del Cal/onite.
MILANO. - Società Trasporti Aerei Interna•
zionali. Capit. L. 1.000.000. Si è costituita presso
la Banca Commerciale questa Società, il cui primo Consiglio d'amministrazione si çompone dei
(Segue a txzg. 7)
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ignori: sen. don Pr. Colonna princ. di Sonnino.
pre . : prof. ing. C. Saldini, vice-pres.: D. L. Santoni, cons. delegato: conte G. Borromeo pr. d'Angera, r. uff. avv . .M. Capuano, dott. cav. B. Dolett , vv. cav. P. A. Foresti, conte sen. E. San
M , rtino di V alpeirga, on. conte G. Padulli, comm,
in . P. Castellini, cav. P. De Paolini, consiglieri:
in I. eff.: cav. L. Beinucci, cav. rag. Binda, rag.
A. Porro, rag'. M. Travi, rag. G. Smania~ supplenti: ma.rch. G. Cavalcanti, rag'. C. Forzani.
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colloranti, derivati dal catrame e dai prodotti necessam alla loro produzione.
MILANO. - Francesco Arrighi e Figlia Irene.
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tale L. 14.000, ·per commercio di cappelleria.
MILANO. - Sali di Saint Vincent, società anon-ima, con sede in Milano, Portic,i Settentrionali 21, presso avv. Boriali. Durata 31 dicembre
MILANO. - F ondene M eta71urgiche Boccari 1941. Capitale L. 125.000. Essa si propone la pro, C. Società in accomandita semplice, con sede duzione e la v-endita dei sali purg'ativ.i · delle rinoin Milano, via Stelvio 102A. Durata 5 anni, capi- mate acque d.i Saint Vincent.
tale L. 40.000, ·p,er fonderia di metalli.
MILANO. - Industrie Elettrochimiche MesMILANO. - Navigazione La Motovela, socie- sa e C. Società in accomandita con sede in Milatà anonima con sede a M.ilano, presso la Ditta no, via Rasori 14. Durata fino al 31 dicembre
Pirelli. Durata fino al 30 giugno 1922. Capitale 1921. Capitale L. 50.000. Scopo di essa è la fabL. 150.000, avente per oggetto l'esercizio della bricazione di pile e batterie a secco per uso iniindustria marittima in tutte le sue applicazioni. dustriale e domestico.
Fa parte della società l'.ing. Ippolito V alenz.iani.
MILANG>. - Industria cinematograpca G. PasMILANO. - Italica, colori art,".pciali. Soci-età sigli e C. Società in a·ccomandita semplice con seanonima con sede in Milano, via P. Umberto 17. de in Milano, via Torino 21. Durata 5 anni. CaDurata fino al 31 dicembre 1932. Capitale Lire 3 pitale L. 25.000, avente per .iscopo la compera.
{Segue a pag. 9)
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himici, vernici, giocattoli, ecc.
MILANO. - Giuse,f,f,,'na e Oreste Tominetti,
società collettiva, con sede in Milano, Passaggio
degli Osii 2. Durata 9 anni. Capitale L. 10.000.
con lo scopo della confezione e commercio _di articoli di vestiario per bambini.
MILANO. - Manini Italo fu Ferdinando e C.
ocietà in accomandita semplice con sede in MiJ no, via Manzoni 14. Durata h.no al 30 aprile
•1923. Capitale L. 30.000. Scopo: esercizio di r.ap•
presentanza di cappelli ed affini.
MILANO - Per lo sviluppo de11e industrie agricole nel Men'dionale con sede a Napoli e Mi-
lano~ qui, presso il dott. Enrico Parodi di Delfino,
via Principe Umberto 4. Durata 31 dicembre 1950
Capitale L. 150.000 ~ essa ha per iscopo di promuoM ILANO. - C. Penati e C. Società in nome vere ed esercire l'industria ed il commercio di
collettivo con sede in Milano, via Broggi 22. Du- p,r odotti agricoli.
rafa due anni. Capitale L. 30.000 ~ per commercio
MILANO. - Società Anonima {,er forn,'ture
di legnami.
di ossa da lavoro, con sede in Milano, via BoccacM ILANO. - Palazzi e Rizza, società in nome cio 16. Durata 31 dicembre 1925, capit. L. 31.200
collettivo con sede in Milano, via Arcivescovado oggetto: acquisto ossia da lavoro per fabbrica
1. D urata 10 anni, capitale L. 5000 ed avente per bottoni.
og'g'etto la fabbricazione di giocattoli.
MILANO. - Industrie telefoniche ltal,'ane G.
M ILANO. - Bazzo11i e ing. Kalin, società con Doglio e C. Società in accomandita semplice con
ed e in Milano, corso Co.mo 15. Durata bno al sede in Mila.no, via Barig'ouo 3. Durata Gno al
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SOCIETÀ ANONIMA
(Segue a f;Jag , Il)
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fa~~ma
a·~~arm~i a Rimrnamento
flettriro
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Milano. - S. Bertè e C. Società m accoman- con_sede in Napoli, capitale L. 150.000 per l'indita semplice con sede in Milano, via Vincenzo dustria e il commercio ,d i utensili, sag'om,e, appaMonti 25. Essa ha per oggetto la fabbricazione recchi speciali, ecc.
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71-88
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che ha. presieduto a. Roma. la. Conferenza. interpa.rla.menta.re
del Commercio e dell' Industria.
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Giu,tno 191'7.
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COPERTINA:
ALTE PERSONALITÀ DELL'INDUSTRIA
RARis (una illustrazione).
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1TALIANA :
DANTE
FER -
TESTO:
J. - IL PRESIDENTE DELLA
CONFERENZA INTERPARLAMENTARE DEL COMMERCIO E DELL'INDUSTRIA : ToMMAso TIT-
To I
(una illustrazione)
Pag.
JI. - LE DUE COSCIENZE (t POSSIBILE UNA INTESA TRA PRODUTTORI INDUSTRIALI E PRODUTTORI OPERAI?) - Le I . I. I. .
111. - L'ESPANSIONE 1TALIANA (una illustrazione) .
IV. - VERSO UNA NUOVA ORIENTAZIONE INDUSTRIALE /TAL/A NA -
>>
21
»
24
Le I. I. I.
»
V. - X , GLI INDUSTRIALI E LA PROPAGANDA - Le I. I. I . .
VI. - LE GRANDIOSE OPERE DELL' 1T ALIA NUOVA - LA RETE
DELLE GRANDI LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
IN ATTUAZIONE - PAOLO BIGNAMI, deputato al Parlamento .(con tredici illustrazioni e diciannove corografie a colori fuori testo) .
V ,fil . . IL MERCATO DEI CAPITALI E LE CONDIZIONI DELL' INDUSTRIA IN ITALIA - GIOVANNI NICOTRA , /spett. al Minist. dell'I . C. e L.
vm. - LA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - ALBERTO PAVONI , Presid. della Federaz. Italiana dei Collegi dei Ragionieri
IX. - LA PREPARAZiONE DEGLI INDUSTRIALI DELL A 10SCANA
PER IL DOPO-GUcl-{RA .
X. - LA RAGIONERIA NELL E IMPRESE INDUSTRIALI GENIO GRECO,
17
27
»
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33
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65
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Praf . Eu-
dell' Università Comm erciale Bocconi .
XI. - IL PRIMO ESPERIMENTO DI POSTA AEREA IN ITALIA (due ill.)
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35
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87
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~II. - UNA NUOVA SCUOLA INDUSTRIALE PER LA FILA TURA DEL
COTONE (cinque illustrazioni) .
XIII. - L 'IDROGENO E L'OSSIGENO IN SOSTITUZIONE DEL CARBONE? -
MARIO Piz zoLATO - I Nc . M ICHELANcELo BoHM .
X!IV . - L'INDUSTRIA TEATR A LE ITALIA N A E L 'AFFARE CORTESE - FRANCO FANO .
XV . - GLI IT AL/ANI ALLA FIERA DI LIONE - D on. l s moRo R EGG IO .
/VI. - I RIPARTI E LE LAVORAZIONI DELLA « F I A T » (8 illustr.)
VII. - P.ASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO M ese di Maggio
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I. I. I.
Le DUE COSCIENZE
possibile un'intesa tra produttorii ndustriali e produttori - operai ?
ell'ldea Naz;onale s1 invocava giorni deologia in torno a un regime monarchico
no da Enrico Corradini - e all'invocazione accennammo nello scorso fascicolo
- una (( coscienza politica )) nei nostri industriali.
Ora l'organo nazionalista ribatte l'idea
d 1 suo eminente collaboratore e a prosito delle deliberazioni prese recentemente a Roma dalla Federazione delle Soi e tà per azioni (1) si compiace della man itestazione come di una prima prova di
r i veglio di quella « coscienza politica ))
n gli industriali. dal Corradini invocata.
Considerandoci parte in causa . riteniaopportuno esprimere al riguardo la nor opinione e, abbiamo ragione di rite1
r e, in coincidenza con quella della granmaggioranza degli industriali che sono
r tti intorno a questa rivista. il che è
1 1 nto dire la grande maggioranza degli
ir du triali italiani.
d intendiamoci prima di tutto sul sir i fi ato delle parole.
h cosa si intende per « coscienza po-
o ad un regime repubblicano?
S'intende l'appartenere a un partito determinato o ad una qualsiasi delle frazioni in cui si diluiscono tutti i partiti?
Se per coscienza politica si intende questo. l'Idea Naz;onale può essere sicura che
la maggioranza degli industrialì italiani
possiede perfetto il senso politico o la coscienza politica che dir si voglia. poichè
ben pochi sono coloro che non profes sino
un principio politico e non appartengano
di fatto ad un partito.
Ed è appunto perchè il senso politico
prevale in ciascuno di essi. che gli industriali italiani sono stati e sono una « quantità trascurabile » nella ressa delle competizioni intorno ai poteri legislativi.
È appunto perchè gli industriali italiani
s ono prima di tutto o dei democratici. o
dei repubblicani. o dei conservatori. o dei
socialisti. o dei cattolici. o magari dei nazionalisti. eh 'essi - mescolandosi e affigliandosi ai gruppi che sintetizzano la loro
« coscienza politica )) - si obliterano e si
I iti • > ?
elidono
a vicenda. togliendo alla loro esi intende l'avere un concetto determi-,
senza
comune
di industriali. e alla loro cod gli istituti che ci reggono?
mune
dinamica
di produttori. qualsiasi
' int nde il seguire una determinata iforza e qualsiasi direttiva.
Non è dunque una « coscienza politica >
V, dere più av anti la ,no t a: V erso una nuo,,., ori ntaz ion e industriale.
che bisogna sviluppare per il bene d il
21
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - - - -- -- -- -- - -- -- - - - -- - -- -- -- - - - - - =-=
collettività e della nazione in seno alle
masse produttrici, bensì una « coscienza
industriale )), quella « coscienza industriale ) da noi ampiamente illustrata nel programma d'azione delle I. I. I.
Coscienza industriale la quale poggiando su interessi, aspirazioni, e idealità sincrone, può e deve far convergere in forti
gruppi associativi e federativi forze parallele, per rivolgerle ad obiettivi comuni,
determinando così veri e propri atti di natura politica.
Quando noi, sapendo di interpretare il
pensiero della massa produttrice, domandiamo una diversa costituzione del Parlamento, oggi infestato da un nugolo di cavallette retoriche che sono il flagello d'Italia; qua.rid~ noi domandiamo che a Montecitorio e a Palazzo Madama sia fatto posto ai diretti rappresentanti della produzione (industriali, agricoltori, operai) ;
quando noi doma.ndiamo che venga radicalmente mutato il sistema di reclutamento del nostro personale diplomatico e consolare , composto oggi per la maggior parte di gente all'oscuro di tutto quanto
fa e sa fare il paese che rappresenta ;
quando noi domandiamo una protezione
meditata per tutte quelle industrie che
possono garantire alla Patria la sua totale
indipendenza dall'Estero; quando noi domandiamo che il problema dell 'emigrazione sia illuminato non più dalla superata
teorica dei « rivoletti d'oro )) , ma da un
sentill}ento di alta dignità nazionale;
quando noi domandiamo che le più sane e copiose fonti della produzione non siano più avvelenate dalle statizzazioni, o dai
monopolii, che congestionano e deturpano
la superiore funzione etica dello Stato;
quando tutto ciò noi domandiamo, sosteniamo e DETERMINIAMO, che cosa
facciamo?
Non compiamo noi, non compiono gli
industriali che ci seguono, tutta una serie
.di atti politici?
22
I quali tuttavia non sono affatto, come si
potrebbe frettolosam nte supporre, la risultante di un matura COS IE ZA POLITICA,
n ì di
minata e f r
c
STRIAL
Ch
sem
mo
guid
men
magar
striali
Quindi
z,'onal
prescind ' ·
liani qu
alle
· quali congli indu. h da una
cosc1ennto si voad ei vedremin dustriali
olitic a non
d i demor i dal ceppo
n , per altre vie,
nut dagli indun z ionalista.
on l'Idea Nanecessità imu
i produttori ita1r
· ·
h sta in rapporto
loro opere, ai loro
v · rtù, noi siamo del panquista non possa esn attraverso la formanza industriale.
ri, come l'essere sat t di fatto che ha
politico con
t
sue prodi dare a tali
diverso per
d li ioni pe-
lariati,
già in
funzioni
pne ; e n
funzioni,
creare divi
ricolos .
Gli op r 1
questa
irreversibil
rtihcati in
organizzazioni h
t ri e d eterminano azioni m quanto
no organizzazioni di salariati, di uomini cioe che hanno una comune funzione economica, non
di uomini che nutrono uguali entimenti
od uguali pensieri .
Così deve essere degli industriali.
-- -------===----- -------=========== LE DUE COSC/ENZ
così sarà.
iciamo anzi di più.
sendo gli industriali dei produttori
·ome lo sono anche gli operai, tanto gli u1 i
he gli altri hanno hno ad un certo tratt FUNZIONI COINCIDENTI e, conseiu ntemente, COINCIDENTI INTERESI. Artifici politici di partito, pecorilmenseguiti dagli uni e dagli altri, hanno sin
qui impedito ad ambo le parti di discerner con chiarezza questa sincronia di funzioni e di attributi: la quale sincronia innegabilmente sussiste in non poche coningenze: per esempio di fronte allo Sta-
to, al Parlamentarismo, alla Burocrazia e
in moltissimi problemi di politica estera .
Noi non riteniamo impossibile che in
situazioni determinate non possano agire
di conserva organizzazioni di produttoriindustriali con organizzazioni di produtto.
.
n-opera1.
Ma perchè ciò avvenga bisogna incominciare col chiamare gli uomini e le cose
con il nome che loro è conferito dalla natura e dalle funzioni loro, e non con gli appellativi creati da piì: o meno eleganti speculazioni cerebrali od elettorali.
Le I. I. I.
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edita. da.l 1° Luglio da.ll' " Istituto Editoria.le Ita..lia..no ,,
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si compiace
di annunziare cbe col 1° luglio p. v. la pubblicazione della Ri/
vifh "Pagine Triefhne '" la quale tante simpatie e benemerenze
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si era acquiftate nel campo della propaganda patriottica, verrà ri/
presa a sua esclusiva cura e TRA SFO R M A T A in nitidi
r,1 .· i oli mensili di ottanta pagme, sotto il seguente nuovo titolo:
L' E S P A N S I O N E
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Il programma, integrato con quello cbe ·diede origine alle " Pagine
ri fhne ,, , sì còmpendia nelle ·' seguenti linee:
({ Lotta contro tutte le tendenze antitaliane m Italia o fuori d' Italia.
Difesa di tu.tee le tradizioni froricbe e di tutti gl' interefli nazionali,
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omici e sociali delle nuove provincie d'Italia in ra pporto con gl' inte/
i' e i diritti della Madre Patria, con speciale riguardo ai problemi
1
fri tico/orientali.
· Note di cronaca e di commento sul riordinamento civile, politico,
.,,uri ico e sociale delle fteffe nuove provincie d'Italia.
utela energica delle opere e degli interessi di tutti gl'italiani residenti
.di'·{ ro.
ffermazioqe d'ogni principio, diritto ed interesse d'italianità, ovun q ue
·r q ual iasi ragione effi esifrano e s'im pong ano, in relazione ad ogni
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« H 21 maggio si è adunata in Roma, ..sotto la
idenza del senatore Est er-le, l'As-s embJea
rdina-ria delle Società associate, chiamata a
utere il seguente ordine del giorno:
M ,odi-6.caz.ioni dello Statuto s·o ciale;
mina di consiglie,ri.
I I. nno partecipato all'adunanza moltissime Sol ' onsociat,e , ,rappresem,t anti svariate industrie.
r i pr,esenti not,ia.mo: ,senato.re Pi reilli, comm.
i,
llievi, comm. ,i ng. Dante F erraris, g'r. cr. nob.
V ,Jr,i, comm. P ,io Perrone, comm. Bocca, gr. uff.
l
apuano, g'r. uff. Silvestri, comm. Bruzzone,
4 ,min. M agni, comm. Besso, comm. Vanzetti, av1 d
Parodi, i proff. Vivante e Pantaleoni, l'av" , • il O livetti, il •comm. Simonetti, e molte altre
p ' I' ina-lutà d,e l mondo- industriale.
'
1emblea, dopo e·sa,m e e discussione delle
pi' >fl te di modi-6.ca dello Statuto formulat-e daJl 1 , pp sita Comm•i ssione nominata nella preceI nt
ssemblea del 28-29 aprile u. s., ha appro' d unanimità, le modiiiiche statutarie, con le
v,i ene deter minato il nuovo indirizzo deliazione e più precisame,nte, come dice il
del nuovo Statuto approvato:
1 L'Associazione ha pe.r i,soopo di promuovere
i .affermare in ogni manif estaz.ione detlla vita
1 pu
l,i ca nazionale, gli interessi dell'industria
I ll'econoniia italiana ed organizzare gLi Enti
ti per la difesa de.i comuni interessi di
g enier a Le >>.
l'As,sembJea è adc:Livenu-ta alla nomina
il
o Consiglio genera-le così composto:
Aducco prof. cav. Adrian-o , Ag1ndli cav. Giovanni, AHievi .ing. comm. Lorenzo, Arcozzi , Ma sino
avv. cav. Fulvio, B esso comm. Marco, Boc,ca avv.
comm. F e.rdinando, Bolchini prof. avv. F errucc,i o,
Bondi comm. Angelo, Bonghi ing. comm. Mario,
Breda g'r. uff. Ern,esto, BrunelJi c•o mm. Domernioo, Bruzzone comm. Emilio, Cairo comm. Enrico,
c ·apuano gr. uff. avv._ Mauri2:io, Casa,i bore rag.
comm. Alberto, Casini avv. Luigi, CO!nti gr. uff.
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Gi-o rgio, F enoglio ing. comm. Pietro, F eltrinelli
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-comm. Attili,o , Jarach comm. avv. Federico, Lepetit dott. Emi1io, Lodoilo comm. ing. Alberto,
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comm. Angelo, Pozz,i avv. cav. Roberto, Quarti eri comm. Ferdina-ndo, Rasini comm. Cesare, Santucci conte Carlo, S c anf erla ing. Gino, Simonetti
:=:.g. Epimenide, Silve stri gr. uff. Giovanni, Si,simondi ~ng. Alfredo, So1ldini comm. Pietro, T arg'etti com1n. :ing. Raimondo, Treves De Bo,nhli
baa--one Alberto ,senatore del Regn,o, V al:tze<tti
comm. ing. Carlo, Volpi gr. cr. nobile Giuseppe.
Quindi l'Assemblea stessa ha proclamato, per
aicclamazione, il .s enatore Esterle a suo pres idente onorar.i o.
Si è riU1I1ito, poi, il nuovo Consiglio g,enerale,
27
LE I. I. I.
=· = = - = = = = = = = = = = = = = = = = = =
che ha proceduto alla nomina del pre-sideinte effettivo dell'Associazione in per,s·o n-a del comm. ing.
Da,n te F eriraris, della Giunta Diret,t iva nelle persone dei signori Conti gr. uff. ing. Ettore, Parod-i
avv. Luigi, Volpi gr. cr. nob. Giuseppe, ed ha proceduto altresì alla nomina del Comita.to esecutivo così composto: ,c av. Agnelli, consigli,ere delegato della « Fiat », Torino~ comm. Bruzz0\11,e, consigli,ere d,elegafo delle Raffi.ne.rie Liguri-Lombarde Zuccheri, Genova; co.mm. Bondi, presidente
d-elle Acoiaieri,e ed Alt1 Forni di Piom-b.ino, Firenze; gr. uff. Capuano, amministratOTte delegato
d·ella Società me.ridionale di elettricità, N aipoli;
gr. uff. Conti, amministratore delegato delle 1mpre,se Elettriche Conti, Milano; comm. More,sco,
piiesidente della Sid-erurgica di Sav·o na; avv. Luigi Pai,odi, Genova; comm. Pe-rrone, pre-si-detn.te
del,la Soc~età Gio. Ansaldo e C., Roma; sen.atore
Pirelli G. B., Milano; gr. uff. Savestri, presidente deU.e Officine Meocaniche Miani e Silve,s tri,
Milano; g':r. cr. nob. Volpi, presidente della Soci,età Adriat.ica d,i elettricità, Venezia.
Segretario del Consiglio e del Comitato, avv.
Olivetti Gino ».
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In {,rimo luogo,
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/,re, I abile che cos1 s1·a
di
r 1°mmune da
Il voto deliberato dalla maggiore organizzazione industria? e italiana prelude - osiamo sperare - a quella nuova e più risoluta or1·entazion e
delle /orze produttive della nazione che tutti gli
industriali grandi e piccoli vogli1Jno e debbono
volere.
In attesa di conoscere gli atti con i quali il nuovo Cons·i glio generale dell'Associazione si accinge ad interpretare le deliberazioni tro{,{,o late
dell'assemblea, dobbiamo rilevare che tali del1'berazioni attestano nondimeno una maggiore maturità di quella « coscienza 1°ndustriale >> {,er la
cu1· /ormaz1°one sorse cotesta rivista, lanciando un
grido che tutta la nazione produttrice raccolse.
Al movimento sem{,re {,1°Ù visibile e profondo
da noi suscitato non {,oteva rimanere irsensibile
l'Associazione delle Soc1°età italiane ,:- .:r azioni
in seno alla quale, del resto, già da un anno e {,rima ancora del nostro avvento, non erano mancati i sintom1· di una nuova d1"namica in coinc1"den•
za con la pro/onda rivoluzione generata dalla guerra 1°n tutta la produzione italiana.
Il quadrumvirato F erraris-Conti-Parod1'-Volpi,
che il Cons1'glio generale dell'Associazione ha {,osto come motore delle nuove volontà, dà larghi
affidamenti.
Ma alcune osservazioni c1· vengono spontanee
e non possono esserci trattenute dalla pducia che
tali egregi uomini c1· ispirano.
28
tenuto alcun
oriale e {,oligra"nd re dalla sua
dai ca{,ital1' imi assorbiti, tutte
come dei cor-
res,f,
C1i1·
guida
.
··
ne per azioeclutato che
nti contro ol· i t nti. R1°sultato
ue7la d f,cienza de7
ri li italiani a cui
,programma d' ari rit ri burocra·
7 no tre associa-
ni in
{,oco
tre d
z1on1.
Non
cora cot1
sia la su
zione, chi ne
r quali vie le
n n si vuole ania ion , qualunque
II
o{, , v gestita come
qual i< i: ,7, ,. i
i, i quali stanno al
sodaliz1'0
m • i lienti
omo 171a Azienda, V ANNO CERCATI, AT IRATI, PROPIZIATI, STIMOLATI.
i aspetta che
1° soci si pr
ghino le quote, portino
re si dovrebbe op{,orr
,' tutta una energetica centu
appunto 7e maggiori resiste
sono nel fondo
del carattere 1'talico.
Ne consegue eh le van no tre assoc1az1on1
· ,.
m
..
VERSO UNA NUOVA ORIENTAZIONE INDUSTRIALE ITALIANA
rn,lu t, i ili e {,ro/essionali hanno pochissimi soci t1'midezza da educande; forse anche su{,{,ongono
che n01· 1'nsistiamo pro domo nostra.
D1' tal e 1'ngenua maliz1·a - se essa suss1'ste ci sia permesso sorridere ...
Per la prcpaganda - no1· asserton· ed apostol1'
conv1'nti - non spend1'amo chiacch1'ere, ma somme che darebbero 1'1 terrore b1'anco a molti coloss1' dell'1'ndustria, cioè centinaia di migliaia di lire
ogni anno, e non si vorrà credere che noi le s{,end1'amo pour le roi de Prusse !. ..
Lasciamo andare, dunque, e ritorm'amo alla
nuova orientaz1'one a cui si dispone l' Associaz1·0ne delle Società ital1°ane {,er azioni·.
Altre idee abbiamo da esprimere 1'n proposito
e altre ob1'ezion1° da muovere.
Ma quelle ogg1· espresse oHrono già ai l ettari
r,.; LE SORTI DEL NOSTRO DIVENIRE IN- suf;;ciente materia di riflessione.
Le scale dell' avven1°rc s1· salgono a {,iuòlo pe r
IW.'TRIALE.
I nostn' produttori sono su questo {,unto di una piuòlo.
/(}' 0
talora anche il 5 % degli interessati),
w l11 a messe di morosi.
; ., tituiscano invece le nostre associazioni, alle
,/,{, "I nze della Pres1'denza e de1° Consigl1', un
I ,•, tt, r amm1'nistrativo con sti{,end1'0 adeguato
.1 /11t •r ssenze; e sopratutto creino ottimi agen•
t,' pt II luttori dri ,soci, con buon onorario, buona
,Il,,, i,
buone {,rovvig1'oni sulle quote esatte;
111 I , ve tem{,o, 1· nostri sodaliz1 triplicheranno il
"11, , r degli iscr1'tti, decuplicando la forza, il {,e11 I. Ila orgam'zzazione.
,t tutto ciò rientra, {,er molt1' lat1·, nel {,robl e' , tiella propaganda, 1·n quel grande problema
1 I,, I
class1· industn'al1' ital1'ane non hanno anco1 ,, {, irce{,ito e al quale pertanto SONO LEGA,' /
Le I . I . I.
i prossimi n umeri
lavorazione na.zionale dei pianoforti
1 prof. Guido Ga.sp e r i ni "'
Presidente dell' Associazione dei musicologi italiani.
I 'industria. del mercurio e
! I Prof. Umberto Savoia.
la guerra.
del R. Politecnico d i Milano.
I...' industria ii a.liana rivelata. a sè stessa
e sa.re Goldma.nn "'
Presidente del Circolo per gli interessi industriali, commerciali ed
Milano e Membro della Commissione reale per i !rollali di Commercio.
l'altra guerra:
e
11
le conclusioni e i v oti della. Confer enza. in~
ter pa.rla.menta.r e del Commer c io a. Roma.
derigo Gialli.
la protezione legale dell'industria Ha.liana
rof. di Fra.neo
della R. U niversil6 di Napoli.
Corazze delle navi
F abbricaz ione • colla.u do • appli ca.~
z i o n e del contramm. Ettore Bra. vetta.
laghi artificiali in alta montagna
. Luig i L u iggi "'
Presidente dell'Associazione Italiana degli ingegneri
più grande industria rurale italiana
I I [ o f. Arturo Ma.re sca.lchi "'
Presidente della Societ6 dei V iticultori italiani.
Il r 1ordinarnento del Ministero dell'industria
lt
inondo Nobili Ma.ssue ro "'
Primo Segretario al Ministero delle C oloni e .
FABBRICA
DI
EooARDO
Per Telegrammi:
STUCCHI - COMO
STOFFE DI SETA
STUCCHI
COMO
VIA
GIOVIO
·1 l fcno N . 30
N. 5
RAPPRESENTANZE:
Amsterdam - Alessandr ia. (Egitto) - Bar i - f: 1 I p
Buenos,,Aires - Costantinopoli - C a iro - C l 11 (1 )I 1
Firenze - Genova. - Londra - Mila n o - M 11 r I v
New,,York - Napoli - Palermo - Pa rig i
Rio J 1 11 ·0 (
Salonicco - Smirne - Stoccolma - T ori o - 1 r 11 l
ukar est
- Da.ma.s
(Ca.na.ctà.)
ONORIFICENZE:
Varese 18 71 Med. del Ministe ro .. CoDl.o 18 7 2 M
Med. d'Ar gento" Milano 1881 Med. d'Or o. orn
d'Oro e Dipl. d'onore " Torino 1911 Fuo ri c-01 or
GRAND PRIX Esposizione Universal e P ri i 1
MEMBRO DELLA GIURIA Esposizio n
e ! t r I \()
Esposizione Internazionale Milano 1906 • Torino 1
igi 187 8
Meda.glia.
lla. Giuria..
I. I. I.
X
I
gli industriali e
la propaganda
bbiamo accennato nello scorso numero 1 alrie di articoli pubblicati dal Corriere della
ra sulla imprescindihile necessità di una razio1 , moderna, viva organizzazione della propanda italiana all'estero.
' utore di ta.Ii articoli magnifici, ,serrati, .strin•c nti, vihranti di italianità, equilihrati di forma,
e (fu i ,di acutezza, si è voluto nascondere dietro
incognita.
ccato ! Quella sigla ci occulta un uomo di alimo valore, un uomo nuovo, un italiano di, n I nte legittimo e diretto del più chiaroveg11t italiano che abbia avuto l'Italia: Nicolò
hi velli; ci nasconde un precursore, un an111111< i( tore di tutta una nuova generazione di il ,11 ui che spunta da ogni parte e spinge i suoi
i1 •11lti tenaci e potenti attraverso i ifitti grovigli
d li' ntica vegetazione a·bbarbicata al :pietriccio
il li, v rie ideologie in frantumi.
· bbiamo dichiarato, nello scorso numero,
nostra solidarietà coJ fondo delle nuove
I r pettate dallo ,scrittore, sul terna della
I,.( nda.
on solo, ma abbiamo anche netI "'" 11t dimostrato che la pertinace ritrosia dei
, 11 I 1 1 ., vernanti nell'adoperare la poderosissi, 1 , 1 I r volgente forza .di penetrazione che si è
, 111,111 I « propaganda » o cc pubblicità » trae il
alimento da una mentalità che non è
, 111 1, 1 11lt
soltanto alle sfere governative, ma è
I I I 11
1 gli strati politici, industriali e finanzia" I lt ,li , dove a tale proposito c'è da intra111h 1c tutta una educazione novatrice.
1 , , , in un articolo successivo, non meno
1 I 1 .I
dei 'Precedenti, parlando idei cc fini e
1 trumenti de-lla propaganda », pone in ri-
lievo come, per esercitare una efficace e feconda
propaganda, .occorrano prima di tutto IDEE, in
secondo luogo UOMINI, vale a dire interpreti ed
esecutori; infine, MEZZI.
on si poteva essere più sinteticamente esatti.
I ,d ue primi termini potrebbero anche fonder si, poichè, se è verò che le idee creano gli uomini, è ancora più vero che sono gli uomini a creare le idee.
· Comunque, è certo che Ja mentalità .delle classi dirigenti è, per raipporto alla propaganda, PRIVA DI IDEE.
· on manca .- possiamo con X dirlo noi, che
col mondo industriale e commerciale abbiamo
,l arghi contatti - , non manca la buona volontà di fare; non manca, cioè, il riconoscimento a prioristico dei buoni risultati che la propaganda
assicura a qualsiasi azienda o a qualsiasi paese
(un paese non è che un'azienda smisuratamente
più complessa e più grande).
Soltanto - amministratori di politica o amministratori di industria, - ricalcitrano, tentennano
dinanzi all'ATTUAZIO E; perchè , in realtà , non sanno - parliamo, s'intende, in generale - .da che
lato incominciare.
Si vorrebbe fare, si inclinerebbe a fare, MA
SI IGNORA COME SI FA.
Ne consegue che, o si sta a guardare quel poco che fanno gli altri, e si imita e si plagia; o·p pure si fanno cose goffe , maldestre, sproporzionate, intempestive, inopportune, irriflessive ; in
definitiva, vane e inefficaci.
Il risultato così ottenuto, FORZATAMENTE EGATI VO, fa pentire i più volonterosi idei piccolo ardimento osato, e concorre a persuadere della iI / , I. - . 5 - Per il prestigio dell'Italia all'este- nutilità della propaganda.
( Il' I lalia in Italia.
L ' on. Scialoia - id.esignato ministro per la
31
LE I.!. I. -= = ==·============ - - - - - - - - - - - = = = = == == == = =
propaganda - si trova in queste condizioni spirituali.
Egli vuol fare, tenta di fare, e brancola qua e
là, cercando idee e cercando uomini; non o sa confessare che in simile materia egli non
sa, e soprattutto non vuole interpellare CHI SA. 1
Eppure il Ministro della propaganda è un uomo superiore, il quale può benissimo permettersi il lusso di una ignoranza senza incrinare la sua
fama.
-Invece, no: quando si è grandi uomini si crede di sapere o di potere far tutto, magari di bai1
lare il valzer;
si balla sbuffando, grondando
sudore cacci ndo i pi di u quelli della forzata
e 1dolorant b 11 rin , tr 1 ducata e discreta
ilarità degli
n cessità della
Comunque, il
poco, che in
propaganda si ' 1mpo to;
scelto un uoseno al Ministero
zion
tero esclusimo incaricato di dirig
va:mente adibito a qu
' ,dicastero che.
R 1 T RE DI PERMAsecondo noi, deve aver u
NENZA anche dopo la gu
La via che l'Italia ,dev 1
è lunga, ed i valori pos
mettere in
evidenza e in efficienza,
tanti, da richiedere una stabile orga izz
sè.
Del pari, e proporzion 1
Ile singoJe potenzialità, è necessario
nostre Società industriali, i nostri op r i moderni produttori, creino in seno 11 l ro ziende speeia.li uffici di propaganda,
liono moltiplicare i,l volume dei loro .ff
soprattutto se
non vogliono ,f inire so.ffoc ti
sione che immancabilment
correnti arditi e tenaci.
È or,m ai indispensabile eh n
onsigli d' ammiriistrazione abbia posto un individualità forgiata dai nuovi tempi e ,dai nuovi bi ogni: il con-
Due episodii :
Secondo quanto abbiamo Jetto in un giornale di Milano,
per la propaganda itaJiana in lspagna, il Governo avxebbe
inviato, o starebbe per inviare, una per.sona - senza dubbio una brava ed egregia persona - che fa l'insegnante di
letteratura spagnuola.
Cotesto titolo ha a1Vuto, certo, forza deliberativa. Quale
propagandista più acconcio per la Spagna, di ,u n dottore in
Jetteratura spagnuola?, si saranno detti a Roma, nei nuovi ufficii propagandistici di Palazzo Venezia.
A noi pare, invece, che sarebbe stato assai meglio mandare a propagandare l'Italia chi avesse potuto documentare
di conoscere a fondo tutte le forze e i valori jtaJiani.
L'illazione è troppo logica, per il cervello squisitamente
giuridico dell'on. Scialoia...
- Abbiamo sott'occhio una pubblicazione della Carne- salente tecnico della propaganda.
ra di Commercio italiana residente a Ginevra: La pubhliSe è stata ammessa da tutti 1 n cessità di a cazione, intitolata L' effort de l'ltalie, è stata compilata vere in ogni azienda un consul nt l gale, il quaper cura di due publbllicisti italiani, Lucio Buggelli e Fi- le rappresenta una entità PA IVA, i deve a for lippo Sacchi, che segnaliamo al'la .riconoscenza di tutti tiori ,dare adito alla istituzion ,di un consulente
gli italiani.
per la propaganda, che sara
una ENTITÀ
Raramente abbiamo cvisto ,un quadro più organico e più ATTIVA.
convincente di quanto l'lta'Lia ha fatto, e fa.
Nella creazione di tale org ni m , il nostro Godn un fascicolo, in veste semplice e signoriJe, come lo verno offre ai nostri industri li r ziosi esperispirito :italico, sono raccolte, in sintesi organica e quadrata, menti.
pagine che ci hanno fatto fremere d'orgogilio, perchè sono
Basterà che essi facciano l'
di quanpagine di assoluta verità.
to il Governo vien facendo,
o, innanDopo alcune esaltatrici dichiarazioni di sdlidarietà con zi tutto, per la nuova funzi
lNI COMPEnoi, premesse da illustri cittadini svizzeri ,q uali 1'on. Emi- TENTI, vale a dire uomini
ingegno
lio Bossi, Francesco Chiesa, Henry Fazy, Maurice Muret e di sensibilissimo intuito, i
on i fatti,
e Georges Wagnière, segiuono articoli poderosi e riassun- cioè con le conqmste acquj it
so i rnetotivi su Lo sforzo militare - Lo sforzo finanziario (Luigi di di propaganda da s i
bbiano diEinaudi), Lo sforzo industriale (ing. Be1luzzo), e su Il sol- mostrato di sapere int pr
dato italiano, articoli che dovrehbero essere tradotti in tut- le ,moltitudini.
te le lingue e diffusi, a milioni di esemplari, m tutto il
Cotesti uomini
mondo.
vanno , certo cercati n'
L'on. Scialoia penserà, probabilmente, che Ja spesa sa- .del · Parlamento o d Il
ur
reblbe troppo forte...
ge senilmente il Gov rno .
Le I . I. I .
olo Bignami
G RANDIOSE OPERE dell' ITALIA NUOVA
o rete delle gran~
1 linee navigabili
ella Volle Padano
1n ottuozi.one
L,
I I t (I
l'
nces,sione, data di r,ecente per legge dallo duale svo.lgimeinto de,i lavori, entro due anru
aJ Po delJa grande lin-ea navidestinata a congiungere la m 1etropoli l,o moll'Adl"iatico, conferisce la facohà e crea
re al Comwne contra·e nte di es,e,g'uire il
o p rogetto in diecii ann-i, mediante i'l rimp arte dello Stato dei tre qui1nti del cattivo deJJ'opiera e iJ diritto di esig'eTe d::i.1lt 1,i Comun.i e Pr()lvincie interre,ssati la quota
I, 1 , anico, così da formare, con quella della
If
li M i'1a-no, gli altni due quinti delJa spe,sa,
.I I t I t r n e l 1 912 a 45 milioni di li.re.
l'I e ite diis·posizio.ni de 11lla le.g g,e dànno modo
· uire le ope!l"e, senza che per i terreni occor1i ' l aicrihzio pecuniario 0Jtr,ep1assi ciò che è
I 1 11 unente dovuto ai proprietari •e tspropniati e
1111 tt nido· la
pronta aooupazion,e deHe aree,
n, 1 t imar·e di aff.a.ti1cain1:ii lun,g aiggini proced u, I• I I , tes,so cailoolo delle quot,e obbligatori,e a
gli Entri looaiLi intereis.sati, verrà e.segui.ni Comune, .i n via provvisoria, -sui dati
deùla popolazione, potenzialità contrridistanza dalla linea, così da togliere
I r
ibiLe, e.cce:zÙone che ritardi fesecuuio,ne
I li
p re, mentre ,d ,egli Enti st.e1s,s,Ì sono gar,an•
, ,1 i i 1 ittimi iin.1:er:eislSii, poiichè, p•er l'otnere deti.a·rico di ci,aiscuno, si farà il conguaglio,
i del traffico, nel primo tmeirmio dall'a' I 111
al'l ',esercizio deJll 'in1:era line,a.
,1 mune di Mihno deve presenfa1
re al Go••
sei mesi, a programma pe.r il gra1, .,, ·, da M aano
.I il
1
rJ C omune di Maano, della costruzio,ne del progetti ,eiseic utivi parzi.ali, per la loro approvazi01rue, e deve iniziarie i •l avori entro un anno d ,alla data d,i aipprovaz.ione ded primo progetto parziale. Pert,anto, po.ichè g1i studi pe<r il primo tratto da Mila,no a Metlegnano sono già a buon punto e .n o.n vi è obbli,g.o di pl"esent-are prima tutti i
progetti parz..i.ali, così la grande opera potrà essere iini:zàata aippe:n•a verrà fatta la pace.
Come si vede, le ottime intenzioni da parte del
Gov,erno e del ComUJn1e di Milano si sono concretate Ìin un p'I"eciso proposito e vincolo di proceid.eir.e speditaim1eint.e .s ul1a v.i.a detH 'esecuz;one
de'lle ope:ne, su·perando tutte le difficoltà di viaria
natura che ,si opponevano ruLl'attuazione ddfini:ziativa .di co01giiunge.re il cuorie della Lombar.dia
al mare, per il Po, con una via che permeitteisse
il <t11aspoxto a ba,5so co.sfo .delle met1-;cÌ così dette
povere, o,s sa,a di poco v-a1ore in confronto al peso
ed ,all volume, e eh.e SOlnlO in genere que11Ue d.i. grande uso comune per le ~ndustrii.e. Tali difficoltà
provie1nivano in gr.an parte dal dover pa..ssare dagli studi a.Ida co1struzione di giiandiose opere, abha•ttendo tutta la rete osibruzioni1s·tiioa di aintiiche
a batudini men-ta.:li -e di molte diisposizi.o ni l-egiiislative, che non ri•e,s coino mai ad impedire gli abusi,
m •ent:r1e troppe volt.e iinceppa1n,o iJ corso all'attuazione di progetti di utid.ità gene•v ale.
Qui l'esiisten~a dii un progetto seni.o anche
se non studiato n·ei parti,c olari la c·oSJC1e111za
defila ;e,sponsabilità che si assumeva, con bell a
eneirgia, un En-te che offre tutte le g1aranz.ie m -
33
LE I. I. I.
=== = = ===== = == = ===
ralli ,e materia!L.i, ccxme ,i l Coonun e di Miilano, il note-viole conconso a carico della zona inter,esisata
ed a prova deffutilità de1l 'opera da tanto tempo
.inv,ocata, gli inseg'nam.,enti della guerra, che ha
posto m evidenza l'importanza dei g'ranc:Li mezzi di trasporto e, f.o.risc più .ancora, l'opportumtà
di pttie'paTaire Lavoro e;nfro i conhni d'Italia ai soldati, qua1n1do storneranno ,alle lOTo ca,se :he:ri di
ave.r compiuto il loro dovere per la Patria, ha,n no
trionfato di tutt,e le opposizioni ,e v.into ogni sicetticismo, sic.chè siiamo entrati nella fa-se ese,cutiva di tutta la più importainte linea di nav.i,g1a~one
interna, che si possa attuare in Ita'l ia - orm.alÌ a
buon punito per iil tronco dctl1la Laguna V etnJeta al
P ,o - ed il Comune di MiJaino ha già cominciato
a comperare le aree nec,ess·ar~e ed ,a cederle in
parte a queHe in-dustrtie che con slancio e preveggenza le hanno chieste per m.ette,r e i loro imJ>iantti, in vicinanza immediata della città, llllel
:Più stretto pos.siib.ile -contatto col mar,e e coll'ope:rosa e riicc1a zona che è solc:aita dal Po.
Ma la portata d,eHa 1eigge si est1ende provviidamente al di Jà ,de.i lavori per aHacciare Milano al
:Po, poichè le disposiz.ioni in eSISJa contenute sono
d·ichia:riate, ,in un aippos.ito arti1colo, appLicaibii1i a
tutte le domande di concession,e dii opere per la
in.av.ig1azion,e interna, sicchè già s.i nota un salut~re risveglio d ,i propositti nei centri intere•s1sati,
ché stanno agigliorn,aindo i loro prog'etti e p.repa•
rando le r.Ìs,pet,t ive domainde di concess1ione, in
base aUa nuova le,g.ge, certo ,f econda di gr.ande
utiliità per le popolazioni che pos,sono usufruire
delila naviga~001e B.uviiale e quindi, i111 modo speciale,, per la VaUe P ,adan'a.
I ,n tanto fervore .di opere, pensiaimo ,s ia utiJe dare un 'idea di gra.n ·parte di ciò che si sta es,e,g'uendo ,o che s'intende d.i e.se,guire quanto pr.im·a per
la naivigazione .interna nel Po, anche perchè, dal
co:nf,ronto, i dive.rs.i Comatat.i ed Eruti locali traggano stimolo a,d operare, i.n modo .che dal.La conveirgen.za id.egli sforzi nasca la .simultanea preparazione dei 1JT1ezzi per tr.arre, d ,alla linea in attuazione, il massimo utile possibile e :hn d'ara si compilino gili studi defuiitivi e si facciano Je pratiche per
l' e8'e1cuz.ione di quel'le altre grandi comunicazioni
per via d',acqua, .ch,e, o01L1a 1inea da V etn'eziia a M ilano, formeranno quella rete di graindi c,o m,unioazioni, ,d i cui 1a linea ,stessa è sitata più volte
definita la s,pin.a dorisalle.
Inoltre, da'1La descrizione sommaria delle ope·
re, già eseguii.te e da.IJ.',o g,gettiva espos.i~one dei
progetti che si vQgliono attuare, pare a no.i s·c,atur.iisca l'evidenrte neCle.ssità di pens1are fin d'o·r a
a ere/are una più sald·a e più completa grg'am~zza-
= =
== = - - ===
= - - - - - - - - - - =-
1
34
ben prop
mento e p
sa corri1sp
nulla n ell
si.a indisp
bene d.ella
Tali le fi •
st•o .studio hainno dato gli ,elem
sere pure d'elogio ,
color.o , sp ecialment
lenzio i loro seveii
procurare, colla n a
meiz:z.o - ne,i l1i wlt
vuinque s conosciiuto,
lo svolgimento della
durre di quanfo è po
dotti, affinchè queistii
n•el mondo, a lato a u
genere aSiSai più di no,i
dizioni naturali favor v i
d:uzion•e e quindi de'l b n
cia1'e.
ncrri che si sipeoiache disciplini
gli sforzi, s.ico orgian.ico e
di ogni e•l ead o.g:nii spe•
to posis•i bile,
o d.i quanto
caci, per il
tto.
ostro modeo quanti c i
che vuole es-
1
, un potent,e
o.,. quas11 o•
eto - per
, oosì da ri. no.stri piroa ff erm ars i
nazwni, 1n
ezze e con•
o della pro•
g'ltlÌ ola•s.se so-
LA LINEA NAVIGABILE DA VENEZIA A MILANO.
pmno1ip10 e•
seo:icitarono l e f,errovi
· gaziione interna, sì che le vie Huvi
er un cC1rto
tempo d,estinatie a so
te ,aJ. ra,pido ,estend•ers1i d,eJ niuov
rasporto, la
penmane.niza dal 1859
do.minio au•
stviaco nel Veneto,
p T
n
interessi da
quelli defila Lomb r · , 'l p
ento delle
condizioni del P ,
l' p
ella navig'ab i!lità, per l'abband
·
te111zione diretta a cOll'ltsetrv r
fondali del1' aoqwa ,n el fiume in
lo ,stato pri•
mordiaJle di svwlupp
·o ,f a delle
nostre industri
l m n
Po, di un
eiraindie centro indu tni e, di t,ru sero a poco a
poco, a monte d U
nfl i n%.
"nctio, quasi
com-plet,amente ue'll
B.uv.ial-e che,
dal1a Società Per 11,i P r di i (1846-1848) e dal
Uoyd Aw triaco (1844•1
una · volta fatta
ainche .con piroscafi ii.no
e che r~sorse, iin
queisti anni di guerra, poiche i videro t.raisportarie sul Po, anche da P ja,c enza e più ,a ncora da
Crem.ona, notevoi1i qwanitiità di merci in zon·a di
guerra, procura,n do così 'UJil efficaice aiiut,o aille f,eit'•
- - - = - = = - = - == === ==
• scarse
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
di materiia1e ed ingombre di merci
Con entus1iasmo P ,rovincie, Comuni e Caimiere
cli persone per gli imponenti trasporti richiesti di Commercio di Milano e Venezia procedetteI fronte.
ro ,nello .stesso anno 1910, alla nomina di un Cou rue-l 1900 ,c he v,einne im:postatio dai! Governo mitato Promoto,r e, composto _d i vere person·alità
probliema di d.are maggiore sviluppo a.Ila n ·a vizione ri nterna, tT:a V.enezi.a e MrLano, colla no•
r inia di una Commissione inca,racatia di proporre
1 provvedime.nti più adatti: essa r.if erì nel 1903,
p iailm.einte con,sigliando una lineia per natanlti
d 600 tcmnedlate dei seguente traociato: V,ene• Brondolo, Gavanella Po, Fi'\lll'Jle Po fino alla
dell'Adda, Fiume Adda hno a Pizzigheitto• canale da costruirsi tra Piuigh,ettone e Miper Lodi.
proposte cLi quella Com.missione fecero sorr i,l des,i.deri,o che iJ problema de.LLa navigai ne .interna fo51sie studi ato per t,u tti i più im1 rtanti fiumi d'ltal.ia e ciò, se produsse il vanI ~ io che &i sottopose ad un dil:ig,ente ,e s amc,
i rapporti della naV'ig.azione, ogni fiume d,eUa
r ni ola, f ec1e p,e/l'Ò perdelie un tempo prezi01so,
roi hè ven,ne rim,an,d ata aid al1t1ia eipoca l'esecuj nt di opere che ,sia1,ebbe stato utile ,aJttuare
111 i. o, dato che Jo studio d.dlle cond:izionii del
I
veva intanto approdaito alla conclusione che
,,n eniva :riavvirviaI"e energiioamente i tria.sporti per
1
l'.aoqu a tra V,eme2.ia e Mrlaino.
V nnle così nominata una s·econda Commiis1siohe riferì nel 1906, ed occorsero poi ancora
111 ttr',anni per trovare, coHa legge deJ 1910, una
f, 11 la ,da applicar.s i in qualunque caso in tutta li I, pe,r l'e1Secuzi0il\le d,edLe opere proposte: comqu sto aissaii difficile, che noi it,aliain·i abbiaIl
i sempre !',abitudine di volerei porre per
luzi.on,e dii tutti i problemi, faicen.d o così delle
i che troppo spes;so non sono verameinrt,e al I por nessun caso. Que.sta volta però la leg11 f tta con ,c oncetti inf ormat-0ri che batsfaro•
f rne intuiire [' applicabi 1ità, s~a pure con
11 l h
dero,ga a.Lle precise disposizion,i in e,ssa
I lit • s.icchè specialmente Mila.no e Velft!ezia
r dii buona lena al lavoro per avere il più
ibile la ,desiiderata gr,ande lin,ea di na• che f1aoas•s 1e d,d porto di V,enezia la
di arriv-0 deJle meI"oi daJ mare, dirett,e,
tli natanti, alle popola:ziioni lu.ngo il Po ed
· ,n1ali che vi affiuiscono, e di Milano
ile arrivo delrrie mater,i,e prime neces1 e · nduistrie, ,al!le suie costru%1Ìoni ed
z-ione deg1li abi anti, real~zzando così,
, n amente per ognuna delle due cwttà,
1 o ,lizioni di sviluppo del1a ri chezz,a,
a
la
p osi .centri dell'este~o debbono iJ loimo increm'ento n:egli ultimi de.ctenni.
1
1
1
1
a
presieduto prima dal compianto on. Ca.rm.ine
e poi dall'on. Romaini.n-J aicur - ,e versarono subito L. 60.000, g~udicaite necessarie per la compilazione d,ei prog,etti. Certo fu grande fortuna e
m:emto ch•e l'inima-tiv.a s-ia partit,a dai due centri
ca1po1Linea, ed a questi si ,sia mantert.uta ristretta,
pe,rchè il Comit ato potè così ideare le opere per
una grande comunicazione, che tiene conto solo
in ,limiti ben giustificaiti dei desideri di tutti gli
atltri centri avvaintiagg1i,ati. i quali neà loro in&ieme certo non rappresentano 1a s-om.ma di interessi rle.l ,porto di Ve:nezi,a e della ci-ttà cLi Milano, e che, e.on tendenze oppo.ste, avrebbero assai probabilimente eseirci:taita un,'az.ione per lo
meno ritairdatrice Sl\11 buon esito de.gli studi e
delle pnaitwhe da esperirsi.
Il Gom.itat•o Promotore decise di a,t tenersi alle
pI"oposte ,d elle preiceden-ti Commissioni Minisiteriallii ,e pr,es,entò i prog'lestti neoe,ssiari: su quei pro•
getti or,a si stanJJ10 e,s,e,guenido i 1aivori del tronco
della Laguna V,e.nierta aJ Po, e venne data la concessionie al Coanune di Milano per La costruzione
del foatt-0 claJl:la foce dell'Adda a Miitaino, per Piz:..ighett,o ne, Lodi. Med,egnano e Rogoretdo.
Intanto ~ell 1911 l1a li-nea Mi•l ano-V enezia veniva con deciieto rea1e, ·a termiine cli legge, ins.:ritta fra le linee navigabili di s,eic-on.da olaiss,e,
051s,ÌJa f11a quelle che mettono capo ,a porti marittimi e giovano al triaffico di un esiteso terrifor.io:
con tia,Le ,provvedimento ,si stabiitiva im.plicitaanente che J,e r.elativie spese per opere nuove dovevano esse.re pe,r t:re quinti a ca,ri.co de!llo Stato e per
gli ailtri due qu.in•t i a car.ico delle Provincie e Comuni .i.ntereis,sati, mentre le opere di ristahilimento e di m.,. nutenzione dovevano gravaiie intertam~te sulllo Stiarto.
Appena .il Comitato Promotore ebbe terminato
i suai stud.i e prec~sam·ente neJ -1912, la Caanera
di Commer.oio di Molano, con un atto che torna
a pel'lpetuo suo onore ,e col p.laiuso degli ailtrii Enti iinrteiressati, pre&enrtò al Goveirn,o la domian.da
di conceS1sion.e, ch,e però noru eibbe ma.i corso nonostante iiJ ,p ar,ere favorevole del Con1sii,glio Superiore dei Lavori Pubblici sui progetti de!l Comitato PJ:omotore - speci,almente p,er Je difficoltà
inerenti ai no.sir.i ,siis•t emi d·i conc:essione à forfait,
dai quaili iii Gov1erno non voleva .d erogare e che da
altra parte avrebbero ,m e,sso queH'En.te in serio
imbarazzo per le ev,entuali somme di ecceden:z-a
35
LE I. I. I. == - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
.- - - - - - - - - - - - - -
della spe,sa sul pr,e-ventivo di queJ complesso di pro poirzione de:i due quinti d e lla p e, a, per le linee navigabili di se·c onda cla s
l Stato si era,
opere nuove per l'Italia.
Le trattativ,e tra il Gov,em.o, riluttante ad ispi- s econdo alcuni, g,a rantito d aU o
r re gli altri
ransi a eone.etti moderni e più pra1t>ici, e la Ca,me- tx,e quinti, poichè purtroppo vvi n e he quando
ra di Comme•rc.io di Milano, disposta e deci,s a ad un OIIlere così grave deve e s ser
ato da diverassumere la costruzione d,elle opere, purchè dal sa corpi elettivi, molti si iritiu t in di ,addossarlo
lato finanziario ,s uffic-ien-tiemente garantita da o- agli Enti che rappresenta.n o .
eva ta,nto
gni s,0 rpresa n ,ella sua azion,e ispirata solo aill'in- più facilmente avve,n iire per ,iJl
,alJa Lagu~
tere,sse gen•e rale, sii protrlaevan.o ster.ilmente, ,rua Veneta aJl Po .in quanto,
lo a sè e
quando, per opera di un gruppo di deputati, s.i co- f aicendo quindi il r~parto d e l
n · r o de,i due
stituì n-eM'aprile del 1914 il Comitato Parlamen- quiint.i della s 1peisa fra le P ir v in i e i Comuni
mente d:11
tare p er 7a linea navigabile Milano-Venezia, for•· ii:iteries sati a qu,eJ tronco, ii n dip n
mato da circa 80 deput,a,ti qua.si tutti della z-ona coille,gaimento 00111 Mil,ano, n e d
un sacr1:mteressata e che stab.~lì di inizi,are una vteTa hcuo pecuniari.o troppo g11av e
degli Enti
campagna per obbligare 1il Govie11no a prend,ere che ·avrebbero avuto un van t,
que,Ì l •a:vouna posizicme netta di fronte ad un 'inizi.a-tiv·a di n. Ad ogni modo ~ Comitato P
ntare deiei•
se di appoggiiare l'app·rovaziion,
ud progetto
tanta iimportainz.a.
il pr.mc.i,p io
Furo,no pt[ies1entatie all.a Camera numerose in- di legge, n,ella fiduc.i1a .che, mm
te.rpeUanze e se ne chi•ese J'immediat-a discussio- dell'esecuzione da parte dello
di ueHe opene: nQlll la si otteinne, ma si raggiunse Jo scopo re, le probabili .difficoltà si
ro a comodad'.i obbligare il Gove rno a di,chiar:ire che si sare.b- te, ·per vi.a, con qualche nuova di
be occupato del problema coilJ'intenzione di risol- ge che abrogasse quell'arti l
verlo e hna,l mente, quando neà Comitato prevalVe1nuta La guerra, l'Amm ini tt· zi,o ne Miùùita.r c,
. .
.
se la te,ndenza di s,eparar.e, per l"eeecuzione, il ripara,ndo al torto di n•on ,aver m tu pnma ncono·
, élltte,re di
tr-a,tto i•n vic-inéllnza di V.enezi,a da qweJlo tra Mi- sciuto per netSSU'nia V'.iia navi ga .
lai:110 e il Po, si persuase .il Governo alla presen- preva•l ente inte11es•s1e dti .dii,f,es
tazione di un progetto di legg,e per autol'\izza:rlo vevamo una le1gige su.làa n •a vi
ad eseguire direttaimente .iJ tronco dalla Laguna cinque c1aiss.i d:i va.e navigab ili .
t i,n1:z.Lare s1en•
Veneta al Po, preve·nt.iva.to in 9 milioni dti lire, sar.itta nella pr,i m.a cla,s.s e, de 1J
ned,la cet"tezza, come inf.atti avv,enne, che :si sa- z' altro i laivor.i del tronco d 11
un1a Veneta
re.bbe f aci-Litato praticameinte l'•i n.izio de.i l:a:vori, rul Po, d'accordo col Minist er d i Lnv ri Pubblisempl-ih e! ando il probl,ema, e che la oostruzo.,o ne ai, che, con decrefo Luogo tien n i I dell '11 nod,el primo tronco avireibbe promo,sso ain che l'e,se- vembre 1915, modificò qu e ll 1
, srtab.iJ,e ,n do
cuzicine ded più importante c01JT1plesso di lav0t·i che i lavor.i potessero esser e iniz i ti e1t1za att,en•
frn Milano e il Po, po.i.chè no,n è pos,sihill.,e ,pens.::\• de.re che fosse coonpiuta l a pir
dura r.ichie·sta
re ad u1na vitale na,vug.a2:1ione nei.I.la V aille Paidana, per l'accertame·nfo d e gli Enti int r
senza metteire Milano nelle migJ,i ori condiuOilli rilascio delle delegazioni r el ti
pos&ihi,li di c o municaziclnle cdl nostro ma1g.gfor buti.
hum·e .
F rattant,o, una Comm.i.ss.io n ,
· ' elegat.a pro·
Quel progetto divenne legge dello Stato e put"- cedeva a!l r.iparto, fra 1e div
incie e Cotroppo vi si dovette .acco gliere un ,articolo n ,e l muni interessati, dell'o,ner e
degli Enti
quaile era stabilito che, pe,r l'iniz.io de,i },avori, locéllli, per que:l p.r,Ìmo tr-onc
·nea navi,g,ar
occorrelV'a .a.ttendere -che Provincie e Comu- bile da M ·il21:110 a Venezia: i
t•i stridetnti,
in1.
.interessati av,esse.ro rilasciate le de,l eiga- tra le cifre eh.e ne r,isuJ.ta1r o n
z1oni suhle sovrimposte terreni e f abbri-cati di cias,~un Ente nehl'esecu %-i
e sui proventi del .dazio-consumo o su al- ne1a, dicd1ero luogo a prot e, t
i divens.i Consitri cespiti per le quote di concorso .a lor,o car:iico; g-1,i P.roVÙnciia!Li ,e. Comunatli, 1 u1ruli ebbero però
ciò 'e ra conforme aHa leigi;te sulla navigazione in- i1 vantagg;i,o di affrettare l a
luz,i n,e ,anche per
terna, ma avrehbe impedita o ri-t,ardata aissai la ~l tr:atto da Milano a1 Po.
es,ecuziione del,Le o,pere, ,se no,n f o.sse venutia la
Ed i.n v,e.ro, dopo un atti. 1 imo scambio di
guer,ra. Infa1t-t,i uno de.i più g:rav.i riimproveri mos- idee tra il Governo e ,i l Comun di Milano - ohe
si alila legge del 1910 suJ.ila lllavig'az,ione in-terna aveiv1a oreiato un 'appos,ita s,e zion1e dell'Ufficiio T ecè precisamente che per il solo fatto dell'obbltigo nico Comutl'aJ,e per lo studio del nuovo porto di
di partecipazio1."l1e di Provrunc.ie e COl1llu.ni nell'alta Mihno e del colle,ga.me,nto col Po e si era oon1
1
1
1
1
36
=---- - --------= -- -
inito dell'uitilità
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
di accogiliere senz'altro la pro- massimo con natanti da 600 to.nnellat.e, che, nei
Jl sta che er.a .stata fatta dal Ministro diei Lavori diversi tipi, hailino dimensioni variabi.li da m. 56
Pubbli,:i dii preise,nt,a·re esso la domanda di con. ssio-nie deMa costruzi,01ne del tronco M .ilainoPizzighettone-F o,ce deill'Adda pre,s1so a poco se. ndo il progetto del Comitato Promotore si
ddivenne alla stipulazione della conve·n zione per
il tron..:.o Miila,no-Po, a,pprovata poi nel marzo sicoro da1l P-arlamenito coni una legge .che, \la
mpleta dando al Comune di Milano le opp rtune facoltà per ,i l bltllanziamento dell'iimpre• per g1i e&propri e per il' esaz,ione de.i cont.r:i,buti degli altri Enti locali .iinte,re&sarti.
Re.sta c,osì as•sicurat.a l'attuazione deHa g'irande
linea narv,igabile che deve congiungere Vene.zia
M •ilano.
La linea, in cO!llformità .alle propost•e delle Commissioni mi•nisteriiali e al pl'ogetto del Comitato
Promotore, risulta - coi porti capolinea, da coniderarsi a parte così formata (Fi,g. 1):
1) Porfo di Venezia;
2) Ca1nali la.guna ri dail porto di Venezia a
Br ndolo, per una lunghezza di circa km. 35.
3) Ca.nru1e navig·abile, in paTte nuovo e in
1
p rte formato dalla siisitemaz.ione dei oa.naili esit nti fra Brondoil o e il Po, a Cavanella Po, per
11n
lunghezza di circa km. 20.
4) Il fiume Po, da Cava.neJJ.a Po aUa foce
,I !l'Adda, per .una lu.ng·hezza di circa km. 272.
P ier qUJesto tratto già .sono a buon punto, per
, , rito de.i Comiita.t.i locaJi, g}i studi per i porti ed
; • nali di ahlacCÙ.amento d,elI.e più importainti citi , in vicinanza de[ fiume, qua!i F e:rrara, Manto, Cremona e,d anche Piacenza, che trovasi a
t , ,nte delLLa foce dell'Adda di circa km. 44, ma
11 qual,e, per la ,s ua importanza, converrà far
• 11 1ivare Ja
g.rande navigazi-o n,e con natanti da
00 ton n•elllate: pure pronto è il progetto del por••• li P ,avia, s,u!l Ticino, in vicinanza deJla sua
1 •
nel Po.
1
~) Nuov1a limea dalllla foce de1l'Adda, peir
I ; zighettone, a Milano, de.lil-a lunghezza di cir.ca
t , 70: .per questa linea il Comitato Promotore
e la canail:izzazione deU'Adda fino a P.izzie e di qui un nuovo Call1aile hno a MilaJno,
) Nuovo porto di Miiitaino.
Il percorso realJ.e da Venezia a Mila.no somma
rt nto ·a circa km. 397. Per la potenzialità dell~n a venne adottata qu·ella di .n atanti per 600
ton llatc, poichè le condizioni del fiume Po, conf, ont e con quelle degli altr,i fiumi dell'estero
i svolge attiva la navigazione interna, veniudicate tal.i da permetter,e i trasporti al
a m. 65 rper la luillghezza, da m. 7 a m. 8 per la
larghezza e che pesca,no, in carico, da m. 1.60 a
m.
2.
Con natrenti di più gr.a.nd,e capacità e ve ne
sono che arnivan,o ailile 8000 tonndlate si ottengon.:> all'este.ro vantaig,gi ancora maggiori, colla ,nav1gaz-ic1l1le mt,erna, di queLli di cui dobbiamo
accontev.ta.rai per .il Po, ma si dey;e osservare che
p:uve alreste.ro iJ n ,ataJJ'llte dia 600 tonnellate vie-ne
riguardat,o un ottimo e vantagg.ioso tipo per la
~rande navigazione fluviaile, siiiochè la n:iova linela figurerà certo fr:a le mig:Liori in es,e.rciz.i,J.
Così, ad esempio, le comunicazioni tma i quattro
g11aindi fiumi Rein10, Ems, W eiser ed Elba -s ono
.state studiate peir ,I1Ja1tanti da 600 tonnelllate e il
g:rande canaile da Ber1iino aH 'Oder venne nel
1914 portato daJ.'la potenziia!Li.tà di natanti da 400
a quella di natant~ da 600 tonrueil:late, stimando
che i vantag'g1i di una tale tra1sforma:z.ione compensasse.ro la 'g•r a,ve speis1a, ohe, per jJ percor,s o totaile da Berlino a Stett~no, superò i 100 milioni
di marchi, comp11endeindovii notevoli sistemazioni deU'Oder.
Pass.iamo 0l"a 1senz.'altro iin rapida rassegna, per
ogtni parte d,eilla ilii.nea Millano-V enez.ia, i lavori o
g1i studi e l,e pr.arl:wche 11eilative aille grandi opere
che si spera saranno tutte eseguite il più presto
possi.hi.l,e.
PORTI DI VENEZIA.
La città .di Venezia, oltre all',attuaJe porto, che
foovasi .nella parte occidentale della città, avrà in breve volgere di anni un nuovo porto, ora in costruzione, nella località detta Bottenig'o (Fig. 2), dove le industr,ie trove.rian.no fad1m:ent•e det1Le are,e d,is•ponihiil.i a ba·s s•o priezzo
per i loro :i11npiainrti: sicchè Venezia avrà in avve•
ni.re due porti1 quello ·com.me·rci.ale, adi·acent.e
ruLla ,c ittà, e quelJ.o i·ndUJsrt.riiale, in t,eirraferma, dove
le industrie potranno più f a.cii1m.,~.nte aff•e rm,arsi
sen:z>a turbane 1,a meravigiLi.o.s;a h ,s,i onomua a.rttiistic.a di Venezii.a, e, d,ail lato econ•o mico, quel movim1enb de:i f oa-e,st~en-.i, ch e s·i calcola v.i appoirti
owca 30 milionii ,aJll'an.no e eh.e sarebbe grave error.e non tener.e in s,perurule com1S1i.derazione. Con
un apposiirto prog.eitto di l ,egge ve.rrà aggr,e1g.atia la
zona di Botten•ig-o ,aJ territar.io di Venezia, in modo da rendere unico l'interesse ne.Ilo sviluppo dei
due port.i.
lmportant.i lavor~ vennero esegUJiti da!l 1909 al
1914 ai porti di Venezia, sotto la dir,ezione del
comm. ing. Cucchini, per l'import-o complessivo
1
37
LE I. I. I.=================== === = === = ==== = == ======
a
di ciroa 6.800.000 lire; essi comprendono per
porto commerciale:
1) La for-maziione d.i un baic.ino di aipprodo,
a ponente del modo occidientaLe, della trurghezza
di m. 150 e della lunghezza di m. 870 ,e col fondale di m. 8,50 sotto il livello del mare.
2) La formazione di un terra.p ieno per allargare di m. 120 iJl modo di pon1ente.
3) La cositiru:z-ione di una hanchina di approdo del.La 1ungh-ena d.i quaisti 1 km. e con fondal1e di m. 10 so±to il liviello del mare.
E per .iJ. port,o industri:aJ.e :
1) L',a.pertwra di un cam.ale di ruccesso della
lungh~ua di m. 3700, della largihezza di m. 28,
iin cunetta, con fondale di m. 4,50.
2) La f armaz:ione ,d i un bac~netto di aipprodo delLa llllilgheua di m. 500, della larghezz.a d.i
m. 65, e d,el fondale di m. 3.
3) La formazione cli un gr,ande terrapieno
deillla superbe-i.e di circa lljt11 milione di metri quadirati, alla quota di m. 2.40 sul Liv-eJJlo del maire.
È in corso di esecuzione e siarà termm.arto entro il 1918 l'.approfondimento deil canaJe e deJ
ba,c ino di tenraf erma hno allla quota di m. 7 sotto
il liv,eHo del ,mare.
Di p;iù·, è stato p.r.esienta.to n,d 1916 un gr.a111de
progetto di maSisÉna da ,eiseguir,si graiduadanente,
e ,che comprende v,airi lavoni a V enez.ia ed in terraf erm~, fra i quali l'ul.t.eriior-e es-cavo d,el canale
di ,accesso e de[ baiciino d.i terrafe:rima, fÌin,o alh
profondità d.i m. 9.00: detti 1avoni sono in pa.rte
di ca11...,ttere idraulico lagunaire, in pa·rt-e d,i ca•
ratte'l'1e f,errovii1rurio e di ,s qprastrutture sui ,m oli
e le b~nchine: jil deposirto dei petrdLi verrà traSJpOirtato m ter:r,ruferma: si dovrà pravvede11e a
g'r,and.i .impiainti ,d i attreuaitul'la dei due porti ed
aUa costnuzio.ne .c:Lei mag1azmnii e di d.ue ba1cini
di carenaggio galleggianti. L'insieme di questi lavoni è stato pnev,entivato in lire 30.600.000.
··Pert.a(tllto, a V enez.iia, Governo . ed Enti locali
hia.nno lavor.a.to tin quetSti ultmni anni e si preipa•
rain•o a lavorare in avveoo,e oon ene.rigia ancora
mag1gii;:)Te ,pier lo ,svi!Luppo comllTl!ericiaJ'e ed .indusitr.iale de~La città, ,e certo [1a navigazaone interna v,i porterà un notievo1l:~s1simo contributo, poichè la lag'Uinla di Venezia è destiruaita ,ad e.sis,ere
testa di lin·ea di un 1msieme di humi e oana!Li ,che
col tempo potranno ar.niv.are, .seiconido i cailcoli
deUe Commissioni miinisteiriali. alla comple,siSiva lun;thena di Ollioa 3000 chiJ.ametri, e forse
neSISIUil •a~itro porto aJ mondo potrà offrire,, come
la Laguna V-eneta. così ampi baicini ben d ifos~ e
trainquiJ.li, ,aicceS1siiibil:i ai graindi ba,stimeniti d·eJ
ma'Ile e ,d-ov:e lo S!caimbio deJ,J,e meroi potrà effet•
1
38
tuar.si dirertta~ente tva quie, i ed i natainti della
navig,azicme Huvia~e.
IJ morvtimenfo de[ porto di V
queniniio dta!l 1908 al 1912, è ruli
2.880.000 tonne.lila,te di m1er
cate e da 67.000 v~aggiiator.i
iJ totale delle navi ar-ri'V e e p rtite salivia dal
numero d,i 7531 a 8361 e da 3.91 .000 a 4.456.000
tonn. di stazza ,n,etta. Pertanto ,i l p rto di Venezia
è il secondo port,o ita.liano p r 1 merci (Genova
nel 1912 ,etbbe un movimento. in m
i, di tonnellate 7.368.000) e il qu,arto p r i
g,iatori (Napd1i 911.000, Genova 322.000, P 11 rmo 227.000),
ma purtroppo il suo mov•i ment ' in modo part~colianmente priepondeiriante in m n
aig1Li strarui.er,i , poichè nieJJe .aif:re oi.tatc 1
ndi,era estera
hgur,a per il 70 % per le m e.r i
p r il 96% per
i viaggiator.i, e ,sicans,o hn ,a,d o
ato il contributo della popoJ.-aZlione di V en zi all' ttiv~tà del
mare, poochè, d,a una statist,i
pubbLicatia d.a
qUJellla Camer,a di Commer i
uàte:riebbe eh.e ,
di conf-ro a 43.680 uomini i
neUa. gente di
mare a GenO'Via, se ne hainn
6.232 a V,ernez1a.
Cerl-0 il problerrua dehl'iattiv~t' m r.inara di Venezaa sii ·impo!Ilie al Govenno per UJ! d po guerra ed
a .risolverlo gioverà non solo
ir tt mente, ma
a,nche indirettamente .la navig' :r.i n ~n1terna, per
la magg.i,or,e pass,ion-e a[ m are h
ne der.iiv,erà
aLle p()pdlazaon'i lombarde, v, n ,t cd emiLiiane,
per la più stretta fU1Sione degli interessi ed il
maggiore imip,iie1g'o dii caipital·i n 1 Jl mar1ina ,m,ercarntille .italiana.
La Lagullla V enieta è ,sod.cat
numerosi camiLi, che, raimih,crunidosi, s.i diip rt no da.li siuoi
sbocchi n·eil mare: tra ess-i, 1 line.a nawgabile
V1emezia:.M,i:Lano se,g uirà pr.iim
·1 canale del:la
G iudecca, poi ,i l bacino dii S. M r • il canale di
gra1n dei navtigazionle hno aJ1 p rt di Ma1amocco~
in s•eguito i caruali di Peilestrin e Cairoman, da
ultimo, da Chioggia a Brond
, iJl ca111alé Lombardo.
Notevo1e. .importanza per l n v,igazione interna verrà ad ,avere iJl porto di Chi g'~a. per il quale dal 1911 .al 1915 vennero p e circa 3.200.000
delle 6.600.000 lire ,preventiv te per importanti lavori, che .saraJlljno uiltim ti appena termin •erà la guerra. La ittà di Chioggia, che or,a conta 35.000 abi,tarntii e vive pcda1m1ent,e doHa pesca, avrà certo ·un g,r,ainde v :ntaggio dal,l a linea
navigiabi:le da Miilano a V enc%1ia, perchè urua parte del traisbordo delle met'lci, dai piiroscah sui natanti fluviali, avverrà in qU'e sto porto, pei: ns,parmiare iJl p,e·rcorso hno a Venezia.
1
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
l1 VO TRONCO IN COSTRUZIONE DA la navigazione e da botte a s.i fon,e , per il sottopaissaigg'io del colletto.re di bonifica Padano-PoleIIRONDOLO AL PO.
già si è detto, l,a guerra ha affrett.ato l'e11 i ne ddJ.a grande linea navigia,b ile d,a VeM ,iJaino per il tronco da Brondolo aJ Po.
nne iilllizi,ato nel 1916 e verrà ultimato nel
, nte anno. Esso si sta.oca dal canaile LaguaiaL >mbardo iin v.i oin:anza d·i Brond10lo (Fig. 3) e,
ozzo di conca o sosteig'no. raggiunge a bree
Fig. 5 -
sano.
L'allacciiamento col Po è fatto a circa chilometri 2,5 a valle di Cava1ri.ella Po. ~n un punto
dove le condizi,on,i del hum.·e sono ottime pe:r la
profondità del fondaJ,e e la staJbilità della spon•
da, di antiioa formazione.
La sezione tipo deil canale è quellla che riStUlta
Posa di un palo « simplex» per le fondazioni di una conca ·
:ta e attra,versa il Brièn.ta: seg'u,è poii il
li Valile, ,che verrà opportrunament-e alpprof ondito e rettibcafo ne1lLe s~JUosità
tite, mdi attraver.sa l'Adige a Cavait1reHa
di,ante due conche poste l'una di fronte
(Fi1g. 6). ~n ,se,gui.to, per un canaile tutto
1 mplietamente già scav,ato, della lungh,ezj • 6 chilometri, rag',g'iung'e il Canal Bian((ue per .circa 3 chilometri e poi si al1 P , miezzo dii \lJt1J breve fra.itto di canale
manuf,atto di notevoil,e importanza
ontemiporaineamentie da con,ca p·er
dalla Fig. 4: il p:iiano di campag'111·a ha. in v11c1·nanza d'eU'Adige, la quota di m. 1 sotto il livello
del ma.re.
L'esecuzione delle opere è affidata al Magistrato alle Acque per iJ Venefo, presieduto d,al
gr. uff. ing. Ravà, che,, d'accordò coi due rappreS•entanti de,i Mini.steri della Guerra e della Mar i:na - on. i.ntg', Pi-o1a Da,v erio e comandante Po ,ne cura l'attuazione: dirigono i lavori gli ingeg'.neri Gasparini, Ascari e Ferrari del Genio Civile.
N e11le d.ive'l"se costruziioni v,en~e fatto largo u-
39
LE I. I. I.
---- ----- - --- -- -- -- -- - -
so del ceime.nto airmato, per l'esiguità delle dimensioni occorrenti, a parità di resistenza, nelle
diverse strutture e conseguente poco ma,te,riale e
le.gger,ezza dei manuf att.i, ciò che ha ridotto al minimo possibile il trasporto dei materiali - che vi
si dovette effettuare da non meno di 100 chilometri di distanza - e che ha risolto il problema
delle fondazioni, in quelle località assai difficili
Fig. 8 -
Preparazione delle armature e casseforme per la gettata in beton di un muro a costole
di una fiancata del bacino di una delle conche (Tronco Brondolo-Po)
per il terreno acquitrinoso, forma.to da uno spesso
sfrato di ,t orba della profondità dai 3 ,ai 4 metri
e poi da sabhia.
Come tipo di fondazione fu s·celto quello su
pali « simplex» di beton. A mezzo di maglio (fi;t.
5) v..i.ene battuto ed affondato un palo vuoto formato di due parti staccate e sovra1pposte, l'inf eriore a punta (pUJI1taua di ghi•s a) ,e i,l re,sto cilindrico (tubo di acciaio de.I di·a.metro di cm. 40):
si riempie poi il tubo con. beton e successivamente lo si toglie a forza: il beton, che è r.i.masto in
posto, consolidarndosii forma ,senZ:'aLtro ~l palo
40
con punta di ghisa, già affondato nel terreno: le
fondazioni vengono così poste prima di t,o gliere
la terra soprastante.
P ier la costruzione delle conche (Fig. 7),
posti i pali di fondazione, ve rune chiuso il perimetro con palancole in cemento armato, accostate ,e battute fi-n o aUa quota di m. 7.50 sotto il livello del Jnare ed a perfetta tenuta: chiuso cos ì
il perimetro di lavoro, si procedette allo sciavo
dellla t,erra nelil'1interno dei ba-cin.i, aviendo, me r,
cè la paratia di pala·nco1e, solo lievissiime inli],
trazioni che tnon ,d istu·rbarono affatto il lavoro d
oostruzione deille t.riaV'i in cemento armato dell
platea e dei muri d.i fiancata (Fig. 8 e 9).
L'.aidoz-icme .di queisto tipo di costruz.io.n e h
permesso di ·eseg·uir.e le opere con una spes
priesso a poco uguaile a quellla ,d el progetto primi,
tivo, m.algrado l'a<U1Mento enorime dei! ,c osto de
materiali e la maggiore lunghezza utilie per 1
conche, portaita da m. 71 a m. 137.
= = === = ==== === == === LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
Le conche. deil1a larghezza utile di m. 10, sono re d e i La'Vo,ri Pubbl~cii. dette luogo ad una viva
f >rmafo di due bacini di diversa il.unghezza, atti diis,c ussione, terminata coll'appro·va:z.ione del p,ro1 risolver e il problema di dare passaggio a torpe diniere. gra1111di natanti e anche a piccoli natanti, con economia di tempo. Il massimo disli.ve-llo
l'acqua da -s uperare coLle conche è di circa m. 4.
Colla conca-botte (Fig. 10 e 11) in corris•p onn:z.a all'att.raversaimento del collettore Pad,a no
P lesa.no, è stato risolto il problema dell'allaccia-
getto, combattuto da alcuni teicn~ci, che avrebbero voluto divisi i due manuf artti.
Ne!l tronco ,d-i .ca,nale tutto nuovo tra l'Adig,e e
,iJ Po di Le.vante venn!ero costrutti divers1i pont i
- tutti ·i n cemento armaito ed a tre oaanpate pe,r ,strade ordina:r.iie e per la ferrovia: la campata centrale venne tenuta .de1l'aimpi.ezza di m. 26
Fig. 9 - Muro a costole, visto dall'esterno, appena ultimato,
di una delle grandiose conche costruite a Cavanella Adige (Tronco Brondolo-Po) .
nfo del Po ,d i Levante col fiume Po in modo da
i,tiung'ere una grande econom.ia di ,spesa ed un
t ggio inot,evole per il.a navig·a:z.ione.
Infatti la s:pes·a sarà di poco super.iore (per
60.000 lire) al c01sto deila s-oLa conca, men1 costruzione della botte se;pa:ra.ta portava
pe a di oltre 600.000 lire e, per la n,aviiigai ' riuscita. a .sopprumere un manufatto
al , anale ed a coHocai,e la conca neHa
izione ris1petto aJ Po. perchè più prom d per le barche che, nel manf aire s,t alli.a ,e for,mars.i in con-botte al Consigi1i.o Superio-
misur,ati i-n se111Jso normale aJ canale, la quota
,s:oito l,a trave .a m. 5 su:l liv,eillo del mare e quind •i ,sul pelo ord~nario del! ',acqua n-el canale.
Il costo deàila conca di Bron.doilo s ,airà di ci.rea
L. 600.000 e quello dei11e porte, in feirro, di lire
200.000: ,c i·ascun,a delle conche di Cav.anella Ad,ig.e .vc.:rrà ,a co,st.are circa L. 1.000.000, più lire
500.000 per le porte, comprendendovi le manovre
e sa;raicin·eisoh,e.
Come .s i è detto, l'intero tronc-0 da Brondolo al
Po costerà assai poco di più della cifra prev entiv-ata .di L. 9.000.000 e verrà aperto al traffi
entro J'anno.
41
LE I . I. I.
Fig. 9-bis -
Coppia di portoni in ferro e interno di una delle due conche, durante la costruzione,
ali' attraversamento dell'Adige.
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
/I. FIUME PO DALLA FOCE DEL TICINO A
AVANELLA.
Il ronico più ·i mportante della il.ineia navigabile
V,enezia a M iilano sarà formato dal Po. per il
t
dal!la foce d-ell'Adda a Ca,v a.nella, che co't 1i ce ,U Jil po• più dei due terzi dei'lfiintero per,~el.La inne.a, e S'iccome pe1r lo sviluppo della
i~azione int·eirna nella V aJJe Padcl!na s.i fa
·t le affi.damento sulle condizioni d-el Po lino
enza pe r i natainti da 600 tonnell.ate e fino
i;i per i natainti da 300 tonnellate, che a pierico richiedono rispettivaimen·te fond:ali di
' e di m. 1.50, così dare.mo qui un cenno delle
lizioni del Po e dei più iimporta-nt-i progetti
rf rti da Pavia al mare.
,unsiderere,mo il Po, daUa foce del Ticino al
• divi•so nei seguent,i tratti:
1) Dai1la foce deJ T iiciin,o a Pjacenza, della
h zza di km. 63; i.n e.&so i'l hume, in epoca
&ima magra, discende daUa quota di me!\4 alla quota di m. 42 sul livello del mare.
) Da P iacenza ,alla foce dell'Adda, d,i km.
li cende aLla quota di m. 34.
) DaHa f,oce de:hl'Adda aLLa foce delil'Oglio,
, . 112, discende alla quota cli m. 14.
) Dalla foce dell'Ogilio a Cava.nella Po, di
, I O, discende ·al livello del mare.
~) Da Cav-aneiLla al mare, della lunghezza di
5.
pr,eci.sam.enite le cQndizioni di navigabiche si co.nhda di re:I11dere ottime
rihzi peciwniari i,nf eri ori a quehli affironaJ.tre nazioni per molti humi trasformati
poco i.n iimportainti.ssiime vie per i trat i Ruviali che hanno s,pi.nto hnailmente gli
rubbl~ci a da·re impuLso al1a ,n,av.ig~zio-n e
da V eneziia a Mi1Laino, e, se si può e si
n are al cam,pJetamento dethle linee di
"""nr11~i ne con canali di a!hlaicciamento per cenr ntiss,i mi, come og'gli Milano, e for,s e in
11110 n che con. qualche breve cail'\ale laterale al
d esempio probahi:lm e111.t-e fra la foce
e Cremo.na, è tuttavia sull'asta del
fiume che s.i deve fiare -affida.mento per dail11pp a traispor,ti, che giovino alie laboxtioJ 111 )I :r.i 1nli delle due sponde e da que1ste
ntinuo .in1oreme,n to.
i e di.ude che, come in Francia
- fiume che, nonostante le pes1 ►1 li itm,1 di rande velocità delJ'acqwa, è
Ii
na: igaz·i,one h:ia Mar,s igliia e
di o tituire un can-a1le laterale
,nti pubhlici sono combattuti tra
11
,
1 1 Po -
1
l'importanza crescent,e deilla naviigazion,e interna
e J'one\·e pecun.iar:io troppo forte. perchè si tratta
di una spesa di m~uo mil.iardo di franchi, così.
ripetiamo, non s.i .esclude che anche da noi non
abbia a venire un g;orno in cui per i bisog,rui di
tt'asporti imolto iint,ensi si sostituisca, come alcuna. vorreibbero, a quaLche importante tratto del
Po un canale laterale che abbrevi .iJ percorso fra
Venezi a e M-iilano; ma intanto, cominciando a fa•
re, SlÌ sairà avv.iia1a una 1navig'azione interna di hle importain%1a da g.iustihcare in avv.enire una spesa così rilevante e .sii sarà creaita una ret-e di lii.ne.e che permarrà, a SliirVizio deUe popolazioni
i.ntere-ssa.te, anche dopo attuato un miinD're percorso per le comu:ni.oazioni d,i retite tra i due ce,n...
tri capolinea.
La naviig.abilità di u,n 6:um-e dipende sopratutto
dalla pendenza, dai fondali e daJJ.e condizo.0ru atmost e,ich-e della reg'1icme ~n cui Sii trova e che
permettono o meno la nav.ig'azione peir un g'rande
nf\llmeiro di g,ior.ni aM'ainno.
Il Po , d1alla conB.uenza d•el TLC1J11-o bino aJ.1a sua
foce, ha una p,e nd,enza preisso a poco ug'uaie a
queUa del Reno e delll'Elba, inferiore a quella
dell'Oder e del W e.se~ e as1Sai min-o re di quella
de,l Rodano, seimpr,e per tr,at,t,i di ug'U'a1e lunghezza
a partire dal mare, tutti h'Ulll!Ì che sono 1sc,de di una
intensa navig'az,Ì,oine interna: la pendenza dei Po
è di circa cm. 18 al chi,l ometro nelle zone vicine
alila confluenza coll'Adda: crune termrurte di confronfo, sii può cita.re que'll.a del Rodano, che nel
traitto di 280 chiilomeitri da Liione ad ArJ.e,s ( ,a circa 50 chiloonetr.i dalla foce) è di un valore chilometirico che vania da UJn massi.mo di cm. 81 a un
minimo di cm. 31 ,e che è i.n media più di 4 volt-e
maggi0re di queHa media dd Po, sempre ,a valle
dei1la confluenz,a dell'Adda.
Per quanto rigu,a,: rda il fondale, i.I Po, se1con.do
gli studi del comm. in.g. V.a[ein1ti.nii, ha 1J1JeJ triatto
da Cavaneilla alla foce dell'Adda un fon.dalle min1~mo di 2 metri, peir 217 g.i01rni ali'anno in med:ia:
un ,t ale ,s ta.to naturale deJ hu,me, dopo tanti decenni di mainca.n2:1a asrSoliu:ta di oglni cur;a peT migliiorann~. o ailmeno non lasciarne peggiorare le
condizioni d,i n 1aV1ig'abiJità, è a.ssaii c,onfort,ante, se
Jo SI~ paraig'o.na alle condiizioni dei mag'glior,i humi
de:lf estero, molti dei.i quaJ~. anC'he in causa del
gelo, o ,n on c011,sento.no la navigazione affatto, o
solo a carico r.idotto, che per un num,ero di giorru miinore di quedil:o accertato per i.I Po, consideiliMO sempre nello ,s tato arttJUale.
Ma. petr ottenere ,d,ai trasporti fluviiali il ma.ssimo ren,d mnento, occor.re eff,ettuarli a carico completo per il maglgior 11llUmero poss•ibile di g'ior1
4
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - n.i ahl'anno, che per il P.o ra,ggiungerebbe la oifra moria, e le considerazioni in estSa svolte sull'e felevatissima media di 332 - non dov,endosi temere il geJo, ma solo le nebbi,e e le grainidi piene
- se fosse pos1s•i hiJe avere dappertutto il f001,d.ale minjmo ru.chieisto.
Una tale pos1siibiJ.ità esiste se si ricorr,e aii draga.ggi, ossia agli scavi di a,pposiiti larghi solchi neil
fondo del :h.ume a mezzo di drag·he (Fig. 12), che
tolgano quei dossi e quei base,ifo.ndi di sabbia e
Fig. 12 -
1
Draga a secchie, in azione nel Po.
ghiaia, dei qua1li basta ,evidentemente vi sia uno
solo .in un lungo tratto, per impediire la navigazione, oppure, se si provvede a sistemar.e l'alv,e o
di magra del hume con ope.re stabili, com.e ne
sono state e$egl,lite rmolte all'estero -e d anche in
Italia, in modo da avere sempre una sezione, quasi di ca,nale, con fondali sufficienti.
Quaut,i sono e di quaile importarnza questi dos·
si e bassifondi nel Po, dalla foce de1 Ticino a
Cav aneJ.la?
Lo possiamo dedurre da wna bella memoria
deill',i ng. Dardanelli del Genio Civ,i le, che doveva
es,sere presentata nel 1914 al Congresso Nazionale di Nav.i.giazione di Livorno, che non ebbe luog'o in causa de!lla guerra. Ri,aissumi•a.mo qui le misure ed i risultati posi-t ivi, ripor.tati in queHa me-
44
hcacia dei dragaggi 1nel Po a.gli eff etti della navigazi,o ne, misure, risiultati e cons.ider.azioni tan t o
più import,amti in quanto pr-oven,g ono da chi ha
di,re1tto quei lavom.
Le secche (dossi e bassifondi) r.ilevati neJ' Po,
in epoche d-i massime magre e per un fondale di
m. 1,50 dalla contluemza de,l Ticino hn-0 a Piacenza e di m. 2 da Piacenza a Cavanella, &i e ·
stendono sec•o ndo la m eic:Li,a di sei rilievi per una lunghezz.a comiplessiva di:
1) Km. 7,103 n el tra-tto d.ail Ticino a Piace:nza, e sono in numero di 22.
2) Kim. 4,840 da Pia.cenza all'Adda, 11t1 nu•
mero di 11.
3) K111. 12,526 dall'Adda a.Ll'OgJ.io, in nume•
ro di 28.
4) Km. 1,208 daU'Ogitio •a Cava,n·eLla, m nu•
mero di 3.
La sezi,o ne me,J.i.a ,die~ sole-o da '3\p.rire r.isultan•
do di ciT,c1a ~q. 50 e •arl"otonidiaindo la .cifra per
scavii agli alLac,o iaimen.ti con linee s,econdairie e
:ne,giLi affluenti ,e c,aJn1ali r~strettii, si arriv,a a un
totaJ.e di 1,400,000 metr~ cubi di fondo d·a scavare, peir rag,giunger,e i fonc:Lalli riichieis,tii.
1
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
Dalle constatazio,n i fatte dal 1909 ail 1914, si
duce che alcuni degli scavi si mantengo.no bei simo e perfino migliorano per l'azione dellR
rrente, m,a ailtri si coI11seirvano men,o be1I1·e cd
ltri ancona vengono presto rinterrruti: ora, voJen1 an....:h,e ammettere l 'ipote1si p eggione che o.c,c orrinnovarli tre vallte all'.ainno, si t.ratta di .sc,1re mc. 4,200,000 dii ghia,ia e sabbia rull'anno p·er
,a,nrt:eaere in pe·r manenza la nav,ig,az.ion,e con nanti da 600 tonneLlate hno a Piacenza e con n.anti da 300 tonneHate -fino alla foce deJ Ticino,
•i' che, ooi prezzi pr.iima della guerra, impo.rtebbe, tutto compreso, e cioè tenendo anche condell'interesse e dell'ammortamento d,eJ c·apile inv,estitio, la spes•a an,nua di L. 900.000 stando lo scavo L. 0.21 al meitro cubo ossia
p co più di L. 2000 al chilometro di linea nav,iigahile.
Il con.voglio effos,s ori,o che ora trovasi sul Po,
• nsta di 2 draghe a,s1piranti e di 2 a secchie, con
uin r.irmorchi.a,tore ed un motosc.a.fo: pe,r es,eguire
il lavoro anzidetto occonerebbe portare il conoglio a 14 draig:he, con due, nimorchi.atorri e due
utoscr1fi, ciò che, c·oLla somma g.ià spesa, darebh luog·o ad un costo comp'less.ivo total,e di imi nto, per il convogli,o effosso.rio del Po, di li.re
, .750,000.
Si dev e no,tare che, aumentando l'importa1nza
i lavori di dra,gagg1io che si eseguiscoino nel
, e~ dimm1Ui•r,e bbe la spesa unitc1.ria, 051s.i1a per
tro cubo, del m ateriale che o.ra vie.ne scavato~
, ntre si accreisce,nebbe il rendimento di taJi la< ni, perchè servirebbero per una navi,g azione
h n più intensa dell'attuale.
In pir1atica poi iJ s'a:crihciio p eouruiario per la n.a,j , zi,01I1•e :ni.suJite111ehbe mino.re di quello preven1iv to, .non solo ,perichè il calcolo è sfato ist~tuito
1 rteindo dia ,ipote1
s,i p·iù s ·f avorevoLi di quelle che
i prohabiLmente sii reaEzzaino in pratica, ma
n •he per-chè non venne tenuto oonto de~ vantagt ·he p-ar,te!l"'aln1no al regime del fiume le sli,stemaac ni dei ba,cmi montani e n,eppure di quelle ope1,i dif eSla a11 le co.rrosioni della sponda, che vendi CO!IlbJnuo e,s·e1g'urte nel Po e che contribuise.nsihi1mente a migliora,rne le cond~zi0111.i
lveo d~ maglra nei rapporti deilla navigaziopiace :t'ilevare scrive testualmente l'ing.
nelLi - che man maino che si procede nelp q,pli. ziorue del dragaggio, di.minuisconcr,~ da
i que lLi che esercitano ,il traffico per la via
, le se1g lnlah.z -ioni di dossi e le conse,guent cLi sc1avii, alchè affidaisi che, con e1S1capp tuln!am.ente• d,iis,p os1t.e ,e cando.tte, sa11
rà posis·ibile il mantenimento della via navig'•abi1e, come de~ riesto avvie,ne all ',estero, dove iJ. dragagg1iio è regolarmeilltie istituito.
Tuttavia asisai pro,babilmente converirà, per alcurui tratti dell fiume, dii nicorrere a quelle opere
di vera e propria s·isitemazio.ne dell'alveo di magra,, di cui ci offrono tanti esempi i grandi hUJITli
narvi,gabiLi deÙJ.'ei.Stero, ne~ quali le condizioni d-i
o,ggi so1n10 il frutto di un ',az.ion•e a.in ti ca , pedin,ace
e continua, direitta a,d utilizzarl-i per natanti di
porbta sem.pr,e ma,gg1io.re - come queHi eh.e permeH1ono i tra1sportii al minore po,ssib,i1e costo unitarii.o e peir u,n num ero sempre crescente di
gio.nni all'anno, poichè, per la navigazione internta, l'uomo affina l'ingegno nell'adarttare i mezzi
- na,tainti e r.imorchiator,i ai fiumi ed i humi
a mezz.i senza pos'a più potenti.
Di opere di questo tipo ce ne offre molte il Rodano, eh~ è S1tato defi.n,ito UIIl fiume a due correnti l'una super.iore di a1cqua e l'altra inf er~o,re
di ghia'.a e sabhia, che s1corro,no insieme a valle
e che il M ic heleit chiamò « taureau furi,eux
descendu des Alpes, qui court à la mer ». Esso venne r-idotto in modo da avere, a v ,alle
di Lione, la profondità di m. 2 per 265 giorni al1'1anno e m. 1,80 per 291: la navigaz.ione su questo -fiume è stata Ulll,a tenace lotta contro le condizioni deJ -fiume e la concorr.enza della ferrovia;
si usaironu pr.ima de.i rimorchiatori « à grappms »
O\SIS~a con Ull1/a gira·ru:le ruota denta•ta che veniva
m ,e ,ssa in azione, nell.e ra,pide, abbassandol,a sul
fondo Jel hume, poi dei rimorchiatori che salivano i tratti di massima pendenza aiutandosi con
cavi fissati aùle sponde, ed ora de,i potenti piros ::a-6. moderm a ruote e con n.atan-ti deHa lunghezza di :n. 65, dell-a Larghezza di m. 7,90 e che, con
un ,c arico di 625 tonneillate, pescano m. 1,80. Come ahbiamo già riiLevato, anche la navigiazioine
:nite1r1t1.t è in continuo progr eS1s0 e, al ,pari di tuitte
l e mc1.nifesfazi0il1Ji dedl'attività uman a, ,s i p·e irfez~ona per vivere e così si rende più u-tile alla collettiv.i: à.
Riportiamo nella Fig. 13 un tratto deJ Reno si.;;tetnJato, a va:lle de.I famoso porto di Ruhrort po.rto fl.uviade 1suUa Ruhr, aillo sbocco di que1Sto
picooia affiue,nie neJ Reno e che aveva prima d·ella gu,~:rra u.n mo,vimenio di merci, per peso, superiore a quelilo di qua1luinique altro porto efllrop,eo,.
anche marittimo - : il disegno è riprodotto daHa
pubbli:.-az.io,n e « Die Arb eiten der Rheinsitrombauve.:-waltung' 1851 - 1900 », dell'i-ng. Jasm1U1t1.d
e rappresenta il tratto da Strapp -fino a valle di
Mehrum, quale era nel 1896. In esso s•i vedono
echeim1ticamente indica-te le opere costrutte in
1
4
~
·.Mt!hr11m
0011
,w-
iclrer111u11m
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- -~-
-__ ié""',
- ~-. .,
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~:
«r~·
1/.
,
~~
~ ~---- - - - -- w~--..
-
•·'Jt,1pp
Fig. 13 -
46
Tratt o d"t R eno(ScaJ.a
sistemato
a vali e d el porto di Ruhrort.
di i':35000)
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
1·
Fig. 14 - Corografia della sistemazione dell'alveo di magra del T cvere,
al drizzagno della Nocetta 1 a valle di Roma (Scala I: 15000)
47
LE I. I. I.
quel :fiume per la navigaz.ioi:1e e che sono di tipo
rettili.neo, leggermente rivolte contro corremte:
il Re,n::>, nel suo percorso attraverso alla Germania, venne r.iidrotto i.n modo d·a ,aviere, nel 1900,
ovunque durante le mag're, un alvieo che cresce
da monte a va.l:Le, per larghezza, da m. 90 a m. 150
e, per fondale, da m. 2 a m. 3: la spesa per la re~·. olarizz-azione fu di circa 1.000.000 di maroh~ al1' anlruo. L'.economi.sta Laffitte calcolava che n,e,l
Fig. 17 -
11 Tevere alla Nocetta, sistemato per la navigazione.
Reno gli Stati, le Provincie ed i Com.uni intere•s sati avevano speso in un scssantetnin io 400 milfoni di fl"ainchi per la navi.gazione: essa è però
ona J,a migliol"e arteria Huviale dii. Europa!
L'Itailia ha ese.guito importanti lavori per la
nav.iga:ziio.n·e ,nel Tevere - in vi~cinan:z,a di Roma
e sopr:itutto a vallle delila città - sotto la SOi!"V'egLi1ainz.a de:l fing. M ,a:richi e la di.rezi<0ne deJil'ing.
SaJ.atino, dell'Uffi,cio Sp,eoiia1le del Genio Civi•l e
per il Tevere 1e per l'Agro Romano.
Sonio opere di SJJstemaziane e regolanizz.azione
dell'alveo d,i magra del hume, d~siposte come nella Fig. 14, che è la corogra:6.a del Tevere p·er il
tratto della Nocetta, a valle di Roma: trattaisi di o-
48
pere a martello (F,i,g. 15) e formate da gabbioni
metallici riempit,i di pietrame di tufo: arrivano a.ll'rultezza di m. 1,60 sul livedfo di magra: la lunghezza noir ma.le del vdlta-teista è di m. 36, os1Sia.
di aire.i. un teir210 della disfanza fr.a i gambi di due
opere succe.s,s~v.e: la lunghezza de.i gambi v•a.ria
a seconda d,eilla s.inuos,ità deUa sponda.
Dalla sezion•e del Tevere, riprodotta a Fig. 16,
risulta l'azione prohcua - e non dannosa per le
piene
esercitata dalle acc e nnate opere per la
navig,azione, poichè i.n quel tratto di alveo, ov,e pri_
ma in ma-g·ra avv,enivano frequenti inca,g li ai
natanti, perchè il fonda.le utile in qualche
punito non su1pera,v.a i metri 1,40, ora inve,c e si
diispon·:} di un fondale i.n magra di ,c irca m. 3,00: la
,spesa per tali opeire fu di Lire 137.000 per chilometro ,di alveo completamente sistemato. Per altrii lavori del genere, che ora ,s i stanno prog1eittando, si intetnde usare di massi naturaili deJ pe.so
non inferiore a Kg. 100 e U!I1 nucleo di piefraan.e
di selce con coronam•ento .i,n ga.bhiion,i metaUici
o ver.di. per econonuzzaire netlla s,pe,s a.
Per il Po, è opinion,e de·l comm. ing. Pel1eru,
1
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
t t >re del Genio· Civile e Capo del Comparti- fa oon · segnail.i oppartun,am~t-e di.sposti pen.-.' mot , del Po a Parma, che :tali opere, pe.r la na- stTare ai naviganti la via da tenel'le per ewitare
or evo le del fondo del hume, portrnnno li- oglni p ericofo di urtare oon tro :ill fendo;
La navigazione nel Po non potrà essere ho"" me, conigiiiurute ad un•a raziona le pia:ntag~o- rC1nte che quaindo le a~ttà s,utlle due spo:Illde avra,n..
d i ren1ai. . .
.
no il loro porto, ,ed è da siperrare che i reilatiiv~ proL Fig. 17 e 18 sono fotograhe del Teve- getit.i, già predis1p ostti, siano com,pletati ed i l1a1Vori
i temato, a V1alle e.d a monte di Roma; iniziati in tempo, perchè sia-n o terminati quando
l'insieme dei lavori per la navugazione nel verrà inaugurata la linea d,a Ven•ezia a Milano:
r, , vennero spesi circa 3.000.000 di lire, rag'- tali porti ,avrainno not,ev,o le importanza ,e per ciò
n-oi, degli ,studi f att.i, daremo qun uin.'.id,ea, riiasndo ottimi r~sultati.
Fig. 19 rappresenta una delle quattro gru su,mendo brevemente le aispiirazioni ed i progetti
f
rei a piccoli lavori: pennelli, traverse, dighe
1
Fig. 18 -
Tratto di Tevere, a monte di Roma, sistemato per la navigazione.
I lt i he del I11Uovo porto d.i S. Paolo a Roma, per ,01asicu1na delJe principali città sul Po hno a
le
merci arrivano da Givitaivie,cchia, con un
d i 55 km. per mare .e poi 18 km. netl
f I r : il porto Huviale di Roma avev,a, pr.i ma d,el,u ~rra, un m1ov.imento complessivo di circa
I IO.O O tonnellate all'ainno.
to che la nostra Ca,pitale destidera di es,s et di un grande porto e di um,a navigaziione
che, per Orite, ,a.rrivi a Terni, e noi dalla
adana le inv.iiamo i nostri fervidi a1UglurÌi
1 i.I migliore e più siollecito compimento di un
ì legittimo.
ennatti lavori ed opere nel Po deve ,a niun g'ersi l'imdicazione precis a della linea
d segu-irsi dalla navi.ga:z.i001e, i/nd.ividiun1 , >l'':IO
1
P.avia.
L'ALLACCIAMENTO DI FERRARA COL PO.
A circa 55 km. da Cavianella t.riovas i, sulla destra d ';;l,l Po, il ce.ntro ~ndusitr.iia,l e di Pon,t elag;oscuro, dal quale disfa in liinea retta ill011 più di 4 km.
la città di Ferrara, che ha una popolazione•, ne1l Comune, eh.e si avvicina rapidamente ai 100.000 abitanti ed è capoluogo di una Provincia f e,r til-issima, in notevole parte conquist•ata alla salubrità
ed rulla produzione dalla terza Italia, e che conta
oltre 300.000 abitanti.
Da qualche tempo la città di Ferrara s·i è 11JOtevolme nte sv.iluppata anche dal lato industri1a'1e,
1
49
LE/. I. I. = = = = =
== == = === = = == = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
'perchè vi son-o ,s orti gra:ndioisi zucche.r,ifioi, mulini a oilindri, stabiJianenti per la lavorazione della
caJniapa g'rie:z.zia, un opificio per l',estr.azion,e della
cei1Lul..oea daJl.a paglia de•l gr,ano, f,abbriche di later:izi, ecc. : eiS'sa r.iicev.e da Venez;ia cairboni e l,e~ami e dal Mantovano le ghiaie che non h.a e
di oui ha glr,ande bi.sogno per l'importante rete
stradale di tutt·a la Proviincia.
Si comprende pertan-to quale utile possa nce-
Fig. 19 -
1
Gru elettrica del nuovo porto '{l.uviale di San Paolo a Roma.
vere dailla nav,igazione int,erna e qUJale contributo
daire ai traiS1port.i Huviaili Ull1i centro di tainta importanza, una volta ben colilegato per via d•acqua
ail Po, tanto più che J.a Provincia, tutta in piar11Ura
pedetta, è attr.aiv,e rsata da Bondeno al mare da
un cana1e di narviigazione, formato dall'em.i.ss-ario
di Bu!'ana ,e dal Volano, che ha un.a lunghezza di
69 chil.,metni e che è già sede di una navigaz.ione
che rende notevoli servigi sopra tutto per il trasporto delle bietole.
Sono stati studiati diversi proge,tti di coLLe,g·am e nto deH'attuale dars,e.na di Ferrara col Po, ricercandos•i La migliore soluzione peT SU!Jerare le
50
g.i:iavi difficoltà di non peggiorare l•e condizioni
:i.gie.niohe de11',abitato e di deHusso deLle ac que meteoriche, ,ta.nto più gravi per 1a v.icinainza della f a1lda d,aicqua sotterranea alLa superficie
del terreno.
L ,ing. Boicel1i, di quella Amministrazione Proviinaiale, ha pres-entatio netl 1914 UlI1 progetto (Figura 20) di ca<t11a le che si allaccia a:l Po a circa
200 metri a monte di Pontelagoscuro e che, leg-
germente incurva.ndosi verso ponellite, ra,ggiunge, dopo un perco•rso di circa 5 chilo1me.tri, l'emis,s ario di Buraina alla distanza di circa 3 chilometri daiHa darsena dii F err:aira.
Il canale, già studiato per •natanti da 250 tonne.lLate, ora viene di nuovo cd ais•sai opportwnam einte progettato p er natanti da 600 tonneUaite ,
onde comprendere anche Ferrar a ne.i centri direttamente se,rviti daJila grande na.vig'azi()irue sul
Po, si.c,chè sop.ra ,natant,i da 600 tonruelllate si,a
anche per F el'rara possibile il trasporto de1l e
merci m arrivo da V e nez-ia e da Mantova e d i
quelle in part e nz a per Milano.
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
Ile moditioaz.ioni .im. coliso, il nuovo canallie è specchio d'aicqua deilil'ampieua di m. 23,10 e con
rogettato con fondo dell'ampiezza di 15 metri, u.n tirante norm.ale di m. 2,70.
1 1 le così a quello dell'emissairio di Buraina All'orig,ine, a Pont elagoiscuro, sarà costruita une provvede all'alimentazione idric•a - con na biconca, con due bacini, .:. iascuno della lun•
~
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Scola
0 ,uc l OJaC'id, 500
_ _ _ _ _ _ _ -+-
Copparo
M,"zzan a
~ .. • e
Fig. 20 -
Il progettato canale di allacciamento di Ferrara col Po.
NB. - Il canale è segnato con linea a tratti .
51
LE I. I. I. = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = - = = = = = - = - -- - - = - = - ghezza utile di m. 70 é ded1la Jarghezza di m. 10:
lo scopo di questa doppia costruzione, che nell'insieme misurerà 200 metri di lu.nghe:z.za, è di dividere, in due il diisliveHo tra !'a-equa n,eJ .canale
e quella nel Po, quando esso supera i 4 metri,
mediante La ma-novra d~ tre cop,p i1e di portoni di
ferro di alt ('zza adeguata al bisog:no. Questa bi-
Fig. 21 -
Porto Catena, a Mantova .
conca è stata S1tudiatia con tale disposiz.ione di
portoni da poter sernm:,e trunto per il caiso in ou.i il
livello deff a,c,qua nel Po sia .superiore a queJlo
d•eJ canale, quam1to per il caso inverso.
Immediatamente a vaJ.le deHa biiconca è progeittata la darsena di Pontelagoscuro con banichina d'approdo della l•unghezza di m. 200, specchio
d'a cqua d,i mq. 7500 e piazzaJ.e d,i mq. 8000.
È pure prev.iisto l'a.llunga.meilllto di m. 100 del!' attua le darsena di Ferrar a: al Volaino si vuole
conservare la potenzialità nautica massima di natanti da 250 tonnellate, però apportando notevoli
modi-6.cazioni alle sue conche, in modo da migliorare le condiZ1i.on-i di navigabilità di quell'importante canale.
1
52
L'ammontare di tutti que•s-ti la;o:r,i è previst o
in L. 4,500,000 e risulta che di es•& queilll'Amm i•
niistrazione Provjnciaile ha l'e:ncomiabiJie .inten zione di chiiedeir,e quairuto pni.ma al Governo la
concessione sulle stesse baisi di quella accord ata al Comune di Mila1I10, per .il tronco da Mi,Lano
al Po, previa l'iscrizione, già domantdata, della li-
nea fra quel1e di seconda classe, per le quali, come si è detto, la legge del 1910 accorda i tre
quinti della spesa a carico dello Stato.
L'iscrizione è ancora possibiJ.e per.chè, con d ecreto luogotenenZlia.le del 4 genn•aio 1917, è st ato
prorogato -&1110 al 31 dicemhr.e di quest •anno J
termine e,nt:m il quaile è data f acohà a l Gov,e.rno
di provv e dere altLa cl-aiss.ihC'a delle vie navi giahili
es.iisteirut.i o _da costruire.
1
PORTO DI MANTOVA E CONCA DI GOVERNOLO.
Risalendo il Po a monte di Pontelago1scu.ro,
dopo UJ11. per.c oriso di circa km. 67, sii trova La foce
del M incilQ : di qui r1sa1lendo anoora quesito h u ·
LE LINEE NAVIGA BILI DELLA V ALLE PADANA
per aire.a km. 18 ,si w-riva al port o Catena di
ntova (Fig. 21) posto sul Lago di Mezzo dei
picooli la,g hi con,t igui formati d1al Mincio a
rd e ad es.t delila ciittà: e1sso pertanto si trova
iiI'IOa 200 ch11lometr i di nav~g,auo111,c da V e111.ei • di,sta.nza di trasporto che già permette di r,e,aJj z.are un notevole :ni.siparmio per ri,c:Luzioni all!che
i ole nel costo di ogni tonnellata-chilometro. 11
rto Cat,ena ,s·arà allacciato quanto prima aJla
rtiovia, mediante binari collocati su una bain·hina di recentissima costruzione.
Il Mincio è chiuso, vicino aJ. suo sbocco in Po,
Governolo, da una conca, ch,e serve p,er la na•i azione e per escludere dal Mi,nc.io l,c acque
I l P .:>, quando, in epoca di piienia, si rompess,ero
I arginature del Mincio ,inferiore, e ciò alLlo scoro di impedi11e alle acque del no•stro maggior fiudi aggravar e le condizioni di quei tevreni, se
•on.tribui.siset'lo potente mente aid aum,entare l'etonsìone di rotta d,eille arginature e di a.llaig anto dei terretnii lati.stanti al Minie io.
La conca di Goverinolo non è atta a dare passag.
i ,a natanti da 600 tonnell a te, men.tiie inveiee I.e
· mdizion·i del Mmc~o infe,riore hno a Mantova
uno già ta,l,i da permettervi, ,senza bi sogno di sit mazioni costose, la navigazi0111e con natanti
,in he superiori a quelli per 600 tonnellate, pe r·h-. il fondale minimo è di m. 3.
L'Ufficio Spe,ci,ale del Magi.striato alle Acque
1
M ,antova ha già pr eidisposto il pvoge:tto per so, UJire aHa conca attuale di Governolo, che ha
lunghezza f va i vertici de1le ca,prJa:te di soli
. 33.72 ed una luce Jib.era miniima di m. 7.20,
nuova oon<ca della lung1h.ezzia utile di m. 138
le1La luce di m. 10, e la Provi.naia di Mantova
già chie!s•to la concess,i0,ne de1lla costruzione,
n rappres,e~tanz.a d el costituendo cOllisorzio deli Enti .i.ntere's·s:ati.
nzi, pe r recenti accordi, quest'opera importan·
ima verrà dir.ettamente eseguita dallo Stat u, coi concorsi di legge a ,c arico degli Enti loli e ne sairà ·iniziata ~a ieo.struzione entro un ~dalla pubblicazione della pace.
sì anche il porto di M ,an,tovia, che deve es.sens ideiiato come porto paid,ano e che ha già
110 movimento di merci superiore a quello di pa, · hi dei nostri porti mar.ittimi, poichè prn:ma
I U guerra · il totaile delle mevci sbarcate e imi, ,r ate .superav,a le 200.000 tonnelliate all'anno,
t rà quanto prima f11a quel1i acceissibili aJla
1 Lnde navig'-azione, ciò che -fovma un legittimo
,li, itt di quetlla città, che, frov,and-o si iin una vcchi 1 olena del Po, ne soffre tutti gli svantaiggi
dal lato igicm•ico.
1
Da questa nuova costvuzi.one, preventiV1ait-a in
L. 2.000.000, itvarrà subito grande increimento
la navigazione inteirna fino a Venezia, poichè il
porto di M ,aintova è già sede di \lini notevole m~vimento d,i •tran.S1ito a mezzo dell,e linee ferroviairie e tra.mvi arie coll,egate a quel porto.
Il movimento attuale ,r.e,aile di inavigauone sul
Po in Provinaia di Manitov,a .e sul Mi.nicio - scriv,e .id -comim. Bemi di quell'attiviss:im·a ·cameva di
Commercio - si calcola .in .m edia da 300 a 350
mila tonnellate, di cui da 100 a 150 mila imbarcate e sba'l'\Cate direttamente negli s.oeili dei Po,
60 mila cir,c a caricate .sul Mincio .inferiore dirette a Mantova, .mentre 160.000 circa attr1aversano
h conca di Gov,ermolo ·per giungere .a Manto-v a, e
di esse circa 20 mila 1an-n ue fanno .ca-po •a l poi,to
Catena per !'.inoltro a Brescia, Bergamo e Mi1ain.o.
La città di Mantov,a, che conta ciroa 33.000 abitam.ti e-d è Clllpoluogo di una Provin.c ia di oltre
350.000, trarrà pure un notevole v·aintagg.io, per i
suoi traffici, da:fila cna,v,igazione, per il M~ncio, fino .ail Lago di ,Garda (quota di 65 m. swl livello
del mare): l'iing. Averone, ingegnere capo del
Genio Ci,viile èd autore a111.che di un grandioso progetto dii can-al,e · navigabile industriale P ,i zzi~thettòne-Creml()(ll•a-Oglio-Mantova, ne ha
predis~osfo gli studi per natanti da 600 tonnellate, ed è f erv.ido ~ nostro voto che l'It:alia ,possa
presito attuare anche questa comunicazione col
grande lago alpino, nei1l'interes-s e dti quelfindustre p 01pola:z.:ione nvi-era;sCla e d·eJ T r.entino, che
ne risulterà più s-trettamenrt:e uiniito alla Paitria
per vincoli non solo di alte e puri•ssime idealità,
.ma a.nche di nuovo incremento alle sue industrie
ed ai suoi commerci.
Tanto la linea Lago di Garda-Po, quanto quella ormai quasi costrutta dal Po alla La'g'una Veneta si confida possano essere elevate dalla seconda ailla prima classe delle vie navigabili, per
l'interesse prevale.nte di difesa militare, che la
6 u e rra ha dimostrato.
Suill•a sponda desfoa del Po, quasi di contro a
Mantova, Modena sta Jra riprendendo gli studi
per aggiornare e modificare un antico progetto
di sistemazione della via d'acqua dalla città al
Po, ed anche la Camera di Commercio di Reggio
Emi1lia ha ;j_n questo mese f a.tto voto •per la miglior soluzione del problema' in quella Provincia, sicche pure qui l'esempio di Milano è proficuo di un nuovo entusiasmo, che certo si tradurrà in atto con opere ,d estinate a dare incremento
· alla .navigazione interna anche per tutta quella
fertile ed impo.rtante plaga sulla destra· del fiume.
SulLà. sin-ist11a del Po, pure la Provincia di Bre1
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - sciia, sed,e di ,industrie -fiorenti, s,pecie neJ ra,mo rea di specchio d'acqua di mq. 55.000; l'area commetaiLlurg.i co, da tempo .i ntende collegarsi coJ Po, plessiv,a occupata da bacini e piazzali risulte.rà
oon un 'im,portante via d'acqua.
di mq. 200.000, l 'alime•n tazione idrica sarà fatta
dal vicino colatore Morbasco.
PORTO DI CREMONA.
11 prev,entivo v,enne calcolato, n.el 1911, a lire
Cremona gode, suH,e città di cui abbiamo hno 500.000 per la costruzione della calata hmigo il
ad ora pairlato, del vantaggi.o di trovarsi sul Po Po e deff,a'V'amporto, ed a L. 2.500.000 per le rie di po<:er ,q1Uindi più facilmente approib.ttare del- manenti opere, a sviluppo completo del poTto.
ta n:aviga:z.ione inter,na nella V alle Padana. Qui
Il C?mitato loca·l e dii navigazione iinterna h a
il problema si riduce specialmente a.Ila costruzio- pure L.tto dettagliati studi per colleg,ar~ Cremon•e del porto fluviale, che certo sarà centro di at- na dir,ettamente con Pizzi ghettone a mezzo di un
tirvi scambi, essendo nota la laboriosità di quella grande can.aile di ruavigaz.ione, con acqua derivat a
popolazione, che in Italia ha raggi.unto il massi- .dall'Adda, ma, poi.chè il po.rto venne tStudiato in
mo progresso agricolo: la città ha più di 40.000 modo cla poter ug.ualm ente servire •a.nche se un
abitanti e la Prov.i,ncia circa 354.000.
tale ctanale non si eseg'uis,s e, è da con6da.re ch e
Quel Comitato di navigazione interna, pre·s~e- intanto que!Lle amministrazioni looaJii di1ano s enduto d1al comm. i-ng. Lanf11a,n ichi, ha da W'lTlpO fat- z 'altro opera all'es ecuzione del porto, poichè nel
to predisporre
progetto del porto tluviale (Fi- complesso problema della navi.g'azione interna,
gu11a 22): autore ne è l'ing. Bortin,i del Genio di cui -anche troppo si è parlato prima di costruiCivile.
re sul serio, occorre che ogni Ente com.inci a riEsso consi,a di diver,se parti, delle quali h pri- solvere, senza indugio, le questioni non controma, lun·g'o .il Po, sa.rà costitui.ta dalla sist•ema:z.io- verse ,e di miin-o re impe.gno tinanZ1ario.
oe a o'3lata, con gru .e relativo pontile di sibrur!co,
PORTO DI PIACENZA.
di circa m. 300 della spond·a siniistra del hume,
A monte di Cremona, risalendo il Po, trovasi
wm:eid1iatamente a vathle de·l gl'\a.nde ponte p er
f e·rrovie1., trai~v.i,a e Sltr'aida ordina.ria: da que.s t•a anzi tu.tto, in ,s ponda siniisitira, la foce deJil'Add1a, e
béllllichina si staccherà l'avaimporto, che servirà, poi, :in sponda de1Sfra, la città di Piacen:zia; prima
m una prima f1ase di iSVIÌluppo della navigazione, di lasciar.e i1 corso del Po ,e dare un cenno del
da darsena, deilLa lUJI1ghez:Da di m. 190 e di una progetto della g'riande lin,ea dalla foce d•ell'Adda
larghezza su'1 fondo di m. 35: in ,seguito la dar- a Milano, P'arlerem:0 brevemente del costruendo
sen·a verrà cOJlltlÌJn;uiat1a col canale di acces1so al porto di Pia,c·einzia ed anche di quello dii P ,avia,
porto iart-erno, chte v:errà formato di trie ba1ciin.i, lungo il Ticino, a circa 6 chiilomeitri dal1a condia e.seguirsi gr1adua:Lmente secondo un piano or- fluenza d.i questo h,UIJ'Ille ,cod Po.
Comune, Provincia e Camera di Commercio
g'ainiioco, a norma delle creis,centi esigenze deii t;rafdi Piacenza, d,a tem,po ,sii s.tan!llo occupando di do6ci.
che, al pari d i
Ogni bacino del par,to in-terno è progetit ato del- tare q_u,esta iimpo11tain.te città la lun ghezza di m. 250 e delilia lar.ghezza di m. 70, Cremona, trovasi suJ Po e conta circa 40,000 acon qu,.>ta de'l fondo ,a m. 34 ,s,u l l,iveHo d-e[ ma- bitanti, con unia Provincia che ne ha oltre 270
re: il tvello inor.maile deJl'acqua a m. 37,50 e il mila - di un porto tluvia-l e che r~spond•a ai bisopiano del,le calate a metri 39,75 sul livello gni di ~uella ,popoJazione e ne f.avorisca ainicor più
del mare. Il canale di accesso alfavamporto lo svi.luppo econom•i,co.
La prin,ci.pa:le caraiter.~stiiica di P ,i aceinza è d i
e quindi al Po è stato tenuto della larghezza ,d i metri 14 al .fondo, con un-a conca lun- essere un punto sitr.aiteg'ii.co di primo ordine, .alga metri 65 e larga metri 9: il s~lto massimo f i.n.orocio di 1ine•e f erroviar.iie ,e stradtali di granda supe.rare sarà di mefri 5,50: venne calcolato de· importanza, si.cchè m aiss.iimo è l'mteresse nadli dividere la canoa .i.n due parti con un sistema zoonale - come ha provato anche l'attuale g'uerm.niemmeidio di porton,i, in modo da poter più age- r,a - che, e,ssa s:ia servita da una line•a di grande
v,olmente e con minore con•sumo di -acqua e di naviga-z ione i,n t,er,n a e quindi v.i arrivi, come a catempo provvedere alle esigenze della piccola na- poline:J. sul Po, 1a nav~gazione con naitanti da 600
vigazione.
tonnellate.
La città di Pi,acenzia è veramen,t e i11 centro ~
Il porto com.,pleto, che dov.rà e:s sere naturalmente bene attrezziato e ,c oJ.legato con binari alla tutta la vita commerc.i1ale e indu.stru.a.le del-La Proferrovia ,ed alle tra.mvie, verrà ad avere uno svi- v.iincia, di cui e capoh1ogo ,e deiila quale notie,voluppo di banchine d'approdo di m, 1500 ed un•a- liss~mo è staito lo sv.itl.uippo awa.rio negli ultimi
1
a
54
= =======- = - - - - - - - -
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
enni :a•niche sotto il pun•to di vi,sta industriiale,
r nde è iil suo pr:ogresso nei recenti scorsi anni.
Qui gli Enti locali avevano g.ià fatto studiare
1 1911 dal prof. ing. Bonini un progetto di port : più recentemente hanno fatto compilare il
r getto definitivo (Fig. 23 e 24), in base alle ultime norme legisJa.tiv,e, dall'ing. Chiappa, deU'Am.
inistrazione Provinciale, e su di esso intende
hiedere la concessione il consorzio, già cot ituito, della Provincia, Comune e Camera di
mme-rcio. Le pratiche soit'OO ormai bene avvia• .siiciohè si ,e,o nhda eh.e aip,pena verrà f a1:ta la pa•
sarann,o ini:.iiati ,i 1lavori del nuovo porto, clhe
turalmente s.i sv,i lu.ppera nno in fasi dive.rs e,
d ttiand-osii a'lle richiesfo del traffico.
La locallità S1c·e1Lta rtrova1s•i in sponda destra de,l
ume, cl va'1lle deti due ponti e in vioi.nian.':,.a sia
d lle Jue ,stazi.oni f er:nov.Ìiariia e tl"amv•iiar.i,a, s.ia
n h.e dei grandiosi stabilimenti industriali che vi
no sorti, quasi lungo il Po, qua,li le f abhriche di
menri e di concimi chimici, le Officine M ,e ccai he Piacentiiinie, lo Zuccherificio Pi1ace.nt.ino, i
I positi deLla Società ·Na:.ionale Petrcii d'Ita, eo.:.
Le c·.1nd.i:.iion•i del hume ivi sono ottime per la
viga:.ione, e d'area a d,i~posizione, di circa mq.
170.000, è sufficiente per uno sviluppo anche rapido del traffi_c o per vii.a d'acqua.
I.I porto è st~diafo peir natanti da 600 tonnellat : in e,sso, oltre allo scarico deJ.J e meirci des1:inat a Piacen:.a ed al carico di queUe in partenza,
vverrà lo smistamento su natanti minori delle
re.i tra.s portate con grossi natanti e dirette a
·a,li Sùpenori nel Po, e probabilme111te in parte
n he .inversam,ente per quelle in arrivo su pi~•nli natanti e destinate a Milano, ai laghi alpini
ml a porti lontani inferi ori.
Il progetto è compilato sulle baisi di un traffico
tot le, diligenteme·nt e pr,eventùvato, di 200.000
tnnnellate aJ.l'ainno n(e·i primi ,a,nni, escluse le mer•
·i dii transito.
In una priima f,aise d ,ei laivori si i,nrtende costruir
I so.'la banchina di 1a,pprodo, direittamiente lun•
o il Po, de'lla lunghezza di m. 200, con ini:.i.o a
metri a V1al1e del ponte in fetrN> della feirr.:>j , e ::.istemiare,, ad dii là del'La banchina, la spon,l , per m. 70, ,aUo s copo di dare un faciil•e a·p pro•
.I , per certe merci povere, quali ghi,aiie, lateirizi,
· ·. In questa prima fase dei lavor~ viexrà pure
•e frutta unia tettoia, di hainco ,alla ba.nchirm e
rr"t provvisto agli opporj uni ra•ccor,cli coUa fe:rj : l'attrie:.z,atura sarà formata da 4 gl"'U m-0narrello.
ei onda f.ase dei lavori verrà aperto il
1
1
1
primo bacino, parallelamiente aUa banchinia, ad
'Ultla distan%1a da questa d,i m. 70. Il bairuno è preventiv3.to de1La larghezza di m. 52, con specchio
d'acqua di mq. 19.240 e lung'.hezza di baJn1ch,iine di
m. 650: sarà naturaLmente dato maggiore svi11uppo alle tettoie ed aii mezzi meccanici di sollervamento.
Nella terzia f.ase verranno aperti g'1i altri due
bacini di oompl,essivi mq. 32.200 di s;peicchio di
a.equa, con sviluppo di banchine di m. 1260 .e saranno completati i magazz.ini, le tettoie, le cositruzioni pe.r depositi di mierci speci,aili ( ceireali,
petroli, vinii eicc.) ed i ra-ccordi ferrovi,ari.
Il progetto, del 1915, preventiva 1a s 1pes,a de.i
lavori da es,eguirsi nella prima fase in L. 630.000,
di quelli della seconda fase in circa L. 1.250.000
e per la. terza fas'e in L. 2.300.000, ,s icchè .iJ. totale
dei lav:>ri è previentivato in L. 4.180.000.
Anche qui, oome abbiamo visto per il porto industriale di Venezia e come avverrebbe pure per
una notev,dle P.arte del porto di MiLano, Le, costruzioni s0rgerebbero fuori ,d el teriritorio del C01tnune d-i Pi,acenza, in quello di Mortizza: per riitnediaire allo ,svanta,ggio, che ne a,v rebbero i Comuni che costmuscono c'OsÌ grandiosi impiant•i , è necessaria una legge di carattere generiale petr le
instaLlaz.ioni p'Ortuarie, che permretta iil paisS1a,g1giodelle relative aree iindisperusahi:l.i da un Comunea1l 'aJ.t:o: tale legge oi consta di imminente presentazione.
.
Nelle spese per la costruzione del porto di Piacenza la quota di concorso, nei due quinti della
spesa a carico degli Enti locali, è stata stabilit~
nelle proporzioni di sette decimi per il Comune,
due dec~mi per la Provincia e un decimo per la
Camera di Commercio.
Dal pi.mo hnan:z.iariio che correda il progetto si
riilev•a che l'eiserrci%./io del porto, tenuto conto dei
proventi d,i affitti di aree, uso delle g'ru, delle tasse di approdo ed altre, si chiude im pareggio colle spe·s e tutte, se si eccettui la quota di ammortamento del carpi.tal,e in,v estito: quaindo iil bi.Lancio
d 1el porto arriverà ad ,a'V'ere degli utiil,i eff etttivi,
que,s,t i a terma.nie cLi h~1gg.e andMrn.no ,aid am1t1oriiz7,are la quota di Claipi.ta.le ver1sata dai s.ingo1i Enti.
.
1
.
PORTO DI PAVIA.
La legge del maggio 1915, che autori:z.:z.ava l'esecu%./ione del tronco Po-Brondolo, portava pure uno stanziamento di L. 750.000 piell" la c-ostru~one
d·el porto di Pav.i.a sul Ticino, m ·a i ~avorii non vennero ancora iniziiati in caus,a della guerna.
Il p,r ogletto (Fig. 25) venne compilato da,11',ing.
D. Salmoirag'hii di Milano e predisposto pe,r na-
55
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
nti da 300 tonneillate, in se g uito però vennero
introdotte le necessarie modifioazio.n•i di dime.ni ni per rendere il ·porto capace anche di nat nti da 600 tonnellate e metterlo così in correI zione col progetto calde·ggiato dalle rappres,e nt nze del P ,i emonte, di un grande cainale laterale
l Po, per natanti da 600 tonnellate, che colleghi
Pavia, per Casal.e, a Torino, redatto dagli iingeneri Corazza -e Soldaiti.
Il porto, in una prima fase di sviluppo, sarà
ostituito da un malo di approdo in sponda si111i.sitna del T iioino, deihl,a Lunghezza di metri 210,
raccordato a mezzo d~ appos~to binario colla f er1•ovia e fiancheg giato da un piaz:z.iale di mq. 6000
on una tettoia e piccole gru a mano g~revoli su
8/rne'lio: il preventivo, i,e datto nel 1911, somma
L. 630.000. In una seconda fase verra,nno aggiiunti due bacini lateTali a destra del baC'Lll•o , opportun·: 1.mente amp1iiat o, di arrivo del Naviglio di
Pav-ra e di sbocco ne!l Ticino: lo spec-chi-0 d'acqua
risultante sarà di mq. 20.000, le banchine di
pprodo ,avranno uno sviluppo di m. 770, di cui
530 s e rviti da binari, i piazz.ali una superhcie di
mq. 50.000: l'attrezzatura sarà formata da 8
gru e Ja un a.rg runo elet-tri.co: una nuova conc,a
verrà costrutta tra l'anzidetto bacino allargato e il Ticino: il preventivo per queste opere è di
L. 1.230.000. In una terza fase verranno ag'g.iunti, dall'a'ltra parte dei pr,eceden,ti, due altri
bacini di diime.ns,i oni pre-s .s.o a poco ugUJali, colla
rispettiva attriezzatur,a, p·er un ,p reventivo d:i s,pesa di L. 940.000: rn tutto, il porto di Pavia verr?i
}1ertanto a costar,e L. 2.800.000.
Il traffico annuo, a cui potrà essere sufficiente 11 porte proge.ttato, r.i.su.lterebbe nel primo
periodo di 210.000 tonin,ellate e negJi altri due rispettivam e nte di circ a 1 e 2 milioni di tonne!llate. Da ciò si vede che i.I porto è stato giustame!Il,te caLc,)lato in baise ad una grande larghezz.a di
niteri sul po,s-sibile sviluppo del movimento di
mere~ che vi avrà luogo.
È vot o di qwanti s'intere ssa.no della navigazione interna .che .il porto di Pavia sia iniziato ed
eseguito, a!lmeno per Ja prima fa.se, subito dopo
1a gue,rra: .in, seguito si andranno meg,lio C0111,Creando i tipi di Jinee che a Pav,i a debbono far eia.po e che sono la Venezia-P.av.ia, pre·c onizz.ata per
natanti da 300 tonnellate, il naviglio che con~unge Milano a P.avia e -che si intende r,idurre
per ,nJaitanti da 150 to.n,n ellate e la Torino-Pavia,
pl'eventivata, come si è de.tto, peir natanti da 600
t nneM de, e così aillora s ; rà po,ss.ibile megilio pre•isaire le dimeins1icmi da d a11si ai futuri am:i:xliamenti del porto, ce.rto destinato aid occupare un
1
0
po,s to importante n ,e!lla naivigazione interna della
VaHe Padana, tanto più se vienisse eseguito qua,1cun-o dei ,p rogetti ,s tudiati per collegare con una
via :navigabile - almeno fuw al displuvio dell'A,penniino - i ,porti di Genova o di Savona o la ra da di Vado col Po. È qui da notare che l'i.ng. Da.rdanelili ammette ch,e, ,sussidiando l'opera del dragaggio con speciali lavori di sistemazione del
fondo del fiume, si può av,ere ne,l Po, anche da
Piacen~a aLla foce del Ticino, sempre il tiriante
d'acqua di m. 2, necessario per il passaggio di natainti da 600 tonnellate.
NUOVO TRONCO DA MILANO AL PO.
IJ trc1nco da Mi'.lano a1l P-0 della grande lin e a
navi,gabi:le Milano-V,einezia riunisce in ,sè le maggli.ori e più costose opeire di tutto il percorso: e,sso
segue un tracciato nuo,v o, più breve, per circa
70 chilometri, della linea esist e nte Milano-PaviaFooe dell'Adda e rag,giunge iJ Po dove questo, ric,e vendo uno dei ma,ggiori suoi affiuenti, migliora
notevoime1rute, • p,er i,l tratto a valle, le sue condiziOilli di navig,abiilità: le s•pese per l'esecuzione sono ri1evanti, ma sono anche le minor.i possibili
per av -;! re il massimo rend,imento dagi1i altri quattro quinti di pexicorso delila l~nea da Mila.no a Venezii•a. La ZOII'la attriaivie.rsat.a consente un élll'ldameruto che poco si scosta daJ.la linea retta per una grande p·arte del ,tr,acciato e cioè fra M ,i lano e
Pizzighettone: la viai..nanz.a dell'Adda, a valle di
Lodi, rende pos1sibile Ja f aicile alimentazione idrica del tratto inferiore e la riduzione del costo
toral~, mediante la progettata importante utilizzazione di un salto d'acqua.
Secondo il progetto del Comitato Promotore, ;n
b aisie al quale venn,e ora daJ. Governo data la conces,sione della costruzione delle opere al Com.une
di Milano, il canale si staccherà dal costruendo
porto di Mil,ano ad ovest di Rog,o redo, a circa
mezzo km. d·i distanza dalla linea f errovÌa,r.ia
per Piacenza e, tein,endosi sempre sulla destra
de3J.a linea ed a qu·e ista presso a po,co prur,aLLedo,
ragg:iung'erà Lodi prus'S-ando prima .sotto la linea
fenoviaria per P 1avia, poi, con pontii-can,aJ.i, i.il fiume La:,nbro e il girande can,al,e irriigaitorio Muzza;
passerà, con tombe a sifone, sopra ·t utti i cavi
d'acqua della zon.a e, con appositi ponti, sotto
tutte le strade ,s.ia pr,ovincia1i, sia comunali o private. Dopo Lodi e il reiativo porto, il ca,n,ale passerà sotto La f errov,i a per Piiacenza e, s·empre ter111endosi sopn tUJtti cavi di ,irrigazione o di oolo
e soi:to tutte le strade, s:Ì dirigerà a Pizzigh,ettone, per entrar ndl'Adda ,e seg·uirne il corso fino al.
1a foce, provved endosi con tre traverse e relative
a
57
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - conche a modifcaue il fondale e la pendenza del
hume, in modo da canalizzare l'Add·a e sostituire,
alla linea attuale di pelo liquido, tre tratti qua,s i oriz:z;ontali e tre gradini conve,nicntemente disposti,
da superare con conche, collocate in spond:a destra d el hume, ciaiscuna in corrispondenza di una
traver.s a.
Il canale è progettato per il solo uso deilJa navigaz.ionc da Milano a Cavenago, a valle di Lodi,
e per ·,.1so di navigazione e iindustriale a un t.empo per il tratto inferiore fno a Pizzighettone, potendosi a Cavenago derivare e restituire aJ. fume a Piz:z.ighettone acqua sufficiente se.condo
gli studi del prof. F antoli - · da ricavarne ci.rea
9000 cavalli di forza, in due ce,n tra1i da colloc,ars-i
l'una vicino a Bertonico e l'altra vicino a Pizzighettone, ed utilizzando ingegnosamente, come
serbatoio, la co,sì detta Morta o palude di Cavenag,o, oltre che il tratto superiore dell'Adda, in
prossimità deUa traversa.
Con questa derivazione si provvederà an,c,h e all'alimentazione del canale per il tratto ; nf eriiore:
per quello superioire si f,a,oeva prima affidamento sul mag·giore quantita,tivo d'acqua che il Naviglio G ~·ande avrebbe potuto convogil.i,are dal Tiicino fno a Milan.o, mediante un riveqhmento imperm e,a bile delle pare,t i e del fondo dove ,e ,sso
perde molto per fltraziione: recenti.s,simi s,tudi,
come vedre,mo, dànno ormai la certezza che s.i
può anche ailtr.imenti avere la portata ne,ces-saria.
Pe,r supera.re, colla naV'igazione, !'.int ero di,slivello tra l'Adda a Pizzighettone e il pelo d'acqua
ne,l porto a Miilano, ossia per salire dalla quota
di circa m. 41,50 a quella. fissata nel primo progetto del porto, d,i metri 104.80, so.no progettate
12 conche, di un salto variabile da m. 3.25 a metri 8.65, d·iStposte ,e studiate in modo da vincere
le n u m e ros e dif:6.coJ.tà provenienti dall'andamento del terreno e più ancora dall'attraversamento
di numerosi corsi d'acqua e strade.
L a sezione propo·sitia per i1l canaJe da MiJ.ano a
Cav einago è d.etlla Larghezza d.i m. 22,50 sul fondo, di m. 27,50 di s,pecch~o d',acqua, con fondale
di m. 2.50, e quii•n,di c,o n .un'area di sezione liquida di mq. 62,50; da Cavenago a Pizz.ighettone il
cana1le è pro,posto di UJna .sezi,o ne maggiore, di
la-rghezza sul fon.do d~ m. 25 ed altezza d'acqua
v,ar.iab.iJe, ma non mai in,f ,e·r.i.ore a m. 3.50: tl.lltto
itl catllale sarebbe rivestito di cal.ce,struzzo di cemento, per im1pedire che tolga o ceda acqua ne-1
terr.e.n i circ01srtan•ti.
La lunghezza .del oanaile n'Ulovo da Milan.o a
P .i zzighetto1nie, col itra.cc~ato proposto, è dri Km.
58
52,500 circa: il percor.so ne1l'Adda è di c•m-ca 18
chilometri.
Ora si tratta di paissare daigli studi aJ.l'ese.cu:tiio.ne de,i lavori ed occorre pertanto hs·s are con
pre,cisii.one anche i parrtico1ari deJl.e opere che si
vogl,iono eseguire, apportando al progetto deJ Comitiato Promotore quelle mo,d ifcazioni che, come sempre avviene, posiso.n o e,sse,r e suggerite da
una conosce,n.z a ancor più approfonditia degili element,i di fatto de,i comple,ssi problemi da risolvere col mirn,i mo di spesa, consentito dal massimo
rendimento che se ne può e deve rice·rcare.
Per '. o stud·io d,i questi progetti definitivi, com e
abbia.mo già accenn,ato, è stata creata dall'Ammiin,istrazione Comunale di Milano un 'apposita
sezione di quell'Ufficio Tecnico, diretta dall'in g.
Po·ggi: con ,essa, pe.r disposizione ministeriale,
coHa:bora il comm. ing. Pelleri, che, come s,i è
visto, p.resied1e .al Compartime.n to del Po a Parma.
Qu e-;;ta sezione ha iniziato i suoi lavori rivolgeindo subito partic-olare att.enzione all'alimentazione idrica del canale, per la parte dall'orig.ine
fno a Caven.ago, per La quaile si c alcola che occorra u:nJa portat,a di circa mc. 2, per il funzionamento delle conche e per dive-rse inevitabili perdite.
Siccome il sottosuolo a Milano è ricco d'acqua,
tanto che già se ne estraggono circ a 6 mc. al min'Uto s ,::-condo, e presenta ce.rto la possibilità d i
da:r,ne altri senza inconvenienti, co,s ì è venuto naturail e di istituire degli esp,erime.nti per vedere
se dal sottosuolo se ne potevano estrarre con sicurezz4 i pochi altri metri cubi al secondo necessari per la navigaz,ione, visto eh~ le relative op e re in tal caso non avrebbero potuto dar luogo ad
un aumento troppo notevole d i spesa, perchè sia
per il porto, sia per l'aUacciamento al Naviglio
della Martesana già si dovevano scavare profonde trincee nell'aves.
Dagli esperimenti fatti è risultato che all'alim e ntazion,e del canale sarà certo provveduto in
modo sufficiente con acque del sottosuolo, quando si tenga il livello dell'acqua nel porto commerciaie alla quota di m. 100.50 e cioè a circa 3
m. sotto il livello attuale della falda acquifera e
quando all'allacciamento col Naviglio della Martesaina si provveda con un canale che nella parte
inferiore - che, come vedremo, costituirà la sezio.ne del porto destinata allo sviluppo di nuove
industrie - si addentri in media a circa 2 m. nelle acque. del sottosuolo, dotando la parte superiore dell'allacciamento di gallerie 6.ltranti spingentisi anche circa 10 m. entro la falda acquifera.
Dal porto commerciale si sal•irà a mezzo di conca nel porto industriale e da questo, con diverse
Tavola XIV. annessa al N. 6 delle I. I . / .
Fig. 28
Porto di Milano , secondo il progetto dell' on . 5anjust ( 1907)
allora ingegnere capo del Genio Civile di Milano .
LE LINEE NA VIGAB/Ll DELLA VALLE PADANA
r.onche, si passerà neJ Navig'lio della Martesana,
e qu~vi ha la quota di m. 127.50 al suo pelo liido: ù'aLlacciament,o avver,rà a circa km. 10 dalstrada provinciale piacentina.
Un tale aibbaissam.einto del peLo liquido de'l porrichia.merà I.e acque del sottoS!\l,oilo vel'lso i pun•
di preleva;m,eilllto, ma già ,s i è P'Otuto acceirtare
e l'effetto di questa chiama ta non si e.stende• in senso or-rizzo.ntale, oltre i 200 metri, e sicome le are,e ,i ntorno al.le diverse s•ezion1i del
orto dovvanno essere esp.ropriate per i moltelici usi portuari, oosì ne risulta che nessuna
ccezio,n e potrà es·sere sollevata., che di,a luoo ad tindennizz,i di qualche importanza.
Un'altra qUJestione, che viene sottoposta ad un
esaime partico1are, è se convenga dii ,av·eire una
part·e notevole del canale, per u111a lwnghezza di
ciI'lca Km. 16, ,a doppio uso, cioè di nav.Ìg'az.ione
ed industria!l.e, po.ichè una tale coe,s-i,s tenza creerebbe degli inconvenienti, .a peci,e peir il maig.g.ior
fo.rzo di tria.zio.ne ,ne,c essari,o per f,ar muove-re i
aitanti in sailita contro corrente, ed è evid-einitie
che se si potessetri0 tenere .s ·epariatii i due can•ali,
quello per UtSO di nav.ig'aziOllle e q-uello indusitriale, senz.a 'll;n ,ec1cie1ssivo aUJmeinto di s 1pe.sa sia
purie anche .con un-a riduzione, purchè non troppo
note,vole, .n eUa potenza idvauli,oa da utiTizzau-e si avrebbe .d all'insieme deHe opere, di costo così
ele•v ato, il mass imo rendime·n to per la navigazione, che è lo scopo princip·aile d,i tanto sacr.i'hcio
cun1ano.
1 a recenti misJUre ,e c1aJ.coli s emhr.a che una
e s,pciranza po.s.sa eff ettua:r,si, quando C<J. s1 as·
g:getti al1a riduzione da 9000 a circa 7000 caV\a,lli di forza delh potenza da utilizza.re, dim.inuzion e, que-sta, non troppo ,sensihiLe di fronte a1
vantaggi che si avrebbero per la navigazione,.
Come si è visto, 1'inte,r,o tronco da Milamo al
Ro avrebbe 15 conche ed ailtre 4 n·e ha il tronco
dail Po 1a Brondolo, sicchè il totale, per il pell"cor.so
di circa Km. 397 da M ilano a Venezia, è dii 19
conche sull'intera linea. Questo numero non
è certo ecce1s:sivo se, lo si pa:rag101n.a a quello di
altri cainali aid esempio la lin·ea navigabile da
Dortmll-nd a Emden, per l'Ems, ne ha 19 su un
percorso di Km. 271 - ma per iJ miglior funz,iolil!amento deUa ruavigazione saire,bhe certo a.stSai
uti.le poterlo ridur.re e quindi d,i mi•nuire il numero di 15 conche tra Mila.no e la foce dell'Adda. E qui ricordiamo che una delle ragioni,
che pure h.a influiito suHa ,tr-asformaz'ione d ,eJ.l.a
linea navigabile da Be-rlino a Stettin,o , è stata
quella della riduz.ion-e e del migliore ra.ggruppamento de1le conche, delle qua.ii 4 ,sono .state me·s 1
se ~n serie, c.iais·cuna con un salto di 9 m., s·eipararte da baciinti d 1i 250 m. di lunghezza, e con tale
disposi:;iorue di -t razione, con mipianfo ele-ttrico,
da rendere ais,s,ai :r,aipi,d a l'ascesa e la d~s·ce•s 1a dei
nata'nlti.
Ora da stud,i recenteme,nte fatti risulta la
poss.ibi.lità di rispar.miare due conche •n el tratto di linea tra Pizzig,hettonie e la foce delfAdda,
qualora alla ca,na,l,izzazio.ne del hume si sostiituisca un canale n ovo in sponda destra. Così iJ. tronco dal Po a Milano sarebbe formato da un canale tutto nuovo, ciò che d,arebbe anche i vantaggi
dii raccorcia.ne la linea per circa 5 Km., di srvincolar,e la navigazione dalle condizioni dell'Adda e
di evitare gli inconve,nienti che potrebbero causare la ghiaia ,e la s·a·bbia, che i,l 'hum,e trasporta
a,n cora in quei! tratto vicino aJ suo ,s bocco in Po.
Ivi le condizioni altiimetrichie della · sponda destra sono assa,i favorevoli ad aprirvi un canale,
che pO'~rebbe aveire, in immediata vicinanza del
Po, un po.rto di rifugio per i natanti e per i rimor•
chiatori della na~igazi,o ne fluviale: inoltre sal1" ebbe facile l'attraversa'Tllento deLl'Add·a , alla foce,
quando si volesse poi aprire un canal,e laterale al
Po, di d,iretta comunicazione con Cr-emona, mentre sarebbero pure salvaguardati gli interessi di
Piacenza, contrari al canale diretto da Creimona
a Pizzighetton,e.
Da ;{1tri studi recenti, faitti peir ,il tra-tto SUtPe·
riiore a Pizzighettone, .si è visto che si possono
r.isparmi.are al.tre due cqn!che, ciò che ridrur.rebbe
a 11 i:l numero di conche ,n •eceissa:riie da1l Po a Milano.
Certam ente il nuovo canaile naviga1bile deve
essere costrutto secondo tutte le migliori norme che Ja sci,enza e la prat,i ca della naviga•zion,e inte·rna s1Ugger~scono: di tali graindio.s~ lavori l'estero ci offre magni'hci esempi, s·i cchè sarebbe grave errore 1mon tenienrue conto e porohè,
come s.i è più vohe osservato, la n.avi,g azione inteirna, come tutte Le industri-e - tende a far
wso di mezz·i s•empre più potenti, è bene pr,e dis,porre le cose 1in modo da n01n ri.sipa.rmiare .in tutto 01ò che possa far .servire il cain ale p,er natanti
ain,c ora maggiori o renderine mein·o co,s tosa la tra•
sfo,rm .izione in avvenire, ri.oord1ando che si costriUJisce• per i seicoE.
Così per eise,m pio, p:er la sezione del oait1Jale,
che ha tanrta i.mipoirta.nza sullila rteisiist.einzia al mova.menito dei natant,i immersi, 1già s~ st,a s1:ud~ando una nuova se~ione (Fig. 26), meglio risponde111te di que<1la giià a1cèennaita, aille alte carartteristiche di buon ,canale naivigahile che si vogliono
giustamente daire alla nuova linea.
1
1
59
LE/././.-- - - - - - - - - - - - - - - l111scxnma iJl genio italli.ano che oon Filwppo
dcigli Orga.ni e Fi.oriav.amte da Bolog\nla ideò e costuiuì la pri.ma eone.a neigJi •.aru:u 1438 e 1439 a
Miliaino - deve oria ricuper.are il tem.po perduto
f a,ce1r11do megLio degli straniieri, che per le condizioni naturali do.i .Loro fiumi e per lo svi,l uppo d.elLe loro i.ndustrie hanno potuto fare passi giganteschi n eilila :na,v igazic,me interna: ,al.m eno il ritrurdo
ci rupporti un maig'gii.ore •perf ezionametnfo n,e; Il/UO•
vti 1avo.;:-i e neii mezzi per navigare nei humi e neii
can,aiLi !
La concessione al Comune dii. Milano d,eilla costruzior.e della ,grande Jinea navigabile da M,iLano a:l .Po ha da.to im,pulso a diverse ini21iativ,e rif ereintisi alla linea stessa: tra ,esse c:itiamo il
progetto deJl'ing. F,iorini (Fig. 27) del traspcxrto
deHa f'tazi.oine f,errO'Vli.ari.a di Lod,i , oon reJ.at.ivo
porto sul c-a•na,Le Milain'o-Foce de1l'Adda: con questo progietto si ve,ng'ono •a mig'L~orare notevohnente Je con.dizi.oni ,sua di sviluppo d,eJla città, s·ia del
servi'zi.i f eirroviario, ponendo la sta%1ione e i.J porto di Lodi iit1 una località assaì adatta.
PORTI DI MILANO.
La oit tà di Milano possiede g·ià un porto con
un mo\'imènt.o di mere<i abbastanza rilevam,te ed
è la darsena di Porta Ticinese, punto di arrivo
del Naviglio Gra1I1.de e del Naviglio Interno, che
è un prolung.annento del Naviglio deJ,La Mart.esal11a, e punto di part,enza del Naviglio di Pavia: a
questa darsena fanno capo }e mere.i che per l'attuale navigazi.onie provengono .dal Lago Ma,ggiore
e dal Ticino, dal La,go di Como e dall'Adda, e dal
Po: si t.ratta im gen.er,e di materiali da costruzione e di legnami triaspor-tati su natianti ch.i,amati,
a seic•a :ida della forma, maig'a,n i (da 40 a 100 T.)
e burci1,iel.Li (poirtata maJSISUJma 55 T.).
A questa da.rsen,a iJ Comune di Mi1lano intende
apportare notevoli modihcazioni e attrezzado convenientemente, per da.re il maggiore sviluppo ,p os·
sihile anche aHa picco'la navigazione che pure arreca notevoli vantaggi alla popolazione d,i M,ilano ed alle ailtre ad ,essa diretta.mente collegat,e :i
mezzo degli attua.li na'Vligli.
Il nuovo porto, che sarà oentro di un m ,o vimento di gran lunga supeiriore, ,sar,gerà in vi.cinanza
di Rogoredo e .sarà costrutto s,e,condo le migliori
norme suggerate dail'le· grandiose insta11laz.i.onli analQghc dedl' e,s-tero. e da!11e pairt~coJari condiz,ioni
ed esig'einze 'deLl',at.tività commerai.aJe ed industri.allè milane,s e.
· La località ,scelta, aU'orii.ginre dellla linea navigaibJ.e per V en,ezia, .ha· a·nche iii vamtaigg'i.o di troVi2lliS.1 all'incrocio di importanti,ssi.me linee ferro~
60
vianie ~- di perimetteire la f ormamone di una grande zona indlll(s1tnial1e .d ella città.
Un primo pll"o,g .etto dieil g'nande pol"to ve111I1,e f tto
da:lfon. ing. Sanjust, rul1ora ing,eginere capo d ,e l
Genio Civile a Milano, nel 1907 (Fig. 28): in se•
guito, coll ',est,end,ersi e approdoindi:nsii deihl,e cogniziorui in materi1a di nav,i gaziotn•e interna e con calcdLi più ri,spondeniti ai b.iisogìm dii una c.ittà cLeJLa
tii~portan:z.a di Mila.no, n ,ed 1912 il Dr. Beretta e
l'ing. Maiocchi com.p ilarono un progetto com:p!leto
(Fig. 29), che venne acquistato dal Comune di
Milano: ora l'ingegnere capo del Comune, comrm.
Masera, e l'ing. Poggi, colla sezione dell'Ufficio
Tecnico comunale a lui affidata, stanno studiado il progetto de.finitivo che va ormai concretandosi ne1le sue grandi linee. Il confronto f,ra le aree occupa•te dal porto, nei tre progiett.i, indica intiuitivaimente la progres•siva iJlliPor•
tanza asseg-n,ata atl nuovo orgian.iismo nella vita di
Miiilamo.
Secondo l'ultimo pro;getto (Fig. 30) il porto di
Mil:W:o vi,ene divi.so in due pairti diistintie: l'una
deisti.nata a.i commerci, l'rultra aillle indus·tra,e: la
pr'ima, ad ovest di Rogioredo, in teirritorio di Chiar ava!Lle, be.ne raccordata cdl.Le f erraoviie, tramvi,e e
&trad.e o·r dinarie, dotata di baioini ampi per f aipprodo, carico e scarico de.i na t a,ntii, di conv.enaie1n,te attrezzatura, magazzini, ecc., se:rvirà alle ttnerci
di uso diretto della popolazion e oppure destina•
te ad industrie ovunque poste, anche se lontane dalla aittà, o da queste prov,enienti: !',altra,
f,ormatc1 da un grande cainaiLe a sud e ad e1st di
Rogareido e di Milano, avrà ,ai due lati aimp.i.e
aree di .;ponihi.J.i per que.l!le .industrie che vogliaino
oolliocarsi i,n v-icwn,a nzia d.edla linea navig,abile ed
u,sufruil'le, d·all'munedi·ato contatto oon questa, deJ
vantag,g,io di scarica.re le merci dai natanti
negli stabili.menti ,ed inversamente, e magari a•nche con navi proprie fare direttrumente i
tria,sporti lungo twtti i per.corsi hno a V,ene,z ia e
.aigili altri scali deili1a Va'11e Padatna.
Questo seco.ndo ramo - porto industiria!l e nel
tratto dalla strada provinciale piacentina hn·o al
p1'1o1ungamento dlel Corso V,entidwe Marzo - l"\ag'•
gi'Wlge-::i Cres,oe,nza,g,o in ,prossimità dell'incrocio
del canale Martesana col Lambro e servirà anche
sia a11l'alime.11Jtazi.oine deJ crunai1:e navigiabiiLe, si.a
ai11•aJlilac ,~iamento col N a,v.iiglio d,e!liLa M ,a:rtiesa.na:
fanto .iii porto comimereialle, q.ua.nto ,il porto indus,tr,iaJle occupatno airee che apparte111,gono aJruchie a
Comuni limi•t rioh, le quali, per con1S1idera.%1.ioni già
e!S'Pos·te, dovx,ainno essere ,aigg':riegatie a Mi:lano.
Le ar~e .che doivr.anno eisseré acquistiate P'er le
-inistialJ.azioni immediaitie e futur.e deJ porto com-
Tavola XV, annessa al N. 6 delle I. I. I.
.
~
..,,..... ....
_
)
. I
Hg. 29 -
Porto di Milano, secondo il progetto !3eretta-Maiocchi (1912).
LE LINEE NA V!GAB!LI DELLA VALLE PADANA
meraiaJ:e sonio cruLcolate in circa mq. 1.300.000: la
:.ona defiignarta peir iJ porto iindustniia:le è di mq.
!S.000.0IJ0, mentre nei progetti prece.denti in totale si prervedevano mq. 400.000 in quello del
1907, e in queUo del 1912 mq. 1.280.000,
per un t:.-affi,co pre,sunto, in qu,e,s t'ultimo, di ton•
nellate 1.500.000 di :merci.
Il Comurue ha già iniz.iaito gli espropri ed anche
le ces,sioni di aree alle industrie che ne hanno f atto rich:.:!sta, tenendo i prezzi bassi, in modo che
r,;sul-ti f aciJe la formazi,o ne di una buona cLientela initere,ss,a-ta a s ie,rviTsi dell.La navigaz.ione :int,e rn ,a, che ~osì potrà prender•e .subito g.rande svilup•
po: hn d'cnia gLi a,ccordi fatti colle ~nd'Ulstrie che
stabili.ranno le ,l oro s,e.di i,n adiacenza del nuorvo
porto .inclustr~a!le si eist endono già a ci.rea un tie-r ·
zo didJ'area m enzioruata.
Le tra>ttative p,e,r la concessione al Comune di
M~lano della costruzione, manutenuone ed esercizio del nuovo porto insieme colla sistemazione ed ,esercizio della darsena di Porta Ticinese
- -son già state i·niziate, e dive-r s1i convegni hanno
a:v,uto lu -:>go tra iJ Sindaco a,vv. GaLd1ara e il Ministro de.i Laiv-or.i Pubbl ic,i: il Comune ha in quei.sto
aaiso p,e,r Legg,e il dini-tt,o dii prelazione delle Olpe•
re ed impiain•ti del nuovo porto, sicchè ce.mo anche la reJativa ,conven~o1t11e sarà qua1I1to prima un
fatto C.)mpiuto, t ru:ito più che il Comune ha intenzio:1.e di non chie,dere p,er i.I porto - eh.e vea:-rà
a costare, a parte, una spesa deU'ordine di gran•
dezza di 30 milion•i a ,sviluppo completo nessun contTi,buto governativo, stimando che l'azienda portuaria sarà attiva: Je due concess~oni dd
nuovo porto e della da1rsena di Porta Ticines e non
potranno avere, secondo la legge , una durata m1•
nere di 50, nè magg,ior-e di 70 ann•i.
COLLEGAMENTI DEL PORTO DI MILANO
COI LAGHI MAGGIORE E DI COMO E
COLLA SVIZZERA.
Itl pr-:>gettiato coUegamento de1l porto di Mi·h no
col N a " iglio d.eJla M ,artes•allla già lo mette ii.n comunicazione diretta ed indiretta coi laghi di Como e Magg,iore, ma le line,e attualmente in eser•
ctizio sono per s,e:zuicln~, fonda1Li e p endenze non atte a:Lla gra.nde nav,igazione. Pur tutta.v ia la linea
del Naviglio Grande, che misura 74 km. di lunghezza da M ,i lano al Lago MaggiOTe,· ha già un
traffico annuo, quasi esclusiva•mente in discesa,
di cii-e-a 210.000 tonnellate di merci, mentre quella della Ma:rtesana, della lupghezza d,i 69 km .• da
Cr-escenzago al Lago di Como, ha un · traffico di
ii-ca 45.000 tonnellat,e a·nnue. La prima dal Lao Maggi.are (quota di 194 m. -sul livello del ma-
re}, con un ulteriore percorso nel lago di circa 27
Km. per Baveno e 62 Km. per Locarno, rispettiva.mente conduce alle linee int.ernazionali del
Sempione e del Gottardo: la seconda dal Laigo
di Como (quota di 197 m. sul mare), con un per•
corso nel lago di circa Km. 50 va al Lago d,i Mezzola e quindi al progettato valico ferroviario d,ello
SpiLug1a.
Ognuno vede quale somma di ,i ntere-ssi nazionali e inte.rnazionali sia collegata cogli allacciamenti del porto di Milano coi due splendidi laghi alpini e quindi colle ·i ndustri valLatie ohe vi f,ain,no c,apo e, indiretta•m •ente, con quel
Ja pa.rtie dell'Eur,o ,pa centria1e che s,i trova ,al d,i là
dellie nos tre Alpi ed ha in Genova ed in Venezia
gl.i sbo~chi più vicini sul mare; ,sic eh è facilmente
sii com.prende ,ch,e Milano ruvrà pure, per effetto
della navig,a:ziio1:11e interna, Uil'l incremento notevole n ei suoi sc,amhi COIITlmerciiaLi c-oLLa parte d'ha•
li•a che la circonda a nord e colla Svjzzera, speci e
se sarà possib"Le fa,re in modo ch,e con n·atia,ntri
dia 600 tonn. si · poss,ano, ii.in condizioni di buona
naV'Lgiazi one: , ra,gg:iungere i laghi M ,aggiore e di
Como, così da evita,re ogn•i trasbordo di meircii. n ,e l
porto Ji Mila1I10.
Qui il probLe m ,a d.el!la grall'lde navigaz,i on,e offre
d ie ile serj,e difficoJità t ecniche e quindi ridniede
delle spese non indiffer e nti. PwbabiLmente non
potrà eéser,e riisolto in aùrt:ro mo.do f uorchè studiando, ex novo e con concetti organici, la più com.
pleta possibile ut,ilizzazione delle acque che per
il T icino ,e per l'Adda scendono a valle rnispettivamente dal La go Ma ggiore e dal Lago di Como,
parlando a soliuzione ,i due proble.mi tant,o di,s,cussi della reg,olazione, del de-flusso di queUe acque,
mediiante tra:veirse, in p'aTte h sse ,e d in paTte mobili, ~he, collocate l'una vi.i.amo a Sesto Cal,ende
e l'altra a · Lecco , mutino i due laghi in enormi serbatoi, ri,p,artendo eqU1ame1nte •i va.nt•aggi
che se ne ricavera,nno tra Je due sponde del Ticino e dell'Add,a, spec;e daJ lato aig.riicolo, ,e promovendo la m,aggli.ore pos'sihiiLe utilizzazion,e di tutta l'.einergi:, ancora disponibile, sicchè la forte
Slpes·a _o er l,a navi,gazic.nc trovi ainche il s1Uo compenso in altrie f o::1t,i di ri.cchezz.a.
In questi probl eimi è interessata tutta la
Nazione, che avrà e certo daTà ain·che ·a Ua Sv.izzera i magg.ioo-i va!nfaggi per i .t.raispo,rtri, tanto più
se, s Ìia per queihli f errocvi,ari, ,s ia per quelli a me~z.o deUa navig,a~one int,erna, si verrà ad accordi
che co·. npletino costruttiva.mente le comuMc,a~oni esistenti e modi.lìchino le rispeittive tar,i ffe.
L'Italiia, eh.e ,purie deve cons:id1erare i tra,sp01rti
èome una potente industria la quale fa dell',espor1
1
61
LE I. I. I.
tazione quando trasporta peir altri popoli e quindi
introita danaro dall'estero, e che ravviva tuttti gli
altri scambi commerciali, non può rimaner indifferente aJ.la conconrenza, hn ad ora vittoriosa, che
i porti .stranieri e specialmente que.Hi del nord di
Europa, assai più lo111tani dalla Svizzera dei nostri,
fanno, col'La naviig•azione i-ntenna, ai porti ii:ahani del Tirreno e deLl'Adi,iatico, tanto che, conti••
nuando noi a peiidere terreno, siamo orma.i ridatt-i a veder piaiss,a•re per l'I ta:1.i-a poco p:iù di un decimo d e lle merci che la Svizzera riceve dal mare. E q11e,sto stato di cose rrunacci,a di aggrava:rs:i
ancora celle progieit-tate grand~,ose linee navigaibili
d,i nuove comun•i.caz•i oni tra il Reno, i,l Rodano e
il Dan,1bio. È pe·rtianto interes•se italiano e sp,e,cie
d:i MiLmo, V.e,nezi.a e Ge.nova prèo,ccupiarsi di una
coincorirenza ohe rt,ende ad elimina.rei nei rappo.rt;
economici colla y,i,ci.na re1pubblica f ederal.e.
Per fortunia gili inteiries,si collimano ed alla Svizze ria stiessa conviene l'approvvigio,namento d,al
mJar,e peir v.iie divense e qui.ndi, sipeci,e pe,r l'Oriente, l e stanno a cuore le ,c.omumi,c-azioni che la coll e g'a.no coi ,nostri porti, e p e rtanto è saiLda Ja nostra
iiducia che si pofrain-no, a gue.rra hnita, riprendere
in e,s1ame tutte le que,stioni retlative ai vail,i chi f erroviÌ,ari alpini e sisteunade in modo conveniente
per le due n ·a:z..ion:i.
N eii pertanto ci a,s1Soc.iamo toto corde al de,si.d er~o di quella parte deH'opmi one pubblica svizz.ena, ispirata .da te1on.iici e.d aippog'g.iiatia da dive-rs.i
gio11I1ali, an,che di Zlllri.go, ohe vorrebbe si •aMiua1sse una prande comiUlillicazione per via d'acqua tira
M.iJ,aino e la Svizzena. Di ques,tia co.rrente è stata
estpres&ione particoÙarmetnte autorevole un•a assembl ~a .convoc,ata ne.I dice1I11bre scorso daJ Gr,uppo Ticinese .detlil'AsisO!ciazione Svizze·ria di Economia delle Acque, con i.ntervento di deputati alle
CairneT,ei Fede.rialli ed aJ Giian Consigil,io, tecnici,
iindusfriali ,e.c,c. In esisra da valo.rosi ing.egineri, quali l'ing. Rusca di Locarno ,e l'.iing. Gelpke d 1i Basilea, venne,ro f·atte aff e•rmazioni ed e 1sposte consider,azioni deg:ne di nota, fra le qua'Li le seguenti:
i più im.port\Ml!ti proibl,emi di intereiss•e pubb.Lico
nei ri.s 1,etti.v.i Sta,t i contigui, le,_ Svizzera e ,l'Italia,
non poi-ranno m •ai av,ere U/Ila soluz.ione .raziionale,
se non di com.une, pieno acc01rdo; primeggia o•g•gigiorna, .s ia nei1la Svizzera, come all'e,s tero, la
questione dd1la na,v~gazio.ne interna; soltanto il
libero , accordo col mare darà ,aJJa Svizziern la
J:ie.na ind·i pend·einza econ1omi.ca; un confronto fra
.le s.p.ese de.Ll'einergia e queJle di trais1p-oo,to, nirfe,..
riit•e a q_uelie di f aibbl'lic-azione, dà il risu'Lta.to che
il c0ts.to della forza produttiva ammo,nta ,al 6-7 %
delle mercedi, mentre i traisporti richi.eggo,no dal
1
1
62
19-25 % e qui,n.d,i La navig,aziione non sodo equivai1e aìla produzione di forza, ma la supera di
gran lunga neilla p,re,pondeJ:1anza economi.ca; d ,e ves~ teindexe - come già anailogameint.e avv-enne alle f.oci Jel Rodaino com. Cett.e e Marsigli.a, a queJle
detl Reno con Anversa, Rotterdam ed Am:ste,rida:m,
quaiLi ri.spettive baisi m ,arittime - a creare anche
su'Ll'Adr iati,co d e g,Li empori comme:rniaJi adatti,
mediante i d u.e punti di ,appoggio di Ven·ezia e
R ,avenna, ,o nde as,si.cuirarie, pe.r ogni evenienza,
l'a!limentaziorne suffici,e nte della r.ete di navigazione ,lelJ'alta Ita'Li.a; il costo per la tr.atta acquea
da Basu·lea ,ail Mare del Nord, nonostante misuri
una distanza quintupla in confronto della str.ada
f,e rr-ata da GurtneiLl en a B.asilera, lunga sol.i 168
c-hi'l o.me tri, rima,n·e sempr,e alquanto ai d,i sotto
deilla tariffa f e·rrovia.r,i a; sarebbe un vero e.rrore
madornale ·imper,donahiJe, dal punto di vis,ta della politica .dei. traffici, qUJafora si hss as,s e, come
punto rer.minale de;Ua navigazione ad alta potenza, ,i l porto di Milano, pralUtnga.ndo di poo v,eirso i
l a ghi Maggiore e .di Como solta.nto dei canali min or i p er gaJ:le gg,iamti, fo,s•sero pure da 150 a 200
tonnellaite1; ,occorre l'impianto di una Enea di traffico unitaria dal.J'Adriatico al lago Mag.g.iore, ovwnqu\': - ne;lla totalità d,eJLa sua esten.siOll'le da
Ve1n ezia a Locarno, Lunga 533 chilometri atta
aUa navig·azione, di galleg1gi,a.nti ,d a 600 to·n ne'1late,
e meglio ancora d ia 800 a 1000; per l'attuazione
deLle linee d',aicqua de1la Reus.s e deJil,a LiimmatLinth il triaffico .di transito dai porti del ma.re
del Nord - Rotterdam, Amsterdam, Anveris a JiLa Svizze.ra meiri.dio1J1tade ed ,all' al-tia Ital~a hen,eh ,oerà ne1l',avve1t1,ir,e dii. una 11iduzio·ne nei pr.ezzi di
tr,asporto, i.n meidi-a, di 5-6 f.ranohii pe,r tOll'lllellata
di merc e.
Come si v,ede, l'ipOltes-i deJJ.'inv,a:SJione di merci,
per l'Itailia, dai porti del Mare del Nord a tuHo
danno di Genova e di V,ene.z.ia, viene rig'uall"d,ata
COime possibile n ·o n salo da noi, ma ainche fuori
dei ,nos tri conhlllÌ, e quind~, pure sotto il punto di
v i.sita di eliminar,e faLe perico1Lo, s:i st,a provv,edendo per le migliori fortu1nie d'Itatlia ne!l1l'~sitiendlere
la navigazione intenna nella V,aHe Pad,an,a, che
però conviene ,sia attuata con grainde Jarg11ezza
di pr,eivi.s1,oni sul traffico, per f,:we costruziÌOll'l,i v.eramenta utili e .durature, poichè, assegna,n do ampiezza
dimensioni alll,e opere, .si vengono airuche
a diminuire Le reisistienze ail mov,i mento dei natainit.i n,ell'.a.cqua e quitn.d:i a riidurr.e i cos1ti dei trasporti.
A1l'appe1lo del1a Sviizzera, che neJ suo e no,stro
iinte:resse ci chiede, specie per .il Lago Maggiior,e, una grande Jinea nav1igahile h-no ai p,i,edi deHe
1
1
ai
= - - --- - ---- --- -- ---
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
'1 pi, noi crediamo di non errare nella rii.sposta
•he certo il p1,oblema sarà esaminato con a.·n tenZU!one di risolverlo, ma che !',attuazione d,elle
grandi opere ri,c-hie.st·e .sarà molto f aciJitata sie in
un •a!vvc,nir,e non troppo lo,n,ta,n o si potTà pro.c e,d·e.re
nche aHa co,struzione detl valiico fe.rroviario d:ello Splnga, antico e, ben g·iusti.ficat,o desiderio di
tutta la Lombardia, s · cchè da MiJano la grande
na'Vi,glazicme postSa arriva.re a tutti e due i laghi
M ,aggiiore e di Como.
Se, come abhiaimo hduc11a, Le due g,ra.ndi lin.ee
saranno attua•te, più in-tiimo n,e risulterà il contatto fr2. nai e la Svizzera, con v.a,n tagg,i.o reciproco ve,ramc~te notevO'Le.
CONCLUSIONE.
Com e abbi,amo visto, l'.i.mportanza, il cosrto e
la portata delle opere in esecuzione o in proge.tto
per la !l'.lvigazione interina nieila Va11e Pa.dana, sono taJi da f.air sper•are che g'li sforzi del Governo
e d.egil.i Enti '1ocaù.i saranno d•i rett1i ad assii:cuTiar ne la mig-1.iorie posis i.biJ,e esecuz..ione. Ma purtroippo, ani:: he se1nza i.ndicare quailche partiicolare costr.utitivo d e LLe o·p e re p,ass,ate brevemente in ras··
segnia, ris u.litano dag.li ste,s,si dis,e,gnu tainte di.scordainze nelle concezi('l n1i di ope re a.n,a Joghe, sii riileva.no ~ c:Itre tante mainchevoiLezze n,e.gù,i studi dehni t ivi ch e d e,bb cino pr e c ede.re l'esecuzione deille
ope:rie, .: - he, dopo gili ·i.mportaint.i lavori delle Commissioni minist,eriaiLi e dei singoli Comitati, appare necessario un m.igJ.iore coordin,amento fra
ta)rute iniziative, che debba.no concretar.si in una
retie org anica di comunicazioni pe1r via d'a,cqua.
Ad e:;ercitare qu etsta fu:nz.~one, noi crediamo
neicesisar~o un o.rg'anismo· perma'llle nrtie·, form•a!Ìo di
poche persone, competie,nt,i e precis.a1menit.e di qualch•e a-lto fuinzion·ario e d~ deLeg,ati d,eti prin,cipali
Enti ,i ntere ssati, che po1nga allo st<ud.io l.e quetSitiioni più ·.ritali, d iia pr e sicriz.i,oni di c1arrattei:rie g'enera:le, diffonda :1a conos cen~a dei lavori costrutti
all'est e ro p e r la navi g azio n•e interna, dia consigl i.,
se richi e sto, ,esamini i pro g,etti de·gli Enti locali ed
evelntualmentie proponga va,rianti utiili, vigili alila
costru2:iione dei il,avori ed al loro graduale svolLgime,nto, ordiin,i tutt~ quei niil-iievi e misure che garantiscctno contro sorprese, organizzi e disciipl.ini
meglio la navigaz.io·ne interna, curandone runche
la stab.isti ca, ,ap·profondi.sc1a lo studio dei migliori
tipi d,i natanti e rimorchiatoir.i adait.t,i a.hle no,stre
lilruee n:ivig·abii1i, s,i occupi dei probLemi d,eJ.J.a trazione lun go ,i canaiLi e n.ei humi., prepari le riforme più utili alla legi,silazione vigen-i:e, che iin.somma provveda :in t e mpo a che le dive.r,s.e op•ere da
ese,guir.si nella VaLle Padana si abbiano ad at1
tua-re .iJ. più pr e sfo possibile, ma in modo che ne
risul1t-i un i.nsu.eme ben proporzionato di linee e
p,o.rti r.ispande111Jt.i aJ!Le es.i.gienze ,attu:aJi e future
d,el t.riaffwo. Noi iint.e,ndi•amo naturalmente che
qwe.s 1to org'an,ismo sorg'a viitialle ,e non con caratteri .burocratici, che sua composto in grande ma.ggiioranza da viaileinti inge,g:n.e:ri s,p ecializzatisi nella matieria - e non ne mrurucano particolairment e
in qwel Genio Civ,iJ,e iitali aino, ch,e è tanto b enemerito dei lavoiri pu.bhl.io.i .i,n tutto il paese - che
p OISSa d Kre deilLe direttive che t.e.ngano conto sopriaitut.to de.i grandi iinteiies si nazionali prima ch e
degli interes.si regionali, e che non accentri tutto
i.n s•è, ma anzi si s,erva dell'ope,ra degli eileme111t i
JocaJi, r,timolando, qua1I1do ,s iia op·portuno, le iniziat.iVle delle P.rovmicie, de.i Comuni e deUe C;).me:rie di Com,meTcio più specialment e interessati all'esecuzione dei lavori.
E qui, per i.l Po, vogJ.iaimo ric hiama.re l'attenzione d el Governo sulil 'op,portuni•t à d,i provvedere
con maggi,ore en e rgia a.I mi glioramento dei! regime delle sue acque media.n,te l'intensii.h ciaz10ne delle o.pere di sistemaziione dei bacini montani e soprattutto mediante quel nmboschimento di cui tan·to abbiamo parlato e
così poco fatto sim.o ad ora: si chiamino a co,ncors.o le P.riovinc iie ed ,i ComU1ni di pi,anura, ch e
sono quelli che più godono dei vantaggi deU 'utilizzazione delle ,acque, ,e si tro,yer anno i mezzi p e r
oostirtuwe quied ,d emanio forieistal1e, di cui l'lt.ailia
è poveir:i e potr1ebhe e1ssere r,iicca. La n·avigazioin e
ne!l Po s<$rà ~ ,a,vve,niire la m.iiglio.re alleata d,ella
prq paganda pe,r iJ. rimboischa.m. e nto delle valila.t e,
da cuii s...:endono i div,ersi affluenti, per•chè se .dei
b01stohi è da tat1utno oo:ntestata l',ef6.c:aciia nei riguardi ct el1a diiminuz.ioine deille po.elnle, da nessuno
possono invece e sser messi in dubbio gli effetti
be.nehci stia di trattenere sui monti quei detriti,
ohe altrimenti scendono a vall e impediscono
ila navigazione od accres cono il lavoro delle draghe, sia di promuovere l'incirerriento delle acque
sorgive a vantaggio dei maggiori fondali nei humi,
duna.nte le ma,gl:rie. Af r ; mbo schiimeinto occorrierà
,piravve:d è11 e s·ubito d0ipio la g·ue·rra, ,c he è sta1ta deva·s atr· ce d,eUa sc a~sissim.a veig,etazione arb01rea
de/1:1 'I t ,11ia.
La ci r.+:à d,i Milano, co1f e ss,ersi re,sa conces!.510ruaria della costruzu.o.n,e del canaile na'V igabile da
Milano al Po, ha agig.iunt.o nuovo pr,e stigio aHa
s·ua f;a.ma di airidi:ta e d avveduta
iniz.iaitric,e di
g'lralllidi opere uti11i a sè ed -ag'l.i aJtri: è ancora q,uel
ComU!tle, che •ea:,a aJLa testa deiLl'uinione degJii ail.tri
Comuni lombardi ailla batita,glia di Legnano, che
dà il fort.e ,eise,mpio di saper.si assumerie la re1
1
63
LE I. I.
I . - - - ~ - - - - - - = = - = - = - = = = - = ======== = - - - - - - - - -
s•ponsabi1htà di grandiosi !,avori ad inc.: riemento
della floridezza di tanta parte d'Italia, e giov,a con:fidare che J'esempio s,a>rà se.g·uito con queJlo shncfo ed cntusiaismo ch,e i grandti ide-ali sa1nno inf ondeiie ag1i uom.iin-i ed a11e collettività.
L'Italia, ,n ella div,eirsità delle sue cond.izioni da
r:egi0j11,~ a r:eglion-e, ha p,roblemi dii vama natuo.-a
da ri.solvere: le st.J."la.d,e , Le bonihch-e, le ferrovie,
il credito e,cc. costiitui.sieono lati più o meno ,asisillant.i d~lla nicerca di un rna.ggiore bene15.sere, a
s,ecanda deille divie.rse !l",e,g.ioni: se cia,souna dirigerà i suoi sfoo-zi dov,e qiueis-t,i sono più ut.iili, e
per quc-,sti dom,ain,d erà il maggiore aiuto dai Governo, la Pa-tr.ii::i in breve , dopo la guerra, sarà
più forte e più P'rospera: l'al-ta ltaliia ha di.mostrato di voler risolrvere con energia il p,robiema
della navigazione i,nter,na, e noi pens,i amo che da
n ess-una ;:.~tra fo,n•te di ,p ro-grosso potrà ave,re maggiori Vrlntaggi.
Le due obbiezioni che più comunemente si fanno alla navigazi.on e interna non, hanno ormai più
ragione di esse.re, p-erchè smentite dai fatti.
Si os,s.erv a da alcuni -che è me1glio dare ma,gigiore impnlso al movimento f errovia•ri-~ , e da altri
che La navigazione iruterna da-nn•egig.ia, colla conoorre,nz.a, le f.errO'Viie ,e qlllindii lo Stato che J1e eserciis,c.e. Ai primi basta ossiervar:e che tuttie• le
nazioni, ainche queil!le dotate di setrViZlio ferirorvianio esh•so ,ed iin-t1enso e ~::11 tutto rispoindient,e alla
più pro Jredita te1c:t1UJca moderna, hainnio valorizzato iil m.eg1lio possiiibile le loro vi,e navi,gabiili e più
a-!1.co:r;a si preparano a fare ne[ dopo gueil"!ra: ai
secondi, che la fun:z,io,ne, che n,e·i t:riasporti es1eroiitia la nav~g'az·i,a ne inter.na, è inte,gratri,ce d-i quella deH ~ f eTiroivie , le qua:li, per 1o sviluppo d-eìlle
industrÌ•e, ricavano Ulil protfi.tto d.aJ. m ·aggiore movimenb che ad eiSse prooura ogni nUl()VO m ,e:zzo
di tras:,orto. E poichè tutte le nia:z..io1n:i seguono la
v,~a d.el maggior p,o•s1s.ihiJe inc·remento per la loro
néllVIÌg'azione init.e,r ma, pe,1",c h·è non dovrebbe f ar,e
a'1trett·m to l'ltaJ..ia, dove le, sue condizioni, come
netlla V.ame Padan,a, sono panagonahiJ.i e1?1:tiro
limiti raig,i one.vdli a que·Lle d:i tanti pa,es,i con
linee fl nv iaJi fiorenti? Certo, per ragioni che qrui è
inutil e esp0irrei, noi n,an pos.s.iamo ,spera.ire che la
.n av,ig'azione .interna ci apporli dei vantaggi d.ello
s tes1so ordine di grande,z za di que.l:lii ch,e es,s,a
produce in ,a1lCU1I1i pa1e15i este:ri, m ia perchè non
dovremmo anche ,n o.i U::-Ju.fruitre d,i quegli irunegab~1i prohtti che e1s,sa ,cii può dare? Fonse eh.e i pae··
s:i eisteir·i utilizzano solo, per la navigazion•e, dei
:fiumi come
Volgia, ii! Danubio e il Reno e non
ne util~~zano -invieice ,anche altri in condizion-i meno buone, dopo tanti lavori, di quelle che no,i pos1
a
siamo ottenere nel Po, con spese molto minori?
Cer.to l'andiaime111:to d.ci nostri fiumi e delle no15fre,
liinee f e:rrovi-axie stiabil1isoe iin genere un minore
profitto relativo de~le comurocaz.ioni per via di
aiaqU1a per ra.pporto a quelle f,errovia.r,i e, dii quanto
avviene in alcune regioni fortunate dellf este!l'o,
ma questo deve es,s·e re appunto il p,iù forte motivo che ci deve spingere ailla migliore poss~btiJ. e
utilizzazione ,d ei no,s tri fiumi navigabili ed all a
costruzione di nuo v.i canali veramente rispondenti ai ca.noni fondam einfaJi deUa n·avi-g.azio,n.e p,iù
progre•dita, pe-r ichè saremo si.curi di pote.re ran,che
noi otte;nere costii un1i-ta·ru. oosì bais,s,i peir i tra.sporti per via d',aicqua, da far pagare cdL!a navigazione n-o:li inferiori che non col.La f,e rN)via, anch e
quando il peirc.orso ,s~a note,v olmente .supeirioir-e, e
ciò sp0~iaJ.me,nte pe,r i trasporti a gramide d,istanza, p oichè coLla navigazione -~ nterna il costo della
t ,onnellata-chiilomeitro dirm.inuisce rapida:mente col
c.re1S•ceir,e d,efll a lun ghez:z.a d·e•i percorsi.
lnso.nma tutto J.a.s,cia spe.raire che la rete dell e
glrand-i vie navigahi.Li nelJ.a V -11e P ,a daina s1arà
attuata se,condo i voti di quanti hanno a fondo
s,tudi•ato l'.important.e probl e ma: questa attuazione, per il maggior rendimento possibile, è bene
aivv.enga neJ minor tempo corusentirt:o datlla mole
dei lavori da e,s e guire , e qu.i.ndi confidiamo che
ogn-i città, con opera alacre, vorrà affretta!l"e a!l
compuneinto di quella pairt~ del prog.r amma che
le s1pe,tita ·n.el disegno ge n e,raile delle line,e e d e·i
porti da costrurre. CompJeti ognuno g1li situdi deitinitivi e si prep ar i all'esecu=:.io.ne: i prog,e.tti non
si impnvvisano, ed urge che .~iano pronti per daire la-voro ai sold,ati quando torneria,nno dal:1a fronte e r e cl.n:m ell'lamn o giustam ente di non. abband onare, i.in cer:ca di occ"Upa:ruoin,e, queJ.la terra che
hanno im.:,a,r,a,to ad ama,re ,cLncoira d-i più, dii.fendendola d alla av.idità e prepote!Ilza del nemico.
L'av\Tenire è di chi lav01ra, es1so è quindi del popolo italiano, eh.e, le glo.ric, i dolori e le dure neces,s i,tà della gue:rira ha-n•no cementat,o in una nazione s ... ld,a e forte, che oggi combatte contro le
a~tocrazic nem.iche per assicurnre al mondo la
tranquiìlità in avve.nire e per com,p le<tare l'unità
della Patria entro i suoi -naturaili contini: e 1sso,
fatta la pa,ce, saprà ris,ca-ttars,i anche econo,nucamente dall'estero, m e di.ante l'uso di quei portenti
mezzi ~he, come la naivigaziion1e interna, pongano
la ino,s,tira aHivi-tà nelle migliori" possibili cOtT1dizioni di ilot>ta nella concorrenza mondiale deHa produzion-e.
Codogno, Aprile 1917.
1
Ing. Paolo Bigl'\ami
D e p u t a to a l Par l ament o
iova.nni Nicotra.
ettore del Ministero di I. C . e L.
Il mercato dei céìpi~
tali e le condizioni
dell'industria 1n Italia
LE NOSTRE INDUSTRIE DIFETTANO DI stati degnamente illustrati in questa Rivista. Qu-i
basti ri,cordarne due soli.
CAPITALI.
È risaputo che l'Italia è un paese povero.
La terra 'Vantata ricchissima, e tanto più ostinatamente vantata ricca ·nelle regioni dove lo è
meno, piuttosto che madre è matrig,na agli italiani.
Lo ,s anno dei nostri quel.ii che sono costretti a
cencare pane •e lavor-0 fuori dei patrii conhni, e
hno di là dal mar-e. Sono, secondo il Commissariato d'em.igrazione, oltre cinque milioni e mezzo
di cittadini. O più esattamente, col Nitti, da sette ad otto millioni. Lo sanno i nostri proprietaTi
fondiari, che vedono scarse le loro rendit,e in alcune zone per infecondità di terreno, in altr•e
per invinciibiili siccità, in altre per pioggie troppo
abbondanti, quaisi ovunque per scarsa viabilità,
difficili e irregolari condizioni di irrigazione.
Le nostre industrie datano da poco.
Nel 1860 i:l ,M aestri valutava a due miliardi
circa il reddito lordo delle nosfr,e terre, e quasi
nullo que.Uo delle industrie. Da allora i progressi
sono stati grandi. E tanto più meritevoli, se si
considera,no le condizioni .d ifficili in cui sono horiti. O ggi il reddito deU'industria nazionale oscilla intorno ai tre miliardi.
Ma ancora molto è da fare in questo campo. La
ricchezza dell'Italia, ,n onostante tutte le illusioni, è cresciuta lentament,e . Quasi penosamente. Tutt i gli indici sono •in ciò concordi. In ge-neral·e le prime f,asi di sviluppo sono in tutti i
paesi meno rapide e più difficili. L'accumulazione
uccessuva è sempr,e più agevol,e.
Pure, i progressi dell'Italia industriale sono dei
più notevoli. Lo iSvtluppo di m8lte deille nostre
produzioni è addii.r.ittura meraviglioso. Di ciò
molti esempi è possib:il,e dare. E già alcuni sono
L'industria cotoniera nel 1862 non la~orava nelle 6lature itaEan•e più di 150 mila quintali, mentre ora ne raccogli,e pltr,e 2 milioni.
La produzione della seta, ma:lgrad-0 la lotta doganale della Frain.cia iniziata nel 1888 e neanche
or,a oessata, ultimo iresto di un'infeconda contesa frat•erna, ha fatt~ passi da gigante~
1860
la produzion,e diella seta greggia superava a,ppena
il milione di chi:logrammi. Or~ siamo intorno ai
6 milioni.
Uno degli indici riassuntivi più notevoli è dato dall'importazione d,el carbone ancora quasi indispensabile allle nostre industrie.
Dal 1860 a oggi l'importazione del carbone è
più che ventuplicata.
Tuttavia è da riconoscere che malgrado gli innegabiili, briilanti progressi, l'industria nazionale diif etta di capitali. Le nostre industrie sono
« understockeds ». Esse non ragg,i ungono spesso
que!lle dimensioni che sarebbero necessarie "er
otteneJ'le i:l massimo di rendimento.
Ne!l
IL PAESE DIFETTA DI INDUSTRIE PER
MANCANZA DI CAPITALI.
on solo le industrie esistenti soffrono nel loro sviluppo per insufficienza di capitali. Ma il d-if.etto di capitali ostacola il sorgere di industrie
nuove. Oppure provoca la invasione .di organismi
bancari stranieri, la cui perniciosa azione sull'economia nazionale si è di recente manifestata.
L'Italia è in questo momento in un 'ora decisiva della sua storia.
È prevedibil,e che il nostro paes,e alla ripresa
delle opere paci6.che dovrà calcolare esclusivamente sulle sue forze, e lungi dal ricercare cap1-
65
5
LE I . I. I. - = = = = = = =
== = = = = = = = == = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = --
tali alrest,ero dovrà prepararsi a riscattare molti tori di a•s sai scairsa potenza, come si rilev,a dal sesuoi titoli. La quai! cosa equivale in pratica a una guente prospetto:
u mero delle Imprese
nec e ssità sempre crescente di aumentare la proNum ero dei cavalli
dinamici adoperal i
duzrone e svilupp•a re i traffici.
28.474
hno a 5
IL CAPITALE INVESTITO NELL'INDUSTRIA
9.227
da 6 a 10
IN ITALIA - GRANDE, MEDIA E PICCO7.170
da 11 a 25
LA INDUSTRIA.
3.553
da 26 a 50
1.666
da 51 a 100
Riesce assa.,i diffìciJie valuta~ in maniera me1.899
da 101 a 1000
no che approssimativa l'ammontare dei capitali
246
oltre 1000
inV'estiti nell';ndustria ,i-n I tali a. Sfuggono quasi
È
così
provata
la
assoluta
prevalenza
presso
di
del tutto le varie « partecipazioni », e non basta
noi
de1'la
media
e
piccola
industria.
Qu,ella
di
cu
i
tener conto dei capitaii azionari versati e d d ll'amè
quasi
impossibile
valutaI'e
il
capitale
hsso
e
il
montare delle obbligazioni. Occorrer~bbe poter
sommaTe anche i debiti. E distinguerli secondo capitale circolante.
Segue che è erroneo parlare, come comunela loro natura. Cosa manif,estamente impossibile.
mente si fa, di industria ital-iana limitandosi alle
N è è lecito f.ermarsi alle industrie azionarie.
Ve ne sono cospicue anche sotto altra forma. A Società per azioni, le quali rappr-esentano solo la
gra,nde industria. Conosciut-o il limitato vafoTe
ciò si aggiunga ch1e la media e Ja piccola indudelle cifre, è tuttavia del più alto interesse, anche
stria, così diffusa in Italia, non conoscono il hcons,i derato che sono questi gli un~ci dati a nonanziamento a mezzo del mercato borsistico.
stra disposizione, con-oscere l'amm-ontare dei caDal .seguente prospetto in cui sono riassunti i
pitali investiti 1nella grande industria, e la loro
risultati del censiimento industriale 1911, per ora
distribuzione tra le varie classi d~ risparmiatori,
venuti allai luce, si desume l'importanza deiLla
c1oe la loro origine.
media e piccola industria m Italia.
Il ge-ttit-o della tassa di n e g'ozi,azione, l''aimmonI capitali che essa ha richiesto pel suo impian- tare e la ,composizione delle successioni ereditato e che quotidianamente richiede pel suo eser- rie possoruo dar lume alla questione.
cizio ci sono ignoti. Ma non devono essere traIn base a tali dati si può rit enere che 'ailla hne
scurabili. Parte è tratta dal risparmio nazionaLe del 1911 esistessero, oltre quelli di Stato, per olattraverso i piccoJi •istituti di ,credito locali: ban- tI'e 9 miliardi e 580 milioni di valori mobiliari C-Oche popolari ~ ca,sse ordinarie di risparmio; par- sì di,s t-inti a seconda de,g li emittenti:
te rappresenta risparmio diretto dei produttori.
Di Società Commerc.
Milioni 7.080
Num ero delle persone
: ;umero delle Imprese
))
1.700
Ferroviari
occupate nelle Imprese
))
500
Di Società Cooperative
hno a 10
219.924
))
300
Comunali e Provinciali
da 11 a 25
11.682
Ora tenuto conto che solo una parte dei titoli
da 26 a 50
5.780
ferroviari ra·ppr,esenta industria privata; consideda 51 a 100
3.333
rato che le Società coope.rative svolgono la foro
da 101 a 1000
3.102
attività particolarme,nt,e mediante ist-ituti d-i credioltre 1000
105
to o di consumo, e più raramente mediante proSu circa 244 mila imprese censite, più di 237 duzione industriale dir,etta, si può calcolare che
mila, cioè oltre il 97 % , occupavano un numero di
il capitale investito in Italia neila grande indupersone, c0tmprese queUe del direttore o padro- stria anivi appena o superi di poco gli otto mine, non superiore a 50. Cioè rappresentavano me- Jiardi.
dia e piccola industria.
È una cifra esigua. Ma è anche, fortunataA non dissimile risultato conduce l'esame che mente, una cifra che può ess•ere aumentata. L'esi può istituire ,a guisa di controllo, da,l nostro same delle cause dell'esigui,tà degli investime,n punto di vista, dell'uso di forze meccaniche nella ti ,può anche indicare la via de.i rimedi.
produzione industriale.
Già è da notare subito che delle 244 mila im- GLI INVESTIMENTI DEL RISPARMIO NAZIONALE E LE NOSTRE INDUSTRIE.
prese censite, solo 52 mila e 235, cioè
L'Italia è paes,e fortemente risparmiatore. La
poco più del 21
, adoperavano motori meccanici. Di queste il più gran numero avevano mo- parsimonia e la Jaiboriosità delle nostre popola-
66
= - = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = I CAPITALI E L'INDUSTRIA IN ITALIA
zioni sono proverbiali. Inoiltre il' incremento d,ella
nostra ric.chezza: e d,ella nostra produzion•e è supe riore· a.l miglioramento del nostr,o livello di vita.
Dal 1890 al 1900 l'incremento de.Ua ,n ostra ricchezza nazionale è stato di 800 milion,i l'anno. DaJ
1890 a oggi tale incremento ha superato un miliardo l'anno.
Non sono cresciuti con ,eguale rapidità i consumi. Di qui la più larga a•ccumulazi,one di ri spar1
nuo.
Al 30 Giugno 1'91G il risparmio nazionale toccava quas•i gli otto· miliardi ,ed era così distribuito a seconda degli Istituti raccoglitori:
Casse Ordinarie di Risparmio
Casse Postali di Risparmio
Istituti Cooper,ativi di Credito
ls,tituti Ord~nari di Credito
Istituti .d i Emissione
Monti di Pietà
Cass e Rurali
Milioni 2.905
))
1.988
))
1.240
))
908
))
))
))
505
245
112
A questi otto miliardi vanno aggiunte ,I.e somme giacenti presso Enti d'altro gen,ere, principalmente quelle raccolte presso Istituti vari di previd enza come la Cassa Depositi ,e Prestiti, l'Istituto Nazionale delle Ass•icurazioni, la Cassa N azionale di a·s,sicura-:.ione contro gli infortuni degli
operai .sul lavoro, la Cassa Nazionale di Previdenza perr la invalidità e vecchiaia degli opera•i .
e simiili.
I d e positi ~n numerario esistenti pre,sso la Cassa Depositi e Pr estiti alla hne d,el 1914 tocc,avano i 233 milioni. Essa amministra,va a quell'epoca
oltre 4 m.ili,ardi e 140 milioni di attività, di cui
meno de1la metà proveni,ente dalle somme depo•
sitate presso le Casse Postali di Risparmio. Durante lo stesso ,anno la Cassa Nazionale di mat ernità aveva riscossi contributi per oltre 763 milioni; l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni av,eva
risco,gsÌ premi per oltre 42 milioni e mezzo.
S enza tema di eTrare per eccesso, si può va.lutare ad oltre 10 miliardi il risparmio oggi raccolto
in Itali,a presso i vari Istituti.
Com 'è che solo una parte assai esigua di ta.le
risparmio si volge ad attivare imprese -industriali?
Dipende in parte daUa scarsa educazione oapitaEstica dei nostri risparmia.tori; in parte da.Il' azione non sempre -illuminata dei nostri Istituti d,i
Credito; in parte inhne dall'.az.i.one stessa dello
Stato.
La deficiente educazione capitalistica del risparmiatore italiano è chiara da diversi indici.
La democratizz.az.i•o ne del capitale mo·hiliare è tutta da fare presso di noi. Anche per le classi medie, l'~eale dell'in.vestime,nto è ancora rappresentato daJ. libr etto postale che si risolve in 'b:nanziame.nto di opere o di enti pubblici.
Dei 14 miliardi de,l nostro debito pubblico anter~ore alla •guerra, uno era aill'este,r o, otto in Lstituti di vario genere, princi·palmente di credito, e
solo cinque in mano di privati risparmiatori.
Non è dissimile la situa:z:,,ione per ~ titoli non
emessi dallo Stato. Dei 9 miliardi e 580 milioni
di cui abbiamo già parlato, si trovano m mano di
priv,ati solo 4 miliardi e 730 milioni, poco più, poco meno.
A loro volta gli Istituti di credito, -tranne le
grandi banche, preferiscono il titolo di Stato a
queHo industriale. Le Casse ordinarie di risparmio su tre miliard•i e 286 milioni di attivo, alla hne del 1913 possedevano 1 miliardo e 309 mi1ioni
di titoli. Di questi, 1 miliardo ·e 131 milioni cioè
la quasi totalità ,erano •titoli di Stato o garentiti
da:llo Stato e s,olo .una settantina di Società commerciali.
La Ca·s sa Depositi e Prestiti su 4 miliardi e
140 mi1lioni di attività possedeva 1 mil,iardo e 443
milioni di titoli di Stato, e aveva impiegato oltre
360 milioni •in ·conto corrente col Tesoro ,e in ,anticipazioni ad amministrazioni dello Stato. Ciò
che fa più di 1 miliardo e 803 milioni m impie,ghi
pubblici contro n,essun titolo di Società industriale o commerciale •
.Siamo seinz 'ailtro autorizzati a co.ndude,re che
l'organizzaz·ione del nostro mercato monet,ario è
tale da condurre :inevitabilme•n te verso impieghi
statali la grande maggioranza del risparmio nazionaile.
Con quanto danno dell'economi,a nazionale è
evide.nte. L'Einaudi ha chiaramente dimostrato
gl,i sva•n taggi dell',assorbimento e dell'impiego del
risparmio da parte d<:,llo Stato. Il capitale viene
stornato, speci,e quello del risparmio obbligatorio accentrato negli Istituti di previdenza amministrati daJlo Stato, da impie,ghi più produttivi ad
altri meno fecondi. Quindi si distrugge ricchezza
o s,e ne produce meno di quanto sarebbe po.ss·ibile. La possibilità da parte dello Stato di procu·•
rarsi per v~a d'impero somme a tasso inferiore a
queHo c:::>rrente sul mercato conduce da un lato
al cattivo impi•eg'o del nuovo risparmio e dall'altro a•l rincaro ,del capitale occorr-ent,e agli •i mprenditori. Cioè, in tutti i casi, ad una perdita di ricchezza.
Certo è degno di seria attenzione il fatto ch e
del miliardo del nostro risparmio ainnuo vada·no
67
LE I. I. I.= =========- == === = = == ======= ==== = = === === ==
inevitaibilmente in ma,no dello Stato più di 300
milioni e solo un paio cli centinaia si dirigano
v,erso Ìimpi,eghi industriali.
La cifra degli investimenti annui netti, c1oe
tolti :i élisinvestimeinti, in Società per Azioni s1
aggira negli u 1ltimi anni intorno ad una media di
120 milioni. Ecco i dati:
1912
1913
Anno 1914
Anno 1915
I Sem. 1916
Anno
Anno
Investimenti
Milioni 165
134
111
))
))
))
))
))
))
70
))
))
26
Aggiungendo a questi gli investimenti industria1i fatti di nettamente dagli imprenditori medi e piccoJ,i ,e quelli derivati da p.r,estiti, si arriva
al più ai 200 milioni di investimenti industriali
all'anno.
CONCLUSIONE. GUERRA.
I RIMEDI/ PEL DOPO-
Ln tali condizioni lo svolgersi dell'industria non
può •essere che penoso in Italia. Esso richiede doti di sacrihzio e di persev,eranza che sono -ignoti
altrove. I .rimedi più energie.i si impongono, tanto più se si consideri il compito e.norme che la
nostra industria deve porsi per il dopo-guerra.
Occorre aumentar,e la produzione.
La ste·ssa questione soci•a1e è tutta qu1. Ch i
vuole risolvere questa, modiiic.ando in una maniera o neU' a'1tra, nelle vie legali o con la violenza, la distribuzione della ,r icchezza, costruisce
ruel vuoto. Per rimuovere le consegue,nze non e 'è
che agire sulle cause. Solo da un'Italia più ricc,a,
da una indust1:i,a più prospera le nostre dassi lavoratrici possono sperare la loro salvezza.
G rande è lo slancio deUe .nostre cLassi produttrici. La rigoglios·a trasf.ormazione bdli,c.a delle
nosfre -i ndustrie è prova non ultima della loro vitalità. Bis,o gna aiutarle. È questione di capitale e
di uomini. O ccone formare la educazio,n e capitalistica e professionale degli :i taliani. Avviare i
capitali ,non più verso il quietismo degli impiegh i
di Sta,t,o, ma V1erso I.e battaglie e ,i trionh dehla
produzione si de'V'e. Non più si dev,e abba,n donare
nelle vie deJ mondo una popolazione a,n alf abeta
e pronta a tutti i mesti.eri perchè non ne conosce
nie1ssuno, ma fo I"mare le capaci maestranz,e già
vanto del -nostro paese.
Q uando ciò sarà avvenuto, e basta volerlo forte."Tle-nte, l'Italia, dopo aver debellati .i nemici esterni, avrà r.iport.ato il miglior trionfo su sè stessa, -avrà aperto alle .nuove più libere generazion.i
le vie radiose di un sempr,e mi.gliore arvvenire.
Giovanni Nicotra.
Ispettore del Ministero di I. C. e L.
Alberto Pa.voni
Presidente della Federazione
dei Collegi dei Ra g ionieri.
Lo riformo dello pubblico amministrazione
buona fede ,e solo per l,e stnatihcazioni successive della sua con•suetudine, .investe buOtlla parte
della S'Ua attività .a trovare i modi più perfetti per
liberam.entie amministrare, impedendo alla Corte
ogni pretesto d',i nterveinto e di rilievo. I R ,a.gionieri d.al canto loro, isolati e .a bbandonat.i a sè
ste,ssi, ,si uni,scono, tenta-n do combatter.e un,a giran..
de battaglia per ottien·e:r,e ,s-010 una parte di quelle
funZlioni nello Stato, che nelle azie,nd-e p.riv.ate e
nel commercio non sono nemmeno di.scusse.
J.nl atti ,nelle città commerciaili più evolute e
più ricche, le aziende che per 1a loro indole non
sono iin mano di .i,n.gegn·eri o di alt.re· cate-gorie tecniche, sono ,affidate ai tecn·ici dell'iamministrazione che sono i ragionieri.
1n Banca, .il tirocinio di am111issi.one è speci.alm•ent~ ,apert-o a •i R ;a.gioni.eri, e nell'.i,ndirizzo deilla
rag.ioneria vi è .a,ppU!llto all'estero, ,e cominc~a ad
essere iin Italia, l,a preparazione banoaria.
Già -n el 1913, ,n ,el primo Congresso tenuto in
Roma dal P ,artito Democratico Costituzionale italiiamo, io rif,erii sull'ordinamento amministrativo
e burocratico (Roma, T:ipogra'b.a Editrice Naz.iona.Le - Via Gregoriana, 1913) - e in que1la occasione -espreS1si il mio p,ariere .s ul complesso problema, - nelle linee sintetiche :impost,e, dalla sua
vastità e dalla sede nella qua.ile io ero chi1amato
rileril"le.
Ecco le conclusioni che, concrie.tate in ordine
del giorno, proposi e furono ap•provate in quel
Congresso :
« Il Con.gresso,
« ritenuto che gli attu•ali or.dinament.i .amministrativi di~1ilo Sta-to per .molti riguardi non rispondono -alle eff,ettiv,e · e.sigen:z~ dei servizi e d:eUa
pubblioa economia;
« fa voti:
« 1) ;affin-chè si pr~-v:veda ad ~a r.iforma organica, per la quale si imprima ai medes.i mi un caratt,ere rispo~ente .alle tradizioni, .a1l'in.dole, ,ail(1) Istituto Ed;'tor/ale Italiano, Milano: 1917. le esigen:z,e del ,n,ostro p,a.ese, sem.pli.fica~do J' az.io-
Oramai è di moda parlare di riforme di pubblici serviz.i ~ ma non tutti coloro ch,e ne parlano
c-0noscono in che .consista il problema.
La verità è che la riforma dei pubbli.ci sierv.izi
è 1J1Jelle sue componenti stnaordi,nariamente complessa e invest e molti ,as·petti f onmaiLi e ,sostanziali, obiettiv,i e subiettivi della vita pubblica, e
mentre di questi aspetti non uno può tralaisci.iarsi
senza che la compagine abbia a ris-entirne, non è
d'1altra parte possib.ile, in una trattazione comu•n e, tutti i,nvestirli •i n .modo serio e soddisfacente.
· O.nd'è che necessariament,e l,a trattazione d1eve
essere spècializzata, ma non omettendo il presupposto d,eUa ,esistenza de.ile altnè parti da trattare,
d,al cui comp.1esso il problema rim.a-ne risoluto.
Io ho dato 1alle stampe un tlibro sulla gestione
e sul risoontro del bilancio (1). Riscontro che con
pa!rola impropria e da evitar.si 'll'la ora111ai accetta-t,a dall'uso suol denominarsi « controllo ».
Trattaisi di un argomento che reputo di più vitale interesse ed intorno al quale fervono le discussioini da parte di per.sone e di das•si interessate in uno o .in altro senso. Sono quindi discussioni ,a,nnebbi,ate d-alla passione e che ordinariamente condudono .ad u,n inaisprimento dei tie:r,mini deJla questione. I f unz.ionari amministrativi,
che da quara-nt •.runni si s,f orzano ad annichiilire il
riscontro, -tentano di formare ragionamenti i quali 1abbiatno J',apparenza di salva.ire il riscontro, mentre in verità lo a,nnulLano . E ne è prova ch,e, pur
a.lleatndosi con Ja Corte dei Conti, n,o n verreib bero alla conseguenza -di concedere a questo Istituto La .revisione ,d ella sostanza amministrativa, sienza La qual·e la forma può es1sere abilmente impeccabile e inasocxndere una ,s ostanza errata o -altrimenti condann evo1e. La Corte dei Conti a sua
volta, preoc.cupata da una· sup,posizione di malan imo .dei ragiòruèiri, .crede ,sua d,i fesà ,aJlearsi con
la cilwsS'e degLi ·amministrativi, -che 'in per,f etta
1
1
1
a
LE I. I. I. = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
ne burooratica, allo scopo precipuo d'elimina·r •e
ogni ingranaggio ,e riscontro .ingombrante e praticamente inefficace, e di aff emmar,e e costituire
invece per i pubblici funzi,onari res1ponsahilità dirette e positive, .in guisa da ottenere ·c on un minor numero di funzionari più ,efficienti risultati;
« 2) ,affinchè si provved,a a ,m ,eglio deh•n ir,e I.e
siingole funzioni, -iin relazione alle rispettive :r,esponsabilità, e conseguentement,e a raff 01rzar,e i
poteri delLe divierse categorie del per.sonaJe, ,a.gli
effetti deUe rispettive comp·etenze;
« 3) affinchè per il conseguimento dello scopo
di cui sopra si ,addivenga a,d una razionale e pr<atiaa d·iviisio.n1e del lavoro, con armonich,e co:rr,ela:zi-oni fra le dive.rse funzicxni, n.elle quali abbiano
a,ssolufo predominio le qualità tecniche e prof essi,onaili.
« Per quianto :ni.gua1rda ~ Comun.i e le Amministrazioni pl'ov.iinciaE, fa voti:
« 1) affinchè, anche •affermando nieUe amministr.a:tiioni locali i ,c .r~e:ri ,d i cui sopra, si addivenga ,alla dass1ihicamon1e .dei Comuni, regoilando le
disposizion•i di legge ·i n .rela:z.ion•e alla importanza
dei medesimi e si assicuri una maggiore liibertà
all'azione d•e,Ì girandi comuni, per ,s tiimolarine lo
spirito d',i n,iziiativa, vi.ncohndola solta:nto ,a d un
efficace or.dm.amento tecnico ed amministrativo,
che, n•ella su1a più semplice espressione, ne garantisca .il retto fun:m01namento;
« 2) affinchè addiveine.ndosi ad una r,evisione
delle circoscrizioni ,t eu-r.itoriaLi delle provi•n cie del
Regno, si provv,eda ad un più ampio, ,eqw1ib:nato
e natura J.e ra,ggruppam,e,nto amministrativo di c•a rattere r,egional,e, non solo determin,ato da r,ag·i oni etnograhche e stor.iche, ma ,c he te1nga conto
altiresì degli .i mmediati 1nte:riessi, delle aspirazioni, de,i bisogni politici ,e d ,ec·onomi.ci delle singole
rie,g,ioni. E r:iformaindo, ,di conseg'ue,n za, l'attual e
ol'dinamento ai111.11Tl'inistra,tivo a taLe riguardo, s e
n1e fortihchi J'orgainiismo, dando ,al me.des·imo tutte quelle funzioni di carattere regio.naJe che rimangono tuttora r.iseu-v,ate alle anuninri,stra~io!Ili
centrali d,ello Stato o ad ,altr,i enti locali, paTassiti ed inerti, per quanto speciaLmente riHette le
ope,re pubb1ichei, dielegando nel tempo stesso alJa
sua competenza il cairico e la tutela degli iistituti
di soccorso ,e .d·ella istruzion,e profess,ionale ed in
genere degli initieress,i industriali, commer:c·iaJi ed
a,g'11icoli della rispettiva ,c ircoscrizione, con una
a:ziione, non soltanto te·o rioa, ma che abbia un
contenuto oapa,ce di dare utili •e pratici risult-ati.
« Inhne, considerando che non è poss.ibil,e di
conseguire un efficace e :rietto ordin1amento am~nistrativo S1enza un efficace e retto ordinamen1
70
to burocratico, avute presenti le progressive esig e nze deUa vita moderna e le difficoltà che s i
vanno da qualch,e temp,o mainif e.stando nel rieclutame,nto burocratico, per assicurare alle pubbliche amministra.zioni gli elementi ,i nitiellettualme.nte mig1iorii, fa voti che ,s,i provveda:
« 1) .ad un .r:edutamento, ,a base tecnica e professionale, mediante equi stipendi iniiz,iali, atti ad
attrane i migliori giovani alla carriera buroc.ratica;
« 2) ad un sistema di or,ganici che pe.rmetta una rapida ascesa a.g,li ingegni più ,eletti ed -alle opeirosità più fattive, pe1r spron,are nella bu.rocriazia statale, comunale e provin,cia1e l'amore aLlo
studio ,e lo spirito d,i in.iziativa;
« 3) all'iistituzione di ruoli apert•i, per assicura,re a tutto -il personal•e automatici miglior.amenti perio·d ici, ,in relazione aHe maggior.i esigenze
della f aimiiglia ,e della vita;
« 4) ad un permanente svecchi:amento, pe•rchè
non venga ostruita J'ascesa agli ultimi gradi da
improvvide immobilizzazi,orui e si ·eserciti su questi un 'azione continua d,i rinnovamento e di progresso;
« 5) ad un e,q uo mi glioramento detlle condizioni
di pension,e, speioirulmente rnei ra,ppo.rt,i delle famiglie per i « casi di mortie ».
Io vorrie.i che la riforma fosse ~nvero radicale.
quale si ad.dice al irinnovamento che si B•peo:a e
si atte,n de dalla gra·n d·e guerra, che non può e
non deve avere sola coniseguenza il paS'saggio di
alcUJtl,i chil,o metri quadrati di territorio da una
Nazione aid un'1altra, mentre d,eve av•ere altr,esì
una portata ,di ben,essere umano. Ed og\nuno sa
di quanto sul disagio della umanità influisca un
triste ordinamento deH'Amministrazione statale.
11 tristissimo ordinamento di quello italiano condamato a g:rain voce -da tutti è res,o più .afRigga nte da un fatto psicologico derivato dalla determinazione di oarrier,e qual,e è ,stabilita nel noztro .d iritto positivo.
La legge sullo st:ato giUTidiico degli impiegati,
sepa,rando le 3 categoiri•e (I ammirustraitivi; II di
rag,io,nier1i; III d'ordine) c riea già uno stato d',ainimo di disagliio ne,i funzi-onruri. T.ale distinzion·e di
carri,er,e .i.n alcuni Mim.isteu-i segue una profonda
s·e1parazione ,f ra la I e II categonia, par,agonahil•e
perhno a quella deJ cancelLie•re in confronto del
mag.istrato. Fr.a questi due funzionari dell'ordinaimento giudiziar,io .esiste una differenza sostanziale, non n ,el solo titolo di ammissiOll'le all'ufficio,
ma nella .d iversità delle fun~ioni •e della loro importanza. Questa ing,iusta valutazione delle Ragionerie si ha come tipo claiss,ico nelle Prefettu1
1
LA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
re, mentre è risa1puto che tutto J lavoro v.i è piredisposto e comp.iuto dai Ragioni:eri e che invece
se lo aippropriaino e se ne a·d ornano i ConsighelI"i
ed i Segretari per la sola prestaziOltle della loro
hrma.
Vice,v eir,s a, in altre amm.imstrazioni, la svalutiazion·e ,si attenua com·e -n el Ministero della Guerra, della M ·airina, degli Esteri; e fin quasi a scomparire, come nel Ministero delle Fiinanze, perchè,
in questo, ti funu,onari tratti quasi tutti dagli ufh 1ci esecutivi, viailgo.n o pe.r quel che f,ormalm.ente
valgono, e ,n on per le etichette conf,eirite foro da
un titolo scolastico che ha un val,o re molto r,elativo per la migliore utilizzazion,e delle e-n ergie ·amrnin.1ist•rative a .s ,erv,i zio delJo Stafo.
Valore, che, oltr.e un certo limite di idoneità, è
in ragione inveris-a delLa elevatezza del titolo stesso, per l'ingombro che suole derivare da ogn1i superfluità.
Poste in c.ontrasto queste due c,ategorie di funz,ionar:i., ne de,riva grave danno agli i nter,e ssi della pubblica amministrac%-ione.
Gli impiegaiti ,amministrativi pretenderebbeiro
di ridurre le 1attri1buzion•i d,e~ Ragionieri all.e funzioni del computista, modesto scritturale, incairicato di tenere i regi,str.i e f arie delle operazionii
aritmetiiche. I Ragtioni.eri pretenderebbero esager.aire le loro funzioni hn•o al punto di impa.ncaTsi
ad una speioi.e di autorità tutoria dell'amminist:r1az1on·e.
Così imperniati 1i dif e.tti , sorge evide!!llte che si
impone una conciliazion•e delle due carri-ere che
risponda 1agli inter,e,s,si di ognii cla1Sse e sopratutto
agli intieressi obiettivi dell'Amministrazione, secondo la realtà delle cos,e.
Così i ,primi come i secondi dovrebbero esS'ere
messi nello stesso binario di consid,erazione.
La funzione di ra,gioneria non è anti,t,etica ma
int egratrice e cooperatrice d·ell'Amminisfrazio1n1e.
Vi s.ono ineJ:lo Stato funzioni consultive di car,att e r·e pr eminenteme,n te l1egale o tecnico; ma v.i
sono esse1n:z:iialmente f unz.ioni di gestione vera e
propria.
Le une non ,escludono nè contrastano le ,altr-e.
S'integrano ,a vicenda.
Stando ,o gnuno n,eLle proprie attribuzioni senza invadere quelle ,dell'altro ,e senz•a ti.rare in ballo il momento psicologico del voletre prevalere gli
uni sugli altri, si con.seguire·b be l'equilibrio atfo
a togliere quello stato d'ainimo peir il quale si
crean-0, per il .desiderio che ha uni-ufficio di prevalere su.11'altro, funzioni e funzionari inutili, con
dispe,ndio di forze, di denélJro, e di te~po, con grave danno deiLl'umainità i,n dustr:iale, alla quale s 'm-
Rigge una ve•ra soff,e,r enz.a ,attrav eirso al caos della pubblica amm.inistraz.ione,.
Molto g,iover.ehbe all'uoipo l'istituire i moli apeirti atti a togliere odiose d·isp·arutà ,c he oI'la e siiston,o anche peir le ste.s.sie funz.ioni fra i s•i ingoli impiega-ti amm.inistrativi.
Tolta d ai funz:ionani la preoccupazione formaJe
,d ella loro po.sizione ,economi.ca, ,essi vedrebheiro
la funzione 1110n più .a1traverso aUa I.ente del propiìio tornaoonto indiv-i duale o di casta o d,i classe,
ma nella serena obiettività dehla le,gge d,el minimo mezzo, onde otte,n,e.re iil mass,i mo rendi.rnento
col minirrno sforzo.
Lo S tiato potrebbe rett:i,buire adeguatamente i
suoi funziona,ri, i quali non penserebbero n eppure ,a procurarsi altre occup.az.ioni, altri lavori per
int•egrare quel mis ero !Stipendio, oggii irrisorio, e
p,e•r arrivare a procurarsi quel :reddito m •ensile necessario a sopperi.ve ,al minimo indispensabil,e ,a lta vita.
E allora potr,ebbe ' farsi miglior,e s ,el1e2:iione, istituerudo pe.rfÌno una scuola di applicazi01t1,e cui
élJccedere COlll il .diploma di Ra,gionieve, •e che foss·e il semenzaio dei funzio.nari deUa pubblica ,amministrazione; ,e dovre.bbe richiedersi peT l'ammission,e agli ·impieghi oltre alla laurea conseiguita nella detta sicuola d'applicazione, il certihcato
d'iscruzione all'Albo deJ. Collegio dei Ra·gionieri,
la quale ·iscrizione conf erisc1e la prova deJ tirocinio prat.ico, .della conoscenza degli affar.i, dappoichè il funzionairio dello Strato in.on d,eve ;rappre.seintare una energia inte.rmittente dettatrice di verità astratte, ma un 'energia costantemente in azione pe,r consegui,r e fini pratici.
Ed è ben strano che merutre, come avvertimmo, nelle regioni più evolute per le ,in.dustri,e, s,i
affida l'ammin,i.strazione d ,elle più importQJruti aziende ai ragiorn1iieri e a nessuno v,err,ebbe in
mente di preporv,i dei dottolI"i in legge - le Stato
collltinui nel vieto sistema di farsi amministrare
da elett-e ,e colte intelligenze refrattarie alle discipl~ne che sono fondamentali per la buona aimm.inistrazione.
Dallo stato psicologico che abbiiamo rilevato fra
funzionari amministrativi e di ragioneria dello
stesso dicastero, .e dal bi,s ogno di esage.r,élJr,e 1e
funzion·i, per la preoccupazion,e di elevare il funzionario, d-erivano conseguenze deleterie n1ei r,apporti fr:a org'élJnismi e orga,nismi.
Accennerò al dissiidio fra Ja Ragion eria generale e la Corte dei Conti.
La prima, per la importanza del suo compito,
deve entrare n,e,l m e.rito dello svolgimento intimo
1
1
1
1
71
LE I. I. l.
dèlle ,var.ie ·amimini.strazionii, il che può e deve
Prima che un atto -s.i compia, esso è oggi sottof-ane attraverso alla • on,cession1e dei fondi.
posto a eccesso di c-ontrollo.
La Co.rt-e dei ·Conti, v.i.sto mancare il ,s uo alto li.Controlla la Ragioneria centrale. controlla il
ne, che è Ol'ma.i assorbito dalle Ragion-erie cen- Consiglio di Stato, controllano i Consigli superiotrali e dalla Ragioneria ,generale, le qua1i, ass1ai ri tecnici, controlla la Ra gioneria geine-r ale, conme~io, possono perse~uirlo, oer~a lav-o ro neJ cam- trolla ila -Corte dei Conti.
po· contabiile, · creando imbarazzi che talvolta soE; dopò compiuto. l'atto è nuovamente controlno perfino comici, ,anqando alla riceirca del r.ilie- 1arto dalle Ragion•erie c®itrali, dalla Ragione.ria
vo, per decorante le ~tatistiche annuali del lawo- generale, dalla Corte dei Con,t i, dalla Giunta gero da essa compiuto.
nerale del BiJ.ancio !
-Riliev; eh-e cadono quasi tutti per la re1plica del
E le responsabilità ,si at.tenua,no, sfuma•no, e iJ
Ministero int-eressato.
danno che ri1ceve lo Stato è molto maggio.re di
Io vorre,i una rif or.ma radicale che deilla Corte quello che dagJi inconvenienti per la mancanza
d .e.i Conti e del Consiglio di S tato (parlo delle 3 di og,n i co,nitroLl,o potessero deirivairgli.
sezioni consultive e non della IV e V) e d-ei Corpi
E al danno che si vede va aggiunto il danno esuperiori tecnici facesse una sola altissima ma- conomico latent,e, per la perdita di tempo deUe
gistratura per il risoontro amministrativo Je.ga1e e ener.gie fattive diella nazione, le cui forze produt- ·
tecnico de~i atti compiuti dalle v.ar~,e branche del- trici sono ,arr-estate, i·ncetppate e perb.no dispers,e.
Questo maledetto spirifo di diffidenza, che ha
la. aimmi.nistra::z.ione statale. Questa dovrebbe aver-e gli .amministraitori scelti con i criteri e r:e- bandito il principio d ,el oontroJlo preventivo di
quisiti .s opraindicati, oltre a uffici, modesti di nu- un supposfo potere .i ndipendente Corte dei
mero, con valorosi legaE ,e tecnic-i : uffici cui de- Conti - poteva comprendersi al momento in cui
mandare le attuali atttubuzioni del Consig1l,io di il popolo rpassava dal Governo ass-oluto al Gove.rS t ato ,e dei Corpi tecnici superiori, di guisa che no costit·u::z.,Ì,ona·le rappresentativo e p·ot-eva ritel'atto aimministr-ativo s·i inizi, si .istruisca, si com- nersi efficaice per un piccolo Stato.
pia n,ello stesso .dicast,ero, sotto l'impulso e la reEs.so oggi è i•ngiustihca,to e praticamente in,effisponsabilità ,d:i un sola orga1110 perfezionato, col ca:ce.
Un 'a}ta magistratura amministrativa tecnica e
concomitante riscontro di un ufficio di ragion•eiria.
Dov,rebbe abolirsi og'-ftli riscont-ro preventivo (le legale dovrebbe esercitafle il irisoontro dopo che
due paro.le sono iiin .c ontraddizione, e purtroppo su 7' atto è compiuto - riscontro detto corusunitivo o
questa contraddizione è basato oggi il funziona- successivo o consecutivo, con che non Sii f.ermere b.be l'aindamento dell':am,m.i.n istrazioine•, ed il
mento statale).
L'ausilio d.elle Rag·ionerie centra,li, deg1i uffici contribuente .non dovrebbe asp·ettiar.e metSi e metecnici e legali da me ideato, sarebbe concomi- si per veder ,esaurita una pratica che lio interessi.
Questa, a g.randi linee, la riiforma che io vaghegtante alla formazion,e d~ll'atto.
Sarebbe come la fun;ione -inibit.oriia 111ell'orga- gerei. Riforma radi:crul-e, V'era. po,ss,ibile, utiile.
Non mi facci.o però illusi1on~.
nismo umano, che non è antitetica ma integratriSi a·vrà il coraggio di porV'i mano 1
ce deJI'atto stesso.
Intanto, ricordando che « il meglio è nemico del
O gg.i l'esagerazione dql riscontro - di questa
sipecie di funzione inibitQria - porta ,n ello Stato bene ». ho c,ercato limitare per ora il mio studio
a quel poco .che può esse•re f aciimente .e subito
una para1i,si dei suoi movimenti.
Anche n-ell'organ·i smo umano - per seguire l' e- accolto e ho formulato -in un libro alcune modeste
sempio dellia funzione ini~.itoria, eh.e mi cor,s.e al- proposte di riforma limitataimente alla g.estione
la men.te abbiamo dei fenomeni di eccesso, e al riscontro del biJarncio.
P.e.n,s o ch•e ,esse passono rapprese ntiare pe!l" lo
nella forma di s·chizofreni11 ,a $indone cataton,i ca.
Similmente: lo Stato ci presenta la hssità dei Stato u n « bene ».
Al quale ben,e non mi piia•ce porre indugio -n el
movimenti e la coazion-e p$ichica per la esage,riadesiderio dei! « meglio ».
zion,e del controllo.
Alberto Pavoni
Presidente della Federazione
dei Collegi dei Ragionieri.
La. prepa.ra.z1one degli
industria.li della. Tosca.no
per il dopo-guerra.
Il marchese Giorgio Niccolini, presidente della Camera dell'Industria e del Commercio di Firenze, ci invia copia della limp-i da e ordinata relazione presentata al Gooerno sui desiderata degli industriali di
Toscana per il dopo-guerra.
La valutazione dei problemi presenti e futuri è stata fatta con un
criterio così organico, da indurci a rip,r odurre a larghi tratti la esposizione, additandola quale esempio di metodo e di raziocinio alle varie
Camere di Commercio italiane, in ispecie a quella di Milano, dove, forse per le molteplici occupazioni del suo illustre presidente e per varie
altre cause che sarebbe frivolo rilevare in questo momento, sta prendendo il sop,r avvento un indirizzo eccessivame'nte e f arraginosamente burocratico, in piena antitesi con la natura e le funzioni stesse dell'Ente.
Moltissimi problemi toccati e prospettati dagli industriali di Toscana sono identici a quelli che si pro-/i.lano alle menti ponderate dei
produttori di tutta Italia, che per più ragioni, dunque, leggeranno attentamente le considerazioni che seguono.
N. d. D.
PREMESSA ORGANICA sono di nostra gente, sorga più viva e più poderosa J' industria nazionale e si intensifichi la no-
Il Sottosegretario del Ministero dell'Industria,
Commercio e Lavoro invitò le Camere di Commercio del Regno a voler ricercare quali nuove
industrie possano sorgere nei rispettivi Distretti,
e quali meglio svilupparsi.
Per raggiungere tale scopo, la Camera di Firenze diramò, fin ,d al 25 ottohre decorso, una
circolare, colla quale si chiedevano agli industriali ,della Provincia le risposte a diver;si quesiti riguardanti l'argomento di cui si tratta. Analo ga circolare, accompagnata da un questionario, fu del pari diramata, il 4 novembre, a tutti
i Sindaci della Provincia. Le risposte pervenute
costituiscono ,g ià un prezioso materiale di notiz ie e di proposte.
La nostra Camera - continua la relazione ha creduto molto opportuno idi chiamare intorno a sè le migliori energie indrustria1li e commerciali de1la Provincia di Firenze, perchè tutti ins ieme si ·proceda allo studio deHa questione ed
al sUJggerÌimento di quei mezzi che isaranno ritenuti più idonei e più efficaci a risolvere il grave problema .del dopo-guerra.
Problema; questo, che fin d'ora ,s 'impone, af-·
fìndhè dopo l'immancabile conseguimento delle
n azionali aspirazioni e quando siieno 1definitivamente riuniti alla madre patria quei popoli c:he·
stra ,produzione.
Dobibiamo unirci tutti, noi industriali e commercianti, per emancipare l'Italia dalla importazio ne straniera, convinti COIIlle siamo che, per
mantenere l'indipendenza politica, occorre mantenere l'indipendenza economica, per conseguire la quale una savia politica finanziaria dovrà
impedire che i titoli delle emancipate nostre industrie, ripassando le frontiere, possano .ritornare proprietà dello straniero.
Limitando, come ci viene richiesto, alla sola
Provincia di Firenze iil n o stro lavoro, noi dobbiamo studiare quali fra le ing.ustrie in essa esistenti siano di natura tale ida dover essere rinvigorite e sviluppate i11 relazione alle Tisorse locali, alle forze utilizzabili, alle vie di comunicazione; quali nuove industrie possano sorgere con
fondata probabilità di successo, e finalmente
quaili mezzi si ritengano più opipo•r tuni, più pratici e più efficaci per ravvivare e creare una fort e corrente di traffici così sul mercato nazionale
come s,u quello estero.
È evidente che un simile studio non può avvenire in una sola adunanza come questa. La nostra Camera perciò propor.reblbe che si costituis.cano delle Commi•E sioni per ciascun gruppo di
industrie, di 3 o 5 membri, incaricate di studia-
73
LE I. I. I.
re il problema nei rapporti delle industrie ivi
indicate.
Le Commissioni potTehbero es:sere così determinate:
I. Industrie minerarie, metallur,g iche e meccaniche.
II. Industrie chimiche ed affini.
Hl. fndustrie della fornace.
IV. Industrie tessili.
V. Industrie alimentari.
VI. Industrie del legno.
VII. Industrie del:la paglia.
VIII. Industrie dell'albergo.
IX. Industrie artistiche.
X. Industrie delle pelli e calzature.
Xl. Industrie della carta e deHe arti grafiche.
XII. Industrie dive11Se.
XIII. Forze idrauliche e comunicazioni.
XIV. Istituti di crndito.
Ed io nutro ,f erma fiducia che dal conco:rde
lavoro a cui, o Signori, vi invitia,m o, resulteranno concretati quei mezzi che ci permettano di
ripetere con animo sicuro la frase famosa che
l'Italia pronunciava in tempi incOIIDparabilmente meno gravi dei presenti, auando, alJ' alba del
nostro risorgimento e andando coraggiosa .incontro al s'.lo fatidico destino, esdamava: L'Italia
farà da sè .
LE COMMISSIONI SPECIALIZZA TE
Dopo esauriente ed efficace discussione sui
programmi delle Singole Commissioni, queste
rimasero costituite come appresso :
I. Industrie minerarie, metallurgiche e meccaniche - Lenci cav. uff. ing. Giuseppe, Firenze, delegato della Camera di Commercio, p ~·e.31dente - Bacci ing. Carlo (Società « La Magona
d'Italia »), Firenze - Baille ing. Martino (Società Mineraria ed Elettrica ,d el Va1darno), Firenze - De Castro cav. uff. ing. Carlo, Corpo Reale delle Miniere, Firenze - F erraYi ing. Carlo
(Soc. An. Fonderia del Pignone), Firenze - Gioia cav. Flavio (Stab. Giacomo Gioia), Firenze
- Landini dott. Alvise (Soc. per la utilizzazione
dei combustibili), Orentano (Castelfranco di Sotto) - Pasqualini dott. Luigi (Officine Galileo),
Firenze - Passaglia ing. Arcangelo (Soc. An.
Officina P. Veraci), Firenze - Rosi cav. Ezio
(Soc. An. Costruzioni Ferroviarie e MeC'caniche), Arezzo - Sevieri ing. Vieri (Soc. An. Alti Forni), Piombino - Tornasi Spina cav. Guido
(Soc. An. San Giorgio), Pistoia.
li. Industrie chimiche ed affini - Guasti dott.
Giovanni (Ditta Giovanni Guasti), Prato (Toscana), presidente - Candi Rodolfo (Ditta F. T ar,g ioni e R. Candi), Firenze, vice-presidente Alessandri rag. Augusto (Soc. An. Vetreria Elsana), Firenze - Alitti dott. Aurelio (Ditta Leone Molteni e C.), Fi~enze - Arlati Celestino (So-
74
cietà Anonima Oleifici
azionali), Firenze Bargioni cav. ,dott. Guido, Firenze - Borsini
Arturo (Ditta Figli di Pietro BOTsini), Prato (Toscana) - Buzzi cav. uff. l)rnf. Tullio (DiTettore
R. Scuola Professionale), Prato (Toscana) Chierichetti comm. dott. Guido (Ditta Chierichetti e T orriani), Rifredi (Firenze) - Fineschi
dott. Stanislao, Firenze - Ripari dott . Francesco (Soc. An. Cesare Pegna e Figli), Firenze Sa.lvadori cav. prof. dott. Roberto, Firenze.
III. Industrie della Fornace - "Moriani cav.
avv. CaTlo (Presidente Soc. An. Calce e Cementi di Testi), Firenze, presi-dente - Checcucci
Enrico (Ditta Fratelli Checcucci), Firenze Cianfanelli Aristodemo (Soc. Ceramica Ridhard
Ginori), Sesto Fiorentino - Moretti conte Carlo
(Soc. An. Fornace alle Sieci), Sieci - Todeschini Vittorio (Soc. Cementiz1a), Val di Ma~ina.
IV. Industrie tessili - Calamai cav. Brunetto
(Ditta Brunetto Calamai e F .llo), Prato, presidente - Cava.ciocchi cav. Ciro i(Ditta Ferdinando
Cavaciocchi), Prato - Jacomelli Cesare (Ditta
Luigi Cocchi), Firenze - Mandorli Giuseppe
(Ditta Fratelli Mandorli fu Ferruccio), Pistoia Marinai Giovanni (Dìtta Succ. F alcini), Firenze
- Moriani cav. avv. Carlo (Soc. Comm. M. Carpena e F.llo), Firenze - Peyron cav. Angelo
(Ditta Angelo Peyron), Firenze - Ravà cav.
avv. Guido (Ditta Ettore Ravà), Firenze - Taddei Giuseppe (Ditta Giuseppe T aJd!dei), Firenze.
V. Industrie alimentari - Binazzi cav. uff.
Giuseppe, delegato della Camera di Commercio
di Firenze, presidente - Biondi Dario (Soc. An.
Molini Biondi), Firenze - Lemmi rag. Armando (Soc. An. Pastificio Enos), Firenze - Pa,r enti cav. Ernesto (Soc. An. per l'in1dustria biscotti
Di..gerini, Marinai e C.), Firenze - Paszkowski
Carlo (Soc. Toscana Paszkowski), Firenze Rostagno Giuseppe (Soc. Conserve Alimentari
L. Torrigiani), Firenze.
VI. Industrie del legno - Borri cav. Maurizio (F abhr. mecc. c1i lbotti Raffaele Borri), Firenze, delegato della Camera di Commercio,
presidente - Ber ardi cav. Enrico (Stah. per la
lavoraz. del legno Giovanni Berar.di), Firenze Bruschi Rodo1fo, Rignano sull'Arno - Casini
comm. ing. Gino, Firenze - Coppedè cav. prof.
Mariano, Firenze - F alugiani !Dante (Soc. Cooperativa Lavoranti in legno), Firenze - Giannini cav. Alfredo (Ditta Alfredo Giannini e C.),
Pistoia - Nannelli Pietro, Empoli.
VII. Industrie della paglia - Ballerini cav. Ugo (Ditta Ugo Ballerini), S. Piero a Ponti, delegato delJa Camera di Commercio, presidente Andreoli Fermo (Ditta F. An1dreoli e . Donati).
Firenze - CineHi cav. Oreste (Ditta R. Cinelli
e Figli), Signa - Cini Florenzio (Ditta Florenzio
Cini), Pieve a Settimo - Del Panta Virgilio (Dittd Adolfo Del Panta), Brozzi - F ranceschini
- - - - - - - - - - - -
GLI INDUSTRIALI DELLA TOSCANA PER IL DOPO-GUERRA
Maurizio (Ditta P. F ranceschini), S. Piero a PonGilli dott. E.milio (F abbr. Riunite Francesco ed Emilio Gilli), Firenze.
Vlll. Industrie dell'Albergo - Baglioni AndTea (Hotel Baglioni), Firenze - Bencini Gino
(Hotel Paoli), Firenze - Benini Giuseppe (Palace Hotel), Firenze - Bonazza Carlo (Hotel
Cavour), Firenze - Chiari cav. Fortunato (Hotel Savoia), Firenze - Gobbò cav. Carlo (Hotel Washington), Firenze.
IX. Industrie artistiche - Brogi comm. Carlo
(Ditta Giacomo Brngi), Firenze, delegato della
Camera cli Commercio, presidente - Alinari
comm. Vittorio (Ditta Fr.lli Alinari), Fotografie,
Firenze - Aloisi Aristide, scultore in legno e
modelli•s ta, Firenze - Bartolozzi Guido (Setificio
Fiorentino), Firenze - Berardi cav. Enrico (Ditt.i G. Berar,di), Fabbrica di mobili, Firenze Biondi comm. Camillo (Manifatt. di Signa), Ceramiche artistiche, Firenze - Biondi
iccolò
(Biondi Fratelli), Ferri battuti, Firenze - Caldini
p1of. ing. Luigi, Pietra artificiale, Firenze - Chini cav. prof. Galileo (Ditta Fornaci d~ S. Lorenzo, Chini e C.), Borgo S. Lorenzo (Mugello) F 1gli di Giuseppe Cantagalli, Maiolicihe artistiche, Firenze - Lisio G., Arte della Seta, Firenze · elli cav. Mario, Meda-glie, Firenze Paggetti Pirro (Ditta Bazzanti Pietro e Figli),
Sculture in mar.mo, Firenze - Romanelli Renzo (Ditta Fr.lli Romanelli), Sculture in marmo,
Firenze - Ridi Guido (F ratelJi Ridi), Ferri battuti, Firenze - Soi Pietro, Mosaico bizantino,
Firenze - Vignali Gusmano (Fonderia Artistica Vignali), Firenze - Vichi cav. Aristodemo
(Ditta Ferdinando Vichi), Sculture artistiche, Firenze.
X. Industrie delle pelli e calzature - Mannelli
cav . Ulderico (Società Esercenti Macellari), Firenze, delegato della Camera di Commercio,
presidente - Calvelli Oreste (Ditta G. CaJvelli
e Figlio), Pelliccerie, Firenze - F rattig1lioni Raimondo (Ditta R. Frattiglioni e Figlio), Calzature,
Firenze - Montauti Aldo (Ditta. A. Montauti e
C.), Pelli fresche, Firenze - Mortara Aristide
(Ditta Aristiàe Mortara) , Pelli !fresche e conceria , Firenze - Nutini Erasmo (Ditta
utini e
Parenti), Guanti, Firenze - Paoli cav. Michelangelo (Ditta Michelangelo Paoli), Pelli fre 3che,
Firenze - Socci cav. Dante (Ditta Gustavo Socci e Figlio), Forniture militari, Firenze.
XI. Industrie della carta ed Arti grafiche Bemporad gr. uff. Emico (Soc. An. R. Bempo ra,d e Figli), Editore, Firenze, delegato ,deLla Camera di Commercio, presidente - Salani Ettore (Ditta A1driano Salani), Editore tipografo, Firenze - Brucini prof. rag. Grovanni (Società
Cartiere Toscane Cesare Vo1pini), Firenze Colomlb o cav. Antonio (Stabilimento Industriale
Toscano per la lavorazione della Carta), Firenti -
zc - Cristofanini cav. uff. Alceste (Nuovo Giornale), Firenze - Favi Egidio (giornale La Nazione), Firenze - Paoletti ATman1do (Tipografia
E. Ariani), Firenze - Pas:sigli Alberto (Cartiere
di Sarteano), Firenze - Malenotti cav. uff. dott.
Gaetano (Giornale del Commercio), Firenze Guidi cav. Alberto (giornale Il Commercio dell'Italia Centrale), Firenze.
XII. Industrie diverse - Ceccherini Piero (Ditt,'\ G. Ceccherini e C.), Pianoforti, Firenze Benti Silvio (Ditta Marradi e Benti), Piatti musicali, Pistoia - Calzolari rag. Francesco (Ditta
L. Bartalesi), Mode, Firenze - Zannone rag.
Alfredo (Ditta F r .Ili Zannone), Ombrelli, Firenze - Cocci Carlo (Ditta Carlo Cocci e C.), Cartoleria, Firenze - V estrini
arciso (Ditta L.
Baussano), Cartoleria, Firenze - Sposimo Raffaele (Ditta R. Sposimo), Colori e pennelli, Fir enze - .Pondini Angiolo (Angiolo Pondini), Firenze - Salerno ing. Alberto (Alberto Salerno),
S . Marcel,lo Pistoiese.
XIII. Forze idrauliche e Comunicazioni - Lenci cav. uff . ing. Giuseppe, delegato della Carnera di Commercio, Firenze, presidente - Picchiotti cav. ing. Giulio, delegato della Camera
di Commercio, Limite 1s ull'Arno - Bellincioni
cav. ing. Giovanni, Firenze - Casini comm.
ing. Gino, Firenze - Masini cav. dott. Franco,
Firenze - Marrucchi ing. Giuseppe, Firenze Masetti Fedi Mario (Soc. An. Fiat), Firenze Pasqualini cav. PToif. Luigi, Firenze - Picchi
prrof. ing. Alberto, Firenze.
XIV Istituti di Credito - Martelli nob. comm .
riccolò, Direttore della Ca"5Sa Centrale di Risparmi e Depositi di Firenze, presidente - Biasutti rag. Gaetano, direttore della Banca Italiana di Sconto - Carloni cav. uff. Giovanni , direttore della Banc a d ' Italia - Chiavelli cav. rag .
Luigi, direttore del Credito Italiano - Cantini
cav. ing. Italo, direttore della Cassa di Ri parmio e Depositi di San Miniato - Chini rag. Giuseppe, Direttore del Banco ,di Roma - Grazzini cav. E.milio , direttore della Banca Commerciale Italiana - Lanfranchi rag. Arnoldo, segretario del Piccolo Credito Toscano - Maccio cav.
avv. Biagio, Direttore del Banco di
apoli - Pezzini cav. rag. Plinio , direttore del Monte
dei Pa·schi di Siena - Ulivier i cav. uff. rag. Carlo, Direttore della Banca di Firenze.
LE INDUSTRIE MINERARIE ,
METALLURGICHE E MECCANICHE.
Nella riunione degli industriali del distretto di
Firenze, avvenuta i,l 28 novembre u . s., al seguit-:> di iniziativa della Camera di Commercio e
per rispondere ali' invito ri~e~uto da.I . Sottos~gretario per l'Industria, Commercio e Lavorò il quale domandava di ricercare quali nuove in-
75
LE I. I. I.
dustrie per condizioni favorevoli possano sorge- ci, oggetti in lamiere stagnate, zincate, ecc .;
re nel rispettivo distretto e quali meglio svilup- stampa su lamiere come sopra.
Fabbricazione di serrature di sicurezza, lucparsi anche in sussidio di quelle esistenti - vennero nominate diverse Commissioni, e fra le
alt-re quella per le Industrie minerarie, metallurgiche e meccaniche. La presi,denza <lella Commissio!le venne assunta dall' ing. Lel):ci, quale
consigliere e perciò rappresentante della Carr..era di Commercio. Le funzioni di segretario
vennero affidate, per una seduta al sig. ,dott.
Landini, e per le altre al cav. Gioia. Delle sedute, che ebbero luogo nei giorni 2, 9, 17 dicembre e 7 gennaio, ed alle quali intervenne
quasi sempre la totalità dei commissarii, venne
redatto apposito processo ver.bale per · le prime
tre. ella seduta ,di chiusura del 7 g-ennaio, venne invece approvato il processo verbale della seduta 17 dicembre, e furono approvate le seguenti conclusioni, avvertendo che le motivazioni di
tutte o parte delle condusioni medesime si trovano nei verbali ,d i cui sopra .
MINIERE - La Commissione, constatato con
piacere il grande sviluppo preso in questi ultimi
due anni dalla coltivazione in Italia delle miniere o giacimenti di minerali diversi, e segnatamente di lignite e .manganese, ritiene dhe possa
ancora intensificarsi, quando ne sia dal Gover,.
no, e come appresso, aE'sicurato l'impiego anche
dopo guerra :
1° con opportuni provvedimenti tecnici e, occorrendo, protettivi, tali da rendere preferibili
i minerali italiani per l'.uso almeno in Italia, subo11dinando allo scopo le relative tariffe ferroviarie;
2° aiutando la privata iniziativa per le ricerche e per la migliore utilizzazione dei minerali
e segnatamente dei comibustiibili solidi e liquidi,
istituendo appositi enti scientifico-tecnici per le
indagini dei terreni, per le analisi nei laboratorii e quanto altro, o attribuendo tali incarichi al
Corpo deLle Miniere, opportunamente completato dei necessarii elementi pernonali e materiali;
3° facilitando lo sfruttamento delle torhiere italiane col ,f avorire gli studii per la preparazione e la essiccazione delle torbe, e coo11dinando
il problema deUa estrazione delle torbe con quello della bonifica dei terreni estorbati;
4° unificando, in quanto si ravvisi utile, la legislazione mineraria del Regno.
METALLURGICA E MECCA ICA - Circa le industrie che potrebbero meglio svilupparsi, in quanto .già ne esistano, o crearsi di nuove nel distretto di Firenze, la Commissione indica le eguenti:
Industrie metallurgiche - Fonderia di acciaio
e di ghisa malleabile.
Industrie meccaniche o affini - Fabbricazione
di macchine agricole, macchine per la lavorazione del legno e .dei meta 1li, giocattoli meccani~
1
76
chetti, ecc.
Fabbricazione di locomotive.
Trafilatura di tubi e raccar.di m ferro o altri
metalli.
Fabbricazione di apparecchi per misura di peso e capacità, contatori di acqua, elettricità, gas.
Per assicurare e favorire l'incremento delle
industrie esistenti, e così pure per inc0ra,g giare
l'impianto delle nuove, la Commissione ritiene:
indispensabile quanto appresso :
IO che sia provveduto ad assi,curare i regolari
tr.asp.ortj ferroviarii in ogni tempo;
2° riten'uto che, agli effetti della protezione doganale futura, sia ormai stata riconos>ciuta la convenienza e la necessità di fì.ssare una tariffa minima, che rimarrà tale se si adotterà il sistema
deHa doppia tariffa o segnerà il limite al quale
i negoziatori dei Trattati di commercio possono discendere, quando si mantenga il sistema
,d ella tariffa unica, la Commissione fa voti dhe
·d etta tariffa minima sia tale da equiparare il costo della grande <produzione nazionale a quella
congenere estera e che sieno poi adottati anche
i provvedimenti nece-:-isar1 contro l'eventuale ricorso dei paesi esteri al sistema del dumping.
La Commissione fa pure voto per,c hè il Governo
pensi, 'Per tempo, a fissare le basi di una tariffa temporanea da applicarsi sUJbito dopo la pace e nel periodo de11a restaurazione economica,
quale fu definito nella Conferenza internazionale
di Parigi, naturalmente con dazii più alti della
tariffa minima considèata e corrispondenti a gli elevati prezzi anor,tnali dei carboni e dei noli, che, in confronto ai prezzi 1913, si avranno
ancora dopo la pace è per un periodo ,di tempo
di cbi nessuno può prevedere la durata;
3° che sieno adottati tutti quei provvedimenti
tecnici ed amministrativi necessarii a rendere
facili ed eco omiche le operazioni di sbarco ed
imbarco nei porti italiani, e segnatamente in
quello di Livorno, tper quanto riflette le industrie toscane;
4° che sieno modificati e completati i corsi
delle scuole, dalla Elementare ai Politecnici,
e così pure delle Scuole Medie Professionali,
per indirizzare i giovani a divenire buoni operai, per creare capi-faibbrica o maestri d'arte, e
infine •g li ingegneri direttori, avendo anche di
mira di curarne la specializzazione;
5° che, ritenuto venga ormai ,provveduto. a
Milano, alla creazione di una Scuola Me,dia Professionaile Metallurgica e non sia quindi il caso
di proporne altra a Firenze, ove pure avrebbe
avuto sede opportuna, data la prossimità degli
Alti Forni e Acciaierie di Piombino e Portofer•
raio e delle Acciaierie della Magona a Piombi-
==== = == = =
=
= = GLI INDUSTRIALI DELLA TOSCANA PER IL DOPO-GUERRA
no e delle Ferriere a San Giovanni Va1darno, la
CoTTllll1issione raccomanda che si riservi a Firenze una Scuola Media Mineraria, onde ricavarne es,perti capi-miniera, dei quali si sente la
necessità nelle tante miniere di ferro, rame,
manganese, mermnio, lignite, ecc., ora coltivate o che lo saranno presto nell'Italia Centrale;
astenendosi dai dettagli sulr ordinamento di ta••
le scuola, la Commissione raccoman1da che i corsi teorici ·s ieno alternati con periodi di prntica
da farsi nelle miniere in esercizio, rendendo obbligatorio ai concessionari delle miniere questo
loro concorso aUa Scuola di cui sopra. La Commissione fa pure il voto che sieno meglio organizzate e completate le Scuole Operaie Profes-sionali per la meccanica, idraulica, elettricità.
6° Infine la Commissione, considerato clhe sarebbe utile che il Governo, prima di prendere
provvedimenti riflettenti una o più determinate
industrie, senti,sse il parere degli interessati, che
sono i più competenti , e considerato pure che
questo parere sarebbe certo più autorevole e
sereno quando .fosse quello prevalente della
grande maggioranza degli interessati di tutto il
paese, propone che presso ciascuna Camera di
Commercio, e obbligatoriamente, sieno co,s tituiti dei Comitati, inscrivendovi i gerenti e competenti ,d elle principali industrie, e che, mentre il
parere di questi singoli Enti locali ,debba essere
richiesto per questioni locali, il parere complessivo di tutti, opportunamente discusso e concordato, debba invece essere domandato dal Governo in occasione di provvedimenti ·g enerali da
prendersi in merito alle industrie che detti Comitati rappresentano.
Alcune delle conclusioni cui è venuta la Commissione riguardano anche altre industrie che
non erano di sua competenza, e sarebbe forse
oppmtuna una riunione delle diverne Commissioni, integrata dalla presenza dei divers,i industriali della regione, non facenti parte delle Commis,sioni s tesse, per discutere e concordare definitivamente quelle conclusioni.
Ciò avvenuto, pare alla Commissione che la
Camera di Commercio dovrebbe prendere la iniziativa .della Scuola Mineraria, rivolgendosi
anche al Comune di Firenze e alla Provincia
per i necessarii contributi e per vedere se non
fosse il caso di aggregarla a quella Leonairdo da
Vinci.
E parimenti, quando la proposta d'i cui al
N. 6 fosse hene a:ccolta, pare sarebbe utile che
la Camera di Commercio se ne facesse proonotrice presso le altre Camere
concretarne la
domanda al Governo, ed intanto potrebbe essa
darvi parziale e limitata applicazione, costituendo, sia pure in via transitoria, per il proprio distretto, i Comitati di cui è parola nella proposta
medesima, i quali servireibbero subito, con pe-
per
,r iodiche riunioni, se non altro a quell'affiatamento dei diversi industriali, ·d el quale si lamenta
da tanto tempo la necessità e la mancanza.
LE INDUSTRIE CHIMICHE ED AFFINI
La Commissione crede suo dovere premettere
che gli industriali ed i commercianti !hanno apprezzato l'organizzazione industriale-militare per
la ,difesa del Paese in questo grande momento,
e con sodàisf azione può aggiungere che alla
riuscita di così vasta impresa essi stessi hanno
dato un grande concorso con un patriottismo degno di ogni migliore elogio ; e mentre con simile organizzazione è stato po·s sihile affrontare Je
impreviste sconfinate esigenze di una guerra così formidahilmente complessa, ~i è dimostrato
che il Paese aveva ed ha ancora risorse di vas ta entità su molti rami d'industria, ed in ispecie
nella Chimica, che fu quasi completamente negletta.
Nel distretto della Camera di Commercio non
molte sono le industrie chimiche preesistenti alla guerra, ed in 1breve possono notarsi:
F ahbriche di concimi chimici (con annesse
fabbricazioni di acido so1forico (,piriti), acido nitrico, cloridrico e solfato d.i rame). - Potrebbero queste industrie aggiungere alle loro il recu-
pero dello stagno dai ritagli di bande stagnate,
che si trovano in notevole quantità.
F ahbriche d.i acqua ossigenata (in quanto oc-
corre specialmente alla vastissima industria dei
capp·elli di paglia).
Fabbriche di olii al solfuro.
»
,di solforo di car,bonio.
»
-di medicinali (prodotti del mercurio, ecc. ecc.).
F abbriclhe di medicazione antisettica e presidii chirurgici.
Fabbriche di coloTi .
»
di vernici .
»
di colleforti .
cc
di stearina, glicerina, ecc .
»
di saponi.
Industrie che 1debbono ,l a loro vita non alla
facilità di avere in luogo materie pr~me o s~eci~li agevolezze , ma alla forte richiesta -dell agricoltura , di altre industrie maggiori e del _cons umo locale. Vita resa facile dalla presenza ID questo ,distretto di una numerosa maestranza , intelligente e molto adatta a lavori industriaili delle
più svariate attitudini.
.
.
Converrebbe ,perciò alle importanti mdustne
chimiche nuove risiedere in questo ,distretto camerale, ove la possibilità d.i ottenere ottima mano ,d'opera , un non lontano scalo maTittimo ,. ~estinato ad un supertbo avvenire, il combu1St1hile
fossile vicinissimo , conveniente ed ablbondante,
si unisce alla sicurezza di materie p Time prodot-
77
LE I. I. I.
==== = =
te nella regione. Akune di queste industrie potrebbero essere :
la distillazione degli schisti bituminosi, per la
utilizzazione dei sottoprodotti (olio di schisto ,
vasellina, paraffina , pece, ecc. ecc.), esistendo
importanti giacimenti vicini;
l'industria dell'acido tartarico e del cremor di
tartaro, interessantissima, data la forte disponibilità in Toscana di tartrati greggi, che finora venivano in massima parte esportati in Germania
per la lavorazione;
l'industria dei profumi e delle essenze, già in
parsisato dimostrata possibile e conveniente.
- Occorrerebbe che il Governo, per questa industria, accordasse p,remii e facilitazioni per il
periodo iniziale. Potrebbe questa industria produrre qui la vanillina, importantissimo prodotto
di largo consumo, in luogo dell'attuale di importazione germanica;
l'industria dei resinosi, importantissima industria, riochezza della Francia sud-est, della Spagna, della Grecia e degli Stati Uniti . - Indu -
stria seria e possibile, ma che esigerà un dazio
protettivo, sia pur limitato, per i primi anni di
esperimento, dovendo creare una mano d'opera
specialissima. - In Firenze vi è già un impianto
indUJStriaile fatto per utilizzare le suiperbe fore ste ,di pini della Toscana.
Queste industrie non costituiscono tutto quello dhe nella provincia potrebbe farsi, ma soltanto alcune delle principali industrie chimiche che
necessitano di combustibile nostrano (lignite),
di energia elettrica, ,d i maestranza e di tanti e lementi che la regione offre.
Vi potrebbe fiorire l'industria dei colori, se le
industrie maggiori (,g as-luce, metallurgiche, ecc.)
potranno dar loro materie prime.
Ma un ,p iù profondo esame su questo argomento sarà possibile quando gli stuidii che da o gni parte si stanno facendo saranno al caso .di
offrire maggiori dettagli .
Sta di fatto, però, che il rifiorire di industrie
chimiche già esistenti o che conducevano vita
stentata, ed il sorgere e fiorire di industrie chimiche nuove, non può dipendere soltanto da
condizioni favorevoli di ambiente, quanto dalla
serie di provvedimenti generali dhe il Governo
dovrebbe P•r endere, intesi ad incorag•g iare gli
studii indu ~triali, ad aiutare le iniziative e guidarne con ogni forza lo sviluppo, ed in ispecie
1
la esportazione.
La Commissione perciò conclude col proporre, in 1relazione a ,q uanto ha dichiarato, di presentare a codesto Ministero per l'Industria, il
Commercio ed il Lavoro uno schema di desiderata degli industriali chimici del distretto, desiderata che effettivamente raggiungerebbero l' intento prefisso, di rialzare le sorti dell'industria
chimica attuale e di consentire il suo sviluppo,
78
e con questo anche il più alto scopo deJ Paese
tutto, che combatte per la sua emancipazione
da qualsiasi serva,g1gio politico e industriale .
1° - R. SCUOLA CHIMICA IN PRATO (Toscana) -
Stanziamenti adeguati di fondi da parte del Ministero dell'Industria, ecc., e di quello dell'Istru zione, a favore dell' insegnamento superiore e
professionale. - Ritenuto che la Toscana non
può restare estranea allo sviiluippo dell'industria
chimica, anche senza prendervi una parte preponiderante, e nell'intento di cool'dinare le iniziative locali con quelle delle altre regioni , considerato che per l'industria ha grande importanza l'esistenza di scuole destinate a preparare il
personale tecnico delle fabbridhe, viste le diffic oltà di creare di sana pianta nuove istituzioni
scolastiche che corri spondano allo scopo o di
innestarle su organismi disadatti;
Considerando che le persone· e gli Enti maggiormente interessati :per lo sviluppo ,delle in,d ustrie chimiche hanno già espresso il foro parere sulla opportunità di appoggiare subito la
R. Scuola di Chimica-Tintoria di Prato, come
,q uella che si è già occupata con successo di scopi affini, ed in particolare preso atto dei giudizii espressi d all' ing. Salid ini (Milano), dal senatore Ciamician (Bologna), dal prof. Angeli (Firenze), dal prof. Molinari (Milano), dal dottor
Lepetit (Milano), e dai voti espreSiSi dall'Associazione Cotoniera Italiana, dall' Associazione
ilndustriale Prodotti Chimici e Chimico-F armaceutici di Milano, crede doveroso di insistere
perchè il Ministero dell'Industria e Commercio
provveda senza indugio, e con adeguata larghezza. perchè presso la Scuola di Clhimica-Tintoria di Prato sia pos sibile l'attuazione di un
1
Corso speciale di sintesi organiche, con speciale applicazione alle materie coloranti e alle in~
dustrie chimiche in genere , con la persuasione
che ogni spesa fatta ·s aviamente per le S cuole
professionali ,deve essere considerata come largamente rimuneratrice.
Inoltre, per rendere più facile la pos sibilità
di numerose ed ampie esperienze senza andare incontro a spese ec'ceEs ive, esprime il vot0
che i solventi e i prodotti, come l'alcool, l'etere ,
il sale, ecc ., vengano posti a disposizione della
Scuola Chimica senza l'aggravio delle tas se fi scali.
Considernndo infine che nella nostra gioventù
è poco diffusa la cognizione delle 1ingue stranierL~, si fa voti che il Ministero procuri e incoraggi
la traduzione in italiano delle più importanti o pere di Chimica per le sintesi or·ganiche.
2° - FoRMAZIO E DI UN COMITATO CENTRALE CIVILE DI ORGANIZZAZIONE INDUSTRIALE. - Dopo l' ul tima prova data dal Comitato militare di mobi litazione industriale, presieduto dal tenente generale Dallolio, questo importante Ente fattivo
GLI INDUSTRIALI DELLA TOSCANA PER IL DOPO-GUERRA
potrebbe trasformarsi in Comitato centrale civile di organizzazione industriale. Questo Comitato, perseguendo l'opera di studiare l'organizzazione industriale -del Paese in riflesso alle nuove industrie, a quelle esistenti sviluppate per
ragioni militari, ed a quelle che già prosperavano nel Paese, potrebbe coordinare gli studii e
le tutele di .fronte alle leggi deHo Stato e proporre le dife'Se necessa·rie alla buona riuscita idi
una vasta esportazione.
Dovrebbe e~'8ere costituito dai ra,ppresentanti ,del Governo e dell' Ammini1strazione milita'Te ,
e da una larga rappresentanza delle industrie .
3° - RIFORMA DELLA TARIFFA DOGANALE E FISCALE. - Considerato che il Paese lha dimostrato
n ella circostanza attua:le , tanto neHa fabbricazione di esplodenti organici, come nel vasto
campo affine e in tutte le industrie chimiche,
eccezionali attitudini e ricchezza di risorse naturali, elementti atti ad un vigoroso sviluppo di
queste industrie, si propone:
a) che la riforma della tariffa doganale dopo la guerra sia ispirata al concetto della mass ima tutela della produzione chimica nazionale
contro l'importazione straniera, e ciò almeno ,per
u n periodo congruo al consolidamento delle nuove 11mprese ;
b) ,c he, prima di fissare ile future Convenzion i commerciali fra gli Stati , venga opportunamente modificata la tariffa generale, contenente difetti già segnalati da motlti competenti;
c) che isieno presi provvedimenti legislativi atti ad impedire ogni monopoJio interno in dustriale che avesse ,d i mira di raggiungere, sotto la prntezione di una data tariffa doganale, lucri non equi a danno dì altre industrie ed anche
dei consumatori, specia1mente per i prodotti di
prima necessità;
d) che si proceda alla riforma radicale del 1' attuale vessatorio sistema fiscale, essendo esso
la negazione assoluta di ogni principio scientifico, tecnico e pratico, e mirante a ,distruggere
o gni iniziativa industriale;
e) che sia ottenuto dagli Stati esteri un trattamento doganale per le nostre specialità medicinali, pari a quello che verrà i,s tituito per le
loro.
4° - TR ASPORTI. - Che lo Stato provveda ad
aSlSicurare, con ogni mezzo, una potente Marina mercantile ed un maggior sviluppo ferroviaTio, con tariffe opportunamente ·s tudiate in rap porto delle singole industrie, e con speciale riguardo per le esportazioni; dhe non venga più
oltre trascurato il problema de1la navigazione
interna.
LE INDUSTRIE D'ELLA FORNACE
tutti i proprietarii di fornaci della Provincia ; s i
riunì una seconda volta nel giorno 3 gennaio
191 7 per esaminare le proposte e formulare le
sue conclusioni ; e una terza volta nel 19 gennaio 191 7 per approvare la :s eguente relazione :
a) INDUSTRIA DEI CEMENTI. - È in pieno sviluppo, e le principali .fabbriche sono modernamente or·g anizzate e di noteyole importanza. Ricevono dall'estero il combustihile, il macchinario
e i materiali refrattar ii, ed è quindi su questi
oggetti che dovrebbe applicarsi lo stu·d io per
produrli direttamente in Paese . A tale ,u opo, pel
combustibile, occorrerebbe sostituire al carbone inglese la lignite; ma poichè questa non può
impiegarsi direttamente , sarebbe necessario distillarla e ardoperarne il gas. Questo problema è
già allo studio e sarebbe opiportuno il concorso
dei competenti, per cui chiediamo che il problema venga sottoposto alla Commi,s sione delle
industrie chimiche.
Pe'T i materiali refrattarii abbiamo già in Italia
varie fabbriche, non però nella nostra provincia, giacchè quelle di Fi-gline e di Prato producono soltanto materiale da stufo e per forni da
pane. Però, nelle fabbriche italiane, come quelle di Va do Ligure, Livorno, Piombino , ecc. ,
non si è raggiunta la perfezione dei mattoni inglesi, che sono quelli più in uso, ed occorre anche per questa parte intensificare gli studii, e
,s pecialmente le ricerdhe del le materie prime
più adatte. Su questo problema richiamiamo la
attenzione della Commissione delle industrie e strattive.
Quanto al macchinario, tutto quello adibito
alla macinazione e ,suoi accessorii , come insaccatura, aspiratori, ecc., è di produzione danese e germanica. Siccome potrebbe , a nostro
avviso, essere -senza difficoltà fabbricato in Italia, richiamiamo su ,q uesto 1' attenzione della
Commissione delle industrie meccaniche.
L'industria del cemento, pertanto, può dar vita, o incremento almeno, a tre nuove industrie .
Attualmente e-s sa risente delle ,difficoltà generali dipendenti dal prezzo elevato dei carboni, dalle diminuite richieste e dalle diffi'Coltà dei trasporti; ma in tempi normali potrà non solo ritornare nelle condizioni in cui si trovava antegue.r ra, ma anche prendere uno sviluppo mag·giore, se verrà organizzata l'esportazione del
cemento. Un ,grande consumo di questo prodotto si ha specialmente in America, dove è spedito dalla Francia, dall'Inghilterra e dalla Germania. Siccome il nO'stro cemento non è per nulla
inferiore in qualità a quello dei paesi sunnominati, l'esportazione ·sareblbe possibile purchè potessimo avere le facilitazioni di traisporto di cui
essi godono, e cioè: tariffe di favore pel cemen1
1
La Commissione, nella sua prima adunanza to diretto ai porti e destinato all'estero, e tra·del I O dicembre 19 I 6, diramò un questionario a sporti marittimi con noli molto bassi.
79
LE I. I. I. =- =- - · -- = - - - - - - = - - - = - = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
Il cemento francese, inglese e tedesco inondava l'America, perchè veniva trasportato, in
zavorra, a meno -di .cinque scellini per tonnellata. Da noi, finora, era vietata dai Trattati colla Germania perfino la istituzione delle tariffe
di favore per r esportazione.
È inoltre a considerare che .I' esportazione non
può essere conveniente se non è fatta su larga
scala e per carichi COllllpleti, o almeno molto
importanti. È perciò necessario che le fabbriche
italiane si organizzino per esercitarla in sociale,
istituendo rappresentanti e magazzini sia nei
porti d'imbarco che in quelli di sbarco.
b) LA TERIZII E CALCE. - La calce è prndotto
essenzialmente locale e non richiama speciale
osservazione; ma nell'industria de.i laterizii può
esservi ancora ·molto ,da fare. Vi sono nella provincia molte piccole fornaci, che servono esclusivarmente al consumo locale, e di queste non
occorre parlare; ma vi sono anche fornaci a fuoco continuo, con macchinario per la fabbricazione di materiali fini, che possono avere ulteriore sviluppo. Il macchinario si fabbrica anche
in Italia; le materie prime si trovano sul posto;
come combustibile può essere impiegata, e si
impiega, anche la lignite allo stato naturale;
quindi rindustria ha tutto quello che le occorre.
Il materiale ,grosso (mattoni, mezzane) non sopporta spese di trasporto, ma i materiali fini (tegole, tavelle, tavelloni, tomettes) possono sopportar le benissimo e giungere così in località
lontane, nelle quali (specialmente nei porti) possono trovarsi anche in concorrenza coll'estero,
e specialmente colle tegole e tomettes del Mezzogiorno della Francia. Perciò un Commissario
lha espresso il voto di una protezione doganale.
Quello che occorre è una migliore organizzazione tecnica e commerciale e un migliore ordinamento dei trasporti terrestri e marittimi (come ab'biamo detto pel cemento). Con tali provvedimenti dovremmo metterci in grado di ottenere un miglioramento del prodotto e un minor costo di produzione, sì da consentire non solo di vincere in casa nostra la produzione straniera di materiale fine, ma di farle la concorrenza all'estero, e specialmente in Oriente. elr Asia MinoTe si smerciano varii milioni di tegole dalle fabbriche di Marsiglia, e se noi non
arriviamo a fare lo stesso, la colpa è solamente
nostra.
c) CERA V. ICA. - L'industria della ceramica è
raippyesentata dalla fabbrica Richaird-Ginori, u niversalmente nota, la quale ha ormai raggiunto un altissimo grado, tanto nella faibbricazione
dell~ porcelhna quanto in quella delle terraglie
forti e semi-forti. Tuttavia, anche per questa vale quanto abbiamo detto pel macchinaTio a proposito del cemento, pe1thè anch'essa è, per
questo oggetto, tributari a dell'estero.
80
cl) FABBRICHE DI STOVIGLIE. - Le fabbriche di
stoviglie comuni della nostra provincia hanno
vita puramente locale. Riteniamo per altro che
anche queste, poidhè si trova sul posto la materia prima, - come combustibile si può adoperare la legna o la lignite, - e la maestranza è
a buon mercato, possano assumere uno sviluppo assai maggiore, mediante una buona organizzazione che permetta la esportazione dei prodotti, i quali sono assai richiesti, specialmente
nel Settentrione dell'Africa e in Oriente. In sostanza tutte queste nostTe industrie delila for nace hanno in sè medesime elementi di notevole pTogresso, purchè noi procuriamo di metterci alla pari dei nostri concorrenti esteri.
Mezzo precipuo per la migliore organizzazione industriale e commerciale è, anzitutto, l' istruzione professionale, intesa specialmente a
preparare dei buoni capi d'arte (contre-maztres),
di cui si ha presso di noi così grave pemnia; dei
buoni contaibili industriali, ricoridando che la
contabilità è l'occhio dell'industria; dei buoni
commessi viaggiatori; e soprattutto dei buoni industriali che conoscano bene la loro industria,
stiano al corrente dei miglioramenti, li sappiano applicare, sappiano educare le maestranze,
si preoccupino continuamente della perfezione
del prodotto col minimo possi'bile prezzo di costo, e conoscano i m~rcati.
Le conclusioni che a noi sembra di pater trarre dalle nostre indagini, sono pertanto le seguenti:
Che l'industria della fornace nella nostra provincia è suscettibile di maggiore estensione e
profitto. All'uopo occorrono :
IO Una migliore organizzazione industriale,
che permetta di ottenere un prodotto migliore
e a buon mercato.
2° Una mi~iore organizzazione commerciale
ed una bene intesa politica di tTasporti, che faciliti r esportazione dei prodotti, quale si è praticata finora dalla Francia, dall'Inghilterra, dal
Belgio, ida1la Germania e dall'Austria.
L'industria della fornace può, inoltre, essere
motivo e scopo delle industrie accessorie dhe
Je forniscono gli elementi di cui essa ha bisogno.
oi non siamo di coloro che tutto chiedono
allo Stato e ai pubblici PoteTi, e riteniamo che
gli industriali ,dehbano fare principalmente da
sè; però, vi sono provvedimenti che sono di competenza esclusiva delle pubbliche Amministrazioni, e questi dehbono necessariamente invocarsi da esse. oi, per quanto riguarda le industrie ,della fornace, li abbiamo accennati, e cioè:
I Miglioramento dell'istruzione professionale;
O
2° / stituzione delle tariffe di favo re per l'espor-
tazione;
·
3° Provvedimenti relativi al trasporto marittimo, che ci pongano nella condizione in cui si
trovano gli industriali delle altre nazioni.
GLI INDUSTRIALI DELLA TOSCANA PER IL DOPO-GUERRA
LE INDUSTRIE TESSILI di un mercato delle lane sia di produzione italiaL ' INDUSTRIA DELLA LANA. - L ' industria della
lana nella provincia di Firenze ha il principale
centro d'espansione nella città di Prato e lungo
Ja Valle ,del Bisenzio. L'industria laniera pratese, prima .della guerra, aveva inJirizzato il suo
fiorente lavoro alla fabbricazione di tessuti civili e particolarmente a quella degli articoli ·d i
1largo
consumo, a buon mercato, nei quali venivano impiegate in prevalenza lane rinascenti, cotoni e, in minima parte, lane uuove. Quest'ultime erano acquistate dalla s,pecllllazione e,
in piccola parte, direttamente dai produttori a
mezzo di intermediarii. Ecco perchè ,de.I consumo della lana nuova nella ne ,::tra provincia non
vediamo cenno nelle diverse ~tatistiche, e più
specialmente in quelle elencate negli Atti della
Commi'Ssione Reale per lo stu.dio della produzione e del commercio delle lane in Italia, presentati al R. Governo nel luglio 1911. Ma dall' inizio della guerra nece~sità impellenti di Stato
hanno •doverosamente imposto all'industria laniera pratese un cambiamento di indirizzo, ed
in breve volger di tempo le fabbriche, nella loro maggiore efficienza, si dedicarono alle forni ture militar·. Questo cambiamento di lavoro ha
portato, per naturale conseguenza, l' invertimento del consumo, impiegandosi ora, nella maggior quantità, lane nuove, e, neHa minore, lane
rinascenti e cotoni.
Nella ricerca e nell'acquisto della materia prirr.a, J' industria laniera pratese si è trovata inquieta e di fronte a disagi non lievi, perclhè le
occorreva provvedersi sul momento di notevoli quantità di lane a condizioni non onerose, o
per lo meno eguali a quelle degli a1tri lanieri
d'Italia, perchè il valore realizzato del prodotto manufatto era unico. Il disagio, a tutta prima , era nella ricerca ,della materia e nella determinazione delle qualità idonee ai] ifaibbisogno;
l'inquietudine era, ed è, nei prezzi saltuarii, che
la specu~azione imponeva ed impone, poichè in
Italia non v~ge alcun mercato che normalizzi i
prezzi siA pel ·prodotto interno, sia per quello
estero . Se questo ·s tato di cose ha potuto superarsi in un momento anormale come quello attuale, non è detto che pm:sa proseguire nel dopo-guerra, senza un ,danno evidente e gravissimo per l'industria laniera focale. e di quella del le altre regioni d'Italia.
è è da augura'l"Si che
l'attuale .fabbisogno di lana nuova nel dopoguerra venga •s ensihilimente a diminuire; è da
sperare, invece, che l'industria si volga ad un
miglior 1lavoro, più ,perfezionato e più apprez zato su ogni mercato, per il quale ocicorrerà un
maggiore impiego di lana nuova .
Qutsta è la ragione perchè gli indrnstriali pratesi , per conso•l idare ed avvjare a migliore indirizzo la loro industria, invocano l'istituzione
na, sia di pròduzione coloniale, mercato che mirerehbe a facilitare alla fabbrica l'acquisto della materia prima ed a normalizzare i prezzi in
maniera che la fabbrica stessa potesse provvedere al fabbisogno senza inquietu•d ine e con migliori criteri1 economici ed industriali. Nello studiare questo importante problema abbiamo avuto il modo di ricercare le precedenti pubblicazioni sulla produzione e sull'arte della Ìana, fra
ile quali primeggia, perchè concilia gli interessi
dell'agricoltura con que1li dell'industria, ,l a re -.
lazione presentata al R. Governo nel luglio I 911
dalla CommiS1Sione Reale per lo studio della produzione e del commercio del.le lane in Italia. In
queHa si trovano molti punti di appoggio riflettenti il commercio delle lane, punti sviluppati e
corredati da dati statistici che !hanno la nostra
piena approvazione, e cioè l'istituzione di Cooperative tra gli allevatori per la vendita in comune delle lane, e l'istituzione di uno o più mercati delle lane, a somiglianza dei mercati regiona:li francesi, con annessi magazzini generali.
È fuori dubbio che in questa materia lo Stato
può intervenire solo indirettamente, col I' incoraggiare le iniziative locali e coll'agevolare la
fondazione ed il funzionamento di Cooperative
di produttori, aventi altresì lo scopo di istituire
ed esercitare magazzini generali per le lane,
con annessi mercati. I mezzi coi quali lo Stato
dovrebbe integrare l'azione dei privati, posso ·
no comprendersi: nel credito alle Cooperative
in relazione ai .Ioro capitali socia'1i, nel credito
ai soci in forma di anticipazione sulle fodi rÌi deposito, e in esenzioni tributarie per non breve
durata.
Per agevolare e consolidare il progressivo sviluppo dell'industria laniera, la nostra Commissione si è intrattenuta, oltre che sul commercio
delle lane, anche sui dazii di c_oIJ,,fìne, confer mando iì principio .della franchigia doganale per
,l e 1lane sucide.
Sui trasporti ferroviarii propone di eliminare
le attuali sperequazioni fra linea e linea; ,d i e quiparare le lane lavate a•l salto a quehle suci,d e ;
,d i modificare i vigenti criterii di voluminosità
delle lane, riducendo a 110 k,g. per mc. l'attuale
limite di peso al disotto del quale si applica la
t&ISSa del 50 per cento.
Altro movente ed aiuto all'industria laniera
sarebbe quello di facilitare con ogni mezzo il
sorgere di nuovi impianti meccanici specializzati nel macchinario tessile laniero, del quale siamo quasi del tutto trihutarii dell'estero, e principalmente dell'Inghilterra, del Belgio e della
Germania; ed intanto , come provvedimento immediato, occorrerebbe modificare temporaneamente i dazii di importazione ai confini dei nostri Alleati, e ,c osì facilitare nuovi impianti di filatura, tessitura-tintoria e appretto .
81
6
LE I. I. I . - - - - - - - - - - - - - - - - Questo periodo ec'Cezionale di guerra ci ha
insegnato quale e quanta sia la necessità .di produrre in paese le materie prime essenziali allo
svolgimento del nostro lavoro. Fra queste materie primeggiano i colori di anilina, che sono
base indi·s pensabile per l'industria, e perciò occorre favorire con ogni mezzo il sorgere della
grande industria della fabbricazione dei colori
di anilina, facilitando anche, nel momento attuale, la possibile trasforanazione nel dopo-guerra di alcune industrie presentemente dedicate
alla fabbrica degli esplodenti.
L'insegnamento professionale è uno dei migliori e pratici mezzi per ·s pingere l'industria
laniera nel suo migliore avvenire. Attualmente
la R. Scuola Professionale di Prato ha dato dei
bravi chimici, mercè l'alto valore ,degli insegnanti; ma oggi, e soprattutto, oC'corre formare dei
brnvi tecnici in tessitura, in filatura e.cl in appretto . Ed a questo scopo occorrerebbe di aiu tare in modo più considerevole questa R. Scuola di Prato, affinchè possa maggiormente svi]uppare l'insegnamento della filatura e tessitura ,
,e per darle modo di istituire una nuova sezione
« Appretto » e mettere in attuazione la tintoria
pratica. Con ciò apporteremmo grande vantaggio aH'industria tessile in generale, ed a quella
laniera in particolare.
In relazione alle arti tessili, crediamo opportuno di parlare ,di varii articoli inerenti alla merceria, siccome nella maggior parte sono imiportati dall'estero, e specialmente dalla Germania.
Uno dei principali articoli e di larglhissimo consumo di cui intendesi parla,r e, è quello ,degli aghi
da cucire, a mano ed a macchina, attualmente
quasi specialità tedesca. In Italia non se ne ,f ab bricano affatto; fabbriche accreditate sono in
Inghilterra, ma il loro prodotto, sebbene ottimo,
ha un prezzo triplo di quello che offre la Germania. Altri articoli da fabbricare sono le fì.bbie,
gli uncineHi, le magliette , le catenelle, le forniture da bretelle, le stecche per busti, le campanelle, gli occhielli e ganci da scarpe, i bottoni
automatici, le forcinelle, gli aghi da lana e da
crochet, i ferri da calza, le lesine da calzolai, j
ditali da cucire, i bottoni-gemelli per camicie,
gli allaccia-bottoni; in somma, tutte ,l e minuterie
metalliche, .delle quaJi, seb'bene alcune di esse
sieno già fabbricate in paese, non fu poSSJibile
sviluppare la ,produzione a causa della concor..renza estera.
Distinti industriali sarebbero digpostissimi ad
::1mpiantare la produzione di queste minuterie
--metallidhe, ma trovano difficoltà nell'attuare il
l avoro desiderato dalla mancanza di macchina.rio adatto e dalla incertezza della sorte che a
dette fabbriche sarà riser1bata a pace conclUìSa,
quando il Governo non vogilia fino da ora dare
.affì,damento preciso e categorico che saranno
1
82
emanati provvedimenti di difesa dalla concorrenza estera; concorrenza ternibilissima, specie quella tedesca, pel fatto che fabbriche già
impiantate ed in piena efficienza id i produz-ione
più facilmente possono abbattere il concorrente
all'inizio del suo lavoro.
INDUSTRIA DELLA SETA. Quanto questa industria sia meritevole di cure e di miglioramento ,
ne siano indice i difetti di organizzazione e d i
produzione che verremo illustrando , mentre è
bene rilevarne l' impOTtanza, che ipuò riassumer<Si così ;
I O Asso rbe 75 milioni di Kg. di bozzoli a peso vivo ;
2° Impiega una mas-s a operaia che ascc.:r1de a l
numero di 200.000 ;
3° Occupa il terzo posto nella esportazione
generale italiana, che le più recenti statistiche
calcolano nella somma ,di 600 milioni di lire.
Poichè l'industria della seta, al pari di quell a
,d ella lana, fu gloria italiana, non rpoSiSiamo sottrarci dall'accennare brevemente le conJizioni
di essa nei tempi passati e le cause ,d el suo decadimento. Fino dagili antidhi tempi, nel campo
industriale italiano non compariscono mai, o
quasi mai, i grnndi industriali che, ponendo a
contributo un largo tratto di paese, incettano le
materie per .dare esca ai loro opifici e per gettare in commercio masse rilevanti di prodotto ;
da noi tutto corre alla spicciolata ed in proporzioni ristrette, senza ausilio di macchinarii, con
scarsità di mezzi e capitali limitati, colla sola
mano d'opera intelligente dell'operaio.
Anche l'industria serica risente di questo stato di fatto, e l'elemento materia prima, le operazioni preparatorie del setificio e .la fabbricazione del tessuto non acquistano mai il carattere di vera industria. Non poteva tacersi questa
constatazione, ancorchè l'antico setificio sia accompagnato fra noi da una celehrità storica meravigliosa. È ben noto che in fatto d'industria ,
da oltre un secolo tutto è cambiato; per l' innanzi, una rocca ed un fuso od un filatoio a mano
e pochi telai sparsi per le f arniglie costituivano
gli elementi principali .dell'arte; e, se anche vogliamo restare nella nostra Firenze, percorrete
quel tratto di strada che da Borgognissanti mena
alla vecchia Porta a'l Prato : vedrete, su quel rialto che corre a sinistra ,d el viandante, un seguito
di case tutte egua·li, che nei tempi dello splendore dell'arte della seta avevano iciaocuna una
stanza terrena che si apriva ·s ul marciap1ede e
dhe conteneva uno o due telai per Ja seta.
L'industria serica allora ferveva sotto forma
di artigianato; introdotta la macchina da filare
e il telaio meccanico, l'industria si trasformò in
manifattura e sorsero quegli edifìicii che, colla
raccolta di tutti gli utensili necessarii a distinguere una lavorazione complessa, ,di str,uggono
1
GLI INDUSTRIALI DELLA TOSCANA PER IL DOPO-GUERRA
·l 'arte casalinga , s pengono le peraonali attitu di.ni dell ' operaio, attirudini c he e r ano in antico
il principale coeffrciente del,lo splendore della
produzione no-stra.
A ques ta trasformazione imposta ,dal ,pr ogresso e ,dalla civiltà, non corrispose, come avrehbe
dovuto, la T o·s cana, e per conseguenza la tessitura serica, pur mantenendo!SÌ splendida nel prodotto , .dovette cedere gradatamente il posto alla fabbric a e decadere in quanto a entità di
produzione.
' ella Lombardia, invece, e più sipecialmente
nel Comasco, si abbracciò il tenore -dell'industria e si giunse ad ottenere una produzione mai
sperata, con vantaggio e con l'impiego di rilevanti capitali e di notevoli masse operaie.
Le uiltime statistiche danno una produzione
annua europea di 73 milioni di Kg. di bozzoli,
in :cui l' Italia partecipa per 50 milioni circa ;
mentre, a,d esempio, la Francia, benchè aiutata
validamente dallo Stato, non ne produce che
8 milioni. Malgrado la grande pro,duzione in
confronto agli altri Stati, al.l'Italia manca, per il
consumo neHe filande, un terzo circa del fabbisogno bozzoli, deficienza che viene codmata .dalla importazione estera, e precisamente 25 milioni di Kg . a peso vivo, che annualmente entrano dal Levante , con una .spesa media attualmente di 75 milioni circa in oro . È dimostrato
scientificamente che ritalia tutta è -p er eccellenza adatta alla hachicoltura; si constata invece
che non tutte le regioni producono in eguale
proporzione ; anzi, alcune, come la Basilicata e
Je Puglie , non lhanno mai s perimentato la bachicoltura , e l'Italia Meridionale in gep.ere non partecipa che in minima parte all'attuale prodotto
bozzoli. Dalla seguente proporzione, che sempre .la statistica ci fornisce, sarà avvalorato quanto a'bbiamo ora asserito: Piemonté, Liguria,
Lombar-dia, Veneto, danno i,l 77 per cento ,prodotto bozzoli ; Toscana. Marche, Emilia, il 18
per cento ; Italia Meridionale e Insulare, iJ 5
,per cento.
Intensificare quindi la produzione generale,
- maggiormente in quelle regioni non ancora
druttate, - sarà sano provvedimento, tanto più
s e pen ~iamo qua1e ~1peciale bontà tecnica hanno
i bozzoli ,dell'Italia Merri,d ionale. Possiamo infatti asserire per esperienza che le greggie filate
con -bozzoli calabresi o napoletani hanno pregi
di lucidezza, tenacità ed elasticità che le rend o no ri cercate ed apprezzate .
A differenza degli altri Stati nei quali l' indu~tria serica fiorisce, ,da noi auesta induistrria non
è legata e sorretta da vincoli :r,er comunanza di
interessi e di propositi. ma da attività di singoli
industriali, ognuno a sè. Per conseguenz:i, vorlfemmo veder praticamente funzionare l' / sfituto
serico italiano, fondato sulla p-ropo's ta della Com-
missione Reale d'inchiesta per l'industria serica nel 191 O, aH' intento di riunire e coor-dinare
i c omuni interessi degli industriali serici per una seria disc iplina ,del commercio , e peciahnente sui mercati al tempo degli ammassi, per studii e consigli sul perfezionamento tecnico, per
rapide cornillilicazioni del movimento serico mondiale , per pressioni dirette e influenti sul Governo a t.1tela dell'industria, cosa iben difficile, per
non ~-:e impossibile, a ogni singolo industriale .
E m :' :1tre negli altri Stati, ad esempio in Francia, in AU1stria-Ungheria, J'industria serica ha a vuto elargizioni di premii e di sovvenzioni .da
parte del Governo, in Italia - doloroso a dirsi niente è stato fatto per l'incremento e ,l o sviluppo di que3ta industria , colonna del,la economia
nazionale, mille e mille volte più importante
che altrove. E se and he lo Stato italiano , nel
,d opo-guerra, non vorrà accordarle ipremii speciali di incoraggiamento, pensi almeno a stipulare
c ogli Alleati Tratta ti vantaggiosi e ad aMeviare
l'industria dalle g:çavezze fis cali e dal caro-trasporti marittimi e terrestri, che de;primono questa fonte di ricchezza nazionale. L'opera dello
Stato, in questo momento, potrebbe rivolgersi a
ibeneficio dell'industria serica nell' aidoprarsi a
fare abolire dagli Stati alleati i dazii di entrata
delle lavorate , condizione che imbavaglia l'eisportazione ·per la concorrenza insostenibile.
La Francia dazia con L. 3 aù. Kg. le lavorate
e con L. 6 al Kg . i tessuti serici. Così si ripete
per il a Russia, che è protetta con 8 rubli al Kg.
per le lavorate, e per ,l'America, che, amante
delle disposizioni r adicali, dazia addirittura col
30 per cento sul valore. Chi non vede quale
splendido vantaggio deriverebbe aM'industria e
all'economia generale del Paese, se il Governo
s i r1dopras1se a far sparire queste barriere, in sì
istriidente anta,gonismo con l'attuale co~unanza di interessi e di causa, con Ja frateHanza delle armi e delle fedi?
Maestranze. - È con un senso di pena che vediamo anno per anno , e un anno ,più dell'altro.
come la maestranza diserti le filande, per più
facile e remunerativo lavoro di altre fabbriche
o laboratorii , e come s ia sempre più scarso l' impiego nelle .filande della maestranza giovane ,
giacchè ben si comprende come una giovinetta
di 15 o 16 anni ma~e si adatti aid essere remunerata con una lira giornaliera, mentre le resta facile, con la licenza elementare (titolo di
·~rudio richiesto per essere ammesse in un opific io), trovare un impiego più remunerativo . È
vero clhe a 12 anni sono ammesse le operaie nelle filande ; ma quante operaie hanno frequentato a 12 anni le sei classi elementari, come la legge richiede , perchè un'operaia possa venire accettata nelle filande?
A questo, si può obiettare: cc che l'industriale
83
LE I./. I. =================== ========= = = = === = == = ==
dovrebbe aumentare le mercedi ». E come ciò
può essere, quando il Giappone, il nostro unico
e temibile concorrente, ,distribuisce alle operaie
delle mercedi metà delle nostre? Bisogna pen:;are che l'industria serica ha solo in parte approfittato dell'enorme fantastico svilUippo meccanico di questo ultimo secolo, poichè ancora
non si è costruito un congegno che possa sostituirsi all'occhio e aHa mano dell' oper~i:t della filanda.
Le nostre conclusioni e proposte SO::l~ le seguenti':
I O Intensificare in Italia tutta, specialmente nel
Meridionale, la bachicoltura, sì che la produzione italiana compileti almeno · il fah~isogno
per non essere economicamente sclhiava deHa
produzione estera;
2° Funzionamento dell'/stitufo serico italiano,
che vorremmo vedere centro deH' attività serica
per tutelare con autorità la comunanza degli intere·s si e il sicuro sviluippo e incremento;
3° Azione del Governo per eliminare i dazii
di importazione nei paesi alleati, freno che impedisca la concorrenza delle sete italiane con
quelle asiatiche;
4° Raddolcimento nelle gravezze fiscali e nei
traisporti marittimi e terrestri di tutti gli articoli
che servono al.rindustria.
E mentre da una parte va sorretta e fatta fio rire la trattura della seta, ,d'altra parte non possiamo dimenticare quanto fosse vantaggioso al
Paese l'antica arte che vorremmo vedere rivivere in nuova -l uce e in nuova gloria. associando
l'opera ,delf artista a quella dell' industria,l e.
LE INDUSTRIE ALIMENTARI
FABBRICAZIONE DELLA BIRRA. - Il signor Paszkowski, della Società Paszkowski e C. per la
fabbricazione della birra, espone come l' indu stria si trovi completamente a posto, sia riguardo alle materie prime necessarie alla fabbricazione della birra, ,s ia riguardo alla maestranza.
Informa come si tenti la cO'ltivazione del luppolo, e che se sortirà, come ritiene, i risultati sperati, non avremo p~Ù la necessità ,di ricorrere
all'estero come in passato, dato che il luppolo
veniva fornito dall'Inghilterra, Belgio e maggiormente dalla Germania. Invoca una revisione delle tariffe doganali, affinchè non si possa intro·durre più la birra estera a danno deJla nostra
industria.
FABBRICAZIONE DEI DOLCI. - I,l cav. Ernesto Parenti, -della Società Digerini-Marinai per la fabbricazione idei dolci. accenna alle difficoltà per
la importazione dall'estero delle materie prime
nece.ssarie all'industria, ed espone come sarebbe opportuna una revisione del Je tariffe doga1
nali neJl senso che i dazii per i prodotti ester i
fossero in relazione con quelli delle materie pr ime che si debbono importare, onde non avvenga una concorrenza estera ai prodotti nazionali. Inoltre, ,da quando è scoppiata la guerra, v i
è difficoltà per provvedersi di stampi per la
ciotccolata e .biscotti, stampi che prima venivano
forniti dalla Germania . Accenna come vi sia
una sola fabbrica, ed assai mode1s ta, in lta·lia
per la fabhricazione di tali utensili, e q uind i
non ri-Stpondente alle esigenze dell' industria .
Espone perciò la necessità dhe sorgano in Italia
industrie per la produzione di accessorii, stampi e macchine adoperati nella industria dei dolci, affinchè questa migliori e non ,d ebba essere
tributaria dell'estero . Dimostra altresì la deficienza neil.l' etichettarne, cosa a.ssai importante nel1' industria dei dolci. Questo articolo in gran parte veniva importato dall'estero, e ri,l eva come
meriti di essere studiato per il dopo-guerra. Riguardo ai trasporti, osserva come I' industria
-delf Ailta Italia abbia dei vantaggi nelle tariffe
ferroviarie , e perciò invoca che l'industria della nostra regione possa fruire in avvenire degli stessi vantaggi e non debba trovami, come
pd passato, in ingiuste condizioni di inferiorità .
PASTE ALIMENTARI. - Il signor Lemmi, per le
paste ailimentari, accenna alle ,difficoltà nell' approvvigionamento delle materie prime, dovute
ai momenti eccezionali, ma è a ritenersi che ,d opo la guerra tutto potrà di·s ciplinarsi e ritornare
ad avere i grani veramente atti alla fabbricazio ne delle paste. Rileva come l'industria deHe paste alimentari sia un'industria veramente nazionale, e come poco vi sia ,da fare pel dopo-gn-.1erra, senonchè perfezionare maggiormente quanto
,già esiste. Espone come la Società Enos abhia
già pensato a questo, in parte, poichè nel,la riorganizzazione dello Stabilimento ha provveduto
ad un nuovo sistema di asciugamento. Una cosa
,da invocare nel momento attuale e dopo la guerra, è che venga proibita in ffié\niera assoluta la
colorazione artificiale della pasta.
CONSERVE ALIVIE TARI. - Il signor Rostagno ,
della Società Conserve Torrigiani, informa che
la ,s ua Società sta provvedendo a grandi impianti per un forte aumento di produzione, ed espone la necessità di intensificare la coltivazione e
di studiare i mezzi di facilitare la esportazione
dei nostri prodotti.
INDUSTRIA MOLITORIA. - Il signor Biondi, della
Società Molini Biondi, invoca una intensifica zione maggiore per la produzione ,d el grano, allo scopo di non ricorrere all'estero o, per lo meno, di diminuirne sensibilmente l'importazione .
oggi assai ragguardevole.
1
1
(S rgnito al prossimo numero)
Prof. Rag. Eugenio Greco
dell' Universitèt Commercia.le Bocconi
LA RAGIONERIA NELLE
IMPRESE INDUSTRIALI
Semplice, ma non per questo meno calda torni
la parola delle I. I. I. perchè nel futuro rigoglio,so
forte prospero avvenire dell'industria tnostra s.i
invochi ognor più J',a lleanza ,e fficace di una contiabilità J.imp.ida precisa, in cui tutt-o ,si rispecchi l'andamento tecnico a111Jtninis-trativo ddll'azienda, tutto si cerziori e s,Ì. delinei e •s i consacri per la opportuna raziona,l e statistica, per la .s tooiia del pass ai:o, per la specula dell'.avven,ire, per un matematico or.i~ntamento del presente colla minuziosa padronanza « ora per ora » de~ cost i dei pro•
dotti ,e Joro elementi, deii debiti, dei cr-ed~ti, delle
r.iimane;nze, delle necessità ·cui provvedere, delle
economie da attuare, dei nuovi indirizzi tecnici
di lavorazione .a prendere, delle vie sbagliate o
non prohcue da lasciare.
« Ora per ora » perchè così vanno fatti ,i contro<ldi, così vanno ainalizzat,e l,e c.ifre, non quando
a distanza di tempo le segnalaz.ioni più non s,erv,o no se non come va-n o studio traiscurato n.eUa
comP'ilazicme ,e negletto ,nella interrogazione che
a quegli elementi si pon,no rnvolge:ne.
« Ora per ,o ra » come febbrile è la v.ita commerci a le industriale, come pulsante J' azione di chi è
al1a testa d-ell'lmpres.a ,ed ha sacra la visione del
proprio inteiresse e dei doveri v,er,s o ,i l Paese chiam aito a trionh nella mel'catura, a sfruttare tutte le
e\llleirgi e di uomini e di posizione e ,i l genio deJ Popolo in o g gi e hna!lmente cosciente di quel che
sa fare e deve compi,ere.
Bando alle economie pÌ.cc~n·e, g:nett,e di personal e , ,a,lle de,h cienze di i'l11pian i scrittura.li e d,i. orditure sapienti, rapide, maestre.
E le bvaccia e .Le bors.e siano aperte per collaborazione ai ragionieri d,i vero valore, a queJli
che hanno profonde le fonda.menta negli studi, ele ati i piani di istruzione, ,estesa la coltura nelle
scie nze economiche e statistiche, miinuta la conoscenza merdeo1ogica, ,salda la tecnica dei r,egistvi, perspi,caoe la noz.Ìone del diritto, chiara la
certezza ,del molto di bene che un ragioniere fulmineo e osservatore acuto può f,are a.ll'aZ,Ì.enda
cui appa,rtiene ,e per ri" erber; ailla economia nazionale.
Anche alla fede (nel.le Anonime può dare mano
fovte i'l ragiionieir.e colto e quindi indipendente,
che sa ribellar.si a .istruziioni non limpide od equivoche di super iore che per nasconder.e operazioni delittuose fa r.io.d rso o alla complicità o alla
supina ignorante obbedien:zia del contabile cui f a,r
dire nei libri o ni,ente Q )!i falso.
Anche alla quiete degli amministratori d,eHe Anonime, che sul senio voglian ,assolvere il mand·ato e che ,nelle r.egjsitrature s,emp.l'le aggiornate e
complete ed esat,t e .deviono poter trovare gli elementi ag.li studi sulla bontà dell'azienda e funzionamento suo, se.n za la tema che molti com·
petenti alllontana dalle Società, di esser cioè ch,i amati poi a risponde:ne hnanzia,rirumente e penalmente per er.rori di contabilità od infrazioni ailla
legge di rito sui libri di com..me:ncio.
Il Consiglio del Collegio deii Ragjonieri di Midano sta studiando, dal ca•nto suo, come elev:are
il prestigio della classe col proporre che per « r.a•
gioniere » in futuro ,s,i chi a.mi solo chi ha f att-o
ainiche s,tudi universitairi oltre gli attuali.
Chi scrive denunciò altnesì la neoessità di con·
v e niente riforma radicale ·neglli attuali programmi degli Istituti Tiecnici, s·ezione ragioneria, prog rammi aridi anacronistic.i che creano d,el materiale g.vezz.o, salvo i pedezicmamenti succ1essnvi,
dovuti ad intelligente iniziat iva individuaile; ,m a
clemeinti di valo ve non ne m:ancano anche fra gli
a ttuaili ragi,onieri, anzi, e appunto per i progressivi personali studi e l'esperienza fotta; vii è ,poi la
larga schiera dei colti laureati deU'Università
Commerciale Bocconi e degl,i altri dottori in scienz e commerciiali.
Pensi ,chi deve ai programmi; quanto al Coll e gio dei Ragionie~i di Miilano, esso saprà portare l'efficace contributo suo di ,i niziativa e autorità,
ma ,l e I. I. I. nuova benemerienza acquis,tino o\Ilorando .il tema col portarlo alla t:ribalta anche se
non nuovo, per contro -d i vecchia conoscenza e at·
tuazione per diversi fra i nostri bravi industriali
e commeroia.nti.
Prof. Rag. Eugenio Greco
dell'Università Comme::-ciale Bocconi.
VITTORIE DELL'INDUSTRIA ITALIANA
IL RRlMO ESPERIMENTO Dl POSTA AEREA IN ITALIA
Un velivolo della Casa Pomi/io, pilotato dal tenente De Bernardis , compie il raid Torino-Roma in quattro ore ,
recando duecento chilogrammi di corrispondenza. - 1-2. L'arrivo del velivolo ali' Aereoscalo di Centocelle (Roma)
UNA NUOVA SCUOLA
INDUSTRIALE PER LA
FILATURA DEL COTONE
A Vig-e vaino v,ell!nle istitui·ta hn daJ. 1914 e funziona gJià regolarmente una Scuola di -6.Jatura del
cotone che. per il -s uo cara,ttere di ,scuola verame,n t-e pratica, .per 1la ,r icchezza e modernità dei
suoi impiainti. è destinata, certo, ad acquistare
girando .i.mporta.nza.
L'istituzione della scuola è dovuta ,all'on. Amminrstrazionie del P io Isti,truto N eg'ro,n e - opera
eretta in Ell{te moraJe - Ja quale nel provv-ede,re
larga.mente aill'iistl"Uziione dei g.io'Vani ,p overi ri.c-0veirati t!ratuitaimente ne11 proprio Istituto, volle e
seppe creare una vera scuoLa industria!Le pubblica, mo::lerna, ri1spondente a,i più sentiti bis•o,g'ni
della nd.zion,e.
Una parte imporlante del grandioso pailaz:z.o
d,eJl'Ist,i tuto Neg:ron1e - che .si vede in fotog'raba
ven-n e destinata agli uffici. gabinetti ed aule
d elh nuova Scuola, mentre per Je eseroitavioni
pratiche l'on. Ammin,iistra.zione f e,ce co:sfa·u:irel adiacente al pailazzo, un piccolo ma mo.de:rn~· e
comiplefo opi-6.cio di blatt,ura con fahhricato di tipo
rndustriaile cop,11ente un'area di oltre 400 metri
quadr:iti.
La Scuola si suddivide in due corsi:
1) un corso• preparatorio d,ella durata 3~ ~d ue
1·
anni.
•i
•
2) un c,orso tecnico deiHa durata di tre anni~
Sono ammeS1si allla prima da.sse deJ corso pre-
Palazzo principale.
87
LE I . I. I. - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - · = - = = = - = = =
=== = = = == = = -
Mischia - Apertura - Battitura - Cardatura - Veduta parziale della ritorcitura .
88
~
UNA NUOVA SCUOLA PER LA FILATURA DEL COTONE.
pairato,~o ,coloro che pos.seggono iil certi-G.cato di
promo:z.ione alla quinta elementare o iJ d-ip1oma
di mahir.ità.
Sono ammessi wl1la prima classe del corso tecnico gli aàunni ohe hanno frequentato con prohtto l'intt!To corso prepara-torio, nonchè ,c oloro che
posseggono la licenza di scuol,a tecnica o titolo
equival ente.
N eJ. corso {,re{,aratorio le lezioni sono puramen,te teor,i che e sono s alte .suLla base di speciali programmi nei quali è daito particolare sviluppo agli intsegnaimenti di ma,g:giore attinenza
colle mater.ie pr.of essionaJ.i.
Nel corso tecn:ico gli inse.gnamenti si suddivi-
L'anno scolastico è della durata normale (,nove
mesi circa) per iil corso preparator,i o e per Je lezioni kor.iche del corso tecnico ma per le esercitazioni pratiche è di undici mesi, riducendosi per·
tanto le vere vacanze al solo mese di agosto.
È da rileVlare :
1) Che l'iinsegnamenfo teori,co professionale
essendo suddiviso iin tre ann1i e sfrondato di tutto
ciò che non ha diretta applicazione pratica è vasto e completo e, ne1lo stesso tempo, è facile ad
e<Ssere capito ed ass•iimiJaito.
2) Che la coJtura genera•l e è rigorosamente
ridotta allo stretto necessario per le esigenze
normali della. vita.
Preparazione.
dono in lezioni ed esercitazioni, che sii alternano
e che complessivame,nte occupano otto ore a1l g,i orno. Nel primo e secondo corso (tecruco) è data
Ja ma[!g'iore importanza ed il mas.siimo sviJ.ujppo
allo st ud.io delle mat,er.ie professiona,l i (-G.,l atura
meccajruica, disegno-macchine), accanto alle quali
è man t enuto lo studio delle mater>ie di coltura
generale con .specia,l e rigiuardo ailla mat e matica.
Nel t e rzo ail!Ilo ,sono abbandonite tutte le materie
di coltn ra per fare es dlusivamente lezioni di filatura, disegno-macchine di filatura, ed esercitazioni pratiche.
S) Che le esercitazioni pratiche per la loro
durata e per la ricchezza di mezzi di cui si dispone sonJ tali che l'alunno ,nella scuola viene « formato » alla vita reale dello ,stabiJimento dimodochè en t rando n eilla ,grande >industria egJi può immediatamente essere in grado di !rende rvisi utile
setn.za b isogno di alcun altro tirocinio.
È da rilevare ainicora che aille esercitazioni prati,che s ono rivolte le ma-ggiori cure sia da parte
dell'Ammini~trazione, che per esse ha costruito
U1n. Ja-b?r ato.rio che è indubbiamente più comp;leto
e più moderno de.i laiboratori delle prime scuole
89
LE I. /. I .
del ge nere di lnghillterra e di German,i a, sia da
parte della Direzione, che con ogni sf orz.o e con
passione celica di ,com.rplet>aire e perfezionare sempr-e più, coordiniaindo razi001aiLmente teoria e pratica e mantenendo nel più stret>to conta-Ho la
souoh e-on findu:str,ia pe.rchè la scuola ste.ss,a n e
aibbi.a la necessaria ,g iusta ,g uada nonchè l'appoggio morale e materiale mentre, contemporaneamenite, ries ca a f amsi ·s empre più conoscerre 'ed
aiPipreuare niei ciT1ooli mdustriali i quali, pur troppo, per l'esper,i enza passata, in fatto d i scuole industriaii sono molto scettici.
lancie di prec.ision'e, dinamom e tri, torsiometru., b ilancie di st,agionatur,a, ecc.
Gli orari d ella Scuola sono combinati .in mod o
che, alternativamente o simultaneamente, gl!l. al'Unni dei tre c-o rs:i sono i•n op,ifi.cio per tutte le o tto ore d e l giorno e, ,d u.rainte que.sto tempo, l"opihcio fun ziona in pieno. Nel pirimo anno ed in pairte nel se,condo gli aih.mrui in ~-ahoratorio sono semplici ope,raii (portaispole, oliatori, attaccatili), ne!
s e condo •anno diventan-o sottoas.s,istent.i. ed assisit e nti, hnchè nel terz.o a,n no essi sono veri assist e nti. -:api.reparti e c apisala.
1
Selfacting
Il picco•l o op.ihicio è fornito di tutto il maicchinario per la filatura e la ritorcituJra del cotone;
macchinario ,costrwito esipress,a.mente con cure
spe;ciali e caH'a,}?lpliica:riirone di tutfo quanto vi ha
di più moderno ,in ·f atto di lavorazione del coton ~,
coordinato e reigolato in modo da poter pr,()ldum-e,
, alternativamente, titoli gr-0ssi e t ~toli h ·n i.
Annesso all 'opihcio-.scudlia vi è un gabinetto di
pr,ovinazione e di !ajn.alisi fornito di tutti gli .apparecchi più mode:rni per le provinazioni dei ii.lati e
cioè: a ,-;pe e bilaincie, per ti,t oli di ogni g'eneire, bi-
90
Per turno di una settimana o di quindici g,iorni,
a seconda del loro numero, i licenziandi si assumono tutti i com.pii.ti e [ e re.s,ponsabilità d,i capisala e di asl'-istenti. Il caposala ri ceve gli ordini
e li trasmette agli assiste,n ti, controllandone l'ew
secuzi,one, dispone,ndo di propria iniziativa per
re.gistr azioni, ca·mbiamenti di pignoni, montaggio
e smontaggio di parti di ma:cch~ne, pulizia, corufe~
zione ed imbal1aiggio d ,ella mater.ia - mentre gli
ass~stern t i eseg'u.Ìscono de registrazioni, curan-o la
pulizia e l'economii.a, fanno i dovuti cambiamenti
UNA NUOVA SCUOLA PER LA FILATURA DEL COTONE
e le reh-tive ,prove. Durante il periodo delle 1Soile
eser,cituioni (luglio, settembre e parte di ottobre), vengono sospesi anche g,Li esercizi pratici
di montagg.io e smontaggio di pa.rti di ma,c,c hine
per las ciar vi,vere neli'otpihcio-scudla Ja vera v.ita
deJ.lo stahilimento, lavorando e producendo
industir,i~lmenrte. Cosicchè in questo periodo che .s.i è staibilito con s.c opo ben definito - gLi abnt11i si abituano a il ~aivoro continuo, si fanno « naturaLmente » una idea preic.iisa di ogni cosa, s~ abituano ad affrontare ogni giorno difficoJtà ed inconvenienti nuovi, assu.mendosi le relative re-
è trasc·. irato per il conseguimento degli sco,pi prefissi: in.è il'esemipio delle scuole esteire più rinom,ate, ove per l'addietro dove-vano riconere i giovani n?str.i sopportando spese ohe in sode ta·S•Se
scolastiche ammont,a;vano a mille e a 1500 Li.rie
aH'élJilno; nè gli errori ed i dif.etti che furono rilevati pel passato da.gli ~ndu.striali nelle 111ostre
scuoile profe.ssiona.li; e neppure si è lesinato nei
mezzi.
Man~hevolezz.e e dife.tti si pot.rainno ancora veriticare; ma sei in tempo ~elativa.mente così breve si è riusciti già a t·anto, non mancherà per l'av-
Veduta generale del laboratorio .
s1ponsabilità, e mentre p,r,endono amore e COlllh•
denza al lavoro, si appassionano a produr.re moilto
e ben,e .
Il direttore della Scuola è ,anche ,a dirett01re
del Lahoraitorio ed i1nsegnainte di filatura ed
ha sotto di sè, in laboratorio, personale pratico ed
istruito.
Le altre materie sì tecn~ohe che di coltura sono affidate a professori di provata abiilità e buon·a
volontà.
·
Tale è l'iimbasrt.i.tura e J'ordiname,nto geneirale
della S cuola nel suo te,rzo anno di vita. Nulla si
venire nè i!l modo nè il buon.volere nece.ssari a
ripararli.
Si n,.1ti che nel 1914 non esistervia ancora nulla
e che perciò si impiantò la Scuola, ,s i castiruì il
Ja!borat ario, si fecero tutti gli acq1Uisti durante
que,s ti anni di guerra, superando difficoltà di ogni
genere sia per il trws,porto del ma.cchi,nario sia,
speoialmente, per ottenere che in via e,c,ce~ion,ali,ssima veinussero ,c oncessi i montartor.i specialisti
dall'Inghilterra e fosse n,el contempo accordata
licenza provvisoria aJ direttol"e, ufficiale ,al fronte. Se :la Scuola non fosse sorta in un periodo co.sì
91
LE I. I. I. ======================================= =
ecceZIÌona.1e. a quest'ora essa sarebbe certam1e,nte
già b e n conoS1ciuta ,ed aipprezzata dai n01S'tri industriali, ciò ,c he aivverrà sen~a dubbio in seguito.
Ad ogni modo og1gi. malgrado la guerra e le sue
molteplici ,conseguienz.e, la Scuola funziona e funziona hene con un numero abba1stainza rilevante
di ,alun!1.i. nonostante che le ·ultime chiamate abhiailllO dimmuirto iil illJUltnelrO dei frequentanti l'ultimo .c,orso.
È da notarsi. h-na1mente. per la maggiore g'arain:z:ia dell'iru::lirizzo eminentemente p::.-atico deJla
Scuola, che .il Consig.liere Delegato alla medesima è alla testa di un•importainte azienda industri•ale di :filatura e •che il Direttore alla coltura
tecnica nece1ssair,ia aggiunge a;n,che una buOlll a
pratica fatta in opi.fici industriali.
Quanti intendono fruire .dei corsi della Scuola
di :6i1aitu.ra possono esservi ,ammes.sii in quali,t à
di alunrii esterni, median1•e il pagamento di wn a
tenuissi.ma taissa scolastica (80 lire aH'anno ).
QueJii provenienti dal di fuori possono trova re
coUocamento nel Convitto_ annes,so alla Scuola,
istituit.:> senza nessun scopo di lucro ed a retta
modicissima, adartto specialmente pei giovani delle famiglie meno ag'.i,ate - ovvero possono collocarsi pr esso f aimi glie p,rivate o pre.siso gJi altri istituti~convitti della città.
Ing. M . Bohm
L'idrogeno e l'ossigeno 1n
sostituzione del carbone 7
Ne-1 volume III della rivista « L'elettrote,cnica » e prec,i.saimente nei numeri 8, 11, 13 dei mesi
di marzo, aprile e maggio 1916, l'ing. Ve.lardi poneva alla discussione l'importa.nte problema della ,c ombustione dell'idrogeno, ottenuto dall'elettrohsi dell'acqua, utilizzando i cascaimi di ene.r gia eLettrica.
L'ing. Mari10 Calleri proponeva a sua volta una
miscela di gas illuminante, idrogeno ed ossigeno •i n proporzioni tali da evitare la possiibilità di
scoppi ed ottenere un maggior rendi•mento in calorie.
L 'ing. Salvadori, pur dimostrando la convenienza, per il .m inor consumo di carbone, deUa produzione di un ga'S d'acqua puro, concludeva che
non era assolutamente provata la convenienza di
s·o stituzione all'attuale gas illuminante.
Infine la Commissione per lo ,sviluppo delle applicazioni elettriche nominata dall'Associ,azione
Esericenti Imprese Elettriche riferiva a sua volta
i seguenti elementi che riporto integralmente dall'accennata rirvista:
« a) Alla produzione di 1 mc. di idrogeno occorrono circa 6 a 8 Kwh così che con energia e~
lettrica a 1 cent . .il Kwh il cost-o de.11'.idrogeno risulta, solo pex l'energia, di 6 a 8 ce.nt. il m.c. Con
buon·i apparecchi elettrolizzatori si può contare
di ottenere 15 mc. di gas con 100 Kwh.
b) Le altr.e spese dell'eleitroli,si, extra energia elettr.ica, si possono valutare a 20-30 cent. per
mc. di idrogeno.
c) L'energia elettrica per gli elettrolizzatoiri
deve•, come si intende, ess•ere applicata sotto forma ,d i corrente continua a bassa tensione; generalmente non oltre 200-300 volt.
d) Pel re,golaire buon funzionamento dell'elettrolizzatore oocorre ad,o pe.rare nell'elettrolito acqua assolutamente pura distillata. Consumo
0,13 lt. di aicqua per 167 lt. di idrogeno.
e) Gli apparecchi in commerc~o non garantiscono appieno contro la fofmazione di mi,scele
esplosive. La ,snrve.glianza degli a·pparecch.i ed il
controllo del gas devono essere quindi oggetto di
notevoli cure.
f) Lo spazio occo.rrente pe•r· il solo appan-ecchio senza accessori è di ,mq. 1 a 1,20 per o,g'ni
mc . .d'idrogeno producibile all'ora.
Per la città di M ,i lano si ha.:
Produzione annua di gais .illuminante circa mc.
50 milioni.
Potere calorifico del gas calo.rie 5000.
Carbone necesisario per detta p~oduzione tonn.
140.000.
Potere calorifico dell'idrogen,o calorie 2560.
Oc corre-rebbero . quindi 100 mila mc. di idrogeno ,e cioè 670 .m ilioni di Kwh. Ne consegue che
l'iidrogeno oosì ottenuto costerebbe L. 0.40 al mc.
e non si diimenti,chi che il potere ca.lorihco è la
metà di quello del gas illuminante. Si avrebbeiro
inoltre 50 milioni di mc. di o,ss.ige.no -che non tro•
verebbero •mercato, visto che il consumo naz,ionale attuale di questo ga,s è di soli mc. 500.000.
V oglia,mo spe!l"arre che questo contributo alla discu,ss.ione .desiderata dall'ing. V elardi veilllga, a
S'UJS'citarne altr.i per modo che il problema possa
venire completamente esaminato e ni,solto ».
A mio modesto par,ere, l'idea deH'ing. Ve[ardi
viene a cadere quando per lo stato eccezionale
odierno mancano quei cascami di ener.gia eh 'e·
gli si proponeva di utilizzare per l'elettrolisi, e
forse questa fu la ra.gi•one che la discus,sione, invocata anche drulla citata Commissione, venne a
mancare. O ggi •però, s.ia per l'aumentata cri,s i dei
carboni, sia .c ome problema interessante il dopogueu-,r a, mi pare che la cos•a meriti ma,ggior intere-ssrumento da parte degl'industriali italiani ,..
non credo possa esservi miglior terreno di d-i.scus·s:ione di quello offerto dalla .r.ivista Le I. I. [.
Anziitutto contesto l'affermazione fatta dalla
Commissione nominata dall'A. E. I. E., che i 50
milioni di mc. di ga,s ossigeno non troverebbero
mer,cato, g.iacchè mi pare si potrebbe utilizza.re
l'oss~geno per 1a combustione del carbone nei comuni f o$ii di generatori di vapore. È noto che una
delle cause di diminuzione del rendimento del
ca.rbone è dovuta ai prodotti ,sfuggenti dal fumaiolo. Q uesti gas verrehbero diminuiti di 4 quinti
del loro volume se, invece di adoperare l'aria co-
93
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - = - - - = = = = = = - = = = = = = = = - = = = = = = =
me alimento d,ella oom.bU>Stione, si adoperasse
l'ossi,geno. Conskderando un buon caivbone, del
potere calor.ifi.co cioè di cador.ie 7500 ed una temperatura de~ prodotti ,della combustione d·i 300
gra·di, ,s i l:a un vantaggio del 20 % ci.rea utii!izzando l'ossig·eno come comburente. Quindi i 50
milioni di mc. ,consider.ati solo p,er la città di Milano, potrebbero molto utiLmente a1imentare la
combUJstione di 14.000 .tonn. di carbone, c~fra
modesta rer una città industriale qual'è Milano.
Ugua'lmente pot-rebbe, esser,e uti'lizzato l'ossigeno che si ottiene come prodotto secondario in var.ie i:ndustr.ie che hanno un avvenire gr.and.ioso,
cito ad eseITllp.io quella d,e lla calciocianamide.
In merito poi alla combusti.one deH'idrog•eno,
mi pare interessante .il problema, dltre che dal
lato e,l ettrolitico an.c he ,d a quello chimico. Le industrie che ottengono l'idrogeno come sottoprodotto ,avranno uno sv.iluppo gra.nd.issimo e potranno quindi disp,Olrre di quantità discrete del
detto gas.
Si trattere•bbe perciò di risolvere .il p.ro.hlema
che pe.rme.tte:sse 1a combustion~ ed J rifornimento d e i detti gas eiscogitando degli espedienti
ch.iim.ici e tecnici allo scopo di e1inùnare la possibilità di ::niscele tonanti. Non mi pare che le d:ifhcoltà posrsano essere insormonta:bi1i e sarebbe
quindi vant.a,gg.ioso studiare il problema ora senza attendere il doipo-,g uerrra ,c he, sotto ce.rti aspetti, -pr,esenfo.r à per la iinidustria ed il commerc·i o
deLle difficoltà rrnaglg'io.ri delle attuali. Pos·sa la
mùa modesta pairola essere la scintilla generatrice della discu.S1s.ioine che pe,r,son~ competenti hanno aredut,o opportuno .iniziare in altro caim.po senza .ragigiungerre, a quanto mi risulta, il desiderato swpo. Non dubito quindi che gli industriali
ital.iani, animati e sorretti dal:Ia .scienza e dal f econdo geni,o italiano, raggiung'erranno anche in
questo campo riisultati suffic.ienti a migliorare l'eC•onomia nazionale, base della tanto des·iideirata
pro,sperità indiv,i.dua!le.
Mario Pizzolato.
Il problema trattato è di importanza eccezionale,· però la proposta, a mio avviso, non può essere applicata utilmente.
L'A. ammette che per ottenere 1 metro cubo di
idrogeno, la cui combust;one in acqua, allo stato
di vapore, produce teoricamente 2570 calorie, occorrano Kwo 6,7. Colla spesa relativa si ottiene
anche mc. 0.5 di ossigeno, che si proporrebbe di
utilizzare per migliorare il rendimento della co m bustione del carbone.
Ora io penso che se i 6,7 Kwo fossero 1·mpi egati tal qual1' a produrre calore si avrebbero a d 1's{,osizione 5180 calorie, che potrebbero utaizzars1· con rendimento molto pross1·mo aJl' um.tà.
Non v1· sarebbe da preoccupars1·, 1°0 credo, p er
l'utilizzazione dell'ossigeno, d1· cU1· mai come al
presente s1· è provata la scarsità. L'industn'a m eta1lurg1·c:i, quella delle saldature ed alcune 1·ndustrie ch1'm1·che potrebbero 1·mp1·egarne quant1.tà
ingenti, purchè 1'1 prezzo riusc1'sse accessib17e alle
grandi applicazioni.
[ n quanto al suo imp1·ego per m1'gliorare il ren dimento del combustibae sulle grigl1'e deJle calda1·e ed ottenere cos1 un'economia d1· carbone, è
vero che una causa rilevante di {,erdita è dovut a
allo smaltimento dei prodotti della combustion e
a.1la temperatura d1" almeno 300 gradi. Ma si oss ~,-va anz1'tutto che 1·n molti cas1· è {,ossib7'le dim/nU1're questa perd1.ta colla gas1/;cazione preventiva del combustib17e, la quale permette di r1·durre l'eccesso d' an·a comburente e di impiegare 1?
s1.stema della combust1'one superpciale con rendimento superiore al 90 % .
S enza ricorrere al gasogeno, è ev1·dente che la
econom1·a del 20% sul consumo del combust1.bil e
è conseguibile solo 1'n casi spec1·ali dove i focolan·
funzionano con bassiss1·mo rendimento. È noto
1'nfatti che ( ammesso un carbone della com{,os1·zione ordinaria, del {,otere caloripco di 7500 calorie, e la temperatura de1· prodotti della combustione di 300 grad1) la perd1.ta al camino rappresenta a 20 % del calore prodotto suJla grigHa,
quando la proporz1·one d1· ac1'do carbonico nei prodotti della combustione è solo del 9 l){ . Invece ne1·
cas1· d1· ord1.nan·a, buona combustione diretta del
carbone sulla gn·g11·a, quando c1'oè l'acido carbonico rappresenta almeno 1'1 12
del volume del
/umo, temperatura 300 grad1', la perdita attraverso
il cam1'no è c1·rca 1'1 15 % del calore prodotto al focolare.
In questo caso, 1·mpiegando {>er la combustione oss1'geno {>uro, ciò che praticamente non sarebbe {>oss1'bde {>er altre ragiom·, la {>erd1.ta al cam1·no si 1idurrebbe al 3% del calore svilu{>{>ato
sulla gri;,lia. L'economia di combustib7'le sarebbe qU1'nd1· del 12 ~ , sem{>rechè l'ossigeno avesse
costo nullo.
Ing. Michelangelo Boh2n.
Fra.neo Fa.no
L'industria teatrale itoliana e l'affare Cortese
L',ingratitudine umana ha dato i.n questi gioirni
un esempo dassico co:lla gara affannosa di coloro che, ave,ndo ricevuto doni, stipendi e bene-6.d
da quel Luca Cortese che ha r.iem.p.i to de1l suo nome le cronache italiane, si sono affrettati a lanciargli, auspice la ge,neros•a ospitalità dei giorna1,i , le laicr.imose espres.sioni deJ. loro disprezzo. Com e s,e , quand'anche l'origine dell'oro eh 'egli dispensava foss,e stata pura, non pe.r questo altrettamto deplorevdle ,s are.bbe parso l'asserviment,o
di tutti al suo sogno egemonico sul teatro itaJiano.
Ancora non è r~saiputo -6.no a che punto il Cortese d ebba ritenersi delinquente, o pazzo; se eg·li
agiss·e per iniziativa pr.opr.ia o, cqn mire diverse
di quelle che pomposamente dichiarava, per con•
to d'altri. Ciò non c,i inte.ressa più che tanto. M a
non possiamo -6.guraircelo se non a:s1sociato al teatro italliano, ,e questa associazione ci um.i1ia. CoJoro che ingen,uamente c01I1f e,ssano, o pTudentem e:int.e non confessano qualche ammirazione per
le imprese del megalomame avventuriero, subisc ono un e,quivoco visuale; non considerano cioè
che l'ahilità da Jui dimostrata è in rag.ione inversa della dabbenaggine, deNa esosità, e, diciamo
pure una ,parola anch,e più cruda, dell'amorali.tà
di molti fra colo,ro entrati nell'orbita delle sue
(per usare un vocaibolo dal Cortese stesso adottato) « fondaz-iqn.i ». E quei molti sono, quasi tutti, persone che v,iv.ono .del teatro ,e ·n el t•eatro; e
fra quelle persone -n oi abbiamo visto con doilore
nomi chiairi nell'arte, ,nomi di artisti fra ,i più cari
al pubblico, i quali aivevano e non sentirono il dovere di .diif,ender•e la scena italiana dahl.e mire di
chi v o l e va, sia pure sotto la maschera di una male
intesa pratezione, costringerne, il liber-0 volo indi:p e nde.nte, in un v-ergog,noso monopolio. Anche
colo,ro che erano in condizio.n,e di .ricord·arlo, non
hainno pensa.to che ad essi era QO·n bdat.a h tutela
del patrimonio di tutti; e arrende1rud,o si alla tronha parola del lusingatore, hain.no tradita la causa
comune per il personale int,eress,e. Se la provvi1
deinza divina ,non aivesse aperto gli occhi a qualcuno, f.ra pochi me.si tutto iil teatro .italiano sarebbe stato nelle mani di un uom.o qualunque, pel
solo fatto che dava cinquainta 1ir,e di mancia al
portiere ,c he gli apriva l'automobile. Ciò, conveniamone, è supremamente triste. Nè vale or.a considerare quali muni-6.ci benefattori deJ teatro questi o quegli i:mpr-esari consociati, affermando, non
sa1ppiamo con quanta e,s attezza, che essi hanno
pr.of uso ,i n perdita c~pitali ingenti, per dimostrall"e
la taccag:n,eria deJ Cortese c he in alcuni mesi di
molteplice capocomicato non avrebbe speso n,e.mme.no 300.000 lir.e. Nè vale atteg·gia..r.si a vitti.me,
concedendo int,e,rviste per fare dichiarazioni che shalordisco:no per la loro ingenuità;
come quella di un professionista che gode
reputazione d.i assai abile, il quale dichi·arò a ,sua discolpa avergli iJ Cortese as,s 1cura t,o ,d i guadagnare cinque .milioni l'anno. Si può
forse in I tali a irealizzare ducri simili qruestamente ,e ahl'insaputa di tutti? ... La verità è purtroppo
una sola, evidente ed amara: gli artiisti ita1iani,
e 'll.'e facciamo colpa ai ,miaggiorj, hanno avuto un
momento di aberrazione ,nel quale ob:lia,ron.o .il
teatro pe.r quel tanto di idealità e· .di purezza che
può anc,ara contenere, e ne haniruo un po' offuscata
la g,Lorios-a tradiz.ione. Essi halllilo rievocate le u-:
miJi origini della loro professione mal 'retribuita,
e poiichè J',o ccasione ne favori va l'incre·men.to· economico, si sono abbandonati alla me.rcè del primo venuto pe,r,chè m,on badava a spese, nè s.i sono preoccupati di conoscere se quel.la fortuna che
si !argiva 1oJ'lo così geinerosaimente avesse origini
lecite.
Tuttociò, ripetiamo, è molto triste. Ma forse
non s airà un male che siaisi richiamata, sebbene
così chia,ssosaimente, l'atteinzione del pubbil ico
suJlle condizioni, non 1i,et,e, certo, d',amhiente e di
vita, deill'iinidustria teatrale italiana; in ispecie del
t eatro di prosa, perchè con quello di musica il
Cortese aveva appena comincia,t o gli approcci. Se
i,l 1ive.1Jl,o mo.rale ne permane piutt.osto basso, ciò
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LE/. I./. ========= == ====== = ===================== =
dipende quasi e,sclusivamente dalle .c ondizioni di
esistenza. Ja cui pvecarietà ,grava ineluttabilm-ente sulle sorti degli artisti ,e d ,etl teatro.
Gli aiutoo-i. ,i capocomici. gli attori. i proprietari
di teatro ,costituisc-ono tante forze in co.ntinuo
contrasto. poco o maile organizzate gruppo per
gruppo e 1niient,e affatto fra 1o.r,o per i rapporti comuni col pubblico. L'iinJustrializzazione del t,eatro dovrà essere per l'avvenire più saviamente e
logicamente intesa di quain.to ,n,o n sia apparso n.ei
poch-i tentativi fatti hn qui; essa giov,erà all'airte
ed a quanti la prof essano. in quanto promuoverà.
la li,bera concorre,nza. I « tirusts » non hanno f atto buona prova sulle scene: furono tenta.ti qu-e.Ui
degli autori e dehle .c ompag,nie ... ; v,ig,e ancora queL
lo dei teatri ... Ma il pubblico non si inteiressa di
tuttociò: va a teatro. paga. spesso paga troppo e
non si preoccupa di sa,pere che gli attori .che lo
dilettano sono pagati troppo ,poco. Pig-lia quel che
gli dànno e non ha nessun obbligo nè alouna po,s .sibilità di sap,ere quello che non gli dànno; s'accontenta e ,sonn-ecchia ,c ome l'ippopotaimo.
ma quando per avv.entura si desta. diventa feroce ... E allora non v'è « trust » che t,ein,g a.
Senonchè nel tempo che occorre per questa lenta accumulazion-e di f.orze reagenti nel pubblico.
molte giovani in.tel.1ig,enze. molte idee !buone,
molte ,energiie · f att~ve possono esaurirsi; molte
c-o ndizioni di mediocri e di mestieranti hainno
modo di arricchirsi a danno dei più. ed è questa
.la ragione per la quale i monop,o.li non possono
eh.e pregiud-i ca:re il teatro. E però i capocomici. i
comici e gili autori ste.ssi che so.no i più importanti l,avoratori della scena, devo1nio insorgere.
Il « fattaccio » Cortese . ha dimostra'fo che a
questa insurrezione neSS\.lllliO è preparato. tutt'altro ... È ben vero che la Società degli Autori emise un voto .di aspettativa, per quanto benevola.
nei riguardi del memo.p olio Cortese; ma anche ai
gridi d'allaTme della Soci,e,tà degli Autori. a quest-e periodiche sollevazioni di scudi. generos1e e
maignaniime in apparenza qua,n to vane nei Joro
effetti. siamo ormai abituati. Ainicora una volta.
dunque. gli artisti di tea.tro ripr,endono le loro
querimonie; il disagio ha riafferrato il teatr,o
drammatico; i contrasti si riaccendono.
Faccia ciascuno run esame di cos,cienza e r.iconos·ca quel ta-nto di colpa che gli spetta nella nuo•·
va crisi. Non per nulla for:se Luca Cortese scelse
il teatro italiano come campo delle sue gesta. E-
gli. in un mome!nfo tragico e sublime per l'e sistenza deJ.il'l tali a. in un .momento nel qua,l,e tutte
le energie p.iù umili ed ignorate conv-ergono n el
comune sforzo imirabile che consacr:erà i de,s tini
nazio,nali. ha inscenato UU11a .parentesi grottes ca.
Mentre le v-ette dell'Alpi e le acque delil'Isonzo
si invermi,gliaino quotidianame,n te di giovane sangue dat-o .in olocausto alla Patria da migliaia di
oscuri hgli pe.r Ja santità dell'id.eia.il.e. l'ignobile
ciurmaidore ha gettato a manate l'oro sul teatro
italiano. e gli artisti avidi e incons,c i :non si sono
avv,edut.i che quell'oro era fango.
Franco Fano.
L e amare rifìessioni del nostro autorevole co llaboratore sono, purtroppo, giuste e interpretano
il pensiero e i sentimenti della grande maggioranza dei nostri l ettari i quali costituiscono appunto in ogni centro italiano la massa del pubblico « pagante » a cui accenna il Fano.
Il teatro può, deve costituire anch'esso una industria e un' industn'a aristocratica ed intellettiva analoga all' 1"ndustria editon·al e e all'industria
g1°ornal1°stica.
Queste ultime due, per virtù e tenacia di uomini 1°ntegri ed 1'llum1°nati, sono entrate nella dina•
mica normale di tutte le industrie; perciò il prodotto ha raggiunto forme sempre più perfette e
superiori, giovando cos1 REALMENTE alla vha
intellettuale della nazione, al progresso dell'arte,
della civiltà, del pensiero.
17 teatro è rimasto, invece, queJlo che trenta
anni fa era il nostro mondo letterario e giornalistico: è rimasto, cioè, un mondo, diremo così,
«coloniale», nel quale prospera tutta una vege•
tazione di imprenditori avventurosi senza morale
e senza scrupoli.
Per un uomo di teatro (le donne lasciamole
stare, per cavalleria), mancare alla parola, violare
un contratto, lasciare insoluta una cambiale, so•
no le cose più naturali.
A mentalità siffatte sfugge quindi una delle
più irreversibili 7eggi delJa dinamica industriale:
ESSERE LA PROBITÀ LA MIGLIORE SPECULAZIONE IN AFFARI.
Di qui 17 fenomeno Luca Cortese, che non {,oteva sorgere e 1°ngigantire se non in un terreno
in decomposizione, come è oggi que7lo del teatro.
N. d. D.
La. partecipa.~
zlone ita.lla.na.
a.Ila. Fiera. d i Lione
I I.
Le lndusìr ie coloniali - L 'es empio fr a n cese Per una mos tra dello Stato italiano - La stamp a inferiore al suo compito - Costumi sorpassati - Il d opo-guerra - La conquista della
n otorietà - Il " r e cord" dell' Italia.
Se i,l nostro governo si. fosse meno recisamendisiinteressato di quanto riguardava la Fiera
di Lione, avrebbe potuto con vantaggio inviare
a quel oonveg'no mondiale dell'industria e del
commercio anche un delegato del Ministero dell e Colonie. Avrebbe potuto così co.mpl,etamente
a pprendere e utilmente meditare la vasta opera
compiuta dalla Francia per la valorizzazion,e economica dei suoi possedimenti coloniali.
Di quest'opera teina-ce e profonda il gov,erno
francese ha dato a Lione una dimostrazione impressionante. Materie prime e prodotti manuf atti ebbero la più larg'a esibizione in una mostra
cong'eg'nata abilmente, illustrata da numerose
pubblicazioni speciali~ è stata una affermazione
v igorosa ed una vera rivela~ione.
Agli occhi d,etl g'ran pubblico internazionale con.
enuto a Lione quell•organica e~posizione campionar.ia di prodotti esotici completata da un esauriente corredo .di notizie potè signihcare la
giustificazie1n,e delrimpulso colonizzatore francese. La Francia d,imostrò infatti di saper far liorire le industrie indigene, di saperle collegare alle iniziative industriali europe•e, di sa.per provv.edere ai traffic,i opportuni, di saper mettere in valore le principaJ.i risorse del .s uo vasto impero coloniale. Da ciò .che si poteva vedere e da ciò che
si polteva legg·ere risultava nettamente la linea
fondamenta1e d•un lavoro lungo, coordiinato, consapevole. compiuto sulla base d'~n preci.so piano
d'azione e col sussidio di mezzi potenti.
Dalla visione e dallo studio di quanto la F rante
eia pr,esentava al giudizio del pubblico ed alle
contrattazioni ·con gli ~nteressati, l'Italia avrelr ·
be potuto apprendere molte cose; ma forse, in
attesa di poter emular~ •nell•avvenire, avrebbe potuto anche tentare qualche affermazione per il
presente. All'Esposiz,ione coloniale di Genova l'Italia fece aimmirare documenti magnifici della sua
opera di civiltà compiuta in Af rie a; forse una
parte di quel ricco materiale,· più attinente alle
industri.e ed ai commerci, oompletato da campioni e da notizie di pratico interesse, avrebbe potuto non indeg•n•amente rappresentare dinanzi all'estero lo sforzo compiuto dagli italiani •n ella loro giovane attività colonizzatrice.
Se il nostro governo si deciderà a riconoscere
che l,e g'rand.i comp·etizioni delle in.dustrie mondiali, .sintetizzate nei convegni come quello di
Lione, meritano qualche cosa di meglio che trascurmn,z.a ed assenteismo, potrà trovare anche e
specialmente nel campo coloniale il terreno adatto ad una sua particolare affermazione. Insieme
alle pr,ivate industrie, che portano i prodotti della loro iniziativa individuale, sarebbe lodevole ed
importante che lo Stato potesse e volesse mostrare i frutti della sua opera promotrioe, org'an1izzatrice, int,eg'ratrice del movimento econom~co
ne.Ue nostre colorue.
***
Quando la reale importanza di questi grandi
schieraim,enti della produzione mondiale sarà adeguatamente apprezzata, tutti in Italia f aranno senza dubbio più e meglio di quanto abbiano
97
7
GLI ITALIANI ALLA FIERA DI
RATELL MAINO
·. GALLARATE
&C
GLI IT AL/ANI ALLA
fatto futora. Lo Stato, che hn,ora non. fece assolutamente nulla. cederà ,agli .i ncitamenti invero
.ben giustilicati. E allo stesa-0 modo è ,sperabae s.i
eme.ndi '\ll\'altra grande colp,evole di trascuranza ,prof onda: la stampa.
· Il giornalismo italiano ha quaisi completaimente ignorato la Fiera di Liane; nè vale l'attenuante, da taluno invocata, della necessità di ~iservar
lo spazio alle còse della g'uerr.a, poi che si vide.
ad eiSempio, quale inv-erosimile numero di colonne dei quoo:idiani sia stato recentemente dedicato al grottesco r.isveglio dal sog'no d'oro cui s'era
abbandonato il nostro mondo teatrale ...
La stampa italiana, nel suo complesso, non solamente non riconobbe il valore della grande g~r a indetta, nè incoraggiò o tampoco seguì lo sforzo compiuto dalle industri•e ~ostre eh.e vi parteciparono; ma a Fiera compiuta diede prove numer ose d'una legge,rezza che sollevò legittime proteste. Ecco che cosa avvenne: più d'un giornale
quotidiano, e non dei meno autorevoli, pubblicò
relazioni assolutamente cervellotiche, hrmate da
pre,tesi inviati speciali, che viiceversa non avevano ev~dentemente ma,i visitato la Fiera di Lione.
lnf attii ~n quelle oorrispandenze si leggevano
giudizi. dati con molto sussiego, sulla mostra di
industrie italiane, che non arano affatto intervenute; si leggevano in.nii al successo di ,espositori
italiani, che mai s'erano sognati di mandare i loro prodotti a Lione; si legglev,wn.o impressioni sul
nuovo edificio della Fiera, il quale invece non è
per ora ch,e un · v ago progetto sulla carta~ si leg'•
g'evano partiic.o laireggiate notizie intorno ad un
nuovo ordinamento della mostra, che viceversa il
Comitato non aveva mai pensato di discutere e
t anto meno d'approvare ...
O:na tutto ciò fa parte di quel vecchio armamentario giornalistico, che permetteva a certuni di
far la critica d'un libro che non avevano letto o
di dar la relazione d'uno ,s pettacolo al quale non
erano andati ... e che anzi qualche volta, alrinsaputa del giornalista, era stato sospeso. Ma questi
ant ichi costumi non sono più del nostro tempo:
e .dovrebber:o venir smessi sopratutto quando si
tl'latta di g'rav i interessi, che toccano sensibilmente l'economia nazionale d'oggi e più ancora
quella di domani.
·
1
***
Domani: il dopo-g·u erra. Tutti ne parlano, tutt i affermano il dovere di pre,p ararvisi con ogni energ'aa, tutti hanno insegnamenti da impartire e
rimprove-r i da muovere; ma •in realtà non molto
si sta facendo, e quanto si fa manca ancora di criterio org'anico. Auguriamo che qualche tentativo
FIERA DI LIONE
in corso risponda meglio allie esigenze della realtà, e conhd.iamo che n ,el pvog'ramma da svolgere
sia tenuto miglior conto del comodo campo d',a:z.i-one offerto dalle Fiere intel'ttlazionali.
' Quel poderoso coeffici,ente di successo ch'i la
pubblicità, non fa cile sem.pr,e ad essere conseguito da1lo sforzo isolato delle singole industrie,
viene offerto .in larga misura e con modesti sacriiici individuali dai grandi convegni dei compratori e venditori delle varie nazioni. Il primo oenitinaio d"industriali italiani, che ha voluto coraggiosamente affrontare l':incognita della partecipazione a queste Fie re mondiali, ha constatato
in primo luogo che v'era molto da apprendere. e
poi che vi si poteva agevolmente acquistare quella notorietà di cui s'alimenta e s'acceintua il successo dei prodotti delle industrie.
Di qU1esta notorietà ha particolarmente bisogno
l'industria italiana, più giova.ne d.i tante alt~ e
sopratutto ultima vienuta nell'arte di far conoscere ed apprezzare all'estero i propri prodotti. Intorno alla propuzione italiana aleggiava sinora
un 'atmosfera di dubbio e di shducia, determinata in parte da quelle ragioni politiche che si ripercuotono automaticamente sulle situazioni economiche. e .in parte dalla scarsa conoscenza che
si aveva all'este,ro de.gli sforzi cons.i derevoli e fecondi compiuti negli ultimi anni dagli industria1.i d,Itialia. A guerra hnita, la situazione politica
del nostro paese apparirà al mom.do ben diversa
e ben mag'g'Ìore di quanto fosse giudicata in pas- ·
sato ~ per completare gl~ elem,enti d'una grande
affermazione industriale. bisogna che i nostri prodotti siano largamente conosciuti. È indispensabile quindi che nelle g'raindi mostre -internazionali l'Italia sia ade guatamente rappresentata.
I primi tentativi fatti sinora hanno dato ai partecipanti la confortante sensazione che la nuova
industria italiana è temuta da molti concorrenti.
È questa una g'rande parola, ma che risponde esattame~te alla realtà. Nella sostituzione di tanti
prodotti austro-tedeschi venuti a mancare, l'industria italiana ha preso il suo posto con una rapidità di risoluzion e e con una gein.ialità · di adattamento, che le industrie di altri paesi n•o n hanno
saputo raggiungere. E lo ha fatto senza nocumento di quella vasta mobilitazione industriale per
i bisog:ni d,i guerra, che pure ha saputo corrispondere alle più larghe esigenze del f abbi.sogno per
l'esercito e per la marina.
Ora questa attitudine a creare in un momento
simile n,uove fabbricaz.io.rui .all'infuori dei g'Mndiosi apprestamenti bellici, non fu dimostrata con
pari successo da altri paesi. pur fortemente orga-
99
GLI ITALIANI ALLA FIERA DI LIONE
MANIFATTURE
COTONIERE
MERIDIONAL I
ROBERTO WENNER <u C.
INDUSTRIE TESSILI
NAPOLETANE
Interno degli " Stands " a Lione
~
NAPOL I
GLI lT AL/ANI ALLA
FIERA DI LIONE
<r
Certamente non fu la preoccupazione
allargare la sua vasta cerchia d'affari che spin.se que-:
sta Casa a partecipare alla Fiera nel primo e nel
secondo anno. Essa vi intervenne per spirito di
patriottismo, desiderosa di compiere sul terreno
e conomico una solida affermazione nazionale,
contribuendo a mostrare quale alto grado di perfezione abbia raggiunto l'industria cotoniera italiana.
. Ai competenti, convenuti da ,o gni regione alla
Fiera lionese, non erano certamente ignoti i prodotti dei quali la grande Ditta fa un 'esportazione mondiale; tuttavia il modo com 'era organizzata la mostra e la ricca varietà deg•li articoli esposti, suscitarono la maggiore ammirazione.
Lo stand appariva veramente superbo con la
quaintità degli articoli, disposti con maestria. Erano molto notate le fantasie per vesti muliebri.gli svariati tessuti per camicette e specialmente
Isidoro Reggio.
il vasto ,assortimento di modern.i articoli per camiceria da uomo. E ,altrettanto ammirati i fodeTra le mostre dell'industria itali,ana che più rami in satin e in tkibet, i foular ds di cotone neimpressionarono il pubblico in ternazionale con- ri e colorati, rica·mati e frangiati.
Q uelli ,che destavano addirittura meraviglia
venuto a Lione, -figurava indubbiamentè quella
della Casa Fratelli M aino e C. di Gallarate.
erano gli ,artic~li fabbricati con seta arti-fiéiale, e-
nizzati nel campo industriale. È questa uma constatazione che a Lione fu fatta più volte nella
cerchia dei visitatori esteri più competenti: ed è
spiegabile che questa specie di record industriale
italiano abbia cominciato a suscitar preoccupazioni tra· la concorrenza.
L'industria italiana, a sua volta, comincia ad
acquistare la coscienza della propria forza: e sentirà quindi sempre più intenso il desiderio di farla più Jargame·n te .apprezzare all'estero. Valuti il
governo l'importanza di questa fase psicologica
attuale della nostra industria; e non lasci trascorrere .invano e <:lepr1mersi nell'isolamento lo
scatto che si è felicemente iniziato.
Governo, industriali, stampa, energie vive della nazione, è questa l'ora di coordiinare lo sforzo:
anche sul terreno econonii.c-0 la si-ella d'Italia
manda bag1ior.i di vittoria.
Gli Italiani alla Fiera di Lione
I
FAB -B .RICA
DI CRAVATTE
VI A
TASSO 10-1 2
MILANO
101
LE I. I./. - - - - - - - - - - - - - - - - seguiti con inappuntabile ti.nitezza e con un gusto autorità f ranicesi Oflllorarono gli stands delle due
g'randi Società: « Manifatture Cotoniere Meridionali Roberto W enner e C. » ed « Industrie
Tes:s~li Napoletane».
Erano le sole Ditte di Napoli .partecipanti alla
Fiera di Lione~ e riscossero l'ammirazione delle
autorità e delle mag'g'iori personalità non solo,
ma ancora dei numerosi visitatori.
Formava ragion di plauso la siglnor.ile eleganza
con la quale erano arredati i due stands, che non
ti.gwravano distinti, bensì coordinati, l'uno servendo quale salotto di trattenimento, l'altro quale sala di espos•izione dei prodotti· delle due Società,
che - com 'è noto - costictuiscono un 'unica grain,de Azienda, ,possedendo le « Manifatture >> la
qu,asi fotalità del capitale delle « T e,ssili )).
I due stands, la di cui organizzazione ,e ra stata curata dall'Agenzia che le due Società napoletane hanno a Parigi, erano intieramente addobbati. con gobe7ins, portiere e tappeti della p.roduzion.e delle « Industrie Tessili Napoletane >> .
Ai visitatori 'di essi ( e furono migliaia) venne
***
Veramente molto lusinghiera fu la v1sllta della offerta la superba pubbli.cazione testè fotta dalle
quale il Presidente della Repubblica, il Mini- due D itte, in italiano, in ingle,se e in francese.
stro del Commercio, il Sindaco di Lione ed alt.re della quale parlarmmo ampiamente in questa Ri-
che tutti riconoscevano.
Se i compete:nti sapevano di potersi aspettare
tali prodotti eccezionali dalla potenzialità della
Casa Fratelli Maino e C., viceversa il grande pubblico meno versato rihùtava quasi di credere che
articoli consimili potessero essere dovuti alla produzione italiana. Questo effetto di rivelazione,
suscitato alla Fiera dalle più importanti mostre
delle nostre industrie, è un fatto dei più confortanti: e l'opinione pubblica all'estero comincia
ormai a persuadersi che l'industria italiana può
in molti campi sostituire con onore e con vantaggio quel monopolio eh 'era esercitato dalla produzione aµstro-g'ermanica.
·
A questa constatazione ha notevolmente contribuito la Casa Fratelli Maino e C. Nel suo stand
di Lione era data brillanteme,n.ite la prova che anche nel campo degli articoli hni è suonata per
l'industria cotoniera ita.lia.na l'ora dell,emancipazione dall'estero.
GLI ITALIANI ALLA FIERA DI LIONE
UNION·E ITALIANA
fra Consumatori e Fabbricanti
di Concimi e Prodotti Chimici
Società Anonima - Capitale L. 40.000.000
Sede Centrale: MILANO Via S. Nicolao, 7
102
-===== = --------------- GLI lT ALIA I ALLA FIERA DI LIONE
vista, ed anche pei visitatori vennero .allestite
migliaia di colleziotn,i di tricromie raccolte in eleganti buste con le principali vedute degli Stabilim enti.
Insomma ogni cosa era stata predisposta in modo da dare l'esatta impressione della potenza e
dell'espansione delle due importanti Case napoletane, che più non avrebbero potuto fare per il
decoro dell'industria italiana.
Le «Manifatture », oltre i filati d'ogni specie,
presentarono vasti campionari di stoffe per vestiti da uomo e da donna ad imitazione dè lana, tele
pesanti per copertoni e tessuti per equipaggiamento militare.
Le «Tessili » tessuti per ammobigliamenti, coperte e tappeti.
Dalla pubblicazione fatta in occasione della
Fiera, si rileva che le due Società - che recentemente .impiantarono alllche una propria Ag·enzia a Milano - posseggono L. 13.150.000 di capitale azionario e stabilimenti portati in bilancio
per circa 8 milioni, ma che ne costarono però 23,
on una superhcie occupata di circa 200.000 metri quadrati; 140 mila fusi di filatura e ritorcitu:va, 3 mila telai fra propri e lavoranti presso ter-
zi; danno lavoro a circa 6000 operai ed impiegano oltre 5 mila cavalli di forza. La produzione annua è di otto milioni di chili di :6.lati semplici, 4
milion.i e mezzo di hlati ritorti, 4 milioni di tinti
o biancheggiati, ed inhne di 25 milioni di metri
di tessuti dei quali, nel 1916, 18 milioni furono
consegnati all'Ammiinistrazione Militare italiana.
La cifra di vemdite raggiunta nell'ultimo esercizio fu di cinquanta milioni di lire.
***
Imponente riuscì la visione sinteti a che della
sua potenzialità diede l'Unione Italiana fra Consumatorii. e Fabbricanti di Concimi e Prodotti
Chimici.
Lo stand di questa grande Società Anoniima, il
cui capitale ascende ,a 40 milioni, era adorno di
una carta geograhca dell'Italia, in cui erano messi in rilievo i 31 stabilimenti e le 4 agenzie sociali.
Su quella carta emergeva così la diffusione della Società nella penisola e si vedevano segnate le
varie località nelle quali i concentra l'azione industriale ed amministrativa del v:iato organismo,
come Milano, Roma, Napoli, Firenze, Venezia,
Bologna, Verona, Padova e tanti minori centri italiani .
.GLI ITALIANI ALLA FIERA DI LIONE
Fabbrica Lombarda
di Prodotti Chimici
Società A nonima Italiana
Capitale Sociale L. 3.000.000 interamente versato e/evabile a L. 4.500.000
Milano
Via Tortona, 31
103
LE I. 1. /. ===- =- - - - = - - - - - = = == ======= ==== = = == =====
Il numero dei prodotti esposti a Lione era notevolissimo· e gli esperti ne ammiravano la varietà e la pratica importanza. Ai vari acidi e cloruri
si aggiungevano altri prodotti svariat~ per uso a•
gricolo e industriale. Numerosa la seriie dei solfati; assai notata la ricca var_ietà dei concimi compositi per tutti i gener~ di coltivazione. L'attenzione dei conioscitorii era pure particolarmente attratta dalle qualità degli zol6. prodotti dall'Unione, che costituivano un eviidente primato, sia per
questione di prezzo, che, per il loro grandissimo
violume, dovuto aUa perfetta fabbricazione, e per
la estrema finezza che consente l'ades~one alla
foglia della vite in misura di g'ran lunga superiore al comune.
Era insomma la degna mostra d'una industria
di primo ordine: e i visitatori d'ogni paese riconobbero volentieri l'alto valore di questa produ2.ione italiana, eh 'è destinata ad occupare un posto se-m pre più cospicuo nei mercati mondiali.
Tra le grandi Case italiane che figurarono in
prima linea a Lione era la « Fabbrica Lombarda
di Prodotti Chimici ». Questa Società Anonima,
costituita nell'anno 1872, ha attualmente un capitale sociale di L. 3.000.000.
Essa ha parte nelle principali convenzioni .m•
tem1azionali per la fabbricazione dei sali di chinino, di jodio, di bromo, e di bismuto. Fabbrica
inoltre su vasta scal~ tutti i sali di mercurio, r.ag·giung'endo una potenzialità tale di produzione da
metterla al di sopra di tutte le altre fabbriche esistenti e permetterle di affermarsi con successo anche su importanti mercati esteri.
La sua produzione chimico-farmaceutica si può
dividere in due categorie: 1) Produzione industriale propriamente detta; 2) Produzione var,ia
sia nel campo chimico che nel campo galenico.
La prima è caratteriuata dall'impiego di quei
macchinari ed apparecchi speciali il cui insieme
costituisce il vero impianto industriale, e ne fanno parte il mercurio e i suoi sali, il jodio e i suoi
sali, il bromo e i suoi sali, l'acqua ossigenata ed
alcaloidi vari.
Della seconda categoria fa parte tutta la svariata serie di preparati galenici, estratti officinali, capsule gelatiinose, tavolette compresse, fiale
per uso ipodermico, preparazione e depurazione
dei sali organici ed inorganici di· uso più comune,
sali di chinino, di bismuto, ecc., dell'etere e del
clorof otimio per uso anestetico.
A queste due ateg·orie s'è aggiunt a ora la fab-
bricazione di prodotti nuovi, come l'acido salicilico, l'acido acetilsalicilico, il salolo, il clt:>ruro d 1
etile, il naftolo, l'acido benzoico, il benzonaftolo.
Tutta questa ricca produzione, di cui a Lione
si ammiravano i s aggi, era altamente apprezzata
dai conoscitori. Impressionante riuscì poi la mostra dei prodotti creati dalla Fabbrica Lombarda
per sostituire le specialità tedesche, come la Somatose, l'Aspirina. il Digalen, il Pantopon, ecc., ai
quali vittoriosamente furono opposti gli equivalenti: Italsomatose, Italaspirina, Kinetolo e Sedasolo.
Questa nuova attività, così energicamente e lodevolmente intrapresa dalla Fabbrica Lombarda
di Prodotti Chimici, onora l'industria nazionale :
e dato l'alto spirito d'iniziativa che presiedette al1a coraggiosa ~ riuscitissima a2.ione•, è facile presagi-re a questa benemerita Società nuove affermazioni e nuovi successi.
0
***
La confezione delle cravatte, che in origine
sembrava destinata ad una modesta attività d'artigiani, sorse, per me:riito della Casa Antonio Apostolo e C. di Milano, all'importan;.a d'una grande industr.ia. Questo notevole risultato fu conseguito mercè uno ,sforzo tenace e intelligente di
lunghi anni: ed oggi il prodotto italiano gareggia
su tutti i mercati con gli antich.i dominatori stranieri.
Le stoffe .seriche, prodotte dall'industria comasca, veng·ono sottoposte ad una accurata sele:z.ione dalla Ditta Apostolo, che impartisce altresì ai
f abbricator.i quelle opportune indicazioni sugg'e•
rite dalla lunga esperienza e dalla esatta nozione
del gusto dei vari ,mercati. Questa diversità dei
g'eneri preferiti dalle diverse na:z.Ìoni costituisce
appunto la difficoltà fondamentale della scelta e
r,ichiede unia particolare intui:ione.
La Casa A. Apostolo e C. ha saputo portare in
Oriente quei prodotti dai vivaci colori, armonizzati secondo i gusti tra~zionali di quei paesi, come
ha saputo imporsi sui mercati, iritenuti inaccessibili, di Parigi ,e di Londra, mercè la sobria eleganza del gusto e la signorile raffinateua. dei dettagli. Importare cravatte italiane in Francia e in
Inghilterra e farle preferire alle indigene sembrava infatti un sogno; eppure divenne realtà. E
si può affermare che i prodotti magnifici della
Casa Antonio Apostolo e C. hanno battuto .a Lione tutta la concorrenza straniera.
È un 'affermazione dell'industria nazionale eh_
meritava d'essere rilevata e che nel dopo-guerra
acquisterà ancor maggiore significato.
I Reparti .e 1e·L.,avo~
razioni dello "FIAT
11
In un precedente .articolo (N. 4 - 15 Aprile
1917) si è ~racci-ato il disegno comples,sivo e si è
esaminata nel suo concetto generale l'esemplare organiuazion·e della Fiat, qu'e sta insigne pr,erog'ativa della g'rrunde Casa Tor.in e se che la pone
alla testa degLi organismi consimili d,Europa e
che forma la sua potenza industrial,e. Un 'organizzazione che non è pedante e non è rigida, che ha
il pregio di non ,esisersi ispirata a nessun modello
stra.nie~o, ma di essersi composta a misura che
l'impresa si sviluppava in modo da adattarvisi
perfetta.mente, così da non costituire qualche cosa di estrruneo e di forzato Il)a da identificarsi pienamente, da forma,re più che un,a naturale dis.oipl,ina la realizzazione stessa dell'.impresa.
L'organizzazione della Fiat è una creazione o·
riginale, ma è sopratutto una meraviglia di ordine. Nè potrebbe essere diversamente. Un 'azienda
così immensa, così multiforme, non solo non po·
trebbe prosperare, ma non potrebbe neppur reggere una settimana se il suo andamento, se il
suo ritmo vitale non fosse regolato dall'ordine più
conveniente e rigoroso. Un tale ordine è la sua
stessa condizione di esistenza.
E lo abbiamo visto passando fra quegli immensi laboratori, lo riscontreremo esaminando partitamente le diverse lavorazioni in cui si compen. diano le mirabili creazioni della Fiat.
In quel pruno studio, si è visto come .in una
prctspettiva sintetica tutta la mole e la produttività della Fiat, quelle perènni fiumane di ordegni, di pezzi staccati, di parti metalliche, di accessori che affluiscono daii diversi reparti ai salo-
ni di montaggio dove prendono corpo e con~isten·
za nei veicoli e nei motori della Fiat.
Oggi ci fermeremo particolarmente in quei reparti che sono la base di ogni lavorazione ed esamineremo la funzionie specifi.ca di ognuno di ·e ssi
nel grande tronco della Fiat.
E cominceremo daà due reparti Utens,7eria e
Controllo ai quali fanno capo tutte le lavorazioni.
Il reparto Utensileria studia e costrwisoe gli utensili e gli attrezzi più perfezionati per le lavorazioni di ogni singolo pezzo, otteinendo sempre sistemi più rapidi e precisi, mentre le varie sezioni del
reparto Controllo sottopongono ad ·accurata veribea tanto il materiale greggio alla sua entrata
nelle Officine quanto il materiale stesso dopo i
vari stadi di lavor-aùcme.
Siamo così già entrati in quelle Sezioni della
Meccanica generale che formano il nucleo centrale delle officine della Fiat, e che si possono
suddividere nel repairto torneria, che comprende
torni paralleli per la lavorazione in genere di piccoli pezzi, grandi torni ed utensili multipli per la
rapida lavorazione dei grossi peni in acciaio fuso e stampato, torni verticali per volanti, mozzi.
etc.: nel reparto dei cilindri dei motori ·dove si
passa dalla piallatura ed alesatura alla rettifica
e d alle prove idrauliche: nel reparto alberi a gomito per la loro lavorazione completa: nel reparto delle macchine automatiche comprendente e
torni speciali rapidissimi e macchine per filettare e frese e trapani: nel reparto bulloneria con
numerosi torni revolver per l'esecuzione dei dadi~ bulloni. coppielie etc.: inel reparto {orni per
105
LE I. I. I.
Uno dei nuovi grandiosi edifìcii della « Fiat ».
la ricottura e · cementazione e tempera d·egli acc-uu.
Ed eccoci ,ai Reparti delle Lavorazioni s{,eciali.
Una delle più grandi e patriott.i che iniziative
della Fiat ed una delle sue,. p•i ù belle e gigantesch~
creazioni e che resterà anche per !',a vvenire è
quella di aver i.istituito dentro di sè le nuove lavorazacmi dei prodotti .e degli apparecchii ed accessori che non ,si potevano più ottene.re daJl'este•r o o che in misura troppo s.cars•a ed ,incerta si
ottenevain'O dalle fabbriche nazionali.
Le nuove lavorazioni ,sorsero e si avviarono come per incanto, già nel 1915 erano in piena attività e già da ,allora ogni veicolo che usciva dalla
Fiat poteva cdn,siderarsi come fabbricato integralmente da capo a fondo dalla Fiat.
Abbiamo già a ccennato all'importanz,a assunta
dalla ·Fonderia dell'accia-io, ricordiamo .. pure la
fonderia del bronzo per la produz.ione dei carburatori, delle pollllpe da olio e da acqua e deUe diverse parti in bronzo per i v,eicoli e i motori, alla
1
106
quale sono aggiunti importanti impianti di fucinatura e stampatura.
Recentemente f,urono ingranditi i reparti Lattonieri, 'dove vengono allestiti i radiatori e tutte
le altre pa.rti in lami.e,r a pe.r gli chassis, e queUo per
la fabbricazione delle ruote per i camions aumentandone la produzione, e quello dove si costruisco~o le catene. Ricordiamo pure fra le nuove lavorazioni quella de.i giunti di iiame e amianto,
quella de.i pezzi stampati, degli alberi a gomito e
inbn,e quella degli apparati elettrici e delle macchine u te.n,sili.
Abbiamo poi il reparto Carrozzeria che era g'iià
istituito prima della guerra ma che in questi ultimi temp.i si è sdoppiato ed aimpliato per continuare nella costruzione delLe carrozzerie per le
vetture e per estendersi alla costruzi·one ddle
carrozzerie per i veicoli militari e industriali
prendendo uno svil,pppo colossale.
Vi sarebbe ancora da dire della più importante
e grandiosa produttiv a 1novità della Fiat, quella
I
Reparto trapani
e
RIPARTI E LE LA VORAZJON!
DELLA
«FI A
T
,r·
frese .
d1e gli aeroplaini, ma ormai questa lavorazione n0,n
è più un reparto o una serie di reparti dello Stabilimento principale, ma forma un grande Stabilimento a sè, un g'rande ente autonomo che va
considerato a parte .
.
I R e parti del montaggio mostrano la sapienza
o rdaniz2:1atrice della Fiat nel diri,ge·re, riuni.re, comporr e in u n ' unità tutta quell'infinita quantità di
pezzi che costituiscono un automobile. Quand o
si pe nsa alla quantità di automobili finiti ogni
iorno dalla Fiat b e1n si comprende che cosa irmporti di prev eggenze , d,i calcoli, di cu.re questa
organizzazione della lavoraz.ione e questo avviamento di tutti i prodotti delle lavorazioni alle loro destinazioni deli.nitii.ve.
I reparti del montaggio comprendono le diverse sezioni dove vengono montati e i motori, i carda,rru, le f riz.ioni, i carters, i cruscotti, i cambi di
velocità, e dove fualmente tutti questi ordegni
Ye ng'ono montati sugli clz.assis, che poi pass·ano al
collaudo e dopo qu e sto e la ripassatura alla carr ozzeria dove sono tiniti e che dotati e :fini'ti di
tutto punto passano alle rimesse e ai depositi.
I Magazzini e i Depositi della Fiat danno meravigliosamente i',i mpre,ssione detlla graindezza e
ricchezza di questo g:rande ente industriale. La
pr evidenza che ha colmato in tempo i magazzini
della Fiat è stata una fortuna per la preparazione
guerresca e per l'economia nazionale. Come in
u.n altro senso, oggi più che mai, talu,ni d•ei suoi
m~g'azzini, queUi dei pezzi di ricambio ad es.e mpio, apportano uno dei più preziosi contributi all'organizzazione automobilistica militaTe,
Guardiamo con tutta l'ammirazione ch e meritano queste interminabili corsie, questi vastissimi saloni ove nel mezzo e alle pareti si allineano
tavoli, armadi. soaffali a moltep'l ici ripiani che
v anno dal pavimento al soffitto~ riiempiti og'inuno
di cose e di oggetti diversi; guardiamo con istupore questi immensi cortili e terreni trasformati
Reparto piallatrici-alesatrici .
• Reparto lattonieri .
107
LE / . I. I.
Forni elettrici.
come le calate dei porti in docks a cielo scope,rto, ove si innalzano cumuli di ferro e di carbone.
fasci di barre e Ji tubi, grupp.i e monti di materie di ogni genere.
È uno spettacolo ,mai visto di ricch·e-zza feconda .e creatrice che cOIJlsola come la vista di un
granaio traboccante di messi.
Tutta que,sfa -imponente mole di sezioni, tutto
questo grande cumulo di interessi, di macchhllte,
di forze creatrici è guidato da un esercito divo•
lontà concordi ,e armonizzate che fanno capo agli
uomini eminenti dedila Direzione, dell'Amministrazione e degli Uffici T e:cnici, cui volontà ed energia animano di fede ferma e sicura.
È dagli enti direttivi che vengono impressi i
movimenti e le direttive all'opera immane eh.e si
compie nelle officin·e de1la Fiat ~ che si conclude
.nei collaudi.
Il collaudo è oggi una ope.razione ·rigorosametnte determinata come quella de.gli altri .reparti . dell'Officina. Il reparto Co17audo agisce nè più nè
meno degli altri incaricati della lavorazione, èon
Ja s-tessa precisa disciplina ,e con la stessa uniformità e regola di lavoro. Gli chassis a,r r,ivan,o e
si accumulano in quelle date ore, in altre ore determinate vengono affidati ai collaudatori, che
debbono sottometterli per un dato tempo a c~rli
sforzi, ritornano poi a ora fissa, vengono riveduti e quindi scelti, suddivisi e allineati -i n diversi
g'rupp_i a seconda della lor destinazione.
Sala di prova dei motori.
GiUllltÌ alla tine di questa rapida deiScrizion e
del1a Fiat, vogliamo ricorda-re le tappe dell suo
grandioso sviluppo.
Ideata nel 1899 e costituita cotn. un capitale di
L. 800 OOÒ, itl pnimo stabilimento occupava un 'area di 10.000 mq. dei quali 350 coperti, e impiegava 50 operai.
Nel 1901 venne costruita la prima macchina a
4 ciìindrii verticali e nel 1903 i primi chassis per
cam1ons.
Nel 1905 la produzione .totale era di 460 chasla lavorazione dei primi gruppi di motori marini. NeJ. 1906 la Fiat aumentava
il cérpitale a 9 milioni, aveva una maestranza di
1300 operai ed occupava un ,are,a di 54.000 mq.,
dei quali 45.000 coperti. Negli ainni seguenti hno
al 1913 la Fiat compiva una grande evoluzione
nella costruzione, conquistava i più ambiti triofei in tUJtte Je g'ar.e internazionali e cu~ava la sua
espansione commerciale in tutti ·i paesi.
Attwalmente la Fiat ha .un capitale di 34 milioni, occupa un'area di circa mezzo milione d i
mq. e gli operai sono circa 20 maa: e si stanno
costruendo nuove vastissime officine al Lingotto,
pres,so Torino.
Sa.rà a nuovo Stabaimento di una grandiosità
,insuperata per le opere della pace, come questo
di C01rso · Dante ha concluso deg.namente la su a
glorios.a carriera con l'essei-e a meravi glioso ar-senale p e r l e opere della gu e rra.
sis e si impostava
RASSEGNA DEL .MO::;
VIMENT:o
INDU::;
STRIALE ITALIANO
ME ,SE
DI
MAGGIO
1917
SO X MA Il I 0'1
L 'alluminio armato - La necessità di una nuova industria: quella della pesca - Un nuovo sistema italiano per la costruzione dei binarii - I tram s di Genova utilizzati per il trasporto del gran9 - Il
grande avvenire dell'industria idro-elettrica - La siderurgia italiana - L ' utilizzazione dei com bustibili nazionali
- Un progetto di fusione delle Società degli esplosivi - Gli olii di seme e d'oliva - I diritti di proprietà industriale - L'avvenire dell'industria cotoniera - I o: conglomerati» di cor;nbustibile - L' on. Astengo e il pro-gettato nuovo porto del mar ligure - Gli industriali varesini e il dopoguerra - Il cotone e le nostre colonie L'attività del Comitato lombardo di mobilitazione industriale - La bonifica delle Paludi Pontine - Convegno
fe rroviario italo-svizzero - Le relazioni commerciali fra Glasgow e l'Italia - Riordinamento dei servizii in
due Minislcri - Il danaro oggi e nel dopoguerra - L'industrializzazione di Roma - È necessario un accordo
per la marina mercantile - Provvedimenti urgenti per le acque pubbliche - Per l'attività delle nostre miniere - Il Convegno minerario di Roma - Per l'industria del pesce - L ' eletrificazione delle ferrovie - Il
progetto di un canale navigabile tra il Piemonte e il porto di Vado - Per il traffico marino: le navi miste L'esport~zione dei marmi italiani - L ' industria meccanica
il dopoguerra - Per una metropolitana a Milano
- Gli industriali serici e i bisogni della guerra - Il nuovo Consiglio direttivo dell'Associazione Generale del
Commercro - Il porto di Cremona - Concorso nazionale per · uno studio sull'esercizio di Stato delle ferrovie italiane - L' industria dei cinematografi - La terza Conferenza interparlamentare del Commercio - L ' efficacia
della propagando attraverso le « I. I. 1. » - I periti ragionieri nel processo Cortese - Burocrazia , eterna ne-•
mica d' Italia .
Tutte le notizie., i d a ti, le argo mentazioni o
giudizi contenuti in questa rubrica non impegnano affatto le I. I. I., che per comodità. dei lettori
raccolgono ogni mese diligentemente e obiettivamente in questa rassegna quanto di più saliente i principali periodici italiani politici e recnici
pubblicano su p roblemi e questioni d'interesse
industriale, finanzia rio, agrjcolo e commerciale.
: .. d . D.
L'ALLUMJ.NIO ARMATO.
Quando m una costruzione m ·eccanica occorrano robustezza e le.g'g'erezza insieme - ci scrive
l'ingegnere prof. Carlo Carminati - nulla di meglio che approfittare delle qualità che ha.nino il
ferro e l'alluminio: qualità, che, avuto riguardo
a diverse condizioni particolari, si completano a
vicenda, abbastanza facilmente, dando ottimi risultati.
In molte e sperienze e costruzioni m,e-ccaniche
c he ho eseguito, ho sempre avuto risultati superiori a quelli che mi atten devo, rendendomi sem·
:pre più convinto che fra l'alluminio ed il ferro, o
talvolta l'acciaio, esiste qualche cosa di anailogo
a qua.nto esiste tra cemento e f.eno. Ed infatti,
non è forse naturale di .sopperire alla debole re~
sistenza che l'alluminio offre alla trazione, con
J'impiego di a·rmature di un metallo di grande resistenza? Non è in tal modo che si può riuscire
ad avvalersi .d,eille due principali proprietà di quei
metalli, per scopi industriali e meccanici che talvolta no,n troverebbero migliore soluzione? Forse
potrebbe sorgere il dubbio che .i due metalli non
si comportino reciprocamente in mo.do da garentire ch e la loro unio,n e risponda a quei requisiti
di solidità, di durata e di resistenza che ci si pro-
109
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - bili con la protezione dovuta alla pesco&ità d
acque; 4) suggerire e favorire .sistemi e met ,
nel mercato del pesce, i quali corrispond,a no ili
esigenze deLl'igi,ene e dell'alimentazione pubhl,
ca ed altri interessi dei consumatori; 5) a.ddit t
le riforme necessarie alla legisl~zione ed all
tività amminis·trative in rapporto alla pes ca;
agevolare glli studi e le indagini tecnico-scien l,
6.che in relazione alla pratica della pesca; 7) u
citare e premiare la vigilanza sull'esercizio d li
pesca.
Mdlto di attivo e di pratico im. breve tempo
sa ha fatto; un impulso efficace di già ha s apute,
dare, ma è sopratutto ,i l Governo che deve scu ,
tersi. Come mai si può sperare in uno svilupp11
sollecito della industria peschereccia se il bilanci ,
del Minist,ero assegna alla pesca una spesa d i
le miserahili lire quarantamila?
Si deve, quindi, principalm nte aumentare -gr data.mente, ed il più che si possa, detta cifra. Bisogna poi che il Governo ritorni all'idea d.eJ. m1
nistro Nitti, che .nel 1911 iniziò una inchiesta g L'importanza della comunicazione che r em,'nennera'le sul.la pesca, per avere uno studio completo
te ingegnere ha fatto a7le l. I. I. non sfuggirà a1
dei problemi ed un intero prog'ra.mma. Se l'Itali •
nostri tecnici.
come è pensiero di tutti, dovrà necessariamente
divenire un grande paese industriale, ben d ev
LA NECESSITÀ D'UNA NUOVA INDUSTRIA: pensare a ques-t a feconda attività così depre,s
ed allo stato primitivo.
QUELLA DELLA. PESCA.
pongono. specialmente in riguardo alle variaz.ioni
di temperatura che potrebbero produrre dannosi
f-einome,ni di disaiggregazione ed alla maggiore o
minore adesione dell'alluminio sul ferro. A tutti
i dubbi -che potessero sorgere, posso dichiarare
che nelle diverse esperienz.e che ho f attie, ho trovato quanto di meglio potevo attendermi; ed invero in una lega col 98 7 di alluminio e piccole
quantità di ferro, rame, silicio e sodio, ho trovato
che i coefficienti di dilatazione termica, di aJllu.nga111ento elastico, di calore speci-6.co, di contrazione lineare, sono del tutto simili e paragonabili a quelli dell'acciaio con p.ercentuale di cromo.
Perciò. è da augurarsi che nell'industria, I1a1luminio. di cui la nostra nazione è abbastanza riea. abbia largo impiego anche come alluminio armato, incontrando quell'unanime favore che ha
incontrato il cemen,t o armato, perchè esso potrà
rendere preziosi servigi specialmente se impiegato in alcune costruzioni navali ed aeronautiiche.
La pesca deve venir considerata e trattlita quale una grande industria con tutti i grandi mezzi
che la scienza for:nisce. L'Italia ,n e avrà grandissimo vantagg,io in pochissimo tempo sol che la
industrializzazion e venga sapientemente promossa ed org-anizzata. L'Associazione Nazionale ,per
il progresso della pesca va facendo sfoui enco•
miabili per indurre il governo ad argire. Ha un
prog'ra•m ma completo, e neJ suo seno collaboratori preziosi. Vi è tra essi Enrico Giacobini, uomo
di g·rande tenacia e fede, che con UiJlica compet enza dirige l'Uffcio de71a pesca al Ministero
de1l'lndustri,a, e che alla vita dell'Associazione
ed al progresso della pe sca in Italia dedica tutte
le sue prezios energie.
L'Associazione si propone:
1) promuovere, incoraggiare, tutelare il progre~so della pesca i,n tutte le forme, perchè essa possa elevarsi a dignità di v era e propria industria;
2) diffondere - anche a mezzo di scuole - la
conoscenza d'istituti economici, tecnici, giuridici,
utili al migliorame·nto delle condizioni dell'industria della pesca, delJe industrie connesse e della
classe peschereccia; 3) stimolare e difender ogni
ap]1lica:tione di meni pescherecci più propizi .all'in.
t eresse deill'industria e insieme meglio concilia-
11O
UN NUOVO SISTEMA ITALIANO
PER LA COSTRUZIONE DEI BINARI.
Un nuovo sistema b r evettato per la costruzio•
ne dei binari di tra,mvie e ferrovie è predisposto
con una serie di blocchi .in c emento armato, concatenati fra di loro e posti in senso asisiale sot o
ognuna delle rotaie del binario.
La caratteristica principale di detti blocchi consiste 'Ilel fatto che ognuno di essi poggia a bilico
sopra un apposito blocco di fondazion,e pure di
cemento armato, e dal possibile loro movimento
di beccheggio sotto la pressione della ruota in
movimento deriva una ela ticità agli appoggi d alla rotaia. Per tale fatto quei blocchi furon spec.i-6.cati sotto il nom e di longarine oscilJanti. Fra la
longarina e la guida sono inseriti dei tasselli di
legno, i quali costituiscono i ver~ e propri sopporti della rotaia, disposti ad una distanza fra di l oro all'incirca eguale a quella delle attuali traversine. Altri urti dinamicii .i n s-enso laterale saranno
sopportati solo dalla longarina. L 'e.sperimento pratico già da mesi .i niziato sta compiendosi sulla 1inea secondaria Asti-Altav~lla della Societ~ Astese Monferrina di Tramvie e Ferrovie, sed-e nte in
Asti.
- -- - - - - - === === =
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
I TRAMS DI GENOVA UTILIZZATI
PEL TRASPORTO DEL GRANO.
Data la ddicienza dei carri ferroviari occorre
util.nzaTe nel miglior modo tutti i meni di tra•
sporto a 1J1ostra disposizione. Pertanto l'on. Cane·
pa, commiss,ario generale per i consumi, ha sug'•
g'er:ito di ~tilizzar-e, durante le ore de.Ila notte, i
trams di Genova per il tra.sporto del grano dal
Porto .ai mulini dei dintorni d·ella città. Finora
molti carri f,erroviari restano impeg•n ati ' interi
giorni per il trasporto del grano a pochi chilometri di d~stanza. Notevole vantaggio, che inoltre si
realizza col trasportare il grano con i trams. è
il rispaT'mio del carbone, perchè viene utilizzata
la corrente idroelettrica, che nella notte è esuberante e si lascia normalmente disperdere. Il trasporto del g'ra,no su vetture tramviarie. opportunamente adattaite a ciò. è stato sperimentato con
ottimo esito di notte sul percorso di via Carlo Alberto ai Mulini della Certosa.
IL GRANDE AVVENIRE
DELL'INDUSTRI A IDRO-ELETTRICA.
Del problema idro-elettrico, alla cui soluzione
van congiunte 1,e nuove fortune d'Italia, tratta
oon rara perizia il dott. Pietro d'Angelo, capo dell'Ufficio amministrativo della Bonihca Renana.
Nella sua prossima convocazione - egili scrive
- è da auguraire che la Camera possa discutere
uno dei di.segni di legg.e resi più urgenti dalla
necessità suprema d'intens·Ì bca,re 1,a produziOIIle
n.-1zionale : è iii disegno relativo aii provvedimenti
per agevolare la costruzione di serbatoi e laghi
artipcial1·. LI primitivo progetto era stato presentato ti.n da.I 1912 dagli onorevoli Sacchi ,e Nitti,
allora mini-stri dei Lavori Pubblici e di Agricolt ura: .in seguito alla chiusura della XXIII Jegislatu,ra fu ripresenta.to alla Camera nel marzo
1914.
.
La formidabiile inHuenza della guerra mondial,e però ha imposto iJ. cambiamento radicale dei
concetti informatori della legge.
Poni31Jllo i termini del problema. Si sa che ndl'immenso crogiuolo di questa guerra i popoli hanno d_ovuto porre ogni loro potenza: demog'rahca.
industriale, agricola, -finanziaria. Dietro gli eserciti, che costituiscono la vivente frontiera della
Patria, ferve .il lavoro di un altro immenso ese,r dito intento a preparare armi, equipaggiamenti e
viveri per resistere e vincere.
Senza valore e ..senza lavoro insieme. non si resiste e non si vince.
Ora l'immenso esército ded. lavoro ha bisogno.
pe,r ·essere {,otenziato, di forza. di energia, ossia
di carbonie e di elettricità. Se, purtroppo, l'Italia
1110n ha carbone, .dispone invece lairgamente di e·n erg~a idr.a'U1ica. L'Italia pe·r sua fortuna è .entrata .i,n guerra con una mobilitazione completat,a
di circa un milione di HP.
Non sembr.a •eccessivo affermare che senza
questo milione di cavalli dmaimi•ci l'Ita1ia difticilmen•t e avr.ebbe potuto .affrontare e sostener.e
una guerra così ampia e così lunga. L 'importazione deJ cairbone, .resa tamto costosa e tanto difficile. ,non sarebbe, bastata a sopperire da s.o1a a!ie
necessità della guerra e della vita civile: il elisastiro era fo,r.s·e inevitabile.
Non solo: l'avvenir.e, l'indipendenza, la prosper-ità del nostro Paese dipende dallo sviluppo
eh.e si saprà dare a1ll'utiliz%-azione dell'acqua: i.rvigazione ed elettricità.
È noto ti.no dall'antidtità qual elemento pre:zioso
sia l'acqua pe.r una elevata produttività agra.ria.
Il nostro Paese trae ·tre quarti della sua ricchezza dalla terra, e perciò tutto quanto tende alla
sua fertiJizzazione migliorerà la vita dei nostro
tigLi. Boni.tica 1c:Lraulica, boniti.ca agraria, .irrigazione, debbono rappresentaire s,f orzi concorrenti
per la creazione di un pan·e quotidiano più abbondé\nte ,e più sicuro.
D'a1tra. parte l'avvenire deill'indu.stria italiana
dipende dalla sua elettrihcazione. Si sa quale enorme svantaggio h,a s·i gnilicato per essa la n ,e•
cessità d'importa.re carbon,e a 34-45 lire la tonnellata prima della guerra. Ormai nessuno più
s'illude che quei prezzi, già gravosi. possano tornare: gli ottimisti s,perano in u,n prezzo di 60 lire
la tonneilaita qualche tempo dopo il ristabilimento della pace. Anche con tale prezzo le nostre wndust.i-ie mal sopportereibbero la concorrenza ,estera, e con la prat~zione all'interno .imporirebbero
dravi sacritizi ai consumatori. Ad ogni modo, taiùne grandi ti.ndustrie, le chiimiche. le siderurgiche, le metallu:rgich,e, che pur sono tanto necessarie alla nostra economia, n•on potrebbero -in alcun modo svilupparsi.
È quindi urgenté, improro.gabile necessità accrescere, raddo,f,,f,iare la nostra dotaz.ione di energia idro-elettrica.
Certo, .se la pr,ivata iniziativa ha trovata s~fficiente rimuneriazione a costruire impianti idrq-e·
•l ettrici 'quando il prezzo del litantrace era a 3545 Jire la tonnellata., può affermarsi che vi è an-
111
LE I. / . I. - - - -
= - - - - - = - - = = - = - - - - - - = - - ___ ~- ___ = =. . -== ___ =
cora un largo margine di sviluppo idro...elettrico,
che la privata i.niziativ,a attuerà.
È noto che gl'impianti i.dro-elettnici richiedono
minore spesa quando possono utilizzare salti di
acque ,perenni. I ,rufatti le prime e più redditizie
derivazioni so.no state utilizzate da.i corsi d'ac~ua
delle Alpi. alimentati dai ghiacciai, e dai consi di
acqua del nucleo umbro-abruzzese alimentati dalle montagne permeabili dell'Appennino centrale.
I corsi d'acqua del rimanente Appennino hanno
nor.mailmente regime tor,rentizio o catastrofico, e
mial si prestaino perciò ia sfruttamento idro-.eletcrico; siamo cioè di fronte ad acque nocive. che
non soltanto non permettono si trag'g'a da ,esse
utilità, ma impongono spese ingenti per opere di
difesa cidraulica ,e peir bonihche.
Con leggi del 1910 e 1911 si è proposto un larg·o programma di ricostituzione forestale e di sistemazione di bacini rmontani con lavori estensivi idraulico-forestaili (brigl•i e, rimboschimenti, inerbamenti ecc.). Ma si çapisce che tratta.si di
provvedimenti che es,igono l,a costa.nza di varie
generazioni per portare risultati aipp.rezz.abili sul
regime dei cor,si d'acqua.
È invece impeLlenite bisogn,o d'i.nteresse pubblico poter utilizzare al più presto e più largamente l'acqua èlel nostro Appe.nnino: ciò che si
può ottener-e con lavori intensivi di sistemazione
montana, os•sia cOlll I.a costruzione di serbatoi e
laghi artiticiali. ch e raccolgano le acque di bacini imbriferi e ne permettano la ordinata erog'az.1one.
Le acque nocive div,erranno così fonte di ricchezza aigricola con l'irrig'auone e di ricchezza
i.n dustriale con l'energia elettrica.
Ma la costru~ione dei serbatoi importa una
maggiore ,s pesa ,iitt confronto della d•iretta utiJiz..
z.azione di un corso d'acqua perenne: maggiore
spesa -c he in molti oaisi non .renderebbe rimunerativo ,al ca.pitale p,riva.to un investimento per
nuovi impianti id.r o-elett.ricii.
Si rinnova in questo campo lo svolgimento di
attuazione veri.beatosi per le ferrovie, per le bonitiche, ecc. L'iniziativa privata attua le opere che
rimunerano sufficientemente i capitali investiti.
Ma J'interesse pubblico esige ad un certo tempo
uno sv.i.luppo ,ancora maggiore. Inte.rvi.ene allora
lo Stato con sussidi, premi, esenzioni, a integrare •le private .imprese. Ove oc-c orra, gli Enti pub
bli.ci si fanno direttamente assuntori ed esecutori
di· opeire d'inte•re.sse , sociale.
Quando con la legge Baccarini del 1882 si stabilì Ja esecuzione statale deihle boniitiche, s1 neo-
112
nobbe che lo sviluppo cli esse rispondeva ad un
pubblica neoessità e che pedanto doveva aiutarsi la loro esecuzione.
Questo stadio si afferma raggiunto col disegno
di iegge che la Commi&sio.n.e della Camera, .relatoci gli onorevoli Rui.ni e Zaccagnino, .ha concordato col Ministro dei Lavori Pubblici on • .Bonom .1.
Con esso si propone di accordare ai conc~ssionari di serbatoi e laghi artificiali:
a) l'e.sonero parziale o totale del canone per
la derivazione, s81l~a la quota devoluta agli enti
locali~
b} la f.aiooltà di sottopor,re a CO!tltributo i fondi irrigabi.1i;
e} sovvenzioni g'ove.rnative vincolabili a g'ara.nz.ia delle operazioni hnanzi.ar.ie.
J.n sostanza lo Stato concorrerebbe nella spesa
di costruzione del serbatoio o lago nella misura
di ci.rea uin. terzo, sempre quando sia dimostrato
che occorra questo aiuto per rendere rimunerativa l'impresa. Il concorso dello Stato può essere
ainche maggiore qua.rido con la costruzione d el
serbatoio si risparmino opere idrauliche di boni6.ca od altri lavori sussidiati.
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE 1TALIANO
Tuttavia in alcune regioni, meno progredite industrialmente, l'iniziativa privata potrebbe non
rispondere: a stimolarla penserà lo Stato, che
dopo opportuni studi sui bacini imbriferi indirà
apposite gare per concessioni di serbatoi.
Ove nemmeno taile espediente sortisse effetto,
lo Stato potrà senz'altro provvedere direttamente
alla costruzione di serbatoi e laghi artificiali.
È questo
logico coronamento a cui occorreva
giungere per attuare in ogni caso il fine di pubb lico interesse inerente alla maggiore possibile
disponibilità cli energia idro-elettrica.
Intanto è da segnalare col più vivo compiacimento che il Ministro Bonomi, precorrendo, per
l e ingenti necessità dell'ora, l'autorizzazione alla
d iretta esecuzione di Stato, con decreto del 26
a prile ha èlisposto che il Ministero dei Lavori
P ubblici costruisca, con un 'anticipazione di 20
m ilioni di lire, impianti idro-elettrici per fornire
e nergia a stabilimenti militari durante la guer•
ra e per elettrihcare in seguito le ferrovie.
Concludiamo: l'agevolare la privata industria.
e tentare sag'acemente. dov'ess,a manchi. una dir etta esecuzione di Stato, per accrescere possent emente e rapidamente il patrimoni~ elettrico na: ionale, signihca servire con amorosa devozione
la Patria, che, dopo rimmane sforzo guerresco,
cleve trovare in sè gli elementi necessari per viv ere e prog'redire.
a
LA SIDERURGIA ITALIANA.
lo sono un entusiasta della vostra Rivista
ci scrive il marchese Ridolh - e un fervente del
programma da voi opportunamente svolto per ris vegliare e formare la coscienza industriale d'Italia. In grazia di questo mio entusiasmo e fervo•
re mi sia concesso c;li sottomettervi qualche osser•
va:zione.
Avviene talvolta che, per difetto o in.esattezza
d i certe informazioni, si espongano de,i dati e si
{ a ccia.n delle affermazioni che posson nuocere,
anzichè giovare, alla causa che certamente sta a
c uore di tutti, della giusta difesa della nostra ind ustria.
Ad es., nel n. 3 del Marzo decorso a proposi•
to d,elr« Indus-tria Siderurgi.ca » nella « Rasse•
~n a del Movimen.to Industriale italiano» si dice
ch e con una produzione (1913) di 933.500 tonnellate fra ferro e ferro omogeneo i nostri Alti Forn i non hanno dato che 426.000 tonnellate d.i ghiH di affinazione. La forma di questa frase f arebb e e'enerare l'imnression.e che la produzione dei
ostri Alti Forni fosse stata impari al compito di
fornire la ghisa occorrente per la richiesta na:.io•
nale. Questa impressione è confermata ancora
dai1la frase successiva in cui si dice che interven•
gono cc a ristabilire l'equilibrio fra la materia prima e il prodotto << 515.000 tonn. di rottami l> e
da altra frase in cui si lamenta come, in confronto a tonnellate 675.000 di rottami consumati nel
1913, la parte di materia prima nazionale sia soltanto di quelle 426.000 tonn. E si viene a simili
esplicite conclusioni:
a) questo stato di cose pone la nostra industria siderurgica in condizioni di evidente infe•
riorità.
b) importa intensificare la produzione na:.ionaJ.e della ghisa.
Mi sia concesso retti6.care, o almeno commentar-e, qualche dato di fatto per togliere l'impressione causata da certe cifre presentate in quella
forma.
La produzione di 930.000 tonn. di laminati di
ferro e ferro omogeneo del 1913 si compone di
130.000 tonnellat,e in ferro e 800.000 tonn. in ferro omogeneo.
Per produrre le 130.000 ton.n. di ferro, in ragione di circa 1,25 tonn. di rottame per tonnellata
di ferro laminato, occorrono tonn. 160.000 circa
di rottame, come detto nell'articolo.
Le 800.000 tonn. di laminati di omog'eneo si
;mò rit-e.nere che sian costituiti da lingotti prodotti per circa 280.000 tonn. col trattamento a
ghisa li:iuida e per circa 520.000 .t onn. col trat•
tamento a ghisa fredda.
Per le 280.000 tonn. ottenute con ghisa liquida
occorrono: rottame cir.ca tonn. 70.000; ghisa circa ton,n. 233.000.
Per le 520.000 tonn. ottenute con ghisa fredda
occorrono: rottame tonn. 440.000; ghisa tonnellate 145.000.
In tutto dunque tonn. 510.000 cirèa di rottame e tonn. 380.000 circa di ghisa.
~e 510.000 tonn. circa di rottame sono dunque
necessarie per la produzione delle 800.000 tonn.
di omog'e·n,eo richieste dal Paese, indipendente•
mente dalla quantità di produzione della ghisa
nazionale. mentre dal contenuto dell'articolo re•
suita l'impressione che si sia ricorso al rottame
perchè mancava la ghisa nazionale.
Il fatto che per produrre omogeneo occòrra una certa percentuale cli rottame, mag~iore nel
trattamento a ghisa liquida, minore nel trattame·nto a ghisa fredda, non è di natura da dedur•
ne le conclusioni a) e b) di cui sopra; non costistituisce, per questo riduardo, alcuna inferiorità
nostra in confronto dell'estero e non dimostra la
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.JIJ La grande Industri
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• di .AVIAZIONE .e
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: di MA.RINA
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RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
necessità, sempre per questo riguardo, di: intenihc.are la produzione nazionale della ghisa. Per
produrre la quantità di lamiinat,i d'omogeneo qual
fu la richiesta nazionale nel 1913 di tonn. 800.000,
la produzione ,di ghisa italiana da -affiinaggio d~
tonn. 426.000 fu ,jn"ù che su/fciente. E difatti re•
sulta anche dalle statistiche come la importaz.ione di ghise -e stere, che fu nel 1913 di 212 ~ila
tonn. ( e non 250.000 ,come è detto nella Rassegna), è composta in massima parte da ghisa da
fusione, in minor parte da leghe metalliche, e in
minima parte da ghisa dj .af6.naggio o ematite. Nè
la ghisa d-a fusione nè le leghe metalliche si produce ano nel 1913 in Italia; ma resulta che la
ghisa che serv e specialme·nte per la produzion·e
d.e1l'aicciaio è . dunque quasi tutta fornita dalla industria nazionale.
Malgrado questa retci-6.ca di fatto, devo pur
consentire come debba ess·e re oggetto di serio
studio l'intensi-6.care la produzione di ghisa na:z:.ionale, ,i l ridurre quanto sia possibile coll'utai:z:.zaziane delle nostre energie ~dro-elettriche l'imp.iego del carbone estero come coef6.•ciente di riscaldamento, di forza motrice e di riduzione; e
ciò, s,Ìa perchè è da augurarsi che la richiesta di
lami,n ati di •ferro e di acciaio, che fu di 933.000
tonn. nel 1913 ed è aumentata del 30-40'}{ ·negli
anni di guerra, cont,inui a salire in ragione del
progred.ire della nostra vita economica industriale ed agraria, sia perchè la produzione, forse di
ghisa, e certamente di leghe .e di acciai sp-eciali
dev'esser promossa come fu e incoraggiata e sviluppata nei forni elettrici, -s e non altro per emancipar la nostra .industria dalla .i mportazione di leghe ferro-metalliche.
Si dica pure che quello del forno el,ettrico è
problema di alta importanza, ma non s.i dica che
è il « pr.>blema maSis.imo ». come quello che debba condurre alla « graduale trasformaz.ione da siderurgia .a ca.rbone in siderurgia elettrica ».
Questa sostituzion·e non avverrà mai, perchè ,n o,n
può avvenire; la siderurgia elettrica dev'esser caldamente auspicata e p.rotetta perchè prenda viitale sviluppo come ausilio e complemento prezioso all'altra siiderurg;ia a ,carbone, e perchè possa
così esser provvisto all'aumento prevedibile eJ
augurabile anche in tempo di pace della ir.ichie.sta
nazionale di acciaio, indice di progresso, di civiltà e di benessere. Ma non bisogna propagare la
impressione, con delle affermazioni i,n ce•r te e non
ben chiarite, ohe la .industria della ghis,a in Alto
Forno che sarà sempre l'industria .madre present.i altra condizione di debolezza e di inferiorità all'in,fuori del necessario tributo al com-
bustibile estero; a compensare con equa protezione questa forzata dispaitità di costo nazionale
( a cui ,nemmeno l'impiego dei forni ,e lettri,ci potrà efficacemente opporsi) provvidero i legislator1 del 1887 e provved,eraM10 quelli che determineranno la misura e la forma delle future tarilfe.
P •rovv.ederanno con tanto maggior fede in quanto l'es·per.i enza ha dimostrat,o come i nostri in,..
dustrial.i abbiano Ì:n appena 12 anni, dal 1902 al
1913, saputo portare la produzione della nostra
ghisa daJ nulla, si può dire, da 30.000 tonn. a oltre 400.000, e quanto s•ia ,stata d,i ausilio alla difesa naz.ion,ale l'energia fattiva della nostra industria siderurgica.
L'UTILIZZAZIONE
DEI COMBUSTIBILI NAZIONALI
La utilizzazione dei combustibili nazionali non
può venire abbandonata in questo momento alla
so·l a iniziativa 1privata, ma deve essere spinta~ intensi-6.cata, e sopratutto di ciplinata da provvide
di,sposizioni di governo.
Il limitarsi a dichiarare decadute le concess.ioni per ,estrazione di combustibile che non siano
srate attivate · entro breve limite di tempo, è poco
meno che nulla, è provvedimento semplicemente
n•eg'a~ivo. Chi ha ottenuto una concessione del genere~ la sfrutterà o la lascerà cadere, a seconda
che avrà riscontrato oppur no di poterne cavare
un proprio utae. e nel ca,so ,attuale un utile immed~ato. Provvedim,ento molto migliore e più ef-6.cace sarehbe quello di facilitare le concessioni
ren,de.n do semplici ,e r.apide le pratiche relative,
fac-endo intende-re a nonna burocrazia che certe
inez,ie e certe lungaggini, conda,ninabili <Sempre,
sono ora preziose, alleate dei peggiori nemi.c.i che
aJ. f.ronte interno dobbiamo combatteJ'le,
Ma anche questo è troppo -p oco, qua1ch.e co.sa
di più e di meglio si deve .invece fare ancora.
Il problema è complesso, poliedrico, ,e deve
essere studiato iin tutte le sue facce.
Ma questo ,non è ,c he un lato del problema.
La sostituzione, per quanto è possibile, delle
ligniti e delle torbe al combustibile importato,
port>erà •a spende,r ~ in paese :il dena-ro che per ta•
le ,combustibile converrebbe ma111dar fuori. E questo è un· altro lato aincora, che non deve venir trascurato, tanto ,p iù che ad esso altri ne sono contigui, minori forse ma non privi di ,i mportanza: la
questione de,i :camhi, e sop.ratutto quella deUa disponibilità del tonnellaggio nei trasporti. Mi nori
saranno i pagamenti che avremo da fare alJ.'e,s te1
115
AU -TOM· OBILI
DI
TORINO
Agli Stabilimenti che lat:Jorano
per -la 'Difesa Nazionale è sem·=
pre riser(?atò, per sollecita con=
segna, qualcuno dei nostri
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RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
ro e più scenderanno i cambi. Minor quantità cli
carbone dovremo importare e maggior disponibilità di tonnellaggio avremo per altri trasporti, clereal.i e metalli di cui abbisogniamo, con forse con•
eguenite per quanto lieve miglioria di noli.
UN PROGETTO DI FUSIONE
DELLE SOCIETÀ DEGLI ESPLOSIVI
Abbiamo Jetto .in. alcuni giornali questa informa:1one:
« Nei circoli hnan:iari competenti si ha notiua che un progetto di fusione delle principali società che fabbricano esplosivi in Inghaterra e
nella Scozia ha avuto un lusinghiero successo.
La nuova unione comprenderà la Compagnia Nobel che, come è noto, ha in Italia i suoi grandi
stabaimenti ad Avigliana (Torino), la ditta Curting e Nobel e parecchie altre case importanti di
Birmingham ».
Dunque è cosa che riguarda non soltanto ringhilterra ma anche l'Italia - osserva la Pre,f,arazione - data l'importan:a che gli stabilimenti
di Avigliana hanno per noi, nei riguardi dell'industria e della guerra.
È un legame che si stringe sempre più con l'Inghilterra, e quindi, in linea di massima, nonchè
avervi contrarietà, potremmo vederlo con vera
simpatia. Ma l'esperienza passata ci ammonisce
che, in fatto di « trusts », bisogna andar cauti an•
che con gli amici. Da noi ogni « trust >> ed ogni ac..
cordo industriale con le industrie di fuori, si è
sempre manifestato, alla resa dei conti, come un
impedimento alle nostre industrie a vantaggio
delle •i ndustrie co~ociate d'altri paesi.
Le amicizie, anche le più sincere e le più rispondenti al sentimento - come appunto quella
dell'Italia per ringhilterra - possono avere degli alti e dei bassi: negli alti i punti difettosi o
deboli di certi a.cco.rdi industriali o commerciali
FABBRICA PIACENTINA vi BOTTONI
'
VACCARI, lng. GAllHTO &C. - P1lCtN:ZA
STA BI LI MENTI:
'PIACENZA • 'PONTE .'DELVOLIO
e
RIVA
Bottoni Corozos e di Of!ni specie - Lavorazione mi;zuterie metallo - Fabbricazione
proiettili e parti spoletta
---------TELELONO 16
Indirizzo Tetegr. 'BOTTONI.
possono essere attenuati dalla buon.a volontà delle parti; ma nei bassi non c'è più nulla che li attenui e li corregga. Il vantaggio o a danno reatano
a chi spettano per a modo come furono ini:ialmente definiti gli accordi.
Ci auguriamo perciò che nel caso di questo
«trust» fra le fabbriche di esplosivi il. nostro
Governo si assicuri che le ragioni e gli interessi ·
dell'Italia siano ben tutelati. Che, in altri termini, l'accordo che sta per •i ntervenire fra i sopra
citati stabilimenti non signibchi in alcun modo
dipendenza e subordinazione di azione degli Sta•
bilimenti di Avigliana verso gli stabaimenti che
hanno sede ·a ll'estero.
Noi pensiamo che la guerra che ci ha liberato
- così almeno si spera! - dalla tutela e dal controllo degli amici di ieri, non debba farci andare
sotto la tutela ed a controllo degli amici d'oggi e
di domani.
GLI OLII DI SEME E D'OLIVA.
I consumatori d'olio dell'alta Italia scrive
!'on, Guido Podrecca - non hanno palato. Preferiscono all'oliva saporosa gli oli di seme senza
colore, senza odore, senza sapore, ma ·- in cam•
bio - pesantissimi allo stomaco e di difficile assimilazione e digestione.
I negozianti - naturalmente - per i loro affari, seguono la corrente del gusto pubblico, anche se traviata; onde froviamo a Genova una
« Società Oleifici Nazionali » che produce seiçen•
to quintali d'oli di sesame al giorno, impiegando
tutta materia prima d'America; e troviamo a New
York una « Winter-Union Providence n che manda in Italia oltre 500.000 quintali di olio di sesame e di cotone all'anno, senza dire delle sue innu.
merevoli varietà di oli. tutti di scsame, ma tutti
con denominazioni diverse. Eppure anche a
voler tagliare la troppo saporita oliva - lo si potrebbe fare senza uscir d'Italia. A Treviso - non
so se esiste più - e 'era una fabbrica di olio di
granone, per taglio, ottimo surrogato del sesame ~
in Friuli i nostri vecchi ricordano - e se ne trova ancora traccia nelle piccole a:z.iende agricole
- l'olio di rav,'zzon.e, del quale però, eh 'io mi· sappia. non si è mai tentato a raffinamento su larga
scala.
Questi oli nazionali - disciplinandone la ·produzione potrebbero egregiamente sostituire
quel pestifero olio - cosidetto di linosa e di coc~me - del quale si fa largo uso, specie per friggere, in Lombardia.
117
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RASSEG A DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
Ogg,i il paradosso - determinato dal corrotto
gusto dei consumatori settentriona,l i ha portato le cose al punto che gli oli di seme ( che hanno un valore intriinseco assolutamente i.nferiore)
si vendono siul mercato quasii al prezzo dell'olio di
oliva ( da L. 280 a 300 al quintale) e sono milioni
e milioni .che vanno all'estero ad OIJl.ta del dazio
protettore di L. 15 al qui.ntale imposto agli oli c1i
seme dal Gove.rno italiano.
È l'assurdo •realizzato: l'olio d'oliva gustato d•a·
gli ospiti di Lucullo e di Mecenate, che 'iJ. mondo
invidia all'Italia, è pospost dai nostr,i consumatori alle indigeste miscele che •~i vengon,o d'oltr e
oceaino.
Ncm. sa,premo ,dUitlque mai essere italiani, neppure ... ne.I condir l'insalata?
I DIRITTI DI PROPRIETÀ INDUSTRIALE.
È for,s e sfuggito all'attenzione detl pubbliico un
recente decret,o pubblicato sulla cc Gazzetta Ufficiale» del 10 ap.rile, che tocca una questione d,i
notevole interesse per le industnie nuove.
L'argomento verame,nte non velJlln:e considerato
.in tutta la sua estensione dal suddetto decreto
(22 marzo 1917, n. 533), nè si è ancora giunti a
tutte le con~egue,nze cui per il bene del Paese, è
augurabile che sii arrivi quainto pr.ima.
Il decreto iin parola lascia comprendere che
forse esso ,non è che il preludio di altri provvedimenti p,iù radicali e più coerenti. Ciò si deduce
dalla premessa, i.n cui sii riconosce esplicitamente
non la convenienza, ma, senz'altro, la « necessità » di disciplinare :i diritti di proprietà industriale de.i sudditi di paesi ,neimici, in modo che essi
non possaltl!O recare ostacolo all\~so di invenzioni
che ,interessano la di fesa ,dello Stato, « o di cui
possa comunque aver bisogno di servirsi l'industria nazionale >>.
Parrebbe da questa premessa che dovessero
seguire disposizioni legisllative corrjspondenti a
quel.la che è l'attesa g'e-n erale degli :indu.stri,ali itali ani, desiderosi di fattivamente cooperare alla
ver.a e reale emancipazione im::lustriale dalla Ge,rmainia, col fondare in Itali•a quelle indu.stri1e, che
erano monopolio più o meno assoluto degli attuali nemici.
L'lngh,ilterra, com'è già noto, senza ecc•e ssw1
timori o preoccupazioni, con la legg.e 7 agosto
1914 e sue essi ve, ,ammett-e addi.riittura « l' annullamento o la sos,pem,sio~e senza limiti di tempo > dei b re vetti e dei marchi .depositati da sudditi nemici od anche setp.plicemente da ditte che
lavoraino od hanno sede in J)aesi nemici, purchè
vi sia un inglese intenzionato di sfruttar.Li o di farli sfruttare.
Al contrario, ecco ch e cosa dispone i,l recente
dec r eto italiamo.
Il primo articolo non interessa perchè rig'uarda il materiale bellico: « per la durata della g'uerra è sospesa l'efficacia d elle privative industriali
apparte nenti a sudditi nemici e a ditte o società
residenti in paesi nemici, per invenzioni che riguardino il materiale b ellico o che possano essere utilizzate per scopi militari».
Il se,con,d o articolo riguarda-le altre industrie
e così si esprime:
« Se cc r.agioni di ~nteresse pubblico » e1sigono
l'attuazion e neUo Stato di invenzioni tutelate da
privativa a favore di sudditi nemici o di ditte o
Società resiJenti in paesi nemici, potrà essere
concesso, a chi lo richieda, di usare di tali invenzioni cc durante la guerra» anche senza il ccmse.-iso del titolare della privativa ».
Agli in.dustriali italiani, dunque, che avessero
vaghezza .di tradurre in realtà i;l ..sogno dell? nostra emancipazione econ~miica, si consentirebbe
con questo decreto di impiantare industme di monopoli.o tedesco, a queste due condizioni:
1) che vi siano ragioni di inte.resse pubblico, accertate ,dal Min·i,stero -dell'industria, su parere f.avorevole ,d ella Commissione che esamina
.i ricorsi i.n ,materia di privative industriali;
2) che la ,n uova industria si organini e viva
« iSOltanto durante la gue.rra » ,e, poi scompaia, per
lasciar di ,nuovo libero• campo .al ,pro.d otto tedesco.
Non V 'h-a eh.i non veda assurdità di una tale
condizione; quasi quasi è da chie.dersi ,p erchè ·
mai, nella purezza della nostra scrupolosa onestà, non si ,s ia stabilito anche un cong'ruo indenn ,izz.o per il titolare tedesco del brevetto di pl'l1.va tiva l
Si rammenti che. ' il decreto porta la data de.I
22 marzo 1917 ed è stato reso di pubblica ragione il 10 aprile 1917. Come si è potuto pensare che,
prima ,della cessazione della guerra, degli industriaLi avrebbero trovato conveniente di organizzare lo sfruttamento di un brevetto nemico, sia
pure p e r rag.i•oni ,d i interesse pubblico {e non e
f,orse di interess1e pubblico lo scopo che le industrie nuove si progong'ono ?) , con la minaccia di
vedersi costrett,i da un momento all'altro a cessare ogni larvorazione, a mettere in ,l ibertà la maestran a f aticosaimente creata, ed a liquidare in
fretta la fabbriica?
Il decreto nella premessa conteneva un principio gius,to: pareva che ci si avvicinasse al e-on-
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eetto inglese. Ma la premessa è rimasta tnvece
,nora soltanto una promeua.
Non ci si deve però assolutamente fermare a
questo punto.
È inammissibile che dopo aver tanto parlato di
jndustrie nuove, e incitato a far proposte e studi,
-ed a stimolare, e incoraggiare iniziative per dar
-vita a industriie animate da capitali e lavoro italiani. il Governo abba.ndoini ,all'ultimo momento
i voJenterosi.
Si è sempre affermato che è di interesse na•
zionale promuovere questo rivolgimento econo•
mico, queste nuove attività, prima sopite per ignoranza o .soffocate dalla prepotenza straniera.
:non certo vellicate da scrupoli di altruismo iin.ter<nazwnale: di quali altre ragiOlrli di interesse pubblico si va ora f-anta.sticando 7
L'AVVENIRE DELL'INDUSTRIA
COTONIERA.
Il dott. Canzio Bruno Canto, ammi.n1stratore
.delle « Manifatture cotoniere meridionali». ha
-detto in un 'intervista col « Sole » sull'industria
-cotoni-era:
<< Che l'industria cotoniera possa contare su di
·um fecondo campo di attività nell'immediato dopo
-guerra è fuo.r di dubbio. La nostra industria si
troverà durante un certo periodo in una condi·zione di vero privilegio. Non solo gli imperi centrali non faranno sentire la propria concorrenza
perchè debbono anz.itutto pensare a ve.stire più
,di cento milioni di individui oggi sprovvisti di tut.
-to ed a ricostituire i propri stocks di materia prima e di manufatti, ma ricorreranno ess-i stessi alTindustria estera per raggiungere con maggiore
rapidità rintento. Gli Stati balcanici e l'Asia minore. tradizionali nostri clienti. continueranno quin.di ad esser tali; auguriamoci solo di non viziarli
come prima e di saperci far valere per la realizzazio,n e di tutti i vecch-i nostri crediti. Purtrop•
po, a suo tempo. vi furono debolez.ze imperdona•
·bili in fatto di tohleramze e di Gdi.
« Si teme venga a mancare la possibilità di im·portare tutto il cotone di cui abbiamo bisogno
pel funzionamento in pieno degli opiGci. e si pen•si perciò ad una riduzione di lavoro accoppiata a
proibizione o limitazione di. esportazione onde
non manchi nel Regno quanto può occorrere. Non
-discuto, perchè ,non tocca a me il giudicare per
quali materie prime iJ Governo trovi pi,1 conveniente impiegare ,i l tonnellaggio disponibile: mi
limito perciò a segnalare il dan,no, lasciando a chi
.ha la respcmsabilità dell'economia generale di va-
lutare se esso sia o no da tenere in maggior conto di eventuali altri. Al termine delle ostilità occorre che la nostra industria si trovi a lavorare
in pie.no per ,n~n. essere seconda nel presentarsi
sui mercati da riconquistare. Dovrebbero in quel
momento essere perhno emanate disposizioni per•
mettenti, durante un mese o due, l'abolizione di
qualsia.si restrizione di lavoro notturno o straordinario. In poche settima.ne si dovrebbe poter fa•
re miracoli. I primi saranno i preferiti più tardi.
per parecchi ann-i: quindi il da.nno derivante dal
non pot~r attua.re un simile prog.ramma deve esser valutato con criteri di vista lunga •.•
<< Abbiamo in Sicilia clima molto adatto alla
coltura del cotone, e sopratutto di cotone che for,se meglio rispoinde ai bisogni delle nostre hlatu•
re ,in co,nfronto a quello africano. Vi fu un tempo
in cui tale coltura era assai estesa nell'Italia Meridionale. I bassi prezzi toccati dai cotoni america.ni in alcune stagioni la scoraggiarono, ma è
a presumere che per molti anni quei pre.zzi non
si rivedranno, ,.s ia a causa dei noli, sia a causa del
più alto Jivello del re,ale costo in America, sia infine per !"accresciuta richiesta in proporzione
maggiore alle possibilità di aumento dell'offerta.
« Si tratterebbe piuttosto di regolare razionalmente una tale coltura colla costruzione anzitutto dei ,s.erbatoi montani destinati ad irrigare specialmente le pianure di Catania, di Siracusa. di
Terranova e di Licata per un complesso di trentamila ettari con un volume di acqua di parecchie
centinaia di milioni di metri cubi, problema che
se~bra attiri proprio in questo momento rinteresse del Governo, che pare si proponga accordare de-i sussidi simili a quelli per le concessioni
di ferrovie.
« Col concorso di tutti i cotonieri potrebbe
quindi essere costituito un Ente che si incaricase addirittura della coltivazio:,e del cotone e della ..sua distribuzion e a prezzo di costo fra gli ade-
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r nti iin proporzione ai capitali sottosc:ru:tti, ovv,ero garantisse semplicemente agli agricoltori.
per un conveniente numer,o di anni. un prezzo
minimo pel prodotto il quale. quando non andase ve,nduto in tutto od in pairte a contratta~irone
libera a prezzo superiore, dovrebbe essere accollato all'Ente che sosterrebbe la perdita con contributo proporzionato, per es,empio. all'importanza degli impiainti i,ndustr.iali e magari reso obbligatorio per legge. Calcolo che ,si potrebbe ricaivare
per tal modo poco •meno di qua.rantamaa balle. cifra certo piccola di f.ront,e aii bisog.n i, ma in s~ già
rispettabile. È cosa che anche psi.cologiicament·e
pex,suade di più e dalla quale potrebbero scatuJ"ir,e fav,orev,~ ,i d e cis ioni .ainch,e pel p.x,oblema colonia1e ».
I « CONGLOMERATI )) DI COMBUSTIBILE
Per provvedere alla ,deihcenza del carbone mineral~ il Comitat,o Nazionalle per i combustibili
si preoccupa ora ,sopratutto di far sorgere stabilimenti speicia.Li per la ;fabbricazione di mattonelle di lignite. sia composte di solo minerale, sia
formate con conglomerati quali la pece, il catrame, il bitume eh.e 1o stesso 001mii.tato fornisce e
che si prestano per la forma per U\Il,a più pratica
utilizzazi:ane. Sono infatti sorte e vanno seimpre
sorgendo ·varie f aibbriche specialmente a Spe:z.Ìa
ed a Milaino. altre prieparano conglomerati cli ma-t tonelle di torba ch,e. convenientemente essiccata
.e oomp,r,essa. potrà utilmente essere adoperatta
nel prossimo -inv-e•no10. A tal proposito si intensihca lo sfruttamento di torbiere di più rapida coltivazrione, e più vicine aii centri di consumo. Disposizioni importanti sono poi quelle recentemente p.l'ese contro gli speculatori ,e d accaparratori che usando og.nii mez:z,o di bassa speculazione, fira oui frequentissimo quello di compra e vendita cli l,ignite a 1llo scoperto, aveva,nio fatto sì che
il pr,ezzo di questa raiggiunge1Ss,e prezzi proibitivi.
anzi f avofosi, sino alle 230-300 lire.
Per eliminare tali inconvenienti si è stabilito
di dare precedenza ai contratti direttam.ente con-elusi fra le mi.ni1el"'e e gli stabilimenti commerciali che bisog'na,no ,d i minerale, preferendo inoltre
gli staibilime.n ti ausiliari ,e quelli che in qualunque modo lavorano per la difesa dello Stato~ una
parte della p~oduziion,e continua sempre ard essere prelev ata perchè possa servire ai bisogni più
orgenti e aille momentanee dehcienze. Tale prelevamento s,i fa a prezzo medio concordato, e nel
caso s-o rg'ano c-o ntestazioni~ si ricorre a speciali
arbitrati. In taJ modo -i l prezzo della lignite si ag'•
gira intorno alle .Lire 30-75 secondo la qualità, jJ
numero di calorie, .iJ grado di essiccazione ecc .• ed
il comitato stesso provvede ~:I traisporto a m 1ezzo
di carri ferroviari, risolvendo ~ osì il problema
della dehcienza dei mezzi .d i trasporto, per cui . il
fossile r.im.aneva spesso inutilizzato. Il comitato
.in:6.ne non tralas,cia di seguire ,i risultati delle nuove ricerche che si vanno man mano f ai0endo p er
intenso.beare la produzione specialmente n -elle ll'tliMetl'e più vicin•e ai oentri di èonsrumo.
L'ON. ASTENGO E IL PROGETTATO NUOVO
GRANDIOSO PORTO DEL MAR LIGURE.
L'oin. Ast-engo pubblica sulla Tribuna una ,protesta contro l'atteggiamento pr,eso dalla città di
Genova nei confr.onti di Sav,ona .e Vado Ligurie.
« La regione piemontes,e - se.rive on. Astengo
va da molti anni sviluppando m 1eraivi.gliosam •entè le sue abbondanti eruergie nel cam,po ·a g'.rario e ,in quello industriale per mod,o ,c he insuf:6.cienti sono diventati ,i mez2a. di oomuniicazione
,e ,di traisp.orto da e per id mare ligur,e. È impellenrt,e 1a neoessità di provveder.e ad uno scalo mairittimo capace del traffico attuale ·e d.el maggiiorie
che presumibilmente si v,erihcherà nell'avveln.ire.
Al px,imo scopo ~ttende da parecchi an'nli un benemerito comitato costituitosi a Torino da persone e aiu,torità competenti, il quale ha com,p iuto lo studio ,e -ill progett.o di un ,canale navigabile
-interno desti.nato a m ,ettere in oomunicazio.n 1e· il
Pie monte col .mare, con sbocco nella re,gione di
Vado. Per la soluzioin1e -de1 problema portuario eh.e
richi:edel"'ebbe una ril-evant,e somma .di .milioni da
parte ,d dlo Stato, si presenta .il progetto di una
concessione a privati per la costruzion,e di un
girandioso porto da eseguirsi •n elle acque fra Savona ,e Vado per modo da utilizzarsi sen~a costo di
spesa la ra,da naturale di Vado ,e a provvedere
largaimente ai bisogni pr:es·enti e futuri d.eil commercio piemontese. Qu,est 'opera di ,evidente utilità na2lionale nulla costel"'ebbe allo Stato, il qua,I.e
alla scadenza ,d el termin,e hssato ne div,erriebbe
l'assoluto p,roprietario. Contro questo progetto.
che non 1,ede per nulla gli interessi -e i diritti di
Genova, insorsero ,l,e rappresentan:z,e politiche e
amministrative di questa città.
Il deputato di Savona rif e,r .isoe qui l'ordi.ne deJ.
giorno votato da dette rappvesenta:nze e trasm,esso al Presidente del Consiglio e aJ Ministro dei
LL. PP. e così lo commenta: « Ri.teneo inopportuna e ingiusta questa levata di scudi da parte
della città di Genova, la quale ci fa ricadere in
pieno medioevo ,in maiteria di competizioni regio-
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nali, chè è diretta contro un •opera assolutamente
necessaria allo svolgimento della 1mportant.e economia del Piemonte, che, .eer quanto riguarda il
porto, nulla costa ~Ho Stato e che non lede in al~
cun modo i diritti e gli interessi di Genova. Savona non ha mai ostacolato nè può ostacolare oggi i pr ogetti. le opere tendenti al maggiore incr,emento del traffico marittimo e ferroviario di
Genova. ma crede di avere il diritto anzi il dovere di provvedere nel miglior modo allo sviluppo
d,el commercio che è per ragioini geografiche di
sua esclusiva competenza, e di pretendere di
non essere a sua volta ostacolata dall'inopportuno ingiustificabile intervento di teni, .determinato soltanto da ragioni di nessun conto morale
ed economico. Data la conformazione del se tentrione d'Italia, i porti di Savona, Genova. Spezia
e Livorno hanno speciali zone di penetrazione. di
.competenza economica, le une indipendenti dalle
altre. Per fortuna nostra il traffico delr1ainter1anJ
verso il mare è così elevato da poter soddisfare
alle legittime asp.irazioni di ciascun porto, senza
che d,ebba,no nascere invidiose competizioni e
contrari,età degne di altri tempi. Genova in parti ..
colar e ha vastissimo campo di azio.ne capace di
assorbire tutte le sue energie se,nza aver bisogno di osservare con malocchio il benessere delle
città sorelle. Il suo gesto odierno contro Savona
e Vado non è stato punto felice e se il Governo,
a cui fu rivolto. lo secondasse, costituirebbe un
pericoloso. dan.noso precedente contrario a tutte
le conquiste della civiltà e del progresso.
GLII INDUSTRI ALI VARESINI
E IL DOPO-GUERRA.
La Camera di commercio di Varese, in una sua
seduta, ha adottato la seguente deliberazione, su
proposta della Commissione di Legislazione e
Statistica:
e< Il Consiglio della Camera di Commercio e
Industria d,i Varese, premesso che la prepara%.lione industriale per il dopo guerra, specialmente
per le industrie già esistenti, debba avere riguardo successivam,e nte ai due problemi, tecnico l'u
1no, interessante le industrie che lavorano per la
produz.ione bellica, commerciale l'altro. intères·
sante tutte le industrie di ogni genere. ma in par•
ticolar modo quelle che hanno sempre lavorato
1
per l'esportazione o che a questa nel dor,o guerra
dovranno rivolgersi per conservare nei limiti del
possibile l'ampiezza di produzione i-n questi anni
raggiunta;
(< fa voti :
« 1. - che gli industriali i quali debbono aG'ron.
tare .i] difficile problema della trasformazione tee..
nica e dell'adattamento alla produzione cli pace,
vi provvedano categoria per categ'oria. con opportuni accordi, nell'intento di evitare errori gra•
vi, inutilmente dannosi per l'economia nazionale :
« 2. - che tutti gli industriali di ogni categoria procurino di sottrarre le loro industrie ad u•
na produzione e ad una vendita anarchica e disorganizzata. conclude.ndo opportuni accordi commerciali, diretti a regolare, nel modo che si riterrà più conveniente, a seconda delle speciali condizioni di ogni industria, il mercato di vendita. e
ciò specialmente per le industrie esportatric.r;
(< 3. - che ai suddetti due scopi, le Camere di
Commercio dedichino l'opera propria, perchè col
loro carattere di disinteresse. molto possono fare
per agevolare gli aC'cordi fra industriali:
<< 4. che nelrinteresse na::.ionale, l'associa2:ione fra industriali sia opportunamente regolata
con una le~g'e che permetta e promuova il sindacato per espo;tazione e sottoponga ad opportune
norme di ' f!l"eno il Sindacato per il commercio interno».
IL COTONE E LE NOSTRE COLONIE.
Il comm. Edoardo Amman, vice-presidente del
Circolo industriale, commerciale ed agricolo, tr~ttando in un 'intervista col Sole dell'industria cotoniera ha ' detto:
« Sono dediti, ora, all"industria · cotoniera,
for,s e più, ma non meno, di 200 mila operai. Gjrano circa 4.800.000 fusi e battono 150.000 telai.
Molti. molti milioni di caritali d'impianto e circolanti sono i~pegnati nell'industria cotoniera.
Ai prezzi attuali si può calcolare che non si lavor,a meno in ItaJ.ia di un miliardo di lire di mate- .
ria prima in un anno. La question,e della materia
prima, per l'avvenire, preoccupa. L'Ame.rica e
l'India, principali produttrioi di cotone, hanno
sempre dimostrato di poterne fornire quanto basta ai paesi che non ne producono. Però non è
men.o vero che il dipende.re da poche ed estranee
fonti di produzione è sempre un.a s·erv.i tù pericoIosa ed i famosi trusts americani han111-0 già dato
esempio di questo penC'olo. Non è, dunqu,e, a dire quanto sarebbe utile che anche in suolo nostro si coltivasse e si potesse racco~ere questa
indispensabile materia prima.
« Le prove fatte nelle nostre Colonie ove si hanno terrenii e climi adatti aJla coltivazione del cotone, non ebbero resito sperato solo i>erchè vi
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alle coste ,e da queste, attraverso il mare, fino ai
mercati. Promuovendo la coltivazione del coton,e
in Eritrea e nel Benadir pri.ma d:i av.eire creati i
mezzi .di trasporto, ,s i è messo il carro ,a vanti ai
buoi. Si è ripetuto il fatto già v erihcatosi in a,lcun.e provincie di questa •nostra fertile Italia. ove
il vino ed altri ,pr.o dotti in armate ubertose furono
invihti per non pote..r giungere f acil~ente a me.reati meno prossimi.
« R iepilog'a·ndo ,su questo argomento, è neceiss•a.rio anz.itutto che il Governo comprenda l'utilità di promu.ovet"ll!e la coltivazione del cotone n,elle nostTe ,colonie ,e che si pensii a divulgar,e colà
.le norme e ,i dati di conveniienza della relativa
coltivazione non trascuriando gli opportuni incit.amenti, e che si p.rovveda quindi aii mezzi di traspoHo ai quali non può provvedeve il coltivatore.
s:Ìa esso il _p iccolo propr~etario od una Società conduttrice di la,t ifondi acquistati a tale scopo. Il
Governo deve inoltre provvedere, od almeno concorrer.e alle spese d.i ,i rrigazione, senza la quale la
coltivazione del cotone sarebbe un fuor d'opera.
L'Inghilterra e la Russ,Ì.a e.i sono d'esempio e quest'ultima è già così fort,e produtfr~ce della pianta
cotO!l'lle da tendere a ba,stare atll.a maggior parte del
proprio bisogno >>.
1
L'ATTIVITÀ DEL COMITATO LOMBARDO
DI MOBILITAZIONE INDUSTRIALE.
Il . Comitato lombardo di mobilitazione industriale ha pubbl,icato una monog'raib.a « Le .istituzioni prof.essionali ». corr.edand,ola di molte ,e nitide · fotograi6.e. In essa dà ragione del mod<;> _in
cui ha provv-eduto a:lla CI"e.azione d'una mano d'opera cospicua .e più pQSsibile p-rovetta. richiiesta
dalle n,e,cessità della guerra. Con Ultll cong'ruo tributo del sotto.s eg'r.etariato Armi e Munizioni si
pv~vvide al ma1echiinar.io di · dotaz.ione, mentre fu
stahilito di lasciare a carico degl'.industriali l'onere Telatiivo alle spese di es'ercizio e di m •ainuten:ziione. Fu iniziata pronta~ente la ,s cuola, appoggiandola a un'istituzion,e già esiste•n te, l'istituto ,i .industriale milaine.se Giacomo FeltrinelLi. All'insegnamento attese,r ,o la dire-zione. 'ii capi officina e trentasei operai provetti. IJ comitafo deliberò anche di dotar.e l'Istituto F eltrin,elli di una
offic.in.a che possedesse, oli.re a tutt,i i requisiti
relativi alle moderne istallazioni del genere, anche le più modern e ed effica.ci forme di assistenza sociale e di prevenzioni degli wnfortU/lli.
Perchè l'elemelllto femminile fosse rappre,s entato nelÌa maggior quota compatibile oon l'int.eresS'e supremo della produzione, f,u impiantata
una scuola femminile di torne.nia. La maestrainz.a femminile, esigua nei primi mesi. è .andat-a
man maino aumentando • .~d oggi. unita alla maiesfa:anza giovanil,e, supera iin media il 30 per cetnto della maestranza totale deg1i stabilimenti.
mentre ,Ìn alcune offici,n e è salita a quote superiori aJ. 90.
'
In otteimpera,n za ai desideri espressi dal Sottoseg.rietariato Armi e Munizioni e alle direttive
consia·c rate dal medesimo 1in ,alcune ci-rcol,ari. hno
d-al 1I1-0vembre del decorso anno 1916 ril Comiitato
Lombardo prese contatto col Comitato Lombardo
Pro-,Mutilati onde studiar-e ,s•e, ed in che modo,
era conve.ni,ente unire gli sforzi comunii allo scopo di fa'V-orire .iJ collocamento n ,elle officine di
guerra dei valorosi muti.lati che fanto diritto
hat1J110 ailla riconoscenza del P.aese.
Gli aiccordi ,ebbero rapidamente fdice esito.
Perchè a cura del Co.mitato Pro-Mutiilat.i erano
già ,so.rti pr,esso un reparto dell'Ospedale Militare di R~serva. di Mi1ain,o, e prec.isamente p.riesso
il Rifu.giio Ranny Fin.z.i Ottole:nghi a Goda, espressaimente adibito iàl ricove·ro e 1alla neducazione
dei mutilati, ailcuni laboratori professionali dov,e i mutilaiti stessi venivano addestrati in vari
mestieri compatibili colla loro d,i minuita efficienza tisica ( sarti, calzolai, canestrai, .sellai, ecc.)• si
venne aff a.tto natuTa-l mente ,alla 1conclusiotn,e cli
istituire presso ii..l Riifugio stes·s o un analogo reparto 111.el qual,e i mutilati po.t,ess1e-ro essere addestrati quali operai ,meccanici e specialmente
torn.itor,i e aggiu,statori.
·Frequentano ·attualmente la scuola altre 20 aJliev.i ·e ben p.r-esto ,i l loro numero potrà superare
i 30: trattaisi per la massima pairte di mU:tilatì degli arti inf.eriorii perchè questi più f,ac.ilm.e nte possono •essere istruiti • .ma recantem-elllte sono stati
ammessi anche alcuni mutilati deilla mano e del
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Gli allievi co1locati sommano ormai ,ad al-cune
diiecine e mentre danno Tisultati soddisfacenti
alle Ditte che li hanno assunti,. sono essi pure individualmente soddisfatti della loro nuova pr •
fessione.
Inoltre .il Comitato di Mobilitazione indu.stmale, facendo sua la proposta d..i una commissione
d'industriali, ha .i nvitat,o le ditte siderurgiche e
mecoaniche lombarde a concorr,ere alla fondazione di una Scuola pr,of essi nale di siderurgia
ed elettro~siderurgia. Le adesioni sono g,ià perve.nute numl:'rose e cospicue.
LA BONIFICA DELLE PALUDI PONTINE
Da vario tempo ormai il Consorzio delle Paludi Pontine, ,c ostituito con notificazione pontificia del 31 marzo 1862 conservata in vig'oI'le dalle
succeHive leggi italiane, è travagliato da forti
dissensi fra ~ Consarz.iati, mdlti dei quali lamen•
ta,no il non equo criterio adottato nello statuto
per il riparto delle spese di manutenzione e la
riluttanza detl'aimministraz.Ìone consortile ad affrontare il problema del completamento della bon·i.hca.
Occorre inf attii eliminare 1e cause ch,e mantengono tuttora paludose larghe este,n sioni di compI'lensorio. oompl,etando la separazione delle ac•
que alite dalle baStse, sistemaindo red amplllando i
corsi d'acque medie ,e basse, prosciugando con oppol'tun.i impianti idrovoni i terreni bass~ e compietando la viabil.ità dei! v.asto territorio,- atto ad una
produ%-ione inii.nitamente superiore a quella che
ora se ne rucarva.
Disgraziatamente però la necesisità e la utilità
di questi lavori non è unanimemente riconosciuta
dai grossi proprietari, ai quali lo statuto vigente
dà la preponderanza nell'amministra~ione consor•
tile ~ e sebbene l'assemblea fin dal 1906 avesse
deliberato di chiiedere la concessione delle opere,
nessuna attuazione pratica è .stata data finora a
tale deliberazione, e~endosi solo in questi ultimi
tempi disposta la compilazione dei progetti esecutiv.i.
Queste incertezze hanm.o acuito straordinariamente i dissensi che rece.nt,emente hanno condotto alle dimissi,oni del . Presidenfo e della Deputazione; a seguito delle quali, il Con-s.iglio dei
delegati ha fatto voti perchè il Governo provve•
da ad un 'amministrazione straordinaria.
Accogliendo tali voti e su proposta del ministro
Bonomi, è stata, con decreto luogotenenziale del
3 corr., disciolta l'Amministrazione Consortile,
nominandosi R. Commissario il comm. avv. Pierluigi Serra, d,irettore capo divisione al Ministero
dei Lavori Pubblici, con l'incarico di provvedere
alla riforma dello statuto, di promuovere l'istruttoria per la concessione delle opere di complemento deJla bonnhca, di assicurare la regolarie
ma.ll'l!Utenzione e di attendel"e alla compilazion-e
di un nuovo catasto.
CONVEGNO FERROVIARIO
ITALO-SVIZZERO.
La de1egazione internazionale delle ferrovie
del Sempione riunita a Berna il 24 ed il 25 aprile ha esaminato, tra l'altro, l'orario ridotto introdotto il 20 febbraio scorso che ha subìto già qualche modificazione. Dalla discussione sulle tariffe
deUa linea ,d el Sempione Briga-Iselle risultò la
abituale concç,.rdia tra la direzione generale delle
Fe1rroviie fede.rali ,e le Ferrovie dello Stato italia111/0, La d,elegazione Q\Pprovò il a-apporto speciale
della commissione per la verifica de.i conti della
linea detl Sempione Briga-lselle nel 1915 e prese
atto deLla comunicazione che il Consiglio di Amministrazwne delle F ,errovie dello Stato .italiano
ha ' approvato il progetto di raddoppiamento del
binairio sulla lm.ea Domodossola-I selle, che i fondi relativi sono stat.i votati e che i lavori cominceranno non appena terminati gli appalti. Quanto
alla seconda galleria d.el Sempione, la ,scarsez:ia
della mano d'opera ha imposto ' la sospensione
dei lavori dal lato sud per qualche mese. essi s~ranno ripresi probabilmente nell'autunno da.gli
operai che lavorano attualmente al lato nord e
termninati, .salvo casi imprevisti, ne~a pr1maverR
del 1918.
LE RELAZIONI COMMERCIALI
FRA GLASGOW E L'ITALIA.
La « Rivista della Camera di Commercio ita•
liana di Londra» scrive che l'industria senza dubbio prima ( quella per la quale sembra che Glasgow non abbia ancora rivali) è la costruzione di
navi: navi d'ogni tipo, dal battello da pesca allia
corazzata, vengono varate sul Clyde. Il porto di
Glasgow giace in parte sul fiu~e aperto e parte
in bacini. Annualmente circa un milione di t01nr
n.ellate di f.erro, d'ac,c iaio, di macchinario, viene
qui imbarcato; da qui l'importazione è specialmente rappresentata dal minerale nella misura
di ciroa 2.400.000 tonnell~te all'anno-; . daJ. g'rano,
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ro si comporrà di:
La popolarità del porto è chiaramente illustra-
Un.a Direzione generale del Credito, della Coo-
ta dai progressi che segnano le cifre seguenti: nel peraz.ione e delle Assicurazioni priv:ate; una Di•
1814 le entrate era-no di Lst. 5275; cinquant'anni rezione generale del lc.voro e della previdenza
dopo di Lst. 121.030; e son venute sempre cre- sociale; un Ispettorato generale dell'industria e
scendo bno a che, nel 1914, furono di Lst. 633.758. dell'insegnamento industriale ;- un Isnettorato g'e•
In mezzo a questo riborire d'industria, di commercio e di lavoro s'aprono quotidianamente nuovi campi di speculazione che possono interessare direttamente l'Italia.
Co:i intelligente previsione la Camera di Commercio Italiana di Londra ha giudicato opportuno
di este,n dere alla Scoziia la sua az;one, intesa a
tutelare non solo nuove possibilità per il commer••
cio itali.ano, ma a promuovere anche un più intenso scambio di prodotti fra i due paesi, che dovrà risolversi in reciproco, an rezzabile ~antag'gio sia per l'Itnlia che per la Scozia.
Negli llffi ci ddla Ditta armatrice James Little
e Co. (Glas gow ) Limit c d, nominata Corrispondente ddla Camera nella Seduta Consi q}iare del
3 aprile scorso, un dipartimento intende esclusi•
vamente n cooperare colla Camera nell'intcns.i-fì..
e.are le rebzioni commerciali italo .scozzesi.
Il fatto, nuovo negli annali del Commercio, che
una ditta privata ranprescnti un ente come una
C amera di commercio è sintomatic-o: esso è indice dell'acuto, vittorioso risvcl"'lio d'iniziativc commercia li che si sta ora verihc-nndo nei paesi alleati: è prova ddl'intensa, f ehbrile preparazione
attuale per fiaccare ogni vell~ità di concorrenza.
alemanna dopo la guerra,
RIORDINAMENTO DEI SERVIZI
IN DUE MINISTERI.
Con Decreto Luogotenenziale 29 aprile 1917,
n. 679, è stnto provveduto nlb ripartizione dei
&ervizi dei Mi,isteri di Agricoltura e di quello
d ell'Indu,;tria, Commercio e Lavoro. Trattasi di
lievi modifi cazioni nelle quali si riscontra l'adattamento dei servizi alle ca.,acità personali d.ei
funzionari chiamati a dirigerli.
Il Ministero di A~riicoltura comnrenderà d'ora
innanzi: una Direzione g'en~rale delÌ'AQ'ricclt~ra
con un Isnettorato generale tecnico- dei servizi agricoli e delle industrie agrarie e un Ispettorato
generale del bonificamento agrario, d;lla ccloniz•
z:>zione e d e i de-nani comunali e usi rivi.ci: una
Dire:z.ione P.'an,erale delle fore:ste e un Isuettorato
gener:ilc del servizio geologico e del servizio meieorologico.
nerale de•l commercio interno e dell'insegnamonr
to commerciale; un Ufficio di politica economica
e del commercio e.stero: un TTfficio centrale di
statistica; e infine l'Ufficio dell'Economato gene•
rale.
« Il nuovo riordinamento - dice il « Corriere
Economico » - non deve però offrire occnsi~i a
e sagerate speranze su l'attività di auei due Ministeri. Un ex ministro soleva dire che di essi si
poteva fare anche a m e no in Italia. E non aveva
tutti i torti. I funzionari diri~enti, tranne pochissime eccezioni, sono uomini di sc::irsa levatura
intellcttua,Le; i capi divisioni non danno ne,s~nn
uffida-nento; i f'unzionari esecutivi contano nelle
loro file nl~uni buoni clementi, che, però, per la
l entezza d ella carriera, fanno ogni sforzo r,er mettere la loro opera a profitto di aziei,d~ industr i:i.1i e bancarie e use.ire dalla amministrazione dello
Stato ».
·
IL DANARO or:cI
E NEL DOPO-GUERRA.
Il danaro ·si mantiene abbondante collo sconto
/uor; b('f1,ca facile intorno al 4 ~ .
« L'abbondanza del danaro - scrive Gustnvo
Deslex nel « Corriere E<"nnomico >) f cno.,...,cno
comune a quasi tutti i .bellideranti, si ~!'~lun~hcrà
prohabilmente ner tutta la durata della p'uerra
hnchè i sinQ'oli Stnti consolideranno con c--issio•
ni di titcli i debiti fluttu"lnti con ritiro dJl'ecce•
dente circolazione di bi,,.lietti dovutn ai bisoi:>'ni
della guerra. I pare.ri sul mercato t""onet:->rio in•
ternazionale a pace concl,;1tc:ir1 sono d;s~0rdi.
« Le prev.is,i o,i sono difficili: f nttnri i-norcvisti
possono sconvolgere i calcoli de2'li econo:ni~ti:
dd resto quest.n guerra ha sfatato molte vecchie
teorie economiche.
« Dopo la conclusione della nac-e un reriodo di
rincaro del den:,ro sembra probahilc. I-i.fatti tutti
gli sforzi dei Governi sarnnno rivnl+i rcl rlo-o
guerra a diminuire 1!1 sovrabl..ondrtnte c-ircohzione cartacea, a con,;olidare i d'.::biti, a ,..r~vvedcre
nilla ricostruz.i::y1e delle cose di.,trn"te d"ll!) ,..,ucr•
r,,, al rinnova,.....ento d ?l materinle +crrovinrin. :,i{..
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assorb.iranno i capitali disponibili e tale pompa
aspirante agirà in concorrenza dei bisogni dell'ilrudustria e del commercio per rifornire i loro
stocks di merci. per ricostruire le scorte d'ogni
genere, per 1e trasformaz-ioni industriali, per i
nuovi impianti idroelettrioi ecc.
« Si imporrà per un dato tempo la limitazione
d.e; con.s umi per accelerare la formazione del risparmio e per rest.ringeiie al pur~ necessario i
pagamenti all'Estero per importazione di merci.
Compito del Governo sarà pure di agevolare e
spingere le esportazioni e di promuovere l'incremento delle ,nostre industrie per combattere l'aggio, favomre l'economia nazionale, dare lavoro in
patr.ia ai nostri numerosi lavoratori >> .
L'INDUSTRIALIZZAZIONE DI ROMA.
La Commissione pel risorgimento economiico
di Roma, nominata l'anno scorso in s·eno al Consiglio comunale per stud~are e proporre i provvedimenti più .adatti alla iincyistrializzazione della città, ha presentato la sua relazione, in cui
propone una triplice sene di provvedimenti, da
adottarsi i primi dal Comune, gli altri dal Comune in con,corso degli altri Enti interessati, gli altr-i, infine, direttamente dallo Stato.
Secondo queste proposte il Comune dovrebbe
assicurare lo sviluppo del quartiere industriale
di S. Paolo in destra e in sinistr.a deJ. Tevere, cedendo le aree a prezzo di ,costo, esonerando dal
pagaimento de1le tas se di occupazione di suolo
pubblico, di sottoS'llolo e di sovraimposta pei fabbricati e terreni, tutti gli impianti fabbricati e
terreni indust1:1iali; dovrebbe assicurare la co·
struzioJl"lle del ca·nale marittimo da S. Paolo al porto costiero vincolando le aree occorrenti; dovre,b be assicurare lo sfruttamento delle forze idrauliche e,s istenti neJ territorio intorno a Roma, fissando che pel term~ne non maggiore di sei mesi
dalla approvazione siano concretati i progetti per
quelle derivazioni di acque da cui si potrà ricavare forz.a necessaria allo sviluppo industriale
della oittà; dovrebbe f aciJitare la costruzio1n1e di
case a buon mercato e moltiplicare le strade d.i
comunicazione per costruire il contado necessario alla intensificazione agricola: e dovrebbe promuovere l'istruzione tecnica professionale. moltiplicando le scuole serali per gli artieri, creando
una scuola professionale femminile, istituendo in
Fiumicino una scuola per le classi marinares•che
e poi un istituto nautico. In concorso dello Stato
e di altri Enti, il Comune dovrebbe poi ripl'listinare la navig'Rzione dei picco.li, velieri sul Tevere
1
a
6.no a Roma, impiantando ed esercitando rimo~
chio, coordinare le proprie linee di comunicazione a queUe degli altri Enti, costituire un Ente au•
tonomo per la produzione e conduzioI?,,e dell'energ.ia elettrica in Roma, creare un istituto nazionale professionale, sviluppare l'insegnamento
commerciale. Infine il Governo dovrebbe dichiarare di pubblica utilità tutte le opere necessarie
alla creaziOIIl'e della zona industriale di Roma, assumere !'.esecuzione delle opere portuali, concedere a Roma disposizioni analoghe a quelle concesse a Napoli, costituendo, fra l'altro, una zona
aperta industriale, riservando all'industria romana una parte della trasformazione del materiale
ferroviario ,e una parte del minerale elbano, e infine trasformare itn, politecnico moderno la scuola di applicazione degli ingegneri.
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L'indipende'l\Za della nostra vita marinara è una frase : qualunque marina del mondo deve avere date limitazioni ,per ~ rapporti ·d i coesistenza con .le ,altre, e ciò, ripeto, per beneficio ~omune
delle Società armatrici e del .pubblico. Due Società che si f.acessero troppo a lungo la competizione su una medes~ma line~ anzichè esercitarla di
accordo, finirebbero col rovinarsi senza provveder
~ bene _pubblico, che richiede tnoli ragionevoli e
regolarità di serv.izio. Occorre perciò, scrive R.
Murray, accordarsi ora con i nostri Alleati per
un'equa distribuzione delle linee in rapporto al
rispettivo tonnellaggio e alle diver.se necessità, in
modo da poter quanto è meglio possibile utilizzare tale tonnellaggio facendolo viaggiare a cario completo ... Speriamo che le circostanze politiche internazionali facilitino questo grande co.mpito, il quale riflette la necess~ria p,r ,emessa per
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sca di linea aveva prima della g'uerra. Naturalmente a questo .problema fondamentale fanno co·
rona molte altr,e questioni pure importantissime,
quali l'organizzazione dei nostri porti maggiori, la
sistemazione dei. raccordi ferroviari, ecc.; ma
quello degli accordi fra le principali Compagnie
degli Stati alleati. ha certo di gran lunga mag
giore importanza di tutti gli altri ed è bene richiamarvi la pubblica ·attenzione.
PROVVEDIMENTI URGEl';lTI
PER LE ACQUE PUBBLICHE.
Non è stato mai sentito come in questo .mo•
mento in Italia il bisogno di accrescere e di usufruire efficacemente la ricchezza d'acque di cui
dispone il -n ostro Paese. è ciò per provvedere di
acquedotti i centri di popolazione che ne difettano, per supplire ai bisogni sempre maggiori dell'agricoltura, e principalmente per fornire in copia quella forza motrice, la quale, mercè il magistero della scienza, può essere trasportata a gran
distanza e convertita in calore, in luce, in agente
mecca.nico o chimico atto a svariate ap~icazioni.
Sarebbe superfluo insistere sopra alcuni postulati circa la convenienza da parte dello Stato di
favorire in tutti i modi possibili la costruzione di
dighe di sbarramento. allo scopo di raccogliere
le acque durante le fasi di piena, per poi smaltirle in tempo di mag'ra, senza pregiudicare coloro
che adoperc..no parte di queHe acque, e solo migliorandone il regime naturale. Non solo è questo il mezzo migliore di mettere a partito la ricchezza idrica delle alte regioni montane, ma ha
per eff,etto di convertire il fattore di inonda:z.ioni travdg1enti e devastatrici in agente benefico e
tranquillo, •a favore delle industrie e specialmente d,elragricoltura. Sarebbe opportuno che nelle
regioni montuose della nostra penisola e delle
maggiori isole italian·e non rimanesse un solo alveo torre·n ziale esente dalle opere intese a c~nvertirlo in obbediente dispensatore di perenne
forza motrice. Senonchè questo p•r incirio. ormai
sperimentato con tanto successo, è entrato nella
coscienza dei gover.nanti e in quella del pubblico. Ma è nec~ss-ario, perchè abbia la sua piena
efficienza, che sieno abolite o per lo meno semplihcate le numerose formalità che fanno ostacolo
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ESPORTAZIONE: Americhe - Levante - Estremo Oriente
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VELLUTI
E&POATAZIC>NIE
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
diose tutte le pratiche intese a conseguirle. Qu este conc-essiOll'li dovrebbero ,essere assalutame,n te g'ratuite perchè, re,c an~ al Paese inapprez.z.ab,li
vantaggi diretti e indiretti, dei quali l'iniz.iatore
dell'opera prohtta generalmente assai meno di
molta altri. e in ispecie dell'Erario.
V'ha poi un punto sul quale impo.rta sp eciailmente richi·a mare la pubblica attenzione.
Molte concessioni sono richieste ed oheml\.llte
per lo scopo A'ccondito o · palese di allontanare l!l
possibilità di una concorirenza molesta, ~n altre
pa.role per creare un privilegio. Orbene è ,a ssolutament,e · nece,ssario, nell'interesse pubblico, che
la facoltà di costruir.e bac.ini di raiccog>limento,
non seguita dailla esecuzione dell'opera, sia in
breve ,term.iine perenta. Se ad un•a simile condizione non fossero subordinati .i permessi di riciercia per giacimenti di minerali metalliferi e di
combustibili fossili, le industr.ie minerarie rima:nrebbero fra n,o i paralizzate.
Le forze i.drauliche disponibili in Italia sono
teoricamente suscettibili di g'·enerare non meno
di 30 m.ilioni di HP. eq_uival.enti a 22 milioni di
kw. pari all consumo di. 120 milioni di tonn. d,i
carbon foss.iJe. Pur accettando queste cifre con
be,n,ehZ.Ìo d'inven,tario ed ammettendo che n ,e lla
pratica •~~ si possa fare sicuro assegnamento
che sopra il 20 pe.r 100 dell'aocennata potenza
virtuale, ognuno intende che la futura prosperità
industriale ed economica del regno è in gran parte subordinata alla ricchezza idrica elargita dalla
natura del nostro paese, conseguenza delle · sue
c~n:di:.io.n:i geograhche e geologiche~ ma appari.:
sce pure ad ogni occhio veggente la necess.ità di
usufruttare con apiente arti6.zio siffatta ricchezza, di sottrarre alle pastoie suscitate da gretti metodi ammi nistrativi legali e 6.scali l'opera di coloro che vogliono consacrare le loro energie alla
1
riedenzione economica del paese.
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PER L'ATTIVITÀ DELLE NOSTRE MINIERE
Nell'Assemblea del 29 dicembre 1916 il ColJeg,io toscano degli .ingegner.i ed ,architetti decise
di ,affidare ad appos,i ta Commissione di studiare
s,e e come sia opportuno far voti per modiG~azioni alla leg.i:slazionè mineraria vigente tin Toscana,
limitatamente ai ombnstibili fossili. per procurare uin. maggiore sviluppo nella loro produ2-ione.
in presenzia dell'impellente bisogno, che se ne è
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137
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manif cstato, e ciò sia nel senso di modilicazioni
permanenti, sia in quello di m odi6cazion i tra-nsitorie, durante un certo periodo, in relazione al
presente stato del P aese.
La Commissione composta dagli ingg. Bacci
Carlo, Capacci C elso, C asini G ino, Ciampi Adolfo, Picchi Alberto, M arrucchi Luigi e Racah Ad r iano, e presieduta d .. Iring. Gino Casini, ebbe
a constatare che il D ecreto-Legge Luogotenenzi ale 7 gennaio 1917 N. 35, mentre a prima vista
r isolv eva la questione che la Commissione era
in cari c ata di studiare, in pratica presentava var ie d ifficoltà e varie incertezze per la applicazion e , specinlmente in quanto si riferisce alle mo•
dalità da. osservarsi nelle regioni dove non vige
l a d e manialità del sottosuolo; e dopo aver tenute
divers e a dunanze concretò il resultato dei suoi
stud i in una relazione delring. Adriano Racnh.
« Il D e creto LuoQ'ofon enziale - si dic,e nella re.
l azion e - c e1rca di contemperare le esigenze del
mom e nto, col rispetto, hnchè è possibile, del diritto di pronrictà, e perciò accorda al proprietario
del s uolo il di,r itto di prelazione per ottenere la
conces sion e d ella M~:1,icrn. I mezzi adottati per
rag~iu n g'er e qu e sto durlice obbiettivo non rispondono allo scopo, in quanto che condurrebbe-
ro a &offocare quelle in1z1ative ch e appun to s i
cerca di suscitare. N on può però dis conoscersi l a
g'ravità del conRitto eh ..! si vien e prospettando tra
rinteresse del P aese, che ha bisoglno di com bustibile~ ed il diritto di proprietà che~ hnchè è possibile, deve esse-re m antenuto integro ed intatto.
Ma purtroppo, per le supreme necessità indotte
d,alla guerra, m olti altri diritci che bnora si rite·
nevano i,nta•n Q'ibili, hanno dovuto esser manomessi ed anche il proprietario fondiario dovrà assoggettarsi ad una tra1:1sitoria menomazione del suo
diritto, poich è il va n toggio della comunità imprescin dibilmente lo esig,e.
1
« D ue sono i modi che appariscono efficaci per
regolare questo punto delicatissimo:
« 1) Accordare ai proprietari del suolo il diritto di prelazione per domandare ed ottenere,
non la concessione della Miniera da altri scoperta, ma bensì il permesso di ricerca; oppure :
<< 2) Accord a re loro un breve termine entro
il quale sia l oro riservata la facoltà di domandare permessi di ricerca per combustibili: spirato
Questo ter.minc, tale facoltà spetterà a chiunque
la richieda.
<C Fra queste due soluzioni, la prima sarebbe più
riguardosa del diritto di proprietà, poichè offri-
139
LE I . I . I. = = - - - - - - - - - - - - - - :riebbe •al proprietario la possibilità di sottrarre in
ogni tempo il s•o ttosuolo del suo fondo .all'altrui
sf ruttameinto. facendosi egli ,stesso minatore; ma
essa presenta l'inconveniente di costituire una remora all'attività dei veri minatori, dai quali soltanto può atteìnd.ersi un serio incremento dell'industria minerariia.
,,-cè La seconda invece. pur presentando l'inconveniente di una maggiore asprena verso il proprietario del suolo. seirnbra da preferirsi alla prima
in omaggio · al concetto ch,e in questi difficili mom-enti le pubbliche nece.ssità devono prevalere
in confronito dell'interesse dei singoli. Il termine. che parrebbe equo di 6.ssare k 60 giorni d-alla
,,ubblicazi~e del Decreto. mentre non costitui~ebbe un grave ritardo alla esecuzione di questo.
sarebbe sufficiente perchè venisse a conoscenza
di tutti gl'interessati. che avrebbero così modo
di provvedere ai loro interessi. La considerazione che i provvedimeinti non saranno che transitori mitiga i.il loro sacrificio: sacrificio. per altro.
apparente, perchè viene colpita Ja loro ignavia o
incapacità >> .
IL CONVEGNO MINERARIO DI ROMA.
L'Associazione Mineraria Sarda comunica che
il Convegno Minerario di Roma, annunziato per
maggio. sarà tenuto invece in giugno.
Trattandosi di un-a riunione che avrà certamente grande importanza per l'industria mineraria
nazionale. siamo ·s icuri che l'iiniziativa dell'Associazione Mi.nera.ria Sarda raccoglierà g'ran numer o di adesioni nel campo d egli industriati e dei
tecnici.
PER L'INDUSTRIA DEL PESCE.
Con decreto luo gotenenziale fi r mato il 29 aprile su proposta del ministr o dell'Industria. on. De
Nava. di concerto coi min-istri d ei T r asporti e della Marina. sono stati adottati provvedimenti rivolti a favorire l'industriia della pesca e l'acquicoltura. Questi provvedimenti riguardano in ispecie la
concessione di premi e sussidi a titolo di concorso nelle spese di impianto e d i esercizio alle imprese che si occupano, con m ezzi moderni ed in
zone di mare di più difficile util-inazione, della
r accolta dei prodotti della pesca e ch e ne curino
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AMERICHE •
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140
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRJALE ITALIANO
i.I sollecito trasporto e fo smercio su.i mercati di
consumo. Miraino inoltre ad incoraggii,are la istituzione di nuovi stabilimenti di pesca ,in migliorainento di quelli esistenti e l'impianto di ogni opeira atta ad aumentare ila pescosità delle acque
marittime e dei corsi e bacini interni. lnhne sono
istituiti sussidi per contribuire .alle spese occorrenti per la conservazione del naviglio da· pesoa
rimasto inoperoso nell'Adriatico e nell'Jonio in
seguito alla guerra.
destinate a pagare gl'impianti per l'elettrihcazione, e poi sarebbe senz'altro depennata dai conti
ferroviari non rimanendo in luogo ,suo che ri1 costo dell'energia elettrica consumata. proporz.ionalme,n te assai lieve.
Dispensiamoci anche da1 considerare che i larghi fondi che le Ferrov,ie dello Stato inviano all'estero per !',acquisto del carbone, sarebbero,
grazie alla trazione elettrica • .spes.i .ìn patria.
Sono argomenti, ques,t i, di scar.so rilievo davanti a quello della emancipmone dalla d.ipen-
L'ELETTRIFICAZIONE DELLE FERROVIE
den:z.a .straniera. sia in pace sia in guerra.
Nè è lecito prescindere da un 'ulteriore con.sili colossale spostamento d.i valo.ni e di equili- dera:z.ione, che non manca di entità.
hrii -economici causato dalla guerra e la .inlluen·
Un v.a,sto programma di opere di sistemazione
za che essio esercita sulle .idee dominanti avrà e trasforma:z.ione ferroviar.ia sarà tale da dBl'le,
forse, anche presso di noi, un primo risultato dopo la guerra, larga occupuiorn•e ,a masse ing'en~andioso: quello di determinare con moto pro- ti di lav.oratori in un momento nel quale è pre- ·
g'res.sivamelnlte accelerato, l'adozione della trazio- vedibile -si manifesti U/1la cri,si di lavoro a g'rande
oe elettrica sulle nostre ferrovie.
d.ilfusione.
Facciamo pure astrazione dalla spesa colossa•
lmpi'egare ·l e masse de.i reduci dal fronte e de.i
le che la Dire7"ione Generaile deUe Ferrovie deve ilicen:z.~ati .dalle officine militari in una cospicua
inscrivere annualmente nel suo b.ilancio p« ac- opera cli utilità na.2'-ionale: ecco un punto saliente
quisto di e rbol'le, pesa che verrebbe surrogata, di quetl piano di « mobilitaziOfn·e della ,pace» che
per un e rto ,n um ro di e ercizi, dalle annuail.ità •noi non ci stanchiamo di propugnare.
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rassati a leggere il nostro or uscolo "A T-
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proverann<? che la
ne ha adottate delle successive.
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dire di conoscere, la llurrouglts.
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grado di esprimere alci.in
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4· u n Se rtizlo
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
Ma il piano va tracciato - scrive l'Idea Naz,"onale - in tutte le sue particolarità, in tutte le
sue fasi d'esecuzione, fin d'ora; così per le ferrovie come per gH altri rami di attività e di ricostruz.ione economica.
Le amministrazioni dirigenti e respons,abili
debbono b.n da oggi .com inciare quel lavoro preliminare di studio e di preparazione che, portato
a compÙnento, può subito esser messo in movimento per la « m obilitazione deUa pace » all'istan_
te propizio.
Le linee elettriche costituiranno un colossale
guadagno economico, politi.co, tecnico per la Nazione. Se ne avvaintaggerà in modo rnotevolissi•
mo, per speditezza, per leggerezza, per leggerez•
za, per velocità, l'intero sistema dei trasporti.
IL PROGETTO D'UN CANALE NAVIGABILE
TRA IL PIEMONTE E IL PORTO DI VADO
Il « Giornale dei Lavori Pubblici» si occupa
in un lungo articolo del problema dei trasporti
tra il mare ed i,l Piemonte e riconosce la nece,ssi ·
tà di collegare per mezzo di un canale navigabile
Vado colla regione piemontese. Lo stesso giorna-
le riproduce per som mi capi il progetto degli ing'egl:ieri Crotti e L aporta. M ediante tale progetto
il collegamento tra il m are e il Piemonte per via
d'acqua potrel,be esse.re ottenuto rapida mente.
Ecco come gli ingegneri C rotti e Laporta otterrebbero di dare in brevissimo tempo alla rada di V ado una potenzialità di quattro milioni di tonnellate annue . . Essi provvederan no allo scarico delle
navi in piena rada med.iai:1te grue elettriche galleggianti, le quali pren.deranno le merci direttamente nelle stiv,e e le rimetteranno in grandi cassoni cortdotti a fianco delle navi da barche auto•
motrici. Il cassone, della capacità di 20 ton•:iellate, vetrà condotto dalle barche automotrici in un
bacino scavato entro terra, dove, afferrato da grue
elettriche a p-onte fisso, verrà caricato su autocarri elettrici che lo condurranno hno al parco di
deposito di caricamento dei vagoni ferroviari.
Questo parco, che C(.lstituirà una vera e propria crulata della rada di Vado, sarà costruito nl di
là dell'Appennino. pre,sso la stazione di Sai:i Giu.seppe. Per accedervi, il cari-o automotore percorrerà una via di collegamento a scartamento ordinario, a d·o ppio bin:1.rio, con trazione dettrica a
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potrà ~seguirsi in tempo brevissimo. Ess-a non
deve ess re percorsa da treni, ma da Ulllità tutte
motrici e separate. Ogni motrice no1ru peserà col
carico che 40 tonn•e.LLate, di cui venti di merce, e
questo p eso sarà ripartito su due carrelli a totale
aderenza. Un veicolo così fatto potrà affront-are
con perfetta 1sicurezza ed economia le pend,enze
pr ev.iste fino al 66 per mi;Lle e curve hno ad un
raggio di c•ento m etri. La v · a con tali pend,e,nzie e
curve -potrà segiuire tutte le si1nuosità d,eJ terreno con ope,re di poco rilievo, evitando gallerie, co..stoni •e manufatti delle fenrovie.
A San Giusepp e le me•rci trovera!nno ampi depositi e binari per il ca.i ico diretto S1Ui vagoni f e,rroviari. Quivi .i cassoni verranno afferrati da grue
a ponte scorrev<>tle abbraccianti ta.nto i bi,nairi di
a.rrivo de.i carri automotori quanto i depos,iti ·e bi•n airi di carico dei vago1ni f e.r roviari, e da questi
verranno portati a scaricarsi senza salti nei voluti punti di deposito dei vagoni.
L a m er e depo,sitata nel parco trov e rà aJ.tPc
grue eJ,ettr i he a braccio girevole del tipo di qu el.l e in uso a Genova.
PER IL TRAFFICO MARINO .
LE NAVI MISTE.
In It lia, per quanto competenti ed autorevoli
scrittori di cose navali abbiano, p,er lo passato,
calde i ta Ja co·s i:ruzione di n avi con apparato
motore a ombustione interna, ben pochi h antno
compre o l'avvenire riservato a que•s ti nuovi motori; J
era applicazione era ritenuta piuttosto
utile n el ampo d e Llo sport. L 'importan:z..a .invece
che h nn a sunta l'aviazion e , la navigazione subacquea, i m ezzi di trasporto terrestri con autocarri e • lnell',attuale guerra, ha convinto i nume,•
rosi in rcdu li di qual e immensa utilità - che va
cr e s end in modo vertiginoso sia st-ata quest a nu va applicazione dell'ingegn eria m eccanica.
È tempo orm-ai che e ssa entri nel campo marittimo .
La Fi t S. Giorg' ha già, con briJilante successo cons rato dall'e,s per,i e,nza, costruito una prima
nave di rande to,nnel.laggio con questi nuovi motori.
Ma noi vorremmo - scrive iù << Co.rrÌiere Me·rcantil e » che contemporaneamente ,a questo
nuovo tipo di niav,e, si ~iniziasse l'UJtilizzazione su
vasta s; la delle navi a veJa fornite di motori a
scoppio. Le navi a vela presentano il gra.nde vantaggio di essere costruite in malto• m~n•o r tempo
di qualunque altro tipo di nave di uguaile tonnellaggio, costa.no molto meno, consumano una qua,n~
tità quasi trascurabile di combustibile, fraspertano •u na quantita molto superiore di materiale.
La nav,e a vela, munita di motore atto ad imprimerle una velocità da 4 a 5 mi,g lia orarie, perciò potrà concorrere potenteme1nte ,ad accir.e sce.rie
:iil 1I1ostro traffico marittimo, ed essa, ben lungi dal
voler far concorrenza a quella a vapore, compJe,ta
e rende agile il servizio dei trasporti per via di
m,are.
La grande nave a vela, che pur negli ultimi
tempi era necessaria per i lontani traffici e per iJ
trasporto di merce di impiego a lunga scadenza,
pr,ovveduta d.i un modesto motore accorcia il suo
viaggio da 5 a 3 mesi.
QueUa di cabota1ggio, abbveviando, la durata
d e lle traversate: rende1ndosi indip ndentie dai rimorchi per i movimenti nei porti, aumenterebbe
anch 'e.ssa sensibilmen e la quantità di materi1a,l e
trasportabil e .
Per l'Italia poi in pa.rti ola.re, quest'ultimo tipo
di t11ave, renderebbe preziosissimi servigi lungo
tut:ta la nostra ricca distesa di coste. Essa, grtazie
al grande vantaggio be ha di potere, in qualunque mom e nto, prendere il largo, potrebbe, peir la
maggioir part e dell'ainno, •ancorare in qualunque
spia,ggia, sottrae ndo alle ferrovie lavoro di trasporto per le m erci povere, le quali d'altra parte,
coJ. diminuito costo di trasporto, più facilment e
e ntrerebbero in commercio dando .impulso a quella penetrazione economica tainto bene.f ica per le
reg'i()!lli meridionali, così povere di vie e di comu•
nicazioni terrestri.
L'ESPORTAZIONE DEI MARMI ITALIANI.
La Ditta Enrico Ganni e C. di Livorno ci scrive:
cc Nella Imbrica << Rassegna del Movimento Industriale ItaEano )) dell'ultimo numero della riv,Ìsta « Le I. I. I. » ci ha colpito l'articolo (( La nostra importazione dagli Stati Uniti >> nel quale,
a ccennando ,anche alla esportazione italiana in
quella regione, si dice dei prodotti che p_ninciRa lmente contribuirono alla medesima e cioè: S ete,
formaggi, frutta ,secche, arance e limc>1ni, e canapa
greggia, quest'ultima per un valore di milioni 6,4,
concludendo che gli altri articdli dànno cifre di
poco rilievo.
« Ora, siccome l'esportazione dei marmi itali :--·
ni negli Stati Uniti ra-ggiunse 1n,el 1913 - come
appa-rve -anche nella ,stessa Rubrica de'l numero
precedent•e delle I. I. I. - l'importo di milioni
6,6, pur convenendo che n,el 1916 la esportazion e di quest'articolo abbia dovuto subil"e una cer1
1
•
145
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Grand Prix et Médaille d'Or
Gran Premio e Medaglia d'Oro
Coppa d'Onore e Medaglia d'Oro
- Medaglia d'Oro
Encomio di S. A. R. il Conte di Torino
TORINO . 1911 - Medaglia d'Oro - Esposiz. lnternaz.
ESPORTAZIONE
1900
1901
1902
1907
191 O
-
EXPORTATIO.N
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
ta riduzione, non crediamo che questa .sia stata
tale da farne discendere l'importo a cc cifra di p ·
co rilievo » l
cc S iamo desid erosi d'interessare- la corte,se attenzione di codesta on. D irezione su questo pun •
to, perchè purtroppo abbiamo dovuto spesso consfatare neJ passato c h e i Cultori di S tatistica ( e
non soltanto essi) troppo sovente hanno mancato d·i riservare a questa speciale industria italiana quella consideraziane aUa ,quale le dànno giu ·
stam e nte diritto i circa 40 a 50 m17ioni di valor ·
ch e le sue esportazioni avevano cominciato a raggiungere nel 1913 ».
L'I N DUSTRIA MECCANI CA
ED IL DOPO GUERRA.
L 'Associazione
azionale f.ra 1gli Industriali
m e ccanici, allo scopo di stabilire un programma
di lavo ro p e r le ,nostre industrie meccaniche per
il dopo-guerra, sta compilando l'Elenco dei prod ott i ch e si f aibbricano i•n• Italia e di quelli che
pr ima della g'uerra v-eniV'a.no importati daill'estero.
Gli importatori e gli industriali produttoo-i so·
no in v it ti a voler inviare alla detta Associazione
- Mila.no, Piazza Mercanti, 11 . - con cortese
solle itudine i dati ,r elativi ail tipo ·ed all'entità
degli articoli importati o fabbricati.
PER UNA METROPOLITA NA A MILAN O.
Le condizioni d'esercizio di una linea metropolitana sono assai più favorevoli che inon per
una linea superhciale.
Il servizio s,-u perb.cia,l e, al contrario, è l'organo
ipersensibile della vita cittadina; ogni 1accidente,
ogni commovim e nto, un corteo, un incendio, una
dimostrazione di popolo, un ricevimento, un 'inaugurazione, si riB.ett o su di esso e talora lo pa•
ra.J.izzano proprio qu ndo sarebbe maggiorm ente
richiesto il suo più intenso funzionamento.
Milano ha un numet'lo di viaggi tramviarii per
abitante .e levatissimo.
el 1 906, all'epoca dell' Esposizione Internazionale, il nu.meiro di viaggi per
abitante fu di 210 ed Ml.che ai competenti sem•
brò un massimo diffi ilmente superabile : invece
esso continuò a alire e neJ 1912 arrivò a 26 1. ·
D'allora si ebbe un liev.e ,regresso, spiegabile nel
1913 collo sciop eiro di oltre quindici giorni e nel
1914 e 15 coll e pe rturbazioni prodotte dalla gu•er-
P1TTURA
A SMALTO
DI M I LAN O
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Zinco = Colori e Vernici = Olio di lino puro
crudo = Olio di lino puro cotto = Sale Glauber
'Prodotti chimici
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ottone, bronzo, rame e SOLFA TI 'DI 'P IOM'BO Jt(
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ra. Neil 1916 l'asce a vonin ripre . E rite,11.'ersi
ch e il numero dei vi gi p r bitante debba sen,.
sibilmente aum nt re quando ritorneranno l e
n ormali condizi ni di ita e quando le mi gl iori
che l'Aziend Muni ipaJe Tramviaria sta pr edi.sponendo entr r nn in vig re . Anzi non è impro·
habil e h e il m g i r umero di pass eggeri dct erminat
, Il · mi li rie del s e rvizio a,bbiu a sa•
turare in br (.) ù t 11J.P il servizio· stesso.
um e\'
lince m etropolitane estere, la cui
ruz1 n
fu onerosa per gravi ostacoli natura,,
li
eh non troverainno certamente riscontro neJl' c e, ·uziollle di un a nostra Linea -citt a dina, iniziar no il lorb f unzioinamento con un introito chilom e trico annuo oscillante attorno allé: L. 500.000,
f ac c ndo con e s so fron.te a; tutte ·L spese di eser..
cizio, di inter!.::ssi ,e di a mmort amento . A Mila.no
l e linee tramvia rie ordinarie d anno d gli i'ntroi..
ti chilometrici eleva ti.
Una linea metiropolitaina milan e s e con un trac ·
ciato tale da richiama,re su di sè parte d e l traffico
delJe lin ce suddette e deJJe altre radiali, aggiun·
to al traffico nuorvo che ogni nuovo mezzo di trasporto e nera (.incre mento che può essere fortis1
.imo) e tenuto cal,colo de.Ua differenza di tariffa
( ir a 13 in più), può certamente da,r e un intmito
hilometri o tale da re1;.dere possibiù.e fis,t i-tuzio-·
ne d l nuovo servizio.
Il arattere alluvion ale mobile e vario del sottosuolo di Mil no, Ja failda acquifera potenti.ssima, le poco tabili condizi01I1i d$!i fabbricati di
ve hia o truz.i n e on fo nd azioni poco estese e
poco profond , rendono i lavori di sottosuoJo certame,ntc diffi. jli c d è Ìmprudemite affrontarli sen••
z aver pnmn n ui ito la nece,esaria conoscenza.
È b eill c insinu , r i ,nel sottosuolo jJ meno che è
possibile e pro iu re L zona di lavorp con gra
dualità e continuit'.
Con M e tro p lit ne p
profonde le difficoltà
di esecu2iionc, trann1c < l uni punti s,ingol arissimi,
posson<? equipar r i
queJùe dià vinte n e i no rmali ,lavori di fognatura. Un collettore deila n ostra
città e prec is m e nte il
llettore del viiale U mbr,ia h a un1a sezi n il i era interna di superfici e
superiore a 'quella dcH lin ea sotterranea e1lettri a di Londn den min ta City aind London R aiJway, che h a s1ez1 ne ir olare col diametro di
m e tri 3.20 .
••••••••••••••••••••••••
•
•
: Stabilimento per la concia:
• ---------------•
: e raffinazione delle pelli :
•
•
~~;~n~~a
~~~~
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••
•
•
.
.
:• Marcello Casàrino:•
.••
.••
•
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•
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FABBRl<?A DI===
)l"\ALTI l. VéRNl<?I
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GE: NOVA
.), ,;:,~
• Primo Diploma d'Onore Londra 1888 •
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ttos rizione cittadi'llla.
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ciazione Serica Italiana, la quale si -incarica an- Giovanni Barzaghi 200; Sigg e Kdler 3000; Feche dell'e.S'az.ione deUe s·omme offerte.
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Piet ro Gavani L. 5000; Gavaui e C. 3000; Hen- Bossi 500; Ditta Fr t eJ.li Dell'Oro di Aless. Del~
ry Semen74a 1000; Carlo Gerli 5000; Bossi, Fer- l'Oro 1000; G. Pal,adiini e C. 1000; Stagfo.n,atura
rario e Hoppeler 2000; Giusepp·e Dubi,n.i e C. Set-e Oriaini 1000; Ant nio Tag,liabue 100; A.
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Charnllais e C. 1000; Aug. Beaux 1000; R. Zanotar ni Fossili, s,i g. Celle Francesco, pre sident e .
ti 200; Edoardo Ponz.one 100; A. M eye r 500; FraP er 1 A sociazi n e de,l Comm e rcio d e i C e.r e a•
telli G erosa di Carlo 250; Dom e nico Abrate 100;
Semi, si . Andrea Veroggio, delegato.
Luigi Pre de val 100; Abbondio Cavadini lO0ù;
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ciazi n e fra Commercianti del DepoGiovanni Bonazzi e Figlio 1000 · F c.lice G e rli 200; .sit Frain ·o, si . Emanuele G~an.oilio, presid e nte .
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so · zi n e d e gli Agenti M arittimi e
France sco Gi a nfr a nce schi 100 · T e rraiJ Paye n e
C. 200; So ciété Lyonnais e Séricicole 200; S~rici- R a omandat ri, i . Gipvanni B~una.
P er la A
ia:z.i n e fra Comm e rcianti d ell a
~ole [t l o-Lyon na is 100; Ugo Girand 150; Gioppe Batteri, pr e sid e nt e .
vanni C
.n ·hi 500; Salva tore Nahmias 250.
n G e neraLe Ligure Sp edizioT e in.i M al L :z.:z.i
C. 1000; Ed oard o Co.l.omb ~
, v. Ange lo Dasso, del ega to.
] O ;
cn, _·n:z.. f ll L. 250: T atal e L. 108.300.
IL UOVO CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ASSOCI AZIONE GENERALE
DEL COMMERCIO.
N e,l l' assemble
c n e r i! le rdin a ria d ei soci t e •
nutasi il 30 april e u. s. a G e nova, dopo appro~ata
l a rcla-ion~ tmnu l e e d i bit n i sociali, si è pro•
ceduto all e el zi-oni per la m anut nziione parzial e d i C o n sigli a ,norm a ddlo statuto soci a l e .
V e nn ero riel.e tti a c n i li e ri i signori: Er-•
col e Avigd or, C olombino
, v. Enrico e Spign o
cav. Abramo. Furono e le tti p r nuova nomina i
sign~ri: B asso S anto , Gu stavino Augusto, Gh c rard 1 Eugenio, L o F aro V.itt ri , M a nzittii d ottor
cav. Gius e pp e e P c rro,n e comm. M ai,io.
A~unat~si il C o:1· i gli o il gi 1 no 8 corr. pe,r il
su
1 e d l.l- m onto, J,a c l e:ziione d eHa presid e nz a e
d e ll
rich e sociali, v e nne ro riconferma t e l e carieh
a d e nti p er acclamazion e .
o Consi glio direttivo p e l 1917, avendo
.
il m a nd ato il signor Gu a.s tavino Augusto, nm, n e pe rt a nto così cos,tituito: Mancini comm c nd , t re Anto nio, presid nt e ; Sp.igno c o.v. A~
bro. m , i ·pre sid e nt e ; Colombino cav. Enrico, t eso1·ier : 1· l e Avigdor, s egretario; Morgavi cav.
Giu e pp c , e on o mo; C o nsiglieri i signor.i: Albe,r ti
e v. ff. i van ni, d lla Ditta Gastaldi e C., Av.ig_
d r
r I , d ella Ditt a Vital e , Pavia e Avigdoir,
Ba
nt , d e lla Ditta Succ. Luig·i P ereno, Cov. E n,rico, Ghisler Enr.ico, Gh e rardi
L vi nv. Gino, Lo Faro Vittori , d ella
L F a r e C., ,M ·ain:ziitti dott. cav. Gius e pp e ,
Mut\1 , M arittiim a Nazionale, P errone comm.
mministrator.e delegato della Società I.i . AnsaJdo e C., Profumo Alfredo e T auido.
D lcgc ti nel Consiglio delle Aesociaz.ioni aderenti sono i e uenti:
,1
-
IL PORTO DI CREMONA.
C remona è fn li.: ,:.itt ' lungo il P o quella ch e
si trova n ell p 'z ie n e più fortunata per · la n avigazione intern , i.: c. rt c ss
saprà tra r n e il
m a~giore prohtto, mif.!li rand
oll'opera d ell'uomo la condizion e n , tur.,l e d lle co e . Ess a inf atti è l'unica g'rand1.: itt ìt, a v il e d ella f oce d ell'Adda, ch e si trovi ul P , quindi e ssa n on d eve
pro~v e d ere alla
truzi ne di costosi canali di
allacciamento, come F rri r , o ad op e r e pure co •
stos e , come M ant v, p r il Mincio, m a solo al
porto, che avrà i u i p · venti e quindi 110n e ' è
dubbio che in br v ç . prirà la sp e sa di costruzione e di eserci2,.io, t. nt piu h e un porto ha, sulle altr e op ere di n nvignzi n e , il vantaggio di po·
r. dualm c nt e , s e condo l e
cr e sc e nti eisigqnzc
i r $ i. Inoltre per Cre m o·
na d eve c,erto pa
re.; la lin ea navigabile d a M.i ,
l an a a V enezin, ·i' h c n n a vvien e pe r n e ssuna
dtra d e ll e randi itt lu ngo il P o : d a ultimo si
d evt:, pure n ot r..' h:.: e s, è il primo centro di po·
polazione imp r t •'1 t '"' hc p tra usufruir e d ella
grand e navi 'azion •
n V en ezi a , poichè alla hn e
di qu e st'anno e a ara s enz' altro in comunic;2zion e colla L ngun , V en ta per l a navigazio e co n
grandi natanti, ave ndo provato i dragaggi ·e s e gu.iti
n el Po ch e i,l f nd r.b n ecessario di m. 2 pe r tal'
e e r e s mpr e mant enuto n el hum c
a Cr e mona, ma anche ti.no a Piace n za.
« Da quest e considerazioni, ha detto l'on. Big,nami in un 'int e rvista, mi pare risulti evident e
h e convie1ne affrettare la costruzione d,eJ porto
dt Cremo,na, per appro-6.ttaTe il più presto possibil e di una vantaggiosa condizione di cose, otten endo così che subito si intens,i&ichino quei trasporti che, dall'iniz-io della gue,rra, già si falllno
dal porto provvisorio di Cremona hno a V enezia
153
LE I. I. I.
ed oltre, e che in ,seguito, a pace fatta, diventeranno airucora più importanti per il traffico dell e
mere.i provenienti daJ. mare, poichè il porto, collegato coUa fe,rrovia e colla rete di foamvie che
fanno capo a Cre mona, servirà una zona molto es•t esa ed a,ssai popolata ».
CONCORSO NAZIONALE PER UNO STUDIO
SULL'ESERCIZIO DI STATO
DELLE FERROVIE ITALIANE.
Il CoU.egio Nazionale degli Ingegneri Ferrovi,ar.i Italiani, nella sua recente A-ssemblea Gen,erale, a ricordar-e degnamente la memoria del suo
promotore, compianto ing. Pietro Mal.legori, ha
deJiherato di istituire per la ricorrenza del XX
Annive rsario della fondazione del Colleg.io stesso, che cade -n ,el.l'anno 1920, un concorso ,a pxemio intitolafo al MalLegori, di L. 5000, da assegnar,si alla migliore Memoria che verrà pre1s•entata, entro il 31 dicembre 1919, sul seguente tema:
Esame critico del primo per,"odo ferroviario di
Stato in I tali a, nei risultati tecnic,', economicopnanz,'ar,', e polit,'ci; con rif er,'mento ai precedenti eserc1'zi in ItaNa, all' eserc1·z1'0 pn'vato in gène•
re, nonchè a quelli stram'er,".
Il concorso è libero a qualsiaisi cittadino italiano. Per programma •e schiarimenti rivolgersi allR
Segr.eteria del Collegio st,e1sso in via Poli, 29, Roma.
L'IN.DUSTRIA DEI CINEMATOGRAFI.
Per rendere pratica l'agitazione dei cinematog'rafisti itaìiani, i quali ,sepairatameinfie cercava,no
di far conoscere al Governo il vero ,s taito dell'industria, ebbe luogo in Roma il « Conv,egno N azionale dei Cinemafografisti », indetfo dall,Associazione dei Cinematografisti. della Lombardia e
de-l Veneto, che ha la sua ,s ede a Milano.
Erano presenti i r.appiresentati delle Associazioni fra cinematograhisti della Sicilia, del Napoletano, del Lazio, della Toscana, della Liguria,
del Piemonte, della Lombardia e del Veneto.
I convenuti d,e1iberarono, alla unanimità, la costituzione in Roma di un Comitato centrale delle
Associazi01ni Cinematografiche Regionali, iJ quale dovrà tratta.ire tutte le ,q uestio.ni che concer,n ano l'interesse generale dell'mdustria e del commercio cinematografico ,e dovrà provvedere a tutte le pratiche pr-esso le Autorità cerutrali.
L'argomento più importante che v,enn,e discusso fu quelil o della attuale tassa di bollo, sui biglietti d'ingresso ai ciin-emafografi.
154
Il Conveg·no ritenne che tale tassa, quainitunque
elevatissima e tale da rappres e ntare una vera
co.iin-teiress•enza dello Stato sugli introiti lordi delle
saJe, non re.nde quello che lo Stato sie ne riprometteva, pe r gl'inconv,enie,nti gravissimi relrutivi
alla sua natura e d alla sua entità, tra i quali ;1
principale è qne llo dell a chiusul"a forzata di moltissimi ci.nematogra-6., speciaimente di provmcia~
Rilevò d'altra parte che la tassa stessa rie.sc e
eccessiva.mente vessatoria per i cinematografÌsti
nella sua applicazione. Votò qu~ndi un ordin e del
giovno propone,ndo l'applicazione deUa tassa a
«forfait» colla divisione dei cinematogra.h iin di~
verse categorie, a seconda della loro u bica:z..Ìone
e della loro capienza, nella convinzione che lo,
Sta-to con questo sistema ricaver à daJla tassa
somme maggio r i senza l'onere di una vigilanza
continua e con maggior e tranquillità, nello svolg1imento attivo del commercio cinie matograhco.
Questo ordine del giorno v e nne presentato al
comm. Benettini, Direttore generale delle tasse
sugll.i affari e deJegato dal Ministro del1e Fiinanze,
on. Meda, a ricevere l'apposita Commissione ,n ominata dal Conveg'no. Il comm. Benettiru. promise di f a:-lo ogge:tto di studio.
- --- - - - = = = = =--
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
LA TERZA CONFERENZA
Argomento pure di molta importanza pratica fu
INTERPARLAMENTARE D"L COMMERCIO. quello deàl'unifioazione dei pesi e misure, rispetSarebbe un errore ne r v, lore prati o a questa Conterenza.
L'argomento c~e ha a tirat la maggiore atte,nzione è stato quello de li accordi internazionali
per i trasporti m rittimi, con l'annessa proposta
per le misure da adottare per favorire dopo la
guerra le intese, trusts e ca,rtelli; ed invero tale
era iJ tema più iinter•essainte in questo momento,
perchè è ben risaputo che da.U.a soluzione del problema dei trasporti, durante e dopo la guerra, d.ipend,erà '1a fortuna della causa degli Alle,ati.
Sui trasporti marittimi e gli impianti portuali
parlò con grande competenza il prof. ing. Luigi
Luiggi, situdiando il modo di rendere minimo il
tempo necessario a u.n,a nave per riceve re un eiarico, per costruire ,al più presit.o possibile navi da
carico, per stipulare deg1li accordi fra gli armatori delle inazioni alleate. L'ing. Luiggi a·r r.ivò a
queste conclusioni:
1) è del più grande in-teresse per tutti i p•aesi di migliorare 'la utilizzazione del tonnellaggio,
riducendo ,al .minimo assoluto il t•empo di giacen
za n e i porti per le operazioni di carico o di scarico delle n,avi;
•
2) a questo scopo bisogna che i Governi, le
Cam ere di Commercio ,e gli armatori e i commercian i si sforzino:
a) di aumentare lo sviluppo dei muri di
banchina nei porti perchè ogni nave che vi arri v n
trovi empre uno spazio libero, e che i nuovi muri di b nchina da costruiTe ,abbiano un•a profondità di 9 metri (30 ft.) per le navi di 7800 t. e di 12
m etri ( 40 ft.) per i « cargq-boats )) di 12.000 t. ohe
sarann le navi più in uso nel futuro;
Ii omm. Zaccaria Oberti pol:'ltÒ l'adesione completa della Camera di Commercio di Genova alle
risoluzi ni proposte; richiaman-do insieme l'atte•nzion• d i colleghi francesi sulla necessità di unire in un'azione concord·e i due porti di Genova e
di Mar i lia ed in ,genel'lalle tutti i porti francesi
ed itali, ni del Mediterraneo, nell'interesse de'lle
Marin mercantili di ,entrambe le nazioni. La
pa aita c ncorrenza fra italiain,i e fnances-i - egli
diss,e - tornava a tutto v,antag,g io dei tedes.chi.
La n cc ità di org,anizz,arsi non è pe:rò ristretta al e mpo marittimo: la resistenz,a ai sistemi di
dum{,ing tedeschi, tro·v erà nell'orgia.n:izzazione
de1le industrie nazionali alleate, un elemento di
prima icmporta111za, che potrà coadiuvare efficacemente La difesa possibile a mezzo de.I le tariffe
doganali. A tal proposito ebbe a dir parole molto
giuste, nel discorso inaugurale, S. E. Tittoni.
1
to al quale la Conferenza ebbe ad ,accettare unaniimemente 1a relazione dettata con profond,a genialità dall'oin. Pavia, che s1eppe ·n on solo f.ar trion_
fare le proprie giuste idee, m ,a rendere interess,a nte un tema particolarmente arido quanto importante. Gli inglesi, giapponesi e russi riconobbero la n ·ece,ssità di adottare il sistema me'trico
decimale. Per i sistemi ,m onetari l'accordo - ntenuto immaturo - non fu raggiunto.
« Le tendeinze attuali - disse l'on. Pavia fanno sperare che in una epoca non lont,ana il sis 1tema .metrico decim.ale sarà reso dovunque obbligatorio ed a ciò inducono non sdlamente considerazioni d'.i ndole tecnica e scientifica, ma anche il convincimento dell'indiscutibile beneficio
pubblico che si ricaverebbe da una così g'rande
semplificazione negli scambi internazionaE.
« Fra gli Stati dell'Intesa, in ,Russia e in Inghilterra il sistema metrico è legale, ma n0tt11 obbligatorio; ~ certo però che la sua •adoziione da
parte di queist 'ultimo Stato avrebbe una influenz~ decisiva in Russia.
« È nell'interesse di tutte le Nazioni che hanno
~sieme combattuto, e1iminare og,n i .intralcio ai
loro rapporti commerci-ali futuri e di unirsi più
strettameirute, per il dopo guerra, allo scopo di poter meglio resistere, nel campo economico, con.tro gli eventuali ritorni offensivi del nemico ».
Interessanti discussioni si fecero poi in seno
al:la Commissione cui era demandato lo studio
del tema delle misure da pre.ndere contro l'uso
di false denominazi01noi e di false indicazioni di
· pt'ovenienza deUe· merci, ed è da registrare con
piacere che i delegati francesi, e con essi tutti gli
altri, acconsentirono ad introdurre un emendamento chiesto dal cav. Aguet, int,e..so a rimuovere
ogni ·osfacoilo alle esportazioni di prodotti ( quali
il cognac, la champagn•e, il Gruyère) che hanno
den,o minazuoni che, pur a rigore ncin, ,e satte o improprie, sono p~rò oramai consacrate dall'uso co·
mune a .indicare non la qualità o la provenienza
specifiche, ma un genere di merce.
Sul tema dell'arbitraggio in materia commerciale i .delegati consentirono nell'ordine del giorno proposto dall'illustre avv. Théodor, un belga
che ha sopportato serenamente il martirio tedesco.
Gli ordi.ni del giorno propo.sti dall'on. duca de
la Trémoi:lle e da M. Pralon, riflettenti l'u:nihcazione delle forme di tassazione e della nomenclatura doganali furono ,accettati con un'aggiunta
proposta dadl'on. Sch,mzer che ebbe a presentare
unia dotta memoria.
155
LE I. I. I.
Sull'inte.rnazionalizzazi,O)n,e delle leggi relative
alla riparaz.ione dei danni di guerra riferì con
profonda dottrina e molto acume il prof. Buzza ti.
Quanto, .in-fine, a1:la mozio.ne Rutherford per
l'istituzione di una Came a d'Assicurazioni interaHeata, che gia aveva sollevato delle opposizioni in Inghilterra, fu cc,nvenuto· di ritrattarn e
più ampiam e nte ,alla prossima Conf e r enza di L on ~
dr a .
Pro nunciò un importantissimo d~scorso il ministro d e l Commercio, Industria e Lavoro, on.
D e
a v a, rsui .lavori della C o nf e r e nza~
« M e n.tr e gli e r o ici soldati d e i nostri paesi, pi e ni di f e d e nella vittoria, con un a costa nza inf atic a bil , c ombattono lo ste sso nemico all'ombra
d e lla m e d esima baindier a di libertà e di giustizi a , i lib e ri rappre s e ntanti d elle nazioni alleat e ,
riuniti l'anno scorso a P a rigi e que st'anno :; R oma, h a nno coll a borato a suggerire tutto un compl e sso di misure allo scopo di pr e parare e di assicurare l' a vv e nire economico d e i popoli all c,ati e
dell'um anità.
« e ll a mia qualità di Ministro d e l Comm e r·
c io e d el l a voro, io mi compiac cio ch e grazie aU a
-vostra iniziativa e d al vostro ~avaro i probl e mi
della politica economica e comm è rcial e sono stati
e l e v a ti a d un livello al qu al e hanno diritto d'aspirare , a ccanto ai probl e mi essenziailmen-te po.litici.
<< Lo studio ch e ave te fatto sul regim e dei tr a •
sporti t e rr e stri e marittimi e sui noli, sul progett o
d' int s a fra l e m a rin e m e r,c antili alleat e , sull'uni•
-fìc a zio n e d e i p e si e misur e , sull'unificazion e d e ll e
form e di tassazion e e di nom e nclatura doganali,
sui pr incipi u niformi da introdursi n ell e l e ggi r e ·
lati v e all a f a lsa d e signazion e d e lle merci, su l' a r •
bitrato in materia commercial e , su l'istituzion e
d'un r e gime int e rnazionale di riassicur azio n e ,
qu e sto studio vasto e profondo fornirà ai Gov e r•
ni all eati deg·li el e m enti pr e ziosi di cui si dovrà
far t s o r o . »
L'EFFICACIA DELLA PROPAGANDA
ATTRAVERSO LE I. I. I.
Dall a Ditta Girardon di Londra riceviamo la
seg·uente lettera, ch e segnaliamo all'atteinzione
dei nostri .i ndustri ali.
·
<< Uni a mo alla pre s e nte Tagliando N. 2 del
Carne t 144, util e pe r ins e rire un nuovo avviso simile al pre ced ent e n-el vostro prossimo numero
delle /. /. /.
« Cre diaimo doveroso aggiungere, acciocchè ne
faccia te il miglior uso che crederete, per dimostrare l'efficacia della pubblicità nella vostra ri• v.ista « L e Industr;e Italiane Illustrate >> che il no-
156
stra avviso ci ha già portato, .nei poch.i giorni in
cui è apparso, pare cc hie richieste, alcune d e lle
quali hainno di già ·avuto esitQ felice.
(( Distintam ent e vi salutiamo >>.
1
I PERITI RAGIONIERI
NEL PROCESSO CORTESE.
Il g'iudice istruttore p e r gli acc e rt a m e n•ti peritali di caratt e re cont a bil e ha nomin ato il rag.
prof. Pasqua:le D'Ange lo, ins e gna nt e di Banco
modello ,n e ll'Istituto sup e riore di C o mm e rcio.
Sull.e d e signazioni d e i s e i imputat i è sta.fa a,ssunto altro perifo il comm. r a g. Alb e rt o Pavoni.
I p e riti h a-nno pr e stato giuram n t .::i gio v e dì e subit o h a nno inizi a to l e loro indagin i eh si dovran
no svolge r e anch e pre sso -l e B nnc h c h e e bb e r o
rapporti col Cort e s e e col su o pr curat r e C olnz.
z; a .
BUROCRAZIA, ETERNA NEMICA D'ITALIA .
La d,itta R. Subin aghi e C. ci s criv e :
« Si legge ogni giorno ch e i n o str.i uomini di
Gov e rn,o ,s,orto animati d a.il.e mi gli ri d·i sposiz,i oni
pe r · favorire l'incre m e nto d e lle n o str e industri e
e lo s,v iluppo d e i nostri tr affici ali' st eJ.·o nel dopo
g u e rra. S e si vudle gi unge r e a c io, è e rto ch,e bisogna •agire sino da ora, P e rchè , dunque, n01n si ·
t rov a il m e zzo di conciliare gl,i in t c r •S i d ell'ec o ·
n omia interna - Ja r e sist e nz a in qu e sto s 0J-e1mn e
; ome nto col programma di e sp a nsion e c h e
de v e stare a cuor e ?
« Abbiamo richie,sto t eistè al Ministero d eU e
F inanze un p e rme sso p e r e s p rta r e ne1l'Ar ge n·
t ina un campionari o di olii e s s e nziali ed ete r e i,
clii compo,sti, e teri di frutt a , c s se,nz e spiritos e per
::;cir-oppi e liquori, e rb e arom a ti h e , ,ecc.; ma ci
s.iamo visti respi,ngere la d om anda.
« A noi sembra ch e , s e a lfUffi io Esport a zioni
d el Miini.stero delb Fin anze vi f ss,e ro person e
c he aves~;ero e s•atta cognizi o n e di ciò ch e è indu~
e tria •e comm e rci.o, e d av c1ss erro anche un 'id ea de,. li sforzi e d e i sac;rÌhci ch e molti industriali e
c o mmercia:nti fanno attualm e nt e p er impor re sui
mercati esteri i.I prodotto italiano, non ci sar e bbe
stafa impeditia .l'esportazion e di un campi1anario il
quale non è ce rto una p artita di m erci e d o veva
se1rviire ad un proficuo l avoro di penetrazione commercia1le ne.l nuovo Continente, lavoro che .avr-e bbe dato ,nel dopo gue.rra ottimi risult:ati.
<C Ostacolando ciò, quasi si potrebbe dire che si
miri a conserva-re i,ntatta alla Geirmainia la prero·
gativa deJ commercio mondiale».
1
Rela.z1on1
Assemblee, Bila.nei
La mirabile situazione e gli
alti propositi della '' Società
generale italiana Edison di
elettricità ,,.
Richiamiamo l'attenzione dei lettori sulle relazioni pres e ntate dalla « Edison » all'Assemblea ordinaria e straordinaria dei suoi azionisti.
Il secondo anno della nostra guerra ha c;onfermato le aspi.ra1Jioni e le previsioni ,nostre per un p,roigressiv-0, vigoroso impulso della produzione nazionale, che, co~ rinnovate energie e con feconde iniziative, ha infatti m.ilrabilmente assecondato la mobilitazione industriale del Paese .
A tale fervore di lavoro potè c6rrispondere finora, largamente e con pieno successo tecnico, la fornitura della forza motrice sotto forma d,i energia idiroe'.ettr:ca da paite di
tutte quelle S ocietà produttrici e d istributrici, le quali , per
la fede e per il co•r a.o gi o di cui avevano dato prova in p,rec denza, si bravavano in g.rado di frcntegg:are ,i1 nuovi biogn i, spingendo al Jimite la potenzialità dei loro impianti,
oll n ndosi così un notevolissimo rispar,mio di carbone, con
norme vantaggio dell' econom~ia nazionale.
Tali risultati tecni ci ed economici, che si possono dichiav ramente soddisfacenti, sono dovu~i non solo alla dozion deg,li impianti 1generat0tri, alla capacità delle linee
di lr porto e di distr>~buzio ne e del1e stazioni ricevitrici,
forse più, alla organizzazione raz'on3Je e preordidi .allacciamenti e di ac::ordi fra l e d ive•se Aziende di
l
regione , e fra quelle di regi oni dive,rse, che si
tono così fra loro ,ccTi egate. Fu per tal modo passidi mettere la parte di. energia di alcune Centrali, a
l non necessaria, a d•isposizione di altre, delle quar no maggiori le esigenze e più scarsa 'l a produzione;
tll
con pronto ausilio le conseguenze di interru1 ospensioni di 1forniture, che, se pur dovute a
· ,u
transitorie, si presentarono, in certi momenti, g,ravi
JJ ricolos ; di scambiare, con migliori rendimenti, det, 1min l utenze, di intensificare .1 servizii, di utilizzare,
rti limiti, l'eneTgia di stagione e di far fronte alle
n rm li .
ito, e per quanto riguarda la nostra · Soi comunicami! che, in grazia dei suddetti
possibi1e mettere a disposizione di alcorso anno, oltre 15 milioni di cavalli} difficiili condizioni deJ.l' esercizfo e
r ggiungere tali .risultati accrebbero
dinarie, in modo da non Jasciai, mentre, essendosi mantenunergia, la p.ro,g ressiva diminuK wtt-ora pagato dai nostri u1,, 1, 11 1,tit >
vant gi notevoli.
Purtroppo, le gravi difficoltà del mercato dei materiali.
dei macchinarii, dei metalh e via dicendo, la deficienza
sempre cres cente della mano d'opera ed i prezz i d iventati ip.roibitivi non consentirono alle in dustrie elettriche. per
quanto volonterose e fattive, di spingere nuovi grand i, impianti, e , forse, fu atto ,conservativo di. ricchezza l'attendere. Si potè invece accrescere la produzione delle Centrali
esistenti con opportuni miglioramenti ed accorgimenti, g;,ovaridosi delle facilitazioni a ccoirdate dal Decreto Luogotenenziale del Gennaio 1916.
Altro più recente Decreto a vantaggio di alcune speciali categorie d i industr•i li, quasi esclusivamente produttori
di. materie ;rime o manufatte destin'ate al1a giuerra , potè
invece permettere ad essi l'inizio di nuovi impianti .idroelettrici. MaLgirado· non ia stata accolta la istanza delle Soc:età Elettriche per una semp,}ice parità di trattamento, noi
auguriamo che i po sa ricavarne in tempo utile un contributo effettivo ad una produzione bellica 1intensificata , poichè è ora dovere sup remo di tutti far convergere ogni pensiero ed ogni zion al solo fine della nostra vittoria.
iE così pure, rinnovando i1l voto dello scorso anno, confidiamo che la nuova legge presentata al Parlamento, abbia,
con poche ma indispensabili modificazioni, ad imprimere
il maggior impulso alla produzione della energia idroelettrica, enz a·umentarne il costo, sgravando c anoni, tasse
ed altri oneri diversi, accordando maggiori durate di conces io i,
lasciando sopratbutto una più ampia libertà al!' iniziativa privata, ton l'unico obiettivo d.i ottenere dal l'uso d lle acque pubbliche il maggior rendimento col minimo prezzo.
Il passaggio del sertJizio
tram1:Jiario al Comune
Le condizioni nelle quali ebbe a svolgersi il nostro Esercizio ne.1 decorso anno, furono piuttosto• diffi cil i, sia per
il frequente richiamo di personale alle armi, sia per la deficienza e talora anche per la mancanza di materiali di ma nutenzione e di ripaJTaz~one. che costorinsero a ripieghi assai costosi, ma di non trappa consistenza e d i breve du rata.
Il riAesso di questo stato di cose ebbe a fais i sentire specia.1lmente sul servizio tramviario, pel quale maggiori fu rono i sacri1ficii incontrati. Gli sforzi, poi , .fatti per conservare in piena efficienza i.I servizio elettrico, se, come gli
altri, non ci diedero risultati econo,m ioamente troppo soddisfacenti, riusti.rono però efficacissimi,, e furono a noi causa
di legittimo o,rgoglio nell'attuale momento per la accresciuta produzione, tenuto però conto de!Ja maggiore disponihilità, per energia acquistata -anche da terzi.
Dobibiamo, con animo grato, segnalarvi il vo•l onteroso,
efficace contributo deHa Direzione e del Personale tutto,
che diedero ogni loro migliore cooperazione per sopperire
anche in parte ai colleghi richiamati.
157
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - ello stesso periodo di tempo si co·ntinuarcmo e maturarono le Jaboriose trattative per il passaggfo del servizio
tramviario mbano al Comune e per i rinnovati accordi relativi alla posa di linee aeree e sotterranee e ailla gestione
industriale della enengia eilettrica nel territorio comunale.
Tutte queste pratiche furono p~rtate a ter-rnine entro
l'anno testè decorso, insieme ad altri• atti di transazione
per cause pendenti o possibili sulla intèrpretazione e sulla
applicazione ,d ei ,contratti allora in vigore e ad altri accordi
e patti ,che interessavano il nostro servizio tramviar-io su •
burbano in conseguenza della cessione di quello cittadino;
ma tutte le intese ipattuizioni dovevano av,e re il ,l oro effetto
a decorrere da:l IO Gennaio scorso, e quindi nessuna conseguenza o variazione ebbero• a portare sul conto patrimon iale del!' esercizio ora in esame.
·
Nell'addivenire al1a sistemazione di così molteplici e importantissimi rapporti col Comune, come già v.i accennammo altra volta, abhi.aimo creduto di portare una volonterosa aocondisceI].denza, tenuto specialmente conto delle
condizioni di guerra che creavano a noi una singolare responsabilità morale ; che sarebbe stato, non solo vano,
ma meno simpatico e forse anche pericoloso non ·rkonoscere. iE di questa nostra cooperazione ,l a Giunta fece oprportuno rHievo nella sua Relazllo ne al Consiglio Comunale.
La nostra Società, oltre al mater-ia.le bramviario, ha n che ceduto al Corruune alcune :macchine generatrici di e nergia a corrente continua e hatterie di ac-cumulator,i ; ma,
per un certo periodo di ternipo, essa continuerà a fornire
tale energia al servizio .tram'Viario municipale.
Le consegne delle cose cedute vennero fatte regolarmente e senza inconvenienti per il servizio : rSono ancora in corso Je liquidazioni di var.iie partite, magazzini, scorte, attrezzi, arne.si, ed altre, il cui inventario non poteva eseguirsi che gradualmente e in contraddittor-io, dopo l' assunzione del servizio da parte del Comune.
Alla attività nostra, già ded icata all'esercizio tramviair;io
di ,Mi,lano, sostit.uiremo altre f9mne di operosità nel campo
delle app.1icazioni dirette dell'energia elettrica alle industrie, al riscaldamento e alle elettrificazioni ferirovia.rie e
tram viarie; creando, appena possibile, nuove ifonti di energia, per mantenere la nostra efficienza ,p roduttiva come
pel pa:ssato e conforme al nostro programma iniziato nel
1895-96 e periodicamente eseguito coii due grandi impianti di Paderno e di Robbiate.
Le risultanze
del 3 3° esercizio
Passiamo ora a comunkarvi .]e notizie più interessanti
de!Ll' esercizio, il cui Bilancio è sottoposto alla vostra approvazione.
Le rendite raggiunlsero un totale , in cifue tonde, di
L. 27.920.000, con un aumento d i L. 2.454 .000, superiore di
L. 1.319.000 a quello otten,uto nel 1915 sul precedente
1914.
Tale aumento è dovuto per L. 1.250.000 al gettito delJe
traimvie urbane e isubur'bane; per L. 922 .000 a vendita di
eneligia elettrica; p~r L. 244.000 a d1videndi 1ncassati sulle nostre partecipazioni,, e per L. 39.000 a proventi varii.
Ma , per ,contro, le spese aumentarono complessiva~ente di L. 2.460.000. Fra questi aumenti sono notevolissime,
ma incontrate con animo 'lieto, le ben meritate erogazioni a
favore delle famiglie dei richiamati e dell'assistenza civ.i.le,
per una maggiore somma complessiva di L. 740.000 sul
1915 ; quelle delJ' esercizio tram~iario urbano e suburbano
per la costicu~ cifra di L. 1.660.000, ed infine quelle per
maggior costo di serv.ia:ii elettrici (cOl'O(Presii i frequenti furti di materiali di linee, di sottostazioni, ecc.), per l'acqui-
158
sto d i energia in più da terz.i e per impianti, per un totale di L. 660.000.
Diminuirono invece ,gli •iinteressi passivi, le perdite ed altre partite varie per L. 600 .000.
Venendo ora ail Conto patriimoniaile, vi dichiariamo anzitutto che, per antica e costante consuetud~ne, le vah1tazioni delle attività sociali rispecchiano -la low reale consistenza e ·so:p,o già minorate delle riSipettive quote di ammortamento, che corrispondono, ,con criterii di riigorosa prudenza, aillle ,prescrizioni di legge e d i statuto, in Telazione
allo stato degli impianti tutti, immobiiliari e mo'.:»iliari.
Riscontrerete nella pa,rtita Stazicmi Elettriche una differenza di L. 1.806.000; in quella Condutture e Sottostazio ni, di L. 1.477.000; negJi Impianti diversi, soprattutto per
case popolaz,i, di L. 270.000, ed infine quella di L. 267.000
nel1fe Tram vie.
Di queste di,fferenze alcune sono. dovute a movimenti
patrimoniali verificatisi nell'anno, altre a vere e proprie
svalutazioni ed arnmortam,e nti.
Giova 1Jichiamare la vostra attenzione sulla diminuzione
di L. 267.000 della voce Tramvie, perchè assai jinferiori a
quel.le del precedente Esercizio, nel quale esse figuravano
per L. 861.000; ciò è dovuto esclusivamente alJ. fatto che
per i trwns urbani, cessando di appartenerci al 1° Gennaio dell'anno in corso, non richiedevan ~ ulteriori ammortamenti.
Il Magazzino si trova aumentato di L. 469.000, cifra
dov,uta in gran I.parte ai maggiori costi; di sole L. 20.000
crebbero i Materiali presso terzi ; dopo applicati i consueti deperimenti, la differenza netta è di L. 237.000.
Nei Titoli e Carature trov,erete una diff renza in più di
L. 7.895.000 , sa.Ido fra le nuove partecipazioni ,prese e
quelle cedute. Citiamo fra le prime le sottoscrizioni ad aumenti di capitale deUa Soc,ietà Conti, d li' Adamello, della Unione Telefonica Italiana, per complessive L. 1.775.000;
.alla costituzione della nuova Società Nazionale per lm;prese E.lettr,iche e al Consorzio Elettrotrazione, a. una maggiore
interessenza nella Società degili Acoumul lori Elettrici e
d ella Società Bann , per un ,totale di L. 1 2.595.000, ed irufìne
per .la nuova partecipazione da noi pr sa nellai Società E lettrka Bresciana pe-r L. 6.215 .000 . Fra le cessioni, ric ord·iamo le azioni delle S ocietà E..lettriche Ticino, Pavese,
Novara e Piemonte O r.ientale, che cred mmo più conveniente di ll'aggrUJppare presso la Società Conti, che era
già in esse largamente interessata.
Il conto Debitori è dÌIIDinuito di L 156.000, e quello
Creditori aumentato di L. 4.054 .000. N ll'uno e nel,l' altro
di questi due conti non figurano le vod che si compensano, nè quelle di giro.
Il confronto r>iassruntivo del.le partil che hanno caratte11e di immobilizzazioni industria.li presenta i seguenti risultati:
per produzione, trasformazione e distribuzione di energia
L. 18.729.000 , per le tramvie
» 6.700 .000,in rotale
contro L. 29 .251.000 del 1915.
I terreni e i fabbricati vi rappresentano
ed aggiungendovi
L. 25.429.000,L. 4.728 .000 ,))
1.483.000,-
di Beni stabili, si ha una complessiva proprietà immdbiliare di
L. - 6.211.000,Vi comunichiamo ancora di aver sottoscritto al nuovo
Prestito Nazionale per due milioni, sicuri della vostra piena, unanime, cordiale approvazione.
Vi invitiamo infine a rivolgere i più fervid•i voti a quel-
RELAZIONI, ASSEMBLEE, BILAN I
corso al credito, malgrado questo ci sia s mpre tato 1 rgamente concesso dal nosto-o gruppo ban do.
In ,q ualunque caso, poi , è opportuno, m glio propor
tizi
risultanze del 33° .Esercizio zionando il capitale alle operazioni bancarie, ed ac r •
vi preghiamo di voler approvare il scendo -l e riserve, rinvigorire le nostre disponibilità, limil'onore di presentarvi, col seguente nando o riducendo così quelle operaz·oni dii credito he
non siano assicurate a lunga scaclen . A queste neces ìrealizzati nel
tà corrisponde la proposta che vi presentiamo, inte a
. L. 3.922.984,25
consolida.re il patrimonio e a permettere quella progressiv
quelli del
· e, ad un tempo, prudente attiviità della nostra A~ienda,
28.661,07
nel cui svLluppo, come altre volte avemmo l'onore di di chiararvi, confermiamo la nostra fiducia.
in totale L. 3.951.645,32
Dopo l'esame dei bisogn-i attuali e dei progetti in corso
per nuove Centrali, abbiamo valutato attorno a 18 milioni
li ndo a termini di statuto:
1) ,
e del Consiglio
gli impegru presi e da prendere, e, tenuto conto che il
prezzo del-le nuove azioni sarà di L. 425 , il vostro Con iil
L. 117.689,53
/,)
e
izione per il perglio vi propone di aumentare il capitale sociaile, elevando196.149,21
ne il valore nominale, ora di 18 milioni, a 24, mediante la
m
il 5 % .
emissione di 40.000 azioni nuove.
L.
313.838.74
Di queste , quattromila devono essere date• in prelazione alla Compagnia Continentale Edison di Parigi, in forno a disposizione degli Azionisti . L. 3.637 .806,58 za di vigenti contratti; trentam-i-la verranno ofFeTte in opd Il quali a ripartirsi in ragione di Lizione agli Azionisti, in ragione di una su quattro, anzire 30 per azione .
3.600.000.- chè di una su sei come è previsto dallo statuto; le residue
vennero collocate, a cura del Consiglio, presso il nostro
a riportarsi a nuovo
»
37.806,58 gruppo bancario, il quale assume inoltre la garanzia d IIl div idendo sarà pagabile, a partire dal 9 aprile p. v., la intera emission .
presso le Band:ie :
La differenza netta risultante fra iJ prezzo reale deU
Commerciale Italiana , Feltrinelli e Zaccaria Pisa.
azioru emesse d il loro valore nominale, sarà passata
r
Vi preghiamo infine d:il voler procedere alla nomina di intero alla Riserva, e cioè inscritta al Passivo, come lo
i
mministrato.ri, di tre Sindaci effettivi, e di due sup- stesso Capitale nominale.
pi nti, fissando :la retribuzione al Coillegio Sindacale per
Le condizioni della emis ione delle nuove azioni e le
I' . rcizio in corso.
modalità dei versamenti saranno, a termini dello Statuto ,
Il capitale a determinate dal Consiglio di Amministrazione.
Esposto così il nostro programma e i motivi della nostra
24 mi_lioni
proposta, vi invitiamo ad approvare il seguente ordine del
pos1z1one te,tè fattavi della nostra situazione eco- giorno:
• la prudenza nielle valutazioni patrimoniali, la miLante ormai da dieci anni dei risultati dei nostri « L'Assemblea approva la proposta del Consiglio e delibera
l'aumento del Capitale sociale, nella cifra di Lire sei
ii e dei dividendi distribuiti, nonchè .l'accenno già
milioni, mediante l'emissione di 40.000 nuove Azioni
1 1111! 1 nut
nella parte ordinaria della presente Relaxione ,
del valore nominale di Lire 150 ciascuna»;
• 1 1 1 cl no agevole l'intrattenervi brevemente suU'oggetto
cl li I Jl Hl
traordinaria ,d i questa Assemb lea.
conseguentemente il primo capQIVerso delJ'art. 6 dello staIl pi rnmma dello sviluppo graduale della nostra A - tuto sociale ven à così redatto:
z 11d ,
voi noto da lungo tempo e costantemente manlt 1111l1, , 1 v
-conserivarsi tale anche per l'avvenire, in per- di capitale sociale è stabilito in L. 24.000 .000, costituito
dal numero di 160.000 azioni da L. 150 ciascuna, totale 1111 i I ond nza col passato; dobbiamo cioè continuamente versate.»
, , 1>, 11 0 li mente, a sviiùuppa:re la iproduzione che nor111 1111 ulc
p,rogressivrunentie cii v iene richiesta e prov.IL CONSIGLIO D'AMMLNJSTRAZIONE.
dove sia possibile , con mezzi nostri, a far.
Milan , Febbraio 1917.
proprie immobilizzazioni, limitando il ri-
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NOMICA LIBERO A TUTTI-TALE FORMA DI PUBBLICITÀ, POCO CO$TOSA E MOLTO REDDITIZIA, È CO
DIFFUSA ANCHE IN ITALIA DA RENDERE SUPERFLUO QUALSIASI CHIARIMENTO IN PROPOSITO .
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QUALSIASI DOMANDA DI IMPIEGO O DI MAESTRANZA, VA DIRETIAMENTE AGLI INTERESSATI; NÈ SI
DEVE DIMENTICARE CHE OGNI NUMERO DELLE I . l I. RIMANE IN CIRCOLAZIONE UN MESE; SICCHt:;
OGNI INSERZIONE HA , PER COSI' DIRE, UNA VIT AUTÀ DI TRENTA GIORNI; IL CHE D ECUPLICA LA
SUA EFFICACIA.
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cde in Br-escia, col ca pitale di L. 10.000.000 per Morchi 1. Durata 10 ainni. Capitale L. 25.000, per
l a produzione e .la .lavorazione ,d ell'a:cciaio e della la fabbricaziione e il ,commercio dei surrogati cl-i
hi a, ,Le costruzi,o ni meccaniche e metalliche in caffè.
gem ere, 1'-eserciz.io di in d ustri.e affini, la produzioGENOVA. Union e Tonnare Mediterranea.
n e la veindiita di e nergia elettrica, e cc.
Società anonima ·o on sede in Genova. Durata 44
BRESCIA. - Fugini e Spalmato. Societa in nome collettivo con oede in Brescia; durata dieci
anni. Capitale L. 30.000; avente per oggetto la
tampatura d ,i materiali greggi. sia per attrezzi di
taglio che per altri generi simili e nelle forme più
svariate la fabbricazion e degli strumenti da talio in gener-e, can tiutte le produzioni affin,i ed il
loro commercio.
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Mona·stir, Coniigliera ecc. Com.m. Angelo Parodi,
presidente. ·
GENOVA. - Mineraria Italiana Ligniti. Soc.i:età Anonima con ,sede in Genova, durata 15 anni. Capitale L. 500.000, diviso in mille azioni da
GENOVA. - S ettimo Descalzo e F.lli Banche- L. 500 cadauna, avente per iscopo la coltivazione
ro. Socieità ,collettiva con sede in Genova, durata di g.iac.im einti li gnitif eri in Italia e la Telati va in3 anni. Cap~tale L. 30.000, per ,esercizio indu.shia dustria e comm e rcio e lavorazione dei suoi sotto
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(Segue
a
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L. 1.000.oon
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...
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Accumulazione di energia - per Esaurimento -B açini di Carenaggio - per Servizi
a bordo di Navt ecc.
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commercio di tappezzeria in carta, prima esercito dalla cessata ditta Barberis, Firpo e C.
GENOVA. - Lancellotti e M orgari. Società in
nome collettivo con s,ede in Genova, durata 3 an•
ni, capitale L. 5000. avente per iscopo l'eserci:-io
cli un negozio di mode e generi affini.
GENOVA. - M erega Filif,f,o. Società in acco•
m ndita con sede in Genova. Durata 31 dicem•
bre 1922. Capitale L. 50.000, oggetto: commer•
io di ferri ed acciai.
LECCO. - Piloni Bernardo, collettiva con sede in Lecco. Durata hno al 31 dicembre 1922. Capitale L. 100.000 per esercizio industria polveri
piriche. capsule. cartucce, micce ed esplodenti in
genere, nonchè lavorazioni ferro e metalli.
LECCO. - Felice Corsi e pgli, collettiva con
ede in Lecco. Durata 20 anni. Capitale L. 800
mila, per esercizio industria olii vegetali.
LECCO - Legnipcio Lecchese, accomandita
con sede in Lecco, durata 3 anni. Capitale lire
20.000 aumentabile a L. 60.000 per lavorazione
industriale del legname.
ITALIANE
LIVORNO. - Antonio Manetti. Società collet•
tiva con sede in Livorno. Durata 5 anni. Capitalo
L. 25.000 per esercizio del commercio di ferra•
menta e ottonami.
LUGO. - Longhini e Quarantini. Società collettiva con sede ,i n Lugo, durata 10 anni. Com•
mercio vini e rappresentanze, noleggio vagoni s.erbatoi.
MALNATE (Varese}. - Conti Luigi e C., accomandita con sede in Malnate. Durata 12 anni.
Capita.le L. 600.000 per industria meccanica e af-
futi.
MILANO. - Blasi e C. Accomandita con sede
in Milano. durata 4 anni. Capitale L. 100.000, per
.industria metalli lavorati.
MILANO. - L'Isolante di Mi11a. Accomandita con sede in Milano. Durata 10 anni. Capitale
L. 60.000 per industria prodotti isolanti e s.recialmente del Cal/onite.
MILANO. - Società Trasporti Aerei Interna•
zionali. Capit. L. 1.000.000. Si è costituita presso
la Banca Commerciale questa Società, il cui primo Consiglio d'amministrazione si çompone dei
(Segue a txzg. 7)
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pre . : prof. ing. C. Saldini, vice-pres.: D. L. Santoni, cons. delegato: conte G. Borromeo pr. d'Angera, r. uff. avv . .M. Capuano, dott. cav. B. Dolett , vv. cav. P. A. Foresti, conte sen. E. San
M , rtino di V alpeirga, on. conte G. Padulli, comm,
in . P. Castellini, cav. P. De Paolini, consiglieri:
in I. eff.: cav. L. Beinucci, cav. rag. Binda, rag.
A. Porro, rag'. M. Travi, rag. G. Smania~ supplenti: ma.rch. G. Cavalcanti, rag'. C. Forzani.
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MILANO. - Francesco Arrighi e Figlia Irene.
Società col1ettiva, con sede in Milano, corso Ticinese 15. Durata fino al 31 marzo 1927 ~ çapi•
tale L. 14.000, ·per commercio di cappelleria.
MILANO. - Sali di Saint Vincent, società anon-ima, con sede in Milano, Portic,i Settentrionali 21, presso avv. Boriali. Durata 31 dicembre
MILANO. - F ondene M eta71urgiche Boccari 1941. Capitale L. 125.000. Essa si propone la pro, C. Società in accomandita semplice, con sede duzione e la v-endita dei sali purg'ativ.i · delle rinoin Milano, via Stelvio 102A. Durata 5 anni, capi- mate acque d.i Saint Vincent.
tale L. 40.000, ·p,er fonderia di metalli.
MILANO. - Industrie Elettrochimiche MesMILANO. - Navigazione La Motovela, socie- sa e C. Società in accomandita con sede in Milatà anonima con sede a M.ilano, presso la Ditta no, via Rasori 14. Durata fino al 31 dicembre
Pirelli. Durata fino al 30 giugno 1922. Capitale 1921. Capitale L. 50.000. Scopo di essa è la fabL. 150.000, avente per oggetto l'esercizio della bricazione di pile e batterie a secco per uso iniindustria marittima in tutte le sue applicazioni. dustriale e domestico.
Fa parte della società l'.ing. Ippolito V alenz.iani.
MILANG>. - Industria cinematograpca G. PasMILANO. - Italica, colori art,".pciali. Soci-età sigli e C. Società in a·ccomandita semplice con seanonima con sede in Milano, via P. Umberto 17. de in Milano, via Torino 21. Durata 5 anni. CaDurata fino al 31 dicembre 1932. Capitale Lire 3 pitale L. 25.000, avente per .iscopo la compera.
{Segue a pag. 9)
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Stabilimenti :
Dir zi ne:
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Le DUE COSCIENZE
possibile un'intesa tra produttorii ndustriali e produttori - operai ?
ell'ldea Naz;onale s1 invocava giorni deologia in torno a un regime monarchico
no da Enrico Corradini - e all'invocazione accennammo nello scorso fascicolo
- una (( coscienza politica )) nei nostri industriali.
Ora l'organo nazionalista ribatte l'idea
d 1 suo eminente collaboratore e a prosito delle deliberazioni prese recentemente a Roma dalla Federazione delle Soi e tà per azioni (1) si compiace della man itestazione come di una prima prova di
r i veglio di quella « coscienza politica ))
n gli industriali. dal Corradini invocata.
Considerandoci parte in causa . riteniaopportuno esprimere al riguardo la nor opinione e, abbiamo ragione di rite1
r e, in coincidenza con quella della granmaggioranza degli industriali che sono
r tti intorno a questa rivista. il che è
1 1 nto dire la grande maggioranza degli
ir du triali italiani.
d intendiamoci prima di tutto sul sir i fi ato delle parole.
h cosa si intende per « coscienza po-
o ad un regime repubblicano?
S'intende l'appartenere a un partito determinato o ad una qualsiasi delle frazioni in cui si diluiscono tutti i partiti?
Se per coscienza politica si intende questo. l'Idea Naz;onale può essere sicura che
la maggioranza degli industrialì italiani
possiede perfetto il senso politico o la coscienza politica che dir si voglia. poichè
ben pochi sono coloro che non profes sino
un principio politico e non appartengano
di fatto ad un partito.
Ed è appunto perchè il senso politico
prevale in ciascuno di essi. che gli industriali italiani sono stati e sono una « quantità trascurabile » nella ressa delle competizioni intorno ai poteri legislativi.
È appunto perchè gli industriali italiani
s ono prima di tutto o dei democratici. o
dei repubblicani. o dei conservatori. o dei
socialisti. o dei cattolici. o magari dei nazionalisti. eh 'essi - mescolandosi e affigliandosi ai gruppi che sintetizzano la loro
« coscienza politica )) - si obliterano e si
I iti • > ?
elidono
a vicenda. togliendo alla loro esi intende l'avere un concetto determi-,
senza
comune
di industriali. e alla loro cod gli istituti che ci reggono?
mune
dinamica
di produttori. qualsiasi
' int nde il seguire una determinata iforza e qualsiasi direttiva.
Non è dunque una « coscienza politica >
V, dere più av anti la ,no t a: V erso una nuo,,., ori ntaz ion e industriale.
che bisogna sviluppare per il bene d il
21
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - - - -- -- -- -- - -- -- - - - -- - -- -- -- - - - - - =-=
collettività e della nazione in seno alle
masse produttrici, bensì una « coscienza
industriale )), quella « coscienza industriale ) da noi ampiamente illustrata nel programma d'azione delle I. I. I.
Coscienza industriale la quale poggiando su interessi, aspirazioni, e idealità sincrone, può e deve far convergere in forti
gruppi associativi e federativi forze parallele, per rivolgerle ad obiettivi comuni,
determinando così veri e propri atti di natura politica.
Quando noi, sapendo di interpretare il
pensiero della massa produttrice, domandiamo una diversa costituzione del Parlamento, oggi infestato da un nugolo di cavallette retoriche che sono il flagello d'Italia; qua.rid~ noi domandiamo che a Montecitorio e a Palazzo Madama sia fatto posto ai diretti rappresentanti della produzione (industriali, agricoltori, operai) ;
quando noi doma.ndiamo che venga radicalmente mutato il sistema di reclutamento del nostro personale diplomatico e consolare , composto oggi per la maggior parte di gente all'oscuro di tutto quanto
fa e sa fare il paese che rappresenta ;
quando noi domandiamo una protezione
meditata per tutte quelle industrie che
possono garantire alla Patria la sua totale
indipendenza dall'Estero; quando noi domandiamo che il problema dell 'emigrazione sia illuminato non più dalla superata
teorica dei « rivoletti d'oro )) , ma da un
sentill}ento di alta dignità nazionale;
quando noi domandiamo che le più sane e copiose fonti della produzione non siano più avvelenate dalle statizzazioni, o dai
monopolii, che congestionano e deturpano
la superiore funzione etica dello Stato;
quando tutto ciò noi domandiamo, sosteniamo e DETERMINIAMO, che cosa
facciamo?
Non compiamo noi, non compiono gli
industriali che ci seguono, tutta una serie
.di atti politici?
22
I quali tuttavia non sono affatto, come si
potrebbe frettolosam nte supporre, la risultante di un matura COS IE ZA POLITICA,
n ì di
minata e f r
c
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mo
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men
magar
striali
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z,'onal
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h sta in rapporto
loro opere, ai loro
v · rtù, noi siamo del panquista non possa esn attraverso la formanza industriale.
ri, come l'essere sat t di fatto che ha
politico con
t
sue prodi dare a tali
diverso per
d li ioni pe-
lariati,
già in
funzioni
pne ; e n
funzioni,
creare divi
ricolos .
Gli op r 1
questa
irreversibil
rtihcati in
organizzazioni h
t ri e d eterminano azioni m quanto
no organizzazioni di salariati, di uomini cioe che hanno una comune funzione economica, non
di uomini che nutrono uguali entimenti
od uguali pensieri .
Così deve essere degli industriali.
-- -------===----- -------=========== LE DUE COSC/ENZ
così sarà.
iciamo anzi di più.
sendo gli industriali dei produttori
·ome lo sono anche gli operai, tanto gli u1 i
he gli altri hanno hno ad un certo tratt FUNZIONI COINCIDENTI e, conseiu ntemente, COINCIDENTI INTERESI. Artifici politici di partito, pecorilmenseguiti dagli uni e dagli altri, hanno sin
qui impedito ad ambo le parti di discerner con chiarezza questa sincronia di funzioni e di attributi: la quale sincronia innegabilmente sussiste in non poche coningenze: per esempio di fronte allo Sta-
to, al Parlamentarismo, alla Burocrazia e
in moltissimi problemi di politica estera .
Noi non riteniamo impossibile che in
situazioni determinate non possano agire
di conserva organizzazioni di produttoriindustriali con organizzazioni di produtto.
.
n-opera1.
Ma perchè ciò avvenga bisogna incominciare col chiamare gli uomini e le cose
con il nome che loro è conferito dalla natura e dalle funzioni loro, e non con gli appellativi creati da piì: o meno eleganti speculazioni cerebrali od elettorali.
Le I. I. I.
ANNO Il - N. li
l" .L UGLIO 1917
PIONIERI DI
ITALIANITÀ
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Modello della. Copertina. della. Rivista. " L'ESPANSIONE ITALIANA "
edita. da.l 1° Luglio da.ll' " Istituto Editoria.le Ita..lia..no ,,
(Vedi annuncio alla pagina seguente)
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li
.
.
ISTITUTO EDITORIALE ITALIANO
si compiace
di annunziare cbe col 1° luglio p. v. la pubblicazione della Ri/
vifh "Pagine Triefhne '" la quale tante simpatie e benemerenze
'
si era acquiftate nel campo della propaganda patriottica, verrà ri/
presa a sua esclusiva cura e TRA SFO R M A T A in nitidi
r,1 .· i oli mensili di ottanta pagme, sotto il seguente nuovo titolo:
L' E S P A N S I O N E
I T A L I A N A
Il programma, integrato con quello cbe ·diede origine alle " Pagine
ri fhne ,, , sì còmpendia nelle ·' seguenti linee:
({ Lotta contro tutte le tendenze antitaliane m Italia o fuori d' Italia.
Difesa di tu.tee le tradizioni froricbe e di tutti gl' interefli nazionali,
1
omici e sociali delle nuove provincie d'Italia in ra pporto con gl' inte/
i' e i diritti della Madre Patria, con speciale riguardo ai problemi
1
fri tico/orientali.
· Note di cronaca e di commento sul riordinamento civile, politico,
.,,uri ico e sociale delle fteffe nuove provincie d'Italia.
utela energica delle opere e degli interessi di tutti gl'italiani residenti
.di'·{ ro.
ffermazioqe d'ogni principio, diritto ed interesse d'italianità, ovun q ue
·r q ual iasi ragione effi esifrano e s'im pong ano, in relazione ad ogni
e manifeftazione della noftra frir pe ed al progresso delle in/
commerci, delle scienze e delle arti italiane.
Abbonamento annuo in Italia L.
10,
all'Estero L.
12.fO
Cartolina vaglia all' Istituto Editoriale Italiano
Milano / Piazza Cavour N. J
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REZZI E CON IZI NI I
PUBBLICITA' U
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"LE INOU TRI
ILLUSTRATE"
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A favore degli indu - rili ~
speciali " carnets " p r I
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un anno dalla data d'acquisto del carn e L.
o
I. I. I.
Verso una. nuova.
orientazione indu==
striale italiana.
I 'ass-e rnblea straordinaria dell'Associazione
fra le Società. italiane per Azioni
Un com unicat•o della Tribuna ~nforma:
« H 21 maggio si è adunata in Roma, ..sotto la
idenza del senatore Est er-le, l'As-s embJea
rdina-ria delle Società associate, chiamata a
utere il seguente ordine del giorno:
M ,odi-6.caz.ioni dello Statuto s·o ciale;
mina di consiglie,ri.
I I. nno partecipato all'adunanza moltissime Sol ' onsociat,e , ,rappresem,t anti svariate industrie.
r i pr,esenti not,ia.mo: ,senato.re Pi reilli, comm.
i,
llievi, comm. ,i ng. Dante F erraris, g'r. cr. nob.
V ,Jr,i, comm. P ,io Perrone, comm. Bocca, gr. uff.
l
apuano, g'r. uff. Silvestri, comm. Bruzzone,
4 ,min. M agni, comm. Besso, comm. Vanzetti, av1 d
Parodi, i proff. Vivante e Pantaleoni, l'av" , • il O livetti, il •comm. Simonetti, e molte altre
p ' I' ina-lutà d,e l mondo- industriale.
'
1emblea, dopo e·sa,m e e discussione delle
pi' >fl te di modi-6.ca dello Statuto formulat-e daJl 1 , pp sita Comm•i ssione nominata nella preceI nt
ssemblea del 28-29 aprile u. s., ha appro' d unanimità, le modiiiiche statutarie, con le
v,i ene deter minato il nuovo indirizzo deliazione e più precisame,nte, come dice il
del nuovo Statuto approvato:
1 L'Associazione ha pe.r i,soopo di promuovere
i .affermare in ogni manif estaz.ione detlla vita
1 pu
l,i ca nazionale, gli interessi dell'industria
I ll'econoniia italiana ed organizzare gLi Enti
ti per la difesa de.i comuni interessi di
g enier a Le >>.
l'As,sembJea è adc:Livenu-ta alla nomina
il
o Consiglio genera-le così composto:
Aducco prof. cav. Adrian-o , Ag1ndli cav. Giovanni, AHievi .ing. comm. Lorenzo, Arcozzi , Ma sino
avv. cav. Fulvio, B esso comm. Marco, Boc,ca avv.
comm. F e.rdinando, Bolchini prof. avv. F errucc,i o,
Bondi comm. Angelo, Bonghi ing. comm. Mario,
Breda g'r. uff. Ern,esto, BrunelJi c•o mm. Domernioo, Bruzzone comm. Emilio, Cairo comm. Enrico,
c ·apuano gr. uff. avv._ Mauri2:io, Casa,i bore rag.
comm. Alberto, Casini avv. Luigi, CO!nti gr. uff.
ing. Ettore, Co·ppi comm. C es are, F alk comm. ing.
Gi-o rgio, F enoglio ing. comm. Pietro, F eltrinelli
comm. Carlo, Ferraris comm. -i ng. Da•nte, Franchi
-comm. Attili,o , Jarach comm. avv. Federico, Lepetit dott. Emi1io, Lodoilo comm. ing. Alberto,
M ,agn.i comm. Gius e ppe, Moresco comm. B. F.,
Oberti pliof. Emilio Raffa ele, Odero g'r. uff. ing.
Attilio, Olivettii avv. cav. Gino, Orlando g'r. uff.
ing. Giuseppe, Parodi comm. Emanuele Vittoirio, Par-odi avv. Luig.i, Peir-ron,e comm. Pio, Piaggio ,i ng. comm. Cado, P.iola Daverio nob. g'r. uff.
ing. Piero, Pirelli G. B. senat. del Reg,n o, Pogliani
comm. Angelo, Pozz,i avv. cav. Roberto, Quarti eri comm. Ferdina-ndo, Rasini comm. Cesare, Santucci conte Carlo, S c anf erla ing. Gino, Simonetti
:=:.g. Epimenide, Silve stri gr. uff. Giovanni, Si,simondi ~ng. Alfredo, So1ldini comm. Pietro, T arg'etti com1n. :ing. Raimondo, Treves De Bo,nhli
baa--one Alberto ,senatore del Regn,o, V al:tze<tti
comm. ing. Carlo, Volpi gr. cr. nobile Giuseppe.
Quindi l'Assemblea stessa ha proclamato, per
aicclamazione, il .s enatore Esterle a suo pres idente onorar.i o.
Si è riU1I1ito, poi, il nuovo Consiglio g,enerale,
27
LE I. I. I.
=· = = - = = = = = = = = = = = = = = = = = =
che ha proceduto alla nomina del pre-sideinte effettivo dell'Associazione in per,s·o n-a del comm. ing.
Da,n te F eriraris, della Giunta Diret,t iva nelle persone dei signori Conti gr. uff. ing. Ettore, Parod-i
avv. Luigi, Volpi gr. cr. nob. Giuseppe, ed ha proceduto altresì alla nomina del Comita.to esecutivo così composto: ,c av. Agnelli, consigli,ere delegato della « Fiat », Torino~ comm. Bruzz0\11,e, consigli,ere d,elegafo delle Raffi.ne.rie Liguri-Lombarde Zuccheri, Genova; co.mm. Bondi, presidente
d-elle Acoiaieri,e ed Alt1 Forni di Piom-b.ino, Firenze; gr. uff. Capuano, amministratOTte delegato
d·ella Società me.ridionale di elettricità, N aipoli;
gr. uff. Conti, amministratore delegato delle 1mpre,se Elettriche Conti, Milano; comm. More,sco,
piiesidente della Sid-erurgica di Sav·o na; avv. Luigi Pai,odi, Genova; comm. Pe-rrone, pre-si-detn.te
del,la Soc~età Gio. Ansaldo e C., Roma; sen.atore
Pirelli G. B., Milano; gr. uff. Savestri, presidente deU.e Officine Meocaniche Miani e Silve,s tri,
Milano; g':r. cr. nob. Volpi, presidente della Soci,età Adriat.ica d,i elettricità, Venezia.
Segretario del Consiglio e del Comitato, avv.
Olivetti Gino ».
= =
=======- - - = = = = = =
In {,rimo luogo,
ci s mbrano tro{,{,,
cun indu tri
estrattiv , 7
Di un' a1tra ·
calcolo,
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impor
nsiglio Generale
a{,presentate al: ad esem{,io le
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,Presentativi
preoccupato come si
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rappresentate
nno dato un
enti all'Assora,f,{,resentant?· in
/,re, I abile che cos1 s1·a
di
r 1°mmune da
Il voto deliberato dalla maggiore organizzazione industria? e italiana prelude - osiamo sperare - a quella nuova e più risoluta or1·entazion e
delle /orze produttive della nazione che tutti gli
industriali grandi e piccoli vogli1Jno e debbono
volere.
In attesa di conoscere gli atti con i quali il nuovo Cons·i glio generale dell'Associazione si accinge ad interpretare le deliberazioni tro{,{,o late
dell'assemblea, dobbiamo rilevare che tali del1'berazioni attestano nondimeno una maggiore maturità di quella « coscienza 1°ndustriale >> {,er la
cu1· /ormaz1°one sorse cotesta rivista, lanciando un
grido che tutta la nazione produttrice raccolse.
Al movimento sem{,re {,1°Ù visibile e profondo
da noi suscitato non {,oteva rimanere irsensibile
l'Associazione delle Soc1°età italiane ,:- .:r azioni
in seno alla quale, del resto, già da un anno e {,rima ancora del nostro avvento, non erano mancati i sintom1· di una nuova d1"namica in coinc1"den•
za con la pro/onda rivoluzione generata dalla guerra 1°n tutta la produzione italiana.
Il quadrumvirato F erraris-Conti-Parod1'-Volpi,
che il Cons1'glio generale dell'Associazione ha {,osto come motore delle nuove volontà, dà larghi
affidamenti.
Ma alcune osservazioni c1· vengono spontanee
e non possono esserci trattenute dalla pducia che
tali egregi uomini c1· ispirano.
28
tenuto alcun
oriale e {,oligra"nd re dalla sua
dai ca{,ital1' imi assorbiti, tutte
come dei cor-
res,f,
C1i1·
guida
.
··
ne per azioeclutato che
nti contro ol· i t nti. R1°sultato
ue7la d f,cienza de7
ri li italiani a cui
,programma d' ari rit ri burocra·
7 no tre associa-
ni in
{,oco
tre d
z1on1.
Non
cora cot1
sia la su
zione, chi ne
r quali vie le
n n si vuole ania ion , qualunque
II
o{, , v gestita come
qual i< i: ,7, ,. i
i, i quali stanno al
sodaliz1'0
m • i lienti
omo 171a Azienda, V ANNO CERCATI, AT IRATI, PROPIZIATI, STIMOLATI.
i aspetta che
1° soci si pr
ghino le quote, portino
re si dovrebbe op{,orr
,' tutta una energetica centu
appunto 7e maggiori resiste
sono nel fondo
del carattere 1'talico.
Ne consegue eh le van no tre assoc1az1on1
· ,.
m
..
VERSO UNA NUOVA ORIENTAZIONE INDUSTRIALE ITALIANA
rn,lu t, i ili e {,ro/essionali hanno pochissimi soci t1'midezza da educande; forse anche su{,{,ongono
che n01· 1'nsistiamo pro domo nostra.
D1' tal e 1'ngenua maliz1·a - se essa suss1'ste ci sia permesso sorridere ...
Per la prcpaganda - no1· asserton· ed apostol1'
conv1'nti - non spend1'amo chiacch1'ere, ma somme che darebbero 1'1 terrore b1'anco a molti coloss1' dell'1'ndustria, cioè centinaia di migliaia di lire
ogni anno, e non si vorrà credere che noi le s{,end1'amo pour le roi de Prusse !. ..
Lasciamo andare, dunque, e ritorm'amo alla
nuova orientaz1'one a cui si dispone l' Associaz1·0ne delle Società ital1°ane {,er azioni·.
Altre idee abbiamo da esprimere 1'n proposito
e altre ob1'ezion1° da muovere.
Ma quelle ogg1· espresse oHrono già ai l ettari
r,.; LE SORTI DEL NOSTRO DIVENIRE IN- suf;;ciente materia di riflessione.
Le scale dell' avven1°rc s1· salgono a {,iuòlo pe r
IW.'TRIALE.
I nostn' produttori sono su questo {,unto di una piuòlo.
/(}' 0
talora anche il 5 % degli interessati),
w l11 a messe di morosi.
; ., tituiscano invece le nostre associazioni, alle
,/,{, "I nze della Pres1'denza e de1° Consigl1', un
I ,•, tt, r amm1'nistrativo con sti{,end1'0 adeguato
.1 /11t •r ssenze; e sopratutto creino ottimi agen•
t,' pt II luttori dri ,soci, con buon onorario, buona
,Il,,, i,
buone {,rovvig1'oni sulle quote esatte;
111 I , ve tem{,o, 1· nostri sodaliz1 triplicheranno il
"11, , r degli iscr1'tti, decuplicando la forza, il {,e11 I. Ila orgam'zzazione.
,t tutto ciò rientra, {,er molt1' lat1·, nel {,robl e' , tiella propaganda, 1·n quel grande problema
1 I,, I
class1· industn'al1' ital1'ane non hanno anco1 ,, {, irce{,ito e al quale pertanto SONO LEGA,' /
Le I . I . I.
i prossimi n umeri
lavorazione na.zionale dei pianoforti
1 prof. Guido Ga.sp e r i ni "'
Presidente dell' Associazione dei musicologi italiani.
I 'industria. del mercurio e
! I Prof. Umberto Savoia.
la guerra.
del R. Politecnico d i Milano.
I...' industria ii a.liana rivelata. a sè stessa
e sa.re Goldma.nn "'
Presidente del Circolo per gli interessi industriali, commerciali ed
Milano e Membro della Commissione reale per i !rollali di Commercio.
l'altra guerra:
e
11
le conclusioni e i v oti della. Confer enza. in~
ter pa.rla.menta.r e del Commer c io a. Roma.
derigo Gialli.
la protezione legale dell'industria Ha.liana
rof. di Fra.neo
della R. U niversil6 di Napoli.
Corazze delle navi
F abbricaz ione • colla.u do • appli ca.~
z i o n e del contramm. Ettore Bra. vetta.
laghi artificiali in alta montagna
. Luig i L u iggi "'
Presidente dell'Associazione Italiana degli ingegneri
più grande industria rurale italiana
I I [ o f. Arturo Ma.re sca.lchi "'
Presidente della Societ6 dei V iticultori italiani.
Il r 1ordinarnento del Ministero dell'industria
lt
inondo Nobili Ma.ssue ro "'
Primo Segretario al Ministero delle C oloni e .
FABBRICA
DI
EooARDO
Per Telegrammi:
STUCCHI - COMO
STOFFE DI SETA
STUCCHI
COMO
VIA
GIOVIO
·1 l fcno N . 30
N. 5
RAPPRESENTANZE:
Amsterdam - Alessandr ia. (Egitto) - Bar i - f: 1 I p
Buenos,,Aires - Costantinopoli - C a iro - C l 11 (1 )I 1
Firenze - Genova. - Londra - Mila n o - M 11 r I v
New,,York - Napoli - Palermo - Pa rig i
Rio J 1 11 ·0 (
Salonicco - Smirne - Stoccolma - T ori o - 1 r 11 l
ukar est
- Da.ma.s
(Ca.na.ctà.)
ONORIFICENZE:
Varese 18 71 Med. del Ministe ro .. CoDl.o 18 7 2 M
Med. d'Ar gento" Milano 1881 Med. d'Or o. orn
d'Oro e Dipl. d'onore " Torino 1911 Fuo ri c-01 or
GRAND PRIX Esposizione Universal e P ri i 1
MEMBRO DELLA GIURIA Esposizio n
e ! t r I \()
Esposizione Internazionale Milano 1906 • Torino 1
igi 187 8
Meda.glia.
lla. Giuria..
I. I. I.
X
I
gli industriali e
la propaganda
bbiamo accennato nello scorso numero 1 alrie di articoli pubblicati dal Corriere della
ra sulla imprescindihile necessità di una razio1 , moderna, viva organizzazione della propanda italiana all'estero.
' utore di ta.Ii articoli magnifici, ,serrati, .strin•c nti, vihranti di italianità, equilihrati di forma,
e (fu i ,di acutezza, si è voluto nascondere dietro
incognita.
ccato ! Quella sigla ci occulta un uomo di alimo valore, un uomo nuovo, un italiano di, n I nte legittimo e diretto del più chiaroveg11t italiano che abbia avuto l'Italia: Nicolò
hi velli; ci nasconde un precursore, un an111111< i( tore di tutta una nuova generazione di il ,11 ui che spunta da ogni parte e spinge i suoi
i1 •11lti tenaci e potenti attraverso i ifitti grovigli
d li' ntica vegetazione a·bbarbicata al :pietriccio
il li, v rie ideologie in frantumi.
· bbiamo dichiarato, nello scorso numero,
nostra solidarietà coJ fondo delle nuove
I r pettate dallo ,scrittore, sul terna della
I,.( nda.
on solo, ma abbiamo anche netI "'" 11t dimostrato che la pertinace ritrosia dei
, 11 I 1 1 ., vernanti nell'adoperare la poderosissi, 1 , 1 I r volgente forza .di penetrazione che si è
, 111,111 I « propaganda » o cc pubblicità » trae il
alimento da una mentalità che non è
, 111 1, 1 11lt
soltanto alle sfere governative, ma è
I I I 11
1 gli strati politici, industriali e finanzia" I lt ,li , dove a tale proposito c'è da intra111h 1c tutta una educazione novatrice.
1 , , , in un articolo successivo, non meno
1 I 1 .I
dei 'Precedenti, parlando idei cc fini e
1 trumenti de-lla propaganda », pone in ri-
lievo come, per esercitare una efficace e feconda
propaganda, .occorrano prima di tutto IDEE, in
secondo luogo UOMINI, vale a dire interpreti ed
esecutori; infine, MEZZI.
on si poteva essere più sinteticamente esatti.
I ,d ue primi termini potrebbero anche fonder si, poichè, se è verò che le idee creano gli uomini, è ancora più vero che sono gli uomini a creare le idee.
· Comunque, è certo che Ja mentalità .delle classi dirigenti è, per raipporto alla propaganda, PRIVA DI IDEE.
· on manca .- possiamo con X dirlo noi, che
col mondo industriale e commerciale abbiamo
,l arghi contatti - , non manca la buona volontà di fare; non manca, cioè, il riconoscimento a prioristico dei buoni risultati che la propaganda
assicura a qualsiasi azienda o a qualsiasi paese
(un paese non è che un'azienda smisuratamente
più complessa e più grande).
Soltanto - amministratori di politica o amministratori di industria, - ricalcitrano, tentennano
dinanzi all'ATTUAZIO E; perchè , in realtà , non sanno - parliamo, s'intende, in generale - .da che
lato incominciare.
Si vorrebbe fare, si inclinerebbe a fare, MA
SI IGNORA COME SI FA.
Ne consegue che, o si sta a guardare quel poco che fanno gli altri, e si imita e si plagia; o·p pure si fanno cose goffe , maldestre, sproporzionate, intempestive, inopportune, irriflessive ; in
definitiva, vane e inefficaci.
Il risultato così ottenuto, FORZATAMENTE EGATI VO, fa pentire i più volonterosi idei piccolo ardimento osato, e concorre a persuadere della iI / , I. - . 5 - Per il prestigio dell'Italia all'este- nutilità della propaganda.
( Il' I lalia in Italia.
L ' on. Scialoia - id.esignato ministro per la
31
LE I.!. I. -= = ==·============ - - - - - - - - - - - = = = = == == == = =
propaganda - si trova in queste condizioni spirituali.
Egli vuol fare, tenta di fare, e brancola qua e
là, cercando idee e cercando uomini; non o sa confessare che in simile materia egli non
sa, e soprattutto non vuole interpellare CHI SA. 1
Eppure il Ministro della propaganda è un uomo superiore, il quale può benissimo permettersi il lusso di una ignoranza senza incrinare la sua
fama.
-Invece, no: quando si è grandi uomini si crede di sapere o di potere far tutto, magari di bai1
lare il valzer;
si balla sbuffando, grondando
sudore cacci ndo i pi di u quelli della forzata
e 1dolorant b 11 rin , tr 1 ducata e discreta
ilarità degli
n cessità della
Comunque, il
poco, che in
propaganda si ' 1mpo to;
scelto un uoseno al Ministero
zion
tero esclusimo incaricato di dirig
va:mente adibito a qu
' ,dicastero che.
R 1 T RE DI PERMAsecondo noi, deve aver u
NENZA anche dopo la gu
La via che l'Italia ,dev 1
è lunga, ed i valori pos
mettere in
evidenza e in efficienza,
tanti, da richiedere una stabile orga izz
sè.
Del pari, e proporzion 1
Ile singoJe potenzialità, è necessario
nostre Società industriali, i nostri op r i moderni produttori, creino in seno 11 l ro ziende speeia.li uffici di propaganda,
liono moltiplicare i,l volume dei loro .ff
soprattutto se
non vogliono ,f inire so.ffoc ti
sione che immancabilment
correnti arditi e tenaci.
È or,m ai indispensabile eh n
onsigli d' ammiriistrazione abbia posto un individualità forgiata dai nuovi tempi e ,dai nuovi bi ogni: il con-
Due episodii :
Secondo quanto abbiamo Jetto in un giornale di Milano,
per la propaganda itaJiana in lspagna, il Governo avxebbe
inviato, o starebbe per inviare, una per.sona - senza dubbio una brava ed egregia persona - che fa l'insegnante di
letteratura spagnuola.
Cotesto titolo ha a1Vuto, certo, forza deliberativa. Quale
propagandista più acconcio per la Spagna, di ,u n dottore in
Jetteratura spagnuola?, si saranno detti a Roma, nei nuovi ufficii propagandistici di Palazzo Venezia.
A noi pare, invece, che sarebbe stato assai meglio mandare a propagandare l'Italia chi avesse potuto documentare
di conoscere a fondo tutte le forze e i valori jtaJiani.
L'illazione è troppo logica, per il cervello squisitamente
giuridico dell'on. Scialoia...
- Abbiamo sott'occhio una pubblicazione della Carne- salente tecnico della propaganda.
ra di Commercio italiana residente a Ginevra: La pubhliSe è stata ammessa da tutti 1 n cessità di a cazione, intitolata L' effort de l'ltalie, è stata compilata vere in ogni azienda un consul nt l gale, il quaper cura di due publbllicisti italiani, Lucio Buggelli e Fi- le rappresenta una entità PA IVA, i deve a for lippo Sacchi, che segnaliamo al'la .riconoscenza di tutti tiori ,dare adito alla istituzion ,di un consulente
gli italiani.
per la propaganda, che sara
una ENTITÀ
Raramente abbiamo cvisto ,un quadro più organico e più ATTIVA.
convincente di quanto l'lta'Lia ha fatto, e fa.
Nella creazione di tale org ni m , il nostro Godn un fascicolo, in veste semplice e signoriJe, come lo verno offre ai nostri industri li r ziosi esperispirito :italico, sono raccolte, in sintesi organica e quadrata, menti.
pagine che ci hanno fatto fremere d'orgogilio, perchè sono
Basterà che essi facciano l'
di quanpagine di assoluta verità.
to il Governo vien facendo,
o, innanDopo alcune esaltatrici dichiarazioni di sdlidarietà con zi tutto, per la nuova funzi
lNI COMPEnoi, premesse da illustri cittadini svizzeri ,q uali 1'on. Emi- TENTI, vale a dire uomini
ingegno
lio Bossi, Francesco Chiesa, Henry Fazy, Maurice Muret e di sensibilissimo intuito, i
on i fatti,
e Georges Wagnière, segiuono articoli poderosi e riassun- cioè con le conqmste acquj it
so i rnetotivi su Lo sforzo militare - Lo sforzo finanziario (Luigi di di propaganda da s i
bbiano diEinaudi), Lo sforzo industriale (ing. Be1luzzo), e su Il sol- mostrato di sapere int pr
dato italiano, articoli che dovrehbero essere tradotti in tut- le ,moltitudini.
te le lingue e diffusi, a milioni di esemplari, m tutto il
Cotesti uomini
mondo.
vanno , certo cercati n'
L'on. Scialoia penserà, probabilmente, che Ja spesa sa- .del · Parlamento o d Il
ur
reblbe troppo forte...
ge senilmente il Gov rno .
Le I . I. I .
olo Bignami
G RANDIOSE OPERE dell' ITALIA NUOVA
o rete delle gran~
1 linee navigabili
ella Volle Padano
1n ottuozi.one
L,
I I t (I
l'
nces,sione, data di r,ecente per legge dallo duale svo.lgimeinto de,i lavori, entro due anru
aJ Po delJa grande lin-ea navidestinata a congiungere la m 1etropoli l,o moll'Adl"iatico, conferisce la facohà e crea
re al Comwne contra·e nte di es,e,g'uire il
o p rogetto in diecii ann-i, mediante i'l rimp arte dello Stato dei tre qui1nti del cattivo deJJ'opiera e iJ diritto di esig'eTe d::i.1lt 1,i Comun.i e Pr()lvincie interre,ssati la quota
I, 1 , anico, così da formare, con quella della
If
li M i'1a-no, gli altni due quinti delJa spe,sa,
.I I t I t r n e l 1 912 a 45 milioni di li.re.
l'I e ite diis·posizio.ni de 11lla le.g g,e dànno modo
· uire le ope!l"e, senza che per i terreni occor1i ' l aicrihzio pecuniario 0Jtr,ep1assi ciò che è
I 1 11 unente dovuto ai proprietari •e tspropniati e
1111 tt nido· la
pronta aooupazion,e deHe aree,
n, 1 t imar·e di aff.a.ti1cain1:ii lun,g aiggini proced u, I• I I , tes,so cailoolo delle quot,e obbligatori,e a
gli Entri looaiLi intereis.sati, verrà e.segui.ni Comune, .i n via provvisoria, -sui dati
deùla popolazione, potenzialità contrridistanza dalla linea, così da togliere
I r
ibiLe, e.cce:zÙone che ritardi fesecuuio,ne
I li
p re, mentre ,d ,egli Enti st.e1s,s,Ì sono gar,an•
, ,1 i i 1 ittimi iin.1:er:eislSii, poiichè, p•er l'otnere deti.a·rico di ci,aiscuno, si farà il conguaglio,
i del traffico, nel primo tmeirmio dall'a' I 111
al'l ',esercizio deJll 'in1:era line,a.
,1 mune di Mihno deve presenfa1
re al Go••
sei mesi, a programma pe.r il gra1, .,, ·, da M aano
.I il
1
rJ C omune di Maano, della costruzio,ne del progetti ,eiseic utivi parzi.ali, per la loro approvazi01rue, e deve iniziarie i •l avori entro un anno d ,alla data d,i aipprovaz.ione ded primo progetto parziale. Pert,anto, po.ichè g1i studi pe<r il primo tratto da Mila,no a Metlegnano sono già a buon punto e .n o.n vi è obbli,g.o di pl"esent-are prima tutti i
progetti parz..i.ali, così la grande opera potrà essere iini:zàata aippe:n•a verrà fatta la pace.
Come si vede, le ottime intenzioni da parte del
Gov,erno e del ComUJn1e di Milano si sono concretate Ìin un p'I"eciso proposito e vincolo di proceid.eir.e speditaim1eint.e .s ul1a v.i.a detH 'esecuz;one
de'lle ope:ne, su·perando tutte le difficoltà di viaria
natura che ,si opponevano ruLl'attuazione ddfini:ziativa .di co01giiunge.re il cuorie della Lombar.dia
al mare, per il Po, con una via che permeitteisse
il <t11aspoxto a ba,5so co.sfo .delle met1-;cÌ così dette
povere, o,s sa,a di poco v-a1ore in confronto al peso
ed ,all volume, e eh.e SOlnlO in genere que11Ue d.i. grande uso comune per le ~ndustrii.e. Tali difficoltà
provie1nivano in gr.an parte dal dover pa..ssare dagli studi a.Ida co1struzione di giiandiose opere, abha•ttendo tutta la rete osibruzioni1s·tiioa di aintiiche
a batudini men-ta.:li -e di molte diisposizi.o ni l-egiiislative, che non ri•e,s coino mai ad impedire gli abusi,
m •ent:r1e troppe volt.e iinceppa1n,o iJ corso all'attuazione di progetti di utid.ità gene•v ale.
Qui l'esiisten~a dii un progetto seni.o anche
se non studiato n·ei parti,c olari la c·oSJC1e111za
defila ;e,sponsabilità che si assumeva, con bell a
eneirgia, un En-te che offre tutte le g1aranz.ie m -
33
LE I. I. I.
=== = = ===== = == = ===
ralli ,e materia!L.i, ccxme ,i l Coonun e di Miilano, il note-viole conconso a carico della zona inter,esisata
ed a prova deffutilità de1l 'opera da tanto tempo
.inv,ocata, gli inseg'nam.,enti della guerra, che ha
posto m evidenza l'importanza dei g'ranc:Li mezzi di trasporto e, f.o.risc più .ancora, l'opportumtà
di pttie'paTaire Lavoro e;nfro i conhni d'Italia ai soldati, qua1n1do storneranno ,alle lOTo ca,se :he:ri di
ave.r compiuto il loro dovere per la Patria, ha,n no
trionfato di tutt,e le opposizioni ,e v.into ogni sicetticismo, sic.chè siiamo entrati nella fa-se ese,cutiva di tutta la più importainte linea di nav.i,g1a~one
interna, che si possa attuare in Ita'l ia - orm.alÌ a
buon punito per iil tronco dctl1la Laguna V etnJeta al
P ,o - ed il Comune di MiJaino ha già cominciato
a comperare le aree nec,ess·ar~e ed ,a cederle in
parte a queHe in-dustrtie che con slancio e preveggenza le hanno chieste per m.ette,r e i loro imJ>iantti, in vicinanza immediata della città, llllel
:Più stretto pos.siib.ile -contatto col mar,e e coll'ope:rosa e riicc1a zona che è solc:aita dal Po.
Ma la portata d,eHa 1eigge si est1ende provviidamente al di Jà ,de.i lavori per aHacciare Milano al
:Po, poichè le disposiz.ioni in eSISJa contenute sono
d·ichia:riate, ,in un aippos.ito arti1colo, appLicaibii1i a
tutte le domande di concession,e dii opere per la
in.av.ig1azion,e interna, sicchè già s.i nota un salut~re risveglio d ,i propositti nei centri intere•s1sati,
ché stanno agigliorn,aindo i loro prog'etti e p.repa•
rando le r.Ìs,pet,t ive domainde di concess1ione, in
base aUa nuova le,g.ge, certo ,f econda di gr.ande
utiliità per le popolazioni che pos,sono usufruire
delila naviga~001e B.uviiale e quindi, i111 modo speciale,, per la VaUe P ,adan'a.
I ,n tanto fervore .di opere, pensiaimo ,s ia utiJe dare un 'idea di gra.n ·parte di ciò che si sta es,e,g'uendo ,o che s'intende d.i e.se,guire quanto pr.im·a per
la naivigazione .interna nel Po, anche perchè, dal
co:nf,ronto, i dive.rs.i Comatat.i ed Eruti locali traggano stimolo a,d operare, i.n modo .che dal.La conveirgen.za id.egli sforzi nasca la .simultanea preparazione dei 1JT1ezzi per tr.arre, d ,alla linea in attuazione, il massimo utile possibile e :hn d'ara si compilino gili studi defuiitivi e si facciano Je pratiche per
l' e8'e1cuz.ione di quel'le altre grandi comunicazioni
per via d',acqua, .ch,e, o01L1a 1inea da V etn'eziia a M ilano, formeranno quella rete di graindi c,o m,unioazioni, ,d i cui 1a linea ,stessa è sitata più volte
definita la s,pin.a dorisalle.
Inoltre, da'1La descrizione sommaria delle ope·
re, già eseguii.te e da.IJ.',o g,gettiva espos.i~one dei
progetti che si vQgliono attuare, pare a no.i s·c,atur.iisca l'evidenrte neCle.ssità di pens1are fin d'o·r a
a ere/are una più sald·a e più completa grg'am~zza-
= =
== = - - ===
= - - - - - - - - - - =-
1
34
ben prop
mento e p
sa corri1sp
nulla n ell
si.a indisp
bene d.ella
Tali le fi •
st•o .studio hainno dato gli ,elem
sere pure d'elogio ,
color.o , sp ecialment
lenzio i loro seveii
procurare, colla n a
meiz:z.o - ne,i l1i wlt
vuinque s conosciiuto,
lo svolgimento della
durre di quanfo è po
dotti, affinchè queistii
n•el mondo, a lato a u
genere aSiSai più di no,i
dizioni naturali favor v i
d:uzion•e e quindi de'l b n
cia1'e.
ncrri che si sipeoiache disciplini
gli sforzi, s.ico orgian.ico e
di ogni e•l ead o.g:nii spe•
to posis•i bile,
o d.i quanto
caci, per il
tto.
ostro modeo quanti c i
che vuole es-
1
, un potent,e
o.,. quas11 o•
eto - per
, oosì da ri. no.stri piroa ff erm ars i
nazwni, 1n
ezze e con•
o della pro•
g'ltlÌ ola•s.se so-
LA LINEA NAVIGABILE DA VENEZIA A MILANO.
pmno1ip10 e•
seo:icitarono l e f,errovi
· gaziione interna, sì che le vie Huvi
er un cC1rto
tempo d,estinatie a so
te ,aJ. ra,pido ,estend•ers1i d,eJ niuov
rasporto, la
penmane.niza dal 1859
do.minio au•
stviaco nel Veneto,
p T
n
interessi da
quelli defila Lomb r · , 'l p
ento delle
condizioni del P ,
l' p
ella navig'ab i!lità, per l'abband
·
te111zione diretta a cOll'ltsetrv r
fondali del1' aoqwa ,n el fiume in
lo ,stato pri•
mordiaJle di svwlupp
·o ,f a delle
nostre industri
l m n
Po, di un
eiraindie centro indu tni e, di t,ru sero a poco a
poco, a monte d U
nfl i n%.
"nctio, quasi
com-plet,amente ue'll
B.uv.ial-e che,
dal1a Società Per 11,i P r di i (1846-1848) e dal
Uoyd Aw triaco (1844•1
una · volta fatta
ainche .con piroscafi ii.no
e che r~sorse, iin
queisti anni di guerra, poiche i videro t.raisportarie sul Po, anche da P ja,c enza e più ,a ncora da
Crem.ona, notevoi1i qwanitiità di merci in zon·a di
guerra, procura,n do così 'UJil efficaice aiiut,o aille f,eit'•
- - - = - = = - = - == === ==
• scarse
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
di materiia1e ed ingombre di merci
Con entus1iasmo P ,rovincie, Comuni e Caimiere
cli persone per gli imponenti trasporti richiesti di Commercio di Milano e Venezia procedetteI fronte.
ro ,nello .stesso anno 1910, alla nomina di un Cou rue-l 1900 ,c he v,einne im:postatio dai! Governo mitato Promoto,r e, composto _d i vere person·alità
probliema di d.are maggiore sviluppo a.Ila n ·a vizione ri nterna, tT:a V.enezi.a e MrLano, colla no•
r inia di una Commissione inca,racatia di proporre
1 provvedime.nti più adatti: essa r.if erì nel 1903,
p iailm.einte con,sigliando una lineia per natanlti
d 600 tcmnedlate dei seguente traociato: V,ene• Brondolo, Gavanella Po, Fi'\lll'Jle Po fino alla
dell'Adda, Fiume Adda hno a Pizzigheitto• canale da costruirsi tra Piuigh,ettone e Miper Lodi.
proposte cLi quella Com.missione fecero sorr i,l des,i.deri,o che iJ problema de.LLa navigai ne .interna fo51sie studi ato per t,u tti i più im1 rtanti fiumi d'ltal.ia e ciò, se produsse il vanI ~ io che &i sottopose ad un dil:ig,ente ,e s amc,
i rapporti della naV'ig.azione, ogni fiume d,eUa
r ni ola, f ec1e p,e/l'Ò perdelie un tempo prezi01so,
roi hè ven,ne rim,an,d ata aid al1t1ia eipoca l'esecuj nt di opere che ,sia1,ebbe stato utile ,aJttuare
111 i. o, dato che Jo studio d.dlle cond:izionii del
I
veva intanto approdaito alla conclusione che
,,n eniva :riavvirviaI"e energiioamente i tria.sporti per
1
l'.aoqu a tra V,eme2.ia e Mrlaino.
V nnle così nominata una s·econda Commiis1siohe riferì nel 1906, ed occorsero poi ancora
111 ttr',anni per trovare, coHa legge deJ 1910, una
f, 11 la ,da applicar.s i in qualunque caso in tutta li I, pe,r l'e1Secuzi0il\le d,edLe opere proposte: comqu sto aissaii difficile, che noi it,aliain·i abbiaIl
i sempre !',abitudine di volerei porre per
luzi.on,e dii tutti i problemi, faicen.d o così delle
i che troppo spes;so non sono verameinrt,e al I por nessun caso. Que.sta volta però la leg11 f tta con ,c oncetti inf ormat-0ri che batsfaro•
f rne intuiire [' applicabi 1ità, s~a pure con
11 l h
dero,ga a.Lle precise disposizion,i in e,ssa
I lit • s.icchè specialmente Mila.no e Velft!ezia
r dii buona lena al lavoro per avere il più
ibile la ,desiiderata gr,ande lin,ea di na• che f1aoas•s 1e d,d porto di V,enezia la
di arriv-0 deJle meI"oi daJ mare, dirett,e,
tli natanti, alle popola:ziioni lu.ngo il Po ed
· ,n1ali che vi affiuiscono, e di Milano
ile arrivo delrrie mater,i,e prime neces1 e · nduistrie, ,al!le suie costru%1Ìoni ed
z-ione deg1li abi anti, real~zzando così,
, n amente per ognuna delle due cwttà,
1 o ,lizioni di sviluppo del1a ri chezz,a,
a
la
p osi .centri dell'este~o debbono iJ loimo increm'ento n:egli ultimi de.ctenni.
1
1
1
1
a
presieduto prima dal compianto on. Ca.rm.ine
e poi dall'on. Romaini.n-J aicur - ,e versarono subito L. 60.000, g~udicaite necessarie per la compilazione d,ei prog,etti. Certo fu grande fortuna e
m:emto ch•e l'inima-tiv.a s-ia partit,a dai due centri
ca1po1Linea, ed a questi si ,sia mantert.uta ristretta,
pe,rchè il Comit ato potè così ideare le opere per
una grande comunicazione, che tiene conto solo
in ,limiti ben giustificaiti dei desideri di tutti gli
atltri centri avvaintiagg1i,ati. i quali neà loro in&ieme certo non rappresentano 1a s-om.ma di interessi rle.l ,porto di Ve:nezi,a e della ci-ttà cLi Milano, e che, e.on tendenze oppo.ste, avrebbero assai probabilimente eseirci:taita un,'az.ione per lo
meno ritairdatrice Sl\11 buon esito de.gli studi e
delle pnaitwhe da esperirsi.
Il Gom.itat•o Promotore decise di a,t tenersi alle
pI"oposte ,d elle preiceden-ti Commissioni Minisiteriallii ,e pr,es,entò i prog'lestti neoe,ssiari: su quei pro•
getti or,a si stanJJ10 e,s,e,guenido i 1aivori del tronco
della Laguna V,e.nierta aJ Po, e venne data la concessionie al Coanune di Milano per La costruzione
del foatt-0 claJl:la foce dell'Adda a Miitaino, per Piz:..ighett,o ne, Lodi. Med,egnano e Rogoretdo.
Intanto ~ell 1911 l1a li-nea Mi•l ano-V enezia veniva con deciieto rea1e, ·a termiine cli legge, ins.:ritta fra le linee navigabili di s,eic-on.da olaiss,e,
051s,ÌJa f11a quelle che mettono capo ,a porti marittimi e giovano al triaffico di un esiteso terrifor.io:
con tia,Le ,provvedimento ,si stabiitiva im.plicitaanente che J,e r.elativie spese per opere nuove dovevano esse.re pe,r t:re quinti a ca,ri.co de!llo Stato e per
gli ailtri due qu.in•t i a car.ico delle Provincie e Comuni .i.ntereis,sati, mentre le opere di ristahilimento e di m.,. nutenzione dovevano gravaiie intertam~te sulllo Stiarto.
Appena .il Comitato Promotore ebbe terminato
i suai stud.i e prec~sam·ente neJ -1912, la Caanera
di Commer.oio di Molano, con un atto che torna
a pel'lpetuo suo onore ,e col p.laiuso degli ailtrii Enti iinrteiressati, pre&enrtò al Goveirn,o la domian.da
di conceS1sion.e, ch,e però noru eibbe ma.i corso nonostante iiJ ,p ar,ere favorevole del Con1sii,glio Superiore dei Lavori Pubblici sui progetti de!l Comitato PJ:omotore - speci,almente p,er Je difficoltà
inerenti ai no.sir.i ,siis•t emi d·i conc:essione à forfait,
dai quaili iii Gov1erno non voleva .d erogare e che da
altra parte avrebbero ,m e,sso queH'En.te in serio
imbarazzo per le ev,entuali somme di ecceden:z-a
35
LE I. I. I. == - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
.- - - - - - - - - - - - - -
della spe,sa sul pr,e-ventivo di queJ complesso di pro poirzione de:i due quinti d e lla p e, a, per le linee navigabili di se·c onda cla s
l Stato si era,
opere nuove per l'Italia.
Le trattativ,e tra il Gov,em.o, riluttante ad ispi- s econdo alcuni, g,a rantito d aU o
r re gli altri
ransi a eone.etti moderni e più pra1t>ici, e la Ca,me- tx,e quinti, poichè purtroppo vvi n e he quando
ra di Comme•rc.io di Milano, disposta e deci,s a ad un OIIlere così grave deve e s ser
ato da diverassumere la costruzione d,elle opere, purchè dal sa corpi elettivi, molti si iritiu t in di ,addossarlo
lato finanziario ,s uffic-ien-tiemente garantita da o- agli Enti che rappresenta.n o .
eva ta,nto
gni s,0 rpresa n ,ella sua azion,e ispirata solo aill'in- più facilmente avve,n iire per ,iJl
,alJa Lagu~
tere,sse gen•e rale, sii protrlaevan.o ster.ilmente, ,rua Veneta aJl Po .in quanto,
lo a sè e
quando, per opera di un gruppo di deputati, s.i co- f aicendo quindi il r~parto d e l
n · r o de,i due
stituì n-eM'aprile del 1914 il Comitato Parlamen- quiint.i della s 1peisa fra le P ir v in i e i Comuni
mente d:11
tare p er 7a linea navigabile Milano-Venezia, for•· ii:iteries sati a qu,eJ tronco, ii n dip n
mato da circa 80 deput,a,ti qua.si tutti della z-ona coille,gaimento 00111 Mil,ano, n e d
un sacr1:mteressata e che stab.~lì di inizi,are una vteTa hcuo pecuniari.o troppo g11av e
degli Enti
campagna per obbligare 1il Govie11no a prend,ere che ·avrebbero avuto un van t,
que,Ì l •a:vouna posizicme netta di fronte ad un 'inizi.a-tiv·a di n. Ad ogni modo ~ Comitato P
ntare deiei•
se di appoggiiare l'app·rovaziion,
ud progetto
tanta iimportainz.a.
il pr.mc.i,p io
Furo,no pt[ies1entatie all.a Camera numerose in- di legge, n,ella fiduc.i1a .che, mm
te.rpeUanze e se ne chi•ese J'immediat-a discussio- dell'esecuzione da parte dello
di ueHe opene: nQlll la si otteinne, ma si raggiunse Jo scopo re, le probabili .difficoltà si
ro a comodad'.i obbligare il Gove rno a di,chiar:ire che si sare.b- te, ·per vi.a, con qualche nuova di
be occupato del problema coilJ'intenzione di risol- ge che abrogasse quell'arti l
verlo e hna,l mente, quando neà Comitato prevalVe1nuta La guerra, l'Amm ini tt· zi,o ne Miùùita.r c,
. .
.
se la te,ndenza di s,eparar.e, per l"eeecuzione, il ripara,ndo al torto di n•on ,aver m tu pnma ncono·
, élltte,re di
tr-a,tto i•n vic-inéllnza di V.enezi,a da qweJlo tra Mi- sciuto per netSSU'nia V'.iia navi ga .
lai:110 e il Po, si persuase .il Governo alla presen- preva•l ente inte11es•s1e dti .dii,f,es
tazione di un progetto di legg,e per autol'\izza:rlo vevamo una le1gige su.làa n •a vi
ad eseguire direttaimente .iJ tronco dalla Laguna cinque c1aiss.i d:i va.e navigab ili .
t i,n1:z.Lare s1en•
Veneta al Po, preve·nt.iva.to in 9 milioni dti lire, sar.itta nella pr,i m.a cla,s.s e, de 1J
ned,la cet"tezza, come inf.atti avv,enne, che :si sa- z' altro i laivor.i del tronco d 11
un1a Veneta
re.bbe f aci-Litato praticameinte l'•i n.izio de.i l:a:vori, rul Po, d'accordo col Minist er d i Lnv ri Pubblisempl-ih e! ando il probl,ema, e che la oostruzo.,o ne ai, che, con decrefo Luogo tien n i I dell '11 nod,el primo tronco avireibbe promo,sso ain che l'e,se- vembre 1915, modificò qu e ll 1
, srtab.iJ,e ,n do
cuzicine ded più importante c01JT1plesso di lav0t·i che i lavor.i potessero esser e iniz i ti e1t1za att,en•
frn Milano e il Po, po.i.chè no,n è pos,sihill.,e ,pens.::\• de.re che fosse coonpiuta l a pir
dura r.ichie·sta
re ad u1na vitale na,vug.a2:1ione nei.I.la V aille Paidana, per l'accertame·nfo d e gli Enti int r
senza metteire Milano nelle migJ,i ori condiuOilli rilascio delle delegazioni r el ti
pos&ihi,li di c o municaziclnle cdl nostro ma1g.gfor buti.
hum·e .
F rattant,o, una Comm.i.ss.io n ,
· ' elegat.a pro·
Quel progetto divenne legge dello Stato e put"- cedeva a!l r.iparto, fra 1e div
incie e Cotroppo vi si dovette .acco gliere un ,articolo n ,e l muni interessati, dell'o,ner e
degli Enti
quaile era stabilito che, pe,r l'iniz.io de,i },avori, locéllli, per que:l p.r,Ìmo tr-onc
·nea navi,g,ar
occorrelV'a .a.ttendere -che Provincie e Comu- bile da M ·il21:110 a Venezia: i
t•i stridetnti,
in1.
.interessati av,esse.ro rilasciate le de,l eiga- tra le cifre eh.e ne r,isuJ.ta1r o n
z1oni suhle sovrimposte terreni e f abbri-cati di cias,~un Ente nehl'esecu %-i
e sui proventi del .dazio-consumo o su al- ne1a, dicd1ero luogo a prot e, t
i divens.i Consitri cespiti per le quote di concorso .a lor,o car:iico; g-1,i P.roVÙnciia!Li ,e. Comunatli, 1 u1ruli ebbero però
ciò 'e ra conforme aHa leigi;te sulla navigazione in- i1 vantagg;i,o di affrettare l a
luz,i n,e ,anche per
terna, ma avrehbe impedita o ri-t,ardata aissai la ~l tr:atto da Milano a1 Po.
es,ecuziione del,Le o,pere, ,se no,n f o.sse venutia la
Ed i.n v,e.ro, dopo un atti. 1 imo scambio di
guer,ra. Infa1t-t,i uno de.i più g:rav.i riimproveri mos- idee tra il Governo e ,i l Comun di Milano - ohe
si alila legge del 1910 suJ.ila lllavig'az,ione in-terna aveiv1a oreiato un 'appos,ita s,e zion1e dell'Ufficiio T ecè precisamente che per il solo fatto dell'obbltigo nico Comutl'aJ,e per lo studio del nuovo porto di
di partecipazio1."l1e di Provrunc.ie e COl1llu.ni nell'alta Mihno e del colle,ga.me,nto col Po e si era oon1
1
1
1
1
36
=---- - --------= -- -
inito dell'uitilità
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
di accogiliere senz'altro la pro- massimo con natanti da 600 to.nnellat.e, che, nei
Jl sta che er.a .stata fatta dal Ministro diei Lavori diversi tipi, hailino dimensioni variabi.li da m. 56
Pubbli,:i dii preise,nt,a·re esso la domanda di con. ssio-nie deMa costruzi,01ne del tronco M .ilainoPizzighettone-F o,ce deill'Adda pre,s1so a poco se. ndo il progetto del Comitato Promotore si
ddivenne alla stipulazione della conve·n zione per
il tron..:.o Miila,no-Po, a,pprovata poi nel marzo sicoro da1l P-arlamenito coni una legge .che, \la
mpleta dando al Comune di Milano le opp rtune facoltà per ,i l bltllanziamento dell'iimpre• per g1i e&propri e per il' esaz,ione de.i cont.r:i,buti degli altri Enti locali .iinte,re&sarti.
Re.sta c,osì as•sicurat.a l'attuazione deHa g'irande
linea narv,igabile che deve congiungere Vene.zia
M •ilano.
La linea, in cO!llformità .alle propost•e delle Commissioni mi•nisteriiali e al pl'ogetto del Comitato
Promotore, risulta - coi porti capolinea, da coniderarsi a parte così formata (Fi,g. 1):
1) Porfo di Venezia;
2) Ca1nali la.guna ri dail porto di Venezia a
Br ndolo, per una lunghezza di circa km. 35.
3) Ca.nru1e navig·abile, in paTte nuovo e in
1
p rte formato dalla siisitemaz.ione dei oa.naili esit nti fra Brondoil o e il Po, a Cavanella Po, per
11n
lunghezza di circa km. 20.
4) Il fiume Po, da Cava.neJJ.a Po aUa foce
,I !l'Adda, per .una lu.ng·hezza di circa km. 272.
P ier qUJesto tratto già .sono a buon punto, per
, , rito de.i Comiita.t.i locaJi, g}i studi per i porti ed
; • nali di ahlacCÙ.amento d,elI.e più importainti citi , in vicinanza de[ fiume, qua!i F e:rrara, Manto, Cremona e,d anche Piacenza, che trovasi a
t , ,nte delLLa foce dell'Adda di circa km. 44, ma
11 qual,e, per la ,s ua importanza, converrà far
• 11 1ivare Ja
g.rande navigazi-o n,e con natanti da
00 ton n•elllate: pure pronto è il progetto del por••• li P ,avia, s,u!l Ticino, in vicinanza deJla sua
1 •
nel Po.
1
~) Nuov1a limea dalllla foce de1l'Adda, peir
I ; zighettone, a Milano, de.lil-a lunghezza di cir.ca
t , 70: .per questa linea il Comitato Promotore
e la canail:izzazione deU'Adda fino a P.izzie e di qui un nuovo Call1aile hno a MilaJno,
) Nuovo porto di Miiitaino.
Il percorso realJ.e da Venezia a Mila.no somma
rt nto ·a circa km. 397. Per la potenzialità dell~n a venne adottata qu·ella di .n atanti per 600
ton llatc, poichè le condizioni del fiume Po, conf, ont e con quelle degli altr,i fiumi dell'estero
i svolge attiva la navigazione interna, veniudicate tal.i da permetter,e i trasporti al
a m. 65 rper la luillghezza, da m. 7 a m. 8 per la
larghezza e che pesca,no, in carico, da m. 1.60 a
m.
2.
Con natrenti di più gr.a.nd,e capacità e ve ne
sono che arnivan,o ailile 8000 tonndlate si ottengon.:> all'este.ro vantaig,gi ancora maggiori, colla ,nav1gaz-ic1l1le mt,erna, di queLli di cui dobbiamo
accontev.ta.rai per .il Po, ma si dey;e osservare che
p:uve alreste.ro iJ n ,ataJJ'llte dia 600 tonnellate vie-ne
riguardat,o un ottimo e vantagg.ioso tipo per la
~rande navigazione fluviaile, siiiochè la n:iova linela figurerà certo fr:a le mig:Liori in es,e.rciz.i,J.
Così, ad esempio, le comunicazioni tma i quattro
g11aindi fiumi Rein10, Ems, W eiser ed Elba -s ono
.state studiate peir ,I1Ja1tanti da 600 tonnelllate e il
g:rande canaile da Ber1iino aH 'Oder venne nel
1914 portato daJ.'la potenziia!Li.tà di natanti da 400
a quella di natant~ da 600 tonrueil:late, stimando
che i vantag'g1i di una tale tra1sforma:z.ione compensasse.ro la 'g•r a,ve speis1a, ohe, per jJ percor,s o totaile da Berlino a Stett~no, superò i 100 milioni
di marchi, comp11endeindovii notevoli sistemazioni deU'Oder.
Pass.iamo 0l"a 1senz.'altro iin rapida rassegna, per
ogtni parte d,eilla ilii.nea Millano-V enez.ia, i lavori o
g1i studi e l,e pr.arl:wche 11eilative aille grandi opere
che si spera saranno tutte eseguite il più presto
possi.hi.l,e.
PORTI DI VENEZIA.
La città .di Venezia, oltre all',attuaJe porto, che
foovasi .nella parte occidentale della città, avrà in breve volgere di anni un nuovo porto, ora in costruzione, nella località detta Bottenig'o (Fig. 2), dove le industr,ie trove.rian.no fad1m:ent•e det1Le are,e d,is•ponihiil.i a ba·s s•o priezzo
per i loro :i11npiainrti: sicchè Venezia avrà in avve•
ni.re due porti1 quello ·com.me·rci.ale, adi·acent.e
ruLla ,c ittà, e quelJ.o i·ndUJsrt.riiale, in t,eirraferma, dove
le industrie potranno più f a.cii1m.,~.nte aff•e rm,arsi
sen:z>a turbane 1,a meravigiLi.o.s;a h ,s,i onomua a.rttiistic.a di Venezii.a, e, d,ail lato econ•o mico, quel movim1enb de:i f oa-e,st~en-.i, ch e s·i calcola v.i appoirti
owca 30 milionii ,aJll'an.no e eh.e sarebbe grave error.e non tener.e in s,perurule com1S1i.derazione. Con
un apposiirto prog.eitto di l ,egge ve.rrà aggr,e1g.atia la
zona di Botten•ig-o ,aJ territar.io di Venezia, in modo da rendere unico l'interesse ne.Ilo sviluppo dei
due port.i.
lmportant.i lavor~ vennero esegUJiti da!l 1909 al
1914 ai porti di Venezia, sotto la dir,ezione del
comm. ing. Cucchini, per l'import-o complessivo
1
37
LE I. I. I.=================== === = === = ==== = == ======
a
di ciroa 6.800.000 lire; essi comprendono per
porto commerciale:
1) La for-maziione d.i un baic.ino di aipprodo,
a ponente del modo occidientaLe, della trurghezza
di m. 150 e della lunghezza di m. 870 ,e col fondale di m. 8,50 sotto il livello del mare.
2) La formazione di un terra.p ieno per allargare di m. 120 iJl modo di pon1ente.
3) La cositiru:z-ione di una hanchina di approdo del.La 1ungh-ena d.i quaisti 1 km. e con fondal1e di m. 10 so±to il liviello del mare.
E per .iJ. port,o industri:aJ.e :
1) L',a.pertwra di un cam.ale di ruccesso della
lungh~ua di m. 3700, della largihezza di m. 28,
iin cunetta, con fondale di m. 4,50.
2) La f armaz:ione ,d i un bac~netto di aipprodo delLa llllilgheua di m. 500, della larghezz.a d.i
m. 65, e d,el fondale di m. 3.
3) La formazione cli un gr,ande terrapieno
deillla superbe-i.e di circa lljt11 milione di metri quadirati, alla quota di m. 2.40 sul Liv-eJJlo del maire.
È in corso di esecuzione e siarà termm.arto entro il 1918 l'.approfondimento deil canaJe e deJ
ba,c ino di tenraf erma hno allla quota di m. 7 sotto
il liv,eHo del ,mare.
Di p;iù·, è stato p.r.esienta.to n,d 1916 un gr.a111de
progetto di maSisÉna da ,eiseguir,si graiduadanente,
e ,che comprende v,airi lavoni a V enez.ia ed in terraf erm~, fra i quali l'ul.t.eriior-e es-cavo d,el canale
di ,accesso e de[ baiciino d.i terrafe:rima, fÌin,o alh
profondità d.i m. 9.00: detti 1avoni sono in pa.rte
di ca11...,ttere idraulico lagunaire, in pa·rt-e d,i ca•
ratte'l'1e f,errovii1rurio e di ,s qprastrutture sui ,m oli
e le b~nchine: jil deposirto dei petrdLi verrà traSJpOirtato m ter:r,ruferma: si dovrà pravvede11e a
g'r,and.i .impiainti ,d i attreuaitul'la dei due porti ed
aUa costnuzio.ne .c:Lei mag1azmnii e di d.ue ba1cini
di carenaggio galleggianti. L'insieme di questi lavoni è stato pnev,entivato in lire 30.600.000.
··Pert.a(tllto, a V enez.iia, Governo . ed Enti locali
hia.nno lavor.a.to tin quetSti ultmni anni e si preipa•
rain•o a lavorare in avveoo,e oon ene.rigia ancora
mag1gii;:)Te ,pier lo ,svi!Luppo comllTl!ericiaJ'e ed .indusitr.iale de~La città, ,e certo [1a navigazaone interna v,i porterà un notievo1l:~s1simo contributo, poichè la lag'Uinla di Venezia è destiruaita ,ad e.sis,ere
testa di lin·ea di un 1msieme di humi e oana!Li ,che
col tempo potranno ar.niv.are, .seiconido i cailcoli
deUe Commissioni miinisteiriali. alla comple,siSiva lun;thena di Ollioa 3000 chiJ.ametri, e forse
neSISIUil •a~itro porto aJ mondo potrà offrire,, come
la Laguna V-eneta. così ampi baicini ben d ifos~ e
trainquiJ.li, ,aicceS1siiibil:i ai graindi ba,stimeniti d·eJ
ma'Ile e ,d-ov:e lo S!caimbio deJ,J,e meroi potrà effet•
1
38
tuar.si dirertta~ente tva quie, i ed i natainti della
navig,azicme Huvia~e.
IJ morvtimenfo de[ porto di V
queniniio dta!l 1908 al 1912, è ruli
2.880.000 tonne.lila,te di m1er
cate e da 67.000 v~aggiiator.i
iJ totale delle navi ar-ri'V e e p rtite salivia dal
numero d,i 7531 a 8361 e da 3.91 .000 a 4.456.000
tonn. di stazza ,n,etta. Pertanto ,i l p rto di Venezia
è il secondo port,o ita.liano p r 1 merci (Genova
nel 1912 ,etbbe un movimento. in m
i, di tonnellate 7.368.000) e il qu,arto p r i
g,iatori (Napd1i 911.000, Genova 322.000, P 11 rmo 227.000),
ma purtroppo il suo mov•i ment ' in modo part~colianmente priepondeiriante in m n
aig1Li strarui.er,i , poichè nieJJe .aif:re oi.tatc 1
ndi,era estera
hgur,a per il 70 % per le m e.r i
p r il 96% per
i viaggiator.i, e ,sicans,o hn ,a,d o
ato il contributo della popoJ.-aZlione di V en zi all' ttiv~tà del
mare, poochè, d,a una statist,i
pubbLicatia d.a
qUJellla Camer,a di Commer i
uàte:riebbe eh.e ,
di conf-ro a 43.680 uomini i
neUa. gente di
mare a GenO'Via, se ne hainn
6.232 a V,ernez1a.
Cerl-0 il problerrua dehl'iattiv~t' m r.inara di Venezaa sii ·impo!Ilie al Govenno per UJ! d po guerra ed
a .risolverlo gioverà non solo
ir tt mente, ma
a,nche indirettamente .la navig' :r.i n ~n1terna, per
la magg.i,or,e pass,ion-e a[ m are h
ne der.iiv,erà
aLle p()pdlazaon'i lombarde, v, n ,t cd emiLiiane,
per la più stretta fU1Sione degli interessi ed il
maggiore imip,iie1g'o dii caipital·i n 1 Jl mar1ina ,m,ercarntille .italiana.
La Lagullla V enieta è ,sod.cat
numerosi camiLi, che, raimih,crunidosi, s.i diip rt no da.li siuoi
sbocchi n·eil mare: tra ess-i, 1 line.a nawgabile
V1emezia:.M,i:Lano se,g uirà pr.iim
·1 canale del:la
G iudecca, poi ,i l bacino dii S. M r • il canale di
gra1n dei navtigazionle hno aJ1 p rt di Ma1amocco~
in s•eguito i caruali di Peilestrin e Cairoman, da
ultimo, da Chioggia a Brond
, iJl ca111alé Lombardo.
Notevo1e. .importanza per l n v,igazione interna verrà ad ,avere iJl porto di Chi g'~a. per il quale dal 1911 .al 1915 vennero p e circa 3.200.000
delle 6.600.000 lire ,preventiv te per importanti lavori, che .saraJlljno uiltim ti appena termin •erà la guerra. La ittà di Chioggia, che or,a conta 35.000 abi,tarntii e vive pcda1m1ent,e doHa pesca, avrà certo ·un g,r,ainde v :ntaggio dal,l a linea
navigiabi:le da Miilano a V enc%1ia, perchè urua parte del traisbordo delle met'lci, dai piiroscah sui natanti fluviali, avverrà in qU'e sto porto, pei: ns,parmiare iJl p,e·rcorso hno a Venezia.
1
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
l1 VO TRONCO IN COSTRUZIONE DA la navigazione e da botte a s.i fon,e , per il sottopaissaigg'io del colletto.re di bonifica Padano-PoleIIRONDOLO AL PO.
già si è detto, l,a guerra ha affrett.ato l'e11 i ne ddJ.a grande linea navigia,b ile d,a VeM ,iJaino per il tronco da Brondolo aJ Po.
nne iilllizi,ato nel 1916 e verrà ultimato nel
, nte anno. Esso si sta.oca dal canaile LaguaiaL >mbardo iin v.i oin:anza d·i Brond10lo (Fig. 3) e,
ozzo di conca o sosteig'no. raggiunge a bree
Fig. 5 -
sano.
L'allacciiamento col Po è fatto a circa chilometri 2,5 a valle di Cava1ri.ella Po. ~n un punto
dove le condizi,on,i del hum.·e sono ottime pe:r la
profondità del fondaJ,e e la staJbilità della spon•
da, di antiioa formazione.
La sezione tipo deil canale è quellla che riStUlta
Posa di un palo « simplex» per le fondazioni di una conca ·
:ta e attra,versa il Brièn.ta: seg'u,è poii il
li Valile, ,che verrà opportrunament-e alpprof ondito e rettibcafo ne1lLe s~JUosità
tite, mdi attraver.sa l'Adige a Cavait1reHa
di,ante due conche poste l'una di fronte
(Fi1g. 6). ~n ,se,gui.to, per un canaile tutto
1 mplietamente già scav,ato, della lungh,ezj • 6 chilometri, rag',g'iung'e il Canal Bian((ue per .circa 3 chilometri e poi si al1 P , miezzo dii \lJt1J breve fra.itto di canale
manuf,atto di notevoil,e importanza
ontemiporaineamentie da con,ca p·er
dalla Fig. 4: il p:iiano di campag'111·a ha. in v11c1·nanza d'eU'Adige, la quota di m. 1 sotto il livello
del ma.re.
L'esecuzione delle opere è affidata al Magistrato alle Acque per iJ Venefo, presieduto d,al
gr. uff. ing. Ravà, che,, d'accordò coi due rappreS•entanti de,i Mini.steri della Guerra e della Mar i:na - on. i.ntg', Pi-o1a Da,v erio e comandante Po ,ne cura l'attuazione: dirigono i lavori gli ingeg'.neri Gasparini, Ascari e Ferrari del Genio Civile.
N e11le d.ive'l"se costruziioni v,en~e fatto largo u-
39
LE I. I. I.
---- ----- - --- -- -- -- -- - -
so del ceime.nto airmato, per l'esiguità delle dimensioni occorrenti, a parità di resistenza, nelle
diverse strutture e conseguente poco ma,te,riale e
le.gger,ezza dei manuf att.i, ciò che ha ridotto al minimo possibile il trasporto dei materiali - che vi
si dovette effettuare da non meno di 100 chilometri di distanza - e che ha risolto il problema
delle fondazioni, in quelle località assai difficili
Fig. 8 -
Preparazione delle armature e casseforme per la gettata in beton di un muro a costole
di una fiancata del bacino di una delle conche (Tronco Brondolo-Po)
per il terreno acquitrinoso, forma.to da uno spesso
sfrato di ,t orba della profondità dai 3 ,ai 4 metri
e poi da sabhia.
Come tipo di fondazione fu s·celto quello su
pali « simplex» di beton. A mezzo di maglio (fi;t.
5) v..i.ene battuto ed affondato un palo vuoto formato di due parti staccate e sovra1pposte, l'inf eriore a punta (pUJI1taua di ghi•s a) ,e i,l re,sto cilindrico (tubo di acciaio de.I di·a.metro di cm. 40):
si riempie poi il tubo con. beton e successivamente lo si toglie a forza: il beton, che è r.i.masto in
posto, consolidarndosii forma ,senZ:'aLtro ~l palo
40
con punta di ghisa, già affondato nel terreno: le
fondazioni vengono così poste prima di t,o gliere
la terra soprastante.
P ier la costruzione delle conche (Fig. 7),
posti i pali di fondazione, ve rune chiuso il perimetro con palancole in cemento armato, accostate ,e battute fi-n o aUa quota di m. 7.50 sotto il livello del Jnare ed a perfetta tenuta: chiuso cos ì
il perimetro di lavoro, si procedette allo sciavo
dellla t,erra nelil'1interno dei ba-cin.i, aviendo, me r,
cè la paratia di pala·nco1e, solo lievissiime inli],
trazioni che tnon ,d istu·rbarono affatto il lavoro d
oostruzione deille t.riaV'i in cemento armato dell
platea e dei muri d.i fiancata (Fig. 8 e 9).
L'.aidoz-icme .di queisto tipo di costruz.io.n e h
permesso di ·eseg·uir.e le opere con una spes
priesso a poco uguaile a quellla ,d el progetto primi,
tivo, m.algrado l'a<U1Mento enorime dei! ,c osto de
materiali e la maggiore lunghezza utilie per 1
conche, portaita da m. 71 a m. 137.
= = === = ==== === == === LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
Le conche. deil1a larghezza utile di m. 10, sono re d e i La'Vo,ri Pubbl~cii. dette luogo ad una viva
f >rmafo di due bacini di diversa il.unghezza, atti diis,c ussione, terminata coll'appro·va:z.ione del p,ro1 risolver e il problema di dare passaggio a torpe diniere. gra1111di natanti e anche a piccoli natanti, con economia di tempo. Il massimo disli.ve-llo
l'acqua da -s uperare coLle conche è di circa m. 4.
Colla conca-botte (Fig. 10 e 11) in corris•p onn:z.a all'att.raversaimento del collettore Pad,a no
P lesa.no, è stato risolto il problema dell'allaccia-
getto, combattuto da alcuni teicn~ci, che avrebbero voluto divisi i due manuf artti.
Ne!l tronco ,d-i .ca,nale tutto nuovo tra l'Adig,e e
,iJ Po di Le.vante venn!ero costrutti divers1i pont i
- tutti ·i n cemento armaito ed a tre oaanpate pe,r ,strade ordina:r.iie e per la ferrovia: la campata centrale venne tenuta .de1l'aimpi.ezza di m. 26
Fig. 9 - Muro a costole, visto dall'esterno, appena ultimato,
di una delle grandiose conche costruite a Cavanella Adige (Tronco Brondolo-Po) .
nfo del Po ,d i Levante col fiume Po in modo da
i,tiung'ere una grande econom.ia di ,spesa ed un
t ggio inot,evole per il.a navig·a:z.ione.
Infatti la s:pes·a sarà di poco super.iore (per
60.000 lire) al c01sto deila s-oLa conca, men1 costruzione della botte se;pa:ra.ta portava
pe a di oltre 600.000 lire e, per la n,aviiigai ' riuscita. a .sopprumere un manufatto
al , anale ed a coHocai,e la conca neHa
izione ris1petto aJ Po. perchè più prom d per le barche che, nel manf aire s,t alli.a ,e for,mars.i in con-botte al Consigi1i.o Superio-
misur,ati i-n se111Jso normale aJ canale, la quota
,s:oito l,a trave .a m. 5 su:l liv,eillo del mare e quind •i ,sul pelo ord~nario del! ',acqua n-el canale.
Il costo deàila conca di Bron.doilo s ,airà di ci.rea
L. 600.000 e quello dei11e porte, in feirro, di lire
200.000: ,c i·ascun,a delle conche di Cav.anella Ad,ig.e .vc.:rrà ,a co,st.are circa L. 1.000.000, più lire
500.000 per le porte, comprendendovi le manovre
e sa;raicin·eisoh,e.
Come .s i è detto, l'intero tronc-0 da Brondolo al
Po costerà assai poco di più della cifra prev entiv-ata .di L. 9.000.000 e verrà aperto al traffi
entro J'anno.
41
LE I . I. I.
Fig. 9-bis -
Coppia di portoni in ferro e interno di una delle due conche, durante la costruzione,
ali' attraversamento dell'Adige.
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
/I. FIUME PO DALLA FOCE DEL TICINO A
AVANELLA.
Il ronico più ·i mportante della il.ineia navigabile
V,enezia a M iilano sarà formato dal Po. per il
t
dal!la foce d-ell'Adda a Ca,v a.nella, che co't 1i ce ,U Jil po• più dei due terzi dei'lfiintero per,~el.La inne.a, e S'iccome pe1r lo sviluppo della
i~azione int·eirna nella V aJJe Padcl!na s.i fa
·t le affi.damento sulle condizioni d-el Po lino
enza pe r i natainti da 600 tonnell.ate e fino
i;i per i natainti da 300 tonnellate, che a pierico richiedono rispettivaimen·te fond:ali di
' e di m. 1.50, così dare.mo qui un cenno delle
lizioni del Po e dei più iimporta-nt-i progetti
rf rti da Pavia al mare.
,unsiderere,mo il Po, daUa foce del Ticino al
• divi•so nei seguent,i tratti:
1) Dai1la foce deJ T iiciin,o a Pjacenza, della
h zza di km. 63; i.n e.&so i'l hume, in epoca
&ima magra, discende daUa quota di me!\4 alla quota di m. 42 sul livello del mare.
) Da P iacenza ,alla foce dell'Adda, d,i km.
li cende aLla quota di m. 34.
) DaHa f,oce de:hl'Adda aLLa foce delil'Oglio,
, . 112, discende alla quota cli m. 14.
) Dalla foce dell'Ogilio a Cava.nella Po, di
, I O, discende ·al livello del mare.
~) Da Cav-aneiLla al mare, della lunghezza di
5.
pr,eci.sam.enite le cQndizioni di navigabiche si co.nhda di re:I11dere ottime
rihzi peciwniari i,nf eri ori a quehli affironaJ.tre nazioni per molti humi trasformati
poco i.n iimportainti.ssiime vie per i trat i Ruviali che hanno s,pi.nto hnailmente gli
rubbl~ci a da·re impuLso al1a ,n,av.ig~zio-n e
da V eneziia a Mi1Laino, e, se si può e si
n are al cam,pJetamento dethle linee di
"""nr11~i ne con canali di a!hlaicciamento per cenr ntiss,i mi, come og'gli Milano, e for,s e in
11110 n che con. qualche breve cail'\ale laterale al
d esempio probahi:lm e111.t-e fra la foce
e Cremo.na, è tuttavia sull'asta del
fiume che s.i deve fiare -affida.mento per dail11pp a traispor,ti, che giovino alie laboxtioJ 111 )I :r.i 1nli delle due sponde e da que1ste
ntinuo .in1oreme,n to.
i e di.ude che, come in Francia
- fiume che, nonostante le pes1 ►1 li itm,1 di rande velocità delJ'acqwa, è
Ii
na: igaz·i,one h:ia Mar,s igliia e
di o tituire un can-a1le laterale
,nti pubhlici sono combattuti tra
11
,
1 1 Po -
1
l'importanza crescent,e deilla naviigazion,e interna
e J'one\·e pecun.iar:io troppo forte. perchè si tratta
di una spesa di m~uo mil.iardo di franchi, così.
ripetiamo, non s.i .esclude che anche da noi non
abbia a venire un g;orno in cui per i bisog,rui di
tt'asporti imolto iint,ensi si sostituisca, come alcuna. vorreibbero, a quaLche importante tratto del
Po un canale laterale che abbrevi .iJ percorso fra
Venezi a e M-iilano; ma intanto, cominciando a fa•
re, SlÌ sairà avv.iia1a una 1navig'azione interna di hle importain%1a da g.iustihcare in avv.enire una spesa così rilevante e .sii sarà creaita una ret-e di lii.ne.e che permarrà, a SliirVizio deUe popolazioni
i.ntere-ssa.te, anche dopo attuato un miinD're percorso per le comu:ni.oazioni d,i retite tra i due ce,n...
tri capolinea.
La naviig.abilità di u,n 6:um-e dipende sopratutto
dalla pendenza, dai fondali e daJJ.e condizo.0ru atmost e,ich-e della reg'1icme ~n cui Sii trova e che
permettono o meno la nav.ig'azione peir un g'rande
nf\llmeiro di g,ior.ni aM'ainno.
Il Po , d1alla conB.uenza d•el TLC1J11-o bino aJ.1a sua
foce, ha una p,e nd,enza preisso a poco ug'uaie a
queUa del Reno e delll'Elba, inferiore a quella
dell'Oder e del W e.se~ e as1Sai min-o re di quella
de,l Rodano, seimpr,e per tr,at,t,i di ug'U'a1e lunghezza
a partire dal mare, tutti h'Ulll!Ì che sono 1sc,de di una
intensa navig'az,Ì,oine interna: la pendenza dei Po
è di circa cm. 18 al chi,l ometro nelle zone vicine
alila confluenza coll'Adda: crune termrurte di confronfo, sii può cita.re que'll.a del Rodano, che nel
traitto di 280 chiilomeitri da Liione ad ArJ.e,s ( ,a circa 50 chiloonetr.i dalla foce) è di un valore chilometirico che vania da UJn massi.mo di cm. 81 a un
minimo di cm. 31 ,e che è i.n media più di 4 volt-e
maggi0re di queHa media dd Po, sempre ,a valle
dei1la confluenz,a dell'Adda.
Per quanto rigu,a,: rda il fondale, i.I Po, se1con.do
gli studi del comm. in.g. V.a[ein1ti.nii, ha 1J1JeJ triatto
da Cavaneilla alla foce dell'Adda un fon.dalle min1~mo di 2 metri, peir 217 g.i01rni ali'anno in med:ia:
un ,t ale ,s ta.to naturale deJ hu,me, dopo tanti decenni di mainca.n2:1a asrSoliu:ta di oglni cur;a peT migliiorann~. o ailmeno non lasciarne peggiorare le
condizioni d,i n 1aV1ig'abiJità, è a.ssaii c,onfort,ante, se
Jo SI~ paraig'o.na alle condiizioni dei mag'glior,i humi
de:lf estero, molti dei.i quaJ~. anC'he in causa del
gelo, o ,n on c011,sento.no la navigazione affatto, o
solo a carico r.idotto, che per un num,ero di giorru miinore di quedil:o accertato per i.I Po, consideiliMO sempre nello ,s tato arttJUale.
Ma. petr ottenere ,d,ai trasporti fluviiali il ma.ssimo ren,d mnento, occor.re eff,ettuarli a carico completo per il maglgior 11llUmero poss•ibile di g'ior1
4
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - n.i ahl'anno, che per il P.o ra,ggiungerebbe la oifra moria, e le considerazioni in estSa svolte sull'e felevatissima media di 332 - non dov,endosi temere il geJo, ma solo le nebbi,e e le grainidi piene
- se fosse pos1s•i hiJe avere dappertutto il f001,d.ale minjmo ru.chieisto.
Una tale pos1siibiJ.ità esiste se si ricorr,e aii draga.ggi, ossia agli scavi di a,pposiiti larghi solchi neil
fondo del :h.ume a mezzo di drag·he (Fig. 12), che
tolgano quei dossi e quei base,ifo.ndi di sabbia e
Fig. 12 -
1
Draga a secchie, in azione nel Po.
ghiaia, dei qua1li basta ,evidentemente vi sia uno
solo .in un lungo tratto, per impediire la navigazione, oppure, se si provvede a sistemar.e l'alv,e o
di magra del hume con ope.re stabili, com.e ne
sono state e$egl,lite rmolte all'estero -e d anche in
Italia, in modo da avere sempre una sezione, quasi di ca,nale, con fondali sufficienti.
Quaut,i sono e di quaile importarnza questi dos·
si e bassifondi nel Po, dalla foce de1 Ticino a
Cav aneJ.la?
Lo possiamo dedurre da wna bella memoria
deill',i ng. Dardanelli del Genio Civ,i le, che doveva
es,sere presentata nel 1914 al Congresso Nazionale di Nav.i.giazione di Livorno, che non ebbe luog'o in causa de!lla guerra. Ri,aissumi•a.mo qui le misure ed i risultati posi-t ivi, ripor.tati in queHa me-
44
hcacia dei dragaggi 1nel Po a.gli eff etti della navigazi,o ne, misure, risiultati e cons.ider.azioni tan t o
più import,amti in quanto pr-oven,g ono da chi ha
di,re1tto quei lavom.
Le secche (dossi e bassifondi) r.ilevati neJ' Po,
in epoche d-i massime magre e per un fondale di
m. 1,50 dalla contluemza de,l Ticino hn-0 a Piacenza e di m. 2 da Piacenza a Cavanella, &i e ·
stendono sec•o ndo la m eic:Li,a di sei rilievi per una lunghezz.a comiplessiva di:
1) Km. 7,103 n el tra-tto d.ail Ticino a Piace:nza, e sono in numero di 22.
2) Kim. 4,840 da Pia.cenza all'Adda, 11t1 nu•
mero di 11.
3) K111. 12,526 dall'Adda a.Ll'OgJ.io, in nume•
ro di 28.
4) Km. 1,208 daU'Ogitio •a Cava,n·eLla, m nu•
mero di 3.
La sezi,o ne me,J.i.a ,die~ sole-o da '3\p.rire r.isultan•
do di ciT,c1a ~q. 50 e •arl"otonidiaindo la .cifra per
scavii agli alLac,o iaimen.ti con linee s,econdairie e
:ne,giLi affluenti ,e c,aJn1ali r~strettii, si arriv,a a un
totaJ.e di 1,400,000 metr~ cubi di fondo d·a scavare, peir rag,giunger,e i fonc:Lalli riichieis,tii.
1
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
Dalle constatazio,n i fatte dal 1909 ail 1914, si
duce che alcuni degli scavi si mantengo.no bei simo e perfino migliorano per l'azione dellR
rrente, m,a ailtri si coI11seirvano men,o be1I1·e cd
ltri ancona vengono presto rinterrruti: ora, voJen1 an....:h,e ammettere l 'ipote1si p eggione che o.c,c orrinnovarli tre vallte all'.ainno, si t.ratta di .sc,1re mc. 4,200,000 dii ghia,ia e sabbia rull'anno p·er
,a,nrt:eaere in pe·r manenza la nav,ig,az.ion,e con nanti da 600 tonneLlate hno a Piacenza e con n.anti da 300 tonneHate -fino alla foce deJ Ticino,
•i' che, ooi prezzi pr.iima della guerra, impo.rtebbe, tutto compreso, e cioè tenendo anche condell'interesse e dell'ammortamento d,eJ c·apile inv,estitio, la spes•a an,nua di L. 900.000 stando lo scavo L. 0.21 al meitro cubo ossia
p co più di L. 2000 al chilometro di linea nav,iigahile.
Il con.voglio effos,s ori,o che ora trovasi sul Po,
• nsta di 2 draghe a,s1piranti e di 2 a secchie, con
uin r.irmorchi.a,tore ed un motosc.a.fo: pe,r es,eguire
il lavoro anzidetto occonerebbe portare il conoglio a 14 draig:he, con due, nimorchi.atorri e due
utoscr1fi, ciò che, c·oLla somma g.ià spesa, darebh luog·o ad un costo comp'less.ivo total,e di imi nto, per il convogli,o effosso.rio del Po, di li.re
, .750,000.
Si dev e no,tare che, aumentando l'importa1nza
i lavori di dra,gagg1io che si eseguiscoino nel
, e~ dimm1Ui•r,e bbe la spesa unitc1.ria, 051s.i1a per
tro cubo, del m ateriale che o.ra vie.ne scavato~
, ntre si accreisce,nebbe il rendimento di taJi la< ni, perchè servirebbero per una navi,g azione
h n più intensa dell'attuale.
In pir1atica poi iJ s'a:crihciio p eouruiario per la n.a,j , zi,01I1•e :ni.suJite111ehbe mino.re di quello preven1iv to, .non solo ,perichè il calcolo è sfato ist~tuito
1 rteindo dia ,ipote1
s,i p·iù s ·f avorevoLi di quelle che
i prohabiLmente sii reaEzzaino in pratica, ma
n •he per-chè non venne tenuto oonto de~ vantagt ·he p-ar,te!l"'aln1no al regime del fiume le sli,stemaac ni dei ba,cmi montani e n,eppure di quelle ope1,i dif eSla a11 le co.rrosioni della sponda, che vendi CO!IlbJnuo e,s·e1g'urte nel Po e che contribuise.nsihi1mente a migliora,rne le cond~zi0111.i
lveo d~ maglra nei rapporti deilla navigaziopiace :t'ilevare scrive testualmente l'ing.
nelLi - che man maino che si procede nelp q,pli. ziorue del dragaggio, di.minuisconcr,~ da
i que lLi che esercitano ,il traffico per la via
, le se1g lnlah.z -ioni di dossi e le conse,guent cLi sc1avii, alchè affidaisi che, con e1S1capp tuln!am.ente• d,iis,p os1t.e ,e cando.tte, sa11
rà posis·ibile il mantenimento della via navig'•abi1e, come de~ riesto avvie,ne all ',estero, dove iJ. dragagg1iio è regolarmeilltie istituito.
Tuttavia asisai pro,babilmente converirà, per alcurui tratti dell fiume, dii nicorrere a quelle opere
di vera e propria s·isitemazio.ne dell'alveo di magra,, di cui ci offrono tanti esempi i grandi hUJITli
narvi,gabiLi deÙJ.'ei.Stero, ne~ quali le condizioni d-i
o,ggi so1n10 il frutto di un ',az.ion•e a.in ti ca , pedin,ace
e continua, direitta a,d utilizzarl-i per natanti di
porbta sem.pr,e ma,gg1io.re - come queHi eh.e permeH1ono i tra1sportii al minore po,ssib,i1e costo unitarii.o e peir u,n num ero sempre crescente di
gio.nni all'anno, poichè, per la navigazione internta, l'uomo affina l'ingegno nell'adarttare i mezzi
- na,tainti e r.imorchiator,i ai fiumi ed i humi
a mezz.i senza pos'a più potenti.
Di opere di questo tipo ce ne offre molte il Rodano, eh~ è S1tato defi.n,ito UIIl fiume a due correnti l'una super.iore di a1cqua e l'altra inf er~o,re
di ghia'.a e sabhia, che s1corro,no insieme a valle
e che il M ic heleit chiamò « taureau furi,eux
descendu des Alpes, qui court à la mer ». Esso venne r-idotto in modo da avere, a v ,alle
di Lione, la profondità di m. 2 per 265 giorni al1'1anno e m. 1,80 per 291: la navigaz.ione su questo -fiume è stata Ulll,a tenace lotta contro le condizioni deJ -fiume e la concorr.enza della ferrovia;
si usaironu pr.ima de.i rimorchiatori « à grappms »
O\SIS~a con Ull1/a gira·ru:le ruota denta•ta che veniva
m ,e ,ssa in azione, nell.e ra,pide, abbassandol,a sul
fondo Jel hume, poi dei rimorchiatori che salivano i tratti di massima pendenza aiutandosi con
cavi fissati aùle sponde, ed ora de,i potenti piros ::a-6. moderm a ruote e con n.atan-ti deHa lunghezza di :n. 65, dell-a Larghezza di m. 7,90 e che, con
un ,c arico di 625 tonneillate, pescano m. 1,80. Come ahbiamo già riiLevato, anche la navigiazioine
:nite1r1t1.t è in continuo progr eS1s0 e, al ,pari di tuitte
l e mc1.nifesfazi0il1Ji dedl'attività uman a, ,s i p·e irfez~ona per vivere e così si rende più u-tile alla collettiv.i: à.
Riportiamo nella Fig. 13 un tratto deJ Reno si.;;tetnJato, a va:lle de.I famoso porto di Ruhrort po.rto fl.uviade 1suUa Ruhr, aillo sbocco di que1Sto
picooia affiue,nie neJ Reno e che aveva prima d·ella gu,~:rra u.n mo,vimenio di merci, per peso, superiore a quelilo di qua1luinique altro porto efllrop,eo,.
anche marittimo - : il disegno è riprodotto daHa
pubbli:.-az.io,n e « Die Arb eiten der Rheinsitrombauve.:-waltung' 1851 - 1900 », dell'i-ng. Jasm1U1t1.d
e rappresenta il tratto da Strapp -fino a valle di
Mehrum, quale era nel 1896. In esso s•i vedono
echeim1ticamente indica-te le opere costrutte in
1
4
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•·'Jt,1pp
Fig. 13 -
46
Tratt o d"t R eno(ScaJ.a
sistemato
a vali e d el porto di Ruhrort.
di i':35000)
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
1·
Fig. 14 - Corografia della sistemazione dell'alveo di magra del T cvere,
al drizzagno della Nocetta 1 a valle di Roma (Scala I: 15000)
47
LE I. I. I.
quel :fiume per la navigaz.ioi:1e e che sono di tipo
rettili.neo, leggermente rivolte contro corremte:
il Re,n::>, nel suo percorso attraverso alla Germania, venne r.iidrotto i.n modo d·a ,aviere, nel 1900,
ovunque durante le mag're, un alvieo che cresce
da monte a va.l:Le, per larghezza, da m. 90 a m. 150
e, per fondale, da m. 2 a m. 3: la spesa per la re~·. olarizz-azione fu di circa 1.000.000 di maroh~ al1' anlruo. L'.economi.sta Laffitte calcolava che n,e,l
Fig. 17 -
11 Tevere alla Nocetta, sistemato per la navigazione.
Reno gli Stati, le Provincie ed i Com.uni intere•s sati avevano speso in un scssantetnin io 400 milfoni di fl"ainchi per la navi.gazione: essa è però
ona J,a migliol"e arteria Huviale dii. Europa!
L'Itailia ha ese.guito importanti lavori per la
nav.iga:ziio.n·e ,nel Tevere - in vi~cinan:z,a di Roma
e sopr:itutto a vallle delila città - sotto la SOi!"V'egLi1ainz.a de:l fing. M ,a:richi e la di.rezi<0ne deJil'ing.
SaJ.atino, dell'Uffi,cio Sp,eoiia1le del Genio Civi•l e
per il Tevere 1e per l'Agro Romano.
Sonio opere di SJJstemaziane e regolanizz.azione
dell'alveo d,i magra del hume, d~siposte come nella Fig. 14, che è la corogra:6.a del Tevere p·er il
tratto della Nocetta, a valle di Roma: trattaisi di o-
48
pere a martello (F,i,g. 15) e formate da gabbioni
metallici riempit,i di pietrame di tufo: arrivano a.ll'rultezza di m. 1,60 sul livedfo di magra: la lunghezza noir ma.le del vdlta-teista è di m. 36, os1Sia.
di aire.i. un teir210 della disfanza fr.a i gambi di due
opere succe.s,s~v.e: la lunghezza de.i gambi v•a.ria
a seconda d,eilla s.inuos,ità deUa sponda.
Dalla sezion•e del Tevere, riprodotta a Fig. 16,
risulta l'azione prohcua - e non dannosa per le
piene
esercitata dalle acc e nnate opere per la
navig,azione, poichè i.n quel tratto di alveo, ov,e pri_
ma in ma-g·ra avv,enivano frequenti inca,g li ai
natanti, perchè il fonda.le utile in qualche
punito non su1pera,v.a i metri 1,40, ora inve,c e si
diispon·:} di un fondale i.n magra di ,c irca m. 3,00: la
,spesa per tali opeire fu di Lire 137.000 per chilometro ,di alveo completamente sistemato. Per altrii lavori del genere, che ora ,s i stanno prog1eittando, si intetnde usare di massi naturaili deJ pe.so
non inferiore a Kg. 100 e U!I1 nucleo di piefraan.e
di selce con coronam•ento .i,n ga.bhiion,i metaUici
o ver.di. per econonuzzaire netlla s,pe,s a.
Per il Po, è opinion,e de·l comm. ing. Pel1eru,
1
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
t t >re del Genio· Civile e Capo del Comparti- fa oon · segnail.i oppartun,am~t-e di.sposti pen.-.' mot , del Po a Parma, che :tali opere, pe.r la na- stTare ai naviganti la via da tenel'le per ewitare
or evo le del fondo del hume, portrnnno li- oglni p ericofo di urtare oon tro :ill fendo;
La navigazione nel Po non potrà essere ho"" me, conigiiiurute ad un•a raziona le pia:ntag~o- rC1nte che quaindo le a~ttà s,utlle due spo:Illde avra,n..
d i ren1ai. . .
.
no il loro porto, ,ed è da siperrare che i reilatiiv~ proL Fig. 17 e 18 sono fotograhe del Teve- getit.i, già predis1p ostti, siano com,pletati ed i l1a1Vori
i temato, a V1alle e.d a monte di Roma; iniziati in tempo, perchè sia-n o terminati quando
l'insieme dei lavori per la navugazione nel verrà inaugurata la linea d,a Ven•ezia a Milano:
r, , vennero spesi circa 3.000.000 di lire, rag'- tali porti ,avrainno not,ev,o le importanza ,e per ciò
n-oi, degli ,studi f att.i, daremo qun uin.'.id,ea, riiasndo ottimi r~sultati.
Fig. 19 rappresenta una delle quattro gru su,mendo brevemente le aispiirazioni ed i progetti
f
rei a piccoli lavori: pennelli, traverse, dighe
1
Fig. 18 -
Tratto di Tevere, a monte di Roma, sistemato per la navigazione.
I lt i he del I11Uovo porto d.i S. Paolo a Roma, per ,01asicu1na delJe principali città sul Po hno a
le
merci arrivano da Givitaivie,cchia, con un
d i 55 km. per mare .e poi 18 km. netl
f I r : il porto Huviale di Roma avev,a, pr.i ma d,el,u ~rra, un m1ov.imento complessivo di circa
I IO.O O tonnellate all'ainno.
to che la nostra Ca,pitale destidera di es,s et di un grande porto e di um,a navigaziione
che, per Orite, ,a.rrivi a Terni, e noi dalla
adana le inv.iiamo i nostri fervidi a1UglurÌi
1 i.I migliore e più siollecito compimento di un
ì legittimo.
ennatti lavori ed opere nel Po deve ,a niun g'ersi l'imdicazione precis a della linea
d segu-irsi dalla navi.ga:z.i001e, i/nd.ividiun1 , >l'':IO
1
P.avia.
L'ALLACCIAMENTO DI FERRARA COL PO.
A circa 55 km. da Cavianella t.riovas i, sulla destra d ';;l,l Po, il ce.ntro ~ndusitr.iia,l e di Pon,t elag;oscuro, dal quale disfa in liinea retta ill011 più di 4 km.
la città di Ferrara, che ha una popolazione•, ne1l Comune, eh.e si avvicina rapidamente ai 100.000 abitanti ed è capoluogo di una Provincia f e,r til-issima, in notevole parte conquist•ata alla salubrità
ed rulla produzione dalla terza Italia, e che conta
oltre 300.000 abitanti.
Da qualche tempo la città di Ferrara s·i è 11JOtevolme nte sv.iluppata anche dal lato industri1a'1e,
1
49
LE/. I. I. = = = = =
== == = === = = == = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
'perchè vi son-o ,s orti gra:ndioisi zucche.r,ifioi, mulini a oilindri, stabiJianenti per la lavorazione della
caJniapa g'rie:z.zia, un opificio per l',estr.azion,e della
cei1Lul..oea daJl.a paglia de•l gr,ano, f,abbriche di later:izi, ecc. : eiS'sa r.iicev.e da Venez;ia cairboni e l,e~ami e dal Mantovano le ghiaie che non h.a e
di oui ha glr,ande bi.sogno per l'importante rete
stradale di tutt·a la Proviincia.
Si comprende pertan-to quale utile possa nce-
Fig. 19 -
1
Gru elettrica del nuovo porto '{l.uviale di San Paolo a Roma.
vere dailla nav,igazione int,erna e qUJale contributo
daire ai traiS1port.i Huviaili Ull1i centro di tainta importanza, una volta ben colilegato per via d•acqua
ail Po, tanto più che J.a Provincia, tutta in piar11Ura
pedetta, è attr.aiv,e rsata da Bondeno al mare da
un cana1e di narviigazione, formato dall'em.i.ss-ario
di Bu!'ana ,e dal Volano, che ha un.a lunghezza di
69 chil.,metni e che è già sede di una navigaz.ione
che rende notevoli servigi sopra tutto per il trasporto delle bietole.
Sono stati studiati diversi proge,tti di coLLe,g·am e nto deH'attuale dars,e.na di Ferrara col Po, ricercandos•i La migliore soluzione peT SU!Jerare le
50
g.i:iavi difficoltà di non peggiorare l•e condizioni
:i.gie.niohe de11',abitato e di deHusso deLle ac que meteoriche, ,ta.nto più gravi per 1a v.icinainza della f a1lda d,aicqua sotterranea alLa superficie
del terreno.
L ,ing. Boicel1i, di quella Amministrazione Proviinaiale, ha pres-entatio netl 1914 UlI1 progetto (Figura 20) di ca<t11a le che si allaccia a:l Po a circa
200 metri a monte di Pontelagoscuro e che, leg-
germente incurva.ndosi verso ponellite, ra,ggiunge, dopo un perco•rso di circa 5 chilo1me.tri, l'emis,s ario di Buraina alla distanza di circa 3 chilometri daiHa darsena dii F err:aira.
Il canale, già studiato per •natanti da 250 tonne.lLate, ora viene di nuovo cd ais•sai opportwnam einte progettato p er natanti da 600 tonneUaite ,
onde comprendere anche Ferrar a ne.i centri direttamente se,rviti daJila grande na.vig'azi()irue sul
Po, si.c,chè sop.ra ,natant,i da 600 tonruelllate si,a
anche per F el'rara possibile il trasporto de1l e
merci m arrivo da V e nez-ia e da Mantova e d i
quelle in part e nz a per Milano.
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
Ile moditioaz.ioni .im. coliso, il nuovo canallie è specchio d'aicqua deilil'ampieua di m. 23,10 e con
rogettato con fondo dell'ampiezza di 15 metri, u.n tirante norm.ale di m. 2,70.
1 1 le così a quello dell'emissairio di Buraina All'orig,ine, a Pont elagoiscuro, sarà costruita une provvede all'alimentazione idric•a - con na biconca, con due bacini, .:. iascuno della lun•
~
,
I
,'
..
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Scola
0 ,uc l OJaC'id, 500
_ _ _ _ _ _ _ -+-
Copparo
M,"zzan a
~ .. • e
Fig. 20 -
Il progettato canale di allacciamento di Ferrara col Po.
NB. - Il canale è segnato con linea a tratti .
51
LE I. I. I. = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = - = = = = = - = - -- - - = - = - ghezza utile di m. 70 é ded1la Jarghezza di m. 10:
lo scopo di questa doppia costruzione, che nell'insieme misurerà 200 metri di lu.nghe:z.za, è di dividere, in due il diisliveHo tra !'a-equa n,eJ .canale
e quella nel Po, quando esso supera i 4 metri,
mediante La ma-novra d~ tre cop,p i1e di portoni di
ferro di alt ('zza adeguata al bisog:no. Questa bi-
Fig. 21 -
Porto Catena, a Mantova .
conca è stata S1tudiatia con tale disposiz.ione di
portoni da poter sernm:,e trunto per il caiso in ou.i il
livello deff a,c,qua nel Po sia .superiore a queJlo
d•eJ canale, quam1to per il caso inverso.
Immediatamente a vaJ.le deHa biiconca è progeittata la darsena di Pontelagoscuro con banichina d'approdo della l•unghezza di m. 200, specchio
d'a cqua d,i mq. 7500 e piazzaJ.e d,i mq. 8000.
È pure prev.iisto l'a.llunga.meilllto di m. 100 del!' attua le darsena di Ferrar a: al Volaino si vuole
conservare la potenzialità nautica massima di natanti da 250 tonnellate, però apportando notevoli
modi-6.cazioni alle sue conche, in modo da migliorare le condiZ1i.on-i di navigabilità di quell'importante canale.
1
52
L'ammontare di tutti que•s-ti la;o:r,i è previst o
in L. 4,500,000 e risulta che di es•& queilll'Amm i•
niistrazione Provjnciaile ha l'e:ncomiabiJie .inten zione di chiiedeir,e quairuto pni.ma al Governo la
concessione sulle stesse baisi di quella accord ata al Comune di Mila1I10, per .il tronco da Mi,Lano
al Po, previa l'iscrizione, già domantdata, della li-
nea fra quel1e di seconda classe, per le quali, come si è detto, la legge del 1910 accorda i tre
quinti della spesa a carico dello Stato.
L'iscrizione è ancora possibiJ.e per.chè, con d ecreto luogotenenZlia.le del 4 genn•aio 1917, è st ato
prorogato -&1110 al 31 dicemhr.e di quest •anno J
termine e,nt:m il quaile è data f acohà a l Gov,e.rno
di provv e dere altLa cl-aiss.ihC'a delle vie navi giahili
es.iisteirut.i o _da costruire.
1
PORTO DI MANTOVA E CONCA DI GOVERNOLO.
Risalendo il Po a monte di Pontelago1scu.ro,
dopo UJ11. per.c oriso di circa km. 67, sii trova La foce
del M incilQ : di qui r1sa1lendo anoora quesito h u ·
LE LINEE NAVIGA BILI DELLA V ALLE PADANA
per aire.a km. 18 ,si w-riva al port o Catena di
ntova (Fig. 21) posto sul Lago di Mezzo dei
picooli la,g hi con,t igui formati d1al Mincio a
rd e ad es.t delila ciittà: e1sso pertanto si trova
iiI'IOa 200 ch11lometr i di nav~g,auo111,c da V e111.ei • di,sta.nza di trasporto che già permette di r,e,aJj z.are un notevole :ni.siparmio per ri,c:Luzioni all!che
i ole nel costo di ogni tonnellata-chilometro. 11
rto Cat,ena ,s·arà allacciato quanto prima aJla
rtiovia, mediante binari collocati su una bain·hina di recentissima costruzione.
Il Mincio è chiuso, vicino aJ. suo sbocco in Po,
Governolo, da una conca, ch,e serve p,er la na•i azione e per escludere dal Mi,nc.io l,c acque
I l P .:>, quando, in epoca di piienia, si rompess,ero
I arginature del Mincio ,inferiore, e ciò alLlo scoro di impedi11e alle acque del no•stro maggior fiudi aggravar e le condizioni di quei tevreni, se
•on.tribui.siset'lo potente mente aid aum,entare l'etonsìone di rotta d,eille arginature e di a.llaig anto dei terretnii lati.stanti al Minie io.
La conca di Goverinolo non è atta a dare passag.
i ,a natanti da 600 tonnell a te, men.tiie inveiee I.e
· mdizion·i del Mmc~o infe,riore hno a Mantova
uno già ta,l,i da permettervi, ,senza bi sogno di sit mazioni costose, la navigazi0111e con natanti
,in he superiori a quelli per 600 tonnellate, pe r·h-. il fondale minimo è di m. 3.
L'Ufficio Spe,ci,ale del Magi.striato alle Acque
1
M ,antova ha già pr eidisposto il pvoge:tto per so, UJire aHa conca attuale di Governolo, che ha
lunghezza f va i vertici de1le ca,prJa:te di soli
. 33.72 ed una luce Jib.era miniima di m. 7.20,
nuova oon<ca della lung1h.ezzia utile di m. 138
le1La luce di m. 10, e la Provi.naia di Mantova
già chie!s•to la concess,i0,ne de1lla costruzione,
n rappres,e~tanz.a d el costituendo cOllisorzio deli Enti .i.ntere's·s:ati.
nzi, pe r recenti accordi, quest'opera importan·
ima verrà dir.ettamente eseguita dallo Stat u, coi concorsi di legge a ,c arico degli Enti loli e ne sairà ·iniziata ~a ieo.struzione entro un ~dalla pubblicazione della pace.
sì anche il porto di M ,an,tovia, che deve es.sens ideiiato come porto paid,ano e che ha già
110 movimento di merci superiore a quello di pa, · hi dei nostri porti mar.ittimi, poichè prn:ma
I U guerra · il totaile delle mevci sbarcate e imi, ,r ate .superav,a le 200.000 tonnelliate all'anno,
t rà quanto prima f11a quel1i acceissibili aJla
1 Lnde navig'-azione, ciò che -fovma un legittimo
,li, itt di quetlla città, che, frov,and-o si iin una vcchi 1 olena del Po, ne soffre tutti gli svantaiggi
dal lato igicm•ico.
1
Da questa nuova costvuzi.one, preventiV1ait-a in
L. 2.000.000, itvarrà subito grande increimento
la navigazione inteirna fino a Venezia, poichè il
porto di M ,aintova è già sede di \lini notevole m~vimento d,i •tran.S1ito a mezzo dell,e linee ferroviairie e tra.mvi arie coll,egate a quel porto.
Il movimento attuale ,r.e,aile di inavigauone sul
Po in Provinaia di Manitov,a .e sul Mi.nicio - scriv,e .id -comim. Bemi di quell'attiviss:im·a ·cameva di
Commercio - si calcola .in .m edia da 300 a 350
mila tonnellate, di cui da 100 a 150 mila imbarcate e sba'l'\Cate direttamente negli s.oeili dei Po,
60 mila cir,c a caricate .sul Mincio .inferiore dirette a Mantova, .mentre 160.000 circa attr1aversano
h conca di Gov,ermolo ·per giungere .a Manto-v a, e
di esse circa 20 mila 1an-n ue fanno .ca-po •a l poi,to
Catena per !'.inoltro a Brescia, Bergamo e Mi1ain.o.
La città di Mantov,a, che conta ciroa 33.000 abitam.ti e-d è Clllpoluogo di una Provin.c ia di oltre
350.000, trarrà pure un notevole v·aintagg.io, per i
suoi traffici, da:fila cna,v,igazione, per il M~ncio, fino .ail Lago di ,Garda (quota di 65 m. swl livello
del mare): l'iing. Averone, ingegnere capo del
Genio Ci,viile èd autore a111.che di un grandioso progetto dii can-al,e · navigabile industriale P ,i zzi~thettòne-Creml()(ll•a-Oglio-Mantova, ne ha
predis~osfo gli studi per natanti da 600 tonnellate, ed è f erv.ido ~ nostro voto che l'It:alia ,possa
presito attuare anche questa comunicazione col
grande lago alpino, nei1l'interes-s e dti quelfindustre p 01pola:z.:ione nvi-era;sCla e d·eJ T r.entino, che
ne risulterà più s-trettamenrt:e uiniito alla Paitria
per vincoli non solo di alte e puri•ssime idealità,
.ma a.nche di nuovo incremento alle sue industrie
ed ai suoi commerci.
Tanto la linea Lago di Garda-Po, quanto quella ormai quasi costrutta dal Po alla La'g'una Veneta si confida possano essere elevate dalla seconda ailla prima classe delle vie navigabili, per
l'interesse prevale.nte di difesa militare, che la
6 u e rra ha dimostrato.
Suill•a sponda desfoa del Po, quasi di contro a
Mantova, Modena sta Jra riprendendo gli studi
per aggiornare e modificare un antico progetto
di sistemazione della via d'acqua dalla città al
Po, ed anche la Camera di Commercio di Reggio
Emi1lia ha ;j_n questo mese f a.tto voto •per la miglior soluzione del problema' in quella Provincia, sicche pure qui l'esempio di Milano è proficuo di un nuovo entusiasmo, che certo si tradurrà in atto con opere ,d estinate a dare incremento
· alla .navigazione interna anche per tutta quella
fertile ed impo.rtante plaga sulla destra· del fiume.
SulLà. sin-ist11a del Po, pure la Provincia di Bre1
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - sciia, sed,e di ,industrie -fiorenti, s,pecie neJ ra,mo rea di specchio d'acqua di mq. 55.000; l'area commetaiLlurg.i co, da tempo .i ntende collegarsi coJ Po, plessiv,a occupata da bacini e piazzali risulte.rà
oon un 'im,portante via d'acqua.
di mq. 200.000, l 'alime•n tazione idrica sarà fatta
dal vicino colatore Morbasco.
PORTO DI CREMONA.
11 prev,entivo v,enne calcolato, n.el 1911, a lire
Cremona gode, suH,e città di cui abbiamo hno 500.000 per la costruzione della calata hmigo il
ad ora pairlato, del vantaggi.o di trovarsi sul Po Po e deff,a'V'amporto, ed a L. 2.500.000 per le rie di po<:er ,q1Uindi più facilmente approib.ttare del- manenti opere, a sviluppo completo del poTto.
ta n:aviga:z.ione inter,na nella V alle Padana. Qui
Il C?mitato loca·l e dii navigazione iinterna h a
il problema si riduce specialmente a.Ila costruzio- pure L.tto dettagliati studi per colleg,ar~ Cremon•e del porto fluviale, che certo sarà centro di at- na dir,ettamente con Pizzi ghettone a mezzo di un
tirvi scambi, essendo nota la laboriosità di quella grande can.aile di ruavigaz.ione, con acqua derivat a
popolazione, che in Italia ha raggi.unto il massi- .dall'Adda, ma, poi.chè il po.rto venne tStudiato in
mo progresso agricolo: la città ha più di 40.000 modo cla poter ug.ualm ente servire •a.nche se un
abitanti e la Prov.i,ncia circa 354.000.
tale ctanale non si eseg'uis,s e, è da con6da.re ch e
Quel Comitato di navigazione interna, pre·s~e- intanto que!Lle amministrazioni looaJii di1ano s enduto d1al comm. i-ng. Lanf11a,n ichi, ha da W'lTlpO fat- z 'altro opera all'es ecuzione del porto, poichè nel
to predisporre
progetto del porto tluviale (Fi- complesso problema della navi.g'azione interna,
gu11a 22): autore ne è l'ing. Bortin,i del Genio di cui -anche troppo si è parlato prima di costruiCivile.
re sul serio, occorre che ogni Ente com.inci a riEsso consi,a di diver,se parti, delle quali h pri- solvere, senza indugio, le questioni non controma, lun·g'o .il Po, sa.rà costitui.ta dalla sist•ema:z.io- verse ,e di miin-o re impe.gno tinanZ1ario.
oe a o'3lata, con gru .e relativo pontile di sibrur!co,
PORTO DI PIACENZA.
di circa m. 300 della spond·a siniistra del hume,
A monte di Cremona, risalendo il Po, trovasi
wm:eid1iatamente a vathle de·l gl'\a.nde ponte p er
f e·rrovie1., trai~v.i,a e Sltr'aida ordina.ria: da que.s t•a anzi tu.tto, in ,s ponda siniisitira, la foce deJil'Add1a, e
béllllichina si staccherà l'avaimporto, che servirà, poi, :in sponda de1Sfra, la città di Piacen:zia; prima
m una prima f1ase di iSVIÌluppo della navigazione, di lasciar.e i1 corso del Po ,e dare un cenno del
da darsena, deilLa lUJI1ghez:Da di m. 190 e di una progetto della g'riande lin,ea dalla foce d•ell'Adda
larghezza su'1 fondo di m. 35: in ,seguito la dar- a Milano, P'arlerem:0 brevemente del costruendo
sen·a verrà cOJlltlÌJn;uiat1a col canale di acces1so al porto di Pia,c·einzia ed anche di quello dii P ,avia,
porto iart-erno, chte v:errà formato di trie ba1ciin.i, lungo il Ticino, a circa 6 chiilomeitri dal1a condia e.seguirsi gr1adua:Lmente secondo un piano or- fluenza d.i questo h,UIJ'Ille ,cod Po.
Comune, Provincia e Camera di Commercio
g'ainiioco, a norma delle creis,centi esigenze deii t;rafdi Piacenza, d,a tem,po ,sii s.tan!llo occupando di do6ci.
che, al pari d i
Ogni bacino del par,to in-terno è progetit ato del- tare q_u,esta iimpo11tain.te città la lun ghezza di m. 250 e delilia lar.ghezza di m. 70, Cremona, trovasi suJ Po e conta circa 40,000 acon qu,.>ta de'l fondo ,a m. 34 ,s,u l l,iveHo d-e[ ma- bitanti, con unia Provincia che ne ha oltre 270
re: il tvello inor.maile deJl'acqua a m. 37,50 e il mila - di un porto tluvia-l e che r~spond•a ai bisopiano del,le calate a metri 39,75 sul livello gni di ~uella ,popoJazione e ne f.avorisca ainicor più
del mare. Il canale di accesso alfavamporto lo svi.luppo econom•i,co.
La prin,ci.pa:le caraiter.~stiiica di P ,i aceinza è d i
e quindi al Po è stato tenuto della larghezza ,d i metri 14 al .fondo, con un-a conca lun- essere un punto sitr.aiteg'ii.co di primo ordine, .alga metri 65 e larga metri 9: il s~lto massimo f i.n.orocio di 1ine•e f erroviar.iie ,e stradtali di granda supe.rare sarà di mefri 5,50: venne calcolato de· importanza, si.cchè m aiss.iimo è l'mteresse nadli dividere la canoa .i.n due parti con un sistema zoonale - come ha provato anche l'attuale g'uerm.niemmeidio di porton,i, in modo da poter più age- r,a - che, e,ssa s:ia servita da una line•a di grande
v,olmente e con minore con•sumo di -acqua e di naviga-z ione i,n t,er,n a e quindi v.i arrivi, come a catempo provvedere alle esigenze della piccola na- poline:J. sul Po, 1a nav~gazione con naitanti da 600
vigazione.
tonnellate.
La città di Pi,acenzia è veramen,t e i11 centro ~
Il porto com.,pleto, che dov.rà e:s sere naturalmente bene attrezziato e ,c oJ.legato con binari alla tutta la vita commerc.i1ale e indu.stru.a.le del-La Proferrovia ,ed alle tra.mvie, verrà ad avere uno svi- v.iincia, di cui e capoh1ogo ,e deiila quale notie,voluppo di banchine d'approdo di m, 1500 ed un•a- liss~mo è staito lo sv.itl.uippo awa.rio negli ultimi
1
a
54
= =======- = - - - - - - - -
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
enni :a•niche sotto il pun•to di vi,sta industriiale,
r nde è iil suo pr:ogresso nei recenti scorsi anni.
Qui gli Enti locali avevano g.ià fatto studiare
1 1911 dal prof. ing. Bonini un progetto di port : più recentemente hanno fatto compilare il
r getto definitivo (Fig. 23 e 24), in base alle ultime norme legisJa.tiv,e, dall'ing. Chiappa, deU'Am.
inistrazione Provinciale, e su di esso intende
hiedere la concessione il consorzio, già cot ituito, della Provincia, Comune e Camera di
mme-rcio. Le pratiche soit'OO ormai bene avvia• .siiciohè si ,e,o nhda eh.e aip,pena verrà f a1:ta la pa•
sarann,o ini:.iiati ,i 1lavori del nuovo porto, clhe
turalmente s.i sv,i lu.ppera nno in fasi dive.rs e,
d ttiand-osii a'lle richiesfo del traffico.
La locallità S1c·e1Lta rtrova1s•i in sponda destra de,l
ume, cl va'1lle deti due ponti e in vioi.nian.':,.a sia
d lle Jue ,stazi.oni f er:nov.Ìiariia e tl"amv•iiar.i,a, s.ia
n h.e dei grandiosi stabilimenti industriali che vi
no sorti, quasi lungo il Po, qua,li le f abhriche di
menri e di concimi chimici, le Officine M ,e ccai he Piacentiiinie, lo Zuccherificio Pi1ace.nt.ino, i
I positi deLla Società ·Na:.ionale Petrcii d'Ita, eo.:.
Le c·.1nd.i:.iion•i del hume ivi sono ottime per la
viga:.ione, e d'area a d,i~posizione, di circa mq.
170.000, è sufficiente per uno sviluppo anche rapido del traffi_c o per vii.a d'acqua.
I.I porto è st~diafo peir natanti da 600 tonnellat : in e,sso, oltre allo scarico deJ.J e meirci des1:inat a Piacen:.a ed al carico di queUe in partenza,
vverrà lo smistamento su natanti minori delle
re.i tra.s portate con grossi natanti e dirette a
·a,li Sùpenori nel Po, e probabilme111te in parte
n he .inversam,ente per quelle in arrivo su pi~•nli natanti e destinate a Milano, ai laghi alpini
ml a porti lontani inferi ori.
Il progetto è compilato sulle baisi di un traffico
tot le, diligenteme·nt e pr,eventùvato, di 200.000
tnnnellate aJ.l'ainno n(e·i primi ,a,nni, escluse le mer•
·i dii transito.
In una priima f,aise d ,ei laivori si i,nrtende costruir
I so.'la banchina di 1a,pprodo, direittamiente lun•
o il Po, de'lla lunghezza di m. 200, con ini:.i.o a
metri a V1al1e del ponte in fetrN> della feirr.:>j , e ::.istemiare,, ad dii là del'La banchina, la spon,l , per m. 70, ,aUo s copo di dare un faciil•e a·p pro•
.I , per certe merci povere, quali ghi,aiie, lateirizi,
· ·. In questa prima fase dei lavor~ viexrà pure
•e frutta unia tettoia, di hainco ,alla ba.nchirm e
rr"t provvisto agli opporj uni ra•ccor,cli coUa fe:rj : l'attrie:.z,atura sarà formata da 4 gl"'U m-0narrello.
ei onda f.ase dei lavori verrà aperto il
1
1
1
primo bacino, parallelamiente aUa banchinia, ad
'Ultla distan%1a da questa d,i m. 70. Il bairuno è preventiv3.to de1La larghezza di m. 52, con specchio
d'acqua di mq. 19.240 e lung'.hezza di baJn1ch,iine di
m. 650: sarà naturaLmente dato maggiore svi11uppo alle tettoie ed aii mezzi meccanici di sollervamento.
Nella terzia f.ase verranno aperti g'1i altri due
bacini di oompl,essivi mq. 32.200 di s;peicchio di
a.equa, con sviluppo di banchine di m. 1260 .e saranno completati i magazz.ini, le tettoie, le cositruzioni pe.r depositi di mierci speci,aili ( ceireali,
petroli, vinii eicc.) ed i ra-ccordi ferrovi,ari.
Il progetto, del 1915, preventiva 1a s 1pes,a de.i
lavori da es,eguirsi nella prima fase in L. 630.000,
di quelli della seconda fase in circa L. 1.250.000
e per la. terza fas'e in L. 2.300.000, ,s icchè .iJ. totale
dei lav:>ri è previentivato in L. 4.180.000.
Anche qui, oome abbiamo visto per il porto industriale di Venezia e come avverrebbe pure per
una notev,dle P.arte del porto di MiLano, Le, costruzioni s0rgerebbero fuori ,d el teriritorio del C01tnune d-i Pi,acenza, in quello di Mortizza: per riitnediaire allo ,svanta,ggio, che ne a,v rebbero i Comuni che costmuscono c'OsÌ grandiosi impiant•i , è necessaria una legge di carattere generiale petr le
instaLlaz.ioni p'Ortuarie, che permretta iil paisS1a,g1giodelle relative aree iindisperusahi:l.i da un Comunea1l 'aJ.t:o: tale legge oi consta di imminente presentazione.
.
Nelle spese per la costruzione del porto di Piacenza la quota di concorso, nei due quinti della
spesa a carico degli Enti locali, è stata stabilit~
nelle proporzioni di sette decimi per il Comune,
due dec~mi per la Provincia e un decimo per la
Camera di Commercio.
Dal pi.mo hnan:z.iariio che correda il progetto si
riilev•a che l'eiserrci%./io del porto, tenuto conto dei
proventi d,i affitti di aree, uso delle g'ru, delle tasse di approdo ed altre, si chiude im pareggio colle spe·s e tutte, se si eccettui la quota di ammortamento del carpi.tal,e in,v estito: quaindo iil bi.Lancio
d 1el porto arriverà ad ,a'V'ere degli utiil,i eff etttivi,
que,s,t i a terma.nie cLi h~1gg.e andMrn.no ,aid am1t1oriiz7,are la quota di Claipi.ta.le ver1sata dai s.ingo1i Enti.
.
1
.
PORTO DI PAVIA.
La legge del maggio 1915, che autori:z.:z.ava l'esecu%./ione del tronco Po-Brondolo, portava pure uno stanziamento di L. 750.000 piell" la c-ostru~one
d·el porto di Pav.i.a sul Ticino, m ·a i ~avorii non vennero ancora iniziiati in caus,a della guerna.
Il p,r ogletto (Fig. 25) venne compilato da,11',ing.
D. Salmoirag'hii di Milano e predisposto pe,r na-
55
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
nti da 300 tonneillate, in se g uito però vennero
introdotte le necessarie modifioazio.n•i di dime.ni ni per rendere il ·porto capace anche di nat nti da 600 tonnellate e metterlo così in correI zione col progetto calde·ggiato dalle rappres,e nt nze del P ,i emonte, di un grande cainale laterale
l Po, per natanti da 600 tonnellate, che colleghi
Pavia, per Casal.e, a Torino, redatto dagli iingeneri Corazza -e Soldaiti.
Il porto, in una prima fase di sviluppo, sarà
ostituito da un malo di approdo in sponda si111i.sitna del T iioino, deihl,a Lunghezza di metri 210,
raccordato a mezzo d~ appos~to binario colla f er1•ovia e fiancheg giato da un piaz:z.iale di mq. 6000
on una tettoia e piccole gru a mano g~revoli su
8/rne'lio: il preventivo, i,e datto nel 1911, somma
L. 630.000. In una seconda fase verra,nno aggiiunti due bacini lateTali a destra del baC'Lll•o , opportun·: 1.mente amp1iiat o, di arrivo del Naviglio di
Pav-ra e di sbocco ne!l Ticino: lo spec-chi-0 d'acqua
risultante sarà di mq. 20.000, le banchine di
pprodo ,avranno uno sviluppo di m. 770, di cui
530 s e rviti da binari, i piazz.ali una superhcie di
mq. 50.000: l'attrezzatura sarà formata da 8
gru e Ja un a.rg runo elet-tri.co: una nuova conc,a
verrà costrutta tra l'anzidetto bacino allargato e il Ticino: il preventivo per queste opere è di
L. 1.230.000. In una terza fase verranno ag'g.iunti, dall'a'ltra parte dei pr,eceden,ti, due altri
bacini di diime.ns,i oni pre-s .s.o a poco ugUJali, colla
rispettiva attriezzatur,a, p·er un ,p reventivo d:i s,pesa di L. 940.000: rn tutto, il porto di Pavia verr?i
}1ertanto a costar,e L. 2.800.000.
Il traffico annuo, a cui potrà essere sufficiente 11 porte proge.ttato, r.i.su.lterebbe nel primo
periodo di 210.000 tonin,ellate e negJi altri due rispettivam e nte di circ a 1 e 2 milioni di tonne!llate. Da ciò si vede che i.I porto è stato giustame!Il,te caLc,)lato in baise ad una grande larghezz.a di
niteri sul po,s-sibile sviluppo del movimento di
mere~ che vi avrà luogo.
È vot o di qwanti s'intere ssa.no della navigazione interna .che .il porto di Pavia sia iniziato ed
eseguito, a!lmeno per Ja prima fa.se, subito dopo
1a gue,rra: .in, seguito si andranno meg,lio C0111,Creando i tipi di Jinee che a Pav,i a debbono far eia.po e che sono la Venezia-P.av.ia, pre·c onizz.ata per
natanti da 300 tonnellate, il naviglio che con~unge Milano a P.avia e -che si intende r,idurre
per ,nJaitanti da 150 to.n,n ellate e la Torino-Pavia,
pl'eventivata, come si è de.tto, peir natanti da 600
t nneM de, e così aillora s ; rà po,ss.ibile megilio pre•isaire le dimeins1icmi da d a11si ai futuri am:i:xliamenti del porto, ce.rto destinato aid occupare un
1
0
po,s to importante n ,e!lla naivigazione interna della
VaHe Padana, tanto più se vienisse eseguito qua,1cun-o dei ,p rogetti ,s tudiati per collegare con una
via :navigabile - almeno fuw al displuvio dell'A,penniino - i ,porti di Genova o di Savona o la ra da di Vado col Po. È qui da notare che l'i.ng. Da.rdanelili ammette ch,e, ,sussidiando l'opera del dragaggio con speciali lavori di sistemazione del
fondo del fiume, si può av,ere ne,l Po, anche da
Piacen~a aLla foce del Ticino, sempre il tiriante
d'acqua di m. 2, necessario per il passaggio di natainti da 600 tonnellate.
NUOVO TRONCO DA MILANO AL PO.
IJ trc1nco da Mi'.lano a1l P-0 della grande lin e a
navi,gabi:le Milano-V,einezia riunisce in ,sè le maggli.ori e più costose opeire di tutto il percorso: e,sso
segue un tracciato nuo,v o, più breve, per circa
70 chilometri, della linea esist e nte Milano-PaviaFooe dell'Adda e rag,giunge iJ Po dove questo, ric,e vendo uno dei ma,ggiori suoi affiuenti, migliora
notevoime1rute, • p,er i,l tratto a valle, le sue condiziOilli di navig,abiilità: le s•pese per l'esecuzione sono ri1evanti, ma sono anche le minor.i possibili
per av -;! re il massimo rend,imento dagi1i altri quattro quinti di pexicorso delila l~nea da Mila.no a Venezii•a. La ZOII'la attriaivie.rsat.a consente un élll'ldameruto che poco si scosta daJ.la linea retta per una grande p·arte del ,tr,acciato e cioè fra M ,i lano e
Pizzighettone: la viai..nanz.a dell'Adda, a valle di
Lodi, rende pos1sibile Ja f aicile alimentazione idrica del tratto inferiore e la riduzione del costo
toral~, mediante la progettata importante utilizzazione di un salto d'acqua.
Secondo il progetto del Comitato Promotore, ;n
b aisie al quale venn,e ora daJ. Governo data la conces,sione della costruzione delle opere al Com.une
di Milano, il canale si staccherà dal costruendo
porto di Mil,ano ad ovest di Rog,o redo, a circa
mezzo km. d·i distanza dalla linea f errovÌa,r.ia
per Piacenza e, tein,endosi sempre sulla destra
de3J.a linea ed a qu·e ista presso a po,co prur,aLLedo,
ragg:iung'erà Lodi prus'S-ando prima .sotto la linea
fenoviaria per P 1avia, poi, con pontii-can,aJ.i, i.il fiume La:,nbro e il girande can,al,e irriigaitorio Muzza;
passerà, con tombe a sifone, sopra ·t utti i cavi
d'acqua della zon.a e, con appositi ponti, sotto
tutte le strade ,s.ia pr,ovincia1i, sia comunali o private. Dopo Lodi e il reiativo porto, il ca,n,ale passerà sotto La f errov,i a per Piiacenza e, s·empre ter111endosi sopn tUJtti cavi di ,irrigazione o di oolo
e soi:to tutte le strade, s:Ì dirigerà a Pizzigh,ettone, per entrar ndl'Adda ,e seg·uirne il corso fino al.
1a foce, provved endosi con tre traverse e relative
a
57
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - conche a modifcaue il fondale e la pendenza del
hume, in modo da canalizzare l'Add·a e sostituire,
alla linea attuale di pelo liquido, tre tratti qua,s i oriz:z;ontali e tre gradini conve,nicntemente disposti,
da superare con conche, collocate in spond:a destra d el hume, ciaiscuna in corrispondenza di una
traver.s a.
Il canale è progettato per il solo uso deilJa navigaz.ionc da Milano a Cavenago, a valle di Lodi,
e per ·,.1so di navigazione e iindustriale a un t.empo per il tratto inferiore fno a Pizzighettone, potendosi a Cavenago derivare e restituire aJ. fume a Piz:z.ighettone acqua sufficiente se.condo
gli studi del prof. F antoli - · da ricavarne ci.rea
9000 cavalli di forza, in due ce,n tra1i da colloc,ars-i
l'una vicino a Bertonico e l'altra vicino a Pizzighettone, ed utilizzando ingegnosamente, come
serbatoio, la co,sì detta Morta o palude di Cavenag,o, oltre che il tratto superiore dell'Adda, in
prossimità deUa traversa.
Con questa derivazione si provvederà an,c,h e all'alimentazione del canale per il tratto ; nf eriiore:
per quello superioire si f,a,oeva prima affidamento sul mag·giore quantita,tivo d'acqua che il Naviglio G ~·ande avrebbe potuto convogil.i,are dal Tiicino fno a Milan.o, mediante un riveqhmento imperm e,a bile delle pare,t i e del fondo dove ,e ,sso
perde molto per fltraziione: recenti.s,simi s,tudi,
come vedre,mo, dànno ormai la certezza che s.i
può anche ailtr.imenti avere la portata ne,ces-saria.
Pe,r supera.re, colla naV'igazione, !'.int ero di,slivello tra l'Adda a Pizzighettone e il pelo d'acqua
ne,l porto a Miilano, ossia per salire dalla quota
di circa m. 41,50 a quella. fissata nel primo progetto del porto, d,i metri 104.80, so.no progettate
12 conche, di un salto variabile da m. 3.25 a metri 8.65, d·iStposte ,e studiate in modo da vincere
le n u m e ros e dif:6.coJ.tà provenienti dall'andamento del terreno e più ancora dall'attraversamento
di numerosi corsi d'acqua e strade.
L a sezione propo·sitia per i1l canaJe da MiJ.ano a
Cav einago è d.etlla Larghezza d.i m. 22,50 sul fondo, di m. 27,50 di s,pecch~o d',acqua, con fondale
di m. 2.50, e quii•n,di c,o n .un'area di sezione liquida di mq. 62,50; da Cavenago a Pizz.ighettone il
cana1le è pro,posto di UJna .sezi,o ne maggiore, di
la-rghezza sul fon.do d~ m. 25 ed altezza d'acqua
v,ar.iab.iJe, ma non mai in,f ,e·r.i.ore a m. 3.50: tl.lltto
itl catllale sarebbe rivestito di cal.ce,struzzo di cemento, per im1pedire che tolga o ceda acqua ne-1
terr.e.n i circ01srtan•ti.
La lunghezza .del oanaile n'Ulovo da Milan.o a
P .i zzighetto1nie, col itra.cc~ato proposto, è dri Km.
58
52,500 circa: il percor.so ne1l'Adda è di c•m-ca 18
chilometri.
Ora si tratta di paissare daigli studi aJ.l'ese.cu:tiio.ne de,i lavori ed occorre pertanto hs·s are con
pre,cisii.one anche i parrtico1ari deJl.e opere che si
vogl,iono eseguire, apportando al progetto deJ Comitiato Promotore quelle mo,d ifcazioni che, come sempre avviene, posiso.n o e,sse,r e suggerite da
una conosce,n.z a ancor più approfonditia degili element,i di fatto de,i comple,ssi problemi da risolvere col mirn,i mo di spesa, consentito dal massimo
rendimento che se ne può e deve rice·rcare.
Per '. o stud·io d,i questi progetti definitivi, com e
abbia.mo già accenn,ato, è stata creata dall'Ammiin,istrazione Comunale di Milano un 'apposita
sezione di quell'Ufficio Tecnico, diretta dall'in g.
Po·ggi: con ,essa, pe.r disposizione ministeriale,
coHa:bora il comm. ing. Pelleri, che, come s,i è
visto, p.resied1e .al Compartime.n to del Po a Parma.
Qu e-;;ta sezione ha iniziato i suoi lavori rivolgeindo subito partic-olare att.enzione all'alimentazione idrica del canale, per la parte dall'orig.ine
fno a Caven.ago, per La quaile si c alcola che occorra u:nJa portat,a di circa mc. 2, per il funzionamento delle conche e per dive-rse inevitabili perdite.
Siccome il sottosuolo a Milano è ricco d'acqua,
tanto che già se ne estraggono circ a 6 mc. al min'Uto s ,::-condo, e presenta ce.rto la possibilità d i
da:r,ne altri senza inconvenienti, co,s ì è venuto naturail e di istituire degli esp,erime.nti per vedere
se dal sottosuolo se ne potevano estrarre con sicurezz4 i pochi altri metri cubi al secondo necessari per la navigaz,ione, visto eh~ le relative op e re in tal caso non avrebbero potuto dar luogo ad
un aumento troppo notevole d i spesa, perchè sia
per il porto, sia per l'aUacciamento al Naviglio
della Martesana già si dovevano scavare profonde trincee nell'aves.
Dagli esperimenti fatti è risultato che all'alim e ntazion,e del canale sarà certo provveduto in
modo sufficiente con acque del sottosuolo, quando si tenga il livello dell'acqua nel porto commerciaie alla quota di m. 100.50 e cioè a circa 3
m. sotto il livello attuale della falda acquifera e
quando all'allacciamento col Naviglio della Martesaina si provveda con un canale che nella parte
inferiore - che, come vedremo, costituirà la sezio.ne del porto destinata allo sviluppo di nuove
industrie - si addentri in media a circa 2 m. nelle acque. del sottosuolo, dotando la parte superiore dell'allacciamento di gallerie 6.ltranti spingentisi anche circa 10 m. entro la falda acquifera.
Dal porto commerciale si sal•irà a mezzo di conca nel porto industriale e da questo, con diverse
Tavola XIV. annessa al N. 6 delle I. I . / .
Fig. 28
Porto di Milano , secondo il progetto dell' on . 5anjust ( 1907)
allora ingegnere capo del Genio Civile di Milano .
LE LINEE NA VIGAB/Ll DELLA VALLE PADANA
r.onche, si passerà neJ Navig'lio della Martesana,
e qu~vi ha la quota di m. 127.50 al suo pelo liido: ù'aLlacciament,o avver,rà a circa km. 10 dalstrada provinciale piacentina.
Un tale aibbaissam.einto del peLo liquido de'l porrichia.merà I.e acque del sottoS!\l,oilo vel'lso i pun•
di preleva;m,eilllto, ma già ,s i è P'Otuto acceirtare
e l'effetto di questa chiama ta non si e.stende• in senso or-rizzo.ntale, oltre i 200 metri, e sicome le are,e ,i ntorno al.le diverse s•ezion1i del
orto dovvanno essere esp.ropriate per i moltelici usi portuari, oosì ne risulta che nessuna
ccezio,n e potrà es·sere sollevata., che di,a luoo ad tindennizz,i di qualche importanza.
Un'altra qUJestione, che viene sottoposta ad un
esaime partico1are, è se convenga dii ,av·eire una
part·e notevole del canale, per u111a lwnghezza di
ciI'lca Km. 16, ,a doppio uso, cioè di nav.Ìg'az.ione
ed industria!l.e, po.ichè una tale coe,s-i,s tenza creerebbe degli inconvenienti, .a peci,e peir il maig.g.ior
fo.rzo di tria.zio.ne ,ne,c essari,o per f,ar muove-re i
aitanti in sailita contro corrente, ed è evid-einitie
che se si potessetri0 tenere .s ·epariatii i due can•ali,
quello per UtSO di nav.ig'aziOllle e q-uello indusitriale, senz.a 'll;n ,ec1cie1ssivo aUJmeinto di s 1pe.sa sia
purie anche .con un-a riduzione, purchè non troppo
note,vole, .n eUa potenza idvauli,oa da utiTizzau-e si avrebbe .d all'insieme deHe opere, di costo così
ele•v ato, il mass imo rendime·n to per la navigazione, che è lo scopo princip·aile d,i tanto sacr.i'hcio
cun1ano.
1 a recenti misJUre ,e c1aJ.coli s emhr.a che una
e s,pciranza po.s.sa eff ettua:r,si, quando C<J. s1 as·
g:getti al1a riduzione da 9000 a circa 7000 caV\a,lli di forza delh potenza da utilizza.re, dim.inuzion e, que-sta, non troppo ,sensihiLe di fronte a1
vantaggi che si avrebbero per la navigazione,.
Come si è visto, 1'inte,r,o tronco da Milamo al
Ro avrebbe 15 conche ed ailtre 4 n·e ha il tronco
dail Po 1a Brondolo, sicchè il totale, per il pell"cor.so
di circa Km. 397 da M ilano a Venezia, è dii 19
conche sull'intera linea. Questo numero non
è certo ecce1s:sivo se, lo si pa:rag101n.a a quello di
altri cainali aid esempio la lin·ea navigabile da
Dortmll-nd a Emden, per l'Ems, ne ha 19 su un
percorso di Km. 271 - ma per iJ miglior funz,iolil!amento deUa ruavigazione saire,bhe certo a.stSai
uti.le poterlo ridur.re e quindi d,i mi•nuire il numero di 15 conche tra Mila.no e la foce dell'Adda. E qui ricordiamo che una delle ragioni,
che pure h.a influiito suHa ,tr-asformaz'ione d ,eJ.l.a
linea navigabile da Be-rlino a Stettin,o , è stata
quella della riduz.ion-e e del migliore ra.ggruppamento de1le conche, delle qua.ii 4 ,sono .state me·s 1
se ~n serie, c.iais·cuna con un salto di 9 m., s·eipararte da baciinti d 1i 250 m. di lunghezza, e con tale
disposi:;iorue di -t razione, con mipianfo ele-ttrico,
da rendere ais,s,ai :r,aipi,d a l'ascesa e la d~s·ce•s 1a dei
nata'nlti.
Ora da stud,i recenteme,nte fatti risulta la
poss.ibi.lità di rispar.miare due conche •n el tratto di linea tra Pizzig,hettonie e la foce delfAdda,
qualora alla ca,na,l,izzazio.ne del hume si sostiituisca un canale n ovo in sponda destra. Così iJ. tronco dal Po a Milano sarebbe formato da un canale tutto nuovo, ciò che d,arebbe anche i vantaggi
dii raccorcia.ne la linea per circa 5 Km., di srvincolar,e la navigazione dalle condizioni dell'Adda e
di evitare gli inconve,nienti che potrebbero causare la ghiaia ,e la s·a·bbia, che i,l 'hum,e trasporta
a,n cora in quei! tratto vicino aJ suo ,s bocco in Po.
Ivi le condizioni altiimetrichie della · sponda destra sono assa,i favorevoli ad aprirvi un canale,
che pO'~rebbe aveire, in immediata vicinanza del
Po, un po.rto di rifugio per i natanti e per i rimor•
chiatori della na~igazi,o ne fluviale: inoltre sal1" ebbe facile l'attraversa'Tllento deLl'Add·a , alla foce,
quando si volesse poi aprire un canal,e laterale al
Po, di d,iretta comunicazione con Cr-emona, mentre sarebbero pure salvaguardati gli interessi di
Piacenza, contrari al canale diretto da Creimona
a Pizzighetton,e.
Da ;{1tri studi recenti, faitti peir ,il tra-tto SUtPe·
riiore a Pizzighettone, .si è visto che si possono
r.isparmi.are al.tre due cqn!che, ciò che ridrur.rebbe
a 11 i:l numero di conche ,n •eceissa:riie da1l Po a Milano.
Certam ente il nuovo canaile naviga1bile deve
essere costrutto secondo tutte le migliori norme che Ja sci,enza e la prat,i ca della naviga•zion,e inte·rna s1Ugger~scono: di tali graindio.s~ lavori l'estero ci offre magni'hci esempi, s·i cchè sarebbe grave errore 1mon tenienrue conto e porohè,
come s.i è più vohe osservato, la n.avi,g azione inteirna, come tutte Le industri-e - tende a far
wso di mezz·i s•empre più potenti, è bene pr,e dis,porre le cose 1in modo da n01n ri.sipa.rmiare .in tutto 01ò che possa far .servire il cain ale p,er natanti
ain,c ora maggiori o renderine mein·o co,s tosa la tra•
sfo,rm .izione in avvenire, ri.oord1ando che si costriUJisce• per i seicoE.
Così per eise,m pio, p:er la sezione del oait1Jale,
che ha tanrta i.mipoirta.nza sullila rteisiist.einzia al mova.menito dei natant,i immersi, 1già s~ st,a s1:ud~ando una nuova se~ione (Fig. 26), meglio risponde111te di que<1la giià a1cèennaita, aille alte carartteristiche di buon ,canale naivigahile che si vogliono
giustamente daire alla nuova linea.
1
1
59
LE/././.-- - - - - - - - - - - - - - - l111scxnma iJl genio italli.ano che oon Filwppo
dcigli Orga.ni e Fi.oriav.amte da Bolog\nla ideò e costuiuì la pri.ma eone.a neigJi •.aru:u 1438 e 1439 a
Miliaino - deve oria ricuper.are il tem.po perduto
f a,ce1r11do megLio degli straniieri, che per le condizioni naturali do.i .Loro fiumi e per lo svi,l uppo d.elLe loro i.ndustrie hanno potuto fare passi giganteschi n eilila :na,v igazic,me interna: ,al.m eno il ritrurdo
ci rupporti un maig'gii.ore •perf ezionametnfo n,e; Il/UO•
vti 1avo.;:-i e neii mezzi per navigare nei humi e neii
can,aiLi !
La concessione al Comune dii. Milano d,eilla costruzior.e della ,grande Jinea navigabile da M,iLano a:l .Po ha da.to im,pulso a diverse ini21iativ,e rif ereintisi alla linea stessa: tra ,esse c:itiamo il
progetto deJl'ing. F,iorini (Fig. 27) del traspcxrto
deHa f'tazi.oine f,errO'Vli.ari.a di Lod,i , oon reJ.at.ivo
porto sul c-a•na,Le Milain'o-Foce de1l'Adda: con questo progietto si ve,ng'ono •a mig'L~orare notevohnente Je con.dizi.oni ,sua di sviluppo d,eJla città, s·ia del
servi'zi.i f eirroviario, ponendo la sta%1ione e i.J porto di Lodi iit1 una località assaì adatta.
PORTI DI MILANO.
La oit tà di Milano possiede g·ià un porto con
un mo\'imènt.o di mere<i abbastanza rilevam,te ed
è la darsena di Porta Ticinese, punto di arrivo
del Naviglio Gra1I1.de e del Naviglio Interno, che
è un prolung.annento del Naviglio deJ,La Mart.esal11a, e punto di part,enza del Naviglio di Pavia: a
questa darsena fanno capo }e mere.i che per l'attuale navigazi.onie provengono .dal Lago Ma,ggiore
e dal Ticino, dal La,go di Como e dall'Adda, e dal
Po: si t.ratta im gen.er,e di materiali da costruzione e di legnami triaspor-tati su natianti ch.i,amati,
a seic•a :ida della forma, maig'a,n i (da 40 a 100 T.)
e burci1,iel.Li (poirtata maJSISUJma 55 T.).
A questa da.rsen,a iJ Comune di Mi1lano intende
apportare notevoli modihcazioni e attrezzado convenientemente, per da.re il maggiore sviluppo ,p os·
sihile anche aHa picco'la navigazione che pure arreca notevoli vantaggi alla popolazione d,i M,ilano ed alle ailtre ad ,essa diretta.mente collegat,e :i
mezzo degli attua.li na'Vligli.
Il nuovo porto, che sarà oentro di un m ,o vimento di gran lunga supeiriore, ,sar,gerà in vi.cinanza
di Rogoredo e .sarà costrutto s,e,condo le migliori
norme suggerate dail'le· grandiose insta11laz.i.onli analQghc dedl' e,s-tero. e da!11e pairt~coJari condiz,ioni
ed esig'einze 'deLl',at.tività commerai.aJe ed industri.allè milane,s e.
· La località ,scelta, aU'orii.ginre dellla linea navigaibJ.e per V en,ezia, .ha· a·nche iii vamtaigg'i.o di troVi2lliS.1 all'incrocio di importanti,ssi.me linee ferro~
60
vianie ~- di perimetteire la f ormamone di una grande zona indlll(s1tnial1e .d ella città.
Un primo pll"o,g .etto dieil g'nande pol"to ve111I1,e f tto
da:lfon. ing. Sanjust, rul1ora ing,eginere capo d ,e l
Genio Civile a Milano, nel 1907 (Fig. 28): in se•
guito, coll ',est,end,ersi e approdoindi:nsii deihl,e cogniziorui in materi1a di nav,i gaziotn•e interna e con calcdLi più ri,spondeniti ai b.iisogìm dii una c.ittà cLeJLa
tii~portan:z.a di Mila.no, n ,ed 1912 il Dr. Beretta e
l'ing. Maiocchi com.p ilarono un progetto com:p!leto
(Fig. 29), che venne acquistato dal Comune di
Milano: ora l'ingegnere capo del Comune, comrm.
Masera, e l'ing. Poggi, colla sezione dell'Ufficio
Tecnico comunale a lui affidata, stanno studiado il progetto de.finitivo che va ormai concretandosi ne1le sue grandi linee. Il confronto f,ra le aree occupa•te dal porto, nei tre progiett.i, indica intiuitivaimente la progres•siva iJlliPor•
tanza asseg-n,ata atl nuovo orgian.iismo nella vita di
Miiilamo.
Secondo l'ultimo pro;getto (Fig. 30) il porto di
Mil:W:o vi,ene divi.so in due pairti diistintie: l'una
deisti.nata a.i commerci, l'rultra aillle indus·tra,e: la
pr'ima, ad ovest di Rogioredo, in teirritorio di Chiar ava!Lle, be.ne raccordata cdl.Le f erraoviie, tramvi,e e
&trad.e o·r dinarie, dotata di baioini ampi per f aipprodo, carico e scarico de.i na t a,ntii, di conv.enaie1n,te attrezzatura, magazzini, ecc., se:rvirà alle ttnerci
di uso diretto della popolazion e oppure destina•
te ad industrie ovunque poste, anche se lontane dalla aittà, o da queste prov,enienti: !',altra,
f,ormatc1 da un grande cainaiLe a sud e ad e1st di
Rogareido e di Milano, avrà ,ai due lati aimp.i.e
aree di .;ponihi.J.i per que.l!le .industrie che vogliaino
oolliocarsi i,n v-icwn,a nzia d.edla linea navig,abile ed
u,sufruil'le, d·all'munedi·ato contatto oon questa, deJ
vantag,g,io di scarica.re le merci dai natanti
negli stabili.menti ,ed inversamente, e magari a•nche con navi proprie fare direttrumente i
tria,sporti lungo twtti i per.corsi hno a V,ene,z ia e
.aigili altri scali deili1a Va'11e Padatna.
Questo seco.ndo ramo - porto industiria!l e nel
tratto dalla strada provinciale piacentina hn·o al
p1'1o1ungamento dlel Corso V,entidwe Marzo - l"\ag'•
gi'Wlge-::i Cres,oe,nza,g,o in ,prossimità dell'incrocio
del canale Martesana col Lambro e servirà anche
sia a11l'alime.11Jtazi.oine deJ crunai1:e navigiabiiLe, si.a
ai11•aJlilac ,~iamento col N a,v.iiglio d,e!liLa M ,a:rtiesa.na:
fanto .iii porto comimereialle, q.ua.nto ,il porto indus,tr,iaJle occupatno airee che apparte111,gono aJruchie a
Comuni limi•t rioh, le quali, per con1S1idera.%1.ioni già
e!S'Pos·te, dovx,ainno essere ,aigg':riegatie a Mi:lano.
Le ar~e .che doivr.anno eisseré acquistiate P'er le
-inistialJ.azioni immediaitie e futur.e deJ porto com-
Tavola XV, annessa al N. 6 delle I. I. I.
.
~
..,,..... ....
_
)
. I
Hg. 29 -
Porto di Milano, secondo il progetto !3eretta-Maiocchi (1912).
LE LINEE NA V!GAB!LI DELLA VALLE PADANA
meraiaJ:e sonio cruLcolate in circa mq. 1.300.000: la
:.ona defiignarta peir iJ porto iindustniia:le è di mq.
!S.000.0IJ0, mentre nei progetti prece.denti in totale si prervedevano mq. 400.000 in quello del
1907, e in queUo del 1912 mq. 1.280.000,
per un t:.-affi,co pre,sunto, in qu,e,s t'ultimo, di ton•
nellate 1.500.000 di :merci.
Il Comurue ha già iniz.iaito gli espropri ed anche
le ces,sioni di aree alle industrie che ne hanno f atto rich:.:!sta, tenendo i prezzi bassi, in modo che
r,;sul-ti f aciJe la formazi,o ne di una buona cLientela initere,ss,a-ta a s ie,rviTsi dell.La navigaz.ione :int,e rn ,a, che ~osì potrà prender•e .subito g.rande svilup•
po: hn d'cnia gLi a,ccordi fatti colle ~nd'Ulstrie che
stabili.ranno le ,l oro s,e.di i,n adiacenza del nuorvo
porto .inclustr~a!le si eist endono già a ci.rea un tie-r ·
zo didJ'area m enzioruata.
Le tra>ttative p,e,r la concessione al Comune di
M~lano della costruzione, manutenuone ed esercizio del nuovo porto insieme colla sistemazione ed ,esercizio della darsena di Porta Ticinese
- -son già state i·niziate, e dive-r s1i convegni hanno
a:v,uto lu -:>go tra iJ Sindaco a,vv. GaLd1ara e il Ministro de.i Laiv-or.i Pubbl ic,i: il Comune ha in quei.sto
aaiso p,e,r Legg,e il dini-tt,o dii prelazione delle Olpe•
re ed impiain•ti del nuovo porto, sicchè ce.mo anche la reJativa ,conven~o1t11e sarà qua1I1to prima un
fatto C.)mpiuto, t ru:ito più che il Comune ha intenzio:1.e di non chie,dere p,er i.I porto - eh.e vea:-rà
a costare, a parte, una spesa deU'ordine di gran•
dezza di 30 milion•i a ,sviluppo completo nessun contTi,buto governativo, stimando che l'azienda portuaria sarà attiva: Je due concess~oni dd
nuovo porto e della da1rsena di Porta Ticines e non
potranno avere, secondo la legge , una durata m1•
nere di 50, nè magg,ior-e di 70 ann•i.
COLLEGAMENTI DEL PORTO DI MILANO
COI LAGHI MAGGIORE E DI COMO E
COLLA SVIZZERA.
Itl pr-:>gettiato coUegamento de1l porto di Mi·h no
col N a " iglio d.eJla M ,artes•allla già lo mette ii.n comunicazione diretta ed indiretta coi laghi di Como e Magg,iore, ma le line,e attualmente in eser•
ctizio sono per s,e:zuicln~, fonda1Li e p endenze non atte a:Lla gra.nde nav,igazione. Pur tutta.v ia la linea
del Naviglio Grande, che misura 74 km. di lunghezza da M ,i lano al Lago MaggiOTe,· ha già un
traffico annuo, quasi esclusiva•mente in discesa,
di cii-e-a 210.000 tonnellate di merci, mentre quella della Ma:rtesana, della lupghezza d,i 69 km .• da
Cr-escenzago al Lago di Como, ha un · traffico di
ii-ca 45.000 tonnellat,e a·nnue. La prima dal Lao Maggi.are (quota di 194 m. -sul livello del ma-
re}, con un ulteriore percorso nel lago di circa 27
Km. per Baveno e 62 Km. per Locarno, rispettiva.mente conduce alle linee int.ernazionali del
Sempione e del Gottardo: la seconda dal Laigo
di Como (quota di 197 m. sul mare), con un per•
corso nel lago di circa Km. 50 va al Lago d,i Mezzola e quindi al progettato valico ferroviario d,ello
SpiLug1a.
Ognuno vede quale somma di ,i ntere-ssi nazionali e inte.rnazionali sia collegata cogli allacciamenti del porto di Milano coi due splendidi laghi alpini e quindi colle ·i ndustri valLatie ohe vi f,ain,no c,apo e, indiretta•m •ente, con quel
Ja pa.rtie dell'Eur,o ,pa centria1e che s,i trova ,al d,i là
dellie nos tre Alpi ed ha in Genova ed in Venezia
gl.i sbo~chi più vicini sul mare; ,sic eh è facilmente
sii com.prende ,ch,e Milano ruvrà pure, per effetto
della navig,a:ziio1:11e interna, Uil'l incremento notevole n ei suoi sc,amhi COIITlmerciiaLi c-oLLa parte d'ha•
li•a che la circonda a nord e colla Svjzzera, speci e
se sarà possib"Le fa,re in modo ch,e con n·atia,ntri
dia 600 tonn. si · poss,ano, ii.in condizioni di buona
naV'Lgiazi one: , ra,gg:iungere i laghi M ,aggiore e di
Como, così da evita,re ogn•i trasbordo di meircii. n ,e l
porto Ji Mila1I10.
Qui il probLe m ,a d.el!la grall'lde navigaz,i on,e offre
d ie ile serj,e difficoJità t ecniche e quindi ridniede
delle spese non indiffer e nti. PwbabiLmente non
potrà eéser,e riisolto in aùrt:ro mo.do f uorchè studiando, ex novo e con concetti organici, la più com.
pleta possibile ut,ilizzazione delle acque che per
il T icino ,e per l'Adda scendono a valle rnispettivamente dal La go Ma ggiore e dal Lago di Como,
parlando a soliuzione ,i due proble.mi tant,o di,s,cussi della reg,olazione, del de-flusso di queUe acque,
mediiante tra:veirse, in p'aTte h sse ,e d in paTte mobili, ~he, collocate l'una vi.i.amo a Sesto Cal,ende
e l'altra a · Lecco , mutino i due laghi in enormi serbatoi, ri,p,artendo eqU1ame1nte •i va.nt•aggi
che se ne ricavera,nno tra Je due sponde del Ticino e dell'Add,a, spec;e daJ lato aig.riicolo, ,e promovendo la m,aggli.ore pos'sihiiLe utilizzazion,e di tutta l'.einergi:, ancora disponibile, sicchè la forte
Slpes·a _o er l,a navi,gazic.nc trovi ainche il s1Uo compenso in altrie f o::1t,i di ri.cchezz.a.
In questi probl eimi è interessata tutta la
Nazione, che avrà e certo daTà ain·che ·a Ua Sv.izzera i magg.ioo-i va!nfaggi per i .t.raispo,rtri, tanto più
se, s Ìia per queihli f errocvi,ari, ,s ia per quelli a me~z.o deUa navig,a~one int,erna, si verrà ad accordi
che co·. npletino costruttiva.mente le comuMc,a~oni esistenti e modi.lìchino le rispeittive tar,i ffe.
L'Italiia, eh.e ,purie deve cons:id1erare i tra,sp01rti
èome una potente industria la quale fa dell',espor1
1
61
LE I. I. I.
tazione quando trasporta peir altri popoli e quindi
introita danaro dall'estero, e che ravviva tuttti gli
altri scambi commerciali, non può rimaner indifferente aJ.la conconrenza, hn ad ora vittoriosa, che
i porti .stranieri e specialmente que.Hi del nord di
Europa, assai più lo111tani dalla Svizzera dei nostri,
fanno, col'La naviig•azione i-ntenna, ai porti ii:ahani del Tirreno e deLl'Adi,iatico, tanto che, conti••
nuando noi a peiidere terreno, siamo orma.i ridatt-i a veder piaiss,a•re per l'I ta:1.i-a poco p:iù di un decimo d e lle merci che la Svizzera riceve dal mare. E q11e,sto stato di cose rrunacci,a di aggrava:rs:i
ancora celle progieit-tate grand~,ose linee navigaibili
d,i nuove comun•i.caz•i oni tra il Reno, i,l Rodano e
il Dan,1bio. È pe·rtianto interes•se italiano e sp,e,cie
d:i MiLmo, V.e,nezi.a e Ge.nova prèo,ccupiarsi di una
coincorirenza ohe rt,ende ad elimina.rei nei rappo.rt;
economici colla y,i,ci.na re1pubblica f ederal.e.
Per fortunia gili inteiries,si collimano ed alla Svizze ria stiessa conviene l'approvvigio,namento d,al
mJar,e peir v.iie divense e qui.ndi, sipeci,e pe,r l'Oriente, l e stanno a cuore le ,c.omumi,c-azioni che la coll e g'a.no coi ,nostri porti, e p e rtanto è saiLda Ja nostra
iiducia che si pofrain-no, a gue.rra hnita, riprendere
in e,s1ame tutte le que,stioni retlative ai vail,i chi f erroviÌ,ari alpini e sisteunade in modo conveniente
per le due n ·a:z..ion:i.
N eii pertanto ci a,s1Soc.iamo toto corde al de,si.d er~o di quella parte deH'opmi one pubblica svizz.ena, ispirata .da te1on.iici e.d aippog'g.iiatia da dive-rs.i
gio11I1ali, an,che di Zlllri.go, ohe vorrebbe si •aMiua1sse una prande comiUlillicazione per via d'acqua tira
M.iJ,aino e la Svizzena. Di ques,tia co.rrente è stata
estpres&ione particoÙarmetnte autorevole un•a assembl ~a .convoc,ata ne.I dice1I11bre scorso daJ Gr,uppo Ticinese .detlil'AsisO!ciazione Svizze·ria di Economia delle Acque, con i.ntervento di deputati alle
CairneT,ei Fede.rialli ed aJ Giian Consigil,io, tecnici,
iindusfriali ,e.c,c. In esisra da valo.rosi ing.egineri, quali l'ing. Rusca di Locarno ,e l'.iing. Gelpke d 1i Basilea, venne,ro f·atte aff e•rmazioni ed e 1sposte consider,azioni deg:ne di nota, fra le qua'Li le seguenti:
i più im.port\Ml!ti proibl,emi di intereiss•e pubb.Lico
nei ri.s 1,etti.v.i Sta,t i contigui, le,_ Svizzera e ,l'Italia,
non poi-ranno m •ai av,ere U/Ila soluz.ione .raziionale,
se non di com.une, pieno acc01rdo; primeggia o•g•gigiorna, .s ia nei1la Svizzera, come all'e,s tero, la
questione dd1la na,v~gazio.ne interna; soltanto il
libero , accordo col mare darà ,aJJa Svizziern la
J:ie.na ind·i pend·einza econ1omi.ca; un confronto fra
.le s.p.ese de.Ll'einergia e queJle di trais1p-oo,to, nirfe,..
riit•e a q_uelie di f aibbl'lic-azione, dà il risu'Lta.to che
il c0ts.to della forza produttiva ammo,nta ,al 6-7 %
delle mercedi, mentre i traisporti richi.eggo,no dal
1
1
62
19-25 % e qui,n.d,i La navig,aziione non sodo equivai1e aìla produzione di forza, ma la supera di
gran lunga neilla p,re,pondeJ:1anza economi.ca; d ,e ves~ teindexe - come già anailogameint.e avv-enne alle f.oci Jel Rodaino com. Cett.e e Marsigli.a, a queJle
detl Reno con Anversa, Rotterdam ed Am:ste,rida:m,
quaiLi ri.spettive baisi m ,arittime - a creare anche
su'Ll'Adr iati,co d e g,Li empori comme:rniaJi adatti,
mediante i d u.e punti di ,appoggio di Ven·ezia e
R ,avenna, ,o nde as,si.cuirarie, pe.r ogni evenienza,
l'a!limentaziorne suffici,e nte della r.ete di navigazione ,lelJ'alta Ita'Li.a; il costo per la tr.atta acquea
da Basu·lea ,ail Mare del Nord, nonostante misuri
una distanza quintupla in confronto della str.ada
f,e rr-ata da GurtneiLl en a B.asilera, lunga sol.i 168
c-hi'l o.me tri, rima,n·e sempr,e alquanto ai d,i sotto
deilla tariffa f e·rrovia.r,i a; sarebbe un vero e.rrore
madornale ·imper,donahiJe, dal punto di vis,ta della politica .dei. traffici, qUJafora si hss as,s e, come
punto rer.minale de;Ua navigazione ad alta potenza, ,i l porto di Milano, pralUtnga.ndo di poo v,eirso i
l a ghi Maggiore e .di Como solta.nto dei canali min or i p er gaJ:le gg,iamti, fo,s•sero pure da 150 a 200
tonnellaite1; ,occorre l'impianto di una Enea di traffico unitaria dal.J'Adriatico al lago Mag.g.iore, ovwnqu\': - ne;lla totalità d,eJLa sua esten.siOll'le da
Ve1n ezia a Locarno, Lunga 533 chilometri atta
aUa navig·azione, di galleg1gi,a.nti ,d a 600 to·n ne'1late,
e meglio ancora d ia 800 a 1000; per l'attuazione
deLle linee d',aicqua de1la Reus.s e deJil,a LiimmatLinth il triaffico .di transito dai porti del ma.re
del Nord - Rotterdam, Amsterdam, Anveris a JiLa Svizze.ra meiri.dio1J1tade ed ,all' al-tia Ital~a hen,eh ,oerà ne1l',avve1t1,ir,e dii. una 11iduzio·ne nei pr.ezzi di
tr,asporto, i.n meidi-a, di 5-6 f.ranohii pe,r tOll'lllellata
di merc e.
Come si v,ede, l'ipOltes-i deJJ.'inv,a:SJione di merci,
per l'Itailia, dai porti del Mare del Nord a tuHo
danno di Genova e di V,ene.z.ia, viene rig'uall"d,ata
COime possibile n ·o n salo da noi, ma ainche fuori
dei ,nos tri conhlllÌ, e quind~, pure sotto il punto di
v i.sita di eliminar,e faLe perico1Lo, s:i st,a provv,edendo per le migliori fortu1nie d'Itatlia ne!l1l'~sitiendlere
la navigazione intenna nella V,aHe Pad,an,a, che
però conviene ,sia attuata con grainde Jarg11ezza
di pr,eivi.s1,oni sul traffico, per f,:we costruziÌOll'l,i v.eramenta utili e .durature, poichè, assegna,n do ampiezza
dimensioni alll,e opere, .si vengono airuche
a diminuire Le reisistienze ail mov,i mento dei natainit.i n,ell'.a.cqua e quitn.d:i a riidurr.e i cos1ti dei trasporti.
A1l'appe1lo del1a Sviizzera, che neJ suo e no,stro
iinte:resse ci chiede, specie per .il Lago Maggiior,e, una grande Jinea nav1igahile h-no ai p,i,edi deHe
1
1
ai
= - - --- - ---- --- -- ---
LE LINEE NAVIGABILI DELLA VALLE PADANA
'1 pi, noi crediamo di non errare nella rii.sposta
•he certo il p1,oblema sarà esaminato con a.·n tenZU!one di risolverlo, ma che !',attuazione d,elle
grandi opere ri,c-hie.st·e .sarà molto f aciJitata sie in
un •a!vvc,nir,e non troppo lo,n,ta,n o si potTà pro.c e,d·e.re
nche aHa co,struzione detl valiico fe.rroviario d:ello Splnga, antico e, ben g·iusti.ficat,o desiderio di
tutta la Lombardia, s · cchè da MiJano la grande
na'Vi,glazicme postSa arriva.re a tutti e due i laghi
M ,aggiiore e di Como.
Se, come abhiaimo hduc11a, Le due g,ra.ndi lin.ee
saranno attua•te, più in-tiimo n,e risulterà il contatto fr2. nai e la Svizzera, con v.a,n tagg,i.o reciproco ve,ramc~te notevO'Le.
CONCLUSIONE.
Com e abbi,amo visto, l'.i.mportanza, il cosrto e
la portata delle opere in esecuzione o in proge.tto
per la !l'.lvigazione interina nieila Va11e Pa.dana, sono taJi da f.air sper•are che g'li sforzi del Governo
e d.egil.i Enti '1ocaù.i saranno d•i rett1i ad assii:cuTiar ne la mig-1.iorie posis i.biJ,e esecuz..ione. Ma purtroippo, ani:: he se1nza i.ndicare quailche partiicolare costr.utitivo d e LLe o·p e re p,ass,ate brevemente in ras··
segnia, ris u.litano dag.li ste,s,si dis,e,gnu tainte di.scordainze nelle concezi('l n1i di ope re a.n,a Joghe, sii riileva.no ~ c:Itre tante mainchevoiLezze n,e.gù,i studi dehni t ivi ch e d e,bb cino pr e c ede.re l'esecuzione deille
ope:rie, .: - he, dopo gili ·i.mportaint.i lavori delle Commissioni minist,eriaiLi e dei singoli Comitati, appare necessario un m.igJ.iore coordin,amento fra
ta)rute iniziative, che debba.no concretar.si in una
retie org anica di comunicazioni pe1r via d'a,cqua.
Ad e:;ercitare qu etsta fu:nz.~one, noi crediamo
neicesisar~o un o.rg'anismo· perma'llle nrtie·, form•a!Ìo di
poche persone, competie,nt,i e precis.a1menit.e di qualch•e a-lto fuinzion·ario e d~ deLeg,ati d,eti prin,cipali
Enti ,i ntere ssati, che po1nga allo st<ud.io l.e quetSitiioni più ·.ritali, d iia pr e sicriz.i,oni di c1arrattei:rie g'enera:le, diffonda :1a conos cen~a dei lavori costrutti
all'est e ro p e r la navi g azio n•e interna, dia consigl i.,
se richi e sto, ,esamini i pro g,etti de·gli Enti locali ed
evelntualmentie proponga va,rianti utiili, vigili alila
costru2:iione dei il,avori ed al loro graduale svolLgime,nto, ordiin,i tutt~ quei niil-iievi e misure che garantiscctno contro sorprese, organizzi e disciipl.ini
meglio la navigaz.io·ne interna, curandone runche
la stab.isti ca, ,ap·profondi.sc1a lo studio dei migliori
tipi d,i natanti e rimorchiatoir.i adait.t,i a.hle no,stre
lilruee n:ivig·abii1i, s,i occupi dei probLemi d,eJ.J.a trazione lun go ,i canaiLi e n.ei humi., prepari le riforme più utili alla legi,silazione vigen-i:e, che iin.somma provveda :in t e mpo a che le dive.r,s.e op•ere da
ese,guir.si nella VaLle Padana si abbiano ad at1
tua-re .iJ. più pr e sfo possibile, ma in modo che ne
risul1t-i un i.nsu.eme ben proporzionato di linee e
p,o.rti r.ispande111Jt.i aJ!Le es.i.gienze ,attu:aJi e future
d,el t.riaffwo. Noi iint.e,ndi•amo naturalmente che
qwe.s 1to org'an,ismo sorg'a viitialle ,e non con caratteri .burocratici, che sua composto in grande ma.ggiioranza da viaileinti inge,g:n.e:ri s,p ecializzatisi nella matieria - e non ne mrurucano particolairment e
in qwel Genio Civ,iJ,e iitali aino, ch,e è tanto b enemerito dei lavoiri pu.bhl.io.i .i,n tutto il paese - che
p OISSa d Kre deilLe direttive che t.e.ngano conto sopriaitut.to de.i grandi iinteiies si nazionali prima ch e
degli interes.si regionali, e che non accentri tutto
i.n s•è, ma anzi si s,erva dell'ope,ra degli eileme111t i
JocaJi, r,timolando, qua1I1do ,s iia op·portuno, le iniziat.iVle delle P.rovmicie, de.i Comuni e deUe C;).me:rie di Com,meTcio più specialment e interessati all'esecuzione dei lavori.
E qui, per i.l Po, vogJ.iaimo ric hiama.re l'attenzione d el Governo sulil 'op,portuni•t à d,i provvedere
con maggi,ore en e rgia a.I mi glioramento dei! regime delle sue acque media.n,te l'intensii.h ciaz10ne delle o.pere di sistemaziione dei bacini montani e soprattutto mediante quel nmboschimento di cui tan·to abbiamo parlato e
così poco fatto sim.o ad ora: si chiamino a co,ncors.o le P.riovinc iie ed ,i ComU1ni di pi,anura, ch e
sono quelli che più godono dei vantaggi deU 'utilizzazione delle ,acque, ,e si tro,yer anno i mezzi p e r
oostirtuwe quied ,d emanio forieistal1e, di cui l'lt.ailia
è poveir:i e potr1ebhe e1ssere r,iicca. La n·avigazioin e
ne!l Po s<$rà ~ ,a,vve,niire la m.iiglio.re alleata d,ella
prq paganda pe,r iJ. rimboischa.m. e nto delle valila.t e,
da cuii s...:endono i div,ersi affluenti, per•chè se .dei
b01stohi è da tat1utno oo:ntestata l',ef6.c:aciia nei riguardi ct el1a diiminuz.ioine deille po.elnle, da nessuno
possono invece e sser messi in dubbio gli effetti
be.nehci stia di trattenere sui monti quei detriti,
ohe altrimenti scendono a vall e impediscono
ila navigazione od accres cono il lavoro delle draghe, sia di promuovere l'incirerriento delle acque
sorgive a vantaggio dei maggiori fondali nei humi,
duna.nte le ma,gl:rie. Af r ; mbo schiimeinto occorrierà
,piravve:d è11 e s·ubito d0ipio la g·ue·rra, ,c he è sta1ta deva·s atr· ce d,eUa sc a~sissim.a veig,etazione arb01rea
de/1:1 'I t ,11ia.
La ci r.+:à d,i Milano, co1f e ss,ersi re,sa conces!.510ruaria della costruzu.o.n,e del canaile na'V igabile da
Milano al Po, ha agig.iunt.o nuovo pr,e stigio aHa
s·ua f;a.ma di airidi:ta e d avveduta
iniz.iaitric,e di
g'lralllidi opere uti11i a sè ed -ag'l.i aJtri: è ancora q,uel
ComU!tle, che •ea:,a aJLa testa deiLl'uinione degJii ail.tri
Comuni lombardi ailla batita,glia di Legnano, che
dà il fort.e ,eise,mpio di saper.si assumerie la re1
1
63
LE I. I.
I . - - - ~ - - - - - - = = - = - = - = = = - = ======== = - - - - - - - - -
s•ponsabi1htà di grandiosi !,avori ad inc.: riemento
della floridezza di tanta parte d'Italia, e giov,a con:fidare che J'esempio s,a>rà se.g·uito con queJlo shncfo ed cntusiaismo ch,e i grandti ide-ali sa1nno inf ondeiie ag1i uom.iin-i ed a11e collettività.
L'Italia, ,n ella div,eirsità delle sue cond.izioni da
r:egi0j11,~ a r:eglion-e, ha p,roblemi dii vama natuo.-a
da ri.solvere: le st.J."la.d,e , Le bonihch-e, le ferrovie,
il credito e,cc. costiitui.sieono lati più o meno ,asisillant.i d~lla nicerca di un rna.ggiore bene15.sere, a
s,ecanda deille divie.rse !l",e,g.ioni: se cia,souna dirigerà i suoi sfoo-zi dov,e qiueis-t,i sono più ut.iili, e
per quc-,sti dom,ain,d erà il maggiore aiuto dai Governo, la Pa-tr.ii::i in breve , dopo la guerra, sarà
più forte e più P'rospera: l'al-ta ltaliia ha di.mostrato di voler risolrvere con energia il p,robiema
della navigazione i,nter,na, e noi pens,i amo che da
n ess-una ;:.~tra fo,n•te di ,p ro-grosso potrà ave,re maggiori Vrlntaggi.
Le due obbiezioni che più comunemente si fanno alla navigazi.on e interna non, hanno ormai più
ragione di esse.re, p-erchè smentite dai fatti.
Si os,s.erv a da alcuni -che è me1glio dare ma,gigiore impnlso al movimento f errovia•ri-~ , e da altri
che La navigazione iruterna da-nn•egig.ia, colla conoorre,nz.a, le f.errO'Viie ,e qlllindii lo Stato che J1e eserciis,c.e. Ai primi basta ossiervar:e che tuttie• le
nazioni, ainche queil!le dotate di setrViZlio ferirorvianio esh•so ,ed iin-t1enso e ~::11 tutto rispoindient,e alla
più pro Jredita te1c:t1UJca moderna, hainnio valorizzato iil m.eg1lio possiiibile le loro vi,e navi,gabiili e più
a-!1.co:r;a si preparano a fare ne[ dopo gueil"!ra: ai
secondi, che la fun:z,io,ne, che n,e·i t:riasporti es1eroiitia la nav~g'az·i,a ne inter.na, è inte,gratri,ce d-i quella deH ~ f eTiroivie , le qua:li, per 1o sviluppo d-eìlle
industrÌ•e, ricavano Ulil protfi.tto d.aJ. m ·aggiore movimenb che ad eiSse prooura ogni nUl()VO m ,e:zzo
di tras:,orto. E poichè tutte le nia:z..io1n:i seguono la
v,~a d.el maggior p,o•s1s.ihiJe inc·remento per la loro
néllVIÌg'azione init.e,r ma, pe,1",c h·è non dovrebbe f ar,e
a'1trett·m to l'ltaJ..ia, dove le, sue condizioni, come
netlla V.ame Padan,a, sono panagonahiJ.i e1?1:tiro
limiti raig,i one.vdli a que·Lle d:i tanti pa,es,i con
linee fl nv iaJi fiorenti? Certo, per ragioni che qrui è
inutil e esp0irrei, noi n,an pos.s.iamo ,spera.ire che la
.n av,ig'azione .interna ci apporli dei vantaggi d.ello
s tes1so ordine di grande,z za di que.l:lii ch,e es,s,a
produce in ,a1lCU1I1i pa1e15i este:ri, m ia perchè non
dovremmo anche ,n o.i U::-Ju.fruitre d,i quegli irunegab~1i prohtti che e1s,sa ,cii può dare? Fonse eh.e i pae··
s:i eisteir·i utilizzano solo, per la navigazion•e, dei
:fiumi come
Volgia, ii! Danubio e il Reno e non
ne util~~zano -invieice ,anche altri in condizion-i meno buone, dopo tanti lavori, di quelle che no,i pos1
a
siamo ottenere nel Po, con spese molto minori?
Cer.to l'andiaime111:to d.ci nostri fiumi e delle no15fre,
liinee f e:rrovi-axie stiabil1isoe iin genere un minore
profitto relativo de~le comurocaz.ioni per via di
aiaqU1a per ra.pporto a quelle f,errovia.r,i e, dii quanto
avviene in alcune regioni fortunate dellf este!l'o,
ma questo deve es,s·e re appunto il p,iù forte motivo che ci deve spingere ailla migliore poss~btiJ. e
utilizzazione ,d ei no,s tri fiumi navigabili ed all a
costruzione di nuo v.i canali veramente rispondenti ai ca.noni fondam einfaJi deUa n·avi-g.azio,n.e p,iù
progre•dita, pe-r ichè saremo si.curi di pote.re ran,che
noi otte;nere costii un1i-ta·ru. oosì bais,s,i peir i tra.sporti per via d',aicqua, da far pagare cdL!a navigazione n-o:li inferiori che non col.La f,e rN)via, anch e
quando il peirc.orso ,s~a note,v olmente .supeirioir-e, e
ciò sp0~iaJ.me,nte pe,r i trasporti a gramide d,istanza, p oichè coLla navigazione -~ nterna il costo della
t ,onnellata-chiilomeitro dirm.inuisce rapida:mente col
c.re1S•ceir,e d,efll a lun ghez:z.a d·e•i percorsi.
lnso.nma tutto J.a.s,cia spe.raire che la rete dell e
glrand-i vie navigahi.Li nelJ.a V -11e P ,a daina s1arà
attuata se,condo i voti di quanti hanno a fondo
s,tudi•ato l'.important.e probl e ma: questa attuazione, per il maggior rendimento possibile, è bene
aivv.enga neJ minor tempo corusentirt:o datlla mole
dei lavori da e,s e guire , e qu.i.ndi confidiamo che
ogn-i città, con opera alacre, vorrà affretta!l"e a!l
compuneinto di quella pairt~ del prog.r amma che
le s1pe,tita ·n.el disegno ge n e,raile delle line,e e d e·i
porti da costrurre. CompJeti ognuno g1li situdi deitinitivi e si prep ar i all'esecu=:.io.ne: i prog,e.tti non
si impnvvisano, ed urge che .~iano pronti per daire la-voro ai sold,ati quando torneria,nno dal:1a fronte e r e cl.n:m ell'lamn o giustam ente di non. abband onare, i.in cer:ca di occ"Upa:ruoin,e, queJ.la terra che
hanno im.:,a,r,a,to ad ama,re ,cLncoira d-i più, dii.fendendola d alla av.idità e prepote!Ilza del nemico.
L'av\Tenire è di chi lav01ra, es1so è quindi del popolo italiano, eh.e, le glo.ric, i dolori e le dure neces,s i,tà della gue:rira ha-n•no cementat,o in una nazione s ... ld,a e forte, che oggi combatte contro le
a~tocrazic nem.iche per assicurnre al mondo la
tranquiìlità in avve.nire e per com,p le<tare l'unità
della Patria entro i suoi -naturaili contini: e 1sso,
fatta la pa,ce, saprà ris,ca-ttars,i anche econo,nucamente dall'estero, m e di.ante l'uso di quei portenti
mezzi ~he, come la naivigaziion1e interna, pongano
la ino,s,tira aHivi-tà nelle migliori" possibili cOtT1dizioni di ilot>ta nella concorrenza mondiale deHa produzion-e.
Codogno, Aprile 1917.
1
Ing. Paolo Bigl'\ami
D e p u t a to a l Par l ament o
iova.nni Nicotra.
ettore del Ministero di I. C . e L.
Il mercato dei céìpi~
tali e le condizioni
dell'industria 1n Italia
LE NOSTRE INDUSTRIE DIFETTANO DI stati degnamente illustrati in questa Rivista. Qu-i
basti ri,cordarne due soli.
CAPITALI.
È risaputo che l'Italia è un paese povero.
La terra 'Vantata ricchissima, e tanto più ostinatamente vantata ricca ·nelle regioni dove lo è
meno, piuttosto che madre è matrig,na agli italiani.
Lo ,s anno dei nostri quel.ii che sono costretti a
cencare pane •e lavor-0 fuori dei patrii conhni, e
hno di là dal mar-e. Sono, secondo il Commissariato d'em.igrazione, oltre cinque milioni e mezzo
di cittadini. O più esattamente, col Nitti, da sette ad otto millioni. Lo sanno i nostri proprietaTi
fondiari, che vedono scarse le loro rendit,e in alcune zone per infecondità di terreno, in altr•e
per invinciibiili siccità, in altre per pioggie troppo
abbondanti, quaisi ovunque per scarsa viabilità,
difficili e irregolari condizioni di irrigazione.
Le nostre industrie datano da poco.
Nel 1860 i:l ,M aestri valutava a due miliardi
circa il reddito lordo delle nosfr,e terre, e quasi
nullo que.Uo delle industrie. Da allora i progressi
sono stati grandi. E tanto più meritevoli, se si
considera,no le condizioni .d ifficili in cui sono horiti. O ggi il reddito deU'industria nazionale oscilla intorno ai tre miliardi.
Ma ancora molto è da fare in questo campo. La
ricchezza dell'Italia, ,n onostante tutte le illusioni, è cresciuta lentament,e . Quasi penosamente. Tutt i gli indici sono •in ciò concordi. In ge-neral·e le prime f,asi di sviluppo sono in tutti i
paesi meno rapide e più difficili. L'accumulazione
uccessuva è sempr,e più agevol,e.
Pure, i progressi dell'Italia industriale sono dei
più notevoli. Lo iSvtluppo di m8lte deille nostre
produzioni è addii.r.ittura meraviglioso. Di ciò
molti esempi è possib:il,e dare. E già alcuni sono
L'industria cotoniera nel 1862 non la~orava nelle 6lature itaEan•e più di 150 mila quintali, mentre ora ne raccogli,e pltr,e 2 milioni.
La produzione della seta, ma:lgrad-0 la lotta doganale della Frain.cia iniziata nel 1888 e neanche
or,a oessata, ultimo iresto di un'infeconda contesa frat•erna, ha fatt~ passi da gigante~
1860
la produzion,e diella seta greggia superava a,ppena
il milione di chi:logrammi. Or~ siamo intorno ai
6 milioni.
Uno degli indici riassuntivi più notevoli è dato dall'importazione d,el carbone ancora quasi indispensabile allle nostre industrie.
Dal 1860 a oggi l'importazione del carbone è
più che ventuplicata.
Tuttavia è da riconoscere che malgrado gli innegabiili, briilanti progressi, l'industria nazionale diif etta di capitali. Le nostre industrie sono
« understockeds ». Esse non ragg,i ungono spesso
que!lle dimensioni che sarebbero necessarie "er
otteneJ'le i:l massimo di rendimento.
Ne!l
IL PAESE DIFETTA DI INDUSTRIE PER
MANCANZA DI CAPITALI.
on solo le industrie esistenti soffrono nel loro sviluppo per insufficienza di capitali. Ma il d-if.etto di capitali ostacola il sorgere di industrie
nuove. Oppure provoca la invasione .di organismi
bancari stranieri, la cui perniciosa azione sull'economia nazionale si è di recente manifestata.
L'Italia è in questo momento in un 'ora decisiva della sua storia.
È prevedibil,e che il nostro paes,e alla ripresa
delle opere paci6.che dovrà calcolare esclusivamente sulle sue forze, e lungi dal ricercare cap1-
65
5
LE I . I. I. - = = = = = = =
== = = = = = = = == = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = --
tali alrest,ero dovrà prepararsi a riscattare molti tori di a•s sai scairsa potenza, come si rilev,a dal sesuoi titoli. La quai! cosa equivale in pratica a una guente prospetto:
u mero delle Imprese
nec e ssità sempre crescente di aumentare la proNum ero dei cavalli
dinamici adoperal i
duzrone e svilupp•a re i traffici.
28.474
hno a 5
IL CAPITALE INVESTITO NELL'INDUSTRIA
9.227
da 6 a 10
IN ITALIA - GRANDE, MEDIA E PICCO7.170
da 11 a 25
LA INDUSTRIA.
3.553
da 26 a 50
1.666
da 51 a 100
Riesce assa.,i diffìciJie valuta~ in maniera me1.899
da 101 a 1000
no che approssimativa l'ammontare dei capitali
246
oltre 1000
inV'estiti nell';ndustria ,i-n I tali a. Sfuggono quasi
È
così
provata
la
assoluta
prevalenza
presso
di
del tutto le varie « partecipazioni », e non basta
noi
de1'la
media
e
piccola
industria.
Qu,ella
di
cu
i
tener conto dei capitaii azionari versati e d d ll'amè
quasi
impossibile
valutaI'e
il
capitale
hsso
e
il
montare delle obbligazioni. Occorrer~bbe poter
sommaTe anche i debiti. E distinguerli secondo capitale circolante.
Segue che è erroneo parlare, come comunela loro natura. Cosa manif,estamente impossibile.
mente si fa, di industria ital-iana limitandosi alle
N è è lecito f.ermarsi alle industrie azionarie.
Ve ne sono cospicue anche sotto altra forma. A Società per azioni, le quali rappr-esentano solo la
gra,nde industria. Conosciut-o il limitato vafoTe
ciò si aggiunga ch1e la media e Ja piccola indudelle cifre, è tuttavia del più alto interesse, anche
stria, così diffusa in Italia, non conoscono il hcons,i derato che sono questi gli un~ci dati a nonanziamento a mezzo del mercato borsistico.
stra disposizione, con-oscere l'amm-ontare dei caDal .seguente prospetto in cui sono riassunti i
pitali investiti 1nella grande industria, e la loro
risultati del censiimento industriale 1911, per ora
distribuzione tra le varie classi d~ risparmiatori,
venuti allai luce, si desume l'importanza deiLla
c1oe la loro origine.
media e piccola industria m Italia.
Il ge-ttit-o della tassa di n e g'ozi,azione, l''aimmonI capitali che essa ha richiesto pel suo impian- tare e la ,composizione delle successioni ereditato e che quotidianamente richiede pel suo eser- rie possoruo dar lume alla questione.
cizio ci sono ignoti. Ma non devono essere traIn base a tali dati si può rit enere che 'ailla hne
scurabili. Parte è tratta dal risparmio nazionaLe del 1911 esistessero, oltre quelli di Stato, per olattraverso i piccoJi •istituti di ,credito locali: ban- tI'e 9 miliardi e 580 milioni di valori mobiliari C-Oche popolari ~ ca,sse ordinarie di risparmio; par- sì di,s t-inti a seconda de,g li emittenti:
te rappresenta risparmio diretto dei produttori.
Di Società Commerc.
Milioni 7.080
Num ero delle persone
: ;umero delle Imprese
))
1.700
Ferroviari
occupate nelle Imprese
))
500
Di Società Cooperative
hno a 10
219.924
))
300
Comunali e Provinciali
da 11 a 25
11.682
Ora tenuto conto che solo una parte dei titoli
da 26 a 50
5.780
ferroviari ra·ppr,esenta industria privata; consideda 51 a 100
3.333
rato che le Società coope.rative svolgono la foro
da 101 a 1000
3.102
attività particolarme,nt,e mediante ist-ituti d-i credioltre 1000
105
to o di consumo, e più raramente mediante proSu circa 244 mila imprese censite, più di 237 duzione industriale dir,etta, si può calcolare che
mila, cioè oltre il 97 % , occupavano un numero di
il capitale investito in Italia neila grande indupersone, c0tmprese queUe del direttore o padro- stria anivi appena o superi di poco gli otto mine, non superiore a 50. Cioè rappresentavano me- Jiardi.
dia e piccola industria.
È una cifra esigua. Ma è anche, fortunataA non dissimile risultato conduce l'esame che mente, una cifra che può ess•ere aumentata. L'esi può istituire ,a guisa di controllo, da,l nostro same delle cause dell'esigui,tà degli investime,n punto di vista, dell'uso di forze meccaniche nella ti ,può anche indicare la via de.i rimedi.
produzione industriale.
Già è da notare subito che delle 244 mila im- GLI INVESTIMENTI DEL RISPARMIO NAZIONALE E LE NOSTRE INDUSTRIE.
prese censite, solo 52 mila e 235, cioè
L'Italia è paes,e fortemente risparmiatore. La
poco più del 21
, adoperavano motori meccanici. Di queste il più gran numero avevano mo- parsimonia e la Jaiboriosità delle nostre popola-
66
= - = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = I CAPITALI E L'INDUSTRIA IN ITALIA
zioni sono proverbiali. Inoiltre il' incremento d,ella
nostra ric.chezza: e d,ella nostra produzion•e è supe riore· a.l miglioramento del nostr,o livello di vita.
Dal 1890 al 1900 l'incremento de.Ua ,n ostra ricchezza nazionale è stato di 800 milion,i l'anno. DaJ
1890 a oggi tale incremento ha superato un miliardo l'anno.
Non sono cresciuti con ,eguale rapidità i consumi. Di qui la più larga a•ccumulazi,one di ri spar1
nuo.
Al 30 Giugno 1'91G il risparmio nazionale toccava quas•i gli otto· miliardi ,ed era così distribuito a seconda degli Istituti raccoglitori:
Casse Ordinarie di Risparmio
Casse Postali di Risparmio
Istituti Cooper,ativi di Credito
ls,tituti Ord~nari di Credito
Istituti .d i Emissione
Monti di Pietà
Cass e Rurali
Milioni 2.905
))
1.988
))
1.240
))
908
))
))
))
505
245
112
A questi otto miliardi vanno aggiunte ,I.e somme giacenti presso Enti d'altro gen,ere, principalmente quelle raccolte presso Istituti vari di previd enza come la Cassa Depositi ,e Prestiti, l'Istituto Nazionale delle Ass•icurazioni, la Cassa N azionale di a·s,sicura-:.ione contro gli infortuni degli
operai .sul lavoro, la Cassa Nazionale di Previdenza perr la invalidità e vecchiaia degli opera•i .
e simiili.
I d e positi ~n numerario esistenti pre,sso la Cassa Depositi e Pr estiti alla hne d,el 1914 tocc,avano i 233 milioni. Essa amministra,va a quell'epoca
oltre 4 m.ili,ardi e 140 milioni di attività, di cui
meno de1la metà proveni,ente dalle somme depo•
sitate presso le Casse Postali di Risparmio. Durante lo stesso ,anno la Cassa Nazionale di mat ernità aveva riscossi contributi per oltre 763 milioni; l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni av,eva
risco,gsÌ premi per oltre 42 milioni e mezzo.
S enza tema di eTrare per eccesso, si può va.lutare ad oltre 10 miliardi il risparmio oggi raccolto
in Itali,a presso i vari Istituti.
Com 'è che solo una parte assai esigua di ta.le
risparmio si volge ad attivare imprese -industriali?
Dipende in parte daUa scarsa educazione oapitaEstica dei nostri risparmia.tori; in parte da.Il' azione non sempre -illuminata dei nostri Istituti d,i
Credito; in parte inhne dall'.az.i.one stessa dello
Stato.
La deficiente educazione capitalistica del risparmiatore italiano è chiara da diversi indici.
La democratizz.az.i•o ne del capitale mo·hiliare è tutta da fare presso di noi. Anche per le classi medie, l'~eale dell'in.vestime,nto è ancora rappresentato daJ. libr etto postale che si risolve in 'b:nanziame.nto di opere o di enti pubblici.
Dei 14 miliardi de,l nostro debito pubblico anter~ore alla •guerra, uno era aill'este,r o, otto in Lstituti di vario genere, princi·palmente di credito, e
solo cinque in mano di privati risparmiatori.
Non è dissimile la situa:z:,,ione per ~ titoli non
emessi dallo Stato. Dei 9 miliardi e 580 milioni
di cui abbiamo già parlato, si trovano m mano di
priv,ati solo 4 miliardi e 730 milioni, poco più, poco meno.
A loro volta gli Istituti di credito, -tranne le
grandi banche, preferiscono il titolo di Stato a
queHo industriale. Le Casse ordinarie di risparmio su tre miliard•i e 286 milioni di attivo, alla hne del 1913 possedevano 1 miliardo e 309 mi1ioni
di titoli. Di questi, 1 miliardo ·e 131 milioni cioè
la quasi totalità ,erano •titoli di Stato o garentiti
da:llo Stato e s,olo .una settantina di Società commerciali.
La Ca·s sa Depositi e Prestiti su 4 miliardi e
140 mi1lioni di attività possedeva 1 mil,iardo e 443
milioni di titoli di Stato, e aveva impiegato oltre
360 milioni •in ·conto corrente col Tesoro ,e in ,anticipazioni ad amministrazioni dello Stato. Ciò
che fa più di 1 miliardo e 803 milioni m impie,ghi
pubblici contro n,essun titolo di Società industriale o commerciale •
.Siamo seinz 'ailtro autorizzati a co.ndude,re che
l'organizzaz·ione del nostro mercato monet,ario è
tale da condurre :inevitabilme•n te verso impieghi
statali la grande maggioranza del risparmio nazionaile.
Con quanto danno dell'economi,a nazionale è
evide.nte. L'Einaudi ha chiaramente dimostrato
gl,i sva•n taggi dell',assorbimento e dell'impiego del
risparmio da parte d<:,llo Stato. Il capitale viene
stornato, speci,e quello del risparmio obbligatorio accentrato negli Istituti di previdenza amministrati daJlo Stato, da impie,ghi più produttivi ad
altri meno fecondi. Quindi si distrugge ricchezza
o s,e ne produce meno di quanto sarebbe po.ss·ibile. La possibilità da parte dello Stato di procu·•
rarsi per v~a d'impero somme a tasso inferiore a
queHo c:::>rrente sul mercato conduce da un lato
al cattivo impi•eg'o del nuovo risparmio e dall'altro a•l rincaro ,del capitale occorr-ent,e agli •i mprenditori. Cioè, in tutti i casi, ad una perdita di ricchezza.
Certo è degno di seria attenzione il fatto ch e
del miliardo del nostro risparmio ainnuo vada·no
67
LE I. I. I.= =========- == === = = == ======= ==== = = === === ==
inevitaibilmente in ma,no dello Stato più di 300
milioni e solo un paio cli centinaia si dirigano
v,erso Ìimpi,eghi industriali.
La cifra degli investimenti annui netti, c1oe
tolti :i élisinvestimeinti, in Società per Azioni s1
aggira negli u 1ltimi anni intorno ad una media di
120 milioni. Ecco i dati:
1912
1913
Anno 1914
Anno 1915
I Sem. 1916
Anno
Anno
Investimenti
Milioni 165
134
111
))
))
))
))
))
))
70
))
))
26
Aggiungendo a questi gli investimenti industria1i fatti di nettamente dagli imprenditori medi e piccoJ,i ,e quelli derivati da p.r,estiti, si arriva
al più ai 200 milioni di investimenti industriali
all'anno.
CONCLUSIONE. GUERRA.
I RIMEDI/ PEL DOPO-
Ln tali condizioni lo svolgersi dell'industria non
può •essere che penoso in Italia. Esso richiede doti di sacrihzio e di persev,eranza che sono -ignoti
altrove. I .rimedi più energie.i si impongono, tanto più se si consideri il compito e.norme che la
nostra industria deve porsi per il dopo-guerra.
Occorre aumentar,e la produzione.
La ste·ssa questione soci•a1e è tutta qu1. Ch i
vuole risolvere questa, modiiic.ando in una maniera o neU' a'1tra, nelle vie legali o con la violenza, la distribuzione della ,r icchezza, costruisce
ruel vuoto. Per rimuovere le consegue,nze non e 'è
che agire sulle cause. Solo da un'Italia più ricc,a,
da una indust1:i,a più prospera le nostre dassi lavoratrici possono sperare la loro salvezza.
G rande è lo slancio deUe .nostre cLassi produttrici. La rigoglios·a trasf.ormazione bdli,c.a delle
nosfre -i ndustrie è prova non ultima della loro vitalità. Bis,o gna aiutarle. È questione di capitale e
di uomini. O ccone formare la educazio,n e capitalistica e professionale degli :i taliani. Avviare i
capitali ,non più verso il quietismo degli impiegh i
di Sta,t,o, ma V1erso I.e battaglie e ,i trionh dehla
produzione si de'V'e. Non più si dev,e abba,n donare
nelle vie deJ mondo una popolazione a,n alf abeta
e pronta a tutti i mesti.eri perchè non ne conosce
nie1ssuno, ma fo I"mare le capaci maestranz,e già
vanto del -nostro paese.
Q uando ciò sarà avvenuto, e basta volerlo forte."Tle-nte, l'Italia, dopo aver debellati .i nemici esterni, avrà r.iport.ato il miglior trionfo su sè stessa, -avrà aperto alle .nuove più libere generazion.i
le vie radiose di un sempr,e mi.gliore arvvenire.
Giovanni Nicotra.
Ispettore del Ministero di I. C. e L.
Alberto Pa.voni
Presidente della Federazione
dei Collegi dei Ra g ionieri.
Lo riformo dello pubblico amministrazione
buona fede ,e solo per l,e stnatihcazioni successive della sua con•suetudine, .investe buOtlla parte
della S'Ua attività .a trovare i modi più perfetti per
liberam.entie amministrare, impedendo alla Corte
ogni pretesto d',i nterveinto e di rilievo. I R ,a.gionieri d.al canto loro, isolati e .a bbandonat.i a sè
ste,ssi, ,si uni,scono, tenta-n do combatter.e un,a giran..
de battaglia per ottien·e:r,e ,s-010 una parte di quelle
funZlioni nello Stato, che nelle azie,nd-e p.riv.ate e
nel commercio non sono nemmeno di.scusse.
J.nl atti ,nelle città commerciaili più evolute e
più ricche, le aziende che per 1a loro indole non
sono iin mano di .i,n.gegn·eri o di alt.re· cate-gorie tecniche, sono ,affidate ai tecn·ici dell'iamministrazione che sono i ragionieri.
1n Banca, .il tirocinio di am111issi.one è speci.alm•ent~ ,apert-o a •i R ;a.gioni.eri, e nell'.i,ndirizzo deilla
rag.ioneria vi è .a,ppU!llto all'estero, ,e cominc~a ad
essere iin Italia, l,a preparazione banoaria.
Già -n el 1913, ,n ,el primo Congresso tenuto in
Roma dal P ,artito Democratico Costituzionale italiiamo, io rif,erii sull'ordinamento amministrativo
e burocratico (Roma, T:ipogra'b.a Editrice Naz.iona.Le - Via Gregoriana, 1913) - e in que1la occasione -espreS1si il mio p,ariere .s ul complesso problema, - nelle linee sintetiche :impost,e, dalla sua
vastità e dalla sede nella qua.ile io ero chi1amato
rileril"le.
Ecco le conclusioni che, concrie.tate in ordine
del giorno, proposi e furono ap•provate in quel
Congresso :
« Il Con.gresso,
« ritenuto che gli attu•ali or.dinament.i .amministrativi di~1ilo Sta-to per .molti riguardi non rispondono -alle eff,ettiv,e · e.sigen:z~ dei servizi e d:eUa
pubblioa economia;
« fa voti:
« 1) ;affin-chè si pr~-v:veda ad ~a r.iforma organica, per la quale si imprima ai medes.i mi un caratt,ere rispo~ente .alle tradizioni, .a1l'in.dole, ,ail(1) Istituto Ed;'tor/ale Italiano, Milano: 1917. le esigen:z,e del ,n,ostro p,a.ese, sem.pli.fica~do J' az.io-
Oramai è di moda parlare di riforme di pubblici serviz.i ~ ma non tutti coloro ch,e ne parlano
c-0noscono in che .consista il problema.
La verità è che la riforma dei pubbli.ci sierv.izi
è 1J1Jelle sue componenti stnaordi,nariamente complessa e invest e molti ,as·petti f onmaiLi e ,sostanziali, obiettiv,i e subiettivi della vita pubblica, e
mentre di questi aspetti non uno può tralaisci.iarsi
senza che la compagine abbia a ris-entirne, non è
d'1altra parte possib.ile, in una trattazione comu•n e, tutti i,nvestirli •i n .modo serio e soddisfacente.
· O.nd'è che necessariament,e l,a trattazione d1eve
essere spècializzata, ma non omettendo il presupposto d,eUa ,esistenza de.ile altnè parti da trattare,
d,al cui comp.1esso il problema rim.a-ne risoluto.
Io ho dato 1alle stampe un tlibro sulla gestione
e sul risoontro del bilancio (1). Riscontro che con
pa!rola impropria e da evitar.si 'll'la ora111ai accetta-t,a dall'uso suol denominarsi « controllo ».
Trattaisi di un argomento che reputo di più vitale interesse ed intorno al quale fervono le discussioini da parte di per.sone e di das•si interessate in uno o .in altro senso. Sono quindi discussioni ,a,nnebbi,ate d-alla passione e che ordinariamente condudono .ad u,n inaisprimento dei tie:r,mini deJla questione. I f unz.ionari amministrativi,
che da quara-nt •.runni si s,f orzano ad annichiilire il
riscontro, -tentano di formare ragionamenti i quali 1abbiatno J',apparenza di salva.ire il riscontro, mentre in verità lo a,nnulLano . E ne è prova ch,e, pur
a.lleatndosi con Ja Corte dei Conti, n,o n verreib bero alla conseguenza -di concedere a questo Istituto La .revisione ,d ella sostanza amministrativa, sienza La qual·e la forma può es1sere abilmente impeccabile e inasocxndere una ,s ostanza errata o -altrimenti condann evo1e. La Corte dei Conti a sua
volta, preoc.cupata da una· sup,posizione di malan imo .dei ragiòruèiri, .crede ,sua d,i fesà ,aJlearsi con
la cilwsS'e degLi ·amministrativi, -che 'in per,f etta
1
1
1
a
LE I. I. I. = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
ne burooratica, allo scopo precipuo d'elimina·r •e
ogni ingranaggio ,e riscontro .ingombrante e praticamente inefficace, e di aff emmar,e e costituire
invece per i pubblici funzi,onari res1ponsahilità dirette e positive, .in guisa da ottenere ·c on un minor numero di funzionari più ,efficienti risultati;
« 2) ,affinchè si provved,a a ,m ,eglio deh•n ir,e I.e
siingole funzioni, -iin relazione alle rispettive :r,esponsabilità, e conseguentement,e a raff 01rzar,e i
poteri delLe divierse categorie del per.sonaJe, ,a.gli
effetti deUe rispettive comp·etenze;
« 3) affinchè per il conseguimento dello scopo
di cui sopra si ,addivenga a,d una razionale e pr<atiaa d·iviisio.n1e del lavoro, con armonich,e co:rr,ela:zi-oni fra le dive.rse funzicxni, n.elle quali abbiano
a,ssolufo predominio le qualità tecniche e prof essi,onaili.
« Per quianto :ni.gua1rda ~ Comun.i e le Amministrazioni pl'ov.iinciaE, fa voti:
« 1) affinchè, anche •affermando nieUe amministr.a:tiioni locali i ,c .r~e:ri ,d i cui sopra, si addivenga ,alla dass1ihicamon1e .dei Comuni, regoilando le
disposizion•i di legge ·i n .rela:z.ion•e alla importanza
dei medesimi e si assicuri una maggiore liibertà
all'azione d•e,Ì girandi comuni, per ,s tiimolarine lo
spirito d',i n,iziiativa, vi.ncohndola solta:nto ,a d un
efficace or.dm.amento tecnico ed amministrativo,
che, n•ella su1a più semplice espressione, ne garantisca .il retto fun:m01namento;
« 2) affinchè addiveine.ndosi ad una r,evisione
delle circoscrizioni ,t eu-r.itoriaLi delle provi•n cie del
Regno, si provv,eda ad un più ampio, ,eqw1ib:nato
e natura J.e ra,ggruppam,e,nto amministrativo di c•a rattere r,egional,e, non solo determin,ato da r,ag·i oni etnograhche e stor.iche, ma ,c he te1nga conto
altiresì degli .i mmediati 1nte:riessi, delle aspirazioni, de,i bisogni politici ,e d ,ec·onomi.ci delle singole
rie,g,ioni. E r:iformaindo, ,di conseg'ue,n za, l'attual e
ol'dinamento ai111.11Tl'inistra,tivo a taLe riguardo, s e
n1e fortihchi J'orgainiismo, dando ,al me.des·imo tutte quelle funzioni di carattere regio.naJe che rimangono tuttora r.iseu-v,ate alle anuninri,stra~io!Ili
centrali d,ello Stato o ad ,altr,i enti locali, paTassiti ed inerti, per quanto speciaLmente riHette le
ope,re pubb1ichei, dielegando nel tempo stesso alJa
sua competenza il cairico e la tutela degli iistituti
di soccorso ,e .d·ella istruzion,e profess,ionale ed in
genere degli initieress,i industriali, commer:c·iaJi ed
a,g'11icoli della rispettiva ,c ircoscrizione, con una
a:ziione, non soltanto te·o rioa, ma che abbia un
contenuto oapa,ce di dare utili •e pratici risult-ati.
« Inhne, considerando che non è poss.ibil,e di
conseguire un efficace e :rietto ordin1amento am~nistrativo S1enza un efficace e retto ordinamen1
70
to burocratico, avute presenti le progressive esig e nze deUa vita moderna e le difficoltà che s i
vanno da qualch,e temp,o mainif e.stando nel rieclutame,nto burocratico, per assicurare alle pubbliche amministra.zioni gli elementi ,i nitiellettualme.nte mig1iorii, fa voti che ,s,i provveda:
« 1) .ad un .r:edutamento, ,a base tecnica e professionale, mediante equi stipendi iniiz,iali, atti ad
attrane i migliori giovani alla carriera buroc.ratica;
« 2) ad un sistema di or,ganici che pe.rmetta una rapida ascesa a.g,li ingegni più ,eletti ed -alle opeirosità più fattive, pe1r spron,are nella bu.rocriazia statale, comunale e provin,cia1e l'amore aLlo
studio ,e lo spirito d,i in.iziativa;
« 3) all'iistituzione di ruoli apert•i, per assicura,re a tutto -il personal•e automatici miglior.amenti perio·d ici, ,in relazione aHe maggior.i esigenze
della f aimiiglia ,e della vita;
« 4) ad un permanente svecchi:amento, pe•rchè
non venga ostruita J'ascesa agli ultimi gradi da
improvvide immobilizzazi,orui e si ·eserciti su questi un 'azione continua d,i rinnovamento e di progresso;
« 5) ad un e,q uo mi glioramento detlle condizioni
di pension,e, speioirulmente rnei ra,ppo.rt,i delle famiglie per i « casi di mortie ».
Io vorrie.i che la riforma fosse ~nvero radicale.
quale si ad.dice al irinnovamento che si B•peo:a e
si atte,n de dalla gra·n d·e guerra, che non può e
non deve avere sola coniseguenza il paS'saggio di
alcUJtl,i chil,o metri quadrati di territorio da una
Nazione aid un'1altra, mentre d,eve av•ere altr,esì
una portata ,di ben,essere umano. Ed og\nuno sa
di quanto sul disagio della umanità influisca un
triste ordinamento deH'Amministrazione statale.
11 tristissimo ordinamento di quello italiano condamato a g:rain voce -da tutti è res,o più .afRigga nte da un fatto psicologico derivato dalla determinazione di oarrier,e qual,e è ,stabilita nel noztro .d iritto positivo.
La legge sullo st:ato giUTidiico degli impiegati,
sepa,rando le 3 categoiri•e (I ammirustraitivi; II di
rag,io,nier1i; III d'ordine) c riea già uno stato d',ainimo di disagliio ne,i funzi-onruri. T.ale distinzion·e di
carri,er,e .i.n alcuni Mim.isteu-i segue una profonda
s·e1parazione ,f ra la I e II categonia, par,agonahil•e
perhno a quella deJ cancelLie•re in confronto del
mag.istrato. Fr.a questi due funzionari dell'ordinaimento giudiziar,io .esiste una differenza sostanziale, non n ,el solo titolo di ammissiOll'le all'ufficio,
ma nella .d iversità delle fun~ioni •e della loro importanza. Questa ing,iusta valutazione delle Ragionerie si ha come tipo claiss,ico nelle Prefettu1
1
LA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
re, mentre è risa1puto che tutto J lavoro v.i è piredisposto e comp.iuto dai Ragioni:eri e che invece
se lo aippropriaino e se ne a·d ornano i ConsighelI"i
ed i Segretari per la sola prestaziOltle della loro
hrma.
Vice,v eir,s a, in altre amm.imstrazioni, la svalutiazion·e ,si attenua com·e -n el Ministero della Guerra, della M ·airina, degli Esteri; e fin quasi a scomparire, come nel Ministero delle Fiinanze, perchè,
in questo, ti funu,onari tratti quasi tutti dagli ufh 1ci esecutivi, viailgo.n o pe.r quel che f,ormalm.ente
valgono, e ,n on per le etichette conf,eirite foro da
un titolo scolastico che ha un val,o re molto r,elativo per la migliore utilizzazion,e delle e-n ergie ·amrnin.1ist•rative a .s ,erv,i zio delJo Stafo.
Valore, che, oltr.e un certo limite di idoneità, è
in ragione inveris-a delLa elevatezza del titolo stesso, per l'ingombro che suole derivare da ogn1i superfluità.
Poste in c.ontrasto queste due c,ategorie di funz,ionar:i., ne de,riva grave danno agli i nter,e ssi della pubblica amministrac%-ione.
Gli impiegaiti ,amministrativi pretenderebbeiro
di ridurre le 1attri1buzion•i d,e~ Ragionieri all.e funzioni del computista, modesto scritturale, incairicato di tenere i regi,str.i e f arie delle operazionii
aritmetiiche. I Ragtioni.eri pretenderebbero esager.aire le loro funzioni hn•o al punto di impa.ncaTsi
ad una speioi.e di autorità tutoria dell'amminist:r1az1on·e.
Così imperniati 1i dif e.tti , sorge evide!!llte che si
impone una conciliazion•e delle due carri-ere che
risponda 1agli inter,e,s,si di ognii cla1Sse e sopratutto
agli intieressi obiettivi dell'Amministrazione, secondo la realtà delle cos,e.
Così i ,primi come i secondi dovrebbero esS'ere
messi nello stesso binario di consid,erazione.
La funzione di ra,gioneria non è anti,t,etica ma
int egratrice e cooperatrice d·ell'Amminisfrazio1n1e.
Vi s.ono ineJ:lo Stato funzioni consultive di car,att e r·e pr eminenteme,n te l1egale o tecnico; ma v.i
sono esse1n:z:iialmente f unz.ioni di gestione vera e
propria.
Le une non ,escludono nè contrastano le ,altr-e.
S'integrano ,a vicenda.
Stando ,o gnuno n,eLle proprie attribuzioni senza invadere quelle ,dell'altro ,e senz•a ti.rare in ballo il momento psicologico del voletre prevalere gli
uni sugli altri, si con.seguire·b be l'equilibrio atfo
a togliere quello stato d'ainimo peir il quale si
crean-0, per il .desiderio che ha uni-ufficio di prevalere su.11'altro, funzioni e funzionari inutili, con
dispe,ndio di forze, di denélJro, e di te~po, con grave danno deiLl'umainità i,n dustr:iale, alla quale s 'm-
Rigge una ve•ra soff,e,r enz.a ,attrav eirso al caos della pubblica amm.inistraz.ione,.
Molto g,iover.ehbe all'uoipo l'istituire i moli apeirti atti a togliere odiose d·isp·arutà ,c he oI'la e siiston,o anche peir le ste.s.sie funz.ioni fra i s•i ingoli impiega-ti amm.inistrativi.
Tolta d ai funz:ionani la preoccupazione formaJe
,d ella loro po.sizione ,economi.ca, ,essi vedrebheiro
la funzione 1110n più .a1traverso aUa I.ente del propiìio tornaoonto indiv-i duale o di casta o d,i classe,
ma nella serena obiettività dehla le,gge d,el minimo mezzo, onde otte,n,e.re iil mass,i mo rendi.rnento
col minirrno sforzo.
Lo S tiato potrebbe rett:i,buire adeguatamente i
suoi funziona,ri, i quali non penserebbero n eppure ,a procurarsi altre occup.az.ioni, altri lavori per
int•egrare quel mis ero !Stipendio, oggii irrisorio, e
p,e•r arrivare a procurarsi quel :reddito m •ensile necessario a sopperi.ve ,al minimo indispensabil,e ,a lta vita.
E allora potr,ebbe ' farsi miglior,e s ,el1e2:iione, istituerudo pe.rfÌno una scuola di applicazi01t1,e cui
élJccedere COlll il .diploma di Ra,gionieve, •e che foss·e il semenzaio dei funzio.nari deUa pubblica ,amministrazione; ,e dovre.bbe richiedersi peT l'ammission,e agli ·impieghi oltre alla laurea conseiguita nella detta sicuola d'applicazione, il certihcato
d'iscruzione all'Albo deJ. Collegio dei Ra·gionieri,
la quale ·iscrizione conf erisc1e la prova deJ tirocinio prat.ico, .della conoscenza degli affar.i, dappoichè il funzionairio dello Strato in.on d,eve ;rappre.seintare una energia inte.rmittente dettatrice di verità astratte, ma un 'energia costantemente in azione pe,r consegui,r e fini pratici.
Ed è ben strano che merutre, come avvertimmo, nelle regioni più evolute per le ,in.dustri,e, s,i
affida l'ammin,i.strazione d ,elle più importQJruti aziende ai ragiorn1iieri e a nessuno v,err,ebbe in
mente di preporv,i dei dottolI"i in legge - le Stato
collltinui nel vieto sistema di farsi amministrare
da elett-e ,e colte intelligenze refrattarie alle discipl~ne che sono fondamentali per la buona aimm.inistrazione.
Dallo stato psicologico che abbiiamo rilevato fra
funzionari amministrativi e di ragioneria dello
stesso dicastero, .e dal bi,s ogno di esage.r,élJr,e 1e
funzion·i, per la preoccupazion,e di elevare il funzionario, d-erivano conseguenze deleterie n1ei r,apporti fr:a org'élJnismi e orga,nismi.
Accennerò al dissiidio fra Ja Ragion eria generale e la Corte dei Conti.
La prima, per la importanza del suo compito,
deve entrare n,e,l m e.rito dello svolgimento intimo
1
1
1
1
71
LE I. I. l.
dèlle ,var.ie ·amimini.strazionii, il che può e deve
Prima che un atto -s.i compia, esso è oggi sottof-ane attraverso alla • on,cession1e dei fondi.
posto a eccesso di c-ontrollo.
La Co.rt-e dei ·Conti, v.i.sto mancare il ,s uo alto li.Controlla la Ragioneria centrale. controlla il
ne, che è Ol'ma.i assorbito dalle Ragion-erie cen- Consiglio di Stato, controllano i Consigli superiotrali e dalla Ragioneria ,generale, le qua1i, ass1ai ri tecnici, controlla la Ra gioneria geine-r ale, conme~io, possono perse~uirlo, oer~a lav-o ro neJ cam- trolla ila -Corte dei Conti.
po· contabiile, · creando imbarazzi che talvolta soE; dopò compiuto. l'atto è nuovamente controlno perfino comici, ,anqando alla riceirca del r.ilie- 1arto dalle Ragion•erie c®itrali, dalla Ragione.ria
vo, per decorante le ~tatistiche annuali del lawo- generale, dalla Corte dei Con,t i, dalla Giunta gero da essa compiuto.
nerale del BiJ.ancio !
-Riliev; eh-e cadono quasi tutti per la re1plica del
E le responsabilità ,si at.tenua,no, sfuma•no, e iJ
Ministero int-eressato.
danno che ri1ceve lo Stato è molto maggio.re di
Io vorre,i una rif or.ma radicale che deilla Corte quello che dagJi inconvenienti per la mancanza
d .e.i Conti e del Consiglio di S tato (parlo delle 3 di og,n i co,nitroLl,o potessero deirivairgli.
sezioni consultive e non della IV e V) e d-ei Corpi
E al danno che si vede va aggiunto il danno esuperiori tecnici facesse una sola altissima ma- conomico latent,e, per la perdita di tempo deUe
gistratura per il risoontro amministrativo Je.ga1e e ener.gie fattive diella nazione, le cui forze produt- ·
tecnico de~i atti compiuti dalle v.ar~,e branche del- trici sono ,arr-estate, i·ncetppate e perb.no dispers,e.
Questo maledetto spirifo di diffidenza, che ha
la. aimmi.nistra::z.ione statale. Questa dovrebbe aver-e gli .amministraitori scelti con i criteri e r:e- bandito il principio d ,el oontroJlo preventivo di
quisiti .s opraindicati, oltre a uffici, modesti di nu- un supposfo potere .i ndipendente Corte dei
mero, con valorosi legaE ,e tecnic-i : uffici cui de- Conti - poteva comprendersi al momento in cui
mandare le attuali atttubuzioni del Consig1l,io di il popolo rpassava dal Governo ass-oluto al Gove.rS t ato ,e dei Corpi tecnici superiori, di guisa che no costit·u::z.,Ì,ona·le rappresentativo e p·ot-eva ritel'atto aimministr-ativo s·i inizi, si .istruisca, si com- nersi efficaice per un piccolo Stato.
pia n,ello stesso .dicast,ero, sotto l'impulso e la reEs.so oggi è i•ngiustihca,to e praticamente in,effisponsabilità ,d:i un sola orga1110 perfezionato, col ca:ce.
Un 'a}ta magistratura amministrativa tecnica e
concomitante riscontro di un ufficio di ragion•eiria.
Dov,rebbe abolirsi og'-ftli riscont-ro preventivo (le legale dovrebbe esercitafle il irisoontro dopo che
due paro.le sono iiin .c ontraddizione, e purtroppo su 7' atto è compiuto - riscontro detto corusunitivo o
questa contraddizione è basato oggi il funziona- successivo o consecutivo, con che non Sii f.ermere b.be l'aindamento dell':am,m.i.n istrazioine•, ed il
mento statale).
L'ausilio d.elle Rag·ionerie centra,li, deg1i uffici contribuente .non dovrebbe asp·ettiar.e metSi e metecnici e legali da me ideato, sarebbe concomi- si per veder ,esaurita una pratica che lio interessi.
Questa, a g.randi linee, la riiforma che io vaghegtante alla formazion,e d~ll'atto.
Sarebbe come la fun;ione -inibit.oriia 111ell'orga- gerei. Riforma radi:crul-e, V'era. po,ss,ibile, utiile.
Non mi facci.o però illusi1on~.
nismo umano, che non è antitetica ma integratriSi a·vrà il coraggio di porV'i mano 1
ce deJI'atto stesso.
Intanto, ricordando che « il meglio è nemico del
O gg.i l'esagerazione dql riscontro - di questa
sipecie di funzione inibitQria - porta ,n ello Stato bene ». ho c,ercato limitare per ora il mio studio
a quel poco .che può esse•re f aciimente .e subito
una para1i,si dei suoi movimenti.
Anche n-ell'organ·i smo umano - per seguire l' e- accolto e ho formulato -in un libro alcune modeste
sempio dellia funzione ini~.itoria, eh.e mi cor,s.e al- proposte di riforma limitataimente alla g.estione
la men.te abbiamo dei fenomeni di eccesso, e al riscontro del biJarncio.
P.e.n,s o ch•e ,esse passono rapprese ntiare pe!l" lo
nella forma di s·chizofreni11 ,a $indone cataton,i ca.
Similmente: lo Stato ci presenta la hssità dei Stato u n « bene ».
Al quale ben,e non mi piia•ce porre indugio -n el
movimenti e la coazion-e p$ichica per la esage,riadesiderio dei! « meglio ».
zion,e del controllo.
Alberto Pavoni
Presidente della Federazione
dei Collegi dei Ragionieri.
La. prepa.ra.z1one degli
industria.li della. Tosca.no
per il dopo-guerra.
Il marchese Giorgio Niccolini, presidente della Camera dell'Industria e del Commercio di Firenze, ci invia copia della limp-i da e ordinata relazione presentata al Gooerno sui desiderata degli industriali di
Toscana per il dopo-guerra.
La valutazione dei problemi presenti e futuri è stata fatta con un
criterio così organico, da indurci a rip,r odurre a larghi tratti la esposizione, additandola quale esempio di metodo e di raziocinio alle varie
Camere di Commercio italiane, in ispecie a quella di Milano, dove, forse per le molteplici occupazioni del suo illustre presidente e per varie
altre cause che sarebbe frivolo rilevare in questo momento, sta prendendo il sop,r avvento un indirizzo eccessivame'nte e f arraginosamente burocratico, in piena antitesi con la natura e le funzioni stesse dell'Ente.
Moltissimi problemi toccati e prospettati dagli industriali di Toscana sono identici a quelli che si pro-/i.lano alle menti ponderate dei
produttori di tutta Italia, che per più ragioni, dunque, leggeranno attentamente le considerazioni che seguono.
N. d. D.
PREMESSA ORGANICA sono di nostra gente, sorga più viva e più poderosa J' industria nazionale e si intensifichi la no-
Il Sottosegretario del Ministero dell'Industria,
Commercio e Lavoro invitò le Camere di Commercio del Regno a voler ricercare quali nuove
industrie possano sorgere nei rispettivi Distretti,
e quali meglio svilupparsi.
Per raggiungere tale scopo, la Camera di Firenze diramò, fin ,d al 25 ottohre decorso, una
circolare, colla quale si chiedevano agli industriali ,della Provincia le risposte a diver;si quesiti riguardanti l'argomento di cui si tratta. Analo ga circolare, accompagnata da un questionario, fu del pari diramata, il 4 novembre, a tutti
i Sindaci della Provincia. Le risposte pervenute
costituiscono ,g ià un prezioso materiale di notiz ie e di proposte.
La nostra Camera - continua la relazione ha creduto molto opportuno idi chiamare intorno a sè le migliori energie indrustria1li e commerciali de1la Provincia di Firenze, perchè tutti ins ieme si ·proceda allo studio deHa questione ed
al sUJggerÌimento di quei mezzi che isaranno ritenuti più idonei e più efficaci a risolvere il grave problema .del dopo-guerra.
Problema; questo, che fin d'ora ,s 'impone, af-·
fìndhè dopo l'immancabile conseguimento delle
n azionali aspirazioni e quando siieno 1definitivamente riuniti alla madre patria quei popoli c:he·
stra ,produzione.
Dobibiamo unirci tutti, noi industriali e commercianti, per emancipare l'Italia dalla importazio ne straniera, convinti COIIlle siamo che, per
mantenere l'indipendenza politica, occorre mantenere l'indipendenza economica, per conseguire la quale una savia politica finanziaria dovrà
impedire che i titoli delle emancipate nostre industrie, ripassando le frontiere, possano .ritornare proprietà dello straniero.
Limitando, come ci viene richiesto, alla sola
Provincia di Firenze iil n o stro lavoro, noi dobbiamo studiare quali fra le ing.ustrie in essa esistenti siano di natura tale ida dover essere rinvigorite e sviluppate i11 relazione alle Tisorse locali, alle forze utilizzabili, alle vie di comunicazione; quali nuove industrie possano sorgere con
fondata probabilità di successo, e finalmente
quaili mezzi si ritengano più opipo•r tuni, più pratici e più efficaci per ravvivare e creare una fort e corrente di traffici così sul mercato nazionale
come s,u quello estero.
È evidente che un simile studio non può avvenire in una sola adunanza come questa. La nostra Camera perciò propor.reblbe che si costituis.cano delle Commi•E sioni per ciascun gruppo di
industrie, di 3 o 5 membri, incaricate di studia-
73
LE I. I. I.
re il problema nei rapporti delle industrie ivi
indicate.
Le Commissioni potTehbero es:sere così determinate:
I. Industrie minerarie, metallur,g iche e meccaniche.
II. Industrie chimiche ed affini.
Hl. fndustrie della fornace.
IV. Industrie tessili.
V. Industrie alimentari.
VI. Industrie del legno.
VII. Industrie del:la paglia.
VIII. Industrie dell'albergo.
IX. Industrie artistiche.
X. Industrie delle pelli e calzature.
Xl. Industrie della carta e deHe arti grafiche.
XII. Industrie dive11Se.
XIII. Forze idrauliche e comunicazioni.
XIV. Istituti di crndito.
Ed io nutro ,f erma fiducia che dal conco:rde
lavoro a cui, o Signori, vi invitia,m o, resulteranno concretati quei mezzi che ci permettano di
ripetere con animo sicuro la frase famosa che
l'Italia pronunciava in tempi incOIIDparabilmente meno gravi dei presenti, auando, alJ' alba del
nostro risorgimento e andando coraggiosa .incontro al s'.lo fatidico destino, esdamava: L'Italia
farà da sè .
LE COMMISSIONI SPECIALIZZA TE
Dopo esauriente ed efficace discussione sui
programmi delle Singole Commissioni, queste
rimasero costituite come appresso :
I. Industrie minerarie, metallurgiche e meccaniche - Lenci cav. uff. ing. Giuseppe, Firenze, delegato della Camera di Commercio, p ~·e.31dente - Bacci ing. Carlo (Società « La Magona
d'Italia »), Firenze - Baille ing. Martino (Società Mineraria ed Elettrica ,d el Va1darno), Firenze - De Castro cav. uff. ing. Carlo, Corpo Reale delle Miniere, Firenze - F erraYi ing. Carlo
(Soc. An. Fonderia del Pignone), Firenze - Gioia cav. Flavio (Stab. Giacomo Gioia), Firenze
- Landini dott. Alvise (Soc. per la utilizzazione
dei combustibili), Orentano (Castelfranco di Sotto) - Pasqualini dott. Luigi (Officine Galileo),
Firenze - Passaglia ing. Arcangelo (Soc. An.
Officina P. Veraci), Firenze - Rosi cav. Ezio
(Soc. An. Costruzioni Ferroviarie e MeC'caniche), Arezzo - Sevieri ing. Vieri (Soc. An. Alti Forni), Piombino - Tornasi Spina cav. Guido
(Soc. An. San Giorgio), Pistoia.
li. Industrie chimiche ed affini - Guasti dott.
Giovanni (Ditta Giovanni Guasti), Prato (Toscana), presidente - Candi Rodolfo (Ditta F. T ar,g ioni e R. Candi), Firenze, vice-presidente Alessandri rag. Augusto (Soc. An. Vetreria Elsana), Firenze - Alitti dott. Aurelio (Ditta Leone Molteni e C.), Fi~enze - Arlati Celestino (So-
74
cietà Anonima Oleifici
azionali), Firenze Bargioni cav. ,dott. Guido, Firenze - Borsini
Arturo (Ditta Figli di Pietro BOTsini), Prato (Toscana) - Buzzi cav. uff. l)rnf. Tullio (DiTettore
R. Scuola Professionale), Prato (Toscana) Chierichetti comm. dott. Guido (Ditta Chierichetti e T orriani), Rifredi (Firenze) - Fineschi
dott. Stanislao, Firenze - Ripari dott . Francesco (Soc. An. Cesare Pegna e Figli), Firenze Sa.lvadori cav. prof. dott. Roberto, Firenze.
III. Industrie della Fornace - "Moriani cav.
avv. CaTlo (Presidente Soc. An. Calce e Cementi di Testi), Firenze, presi-dente - Checcucci
Enrico (Ditta Fratelli Checcucci), Firenze Cianfanelli Aristodemo (Soc. Ceramica Ridhard
Ginori), Sesto Fiorentino - Moretti conte Carlo
(Soc. An. Fornace alle Sieci), Sieci - Todeschini Vittorio (Soc. Cementiz1a), Val di Ma~ina.
IV. Industrie tessili - Calamai cav. Brunetto
(Ditta Brunetto Calamai e F .llo), Prato, presidente - Cava.ciocchi cav. Ciro i(Ditta Ferdinando
Cavaciocchi), Prato - Jacomelli Cesare (Ditta
Luigi Cocchi), Firenze - Mandorli Giuseppe
(Ditta Fratelli Mandorli fu Ferruccio), Pistoia Marinai Giovanni (Dìtta Succ. F alcini), Firenze
- Moriani cav. avv. Carlo (Soc. Comm. M. Carpena e F.llo), Firenze - Peyron cav. Angelo
(Ditta Angelo Peyron), Firenze - Ravà cav.
avv. Guido (Ditta Ettore Ravà), Firenze - Taddei Giuseppe (Ditta Giuseppe T aJd!dei), Firenze.
V. Industrie alimentari - Binazzi cav. uff.
Giuseppe, delegato della Camera di Commercio
di Firenze, presidente - Biondi Dario (Soc. An.
Molini Biondi), Firenze - Lemmi rag. Armando (Soc. An. Pastificio Enos), Firenze - Pa,r enti cav. Ernesto (Soc. An. per l'in1dustria biscotti
Di..gerini, Marinai e C.), Firenze - Paszkowski
Carlo (Soc. Toscana Paszkowski), Firenze Rostagno Giuseppe (Soc. Conserve Alimentari
L. Torrigiani), Firenze.
VI. Industrie del legno - Borri cav. Maurizio (F abhr. mecc. c1i lbotti Raffaele Borri), Firenze, delegato della Camera di Commercio,
presidente - Ber ardi cav. Enrico (Stah. per la
lavoraz. del legno Giovanni Berar.di), Firenze Bruschi Rodo1fo, Rignano sull'Arno - Casini
comm. ing. Gino, Firenze - Coppedè cav. prof.
Mariano, Firenze - F alugiani !Dante (Soc. Cooperativa Lavoranti in legno), Firenze - Giannini cav. Alfredo (Ditta Alfredo Giannini e C.),
Pistoia - Nannelli Pietro, Empoli.
VII. Industrie della paglia - Ballerini cav. Ugo (Ditta Ugo Ballerini), S. Piero a Ponti, delegato delJa Camera di Commercio, presidente Andreoli Fermo (Ditta F. An1dreoli e . Donati).
Firenze - CineHi cav. Oreste (Ditta R. Cinelli
e Figli), Signa - Cini Florenzio (Ditta Florenzio
Cini), Pieve a Settimo - Del Panta Virgilio (Dittd Adolfo Del Panta), Brozzi - F ranceschini
- - - - - - - - - - - -
GLI INDUSTRIALI DELLA TOSCANA PER IL DOPO-GUERRA
Maurizio (Ditta P. F ranceschini), S. Piero a PonGilli dott. E.milio (F abbr. Riunite Francesco ed Emilio Gilli), Firenze.
Vlll. Industrie dell'Albergo - Baglioni AndTea (Hotel Baglioni), Firenze - Bencini Gino
(Hotel Paoli), Firenze - Benini Giuseppe (Palace Hotel), Firenze - Bonazza Carlo (Hotel
Cavour), Firenze - Chiari cav. Fortunato (Hotel Savoia), Firenze - Gobbò cav. Carlo (Hotel Washington), Firenze.
IX. Industrie artistiche - Brogi comm. Carlo
(Ditta Giacomo Brngi), Firenze, delegato della
Camera cli Commercio, presidente - Alinari
comm. Vittorio (Ditta Fr.lli Alinari), Fotografie,
Firenze - Aloisi Aristide, scultore in legno e
modelli•s ta, Firenze - Bartolozzi Guido (Setificio
Fiorentino), Firenze - Berardi cav. Enrico (Ditt.i G. Berar,di), Fabbrica di mobili, Firenze Biondi comm. Camillo (Manifatt. di Signa), Ceramiche artistiche, Firenze - Biondi
iccolò
(Biondi Fratelli), Ferri battuti, Firenze - Caldini
p1of. ing. Luigi, Pietra artificiale, Firenze - Chini cav. prof. Galileo (Ditta Fornaci d~ S. Lorenzo, Chini e C.), Borgo S. Lorenzo (Mugello) F 1gli di Giuseppe Cantagalli, Maiolicihe artistiche, Firenze - Lisio G., Arte della Seta, Firenze · elli cav. Mario, Meda-glie, Firenze Paggetti Pirro (Ditta Bazzanti Pietro e Figli),
Sculture in mar.mo, Firenze - Romanelli Renzo (Ditta Fr.lli Romanelli), Sculture in marmo,
Firenze - Ridi Guido (F ratelJi Ridi), Ferri battuti, Firenze - Soi Pietro, Mosaico bizantino,
Firenze - Vignali Gusmano (Fonderia Artistica Vignali), Firenze - Vichi cav. Aristodemo
(Ditta Ferdinando Vichi), Sculture artistiche, Firenze.
X. Industrie delle pelli e calzature - Mannelli
cav . Ulderico (Società Esercenti Macellari), Firenze, delegato della Camera di Commercio,
presidente - Calvelli Oreste (Ditta G. CaJvelli
e Figlio), Pelliccerie, Firenze - F rattig1lioni Raimondo (Ditta R. Frattiglioni e Figlio), Calzature,
Firenze - Montauti Aldo (Ditta. A. Montauti e
C.), Pelli fresche, Firenze - Mortara Aristide
(Ditta Aristiàe Mortara) , Pelli !fresche e conceria , Firenze - Nutini Erasmo (Ditta
utini e
Parenti), Guanti, Firenze - Paoli cav. Michelangelo (Ditta Michelangelo Paoli), Pelli fre 3che,
Firenze - Socci cav. Dante (Ditta Gustavo Socci e Figlio), Forniture militari, Firenze.
XI. Industrie della carta ed Arti grafiche Bemporad gr. uff. Emico (Soc. An. R. Bempo ra,d e Figli), Editore, Firenze, delegato ,deLla Camera di Commercio, presidente - Salani Ettore (Ditta A1driano Salani), Editore tipografo, Firenze - Brucini prof. rag. Grovanni (Società
Cartiere Toscane Cesare Vo1pini), Firenze Colomlb o cav. Antonio (Stabilimento Industriale
Toscano per la lavorazione della Carta), Firenti -
zc - Cristofanini cav. uff. Alceste (Nuovo Giornale), Firenze - Favi Egidio (giornale La Nazione), Firenze - Paoletti ATman1do (Tipografia
E. Ariani), Firenze - Pas:sigli Alberto (Cartiere
di Sarteano), Firenze - Malenotti cav. uff. dott.
Gaetano (Giornale del Commercio), Firenze Guidi cav. Alberto (giornale Il Commercio dell'Italia Centrale), Firenze.
XII. Industrie diverse - Ceccherini Piero (Ditt,'\ G. Ceccherini e C.), Pianoforti, Firenze Benti Silvio (Ditta Marradi e Benti), Piatti musicali, Pistoia - Calzolari rag. Francesco (Ditta
L. Bartalesi), Mode, Firenze - Zannone rag.
Alfredo (Ditta F r .Ili Zannone), Ombrelli, Firenze - Cocci Carlo (Ditta Carlo Cocci e C.), Cartoleria, Firenze - V estrini
arciso (Ditta L.
Baussano), Cartoleria, Firenze - Sposimo Raffaele (Ditta R. Sposimo), Colori e pennelli, Fir enze - .Pondini Angiolo (Angiolo Pondini), Firenze - Salerno ing. Alberto (Alberto Salerno),
S . Marcel,lo Pistoiese.
XIII. Forze idrauliche e Comunicazioni - Lenci cav. uff . ing. Giuseppe, delegato della Carnera di Commercio, Firenze, presidente - Picchiotti cav. ing. Giulio, delegato della Camera
di Commercio, Limite 1s ull'Arno - Bellincioni
cav. ing. Giovanni, Firenze - Casini comm.
ing. Gino, Firenze - Masini cav. dott. Franco,
Firenze - Marrucchi ing. Giuseppe, Firenze Masetti Fedi Mario (Soc. An. Fiat), Firenze Pasqualini cav. PToif. Luigi, Firenze - Picchi
prrof. ing. Alberto, Firenze.
XIV Istituti di Credito - Martelli nob. comm .
riccolò, Direttore della Ca"5Sa Centrale di Risparmi e Depositi di Firenze, presidente - Biasutti rag. Gaetano, direttore della Banca Italiana di Sconto - Carloni cav. uff. Giovanni , direttore della Banc a d ' Italia - Chiavelli cav. rag .
Luigi, direttore del Credito Italiano - Cantini
cav. ing. Italo, direttore della Cassa di Ri parmio e Depositi di San Miniato - Chini rag. Giuseppe, Direttore del Banco ,di Roma - Grazzini cav. E.milio , direttore della Banca Commerciale Italiana - Lanfranchi rag. Arnoldo, segretario del Piccolo Credito Toscano - Maccio cav.
avv. Biagio, Direttore del Banco di
apoli - Pezzini cav. rag. Plinio , direttore del Monte
dei Pa·schi di Siena - Ulivier i cav. uff. rag. Carlo, Direttore della Banca di Firenze.
LE INDUSTRIE MINERARIE ,
METALLURGICHE E MECCANICHE.
Nella riunione degli industriali del distretto di
Firenze, avvenuta i,l 28 novembre u . s., al seguit-:> di iniziativa della Camera di Commercio e
per rispondere ali' invito ri~e~uto da.I . Sottos~gretario per l'Industria, Commercio e Lavorò il quale domandava di ricercare quali nuove in-
75
LE I. I. I.
dustrie per condizioni favorevoli possano sorge- ci, oggetti in lamiere stagnate, zincate, ecc .;
re nel rispettivo distretto e quali meglio svilup- stampa su lamiere come sopra.
Fabbricazione di serrature di sicurezza, lucparsi anche in sussidio di quelle esistenti - vennero nominate diverse Commissioni, e fra le
alt-re quella per le Industrie minerarie, metallurgiche e meccaniche. La presi,denza <lella Commissio!le venne assunta dall' ing. Lel):ci, quale
consigliere e perciò rappresentante della Carr..era di Commercio. Le funzioni di segretario
vennero affidate, per una seduta al sig. ,dott.
Landini, e per le altre al cav. Gioia. Delle sedute, che ebbero luogo nei giorni 2, 9, 17 dicembre e 7 gennaio, ed alle quali intervenne
quasi sempre la totalità dei commissarii, venne
redatto apposito processo ver.bale per · le prime
tre. ella seduta ,di chiusura del 7 g-ennaio, venne invece approvato il processo verbale della seduta 17 dicembre, e furono approvate le seguenti conclusioni, avvertendo che le motivazioni di
tutte o parte delle condusioni medesime si trovano nei verbali ,d i cui sopra .
MINIERE - La Commissione, constatato con
piacere il grande sviluppo preso in questi ultimi
due anni dalla coltivazione in Italia delle miniere o giacimenti di minerali diversi, e segnatamente di lignite e .manganese, ritiene dhe possa
ancora intensificarsi, quando ne sia dal Gover,.
no, e come appresso, aE'sicurato l'impiego anche
dopo guerra :
1° con opportuni provvedimenti tecnici e, occorrendo, protettivi, tali da rendere preferibili
i minerali italiani per l'.uso almeno in Italia, subo11dinando allo scopo le relative tariffe ferroviarie;
2° aiutando la privata iniziativa per le ricerche e per la migliore utilizzazione dei minerali
e segnatamente dei comibustiibili solidi e liquidi,
istituendo appositi enti scientifico-tecnici per le
indagini dei terreni, per le analisi nei laboratorii e quanto altro, o attribuendo tali incarichi al
Corpo deLle Miniere, opportunamente completato dei necessarii elementi pernonali e materiali;
3° facilitando lo sfruttamento delle torhiere italiane col ,f avorire gli studii per la preparazione e la essiccazione delle torbe, e coo11dinando
il problema deUa estrazione delle torbe con quello della bonifica dei terreni estorbati;
4° unificando, in quanto si ravvisi utile, la legislazione mineraria del Regno.
METALLURGICA E MECCA ICA - Circa le industrie che potrebbero meglio svilupparsi, in quanto .già ne esistano, o crearsi di nuove nel distretto di Firenze, la Commissione indica le eguenti:
Industrie metallurgiche - Fonderia di acciaio
e di ghisa malleabile.
Industrie meccaniche o affini - Fabbricazione
di macchine agricole, macchine per la lavorazione del legno e .dei meta 1li, giocattoli meccani~
1
76
chetti, ecc.
Fabbricazione di locomotive.
Trafilatura di tubi e raccar.di m ferro o altri
metalli.
Fabbricazione di apparecchi per misura di peso e capacità, contatori di acqua, elettricità, gas.
Per assicurare e favorire l'incremento delle
industrie esistenti, e così pure per inc0ra,g giare
l'impianto delle nuove, la Commissione ritiene:
indispensabile quanto appresso :
IO che sia provveduto ad assi,curare i regolari
tr.asp.ortj ferroviarii in ogni tempo;
2° riten'uto che, agli effetti della protezione doganale futura, sia ormai stata riconos>ciuta la convenienza e la necessità di fì.ssare una tariffa minima, che rimarrà tale se si adotterà il sistema
deHa doppia tariffa o segnerà il limite al quale
i negoziatori dei Trattati di commercio possono discendere, quando si mantenga il sistema
,d ella tariffa unica, la Commissione fa voti dhe
·d etta tariffa minima sia tale da equiparare il costo della grande <produzione nazionale a quella
congenere estera e che sieno poi adottati anche
i provvedimenti nece-:-isar1 contro l'eventuale ricorso dei paesi esteri al sistema del dumping.
La Commissione fa pure voto per,c hè il Governo
pensi, 'Per tempo, a fissare le basi di una tariffa temporanea da applicarsi sUJbito dopo la pace e nel periodo de11a restaurazione economica,
quale fu definito nella Conferenza internazionale
di Parigi, naturalmente con dazii più alti della
tariffa minima considèata e corrispondenti a gli elevati prezzi anor,tnali dei carboni e dei noli, che, in confronto ai prezzi 1913, si avranno
ancora dopo la pace è per un periodo ,di tempo
di cbi nessuno può prevedere la durata;
3° che sieno adottati tutti quei provvedimenti
tecnici ed amministrativi necessarii a rendere
facili ed eco omiche le operazioni di sbarco ed
imbarco nei porti italiani, e segnatamente in
quello di Livorno, tper quanto riflette le industrie toscane;
4° che sieno modificati e completati i corsi
delle scuole, dalla Elementare ai Politecnici,
e così pure delle Scuole Medie Professionali,
per indirizzare i giovani a divenire buoni operai, per creare capi-faibbrica o maestri d'arte, e
infine •g li ingegneri direttori, avendo anche di
mira di curarne la specializzazione;
5° che, ritenuto venga ormai ,provveduto. a
Milano, alla creazione di una Scuola Me,dia Professionaile Metallurgica e non sia quindi il caso
di proporne altra a Firenze, ove pure avrebbe
avuto sede opportuna, data la prossimità degli
Alti Forni e Acciaierie di Piombino e Portofer•
raio e delle Acciaierie della Magona a Piombi-
==== = == = =
=
= = GLI INDUSTRIALI DELLA TOSCANA PER IL DOPO-GUERRA
no e delle Ferriere a San Giovanni Va1darno, la
CoTTllll1issione raccomanda che si riservi a Firenze una Scuola Media Mineraria, onde ricavarne es,perti capi-miniera, dei quali si sente la
necessità nelle tante miniere di ferro, rame,
manganese, mermnio, lignite, ecc., ora coltivate o che lo saranno presto nell'Italia Centrale;
astenendosi dai dettagli sulr ordinamento di ta••
le scuola, la Commissione raccoman1da che i corsi teorici ·s ieno alternati con periodi di prntica
da farsi nelle miniere in esercizio, rendendo obbligatorio ai concessionari delle miniere questo
loro concorso aUa Scuola di cui sopra. La Commissione fa pure il voto che sieno meglio organizzate e completate le Scuole Operaie Profes-sionali per la meccanica, idraulica, elettricità.
6° Infine la Commissione, considerato clhe sarebbe utile che il Governo, prima di prendere
provvedimenti riflettenti una o più determinate
industrie, senti,sse il parere degli interessati, che
sono i più competenti , e considerato pure che
questo parere sarebbe certo più autorevole e
sereno quando .fosse quello prevalente della
grande maggioranza degli interessati di tutto il
paese, propone che presso ciascuna Camera di
Commercio, e obbligatoriamente, sieno co,s tituiti dei Comitati, inscrivendovi i gerenti e competenti ,d elle principali industrie, e che, mentre il
parere di questi singoli Enti locali ,debba essere
richiesto per questioni locali, il parere complessivo di tutti, opportunamente discusso e concordato, debba invece essere domandato dal Governo in occasione di provvedimenti ·g enerali da
prendersi in merito alle industrie che detti Comitati rappresentano.
Alcune delle conclusioni cui è venuta la Commissione riguardano anche altre industrie che
non erano di sua competenza, e sarebbe forse
oppmtuna una riunione delle diverne Commissioni, integrata dalla presenza dei divers,i industriali della regione, non facenti parte delle Commis,sioni s tesse, per discutere e concordare definitivamente quelle conclusioni.
Ciò avvenuto, pare alla Commissione che la
Camera di Commercio dovrebbe prendere la iniziativa .della Scuola Mineraria, rivolgendosi
anche al Comune di Firenze e alla Provincia
per i necessarii contributi e per vedere se non
fosse il caso di aggregarla a quella Leonairdo da
Vinci.
E parimenti, quando la proposta d'i cui al
N. 6 fosse hene a:ccolta, pare sarebbe utile che
la Camera di Commercio se ne facesse proonotrice presso le altre Camere
concretarne la
domanda al Governo, ed intanto potrebbe essa
darvi parziale e limitata applicazione, costituendo, sia pure in via transitoria, per il proprio distretto, i Comitati di cui è parola nella proposta
medesima, i quali servireibbero subito, con pe-
per
,r iodiche riunioni, se non altro a quell'affiatamento dei diversi industriali, ·d el quale si lamenta
da tanto tempo la necessità e la mancanza.
LE INDUSTRIE CHIMICHE ED AFFINI
La Commissione crede suo dovere premettere
che gli industriali ed i commercianti !hanno apprezzato l'organizzazione industriale-militare per
la ,difesa del Paese in questo grande momento,
e con sodàisf azione può aggiungere che alla
riuscita di così vasta impresa essi stessi hanno
dato un grande concorso con un patriottismo degno di ogni migliore elogio ; e mentre con simile organizzazione è stato po·s sihile affrontare Je
impreviste sconfinate esigenze di una guerra così formidahilmente complessa, ~i è dimostrato
che il Paese aveva ed ha ancora risorse di vas ta entità su molti rami d'industria, ed in ispecie
nella Chimica, che fu quasi completamente negletta.
Nel distretto della Camera di Commercio non
molte sono le industrie chimiche preesistenti alla guerra, ed in 1breve possono notarsi:
F ahbriche di concimi chimici (con annesse
fabbricazioni di acido so1forico (,piriti), acido nitrico, cloridrico e solfato d.i rame). - Potrebbero queste industrie aggiungere alle loro il recu-
pero dello stagno dai ritagli di bande stagnate,
che si trovano in notevole quantità.
F ahbriche d.i acqua ossigenata (in quanto oc-
corre specialmente alla vastissima industria dei
capp·elli di paglia).
Fabbriche di olii al solfuro.
»
,di solforo di car,bonio.
»
-di medicinali (prodotti del mercurio, ecc. ecc.).
F abbriclhe di medicazione antisettica e presidii chirurgici.
Fabbriche di coloTi .
»
di vernici .
»
di colleforti .
cc
di stearina, glicerina, ecc .
»
di saponi.
Industrie che 1debbono ,l a loro vita non alla
facilità di avere in luogo materie pr~me o s~eci~li agevolezze , ma alla forte richiesta -dell agricoltura , di altre industrie maggiori e del _cons umo locale. Vita resa facile dalla presenza ID questo ,distretto di una numerosa maestranza , intelligente e molto adatta a lavori industriaili delle
più svariate attitudini.
.
.
Converrebbe ,perciò alle importanti mdustne
chimiche nuove risiedere in questo ,distretto camerale, ove la possibilità d.i ottenere ottima mano ,d'opera , un non lontano scalo maTittimo ,. ~estinato ad un supertbo avvenire, il combu1St1hile
fossile vicinissimo , conveniente ed ablbondante,
si unisce alla sicurezza di materie p Time prodot-
77
LE I. I. I.
==== = =
te nella regione. Akune di queste industrie potrebbero essere :
la distillazione degli schisti bituminosi, per la
utilizzazione dei sottoprodotti (olio di schisto ,
vasellina, paraffina , pece, ecc. ecc.), esistendo
importanti giacimenti vicini;
l'industria dell'acido tartarico e del cremor di
tartaro, interessantissima, data la forte disponibilità in Toscana di tartrati greggi, che finora venivano in massima parte esportati in Germania
per la lavorazione;
l'industria dei profumi e delle essenze, già in
parsisato dimostrata possibile e conveniente.
- Occorrerebbe che il Governo, per questa industria, accordasse p,remii e facilitazioni per il
periodo iniziale. Potrebbe questa industria produrre qui la vanillina, importantissimo prodotto
di largo consumo, in luogo dell'attuale di importazione germanica;
l'industria dei resinosi, importantissima industria, riochezza della Francia sud-est, della Spagna, della Grecia e degli Stati Uniti . - Indu -
stria seria e possibile, ma che esigerà un dazio
protettivo, sia pur limitato, per i primi anni di
esperimento, dovendo creare una mano d'opera
specialissima. - In Firenze vi è già un impianto
indUJStriaile fatto per utilizzare le suiperbe fore ste ,di pini della Toscana.
Queste industrie non costituiscono tutto quello dhe nella provincia potrebbe farsi, ma soltanto alcune delle principali industrie chimiche che
necessitano di combustibile nostrano (lignite),
di energia elettrica, ,d i maestranza e di tanti e lementi che la regione offre.
Vi potrebbe fiorire l'industria dei colori, se le
industrie maggiori (,g as-luce, metallurgiche, ecc.)
potranno dar loro materie prime.
Ma un ,p iù profondo esame su questo argomento sarà possibile quando gli stuidii che da o gni parte si stanno facendo saranno al caso .di
offrire maggiori dettagli .
Sta di fatto, però, che il rifiorire di industrie
chimiche già esistenti o che conducevano vita
stentata, ed il sorgere e fiorire di industrie chimiche nuove, non può dipendere soltanto da
condizioni favorevoli di ambiente, quanto dalla
serie di provvedimenti generali dhe il Governo
dovrebbe P•r endere, intesi ad incorag•g iare gli
studii indu ~triali, ad aiutare le iniziative e guidarne con ogni forza lo sviluppo, ed in ispecie
1
la esportazione.
La Commissione perciò conclude col proporre, in 1relazione a ,q uanto ha dichiarato, di presentare a codesto Ministero per l'Industria, il
Commercio ed il Lavoro uno schema di desiderata degli industriali chimici del distretto, desiderata che effettivamente raggiungerebbero l' intento prefisso, di rialzare le sorti dell'industria
chimica attuale e di consentire il suo sviluppo,
78
e con questo anche il più alto scopo deJ Paese
tutto, che combatte per la sua emancipazione
da qualsiasi serva,g1gio politico e industriale .
1° - R. SCUOLA CHIMICA IN PRATO (Toscana) -
Stanziamenti adeguati di fondi da parte del Ministero dell'Industria, ecc., e di quello dell'Istru zione, a favore dell' insegnamento superiore e
professionale. - Ritenuto che la Toscana non
può restare estranea allo sviiluippo dell'industria
chimica, anche senza prendervi una parte preponiderante, e nell'intento di cool'dinare le iniziative locali con quelle delle altre regioni , considerato che per l'industria ha grande importanza l'esistenza di scuole destinate a preparare il
personale tecnico delle fabbridhe, viste le diffic oltà di creare di sana pianta nuove istituzioni
scolastiche che corri spondano allo scopo o di
innestarle su organismi disadatti;
Considerando che le persone· e gli Enti maggiormente interessati :per lo sviluppo ,delle in,d ustrie chimiche hanno già espresso il foro parere sulla opportunità di appoggiare subito la
R. Scuola di Chimica-Tintoria di Prato, come
,q uella che si è già occupata con successo di scopi affini, ed in particolare preso atto dei giudizii espressi d all' ing. Salid ini (Milano), dal senatore Ciamician (Bologna), dal prof. Angeli (Firenze), dal prof. Molinari (Milano), dal dottor
Lepetit (Milano), e dai voti espreSiSi dall'Associazione Cotoniera Italiana, dall' Associazione
ilndustriale Prodotti Chimici e Chimico-F armaceutici di Milano, crede doveroso di insistere
perchè il Ministero dell'Industria e Commercio
provveda senza indugio, e con adeguata larghezza. perchè presso la Scuola di Clhimica-Tintoria di Prato sia pos sibile l'attuazione di un
1
Corso speciale di sintesi organiche, con speciale applicazione alle materie coloranti e alle in~
dustrie chimiche in genere , con la persuasione
che ogni spesa fatta ·s aviamente per le S cuole
professionali ,deve essere considerata come largamente rimuneratrice.
Inoltre, per rendere più facile la pos sibilità
di numerose ed ampie esperienze senza andare incontro a spese ec'ceEs ive, esprime il vot0
che i solventi e i prodotti, come l'alcool, l'etere ,
il sale, ecc ., vengano posti a disposizione della
Scuola Chimica senza l'aggravio delle tas se fi scali.
Considernndo infine che nella nostra gioventù
è poco diffusa la cognizione delle 1ingue stranierL~, si fa voti che il Ministero procuri e incoraggi
la traduzione in italiano delle più importanti o pere di Chimica per le sintesi or·ganiche.
2° - FoRMAZIO E DI UN COMITATO CENTRALE CIVILE DI ORGANIZZAZIONE INDUSTRIALE. - Dopo l' ul tima prova data dal Comitato militare di mobi litazione industriale, presieduto dal tenente generale Dallolio, questo importante Ente fattivo
GLI INDUSTRIALI DELLA TOSCANA PER IL DOPO-GUERRA
potrebbe trasformarsi in Comitato centrale civile di organizzazione industriale. Questo Comitato, perseguendo l'opera di studiare l'organizzazione industriale -del Paese in riflesso alle nuove industrie, a quelle esistenti sviluppate per
ragioni militari, ed a quelle che già prosperavano nel Paese, potrebbe coordinare gli studii e
le tutele di .fronte alle leggi deHo Stato e proporre le dife'Se necessa·rie alla buona riuscita idi
una vasta esportazione.
Dovrebbe e~'8ere costituito dai ra,ppresentanti ,del Governo e dell' Ammini1strazione milita'Te ,
e da una larga rappresentanza delle industrie .
3° - RIFORMA DELLA TARIFFA DOGANALE E FISCALE. - Considerato che il Paese lha dimostrato
n ella circostanza attua:le , tanto neHa fabbricazione di esplodenti organici, come nel vasto
campo affine e in tutte le industrie chimiche,
eccezionali attitudini e ricchezza di risorse naturali, elementti atti ad un vigoroso sviluppo di
queste industrie, si propone:
a) che la riforma della tariffa doganale dopo la guerra sia ispirata al concetto della mass ima tutela della produzione chimica nazionale
contro l'importazione straniera, e ciò almeno ,per
u n periodo congruo al consolidamento delle nuove 11mprese ;
b) ,c he, prima di fissare ile future Convenzion i commerciali fra gli Stati , venga opportunamente modificata la tariffa generale, contenente difetti già segnalati da motlti competenti;
c) che isieno presi provvedimenti legislativi atti ad impedire ogni monopoJio interno in dustriale che avesse ,d i mira di raggiungere, sotto la prntezione di una data tariffa doganale, lucri non equi a danno dì altre industrie ed anche
dei consumatori, specia1mente per i prodotti di
prima necessità;
d) che si proceda alla riforma radicale del 1' attuale vessatorio sistema fiscale, essendo esso
la negazione assoluta di ogni principio scientifico, tecnico e pratico, e mirante a ,distruggere
o gni iniziativa industriale;
e) che sia ottenuto dagli Stati esteri un trattamento doganale per le nostre specialità medicinali, pari a quello che verrà i,s tituito per le
loro.
4° - TR ASPORTI. - Che lo Stato provveda ad
aSlSicurare, con ogni mezzo, una potente Marina mercantile ed un maggior sviluppo ferroviaTio, con tariffe opportunamente ·s tudiate in rap porto delle singole industrie, e con speciale riguardo per le esportazioni; dhe non venga più
oltre trascurato il problema de1la navigazione
interna.
LE INDUSTRIE D'ELLA FORNACE
tutti i proprietarii di fornaci della Provincia ; s i
riunì una seconda volta nel giorno 3 gennaio
191 7 per esaminare le proposte e formulare le
sue conclusioni ; e una terza volta nel 19 gennaio 191 7 per approvare la :s eguente relazione :
a) INDUSTRIA DEI CEMENTI. - È in pieno sviluppo, e le principali .fabbriche sono modernamente or·g anizzate e di noteyole importanza. Ricevono dall'estero il combustihile, il macchinario
e i materiali refrattar ii, ed è quindi su questi
oggetti che dovrebbe applicarsi lo stu·d io per
produrli direttamente in Paese . A tale ,u opo, pel
combustibile, occorrerebbe sostituire al carbone inglese la lignite; ma poichè questa non può
impiegarsi direttamente , sarebbe necessario distillarla e ardoperarne il gas. Questo problema è
già allo studio e sarebbe opiportuno il concorso
dei competenti, per cui chiediamo che il problema venga sottoposto alla Commi,s sione delle
industrie chimiche.
Pe'T i materiali refrattarii abbiamo già in Italia
varie fabbriche, non però nella nostra provincia, giacchè quelle di Fi-gline e di Prato producono soltanto materiale da stufo e per forni da
pane. Però, nelle fabbriche italiane, come quelle di Va do Ligure, Livorno, Piombino , ecc. ,
non si è raggiunta la perfezione dei mattoni inglesi, che sono quelli più in uso, ed occorre anche per questa parte intensificare gli studii, e
,s pecialmente le ricerdhe del le materie prime
più adatte. Su questo problema richiamiamo la
attenzione della Commissione delle industrie e strattive.
Quanto al macchinario, tutto quello adibito
alla macinazione e ,suoi accessorii , come insaccatura, aspiratori, ecc., è di produzione danese e germanica. Siccome potrebbe , a nostro
avviso, essere -senza difficoltà fabbricato in Italia, richiamiamo su ,q uesto 1' attenzione della
Commissione delle industrie meccaniche.
L'industria del cemento, pertanto, può dar vita, o incremento almeno, a tre nuove industrie .
Attualmente e-s sa risente delle ,difficoltà generali dipendenti dal prezzo elevato dei carboni, dalle diminuite richieste e dalle diffi'Coltà dei trasporti; ma in tempi normali potrà non solo ritornare nelle condizioni in cui si trovava antegue.r ra, ma anche prendere uno sviluppo mag·giore, se verrà organizzata l'esportazione del
cemento. Un ,grande consumo di questo prodotto si ha specialmente in America, dove è spedito dalla Francia, dall'Inghilterra e dalla Germania. Siccome il nO'stro cemento non è per nulla
inferiore in qualità a quello dei paesi sunnominati, l'esportazione ·sareblbe possibile purchè potessimo avere le facilitazioni di traisporto di cui
essi godono, e cioè: tariffe di favore pel cemen1
1
La Commissione, nella sua prima adunanza to diretto ai porti e destinato all'estero, e tra·del I O dicembre 19 I 6, diramò un questionario a sporti marittimi con noli molto bassi.
79
LE I. I. I. =- =- - · -- = - - - - - - = - - - = - = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
Il cemento francese, inglese e tedesco inondava l'America, perchè veniva trasportato, in
zavorra, a meno -di .cinque scellini per tonnellata. Da noi, finora, era vietata dai Trattati colla Germania perfino la istituzione delle tariffe
di favore per r esportazione.
È inoltre a considerare che .I' esportazione non
può essere conveniente se non è fatta su larga
scala e per carichi COllllpleti, o almeno molto
importanti. È perciò necessario che le fabbriche
italiane si organizzino per esercitarla in sociale,
istituendo rappresentanti e magazzini sia nei
porti d'imbarco che in quelli di sbarco.
b) LA TERIZII E CALCE. - La calce è prndotto
essenzialmente locale e non richiama speciale
osservazione; ma nell'industria de.i laterizii può
esservi ancora ·molto ,da fare. Vi sono nella provincia molte piccole fornaci, che servono esclusivarmente al consumo locale, e di queste non
occorre parlare; ma vi sono anche fornaci a fuoco continuo, con macchinario per la fabbricazione di materiali fini, che possono avere ulteriore sviluppo. Il macchinario si fabbrica anche
in Italia; le materie prime si trovano sul posto;
come combustibile può essere impiegata, e si
impiega, anche la lignite allo stato naturale;
quindi rindustria ha tutto quello che le occorre.
Il materiale ,grosso (mattoni, mezzane) non sopporta spese di trasporto, ma i materiali fini (tegole, tavelle, tavelloni, tomettes) possono sopportar le benissimo e giungere così in località
lontane, nelle quali (specialmente nei porti) possono trovarsi anche in concorrenza coll'estero,
e specialmente colle tegole e tomettes del Mezzogiorno della Francia. Perciò un Commissario
lha espresso il voto di una protezione doganale.
Quello che occorre è una migliore organizzazione tecnica e commerciale e un migliore ordinamento dei trasporti terrestri e marittimi (come ab'biamo detto pel cemento). Con tali provvedimenti dovremmo metterci in grado di ottenere un miglioramento del prodotto e un minor costo di produzione, sì da consentire non solo di vincere in casa nostra la produzione straniera di materiale fine, ma di farle la concorrenza all'estero, e specialmente in Oriente. elr Asia MinoTe si smerciano varii milioni di tegole dalle fabbriche di Marsiglia, e se noi non
arriviamo a fare lo stesso, la colpa è solamente
nostra.
c) CERA V. ICA. - L'industria della ceramica è
raippyesentata dalla fabbrica Richaird-Ginori, u niversalmente nota, la quale ha ormai raggiunto un altissimo grado, tanto nella faibbricazione
dell~ porcelhna quanto in quella delle terraglie
forti e semi-forti. Tuttavia, anche per questa vale quanto abbiamo detto pel macchinaTio a proposito del cemento, pe1thè anch'essa è, per
questo oggetto, tributari a dell'estero.
80
cl) FABBRICHE DI STOVIGLIE. - Le fabbriche di
stoviglie comuni della nostra provincia hanno
vita puramente locale. Riteniamo per altro che
anche queste, poidhè si trova sul posto la materia prima, - come combustibile si può adoperare la legna o la lignite, - e la maestranza è
a buon mercato, possano assumere uno sviluppo assai maggiore, mediante una buona organizzazione che permetta la esportazione dei prodotti, i quali sono assai richiesti, specialmente
nel Settentrione dell'Africa e in Oriente. In sostanza tutte queste nostTe industrie delila for nace hanno in sè medesime elementi di notevole pTogresso, purchè noi procuriamo di metterci alla pari dei nostri concorrenti esteri.
Mezzo precipuo per la migliore organizzazione industriale e commerciale è, anzitutto, l' istruzione professionale, intesa specialmente a
preparare dei buoni capi d'arte (contre-maztres),
di cui si ha presso di noi così grave pemnia; dei
buoni contaibili industriali, ricoridando che la
contabilità è l'occhio dell'industria; dei buoni
commessi viaggiatori; e soprattutto dei buoni industriali che conoscano bene la loro industria,
stiano al corrente dei miglioramenti, li sappiano applicare, sappiano educare le maestranze,
si preoccupino continuamente della perfezione
del prodotto col minimo possi'bile prezzo di costo, e conoscano i m~rcati.
Le conclusioni che a noi sembra di pater trarre dalle nostre indagini, sono pertanto le seguenti:
Che l'industria della fornace nella nostra provincia è suscettibile di maggiore estensione e
profitto. All'uopo occorrono :
IO Una migliore organizzazione industriale,
che permetta di ottenere un prodotto migliore
e a buon mercato.
2° Una mi~iore organizzazione commerciale
ed una bene intesa politica di tTasporti, che faciliti r esportazione dei prodotti, quale si è praticata finora dalla Francia, dall'Inghilterra, dal
Belgio, ida1la Germania e dall'Austria.
L'industria della fornace può, inoltre, essere
motivo e scopo delle industrie accessorie dhe
Je forniscono gli elementi di cui essa ha bisogno.
oi non siamo di coloro che tutto chiedono
allo Stato e ai pubblici PoteTi, e riteniamo che
gli industriali ,dehbano fare principalmente da
sè; però, vi sono provvedimenti che sono di competenza esclusiva delle pubbliche Amministrazioni, e questi dehbono necessariamente invocarsi da esse. oi, per quanto riguarda le industrie ,della fornace, li abbiamo accennati, e cioè:
I Miglioramento dell'istruzione professionale;
O
2° / stituzione delle tariffe di favo re per l'espor-
tazione;
·
3° Provvedimenti relativi al trasporto marittimo, che ci pongano nella condizione in cui si
trovano gli industriali delle altre nazioni.
GLI INDUSTRIALI DELLA TOSCANA PER IL DOPO-GUERRA
LE INDUSTRIE TESSILI di un mercato delle lane sia di produzione italiaL ' INDUSTRIA DELLA LANA. - L ' industria della
lana nella provincia di Firenze ha il principale
centro d'espansione nella città di Prato e lungo
Ja Valle ,del Bisenzio. L'industria laniera pratese, prima .della guerra, aveva inJirizzato il suo
fiorente lavoro alla fabbricazione di tessuti civili e particolarmente a quella degli articoli ·d i
1largo
consumo, a buon mercato, nei quali venivano impiegate in prevalenza lane rinascenti, cotoni e, in minima parte, lane uuove. Quest'ultime erano acquistate dalla s,pecllllazione e,
in piccola parte, direttamente dai produttori a
mezzo di intermediarii. Ecco perchè ,de.I consumo della lana nuova nella ne ,::tra provincia non
vediamo cenno nelle diverse ~tatistiche, e più
specialmente in quelle elencate negli Atti della
Commi'Ssione Reale per lo stu.dio della produzione e del commercio delle lane in Italia, presentati al R. Governo nel luglio 1911. Ma dall' inizio della guerra nece~sità impellenti di Stato
hanno •doverosamente imposto all'industria laniera pratese un cambiamento di indirizzo, ed
in breve volger di tempo le fabbriche, nella loro maggiore efficienza, si dedicarono alle forni ture militar·. Questo cambiamento di lavoro ha
portato, per naturale conseguenza, l' invertimento del consumo, impiegandosi ora, nella maggior quantità, lane nuove, e, neHa minore, lane
rinascenti e cotoni.
Nella ricerca e nell'acquisto della materia prirr.a, J' industria laniera pratese si è trovata inquieta e di fronte a disagi non lievi, perclhè le
occorreva provvedersi sul momento di notevoli quantità di lane a condizioni non onerose, o
per lo meno eguali a quelle degli a1tri lanieri
d'Italia, perchè il valore realizzato del prodotto manufatto era unico. Il disagio, a tutta prima , era nella ricerca ,della materia e nella determinazione delle qualità idonee ai] ifaibbisogno;
l'inquietudine era, ed è, nei prezzi saltuarii, che
la specu~azione imponeva ed impone, poichè in
Italia non v~ge alcun mercato che normalizzi i
prezzi siA pel ·prodotto interno, sia per quello
estero . Se questo ·s tato di cose ha potuto superarsi in un momento anormale come quello attuale, non è detto che pm:sa proseguire nel dopo-guerra, senza un ,danno evidente e gravissimo per l'industria laniera focale. e di quella del le altre regioni d'Italia.
è è da augura'l"Si che
l'attuale .fabbisogno di lana nuova nel dopoguerra venga •s ensihilimente a diminuire; è da
sperare, invece, che l'industria si volga ad un
miglior 1lavoro, più ,perfezionato e più apprez zato su ogni mercato, per il quale ocicorrerà un
maggiore impiego di lana nuova .
Qutsta è la ragione perchè gli indrnstriali pratesi , per conso•l idare ed avvjare a migliore indirizzo la loro industria, invocano l'istituzione
na, sia di pròduzione coloniale, mercato che mirerehbe a facilitare alla fabbrica l'acquisto della materia prima ed a normalizzare i prezzi in
maniera che la fabbrica stessa potesse provvedere al fabbisogno senza inquietu•d ine e con migliori criteri1 economici ed industriali. Nello studiare questo importante problema abbiamo avuto il modo di ricercare le precedenti pubblicazioni sulla produzione e sull'arte della Ìana, fra
ile quali primeggia, perchè concilia gli interessi
dell'agricoltura con que1li dell'industria, ,l a re -.
lazione presentata al R. Governo nel luglio I 911
dalla CommiS1Sione Reale per lo studio della produzione e del commercio del.le lane in Italia. In
queHa si trovano molti punti di appoggio riflettenti il commercio delle lane, punti sviluppati e
corredati da dati statistici che !hanno la nostra
piena approvazione, e cioè l'istituzione di Cooperative tra gli allevatori per la vendita in comune delle lane, e l'istituzione di uno o più mercati delle lane, a somiglianza dei mercati regiona:li francesi, con annessi magazzini generali.
È fuori dubbio che in questa materia lo Stato
può intervenire solo indirettamente, col I' incoraggiare le iniziative locali e coll'agevolare la
fondazione ed il funzionamento di Cooperative
di produttori, aventi altresì lo scopo di istituire
ed esercitare magazzini generali per le lane,
con annessi mercati. I mezzi coi quali lo Stato
dovrebbe integrare l'azione dei privati, posso ·
no comprendersi: nel credito alle Cooperative
in relazione ai .Ioro capitali socia'1i, nel credito
ai soci in forma di anticipazione sulle fodi rÌi deposito, e in esenzioni tributarie per non breve
durata.
Per agevolare e consolidare il progressivo sviluppo dell'industria laniera, la nostra Commissione si è intrattenuta, oltre che sul commercio
delle lane, anche sui dazii di c_oIJ,,fìne, confer mando iì principio .della franchigia doganale per
,l e 1lane sucide.
Sui trasporti ferroviarii propone di eliminare
le attuali sperequazioni fra linea e linea; ,d i e quiparare le lane lavate a•l salto a quehle suci,d e ;
,d i modificare i vigenti criterii di voluminosità
delle lane, riducendo a 110 k,g. per mc. l'attuale
limite di peso al disotto del quale si applica la
t&ISSa del 50 per cento.
Altro movente ed aiuto all'industria laniera
sarebbe quello di facilitare con ogni mezzo il
sorgere di nuovi impianti meccanici specializzati nel macchinario tessile laniero, del quale siamo quasi del tutto trihutarii dell'estero, e principalmente dell'Inghilterra, del Belgio e della
Germania; ed intanto , come provvedimento immediato, occorrerebbe modificare temporaneamente i dazii di importazione ai confini dei nostri Alleati, e ,c osì facilitare nuovi impianti di filatura, tessitura-tintoria e appretto .
81
6
LE I. I. I . - - - - - - - - - - - - - - - - Questo periodo ec'Cezionale di guerra ci ha
insegnato quale e quanta sia la necessità .di produrre in paese le materie prime essenziali allo
svolgimento del nostro lavoro. Fra queste materie primeggiano i colori di anilina, che sono
base indi·s pensabile per l'industria, e perciò occorre favorire con ogni mezzo il sorgere della
grande industria della fabbricazione dei colori
di anilina, facilitando anche, nel momento attuale, la possibile trasforanazione nel dopo-guerra di alcune industrie presentemente dedicate
alla fabbrica degli esplodenti.
L'insegnamento professionale è uno dei migliori e pratici mezzi per ·s pingere l'industria
laniera nel suo migliore avvenire. Attualmente
la R. Scuola Professionale di Prato ha dato dei
bravi chimici, mercè l'alto valore ,degli insegnanti; ma oggi, e soprattutto, oC'corre formare dei
brnvi tecnici in tessitura, in filatura e.cl in appretto . Ed a questo scopo occorrerebbe di aiu tare in modo più considerevole questa R. Scuola di Prato, affinchè possa maggiormente svi]uppare l'insegnamento della filatura e tessitura ,
,e per darle modo di istituire una nuova sezione
« Appretto » e mettere in attuazione la tintoria
pratica. Con ciò apporteremmo grande vantaggio aH'industria tessile in generale, ed a quella
laniera in particolare.
In relazione alle arti tessili, crediamo opportuno di parlare ,di varii articoli inerenti alla merceria, siccome nella maggior parte sono imiportati dall'estero, e specialmente dalla Germania.
Uno dei principali articoli e di larglhissimo consumo di cui intendesi parla,r e, è quello ,degli aghi
da cucire, a mano ed a macchina, attualmente
quasi specialità tedesca. In Italia non se ne ,f ab bricano affatto; fabbriche accreditate sono in
Inghilterra, ma il loro prodotto, sebbene ottimo,
ha un prezzo triplo di quello che offre la Germania. Altri articoli da fabbricare sono le fì.bbie,
gli uncineHi, le magliette , le catenelle, le forniture da bretelle, le stecche per busti, le campanelle, gli occhielli e ganci da scarpe, i bottoni
automatici, le forcinelle, gli aghi da lana e da
crochet, i ferri da calza, le lesine da calzolai, j
ditali da cucire, i bottoni-gemelli per camicie,
gli allaccia-bottoni; in somma, tutte ,l e minuterie
metalliche, .delle quaJi, seb'bene alcune di esse
sieno già fabbricate in paese, non fu poSSJibile
sviluppare la ,produzione a causa della concor..renza estera.
Distinti industriali sarebbero digpostissimi ad
::1mpiantare la produzione di queste minuterie
--metallidhe, ma trovano difficoltà nell'attuare il
l avoro desiderato dalla mancanza di macchina.rio adatto e dalla incertezza della sorte che a
dette fabbriche sarà riser1bata a pace conclUìSa,
quando il Governo non vogilia fino da ora dare
.affì,damento preciso e categorico che saranno
1
82
emanati provvedimenti di difesa dalla concorrenza estera; concorrenza ternibilissima, specie quella tedesca, pel fatto che fabbriche già
impiantate ed in piena efficienza id i produz-ione
più facilmente possono abbattere il concorrente
all'inizio del suo lavoro.
INDUSTRIA DELLA SETA. Quanto questa industria sia meritevole di cure e di miglioramento ,
ne siano indice i difetti di organizzazione e d i
produzione che verremo illustrando , mentre è
bene rilevarne l' impOTtanza, che ipuò riassumer<Si così ;
I O Asso rbe 75 milioni di Kg. di bozzoli a peso vivo ;
2° Impiega una mas-s a operaia che ascc.:r1de a l
numero di 200.000 ;
3° Occupa il terzo posto nella esportazione
generale italiana, che le più recenti statistiche
calcolano nella somma ,di 600 milioni di lire.
Poichè l'industria della seta, al pari di quell a
,d ella lana, fu gloria italiana, non rpoSiSiamo sottrarci dall'accennare brevemente le conJizioni
di essa nei tempi passati e le cause ,d el suo decadimento. Fino dagili antidhi tempi, nel campo
industriale italiano non compariscono mai, o
quasi mai, i grnndi industriali che, ponendo a
contributo un largo tratto di paese, incettano le
materie per .dare esca ai loro opifici e per gettare in commercio masse rilevanti di prodotto ;
da noi tutto corre alla spicciolata ed in proporzioni ristrette, senza ausilio di macchinarii, con
scarsità di mezzi e capitali limitati, colla sola
mano d'opera intelligente dell'operaio.
Anche l'industria serica risente di questo stato di fatto, e l'elemento materia prima, le operazioni preparatorie del setificio e .la fabbricazione del tessuto non acquistano mai il carattere di vera industria. Non poteva tacersi questa
constatazione, ancorchè l'antico setificio sia accompagnato fra noi da una celehrità storica meravigliosa. È ben noto che in fatto d'industria ,
da oltre un secolo tutto è cambiato; per l' innanzi, una rocca ed un fuso od un filatoio a mano
e pochi telai sparsi per le f arniglie costituivano
gli elementi principali .dell'arte; e, se anche vogliamo restare nella nostra Firenze, percorrete
quel tratto di strada che da Borgognissanti mena
alla vecchia Porta a'l Prato : vedrete, su quel rialto che corre a sinistra ,d el viandante, un seguito
di case tutte egua·li, che nei tempi dello splendore dell'arte della seta avevano iciaocuna una
stanza terrena che si apriva ·s ul marciap1ede e
dhe conteneva uno o due telai per Ja seta.
L'industria serica allora ferveva sotto forma
di artigianato; introdotta la macchina da filare
e il telaio meccanico, l'industria si trasformò in
manifattura e sorsero quegli edifìicii che, colla
raccolta di tutti gli utensili necessarii a distinguere una lavorazione complessa, ,di str,uggono
1
GLI INDUSTRIALI DELLA TOSCANA PER IL DOPO-GUERRA
·l 'arte casalinga , s pengono le peraonali attitu di.ni dell ' operaio, attirudini c he e r ano in antico
il principale coeffrciente del,lo splendore della
produzione no-stra.
A ques ta trasformazione imposta ,dal ,pr ogresso e ,dalla civiltà, non corrispose, come avrehbe
dovuto, la T o·s cana, e per conseguenza la tessitura serica, pur mantenendo!SÌ splendida nel prodotto , .dovette cedere gradatamente il posto alla fabbric a e decadere in quanto a entità di
produzione.
' ella Lombardia, invece, e più sipecialmente
nel Comasco, si abbracciò il tenore -dell'industria e si giunse ad ottenere una produzione mai
sperata, con vantaggio e con l'impiego di rilevanti capitali e di notevoli masse operaie.
Le uiltime statistiche danno una produzione
annua europea di 73 milioni di Kg. di bozzoli,
in :cui l' Italia partecipa per 50 milioni circa ;
mentre, a,d esempio, la Francia, benchè aiutata
validamente dallo Stato, non ne produce che
8 milioni. Malgrado la grande pro,duzione in
confronto agli altri Stati, al.l'Italia manca, per il
consumo neHe filande, un terzo circa del fabbisogno bozzoli, deficienza che viene codmata .dalla importazione estera, e precisamente 25 milioni di Kg . a peso vivo, che annualmente entrano dal Levante , con una .spesa media attualmente di 75 milioni circa in oro . È dimostrato
scientificamente che ritalia tutta è -p er eccellenza adatta alla hachicoltura; si constata invece
che non tutte le regioni producono in eguale
proporzione ; anzi, alcune, come la Basilicata e
Je Puglie , non lhanno mai s perimentato la bachicoltura , e l'Italia Meridionale in gep.ere non partecipa che in minima parte all'attuale prodotto
bozzoli. Dalla seguente proporzione, che sempre .la statistica ci fornisce, sarà avvalorato quanto a'bbiamo ora asserito: Piemonté, Liguria,
Lombar-dia, Veneto, danno i,l 77 per cento ,prodotto bozzoli ; Toscana. Marche, Emilia, il 18
per cento ; Italia Meridionale e Insulare, iJ 5
,per cento.
Intensificare quindi la produzione generale,
- maggiormente in quelle regioni non ancora
druttate, - sarà sano provvedimento, tanto più
s e pen ~iamo qua1e ~1peciale bontà tecnica hanno
i bozzoli ,dell'Italia Merri,d ionale. Possiamo infatti asserire per esperienza che le greggie filate
con -bozzoli calabresi o napoletani hanno pregi
di lucidezza, tenacità ed elasticità che le rend o no ri cercate ed apprezzate .
A differenza degli altri Stati nei quali l' indu~tria serica fiorisce, ,da noi auesta induistrria non
è legata e sorretta da vincoli :r,er comunanza di
interessi e di propositi. ma da attività di singoli
industriali, ognuno a sè. Per conseguenz:i, vorlfemmo veder praticamente funzionare l' / sfituto
serico italiano, fondato sulla p-ropo's ta della Com-
missione Reale d'inchiesta per l'industria serica nel 191 O, aH' intento di riunire e coor-dinare
i c omuni interessi degli industriali serici per una seria disc iplina ,del commercio , e peciahnente sui mercati al tempo degli ammassi, per studii e consigli sul perfezionamento tecnico, per
rapide cornillilicazioni del movimento serico mondiale , per pressioni dirette e influenti sul Governo a t.1tela dell'industria, cosa iben difficile, per
non ~-:e impossibile, a ogni singolo industriale .
E m :' :1tre negli altri Stati, ad esempio in Francia, in AU1stria-Ungheria, J'industria serica ha a vuto elargizioni di premii e di sovvenzioni .da
parte del Governo, in Italia - doloroso a dirsi niente è stato fatto per l'incremento e ,l o sviluppo di que3ta industria , colonna del,la economia
nazionale, mille e mille volte più importante
che altrove. E se and he lo Stato italiano , nel
,d opo-guerra, non vorrà accordarle ipremii speciali di incoraggiamento, pensi almeno a stipulare
c ogli Alleati Tratta ti vantaggiosi e ad aMeviare
l'industria dalle g:çavezze fis cali e dal caro-trasporti marittimi e terrestri, che de;primono questa fonte di ricchezza nazionale. L'opera dello
Stato, in questo momento, potrebbe rivolgersi a
ibeneficio dell'industria serica nell' aidoprarsi a
fare abolire dagli Stati alleati i dazii di entrata
delle lavorate , condizione che imbavaglia l'eisportazione ·per la concorrenza insostenibile.
La Francia dazia con L. 3 aù. Kg. le lavorate
e con L. 6 al Kg . i tessuti serici. Così si ripete
per il a Russia, che è protetta con 8 rubli al Kg.
per le lavorate, e per ,l'America, che, amante
delle disposizioni r adicali, dazia addirittura col
30 per cento sul valore. Chi non vede quale
splendido vantaggio deriverebbe aM'industria e
all'economia generale del Paese, se il Governo
s i r1dopras1se a far sparire queste barriere, in sì
istriidente anta,gonismo con l'attuale co~unanza di interessi e di causa, con Ja frateHanza delle armi e delle fedi?
Maestranze. - È con un senso di pena che vediamo anno per anno , e un anno ,più dell'altro.
come la maestranza diserti le filande, per più
facile e remunerativo lavoro di altre fabbriche
o laboratorii , e come s ia sempre più scarso l' impiego nelle .filande della maestranza giovane ,
giacchè ben si comprende come una giovinetta
di 15 o 16 anni ma~e si adatti aid essere remunerata con una lira giornaliera, mentre le resta facile, con la licenza elementare (titolo di
·~rudio richiesto per essere ammesse in un opific io), trovare un impiego più remunerativo . È
vero clhe a 12 anni sono ammesse le operaie nelle filande ; ma quante operaie hanno frequentato a 12 anni le sei classi elementari, come la legge richiede , perchè un'operaia possa venire accettata nelle filande?
A questo, si può obiettare: cc che l'industriale
83
LE I./. I. =================== ========= = = = === = == = ==
dovrebbe aumentare le mercedi ». E come ciò
può essere, quando il Giappone, il nostro unico
e temibile concorrente, ,distribuisce alle operaie
delle mercedi metà delle nostre? Bisogna pen:;are che l'industria serica ha solo in parte approfittato dell'enorme fantastico svilUippo meccanico di questo ultimo secolo, poichè ancora
non si è costruito un congegno che possa sostituirsi all'occhio e aHa mano dell' oper~i:t della filanda.
Le nostre conclusioni e proposte SO::l~ le seguenti':
I O Intensificare in Italia tutta, specialmente nel
Meridionale, la bachicoltura, sì che la produzione italiana compileti almeno · il fah~isogno
per non essere economicamente sclhiava deHa
produzione estera;
2° Funzionamento dell'/stitufo serico italiano,
che vorremmo vedere centro deH' attività serica
per tutelare con autorità la comunanza degli intere·s si e il sicuro sviluippo e incremento;
3° Azione del Governo per eliminare i dazii
di importazione nei paesi alleati, freno che impedisca la concorrenza delle sete italiane con
quelle asiatiche;
4° Raddolcimento nelle gravezze fiscali e nei
traisporti marittimi e terrestri di tutti gli articoli
che servono al.rindustria.
E mentre da una parte va sorretta e fatta fio rire la trattura della seta, ,d'altra parte non possiamo dimenticare quanto fosse vantaggioso al
Paese l'antica arte che vorremmo vedere rivivere in nuova -l uce e in nuova gloria. associando
l'opera ,delf artista a quella dell' industria,l e.
LE INDUSTRIE ALIMENTARI
FABBRICAZIONE DELLA BIRRA. - Il signor Paszkowski, della Società Paszkowski e C. per la
fabbricazione della birra, espone come l' indu stria si trovi completamente a posto, sia riguardo alle materie prime necessarie alla fabbricazione della birra, ,s ia riguardo alla maestranza.
Informa come si tenti la cO'ltivazione del luppolo, e che se sortirà, come ritiene, i risultati sperati, non avremo p~Ù la necessità ,di ricorrere
all'estero come in passato, dato che il luppolo
veniva fornito dall'Inghilterra, Belgio e maggiormente dalla Germania. Invoca una revisione delle tariffe doganali, affinchè non si possa intro·durre più la birra estera a danno deJla nostra
industria.
FABBRICAZIONE DEI DOLCI. - I,l cav. Ernesto Parenti, -della Società Digerini-Marinai per la fabbricazione idei dolci. accenna alle difficoltà per
la importazione dall'estero delle materie prime
nece.ssarie all'industria, ed espone come sarebbe opportuna una revisione del Je tariffe doga1
nali neJl senso che i dazii per i prodotti ester i
fossero in relazione con quelli delle materie pr ime che si debbono importare, onde non avvenga una concorrenza estera ai prodotti nazionali. Inoltre, ,da quando è scoppiata la guerra, v i
è difficoltà per provvedersi di stampi per la
ciotccolata e .biscotti, stampi che prima venivano
forniti dalla Germania . Accenna come vi sia
una sola fabbrica, ed assai mode1s ta, in lta·lia
per la fabhricazione di tali utensili, e q uind i
non ri-Stpondente alle esigenze dell' industria .
Espone perciò la necessità dhe sorgano in Italia
industrie per la produzione di accessorii, stampi e macchine adoperati nella industria dei dolci, affinchè questa migliori e non ,d ebba essere
tributaria dell'estero . Dimostra altresì la deficienza neil.l' etichettarne, cosa a.ssai importante nel1' industria dei dolci. Questo articolo in gran parte veniva importato dall'estero, e ri,l eva come
meriti di essere studiato per il dopo-guerra. Riguardo ai trasporti, osserva come I' industria
-delf Ailta Italia abbia dei vantaggi nelle tariffe
ferroviarie , e perciò invoca che l'industria della nostra regione possa fruire in avvenire degli stessi vantaggi e non debba trovami, come
pd passato, in ingiuste condizioni di inferiorità .
PASTE ALIMENTARI. - Il signor Lemmi, per le
paste ailimentari, accenna alle ,difficoltà nell' approvvigionamento delle materie prime, dovute
ai momenti eccezionali, ma è a ritenersi che ,d opo la guerra tutto potrà di·s ciplinarsi e ritornare
ad avere i grani veramente atti alla fabbricazio ne delle paste. Rileva come l'industria deHe paste alimentari sia un'industria veramente nazionale, e come poco vi sia ,da fare pel dopo-gn-.1erra, senonchè perfezionare maggiormente quanto
,già esiste. Espone come la Società Enos abhia
già pensato a questo, in parte, poichè nel,la riorganizzazione dello Stabilimento ha provveduto
ad un nuovo sistema di asciugamento. Una cosa
,da invocare nel momento attuale e dopo la guerra, è che venga proibita in ffié\niera assoluta la
colorazione artificiale della pasta.
CONSERVE ALIVIE TARI. - Il signor Rostagno ,
della Società Conserve Torrigiani, informa che
la ,s ua Società sta provvedendo a grandi impianti per un forte aumento di produzione, ed espone la necessità di intensificare la coltivazione e
di studiare i mezzi di facilitare la esportazione
dei nostri prodotti.
INDUSTRIA MOLITORIA. - Il signor Biondi, della
Società Molini Biondi, invoca una intensifica zione maggiore per la produzione ,d el grano, allo scopo di non ricorrere all'estero o, per lo meno, di diminuirne sensibilmente l'importazione .
oggi assai ragguardevole.
1
1
(S rgnito al prossimo numero)
Prof. Rag. Eugenio Greco
dell' Universitèt Commercia.le Bocconi
LA RAGIONERIA NELLE
IMPRESE INDUSTRIALI
Semplice, ma non per questo meno calda torni
la parola delle I. I. I. perchè nel futuro rigoglio,so
forte prospero avvenire dell'industria tnostra s.i
invochi ognor più J',a lleanza ,e fficace di una contiabilità J.imp.ida precisa, in cui tutt-o ,si rispecchi l'andamento tecnico a111Jtninis-trativo ddll'azienda, tutto si cerziori e s,Ì. delinei e •s i consacri per la opportuna raziona,l e statistica, per la .s tooiia del pass ai:o, per la specula dell'.avven,ire, per un matematico or.i~ntamento del presente colla minuziosa padronanza « ora per ora » de~ cost i dei pro•
dotti ,e Joro elementi, deii debiti, dei cr-ed~ti, delle
r.iimane;nze, delle necessità ·cui provvedere, delle
economie da attuare, dei nuovi indirizzi tecnici
di lavorazione .a prendere, delle vie sbagliate o
non prohcue da lasciare.
« Ora per ora » perchè così vanno fatti ,i contro<ldi, così vanno ainalizzat,e l,e c.ifre, non quando
a distanza di tempo le segnalaz.ioni più non s,erv,o no se non come va-n o studio traiscurato n.eUa
comP'ilazicme ,e negletto ,nella interrogazione che
a quegli elementi si pon,no rnvolge:ne.
« Ora per ,o ra » come febbrile è la v.ita commerci a le industriale, come pulsante J' azione di chi è
al1a testa d-ell'lmpres.a ,ed ha sacra la visione del
proprio inteiresse e dei doveri v,er,s o ,i l Paese chiam aito a trionh nella mel'catura, a sfruttare tutte le
e\llleirgi e di uomini e di posizione e ,i l genio deJ Popolo in o g gi e hna!lmente cosciente di quel che
sa fare e deve compi,ere.
Bando alle economie pÌ.cc~n·e, g:nett,e di personal e , ,a,lle de,h cienze di i'l11pian i scrittura.li e d,i. orditure sapienti, rapide, maestre.
E le bvaccia e .Le bors.e siano aperte per collaborazione ai ragionieri d,i vero valore, a queJli
che hanno profonde le fonda.menta negli studi, ele ati i piani di istruzione, ,estesa la coltura nelle
scie nze economiche e statistiche, miinuta la conoscenza merdeo1ogica, ,salda la tecnica dei r,egistvi, perspi,caoe la noz.Ìone del diritto, chiara la
certezza ,del molto di bene che un ragioniere fulmineo e osservatore acuto può f,are a.ll'aZ,Ì.enda
cui appa,rtiene ,e per ri" erber; ailla economia nazionale.
Anche alla fede (nel.le Anonime può dare mano
fovte i'l ragiionieir.e colto e quindi indipendente,
che sa ribellar.si a .istruziioni non limpide od equivoche di super iore che per nasconder.e operazioni delittuose fa r.io.d rso o alla complicità o alla
supina ignorante obbedien:zia del contabile cui f a,r
dire nei libri o ni,ente Q )!i falso.
Anche alla quiete degli amministratori d,eHe Anonime, che sul senio voglian ,assolvere il mand·ato e che ,nelle r.egjsitrature s,emp.l'le aggiornate e
complete ed esat,t e .deviono poter trovare gli elementi ag.li studi sulla bontà dell'azienda e funzionamento suo, se.n za la tema che molti com·
petenti alllontana dalle Società, di esser cioè ch,i amati poi a risponde:ne hnanzia,rirumente e penalmente per er.rori di contabilità od infrazioni ailla
legge di rito sui libri di com..me:ncio.
Il Consiglio del Collegio deii Ragjonieri di Midano sta studiando, dal ca•nto suo, come elev:are
il prestigio della classe col proporre che per « r.a•
gioniere » in futuro ,s,i chi a.mi solo chi ha f att-o
ainiche s,tudi universitairi oltre gli attuali.
Chi scrive denunciò altnesì la neoessità di con·
v e niente riforma radicale ·neglli attuali programmi degli Istituti Tiecnici, s·ezione ragioneria, prog rammi aridi anacronistic.i che creano d,el materiale g.vezz.o, salvo i pedezicmamenti succ1essnvi,
dovuti ad intelligente iniziat iva individuaile; ,m a
clemeinti di valo ve non ne m:ancano anche fra gli
a ttuaili ragi,onieri, anzi, e appunto per i progressivi personali studi e l'esperienza fotta; vii è ,poi la
larga schiera dei colti laureati deU'Università
Commerciale Bocconi e degl,i altri dottori in scienz e commerciiali.
Pensi ,chi deve ai programmi; quanto al Coll e gio dei Ragionie~i di Miilano, esso saprà portare l'efficace contributo suo di ,i niziativa e autorità,
ma ,l e I. I. I. nuova benemerienza acquis,tino o\Ilorando .il tema col portarlo alla t:ribalta anche se
non nuovo, per contro -d i vecchia conoscenza e at·
tuazione per diversi fra i nostri bravi industriali
e commeroia.nti.
Prof. Rag. Eugenio Greco
dell'Università Comme::-ciale Bocconi.
VITTORIE DELL'INDUSTRIA ITALIANA
IL RRlMO ESPERIMENTO Dl POSTA AEREA IN ITALIA
Un velivolo della Casa Pomi/io, pilotato dal tenente De Bernardis , compie il raid Torino-Roma in quattro ore ,
recando duecento chilogrammi di corrispondenza. - 1-2. L'arrivo del velivolo ali' Aereoscalo di Centocelle (Roma)
UNA NUOVA SCUOLA
INDUSTRIALE PER LA
FILATURA DEL COTONE
A Vig-e vaino v,ell!nle istitui·ta hn daJ. 1914 e funziona gJià regolarmente una Scuola di -6.Jatura del
cotone che. per il -s uo cara,ttere di ,scuola verame,n t-e pratica, .per 1la ,r icchezza e modernità dei
suoi impiainti. è destinata, certo, ad acquistare
girando .i.mporta.nza.
L'istituzione della scuola è dovuta ,all'on. Amminrstrazionie del P io Isti,truto N eg'ro,n e - opera
eretta in Ell{te moraJe - Ja quale nel provv-ede,re
larga.mente aill'iistl"Uziione dei g.io'Vani ,p overi ri.c-0veirati t!ratuitaimente ne11 proprio Istituto, volle e
seppe creare una vera scuoLa industria!Le pubblica, mo::lerna, ri1spondente a,i più sentiti bis•o,g'ni
della nd.zion,e.
Una parte imporlante del grandioso pailaz:z.o
d,eJl'Ist,i tuto Neg:ron1e - che .si vede in fotog'raba
ven-n e destinata agli uffici. gabinetti ed aule
d elh nuova Scuola, mentre per Je eseroitavioni
pratiche l'on. Ammin,iistra.zione f e,ce co:sfa·u:irel adiacente al pailazzo, un piccolo ma mo.de:rn~· e
comiplefo opi-6.cio di blatt,ura con fahhricato di tipo
rndustriaile cop,11ente un'area di oltre 400 metri
quadr:iti.
La Scuola si suddivide in due corsi:
1) un corso• preparatorio d,ella durata 3~ ~d ue
1·
anni.
•i
•
2) un c,orso tecnico deiHa durata di tre anni~
Sono ammeS1si allla prima da.sse deJ corso pre-
Palazzo principale.
87
LE I . I. I. - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - · = - = = = - = = =
=== = = = == = = -
Mischia - Apertura - Battitura - Cardatura - Veduta parziale della ritorcitura .
88
~
UNA NUOVA SCUOLA PER LA FILATURA DEL COTONE.
pairato,~o ,coloro che pos.seggono iil certi-G.cato di
promo:z.ione alla quinta elementare o iJ d-ip1oma
di mahir.ità.
Sono ammessi wl1la prima classe del corso tecnico gli aàunni ohe hanno frequentato con prohtto l'intt!To corso prepara-torio, nonchè ,c oloro che
posseggono la licenza di scuol,a tecnica o titolo
equival ente.
N eJ. corso {,re{,aratorio le lezioni sono puramen,te teor,i che e sono s alte .suLla base di speciali programmi nei quali è daito particolare sviluppo agli intsegnaimenti di ma,g:giore attinenza
colle mater.ie pr.of essionaJ.i.
Nel corso tecn:ico gli inse.gnamenti si suddivi-
L'anno scolastico è della durata normale (,nove
mesi circa) per iil corso preparator,i o e per Je lezioni kor.iche del corso tecnico ma per le esercitazioni pratiche è di undici mesi, riducendosi per·
tanto le vere vacanze al solo mese di agosto.
È da rileVlare :
1) Che l'iinsegnamenfo teori,co professionale
essendo suddiviso iin tre ann1i e sfrondato di tutto
ciò che non ha diretta applicazione pratica è vasto e completo e, ne1lo stesso tempo, è facile ad
e<Ssere capito ed ass•iimiJaito.
2) Che la coJtura genera•l e è rigorosamente
ridotta allo stretto necessario per le esigenze
normali della. vita.
Preparazione.
dono in lezioni ed esercitazioni, che sii alternano
e che complessivame,nte occupano otto ore a1l g,i orno. Nel primo e secondo corso (tecruco) è data
Ja ma[!g'iore importanza ed il mas.siimo sviJ.ujppo
allo st ud.io delle mat,er.ie professiona,l i (-G.,l atura
meccajruica, disegno-macchine), accanto alle quali
è man t enuto lo studio delle mater>ie di coltura
generale con .specia,l e rigiuardo ailla mat e matica.
Nel t e rzo ail!Ilo ,sono abbandonite tutte le materie
di coltn ra per fare es dlusivamente lezioni di filatura, disegno-macchine di filatura, ed esercitazioni pratiche.
S) Che le esercitazioni pratiche per la loro
durata e per la ricchezza di mezzi di cui si dispone sonJ tali che l'alunno ,nella scuola viene « formato » alla vita reale dello ,stabiJimento dimodochè en t rando n eilla ,grande >industria egJi può immediatamente essere in grado di !rende rvisi utile
setn.za b isogno di alcun altro tirocinio.
È da rilevare ainicora che aille esercitazioni prati,che s ono rivolte le ma-ggiori cure sia da parte
dell'Ammini~trazione, che per esse ha costruito
U1n. Ja-b?r ato.rio che è indubbiamente più comp;leto
e più moderno de.i laiboratori delle prime scuole
89
LE I. /. I .
del ge nere di lnghillterra e di German,i a, sia da
parte della Direzione, che con ogni sf orz.o e con
passione celica di ,com.rplet>aire e perfezionare sempr-e più, coordiniaindo razi001aiLmente teoria e pratica e mantenendo nel più stret>to conta-Ho la
souoh e-on findu:str,ia pe.rchè la scuola ste.ss,a n e
aibbi.a la necessaria ,g iusta ,g uada nonchè l'appoggio morale e materiale mentre, contemporaneamenite, ries ca a f amsi ·s empre più conoscerre 'ed
aiPipreuare niei ciT1ooli mdustriali i quali, pur troppo, per l'esper,i enza passata, in fatto d i scuole industriaii sono molto scettici.
lancie di prec.ision'e, dinamom e tri, torsiometru., b ilancie di st,agionatur,a, ecc.
Gli orari d ella Scuola sono combinati .in mod o
che, alternativamente o simultaneamente, gl!l. al'Unni dei tre c-o rs:i sono i•n op,ifi.cio per tutte le o tto ore d e l giorno e, ,d u.rainte que.sto tempo, l"opihcio fun ziona in pieno. Nel pirimo anno ed in pairte nel se,condo gli aih.mrui in ~-ahoratorio sono semplici ope,raii (portaispole, oliatori, attaccatili), ne!
s e condo •anno diventan-o sottoas.s,istent.i. ed assisit e nti, hnchè nel terz.o a,n no essi sono veri assist e nti. -:api.reparti e c apisala.
1
Selfacting
Il picco•l o op.ihicio è fornito di tutto il maicchinario per la filatura e la ritorcituJra del cotone;
macchinario ,costrwito esipress,a.mente con cure
spe;ciali e caH'a,}?lpliica:riirone di tutfo quanto vi ha
di più moderno ,in ·f atto di lavorazione del coton ~,
coordinato e reigolato in modo da poter pr,()ldum-e,
, alternativamente, titoli gr-0ssi e t ~toli h ·n i.
Annesso all 'opihcio-.scudlia vi è un gabinetto di
pr,ovinazione e di !ajn.alisi fornito di tutti gli .apparecchi più mode:rni per le provinazioni dei ii.lati e
cioè: a ,-;pe e bilaincie, per ti,t oli di ogni g'eneire, bi-
90
Per turno di una settimana o di quindici g,iorni,
a seconda del loro numero, i licenziandi si assumono tutti i com.pii.ti e [ e re.s,ponsabilità d,i capisala e di asl'-istenti. Il caposala ri ceve gli ordini
e li trasmette agli assiste,n ti, controllandone l'ew
secuzi,one, dispone,ndo di propria iniziativa per
re.gistr azioni, ca·mbiamenti di pignoni, montaggio
e smontaggio di parti di ma:cch~ne, pulizia, corufe~
zione ed imbal1aiggio d ,ella mater.ia - mentre gli
ass~stern t i eseg'u.Ìscono de registrazioni, curan-o la
pulizia e l'economii.a, fanno i dovuti cambiamenti
UNA NUOVA SCUOLA PER LA FILATURA DEL COTONE
e le reh-tive ,prove. Durante il periodo delle 1Soile
eser,cituioni (luglio, settembre e parte di ottobre), vengono sospesi anche g,Li esercizi pratici
di montagg.io e smontaggio di pa.rti di ma,c,c hine
per las ciar vi,vere neli'otpihcio-scudla Ja vera v.ita
deJ.lo stahilimento, lavorando e producendo
industir,i~lmenrte. Cosicchè in questo periodo che .s.i è staibilito con s.c opo ben definito - gLi abnt11i si abituano a il ~aivoro continuo, si fanno « naturaLmente » una idea preic.iisa di ogni cosa, s~ abituano ad affrontare ogni giorno difficoJtà ed inconvenienti nuovi, assu.mendosi le relative re-
è trasc·. irato per il conseguimento degli sco,pi prefissi: in.è il'esemipio delle scuole esteire più rinom,ate, ove per l'addietro dove-vano riconere i giovani n?str.i sopportando spese ohe in sode ta·S•Se
scolastiche ammont,a;vano a mille e a 1500 Li.rie
aH'élJilno; nè gli errori ed i dif.etti che furono rilevati pel passato da.gli ~ndu.striali nelle 111ostre
scuoile profe.ssiona.li; e neppure si è lesinato nei
mezzi.
Man~hevolezz.e e dife.tti si pot.rainno ancora veriticare; ma sei in tempo ~elativa.mente così breve si è riusciti già a t·anto, non mancherà per l'av-
Veduta generale del laboratorio .
s1ponsabilità, e mentre p,r,endono amore e COlllh•
denza al lavoro, si appassionano a produr.re moilto
e ben,e .
Il direttore della Scuola è ,anche ,a dirett01re
del Lahoraitorio ed i1nsegnainte di filatura ed
ha sotto di sè, in laboratorio, personale pratico ed
istruito.
Le altre materie sì tecn~ohe che di coltura sono affidate a professori di provata abiilità e buon·a
volontà.
·
Tale è l'iimbasrt.i.tura e J'ordiname,nto geneirale
della S cuola nel suo te,rzo anno di vita. Nulla si
venire nè i!l modo nè il buon.volere nece.ssari a
ripararli.
Si n,.1ti che nel 1914 non esistervia ancora nulla
e che perciò si impiantò la Scuola, ,s i castiruì il
Ja!borat ario, si fecero tutti gli acq1Uisti durante
que,s ti anni di guerra, superando difficoltà di ogni
genere sia per il trws,porto del ma.cchi,nario sia,
speoialmente, per ottenere che in via e,c,ce~ion,ali,ssima veinussero ,c oncessi i montartor.i specialisti
dall'Inghilterra e fosse n,el contempo accordata
licenza provvisoria aJ direttol"e, ufficiale ,al fronte. Se :la Scuola non fosse sorta in un periodo co.sì
91
LE I. I. I. ======================================= =
ecceZIÌona.1e. a quest'ora essa sarebbe certam1e,nte
già b e n conoS1ciuta ,ed aipprezzata dai n01S'tri industriali, ciò ,c he aivverrà sen~a dubbio in seguito.
Ad ogni modo og1gi. malgrado la guerra e le sue
molteplici ,conseguienz.e, la Scuola funziona e funziona hene con un numero abba1stainza rilevante
di ,alun!1.i. nonostante che le ·ultime chiamate abhiailllO dimmuirto iil illJUltnelrO dei frequentanti l'ultimo .c,orso.
È da notarsi. h-na1mente. per la maggiore g'arain:z:ia dell'iru::lirizzo eminentemente p::.-atico deJla
Scuola, che .il Consig.liere Delegato alla medesima è alla testa di un•importainte azienda industri•ale di :filatura e •che il Direttore alla coltura
tecnica nece1ssair,ia aggiunge a;n,che una buOlll a
pratica fatta in opi.fici industriali.
Quanti intendono fruire .dei corsi della Scuola
di :6i1aitu.ra possono esservi ,ammes.sii in quali,t à
di alunrii esterni, median1•e il pagamento di wn a
tenuissi.ma taissa scolastica (80 lire aH'anno ).
QueJii provenienti dal di fuori possono trova re
coUocamento nel Convitto_ annes,so alla Scuola,
istituit.:> senza nessun scopo di lucro ed a retta
modicissima, adartto specialmente pei giovani delle famiglie meno ag'.i,ate - ovvero possono collocarsi pr esso f aimi glie p,rivate o pre.siso gJi altri istituti~convitti della città.
Ing. M . Bohm
L'idrogeno e l'ossigeno 1n
sostituzione del carbone 7
Ne-1 volume III della rivista « L'elettrote,cnica » e prec,i.saimente nei numeri 8, 11, 13 dei mesi
di marzo, aprile e maggio 1916, l'ing. Ve.lardi poneva alla discussione l'importa.nte problema della ,c ombustione dell'idrogeno, ottenuto dall'elettrohsi dell'acqua, utilizzando i cascaimi di ene.r gia eLettrica.
L'ing. Mari10 Calleri proponeva a sua volta una
miscela di gas illuminante, idrogeno ed ossigeno •i n proporzioni tali da evitare la possiibilità di
scoppi ed ottenere un maggior rendi•mento in calorie.
L 'ing. Salvadori, pur dimostrando la convenienza, per il .m inor consumo di carbone, deUa produzione di un ga'S d'acqua puro, concludeva che
non era assolutamente provata la convenienza di
s·o stituzione all'attuale gas illuminante.
Infine la Commissione per lo ,sviluppo delle applicazioni elettriche nominata dall'Associ,azione
Esericenti Imprese Elettriche riferiva a sua volta
i seguenti elementi che riporto integralmente dall'accennata rirvista:
« a) Alla produzione di 1 mc. di idrogeno occorrono circa 6 a 8 Kwh così che con energia e~
lettrica a 1 cent . .il Kwh il cost-o de.11'.idrogeno risulta, solo pex l'energia, di 6 a 8 ce.nt. il m.c. Con
buon·i apparecchi elettrolizzatori si può contare
di ottenere 15 mc. di gas con 100 Kwh.
b) Le altr.e spese dell'eleitroli,si, extra energia elettr.ica, si possono valutare a 20-30 cent. per
mc. di idrogeno.
c) L'energia elettrica per gli elettrolizzatoiri
deve•, come si intende, ess•ere applicata sotto forma ,d i corrente continua a bassa tensione; generalmente non oltre 200-300 volt.
d) Pel re,golaire buon funzionamento dell'elettrolizzatore oocorre ad,o pe.rare nell'elettrolito acqua assolutamente pura distillata. Consumo
0,13 lt. di aicqua per 167 lt. di idrogeno.
e) Gli apparecchi in commerc~o non garantiscono appieno contro la fofmazione di mi,scele
esplosive. La ,snrve.glianza degli a·pparecch.i ed il
controllo del gas devono essere quindi oggetto di
notevoli cure.
f) Lo spazio occo.rrente pe•r· il solo appan-ecchio senza accessori è di ,mq. 1 a 1,20 per o,g'ni
mc . .d'idrogeno producibile all'ora.
Per la città di M ,i lano si ha.:
Produzione annua di gais .illuminante circa mc.
50 milioni.
Potere calorifico del gas calo.rie 5000.
Carbone necesisario per detta p~oduzione tonn.
140.000.
Potere calorifico dell'idrogen,o calorie 2560.
Oc corre-rebbero . quindi 100 mila mc. di idrogeno ,e cioè 670 .m ilioni di Kwh. Ne consegue che
l'iidrogeno oosì ottenuto costerebbe L. 0.40 al mc.
e non si diimenti,chi che il potere ca.lorihco è la
metà di quello del gas illuminante. Si avrebbeiro
inoltre 50 milioni di mc. di o,ss.ige.no -che non tro•
verebbero •mercato, visto che il consumo naz,ionale attuale di questo ga,s è di soli mc. 500.000.
V oglia,mo spe!l"arre che questo contributo alla discu,ss.ione .desiderata dall'ing. V elardi veilllga, a
S'UJS'citarne altr.i per modo che il problema possa
venire completamente esaminato e ni,solto ».
A mio modesto par,ere, l'idea deH'ing. Ve[ardi
viene a cadere quando per lo stato eccezionale
odierno mancano quei cascami di ener.gia eh 'e·
gli si proponeva di utilizzare per l'elettrolisi, e
forse questa fu la ra.gi•one che la discus,sione, invocata anche drulla citata Commissione, venne a
mancare. O ggi •però, s.ia per l'aumentata cri,s i dei
carboni, sia .c ome problema interessante il dopogueu-,r a, mi pare che la cos•a meriti ma,ggior intere-ssrumento da parte degl'industriali italiani ,..
non credo possa esservi miglior terreno di d-i.scus·s:ione di quello offerto dalla .r.ivista Le I. I. [.
Anziitutto contesto l'affermazione fatta dalla
Commissione nominata dall'A. E. I. E., che i 50
milioni di mc. di ga,s ossigeno non troverebbero
mer,cato, g.iacchè mi pare si potrebbe utilizza.re
l'oss~geno per 1a combustione del carbone nei comuni f o$ii di generatori di vapore. È noto che una
delle cause di diminuzione del rendimento del
ca.rbone è dovuta ai prodotti ,sfuggenti dal fumaiolo. Q uesti gas verrehbero diminuiti di 4 quinti
del loro volume se, invece di adoperare l'aria co-
93
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - = - - - = = = = = = - = = = = = = = = - = = = = = = =
me alimento d,ella oom.bU>Stione, si adoperasse
l'ossi,geno. Conskderando un buon caivbone, del
potere calor.ifi.co cioè di cador.ie 7500 ed una temperatura de~ prodotti ,della combustione d·i 300
gra·di, ,s i l:a un vantaggio del 20 % ci.rea utii!izzando l'ossig·eno come comburente. Quindi i 50
milioni di mc. ,consider.ati solo p,er la città di Milano, potrebbero molto utiLmente a1imentare la
combUJstione di 14.000 .tonn. di carbone, c~fra
modesta rer una città industriale qual'è Milano.
Ugua'lmente pot-rebbe, esser,e uti'lizzato l'ossigeno che si ottiene come prodotto secondario in var.ie i:ndustr.ie che hanno un avvenire gr.and.ioso,
cito ad eseITllp.io quella d,e lla calciocianamide.
In merito poi alla combusti.one deH'idrog•eno,
mi pare interessante .il problema, dltre che dal
lato e,l ettrolitico an.c he ,d a quello chimico. Le industrie che ottengono l'idrogeno come sottoprodotto ,avranno uno sv.iluppo gra.nd.issimo e potranno quindi disp,Olrre di quantità discrete del
detto gas.
Si trattere•bbe perciò di risolvere .il p.ro.hlema
che pe.rme.tte:sse 1a combustion~ ed J rifornimento d e i detti gas eiscogitando degli espedienti
ch.iim.ici e tecnici allo scopo di e1inùnare la possibilità di ::niscele tonanti. Non mi pare che le d:ifhcoltà posrsano essere insormonta:bi1i e sarebbe
quindi vant.a,gg.ioso studiare il problema ora senza attendere il doipo-,g uerrra ,c he, sotto ce.rti aspetti, -pr,esenfo.r à per la iinidustria ed il commerc·i o
deLle difficoltà rrnaglg'io.ri delle attuali. Pos·sa la
mùa modesta pairola essere la scintilla generatrice della discu.S1s.ioine che pe,r,son~ competenti hanno aredut,o opportuno .iniziare in altro caim.po senza .ragigiungerre, a quanto mi risulta, il desiderato swpo. Non dubito quindi che gli industriali
ital.iani, animati e sorretti dal:Ia .scienza e dal f econdo geni,o italiano, raggiung'erranno anche in
questo campo riisultati suffic.ienti a migliorare l'eC•onomia nazionale, base della tanto des·iideirata
pro,sperità indiv,i.dua!le.
Mario Pizzolato.
Il problema trattato è di importanza eccezionale,· però la proposta, a mio avviso, non può essere applicata utilmente.
L'A. ammette che per ottenere 1 metro cubo di
idrogeno, la cui combust;one in acqua, allo stato
di vapore, produce teoricamente 2570 calorie, occorrano Kwo 6,7. Colla spesa relativa si ottiene
anche mc. 0.5 di ossigeno, che si proporrebbe di
utilizzare per migliorare il rendimento della co m bustione del carbone.
Ora io penso che se i 6,7 Kwo fossero 1·mpi egati tal qual1' a produrre calore si avrebbero a d 1's{,osizione 5180 calorie, che potrebbero utaizzars1· con rendimento molto pross1·mo aJl' um.tà.
Non v1· sarebbe da preoccupars1·, 1°0 credo, p er
l'utilizzazione dell'ossigeno, d1· cU1· mai come al
presente s1· è provata la scarsità. L'industn'a m eta1lurg1·c:i, quella delle saldature ed alcune 1·ndustrie ch1'm1·che potrebbero 1·mp1·egarne quant1.tà
ingenti, purchè 1'1 prezzo riusc1'sse accessib17e alle
grandi applicazioni.
[ n quanto al suo imp1·ego per m1'gliorare il ren dimento del combustibae sulle grigl1'e deJle calda1·e ed ottenere cos1 un'economia d1· carbone, è
vero che una causa rilevante di {,erdita è dovut a
allo smaltimento dei prodotti della combustion e
a.1la temperatura d1" almeno 300 gradi. Ma si oss ~,-va anz1'tutto che 1·n molti cas1· è {,ossib7'le dim/nU1're questa perd1.ta colla gas1/;cazione preventiva del combustib17e, la quale permette di r1·durre l'eccesso d' an·a comburente e di impiegare 1?
s1.stema della combust1'one superpciale con rendimento superiore al 90 % .
S enza ricorrere al gasogeno, è ev1·dente che la
econom1·a del 20% sul consumo del combust1.bil e
è conseguibile solo 1'n casi spec1·ali dove i focolan·
funzionano con bassiss1·mo rendimento. È noto
1'nfatti che ( ammesso un carbone della com{,os1·zione ordinaria, del {,otere caloripco di 7500 calorie, e la temperatura de1· prodotti della combustione di 300 grad1) la perd1.ta al camino rappresenta a 20 % del calore prodotto suJla grigHa,
quando la proporz1·one d1· ac1'do carbonico nei prodotti della combustione è solo del 9 l){ . Invece ne1·
cas1· d1· ord1.nan·a, buona combustione diretta del
carbone sulla gn·g11·a, quando c1'oè l'acido carbonico rappresenta almeno 1'1 12
del volume del
/umo, temperatura 300 grad1', la perdita attraverso
il cam1'no è c1·rca 1'1 15 % del calore prodotto al focolare.
In questo caso, 1·mpiegando {>er la combustione oss1'geno {>uro, ciò che praticamente non sarebbe {>oss1'bde {>er altre ragiom·, la {>erd1.ta al cam1·no si 1idurrebbe al 3% del calore svilu{>{>ato
sulla gri;,lia. L'economia di combustib7'le sarebbe qU1'nd1· del 12 ~ , sem{>rechè l'ossigeno avesse
costo nullo.
Ing. Michelangelo Boh2n.
Fra.neo Fa.no
L'industria teatrale itoliana e l'affare Cortese
L',ingratitudine umana ha dato i.n questi gioirni
un esempo dassico co:lla gara affannosa di coloro che, ave,ndo ricevuto doni, stipendi e bene-6.d
da quel Luca Cortese che ha r.iem.p.i to de1l suo nome le cronache italiane, si sono affrettati a lanciargli, auspice la ge,neros•a ospitalità dei giorna1,i , le laicr.imose espres.sioni deJ. loro disprezzo. Com e s,e , quand'anche l'origine dell'oro eh 'egli dispensava foss,e stata pura, non pe.r questo altrettamto deplorevdle ,s are.bbe parso l'asserviment,o
di tutti al suo sogno egemonico sul teatro itaJiano.
Ancora non è r~saiputo -6.no a che punto il Cortese d ebba ritenersi delinquente, o pazzo; se eg·li
agiss·e per iniziativa pr.opr.ia o, cqn mire diverse
di quelle che pomposamente dichiarava, per con•
to d'altri. Ciò non c,i inte.ressa più che tanto. M a
non possiamo -6.guraircelo se non a:s1sociato al teatro italliano, ,e questa associazione ci um.i1ia. CoJoro che ingen,uamente c01I1f e,ssano, o pTudentem e:int.e non confessano qualche ammirazione per
le imprese del megalomame avventuriero, subisc ono un e,quivoco visuale; non considerano cioè
che l'ahilità da Jui dimostrata è in rag.ione inversa della dabbenaggine, deNa esosità, e, diciamo
pure una ,parola anch,e più cruda, dell'amorali.tà
di molti fra colo,ro entrati nell'orbita delle sue
(per usare un vocaibolo dal Cortese stesso adottato) « fondaz-iqn.i ». E quei molti sono, quasi tutti, persone che v,iv.ono .del teatro ,e ·n el t•eatro; e
fra quelle persone -n oi abbiamo visto con doilore
nomi chiairi nell'arte, ,nomi di artisti fra ,i più cari
al pubblico, i quali aivevano e non sentirono il dovere di .diif,ender•e la scena italiana dahl.e mire di
chi v o l e va, sia pure sotto la maschera di una male
intesa pratezione, costringerne, il liber-0 volo indi:p e nde.nte, in un v-ergog,noso monopolio. Anche
colo,ro che erano in condizio.n,e di .ricord·arlo, non
hainno pensa.to che ad essi era QO·n bdat.a h tutela
del patrimonio di tutti; e arrende1rud,o si alla tronha parola del lusingatore, hain.no tradita la causa
comune per il personale int,eress,e. Se la provvi1
deinza divina ,non aivesse aperto gli occhi a qualcuno, f.ra pochi me.si tutto iil teatro .italiano sarebbe stato nelle mani di un uom.o qualunque, pel
solo fatto che dava cinquainta 1ir,e di mancia al
portiere ,c he gli apriva l'automobile. Ciò, conveniamone, è supremamente triste. Nè vale or.a considerare quali muni-6.ci benefattori deJ teatro questi o quegli i:mpr-esari consociati, affermando, non
sa1ppiamo con quanta e,s attezza, che essi hanno
pr.of uso ,i n perdita c~pitali ingenti, per dimostrall"e
la taccag:n,eria deJ Cortese c he in alcuni mesi di
molteplice capocomicato non avrebbe speso n,e.mme.no 300.000 lir.e. Nè vale atteg·gia..r.si a vitti.me,
concedendo int,e,rviste per fare dichiarazioni che shalordisco:no per la loro ingenuità;
come quella di un professionista che gode
reputazione d.i assai abile, il quale dichi·arò a ,sua discolpa avergli iJ Cortese as,s 1cura t,o ,d i guadagnare cinque .milioni l'anno. Si può
forse in I tali a irealizzare ducri simili qruestamente ,e ahl'insaputa di tutti? ... La verità è purtroppo
una sola, evidente ed amara: gli artiisti ita1iani,
e 'll.'e facciamo colpa ai ,miaggiorj, hanno avuto un
momento di aberrazione ,nel quale ob:lia,ron.o .il
teatro pe.r quel tanto di idealità e· .di purezza che
può anc,ara contenere, e ne haniruo un po' offuscata
la g,Lorios-a tradiz.ione. Essi halllilo rievocate le u-:
miJi origini della loro professione mal 'retribuita,
e poiichè J',o ccasione ne favori va l'incre·men.to· economico, si sono abbandonati alla me.rcè del primo venuto pe,r,chè m,on badava a spese, nè s.i sono preoccupati di conoscere se quel.la fortuna che
si !argiva 1oJ'lo così geinerosaimente avesse origini
lecite.
Tuttociò, ripetiamo, è molto triste. Ma forse
non s airà un male che siaisi richiamata, sebbene
così chia,ssosaimente, l'atteinzione del pubbil ico
suJlle condizioni, non 1i,et,e, certo, d',amhiente e di
vita, deill'iinidustria teatrale italiana; in ispecie del
t eatro di prosa, perchè con quello di musica il
Cortese aveva appena comincia,t o gli approcci. Se
i,l 1ive.1Jl,o mo.rale ne permane piutt.osto basso, ciò
95
LE/. I./. ========= == ====== = ===================== =
dipende quasi e,sclusivamente dalle .c ondizioni di
esistenza. Ja cui pvecarietà ,grava ineluttabilm-ente sulle sorti degli artisti ,e d ,etl teatro.
Gli aiutoo-i. ,i capocomici. gli attori. i proprietari
di teatro ,costituisc-ono tante forze in co.ntinuo
contrasto. poco o maile organizzate gruppo per
gruppo e 1niient,e affatto fra 1o.r,o per i rapporti comuni col pubblico. L'iinJustrializzazione del t,eatro dovrà essere per l'avvenire più saviamente e
logicamente intesa di quain.to ,n,o n sia apparso n.ei
poch-i tentativi fatti hn qui; essa giov,erà all'airte
ed a quanti la prof essano. in quanto promuoverà.
la li,bera concorre,nza. I « tirusts » non hanno f atto buona prova sulle scene: furono tenta.ti qu-e.Ui
degli autori e dehle .c ompag,nie ... ; v,ig,e ancora queL
lo dei teatri ... Ma il pubblico non si inteiressa di
tuttociò: va a teatro. paga. spesso paga troppo e
non si preoccupa di sa,pere che gli attori .che lo
dilettano sono pagati troppo ,poco. Pig-lia quel che
gli dànno e non ha nessun obbligo nè alouna po,s .sibilità di sap,ere quello che non gli dànno; s'accontenta e ,sonn-ecchia ,c ome l'ippopotaimo.
ma quando per avv.entura si desta. diventa feroce ... E allora non v'è « trust » che t,ein,g a.
Senonchè nel tempo che occorre per questa lenta accumulazion-e di f.orze reagenti nel pubblico.
molte giovani in.tel.1ig,enze. molte idee !buone,
molte ,energiie · f att~ve possono esaurirsi; molte
c-o ndizioni di mediocri e di mestieranti hainno
modo di arricchirsi a danno dei più. ed è questa
.la ragione per la quale i monop,o.li non possono
eh.e pregiud-i ca:re il teatro. E però i capocomici. i
comici e gili autori ste.ssi che so.no i più importanti l,avoratori della scena, devo1nio insorgere.
Il « fattaccio » Cortese . ha dimostra'fo che a
questa insurrezione neSS\.lllliO è preparato. tutt'altro ... È ben vero che la Società degli Autori emise un voto .di aspettativa, per quanto benevola.
nei riguardi del memo.p olio Cortese; ma anche ai
gridi d'allaTme della Soci,e,tà degli Autori. a quest-e periodiche sollevazioni di scudi. generos1e e
maignaniime in apparenza qua,n to vane nei Joro
effetti. siamo ormai abituati. Ainicora una volta.
dunque. gli artisti di tea.tro ripr,endono le loro
querimonie; il disagio ha riafferrato il teatr,o
drammatico; i contrasti si riaccendono.
Faccia ciascuno run esame di cos,cienza e r.iconos·ca quel ta-nto di colpa che gli spetta nella nuo•·
va crisi. Non per nulla for:se Luca Cortese scelse
il teatro italiano come campo delle sue gesta. E-
gli. in un mome!nfo tragico e sublime per l'e sistenza deJ.il'l tali a. in un .momento nel qua,l,e tutte
le energie p.iù umili ed ignorate conv-ergono n el
comune sforzo imirabile che consacr:erà i de,s tini
nazio,nali. ha inscenato UU11a .parentesi grottes ca.
Mentre le v-ette dell'Alpi e le acque delil'Isonzo
si invermi,gliaino quotidianame,n te di giovane sangue dat-o .in olocausto alla Patria da migliaia di
oscuri hgli pe.r Ja santità dell'id.eia.il.e. l'ignobile
ciurmaidore ha gettato a manate l'oro sul teatro
italiano. e gli artisti avidi e incons,c i :non si sono
avv,edut.i che quell'oro era fango.
Franco Fano.
L e amare rifìessioni del nostro autorevole co llaboratore sono, purtroppo, giuste e interpretano
il pensiero e i sentimenti della grande maggioranza dei nostri l ettari i quali costituiscono appunto in ogni centro italiano la massa del pubblico « pagante » a cui accenna il Fano.
Il teatro può, deve costituire anch'esso una industria e un' industn'a aristocratica ed intellettiva analoga all' 1"ndustria editon·al e e all'industria
g1°ornal1°stica.
Queste ultime due, per virtù e tenacia di uomini 1°ntegri ed 1'llum1°nati, sono entrate nella dina•
mica normale di tutte le industrie; perciò il prodotto ha raggiunto forme sempre più perfette e
superiori, giovando cos1 REALMENTE alla vha
intellettuale della nazione, al progresso dell'arte,
della civiltà, del pensiero.
17 teatro è rimasto, invece, queJlo che trenta
anni fa era il nostro mondo letterario e giornalistico: è rimasto, cioè, un mondo, diremo così,
«coloniale», nel quale prospera tutta una vege•
tazione di imprenditori avventurosi senza morale
e senza scrupoli.
Per un uomo di teatro (le donne lasciamole
stare, per cavalleria), mancare alla parola, violare
un contratto, lasciare insoluta una cambiale, so•
no le cose più naturali.
A mentalità siffatte sfugge quindi una delle
più irreversibili 7eggi delJa dinamica industriale:
ESSERE LA PROBITÀ LA MIGLIORE SPECULAZIONE IN AFFARI.
Di qui 17 fenomeno Luca Cortese, che non {,oteva sorgere e 1°ngigantire se non in un terreno
in decomposizione, come è oggi que7lo del teatro.
N. d. D.
La. partecipa.~
zlone ita.lla.na.
a.Ila. Fiera. d i Lione
I I.
Le lndusìr ie coloniali - L 'es empio fr a n cese Per una mos tra dello Stato italiano - La stamp a inferiore al suo compito - Costumi sorpassati - Il d opo-guerra - La conquista della
n otorietà - Il " r e cord" dell' Italia.
Se i,l nostro governo si. fosse meno recisamendisiinteressato di quanto riguardava la Fiera
di Lione, avrebbe potuto con vantaggio inviare
a quel oonveg'no mondiale dell'industria e del
commercio anche un delegato del Ministero dell e Colonie. Avrebbe potuto così co.mpl,etamente
a pprendere e utilmente meditare la vasta opera
compiuta dalla Francia per la valorizzazion,e economica dei suoi possedimenti coloniali.
Di quest'opera teina-ce e profonda il gov,erno
francese ha dato a Lione una dimostrazione impressionante. Materie prime e prodotti manuf atti ebbero la più larg'a esibizione in una mostra
cong'eg'nata abilmente, illustrata da numerose
pubblicazioni speciali~ è stata una affermazione
v igorosa ed una vera rivela~ione.
Agli occhi d,etl g'ran pubblico internazionale con.
enuto a Lione quell•organica e~posizione campionar.ia di prodotti esotici completata da un esauriente corredo .di notizie potè signihcare la
giustificazie1n,e delrimpulso colonizzatore francese. La Francia d,imostrò infatti di saper far liorire le industrie indigene, di saperle collegare alle iniziative industriali europe•e, di sa.per provv.edere ai traffic,i opportuni, di saper mettere in valore le principaJ.i risorse del .s uo vasto impero coloniale. Da ciò .che si poteva vedere e da ciò che
si polteva legg·ere risultava nettamente la linea
fondamenta1e d•un lavoro lungo, coordiinato, consapevole. compiuto sulla base d'~n preci.so piano
d'azione e col sussidio di mezzi potenti.
Dalla visione e dallo studio di quanto la F rante
eia pr,esentava al giudizio del pubblico ed alle
contrattazioni ·con gli ~nteressati, l'Italia avrelr ·
be potuto apprendere molte cose; ma forse, in
attesa di poter emular~ •nell•avvenire, avrebbe potuto anche tentare qualche affermazione per il
presente. All'Esposiz,ione coloniale di Genova l'Italia fece aimmirare documenti magnifici della sua
opera di civiltà compiuta in Af rie a; forse una
parte di quel ricco materiale,· più attinente alle
industri.e ed ai commerci, oompletato da campioni e da notizie di pratico interesse, avrebbe potuto non indeg•n•amente rappresentare dinanzi all'estero lo sforzo compiuto dagli italiani •n ella loro giovane attività colonizzatrice.
Se il nostro governo si deciderà a riconoscere
che l,e g'rand.i comp·etizioni delle in.dustrie mondiali, .sintetizzate nei convegni come quello di
Lione, meritano qualche cosa di meglio che trascurmn,z.a ed assenteismo, potrà trovare anche e
specialmente nel campo coloniale il terreno adatto ad una sua particolare affermazione. Insieme
alle pr,ivate industrie, che portano i prodotti della loro iniziativa individuale, sarebbe lodevole ed
importante che lo Stato potesse e volesse mostrare i frutti della sua opera promotrioe, org'an1izzatrice, int,eg'ratrice del movimento econom~co
ne.Ue nostre colorue.
***
Quando la reale importanza di questi grandi
schieraim,enti della produzione mondiale sarà adeguatamente apprezzata, tutti in Italia f aranno senza dubbio più e meglio di quanto abbiano
97
7
GLI ITALIANI ALLA FIERA DI
RATELL MAINO
·. GALLARATE
&C
GLI IT AL/ANI ALLA
fatto futora. Lo Stato, che hn,ora non. fece assolutamente nulla. cederà ,agli .i ncitamenti invero
.ben giustilicati. E allo stesa-0 modo è ,sperabae s.i
eme.ndi '\ll\'altra grande colp,evole di trascuranza ,prof onda: la stampa.
· Il giornalismo italiano ha quaisi completaimente ignorato la Fiera di Liane; nè vale l'attenuante, da taluno invocata, della necessità di ~iservar
lo spazio alle còse della g'uerr.a, poi che si vide.
ad eiSempio, quale inv-erosimile numero di colonne dei quoo:idiani sia stato recentemente dedicato al grottesco r.isveglio dal sog'no d'oro cui s'era
abbandonato il nostro mondo teatrale ...
La stampa italiana, nel suo complesso, non solamente non riconobbe il valore della grande g~r a indetta, nè incoraggiò o tampoco seguì lo sforzo compiuto dalle industri•e ~ostre eh.e vi parteciparono; ma a Fiera compiuta diede prove numer ose d'una legge,rezza che sollevò legittime proteste. Ecco che cosa avvenne: più d'un giornale
quotidiano, e non dei meno autorevoli, pubblicò
relazioni assolutamente cervellotiche, hrmate da
pre,tesi inviati speciali, che viiceversa non avevano ev~dentemente ma,i visitato la Fiera di Lione.
lnf attii ~n quelle oorrispandenze si leggevano
giudizi. dati con molto sussiego, sulla mostra di
industrie italiane, che non arano affatto intervenute; si leggevano in.nii al successo di ,espositori
italiani, che mai s'erano sognati di mandare i loro prodotti a Lione; si legglev,wn.o impressioni sul
nuovo edificio della Fiera, il quale invece non è
per ora ch,e un · v ago progetto sulla carta~ si leg'•
g'evano partiic.o laireggiate notizie intorno ad un
nuovo ordinamento della mostra, che viceversa il
Comitato non aveva mai pensato di discutere e
t anto meno d'approvare ...
O:na tutto ciò fa parte di quel vecchio armamentario giornalistico, che permetteva a certuni di
far la critica d'un libro che non avevano letto o
di dar la relazione d'uno ,s pettacolo al quale non
erano andati ... e che anzi qualche volta, alrinsaputa del giornalista, era stato sospeso. Ma questi
ant ichi costumi non sono più del nostro tempo:
e .dovrebber:o venir smessi sopratutto quando si
tl'latta di g'rav i interessi, che toccano sensibilmente l'economia nazionale d'oggi e più ancora
quella di domani.
·
1
***
Domani: il dopo-g·u erra. Tutti ne parlano, tutt i affermano il dovere di pre,p ararvisi con ogni energ'aa, tutti hanno insegnamenti da impartire e
rimprove-r i da muovere; ma •in realtà non molto
si sta facendo, e quanto si fa manca ancora di criterio org'anico. Auguriamo che qualche tentativo
FIERA DI LIONE
in corso risponda meglio allie esigenze della realtà, e conhd.iamo che n ,el pvog'ramma da svolgere
sia tenuto miglior conto del comodo campo d',a:z.i-one offerto dalle Fiere intel'ttlazionali.
' Quel poderoso coeffici,ente di successo ch'i la
pubblicità, non fa cile sem.pr,e ad essere conseguito da1lo sforzo isolato delle singole industrie,
viene offerto .in larga misura e con modesti sacriiici individuali dai grandi convegni dei compratori e venditori delle varie nazioni. Il primo oenitinaio d"industriali italiani, che ha voluto coraggiosamente affrontare l':incognita della partecipazione a queste Fie re mondiali, ha constatato
in primo luogo che v'era molto da apprendere. e
poi che vi si poteva agevolmente acquistare quella notorietà di cui s'alimenta e s'acceintua il successo dei prodotti delle industrie.
Di qU1esta notorietà ha particolarmente bisogno
l'industria italiana, più giova.ne d.i tante alt~ e
sopratutto ultima vienuta nell'arte di far conoscere ed apprezzare all'estero i propri prodotti. Intorno alla propuzione italiana aleggiava sinora
un 'atmosfera di dubbio e di shducia, determinata in parte da quelle ragioni politiche che si ripercuotono automaticamente sulle situazioni economiche. e .in parte dalla scarsa conoscenza che
si aveva all'este,ro de.gli sforzi cons.i derevoli e fecondi compiuti negli ultimi anni dagli industria1.i d,Itialia. A guerra hnita, la situazione politica
del nostro paese apparirà al mom.do ben diversa
e ben mag'g'Ìore di quanto fosse giudicata in pas- ·
sato ~ per completare gl~ elem,enti d'una grande
affermazione industriale. bisogna che i nostri prodotti siano largamente conosciuti. È indispensabile quindi che nelle g'raindi mostre -internazionali l'Italia sia ade guatamente rappresentata.
I primi tentativi fatti sinora hanno dato ai partecipanti la confortante sensazione che la nuova
industria italiana è temuta da molti concorrenti.
È questa una g'rande parola, ma che risponde esattame~te alla realtà. Nella sostituzione di tanti
prodotti austro-tedeschi venuti a mancare, l'industria italiana ha preso il suo posto con una rapidità di risoluzion e e con una gein.ialità · di adattamento, che le industrie di altri paesi n•o n hanno
saputo raggiungere. E lo ha fatto senza nocumento di quella vasta mobilitazione industriale per
i bisog:ni d,i guerra, che pure ha saputo corrispondere alle più larghe esigenze del f abbi.sogno per
l'esercito e per la marina.
Ora questa attitudine a creare in un momento
simile n,uove fabbricaz.io.rui .all'infuori dei g'Mndiosi apprestamenti bellici, non fu dimostrata con
pari successo da altri paesi. pur fortemente orga-
99
GLI ITALIANI ALLA FIERA DI LIONE
MANIFATTURE
COTONIERE
MERIDIONAL I
ROBERTO WENNER <u C.
INDUSTRIE TESSILI
NAPOLETANE
Interno degli " Stands " a Lione
~
NAPOL I
GLI lT AL/ANI ALLA
FIERA DI LIONE
<r
Certamente non fu la preoccupazione
allargare la sua vasta cerchia d'affari che spin.se que-:
sta Casa a partecipare alla Fiera nel primo e nel
secondo anno. Essa vi intervenne per spirito di
patriottismo, desiderosa di compiere sul terreno
e conomico una solida affermazione nazionale,
contribuendo a mostrare quale alto grado di perfezione abbia raggiunto l'industria cotoniera italiana.
. Ai competenti, convenuti da ,o gni regione alla
Fiera lionese, non erano certamente ignoti i prodotti dei quali la grande Ditta fa un 'esportazione mondiale; tuttavia il modo com 'era organizzata la mostra e la ricca varietà deg•li articoli esposti, suscitarono la maggiore ammirazione.
Lo stand appariva veramente superbo con la
quaintità degli articoli, disposti con maestria. Erano molto notate le fantasie per vesti muliebri.gli svariati tessuti per camicette e specialmente
Isidoro Reggio.
il vasto ,assortimento di modern.i articoli per camiceria da uomo. E ,altrettanto ammirati i fodeTra le mostre dell'industria itali,ana che più rami in satin e in tkibet, i foular ds di cotone neimpressionarono il pubblico in ternazionale con- ri e colorati, rica·mati e frangiati.
Q uelli ,che destavano addirittura meraviglia
venuto a Lione, -figurava indubbiamentè quella
della Casa Fratelli M aino e C. di Gallarate.
erano gli ,artic~li fabbricati con seta arti-fiéiale, e-
nizzati nel campo industriale. È questa uma constatazione che a Lione fu fatta più volte nella
cerchia dei visitatori esteri più competenti: ed è
spiegabile che questa specie di record industriale
italiano abbia cominciato a suscitar preoccupazioni tra· la concorrenza.
L'industria italiana, a sua volta, comincia ad
acquistare la coscienza della propria forza: e sentirà quindi sempre più intenso il desiderio di farla più Jargame·n te .apprezzare all'estero. Valuti il
governo l'importanza di questa fase psicologica
attuale della nostra industria; e non lasci trascorrere .invano e <:lepr1mersi nell'isolamento lo
scatto che si è felicemente iniziato.
Governo, industriali, stampa, energie vive della nazione, è questa l'ora di coordiinare lo sforzo:
anche sul terreno econonii.c-0 la si-ella d'Italia
manda bag1ior.i di vittoria.
Gli Italiani alla Fiera di Lione
I
FAB -B .RICA
DI CRAVATTE
VI A
TASSO 10-1 2
MILANO
101
LE I. I./. - - - - - - - - - - - - - - - - seguiti con inappuntabile ti.nitezza e con un gusto autorità f ranicesi Oflllorarono gli stands delle due
g'randi Società: « Manifatture Cotoniere Meridionali Roberto W enner e C. » ed « Industrie
Tes:s~li Napoletane».
Erano le sole Ditte di Napoli .partecipanti alla
Fiera di Lione~ e riscossero l'ammirazione delle
autorità e delle mag'g'iori personalità non solo,
ma ancora dei numerosi visitatori.
Formava ragion di plauso la siglnor.ile eleganza
con la quale erano arredati i due stands, che non
ti.gwravano distinti, bensì coordinati, l'uno servendo quale salotto di trattenimento, l'altro quale sala di espos•izione dei prodotti· delle due Società,
che - com 'è noto - costictuiscono un 'unica grain,de Azienda, ,possedendo le « Manifatture >> la
qu,asi fotalità del capitale delle « T e,ssili )).
I due stands, la di cui organizzazione ,e ra stata curata dall'Agenzia che le due Società napoletane hanno a Parigi, erano intieramente addobbati. con gobe7ins, portiere e tappeti della p.roduzion.e delle « Industrie Tessili Napoletane >> .
Ai visitatori 'di essi ( e furono migliaia) venne
***
Veramente molto lusinghiera fu la v1sllta della offerta la superba pubbli.cazione testè fotta dalle
quale il Presidente della Repubblica, il Mini- due D itte, in italiano, in ingle,se e in francese.
stro del Commercio, il Sindaco di Lione ed alt.re della quale parlarmmo ampiamente in questa Ri-
che tutti riconoscevano.
Se i compete:nti sapevano di potersi aspettare
tali prodotti eccezionali dalla potenzialità della
Casa Fratelli Maino e C., viceversa il grande pubblico meno versato rihùtava quasi di credere che
articoli consimili potessero essere dovuti alla produzione italiana. Questo effetto di rivelazione,
suscitato alla Fiera dalle più importanti mostre
delle nostre industrie, è un fatto dei più confortanti: e l'opinione pubblica all'estero comincia
ormai a persuadersi che l'industria italiana può
in molti campi sostituire con onore e con vantaggio quel monopolio eh 'era esercitato dalla produzione aµstro-g'ermanica.
·
A questa constatazione ha notevolmente contribuito la Casa Fratelli Maino e C. Nel suo stand
di Lione era data brillanteme,n.ite la prova che anche nel campo degli articoli hni è suonata per
l'industria cotoniera ita.lia.na l'ora dell,emancipazione dall'estero.
GLI ITALIANI ALLA FIERA DI LIONE
UNION·E ITALIANA
fra Consumatori e Fabbricanti
di Concimi e Prodotti Chimici
Società Anonima - Capitale L. 40.000.000
Sede Centrale: MILANO Via S. Nicolao, 7
102
-===== = --------------- GLI lT ALIA I ALLA FIERA DI LIONE
vista, ed anche pei visitatori vennero .allestite
migliaia di colleziotn,i di tricromie raccolte in eleganti buste con le principali vedute degli Stabilim enti.
Insomma ogni cosa era stata predisposta in modo da dare l'esatta impressione della potenza e
dell'espansione delle due importanti Case napoletane, che più non avrebbero potuto fare per il
decoro dell'industria italiana.
Le «Manifatture », oltre i filati d'ogni specie,
presentarono vasti campionari di stoffe per vestiti da uomo e da donna ad imitazione dè lana, tele
pesanti per copertoni e tessuti per equipaggiamento militare.
Le «Tessili » tessuti per ammobigliamenti, coperte e tappeti.
Dalla pubblicazione fatta in occasione della
Fiera, si rileva che le due Società - che recentemente .impiantarono alllche una propria Ag·enzia a Milano - posseggono L. 13.150.000 di capitale azionario e stabilimenti portati in bilancio
per circa 8 milioni, ma che ne costarono però 23,
on una superhcie occupata di circa 200.000 metri quadrati; 140 mila fusi di filatura e ritorcitu:va, 3 mila telai fra propri e lavoranti presso ter-
zi; danno lavoro a circa 6000 operai ed impiegano oltre 5 mila cavalli di forza. La produzione annua è di otto milioni di chili di :6.lati semplici, 4
milion.i e mezzo di hlati ritorti, 4 milioni di tinti
o biancheggiati, ed inhne di 25 milioni di metri
di tessuti dei quali, nel 1916, 18 milioni furono
consegnati all'Ammiinistrazione Militare italiana.
La cifra di vemdite raggiunta nell'ultimo esercizio fu di cinquanta milioni di lire.
***
Imponente riuscì la visione sinteti a che della
sua potenzialità diede l'Unione Italiana fra Consumatorii. e Fabbricanti di Concimi e Prodotti
Chimici.
Lo stand di questa grande Società Anoniima, il
cui capitale ascende ,a 40 milioni, era adorno di
una carta geograhca dell'Italia, in cui erano messi in rilievo i 31 stabilimenti e le 4 agenzie sociali.
Su quella carta emergeva così la diffusione della Società nella penisola e si vedevano segnate le
varie località nelle quali i concentra l'azione industriale ed amministrativa del v:iato organismo,
come Milano, Roma, Napoli, Firenze, Venezia,
Bologna, Verona, Padova e tanti minori centri italiani .
.GLI ITALIANI ALLA FIERA DI LIONE
Fabbrica Lombarda
di Prodotti Chimici
Società A nonima Italiana
Capitale Sociale L. 3.000.000 interamente versato e/evabile a L. 4.500.000
Milano
Via Tortona, 31
103
LE I. 1. /. ===- =- - - - = - - - - - = = == ======= ==== = = == =====
Il numero dei prodotti esposti a Lione era notevolissimo· e gli esperti ne ammiravano la varietà e la pratica importanza. Ai vari acidi e cloruri
si aggiungevano altri prodotti svariat~ per uso a•
gricolo e industriale. Numerosa la seriie dei solfati; assai notata la ricca var_ietà dei concimi compositi per tutti i gener~ di coltivazione. L'attenzione dei conioscitorii era pure particolarmente attratta dalle qualità degli zol6. prodotti dall'Unione, che costituivano un eviidente primato, sia per
questione di prezzo, che, per il loro grandissimo
violume, dovuto aUa perfetta fabbricazione, e per
la estrema finezza che consente l'ades~one alla
foglia della vite in misura di g'ran lunga superiore al comune.
Era insomma la degna mostra d'una industria
di primo ordine: e i visitatori d'ogni paese riconobbero volentieri l'alto valore di questa produ2.ione italiana, eh 'è destinata ad occupare un posto se-m pre più cospicuo nei mercati mondiali.
Tra le grandi Case italiane che figurarono in
prima linea a Lione era la « Fabbrica Lombarda
di Prodotti Chimici ». Questa Società Anonima,
costituita nell'anno 1872, ha attualmente un capitale sociale di L. 3.000.000.
Essa ha parte nelle principali convenzioni .m•
tem1azionali per la fabbricazione dei sali di chinino, di jodio, di bromo, e di bismuto. Fabbrica
inoltre su vasta scal~ tutti i sali di mercurio, r.ag·giung'endo una potenzialità tale di produzione da
metterla al di sopra di tutte le altre fabbriche esistenti e permetterle di affermarsi con successo anche su importanti mercati esteri.
La sua produzione chimico-farmaceutica si può
dividere in due categorie: 1) Produzione industriale propriamente detta; 2) Produzione var,ia
sia nel campo chimico che nel campo galenico.
La prima è caratteriuata dall'impiego di quei
macchinari ed apparecchi speciali il cui insieme
costituisce il vero impianto industriale, e ne fanno parte il mercurio e i suoi sali, il jodio e i suoi
sali, il bromo e i suoi sali, l'acqua ossigenata ed
alcaloidi vari.
Della seconda categoria fa parte tutta la svariata serie di preparati galenici, estratti officinali, capsule gelatiinose, tavolette compresse, fiale
per uso ipodermico, preparazione e depurazione
dei sali organici ed inorganici di· uso più comune,
sali di chinino, di bismuto, ecc., dell'etere e del
clorof otimio per uso anestetico.
A queste due ateg·orie s'è aggiunt a ora la fab-
bricazione di prodotti nuovi, come l'acido salicilico, l'acido acetilsalicilico, il salolo, il clt:>ruro d 1
etile, il naftolo, l'acido benzoico, il benzonaftolo.
Tutta questa ricca produzione, di cui a Lione
si ammiravano i s aggi, era altamente apprezzata
dai conoscitori. Impressionante riuscì poi la mostra dei prodotti creati dalla Fabbrica Lombarda
per sostituire le specialità tedesche, come la Somatose, l'Aspirina. il Digalen, il Pantopon, ecc., ai
quali vittoriosamente furono opposti gli equivalenti: Italsomatose, Italaspirina, Kinetolo e Sedasolo.
Questa nuova attività, così energicamente e lodevolmente intrapresa dalla Fabbrica Lombarda
di Prodotti Chimici, onora l'industria nazionale :
e dato l'alto spirito d'iniziativa che presiedette al1a coraggiosa ~ riuscitissima a2.ione•, è facile presagi-re a questa benemerita Società nuove affermazioni e nuovi successi.
0
***
La confezione delle cravatte, che in origine
sembrava destinata ad una modesta attività d'artigiani, sorse, per me:riito della Casa Antonio Apostolo e C. di Milano, all'importan;.a d'una grande industr.ia. Questo notevole risultato fu conseguito mercè uno ,sforzo tenace e intelligente di
lunghi anni: ed oggi il prodotto italiano gareggia
su tutti i mercati con gli antich.i dominatori stranieri.
Le stoffe .seriche, prodotte dall'industria comasca, veng·ono sottoposte ad una accurata sele:z.ione dalla Ditta Apostolo, che impartisce altresì ai
f abbricator.i quelle opportune indicazioni sugg'e•
rite dalla lunga esperienza e dalla esatta nozione
del gusto dei vari ,mercati. Questa diversità dei
g'eneri preferiti dalle diverse na:z.Ìoni costituisce
appunto la difficoltà fondamentale della scelta e
r,ichiede unia particolare intui:ione.
La Casa A. Apostolo e C. ha saputo portare in
Oriente quei prodotti dai vivaci colori, armonizzati secondo i gusti tra~zionali di quei paesi, come
ha saputo imporsi sui mercati, iritenuti inaccessibili, di Parigi ,e di Londra, mercè la sobria eleganza del gusto e la signorile raffinateua. dei dettagli. Importare cravatte italiane in Francia e in
Inghilterra e farle preferire alle indigene sembrava infatti un sogno; eppure divenne realtà. E
si può affermare che i prodotti magnifici della
Casa Antonio Apostolo e C. hanno battuto .a Lione tutta la concorrenza straniera.
È un 'affermazione dell'industria nazionale eh_
meritava d'essere rilevata e che nel dopo-guerra
acquisterà ancor maggiore significato.
I Reparti .e 1e·L.,avo~
razioni dello "FIAT
11
In un precedente .articolo (N. 4 - 15 Aprile
1917) si è ~racci-ato il disegno comples,sivo e si è
esaminata nel suo concetto generale l'esemplare organiuazion·e della Fiat, qu'e sta insigne pr,erog'ativa della g'rrunde Casa Tor.in e se che la pone
alla testa degLi organismi consimili d,Europa e
che forma la sua potenza industrial,e. Un 'organizzazione che non è pedante e non è rigida, che ha
il pregio di non ,esisersi ispirata a nessun modello
stra.nie~o, ma di essersi composta a misura che
l'impresa si sviluppava in modo da adattarvisi
perfetta.mente, così da non costituire qualche cosa di estrruneo e di forzato Il)a da identificarsi pienamente, da forma,re più che un,a naturale dis.oipl,ina la realizzazione stessa dell'.impresa.
L'organizzazione della Fiat è una creazione o·
riginale, ma è sopratutto una meraviglia di ordine. Nè potrebbe essere diversamente. Un 'azienda
così immensa, così multiforme, non solo non po·
trebbe prosperare, ma non potrebbe neppur reggere una settimana se il suo andamento, se il
suo ritmo vitale non fosse regolato dall'ordine più
conveniente e rigoroso. Un tale ordine è la sua
stessa condizione di esistenza.
E lo abbiamo visto passando fra quegli immensi laboratori, lo riscontreremo esaminando partitamente le diverse lavorazioni in cui si compen. diano le mirabili creazioni della Fiat.
In quel pruno studio, si è visto come .in una
prctspettiva sintetica tutta la mole e la produttività della Fiat, quelle perènni fiumane di ordegni, di pezzi staccati, di parti metalliche, di accessori che affluiscono daii diversi reparti ai salo-
ni di montaggio dove prendono corpo e con~isten·
za nei veicoli e nei motori della Fiat.
Oggi ci fermeremo particolarmente in quei reparti che sono la base di ogni lavorazione ed esamineremo la funzionie specifi.ca di ognuno di ·e ssi
nel grande tronco della Fiat.
E cominceremo daà due reparti Utens,7eria e
Controllo ai quali fanno capo tutte le lavorazioni.
Il reparto Utensileria studia e costrwisoe gli utensili e gli attrezzi più perfezionati per le lavorazioni di ogni singolo pezzo, otteinendo sempre sistemi più rapidi e precisi, mentre le varie sezioni del
reparto Controllo sottopongono ad ·accurata veribea tanto il materiale greggio alla sua entrata
nelle Officine quanto il materiale stesso dopo i
vari stadi di lavor-aùcme.
Siamo così già entrati in quelle Sezioni della
Meccanica generale che formano il nucleo centrale delle officine della Fiat, e che si possono
suddividere nel repairto torneria, che comprende
torni paralleli per la lavorazione in genere di piccoli pezzi, grandi torni ed utensili multipli per la
rapida lavorazione dei grossi peni in acciaio fuso e stampato, torni verticali per volanti, mozzi.
etc.: nel reparto dei cilindri dei motori ·dove si
passa dalla piallatura ed alesatura alla rettifica
e d alle prove idrauliche: nel reparto alberi a gomito per la loro lavorazione completa: nel reparto delle macchine automatiche comprendente e
torni speciali rapidissimi e macchine per filettare e frese e trapani: nel reparto bulloneria con
numerosi torni revolver per l'esecuzione dei dadi~ bulloni. coppielie etc.: inel reparto {orni per
105
LE I. I. I.
Uno dei nuovi grandiosi edifìcii della « Fiat ».
la ricottura e · cementazione e tempera d·egli acc-uu.
Ed eccoci ,ai Reparti delle Lavorazioni s{,eciali.
Una delle più grandi e patriott.i che iniziative
della Fiat ed una delle sue,. p•i ù belle e gigantesch~
creazioni e che resterà anche per !',a vvenire è
quella di aver i.istituito dentro di sè le nuove lavorazacmi dei prodotti .e degli apparecchii ed accessori che non ,si potevano più ottene.re daJl'este•r o o che in misura troppo s.cars•a ed ,incerta si
ottenevain'O dalle fabbriche nazionali.
Le nuove lavorazioni ,sorsero e si avviarono come per incanto, già nel 1915 erano in piena attività e già da ,allora ogni veicolo che usciva dalla
Fiat poteva cdn,siderarsi come fabbricato integralmente da capo a fondo dalla Fiat.
Abbiamo già a ccennato all'importanz,a assunta
dalla ·Fonderia dell'accia-io, ricordiamo .. pure la
fonderia del bronzo per la produz.ione dei carburatori, delle pollllpe da olio e da acqua e deUe diverse parti in bronzo per i v,eicoli e i motori, alla
1
106
quale sono aggiunti importanti impianti di fucinatura e stampatura.
Recentemente f,urono ingranditi i reparti Lattonieri, 'dove vengono allestiti i radiatori e tutte
le altre pa.rti in lami.e,r a pe.r gli chassis, e queUo per
la fabbricazione delle ruote per i camions aumentandone la produzione, e quello dove si costruisco~o le catene. Ricordiamo pure fra le nuove lavorazioni quella de.i giunti di iiame e amianto,
quella de.i pezzi stampati, degli alberi a gomito e
inbn,e quella degli apparati elettrici e delle macchine u te.n,sili.
Abbiamo poi il reparto Carrozzeria che era g'iià
istituito prima della guerra ma che in questi ultimi temp.i si è sdoppiato ed aimpliato per continuare nella costruzione delLe carrozzerie per le
vetture e per estendersi alla costruzi·one ddle
carrozzerie per i veicoli militari e industriali
prendendo uno svil,pppo colossale.
Vi sarebbe ancora da dire della più importante
e grandiosa produttiv a 1novità della Fiat, quella
I
Reparto trapani
e
RIPARTI E LE LA VORAZJON!
DELLA
«FI A
T
,r·
frese .
d1e gli aeroplaini, ma ormai questa lavorazione n0,n
è più un reparto o una serie di reparti dello Stabilimento principale, ma forma un grande Stabilimento a sè, un g'rande ente autonomo che va
considerato a parte .
.
I R e parti del montaggio mostrano la sapienza
o rdaniz2:1atrice della Fiat nel diri,ge·re, riuni.re, comporr e in u n ' unità tutta quell'infinita quantità di
pezzi che costituiscono un automobile. Quand o
si pe nsa alla quantità di automobili finiti ogni
iorno dalla Fiat b e1n si comprende che cosa irmporti di prev eggenze , d,i calcoli, di cu.re questa
organizzazione della lavoraz.ione e questo avviamento di tutti i prodotti delle lavorazioni alle loro destinazioni deli.nitii.ve.
I reparti del montaggio comprendono le diverse sezioni dove vengono montati e i motori, i carda,rru, le f riz.ioni, i carters, i cruscotti, i cambi di
velocità, e dove fualmente tutti questi ordegni
Ye ng'ono montati sugli clz.assis, che poi pass·ano al
collaudo e dopo qu e sto e la ripassatura alla carr ozzeria dove sono tiniti e che dotati e :fini'ti di
tutto punto passano alle rimesse e ai depositi.
I Magazzini e i Depositi della Fiat danno meravigliosamente i',i mpre,ssione detlla graindezza e
ricchezza di questo g:rande ente industriale. La
pr evidenza che ha colmato in tempo i magazzini
della Fiat è stata una fortuna per la preparazione
guerresca e per l'economia nazionale. Come in
u.n altro senso, oggi più che mai, talu,ni d•ei suoi
m~g'azzini, queUi dei pezzi di ricambio ad es.e mpio, apportano uno dei più preziosi contributi all'organizzazione automobilistica militaTe,
Guardiamo con tutta l'ammirazione ch e meritano queste interminabili corsie, questi vastissimi saloni ove nel mezzo e alle pareti si allineano
tavoli, armadi. soaffali a moltep'l ici ripiani che
v anno dal pavimento al soffitto~ riiempiti og'inuno
di cose e di oggetti diversi; guardiamo con istupore questi immensi cortili e terreni trasformati
Reparto piallatrici-alesatrici .
• Reparto lattonieri .
107
LE / . I. I.
Forni elettrici.
come le calate dei porti in docks a cielo scope,rto, ove si innalzano cumuli di ferro e di carbone.
fasci di barre e Ji tubi, grupp.i e monti di materie di ogni genere.
È uno spettacolo ,mai visto di ricch·e-zza feconda .e creatrice che cOIJlsola come la vista di un
granaio traboccante di messi.
Tutta que,sfa -imponente mole di sezioni, tutto
questo grande cumulo di interessi, di macchhllte,
di forze creatrici è guidato da un esercito divo•
lontà concordi ,e armonizzate che fanno capo agli
uomini eminenti dedila Direzione, dell'Amministrazione e degli Uffici T e:cnici, cui volontà ed energia animano di fede ferma e sicura.
È dagli enti direttivi che vengono impressi i
movimenti e le direttive all'opera immane eh.e si
compie nelle officin·e de1la Fiat ~ che si conclude
.nei collaudi.
Il collaudo è oggi una ope.razione ·rigorosametnte determinata come quella de.gli altri .reparti . dell'Officina. Il reparto Co17audo agisce nè più nè
meno degli altri incaricati della lavorazione, èon
Ja s-tessa precisa disciplina ,e con la stessa uniformità e regola di lavoro. Gli chassis a,r r,ivan,o e
si accumulano in quelle date ore, in altre ore determinate vengono affidati ai collaudatori, che
debbono sottometterli per un dato tempo a c~rli
sforzi, ritornano poi a ora fissa, vengono riveduti e quindi scelti, suddivisi e allineati -i n diversi
g'rupp_i a seconda della lor destinazione.
Sala di prova dei motori.
GiUllltÌ alla tine di questa rapida deiScrizion e
del1a Fiat, vogliamo ricorda-re le tappe dell suo
grandioso sviluppo.
Ideata nel 1899 e costituita cotn. un capitale di
L. 800 OOÒ, itl pnimo stabilimento occupava un 'area di 10.000 mq. dei quali 350 coperti, e impiegava 50 operai.
Nel 1901 venne costruita la prima macchina a
4 ciìindrii verticali e nel 1903 i primi chassis per
cam1ons.
Nel 1905 la produzione .totale era di 460 chasla lavorazione dei primi gruppi di motori marini. NeJ. 1906 la Fiat aumentava
il cérpitale a 9 milioni, aveva una maestranza di
1300 operai ed occupava un ,are,a di 54.000 mq.,
dei quali 45.000 coperti. Negli ainni seguenti hno
al 1913 la Fiat compiva una grande evoluzione
nella costruzione, conquistava i più ambiti triofei in tUJtte Je g'ar.e internazionali e cu~ava la sua
espansione commerciale in tutti ·i paesi.
Attwalmente la Fiat ha .un capitale di 34 milioni, occupa un'area di circa mezzo milione d i
mq. e gli operai sono circa 20 maa: e si stanno
costruendo nuove vastissime officine al Lingotto,
pres,so Torino.
Sa.rà a nuovo Stabaimento di una grandiosità
,insuperata per le opere della pace, come questo
di C01rso · Dante ha concluso deg.namente la su a
glorios.a carriera con l'essei-e a meravi glioso ar-senale p e r l e opere della gu e rra.
sis e si impostava
RASSEGNA DEL .MO::;
VIMENT:o
INDU::;
STRIALE ITALIANO
ME ,SE
DI
MAGGIO
1917
SO X MA Il I 0'1
L 'alluminio armato - La necessità di una nuova industria: quella della pesca - Un nuovo sistema italiano per la costruzione dei binarii - I tram s di Genova utilizzati per il trasporto del gran9 - Il
grande avvenire dell'industria idro-elettrica - La siderurgia italiana - L ' utilizzazione dei com bustibili nazionali
- Un progetto di fusione delle Società degli esplosivi - Gli olii di seme e d'oliva - I diritti di proprietà industriale - L'avvenire dell'industria cotoniera - I o: conglomerati» di cor;nbustibile - L' on. Astengo e il pro-gettato nuovo porto del mar ligure - Gli industriali varesini e il dopoguerra - Il cotone e le nostre colonie L'attività del Comitato lombardo di mobilitazione industriale - La bonifica delle Paludi Pontine - Convegno
fe rroviario italo-svizzero - Le relazioni commerciali fra Glasgow e l'Italia - Riordinamento dei servizii in
due Minislcri - Il danaro oggi e nel dopoguerra - L'industrializzazione di Roma - È necessario un accordo
per la marina mercantile - Provvedimenti urgenti per le acque pubbliche - Per l'attività delle nostre miniere - Il Convegno minerario di Roma - Per l'industria del pesce - L ' eletrificazione delle ferrovie - Il
progetto di un canale navigabile tra il Piemonte e il porto di Vado - Per il traffico marino: le navi miste L'esport~zione dei marmi italiani - L ' industria meccanica
il dopoguerra - Per una metropolitana a Milano
- Gli industriali serici e i bisogni della guerra - Il nuovo Consiglio direttivo dell'Associazione Generale del
Commercro - Il porto di Cremona - Concorso nazionale per · uno studio sull'esercizio di Stato delle ferrovie italiane - L' industria dei cinematografi - La terza Conferenza interparlamentare del Commercio - L ' efficacia
della propagando attraverso le « I. I. 1. » - I periti ragionieri nel processo Cortese - Burocrazia , eterna ne-•
mica d' Italia .
Tutte le notizie., i d a ti, le argo mentazioni o
giudizi contenuti in questa rubrica non impegnano affatto le I. I. I., che per comodità. dei lettori
raccolgono ogni mese diligentemente e obiettivamente in questa rassegna quanto di più saliente i principali periodici italiani politici e recnici
pubblicano su p roblemi e questioni d'interesse
industriale, finanzia rio, agrjcolo e commerciale.
: .. d . D.
L'ALLUMJ.NIO ARMATO.
Quando m una costruzione m ·eccanica occorrano robustezza e le.g'g'erezza insieme - ci scrive
l'ingegnere prof. Carlo Carminati - nulla di meglio che approfittare delle qualità che ha.nino il
ferro e l'alluminio: qualità, che, avuto riguardo
a diverse condizioni particolari, si completano a
vicenda, abbastanza facilmente, dando ottimi risultati.
In molte e sperienze e costruzioni m,e-ccaniche
c he ho eseguito, ho sempre avuto risultati superiori a quelli che mi atten devo, rendendomi sem·
:pre più convinto che fra l'alluminio ed il ferro, o
talvolta l'acciaio, esiste qualche cosa di anailogo
a qua.nto esiste tra cemento e f.eno. Ed infatti,
non è forse naturale di .sopperire alla debole re~
sistenza che l'alluminio offre alla trazione, con
J'impiego di a·rmature di un metallo di grande resistenza? Non è in tal modo che si può riuscire
ad avvalersi .d,eille due principali proprietà di quei
metalli, per scopi industriali e meccanici che talvolta no,n troverebbero migliore soluzione? Forse
potrebbe sorgere il dubbio che .i due metalli non
si comportino reciprocamente in mo.do da garentire ch e la loro unio,n e risponda a quei requisiti
di solidità, di durata e di resistenza che ci si pro-
109
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - bili con la protezione dovuta alla pesco&ità d
acque; 4) suggerire e favorire .sistemi e met ,
nel mercato del pesce, i quali corrispond,a no ili
esigenze deLl'igi,ene e dell'alimentazione pubhl,
ca ed altri interessi dei consumatori; 5) a.ddit t
le riforme necessarie alla legisl~zione ed all
tività amminis·trative in rapporto alla pes ca;
agevolare glli studi e le indagini tecnico-scien l,
6.che in relazione alla pratica della pesca; 7) u
citare e premiare la vigilanza sull'esercizio d li
pesca.
Mdlto di attivo e di pratico im. breve tempo
sa ha fatto; un impulso efficace di già ha s apute,
dare, ma è sopratutto ,i l Governo che deve scu ,
tersi. Come mai si può sperare in uno svilupp11
sollecito della industria peschereccia se il bilanci ,
del Minist,ero assegna alla pesca una spesa d i
le miserahili lire quarantamila?
Si deve, quindi, principalm nte aumentare -gr data.mente, ed il più che si possa, detta cifra. Bisogna poi che il Governo ritorni all'idea d.eJ. m1
nistro Nitti, che .nel 1911 iniziò una inchiesta g L'importanza della comunicazione che r em,'nennera'le sul.la pesca, per avere uno studio completo
te ingegnere ha fatto a7le l. I. I. non sfuggirà a1
dei problemi ed un intero prog'ra.mma. Se l'Itali •
nostri tecnici.
come è pensiero di tutti, dovrà necessariamente
divenire un grande paese industriale, ben d ev
LA NECESSITÀ D'UNA NUOVA INDUSTRIA: pensare a ques-t a feconda attività così depre,s
ed allo stato primitivo.
QUELLA DELLA. PESCA.
pongono. specialmente in riguardo alle variaz.ioni
di temperatura che potrebbero produrre dannosi
f-einome,ni di disaiggregazione ed alla maggiore o
minore adesione dell'alluminio sul ferro. A tutti
i dubbi -che potessero sorgere, posso dichiarare
che nelle diverse esperienz.e che ho f attie, ho trovato quanto di meglio potevo attendermi; ed invero in una lega col 98 7 di alluminio e piccole
quantità di ferro, rame, silicio e sodio, ho trovato
che i coefficienti di dilatazione termica, di aJllu.nga111ento elastico, di calore speci-6.co, di contrazione lineare, sono del tutto simili e paragonabili a quelli dell'acciaio con p.ercentuale di cromo.
Perciò. è da augurarsi che nell'industria, I1a1luminio. di cui la nostra nazione è abbastanza riea. abbia largo impiego anche come alluminio armato, incontrando quell'unanime favore che ha
incontrato il cemen,t o armato, perchè esso potrà
rendere preziosi servigi specialmente se impiegato in alcune costruzioni navali ed aeronautiiche.
La pesca deve venir considerata e trattlita quale una grande industria con tutti i grandi mezzi
che la scienza for:nisce. L'Italia ,n e avrà grandissimo vantagg,io in pochissimo tempo sol che la
industrializzazion e venga sapientemente promossa ed org-anizzata. L'Associazione Nazionale ,per
il progresso della pesca va facendo sfoui enco•
miabili per indurre il governo ad argire. Ha un
prog'ra•m ma completo, e neJ suo seno collaboratori preziosi. Vi è tra essi Enrico Giacobini, uomo
di g·rande tenacia e fede, che con UiJlica compet enza dirige l'Uffcio de71a pesca al Ministero
de1l'lndustri,a, e che alla vita dell'Associazione
ed al progresso della pe sca in Italia dedica tutte
le sue prezios energie.
L'Associazione si propone:
1) promuovere, incoraggiare, tutelare il progre~so della pesca i,n tutte le forme, perchè essa possa elevarsi a dignità di v era e propria industria;
2) diffondere - anche a mezzo di scuole - la
conoscenza d'istituti economici, tecnici, giuridici,
utili al migliorame·nto delle condizioni dell'industria della pesca, delJe industrie connesse e della
classe peschereccia; 3) stimolare e difender ogni
ap]1lica:tione di meni pescherecci più propizi .all'in.
t eresse deill'industria e insieme meglio concilia-
11O
UN NUOVO SISTEMA ITALIANO
PER LA COSTRUZIONE DEI BINARI.
Un nuovo sistema b r evettato per la costruzio•
ne dei binari di tra,mvie e ferrovie è predisposto
con una serie di blocchi .in c emento armato, concatenati fra di loro e posti in senso asisiale sot o
ognuna delle rotaie del binario.
La caratteristica principale di detti blocchi consiste 'Ilel fatto che ognuno di essi poggia a bilico
sopra un apposito blocco di fondazion,e pure di
cemento armato, e dal possibile loro movimento
di beccheggio sotto la pressione della ruota in
movimento deriva una ela ticità agli appoggi d alla rotaia. Per tale fatto quei blocchi furon spec.i-6.cati sotto il nom e di longarine oscilJanti. Fra la
longarina e la guida sono inseriti dei tasselli di
legno, i quali costituiscono i ver~ e propri sopporti della rotaia, disposti ad una distanza fra di l oro all'incirca eguale a quella delle attuali traversine. Altri urti dinamicii .i n s-enso laterale saranno
sopportati solo dalla longarina. L 'e.sperimento pratico già da mesi .i niziato sta compiendosi sulla 1inea secondaria Asti-Altav~lla della Societ~ Astese Monferrina di Tramvie e Ferrovie, sed-e nte in
Asti.
- -- - - - - - === === =
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
I TRAMS DI GENOVA UTILIZZATI
PEL TRASPORTO DEL GRANO.
Data la ddicienza dei carri ferroviari occorre
util.nzaTe nel miglior modo tutti i meni di tra•
sporto a 1J1ostra disposizione. Pertanto l'on. Cane·
pa, commiss,ario generale per i consumi, ha sug'•
g'er:ito di ~tilizzar-e, durante le ore de.Ila notte, i
trams di Genova per il tra.sporto del grano dal
Porto .ai mulini dei dintorni d·ella città. Finora
molti carri f,erroviari restano impeg•n ati ' interi
giorni per il trasporto del grano a pochi chilometri di d~stanza. Notevole vantaggio, che inoltre si
realizza col trasportare il grano con i trams. è
il rispaT'mio del carbone, perchè viene utilizzata
la corrente idroelettrica, che nella notte è esuberante e si lascia normalmente disperdere. Il trasporto del g'ra,no su vetture tramviarie. opportunamente adattaite a ciò. è stato sperimentato con
ottimo esito di notte sul percorso di via Carlo Alberto ai Mulini della Certosa.
IL GRANDE AVVENIRE
DELL'INDUSTRI A IDRO-ELETTRICA.
Del problema idro-elettrico, alla cui soluzione
van congiunte 1,e nuove fortune d'Italia, tratta
oon rara perizia il dott. Pietro d'Angelo, capo dell'Ufficio amministrativo della Bonihca Renana.
Nella sua prossima convocazione - egili scrive
- è da auguraire che la Camera possa discutere
uno dei di.segni di legg.e resi più urgenti dalla
necessità suprema d'intens·Ì bca,re 1,a produziOIIle
n.-1zionale : è iii disegno relativo aii provvedimenti
per agevolare la costruzione di serbatoi e laghi
artipcial1·. LI primitivo progetto era stato presentato ti.n da.I 1912 dagli onorevoli Sacchi ,e Nitti,
allora mini-stri dei Lavori Pubblici e di Agricolt ura: .in seguito alla chiusura della XXIII Jegislatu,ra fu ripresenta.to alla Camera nel marzo
1914.
.
La formidabiile inHuenza della guerra mondial,e però ha imposto iJ. cambiamento radicale dei
concetti informatori della legge.
Poni31Jllo i termini del problema. Si sa che ndl'immenso crogiuolo di questa guerra i popoli hanno d_ovuto porre ogni loro potenza: demog'rahca.
industriale, agricola, -finanziaria. Dietro gli eserciti, che costituiscono la vivente frontiera della
Patria, ferve .il lavoro di un altro immenso ese,r dito intento a preparare armi, equipaggiamenti e
viveri per resistere e vincere.
Senza valore e ..senza lavoro insieme. non si resiste e non si vince.
Ora l'immenso esército ded. lavoro ha bisogno.
pe,r ·essere {,otenziato, di forza. di energia, ossia
di carbonie e di elettricità. Se, purtroppo, l'Italia
1110n ha carbone, .dispone invece lairgamente di e·n erg~a idr.a'U1ica. L'Italia pe·r sua fortuna è .entrata .i,n guerra con una mobilitazione completat,a
di circa un milione di HP.
Non sembr.a •eccessivo affermare che senza
questo milione di cavalli dmaimi•ci l'Ita1ia difticilmen•t e avr.ebbe potuto .affrontare e sostener.e
una guerra così ampia e così lunga. L 'importazione deJ cairbone, .resa tamto costosa e tanto difficile. ,non sarebbe, bastata a sopperire da s.o1a a!ie
necessità della guerra e della vita civile: il elisastiro era fo,r.s·e inevitabile.
Non solo: l'avvenir.e, l'indipendenza, la prosper-ità del nostro Paese dipende dallo sviluppo
eh.e si saprà dare a1ll'utiliz%-azione dell'acqua: i.rvigazione ed elettricità.
È noto ti.no dall'antidtità qual elemento pre:zioso
sia l'acqua pe.r una elevata produttività agra.ria.
Il nostro Paese trae ·tre quarti della sua ricchezza dalla terra, e perciò tutto quanto tende alla
sua fertiJizzazione migliorerà la vita dei nostro
tigLi. Boni.tica 1c:Lraulica, boniti.ca agraria, .irrigazione, debbono rappresentaire s,f orzi concorrenti
per la creazione di un pan·e quotidiano più abbondé\nte ,e più sicuro.
D'a1tra. parte l'avvenire deill'indu.stria italiana
dipende dalla sua elettrihcazione. Si sa quale enorme svantaggio h,a s·i gnilicato per essa la n ,e•
cessità d'importa.re carbon,e a 34-45 lire la tonnellata prima della guerra. Ormai nessuno più
s'illude che quei prezzi, già gravosi. possano tornare: gli ottimisti s,perano in u,n prezzo di 60 lire
la tonneilaita qualche tempo dopo il ristabilimento della pace. Anche con tale prezzo le nostre wndust.i-ie mal sopportereibbero la concorrenza ,estera, e con la prat~zione all'interno .imporirebbero
dravi sacritizi ai consumatori. Ad ogni modo, taiùne grandi ti.ndustrie, le chiimiche. le siderurgiche, le metallu:rgich,e, che pur sono tanto necessarie alla nostra economia, n•on potrebbero -in alcun modo svilupparsi.
È quindi urgenté, improro.gabile necessità accrescere, raddo,f,,f,iare la nostra dotaz.ione di energia idro-elettrica.
Certo, .se la pr,ivata iniziativa ha trovata s~fficiente rimuneriazione a costruire impianti idrq-e·
•l ettrici 'quando il prezzo del litantrace era a 3545 Jire la tonnellata., può affermarsi che vi è an-
111
LE I. / . I. - - - -
= - - - - - = - - = = - = - - - - - - = - - ___ ~- ___ = =. . -== ___ =
cora un largo margine di sviluppo idro...elettrico,
che la privata i.niziativ,a attuerà.
È noto che gl'impianti i.dro-elettnici richiedono
minore spesa quando possono utilizzare salti di
acque ,perenni. I ,rufatti le prime e più redditizie
derivazioni so.no state utilizzate da.i corsi d'ac~ua
delle Alpi. alimentati dai ghiacciai, e dai consi di
acqua del nucleo umbro-abruzzese alimentati dalle montagne permeabili dell'Appennino centrale.
I corsi d'acqua del rimanente Appennino hanno
nor.mailmente regime tor,rentizio o catastrofico, e
mial si prestaino perciò ia sfruttamento idro-.eletcrico; siamo cioè di fronte ad acque nocive. che
non soltanto non permettono si trag'g'a da ,esse
utilità, ma impongono spese ingenti per opere di
difesa cidraulica ,e peir bonihche.
Con leggi del 1910 e 1911 si è proposto un larg·o programma di ricostituzione forestale e di sistemazione di bacini rmontani con lavori estensivi idraulico-forestaili (brigl•i e, rimboschimenti, inerbamenti ecc.). Ma si çapisce che tratta.si di
provvedimenti che es,igono l,a costa.nza di varie
generazioni per portare risultati aipp.rezz.abili sul
regime dei cor,si d'acqua.
È invece impeLlenite bisogn,o d'i.nteresse pubblico poter utilizzare al più presto e più largamente l'acqua èlel nostro Appe.nnino: ciò che si
può ottener-e con lavori intensivi di sistemazione
montana, os•sia cOlll I.a costruzione di serbatoi e
laghi artiticiali. ch e raccolgano le acque di bacini imbriferi e ne permettano la ordinata erog'az.1one.
Le acque nocive div,erranno così fonte di ricchezza aigricola con l'irrig'auone e di ricchezza
i.n dustriale con l'energia elettrica.
Ma la costru~ione dei serbatoi importa una
maggiore ,s pesa ,iitt confronto della d•iretta utiJiz..
z.azione di un corso d'acqua perenne: maggiore
spesa -c he in molti oaisi non .renderebbe rimunerativo ,al ca.pitale p,riva.to un investimento per
nuovi impianti id.r o-elett.ricii.
Si rinnova in questo campo lo svolgimento di
attuazione veri.beatosi per le ferrovie, per le bonitiche, ecc. L'iniziativa privata attua le opere che
rimunerano sufficientemente i capitali investiti.
Ma J'interesse pubblico esige ad un certo tempo
uno sv.i.luppo ,ancora maggiore. Inte.rvi.ene allora
lo Stato con sussidi, premi, esenzioni, a integrare •le private .imprese. Ove oc-c orra, gli Enti pub
bli.ci si fanno direttamente assuntori ed esecutori
di· opeire d'inte•re.sse , sociale.
Quando con la legge Baccarini del 1882 si stabilì Ja esecuzione statale deihle boniitiche, s1 neo-
112
nobbe che lo sviluppo cli esse rispondeva ad un
pubblica neoessità e che pedanto doveva aiutarsi la loro esecuzione.
Questo stadio si afferma raggiunto col disegno
di iegge che la Commi&sio.n.e della Camera, .relatoci gli onorevoli Rui.ni e Zaccagnino, .ha concordato col Ministro dei Lavori Pubblici on • .Bonom .1.
Con esso si propone di accordare ai conc~ssionari di serbatoi e laghi artificiali:
a) l'e.sonero parziale o totale del canone per
la derivazione, s81l~a la quota devoluta agli enti
locali~
b} la f.aiooltà di sottopor,re a CO!tltributo i fondi irrigabi.1i;
e} sovvenzioni g'ove.rnative vincolabili a g'ara.nz.ia delle operazioni hnanzi.ar.ie.
J.n sostanza lo Stato concorrerebbe nella spesa
di costruzione del serbatoio o lago nella misura
di ci.rea uin. terzo, sempre quando sia dimostrato
che occorra questo aiuto per rendere rimunerativa l'impresa. Il concorso dello Stato può essere
ainche maggiore qua.rido con la costruzione d el
serbatoio si risparmino opere idrauliche di boni6.ca od altri lavori sussidiati.
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE 1TALIANO
Tuttavia in alcune regioni, meno progredite industrialmente, l'iniziativa privata potrebbe non
rispondere: a stimolarla penserà lo Stato, che
dopo opportuni studi sui bacini imbriferi indirà
apposite gare per concessioni di serbatoi.
Ove nemmeno taile espediente sortisse effetto,
lo Stato potrà senz'altro provvedere direttamente
alla costruzione di serbatoi e laghi artificiali.
È questo
logico coronamento a cui occorreva
giungere per attuare in ogni caso il fine di pubb lico interesse inerente alla maggiore possibile
disponibilità cli energia idro-elettrica.
Intanto è da segnalare col più vivo compiacimento che il Ministro Bonomi, precorrendo, per
l e ingenti necessità dell'ora, l'autorizzazione alla
d iretta esecuzione di Stato, con decreto del 26
a prile ha èlisposto che il Ministero dei Lavori
P ubblici costruisca, con un 'anticipazione di 20
m ilioni di lire, impianti idro-elettrici per fornire
e nergia a stabilimenti militari durante la guer•
ra e per elettrihcare in seguito le ferrovie.
Concludiamo: l'agevolare la privata industria.
e tentare sag'acemente. dov'ess,a manchi. una dir etta esecuzione di Stato, per accrescere possent emente e rapidamente il patrimoni~ elettrico na: ionale, signihca servire con amorosa devozione
la Patria, che, dopo rimmane sforzo guerresco,
cleve trovare in sè gli elementi necessari per viv ere e prog'redire.
a
LA SIDERURGIA ITALIANA.
lo sono un entusiasta della vostra Rivista
ci scrive il marchese Ridolh - e un fervente del
programma da voi opportunamente svolto per ris vegliare e formare la coscienza industriale d'Italia. In grazia di questo mio entusiasmo e fervo•
re mi sia concesso c;li sottomettervi qualche osser•
va:zione.
Avviene talvolta che, per difetto o in.esattezza
d i certe informazioni, si espongano de,i dati e si
{ a ccia.n delle affermazioni che posson nuocere,
anzichè giovare, alla causa che certamente sta a
c uore di tutti, della giusta difesa della nostra ind ustria.
Ad es., nel n. 3 del Marzo decorso a proposi•
to d,elr« Indus-tria Siderurgi.ca » nella « Rasse•
~n a del Movimen.to Industriale italiano» si dice
ch e con una produzione (1913) di 933.500 tonnellate fra ferro e ferro omogeneo i nostri Alti Forn i non hanno dato che 426.000 tonnellate d.i ghiH di affinazione. La forma di questa frase f arebb e e'enerare l'imnression.e che la produzione dei
ostri Alti Forni fosse stata impari al compito di
fornire la ghisa occorrente per la richiesta na:.io•
nale. Questa impressione è confermata ancora
dai1la frase successiva in cui si dice che interven•
gono cc a ristabilire l'equilibrio fra la materia prima e il prodotto << 515.000 tonn. di rottami l> e
da altra frase in cui si lamenta come, in confronto a tonnellate 675.000 di rottami consumati nel
1913, la parte di materia prima nazionale sia soltanto di quelle 426.000 tonn. E si viene a simili
esplicite conclusioni:
a) questo stato di cose pone la nostra industria siderurgica in condizioni di evidente infe•
riorità.
b) importa intensificare la produzione na:.ionaJ.e della ghisa.
Mi sia concesso retti6.care, o almeno commentar-e, qualche dato di fatto per togliere l'impressione causata da certe cifre presentate in quella
forma.
La produzione di 930.000 tonn. di laminati di
ferro e ferro omogeneo del 1913 si compone di
130.000 tonnellat,e in ferro e 800.000 tonn. in ferro omogeneo.
Per produrre le 130.000 ton.n. di ferro, in ragione di circa 1,25 tonn. di rottame per tonnellata
di ferro laminato, occorrono tonn. 160.000 circa
di rottame, come detto nell'articolo.
Le 800.000 tonn. di laminati di omog'eneo si
;mò rit-e.nere che sian costituiti da lingotti prodotti per circa 280.000 tonn. col trattamento a
ghisa li:iuida e per circa 520.000 .t onn. col trat•
tamento a ghisa fredda.
Per le 280.000 tonn. ottenute con ghisa liquida
occorrono: rottame cir.ca tonn. 70.000; ghisa circa ton,n. 233.000.
Per le 520.000 tonn. ottenute con ghisa fredda
occorrono: rottame tonn. 440.000; ghisa tonnellate 145.000.
In tutto dunque tonn. 510.000 cirèa di rottame e tonn. 380.000 circa di ghisa.
~e 510.000 tonn. circa di rottame sono dunque
necessarie per la produzione delle 800.000 tonn.
di omog'e·n,eo richieste dal Paese, indipendente•
mente dalla quantità di produzione della ghisa
nazionale. mentre dal contenuto dell'articolo re•
suita l'impressione che si sia ricorso al rottame
perchè mancava la ghisa nazionale.
Il fatto che per produrre omogeneo occòrra una certa percentuale cli rottame, mag~iore nel
trattamento a ghisa liquida, minore nel trattame·nto a ghisa fredda, non è di natura da dedur•
ne le conclusioni a) e b) di cui sopra; non costistituisce, per questo riduardo, alcuna inferiorità
nostra in confronto dell'estero e non dimostra la
113
8
......
...
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.JIJ La grande Industri
,
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Italiana dei MOTOR
• di .AVIAZIONE .e
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: di MA.RINA
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: U~~ dei !1,ip~rti · t!,el Montaggio _M'?tori d,AtJiazione della
, : .ç~·FA'B'BRICA AUTOMO'BILI ISOTTA FRAJ'CHINI ,,
: -~:d i - Milano (Via Mo~te Rosa, -79)
J'l
J'l · J'l · J'l
•
■
··~············································
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
necessità, sempre per questo riguardo, di: intenihc.are la produzione nazionale della ghisa. Per
produrre la quantità di lamiinat,i d'omogeneo qual
fu la richiesta nazionale nel 1913 di tonn. 800.000,
la produzione ,di ghisa italiana da -affiinaggio d~
tonn. 426.000 fu ,jn"ù che su/fciente. E difatti re•
sulta anche dalle statistiche come la importaz.ione di ghise -e stere, che fu nel 1913 di 212 ~ila
tonn. ( e non 250.000 ,come è detto nella Rassegna), è composta in massima parte da ghisa da
fusione, in minor parte da leghe metalliche, e in
minima parte da ghisa dj .af6.naggio o ematite. Nè
la ghisa d-a fusione nè le leghe metalliche si produce ano nel 1913 in Italia; ma resulta che la
ghisa che serv e specialme·nte per la produzion·e
d.e1l'aicciaio è . dunque quasi tutta fornita dalla industria nazionale.
Malgrado questa retci-6.ca di fatto, devo pur
consentire come debba ess·e re oggetto di serio
studio l'intensi-6.care la produzione di ghisa na:z:.ionale, ,i l ridurre quanto sia possibile coll'utai:z:.zaziane delle nostre energie ~dro-elettriche l'imp.iego del carbone estero come coef6.•ciente di riscaldamento, di forza motrice e di riduzione; e
ciò, s,Ìa perchè è da augurarsi che la richiesta di
lami,n ati di •ferro e di acciaio, che fu di 933.000
tonn. nel 1913 ed è aumentata del 30-40'}{ ·negli
anni di guerra, cont,inui a salire in ragione del
progred.ire della nostra vita economica industriale ed agraria, sia perchè la produzione, forse di
ghisa, e certamente di leghe .e di acciai sp-eciali
dev'esser promossa come fu e incoraggiata e sviluppata nei forni elettrici, -s e non altro per emancipar la nostra .industria dalla .i mportazione di leghe ferro-metalliche.
Si dica pure che quello del forno el,ettrico è
problema di alta importanza, ma non s.i dica che
è il « pr.>blema maSis.imo ». come quello che debba condurre alla « graduale trasformaz.ione da siderurgia .a ca.rbone in siderurgia elettrica ».
Questa sostituzion·e non avverrà mai, perchè ,n o,n
può avvenire; la siderurgia elettrica dev'esser caldamente auspicata e p.rotetta perchè prenda viitale sviluppo come ausilio e complemento prezioso all'altra siiderurg;ia a ,carbone, e perchè possa
così esser provvisto all'aumento prevedibile eJ
augurabile anche in tempo di pace della ir.ichie.sta
nazionale di acciaio, indice di progresso, di civiltà e di benessere. Ma non bisogna propagare la
impressione, con delle affermazioni i,n ce•r te e non
ben chiarite, ohe la .industria della ghis,a in Alto
Forno che sarà sempre l'industria .madre present.i altra condizione di debolezza e di inferiorità all'in,fuori del necessario tributo al com-
bustibile estero; a compensare con equa protezione questa forzata dispaitità di costo nazionale
( a cui ,nemmeno l'impiego dei forni ,e lettri,ci potrà efficacemente opporsi) provvidero i legislator1 del 1887 e provved,eraM10 quelli che determineranno la misura e la forma delle future tarilfe.
P •rovv.ederanno con tanto maggior fede in quanto l'es·per.i enza ha dimostrat,o come i nostri in,..
dustrial.i abbiano Ì:n appena 12 anni, dal 1902 al
1913, saputo portare la produzione della nostra
ghisa daJ nulla, si può dire, da 30.000 tonn. a oltre 400.000, e quanto s•ia ,stata d,i ausilio alla difesa naz.ion,ale l'energia fattiva della nostra industria siderurgica.
L'UTILIZZAZIONE
DEI COMBUSTIBILI NAZIONALI
La utilizzazione dei combustibili nazionali non
può venire abbandonata in questo momento alla
so·l a iniziativa 1privata, ma deve essere spinta~ intensi-6.cata, e sopratutto di ciplinata da provvide
di,sposizioni di governo.
Il limitarsi a dichiarare decadute le concess.ioni per ,estrazione di combustibile che non siano
srate attivate · entro breve limite di tempo, è poco
meno che nulla, è provvedimento semplicemente
n•eg'a~ivo. Chi ha ottenuto una concessione del genere~ la sfrutterà o la lascerà cadere, a seconda
che avrà riscontrato oppur no di poterne cavare
un proprio utae. e nel ca,so ,attuale un utile immed~ato. Provvedim,ento molto migliore e più ef-6.cace sarehbe quello di facilitare le concessioni
ren,de.n do semplici ,e r.apide le pratiche relative,
fac-endo intende-re a nonna burocrazia che certe
inez,ie e certe lungaggini, conda,ninabili <Sempre,
sono ora preziose, alleate dei peggiori nemi.c.i che
aJ. f.ronte interno dobbiamo combatteJ'le,
Ma anche questo è troppo -p oco, qua1ch.e co.sa
di più e di meglio si deve .invece fare ancora.
Il problema è complesso, poliedrico, ,e deve
essere studiato iin tutte le sue facce.
Ma questo ,non è ,c he un lato del problema.
La sostituzione, per quanto è possibile, delle
ligniti e delle torbe al combustibile importato,
port>erà •a spende,r ~ in paese :il dena-ro che per ta•
le ,combustibile converrebbe ma111dar fuori. E questo è un· altro lato aincora, che non deve venir trascurato, tanto ,p iù che ad esso altri ne sono contigui, minori forse ma non privi di ,i mportanza: la
questione de,i :camhi, e sop.ratutto quella deUa disponibilità del tonnellaggio nei trasporti. Mi nori
saranno i pagamenti che avremo da fare alJ.'e,s te1
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ro e più scenderanno i cambi. Minor quantità cli
carbone dovremo importare e maggior disponibilità di tonnellaggio avremo per altri trasporti, clereal.i e metalli di cui abbisogniamo, con forse con•
eguenite per quanto lieve miglioria di noli.
UN PROGETTO DI FUSIONE
DELLE SOCIETÀ DEGLI ESPLOSIVI
Abbiamo Jetto .in. alcuni giornali questa informa:1one:
« Nei circoli hnan:iari competenti si ha notiua che un progetto di fusione delle principali società che fabbricano esplosivi in Inghaterra e
nella Scozia ha avuto un lusinghiero successo.
La nuova unione comprenderà la Compagnia Nobel che, come è noto, ha in Italia i suoi grandi
stabaimenti ad Avigliana (Torino), la ditta Curting e Nobel e parecchie altre case importanti di
Birmingham ».
Dunque è cosa che riguarda non soltanto ringhilterra ma anche l'Italia - osserva la Pre,f,arazione - data l'importan:a che gli stabilimenti
di Avigliana hanno per noi, nei riguardi dell'industria e della guerra.
È un legame che si stringe sempre più con l'Inghilterra, e quindi, in linea di massima, nonchè
avervi contrarietà, potremmo vederlo con vera
simpatia. Ma l'esperienza passata ci ammonisce
che, in fatto di « trusts », bisogna andar cauti an•
che con gli amici. Da noi ogni « trust >> ed ogni ac..
cordo industriale con le industrie di fuori, si è
sempre manifestato, alla resa dei conti, come un
impedimento alle nostre industrie a vantaggio
delle •i ndustrie co~ociate d'altri paesi.
Le amicizie, anche le più sincere e le più rispondenti al sentimento - come appunto quella
dell'Italia per ringhilterra - possono avere degli alti e dei bassi: negli alti i punti difettosi o
deboli di certi a.cco.rdi industriali o commerciali
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possono essere attenuati dalla buon.a volontà delle parti; ma nei bassi non c'è più nulla che li attenui e li corregga. Il vantaggio o a danno reatano
a chi spettano per a modo come furono ini:ialmente definiti gli accordi.
Ci auguriamo perciò che nel caso di questo
«trust» fra le fabbriche di esplosivi il. nostro
Governo si assicuri che le ragioni e gli interessi ·
dell'Italia siano ben tutelati. Che, in altri termini, l'accordo che sta per •i ntervenire fra i sopra
citati stabilimenti non signibchi in alcun modo
dipendenza e subordinazione di azione degli Sta•
bilimenti di Avigliana verso gli stabaimenti che
hanno sede ·a ll'estero.
Noi pensiamo che la guerra che ci ha liberato
- così almeno si spera! - dalla tutela e dal controllo degli amici di ieri, non debba farci andare
sotto la tutela ed a controllo degli amici d'oggi e
di domani.
GLI OLII DI SEME E D'OLIVA.
I consumatori d'olio dell'alta Italia scrive
!'on, Guido Podrecca - non hanno palato. Preferiscono all'oliva saporosa gli oli di seme senza
colore, senza odore, senza sapore, ma ·- in cam•
bio - pesantissimi allo stomaco e di difficile assimilazione e digestione.
I negozianti - naturalmente - per i loro affari, seguono la corrente del gusto pubblico, anche se traviata; onde froviamo a Genova una
« Società Oleifici Nazionali » che produce seiçen•
to quintali d'oli di sesame al giorno, impiegando
tutta materia prima d'America; e troviamo a New
York una « Winter-Union Providence n che manda in Italia oltre 500.000 quintali di olio di sesame e di cotone all'anno, senza dire delle sue innu.
merevoli varietà di oli. tutti di scsame, ma tutti
con denominazioni diverse. Eppure anche a
voler tagliare la troppo saporita oliva - lo si potrebbe fare senza uscir d'Italia. A Treviso - non
so se esiste più - e 'era una fabbrica di olio di
granone, per taglio, ottimo surrogato del sesame ~
in Friuli i nostri vecchi ricordano - e se ne trova ancora traccia nelle piccole a:z.iende agricole
- l'olio di rav,'zzon.e, del quale però, eh 'io mi· sappia. non si è mai tentato a raffinamento su larga
scala.
Questi oli nazionali - disciplinandone la ·produzione potrebbero egregiamente sostituire
quel pestifero olio - cosidetto di linosa e di coc~me - del quale si fa largo uso, specie per friggere, in Lombardia.
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Ogg,i il paradosso - determinato dal corrotto
gusto dei consumatori settentriona,l i ha portato le cose al punto che gli oli di seme ( che hanno un valore intriinseco assolutamente i.nferiore)
si vendono siul mercato quasii al prezzo dell'olio di
oliva ( da L. 280 a 300 al quintale) e sono milioni
e milioni .che vanno all'estero ad OIJl.ta del dazio
protettore di L. 15 al qui.ntale imposto agli oli c1i
seme dal Gove.rno italiano.
È l'assurdo •realizzato: l'olio d'oliva gustato d•a·
gli ospiti di Lucullo e di Mecenate, che 'iJ. mondo
invidia all'Italia, è pospost dai nostr,i consumatori alle indigeste miscele che •~i vengon,o d'oltr e
oceaino.
Ncm. sa,premo ,dUitlque mai essere italiani, neppure ... ne.I condir l'insalata?
I DIRITTI DI PROPRIETÀ INDUSTRIALE.
È for,s e sfuggito all'attenzione detl pubbliico un
recente decret,o pubblicato sulla cc Gazzetta Ufficiale» del 10 ap.rile, che tocca una questione d,i
notevole interesse per le industnie nuove.
L'argomento verame,nte non velJlln:e considerato
.in tutta la sua estensione dal suddetto decreto
(22 marzo 1917, n. 533), nè si è ancora giunti a
tutte le con~egue,nze cui per il bene del Paese, è
augurabile che sii arrivi quainto pr.ima.
Il decreto iin parola lascia comprendere che
forse esso ,non è che il preludio di altri provvedimenti p,iù radicali e più coerenti. Ciò si deduce
dalla premessa, i.n cui sii riconosce esplicitamente
non la convenienza, ma, senz'altro, la « necessità » di disciplinare :i diritti di proprietà industriale de.i sudditi di paesi ,neimici, in modo che essi
non possaltl!O recare ostacolo all\~so di invenzioni
che ,interessano la di fesa ,dello Stato, « o di cui
possa comunque aver bisogno di servirsi l'industria nazionale >>.
Parrebbe da questa premessa che dovessero
seguire disposizioni legisllative corrjspondenti a
quel.la che è l'attesa g'e-n erale degli :indu.stri,ali itali ani, desiderosi di fattivamente cooperare alla
ver.a e reale emancipazione im::lustriale dalla Ge,rmainia, col fondare in Itali•a quelle indu.stri1e, che
erano monopolio più o meno assoluto degli attuali nemici.
L'lngh,ilterra, com'è già noto, senza ecc•e ssw1
timori o preoccupazioni, con la legg.e 7 agosto
1914 e sue essi ve, ,ammett-e addi.riittura « l' annullamento o la sos,pem,sio~e senza limiti di tempo > dei b re vetti e dei marchi .depositati da sudditi nemici od anche setp.plicemente da ditte che
lavoraino od hanno sede in J)aesi nemici, purchè
vi sia un inglese intenzionato di sfruttar.Li o di farli sfruttare.
Al contrario, ecco ch e cosa dispone i,l recente
dec r eto italiamo.
Il primo articolo non interessa perchè rig'uarda il materiale bellico: « per la durata della g'uerra è sospesa l'efficacia d elle privative industriali
apparte nenti a sudditi nemici e a ditte o società
residenti in paesi nemici, per invenzioni che riguardino il materiale b ellico o che possano essere utilizzate per scopi militari».
Il se,con,d o articolo riguarda-le altre industrie
e così si esprime:
« Se cc r.agioni di ~nteresse pubblico » e1sigono
l'attuazion e neUo Stato di invenzioni tutelate da
privativa a favore di sudditi nemici o di ditte o
Società resiJenti in paesi nemici, potrà essere
concesso, a chi lo richieda, di usare di tali invenzioni cc durante la guerra» anche senza il ccmse.-iso del titolare della privativa ».
Agli in.dustriali italiani, dunque, che avessero
vaghezza .di tradurre in realtà i;l ..sogno dell? nostra emancipazione econ~miica, si consentirebbe
con questo decreto di impiantare industme di monopoli.o tedesco, a queste due condizioni:
1) che vi siano ragioni di inte.resse pubblico, accertate ,dal Min·i,stero -dell'industria, su parere f.avorevole ,d ella Commissione che esamina
.i ricorsi i.n ,materia di privative industriali;
2) che la ,n uova industria si organini e viva
« iSOltanto durante la gue.rra » ,e, poi scompaia, per
lasciar di ,nuovo libero• campo .al ,pro.d otto tedesco.
Non V 'h-a eh.i non veda assurdità di una tale
condizione; quasi quasi è da chie.dersi ,p erchè ·
mai, nella purezza della nostra scrupolosa onestà, non si ,s ia stabilito anche un cong'ruo indenn ,izz.o per il titolare tedesco del brevetto di pl'l1.va tiva l
Si rammenti che. ' il decreto porta la data de.I
22 marzo 1917 ed è stato reso di pubblica ragione il 10 aprile 1917. Come si è potuto pensare che,
prima ,della cessazione della guerra, degli industriaLi avrebbero trovato conveniente di organizzare lo sfruttamento di un brevetto nemico, sia
pure p e r rag.i•oni ,d i interesse pubblico {e non e
f,orse di interess1e pubblico lo scopo che le industrie nuove si progong'ono ?) , con la minaccia di
vedersi costrett,i da un momento all'altro a cessare ogni larvorazione, a mettere in ,l ibertà la maestran a f aticosaimente creata, ed a liquidare in
fretta la fabbriica?
Il decreto nella premessa conteneva un principio gius,to: pareva che ci si avvicinasse al e-on-
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eetto inglese. Ma la premessa è rimasta tnvece
,nora soltanto una promeua.
Non ci si deve però assolutamente fermare a
questo punto.
È inammissibile che dopo aver tanto parlato di
jndustrie nuove, e incitato a far proposte e studi,
-ed a stimolare, e incoraggiare iniziative per dar
-vita a industriie animate da capitali e lavoro italiani. il Governo abba.ndoini ,all'ultimo momento
i voJenterosi.
Si è sempre affermato che è di interesse na•
zionale promuovere questo rivolgimento econo•
mico, queste nuove attività, prima sopite per ignoranza o .soffocate dalla prepotenza straniera.
:non certo vellicate da scrupoli di altruismo iin.ter<nazwnale: di quali altre ragiOlrli di interesse pubblico si va ora f-anta.sticando 7
L'AVVENIRE DELL'INDUSTRIA
COTONIERA.
Il dott. Canzio Bruno Canto, ammi.n1stratore
.delle « Manifatture cotoniere meridionali». ha
-detto in un 'intervista col « Sole » sull'industria
-cotoni-era:
<< Che l'industria cotoniera possa contare su di
·um fecondo campo di attività nell'immediato dopo
-guerra è fuo.r di dubbio. La nostra industria si
troverà durante un certo periodo in una condi·zione di vero privilegio. Non solo gli imperi centrali non faranno sentire la propria concorrenza
perchè debbono anz.itutto pensare a ve.stire più
,di cento milioni di individui oggi sprovvisti di tut.
-to ed a ricostituire i propri stocks di materia prima e di manufatti, ma ricorreranno ess-i stessi alTindustria estera per raggiungere con maggiore
rapidità rintento. Gli Stati balcanici e l'Asia minore. tradizionali nostri clienti. continueranno quin.di ad esser tali; auguriamoci solo di non viziarli
come prima e di saperci far valere per la realizzazio,n e di tutti i vecch-i nostri crediti. Purtrop•
po, a suo tempo. vi furono debolez.ze imperdona•
·bili in fatto di tohleramze e di Gdi.
« Si teme venga a mancare la possibilità di im·portare tutto il cotone di cui abbiamo bisogno
pel funzionamento in pieno degli opiGci. e si pen•si perciò ad una riduzione di lavoro accoppiata a
proibizione o limitazione di. esportazione onde
non manchi nel Regno quanto può occorrere. Non
-discuto, perchè ,non tocca a me il giudicare per
quali materie prime iJ Governo trovi pi,1 conveniente impiegare ,i l tonnellaggio disponibile: mi
limito perciò a segnalare il dan,no, lasciando a chi
.ha la respcmsabilità dell'economia generale di va-
lutare se esso sia o no da tenere in maggior conto di eventuali altri. Al termine delle ostilità occorre che la nostra industria si trovi a lavorare
in pie.no per ,n~n. essere seconda nel presentarsi
sui mercati da riconquistare. Dovrebbero in quel
momento essere perhno emanate disposizioni per•
mettenti, durante un mese o due, l'abolizione di
qualsia.si restrizione di lavoro notturno o straordinario. In poche settima.ne si dovrebbe poter fa•
re miracoli. I primi saranno i preferiti più tardi.
per parecchi ann-i: quindi il da.nno derivante dal
non pot~r attua.re un simile prog.ramma deve esser valutato con criteri di vista lunga •.•
<< Abbiamo in Sicilia clima molto adatto alla
coltura del cotone, e sopratutto di cotone che for,se meglio rispoinde ai bisogni delle nostre hlatu•
re ,in co,nfronto a quello africano. Vi fu un tempo
in cui tale coltura era assai estesa nell'Italia Meridionale. I bassi prezzi toccati dai cotoni america.ni in alcune stagioni la scoraggiarono, ma è
a presumere che per molti anni quei pre.zzi non
si rivedranno, ,.s ia a causa dei noli, sia a causa del
più alto Jivello del re,ale costo in America, sia infine per !"accresciuta richiesta in proporzione
maggiore alle possibilità di aumento dell'offerta.
« Si tratterebbe piuttosto di regolare razionalmente una tale coltura colla costruzione anzitutto dei ,s.erbatoi montani destinati ad irrigare specialmente le pianure di Catania, di Siracusa. di
Terranova e di Licata per un complesso di trentamila ettari con un volume di acqua di parecchie
centinaia di milioni di metri cubi, problema che
se~bra attiri proprio in questo momento rinteresse del Governo, che pare si proponga accordare de-i sussidi simili a quelli per le concessioni
di ferrovie.
« Col concorso di tutti i cotonieri potrebbe
quindi essere costituito un Ente che si incaricase addirittura della coltivazio:,e del cotone e della ..sua distribuzion e a prezzo di costo fra gli ade-
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per un conveniente numer,o di anni. un prezzo
minimo pel prodotto il quale. quando non andase ve,nduto in tutto od in pairte a contratta~irone
libera a prezzo superiore, dovrebbe essere accollato all'Ente che sosterrebbe la perdita con contributo proporzionato, per es,empio. all'importanza degli impiainti i,ndustr.iali e magari reso obbligatorio per legge. Calcolo che ,si potrebbe ricaivare
per tal modo poco •meno di qua.rantamaa balle. cifra certo piccola di f.ront,e aii bisog.n i, ma in s~ già
rispettabile. È cosa che anche psi.cologiicament·e
pex,suade di più e dalla quale potrebbero scatuJ"ir,e fav,orev,~ ,i d e cis ioni .ainch,e pel p.x,oblema colonia1e ».
I « CONGLOMERATI )) DI COMBUSTIBILE
Per provvedere alla ,deihcenza del carbone mineral~ il Comitat,o Nazionalle per i combustibili
si preoccupa ora ,sopratutto di far sorgere stabilimenti speicia.Li per la ;fabbricazione di mattonelle di lignite. sia composte di solo minerale, sia
formate con conglomerati quali la pece, il catrame, il bitume eh.e 1o stesso 001mii.tato fornisce e
che si prestano per la forma per U\Il,a più pratica
utilizzazi:ane. Sono infatti sorte e vanno seimpre
sorgendo ·varie f aibbriche specialmente a Spe:z.Ìa
ed a Milaino. altre prieparano conglomerati cli ma-t tonelle di torba ch,e. convenientemente essiccata
.e oomp,r,essa. potrà utilmente essere adoperatta
nel prossimo -inv-e•no10. A tal proposito si intensihca lo sfruttamento di torbiere di più rapida coltivazrione, e più vicine aii centri di consumo. Disposizioni importanti sono poi quelle recentemente p.l'ese contro gli speculatori ,e d accaparratori che usando og.nii mez:z,o di bassa speculazione, fira oui frequentissimo quello di compra e vendita cli l,ignite a 1llo scoperto, aveva,nio fatto sì che
il pr,ezzo di questa raiggiunge1Ss,e prezzi proibitivi.
anzi f avofosi, sino alle 230-300 lire.
Per eliminare tali inconvenienti si è stabilito
di dare precedenza ai contratti direttam.ente con-elusi fra le mi.ni1el"'e e gli stabilimenti commerciali che bisog'na,no ,d i minerale, preferendo inoltre
gli staibilime.n ti ausiliari ,e quelli che in qualunque modo lavorano per la difesa dello Stato~ una
parte della p~oduziion,e continua sempre ard essere prelev ata perchè possa servire ai bisogni più
orgenti e aille momentanee dehcienze. Tale prelevamento s,i fa a prezzo medio concordato, e nel
caso s-o rg'ano c-o ntestazioni~ si ricorre a speciali
arbitrati. In taJ modo -i l prezzo della lignite si ag'•
gira intorno alle .Lire 30-75 secondo la qualità, jJ
numero di calorie, .iJ grado di essiccazione ecc .• ed
il comitato stesso provvede ~:I traisporto a m 1ezzo
di carri ferroviari, risolvendo ~ osì il problema
della dehcienza dei mezzi .d i trasporto, per cui . il
fossile r.im.aneva spesso inutilizzato. Il comitato
.in:6.ne non tralas,cia di seguire ,i risultati delle nuove ricerche che si vanno man mano f ai0endo p er
intenso.beare la produzione specialmente n -elle ll'tliMetl'e più vicin•e ai oentri di èonsrumo.
L'ON. ASTENGO E IL PROGETTATO NUOVO
GRANDIOSO PORTO DEL MAR LIGURE.
L'oin. Ast-engo pubblica sulla Tribuna una ,protesta contro l'atteggiamento pr,eso dalla città di
Genova nei confr.onti di Sav,ona .e Vado Ligurie.
« La regione piemontes,e - se.rive on. Astengo
va da molti anni sviluppando m 1eraivi.gliosam •entè le sue abbondanti eruergie nel cam,po ·a g'.rario e ,in quello industriale per mod,o ,c he insuf:6.cienti sono diventati ,i mez2a. di oomuniicazione
,e ,di traisp.orto da e per id mare ligur,e. È impellenrt,e 1a neoessità di provveder.e ad uno scalo mairittimo capace del traffico attuale ·e d.el maggiiorie
che presumibilmente si v,erihcherà nell'avveln.ire.
Al px,imo scopo ~ttende da parecchi an'nli un benemerito comitato costituitosi a Torino da persone e aiu,torità competenti, il quale ha com,p iuto lo studio ,e -ill progett.o di un ,canale navigabile
-interno desti.nato a m ,ettere in oomunicazio.n 1e· il
Pie monte col .mare, con sbocco nella re,gione di
Vado. Per la soluzioin1e -de1 problema portuario eh.e
richi:edel"'ebbe una ril-evant,e somma .di .milioni da
parte ,d dlo Stato, si presenta .il progetto di una
concessione a privati per la costruzion,e di un
girandioso porto da eseguirsi •n elle acque fra Savona ,e Vado per modo da utilizzarsi sen~a costo di
spesa la ra,da naturale di Vado ,e a provvedere
largaimente ai bisogni pr:es·enti e futuri d.eil commercio piemontese. Qu,est 'opera di ,evidente utilità na2lionale nulla costel"'ebbe allo Stato, il qua,I.e
alla scadenza ,d el termin,e hssato ne div,erriebbe
l'assoluto p,roprietario. Contro questo progetto.
che non 1,ede per nulla gli interessi -e i diritti di
Genova, insorsero ,l,e rappresentan:z,e politiche e
amministrative di questa città.
Il deputato di Savona rif e,r .isoe qui l'ordi.ne deJ.
giorno votato da dette rappvesenta:nze e trasm,esso al Presidente del Consiglio e aJ Ministro dei
LL. PP. e così lo commenta: « Ri.teneo inopportuna e ingiusta questa levata di scudi da parte
della città di Genova, la quale ci fa ricadere in
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nali, chè è diretta contro un •opera assolutamente
necessaria allo svolgimento della 1mportant.e economia del Piemonte, che, .eer quanto riguarda il
porto, nulla costa ~Ho Stato e che non lede in al~
cun modo i diritti e gli interessi di Genova. Savona non ha mai ostacolato nè può ostacolare oggi i pr ogetti. le opere tendenti al maggiore incr,emento del traffico marittimo e ferroviario di
Genova. ma crede di avere il diritto anzi il dovere di provvedere nel miglior modo allo sviluppo
d,el commercio che è per ragioini geografiche di
sua esclusiva competenza, e di pretendere di
non essere a sua volta ostacolata dall'inopportuno ingiustificabile intervento di teni, .determinato soltanto da ragioni di nessun conto morale
ed economico. Data la conformazione del se tentrione d'Italia, i porti di Savona, Genova. Spezia
e Livorno hanno speciali zone di penetrazione. di
.competenza economica, le une indipendenti dalle
altre. Per fortuna nostra il traffico delr1ainter1anJ
verso il mare è così elevato da poter soddisfare
alle legittime asp.irazioni di ciascun porto, senza
che d,ebba,no nascere invidiose competizioni e
contrari,età degne di altri tempi. Genova in parti ..
colar e ha vastissimo campo di azio.ne capace di
assorbire tutte le sue energie se,nza aver bisogno di osservare con malocchio il benessere delle
città sorelle. Il suo gesto odierno contro Savona
e Vado non è stato punto felice e se il Governo,
a cui fu rivolto. lo secondasse, costituirebbe un
pericoloso. dan.noso precedente contrario a tutte
le conquiste della civiltà e del progresso.
GLII INDUSTRI ALI VARESINI
E IL DOPO-GUERRA.
La Camera di commercio di Varese, in una sua
seduta, ha adottato la seguente deliberazione, su
proposta della Commissione di Legislazione e
Statistica:
e< Il Consiglio della Camera di Commercio e
Industria d,i Varese, premesso che la prepara%.lione industriale per il dopo guerra, specialmente
per le industrie già esistenti, debba avere riguardo successivam,e nte ai due problemi, tecnico l'u
1no, interessante le industrie che lavorano per la
produz.ione bellica, commerciale l'altro. intères·
sante tutte le industrie di ogni genere. ma in par•
ticolar modo quelle che hanno sempre lavorato
1
per l'esportazione o che a questa nel dor,o guerra
dovranno rivolgersi per conservare nei limiti del
possibile l'ampiezza di produzione i-n questi anni
raggiunta;
(< fa voti :
« 1. - che gli industriali i quali debbono aG'ron.
tare .i] difficile problema della trasformazione tee..
nica e dell'adattamento alla produzione cli pace,
vi provvedano categoria per categ'oria. con opportuni accordi, nell'intento di evitare errori gra•
vi, inutilmente dannosi per l'economia nazionale :
« 2. - che tutti gli industriali di ogni categoria procurino di sottrarre le loro industrie ad u•
na produzione e ad una vendita anarchica e disorganizzata. conclude.ndo opportuni accordi commerciali, diretti a regolare, nel modo che si riterrà più conveniente, a seconda delle speciali condizioni di ogni industria, il mercato di vendita. e
ciò specialmente per le industrie esportatric.r;
(< 3. - che ai suddetti due scopi, le Camere di
Commercio dedichino l'opera propria, perchè col
loro carattere di disinteresse. molto possono fare
per agevolare gli aC'cordi fra industriali:
<< 4. che nelrinteresse na::.ionale, l'associa2:ione fra industriali sia opportunamente regolata
con una le~g'e che permetta e promuova il sindacato per espo;tazione e sottoponga ad opportune
norme di ' f!l"eno il Sindacato per il commercio interno».
IL COTONE E LE NOSTRE COLONIE.
Il comm. Edoardo Amman, vice-presidente del
Circolo industriale, commerciale ed agricolo, tr~ttando in un 'intervista col Sole dell'industria cotoniera ha ' detto:
« Sono dediti, ora, all"industria · cotoniera,
for,s e più, ma non meno, di 200 mila operai. Gjrano circa 4.800.000 fusi e battono 150.000 telai.
Molti. molti milioni di caritali d'impianto e circolanti sono i~pegnati nell'industria cotoniera.
Ai prezzi attuali si può calcolare che non si lavor,a meno in ItaJ.ia di un miliardo di lire di mate- .
ria prima in un anno. La question,e della materia
prima, per l'avvenire, preoccupa. L'Ame.rica e
l'India, principali produttrioi di cotone, hanno
sempre dimostrato di poterne fornire quanto basta ai paesi che non ne producono. Però non è
men.o vero che il dipende.re da poche ed estranee
fonti di produzione è sempre un.a s·erv.i tù pericoIosa ed i famosi trusts americani han111-0 già dato
esempio di questo penC'olo. Non è, dunqu,e, a dire quanto sarebbe utile che anche in suolo nostro si coltivasse e si potesse racco~ere questa
indispensabile materia prima.
« Le prove fatte nelle nostre Colonie ove si hanno terrenii e climi adatti aJla coltivazione del cotone, non ebbero resito sperato solo i>erchè vi
mancarono i meni di trasporto dalfhinter1ancl
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alle coste ,e da queste, attraverso il mare, fino ai
mercati. Promuovendo la coltivazione del coton,e
in Eritrea e nel Benadir pri.ma d:i av.eire creati i
mezzi .di trasporto, ,s i è messo il carro ,a vanti ai
buoi. Si è ripetuto il fatto già v erihcatosi in a,lcun.e provincie di questa •nostra fertile Italia. ove
il vino ed altri ,pr.o dotti in armate ubertose furono
invihti per non pote..r giungere f acil~ente a me.reati meno prossimi.
« R iepilog'a·ndo ,su questo argomento, è neceiss•a.rio anz.itutto che il Governo comprenda l'utilità di promu.ovet"ll!e la coltivazione del cotone n,elle nostTe ,colonie ,e che si pensii a divulgar,e colà
.le norme e ,i dati di conveniienza della relativa
coltivazione non trascuriando gli opportuni incit.amenti, e che si p.rovveda quindi aii mezzi di traspoHo ai quali non può provvedeve il coltivatore.
s:Ìa esso il _p iccolo propr~etario od una Società conduttrice di la,t ifondi acquistati a tale scopo. Il
Governo deve inoltre provvedere, od almeno concorrer.e alle spese d.i ,i rrigazione, senza la quale la
coltivazione del cotone sarebbe un fuor d'opera.
L'Inghilterra e la Russ,Ì.a e.i sono d'esempio e quest'ultima è già così fort,e produtfr~ce della pianta
cotO!l'lle da tendere a ba,stare atll.a maggior parte del
proprio bisogno >>.
1
L'ATTIVITÀ DEL COMITATO LOMBARDO
DI MOBILITAZIONE INDUSTRIALE.
Il . Comitato lombardo di mobilitazione industriale ha pubbl,icato una monog'raib.a « Le .istituzioni prof.essionali ». corr.edand,ola di molte ,e nitide · fotograi6.e. In essa dà ragione del mod<;> _in
cui ha provv-eduto a:lla CI"e.azione d'una mano d'opera cospicua .e più pQSsibile p-rovetta. richiiesta
dalle n,e,cessità della guerra. Con Ultll cong'ruo tributo del sotto.s eg'r.etariato Armi e Munizioni si
pv~vvide al ma1echiinar.io di · dotaz.ione, mentre fu
stahilito di lasciare a carico degl'.industriali l'onere Telatiivo alle spese di es'ercizio e di m •ainuten:ziione. Fu iniziata pronta~ente la ,s cuola, appoggiandola a un'istituzion,e già esiste•n te, l'istituto ,i .industriale milaine.se Giacomo FeltrinelLi. All'insegnamento attese,r ,o la dire-zione. 'ii capi officina e trentasei operai provetti. IJ comitafo deliberò anche di dotar.e l'Istituto F eltrin,elli di una
offic.in.a che possedesse, oli.re a tutt,i i requisiti
relativi alle moderne istallazioni del genere, anche le più modern e ed effica.ci forme di assistenza sociale e di prevenzioni degli wnfortU/lli.
Perchè l'elemelllto femminile fosse rappre,s entato nelÌa maggior quota compatibile oon l'int.eresS'e supremo della produzione, f,u impiantata
una scuola femminile di torne.nia. La maestrainz.a femminile, esigua nei primi mesi. è .andat-a
man maino aumentando • .~d oggi. unita alla maiesfa:anza giovanil,e, supera iin media il 30 per cetnto della maestranza totale deg1i stabilimenti.
mentre ,Ìn alcune offici,n e è salita a quote superiori aJ. 90.
'
In otteimpera,n za ai desideri espressi dal Sottoseg.rietariato Armi e Munizioni e alle direttive
consia·c rate dal medesimo 1in ,alcune ci-rcol,ari. hno
d-al 1I1-0vembre del decorso anno 1916 ril Comiitato
Lombardo prese contatto col Comitato Lombardo
Pro-,Mutilati onde studiar-e ,s•e, ed in che modo,
era conve.ni,ente unire gli sforzi comunii allo scopo di fa'V-orire .iJ collocamento n ,elle officine di
guerra dei valorosi muti.lati che fanto diritto
hat1J110 ailla riconoscenza del P.aese.
Gli aiccordi ,ebbero rapidamente fdice esito.
Perchè a cura del Co.mitato Pro-Mutiilat.i erano
già ,so.rti pr,esso un reparto dell'Ospedale Militare di R~serva. di Mi1ain,o, e prec.isamente p.riesso
il Rifu.giio Ranny Fin.z.i Ottole:nghi a Goda, espressaimente adibito iàl ricove·ro e 1alla neducazione
dei mutilati, ailcuni laboratori professionali dov,e i mutilaiti stessi venivano addestrati in vari
mestieri compatibili colla loro d,i minuita efficienza tisica ( sarti, calzolai, canestrai, .sellai, ecc.)• si
venne aff a.tto natuTa-l mente ,alla 1conclusiotn,e cli
istituire presso ii..l Riifugio stes·s o un analogo reparto 111.el qual,e i mutilati po.t,ess1e-ro essere addestrati quali operai ,meccanici e specialmente
torn.itor,i e aggiu,statori.
·Frequentano ·attualmente la scuola altre 20 aJliev.i ·e ben p.r-esto ,i l loro numero potrà superare
i 30: trattaisi per la massima pairte di mU:tilatì degli arti inf.eriorii perchè questi più f,ac.ilm.e nte possono •essere istruiti • .ma recantem-elllte sono stati
ammessi anche alcuni mutilati deilla mano e del
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I Sindaci
Dott. A. Moretti -
Rag. A. Olivieri - Prof. Rag. D . Venegon i -
Il Capo Contabile
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può esser-e l'occupazione più oonf acente, adattando al moncherino, mediante un opportuno .ra,ccordo, specia1i utensili costruiti espressamente.
Gli allievi co1locati sommano ormai ,ad al-cune
diiecine e mentre danno Tisultati soddisfacenti
alle Ditte che li hanno assunti,. sono essi pure individualmente soddisfatti della loro nuova pr •
fessione.
Inoltre .il Comitato di Mobilitazione indu.stmale, facendo sua la proposta d..i una commissione
d'industriali, ha .i nvitat,o le ditte siderurgiche e
mecoaniche lombarde a concorr,ere alla fondazione di una Scuola pr,of essi nale di siderurgia
ed elettro~siderurgia. Le adesioni sono g,ià perve.nute numl:'rose e cospicue.
LA BONIFICA DELLE PALUDI PONTINE
Da vario tempo ormai il Consorzio delle Paludi Pontine, ,c ostituito con notificazione pontificia del 31 marzo 1862 conservata in vig'oI'le dalle
succeHive leggi italiane, è travagliato da forti
dissensi fra ~ Consarz.iati, mdlti dei quali lamen•
ta,no il non equo criterio adottato nello statuto
per il riparto delle spese di manutenzione e la
riluttanza detl'aimministraz.Ìone consortile ad affrontare il problema del completamento della bon·i.hca.
Occorre inf attii eliminare 1e cause ch,e mantengono tuttora paludose larghe este,n sioni di compI'lensorio. oompl,etando la separazione delle ac•
que alite dalle baStse, sistemaindo red amplllando i
corsi d'acque medie ,e basse, prosciugando con oppol'tun.i impianti idrovoni i terreni bass~ e compietando la viabil.ità dei! v.asto territorio,- atto ad una
produ%-ione inii.nitamente superiore a quella che
ora se ne rucarva.
Disgraziatamente però la necesisità e la utilità
di questi lavori non è unanimemente riconosciuta
dai grossi proprietari, ai quali lo statuto vigente
dà la preponderanza nell'amministra~ione consor•
tile ~ e sebbene l'assemblea fin dal 1906 avesse
deliberato di chiiedere la concessione delle opere,
nessuna attuazione pratica è .stata data finora a
tale deliberazione, e~endosi solo in questi ultimi
tempi disposta la compilazione dei progetti esecutiv.i.
Queste incertezze hanm.o acuito straordinariamente i dissensi che rece.nt,emente hanno condotto alle dimissi,oni del . Presidenfo e della Deputazione; a seguito delle quali, il Con-s.iglio dei
delegati ha fatto voti perchè il Governo provve•
da ad un 'amministrazione straordinaria.
Accogliendo tali voti e su proposta del ministro
Bonomi, è stata, con decreto luogotenenziale del
3 corr., disciolta l'Amministrazione Consortile,
nominandosi R. Commissario il comm. avv. Pierluigi Serra, d,irettore capo divisione al Ministero
dei Lavori Pubblici, con l'incarico di provvedere
alla riforma dello statuto, di promuovere l'istruttoria per la concessione delle opere di complemento deJla bonnhca, di assicurare la regolarie
ma.ll'l!Utenzione e di attendel"e alla compilazion-e
di un nuovo catasto.
CONVEGNO FERROVIARIO
ITALO-SVIZZERO.
La de1egazione internazionale delle ferrovie
del Sempione riunita a Berna il 24 ed il 25 aprile ha esaminato, tra l'altro, l'orario ridotto introdotto il 20 febbraio scorso che ha subìto già qualche modificazione. Dalla discussione sulle tariffe
deUa linea ,d el Sempione Briga-Iselle risultò la
abituale concç,.rdia tra la direzione generale delle
Fe1rroviie fede.rali ,e le Ferrovie dello Stato italia111/0, La d,elegazione Q\Pprovò il a-apporto speciale
della commissione per la verifica de.i conti della
linea detl Sempione Briga-lselle nel 1915 e prese
atto deLla comunicazione che il Consiglio di Amministrazwne delle F ,errovie dello Stato .italiano
ha ' approvato il progetto di raddoppiamento del
binairio sulla lm.ea Domodossola-I selle, che i fondi relativi sono stat.i votati e che i lavori cominceranno non appena terminati gli appalti. Quanto
alla seconda galleria d.el Sempione, la ,scarsez:ia
della mano d'opera ha imposto ' la sospensione
dei lavori dal lato sud per qualche mese. essi s~ranno ripresi probabilmente nell'autunno da.gli
operai che lavorano attualmente al lato nord e
termninati, .salvo casi imprevisti, ne~a pr1maverR
del 1918.
LE RELAZIONI COMMERCIALI
FRA GLASGOW E L'ITALIA.
La « Rivista della Camera di Commercio ita•
liana di Londra» scrive che l'industria senza dubbio prima ( quella per la quale sembra che Glasgow non abbia ancora rivali) è la costruzione di
navi: navi d'ogni tipo, dal battello da pesca allia
corazzata, vengono varate sul Clyde. Il porto di
Glasgow giace in parte sul fiu~e aperto e parte
in bacini. Annualmente circa un milione di t01nr
n.ellate di f.erro, d'ac,c iaio, di macchinario, viene
qui imbarcato; da qui l'importazione è specialmente rappresentata dal minerale nella misura
di ciroa 2.400.000 tonnell~te all'anno-; . daJ. g'rano,
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Il Ministero dell'Industria, Commercio e Lavo260.000 tonnellate; dai frutti 93.000 tonnellate.
ro si comporrà di:
La popolarità del porto è chiaramente illustra-
Un.a Direzione generale del Credito, della Coo-
ta dai progressi che segnano le cifre seguenti: nel peraz.ione e delle Assicurazioni priv:ate; una Di•
1814 le entrate era-no di Lst. 5275; cinquant'anni rezione generale del lc.voro e della previdenza
dopo di Lst. 121.030; e son venute sempre cre- sociale; un Ispettorato generale dell'industria e
scendo bno a che, nel 1914, furono di Lst. 633.758. dell'insegnamento industriale ;- un Isnettorato g'e•
In mezzo a questo riborire d'industria, di commercio e di lavoro s'aprono quotidianamente nuovi campi di speculazione che possono interessare direttamente l'Italia.
Co:i intelligente previsione la Camera di Commercio Italiana di Londra ha giudicato opportuno
di este,n dere alla Scoziia la sua az;one, intesa a
tutelare non solo nuove possibilità per il commer••
cio itali.ano, ma a promuovere anche un più intenso scambio di prodotti fra i due paesi, che dovrà risolversi in reciproco, an rezzabile ~antag'gio sia per l'Itnlia che per la Scozia.
Negli llffi ci ddla Ditta armatrice James Little
e Co. (Glas gow ) Limit c d, nominata Corrispondente ddla Camera nella Seduta Consi q}iare del
3 aprile scorso, un dipartimento intende esclusi•
vamente n cooperare colla Camera nell'intcns.i-fì..
e.are le rebzioni commerciali italo .scozzesi.
Il fatto, nuovo negli annali del Commercio, che
una ditta privata ranprescnti un ente come una
C amera di commercio è sintomatic-o: esso è indice dell'acuto, vittorioso risvcl"'lio d'iniziativc commercia li che si sta ora verihc-nndo nei paesi alleati: è prova ddl'intensa, f ehbrile preparazione
attuale per fiaccare ogni vell~ità di concorrenza.
alemanna dopo la guerra,
RIORDINAMENTO DEI SERVIZI
IN DUE MINISTERI.
Con Decreto Luogotenenziale 29 aprile 1917,
n. 679, è stnto provveduto nlb ripartizione dei
&ervizi dei Mi,isteri di Agricoltura e di quello
d ell'Indu,;tria, Commercio e Lavoro. Trattasi di
lievi modifi cazioni nelle quali si riscontra l'adattamento dei servizi alle ca.,acità personali d.ei
funzionari chiamati a dirigerli.
Il Ministero di A~riicoltura comnrenderà d'ora
innanzi: una Direzione g'en~rale delÌ'AQ'ricclt~ra
con un Isnettorato generale tecnico- dei servizi agricoli e delle industrie agrarie e un Ispettorato
generale del bonificamento agrario, d;lla ccloniz•
z:>zione e d e i de-nani comunali e usi rivi.ci: una
Dire:z.ione P.'an,erale delle fore:ste e un Isuettorato
gener:ilc del servizio geologico e del servizio meieorologico.
nerale de•l commercio interno e dell'insegnamonr
to commerciale; un Ufficio di politica economica
e del commercio e.stero: un TTfficio centrale di
statistica; e infine l'Ufficio dell'Economato gene•
rale.
« Il nuovo riordinamento - dice il « Corriere
Economico » - non deve però offrire occnsi~i a
e sagerate speranze su l'attività di auei due Ministeri. Un ex ministro soleva dire che di essi si
poteva fare anche a m e no in Italia. E non aveva
tutti i torti. I funzionari diri~enti, tranne pochissime eccezioni, sono uomini di sc::irsa levatura
intellcttua,Le; i capi divisioni non danno ne,s~nn
uffida-nento; i f'unzionari esecutivi contano nelle
loro file nl~uni buoni clementi, che, però, per la
l entezza d ella carriera, fanno ogni sforzo r,er mettere la loro opera a profitto di aziei,d~ industr i:i.1i e bancarie e use.ire dalla amministrazione dello
Stato ».
·
IL DANARO or:cI
E NEL DOPO-GUERRA.
Il danaro ·si mantiene abbondante collo sconto
/uor; b('f1,ca facile intorno al 4 ~ .
« L'abbondanza del danaro - scrive Gustnvo
Deslex nel « Corriere E<"nnomico >) f cno.,...,cno
comune a quasi tutti i .bellideranti, si ~!'~lun~hcrà
prohabilmente ner tutta la durata della p'uerra
hnchè i sinQ'oli Stnti consolideranno con c--issio•
ni di titcli i debiti fluttu"lnti con ritiro dJl'ecce•
dente circolazione di bi,,.lietti dovutn ai bisoi:>'ni
della guerra. I pare.ri sul mercato t""onet:->rio in•
ternazionale a pace concl,;1tc:ir1 sono d;s~0rdi.
« Le prev.is,i o,i sono difficili: f nttnri i-norcvisti
possono sconvolgere i calcoli de2'li econo:ni~ti:
dd resto quest.n guerra ha sfatato molte vecchie
teorie economiche.
« Dopo la conclusione della nac-e un reriodo di
rincaro del den:,ro sembra probahilc. I-i.fatti tutti
gli sforzi dei Governi sarnnno rivnl+i rcl rlo-o
guerra a diminuire 1!1 sovrabl..ondrtnte c-ircohzione cartacea, a con,;olidare i d'.::biti, a ,..r~vvedcre
nilla ricostruz.i::y1e delle cose di.,trn"te d"ll!) ,..,ucr•
r,,, al rinnova,.....ento d ?l materinle +crrovinrin. :,i{..
l'incr>emcnto del navi,..,.lio, a grandi bw--: -n hl-lici ecc., ,e così per quaJche anno i singoli Governi
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assorb.iranno i capitali disponibili e tale pompa
aspirante agirà in concorrenza dei bisogni dell'ilrudustria e del commercio per rifornire i loro
stocks di merci. per ricostruire le scorte d'ogni
genere, per 1e trasformaz-ioni industriali, per i
nuovi impianti idroelettrioi ecc.
« Si imporrà per un dato tempo la limitazione
d.e; con.s umi per accelerare la formazione del risparmio e per rest.ringeiie al pur~ necessario i
pagamenti all'Estero per importazione di merci.
Compito del Governo sarà pure di agevolare e
spingere le esportazioni e di promuovere l'incremento delle ,nostre industrie per combattere l'aggio, favomre l'economia nazionale, dare lavoro in
patr.ia ai nostri numerosi lavoratori >> .
L'INDUSTRIALIZZAZIONE DI ROMA.
La Commissione pel risorgimento economiico
di Roma, nominata l'anno scorso in s·eno al Consiglio comunale per stud~are e proporre i provvedimenti più .adatti alla iincyistrializzazione della città, ha presentato la sua relazione, in cui
propone una triplice sene di provvedimenti, da
adottarsi i primi dal Comune, gli altri dal Comune in con,corso degli altri Enti interessati, gli altr-i, infine, direttamente dallo Stato.
Secondo queste proposte il Comune dovrebbe
assicurare lo sviluppo del quartiere industriale
di S. Paolo in destra e in sinistr.a deJ. Tevere, cedendo le aree a prezzo di ,costo, esonerando dal
pagaimento de1le tas se di occupazione di suolo
pubblico, di sottoS'llolo e di sovraimposta pei fabbricati e terreni, tutti gli impianti fabbricati e
terreni indust1:1iali; dovrebbe assicurare la co·
struzioJl"lle del ca·nale marittimo da S. Paolo al porto costiero vincolando le aree occorrenti; dovre,b be assicurare lo sfruttamento delle forze idrauliche e,s istenti neJ territorio intorno a Roma, fissando che pel term~ne non maggiore di sei mesi
dalla approvazione siano concretati i progetti per
quelle derivazioni di acque da cui si potrà ricavare forz.a necessaria allo sviluppo industriale
della oittà; dovrebbe f aciJitare la costruzio1n1e di
case a buon mercato e moltiplicare le strade d.i
comunicazione per costruire il contado necessario alla intensificazione agricola: e dovrebbe promuovere l'istruzione tecnica professionale. moltiplicando le scuole serali per gli artieri, creando
una scuola professionale femminile, istituendo in
Fiumicino una scuola per le classi marinares•che
e poi un istituto nautico. In concorso dello Stato
e di altri Enti, il Comune dovrebbe poi ripl'listinare la navig'Rzione dei picco.li, velieri sul Tevere
1
a
6.no a Roma, impiantando ed esercitando rimo~
chio, coordinare le proprie linee di comunicazione a queUe degli altri Enti, costituire un Ente au•
tonomo per la produzione e conduzioI?,,e dell'energ.ia elettrica in Roma, creare un istituto nazionale professionale, sviluppare l'insegnamento
commerciale. Infine il Governo dovrebbe dichiarare di pubblica utilità tutte le opere necessarie
alla creaziOIIl'e della zona industriale di Roma, assumere !'.esecuzione delle opere portuali, concedere a Roma disposizioni analoghe a quelle concesse a Napoli, costituendo, fra l'altro, una zona
aperta industriale, riservando all'industria romana una parte della trasformazione del materiale
ferroviario ,e una parte del minerale elbano, e infine trasformare itn, politecnico moderno la scuola di applicazione degli ingegneri.
È NECESSARIO UN ACCORDO
PER LA MARINA MERCANTILE.
L'indipende'l\Za della nostra vita marinara è una frase : qualunque marina del mondo deve avere date limitazioni ,per ~ rapporti ·d i coesistenza con .le ,altre, e ciò, ripeto, per beneficio ~omune
delle Società armatrici e del .pubblico. Due Società che si f.acessero troppo a lungo la competizione su una medes~ma line~ anzichè esercitarla di
accordo, finirebbero col rovinarsi senza provveder
~ bene _pubblico, che richiede tnoli ragionevoli e
regolarità di serv.izio. Occorre perciò, scrive R.
Murray, accordarsi ora con i nostri Alleati per
un'equa distribuzione delle linee in rapporto al
rispettivo tonnellaggio e alle diver.se necessità, in
modo da poter quanto è meglio possibile utilizzare tale tonnellaggio facendolo viaggiare a cario completo ... Speriamo che le circostanze politiche internazionali facilitino questo grande co.mpito, il quale riflette la necess~ria p,r ,emessa per
poter vincere la supremazia che la marina t,e dc-
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sca di linea aveva prima della g'uerra. Naturalmente a questo .problema fondamentale fanno co·
rona molte altr,e questioni pure importantissime,
quali l'organizzazione dei nostri porti maggiori, la
sistemazione dei. raccordi ferroviari, ecc.; ma
quello degli accordi fra le principali Compagnie
degli Stati alleati. ha certo di gran lunga mag
giore importanza di tutti gli altri ed è bene richiamarvi la pubblica ·attenzione.
PROVVEDIMENTI URGEl';lTI
PER LE ACQUE PUBBLICHE.
Non è stato mai sentito come in questo .mo•
mento in Italia il bisogno di accrescere e di usufruire efficacemente la ricchezza d'acque di cui
dispone il -n ostro Paese. è ciò per provvedere di
acquedotti i centri di popolazione che ne difettano, per supplire ai bisogni sempre maggiori dell'agricoltura, e principalmente per fornire in copia quella forza motrice, la quale, mercè il magistero della scienza, può essere trasportata a gran
distanza e convertita in calore, in luce, in agente
mecca.nico o chimico atto a svariate ap~icazioni.
Sarebbe superfluo insistere sopra alcuni postulati circa la convenienza da parte dello Stato di
favorire in tutti i modi possibili la costruzione di
dighe di sbarramento. allo scopo di raccogliere
le acque durante le fasi di piena, per poi smaltirle in tempo di mag'ra, senza pregiudicare coloro
che adoperc..no parte di queHe acque, e solo migliorandone il regime naturale. Non solo è questo il mezzo migliore di mettere a partito la ricchezza idrica delle alte regioni montane, ma ha
per eff,etto di convertire il fattore di inonda:z.ioni travdg1enti e devastatrici in agente benefico e
tranquillo, •a favore delle industrie e specialmente d,elragricoltura. Sarebbe opportuno che nelle
regioni montuose della nostra penisola e delle
maggiori isole italian·e non rimanesse un solo alveo torre·n ziale esente dalle opere intese a c~nvertirlo in obbediente dispensatore di perenne
forza motrice. Senonchè questo p•r incirio. ormai
sperimentato con tanto successo, è entrato nella
coscienza dei gover.nanti e in quella del pubblico. Ma è nec~ss-ario, perchè abbia la sua piena
efficienza, che sieno abolite o per lo meno semplihcate le numerose formalità che fanno ostacolo
alle concessioni e rendono lentissime e dispen-
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diose tutte le pratiche intese a conseguirle. Qu este conc-essiOll'li dovrebbero ,essere assalutame,n te g'ratuite perchè, re,c an~ al Paese inapprez.z.ab,li
vantaggi diretti e indiretti, dei quali l'iniz.iatore
dell'opera prohtta generalmente assai meno di
molta altri. e in ispecie dell'Erario.
V'ha poi un punto sul quale impo.rta sp eciailmente richi·a mare la pubblica attenzione.
Molte concessioni sono richieste ed oheml\.llte
per lo scopo A'ccondito o · palese di allontanare l!l
possibilità di una concorirenza molesta, ~n altre
pa.role per creare un privilegio. Orbene è ,a ssolutament,e · nece,ssario, nell'interesse pubblico, che
la facoltà di costruir.e bac.ini di raiccog>limento,
non seguita dailla esecuzione dell'opera, sia in
breve ,term.iine perenta. Se ad un•a simile condizione non fossero subordinati .i permessi di riciercia per giacimenti di minerali metalliferi e di
combustibili fossili, le industr.ie minerarie rima:nrebbero fra n,o i paralizzate.
Le forze i.drauliche disponibili in Italia sono
teoricamente suscettibili di g'·enerare non meno
di 30 m.ilioni di HP. eq_uival.enti a 22 milioni di
kw. pari all consumo di. 120 milioni di tonn. d,i
carbon foss.iJe. Pur accettando queste cifre con
be,n,ehZ.Ìo d'inven,tario ed ammettendo che n ,e lla
pratica •~~ si possa fare sicuro assegnamento
che sopra il 20 pe.r 100 dell'aocennata potenza
virtuale, ognuno intende che la futura prosperità
industriale ed economica del regno è in gran parte subordinata alla ricchezza idrica elargita dalla
natura del nostro paese, conseguenza delle · sue
c~n:di:.io.n:i geograhche e geologiche~ ma appari.:
sce pure ad ogni occhio veggente la necess.ità di
usufruttare con apiente arti6.zio siffatta ricchezza, di sottrarre alle pastoie suscitate da gretti metodi ammi nistrativi legali e 6.scali l'opera di coloro che vogliono consacrare le loro energie alla
1
riedenzione economica del paese.
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Nell'Assemblea del 29 dicembre 1916 il ColJeg,io toscano degli .ingegner.i ed ,architetti decise
di ,affidare ad appos,i ta Commissione di studiare
s,e e come sia opportuno far voti per modiG~azioni alla leg.i:slazionè mineraria vigente tin Toscana,
limitatamente ai ombnstibili fossili. per procurare uin. maggiore sviluppo nella loro produ2-ione.
in presenzia dell'impellente bisogno, che se ne è
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manif cstato, e ciò sia nel senso di modilicazioni
permanenti, sia in quello di m odi6cazion i tra-nsitorie, durante un certo periodo, in relazione al
presente stato del P aese.
La Commissione composta dagli ingg. Bacci
Carlo, Capacci C elso, C asini G ino, Ciampi Adolfo, Picchi Alberto, M arrucchi Luigi e Racah Ad r iano, e presieduta d .. Iring. Gino Casini, ebbe
a constatare che il D ecreto-Legge Luogotenenzi ale 7 gennaio 1917 N. 35, mentre a prima vista
r isolv eva la questione che la Commissione era
in cari c ata di studiare, in pratica presentava var ie d ifficoltà e varie incertezze per la applicazion e , specinlmente in quanto si riferisce alle mo•
dalità da. osservarsi nelle regioni dove non vige
l a d e manialità del sottosuolo; e dopo aver tenute
divers e a dunanze concretò il resultato dei suoi
stud i in una relazione delring. Adriano Racnh.
« Il D e creto LuoQ'ofon enziale - si dic,e nella re.
l azion e - c e1rca di contemperare le esigenze del
mom e nto, col rispetto, hnchè è possibile, del diritto di pronrictà, e perciò accorda al proprietario
del s uolo il di,r itto di prelazione per ottenere la
conces sion e d ella M~:1,icrn. I mezzi adottati per
rag~iu n g'er e qu e sto durlice obbiettivo non rispondono allo scopo, in quanto che condurrebbe-
ro a &offocare quelle in1z1ative ch e appun to s i
cerca di suscitare. N on può però dis conoscersi l a
g'ravità del conRitto eh ..! si vien e prospettando tra
rinteresse del P aese, che ha bisoglno di com bustibile~ ed il diritto di proprietà che~ hnchè è possibile, deve esse-re m antenuto integro ed intatto.
Ma purtroppo, per le supreme necessità indotte
d,alla guerra, m olti altri diritci che bnora si rite·
nevano i,nta•n Q'ibili, hanno dovuto esser manomessi ed anche il proprietario fondiario dovrà assoggettarsi ad una tra1:1sitoria menomazione del suo
diritto, poich è il va n toggio della comunità imprescin dibilmente lo esig,e.
1
« D ue sono i modi che appariscono efficaci per
regolare questo punto delicatissimo:
« 1) Accordare ai proprietari del suolo il diritto di prelazione per domandare ed ottenere,
non la concessione della Miniera da altri scoperta, ma bensì il permesso di ricerca; oppure :
<< 2) Accord a re loro un breve termine entro
il quale sia l oro riservata la facoltà di domandare permessi di ricerca per combustibili: spirato
Questo ter.minc, tale facoltà spetterà a chiunque
la richieda.
<C Fra queste due soluzioni, la prima sarebbe più
riguardosa del diritto di proprietà, poichè offri-
139
LE I . I . I. = = - - - - - - - - - - - - - - :riebbe •al proprietario la possibilità di sottrarre in
ogni tempo il s•o ttosuolo del suo fondo .all'altrui
sf ruttameinto. facendosi egli ,stesso minatore; ma
essa presenta l'inconveniente di costituire una remora all'attività dei veri minatori, dai quali soltanto può atteìnd.ersi un serio incremento dell'industria minerariia.
,,-cè La seconda invece. pur presentando l'inconveniente di una maggiore asprena verso il proprietario del suolo. seirnbra da preferirsi alla prima
in omaggio · al concetto ch,e in questi difficili mom-enti le pubbliche nece.ssità devono prevalere
in confronito dell'interesse dei singoli. Il termine. che parrebbe equo di 6.ssare k 60 giorni d-alla
,,ubblicazi~e del Decreto. mentre non costitui~ebbe un grave ritardo alla esecuzione di questo.
sarebbe sufficiente perchè venisse a conoscenza
di tutti gl'interessati. che avrebbero così modo
di provvedere ai loro interessi. La considerazione che i provvedimeinti non saranno che transitori mitiga i.il loro sacrificio: sacrificio. per altro.
apparente, perchè viene colpita Ja loro ignavia o
incapacità >> .
IL CONVEGNO MINERARIO DI ROMA.
L'Associazione Mineraria Sarda comunica che
il Convegno Minerario di Roma, annunziato per
maggio. sarà tenuto invece in giugno.
Trattandosi di un-a riunione che avrà certamente grande importanza per l'industria mineraria
nazionale. siamo ·s icuri che l'iiniziativa dell'Associazione Mi.nera.ria Sarda raccoglierà g'ran numer o di adesioni nel campo d egli industriati e dei
tecnici.
PER L'INDUSTRIA DEL PESCE.
Con decreto luo gotenenziale fi r mato il 29 aprile su proposta del ministr o dell'Industria. on. De
Nava. di concerto coi min-istri d ei T r asporti e della Marina. sono stati adottati provvedimenti rivolti a favorire l'industriia della pesca e l'acquicoltura. Questi provvedimenti riguardano in ispecie la
concessione di premi e sussidi a titolo di concorso nelle spese di impianto e d i esercizio alle imprese che si occupano, con m ezzi moderni ed in
zone di mare di più difficile util-inazione, della
r accolta dei prodotti della pesca e ch e ne curino
•••••••••••
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140
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRJALE ITALIANO
i.I sollecito trasporto e fo smercio su.i mercati di
consumo. Miraino inoltre ad incoraggii,are la istituzione di nuovi stabilimenti di pesca ,in migliorainento di quelli esistenti e l'impianto di ogni opeira atta ad aumentare ila pescosità delle acque
marittime e dei corsi e bacini interni. lnhne sono
istituiti sussidi per contribuire .alle spese occorrenti per la conservazione del naviglio da· pesoa
rimasto inoperoso nell'Adriatico e nell'Jonio in
seguito alla guerra.
destinate a pagare gl'impianti per l'elettrihcazione, e poi sarebbe senz'altro depennata dai conti
ferroviari non rimanendo in luogo ,suo che ri1 costo dell'energia elettrica consumata. proporz.ionalme,n te assai lieve.
Dispensiamoci anche da1 considerare che i larghi fondi che le Ferrov,ie dello Stato inviano all'estero per !',acquisto del carbone, sarebbero,
grazie alla trazione elettrica • .spes.i .ìn patria.
Sono argomenti, ques,t i, di scar.so rilievo davanti a quello della emancipmone dalla d.ipen-
L'ELETTRIFICAZIONE DELLE FERROVIE
den:z.a .straniera. sia in pace sia in guerra.
Nè è lecito prescindere da un 'ulteriore con.sili colossale spostamento d.i valo.ni e di equili- dera:z.ione, che non manca di entità.
hrii -economici causato dalla guerra e la .inlluen·
Un v.a,sto programma di opere di sistemazione
za che essio esercita sulle .idee dominanti avrà e trasforma:z.ione ferroviar.ia sarà tale da dBl'le,
forse, anche presso di noi, un primo risultato dopo la guerra, larga occupuiorn•e ,a masse ing'en~andioso: quello di determinare con moto pro- ti di lav.oratori in un momento nel quale è pre- ·
g'res.sivamelnlte accelerato, l'adozione della trazio- vedibile -si manifesti U/1la cri,si di lavoro a g'rande
oe elettrica sulle nostre ferrovie.
d.ilfusione.
Facciamo pure astrazione dalla spesa colossa•
lmpi'egare ·l e masse de.i reduci dal fronte e de.i
le che la Dire7"ione Generaile deUe Ferrovie deve ilicen:z.~ati .dalle officine militari in una cospicua
inscrivere annualmente nel suo b.ilancio p« ac- opera cli utilità na.2'-ionale: ecco un punto saliente
quisto di e rbol'le, pesa che verrebbe surrogata, di quetl piano di « mobilitaziOfn·e della ,pace» che
per un e rto ,n um ro di e ercizi, dalle annuail.ità •noi non ci stanchiamo di propugnare.
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maggior parte dei nostri clienti, dopo una prima
Ilurrou ghs,
rassati a leggere il nostro or uscolo "A T-
T EST A T 1 ", vi
proverann<? che la
ne ha adottate delle successive.
\ Cl fa rete lo stesso, il giorno in cui r:o' 1t le
dire di conoscere, la llurrouglts.
conosce la ]Jurrougl1 non è in
grado di esprimere alci.in
giudizio sul suo "alore.
Il primo acquisto di una
L UJ'J'01Tg]1s i:uò essere un omaggio alla rna fama : i rnccessivi al
1 endirnrnto constatato.
A VO I è necessario conoscere questa macchina, ]a quale trascrive in
colonna, scrr:rr.a oltre 250 addendi
in rr:rno di 5 Mlf\ UTI.
l'-E~~LN T if CC .l' ~O - 5 MI J\' UT I hst er:o rer 2rprnc1e re ad marla.
Ì'·cn ; cccllafe J<T HJe le aHn1icri c1i chicctrn:ia: CONTROLLATELE.!
Chiedeteci l' o1 t:scolo " A T T E S T A T I ,, - N on impegnatevi.
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340.20
4.555. 30
3 3. 3 2
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4 4
·e·.
4· u n Se rtizlo
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
Ma il piano va tracciato - scrive l'Idea Naz,"onale - in tutte le sue particolarità, in tutte le
sue fasi d'esecuzione, fin d'ora; così per le ferrovie come per gH altri rami di attività e di ricostruz.ione economica.
Le amministrazioni dirigenti e respons,abili
debbono b.n da oggi .com inciare quel lavoro preliminare di studio e di preparazione che, portato
a compÙnento, può subito esser messo in movimento per la « m obilitazione deUa pace » all'istan_
te propizio.
Le linee elettriche costituiranno un colossale
guadagno economico, politi.co, tecnico per la Nazione. Se ne avvaintaggerà in modo rnotevolissi•
mo, per speditezza, per leggerezza, per leggerez•
za, per velocità, l'intero sistema dei trasporti.
IL PROGETTO D'UN CANALE NAVIGABILE
TRA IL PIEMONTE E IL PORTO DI VADO
Il « Giornale dei Lavori Pubblici» si occupa
in un lungo articolo del problema dei trasporti
tra il mare ed i,l Piemonte e riconosce la nece,ssi ·
tà di collegare per mezzo di un canale navigabile
Vado colla regione piemontese. Lo stesso giorna-
le riproduce per som mi capi il progetto degli ing'egl:ieri Crotti e L aporta. M ediante tale progetto
il collegamento tra il m are e il Piemonte per via
d'acqua potrel,be esse.re ottenuto rapida mente.
Ecco come gli ingegneri C rotti e Laporta otterrebbero di dare in brevissimo tempo alla rada di V ado una potenzialità di quattro milioni di tonnellate annue . . Essi provvederan no allo scarico delle
navi in piena rada med.iai:1te grue elettriche galleggianti, le quali pren.deranno le merci direttamente nelle stiv,e e le rimetteranno in grandi cassoni cortdotti a fianco delle navi da barche auto•
motrici. Il cassone, della capacità di 20 ton•:iellate, vetrà condotto dalle barche automotrici in un
bacino scavato entro terra, dove, afferrato da grue
elettriche a p-onte fisso, verrà caricato su autocarri elettrici che lo condurranno hno al parco di
deposito di caricamento dei vagoni ferroviari.
Questo parco, che C(.lstituirà una vera e propria crulata della rada di Vado, sarà costruito nl di
là dell'Appennino. pre,sso la stazione di Sai:i Giu.seppe. Per accedervi, il cari-o automotore percorrerà una via di collegamento a scartamento ordinario, a d·o ppio bin:1.rio, con trazione dettrica a
terza rotaia, lunga circa 19 chilometri, via che
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cui dispone per f acilitarvi tale compito, e
per procurarvi inoltre tutto quanto abbisogna alle vostre industrie, sia Macchine che
Metalli o materie prime di qualsiasi specie.
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE lT ALIA O
potrà ~seguirsi in tempo brevissimo. Ess-a non
deve ess re percorsa da treni, ma da Ulllità tutte
motrici e separate. Ogni motrice no1ru peserà col
carico che 40 tonn•e.LLate, di cui venti di merce, e
questo p eso sarà ripartito su due carrelli a totale
aderenza. Un veicolo così fatto potrà affront-are
con perfetta 1sicurezza ed economia le pend,enze
pr ev.iste fino al 66 per mi;Lle e curve hno ad un
raggio di c•ento m etri. La v · a con tali pend,e,nzie e
curve -potrà segiuire tutte le si1nuosità d,eJ terreno con ope,re di poco rilievo, evitando gallerie, co..stoni •e manufatti delle fenrovie.
A San Giusepp e le me•rci trovera!nno ampi depositi e binari per il ca.i ico diretto S1Ui vagoni f e,rroviari. Quivi .i cassoni verranno afferrati da grue
a ponte scorrev<>tle abbraccianti ta.nto i bi,nairi di
a.rrivo de.i carri automotori quanto i depos,iti ·e bi•n airi di carico dei vago1ni f e.r roviari, e da questi
verranno portati a scaricarsi senza salti nei voluti punti di deposito dei vagoni.
L a m er e depo,sitata nel parco trov e rà aJ.tPc
grue eJ,ettr i he a braccio girevole del tipo di qu el.l e in uso a Genova.
PER IL TRAFFICO MARINO .
LE NAVI MISTE.
In It lia, per quanto competenti ed autorevoli
scrittori di cose navali abbiano, p,er lo passato,
calde i ta Ja co·s i:ruzione di n avi con apparato
motore a ombustione interna, ben pochi h antno
compre o l'avvenire riservato a que•s ti nuovi motori; J
era applicazione era ritenuta piuttosto
utile n el ampo d e Llo sport. L 'importan:z..a .invece
che h nn a sunta l'aviazion e , la navigazione subacquea, i m ezzi di trasporto terrestri con autocarri e • lnell',attuale guerra, ha convinto i nume,•
rosi in rcdu li di qual e immensa utilità - che va
cr e s end in modo vertiginoso sia st-ata quest a nu va applicazione dell'ingegn eria m eccanica.
È tempo orm-ai che e ssa entri nel campo marittimo .
La Fi t S. Giorg' ha già, con briJilante successo cons rato dall'e,s per,i e,nza, costruito una prima
nave di rande to,nnel.laggio con questi nuovi motori.
Ma noi vorremmo - scrive iù << Co.rrÌiere Me·rcantil e » che contemporaneamente ,a questo
nuovo tipo di niav,e, si ~iniziasse l'UJtilizzazione su
vasta s; la delle navi a veJa fornite di motori a
scoppio. Le navi a vela presentano il gra.nde vantaggio di essere costruite in malto• m~n•o r tempo
di qualunque altro tipo di nave di uguaile tonnellaggio, costa.no molto meno, consumano una qua,n~
tità quasi trascurabile di combustibile, fraspertano •u na quantita molto superiore di materiale.
La nav,e a vela, munita di motore atto ad imprimerle una velocità da 4 a 5 mi,g lia orarie, perciò potrà concorrere potenteme1nte ,ad accir.e sce.rie
:iil 1I1ostro traffico marittimo, ed essa, ben lungi dal
voler far concorrenza a quella a vapore, compJe,ta
e rende agile il servizio dei trasporti per via di
m,are.
La grande nave a vela, che pur negli ultimi
tempi era necessaria per i lontani traffici e per iJ
trasporto di merce di impiego a lunga scadenza,
pr,ovveduta d.i un modesto motore accorcia il suo
viaggio da 5 a 3 mesi.
QueUa di cabota1ggio, abbveviando, la durata
d e lle traversate: rende1ndosi indip ndentie dai rimorchi per i movimenti nei porti, aumenterebbe
anch 'e.ssa sensibilmen e la quantità di materi1a,l e
trasportabil e .
Per l'Italia poi in pa.rti ola.re, quest'ultimo tipo
di t11ave, renderebbe preziosissimi servigi lungo
tut:ta la nostra ricca distesa di coste. Essa, grtazie
al grande vantaggio be ha di potere, in qualunque mom e nto, prendere il largo, potrebbe, peir la
maggioir part e dell'ainno, •ancorare in qualunque
spia,ggia, sottrae ndo alle ferrovie lavoro di trasporto per le m erci povere, le quali d'altra parte,
coJ. diminuito costo di trasporto, più facilment e
e ntrerebbero in commercio dando .impulso a quella penetrazione economica tainto bene.f ica per le
reg'i()!lli meridionali, così povere di vie e di comu•
nicazioni terrestri.
L'ESPORTAZIONE DEI MARMI ITALIANI.
La Ditta Enrico Ganni e C. di Livorno ci scrive:
cc Nella Imbrica << Rassegna del Movimento Industriale ItaEano )) dell'ultimo numero della riv,Ìsta « Le I. I. I. » ci ha colpito l'articolo (( La nostra importazione dagli Stati Uniti >> nel quale,
a ccennando ,anche alla esportazione italiana in
quella regione, si dice dei prodotti che p_ninciRa lmente contribuirono alla medesima e cioè: S ete,
formaggi, frutta ,secche, arance e limc>1ni, e canapa
greggia, quest'ultima per un valore di milioni 6,4,
concludendo che gli altri articdli dànno cifre di
poco rilievo.
« Ora, siccome l'esportazione dei marmi itali :--·
ni negli Stati Uniti ra-ggiunse 1n,el 1913 - come
appa-rve -anche nella ,stessa Rubrica de'l numero
precedent•e delle I. I. I. - l'importo di milioni
6,6, pur convenendo che n,el 1916 la esportazion e di quest'articolo abbia dovuto subil"e una cer1
1
•
145
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'
c.
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STABILIMENTO
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(ITALIA)
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E
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ONORIFICENZE:
ROMA . . .
LYON . . .
ROMA. . .
SIENA. . .
FERRARA
Croce e Medaglia d'Oro
Grand Prix et Médaille d'Or
Gran Premio e Medaglia d'Oro
Coppa d'Onore e Medaglia d'Oro
- Medaglia d'Oro
Encomio di S. A. R. il Conte di Torino
TORINO . 1911 - Medaglia d'Oro - Esposiz. lnternaz.
ESPORTAZIONE
1900
1901
1902
1907
191 O
-
EXPORTATIO.N
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
ta riduzione, non crediamo che questa .sia stata
tale da farne discendere l'importo a cc cifra di p ·
co rilievo » l
cc S iamo desid erosi d'interessare- la corte,se attenzione di codesta on. D irezione su questo pun •
to, perchè purtroppo abbiamo dovuto spesso consfatare neJ passato c h e i Cultori di S tatistica ( e
non soltanto essi) troppo sovente hanno mancato d·i riservare a questa speciale industria italiana quella consideraziane aUa ,quale le dànno giu ·
stam e nte diritto i circa 40 a 50 m17ioni di valor ·
ch e le sue esportazioni avevano cominciato a raggiungere nel 1913 ».
L'I N DUSTRIA MECCANI CA
ED IL DOPO GUERRA.
L 'Associazione
azionale f.ra 1gli Industriali
m e ccanici, allo scopo di stabilire un programma
di lavo ro p e r le ,nostre industrie meccaniche per
il dopo-guerra, sta compilando l'Elenco dei prod ott i ch e si f aibbricano i•n• Italia e di quelli che
pr ima della g'uerra v-eniV'a.no importati daill'estero.
Gli importatori e gli industriali produttoo-i so·
no in v it ti a voler inviare alla detta Associazione
- Mila.no, Piazza Mercanti, 11 . - con cortese
solle itudine i dati ,r elativi ail tipo ·ed all'entità
degli articoli importati o fabbricati.
PER UNA METROPOLITA NA A MILAN O.
Le condizioni d'esercizio di una linea metropolitana sono assai più favorevoli che inon per
una linea superhciale.
Il servizio s,-u perb.cia,l e, al contrario, è l'organo
ipersensibile della vita cittadina; ogni 1accidente,
ogni commovim e nto, un corteo, un incendio, una
dimostrazione di popolo, un ricevimento, un 'inaugurazione, si riB.ett o su di esso e talora lo pa•
ra.J.izzano proprio qu ndo sarebbe maggiorm ente
richiesto il suo più intenso funzionamento.
Milano ha un numet'lo di viaggi tramviarii per
abitante .e levatissimo.
el 1 906, all'epoca dell' Esposizione Internazionale, il nu.meiro di viaggi per
abitante fu di 210 ed Ml.che ai competenti sem•
brò un massimo diffi ilmente superabile : invece
esso continuò a alire e neJ 1912 arrivò a 26 1. ·
D'allora si ebbe un liev.e ,regresso, spiegabile nel
1913 collo sciop eiro di oltre quindici giorni e nel
1914 e 15 coll e pe rturbazioni prodotte dalla gu•er-
P1TTURA
A SMALTO
DI M I LAN O
=INTERESSA=
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Litargirio = Acetato di 'Piombo = 'Bianco di
Zinco = Colori e Vernici = Olio di lino puro
crudo = Olio di lino puro cotto = Sale Glauber
'Prodotti chimici
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~
JtI
JtI
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~EZIONE RICU'PERI METALLI "' Acquista n .si:
Ceneri, terre, scorie, rottami di piombo, zinco, stagno
ottone, bronzo, rame e SOLFA TI 'DI 'P IOM'BO Jt(
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
ra. Neil 1916 l'asce a vonin ripre . E rite,11.'ersi
ch e il numero dei vi gi p r bitante debba sen,.
sibilmente aum nt re quando ritorneranno l e
n ormali condizi ni di ita e quando le mi gl iori
che l'Aziend Muni ipaJe Tramviaria sta pr edi.sponendo entr r nn in vig re . Anzi non è impro·
habil e h e il m g i r umero di pass eggeri dct erminat
, Il · mi li rie del s e rvizio a,bbiu a sa•
turare in br (.) ù t 11J.P il servizio· stesso.
um e\'
lince m etropolitane estere, la cui
ruz1 n
fu onerosa per gravi ostacoli natura,,
li
eh non troverainno certamente riscontro neJl' c e, ·uziollle di un a nostra Linea -citt a dina, iniziar no il lorb f unzioinamento con un introito chilom e trico annuo oscillante attorno allé: L. 500.000,
f ac c ndo con e s so fron.te a; tutte ·L spese di eser..
cizio, di inter!.::ssi ,e di a mmort amento . A Mila.no
l e linee tramvia rie ordinarie d anno d gli i'ntroi..
ti chilometrici eleva ti.
Una linea metiropolitaina milan e s e con un trac ·
ciato tale da richiama,re su di sè parte d e l traffico
delJe lin ce suddette e deJJe altre radiali, aggiun·
to al traffico nuorvo che ogni nuovo mezzo di trasporto e nera (.incre mento che può essere fortis1
.imo) e tenuto cal,colo de.Ua differenza di tariffa
( ir a 13 in più), può certamente da,r e un intmito
hilometri o tale da re1;.dere possibiù.e fis,t i-tuzio-·
ne d l nuovo servizio.
Il arattere alluvion ale mobile e vario del sottosuolo di Mil no, Ja failda acquifera potenti.ssima, le poco tabili condizi01I1i d$!i fabbricati di
ve hia o truz.i n e on fo nd azioni poco estese e
poco profond , rendono i lavori di sottosuoJo certame,ntc diffi. jli c d è Ìmprudemite affrontarli sen••
z aver pnmn n ui ito la nece,esaria conoscenza.
È b eill c insinu , r i ,nel sottosuolo jJ meno che è
possibile e pro iu re L zona di lavorp con gra
dualità e continuit'.
Con M e tro p lit ne p
profonde le difficoltà
di esecu2iionc, trann1c < l uni punti s,ingol arissimi,
posson<? equipar r i
queJùe dià vinte n e i no rmali ,lavori di fognatura. Un collettore deila n ostra
città e prec is m e nte il
llettore del viiale U mbr,ia h a un1a sezi n il i era interna di superfici e
superiore a 'quella dcH lin ea sotterranea e1lettri a di Londn den min ta City aind London R aiJway, che h a s1ez1 ne ir olare col diametro di
m e tri 3.20 .
••••••••••••••••••••••••
•
•
: Stabilimento per la concia:
• ---------------•
: e raffinazione delle pelli :
•
•
~~;~n~~a
~~~~
••
••
•
•
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:• Marcello Casàrino:•
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•
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5ALVADE:.
FABBRl<?A DI===
)l"\ALTI l. VéRNl<?I
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GE: NOVA
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• Primo Diploma d'Onore Londra 1888 •
•
•
•••
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~i orni i ' av evano parteci•pato ge.neriosamente ad- ' La GénéraJe Soie1s 1000; Tornitura Borgomanero
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ttos rizione cittadi'llla.
1000; Carnillo Cesaris 250; Amerigo Baldan 150;
Le sottoscr,izicmi -si posso.no fare presso l'Asso- Rag. Guido Zerbi 250; Francesco Sormani 3000:
ciazione Serica Italiana, la quale si -incarica an- Giovanni Barzaghi 200; Sigg e Kdler 3000; Feche dell'e.S'az.ione deUe s·omme offerte.
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Piet ro Gavani L. 5000; Gavaui e C. 3000; Hen- Bossi 500; Ditta Fr t eJ.li Dell'Oro di Aless. Del~
ry Semen74a 1000; Carlo Gerli 5000; Bossi, Fer- l'Oro 1000; G. Pal,adiini e C. 1000; Stagfo.n,atura
rario e Hoppeler 2000; Giusepp·e Dubi,n.i e C. Set-e Oriaini 1000; Ant nio Tag,liabue 100; A.
1500; P. Mo11 500; E. Gadda e C. 2000· Luigi Wissmann 1000: E. Spa cia,n i e C. 1000; P. CoScioli 500; Ferm.o Ratti 1000; G. Vannoni di C. lombo e C. 1000: Banca Feiltrinelli 1500; Vittorio
500; Socie,t à Seri,ca ltalia•n a 2000; Banco Sete Gussi e Righo 1500; Luigi Cavadini 1000; Gio5000; Giovanni Ronchetti fu P. · A. 2000; Frait,elJi vanini Appenzeller 500; Dell'Oro e C. 500; EnriPedvoni fu L. 1000; Cesare Guzzi 1000; Egidio co Graffelder 1000; A. Gilbert e C. 300; Cesare
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IL UOVO CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ASSOCI AZIONE GENERALE
DEL COMMERCIO.
N e,l l' assemble
c n e r i! le rdin a ria d ei soci t e •
nutasi il 30 april e u. s. a G e nova, dopo appro~ata
l a rcla-ion~ tmnu l e e d i bit n i sociali, si è pro•
ceduto all e el zi-oni per la m anut nziione parzial e d i C o n sigli a ,norm a ddlo statuto soci a l e .
V e nn ero riel.e tti a c n i li e ri i signori: Er-•
col e Avigd or, C olombino
, v. Enrico e Spign o
cav. Abramo. Furono e le tti p r nuova nomina i
sign~ri: B asso S anto , Gu stavino Augusto, Gh c rard 1 Eugenio, L o F aro V.itt ri , M a nzittii d ottor
cav. Gius e pp e e P c rro,n e comm. M ai,io.
A~unat~si il C o:1· i gli o il gi 1 no 8 corr. pe,r il
su
1 e d l.l- m onto, J,a c l e:ziione d eHa presid e nz a e
d e ll
rich e sociali, v e nne ro riconferma t e l e carieh
a d e nti p er acclamazion e .
o Consi glio direttivo p e l 1917, avendo
.
il m a nd ato il signor Gu a.s tavino Augusto, nm, n e pe rt a nto così cos,tituito: Mancini comm c nd , t re Anto nio, presid nt e ; Sp.igno c o.v. A~
bro. m , i ·pre sid e nt e ; Colombino cav. Enrico, t eso1·ier : 1· l e Avigdor, s egretario; Morgavi cav.
Giu e pp c , e on o mo; C o nsiglieri i signor.i: Albe,r ti
e v. ff. i van ni, d lla Ditta Gastaldi e C., Av.ig_
d r
r I , d ella Ditt a Vital e , Pavia e Avigdoir,
Ba
nt , d e lla Ditta Succ. Luig·i P ereno, Cov. E n,rico, Ghisler Enr.ico, Gh e rardi
L vi nv. Gino, Lo Faro Vittori , d ella
L F a r e C., ,M ·ain:ziitti dott. cav. Gius e pp e ,
Mut\1 , M arittiim a Nazionale, P errone comm.
mministrator.e delegato della Società I.i . AnsaJdo e C., Profumo Alfredo e T auido.
D lcgc ti nel Consiglio delle Aesociaz.ioni aderenti sono i e uenti:
,1
-
IL PORTO DI CREMONA.
C remona è fn li.: ,:.itt ' lungo il P o quella ch e
si trova n ell p 'z ie n e più fortunata per · la n avigazione intern , i.: c. rt c ss
saprà tra r n e il
m a~giore prohtto, mif.!li rand
oll'opera d ell'uomo la condizion e n , tur.,l e d lle co e . Ess a inf atti è l'unica g'rand1.: itt ìt, a v il e d ella f oce d ell'Adda, ch e si trovi ul P , quindi e ssa n on d eve
pro~v e d ere alla
truzi ne di costosi canali di
allacciamento, come F rri r , o ad op e r e pure co •
stos e , come M ant v, p r il Mincio, m a solo al
porto, che avrà i u i p · venti e quindi 110n e ' è
dubbio che in br v ç . prirà la sp e sa di costruzione e di eserci2,.io, t. nt piu h e un porto ha, sulle altr e op ere di n nvignzi n e , il vantaggio di po·
r. dualm c nt e , s e condo l e
cr e sc e nti eisigqnzc
i r $ i. Inoltre per Cre m o·
na d eve c,erto pa
re.; la lin ea navigabile d a M.i ,
l an a a V enezin, ·i' h c n n a vvien e pe r n e ssuna
dtra d e ll e randi itt lu ngo il P o : d a ultimo si
d evt:, pure n ot r..' h:.: e s, è il primo centro di po·
polazione imp r t •'1 t '"' hc p tra usufruir e d ella
grand e navi 'azion •
n V en ezi a , poichè alla hn e
di qu e st'anno e a ara s enz' altro in comunic;2zion e colla L ngun , V en ta per l a navigazio e co n
grandi natanti, ave ndo provato i dragaggi ·e s e gu.iti
n el Po ch e i,l f nd r.b n ecessario di m. 2 pe r tal'
e e r e s mpr e mant enuto n el hum c
a Cr e mona, ma anche ti.no a Piace n za.
« Da quest e considerazioni, ha detto l'on. Big,nami in un 'int e rvista, mi pare risulti evident e
h e convie1ne affrettare la costruzione d,eJ porto
dt Cremo,na, per appro-6.ttaTe il più presto possibil e di una vantaggiosa condizione di cose, otten endo così che subito si intens,i&ichino quei trasporti che, dall'iniz-io della gue,rra, già si falllno
dal porto provvisorio di Cremona hno a V enezia
153
LE I. I. I.
ed oltre, e che in ,seguito, a pace fatta, diventeranno airucora più importanti per il traffico dell e
mere.i provenienti daJ. mare, poichè il porto, collegato coUa fe,rrovia e colla rete di foamvie che
fanno capo a Cre mona, servirà una zona molto es•t esa ed a,ssai popolata ».
CONCORSO NAZIONALE PER UNO STUDIO
SULL'ESERCIZIO DI STATO
DELLE FERROVIE ITALIANE.
Il CoU.egio Nazionale degli Ingegneri Ferrovi,ar.i Italiani, nella sua recente A-ssemblea Gen,erale, a ricordar-e degnamente la memoria del suo
promotore, compianto ing. Pietro Mal.legori, ha
deJiherato di istituire per la ricorrenza del XX
Annive rsario della fondazione del Colleg.io stesso, che cade -n ,el.l'anno 1920, un concorso ,a pxemio intitolafo al MalLegori, di L. 5000, da assegnar,si alla migliore Memoria che verrà pre1s•entata, entro il 31 dicembre 1919, sul seguente tema:
Esame critico del primo per,"odo ferroviario di
Stato in I tali a, nei risultati tecnic,', economicopnanz,'ar,', e polit,'ci; con rif er,'mento ai precedenti eserc1'zi in ItaNa, all' eserc1·z1'0 pn'vato in gène•
re, nonchè a quelli stram'er,".
Il concorso è libero a qualsiaisi cittadino italiano. Per programma •e schiarimenti rivolgersi allR
Segr.eteria del Collegio st,e1sso in via Poli, 29, Roma.
L'IN.DUSTRIA DEI CINEMATOGRAFI.
Per rendere pratica l'agitazione dei cinematog'rafisti itaìiani, i quali ,sepairatameinfie cercava,no
di far conoscere al Governo il vero ,s taito dell'industria, ebbe luogo in Roma il « Conv,egno N azionale dei Cinemafografisti », indetfo dall,Associazione dei Cinematografisti. della Lombardia e
de-l Veneto, che ha la sua ,s ede a Milano.
Erano presenti i r.appiresentati delle Associazioni fra cinematograhisti della Sicilia, del Napoletano, del Lazio, della Toscana, della Liguria,
del Piemonte, della Lombardia e del Veneto.
I convenuti d,e1iberarono, alla unanimità, la costituzione in Roma di un Comitato centrale delle
Associazi01ni Cinematografiche Regionali, iJ quale dovrà tratta.ire tutte le ,q uestio.ni che concer,n ano l'interesse generale dell'mdustria e del commercio cinematografico ,e dovrà provvedere a tutte le pratiche pr-esso le Autorità cerutrali.
L'argomento più importante che v,enn,e discusso fu quelil o della attuale tassa di bollo, sui biglietti d'ingresso ai ciin-emafografi.
154
Il Conveg·no ritenne che tale tassa, quainitunque
elevatissima e tale da rappres e ntare una vera
co.iin-teiress•enza dello Stato sugli introiti lordi delle
saJe, non re.nde quello che lo Stato sie ne riprometteva, pe r gl'inconv,enie,nti gravissimi relrutivi
alla sua natura e d alla sua entità, tra i quali ;1
principale è qne llo dell a chiusul"a forzata di moltissimi ci.nematogra-6., speciaimente di provmcia~
Rilevò d'altra parte che la tassa stessa rie.sc e
eccessiva.mente vessatoria per i cinematografÌsti
nella sua applicazione. Votò qu~ndi un ordin e del
giovno propone,ndo l'applicazione deUa tassa a
«forfait» colla divisione dei cinematogra.h iin di~
verse categorie, a seconda della loro u bica:z..Ìone
e della loro capienza, nella convinzione che lo,
Sta-to con questo sistema ricaver à daJla tassa
somme maggio r i senza l'onere di una vigilanza
continua e con maggior e tranquillità, nello svolg1imento attivo del commercio cinie matograhco.
Questo ordine del giorno v e nne presentato al
comm. Benettini, Direttore generale delle tasse
sugll.i affari e deJegato dal Ministro del1e Fiinanze,
on. Meda, a ricevere l'apposita Commissione ,n ominata dal Conveg'no. Il comm. Benettiru. promise di f a:-lo ogge:tto di studio.
- --- - - - = = = = =--
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
LA TERZA CONFERENZA
Argomento pure di molta importanza pratica fu
INTERPARLAMENTARE D"L COMMERCIO. quello deàl'unifioazione dei pesi e misure, rispetSarebbe un errore ne r v, lore prati o a questa Conterenza.
L'argomento c~e ha a tirat la maggiore atte,nzione è stato quello de li accordi internazionali
per i trasporti m rittimi, con l'annessa proposta
per le misure da adottare per favorire dopo la
guerra le intese, trusts e ca,rtelli; ed invero tale
era iJ tema più iinter•essainte in questo momento,
perchè è ben risaputo che da.U.a soluzione del problema dei trasporti, durante e dopo la guerra, d.ipend,erà '1a fortuna della causa degli Alle,ati.
Sui trasporti marittimi e gli impianti portuali
parlò con grande competenza il prof. ing. Luigi
Luiggi, situdiando il modo di rendere minimo il
tempo necessario a u.n,a nave per riceve re un eiarico, per costruire ,al più presit.o possibile navi da
carico, per stipulare deg1li accordi fra gli armatori delle inazioni alleate. L'ing. Luiggi a·r r.ivò a
queste conclusioni:
1) è del più grande in-teresse per tutti i p•aesi di migliorare 'la utilizzazione del tonnellaggio,
riducendo ,al .minimo assoluto il t•empo di giacen
za n e i porti per le operazioni di carico o di scarico delle n,avi;
•
2) a questo scopo bisogna che i Governi, le
Cam ere di Commercio ,e gli armatori e i commercian i si sforzino:
a) di aumentare lo sviluppo dei muri di
banchina nei porti perchè ogni nave che vi arri v n
trovi empre uno spazio libero, e che i nuovi muri di b nchina da costruiTe ,abbiano un•a profondità di 9 metri (30 ft.) per le navi di 7800 t. e di 12
m etri ( 40 ft.) per i « cargq-boats )) di 12.000 t. ohe
sarann le navi più in uso nel futuro;
Ii omm. Zaccaria Oberti pol:'ltÒ l'adesione completa della Camera di Commercio di Genova alle
risoluzi ni proposte; richiaman-do insieme l'atte•nzion• d i colleghi francesi sulla necessità di unire in un'azione concord·e i due porti di Genova e
di Mar i lia ed in ,genel'lalle tutti i porti francesi
ed itali, ni del Mediterraneo, nell'interesse de'lle
Marin mercantili di ,entrambe le nazioni. La
pa aita c ncorrenza fra italiain,i e fnances-i - egli
diss,e - tornava a tutto v,antag,g io dei tedes.chi.
La n cc ità di org,anizz,arsi non è pe:rò ristretta al e mpo marittimo: la resistenz,a ai sistemi di
dum{,ing tedeschi, tro·v erà nell'orgia.n:izzazione
de1le industrie nazionali alleate, un elemento di
prima icmporta111za, che potrà coadiuvare efficacemente La difesa possibile a mezzo de.I le tariffe
doganali. A tal proposito ebbe a dir parole molto
giuste, nel discorso inaugurale, S. E. Tittoni.
1
to al quale la Conferenza ebbe ad ,accettare unaniimemente 1a relazione dettata con profond,a genialità dall'oin. Pavia, che s1eppe ·n on solo f.ar trion_
fare le proprie giuste idee, m ,a rendere interess,a nte un tema particolarmente arido quanto importante. Gli inglesi, giapponesi e russi riconobbero la n ·ece,ssità di adottare il sistema me'trico
decimale. Per i sistemi ,m onetari l'accordo - ntenuto immaturo - non fu raggiunto.
« Le tendeinze attuali - disse l'on. Pavia fanno sperare che in una epoca non lont,ana il sis 1tema .metrico decim.ale sarà reso dovunque obbligatorio ed a ciò inducono non sdlamente considerazioni d'.i ndole tecnica e scientifica, ma anche il convincimento dell'indiscutibile beneficio
pubblico che si ricaverebbe da una così g'rande
semplificazione negli scambi internazionaE.
« Fra gli Stati dell'Intesa, in ,Russia e in Inghilterra il sistema metrico è legale, ma n0tt11 obbligatorio; ~ certo però che la sua •adoziione da
parte di queist 'ultimo Stato avrebbe una influenz~ decisiva in Russia.
« È nell'interesse di tutte le Nazioni che hanno
~sieme combattuto, e1iminare og,n i .intralcio ai
loro rapporti commerci-ali futuri e di unirsi più
strettameirute, per il dopo guerra, allo scopo di poter meglio resistere, nel campo economico, con.tro gli eventuali ritorni offensivi del nemico ».
Interessanti discussioni si fecero poi in seno
al:la Commissione cui era demandato lo studio
del tema delle misure da pre.ndere contro l'uso
di false denominazi01noi e di false indicazioni di
· pt'ovenienza deUe· merci, ed è da registrare con
piacere che i delegati francesi, e con essi tutti gli
altri, acconsentirono ad introdurre un emendamento chiesto dal cav. Aguet, int,e..so a rimuovere
ogni ·osfacoilo alle esportazioni di prodotti ( quali
il cognac, la champagn•e, il Gruyère) che hanno
den,o minazuoni che, pur a rigore ncin, ,e satte o improprie, sono p~rò oramai consacrate dall'uso co·
mune a .indicare non la qualità o la provenienza
specifiche, ma un genere di merce.
Sul tema dell'arbitraggio in materia commerciale i .delegati consentirono nell'ordine del giorno proposto dall'illustre avv. Théodor, un belga
che ha sopportato serenamente il martirio tedesco.
Gli ordi.ni del giorno propo.sti dall'on. duca de
la Trémoi:lle e da M. Pralon, riflettenti l'u:nihcazione delle forme di tassazione e della nomenclatura doganali furono ,accettati con un'aggiunta
proposta dadl'on. Sch,mzer che ebbe a presentare
unia dotta memoria.
155
LE I. I. I.
Sull'inte.rnazionalizzazi,O)n,e delle leggi relative
alla riparaz.ione dei danni di guerra riferì con
profonda dottrina e molto acume il prof. Buzza ti.
Quanto, .in-fine, a1:la mozio.ne Rutherford per
l'istituzione di una Came a d'Assicurazioni interaHeata, che gia aveva sollevato delle opposizioni in Inghilterra, fu cc,nvenuto· di ritrattarn e
più ampiam e nte ,alla prossima Conf e r enza di L on ~
dr a .
Pro nunciò un importantissimo d~scorso il ministro d e l Commercio, Industria e Lavoro, on.
D e
a v a, rsui .lavori della C o nf e r e nza~
« M e n.tr e gli e r o ici soldati d e i nostri paesi, pi e ni di f e d e nella vittoria, con un a costa nza inf atic a bil , c ombattono lo ste sso nemico all'ombra
d e lla m e d esima baindier a di libertà e di giustizi a , i lib e ri rappre s e ntanti d elle nazioni alleat e ,
riuniti l'anno scorso a P a rigi e que st'anno :; R oma, h a nno coll a borato a suggerire tutto un compl e sso di misure allo scopo di pr e parare e di assicurare l' a vv e nire economico d e i popoli all c,ati e
dell'um anità.
« e ll a mia qualità di Ministro d e l Comm e r·
c io e d el l a voro, io mi compiac cio ch e grazie aU a
-vostra iniziativa e d al vostro ~avaro i probl e mi
della politica economica e comm è rcial e sono stati
e l e v a ti a d un livello al qu al e hanno diritto d'aspirare , a ccanto ai probl e mi essenziailmen-te po.litici.
<< Lo studio ch e ave te fatto sul regim e dei tr a •
sporti t e rr e stri e marittimi e sui noli, sul progett o
d' int s a fra l e m a rin e m e r,c antili alleat e , sull'uni•
-fìc a zio n e d e i p e si e misur e , sull'unificazion e d e ll e
form e di tassazion e e di nom e nclatura doganali,
sui pr incipi u niformi da introdursi n ell e l e ggi r e ·
lati v e all a f a lsa d e signazion e d e lle merci, su l' a r •
bitrato in materia commercial e , su l'istituzion e
d'un r e gime int e rnazionale di riassicur azio n e ,
qu e sto studio vasto e profondo fornirà ai Gov e r•
ni all eati deg·li el e m enti pr e ziosi di cui si dovrà
far t s o r o . »
L'EFFICACIA DELLA PROPAGANDA
ATTRAVERSO LE I. I. I.
Dall a Ditta Girardon di Londra riceviamo la
seg·uente lettera, ch e segnaliamo all'atteinzione
dei nostri .i ndustri ali.
·
<< Uni a mo alla pre s e nte Tagliando N. 2 del
Carne t 144, util e pe r ins e rire un nuovo avviso simile al pre ced ent e n-el vostro prossimo numero
delle /. /. /.
« Cre diaimo doveroso aggiungere, acciocchè ne
faccia te il miglior uso che crederete, per dimostrare l'efficacia della pubblicità nella vostra ri• v.ista « L e Industr;e Italiane Illustrate >> che il no-
156
stra avviso ci ha già portato, .nei poch.i giorni in
cui è apparso, pare cc hie richieste, alcune d e lle
quali hainno di già ·avuto esitQ felice.
(( Distintam ent e vi salutiamo >>.
1
I PERITI RAGIONIERI
NEL PROCESSO CORTESE.
Il g'iudice istruttore p e r gli acc e rt a m e n•ti peritali di caratt e re cont a bil e ha nomin ato il rag.
prof. Pasqua:le D'Ange lo, ins e gna nt e di Banco
modello ,n e ll'Istituto sup e riore di C o mm e rcio.
Sull.e d e signazioni d e i s e i imputat i è sta.fa a,ssunto altro perifo il comm. r a g. Alb e rt o Pavoni.
I p e riti h a-nno pr e stato giuram n t .::i gio v e dì e subit o h a nno inizi a to l e loro indagin i eh si dovran
no svolge r e anch e pre sso -l e B nnc h c h e e bb e r o
rapporti col Cort e s e e col su o pr curat r e C olnz.
z; a .
BUROCRAZIA, ETERNA NEMICA D'ITALIA .
La d,itta R. Subin aghi e C. ci s criv e :
« Si legge ogni giorno ch e i n o str.i uomini di
Gov e rn,o ,s,orto animati d a.il.e mi gli ri d·i sposiz,i oni
pe r · favorire l'incre m e nto d e lle n o str e industri e
e lo s,v iluppo d e i nostri tr affici ali' st eJ.·o nel dopo
g u e rra. S e si vudle gi unge r e a c io, è e rto ch,e bisogna •agire sino da ora, P e rchè , dunque, n01n si ·
t rov a il m e zzo di conciliare gl,i in t c r •S i d ell'ec o ·
n omia interna - Ja r e sist e nz a in qu e sto s 0J-e1mn e
; ome nto col programma di e sp a nsion e c h e
de v e stare a cuor e ?
« Abbiamo richie,sto t eistè al Ministero d eU e
F inanze un p e rme sso p e r e s p rta r e ne1l'Ar ge n·
t ina un campionari o di olii e s s e nziali ed ete r e i,
clii compo,sti, e teri di frutt a , c s se,nz e spiritos e per
::;cir-oppi e liquori, e rb e arom a ti h e , ,ecc.; ma ci
s.iamo visti respi,ngere la d om anda.
« A noi sembra ch e , s e a lfUffi io Esport a zioni
d el Miini.stero delb Fin anze vi f ss,e ro person e
c he aves~;ero e s•atta cognizi o n e di ciò ch e è indu~
e tria •e comm e rci.o, e d av c1ss erro anche un 'id ea de,. li sforzi e d e i sac;rÌhci ch e molti industriali e
c o mmercia:nti fanno attualm e nt e p er impor re sui
mercati esteri i.I prodotto italiano, non ci sar e bbe
stafa impeditia .l'esportazion e di un campi1anario il
quale non è ce rto una p artita di m erci e d o veva
se1rviire ad un proficuo l avoro di penetrazione commercia1le ne.l nuovo Continente, lavoro che .avr-e bbe dato ,nel dopo gue.rra ottimi risult:ati.
<C Ostacolando ciò, quasi si potrebbe dire che si
miri a conserva-re i,ntatta alla Geirmainia la prero·
gativa deJ commercio mondiale».
1
Rela.z1on1
Assemblee, Bila.nei
La mirabile situazione e gli
alti propositi della '' Società
generale italiana Edison di
elettricità ,,.
Richiamiamo l'attenzione dei lettori sulle relazioni pres e ntate dalla « Edison » all'Assemblea ordinaria e straordinaria dei suoi azionisti.
Il secondo anno della nostra guerra ha c;onfermato le aspi.ra1Jioni e le previsioni ,nostre per un p,roigressiv-0, vigoroso impulso della produzione nazionale, che, co~ rinnovate energie e con feconde iniziative, ha infatti m.ilrabilmente assecondato la mobilitazione industriale del Paese .
A tale fervore di lavoro potè c6rrispondere finora, largamente e con pieno successo tecnico, la fornitura della forza motrice sotto forma d,i energia idiroe'.ettr:ca da paite di
tutte quelle S ocietà produttrici e d istributrici, le quali , per
la fede e per il co•r a.o gi o di cui avevano dato prova in p,rec denza, si bravavano in g.rado di frcntegg:are ,i1 nuovi biogn i, spingendo al Jimite la potenzialità dei loro impianti,
oll n ndosi così un notevolissimo rispar,mio di carbone, con
norme vantaggio dell' econom~ia nazionale.
Tali risultati tecni ci ed economici, che si possono dichiav ramente soddisfacenti, sono dovu~i non solo alla dozion deg,li impianti 1generat0tri, alla capacità delle linee
di lr porto e di distr>~buzio ne e del1e stazioni ricevitrici,
forse più, alla organizzazione raz'on3Je e preordidi .allacciamenti e di ac::ordi fra l e d ive•se Aziende di
l
regione , e fra quelle di regi oni dive,rse, che si
tono così fra loro ,ccTi egate. Fu per tal modo passidi mettere la parte di. energia di alcune Centrali, a
l non necessaria, a d•isposizione di altre, delle quar no maggiori le esigenze e più scarsa 'l a produzione;
tll
con pronto ausilio le conseguenze di interru1 ospensioni di 1forniture, che, se pur dovute a
· ,u
transitorie, si presentarono, in certi momenti, g,ravi
JJ ricolos ; di scambiare, con migliori rendimenti, det, 1min l utenze, di intensificare .1 servizii, di utilizzare,
rti limiti, l'eneTgia di stagione e di far fronte alle
n rm li .
ito, e per quanto riguarda la nostra · Soi comunicami! che, in grazia dei suddetti
possibi1e mettere a disposizione di alcorso anno, oltre 15 milioni di cavalli} difficiili condizioni deJ.l' esercizfo e
r ggiungere tali .risultati accrebbero
dinarie, in modo da non Jasciai, mentre, essendosi mantenunergia, la p.ro,g ressiva diminuK wtt-ora pagato dai nostri u1,, 1, 11 1,tit >
vant gi notevoli.
Purtroppo, le gravi difficoltà del mercato dei materiali.
dei macchinarii, dei metalh e via dicendo, la deficienza
sempre cres cente della mano d'opera ed i prezz i d iventati ip.roibitivi non consentirono alle in dustrie elettriche. per
quanto volonterose e fattive, di spingere nuovi grand i, impianti, e , forse, fu atto ,conservativo di. ricchezza l'attendere. Si potè invece accrescere la produzione delle Centrali
esistenti con opportuni miglioramenti ed accorgimenti, g;,ovaridosi delle facilitazioni a ccoirdate dal Decreto Luogotenenziale del Gennaio 1916.
Altro più recente Decreto a vantaggio di alcune speciali categorie d i industr•i li, quasi esclusivamente produttori
di. materie ;rime o manufatte destin'ate al1a giuerra , potè
invece permettere ad essi l'inizio di nuovi impianti .idroelettrici. MaLgirado· non ia stata accolta la istanza delle Soc:età Elettriche per una semp,}ice parità di trattamento, noi
auguriamo che i po sa ricavarne in tempo utile un contributo effettivo ad una produzione bellica 1intensificata , poichè è ora dovere sup remo di tutti far convergere ogni pensiero ed ogni zion al solo fine della nostra vittoria.
iE così pure, rinnovando i1l voto dello scorso anno, confidiamo che la nuova legge presentata al Parlamento, abbia,
con poche ma indispensabili modificazioni, ad imprimere
il maggior impulso alla produzione della energia idroelettrica, enz a·umentarne il costo, sgravando c anoni, tasse
ed altri oneri diversi, accordando maggiori durate di conces io i,
lasciando sopratbutto una più ampia libertà al!' iniziativa privata, ton l'unico obiettivo d.i ottenere dal l'uso d lle acque pubbliche il maggior rendimento col minimo prezzo.
Il passaggio del sertJizio
tram1:Jiario al Comune
Le condizioni nelle quali ebbe a svolgersi il nostro Esercizio ne.1 decorso anno, furono piuttosto• diffi cil i, sia per
il frequente richiamo di personale alle armi, sia per la deficienza e talora anche per la mancanza di materiali di ma nutenzione e di ripaJTaz~one. che costorinsero a ripieghi assai costosi, ma di non trappa consistenza e d i breve du rata.
Il riAesso di questo stato di cose ebbe a fais i sentire specia.1lmente sul servizio tramviario, pel quale maggiori fu rono i sacri1ficii incontrati. Gli sforzi, poi , .fatti per conservare in piena efficienza i.I servizio elettrico, se, come gli
altri, non ci diedero risultati econo,m ioamente troppo soddisfacenti, riusti.rono però efficacissimi,, e furono a noi causa
di legittimo o,rgoglio nell'attuale momento per la accresciuta produzione, tenuto però conto de!Ja maggiore disponihilità, per energia acquistata -anche da terzi.
Dobibiamo, con animo grato, segnalarvi il vo•l onteroso,
efficace contributo deHa Direzione e del Personale tutto,
che diedero ogni loro migliore cooperazione per sopperire
anche in parte ai colleghi richiamati.
157
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - - - ello stesso periodo di tempo si co·ntinuarcmo e maturarono le Jaboriose trattative per il passaggfo del servizio
tramviario mbano al Comune e per i rinnovati accordi relativi alla posa di linee aeree e sotterranee e ailla gestione
industriale della enengia eilettrica nel territorio comunale.
Tutte queste pratiche furono p~rtate a ter-rnine entro
l'anno testè decorso, insieme ad altri• atti di transazione
per cause pendenti o possibili sulla intèrpretazione e sulla
applicazione ,d ei ,contratti allora in vigore e ad altri accordi
e patti ,che interessavano il nostro servizio tramviar-io su •
burbano in conseguenza della cessione di quello cittadino;
ma tutte le intese ipattuizioni dovevano av,e re il ,l oro effetto
a decorrere da:l IO Gennaio scorso, e quindi nessuna conseguenza o variazione ebbero• a portare sul conto patrimon iale del!' esercizio ora in esame.
·
Nell'addivenire al1a sistemazione di così molteplici e importantissimi rapporti col Comune, come già v.i accennammo altra volta, abhi.aimo creduto di portare una volonterosa aocondisceI].denza, tenuto specialmente conto delle
condizioni di guerra che creavano a noi una singolare responsabilità morale ; che sarebbe stato, non solo vano,
ma meno simpatico e forse anche pericoloso non ·rkonoscere. iE di questa nostra cooperazione ,l a Giunta fece oprportuno rHievo nella sua Relazllo ne al Consiglio Comunale.
La nostra Società, oltre al mater-ia.le bramviario, ha n che ceduto al Corruune alcune :macchine generatrici di e nergia a corrente continua e hatterie di ac-cumulator,i ; ma,
per un certo periodo di ternipo, essa continuerà a fornire
tale energia al servizio .tram'Viario municipale.
Le consegne delle cose cedute vennero fatte regolarmente e senza inconvenienti per il servizio : rSono ancora in corso Je liquidazioni di var.iie partite, magazzini, scorte, attrezzi, arne.si, ed altre, il cui inventario non poteva eseguirsi che gradualmente e in contraddittor-io, dopo l' assunzione del servizio da parte del Comune.
Alla attività nostra, già ded icata all'esercizio tramviair;io
di ,Mi,lano, sostit.uiremo altre f9mne di operosità nel campo
delle app.1icazioni dirette dell'energia elettrica alle industrie, al riscaldamento e alle elettrificazioni ferirovia.rie e
tram viarie; creando, appena possibile, nuove ifonti di energia, per mantenere la nostra efficienza ,p roduttiva come
pel pa:ssato e conforme al nostro programma iniziato nel
1895-96 e periodicamente eseguito coii due grandi impianti di Paderno e di Robbiate.
Le risultanze
del 3 3° esercizio
Passiamo ora a comunkarvi .]e notizie più interessanti
de!Ll' esercizio, il cui Bilancio è sottoposto alla vostra approvazione.
Le rendite raggiunlsero un totale , in cifue tonde, di
L. 27.920.000, con un aumento d i L. 2.454 .000, superiore di
L. 1.319.000 a quello otten,uto nel 1915 sul precedente
1914.
Tale aumento è dovuto per L. 1.250.000 al gettito delJe
traimvie urbane e isubur'bane; per L. 922 .000 a vendita di
eneligia elettrica; p~r L. 244.000 a d1videndi 1ncassati sulle nostre partecipazioni,, e per L. 39.000 a proventi varii.
Ma , per ,contro, le spese aumentarono complessiva~ente di L. 2.460.000. Fra questi aumenti sono notevolissime,
ma incontrate con animo 'lieto, le ben meritate erogazioni a
favore delle famiglie dei richiamati e dell'assistenza civ.i.le,
per una maggiore somma complessiva di L. 740.000 sul
1915 ; quelle delJ' esercizio tram~iario urbano e suburbano
per la costicu~ cifra di L. 1.660.000, ed infine quelle per
maggior costo di serv.ia:ii elettrici (cOl'O(Presii i frequenti furti di materiali di linee, di sottostazioni, ecc.), per l'acqui-
158
sto d i energia in più da terz.i e per impianti, per un totale di L. 660.000.
Diminuirono invece ,gli •iinteressi passivi, le perdite ed altre partite varie per L. 600 .000.
Venendo ora ail Conto patriimoniaile, vi dichiariamo anzitutto che, per antica e costante consuetud~ne, le vah1tazioni delle attività sociali rispecchiano -la low reale consistenza e ·so:p,o già minorate delle riSipettive quote di ammortamento, che corrispondono, ,con criterii di riigorosa prudenza, aillle ,prescrizioni di legge e d i statuto, in Telazione
allo stato degli impianti tutti, immobiiliari e mo'.:»iliari.
Riscontrerete nella pa,rtita Stazicmi Elettriche una differenza di L. 1.806.000; in quella Condutture e Sottostazio ni, di L. 1.477.000; negJi Impianti diversi, soprattutto per
case popolaz,i, di L. 270.000, ed infine quella di L. 267.000
nel1fe Tram vie.
Di queste di,fferenze alcune sono. dovute a movimenti
patrimoniali verificatisi nell'anno, altre a vere e proprie
svalutazioni ed arnmortam,e nti.
Giova 1Jichiamare la vostra attenzione sulla diminuzione
di L. 267.000 della voce Tramvie, perchè assai jinferiori a
quel.le del precedente Esercizio, nel quale esse figuravano
per L. 861.000; ciò è dovuto esclusivamente alJ. fatto che
per i trwns urbani, cessando di appartenerci al 1° Gennaio dell'anno in corso, non richiedevan ~ ulteriori ammortamenti.
Il Magazzino si trova aumentato di L. 469.000, cifra
dov,uta in gran I.parte ai maggiori costi; di sole L. 20.000
crebbero i Materiali presso terzi ; dopo applicati i consueti deperimenti, la differenza netta è di L. 237.000.
Nei Titoli e Carature trov,erete una diff renza in più di
L. 7.895.000 , sa.Ido fra le nuove partecipazioni ,prese e
quelle cedute. Citiamo fra le prime le sottoscrizioni ad aumenti di capitale deUa Soc,ietà Conti, d li' Adamello, della Unione Telefonica Italiana, per complessive L. 1.775.000;
.alla costituzione della nuova Società Nazionale per lm;prese E.lettr,iche e al Consorzio Elettrotrazione, a. una maggiore
interessenza nella Società degili Acoumul lori Elettrici e
d ella Società Bann , per un ,totale di L. 1 2.595.000, ed irufìne
per .la nuova partecipazione da noi pr sa nellai Società E lettrka Bresciana pe-r L. 6.215 .000 . Fra le cessioni, ric ord·iamo le azioni delle S ocietà E..lettriche Ticino, Pavese,
Novara e Piemonte O r.ientale, che cred mmo più conveniente di ll'aggrUJppare presso la Società Conti, che era
già in esse largamente interessata.
Il conto Debitori è dÌIIDinuito di L 156.000, e quello
Creditori aumentato di L. 4.054 .000. N ll'uno e nel,l' altro
di questi due conti non figurano le vod che si compensano, nè quelle di giro.
Il confronto r>iassruntivo del.le partil che hanno caratte11e di immobilizzazioni industria.li presenta i seguenti risultati:
per produzione, trasformazione e distribuzione di energia
L. 18.729.000 , per le tramvie
» 6.700 .000,in rotale
contro L. 29 .251.000 del 1915.
I terreni e i fabbricati vi rappresentano
ed aggiungendovi
L. 25.429.000,L. 4.728 .000 ,))
1.483.000,-
di Beni stabili, si ha una complessiva proprietà immdbiliare di
L. - 6.211.000,Vi comunichiamo ancora di aver sottoscritto al nuovo
Prestito Nazionale per due milioni, sicuri della vostra piena, unanime, cordiale approvazione.
Vi invitiamo infine a rivolgere i più fervid•i voti a quel-
RELAZIONI, ASSEMBLEE, BILAN I
corso al credito, malgrado questo ci sia s mpre tato 1 rgamente concesso dal nosto-o gruppo ban do.
In ,q ualunque caso, poi , è opportuno, m glio propor
tizi
risultanze del 33° .Esercizio zionando il capitale alle operazioni bancarie, ed ac r •
vi preghiamo di voler approvare il scendo -l e riserve, rinvigorire le nostre disponibilità, limil'onore di presentarvi, col seguente nando o riducendo così quelle operaz·oni dii credito he
non siano assicurate a lunga scaclen . A queste neces ìrealizzati nel
tà corrisponde la proposta che vi presentiamo, inte a
. L. 3.922.984,25
consolida.re il patrimonio e a permettere quella progressiv
quelli del
· e, ad un tempo, prudente attiviità della nostra A~ienda,
28.661,07
nel cui svLluppo, come altre volte avemmo l'onore di di chiararvi, confermiamo la nostra fiducia.
in totale L. 3.951.645,32
Dopo l'esame dei bisogn-i attuali e dei progetti in corso
per nuove Centrali, abbiamo valutato attorno a 18 milioni
li ndo a termini di statuto:
1) ,
e del Consiglio
gli impegru presi e da prendere, e, tenuto conto che il
prezzo del-le nuove azioni sarà di L. 425 , il vostro Con iil
L. 117.689,53
/,)
e
izione per il perglio vi propone di aumentare il capitale sociaile, elevando196.149,21
ne il valore nominale, ora di 18 milioni, a 24, mediante la
m
il 5 % .
emissione di 40.000 azioni nuove.
L.
313.838.74
Di queste , quattromila devono essere date• in prelazione alla Compagnia Continentale Edison di Parigi, in forno a disposizione degli Azionisti . L. 3.637 .806,58 za di vigenti contratti; trentam-i-la verranno ofFeTte in opd Il quali a ripartirsi in ragione di Lizione agli Azionisti, in ragione di una su quattro, anzire 30 per azione .
3.600.000.- chè di una su sei come è previsto dallo statuto; le residue
vennero collocate, a cura del Consiglio, presso il nostro
a riportarsi a nuovo
»
37.806,58 gruppo bancario, il quale assume inoltre la garanzia d IIl div idendo sarà pagabile, a partire dal 9 aprile p. v., la intera emission .
presso le Band:ie :
La differenza netta risultante fra iJ prezzo reale deU
Commerciale Italiana , Feltrinelli e Zaccaria Pisa.
azioru emesse d il loro valore nominale, sarà passata
r
Vi preghiamo infine d:il voler procedere alla nomina di intero alla Riserva, e cioè inscritta al Passivo, come lo
i
mministrato.ri, di tre Sindaci effettivi, e di due sup- stesso Capitale nominale.
pi nti, fissando :la retribuzione al Coillegio Sindacale per
Le condizioni della emis ione delle nuove azioni e le
I' . rcizio in corso.
modalità dei versamenti saranno, a termini dello Statuto ,
Il capitale a determinate dal Consiglio di Amministrazione.
Esposto così il nostro programma e i motivi della nostra
24 mi_lioni
proposta, vi invitiamo ad approvare il seguente ordine del
pos1z1one te,tè fattavi della nostra situazione eco- giorno:
• la prudenza nielle valutazioni patrimoniali, la miLante ormai da dieci anni dei risultati dei nostri « L'Assemblea approva la proposta del Consiglio e delibera
l'aumento del Capitale sociale, nella cifra di Lire sei
ii e dei dividendi distribuiti, nonchè .l'accenno già
milioni, mediante l'emissione di 40.000 nuove Azioni
1 1111! 1 nut
nella parte ordinaria della presente Relaxione ,
del valore nominale di Lire 150 ciascuna»;
• 1 1 1 cl no agevole l'intrattenervi brevemente suU'oggetto
cl li I Jl Hl
traordinaria ,d i questa Assemb lea.
conseguentemente il primo capQIVerso delJ'art. 6 dello staIl pi rnmma dello sviluppo graduale della nostra A - tuto sociale ven à così redatto:
z 11d ,
voi noto da lungo tempo e costantemente manlt 1111l1, , 1 v
-conserivarsi tale anche per l'avvenire, in per- di capitale sociale è stabilito in L. 24.000 .000, costituito
dal numero di 160.000 azioni da L. 150 ciascuna, totale 1111 i I ond nza col passato; dobbiamo cioè continuamente versate.»
, , 1>, 11 0 li mente, a sviiùuppa:re la iproduzione che nor111 1111 ulc
p,rogressivrunentie cii v iene richiesta e prov.IL CONSIGLIO D'AMMLNJSTRAZIONE.
dove sia possibile , con mezzi nostri, a far.
Milan , Febbraio 1917.
proprie immobilizzazioni, limitando il ri-
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