Le Industrie Italiane Illustrate, n. 4, 1917
Contenuto
- Titolo originale
- "Le industrie Italiane Illustrate"
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
Copertina – Alte personalità dell’industria italiana: i fratelli comm. Pio e Mario Perrone, della casa Gio. Ansaldo & C.
Sommario:
- Alte personalità dell’industria italiana: Giovanni Silvestri (con una illustrazione), p. 17
- La nazione elettrica – Le I. I. I., p. 21
- Il grande risveglio industriale italiano – Dottor Francesco Leonetti, p. 24
- Lo sfruttamento razionale delle ligniti italiane – Ing. E. Monaco, p. 27
- L’industria superfosfatiera – Onorevole Ettore Candiani, Presidente dell’Associazione Commercianti e Industriali di Milano, p. 31
- La vita e la morte del cannone – Contrammiraglio Ettore Bravetta (con tredici illustrazioni), p. 33
- Pirelli e C. (con 22 illustrazioni), p. 50
- Punti di vista – N., p. 64
- L’industria dei medicamenti – Professor Piero Giacosa, dell’Università di Torino, p. 65
- Giocattoli italiani (con una lettera di Gabriele D’Annunzio e quattro illustrazioni), p. 75
- Sindacati e sequestri di aziende chimiche – Comm. Alberto Pavoni, Presidente della Federazione Italiana dei Collegi dei Ragionieri, p. 79
- Le manifatture cotoniere meridionali (con 30 illustrazioni), p. 81
- Le officine della «FIAT» (con 15 illustrazioni), p. 97
- Rassegna del Movimento Industriale Italiano: Il materiale ferroviario; L’uso dei combustibili nazionali; Una minaccia all’industria zuccheriera; Le terre emiliane e la navigazione interna; L’espansione economica del «dopo guerra»; La birra tutta…tedesca!; La nuova concezione dei lavori pubblici; Il risparmio operaio; La coltivazione del cotone in Italia?; Stati Uniti e «Dumping»; L’industria bellica lombarda; La necessità di una linea navigabile Milano-Genova; La sistemazione idraulica del Garda; La crisi dei pianoforti; L’industria navale; L’assemblea dell’Associazione Serica Italiana; I nostri marmi; La navigazione commerciale con l’America; Una nuova industria nazionale: l’industria delle piante medicinali; Nuove grandi opere pubbliche in Calabria e Basilicata; La solidità delle nostre aziende industriali; Il problema dei cambi; La futura Città Universitaria in Milano; L’assemblea dei birrai italiani; La deficienza delle materie grasse e l’industria laniera; L’immenso mercato russo; Una stazione sperimentale per l’industria del freddo, p. 105 - Data testuale
- 1917 aprile
- Data topica
- Milano
- Consistenza
- pp. 150
- Stato di conservazione
- Discreto
- Soggetto produttore
-
Umberto Notari (1878 - 1950)
- Identificativo
- PER.000056/1
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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-
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-
1917 - Anno IVedi tutti i contenuti con questo valore
- Temi correlati
- Comparto agro-alimentare
- Comparto automobilistico
- Comparto bellico
- Comparto elettrotecnico e impiantistico
- Comparto meccanico ed elettromeccanico
- Comparto siderurgico
- Comparto tessile
- Comunicazione d'impresa
- Economia e finanza
- Editoria
- Grafica e foto pubblicitaria
- Innovazioni tecnologiche
- Interni di fabbrica
- Prima guerra mondiale
- Stabilimenti industriali
- contenuto
-
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A LTE PE,, SONALITA DELL'JNDUSTRIA 1TALIANA :
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I FRATELLJ COMM. PIO E MARIO PERRONE, DELLA CASA CIO. ANSALuÒ E C. •
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accoimandiant,e), Javori in cemento e ferra- sa e lavori meccainici ca.pitale L. 30.000 , · · • corso Alberto Amedeo, 50 e via Cavin~ durata al 30 giugno 1921.
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MILANO. (< Na/ra » (.e non «Nafta» come per
M SSINA. - Salvatore Merenda e C., aicco- errore fu stampato nel fascicolo N. 3). lmporta1 , ndita (Salvatore Merenda gerente, avv. Ca7lioni ed esportazioni fra le Americhe e l'It.ailia di
ili e ing'. Giuse,ppe Lo Sm·do e Gaetano Pumetalli, carboni e colori.
ccomandanti), industria pavimenib, speciaVennero nominati Presidente il comm. rag. E1it '1 Merenda, .rivestimenti, or,namenti ed acces,n-ea
Pres1si, Consigli.ere delegato i1l sig. lgnazi-o
11ri ca.pitale L. 30.000 conferito dagli accoMeiicadainte,
ed altiii amminlstr~tori i sigg. Geor"' 1ndanti - durata 15 anni.
ge Freder,.ic. Hurd di Nuova York, Giuseppe Mer•
APOLI. - N. Porcelli e f gli, collettiva (Ni- e.a.dante e avv. prof. Ferruccio BO'lchini, segreta·ol • Arturo ,e Roberto padrie e figli Porcelli), e- rio del Corusiglio ~ a Sindaci effettivi i s.i,gg. avv.
11 izio cantiere laterizii ai Bagnoli e comiµecrAlfonso Lodolo di Genova, Guido Seni.gaglia e
,•io t ppezzeriie e ammobigliainento, via Costan•
Romeo Ugolett-i di Milano e a Sindaci supplenti
t in )poli, 121 capitale L . 34.000 - durata al 31
i sigg. raig. prof. GioV'anni Moro e rag. Emilio
lil mbre 1926.
Prestini di Milano.
POLI. - Ruggero e Mar/ella - Imprese laPISA. Istituto ototerapico nazionale « Pi1111ri o pedali riuniti di Napoli e Ferrovie dello
t,lto, collettiva (Caimillo Ruggiero socio capita- sa >>. Società anonÌ,ma per la produzio1nte e lo smerli t e Enrico M ,arfella socio d'industria), via cio di prodotti mediciina1i-otote:rapici e spe.ciali, u·mi.niello a Toledo, 56 - capitale L. 50.000 au- tà medicina1li - Capiitale di 150.000 lire in 150 a,, nt bile - durata 2 anni.
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(Seguito a pag. IV)
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III
NUOVE
AZIENDE
A costituì.ire ,il primo Consiglio di ammuustrazione furono nominaiti i sig:nori: prof. Carlo F errai, senatore prof. Alesisaindro Lustig, prof. Ach,ille Sclavo, prof. Arbace Pi~ri e avv. Giovanni Selvaggi.
A Sindaci effetti i furono eletti i signori: rag.
Aldo Mamchi, rag'. Ferdinando Piancastelli, avv.
Mario Ferrara; e a Sin.daci supplenti i signori:
avv. Ausano Bo11gioti e r,aig. Mario Sraff a.
ROMA. - Gazometri riuniti. - Società anon~ma per l'acquisto e l' esercizio di officine di g'cl(S,
sottoprodotti e deriv,ati, partico1armente con la
appl azione dei sistemi brevetti Arigo e eruti.
Il capita,l e sociale è hssato in L. 500.000 in
5000 azioni da L. 100 ciascun ,-i.
A costituire il primo Con:siglio di amministrazione furono aletti i signori: marchese Luig,i Torrig'iani, datt. Ernesto Tucci, avv. Michele Donn,
ing'. Giuse,ppe Arigo, avv. Paolo Sindici.
A Sindaci effettivi furono eletti i signori: cav.
Aurelio Calleg'ari, rag. Licuri o Gentili, Alfredo
Combe; a Sindaci supplenti i signoi,.i : dott. Michele Di Renzo e avv. Augus to Veiller.
1
~
ITALIANE
SESTO S. GIOVANNI. - Acciaierie elettriche di Sesto S. Giovanni. Società ainonima per
l'impi181nto e l'esercizio di fo,1deria di ferro, acciario ed affini ed il relativo commercio, capitale
d,i L. 300.000 in 3000 azioni da. lire 100 cadauna.
Consigliere delegaito il signor Alfredo Orsenigo.
MILA O. - Soc. A non. I m{,ortazioni siderurgiche per l'importaziione dall'Inghilterra e dall'Amenica di ghise, leghe metalliche, e prodotti siderurgici in genere; capitale lir e 500.000; la sede è in Millano, pian::l Cordusio, 2. Il Consiglio di
amminist11azione è composto d ai signori: prof.
rag. Giovanni Moro, preside:ne; Giuseppe Battaiini e Luig,i M. Lafl.eur, consig:lieri delegati. A
sindaci ,e ffettivi furono nominat i i ignori: ca,·.
Gian Mania Bonardi, nob. G. B. Fravega, cav.
Cesare Gairau · ed a sindaci supplenti i siglnor~!
Cesare Bag~ni e G~ovanni Ancesc hi.
GE .. OVA. - « Velox » Impresa Prosperi
Società anonima per l'esercizio di linee automobilistiche sussidiate o meno dal Governo e qualsiasi altro commercio r~lativo agli automobili ed
affini. Capitale L. 300.000, di•, .i.Go in azioni da lire 5000 cadauna.
(Seguito a pag . VII )
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lavoro c ontinuo.
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tomatico direttame nte allacciato a una linea funlt-o/ur •
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NUOVE
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AZIENDE
ITALIANE
sign;ri: avv. stri di seta, di cotone e.cl 1af6.ni. -
Capitale lire
Vattorio G argiol1li, Alfredo Prospe-ri, avv. Em1a- 60.000, dura<ta ,al 29 settembre ] 920. Gerenie firGenghi, Ga.ddo Bodda, avv. Giuseppe Bat- matario il signor Luigi Pessina, seguito di aa e avv. Frainces co Lavarello.
inda.oi per il pr,i mo esercizio vennero noon~ti i signoni: avv. Artuirio Bertolu,cci, avv. VittoMenafoglio, F.rall1c eisico Aicardi e Giacomo
LI, lio, sùpplenti.
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zieintda già .esisti-ta f,ra i ISLg'nori Mezzadri e Pr.im1a v,eis.1.
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Pittia•l uga, D~ e E. F.Ui Bozzo, Mariano Mare,sca,
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,,.,ti del catrame, già « Cartelli e Pirovano ». So- Giuseppe Lavarello, Soc. Anon. Lloyd d•el Pacih, nonima per la lavoraz.ione del catr.ame e co, Chiarella ,e Carbone, « La Polare », Paolo
prodatti, caipitalle L. 400.000 in 800 ,aziOltli da Viale, Fili,ppo Bag1ietto, A. Gaz.zolo fu G., B. Repe.tto, F.Ui Be,r,aldo, ing. B. Ghiranli, F.lli LagoL. 500 cadauna.
•rana, Pietro Nencioli e De Lu.ea Vincenzo hanno
MILANO. - Distil7erie Lombarde di Catra- stabilito d,i costituire una Società di Navigazio"' . - Sacietà anonima per la distillazione clel ne avente per oggetto facquisto ed il conseg.uen1 ~ me, f indus-tnia ed I i1l commercio de'llo stessio
te passaggio ed esercizio sotto bai:ndieira itali,ana
Ji tutti i .suoi de.riva ti e sottopvodott.i; ca·pitale di in.avi mel'lcantili. e oiò n1ediante conferim-enfu
le L. 1.000.000 in 10.000 azioni da L. 100 in detta Società, .in tutto o in pa.rt,e, delle so.fud na.
me costituenti sopraprohtti di guerra a mente
/
MILANO. - Nastrif cio -,nilanese già Mezza- del testo unico 19 nov·embre 1916. N. 1568 e dedri Pietro e C. - Collettiva (Luig~ Pes,s ina, Pie- g11i art. 13, 14, 15 deil Decreto Luogatenen~a'.le
I r l Mezzadri .e Adolfo Primavesi), industria na- 18 gennaio 1917, N. 145.
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11oi
(Seguito a pag. IX)
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deUa Società il sen. Lo Jodice.
dlita (Cesare Vismara e
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da.nti), industriia cinghie
11, Zadei e Rangozzi, co.lletti-.;ra (Andrea Zò, Eu.tale
L. 40.000; durata a~
nio Zadei e Antonio Rang·ani), .f errame,n ta,
Vedani e C., aiccomanArturo Ved,anii gerenti,
Guido T roHi a,ccoman.di cuoio ed affini; capi31 dice~bre 1921.
MILANO. - Fabbrica italiana J1· ampolle f, er
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d ardo G alante); capitale L. 30.000; durata
MILANO - Caramba, Casa d'Arte. Società
in accomandita sem.~ice con sede in Miila1no /
Duriafa 6 anni. Capitale L. 120.000; ess·a h-a per
ROMA. - The genera} sts am{,shif,agency
stro e Aboaf; collettiva (Alessand,ro Aboaf oglg'ietito là e,s •ecuzione di ligurini, fabbrica, Vlendiiop,'o De Célistro), contiinuazio·ne azienda d·i ta ,e commercio di costumi d'arte. Sono soci com< leggi, tra.sporti marittimi e operazioni <
ineren,· ponenti la· società i signori Nofri Gregori·o, ConI, U-i' del soc;o De Caistro -- capitale L. 50.000·; te Luca Cortese, Cerrin·i Ales-sam,drina Nofr.i, e
Luigi Sapelli.
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c;;pitale L. 192.000;
(Seguito a pag. Xl)
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urata 5 anni - Catpitale L. 5000 - Fabbrica- chi elettrici e meccanici, automobilismo e man%Ì n1e di aghi, punzoni, platina ed accessori ad na.
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Durata 5 alnni C a pital,e L. 2_0 .000 - Continui zion e dd.l'attuaile B anco A. Bernasconi per
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MILANO . - Boccalari, S ormap.i e C. - Società in ac~omandita semplice con sede viaJ e
Porta R omana 55 - D urata fino al 31 d icembr e
1920 - Rabbriic azione e commercio di appe~li e
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PREMIATI STABILIMENTI PER LA
FABBRICAZIONE DI CAPPELLI
SOCIETÀ I1
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IA F RATELLI ALBE RTI
1911
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(CA A FONDATA NEL 1817)
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PER UOM.O E PER SIGNORA
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età Anonhna con sede in MILANO - Capitale L. 156 .000.000 interamente versato
ndo di riserva ordinario L. 31 ,000.000 • Fondo di riserva' straord. L. 27 .000 .000
Direzione Centra.le MILANO, Piazza. Scala., 4,,5
FILIALI:
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REMONA - FERRARA - FIRENZE - GENOVA -IVREA - LECCE - LECCO - LIVORNO - LUCCA - MESWA - MILA NO - NAPOLI - NOVARA - ONEGLIA - PADOVA - PALERMO - PARMA - PERUGIA - PE~CARA - PIACENZA - PISA - PRATO - REGGIO EMILIA - ROMA - SALERNO - SALUZZO - SAMPJERDARENA - SASSARI - SAVONA - SCHIO . SESTRI PONENTE - SIRACUSA - TERMINI IMERE.'E . TORINO - TRAPANI - UDINE - VENEZIA - VERONA - VICENZA.
AGENZIE IN MILANO :
orso Buenos Aires , 62 • 2) Corso XXII Marzo, 28 - 3) Corso Lodi, 24 • 4) Piazzale
mpione, 5 • 5) Viale Garibaldi, 2 • 6) Via Soncino, 3 (Angolo Via Torino).
ituazione dei conti al 28 Febbraio 1917
ATTIVO
PASSIVO
r rio in Cassa e Fondi presso gli
I t1t11ti d'Emissione . . . . . . L.
' dole e V alute . . . . . . »
Italia, E.stero e Buoni Tesoro . »
Il' incasso . . . .
. »
11111
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. . . . . . . . . . . ))
f I lii pubbLici di proprietà . . . . »
I I I propr. Fondo Previd. personale »
111 e J :tioni sopra. Effetti pubblici
,
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t ond nti - Saildi debitori .
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lp :z:ioni diverse . . . .
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p zioni in Imprese Bancarie . .
I bili . . . . . .
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I e N:l impianti diversi .
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diversi . . .
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per A valli . . .
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garanzia operazioni
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cauzione servizio .
.
/ libero a custodia
.
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mm . e Tasse Esercizio corr.
»
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»
»
82.415.612,78
1.341 .772.57
835.386.074,95
15.270.488,56
83.581.726 ,99
55.890.493,52
12.92l.500, 5.533.560 ,40
471.558.907 ,93
17. 706 . 989 ,27
13.987.845,65
19.399.321,60
1,28.351.431 ,87
74.461 .809, 78
61.083.672, 3.875.872,l .492.372.876, 2.891.773,46
Capitale Sociale (N. 272.000 Azioni da
L. 500 cad. e N. 8000 da L. 2.500) L.
Fondo di riserva ordinario .
. »
Fondo di riserva straordinario
. »
Fondo Previdenza pel personale .
. »
Dividendi in corso ed arretrati •
. »
Depositi in Conto -Corrente e Buoni
fruttiferi
. »
Accettazioni commerciali
. »
Assegni in circolazio'ne .
. »
Cedenti effetti per l' incasso
»
Corr.ispondenti - Saldi ereditarci
. »
Creditori diversi
. »
Creditori per Avalli .
. »
Depositanti \ a gara?zia oper_a:ioni . »
d'1 T'toli
a cauzione servJz10
. »
1
. ))
I a libera custodia
. ))
Avanzo utili Esercizio 1915
. ))
Utili netti deill'iE.se-rcizio 1916 .
. ))
Utili lordi de}l'Eserciz.io corrente
L. 3.278.031.730,33
156.000.000, 31.200.000,27.000.000,14.572.774,64
514.755,240.562.836,54
47.162.818,66
44 .014.414,65
27.029.248,30
992.264.043 ,61
47.313.498,55
74.461.809 ,78
6 I .083.672,3.875.872,1.492.372.876,502.568, 96
13.089.574,08
5.010.967.56
L. 3.278.031.738,33
La Direzione
A. GHISALBffiTI - G. TOEPLITZ
fl , ,I HA'- G. Rota
I Sindaci
- Rag. G. Sacchi- lng. E. Steflini
Prof. Rag . D. Venegoni.
Il Capo Contabile
A. COME.LU
xv
e:
SOCIETÀ _ANONIMA ITALIANA
G?ANSALDO
CAPITALE L. 45.000.000 INTERAMENTE VERSATO
Sede l~gale in ROMA
._,, .- 'ti' ~ ._,, ~
Sede industr. ed annninistr. in GENOVA
1. Stabiliménto Meccanico di macchine Marine = Tur:=
bine e caldaie
2. Stabilimento_ per la Costruzione di Locomoti'de
'
©C.
Sa mpierdarena
Sampierdarena
3. Stabilimento. per la Costruzione delle Artiglierie
Sa mpierdarena
4. Stabilimento della Fiumara per munizioni da guerra
5. Stabilimento per la Costruzione di Motori a Scoppio
e Combustione interna
6. Stabilimento per _la Costruzione di Motori di A tJia :=
zione
Sa mpierdarena
7. Fonderia di acciaio
dimensione
=
Getti fusi di ogni forma e
8. Acciaierie e Fabbriche di Corazze
9. Stabilimento Electrotecnico
San Martino
Sampierdarena
San Martino
Sampierdarena ..,
Campi
Corn igliano Lig.
Campi
Cornigliano Lig.
Corn iglia no Lig.
1 O. Stabilimento Metallurgico 'Delta
Corn iglia no Lig.
11. Fonderia d i ~ronzo
Corn iglia no Lig.
12. Stabilimento per la Fabbricazione di ~ossoli d ' Ar=
tiglierie .
Corn iglia no Lig.
13. Cantieri Officine SatJoia
Corn iglia no Lig.
Fegine
V al 'Poi cetJera
~orzoli
14. f'abbrica di Tubi
15. Cantiere Aeron·autico
16. Cantiere NatJale
17. 'Proiettificio Ansaldo
Sestri 'Pc nente
Sestri 'Ponente
'Pegli
18. Fonderia di Ghisa Ansaldo
'
19. Stabilimento per la Fabbricazione di Materiali Re::
trattari .
21. Miniere di Cogne
Stazzano
SerratJa lle Scr.
'Porto di GenotJa
Cogne Va lle d'Aosta
22. Stabilimenti Elettrosiderurgici
Aosta
20. Officine Allestimento NatJi
XVI ·
=
Molo Giano
LE INDUSTRIE
ITALIANE
ILLUSTRATE
Anno I.
Milano, Aprile 1917
Proprietà della Società Anonima
M i 1 a n o • .P i a z z a C a v o u r , S
Al te
person.a.lità
Il Comm .
.. Istituto
N.
dell'Industria. Iia.lia.n.a
GIOVANNI
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Editoriale Italiano ...
T e 1 e f o n i 4 1 - C) 6
7 1 - 8 S
SILVESTRI
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M A
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I
.+
Aprile 1917.
IN COPJ:.:R1'JNA :
A!LTE PERSONALITA DELL' INDUSTRIA ITAL1ANA : I comm. PIO
e MARIO PERRONE, della Società Ansaldo e C . (una illustrazione)
NEL TESTO:
ALTE PE.RSONAUTA DE!.L'INDUSTRIA JTALLANA : GIOVANNI SILVESTRI (con una illustrazione)
Pag.
LA NAZIONE ELETTRICA -
Le I . I. I.
LI... GRANDE RISVEGLIO INDUSTRIALE 1TALIANO -
»
17
21
»
24
Dottor FRAN-
cEsco LEoNETTI
LO SFRUTTAMENTO RA Z.IONALE DELLE LIGNITI 1TALIANE Ing . E. MONACO
L ' INDUSTRIA SUPERFOSFATIFRA - Onorevole ETTORE CANDIANI, Presidente dell'Associazione Commercianti e Industriali di Milano .
LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE - Contrammiraglio ErroRE
BRAVETTA (con tredici illustrazioni)
PIREl..LI E C . (con 22 illustrazioni)
PUNTI DI VISTA - N.
L ' INDUSTRIA DEI MEDJCAMENTI - Professor PIERO GIACOSA, delil' Università di Torino
GIOCATTOLI lTALlANI (con una lettera di GABRIELE D'ANNUNZIO e
quo.tiro illustrazioni)
SINDACATI E SEQUESTRI DI AZIENDE NE.Mla--IE - Comm . ALBERTO PAVONI, Presidente della Federaz . /tal . dei Collegi dei Ragionieri
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI (con 30 illustrazioni)
ll
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79
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81
LE OFFICINE DEI.LA « FIAT » (con 15 illustrazioni)
»
97
RASSEGNA DE.L MOVIMENTO INDUSTRIIALE 1TALIANO : Il mo-teriale ferroviario - L'uso d ei combustibili nazionali - Una minaccia
all'industria zuccheriera - Le terre emiliane e la naoigazione interna - L'espansione economica del « dopo guerra » - La birra tutta ...
tedesca I - La nuova concezione dei lavori pubblici - Il risparmio
operaio - La coltivazione del cotone in Italia? - Stati Uniti e « Dumping » - L ' industria bellica lombarda - La necessità di una linea
navigabile Milano-Genova - La sistemazione idraulica del Garda La crisi dei pianoforti - L'industria navale - L'assemblea dell'Associazione Serica Italiana - I nostri marmi - La navigazione commerciale con l'America - Una nuova industria nazionale ; l'industria delle
piante medicinali - Nuove grandi opere pubbliche in Calabria e Basilicata .:_ La solidità delle nostre aziende industriali - Il problema
dei cambi - La futura Città Universitaria in Milano - L'assemblea
dei birrai italiani - La deficienza delle materie grasse e l'industria laniera - L'immenso mercato russo - Una stazione sperimentale per
l'industria del freddo
»
105
(Proprietà letteraria)
Le I. I. I.
LA NA ·Z IONE
ELETTRICA
Da due anni si parla in Italia della crisi
del carbone.
·
Se n è parlato per attaccare il Governo
accusato di . imprevidenza. Se n è parlato
per biasimare gli inglesi, accusati del più
nero egoismo. Se n è parlato per rampognare gli armatori, accusati della più cinica ingordigia. Se n'è parlato per tartassare le Ferrovie, accusate del più grande disordine.
Man mano che il carbone saliva di prezzo siamo andati cercando le cause del
rialzo e s'è detto: Il rialzo non ci sarebbe
se lo Stato prima di dichiarare la guerra avesse provveduto ad accumulare scorte
per almeno due anni.
Sembrando tale ragione un po, troppo
frettolosa ed empirica si è concluso: il rialzo non ci sarebbe se i noli fossero molto
più bassi.
I noli furono artificialmente abbassati
dal cosidetto « calmiere )) .
Le navi che lavoravano per noi emigrarono in cerca di porti più rimunerativi;
Allora fu rettificato: Non abbiamo vagoni a sufficienza: il carbone deve rimanere giorni, settimane, mesi sulle chiatte
o sulle calate, triplicano le spese di carico, scarico, magazzinaggio, ecc. ecc.
Il carbone sarebbe assai più a buon
mercato se il servizio dei carri fosse più
~azionale.
Fu nominato un commissario spec.iale
pei carboni, con ampi poteri, e fu scelto un
uomo - il comm. Bianchi - ex direttore
1
1
1
20
generale delle ferrovie sulla provata
competenza del quale tutti furono d accordo.
A questo punto gli italiani si sono accorti che tutte le critiche mosse, tutti gli allarmi gettati, non facevano diminuire di
un centesimo il costo - sempre più alto dei carboni, i quali aumentavano di prezzo per una ragione molto semplice, perchè
diminuivano di quantità.
Fatta questa sensazionale scoperta abbiamo abbandonata - per quanto ci dolesse - la comoda strada delle critiche e
siamo andati alla ricerca di una cosa un
pochino più difficile: del rimedio.
Su questo aspro terreno un ispirazione
geniale è quasi subito venuta a spianare
la corrugata fronte dei nostri numi tutelari.
Il carbon scarseggia? - ci hanno
detto. - È ben semplice: si diminuisca il
consumo !
Sia pure : ma in che modo?
In un modo ancora più semplice. Sopprimer treni, illanguidire i gasometri, chiudere le fabbriche, ad eccezione, s'intende ,
di quelle per le munizioni.
Analogamente un consesso di medici potrebbe concludere: - Il malato peggiora?
Non disperatevi: noi possiamo sempre alleviare le sue sofferenze ... Basta ammazzarlo !...
Tutto ciò ha un sapore discretamente
grottesco, per non dire di peggio.
Eppure ciò vien detto con imperturbabi1
1
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - LA NAZIONE ELETTRICA
• nvinzione sui maggiori giornali, da
Non son mancate le voci, gli avvertiini serii, colti, autorevoli, .e quel eh 'è menti, i consigli.
io, tradotto in durissima realtà, dai
Ma chi li ha raccolti?
ri supremi reggitori, -fra l'inutile sdeQuanto poteva mai valere in questo redei pochissimi veggenti, la timorosa gno di avvocati, la voce di un ingegnere
gnazione dei molti danneggiati, l'in- idraulico o elettrotecnico?
renza pecorona dei più.
Qual progetto di costruzione ardita e
grandiosa può mai liberarsi da questa teravviene quando immani volumi di ribile e avvinghiante sterpaia di funziosgorgano dai :6.anchi delle nostre nari?
gne per irrompere in torrenti tepCome indurre i cinquecento rètori di
i i e razziatori o per insinuarsi in pan- Montecitorio a :far dell 'ltalia quello eh 'esi micidiali, in luogo di scorrere in ope- sa può e deve essere: LA NAZIONE Ep disposte dal nostro lavoro e discipli- LETTRICA?
dalla nostra volontà per distribuire
nque una perenne sorgente di energia,
lore, di luce, di moto, di riccheza, di
Noi possediamo« materia prima )) quanto nessun altro paese al mondo.
i siamo dei vandali e dei bruti.
Dell'elettricità noi abbiamo un senso
i andiamo imprecando c~ntro la no- quasi divinatorio. Ci sono dei popoli agrimadre-terra per le sue viscere sterili coli come ci sono dei popoli marinari e dei
I f · sile agognato ed essa ci offre amo- popoli guerrieri.
paziente da secoli il suo seno turgiIl popolo italiano è un « popolo elettrico )) .
1 più prezioso minerale !
ni anno noi buttiamo dalle Alpi a poI nostri p1u rozzi operai intuiscono
tranieri i nostri sudati, sanguinànti i segreti della portentosa maga con una fardi per trarre ai nostri porti l ,alimen- cilità che ha del prodigio. Le nostre maei pensabile alle nostre macchine~ o- stranze danno i più esperti elettricisti, conno la,s ciamo inghiottire dal mare piosamente, senza stenti, con una istrun energia elettrica che i nostri :6.u- zione rudimentale.
nvogliano !
I più abili ingegneri elettrotecnici spar1, r i siamo dei vandali.
si nelle officine di tutto il mondo sono itaI diremmo noi dunque degli inglesi liani.
I più grandiosi impianti stranieri sono
i incendiassero le loro miniere?
r possediamo noi inesauribili minie- stati modellati sui nostri.
Dell ,elettricità più che la tradizione glo1 · ua?
I •
riosa (Galvani, Volta, Ferraris, Pacinotti,
stato mai un ministro - non Marconi sono ben nostri!) abbiamo il culabbia valutato l'imponenza di to, più che il culto, l'istinto.
pr blema.
L'elettricità è nei nostri nervi; nella ter'l problema capitale della nostra ra dei nostri cimiteri, nelle viscere delle
i ne!
nostre montagne, nell'alito della nostra a tl va l a guerra per :farci misurare mosfera.
i di sacrifici indicibili tutta la no'Non manca - ironia delle ironie - che
tol zza , tutta la nostra cecità.
ai -forni delle nostre officine !
***
***
i
21
LE/.
I . /. - - - - - - - - - - - - - - - - = - - - = - = = = = = = = = = ===== = == -
Ma
***
non disperiamo.
I sottomarini tedeschi ci stanno rendendo un servigio incalcolabile.
Essi lavorano a_s sai più dei nostri governanti. alla totale liberazione d'Italia
dal suo più intollerabile servaggio: quello
del carbone.
·
Oseremmo anzi vaticinare che, ove al-
i 'Italia, per una ragione o per l'altra, venisse a manca re del tutto il litantrace, essa
diverrebb e in due anni la più vigorosa ecostruttiva n a zione d"Europa, poichè in due
anni tutt o verrebbe elettrificato: dalla più
possente rete fe rroviaria alla più umil,
cucina.
Le I. I . I.
- -==-- --=--====
IL Fra ncesco Leonetfi
grande risveglio
dustriale italiano
I
11 •
vvenimenti storici
La. mobilita.zione industria.le " Come si
effettuò " A ncora. produrre e produrre ! " Il dopo guerr a.
1ndo la nostra guerra sarà finita, quando 11 vecchio continente: fra questi popoli giovani era
anche il popolo d'Italia. Inoltre il Moloch s'era
posto a disposizione di Wotan e con lui aveva
tt cito fuor del 'pelago alla nva,
intrecciato UJ11 patto sinistro: le industrie per la
r ' ali' a cqua perigliosa e guaterà e cons.i- guerra - la guerra per le industrie, poichè i T eui fattori materiali, economici, militari e toni avevano riconosciuto quale mezzo formidahe maggiormente avranno contribuito a bil e queste rapprese111tassero per la realizzazione
rminare il successo, i suoi occhi saranno col- del loro sogno egemonico.
I
I dull luce vivida di due avvenimenti di primo
L'Inghilterra non aveva creduto seriamente alI, , he avral1lll1.o lasciata notevole traccia nel i' aggressione, e le sue macchine s'affannavano a
i I, fortunoso e fortunato intercorso fra l' a- produrre sempre nuove ricchezze per accrescere
to 1 14 ed il 191.. ..
il benessere dei popoli; la Francia non l'aveva rivvenime nti: l'uno di carattere tr~nsito- tenuta imminente, e si rafforzava bensì, ma sen•
vrà ese.rcitarfo sulla nostra g'uerra in- z.a ansia ed accanimento, convinta di doversi bat•
isiva, la Mobilitazione Industriale; e tere con un avversario animato da pari sentimen· n conseguenze di carattere continuativo ti cavallereschi; l'orso russo, robusto, ma dai
u picwnte per la futura Italia economica, passi tardi e lenti, attendeva che gli riCI1escessemancif,azione dell'industria italiana; ro le mozzate unghi,e, e l'Italia ... evitava, quanto
, intimamente collegati ed inB.uen:z.antisi più possibile, le spe.se improduttive e s 'app~g'a·
d.
va dello stato di ancella, e le sue industrie nar or , al une parole sul primo di tali av- scenti erano avvolte più che mai nell'atmosfe.l'la
ito già dal periodo preparatorio e ab bruciante del Moloch tedesco!
m
e, e passato in quello della fruttiDopo l'agosto 1914 e durante il periodo della
fc onda, che consente di riconoscere neutralità italiana, deU'ansiia che fece tremare le
re quanto valga l'albero che i frutti vene e i polsi, popolo e governo e industriali si
avvicinarono, si consultairono, riconobbero alcu•
ne verità terrificanti: - soltanto allora! è il tri•
ste sospiro che sorge consideralildo la nostra
revemente: prima dell'agosto scarsa lungimiranza che la g'Uerra odierna è
dell'industria tedesca gareggia- la guerra d'artiglieria e di mezzi materiali, oltre
on l'Inghilterra, la Fraincia, gli che di energie fisiche e spirituald; che noi eravauo alito fiammeggiante inceneri- mo sprovvisti di industrie meccaniche, le grandi
a gli venisse a contatto, rende- alimentatrici della guerra 'llloderna; che la lotta
arr pir bile, soffocava la vita in sul na- sarebbe stata Junga ed ,aspra quanto mai ed agn i in1ziatiV1a, ad ogni impresa indu- vrebbe coinvolta ogni :r,isorsa della Nazione; che
r
e p11esso i popoli giovani, mi- dalla sua riuscita sairebbe dipesa la nostra futu•
di in hi ttire un po• alla volta tutto il ra esistenza politica ed economica; che si pro6la11
•rolo italiano,
***
2
LE l. I. I.
vano sull'onizz01nte europeo i motti beati i
vincitori! - guai ai vinti!
E ci svegliammo: dato un rapido sguardo all'intorno, agii sforminati campi di battaglia, non
più la vaLlata, la pianura, la provincia, come per
le stesse battaglie napoleoniche, ma le fronti di
migliaia di chilometri che bisognava attaccare o
difendere; cons•i derati i territori retrostanti alle
linee di combattimett1rto trasformati in un 'immensa officina meccanica lavorante .intensamente e
senza tregua, comprendem.mo che toccava anche
a no.i fare altrettanto, senza tergiversare per la
r~cerca dell'ottimo, senza perd·er tempo, .senz.a lasciarci sbigottire dalle difficoltà enormi dell'imp.l'e&a. Poichè ne avevano · incOlnltrate h .stessa
Germania, Francia, Inghilterra, sebbene d1JS~onessero ,al principio della guerra di tutta una vasta rete d'impianti, di officine meccaniche, elettr.i..che, chimiche, e di miniere, e cli veri esercii-ti
di opera,i, e di energici e sperimentati industriali.
***
Due soluzioni si ventilardno dapprima per l'urgente e grave problelilla che ci si presentava:
l'una d-i avocare allo Stato la produziione che più
interessasse gli approvvigionamenti militari, l'altr.t di affidarsi completamente agli ,i ndustr:iaJi,
munendoti di laTgha poteri. - Entrambe avevano
preg'i e d,if etti. Con queUa stataile il Goveil'lllo avrehbe sentito maggiormente il peso della responisab.iJl.ità, si sarebbe potuto val,ere più autorevolmente dell'imperio della Legge, avresbbe potuto fare e disfare, ordinare, prendere, impoirsi;
ma, disponevamo noi di uomini e di m,ezzi suffi-cÌent,Ì per creare d'incanto una grandiosa industria di Stato? potevamo noi far gettito improvviso di leggi, oonsuetudini, esigenze burocratiche? assumere ,atteggiament.i, mentalità, man.ifes:taziomii. d'attività· nuove, rapide, intense, quali
richiede una grande industria moderna? e le amministriaziioni della guerra e della mal'i.na non erano già di troppo affaccendate e preoccupat,e
per s·pingere al massimo la produzione dei loro
stabilimenti, accrescendone gli impianti e creandone di 1lll.lovi addirittura?
La seconda .s oluzione, che aveva potuto app1ica.r&1 .in GeNnainia ed in Francia, dove le industrie aveviano raggiunto sin dal tempo di pace
uno sviiluppo colossale ed esii stevano grandi gruppi industviali in grado di assumere l'organizzazione e .dire-ziione dei gruppi miinori, disposti all'unione ed a.ll1a subord·inazione, non era po.ss1bile
da noi, che mancavamo di nude,i industru.ali che
godessero indiscutibile ,ascendente, capactità dii
24
coordinare e governare i nuclei minori e dli.spersi; ltliè potevamo contare sopra una dooi1e ra.sseginazione alla dip,endenzia e discip1in1a, sopra una
. . inunzi,a all'autonomia ed indipendenza individu.a!le, anche quando e-sse costituissero soltanto
causa cLi debolezza. Si r-icor,s e pertanto ad una
soluziion,e inrtermedia, - in medio stat virtus si lasciava agli industriaili libertà di organizzarsi
come ognuno meglio avesse mtenuto; lo Stato,
affrontaindo og,ni responsabilità d,im.anz-i al Pae,se ed alla Storia, si ris1ervava ~l diritto d'indirizzarli, stimolarli, controllarli, di richiedere, d'imporre la produzione che più gli conveniss1e; esso
avrebbe avocato a sè, per una gestione diretta,
mezzi ed impianti, solamente nel ca:so di industriali che non avessero corrisposto appieno alle
es.igenze del Governo.
Questa soluzione fu sintetizzata in un regolamento di pochi arbicoli, formulato in pochi giorni e da poche persone (due liberi profe,ssionisti, due .i ndustriali, un ufficiale), sotto la guida
illuminata del g'ene11ale Dallolio; ,r,ego1amento il
quale creò un'organizzazion,e nuova, con poteri e
funzioni s·peciali, informata a principi moderni,
liberali e pratici, quali era.no richie,st,i dalla situazione, che imp neva si provvedesse efficacemente e presto. Le linee principali di questo regolamento, approvate con decreto luogotenenziale .de~ 22 agosto 1915, n. 1277, furono le se,g uenti:
Istitu:z.ione di comi,t ati reglio,niali sette per
tutto :il Regno - presieduti ciascuno da un uffic i ale generale od mmiragli,o e composti da due
membri di particol re competenza tecnica con voto deliberativo, e da quattro con voto consul1tivo,
scelti due fra industriiali e due fra gli opeirai. Si
ammetteva così. una lairga rappresentanza di tutti i compartecip n i alila produzione, teo.nici, capitalisti, lavoratoi-i.
Si lasaiav.ano da parte le preg.iudiÌziali politiche·, si stabiliva di dover contare sulla concordia,
suM'equa soddisf aziione di ciascuno, affinchè . tutte le . energie si potessero mettere con lieto animo, con armonia di propos1to, con un.ità di scopo
al serviz.io della Patria. Al centro, presso il Ministero della Guerva, si costituiva un corrutato
superio.l"e, nel quale venivano chiamati alcum rappresentain1ti dei Ministeri che ma,gg,iore ii.ng,erenza e inte:r,esse avevano negli approvvig,iona,nenti
militari, e dovevano portare il contributo quattro
persone estranee ~ll'ammiinistra%li.one, di speciiale competenza in ~ateri.a.
Ai comitati regionali venivano attribui-ti gil'iin-
- - - - - - - - - - - - ===== ==
I
=
== = =
= =
=
=
RISVEGLIO INDUSTRIALE
jl,h . di stimolare la produz.ione, d'iindmzz..ar- l'acciaiio e del carbone, che con l'oro ai sono di-
i fini voluti d,al Governo, di sorveg11:ia·rla, dii.
, 11 rm re periodicamente l'amminiistraz.ione ceni , di studiare le condizioni locali, di formu1 1 pr poste atte ad accrescere in qualsiasii moI I produzione, di risolvere in prima istanza e
11 l i mente con:flitti fra operai e indus:tiriali,
re provvedimenti per la formazioin·e delle
nze, e di :fissar.n e l'equo trattamento.
verno non assumeva la gestione diretta
t baiimenti, ma affermava s•o'l ennemente
ne attribuiva il pieno diritto quaindo una
qualunque lo avesse re.so n.e.cess-arrio.
bilimemti e le imprese che più ravrebber ssata ia produzione mi:Litare si sarehben minati ausiliari, il personaJ,e dii essi ven1,tt posto alla giurisdizione mili.tare.
Himo di libexità, adunque, più che nella
Inghilterra e nella stessa Francia; il go, ffidava all'iniz..ia,t iva, aJ pati:,iottismo d,e <lu triali, alla loro genialità e capacità di
1 - , ....,,u, ... i, aziot11e tutta latina si doveva dispe, rimanere inerti se i nostri industriali erai principianti e se mancavano le grandi orz.i ni alla tedesca? - ed emanava un mili restrizioni individuali indis·pensabili per
l'ordine e l'intensità del lavoro, e più
faceva :fiducioso assegnam,ento so·p ra i
l r vi operai, che avrebbero com•preso quani ,si richiedeva per il loro futuro beo.es., n mico, per la salute dei loro :figli comile triincee, per la grandezza ed indiora, completa, della Patria.
y, ranze concepite dal Governo non do, I im nere deluse; appella tr·aicciato
c,a mpp n
indicato ad og'nUJilo il doverr-e da
in ominciò tutto un vigoiie d.i vita e Je
elerarono il loro ritmo, f operai.o
d int nsi:ficò il suo J,avoro, l'mdiustriahh Je sue officine, procurandosi con mii,rin tr prcndenza le macchine utensili che
n pot vano più arri·,rare dalla Germar1.·111· n
d vunque le materie pr.ime, s 'if ruM mento delle limitate risorse che
, rir il non ricco terreno italico; venn-ec: d'in
nto le fabbriche d'esplosivi, le
f:fi ine meccaniche; si moJtipEcaro-
a
"u
Governo non mancò di aiuti;
g1·an signore, non la fece nemlle corte "·edut.e. com'era stato
rrispose anticipaZlionii e s'inteili pr blemi deHe provviste del-
mostrati il rnerbo della guerra moderna, e mise
a disposizione delle industrie un buon contingente di m:ilitari, non numeroso però, come ad alcuni è sembrato, e sempre a,seai lontano dalla proporzione che fra lavoranti nelle officine e militari combattenti s'è avuto pre,sso le g'ra111di Naz..ioni belligeranti.
***
Q uali i r.isultatii conse·guiti dopo un anno e mezzo di mobilitazione industriale? Sono un centinaio gli stabilim,en-tii militavi della guerra e della
marina (d'ar,t iglieria, del genio, del commissar.iato, cantieni navali, ecc.) tutti di notevo'le estensione; di essi alcuni SOOlJO stati costruiti di
sana pianta, i ru.manenti hanno spinto al massimo la .loro potenziÌalità, allargando quanto più poterono gli impiain-ti preesistenti. Non vorremo ,oonsiiderare con la mobilitazio!llle itaa~ana anche gli sf.orz-i compiut.i dal Governo? Fr.a tutti
impiegano oggi non meno di 22.000 ope:r.ai m.iliitari, 38.000 operai civili e 17.000 donne, iin fotale 77.000.
Analogamente, ma in misura molto più vasta
e tale da far proprio onore agli industriali italiani, s'è proceduto per gli stabaimenti prav,ati. A
novembre 1916 gli stabilimentii dichiarati ausi1,iari -e ra.no 932, con un totale di 400.000 lavoratori, fra mil,i-tarii e civili, comprese 55.000 donne - anche la donna italiana ha portato un valido contributo di mano d'opera aJLa mobilitazione industriale!
Di questi stabilimenti 91 sono dediiti ,a lla produzione di marf:ieriali metallici; 489 al!le lavorazioni meccaniche; i ru.roianenti 352 ,alla produzione di e,s plosivi, di materie chimiche, di tes•s uti
e tnJa•t eriali varu., ed .aJ.le ilntdust.rie estratti:ive.
Oltre agli ausiliari sono da contare molti altri
stabi1limenti minori, sorti in ogni angolo d'Italia,
anche dove non si presumev,a una oapa-c.ità industriale; - ciò che d,i mo-stra come tutt-e le regioni italiane h,anno sentito in ,egual misura il sacro dovere, rion solo di dare g'eneros·amente il
proprio sangue e parte delle loro sostanze, ma
anche di concorrere alla produzione di maten,a li
da guerra, per quanto permettevano le ancora
troppo diverse condizioni locali.
Quali specie di materiali oggi vengono fuori
dagli accennati stab-ilimenti g·randii e p.Ì,ccini? Li desumiamo da un.a relazÌOllie, in data 26 no-
25
LE I. I. /.
= - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = - - - - - - - _ ___ = _ = = -
vembre 1916. del generale Dallolio, sottos•e gretario per le armi e munzioni: (1)
« Il frutto del lavoro di questo colossale e bene org'anizzato eserc-ito d,i .i ndustriali ed ope•r M
è costituito dalla produzione mensile di centinaia
di cannoni di piccolo, ~ediio e grosso calibro, di
centina,i.a d,i bombard~ d'ogni tipo, di milioni di
proiettili di tutti i calibri, di diecine di migliaia
di fucili, di molti miliona. di cartucce, di centinaia di migliaia d,i bombe da sparo ed a mano, di
parecchie centinaia di camions, di qualche migliaio di tonnellate di esplosivi di vari tipi, e di
mille e mille altri materi.ali d'artiglieria e d,e l
gein.io, delle p1tù svariate qualità: rimorchila:to.r.i,
barche da ponte, pale,t ti da reticolati e corde spinose, lamiere per blindam,enti e coperture, scudi portatili. elmetti, oarregg.io d'ogni genere, strumenti da lavoro, apparecchi ,e lettrici, telegrafici,
telefonici, pro.iettori, apparecchi d'ottica della pa.ù
scrupolosa esattezza, -finimenti e bairdature speciali p•e l _trasporto e rimpiego d'ogni matie.r i.ale,
aerostati, dirigibili, aeroplani con tutti gli annessi meccanismi pe,r servizi accessori, natanti,
motoscafi, sottomarini, si,lur.i, torpedini, siluranti e naviglio d·i gueirra, quanto .insomma di più
potente e di più perfezionato producono la ~eccanica, la chimica, la fisica e tutte le altre scienz.e che possiamo affermare essere oggli completamente utilizzate e mobilizzate per la difes a e
la grandezza del Paese. »
Si aggiungano a questi i prodotti d-eil'iindwsrtriiia
laniera, dell'indusitri.a delle materie concianti. deii
cuoi e deHe calzature militar.i, d~lle industrii.e alimentari e delle materie sanitarie. che forniscono qua1I1to occorre per nutrire, vestire, equipaggiare e mantener sano un grande esercito. fl'la i
riigori e le nevi d,e lle regioni alpi.ne.
Però la mèta estrema non è stata ancora raggiunta; l'attività hnora sviluppata è in g'ran partè
preparatori,a; oggi deve aversi il gettito massimo
e continuo della produz.ione. Occorre ancora molto, e molto bisogna produrre ; motus in
fine velocior - deve essere l'insegna campeggiante in o g'.'IllÌ officina agli occhi degli iindustr~a1i e degli oper ai. Si avvicina l'epoca del colpo decisivo, e for o a grandi passi; e dobbiamo essere pronti ad assestarlo con tutta l'energia, con
tutto l'imp eto
la potenza di materiali ,e di uomini che vo liono vincerie ad ogni costo.
Il nemico lo prevede, lo teme, vorrebbe parare il colpo, a p rtire dall'offerta ipocrita di una
pace che s rebb stata la rovin,a d'Italia, vi
prepara con l' an i spa,s modica della disperazione: ma esso ,non d vra prevalere, dovrà pie.g are
la superba cervi , dovrà desiste.re, per molti decenni almen , d I uo sog'no folle d'im.pe:ruo mondiale.
E poi, a icur •ti i benefici d'una lunga pace~
gettate le ba i d'un 'Italia veramente grande, le industrie italia.n , ottr .ttesi alle catene ed alla cappa di piombo d l d minio tedesco. e sviluppati i
tesori d elle pr prie nerg'ie latenti. agg'uerrite d a
un trie nnio di lott • che rimarrà storico, si troin condizione dti affrontare
spra e difficile d,el dopoguerra; la m bilit ::.i e industriaJe ha giovato
anche a qu sto
molto potrà giovarvii in appre-s so, come di iplin delle volontà. de-gli sforzi,
delle tend nze; ·n modo da eviitare disperdim,enti. ritardi. cri i. in m do da f aciilitare, affrettare
la formazione d\m grandie economia iitaliana.
rip ri i danni d'un-a guerra im( 1) La relazione del generale Dallolio fu ap- che rimar ini
punto pubblicata dalle I. I. I. - V. fascicolo di postaci dall'ambizi ne tedesca. da fortunate con-:tiingenze storich , d i destini d'ltaliia.
Febbraio - N. 2.
1
Dott. F rancesco Leonetti.
Monaco
J.
o sfrutta.mento ra.z10a.le delle ligniti italiane
Liberare l'Italia con ogni mezzo dalla intollerabile schiavitù del
carbone, è uno degli obbiettivi massimi delle I. [. I. - Se alla direzione
de1· Dicasten' tecnic1· avessimo degli uom1'ni competent1', l'assillante, tra•
volgente problema sarebbe in via d1' soluzione da almeno due anni da quando è apparsa cioè in tutta la sua trag1'cità la ,j,rospett1°va di dover
ciu'udere le nostre /abbn'che f.,er mancanza d1' carbone. Ma i m1'nisteri
della Produz1'one (le Industrie, i Trasporti, 1' Lavori pubblici) sono da un
pezzo in ba'1a d1' ,a vvocati e di burocratici che giocano tra i bussolotti del?a politica e le carte « segnate » del funz1°onan'smo la V1°ta della Naz1'one.
- Perciò 1'1 carbone è rimasto una questione di p1'rosca-f, da carico, di
carri f errov1'ar1· e d1' m1'liardi buttat1' ogm· anno dalla- -f,nestra .•. .in icasa
cr.ltrw·. Dal momento che noi non abbiamo carbone, occorre a qualunque
costo surrogarlo con quello che abb1'amo: con l'acqua, pr1'ma di tutto, di
cu1' s1'amo ricchissim1°: vale a dire con l'elettricità, e d1' ciò trattiamo in
altra {,arte d1' questo stesso fasc1°colo. No1' rf,ossed1'amo 1'noltre un altro
minerale: la l1'gm'te; la quale, quantunque 1'n proporz1'oni modeste, f,uò
tuttavia concorrere a lem"re la crudele ferita che tanto sangue costa alle
nostre 1'ndustrie. - Della util1'zzazione scient1'-f,ca e prat1'ca de11e nostre
ligm'ti parla con cogniz1°one di causa un nostro egreg1·0 collaboratore nel•
lo scr1'tto che segue. - N. d. D.
ilo studio sulla buona utilizzazione del- v-olmente pel contegno, per vari.e proprietà e so-
iti nRzionali non ha grande impo.iit.ainza la pratu tto pel potere calorifico.
ti Ile cause che hanno in passato motivaII. - Come è noto, ·nel nostro paese si dispoi, o
o impiego, perchè i moventi della ne di quantità piuttosto limitate di antracite, dii
utilizzazÌollle -sono ben div.erisi ~ si è
mente decisi di intensificare la prodi quel combustibile in guisa da dimliun
orrispondente rilevante quantità
zi ne di lita,n trace e si deve perciò
rimpiego in guisa di avere alle miizioni l'energia sotto le sva•r iate for,t
dalle esigenze oc:Liierne.
p r il buotn impiego si richiede l'uti. mpl ta delle sostanze contenute nel
io, ne viene che è diminuita, o altt nuata. l'importainza della distinu tib.ili ricchi e combustibili por prima fondamentale e tanto
da far decidere sulla non còno delle nostre ligniti, perchè
venivano .s enz'altro conf1"ontacu1 certo diversific.aino note-
lor
1
e lut
lignite, di torba; il combustibile più importank
è però la lignite, sia per la notevole sua produ~ione, che dipende tanto dalla distribuzione topografica dei giacimenti ( e dalla suffieiente viabilità
degli accessi loro) come dal potere calorifico suffi,cientemente elevato, se non in tutti ii giacimenti ·almeno nella maggior parte di ess.i. Tali giacimenti sono in ordine di decrescente importan.%a
diffusi nelle provincie:
·
Arezzo, Perugia, Grosseto, Cagliari, Siena, Vicenza, Piisa, Firenze, Lucoa, Bergamo.
È pure noto che in alcuni giacime.n ti predomina la lignite p,i cea, in aJtr.i la lignirte xiiloide.
La produz.ione complessiva fu di tonnellate
697.000 nel 1913; 773.000 nel 1914; 982.000 ne!
1915; talchè può prevedersi ·che la produzione salirà fra po·co a 1.800.000 tonnellate, quantità che è in conveniente rapporto colla no tr
27
LE I .
f.
I. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = - --=== = == =
riserva di lignite valutata in circa 200 milioni di
tonnellate.
III. Le p.i.ù importanti appliicaziioni de1la lignite sono:
a) L'impiego nei gasogeni per le officine siderurgiche (si fecero da tempo impianti grandiosi, così ±in dal 1885
utilizzano a Terni oltre
400 tonn. di lignite al g.iorno per queil~ notevo1i
officine), per produrre energia elettrica (s,i accenna al g'ralllde impianto di S. Giova:nnii V aldarno che consuma oltre 200 tonn. al giorno di l.ignite). Non !Sono mancate da tempo le ricerche
e le prove pratiche per stabilire le migliori disposizioni per la gasihcazione della lignite, studi esaurienti furono fatti da competenti e di e,s,si
si trovano ampi cenni nelle pubblicazioni dell'ingegner C. Capaicoi, talchè b$ po.co si può aggiungere a quanto è ora noto sul loro impiego nei
fol'ni industriali.
·
b) L "impiego nelle locomotive a vapore, s,i a
da sole, sia mescolate con litantrace, sia preparando apposite mattonelle. Non è campo di queste note di svo'lge,r e i procedimentti. impiegati in
tale utiilizzazione, che dovette ce1ssare verso il
1890 in cui la forte diminuzione del costo del lita·n kaice in · Italia impedì l'impiego delle nostre
ligniti perchè per pote·re calorihco e per alcune
proprietà negative, quale tenore elevato in acqua, tenore elevato in solfo, troppo inferiori al
litantrace. La questione fu ora ripresa in esame
a cura die:lle Ferrovie deLlo Stato, ma pare che
non sia da pensare ad una conve.~ente appli.cazione, specialmente per i due inconvenienti sopracitati e che non possono es,se:re evitati nella
a{,{,licazione diretta della lignite anchre se
questa venisse utilizzata in polv,ere, come si fa
già colla torba sulle Ferrovie svedesi.
e) L'impiego pel riscaildamenito domest,i co
sotto forma di mattonelle.
In nessuna delle applicaz-:ioni suddette pero e
risolta la questione d,e Ua utiilizzazione completa
delle sostanze contenute nel materiale greggio,
perchè in esse vanno sempre perduti:
Catrame e derivati per illurruina%lione, lubrihC!azion,i, ecc.; Pal'laffina; Azoto,
menJtre vediamo che la Germania, che pur ha
dovizia di comhusitibiJe, ha già da molto tempo
assoggettata la lignite a procedii:men-ti speciali
per utilizzare in gran parte le suddette sostanze.
IV. - Pr:ima di accennare ai provvedimenti da
attuare per la migliore utilizzazion,e della Lignite,
conviene ricordare brevemente che:
1) Le ligniti itaLiaine, -s pecie ·a lcune indicate col nome di {,iligno, raggiungono tenoru eleva•
si
28
ti di azoto superiori talora a quelli del litantrace.
Ciò si desume da un confronto di vax.ie analisi
oiitate da.hl.'ing. C. Caipacci e da a:ltre che ebbi o,cca,s,ione di fare ne•l 1898 •a Portici su 1iginiti dii Ribolla, Spofefo, Bac u-Abiis.
2) L'utilizzazione delJ'azoto dei combustibili col processo delJa distiHazione, dà un rendimento piuttosto basso e di circa il 15% , me,n tre
con lia ga,sÌhdazione col processo Mond ( a-pp!Licato,
come si sa, industrialmente alle torbe a Codigoro e ad Ore,n tano) se ne può ricavare tino a1l 78
per cento. È noto che la rendita in azoto della
distillazione del litantrace dipende sopratutto
dalla temperatura, e come ricerche . pratiche odierne ne .abbiano stab.i.Lito il g'rado più conveniente in relazio,n e a~la mig\lior rendita in .catrame e prodotti importanti come benzoJo, toluolo,
etc., mà ciò malgrado per.s•i ste semp~e il grado
basso di utilizzazione dell'azoto che così va perduto in notevole parte.
Per le ligniti ebhi pure a fare nel 1898 ricerche circa il quantitativo di prodotti ammoniacali
ottenibili a varie te.mperatur.e ~ tali notizie mi
nservo di pubblicare in altro lavoro; il risultato
è però tale che la m.igliore util~zzazione dell' azoto si può ott,e nere solo coJ pro:ces,s o Mond.
3) Il re.ndimento in pa.raffina dalle ligniti adatte a tale produzione è. maggiore coi! trattamento per me.zzo di solventi (benzolo, ec.c.) a.nzichè col procedimento per distiHazione usato
pnma.
4) L'utilizzazione delle lignit i dovrà variarsi
a seconda deJla loro com{,osizione chimica mediata e deUa natura dei _prodotti che si possono
ottenere. .
Si dovranno pe1rciò attuare i procedimenti seguenti:
a) O l'esrtraz-i one della paraffina (s{,ecie per
ligniti {,iù ricche di idrocarburi, le cos.idette piropissiti) preferibilmente col processo di macerazione con adatto solvente anzichè colla distillazione. Il processo, tuttochè non complicato, si
presenta perciò collegato con altre indwstriie; invero esso è più vantaggios·o economicamente se
iii solvente benzolo si ha a buone condizioni di
prezzo, epperò se vi è prossima La distilllazione
deJ litantrace, ossia presuppone vic-ino un tale
iimpianto. Esamineremo in seguito le probabilità dli tali impiant~ complessi, ma comunque sia.
la soluzione che si sce.glie, nòn d1eve fare alcuna
meravigliia l'intrecciarsi delle due industrie, chè
a,nz,i si sa che è la caratteristica spi-c cata delle
modeirne grandi industrie chiimiche che sono sal-
- - -· - - - -- - - - - - - - - - - - - - = = = = = = = = = = = = = ~ = = LE LIGNITI
1913 1 91 4
191 5
o n catenate fra di loro. Dopo l'estrazioParaffina - Quantità in cr.
paraffina, conviene la distillazione.
24557 21042 32436
Va.lare in Milioni di lire 11,2
10,9
15, 0
I,) O la estrazione del catriame e dei .nume• ,l riva ti ( olii per illuminazione, olii lubrifi- Oli Minerali - Quantità in CJ• • 61000 63586 78394
t 1,
~ • ) con ,processo di distillazid,n e. Ciò vaValore in Milioni di lire 18,7
20, 4
27, 7
~ cialmente per le 71.gnit,' ,j,,'cee, alcune delle
Re iclui di d i tillazione di
li I: nno un ottimo coke per residuo, oltrechè Olì minerali - Quantita. · in T. 47000 38166 37411
tt n ono anche 'non trascurabili quantità di
Valore in Milioni di lire
8,0
2, 7
6,0
mmoniacali, specie con ligniti ricche in a-
·)
la gasihcazione col processo Mond, che
tutto un elevato rendimento di prodotti
ali, e produce, a condizioni vantaggioimpiegato per f orz.a motrice di cui più
tu
ccennerà. Ciò vale s{,ec1·almente {,er le
, ,t; {,iù povere che, bisogna anche tener pre1 , p sono essere utilizzate anche in impian1i limitata potenzialità, ad esempio per trattannuo di solo tonn. 50.000 perciò .adatto
di minor p,r oduzione ; per modo che si
, , on facilità creare centri di produzione
1 ia da trasf o,rmarsi in elettricità, o da im1 i pel riscaldamento ecc. a tutto diretto
di piccole o grandi indu.strie locali (inricole, industr,i e chimiche, ecc.).
produzione di energia col mezzo di
,..,as è appena neces-sario cLi :rucordare
, ifi.cazione della lignite è una delle sori più ba:s,s o prezzo e tale da sosttenere
10
mente la concorrenza colla energia i111 i ·n, per hè in questa si debbono fare imt 1 1 n 1·almente molto costo,s ,i , mentre per la
1111,11t 1Cl111:rio-nc i fanno o.ra, da ditte specializzate,
1 j i di varia estensione a condizioni molto
1
I
•oli.
Si trascurano i dati relativi rulla importazione
di olii leggieri di catrame, di vaselina, ce;resina,
ecc., perchè in compl,esso non superanti in valore la cifra di 1 milione di lire.
Trattasi dunque di una spesa annua rilevante
ed è e.erto me,ritevole di esaminare se vi si possa
almeno in parte rimediare.
Fissiamo perciò le idee con dati numerici ammettendo per ora il trattamento di tonn. 600.000
alf a:nno così ripartite, tenendo conto che le nostre
ligniti sono di varia composizione mediata e perciò si ha modo di attuare i vari procedimenti
suesposti:
A) di tonn. 200.000 di lignite · piropissite per
estrarre paraffin~. ecc.
B) di tonn. 200.000 di lignite picea per estrarre catrame, ecc.
C) di tonn, 200.000 di lignite xiloide più povera per il trattamento Mond.
Si possono così rie-avare :
Dal trattamento A):
Paraffina
Creosoto
Oli lubrif. ecc.
Coke
Solfato am1n.
per' trascurato un pu,nto su cui si ririchiamare l'attenzione dei prose.rcen-ti, ed è l'assoluta neces- D al tratta.mento B):
, og ettare il gas ottenuto ad una conCreosoto
purih azione dell'anidride solforosa, che
O li lubrif. ecc.
r i in quantità rilevante ( visto l'elevaCoke
in
lfo di molte ligniti), giacchè diver•
Solfaito amm.
i pr dorrebbero presto guasti ne.Ue co,n al l • o si re.n de,r ebbero inservibili in Dal traittamento C):
11
I er
Solfato amm.
Energia
T.
))
))
))
))
))
))
))
))
2000
1600
9000 '
70000
2500
1800
9000
80000
2500
)) 12000
HP. 20000
giu i re i vantaggi di tali utilizzarr ' prendere in esame i dati .statistici
Tenuto conto che hnora non fu estratta la pa; ,Il
r zione annuale in Itali-a dei r.affina, e che la distillazione delle ligniti non ebidrocarburati, importazione cui be importante seguito ( è rimasta solo nel Vicenp rtazione insignihcante e per- tino la 1im.itata distillazione di scisti pe,r prepa•
razione di olio ittiolico) non è esageriato il d ir
111
v
2
LE l. l. l.
- = == = == ======= = = = == = = ==== = = =============
che sul valore di tonn. 600.000 di lignite, ossia
L. 6.000.000, possono essere guadagnate:
L. 920.000 per paraffina.
L. 6.372.000 peir oli minerali.
L. 680.000 per creosoto.
L. 5.814.000 per solfato amm.
con un totale di L. 13. 786.000, che diversa·
mente a,n drebbero perdute, come già andarono
perdute hnora per le produzioni più elevate di
lignite seg!nalate, ad esempio, nel 1913, nel 1914,
nel 1915. Si ossierva poi che dal punto di vista
della buona combustione sono certo più vantaggiosi l'impiego di tonn. 150.000 di coke e la produzione di HP 20000 anzichè l'impiego della lignite greggia nei forni ordinari che sappiamo po•
co econom1c1.
Non è di piccola importanz.a La produzione indicata di solfato -ammonico, sostanza di utilità
sempre crescente per la concimazione azotata,
specie per noi che stiamo ancora molto al disotto della conve,nien<te som.nunistrazione di azoto
al teirreno.
Tale quantitativo di tonn. 17500 verrebbe ad
aumentare convenientemente la no.stra produz-i.one nazionale di concimi azotati, che è in massima parte costitwita dalla calciocian.amide, col
vantaggio però che non si avre,b be il consumo di
coke e di energia elettrica occorrenti per produrl'le T onn. 17500 per 0,6 pari a T onn. 10500 di calciocianamide, quantrità eh-e cor,xis•ponde alla sudde.tt,a produzione di solfato ammonico; si e·c onomizzereb bero Tonn. 10500 per 0,5 pari a tonnell.
5250 di coke e si risparmierebbe il rilevante consumo d'eneirgia eJ.ettnica che richiede la produzione della ·calciocianamide e che, come si sa, è
molto più grande di quella occo,r rente negli altri
processi (processo Haber, processo al nitruro di
· aJ.luminio) per la fissazione dell'azoto atmosfenco.
VI. - Prima di esammare ove più conven.g a
imp.iiantare le officine di lavorazione, occorre tener presente che giLi impiiamti presso il luog1o di
produzione hanno iil vantaggio di evitare il tra.sporto per ferrovua di un materiale troppo ricco
d'acqua, e così di rendersi indipendente da una
soggezione nei caisi in cui vi fosse bisogno di. un
riilevante numero d~ ca.mi, che potrebbero in date epoche od in circostanze speciali aversi difficilmente, o con ritardi incompatibili colla estensione dei piazzali e colle operazioni di carico e di
scarico.
Chè se il proble,m a dell'-e ssiccazione delle ligniti non può p.iù offri,r e difficoltà ( dopo quanto si
è già fatto aJ. riguardo della torba ne.i due impianti sopracitati) e periciò V'iene diminuito il costo
de! traspo.rto delle unità di calore, non è però
meno grave l'altra circostanza di dover tenere
un valore r;levante di combustibile immagazzinato, in a:ttesa che s~ risolvano circostanze del
mercaito che possono temporaneamente ostacolare la v-e ndita dii un materiale pur sempre povero ;
mentre quando vi sia un •officina per il trattamento adatrt>o, nessuna difficoltà si può avere nell'impiego dei vruri prodotti derivati che, appunto perchè di ben più elevato valore, possono facilmente
entrare in concorrenza. V a da sè che le s-corte
d.i combustibile, sia esso o no essiccato, diminuiscono se, con una m.igl.iore loro utilizzaZlione (in
relazione alla loro composizione mediata) pei
vari scopi, si può diminuirne il consumo, perch è
ciò andrà tutto a favo-re dell'ampliamento degli
impianti e dell'aumento della produzion,e speciale.
Non è possibile nei limiti di questo studio d i
fave prog'etti prec.is~o l'ubicazione delle principali officine pei trattamenti suesposti, tuttavia,
tenuto conto che la Toscana e l'Umbria sono
le regioni minerarie più produttive, pare che l e
officine produttrici di pariaffina e dei deriivati vari
della distillazione e -che devono trattare rilevante quantità di materiale greg~o per esse;re più
redclitiv-e , dovrebbero sorgerie a dipendenza, non
in vicinanza, a motivo del costo di foa,s porto delle
li,gniti, delle distillerie di litantrace da impian•
tarsi a Livorno e ad Ancona, poichè in tali porti,
,colla ripresa della viita normale, affiuiscono i carboni esterii; vi sarebbe così la facilità di avere a
buone condizioni il ben;olo necessario per l'estra..
:zione della paraffina e di spedire i prodotti ottenuti.
Circa gl'impianti di gaisihc•azion.e ch,e , come si
disse, non sono legati ad una rilevante produzione, v,i è meno legame circa La lo.ro distribuzione ,
si può anzi dire che appunto per questo potranno
tali .impianti essere fatti nelle varie località scelte in modo da servire ai bisogni delle locali indu,strie, s·pecie delle industrie agricole. È certo ch e
così la Toscana, a causa della rilevante produzione di lignite, riceverà un notevole quantitativo
di energia che la compenserà d-ella scarsa energia idraulica di cui è dotata, ma anc-h e altre regioni che, come il Bergamas-co, ecc., hanno ora
scarsa produzione di lignite, avranno il to,r naconto ad estenderne, secondo convenienza, la estrazione a tutto vantaggio dei bisog'ni locali.
Si ritiene insomma che la lignite sarà per ogni
riguardo il combustibile su oui possono fare conto i bi.sog1ni della agricoltura di molte reg.ioru. italiane.
Ing. E . Mon aco.
r . Ettore Candiani
1,, le dell'Associazione Industriali
Commercianti di Milano.
I
industrio super~
sfotiero 1n Ita.lio
mirabile sviluppo ha essa avuto in meun oinquantennio di vita! Chi ricorda anco·la.S1siche esperienze, la propaganda int-ennsie e le speranze di uomini illustri e bel'i ti quali i compianti prof. Cantoni, Fino.
',r ole Ca.ndiaini, dott. Francesco Cantù e
ttuale Nestore delle industrie chimiche no·1 omm. ing. Vittorio Sclopis? Tradurr,e in
1 t oria del Liebig. che cioè il terreno renin proporzione di ciò eh.e contiene come
1m , ma ,d i ciò che ha come minimo, introlla coscienza del coltivatore no,n fu la•ile da noi. Qu~le mag.n ifica evoluzione
i oltura rappresenta t'adozio.ne del superI . so i.significa per il te·rreno ciò che è il
r l'uomo, mantiene la vit,a ed integ"ra tut1t r energie di sviluppo.
, n io d'Europa. l'Italia nostra venne decon le cont.inue sottrazioni di fosforo
rr ducelndo grano si sottraeva fosforo.
il perfosfato si aggiunge il fosforo e s~
, t1uindi attivi tutti gli altri elementi inn 111n,~n1111111l ili -esiistenti nel terreno. In tutti i
Il'industria del superfosfato ogni Goverli •i, ure assidue; n -e ll'Unghe-ria arrivò perI 11n forma speciale di abboname,n to gra1 i.tli agricoltori a giornali, ad opuscoli arr di.canti la necessità della con•c imazione
ti r .
1 ,i l'iniz.iativa industriale ebbe splendidi
■ 1· 11111,11 n1 t 1, ma ante bellum non fu sussidiata da
111t ,, da nessuna provvidenza statale.
li .industriali e gl,i agricoltori con le
I i • gli Enti agrari a predicare la buona
I i,', tardi vi si aggiunsero le Cattedre
, I i l'Agricoltura, tanto più benemerit.e in
I
• r ità dei mezzi finanziari messi a lo, i i ne è davvero deplorevole.
I, tte anche l'utile insegnamento del-.
oluta di ogni industria agricola e
i quella dei SU1perfosf aii.
Da noi non manca la materia prima pe·r l'acido
solforico occorrente alla produzione del superfosfato, anzi essa abbonda. ma manca il fosfato che
veniva ritirato dall'America e dall'Africa, e che
durante la guerra è possibile purtroppo ritirare
solo dall'Africa ed ~n quantitativi ridotti assaii,
darta la difficoltà dei trasporti.
L'industria dell'acido solforico che è completamente indispensabile a quella del superfosfato,
ha avuto in Italia un discreto sviluppo non rispondente però a quello enorme che ebbe in altre
nazioni. - Così che, appena scoppiata la guerra,
quando s@rse la necessità di intensihcare la produzione degli esplodenti. non bastarono le vecchie uni•t à di fabbricazione dell'acido solforico,
nonostante che venissero spinte al massimo e che
fossero riattivate quelle che. data la sio arsità del
consumo dell'acido in tempo di pace, erano chiuse.
Sorsero nuovi e poderosi impianti di Oleum
da pairte dell'Unione Italiana Con,c imi e della
Fabbrica Italiana dei Prodotti e splodenti e quasi tutti i fabbricanti d'acido raddoppiarono gli
impian,t i di concentrazione.
Ciò che avverrà dopo la guerra è una X incognita che turba i sonni di ogni industriale serio,
di ogni studioso di cose economiche, che deve
fin d'ora preoccupare enormemente il Governo.
La produzione dell'acido solforico è siff attamente aumentata da non esa.g erare ritenendola decuplicata. Cosa se ne farà post bellum'! Potrà l'industria chimica avere tale improvviso sviluppo
da assorbire tutta la produzione 7 Il co.nsumo dei
superfosfati dovrà intensificare; occorre quindi
Ulna continua illuminata propaganda organizzatrice. ma occorre tener presente che già prima della guerra i superfosfatieri italiani avrebbero, data la potenzialità dei loro impianti, potuto produrre il doppio del consumo. - Per il solframe
siamo già quasi a saiurazione; ed allora 7 Se pori
si pensa alla importazione di su.perfosfato ch e la
3
LE I. I. I. = = = - = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = . = - = - = - - =
Francia ed il Pireo f.acevamo in Italia, si com•
prende a priori qualle stato angoscio,so ne risulti.
Occorre che anche da ·noo, dura,nite .l,a guerra si
pl"epari, d'accordo Governo e Paese, tutto quanto occorre ad un ra·pido e serio sv.iluppo dell'indu,stria chimica. Ad onor del vero va ricono,sciuio
che il Governo s.i pr~occupa molto ora deJ ponderos-o problema. H ,a nomilllato una commissione
di tecnici veramente competenti, e la Coanmissio1111e pre.s ieduta da una illustrazione scientih.ca di
altissimo va.J.ore, il ,sen. prof. Ciamician, ha lavo•
flato molto e lavora sul serio.
La guerl"'a ha dimostrarto che l'indust:-ia chimica ha un 'importanza e-norme, diretta ed indiretta, non solo nei riguardi di tutta la economia di
un Paese, ma altresì neo. ri-fb ..,si della difesa na•
zionaile.
L 'It ali.a nostra è riuscita mag!ruhcame,nte a
provvedere ai bisogni chimici della guerra.
L ~improvvisazione fu davvero mirabile, così
che c'è bene da sperare anche per l'avvenire~ gli
uomini egregi e valenti che con ardita genialità
sposata ad u,na fattivi-tà non
comune se•ppero
creare con slancio e capaici-tà grande, industrie
chimiche nuove od ampliare subito quelle vecchie, rapp:res,ent,ano pietre miliari luminose nel
progresso della nostra industria chi.mica ed è l e•
cita ogni buona speranza se il Governo intecr1s amente saprà agire, sie gli iin,d ustria1,i nostri pon•
deratame111tte ,e ,s 1enza dannos•e precipitazioni collabol"'eranno e ,c ol Goveir,no e fra loro. Chè non va
dimenticato come la fona dell'.industria chimica
tedesaa, olt:-e all'm.scind,ibile binomio fra scie<nza
ed .iindustr~a, è dovuta anche all'accordo o m eglio agli aJcc~ rdi dei singpli industrtia1li. Ne.s:.suna
industria come quella chimica ha correlazioni e
dipendenze tal~ fra le singole branche da rend ere neoessar.io l'affiatamenrt:o degli industriali, la
co.ncordia nei mezzi e nei -fini.
Da un ventel11Jlio esistono in Italia Sindacati
per gli ao.idi mineir ~i e per il solfato di a~lum.ina;
ottimo ne fu il funzioillamiento, tangibili i risultati.
L'Unione zuccheri rag'g'ruppa in un fascio com•
patto e potente tutt:i gli zuccherieri; la «Super )>
ha dimostrato in moment,i as-sai critic.i ai super·
fosfat.ieri itailiani quanto sia utile la cç>ncordi a ;
occor re ohe altri gruppi si affiatino, si org'anizzino e che la pace gioriosa saluti un 'industria ch imica italiana compatta e c0111.corde, ai -fini deHa
maggiore e continua evoluzione dopo la guerra.
On. Ettore C andiani
President e dell' Ass. I ndu s t riali
e Com m e rcia nti di M i lano .
f Il re Bravetta.
o ntra.mmiraglio
a_
vita. e la. morte
del cannone
manziere i,nglese W ells ha immaginato,
fantasioso romanzo: « The war of the
/,/. >>, c h e gli abitanti del pianeta Marte, cattraverso gli spazi interplanetari alla con11
al suo compito immane di utilizzare, raffrenandole e piegandole ad uno scopo determinato, leenergie terribili sviluppate con rapidità quasi:
fulminea dalla combustione dell'esplosivo costi-
il cannone non ha culla, ma sdrucciola so pra una slitta, che porta gli orecchioni, e sotto la quale
no con ricuperatore idropneumaiico. Si notino: il vomero di coda , l' alzo e le manovelle di punteria .
terra, pur essendo dotati di una po- tuente la carica. -
Codesta macchina è l'affusto,
t uaile smisurata, nulla possano fare, che è per il cannone ciò che l'elsa è per la spaferirsi da luogo a luogo, senza l'aiurso di macchine quasi intellige,nti.
11 rp rre che questa idea sia stata sug1 ,m o scrittore dalle condizioni ana.1 I t' mn ne il quale, pur essendo la mac1 1, 1i · 1 più formidabile che l'uomo sappia
1111 ,
, n 11la varrebbe se parecchie macchili 1ri ,
delle quali non meno porten1,
li consentissero di assolvere
11
1 .I
tr
I
l'< ►n
da. Inf ~tti, la bocca da fuoco, per quanto poten
te, perfezionata, a tiro rapido ecc,, sarebbe per
f ettamente inutile se l'affusto non le consentisse di est.r insecare acconciamente tutte ques t e
sue qualità, a seconda degli scopi a cui deve serv,1 re.
Gli antichi bombardieri affustavano le loro a r tiglierie sopra dei 7etti di travi, ori~ntandole m
una determinata direzione, e con un angolo d i
3
LE I. I . I. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - =
elevazione lisso, che non potevano cambiare di
nessuna maniera; sicchè erano ridotti ad affidarsi al caso e raccomandarsi a Santa Barbara, perchè le palle colpissero qualche cosa.
Per impedire il rinculo la culatta del cannone
veniva appoggiata co'ntro apposite travature solidamente puntellate. Il Moritz-Meyer, nella sua
« Technologie des armes à feu ». scrive: « Au
siège de Pise les assiégeans orzf. une bombarde
qu'ils mettent un jour à pointer» e la Faule M.etze, una delle più celebri bombarde di bronzo,
fusa a Brunswick nel 1411, che tirava palle di
granito del peso di 375 kg.• bruciando car.i.che di
cit"ca 26 kg. di polvere, nel corso della sua vita,
durata 317 anni, sparò in tutto nove colpi, quattro dei quali contro il nemico, senza fargli il più
piccolo danno.
Un primo progresso fu quello di incassare le
artiglierie entro un telaio, che riposava sul letto; oppure anche, quando il loro peso era modesto, sopra un carro a ruote; un secondo progresso, di enorme importanza, fu l'invenzione,
fatta in Francia, ai tempi di Luigi XI. degli orecchioni sporgenti lateralmente, impegnati in adatte orecchioniere dell'affusto, ed intorno ai quali la bocca da fuoco si muove nel piano verticale,
assumendo angoli di elevazione diversi.
L'invenzione degli orecchioni permise all'affusto campale di raggiungere abbastanza presto
forme non dissimili da quella in uso fino a pochi anni or sono; ma poi sopravvenne un periodo lunghissimo di stasi, durante il quale i progressi furono scarsissimi, non ostante gli studi
ed i tentativi di molti grandi capitani ed ottimi
artiglieri per alleggerire il materiale da campagna e conferirgli una rilevante mobilità e prestena di tiro. La manovra delle artiglierie terrestri era difficile e lenta, crescendo le difficoltà in ragione, dirò, geometrica del loro peso e
delle -loro dimensioni. Non sono molti anni che
l'artiglier:ia campale, con i suoi affusti rigidi, vedeva ad ogni colpo il cannone sobbalzare, impennarsi e rinculare di molti metri; sicchè era
costretta, ogni volta, a riportarlo in batteria a
furia di braccia, ed a rifare la punteria, con
grande lentena ed imprecisione di .tiro.
Nel 1897 la Svinera tentò di rimediare a
questo grave inconveniente, adottando a1l'uo,p o
l'affusto rigido con vanga di coda: affusto costitUJito da due coscie di lamiera di acciaio, convergenti, riunite da un calastrel7o a metà circa della loro' lunghezza e terminanti nella coda con una larga piastra di contrasto dove era fissato
l'occhione. Sotto lo sforzo del tiro la vanga di
34
= = = = = == = = = = = = =
coda, previamente infissa nel terreno, si raddriz zava per effetto del tormento che subiva, e compl"'imeva un sistema di molle il quale, di.5tendendosi appena cessato tale sforzo, riportava 11
peno in batteria. Un freno di sparo, applicato alle ruote, contribuiva a diminuire il rinculo.
Questo sistema di affusto pe;mise di aumentare alquanto, ma non a sufficienza, la rapidità
de1l tiro, e pertll!nto venne naturalmente i.il pensiero di applicare agli affusti mobili di tutta l a
artiglieria terrestre i n'cuperatori a mol7a ed i
cilindri freni, sia idraulici, sia idro-pneumatici,
già in uso da alcuni anni, con pieno successo,
per l'artiglieria navale. Ed è opportuno di n-co rdare qui che al generale Biancardi. della nostra
artiglieria, compete il merito di aver ideato ]
primo affusto idro-pneumatico.
Tutti gli affusti moderni, terrestri o navali
che siano, si basano sul seguente principio. Il
cannone, che non ha più gli orecchioni, è infilato parzialmente nella cu17a, la quale è un sostegno acconciamente foggiato e traforato da p'a r te a parte da un foro cilindrico di diametro corrispondente a quello esterno di quella porzione,
parimenti cilindrica, del cannone, che in ess o
deve scorrere lon•gitudinalmente. Alcune sporgenze. le quali entrano in altrettante scanalature di guida praticate nella superhcie interna de lla cu1_la, impediscono che il cannone ruoti sopra
sè stesso. Gli orecchioni li porta la culla, sopr a,
oppure sotto la quale, secondo i casi, sono applicati il cilindro-freno ed i ricupera tori a molla,
oppure idro{meumatici. Sulla culatta del cannone è applicato solidamente un pezzo anulare, o
paralle•l epipedo, munito di occhi ai quali fann o
ca.po e sono fissate le aste del ricuperatore e d el
cilindro freno.
Pres·e nto una sezione schematica del freno idriau -ico: come si vede dalla hgura, esso è costituito da un corpo di pompa C fissato al cann0ne, entro al quale si muove lo stantuffo P, la cui
asta L, vuota internamente, è hssata al cannon e .
Que.sto, rinculando, trascina seco, nel proprio
movimento, il corpo di pompa, ed il liquido, ch e
è una miscela incongelabile di glicerina ed alcool, di cui esso è pieno, passa da una parte al!' altra dello stantuffo attraverso gli orihzi a in
esso praticati. - A questo tluire del liquido n e gli orifizi si oppone una resistenza che cresce in
determinata proporzione con la velocità e l'energia del rinculo; resistenza, che trasmettendosi
per meno del liquido sul fondo A del corpo d i
pompa, ne contrasta il movimento, e con il suo
quello del cannone. Lo sforzo del freno dipen-
- - - - - - - - - - - - - - - - LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE
tli rihzi A, che non s i man- cune robustissime molle d'acciaio elicoidali, a
, m v ria nei diversi punti della profilo piatto, in modo che le une possano entrad l profilo dell'asticella T, detta re nelle spire delle altre; nel vuoto interillO delle
Direlion e de l r inculo
Cil indro
parte ri nculan te col
p rle ,mmo bile J ura nte 11 rinculo
SCHEMA DEJL FRE O DI RI CULO IDRAULICO
nt,•
fun zi namento è identico nel caso in cui il cilindro rimane immobile ed il cannone , rÌnculando,
trascina seco l'asta con il relativo stantuffo.
,
lcolato in modo che il Rus- spirali passa l'asta del ricuperatore , terminante
la le gge del r in- con una testa piatta che anteriormente poggia
sulle molle. Come si comprende. sia l'asta mop nta l'energia di questo, cessa bile con il cannone ed il cilindro fe r mo, o vicc·ilindro freno ed il ricuperatore versa, -le molle sono compresse dal rinculo, ch e
ti· ,m nte il pezzo in batteria. Ta- c ontribuisco no a frenare; esse, non appena qu e -
direLÌone
compre55a
_
del r inculo
R
-:__ _ _-=-:..::·= :Y/,},_S_e_r_b_a_to_i_o_
A
b
p
e
parte rinculante col cannone
Cilindro ricuperator_:
SCHEMA DEL RICUPERATORE !DROP EUMA TICO
-
v ne può essere uno, o più sto è cessato, scattano riportando il pezzo in batilindro d'acciaio contenente al- teria. Siccome però le molle non sempre r1spon-
35
LE I. I. I.
dono bene, la Ditta Schneider ha inventato e la vah;ole s, a r~em.p•Lre i,l vuoto L' formatosi neJ c iDitta Ansaldo adottato, il ricuperatore idropneu• lindro cavo nell'interno d,ell'.asta dello .stantuffo
matico rappresentato schematicamente dalla h• de'l cilindro-freno.
gura, costitu,ito da un corpo di pompa collegato
Naturalmente, quando il cannone ritorna in
al cannone e sormontato da un serbatoio R, con batter,i a, l'astic e lla rientra nello spazio L' e teni,l quale. comuni.ca mediante il tubo A. - La -mi- · de a scacciarne il liquido, il quale non ·può p .iu
scela glicerina-alcool contenuta nel corpo di pom- passare attraverso i fori chiusi dalle valvole s,
pa, riempie a mezzo, attraverso il tubo A, il ser - e deve percorrere la scanalatura longitudina le
batoio R, mentre nell'altra metà rimane l'aria. pt-aticata ,neU'interno dell'asta dello stantuff o,
L'asta dello stantuffo P è collegata all'affusto; sc,analafor,a il cui profilo è calcolato in modo da
pertanto il cannone, rinculando, trascina seco )o regolare i,l :flu so del liquido e quindi il ritorno
st•antuffo ed il liquido res•pinto da questo sale nel del pezzo in b tteri·a. È ovvio, che qualunque s ia
serbatoio comprimendo l'aria in esso rinchiusa; tale problo, la difficoltà, per il liquido. di pass a·
la quale, cessato il rinculo, si espande, e rica.::- re nella
an latura aumenta a misura che il can·
ciando il liquido nel corp~ di pompa, manda il no1ne, es end pit1 pi cola la sua elevazione, te n·
cannone in batteria. Ma siccome lo sforzo all'uo- de a rientr re più velocemente in batteria sotto
po 1necessario varia secondo l'elevazione del can· la spinta o t
del ricuperatore. Cresce p--e r·
none; ed essendo piccolo quando questo è oriz- tanto lo f rz
istente che assorbe l'ecces s o
zontale, raggiunge un massimo quando è punt a - di potenza di L1 to.
to a tutta eJevazione, bisogna che il ricupe.ratorc
Co,n que ti
ni si impedisce che l'affus to
sia potente quanto basta per compiere ta,l e sfor- a ruote
rin u,Li; ad impedire che s.i d izo massimo. Tuttavia, essendo questa potenza s-tacchi
urante lo sparo si fa in m oeccessiva, più o meno, in tutti gli altri casi, bi- do, che
n nte verticale de.Ho sforzo d el
sogina moderarla, per evitare che il pezzo sia re• freno al
in ui parte il colpo sia inferiospinto in batteria con violenza eccessiva e peri- re al pe
l m t ri le portato dalle ruote, qu a·
pa rt
r inculante col cannone
Scan I tu r
Asti cella
parte immobile durante ' il r inculo
SCHEMA DEL MOD8RATORE PER IL RITORNO DEL
colosa. Que,sto compito spetta al moderatore, rafbgur,at-o schematicamente nella hgura. Esso non
è altro che l'asticella T del cilindro-freno, detta
anche oscuratore, alla cui estremità sonvi le valcole s, insieme con una scanalatura longitudinale praticata nell'interno dell'asta dello stantuffo di questo cilindro-freno. Durante il rinculo
una parte del liquido contenuto nel cilindro-freno è stata spinta 1n avanti, sollevando 1Le
36
lunque sia l'an
di tir ; la qual cosa s1 ottien e
collltemperando onv n.i ntemente il peso del cannone e la lunghezz.a del rinculo.
Come è noto, .i m derni affusti terrestri consentono altresì di battere un settore orizzontal e
di adeguata ampiezza se,nza che sia perciò nece ssario sterrare il vomero e muovere a destra, o d
a sinistra, secondo i casi, la coda dell'affus to
stesso~ inoltre l'affusto sistema Deport ha le co-
LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE
e/i un affusto da asse dio tipo A n.saldo d ved on o m olto be n e, sup e rio rme nte alla culla , il fren o
e d i ricup e ratori .
di tr e
•
ingegnoso esso si a, l' a ffus to
confronto di quelli, navali
no al maneggio dei moderni.
nascita ho d e scritto n el prita Rivista.
io en rai nell'antica Scuol a
elle nostre navi, e fra esse la
uLla quaÌe facevamo l'annualV C
no ancora gli affust,i di lempi di Nelson ed anteriori, ed
li ffusti di ferro a telaio d e l
li uni e gli altri r.ichiedevano il
diciotto ed anche venti canvra, sempre lenta e faticos a .
n l'/nf l exibl e inglese ed il.
delle n,avi a torre, con g'ro-sse
a forza di idraUJlica.
Ora, com e tutti sanno, 1 po te nti c annoni nav a ·
li di grande c alibro sono sis te mati, a due, a tre
e d an che quattro per v olta, e ntro torri corazzate . che hanno il doppio scopo di proteggerli dall e
o ff e se nemiche e di consentire che battano il più
ampio settore di o•r izzonte possibile, spostandosi
da un punto all'altro di esso con rapidità g'ran·
di,s sima e muovendosi poi con la velocità, più o
m e,no grande a seconda dei casi, necessaria a
m 1antenere sempre la punteria sul bersaglio.
Dal punto di vista dell'org'anizzazione le torr i
si suddividono in due g'randi classi: completamente chiuse, le sole ora adottate per il servizio
navale; e.d in barbetta, che ancora si vedono in
.d.cune opere costiere e navi non più moderne, e
la cui corazzatura inferiore, quella che circonda
l'affusto, è i~mohile, solidamente fissata alla
piattaforma, oppure al ponte della nave.
La torre chiusa per cannoni navali di g'ros .-; o
37
LE !. I. !. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - --=-- - - - - - - - cail ibro si compon~ di un grosso tubo, formato
con piastre di corazza circolari e chiuso su pe,r iormente da un tetto, o cielo, parimenti corazzato,
ma con piastre meno grosse. il quale racchiude
i cannoni con i rispettivi affusti e tutti gli organi
necessari alla loro manovra. Questa enorme massa è sostenuta da un· perno di forma tronco-conica e di robustezza adeguata, costituito da un insieme di ferri e lamiere e vuoto internamente,
il quale discende bno sul fondo della cala ed è
prptetto da una corazzatura lissa, che si estende
dal lembo inferiore della corona mobile bno al
ponte corazzato superiore della nave. Codesta corazzatura ha lo scopo di rip,ararlo dai colpii nemici, che falsandolo. per quanto poco, immobilizzerebbero la torre. Gli elevatori delle munizioni
sono posti internamente al perno tronco-conico;
essi, come si comprende dal loro nome, prendono i proietti e le cariche dai rispettivi depositi,
sistemati nella cala ~ntorno al perno, e portano
gli uni e gli altri nell'interno della torre.
In questa sono praticate le cannoniere. dall e
quali si aLlungano le volate dei pezzi; nonchè le
aperture per la punteria. Sul cielo della torre vi
è la garitta corazzata dove pre nde posto l'uffici ale che ne ha il comando.
Si chiama camera di tiro quella parte della to r·
re dove sono i cannoni; generalmente al disotto
di es,sa vi è la camera di smistamento, dove a fHwiscono le munizioni per essere mandate nell a
camera di tiro.
Il movimento di rotazione della torre si otti ene mediante delle catene Galle, azionate da potenti motori elettrici, che agiscono sulla periferia del perno tronco-conico; oppure per· mezzo di
paranchi idraulici, e se si considera che la massa
da mettere in movimento ha un peso enorme, 689 tonn. per una torre a tre cannoni da 305; 935
per una a tre
nnoni da 381 di tipo leggero appare subito l'importanza non piccola del pro·
blema m eccanico che si deve risolvere. Dappr ima s~ pen,sò di ridurre al minimo le superlÌci di
Trasporto dell'affusto predetto e del cannone relativo. Questo è sfilato dalla culla, che si vede benissimo, insieme con il freno ed i ricuperatori posti superiormente.
38
LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE
iii-
n v1
ri
'IOK1Ri
ntr te in servi:tio alcun•i an• tallo contro metallo, ma sopra d·e ll'acqua comprese d un sistema di potenti sa m una specie di cassone posto alla base del
BINATA DA 381/40, DELLA OITTAANSAI.1)0 (Sezione trasversale)
,Ji ·i. i quali;
al momento di servirse• perno. Così, in certo qual modo, la torre gallegno in i me con il suo perno~ sicchè gia e può ruotare molto facilmente. Eseguito il
lo tli. r t zione non si effettua più me- tiro, l'acqua introdotta sotto pressione nel casso•
39
LE' i.• 1. I .
======
=
=·= = =·= = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = - - -
= - = -
n,e anzidetto si scar,i ca in sentina e la torre, ridi- delle corone di rulli che guarnis cono, da una pars c endendo pochi millimetri, vi e ne a riposare sul- t e , la base del perno di rotazione tronco-conico e
TO . .RE BE~ATA DA 381 / 40 , DELL A DITTA
ALDO
le circolari disposte alla sua base ed al pas sag- dall'altra la sua periferia, là dov e passa attrave rgio del perno nel ponte superiore.
so i.il ponte corazzato. Questi rulli, che durante i
Le torri più moderne, invece, ruotano sopr a movimen·ti della torre sostituiscono un attrito d i
LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE
i
drucciolamento, sono di• che lo sforzo per farle ruotare è ridotto al mmi-
l' ppoggio avve nga soltanto mo; tanto che in caso di avaria dei congegni me cpunteria orizzontale; in ogni
r na del perno di rotazione
u quella d e l perno troncor ad tt re questo dispositivo si
n itu to la maniera di equ/l1'braire, di ripartire i pesi in mo'ravità di tutta la ma,s sa giffusti ed i cannoni in batte-
canici è possibile eseguire la punteria in direzi')ne a braccia, per quanto lentamente, median te
dei verricelli sui qùali si avvolgono le catene Gall e predette.
Anche la manovra dei pezzi è eseg·uita meccanicamente, con l'energia idraulica, oppure elettrica, e pure in ques·to caso si tratta di muovere
dei pesi rilevanti, perchè i cannoni da 305, 356
IMBARCO DEI CANNO I DA 305
1u ,it
tesso della torre, evitando
nave a seconda delle dizzi nella punteria orizzonnvenienti questo sband a ··
quello, grave dal punto di
zi ne dell'artiglieria, di ridurre
punteria in elevazione, necessail l 1 l fatto che i pezzi sono entro
e 381 p e sano rispettivamente 56, 72 e 82 tonn.
sen:z,a l'affusto e gli accessori. Il vitone di chiusura, che pe,s a da un minimo di 700 kg. ad un
massimo di 1200 kg., deve ricevere un movimento di traslazione in senso longitudinale per entrare nel rispettivo alloggio e quindi uno di rotaZ1ione per chiudere la cuLatta, o viceversa, quando si tratta di aprirla. Inoltre, quando questa è
aperta, deve ruotare intorno a.d un asse verticale
no così bene equilibrate, · per lasciar libera la bocca di caricamento d e l
41
LE I. /. / . - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = - - - = = =
c annone e compiere ques,t o movimento in senso
inverso quando, introdotti nel pezzo il proietto e
la carica, si vuol chiudere la culatta. Questi mo•
vimenti si eseguono facilmente per mezzo di
cremagliere, ro·c chetti dentati e viti perpetue,
mossi mediante manovelle.
Il sollevamento del proietto e della car~ca, 1a
quale è composta di alcuni elementi chiamati cartocci, si esegue mediante appositi elevatori, i
quali. come ho detto, si muovono entro il perno
tronco-conico deLla torre. Sommariamente ogni
== ==
rendo me~ante rotelle lungo le ferro-guide, li
portano sui trasbordatori ,. specie di carrelli sistemati sopra due rotaie circolari poste intorno
il perno della torre. Mediante questi carrelli le
munrizioni son·o portate ad un piano inclinato s olidale con il detto perno, sopra il quale scorrono
entrnndo nella gabbia dell'elevatore. Un dispositivo di sicurezza impedisce che questi movimen ti
si compiano prima che la gabbia deH'elevatore
sia nella posizione conveniente, al termine della
sua discesa; lo stesso dispositivo non consente
In questo affusto, di tipo navale, il freno è sotto la culla, i ricuperatori sopra di essa. A sinistra si vedono i volantini di manovra dei congegni di punteria e la manovella del congegno di sparo .
elevatore, i cui organi di salita e discesa non differiscono gran fatto dai consueti, consta di una
gabbia metallica a tre piani, ciascuno dei quali
foggiato a cucchiaia, destinati a ricevere, l'inf eriore il proietto, ed i sopra·stanti gli elementi di
carica. Tale gabbia è guidata, nei suoi movimenti di ascensione ~ di,scesa, da apposite guide acconaiamente sagomate. I proietti ed i cartocci sono estratti dai depositi mediante paranchi diff erenziali a branche di sospensione, i quali, sco1.·-
42
che la gabbia risalga prima che proietti e cartocci siano bene a posto. Giunta nella camera di
smistamento, 1a gabbia in parola passa sull'elevator,e di caricamento, che la solleva al!' altezza
della culatta del pezzo, inaturalmente aperta, in
modo che il proietto si affacci alla bocca di ca ri.camento.
Allora si fa agire il calcatoio, costituito da una
catena Galle accuratamente avvolta sopra un rocchetto ad asse lisso, in modo che rimanga snod a-
LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE.
u
e diventi rigida al disopra di esso.
e provveduto di un congegno che ne
m ticamente la corsa quando esercita
del proietto, o dei cartocci, che spinro sede di caricam,ento, uno sforzo
d u.n determinato numero di chilome è natuiiale, il calcatoio, pr:Ìma di
iJ proietto a suo posto; quindi rienicamente nel proprio alloggio. Allora
a 450 kg; que1li da 355 e da 381 pesano 700 ed
885 kg. I pesi delle cariche di polvere infume sono 165, 214 e 232 kg. per il 305, il 356 ed il 381
rispettivamente; ciò nondimeno questi pezzi possono facilmente tirare un colpo al minuto.
Al momento preciso in cui la culatta è aperta
dopo il tiro, si lancia nell'inter".no dell'anima un
poderoso getto di aria ed a,c qua polverizzata, p er
1s,cacciarne i gas infiammati, che vi rimangono
IMBARCO UEI CANNON~ DA 305
di,scende della quantità.
per presentare la prima mezza carica
cli caricamento, ed il calcatoio si alm nd,a a posto, rientra. Altrettanto av1 e conda, e subito dopo l'ascensore
n 11 camera di smistamento, dove alla
11< t , che discende a rifornirsi, se ne so•
un piena. Compiuto il caricamento, si
11 ta e si mette a posto il cannello
dopo che .il colpo è partito, evitando quel pericoloso fenomeno che si chiama la vampa di ritorno.
Perchè il puntatore possa sempre tenere i pe~zi nella direzione del bersaglio, tutto il sistema
è disposto in modo tale, che gli elevator.i delle
munizion•i girino insieme con le torri; però il ca•
r.ioamenfo si fa tenendo i pezzi in una posizione
fissa nel piano verticale, con un 'elevazione di 5
gradi. D'altra parte la punteria in direzione e
quella in elevazione sono reciprocamente indida 305 pesa, secondo i tipi, da 405 pendenti; un p1.11nt•atore si occupa della prima
43
LE I. I. I. = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
e sclusivamente ed il capo pezzo non deve pen•
.sa-r e che a quella di elevazione ed a far partire
il colpo al momento opportuno. Esistono, pertanto, due manovelle, una ,d elle quali comanda la
punteria in elevazione e l'altra quella in direzione, e la perfetta conti!luità dei movimenti è ottenuta mediante uno speciale apparecchio di asservimento per cui l'organo di manovra del motore,
essendo stato smosso dalla sua posizione di arresto, vi ritorna automaticamente, quando è abbandonato a sè stesso.
Siccome il tiro può esser fatto tainto a dest ·a
quanto a sinistra dell'asse longitudinale della
nave, così in caccia come in ritirata, bisogna ch e
l e volate dei canrnoni delle torri sovrapposte siano, nel puntamento in direzione, orientate in m o~
do che ~ proietti sparati non corrano il rischio di
incontrarsi reciproc a m e nte, dando luogo a sco ppi prema turi e pericolosi. Ad evitare che ciò possa accadere le torri sono munite di segnali d' allar m e e lettrici i quali, quando è necessario, avvertono i punt a tori che i loro p e zzi occupano un a
posizione tale, che sarebbe p ericoloso di far fuoco, perchè altri cannoni di bordo sono diretti sul
bers aglio in m odo, che i proietti lanciati simultaneamente rischiere bbero di incontrarsi.
Se s i considera attentam e nt e la punteria dei
pezzi in dir ezione, si nota che le circostanze pe ricolos e , ch e semb rano esiste r e n el piano, posso··
no in realtà e s ere eliminate grazie alle inclinazioni differenti che allora p re ndono i carr1non i
g'li uni r.iispetto ag·li altri . Bisogna dunque prov·
vedere, per la punteria in elevazione, de gli sp eciali interruttori di circuito di sicurezza, accop ·
piati in ,serie con quelli della punteria in dire zione, combinando queste due categorie d'app arecchi in maniera da interrompere la · corrent e
che passa nel seg·nale d'allarme quando il valore
dell'angolo d'inclinazione nel piano verticale rende il tiro possibile, quantunque la punteria in direzione sembri pericolosa considerando le orientazioni relative dei pezzi soltanto nel piano oriz~
zontale. Naturalmente in tale momento i seg·nali
di sicurezza corrispondenti alla punteria ~n dir e zione sono chiusi ed il personale è avvertito.
L'ufficiale comandante la torre, con la te·s ta riparata da una garitta corazzata sporgente al disopra il cielo di essa, sorveglia costantemente i
movimenti del bersaglio, e per mezzo di appositi
strumenti riceve e trasmette tutti 1 dati necessari alla graduazione degli alzi, che deve esser
fatta tenendo conto della velocità propria e del
nemico; dell'angolo fatto dalle reciproche rotte:
44
== = = = = = = = == = = = = = -
del vento; delle condizioni di conservazione d e i
pezzi; del regime delle polveri, ecc. ecc.
La direzione del tiro, in base alle teorie del
l'ammiraglio inglese Sir Percy-Scott, è ora affidata ad un solo ufficiale detto direttore del tiro,
il quale, ricevendo, come è ovvio, dal co,mandan·
te di bordo l e informazioni g'eneriche sul bers aglio da battere, deve raccogliere e trasmetter e
tutte le indicazioni necessarie per la punteri a .
La direzione del tiro rimane accentrata hno a
quando è possibile; vale a dir e -fìnchè gli organi
di trasmissione funzionano; però ogni coman·
dante di torre possiede gli strumenti necessa r i
per contiinuare il fuoco di propria iniziativa qua n·
do, in seguito ad avarie, riman g a eventualmenre
isolato.
La stazione centrale, ·dove pr e nde posto il d i.rettore del tiro, è una t orre ro bus ta mente coraz.zata che costituisce, per così dir e , il cervellett
della nave e dalla quale parte e si dirama tutto
!Ì sistema nervoso di apparec chi, reofori, tub i
c cc., trasmettente all'artiglieria di bordo sens a::.ioni e d ordini.
Non è -il caso , e sarebb e tr ppo lungo, di d e~
~criv e re tutto codesto sistem a ; bas.terà dire, g·en e ricame nte, che il direttore del tiro, dopo av er
fat to m isurare con uno o più telemetri una pri•
ma distanza del bersaglio, vi apporta le correzion i opportune, la comunica alle torri, e fa aprire il
fuoco tir a ndo una prima salva, i cui proietti b en
difficilm ente colpiranno il s,egno , m a cadr anno lun .
g hi o corti. Lo spott,.ng, ssi a il r ile vamento d e i
l oro p unti di caduta, p e r m e tt e al direttore del tid i c alcolare gli scarti e d il s e nso nel quale sì
sono v e rificati e d i dedurne Ìa correzione da tr as m e tt ere agli a lzi prima di sp arare una s econ da
sa-Iva. E così di s eg·uito, -fìnchè non g·li sia riuscito
di inquadrare ~l bersaglio, os s ia a c9mprend,erlo
n e lla rosa dei proie t i; alcuni d ei quali, se non tu tti, lo colpiranno. Un abile direttore di tiro deve cog1liere il bersaglio alla second a cd al massimb a' -la terza . salva; cos a assai importante perchè, · in
te'si g·enerale, la nave che colpis ce per la prim a
r'. cquiista subito la prevalenza sulla nemica.
Per misurare le distanze servono specia_li stru menti ottici chamati telemetri, il mig•l ior,e d ei
quali, usato da quasi tutte le marine del mondo ,
è quello Barr e Stroud, a base orizzonta-le, cost ituito da un tubo metallico aìle cui estremità s ono disposti, internamente, come si vede dall'unito disegno schematico, due specchi inclinati, Al
ed A 2. La distanza fra i due specchi è la base d el
telemetro, il quale è tanto più preciso ed attò a
misurare g'r:a.ndi distanze, quanto più è lung'a la
1
ro
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE
I raggi luminosi usciti da un oggetto
riRettono sopra a questi specchi, e dod traversato le lenti 11 ed 12 incontrat • del tubo, i piccoli specchi Ml ed M2,
11n
sopra l'altro , i quali di,rigono raggi
!l'o ulare O.
e consegue, che un ogl11nt tn appare tagliato in due e che le sue
rziali si vedono una sopra l',altra. Meite micrometrica si fa muovere J priil ragg"io usciito da A2 hnchè le duie
11 1
incidano, e 1 ggendo, sopna il regolo
111 ., p r me-zz di una lente, il valore ditanto, se ne deduce la distanza. Il teleStroud è uno strument• di notevole
stanu, lo colpì 8 volte! Le navi dell'ammiraglio
i.inglese Craddock furono affondate a 12000 yards,
quelle di Von Sp ee a 15000 e la battaglia di Jutland comin iò a 20000; vale a dire a 10972, 13715
e 18287 metri rispettivamente.
Quando le indicazioni relative alla punteria, comunicate dal direttore del tiro, giungono alla torre, un servente, a cui spetta questo incarico, gradUJa opportunamentie l'alzo per la distanza del
bersaglio ed il cursore trasversale per quel numero di millimetri, o millesimi della distanza fra
i punti di mira, che è il risultato delle diverse
correzioni effettuate dal direttore del tiro; mentre il puntatore, con l'occhio applicato all'oculare
del cannocchiale telescopico dell'alzo, tiene il
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e
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EZIO E DEL PIANO ORIZZOJ' TALE DI U
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TELEMETRO BARRE STROUD
pecchi posti alle estremità del tubo metallico, la cui distanza A, ed A,. costituisce la base dell' ap parecchio. Nei grandi telemetri navali è lunga 3,66 m .
I ir zione dei diversi raggi luminosi. - e - Lente di illuminazione che serve a facilita; ·e la lettura delI graduazioni sull'indicatore delle distanze .
raduato sul quale si leggono le distanze .
per la lettura delle distanze .
L nti che avviano i raggi luminosi verso gli specchi M , ed M .,.
' pecchi disposti uno sull'altro, che rifiettono i raggi luminosi verso l'esterno, attraverso l'oculare O.
ufor per la visione del/' immagine del bersaglio.
ma mobile sul percorso del raggio uscito da A,, che serve a ristabilire l'allineamento di due immagini parziali.
d , la regolazione del tiro navale è
f ile; tuttavia si ottengono dei rir voli; così, p. e ., la superdreadna P nnsylvania, tirando due hanioè 24 cannonate da 356 contro
lamentare a 18287 metri di di-
bersaglio nel campo visivo seguendo le oscillazioni della linea di mira, dovute al rollio. Quando si
presenta l'istante fuggevole in cui la linea di galleggiamento della nave nemica appare nel traguardo del cannocchiale, egli preme il grilletto
di una specie di pistola che impugna con la de-
45
LE I. I. I. = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
stra ed il colpo parte con un rimbombo formidabile. Il congegno di accensione consta di un percussore manovrato elettricamente; esso è munito di congegni di sicurezza la cui mercè non si
può far partire il colpo se il pezzo non è esattamente nella posizione . di tiro. Quantunque, teoricamente, i due cannoni di una torre binata possano far fuoco simultaneamente, in realtà, per
ra@ioni multiple dipendenti specialmente da piccole differenze nella dosatura e densità delle poi-
== = = ==== =
davanti la quale si forma un vuoto tale, che il
ponte della nave sarebbe ingobbato se non fosse hssato solidamente. Gli artiglieri navali am e•
ricani hanno constatato, nel caso delle torri
tre cannoni, che il soffio dei due laterali distur•
ba la traiettoria del proiÌetto sparato da quello di
mezzo e perciò hanno adottato un dispositivo d i
tiro che fa partire il colpo di questo pezzo con u n
tempuscolo di ritardo su gli altri due.
lmm,e nse sono le forze che si manifestano n el•
AFFUSTO DI TIPO NAVALE
Si noti l'alzo a cannocchiale , con i suoi tamburi d elle graduazioni.
veri onde sono formate le cariche, esiste quasi
sempre un minimo, ma pur nondimeno sensibile
intervallo fra un colpo e l'aJ.tro, il che produce un
movimento giratorio della torre, che può raggiungere l'ampiezza di due gradi. Sembra, che
nel caso delle torri trine questo movimento arrivi anche a quattro gradi, allorquando tirano i pezzi esterni. Dopo la fuoruscita del proietto dalla
bocca, prorompe da questa un'enorme massa tur.binosa di gas inttammati, chiamata so{f o, sotto è
46
l'attimo dello sparo, e che bisogna raffrenare
costringere quasi fulmineamente. Nel can-non
da 305 francese la carica, di 120 kg., produce litri 100.000 di gas, che sv.i luppando la press,i on
massima di 2700 atmosfere, esercitano sul vito•
ne di chiusura della culatta uno forzo di 2.600.0
kg. Sotto questa enorme pressione, che si eserci•
ta durante settantacinque diecimillesimi di s e•
condo, il proietto di 340 kg. esce 'dalla bocca co n
una velocità, detta iniziale, di 900 metri al secon ·
- - - - - - - - - - - - - - - - - -- LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE
seco un •energ.ia di 12000 dinamodi,
rmette di bucare 55 cm. di acciaio a
, ,li distanza. Durante questo tempuscolo
stituenti iJ. peso del cannone e delwbile dell,affusto, sopportano la reaziopolvere e rinculano di 920 mm. in ven•
• ntesimi di secondo, mentre il freno
1uesto movimento un•energia antagoni1 re di 200 tonn. ed i,l ricuperatore acf r:z.a necessaria per riportare il pezzo
ti in tre secondi.
11 nte tabella riassume alcuni dat~, che
n nulla di segreto, relativi a diversi canli i tipo moderno:
ham·ma e l'ardore interno consumano il corpo
troppo f rag'ile; però prima della guerra u111 ingegnere francese, il Malaval, i cui studi teorici ho
fatto conoscere in Italia, dimostrò matematicamente la possibilità di costruire cannoni capaci
di resistere a 10000 atmosfere di pressione massima.
La massa rinculante pesa 1150 kg. nel caso del
105 e 82.500 nel caso del 381; eppure in questo
rincula di 1050 mm. ed in quello di 1200 mm.;
tuttavia le forze messe in giuoco sono sempre relativamente enormi.
Alla domanda: quanto costa un colpo di cannone? può rispondere la seguente tabelletta, le cul
381
356
305
mm.
dinamodi
1
lua
a 9000 m.
id.
a 12000 m.
id.
a
6000 m.
id.
56000
405
157
840
15500
7900
5450
3700
2 cann.
3 ann.
iva del proietto
689000
13
sima sviluppata dai gas della
mai le 3000 atmosfere: p. e.
• O •n 1 annone campale da 105/ 28
proi tto di 16 kg.; di 2900 in quello
di
00 in quello di 381/ 45. Però i liiha pp ti sono 1543 nel primo caso;
nnd e nel terzo. Questo di dover
dei gas della polvere, è uno
forse il più grave, della mor hè si è costretti a trovare
dimi,nuire la potenza dell'ed alla resistenza del cannte, si dovrebbe fare quemettesse di utilizzare al
polvere. Attualmente acd i certi spiriti eletti.: la
legg·ero
pesante
__
le_g_·g_. _ ,
52500
700
165
740
19500
11300
8400
6250
619000
835000
30
72000
700
214
805
23100
13600
10200
7500
685000
962000
30
62200
885
157
885
22100
13400
10200
7950
693000
935000
cifre sono
all'attuale
fra limiti
condizioni
42
pesante
82000
885
232
780
27500
16950
13050
10000
787000
I 1.080.000
I
42
naturalmente approssimate e relativ e
periodo di g·uerra, e possono oscillare
abbastanza estesi e dipendenti dalle
del mercato:
105/ 28
Cannone da
22
Costo della carica Lire
55
Costo del proietto
»
59
Costo dell'usura
»
Totale
))
136
305/ 45
1880
1400
1200
4480
381/ 45
1880
2650
1300
5830
Le polveri senza fumo sono fabbricate gelatinizzando, entro un solvente speciale, del cotone
nitrico, e quindi laminando tale gelatina, che asS\.lme un,apparenza e consistenza translucida e
coi:inea, in forma di lastre di color bruno ross':lstro, che poi vengono tagliate in istriscie di pre-
47
LE I. /.. I .
-----------------------------=-========-
stabilite dimensioni; talvolta invece la polvere
inf urne assume forma di bacchette piene e tubolari. Descriverò un 'altra volta la fabbricazione
della polvere infume; per ora mi limiterò a dir,e,
che se ne formano le cariche riunendo in fasci
di peso determiinato •le striscie, oppure le bacchette, od i tubi, e ponendo tali fasci entro sacchetti di filaticcio; ovvero nei bossoli, quando si
tratta di cariche per cannoni di piccolo o medio
calibro. Per determinare l'accensione delle cariche di polvere infume occorre l'intermediario di
una carichetta di trasmissione, cioè di un sacchetto l.ein,ticolare di garza, ripieno di polvere nera, cucito alle due estremità di ogni cartoccio.
I proietti navali sono due: il per/orante, detto
pal7a, destinato a bucare le corazze, e la granata
ad alto esplosivo, destinata a sconquassare e ri..
durre in frantumi il bersaglio. La perforazione
delle corazze a superficie esterna indurita e cementata è diventata relativamente facile da quando si pensò di applicare alle pal7e il cosidetto cappuccio. Anche questo è un argomento che tratterò un 'altra volta. Le palle contengono esse pure
una carica di alto esplosivo e sono munite di una
s,f,ol etta a funzionamento ritardato, che ne provoca lo scoppio dopo che, avendo compiuto il loro
lavoro di perforazione, sono penetrate nell'interno del bersaglio.
I proietti sono parimenti due, la granata ad alto esplosivo, che molti g"iornalisti sì ostina.no,
spro,p ositando, a chi.amare obice, e lo shrapnel.
'tradurre in obice le parola ohus francese, che in
ita,liano corrisponde a granata, è g·rave errore,
essendo l'obic e un pezzo d'artiglie ria più lungo
del mortaio e più corto del cannon e .
Il cannone è un giga n te dalla vita effimera, che
può qualéhe volta morire di morte violenta; ma
generalmente fi,nisce consunto di mal sottile. Violeinta è la sua morte quando è colpito ed infranto
dai proietti dell'avversario, o viene distrutto perchè non cada nelle mani del n e mico, oppure scop~
pia p er una di quelle fa tali circostanze che nessuna previsiot:1.e e precauzione può evitare. Ma
abitualmente, es,sendo la sua vita misurata dal
numero dei tiri che può sparare avanti che l'erosione dell'anima ne diminuisca la p.recisione d i
tiro tanto da rendere impossibile di servirsene
ancora, esso comincia a morire fino dal primo
colpo. Molto si è discusso sul- f e1nomeno dell'erosione; genericamente si può dire che sia prodotta
dall'azione che i gas, ad alta .pressione ed elevata temperatura, esercitano sull'acciaio. Quantunque il tempo che essa dura sia minimo, tuttavia il
cannone, sparando, assorbe una certa quantità di
48
calore, limitatamente ad llln sottilissimo strat
rello d'acciaio alla superficie dell'anima. Il ri
sca,ldamento locale produce l'espansione di code
sto straterello, ma siccome esso è circondato dal
le pareti ass·ai grosse e relativamente fredde d •
tubo anima, taile espansione non può avven,i re na
turalmente, il limite di elasticità viene oltrepa.
sato e si determi na una deformazione perman e n•
te.
Quando la pressione cessa e la temperatura di
minuisce, lo straterello in parola si contrae e si
come è stato schiacciato, la sua contrazione pro
duce una quantità di screpolature simili a quel!
sruperfi.ciali che formano il pregio di certe prezio
se porcellane cinesi, dette craquelées. Quest
processo continua ad ogni colpo, ed c;;gni volta l
screpol,ature divelnitano più larghe.
A mano a mano che aumentano, costituiscon
altrettanti canaletti per i quali passano i gas cal
di, che a loro volta li ingrandiscono. E così, con
tinuando, la superficie interna diventa ruvida
punteggiata di piccole buche, mentre i pieni del
le righe cominciano ad appiattirsi, ad ess er
« mangiati ». Finalmente · il diametro dell'anim
aumenta in maniera tale, che attraverso il vento
come si chiama lo spazio anulare che rimane, pc
conseguenza, fra essa e il proietto, sfuggono vio
lentemente i gas. Il proietto non acquista più 1
necessaria velocità di rotazione e la sua traiet
to•r ia diventa irregolare: la precisione del tiro di
mi1nuisce enormemente e si dice allora che 1
cannone è eroso.
È invalso perciò l'uso di costruire i cannon;
meno i piccoli, con l'anima foderata; ossia mun i
ta di un tubo non molto grosso, nel quale si es
gue La rigatura e che puo essere rimosso e so sti
tuito da uno •nuovo, con relativa facilità, ·quarid
è lo goro.
Si computa, all'ingrosso, che il costo
tubamento sia il 30 ;ìé del prezzo del cannon
nuovo e sembra che non siavi un _limite al nume
ro dei ritubamenti.
Natur a lmente non vi sono regole fi.sse per d
cidere se e quando un cannone debba essere ri
tubato, giacchè l'unico elemento di giudizio di
pend e dal criterio individuale, più o meno am pi
che si può avere circ a la sufficiente precisione d
tiro di un cannone. Si tratta, pertanto, di un ar g'o
m e nto la cui ge n eralizzazione è difficile.
Le piccole artiglierie si considerano erose d op
un numero di colpi che varia da 4000 a 7500; cer
· ti cannoni navali di medio calibro hanno una vit
utile di 1000 colpi; i grossi, da 305 .e 356 po_s so
no tiranne da 150 a 200 al massimo. N aturalm_e n
1
- - - - - - - - - - - - ---------- LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE
he da fuoco che hanno una piccola velo- tiene appunto che esso agi.sce per tre secondi in
tutto e per tutto; tempo assai breve per un ordegno che costa 300.000 lire. Se si fa il medesiminori e sopportano temperature meno mo calcolo per un 305 tedesco, la cui velocità ;.
niziale è prossima a 1000 metri al secondo ed il
i vede, la vita di un can-none diminuisce cui tubo anima, lungo 20 metri circa, è percorso
·r scere della sua potenza; quanto di que- dal proietto in un cinquantesimo di secondo, prest nza sia saggio ed opportuno sacrificare so a poco, si vede che esso, avendo una vita uti,lungare la vita del cannone, è una cosa as- le di 300 colpi, ha Ulna vita funzionale di due se. ·ile da decidere, perchè dipende da molti condi.
l uni dei quali sono influenzati dalla poIl cannone da 75 vive in media venticinque sezionale. Sembra, in linea generale, con- condi; l'obice da 120 e da 152 vivono circa un
di dare la massima potenza all'artiglie- minuto; la vita media dei mortai è di circa cinti ra; di fare quella navale altrettanto po- que minuti; essi sono, dunque, i Matusalemme
di accontentarsi, per la campale, di una d ell' artiglieria.
moderata.
Per risparmiare il cannone fino al giorno in cui
ord della durata di tutti i cannoni fran- dovrà dare il suo massimo rendimento nel tumulpr sumibilmente anche delle altre nazioto eroico della battaglia, si evita di adoperare ,
1 t enti, è tenuto da un pezzo da 75 appo- per i tiri a bersaglio, le cariche da guerra, e ciò~
11 Champagne presso Massiges. È il del resto, è suggerito anche da considerazioni e11
he ha dato questa notizia, in base alconomiche. Il cannoine deve vivere la sua vita inhe un artigliere particolarmente adtensa soltanto durante il combattimento, per il
quel pezzo, scrisse al proprio padre. Il
quale è nato. Le dread.noughts o superdreadli ui si tratta è il decano, non soltanto
noughts moderne portano almeno 100 colpi per <J•
tt ria, ma di tutta l'artiglieria francese,
gni grosso cantnone; il che signihca, che in due
•h i ma il V et erano. Esso conta gloriose
ore al massimo le nostre del tipo Giulio Cesare,
, on la sua bocca rotonda, parlasse un
con XIII 305, possono scaraventare sul nemico
'"191H 111Wio umano, potrebbe vantarsi di aver pre526 tonn. di acciaio con circa 18 tonn. di alto emoltissimi combattimenti. Basti dire,
splosivo; le Queen Elizabeth inglesi, con VIII11 1v r sparato 18830 colpi, ed aver subi381, 708 toilll1. di proietti e 33,6 tonn. di alto e' ir razioni, ,era ancora alla fronte, e non
splosivo; le Pennsylvania nord-americane, con
1to 1 sua gloriosa carriera, sullo scorcio
XII-356, 840 tonn. di proietti e 36 tonn. di alto
vita utile, come sopra definita, si esplosivo. E che dire delle prossime superdreadvita funzionale del cannone, si ot- noughts degli Stati Uniti, le quali saranno arma1 i ri ultati sorprendenti. Chiamasi vita te con XII-406, cannoni di potenza enorme il cui
/ il t mpo durante il quale esso agisce proietto pesa 1200 chilogrammi?
Ben si comprende, pertanto, che il cannone
• •hin termica: tempo brevissimo. Inoh rto Hadfield, il noto siderurgo in- sia e continui ad essere il re della battaglia terI · 1 to che la vita funzionale di un restre e navale; gli esempi di Coronel, F alkland
I inglese da 305 dura circa tre sc- e Jutland hanno confermato l'insegnamento di
ire, he moltiplicando il tempo Tsu-shima, perchè navi enormi sono state sconproietto a percorrere l'anima quassate, distrutte ed affondate dal cannone in
as sviluppati dalla carica, per pochi minuti; laddove, almeno hnora, il siluro
he un cannone da 305 può t i- 1non è riuscito a mandare a picco una nave da
r p sto fuori di servizio, si ot- battaglia di tipo moderno.
i:tiale, come gli obici ed i mortai, durano
I i cannoni d'uguale calibro, perchè usano
ETTORE BRAVETTA
Contrammiraglio.
PIRELLI & C .
Quando nel 1872 sorgeva nèlla M etro,f,oli lombarda il modesto •tÌÌ·
pcio nel quale, sotto la ragione sociale G. B. Pirell1· e C., 1'1'ng. G. B. P ire7li con poche diecine di operai 1'niz1'ava la fabbn'cazione de1' primi ,f,re ·
dotti P1'relli, nessuno avrebbe potuto ,prevedere la m1'ss1'one riserbata a
quei ,J,ion1'eri, che 1'n breve tempo videro prosperare e 1'ng1'gantire 1°n ltQ•
iia un'1'ndustria che, senza goder e d1' cond1'z1'oni favorfvoli d1' sviluppo e
d1· J-1/esa, e _n 'stretta dapf.,n'ma ai più correnti ,f,rodott1" d1' gomma elas ti. ca, si andò man mano estendendo a nuove af.,f.,l1'caz1'on1· ed la rami a ff, ni, seguendo 1' progress1· della tecm·ca, sino ad acqU1.stare ben presto e d
a mantenere costantemente un posto cos,f,1'cuo entro e f uon' i conf ni
della Patn'a.
La Casa Pirelli e C. dal 1872 al 1917 ha svolto 77 c1'clo p1'ù grandios i
clello sv?7upf.,o 1'ndustriale e, con lavoro perseverante ed 1·sf.,1"rato a pratic·i tà moderna, ha saputo fronteggiare tutte le esigenze del mercato, co s1
che oggi, con un capitale azionario d1' 21 1milioni d1' N;e, 1'nteramente
'Ve rsafo, può col maggiore e p1'ù g1'usto orgogl1'0 essere pera dei risulta ti
conseguit1·.
17 lavoro della Casa Pirelli comprende attualmente 1' seguenti tr e
ram1' di 1'ndustria:
A) f'1' e cavi elettric1· isolati ( compresi 1· cav1· sottomarini), mate·
riali isolanti ed accessori ,Per elettrotecnica;
B) pneumatici e gomme pien e p e r automobil1', motocicN, aero,J,la1u·, veloc1",f,edi, carrozze;
C) articol1' 1'n gomma elast1'ca, guttaperca, eban1"te, tessuto go m 1nato, amianto, ecc. per uso industriale, agricolo, m1'l1'tare, sam'tario, ec c.
Basta 17 somman'o accenno a questi tre ,ram1· per far comprendere
come gl1' art1'col1' f.,rodott1' dalla Ditta Pirell1' siano oltre ogn1' d1're ,ium e1 os1' e svar1'at1' e come s1' possa in verita a{f ermare che la varietà .,l.ella
sua produz1··o ne non sia superata da nessun'altra s1'ngola azienda d el
genere e come pertanto, in base anche alla bontà ed alla potenzialità
di tale produzione, questa s1· af/erm1· in pressochè tutte le manifestazio ni
dell'attività umana.
La Ditta P1'rell1' possiede attualmente sei S tabilimenti. Qu attro di
~·ss1· sorgono in Italia, e {.,iù prec1'samente:
Milano-città, per 1· prodotti d1' tutti i tre rami sopra d1"stinti; MilanoBi.cocca, per la {.,rima lavoraz1'one della gomma e per parte de1· rami A e
Spezia, per l' 1'ndustria de1' cavi sottomar1·n1·, che non è eserc1'tata ,'n
alcun altro Stabilim ento 1'n tutto 77 bac1·no del M ed1'terraneo; Vercurago
presso Galalzao, per la preparazione di maten'ali chi1m'ci necessari al·
l'industria della gomma.
All'estero la Ditta P1'relli possiede uno stabilimento a Vi1lanueva y
Geltrù ( S pagna) per i prodotti del ramo A e di parte dei rami B e C
~d uno a Southa.mpton (Inghilterra) esclusivamente per i fli e cavi ele tr:rici ed accessori.
In detti S tabilimenti la Ditta Pir elli occupa ora complessivament e
9500 persone, di cui ben 7500 negli Stabilimenti italiani.
a;
50
PIRELU E C.
I. • tabilimento di Milano - Città . -
2. - Stabilimento di Milano - Bicocca.
51
PIRELLI E C.
I. - Stabilimento di Spezia -
52
2. - Stabilimento di Vercurago presso Calo/zio .
PIRELLI E C.
1,,1, I r,wuln di Villanueva y Geltrù (Spagna) -
2. - Stabilimento di Southampton (Inghilterra).
53
PIRELLI E C.
- - . - ---- - -- - -------- - - -- ----- - - -
STABILIMENTI DI MILANO
I. - Una delle sale mescolatori gomma - 2. - Una delle sale impermeatura tessuti.
54
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = PIRELL/ E C.
STABILIMENTI DI MILANO
"i11/u /t1hhri azione cavi armati -
2. - Uscita operai dallo Stabilimento di Milano - Città.
55
- - - - - - -- - ·
PIRELL! E C. --------------------------------==-===
Posa di cavi sotterranei per [,..A zienda Elettrica Municipale di Roma .
56
PIRELL/ E C.
I'(
à
di cavi sotterranei per l'Azienda Elettrica Municipale di Roma.
57
PIR.ELLI E C.
I. - Posa di cavi sotterranei per l'Azienda Municipale di Roma.
2. - Posa di cavi elettrici sotterranei ad Atene.
58
- - - - - - - - - - - - - - - - - · - - - - - - - - - - - - - - -· - PIRELLI E C.
I , 11
,I
1 01 1
1•/
ttrici sotterranei a Barcellona - · 2. - Posa di cavi elettrici sotterranei a Buenos Aires
59
PIRELLI E C. = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =-=-= = =
Posa di cavo per la elettrificazione d lla
60
J•rr, via
Mor1 •,r f , ·
== =
=
== = = = = =
-----------------------
I. - Posa di cavo telegrafico sottomarino -
PIRELLI E C.
2. - Fo;-mazio,e del/' atterraggio di cavo sottomarino .
61
PIRELLI E C.
=======---=-= ====- ====-=
1. - Posa di cavi elettrici subfluviali attrav ra I r .S, /11 f,/11 (H ll(i )
2. - Autocarri, automobili e motocicli, con pneumntici I i,dl, 1, •, /'I~ r ilo Italiano .
62
PIRELLI E C.
I . - Un parco di autocarri con gomm e Pirelli in zona di gue rra oltremare .
2. - Colonna di autocarri militari con gomme Pirelli.
63
PUNTI
DI V I ST A
Nessun economista italiano, che io sappia, ha
fa tto sui risultati d el nostro r e cente prestito una
considerazione ch e a me pare dov e rosa ed essenzial e .
5' è detto molte volte che l'Italia possiede in
capitale quanto l'Inghilte rra ii:-z in r e nd1'ta .
Si è calcolata la ricchezza italiana 1"ntorno agli
ottanta miliard1· e - conseguentemente - quella 1°nglese a m1"lleseic ento miliardi.
S e cotesti calcoli sono g1·usti o, quanto meno,
se sono g1·ust e le proporzioni fr a i pat rimoni delle due nazioni, ne consegue ch e gli ital1'an1· avendo sottoscritto circa sei miliardi fra contante,
ce dole e ,conversiom·, hanno compiuto 1·n co nfron•
to degli inglesi, uno sforzo f,nanz iario quasi dop{,io.
GJ1' 1·nglesi hanno sottoscritto infatt1· ( denar o
fresco e conversion1) c1·nquanta ~ miliard1", oss1·a
hanno dato allo Stato una trantaiduesima parte
della loro ricch e zza: gl1· ital1"ani coi loro sei m1'l1'ardi 1·n rapporto agl1· ottanta posse duti, hanno
dato allo Stato 1·nvece la quattordicesim a parte
di quanto posseggono.
D a questo stesso {,unto di vista il confronto
de1· risultat1' degl1' ult1'mi presb'ti emess1· 1'n Francia e in Germania, sempre 1'n ra{,{,orto al7a r1'cchezza complessiva d e1· singoli {,o{,oh, conferisce
a no1· 1·talian1· un p:rumato assO'luto.
In altn' term1"ni il {,o{,olo ita'1'ano, povero 1°n
canna, ha dato ,7 do{,{,io e ?7 tr,-plo di quanto hanno dato altri {,o{,oli cres1·.
Perch è non lo hanno n'levato 1· nostri economisti'!
E{,,f,ure cotesti signori non 7a pnivano {,iù al•
l'epoca dell'ult1°mo prestito inglese! ... Trenta miliardi! Q uaranta miliardi! Cinquanta miliardi!
Avendo l'aria di dire essi itaHani a noi ita-
64
liani : - Poi)
no capaci di
Ora{,
ci » quand
·
r,
p,
nti, gu rdat che cosa so li altri! ...
lia a ai {,o o a dare « di e.
« ·
costi molto da ((cinque » .
rzioni fra la rie chezza i
•, francese o tede sca, u 11.i Jwn110
m,f,r in 1· tito i nostri culto n ·
d1· sc1·enz
on mi,,J, •: •, on. gu ntemente, l'ltalia e dunqu · m lto {,iu ri
di quanto la si è
voluta far a{,{,arir · in q ui, p r quel so'1'to gusto provin i rl,
li rim,Jn' ,;iolir tutto qu ello
eh
n
tutto qu 170 che è altrui: o{,pur ...
O ppur
'
'
n 1 · m,f,o f,nanziari o,
com
·
·
T1iilita r , sa compiere
n rglie possedut e .
uno sf rz
J.i qu llo compiu to
dagli altri.
v rità occorre inE
io a bia f,ato, ,f,iacsist r ,
c1a o non
quelli d i
dentro.
N.
Nel
OSS I
o
umero :
11
Gli it li ani all a
Fiera di Lion e
11
ampio resoconto del nostro
inviato Sp eia.le.
P iero Giocosa
d ell'Università di Torino .
L'INDUSTRIA -DEI
MEDI CAM·E N·T I
Il nostr o illu str e collabor ator e Pier o Giac o sa ha
v o luto riserv a r e alle I. I. I. la p r imizia d ella impor tantissima comu nic::az ion e · fatta al Congresso
delle Società. per lo sviluppo delle Scienze , ten u tosi in q u esti gio r ni a Mila n o .
Rich iamare l'attenzione d ei nostri lettori su l v a *
lare dello scrìtto è ozioso. Non dimeno esor ..
tiamo tutti gli inter essa ti alle ind u strie chimiche
e farmacolo g iche a seguir e la d otta mod e rna
cald a parola d i Piero Giac o sa., n el q u a le si compen d iano il p r ofondo sapere e l' intenso 9 mor e
d 'Italia.
(N . d. D.)
Il commer,oio delle sost.ain-ze mediciamentose
ha una ,s ua .carattieristiic.a che lo cliistingue dagli
alltri; ed è che il co.n,sumatof!e, · cioè il malato, nocn
ha la 1ibera -scelta della merce, ma la deve aocettar:e come gli viiene im.posta dal medico; e questi
alla sua volta 1pur e tStando di mezzo fra produttore e consumatore non esercita funzioni d,i media.tOl'e commerci ale, ma dii arhitro della scetlta.
In ultima analisi ~l medico è i!l vero consumator-e ~n quanto d-all1a sua l'li.~hiesta dipende lo
Slmercio deJ. prodotto; e peroiò quella f muione
che l'acqui&itore ·esercita, di deterun.inar,e cioè
cod.la sua domainda e colle sue esigenze la quantità, la qualità e il pl'lezzo de:l prodotto è de,v oluta
ail medico.
Questo stafo di cose addossa al medico una iiesponsabi!ità di cui molti non i.4Ì rendono conto,
massime se sanno ire,s isteire alle tentaziioni di una
partecipazione agli· utili, la quale oggidì è c,o nsiderata indecorosa.
Solo conf ormaindo- la <Sua condotta alle rigide
norme del!la iSoienza medica e a1l'interesse del
paziente ii[ medico può affrontare serenamente la
gr,ave r:esponsabilLit à e ,s,fuggire a pericolose tentazioni; ma è questa . purtroppo una via non facile a. battersi. ·Non pochi medici, anche ast,en®doei da · contrattazioni dirette, che sarebbero
troppo apertamente lesive della loro ono.I1atezz.a,
si Jasoiano _guida.,re ed allettar e alla scelta · d.e i
medica.mentii. da considerazioni e d·a inHuenze che
non sono sempre legittime. Il des.i,d erio di mo6\trairM al corr~nte delhl.e novità e di distinguersi
dai colleighi, la troppa fede in risultati e in rac1comainda71ioni non sufficientemente v,agliati, la
,condiscend,enza ver,so la cl~entela avida di nuovm.
,r iimedii, la preoccupazione giu.stilicata di e,v itare
,a 1se stesso l a confessiOin•e della propria impotènz.a e ad pazient e la teliribiie disperata certezza
del1a ·,i nanità di qualsiasi cu,r.a, questi e molti altri moventi d ella condotta la cui ·legittimità dovre bbe discutersi caso per oas() con severi esami
di coscienza, :i.nt erve,ng'ono ,e turbano la condotta
del m.edico.
N ella condizione ,attualle della industria dei
medi.cament-i ,e del foro comme1cio l'inHuenza detl
medico agente in nome detlla Sl•1enza o in nome
cLi a!ltri int eressi o egoistici ;:, altruistica. è parllcolarmente manifosta. Seg1nalo questo stato dii
cose da tenersi pre sente nello studio dell'argomento che ci oc.cupa, e vt1 tornerò sapria ,a suo
tempo.
Il capitale ,d i me~camenti di cui disponi amo ha
unà ·origine nota solo per la parte che si riferisce
alLle ·acqmsizion•i dei tempi :r,ecenti, :Di I1)oltisaimi
rimedii - anche introdotti da · ~ Q CO alla _pratica
- non 'sappia.imo qu ando e come S'l &ano scpper-
,. 65
5
LE I. I. I.
=== = === == === = = = == === = = = = ====== = == == = = = = =
ti; ,e bisogna guardar.si dall'inganno di prendere
per nuove molte sosit•anze vantate come tali, peirch,è la suppellettile tera,peutica è di solida compl,es,siione ,e si presta ad addol:,bi ed inV1erniciature che la r.imettono a ,nuovo tanto da ingannare
anche gli e.s•perti.
; .A!l comple,s so dei med'Ìcaim~nti antichi de.i quali il trattato di Dioscoride è forse il più completo mw-entario non 6~ sono f a:tte agg.iunte noteivoli
fino al secolo sedicesimo. Da queH'epç>ca, che
cos't1ituisce rispetto rulla storta delle scienze una
specie di era volgare, in ,quanto .s e,g na una decisa
rivctluz-ione nei ,p ensi.er,o e nel metodo sciientibco,
a venire ti.no ad ogg,i, le onde di rinnovamento dei
f arm,ac:i si sono sussegluite a intervalli ,irregol,ari,
da.pprima .rare, poi sempre più frequetnti.
I f attor.i <leli'accr,eiscimento del materia.le tera,peutiico sono d-ive.ris'Ì ·e possono dist.itnguersi in
tre cat egorie: a) scoperte geograh,c he; b)
scapert,e 1chimi,c he; e) prog,res -:;i delle sci•enze medrche e bi10logi,c he.
Le scoperte geogr.ahche non agiscono, come sarebbe da as·pe.t tartSi, p·er lo arricchirsi d•ehle nostre
cognizioni di stoiria nat-w-ale pet cui un materiale farmacolog,i co nuovo è offerto aiLla sperimenta•z ione del medico, m ,a bensì per la conosce111rz.a
che es,s,e cansento,n o di nuovi popoli e dei medi.cam,enti e dei v,eieni che es1si -adoprano.
La s,copernta deill'Ame11ica ci ha reoato rimedtii
~portaintissimi, e ~n primo luogo le corteccie di
Cinchona p11eziose non solo come strumento
sicuro - e hnora U1t1icio - pe.r guariire le at.fez-i.oni maLariche, ma anche per la pa'l"te che hanin10
aivuto nello ,s viluppò .delle dott rine deU'anti·piresi
e p•e.r aveir dato occa.s·ione prima aJla fabbricazione diegli antipiretici ,s-intetiici. Ma tutt.i i prodotti
officin·aili d'origine ,american·a erano già in uso
pre,s1so gli indige ni; iiil nuovo cmi.tinente nO!Ill ci ha
svelato nulla .che non fosse g.ià acquisito a quei
p~poili come cons•egu,enza di esperien:z.e fattevi in
condizioni e in ,e,p oche a noi assolutan1ente ig1note. E questo vale anche per gli altr.i paesi che
sia.mo v,enuti conos·cendo; non c'è popolazione,
aniche la più barbara, che non abbia riconos·c iuto,
qUJand~ esls·a ·e sistevia, la ca•pacità di determinate ,sostanze 1naturalli di agire ,suH'uomo. Nel cam·
po .della dietetioa e della far:macoilogi-a l'uomo
primitivo h1a rSJccoJto tutta la messe di e.sperienz.a posl&ihi1e. Noi non ahbiamv se non perfezionato ciò •che e~so ha troVJaito.
La recente es,plorazione del continente africa•
no ci ha dato quaJlche nuo•v o ·rim edio prezio•s o;
-ma ,es,sa e.bbc su:lLa terapia una inlluenza indiretta di ginan lu~•ga superiore aii van.tagg.i delle ac•
quisiz.ioni di cLro he non ancora note. La penetra•
zione complet europea in Africa ebbe luogo in
Ul11! mom ento · n. u.i 1
ienz medica era prepa•
rata a risol
probl mi p tologici importanti
non solo p r
pid .miologi locale. ma anch e
per a rela%<.LOJ1' , h
con malattie europ ee rima te
Ma l'ardore con
cui sul u 1
n
tud~ati questi a.rd vuto all'impazienza
p va essere di im1 .etiologia dell a
bbI1e r.icon-eo:ite,
ma
crtezza che dal risu.lt
d · nderva la possi~lità
uropee in Africa.
Anc
onomico e politic
blema scientibeo.
Le
a!lla
tropici, appar•
nici dell'arseon mat,ena.le
1
1
66
(li
c
m
rono
cette
du%1ion
a,otica m.es&e
ntic.a e post.i
di specular , qU'a1ndo suo più eisatto
le teorie a< pe.r,iodo j alleò iimmeio, l',a:rsetnairono più
a sollevare
d'aJ:lora si
'ca e della
o i pericolii,
ssenze, soente puro; il
lihcati i suoi
o la f arraglica, si adottauon1 p1u aicv.ie d-i introdon u risultati note-
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - L'INDUSTRIA DEI MEDICAMENTI
vd1iissirp.i-. Seguì .il periodo sintetico: i primi tentativi furono sugge,rit,i dalle preoccupazioni che
si aveva·no circa la diispon~biliità della ch.i,n mia, e
mirarono a ,o ttener,e que,sto alcaloide o un composto di azion.e equivalente. Questo ,S'copo non si
otten,n e, ma si &.copr,iii-ono composti nuovi di intensa e tp6l"wolosa az..ione sui centri termo,r iegolatoni, sul ,sang'ue e sul cuore. ~ijgJ.ior,e in:iluenza
e;bbero. nelhl'11Ildicare la via da battersi per ottenere bUQni f ar,ma.ci sintetici, gli studi sui compo st.i aromatici e im•a.s·s .ime ,s ul foro comporta.ment o ,e sulle loro tirasfOII'lmaziiorui nelì 'organis.mo. P ,e r
pa,reiÒchi decenni.i offi,CUJI1•e, fabbriche, la'boa-wtorii
sc.ienrtifi.di, dli!niiche lavoriarono sullo stesso materiaJ.e, producendo un numero grandissimo di nuo'V'i composti che veniviano sistematicamente s,per~mentait.i, cir.ca ,alllle loro possibili app;licazioru. al~e indusfrie, aUe airti, ailla te1·apia.
S uccedette rispetto ai medica-mentii sintetici
quJello che succie.deva ris petto alle sostan.z.e coloranti; a prodot.ti ottenuti 1su g'rand•e scad,a e perciò di costo I.imitato, aventi spesso vita effimera
per Jo scopril"'si di ,sostitutivi più caniv.e n~enti per
quallità e pel'." pr,ezzo, oc.c -0rreva una vasta moltitudine di acqrusitori con,t inu,amente r.innovantis,i.
Si r,icors·e al vecchio spediente di speculare sullia
credulità facilmente 1sug:gestionabi!le. E si videro
g1Li uomini che s1i vanta,no d'essere nuovi e mo_de:mi, ,c ioè pasii.tivisti, scettici e spregiudicati, lasci1a:iisi prender,e agli ste.s,s.i lacci .in cui cadevano
.i doro pa,dri per opera dei Dulcamar:t declamant,i
daiglli alti pomposi predellini. Per smaltire la muiltiforme turba ,dei cdlo.ri d'anilina, artifiziosi ediiÌzii rmoleoolari ,così fit·aglili da nc,n reggiere aill'ur•
to de1le vibrazioni luminose, si escogitarono le
più •pazze a.ppliioaz,,i01I1i fino a crt!are . uno stile orna,me,r utale che sotto iii nome di arte nuova dovevia trov•a,r,e facile .accoglimento presso classi a cuii
f ag.iatezzia e,r a .giunita raipidamente prima che il
gusto e ii!l discernimeinto artistico avessero potuto fonmalisi. Peir g1i altri prod'otti organici sii cercò ogni possibile ·via di uti lizzazione, ·non es.elusa
quella fon.èlata sulle loro prOlpr.idà to:s-siohe. E il
pubblico offrì se stesso, ,come soggetto d'espenienz.a, anima vilis, ,per f av,o rire ilo smeriaio dii sostanze che non -avrebbe.ro mai dovuto use.ire dai
laboraitor.ii in cui erano state pre,paira-te. Nume•
!l"OSle e wstose memorie con sevt,ro stile sci.efntifi-00 accompagnato da una ca,suistica arcoa.parranrt-e
sor:presero Ja buona f.ede dei medtici e.ducati a1 rii.spetto dellda scienza, ma inc.apiici di critica o privi d,i mezzi di verirfioare a,s,seri,i enunciati in quel.1a forma autoritaiciv,a che dovrebbe bastare a rem•
1
dei,li sospetrti; non parlo dél1a credu!lità de~ nialati èhe fi:i e sarà s,empre facilme,n te lusingabile.
Quainrti nuoV!i ,r im~dii s.iintretici non sono stati
proposti negli wltiimi 30 ,?Ji,n i e quale poclero,s o vocabala.rio di ,n'UOvi nomi destinat~ a proteggerk o
a ma,s.-cherra.di ! Per bu~a so~te: un p.r e,parato
,nuovo non può sottransi ail1la ietruttonia che si
compie sull .s uo op·erato; sì che in br~ve t:eimpo
•giusto· giu.dizi'o ca.de su diluii: Q u'e1lli che si salvano possonO' essere · ,a :ccettat.i in tutta confidenza;
ed e.ssi sòno abbaistanza numeros:i per costituire
U1n titolo d'onore a11a · chimica moderna.
***
Pa,s,s ia.mo al teno fattore d'acquisizione d.ei
medicamenit.i ·costituito dall'iaJag.ine scienti.fica
nel caimpo bidLagico. Nei tempi antichi la medicina anche eseincitata cos,cie.nziosamentie non ha
mlaiÌ ,scoperto nuov.i T.imed.i,i importanti; ma ha
p:tiec.is•arto bene le indicazioni e perf.ezionato la
forma di :rimedi dovuti alla tra,d izio~•e • .empirica.
Spettav.a alle scienze Illtediche moderne di poter
· arriioohire la terapia di insperati doni. Alle a.cqui$Ìzioni più inaspettat.e s:i associa .il nome di Pasteur, iil quale i.ntroduss,e nuo,.. i sistemi cua-iativi
in -base .ard esperienze .e.s a.tte il'.l.terpretate COJtl la
çh.iarovegg1enz.a d,e l ,g,e.niio. L'acquisizione di rime·dii capa.ci di combattere i più di-s:perati morbii
qUJali la rabbia ,o i,l cairbonchio è dovuta a lu.i, dai
~uoi metodi Jtermog,1 ia la batteriologia moderna,
·che vanta tante nuove conquiste nd1a cura ,delle
·ma1attiie. Sorse così la terapia e;f'.ipfro,p ica, la sola,
vex,amente perfetta, che combatt.e non la malaittia,
ma la sua causa ; ,e una caus1a non ipotetica, come
-quelle ,altel'iazicma umoraJ.i 1che erano la base della
paitologia ippocratiiica, ma r•eale, ident.ificabi:le in
llttl agente conosciuto neHa sua r.atura e n-el suo
comportwrsi.
Un importante g.ruppo .di rimedi.i, non ,etiotropici, .s ono dovuti ,ai progretssi della fisiologi.a, e
cons:iistono in que!lle sostanze fabbrii,c ate da alcuni orgain,i ·nterni 1a funzaOifle ghianddlar,e, le quali
mentre 'intervengono normailme111te a provocare,
accelerare, ritarida.r.e, alter.are o sopp.rimer,e part~oodani funzioni vitali d'ordine meccalll!Ìco o chimico, ,possono anich,e assumere l'ufficio di dif,esa,
come i vetleni.
L'.i111s.iem,e dell' aZ'iane di questi farmaci costitwsce quel.la fOll"za indeifinita che lppocrarte ,asvieva
dlesigintato col . nome di /usis, -n atura, che conferi,sce alforg'a.ru6'IllO ,i:1 potere di resistere ai morbi
e ,d i .ricqp,ldur,si ,d a sè allla condizione normale; &enidnchè il :loro .intervento non è solo occasionale,
ma continuo e neoess•ar,Ìo .al r•~tto funzi01n1are de-
LE I. I. I . - - == ========== = = = = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - g1i organi. In.somma, l1a .scienza moderna ha dimostrato la acuta aJJ'ltu.veggem.za dei biO'log'i g'reoi pe.r
i quali La sanità non rappresentava solo l'aissenZQ
di malattie, ma ,era una entità a sè altrettanto deforuibile quanto la ma[attia stess·a.
Anche la chimica tisiologi.ca, studiando J comporta:r&i ::nieU'organ-ismo delle sostanze aromartiche •in relazione aHe tra.sformaz:oni ch,e suhi.scono e allle modificazioni del ricambio che inducono, e la f armiacologiia, cerc:ando il nesso fra comportamento 1nell'or,g'aruSitno, azione dil111amica e
proprietà lieico-chiimruche, hanno condotto alla adcnion•e di nuovri medicamenti di .effetto detierminaibil.e. Parecchi dei composti 2. cui la teoru.a assegnava una determinata azione farmacologi.ca
hanno dimostrato di possederla davvero e, così,
oltre alll'.a.p-porta.r bene:fizi ,agli ammalati, hainno
anche t•estimoniato iin favare della so1idiità delle
nostre attu·alli ipot~si costruttive. Ricorderò qui
gli ancipi:retic.i bl1andi, ,e alcuni irnotioi. e anieistetiici la cu~ ,ado~one fu suggerita da considel'lazioni teor.iche sulla import'anza J ,!,i radicali a.cidii, o
fenolici, o alchi!iiai, ,c oone attenuatorii di azioni
troprpo violente de,i ;n,uclei azota,ti del tipo .aniJ.inico, o chinolin.ico o piridmiico. Si sono ott>enute
m.odi-6.icazioni graduali di azioni h&ologiche, che
permettono d'ottenetre de1le scale, dirò così semitonalli, di farmaci quali l,e abbiamo negli ,afoa.Jloidi
trapein~ ·, nelle cocaine artificiali, negli eteiri amiinobenzoici ama'l oghi. La scoperta della c01lllposizione e della struttur.a deila adrenalinia e la sua
siintesi, quella de.i componenti at tivi dlel1a segala
cornuta, de.i de.riivatu cr.isarobinici ci lasciano speraire inum•e.rosj acquaist,i in un prossimo futuro per
il quale è dovere essere prepara.ti. Seguendo questo indirizz.o s,evera.mente sperimentale si .scoprir.ainno certo nuovi r.imedii, e le industrie chimiche ne trrurranno guadtagni aisiS ai più I,e,gi,ttimi che
non queLli · accapa,rratu co1la réclame fatta a composti poco attivi o pericolosi, dei quali le f,abbriche vogll:iono libe.r:ar.si perchè rc.1ppresentano prodotti secand,ariii o ire-sidui altrimenti inutilizza..
bili.
Condu.dendo questa 11apida rassegna delle varie vie per Ìe quali ,si è venuto costiituendo iJ. pa•
triimonio di medicamenti di cui oggi disponiamo,
credo di non ingannarmi nell'affermare: che può
ri enersi ohiusa l'epoca dehla scc,perta fortuita di
nuovi rimedi, . paragonabiJe alla scop,eirta d'un
terre,no diamantifero; che invece si è inaugurato
un perii.odo in cui i rimedi nuovi verrainno acquisii.ti alla medicina a misura che le sciienz.e biolo-
68
;J
giche si pe rfezionino. li he assicura l'avvenire
e l'arra. h,i rsi .deilda erap1a ch e da empirica d iventa razionale.
***
.maggior
reibbe
ono effettuate l e
omanda menteche darebbe il
ta clipenderut-a
l patolog~a. la
ntr,ano sul te.rrg'0tmento s,arà
medicamenti
o quel'li che
in epoche in
ppo presente ;
e aniioi tendo-
i m ediicam enti
inea i purgan-
ti
s
n
di
de
gi
tis etti i.
t e rape uti h
tel'lapia d r i
trodottii Tim o
ic~na modierincremento ;
che terape:ua, non si può
ntrati, nè meechi pllll'g'anti
i emetici (s e
og'red.ito molantialmintici,
e a,cquis1z1on1 ;
utile e tanto
app1amo; pramo ottenuto.
arati migliori
apia, e fors e
questi rimea ipodermica.
,me ricostituenti
ed alcune soleait.iinico, non
.l'l
n , o e perciò non
l . ico; lo sono in• iJ. m an~anese, ma il
roppo pericoloso.
li
qui ti nel gruppo d ei
f reti i ; ,in queillo degli anh nno minori applicaziioni
mol to prog'redito nelia
perchè si siano mp~r aver imparato
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = - - L'INDUSTRIA DEI MEDICAMENTI
mieglio a usar-e di quelli g1ià noti, fra ,i quali il jodio tiene ..sempre il primo ,p osro.
Sopr:atutto ,si è accresciuto il numero dei rimedi .che agiscono .sul sistem1a neirvoso. Di fanna,c i
ad azio111,e cerebll"ale ne conoS1Ciamo mdl ti; ii bromruro di pota.sisu,o e 1'1atropina come attivi sui cein.tri' carticaJ.i psico-motori; gli aroma tic.i e gli antipiretici sintetici èwne attivi sul cerv.ello medio;
gli asnalgeisici, gili anetstetioi, gli ipnotici come fartn81ci di .funzipnii .sohiettam~nte cerebrali, corticadi o miste cerebro-sJxinali. In questo gruppo
cento anni fa non possedevamo di rimed-i i rieaJmente attivi se non l'oppio, '.l'alcool. Ja canfora.
la c-anapa indiania. Questi ultimi due pochis'8i.mo
usiati. Alt11i farmaci -ci mettono iin grado di modibeare le funzion1i del midollo allungato, e de! midollo spinaJ.e.
Per ciò che ,conic,e.rne il .sistema neirvoso perifer,i,ço n,o i ,dispo.ruamo di un numero grande di sostanze non tutte capaci di essere usufruite
come rimedio - che ag·iS1cono ,sul sistemia vegeta)t.ivo (simpat.iico e .autonomo) o su si-n goli n·ervo.,
o t·er.minazionn o gangli nervosi.
Con ragione è stiato detto che ~ farmaci sono i
rea;titivi d,e11e funzioni nervose; col loro a.mpieg.o
g'liudiziaso e razionale noi possiamo fiare l' anaLi si
di una funzioine ne:rvos.a come cog'Ji opportuni
11eagenti fiaociamo rain•aiis.i qualitativa di un.a mes-colainza di sali.
La te11atpia delle malattie car diache e vasali è,
si può dir.e, s.o.rta sotto i nostri occhi. Rimedi già
noti .da tempo hanno acquis.ta to una importanza
teraipeutica g'raind.iiS!sirma, in graza.a ded perf ezionairsi delle nostre conoscenze tanto sul foro modo d'agire, guanto sulla llJatura delle alt-erazioni
morbas,e che ,sono chiaimati a combattere. La digiitale, ~l caffè, l,a canfora sono rimedi vecchi, che
sofo oggidì abbiamo imparato acl usare, e di cui
po.ssediamo preparazioni ef:6.ca('!SSlime; . ad essi
si sano aggiwniti da qualche decennio gli Strofanti
d'Afrnca. Posse1dii1amo ainche buoni farmaci vasomotori, -e cono.sciiamo bene iJ com.portamento div~so di singoli ditstretti va.sali verso di essi. Inhne noi .possiamo modib,caire certe proprietà del
sangue, come p." es. la ,su,a viscosità, la sua coagulabilità, e possia,mo anche mutare rapidamente
le condizioni idrauliche, del circolo, e ristab.iJirie
la pTes.s ione quando discende troppo bas,s o.
1
Pa·s siamo ora ·aJLla seconda parte d 'e l mio te.ma.
Q ual.e fosse la posizione deil:l'ItaJ..ia ri.spetto
aJile . indrustrie delle sostainze medicinali -e in che
misura la produzione nazion -ile potes.s e bas,t a,r e
,ai b.isogni del pa•esie ,{,rima Je71.r. guerra, Io sappila.mo tutti. Non ins.iisto dunque su quei.sto punto
ed esamino invece la nostra condizione attuale
e Je nus·ure da adotta:ris.i per l'avven•i re .che speria,m o prossimo, che sappiamo sicuro, della pace
virttorio1Sa.
. La guerra attU!aLe ha sorpveso non soltanto noi,
mla i nastri alleati •. Fin dall'agosto 1914 l'Inghillterra si è preocicupata della mina:ccia di es,s·er priva di molti rime.di che importava daJJia GermlQlll.i-a.
Eguale minaccia incom!beva su di noi, ma meno
u'l"g'ente. FortUll11ata,m•ent-e la paura fu. peggiore
ded danno; questa guer,r a 1er,a destinata a rivelarci a noi ,s tessi, e a diS1s.ipare le ignominio,s e rwssegnazioni di un popdlo che tendeva volonterosamente la cervice ad un giogo di cui pure doveva
sentire il pe,so e la veirgogn-a. In pochi me,s i la no.stria produzione d-i sosfanze niedicaimento.sie fu
attivata ti.n modo da pr,ovv,ec:Le-r e al . paieise ai1cune
deille più ~mportanti medicine che importavamo
dail:l'esteiro. Debbo diiie a que'sto proposito .che le
ca.se itaili,aine di prodotti chimici farmaceutici furono pari ail loro uf:6.oio. Un esame diretto: che
intrap.riendemm.o neJ mio istituto, di vierihca dei
pr-oc:Lotti s·intetici che mano mano si and,arvano
f abbr.ioaindo in Ita1ia, ha dato risultati soddisfacentissimi ; insisto su qu,e..sto fatto per:chè non sono pochi i meidici, purtroppo, che s~ rassegnano
a 1I11almcuore ai prodotti italian-i consideràndoLi
come sostituti ai quali bisogna adattarsi pe.r necessità, m.a che ,s ono lungi dal rispondere ai loro
prototipi.
È bene dichian-r e ,c he il doroformio, l'etere,
acido sa!licilico, l'aspirina, l'urotropina, ed altri
rimedi che si fabbricano dia noi non hanno nulla
. ,·
a ,t emere ,dal paragone 1coi corris1pcmdenti preparati germanici. Alcuni altri farmaci importanti
che non sono Mlico,ra ,aJ.l,estiti daLl'iindustria italiana, ai provengono da fabbriche di Fiiancia, d'Inghilte.rra e d'Amerioa. E così 1-a chiusura del me.reato tedesco non ci ha pr,i vato dei rimedi indispensabili. Noi disponiamo di tutto ciò che è veramente neice.ssario e se si prolU!tlgas:sero a lungo
le condizioni attuali saremmo seJinpre in g'ra,d o cl,,i
curare i nostr~ malati a doveire
Yi fu un momento .in cui l'industria farm_aceutica, daVianti alhla copia e alla varietà dei medica•
menti che s-i usavano impoil"tlati dalla .Ge,ri:nania,_
esrtò i.incerta sulla Slceilta di quelli che fossero ·più ·.
importanti. Ma jJ ru,i,terio pr:atico .e il buon sen,so
della nostra .dasse sianitaria, de: medici cioè e . :
dei faiimacisti, fecero trovare ,subito la v.ia d,a se.:
guir1~. Ma ora, dopo aver.e ,p rovveduto alle prime ·
e più urgenti necessità, i[ problema d ,ella ·s celta
r
1
•
LE I. I . ./ = ·= =-=== = ==== = == = = = = = =
razional~ dea irirmiedi in bas,e a criteirii terapeutici
sani e s;p issionati, torna a p-r·eisental'IS.i; e fu opportuno l'inte-rvenire deJ.la R. Accademi•a di Medicina .di Tortino, sotto gli aiusp:cii della qua.le si
puhblicò un opuscolo: « P ,er la scelta de.i prte,p a•
raiti ,sintetici usati com.e rimedio in relazione alle
ciTcosta,nze 1attuali ». Nel:l'opuscolo ,sono indicaiti
quei rimedi ,s int,etici che si riconoscono c-0me migliori e suffi,cienti; e su di essi è desid,erabile chie
si di~;.ga l'-attenz.Ìo\ne dell'industriale non soilo, mia
anche dei medici, i ,quali f,arebbero opera di -bi:ion
cittadino . di buon sanirtaTio adottanddli . di pl'lefenenza ai loro numerosii equivalenti e su.ccediane1.
Ma conside.rallldo il tempo di · pace che sfa 'per
giungere, dobbiamo provvedere a renderlo fonte
di ,prosperità. Ristaib-i!litisi gli scambi fra le nazioni, 1e limitazio:rui attuali non hanno più ragione
di esiste:re, •e, se pure può deSliderairs.i che i m tedici ass·econdino meno facilmente la naturale tendenza aihl.a ,nov..iità, ,allorohè non è giustificata, e
siano •più ciirco.spe.tti nel ;prescrivere rimedi non
sufficientemente spem.lll'l!entati o superB.ui, non s.i
può in aJ,c-qn. modo inteo:venire, a limitare loro La
scelta del 1 materia.Le terapeutico,
T orn·eranno, dunque ile condizioni normali di
commercio, r.icomincerainno le dure lotte de11a
con~orrenza, che ci trover841ino piiù forti, , perchè
più istruiti, più . attivi e •p iù 6dienti in noi. È probabile ,cbe in quel momento al1cuni prodotti .che ora ,s·o no redditizi cessino di esserlo, ed
è in viisia di questa eventualità che alcuni i.ndus:triali preveggenti ,s,i astengono dallo sviluppare
troppo gl.i impilanti deilile lavora:z-i.oni che in questo momento dànno buoni fru tt i.
Trattandosi di prodotti di prÌm1a necessità s>Ì
potrebbe facilmente ess,eTe indcitti a consiigliiar,e
l' adoziione di misur,e protettive atte a sosten-e re
la produzione naziOìn,ale~
Io non ho alcuna co.mpeten~::i ad entrare in simile argomento; ho una antica fede, tutta p,er•
son.aie, nella libertà, e gli ,eventi che attrave;i-siamo l'ha raff orZ<ata; e, nel caso speciale di cui s~
tralt a credo che, ,sollo quando la nostra insipienza
schiiena,s·s~ tutto -il mondo civ,ile contro di noi, sii
correre,bbe pericolo di mancare del necessario.
Ma ,stimerai utile che si incon,ggia.sse, e nella
giusta mi,sura si favons1S1e quello ,sviluppo delf.industria dei mediic amenfi che, avviato già prima,
per .opera di qua1lcbe ,oorag:g.ios:o precursore, ha
avuto dabla guerra un potente impuJso. Il che
•Illon ,&i interpret,i come desiderio di adozione di
misure, protettrici o di trattamenti di fravove ~ che
n.on .sarebb~ il m.io pe'IlSiero. Il favo re eh 'io chie-
= == .
li h a:n
ziioruale
- = = = = = =- = = = == = =
.
mpo all 'inducStnia -dagli
ma.ntenuti da u11:a butta 1a funzioni le qu,a nz suLl'economia nan o
ompreso che lo stan ziona le, non un ente
e ne sfrutta le ate qU1J. non pnwLibertà. L'ianfrutto dell'al-
.
e
1
70
..
e.
giamento eone, e non solo
'ca applicata a
ossiedesse una
i-
ondizioni econodella sua riicprodottii, delle
in mm queil comiplesm ctteHe-ro :rispetto al
naJoga a quella del
um o !'esercizio d,ed
endo la condizione
petti.ve sue e
i risultati che .s.i
va-
no
eh
i
sumere.i il .mio pen1' (..'Ca sario ch,e da
i bisogna, bensì
pr0du:z.ione· che sia
pr
a glue.rra pa.reic-
eh
cdl
mo
p,le
ri.1ini
te.
dime.stichezza
· ati dwl catradedicainidosii a
iano gli e!S<ploili. In questo
' dai suoi imrioar la saccacio abbooulalllndubbiam1ente
i medicamenti
no in relaziorta una messe
ali potra1tlll10 es-
m nti.
t , purtro,p po a ragiQII1 e, che
- mp re la lavorazione delle
s di mo nel paese; il ch,e
è a-n cora vero o gtiidi per 1a mag·gior parte deU,e
p~ante officinali e .d ll e droghe no.str,a111e. Si d.i1
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - L'INDUSTRIA DEI MEDICAMENTJ.
rebbe qua.si . che - tanto il coltivatore quanto l'industriale italiano diffidino di tutto ciò ,c he sa dii
chimica, 11 ·.s cg~untivo è anzi un eufemismo. Vi
sono in r.ealtà molti indusfoiali che diffidano d,eii
chimici ~ purtroppo specialmente cLi quelli che
noi licenzia.mo dalle nostre università.
11 prof. Nasini, nel Congr,esso d~U'anno scorso,
ha avuto il coraggio di ricercare le cause per cui
l'Univerisità ~ r,espo,DlSaibi.le - per la parte che le
speftia - di questo stato di cose. Ed in que.sto e•
gli è da lodare, perchè ie lagnanze di noi in.se•
gnanti universitarii circa il concetto in cui siamo
tenuti sono soltanto legittime quando siano pre•
cedute da un ie-same di coscienza che e.i faccia
ri<fonoscere i nastri mancameo.ti e devono essere accompagnate dal proposito non solo menta.le,
ma effettivo di emendarcene. F jno a quando av•
verrà quello che avviene ora, che una vieta e
antiquata id1ea d'una tal quale gerarchia scientihca, collochi certe scienze o oeTti rami di scienza
ai! d-i sopra .d i altrti., hno a che un professOTe di
chimica pura si stimerà .al disopra de[ collega che
msegina la chimica applicaita, l'Univ.ersità itaJ..iana visponderà ma1le ad.le ,aspettative del paese.
C~ntinuerà cioè il sistema per il quaile titoli di
chimica generall e e analitica saranno giudicati
sufficienti pe.r quailsiasi cattedl."'a d'aipp1icaziorue,
coil pretesto cbe il chimico che sa lavorare d'a•
nalisi è capace di qualsiasti lavoro. I giovan,i che
escono dai laboratori universitarti. a causa di que•
sto sistema hanno poca dimestichezza coi problemi tecm.ici o li giud~caino al di sotto della loro ca•
pacità; e ne viene che si trovino Qll'restati innan•
zi a1le difficoltà della pratica chimica industriale, mentr.e altro meno profondi nel:la teoria, ma
più conoscitori dei matieria li su cui lavorano, san•
no trovaa:,e la via giusta.
Se si tiene conto della ricchezza dell'Italia in
mater.ile prime offic~n.ali ( comprendendovi i pro•
dotti ad.imentari e .i profumi) si può essere persuasi ,c he e-s se possono alimentare una industria
chimica farmaceutica ,i mportantistima la quale in
questo ramo non avrebbe ,a temere la concon-enza co:sì f8!cile a staibi.ilirsi nel campo de.i medica•
menti sintetici. Ma, come giustamente si è notato a propoS!l.to della industria ing1lese (1), ne l lavoraTe le 111.ostre materie prime è necessario adot•
fare i si.s.temi dell'industria moderna, con impianti coordinati ed associati in modo da elimin,are
glli svantaggi deillle piccole iniziative e delle minuscole fabbriche -i solate e indi,p endentii, le qua-
li 1stia rispetto al pers·o nale che ,ai mezzi .di lavo•
razione, di confezionamento e d.i sme;cio dei. Ì~rq
prodotti sono in condizioni d'inferiorità .i;rep~rahile verso le fabbriche vaste. Per venire a que.-:
sto risultato devono vincersi resistenze tradizi'anali e le ten.denze del carattere ~azion.a1~ poten~.
temente individualistico.
L'individualismo è prezioso nel campo artistico; è .a ncora di gra,n de vaior,e - purchè s.ia opporturra·m ente temperato nel campo scie.ntihco,
ma è nocivo n:el campo indu8triele.
Si potrà obbiettare che alcune industrie medi-,
cinali devono necessariamente esercirsi su piccola s;ala non bastando la materia prima ad im..
pianti larghi. Cito, per esempio, l'industria della
1iquir.izia, del a mainnite, dell'olio di ricino, dello
zaffeTaino, della menta, dd giaggiuolo. Ma, oltre•
chè può aumentar.e la produzione di materia pri..
ma, si può ricorrere ad. oonsorz.i0 di industrie afhni che permette di ottenere i vantaggi delle in.stail1azioni più vaste. P~r la manna quest"o sistema è già in vigore, la produzione dd,l a mannite
essend~ quasi tutta nelle mani d'una grande fabbrica di Milano. Per la Jiquiir.iziia la mancanza di
una siimile condi7lione ha prodotto una cris~ cau.saita dalla concor enza di l.lll1Ja fabbrica sorta in
terni-torio russo, ma esercita da una ditta ted·e ,sca. L'industria dell.'d1io di menta prosperere,b be
assaa. più appoggiandosi. a industrie consimili~ e
pens,ando che le essenze· deille eSiperidee o aig'ru·
mi sono fra i prodotti più importantii deUa nostra
laivorazione, vuene spontaneo di suggerire unia
grande a,ssocia:z:iione ddl.le .industr.ie della distil1lazione che avrebbe un grande avvenire dato il
glran numero di pi:an-te odorose che prosperano
da noi.
La nosb.,a flora è ricca di piante medi.ciina.J.i
spontanee che si possono diffon,d ere e coltivare
con profitto; altre possono introdur& .che prospereranno s,enza dubb.io. G1i insucces-si avuti per
l'acdl.imatamone di alcune, per esempio del thè
e del papavero da oppio, non devono scoraggiare
daJl t,ea:itwre nuov,e prove. L'accli.matazi0111.e delLe
cinchone non è riuscita 1a tutta pirima; eppure oggidì le cinchone coltivate fuori de1la loro sed,e
naiturale bastano alla produzione del chini~o ne•
cessano.
Da noi gli agrumi più preziosi furono intro·
dotti nel periodo dd..la influenza at1aba ~ molte
1
piain\te nostrane da frutta provengono daJ.l oriente; la vite stessa n0111. è omunda del no.stro suolo.
I t,entativi primi saranno certo sfati 1laboriosi,
(1) A System of reconstruction. Re{,rinted /rom ma l'agricoltore italiano ha saputo insistere ed
ha rt:irionfato. Ailtr,e iHanto deve poter faire oggidì.
the Times 1917.
1
1
71
LE I. I. I . = = - - = = - - - - - - - = = - - - - - - - - - - - - = - = = = = = = = = = = =
Occ~r,r .e dunque intensi:ficare ia pr,o duzion~ di
materie . prime. e cveare gli impianti dindustr,iali
occorrenti per la Loro completa utilizzaziO!llie. Deve oesswe 1a ve111gogna che ha durato trO'I?PO a
lu~go, e d11e è .solo canc.e'llata in mi,n ima parte,
di materie p,r,ime o di rozzi prodq,tti brutti che si
~portano dal nastro pa·ese per alimentare le industrie fovestiere d,a cui noi ricompniamo i prodotti bna1li. Non è da molto tempo che s.iiamo in
grado d,~ produr:t1e e dii esiportare l 1 acido citrico,
iii. tartarico ~ iJ tannico; ~a si trascura~o ancora
da noi gli afoaloidi, i g1ucos11di, molti oli · gr8!S.si e
in gener~le · i principii .attivi delle migliori droghe
nostrane; e ad ~ta de1l consumo ,abbondanite che
faicciam:o di . caffè e di s ·e:mi di cacao noi perdiamo molt~ caffeina e tutta la teobriomina.
Da noi, come dai nostri ailleati, durante il per.rodo della guerra Sii è parlato moilto della coltivazione deille piante officinali. lin, Italia sono appa.I1si numerosi .scri,titi, si è fartrto l'elenco d,elle
piante ita1ia,ne, della loro distribuzione; si sono
di.st:r.i buite in gruppi: di piainte di cui la c<itivazione già aVV'iaita .deve inten·srlÌcairSli; di p'~ ante
II'ispetto a11le quali la · coltivazione devie assoc~arsi.
alla c'reazione di impianti industriali adatti; e di
piante non ~ostrane deil1e quali la coltiva.z io~e è
consigliabile. Non entro qui in partiicollari per i
quali rii.m ando alile publ>1icauon:i originali. .
Se non che le fatiche dei ben eme.riti propug'tn!atori d'i queste imprese sono destinate a rimanere infruttuo.se, is•e le cogniziioni ;relative alle
nostre piante offic.in•a.Li e alla loro utilizzazione,
rimangono 1ristrette alla cerchia deg,li studiosi.
Queste cose gli studiosi che leg:gono quei lavori
le sanno g1ià; si sfonda una porta aperta.
Bisogna bussare alla porta del gran pubblico,
dii,nlnlanz.i aJ.la quale gli uomini di scienza passano
con indiff,erenza fU1I1esta, e che non attende che
un colpo per ,spalancarsi davanti a loro; là troverem; le fo~z.e vive pronte ad assecondare.i, i volonterosi che aJttendono la parola che li illumini
e che saran1110 i proseliti più convinti, i propu.gn:atoni più aittiv.i d~Jla nuova ~mpreisa.
Lo Stato, a cui troppo valontieri si fa capo da
noi, è il meno ~datto a questi uffici. Se col mezzo
dei co~izi agrarii, deUe stazioni sperimenitaLi,
deHe cattedre ,ambwlainti ,s 'incaricherà di diffondere una buona i•s truzione tecnica, avrà 'fatto tut•
to ' ciò che gli si può chiedere.
·
·
È l'iniziativa privata quella che deve intervenire. Le grandJi -cais,e di prodotti mediciiniali possanò sitabiilire p·er propnio conto de!lle coltur.e mo•
dJelllo, come . f.anno certe ·caise ,i nglesi e tedes1ch,e;
possono distribuire piainticeJ.le o semi. .dehle va-
72
rieità più desiderat,e, mandare in giiro i loiro agenti ad ~str'lllire ci coltiv.atori, a sorvegliare le
prn,me rac.colte, a radunare i prodotti preparati
n.ella forma adatta. È U!ll'apera meritoria che dopo quaJLche te.mpo diiventa rimuneratrice; non dubito -che a1lcune case sarebbero disp0:ste a intra1
prenderla e a continuar1a nel periodo d avviamento. Ma è bene cbe questi aiuti e questi mcora.gg'iamenti siano dati in modo da non creare illu,s ioni, ail solo ,s•co,po dli i.mpedire i terutennamenti
,e gili errori degli iinesperti, che g1enerano gli in,S'UcoeS1si, induco.no la sliduaia che scredita . l'impresa; il caltivia;tore deve sempre eis.sere messo
in presenz.a delle condizioni reali d·ella su a intrapresa e imparue a fronteggiarla; e deve conoscere '1e condizioni reaili anche del mereato
per sfuggire alla maJ.izia degli inceittator.i, i qua1E
oggidì hainno invaso questo mercato, massime d'a
noi, probttando dell'ignorainza dei ooltivartori o
dei raccoglitori.
Quanto a1Irle associ.azioni che si sono cl'leate
per diffond1ere La coltivazi001e deHe piante officinaJ-i e da cui ,sono emanati i c-0mitati scientilici
che hanno pubblicato le memorie di cui ho già
f,atto menzione, esse dovrebbero, nel passare ail'atitu,az.ione dei loro propositi, tener presente una ist.ituzione ohe ha già fatto molto bene nelie
region.i ,d 'Itadia. sulle . quali l'attenzione si è rivolta massime in ,seguito ai terremoti caJ.abro-si-owli, regioni che si trovano in oonc:Lizioni che n ,on
sono forse ,c osì Lontane come si cr:ede da quelle
di alt.rie nostre prov:incie che passano per più pro•
gredite.
VAssociaz.ione per gli in,tere-&si del mezzogior.no ha compi~uto un preziioso lavoro fl'la le pop<>!lazioni calabresi, massime fra le litoranee; h,a fatto una propaga/Illda moralle e di coltura, ha diissipati pregiudiz.ii ,e diffidenze, vinte riluttanze, h,a
migliorate le condi:ziioni dei traffici inter,n i ed e,steri, ha i,n tensi-6.oato aicuni ramu d',a ttività agrioola e pescherecci.a, ha perfezionato e acicre1siciuto la pl"Oduziane, ha insegnato il modo di
1
smeiiciariLa con rapidità e prohtto. L Associrazione
evitò di creare condizionii littizie di mercato, m a
s'incavicò d'istruire gratuitamente que.i contadini
e quei pescatori ancor,a rozu, sul modo con. cui
si amministra una a%1ienda, insegnò loro a fair conti, a tener registri e ,c orriiSpond,e nz.e, e fece toccar con mano i vairutaggi della cooperazione. Purtroppo la guerra attua.il.e ha sciolto e dispel'lSo il
1
manipolo di giovani còilti che s erano volontariamente assunto una così a-lta missione, e alcuni di
essi han·no già versato il sangue per ji], paes,e . Ma
appena tornata la pace, l'opera dovrà riprendersi
1
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - == - = = = L'INDUSTRIA DEI MEDICAMENTI
e non solo nelle provincie meridionaili, ma in tut- da attuale dei singoli prodotti, qua:1i le probabi..
t-a Italia, con gLi steS{s•i isiis•t emi, coMa stes1Sa pa- lità d'mctiemento; c-0nosce i dati sulfes,portaziente e :illum~rruata ais:si.stenza in vista di determi- zione, sui prez21i. sud.La p~duzion,e estera.
nati intenti vari:a,biLi per ogni r,e,g ione.
È pronto a favorire esiposizioni locali e a st,abilli.re dei premi.i.
***
Quanto al Cam.ita1to scientihco-+tecnioo, esso
Questo è un programma di massmna, che per
pure intende co1laborare a questo i~tento. La se- ora non potrei sipecihcare meglio. Io Ctiedo che
ziqn,e che dovrà occupa~si de.i med,icamenti si questa nuova istituz..iop.e potrà essere dri grande
f a"rà centro di i.nformia~ioni, distributrice dii i- giovamento anche in questo campo e prego quanstru2n·on.i, intermediaria disinteressata fra cohi- ti han.n o a cuore !'.avvenire dell'industria de.ii meviaitori e commel'lcial11ti e mdu.stria.Li. H .Comitato dicamenti di voler far capo ad essa comunicanpassiede iii mezzo di accertare qu~le è la doman- · da1e proposte o chiedendon·e aiuti.
P i ero Giacosa
d e ll a R . Universi t à di Torino.
' l
AGLI INVENTORI IT-ALIANI
CREDIAMO DI GIOVARE ALLO SPIRITO EMINENTEMENTE INGEGNOSO ED INVENTIVO DEGLI ITALIANI, ISTITUENDO NEI PROSSIMI NUMERI DELLE I. I. I.
UNA RUBRICA DI INV E NZIO NI E SCO PERTE I TAL IANE,
APERTA A CHIUNQUE VOGLIA FAR CONOSCERE IL FRUTTO O IL PRODOTTO DI R1..
CERCHE, STUDI, ESPERIMENTI UTILI ALLE INDUSTRIE.
QUESTA RUBRICA POTRÀ OFFRIRE UN GRANDE INTERESSE ANCHE ALLA MASSA DEI NOSTRI ABBONATI CHE RECLUTA IL FIOR FIORE DEI TECNICI E DEI PRODUTTORI DELLA NAZIONE. - LA RIVISTA.NATURALMENTE, NON ENTRA NEL MERITO DEL VALORE DELLE SINGOLE INVENZIONI O SCOPERTE DI CUI PARLERA:
D•ALTRONDE LA RUBRICA È A PAGAMENTO ANCHE PER FRENARE LUNGAGGINI O
SCONCLUSIONATEZZE, MENTRE DAR.A MODO AGLI STUDIOSI SERI/ E PERTINACI
DI FARSI CONOSCERE E APPREZZARE CON UN TENUE ONERE.
INVIARE I TESTI PER LA RUBRICA INVENZIONI E SCOPERTE ITALIANE ALLA
DIREZIONE DELLE <<INDUSTRIE ITALIANE ILLUSTRATE » - PIAZZA CAVOUR 5 - MILANO.
OGNI PAROLA CENTESIMI 60.
I TESTI DEBBONO ESSERE ACCOMPAGNATI DALL'IMPORTO A MEZZO CARTOLINA VAGLIA.
OVE I TESTI VADANO INTEGRATI DA RIPRODUZIONI DI DISEGNI O ILLUSTRAZIONI, L'AMMINISTRAZIONE ACCORDA SPECIALI FACILITAZIONI.
Pillacchera e Pampaluchi.
Gioca.ttoli
1 t a. 1 1 a. n 1
(Una. lettera. di Gabriele d'Annunzio a.l Direttore delle I. I. I.)
T r.a Je industrie che dimostrano una maggior
vigoria di ema,n cipazione dal giogo di sfrutta•
mento è di penetra2:1ione tedesca va annover,ata
quella del gioca:ttolo.
Nel giro di pochi me,si a Milano si sono avute
ben tre esposiziotni di giocattoli creati e f a-bbricati in Italia.
In taJe industria i tedeschi - noi volenti o no-
74
lenti - avevano accaparrato il monopolio rove•
sciando ogni anno pel mondo tonn ellate di balocchi d'ogni sipeicie, talvolta in,g egnosi (i m.eccain.iiai, ad esempio), sipess.issimo grulli e p:mvi di orig.inalità e di f,e,stevolezzia, come la maggior parte di tutte J,e manifes-taZ<ioni artistiche dei teutcmi.
G li italiani. le italiane .iin ispecie, stanno impri-
- - - - - - - - - - - - - - - - - - .- - - - - - - - - - - - - mendo con alacrità una :6.sionomiia affatto nuova
all'industria del giocattolo, la quale per ragioni
iinituitive è quanto mai redditizia e simpatiica.
I prodotti pr,e sentati nelle tre mostre a cui abbiamo più ,sopra a,ocennafo costituiscono Ulil documento pieno di eloquenza e di promesse che
i nostr:i industriali ded r.amo debbono prendere
Ìtn seria considerazione.
All'esposizione organizzata in questi giorni a
Milano dal Ly,ceum. hanno richiamato in modo
particolar.e l'aittenzione gli originalissimi « pupazzi » presentati da Alis Alaique, una signora itaJ.iana, nonostant,e l'esotico nome.
C< Io mi app.assiono ha scritto GabrieJe d'Anlll\lnzio al nostro direttore - in questo risorgere
G/OC.!J.TTOL/ ITALIANI
di aintiche arti e.d apparire di a·rti nuove, al1a ricenca che una sincera ed acuta artista fa Lietamente per .dare un 'impronta cli stile al « giocattolo » italiano.
« Alis Alaique -espone a Milano al~ni sa.g,gi
che certo sedurranno il gusto raffi.nato e l'amore di novità »
Noi presenti.amo qui a!lcune fotogra:6.e delle
« pi.avole » di cotest.a artista.
L'originalità e la gaiezza - elementi indis1pensabili al giocattdlo - sono evidenti.
Noi crediamo che t-ali saggi riprodotti industria!Lmente su larghissima scala otterranno un
vivo succes,so tra i nostri piccoli ed anche tra i
grandi.
GIOCATTOLI 1TAL/ANI
= = = -
== = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Pastrocchio e la Cucca.
76
GIOCATTOLI JT AL/ANI
Ticci e Zeffirina .
11
GIOCATTOLI ITALIANI =========== · ====================
Trifola con suo figlio Trifolino .
e
78
Alberto Pavoni
Preside!ìte della Federazio!ìe
-dei• Collegi dei RoglOlìieri
SINDACATI E SEQUESTRI
DI AZIENDE NEMICHE
Desider:rr,èmmo-,che i capi d . g_abinetto, o i segretari particolari delle LL. EE. i Ministri; J.e77'lnter71:o, .dell'Industria e delle Finanze, richiamassero 7' atténziòne -dei loro rispettivi Capi ' sullo scritto che segue, che
prospetta nel modo f,iù incisivo u71:a questione .,sulla quale le .mormorazioni e i « sottovoce >> sono molti e non certo favorevoli a7l' acume e al
{,atriottismo degli uom/ni ,p reposti alla disciplina del delicatissimo problema. - N. d. D.
Con decreto luogotenenziale del giorno 8 Agosto 1916 N. 961, vennero sottoposte aJ. sindacato
del gov,erno ~d eventuaJmente al ,sequestro. o a
Liquidazione, tutte le aziei:,.de commerciati e,s istenti ne1 Regno, esercitaite da sudditi di Stati
n·emi,ci dell'Italia o alleati di Stati ,n emici e nelle
quali essi ,avessero interessi predominanti.
P1rov~edimenti di tal getl1iere, che trovano la
loro ragione cLi essere in motivi politici di primi,s simo ordine, non possono spiegare effetti benefici
e positivi, e sopratutto manife,starsà. affermatori
di una vigoro~a azione di Gov~rnq ove noh siano
sorreiti da i~tenti ben .deti.niti e da una energi.a
di volontà ben dichiarata.
Or~ invece
decreto luogotenenziale suaccennato ma:nifestava già ne11a sua formulazione tecnica una non bella esitanza, ed un tenteinnan1ento di criteri per cui ben non si saprebbe affermare se i compilatori di quel d,e creto fossero più
preoccupa,t i dal pensierto di salvaguardare gli interessi delle ditte nemicbe, che non da quello
di salvaguardare gli intea-e,s si nazionali.
Ciò è chiaramente dimostrato dal fatto che nel
pensiero del decreto luogotenenziale la norma
di vigilanza sulle ditte nemiche doveva esse11:ie
assunta, co~e di fatto è accaduto, dalla figura ibrida, scialba, mal definita del S.ind,acato; e viceversa essere pura eccezione il sequestro, ed eccezione per giunta attenuata dal mezzo (precostitu.iito, sembra, qua.si appositamen-te per elude.rio)
del ricorso inducente effetto sospensivo del decreto di sequestro.
Una polit.ii-,a forte e vigorosa per quainto rigua,r da la vigi!Lainz,a sulle dii<tte straniere, doveva is.piraJI'I& .a cri.tea-i as.s<>llutamente restrittivi.
Così il sequestro sarebbe stato
modo
a
a
vi-
effettivo, non solo per esercitare un'assiidu.a
giilanza, e salvaguardao:e in mo-do efficace gli .interessi nazionali, ma sarebbe stato anche il mezzo il più autentico per impadronirsi in modo effettivo d:ed meccanismo interno dell'az.ienda . e
·constatare d,i quali mez:tii di penetrazione queste
ditte nemiche si serviisser-0, quali riapporti · esse
tenessero di fronte al commercio. e-d all'in-dustr.ia
nazionale, quali forme · di conco:rrenza più o meno dannosa ponessero in eStsere; in fine quale pericolo effettivò ·~ sse ràppreisentassero al normale
svJuppo ed al libero sv01lgimento della nostra
vita economica.
Che tali scop.i n~ fossero da p.render"e a . gabbo (come purtroppo il citato decreto fuogotenenziale, e più ancora ·i l modo della sua att~azione
hanno fatto). è chiaramente dimostrato dal seguente specchietto, nel quale .sono riassunti i dati relativi al 'Capitale delle società austro-ungariche e germaniche as,soggettato alla speciale tassa in surrogazione, nell'es,erciZ1io 1913-1914 i ossia nel periodo immediatamente piiecedente la
nostil1a partecipazione alla guerra europea.
Società di Navigazione e
di Trasporti M arhtimi
Austro-Ung'airiche
Germaniche
Capitale
))
1.361.000
11.623.000
12.984.000
Società di Assicurazioni
Austro-Ungariche
Germaniche
Capitale 12.611.000
»
6.158.728
18.769.728
79
LE I. I. I. - - - - - - - - - = == - = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Società che /anno altro genere di operazioni
Austro-Ungariche
Germaniche
Capi.tale
>>
4.882.000
10.079.395
14.961.395
Totale Genera'le
46.715.123
Siamo già, come si vede, in presenza di una
·somma tutt"altro che trascUt'labiJe di interesisù. nemici certamente contrastanti con gl'inteire1ss.i 1t1azionali: e giova ancora notare che i datj. acccennati sono certo di g'ran lunga inferiori · a quelli
rea.Li: ciò d"altra p~r te è stato riconosci~to dalla
·stessa amministrazione hnanziaria, la quali.e non
ha m.a,ncato d"invocare anche in tempi norm.alà.
più effi.ca-ci mezzi di accertamento e1sse1I1.do russo•
lutamente deficienti quelli di cuii ora dispone. Se
ai dati sopra esposti, riflettenti le società, noi ag'. giungiamo l'importo probabiJ.e dci capitai1i inve•
stiti n 'el'le altre ,aziende .n emiche esiiisteinti in Italia all'infuori ,d elle Società, potremo ra,ggiung'ere
certamente ,o ifre .ingent'i srsime che\ dovrebbero
cons,i gliaroi appunto, in rag.ione dellia potenza di
cui sono l'-e.sponente, a vigilare, vigilare, v.igilal'le, Dappaichè tutti questi intere,s si rap,p resentano, somlt!•ati insieme, unla effett.iv1a minaccia tanto più gr~ve quanto più naiscos·t,a e larvata sotto
la forma· appairente deffa innocuità.
,. Di fronte ad U1I1 :taile stato di faitto nudlla di me•
glio in Italia rabbiamo sa,puto trovar.e all'i:infuor.i,
lo mpetiamo, d e lla · forma ibmda, sciallba, mdefiniita del sibdacato. Il sequestro è stiato dis·pos-to
in ca.si assolutamente eooezio11Jaili ~ spes!So an.che
.in pves~za di fatti gravi, giustissime proposte
di .sequestro non hanno potuto essere condotte in
parto, ,e qualch.e voLta decreti già emanati sono
sta.ci revocati dalla commissione centrale esistente presso il mw,s tero dell'industr.ia commercio e
lavoro. Pure in questo campo, ed in questi momenti, purtroppo conviene m·co.noscerJ.o co.r,aggiosamente, le diitte nemirehe dispongono di potenti
alleati anche tra noi, pronti a sorregger1e iin ogni
f11angente, pronti a sventare quanto i nostru sinr
dacatori possano pTlopolUie di misure di rigore.
Quindi di fatto il sequestro tt"imane pw,a eccezione e l"inerme :figura del sindacato si perpetua
con nostro danno e beffa.
Aggiung'aisii eh-e .il governo si è ben g'u,ardato dal
dare precise isfruzion~, eone.reti poteri, effettiva
autoriità ai funzionari incar~cati del s,i nda.rcato dei1
le aZàlend,e ne,m iiche. Si è detto loro solrtia.nto :
« guardate e curate che le aziende non .spieghino
un 'attività contraria agl'in.teriessi nazionali». Siamo sempre, come vedesi, nel campo del vago e
dell'incerto: cosa debba intenJdexsi pr,ecisa'll'lente
per mtere,sse nazionale è c,o ncetto Jasoiato nel
campo dell '.iinde,f inito, e di fronte a tale ambiguità permane un fatto ben positivo e concreto, che
le ditte str.aniere continuano netl modo più completo neLLa foro azione del tutto indipendente, non
sappiamo quanto collimante con gl.i inter-e.ssi nazional,i , e continuano a fare bor di quatt.rnni n el
nostro paese in piena concorrenza con le ditte
nazionali, alle quali spesso tuttora vea11g'0110 preferite persino newle forniture per l'esercito e p er
la Marina.
Urge, dunque, corre.l'le ai mpari: è nece.ssario
mutare radicalmente sistema. · Conviene ricordare ,che ogni agevolazione coI11Ces,sa a nemici si risolve in nostro danno non solo, ma ancora in una
potente menomazione della nostra forza politica.
La figura del sindacato
dovrebbe del rutto
scomparire per dar luogo, senza eccezione alcuna, a quella del sequestro. I sequeistratairi dello
Stato dovrebberro spiegare un'intensa 1a:zu..one p er
impadronirsi del m.eccainismo interno deille aziende, accertarne la reale consistenza, ass·i curarne allo S tiato tutte le attività.
È di supremo i,n teresise per lo Stato con-OiScere
quaile massa di attività abbiano gli stranieri nemici commerc.iiainti od industriali in Itallia: tale
s copo supremo non si raggiungerà se non con l'apprendeve di · fatto le aziende e sottrarle ad ogni
.ing·erenz-a diretta od indiireitta dei nostri nemici.
Essi purtroppo hanno s·aputo cauteJ,arrSi; hanno
trovato, anche tra noi, persone che per lucro n on
disdegnano di tutelarne gl'interessi, ma,g'ari a sca•
pito dell'interesse della patri,a.
Constatata 1a massa dei pat,r à.moni nemici in
Italia occorre sorprenderne accuratam-ente le riposte file con cui dall'Estero erano diretti e d
indagare :iJ. serg'rerto lavorio con cui si muoveva
alla conquista indusrtri.ale e commer.ciale del n ostro paeiSe in mezzo aJ nostro dep'1orevole taicito
assenso e spesso in mezzo al nostro coonpiacim e:nito.
Ne gu,adag'ner à la forza. politica del pa-e.s e: s oprattutto ne guadagnerà la nostra vita industriale e commerciale che potrà tanto più efficacemente essere difesa, quanto più saranno notte e m anifeste le insidie nemiche che da ogni parte ci si
tendevano.
Alberto Pavoni
Presidente della . Fed~razione
dei Collegi dei Ragionieri,
11
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
11
f n Òccasione della « F1'era di Lione)> le Società Anonime « Manifatture Cotoniere Men'dionali Roberto W enner e C.» e (( Industrie Tess1"Ji
Napoletane)>, che praticamente formano una cosa sola, hanno ed1'ta una.
pubblicazione illustrativa dei ,f,ro,f,ri1' im,f,iant1', che rappresenta quanto·
forse d1· megNo si sia -/in' ora /atto ne1 genere.
É un lavoro superbo che, all'estero specialmente ,f,oichè il volume verrrì d1"stribm'to in tre edi:z,Je,n," in tutto il mondo - farà grande o·n.ore al nome italiano.
Nelle pagine che seguono riproduc1"amo alcune de17e numerose incisiom· contenute nel Nbro, 17 quale abbonda altresì di interessanti notizie storiche e statistiche. Ec.:one un n'assunto:
Circa un secolo fa, dopo i grandi movimenti
che si erano prodotti in tutte le Nazioni di.i Europa, e quando un po' dappertutto s,i ma,rnif estò
.il desiderio dti spiegare una maggiore at-tività,
anche oltre i oon6.ni d,e l prorprio paese, alcun.ii
giovani, animati dal vivo desiiderio di creare con
la propria inteltigienz,a ed il proprio lavoro industr.ie nuove in siti che al loro sviluppo s·embra•
vano particolarmente ada-t ti, si recarono nelle
provincie meridionali senza capitali proprii, con
pochissimo danaro avuto da parenti e conoscenti,
e fondarono, incoraggiati in quel tempo dal Governo di Gioacchino Murat prima e dal Governo
borbonico poi, hlature, tessiture, tintorie, e stamperie di cotone, le quali, da principio modestissime, andarono rapidamente ingra,ndendosi ed acquistando rinomanza, per prodotti di assoluta ed
indi&cussa bontà.
Una di queste Aziende di quell'epoca, fu 1a
T,intoria di rosso Adriainopoli, iniziata dia GioTainnÌ Giacomo Meyer di Zurigo un secolo fia .in
Scafati, a pochi chilometri da Pomp-e i in Provincia di Salerno. Nell'abbondante e limpida acqua
del hume Sarno, per concess~one deJla Casa pnncipesoa di Geraoe si lav,a va il -fi.lato tinto con la
Rubia tinctorum volgarmente chiamata Robbia,
pianta coltivata e raccolta nello stesso Agro Sarn-ese, circondante il paese di Scafati, traendone
un rosso così rinomato, che rapidamente trova•
V1a ottima accog1l.ienza anche fuori i confini d'Italia, specialmenrte nel Levante.
Si 1avcmaVta a quel tempo ancorra molto patriar-
oalmen~e. e nella vecchia casa di abitazione s:ita
ne'l paese, si sedeva,no per il pasto principale della giornata, alla stessa tavola,, l'iniziatore della
industria con i suoi capi operai, tutti animati
dallo stesso desiderio di lavorare, lavorar bene
e farsi strada nel mondo.
La macinazione della Robbia richiedeva molta forza, e siccome a quell'epoca ed ,i,n quelle località poco si sarebbero potuti uti.lizzaa:,e de,i ·mo•
tori a vapore, allora ancora molto primitiv,i, la
forza che ogg,i ancora si misura a « cavallo-vapore>> veniva fornita effettivamente da muli e da
cavalli, dei qua1i, verso il 1860, ve ne erano ulna
cinquantina nelle scuderie annesse allo Stabilimento, ed erano consideratii un capitale così prezioso, che ~I benessere di questi ani.mali venivano
rivolte le più assidue cure. Chi oggi detta quest~
poche righe, ricorda ancora il venerando Senatore De Marti1no, celebre clinico, allor,a giovine
Dottore, che non isdegnava di venire a Scafati
per qualche consulto in caso di grave malattia
deii muli.
La tintoria però era tributaria all'estero dei filati e dei tessuti che la alimentavano, onde sorse
nel Signor Rodolfo Freitag, genero del signor
Meyer, e pure oiiiundo di Zurigo, !'i.dea di impiantare a fianco della Tintoria uno Stahilimen,.
to di Filatura e Tessi tura di modeste proporzioni, fra i primi che sieno sorti in Italia. - L'A21ienda, esercitata per trent'anru. dal Signor Freitag', passò nel 1887 nelle mianli della cLitta ·Roberto W enner e C •• la quale, nel corso di un 4u.arrto
(continua a pag. 86)
81
6
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABlLIMENTO DI POGGIOREALE : Una sala di mischia .
LO STABILIMENTO O[ POGGJOREALE : Una sala di carde .
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABlLlMENTO Ul POGGlORE.ALE: Sala di preparazione.
LO STABILIMENTO DI POGGIOREALE: Una sala di filatura .
83
LI;; MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
- - - - - - - - - - - - - - - - - - -
LO STABILÌMENTO DI POGGIOREA!LE : Sala di ritorcitura.
LO STABILIME TO DI POGGIOREALE: Orditoi.
84
= = = = = = = = = = --= _ = - = = = = =
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABILIMENTO DI POGGIOREALE: Una sala di preparazione degli orditi.
LO STABILIMEITTO DI POGGIOREALE : Una delle due grandi sale di tessitura .
85
LE I. I. I. - - - - - - - - - = - - = - = - - - - - -===--== = ~== = - === = ===
di secolo, la tnip1icò d'~mpOI't,a nza e ne adattò i
prodotti in modo special.e aJ.l,e es~genz.e della
c1iente1a deill'I,t ali,a Meridionale, della SiciLia ed
a quelle dei mercati di Orien ~e (Rumania, Bulg'aria, Turchia ed Egitto).
L'ambiente si prestava assai bene a questo gene,re d'industri,a, ed aJtri impia1I1ti sorsero nelle
vicinanze, mmanendo, s,i può dire, circoscritta alla Provincia di Salenno l'attività cotoniera di tutto il Mezzogionn,o. - Nel '904 il Parlamento vo- tò la legge per l'incremento industriale di Napoli, mercè 1a quale i nuovi impianti industriali sarebbero stati esenti per dieci anni dal pa g amento dei dazi doganali sulle macchine · e dalle imposte fondiaria e di ricchezza mobile. Queste ag'evolaz.icmi st.imolarono la creazione di due grandi opihai nuovi a Poggioreale, sobborgo della
città: uno della Società anonima Ligure-Napoletana di rlatura e tessitura, fusasi poi con la Società Anonima Cotonipcio Nazionale, e1serce111.te
anche Stabilimenti in Alta Italia; l'altro d ella Società Anonima Industrie Tessili Napoletane.
L'enorme sviluppo deJl'in.dustria Cotoni,era in
tutto il mondo, la tendenza al suo accentramento in grandi organi e la necessità di evitaire una
dispersione d, preziose energie, fecero volentieri accoglier e alla Ditta Roberto W enner e C. nel
1913 la possibilità di formare un,a importante Società Anonima riUJl"l endo l'a1I1tico Stabilimento d i
Scaf atii ed il graindioso nuovo opihcio di Po ggioreale ceduto dal Cotonihaio Nazionale. Questa
l'origine dell a Soci età M ani/atture Cotoniere M eridionali Roberto W enner e C., che al principio
del 1916 potè assumere anch e il completo controllo delle Industrie Tes'sili Napoletan e rima,s te
però giuridicamente aut onome.
Gli artiico1i prodotti sono sv.siatissimi: Filati
g'l'leggi, candidi, colorati, mercerizzati dal N. 2 al
N. 40 (titoli inglesi) tanto semplici quanto ritorti, confezionati in fuson.i self actings e ring:s. bobine trama, rocche crociate e pacchi.
La lavorazione però è specialmente adattat.a ai
titoli g'ro.ssi e medi ( dal 2 ail 20) con prev,aJ.einza
di 4 ,a 12, ciò che spiega come i quantitativi annualmente messi sul mercato sieno il quadruplo
di quelli che una delle più grandi Ditte Inglesi in
una pubblicazione appa:rsa a celebrarne il centenanio, dichiara di ottenere dai proprti 400mila
fusi.
Le Tessiture, oltre ai greggi e tinti iin pezza b.no adl'altezza di 270 centimetri, producono come
specialità le stoffe, sempre in cotone, per ves,tiario da uomo e da donna in semplice e doppia lar-
gibezza, 1e olonette per ten,de ed i tessuti per copertoni.
Anche qui non hisogna fermarsi al numero dei
te,1ai per giudicarne la potenzialità produttrice :
s,i tratt a .iin gra,n parte di telai a doppia e tripl a
larghezza, adatti a tessuti pesanti di rapida produ:.ziione e di forte valore.
Siffatti impianti si prestavano naturalmente ia
maniera spiccata a sopperire alle occorrenze dell'esercito in questo sto~ico momento, così che,
specie all 'iniizio delle ostilità, quando maggiore
era l'urgenza dei bisogni, gli opihci lavoraron•
col massimo fervore a produrre per le Amministrazioni militari, sia nostre sia degLi Alleati, fraacesi in ispe-cial modo.
Le due Società hanno rappresentanti nelle pruacipali piazze, in Italia ed all'estero. Nel lugli•
1916, dato id. lusinghiero sviluppo degli affari lll
Fr.ancia, decisero di installare a Parigi - 97 Rua
Lafayette - una propria Agenzia, che valse aeeu
a rinsaldare i v incoli di amicizia e di stima che
già e..sistevano fra esse e la più eletta clientela
della Repubblica.
Fu la primi! e hn'ora l'unica istituzione del geneJ:"e da parte di case cotoniere italiane.
Alla Fiera di Lione 1917, p ~r la quale specialmente è f.tat a fatta la present e pubblicazione, le
due Società avranno due Stands proprii, decorati
inte ramente con Gobelins, Portiere e Tappeti
fabbricati nella tessitura delle Industrie Tes:rili
N apoletan e.
Fin qu i l'« introduzione » della pubblicazionie,
da cui tog'1.iamo questi cenni che portano le hrm e
de.i componenti la Direzione Generale delle due
Società, signori comm. Rober to W enner, cav. dottor rag. Canziio, Bruno Canto e Rodolfo W enner,
che è dov,e,r oso ciiita:re a titolo d'onore.
***
Lo Stabilimento di Poggiorer.le, delle Manifuture, occupa una superhcie di 120.000 metni quadrat.i di cui 40.0000 coperti da fabbricati.
È stato costruito col concetto di fare quanto
più perfetto e di più grandioso si possa ideare.
Costò infatti circa tredici milioni e la sua ina•g'urazione fu fatta nel 1907 con grande solennit,à
alla presenza di S. A. R. il Duca di Aost;i.
Il quantitativo di fusi e di telai che contien~
è inferiore a quello che la somma dianzi accennata farebbe supporre. Come però si disse più
addietro, l'impianto di hlatura è per titoli g'rossi
i quali richiedono un importante macchinario di
pre1p arazione e la tessitura è montata per stolte
(Continua a pag_ 95)
86
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABILIMENTO DI POGGIOREALE
I. - Altra sala di tessitura. -
2. - Sala di rifornimento tessuti .
81
l.E MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
·Lo STABILIME TODI POGGIOREALE
1
1. - Riparto ~ntoria. -
88
2. - Officina di riparazi~ni.
-
- ....-
.
- --
-
- -
- - - - - - - - - -
LE MANIFATTURE COTONIERE- MERIDIONALI
LO STABILIMENT'O DI SCAFATI
Parte della facciata principale .
89
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABILIMENTO DI SCAFATI
I. - Una sala di filatura - 2. - Tintoria .
90
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABIUMFNTO DI SCAFATI
I. - Serbatoio di ottantamila litri per gli estintori automatici (parte sovrastante il tetto) -
2. - Il Sarno .
91
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABILIMENTO DELLE
92
« INDUSTRIE
- - - - - - - - - - - - - - - - - - -
lìE.SSILl NAPOLETANE» : Carderia .
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABILIMENTO DELLE «INDUSTRIE lìESSILI
APOLETANE»: Sala di tessitura Jacquard.
LO STABILIMENTO DELLE «INDUSTRIE T.ESSILI NAPOLETA_NE » : Sala di frangiatura.
93
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABILIMENTO DELI.,E « INDUSTRIE TESSILI NAPOLETANE»
Uno dei grandi telai in 2,0 cm. a 7 navette.
94
=========-=-=------
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
L'AIRTISTICA PUBBLICAZIONE DELLE «MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI».
Uno dei quattro acquarelli ritraenti gli stabilimenti.
da vestiario in gran parte in doppia altezza con menti di maggiore neceesi-tà per l'Ese-r cito le Mala più ricca dotazione di mezzi di rihnime·n to che nifatture Cotoniere Meridionali · Roberto W en•
ner e C. giunsero a dare ogni giorno il continla tecnica moderna sia in grado di offrire.
Come sii nota dalle hgure, le trasmissioni dello
stabilimento sono sotteìl°ranee, in modo che non
una cinghia è visibile negli immensi saloni e gli
operai possono attendere s,enza preoccupaz.ione
al proprio lavoro.
Buona parte della produzione in tempi
normali viene esportata. - Il numero de·i lavo•
r-anti è circa 3000 in maggioranza donne: la forza assorbita è di oltre 2500 HP. ed era prodotta
hno al 1914 da due grandi macchine a vapoire ac·
coppiate ad alternatoiri a 500 volts. Attualmente
l'energia è fornita dalla Soci,e tà Napoletana per
Imprese Elettriche e provie1ne dalle cadute del
Pescara a 185 km. da Napoli. La corrente entra
in Stabilimento a 9000 volts e quivi è trasformata a 500.
Le macchine a vapore restano come mserva 1n
caso di interruzioni di corrente.
In questo Stabi!imento affiuisce la produzione
di parecchie altre tessiture che lavorano per conto della Società e dal princip.io della guerra sono
quivi accentrati tutti i servizi di ricevimento e
di controllo deg·li oggetti per equipaggiamento di
truppe che la Ditta fa confezionare a domicilio
dando lavoro a mig-liaia di hmiglie. - Ne~ mo-
gente completo di un intero reggimento in fatto
di camicie, mutande, vestiti di tela grigia, teli
da tenda, pezzuole da piedi. f ano letti. cravatte.
Nei dormitori e nelle case operaie anin,esse agli stabilimenti di Poggioreale delle Manifatture
e delle Tessili trovano conveniente alloggio circa cinque.centu lavoranti.
Lo Stabilimento di Scafati, delle Manifatture,
che, come sj disse, fu iJl f uhro dell'industria,
malgrado la sua età può ancor oggi degnamente
hg'urare fra i moderni confratdli.
11 corpo principale, del quale l'incisione rappresenta soilo 1a metà, è del tipo classico inglese
a
più piani.
Tutte le altre costruzioni sor sero ma·n mano a
norma dei bisogni.
Il grande serbatoio d•acqUJa, di cui nella fotog'raha si vede la sola parte sovrastante l'edihcio, è alto 25 m., contiene 80 mi.La litr~ d•acqua e fu la
prima costruzione del genere nell'Italia Meridionale.
Lo Stabilimento delle Industrie Tessili Naf,ol etane, malgrado sia sorto contemporaneamente a
quello di Poggioreale delle Manifatture Cotoniere Meridionali Roberto W enner e C., fu costruito
95
LE I. I. I.
==- - ==- == ==== = = ==
con criteri assai diversi, pur mantenendo il con1-cetto de1la massima modernità e pe.rfe:z-ione. lnf,atti il corpo principale deHa Jilatul"a è del tipo inglese ed a trasmissioni scoperle, ciò che ha
permesso, m ,alg'rado la poco diversa potenzialità
di produ:z-ione, una spesa d•iinpianto assai minore sebbene sempre ragguardevole: circa sette
milioni. - Il reparto maggiormente notevole ed
interessante in questo Stabilimento è quello ddla tessitura.
È uno dei più moderni che esista in Italia
per la produzione di stoffe da mobili, tappdi e
coperte e consiste di magnihci telai a Jacquard
in gra•rude altezza, a 7 navette, s{u quali, si può
tessere datll'articolo più corrente a quello più E.no e complic,a to.
Le stoffe fabbricate dalle Industrie Tessili Napoletane si sono ormai affermate in tutto il mondo ed è motivo di grande soddisfaz.ione il
saperle largamente adottate nelle metropoli di
Parigi, Londra, New York, città veirso le qual,i si
avvia U1na parte considerevole della produzio-n e.
.
·
== = = = = = = = = = ===== = = = ==
- Il solo primo campionario è costato più di 100
mila lire ed è ogni ianno in buona parte rinnovato
con disegni che si acquistano generalmente a Parigi.
Notizie statistiche complessive per le due Società:
Lit. 13.150.000
Capitale azionario
Costo originario degli stabilimenti » 23.000.000
8.000.000
Loro importo odierno in bilancio »
mq.
195.00
Superhcie occupata
N.
140.000
Fusi di bh-tura e di ritorcitura
Telai proprii e che Lavorano pre,sso
3.000
altre tessiture
»
6.000
Operai
))
5.100
Forza motr.ice assorbita
HP.
Produzione annua 1i1ati , semplici e
ritorti
Kg. 12.500.000
Produzione aninua di tintoria, biancheggio e mercerizzazione
>>
4.000.000
Produzione annua tessuti
metri 25.000.000
L'ARTISTICA PUBBU:CAZIONE DELLE «MANIFATTURE COTONIERE MERIDIO ALI ».
La cope-,-tina in stoffa Jacquard, raffigurante capsule di cotone,
espr~ssamente tessuta negli stabilimenti della Società.
LE
OFFICI-N E
DELLA "FIAT
Il
Chi s1 avv1cm a oggi alle Officin e, della Fiat m
Corso Dant e a T orino , chi h a la ventura di percorrerle e di visitarle scort ato d a una guida e sperta, ch:i soltanto può contemplare p e r qualche
istante lo spettacolo di tutto quel vertiginoso mo·
vimentò di m acchi,nie e di uomini, non può iìgurarsi neppur lontanamente nè l a modestia dei
germe da cu: ha avuto origin :! l'attuale sterminato Stabilime nto, nè la sua e ntità e potenzialità
,iirttuaile.
Baisti pensaTe che, stabi1ita nel 1900 su un terreno di 10000 metri ' quadrati, la Fiat si este,n de
ora s,u un 'ar'ea di circa mezzo miliqne di metri
quadrati . L'ingrandimento è stato continuo, gli
ediiìci ,si sono agg·iunti agli editi.ci, le officine alle
officine, ,ininterrottamente, occupando, invadendo tutto , io spazio all'intorno, sorpass a ndo strade e piazze cqsì da costituire c:g·gi un'·i intera zona della città, un a città industriale, la aittà della ·
Fiat, dentro la città dri Torino.
P er discerner e i contini di questo dominio bisogna salire al sommo di uno d e i nuovi giganteschi ediiìci a cinque piani che rappresentano il
piu recente ing·randimento, e dei quali ogni pÌa•
no forma per la sua vastita e per il lavoro che vi
si svolg·c un'intera offi.cina. Di lassù si scorge
nudeo primitivo intorno al quale con co;1 fervido impulso si sono irradiati i fabbricati nuoyi in
og·ni dir~zione. M a malgrado la vastità della vioione, che è certo quella della più grande fabbrica di automobili di Europa, e1:,sa non comprende ancora tutta la Fiat, che ha le sue propaggini,
le sue colonie, i suoi ~tabihmcnti ,c om'.plementari~
come le Fonderie, le Carrozzerie, le lavorazioni
di cert i pezzi staccati, spa,rsi i.n altri punti della
città, che ne a,ggiunge seimpre d; nuovi, che non
cessa mai di ingigantire. È qualche cosa di sorprendente questo slancio inesauribile e maestoso
-che sOiSpinge iniinte·rrott,a mente la Fiat ai più aJ.ti
fastigi, che l'anima e che I.a gonha di un vigor,e
ognor più energico di espansione e di rinnovazione. La Fiat non posa ma,i, quando dopo uno
dei 1suoi magniiìc:i sbalzi iin avanti la si rimira
ne/Na sua nuov1a immein,sità e s1 pen a che a taJ
punto essa debba fermarsi, che non possa andar
oltre, che la grandezza co's ì raggiunta sia tale
a
LE OFFICINE DELLA « FIA T »
I reparti torneria.
97
7
LE OFFICINE DELLA cc FIAT »
= - == ==== = == = = == = = === = = === '
LE OFFICI E DElI...LA « FIAT » -
= = -
Un altro reparto torneria .
da non consientire un'ulteriore crescita, da ha- non è che il passa.ggiio e faddentellato verso un
stare a ogni bisogno, ecco che non è così. Ogni pr ogresso e un aumento nYag'g'iore. E l'aumento
progres.so, ogni aumento per quanto rilevante non è soLtanto esterno ma anche interiore. P o i-
LE OFFJCINE DELLA
La fonderia di acciaio .
98
«FIAT »
La fonderia di bronzo, al!uminio
e
ghisa ,
LE OFFICINE DELLA « FIAT »
LE OFFICINE DELLA
« FIAT »
Un reparto fabbricazione pezzi di ricambio .
chè a ogni ingtl'landimenrto ,a vviene una nuova si- ne e di operai ogni officina così da rad.doppiarne
stemazione dei vecchi editi.ci per meglio riempir- la produttività. Ed ancor più ammirevole si è rornie ed usarne ogni spazio, per infittire di -macchi- din-amento preciso ·e disciplinafo che si stabili-
.-
LE OFFICINE DELLA « FIAT
Il re parto fabbricazione radiatori .
»
II reparto montaggio cambt di velocità.
99
L E OFF!CliVE DELLA « Fl 4 T »
= = = = = = = = = = = = = =, = =
LE OFFICI E D::.LLA « FIAT
Il r eparto mon ta gg i o m o tori .
s ce imm e diatam e nt e dop o og·nuna di qu e st e trasf-ormazioni così da far della Fiat una delle più
esemplari organizzazioni industriali europee.
L'impressione che se ne riceve è caratteristica
e indimen icabile. Pare di trovarsi al cosp e tto
i un immenso organismo così ricco di energie,
da non riuscire neppure a utilizzarle e a spi e g a rl e tutte, poi hè l'incessante suo sviluppo non basta ancora a concedere tutto l'ag~o e lo spazio neessario all'espandersi di questo intenso paLpito
di attività che lo pervade e lo infervora e ch e
sembra sempre compresso in troppo angusti con• nt.
A maggior rag·ione ne risul,ta
estremamente
d ifficile una descrizione. Le sensazioni raccolt e
nella vis· ta sono così varie, così vivaci, così complesse e turbinose che è ben arduo il riesprimerle e il dii~pode sopra uno sch e in,? riassuntivo che
possa riuscire breve e chiaro. Soltanto l'indicazione semplice deHe officine dei reparti delle lavorazwni singole e dei prodotti occuperebbe pa-
100
>>
r c~ c hie pag·ine e non ostituir e bbe he un arid o
e l neo in ui mancherebbe precis a ment e il sens o
di quell'ardein.te e immane turbinio di vita ch e
è l a più spiccata caratteristica della Fiat.
Tuttavia per dirigerci e guid a re il lettore un a
trac ia è indispensabile, e noi la segn e remo d ividendo le officine i.in quattro g'randi sezioni e
cioè la Meccanica Generale, le Lavorazi o ni sp ecia1li, il Montaggio, i Mag;azz.ini e i Dep~siti, e
g'li ann e ssi in due altre sezi ,mi e cioè la Dir ezione e Amministrazione e il Collaudo.
)
Ognuna di queste sezioni comprende nume rosi reparti a cui •accenneremo in questo scritto · o
indicheremo nelle ·nostre illustra~ioni.
La meccanica genera1e abbraccia cento pezzi e
oggetti e cento operazioni div e rse effettuate d a
macchine di ogni tipo. essa si estende per inhn i~
te gallerie, si insinua un po' dappertutto.
Qui non si calcola e non si produce che p e r
mig·liaia e per decine di migliaia, e si lavor a
g·1 rno e notte, ed odni pezzo, ogni unità di qu e-
- =- ==
__,f
= = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = ·_:,: - LE ' òFFJèINÈ L>ELLA (( FIAT ~)
LE GFFICINE DELLA
I. - R e p arto m ontcg;1io carri. -
cc FIAT »
2 . - Ma gazz ino d ei p ezz( di ricambi o e d a ccessori.
101
LE OFFICINE DELLA « FIAT» - - = - - - - - - - - - - - - - - - = - - - = = = - = = =
LE OFFICINE DELLA <e FlAT »
2. - Reparto preparazione telai.
1. - H cp arto spedizioni pezzi di ricambio. -
102
- - - = ==-= ========= = =========-- LE OFFICINE DELLA c<FIAT >~
LE OFFICINE ~Ll..A « FIAT »
1. - Reparto collaudo « chassis » da turismo
1
ste miri a.di ò l pezzi e matematicamepte uguale
al!'altro, ed è trattato e 6.nito come un'elegante
e :precisa opera di oeseifo.
Le lavorazioni speciali sono u:no dei l)'iù f elici
e geniali ardim e nti della F1'at ed uno dei suoi
sforz.i più pronti e giganteschi. La F1.at venment e anche prima d,ella guerra aveva cominciato a
unpian t are nel suo seno opihci e re.p arti per cetrt ~ la,vori particolari, rna la guerra è venuta a s timolare e ad allargare questa evoluzione.
Per ordine d'importanza e peir l'entità dei ris~t-ati spetta il primo posto alla Fonderia dell'accia.io. Era cominciato a mancare l'acciaio fuso, urgeva provvedere d'urgenza, e in pochi mesi
g'ra.z1e al nuovo impianto sii riuscì a portare la
produziori:e mensile da 50 a 500 tonnellate di
acciaio fuso e a iniziare la fabbricae.ione dell'acc-i aio napido.
Un 'altra lavorazione che in breve tempo ha acquiistato uno straordinario sviluppo è stata que,11-a delle ruote per i camions, come pure quella
dei r.adiatori, intra.presa nel reparto la:ttonieri, che
costruiva già tutte le va~ie specie di serbatoi e
r ecipienti che hgurano sull'automobile, appresta-
v a e ,sagomava l,e tubaz.ioni e le parti m lamiera
e ottone.
Fna l e nuove Lavonazicmi ricordiamo la fabbric azione delle catene, la costruzione di giunti di
r ame e di amia~to, la costruzione di pezzi stampat i, la costruzione degli it.lberi a gomito e infine
quella de.gli apparati elettrici e delle macchine
utensili.
·
Tutte queste singole kvoraziona. •producono incesSlantemente, sono come tante sorg'ent.i da CUii
s-c·aturisce una corrente perenne di oggetti. Si
consideri ora il formidabile problema di dirigere,
riunire, com.porre i~ fllnità questi va·ri torrenti. di
incanalarli ,d apprima a g'ruppi e poi far converg'ere ancora queste canalizzazio.n i complesse in
una ,s ola hum.ana.
Questo problema la Fiat ha meravig;liosamente risolto con la sua ,o rganizzazione dei Montaggi.
I materiali greggi •arrivano a.i singoli reparti,
ivi trasformati iin quei dati pez:m si accentrano
nei div:ersi saloni del montaggio salone del
montaggio dei motori, salone di montaggio dei
cambi, salone d·i montag'g'.io dei ponti posteriori
- per giungere e raccogliet'ISi n-e l principale sa•
103
LE OFFICINE DELLA a F!A T
>>
------------=-=----=-=-------
ione di montaggio degli chassis, da cui gli chassis hn1.ti passa.no al collaudo.
Ma è neii Magazzini e Depositi che si ha la misura della ricchezza, della chiaroveggenza, della
previdenza dell.la Fiat. Anche in questa speciaile
attività la Fiat può cibarsi a modello. Con un preciso intuito delf avvenire e deHa durata della
guerra, con uno slancio ardito ha procurato di
fronteggia,re tutte le possibili eventualità del
mercato costituendosi in tempo utile cospicue
scorte, rise,rve e dota:z.ioni di materiali e di oggetti necessari ahle sue costruzioni, e specialmente
di pezzi di ricambio, i quali ultimi da soli formano per la loro mole e il loro orJinamento una delle sezioni più importanti e più ammirevoli della
Fiat.
Tutta questa immensa e meravigliosa compagine di lavoro, di macchine, di f one, agisce concorde e armonizzata in un ritmo reg'odare ed esatto che le viene impresso dalla Direzione, dall'Amministrazione e dagli Uffici tecnici, dando
l'impressione di un colossale ese,rcito di uomini
e di macchinari che la lucida intelligenza e la
tenace volontà di un ca.po supremo e di un vero
Stato Maggiore di ingegneri e di specialisti gui, dano con mano sicura al successo.
T
•
Da qui si imprime il movimento e la diretti a
all'opera multiforme e sterminata che si conclude nei collaudi e nelle consegne delle belle ma chine finite.
I collaudi, .i cui sono destina t i ampi reparti e locali e uno stuolo di meccanici esperimentati, s1
avvicendano a turni periodici parecchie volte al
g·iorno. È un 'operazione anche questa che ora s i
compie con regolarità matematica, e non si arresta ma·i. Arr.ivano continuamente i veicoli d
Montaggio e affidati ai collaudatori si sgranano
per i viali e per le strade lontane, riempiendo l'a:na del rombo gagliardo dei loro motori e tornano poi per subire l'ultimo accordo ddi•niitivo. È
una processione incessante come incessante è l a
produzione.
Provati e m e ssi al pUJnto, i veicoli di ogni spec· e, vettu-ne, camions, autocarri, trattori, autoambulanze, autofotoelettrici, si raccolgono nelle rimesse, nei cortili, nelle strade adiacenti quando
ogni sp a z!o è colmo, pronti p -er le cons,egne, ch e
si effettuano con treni interi o in lunghe colonne per tutte le des.tinazioni, dall'Isonzo all'Y ser
dalle Alpi ai Carpazi, ma p r un solo intento e
una sola mè t a: la Vittoria!
LE. OFFI CI E DE.LL
« F IAT
l)
ala d i prova, d ei m otori per aviazione.
RASSEGNA
DEL MO~
.
VIMEN T O INDU~
STRIALE .ITALIANO
,,
,
MESE
Dl
MARZO
SOMMARIO:
1 Q 17
1
IL MATERIALE FERROVIARIO - L'USO DEI COMBUSTIBILI NAZIONALI - UA MINACCIA ALL'INE)USTRIA ZUCC~1f.RA - LE JERRE EMILIA E E LA NA VIGAZIO E lNTBRNA - L'ESPA SIONE ECONOMICA DEL «DOPO GUE.RRA>i - LA BIRRA TUTTA. .. TEDESCA!
- LA NUOVA CONCEZIO E DEI LAVORI PUBBLICI - IL RISPARMIO OPERAIO - LA COLTIVAZIO E DEL COTO E IN ITALIA? - STATI U ITI E «DUMPING» - L'I DUSTR!LA BELLICA LOMBARDA - LA NECESSJTÀ DI U A LI EA NAVIGABILE MILANO-GENOVA - LA SISTEMAZIONE IDRAULICA DEL GARDA - LA CR1SJ Dt:.J PIANOFORTI - iL'INDUSTRIA AV ALE - L'ASSEMBLEA DBJL'ASSOCIAZIONE S8RICA ITALl•A NA - I1 OSTRI MARMI -LA NAVIGAZIO E COMMEROIALE CON L'AMSRICA - U A NUOVA I DUSTRIA NAZIO ALE: L' I DUSTRIA DELLE
PIANTiE MEDICI 'ALI UOVE GRANDI OPERE PUBBLICHE IN CALABRIA E BASIUGA TA - LA
SOLIDJTA DE.l..JLE OSTRE. AZIENDE INDUSTR1ALil - IL PROBLEMA OBI CAMBI - LA FUTURA CITTÀ UNIVERSITARIA L MILANO - L'ASSEMBLEA DEI BIRRAI ITAILIANI - LA DEFICIENZA
DELLE MATERIE GRASSE E L'INDUSTRIA LANIERA - L'IMME SO MERCATO RUSSO - U A
STAZIONE SPERIMENTALE PER L'INDUSTRIA DEL FREDDO.
T u He le n o tizie, i da.ti, le argomentazioni o ì
giu dizi conte nuti in questa rubrica. non impegnano aff a.tto le I. I. I., che per comodità. dei lettor i
raccolgono ogni mese dilig entemente e obiettiva.mente in q u esta. r asse g na. quanto di p iù saliente i principali per iodici italiani politici e tecnicI
pubblicano su p r o b lemi e questioni d ' inter esse
industriale, finanziar io, a gr1colo e commer cia.le.
N. d . =>.
IL MATERIALE FERROVIARIO.
· d t ·
·
·
d·
d
·
(( L e nos t re 1n us ne m1nacc1ano l ve er e 1nd e bolita ed anche in parte arr estata la propr~a a t· 't'a d a 11 a d enc1enza
r ·
d'1 carri· f errov1an
· · - ossert1v1
Ya l'Idea Nazionale. _
Oggi come . oggi. si viv e
ancora sul ma,terial e approvvigionato nel 1914.
L'autorità militare ti e ne imp e gn ;ato oltre il 50 per
ce nto, circa 60.000 carri, della nostra compl e ssi•
va dotazione ferroviaria. La deficienza di carri
f erroviari è in questo m ·o mento la causa maggior e dell'indebolimento dei nostri scarichi portuali•
il c he significa ma ggiore immobilizzazion e , climin n ita efficienza, di un navigJio on e rario, già in·uffic i.e n te ai b'sogni del paese. Il p~oblema di
~a ndurre al suo massimo di utilizzazione il mar e riale ferroviar io si impon e ; nè c e rto iò è pos·
sib.il e qu a ndo l'unico org·ano compet e nte e capace
a questo è ridotto a semplici funzioni esecutive.
speciallmente sovrapponendogli, oltre che infinite
. . .
il d'
11
·1·
?mmisswni., ~:1re
l~etto c~~tro cJ 1:1 1 itare . . ,1
• npete da noi 1 inconveniente g1a avvertito, ma g1a
s·
corretto negili altri paesi alle.a.ti e nemici, del sov r a povsi eccessivo deU'inger,enza militare, nel ,
s erviz.io ferroviario, specialmente nell a zona interna, non di g·uerra vera e proptia. In questa la
ferrovia deve poter fare la ferrovia, c ioè d eve
e ssere resa libera di trasportar e , come meglio e
più rapidamente può. Le autorità militari non dovrebbero inger.irsi di questo, mentre og·gi invece
fissano, da Roma, il giorno ed il treno di partenza 1 la stazione di appoggio, delle migliaia di carri caricati in tutta l'Italia. L'Autorità militare dov rebbe invece curare il sollecito carico, la massima utilizzazione de11l.a portata del carro al cari-
105
LE I. I. I. - - - - - -- -- =- - - - - - - -- = -- - - - - - - -- -- - -- -- --=
co, non iimmobi,l izzare i carri con carichi anti.ic.ipatii in previsione di immediate spedizioni all'ordine, per comodità di collaudi; curare specia!rnente i pronti sca,riiéhi e gli immediati ritorni .del
mater.iale vuoto, e così via. T utt~ cose eh.e invece
oggi sonio debolmente curate. Il proble.ma che
proponiamo è e,s senziale per- potere mantenere
le nostre industrie, queJle di guerra specialmente, in sufficiente efficienza; propOlll.iamo quindi una
qmstione di assoluta difesa, esterna ed interna,
nazionale. Con tale carattere di gravità vogliamo
&perare veng·a, da chi S!petta, inteso e compreso e
saluto ».
raffune. Noi, purtroppo, siamo rimasti quaisi estranei a questo movimento, pur avendo un ter ritor~o .r1icco di Lignit,i, a.nche ottime, e d,i torbe.
« Ma è bastata un,a momentanea deficienza d i
carbonie perchè lo scetticismo sia cessato d'incanto, peirehè le richies-t e di lign-i te iabbiano in
pochi gio:mii es-auri.te le giacenze che da mesi e
mesi s'andavano accumwlando sui p.iazzaLi delle
miniere, mentre la produ~ione ordinaria è assolutamente irn,pa.ri a soddisfarle. Gli amici Canepa
e DaHolio poss01I10 •dirti quale fretta di ricerc
di nuove rniin-ier,e siàs•i accesa, come si incahmo
d'ogni pa•rtie le domande e come dai maggiori ai
minori stabilimenti industr.iali vo,gliano tutti ormai ass,i curarsu. la propI1ia miniera. Eppure in queL'USO DEI COMBUSTIBILI NAZIONALI.
sto momento le ligniti v,e ngono ad.operate nelle
L'on. Roberto de Vito, sottosegretario ai lavori forme primitive e nelle peggiori cond izioni; diret,pubblici, scrive una lettera al « M essaggero» sul- itamente, appena estraitte, con a:lto gr~do di umil'utii1i:z2:1azione dei combustibili na.ziionali. Fra l'al- dità, senza macchinari adeguati, da personale
t<'.ro egli dice: « Più eh.e d'indole tecn!Ìca, gli ostanon prati.oo, ed a prezzi che talora sembrano folli.
coLi son-o start-i d'indole economica. Geneiralmente
« Ma la necessità non ha leg,ge e la necessità
invero si afferma che le spese per i proces.si di f a vedere che nonostante le pessime condizioru.
preparazione, utili per le ligniti, indispensabi1i d' impiego, a.inee
1•
f erroviarie e tramviarie camnuper le torbe, aggiunte a quetlle di e.straZlione e cLi
naino, caldaiie fiss!e s 'a,l iment aJlll(); anche alle powasporto g.rungono a cifra tale da rende.Ile insostevere disp11ezzate ce11erentc:J.e si rivolg,e ormai unq
nibile la con.oorrenza del carbone in condizioni
,
sguardo di compiacenza e di desiderio.
normali. Ma non ti sembra strano e mer.itevo!le
« Sarebbe follia e imp,erdonabile colpa se neddi pa:rticolare co:n.sideirazion,e ol f,atto che pae&i, i
l'attuale momento si perdesse la v.isione del dopo
quali non sono tributari ddll'estero come n<>ii. siamo, e dispongono di ricche m~niere di carbone guerra, e non si ponessero fin da ora le basi delle
fossile, sfruttano l.igru.ti e torbe intensament e con future utilizzazioni. Le vecchie miniere già ape rottimi r.iiS'Ulltat,i t>ecniici ed economici?
. te a1l1l'eser,cwo e le nuove, sostituendo aJ.l'emp:i« Occorre fors,e ricord,are che la Prussia, men- r is1m o la guida sapiente del t eqniico e adottando
tre nel 1865 produceva 20 milioni di tonnellate nella coltivazione criteri ra.z,Ìonali e moderni imdi carbone e 5 milioni di tonn-ellat,e di lignite, piantii, debbono continuare la vita loro anche d ogiungeva dopo appena trenta anni a 44 milioni di po, e non grama. Con I.a bontà e regolarità d etl
tonnellate di lignite pur spingendo la produzione prodotto e col giusto prezzo debbono spingere l a
del carbone a 114 milioni di tomi.ellate all'anno? chimica industr,iale a nazionalizzarsi; e gli indn Tu sai megLio di me che le ligniti abbondano an- &triali nostri ad introdurre negli impianti le n eche i:n Sassonia, Baviera, Boemia, Moravia, Sti- cessarie modifiche; la chim.ica industriale e gli
ria, !stiria, Ungheria, Francia, Svezia, Russia e industr~alii debbor10 a loro volta as,s icurair e a d
ve ne sono pure in lngh.iLter.ra, venendo ovunque esse un sempre crescente svih~ppo ».
utilizzate ,i n g'randi,ssima misura.
« Estratte con più moderni macchinari, brucia' no direttaimeinte sotto le caldaie· a vaipore d,i ·granUNA MINÀCCIA
di centiraili termo-elettriche; bruciano neille locoALL'INDUSTRIA ZUCCHERIERA.
motive di Ba'V'Ì·era e d'Austria, s'impiegano in
moltepli,ci usi e si riducono in mattonelle di ,p oco
Un memoria1e a stampa dei presidenti delfAs costo, gaesihcate nieti gassogeni degli stabilimen- soci azione agraria di Ravenna, ded.le Ass~cia:z.ioti siderur~cii e distillate nei forni con catrame e · ni bieticoltori di Forlì e di Cesena, si rivolge alnel'le storte dànno, oltre ai prodotti gassosii com- l'alto intelletto dei Mini.st11i delle Fi1J11anze ~ delbustibili, il catrame di ligniite denso e ricco di i- l'Agricoltura per richiama.re la loro attenzione
drocarburi, da cui per cLis,t illazi,o ne fra~ion,ata si sopra un problema d'importanza non ,f,ur regionatriag'g'ono olii Leggeri o benzine, olii pesanti e pa- le ma nazionale, alla cui nso1uzione equa e ,..;.
106
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
spetto~a d'ogn,' legitt,'mo interes:te, sono legate
le sorti di molte zone agn·cole, d,' un'industria
fonte d,' J;Huso benessere, e le necessità al,"mentari de] paese.
Ed il problema è questo: Gli ag~icoltorii bieticoltori domandano ai Ministri d'indurre non
osano dire apertamente costringere i fabbricanti di zucchero ad elevaxie i1 preno delle barbabietole da hre 3.10, maissimo loro pagato nella campagna dei 1916, a lire 5,60 ed in transazione almeno a L. 5 il quintale; per cui siccome a
produrre un quinta'le di zucchero. secondo le loro atfermazioni, occorrono otto quintali di barbabietole, così il costo della matMa prima per ogni quintale di 2-ucchero sarebbe di 40 lire. Vi sono. essi dicono conchiudendo. altre culture che
i prezzi odierni rendono molto allettevoli - canapa, pomidori, patate. heno che potrebbero .
essere preferite, e allora potrebbe veri/;cars,' essi aog,giu.ngono - il doloroso fenomeno di non
ottenersi in paese, neppu.~e nel 1917, lo zucchero
che domanJ.a il con.8umo.
Ma Cam nell'« Idea Na:z.ionale » presenta a.gli
:agricoltori un quesito che viene spontaneo alla
mente di ognuno, cioè: s•e Ja guerra hnisse nell'estate, credono gli agricoltori bieticoltori che ~
prezzi del1a c·ana:pa, dei pomodori, delle patate,
del beno, si ma.in-terrebbero all'alto livelJo attua-·
le 7 NessUJno os'erehbe immaginarlo: non è dubbio che la conclusione della pace produrrà i1l crollo dei prezzi fenomenali di oggi, anzi io SOlll c,e rti-ssimo che il ribasso si manifesterà hn dal primo annunzio dell'armistizio e dell'inizio dei
negoziati di pace. Allora gli agricoltori dovr~bbero sopportare il ,p eso delle conseguenz,e di aver abbandonata la coltura delle barbabietole, molto rimunerativa anche al prezzo di
L. 3.10, per preferire le altre sopra indicate. « No
dice l'articoli.sta io non lo credo. Gli agrico1tori sono troppo intelligenti ed accorti per
mettere ad etfetto la loro Larvata minaccia. E, tenendomi nel campo delle prev.isioni. tutt'altro che
fantastiche od anche soltanto improbabili. dell'avvento della pace, mi pare logico e giustihcato
un altro que,sito: lo zucchero si manterrà ai prezzi attuaili? SaTebbe da matti soltanto a pensarlo:
cessati i :r,Ìschi .di guerra, i noli ribassiera,n no fortemente; hnita la guerra la produzione rus~a. americana, · ouban,a, verrà otferta a prezzi molto
minori degli attuali~ ed allora come farebbero gli
zuccheri.eri italiani a r:far,s i del costo di 40 lire al
quintale della sola materia prima, barbabietola 7 >>
LE TERRE EMILIANE
E LA NAVIGAZIONE INTERNA.
Milano, maestra di attività, sta r:isolvendo in
modo grandiOtSo e rapido il problema della li,nea
c'li navigazione Venezia-Laghi Lombardi. La nuova linea, ceduta per la sua costruzione dallo Stato al Comune, metterà in diretta comunicazione La regione più industriale d'ItaLi.a · col mare Adr.iatioo e con Venezia.
A seguito di ciò che a Milano si è fattq, altre
iniziative sono sorte e già
costituenda « Prima società italiana per la navig,aZ1Ìone sovvenzionata sul Po», ha inoltr:ato al Ministero dei LL.
PP. domanda tendente ad ottene,r e una sovvenzione chilometrica onde effettuare mediante natanti da 100 a 300 tonn. un regolare ed attivo
servi%1i-0 di nav-igazione tra Piacenza e il mare,
con scalo Foce Mincio-Mantova. Tutto ciò tende
a valorizzare le già fertiJis'sime terre di l} ungo Po,
che, mancando ora di rapidi e comodi servizi ferroviari, non vedono suffici,entemein,t e compensati
gli abbondanti prodotti del suolo.
I1 problema della navigazione interna si è imposto e, tardivamente ma ancora in tempo. si inizia a batter,e anche da noi quella strada che ii.
Franc~a. in Germania e nel Belgio ha dato risultati tanto sorprendenti da crerure di città continentali come Parigi, Francoforte, Dre,sda, Mannheim. Liegi, i primi porti del mondo.
È fuor di dubbio 'che il bacino adriatico, troppo
a lungo da noi trascurato, avrà in avvenire itnportanza capitale per la nuova Italia agricOlla e
commeQ'"ciale. Ve,nezia e Trieste, la Dalmazia, la
Albania, che, nostra o libe.Ta, sarà e dovrà a noi
essere leg•ata da indissolubili legami politici e
commercia.li, l'Oriente nostro COlll Je is~e dell'Egeo e i territori a noi spettanti delrAsia minore,
costituiscono tale una somma di ricchezze i parte esistenti e produtt-ive, in parte da valorizzare,
da far logicamente ritenere essere mdispenisabile
tendere neJ prossimo avvenire con tutte le foa-~
nostre all'Adriatico.
Modena per prima, Bologna e Reggio in segui- .
to etbbero, sotto i passati Governi, sviluppata al
massimo grado per que~ tempi la navigazione Huviale. Era per queste città ragione di vita o di
morte poter comunicare per via d'acqua col Po e
col mare, e tale necessità fu tanto sentita sin nei
periòdi più neri di nostra vita.
Bologna, Modena e Reggio devono ora assolutamente volere che le loro vie d'acqua siano riattivate, mutando i melanconici ed ostruiti navigli
in moderne e vitali linee di scambio dei prodotti.
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LE I. I. I . - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - E tanto più ora di prima, la soluzione di questo
problema s'impone, quando si pens.i all'economia
che neU'.acqmsto dei carboni esteri dovremo imporci anche nell'avvenire. Le vie d'acqua, che
ain1che in passato poteva.n o dar,e il prezzo deLla
onne'11ata-.chilometro a metà di quello dato dalle
f.errovie, rappresenteranno ancora più in avveniire
la soluzione più economica di trasporto che mente \.lJillana possa concepire.
L'ESPANSIONE ECONOMICA
DEL « DOPO-GUERRA »
Uno degli I.stituti più importanti; cui il mondo
degli affari affida in Italia la tutel,a dei suoi maggiori in.rteressi, attende in questo momento scrive la Perseveranza - a studiare la maniera
più conveniente per creare a nche da noi un 'attività organica, diretta a guidare e moltiplicare
l'espansione economi.ca dell'Italia nel dopo-guerra. Ecco le linee generali di un progetto completo, che forma particolare mate.ria di esame proprio in questi giorni.
« Quasi tutti i conoscitori della vita economie-a
italiaina concordano nell'affermare la necessità
assoluta che l'Italia attenda hno da ora colla maggiore s,agacia e colla maggiore energia ·a procurarsi per iJ dopo-gueirra un rapido e solido sviluppo economico, se voglia superare con successo il
periodo diffirule del nuovo ·assetto di pace e se
voglia aissicurarsi un fortunato avvenire.
<< Occorre pertanto che sorga se~a iindug'io
nel nostro Paese un organismo il quale abbia insie,me il proposito e l'a.ttitudine di farsi centro
propulsore · e dirigente deil nuovo sviluppo economico nazionale.
« Lo sviluppo economico dell'Italia s.i compendia e si estrinseca nell'ottenere questi risultati:
1) k maggiore ,e la migliore produzione; 2) il
più utiJe collocameruto dei prodotti.
« Per conseguire questi effetti occorre svolgere con efficacia un'azione tecnica e un'azione po·
litica.
« L'azione tecnica si propone essenzialmente
la volgarina;ione tecnica, e cioè la più diffusa conoscenza ed applicazione dei procedimenti tecnici propri alla produzione ed al commercio.
« L'azione politica si propone essenzialmente
la valorizzazione politica, e cioè in primo luogo
il coordi.namento delle volontà e dei programmi
tra ogni ordine di produttori e di commercianti,
eM in ,s econdo luogo l'accett>azione di tali coordinate direttive da parte della pubblica opinione e
da parte dei poteri costituiti.
1
110
= = ==- = = = == = =
« L •azione tee.nuca si può COimpiere mediante
la istitu:z.ione di un ,Ufficio Tec:n:i.co, il quale concentri la propria attività nel pubblicare periodicamente e nel distribuire con straordinaria larghezza una rassegna tecnica, che: riferisoa tutte
le informazi.onii tecniche via via apparse in tutta
la stampa del mondo, ospiti ogni originale ed autorevole proposta tecnica che le giunga, furu:.ioni da organo di consulenza tecnica per i lettori.
si faccia iniziatore di iinchieste, di studi. di esperimenti, di conferenze, di coincorsi, ecc.
« L'azione politi.ca si può compiere per quanto
attiene al coordinamento delle volontà e dei programmi tra ogni ordine di produttori e di commercianti, mediante l'opera di speciali commissioni 1nominate volta a volta fra tutt.i t gruppi cà
interessati per l'esame dei singoli problemi. e,
per quanto attiene all'accettazione di tali coordinate direttive da parte della pubblica opinione e
da parte dei poteri costituiti, medi.ante l'opera
della stampa e l'opera del Parlamento opportu.niamente sollecitate: tutta que.sta attività è demandata ad un ufficio politico.
«Siffatto org'anÌ,smo hta la sua base nella piu
larga massa di aderenti fra tutti i produttori ed
i commercianti, trae i suoi mezzi da-i contributi
dei consociati, è dir,e tto da un piccolo numero di
uomini fattivi, immediata em81l'lazione dei soci».
LA BIRRA TUTTA ... TEDESCA!
Un memoriale dell'Unione ita.liaina fabbrioant i
birra di M,ilano espone delle circostanze che gettano una str81l'la luce sulla nostra acquiescettua
commerciale verso la Germania prima della guerr a. « La preparaz.io,ie della birra - dice il memoriale - fu dai nostri imprendit-0ri interamente
affidata a personale t~nico pure tedesco che adottò criteri e mezzi sola.mente teutonici, esigendo l'impie,g'o di materie prime di esclusiva provenienza tedesca, conseguendone che, di italiano,
la birra f abbrica-ta in Italia non ha potuto avere
che il capitale iimpiegato e la denominaza.one. ·
« Quindi materie prime di a.ltra origin,e furono
bandite dai nostri opifici a tal segno che gli industriali giunsero a qua.si ignorare che altrii pe.esi, oltre quelli tedeschi, producessero dell.e buone mater ie prime, adatte alla fabbricazione della
birra.
« Scoppiat a la guerra europea, i nostri •propri.et,ari delle fabbriche di birra fortemente temettero di dover arres_tare la riispettiva industr~a. a
causa della partenza dei loro birrai richiamati in
patria alle armi ed a motivo delLa difficoltà di ot-
RASSEGNA
DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
tenere le solite materie pvime, di cui gli imperi
entrali avevano vietata 1a esportazione dai 11·spettivi territori.
H Prospettata la situazione al Governo. questo
si prestò perchè fossero rimossi i div1eti soprajin.dicati, ma sen:z.a esito, dal che derivò l'or ientamento generale degli acquisti verso altri
paesii, quali l'Inghilterra e le Americhe, mentre
pochi industriaili e particolarmente coloro che,
provvedendo alla rispettiva '-produzione da sè o
per me:z.zo di dementi italiani che avevano ap•
pr,ese le necessarie cog.n iz.ioni recandosi prima
della guerra alle scuole tedesche, ed essendo,
quindi, in miglior condiz.ione di indipendenza,
t ent~r0010 senz'altro la preparazione almeno dell a principale materia prima, il malto, trattando
l'orzo di produzione locale, sebbene coltivato senz a speciale riguardo alla industria della birra.
1< La nuova sistemazione che, a causa della
~ erra, ha dovuto darsi all'industria della birra,
sebbene s-iasii prodotta attraverso immense difficoltà, anche a motivo dellp successive chiamate
.alle armi delle maestranze più o· meno addestrat e, ha offerta la pratica dimostrazione di un fatto
c he pareva i.ncredibiJe, e cioè, che la bir:ria potev a prodursi in Italia anche sen:z.ia i tecnici tedechi e pu:r,e senz,a le mater~e p-rime tedesche, ma
sopratutto, che potevas~ anche fa.r,e della buona
birra, con materia pn.ma proveniente da orzo rac~olto sul suolo n-az.ionale, con utile della pe.tr~a
gricol tura.
<< La circostanza, an:z.i, ha de.stato iin molti dei
nostri agricoltori, ed anche nelle Cattedre di Ar .i coltura, il vivo desiderio d,i avviare colture,
-tanto di orzo speciale per birra, quanto di luppolo, coil lodevole proposito di affrancare l'industria
i taliana da ogni concorso straniero, avvantaggiando nostni coltivatori dei molti miilioni annui ch e
si spendono a questo riguardo all'e,uero ».
gere, integ'rare, .sussidi:are le energie e iniziative
indivi,d uali nell'iintieres.se dell'economia rurale
privata, che è la prima folllte del benessere na•
zionale, doveva essere naturalmente e legalmen·
tl incompetente e incapace ad esere:itare le funzioni di po1iz~a de.i Lavori pubblici obbligatori
dell'Agro Romano che si inspirano al princi~o
opposto a quello applicato dal Ministero dii A. I.
C. cioè alla lotta contro le rendite gratUJite e allo
scopo del1a realinaz.ione dei massimi edonistici
collettivi mediante la sosti~one dello Stato all'Individuo.
« Bisogna dunque re•stituire le redini dell'Agro
Romano al Dicastero de.i Lavori Pubblici. Il quale, dltre aJ completamento della bonibca idrauliica prevista dalla legge del 1879, potrà curare ciò
che hnora nes,su.no ha potuto curare, cioè la requisizione o espropriazione fo:r:z..ata per inadempienza alle obbliigazioni legal,i di bonibca, dal
1883 ad oggi, di quel centinaio di tenute, della
estensione complessiva di oltre 25 m~la ettari, i
cui proprietari, col consiglio e coll'aiuto involon• '
tar,io del Ministero di Agricoltura, hanno ottenu•
to dei mutui di f avo:rie per poter simulare di iniziare il miglioramento fondiario loro prescritto e
rimandare alle calende greche il bonificamento
culturale, cioè la tra.sform~ione del contratto agrario di affitto e deillo scopo e,con'Om~co di esso,
che nehl'Agro Romano è la pastorizia.
« Solo il M ,iniiistero d,eo. Lavori pubblic~ potrà:
a) avvertire bn .d'or.a, con decreto-legge, i
contadini che sii battono al fronte, che non stiano in pensiero per la loro disoccu.pa:z.iione dopo la
guerra e che fughino lo spettro dell'emigrazione
forzata, perchè lo Stato preparerà loro dell.a terra abitabile e coltivabile, anzitutto attomo alla
Capitale, dove requisirà la terra, 1a risasnerà mediante la disanofe.Iizza:z.ione siste~atica, completerà la rete stradale, anzitutto attorno alla ferrovia costruenda Roma-Ostia, e curerà la fondazione e org'ani:z.zazione di un demanio rurale di
LA NUOVA CONCEZIONE
beni di famiglia per Reduci contadini, org'anina•
DEI LAVORI PUBBLICI.
ti in Compagnie cooperative, munite per il primo
L'idea romana e pont~hcia della bonihca obbli- quinquennio di tutti i vantaggi della mobilitaziog atoria dell'Agro circondante la Capitale, l'idea ne militare, che sussisterà agli eff ettii della redissepolt'8 e rinverdita da Garibaldi e da Bac- denzione agr,icola e della colonizzazione graduacel1i, appartiein·e, pe,r diritto di proprietà intellet- le dell'Agro Rom.ano, sempre su dòmanda d' ar~ le della legge del 1878, al Ministero dei 'La- ruolamento volontario dei singoli reduci~
b) vi et arie con decreto-legge, in esecuzione
vovi Pubblici. Fu un grave errore tecnico ed economico delle tre leggi successive - dice l'« Ecb- della obbligazione ,legale di bonihca, ogni connomista d'Italia» quello di aver affidato in- tratto di affitto e subaffitto di tenute romane a
vece la bonifica obbligatoriia dell'Agro Romano al scopo dii pascolo, salvo ~n casi speciali la conces•
Dicaistero dell'Agricoltura, Il quale, dovendo per sione del permes,so di affitto da parte del Minisua attribuzione e competenza incoraggiare, diri- stero dei LL. PP. quando sia accertata 1a inipos-
i
111
LE_ I. I. I. - - - - - - .- . = . .
== == == ==== == == - ===
sibilità di stipulare qualunque altro tipo di ~ontratto agrario;
.
e) vietare con decreto-legge l'arruolamento
privat o di mano d'op era col r e gime dei caporal1',
e permetterlo solo a federazioni di lavonatori della terra e del besti ame; .
d) fare concedere dal Tesoro e da.Ha Cassa
Depos.iti e prestiti i fondi e mezzi per la colonizzazio ne cLeH'Agro Romano mediante l'espropr;azione forzata delle tenute e J collocamento ivi
dei redu ci conitadini arr u o lati come sopra fu detto )).
IL RISPARMIO OPERAIO
L 'on:- Agnelli svolge molto opportun a m e nt e alcune considerazioni. su di ·un ar g omento ch e noi
riteniamo di grande importanza: J R1's,f,arm1·0 opera1·0.
Il Comitato Lombardo di Pr e pa razion e e la
Federazione dei Comitati d'Assist e nza scrive
il colto depu1,ato di Milano su1la cc Libertà Economica )) hanno deciso di intraprende.re una
propag·anda, possibilm e nte larga, intensa e organica, per favorire e pr o muovere il risparmio
nella classe operaia.
È que·sta una ini:z.~ativa di Ul non tutti apprezzano la drande importanza, .e che invece merita
il massimo incor aggiamento e la più estesa applicaz~one. È anche una inizia~iva che dovrebbe
trovare l'adesione e il concorso di tutti, qualunque sia il loro modo di pensare suU.a s ,i tuazione
prese'ntie esclusi quelli, per fortuna pochi che seguono la comoda, ma stolta teoria del: tanto peggio, tanto meg-lio.
Il risparmio presenta inf att~ og·gi non soltanto
i vantaggi di previdenza con1sueti dei tempi normali: esso ha una particolarissima fun z · ne, la
cui caratteristica di classe dovrebbe essere seriamente meditata dai lavoratori.
Presuppongo, pel momento, risolta la questione del marg•ine che ad un dato numero di operati
possa rimanere sulle spese necessarie alla vita,
nel momento attuale: la que•s tione cioè della possibilità del ·risparmio. Di questo intendo parfare
a base di cifre precise, non appena avrò terminata una pic;cola inchiestia alla quale attendo da
qualche tempo: con la esatta comparazione fra
caro-viveri e &alari. I risultati già raccolti fin da
ora accertano che il margine sussiste, in misura
anche maggiore di quello che generalmente non
si pensi. Ma, ripeto, su questo avrò occas,i one di
ritornare.
QneHo che mi propongo ora è far riflettere al-
112
- - -
=- - - - - - -
l a cl a ss e lavoratrice, e pel momento nel solo su"o
interesse particolare, quanto s.:irebbe benefìca l a
estensione dello spirito d,i previd e nz.a.
Secondo pare c chi e conomisti, lo spirito di ri sparmio agisce quasi s e mpre, nella società i,n g'e nerale, ben più energicamente della tendenza al
dispendio e alla prodigalità. La sua forza ri.parat r ~ce è ei:io rm e ; e qu a lunque siano gli sciupii dell'impr evidenza individuale e governativa, questa
<< vis medicatrix )) a gisce o scur a m ent e e in sil e nzio, p e rchè in ogni nazione è forte· il numero di
qu e lli ch e sentono J biso g·no di assicurarsi l'avven1Te.
Quindi, s.i r e alizza in g·enere wn,a tale somma
di r isparmii, ch e essi bastarono normalmente, n e i
varii periodi storici, ad aum e ntare la fortuna pubblica e la privata.
È l'~redit à ch e ogni geneir az.ion e lascia all e
successiv e e che d ia sola basta a g·arantire la continuità e l'inc re mento della produzione nazionale. Alcuni p ae si n e dànno e s e mpio cospicuo e
decisivo.
Anzi si aff e rma, non senza fondamento, ch e
causa imm e d iata dell'1aumento d el patrimonio nazionale non è g~ à l'industria ma J risparmio. L'industrÌ,a seinz.a dubbio fornisce la ma teria che pu ò
essere risparmiata; ma è lo spir it o di risparmio
che 01pera la r iserva, e senz-a di e,s so il capitale
disponibile potrebbe non aumentare.
Anche nel periodo attuale, così anormale sotto
t a nti asp etti, i d e positi fiduciari, ,i conto-correnti,
i d e positi pr .:: sso le casse di risparmio ordinarie
e pe stali s ono in forte aumento: e ben poco risentono l'influenza dell'investim ento di somme.
cospicue nei vari.i prest-it" pubblici che lo Stato
ha emesso sotto forma di debiti a lunga scadenza o sotto forma di buoni del T e soro.
Presso le tre maggi.or-i Ba~che, i depositi fiduciari che erano di milioni 372 nel gennaio 1916,
arrivavano a mJioni 631 neU'ag·osto; i conti correnti, per le stes.se epoche, e_rano rispettivamente milioni 1251 e milioni 1727.
Nelle casse ordinarie trov iamo J seguente incremento:
Depositi fruttiferi a fine aprile 1916: 27% mjlioni; id. id. a fine settembre 1916: 3054 milioni·
aumento 258 miilioni.
Nelle casse posta.Li:
Depositi all'll novembr e 1915: 1909 milioni:
id. all'll novembre 1916: 2089 milioni; aumento 180 milioni.
Sono dati ufficiali, dedotti dall'esposizi9ne finanziaria· del ministro Garcano; e indubbiamente le cifre appaiono assai confortanti.
= - - -- - - - - - - - -- - - -
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
Che cosa provano queste cifre?
Sopra tutto una cosa: vi sono classi le quali
_r1ealizzano almeno temporaneamente guadagni che permettono una te,s aur.iz:z.azione, oiltre
tutto ciò che >Si impiega di nuovo, estendendo gli
impianti delle industri.e, comperando i titoli dei
presrtiti e i buoni del tesoro" emessi oramai per
divers.i miliardi in due ann.i.
Or1a, g1i operai dovr;bbero conv,incers.i che se
essi, potelnd.o a loro volta risp .1rmiare, non lo fanno, ma spendono tutto ciò che guadagnano, alimentano precisamente i risparmi di al-tre categorie eco.no-miche. cosidette borghesi. Non pochi
fna .i milioni de,p os.ita · in conto · corrente alle
Banche o alle Casse ordinarie e postali sono formati dai guadagni che, pel maggior consumo delle alassi operaiie, possono essere reiaJ.izz.ati da
coloro che vendono a queste i prodotti, e che ne
aumentano i prezzi anche in ragione dell'aumentata domanda. Se la classe operia.iia spende largamente, nan è p.iccolo .il numero dà coloro che
guadagnano pure larg,amente su queste spese, e
che sono così posti in grado di ca~ta!Ez:z.are.
Dobbiaimo dunque domandarci perchè non s-i.
voglia intendere il vantaggio che per gli opera.i
priesenterebbe iil fare da sè questa operazione,
nel ,f,ro{,rio esclus1·vo interesse: il ridurre una parta dei propri consumi, mettendo in serbo qualcosa del supedluo.
Ma, sempre dal punto di viista di classe, la più
elementare previdenza consigl~a il risparmio, per
qua,nto potrà accadere nel dopo-guerra. Lo studio p.iù scrupoloso e compleito dei provvedimenti
da adottarsi aiLloria non ~otrà escludere affatto un
periodo di diffico1tà ed eventuailmente di disoccupazione. Smobilitare, in tutta Europa, .i milioni
d.i uomini che sono ora sotto le armi sarà operazione ddi.cata quanto e più di quella che occorre
a chiamarli in servizio. Il mercato riassorbirà
queste forz,e di lavoro, ma quanto durerà il periodo di passaggio dal vecchio aJ. nuovo equilibriò?
Più ancora: i s,a:larii attuali sono, in oerte industrie, di gran lunga superiorii alla media dei
tempi ordinarii. Anche ristabilito l'equilibrio,
questa misura non potrà durare, una diminu~.io~
ne sarà inev.itabile.
· Ebbene: gli operai, non r.ispMmiando, cagionano, a tutto loro danno, due conse.g uenze: la prima, di dover affrontare un periodo difficile senza
alcun mezzo per farvi fronte; la seconda, di rendere più forte e più sensibile la in,evitabi,l e diminuzione di S'alarii nel dopo-guerra.
Infatti, sempre C01nsiderando la cosa dal pun-
to di vista di classe, è spiégabilissimo e giustificato eh~ :il lavoratore sii proponga di resistere alla minacciata ' diminuzione, e che debba porre in
OP.era i mezzi più razionali ed energici per ottenere lo scopo.
Ed a.Uoira - tutta la storii~ de:lle org'anizz.az.ioni e delle rivendicazioni operaie lo dimostra chiaramente - la •possibilità di resistenza è iin rapporto immediato col possesso di un risparmio;
anche lo sciopero, per così dire, è un 'impresa e
richiede un capitale: e l'opera.io che ,non ne possiede nè molto nè poco, è natur-almente posto .in
condizioni di grande inferiorità.
·
La classe lavoratrice fa dunque grave t orto ,
prima che ad altni, a sè medesima se, trovandos.i
in grado di risparmi,are, dissipa spensieratamen-te gli extra-sa1lari che le c~nd-izioni pre.senti l e
consentono.
LA COLTIVAZIONE DEL COTONE
IN ITALIA?
Sotto la presidenza del Comm. Giorgio My1ius, presenti i sigg. ing. Clateo Cas-teJl.in-i, ing·.
Brambilla, Pietro Soldini, Massimo De Vecchi,
ing. Mazzuchelli, iJng. Raimondo T argetti, in .
Tarlarini e dottor Levi segretario, ebbe luogo
una interessante adunanza d,el Ccmsiglio della
Sezione T e&sili presso il Comitato nazionale tecnico-scientifico.
Argomento di animata discussione fu la proposta di studiare la produzione in Paese e Colonie del materiaù.e fibroso delile industrie tessili.
Per quanto concerne il cot01I1e, l'ing. T airilarini
f e ce rilevare l'importanza che ha pe,r l'Italia 1a
coltiv· zione del cotone al fine dii premlll1lirsti dall'eventua1le deficienza o completa manc8111Za dell'importazione dagli Stati Uniti, che recentemente raddoppiiarono la loro potenzialità nella produzi01nie dei filati, aumentando l'esportazione dei lolo tess,uti. Si domanda iin quali gravi condizioni
si troverebbero gli Stati Europe-i, qualora il consumo interno de!l catone greggiio negli Stati Uniti aumentasse di mdlto, diminuendone di conseguenza l'esportazione, o qualora .in casi di penuria l'uscita deil cotone dall'America fosse gravaw
ta da dazi proibitivi. Ritiene quindi opportuno
che il Comitato abbia a richiama,re l'attenzione
del Governo su questo g'rave fatto e che con una
estesa relazione si faccia presente la necessità
di ovviare a questa minaccia, effettuando con
l'appoggio dal Governo un programma di lavoro
per la coltura del cotone.
Soildini fu dello stesso parere, ritenendo che
113
8 •
-F R A T E L L I MA I N o
&
C.
G ALLARATE
f[ Qùe ta Ditta sorse modestamente a Somma Lombardo nel
e
due lustri di vita bastarono a porla in prima linea tra le grandi
Indu trie Cotoniere Italiane ed e ere tenuta in eria con iderazione
ancbe all' e tero.
N~l 19o't, ~opo a, er completato l'impianto della Tessitura con oltre
1000 Telai, tutti con Macchina a 1acquard, trasfei-ì la sede a GALLARATE
in un uperbo edificio con anne o Stabilimento di Candeggio, Tin/
tot:ia, Mercerizzazione e Fini saggio.
C tabilimento magnifico per l' interna di tribuzione dei grandiosi
·eparti, dei vasti saloni e per il suo comples o ideato ui princ1p11
della più alta modernità edile, industriale ed igienica.
Questa Ditta all'Indu tria Cotoniera seppe dare un icdirizzo affatto
nuoy·o, introducendo mera iglio e trasformaziom· per produrre articoli
·q
q
1900
Stabilimento di Somma Lom.::>ordo
di assoluta nov1ta: fantasia, operati a l acquard, damascati, traforati,
articoli per Camiceria e Foulards di cotone mercerizzati in grande
assortimento curando in ispecial modo il finissaggio di tutti i suoi
prodotti, mettendo così in condizione il nostro paese di emanciparsi
in parte dall'Estero per gli articoli fini.
La propria produzione apprezzata viene oggi facilmente collocata
presso i principali grossisti d'Italia ed e portata in tutti i paesi d'Eu/
ropa, nell'America del Sud, nell'Estremo Oriente e nei possedimenti
Inglesi sulle Coste Africane.
Tanto sviluppo la Ditta lo deve al Gerente, Sig. ·Comm. Alessandro
Maine, Cavaliere al Merito del Lavoro, ben coadiuvato dal fratello
Cav. Antonio, i quali con l'attività intelligente, con l'assiduo studio
dei progressi migliori, banno' saputo creare una meravigliosa e ben
diretta aziendq colossale, onore loro e della Patria.
Questa Ditta all'Esposizione Universale di Torino del 1911 ottenne
il Grand Prix e l'unica Medaglia d'Oro del Ministero d' Industria
e Commercio.
·
All'Esposizione di San Franci co (California) del 191,r ottenne la
Medaglia d' Oro.
q
q
LE I. I. I.
=- = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
· una voce al Governo, partita dal Comitato, rie..sca
efficace per ottenere quei provvedimenti e quelle
faciE.-azioni necessarie che finora vennero a mancare e non permisero di rendere vitali le intra•
prese che alcun.i coraggiosi già avevano attuate.
L 'ing. Targetti, per quanto c~ncerne l'industria
laniera; manifestò l'avviso che anche per la lana
sarebbe assai int~ressante promuovere la pastorizia nelle nostre Colonie, particolarmente in T ripolitania, visto che in Algeria e nel Marocco, paesi di condizioni climatiche analoghe a quelle della Tripolitania, gli esperimenti fatti diedero risultati soddisfacenti. È una questione da studiarsi per il dopo guerra, procurando -anche di sviluppare la pastorizia nell'interno COll'l l'appoggio del Governo che già contribuì all'intensihca•
zione della' pastorizia nell'Agro Romano.
Il Consigliere De Vecchi notihcÒ che la produzione dei bozzoli venne già iniziata nelle no•
stre Colonie e che dai risultat.i ottenuti ritiene
poss,a essere sviluppata.
L'ing. Castellini e l'ing. Brambilla, raevando
che l'Italia è forte produttrice ed esportatrice di
canape, pur Titenendo importante la coltivazione
del lino per l'estrazione della 1ibra, che per varie
cause non ebbe sviluppo da noi, furono concordi
suffimportainiz.a di studiare alcum materiali 1ibrosi che vegetano nelle Colonie, richiaman-do l'attenzione sullo sparto; su questa 1ibra dette alcune informazioni iJ dottor Levi spiegando le
cause che sinora non ne permis,e.ro l'ut-ilizzazione
in Italia, specialmente per la f abbricazi.ione deLl,a
carta, nella quale industria è invece estesament,e
utilizzata in Inghilterra.
Riassunte le discussioni dail Presidente, siÌ deiliberò di preparare una relazione da pre,s entare
al Governo per suggerire quei provvedimenti ritenuti necessari per la produzione delle singole
fibre,
STATI UNITI E « DUMPING
>h
Da quani:o più sotto denuncia la ditta Ercole
Marelli e C.o inteinidiamo rilevare uino dei metodi usati per tutelare i commerci dal dump;ng.
Con ciò intendi.amo di segnalare siistem.i coii. quali Stati esteri si ritengono in dovere di piiendere in continua cura il commell"cio e le industrie.
<< Chiunque esporti agli Stati Uniti sa benissimo qual rjg-0re e quale esattezza è richiesta nell n
compilazione de.Lle fatture ccxn.solari, le quali deb~
bono riprodurre fedelmente le fatture originali
deii vendita i. È ugualmente noto che la genera!ità dei dazi 'mposti dagli Stati l.' niti è calcolata
116
« ad valorem » in base ai prezzu dichiarati nelle
fatture consolari.
« Giorni sono avemmo la visita di un Delegato speciale del Ministero delle Finanze di Washington, recatosi in Italia in missione periodica
col mandato preciso di indagare sull'esattezza
delle fatture ' consolari presentate dagli esportatori di mere-i per gli Stati Uniti e per dare consigJi a detti esportatori sul modo di regolarsi onde non mettersi, magani invelontariamente, in
contrasto con le intricate leggi doganali americane.
.
« Lo scopo della visita di questo Delegato· era
di mettere kn chiaro un 'irregolarità di forma av·
venuta in una fattura emes,s a ben otto me,si fa.
« Siccome le indagini di. questo Delegato tenrtono specialmente ad ottenere la prova che i
prezzi esposti nelle fatture consolari (e che quindi debbono ritenersi quelli delle fatture regolari)
non sono inferiori ai prezzi praticati per le stesse merci ,sul mercato del paese di origine, così
abbiamo ,creduto nostro interesse fornire le più
ampie prove e soddisfare tutte le richieste di
questo De'legato onde metterlo in grado di stendere un esauriente rapporto alle proprie Autorità.
« Naturalmente nessuno obbliga gli esportatori a dare spiega:z>ioni e tanto meno prove del genere, ma non vi è chi non veda come la :reticenza siia danndsa e non serva che a metter la propria Casa in cattiva luce presso la Dogana americana, la quale ha miille mez:z.i a propria disposi:ione per ostacolare e renderie difficile il libero
svolgexisi degli aff.ari di una data Ditta.
(( Ottenendo la prova che le merci esportate
negli Stati Uniti non vengono vendute a prezzi
inferiori a quelli vige111ti nel loro paese di origine, il Governo americano consegue qu~sti vantaggi:
a) la certezza che i1l hsco non viene defraudato nell'applicazione dei dazi << ad valorem ». ,
b) la possibilità dii escludere il cc dumping n
assicurando così una efficace protez.io111e aale industrie nazionali, come è nehlo spirito della legge americana.
« l'l Governo americano, conse,guetndo questi
vantaggi, assicura però un vantaggio importante agli esportatori onesti, e cioè la valida protezione di chi dichiara nelle fatture consolari i
prezzi reali contro chi potiiebbe perpetrare degli
abusi espo,nendo in dette fatture dei prezzi più
bassi dei veri, pagando così una dogana inferi ore, ciò che gli assicurerebbe un illecito vantagg,io
sui concorrenti.
« Vaie anche l'esemp,io dell'Australia che, per
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
escludere il «dumping )) , autorizza perfino la propl"ia dogana ad acquistare le merci al prezzo esposto ne1la fattura doganale, qualora esso sembrasse troppo basso».
L'INDUSTRIA BELLICA LOMBARDA
Dal « Bollettino mensile municipale di Milano » si ricava:
Dalla cortesia del Comitato di mobilitazione
industriale abbia.mo ottenuto alcuni dati sul numero e la efficienza in personale operaio delle
ditte industriali che han.no tramutata 1a loro forma di attività normale in attiviità per mate.r iale
bellico, e li esponiamo nel quadro che segue, indicando per ciascun gruppo eccettuaite, per
comprensibili ragioni, quelle che si occupainro esclusivamente di materiale bellico - il numero
deg'li operai che esse ~mp.ieg.avano nel giugno
1914 prima della guerra europea, nel g.iugno 1915
subito dopo lo scoppio della gueri,a italo-austriac a e nel giugno 1916, tredici mesi dopo l'inizio
d i tale guerra.
Escluse 9 f,abbriche che producono solo mater iale di gueirra, che, nel giugno 1914, occupavano
6000 operai, e 25 ditte di industrie varie del'le
qu ali non si c-0nosceva iJ nun:iero degli operai occupati nel 1914 e nel 1915 e si sa che nel giugno
1916 ne occupaV'ano ciTca 8000. sono com.plessiv amenit-e 660 fabbriche le qua.J.i occupavano:
nel giugno 1914 100.810 op•e ni \
nel giugno 1915 114.356 operai;
nel giugno 1916 145.304 operai.
Le donne nel numero complessivo indicato neJ
1914 erano 4809, cioè (4,77% ); nel 1915, 6215
( 5,43%); e ne'l 1916, 14,417 (9,97 % ); ,e d i ragazzi sotto i 21 anni erano rispettivamente 1297
(1.28% ); 1450 (1.26% ); 2076 (1.42% ),
I cinque gruppi occupavano nel giugno 1916:
a) industrie per fusione e prepa.razione de.i
metalli N. 73.122;
b) industrie eh.e lavorano e utilizzano metalli (sempre escluse quelle che producevaino solo materiale bellico) N. 67,062;
e) industrie chimiche e concerie N. 420;
d) ,industr,ie dei motori ed 1a1ppare.cchi elet-
trici N. 4,700;
e) industrie varie N. 8,000.
È inoltre da notarsi che le industrie side\rurgiche, le fonderie di alluminio e quelle di bronzo e ottone, soffrono della manca,nza, 11ispettuvamente, di rottame, di allum.inio e di materi.a prima; che le industrie metallurgiche · soffrono invece della mancanza del person,a le a mano a ma-
no che si procede verso le c.ategorie di ditte dove
si richiedono operai specializzati, cosicchè si cerca di supplire con militari comandati e con gli
al1lievi della scuola tornitor.i istituita presso l'I-'tituto indus-t male G. Feltrinelli.
Per le industrie siderurg.iche il fabbisogno di
carbone C. M. è di 5000 tonnellate al mese: per
le industme metallurgiche e i laminatoi è di 300.0
tonn. di Cardiff e di 4000 tonn. di New Pelton.
LA NECESSITÀ DI UNA LINEA
NAVIGABILE MILANO-GENOVA.
L'avv. Mallarini riprende sull'Economista la
questi.one della n ecessità d.i una linea navigabile Mi1ano-Geniova, suffragandola di nuove ragioni, che a suo avviso rend1erebbero impTorogabile
l'attuazione del progetto.
Il problema deUa navigabilità del Po, dell'aJlaccia:mento per v.iia acquea di Venezia con Mila,n-0, div,errà - do,po tante accademie e paSlsi in
merito indar,no fatti invece presto un fatto
concreto.
Invero, il comune d.i Milaino, sottentrando all'iniziativa di quella spettabile Camera di Com•
mercio, è pronto (alnzi all'uopo il 26 decorso febbraio steise convenzione col Governo) ad eseguire un canale navigabile per natanti, al?lche d.i seicento tonnellate, da Milano a:lla foce dell'Adda
nel Po. In mer,ito già si presentò un d,isegno di
legge. Lo Stato affida al comune di Mila,no {chie
ne anticiperà Le spes,e) l'esecuzione di detto canaJe, dich.iarato, per le espropriazioni a f 3Jl'ls!Ì, di
pubblica utilità. Il disegno di legge autorizza detto Municipio ad emettere obbligazioni .e con.trarre prestiti nelativi, ammortizzabili in 50 ,anni ecc.
In avvenire la via acquea V enezia-Miilano Sii
collegherà col Lago Maggiore, sicchè il traffico
da Locau:-no a Venezia si potrà svolge11e su perco:riso acqueo, secondaindo così ·i voti riecenti di
importante sodailizio ,svizzero.
Il sindaco di Milano circa le aree espropriainde per i1l futuro porto - avviò già così positive pratiche che mc,lte Ditte industriali milanesi avanzarono richiesta d.i concessione di
zone attigue ai hacini del nuovo porto. Quanto
a.I traffic,o presumibile del nuovo canaile le valuta21ioni più pesisiimiste lo portano ad un minimum
di due mil1'oni d1' .tonnellate all'anno, per un primo periodo di eserciz.io.
Or.a tutto ciò devesi serenaimente ponderare per
poscia e tosto vigorosamente provvedere.
Si osservi, e si tenga presente invero, la carta
economi c a dell'Europa.
1
117
•••
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·••~Tilt 1. -•
SOCIETÀ' IN
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CANDEGGIO
APPRETTATURA
TINTORIA
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PROVI CIA DI BERGAMO
TESSITURA
S P E C I A L l T À :-
GARZE PER MEDICAZIONE - CALICOTS VICTORIA LAWNS - MADAPOLAMS - CANAPINE
LINONI - MUSSOLE -· CRINOLINE - BATISTE
-LINONI PER CAPPELLI - TARLA T ANES
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RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
È disegno tedesco di creare sul Reno, dirim- ( ed anche Fiume divenuta italiana) permattanpetto all ',elvetica Basilea, un porto in territorio ~o sempre quelle stesse che formano l'attuale
germanico .comunica11:te per w.e acquee co.n Bre- Austria-Ungheria, e che •a detto porto o porti sama, Lnbecca, Amburgo e per il Reno con Rot- rainno naturalmente conservate , o con patti dii
terdam. Quiesto porto oJ.aind.ese aveva, lo si noti, .guerra, o, meglio, mediante sagaci accordi interu•l timamente sui suoi 26 mi!1.ionii. di t()ID.,nellate di nazionali.
moviimento, ben diciotto milioni di tonnellate
Da tutto iJ suesposto a che si ridurrà perlanto
di merci tedesche. Nè parliam9 del movimento la sfera d'azione portuaria di Gen·o va ?... è purdi Anversa!
troppo facile prevede.rilo, M minimi termini, perUn porto tedes co vic.ino a Basil~a sarebbe, col- chè av~à anche a sostenere la concorrenza cli
le ferroviie ,da esso diramantio.i, magnifico cen- Nizza Marittima, che per 'la ferrovia della Roja
tro di irradiazione commèrc.i ale germanica nella avrà facilità di penetrazione nel Piemonte.
È ben noto che le ·spese dei trasporti di merce
Svizzera, nell'Austria, Francia oriientarle, ecc;
Chi infatti conosca il ..me:ravigllioso sfruttamen- per via acquea sono di gran lunga infemori a quelto del Reno e dei canali navigabili che si fa dai le dei trasporti per ferrovia; il negarlo o contetedeschi, chi sia a g,iorno della c~tinua prepa- starlo sarebbe un dire che al mez:wdì d'un giorrazione marittima per iil dopo-gu·erra çhe fa la no sereno non sfolgora iJ. sole.
È ben noto che anche facendosi tar.i:ff e ferroGermania, chi sappia qualmente, mellltre si vuole attuare questo porto germanico cLi fronte a viarie specia!i e rro.dotte sii.a per le linee dei Gio' Basilea, ,si studi:a Ja coingiunzior.e del Reno coJ vi, che per la direttissima, i commercianti aDanubio '(per nuovo canale naviga.bil.e) compren- vr,anno sempre maggior convenienza di prezzo a
far pervenire le loro merci d'oJtremare per V ede e vai.Iuta tutta J'importanza de1l'evenrto.
Diiseg'no francese è invece di procurare per nezia, e colla via acquea per Milano, che nocn farMarsiglia e Cette tali comunica-ziorui p~r vi,a ac- . le passare per Genova colla ferrovia, correndosi
quea (per il Rodano) che Lione divenga iJ con- rischi di ritardi oausa la mancanza di vagoni, ed
trapposto del porto german~co pross,imo a Basi- aumento di spese causa le tariffe ferroviarie e
lea. A Lione i francesi hanno già tenuta UJna .fie- quelle di giaceo:iza.
Che avvenire avrà dunque il porto di Genova,
ra, che è diseg'~o pre·~ da il posto di quella di Lipsia. Lione poi, data la sua posizione gleogx•a :hca, insidiato da una partie da Marsiglia· e persino da
può fadlm.ente colle fenovie comun-icare coHa Nizz.a col canale naw.gabile Venezia-Milano-LoSvizziera, col Piemont.e, ecc,
carno, col porto germanico attiguo a Basilea?•••
La vita commercii,ale, l'egemonia commerciale
Da parte f ranicese pertainto non solo si studia,
ma sii. opera perchè Marsig:l,i a, la riv.al.e marjttima di Genova non precipiterà forse rapidamente?. .•
di Genovia, abbia ass1icurato v.ieppiù maggioir rag- purtroppo questta eventualità è facilmente prevegio d'iTradiazione pot"tuaria. Lan1entarsene sareb- dibile. Sperare che la Franai-a rinunci a servirsi
·bc un controsenso.
di Lion•e è follia; sperare che, vincendo l'Intes~
Le energie lombardo-venete col percorso ac- 1non si f.arà il porto, diie.i.amoJo di Baisilea, è pur
queo V eine.zia-Milano ( da estendel'lsiÌ &i.no a Lo- follia. Se non lo farà la Germania lo farà la 5-vucarno) saJ.vano la valle Padana dalll'invas.ione zera. Del resto è a prevederisi che neppur l'lnt&commerciale tedesca, da:Ha concorrenza di Mar• ,sa osltaicolerà questa creazione di nuovo porto: insi.glia. È un servigio enonne, che rendono alle vero gli Statii deJJa medesima, onde evitare, cauindustrie, ai com.mre,rci it8Jli.ani; è un mezzo es- sa nuove tasse (forz.atamente in caso diverso ad
senzialmente pratico di dif e.sa e d'in-r.adiazione imporsii), disordiini ·in casa propria, cercheranno
dei prodotti i-tialiiani, che così otterranno. Venezia d'a•v e,r e d ·a lla Germamia la massima indennità di
riprenderà comm,eirciialmente l'antica f:loridezz.a. guerra; e perciò si impadroniranno o controlleInfatti il suo << den1tro-terra >> portuario sarà co- ra,nno anche ie dogain1e, ferrovie, porti marinar.i.
s-tituito (.con questo canale navigabile, e mercè e :B.uvi,ai1i germanici. Ora il nuovo porto vicino a
più dir.etti :riaccordi ferroviari con Trento, eicc.} Basilea potrà ess·er più ,es.so fonte di reddito gadal Ven,eto, Trentino, EmlJlia, Lombardia, parte ra!nzia di pagamento.
del P,.iemonte e della Toscana, senza contia,r e le
Sarebbe poi follia, oltrechè delitto di lesa paregioni d'oltral,pe.
tria, fare opposizione cdata o malTl•i festa alla v1ia
Credere eh.e fa:rà od avrà concorrenza portuaria acquea Venezia-Milano. Ridesterebbe antipatie
da Trieste, divenuta it,aliana sarebbe erroneo, regionali, non giungerebbe allo scopo; ma anzi a
perchè le regipini interne alle quali serve Trieste dainneggiare ancor più Genova s-ia di fronte .aJia
119
Veduta generale dello Stabilifllento di Busto Arsizio
GIOV]{NNI MILAN I
&
N I POT .I
f ABB~ICA TESSUTI DIVERSI DI COTONE
Telefono N.
Telegranuni
59
MILAN POTI
TESSITURE
FILATURA
Busto Arsizfo
e
S~Bartolomeo
Castiglione
Olona
(Brescia)
Pan.ora.:rna della Filatura in Castiglione Olona
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
Patria, che ad og'nuno. Al mondo vi è posto per
tutte le energie avvedute e siaggie; e (si osse:rvi)
il di..sciplii..nato svi..luppa,rsi delle stesse o sorgerne
di ,nuoy,e arreca non danno, bensì benefizio a tutti. Solo le menti piccole possono altrimenti pensare, ma hanno poi danino sotto ogni lato.
Il irimecLio a.il. pericolo che minaccia ill Porto di
Genova vi è invece, e degno delle mag'nUÌche tradizioni della Superba. Tutta la nostra stor.ia detl
M ,edioevo sfavilla delle impriese ardite, saggie,
lungimiranti de.i figJ,i di GenoV'a. Dovumfque neJ
Med~teI'rMl!eo, nel Levsante vi sono memorie belle deille audaci, ma oculi.ate ed energiche iniziative degl,i avi no,s,t ri.
Ora s-arebbc un fa,r gratuita ing.iuriia ag,1i abitanti di Genova attuale r.itenerLi incapaci cLi affrontare 1i..l ponderoso problema, e di risolverlo
in modo ,che .nion solo sia confoo:-me ,ai loro interessi, ma al bene d'Italiia. Basta che d·avvero lo
vog'liano; ed essi ,s tes•si troveranno la giusta, utile, pr,atiicissima .soluzionei, U b.ronto1are non
giova, sibbene iil pensare, ,ill fare.
La v~a .acquea Milano-Venezia d,arà .impulso inatteso ai comme,l'loi, ·aJlLe industrie, ecc. della
valle media ed infer.io.re paidana: perciò, eSISendo spinta e mezzo alla produzion,e di sBlt1le, nuove - ricchezze, è più che dogico debba farsi. Ma
Genova nel contempo n001 deve perdere il suo
hinterland .commeTciale. Come ciò conciliare? ...
come da una possibile fonte di discoridie trarre
.invece le fonti a maggiore ricchezza n,azionalle ? ...
Di fronte a noi, è vero, s'erge aspro l'Appe,nnin-0 ligure, ma l'ingegn,eria odierna negli ultimi anni f,ece così grandi ed iimprevis,t.i progressi, che
1a .costruzione d'un canale nav.igabile Genova-Pavia-Milano non s '1appre1senta come impossibile:
già
C8111Jale siffatto dicies.i pensasise Na:polleo:ne I.
Or.a ,studiarlo d·al lato positivo del più pratÌ,co
e f acJe tracciato, delJa mii.nor · spesa e del mass,imo utile, pairmi dovrebbe essere opra e mèta an•
zirtutito di quei figli di Genova, che I1i~da,no 1e
splendide tradi%1ioni patrie. Attuarlo partpi dovrebbe pur esse.re ,scopo delJe energie liguro, la
potenz.uail.iità finanz.iia!'liia deJJ.a nostra regione ( accr,esciu,t,aisi a,ncor più neg,l i ultimi tempi) essendo ben nota. Non .m1i celo le difficdltà tecniche
pe.r •l 'esecuzianie della nuova via acquea, circa i..l
prog,ertrto della qua!le naturalmente si dovrebbe
band.i.ire concorso. Non mi celo l'entità de!Lla spesa; mia questa nuova viia acquea mentre s,a .rebbe
la sailvezza dell'avvenire commerciale del Porto
di Genova, sarehbe una nuova fonte di ricchezze
per l'economia nazionale ed un buon ,impiego di
fondi per gli azionasti, se come di dovere gerito.
a
A:llora Genova (con percorso ,acqueo - di quasi la metà della via acquea V enezia-MilBJll.o pot,endo portar le rii.e.rei del suo porto in Lombardia) conserverebbe il suo raggio d'azione portpario; e, ben facilmente accordandos.i con Venezia per la ripartizione dei mer,eah transalpini,
difenderebbe ,l 'Itailia d1all'invasiotne commerciale
germanica.
_
Quanto sopra, in riassunto, credetti dover mi.o
di figilio di questa energica terra .italiana ora scrivere; e lo feci.
A chi di ragione, l'aiscaltare la mia libera ed
indipendente voce; e provvedere!. ..
LA SISTEMAZIONE IDRAULICA
DEL GARDA.
L'ing. Antonio Averone e l'ing. Poletta, -studiando con accurata i,nidagi-ne e con coscienziosità di metodo la sist~mazione idraulica del Garda,
onde, garantendo il benehcio ai rivieraschi, non
sieno per nulla pi:eg.iudicati gli inter,e ssi mantovani, erano già venuti ne1la persuas,i one, basata
su dati tecnici, che il limite massimo della massima competenza del Lago può ess,ere fi,s•s •ato a me•
tri 1.80 sopra z.eiro, mentre il limite minimo può
essere fissato a 0.40 sotto zero dall'i.drome~ro di
Pesiehiera.
H senatore Bettoni ritiene tale diistanz.a tra i
due fili d'acqua, troppo forte e ritienre necessario
che per la maggiaranza dei comuni laicuali, contemperando .in equa ·armon.ià i legittimi inteires·s i
di questi con qudli per le reg'ioni :Gnitime, foss e
per quanto è possibile, ridotta; diminuendo per
con,s eguenza il limite minimo, fermo restando
che l'oscillazione fra la massima magra e la miaissima piena sia contenuta neJ limite di m. 1,40.
Quehlo che iJ Bettoni sulla ba.se delle conclusioni deJJ'ing. Poletta proporrebbe è l'attuazione
delle o,p ere seguenti:
1) Lo sbarramento ~ttravevso il Mincio med.iain:te la erezione di un edifici.:> regolatore, l'ufficio del quale sarebbe quello di pirocu.rare il massimo scaricò delle pie.ne del Lago nel loro periodo ,saliente in modo da .i mpedire ogni dallill.o aì
molteplici interessi delle plaghe toccate dal hume e quello derivante d,a,ll'impoverimento esagerato delle magre. ·
2) L'apertura di un nuovo canaLe ausiliario
che dovrebbe servire · come ,scaricatoré delJ'eccesso di piena del Lago. Esso servirebbe altresì
ad utilizzar.e le forze idrauliche, a raddoppiare
ed a render costanti le attuali incerte competenze dell'acqua destinata a scopi agricoli lungo la
121
LE I. I. I.
~ = - - - - - - - - - - - - - - =- - - - - - -
sponda sinistra del Mincio ed a provvedere sovr1atutto aHe comunicazioni per via d'acqua fra iJ.
lago di Gairda e Mantova.
Un complesso di studi e di provvedimenti sull'importante que,stione delle piene e delle magre
del Garda è indispensabile e iin: questo senso va
manifestandosi una benehca agitazio1111e inte,sa a
promuovere quei radicali provved•i ~enti utili allo sviluppo della vita industriale benacense ed a
quella fluviale ed industriale del Mincio.
Congiunto per via fluviale ben reg.o lata il lago
di Garda al Po, si apriranno nuove f adli vie ai
commerci, e per riflesso si aiute'I'anno le industrie che potranno più f aailmenfe sorgere neHe
vallate delle prealpi che si raccordano alJ'alÌveo
del benaceinse, legandole con mezzo facile e poco
dispendioso di trasporti, alla industre Vallata Padana.
LA CRISI DEI PIANOFORTI.
Attualmente tutto iJ1 mercato europeo, ed il nostro specialmente, sono spro;visti di strumenti
tedeschi. Non ci vengono più i pianoforti dai paesi nemici: ,o iò è naturale, ma non se · ne cos.truiscono più neppure al1l'initerno, ed il consumo noln
è per la guerra dim.muito: il suo incremento continua a,scendente co me prima e la mancanza dello strumeinto stra1I1Ìero ci fa parere anche più
grande di prima la richieista. Si sono esaurati i
depositi ,che i nostri negozianti avevano saggiamente colmato durante la neutralità ed ora è un
contÌnUJO agg.irarsi dei negozianti per le varie città d'Italia: alla c,acc,i a degli strumenti. Fatica vana, chè i negoziainti debbono de,s olantemente rispondere ai loro c1ienti che non vi sono piiù pianoforti.
Può continuare questo stato di cose? Pensia,mo
di no, e pensiam.o che do!,biamo · essere m:oi a risolvere i:l problema che griava sull'economia nazionale per quattro o ciinque milioni aill'anino, e
che si può tiisdlvere soltanto con l'appoggio del
Gov:erno.
« Se non lo risolviamo ora noi stessi - scirive
l'« Idea Nazionale» - come abbiamo mcomin•
ciarto a fare per molte altre industrie, ce lo r.iso1veranno gli altri; ricordiamocene: la risolu:z,ione
altrui vorrà dire la morte i,r.reparabile di quel simulacro d'industria che attualmente si dibatte
fra mille difficoltà e hscalimi, ed un 'ottima occasione perduta per redimerci dallo straintie.ro e
per ridurre il mostro debito sulila bilancia co1nmerciale del paese.
Abbiamo anche la tradizion.c: per noi: da Cri1
122
= - = == == == = == = = = = - = = = =
stoforis a Strad.ivari, a quelllo Stradivari che costrusse violini hno a 92 anni e di cui invano si
studiarono i ·segret,i , si esaminarono i legni e l e
ve11J1ici e alla perfezione del quale nessuno potè
avv>icinarsi anche lontanamente, perchè nessuno
potè avviicinarsi alla sua perizia e aJ suo talento.
L'INDUSTRIA NAVALE.
Potrà l'Italia creare e sviluppa~e una poderosa·
industria nravale e tale da poterle forinire in un
decennio il materia le navigante in quantità e
qualità tale da costituire una marina mercantile,
non ,s dlo adeguata ai suoi traffici, ma anche corrisp~ndente al posto che le competerà fra le grandi nazioni marinare del mondo?
Quali sono gli ostacoli che si oppongo.no alla
crea.ziione di una grainde organizzazione dell'industria ,navale nel nostro paese?
A queste domande, il profes,sor Oreste Arena,
in una conferenza tenuta a Palermo, rispose fra
l'altro con le seguenti osservazioni: « Oggi nessun serio ostacolo s,i oppone in Italia allo sviluppo di u.nia poderosa ' industria navale. Ed invero,
superato l'OS!tacolo siderurgico e data la possibilità di una forza motrice ·a buon mercato, con un•a
mano d'opera abbondall'lte, inteHigente e assai
duttile a ogni specie di lavo~o, noi non vediamo
che U1I1a sola barriera perchè in un decennio il
nostro ·paese possa co.nquistare .il posto che gli
c0rmpete fra le gra!Ildi nazion~ marinare: la manca·nza di animo e di fede nei nostri uomini di governo neU'affrontare il p;oblema. Avranno essi.
quando giungerà
momento, ,i l coraggio di daTe
un poderoso freg·o alla politica marinara che ci ha
funest~to pea."' tanti anni, con un continuo sperpero di milioni senza alcun co.strutto, e di . instaurare un 'atltra, ab imis. fondata su a.Ltre bas~ e tale da dare l'impulso ca·pace di produrre gli eff etti benehci che si invocano? Un miliardo almeno
è ,necessario per ricostituire iJ nav.ig·Lio da
eo che ci nece,s.sita. Ess9 deve essere speso in un
decennio, e tutto in casa. E siccome gli attuall i
cantieri non. ne hanno la p.otenzia1ità, bisogna r.ipartirlo in due : una metà da assegnarsi a,Ì cantieri esistenti, col patto che aumentino gli scali e
,si corredino ·degli opportuni attrezzi ed officine
per costruire presto e a buon mercato, e l'altra
metà da assegnarsi a non meno di die.ci enti da
costituirsi per l" mpianto di altrettainti stab.iliment.i naval~. Fiissato il fabbisogno deJ materiia!le da
cositruire, che è di molto superiore al milione d i
tonnellate, e hssati i tipi di navi adatti ai nostri
approvvigionamenti, e, per ogni tipo, le categorie
1
a
om-
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
di portata crescente da 8 a 18000 tonnellate, il lavoro dovrà esse.re ripartito fra i cantieri in atto,
e quelli che sorgeranno rapidamente, adottaindo
la riproduzione in seri.e. Lo Stato verrà così a
spendere cento milioni all'anno. Affidando il materiale pronto aHa navigazione, p,arte alle Società in atto, e parte agli armatori, o gruppi di armatori, che dessero buon affidamento di capacità e onestà, Jo Stato, nel periodo di trenta anni,
colle quote annue di ammortamento calcolate
per venti anni, verrebbe a reintegrare interamente il miliardo ,anticipato ».
che nella Legislazione di guerra si sono venutii
decretando in materia tributaria, sostando 5pecialmente su quelli che fl.lrono i concetti che la
Associazione ha fatto ogge·tto di un proprio me· :rti.oriale aJ. Ministro delle Fi,n,an.z.e sull'appiicazione dell'imposta degli extra profitti alla industri.a
serica.
Accennò ai problemi del dopo-guerra per la nostra industria e dette ragione 'deJla sua azione
personale spesa nella Commissione Reale per lo
studio del reg·ime doganale e dei trattati di commercio, nel ,senso di mettere in evidenza l'importanza di questa industria, il suo dazio aH'interno
e all'estero per le forti pr,otezio-n i concesse alle
L'ASSEMBLEA DELL'ASSOCIAZIONE
.altre industrie e per gli alti dazi proibitivi eretti
SERICA ITALIANA.
dagli aJ.tri Stati per contrastare !'.entrata de.i rio·
Martedì 6 marzo, priesieduta dal presidente stri prodotti.
dell'Associamone cav. Ang,elo Ferrario, ebbe luoToccò la questione del dazio francese di engo a Mil,ano l'A~semblea generale ordinavi1a del- trata delle sete torte, che se non è matura atten.
l'Associazion•e serica italiarna con l'intervento di d·e però una buona soluzione.
cirica un centinaio di soci.
&icordò la partecipazione alla Missione comIl Priesidente, a nome 'd~l Consiglio Direttivo, merciale im. Russia deil delegato comm. Ghisi, già
ha esposto una elabol'!ata Relazione che interes- Console italiano a Shanghai.
Fece una larga esposizione di qudli che furosò vivamente il numeroso uditorio. Egli accennò
allo sl,ancio col quale gli agricoltori hanino fatto no ,i problemi nel campo della politica dei trao~i sforz.o nella scorsa primav,era per mantene- sporti e dei consumi, dei qua1i l'Associazione si
re nella maggiore possibiile effiaienza il raccdlto è vivamente occupata, e illustrò la sua azione nei
bozzoli, malgrado gli ostacoli creati dallo stato di riguardi deJI'assillante questione. della dehcienza
g'uerra. Segnalò il contributo che l'A.sso·c iazione de-i combustibiili.
Espose l'intenzione di un •.a zione diretta in a.r ha dato a questo i,mpulso, 1sia invocando anche dal
Governo provvedimenti atti. ad appogg.iare quesito monia cogli Enti agrari locali per risolvere in queramo della produziorn,e agricola, sia propugn-ando sta ora difficile per 1' agricoltura e per l'industria,
con opportuni incol"aggiamenti il concorso di tut- n•el modo più f,elice, il quesito della coltura priti i Comitati di Assistenza Civi'1e n,elle regioni mavera.le del baco e quello dei secondi allevamenti, che precisamente assumono un carattere
serif,ere a· questa buona causa.
Fece la storia dell'andamento dei mercati in tutto speciale di attualità.
quella vigiili.a di raccolto, costatando in quell'epoca una certa riflessione n1ei corsi dipendente pex
I NOSTRI MARMI.
quanto riguardava il · Giappone dalla previsione
I marmi nostri, gl,i apuani in ispecie, sono, codi raccolti futuri maggiori del normale, per l'Ita1ia dall'incubo che misure di restrizion,e d,egli me è noto, apprezzait.iissimi e bene ricercati dalsbocchi a1l'eistero dei suoi prodotti, venissero !' est,ero. Essi costituiscono una delle massime
attività delle 111.ostre tndustrie estrattjve a lafo
prese nel frattempo.
La relazione tratteggia la larga e particolareg- dello zolfo, di Sicilia, e dei minerali elbani di fergiata 1,>art,e che riguard1a tutta la delicata questio- ro, e sardi di :.inco . .
Nel 1913 le nostre cave hanno prodotto comne deJJle esportazioni, d!elle pratiche espc;?,r.ite da:1l'Associazione nei riguardi dei noti decreti ri- ,plessiivaimeinrte qualcosa ollÌ\l'le il mezzo milione di
guardamrti i divieti di materie seriche vell"'SO i pae- tonnellate cli marmi, per .un valore di questi, sul
si neutrali conhn-anti con gl'imperi centrali, e in- piazzale di cava, di 25 mid.ioni di lire. Cogli alafme dell'auone esplicata, in collaborazione col bastri si sale di trecen.tomila lire oltre i 26 miGoverno, per rendere questi provvediment.i meno lioni.
In marmi lavorati abbiamo nel 1913 esportato
onerosi al mercato.
Il Presidente passò a spiegare l'opera dell'As- per 37 milioni di lire. La prod~zione marmifera
sociazione nello studio di tutti i provvedimenti dal 1905 al 1913 si è aumentata cli 100 mid.a ton-
123
TARONI LUIGI
TESSITURA
COMO
69
M E C C A N I. C A
S(J(Rlf
VfllUTI
•
•••••••••••••••••••••••••••••••••••••
•
.
■
: PARRAVIC-INI
•
••••
■• ■• ■ ■ ■ ■• ■
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C.succ. •
• • • • • • • • • • • • • ·•
•
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■ TESSITURA
•
■• ■
••
■• ■
MECCANICA
■
• 01
I
SETERIE
E
•
•
VELLUTI •
•
•
•
■
■
STABILIMENTI
■
• COMO
E
•I
IN
M A .S L I A N I O O
( PROVINCIA)
DI COMO
■
•
•
••••••••••••••••••••••••••••• • ••••••••
■
ESPORTAZIONE
■
• LONDRA
E
NELLE
A
■
AMERICHE ■
•
•
••••••••••••••••••••••••••••••••••••
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
nellate circa, e la n0istra esportazione, nello s,t es.so periodo di tempo, di circa 13 milioni di lire.
L'industria, sia come estrazione che come es,por~
tazio1111e, è quindi attiva.
I marmi apuani, bianchi o venati, di Carrara,
di Massa e della Versiglia, coprono i tre quinti
della ,nostra complessiva produzione. Nella zona
apuaina non mancano d'altra parte pure i marmi
colorati, specialmente nel Sarzanese e nella Garf ag'nana, e se,m pre notevoli sono i marmi del senese, sotto Montalcino.
Attiva e bene organizzata è l'estrazione del
botticino, nel Bres iano. I giacimentii di marmi
colorati di V alle Camonica trovano difficoltà di
sfruttamento, nella insufficienza dei mezzi locali
di trasporlo; e per la stessa ragion,e, ed ancor
più gravemente, riesce difficile l'utilizzazione dei
marmi del Mer.i di~nale; di Vitulano, ad esempio,
nel Molise; di Bova a Palizzi in Calabria; delle
Alpi di Latronico in Basilicata; di Murgie pre,sso
Corat,o iin Puglia; e così via, per nominarne a caso
alcuni, ol1nie aille numerose e ricche cave di Sardegna, che pure esse rimangono, si può dire, inutilizzate per deficienza di mezzi di trasporlo.
Il mercato esteno dei nostri marmi è offerto
essen71ialmente dahl'Inghfi.Ltierra e dagli Stati Uniti d'America. L'industnia si è costituita essenzial1TI1ente in Itailia grazie all'iniziativa ed ail consumo inglese; oggi iJ1. me,r ca.to americano è in legg,era prev-ailenza su quello stesso inglese. N eJ
1913 gli Stati Uniti hanno ricevuto per 6.600.400
lire di nosini mairmi, ·iini confronto a sole 3.800.000
lire ricevuti n,eJ. 1905. L'Inghilterra nel 1913 ha
sempre r~cevuto per 6 milioni di liire di nost:ru.
marmi. Ad ogni modo il mie.reato ma.nnif.ero, trattandosi 'd'a:r,ticolo di .lusso, è alquanto oscillante,
specialmente ,queUo americano, e rende l'indu sh.'lia particolarmente deli-cata.
PER LA NAVIGAZIONE COMMERCIALE
CON L'AMERICA.
Le difficolltà gravi della navigaZiione commerciale con l'America, che ,si sono di recente accre·
sciute dopo la promulgazione del decreto luogotenenziale sulle requi&zioni dehle stive a boll." do
dei piros cafi battenti noetra bandiera. hanno indotto la Camera di Commercio americana per
l'Italia di adoperarsi ad ovviare a questo stato
pa:iegiudizievole per .i rapporti italo-americani.
In questi gionni un,a s,peciale delegazione camera1Le conferì a Roma col Milnistro Adotta e
con l'ambasciatore amer,icano. I colloqui condussero ad una intesa: a stabilire cioè di noleggiare
e acquistare naviglio neutrale per l'importazione
di merci amenicane in Italia e l'~sportaz.ione di
prodotti .italiani in America.
A questa iniziati va il miruistro Adotta si è imp~gnato di da:r:e · a nome deil govet1no italiano le
massime facili-tazioni, Specie nei nostri porti di
imbarco. L'ambasciatore amenicano a sua volta
ha sollecitato dal governo di Washington la mag·giore coope,razione, mèntre le Camere di Commercio e i sindacati americani hanno assicurato
il loro valido concorso. In seguito a ciò la Camera di Commercio d'America p·e r l'Italia che ha
sede a Milano, ha stabilito di invitare i griaindi
esportatori italiani a riunirsi '..11 consorzio per l'esercizio di un.a libera linea di navigazione. AU'invito hanno già aderito parecchi esportatori americani.
UNA NUOVA INDUSTRIA NAZIONALE
L'I
DUSTRIA DELLE PIANTE MEDICINALI
Il Comitato delle piainte medicinali nominato
dalla Rederazione Pro Montibus e costituito da
sroienziati specialisti come i proff. Piutti, Gaglio,
Cortesi. da g'randi industriali modeirni come il
prof. Po gi, dal comm. Brizi, capo di gabinetto
dell Ministro per l'Agricoltura, da tee.mc.i come
il dott . Borghesarui, ,i,l prof. Fraochia, 11 dott. Sac•
cardo, è 11iuscito dopo un anno
mezzo di lavoro
solerte e indefesso a orgaJn.izzare la parte sçientilica necessaria ad una feeonçla uti'lizzazione
delle ricchezze del nostro paese in piante estrat ive stabilendo d'accordo aJ M ,i ni,sitero dell'Istruzione una serie di esperienze scientiliche
e un.a col1ezà.one di pialllte medicinali italiane ed
esotiche presso I'Orto Botanico della R. Università di Roma, ed altre presso l'Orto Botanico de:1la R. Uin,iv:ersità di Napoli, pNSSO la Scuola di Enologia di" Av,eHino, il a scuola superiore di Agricoltura di Portici, le Università di Sassar~ e Cag,liari, nonchè un campo sp"rimentale ad Orbe•
tel10 ed un giardino di piante allpine in V al d'Aosta.
Fra le piante .iintrodotte basti r.icord are l'idraste ca,n adese, di cu.i la droga in I tali.a si paga
14.000 line il quintale dovendola importa.re dal1 America.
ltl Comitato poi, coll'appoggio del Ministero
deiLLe ColOUllie e in napporto con gli Uffici Coloniali, sta stud1iando l 'utiiil:izzazionc dei prodotti delle
Colonie nostr,e , fra cui interessa la senna e lo
stramonio deli'Eritrea.
e
1
125
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - = - NUOVE GRANDI OPERE PUBBLICHE
IN CALABRIA E BASILICATA.
Il Min~stiro dei Lavori Pubblici ha pr-esent,ato
alla Camera Ull1 importante disegno di legge per
aicoelerair,e nei prossimi e:serciz:.i finanziari, immediatamente successivi alla guerra, le opere pubbliche in Calabria e Basilicata. Dei 161 milioni asseg'.nati alila Calabria e dei 77 milioni wssegnati alla Basilicata con le leggi speciali a favore delle
due re,gioni, circa i du~ quinti re.stano ancora da
impeg•n·are. Senonchè le soro.me residue non solo
non sono suffi.ciienti a compiiere tutte le · opere i.n.
d.icate da11a legge, tna i fondi per talune di queste opere, specie di carattere .st~adaÌe, .s ono così
ridotti da non consentire un.a efficace ripresa di
lavori nelil'immediato dopo-guerra.
In vista di ciò, il ministro on. Bonomi propone
di agg.i ung'ere ai fondi atsseg'nati dalle leggi srpecia'li, altri 21 miilionii, e pr,ecisa.mente 15 per la
Ca1abria ~ 6 per la BaSti1icata. Questi fondi, stanziati in 6 esercizi, sono destinati a sviluppare
quelle opere per le quai1i le dotazioni sono più deficienti. Inoltre .iii clisegno .d i legge, con un•a innovazione ch•e l'esperienza ha dimostrato necessairia, provvede ad af6,dare alle provincie d,i BasiJiicat,a e CaJ.abria la manutenzione per 5 anni d~
que.ll1e straide comunlatLi ch•e vengono co.s tr.wite a
cura deillo Stato. Le •prov.incie provvederanno aila manutenzion•e col conic.or.so dello Stato e dei
Comuni.
-i.-
-
-
-
-
-
-
-
= - - - = -=- == - = .:.= == == = == =
se della povertà di molte azic111de: dove wn.a ditta
vivrebbe be1?1e se ne iistituii,s-cono due, se ne fondano tre! O vanno male tutte od una di esse cade, con danno dell'economi,a pubblica e privat a
del paese. Nè le banche nè i cap.itali P'it"ivati dovrebbero in modo alcuno incoraggiare e f.avorir e
la cr~azi.:me di ~utili « duplicaiti » che si traducono 1n vero sperpero.
Ma la debolezza fondamentale d,elle ,a ziende
industriali italiane - fatte le debite eccezioni sta nella corsa continua al dividendo, cosicchè s i
assottigliano lino ad un limite per.icoloso le ri-•
serve e gli ammortamenti. L'aumento del dividendo è .spesso considerato come la mism."a del
successo degli ammttsitratori ed ha il plauso degli azioniist:i e del pubblico. SpetSse volte in.vece
sarebbe meglio l'opposto. È senza dubbio desiderabile che ogni azie,n da industriale possa com•
spondere swi pro.fitti effettivi non meno del 6 per
oettllto agli azionisti. Ma hno a quando un 'azienda non sia saldamente e fortemente consolidata,
non dovrebbe oltre·p 8!ssare questo limite. Ass-eg'Iliare a fondo di ammortamento o di riserva ogni
maggior profi,t to è quanto di più utile si possa fare nell'interesse dell',azienda e degd,i a~oniisti.
Sdlo le industrie che seguono questa linea di condotta prudente .sano sicure del loro .avvenire : esse sole meritano l.a fiducia del pubblico.
IL PROBLEMA DEI CAMBI
Sui cambi in quesite ultime settiimane si è scrit. to ,a sazietà senz.a il"iuisair,e a dire nulla di nuovo
e nessuno ha pensato - dice il Corriere Economico - o voluto mettere .in chi.aro che se to sbiP ,airsiimonia e .sa:v.i.ezza nell'evitare o.perazioni lanaio commerciale è la causa princip,a Je delle
avventi.ate e rischi eccessivi di credito, sono due• nostr.e non 1iete condizuoni di disfavore nei camottime noiime .di ammi,nistrazione. Ma è pu!l'e in- bi, iin tia1è sbilancio ha inflliito notevolmente la
negahile che le nostre aziende industri,a li . e com-· condotta dei due ultimi nostri Governi.
A cominciar dal gr.aino, mordiamo come .i prim-er-ciali sono troppo fria.zionate. La molteplicità
defile f,abbriche, dei commerci, dei ne,g'oZÌ<Ì di uno mi gravis.s.imi ~rrori furono comme,,s,s~ dal Gavasites,s,o articolo, au.m.e nta le spese genera.li, pro- sola, i!l quale r,ihutando c'Onvenieinti offerte · sul
duce organismi deboli, fac.ilmente soggetti a cri- hnire dell'.inv.erno 1914-15 per piccole differenze
si, e fa sailire i prezzi a car.ico dei consumatori. -sui prezzi (2-3 lirie) ne11'aittesa di un mig'lioraIn tutti i rami della produzione industriale ita- mento del mercato in vista ai raccolti del '15, {i.
li,ain,a giov,a favorir.e ill movimento di concentra- nì col f a:r pert!ler,e allo St.at0 sui contratti sucoeszione e .di assorbimento. Chi ha pochi mezzi do- sivii .da 10 ,a 15 lirie ! Si dirà: ma tutti si può ervrebbe piuttosto assoc·Ìiairsi ad aJtru che tenta.re rare nellle previsioni. È vero, ma non è fanciulimpresie nuove per conto proprio. Ed è sopratutto le\SICo il pensa?'e che coni una guer.na semi-mongravis simo errore quello comune agli ital.iiani di dia!le, ne'lJa previ.s.ion.e della stes,sa nostra diretvoler continuamente imitare le produzioni già e- ta parteci:pazione ad essa~ un solo buon r,accolto
siistenti e muoveire loro concorrenza, anzichè da- potes,se. fiar diminuire i prezzi, quando già re opera e capital·i a creazioni di oarattere diver- fira l'altro - v'era il grande aumento di consuso. I « duplicati >) economici sono unra deHe cau- mo dato dagli es eroi.ti? Ma tale era la menta.Jità
LA SOLIDITÀ DELLE NOSTRE
AZIENDE INDUSTRIALI
1
126
- - - -- - = - - - - - - - -
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
de1l'uomo, che qualche scrittore non si peritò di
affermare il nostro miglior ministro dell'Agricolura e dell'Industria l
E ncm ci si arrestò alla politica della cecità neo'li acquisti all'estero: i aggiunsero, dopo, gli errori g'tiavis-siimi in rapporto alla produzione interna. È ormai tristemente famosa l'imposizione fat•
ta dal Govel"Ilo allo stesso Ministro Raineri per
la ri.du%1.iane del preuo cLel grano da 40 a 36 lire
nel mag'giio pas ato ! Che ne .è derivato 7 Una forre riduzione della coltivia%lione in paese, e la ne•
essità di una maggiore irn.porta:z:.ione insieme alle restrizioni del onsumo interno. Così per non
pagare il g'ra.no 50, 60 e magari 70 lire ai produttori nazionali, lo si paga almeno 100 in prezzo,
ssicurazioni e noi.li, agli stranieri, col rischio di
r imanerne sprovvisti e aggravando terribilmente
i cambi.
Ci può essere politii.ca più improvvida di questa voluta dai! Ministero Bosclli? Certo ess•a non
ha ,attenuanti: non la può scusare invero neanche la considerazione che facendo vendere a 60
e 70 Ji.t,e il grano dai ,produttori naziOil!ali, · le
classi pove,:,e si sarebbero trovate r.idotte all'ined~a; pel'lchè co~e oggi lo Stato compra all'estero
a 100 per rivendere a 40 a tutti ricchi e {:,overi, avrebbe {:,otuto meglio comprare all'interno a 60-70
e rivendere- {:,oi sotto-costo a 40 e magari a 35 ai
poveri, provvisti di tessere, ( ad es.), e vendere
ai ricchi a sopra-costo, magari a 100-120. Oltre
c he un risparmio generale, si sarebbe ottenuto
he la ricchezza restasse in paese e il cambio non
peggiorasse.
Al Govierno vi fu iiruvece chi ebbe paura di far
fare un guadagno ai proprietari fondiari. Ora co.ò
è stolido. Non si oap.isce anzitutto la fobia contro .i guadagni di ,chi opera pel benessere del pae•
s e, e in second'o luog'o, è sempre meglio -che guadagnino degli · tal!iainii piuttosto, poniamo, ch,e
egli austrialiani o degli argentini. Ma quella mentalità gretta e roviinosa non è del resto propria
solamente ai nostri ucmuni di Governo; e.s,sa è
a nche diffusa fra molti stud.-iosi di scienze sociali, i quali negli industriiaJ.i che guadagnano non
., sanno che vedere dei ladri o poco meno! E così
si concorre a lasciar che .il nostro denaro emigri.
_ che si resti anche esposti a v.ederci maPl)Care
le cose più necessarie! Fra l'altro, se con la nostra produzione incoraggiata e spinta dagli alti
frezzi e quest'anno Sii sarebbe potuta già ot, enere - si fosse coperto o quasi il fabbisogno
nazionale, il tonnellaggio oggi impiegato a trasportar grano, avrebbe potuto trasportar carbone, ferro e altre materie indispensabili, con un
vantaggio che non v'è chi non pos.sa vedere.
Così gli s.ch.iamazzi e le querim.onie di tat1ti
onesti ( ?) ciechi della nostra scienza e della nostra politica, ci hanno dato il bel resultato di mettere in pericolo la difesa <lel paese!
LA FUTURA CITTÀ UNIVERSITARIA IN
MILANO.
Con convenzione 3 maggio 1913 si costituiva
un onsor:z.io fra Jo Stato. il Comune, la Provincia e la Can;iera di Commercio di MiJ.,ano, allo
oopo di costruire .r11UOVÙ appropriati edi6ci ad uso degli Istituti di Istruzione Superiore della città. Con de r:eto ministe,riaLe del 28 novembre del
mede imo anno, registrato alla Corte dei Conti
1'8 genn io 1914, si eileggeva la Commrissione esecutiv del Consorzio nelle pe11sone dei signori:
Marche e Ettore Ponti, prof. Luigi Mangiaga1li, sen tori. G. B. Zanetti, intendente di fuianza, per lo Stato, prof. Giovanni Celoria,. arch. Giovanni Giachi, per il Comune, ing. E. de Caipitani
per la Prov.incia, cav. Aldo Giani per la Caniera
di Commercio, .il sen. Giuseppe Colombo pel" g1i
Istituti uperiori di Milano.
Provveduto alla sede del Consorzio, aissumendo in affitto un appartamento al primo ,pia.no della casa via G. Verdi, 13, la Commissione Esecu•
tiva addivenne alla nomina del Comitato tecnico,
incario to dello sviluppo dei progetti esecutivi dei
costruendi edi6ci e della direzione dei lavori,
,nonchè dei funzionari e del personale strettamente nece~sario al disb~igo dei vari servizi.
Gli Istituti Superiori considerati dalla Con•
vienzione e pei quali il Coru.~rzio deve provvedere nuova e degna sede sono .i seguenti: 1) Politecni o; 2) Scuola superiore di Agricoltura, 3)
Scuola Superiore di Medicina Veterinaria; 4) Istituti Clinici di Perfezionamento (Anatomia
normale e patologica, 5) Accade111ia di Belle Arti, 6) Accademia scienti6.co-letteraria; 7) Osservatorio fisico-astronomico-meteo1ologico; 8) O rto
Botanico.
Le costruzioni del Consor:ziio veng()jtliO per ora
limitate a quelle di compendio del primo appalto
in corso, concernente La Regia Scuola Superiore
di Agricoltura, rimettendo ad epoca migliore gli
a?palti, che _riguardano gli altri Istituti di Istruzione superiore.
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a•ppunto l'acido oleico (oleinia), prezioso perr l'industria della lan'.a e che s'importa dall'estero con
gravi difficoltà.
nati la sua relazione S'ull'attività della preside·n za nel difficile periodo trascorso, per ottene·v e dal
Governo f aci1litazione n ell'applicazione della tassa aumentata di fabbricazione sulla birra e dalla
direzione generale delle Ferrovie lo .s peciale trattamento _(diritto di precedenza sul trasporto ferroviario) deJ quale ha bisogno il loro prodotto. Il
presidente riferì inohre h e il consiglio dell'Unione, d'ac cordo on la cattedra ambulante d'agr.icoltur.a ,di Mil ano, ha praticato in zone diveirse
la cuhura di ailcu-ne qualità di orzo più adatte adla fabbricazione della birra, per affrancar la nostra
produzione dall'industrÌ,a straniera. I primi risultati ottenuti da que•ste prove furano notevoli. Fu
poi ideata una scuola di birrai, che fra breve potrà essere praticamente attuata.
L'IMMENSO MERCATO RUSSO.
LA DEFICIENZA DELLE MATERIE GRASSE
E L'INDUSTRIA LANIERA.
Il problema del.I' utilizzazione de·i grnss.i e dei
s-ali conte;nuti nell'untume della lana naturale e
che fu sempre quasi completamente tras•c urato
i.n Italia, diviene adesso interessant.iissimo. Basta pensare che dai 5 milioni circa di chilo.gr. di
lana che mensilmente vengono lavorati s•i potrebbero ricavare circa 250 mi.la chili di sali potassici
e certamente più di 1.200.00Q kg. di grasso di
lana, dai quali si potrebbero separare, con
proce,d.iimeniti molto sempli,ci, almeno 500.000
chili di ac.ido oleico ed altrettanti di acido stearico. T.ali ricuperi veinivano fatti già nei paesi della grande industria laniera, cioè nel Nord delJa e
Francia e nel B elgio, sia con trattamenti sulle
acque de1l'ordinari.a lavatura della lan.a, sia col
disgrassamento mediante benzina, precedente la
•
lavatura con semplice acqua.
La separazione del grasso di lana dalle acque
•
di lavatura è problema tutt'altro che semplice,
s,pecialmente se legato a quello d ell'utilizza:z.iOIJle :
dei sali potassici, e non è certo affrontabile nel •
mome.nto attua.le. Sarebbe invec e possibile otte•
nere i grassi e delle acque contenenti forti dosi
di carbonato di potassa, sia col procedimento a'l- •
la benzina, sia eseguendo il disgrassa{nento col
solfuro di carbonio e facendo poi la lavatura del- :
la lana con sola acqua sen:z.a impiego di soda o di •
sapone.
•
Dall'immediata applicazione di tali metodi, che
•
porte.rebbe nell'economia generale del paese una
utilità grande permettendo di ottenere quasi gra- •
tuitamente gvassi e sali potassici, l'.iindustria la- •
niera avrebbe qualche dis,a.gio, s•c rive l'ing. Gui- •
do Tar,g'e-titi, però ampiaimente compensato dal va-
Molto si è parlato e scritto negli ultimi mesi
di ciò che potrebbe rappresentare per il commercio estero ita.Liano del dopo-g'uerra il mercato rus~
so. E mentre un lodevole spirito di iniziative -ita•
lo-russe si svolge a Roma, una nostra miissione
comm ercia.Le si è recata in R u ssia per conosce~~
più da vicino le caratte.ri~tiche di quel g'rande
mercato.
Una saliente caratteristica di questo e la sua
immensità. L'impero russo .. presenta una diversità di suolo e di clima gr.a•n1dissima; e l'intluenza
che questia diversità ha sul modo di esistenza e
sui bisogni di vita del popolo russo è scarsamente compresa nel nostro Paes e; eppure, per ben
comprendere e valutare che cosa potrebbe rappresentare per il nostro co,m mercio e la nostra .
industria il mercato rusJSo, o~corre assolutrumente intuirne tutte le caratte1ris ti che s,alient,i che lo
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maggior parté dei nostri cli~nti, dopo una prima
Burroughs,
,,
passati a leggere il nostro opuscolo "A T TESTATI", vi
proveranno che la
ne ha adottate delle successive.
V O I farete lo stesso, il giorno in cui potrete dire di conoscere la Burroughs.
Chi non conosce la Burroughs non è in
grado di esprimere alcun
· . giudizio sul suo valore.
Il primo acquisto di una
può essere un omaggio alla sua fama: i successivi al
rendimento constatato.
A V O I è necessario conoscere questa macchina, la quale trascrive in
colonna, somma oltre 2 5 O addendi
m meno . di 5 MINUTI.
NESSUN TIROCINIO - 5 MINUTI bastano per apprendere ad usarla.
Non accettate. per ver~ le asserzioni di chicchessia : C O N T R O L LAT EL E !
Chiedeteci l' OFUscolo " A T T E S T A T I ,, - non impegnatevi.
Burroughs
ENRICO DE GIOVANNI
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4,000.03
4 0.5 O 0.3 O
5 0.6 O 6.0 4
5 O 0.3 O
3 31 . 0 O
4.5 5 5. 0 3
6 , 7 O O.O 5
9 O 0. 1 O
5. 0 O
4 .5 3 3.31
5 6 0.6 4
3 4 0.2 O
4 , 555.30
5,6 O 6.0 3
4 4.02
3 3:3 2
5 60.0 4
2 7 9, 3 2 .3. 1 1 :::
2
7 9, 3
2 3. 1 1 ,::
1 2.4 3
1 4.7 5
3 5.6 5
3 4 6.5 4
1 4.65
4.0 5 6.0 O
5;6 O 2. 4 O
66 5. 4 3
2 3 4.0 O
4.0 O O.O O
3 4. 5 4
4 6 6.0 O
. 4. 5 O
4 O 5.6 O
26 3.3 3
37 4 . 5 8
512. 2
40. 5
5 7.7
3 5. 5
7 0,0 1 O. 8
2
4
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5
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30.55 .
54,323. 45
3 3 4.0 O
4 2 1. 1 9 8. 3 2 :;:
4 2 1, 1 9 8 . 3 '2 :;:
5 5 1, 1 5 7. 7 4 :;: 2. 1 6 1. 5 O 8 . 2 1 ~
4,060.66
. 2 3 4. O 5 5. 5 4
246.54
9.86 4.2 O
9 O 7,6 5 3 .02
2. 3 4
3.0 5 5.,4 O
2.1 3.4 O
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4 .0 6 .7 5
1.4 5
3 4 .5.4
14. 85
3 40.0 O
77 6 .5 4
2 4. 6 4
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13 5. 4 3
20 440
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50. 00
2 0.4 3
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2 O 3. 0 O
1 O 0,0 O o.o O
1,122.33
3 s·s.s o
4 5 o.o O
5.3
3. 4
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2 .1
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4 0.6
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RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
Non è, dunque, una nazione ma un in tieiro m o n do, che potrà forinire d o mani larghissime quantità di materie prime alle officine di molti paesi,
e,. contemporaneamente, potrà assorbire Ullla notevole quantità d i altri prodotti.
Ma bisogna proce.dere, però, con molta caute•
la in questo lavoro di espansione com.me.rc.iale.
U1110 degli errori maggiori compiuti dai tedeschi
e concepito anche da taluni nostri scrittori ed economisti, è quello di aver ritenuto la R ussia un
« mercato di con quista)) . O ra, qualunque paese,
anche jjl più potente de11 mondo per qua,nfo rsiguarda la potenzial ità di conquista industriale, il
quale volesse avviticchiar,e e stringere il m ercato
russo n Ua morsa di un monopolio di industrializzazione, seguirebbe l a peggiore delle politiche di
penetrazione econom ica.
Bisognerà, invece, aiutare la Russia ad assicurarsi una « sua » potenzialità industrial e . Q uesta
è l'unica via ch e può con durci allo sfruttamento
migliore delle grandi r.is o:ns e di quel m ercato.
dominano e ne pla·smano la fi~io,nomia. Limitan•
doci .all'espre:ssione geografica dell'Impero bisogna pensa.re. che essa copre un settimo di tutta
quanta la superficie della terra feirma, e si estende senza interruzione su me-tà del mond~
o quasi; bisogna pensare che il suolo russo ha
dei fiumi navigabili in quantità superiore a qualsiasi altro Paese; che presenta delle oscillazioni
di clima -ch,e vanno dal tropicale al ~aciale artico, eh.e contiene, nelle profondità delle sue terre,
tutti i tesori minerali, e che la coltivazione può
dare ogni genere indispensabile alla vita di una
grande nazione. Basterà ricordare che la Rus,sia,
prima del:la guerra, produceva annualmente duece111t9 milioni di tonnellate di ceiieali e che le sue
forest"e sono così sterminate che basterebb~o a
provvedere di tutto il le,g'name neciessàrio il vecchio continente, per due generazioni almeno I...
Così non bisogna dimen ticar.e - scrive Luciano de F eo nella Perseveranza che i de·po,siti
di oarbon fossile della R ussia basterebbero al
fabbi.sog.no dell'i•ntero ·mondo per due s-eco1i; che
il petrolio del Caucaso, il ma n ganese, l'argento,
il platino, il radio, lo zinco, l'oro, il f,er,r o che s,i
trovano nel sottosuolo russo hanno UIIla entità
in volume veramente notevole.
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Il Min~stro di Industria e Commercio, on. D e
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col vol~,re che venga subito discusso, un
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tale deil Freddo )) , La· qu~stione dei contributi è
sfata assai b~ne e praticamente risolta mediante
una disposizione cli legge. la quale stabilisce che
tutte le industrie che si giova•n•o di queste stazioni sperimentali, perchè esercitano la loro attivi,,
tà nel campo di azione delle stazioni medesime,
sono tenute a dare un tenue contributo, che pare
non andrà oltre l'uno per m.il.le del capitale sociale. Dovranno contribuire in.oltre alLa istituzione e.d al mantenimento delle stazioni sperimentali, fra cui quellà del Freddo tiene senza dubbio
ora il primo ,p osto per la u.rgenza dellLa sua creazione, olt.re il Governo, gli Enti locali, Comuni,
Camere di Com.mere.io, ecc. della c1rcoscrizion ~
in cui le stazioni so-rgera·nno.
fasciicollo del 16 marzo. riassume daflla Gazzetta
di Losanna una serie .di •articoli sulle hnanze ita-
liane, la quale dà, dice il confrate1lo parigino,
« degli interes.s•anti ipairticolari che non ci è possibiil.e passare sotto -silenzio >>.
Tali particdlarn .si rnas1sumono in tutto a.11a consisten%la del nostro debito pubblico prima deUa
guerra (30 giiugno 1914) quail e veniva denunciato ,daUe ,situazioni ufficiali d.ei nostri dicasteri;
all'ammonitare delle ei111trate dello Stato ·alla sites,sa data quaJ.i sono date da11le situazioni del T •eoro pubblicate periodicamente nel!la nostra Gazzetta' U f/icial e ed altrove; al par.agone fra il debito pubblico ,aJla data 30 .giugno 1914 con quello del 30 giugno 1915; al pairag'one delle entriate
f r1a i corrispondenti esercizi dei due anni finanziari sopra indicati; allo stesso paragone della situazione del debito pubblico al 30 .giugno 1915
e 30 giugno 1916.
Qui si arrestano i paragoni e viene la conclusione he così suona:
LE FINANZE ITALIANE
« Su un aumento, durante la guerra, di 12 miVISTE DALLA FRANCIA.
l~ard•i e mezzo di lire, 8 m-iEardi e mezzo sono
Leggi.!amo nell'Economista di Firenze .il se- stati coperti da prest1ti ammortizzabili e 2857
mil1.ioni da buoni ordinari del Tesoro, 323 dallo
duente istruttivo tratÌletto:
L'Economiste Européen di EJ. Théry, nel suo aumento della circolazio,n e dei biglietti di Stato
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RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
e 815 miliorui da un aumento delremissione dei
b;gliettti di banca per conto dello Stato. In totaLe v'è quiindi un ,aumento di debiti sui quaJli c'è
da pagare un intere..sse di 11.3 miliardi, il che va
a recar.e un nuovo onere al Tesoro di 620 milioni di lire all'anno peir il servizio degli intereS1Si e
degli t81llllnortamenti ».
A ·parie la esattezza delle cifre riportate daJ.
coil!leiga ·e d alleato Théry, a,t traverso la Gazzetta
di Los'anna, ci viene fatto di rivolgergli que..ste
due domande:
1) Trattando del'le finanze del.l'a'lleata Ital~a,
pel"chè non servirsi direttamente delle pubblicazioni ufficiali ~taliane, anzi.chè far credere che la
Gazzetta svizzera abbi,a dei particolari inediti o
teiniuti ceJa,t~ d.al nostro gover.no? Il Théry avrebbe ·potuto trovare facilmente nel no,sitro stesso
Economista, che li riproduce da.i documenti ufhciali, quegli stessi elementi che seimbra'll\O un
priviieogio della Gazzetta svizzera.
2) Perchè non completare le informazioni
coHa notizia d,e lle ent.rate oorriis-p ondenti al periodo 20 giugno 1915 - 31 dicembre 1916, di cui
ha esposto J'entità del debito pubblico, in modo
da daire ai lettori deill'Economiste Euro,péen an-
che .la dimostrazione del modo come lo Stato italiano 'h a potuto provvedere ad assi.curar-e esuberam•eomentie i!l ser:vizio • degi1i intere•ss.i occorrenti
pei prestiti pubblici ,c ontratti?
'
Rileviamo la cosa soltanto peirchè anche in materia di linan:z-a gradiremmo d.i vedere i nostri vicini, alleati, e latini amici francesi più esatti e
,sorupo1(\Si nei riguairdi detlla loro vicina, alleata,
ed amica ItaJia.
Inutile aggiungere ,che le I. I. I. appoggiano
piena1T11ente le due giustissime domaiI11de rivolte
dal confratello ,aJ sig. Théry, quantunque sia leito prevedere la risposta d.e l supe,rhc1ale economisrt:.a francese.
IL PETROLIO IN ITALIA.
Dante Viecch~ni ha pubblicato una diligente
monografia (Tip. Redaehli, Milano) sul petrolio
con uno scopo ben de-finito: queLlo di concorrere a dimostrare J'esistenza del prezioso combustibile 'n ltaha, spiegando le cause degl'insuc•
ce&si delle poche e rare rice:riche f.atte;si 1in diverse parti.' Siccome ogni argomentazione è documentata, è a riteneirsi che si potrà hnalmente at-
'' PALMIRA
,,
I
Milano
-
V ia S . Margherita
(Entrata S. Dalmazio , , )
Industriali !!!
'Date questo indirizzo alle ·tJostre
Signore e le farete · felici.
135
LE 'f . l .' 11:··
·= ··' = '= ·=
,\ · -· = = === == == = = . == = ===============
. tende~e · ·u n vero e proprio svilup·po industriale metri 472 da un massimo di L. 14.70 la tonneldei' 'pe'tr&lio italiano.
lata ad un minimo di L. 8.80. Il prezzo massimo
corrisponde a11la desti.nazi01ne definitiva di Ginevra che trovavasi alla frontiera, il mini.imo alle
1 P.ER FACILITARE GLI SCAMBI
stazioni più lo,n t,ane. Con que sto e.spedien:te lie
, ; . . COL ,BELGIO, L'OLANDA
f e.r,rovie francesi, pur riscuotendo, ritenuto che
. ,
. e ·;LA FRANCIA n~L NORD.
Je quantità di cereal•i sped•i te pe~· le diverse deÈ indubitato che un,o studio Rccurato deJ mec- s t i.nazi.ioni siano favorevolmente distribuite, un
canismo ,dei prezzi d.eUe tariffe ferrovi.arie: po- pnezzo abbastanza remunerativo, possono per i
trà ' facilita1Fe di molto le tr.attative · intes1e a mi- traspor ti su cui mag'g~o.rmente si eserc.itere,bbe
gli~ra.~e i nostri sca~hi; specialmente col Bel- la concorrenza del porto italiano scendere a un
gio, d'Olainda, e iJ nord della Francia, e anche tasso di m eno di 2 aelllte,s imi per tonnellata-chicoH'ln1ghiÌt~rra, per quei prodotti che soppor-ti- lom e tro, ch e e,quiva!le cjrca alb . spesa viva.
no il doppio trasbordo attriaverso la Mani.ca, in
confronto del trasporto interaane,nte m 1arittimo.
Si potrà aipplicare, come s u.gg'eri.sce l '·m,g, F ili,ppo GL'INTERE5SI ITALlANI E f L MONOPOLIO
SULLA CONFEZIONE DEL SEME BACHI
T aiarui, a queste sped°izioni che sulla nostra rete
IN PERSIA.
peroorron,o ,eg'ual di,sianza, prezzi diver,si e tanto
Giu n ge notizia che un monopolio sarebbe stapiù. bassi qua.11to maggiore è il percorsç> che, esise
debbono .co~p,~er~ oltre f,r.ontiera. È u111a specie to accordato dal Governo persiano (in pevsona
di dumpi,;z.g ferrovia.rio che si appreind,e studian- d i M ota-Cheme.s-Saltane h) p e r la durata di 50
do i e tariffe d~U.a P. L. M. frane,ese. Questa So- a nni alila ditta Fratelli Pas,calidès di nazionalità
cietà ·infatti p,er favorire il porto di Marsiglia grec a, i di cui s.tabilim e nti di confez-ione sono st•ache trovas,l in· coi:icorren.za con Ge,nova per i tra~ bili·t i in Turchia; esso comprende,r ebbe l'esclusp9rt~ di. g~à.ni diretti• in Isv:izzera ,fa ( o faceva) sività d.'e lla f,abbrica.zione del seme bachi in Perpagare sul perco~so Marsi,g lia-Ginevra di chilo- sia, non solo, ma, particolarità esiz.iale ag.li in-
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RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
teressi italiani, francesi e russi, sarebbe inserita nella cotl!cesSlione una clausola formaJ.e per la
quale nessun altro s eme potrebbe entrare in Peria a cominciare col 1919, e i diritti d'entrata sa1 ebbero raddoppratii durante il period·o tran,sito 1
no · 1917-1918.
1
IL MERCATO EGIZIANO
E L'ESPORTAZIONE ITALIANA.
In un ;recente pregevole rapporto della Camera di Commercio i,n1t le,se in Eg~tto sul commercio egizi a.no in g'enerad e sulla prob~biJità di èsoa.nsione del commer io inglese in particolare,
sono contenute importa.nti notjzie che si ritien1e
opportuno di rilevare e completare per norma dei
nostr,i e po_r,tatori per cercare di aumentare il
cummerci.o italiano con quei mercat,i e di sostituirvi i prodotti che prima della guerra venivano
importati d 1alla Germania e da1ll'Austria-Unghe1
r1a.
Fermiamo l '·att,enzione sugli articoli maggiormente prodotti in, Italia:
T essut,' d,' cotone grezzo imb,'anch,'t,'. - Ath!aJmente provengono in misura principale dal1"Inghiilterra (Manchester) ; piccole partite sono
pure impooit\a·t e dalla Fran-c ia e dall'lta1ia. Gli
importatori vendono ai negozianti indigeni contl'o tratte di tre o quattro meiSi, che in eff ett0 si
estendo.no a oinque o sei m~si.
L'importazione di ta1e articolo è di una certa entii,t à e, dato il suo cointsumo, la nostra es•p o.rtazione potrebbe certa•mente svilupparsi.
Calicò stam,f,at;. Sono importa-ti prin1cii,pa1mente daLl'Inghilterra ed in pi.ccola parte dailla
Francia e dalla Svizzera. L'Italia e l'Au.str.ia-Ungheria av,evano qua.sii mo,nopolizzata l'importazione de1le lanelle, ,di g'u~sia che i nostri e~portatori
potrieibbero notevolmente SiViiJ.uppare iJ loro commercio non solo so1stituen,dosi n ,e l momento prese·r.Jte ai fabbricanti aus-triaci, ma anche col vendere le specialiità hno ad oggi di importazione esclusiva dell'Inghilterr.a e di alltri paesi europei.
Per tali for,niture è norimalmente concesso un
c11edito da inque ,a sei mesi.
Tessuti colorat,' l1'sc,' ed a /antas,'a. - L'~mportazione di questo al'lticoilo è negli ultimi anni molt0 aumentata, e per l'avvenire promette d-i rag'•
giungere maggiori quantitativi. L 'I.tali a aveva già
;1 primo posto in quesfo ~mportauon,i segui,ta immedioaitaimente dall'Austria e dalla Germania. Da-
137
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RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
ta la nostra buon,a posizione sul mercato, non dovrebbe e&&ere .difficile ai commercianti italiani cli
aumentare le loro impor tazioni sostituendo quelle ,che in passato pro,v,enivano daU'Austria e dalla
Germania. ·
F,'lati di coton e s e mplice e -{,lati ritorti. - La
importaziO'nle dei primi è qua si esclusivam e nte
fatta d1all.l'India. Però è bene n<'fa re che nel commer.oio dei filati ritorti la J1ostra importazione è
molto lontaina daU' ave r raggiunto il .massimo e
perciò Le quantità ve ndut,e potrebbe'l"o es•sere
molto aumentate. N e i ·contratti si usa accord a!le un credito di tre mesi.
J'1aglierie in gen er ~ e maglierie di lana. - P er
l e maglierie in genere, •l a doma·nda è ,i n cost ante
pro gre.s-so. specialmente per gli articoli a bu on
m e vcato. Il più s·erio concorr,ente all'import azione eu.ropea è ~ Gia,p pone: i quantitativi pr ove•
nienti dall'Italia sono piuttosto esigui. L e m a•
· glieri,e di JM1a, prima della guerra, provenivan
per Ja maggior parte dalla Gemnainiia ed eratn pref eri~e specialmente per il loro basso prezzo e per
i colori a fanta.:si'a; 1'Ita:1:ia, ,s ,t ,1di,rundo più accura•
taimente ile ne·c es,sità del mercato e cer,c ando di
sodd;sf,ave iJ g'usto degli .iindigeni, potrebbe am-
plia,re le .sue v-ein,diite normali sostituendosi per
molt-i articoli all'unportazione tedesca.
Abiti confez1'onati. - Fino a qualche a,n no fa
questo commercio era completamente nelle ma,ni dell'Austria, quantunque parte dei ·tessuti impiegati provenissero dall'Inghilterra. È que.sto
un genere ,di commevcio molto imp(){['tante, il quale in avvenire si svilupperà maggiormente con il
•prio,ga,-,e,ss~v,o arwiVlil~mento ddle classi indigene.
Recenti comunicazioni dei ·nostri Regi Uffici in
Egitto ha:nno riichiamato l'attenzione dei nostri
e sportatori sull'argomento.
Ora ci ,s embr,a opportuno osservare che. dato
ià confortante ,s viLuppo ra;ggiunto dalla nostra ind ustria dam;iera, una forte ·esportazione dall'I tali a d i tale articolo oltre ad essere discretament,e
r imune rartiva, sarebbe anche molto utile per l'economia del paese.
Scialli di cotone m1'sto a lana colorati fantasia.
- An he questo commercio ~olto notevol.e è in
con,t inuo progresso. Pr.ima della g'uerra .esso era
qu as i monopolizzato dalla Germania. I nostri
fabb r icanti potrebbe,r o perciò con sicurezza avvantaggiarsi delle circostanze attuaJi.
Colli" e cam1'cie. - Pure questi articoli erano
139
LE I. I. I.
= = - = - - = == = = = - - = = - = -- - -- - - - - - - - - - - - - = - - - - - - -
in passato importati quasi esclusivamente dal- discrezione degli agenti locali, di tenersi in più
l'Ausfr~a, perciò valgono anche per essi le comsi- intimo contatto coni le banche egiziane e di far
proteggere con la registrazione le proprie mar~
derazioni svolte avanti.
Lanerie. - Provengono quasi tutte dall'lngihJ- che.
terra. Anche le nostre fabbriche potrebbero però
bene introdursi tenendo conto che il corusumo e
IL PROBLEMA DEL RISCALDAMENTO
:i.n continuo aumento e che, per gili articoli ingles.i
Se il problema del ,riscaldamento delle abitasi lamenta .il difetto della poca varietà dei disezioni per mezzo dell'elettricità non può dir&i ang·ni e delle tinte per solito troppo scure.
cora risoluto dal punto di vista economico, non
Mobili. - La principale importatrice è l'In- ostante i vantaggi e le comod~tl eh 'esso presenghilterra. Anche i nostri prodotti però arrivano ta, fin d'ora ed anzi con tuti. .1 urgenza occorre
in Egitto in discreta quantità, ma a parità di con- premd,ere in seria considera7'ion~ l'impiego d-eld~zioni viene prefer.ita la manifattura inglese 1' elettricità per ,l 'uso che s~ ne può fare per la
perchè più accurata nella esecuzi~ne.
cucina.
Prima della guerra l'Austria era l'unica imporBisogna però prama di tutto che non rimanga
tatrice dei mobili di legno curvo, e perciò anche lettera morta la legge che esonera dall'imposta
per questo articofo il mercato è rimasto libero al- erariale ·l'elettricità per uso di rascaJ.damento;
l'attività di nuovi concorrenti.
bisogna he eg'u~e esenzione sia accordata per
Come conidizioni generali di successo per l'au- l'importa comunale; ed è indis;ensabile che le
-mento dei traffici con l'Egitto la Camera di Com- aziende fornitrici di elettricità non soltanto con~
mercio inglese ,consiglia, e noi ripetiamo, di no- sentano prezzi molto ridotti, ma diano modo aminare dei buoni rappre,sentanti locaJ.i, di far gili utenti di gode1·e di tali es e nzioni e riduzioni
visitar,e Je piazze da esper i viuggiatori con ric- app1icando speciaili contatori, nd attuando provchi
mpionari, di rimettersi per il credito alla ved~menti atti a distinguere renerg'ia elettrica
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pGr la quale si pagaino tariffe molto ipiù e1lev ate,
e 1non si _godono le dette esenzioni. Ciò ir.ende i,n attuabile, dal punto di vista economico, iJ risca<ldamento dlet.trico, in •confronto di que1lo a
cairbone, non ostant.e il' ecce:z,ionale e'Levat~,ssimo
costo di questo.
Ma se l'an.erg.ia elettrica pel ri.scalda.m.e,n to s~
pag'asse a'l prezzo, esente d 1a tasi;e, idi L. 0'.10 pea:kwo., quale oggi è concessa per la forza motrice,
la apes.a ,s arebbe a•lqua,nto inferiore a quella del riscaldamento 1col -ca·rbon foSlsile. N eJLe ,condizioni
attuali per le abitazioni il rnscaldamett1to eLet.t rico
non s,a.rebbe più ,c airo di quello a carbone, ma anche ,quandto il cM"bone scenderà notevolmente di
prezzo, potrà su,sis~•steire la convenienza del riscaldamento e'lettr.ico, per oonsideirazioni di comodità e speciadmeiil!te se il prézzo dell'eine'I"gaa
potrà ridu.rs•i, ,come i,n Ameri,:; a, a Li.re 0,05 peir
kwo. E così può .di,rsi !per l'iin1piego del<l'd.etitricità agli usi di cu:cw.a.
1
laiggfo, è ,sfato fra l,e alltre merci colpiito ill prodotto « ,r eti.celle pe:r la incandescenza a gas ». Se
conrtro questo dirvieto non dove~se interveni11e un
pravvediiimejillto del g'overno italiano, questa no•
s 'tr.a mduistir.ia, portaita .in bI'leve tempo alH' alt,ezza.
dcil1a fabbr~caz.ione iterm·a.nica, che, un.i.ca prima
de[ .c onHivto CJU1.ropeo, s.erv.iva il mercato mondiaàe, v-errrebb.e senz "a1tro a .scomparire. La « Soci,età per la incandescenza a gas Auer in Iitailia >)
per afferma.I1si ha dovuto sOtSte,n ere una lotta accanita spe ie ,con f01anda e la Svizz.er-a ove fabbnicainti improvvisati, p:iù o meino O'la,nd-esi e svizzeri, offr.ivano prezzi e con.dizioni vant.ag'g,Ìosissi•
J
m:i.
Lo stabilimento dà oggìi lavoro a duecento operai e la produzione è ,di circa 6.000.000 (s1ei '
mi1-iani) di .reticelle all'anno, quantitativo che è
possibile di ll'acLdoppiare m breve, aumentand o
così sensibilmente ~l numeiro degli operai, gia.c•
chè è b~e Ticorda.re che in guesto prodoitto la
ma,no d'opera rappresent,a la p~rte princi<p.aJe.
UN ASSURDO DIVIETO D'IMPORTAZIONE
LO STATO ORTICULTORE VIVAISTA
Nei ree-enti divieti d'.i.mportazione ,emana,ti dal
In forza .del decreto luogotenenz.iale n. 323 de{
governo inglesie per l'ail'legato d:.fetto di tonneil- 18 febb1J:1aio (Gazzetta U{fociale del 7 corr.), ·~o
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142
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
scopo ,di diffondeire la coltivazione de1le pi ante
fruttifere, al hne di miglio.raire l'ali.mentaziione e
dare .incremento ,all'~ndustria delle conserve aJ.imentari ed alla esportazi~nie, il M:inistero di ag:ricoltura ha facoltà di istitui;-e viva1· d1' piante
/rutti/ere, anche .in consorzio con altre amministrazioni. I va.va.i adem.pira.n.no .anche a funzioni
retlative a.!11.o studio, alla pratica sper.iim.entale. alla ,propag'and•a e all'incremento della frutticoltura neli.e !'ispettive regionii.
Questo decreto, con ,altri arti,coli omessi, ha destato aflairme nellia dla-sse deigli orti.col tor.i prof essionisti ~ta1iani.
Sono di ie!l'i gli echi de.Jile l.!ritiche mosse all'az-ione d~l Ministero di Agr.i coltura in fartto di vivaii forestali e di rimboschimento~ sono d,i ieri ~
voti. che studios:i, tecnici e professionisti hanno
rivollto ,a.1 Governo per otte.nere che cessasse la
concorreniza che lo Stato, senz::t giustificazione a·lcu1n:a, fa a tutta una claisse di indus-ti,ia1i dell'olt'ticoltura ita1iana; sono cLi ieri le severe parole
rivolte da ogn:i • categ'o.ria di industriali italiani
cofntro la .incapacità degli org'ani.smi statali a risolvere crisi o problemi intaccanti la vitaliità na1
:uon
Le -finadiità ·e i mezzi di questa istituzione SOl1lo
analogh.i a que·lll..i che ai proponf:"va, in altro campo, la Legg'e che• aocoo,dava gird.tuitamente i semi
e 1le piantine occoo-r-enti per i rimboschimenti.
Ad.eisso siamo al ,s econdo att::> della Monopolizzazione .dei Vivai e degli stabilimenti orticoli.
Non baistava a dar senno ed esperienza il passato, Jrl!On dei! tutto gloriioso nè fecondo, dei Vivai
Forestali di Stato; non baistava la provata msu-f-6.ciente org'ainizzazio:ne d.i tali vivai forestaili a
render convinto il nostro fun-zionaTismo uf6.ai-ale
he certi servim necessitamo deill'assillo che dà
l 'intieresse pr,iv,afo, che dà ila co,nvenj.enza economica, che dà findustrra!lizza.z,i ont'.
Si obbietta: i vivai forestali di Stato suppliscemo ai1Jla mancanza quasii assoluta di vivaii privati che produ.cono po.ante e · semi fore1Stali. È forse vero ci'? Oppure non si scambia in tal caso
la causa per l'effetto? Non sarebbe per ca.so la
distribuzione g.raituiita tatta dallo Sta.to di piante
e seimi fores-ta1i la causa dell..t Ìmposs·ibile consitenza di viva.i pnivati? Coone po~sono i viv,ai privarti vincere Ja concorrenza che loro reca la g'ratuita distribuzione deHo Stato? Ma se privati vivai di piante fruttifere esistono ed esistevano
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CHIMICO
ESSENZ-=: - P R O F U M I
E
PRODOTTI Ct-llMICI
o
ORIFICENZE:
ROMA.
LYON.
ROMA.
SIENA.
FERRARA
TORINO
ESPORTAZIONE
1900 - Croce e Medaglia d'Oro
I 9 OI - Grand Prix et Médaille d' Or
1902 - Gran Premio e Medaglia d'Oro
1907 - Coppa d'Onore e Medaglia d'Oro
191 O - Medaglia d'Oro
Encomio di S. A. R. il Conte di Torino
1911 - Medaglia d'Oro ~ Esposiz. lnternaz.
EXPOATATION
143
1
LE: I. I. I.
= = = = = = = = = = = = = = = = = =- = =- = = = = = = = -= = =-= = = = = = = = = = =
in ragguardevole numero .in Italia, perchè si è
sentita la nec~ssità ,di cre•are vivai di Stato in ·
concorrenza con i privati? Come possono, se non
con grave loro da,n1no ·e pregiudizio, i vivai privati
sostenere la concorre,n:z.a che Sr1.1ole e Istituti governativi o dal Goveirno largamente sussidiati,
fanno con la ve!ndita di pi.ia:.nte ·ottenute nei giardin•i e negli arti « spenÌimentali )) con mano d'opera quasi gratuita - quail'è quella~ de.gli alunni
deHe scuole e degli opera.i dal!,-:, Stato pagati ai
lini del]la scuola - e ·in terreni di pro·pr.ietà dello
Stato o degli is,t,ituti che fo Stato largaim,ente sussidia?
COME IL GOVERNO FAVORISCE
GLI INDUSTRIALI.
grammi che vennero il 14 corr. di -sera spediti a
Roma dcd:la ,seig',reteTia della loca.le Camera di
Commercio. Eppuiie a tutt'og~·i, 30 marzo, NESSUNA RISPOSTA e n1essun permesso giunse
a Milano, come nessuna ris,posta ottenne altr,a domanda inoltrata fin dal 12 cor::.-. a mezzo della
Fedeirazi0111Je Ese.rceirutii di qui. A noi non rest.a
quindi che .il dainno per le spese fatte d'affitto,
d'add-0bbi e di rappresentanza e lo scorno di non
aver potuto intervenire aUa Fierà altro che con
una ... circolare ! >>
UNA RIUNIONE PER L'INDUSTRIA
DEL LIBRO.
Presso la sede del Comitato N _az-ionale T ecni-
La. Fabbrica
Ore.hcerie, argente:r.ie, Attilio In- co Scientihco ebbe iuog'o il 22 marzo una riunio.
.
.
ne per trattare di alcuni wportanti arg'omenrt~ rivern1zz·1, c.1 .scrive:
« R.ifere111Jdoci al vostro · intendimento di pubbDicare una reJazione sul concorso italiano alla
Fie.ra di Lione, ci penmettiam.'> sottoporre un ca,s o
oc;co11soci perchè v,oi ne f acc:ra,te l'uso che cred.erete.
« Animati dal.l'intendimento di far -figurare anche l'industria Orafa italia.na al!a Fiera, noi, unici orefc.i in Italia, de.c idem.mo di parteciparv.i;
ben certi di fare C<Jln ciò una semplice afferma:z.ione, giacchè vigendo i divi ,~ti sull'esportazione
dall'oro e quelli sulla importazione dall'estero delle merci di lusso, non poteivamo cedo contare,
p-er ora almeno, su un vantaggio maiterriale.
« Dal Governo france.se ebb~mo ben sollecitamente appianate le difficaltà, tra l'altro quelle
che si riferivano a1 titoilo, diverso dal legale in
Fraincia, dei nostri ca'mpio.na:ri di merce d'oro. Il
Governo itallia.no inv,ece inc-0mir.ciò coJ neg'are i,l
pe,r me,sso d'esportazione temporanea, poi lo subordinò ad una gar.a,n zia iin solido di una Banc,a
france.se che si doveva impegna.re a gairaintire il
ritorno del campiomario od altra quantità d'oro
equivalen.te.
« Condizio,n e molto difficile, alla quale nOtÌ contraipponemmo i.inutilmente l'offe.:-ta di depositant
trenta miJa ' lire in d.og,ana, CIOÈ IL DOPPIO
deft va1lore del campion.a.rio da csportar&Ì, a garanz~a d,eil suo ritor,no dopo i quindici giornii. della
Fiera lnh!ne anche '1a voluta garan:z.ia ve,n ne trovaita e una, Banca Fr1anceise b::!le>g,r afò e .scrisse
l'impegno voluto da1l Ministero: lettere e te[e-
f eirentisi a.Lla industria del libro.
Vi inte'rvennero l'on. G. B. Milia.ni, il prof. dottor Camilla Levi, il gr. uff. ing. G. L. Pomba, NotM"li, Amm. De,leg. dell'Istituto Editor. Italiano,
il caiv. uff. Ceschina, l'ing. Ravizza, il comm.
Giuseppe Vigliardi-P,aravia, il comm. Innocenzo
Vigliardi-P:uavia, il prof. ing. Rignano, il comm.
Vanzetoi per la Caimera di Commeircio, l'ingeg.
Finzi, .il pro,f. Ragg.i per 1a Banca Italiana di
Sconto, il pirof. Venforini, il sig. De Magistr.Ì,s
per l'Istituto De Agosti.ni di Novaira, il cav. Alfieri, iJ. sig. Raffaeillo . Bertie,1:i, l'ing. Remo Nodari, il cav. BagareHi, l'ing. Baseggio, ~l gr. uff.
Enrico Bemporad, il prof. Gobbi.
Si deliberò di proporre a1la Presidenza .del Comitato Scienti-fico-Tecnico la cveazione di 3 sotto-sezioni: Carta, Industrie Grapche, Industrie
Editoriali, aggi;-e,gando alla Presidenza 2 ViceP r esidenti, che pre1Siedeirann? rispettivamente le
sotto-se7li ni Industrie Grati.che ed Industrie Editoriali, ed un vice-segretario.
La Presidenza Generale del Comitato approvò
la creazione delle 3 sotto-sezioni, e nomi,nò a V1.ce Presi,dienti i sigg.: Gr. uff. ing. G. L. Pomba,
per la sotto-sezione Industrie Edito iali: Raffaiel1o Bert.ien, perr la sotto-se:z.io.ne Industrie Grati.che; e cav. uff. Ceschina, vice-segretario.
A Presidente e Segr,etairio deJle Sezioni Ri1Unite e della sotto-sezione Carta furono confermati
ris•pettivaimente l'on. G. B. Miiliani ed il prof.
dott. Camilla Levi.
Relozi-oni
I n u ovi gran diosi impianti
dt;lle
" IMPRESE
ELETTRICHE, CONTI ,,
Diamo il testo integrale della relazione annuale del Coniglio d'amministrazione della S. A. Imprese Elettrich
' onti , richiamando particolarmente l'attenzione dei nostri
1 tlori sulla seconda parte che allude a problemi d ' intere •
s g ner le di capitale importanza.
'zio 1916 ha segnato un nuovo progresso nello
Ila Clientela e nella conseguente utilizzazion
ianti idraulic i.
oatianno
mi alle più moder-
elle pese e p rdite , che nel 1915 era
5.28, aumentò nel 1916 a L. 5.844.008,79.
atr.imoniaile non troverete variazioni nootuti in buona parte compensare gli inve ·installazioni cogli ammortamenti proporzi on ,ti , in un periodo come l'attuale, all':intenso e for.
ruttamento degli impianti.
tà create dai richiami sotto le armi di nume, dalla rarefazione dei materiali indispensansificazione di tutti ii servizt per effetto delolevolmente maggiori di energia da parte
di guerra, non avrebbero potuto essere sua abnegazione di tutti i nostri collaboratori.
stato reso più grave dalla necessità di provporaneamente an,:::he alla ricostruzione della
gno ed allo studio di nuov.i progetti.
o, Vi proponiamo di approvare il Bilandi Esercizio col seguente riparto degli U-
o l'
VdlZO
1 31 Dicembre 1916
Utili 1915
L. 2.070.501 , 16
))
4.876,82
L. 2.065 .624.34
Dedu cendo i prelevamenti statutari: restano' L. 1.805.355,68
a cui occorre aggiungere l'Avanz,o Utili
· 1915 in
»
4.876,82
L. 1.810.232,50
Risult no
che permettono di ripartire :
L. 20,- per ognuna delle
84 .000 azioni di vecchia
mi sione
L. 1.680 .000 ,L. IO,- p r ognuna delle
12.000 azioni nuove .
120.000,- L. 1.800.000,col riporto a nuovo di L.
10.232,50
com dur nte la attuale guerra, si ono verificate
pr .vi ioni d gli Esercenti Imprese Elettriche sulla necesih di mancipare, n 1 limite del possibile, il Paese dalla
rvilù d i combustibili stranieri: mai, come ora, ci siamo
r U gr li di avere , anch per parte nostra, efficacemente
ntri u ito
qu ta mancipazione , sviluppando i programmi d e lla Società con larghezza m olto maggiore d i
qu lla corri pondente ali necessità immediate della client l , di guisa che, non soltanto le continue richieste degli utenti ci hanno
mpre trov~ti pronti a soddisfarle, ma
ci è stato pur po ibile di aiutare il sorgere e lo svilupparsi di indu trie nuove:
co ì numeros.i s~abilimenti , de- ·
diti alla produzione bellica, hanno avuto nelle lllostre diponibilità, preordinale, la possibil ità della loro espansione.
Gli aJU~cciamenti che da tempo avevamo predisposto
con quasi tutte le aziend elettriche confinanti, hanno permesso di integrare i reciproci b isogni , evitando ogn.i dj.
spersione di ricchezza idrica. Anche nello studio di quei
bacini idraulioi i quali da anni hanno reclamato e reclamano tanta parte della nostra attivltà , ci siamo sempre
preoccupati di cercare le soluzioni di massima conven.ienm, che permettessero il più largo sfruttamento, non · al fine solo del particolare interesse dell'Azienda sociale, ma
anche, e più, .del vantaggio generale del!la. economia nazionaJe.
Così pure, nel periodo attuale ,- in oui i prezzi di tutti
gli elementi della produzione ~anno segnato ascese così
rapide e che non accennano ad attenuarsi, non abbiamo
creduto cli modificare correlativamente le nostre tariffe; e
in ciò sappia:no di avere interpretato ,l e Vostre idee e di
avere seguito una linea di condotta analoga a quella delle
altre Società produttrici di enet gia idroelettrica.
Ci siamo ora accinti, come sap ete, alla costruzione di
nuovi grandiosi impianti, malgrado le molte e gravi difficoltà tecniche e costruttive, malgrado il costo di tanto
cresciuto di ogni lavoro e d i ogni fornitura., ma con Ja
convinzione di giovare al prom ~ttente ri veglio industriale
del Paese, anche oltre l'attua] p eriodo di guerra. Questo
145
LE I. I. I.======================================= =
programma eseguiremo con le nostre forne, senza invocare
leggi di privilegio, ben lieti di assolvere il compito nostro
in modo adeguato all'importanza della Società.
Non tocca a noi proclamare le benemerenze della
grande industria idroelettrica, che è veramente fra le pri•
missime di quelle il cui avvenire è strettamente legato a
tutto l'auspicato risorgimento economico d'Italia: ma a
Voi, nostri Azionisti, non dobbiamo oggi nascondere il
nostro compiacimento, mentre una· serie di provvedimenti
di Governo tardivi, o insufficienti, o dannosi, ha dimostra•
to come l'attività delle Aziende elettxiche sia poco conosciuta e non abbastanza apprezzata.
La "FIL U T ..
(Fabbrica It~l. Lhne ed Utensili ,
Torino)
conquista con i suoi prodotti
i inercati interni
un tempo invasi e sopraffatti
dalla concorrenz a straniera
ed ottiene i più brillanti risultati.
Ecco il testo della relazione letta all'assemblea generale degli azionisbi di questa importante e prospera Società :
Sottoponiamo alla vostra approvazione il Bilancio dell'Esercizio chiusosi al 31 Dicembre 1916.
La cifra degli affari conohiusi in tale Esercizio dimostra. l'importanza dello sviluppo assunto dalla nostra Azienda. Ridottasi notevolmente per il fatto dehla guerra l'iimportazione dall'estero, i consumatori diressero a noi le domande ,c he u n tempo indirizzavano altrove. L'intento di
m ostrarci non impari alla fid,ucia dimostrataci e di corrispondere alle necessità della industria nazionale, fece sì
che intensificassimo la produzione del nostro macchinario,
buona parte del quale ha lavorato e continua a lavo:rare
per butte ~e 24 ore della giornata. Si ebbe così una maggiore utiLizz:azione delle merci del nostro magazzino e l' aumento dei costi si riprodusse sui prezzi di vendita.
Fu tuttavia nostra cura di non valerci delle condizioni
presenti per conseguire esagerati benefici, ai quali, conten ti di un onesto guadagno, preferimmo rinunziare, nell'.intento di dimostrare coll'esempio come ·u n'll1:dustria possa, ne!lle condizioni presenti, far da calmiere ai prezzi e normi chiesti dai fabbricanti degli altri Stati.
E credemmo del pari nostro dovere fare un trattamento d i favore alle Amministrazioni pubbliche, sia con I' eseguire, senza chiedere maggiori compensi, i contratti conchiusi in tempi normali, sia accordando prezzi assai limitati per i contratti nuovi, assicurando così allo Stato vantaggi' che, in più di una occasione, si concretarono in
rib assi, sulle quotazioni estere, persin de11'80%.
Ci auguriamo, come abbiamo diritto di attenderci, che
questo nostro coscienzioso procedere sia ricordato dopo la
guerra così dai clienti privati come daHe Amministrazioni
dello S tato.
M ovim ento Industriale e Commerciale. - Le nostre
vendite ascesero nel 1916 a L. 2 319.073,92, contro Lire 1.340. 167 ,62 di spedizioni effettuate nel 19 15.
Conto nuovi impianti. - Dal Bilancio rileverete la cifra importante spesa per acquisto di terreni, costruzioni di
nuovi fabbricati e per la installazione di nuovi macchinari.
Sviluppando la nostra industria in questo modo, abbiamo
app1iéati i criteri del D ecreto l.uogotenenziale, il quale
fissava che i benefici fossero destinati il · più possibile al
perfezionamento ed allo sviluppo delle Aziende industriiali.
Conto spese. - Troverete la cifra «spese» del decorso
146
Esercizio alquanto aumentata in rappoxto a quella degli
Eserciz1 preced enti. Ciò è dovuto al naturale aumento delle spese per il maggior giro di affari ; alle somme distribuite quaJi. sussid1 mensili ai nostri opera,i che si rrovano
alla fronte ed alle loro famiglie; infine, ailla beneficenza
che abbiamo creduto doveroso di elargire in pro delle famiglie povere che hanno d ato soldati per la maggior grandezza della Patria.
Conto utili. - G1i rutili del nostro Bilancio risultano di
L. 336.168,48; ma, applicando i cxiter1 stabiliti dalle recenti d~sposizioni ministeriali, abbiamo segnato in Bilancio ,
al passivo, gli ammortamenti normali che elevammo quest'anno al 14 % per .il maggior consumo dei nostri macchinar1, che lavorarono giorno e notte, e cioè L.
31.617 , 10
per gli attrezzi, utensili e mobili .
»
1.886,80
Segnammo quale ammortamento il maggior prezzo pa•
géHo su tutti i nuovi impianti, e cioè .
L.
8 1.389,39
Segnammo pure la quota del 12/30 che la legge consente di ammortizzare p er l'anno 1916 dei nuovi impianti
sopracitati, cioè .
L.
45 .000 ,registrammo infine al passivo la quota imposta per i sopraprofitti dell'anno 19 15, hquidata nel decorso Esercizio.
ma che <SÌ deve pagaxe nel 1917 .
. L.
17,881,06
Utile netto. - F atte queste deduzioni, risulta un utile netto ripartibile di L. 158.394, 13, che vi proponiamo di
suddividere come segue :
7.218,25
alla riserva statutaria. normale .
L.
72 .781,25
alla riserva speciale consentita. dalla legge
»
14.437,50
10 % a1 Consiglio d i Amministrazione .
»
7 .218.75
5 % a di posizione del Consiglio .
»
agili Azioni ti d ividendo fo base all'8 %
ul capitale sociale, e · cioè L. 4 per
56 .000,-~
cadauna Azione di L. 50 .
»
737,88
a conto nuovo per pareggio utili
»
Totale L.
158.394, 13
Approvando le nostre proposte, il divridendo resterà
fis to in L. 4, - per cadauna Azione, pari a11' 8 % sul Capitale Sociale.
La vo tra Azienda continua la sua marcia ascendente
con sempre maggiori e nuovi progressi. Quest'anno poi,
e p r cifra d'affaTi e per gli utili coillseguiti, iJ. vostro Bilancio dimostra quale posto importante I « Filut" occupa
nelle Società Industriali.
La " CERPELLI a>- C . ..
ra ddoppia 11 suo capitale
Il grande avvenire della Ditta
All'assemblea ordinaria di cotesta Società fu dall'ing.
Atti1io Cerpelli, amministratore direttore, presen tata la seguente rdazione approvata all'unanii mità.
Dal confronto delle Attività di IL. 3.721.395,05 con le
Passività di L. 3.660.187 ,07, risultanti al 30 Settembre 1916,
epooa di chiusura del quarto eserci2lio sociale, risulta un utile netto di L. 61.207,98.
Il valore degli impianti al principio dell'esercizio, da
L 964.561,44 è salito a L. 1.605 .211,76; quéllo dei lavori i,n
corso da L 374.584,66 ha raggiunto la oiha di L. 764 .347,81,
ciò che dimostra nettamente lo sviluppo , che la nostra industria ha conseguito in questo periodo di tempo.
Dall!' esercizio sociale 1915-1916 non si poterono realizzare qu i benefid che si sarebbero dovuti ottenere, perchè
LE I. I.
l'
== ==-== = -= -- - ------ - - - = -- -=== - -- l lo pr visto, a subire il' ef-
I lavori che abbiamo in corso, che dovremo a sumere e
vute nel 1914, pr.ima che ci o ccuperanno per due esercizi:, rivestono carattere di
R gia Marina e della somma importanza tecnica e di soddisfazione altamente
morale. Conseguentemenite , in considerazione di questo lavoro e per il doveroso svibppo che dobbiamo dare alla noad importanti e- stra azienda, ho creduto opportuno a non dilazionare l'aco, che, com~ già quisto di mq. 20.000 circa di terreno in prosecuzione di
e pTeventivati nei quello esistente, ampliare le fonderie e p.rocedere sollecicorrenza estera, venne tamente alla costruzione di nuovi fabbricatri.
ano d'opera impreveNaturalmente, alle n1Uove costruzioni ed a1le macchine di
nto, daill'inizio di que- ultimo acquisfo ho applicato una quota di ammo,rtizz.i supeca il 180% per quanto riore alla normale; g,iacchè, se è prudente prevenire prepar la ma:no d'opera.
rand.o poderose aziende per la grandezza del Paese, è pure
e di soddisfazione poter- opera dri saggia amministrazione che le attività siano co.rreumenti surriferiti, non si lazionate ai tempi norma1i , per fronteggiare la concorrenza
la nostra azienda non ne straniera, che ge.peralmeri.te ha i suoi impianti da tempo
vo1gimento di q{iesto la- ammmtizzati.
enm e la dimostrazione
organizzazione, i proceapaoità del personale, ormai
ibiJe anche LÌrl tempi nonnall 'asse mblea straordinaria convocata per la proposta di
_ia le più iaccreditate ditte esteaumento di capitale, il Presidente dà la parola all'Amminiutti i mercatù.
stratore Sig. lng . Cerpelli, il quale informa i'Assemblea
i macchinar1 eseguiti nelle no- che, in cons iderazione degli immobilizzi, fatti per far fronento, per esecuzione, per qualità
te alle ordinazioni perv~nute alla Società, si rende neces petenti e dai nostri stessi comsario l'aumento del capitale sociale da ],ire ottocentomie riconosciuti brillanti, tlanto da
idomainda di compenso per gli la a un milione e cinquecentomila, mediante l'emissione
ili aumenti di materiaiLi e di mano <li settecento azioni nominative vincolate alle condizioni
ancora · in esame e che abbiamo tutte dello statuto soci.ale , del valore di liire mille ciapresa in benevo1J.3. considerazione. scuna.
L'Assemblea, udita la relazione dell'Amministratore , uiti con fermezza di propositi e teaffermato indiscutibilmente i nostri nanime approva l'aum,e nto del capitale come sopra da escietà nel campo ind1Ustriale, e ci clan- so Aimministratore proposto , mandando ad esso Amminile nostre officine vadano incontro ad stratore di emetterlo in una o più vol te, nei modi e condizioni che egli s bimerà più convenient i.
glioso avvenire.
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MILANO. (< Na/ra » (.e non «Nafta» come per
M SSINA. - Salvatore Merenda e C., aicco- errore fu stampato nel fascicolo N. 3). lmporta1 , ndita (Salvatore Merenda gerente, avv. Ca7lioni ed esportazioni fra le Americhe e l'It.ailia di
ili e ing'. Giuse,ppe Lo Sm·do e Gaetano Pumetalli, carboni e colori.
ccomandanti), industria pavimenib, speciaVennero nominati Presidente il comm. rag. E1it '1 Merenda, .rivestimenti, or,namenti ed acces,n-ea
Pres1si, Consigli.ere delegato i1l sig. lgnazi-o
11ri ca.pitale L. 30.000 conferito dagli accoMeiicadainte,
ed altiii amminlstr~tori i sigg. Geor"' 1ndanti - durata 15 anni.
ge Freder,.ic. Hurd di Nuova York, Giuseppe Mer•
APOLI. - N. Porcelli e f gli, collettiva (Ni- e.a.dante e avv. prof. Ferruccio BO'lchini, segreta·ol • Arturo ,e Roberto padrie e figli Porcelli), e- rio del Corusiglio ~ a Sindaci effettivi i s.i,gg. avv.
11 izio cantiere laterizii ai Bagnoli e comiµecrAlfonso Lodolo di Genova, Guido Seni.gaglia e
,•io t ppezzeriie e ammobigliainento, via Costan•
Romeo Ugolett-i di Milano e a Sindaci supplenti
t in )poli, 121 capitale L . 34.000 - durata al 31
i sigg. raig. prof. GioV'anni Moro e rag. Emilio
lil mbre 1926.
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POLI. - Ruggero e Mar/ella - Imprese laPISA. Istituto ototerapico nazionale « Pi1111ri o pedali riuniti di Napoli e Ferrovie dello
t,lto, collettiva (Caimillo Ruggiero socio capita- sa >>. Società anonÌ,ma per la produzio1nte e lo smerli t e Enrico M ,arfella socio d'industria), via cio di prodotti mediciina1i-otote:rapici e spe.ciali, u·mi.niello a Toledo, 56 - capitale L. 50.000 au- tà medicina1li - Capiitale di 150.000 lire in 150 a,, nt bile - durata 2 anni.
zion.i da L: 1000 cadauna.
(Seguito a pag. IV)
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III
NUOVE
AZIENDE
A costituì.ire ,il primo Consiglio di ammuustrazione furono nominaiti i sig:nori: prof. Carlo F errai, senatore prof. Alesisaindro Lustig, prof. Ach,ille Sclavo, prof. Arbace Pi~ri e avv. Giovanni Selvaggi.
A Sindaci effetti i furono eletti i signori: rag.
Aldo Mamchi, rag'. Ferdinando Piancastelli, avv.
Mario Ferrara; e a Sin.daci supplenti i signori:
avv. Ausano Bo11gioti e r,aig. Mario Sraff a.
ROMA. - Gazometri riuniti. - Società anon~ma per l'acquisto e l' esercizio di officine di g'cl(S,
sottoprodotti e deriv,ati, partico1armente con la
appl azione dei sistemi brevetti Arigo e eruti.
Il capita,l e sociale è hssato in L. 500.000 in
5000 azioni da L. 100 ciascun ,-i.
A costituire il primo Con:siglio di amministrazione furono aletti i signori: marchese Luig,i Torrig'iani, datt. Ernesto Tucci, avv. Michele Donn,
ing'. Giuse,ppe Arigo, avv. Paolo Sindici.
A Sindaci effettivi furono eletti i signori: cav.
Aurelio Calleg'ari, rag. Licuri o Gentili, Alfredo
Combe; a Sindaci supplenti i signoi,.i : dott. Michele Di Renzo e avv. Augus to Veiller.
1
~
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SESTO S. GIOVANNI. - Acciaierie elettriche di Sesto S. Giovanni. Società ainonima per
l'impi181nto e l'esercizio di fo,1deria di ferro, acciario ed affini ed il relativo commercio, capitale
d,i L. 300.000 in 3000 azioni da. lire 100 cadauna.
Consigliere delegaito il signor Alfredo Orsenigo.
MILA O. - Soc. A non. I m{,ortazioni siderurgiche per l'importaziione dall'Inghilterra e dall'Amenica di ghise, leghe metalliche, e prodotti siderurgici in genere; capitale lir e 500.000; la sede è in Millano, pian::l Cordusio, 2. Il Consiglio di
amminist11azione è composto d ai signori: prof.
rag. Giovanni Moro, preside:ne; Giuseppe Battaiini e Luig,i M. Lafl.eur, consig:lieri delegati. A
sindaci ,e ffettivi furono nominat i i ignori: ca,·.
Gian Mania Bonardi, nob. G. B. Fravega, cav.
Cesare Gairau · ed a sindaci supplenti i siglnor~!
Cesare Bag~ni e G~ovanni Ancesc hi.
GE .. OVA. - « Velox » Impresa Prosperi
Società anonima per l'esercizio di linee automobilistiche sussidiate o meno dal Governo e qualsiasi altro commercio r~lativo agli automobili ed
affini. Capitale L. 300.000, di•, .i.Go in azioni da lire 5000 cadauna.
(Seguito a pag . VII )
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olete rad d oppiare la tJostra produzione ?
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Non ha tempera;
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hiéde a b ilità speciali per l'affilatura Mantiene il filo per 12 ore
lavoro c ontinuo.
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o No M I A
1) I TE M 'Po
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E e o No MI A 1) I MA TE RIA LE
G RANDE AUMENTO VI 'PROVUZJ·ONE
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CA.JAZZO
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VIA CA.JAZZO ,
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•
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TABILIM
CASTEL
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AIE
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Pontile di carico dei piroscafi, con servizio ompl lo ,w
tomatico direttame nte allacciato a una linea funlt-o/ur •
VI
NUOVE
01nsiiglie.ri vennero nonunata
1
AZIENDE
ITALIANE
sign;ri: avv. stri di seta, di cotone e.cl 1af6.ni. -
Capitale lire
Vattorio G argiol1li, Alfredo Prospe-ri, avv. Em1a- 60.000, dura<ta ,al 29 settembre ] 920. Gerenie firGenghi, Ga.ddo Bodda, avv. Giuseppe Bat- matario il signor Luigi Pessina, seguito di aa e avv. Frainces co Lavarello.
inda.oi per il pr,i mo esercizio vennero noon~ti i signoni: avv. Artuirio Bertolu,cci, avv. VittoMenafoglio, F.rall1c eisico Aicardi e Giacomo
LI, lio, sùpplenti.
1
,i
zieintda già .esisti-ta f,ra i ISLg'nori Mezzadri e Pr.im1a v,eis.1.
GENOVA. -
I seguenti Armatori f ede:rati:
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Pittia•l uga, D~ e E. F.Ui Bozzo, Mariano Mare,sca,
MILANO -
Società Anon. Distillerie e deri- Genzin.i e La'Vared'lo, DallFOrso ,e C., Eredi di
,,.,ti del catrame, già « Cartelli e Pirovano ». So- Giuseppe Lavarello, Soc. Anon. Lloyd d•el Pacih, nonima per la lavoraz.ione del catr.ame e co, Chiarella ,e Carbone, « La Polare », Paolo
prodatti, caipitalle L. 400.000 in 800 ,aziOltli da Viale, Fili,ppo Bag1ietto, A. Gaz.zolo fu G., B. Repe.tto, F.Ui Be,r,aldo, ing. B. Ghiranli, F.lli LagoL. 500 cadauna.
•rana, Pietro Nencioli e De Lu.ea Vincenzo hanno
MILANO. - Distil7erie Lombarde di Catra- stabilito d,i costituire una Società di Navigazio"' . - Sacietà anonima per la distillazione clel ne avente per oggetto facquisto ed il conseg.uen1 ~ me, f indus-tnia ed I i1l commercio de'llo stessio
te passaggio ed esercizio sotto bai:ndieira itali,ana
Ji tutti i .suoi de.riva ti e sottopvodott.i; ca·pitale di in.avi mel'lcantili. e oiò n1ediante conferim-enfu
le L. 1.000.000 in 10.000 azioni da L. 100 in detta Società, .in tutto o in pa.rt,e, delle so.fud na.
me costituenti sopraprohtti di guerra a mente
/
MILANO. - Nastrif cio -,nilanese già Mezza- del testo unico 19 nov·embre 1916. N. 1568 e dedri Pietro e C. - Collettiva (Luig~ Pes,s ina, Pie- g11i art. 13, 14, 15 deil Decreto Luogatenen~a'.le
I r l Mezzadri .e Adolfo Primavesi), industria na- 18 gennaio 1917, N. 145.
; t
11oi
(Seguito a pag. IX)
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VIII
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NUOVE
AZIENDE
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t: anonima; capitale di 2 mi1lioni~ per l'ac- ba11chi e ,sbarchi; a,ccoma.ndita (Aldo Luzzat1i ace l'esercizio del cantiere Nayar di Ba·i a, coma,ndainte), via in Lucina, 17 - Cap.italie lire
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deUa Società il sen. Lo Jodice.
dlita (Cesare Vismara e
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da.nti), industriia cinghie
11, Zadei e Rangozzi, co.lletti-.;ra (Andrea Zò, Eu.tale
L. 40.000; durata a~
nio Zadei e Antonio Rang·ani), .f errame,n ta,
Vedani e C., aiccomanArturo Ved,anii gerenti,
Guido T roHi a,ccoman.di cuoio ed affini; capi31 dice~bre 1921.
MILANO. - Fabbrica italiana J1· ampolle f, er
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piana S. Nazario 15. Durata 10 anni. Cap.i,t.ale
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d ardo G alante); capitale L. 30.000; durata
MILANO - Caramba, Casa d'Arte. Società
in accomandita sem.~ice con sede in Miila1no /
Duriafa 6 anni. Capitale L. 120.000; ess·a h-a per
ROMA. - The genera} sts am{,shif,agency
stro e Aboaf; collettiva (Alessand,ro Aboaf oglg'ietito là e,s •ecuzione di ligurini, fabbrica, Vlendiiop,'o De Célistro), contiinuazio·ne azienda d·i ta ,e commercio di costumi d'arte. Sono soci com< leggi, tra.sporti marittimi e operazioni <
ineren,· ponenti la· società i signori Nofri Gregori·o, ConI, U-i' del soc;o De Caistro -- capitale L. 50.000·; te Luca Cortese, Cerrin·i Ales-sam,drina Nofr.i, e
Luigi Sapelli.
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(Seguito a pag. Xl)
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,. ll ttivo, con sede in via G esù 11 - D uM I LAN O _ VICTRIX _ S ocietà in accoman2 aami - Capita l e L. 10.000, per esercizio dita semplice con sede vira S. Vicen zin o 4 _
omm issioni e rappresentanze di comm ercio. D urata anni 6 _ C apitale L. 30.000 _ Tratta1
zion e d i indusfrie e rap presentan ze diverse.
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MILAN O - Adria t1'ca F ilms - Società iia noni - Capitale L . 70.000 - E ser.cizio d.ell'in- me coli1~ttivo con se.de via Victor Hugo 3 - D utri d ellila cartiera e f,ab bric azion•e di carte e rata .a nn i 5 - C a pit ale L . 30.000 - Compra e
ven drt a e sfruttam ento di -6.lms cin ematog'ra:nche.
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Litargirio
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'Bianco d i
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crudo = Olio di lino puro cotto = Sale Glaub~r
'Prodotti chimici
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0
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ottone, bronzo, rame e SOLFATI 1)1 1'IOM6BO J#.
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urata 5 anni - Catpitale L. 5000 - Fabbrica- chi elettrici e meccanici, automobilismo e man%Ì n1e di aghi, punzoni, platina ed accessori ad na.
u o d elle ·i ndustrie delle maglierie e calze.
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un an no - Capitale L. 25.000 - Commercio 500.000 - Esercizio d 1ell',i ndustriia e del commerl i prodotti f,armaceutici in tutte le forme.
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MILANO . - Boccalari, S ormap.i e C. - Società in ac~omandita semplice con sede viaJ e
Porta R omana 55 - D urata fino al 31 d icembr e
1920 - Rabbriic azione e commercio di appe~li e
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»
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82.415.612,78
1.341 .772.57
835.386.074,95
15.270.488,56
83.581.726 ,99
55.890.493,52
12.92l.500, 5.533.560 ,40
471.558.907 ,93
17. 706 . 989 ,27
13.987.845,65
19.399.321,60
1,28.351.431 ,87
74.461 .809, 78
61.083.672, 3.875.872,l .492.372.876, 2.891.773,46
Capitale Sociale (N. 272.000 Azioni da
L. 500 cad. e N. 8000 da L. 2.500) L.
Fondo di riserva ordinario .
. »
Fondo di riserva straordinario
. »
Fondo Previdenza pel personale .
. »
Dividendi in corso ed arretrati •
. »
Depositi in Conto -Corrente e Buoni
fruttiferi
. »
Accettazioni commerciali
. »
Assegni in circolazio'ne .
. »
Cedenti effetti per l' incasso
»
Corr.ispondenti - Saldi ereditarci
. »
Creditori diversi
. »
Creditori per Avalli .
. »
Depositanti \ a gara?zia oper_a:ioni . »
d'1 T'toli
a cauzione servJz10
. »
1
. ))
I a libera custodia
. ))
Avanzo utili Esercizio 1915
. ))
Utili netti deill'iE.se-rcizio 1916 .
. ))
Utili lordi de}l'Eserciz.io corrente
L. 3.278.031.730,33
156.000.000, 31.200.000,27.000.000,14.572.774,64
514.755,240.562.836,54
47.162.818,66
44 .014.414,65
27.029.248,30
992.264.043 ,61
47.313.498,55
74.461.809 ,78
6 I .083.672,3.875.872,1.492.372.876,502.568, 96
13.089.574,08
5.010.967.56
L. 3.278.031.738,33
La Direzione
A. GHISALBffiTI - G. TOEPLITZ
fl , ,I HA'- G. Rota
I Sindaci
- Rag. G. Sacchi- lng. E. Steflini
Prof. Rag . D. Venegoni.
Il Capo Contabile
A. COME.LU
xv
e:
SOCIETÀ _ANONIMA ITALIANA
G?ANSALDO
CAPITALE L. 45.000.000 INTERAMENTE VERSATO
Sede l~gale in ROMA
._,, .- 'ti' ~ ._,, ~
Sede industr. ed annninistr. in GENOVA
1. Stabiliménto Meccanico di macchine Marine = Tur:=
bine e caldaie
2. Stabilimento_ per la Costruzione di Locomoti'de
'
©C.
Sa mpierdarena
Sampierdarena
3. Stabilimento. per la Costruzione delle Artiglierie
Sa mpierdarena
4. Stabilimento della Fiumara per munizioni da guerra
5. Stabilimento per la Costruzione di Motori a Scoppio
e Combustione interna
6. Stabilimento per _la Costruzione di Motori di A tJia :=
zione
Sa mpierdarena
7. Fonderia di acciaio
dimensione
=
Getti fusi di ogni forma e
8. Acciaierie e Fabbriche di Corazze
9. Stabilimento Electrotecnico
San Martino
Sampierdarena
San Martino
Sampierdarena ..,
Campi
Corn igliano Lig.
Campi
Cornigliano Lig.
Corn iglia no Lig.
1 O. Stabilimento Metallurgico 'Delta
Corn iglia no Lig.
11. Fonderia d i ~ronzo
Corn iglia no Lig.
12. Stabilimento per la Fabbricazione di ~ossoli d ' Ar=
tiglierie .
Corn iglia no Lig.
13. Cantieri Officine SatJoia
Corn iglia no Lig.
Fegine
V al 'Poi cetJera
~orzoli
14. f'abbrica di Tubi
15. Cantiere Aeron·autico
16. Cantiere NatJale
17. 'Proiettificio Ansaldo
Sestri 'Pc nente
Sestri 'Ponente
'Pegli
18. Fonderia di Ghisa Ansaldo
'
19. Stabilimento per la Fabbricazione di Materiali Re::
trattari .
21. Miniere di Cogne
Stazzano
SerratJa lle Scr.
'Porto di GenotJa
Cogne Va lle d'Aosta
22. Stabilimenti Elettrosiderurgici
Aosta
20. Officine Allestimento NatJi
XVI ·
=
Molo Giano
LE INDUSTRIE
ITALIANE
ILLUSTRATE
Anno I.
Milano, Aprile 1917
Proprietà della Società Anonima
M i 1 a n o • .P i a z z a C a v o u r , S
Al te
person.a.lità
Il Comm .
.. Istituto
N.
dell'Industria. Iia.lia.n.a
GIOVANNI
~
Editoriale Italiano ...
T e 1 e f o n i 4 1 - C) 6
7 1 - 8 S
SILVESTRI
s o
M
M A
R
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I
.+
Aprile 1917.
IN COPJ:.:R1'JNA :
A!LTE PERSONALITA DELL' INDUSTRIA ITAL1ANA : I comm. PIO
e MARIO PERRONE, della Società Ansaldo e C . (una illustrazione)
NEL TESTO:
ALTE PE.RSONAUTA DE!.L'INDUSTRIA JTALLANA : GIOVANNI SILVESTRI (con una illustrazione)
Pag.
LA NAZIONE ELETTRICA -
Le I . I. I.
LI... GRANDE RISVEGLIO INDUSTRIALE 1TALIANO -
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17
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24
Dottor FRAN-
cEsco LEoNETTI
LO SFRUTTAMENTO RA Z.IONALE DELLE LIGNITI 1TALIANE Ing . E. MONACO
L ' INDUSTRIA SUPERFOSFATIFRA - Onorevole ETTORE CANDIANI, Presidente dell'Associazione Commercianti e Industriali di Milano .
LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE - Contrammiraglio ErroRE
BRAVETTA (con tredici illustrazioni)
PIREl..LI E C . (con 22 illustrazioni)
PUNTI DI VISTA - N.
L ' INDUSTRIA DEI MEDJCAMENTI - Professor PIERO GIACOSA, delil' Università di Torino
GIOCATTOLI lTALlANI (con una lettera di GABRIELE D'ANNUNZIO e
quo.tiro illustrazioni)
SINDACATI E SEQUESTRI DI AZIENDE NE.Mla--IE - Comm . ALBERTO PAVONI, Presidente della Federaz . /tal . dei Collegi dei Ragionieri
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI (con 30 illustrazioni)
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LE OFFICINE DEI.LA « FIAT » (con 15 illustrazioni)
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97
RASSEGNA DE.L MOVIMENTO INDUSTRIIALE 1TALIANO : Il mo-teriale ferroviario - L'uso d ei combustibili nazionali - Una minaccia
all'industria zuccheriera - Le terre emiliane e la naoigazione interna - L'espansione economica del « dopo guerra » - La birra tutta ...
tedesca I - La nuova concezione dei lavori pubblici - Il risparmio
operaio - La coltivazione del cotone in Italia? - Stati Uniti e « Dumping » - L ' industria bellica lombarda - La necessità di una linea
navigabile Milano-Genova - La sistemazione idraulica del Garda La crisi dei pianoforti - L'industria navale - L'assemblea dell'Associazione Serica Italiana - I nostri marmi - La navigazione commerciale con l'America - Una nuova industria nazionale ; l'industria delle
piante medicinali - Nuove grandi opere pubbliche in Calabria e Basilicata .:_ La solidità delle nostre aziende industriali - Il problema
dei cambi - La futura Città Universitaria in Milano - L'assemblea
dei birrai italiani - La deficienza delle materie grasse e l'industria laniera - L'immenso mercato russo - Una stazione sperimentale per
l'industria del freddo
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105
(Proprietà letteraria)
Le I. I. I.
LA NA ·Z IONE
ELETTRICA
Da due anni si parla in Italia della crisi
del carbone.
·
Se n è parlato per attaccare il Governo
accusato di . imprevidenza. Se n è parlato
per biasimare gli inglesi, accusati del più
nero egoismo. Se n è parlato per rampognare gli armatori, accusati della più cinica ingordigia. Se n'è parlato per tartassare le Ferrovie, accusate del più grande disordine.
Man mano che il carbone saliva di prezzo siamo andati cercando le cause del
rialzo e s'è detto: Il rialzo non ci sarebbe
se lo Stato prima di dichiarare la guerra avesse provveduto ad accumulare scorte
per almeno due anni.
Sembrando tale ragione un po, troppo
frettolosa ed empirica si è concluso: il rialzo non ci sarebbe se i noli fossero molto
più bassi.
I noli furono artificialmente abbassati
dal cosidetto « calmiere )) .
Le navi che lavoravano per noi emigrarono in cerca di porti più rimunerativi;
Allora fu rettificato: Non abbiamo vagoni a sufficienza: il carbone deve rimanere giorni, settimane, mesi sulle chiatte
o sulle calate, triplicano le spese di carico, scarico, magazzinaggio, ecc. ecc.
Il carbone sarebbe assai più a buon
mercato se il servizio dei carri fosse più
~azionale.
Fu nominato un commissario spec.iale
pei carboni, con ampi poteri, e fu scelto un
uomo - il comm. Bianchi - ex direttore
1
1
1
20
generale delle ferrovie sulla provata
competenza del quale tutti furono d accordo.
A questo punto gli italiani si sono accorti che tutte le critiche mosse, tutti gli allarmi gettati, non facevano diminuire di
un centesimo il costo - sempre più alto dei carboni, i quali aumentavano di prezzo per una ragione molto semplice, perchè
diminuivano di quantità.
Fatta questa sensazionale scoperta abbiamo abbandonata - per quanto ci dolesse - la comoda strada delle critiche e
siamo andati alla ricerca di una cosa un
pochino più difficile: del rimedio.
Su questo aspro terreno un ispirazione
geniale è quasi subito venuta a spianare
la corrugata fronte dei nostri numi tutelari.
Il carbon scarseggia? - ci hanno
detto. - È ben semplice: si diminuisca il
consumo !
Sia pure : ma in che modo?
In un modo ancora più semplice. Sopprimer treni, illanguidire i gasometri, chiudere le fabbriche, ad eccezione, s'intende ,
di quelle per le munizioni.
Analogamente un consesso di medici potrebbe concludere: - Il malato peggiora?
Non disperatevi: noi possiamo sempre alleviare le sue sofferenze ... Basta ammazzarlo !...
Tutto ciò ha un sapore discretamente
grottesco, per non dire di peggio.
Eppure ciò vien detto con imperturbabi1
1
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - LA NAZIONE ELETTRICA
• nvinzione sui maggiori giornali, da
Non son mancate le voci, gli avvertiini serii, colti, autorevoli, .e quel eh 'è menti, i consigli.
io, tradotto in durissima realtà, dai
Ma chi li ha raccolti?
ri supremi reggitori, -fra l'inutile sdeQuanto poteva mai valere in questo redei pochissimi veggenti, la timorosa gno di avvocati, la voce di un ingegnere
gnazione dei molti danneggiati, l'in- idraulico o elettrotecnico?
renza pecorona dei più.
Qual progetto di costruzione ardita e
grandiosa può mai liberarsi da questa teravviene quando immani volumi di ribile e avvinghiante sterpaia di funziosgorgano dai :6.anchi delle nostre nari?
gne per irrompere in torrenti tepCome indurre i cinquecento rètori di
i i e razziatori o per insinuarsi in pan- Montecitorio a :far dell 'ltalia quello eh 'esi micidiali, in luogo di scorrere in ope- sa può e deve essere: LA NAZIONE Ep disposte dal nostro lavoro e discipli- LETTRICA?
dalla nostra volontà per distribuire
nque una perenne sorgente di energia,
lore, di luce, di moto, di riccheza, di
Noi possediamo« materia prima )) quanto nessun altro paese al mondo.
i siamo dei vandali e dei bruti.
Dell'elettricità noi abbiamo un senso
i andiamo imprecando c~ntro la no- quasi divinatorio. Ci sono dei popoli agrimadre-terra per le sue viscere sterili coli come ci sono dei popoli marinari e dei
I f · sile agognato ed essa ci offre amo- popoli guerrieri.
paziente da secoli il suo seno turgiIl popolo italiano è un « popolo elettrico )) .
1 più prezioso minerale !
ni anno noi buttiamo dalle Alpi a poI nostri p1u rozzi operai intuiscono
tranieri i nostri sudati, sanguinànti i segreti della portentosa maga con una fardi per trarre ai nostri porti l ,alimen- cilità che ha del prodigio. Le nostre maei pensabile alle nostre macchine~ o- stranze danno i più esperti elettricisti, conno la,s ciamo inghiottire dal mare piosamente, senza stenti, con una istrun energia elettrica che i nostri :6.u- zione rudimentale.
nvogliano !
I più abili ingegneri elettrotecnici spar1, r i siamo dei vandali.
si nelle officine di tutto il mondo sono itaI diremmo noi dunque degli inglesi liani.
I più grandiosi impianti stranieri sono
i incendiassero le loro miniere?
r possediamo noi inesauribili minie- stati modellati sui nostri.
Dell ,elettricità più che la tradizione glo1 · ua?
I •
riosa (Galvani, Volta, Ferraris, Pacinotti,
stato mai un ministro - non Marconi sono ben nostri!) abbiamo il culabbia valutato l'imponenza di to, più che il culto, l'istinto.
pr blema.
L'elettricità è nei nostri nervi; nella ter'l problema capitale della nostra ra dei nostri cimiteri, nelle viscere delle
i ne!
nostre montagne, nell'alito della nostra a tl va l a guerra per :farci misurare mosfera.
i di sacrifici indicibili tutta la no'Non manca - ironia delle ironie - che
tol zza , tutta la nostra cecità.
ai -forni delle nostre officine !
***
***
i
21
LE/.
I . /. - - - - - - - - - - - - - - - - = - - - = - = = = = = = = = = ===== = == -
Ma
***
non disperiamo.
I sottomarini tedeschi ci stanno rendendo un servigio incalcolabile.
Essi lavorano a_s sai più dei nostri governanti. alla totale liberazione d'Italia
dal suo più intollerabile servaggio: quello
del carbone.
·
Oseremmo anzi vaticinare che, ove al-
i 'Italia, per una ragione o per l'altra, venisse a manca re del tutto il litantrace, essa
diverrebb e in due anni la più vigorosa ecostruttiva n a zione d"Europa, poichè in due
anni tutt o verrebbe elettrificato: dalla più
possente rete fe rroviaria alla più umil,
cucina.
Le I. I . I.
- -==-- --=--====
IL Fra ncesco Leonetfi
grande risveglio
dustriale italiano
I
11 •
vvenimenti storici
La. mobilita.zione industria.le " Come si
effettuò " A ncora. produrre e produrre ! " Il dopo guerr a.
1ndo la nostra guerra sarà finita, quando 11 vecchio continente: fra questi popoli giovani era
anche il popolo d'Italia. Inoltre il Moloch s'era
posto a disposizione di Wotan e con lui aveva
tt cito fuor del 'pelago alla nva,
intrecciato UJ11 patto sinistro: le industrie per la
r ' ali' a cqua perigliosa e guaterà e cons.i- guerra - la guerra per le industrie, poichè i T eui fattori materiali, economici, militari e toni avevano riconosciuto quale mezzo formidahe maggiormente avranno contribuito a bil e queste rapprese111tassero per la realizzazione
rminare il successo, i suoi occhi saranno col- del loro sogno egemonico.
I
I dull luce vivida di due avvenimenti di primo
L'Inghilterra non aveva creduto seriamente alI, , he avral1lll1.o lasciata notevole traccia nel i' aggressione, e le sue macchine s'affannavano a
i I, fortunoso e fortunato intercorso fra l' a- produrre sempre nuove ricchezze per accrescere
to 1 14 ed il 191.. ..
il benessere dei popoli; la Francia non l'aveva rivvenime nti: l'uno di carattere tr~nsito- tenuta imminente, e si rafforzava bensì, ma sen•
vrà ese.rcitarfo sulla nostra g'uerra in- z.a ansia ed accanimento, convinta di doversi bat•
isiva, la Mobilitazione Industriale; e tere con un avversario animato da pari sentimen· n conseguenze di carattere continuativo ti cavallereschi; l'orso russo, robusto, ma dai
u picwnte per la futura Italia economica, passi tardi e lenti, attendeva che gli riCI1escessemancif,azione dell'industria italiana; ro le mozzate unghi,e, e l'Italia ... evitava, quanto
, intimamente collegati ed inB.uen:z.antisi più possibile, le spe.se improduttive e s 'app~g'a·
d.
va dello stato di ancella, e le sue industrie nar or , al une parole sul primo di tali av- scenti erano avvolte più che mai nell'atmosfe.l'la
ito già dal periodo preparatorio e ab bruciante del Moloch tedesco!
m
e, e passato in quello della fruttiDopo l'agosto 1914 e durante il periodo della
fc onda, che consente di riconoscere neutralità italiana, deU'ansiia che fece tremare le
re quanto valga l'albero che i frutti vene e i polsi, popolo e governo e industriali si
avvicinarono, si consultairono, riconobbero alcu•
ne verità terrificanti: - soltanto allora! è il tri•
ste sospiro che sorge consideralildo la nostra
revemente: prima dell'agosto scarsa lungimiranza che la g'Uerra odierna è
dell'industria tedesca gareggia- la guerra d'artiglieria e di mezzi materiali, oltre
on l'Inghilterra, la Fraincia, gli che di energie fisiche e spirituald; che noi eravauo alito fiammeggiante inceneri- mo sprovvisti di industrie meccaniche, le grandi
a gli venisse a contatto, rende- alimentatrici della guerra 'llloderna; che la lotta
arr pir bile, soffocava la vita in sul na- sarebbe stata Junga ed ,aspra quanto mai ed agn i in1ziatiV1a, ad ogni impresa indu- vrebbe coinvolta ogni :r,isorsa della Nazione; che
r
e p11esso i popoli giovani, mi- dalla sua riuscita sairebbe dipesa la nostra futu•
di in hi ttire un po• alla volta tutto il ra esistenza politica ed economica; che si pro6la11
•rolo italiano,
***
2
LE l. I. I.
vano sull'onizz01nte europeo i motti beati i
vincitori! - guai ai vinti!
E ci svegliammo: dato un rapido sguardo all'intorno, agii sforminati campi di battaglia, non
più la vaLlata, la pianura, la provincia, come per
le stesse battaglie napoleoniche, ma le fronti di
migliaia di chilometri che bisognava attaccare o
difendere; cons•i derati i territori retrostanti alle
linee di combattimett1rto trasformati in un 'immensa officina meccanica lavorante .intensamente e
senza tregua, comprendem.mo che toccava anche
a no.i fare altrettanto, senza tergiversare per la
r~cerca dell'ottimo, senza perd·er tempo, .senz.a lasciarci sbigottire dalle difficoltà enormi dell'imp.l'e&a. Poichè ne avevano · incOlnltrate h .stessa
Germania, Francia, Inghilterra, sebbene d1JS~onessero ,al principio della guerra di tutta una vasta rete d'impianti, di officine meccaniche, elettr.i..che, chimiche, e di miniere, e cli veri esercii-ti
di opera,i, e di energici e sperimentati industriali.
***
Due soluzioni si ventilardno dapprima per l'urgente e grave problelilla che ci si presentava:
l'una d-i avocare allo Stato la produziione che più
interessasse gli approvvigionamenti militari, l'altr.t di affidarsi completamente agli ,i ndustr:iaJi,
munendoti di laTgha poteri. - Entrambe avevano
preg'i e d,if etti. Con queUa stataile il Goveil'lllo avrehbe sentito maggiormente il peso della responisab.iJl.ità, si sarebbe potuto val,ere più autorevolmente dell'imperio della Legge, avresbbe potuto fare e disfare, ordinare, prendere, impoirsi;
ma, disponevamo noi di uomini e di m,ezzi suffi-cÌent,Ì per creare d'incanto una grandiosa industria di Stato? potevamo noi far gettito improvviso di leggi, oonsuetudini, esigenze burocratiche? assumere ,atteggiament.i, mentalità, man.ifes:taziomii. d'attività· nuove, rapide, intense, quali
richiede una grande industria moderna? e le amministriaziioni della guerra e della mal'i.na non erano già di troppo affaccendate e preoccupat,e
per s·pingere al massimo la produzione dei loro
stabilimenti, accrescendone gli impianti e creandone di 1lll.lovi addirittura?
La seconda .s oluzione, che aveva potuto app1ica.r&1 .in GeNnainia ed in Francia, dove le industrie aveviano raggiunto sin dal tempo di pace
uno sviiluppo colossale ed esii stevano grandi gruppi industviali in grado di assumere l'organizzazione e .dire-ziione dei gruppi miinori, disposti all'unione ed a.ll1a subord·inazione, non era po.ss1bile
da noi, che mancavamo di nude,i industru.ali che
godessero indiscutibile ,ascendente, capactità dii
24
coordinare e governare i nuclei minori e dli.spersi; ltliè potevamo contare sopra una dooi1e ra.sseginazione alla dip,endenzia e discip1in1a, sopra una
. . inunzi,a all'autonomia ed indipendenza individu.a!le, anche quando e-sse costituissero soltanto
causa cLi debolezza. Si r-icor,s e pertanto ad una
soluziion,e inrtermedia, - in medio stat virtus si lasciava agli industriaili libertà di organizzarsi
come ognuno meglio avesse mtenuto; lo Stato,
affrontaindo og,ni responsabilità d,im.anz-i al Pae,se ed alla Storia, si ris1ervava ~l diritto d'indirizzarli, stimolarli, controllarli, di richiedere, d'imporre la produzione che più gli conveniss1e; esso
avrebbe avocato a sè, per una gestione diretta,
mezzi ed impianti, solamente nel ca:so di industriali che non avessero corrisposto appieno alle
es.igenze del Governo.
Questa soluzione fu sintetizzata in un regolamento di pochi arbicoli, formulato in pochi giorni e da poche persone (due liberi profe,ssionisti, due .i ndustriali, un ufficiale), sotto la guida
illuminata del g'ene11ale Dallolio; ,r,ego1amento il
quale creò un'organizzazion,e nuova, con poteri e
funzioni s·peciali, informata a principi moderni,
liberali e pratici, quali era.no richie,st,i dalla situazione, che imp neva si provvedesse efficacemente e presto. Le linee principali di questo regolamento, approvate con decreto luogotenenziale .de~ 22 agosto 1915, n. 1277, furono le se,g uenti:
Istitu:z.ione di comi,t ati reglio,niali sette per
tutto :il Regno - presieduti ciascuno da un uffic i ale generale od mmiragli,o e composti da due
membri di particol re competenza tecnica con voto deliberativo, e da quattro con voto consul1tivo,
scelti due fra industriiali e due fra gli opeirai. Si
ammetteva così. una lairga rappresentanza di tutti i compartecip n i alila produzione, teo.nici, capitalisti, lavoratoi-i.
Si lasaiav.ano da parte le preg.iudiÌziali politiche·, si stabiliva di dover contare sulla concordia,
suM'equa soddisf aziione di ciascuno, affinchè . tutte le . energie si potessero mettere con lieto animo, con armonia di propos1to, con un.ità di scopo
al serviz.io della Patria. Al centro, presso il Ministero della Guerva, si costituiva un corrutato
superio.l"e, nel quale venivano chiamati alcum rappresentain1ti dei Ministeri che ma,gg,iore ii.ng,erenza e inte:r,esse avevano negli approvvig,iona,nenti
militari, e dovevano portare il contributo quattro
persone estranee ~ll'ammiinistra%li.one, di speciiale competenza in ~ateri.a.
Ai comitati regionali venivano attribui-ti gil'iin-
- - - - - - - - - - - - ===== ==
I
=
== = =
= =
=
=
RISVEGLIO INDUSTRIALE
jl,h . di stimolare la produz.ione, d'iindmzz..ar- l'acciaiio e del carbone, che con l'oro ai sono di-
i fini voluti d,al Governo, di sorveg11:ia·rla, dii.
, 11 rm re periodicamente l'amminiistraz.ione ceni , di studiare le condizioni locali, di formu1 1 pr poste atte ad accrescere in qualsiasii moI I produzione, di risolvere in prima istanza e
11 l i mente con:flitti fra operai e indus:tiriali,
re provvedimenti per la formazioin·e delle
nze, e di :fissar.n e l'equo trattamento.
verno non assumeva la gestione diretta
t baiimenti, ma affermava s•o'l ennemente
ne attribuiva il pieno diritto quaindo una
qualunque lo avesse re.so n.e.cess-arrio.
bilimemti e le imprese che più ravrebber ssata ia produzione mi:Litare si sarehben minati ausiliari, il personaJ,e dii essi ven1,tt posto alla giurisdizione mili.tare.
Himo di libexità, adunque, più che nella
Inghilterra e nella stessa Francia; il go, ffidava all'iniz..ia,t iva, aJ pati:,iottismo d,e <lu triali, alla loro genialità e capacità di
1 - , ....,,u, ... i, aziot11e tutta latina si doveva dispe, rimanere inerti se i nostri industriali erai principianti e se mancavano le grandi orz.i ni alla tedesca? - ed emanava un mili restrizioni individuali indis·pensabili per
l'ordine e l'intensità del lavoro, e più
faceva :fiducioso assegnam,ento so·p ra i
l r vi operai, che avrebbero com•preso quani ,si richiedeva per il loro futuro beo.es., n mico, per la salute dei loro :figli comile triincee, per la grandezza ed indiora, completa, della Patria.
y, ranze concepite dal Governo non do, I im nere deluse; appella tr·aicciato
c,a mpp n
indicato ad og'nUJilo il doverr-e da
in ominciò tutto un vigoiie d.i vita e Je
elerarono il loro ritmo, f operai.o
d int nsi:ficò il suo J,avoro, l'mdiustriahh Je sue officine, procurandosi con mii,rin tr prcndenza le macchine utensili che
n pot vano più arri·,rare dalla Germar1.·111· n
d vunque le materie pr.ime, s 'if ruM mento delle limitate risorse che
, rir il non ricco terreno italico; venn-ec: d'in
nto le fabbriche d'esplosivi, le
f:fi ine meccaniche; si moJtipEcaro-
a
"u
Governo non mancò di aiuti;
g1·an signore, non la fece nemlle corte "·edut.e. com'era stato
rrispose anticipaZlionii e s'inteili pr blemi deHe provviste del-
mostrati il rnerbo della guerra moderna, e mise
a disposizione delle industrie un buon contingente di m:ilitari, non numeroso però, come ad alcuni è sembrato, e sempre a,seai lontano dalla proporzione che fra lavoranti nelle officine e militari combattenti s'è avuto pre,sso le g'ra111di Naz..ioni belligeranti.
***
Q uali i r.isultatii conse·guiti dopo un anno e mezzo di mobilitazione industriale? Sono un centinaio gli stabilim,en-tii militavi della guerra e della
marina (d'ar,t iglieria, del genio, del commissar.iato, cantieni navali, ecc.) tutti di notevo'le estensione; di essi alcuni SOOlJO stati costruiti di
sana pianta, i ru.manenti hanno spinto al massimo la .loro potenziÌalità, allargando quanto più poterono gli impiain-ti preesistenti. Non vorremo ,oonsiiderare con la mobilitazio!llle itaa~ana anche gli sf.orz-i compiut.i dal Governo? Fr.a tutti
impiegano oggi non meno di 22.000 ope:r.ai m.iliitari, 38.000 operai civili e 17.000 donne, iin fotale 77.000.
Analogamente, ma in misura molto più vasta
e tale da far proprio onore agli industriali italiani, s'è proceduto per gli stabaimenti prav,ati. A
novembre 1916 gli stabilimentii dichiarati ausi1,iari -e ra.no 932, con un totale di 400.000 lavoratori, fra mil,i-tarii e civili, comprese 55.000 donne - anche la donna italiana ha portato un valido contributo di mano d'opera aJLa mobilitazione industriale!
Di questi stabilimenti 91 sono dediiti ,a lla produzione di marf:ieriali metallici; 489 al!le lavorazioni meccaniche; i ru.roianenti 352 ,alla produzione di e,s plosivi, di materie chimiche, di tes•s uti
e tnJa•t eriali varu., ed .aJ.le ilntdust.rie estratti:ive.
Oltre agli ausiliari sono da contare molti altri
stabi1limenti minori, sorti in ogni angolo d'Italia,
anche dove non si presumev,a una oapa-c.ità industriale; - ciò che d,i mo-stra come tutt-e le regioni italiane h,anno sentito in ,egual misura il sacro dovere, rion solo di dare g'eneros·amente il
proprio sangue e parte delle loro sostanze, ma
anche di concorrere alla produzione di maten,a li
da guerra, per quanto permettevano le ancora
troppo diverse condizioni locali.
Quali specie di materiali oggi vengono fuori
dagli accennati stab-ilimenti g·randii e p.Ì,ccini? Li desumiamo da un.a relazÌOllie, in data 26 no-
25
LE I. I. /.
= - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = - - - - - - - _ ___ = _ = = -
vembre 1916. del generale Dallolio, sottos•e gretario per le armi e munzioni: (1)
« Il frutto del lavoro di questo colossale e bene org'anizzato eserc-ito d,i .i ndustriali ed ope•r M
è costituito dalla produzione mensile di centinaia
di cannoni di piccolo, ~ediio e grosso calibro, di
centina,i.a d,i bombard~ d'ogni tipo, di milioni di
proiettili di tutti i calibri, di diecine di migliaia
di fucili, di molti miliona. di cartucce, di centinaia di migliaia d,i bombe da sparo ed a mano, di
parecchie centinaia di camions, di qualche migliaio di tonnellate di esplosivi di vari tipi, e di
mille e mille altri materi.ali d'artiglieria e d,e l
gein.io, delle p1tù svariate qualità: rimorchila:to.r.i,
barche da ponte, pale,t ti da reticolati e corde spinose, lamiere per blindam,enti e coperture, scudi portatili. elmetti, oarregg.io d'ogni genere, strumenti da lavoro, apparecchi ,e lettrici, telegrafici,
telefonici, pro.iettori, apparecchi d'ottica della pa.ù
scrupolosa esattezza, -finimenti e bairdature speciali p•e l _trasporto e rimpiego d'ogni matie.r i.ale,
aerostati, dirigibili, aeroplani con tutti gli annessi meccanismi pe,r servizi accessori, natanti,
motoscafi, sottomarini, si,lur.i, torpedini, siluranti e naviglio d·i gueirra, quanto .insomma di più
potente e di più perfezionato producono la ~eccanica, la chimica, la fisica e tutte le altre scienz.e che possiamo affermare essere oggli completamente utilizzate e mobilizzate per la difes a e
la grandezza del Paese. »
Si aggiungano a questi i prodotti d-eil'iindwsrtriiia
laniera, dell'indusitri.a delle materie concianti. deii
cuoi e deHe calzature militar.i, d~lle industrii.e alimentari e delle materie sanitarie. che forniscono qua1I1to occorre per nutrire, vestire, equipaggiare e mantener sano un grande esercito. fl'la i
riigori e le nevi d,e lle regioni alpi.ne.
Però la mèta estrema non è stata ancora raggiunta; l'attività hnora sviluppata è in g'ran partè
preparatori,a; oggi deve aversi il gettito massimo
e continuo della produz.ione. Occorre ancora molto, e molto bisogna produrre ; motus in
fine velocior - deve essere l'insegna campeggiante in o g'.'IllÌ officina agli occhi degli iindustr~a1i e degli oper ai. Si avvicina l'epoca del colpo decisivo, e for o a grandi passi; e dobbiamo essere pronti ad assestarlo con tutta l'energia, con
tutto l'imp eto
la potenza di materiali ,e di uomini che vo liono vincerie ad ogni costo.
Il nemico lo prevede, lo teme, vorrebbe parare il colpo, a p rtire dall'offerta ipocrita di una
pace che s rebb stata la rovin,a d'Italia, vi
prepara con l' an i spa,s modica della disperazione: ma esso ,non d vra prevalere, dovrà pie.g are
la superba cervi , dovrà desiste.re, per molti decenni almen , d I uo sog'no folle d'im.pe:ruo mondiale.
E poi, a icur •ti i benefici d'una lunga pace~
gettate le ba i d'un 'Italia veramente grande, le industrie italia.n , ottr .ttesi alle catene ed alla cappa di piombo d l d minio tedesco. e sviluppati i
tesori d elle pr prie nerg'ie latenti. agg'uerrite d a
un trie nnio di lott • che rimarrà storico, si troin condizione dti affrontare
spra e difficile d,el dopoguerra; la m bilit ::.i e industriaJe ha giovato
anche a qu sto
molto potrà giovarvii in appre-s so, come di iplin delle volontà. de-gli sforzi,
delle tend nze; ·n modo da eviitare disperdim,enti. ritardi. cri i. in m do da f aciilitare, affrettare
la formazione d\m grandie economia iitaliana.
rip ri i danni d'un-a guerra im( 1) La relazione del generale Dallolio fu ap- che rimar ini
punto pubblicata dalle I. I. I. - V. fascicolo di postaci dall'ambizi ne tedesca. da fortunate con-:tiingenze storich , d i destini d'ltaliia.
Febbraio - N. 2.
1
Dott. F rancesco Leonetti.
Monaco
J.
o sfrutta.mento ra.z10a.le delle ligniti italiane
Liberare l'Italia con ogni mezzo dalla intollerabile schiavitù del
carbone, è uno degli obbiettivi massimi delle I. [. I. - Se alla direzione
de1· Dicasten' tecnic1· avessimo degli uom1'ni competent1', l'assillante, tra•
volgente problema sarebbe in via d1' soluzione da almeno due anni da quando è apparsa cioè in tutta la sua trag1'cità la ,j,rospett1°va di dover
ciu'udere le nostre /abbn'che f.,er mancanza d1' carbone. Ma i m1'nisteri
della Produz1'one (le Industrie, i Trasporti, 1' Lavori pubblici) sono da un
pezzo in ba'1a d1' ,a vvocati e di burocratici che giocano tra i bussolotti del?a politica e le carte « segnate » del funz1°onan'smo la V1°ta della Naz1'one.
- Perciò 1'1 carbone è rimasto una questione di p1'rosca-f, da carico, di
carri f errov1'ar1· e d1' m1'liardi buttat1' ogm· anno dalla- -f,nestra .•. .in icasa
cr.ltrw·. Dal momento che noi non abbiamo carbone, occorre a qualunque
costo surrogarlo con quello che abb1'amo: con l'acqua, pr1'ma di tutto, di
cu1' s1'amo ricchissim1°: vale a dire con l'elettricità, e d1' ciò trattiamo in
altra {,arte d1' questo stesso fasc1°colo. No1' rf,ossed1'amo 1'noltre un altro
minerale: la l1'gm'te; la quale, quantunque 1'n proporz1'oni modeste, f,uò
tuttavia concorrere a lem"re la crudele ferita che tanto sangue costa alle
nostre 1'ndustrie. - Della util1'zzazione scient1'-f,ca e prat1'ca de11e nostre
ligm'ti parla con cogniz1°one di causa un nostro egreg1·0 collaboratore nel•
lo scr1'tto che segue. - N. d. D.
ilo studio sulla buona utilizzazione del- v-olmente pel contegno, per vari.e proprietà e so-
iti nRzionali non ha grande impo.iit.ainza la pratu tto pel potere calorifico.
ti Ile cause che hanno in passato motivaII. - Come è noto, ·nel nostro paese si dispoi, o
o impiego, perchè i moventi della ne di quantità piuttosto limitate di antracite, dii
utilizzazÌollle -sono ben div.erisi ~ si è
mente decisi di intensificare la prodi quel combustibile in guisa da dimliun
orrispondente rilevante quantità
zi ne di lita,n trace e si deve perciò
rimpiego in guisa di avere alle miizioni l'energia sotto le sva•r iate for,t
dalle esigenze oc:Liierne.
p r il buotn impiego si richiede l'uti. mpl ta delle sostanze contenute nel
io, ne viene che è diminuita, o altt nuata. l'importainza della distinu tib.ili ricchi e combustibili por prima fondamentale e tanto
da far decidere sulla non còno delle nostre ligniti, perchè
venivano .s enz'altro conf1"ontacu1 certo diversific.aino note-
lor
1
e lut
lignite, di torba; il combustibile più importank
è però la lignite, sia per la notevole sua produ~ione, che dipende tanto dalla distribuzione topografica dei giacimenti ( e dalla suffieiente viabilità
degli accessi loro) come dal potere calorifico suffi,cientemente elevato, se non in tutti ii giacimenti ·almeno nella maggior parte di ess.i. Tali giacimenti sono in ordine di decrescente importan.%a
diffusi nelle provincie:
·
Arezzo, Perugia, Grosseto, Cagliari, Siena, Vicenza, Piisa, Firenze, Lucoa, Bergamo.
È pure noto che in alcuni giacime.n ti predomina la lignite p,i cea, in aJtr.i la lignirte xiiloide.
La produz.ione complessiva fu di tonnellate
697.000 nel 1913; 773.000 nel 1914; 982.000 ne!
1915; talchè può prevedersi ·che la produzione salirà fra po·co a 1.800.000 tonnellate, quantità che è in conveniente rapporto colla no tr
27
LE I .
f.
I. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = - --=== = == =
riserva di lignite valutata in circa 200 milioni di
tonnellate.
III. Le p.i.ù importanti appliicaziioni de1la lignite sono:
a) L'impiego nei gasogeni per le officine siderurgiche (si fecero da tempo impianti grandiosi, così ±in dal 1885
utilizzano a Terni oltre
400 tonn. di lignite al g.iorno per queil~ notevo1i
officine), per produrre energia elettrica (s,i accenna al g'ralllde impianto di S. Giova:nnii V aldarno che consuma oltre 200 tonn. al giorno di l.ignite). Non !Sono mancate da tempo le ricerche
e le prove pratiche per stabilire le migliori disposizioni per la gasihcazione della lignite, studi esaurienti furono fatti da competenti e di e,s,si
si trovano ampi cenni nelle pubblicazioni dell'ingegner C. Capaicoi, talchè b$ po.co si può aggiungere a quanto è ora noto sul loro impiego nei
fol'ni industriali.
·
b) L "impiego nelle locomotive a vapore, s,i a
da sole, sia mescolate con litantrace, sia preparando apposite mattonelle. Non è campo di queste note di svo'lge,r e i procedimentti. impiegati in
tale utiilizzazione, che dovette ce1ssare verso il
1890 in cui la forte diminuzione del costo del lita·n kaice in · Italia impedì l'impiego delle nostre
ligniti perchè per pote·re calorihco e per alcune
proprietà negative, quale tenore elevato in acqua, tenore elevato in solfo, troppo inferiori al
litantrace. La questione fu ora ripresa in esame
a cura die:lle Ferrovie deLlo Stato, ma pare che
non sia da pensare ad una conve.~ente appli.cazione, specialmente per i due inconvenienti sopracitati e che non possono es,se:re evitati nella
a{,{,licazione diretta della lignite anchre se
questa venisse utilizzata in polv,ere, come si fa
già colla torba sulle Ferrovie svedesi.
e) L'impiego pel riscaildamenito domest,i co
sotto forma di mattonelle.
In nessuna delle applicaz-:ioni suddette pero e
risolta la questione d,e Ua utiilizzazione completa
delle sostanze contenute nel materiale greggio,
perchè in esse vanno sempre perduti:
Catrame e derivati per illurruina%lione, lubrihC!azion,i, ecc.; Pal'laffina; Azoto,
menJtre vediamo che la Germania, che pur ha
dovizia di comhusitibiJe, ha già da molto tempo
assoggettata la lignite a procedii:men-ti speciali
per utilizzare in gran parte le suddette sostanze.
IV. - Pr:ima di accennare ai provvedimenti da
attuare per la migliore utilizzazion,e della Lignite,
conviene ricordare brevemente che:
1) Le ligniti itaLiaine, -s pecie ·a lcune indicate col nome di {,iligno, raggiungono tenoru eleva•
si
28
ti di azoto superiori talora a quelli del litantrace.
Ciò si desume da un confronto di vax.ie analisi
oiitate da.hl.'ing. C. Caipacci e da a:ltre che ebbi o,cca,s,ione di fare ne•l 1898 •a Portici su 1iginiti dii Ribolla, Spofefo, Bac u-Abiis.
2) L'utilizzazione delJ'azoto dei combustibili col processo delJa distiHazione, dà un rendimento piuttosto basso e di circa il 15% , me,n tre
con lia ga,sÌhdazione col processo Mond ( a-pp!Licato,
come si sa, industrialmente alle torbe a Codigoro e ad Ore,n tano) se ne può ricavare tino a1l 78
per cento. È noto che la rendita in azoto della
distillazione del litantrace dipende sopratutto
dalla temperatura, e come ricerche . pratiche odierne ne .abbiano stab.i.Lito il g'rado più conveniente in relazio,n e a~la mig\lior rendita in .catrame e prodotti importanti come benzoJo, toluolo,
etc., mà ciò malgrado per.s•i ste semp~e il grado
basso di utilizzazione dell'azoto che così va perduto in notevole parte.
Per le ligniti ebhi pure a fare nel 1898 ricerche circa il quantitativo di prodotti ammoniacali
ottenibili a varie te.mperatur.e ~ tali notizie mi
nservo di pubblicare in altro lavoro; il risultato
è però tale che la m.igliore util~zzazione dell' azoto si può ott,e nere solo coJ pro:ces,s o Mond.
3) Il re.ndimento in pa.raffina dalle ligniti adatte a tale produzione è. maggiore coi! trattamento per me.zzo di solventi (benzolo, ec.c.) a.nzichè col procedimento per distiHazione usato
pnma.
4) L'utilizzazione delle lignit i dovrà variarsi
a seconda deJla loro com{,osizione chimica mediata e deUa natura dei _prodotti che si possono
ottenere. .
Si dovranno pe1rciò attuare i procedimenti seguenti:
a) O l'esrtraz-i one della paraffina (s{,ecie per
ligniti {,iù ricche di idrocarburi, le cos.idette piropissiti) preferibilmente col processo di macerazione con adatto solvente anzichè colla distillazione. Il processo, tuttochè non complicato, si
presenta perciò collegato con altre indwstriie; invero esso è più vantaggios·o economicamente se
iii solvente benzolo si ha a buone condizioni di
prezzo, epperò se vi è prossima La distilllazione
deJ litantrace, ossia presuppone vic-ino un tale
iimpianto. Esamineremo in seguito le probabilità dli tali impiant~ complessi, ma comunque sia.
la soluzione che si sce.glie, nòn d1eve fare alcuna
meravigliia l'intrecciarsi delle due industrie, chè
a,nz,i si sa che è la caratteristica spi-c cata delle
modeirne grandi industrie chiimiche che sono sal-
- - -· - - - -- - - - - - - - - - - - - - = = = = = = = = = = = = = ~ = = LE LIGNITI
1913 1 91 4
191 5
o n catenate fra di loro. Dopo l'estrazioParaffina - Quantità in cr.
paraffina, conviene la distillazione.
24557 21042 32436
Va.lare in Milioni di lire 11,2
10,9
15, 0
I,) O la estrazione del catriame e dei .nume• ,l riva ti ( olii per illuminazione, olii lubrifi- Oli Minerali - Quantità in CJ• • 61000 63586 78394
t 1,
~ • ) con ,processo di distillazid,n e. Ciò vaValore in Milioni di lire 18,7
20, 4
27, 7
~ cialmente per le 71.gnit,' ,j,,'cee, alcune delle
Re iclui di d i tillazione di
li I: nno un ottimo coke per residuo, oltrechè Olì minerali - Quantita. · in T. 47000 38166 37411
tt n ono anche 'non trascurabili quantità di
Valore in Milioni di lire
8,0
2, 7
6,0
mmoniacali, specie con ligniti ricche in a-
·)
la gasihcazione col processo Mond, che
tutto un elevato rendimento di prodotti
ali, e produce, a condizioni vantaggioimpiegato per f orz.a motrice di cui più
tu
ccennerà. Ciò vale s{,ec1·almente {,er le
, ,t; {,iù povere che, bisogna anche tener pre1 , p sono essere utilizzate anche in impian1i limitata potenzialità, ad esempio per trattannuo di solo tonn. 50.000 perciò .adatto
di minor p,r oduzione ; per modo che si
, , on facilità creare centri di produzione
1 ia da trasf o,rmarsi in elettricità, o da im1 i pel riscaldamento ecc. a tutto diretto
di piccole o grandi indu.strie locali (inricole, industr,i e chimiche, ecc.).
produzione di energia col mezzo di
,..,as è appena neces-sario cLi :rucordare
, ifi.cazione della lignite è una delle sori più ba:s,s o prezzo e tale da sosttenere
10
mente la concorrenza colla energia i111 i ·n, per hè in questa si debbono fare imt 1 1 n 1·almente molto costo,s ,i , mentre per la
1111,11t 1Cl111:rio-nc i fanno o.ra, da ditte specializzate,
1 j i di varia estensione a condizioni molto
1
I
•oli.
Si trascurano i dati relativi rulla importazione
di olii leggieri di catrame, di vaselina, ce;resina,
ecc., perchè in compl,esso non superanti in valore la cifra di 1 milione di lire.
Trattasi dunque di una spesa annua rilevante
ed è e.erto me,ritevole di esaminare se vi si possa
almeno in parte rimediare.
Fissiamo perciò le idee con dati numerici ammettendo per ora il trattamento di tonn. 600.000
alf a:nno così ripartite, tenendo conto che le nostre
ligniti sono di varia composizione mediata e perciò si ha modo di attuare i vari procedimenti
suesposti:
A) di tonn. 200.000 di lignite · piropissite per
estrarre paraffin~. ecc.
B) di tonn. 200.000 di lignite picea per estrarre catrame, ecc.
C) di tonn, 200.000 di lignite xiloide più povera per il trattamento Mond.
Si possono così rie-avare :
Dal trattamento A):
Paraffina
Creosoto
Oli lubrif. ecc.
Coke
Solfato am1n.
per' trascurato un pu,nto su cui si ririchiamare l'attenzione dei prose.rcen-ti, ed è l'assoluta neces- D al tratta.mento B):
, og ettare il gas ottenuto ad una conCreosoto
purih azione dell'anidride solforosa, che
O li lubrif. ecc.
r i in quantità rilevante ( visto l'elevaCoke
in
lfo di molte ligniti), giacchè diver•
Solfaito amm.
i pr dorrebbero presto guasti ne.Ue co,n al l • o si re.n de,r ebbero inservibili in Dal traittamento C):
11
I er
Solfato amm.
Energia
T.
))
))
))
))
))
))
))
))
2000
1600
9000 '
70000
2500
1800
9000
80000
2500
)) 12000
HP. 20000
giu i re i vantaggi di tali utilizzarr ' prendere in esame i dati .statistici
Tenuto conto che hnora non fu estratta la pa; ,Il
r zione annuale in Itali-a dei r.affina, e che la distillazione delle ligniti non ebidrocarburati, importazione cui be importante seguito ( è rimasta solo nel Vicenp rtazione insignihcante e per- tino la 1im.itata distillazione di scisti pe,r prepa•
razione di olio ittiolico) non è esageriato il d ir
111
v
2
LE l. l. l.
- = == = == ======= = = = == = = ==== = = =============
che sul valore di tonn. 600.000 di lignite, ossia
L. 6.000.000, possono essere guadagnate:
L. 920.000 per paraffina.
L. 6.372.000 peir oli minerali.
L. 680.000 per creosoto.
L. 5.814.000 per solfato amm.
con un totale di L. 13. 786.000, che diversa·
mente a,n drebbero perdute, come già andarono
perdute hnora per le produzioni più elevate di
lignite seg!nalate, ad esempio, nel 1913, nel 1914,
nel 1915. Si ossierva poi che dal punto di vista
della buona combustione sono certo più vantaggiosi l'impiego di tonn. 150.000 di coke e la produzione di HP 20000 anzichè l'impiego della lignite greggia nei forni ordinari che sappiamo po•
co econom1c1.
Non è di piccola importanz.a La produzione indicata di solfato -ammonico, sostanza di utilità
sempre crescente per la concimazione azotata,
specie per noi che stiamo ancora molto al disotto della conve,nien<te som.nunistrazione di azoto
al teirreno.
Tale quantitativo di tonn. 17500 verrebbe ad
aumentare convenientemente la no.stra produz-i.one nazionale di concimi azotati, che è in massima parte costitwita dalla calciocian.amide, col
vantaggio però che non si avre,b be il consumo di
coke e di energia elettrica occorrenti per produrl'le T onn. 17500 per 0,6 pari a T onn. 10500 di calciocianamide, quantrità eh-e cor,xis•ponde alla sudde.tt,a produzione di solfato ammonico; si e·c onomizzereb bero Tonn. 10500 per 0,5 pari a tonnell.
5250 di coke e si risparmierebbe il rilevante consumo d'eneirgia eJ.ettnica che richiede la produzione della ·calciocianamide e che, come si sa, è
molto più grande di quella occo,r rente negli altri
processi (processo Haber, processo al nitruro di
· aJ.luminio) per la fissazione dell'azoto atmosfenco.
VI. - Prima di esammare ove più conven.g a
imp.iiantare le officine di lavorazione, occorre tener presente che giLi impiiamti presso il luog1o di
produzione hanno iil vantaggio di evitare il tra.sporto per ferrovua di un materiale troppo ricco
d'acqua, e così di rendersi indipendente da una
soggezione nei caisi in cui vi fosse bisogno di. un
riilevante numero d~ ca.mi, che potrebbero in date epoche od in circostanze speciali aversi difficilmente, o con ritardi incompatibili colla estensione dei piazzali e colle operazioni di carico e di
scarico.
Chè se il proble,m a dell'-e ssiccazione delle ligniti non può p.iù offri,r e difficoltà ( dopo quanto si
è già fatto aJ. riguardo della torba ne.i due impianti sopracitati) e periciò V'iene diminuito il costo
de! traspo.rto delle unità di calore, non è però
meno grave l'altra circostanza di dover tenere
un valore r;levante di combustibile immagazzinato, in a:ttesa che s~ risolvano circostanze del
mercaito che possono temporaneamente ostacolare la v-e ndita dii un materiale pur sempre povero ;
mentre quando vi sia un •officina per il trattamento adatrt>o, nessuna difficoltà si può avere nell'impiego dei vruri prodotti derivati che, appunto perchè di ben più elevato valore, possono facilmente
entrare in concorrenza. V a da sè che le s-corte
d.i combustibile, sia esso o no essiccato, diminuiscono se, con una m.igl.iore loro utilizzaZlione (in
relazione alla loro composizione mediata) pei
vari scopi, si può diminuirne il consumo, perch è
ciò andrà tutto a favo-re dell'ampliamento degli
impianti e dell'aumento della produzion,e speciale.
Non è possibile nei limiti di questo studio d i
fave prog'etti prec.is~o l'ubicazione delle principali officine pei trattamenti suesposti, tuttavia,
tenuto conto che la Toscana e l'Umbria sono
le regioni minerarie più produttive, pare che l e
officine produttrici di pariaffina e dei deriivati vari
della distillazione e -che devono trattare rilevante quantità di materiale greg~o per esse;re più
redclitiv-e , dovrebbero sorgerie a dipendenza, non
in vicinanza, a motivo del costo di foa,s porto delle
li,gniti, delle distillerie di litantrace da impian•
tarsi a Livorno e ad Ancona, poichè in tali porti,
,colla ripresa della viita normale, affiuiscono i carboni esterii; vi sarebbe così la facilità di avere a
buone condizioni il ben;olo necessario per l'estra..
:zione della paraffina e di spedire i prodotti ottenuti.
Circa gl'impianti di gaisihc•azion.e ch,e , come si
disse, non sono legati ad una rilevante produzione, v,i è meno legame circa La lo.ro distribuzione ,
si può anzi dire che appunto per questo potranno
tali .impianti essere fatti nelle varie località scelte in modo da servire ai bisogni delle locali indu,strie, s·pecie delle industrie agricole. È certo ch e
così la Toscana, a causa della rilevante produzione di lignite, riceverà un notevole quantitativo
di energia che la compenserà d-ella scarsa energia idraulica di cui è dotata, ma anc-h e altre regioni che, come il Bergamas-co, ecc., hanno ora
scarsa produzione di lignite, avranno il to,r naconto ad estenderne, secondo convenienza, la estrazione a tutto vantaggio dei bisog'ni locali.
Si ritiene insomma che la lignite sarà per ogni
riguardo il combustibile su oui possono fare conto i bi.sog1ni della agricoltura di molte reg.ioru. italiane.
Ing. E . Mon aco.
r . Ettore Candiani
1,, le dell'Associazione Industriali
Commercianti di Milano.
I
industrio super~
sfotiero 1n Ita.lio
mirabile sviluppo ha essa avuto in meun oinquantennio di vita! Chi ricorda anco·la.S1siche esperienze, la propaganda int-ennsie e le speranze di uomini illustri e bel'i ti quali i compianti prof. Cantoni, Fino.
',r ole Ca.ndiaini, dott. Francesco Cantù e
ttuale Nestore delle industrie chimiche no·1 omm. ing. Vittorio Sclopis? Tradurr,e in
1 t oria del Liebig. che cioè il terreno renin proporzione di ciò eh.e contiene come
1m , ma ,d i ciò che ha come minimo, introlla coscienza del coltivatore no,n fu la•ile da noi. Qu~le mag.n ifica evoluzione
i oltura rappresenta t'adozio.ne del superI . so i.significa per il te·rreno ciò che è il
r l'uomo, mantiene la vit,a ed integ"ra tut1t r energie di sviluppo.
, n io d'Europa. l'Italia nostra venne decon le cont.inue sottrazioni di fosforo
rr ducelndo grano si sottraeva fosforo.
il perfosfato si aggiunge il fosforo e s~
, t1uindi attivi tutti gli altri elementi inn 111n,~n1111111l ili -esiistenti nel terreno. In tutti i
Il'industria del superfosfato ogni Goverli •i, ure assidue; n -e ll'Unghe-ria arrivò perI 11n forma speciale di abboname,n to gra1 i.tli agricoltori a giornali, ad opuscoli arr di.canti la necessità della con•c imazione
ti r .
1 ,i l'iniz.iativa industriale ebbe splendidi
■ 1· 11111,11 n1 t 1, ma ante bellum non fu sussidiata da
111t ,, da nessuna provvidenza statale.
li .industriali e gl,i agricoltori con le
I i • gli Enti agrari a predicare la buona
I i,', tardi vi si aggiunsero le Cattedre
, I i l'Agricoltura, tanto più benemerit.e in
I
• r ità dei mezzi finanziari messi a lo, i i ne è davvero deplorevole.
I, tte anche l'utile insegnamento del-.
oluta di ogni industria agricola e
i quella dei SU1perfosf aii.
Da noi non manca la materia prima pe·r l'acido
solforico occorrente alla produzione del superfosfato, anzi essa abbonda. ma manca il fosfato che
veniva ritirato dall'America e dall'Africa, e che
durante la guerra è possibile purtroppo ritirare
solo dall'Africa ed ~n quantitativi ridotti assaii,
darta la difficoltà dei trasporti.
L'industria dell'acido solforico che è completamente indispensabile a quella del superfosfato,
ha avuto in Italia un discreto sviluppo non rispondente però a quello enorme che ebbe in altre
nazioni. - Così che, appena scoppiata la guerra,
quando s@rse la necessità di intensihcare la produzione degli esplodenti. non bastarono le vecchie uni•t à di fabbricazione dell'acido solforico,
nonostante che venissero spinte al massimo e che
fossero riattivate quelle che. data la sio arsità del
consumo dell'acido in tempo di pace, erano chiuse.
Sorsero nuovi e poderosi impianti di Oleum
da pairte dell'Unione Italiana Con,c imi e della
Fabbrica Italiana dei Prodotti e splodenti e quasi tutti i fabbricanti d'acido raddoppiarono gli
impian,t i di concentrazione.
Ciò che avverrà dopo la guerra è una X incognita che turba i sonni di ogni industriale serio,
di ogni studioso di cose economiche, che deve
fin d'ora preoccupare enormemente il Governo.
La produzione dell'acido solforico è siff attamente aumentata da non esa.g erare ritenendola decuplicata. Cosa se ne farà post bellum'! Potrà l'industria chimica avere tale improvviso sviluppo
da assorbire tutta la produzione 7 Il co.nsumo dei
superfosfati dovrà intensificare; occorre quindi
Ulna continua illuminata propaganda organizzatrice. ma occorre tener presente che già prima della guerra i superfosfatieri italiani avrebbero, data la potenzialità dei loro impianti, potuto produrre il doppio del consumo. - Per il solframe
siamo già quasi a saiurazione; ed allora 7 Se pori
si pensa alla importazione di su.perfosfato ch e la
3
LE I. I. I. = = = - = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = . = - = - = - - =
Francia ed il Pireo f.acevamo in Italia, si com•
prende a priori qualle stato angoscio,so ne risulti.
Occorre che anche da ·noo, dura,nite .l,a guerra si
pl"epari, d'accordo Governo e Paese, tutto quanto occorre ad un ra·pido e serio sv.iluppo dell'indu,stria chimica. Ad onor del vero va ricono,sciuio
che il Governo s.i pr~occupa molto ora deJ ponderos-o problema. H ,a nomilllato una commissione
di tecnici veramente competenti, e la Coanmissio1111e pre.s ieduta da una illustrazione scientih.ca di
altissimo va.J.ore, il ,sen. prof. Ciamician, ha lavo•
flato molto e lavora sul serio.
La guerl"'a ha dimostrarto che l'indust:-ia chimica ha un 'importanza e-norme, diretta ed indiretta, non solo nei riguardi di tutta la economia di
un Paese, ma altresì neo. ri-fb ..,si della difesa na•
zionaile.
L 'It ali.a nostra è riuscita mag!ruhcame,nte a
provvedere ai bisogni chimici della guerra.
L ~improvvisazione fu davvero mirabile, così
che c'è bene da sperare anche per l'avvenire~ gli
uomini egregi e valenti che con ardita genialità
sposata ad u,na fattivi-tà non
comune se•ppero
creare con slancio e capaici-tà grande, industrie
chimiche nuove od ampliare subito quelle vecchie, rapp:res,ent,ano pietre miliari luminose nel
progresso della nostra industria chi.mica ed è l e•
cita ogni buona speranza se il Governo intecr1s amente saprà agire, sie gli iin,d ustria1,i nostri pon•
deratame111tte ,e ,s 1enza dannos•e precipitazioni collabol"'eranno e ,c ol Goveir,no e fra loro. Chè non va
dimenticato come la fona dell'.industria chimica
tedesaa, olt:-e all'm.scind,ibile binomio fra scie<nza
ed .iindustr~a, è dovuta anche all'accordo o m eglio agli aJcc~ rdi dei singpli industrtia1li. Ne.s:.suna
industria come quella chimica ha correlazioni e
dipendenze tal~ fra le singole branche da rend ere neoessar.io l'affiatamenrt:o degli industriali, la
co.ncordia nei mezzi e nei -fini.
Da un ventel11Jlio esistono in Italia Sindacati
per gli ao.idi mineir ~i e per il solfato di a~lum.ina;
ottimo ne fu il funzioillamiento, tangibili i risultati.
L'Unione zuccheri rag'g'ruppa in un fascio com•
patto e potente tutt:i gli zuccherieri; la «Super )>
ha dimostrato in moment,i as-sai critic.i ai super·
fosfat.ieri itailiani quanto sia utile la cç>ncordi a ;
occor re ohe altri gruppi si affiatino, si org'anizzino e che la pace gioriosa saluti un 'industria ch imica italiana compatta e c0111.corde, ai -fini deHa
maggiore e continua evoluzione dopo la guerra.
On. Ettore C andiani
President e dell' Ass. I ndu s t riali
e Com m e rcia nti di M i lano .
f Il re Bravetta.
o ntra.mmiraglio
a_
vita. e la. morte
del cannone
manziere i,nglese W ells ha immaginato,
fantasioso romanzo: « The war of the
/,/. >>, c h e gli abitanti del pianeta Marte, cattraverso gli spazi interplanetari alla con11
al suo compito immane di utilizzare, raffrenandole e piegandole ad uno scopo determinato, leenergie terribili sviluppate con rapidità quasi:
fulminea dalla combustione dell'esplosivo costi-
il cannone non ha culla, ma sdrucciola so pra una slitta, che porta gli orecchioni, e sotto la quale
no con ricuperatore idropneumaiico. Si notino: il vomero di coda , l' alzo e le manovelle di punteria .
terra, pur essendo dotati di una po- tuente la carica. -
Codesta macchina è l'affusto,
t uaile smisurata, nulla possano fare, che è per il cannone ciò che l'elsa è per la spaferirsi da luogo a luogo, senza l'aiurso di macchine quasi intellige,nti.
11 rp rre che questa idea sia stata sug1 ,m o scrittore dalle condizioni ana.1 I t' mn ne il quale, pur essendo la mac1 1, 1i · 1 più formidabile che l'uomo sappia
1111 ,
, n 11la varrebbe se parecchie macchili 1ri ,
delle quali non meno porten1,
li consentissero di assolvere
11
1 .I
tr
I
l'< ►n
da. Inf ~tti, la bocca da fuoco, per quanto poten
te, perfezionata, a tiro rapido ecc,, sarebbe per
f ettamente inutile se l'affusto non le consentisse di est.r insecare acconciamente tutte ques t e
sue qualità, a seconda degli scopi a cui deve serv,1 re.
Gli antichi bombardieri affustavano le loro a r tiglierie sopra dei 7etti di travi, ori~ntandole m
una determinata direzione, e con un angolo d i
3
LE I. I . I. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - =
elevazione lisso, che non potevano cambiare di
nessuna maniera; sicchè erano ridotti ad affidarsi al caso e raccomandarsi a Santa Barbara, perchè le palle colpissero qualche cosa.
Per impedire il rinculo la culatta del cannone
veniva appoggiata co'ntro apposite travature solidamente puntellate. Il Moritz-Meyer, nella sua
« Technologie des armes à feu ». scrive: « Au
siège de Pise les assiégeans orzf. une bombarde
qu'ils mettent un jour à pointer» e la Faule M.etze, una delle più celebri bombarde di bronzo,
fusa a Brunswick nel 1411, che tirava palle di
granito del peso di 375 kg.• bruciando car.i.che di
cit"ca 26 kg. di polvere, nel corso della sua vita,
durata 317 anni, sparò in tutto nove colpi, quattro dei quali contro il nemico, senza fargli il più
piccolo danno.
Un primo progresso fu quello di incassare le
artiglierie entro un telaio, che riposava sul letto; oppure anche, quando il loro peso era modesto, sopra un carro a ruote; un secondo progresso, di enorme importanza, fu l'invenzione,
fatta in Francia, ai tempi di Luigi XI. degli orecchioni sporgenti lateralmente, impegnati in adatte orecchioniere dell'affusto, ed intorno ai quali la bocca da fuoco si muove nel piano verticale,
assumendo angoli di elevazione diversi.
L'invenzione degli orecchioni permise all'affusto campale di raggiungere abbastanza presto
forme non dissimili da quella in uso fino a pochi anni or sono; ma poi sopravvenne un periodo lunghissimo di stasi, durante il quale i progressi furono scarsissimi, non ostante gli studi
ed i tentativi di molti grandi capitani ed ottimi
artiglieri per alleggerire il materiale da campagna e conferirgli una rilevante mobilità e prestena di tiro. La manovra delle artiglierie terrestri era difficile e lenta, crescendo le difficoltà in ragione, dirò, geometrica del loro peso e
delle -loro dimensioni. Non sono molti anni che
l'artiglier:ia campale, con i suoi affusti rigidi, vedeva ad ogni colpo il cannone sobbalzare, impennarsi e rinculare di molti metri; sicchè era
costretta, ogni volta, a riportarlo in batteria a
furia di braccia, ed a rifare la punteria, con
grande lentena ed imprecisione di .tiro.
Nel 1897 la Svinera tentò di rimediare a
questo grave inconveniente, adottando a1l'uo,p o
l'affusto rigido con vanga di coda: affusto costitUJito da due coscie di lamiera di acciaio, convergenti, riunite da un calastrel7o a metà circa della loro' lunghezza e terminanti nella coda con una larga piastra di contrasto dove era fissato
l'occhione. Sotto lo sforzo del tiro la vanga di
34
= = = = = == = = = = = = =
coda, previamente infissa nel terreno, si raddriz zava per effetto del tormento che subiva, e compl"'imeva un sistema di molle il quale, di.5tendendosi appena cessato tale sforzo, riportava 11
peno in batteria. Un freno di sparo, applicato alle ruote, contribuiva a diminuire il rinculo.
Questo sistema di affusto pe;mise di aumentare alquanto, ma non a sufficienza, la rapidità
de1l tiro, e pertll!nto venne naturalmente i.il pensiero di applicare agli affusti mobili di tutta l a
artiglieria terrestre i n'cuperatori a mol7a ed i
cilindri freni, sia idraulici, sia idro-pneumatici,
già in uso da alcuni anni, con pieno successo,
per l'artiglieria navale. Ed è opportuno di n-co rdare qui che al generale Biancardi. della nostra
artiglieria, compete il merito di aver ideato ]
primo affusto idro-pneumatico.
Tutti gli affusti moderni, terrestri o navali
che siano, si basano sul seguente principio. Il
cannone, che non ha più gli orecchioni, è infilato parzialmente nella cu17a, la quale è un sostegno acconciamente foggiato e traforato da p'a r te a parte da un foro cilindrico di diametro corrispondente a quello esterno di quella porzione,
parimenti cilindrica, del cannone, che in ess o
deve scorrere lon•gitudinalmente. Alcune sporgenze. le quali entrano in altrettante scanalature di guida praticate nella superhcie interna de lla cu1_la, impediscono che il cannone ruoti sopra
sè stesso. Gli orecchioni li porta la culla, sopr a,
oppure sotto la quale, secondo i casi, sono applicati il cilindro-freno ed i ricupera tori a molla,
oppure idro{meumatici. Sulla culatta del cannone è applicato solidamente un pezzo anulare, o
paralle•l epipedo, munito di occhi ai quali fann o
ca.po e sono fissate le aste del ricuperatore e d el
cilindro freno.
Pres·e nto una sezione schematica del freno idriau -ico: come si vede dalla hgura, esso è costituito da un corpo di pompa C fissato al cann0ne, entro al quale si muove lo stantuffo P, la cui
asta L, vuota internamente, è hssata al cannon e .
Que.sto, rinculando, trascina seco, nel proprio
movimento, il corpo di pompa, ed il liquido, ch e
è una miscela incongelabile di glicerina ed alcool, di cui esso è pieno, passa da una parte al!' altra dello stantuffo attraverso gli orihzi a in
esso praticati. - A questo tluire del liquido n e gli orifizi si oppone una resistenza che cresce in
determinata proporzione con la velocità e l'energia del rinculo; resistenza, che trasmettendosi
per meno del liquido sul fondo A del corpo d i
pompa, ne contrasta il movimento, e con il suo
quello del cannone. Lo sforzo del freno dipen-
- - - - - - - - - - - - - - - - LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE
tli rihzi A, che non s i man- cune robustissime molle d'acciaio elicoidali, a
, m v ria nei diversi punti della profilo piatto, in modo che le une possano entrad l profilo dell'asticella T, detta re nelle spire delle altre; nel vuoto interillO delle
Direlion e de l r inculo
Cil indro
parte ri nculan te col
p rle ,mmo bile J ura nte 11 rinculo
SCHEMA DEJL FRE O DI RI CULO IDRAULICO
nt,•
fun zi namento è identico nel caso in cui il cilindro rimane immobile ed il cannone , rÌnculando,
trascina seco l'asta con il relativo stantuffo.
,
lcolato in modo che il Rus- spirali passa l'asta del ricuperatore , terminante
la le gge del r in- con una testa piatta che anteriormente poggia
sulle molle. Come si comprende. sia l'asta mop nta l'energia di questo, cessa bile con il cannone ed il cilindro fe r mo, o vicc·ilindro freno ed il ricuperatore versa, -le molle sono compresse dal rinculo, ch e
ti· ,m nte il pezzo in batteria. Ta- c ontribuisco no a frenare; esse, non appena qu e -
direLÌone
compre55a
_
del r inculo
R
-:__ _ _-=-:..::·= :Y/,},_S_e_r_b_a_to_i_o_
A
b
p
e
parte rinculante col cannone
Cilindro ricuperator_:
SCHEMA DEL RICUPERATORE !DROP EUMA TICO
-
v ne può essere uno, o più sto è cessato, scattano riportando il pezzo in batilindro d'acciaio contenente al- teria. Siccome però le molle non sempre r1spon-
35
LE I. I. I.
dono bene, la Ditta Schneider ha inventato e la vah;ole s, a r~em.p•Lre i,l vuoto L' formatosi neJ c iDitta Ansaldo adottato, il ricuperatore idropneu• lindro cavo nell'interno d,ell'.asta dello .stantuffo
matico rappresentato schematicamente dalla h• de'l cilindro-freno.
gura, costitu,ito da un corpo di pompa collegato
Naturalmente, quando il cannone ritorna in
al cannone e sormontato da un serbatoio R, con batter,i a, l'astic e lla rientra nello spazio L' e teni,l quale. comuni.ca mediante il tubo A. - La -mi- · de a scacciarne il liquido, il quale non ·può p .iu
scela glicerina-alcool contenuta nel corpo di pom- passare attraverso i fori chiusi dalle valvole s,
pa, riempie a mezzo, attraverso il tubo A, il ser - e deve percorrere la scanalatura longitudina le
batoio R, mentre nell'altra metà rimane l'aria. pt-aticata ,neU'interno dell'asta dello stantuff o,
L'asta dello stantuffo P è collegata all'affusto; sc,analafor,a il cui profilo è calcolato in modo da
pertanto il cannone, rinculando, trascina seco )o regolare i,l :flu so del liquido e quindi il ritorno
st•antuffo ed il liquido res•pinto da questo sale nel del pezzo in b tteri·a. È ovvio, che qualunque s ia
serbatoio comprimendo l'aria in esso rinchiusa; tale problo, la difficoltà, per il liquido. di pass a·
la quale, cessato il rinculo, si espande, e rica.::- re nella
an latura aumenta a misura che il can·
ciando il liquido nel corp~ di pompa, manda il no1ne, es end pit1 pi cola la sua elevazione, te n·
cannone in batteria. Ma siccome lo sforzo all'uo- de a rientr re più velocemente in batteria sotto
po 1necessario varia secondo l'elevazione del can· la spinta o t
del ricuperatore. Cresce p--e r·
none; ed essendo piccolo quando questo è oriz- tanto lo f rz
istente che assorbe l'ecces s o
zontale, raggiunge un massimo quando è punt a - di potenza di L1 to.
to a tutta eJevazione, bisogna che il ricupe.ratorc
Co,n que ti
ni si impedisce che l'affus to
sia potente quanto basta per compiere ta,l e sfor- a ruote
rin u,Li; ad impedire che s.i d izo massimo. Tuttavia, essendo questa potenza s-tacchi
urante lo sparo si fa in m oeccessiva, più o meno, in tutti gli altri casi, bi- do, che
n nte verticale de.Ho sforzo d el
sogina moderarla, per evitare che il pezzo sia re• freno al
in ui parte il colpo sia inferiospinto in batteria con violenza eccessiva e peri- re al pe
l m t ri le portato dalle ruote, qu a·
pa rt
r inculante col cannone
Scan I tu r
Asti cella
parte immobile durante ' il r inculo
SCHEMA DEL MOD8RATORE PER IL RITORNO DEL
colosa. Que,sto compito spetta al moderatore, rafbgur,at-o schematicamente nella hgura. Esso non
è altro che l'asticella T del cilindro-freno, detta
anche oscuratore, alla cui estremità sonvi le valcole s, insieme con una scanalatura longitudinale praticata nell'interno dell'asta dello stantuffo di questo cilindro-freno. Durante il rinculo
una parte del liquido contenuto nel cilindro-freno è stata spinta 1n avanti, sollevando 1Le
36
lunque sia l'an
di tir ; la qual cosa s1 ottien e
collltemperando onv n.i ntemente il peso del cannone e la lunghezz.a del rinculo.
Come è noto, .i m derni affusti terrestri consentono altresì di battere un settore orizzontal e
di adeguata ampiezza se,nza che sia perciò nece ssario sterrare il vomero e muovere a destra, o d
a sinistra, secondo i casi, la coda dell'affus to
stesso~ inoltre l'affusto sistema Deport ha le co-
LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE
e/i un affusto da asse dio tipo A n.saldo d ved on o m olto be n e, sup e rio rme nte alla culla , il fren o
e d i ricup e ratori .
di tr e
•
ingegnoso esso si a, l' a ffus to
confronto di quelli, navali
no al maneggio dei moderni.
nascita ho d e scritto n el prita Rivista.
io en rai nell'antica Scuol a
elle nostre navi, e fra esse la
uLla quaÌe facevamo l'annualV C
no ancora gli affust,i di lempi di Nelson ed anteriori, ed
li ffusti di ferro a telaio d e l
li uni e gli altri r.ichiedevano il
diciotto ed anche venti canvra, sempre lenta e faticos a .
n l'/nf l exibl e inglese ed il.
delle n,avi a torre, con g'ro-sse
a forza di idraUJlica.
Ora, com e tutti sanno, 1 po te nti c annoni nav a ·
li di grande c alibro sono sis te mati, a due, a tre
e d an che quattro per v olta, e ntro torri corazzate . che hanno il doppio scopo di proteggerli dall e
o ff e se nemiche e di consentire che battano il più
ampio settore di o•r izzonte possibile, spostandosi
da un punto all'altro di esso con rapidità g'ran·
di,s sima e muovendosi poi con la velocità, più o
m e,no grande a seconda dei casi, necessaria a
m 1antenere sempre la punteria sul bersaglio.
Dal punto di vista dell'org'anizzazione le torr i
si suddividono in due g'randi classi: completamente chiuse, le sole ora adottate per il servizio
navale; e.d in barbetta, che ancora si vedono in
.d.cune opere costiere e navi non più moderne, e
la cui corazzatura inferiore, quella che circonda
l'affusto, è i~mohile, solidamente fissata alla
piattaforma, oppure al ponte della nave.
La torre chiusa per cannoni navali di g'ros .-; o
37
LE !. I. !. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - --=-- - - - - - - - cail ibro si compon~ di un grosso tubo, formato
con piastre di corazza circolari e chiuso su pe,r iormente da un tetto, o cielo, parimenti corazzato,
ma con piastre meno grosse. il quale racchiude
i cannoni con i rispettivi affusti e tutti gli organi
necessari alla loro manovra. Questa enorme massa è sostenuta da un· perno di forma tronco-conica e di robustezza adeguata, costituito da un insieme di ferri e lamiere e vuoto internamente,
il quale discende bno sul fondo della cala ed è
prptetto da una corazzatura lissa, che si estende
dal lembo inferiore della corona mobile bno al
ponte corazzato superiore della nave. Codesta corazzatura ha lo scopo di rip,ararlo dai colpii nemici, che falsandolo. per quanto poco, immobilizzerebbero la torre. Gli elevatori delle munizioni
sono posti internamente al perno tronco-conico;
essi, come si comprende dal loro nome, prendono i proietti e le cariche dai rispettivi depositi,
sistemati nella cala ~ntorno al perno, e portano
gli uni e gli altri nell'interno della torre.
In questa sono praticate le cannoniere. dall e
quali si aLlungano le volate dei pezzi; nonchè le
aperture per la punteria. Sul cielo della torre vi
è la garitta corazzata dove pre nde posto l'uffici ale che ne ha il comando.
Si chiama camera di tiro quella parte della to r·
re dove sono i cannoni; generalmente al disotto
di es,sa vi è la camera di smistamento, dove a fHwiscono le munizioni per essere mandate nell a
camera di tiro.
Il movimento di rotazione della torre si otti ene mediante delle catene Galle, azionate da potenti motori elettrici, che agiscono sulla periferia del perno tronco-conico; oppure per· mezzo di
paranchi idraulici, e se si considera che la massa
da mettere in movimento ha un peso enorme, 689 tonn. per una torre a tre cannoni da 305; 935
per una a tre
nnoni da 381 di tipo leggero appare subito l'importanza non piccola del pro·
blema m eccanico che si deve risolvere. Dappr ima s~ pen,sò di ridurre al minimo le superlÌci di
Trasporto dell'affusto predetto e del cannone relativo. Questo è sfilato dalla culla, che si vede benissimo, insieme con il freno ed i ricuperatori posti superiormente.
38
LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE
iii-
n v1
ri
'IOK1Ri
ntr te in servi:tio alcun•i an• tallo contro metallo, ma sopra d·e ll'acqua comprese d un sistema di potenti sa m una specie di cassone posto alla base del
BINATA DA 381/40, DELLA OITTAANSAI.1)0 (Sezione trasversale)
,Ji ·i. i quali;
al momento di servirse• perno. Così, in certo qual modo, la torre gallegno in i me con il suo perno~ sicchè gia e può ruotare molto facilmente. Eseguito il
lo tli. r t zione non si effettua più me- tiro, l'acqua introdotta sotto pressione nel casso•
39
LE' i.• 1. I .
======
=
=·= = =·= = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = - - -
= - = -
n,e anzidetto si scar,i ca in sentina e la torre, ridi- delle corone di rulli che guarnis cono, da una pars c endendo pochi millimetri, vi e ne a riposare sul- t e , la base del perno di rotazione tronco-conico e
TO . .RE BE~ATA DA 381 / 40 , DELL A DITTA
ALDO
le circolari disposte alla sua base ed al pas sag- dall'altra la sua periferia, là dov e passa attrave rgio del perno nel ponte superiore.
so i.il ponte corazzato. Questi rulli, che durante i
Le torri più moderne, invece, ruotano sopr a movimen·ti della torre sostituiscono un attrito d i
LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE
i
drucciolamento, sono di• che lo sforzo per farle ruotare è ridotto al mmi-
l' ppoggio avve nga soltanto mo; tanto che in caso di avaria dei congegni me cpunteria orizzontale; in ogni
r na del perno di rotazione
u quella d e l perno troncor ad tt re questo dispositivo si
n itu to la maniera di equ/l1'braire, di ripartire i pesi in mo'ravità di tutta la ma,s sa giffusti ed i cannoni in batte-
canici è possibile eseguire la punteria in direzi')ne a braccia, per quanto lentamente, median te
dei verricelli sui qùali si avvolgono le catene Gall e predette.
Anche la manovra dei pezzi è eseg·uita meccanicamente, con l'energia idraulica, oppure elettrica, e pure in ques·to caso si tratta di muovere
dei pesi rilevanti, perchè i cannoni da 305, 356
IMBARCO DEI CANNO I DA 305
1u ,it
tesso della torre, evitando
nave a seconda delle dizzi nella punteria orizzonnvenienti questo sband a ··
quello, grave dal punto di
zi ne dell'artiglieria, di ridurre
punteria in elevazione, necessail l 1 l fatto che i pezzi sono entro
e 381 p e sano rispettivamente 56, 72 e 82 tonn.
sen:z,a l'affusto e gli accessori. Il vitone di chiusura, che pe,s a da un minimo di 700 kg. ad un
massimo di 1200 kg., deve ricevere un movimento di traslazione in senso longitudinale per entrare nel rispettivo alloggio e quindi uno di rotaZ1ione per chiudere la cuLatta, o viceversa, quando si tratta di aprirla. Inoltre, quando questa è
aperta, deve ruotare intorno a.d un asse verticale
no così bene equilibrate, · per lasciar libera la bocca di caricamento d e l
41
LE I. /. / . - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = - - - = = =
c annone e compiere ques,t o movimento in senso
inverso quando, introdotti nel pezzo il proietto e
la carica, si vuol chiudere la culatta. Questi mo•
vimenti si eseguono facilmente per mezzo di
cremagliere, ro·c chetti dentati e viti perpetue,
mossi mediante manovelle.
Il sollevamento del proietto e della car~ca, 1a
quale è composta di alcuni elementi chiamati cartocci, si esegue mediante appositi elevatori, i
quali. come ho detto, si muovono entro il perno
tronco-conico deLla torre. Sommariamente ogni
== ==
rendo me~ante rotelle lungo le ferro-guide, li
portano sui trasbordatori ,. specie di carrelli sistemati sopra due rotaie circolari poste intorno
il perno della torre. Mediante questi carrelli le
munrizioni son·o portate ad un piano inclinato s olidale con il detto perno, sopra il quale scorrono
entrnndo nella gabbia dell'elevatore. Un dispositivo di sicurezza impedisce che questi movimen ti
si compiano prima che la gabbia deH'elevatore
sia nella posizione conveniente, al termine della
sua discesa; lo stesso dispositivo non consente
In questo affusto, di tipo navale, il freno è sotto la culla, i ricuperatori sopra di essa. A sinistra si vedono i volantini di manovra dei congegni di punteria e la manovella del congegno di sparo .
elevatore, i cui organi di salita e discesa non differiscono gran fatto dai consueti, consta di una
gabbia metallica a tre piani, ciascuno dei quali
foggiato a cucchiaia, destinati a ricevere, l'inf eriore il proietto, ed i sopra·stanti gli elementi di
carica. Tale gabbia è guidata, nei suoi movimenti di ascensione ~ di,scesa, da apposite guide acconaiamente sagomate. I proietti ed i cartocci sono estratti dai depositi mediante paranchi diff erenziali a branche di sospensione, i quali, sco1.·-
42
che la gabbia risalga prima che proietti e cartocci siano bene a posto. Giunta nella camera di
smistamento, 1a gabbia in parola passa sull'elevator,e di caricamento, che la solleva al!' altezza
della culatta del pezzo, inaturalmente aperta, in
modo che il proietto si affacci alla bocca di ca ri.camento.
Allora si fa agire il calcatoio, costituito da una
catena Galle accuratamente avvolta sopra un rocchetto ad asse lisso, in modo che rimanga snod a-
LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE.
u
e diventi rigida al disopra di esso.
e provveduto di un congegno che ne
m ticamente la corsa quando esercita
del proietto, o dei cartocci, che spinro sede di caricam,ento, uno sforzo
d u.n determinato numero di chilome è natuiiale, il calcatoio, pr:Ìma di
iJ proietto a suo posto; quindi rienicamente nel proprio alloggio. Allora
a 450 kg; que1li da 355 e da 381 pesano 700 ed
885 kg. I pesi delle cariche di polvere infume sono 165, 214 e 232 kg. per il 305, il 356 ed il 381
rispettivamente; ciò nondimeno questi pezzi possono facilmente tirare un colpo al minuto.
Al momento preciso in cui la culatta è aperta
dopo il tiro, si lancia nell'inter".no dell'anima un
poderoso getto di aria ed a,c qua polverizzata, p er
1s,cacciarne i gas infiammati, che vi rimangono
IMBARCO UEI CANNON~ DA 305
di,scende della quantità.
per presentare la prima mezza carica
cli caricamento, ed il calcatoio si alm nd,a a posto, rientra. Altrettanto av1 e conda, e subito dopo l'ascensore
n 11 camera di smistamento, dove alla
11< t , che discende a rifornirsi, se ne so•
un piena. Compiuto il caricamento, si
11 ta e si mette a posto il cannello
dopo che .il colpo è partito, evitando quel pericoloso fenomeno che si chiama la vampa di ritorno.
Perchè il puntatore possa sempre tenere i pe~zi nella direzione del bersaglio, tutto il sistema
è disposto in modo tale, che gli elevator.i delle
munizion•i girino insieme con le torri; però il ca•
r.ioamenfo si fa tenendo i pezzi in una posizione
fissa nel piano verticale, con un 'elevazione di 5
gradi. D'altra parte la punteria in direzione e
quella in elevazione sono reciprocamente indida 305 pesa, secondo i tipi, da 405 pendenti; un p1.11nt•atore si occupa della prima
43
LE I. I. I. = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
e sclusivamente ed il capo pezzo non deve pen•
.sa-r e che a quella di elevazione ed a far partire
il colpo al momento opportuno. Esistono, pertanto, due manovelle, una ,d elle quali comanda la
punteria in elevazione e l'altra quella in direzione, e la perfetta conti!luità dei movimenti è ottenuta mediante uno speciale apparecchio di asservimento per cui l'organo di manovra del motore,
essendo stato smosso dalla sua posizione di arresto, vi ritorna automaticamente, quando è abbandonato a sè stesso.
Siccome il tiro può esser fatto tainto a dest ·a
quanto a sinistra dell'asse longitudinale della
nave, così in caccia come in ritirata, bisogna ch e
l e volate dei canrnoni delle torri sovrapposte siano, nel puntamento in direzione, orientate in m o~
do che ~ proietti sparati non corrano il rischio di
incontrarsi reciproc a m e nte, dando luogo a sco ppi prema turi e pericolosi. Ad evitare che ciò possa accadere le torri sono munite di segnali d' allar m e e lettrici i quali, quando è necessario, avvertono i punt a tori che i loro p e zzi occupano un a
posizione tale, che sarebbe p ericoloso di far fuoco, perchè altri cannoni di bordo sono diretti sul
bers aglio in m odo, che i proietti lanciati simultaneamente rischiere bbero di incontrarsi.
Se s i considera attentam e nt e la punteria dei
pezzi in dir ezione, si nota che le circostanze pe ricolos e , ch e semb rano esiste r e n el piano, posso··
no in realtà e s ere eliminate grazie alle inclinazioni differenti che allora p re ndono i carr1non i
g'li uni r.iispetto ag·li altri . Bisogna dunque prov·
vedere, per la punteria in elevazione, de gli sp eciali interruttori di circuito di sicurezza, accop ·
piati in ,serie con quelli della punteria in dire zione, combinando queste due categorie d'app arecchi in maniera da interrompere la · corrent e
che passa nel seg·nale d'allarme quando il valore
dell'angolo d'inclinazione nel piano verticale rende il tiro possibile, quantunque la punteria in direzione sembri pericolosa considerando le orientazioni relative dei pezzi soltanto nel piano oriz~
zontale. Naturalmente in tale momento i seg·nali
di sicurezza corrispondenti alla punteria ~n dir e zione sono chiusi ed il personale è avvertito.
L'ufficiale comandante la torre, con la te·s ta riparata da una garitta corazzata sporgente al disopra il cielo di essa, sorveglia costantemente i
movimenti del bersaglio, e per mezzo di appositi
strumenti riceve e trasmette tutti 1 dati necessari alla graduazione degli alzi, che deve esser
fatta tenendo conto della velocità propria e del
nemico; dell'angolo fatto dalle reciproche rotte:
44
== = = = = = = = == = = = = = -
del vento; delle condizioni di conservazione d e i
pezzi; del regime delle polveri, ecc. ecc.
La direzione del tiro, in base alle teorie del
l'ammiraglio inglese Sir Percy-Scott, è ora affidata ad un solo ufficiale detto direttore del tiro,
il quale, ricevendo, come è ovvio, dal co,mandan·
te di bordo l e informazioni g'eneriche sul bers aglio da battere, deve raccogliere e trasmetter e
tutte le indicazioni necessarie per la punteri a .
La direzione del tiro rimane accentrata hno a
quando è possibile; vale a dir e -fìnchè gli organi
di trasmissione funzionano; però ogni coman·
dante di torre possiede gli strumenti necessa r i
per contiinuare il fuoco di propria iniziativa qua n·
do, in seguito ad avarie, riman g a eventualmenre
isolato.
La stazione centrale, ·dove pr e nde posto il d i.rettore del tiro, è una t orre ro bus ta mente coraz.zata che costituisce, per così dir e , il cervellett
della nave e dalla quale parte e si dirama tutto
!Ì sistema nervoso di apparec chi, reofori, tub i
c cc., trasmettente all'artiglieria di bordo sens a::.ioni e d ordini.
Non è -il caso , e sarebb e tr ppo lungo, di d e~
~criv e re tutto codesto sistem a ; bas.terà dire, g·en e ricame nte, che il direttore del tiro, dopo av er
fat to m isurare con uno o più telemetri una pri•
ma distanza del bersaglio, vi apporta le correzion i opportune, la comunica alle torri, e fa aprire il
fuoco tir a ndo una prima salva, i cui proietti b en
difficilm ente colpiranno il s,egno , m a cadr anno lun .
g hi o corti. Lo spott,.ng, ssi a il r ile vamento d e i
l oro p unti di caduta, p e r m e tt e al direttore del tid i c alcolare gli scarti e d il s e nso nel quale sì
sono v e rificati e d i dedurne Ìa correzione da tr as m e tt ere agli a lzi prima di sp arare una s econ da
sa-Iva. E così di s eg·uito, -fìnchè non g·li sia riuscito
di inquadrare ~l bersaglio, os s ia a c9mprend,erlo
n e lla rosa dei proie t i; alcuni d ei quali, se non tu tti, lo colpiranno. Un abile direttore di tiro deve cog1liere il bersaglio alla second a cd al massimb a' -la terza . salva; cos a assai importante perchè, · in
te'si g·enerale, la nave che colpis ce per la prim a
r'. cquiista subito la prevalenza sulla nemica.
Per misurare le distanze servono specia_li stru menti ottici chamati telemetri, il mig•l ior,e d ei
quali, usato da quasi tutte le marine del mondo ,
è quello Barr e Stroud, a base orizzonta-le, cost ituito da un tubo metallico aìle cui estremità s ono disposti, internamente, come si vede dall'unito disegno schematico, due specchi inclinati, Al
ed A 2. La distanza fra i due specchi è la base d el
telemetro, il quale è tanto più preciso ed attò a
misurare g'r:a.ndi distanze, quanto più è lung'a la
1
ro
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE
I raggi luminosi usciti da un oggetto
riRettono sopra a questi specchi, e dod traversato le lenti 11 ed 12 incontrat • del tubo, i piccoli specchi Ml ed M2,
11n
sopra l'altro , i quali di,rigono raggi
!l'o ulare O.
e consegue, che un ogl11nt tn appare tagliato in due e che le sue
rziali si vedono una sopra l',altra. Meite micrometrica si fa muovere J priil ragg"io usciito da A2 hnchè le duie
11 1
incidano, e 1 ggendo, sopna il regolo
111 ., p r me-zz di una lente, il valore ditanto, se ne deduce la distanza. Il teleStroud è uno strument• di notevole
stanu, lo colpì 8 volte! Le navi dell'ammiraglio
i.inglese Craddock furono affondate a 12000 yards,
quelle di Von Sp ee a 15000 e la battaglia di Jutland comin iò a 20000; vale a dire a 10972, 13715
e 18287 metri rispettivamente.
Quando le indicazioni relative alla punteria, comunicate dal direttore del tiro, giungono alla torre, un servente, a cui spetta questo incarico, gradUJa opportunamentie l'alzo per la distanza del
bersaglio ed il cursore trasversale per quel numero di millimetri, o millesimi della distanza fra
i punti di mira, che è il risultato delle diverse
correzioni effettuate dal direttore del tiro; mentre il puntatore, con l'occhio applicato all'oculare
del cannocchiale telescopico dell'alzo, tiene il
B"!i B'
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e
L
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o
EZIO E DEL PIANO ORIZZOJ' TALE DI U
( )e
I',
TELEMETRO BARRE STROUD
pecchi posti alle estremità del tubo metallico, la cui distanza A, ed A,. costituisce la base dell' ap parecchio. Nei grandi telemetri navali è lunga 3,66 m .
I ir zione dei diversi raggi luminosi. - e - Lente di illuminazione che serve a facilita; ·e la lettura delI graduazioni sull'indicatore delle distanze .
raduato sul quale si leggono le distanze .
per la lettura delle distanze .
L nti che avviano i raggi luminosi verso gli specchi M , ed M .,.
' pecchi disposti uno sull'altro, che rifiettono i raggi luminosi verso l'esterno, attraverso l'oculare O.
ufor per la visione del/' immagine del bersaglio.
ma mobile sul percorso del raggio uscito da A,, che serve a ristabilire l'allineamento di due immagini parziali.
d , la regolazione del tiro navale è
f ile; tuttavia si ottengono dei rir voli; così, p. e ., la superdreadna P nnsylvania, tirando due hanioè 24 cannonate da 356 contro
lamentare a 18287 metri di di-
bersaglio nel campo visivo seguendo le oscillazioni della linea di mira, dovute al rollio. Quando si
presenta l'istante fuggevole in cui la linea di galleggiamento della nave nemica appare nel traguardo del cannocchiale, egli preme il grilletto
di una specie di pistola che impugna con la de-
45
LE I. I. I. = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
stra ed il colpo parte con un rimbombo formidabile. Il congegno di accensione consta di un percussore manovrato elettricamente; esso è munito di congegni di sicurezza la cui mercè non si
può far partire il colpo se il pezzo non è esattamente nella posizione . di tiro. Quantunque, teoricamente, i due cannoni di una torre binata possano far fuoco simultaneamente, in realtà, per
ra@ioni multiple dipendenti specialmente da piccole differenze nella dosatura e densità delle poi-
== = = ==== =
davanti la quale si forma un vuoto tale, che il
ponte della nave sarebbe ingobbato se non fosse hssato solidamente. Gli artiglieri navali am e•
ricani hanno constatato, nel caso delle torri
tre cannoni, che il soffio dei due laterali distur•
ba la traiettoria del proiÌetto sparato da quello di
mezzo e perciò hanno adottato un dispositivo d i
tiro che fa partire il colpo di questo pezzo con u n
tempuscolo di ritardo su gli altri due.
lmm,e nse sono le forze che si manifestano n el•
AFFUSTO DI TIPO NAVALE
Si noti l'alzo a cannocchiale , con i suoi tamburi d elle graduazioni.
veri onde sono formate le cariche, esiste quasi
sempre un minimo, ma pur nondimeno sensibile
intervallo fra un colpo e l'aJ.tro, il che produce un
movimento giratorio della torre, che può raggiungere l'ampiezza di due gradi. Sembra, che
nel caso delle torri trine questo movimento arrivi anche a quattro gradi, allorquando tirano i pezzi esterni. Dopo la fuoruscita del proietto dalla
bocca, prorompe da questa un'enorme massa tur.binosa di gas inttammati, chiamata so{f o, sotto è
46
l'attimo dello sparo, e che bisogna raffrenare
costringere quasi fulmineamente. Nel can-non
da 305 francese la carica, di 120 kg., produce litri 100.000 di gas, che sv.i luppando la press,i on
massima di 2700 atmosfere, esercitano sul vito•
ne di chiusura della culatta uno forzo di 2.600.0
kg. Sotto questa enorme pressione, che si eserci•
ta durante settantacinque diecimillesimi di s e•
condo, il proietto di 340 kg. esce 'dalla bocca co n
una velocità, detta iniziale, di 900 metri al secon ·
- - - - - - - - - - - - - - - - - -- LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE
seco un •energ.ia di 12000 dinamodi,
rmette di bucare 55 cm. di acciaio a
, ,li distanza. Durante questo tempuscolo
stituenti iJ. peso del cannone e delwbile dell,affusto, sopportano la reaziopolvere e rinculano di 920 mm. in ven•
• ntesimi di secondo, mentre il freno
1uesto movimento un•energia antagoni1 re di 200 tonn. ed i,l ricuperatore acf r:z.a necessaria per riportare il pezzo
ti in tre secondi.
11 nte tabella riassume alcuni dat~, che
n nulla di segreto, relativi a diversi canli i tipo moderno:
ham·ma e l'ardore interno consumano il corpo
troppo f rag'ile; però prima della guerra u111 ingegnere francese, il Malaval, i cui studi teorici ho
fatto conoscere in Italia, dimostrò matematicamente la possibilità di costruire cannoni capaci
di resistere a 10000 atmosfere di pressione massima.
La massa rinculante pesa 1150 kg. nel caso del
105 e 82.500 nel caso del 381; eppure in questo
rincula di 1050 mm. ed in quello di 1200 mm.;
tuttavia le forze messe in giuoco sono sempre relativamente enormi.
Alla domanda: quanto costa un colpo di cannone? può rispondere la seguente tabelletta, le cul
381
356
305
mm.
dinamodi
1
lua
a 9000 m.
id.
a 12000 m.
id.
a
6000 m.
id.
56000
405
157
840
15500
7900
5450
3700
2 cann.
3 ann.
iva del proietto
689000
13
sima sviluppata dai gas della
mai le 3000 atmosfere: p. e.
• O •n 1 annone campale da 105/ 28
proi tto di 16 kg.; di 2900 in quello
di
00 in quello di 381/ 45. Però i liiha pp ti sono 1543 nel primo caso;
nnd e nel terzo. Questo di dover
dei gas della polvere, è uno
forse il più grave, della mor hè si è costretti a trovare
dimi,nuire la potenza dell'ed alla resistenza del cannte, si dovrebbe fare quemettesse di utilizzare al
polvere. Attualmente acd i certi spiriti eletti.: la
legg·ero
pesante
__
le_g_·g_. _ ,
52500
700
165
740
19500
11300
8400
6250
619000
835000
30
72000
700
214
805
23100
13600
10200
7500
685000
962000
30
62200
885
157
885
22100
13400
10200
7950
693000
935000
cifre sono
all'attuale
fra limiti
condizioni
42
pesante
82000
885
232
780
27500
16950
13050
10000
787000
I 1.080.000
I
42
naturalmente approssimate e relativ e
periodo di g·uerra, e possono oscillare
abbastanza estesi e dipendenti dalle
del mercato:
105/ 28
Cannone da
22
Costo della carica Lire
55
Costo del proietto
»
59
Costo dell'usura
»
Totale
))
136
305/ 45
1880
1400
1200
4480
381/ 45
1880
2650
1300
5830
Le polveri senza fumo sono fabbricate gelatinizzando, entro un solvente speciale, del cotone
nitrico, e quindi laminando tale gelatina, che asS\.lme un,apparenza e consistenza translucida e
coi:inea, in forma di lastre di color bruno ross':lstro, che poi vengono tagliate in istriscie di pre-
47
LE I. /.. I .
-----------------------------=-========-
stabilite dimensioni; talvolta invece la polvere
inf urne assume forma di bacchette piene e tubolari. Descriverò un 'altra volta la fabbricazione
della polvere infume; per ora mi limiterò a dir,e,
che se ne formano le cariche riunendo in fasci
di peso determiinato •le striscie, oppure le bacchette, od i tubi, e ponendo tali fasci entro sacchetti di filaticcio; ovvero nei bossoli, quando si
tratta di cariche per cannoni di piccolo o medio
calibro. Per determinare l'accensione delle cariche di polvere infume occorre l'intermediario di
una carichetta di trasmissione, cioè di un sacchetto l.ein,ticolare di garza, ripieno di polvere nera, cucito alle due estremità di ogni cartoccio.
I proietti navali sono due: il per/orante, detto
pal7a, destinato a bucare le corazze, e la granata
ad alto esplosivo, destinata a sconquassare e ri..
durre in frantumi il bersaglio. La perforazione
delle corazze a superficie esterna indurita e cementata è diventata relativamente facile da quando si pensò di applicare alle pal7e il cosidetto cappuccio. Anche questo è un argomento che tratterò un 'altra volta. Le palle contengono esse pure
una carica di alto esplosivo e sono munite di una
s,f,ol etta a funzionamento ritardato, che ne provoca lo scoppio dopo che, avendo compiuto il loro
lavoro di perforazione, sono penetrate nell'interno del bersaglio.
I proietti sono parimenti due, la granata ad alto esplosivo, che molti g"iornalisti sì ostina.no,
spro,p ositando, a chi.amare obice, e lo shrapnel.
'tradurre in obice le parola ohus francese, che in
ita,liano corrisponde a granata, è g·rave errore,
essendo l'obic e un pezzo d'artiglie ria più lungo
del mortaio e più corto del cannon e .
Il cannone è un giga n te dalla vita effimera, che
può qualéhe volta morire di morte violenta; ma
generalmente fi,nisce consunto di mal sottile. Violeinta è la sua morte quando è colpito ed infranto
dai proietti dell'avversario, o viene distrutto perchè non cada nelle mani del n e mico, oppure scop~
pia p er una di quelle fa tali circostanze che nessuna previsiot:1.e e precauzione può evitare. Ma
abitualmente, es,sendo la sua vita misurata dal
numero dei tiri che può sparare avanti che l'erosione dell'anima ne diminuisca la p.recisione d i
tiro tanto da rendere impossibile di servirsene
ancora, esso comincia a morire fino dal primo
colpo. Molto si è discusso sul- f e1nomeno dell'erosione; genericamente si può dire che sia prodotta
dall'azione che i gas, ad alta .pressione ed elevata temperatura, esercitano sull'acciaio. Quantunque il tempo che essa dura sia minimo, tuttavia il
cannone, sparando, assorbe una certa quantità di
48
calore, limitatamente ad llln sottilissimo strat
rello d'acciaio alla superficie dell'anima. Il ri
sca,ldamento locale produce l'espansione di code
sto straterello, ma siccome esso è circondato dal
le pareti ass·ai grosse e relativamente fredde d •
tubo anima, taile espansione non può avven,i re na
turalmente, il limite di elasticità viene oltrepa.
sato e si determi na una deformazione perman e n•
te.
Quando la pressione cessa e la temperatura di
minuisce, lo straterello in parola si contrae e si
come è stato schiacciato, la sua contrazione pro
duce una quantità di screpolature simili a quel!
sruperfi.ciali che formano il pregio di certe prezio
se porcellane cinesi, dette craquelées. Quest
processo continua ad ogni colpo, ed c;;gni volta l
screpol,ature divelnitano più larghe.
A mano a mano che aumentano, costituiscon
altrettanti canaletti per i quali passano i gas cal
di, che a loro volta li ingrandiscono. E così, con
tinuando, la superficie interna diventa ruvida
punteggiata di piccole buche, mentre i pieni del
le righe cominciano ad appiattirsi, ad ess er
« mangiati ». Finalmente · il diametro dell'anim
aumenta in maniera tale, che attraverso il vento
come si chiama lo spazio anulare che rimane, pc
conseguenza, fra essa e il proietto, sfuggono vio
lentemente i gas. Il proietto non acquista più 1
necessaria velocità di rotazione e la sua traiet
to•r ia diventa irregolare: la precisione del tiro di
mi1nuisce enormemente e si dice allora che 1
cannone è eroso.
È invalso perciò l'uso di costruire i cannon;
meno i piccoli, con l'anima foderata; ossia mun i
ta di un tubo non molto grosso, nel quale si es
gue La rigatura e che puo essere rimosso e so sti
tuito da uno •nuovo, con relativa facilità, ·quarid
è lo goro.
Si computa, all'ingrosso, che il costo
tubamento sia il 30 ;ìé del prezzo del cannon
nuovo e sembra che non siavi un _limite al nume
ro dei ritubamenti.
Natur a lmente non vi sono regole fi.sse per d
cidere se e quando un cannone debba essere ri
tubato, giacchè l'unico elemento di giudizio di
pend e dal criterio individuale, più o meno am pi
che si può avere circ a la sufficiente precisione d
tiro di un cannone. Si tratta, pertanto, di un ar g'o
m e nto la cui ge n eralizzazione è difficile.
Le piccole artiglierie si considerano erose d op
un numero di colpi che varia da 4000 a 7500; cer
· ti cannoni navali di medio calibro hanno una vit
utile di 1000 colpi; i grossi, da 305 .e 356 po_s so
no tiranne da 150 a 200 al massimo. N aturalm_e n
1
- - - - - - - - - - - - ---------- LA VITA E LA MORTE DEL CANNONE
he da fuoco che hanno una piccola velo- tiene appunto che esso agi.sce per tre secondi in
tutto e per tutto; tempo assai breve per un ordegno che costa 300.000 lire. Se si fa il medesiminori e sopportano temperature meno mo calcolo per un 305 tedesco, la cui velocità ;.
niziale è prossima a 1000 metri al secondo ed il
i vede, la vita di un can-none diminuisce cui tubo anima, lungo 20 metri circa, è percorso
·r scere della sua potenza; quanto di que- dal proietto in un cinquantesimo di secondo, prest nza sia saggio ed opportuno sacrificare so a poco, si vede che esso, avendo una vita uti,lungare la vita del cannone, è una cosa as- le di 300 colpi, ha Ulna vita funzionale di due se. ·ile da decidere, perchè dipende da molti condi.
l uni dei quali sono influenzati dalla poIl cannone da 75 vive in media venticinque sezionale. Sembra, in linea generale, con- condi; l'obice da 120 e da 152 vivono circa un
di dare la massima potenza all'artiglie- minuto; la vita media dei mortai è di circa cinti ra; di fare quella navale altrettanto po- que minuti; essi sono, dunque, i Matusalemme
di accontentarsi, per la campale, di una d ell' artiglieria.
moderata.
Per risparmiare il cannone fino al giorno in cui
ord della durata di tutti i cannoni fran- dovrà dare il suo massimo rendimento nel tumulpr sumibilmente anche delle altre nazioto eroico della battaglia, si evita di adoperare ,
1 t enti, è tenuto da un pezzo da 75 appo- per i tiri a bersaglio, le cariche da guerra, e ciò~
11 Champagne presso Massiges. È il del resto, è suggerito anche da considerazioni e11
he ha dato questa notizia, in base alconomiche. Il cannoine deve vivere la sua vita inhe un artigliere particolarmente adtensa soltanto durante il combattimento, per il
quel pezzo, scrisse al proprio padre. Il
quale è nato. Le dread.noughts o superdreadli ui si tratta è il decano, non soltanto
noughts moderne portano almeno 100 colpi per <J•
tt ria, ma di tutta l'artiglieria francese,
gni grosso cantnone; il che signihca, che in due
•h i ma il V et erano. Esso conta gloriose
ore al massimo le nostre del tipo Giulio Cesare,
, on la sua bocca rotonda, parlasse un
con XIII 305, possono scaraventare sul nemico
'"191H 111Wio umano, potrebbe vantarsi di aver pre526 tonn. di acciaio con circa 18 tonn. di alto emoltissimi combattimenti. Basti dire,
splosivo; le Queen Elizabeth inglesi, con VIII11 1v r sparato 18830 colpi, ed aver subi381, 708 toilll1. di proietti e 33,6 tonn. di alto e' ir razioni, ,era ancora alla fronte, e non
splosivo; le Pennsylvania nord-americane, con
1to 1 sua gloriosa carriera, sullo scorcio
XII-356, 840 tonn. di proietti e 36 tonn. di alto
vita utile, come sopra definita, si esplosivo. E che dire delle prossime superdreadvita funzionale del cannone, si ot- noughts degli Stati Uniti, le quali saranno arma1 i ri ultati sorprendenti. Chiamasi vita te con XII-406, cannoni di potenza enorme il cui
/ il t mpo durante il quale esso agisce proietto pesa 1200 chilogrammi?
Ben si comprende, pertanto, che il cannone
• •hin termica: tempo brevissimo. Inoh rto Hadfield, il noto siderurgo in- sia e continui ad essere il re della battaglia terI · 1 to che la vita funzionale di un restre e navale; gli esempi di Coronel, F alkland
I inglese da 305 dura circa tre sc- e Jutland hanno confermato l'insegnamento di
ire, he moltiplicando il tempo Tsu-shima, perchè navi enormi sono state sconproietto a percorrere l'anima quassate, distrutte ed affondate dal cannone in
as sviluppati dalla carica, per pochi minuti; laddove, almeno hnora, il siluro
he un cannone da 305 può t i- 1non è riuscito a mandare a picco una nave da
r p sto fuori di servizio, si ot- battaglia di tipo moderno.
i:tiale, come gli obici ed i mortai, durano
I i cannoni d'uguale calibro, perchè usano
ETTORE BRAVETTA
Contrammiraglio.
PIRELLI & C .
Quando nel 1872 sorgeva nèlla M etro,f,oli lombarda il modesto •tÌÌ·
pcio nel quale, sotto la ragione sociale G. B. Pirell1· e C., 1'1'ng. G. B. P ire7li con poche diecine di operai 1'niz1'ava la fabbn'cazione de1' primi ,f,re ·
dotti P1'relli, nessuno avrebbe potuto ,prevedere la m1'ss1'one riserbata a
quei ,J,ion1'eri, che 1'n breve tempo videro prosperare e 1'ng1'gantire 1°n ltQ•
iia un'1'ndustria che, senza goder e d1' cond1'z1'oni favorfvoli d1' sviluppo e
d1· J-1/esa, e _n 'stretta dapf.,n'ma ai più correnti ,f,rodott1" d1' gomma elas ti. ca, si andò man mano estendendo a nuove af.,f.,l1'caz1'on1· ed la rami a ff, ni, seguendo 1' progress1· della tecm·ca, sino ad acqU1.stare ben presto e d
a mantenere costantemente un posto cos,f,1'cuo entro e f uon' i conf ni
della Patn'a.
La Casa Pirelli e C. dal 1872 al 1917 ha svolto 77 c1'clo p1'ù grandios i
clello sv?7upf.,o 1'ndustriale e, con lavoro perseverante ed 1·sf.,1"rato a pratic·i tà moderna, ha saputo fronteggiare tutte le esigenze del mercato, co s1
che oggi, con un capitale azionario d1' 21 1milioni d1' N;e, 1'nteramente
'Ve rsafo, può col maggiore e p1'ù g1'usto orgogl1'0 essere pera dei risulta ti
conseguit1·.
17 lavoro della Casa Pirelli comprende attualmente 1' seguenti tr e
ram1' di 1'ndustria:
A) f'1' e cavi elettric1· isolati ( compresi 1· cav1· sottomarini), mate·
riali isolanti ed accessori ,Per elettrotecnica;
B) pneumatici e gomme pien e p e r automobil1', motocicN, aero,J,la1u·, veloc1",f,edi, carrozze;
C) articol1' 1'n gomma elast1'ca, guttaperca, eban1"te, tessuto go m 1nato, amianto, ecc. per uso industriale, agricolo, m1'l1'tare, sam'tario, ec c.
Basta 17 somman'o accenno a questi tre ,ram1· per far comprendere
come gl1' art1'col1' f.,rodott1' dalla Ditta Pirell1' siano oltre ogn1' d1're ,ium e1 os1' e svar1'at1' e come s1' possa in verita a{f ermare che la varietà .,l.ella
sua produz1··o ne non sia superata da nessun'altra s1'ngola azienda d el
genere e come pertanto, in base anche alla bontà ed alla potenzialità
di tale produzione, questa s1· af/erm1· in pressochè tutte le manifestazio ni
dell'attività umana.
La Ditta P1'rell1' possiede attualmente sei S tabilimenti. Qu attro di
~·ss1· sorgono in Italia, e {.,iù prec1'samente:
Milano-città, per 1· prodotti d1' tutti i tre rami sopra d1"stinti; MilanoBi.cocca, per la {.,rima lavoraz1'one della gomma e per parte de1· rami A e
Spezia, per l' 1'ndustria de1' cavi sottomar1·n1·, che non è eserc1'tata ,'n
alcun altro Stabilim ento 1'n tutto 77 bac1·no del M ed1'terraneo; Vercurago
presso Galalzao, per la preparazione di maten'ali chi1m'ci necessari al·
l'industria della gomma.
All'estero la Ditta P1'relli possiede uno stabilimento a Vi1lanueva y
Geltrù ( S pagna) per i prodotti del ramo A e di parte dei rami B e C
~d uno a Southa.mpton (Inghilterra) esclusivamente per i fli e cavi ele tr:rici ed accessori.
In detti S tabilimenti la Ditta Pir elli occupa ora complessivament e
9500 persone, di cui ben 7500 negli Stabilimenti italiani.
a;
50
PIRELU E C.
I. • tabilimento di Milano - Città . -
2. - Stabilimento di Milano - Bicocca.
51
PIRELLI E C.
I. - Stabilimento di Spezia -
52
2. - Stabilimento di Vercurago presso Calo/zio .
PIRELLI E C.
1,,1, I r,wuln di Villanueva y Geltrù (Spagna) -
2. - Stabilimento di Southampton (Inghilterra).
53
PIRELLI E C.
- - . - ---- - -- - -------- - - -- ----- - - -
STABILIMENTI DI MILANO
I. - Una delle sale mescolatori gomma - 2. - Una delle sale impermeatura tessuti.
54
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = PIRELL/ E C.
STABILIMENTI DI MILANO
"i11/u /t1hhri azione cavi armati -
2. - Uscita operai dallo Stabilimento di Milano - Città.
55
- - - - - - -- - ·
PIRELL! E C. --------------------------------==-===
Posa di cavi sotterranei per [,..A zienda Elettrica Municipale di Roma .
56
PIRELL/ E C.
I'(
à
di cavi sotterranei per l'Azienda Elettrica Municipale di Roma.
57
PIR.ELLI E C.
I. - Posa di cavi sotterranei per l'Azienda Municipale di Roma.
2. - Posa di cavi elettrici sotterranei ad Atene.
58
- - - - - - - - - - - - - - - - - · - - - - - - - - - - - - - - -· - PIRELLI E C.
I , 11
,I
1 01 1
1•/
ttrici sotterranei a Barcellona - · 2. - Posa di cavi elettrici sotterranei a Buenos Aires
59
PIRELLI E C. = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =-=-= = =
Posa di cavo per la elettrificazione d lla
60
J•rr, via
Mor1 •,r f , ·
== =
=
== = = = = =
-----------------------
I. - Posa di cavo telegrafico sottomarino -
PIRELLI E C.
2. - Fo;-mazio,e del/' atterraggio di cavo sottomarino .
61
PIRELLI E C.
=======---=-= ====- ====-=
1. - Posa di cavi elettrici subfluviali attrav ra I r .S, /11 f,/11 (H ll(i )
2. - Autocarri, automobili e motocicli, con pneumntici I i,dl, 1, •, /'I~ r ilo Italiano .
62
PIRELLI E C.
I . - Un parco di autocarri con gomm e Pirelli in zona di gue rra oltremare .
2. - Colonna di autocarri militari con gomme Pirelli.
63
PUNTI
DI V I ST A
Nessun economista italiano, che io sappia, ha
fa tto sui risultati d el nostro r e cente prestito una
considerazione ch e a me pare dov e rosa ed essenzial e .
5' è detto molte volte che l'Italia possiede in
capitale quanto l'Inghilte rra ii:-z in r e nd1'ta .
Si è calcolata la ricchezza italiana 1"ntorno agli
ottanta miliard1· e - conseguentemente - quella 1°nglese a m1"lleseic ento miliardi.
S e cotesti calcoli sono g1·usti o, quanto meno,
se sono g1·ust e le proporzioni fr a i pat rimoni delle due nazioni, ne consegue ch e gli ital1'an1· avendo sottoscritto circa sei miliardi fra contante,
ce dole e ,conversiom·, hanno compiuto 1·n co nfron•
to degli inglesi, uno sforzo f,nanz iario quasi dop{,io.
GJ1' 1·nglesi hanno sottoscritto infatt1· ( denar o
fresco e conversion1) c1·nquanta ~ miliard1", oss1·a
hanno dato allo Stato una trantaiduesima parte
della loro ricch e zza: gl1· ital1"ani coi loro sei m1'l1'ardi 1·n rapporto agl1· ottanta posse duti, hanno
dato allo Stato 1·nvece la quattordicesim a parte
di quanto posseggono.
D a questo stesso {,unto di vista il confronto
de1· risultat1' degl1' ult1'mi presb'ti emess1· 1'n Francia e in Germania, sempre 1'n ra{,{,orto al7a r1'cchezza complessiva d e1· singoli {,o{,oh, conferisce
a no1· 1·talian1· un p:rumato assO'luto.
In altn' term1"ni il {,o{,olo ita'1'ano, povero 1°n
canna, ha dato ,7 do{,{,io e ?7 tr,-plo di quanto hanno dato altri {,o{,oli cres1·.
Perch è non lo hanno n'levato 1· nostri economisti'!
E{,,f,ure cotesti signori non 7a pnivano {,iù al•
l'epoca dell'ult1°mo prestito inglese! ... Trenta miliardi! Q uaranta miliardi! Cinquanta miliardi!
Avendo l'aria di dire essi itaHani a noi ita-
64
liani : - Poi)
no capaci di
Ora{,
ci » quand
·
r,
p,
nti, gu rdat che cosa so li altri! ...
lia a ai {,o o a dare « di e.
« ·
costi molto da ((cinque » .
rzioni fra la rie chezza i
•, francese o tede sca, u 11.i Jwn110
m,f,r in 1· tito i nostri culto n ·
d1· sc1·enz
on mi,,J, •: •, on. gu ntemente, l'ltalia e dunqu · m lto {,iu ri
di quanto la si è
voluta far a{,{,arir · in q ui, p r quel so'1'to gusto provin i rl,
li rim,Jn' ,;iolir tutto qu ello
eh
n
tutto qu 170 che è altrui: o{,pur ...
O ppur
'
'
n 1 · m,f,o f,nanziari o,
com
·
·
T1iilita r , sa compiere
n rglie possedut e .
uno sf rz
J.i qu llo compiu to
dagli altri.
v rità occorre inE
io a bia f,ato, ,f,iacsist r ,
c1a o non
quelli d i
dentro.
N.
Nel
OSS I
o
umero :
11
Gli it li ani all a
Fiera di Lion e
11
ampio resoconto del nostro
inviato Sp eia.le.
P iero Giocosa
d ell'Università di Torino .
L'INDUSTRIA -DEI
MEDI CAM·E N·T I
Il nostr o illu str e collabor ator e Pier o Giac o sa ha
v o luto riserv a r e alle I. I. I. la p r imizia d ella impor tantissima comu nic::az ion e · fatta al Congresso
delle Società. per lo sviluppo delle Scienze , ten u tosi in q u esti gio r ni a Mila n o .
Rich iamare l'attenzione d ei nostri lettori su l v a *
lare dello scrìtto è ozioso. Non dimeno esor ..
tiamo tutti gli inter essa ti alle ind u strie chimiche
e farmacolo g iche a seguir e la d otta mod e rna
cald a parola d i Piero Giac o sa., n el q u a le si compen d iano il p r ofondo sapere e l' intenso 9 mor e
d 'Italia.
(N . d. D.)
Il commer,oio delle sost.ain-ze mediciamentose
ha una ,s ua .carattieristiic.a che lo cliistingue dagli
alltri; ed è che il co.n,sumatof!e, · cioè il malato, nocn
ha la 1ibera -scelta della merce, ma la deve aocettar:e come gli viiene im.posta dal medico; e questi
alla sua volta 1pur e tStando di mezzo fra produttore e consumatore non esercita funzioni d,i media.tOl'e commerci ale, ma dii arhitro della scetlta.
In ultima analisi ~l medico è i!l vero consumator-e ~n quanto d-all1a sua l'li.~hiesta dipende lo
Slmercio deJ. prodotto; e peroiò quella f muione
che l'acqui&itore ·esercita, di deterun.inar,e cioè
cod.la sua domainda e colle sue esigenze la quantità, la qualità e il pl'lezzo de:l prodotto è de,v oluta
ail medico.
Questo stafo di cose addossa al medico una iiesponsabi!ità di cui molti non i.4Ì rendono conto,
massime se sanno ire,s isteire alle tentaziioni di una
partecipazione agli· utili, la quale oggidì è c,o nsiderata indecorosa.
Solo conf ormaindo- la <Sua condotta alle rigide
norme del!la iSoienza medica e a1l'interesse del
paziente ii[ medico può affrontare serenamente la
gr,ave r:esponsabilLit à e ,s,fuggire a pericolose tentazioni; ma è questa . purtroppo una via non facile a. battersi. ·Non pochi medici, anche ast,en®doei da · contrattazioni dirette, che sarebbero
troppo apertamente lesive della loro ono.I1atezz.a,
si Jasoiano _guida.,re ed allettar e alla scelta · d.e i
medica.mentii. da considerazioni e d·a inHuenze che
non sono sempre legittime. Il des.i,d erio di mo6\trairM al corr~nte delhl.e novità e di distinguersi
dai colleighi, la troppa fede in risultati e in rac1comainda71ioni non sufficientemente v,agliati, la
,condiscend,enza ver,so la cl~entela avida di nuovm.
,r iimedii, la preoccupazione giu.stilicata di e,v itare
,a 1se stesso l a confessiOin•e della propria impotènz.a e ad pazient e la teliribiie disperata certezza
del1a ·,i nanità di qualsiasi cu,r.a, questi e molti altri moventi d ella condotta la cui ·legittimità dovre bbe discutersi caso per oas() con severi esami
di coscienza, :i.nt erve,ng'ono ,e turbano la condotta
del m.edico.
N ella condizione ,attualle della industria dei
medi.cament-i ,e del foro comme1cio l'inHuenza detl
medico agente in nome detlla Sl•1enza o in nome
cLi a!ltri int eressi o egoistici ;:, altruistica. è parllcolarmente manifosta. Seg1nalo questo stato dii
cose da tenersi pre sente nello studio dell'argomento che ci oc.cupa, e vt1 tornerò sapria ,a suo
tempo.
Il capitale ,d i me~camenti di cui disponi amo ha
unà ·origine nota solo per la parte che si riferisce
alLle ·acqmsizion•i dei tempi :r,ecenti, :Di I1)oltisaimi
rimedii - anche introdotti da · ~ Q CO alla _pratica
- non 'sappia.imo qu ando e come S'l &ano scpper-
,. 65
5
LE I. I. I.
=== = === == === = = = == === = = = = ====== = == == = = = = =
ti; ,e bisogna guardar.si dall'inganno di prendere
per nuove molte sosit•anze vantate come tali, peirch,è la suppellettile tera,peutica è di solida compl,es,siione ,e si presta ad addol:,bi ed inV1erniciature che la r.imettono a ,nuovo tanto da ingannare
anche gli e.s•perti.
; .A!l comple,s so dei med'Ìcaim~nti antichi de.i quali il trattato di Dioscoride è forse il più completo mw-entario non 6~ sono f a:tte agg.iunte noteivoli
fino al secolo sedicesimo. Da queH'epç>ca, che
cos't1ituisce rispetto rulla storta delle scienze una
specie di era volgare, in ,quanto .s e,g na una decisa
rivctluz-ione nei ,p ensi.er,o e nel metodo sciientibco,
a venire ti.no ad ogg,i, le onde di rinnovamento dei
f arm,ac:i si sono sussegluite a intervalli ,irregol,ari,
da.pprima .rare, poi sempre più frequetnti.
I f attor.i <leli'accr,eiscimento del materia.le tera,peutiico sono d-ive.ris'Ì ·e possono dist.itnguersi in
tre cat egorie: a) scoperte geograh,c he; b)
scapert,e 1chimi,c he; e) prog,res -:;i delle sci•enze medrche e bi10logi,c he.
Le scoperte geogr.ahche non agiscono, come sarebbe da as·pe.t tartSi, p·er lo arricchirsi d•ehle nostre
cognizioni di stoiria nat-w-ale pet cui un materiale farmacolog,i co nuovo è offerto aiLla sperimenta•z ione del medico, m ,a bensì per la conosce111rz.a
che es,s,e cansento,n o di nuovi popoli e dei medi.cam,enti e dei v,eieni che es1si -adoprano.
La s,copernta deill'Ame11ica ci ha reoato rimedtii
~portaintissimi, e ~n primo luogo le corteccie di
Cinchona p11eziose non solo come strumento
sicuro - e hnora U1t1icio - pe.r guariire le at.fez-i.oni maLariche, ma anche per la pa'l"te che hanin10
aivuto nello ,s viluppò .delle dott rine deU'anti·piresi
e p•e.r aveir dato occa.s·ione prima aJla fabbricazione diegli antipiretici ,s-intetiici. Ma tutt.i i prodotti
officin·aili d'origine ,american·a erano già in uso
pre,s1so gli indige ni; iiil nuovo cmi.tinente nO!Ill ci ha
svelato nulla .che non fosse g.ià acquisito a quei
p~poili come cons•egu,enza di esperien:z.e fattevi in
condizioni e in ,e,p oche a noi assolutan1ente ig1note. E questo vale anche per gli altr.i paesi che
sia.mo v,enuti conos·cendo; non c'è popolazione,
aniche la più barbara, che non abbia riconos·c iuto,
qUJand~ esls·a ·e sistevia, la ca•pacità di determinate ,sostanze 1naturalli di agire ,suH'uomo. Nel cam·
po .della dietetioa e della far:macoilogi-a l'uomo
primitivo h1a rSJccoJto tutta la messe di e.sperienz.a posl&ihi1e. Noi non ahbiamv se non perfezionato ciò •che e~so ha troVJaito.
La recente es,plorazione del continente africa•
no ci ha dato quaJlche nuo•v o ·rim edio prezio•s o;
-ma ,es,sa e.bbc su:lLa terapia una inlluenza indiretta di ginan lu~•ga superiore aii van.tagg.i delle ac•
quisiz.ioni di cLro he non ancora note. La penetra•
zione complet europea in Africa ebbe luogo in
Ul11! mom ento · n. u.i 1
ienz medica era prepa•
rata a risol
probl mi p tologici importanti
non solo p r
pid .miologi locale. ma anch e
per a rela%<.LOJ1' , h
con malattie europ ee rima te
Ma l'ardore con
cui sul u 1
n
tud~ati questi a.rd vuto all'impazienza
p va essere di im1 .etiologia dell a
bbI1e r.icon-eo:ite,
ma
crtezza che dal risu.lt
d · nderva la possi~lità
uropee in Africa.
Anc
onomico e politic
blema scientibeo.
Le
a!lla
tropici, appar•
nici dell'arseon mat,ena.le
1
1
66
(li
c
m
rono
cette
du%1ion
a,otica m.es&e
ntic.a e post.i
di specular , qU'a1ndo suo più eisatto
le teorie a< pe.r,iodo j alleò iimmeio, l',a:rsetnairono più
a sollevare
d'aJ:lora si
'ca e della
o i pericolii,
ssenze, soente puro; il
lihcati i suoi
o la f arraglica, si adottauon1 p1u aicv.ie d-i introdon u risultati note-
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - L'INDUSTRIA DEI MEDICAMENTI
vd1iissirp.i-. Seguì .il periodo sintetico: i primi tentativi furono sugge,rit,i dalle preoccupazioni che
si aveva·no circa la diispon~biliità della ch.i,n mia, e
mirarono a ,o ttener,e que,sto alcaloide o un composto di azion.e equivalente. Questo ,S'copo non si
otten,n e, ma si &.copr,iii-ono composti nuovi di intensa e tp6l"wolosa az..ione sui centri termo,r iegolatoni, sul ,sang'ue e sul cuore. ~ijgJ.ior,e in:iluenza
e;bbero. nelhl'11Ildicare la via da battersi per ottenere bUQni f ar,ma.ci sintetici, gli studi sui compo st.i aromatici e im•a.s·s .ime ,s ul foro comporta.ment o ,e sulle loro tirasfOII'lmaziiorui nelì 'organis.mo. P ,e r
pa,reiÒchi decenni.i offi,CUJI1•e, fabbriche, la'boa-wtorii
sc.ienrtifi.di, dli!niiche lavoriarono sullo stesso materiaJ.e, producendo un numero grandissimo di nuo'V'i composti che veniviano sistematicamente s,per~mentait.i, cir.ca ,alllle loro possibili app;licazioru. al~e indusfrie, aUe airti, ailla te1·apia.
S uccedette rispetto ai medica-mentii sintetici
quJello che succie.deva ris petto alle sostan.z.e coloranti; a prodot.ti ottenuti 1su g'rand•e scad,a e perciò di costo I.imitato, aventi spesso vita effimera
per Jo scopril"'si di ,sostitutivi più caniv.e n~enti per
quallità e pel'." pr,ezzo, oc.c -0rreva una vasta moltitudine di acqrusitori con,t inu,amente r.innovantis,i.
Si r,icors·e al vecchio spediente di speculare sullia
credulità facilmente 1sug:gestionabi!le. E si videro
g1Li uomini che s1i vanta,no d'essere nuovi e mo_de:mi, ,c ioè pasii.tivisti, scettici e spregiudicati, lasci1a:iisi prender,e agli ste.s,s.i lacci .in cui cadevano
.i doro pa,dri per opera dei Dulcamar:t declamant,i
daiglli alti pomposi predellini. Per smaltire la muiltiforme turba ,dei cdlo.ri d'anilina, artifiziosi ediiÌzii rmoleoolari ,così fit·aglili da nc,n reggiere aill'ur•
to de1le vibrazioni luminose, si escogitarono le
più •pazze a.ppliioaz,,i01I1i fino a crt!are . uno stile orna,me,r utale che sotto iii nome di arte nuova dovevia trov•a,r,e facile .accoglimento presso classi a cuii
f ag.iatezzia e,r a .giunita raipidamente prima che il
gusto e ii!l discernimeinto artistico avessero potuto fonmalisi. Peir g1i altri prod'otti organici sii cercò ogni possibile ·via di uti lizzazione, ·non es.elusa
quella fon.èlata sulle loro prOlpr.idà to:s-siohe. E il
pubblico offrì se stesso, ,come soggetto d'espenienz.a, anima vilis, ,per f av,o rire ilo smeriaio dii sostanze che non -avrebbe.ro mai dovuto use.ire dai
laboraitor.ii in cui erano state pre,paira-te. Nume•
!l"OSle e wstose memorie con sevt,ro stile sci.efntifi-00 accompagnato da una ca,suistica arcoa.parranrt-e
sor:presero Ja buona f.ede dei medtici e.ducati a1 rii.spetto dellda scienza, ma inc.apiici di critica o privi d,i mezzi di verirfioare a,s,seri,i enunciati in quel.1a forma autoritaiciv,a che dovrebbe bastare a rem•
1
dei,li sospetrti; non parlo dél1a credu!lità de~ nialati èhe fi:i e sarà s,empre facilme,n te lusingabile.
Quainrti nuoV!i ,r im~dii s.iintretici non sono stati
proposti negli wltiimi 30 ,?Ji,n i e quale poclero,s o vocabala.rio di ,n'UOvi nomi destinat~ a proteggerk o
a ma,s.-cherra.di ! Per bu~a so~te: un p.r e,parato
,nuovo non può sottransi ail1la ietruttonia che si
compie sull .s uo op·erato; sì che in br~ve t:eimpo
•giusto· giu.dizi'o ca.de su diluii: Q u'e1lli che si salvano possonO' essere · ,a :ccettat.i in tutta confidenza;
ed e.ssi sòno abbaistanza numeros:i per costituire
U1n titolo d'onore a11a · chimica moderna.
***
Pa,s,s ia.mo al teno fattore d'acquisizione d.ei
medicamenit.i ·costituito dall'iaJag.ine scienti.fica
nel caimpo bidLagico. Nei tempi antichi la medicina anche eseincitata cos,cie.nziosamentie non ha
mlaiÌ ,scoperto nuov.i T.imed.i,i importanti; ma ha
p:tiec.is•arto bene le indicazioni e perf.ezionato la
forma di :rimedi dovuti alla tra,d izio~•e • .empirica.
Spettav.a alle scienze Illtediche moderne di poter
· arriioohire la terapia di insperati doni. Alle a.cqui$Ìzioni più inaspettat.e s:i associa .il nome di Pasteur, iil quale i.ntroduss,e nuo,.. i sistemi cua-iativi
in -base .ard esperienze .e.s a.tte il'.l.terpretate COJtl la
çh.iarovegg1enz.a d,e l ,g,e.niio. L'acquisizione di rime·dii capa.ci di combattere i più di-s:perati morbii
qUJali la rabbia ,o i,l cairbonchio è dovuta a lu.i, dai
~uoi metodi Jtermog,1 ia la batteriologia moderna,
·che vanta tante nuove conquiste nd1a cura ,delle
·ma1attiie. Sorse così la terapia e;f'.ipfro,p ica, la sola,
vex,amente perfetta, che combatt.e non la malaittia,
ma la sua causa ; ,e una caus1a non ipotetica, come
-quelle ,altel'iazicma umoraJ.i 1che erano la base della
paitologia ippocratiiica, ma r•eale, ident.ificabi:le in
llttl agente conosciuto neHa sua r.atura e n-el suo
comportwrsi.
Un importante g.ruppo .di rimedi.i, non ,etiotropici, .s ono dovuti ,ai progretssi della fisiologi.a, e
cons:iistono in que!lle sostanze fabbrii,c ate da alcuni orgain,i ·nterni 1a funzaOifle ghianddlar,e, le quali
mentre 'intervengono normailme111te a provocare,
accelerare, ritarida.r.e, alter.are o sopp.rimer,e part~oodani funzioni vitali d'ordine meccalll!Ìco o chimico, ,possono anich,e assumere l'ufficio di dif,esa,
come i vetleni.
L'.i111s.iem,e dell' aZ'iane di questi farmaci costitwsce quel.la fOll"za indeifinita che lppocrarte ,asvieva
dlesigintato col . nome di /usis, -n atura, che conferi,sce alforg'a.ru6'IllO ,i:1 potere di resistere ai morbi
e ,d i .ricqp,ldur,si ,d a sè allla condizione normale; &enidnchè il :loro .intervento non è solo occasionale,
ma continuo e neoess•ar,Ìo .al r•~tto funzi01n1are de-
LE I. I. I . - - == ========== = = = = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - g1i organi. In.somma, l1a .scienza moderna ha dimostrato la acuta aJJ'ltu.veggem.za dei biO'log'i g'reoi pe.r
i quali La sanità non rappresentava solo l'aissenZQ
di malattie, ma ,era una entità a sè altrettanto deforuibile quanto la ma[attia stess·a.
Anche la chimica tisiologi.ca, studiando J comporta:r&i ::nieU'organ-ismo delle sostanze aromartiche •in relazione aHe tra.sformaz:oni ch,e suhi.scono e allle modificazioni del ricambio che inducono, e la f armiacologiia, cerc:ando il nesso fra comportamento 1nell'or,g'aruSitno, azione dil111amica e
proprietà lieico-chiimruche, hanno condotto alla adcnion•e di nuovri medicamenti di .effetto detierminaibil.e. Parecchi dei composti 2. cui la teoru.a assegnava una determinata azione farmacologi.ca
hanno dimostrato di possederla davvero e, così,
oltre alll'.a.p-porta.r bene:fizi ,agli ammalati, hainno
anche t•estimoniato iin favare della so1idiità delle
nostre attu·alli ipot~si costruttive. Ricorderò qui
gli ancipi:retic.i bl1andi, ,e alcuni irnotioi. e anieistetiici la cu~ ,ado~one fu suggerita da considel'lazioni teor.iche sulla import'anza J ,!,i radicali a.cidii, o
fenolici, o alchi!iiai, ,c oone attenuatorii di azioni
troprpo violente de,i ;n,uclei azota,ti del tipo .aniJ.inico, o chinolin.ico o piridmiico. Si sono ott>enute
m.odi-6.icazioni graduali di azioni h&ologiche, che
permettono d'ottenetre de1le scale, dirò così semitonalli, di farmaci quali l,e abbiamo negli ,afoa.Jloidi
trapein~ ·, nelle cocaine artificiali, negli eteiri amiinobenzoici ama'l oghi. La scoperta della c01lllposizione e della struttur.a deila adrenalinia e la sua
siintesi, quella de.i componenti at tivi dlel1a segala
cornuta, de.i de.riivatu cr.isarobinici ci lasciano speraire inum•e.rosj acquaist,i in un prossimo futuro per
il quale è dovere essere prepara.ti. Seguendo questo indirizz.o s,evera.mente sperimentale si .scoprir.ainno certo nuovi r.imedii, e le industrie chimiche ne trrurranno guadtagni aisiS ai più I,e,gi,ttimi che
non queLli · accapa,rratu co1la réclame fatta a composti poco attivi o pericolosi, dei quali le f,abbriche vogll:iono libe.r:ar.si perchè rc.1ppresentano prodotti secand,ariii o ire-sidui altrimenti inutilizza..
bili.
Condu.dendo questa 11apida rassegna delle varie vie per Ìe quali ,si è venuto costiituendo iJ. pa•
triimonio di medicamenti di cui oggi disponiamo,
credo di non ingannarmi nell'affermare: che può
ri enersi ohiusa l'epoca dehla scc,perta fortuita di
nuovi rimedi, . paragonabiJe alla scop,eirta d'un
terre,no diamantifero; che invece si è inaugurato
un perii.odo in cui i rimedi nuovi verrainno acquisii.ti alla medicina a misura che le sciienz.e biolo-
68
;J
giche si pe rfezionino. li he assicura l'avvenire
e l'arra. h,i rsi .deilda erap1a ch e da empirica d iventa razionale.
***
.maggior
reibbe
ono effettuate l e
omanda menteche darebbe il
ta clipenderut-a
l patolog~a. la
ntr,ano sul te.rrg'0tmento s,arà
medicamenti
o quel'li che
in epoche in
ppo presente ;
e aniioi tendo-
i m ediicam enti
inea i purgan-
ti
s
n
di
de
gi
tis etti i.
t e rape uti h
tel'lapia d r i
trodottii Tim o
ic~na modierincremento ;
che terape:ua, non si può
ntrati, nè meechi pllll'g'anti
i emetici (s e
og'red.ito molantialmintici,
e a,cquis1z1on1 ;
utile e tanto
app1amo; pramo ottenuto.
arati migliori
apia, e fors e
questi rimea ipodermica.
,me ricostituenti
ed alcune soleait.iinico, non
.l'l
n , o e perciò non
l . ico; lo sono in• iJ. m an~anese, ma il
roppo pericoloso.
li
qui ti nel gruppo d ei
f reti i ; ,in queillo degli anh nno minori applicaziioni
mol to prog'redito nelia
perchè si siano mp~r aver imparato
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - = - - L'INDUSTRIA DEI MEDICAMENTI
mieglio a usar-e di quelli g1ià noti, fra ,i quali il jodio tiene ..sempre il primo ,p osro.
Sopr:atutto ,si è accresciuto il numero dei rimedi .che agiscono .sul sistem1a neirvoso. Di fanna,c i
ad azio111,e cerebll"ale ne conoS1Ciamo mdl ti; ii bromruro di pota.sisu,o e 1'1atropina come attivi sui cein.tri' carticaJ.i psico-motori; gli aroma tic.i e gli antipiretici sintetici èwne attivi sul cerv.ello medio;
gli asnalgeisici, gili anetstetioi, gli ipnotici come fartn81ci di .funzipnii .sohiettam~nte cerebrali, corticadi o miste cerebro-sJxinali. In questo gruppo
cento anni fa non possedevamo di rimed-i i rieaJmente attivi se non l'oppio, '.l'alcool. Ja canfora.
la c-anapa indiania. Questi ultimi due pochis'8i.mo
usiati. Alt11i farmaci -ci mettono iin grado di modibeare le funzion1i del midollo allungato, e de! midollo spinaJ.e.
Per ciò che ,conic,e.rne il .sistema neirvoso perifer,i,ço n,o i ,dispo.ruamo di un numero grande di sostanze non tutte capaci di essere usufruite
come rimedio - che ag·iS1cono ,sul sistemia vegeta)t.ivo (simpat.iico e .autonomo) o su si-n goli n·ervo.,
o t·er.minazionn o gangli nervosi.
Con ragione è stiato detto che ~ farmaci sono i
rea;titivi d,e11e funzioni nervose; col loro a.mpieg.o
g'liudiziaso e razionale noi possiamo fiare l' anaLi si
di una funzioine ne:rvos.a come cog'Ji opportuni
11eagenti fiaociamo rain•aiis.i qualitativa di un.a mes-colainza di sali.
La te11atpia delle malattie car diache e vasali è,
si può dir.e, s.o.rta sotto i nostri occhi. Rimedi già
noti .da tempo hanno acquis.ta to una importanza
teraipeutica g'raind.iiS!sirma, in graza.a ded perf ezionairsi delle nostre conoscenze tanto sul foro modo d'agire, guanto sulla llJatura delle alt-erazioni
morbas,e che ,sono chiaimati a combattere. La digiitale, ~l caffè, l,a canfora sono rimedi vecchi, che
sofo oggidì abbiamo imparato acl usare, e di cui
po.ssediamo preparazioni ef:6.ca('!SSlime; . ad essi
si sano aggiwniti da qualche decennio gli Strofanti
d'Afrnca. Posse1dii1amo ainche buoni farmaci vasomotori, -e cono.sciiamo bene iJ com.portamento div~so di singoli ditstretti va.sali verso di essi. Inhne noi .possiamo modib,caire certe proprietà del
sangue, come p." es. la ,su,a viscosità, la sua coagulabilità, e possia,mo anche mutare rapidamente
le condizioni idrauliche, del circolo, e ristab.iJirie
la pTes.s ione quando discende troppo bas,s o.
1
Pa·s siamo ora ·aJLla seconda parte d 'e l mio te.ma.
Q ual.e fosse la posizione deil:l'ItaJ..ia ri.spetto
aJile . indrustrie delle sostainze medicinali -e in che
misura la produzione nazion -ile potes.s e bas,t a,r e
,ai b.isogni del pa•esie ,{,rima Je71.r. guerra, Io sappila.mo tutti. Non ins.iisto dunque su quei.sto punto
ed esamino invece la nostra condizione attuale
e Je nus·ure da adotta:ris.i per l'avven•i re .che speria,m o prossimo, che sappiamo sicuro, della pace
virttorio1Sa.
. La guerra attU!aLe ha sorpveso non soltanto noi,
mla i nastri alleati •. Fin dall'agosto 1914 l'Inghillterra si è preocicupata della mina:ccia di es,s·er priva di molti rime.di che importava daJJia GermlQlll.i-a.
Eguale minaccia incom!beva su di noi, ma meno
u'l"g'ente. FortUll11ata,m•ent-e la paura fu. peggiore
ded danno; questa guer,r a 1er,a destinata a rivelarci a noi ,s tessi, e a diS1s.ipare le ignominio,s e rwssegnazioni di un popdlo che tendeva volonterosamente la cervice ad un giogo di cui pure doveva
sentire il pe,so e la veirgogn-a. In pochi me,s i la no.stria produzione d-i sosfanze niedicaimento.sie fu
attivata ti.n modo da pr,ovv,ec:Le-r e al . paieise ai1cune
deille più ~mportanti medicine che importavamo
dail:l'esteiro. Debbo diiie a que'sto proposito .che le
ca.se itaili,aine di prodotti chimici farmaceutici furono pari ail loro uf:6.oio. Un esame diretto: che
intrap.riendemm.o neJ mio istituto, di vierihca dei
pr-oc:Lotti s·intetici che mano mano si and,arvano
f abbr.ioaindo in Ita1ia, ha dato risultati soddisfacentissimi ; insisto su qu,e..sto fatto per:chè non sono pochi i meidici, purtroppo, che s~ rassegnano
a 1I11almcuore ai prodotti italian-i consideràndoLi
come sostituti ai quali bisogna adattarsi pe.r necessità, m.a che ,s ono lungi dal rispondere ai loro
prototipi.
È bene dichian-r e ,c he il doroformio, l'etere,
acido sa!licilico, l'aspirina, l'urotropina, ed altri
rimedi che si fabbricano dia noi non hanno nulla
. ,·
a ,t emere ,dal paragone 1coi corris1pcmdenti preparati germanici. Alcuni altri farmaci importanti
che non sono Mlico,ra ,aJ.l,estiti daLl'iindustria italiana, ai provengono da fabbriche di Fiiancia, d'Inghilte.rra e d'Amerioa. E così 1-a chiusura del me.reato tedesco non ci ha pr,i vato dei rimedi indispensabili. Noi disponiamo di tutto ciò che è veramente neice.ssario e se si prolU!tlgas:sero a lungo
le condizioni attuali saremmo seJinpre in g'ra,d o cl,,i
curare i nostr~ malati a doveire
Yi fu un momento .in cui l'industria farm_aceutica, daVianti alhla copia e alla varietà dei medica•
menti che s-i usavano impoil"tlati dalla .Ge,ri:nania,_
esrtò i.incerta sulla Slceilta di quelli che fossero ·più ·.
importanti. Ma jJ ru,i,terio pr:atico .e il buon sen,so
della nostra .dasse sianitaria, de: medici cioè e . :
dei faiimacisti, fecero trovare ,subito la v.ia d,a se.:
guir1~. Ma ora, dopo aver.e ,p rovveduto alle prime ·
e più urgenti necessità, i[ problema d ,ella ·s celta
r
1
•
LE I. I . ./ = ·= =-=== = ==== = == = = = = = =
razional~ dea irirmiedi in bas,e a criteirii terapeutici
sani e s;p issionati, torna a p-r·eisental'IS.i; e fu opportuno l'inte-rvenire deJ.la R. Accademi•a di Medicina .di Tortino, sotto gli aiusp:cii della qua.le si
puhblicò un opuscolo: « P ,er la scelta de.i prte,p a•
raiti ,sintetici usati com.e rimedio in relazione alle
ciTcosta,nze 1attuali ». Nel:l'opuscolo ,sono indicaiti
quei rimedi ,s int,etici che si riconoscono c-0me migliori e suffi,cienti; e su di essi è desid,erabile chie
si di~;.ga l'-attenz.Ìo\ne dell'industriale non soilo, mia
anche dei medici, i ,quali f,arebbero opera di -bi:ion
cittadino . di buon sanirtaTio adottanddli . di pl'lefenenza ai loro numerosii equivalenti e su.ccediane1.
Ma conside.rallldo il tempo di · pace che sfa 'per
giungere, dobbiamo provvedere a renderlo fonte
di ,prosperità. Ristaib-i!litisi gli scambi fra le nazioni, 1e limitazio:rui attuali non hanno più ragione
di esiste:re, •e, se pure può deSliderairs.i che i m tedici ass·econdino meno facilmente la naturale tendenza aihl.a ,nov..iità, ,allorohè non è giustificata, e
siano •più ciirco.spe.tti nel ;prescrivere rimedi non
sufficientemente spem.lll'l!entati o superB.ui, non s.i
può in aJ,c-qn. modo inteo:venire, a limitare loro La
scelta del 1 materia.Le terapeutico,
T orn·eranno, dunque ile condizioni normali di
commercio, r.icomincerainno le dure lotte de11a
con~orrenza, che ci trover841ino piiù forti, , perchè
più istruiti, più . attivi e •p iù 6dienti in noi. È probabile ,cbe in quel momento al1cuni prodotti .che ora ,s·o no redditizi cessino di esserlo, ed
è in viisia di questa eventualità che alcuni i.ndus:triali preveggenti ,s,i astengono dallo sviluppare
troppo gl.i impilanti deilile lavora:z-i.oni che in questo momento dànno buoni fru tt i.
Trattandosi di prodotti di prÌm1a necessità s>Ì
potrebbe facilmente ess,eTe indcitti a consiigliiar,e
l' adoziione di misur,e protettive atte a sosten-e re
la produzione naziOìn,ale~
Io non ho alcuna co.mpeten~::i ad entrare in simile argomento; ho una antica fede, tutta p,er•
son.aie, nella libertà, e gli ,eventi che attrave;i-siamo l'ha raff orZ<ata; e, nel caso speciale di cui s~
tralt a credo che, ,sollo quando la nostra insipienza
schiiena,s·s~ tutto -il mondo civ,ile contro di noi, sii
correre,bbe pericolo di mancare del necessario.
Ma ,stimerai utile che si incon,ggia.sse, e nella
giusta mi,sura si favons1S1e quello ,sviluppo delf.industria dei mediic amenfi che, avviato già prima,
per .opera di qua1lcbe ,oorag:g.ios:o precursore, ha
avuto dabla guerra un potente impuJso. Il che
•Illon ,&i interpret,i come desiderio di adozione di
misure, protettrici o di trattamenti di fravove ~ che
n.on .sarebb~ il m.io pe'IlSiero. Il favo re eh 'io chie-
= == .
li h a:n
ziioruale
- = = = = = =- = = = == = =
.
mpo all 'inducStnia -dagli
ma.ntenuti da u11:a butta 1a funzioni le qu,a nz suLl'economia nan o
ompreso che lo stan ziona le, non un ente
e ne sfrutta le ate qU1J. non pnwLibertà. L'ianfrutto dell'al-
.
e
1
70
..
e.
giamento eone, e non solo
'ca applicata a
ossiedesse una
i-
ondizioni econodella sua riicprodottii, delle
in mm queil comiplesm ctteHe-ro :rispetto al
naJoga a quella del
um o !'esercizio d,ed
endo la condizione
petti.ve sue e
i risultati che .s.i
va-
no
eh
i
sumere.i il .mio pen1' (..'Ca sario ch,e da
i bisogna, bensì
pr0du:z.ione· che sia
pr
a glue.rra pa.reic-
eh
cdl
mo
p,le
ri.1ini
te.
dime.stichezza
· ati dwl catradedicainidosii a
iano gli e!S<ploili. In questo
' dai suoi imrioar la saccacio abbooulalllndubbiam1ente
i medicamenti
no in relaziorta una messe
ali potra1tlll10 es-
m nti.
t , purtro,p po a ragiQII1 e, che
- mp re la lavorazione delle
s di mo nel paese; il ch,e
è a-n cora vero o gtiidi per 1a mag·gior parte deU,e
p~ante officinali e .d ll e droghe no.str,a111e. Si d.i1
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - L'INDUSTRIA DEI MEDICAMENTJ.
rebbe qua.si . che - tanto il coltivatore quanto l'industriale italiano diffidino di tutto ciò ,c he sa dii
chimica, 11 ·.s cg~untivo è anzi un eufemismo. Vi
sono in r.ealtà molti indusfoiali che diffidano d,eii
chimici ~ purtroppo specialmente cLi quelli che
noi licenzia.mo dalle nostre università.
11 prof. Nasini, nel Congr,esso d~U'anno scorso,
ha avuto il coraggio di ricercare le cause per cui
l'Univerisità ~ r,espo,DlSaibi.le - per la parte che le
speftia - di questo stato di cose. Ed in que.sto e•
gli è da lodare, perchè ie lagnanze di noi in.se•
gnanti universitarii circa il concetto in cui siamo
tenuti sono soltanto legittime quando siano pre•
cedute da un ie-same di coscienza che e.i faccia
ri<fonoscere i nastri mancameo.ti e devono essere accompagnate dal proposito non solo menta.le,
ma effettivo di emendarcene. F jno a quando av•
verrà quello che avviene ora, che una vieta e
antiquata id1ea d'una tal quale gerarchia scientihca, collochi certe scienze o oeTti rami di scienza
ai! d-i sopra .d i altrti., hno a che un professOTe di
chimica pura si stimerà .al disopra de[ collega che
msegina la chimica applicaita, l'Univ.ersità itaJ..iana visponderà ma1le ad.le ,aspettative del paese.
C~ntinuerà cioè il sistema per il quaile titoli di
chimica generall e e analitica saranno giudicati
sufficienti pe.r quailsiasi cattedl."'a d'aipp1icaziorue,
coil pretesto cbe il chimico che sa lavorare d'a•
nalisi è capace di qualsiasti lavoro. I giovan,i che
escono dai laboratori universitarti. a causa di que•
sto sistema hanno poca dimestichezza coi problemi tecm.ici o li giud~caino al di sotto della loro ca•
pacità; e ne viene che si trovino Qll'restati innan•
zi a1le difficoltà della pratica chimica industriale, mentr.e altro meno profondi nel:la teoria, ma
più conoscitori dei matieria li su cui lavorano, san•
no trovaa:,e la via giusta.
Se si tiene conto della ricchezza dell'Italia in
mater.ile prime offic~n.ali ( comprendendovi i pro•
dotti ad.imentari e .i profumi) si può essere persuasi ,c he e-s se possono alimentare una industria
chimica farmaceutica ,i mportantistima la quale in
questo ramo non avrebbe ,a temere la concon-enza co:sì f8!cile a staibi.ilirsi nel campo de.i medica•
menti sintetici. Ma, come giustamente si è notato a propoS!l.to della industria ing1lese (1), ne l lavoraTe le 111.ostre materie prime è necessario adot•
fare i si.s.temi dell'industria moderna, con impianti coordinati ed associati in modo da elimin,are
glli svantaggi deillle piccole iniziative e delle minuscole fabbriche -i solate e indi,p endentii, le qua-
li 1stia rispetto al pers·o nale che ,ai mezzi .di lavo•
razione, di confezionamento e d.i sme;cio dei. Ì~rq
prodotti sono in condizioni d'inferiorità .i;rep~rahile verso le fabbriche vaste. Per venire a que.-:
sto risultato devono vincersi resistenze tradizi'anali e le ten.denze del carattere ~azion.a1~ poten~.
temente individualistico.
L'individualismo è prezioso nel campo artistico; è .a ncora di gra,n de vaior,e - purchè s.ia opporturra·m ente temperato nel campo scie.ntihco,
ma è nocivo n:el campo indu8triele.
Si potrà obbiettare che alcune industrie medi-,
cinali devono necessariamente esercirsi su piccola s;ala non bastando la materia prima ad im..
pianti larghi. Cito, per esempio, l'industria della
1iquir.izia, del a mainnite, dell'olio di ricino, dello
zaffeTaino, della menta, dd giaggiuolo. Ma, oltre•
chè può aumentar.e la produzione di materia pri..
ma, si può ricorrere ad. oonsorz.i0 di industrie afhni che permette di ottenere i vantaggi delle in.stail1azioni più vaste. P~r la manna quest"o sistema è già in vigore, la produzione dd,l a mannite
essend~ quasi tutta nelle mani d'una grande fabbrica di Milano. Per la Jiquiir.iziia la mancanza di
una siimile condi7lione ha prodotto una cris~ cau.saita dalla concor enza di l.lll1Ja fabbrica sorta in
terni-torio russo, ma esercita da una ditta ted·e ,sca. L'industria dell.'d1io di menta prosperere,b be
assaa. più appoggiandosi. a industrie consimili~ e
pens,ando che le essenze· deille eSiperidee o aig'ru·
mi sono fra i prodotti più importantii deUa nostra
laivorazione, vuene spontaneo di suggerire unia
grande a,ssocia:z:iione ddl.le .industr.ie della distil1lazione che avrebbe un grande avvenire dato il
glran numero di pi:an-te odorose che prosperano
da noi.
La nosb.,a flora è ricca di piante medi.ciina.J.i
spontanee che si possono diffon,d ere e coltivare
con profitto; altre possono introdur& .che prospereranno s,enza dubb.io. G1i insucces-si avuti per
l'acdl.imatamone di alcune, per esempio del thè
e del papavero da oppio, non devono scoraggiare
daJl t,ea:itwre nuov,e prove. L'accli.matazi0111.e delLe
cinchone non è riuscita 1a tutta pirima; eppure oggidì le cinchone coltivate fuori de1la loro sed,e
naiturale bastano alla produzione del chini~o ne•
cessano.
Da noi gli agrumi più preziosi furono intro·
dotti nel periodo dd..la influenza at1aba ~ molte
1
piain\te nostrane da frutta provengono daJ.l oriente; la vite stessa n0111. è omunda del no.stro suolo.
I t,entativi primi saranno certo sfati 1laboriosi,
(1) A System of reconstruction. Re{,rinted /rom ma l'agricoltore italiano ha saputo insistere ed
ha rt:irionfato. Ailtr,e iHanto deve poter faire oggidì.
the Times 1917.
1
1
71
LE I. I. I . = = - - = = - - - - - - - = = - - - - - - - - - - - - = - = = = = = = = = = = =
Occ~r,r .e dunque intensi:ficare ia pr,o duzion~ di
materie . prime. e cveare gli impianti dindustr,iali
occorrenti per la Loro completa utilizzaziO!llie. Deve oesswe 1a ve111gogna che ha durato trO'I?PO a
lu~go, e d11e è .solo canc.e'llata in mi,n ima parte,
di materie p,r,ime o di rozzi prodq,tti brutti che si
~portano dal nastro pa·ese per alimentare le industrie fovestiere d,a cui noi ricompniamo i prodotti bna1li. Non è da molto tempo che s.iiamo in
grado d,~ produr:t1e e dii esiportare l 1 acido citrico,
iii. tartarico ~ iJ tannico; ~a si trascura~o ancora
da noi gli afoaloidi, i g1ucos11di, molti oli · gr8!S.si e
in gener~le · i principii .attivi delle migliori droghe
nostrane; e ad ~ta de1l consumo ,abbondanite che
faicciam:o di . caffè e di s ·e:mi di cacao noi perdiamo molt~ caffeina e tutta la teobriomina.
Da noi, come dai nostri ailleati, durante il per.rodo della guerra Sii è parlato moilto della coltivazione deille piante officinali. lin, Italia sono appa.I1si numerosi .scri,titi, si è fartrto l'elenco d,elle
piante ita1ia,ne, della loro distribuzione; si sono
di.st:r.i buite in gruppi: di piainte di cui la c<itivazione già aVV'iaita .deve inten·srlÌcairSli; di p'~ ante
II'ispetto a11le quali la · coltivazione devie assoc~arsi.
alla c'reazione di impianti industriali adatti; e di
piante non ~ostrane deil1e quali la coltiva.z io~e è
consigliabile. Non entro qui in partiicollari per i
quali rii.m ando alile publ>1icauon:i originali. .
Se non che le fatiche dei ben eme.riti propug'tn!atori d'i queste imprese sono destinate a rimanere infruttuo.se, is•e le cogniziioni ;relative alle
nostre piante offic.in•a.Li e alla loro utilizzazione,
rimangono 1ristrette alla cerchia deg,li studiosi.
Queste cose gli studiosi che leg:gono quei lavori
le sanno g1ià; si sfonda una porta aperta.
Bisogna bussare alla porta del gran pubblico,
dii,nlnlanz.i aJ.la quale gli uomini di scienza passano
con indiff,erenza fU1I1esta, e che non attende che
un colpo per ,spalancarsi davanti a loro; là troverem; le fo~z.e vive pronte ad assecondare.i, i volonterosi che aJttendono la parola che li illumini
e che saran1110 i proseliti più convinti, i propu.gn:atoni più aittiv.i d~Jla nuova ~mpreisa.
Lo Stato, a cui troppo valontieri si fa capo da
noi, è il meno ~datto a questi uffici. Se col mezzo
dei co~izi agrarii, deUe stazioni sperimenitaLi,
deHe cattedre ,ambwlainti ,s 'incaricherà di diffondere una buona i•s truzione tecnica, avrà 'fatto tut•
to ' ciò che gli si può chiedere.
·
·
È l'iniziativa privata quella che deve intervenire. Le grandJi -cais,e di prodotti mediciiniali possanò sitabiilire p·er propnio conto de!lle coltur.e mo•
dJelllo, come . f.anno certe ·caise ,i nglesi e tedes1ch,e;
possono distribuire piainticeJ.le o semi. .dehle va-
72
rieità più desiderat,e, mandare in giiro i loiro agenti ad ~str'lllire ci coltiv.atori, a sorvegliare le
prn,me rac.colte, a radunare i prodotti preparati
n.ella forma adatta. È U!ll'apera meritoria che dopo quaJLche te.mpo diiventa rimuneratrice; non dubito -che a1lcune case sarebbero disp0:ste a intra1
prenderla e a continuar1a nel periodo d avviamento. Ma è bene cbe questi aiuti e questi mcora.gg'iamenti siano dati in modo da non creare illu,s ioni, ail solo ,s•co,po dli i.mpedire i terutennamenti
,e gili errori degli iinesperti, che g1enerano gli in,S'UcoeS1si, induco.no la sliduaia che scredita . l'impresa; il caltivia;tore deve sempre eis.sere messo
in presenz.a delle condizioni reali d·ella su a intrapresa e imparue a fronteggiarla; e deve conoscere '1e condizioni reaili anche del mereato
per sfuggire alla maJ.izia degli inceittator.i, i qua1E
oggidì hainno invaso questo mercato, massime d'a
noi, probttando dell'ignorainza dei ooltivartori o
dei raccoglitori.
Quanto a1Irle associ.azioni che si sono cl'leate
per diffond1ere La coltivazi001e deHe piante officinaJ-i e da cui ,sono emanati i c-0mitati scientilici
che hanno pubblicato le memorie di cui ho già
f,atto menzione, esse dovrebbero, nel passare ail'atitu,az.ione dei loro propositi, tener presente una ist.ituzione ohe ha già fatto molto bene nelie
region.i ,d 'Itadia. sulle . quali l'attenzione si è rivolta massime in ,seguito ai terremoti caJ.abro-si-owli, regioni che si trovano in oonc:Lizioni che n ,on
sono forse ,c osì Lontane come si cr:ede da quelle
di alt.rie nostre prov:incie che passano per più pro•
gredite.
VAssociaz.ione per gli in,tere-&si del mezzogior.no ha compi~uto un preziioso lavoro fl'la le pop<>!lazioni calabresi, massime fra le litoranee; h,a fatto una propaga/Illda moralle e di coltura, ha diissipati pregiudiz.ii ,e diffidenze, vinte riluttanze, h,a
migliorate le condi:ziioni dei traffici inter,n i ed e,steri, ha i,n tensi-6.oato aicuni ramu d',a ttività agrioola e pescherecci.a, ha perfezionato e acicre1siciuto la pl"Oduziane, ha insegnato il modo di
1
smeiiciariLa con rapidità e prohtto. L Associrazione
evitò di creare condizionii littizie di mercato, m a
s'incavicò d'istruire gratuitamente que.i contadini
e quei pescatori ancor,a rozu, sul modo con. cui
si amministra una a%1ienda, insegnò loro a fair conti, a tener registri e ,c orriiSpond,e nz.e, e fece toccar con mano i vairutaggi della cooperazione. Purtroppo la guerra attua.il.e ha sciolto e dispel'lSo il
1
manipolo di giovani còilti che s erano volontariamente assunto una così a-lta missione, e alcuni di
essi han·no già versato il sangue per ji], paes,e . Ma
appena tornata la pace, l'opera dovrà riprendersi
1
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - == - = = = L'INDUSTRIA DEI MEDICAMENTI
e non solo nelle provincie meridionaili, ma in tut- da attuale dei singoli prodotti, qua:1i le probabi..
t-a Italia, con gLi steS{s•i isiis•t emi, coMa stes1Sa pa- lità d'mctiemento; c-0nosce i dati sulfes,portaziente e :illum~rruata ais:si.stenza in vista di determi- zione, sui prez21i. sud.La p~duzion,e estera.
nati intenti vari:a,biLi per ogni r,e,g ione.
È pronto a favorire esiposizioni locali e a st,abilli.re dei premi.i.
***
Quanto al Cam.ita1to scientihco-+tecnioo, esso
Questo è un programma di massmna, che per
pure intende co1laborare a questo i~tento. La se- ora non potrei sipecihcare meglio. Io Ctiedo che
ziqn,e che dovrà occupa~si de.i med,icamenti si questa nuova istituz..iop.e potrà essere dri grande
f a"rà centro di i.nformia~ioni, distributrice dii i- giovamento anche in questo campo e prego quanstru2n·on.i, intermediaria disinteressata fra cohi- ti han.n o a cuore !'.avvenire dell'industria de.ii meviaitori e commel'lcial11ti e mdu.stria.Li. H .Comitato dicamenti di voler far capo ad essa comunicanpassiede iii mezzo di accertare qu~le è la doman- · da1e proposte o chiedendon·e aiuti.
P i ero Giacosa
d e ll a R . Universi t à di Torino.
' l
AGLI INVENTORI IT-ALIANI
CREDIAMO DI GIOVARE ALLO SPIRITO EMINENTEMENTE INGEGNOSO ED INVENTIVO DEGLI ITALIANI, ISTITUENDO NEI PROSSIMI NUMERI DELLE I. I. I.
UNA RUBRICA DI INV E NZIO NI E SCO PERTE I TAL IANE,
APERTA A CHIUNQUE VOGLIA FAR CONOSCERE IL FRUTTO O IL PRODOTTO DI R1..
CERCHE, STUDI, ESPERIMENTI UTILI ALLE INDUSTRIE.
QUESTA RUBRICA POTRÀ OFFRIRE UN GRANDE INTERESSE ANCHE ALLA MASSA DEI NOSTRI ABBONATI CHE RECLUTA IL FIOR FIORE DEI TECNICI E DEI PRODUTTORI DELLA NAZIONE. - LA RIVISTA.NATURALMENTE, NON ENTRA NEL MERITO DEL VALORE DELLE SINGOLE INVENZIONI O SCOPERTE DI CUI PARLERA:
D•ALTRONDE LA RUBRICA È A PAGAMENTO ANCHE PER FRENARE LUNGAGGINI O
SCONCLUSIONATEZZE, MENTRE DAR.A MODO AGLI STUDIOSI SERI/ E PERTINACI
DI FARSI CONOSCERE E APPREZZARE CON UN TENUE ONERE.
INVIARE I TESTI PER LA RUBRICA INVENZIONI E SCOPERTE ITALIANE ALLA
DIREZIONE DELLE <<INDUSTRIE ITALIANE ILLUSTRATE » - PIAZZA CAVOUR 5 - MILANO.
OGNI PAROLA CENTESIMI 60.
I TESTI DEBBONO ESSERE ACCOMPAGNATI DALL'IMPORTO A MEZZO CARTOLINA VAGLIA.
OVE I TESTI VADANO INTEGRATI DA RIPRODUZIONI DI DISEGNI O ILLUSTRAZIONI, L'AMMINISTRAZIONE ACCORDA SPECIALI FACILITAZIONI.
Pillacchera e Pampaluchi.
Gioca.ttoli
1 t a. 1 1 a. n 1
(Una. lettera. di Gabriele d'Annunzio a.l Direttore delle I. I. I.)
T r.a Je industrie che dimostrano una maggior
vigoria di ema,n cipazione dal giogo di sfrutta•
mento è di penetra2:1ione tedesca va annover,ata
quella del gioca:ttolo.
Nel giro di pochi me,si a Milano si sono avute
ben tre esposiziotni di giocattoli creati e f a-bbricati in Italia.
In taJe industria i tedeschi - noi volenti o no-
74
lenti - avevano accaparrato il monopolio rove•
sciando ogni anno pel mondo tonn ellate di balocchi d'ogni sipeicie, talvolta in,g egnosi (i m.eccain.iiai, ad esempio), sipess.issimo grulli e p:mvi di orig.inalità e di f,e,stevolezzia, come la maggior parte di tutte J,e manifes-taZ<ioni artistiche dei teutcmi.
G li italiani. le italiane .iin ispecie, stanno impri-
- - - - - - - - - - - - - - - - - - .- - - - - - - - - - - - - mendo con alacrità una :6.sionomiia affatto nuova
all'industria del giocattolo, la quale per ragioni
iinituitive è quanto mai redditizia e simpatiica.
I prodotti pr,e sentati nelle tre mostre a cui abbiamo più ,sopra a,ocennafo costituiscono Ulil documento pieno di eloquenza e di promesse che
i nostr:i industriali ded r.amo debbono prendere
Ìtn seria considerazione.
All'esposizione organizzata in questi giorni a
Milano dal Ly,ceum. hanno richiamato in modo
particolar.e l'aittenzione gli originalissimi « pupazzi » presentati da Alis Alaique, una signora itaJ.iana, nonostant,e l'esotico nome.
C< Io mi app.assiono ha scritto GabrieJe d'Anlll\lnzio al nostro direttore - in questo risorgere
G/OC.!J.TTOL/ ITALIANI
di aintiche arti e.d apparire di a·rti nuove, al1a ricenca che una sincera ed acuta artista fa Lietamente per .dare un 'impronta cli stile al « giocattolo » italiano.
« Alis Alaique -espone a Milano al~ni sa.g,gi
che certo sedurranno il gusto raffi.nato e l'amore di novità »
Noi presenti.amo qui a!lcune fotogra:6.e delle
« pi.avole » di cotest.a artista.
L'originalità e la gaiezza - elementi indis1pensabili al giocattdlo - sono evidenti.
Noi crediamo che t-ali saggi riprodotti industria!Lmente su larghissima scala otterranno un
vivo succes,so tra i nostri piccoli ed anche tra i
grandi.
GIOCATTOLI 1TAL/ANI
= = = -
== = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Pastrocchio e la Cucca.
76
GIOCATTOLI JT AL/ANI
Ticci e Zeffirina .
11
GIOCATTOLI ITALIANI =========== · ====================
Trifola con suo figlio Trifolino .
e
78
Alberto Pavoni
Preside!ìte della Federazio!ìe
-dei• Collegi dei RoglOlìieri
SINDACATI E SEQUESTRI
DI AZIENDE NEMICHE
Desider:rr,èmmo-,che i capi d . g_abinetto, o i segretari particolari delle LL. EE. i Ministri; J.e77'lnter71:o, .dell'Industria e delle Finanze, richiamassero 7' atténziòne -dei loro rispettivi Capi ' sullo scritto che segue, che
prospetta nel modo f,iù incisivo u71:a questione .,sulla quale le .mormorazioni e i « sottovoce >> sono molti e non certo favorevoli a7l' acume e al
{,atriottismo degli uom/ni ,p reposti alla disciplina del delicatissimo problema. - N. d. D.
Con decreto luogotenenziale del giorno 8 Agosto 1916 N. 961, vennero sottoposte aJ. sindacato
del gov,erno ~d eventuaJmente al ,sequestro. o a
Liquidazione, tutte le aziei:,.de commerciati e,s istenti ne1 Regno, esercitaite da sudditi di Stati
n·emi,ci dell'Italia o alleati di Stati ,n emici e nelle
quali essi ,avessero interessi predominanti.
P1rov~edimenti di tal getl1iere, che trovano la
loro ragione cLi essere in motivi politici di primi,s simo ordine, non possono spiegare effetti benefici
e positivi, e sopratutto manife,starsà. affermatori
di una vigoro~a azione di Gov~rnq ove noh siano
sorreiti da i~tenti ben .deti.niti e da una energi.a
di volontà ben dichiarata.
Or~ invece
decreto luogotenenziale suaccennato ma:nifestava già ne11a sua formulazione tecnica una non bella esitanza, ed un tenteinnan1ento di criteri per cui ben non si saprebbe affermare se i compilatori di quel d,e creto fossero più
preoccupa,t i dal pensierto di salvaguardare gli interessi delle ditte nemicbe, che non da quello
di salvaguardare gli intea-e,s si nazionali.
Ciò è chiaramente dimostrato dal fatto che nel
pensiero del decreto luogotenenziale la norma
di vigilanza sulle ditte nemiche doveva esse11:ie
assunta, co~e di fatto è accaduto, dalla figura ibrida, scialba, mal definita del S.ind,acato; e viceversa essere pura eccezione il sequestro, ed eccezione per giunta attenuata dal mezzo (precostitu.iito, sembra, qua.si appositamen-te per elude.rio)
del ricorso inducente effetto sospensivo del decreto di sequestro.
Una polit.ii-,a forte e vigorosa per quainto rigua,r da la vigi!Lainz,a sulle dii<tte straniere, doveva is.piraJI'I& .a cri.tea-i as.s<>llutamente restrittivi.
Così il sequestro sarebbe stato
modo
a
a
vi-
effettivo, non solo per esercitare un'assiidu.a
giilanza, e salvaguardao:e in mo-do efficace gli .interessi nazionali, ma sarebbe stato anche il mezzo il più autentico per impadronirsi in modo effettivo d:ed meccanismo interno dell'az.ienda . e
·constatare d,i quali mez:tii di penetrazione queste
ditte nemiche si serviisser-0, quali riapporti · esse
tenessero di fronte al commercio. e-d all'in-dustr.ia
nazionale, quali forme · di conco:rrenza più o meno dannosa ponessero in eStsere; in fine quale pericolo effettivò ·~ sse ràppreisentassero al normale
svJuppo ed al libero sv01lgimento della nostra
vita economica.
Che tali scop.i n~ fossero da p.render"e a . gabbo (come purtroppo il citato decreto fuogotenenziale, e più ancora ·i l modo della sua att~azione
hanno fatto). è chiaramente dimostrato dal seguente specchietto, nel quale .sono riassunti i dati relativi al 'Capitale delle società austro-ungariche e germaniche as,soggettato alla speciale tassa in surrogazione, nell'es,erciZ1io 1913-1914 i ossia nel periodo immediatamente piiecedente la
nostil1a partecipazione alla guerra europea.
Società di Navigazione e
di Trasporti M arhtimi
Austro-Ung'airiche
Germaniche
Capitale
))
1.361.000
11.623.000
12.984.000
Società di Assicurazioni
Austro-Ungariche
Germaniche
Capitale 12.611.000
»
6.158.728
18.769.728
79
LE I. I. I. - - - - - - - - - = == - = - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Società che /anno altro genere di operazioni
Austro-Ungariche
Germaniche
Capi.tale
>>
4.882.000
10.079.395
14.961.395
Totale Genera'le
46.715.123
Siamo già, come si vede, in presenza di una
·somma tutt"altro che trascUt'labiJe di interesisù. nemici certamente contrastanti con gl'inteire1ss.i 1t1azionali: e giova ancora notare che i datj. acccennati sono certo di g'ran lunga inferiori · a quelli
rea.Li: ciò d"altra p~r te è stato riconosci~to dalla
·stessa amministrazione hnanziaria, la quali.e non
ha m.a,ncato d"invocare anche in tempi norm.alà.
più effi.ca-ci mezzi di accertamento e1sse1I1.do russo•
lutamente deficienti quelli di cuii ora dispone. Se
ai dati sopra esposti, riflettenti le società, noi ag'. giungiamo l'importo probabiJ.e dci capitai1i inve•
stiti n 'el'le altre ,aziende .n emiche esiiisteinti in Italia all'infuori ,d elle Società, potremo ra,ggiung'ere
certamente ,o ifre .ingent'i srsime che\ dovrebbero
cons,i gliaroi appunto, in rag.ione dellia potenza di
cui sono l'-e.sponente, a vigilare, vigilare, v.igilal'le, Dappaichè tutti questi intere,s si rap,p resentano, somlt!•ati insieme, unla effett.iv1a minaccia tanto più gr~ve quanto più naiscos·t,a e larvata sotto
la forma· appairente deffa innocuità.
,. Di fronte ad U1I1 :taile stato di faitto nudlla di me•
glio in Italia rabbiamo sa,puto trovar.e all'i:infuor.i,
lo mpetiamo, d e lla · forma ibmda, sciallba, mdefiniita del sibdacato. Il sequestro è stiato dis·pos-to
in ca.si assolutamente eooezio11Jaili ~ spes!So an.che
.in pves~za di fatti gravi, giustissime proposte
di .sequestro non hanno potuto essere condotte in
parto, ,e qualch.e voLta decreti già emanati sono
sta.ci revocati dalla commissione centrale esistente presso il mw,s tero dell'industr.ia commercio e
lavoro. Pure in questo campo, ed in questi momenti, purtroppo conviene m·co.noscerJ.o co.r,aggiosamente, le diitte nemirehe dispongono di potenti
alleati anche tra noi, pronti a sorregger1e iin ogni
f11angente, pronti a sventare quanto i nostru sinr
dacatori possano pTlopolUie di misure di rigore.
Quindi di fatto il sequestro tt"imane pw,a eccezione e l"inerme :figura del sindacato si perpetua
con nostro danno e beffa.
Aggiung'aisii eh-e .il governo si è ben g'u,ardato dal
dare precise isfruzion~, eone.reti poteri, effettiva
autoriità ai funzionari incar~cati del s,i nda.rcato dei1
le aZàlend,e ne,m iiche. Si è detto loro solrtia.nto :
« guardate e curate che le aziende non .spieghino
un 'attività contraria agl'in.teriessi nazionali». Siamo sempre, come vedesi, nel campo del vago e
dell'incerto: cosa debba intenJdexsi pr,ecisa'll'lente
per mtere,sse nazionale è c,o ncetto Jasoiato nel
campo dell '.iinde,f inito, e di fronte a tale ambiguità permane un fatto ben positivo e concreto, che
le ditte str.aniere continuano netl modo più completo neLLa foro azione del tutto indipendente, non
sappiamo quanto collimante con gl.i inter-e.ssi nazional,i , e continuano a fare bor di quatt.rnni n el
nostro paese in piena concorrenza con le ditte
nazionali, alle quali spesso tuttora vea11g'0110 preferite persino newle forniture per l'esercito e p er
la Marina.
Urge, dunque, corre.l'le ai mpari: è nece.ssario
mutare radicalmente sistema. · Conviene ricordare ,che ogni agevolazione coI11Ces,sa a nemici si risolve in nostro danno non solo, ma ancora in una
potente menomazione della nostra forza politica.
La figura del sindacato
dovrebbe del rutto
scomparire per dar luogo, senza eccezione alcuna, a quella del sequestro. I sequeistratairi dello
Stato dovrebberro spiegare un'intensa 1a:zu..one p er
impadronirsi del m.eccainismo interno deille aziende, accertarne la reale consistenza, ass·i curarne allo S tiato tutte le attività.
È di supremo i,n teresise per lo Stato con-OiScere
quaile massa di attività abbiano gli stranieri nemici commerc.iiainti od industriali in Itallia: tale
s copo supremo non si raggiungerà se non con l'apprendeve di · fatto le aziende e sottrarle ad ogni
.ing·erenz-a diretta od indiireitta dei nostri nemici.
Essi purtroppo hanno s·aputo cauteJ,arrSi; hanno
trovato, anche tra noi, persone che per lucro n on
disdegnano di tutelarne gl'interessi, ma,g'ari a sca•
pito dell'interesse della patri,a.
Constatata 1a massa dei pat,r à.moni nemici in
Italia occorre sorprenderne accuratam-ente le riposte file con cui dall'Estero erano diretti e d
indagare :iJ. serg'rerto lavorio con cui si muoveva
alla conquista indusrtri.ale e commer.ciale del n ostro paeiSe in mezzo aJ nostro dep'1orevole taicito
assenso e spesso in mezzo al nostro coonpiacim e:nito.
Ne gu,adag'ner à la forza. politica del pa-e.s e: s oprattutto ne guadagnerà la nostra vita industriale e commerciale che potrà tanto più efficacemente essere difesa, quanto più saranno notte e m anifeste le insidie nemiche che da ogni parte ci si
tendevano.
Alberto Pavoni
Presidente della . Fed~razione
dei Collegi dei Ragionieri,
11
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
11
f n Òccasione della « F1'era di Lione)> le Società Anonime « Manifatture Cotoniere Men'dionali Roberto W enner e C.» e (( Industrie Tess1"Ji
Napoletane)>, che praticamente formano una cosa sola, hanno ed1'ta una.
pubblicazione illustrativa dei ,f,ro,f,ri1' im,f,iant1', che rappresenta quanto·
forse d1· megNo si sia -/in' ora /atto ne1 genere.
É un lavoro superbo che, all'estero specialmente ,f,oichè il volume verrrì d1"stribm'to in tre edi:z,Je,n," in tutto il mondo - farà grande o·n.ore al nome italiano.
Nelle pagine che seguono riproduc1"amo alcune de17e numerose incisiom· contenute nel Nbro, 17 quale abbonda altresì di interessanti notizie storiche e statistiche. Ec.:one un n'assunto:
Circa un secolo fa, dopo i grandi movimenti
che si erano prodotti in tutte le Nazioni di.i Europa, e quando un po' dappertutto s,i ma,rnif estò
.il desiderio dti spiegare una maggiore at-tività,
anche oltre i oon6.ni d,e l prorprio paese, alcun.ii
giovani, animati dal vivo desiiderio di creare con
la propria inteltigienz,a ed il proprio lavoro industr.ie nuove in siti che al loro sviluppo s·embra•
vano particolarmente ada-t ti, si recarono nelle
provincie meridionali senza capitali proprii, con
pochissimo danaro avuto da parenti e conoscenti,
e fondarono, incoraggiati in quel tempo dal Governo di Gioacchino Murat prima e dal Governo
borbonico poi, hlature, tessiture, tintorie, e stamperie di cotone, le quali, da principio modestissime, andarono rapidamente ingra,ndendosi ed acquistando rinomanza, per prodotti di assoluta ed
indi&cussa bontà.
Una di queste Aziende di quell'epoca, fu 1a
T,intoria di rosso Adriainopoli, iniziata dia GioTainnÌ Giacomo Meyer di Zurigo un secolo fia .in
Scafati, a pochi chilometri da Pomp-e i in Provincia di Salerno. Nell'abbondante e limpida acqua
del hume Sarno, per concess~one deJla Casa pnncipesoa di Geraoe si lav,a va il -fi.lato tinto con la
Rubia tinctorum volgarmente chiamata Robbia,
pianta coltivata e raccolta nello stesso Agro Sarn-ese, circondante il paese di Scafati, traendone
un rosso così rinomato, che rapidamente trova•
V1a ottima accog1l.ienza anche fuori i confini d'Italia, specialmenrte nel Levante.
Si 1avcmaVta a quel tempo ancorra molto patriar-
oalmen~e. e nella vecchia casa di abitazione s:ita
ne'l paese, si sedeva,no per il pasto principale della giornata, alla stessa tavola,, l'iniziatore della
industria con i suoi capi operai, tutti animati
dallo stesso desiderio di lavorare, lavorar bene
e farsi strada nel mondo.
La macinazione della Robbia richiedeva molta forza, e siccome a quell'epoca ed ,i,n quelle località poco si sarebbero potuti uti.lizzaa:,e de,i ·mo•
tori a vapore, allora ancora molto primitiv,i, la
forza che ogg,i ancora si misura a « cavallo-vapore>> veniva fornita effettivamente da muli e da
cavalli, dei qua1i, verso il 1860, ve ne erano ulna
cinquantina nelle scuderie annesse allo Stabilimento, ed erano consideratii un capitale così prezioso, che ~I benessere di questi ani.mali venivano
rivolte le più assidue cure. Chi oggi detta quest~
poche righe, ricorda ancora il venerando Senatore De Marti1no, celebre clinico, allor,a giovine
Dottore, che non isdegnava di venire a Scafati
per qualche consulto in caso di grave malattia
deii muli.
La tintoria però era tributaria all'estero dei filati e dei tessuti che la alimentavano, onde sorse
nel Signor Rodolfo Freitag, genero del signor
Meyer, e pure oiiiundo di Zurigo, !'i.dea di impiantare a fianco della Tintoria uno Stahilimen,.
to di Filatura e Tessi tura di modeste proporzioni, fra i primi che sieno sorti in Italia. - L'A21ienda, esercitata per trent'anru. dal Signor Freitag', passò nel 1887 nelle mianli della cLitta ·Roberto W enner e C •• la quale, nel corso di un 4u.arrto
(continua a pag. 86)
81
6
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABlLIMENTO DI POGGIOREALE : Una sala di mischia .
LO STABILIMENTO O[ POGGJOREALE : Una sala di carde .
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABlLlMENTO Ul POGGlORE.ALE: Sala di preparazione.
LO STABILIMENTO DI POGGIOREALE: Una sala di filatura .
83
LI;; MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
- - - - - - - - - - - - - - - - - - -
LO STABILÌMENTO DI POGGIOREA!LE : Sala di ritorcitura.
LO STABILIME TO DI POGGIOREALE: Orditoi.
84
= = = = = = = = = = --= _ = - = = = = =
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABILIMENTO DI POGGIOREALE: Una sala di preparazione degli orditi.
LO STABILIMEITTO DI POGGIOREALE : Una delle due grandi sale di tessitura .
85
LE I. I. I. - - - - - - - - - = - - = - = - - - - - -===--== = ~== = - === = ===
di secolo, la tnip1icò d'~mpOI't,a nza e ne adattò i
prodotti in modo special.e aJ.l,e es~genz.e della
c1iente1a deill'I,t ali,a Meridionale, della SiciLia ed
a quelle dei mercati di Orien ~e (Rumania, Bulg'aria, Turchia ed Egitto).
L'ambiente si prestava assai bene a questo gene,re d'industri,a, ed aJtri impia1I1ti sorsero nelle
vicinanze, mmanendo, s,i può dire, circoscritta alla Provincia di Salenno l'attività cotoniera di tutto il Mezzogionn,o. - Nel '904 il Parlamento vo- tò la legge per l'incremento industriale di Napoli, mercè 1a quale i nuovi impianti industriali sarebbero stati esenti per dieci anni dal pa g amento dei dazi doganali sulle macchine · e dalle imposte fondiaria e di ricchezza mobile. Queste ag'evolaz.icmi st.imolarono la creazione di due grandi opihai nuovi a Poggioreale, sobborgo della
città: uno della Società anonima Ligure-Napoletana di rlatura e tessitura, fusasi poi con la Società Anonima Cotonipcio Nazionale, e1serce111.te
anche Stabilimenti in Alta Italia; l'altro d ella Società Anonima Industrie Tessili Napoletane.
L'enorme sviluppo deJl'in.dustria Cotoni,era in
tutto il mondo, la tendenza al suo accentramento in grandi organi e la necessità di evitaire una
dispersione d, preziose energie, fecero volentieri accoglier e alla Ditta Roberto W enner e C. nel
1913 la possibilità di formare un,a importante Società Anonima riUJl"l endo l'a1I1tico Stabilimento d i
Scaf atii ed il graindioso nuovo opihcio di Po ggioreale ceduto dal Cotonihaio Nazionale. Questa
l'origine dell a Soci età M ani/atture Cotoniere M eridionali Roberto W enner e C., che al principio
del 1916 potè assumere anch e il completo controllo delle Industrie Tes'sili Napoletan e rima,s te
però giuridicamente aut onome.
Gli artiico1i prodotti sono sv.siatissimi: Filati
g'l'leggi, candidi, colorati, mercerizzati dal N. 2 al
N. 40 (titoli inglesi) tanto semplici quanto ritorti, confezionati in fuson.i self actings e ring:s. bobine trama, rocche crociate e pacchi.
La lavorazione però è specialmente adattat.a ai
titoli g'ro.ssi e medi ( dal 2 ail 20) con prev,aJ.einza
di 4 ,a 12, ciò che spiega come i quantitativi annualmente messi sul mercato sieno il quadruplo
di quelli che una delle più grandi Ditte Inglesi in
una pubblicazione appa:rsa a celebrarne il centenanio, dichiara di ottenere dai proprti 400mila
fusi.
Le Tessiture, oltre ai greggi e tinti iin pezza b.no adl'altezza di 270 centimetri, producono come
specialità le stoffe, sempre in cotone, per ves,tiario da uomo e da donna in semplice e doppia lar-
gibezza, 1e olonette per ten,de ed i tessuti per copertoni.
Anche qui non hisogna fermarsi al numero dei
te,1ai per giudicarne la potenzialità produttrice :
s,i tratt a .iin gra,n parte di telai a doppia e tripl a
larghezza, adatti a tessuti pesanti di rapida produ:.ziione e di forte valore.
Siffatti impianti si prestavano naturalmente ia
maniera spiccata a sopperire alle occorrenze dell'esercito in questo sto~ico momento, così che,
specie all 'iniizio delle ostilità, quando maggiore
era l'urgenza dei bisogni, gli opihci lavoraron•
col massimo fervore a produrre per le Amministrazioni militari, sia nostre sia degLi Alleati, fraacesi in ispe-cial modo.
Le due Società hanno rappresentanti nelle pruacipali piazze, in Italia ed all'estero. Nel lugli•
1916, dato id. lusinghiero sviluppo degli affari lll
Fr.ancia, decisero di installare a Parigi - 97 Rua
Lafayette - una propria Agenzia, che valse aeeu
a rinsaldare i v incoli di amicizia e di stima che
già e..sistevano fra esse e la più eletta clientela
della Repubblica.
Fu la primi! e hn'ora l'unica istituzione del geneJ:"e da parte di case cotoniere italiane.
Alla Fiera di Lione 1917, p ~r la quale specialmente è f.tat a fatta la present e pubblicazione, le
due Società avranno due Stands proprii, decorati
inte ramente con Gobelins, Portiere e Tappeti
fabbricati nella tessitura delle Industrie Tes:rili
N apoletan e.
Fin qu i l'« introduzione » della pubblicazionie,
da cui tog'1.iamo questi cenni che portano le hrm e
de.i componenti la Direzione Generale delle due
Società, signori comm. Rober to W enner, cav. dottor rag. Canziio, Bruno Canto e Rodolfo W enner,
che è dov,e,r oso ciiita:re a titolo d'onore.
***
Lo Stabilimento di Poggiorer.le, delle Manifuture, occupa una superhcie di 120.000 metni quadrat.i di cui 40.0000 coperti da fabbricati.
È stato costruito col concetto di fare quanto
più perfetto e di più grandioso si possa ideare.
Costò infatti circa tredici milioni e la sua ina•g'urazione fu fatta nel 1907 con grande solennit,à
alla presenza di S. A. R. il Duca di Aost;i.
Il quantitativo di fusi e di telai che contien~
è inferiore a quello che la somma dianzi accennata farebbe supporre. Come però si disse più
addietro, l'impianto di hlatura è per titoli g'rossi
i quali richiedono un importante macchinario di
pre1p arazione e la tessitura è montata per stolte
(Continua a pag_ 95)
86
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABILIMENTO DI POGGIOREALE
I. - Altra sala di tessitura. -
2. - Sala di rifornimento tessuti .
81
l.E MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
·Lo STABILIME TODI POGGIOREALE
1
1. - Riparto ~ntoria. -
88
2. - Officina di riparazi~ni.
-
- ....-
.
- --
-
- -
- - - - - - - - - -
LE MANIFATTURE COTONIERE- MERIDIONALI
LO STABILIMENT'O DI SCAFATI
Parte della facciata principale .
89
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABILIMENTO DI SCAFATI
I. - Una sala di filatura - 2. - Tintoria .
90
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABIUMFNTO DI SCAFATI
I. - Serbatoio di ottantamila litri per gli estintori automatici (parte sovrastante il tetto) -
2. - Il Sarno .
91
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABILIMENTO DELLE
92
« INDUSTRIE
- - - - - - - - - - - - - - - - - - -
lìE.SSILl NAPOLETANE» : Carderia .
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABILIMENTO DELLE «INDUSTRIE lìESSILI
APOLETANE»: Sala di tessitura Jacquard.
LO STABILIMENTO DELLE «INDUSTRIE T.ESSILI NAPOLETA_NE » : Sala di frangiatura.
93
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
LO STABILIMENTO DELI.,E « INDUSTRIE TESSILI NAPOLETANE»
Uno dei grandi telai in 2,0 cm. a 7 navette.
94
=========-=-=------
LE MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI
L'AIRTISTICA PUBBLICAZIONE DELLE «MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONALI».
Uno dei quattro acquarelli ritraenti gli stabilimenti.
da vestiario in gran parte in doppia altezza con menti di maggiore neceesi-tà per l'Ese-r cito le Mala più ricca dotazione di mezzi di rihnime·n to che nifatture Cotoniere Meridionali · Roberto W en•
ner e C. giunsero a dare ogni giorno il continla tecnica moderna sia in grado di offrire.
Come sii nota dalle hgure, le trasmissioni dello
stabilimento sono sotteìl°ranee, in modo che non
una cinghia è visibile negli immensi saloni e gli
operai possono attendere s,enza preoccupaz.ione
al proprio lavoro.
Buona parte della produzione in tempi
normali viene esportata. - Il numero de·i lavo•
r-anti è circa 3000 in maggioranza donne: la forza assorbita è di oltre 2500 HP. ed era prodotta
hno al 1914 da due grandi macchine a vapoire ac·
coppiate ad alternatoiri a 500 volts. Attualmente
l'energia è fornita dalla Soci,e tà Napoletana per
Imprese Elettriche e provie1ne dalle cadute del
Pescara a 185 km. da Napoli. La corrente entra
in Stabilimento a 9000 volts e quivi è trasformata a 500.
Le macchine a vapore restano come mserva 1n
caso di interruzioni di corrente.
In questo Stabi!imento affiuisce la produzione
di parecchie altre tessiture che lavorano per conto della Società e dal princip.io della guerra sono
quivi accentrati tutti i servizi di ricevimento e
di controllo deg·li oggetti per equipaggiamento di
truppe che la Ditta fa confezionare a domicilio
dando lavoro a mig-liaia di hmiglie. - Ne~ mo-
gente completo di un intero reggimento in fatto
di camicie, mutande, vestiti di tela grigia, teli
da tenda, pezzuole da piedi. f ano letti. cravatte.
Nei dormitori e nelle case operaie anin,esse agli stabilimenti di Poggioreale delle Manifatture
e delle Tessili trovano conveniente alloggio circa cinque.centu lavoranti.
Lo Stabilimento di Scafati, delle Manifatture,
che, come sj disse, fu iJl f uhro dell'industria,
malgrado la sua età può ancor oggi degnamente
hg'urare fra i moderni confratdli.
11 corpo principale, del quale l'incisione rappresenta soilo 1a metà, è del tipo classico inglese
a
più piani.
Tutte le altre costruzioni sor sero ma·n mano a
norma dei bisogni.
Il grande serbatoio d•acqUJa, di cui nella fotog'raha si vede la sola parte sovrastante l'edihcio, è alto 25 m., contiene 80 mi.La litr~ d•acqua e fu la
prima costruzione del genere nell'Italia Meridionale.
Lo Stabilimento delle Industrie Tessili Naf,ol etane, malgrado sia sorto contemporaneamente a
quello di Poggioreale delle Manifatture Cotoniere Meridionali Roberto W enner e C., fu costruito
95
LE I. I. I.
==- - ==- == ==== = = ==
con criteri assai diversi, pur mantenendo il con1-cetto de1la massima modernità e pe.rfe:z-ione. lnf,atti il corpo principale deHa Jilatul"a è del tipo inglese ed a trasmissioni scoperle, ciò che ha
permesso, m ,alg'rado la poco diversa potenzialità
di produ:z-ione, una spesa d•iinpianto assai minore sebbene sempre ragguardevole: circa sette
milioni. - Il reparto maggiormente notevole ed
interessante in questo Stabilimento è quello ddla tessitura.
È uno dei più moderni che esista in Italia
per la produzione di stoffe da mobili, tappdi e
coperte e consiste di magnihci telai a Jacquard
in gra•rude altezza, a 7 navette, s{u quali, si può
tessere datll'articolo più corrente a quello più E.no e complic,a to.
Le stoffe fabbricate dalle Industrie Tessili Napoletane si sono ormai affermate in tutto il mondo ed è motivo di grande soddisfaz.ione il
saperle largamente adottate nelle metropoli di
Parigi, Londra, New York, città veirso le qual,i si
avvia U1na parte considerevole della produzio-n e.
.
·
== = = = = = = = = = ===== = = = ==
- Il solo primo campionario è costato più di 100
mila lire ed è ogni ianno in buona parte rinnovato
con disegni che si acquistano generalmente a Parigi.
Notizie statistiche complessive per le due Società:
Lit. 13.150.000
Capitale azionario
Costo originario degli stabilimenti » 23.000.000
8.000.000
Loro importo odierno in bilancio »
mq.
195.00
Superhcie occupata
N.
140.000
Fusi di bh-tura e di ritorcitura
Telai proprii e che Lavorano pre,sso
3.000
altre tessiture
»
6.000
Operai
))
5.100
Forza motr.ice assorbita
HP.
Produzione annua 1i1ati , semplici e
ritorti
Kg. 12.500.000
Produzione aninua di tintoria, biancheggio e mercerizzazione
>>
4.000.000
Produzione annua tessuti
metri 25.000.000
L'ARTISTICA PUBBU:CAZIONE DELLE «MANIFATTURE COTONIERE MERIDIO ALI ».
La cope-,-tina in stoffa Jacquard, raffigurante capsule di cotone,
espr~ssamente tessuta negli stabilimenti della Società.
LE
OFFICI-N E
DELLA "FIAT
Il
Chi s1 avv1cm a oggi alle Officin e, della Fiat m
Corso Dant e a T orino , chi h a la ventura di percorrerle e di visitarle scort ato d a una guida e sperta, ch:i soltanto può contemplare p e r qualche
istante lo spettacolo di tutto quel vertiginoso mo·
vimentò di m acchi,nie e di uomini, non può iìgurarsi neppur lontanamente nè l a modestia dei
germe da cu: ha avuto origin :! l'attuale sterminato Stabilime nto, nè la sua e ntità e potenzialità
,iirttuaile.
Baisti pensaTe che, stabi1ita nel 1900 su un terreno di 10000 metri ' quadrati, la Fiat si este,n de
ora s,u un 'ar'ea di circa mezzo miliqne di metri
quadrati . L'ingrandimento è stato continuo, gli
ediiìci ,si sono agg·iunti agli editi.ci, le officine alle
officine, ,ininterrottamente, occupando, invadendo tutto , io spazio all'intorno, sorpass a ndo strade e piazze cqsì da costituire c:g·gi un'·i intera zona della città, un a città industriale, la aittà della ·
Fiat, dentro la città dri Torino.
P er discerner e i contini di questo dominio bisogna salire al sommo di uno d e i nuovi giganteschi ediiìci a cinque piani che rappresentano il
piu recente ing·randimento, e dei quali ogni pÌa•
no forma per la sua vastita e per il lavoro che vi
si svolg·c un'intera offi.cina. Di lassù si scorge
nudeo primitivo intorno al quale con co;1 fervido impulso si sono irradiati i fabbricati nuoyi in
og·ni dir~zione. M a malgrado la vastità della vioione, che è certo quella della più grande fabbrica di automobili di Europa, e1:,sa non comprende ancora tutta la Fiat, che ha le sue propaggini,
le sue colonie, i suoi ~tabihmcnti ,c om'.plementari~
come le Fonderie, le Carrozzerie, le lavorazioni
di cert i pezzi staccati, spa,rsi i.n altri punti della
città, che ne a,ggiunge seimpre d; nuovi, che non
cessa mai di ingigantire. È qualche cosa di sorprendente questo slancio inesauribile e maestoso
-che sOiSpinge iniinte·rrott,a mente la Fiat ai più aJ.ti
fastigi, che l'anima e che I.a gonha di un vigor,e
ognor più energico di espansione e di rinnovazione. La Fiat non posa ma,i, quando dopo uno
dei 1suoi magniiìc:i sbalzi iin avanti la si rimira
ne/Na sua nuov1a immein,sità e s1 pen a che a taJ
punto essa debba fermarsi, che non possa andar
oltre, che la grandezza co's ì raggiunta sia tale
a
LE OFFICINE DELLA « FIA T »
I reparti torneria.
97
7
LE OFFICINE DELLA cc FIAT »
= - == ==== = == = = == = = === = = === '
LE OFFICI E DElI...LA « FIAT » -
= = -
Un altro reparto torneria .
da non consientire un'ulteriore crescita, da ha- non è che il passa.ggiio e faddentellato verso un
stare a ogni bisogno, ecco che non è così. Ogni pr ogresso e un aumento nYag'g'iore. E l'aumento
progres.so, ogni aumento per quanto rilevante non è soLtanto esterno ma anche interiore. P o i-
LE OFFJCINE DELLA
La fonderia di acciaio .
98
«FIAT »
La fonderia di bronzo, al!uminio
e
ghisa ,
LE OFFICINE DELLA « FIAT »
LE OFFICINE DELLA
« FIAT »
Un reparto fabbricazione pezzi di ricambio .
chè a ogni ingtl'landimenrto ,a vviene una nuova si- ne e di operai ogni officina così da rad.doppiarne
stemazione dei vecchi editi.ci per meglio riempir- la produttività. Ed ancor più ammirevole si è rornie ed usarne ogni spazio, per infittire di -macchi- din-amento preciso ·e disciplinafo che si stabili-
.-
LE OFFICINE DELLA « FIAT
Il re parto fabbricazione radiatori .
»
II reparto montaggio cambt di velocità.
99
L E OFF!CliVE DELLA « Fl 4 T »
= = = = = = = = = = = = = =, = =
LE OFFICI E D::.LLA « FIAT
Il r eparto mon ta gg i o m o tori .
s ce imm e diatam e nt e dop o og·nuna di qu e st e trasf-ormazioni così da far della Fiat una delle più
esemplari organizzazioni industriali europee.
L'impressione che se ne riceve è caratteristica
e indimen icabile. Pare di trovarsi al cosp e tto
i un immenso organismo così ricco di energie,
da non riuscire neppure a utilizzarle e a spi e g a rl e tutte, poi hè l'incessante suo sviluppo non basta ancora a concedere tutto l'ag~o e lo spazio neessario all'espandersi di questo intenso paLpito
di attività che lo pervade e lo infervora e ch e
sembra sempre compresso in troppo angusti con• nt.
A maggior rag·ione ne risul,ta
estremamente
d ifficile una descrizione. Le sensazioni raccolt e
nella vis· ta sono così varie, così vivaci, così complesse e turbinose che è ben arduo il riesprimerle e il dii~pode sopra uno sch e in,? riassuntivo che
possa riuscire breve e chiaro. Soltanto l'indicazione semplice deHe officine dei reparti delle lavorazwni singole e dei prodotti occuperebbe pa-
100
>>
r c~ c hie pag·ine e non ostituir e bbe he un arid o
e l neo in ui mancherebbe precis a ment e il sens o
di quell'ardein.te e immane turbinio di vita ch e
è l a più spiccata caratteristica della Fiat.
Tuttavia per dirigerci e guid a re il lettore un a
trac ia è indispensabile, e noi la segn e remo d ividendo le officine i.in quattro g'randi sezioni e
cioè la Meccanica Generale, le Lavorazi o ni sp ecia1li, il Montaggio, i Mag;azz.ini e i Dep~siti, e
g'li ann e ssi in due altre sezi ,mi e cioè la Dir ezione e Amministrazione e il Collaudo.
)
Ognuna di queste sezioni comprende nume rosi reparti a cui •accenneremo in questo scritto · o
indicheremo nelle ·nostre illustra~ioni.
La meccanica genera1e abbraccia cento pezzi e
oggetti e cento operazioni div e rse effettuate d a
macchine di ogni tipo. essa si estende per inhn i~
te gallerie, si insinua un po' dappertutto.
Qui non si calcola e non si produce che p e r
mig·liaia e per decine di migliaia, e si lavor a
g·1 rno e notte, ed odni pezzo, ogni unità di qu e-
- =- ==
__,f
= = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = ·_:,: - LE ' òFFJèINÈ L>ELLA (( FIAT ~)
LE GFFICINE DELLA
I. - R e p arto m ontcg;1io carri. -
cc FIAT »
2 . - Ma gazz ino d ei p ezz( di ricambi o e d a ccessori.
101
LE OFFICINE DELLA « FIAT» - - = - - - - - - - - - - - - - - - = - - - = = = - = = =
LE OFFICINE DELLA <e FlAT »
2. - Reparto preparazione telai.
1. - H cp arto spedizioni pezzi di ricambio. -
102
- - - = ==-= ========= = =========-- LE OFFICINE DELLA c<FIAT >~
LE OFFICINE ~Ll..A « FIAT »
1. - Reparto collaudo « chassis » da turismo
1
ste miri a.di ò l pezzi e matematicamepte uguale
al!'altro, ed è trattato e 6.nito come un'elegante
e :precisa opera di oeseifo.
Le lavorazioni speciali sono u:no dei l)'iù f elici
e geniali ardim e nti della F1'at ed uno dei suoi
sforz.i più pronti e giganteschi. La F1.at venment e anche prima d,ella guerra aveva cominciato a
unpian t are nel suo seno opihci e re.p arti per cetrt ~ la,vori particolari, rna la guerra è venuta a s timolare e ad allargare questa evoluzione.
Per ordine d'importanza e peir l'entità dei ris~t-ati spetta il primo posto alla Fonderia dell'accia.io. Era cominciato a mancare l'acciaio fuso, urgeva provvedere d'urgenza, e in pochi mesi
g'ra.z1e al nuovo impianto sii riuscì a portare la
produziori:e mensile da 50 a 500 tonnellate di
acciaio fuso e a iniziare la fabbricae.ione dell'acc-i aio napido.
Un 'altra lavorazione che in breve tempo ha acquiistato uno straordinario sviluppo è stata que,11-a delle ruote per i camions, come pure quella
dei r.adiatori, intra.presa nel reparto la:ttonieri, che
costruiva già tutte le va~ie specie di serbatoi e
r ecipienti che hgurano sull'automobile, appresta-
v a e ,sagomava l,e tubaz.ioni e le parti m lamiera
e ottone.
Fna l e nuove Lavonazicmi ricordiamo la fabbric azione delle catene, la costruzione di giunti di
r ame e di amia~to, la costruzione di pezzi stampat i, la costruzione degli it.lberi a gomito e infine
quella de.gli apparati elettrici e delle macchine
utensili.
·
Tutte queste singole kvoraziona. •producono incesSlantemente, sono come tante sorg'ent.i da CUii
s-c·aturisce una corrente perenne di oggetti. Si
consideri ora il formidabile problema di dirigere,
riunire, com.porre i~ fllnità questi va·ri torrenti. di
incanalarli ,d apprima a g'ruppi e poi far converg'ere ancora queste canalizzazio.n i complesse in
una ,s ola hum.ana.
Questo problema la Fiat ha meravig;liosamente risolto con la sua ,o rganizzazione dei Montaggi.
I materiali greggi •arrivano a.i singoli reparti,
ivi trasformati iin quei dati pez:m si accentrano
nei div:ersi saloni del montaggio salone del
montaggio dei motori, salone di montaggio dei
cambi, salone d·i montag'g'.io dei ponti posteriori
- per giungere e raccogliet'ISi n-e l principale sa•
103
LE OFFICINE DELLA a F!A T
>>
------------=-=----=-=-------
ione di montaggio degli chassis, da cui gli chassis hn1.ti passa.no al collaudo.
Ma è neii Magazzini e Depositi che si ha la misura della ricchezza, della chiaroveggenza, della
previdenza dell.la Fiat. Anche in questa speciaile
attività la Fiat può cibarsi a modello. Con un preciso intuito delf avvenire e deHa durata della
guerra, con uno slancio ardito ha procurato di
fronteggia,re tutte le possibili eventualità del
mercato costituendosi in tempo utile cospicue
scorte, rise,rve e dota:z.ioni di materiali e di oggetti necessari ahle sue costruzioni, e specialmente
di pezzi di ricambio, i quali ultimi da soli formano per la loro mole e il loro orJinamento una delle sezioni più importanti e più ammirevoli della
Fiat.
Tutta questa immensa e meravigliosa compagine di lavoro, di macchine, di f one, agisce concorde e armonizzata in un ritmo reg'odare ed esatto che le viene impresso dalla Direzione, dall'Amministrazione e dagli Uffici tecnici, dando
l'impressione di un colossale ese,rcito di uomini
e di macchinari che la lucida intelligenza e la
tenace volontà di un ca.po supremo e di un vero
Stato Maggiore di ingegneri e di specialisti gui, dano con mano sicura al successo.
T
•
Da qui si imprime il movimento e la diretti a
all'opera multiforme e sterminata che si conclude nei collaudi e nelle consegne delle belle ma chine finite.
I collaudi, .i cui sono destina t i ampi reparti e locali e uno stuolo di meccanici esperimentati, s1
avvicendano a turni periodici parecchie volte al
g·iorno. È un 'operazione anche questa che ora s i
compie con regolarità matematica, e non si arresta ma·i. Arr.ivano continuamente i veicoli d
Montaggio e affidati ai collaudatori si sgranano
per i viali e per le strade lontane, riempiendo l'a:na del rombo gagliardo dei loro motori e tornano poi per subire l'ultimo accordo ddi•niitivo. È
una processione incessante come incessante è l a
produzione.
Provati e m e ssi al pUJnto, i veicoli di ogni spec· e, vettu-ne, camions, autocarri, trattori, autoambulanze, autofotoelettrici, si raccolgono nelle rimesse, nei cortili, nelle strade adiacenti quando
ogni sp a z!o è colmo, pronti p -er le cons,egne, ch e
si effettuano con treni interi o in lunghe colonne per tutte le des.tinazioni, dall'Isonzo all'Y ser
dalle Alpi ai Carpazi, ma p r un solo intento e
una sola mè t a: la Vittoria!
LE. OFFI CI E DE.LL
« F IAT
l)
ala d i prova, d ei m otori per aviazione.
RASSEGNA
DEL MO~
.
VIMEN T O INDU~
STRIALE .ITALIANO
,,
,
MESE
Dl
MARZO
SOMMARIO:
1 Q 17
1
IL MATERIALE FERROVIARIO - L'USO DEI COMBUSTIBILI NAZIONALI - UA MINACCIA ALL'INE)USTRIA ZUCC~1f.RA - LE JERRE EMILIA E E LA NA VIGAZIO E lNTBRNA - L'ESPA SIONE ECONOMICA DEL «DOPO GUE.RRA>i - LA BIRRA TUTTA. .. TEDESCA!
- LA NUOVA CONCEZIO E DEI LAVORI PUBBLICI - IL RISPARMIO OPERAIO - LA COLTIVAZIO E DEL COTO E IN ITALIA? - STATI U ITI E «DUMPING» - L'I DUSTR!LA BELLICA LOMBARDA - LA NECESSJTÀ DI U A LI EA NAVIGABILE MILANO-GENOVA - LA SISTEMAZIONE IDRAULICA DEL GARDA - LA CR1SJ Dt:.J PIANOFORTI - iL'INDUSTRIA AV ALE - L'ASSEMBLEA DBJL'ASSOCIAZIONE S8RICA ITALl•A NA - I1 OSTRI MARMI -LA NAVIGAZIO E COMMEROIALE CON L'AMSRICA - U A NUOVA I DUSTRIA NAZIO ALE: L' I DUSTRIA DELLE
PIANTiE MEDICI 'ALI UOVE GRANDI OPERE PUBBLICHE IN CALABRIA E BASIUGA TA - LA
SOLIDJTA DE.l..JLE OSTRE. AZIENDE INDUSTR1ALil - IL PROBLEMA OBI CAMBI - LA FUTURA CITTÀ UNIVERSITARIA L MILANO - L'ASSEMBLEA DEI BIRRAI ITAILIANI - LA DEFICIENZA
DELLE MATERIE GRASSE E L'INDUSTRIA LANIERA - L'IMME SO MERCATO RUSSO - U A
STAZIONE SPERIMENTALE PER L'INDUSTRIA DEL FREDDO.
T u He le n o tizie, i da.ti, le argomentazioni o ì
giu dizi conte nuti in questa rubrica. non impegnano aff a.tto le I. I. I., che per comodità. dei lettor i
raccolgono ogni mese dilig entemente e obiettiva.mente in q u esta. r asse g na. quanto di p iù saliente i principali per iodici italiani politici e tecnicI
pubblicano su p r o b lemi e questioni d ' inter esse
industriale, finanziar io, a gr1colo e commer cia.le.
N. d . =>.
IL MATERIALE FERROVIARIO.
· d t ·
·
·
d·
d
·
(( L e nos t re 1n us ne m1nacc1ano l ve er e 1nd e bolita ed anche in parte arr estata la propr~a a t· 't'a d a 11 a d enc1enza
r ·
d'1 carri· f errov1an
· · - ossert1v1
Ya l'Idea Nazionale. _
Oggi come . oggi. si viv e
ancora sul ma,terial e approvvigionato nel 1914.
L'autorità militare ti e ne imp e gn ;ato oltre il 50 per
ce nto, circa 60.000 carri, della nostra compl e ssi•
va dotazione ferroviaria. La deficienza di carri
f erroviari è in questo m ·o mento la causa maggior e dell'indebolimento dei nostri scarichi portuali•
il c he significa ma ggiore immobilizzazion e , climin n ita efficienza, di un navigJio on e rario, già in·uffic i.e n te ai b'sogni del paese. Il p~oblema di
~a ndurre al suo massimo di utilizzazione il mar e riale ferroviar io si impon e ; nè c e rto iò è pos·
sib.il e qu a ndo l'unico org·ano compet e nte e capace
a questo è ridotto a semplici funzioni esecutive.
speciallmente sovrapponendogli, oltre che infinite
. . .
il d'
11
·1·
?mmisswni., ~:1re
l~etto c~~tro cJ 1:1 1 itare . . ,1
• npete da noi 1 inconveniente g1a avvertito, ma g1a
s·
corretto negili altri paesi alle.a.ti e nemici, del sov r a povsi eccessivo deU'inger,enza militare, nel ,
s erviz.io ferroviario, specialmente nell a zona interna, non di g·uerra vera e proptia. In questa la
ferrovia deve poter fare la ferrovia, c ioè d eve
e ssere resa libera di trasportar e , come meglio e
più rapidamente può. Le autorità militari non dovrebbero inger.irsi di questo, mentre og·gi invece
fissano, da Roma, il giorno ed il treno di partenza 1 la stazione di appoggio, delle migliaia di carri caricati in tutta l'Italia. L'Autorità militare dov rebbe invece curare il sollecito carico, la massima utilizzazione de11l.a portata del carro al cari-
105
LE I. I. I. - - - - - -- -- =- - - - - - - -- = -- - - - - - - -- -- - -- -- --=
co, non iimmobi,l izzare i carri con carichi anti.ic.ipatii in previsione di immediate spedizioni all'ordine, per comodità di collaudi; curare specia!rnente i pronti sca,riiéhi e gli immediati ritorni .del
mater.iale vuoto, e così via. T utt~ cose eh.e invece
oggi sonio debolmente curate. Il proble.ma che
proponiamo è e,s senziale per- potere mantenere
le nostre industrie, queJle di guerra specialmente, in sufficiente efficienza; propOlll.iamo quindi una
qmstione di assoluta difesa, esterna ed interna,
nazionale. Con tale carattere di gravità vogliamo
&perare veng·a, da chi S!petta, inteso e compreso e
saluto ».
raffune. Noi, purtroppo, siamo rimasti quaisi estranei a questo movimento, pur avendo un ter ritor~o .r1icco di Lignit,i, a.nche ottime, e d,i torbe.
« Ma è bastata un,a momentanea deficienza d i
carbonie perchè lo scetticismo sia cessato d'incanto, peirehè le richies-t e di lign-i te iabbiano in
pochi gio:mii es-auri.te le giacenze che da mesi e
mesi s'andavano accumwlando sui p.iazzaLi delle
miniere, mentre la produ~ione ordinaria è assolutamente irn,pa.ri a soddisfarle. Gli amici Canepa
e DaHolio poss01I10 •dirti quale fretta di ricerc
di nuove rniin-ier,e siàs•i accesa, come si incahmo
d'ogni pa•rtie le domande e come dai maggiori ai
minori stabilimenti industr.iali vo,gliano tutti ormai ass,i curarsu. la propI1ia miniera. Eppure in queL'USO DEI COMBUSTIBILI NAZIONALI.
sto momento le ligniti v,e ngono ad.operate nelle
L'on. Roberto de Vito, sottosegretario ai lavori forme primitive e nelle peggiori cond izioni; diret,pubblici, scrive una lettera al « M essaggero» sul- itamente, appena estraitte, con a:lto gr~do di umil'utii1i:z2:1azione dei combustibili na.ziionali. Fra l'al- dità, senza macchinari adeguati, da personale
t<'.ro egli dice: « Più eh.e d'indole tecn!Ìca, gli ostanon prati.oo, ed a prezzi che talora sembrano folli.
coLi son-o start-i d'indole economica. Geneiralmente
« Ma la necessità non ha leg,ge e la necessità
invero si afferma che le spese per i proces.si di f a vedere che nonostante le pessime condizioru.
preparazione, utili per le ligniti, indispensabi1i d' impiego, a.inee
1•
f erroviarie e tramviarie camnuper le torbe, aggiunte a quetlle di e.straZlione e cLi
naino, caldaiie fiss!e s 'a,l iment aJlll(); anche alle powasporto g.rungono a cifra tale da rende.Ile insostevere disp11ezzate ce11erentc:J.e si rivolg,e ormai unq
nibile la con.oorrenza del carbone in condizioni
,
sguardo di compiacenza e di desiderio.
normali. Ma non ti sembra strano e mer.itevo!le
« Sarebbe follia e imp,erdonabile colpa se neddi pa:rticolare co:n.sideirazion,e ol f,atto che pae&i, i
l'attuale momento si perdesse la v.isione del dopo
quali non sono tributari ddll'estero come n<>ii. siamo, e dispongono di ricche m~niere di carbone guerra, e non si ponessero fin da ora le basi delle
fossile, sfruttano l.igru.ti e torbe intensament e con future utilizzazioni. Le vecchie miniere già ape rottimi r.iiS'Ulltat,i t>ecniici ed economici?
. te a1l1l'eser,cwo e le nuove, sostituendo aJ.l'emp:i« Occorre fors,e ricord,are che la Prussia, men- r is1m o la guida sapiente del t eqniico e adottando
tre nel 1865 produceva 20 milioni di tonnellate nella coltivazione criteri ra.z,Ìonali e moderni imdi carbone e 5 milioni di tonn-ellat,e di lignite, piantii, debbono continuare la vita loro anche d ogiungeva dopo appena trenta anni a 44 milioni di po, e non grama. Con I.a bontà e regolarità d etl
tonnellate di lignite pur spingendo la produzione prodotto e col giusto prezzo debbono spingere l a
del carbone a 114 milioni di tomi.ellate all'anno? chimica industr,iale a nazionalizzarsi; e gli indn Tu sai megLio di me che le ligniti abbondano an- &triali nostri ad introdurre negli impianti le n eche i:n Sassonia, Baviera, Boemia, Moravia, Sti- cessarie modifiche; la chim.ica industriale e gli
ria, !stiria, Ungheria, Francia, Svezia, Russia e industr~alii debbor10 a loro volta as,s icurair e a d
ve ne sono pure in lngh.iLter.ra, venendo ovunque esse un sempre crescente svih~ppo ».
utilizzate ,i n g'randi,ssima misura.
« Estratte con più moderni macchinari, brucia' no direttaimeinte sotto le caldaie· a vaipore d,i ·granUNA MINÀCCIA
di centiraili termo-elettriche; bruciano neille locoALL'INDUSTRIA ZUCCHERIERA.
motive di Ba'V'Ì·era e d'Austria, s'impiegano in
moltepli,ci usi e si riducono in mattonelle di ,p oco
Un memoria1e a stampa dei presidenti delfAs costo, gaesihcate nieti gassogeni degli stabilimen- soci azione agraria di Ravenna, ded.le Ass~cia:z.ioti siderur~cii e distillate nei forni con catrame e · ni bieticoltori di Forlì e di Cesena, si rivolge alnel'le storte dànno, oltre ai prodotti gassosii com- l'alto intelletto dei Mini.st11i delle Fi1J11anze ~ delbustibili, il catrame di ligniite denso e ricco di i- l'Agricoltura per richiama.re la loro attenzione
drocarburi, da cui per cLis,t illazi,o ne fra~ion,ata si sopra un problema d'importanza non ,f,ur regionatriag'g'ono olii Leggeri o benzine, olii pesanti e pa- le ma nazionale, alla cui nso1uzione equa e ,..;.
106
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
spetto~a d'ogn,' legitt,'mo interes:te, sono legate
le sorti di molte zone agn·cole, d,' un'industria
fonte d,' J;Huso benessere, e le necessità al,"mentari de] paese.
Ed il problema è questo: Gli ag~icoltorii bieticoltori domandano ai Ministri d'indurre non
osano dire apertamente costringere i fabbricanti di zucchero ad elevaxie i1 preno delle barbabietole da hre 3.10, maissimo loro pagato nella campagna dei 1916, a lire 5,60 ed in transazione almeno a L. 5 il quintale; per cui siccome a
produrre un quinta'le di zucchero. secondo le loro atfermazioni, occorrono otto quintali di barbabietole, così il costo della matMa prima per ogni quintale di 2-ucchero sarebbe di 40 lire. Vi sono. essi dicono conchiudendo. altre culture che
i prezzi odierni rendono molto allettevoli - canapa, pomidori, patate. heno che potrebbero .
essere preferite, e allora potrebbe veri/;cars,' essi aog,giu.ngono - il doloroso fenomeno di non
ottenersi in paese, neppu.~e nel 1917, lo zucchero
che domanJ.a il con.8umo.
Ma Cam nell'« Idea Na:z.ionale » presenta a.gli
:agricoltori un quesito che viene spontaneo alla
mente di ognuno, cioè: s•e Ja guerra hnisse nell'estate, credono gli agricoltori bieticoltori che ~
prezzi del1a c·ana:pa, dei pomodori, delle patate,
del beno, si ma.in-terrebbero all'alto livelJo attua-·
le 7 NessUJno os'erehbe immaginarlo: non è dubbio che la conclusione della pace produrrà i1l crollo dei prezzi fenomenali di oggi, anzi io SOlll c,e rti-ssimo che il ribasso si manifesterà hn dal primo annunzio dell'armistizio e dell'inizio dei
negoziati di pace. Allora gli agricoltori dovr~bbero sopportare il ,p eso delle conseguenz,e di aver abbandonata la coltura delle barbabietole, molto rimunerativa anche al prezzo di
L. 3.10, per preferire le altre sopra indicate. « No
dice l'articoli.sta io non lo credo. Gli agrico1tori sono troppo intelligenti ed accorti per
mettere ad etfetto la loro Larvata minaccia. E, tenendomi nel campo delle prev.isioni. tutt'altro che
fantastiche od anche soltanto improbabili. dell'avvento della pace, mi pare logico e giustihcato
un altro que,sito: lo zucchero si manterrà ai prezzi attuaili? SaTebbe da matti soltanto a pensarlo:
cessati i :r,Ìschi .di guerra, i noli ribassiera,n no fortemente; hnita la guerra la produzione rus~a. americana, · ouban,a, verrà otferta a prezzi molto
minori degli attuali~ ed allora come farebbero gli
zuccheri.eri italiani a r:far,s i del costo di 40 lire al
quintale della sola materia prima, barbabietola 7 >>
LE TERRE EMILIANE
E LA NAVIGAZIONE INTERNA.
Milano, maestra di attività, sta r:isolvendo in
modo grandiOtSo e rapido il problema della li,nea
c'li navigazione Venezia-Laghi Lombardi. La nuova linea, ceduta per la sua costruzione dallo Stato al Comune, metterà in diretta comunicazione La regione più industriale d'ItaLi.a · col mare Adr.iatioo e con Venezia.
A seguito di ciò che a Milano si è fattq, altre
iniziative sono sorte e già
costituenda « Prima società italiana per la navig,aZ1Ìone sovvenzionata sul Po», ha inoltr:ato al Ministero dei LL.
PP. domanda tendente ad ottene,r e una sovvenzione chilometrica onde effettuare mediante natanti da 100 a 300 tonn. un regolare ed attivo
servi%1i-0 di nav-igazione tra Piacenza e il mare,
con scalo Foce Mincio-Mantova. Tutto ciò tende
a valorizzare le già fertiJis'sime terre di l} ungo Po,
che, mancando ora di rapidi e comodi servizi ferroviari, non vedono suffici,entemein,t e compensati
gli abbondanti prodotti del suolo.
I1 problema della navigazione interna si è imposto e, tardivamente ma ancora in tempo. si inizia a batter,e anche da noi quella strada che ii.
Franc~a. in Germania e nel Belgio ha dato risultati tanto sorprendenti da crerure di città continentali come Parigi, Francoforte, Dre,sda, Mannheim. Liegi, i primi porti del mondo.
È fuor di dubbio 'che il bacino adriatico, troppo
a lungo da noi trascurato, avrà in avvenire itnportanza capitale per la nuova Italia agricOlla e
commeQ'"ciale. Ve,nezia e Trieste, la Dalmazia, la
Albania, che, nostra o libe.Ta, sarà e dovrà a noi
essere leg•ata da indissolubili legami politici e
commercia.li, l'Oriente nostro COlll Je is~e dell'Egeo e i territori a noi spettanti delrAsia minore,
costituiscono tale una somma di ricchezze i parte esistenti e produtt-ive, in parte da valorizzare,
da far logicamente ritenere essere mdispenisabile
tendere neJ prossimo avvenire con tutte le foa-~
nostre all'Adriatico.
Modena per prima, Bologna e Reggio in segui- .
to etbbero, sotto i passati Governi, sviluppata al
massimo grado per que~ tempi la navigazione Huviale. Era per queste città ragione di vita o di
morte poter comunicare per via d'acqua col Po e
col mare, e tale necessità fu tanto sentita sin nei
periòdi più neri di nostra vita.
Bologna, Modena e Reggio devono ora assolutamente volere che le loro vie d'acqua siano riattivate, mutando i melanconici ed ostruiti navigli
in moderne e vitali linee di scambio dei prodotti.
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LE I. I. I . - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - E tanto più ora di prima, la soluzione di questo
problema s'impone, quando si pens.i all'economia
che neU'.acqmsto dei carboni esteri dovremo imporci anche nell'avvenire. Le vie d'acqua, che
ain1che in passato poteva.n o dar,e il prezzo deLla
onne'11ata-.chilometro a metà di quello dato dalle
f.errovie, rappresenteranno ancora più in avveniire
la soluzione più economica di trasporto che mente \.lJillana possa concepire.
L'ESPANSIONE ECONOMICA
DEL « DOPO-GUERRA »
Uno degli I.stituti più importanti; cui il mondo
degli affari affida in Italia la tutel,a dei suoi maggiori in.rteressi, attende in questo momento scrive la Perseveranza - a studiare la maniera
più conveniente per creare a nche da noi un 'attività organica, diretta a guidare e moltiplicare
l'espansione economi.ca dell'Italia nel dopo-guerra. Ecco le linee generali di un progetto completo, che forma particolare mate.ria di esame proprio in questi giorni.
« Quasi tutti i conoscitori della vita economie-a
italiaina concordano nell'affermare la necessità
assoluta che l'Italia attenda hno da ora colla maggiore s,agacia e colla maggiore energia ·a procurarsi per iJ dopo-gueirra un rapido e solido sviluppo economico, se voglia superare con successo il
periodo diffirule del nuovo ·assetto di pace e se
voglia aissicurarsi un fortunato avvenire.
<< Occorre pertanto che sorga se~a iindug'io
nel nostro Paese un organismo il quale abbia insie,me il proposito e l'a.ttitudine di farsi centro
propulsore · e dirigente deil nuovo sviluppo economico nazionale.
« Lo sviluppo economico dell'Italia s.i compendia e si estrinseca nell'ottenere questi risultati:
1) k maggiore ,e la migliore produzione; 2) il
più utiJe collocameruto dei prodotti.
« Per conseguire questi effetti occorre svolgere con efficacia un'azione tecnica e un'azione po·
litica.
« L'azione tecnica si propone essenzialmente
la volgarina;ione tecnica, e cioè la più diffusa conoscenza ed applicazione dei procedimenti tecnici propri alla produzione ed al commercio.
« L'azione politica si propone essenzialmente
la valorizzazione politica, e cioè in primo luogo
il coordi.namento delle volontà e dei programmi
tra ogni ordine di produttori e di commercianti,
eM in ,s econdo luogo l'accett>azione di tali coordinate direttive da parte della pubblica opinione e
da parte dei poteri costituiti.
1
110
= = ==- = = = == = =
« L •azione tee.nuca si può COimpiere mediante
la istitu:z.ione di un ,Ufficio Tec:n:i.co, il quale concentri la propria attività nel pubblicare periodicamente e nel distribuire con straordinaria larghezza una rassegna tecnica, che: riferisoa tutte
le informazi.onii tecniche via via apparse in tutta
la stampa del mondo, ospiti ogni originale ed autorevole proposta tecnica che le giunga, furu:.ioni da organo di consulenza tecnica per i lettori.
si faccia iniziatore di iinchieste, di studi. di esperimenti, di conferenze, di coincorsi, ecc.
« L'azione politi.ca si può compiere per quanto
attiene al coordinamento delle volontà e dei programmi tra ogni ordine di produttori e di commercianti, mediante l'opera di speciali commissioni 1nominate volta a volta fra tutt.i t gruppi cà
interessati per l'esame dei singoli problemi. e,
per quanto attiene all'accettazione di tali coordinate direttive da parte della pubblica opinione e
da parte dei poteri costituiti, medi.ante l'opera
della stampa e l'opera del Parlamento opportu.niamente sollecitate: tutta que.sta attività è demandata ad un ufficio politico.
«Siffatto org'anÌ,smo hta la sua base nella piu
larga massa di aderenti fra tutti i produttori ed
i commercianti, trae i suoi mezzi da-i contributi
dei consociati, è dir,e tto da un piccolo numero di
uomini fattivi, immediata em81l'lazione dei soci».
LA BIRRA TUTTA ... TEDESCA!
Un memoriale dell'Unione ita.liaina fabbrioant i
birra di M,ilano espone delle circostanze che gettano una str81l'la luce sulla nostra acquiescettua
commerciale verso la Germania prima della guerr a. « La preparaz.io,ie della birra - dice il memoriale - fu dai nostri imprendit-0ri interamente
affidata a personale t~nico pure tedesco che adottò criteri e mezzi sola.mente teutonici, esigendo l'impie,g'o di materie prime di esclusiva provenienza tedesca, conseguendone che, di italiano,
la birra f abbrica-ta in Italia non ha potuto avere
che il capitale iimpiegato e la denominaza.one. ·
« Quindi materie prime di a.ltra origin,e furono
bandite dai nostri opifici a tal segno che gli industriali giunsero a qua.si ignorare che altrii pe.esi, oltre quelli tedeschi, producessero dell.e buone mater ie prime, adatte alla fabbricazione della
birra.
« Scoppiat a la guerra europea, i nostri •propri.et,ari delle fabbriche di birra fortemente temettero di dover arres_tare la riispettiva industr~a. a
causa della partenza dei loro birrai richiamati in
patria alle armi ed a motivo delLa difficoltà di ot-
RASSEGNA
DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
tenere le solite materie pvime, di cui gli imperi
entrali avevano vietata 1a esportazione dai 11·spettivi territori.
H Prospettata la situazione al Governo. questo
si prestò perchè fossero rimossi i div1eti soprajin.dicati, ma sen:z.a esito, dal che derivò l'or ientamento generale degli acquisti verso altri
paesii, quali l'Inghilterra e le Americhe, mentre
pochi industriaili e particolarmente coloro che,
provvedendo alla rispettiva '-produzione da sè o
per me:z.zo di dementi italiani che avevano ap•
pr,ese le necessarie cog.n iz.ioni recandosi prima
della guerra alle scuole tedesche, ed essendo,
quindi, in miglior condiz.ione di indipendenza,
t ent~r0010 senz'altro la preparazione almeno dell a principale materia prima, il malto, trattando
l'orzo di produzione locale, sebbene coltivato senz a speciale riguardo alla industria della birra.
1< La nuova sistemazione che, a causa della
~ erra, ha dovuto darsi all'industria della birra,
sebbene s-iasii prodotta attraverso immense difficoltà, anche a motivo dellp successive chiamate
.alle armi delle maestranze più o· meno addestrat e, ha offerta la pratica dimostrazione di un fatto
c he pareva i.ncredibiJe, e cioè, che la bir:ria potev a prodursi in Italia anche sen:z.ia i tecnici tedechi e pu:r,e senz,a le mater~e p-rime tedesche, ma
sopratutto, che potevas~ anche fa.r,e della buona
birra, con materia pn.ma proveniente da orzo rac~olto sul suolo n-az.ionale, con utile della pe.tr~a
gricol tura.
<< La circostanza, an:z.i, ha de.stato iin molti dei
nostri agricoltori, ed anche nelle Cattedre di Ar .i coltura, il vivo desiderio d,i avviare colture,
-tanto di orzo speciale per birra, quanto di luppolo, coil lodevole proposito di affrancare l'industria
i taliana da ogni concorso straniero, avvantaggiando nostni coltivatori dei molti miilioni annui ch e
si spendono a questo riguardo all'e,uero ».
gere, integ'rare, .sussidi:are le energie e iniziative
indivi,d uali nell'iintieres.se dell'economia rurale
privata, che è la prima folllte del benessere na•
zionale, doveva essere naturalmente e legalmen·
tl incompetente e incapace ad esere:itare le funzioni di po1iz~a de.i Lavori pubblici obbligatori
dell'Agro Romano che si inspirano al princi~o
opposto a quello applicato dal Ministero dii A. I.
C. cioè alla lotta contro le rendite gratUJite e allo
scopo del1a realinaz.ione dei massimi edonistici
collettivi mediante la sosti~one dello Stato all'Individuo.
« Bisogna dunque re•stituire le redini dell'Agro
Romano al Dicastero de.i Lavori Pubblici. Il quale, dltre aJ completamento della bonibca idrauliica prevista dalla legge del 1879, potrà curare ciò
che hnora nes,su.no ha potuto curare, cioè la requisizione o espropriazione fo:r:z..ata per inadempienza alle obbliigazioni legal,i di bonibca, dal
1883 ad oggi, di quel centinaio di tenute, della
estensione complessiva di oltre 25 m~la ettari, i
cui proprietari, col consiglio e coll'aiuto involon• '
tar,io del Ministero di Agricoltura, hanno ottenu•
to dei mutui di f avo:rie per poter simulare di iniziare il miglioramento fondiario loro prescritto e
rimandare alle calende greche il bonificamento
culturale, cioè la tra.sform~ione del contratto agrario di affitto e deillo scopo e,con'Om~co di esso,
che nehl'Agro Romano è la pastorizia.
« Solo il M ,iniiistero d,eo. Lavori pubblic~ potrà:
a) avvertire bn .d'or.a, con decreto-legge, i
contadini che sii battono al fronte, che non stiano in pensiero per la loro disoccu.pa:z.iione dopo la
guerra e che fughino lo spettro dell'emigrazione
forzata, perchè lo Stato preparerà loro dell.a terra abitabile e coltivabile, anzitutto attomo alla
Capitale, dove requisirà la terra, 1a risasnerà mediante la disanofe.Iizza:z.ione siste~atica, completerà la rete stradale, anzitutto attorno alla ferrovia costruenda Roma-Ostia, e curerà la fondazione e org'ani:z.zazione di un demanio rurale di
LA NUOVA CONCEZIONE
beni di famiglia per Reduci contadini, org'anina•
DEI LAVORI PUBBLICI.
ti in Compagnie cooperative, munite per il primo
L'idea romana e pont~hcia della bonihca obbli- quinquennio di tutti i vantaggi della mobilitaziog atoria dell'Agro circondante la Capitale, l'idea ne militare, che sussisterà agli eff ettii della redissepolt'8 e rinverdita da Garibaldi e da Bac- denzione agr,icola e della colonizzazione graduacel1i, appartiein·e, pe,r diritto di proprietà intellet- le dell'Agro Rom.ano, sempre su dòmanda d' ar~ le della legge del 1878, al Ministero dei 'La- ruolamento volontario dei singoli reduci~
b) vi et arie con decreto-legge, in esecuzione
vovi Pubblici. Fu un grave errore tecnico ed economico delle tre leggi successive - dice l'« Ecb- della obbligazione ,legale di bonihca, ogni connomista d'Italia» quello di aver affidato in- tratto di affitto e subaffitto di tenute romane a
vece la bonifica obbligatoriia dell'Agro Romano al scopo dii pascolo, salvo ~n casi speciali la conces•
Dicaistero dell'Agricoltura, Il quale, dovendo per sione del permes,so di affitto da parte del Minisua attribuzione e competenza incoraggiare, diri- stero dei LL. PP. quando sia accertata 1a inipos-
i
111
LE_ I. I. I. - - - - - - .- . = . .
== == == ==== == == - ===
sibilità di stipulare qualunque altro tipo di ~ontratto agrario;
.
e) vietare con decreto-legge l'arruolamento
privat o di mano d'op era col r e gime dei caporal1',
e permetterlo solo a federazioni di lavonatori della terra e del besti ame; .
d) fare concedere dal Tesoro e da.Ha Cassa
Depos.iti e prestiti i fondi e mezzi per la colonizzazio ne cLeH'Agro Romano mediante l'espropr;azione forzata delle tenute e J collocamento ivi
dei redu ci conitadini arr u o lati come sopra fu detto )).
IL RISPARMIO OPERAIO
L 'on:- Agnelli svolge molto opportun a m e nt e alcune considerazioni. su di ·un ar g omento ch e noi
riteniamo di grande importanza: J R1's,f,arm1·0 opera1·0.
Il Comitato Lombardo di Pr e pa razion e e la
Federazione dei Comitati d'Assist e nza scrive
il colto depu1,ato di Milano su1la cc Libertà Economica )) hanno deciso di intraprende.re una
propag·anda, possibilm e nte larga, intensa e organica, per favorire e pr o muovere il risparmio
nella classe operaia.
È que·sta una ini:z.~ativa di Ul non tutti apprezzano la drande importanza, .e che invece merita
il massimo incor aggiamento e la più estesa applicaz~one. È anche una inizia~iva che dovrebbe
trovare l'adesione e il concorso di tutti, qualunque sia il loro modo di pensare suU.a s ,i tuazione
prese'ntie esclusi quelli, per fortuna pochi che seguono la comoda, ma stolta teoria del: tanto peggio, tanto meg-lio.
Il risparmio presenta inf att~ og·gi non soltanto
i vantaggi di previdenza con1sueti dei tempi normali: esso ha una particolarissima fun z · ne, la
cui caratteristica di classe dovrebbe essere seriamente meditata dai lavoratori.
Presuppongo, pel momento, risolta la questione del marg•ine che ad un dato numero di operati
possa rimanere sulle spese necessarie alla vita,
nel momento attuale: la que•s tione cioè della possibilità del ·risparmio. Di questo intendo parfare
a base di cifre precise, non appena avrò terminata una pic;cola inchiestia alla quale attendo da
qualche tempo: con la esatta comparazione fra
caro-viveri e &alari. I risultati già raccolti fin da
ora accertano che il margine sussiste, in misura
anche maggiore di quello che generalmente non
si pensi. Ma, ripeto, su questo avrò occas,i one di
ritornare.
QneHo che mi propongo ora è far riflettere al-
112
- - -
=- - - - - - -
l a cl a ss e lavoratrice, e pel momento nel solo su"o
interesse particolare, quanto s.:irebbe benefìca l a
estensione dello spirito d,i previd e nz.a.
Secondo pare c chi e conomisti, lo spirito di ri sparmio agisce quasi s e mpre, nella società i,n g'e nerale, ben più energicamente della tendenza al
dispendio e alla prodigalità. La sua forza ri.parat r ~ce è ei:io rm e ; e qu a lunque siano gli sciupii dell'impr evidenza individuale e governativa, questa
<< vis medicatrix )) a gisce o scur a m ent e e in sil e nzio, p e rchè in ogni nazione è forte· il numero di
qu e lli ch e sentono J biso g·no di assicurarsi l'avven1Te.
Quindi, s.i r e alizza in g·enere wn,a tale somma
di r isparmii, ch e essi bastarono normalmente, n e i
varii periodi storici, ad aum e ntare la fortuna pubblica e la privata.
È l'~redit à ch e ogni geneir az.ion e lascia all e
successiv e e che d ia sola basta a g·arantire la continuità e l'inc re mento della produzione nazionale. Alcuni p ae si n e dànno e s e mpio cospicuo e
decisivo.
Anzi si aff e rma, non senza fondamento, ch e
causa imm e d iata dell'1aumento d el patrimonio nazionale non è g~ à l'industria ma J risparmio. L'industrÌ,a seinz.a dubbio fornisce la ma teria che pu ò
essere risparmiata; ma è lo spir it o di risparmio
che 01pera la r iserva, e senz-a di e,s so il capitale
disponibile potrebbe non aumentare.
Anche nel periodo attuale, così anormale sotto
t a nti asp etti, i d e positi fiduciari, ,i conto-correnti,
i d e positi pr .:: sso le casse di risparmio ordinarie
e pe stali s ono in forte aumento: e ben poco risentono l'influenza dell'investim ento di somme.
cospicue nei vari.i prest-it" pubblici che lo Stato
ha emesso sotto forma di debiti a lunga scadenza o sotto forma di buoni del T e soro.
Presso le tre maggi.or-i Ba~che, i depositi fiduciari che erano di milioni 372 nel gennaio 1916,
arrivavano a mJioni 631 neU'ag·osto; i conti correnti, per le stes.se epoche, e_rano rispettivamente milioni 1251 e milioni 1727.
Nelle casse ordinarie trov iamo J seguente incremento:
Depositi fruttiferi a fine aprile 1916: 27% mjlioni; id. id. a fine settembre 1916: 3054 milioni·
aumento 258 miilioni.
Nelle casse posta.Li:
Depositi all'll novembr e 1915: 1909 milioni:
id. all'll novembre 1916: 2089 milioni; aumento 180 milioni.
Sono dati ufficiali, dedotti dall'esposizi9ne finanziaria· del ministro Garcano; e indubbiamente le cifre appaiono assai confortanti.
= - - -- - - - - - - - -- - - -
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
Che cosa provano queste cifre?
Sopra tutto una cosa: vi sono classi le quali
_r1ealizzano almeno temporaneamente guadagni che permettono una te,s aur.iz:z.azione, oiltre
tutto ciò che >Si impiega di nuovo, estendendo gli
impianti delle industri.e, comperando i titoli dei
presrtiti e i buoni del tesoro" emessi oramai per
divers.i miliardi in due ann.i.
Or1a, g1i operai dovr;bbero conv,incers.i che se
essi, potelnd.o a loro volta risp .1rmiare, non lo fanno, ma spendono tutto ciò che guadagnano, alimentano precisamente i risparmi di al-tre categorie eco.no-miche. cosidette borghesi. Non pochi
fna .i milioni de,p os.ita · in conto · corrente alle
Banche o alle Casse ordinarie e postali sono formati dai guadagni che, pel maggior consumo delle alassi operaiie, possono essere reiaJ.izz.ati da
coloro che vendono a queste i prodotti, e che ne
aumentano i prezzi anche in ragione dell'aumentata domanda. Se la classe operia.iia spende largamente, nan è p.iccolo .il numero dà coloro che
guadagnano pure larg,amente su queste spese, e
che sono così posti in grado di ca~ta!Ez:z.are.
Dobbiaimo dunque domandarci perchè non s-i.
voglia intendere il vantaggio che per gli opera.i
priesenterebbe iil fare da sè questa operazione,
nel ,f,ro{,rio esclus1·vo interesse: il ridurre una parta dei propri consumi, mettendo in serbo qualcosa del supedluo.
Ma, sempre dal punto di viista di classe, la più
elementare previdenza consigl~a il risparmio, per
qua,nto potrà accadere nel dopo-guerra. Lo studio p.iù scrupoloso e compleito dei provvedimenti
da adottarsi aiLloria non ~otrà escludere affatto un
periodo di diffico1tà ed eventuailmente di disoccupazione. Smobilitare, in tutta Europa, .i milioni
d.i uomini che sono ora sotto le armi sarà operazione ddi.cata quanto e più di quella che occorre
a chiamarli in servizio. Il mercato riassorbirà
queste forz,e di lavoro, ma quanto durerà il periodo di passaggio dal vecchio aJ. nuovo equilibriò?
Più ancora: i s,a:larii attuali sono, in oerte industrie, di gran lunga superiorii alla media dei
tempi ordinarii. Anche ristabilito l'equilibrio,
questa misura non potrà durare, una diminu~.io~
ne sarà inev.itabile.
· Ebbene: gli operai, non r.ispMmiando, cagionano, a tutto loro danno, due conse.g uenze: la prima, di dover affrontare un periodo difficile senza
alcun mezzo per farvi fronte; la seconda, di rendere più forte e più sensibile la in,evitabi,l e diminuzione di S'alarii nel dopo-guerra.
Infatti, sempre C01nsiderando la cosa dal pun-
to di vista di classe, è spiégabilissimo e giustificato eh~ :il lavoratore sii proponga di resistere alla minacciata ' diminuzione, e che debba porre in
OP.era i mezzi più razionali ed energici per ottenere lo scopo.
Ed a.Uoira - tutta la storii~ de:lle org'anizz.az.ioni e delle rivendicazioni operaie lo dimostra chiaramente - la •possibilità di resistenza è iin rapporto immediato col possesso di un risparmio;
anche lo sciopero, per così dire, è un 'impresa e
richiede un capitale: e l'opera.io che ,non ne possiede nè molto nè poco, è natur-almente posto .in
condizioni di grande inferiorità.
·
La classe lavoratrice fa dunque grave t orto ,
prima che ad altni, a sè medesima se, trovandos.i
in grado di risparmi,are, dissipa spensieratamen-te gli extra-sa1lari che le c~nd-izioni pre.senti l e
consentono.
LA COLTIVAZIONE DEL COTONE
IN ITALIA?
Sotto la presidenza del Comm. Giorgio My1ius, presenti i sigg. ing. Clateo Cas-teJl.in-i, ing·.
Brambilla, Pietro Soldini, Massimo De Vecchi,
ing. Mazzuchelli, iJng. Raimondo T argetti, in .
Tarlarini e dottor Levi segretario, ebbe luogo
una interessante adunanza d,el Ccmsiglio della
Sezione T e&sili presso il Comitato nazionale tecnico-scientifico.
Argomento di animata discussione fu la proposta di studiare la produzione in Paese e Colonie del materiaù.e fibroso delile industrie tessili.
Per quanto concerne il cot01I1e, l'ing. T airilarini
f e ce rilevare l'importanza che ha pe,r l'Italia 1a
coltiv· zione del cotone al fine dii premlll1lirsti dall'eventua1le deficienza o completa manc8111Za dell'importazione dagli Stati Uniti, che recentemente raddoppiiarono la loro potenzialità nella produzi01nie dei filati, aumentando l'esportazione dei lolo tess,uti. Si domanda iin quali gravi condizioni
si troverebbero gli Stati Europe-i, qualora il consumo interno de!l catone greggiio negli Stati Uniti aumentasse di mdlto, diminuendone di conseguenza l'esportazione, o qualora .in casi di penuria l'uscita deil cotone dall'America fosse gravaw
ta da dazi proibitivi. Ritiene quindi opportuno
che il Comitato abbia a richiama,re l'attenzione
del Governo su questo g'rave fatto e che con una
estesa relazione si faccia presente la necessità
di ovviare a questa minaccia, effettuando con
l'appoggio dal Governo un programma di lavoro
per la coltura del cotone.
Soildini fu dello stesso parere, ritenendo che
113
8 •
-F R A T E L L I MA I N o
&
C.
G ALLARATE
f[ Qùe ta Ditta sorse modestamente a Somma Lombardo nel
e
due lustri di vita bastarono a porla in prima linea tra le grandi
Indu trie Cotoniere Italiane ed e ere tenuta in eria con iderazione
ancbe all' e tero.
N~l 19o't, ~opo a, er completato l'impianto della Tessitura con oltre
1000 Telai, tutti con Macchina a 1acquard, trasfei-ì la sede a GALLARATE
in un uperbo edificio con anne o Stabilimento di Candeggio, Tin/
tot:ia, Mercerizzazione e Fini saggio.
C tabilimento magnifico per l' interna di tribuzione dei grandiosi
·eparti, dei vasti saloni e per il suo comples o ideato ui princ1p11
della più alta modernità edile, industriale ed igienica.
Questa Ditta all'Indu tria Cotoniera seppe dare un icdirizzo affatto
nuoy·o, introducendo mera iglio e trasformaziom· per produrre articoli
·q
q
1900
Stabilimento di Somma Lom.::>ordo
di assoluta nov1ta: fantasia, operati a l acquard, damascati, traforati,
articoli per Camiceria e Foulards di cotone mercerizzati in grande
assortimento curando in ispecial modo il finissaggio di tutti i suoi
prodotti, mettendo così in condizione il nostro paese di emanciparsi
in parte dall'Estero per gli articoli fini.
La propria produzione apprezzata viene oggi facilmente collocata
presso i principali grossisti d'Italia ed e portata in tutti i paesi d'Eu/
ropa, nell'America del Sud, nell'Estremo Oriente e nei possedimenti
Inglesi sulle Coste Africane.
Tanto sviluppo la Ditta lo deve al Gerente, Sig. ·Comm. Alessandro
Maine, Cavaliere al Merito del Lavoro, ben coadiuvato dal fratello
Cav. Antonio, i quali con l'attività intelligente, con l'assiduo studio
dei progressi migliori, banno' saputo creare una meravigliosa e ben
diretta aziendq colossale, onore loro e della Patria.
Questa Ditta all'Esposizione Universale di Torino del 1911 ottenne
il Grand Prix e l'unica Medaglia d'Oro del Ministero d' Industria
e Commercio.
·
All'Esposizione di San Franci co (California) del 191,r ottenne la
Medaglia d' Oro.
q
q
LE I. I. I.
=- = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =
· una voce al Governo, partita dal Comitato, rie..sca
efficace per ottenere quei provvedimenti e quelle
faciE.-azioni necessarie che finora vennero a mancare e non permisero di rendere vitali le intra•
prese che alcun.i coraggiosi già avevano attuate.
L 'ing. Targetti, per quanto c~ncerne l'industria
laniera; manifestò l'avviso che anche per la lana
sarebbe assai int~ressante promuovere la pastorizia nelle nostre Colonie, particolarmente in T ripolitania, visto che in Algeria e nel Marocco, paesi di condizioni climatiche analoghe a quelle della Tripolitania, gli esperimenti fatti diedero risultati soddisfacenti. È una questione da studiarsi per il dopo guerra, procurando -anche di sviluppare la pastorizia nell'interno COll'l l'appoggio del Governo che già contribuì all'intensihca•
zione della' pastorizia nell'Agro Romano.
Il Consigliere De Vecchi notihcÒ che la produzione dei bozzoli venne già iniziata nelle no•
stre Colonie e che dai risultat.i ottenuti ritiene
poss,a essere sviluppata.
L'ing. Castellini e l'ing. Brambilla, raevando
che l'Italia è forte produttrice ed esportatrice di
canape, pur Titenendo importante la coltivazione
del lino per l'estrazione della 1ibra, che per varie
cause non ebbe sviluppo da noi, furono concordi
suffimportainiz.a di studiare alcum materiali 1ibrosi che vegetano nelle Colonie, richiaman-do l'attenzione sullo sparto; su questa 1ibra dette alcune informazioni iJ dottor Levi spiegando le
cause che sinora non ne permis,e.ro l'ut-ilizzazione
in Italia, specialmente per la f abbricazi.ione deLl,a
carta, nella quale industria è invece estesament,e
utilizzata in Inghilterra.
Riassunte le discussioni dail Presidente, siÌ deiliberò di preparare una relazione da pre,s entare
al Governo per suggerire quei provvedimenti ritenuti necessari per la produzione delle singole
fibre,
STATI UNITI E « DUMPING
>h
Da quani:o più sotto denuncia la ditta Ercole
Marelli e C.o inteinidiamo rilevare uino dei metodi usati per tutelare i commerci dal dump;ng.
Con ciò intendi.amo di segnalare siistem.i coii. quali Stati esteri si ritengono in dovere di piiendere in continua cura il commell"cio e le industrie.
<< Chiunque esporti agli Stati Uniti sa benissimo qual rjg-0re e quale esattezza è richiesta nell n
compilazione de.Lle fatture ccxn.solari, le quali deb~
bono riprodurre fedelmente le fatture originali
deii vendita i. È ugualmente noto che la genera!ità dei dazi 'mposti dagli Stati l.' niti è calcolata
116
« ad valorem » in base ai prezzu dichiarati nelle
fatture consolari.
« Giorni sono avemmo la visita di un Delegato speciale del Ministero delle Finanze di Washington, recatosi in Italia in missione periodica
col mandato preciso di indagare sull'esattezza
delle fatture ' consolari presentate dagli esportatori di mere-i per gli Stati Uniti e per dare consigJi a detti esportatori sul modo di regolarsi onde non mettersi, magani invelontariamente, in
contrasto con le intricate leggi doganali americane.
.
« Lo scopo della visita di questo Delegato· era
di mettere kn chiaro un 'irregolarità di forma av·
venuta in una fattura emes,s a ben otto me,si fa.
« Siccome le indagini di. questo Delegato tenrtono specialmente ad ottenere la prova che i
prezzi esposti nelle fatture consolari (e che quindi debbono ritenersi quelli delle fatture regolari)
non sono inferiori ai prezzi praticati per le stesse merci ,sul mercato del paese di origine, così
abbiamo ,creduto nostro interesse fornire le più
ampie prove e soddisfare tutte le richieste di
questo De'legato onde metterlo in grado di stendere un esauriente rapporto alle proprie Autorità.
« Naturalmente nessuno obbliga gli esportatori a dare spiega:z>ioni e tanto meno prove del genere, ma non vi è chi non veda come la :reticenza siia danndsa e non serva che a metter la propria Casa in cattiva luce presso la Dogana americana, la quale ha miille mez:z.i a propria disposi:ione per ostacolare e renderie difficile il libero
svolgexisi degli aff.ari di una data Ditta.
(( Ottenendo la prova che le merci esportate
negli Stati Uniti non vengono vendute a prezzi
inferiori a quelli vige111ti nel loro paese di origine, il Governo americano consegue qu~sti vantaggi:
a) la certezza che i1l hsco non viene defraudato nell'applicazione dei dazi << ad valorem ». ,
b) la possibilità dii escludere il cc dumping n
assicurando così una efficace protez.io111e aale industrie nazionali, come è nehlo spirito della legge americana.
« l'l Governo americano, conse,guetndo questi
vantaggi, assicura però un vantaggio importante agli esportatori onesti, e cioè la valida protezione di chi dichiara nelle fatture consolari i
prezzi reali contro chi potiiebbe perpetrare degli
abusi espo,nendo in dette fatture dei prezzi più
bassi dei veri, pagando così una dogana inferi ore, ciò che gli assicurerebbe un illecito vantagg,io
sui concorrenti.
« Vaie anche l'esemp,io dell'Australia che, per
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
escludere il «dumping )) , autorizza perfino la propl"ia dogana ad acquistare le merci al prezzo esposto ne1la fattura doganale, qualora esso sembrasse troppo basso».
L'INDUSTRIA BELLICA LOMBARDA
Dal « Bollettino mensile municipale di Milano » si ricava:
Dalla cortesia del Comitato di mobilitazione
industriale abbia.mo ottenuto alcuni dati sul numero e la efficienza in personale operaio delle
ditte industriali che han.no tramutata 1a loro forma di attività normale in attiviità per mate.r iale
bellico, e li esponiamo nel quadro che segue, indicando per ciascun gruppo eccettuaite, per
comprensibili ragioni, quelle che si occupainro esclusivamente di materiale bellico - il numero
deg'li operai che esse ~mp.ieg.avano nel giugno
1914 prima della guerra europea, nel g.iugno 1915
subito dopo lo scoppio della gueri,a italo-austriac a e nel giugno 1916, tredici mesi dopo l'inizio
d i tale guerra.
Escluse 9 f,abbriche che producono solo mater iale di gueirra, che, nel giugno 1914, occupavano
6000 operai, e 25 ditte di industrie varie del'le
qu ali non si c-0nosceva iJ nun:iero degli operai occupati nel 1914 e nel 1915 e si sa che nel giugno
1916 ne occupaV'ano ciTca 8000. sono com.plessiv amenit-e 660 fabbriche le qua.J.i occupavano:
nel giugno 1914 100.810 op•e ni \
nel giugno 1915 114.356 operai;
nel giugno 1916 145.304 operai.
Le donne nel numero complessivo indicato neJ
1914 erano 4809, cioè (4,77% ); nel 1915, 6215
( 5,43%); e ne'l 1916, 14,417 (9,97 % ); ,e d i ragazzi sotto i 21 anni erano rispettivamente 1297
(1.28% ); 1450 (1.26% ); 2076 (1.42% ),
I cinque gruppi occupavano nel giugno 1916:
a) industrie per fusione e prepa.razione de.i
metalli N. 73.122;
b) industrie eh.e lavorano e utilizzano metalli (sempre escluse quelle che producevaino solo materiale bellico) N. 67,062;
e) industrie chimiche e concerie N. 420;
d) ,industr,ie dei motori ed 1a1ppare.cchi elet-
trici N. 4,700;
e) industrie varie N. 8,000.
È inoltre da notarsi che le industrie side\rurgiche, le fonderie di alluminio e quelle di bronzo e ottone, soffrono della manca,nza, 11ispettuvamente, di rottame, di allum.inio e di materi.a prima; che le industrie metallurgiche · soffrono invece della mancanza del person,a le a mano a ma-
no che si procede verso le c.ategorie di ditte dove
si richiedono operai specializzati, cosicchè si cerca di supplire con militari comandati e con gli
al1lievi della scuola tornitor.i istituita presso l'I-'tituto indus-t male G. Feltrinelli.
Per le industrie siderurg.iche il fabbisogno di
carbone C. M. è di 5000 tonnellate al mese: per
le industme metallurgiche e i laminatoi è di 300.0
tonn. di Cardiff e di 4000 tonn. di New Pelton.
LA NECESSITÀ DI UNA LINEA
NAVIGABILE MILANO-GENOVA.
L'avv. Mallarini riprende sull'Economista la
questi.one della n ecessità d.i una linea navigabile Mi1ano-Geniova, suffragandola di nuove ragioni, che a suo avviso rend1erebbero impTorogabile
l'attuazione del progetto.
Il problema deUa navigabilità del Po, dell'aJlaccia:mento per v.iia acquea di Venezia con Mila,n-0, div,errà - do,po tante accademie e paSlsi in
merito indar,no fatti invece presto un fatto
concreto.
Invero, il comune d.i Milaino, sottentrando all'iniziativa di quella spettabile Camera di Com•
mercio, è pronto (alnzi all'uopo il 26 decorso febbraio steise convenzione col Governo) ad eseguire un canale navigabile per natanti, al?lche d.i seicento tonnellate, da Milano a:lla foce dell'Adda
nel Po. In mer,ito già si presentò un d,isegno di
legge. Lo Stato affida al comune di Mila,no {chie
ne anticiperà Le spes,e) l'esecuzione di detto canaJe, dich.iarato, per le espropriazioni a f 3Jl'ls!Ì, di
pubblica utilità. Il disegno di legge autorizza detto Municipio ad emettere obbligazioni .e con.trarre prestiti nelativi, ammortizzabili in 50 ,anni ecc.
In avvenire la via acquea V enezia-Miilano Sii
collegherà col Lago Maggiore, sicchè il traffico
da Locau:-no a Venezia si potrà svolge11e su perco:riso acqueo, secondaindo così ·i voti riecenti di
importante sodailizio ,svizzero.
Il sindaco di Milano circa le aree espropriainde per i1l futuro porto - avviò già così positive pratiche che mc,lte Ditte industriali milanesi avanzarono richiesta d.i concessione di
zone attigue ai hacini del nuovo porto. Quanto
a.I traffic,o presumibile del nuovo canaile le valuta21ioni più pesisiimiste lo portano ad un minimum
di due mil1'oni d1' .tonnellate all'anno, per un primo periodo di eserciz.io.
Or.a tutto ciò devesi serenaimente ponderare per
poscia e tosto vigorosamente provvedere.
Si osservi, e si tenga presente invero, la carta
economi c a dell'Europa.
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117
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RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
È disegno tedesco di creare sul Reno, dirim- ( ed anche Fiume divenuta italiana) permattanpetto all ',elvetica Basilea, un porto in territorio ~o sempre quelle stesse che formano l'attuale
germanico .comunica11:te per w.e acquee co.n Bre- Austria-Ungheria, e che •a detto porto o porti sama, Lnbecca, Amburgo e per il Reno con Rot- rainno naturalmente conservate , o con patti dii
terdam. Quiesto porto oJ.aind.ese aveva, lo si noti, .guerra, o, meglio, mediante sagaci accordi interu•l timamente sui suoi 26 mi!1.ionii. di t()ID.,nellate di nazionali.
moviimento, ben diciotto milioni di tonnellate
Da tutto iJ suesposto a che si ridurrà perlanto
di merci tedesche. Nè parliam9 del movimento la sfera d'azione portuaria di Gen·o va ?... è purdi Anversa!
troppo facile prevede.rilo, M minimi termini, perUn porto tedes co vic.ino a Basil~a sarebbe, col- chè av~à anche a sostenere la concorrenza cli
le ferroviie ,da esso diramantio.i, magnifico cen- Nizza Marittima, che per 'la ferrovia della Roja
tro di irradiazione commèrc.i ale germanica nella avrà facilità di penetrazione nel Piemonte.
È ben noto che le ·spese dei trasporti di merce
Svizzera, nell'Austria, Francia oriientarle, ecc;
Chi infatti conosca il ..me:ravigllioso sfruttamen- per via acquea sono di gran lunga infemori a quelto del Reno e dei canali navigabili che si fa dai le dei trasporti per ferrovia; il negarlo o contetedeschi, chi sia a g,iorno della c~tinua prepa- starlo sarebbe un dire che al mez:wdì d'un giorrazione marittima per iil dopo-gu·erra çhe fa la no sereno non sfolgora iJ. sole.
È ben noto che anche facendosi tar.i:ff e ferroGermania, chi sappia qualmente, mellltre si vuole attuare questo porto germanico cLi fronte a viarie specia!i e rro.dotte sii.a per le linee dei Gio' Basilea, ,si studi:a Ja coingiunzior.e del Reno coJ vi, che per la direttissima, i commercianti aDanubio '(per nuovo canale naviga.bil.e) compren- vr,anno sempre maggior convenienza di prezzo a
far pervenire le loro merci d'oJtremare per V ede e vai.Iuta tutta J'importanza de1l'evenrto.
Diiseg'no francese è invece di procurare per nezia, e colla via acquea per Milano, che nocn farMarsiglia e Cette tali comunica-ziorui p~r vi,a ac- . le passare per Genova colla ferrovia, correndosi
quea (per il Rodano) che Lione divenga iJ con- rischi di ritardi oausa la mancanza di vagoni, ed
trapposto del porto german~co pross,imo a Basi- aumento di spese causa le tariffe ferroviarie e
lea. A Lione i francesi hanno già tenuta UJna .fie- quelle di giaceo:iza.
Che avvenire avrà dunque il porto di Genova,
ra, che è diseg'~o pre·~ da il posto di quella di Lipsia. Lione poi, data la sua posizione gleogx•a :hca, insidiato da una partie da Marsiglia· e persino da
può fadlm.ente colle fenovie comun-icare coHa Nizz.a col canale naw.gabile Venezia-Milano-LoSvizziera, col Piemont.e, ecc,
carno, col porto germanico attiguo a Basilea?•••
La vita commercii,ale, l'egemonia commerciale
Da parte f ranicese pertainto non solo si studia,
ma sii. opera perchè Marsig:l,i a, la riv.al.e marjttima di Genova non precipiterà forse rapidamente?. .•
di Genovia, abbia ass1icurato v.ieppiù maggioir rag- purtroppo questta eventualità è facilmente prevegio d'iTradiazione pot"tuaria. Lan1entarsene sareb- dibile. Sperare che la Franai-a rinunci a servirsi
·bc un controsenso.
di Lion•e è follia; sperare che, vincendo l'Intes~
Le energie lombardo-venete col percorso ac- 1non si f.arà il porto, diie.i.amoJo di Baisilea, è pur
queo V eine.zia-Milano ( da estendel'lsiÌ &i.no a Lo- follia. Se non lo farà la Germania lo farà la 5-vucarno) saJ.vano la valle Padana dalll'invas.ione zera. Del resto è a prevederisi che neppur l'lnt&commerciale tedesca, da:Ha concorrenza di Mar• ,sa osltaicolerà questa creazione di nuovo porto: insi.glia. È un servigio enonne, che rendono alle vero gli Statii deJJa medesima, onde evitare, cauindustrie, ai com.mre,rci it8Jli.ani; è un mezzo es- sa nuove tasse (forz.atamente in caso diverso ad
senzialmente pratico di dif e.sa e d'in-r.adiazione imporsii), disordiini ·in casa propria, cercheranno
dei prodotti i-tialiiani, che così otterranno. Venezia d'a•v e,r e d ·a lla Germamia la massima indennità di
riprenderà comm,eirciialmente l'antica f:loridezz.a. guerra; e perciò si impadroniranno o controlleInfatti il suo << den1tro-terra >> portuario sarà co- ra,nno anche ie dogain1e, ferrovie, porti marinar.i.
s-tituito (.con questo canale navigabile, e mercè e :B.uvi,ai1i germanici. Ora il nuovo porto vicino a
più dir.etti :riaccordi ferroviari con Trento, eicc.} Basilea potrà ess·er più ,es.so fonte di reddito gadal Ven,eto, Trentino, EmlJlia, Lombardia, parte ra!nzia di pagamento.
del P,.iemonte e della Toscana, senza contia,r e le
Sarebbe poi follia, oltrechè delitto di lesa paregioni d'oltral,pe.
tria, fare opposizione cdata o malTl•i festa alla v1ia
Credere eh.e fa:rà od avrà concorrenza portuaria acquea Venezia-Milano. Ridesterebbe antipatie
da Trieste, divenuta it,aliana sarebbe erroneo, regionali, non giungerebbe allo scopo; ma anzi a
perchè le regipini interne alle quali serve Trieste dainneggiare ancor più Genova s-ia di fronte .aJia
119
Veduta generale dello Stabilifllento di Busto Arsizio
GIOV]{NNI MILAN I
&
N I POT .I
f ABB~ICA TESSUTI DIVERSI DI COTONE
Telefono N.
Telegranuni
59
MILAN POTI
TESSITURE
FILATURA
Busto Arsizfo
e
S~Bartolomeo
Castiglione
Olona
(Brescia)
Pan.ora.:rna della Filatura in Castiglione Olona
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
Patria, che ad og'nuno. Al mondo vi è posto per
tutte le energie avvedute e siaggie; e (si osse:rvi)
il di..sciplii..nato svi..luppa,rsi delle stesse o sorgerne
di ,nuoy,e arreca non danno, bensì benefizio a tutti. Solo le menti piccole possono altrimenti pensare, ma hanno poi danino sotto ogni lato.
Il irimecLio a.il. pericolo che minaccia ill Porto di
Genova vi è invece, e degno delle mag'nUÌche tradizioni della Superba. Tutta la nostra stor.ia detl
M ,edioevo sfavilla delle impriese ardite, saggie,
lungimiranti de.i figJ,i di GenoV'a. Dovumfque neJ
Med~teI'rMl!eo, nel Levsante vi sono memorie belle deille audaci, ma oculi.ate ed energiche iniziative degl,i avi no,s,t ri.
Ora s-arebbc un fa,r gratuita ing.iuriia ag,1i abitanti di Genova attuale r.itenerLi incapaci cLi affrontare 1i..l ponderoso problema, e di risolverlo
in modo ,che .nion solo sia confoo:-me ,ai loro interessi, ma al bene d'Italiia. Basta che d·avvero lo
vog'liano; ed essi ,s tes•si troveranno la giusta, utile, pr,atiicissima .soluzionei, U b.ronto1are non
giova, sibbene iil pensare, ,ill fare.
La v~a .acquea Milano-Venezia d,arà .impulso inatteso ai comme,l'loi, ·aJlLe industrie, ecc. della
valle media ed infer.io.re paidana: perciò, eSISendo spinta e mezzo alla produzion,e di sBlt1le, nuove - ricchezze, è più che dogico debba farsi. Ma
Genova nel contempo n001 deve perdere il suo
hinterland .commeTciale. Come ciò conciliare? ...
come da una possibile fonte di discoridie trarre
.invece le fonti a maggiore ricchezza n,azionalle ? ...
Di fronte a noi, è vero, s'erge aspro l'Appe,nnin-0 ligure, ma l'ingegn,eria odierna negli ultimi anni f,ece così grandi ed iimprevis,t.i progressi, che
1a .costruzione d'un canale nav.igabile Genova-Pavia-Milano non s '1appre1senta come impossibile:
già
C8111Jale siffatto dicies.i pensasise Na:polleo:ne I.
Or.a ,studiarlo d·al lato positivo del più pratÌ,co
e f acJe tracciato, delJa mii.nor · spesa e del mass,imo utile, pairmi dovrebbe essere opra e mèta an•
zirtutito di quei figli di Genova, che I1i~da,no 1e
splendide tradi%1ioni patrie. Attuarlo partpi dovrebbe pur esse.re ,scopo delJe energie liguro, la
potenz.uail.iità finanz.iia!'liia deJJ.a nostra regione ( accr,esciu,t,aisi a,ncor più neg,l i ultimi tempi) essendo ben nota. Non .m1i celo le difficdltà tecniche
pe.r •l 'esecuzianie della nuova via acquea, circa i..l
prog,ertrto della qua!le naturalmente si dovrebbe
band.i.ire concorso. Non mi celo l'entità de!Lla spesa; mia questa nuova viia acquea mentre s,a .rebbe
la sailvezza dell'avvenire commerciale del Porto
di Genova, sarehbe una nuova fonte di ricchezze
per l'economia nazionale ed un buon ,impiego di
fondi per gli azionasti, se come di dovere gerito.
a
A:llora Genova (con percorso ,acqueo - di quasi la metà della via acquea V enezia-MilBJll.o pot,endo portar le rii.e.rei del suo porto in Lombardia) conserverebbe il suo raggio d'azione portpario; e, ben facilmente accordandos.i con Venezia per la ripartizione dei mer,eah transalpini,
difenderebbe ,l 'Itailia d1all'invasiotne commerciale
germanica.
_
Quanto sopra, in riassunto, credetti dover mi.o
di figilio di questa energica terra .italiana ora scrivere; e lo feci.
A chi di ragione, l'aiscaltare la mia libera ed
indipendente voce; e provvedere!. ..
LA SISTEMAZIONE IDRAULICA
DEL GARDA.
L'ing. Antonio Averone e l'ing. Poletta, -studiando con accurata i,nidagi-ne e con coscienziosità di metodo la sist~mazione idraulica del Garda,
onde, garantendo il benehcio ai rivieraschi, non
sieno per nulla pi:eg.iudicati gli inter,e ssi mantovani, erano già venuti ne1la persuas,i one, basata
su dati tecnici, che il limite massimo della massima competenza del Lago può ess,ere fi,s•s •ato a me•
tri 1.80 sopra z.eiro, mentre il limite minimo può
essere fissato a 0.40 sotto zero dall'i.drome~ro di
Pesiehiera.
H senatore Bettoni ritiene tale diistanz.a tra i
due fili d'acqua, troppo forte e ritienre necessario
che per la maggiaranza dei comuni laicuali, contemperando .in equa ·armon.ià i legittimi inteires·s i
di questi con qudli per le reg'ioni :Gnitime, foss e
per quanto è possibile, ridotta; diminuendo per
con,s eguenza il limite minimo, fermo restando
che l'oscillazione fra la massima magra e la miaissima piena sia contenuta neJ limite di m. 1,40.
Quehlo che iJ Bettoni sulla ba.se delle conclusioni deJJ'ing. Poletta proporrebbe è l'attuazione
delle o,p ere seguenti:
1) Lo sbarramento ~ttravevso il Mincio med.iain:te la erezione di un edifici.:> regolatore, l'ufficio del quale sarebbe quello di pirocu.rare il massimo scaricò delle pie.ne del Lago nel loro periodo ,saliente in modo da .i mpedire ogni dallill.o aì
molteplici interessi delle plaghe toccate dal hume e quello derivante d,a,ll'impoverimento esagerato delle magre. ·
2) L'apertura di un nuovo canaLe ausiliario
che dovrebbe servire · come ,scaricatoré delJ'eccesso di piena del Lago. Esso servirebbe altresì
ad utilizzar.e le forze idrauliche, a raddoppiare
ed a render costanti le attuali incerte competenze dell'acqua destinata a scopi agricoli lungo la
121
LE I. I. I.
~ = - - - - - - - - - - - - - - =- - - - - - -
sponda sinistra del Mincio ed a provvedere sovr1atutto aHe comunicazioni per via d'acqua fra iJ.
lago di Gairda e Mantova.
Un complesso di studi e di provvedimenti sull'importante que,stione delle piene e delle magre
del Garda è indispensabile e iin: questo senso va
manifestandosi una benehca agitazio1111e inte,sa a
promuovere quei radicali provved•i ~enti utili allo sviluppo della vita industriale benacense ed a
quella fluviale ed industriale del Mincio.
Congiunto per via fluviale ben reg.o lata il lago
di Garda al Po, si apriranno nuove f adli vie ai
commerci, e per riflesso si aiute'I'anno le industrie che potranno più f aailmenfe sorgere neHe
vallate delle prealpi che si raccordano alJ'alÌveo
del benaceinse, legandole con mezzo facile e poco
dispendioso di trasporti, alla industre Vallata Padana.
LA CRISI DEI PIANOFORTI.
Attualmente tutto iJ1 mercato europeo, ed il nostro specialmente, sono spro;visti di strumenti
tedeschi. Non ci vengono più i pianoforti dai paesi nemici: ,o iò è naturale, ma non se · ne cos.truiscono più neppure al1l'initerno, ed il consumo noln
è per la guerra dim.muito: il suo incremento continua a,scendente co me prima e la mancanza dello strumeinto stra1I1Ìero ci fa parere anche più
grande di prima la richieista. Si sono esaurati i
depositi ,che i nostri negozianti avevano saggiamente colmato durante la neutralità ed ora è un
contÌnUJO agg.irarsi dei negozianti per le varie città d'Italia: alla c,acc,i a degli strumenti. Fatica vana, chè i negoziainti debbono de,s olantemente rispondere ai loro c1ienti che non vi sono piiù pianoforti.
Può continuare questo stato di cose? Pensia,mo
di no, e pensiam.o che do!,biamo · essere m:oi a risolvere i:l problema che griava sull'economia nazionale per quattro o ciinque milioni aill'anino, e
che si può tiisdlvere soltanto con l'appoggio del
Gov:erno.
« Se non lo risolviamo ora noi stessi - scirive
l'« Idea Nazionale» - come abbiamo mcomin•
ciarto a fare per molte altre industrie, ce lo r.iso1veranno gli altri; ricordiamocene: la risolu:z,ione
altrui vorrà dire la morte i,r.reparabile di quel simulacro d'industria che attualmente si dibatte
fra mille difficoltà e hscalimi, ed un 'ottima occasione perduta per redimerci dallo straintie.ro e
per ridurre il mostro debito sulila bilancia co1nmerciale del paese.
Abbiamo anche la tradizion.c: per noi: da Cri1
122
= - = == == == = == = = = = - = = = =
stoforis a Strad.ivari, a quelllo Stradivari che costrusse violini hno a 92 anni e di cui invano si
studiarono i ·segret,i , si esaminarono i legni e l e
ve11J1ici e alla perfezione del quale nessuno potè
avv>icinarsi anche lontanamente, perchè nessuno
potè avviicinarsi alla sua perizia e aJ suo talento.
L'INDUSTRIA NAVALE.
Potrà l'Italia creare e sviluppa~e una poderosa·
industria nravale e tale da poterle forinire in un
decennio il materia le navigante in quantità e
qualità tale da costituire una marina mercantile,
non ,s dlo adeguata ai suoi traffici, ma anche corrisp~ndente al posto che le competerà fra le grandi nazioni marinare del mondo?
Quali sono gli ostacoli che si oppongo.no alla
crea.ziione di una grainde organizzazione dell'industria ,navale nel nostro paese?
A queste domande, il profes,sor Oreste Arena,
in una conferenza tenuta a Palermo, rispose fra
l'altro con le seguenti osservazioni: « Oggi nessun serio ostacolo s,i oppone in Italia allo sviluppo di u.nia poderosa ' industria navale. Ed invero,
superato l'OS!tacolo siderurgico e data la possibilità di una forza motrice ·a buon mercato, con un•a
mano d'opera abbondall'lte, inteHigente e assai
duttile a ogni specie di lavo~o, noi non vediamo
che U1I1a sola barriera perchè in un decennio il
nostro ·paese possa co.nquistare .il posto che gli
c0rmpete fra le gra!Ildi nazion~ marinare: la manca·nza di animo e di fede nei nostri uomini di governo neU'affrontare il p;oblema. Avranno essi.
quando giungerà
momento, ,i l coraggio di daTe
un poderoso freg·o alla politica marinara che ci ha
funest~to pea."' tanti anni, con un continuo sperpero di milioni senza alcun co.strutto, e di . instaurare un 'atltra, ab imis. fondata su a.Ltre bas~ e tale da dare l'impulso ca·pace di produrre gli eff etti benehci che si invocano? Un miliardo almeno
è ,necessario per ricostituire iJ nav.ig·Lio da
eo che ci nece,s.sita. Ess9 deve essere speso in un
decennio, e tutto in casa. E siccome gli attuall i
cantieri non. ne hanno la p.otenzia1ità, bisogna r.ipartirlo in due : una metà da assegnarsi a,Ì cantieri esistenti, col patto che aumentino gli scali e
,si corredino ·degli opportuni attrezzi ed officine
per costruire presto e a buon mercato, e l'altra
metà da assegnarsi a non meno di die.ci enti da
costituirsi per l" mpianto di altrettainti stab.iliment.i naval~. Fiissato il fabbisogno deJ materiia!le da
cositruire, che è di molto superiore al milione d i
tonnellate, e hssati i tipi di navi adatti ai nostri
approvvigionamenti, e, per ogni tipo, le categorie
1
a
om-
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
di portata crescente da 8 a 18000 tonnellate, il lavoro dovrà esse.re ripartito fra i cantieri in atto,
e quelli che sorgeranno rapidamente, adottaindo
la riproduzione in seri.e. Lo Stato verrà così a
spendere cento milioni all'anno. Affidando il materiale pronto aHa navigazione, p,arte alle Società in atto, e parte agli armatori, o gruppi di armatori, che dessero buon affidamento di capacità e onestà, Jo Stato, nel periodo di trenta anni,
colle quote annue di ammortamento calcolate
per venti anni, verrebbe a reintegrare interamente il miliardo ,anticipato ».
che nella Legislazione di guerra si sono venutii
decretando in materia tributaria, sostando 5pecialmente su quelli che fl.lrono i concetti che la
Associazione ha fatto ogge·tto di un proprio me· :rti.oriale aJ. Ministro delle Fi,n,an.z.e sull'appiicazione dell'imposta degli extra profitti alla industri.a
serica.
Accennò ai problemi del dopo-guerra per la nostra industria e dette ragione 'deJla sua azione
personale spesa nella Commissione Reale per lo
studio del reg·ime doganale e dei trattati di commercio, nel ,senso di mettere in evidenza l'importanza di questa industria, il suo dazio aH'interno
e all'estero per le forti pr,otezio-n i concesse alle
L'ASSEMBLEA DELL'ASSOCIAZIONE
.altre industrie e per gli alti dazi proibitivi eretti
SERICA ITALIANA.
dagli aJ.tri Stati per contrastare !'.entrata de.i rio·
Martedì 6 marzo, priesieduta dal presidente stri prodotti.
dell'Associamone cav. Ang,elo Ferrario, ebbe luoToccò la questione del dazio francese di engo a Mil,ano l'A~semblea generale ordinavi1a del- trata delle sete torte, che se non è matura atten.
l'Associazion•e serica italiarna con l'intervento di d·e però una buona soluzione.
cirica un centinaio di soci.
&icordò la partecipazione alla Missione comIl Priesidente, a nome 'd~l Consiglio Direttivo, merciale im. Russia deil delegato comm. Ghisi, già
ha esposto una elabol'!ata Relazione che interes- Console italiano a Shanghai.
Fece una larga esposizione di qudli che furosò vivamente il numeroso uditorio. Egli accennò
allo sl,ancio col quale gli agricoltori hanino fatto no ,i problemi nel campo della politica dei trao~i sforz.o nella scorsa primav,era per mantene- sporti e dei consumi, dei qua1i l'Associazione si
re nella maggiore possibiile effiaienza il raccdlto è vivamente occupata, e illustrò la sua azione nei
bozzoli, malgrado gli ostacoli creati dallo stato di riguardi deJI'assillante questione. della dehcienza
g'uerra. Segnalò il contributo che l'A.sso·c iazione de-i combustibiili.
Espose l'intenzione di un •.a zione diretta in a.r ha dato a questo i,mpulso, 1sia invocando anche dal
Governo provvedimenti atti. ad appogg.iare quesito monia cogli Enti agrari locali per risolvere in queramo della produziorn,e agricola, sia propugn-ando sta ora difficile per 1' agricoltura e per l'industria,
con opportuni incol"aggiamenti il concorso di tut- n•el modo più f,elice, il quesito della coltura priti i Comitati di Assistenza Civi'1e n,elle regioni mavera.le del baco e quello dei secondi allevamenti, che precisamente assumono un carattere
serif,ere a· questa buona causa.
Fece la storia dell'andamento dei mercati in tutto speciale di attualità.
quella vigiili.a di raccolto, costatando in quell'epoca una certa riflessione n1ei corsi dipendente pex
I NOSTRI MARMI.
quanto riguardava il · Giappone dalla previsione
I marmi nostri, gl,i apuani in ispecie, sono, codi raccolti futuri maggiori del normale, per l'Ita1ia dall'incubo che misure di restrizion,e d,egli me è noto, apprezzait.iissimi e bene ricercati dalsbocchi a1l'eistero dei suoi prodotti, venissero !' est,ero. Essi costituiscono una delle massime
attività delle 111.ostre tndustrie estrattjve a lafo
prese nel frattempo.
La relazione tratteggia la larga e particolareg- dello zolfo, di Sicilia, e dei minerali elbani di fergiata 1,>art,e che riguard1a tutta la delicata questio- ro, e sardi di :.inco . .
Nel 1913 le nostre cave hanno prodotto comne deJJle esportazioni, d!elle pratiche espc;?,r.ite da:1l'Associazione nei riguardi dei noti decreti ri- ,plessiivaimeinrte qualcosa ollÌ\l'le il mezzo milione di
guardamrti i divieti di materie seriche vell"'SO i pae- tonnellate cli marmi, per .un valore di questi, sul
si neutrali conhn-anti con gl'imperi centrali, e in- piazzale di cava, di 25 mid.ioni di lire. Cogli alafme dell'auone esplicata, in collaborazione col bastri si sale di trecen.tomila lire oltre i 26 miGoverno, per rendere questi provvediment.i meno lioni.
In marmi lavorati abbiamo nel 1913 esportato
onerosi al mercato.
Il Presidente passò a spiegare l'opera dell'As- per 37 milioni di lire. La prod~zione marmifera
sociazione nello studio di tutti i provvedimenti dal 1905 al 1913 si è aumentata cli 100 mid.a ton-
123
TARONI LUIGI
TESSITURA
COMO
69
M E C C A N I. C A
S(J(Rlf
VfllUTI
•
•••••••••••••••••••••••••••••••••••••
•
.
■
: PARRAVIC-INI
•
••••
■• ■• ■ ■ ■ ■• ■
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C.succ. •
• • • • • • • • • • • • • ·•
•
■
■ TESSITURA
•
■• ■
••
■• ■
MECCANICA
■
• 01
I
SETERIE
E
•
•
VELLUTI •
•
•
•
■
■
STABILIMENTI
■
• COMO
E
•I
IN
M A .S L I A N I O O
( PROVINCIA)
DI COMO
■
•
•
••••••••••••••••••••••••••••• • ••••••••
■
ESPORTAZIONE
■
• LONDRA
E
NELLE
A
■
AMERICHE ■
•
•
••••••••••••••••••••••••••••••••••••
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
nellate circa, e la n0istra esportazione, nello s,t es.so periodo di tempo, di circa 13 milioni di lire.
L'industria, sia come estrazione che come es,por~
tazio1111e, è quindi attiva.
I marmi apuani, bianchi o venati, di Carrara,
di Massa e della Versiglia, coprono i tre quinti
della ,nostra complessiva produzione. Nella zona
apuaina non mancano d'altra parte pure i marmi
colorati, specialmente nel Sarzanese e nella Garf ag'nana, e se,m pre notevoli sono i marmi del senese, sotto Montalcino.
Attiva e bene organizzata è l'estrazione del
botticino, nel Bres iano. I giacimentii di marmi
colorati di V alle Camonica trovano difficoltà di
sfruttamento, nella insufficienza dei mezzi locali
di trasporlo; e per la stessa ragion,e, ed ancor
più gravemente, riesce difficile l'utilizzazione dei
marmi del Mer.i di~nale; di Vitulano, ad esempio,
nel Molise; di Bova a Palizzi in Calabria; delle
Alpi di Latronico in Basilicata; di Murgie pre,sso
Corat,o iin Puglia; e così via, per nominarne a caso
alcuni, ol1nie aille numerose e ricche cave di Sardegna, che pure esse rimangono, si può dire, inutilizzate per deficienza di mezzi di trasporlo.
Il mercato esteno dei nostri marmi è offerto
essen71ialmente dahl'Inghfi.Ltierra e dagli Stati Uniti d'America. L'industnia si è costituita essenzial1TI1ente in Itailia grazie all'iniziativa ed ail consumo inglese; oggi iJ1. me,r ca.to americano è in legg,era prev-ailenza su quello stesso inglese. N eJ
1913 gli Stati Uniti hanno ricevuto per 6.600.400
lire di nosini mairmi, ·iini confronto a sole 3.800.000
lire ricevuti n,eJ. 1905. L'Inghilterra nel 1913 ha
sempre r~cevuto per 6 milioni di liire di nost:ru.
marmi. Ad ogni modo il mie.reato ma.nnif.ero, trattandosi 'd'a:r,ticolo di .lusso, è alquanto oscillante,
specialmente ,queUo americano, e rende l'indu sh.'lia particolarmente deli-cata.
PER LA NAVIGAZIONE COMMERCIALE
CON L'AMERICA.
Le difficolltà gravi della navigaZiione commerciale con l'America, che ,si sono di recente accre·
sciute dopo la promulgazione del decreto luogotenenziale sulle requi&zioni dehle stive a boll." do
dei piros cafi battenti noetra bandiera. hanno indotto la Camera di Commercio americana per
l'Italia di adoperarsi ad ovviare a questo stato
pa:iegiudizievole per .i rapporti italo-americani.
In questi gionni un,a s,peciale delegazione camera1Le conferì a Roma col Milnistro Adotta e
con l'ambasciatore amer,icano. I colloqui condussero ad una intesa: a stabilire cioè di noleggiare
e acquistare naviglio neutrale per l'importazione
di merci amenicane in Italia e l'~sportaz.ione di
prodotti .italiani in America.
A questa iniziati va il miruistro Adotta si è imp~gnato di da:r:e · a nome deil govet1no italiano le
massime facili-tazioni, Specie nei nostri porti di
imbarco. L'ambasciatore amenicano a sua volta
ha sollecitato dal governo di Washington la mag·giore coope,razione, mèntre le Camere di Commercio e i sindacati americani hanno assicurato
il loro valido concorso. In seguito a ciò la Camera di Commercio d'America p·e r l'Italia che ha
sede a Milano, ha stabilito di invitare i griaindi
esportatori italiani a riunirsi '..11 consorzio per l'esercizio di un.a libera linea di navigazione. AU'invito hanno già aderito parecchi esportatori americani.
UNA NUOVA INDUSTRIA NAZIONALE
L'I
DUSTRIA DELLE PIANTE MEDICINALI
Il Comitato delle piainte medicinali nominato
dalla Rederazione Pro Montibus e costituito da
sroienziati specialisti come i proff. Piutti, Gaglio,
Cortesi. da g'randi industriali modeirni come il
prof. Po gi, dal comm. Brizi, capo di gabinetto
dell Ministro per l'Agricoltura, da tee.mc.i come
il dott . Borghesarui, ,i,l prof. Fraochia, 11 dott. Sac•
cardo, è 11iuscito dopo un anno
mezzo di lavoro
solerte e indefesso a orgaJn.izzare la parte sçientilica necessaria ad una feeonçla uti'lizzazione
delle ricchezze del nostro paese in piante estrat ive stabilendo d'accordo aJ M ,i ni,sitero dell'Istruzione una serie di esperienze scientiliche
e un.a col1ezà.one di pialllte medicinali italiane ed
esotiche presso I'Orto Botanico della R. Università di Roma, ed altre presso l'Orto Botanico de:1la R. Uin,iv:ersità di Napoli, pNSSO la Scuola di Enologia di" Av,eHino, il a scuola superiore di Agricoltura di Portici, le Università di Sassar~ e Cag,liari, nonchè un campo sp"rimentale ad Orbe•
tel10 ed un giardino di piante allpine in V al d'Aosta.
Fra le piante .iintrodotte basti r.icord are l'idraste ca,n adese, di cu.i la droga in I tali.a si paga
14.000 line il quintale dovendola importa.re dal1 America.
ltl Comitato poi, coll'appoggio del Ministero
deiLLe ColOUllie e in napporto con gli Uffici Coloniali, sta stud1iando l 'utiiil:izzazionc dei prodotti delle
Colonie nostr,e , fra cui interessa la senna e lo
stramonio deli'Eritrea.
e
1
125
LE I. I. I. - - - - - - - - - - - - - - = - NUOVE GRANDI OPERE PUBBLICHE
IN CALABRIA E BASILICATA.
Il Min~stiro dei Lavori Pubblici ha pr-esent,ato
alla Camera Ull1 importante disegno di legge per
aicoelerair,e nei prossimi e:serciz:.i finanziari, immediatamente successivi alla guerra, le opere pubbliche in Calabria e Basilicata. Dei 161 milioni asseg'.nati alila Calabria e dei 77 milioni wssegnati alla Basilicata con le leggi speciali a favore delle
due re,gioni, circa i du~ quinti re.stano ancora da
impeg•n·are. Senonchè le soro.me residue non solo
non sono suffi.ciienti a compiiere tutte le · opere i.n.
d.icate da11a legge, tna i fondi per talune di queste opere, specie di carattere .st~adaÌe, .s ono così
ridotti da non consentire un.a efficace ripresa di
lavori nelil'immediato dopo-guerra.
In vista di ciò, il ministro on. Bonomi propone
di agg.i ung'ere ai fondi atsseg'nati dalle leggi srpecia'li, altri 21 miilionii, e pr,ecisa.mente 15 per la
Ca1abria ~ 6 per la BaSti1icata. Questi fondi, stanziati in 6 esercizi, sono destinati a sviluppare
quelle opere per le quai1i le dotazioni sono più deficienti. Inoltre .iii clisegno .d i legge, con un•a innovazione ch•e l'esperienza ha dimostrato necessairia, provvede ad af6,dare alle provincie d,i BasiJiicat,a e CaJ.abria la manutenzione per 5 anni d~
que.ll1e straide comunlatLi ch•e vengono co.s tr.wite a
cura deillo Stato. Le •prov.incie provvederanno aila manutenzion•e col conic.or.so dello Stato e dei
Comuni.
-i.-
-
-
-
-
-
-
-
= - - - = -=- == - = .:.= == == = == =
se della povertà di molte azic111de: dove wn.a ditta
vivrebbe be1?1e se ne iistituii,s-cono due, se ne fondano tre! O vanno male tutte od una di esse cade, con danno dell'economi,a pubblica e privat a
del paese. Nè le banche nè i cap.itali P'it"ivati dovrebbero in modo alcuno incoraggiare e f.avorir e
la cr~azi.:me di ~utili « duplicaiti » che si traducono 1n vero sperpero.
Ma la debolezza fondamentale d,elle ,a ziende
industriali italiane - fatte le debite eccezioni sta nella corsa continua al dividendo, cosicchè s i
assottigliano lino ad un limite per.icoloso le ri-•
serve e gli ammortamenti. L'aumento del dividendo è .spesso considerato come la mism."a del
successo degli ammttsitratori ed ha il plauso degli azioniist:i e del pubblico. SpetSse volte in.vece
sarebbe meglio l'opposto. È senza dubbio desiderabile che ogni azie,n da industriale possa com•
spondere swi pro.fitti effettivi non meno del 6 per
oettllto agli azionisti. Ma hno a quando un 'azienda non sia saldamente e fortemente consolidata,
non dovrebbe oltre·p 8!ssare questo limite. Ass-eg'Iliare a fondo di ammortamento o di riserva ogni
maggior profi,t to è quanto di più utile si possa fare nell'interesse dell',azienda e degd,i a~oniisti.
Sdlo le industrie che seguono questa linea di condotta prudente .sano sicure del loro .avvenire : esse sole meritano l.a fiducia del pubblico.
IL PROBLEMA DEI CAMBI
Sui cambi in quesite ultime settiimane si è scrit. to ,a sazietà senz.a il"iuisair,e a dire nulla di nuovo
e nessuno ha pensato - dice il Corriere Economico - o voluto mettere .in chi.aro che se to sbiP ,airsiimonia e .sa:v.i.ezza nell'evitare o.perazioni lanaio commerciale è la causa princip,a Je delle
avventi.ate e rischi eccessivi di credito, sono due• nostr.e non 1iete condizuoni di disfavore nei camottime noiime .di ammi,nistrazione. Ma è pu!l'e in- bi, iin tia1è sbilancio ha inflliito notevolmente la
negahile che le nostre aziende industri,a li . e com-· condotta dei due ultimi nostri Governi.
A cominciar dal gr.aino, mordiamo come .i prim-er-ciali sono troppo fria.zionate. La molteplicità
defile f,abbriche, dei commerci, dei ne,g'oZÌ<Ì di uno mi gravis.s.imi ~rrori furono comme,,s,s~ dal Gavasites,s,o articolo, au.m.e nta le spese genera.li, pro- sola, i!l quale r,ihutando c'Onvenieinti offerte · sul
duce organismi deboli, fac.ilmente soggetti a cri- hnire dell'.inv.erno 1914-15 per piccole differenze
si, e fa sailire i prezzi a car.ico dei consumatori. -sui prezzi (2-3 lirie) ne11'aittesa di un mig'lioraIn tutti i rami della produzione industriale ita- mento del mercato in vista ai raccolti del '15, {i.
li,ain,a giov,a favorir.e ill movimento di concentra- nì col f a:r pert!ler,e allo St.at0 sui contratti sucoeszione e .di assorbimento. Chi ha pochi mezzi do- sivii .da 10 ,a 15 lirie ! Si dirà: ma tutti si può ervrebbe piuttosto assoc·Ìiairsi ad aJtru che tenta.re rare nellle previsioni. È vero, ma non è fanciulimpresie nuove per conto proprio. Ed è sopratutto le\SICo il pensa?'e che coni una guer.na semi-mongravis simo errore quello comune agli ital.iiani di dia!le, ne'lJa previ.s.ion.e della stes,sa nostra diretvoler continuamente imitare le produzioni già e- ta parteci:pazione ad essa~ un solo buon r,accolto
siistenti e muoveire loro concorrenza, anzichè da- potes,se. fiar diminuire i prezzi, quando già re opera e capital·i a creazioni di oarattere diver- fira l'altro - v'era il grande aumento di consuso. I « duplicati >) economici sono unra deHe cau- mo dato dagli es eroi.ti? Ma tale era la menta.Jità
LA SOLIDITÀ DELLE NOSTRE
AZIENDE INDUSTRIALI
1
126
- - - -- - = - - - - - - - -
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
de1l'uomo, che qualche scrittore non si peritò di
affermare il nostro miglior ministro dell'Agricolura e dell'Industria l
E ncm ci si arrestò alla politica della cecità neo'li acquisti all'estero: i aggiunsero, dopo, gli errori g'tiavis-siimi in rapporto alla produzione interna. È ormai tristemente famosa l'imposizione fat•
ta dal Govel"Ilo allo stesso Ministro Raineri per
la ri.du%1.iane del preuo cLel grano da 40 a 36 lire
nel mag'giio pas ato ! Che ne .è derivato 7 Una forre riduzione della coltivia%lione in paese, e la ne•
essità di una maggiore irn.porta:z:.ione insieme alle restrizioni del onsumo interno. Così per non
pagare il g'ra.no 50, 60 e magari 70 lire ai produttori nazionali, lo si paga almeno 100 in prezzo,
ssicurazioni e noi.li, agli stranieri, col rischio di
r imanerne sprovvisti e aggravando terribilmente
i cambi.
Ci può essere politii.ca più improvvida di questa voluta dai! Ministero Bosclli? Certo ess•a non
ha ,attenuanti: non la può scusare invero neanche la considerazione che facendo vendere a 60
e 70 Ji.t,e il grano dai ,produttori naziOil!ali, · le
classi pove,:,e si sarebbero trovate r.idotte all'ined~a; pel'lchè co~e oggi lo Stato compra all'estero
a 100 per rivendere a 40 a tutti ricchi e {:,overi, avrebbe {:,otuto meglio comprare all'interno a 60-70
e rivendere- {:,oi sotto-costo a 40 e magari a 35 ai
poveri, provvisti di tessere, ( ad es.), e vendere
ai ricchi a sopra-costo, magari a 100-120. Oltre
c he un risparmio generale, si sarebbe ottenuto
he la ricchezza restasse in paese e il cambio non
peggiorasse.
Al Govierno vi fu iiruvece chi ebbe paura di far
fare un guadagno ai proprietari fondiari. Ora co.ò
è stolido. Non si oap.isce anzitutto la fobia contro .i guadagni di ,chi opera pel benessere del pae•
s e, e in second'o luog'o, è sempre meglio -che guadagnino degli · tal!iainii piuttosto, poniamo, ch,e
egli austrialiani o degli argentini. Ma quella mentalità gretta e roviinosa non è del resto propria
solamente ai nostri ucmuni di Governo; e.s,sa è
a nche diffusa fra molti stud.-iosi di scienze sociali, i quali negli industriiaJ.i che guadagnano non
., sanno che vedere dei ladri o poco meno! E così
si concorre a lasciar che .il nostro denaro emigri.
_ che si resti anche esposti a v.ederci maPl)Care
le cose più necessarie! Fra l'altro, se con la nostra produzione incoraggiata e spinta dagli alti
frezzi e quest'anno Sii sarebbe potuta già ot, enere - si fosse coperto o quasi il fabbisogno
nazionale, il tonnellaggio oggi impiegato a trasportar grano, avrebbe potuto trasportar carbone, ferro e altre materie indispensabili, con un
vantaggio che non v'è chi non pos.sa vedere.
Così gli s.ch.iamazzi e le querim.onie di tat1ti
onesti ( ?) ciechi della nostra scienza e della nostra politica, ci hanno dato il bel resultato di mettere in pericolo la difesa <lel paese!
LA FUTURA CITTÀ UNIVERSITARIA IN
MILANO.
Con convenzione 3 maggio 1913 si costituiva
un onsor:z.io fra Jo Stato. il Comune, la Provincia e la Can;iera di Commercio di MiJ.,ano, allo
oopo di costruire .r11UOVÙ appropriati edi6ci ad uso degli Istituti di Istruzione Superiore della città. Con de r:eto ministe,riaLe del 28 novembre del
mede imo anno, registrato alla Corte dei Conti
1'8 genn io 1914, si eileggeva la Commrissione esecutiv del Consorzio nelle pe11sone dei signori:
Marche e Ettore Ponti, prof. Luigi Mangiaga1li, sen tori. G. B. Zanetti, intendente di fuianza, per lo Stato, prof. Giovanni Celoria,. arch. Giovanni Giachi, per il Comune, ing. E. de Caipitani
per la Prov.incia, cav. Aldo Giani per la Caniera
di Commercio, .il sen. Giuseppe Colombo pel" g1i
Istituti uperiori di Milano.
Provveduto alla sede del Consorzio, aissumendo in affitto un appartamento al primo ,pia.no della casa via G. Verdi, 13, la Commissione Esecu•
tiva addivenne alla nomina del Comitato tecnico,
incario to dello sviluppo dei progetti esecutivi dei
costruendi edi6ci e della direzione dei lavori,
,nonchè dei funzionari e del personale strettamente nece~sario al disb~igo dei vari servizi.
Gli Istituti Superiori considerati dalla Con•
vienzione e pei quali il Coru.~rzio deve provvedere nuova e degna sede sono .i seguenti: 1) Politecni o; 2) Scuola superiore di Agricoltura, 3)
Scuola Superiore di Medicina Veterinaria; 4) Istituti Clinici di Perfezionamento (Anatomia
normale e patologica, 5) Accade111ia di Belle Arti, 6) Accademia scienti6.co-letteraria; 7) Osservatorio fisico-astronomico-meteo1ologico; 8) O rto
Botanico.
Le costruzioni del Consor:ziio veng()jtliO per ora
limitate a quelle di compendio del primo appalto
in corso, concernente La Regia Scuola Superiore
di Agricoltura, rimettendo ad epoca migliore gli
a?palti, che _riguardano gli altri Istituti di Istruzione superiore.
L'ASSEMBLEA DEI BIRRAI ITALIANI.
ell'assemblea generale tenuta in Milano dall'Unione Italiana fabbri.canti birra, il presidente cav. Alcide Si monelli, di Roma, fece agli adu-
127
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RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
lor e deu. sottoprodotti r~cuperati, fra i quali v'è
a•ppunto l'acido oleico (oleinia), prezioso perr l'industria della lan'.a e che s'importa dall'estero con
gravi difficoltà.
nati la sua relazione S'ull'attività della preside·n za nel difficile periodo trascorso, per ottene·v e dal
Governo f aci1litazione n ell'applicazione della tassa aumentata di fabbricazione sulla birra e dalla
direzione generale delle Ferrovie lo .s peciale trattamento _(diritto di precedenza sul trasporto ferroviario) deJ quale ha bisogno il loro prodotto. Il
presidente riferì inohre h e il consiglio dell'Unione, d'ac cordo on la cattedra ambulante d'agr.icoltur.a ,di Mil ano, ha praticato in zone diveirse
la cuhura di ailcu-ne qualità di orzo più adatte adla fabbricazione della birra, per affrancar la nostra
produzione dall'industrÌ,a straniera. I primi risultati ottenuti da que•ste prove furano notevoli. Fu
poi ideata una scuola di birrai, che fra breve potrà essere praticamente attuata.
L'IMMENSO MERCATO RUSSO.
LA DEFICIENZA DELLE MATERIE GRASSE
E L'INDUSTRIA LANIERA.
Il problema del.I' utilizzazione de·i grnss.i e dei
s-ali conte;nuti nell'untume della lana naturale e
che fu sempre quasi completamente tras•c urato
i.n Italia, diviene adesso interessant.iissimo. Basta pensare che dai 5 milioni circa di chilo.gr. di
lana che mensilmente vengono lavorati s•i potrebbero ricavare circa 250 mi.la chili di sali potassici
e certamente più di 1.200.00Q kg. di grasso di
lana, dai quali si potrebbero separare, con
proce,d.iimeniti molto sempli,ci, almeno 500.000
chili di ac.ido oleico ed altrettanti di acido stearico. T.ali ricuperi veinivano fatti già nei paesi della grande industria laniera, cioè nel Nord delJa e
Francia e nel B elgio, sia con trattamenti sulle
acque de1l'ordinari.a lavatura della lan.a, sia col
disgrassamento mediante benzina, precedente la
•
lavatura con semplice acqua.
La separazione del grasso di lana dalle acque
•
di lavatura è problema tutt'altro che semplice,
s,pecialmente se legato a quello d ell'utilizza:z.iOIJle :
dei sali potassici, e non è certo affrontabile nel •
mome.nto attua.le. Sarebbe invec e possibile otte•
nere i grassi e delle acque contenenti forti dosi
di carbonato di potassa, sia col procedimento a'l- •
la benzina, sia eseguendo il disgrassa{nento col
solfuro di carbonio e facendo poi la lavatura del- :
la lana con sola acqua sen:z.a impiego di soda o di •
sapone.
•
Dall'immediata applicazione di tali metodi, che
•
porte.rebbe nell'economia generale del paese una
utilità grande permettendo di ottenere quasi gra- •
tuitamente gvassi e sali potassici, l'.iindustria la- •
niera avrebbe qualche dis,a.gio, s•c rive l'ing. Gui- •
do Tar,g'e-titi, però ampiaimente compensato dal va-
Molto si è parlato e scritto negli ultimi mesi
di ciò che potrebbe rappresentare per il commercio estero ita.Liano del dopo-g'uerra il mercato rus~
so. E mentre un lodevole spirito di iniziative -ita•
lo-russe si svolge a Roma, una nostra miissione
comm ercia.Le si è recata in R u ssia per conosce~~
più da vicino le caratte.ri~tiche di quel g'rande
mercato.
Una saliente caratteristica di questo e la sua
immensità. L'impero russo .. presenta una diversità di suolo e di clima gr.a•n1dissima; e l'intluenza
che questia diversità ha sul modo di esistenza e
sui bisogni di vita del popolo russo è scarsamente compresa nel nostro Paes e; eppure, per ben
comprendere e valutare che cosa potrebbe rappresentare per il nostro co,m mercio e la nostra .
industria il mercato rusJSo, o~corre assolutrumente intuirne tutte le caratte1ris ti che s,alient,i che lo
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maggior parté dei nostri cli~nti, dopo una prima
Burroughs,
,,
passati a leggere il nostro opuscolo "A T TESTATI", vi
proveranno che la
ne ha adottate delle successive.
V O I farete lo stesso, il giorno in cui potrete dire di conoscere la Burroughs.
Chi non conosce la Burroughs non è in
grado di esprimere alcun
· . giudizio sul suo valore.
Il primo acquisto di una
può essere un omaggio alla sua fama: i successivi al
rendimento constatato.
A V O I è necessario conoscere questa macchina, la quale trascrive in
colonna, somma oltre 2 5 O addendi
m meno . di 5 MINUTI.
NESSUN TIROCINIO - 5 MINUTI bastano per apprendere ad usarla.
Non accettate. per ver~ le asserzioni di chicchessia : C O N T R O L LAT EL E !
Chiedeteci l' OFUscolo " A T T E S T A T I ,, - non impegnatevi.
Burroughs
ENRICO DE GIOVANNI
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4 0.5 O 0.3 O
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5 O 0.3 O
3 31 . 0 O
4.5 5 5. 0 3
6 , 7 O O.O 5
9 O 0. 1 O
5. 0 O
4 .5 3 3.31
5 6 0.6 4
3 4 0.2 O
4 , 555.30
5,6 O 6.0 3
4 4.02
3 3:3 2
5 60.0 4
2 7 9, 3 2 .3. 1 1 :::
2
7 9, 3
2 3. 1 1 ,::
1 2.4 3
1 4.7 5
3 5.6 5
3 4 6.5 4
1 4.65
4.0 5 6.0 O
5;6 O 2. 4 O
66 5. 4 3
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4.0 O O.O O
3 4. 5 4
4 6 6.0 O
. 4. 5 O
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26 3.3 3
37 4 . 5 8
512. 2
40. 5
5 7.7
3 5. 5
7 0,0 1 O. 8
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3 3 4.0 O
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RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
Non è, dunque, una nazione ma un in tieiro m o n do, che potrà forinire d o mani larghissime quantità di materie prime alle officine di molti paesi,
e,. contemporaneamente, potrà assorbire Ullla notevole quantità d i altri prodotti.
Ma bisogna proce.dere, però, con molta caute•
la in questo lavoro di espansione com.me.rc.iale.
U1110 degli errori maggiori compiuti dai tedeschi
e concepito anche da taluni nostri scrittori ed economisti, è quello di aver ritenuto la R ussia un
« mercato di con quista)) . O ra, qualunque paese,
anche jjl più potente de11 mondo per qua,nfo rsiguarda la potenzial ità di conquista industriale, il
quale volesse avviticchiar,e e stringere il m ercato
russo n Ua morsa di un monopolio di industrializzazione, seguirebbe l a peggiore delle politiche di
penetrazione econom ica.
Bisognerà, invece, aiutare la Russia ad assicurarsi una « sua » potenzialità industrial e . Q uesta
è l'unica via ch e può con durci allo sfruttamento
migliore delle grandi r.is o:ns e di quel m ercato.
dominano e ne pla·smano la fi~io,nomia. Limitan•
doci .all'espre:ssione geografica dell'Impero bisogna pensa.re. che essa copre un settimo di tutta
quanta la superficie della terra feirma, e si estende senza interruzione su me-tà del mond~
o quasi; bisogna pensare che il suolo russo ha
dei fiumi navigabili in quantità superiore a qualsiasi altro Paese; che presenta delle oscillazioni
di clima -ch,e vanno dal tropicale al ~aciale artico, eh.e contiene, nelle profondità delle sue terre,
tutti i tesori minerali, e che la coltivazione può
dare ogni genere indispensabile alla vita di una
grande nazione. Basterà ricordare che la Rus,sia,
prima del:la guerra, produceva annualmente duece111t9 milioni di tonnellate di ceiieali e che le sue
forest"e sono così sterminate che basterebb~o a
provvedere di tutto il le,g'name neciessàrio il vecchio continente, per due generazioni almeno I...
Così non bisogna dimen ticar.e - scrive Luciano de F eo nella Perseveranza che i de·po,siti
di oarbon fossile della R ussia basterebbero al
fabbi.sog.no dell'i•ntero ·mondo per due s-eco1i; che
il petrolio del Caucaso, il ma n ganese, l'argento,
il platino, il radio, lo zinco, l'oro, il f,er,r o che s,i
trovano nel sottosuolo russo hanno UIIla entità
in volume veramente notevole.
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col vol~,re che venga subito discusso, un
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tale deil Freddo )) , La· qu~stione dei contributi è
sfata assai b~ne e praticamente risolta mediante
una disposizione cli legge. la quale stabilisce che
tutte le industrie che si giova•n•o di queste stazioni sperimentali, perchè esercitano la loro attivi,,
tà nel campo di azione delle stazioni medesime,
sono tenute a dare un tenue contributo, che pare
non andrà oltre l'uno per m.il.le del capitale sociale. Dovranno contribuire in.oltre alLa istituzione e.d al mantenimento delle stazioni sperimentali, fra cui quellà del Freddo tiene senza dubbio
ora il primo ,p osto per la u.rgenza dellLa sua creazione, olt.re il Governo, gli Enti locali, Comuni,
Camere di Com.mere.io, ecc. della c1rcoscrizion ~
in cui le stazioni so-rgera·nno.
fasciicollo del 16 marzo. riassume daflla Gazzetta
di Losanna una serie .di •articoli sulle hnanze ita-
liane, la quale dà, dice il confrate1lo parigino,
« degli interes.s•anti ipairticolari che non ci è possibiil.e passare sotto -silenzio >>.
Tali particdlarn .si rnas1sumono in tutto a.11a consisten%la del nostro debito pubblico prima deUa
guerra (30 giiugno 1914) quail e veniva denunciato ,daUe ,situazioni ufficiali d.ei nostri dicasteri;
all'ammonitare delle ei111trate dello Stato ·alla sites,sa data quaJ.i sono date da11le situazioni del T •eoro pubblicate periodicamente nel!la nostra Gazzetta' U f/icial e ed altrove; al par.agone fra il debito pubblico ,aJla data 30 .giugno 1914 con quello del 30 giugno 1915; al pairag'one delle entriate
f r1a i corrispondenti esercizi dei due anni finanziari sopra indicati; allo stesso paragone della situazione del debito pubblico al 30 .giugno 1915
e 30 giugno 1916.
Qui si arrestano i paragoni e viene la conclusione he così suona:
LE FINANZE ITALIANE
« Su un aumento, durante la guerra, di 12 miVISTE DALLA FRANCIA.
l~ard•i e mezzo di lire, 8 m-iEardi e mezzo sono
Leggi.!amo nell'Economista di Firenze .il se- stati coperti da prest1ti ammortizzabili e 2857
mil1.ioni da buoni ordinari del Tesoro, 323 dallo
duente istruttivo tratÌletto:
L'Economiste Européen di EJ. Théry, nel suo aumento della circolazio,n e dei biglietti di Stato
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e 815 miliorui da un aumento delremissione dei
b;gliettti di banca per conto dello Stato. In totaLe v'è quiindi un ,aumento di debiti sui quaJli c'è
da pagare un intere..sse di 11.3 miliardi, il che va
a recar.e un nuovo onere al Tesoro di 620 milioni di lire all'anno peir il servizio degli intereS1Si e
degli t81llllnortamenti ».
A ·parie la esattezza delle cifre riportate daJ.
coil!leiga ·e d alleato Théry, a,t traverso la Gazzetta
di Los'anna, ci viene fatto di rivolgergli que..ste
due domande:
1) Trattando del'le finanze del.l'a'lleata Ital~a,
pel"chè non servirsi direttamente delle pubblicazioni ufficiali ~taliane, anzi.chè far credere che la
Gazzetta svizzera abbi,a dei particolari inediti o
teiniuti ceJa,t~ d.al nostro gover.no? Il Théry avrebbe ·potuto trovare facilmente nel no,sitro stesso
Economista, che li riproduce da.i documenti ufhciali, quegli stessi elementi che seimbra'll\O un
priviieogio della Gazzetta svizzera.
2) Perchè non completare le informazioni
coHa notizia d,e lle ent.rate oorriis-p ondenti al periodo 20 giugno 1915 - 31 dicembre 1916, di cui
ha esposto J'entità del debito pubblico, in modo
da daire ai lettori deill'Economiste Euro,péen an-
che .la dimostrazione del modo come lo Stato italiano 'h a potuto provvedere ad assi.curar-e esuberam•eomentie i!l ser:vizio • degi1i intere•ss.i occorrenti
pei prestiti pubblici ,c ontratti?
'
Rileviamo la cosa soltanto peirchè anche in materia di linan:z-a gradiremmo d.i vedere i nostri vicini, alleati, e latini amici francesi più esatti e
,sorupo1(\Si nei riguairdi detlla loro vicina, alleata,
ed amica ItaJia.
Inutile aggiungere ,che le I. I. I. appoggiano
piena1T11ente le due giustissime domaiI11de rivolte
dal confratello ,aJ sig. Théry, quantunque sia leito prevedere la risposta d.e l supe,rhc1ale economisrt:.a francese.
IL PETROLIO IN ITALIA.
Dante Viecch~ni ha pubblicato una diligente
monografia (Tip. Redaehli, Milano) sul petrolio
con uno scopo ben de-finito: queLlo di concorrere a dimostrare J'esistenza del prezioso combustibile 'n ltaha, spiegando le cause degl'insuc•
ce&si delle poche e rare rice:riche f.atte;si 1in diverse parti.' Siccome ogni argomentazione è documentata, è a riteneirsi che si potrà hnalmente at-
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·= ··' = '= ·=
,\ · -· = = === == == = = . == = ===============
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1 P.ER FACILITARE GLI SCAMBI
stazioni più lo,n t,ane. Con que sto e.spedien:te lie
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f e.r,rovie francesi, pur riscuotendo, ritenuto che
. ,
. e ·;LA FRANCIA n~L NORD.
Je quantità di cereal•i sped•i te pe~· le diverse deÈ indubitato che un,o studio Rccurato deJ mec- s t i.nazi.ioni siano favorevolmente distribuite, un
canismo ,dei prezzi d.eUe tariffe ferrovi.arie: po- pnezzo abbastanza remunerativo, possono per i
trà ' facilita1Fe di molto le tr.attative · intes1e a mi- traspor ti su cui mag'g~o.rmente si eserc.itere,bbe
gli~ra.~e i nostri sca~hi; specialmente col Bel- la concorrenza del porto italiano scendere a un
gio, d'Olainda, e iJ nord della Francia, e anche tasso di m eno di 2 aelllte,s imi per tonnellata-chicoH'ln1ghiÌt~rra, per quei prodotti che soppor-ti- lom e tro, ch e e,quiva!le cjrca alb . spesa viva.
no il doppio trasbordo attriaverso la Mani.ca, in
confronto del trasporto interaane,nte m 1arittimo.
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debbono .co~p,~er~ oltre f,r.ontiera. È u111a specie to accordato dal Governo persiano (in pevsona
di dumpi,;z.g ferrovia.rio che si appreind,e studian- d i M ota-Cheme.s-Saltane h) p e r la durata di 50
do i e tariffe d~U.a P. L. M. frane,ese. Questa So- a nni alila ditta Fratelli Pas,calidès di nazionalità
cietà ·infatti p,er favorire il porto di Marsiglia grec a, i di cui s.tabilim e nti di confez-ione sono st•ache trovas,l in· coi:icorren.za con Ge,nova per i tra~ bili·t i in Turchia; esso comprende,r ebbe l'esclusp9rt~ di. g~à.ni diretti• in Isv:izzera ,fa ( o faceva) sività d.'e lla f,abbrica.zione del seme bachi in Perpagare sul perco~so Marsi,g lia-Ginevra di chilo- sia, non solo, ma, particolarità esiz.iale ag.li in-
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teressi italiani, francesi e russi, sarebbe inserita nella cotl!cesSlione una clausola formaJ.e per la
quale nessun altro s eme potrebbe entrare in Peria a cominciare col 1919, e i diritti d'entrata sa1 ebbero raddoppratii durante il period·o tran,sito 1
no · 1917-1918.
1
IL MERCATO EGIZIANO
E L'ESPORTAZIONE ITALIANA.
In un ;recente pregevole rapporto della Camera di Commercio i,n1t le,se in Eg~tto sul commercio egizi a.no in g'enerad e sulla prob~biJità di èsoa.nsione del commer io inglese in particolare,
sono contenute importa.nti notjzie che si ritien1e
opportuno di rilevare e completare per norma dei
nostr,i e po_r,tatori per cercare di aumentare il
cummerci.o italiano con quei mercat,i e di sostituirvi i prodotti che prima della guerra venivano
importati d 1alla Germania e da1ll'Austria-Unghe1
r1a.
Fermiamo l '·att,enzione sugli articoli maggiormente prodotti in, Italia:
T essut,' d,' cotone grezzo imb,'anch,'t,'. - Ath!aJmente provengono in misura principale dal1"Inghiilterra (Manchester) ; piccole partite sono
pure impooit\a·t e dalla Fran-c ia e dall'lta1ia. Gli
importatori vendono ai negozianti indigeni contl'o tratte di tre o quattro meiSi, che in eff ett0 si
estendo.no a oinque o sei m~si.
L'importazione di ta1e articolo è di una certa entii,t à e, dato il suo cointsumo, la nostra es•p o.rtazione potrebbe certa•mente svilupparsi.
Calicò stam,f,at;. Sono importa-ti prin1cii,pa1mente daLl'Inghilterra ed in pi.ccola parte dailla
Francia e dalla Svizzera. L'Italia e l'Au.str.ia-Ungheria av,evano qua.sii mo,nopolizzata l'importazione de1le lanelle, ,di g'u~sia che i nostri e~portatori
potrieibbero notevolmente SiViiJ.uppare iJ loro commercio non solo so1stituen,dosi n ,e l momento prese·r.Jte ai fabbricanti aus-triaci, ma anche col vendere le specialiità hno ad oggi di importazione esclusiva dell'Inghilterr.a e di alltri paesi europei.
Per tali for,niture è norimalmente concesso un
c11edito da inque ,a sei mesi.
Tessuti colorat,' l1'sc,' ed a /antas,'a. - L'~mportazione di questo al'lticoilo è negli ultimi anni molt0 aumentata, e per l'avvenire promette d-i rag'•
giungere maggiori quantitativi. L 'I.tali a aveva già
;1 primo posto in quesfo ~mportauon,i segui,ta immedioaitaimente dall'Austria e dalla Germania. Da-
137
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ta la nostra buon,a posizione sul mercato, non dovrebbe e&&ere .difficile ai commercianti italiani cli
aumentare le loro impor tazioni sostituendo quelle ,che in passato pro,v,enivano daU'Austria e dalla
Germania. ·
F,'lati di coton e s e mplice e -{,lati ritorti. - La
importaziO'nle dei primi è qua si esclusivam e nte
fatta d1all.l'India. Però è bene n<'fa re che nel commer.oio dei filati ritorti la J1ostra importazione è
molto lontaina daU' ave r raggiunto il .massimo e
perciò Le quantità ve ndut,e potrebbe'l"o es•sere
molto aumentate. N e i ·contratti si usa accord a!le un credito di tre mesi.
J'1aglierie in gen er ~ e maglierie di lana. - P er
l e maglierie in genere, •l a doma·nda è ,i n cost ante
pro gre.s-so. specialmente per gli articoli a bu on
m e vcato. Il più s·erio concorr,ente all'import azione eu.ropea è ~ Gia,p pone: i quantitativi pr ove•
nienti dall'Italia sono piuttosto esigui. L e m a•
· glieri,e di JM1a, prima della guerra, provenivan
per Ja maggior parte dalla Gemnainiia ed eratn pref eri~e specialmente per il loro basso prezzo e per
i colori a fanta.:si'a; 1'Ita:1:ia, ,s ,t ,1di,rundo più accura•
taimente ile ne·c es,sità del mercato e cer,c ando di
sodd;sf,ave iJ g'usto degli .iindigeni, potrebbe am-
plia,re le .sue v-ein,diite normali sostituendosi per
molt-i articoli all'unportazione tedesca.
Abiti confez1'onati. - Fino a qualche a,n no fa
questo commercio era completamente nelle ma,ni dell'Austria, quantunque parte dei ·tessuti impiegati provenissero dall'Inghilterra. È que.sto
un genere ,di commevcio molto imp(){['tante, il quale in avvenire si svilupperà maggiormente con il
•prio,ga,-,e,ss~v,o arwiVlil~mento ddle classi indigene.
Recenti comunicazioni dei ·nostri Regi Uffici in
Egitto ha:nno riichiamato l'attenzione dei nostri
e sportatori sull'argomento.
Ora ci ,s embr,a opportuno osservare che. dato
ià confortante ,s viLuppo ra;ggiunto dalla nostra ind ustria dam;iera, una forte ·esportazione dall'I tali a d i tale articolo oltre ad essere discretament,e
r imune rartiva, sarebbe anche molto utile per l'economia del paese.
Scialli di cotone m1'sto a lana colorati fantasia.
- An he questo commercio ~olto notevol.e è in
con,t inuo progresso. Pr.ima della g'uerra .esso era
qu as i monopolizzato dalla Germania. I nostri
fabb r icanti potrebbe,r o perciò con sicurezza avvantaggiarsi delle circostanze attuaJi.
Colli" e cam1'cie. - Pure questi articoli erano
139
LE I. I. I.
= = - = - - = == = = = - - = = - = -- - -- - - - - - - - - - - - - = - - - - - - -
in passato importati quasi esclusivamente dal- discrezione degli agenti locali, di tenersi in più
l'Ausfr~a, perciò valgono anche per essi le comsi- intimo contatto coni le banche egiziane e di far
proteggere con la registrazione le proprie mar~
derazioni svolte avanti.
Lanerie. - Provengono quasi tutte dall'lngihJ- che.
terra. Anche le nostre fabbriche potrebbero però
bene introdursi tenendo conto che il corusumo e
IL PROBLEMA DEL RISCALDAMENTO
:i.n continuo aumento e che, per gili articoli ingles.i
Se il problema del ,riscaldamento delle abitasi lamenta .il difetto della poca varietà dei disezioni per mezzo dell'elettricità non può dir&i ang·ni e delle tinte per solito troppo scure.
cora risoluto dal punto di vista economico, non
Mobili. - La principale importatrice è l'In- ostante i vantaggi e le comod~tl eh 'esso presenghilterra. Anche i nostri prodotti però arrivano ta, fin d'ora ed anzi con tuti. .1 urgenza occorre
in Egitto in discreta quantità, ma a parità di con- premd,ere in seria considera7'ion~ l'impiego d-eld~zioni viene prefer.ita la manifattura inglese 1' elettricità per ,l 'uso che s~ ne può fare per la
perchè più accurata nella esecuzi~ne.
cucina.
Prima della guerra l'Austria era l'unica imporBisogna però prama di tutto che non rimanga
tatrice dei mobili di legno curvo, e perciò anche lettera morta la legge che esonera dall'imposta
per questo articofo il mercato è rimasto libero al- erariale ·l'elettricità per uso di rascaJ.damento;
l'attività di nuovi concorrenti.
bisogna he eg'u~e esenzione sia accordata per
Come conidizioni generali di successo per l'au- l'importa comunale; ed è indis;ensabile che le
-mento dei traffici con l'Egitto la Camera di Com- aziende fornitrici di elettricità non soltanto con~
mercio inglese ,consiglia, e noi ripetiamo, di no- sentano prezzi molto ridotti, ma diano modo aminare dei buoni rappre,sentanti locaJ.i, di far gili utenti di gode1·e di tali es e nzioni e riduzioni
visitar,e Je piazze da esper i viuggiatori con ric- app1icando speciaili contatori, nd attuando provchi
mpionari, di rimettersi per il credito alla ved~menti atti a distinguere renerg'ia elettrica
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pGr la quale si pagaino tariffe molto ipiù e1lev ate,
e 1non si _godono le dette esenzioni. Ciò ir.ende i,n attuabile, dal punto di vista economico, iJ risca<ldamento dlet.trico, in •confronto di que1lo a
cairbone, non ostant.e il' ecce:z,ionale e'Levat~,ssimo
costo di questo.
Ma se l'an.erg.ia elettrica pel ri.scalda.m.e,n to s~
pag'asse a'l prezzo, esente d 1a tasi;e, idi L. 0'.10 pea:kwo., quale oggi è concessa per la forza motrice,
la apes.a ,s arebbe a•lqua,nto inferiore a quella del riscaldamento 1col -ca·rbon foSlsile. N eJLe ,condizioni
attuali per le abitazioni il rnscaldamett1to eLet.t rico
non s,a.rebbe più ,c airo di quello a carbone, ma anche ,quandto il cM"bone scenderà notevolmente di
prezzo, potrà su,sis~•steire la convenienza del riscaldamento e'lettr.ico, per oonsideirazioni di comodità e speciadmeiil!te se il prézzo dell'eine'I"gaa
potrà ridu.rs•i, ,come i,n Ameri,:; a, a Li.re 0,05 peir
kwo. E così può .di,rsi !per l'iin1piego del<l'd.etitricità agli usi di cu:cw.a.
1
laiggfo, è ,sfato fra l,e alltre merci colpiito ill prodotto « ,r eti.celle pe:r la incandescenza a gas ». Se
conrtro questo dirvieto non dove~se interveni11e un
pravvediiimejillto del g'overno italiano, questa no•
s 'tr.a mduistir.ia, portaita .in bI'leve tempo alH' alt,ezza.
dcil1a fabbr~caz.ione iterm·a.nica, che, un.i.ca prima
de[ .c onHivto CJU1.ropeo, s.erv.iva il mercato mondiaàe, v-errrebb.e senz "a1tro a .scomparire. La « Soci,età per la incandescenza a gas Auer in Iitailia >)
per afferma.I1si ha dovuto sOtSte,n ere una lotta accanita spe ie ,con f01anda e la Svizz.er-a ove fabbnicainti improvvisati, p:iù o meino O'la,nd-esi e svizzeri, offr.ivano prezzi e con.dizioni vant.ag'g,Ìosissi•
J
m:i.
Lo stabilimento dà oggìi lavoro a duecento operai e la produzione è ,di circa 6.000.000 (s1ei '
mi1-iani) di .reticelle all'anno, quantitativo che è
possibile di ll'acLdoppiare m breve, aumentand o
così sensibilmente ~l numeiro degli operai, gia.c•
chè è b~e Ticorda.re che in guesto prodoitto la
ma,no d'opera rappresent,a la p~rte princi<p.aJe.
UN ASSURDO DIVIETO D'IMPORTAZIONE
LO STATO ORTICULTORE VIVAISTA
Nei ree-enti divieti d'.i.mportazione ,emana,ti dal
In forza .del decreto luogotenenz.iale n. 323 de{
governo inglesie per l'ail'legato d:.fetto di tonneil- 18 febb1J:1aio (Gazzetta U{fociale del 7 corr.), ·~o
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142
RASSEGNA DEL MOVIMENTO INDUSTRIALE ITALIANO
scopo ,di diffondeire la coltivazione de1le pi ante
fruttifere, al hne di miglio.raire l'ali.mentaziione e
dare .incremento ,all'~ndustria delle conserve aJ.imentari ed alla esportazi~nie, il M:inistero di ag:ricoltura ha facoltà di istitui;-e viva1· d1' piante
/rutti/ere, anche .in consorzio con altre amministrazioni. I va.va.i adem.pira.n.no .anche a funzioni
retlative a.!11.o studio, alla pratica sper.iim.entale. alla ,propag'and•a e all'incremento della frutticoltura neli.e !'ispettive regionii.
Questo decreto, con ,altri arti,coli omessi, ha destato aflairme nellia dla-sse deigli orti.col tor.i prof essionisti ~ta1iani.
Sono di ie!l'i gli echi de.Jile l.!ritiche mosse all'az-ione d~l Ministero di Agr.i coltura in fartto di vivaii forestali e di rimboschimento~ sono d,i ieri ~
voti. che studios:i, tecnici e professionisti hanno
rivollto ,a.1 Governo per otte.nere che cessasse la
concorreniza che lo Stato, senz::t giustificazione a·lcu1n:a, fa a tutta una claisse di indus-ti,ia1i dell'olt'ticoltura ita1iana; sono cLi ieri le severe parole
rivolte da ogn:i • categ'o.ria di industriali italiani
cofntro la .incapacità degli org'ani.smi statali a risolvere crisi o problemi intaccanti la vitaliità na1
:uon
Le -finadiità ·e i mezzi di questa istituzione SOl1lo
analogh.i a que·lll..i che ai proponf:"va, in altro campo, la Legg'e che• aocoo,dava gird.tuitamente i semi
e 1le piantine occoo-r-enti per i rimboschimenti.
Ad.eisso siamo al ,s econdo att::> della Monopolizzazione .dei Vivai e degli stabilimenti orticoli.
Non baistava a dar senno ed esperienza il passato, Jrl!On dei! tutto gloriioso nè fecondo, dei Vivai
Forestali di Stato; non baistava la provata msu-f-6.ciente org'ainizzazio:ne d.i tali vivai forestaili a
render convinto il nostro fun-zionaTismo uf6.ai-ale
he certi servim necessitamo deill'assillo che dà
l 'intieresse pr,iv,afo, che dà ila co,nvenj.enza economica, che dà findustrra!lizza.z,i ont'.
Si obbietta: i vivai forestali di Stato suppliscemo ai1Jla mancanza quasii assoluta di vivaii privati che produ.cono po.ante e · semi fore1Stali. È forse vero ci'? Oppure non si scambia in tal caso
la causa per l'effetto? Non sarebbe per ca.so la
distribuzione g.raituiita tatta dallo Sta.to di piante
e seimi fores-ta1i la causa dell..t Ìmposs·ibile consitenza di viva.i pnivati? Coone po~sono i viv,ai privarti vincere Ja concorrenza che loro reca la g'ratuita distribuzione deHo Stato? Ma se privati vivai di piante fruttifere esistono ed esistevano
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E
PRODOTTI Ct-llMICI
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ORIFICENZE:
ROMA.
LYON.
ROMA.
SIENA.
FERRARA
TORINO
ESPORTAZIONE
1900 - Croce e Medaglia d'Oro
I 9 OI - Grand Prix et Médaille d' Or
1902 - Gran Premio e Medaglia d'Oro
1907 - Coppa d'Onore e Medaglia d'Oro
191 O - Medaglia d'Oro
Encomio di S. A. R. il Conte di Torino
1911 - Medaglia d'Oro ~ Esposiz. lnternaz.
EXPOATATION
143
1
LE: I. I. I.
= = = = = = = = = = = = = = = = = =- = =- = = = = = = = -= = =-= = = = = = = = = = =
in ragguardevole numero .in Italia, perchè si è
sentita la nec~ssità ,di cre•are vivai di Stato in ·
concorrenza con i privati? Come possono, se non
con grave loro da,n1no ·e pregiudizio, i vivai privati
sostenere la concorre,n:z.a che Sr1.1ole e Istituti governativi o dal Goveirno largamente sussidiati,
fanno con la ve!ndita di pi.ia:.nte ·ottenute nei giardin•i e negli arti « spenÌimentali )) con mano d'opera quasi gratuita - quail'è quella~ de.gli alunni
deHe scuole e degli opera.i dal!,-:, Stato pagati ai
lini del]la scuola - e ·in terreni di pro·pr.ietà dello
Stato o degli is,t,ituti che fo Stato largaim,ente sussidia?
COME IL GOVERNO FAVORISCE
GLI INDUSTRIALI.
grammi che vennero il 14 corr. di -sera spediti a
Roma dcd:la ,seig',reteTia della loca.le Camera di
Commercio. Eppuiie a tutt'og~·i, 30 marzo, NESSUNA RISPOSTA e n1essun permesso giunse
a Milano, come nessuna ris,posta ottenne altr,a domanda inoltrata fin dal 12 cor::.-. a mezzo della
Fedeirazi0111Je Ese.rceirutii di qui. A noi non rest.a
quindi che .il dainno per le spese fatte d'affitto,
d'add-0bbi e di rappresentanza e lo scorno di non
aver potuto intervenire aUa Fierà altro che con
una ... circolare ! >>
UNA RIUNIONE PER L'INDUSTRIA
DEL LIBRO.
Presso la sede del Comitato N _az-ionale T ecni-
La. Fabbrica
Ore.hcerie, argente:r.ie, Attilio In- co Scientihco ebbe iuog'o il 22 marzo una riunio.
.
.
ne per trattare di alcuni wportanti arg'omenrt~ rivern1zz·1, c.1 .scrive:
« R.ifere111Jdoci al vostro · intendimento di pubbDicare una reJazione sul concorso italiano alla
Fie.ra di Lione, ci penmettiam.'> sottoporre un ca,s o
oc;co11soci perchè v,oi ne f acc:ra,te l'uso che cred.erete.
« Animati dal.l'intendimento di far -figurare anche l'industria Orafa italia.na al!a Fiera, noi, unici orefc.i in Italia, de.c idem.mo di parteciparv.i;
ben certi di fare C<Jln ciò una semplice afferma:z.ione, giacchè vigendo i divi ,~ti sull'esportazione
dall'oro e quelli sulla importazione dall'estero delle merci di lusso, non poteivamo cedo contare,
p-er ora almeno, su un vantaggio maiterriale.
« Dal Governo france.se ebb~mo ben sollecitamente appianate le difficaltà, tra l'altro quelle
che si riferivano a1 titoilo, diverso dal legale in
Fraincia, dei nostri ca'mpio.na:ri di merce d'oro. Il
Governo itallia.no inv,ece inc-0mir.ciò coJ neg'are i,l
pe,r me,sso d'esportazione temporanea, poi lo subordinò ad una gar.a,n zia iin solido di una Banc,a
france.se che si doveva impegna.re a gairaintire il
ritorno del campiomario od altra quantità d'oro
equivalen.te.
« Condizio,n e molto difficile, alla quale nOtÌ contraipponemmo i.inutilmente l'offe.:-ta di depositant
trenta miJa ' lire in d.og,ana, CIOÈ IL DOPPIO
deft va1lore del campion.a.rio da csportar&Ì, a garanz~a d,eil suo ritor,no dopo i quindici giornii. della
Fiera lnh!ne anche '1a voluta garan:z.ia ve,n ne trovaita e una, Banca Fr1anceise b::!le>g,r afò e .scrisse
l'impegno voluto da1l Ministero: lettere e te[e-
f eirentisi a.Lla industria del libro.
Vi inte'rvennero l'on. G. B. Milia.ni, il prof. dottor Camilla Levi, il gr. uff. ing. G. L. Pomba, NotM"li, Amm. De,leg. dell'Istituto Editor. Italiano,
il caiv. uff. Ceschina, l'ing. Ravizza, il comm.
Giuseppe Vigliardi-P,aravia, il comm. Innocenzo
Vigliardi-P:uavia, il prof. ing. Rignano, il comm.
Vanzetoi per la Caimera di Commeircio, l'ingeg.
Finzi, .il pro,f. Ragg.i per 1a Banca Italiana di
Sconto, il pirof. Venforini, il sig. De Magistr.Ì,s
per l'Istituto De Agosti.ni di Novaira, il cav. Alfieri, iJ. sig. Raffaeillo . Bertie,1:i, l'ing. Remo Nodari, il cav. BagareHi, l'ing. Baseggio, ~l gr. uff.
Enrico Bemporad, il prof. Gobbi.
Si deliberò di proporre a1la Presidenza .del Comitato Scienti-fico-Tecnico la cveazione di 3 sotto-sezioni: Carta, Industrie Grapche, Industrie
Editoriali, aggi;-e,gando alla Presidenza 2 ViceP r esidenti, che pre1Siedeirann? rispettivamente le
sotto-se7li ni Industrie Grati.che ed Industrie Editoriali, ed un vice-segretario.
La Presidenza Generale del Comitato approvò
la creazione delle 3 sotto-sezioni, e nomi,nò a V1.ce Presi,dienti i sigg.: Gr. uff. ing. G. L. Pomba,
per la sotto-sezione Industrie Edito iali: Raffaiel1o Bert.ien, perr la sotto-se:z.io.ne Industrie Grati.che; e cav. uff. Ceschina, vice-segretario.
A Presidente e Segr,etairio deJle Sezioni Ri1Unite e della sotto-sezione Carta furono confermati
ris•pettivaimente l'on. G. B. Miiliani ed il prof.
dott. Camilla Levi.
Relozi-oni
I n u ovi gran diosi impianti
dt;lle
" IMPRESE
ELETTRICHE, CONTI ,,
Diamo il testo integrale della relazione annuale del Coniglio d'amministrazione della S. A. Imprese Elettrich
' onti , richiamando particolarmente l'attenzione dei nostri
1 tlori sulla seconda parte che allude a problemi d ' intere •
s g ner le di capitale importanza.
'zio 1916 ha segnato un nuovo progresso nello
Ila Clientela e nella conseguente utilizzazion
ianti idraulic i.
oatianno
mi alle più moder-
elle pese e p rdite , che nel 1915 era
5.28, aumentò nel 1916 a L. 5.844.008,79.
atr.imoniaile non troverete variazioni nootuti in buona parte compensare gli inve ·installazioni cogli ammortamenti proporzi on ,ti , in un periodo come l'attuale, all':intenso e for.
ruttamento degli impianti.
tà create dai richiami sotto le armi di nume, dalla rarefazione dei materiali indispensansificazione di tutti ii servizt per effetto delolevolmente maggiori di energia da parte
di guerra, non avrebbero potuto essere sua abnegazione di tutti i nostri collaboratori.
stato reso più grave dalla necessità di provporaneamente an,:::he alla ricostruzione della
gno ed allo studio di nuov.i progetti.
o, Vi proponiamo di approvare il Bilandi Esercizio col seguente riparto degli U-
o l'
VdlZO
1 31 Dicembre 1916
Utili 1915
L. 2.070.501 , 16
))
4.876,82
L. 2.065 .624.34
Dedu cendo i prelevamenti statutari: restano' L. 1.805.355,68
a cui occorre aggiungere l'Avanz,o Utili
· 1915 in
»
4.876,82
L. 1.810.232,50
Risult no
che permettono di ripartire :
L. 20,- per ognuna delle
84 .000 azioni di vecchia
mi sione
L. 1.680 .000 ,L. IO,- p r ognuna delle
12.000 azioni nuove .
120.000,- L. 1.800.000,col riporto a nuovo di L.
10.232,50
com dur nte la attuale guerra, si ono verificate
pr .vi ioni d gli Esercenti Imprese Elettriche sulla necesih di mancipare, n 1 limite del possibile, il Paese dalla
rvilù d i combustibili stranieri: mai, come ora, ci siamo
r U gr li di avere , anch per parte nostra, efficacemente
ntri u ito
qu ta mancipazione , sviluppando i programmi d e lla Società con larghezza m olto maggiore d i
qu lla corri pondente ali necessità immediate della client l , di guisa che, non soltanto le continue richieste degli utenti ci hanno
mpre trov~ti pronti a soddisfarle, ma
ci è stato pur po ibile di aiutare il sorgere e lo svilupparsi di indu trie nuove:
co ì numeros.i s~abilimenti , de- ·
diti alla produzione bellica, hanno avuto nelle lllostre diponibilità, preordinale, la possibil ità della loro espansione.
Gli aJU~cciamenti che da tempo avevamo predisposto
con quasi tutte le aziend elettriche confinanti, hanno permesso di integrare i reciproci b isogni , evitando ogn.i dj.
spersione di ricchezza idrica. Anche nello studio di quei
bacini idraulioi i quali da anni hanno reclamato e reclamano tanta parte della nostra attivltà , ci siamo sempre
preoccupati di cercare le soluzioni di massima conven.ienm, che permettessero il più largo sfruttamento, non · al fine solo del particolare interesse dell'Azienda sociale, ma
anche, e più, .del vantaggio generale del!la. economia nazionaJe.
Così pure, nel periodo attuale ,- in oui i prezzi di tutti
gli elementi della produzione ~anno segnato ascese così
rapide e che non accennano ad attenuarsi, non abbiamo
creduto cli modificare correlativamente le nostre tariffe; e
in ciò sappia:no di avere interpretato ,l e Vostre idee e di
avere seguito una linea di condotta analoga a quella delle
altre Società produttrici di enet gia idroelettrica.
Ci siamo ora accinti, come sap ete, alla costruzione di
nuovi grandiosi impianti, malgrado le molte e gravi difficoltà tecniche e costruttive, malgrado il costo di tanto
cresciuto di ogni lavoro e d i ogni fornitura., ma con Ja
convinzione di giovare al prom ~ttente ri veglio industriale
del Paese, anche oltre l'attua] p eriodo di guerra. Questo
145
LE I. I. I.======================================= =
programma eseguiremo con le nostre forne, senza invocare
leggi di privilegio, ben lieti di assolvere il compito nostro
in modo adeguato all'importanza della Società.
Non tocca a noi proclamare le benemerenze della
grande industria idroelettrica, che è veramente fra le pri•
missime di quelle il cui avvenire è strettamente legato a
tutto l'auspicato risorgimento economico d'Italia: ma a
Voi, nostri Azionisti, non dobbiamo oggi nascondere il
nostro compiacimento, mentre una· serie di provvedimenti
di Governo tardivi, o insufficienti, o dannosi, ha dimostra•
to come l'attività delle Aziende elettxiche sia poco conosciuta e non abbastanza apprezzata.
La "FIL U T ..
(Fabbrica It~l. Lhne ed Utensili ,
Torino)
conquista con i suoi prodotti
i inercati interni
un tempo invasi e sopraffatti
dalla concorrenz a straniera
ed ottiene i più brillanti risultati.
Ecco il testo della relazione letta all'assemblea generale degli azionisbi di questa importante e prospera Società :
Sottoponiamo alla vostra approvazione il Bilancio dell'Esercizio chiusosi al 31 Dicembre 1916.
La cifra degli affari conohiusi in tale Esercizio dimostra. l'importanza dello sviluppo assunto dalla nostra Azienda. Ridottasi notevolmente per il fatto dehla guerra l'iimportazione dall'estero, i consumatori diressero a noi le domande ,c he u n tempo indirizzavano altrove. L'intento di
m ostrarci non impari alla fid,ucia dimostrataci e di corrispondere alle necessità della industria nazionale, fece sì
che intensificassimo la produzione del nostro macchinario,
buona parte del quale ha lavorato e continua a lavo:rare
per butte ~e 24 ore della giornata. Si ebbe così una maggiore utiLizz:azione delle merci del nostro magazzino e l' aumento dei costi si riprodusse sui prezzi di vendita.
Fu tuttavia nostra cura di non valerci delle condizioni
presenti per conseguire esagerati benefici, ai quali, conten ti di un onesto guadagno, preferimmo rinunziare, nell'.intento di dimostrare coll'esempio come ·u n'll1:dustria possa, ne!lle condizioni presenti, far da calmiere ai prezzi e normi chiesti dai fabbricanti degli altri Stati.
E credemmo del pari nostro dovere fare un trattamento d i favore alle Amministrazioni pubbliche, sia con I' eseguire, senza chiedere maggiori compensi, i contratti conchiusi in tempi normali, sia accordando prezzi assai limitati per i contratti nuovi, assicurando così allo Stato vantaggi' che, in più di una occasione, si concretarono in
rib assi, sulle quotazioni estere, persin de11'80%.
Ci auguriamo, come abbiamo diritto di attenderci, che
questo nostro coscienzioso procedere sia ricordato dopo la
guerra così dai clienti privati come daHe Amministrazioni
dello S tato.
M ovim ento Industriale e Commerciale. - Le nostre
vendite ascesero nel 1916 a L. 2 319.073,92, contro Lire 1.340. 167 ,62 di spedizioni effettuate nel 19 15.
Conto nuovi impianti. - Dal Bilancio rileverete la cifra importante spesa per acquisto di terreni, costruzioni di
nuovi fabbricati e per la installazione di nuovi macchinari.
Sviluppando la nostra industria in questo modo, abbiamo
app1iéati i criteri del D ecreto l.uogotenenziale, il quale
fissava che i benefici fossero destinati il · più possibile al
perfezionamento ed allo sviluppo delle Aziende industriiali.
Conto spese. - Troverete la cifra «spese» del decorso
146
Esercizio alquanto aumentata in rappoxto a quella degli
Eserciz1 preced enti. Ciò è dovuto al naturale aumento delle spese per il maggior giro di affari ; alle somme distribuite quaJi. sussid1 mensili ai nostri opera,i che si rrovano
alla fronte ed alle loro famiglie; infine, ailla beneficenza
che abbiamo creduto doveroso di elargire in pro delle famiglie povere che hanno d ato soldati per la maggior grandezza della Patria.
Conto utili. - G1i rutili del nostro Bilancio risultano di
L. 336.168,48; ma, applicando i cxiter1 stabiliti dalle recenti d~sposizioni ministeriali, abbiamo segnato in Bilancio ,
al passivo, gli ammortamenti normali che elevammo quest'anno al 14 % per .il maggior consumo dei nostri macchinar1, che lavorarono giorno e notte, e cioè L.
31.617 , 10
per gli attrezzi, utensili e mobili .
»
1.886,80
Segnammo quale ammortamento il maggior prezzo pa•
géHo su tutti i nuovi impianti, e cioè .
L.
8 1.389,39
Segnammo pure la quota del 12/30 che la legge consente di ammortizzare p er l'anno 1916 dei nuovi impianti
sopracitati, cioè .
L.
45 .000 ,registrammo infine al passivo la quota imposta per i sopraprofitti dell'anno 19 15, hquidata nel decorso Esercizio.
ma che <SÌ deve pagaxe nel 1917 .
. L.
17,881,06
Utile netto. - F atte queste deduzioni, risulta un utile netto ripartibile di L. 158.394, 13, che vi proponiamo di
suddividere come segue :
7.218,25
alla riserva statutaria. normale .
L.
72 .781,25
alla riserva speciale consentita. dalla legge
»
14.437,50
10 % a1 Consiglio d i Amministrazione .
»
7 .218.75
5 % a di posizione del Consiglio .
»
agili Azioni ti d ividendo fo base all'8 %
ul capitale sociale, e · cioè L. 4 per
56 .000,-~
cadauna Azione di L. 50 .
»
737,88
a conto nuovo per pareggio utili
»
Totale L.
158.394, 13
Approvando le nostre proposte, il divridendo resterà
fis to in L. 4, - per cadauna Azione, pari a11' 8 % sul Capitale Sociale.
La vo tra Azienda continua la sua marcia ascendente
con sempre maggiori e nuovi progressi. Quest'anno poi,
e p r cifra d'affaTi e per gli utili coillseguiti, iJ. vostro Bilancio dimostra quale posto importante I « Filut" occupa
nelle Società Industriali.
La " CERPELLI a>- C . ..
ra ddoppia 11 suo capitale
Il grande avvenire della Ditta
All'assemblea ordinaria di cotesta Società fu dall'ing.
Atti1io Cerpelli, amministratore direttore, presen tata la seguente rdazione approvata all'unanii mità.
Dal confronto delle Attività di IL. 3.721.395,05 con le
Passività di L. 3.660.187 ,07, risultanti al 30 Settembre 1916,
epooa di chiusura del quarto eserci2lio sociale, risulta un utile netto di L. 61.207,98.
Il valore degli impianti al principio dell'esercizio, da
L 964.561,44 è salito a L. 1.605 .211,76; quéllo dei lavori i,n
corso da L 374.584,66 ha raggiunto la oiha di L. 764 .347,81,
ciò che dimostra nettamente lo sviluppo , che la nostra industria ha conseguito in questo periodo di tempo.
Dall!' esercizio sociale 1915-1916 non si poterono realizzare qu i benefid che si sarebbero dovuti ottenere, perchè
LE I. I.
l'
== ==-== = -= -- - ------ - - - = -- -=== - -- l lo pr visto, a subire il' ef-
I lavori che abbiamo in corso, che dovremo a sumere e
vute nel 1914, pr.ima che ci o ccuperanno per due esercizi:, rivestono carattere di
R gia Marina e della somma importanza tecnica e di soddisfazione altamente
morale. Conseguentemenite , in considerazione di questo lavoro e per il doveroso svibppo che dobbiamo dare alla noad importanti e- stra azienda, ho creduto opportuno a non dilazionare l'aco, che, com~ già quisto di mq. 20.000 circa di terreno in prosecuzione di
e pTeventivati nei quello esistente, ampliare le fonderie e p.rocedere sollecicorrenza estera, venne tamente alla costruzione di nuovi fabbricatri.
ano d'opera impreveNaturalmente, alle n1Uove costruzioni ed a1le macchine di
nto, daill'inizio di que- ultimo acquisfo ho applicato una quota di ammo,rtizz.i supeca il 180% per quanto riore alla normale; g,iacchè, se è prudente prevenire prepar la ma:no d'opera.
rand.o poderose aziende per la grandezza del Paese, è pure
e di soddisfazione poter- opera dri saggia amministrazione che le attività siano co.rreumenti surriferiti, non si lazionate ai tempi norma1i , per fronteggiare la concorrenza
la nostra azienda non ne straniera, che ge.peralmeri.te ha i suoi impianti da tempo
vo1gimento di q{iesto la- ammmtizzati.
enm e la dimostrazione
organizzazione, i proceapaoità del personale, ormai
ibiJe anche LÌrl tempi nonnall 'asse mblea straordinaria convocata per la proposta di
_ia le più iaccreditate ditte esteaumento di capitale, il Presidente dà la parola all'Amminiutti i mercatù.
stratore Sig. lng . Cerpelli, il quale informa i'Assemblea
i macchinar1 eseguiti nelle no- che, in cons iderazione degli immobilizzi, fatti per far fronento, per esecuzione, per qualità
te alle ordinazioni perv~nute alla Società, si rende neces petenti e dai nostri stessi comsario l'aumento del capitale sociale da ],ire ottocentomie riconosciuti brillanti, tlanto da
idomainda di compenso per gli la a un milione e cinquecentomila, mediante l'emissione
ili aumenti di materiaiLi e di mano <li settecento azioni nominative vincolate alle condizioni
ancora · in esame e che abbiamo tutte dello statuto soci.ale , del valore di liire mille ciapresa in benevo1J.3. considerazione. scuna.
L'Assemblea, udita la relazione dell'Amministratore , uiti con fermezza di propositi e teaffermato indiscutibilmente i nostri nanime approva l'aum,e nto del capitale come sopra da escietà nel campo ind1Ustriale, e ci clan- so Aimministratore proposto , mandando ad esso Amminile nostre officine vadano incontro ad stratore di emetterlo in una o più vol te, nei modi e condizioni che egli s bimerà più convenient i.
glioso avvenire.
***
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SUA EFFICACIA.
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e 1500, 11catola orton d" 4 "' 15 quintali.
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